Pagina facebook
NihilScio         Home
 

Educational search engine
©2009-2017

Verbi e vocaboli Spagnolo

Italiano

Inglese

á     é     è     ì     í     ò
ó     ù     ú     ü     ñ     ç
Latin version Latino

sinonimi di oír
Cerca  frasi:
Italiano
Vocabolario e frasi
L'avvocato Zummo finse, al solito, di non udire queste ultime parole: si stirò per un pezzo ora un baffo ora l'altro, poi guardò l'orologio.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Ecco: sdrajato lí su l'erba, con le mani intrecciate dietro la nuca, guardare nel cielo azzurro le bianche nuvole abbarbaglianti, gonfie di sole; udire il vento che faceva nei castagni del bosco come un fragor di mare, e nella voce di quel vento e in quel fragore sentire, come da un'infinita lontananza, la vanità d'ogni cosa e il tedio angoscioso della vita.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Di tratto in tratto Cichè interrompeva il lavoro, credendo sempre di udire il suono della campanella per aria; ritto sulla vita, tendeva l'orecchio.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Possibile che la signora Lèuca abbia acconsentito che dopo undici anni di separazione il marito torni a convivere con lei? Fa dispetto che la pèndola grande della sala da pranzo faccia udire in questa sordità, cosí distintamente in tutte le stanze, il suo tic e tac lento e staccato, come se il tempo possa seguitare a scorrere ormai placido e uguale come prima.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Non aveva ancora sei anni, e già si rivoltava, indignato, e scappava via sulle furie nel vedersi mostrato da lei a chi la rimproverava di quella sua troppa remissione; si turava gli orecchi per non udire dall'altra stanza le parole con cui di solito ella accompagnava quel gesto rimasto a mezzo per la sua fuga: che aveva un figlio e che questo, data la sua disgrazia, fosse già un premio veramente insperato che Dio le aveva voluto concedere.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
«Come stai, Franco?», gli chiese la nonna, e soggiunse tosto senz'aspettare risposta: «Guarda che donna Carolina desidera udire quel pezzo di Kalkbrenner.» «Oh no, sa», disse la signorina volgendosi al giovine con aria svogliata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Quelli gravi di suo fratello e del signor Giacomo, la coda della colonna, non le lasciavano udire gli altri ch'ella avrebbe voluto accompagnar con l'orecchio quanto era possibile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Pasotti le ordinò a gesti, con una faccia dura da satrapo, di levar dal cassettone una camicia di bucato, dall'armadio un abito di mezza gala, da un canterano un paio di stivali; e quando sua moglie, frugando di qua e di là, trepidando, voltandosi ogni momento per seguir gli occhi e i gesti del padrone, pigliandosi spesso della bestia e spalancando allora la bocca per cercar di udire la parola veduta, ebbe approntato ogni cosa, Pasotti cacciò le gambe dal letto e disse: «Togli». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Vott o des corni!» Veniva ad annunciare don Giuseppe Costabarbieri che fece in pari tempo udire dalla sala un cavernoso e pure ilare Deo gratias. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Uno che osservava così scrupolosamente i precetti della Chiesa, che ci teneva tanto a mangiar di magro il venerdì e il sabato, a udire ogni domenica la spiegazione del Vangelo, avrebbe dovuto conformar la propria vita molto più severamente all'ideale evangelico. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
E poi c'è il signor don Franco «parlèmen nanca, con quèi diavoi de did!» Udir suonare il piano con quella precisione era proprio come udire un organetto; e a lei gli organetti piacevano «inscì tant!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ben! una volta, sì signor, le lune d'agosto le gera lunazze, tanto fate, come fondi de tina; adesso le xe lunete, buzarete… no, no, no.» E, acceso il suo lanternino, partì con Pasotti, accompagnato fino al cancello del giardinetto dall'impertinente Pedraglio con le solite antifone sul toro e la servente, si avviò verso gli antri di Oria, col conforto delle giaculatorie di Pasotti: «gente maleducata, sior Zacomo, gente villana!», giaculatorie dette abbastanza forte perché gli altri potessero udire e ridere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
La mamma finse di non udire ed ella insistette. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Così potrai udire gratis un po' di musica; benché sono anch'io dell'opinione del vostro Caval di spade che bisogna ricondurre la musica italiana al tamburo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Si teneva sicurissimo, del resto, della guerra a primavera e non gli piacque udire che ci sono dei dubbi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Mi pareva di udire lo zio Piero, quando noi pure, a Oria, s'è parlato della grandezza, dello splendore futuro d'Italia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
A dir vero, cara, non dovrei appagarmene così perché ad amare Iddio ne invitano i cieli e la terra ed Egli ci è visibile in ogni luce, intelligibile in ogni vero! Ma insomma tu incominci a udire la voce Sua! Nelle mie lettere non ho mai toccato questo punto per sentirmi troppo inetto a parlartene degnamente, efficacemente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
La finestra era aperta, si udirono alcune voci schiamazzar forte nella strada verso la scalinata del Pomodoro e Luisa riconobbe quella di Pasotti che certo ritornava allora da Lugano con le provvigioni e parlava così forte apposta per farsi udire a casa Ribera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Dal momento in cui aveva ricevuto il telegramma, Franco aveva camminato su e giù per Torino come in sogno, senza udire il suono dei propri passi, senza coscienza di ciò che vedeva, di ciò che udiva, andando macchinalmente dove gli occorreva, in quella congiuntura, di andare, dove lo portava una facoltà inferiore e servile dell'anima, quel misto di ragione e d'istinto che ci sa guidare per il labirinto delle vie cittadine, mentre lo spirito nostro, fisso in un problema o in una passione, niente se ne cura. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Va sul Boglia anche Lei?» Il gendarme se n'andò duro duro senza rispondergli, senza udire su quale ignominioso patibolo il deputato politico lo mandava. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Pare che l'immaginazione, eccitata, possa far udire e vedere come reale ciò che non è. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Egli venne subito e fu sorpreso di udire che lo zio dormiva già. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ella rimase fino a che fu possibile udire il rumor delle ruote che si allontanavano verso Stresa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
