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Vocabolario e frasi
* Io son troppo dolce di cuore , non penso che a levar di mezzo gli ostacoli , a facilitar tutto , a far le cose secondo il piacere altrui , e trascuro il mio dovere ; e poi mi toccan de' rimproveri , e peggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Fatemi un piacere: quel benedett'uomo del signor curato m'ha impastocchiate certe ragioni che non ho potuto ben capire: spiegatemi voi meglio perché non può o non vuole maritarci oggi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Voi avete creduto che Dio abbia fatta una creatura a sua immagine , per darvi il piacere di tormentarla ! Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla ! Voi avete disprezzato il suo avviso ! Vi siete giudicato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In faccia al signore , il povero vecchio non si sarebbe mai arrischiato d'accennare , non che d'esprimere la sua disapprovazione di ciò che vedeva tutto il giorno: appena ne faceva qualche esclamazione , qualche rimprovero tra i denti a' suoi colleghi di servizio ; i quali se ne ridevano , e prendevano anzi piacere qualche volta a toccargli quel tasto , per fargli dir di più che non avrebbe voluto , e per sentirlo ricantar le lodi dell'antico modo di vivere in quella casa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese s'alzava ogni tanto , attraversava il cortile , s'affacciava all'uscio di strada , guardava a destra e a sinistra , e tornava dicendo: - nessuno - : parola che proferiva con piacere , e che Lucia con piacere sentiva , senza che né l'una né l'altra ne sapessero ben chiaramente il perché .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Siate umili e rispettose , rispondete con sincerità alle domande che le piacerà di farvi , e quando non siete interrogate , lasciate fare a me - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le due presentate facevano grand'inchini: la signora accennò loro con la mano , che bastava , e disse , voltandosi , al padre: - è una fortuna per me il poter fare un piacere a' nostri buoni amici i padri cappuccini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma avrò piacere di sentirvi da solo a solo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I parenti e l'educatrici avevan coltivata e accresciuta in lei la vanità naturale , per farle piacere il chiostro ; ma quando questa passione fu stuzzicata da idee tanto più omogenee ad essa , si gettò su quelle , con un ardore ben più vivo e più spontaneo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* S'alzò di lì , andò a un tavolino , riprese quella penna fatale , e scrisse al padre una lettera piena d'entusiasmo e d'abbattimento , d'afflizione e di speranza , implorando il perdono , e mostrandosi indeterminatamente pronta a tutto ciò che potesse piacere a chi doveva accordarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Piano , piano , - riprese il principe: - lasciam decidere a lei: forse oggi non si sente abbastanza disposta , e le piacerebbe più aspettar fino a domani .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nel dir questo , s'era voltato verso la principessa ; e questa , credendo che fosse un invito a proporre , cominciava: - ci sarebbe . . .- Ma il principe interruppe: - No , no , signora principessa: la madrina deve prima di tutto piacere alla sposina ; e benché l'uso universale dia la scelta ai parenti , pure Gertrude ha tanto giudizio , tanta assennatezza , che merita bene che si faccia un'eccezione per lei - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando le veniva in mente che molte di loro eran destinate a vivere in quel mondo dal quale essa era esclusa per sempre , provava contro quelle poverine un astio , un desiderio quasi di vendetta ; e le teneva sotto , le bistrattava , faceva loro scontare anticipatamente i piaceri che avrebber goduti un giorno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avrebber anche avuto molto piacere di rimanervi ignorate da ogni persona ; ma la cosa non era facile in un monastero: tanto più che c'era un uomo troppo premuroso d'aver notizie d'una di loro , e nell'animo del quale , alla passione e alla picca di prima s'era aggiunta anche la stizza d'essere stato prevenuto e deluso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Del rimanente , quel bel verso , chi volesse saper donde venga , è tratto da una diavoleria inedita di crociate e di lombardi , che presto non sarà più inedita , e farà un bel rumore ; e io l'ho preso , perche mi veniva in taglio ; e dico dove , per non farmi bello della roba altrui: che qualcheduno non pensasse che sia una mia astuzia per far sapere che l'autore di quella diavoleria ed io siamo come fratelli , e ch'io frugo a piacer mio ne' suoi manoscritti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per quanto noi desideriamo di far fare buona figura al nostro povero montanaro , la sincerità storica ci obbliga a dire che il suo primo sentimento fu di piacere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intridere , dimenare , infornare e sfornare senza posa ; perché il popolo , sentendo in confuso che l'era una cosa violenta , assediava i forni di continuo , per goder quella cuccagna fin che durava ; affacchinarsi , dico , e scalmanarsi più del solito , per iscapitarci , ognun vede che bel piacere dovesse essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tra tanti appassionati , c'eran pure alcuni più di sangue freddo , i quali stavano osservando con molto piacere , che l'acqua s'andava intorbidando ; e s'ingegnavano d'intorbidarla di più , con que' ragionamenti , e con quelle storie che i furbi sanno comporre , e che gli animi alterati sanno credere ; e si proponevano di non lasciarla posare , quell'acqua , senza farci un po' di pesca .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi , anche loro , se fanno le gride , devono aver piacere che s'ubbidisca: che è anche un disprezzo , un pitaffio col loro nome , contarlo per nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Però , - soggiunse , - se venite a bere un bicchiere con me , mi fate piacere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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L'oste , senza rispondere , posò sulla tavola il calamaio e la carta ; poi appoggiò sulla tavola medesima il braccio sinistro e il gomito destro ; e , con la penna in aria , e il viso alzato verso Renzo , gli disse: - fatemi il piacere di dirmi il vostro nome , cognome e patria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non per loro , ma per fare un piacere a me: via ; qui tra noi , a quattr'occhi , facciam le nostre cose ; ditemi il vostro nome , e . . .e poi andate a letto col cuor quieto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un altro studio penoso era quello di far sull'avvenire un disegno che gli potesse piacere: quelli che non erano in aria , eran tutti malinconici .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che piacere , andar passeggiando su questa stessa strada tutti insieme ! andar fino all'Adda in baroccio , e far merenda sulla riva , proprio sulla riva , e far vedere alle donne il luogo dove mi sono imbarcato , il prunaio da cui sono sceso , quel posto dove sono stato a guardare se c'era un battello " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La donna non ebbe bisogno di pregare , per ottenere il piacere che desiderava: prese congedo dalla signora e dalla figlia , non senza lacrime , promettendo di mandar subito le sue nuove , e di tornar presto ; e partì .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Superiore di ricchezze e di seguito alla più parte , e forse a tutti d'ardire e di costanza , ne ridusse molti a ritirarsi da ogni rivalità , molti ne conciò male , molti n'ebbe amici ; non già amici del pari , ma , come soltanto potevan piacere a lui , amici subordinati , che si riconoscessero suoi inferiori , che gli stessero alla sinistra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu sei venuta a codesta età , senza sapere come si fa coraggio a una creatura , quando sI vuole ! Hai tu mai sentito affanno di cuore ? Hai tu mai avuto paura ? Non sai le parole che fanno piacere in que' momenti ? Dille di quelle parole: trovale , alla malora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Ma . . .dico il vero , che avrei avuto più piacere che l'ordine fosse stato di darle una schioppettata nella schiena , senza sentirla parlare , senza vederla in viso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tra gli agi e le pompe , badò fin dalla puerizia a quelle parole d'annegazione e d'umiltà , a quelle massime intorno alla vanità de' piaceri , all'ingiustizia dell'orgoglio , alla vera dignità e a' veri beni , che , sentite o non sentite ne' cuori , vengono trasmesse da una generazione all'altra , nel più elementare insegnamento della religione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se volessimo lasciarci andare al piacere di raccogliere i tratti notabili del suo carattere , ne risulterebbe certamente un complesso singolare di meriti in apparenza opposti , e certo difficili a trovarsi insieme .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Giacché , - riprese Federigo , - quella povera giovine non potrà esser così presto restituita a casa sua , le sarà una gran consolazione di veder subito la madre: quindi , se il signor curato di qui non torna prima ch'io vada in chiesa , fatemi voi il piacere di dirgli che trovi un baroccio o una cavalcatura ; e spedisca un uomo di giudizio a cercar quella donna , per condurla qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per don Abbondio questo ritorno non era certo così angoscioso come l'andata di poco prima ; ma non fu neppur esso un viaggio di piacere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sicché , al solito , rodendosi di stizza e di paura , si lasciava condurre a piacere altrui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ebbene , - disse Federigo: - prendo io sopra di me tutti que' debiti ; e voi mi farete il piacere d'aver da lui la nota delle partite , e di saldarle .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E per venire alle corte , donna Prassede , sentendo che il cardinale s'era incaricato di trovare a Lucia un ricovero , punta dal desiderio di secondare e di prevenire a un tratto quella buona intenzione , s'esibì di prender la giovine in casa , dove , senz'essere addetta ad alcun servizio particolare , potrebbe , a piacer suo , aiutar l'altre donne ne' loro lavori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Basta , io glieli manderò , povero Renzo ! ma anche lui . . .so quel che dico ; certo che i danari fanno piacere a chi n'ha bisogno ; ma questi non saranno quelli che lo faranno ingrassare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Furono ricevuti a braccia aperte , e veduti con gran piacere: rammentavano una buona azione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* È vero ch'eran anche molti a cui quella strepitosa mutazione dovette far tutt'altro che piacere: tanti esecutori stipendiati di delitti , tanti compagni nel delitto , che perdevano una così gran forza sulla quale erano avvezzi a fare assegnamento , che anche si trovavano a un tratto rotti i fili di trame ordite da un pezzo , nel momento forse che aspettavano la nuova dell'esecuzione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Furono accettati con gran piacere ; e il 30 di marzo , entrarono nel lazzeretto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Non voglio fidarmi d'altri che di te , - riprese don Rodrigo: - fammi un piacere , Griso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Anche voi , - riprese Renzo , - credo che potrete farmi un piacere , una vera carità , senza vostro incomodo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma cosa non può alle volte venire in acconcio ? cosa non può far piacere in qualche caso ? Il pericolo d'un momento prima aveva resa più che tollerabile a Renzo la compagnia di que' morti e di que' vivi ; e ora fu a' suoi orecchi una musica , sto per dire , gradita , quella che lo levava dall'impiccio d'una tale conversazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Sì , Lucia ; fate bene d'invocar la Madonna ; ma perché volete credere che Lei che è tanto buona , la madre delle misericordie , possa aver piacere di farci patire . . .me almeno . . .per una parola scappata in un momento che non sapevate quello che vi dicevate ? Volete credere che v'abbia aiutata allora , per lasciarci imbrogliati dopo ? . . .Se poi questa fosse una scusa ; se è ch'io vi sia venuto in odio . . .ditemelo . . .parlate chiaro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardando per la strada , raccattava , per dir così , i pensieri , che ci aveva lasciati la mattina e il giorno avanti , nel venire ; e con più piacere quelli appunto che allora aveva più cercato di scacciare , i dubbi , le difficoltà , trovarla , trovarla viva , tra tanti morti e moribondi ! " E l'ho trovata viva ! " concludeva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ora fammi un altro piacere , - soggiunse: - quel fagottino che ho lasciato su in camera , va' a prendermelo , ché prima che s'asciughi questa roba che ho addosso . . . !
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* Con Agnese essa aveva già fatto amicizia ; con Lucia poi era un piacere a vederla , tenera insieme e scherzevole , e come la stuzzicava garbatamente , e senza spinger troppo , appena quanto ci voleva per obbligarla a dimostrar tutta l'allegria che aveva in cuore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ti piacerà ?
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Ebbene: in premio di tutti i benefizii lietamente prodigati, in premio del sacrifizio della propria vita, non le era stato concesso neanche il piacere di scorgere un sorriso, anche lieve, di soddisfazione su le labbra di lui e dell'amico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Parve che tutti provassero un gran piacere nel far pubblicamente strazio dell'ammirazione, del rispetto per tanti anni tributati a quella donna; come se tra l'ammirazione e il rispetto, di cui non la stimavano piú degna, e il dileggio, con cui ora la accompagnavano a quelle nozze vergognose, non ci potesse esser posto per un po' di commiserazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma quella lettura era di tratto in tratto interrotta da certi soprassalti d'ammirazione curiosissimi: a qualche frase, a qualche espressione, talvolta anche per una semplice parola, di cui don Filippino comprendeva la squisita proprietà o gustava la dolcezza, posava il libro su le ginocchia, socchiudeva gli occhi e si metteva a dire celerissimamente: - Bello! bello! bello! bello! bello! - abbandonandosi man mano su la spalliera, come se svenisse dal piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Bonina, Tita, bonina! Fammi questo piacere, povera Tita! Povera, povera, sí, perché era condannata, quella cara bestiola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si era dato tutto al latino, lui, invece, con passione quieta, contentandosi di svenire dal piacere, parecchie volte, durante la lettura; mentre l'altro, lo zio prete, si levava in piedi, nei suoi soprassalti d'ammirazione, infocato in volto, con le vene della fronte cosí gonfie che pareva gli volessero scoppiare, e leggeva ad altissima voce e in fine prorompeva, scaraventando il libro per terra o su la faccia rimminchionita di don Filippino: - Sublime, santo diavolo! Morto di colpo questo zio, don Filippino era rimasto padrone della campagna; ma padrone per modo di dire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedo che vi sta molto a cuore quella terra, e volentieri ve la lascerei, per farvi piacere, se non mi trovassi in queste condizioni di salute.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come se lui stesse in ozio per piacere! Ma se la corporazione di quei figli di cane assumeva tutti i lavori! Che pretendeva la moglie? ch'egli rinunziasse alla fede, rinnegasse Dio, e andasse a iscriversi al partito di quelli? Ma si sarebbe fatto tagliar le mani piuttosto! L'ozio intanto lo divorava, gli faceva di giorno in giorno crescere l'orgasmo e il puntiglio, e lo inveleniva contro tutti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I carrettieri, che passano di notte per lo stradone, si sono abituati a quel lampadino ch'arde nel tabernacolo, e lo vedono da lontano con piacere; si fermano un pezzo lí davanti, a conversare col povero Cristo, che sorride benevolmente a qualche loro lazzo; poi se ne vanno; il rumor dei carri si spegne a poco a poco nel silenzio; e il povero Cristo si riaddormenta, o scende a fare i suoi bisogni dietro al muro, senza piú pensare in quel momento che è parato da Cristo, con la tonaca di sacco e il mantello di bambagina rossa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sua bellezza doveva parer loro doppiamente superflua, sí perché uomo e sí perché destinato fin dall'infanzia, col piacer suo, al sacerdozio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Contentarli tutti, purtroppo, non poteva: gli eredi erano cinque, e dunque a piacer suo egli non avrebbe potuto disporre che di un quinto dell'eredità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tuttavia, ora, a costui doveva senza dubbio piacere che, senza rischio di guastarsi coi segreti amici, gli si offrisse un'occasione per riconquistar la stima degli antichi compagni, il prestigio perduto di tribuno anticlericale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se ti fossi curata un tantino di me, se avessi, in tanti anni, cercato d'intendere che piacere mi procurava questo mio grazioso lavoro, non proveresti ora tanto stupore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E i tuoi calcoli allora? - osservò il Sarti con un sorriso di soddisfazione, e aggiunse, quasi per il piacere di chiarire a se stesso quella felice scappatoja, che gli era balenata all'improvviso: - Se dici che per tre o quattro mesi soltanto potresti far fronte...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lasciateglielo, per piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Trasse un lungo sospiro e tornò a guardare in cielo, un po' infastidito della presenza di quell'ignoto, che gli turbava il triste piacere di sentirsi solo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi farai il piacere di non parlare di porcherie in questo momento! - Come? - Cosí! Te lo comando io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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È cosí! I piaceri d'un momento, i desiderii immediati ti s'impongono, è inutile! La natura stessa dell'uomo, tutti i tuoi sensi te li reclamano cosí spontaneamente e imperiosamente, che tu non puoi loro resistere; i danni, le sofferenze che possono derivarne non ti s'affacciano al pensiero con tal precisione, né la tua immaginativa può presentir questi danni, queste sofferenze, con tanta forza e tale chiarezza, che la tua inclinazione irresistibile a soddisfar quei desiderii, a prenderti quei piaceri ne è frenata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, quanto mi piacerei col panciotto di velluto come il tuo, scannato miserabile che non sono altro! Senti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh fa' il piacere! Non mi seccare! - proruppe il Colli, scrollandosi furiosamente e avviandosi per uscire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Un po' di pratica, - disse, levandosi, il Pogliani, con umiltà che lasciava trasparire il piacere per quelle vivissime lodi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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e m'avete fatto un gran piacere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tanto vero, che non si cura piú di piacergli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ti piacerebbe che la gente, vedendoci per via, dicesse: "Oh guarda un po' che moglie è andata a scegliersi quel pover'uomo"? E il marito, che - gliel'assicuro - non è piú uomo, si sta zitto; quand'invece dovrebbe gridare: - Ma me lo dico io da me, cara, che moglie sono andato a scegliermi, nel vederti cosí, adesso, accanto a me! Ah, tu mi ti mostri brutta per casa e a letto, perché gli altri poi, per via, possano esclamare: "Oh guarda che bella moglie ha quel pover'uomo"? E mi debbono invidiare per giunta? Ma grazie, grazie cara, di quest'invidia per me, che si traduce, naturalmente, in un desiderio di te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A chi vuoi piacere? Bisognerebbe che tu me lo dicessi, per saperti rispondere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A nessuno? proprio a nessuno? Ma allora, benedetta te, nessuno per nessuno, cerca di piacere a tuo marito, che almeno è uno! Caro signore, a una tale risposta la moglie guarderebbe il marito quasi per compassione, poi farebbe una spallucciata, come a dire: - Ma tu che c'entri? E avrebbe ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le donne non possono farne a meno: per istinto, vogliono piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Signor mio, la donna, invece, è tal quale come noi, ma non può né mostrarlo, né dirlo, perché sa, prima di tutto, che la società non glielo consente, recando a colpa a lei quel che invece reputa naturale per l'uomo; e poi perché sa che non farebbe piacere agli uomini, se lo mostrasse e lo dicesse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Diventò cosí subito dopo il matrimonio, appena cioè si sentí a posto e s'accorse ch'io cominciai naturalmente a vedere in lei non soltanto il piacere, ma anche quella bruttissima cosa che è il dovere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Niente di straordinario in questo; ma creda pure che non fa punto piacere il supporre questa cosa ovvia e comunissima nella propria moglie, prigioniera col corpo, non con l'anima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cascano, cascano che è un piacere, con la stessa facilità, se loro vien fatto, se trovano cioè un uomo risoluto, di cui si possan fidare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fermo per farle piacere, esso la seguiva con gli occhi in quelle mossette aggraziate; poi, quasi temendo che si straccasse e affiochisse dal troppo abbajare (donde la cavava quella voce piú grossa di lei?) si sdrajava a terra, a pancia all'aria, e aspettava che essa, dopo essersi sfogata per finta, tornasse indietro con la stessa furia e gli saltasse addosso; la abbracciava e si lasciava mordere beatamente il muso e le orecchie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A lui questa maligna curiosità pareva non dispiacesse punto; e se due o tre si fermavano apposta per godere davvicino e con una certa impertinenza di quello spettacolo d'amor peripatetico, egli volgeva loro uno sguardo freddo, sprezzante, ma con un'aria di vanità soddisfatta; ella, invece, abbassava gli occhi, per levarli poco dopo in volto a lui, a ricevere il compenso di quella tenera, istintiva gratitudine che ogni uomo prova per la donna che, sacrificando un po' del suo pudore, dimostra di voler piacere a uno solo, sfidando la malignità degli altri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che secondo, fa' il piacere! - Secondo, secondo, caro mio, - ripeté allora senz'altro donna Giannetta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando fu pronta, col cappellino in capo e la veletta abbassata, si guardò allo specchio, di faccia, di fianco, poi disse: - Non bisogna presumer troppo di sé, caro! Io ci ho piacere per il povero Lulú, e anche per me...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si riscosse come punto da un improvviso ribrezzo per quella donna che aveva voluto morderlo velenosamente, cosí, per piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era veramente un piacere vederla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E promise all'onorevole Verona che avrebbe fatto di tutto per contentar la signorina e procurarsi il piacere di rendere un servizio a lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Doveva farle questo piacere! Sarebbe venuta tante, tante, tante volte a seccarlo, altrimenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora che egli era rimasto solo in casa e non aveva piú neanche l'ufficio, essendosi messo a riposo per far piacere al genero, non avrebbe dovuto Marco Verona prodigargli con maggior premura il conforto dell'amicizia fraterna, di cui per tanti anni aveva voluto onoraro? Egli, il Verona, andava ogni giorno a trovar Ginetta nel villino del Gualdi; e da lui, dall'amico, dopo il giorno delle nozze, non era piú venuto, neanche una volta per isbaglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma vedrai: Roma ti piacerà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quelle care amiche che avevano marito e le altre che avevano il fidanzato o facevano all'amore si congratulavano tanto con esse di questo bel fatto; e quelle promettevano che avrebbero mandato presto la piccola Tittí o il piccolo Cocò a studiar l'arpa o la pittura ad acquerello; e le altre per miracolo, nelle effusioni d'affetto e d'ammirazione, non promettevano che si sarebbero affrettate a mettere al mondo un figliuolo, una figliuola, per avere anch'esse il piacere d'ajutare le coraggiose amiche a provvedersi da vestir discretamente, da pagar la pigione e non morire di fame.