2 Luisa ci soffriva, temeva che lo zio si stancasse troppo e si stancava moltissimo ella stessa di dover guardare tante piante, udire tanti nomi latini e volgari, fare attenzione allo zio, mentre i suoi pensieri avrebbero voluto silenzio e solitudine. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Vecchio strobus», diss'egli parlando forte per farsi udire dai forestieri, ma senza voltarsi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Credeva di udire il preludio indistinto d'una musica che tra breve fosse per irrompere con la veemenza del torrente. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Credevamo che tu fossi lì lì per raggiungerci — rispose Isabella, domato il turbamento. — C'era parso di udire la tua cornetta, Aldo. E abbiamo pur lasciato il custode giù. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Era rimasta col capo levato verso il soffitto, come assorta, come attenta a udire il custode narrarle l'avventura di Vincenzo Gonzaga, che illustrava l'emblema parlante; ma non aveva mai distolto dalla sorella lo sguardo obliquo, quell'iride chiara sì duramente torta nell'angolo delle pàlpebre. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Egli era solo: non vedeva più nulla, se non l'astro vorticoso dell'elica; non udiva più nulla. se non il palpito eguale del motore, la settupla consonanza. — Dov'era il suo compagno? che gli era accaduto? quale cagione l'aveva costretto a discendere? — Percepì una pausa in un cilindro, un'altra pausa in un altro, poi più pause intermesse; e il cuore gli si serrò, e gli parve di farsi esangue come se le sue arterie si vuotassero nei tubi metallici. — La sorte lo tradiva d'improvviso? — Orzò di punta, contro un rìfolo; manovrò di gran forza, radendo contro strettamente quanto più poteva; girò la mèta penultima virando a pochi pollici dal pennone; di tutta la sua volontà fece un dardo inflessibile, fece uno di quei dardi che i feditori chiamavano soliferro, tutto ferro asta punta e cocca; tracciò con l'animo sino al traguardo una linea più diritta di quella che le maestranze segnano col filo della sinopia. Quando l'animo che aveva trapassato i sensi rientrò nel cuore, egli potè udire con l'orecchio pacato il lavoro dei cilindri ridivenuto unisono, il palpito energico ed esatto.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
S'erano soffermati su la soglia del Refettorio. Il cigolio dei passeri non si quetava mai, ma ben lasciava udire il profondo gemito del vento nelle vuote mura. La porta era socchiusa; la chiave era nella serratura e le altre in fascio pendevano da quella, rugginose. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Che vuoi fare? — disse il fratello senza udire la sua propria voce. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Lascia, un momento. M'è parso di udire un sospiro. Forse Lunella.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Tentò di nuovo il telefono. Nessuno rispondeva. Gli parve di udire squillare il campanello nel buio del palazzo abbandonato. Dov'era ella? dov'era? dove la trascinavano?
---------------
Giustino stava a udire quelle voci note che, pur senza volere, si alteravano nel dar vita al personaggio della scena; guardava l'ampia vacuità sonora del teatro in ombra; ne aspirava quel particolare odor misto d'umido, di polvere e di fiati umani ristagnati, e si sentiva a mano a mano crescer l'angoscia, come se lo assaltasse alla gola il ricordo preciso d'una vita che non poteva più esser sua, a cui non poteva accostarsi più, se non così, nascosto, quasi di furto, o commiserato come dianzi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Avrebbe voluto udire almeno i commenti che si facevano su quel primo atto; accostarsi al palcoscenico, vedere quelli che vi entravano a confortar l'autrice... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Gli pareva che quei mormorii non volessero essere uditi né udire il suono dei suoi passi; ed egli camminava più lieve. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Sono, per lo più, poveri vecchi, povere donne, a cui mentì la vita, e che vanno innanzi, nel buio dell’esistenza, con quel loro sentimento acceso come una lampadina votiva, cui con trepida cura riparano dal gelido soffio degli ultimi disinganni, ché duri almeno accesa fin là, fino all’orlo fatale, al quale s’affrettano, tenendo gli occhi intenti alla fiamma e pensando di continuo: «Dio mi vede!» per non udire i clamori della vita intorno, che suonano ai loro orecchi come tante bestemmie. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Oh possibile che la voce della ragione dovesse proprio scegliere la bocca di Papiano per farsi udire da me? Ma forse ero io che, per trovarmi una scusa, la mettevo in bocca a lui, perché mi paresse ingiusta, io che mi sentivo già preso nei lacci della vita e smaniavo, non per il buio propriamente, né per il fastidio che Papiano, parlando, mi cagionava. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Ogni momento una voce s'alzava tentando di farsi udire ; altre mille Voci rispondevano e il tumulto si faceva cosi insopportabile da persuader tutti al silenzio . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
ascoltare
= verbo trans. udire con attenzione
---------------
audiovisivo
= ciò che riproduce suoni e immagini , permettendo contemporaneamente di udire e di vedere
---------------
audire
= udire
---------------
intendere
= verbo transitivo , udire , percepire
---------------
udente
= udiente , participio presente di udire e aggettivo
= che ode , chi ha integro l'uso dell'udito
---------------
Spagnolo
Vocabolario e frasi