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Spiro, chi è Bacone? - Per piacere, Spiro, abbottonami questo guanto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un giorno gli cascarono le lenti dal naso; e invece di comperarsene un altro paio, inforcò gli occhiali a staffa già smessi per far piacere a Serafina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non avrebbe dovuto anzi affratellarli di piú il dolore comune? Desideravano forse le sue cognate che si staccasse da loro e facesse casa da sé? Ma egli, rimanendo, aveva creduto di far loro piacere; le aiutava, e non poco; provvedeva lui quasi del tutto ormai al mantenimento della casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Adesso, è in casa la serva? Per piacere, la chiami.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma te lo dico io che posso parlar franca, perché nessuno può sospettare di me e non ho bisogno, io, di far l'ipocrita come tutte le altre per far piacere ai signori uomini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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guardami là, per piacere, se quella è una coda! se quello è un modo di muovere la coda! Che brio, eh? "Cavallo da medico, te lo dico io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebbe uno scatto violentissimo e buttò all'aria le carte, balzando in piedi e gridandogli: - Ma fatemi il piacere! Che storie son queste? Vergognatevi! Il Chiàrchiaro s'era combinata una faccia da jettatore, ch'era una meraviglia a vedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dilatò le nari, digrignò i denti gialli e disse sottovoce: - Lei dunque non ci crede? - Ma fatemi il piacere! - ripeté il giudice D'Andrea.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se Carlino avesse seguitato ad andare da Melina, egli avrebbe potuto, almeno in parte, togliersi questo rimorso col pensiero che, pur seguitando a pagare, non si prendeva piú nessun piacere dalla donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma nossignori! Carlino non andava piú neppur lui, Carlino non si prendeva piú neppur lui nessun piacere dalla donna, e cosí non solo gl'impediva di togliersi il rimorso con quel pensiero, ma anzi glielo aggravava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Privandosi egli solo del piacere e pur non di meno seguitando a dar la parte sua, avrebbe potuto anche pensare, che faceva un sacrifizio sciocco e fors'anche superfluo, giacché non era mica provato, che egli dovesse avere il rimorso di voler buttare il proprio figliuolo, potendo questo benissimo essere, invece, dell'altro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh già; ma a ragionare cosí, ad ammettere cioè che il figlio fosse dell'altro, poteva egli allora pretendere che quest'altro si assumesse intero il rimorso di buttar via il proprio figliuolo, per far piacere a lui? Se egli, Tito, avesse avuto la certezza d'essere il padre e Carlino avesse preteso che il figliuolo fosse buttato via, non si sarebbe egli ribellato? Questa certezza non c'era! Ma ecco, nel dubbio stesso, Carlino voleva che quella violenza non si commettesse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Carlino Sanni e Tito Morena chiesero tempo per riflettere: considerarono che la loro condizione e quella di Nillí sarebbe divenuta con gli anni sempre piú difficile e triste; considerarono che quel colonnello e sua moglie erano due ottime persone; che la moglie era molto ricca e che perciò per Nillí quell'adozione sarebbe stata una fortuna; domandarono a Nillí, se aveva piacere di prendere il posto del suo amicuccio nel cuore e nella casa di quei due poveri genitori; e Nillí, che per i discorsi e i consigli della balia doveva aver capito, cosí in aria, qualcosa, disse di sí, ma a patto che i due zii venissero a visitarlo spesso, ma insieme, sempre insieme, in casa dei genitori adottivi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questo mi proponevo di dirgli! Ebbene, scriveteglielo voi! se avete in mente qualcuna che possa piacergli, ditemelo: gliela proporrò io stessa! Ma levate dal capo al vostro figliuolo un'infamia come questa che gli avete suggerita! Peccato mortale! Il cognato, per quanto in prima sconcertato, non si diede per vinto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, chi poteva immaginarsi che lei al contrario ne cercava un secondo per perdere quello che il primo le aveva lasciato? S'immaginavano invece che, ancora bella com'era, insofferente della vedovanza, cercasse piuttosto qualcuno con cui darsi bel tempo; e volevano persuaderla che per questo, sí, ne avrebbe trovati quanti ne voleva, e che poteva fare il piacer suo, senza commettere la pazzia di perdere con un secondo matrimonio l'usufrutto dei beni del primo marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco l'unico mezzo! E cosí lei avrebbe dimostrato a tutti qual era il piacere che andava cercando.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fremente, con gli occhi sbarrati, dietro la tavola, zia Michelina seguitò a gridargli: - Se t'arrischi un'altra volta, guaj a te! Lo faccio per lasciarti tutta la libertà di fare quello che ti parrà e piacerà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pigliati tutte le donne che vuoi, tutti i piaceri che vuoi, a patto di non alzar mai gli occhi su me! Me n'andrò al podere a nascondermi, dove andasti a nasconderti tu per non aver le mie carezze di madre; e là resterò per sempre e non ti farai piú vedere da me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, poco dopo, all'improvviso, non potendo interessarsi di quelle vuote chiacchiere, era riassalito da quell'immagine e si sentiva schernito da quella gente, la quale, sapendo benissimo qual supplizio fosse per lui quella gita, ecco, gli sorrideva per dimostrarglisi grata del piacere ch'egli aveva loro procurato, e gli domandava certe cose, certe cose...(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'interrogatorio lo faccio io! - E io allora depongo la toga! - Ma faccia il piacere, avvocato! Dice sul serio? Se l'imputato stesso confessa...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E chi poteva essere con quella bella giornata? La signora Elvira, che piacere!, la padrona della bottega d'Adelaide.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh, a lei poi non glieli fo, non glieli fo e non glieli fo! Questo piacere me lo voglio prendere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, chi gli levava piú dalle spalle quei venti anni di galera, perché anche lui potesse godere di quella delizia? Quand'anche fosse riuscito a rinnovarsi l'animo, cacciandone via tutti i ricordi che ormai sempre gli avrebbero amareggiato lo scarso piacere di vivere, come avrebbe potuto rinnovarsi il corpo già logoro? Come andar piú con quel corpo in cerca d'amore? Senza amore, senz'altro bene era passata per lui la vita, che poteva, oh sí, poteva esser bella! E tra poco sarebbe finita...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed ecco, lo ascolto con piacere; mi ci metto dietro col pensiero, e vado e vado, finché - guarda, guarda, Momino, è venuta! - una terza lagrimuccia, di sperduta malinconia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tanta vita, lo so, come sfugge a me, sfuggirà anche a te: la vita, per esempio, degli altri paesi; ma (cosa che non ho mai fatta) leggerò anche i giornali per farti piacere; e ti saprò dire se quella cara nostra sorella Francia, se quella prepotente Germaniaccia...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Faccia tosta! Mi sarei alzato; l'avrei preso per il bavero della giacca; gli avrei detto: "È casa mia? ne conviene? mi faccia dunque il piacere di levarmisi dai piedi!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sa, siccome fa sempre piacere possedere qualche oggetto appartenuto a una persona cara, credo che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ahimè, per maturarmi bene, dovrei, con questo stomacuccio di taffetà che mi son fatto, digerir tante cose, che non riesco neppure a mandar giú: quel tuo signor Postella, per esempio! Quanto mi piacerebbe, se ci facessero tornare tutti e due insieme! Sono sicuro che, pur non avendo memoria della nostra vita anteriore, noi ci cercheremmo su la terra e saremmo amici come prima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Certo l'idea non poteva venire in mente a un disgraziato; e forse a nessuno oggi al mondo farebbe piacere la certezza che di qui a trenta mil'anni si ripeterà questa bella fantocciata dell'esistenza nostra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Zrí: e par che mi domandi: "Che fai?" - Scrivo a un morto, amico pipistrello! E tu che fai? Che cosa è mai codesta tua vita nottambula? Svoli, e non lo sai; come io, del resto, non so che cosa sia la mia; io che pure so tante cose, le quali in fondo non mi hanno reso altro servizio che quello di crescere innanzi a gli occhi miei, alla mia mente, il mistero, ingrandendomelo con le cognizioni della pretesa scienza: bel servizio davvero! Che diresti tu, amico pipistrello, se a un tuo simile venisse in mente di scoprire un apparecchio da aggiustarti sotto le ali per farti volare piú alto e piú presto? Forse dapprima ti piacerebbe, ma, e poi? Quel che importa non è volare piú presto o piú piano, piú alto o piú basso, ma sapere perché si vola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi il piacere velenoso per te di vedermi fare, anche piú vecchio di te, quello per cui, in vita, tanto ti condannai.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le pare sul serio che io mi possa chiamar Fileno? Imbecille, imbecille! Neppure il nome ha saputo darmi! Io, Fileno! E poi, già, io, io, l'autore della Filosofia del lontano, proprio io dovevo andare a finire in quel modo indegno per sciogliere tutto quello stupido garbuglio di casi là! Dovevo sposarla io, è vero? in seconde nozze quell'oca di Graziella, invece del notajo Negroni! Ma mi faccia il piacere! Questi sono delitti, caro signore, delitti che si dovrebbero scontare a lagrime di sangue! Ora, invece, che avverrà? Niente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il Ciotta, pregustando il piacere che gli sarebbe venuto dall'estro ironico e bilioso del professore, tornava a fregarsi le mani, mentre il Vannícoli, afflitto, sospirava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LE SORPRESE DELLA SCIENZA Avevo ben capito che l'amico Tucci, nell'invitarmi con quelle sue calorose e pressanti lettere a passare l'estate a Milocca, in fondo non desiderava tanto di procurare un piacere a me, quanto a se stesso il gusto di farmi restare a bocca aperta mostrandomi ciò che aveva saputo fare, con molto coraggio, in tanti anni d'infaticabile operosità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E davvero l'impeto delle correnti aveva sgrottato tutte le terre e a lui era toccato asciugare e rialzar le campagne, corredandole della belletta, del grassume prezioso? Sí? davvero? Oh che piacere! Gli sorrisi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma far la roba è niente: a governarla ti voglio! E dunque gli ulivi si governano ogni tre anni con tre o quattro corbelli di sugo sostanzioso, pecorino? Sí? davvero? Oh che piacere! E gli sorrisi anche quando in cantina, con un'aria da Carlomagno, mi mostrò quattro lunghe andane di botti, e anche lí mi spiegò come valga piú saper governare il tino che la botte e com'egli facesse piú colorito il vino e come gli accrescesse forza e corpo mescolandovi certe qualità d'uve scelte, spicciolate, ammostate da sé, senza mai erbe, mai foglie di sambuco o di tiglio, mai tannino o gesso o catrame.