* Las mozas, que no estaban hechas a oír semejantes retóricas, no respondían palabra; sólo le preguntaron si quería comer alguna cosa( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Recogió las armas, hasta las astillas de la lanza, y liolas sobre Rocinante, al cual tomó de la rienda, y del cabestro al asno, y se encaminó hacia su pueblo, bien pensativo de oír los disparates que don Quijote decía.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* De suerte que, cuando el labrador le volvió a preguntar que cómo estaba y qué sentía, le respondió las mismas palabras y razones que el cautivo Abencerraje respondía a Rodrigo de Narváez, del mismo modo que él había leído la historia en la Diana, de Jorge de Montemayor, donde se escribe, aprovechándose de ella tan a propósito, que el labrador se iba dando al diablo de oír tanta máquina de necedades; por donde conoció que su vecino estaba loco y dábale prisa a llegar al pueblo por excusar el enfado que don Quijote le causaba con su larga arenga.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, diciendo esto, se adelantó y se puso en la mitad del camino por donde los frailes venían, y, en llegando tan cerca que a él le pareció que le podrían oír lo que dijese, en alta voz dijo: —¡Gente endiablada y descomunal, dejad luego al punto las altas princesas que en ese coche lleváis forzadas; si no, aparejaos a recibir presta muerte por justo castigo de vuestras malas obras! Detuvieron los frailes las riendas y quedaron admirados, así de la figura de don Quijote como de sus razones, a las cuales respondieron: —Señor caballero, nosotros no somos endiablados ni descomunales, sino dos religiosos de San Benito que vamos nuestro camino, y no sabemos si en este coche vienen o no ningunas forzadas princesas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esto dio el cabrero fin a su canto y, aunque don Quijote le rogó que algo más cantase, no lo consintió Sancho Panza, porque estaba más para dormir que para oír canciones.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* 108Y, en diciendo esto, sin querer oír respuesta alguna, volvió las espaldas y se entró por lo más cerrado de un monte que allí cerca estaba, dejando admirados, tanto de su discreción como de su hermosura, a todos los que allí estaban.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Bien es verdad que quiero confesar ahora que, puesto que yo veía con cuán justas causas don Fernando a Luscinda alababa, me pesaba de oír aquellas alabanzas de su boca, y comencé a temer y a recelarme dél, porque no se pasaba momento donde no quisiese que tratásemos de Luscinda, y él movía la plática aunque la trujese por los cabellos, cosa que despertaba en mí un no sé qué de celos, no porque yo temiese revés alguno de la bondad y de la fe de Luscinda, pero, con todo eso, me hacía temer mi suerte lo mesmo que ella me aseguraba( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No quisieron cansarse en sacarle del error en que estaba, pareciéndoles que, pues no le dañaba nada la conciencia, mejor era dejarle en él, y a ellos les sería de más gusto oír sus necedades.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No creo que pudo oír todas estas razones, porque sentí que la llamaban apriesa, porque el desposado aguardaba.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¡Oh memoria, enemiga mortal de mi descanso! 195 ¿De qué sirve representarme ahora la incomparable belleza de aquella adorada enemiga mía? ¿No será mejor, cruel memoria, que me acuerdes y representes lo que entonces hizo, para que, movido de tan manifiesto agravio, procure, ya que no la venganza, a lo menos perder la vida? No os canséis, señores, de oír estas digresiones que hago; que no es mi pena de aquellas que puedan ni deban contarse sucintamente y de paso, pues cada circunstancia suya me parece a mí que es digna de un largo discurso( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Todo lo cual no sólo no me ablandaba, pero me endurecía de manera, como si fuera mi mortal enemigo, y que todas las obras que para reducirme a su voluntad hacía, las hiciera para el efeto contrario; no porque a mí me pareciese mal la gentileza de don Fernando, ni que tuviese a demasía sus solicitudes, porque me daba un no sé qué de contento verme tan querida y estimada de un tan principal caballero; y 202no me pesaba ver en sus papeles mis alabanzas; que en esto, por feas que seamos las mujeres, me parece a mí que siempre nos da gusto el oír que nos llaman hermosas.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Yo, Dorotea, soy el que me hallé presente a las sinrazones de don Fernando, y el que aguardó oír el sí que de ser su esposa pronunció Luscinda.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Eso haré yo de gana —respondió Dorotea—, si es que no os enfada oír lástimas y desgracias( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Así es la verdad —dijo Maritornes—; y a buena fe que yo también gusto mucho de oír aquellas cosas, que son muy lindas, y más cuando cuentan que se está la otra señora debajo de unos naranjos abrazada con su caballero, y que les está una dueña haciéndoles la guarda, muerta de envidia y con mucho sobresalto.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Espantada quedó Camila de oír lo que Lotario le decía, y con mucho enojo y muchas y discretas razones le riñó y afeó su mal pensamiento y la simple y mala determinación que había tenido.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sosegose con esto Anselmo y quiso aguardar el término que se le pedía, porque no pensaba oír cosa que contra Camila fuese, por estar de su bondad tan satisfecho y seguro; y así, se salió del aposento y dejó encerrada en él a 259 Leonela, diciéndole que de allí no saldría hasta que le dijese lo que tenía que decirle.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A todo esto callaba la lastimada señora, y aunque Dorotea tornó con mayores ofrecimientos, todavía se estaba en su silencio, hasta que llegó el caballero embozado, que dijo el mozo que los demás obedecían, y dijo a Dorotea: —No os canséis, señora, en ofrecer nada a esa mujer, porque tiene por costumbre de no agradecer cosa que por ella se hace, ni procuréis que os responda, si no queréis oír alguna mentira de su boca( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y aunque la hambre y desnudez pudiera fatigarnos a veces, y aun casi siempre, ninguna cosa nos fatigaba tanto como oír y ver a cada paso las jamás vistas ni oídas crueldades que mi amo usaba con los cristianos( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Viendo esto, desatamos a los moros y uno a uno los pusimos en tierra, de lo que ellos se quedaron admirados; pero llegando a desembarcar al padre de Zoraida, que ya estaba en todo su acuerdo, dijo: «¿Por qué pensáis, cristianos, que esta mala hembra huelga de que me deis libertad? ¿Pensáis que es por piedad que de mí tiene? No, por cierto; sino que lo hace por el estorbo que le dará mi presencia cuando quiera poner en ejecución sus malos deseos; ni penséis que la ha movido a mudar religión entender ella que la vuestra a la nuestra se 297 aventaja, sino el saber que en vuestra tierra se usa la deshonestidad más libremente que en la nuestra.» Y, volviéndose a Zoraida, teniéndole yo y otro cristiano de entrambos brazos asido porque algún desatino no hiciese, le dijo: «¡Oh infame moza y mal aconsejada muchacha! ¿Adónde vas ciega y desatinada, en poder destos perros, naturales enemigos nuestros? ¡Maldita sea la hora en que yo te engendré y malditos sean los regalos y deleites en que te he