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aspettiamo dunque fiduciosi e sereni il vostro giudizio, che sarà equo certamente; e vi promettiamo fin d'ora, che accoglieremo ben volentieri tutti quei consigli, tutte quelle modificazioni che a voi piacerà di proporre, ispirandovi come noi al bene e alla prosperità del nostro paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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dico, non potresti, dico, non ti piacerebbe lavorare quassú, in camera tua, piuttosto che giú? - E perché? - Ma, ecco, perché giú, sai? i...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma risponda ai signori Reduci cosí: che si facciano gli affari loro, ché ai miei ci bado io; se questo loro non accomoda, se ne vadano, che mi faranno un grandissimo piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Via, come andare a guastar quella ragna proprio adesso, per far piacere ai signori Reduci che non pagavano neppure la pigione? E in che consisteva, alla fin fine, tutto il male per Amilcare Bellone? Nel fatto che il La Rosa aveva portato in Grecia la camicia rossa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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per me, figuratevi! tanto onore e tanto piacere! - esclamò Sciaramè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In un mondo cosí fatto, poteva mai figurarsi il padre beneficiale Fioríca che il diavolo vi potesse entrare da qualche parte? E il diavolo invece vi entrava a suo piacere, ogni qual volta gliene veniva il desiderio, di soppiatto e facilissimamente, sicuro d'essere scambiato per un buon uomo o una buona donna, o anche spesso per un innocuo oggetto qualsiasi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Cleen la guardava, e quegli sguardi fieri gli parevano vampate di passione per lui: gli piaceva quello sdegno; ma ogni qualvolta gli veniva di manifestarle ciò che sentiva o di confidarle qualcosa, gli pareva d'urtare contro un muro, e taceva e sorrideva, senza intendere che quella bontà sorridente, in certi casi, non poteva piacere a Venerina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Bel piacere sentirsi chiamare la moglie de L'arso! - E non ti chiamano adesso la nipote di Don Paranza? che male c'è? Lui L'arso, e io, Paranza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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-Tutte cosí, le nostre donne! Non debbono far mai piacere ai loro uomini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci andò una volta il Cleen, per far piacere alla moglie, ma ebbe dalla zitellona tale accoglienza, che giurò di non ritornarci piú, né solo né accompagnato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Andatevene; fatemi questo piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dentro, le piccole antiche sedie verniciate di nero, pulite pulite, di qua e di là dal canterano, avevano tutte una crocettina argentata sulla spalliera, che dava loro un'aria di monacelle attempate, contente di starsene lí ben custodite, al riparo, non toccate mai da nessuno; e con piacere pareva stessero a guardare il modesto lettino di ferro del prete, che aveva a capezzale, su la parete imbiancata, una croce nera col vecchio Crocefisso d'avorio, gracile e ingiallito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché è pure un piacere, mentre qualcuno si dibatte in preda a qualche briga per cui deve chiedere agli altri soccorso e assistenza, attendere tranquillamente, cosí, alla soddisfazione d'un piccolo bisogno naturale, e veder che tutto rimane al suo posto: là, quei lecci neri in fila che costeggiano la piazza, gli alti tubi di ghisa che sorreggono la trama dei fili tramviarii, tutte quelle lune vane in cima ai lampioni, e qua gli uffici della dogana accanto alla stazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Provo piacere che qualcuno legga qua, in vece mia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei forse non riesce a intenderlo, questo piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se volesse farmi questo piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tra gli altri ce n'era uno, il piú feroce, un certo Cola Camizzi, capobrigante, che ammazzava le povere creature di Dio, cosí, per piacere, come fossero mosche, per provare la polvere - diceva, - per vedere se la carabina era parata bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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ch'è per se stessa un piacere a vederla...(Pirandello - Novelle per un anno)
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dico, dev'essere un bel piacere, questo che lei prova, immaginando tante cose...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Piacere? Io? - Già...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che piacere! Mi dica un po'.(Pirandello - Novelle per un anno)
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il piacere dell'immaginazione...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la relazione, forse, può esser questa, guardi: - Avrebbero piacere quelle seggiole d'immaginare chi sia il cliente che viene a seder su loro in attesa del consulto? Che male covi dentro? Dove andrà, che farà dopo la visita? - Nessun piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In questo momento mi sta occupando lei, e creda che non provo nessun piacere del treno che ha perduto, della famiglia che l'aspetta in villeggiatura, di tutti i fastidii che posso supporre in lei...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io le dico che ho bisogno d'attaccarmi con l'immaginazione alla vita altrui, ma cosí, senza piacere, senza punto interessarmene, anzi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E mi faccia un piacere, domattina, quando arriverà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ha bisogno imprescindibile di qualche soldino, deve domandarlo a Satanina, e la ragazza, che ha già quindici anni e fa da mammina, glielo dà con gran mistero, raccomandandogli di non farne sapere nulla, per carità, al babbino, ché altrimenti vorrebbe anche lui la sua parte per i minuti piaceri, e dove s'andrebbe a finire? Buona ragazza, Satanina; tanto che Cosmo Antonio Corvara Amidei vorrebbe chiamarla piú brevemente e graziosamente Nina, Ninetta; ma Dolfo Dolfi non vuole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí, due mesi dopo, Cosmo Antonio Corvara Amidi, con molto dispiacere de' suoi scolaretti che, in fin dei conti, gli vogliono un gran bene, ma con piacere grandissimo del direttore del ginnasio e dei colleghi, parte per Roma, "comandato" al Ministero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Attenzione! Lei, ragione, con una g sola la scriva, per piacere, mi raccomando! - Meglio abbondare, professore, meglio abbondare quando si tratta di ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dolfino sapeva, fino all'età di otto anni, che la mamma sua era morta nel darlo alla luce, ma, due anni fa, un bel giorno, mentre il padre si trovava all'ufficio, aveva veduto entrare in casa una certa signora vestita alla bizzarra, incipriata, imbellettata, la quale, fra molte lagrime, aveva avuto il piacere di assicurargli che non era vero niente, perché la mamma sua, invece, eccola qua, viveva ancora; era lei, proprio lei, che gli voleva bene, oh tanto! E voleva star sempre con lui e curarlo e carezzarlo giorno e notte cosí, come faceva ora, cosí, il figlietto suo bello, il figlietto suo caro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Renderesti un gran piacere a lui e uno grandissimo a me, che proteggo tanto, se tu sapessi, un brav'uomo, fin da quand'egli è nato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli parlai allora delle sue piante tutte in fiore, esagerando, per fargli piacere, la mia ammirazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'ho per un onore; e ne ho tanto piacere! - E allora? - domandò a sé stesso Cirinciò, tornando a sedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E a furia di ripeterlo, eccoli qua, i signori uomini, credono davvero, adesso, che nojaltre dobbiamo stare al loro servizio, per il loro comodo e per il loro piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, se questo può piacere a te, a me non piace! Ennio, pur sapendo che faceva peggio, si provò ancora una volta a ragionare: - Ma scusa: perché vuoi ostinarti a vedere il male dove non è, a crearti fantasmi odiosi, quando io, con la mia vita di studio, di lavoro, non ti ho mai dato cagione di dubitare di me? Hai visto che, per stare in pace, per contentarti, mi sono finanche vietato di fare una carezza al mio bambino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi faccia il piacere: lasci andare! "Fin dove era caduta!", è vero? Che orrore! Buffonate, via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando, pochi giorni or sono, sono venuto a raggiungerla qua, ha voluto scusare anche me, il mio tradimento, la mia menzogna, incolpando se stessa, certi suoi vezzi involontarii, il malvagio istinto, com'ella lo chiamava, il bisogno, cioè, che sentono tutte le donne di piacere finanche al marito della propria sorella...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che se egli, domani, avesse riacquistato la vista, bello com'era, giovane, ricco, signore, perché avrebbe sposato lei? Per gratitudine? Per pietà? Ah, non per altro! E dunque, no, no! Seppure egli avesse voluto; lei, no; come avrebbe potuto accettare, lei che lo amava e non lo voleva per altro? lei, che nella sventura di lui vedeva la ragione del suo amore e quasi la scusa, di fronte alla malignità altrui? E si può dunque transigere cosí, inavvertitamente, con la propria coscienza, fino a commettere un delitto? fino a fondar la propria felicità su la sciagura di un altro? Ella, sí, veramente, non aveva allora creduto che colui, quel suo nemico, potesse fare il miracolo di ridar la vista al suo Silvio; non lo credeva neanche adesso; ma perché aveva taciuto? proprio perché non aveva creduto di prestar fiducia a quel medico; o non piuttosto perché il dubbio che il medico aveva espresso e che sarebbe stato per Silvio come una luce di speranza, sarebbe stato invece per lei la morte, la morte del suo amore, se poi si fosse affermato? Per ora ella poteva credere che il suo amore sarebbe bastato a compensar quel cieco della vista perduta; credere che, se pure egli, per un miracolo, avesse ora riacquistato la vista, né questo bene sommo, né tutti i piaceri che avrebbe potuto pagarsi con la sua ricchezza, né l'amore d'alcun'altra donna, avrebbero potuto compensarlo della perdita dell'amore di lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non come il suo cuore, da giovinetta, la sognò; ma questa miseria che (forse è peccato dirlo) ad accostarcisi, pare debba proprio insudiciare; da compiangere fors'anche, certo anzi da compiangere, perché ogni piacere è poi pagato a prezzo di lagrime e di sangue.