criado!» Pero viendo yo que llevaba término de no acabar tan presto, di priesa a ponelle en tierra, y desde allí, a voces, prosiguió en sus maldiciones y lamentos, rogando a Mahoma rogase a Alá que nos destruyese, confundiese y acabase; y cuando, por habernos hecho a la vela, no podimos oír sus palabras, vimos sus obras, que eran arrancarse las barbas, mesarse los cabellos y arrastrarse por el suelo; mas una vez esforzó la voz de tal manera, que podimos entender que decía: «¡Vuelve, amada hija, vuelve a tierra, que todo te lo perdono; entrega a esos hombres ese dinero que ya es suyo, y vuelve a consolar a este triste padre tuyo que en esta desierta arena dejará la vida, si tú le dejas!» Todo lo cual escuchaba Zoraida, y todo lo sentía y lloraba, y no supo decirle ni respondelle palabra, sino: «¡Plega a Alá, padre mío, que Lela Marién, que ha sido la causa de que yo sea cristiana, ella te consuele en tu tristeza! Alá sabe bien que no pude hacer otra cosa de la que he hecho, y que estos cristianos no deben nada a mi voluntad, pues aunque quisiera no venir con ellos y quedarme en mi casa, me fuera imposible, según la priesa que me daba mi alma a poner por obra esta que a mí me parece tan buena como tú, padre amado, la juzgas por mala.» Esto dijo a tiempo que ni su padre la oía, ni nosotros ya le veíamos; y, así, consolando yo a Zoraida, atendimos todos a nuestro viaje, el cual nos le facilitaba el proprio viento, de tal manera, que bien tuvimos por cierto de vernos otro día al amanecer en las riberas de España.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llegando el que cantaba a este punto, le pareció a Dorotea que no sería bien que dejase Clara de oír una tan buena voz, y así, moviéndola a una y a otra parte, la despertó, diciéndole: —Perdóname, niña, que te despierto, pues lo hago porque gustes de oír la mejor voz que quizá habrás oído en toda tu vida( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero apenas hubo oído dos versos, que el que cantaba iba prosiguiendo, cuando le tomó un temblor tan estraño, como si de algún grave accidente de cuartana estuviera enferma, y, abrazándose estrechamente con Dorotea, le dijo: —¡Ay, señora de mi alma y de mi vida! ¿Para qué me despertastes?; que el mayor bien que la fortuna me podía hacer por ahora era tenerme cerrados los ojos y los oídos, para no ver ni oír a ese desdichado músico( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero no me digáis nada por ahora; que no quiero perder, por acudir a vuestro sobresalto, el gusto que recibo de oír al que canta: que me parece que con nuevos versos y nuevo tono torna a su canto( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Salía en esto Dorotea de su aposento, y tras ella doña Clara toda turbada; y, llamando Dorotea a Cardenio aparte, le contó en breves razones la historia 314del músico y de doña Clara, a quien él también dijo lo que pasaba de la venida a buscarle los criados de su padre, y no se lo dijo tan callando, que lo dejase de oír Clara; de lo que quedó tan fuera de sí, que si Dorotea no llegara a tenerla, diera consigo en el suelo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Reíase de oír decir estas razones don Quijote, y con mucho sosiego dijo: —Venid acá, gente soez y mal nacida; ¿saltear de caminos llamáis al dar libertad a los encadenados, soltar los presos, acorrer a los miserables, alzar los caídos, remediar los menesterosos? ¡Ah, gente infame, digna por vuestro bajo y vil entendimiento que el cielo no os comunique el valor que se encierra en la caballería andante, ni os dé a entender el pecado e ignorancia en que estáis en no reverenciar la sombra, cuanto más la asistencia de cualquier caballero andante! Venid acá, ladrones en cuadrilla, que no cuadrilleros, salteadores de caminos con licencia de la Santa Hermandad; decidme, ¿quién fue el ignorante que firmó mandamiento de prisión contra un tal caballero como yo soy? ¿Quién el que ignoró que son esentos de todo judicial fuero los caballeros andantes? ¿Y que su ley es su espada, sus fueros sus bríos, sus premáticas su voluntad? ¿Quién fue el mentecato, vuelvo a decir, que no sabe que no hay secutoria de hidalgo con tantas preeminencias ni esenciones como la que adquiere un caballero andante el día que se arma caballero y se entrega al duro ejercicio de la caballería? ¿Qué caballero andante pagó pecho, alcabala, chapín de la reina, moneda forera, portazgo, ni barca? ¿Qué sastre le llevó hechura de vestido que le hiciese? ¿Qué castellano le acogió en su castillo que le hiciese pagar el escote? ¿Qué rey no le asentó a su mesa? ¿Qué doncella no se le aficionó y se le entregó rendida a todo su talante y voluntad? Y, finalmente, ¿qué caballero andante ha habido, hay, ni habrá en el mundo que no tenga bríos para dar él solo cuatrocientos palos a cuatrocientos cuadrilleros que se le pongan delante? <>
---------------
* En esto Sancho Panza, que se había acercado a oír la plática, para adobarlo todo, dijo: —Ahora, señores, quiéranme bien o quiéranme mal por lo que dijere, el caso de ello es que así va encantado mi señor don Quijote como mi madre; él tiene su entero juicio, él come y bebe y hace sus necesidades como los demás hombres, y como las hacía ayer, antes que le enjaulasen.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Admiráronse de nuevo los criados y el canónigo de oír la peregrina historia de don Quijote, y, en acabándola de oír, dijo: —Verdaderamente, señor cura, yo hallo por mi cuenta que son perjudiciales en la república estos que llaman libros de caballerías.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Yo, a lo menos —replicó el canónigo—, he tenido cierta tentación de hacer un libro de caballerías, guardando en él todos los puntos que he significado, y si he de confesar la verdad, tengo escritas más de cien hojas; y para hacer la experiencia de si correspondían a mi estimación, las he comunicado con hombres apasionados desta leyenda, dotos y discretos, y con otros ignorantes, que sólo atienden al gusto de oír disparates, y de todos he hallado una agradable aprobación; pero, con todo esto, no he proseguido adelante, así por parecerme que hago cosa ajena de mi profesión, como por ver que es más el número de los simples que de los prudentes; y que, puesto que es mejor ser loado de los pocos sabios que burlado de los muchos necios, no quiero sujetarme al confuso juicio del desvanecido vulgo, a quien por la mayor parte toca leer semejantes libros( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Admirado quedó el canónigo de oír la mezcla que don Quijote hacía de verdades y mentiras, y de ver la noticia que tenía de todas aquellas cosas, tocantes y concernientes a los hechos de su andante caballería, y así, le respondió: —No puedo yo negar—, señor don Quijote—, que no sea verdad algo de lo que vuestra merced ha dicho, especialmente en lo que toca a los caballeros andantes españoles; y, asimesmo, quiero conceder que hubo Doce Pares de Francia, pero no quiero creer que hicieron todas aquellas cosas que el arzobispo Turpín dellos escribe; porque la verdad dello es que fueron caballeros escogidos por los reyes de Francia, a quien llamaron pares, por ser todos iguales en valor, en calidad y en valentía, a lo menos, si no lo eran, era razón que lo fuesen, y era como una religión de las que ahora se usan de Santiago o de Calatrava, que se presupone que los que la profesan han de ser o deben ser caballeros valerosos, valientes y bien nacidos; y como ahora dicen caballero de San Juan o de Alcántara, decían en aquel tiempo caballero de los Doce Pares, porque lo fueron doce iguales los que para esta religión militar se escogieron( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Si no, dígame, ¿hay mayor contento que ver, como si dijésemos, aquí ahora se muestra delante de nosotros un gran lago de pez hirviendo a borbollones, y que andan nadando y cruzando por él muchas serpientes, culebras y lagartos, y otros muchos géneros de animales feroces y espantables, y que del medio del lago sale una voz tristísima, que dice: «Tú, caballero, quienquiera que seas, que el temeroso lago estás mirando: si quieres alcanzar el bien que debajo destas negras aguas se encubre, muestra el valor de tu fuerte pecho, y arrójate en mitad de su negro y encendido licor, porque, si así no lo haces, no serás digno de ver las altas maravillas que en sí encierran y contienen los siete castillos de las siete fadas, que debajo desta negregura yacen?» ¿Y que apenas el caballero no ha acabado de oír la voz temerosa, cuando sin entrar más en cuentas consigo, sin ponerse a considerar el peligro a que se pone, y aun sin despojarse de la pesadumbre de sus fuertes armas, encomendándose a Dios y a su señora, se arroja en mitad del bullente lago? Y cuando no se cata ni sabe dónde ha de parar, se halla entre unos floridos campos, con quien los Elíseos no tienen que ver en ninguna cosa.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, ¿hay más que ver, después de haber visto esto, que ver salir por la puerta del castillo un buen número de doncellas, cuyos galanos y vistosos trajes, si yo me pusiese ahora a decirlos como las historias nos los cuentan, sería nunca acabar; y tomar luego la que parecía principal de todas por la mano al atrevido caballero que se arrojó en el ferviente lago, y llevarle, sin hablarle palabra, dentro del rico alcázar o castillo, y hacerDON QUIJOTE DE LA MANCHA 345 le desnudar como su madre le parió, y bañarle con templadas aguas, y luego untarle todo con olorosos ungüentos, y vestirle una camisa de cendal delgadísimo, toda olorosa y perfumada, y acudir otra doncella y echarle un mantón sobre los hombros, que, por lo menos menos, dicen que suele valer una ciudad y aun más? ¿Qué es ver, pues, cuando nos cuentan que tras todo esto, le llevan a otra sala, donde halla puestas las mesas con tanto concierto, que queda suspenso y admirado? ¿Qué el verle echar agua a manos, toda de ámbar y de olorosas flores distilada? ¿Qué el hacerle sentar sobre una silla de marfil? ¿Qué verle servir todas las doncellas, guardando un maravilloso silencio? ¿Qué el traerle tanta diferencia de manjares, tan sabrosamente guisados, que no sabe el apetito a cuál deba de alargar la mano? ¿Cuál será oír la música que en tanto que come suena, sin saberse quién la canta ni adónde suena? Y ¿después de la comida acabada y las mesas alzadas, quedarse el caballero recostado sobre la silla, y quizá mondándose los dientes, como es costumbre, entrar a deshora por la puerta de la sala otra mucho más hermosa doncella que ninguna de las primeras, y sentarse al lado del caballero, y comenzar a darle cuenta de qué castillo es aquel, y de cómo ella está encantada en él, con otras cosas que suspenden al caballero y admiran a los leyentes que van leyendo su historia? No quiero alargarme más en esto, pues dello se puede colegir que cualquiera parte que se lea de cualquiera historia de caballero andante ha de causar gusto y maravilla a cualquiera que la leyere.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Los primeros que se detuvieron fueron los que la imagen llevaban, y uno de los cuatro clérigos que cantaban las ledanías, viendo la estraña catadura de don Quijote, la flaqueza de Rocinante y otras circunstancias de risa que notó y descubrió en don Quijote, le respondió, diciendo: —Señor hermano, si nos quiere decir algo, dígalo presto, porque se van estos hermanos abriendo las carnes9944, y no podemos, ni es razón que nos detengamos a oír cosa alguna, si ya no es tan breve que en dos palabras se diga( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Cosa de lástima fue oír los gritos que las dos buenas señoras alzaron, las bofetadas que se dieron, las maldiciones que de nuevo echaron a los malditos libros de caballerías; todo lo cual se renovó cuando vieron entrar a don Quijote por sus puertas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Grande gusto recebían el cura y el barbero de oír el coloquio de los tres; pero don Quijote, temeroso que Sancho se descosiese y desbuchase algún montón de maliciosas necedades y tocase en puntos que no le estarían bien a su crédito, le llamó y hizo a las dos que callasen y le dejasen entrar; entró Sancho, y el cura y el barbero se despidieron de don Quijote, de cuya salud desesperaron, viendo cuán puesto estaba en sus desvariados pensamientos y cuán embebido en la simplicidad de sus mal andantes caballerías, y, así, dijo el cura al barbero: —Vos veréis, compadre, como, cuando menos lo pensemos, nuestro hidalgo sale otra vez a volar la ribera( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Del ridículo razonamiento que pasó entre don Quijote, Sancho Panza y el bachiller Sansón Carrasco Pensativo a demás quedó don Quijote, esperando al bachiller Carrasco, de quien esperaba oír las nuevas de sí mismo puestas en libro como había dicho 381 382Sancho, y no se podía persuadir a que tal historia hubiese, pues aún no estaba enjuta en la cuchilla de su espada la sangre de los enemigos que había muerto, y ya querían que anduviesen en estampa sus altas caballerías.