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La nipote si scrolla e le volta le spalle per mettersi a parlare con la signorina Marzorati; il che cagiona subito una viva apprensione alla mamma, signora Marzorati, che non ha affatto piacere che la nipote della signorina Trecke parli con la sua figliuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mani caste, poverine, che raggricciamenti! Ma no, via, toccate, toccate, arrischiate una toccatina a sentire che non fa male; e poi ci starete, che vi piacerà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il gusto è con le altre, con quelle dalle groppe da cavalle e certi abissi dove il piacere t'afferra tutto, da non potertene piú distaccare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non dir niente a nessuno! O guaj! Sandrina, dopo queste raccomandazioni e queste minacce, sogguardando la faccia scura del padre, non prova piú nessun piacere ad andare nella casa bella di quella zia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Comprende che il padre non ci va per fare un piacere a lei, ma perché ci vuole andar lui, a rischio d'una lite con la mamma, se questa verrà a saperlo; non certamente da lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si rianima subito, notando negli occhi della moglie il gradimento inatteso, il piacere ch'egli anzi sia venuto cosí accompagnato; e allora apre le braccia e senza darlo a vedere tira pian piano un gran sospiro con le labbra atteggiate d'un tremulo sorriso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E prova un certo piacere, che egli abbia pensato di suggerir per lei lo stesso appellativo alla figliuola, benché certo per un'altra ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- No, me, me, signor parroco! ho piuttosto piacere d'avvilir me, se ho fatto un cattivo pensiero, veda! E credo meglio, a ogni modo, che l'ajuto gli venga da una che, in questo caso, sarebbe stata piú cattiva di lui, se è vero che egli quel pensiero non l'ha avuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dice che non sarebbe carità, ma un piacere per lei prendersi in casa e curare, educare quelle tre bambine, far loro da mamma.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se sarà anzi un piacere per lei...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca vuol sapere a qual prezzo intendono che lei paghi questo che sarà un piacere per lei, di far da mamma a quelle tre piccine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le dà tuttavia uno strano piacere, perché nella sistemazione nuova, secondo il bisogno e le necessità dello spazio, sia degli oggetti vecchi, sia dei nuovi che a poco a poco arrivano, vede attuarsi, prendere consistenza l'immagine della nuova vita della casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quella malatuccia di via Reggio, Dio mio! E quell'orfanella, Elodina, di via Alessandria, impossibile non soccorrerle piú, abbandonarle, là, alla loro miseria, cosí nera, mentre per queste qua tanto bianco e tanto roseo di lettucci e di mobiletti laccati e di tappetini e sopracoperte, e il piacere ch'ella già prova a immaginare gli acquisti che farà per loro, di biancheria fina, di scarpette eleganti, e la cura che si darà perché siano vestite bene e con grazia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quasi quasi non han piacere neanche di vedere il padre ora, lí nella bella casa, dov'esse per tre giorni sono state cosí bene, sole, a respirare nella nuova vita, in compagnia della "zia".(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lei che se l'era immaginata bella! Ma era naturale, via, che a lui ormai dovessero piacere le donne di quel genere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non aveva detto lei, che il male sarebbe stato soltanto per il ritorno di lui, perché per il resto, che fossero venute le bambine, tanto piacere? Ebbene, ecco qua: lui se n'era andato (e per giunta, non cacciato da lei), e le erano rimaste le bambine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Può mai confidare la signora Lèuca a quell'avvocatino Aricò, che tutt'a un tratto, appena saputo della fuga di lui, sparito come per incanto il piacere, ella si è sentito gravare enormemente sulle braccia il peso di quelle tre bambine non sue, e diventate subito totalmente estranee a lei, alla casa? Non lo vuol confidare neanche a se stessa, la signora Lèuca, e si mostra piú premurosa e piú affettuosa che mai verso quelle tre orfane abbandonate, perché non abbiano minimamente ad accorgersi del suo animo mutato, specie le due maggiori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, storcignandosi dal piacere in cui pareva tutto invischiato, si era passate le mani sopra la giacca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come spiattellargli in faccia che, con la morte della donna, il Notajo aveva creduto d'essersi liberato dell'incubo di lui, che col ridicolo della sua incredibile mansuetudine, col rispetto ossequioso di cui lo faceva segno davanti a tutti gli amici, con le lodi sperticate che profondeva con chiunque ne parlasse, gli aveva avvelenato il piacere di quell'unica avventura tardiva della sua sobria, riservatissima esistenza? Poteva mai tollerare il signor Notajo la minaccia di non levarselo piú d'attorno, e che egli seguitasse a rispettarlo, a incensarlo, a servirlo davanti a tutti, a dimostrare in tutti i modi, come aveva sempre fatto, che se tanti trattavano con confidenza il signor notajo Denora, non stessero a farsi illusioni, perché il signor notajo Denora aveva in segreto una ragione di speciale intimità con lui, e non avrebbe potuto accordarla ad altri? Legato a lui, per forza, dall'amore per la stessa donna, poteva il signor Notajo seguitare ora a rimaner legato, attaccato a lui dal dolore comune, dal lutto comune per la perdita di lei? Siamo giusti! Era ridicolo! ridicolo! E Bellavita, perdio, doveva capirlo, che, essendo forzato quel primo legame, ora che la morte finalmente lo aveva sciolto, il signor Notajo non aveva piú nulla da spartire con lui, perché il dolore, se lo aveva, il lutto, se voleva portarlo per la morte di quella donna, non c'era nessun bisogno che lo avesse e lo portasse in comune con lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una volta per uno, pezzo d'ingrato! Non ci aveva mai pensato, lui, che quel suo sincero rispetto era già una vendetta del tradimento, perché avvelenava al signor Notajo il piacere di esso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi faccia il piacere, me lo tenga lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Piacere, ma...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma tu àlzati! Non farmi calare, perché non posso calarmi! Àlzati da te! Subito, via! Sú, sú, fammi il piacere! Senza volerlo, forzata da quella concitazione, la giovane si scosse dal suo abbattimento e guardò, quasi sgomenta, il professore: - Perché? - gli chiese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Anzi ho il piacere d'annunziare a lor signori che ho avuto la fortuna di persuaderla a vincersi per un momento, e soffocare in sé il cordoglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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lei, per esempio, sarà tanto gentile - (aggiunse, rivolgendosi a uno degli invitati) - mi farà il piacere di correre con una vettura al Municipio e di prevenire l'ufficiale dello stato civile, che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Hai capito, figlietto mio? E gli magnifico tutti i regalucci ch'egli, per far piacere a Eufemia, gli porta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Finché una di quelle sere il Todi, per il piacere di vederla ridere cosí burlescamente non uscí a dire che la moglie ideale per lui sarebbe stata lei, Margherita Carega.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'altro si voltò a ragguardarlo: - E tu ragli, caro mio, cosí! Poi si voltò a noi e aggiunse: - Ma guarda s'è il modo di sbadigliare! Questo segno sguajato di noja bestiale fece da susta al disgusto che provavo dacché avevo messo piede in quel luogo; m'alzai e gridai al mio amico: - Sbrígati, per piacere! Ma il mio amico, posando il bicchiere ancora a metà pieno di quel suo nero aleatico denso come un rosolio, socchiuse gli occhi e ingollò il sorso che aveva tratto con voluttà cosí bambinescamente palese, che subito la stizza che me ne venne si ruppe in una risata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dal Naso al Cielo DAL NASO AL CIELO I I pochi ospiti del vecchio albergo in vetta al monte Gajo avevano da una settimana il piacere di sentir parlare il senatore Romualdo Reda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah no! Il senatore Romualdo Reda, sentendo nominar la natura, s'inquietava sul serio: scattava battendo ambo le mani su i braccioli: - Ma via! ma mi faccia il piacere! ma la sua logica, caro Vernoni! Tanto per ridere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Curvo, quasi toccando con la fronte lo scalino che gli stava sopra, e su la cui lubricità la lumierina vacillante rifletteva appena un fioco lume sanguigno, egli veniva sú, sú, sú, dal ventre della montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pitrinu Cinquemani? Ci ho piacere, povera Narda! ci ho piacere davvero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sidora dalla soglia, stizzita e costernata, seguiva i gesti della madre e del marito; e, come le parve che questi facesse con molto calore qualche promessa che la madre accoglieva con evidente piacere, si mise a strillare: - Gnornò! Scordatevelo! State ad accordarvi tra voi? È inutile! è inutile! Debbo dirlo io! Le donne del vicinato le fecero cenni pressanti di star zitta, d'aspettare che il colloquio terminasse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In quei tre giorni Corrado Tranzi riuscí a sapere tante cose: che la fanciulla si chiamava Ebe; che era figliuola d'un tal De Vitti, professore di fisica al Collegio Nautico; che la defunta era cognata del professore, vedova da tanti anni e accolta in casa col figliuolo che si chiamava Marco Perla; che questi, già impiegato modestamente alla Dogana, aveva chiesto col piacere dei parenti la mano della cuginetta, la quale però aveva rifiutato con molto dolore, confessando candidamente che le sarebbe stato impossibile sposarlo, perché, fin da bambina cresciuta con lui, lo amava come fratello, e solamente come tale e non altrimenti avrebbe potuto amarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si venne poi a sapere che, incontrato per caso un giovane collega, il quale quella sera stessa doveva imbarcarsi come medico di bordo su un transatlantico, ne aveva preso il posto col piacere di lui, ed era rimasto in America, senza lasciar tracce di sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E presto venne infatti il giorno che la zia, tutta esultante, credendo di dargli un gran piacere, gli confidò che quella mattina stessa aveva ricevuto una lettera da un giovane, che si vedeva spesso passare per istrada, bello come un angiolo, diceva, biondo, coi capelli lunghi; un giovine pittore che presto sarebbe partito per Roma pensionato, e che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sta' pur sicura, bella mia, che non ha fatto nulla di male, Giulio; perché, se qualcosa avesse fatto di male, Nelda, la signora baronessa, avrebbe scritto a me, a me, a me, non a te, per farmi un piacere! - E se non fosse cosa d'ora? - disse donna Angeletta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La Zena? Ma fammi il piacere! Quella povera figliuola? Diciassette anni aveva...(Pirandello - Novelle per un anno)