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Con la grama bien me avendría yo —dijo Sancho—, pero con la tica ni me tiro ni me pago, porque no la entiendo; pero dejando esto del gobierno en las manos de Dios, que me eche a las partes donde más de mí se sirva, digo, señor bachiller Sansón Carrasco, que infinitamente me ha dado gusto que el autor de la historia haya hablado de mí de manera que no enfadan las cosas que de mí se cuentan; que a fe de buen escudero, que si hubiera dicho de mí cosas que no fueran muy de cristiano viejo, como soy, que nos habían de oír los sordos( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Basta que me entienda Dios, mujer —respondió Sancho—, que Él es el entendedor de todas las cosas, y quédese esto aquí; y advertid, hermana, que os conviene tener cuenta estos tres días con el rucio, de manera, que esté para armas tomar; dobladle los piensos, requerid la albarda y las demás jarcias, porque no vamos a bodas, sino a rodear el mundo, y a tener dares y tomares con gigantes, con endriagos y con vestiglos, y a oír silbos, rugidos, bramidos y baladros, y aun todo esto fuera flores de cantueso, si no tuviéramos que entender con yangüeses y con moros encantados( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Cuando Sancho oyó la firme resolución de su amo, se le anubló el cielo y se le cayeron las alas del corazón, porque tenía creído que su señor no se iría sin él por todos los haberes del mundo, y, así, estando suspenso y pensativo, entró Sansón Carrasco y la sobrina, deseosos de oír con qué razones persuadía a su señor que no tornase a buscar las aventuras.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Admirado quedó el bachiller de oír el término y modo de hablar de Sancho Panza, que, puesto que había leído la primera historia de su señor, nunca creyó que era tan gracioso como allí le pintan; pero oyéndole decir ahora «testamento y codicilo que no se pueda revolcar», en lugar de «testamento y codicilo que no se pueda revocar», creyó todo lo que dél había leído, y confirmolo por uno de los mas solenes mentecatos de nuestros siglos, y dijo entre sí que tales dos locos como amo y mozo no se habrían visto en el mundo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —¡Tomá que mi agüelo! —respondió la aldeana—; amiguita soy yo de oír resquebrajos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Admirado quedó don Quijote de oír al Caballero del Bosque, y estuvo mil veces por decirle que mentía, y ya tuvo el mentís en el pico de la lengua; pero reportose lo mejor que pudo por hacerle confesar por su propia boca su mentira, y, así, sosegadamente le dijo: —De que vuesa merced, señor caballero, haya vencido a los mas caballeros andantes de España, y aun de todo el mundo, no digo nada; pero de que haya vencido a don Quijote de la Mancha, póngolo en duda; podría ser que fuese otro que le pareciese, aunque hay pocos que le parezcan( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esta satisfación que me dio el gran Montesinos, se quietó mi corazón del sobresalto que recebí en oír que a mi señora la comparaban con Belerma( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Donde se apunta la aventura del rebuzno y la graciosa del titerero, con las memorables adivinanzas del mono adivino No se le cocía el pan a don Quijote, como suele decirse, hasta oír y saber las maravillas prometidas del hombre condutor de las armas; fuele a buscar donde el ventero le había dicho que estaba, y hallole, y díjole que en todo caso le dijese luego lo que le había de decir después, acerca de lo que le había preguntado en el camino.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Tomó un poco de aliento don Quijote, y, viendo que todavía le prestaban silencio, quiso pasar adelante en su plática, como pasara si no se pusiera en medio la agudeza de Sancho, el cual, viendo que su amo se detenía, tomó la mano por él, diciendo: —Mi señor don Quijote de la Mancha, que un tiempo se llamó «el Caballero de la Triste Figura» y ahora se llama «el Caballero de los Leones», es un hidalgo muy atentado que sabe latín y romance como un bachiller, y en todo cuanto trata y aconseja procede como muy buen soldado, y tiene todas las leyes y ordenanzas de lo que llaman el duelo en la uña, y así no hay más que hacer sino dejarse llevar por lo que él dijere, y sobre mí si lo erraren; cuanto más que ello se está dicho que es necedad correrse por solo oír un rebuzno; que yo me acuerdo, cuando muchacho, que rebuznaba cada y cuando que se me antojaba, sin que nadie me fuese a la mano, y con tanta gracia y propiedad, que en rebuznando yo, rebuznaban todos los asnos del pueblo, y no por eso dejaba de ser hijo de mis padres, que eran honradísimos; y aunque por esta habilidad era invidiado de más de cuatro de los estirados de mi pueblo, no se me daba dos ardites.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, dando un salto en él, siguiéndole Sancho, cortó el cordel, y el barco se fue apartando poco a poco de la ribera, y cuando Sancho se vio obra de dos varas dentro del río, comenzó a temblar temiendo su perdición; pero ninguna cosa le dio más pena que el oír roznar al rucio y el ver que Rocinante pugnaba por desatarse, y díjole a su señor: —El rucio rebuzna condolido de nuestra ausencia, y Rocinante procura ponerse en libertad para arrojarse tras nosotros.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mandó la duquesa a Sancho que fuese junto a ella, porque gustaba infinito de oír sus discreciones.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No pudo la duquesa tener la risa oyendo la simplicidad de su dueña, ni dejó de admirarse en oír las razones y refranes de Sancho, a quien dijo: —Ya sabe el buen Sancho que lo que una vez promete un caballero procura cumplirlo, aunque le cueste la vida.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Púsose a escuchar atentamente; levantaron la voz los de abajo, tanto, que pudo oír estas razones: —No me porfíes, ¡oh Emerencia!, que cante, pues sabes que desde el punto que este forastero entró en este castillo, y mis ojos le miraron, yo no sé cantar, sino llorar; cuanto más que el sueño de mi señora tiene más de ligero que de pesado, y no querría que nos hallase aquí por todo el tesoro del mundo; y, puesto caso que durmiese y no despertase, en vano sería mi canto si duerme y no despierta para oírle este nuevo Eneas, que ha llegado a mis regiones para dejarme escarnida( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Hízolo así el secretario, y, repasándola primero, dijo: —Bien se puede leer en voz alta; que lo que el señor don Quijote escribe a vuesa merced merece estar estampado y escrito con letras de oro, y dice así: CARTA DE A SANCHO PANZA, GOBERNADOR DE LA ÍNSULA BARATARIA Cuando esperaba oír nuevas de tus descuidos e impertinencias, Sancho amigo, las oí de tus discreciones, de que di por ello gracias particulares al cielo, el cual del estiércol sabe levantar los pobres y de los tontos hacer discretos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Grande fue el gusto que todos recibieron de oír la carta de Teresa Panza, principalmente los duques, y la duquesa pidió parecer a don Quijote si sería bien abrir la carta que venía para el gobernador, que imaginaba debía de ser bonísima.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mira, hermano, cuando yo llegué a oír que eres gobernador, me pensé allí caer muerta de puro gozo; que ya sabes tú que dicen que así mata la alegría súbita como el dolor grande.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sumo fue el contento que los dos caballeros recibieron de oír contar a don Quijote los estraños sucesos de su historia, y así, quedaron admirados de sus disparates, como del elegante modo con que los contaba.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Eso no —dijo Sancho—; vuesa merced se esté quedo: si no, por Dios verdadero, que nos han de oír los sordos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Supe ayer que, olvidado de lo que me debía, se casaba con otra, y que esta mañana iba a desposarse; nueva que me turbó el sentido y acabó la paciencia; y, por no estar mi padre en el lugar, le tuve yo de ponerme en el traje que vees, y, apresurando el paso a este caballo, alcancé a don Vicente obra de una legua de aquí, y, sin ponerme a dar quejas ni a oír disculpas, le disparé esta escopeta, y, por añadidura estas dos pistolas, y a lo que creo le debí de encerrar más de dos balas en el cuerpo, abriéndole puertas por donde envuelta en su sangre saliese mi honra.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Admirado quedó don Quijote de oír hablar a Roque tan buenas y concertadas razones, porque él se pensaba que entre los de oficios semejantes de robar, matar y saltear, no podía haber alguno que tuviese buen discurso, y respondiole: —Señor Roque, el principio de la salud está en conocer la enfermedad, y en querer tomar el enfermo las medicinas que el medico le ordena; vuesa merced está enfermo, conoce su dolencia, y el cielo, o Dios, por mejor decir, que es nuestro médico, le aplicará medicinas que le sanen, las cuales suelen sanar poco a poco y no de repente y por milagro; y más, que los pecadores discretos están mas cerca de enmendarse que los simples, y, pues vuesa merced ha mostrado en sus razones su prudencia, no hay sino tener buen ánimo y esperar mejoría de la enfermedad de su conciencia.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero la suerte, que de otra manera lo guiaba, ordenó que, ya que la capitana llegaba tan cerca que podían los del bajel oír las voces que desde ella les decían que se rindiesen, dos toraquis, que es como decir dos turcos borrachos, que en el bergantín venían con estos doce, dispararon dos escopetas, con que dieron muerte a dos soldados que sobre nuestras arrumbadas venían.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Responder quería el arráez, pero no pudo el general por entonces oír la respuesta por acudir a recebir al virrey que ya entraba en la galera, con el cual entraron algunos de sus criados y algunas personas del pueblo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¿Quién fuera el de corazón tan duro que con estas razones no se ablandara, o, a lo menos, hasta oír las que el triste y lastimado mancebo decir quería? El general le dijo que dijese lo que quisiese, pero que no esperase alcanzar perdón de su conocida culpa.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Yo no me he alterado en oír que ando como cuerpo fantástico por las tinieblas del abismo ni por la claridad de la tierra, porque no soy aquel de quien esa historia trata.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
Coniugazione:3 - udire
Ausiliare:avere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io odo
tu odi
egli ode
noi udiamo
voi udite
essi odono
Imperfetto
io udivo
tu udivi
egli udiva
noi udivamo
voi udivate
essi udivano
Passato remoto
io udii
tu udisti
egli udì
noi udimmo
voi udiste
essi udirono
Passato prossimo
io ho udito
tu hai udito
egli ha udito
noi abbiamo udito
voi avete udito
essi hanno udito
Trapassato prossimo
io avevo udito
tu avevi udito
egli aveva udito
noi avevamo udito
voi avevate udito
essi avevano udito
Trapassato remoto
io ebbi udito
tu avesti udito
egli ebbe udito
noi avemmo udito
voi eveste udito
essi ebbero udito
Futuro semplice
io udirò/udrò
tu udirai/udrai
egli udirà/udrà
noi udiremo/udremo
voi udirete/udrete
essi idiranno/udranno
Futuro anteriore
io avrò udito
tu avrai udito
egli avrà udito
noi avremo udito
voi avrete udito
essi avranno udito
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io oda
che tu oda
che egli oda
che noi udiamo
che voi udiate
che essi odano
Passato
che io abbia udito
che tu abbia udito
che egli abbia udito
che noi abbiamo udito
che voi abbiate udito
che essi abbiano udito
Imperfetto
che io udissi
che tu udissi
che egli udisse
che noi udissimo
che voi udiste
che essi udissero
Trapassato
che io avessi udito
che tu avessi udito
che egli avesse udito
che noi avessimo udito
che voi aveste udito
che essi avessero udito
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io udirei/udrei
tu udiresti/udresti
egli udirebbe/udrebbe
noi udiremmo/udremmo
voi udireste/udestre
essi udirebbero/udrebbero
Passato
io avrei udito
tu avresti udito
egli avrebbe udito
noi avremmo udito
voi avreste udito
essi avrebbero udito
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
oda
udiamo
udite
odano
udano
Futuro
-
udirai
udirà
udiremo
udente/udiente
udendo
INFINITO - attivo
Presente
udire
Passato
avere udito
PARTICIPIO - attivo
Presente
udente/udiente
Passato
udito
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
uditi
Passato
avendo udito
INDICATIVO - passivo
Presente
io sono udito
tu sei udito
egli é udito
noi siamo _
voi siete _
essi sono _
Imperfetto
io ero udito
tu eri udito
egli era udito
noi eravamo _
voi eravate _
essi erano _
Passato remoto
io fui udito
tu fosti udito
egli fu udito
noi fummo _
voi foste _
essi furono _
Passato prossimo
io sono stato udito
tu sei stato udito
egli é stato udito
noi siamo stati _
voi siete stati _
essi sono stati _
Trapassato prossimo
io ero stato udito
tu eri stato udito
egli era stato udito
noi eravamo stati _
voi eravate stati _
essi erano stati_
Trapassato remoto
io fui stato udito
tu fosti stato udito
egli fu stato udito
noi fummo stati _
voi foste stati _
essi furono stati _
Futuro semplice
io sarò udito
tu sarai udito
egli sarà udito
noi saremo _
voi sarete _
essi saranno _
Futuro anteriore
io sarò stato udito
tu sarai stato udito
egli sarà stato udito
noi saremo stati _
voi sarete stati _
essi saranno stati _
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io sia udito
che tu sia udito
che egli sia udito
che noi siamo _
che voi siate _
che essi siano _
Passato
che io sia stato udito
che tu sia stato udito
che egli sia stato udito
che noi siamo stati _
che voi siate stati _
che essi siano stati _
Imperfetto
che io fossi udito
che tu fossi udito
che egli fosse udito
che noi fossimo _
che voi foste _
che essi fossero _
Trapassato
che io fossi stato udito
che tu fossi stato udito
che egli fosse stato udito
che noi fossimo stati _
che voi foste stati _
che essi fossero stati _
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io sarei udito
tu saresti udito
egli sarebbe udito
noi saremmo _
voi sareste _
essi sarebbero _
Passato
io sarei stato udito
tu saresti stato udito
egli sarebbe stato udito
noi saremmo stati _
voi sareste stati _
essi sarebbero stati _
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii udito
sia udito
siamo _
siate _
siano _
Futuro
-
sarai udito
sarà udito
saremo _
sarete _
saranno _
INFINITO - passivo
Presente
essere udito
Passato
essere stato udito
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
udito
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo udito
Passato
essendo stato udito
Conjugacíon: 3 - oír
auxiliar: haber - transitivo
INDICATIVO activo
Presente
yo oigo
oyes
él/ella oye
nosotros oímos
nosotros oís
ellos/ellas oyen
Imperfecto
yo oía
oías
él/ella oía
nosotros oíamos
vosotros oíais
ellos/ellas oían
Pretérito indefinito
yo
oíste
él/ella oyó
nosotros oímos
vosotros oísteis
ellos/ellas oyeron
Preterito perfecto
yo he oido
has oido
él/ella ha oido
nosotros hemos oido
vosotros habéis oido
ellos/ellas han oido
Preterito pluscuamperfecto
yo había oido
habías oido
él/ella había oido
nosotros habíamos oido
vosotros habíais oido
ellos/ellas habían oido
Preterito anterior
yo hube oido
hubiste oido
él/ella hubo oido
nosotros hubimos oido
vosotros hubisteis oido
ellos/ellas hubieron oido
Futuro
yo oiré
oiras
él/ella oirá
nosotros oiremos
vosotros oireis
ellos/ellas oirán
Futuro perfecto
yo habré oido
habrás oido
él/ella habrá oido
nosotros habremos oido
vosotros habréis oido
ellos/ellas habrán oido
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo oiga
oigas
él/ella oiga
nosotros oigamos
nosotros oigáis
ellos/ellas oigan
Pretérito perfecto
yo haya oido
hayas oido
él/ella haya oido
nosotros hayamos oido
nosotros hayáis oido
ellos/ellas hayan oido
Pretérito imperfetto I
yo oyese
oyeses
él/ella oyese
nosotros oyésemos
nosotros oyeseis
ellos/ellas oyese
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiera oido
hubieras oido
él/ella hubiera oido
nosotros hubiéramos oido
nosotros hubierais oido
ellos/ellas hubieran oido
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese oido
hubieses oido
él/ella hubiese oido
nosotros hubiésemos oido
nosotros hubieseis oido
ellos/ellas hubiesen oido
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo oyere
oyeres
él/ella oyere
nosotros oyéremos
nosotros oyereis
ellos/ellas oyeren
Futuro perfecto
yo hubiere oido
hubieres oido
él/ella hubiere oido
nosotros hubiéremos oido
nosotros hubiereis oido
ellos/ellas hubieren oido
POTENCIAL - activo
Presente
yo oiría
oirías
él/ella oiría
nosotros oiríamos
vosotros oiríais
ellos/ellas oirían
Perfecto
yo habría oido
habrías oido
él/ella habría oido
nosotros habríamos oido
vosotros habríais oido
ellos/ellas habrían oido
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
oye
oiga
oigamos
oíd
oigan
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber oido
PARTICIPIO - activo
Presente
que oye
Compuesto
oido
GERUNDIO activo
Presente
yendo
Compuesto
habiendo oido
INDICATIVO pasivo
Presente
yo soy oido
eres oido
él/ella es oido
nosotros somos oidos
nosotros seis oidos
ellos/ellas son oidos
Imperfecto
yo era oido
eras oido
él/ella era oido
nosotros èramos oidos
vosotros erais oidos
ellos/ellas eran oidos
Pretérito indefinito
yo fui oido
fuiste oido
él/ella fue oido
nosotros fuimos oidos
vosotros fuisteis oidos
ellos/ellas fueron oidos
Preterito perfecto
yo he sido oido
has sido oido
él/ella ha sido oido
nosotros hemos sido oidos
vosotros habèis sido oidos
ellos/ellas han sido oidos
Preterito pluscuamperfecto
yo había sido oido
habías sido oido
él/ella había sido oido
nosotros habíamos sido oidos
vosotros habías sido oidos
ellos/ellas habían sido oidos
Preterito anterior
yo hube sido oido
hubiste sido oido
él/ella hubo sido oido
nosotros hubimos sido oidos
vosotros hubisteis sido oidos
ellos/ellas hubieron sido oidos
Futuro
yo seré oido
serás oido
él/ella será oido
nosotros seremos oidos
vosotros sereis oidos
ellos/ellas serán oidos
Futuro perfecto
yo habrè sido oido
habrás sido oido
él/ella habrá sido oido
nosotros habremos sido oidos
vosotros habreis sido oidos
ellos/ellas habrán sido oidos
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo sea oido
seas oido
él/ella sea oido
nosotros seamos oidos
nosotros seáis oidos
ellos/ellas sean oidos
Pretérito perfecto
yo haya sido oido
hayas sido oido
él/ella haya sido oido
nosotros hayamos sido oido
nosotros hayáis sido oido
ellos/ellas hayan sido oido
Pretérito imperfetto I
yo fuere oido
fueres oido
él/ella fuere oido
nosotros fuéremos oidos
nosotros fuereis oidos
ellos/ellas fueren oidos
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiere sido oido
hubieres sido oido
él/ella hubiere sido oido
nosotros hubiéremos sido oidos
nosotros hubierei sido oidos
ellos/ellas hubieren sido oidos
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese sido oido
hubieses sido oido
él/ella hubiese sido oido
nosotros hubiésemos sido oidos
nosotros hubieseis sido oidos
ellos/ellas hubiesen sido oidos
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo fuere oido
fueres oido
él/ella fuere oido
nosotros fuéremos oidos
nosotros fuereis oidos
ellos/ellas fueren oidos
Futuro perfecto
yo hubiere sido oido
hubieres sido oido
él/ella hubiere sido oido
nosotros hubiéremos sido oidos
nosotros hubiereis sido oidos
ellos/ellas hubieren sido oidos
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo sería oido
serías oido
él/ella sería oido
nosotros seríamos oidos
vosotros seríais oidos
ellos/ellas serían oidos
Perfecto
yo habría sido oido
habrías sido oido
él/ella habría sido oidos
nosotros habríamos sido oidos
vosotros habríais sido oidos
ellos/ellas habrían sido oidos
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé oido
sea oido
seamos oidos
sed oidos
sean oidos
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO pasivo
Presente
ser oido
Compuesto
haber sido oido
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es oido
Compuesto
oido
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo oido
Compuesto
habiendo sido oido