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— Questo mi fa piacere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Com'era sfacciata , Natòlia ! Per piacere allo straniero si beffava persino delle capanne , che dopo tutto erano sacre perché abitate dai fedeli e appartenenti alla chiesa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ascoltava la voce del giovane come aveva poco prima ascoltato il suono della fisarmonica e rideva per il piacere , eppure in fondo sentiva voglia di piangere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il grido tremolava come un nitrito , e le gambe delle donne , disegnate dalle gonne scure , e i piedi corti emergenti dall'ondulare dell'orlo rosso si movevan sempre piú agili scaldati dal piacere del ballo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E i due pareva provassero piacere a quel contatto perché guardavano le secchie a testa bassa e ridevano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il suono della fisarmonica arrivava fin laggiú ; il motivo saltellante e voluttuoso richiamava alla danza , ma a volte si mutava in lamento , come stanco di gioia , come rimpiangendo il piacere che passa e gemendo per l'inutilità di tutte le cose: allora anche l'occhio melanconico delle giumente pareva pieno di una dolcezza nostalgica .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io devo fare laserva ; ma lo faccio con piacere poiché si tratta di render felici i ragazzi . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Predu , fammi un piacere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Credendola addormentata Natòlia le sfiorò la mano che scottava ; ma la vecchia l'attirò a sé dicendole sottovoce: — Senti , Natòlia , mi farai un piacere: va da Efix Maronzu e digli che devo parlargli: ma che non lo sappia Grixenda: va' , piccola tortora , va ! — E dove lo trovo io , Efix ? Sarà in paese ? — Egli vien su dal poderetto: lo vedo venir su , — disse la vecchia , mettendosi un dito sulle labbra , perché Grixenda entrava col caffè .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma adesso fa' il piacere , alzati e vattene .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ad un loro figliuolo, bel bambino di tredici anni, io di dieci, cominciavo a sentirmi così dolcemente affezionata come i suoi genitori eran tra sé: sempre insieme; innocenti ma troppo bramosi già l’un dell’altra, e contentissimi del piacerci.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La raffrontavo allo sguardo pronto e breve di mia zia di Pisa, che non chiedeva gli sguardi altrui né in elemosina né in tributo; all’impeto sincero de’ suoi movimenti spiranti ilarità serena, non torba allegria; a quella grazia non pensata, non intenta a allettare, ma certa di piacere, e lieta della certezza, lieta senz’orgoglio feroce, senz’insidia lasciva. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Cedei, non concessi: senza piacere, senza rimorso; non inebriata ma astratta.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Venne a grado a grado il piacere: venne pur troppo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Potessi ancora montare quegli scalini, e seduta sull’angolo della terrazza, raccogliere a uno a uno i pensieri che cadevano languidi sul verde sottoposto, e rifarli nel pentimento! Rimeditavo su quell’altura i baci, gli sguardi, ricomponevo il peccato, pensando alle parole di lui, interpretando i silenzi, esagerando i timori e i desideri, e questi aguzzando con quelli; fattomi del piacere tormento.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Del suo, non del mio piacere, gioivo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Le vivid’aure d’autunno mi rinnovellavano i sensi al piacere, e l’anima a gioia mesta. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ho comprato un piacere al prezzo ch’i’ ho voluto: ora basta." Io, messemi le mani ne’ capelli, e rovesciatigli in sugli occhi, con voce soffocata dall’agonia della rabbia, protendendomi ritta su lui seduto: "Ah uomo indegno! Così tu mi tratti? Che t’ho fatto io per meritare d’esser così calpestata da te? Che t’ho fatt’io altro che amarti?" Egli ghignando: "Amarmi voi, signorina? Voi proffertami da una Blandin?" "Profferta?" (a questa parola io lo afferrai per il braccio). (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E’ cominciava a uscirmi di mente; quando un giorno lo riscontro sulla scala commosso dal piacere di ritrovarmi, e sento ch’egli è mio casigliano, al secondo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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A me nell’adolescenza e nella gioventù prima, l’amicizia era simpatia prepotente; e mi faceva piacere o il pallore o il rossore d’un viso, o il suon di voce non nota, o il fanciullo la cui compagnia mi fosse interdetta. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Chi sa qual vecchiaia l’attende? I piaceri, incautamente agitati, lasciano feccia di dolore: e io lo so.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Come passati quest’anni! In languore affannoso, in solitudine profana, in voluttà senza piaceri, in sacrifizii senza virtù. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Se’ stata da lui? T’ha detto qualcosa?" "Nulla." "Me lo dici d’un modo..." "Al modo che so." "Ma non si potrebbe sapere il discorso che t’ha fatto imbronciare così?" "Discorsi degli uomini! Dargli retta." "Gli è dunqu’entrato nel patetico teco?" "Meco? Fammi il piacere, smettiamo." Maria, tra l’affetto e il sospetto, voleva pur raccapezzare qualcosa, e temeva d’offenderla; e la guardava fisso: l’altra indispettita, canterellava in francese. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La s’era abbattuta a uno di que’ Polacchi che imbevuti delle empietà francesi del secolo passato e delle cupidità del presente, s’ingegnavano di ridurre in danaro contante e in piaceri senz’amore, la gloria, i dolori ed il sangue de’ loro pii ed animosi compatrioti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Onesto mi pare; e piacente è, appunto perché non si studia di piacere: e so che t’ama. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Anche non era poco che l’animo non calunniassero: ma vedendol povero, e sdegnoso di ogni artifizio, e ambizioso di non piacere in tutto a nessuna opinione estrema, e pur non contento ai mezzi termini, non potevan chiamarlo né ipocrita né venduto né stolto. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E sebbene questi due cuori, fatti già diffidenti dalla sventura, stessero in guardia contro i subiti mutamenti, quella tema valeva piuttosto a intepidire i piaceri che ad allontanare i dolori. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La quale nel novembre aveva conosciuto un conte romagnolo, che veniva in casa lo Svizzero, prima con isperanze di piacere alla Rosa; poi, visto il terreno duro, con brama di giorno in giorno più rispettosa, di non dispiacere a Maria. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma quando ciò segua, il piacere è più vivo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Né l’ore del piacere torremo dal capriccio dell’allegria altrui, ma dall’ispirazione libera del cuor nostro. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Questi piaceri semplici, non men dolci a lui dell’amore, pensava gli mancherebbero in Francia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Lo ringrazio che in voi m’ha dati, insieme uniti, a me indegno, l’amore e il rispetto, il piacere, la pace e la virtù. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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«Lei, caro il mio curato, mi faccia il piacere di parlare di posciandra», disse Pasotti dopo una lunga pausa, alludendo a certa rozza pietanza paesana di cavoli e salsicce. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Frugando fra le sue carte per cercarvi non so cosa, gli vennero alle mani i seguenti versi dedicati a un tale di sua conoscenza e nostra conoscenza, che rilesse con piacere e ch'io riferisco per saggio del suo stile satirico: Falso occhio mobile, Mento pelato, Lingua di vipera, Cor di castrato, Brache policrome, Bisunto saio, Maiuscolissimo Cappello a staio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E soggiunse: «Ho piacere che quella signorina vi abbia conosciuto; così, se mai sapeva di qualche progetto, sarà ben contenta che non se ne parli più». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«I conti con Dio se sposo Luisa? Ah vada tutto, cosa me ne importa, mi vedano, mi sentano, mi facciano la spia, glielo dicano, glielo contino, gliela cantino che mi fanno un piacerone!» Si vestì in fretta e in furia, urtando nelle seggiole, aprendo e chiudendo il cassettone a colpi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ho piacere che tu ci vada. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La signora Teresa vide chiaramente e con un senso di vivo piacere questa lettera sudicia e ingiallita dal tempo, senza busta e con la traccia di una piccola ostia rossa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Mi faccia il piacere», diss'egli impetuosamente, «lasciamo stare questo discorso, lasciamo stare questo discorso!» Pasotti si rabbuiò. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E preparava già per il proprio piacere un discorsetto blando, ammolliente, da posare poi sulla ferita della impassibile dama per modo ch'ella non potesse dissimularla e che nessuno avesse a lagnarsi di lui, neppure Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Andava in chiesa, compiva gli atti esterni del culto, senza incredulità e senza persuadersi che facessero piacere a Dio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Disse al Ricevitore che doveva tenere un convocato, il consiglio comunale d'allora, a Castello e che aveva preferito venir per tempo, fare la salita, col fresco, da Oria invece che da Casarico o da Albogasio, onde procurarsi il piacere di salutare il signor Ricevitore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aspettate, verrà un movimento grande, noi daremo il colpo, ci sarà un poco di strepito e di sbatacchiamento e lo tireremo su, il nostro pesciatello, non ce lo lasceremo scappare più, quel porcellino bianco, rosso e verde!» Il Biancòn ci aveva fatto una gran risata e spesso, mettendosi a pescare, si ruminava, per il proprio innocente piacere, la graziosa similitudine, da cui gli nascevano per solito altri sottili e profondi pensamenti politici. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Solamente, quando riprese la sua placidezza obesa, osservò che non aveva mai domandato di prendere provvedimenti contro nessuno, che se nella perquisizione non si era trovato niente a carico dell'ingegnere Ribera, ne aveva piacere; che del resto in casa Ribera se n'eran dette di tutti i colori e che i discorsi era difficile trovarli. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Che egli osasse parlarle d'amore, ch'ella potesse sposar quella sapienza giallognola, rugosa e secca, neppure le veniva in mente; ma neanche avrebbe voluto spegnere un focherello così discreto che faceva onore a lei e, probabilmente, piacere a lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando la diligenza entrò nel corso di Porta Romana, così allagato di nebbia che dai finestrini non si vedeva quasi più nulla, chiuse gli occhi e si abbandonò al piacere d'immaginar le persone e le cose che aveva nel cuore, di conversar con esse. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Questo testamento non Le può piacere», soggiunse rapidamente il Gilardoni, «ma io non ho l'intenzione di pubblicarlo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«La mamma ha stracciato una carta, anche, dal signor Ladroni», soggiunse Maria, stimando, adesso, far tanto maggior piacere a suo padre quante più cose gli raccontava di questa visita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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S'intesero sino al fondo con una comunicazione magnetica e stettero a lungo abbracciati, parlandosi in un muto sforzo spasmodico di tutto l'esser loro, dolendosi l'uno dell'altro, rimproverandosi, volendosi appassionatamente riprendere, gustando il piacere acuto e amaro di unirsi per un momento con la volontà e con l'amore malgrado la intima disunione delle loro idee e della loro natura; tutto senza una parola, senza una sola voce. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Povero Franco, non averla con te, tu che saresti così contento di lei! Fai un gran sacrificio! Se ti può far piacere ti dirò che la sola possibilità per me di amare Iddio la trovo in questa bambina perché in essa Iddio mi diventa visibile, intelligibile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il guaio è ch'io non so scrivere un italiano piemontese come forse piacerebbe a lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Posso io dirti quello che sento per Maria? Chi potrebbe dire questa commozione, questa tenerezza immensa, questo desiderio che mi strugge di tenermela almeno un momento, un solo momento, sul cuore? Credi tu che io possa attendere fino a novembre? No no no, scriverò appendici, copierò, monterò qualche guardia per altri ma verrò a Lugano prima! Coprila di baci per me, intanto, dille che Papà ha sempre nel cuore la sua Ombretta e che la benedice, domandale cosa le farebbe piacere ch'io le portassi e poi scrivimelo senza pensar poi troppo alla mia povertà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il pranzo fu triste anche perché la Cia fece un'osservazione inopportuna sulla mancanza di formaggio nella minestra che così non poteva piacere al suo padrone; e il suo padrone s'arrabbiò, le disse ch'era una fatua e che se la minestra era senza formaggio, lei era senza sale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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I suoi grandi, compunti occhi neri si ravvivarono quando il signor Giacomo pronunciò un gran soffio finale, e i colleghi, lasciate le carte, si abbandonarono sulle spalliere delle rispettive seggiole a riposare alquanto, a ruminar il piacere del giuoco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A questa maniera si va su che l'è un piacere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Voleva bene acquistar la pace ma come un sordido avaro tentato da qualche cupidigia, che spremendosi dolorosamente dal pugno il prezzo del suo piacere cerca trattenersene fra le unghie quanto può. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa, è possibile ch'io non ti trovi all'Isola Bella, che tu creda far piacere a Maria non venendo? Ma non sai, la mia Maria, la mia povera piccina, se le avessero detto corri a salutar il tuo papà che forse va a morire come… La voce del lettore oscillò, si ruppe, mancò in un singhiozzo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Berecche le ha cacciate via, furente, ha gridato loro in faccia di non volersi muovere perché di quel mascalzoncino là non gliene importa piú nulla, non lo considera piú come suo figliuolo, e se l’hanno calpestato, ferito, arrestato, piacere, piacere, piacere.
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Egli fa di tutto per non alterarselo mai, il suo modo, e si contenta di poco, perché quel poco sa gustarselo in pace e con saggezza, come gli innocenti piaceri della natura, la quale, a dir vero, è una di tutti e non sa né di patrie né di confini.
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– Ma che Francia, mi faccia il piacere! La Francia, caro signore....
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– E guai se non ragionassi almeno io, qua dentro! Le hai vedute, le hai sentite, quelle due furie? La colpa è mia! Via, dimmi anche tu, dimmi anche tu che la colpa è mia! Mi faresti piacere, sai? Mi rialzerei di piú in mezzo a tutti questi pianti, in mezzo a tutti questi strilli, con l’orgoglio d’esser certo che io solo ho la mia ragione ancora qua! qua! qua! –
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Non ignara del piacere e bisognosa di gioire soffrendo, smaniosa di sporgersi all'orlo delle tentazioni più terribili, con un cuore timido e temerario, soave e spietato, la donna aspirava intorno a sé l'ardore delle anime simile all'odore sulfureo dell'uragano; e non formava alcun disegno, non si preparava contro l'impreveduto; pesava sul ritmo de' suoi ginocchi la divina bestialità del suo corpo, covava la sua astuzia e la sua lussuria nel suo calore più profondo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era ebro di passato ma provava un piacere quasi malsano nel mescolare le cose vive alle cose morte, nel confondere le due eleganze, nel frugare le due intimità. Ella lo secondava, quasi per una volontà d'inesistenza, con le ciglia senza palpito e col sorriso durevole dei ritratti magnetici. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E tra la sua pena e la sua maraviglia, tra la sua paura e la sua speranza, tra il suo ricordo e il suo presentimento s'insinuava una specie di piacere vendicativo quando ella vedeva negli occhi lionati accendersi un bagliore di fosforo e brillare i piccoli denti bianchi nel fulvo della barba simile al rame dorato che si sdora. E soltanto quel piacere era certo, ché tutto il resto era confuso. Ed ella sentiva in sé la sua giovinezza come una immortalità. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un aspro affanno travagliava l'adolescente, una sorta d'invidia ascetica verso la potenza di quel dolore, un'aspirazione tumultuosa verso l'inaccessibile solitudine di quello spirito. Egli voleva tutto dalla vita. Tutto era dovuto alla sua giovinezza dalla bella fronte. Ogni spettacolo dell'altrui passione o dell'altrui piacere gli suscitava il rancore come per un privilegio che gli fosse tolto. Egli soffriva di ritrovarsi in quella vecchia stanza d'albergo ingombra di bauli, piena dell'odore languido emanato dalle vesti femminili sparse per ovunque, dai veli, dalle piume, dai guanti, dalle tante squisite cose vane; mentre laggiù, nella brughiera selvaggia, sotto il nudo ricovero, un vincitore vegliava il cadavere del suo compagno avvolto nel vessillo della gara e disteso sul letto da campo, con un dolore magnanimo che agguagliava quella tettoia d'abete e di ferro alla trabacca d'abete e di paglia costrutta dai Mirmìdoni, ove portarono gli Achei la spoglia di Patroclo Actòride. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli aveva fermata la carezza sul fùsolo della gamba, senza più scorrere; ché il suo piacere s'avvelenava. Il suo amore era aizzato come la fiera nel serraglio, con la punta rovente. Il suo desiderio gli faceva male come se una malvagia droga glie lo eccitasse affocandogli le reni. Egli ora sentiva l'immensità dello spazio intorno, la purità del vento, l'incenso dei boschi salubri, tutta la forza dell'Estate; ed era come un uomo infermo su un inquieto guanciale i cui orli angusti gli limitavano il mondo. Egli posò il capo su le ginocchia distese della sua tormentatrice; e sorrise. L'odio insorto in lui diceva: «L'ora era deliziosa, l'ora del tuo breve sopore quando tu ti lasci addormentare dalla mia carezza cauta, quando fingi di non svegliarti se ardisco di più. Perché a un tratto mi scrolli? È vero, tu fai uno dei tuoi giuochi puerili, sogni uno dei tuoi sogni colorati. Ma conosco omai la tua arte. So come con l'angolo della bocca avveleni la parola che hai scelta. È come se una piccola bolla di saliva vi apparisca. Vuoi ch'io pensi che l'effeminato dalle palpebre dipinte una notte ti piacque?(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Fin allora le donne non erano state per lui se non una veloce vittoria, un piacere breve, un disgusto vanito, un confuso ricordo; e, s'egli avesse dovuto riconoscerne alcuna nella greggia, non l'avrebbe riconosciuta a un bagliore d'anima ma all'odore singolare, simile a quei mercanti di schiave che col fiuto riconoscevano la stirpe.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La spinta fu così brutale ch'ella cadde riversa; e aveva su le braccia l'impronta delle tanaglie. Non gridò, non si lamentò. Poggiandosi sopra un fianco, alenava seminuda; e sotto le ciglia aggrottate il suo sguardo ardente era inesplicabile. Le narici le palpitavano come all'approssimarsi del piacere. Qualcosa di acre e di felice, un'ambiguità sfuggente, una perversità incerta brillava e s'oscurava a volta a volta nel bel viso di dèmone. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Nessuno rispose. La tenda era chiusa e muta. Anche i meccanici forse erano ai loro ozii e ai loro piaceri. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ma, quando i suoi occhi dati alle cose si riaffisarono in quelli che la miravano, ella cangiò i suoi modi. Raccolse a un tratto i suoi larghi gesti orizontali; mostrò d'esser ferita dallo sguardo dell'uomo. Si coprì il volto con un lembo del velo, si nascose tutta nelle volute, fu simile a una metamorfosi imperfetta che mostrasse tutte le membra converse in nube e i piedi ancora umani. Poi sembrò che la primitiva natura ribalenasse e vibrasse per entro alla nube; ed ecco, la metà del volto riapparve sbigottita, e una mano timida, e la punta dell'anca, e una spalla sollevata, sùbito ricoperte. Ella imitava la danza amorosa delle almée: il pudore, il timore, la resistenza, la languidezza, l'abbandono. Ella imitava con la danza il gioco stesso della sua perfidia: la lusinga, l'offerta, il rifiuto, la disfida, la lotta, la paura temeraria, il sospiro nella violenza, l'annientamento nel piacere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ed ella tremò di sgomento per tutte le ossa pensando che quella passione poteva essere più grande e più selvaggia della sua passione. Di quelle settimane d'assenza e d'attesa ella ignorava tutto, e la fantasia le si sollevava su quella ignoranza. Vedeva sé nella dolce marina pisana, sé distesa nei cuscini dei piaceri, sé voluttuosa e obliosa; e l'altra, la creatura chiusa e tenace, audace e nascosta, lassù, nella Città di vento e di macigno, tra spettacoli di duolo e di morte, col suo canto e col suo amore intenta di continuo a esaltare la sua disperazione. E la invidiò, e la temette; e la imaginò carica di forze accumulate, pronta a combattere, pronta a morire. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non ti basta, no. Non ti basta d'avere esasperata la mia pena, d'avere spiata ogni contrattura del mio spasimo, d'avere simulata la pietà per umiliarmi; non ti basta d'essertene andata al tuo piacere e d'avermi relegata in una casa che è sotto l'ombra dell'Ergastolo, e d'avermi tolta brutalmente ogni ragione di vivere, e d'avermi lasciata a faccia a faccia con la più orrida morte. Tutto questo non ti basta. Sei tornata conducendo con te il tuo amante.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Questo hai fatto, questo sai fare. E ch'io non ti sembri ingrata. Tu m'hai presa nella tua casa, tu mi tieni con te; tu mi colmi di doni, tu mi adorni e mi inghirlandi; e tu giuochi con la mia vita come se la mia vita più profonda non valesse il più fugace dei tuoi piaceri. Io non sono per te più di quel che Tiapa sia per Lunella. Ma Lunella piange se Tiapa cade sul pavimento e si spezza il piede o s'ammacca la fronte; piange e si dispera, e la veglia, e cerca di guarirla. Tu sei della razza feroce. Tu mi apri il petto per vedere quel che c'è dentro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Tu non puoi amare se non te stessa, se non il tuo piacere, se non la tua perfidia. È il tuo castigo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, io confesso che mi piacerebbe d'essere amata così — disse Adimara Adimari, con un lungo brivido che parve correre anche su per la sua giacca di chinchilla tanto squisitamente accordata alle due perle grige e tiepide del suo sguardo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo Tarsis era uscito dalla sua casa, poco dopo lo sciagurato dibattito. Aveva raccolto tutta la sua virtù per dominare il suo dolore e il suo furore. Aveva esitato, prima di dirigersi verso il nascondiglio dei suoi piaceri. Poi aveva risoluto di affrontare il rischio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ah, quando finalmente l'amante non sarà più lo stupido nemico ma il fratello pensoso e voluttuoso? Lo so, lo so: voi non potrete mai comprendere. Vi sarà più facile toccare le stelle nel volo, che avvicinarvi al mio mistero. Nessuna parola e nessuna lagrima varrà mai a persuadervi che non ho ceduto al vizio deforme ma a questo senso divino del patimento, ch'io porto in me. Non ho cercato né ho dato il piacere; ma ho presa nella mia mano tremante un'altra mano tremante per scendere a trovare il fondo dell'abisso, o forse del tempio sotterraneo. Non ho fatto opera di carne ma di triste iniziazione. E anche per voi, taciturno che non parlate se non ad offendere o a delirare, anche per voi io sono una scienza: non sono una felicità né sono una sciagura ma una scienza severa.» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Forse l'ho io separata da te? T'ho preso a lei? E come avrei potuto prenderti se tu non fossi stato già mio? Certo, quella sera, alla marina, ti parvi orribile quando ti parlai dell'amore di mia sorella. Ti ricondussi verso di lei, e le dissi: «Fa dunque ch'egli t'ami.» Ti parvi orribile. Ma chi può mai giudicare l'amore? e chi può dire il termine della voluttà e il termine del tormento e dove il male cessi d'essere il male e dove il bene cessi d'essere il bene, e per che modo una nuova vergogna crei un amore nuovo, e di che cosa debba vivere l'amore per piacere alla morte? Come fate voi a condannare e ad assolvere? Nulla è certo fuorché la crudeltà e la fame del cuore, e il sangue e le lacrime, e la fine di tutto; e neppure si sa quale sia il tempo di piangere. Ma forse c'è ancora da scoprire qualche dolore più lontano. Il mio lo conosci?
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* Chiamato per un lieve disturbo del bimbo e saputo che il Boggiolo era marito della celebre scrittrice Silvia Roncella e per tanti anni era stato in mezzo alla letteratura, lo aveva assediato di domande e invitato al suo villino, ove la sua signora avrebbe avuto certamente tanto piacere di sentirlo parlare, amante appassionata com'era anch'ella de le belle lettere e insaziabile divoratrice di libri. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Andava piano, con quella sua pancia pendente, sempre con le mani dietro la schiena, e tirava fuori con tanta fatica quella sua voce molle, miagolante! Mi piacerebbe sapere com’egli li ragionasse con la sua propria coscienza i furti che di continuo perpetrava a nostro danno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Non ammetto, – diceva, – che per il momentaneo piacere che prova la gola al passaggio d’un boccone, per esempio, come questo – (e giù il boccone) – si debba poi star male un’intera giornata. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non mi parve, dall’aria con cui mi salutò, che Marianna Dondi, vedova Pescatore, accogliesse con molto piacere l’annunzio d’una mia seconda visita: mi porse appena la mano: gelida mano, secca, nodosa, gialliccia; e abbassò gli occhi e strinse le labbra. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Perché, se mi fossi arrestato lì vi avrei fatto un piacere, reso un servizio... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che dovevo fare, insomma? Ritornare a Montecarlo, a restituir quella vincita straordinaria? o contentarmi di essa e godermela modestamente? ma come? avevo forse più animo e modo di godere, con quella famiglia che mi ero formata? Avrei vestito un po’ meno poveramente mia moglie, che non solo non si curava più di piacermi, ma pareva facesse anzi di tutto per riuscirmi incresciosa, rimanendo spettinata tutto il giorno, senza busto, in ciabatte, e con le vesti che le cascavano da tutte le parti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«Tanto a quella mosca canina del Recchioni; tanto, a Filippo Brìsigo, e mi piacerebbe che gli servissero per pagarsi il funerale: non caverebbe più sangue ai poverelli!; tanto a Cichin Lunaro, il torinese; tanto, alla vedova Lippani... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ero solo ormai, e più solo di com’ero non avrei potuto essere su la terra, sciolto nel presente d’ogni legame e d’ogni obbligo, libero, nuovo e assolutamente padrone di me, senza più il fardello del mio passato, e con I’avvenire dinanzi, che avrei potuto foggiarmi a piacer mio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell’oggetto per se medesimo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Che piacere! Beato lei! Gira... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Che piacere! beato lei! la invidio!
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* Per farle piacere, allora, le parlai anch’io con gravità:
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* Ella mi rispose: – Come vuole, – ma io me ne andai con l’impressione che le avrei fatto un gran piacere se non fossi più tornato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lo stesso giorno che entrai in casa sua, mi si presentò, non tanto – disse – per rifarmi le scuse del modo poco decente in cui mi era apparso la prima volta, quanto per il piacere di far la mia conoscenza, avendo io l’aspetto d’uno studioso o d’un artista, forse:
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* D’ogni paese siamo venuti qua a scuotervi la cenere del nostro sigaro, che è poi il simbolo della frivolezza di questa miserrima vita nostra e dell’amaro e velenoso piacere che essa ci dà. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E ora io, dopo un anno e più di forzato silenzio, provavo un gran piacere a parlare, a parlare, ogni sera, lì nel terrazzino, di quel che avevo veduto, delle osservazioni fatte, degli incidenti che mi erano occorsi qua e là. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quest’intima meraviglia coloriva straordinariamente la mia narrazione; dal piacere poi che le due donne, ascoltando, dimostravano di provarne, mi nasceva a mano a mano il rimpianto d’un bene che non avevo allora realmente goduto; e anche di questo rimpianto s’insaporava ora la mia narrazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo tanto parlato e avevo rivolto tutte quelle domande particolareggiate alla Caporale, perché m’ero accorto del piacere forse incosciente che provava Adriana alle risposte vittoriose che quella mi dava. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Una sera (c’era la luna piena, e pareva giorno), dalla mia finestra la vidi, sola e triste, là, nel terrazzino, dove ora ci riunivamo raramente, e non più col piacere di prima, poiché v’interveniva anche Papiano che parlava per tutti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – E non si potrebbe prendere a nolo un pianoforte? Mi piacerebbe tanto, tanto, sentirla sonare; e se lei... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – No, intendo: di non averle fatto piacere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* per curiosità, mi avvicinai e gli domandai se si chiamasse proprio Meis e di che paese fosse, poiché io avevo l’onore e il piacere d’ospitare in casa un signor Meis... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che piacere! Nell’improvviso buio, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s’aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d’accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicaio, otturata per ispasso da un bambino crudele. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Noi, – non so se questo possa farle piacere – noi abbiamo sempre vissuto e sempre vivremo con l’universo; anche ora, in questa forma nostra, partecipiamo a tutte le manifestazioni dell’universo, ma non lo sappiamo, non lo vediamo, perché purtroppo questo maledetto lumicino piagnucoloso ci fa vedere soltanto quel poco a cui esso arriva; e ce lo facesse vedere almeno com’esso è in realtà! Ma nossignore: ce lo colora a modo suo, e ci fa vedere certe cose, che noi dobbiamo veramente lamentare, perbacco, che forse in un’altra forma d’esistenza non avremo più una bocca per poterne fare le matte risate. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Che fossero però le quattro e meccio non aveva certamente dovuto farle piacere: lo argomentai da quel «Bene! bene!» a denti stretti e dal volubile e quasi aggressivo discorso in cui subito dopo si lanciò contro l’Italia e più contro Roma così gonfia di sé per il suo passato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Guarda, venendo, supponevo (scusami, sai, Romilda), supponevo, caro Mino, che t’avrei fatto un gran piacere, a liberartene, e ti confesso che questo pensiero m’affliggeva moltissimo, perché volevo vendicarmi, e vorrei ancora, non credere, togliendoti adesso Romilda, adesso che vedo che le vuoi bene e che lei... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Da quando ebbi conquistato rigo per rigo il mistero del sillabario — [massiccie lettere nere , minuscole ma in grassetto ; oneste incisioni in legno ; lontane e freddolose serate d'inverno , sotto al lume a petrolio , colla palla tutta dipinta di fiorellini arancioni ed azzurri , accanto alla mamma giovane e sola che cuciva coi capelli neri chinati sotto a' riflessi] — io non ebbi piacere più grande né consolazione più sicura del leggere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E quelle migliaia di promesse in lettere d'oro eran per me: a un mio comando i volumi che aspettavano sotto la polvere , dietro la rete fitta degli scaffali , sarebbero scesi verso di me , e l'avrei squadernati e sfogliati e divorati a mio piacere ! Non aspettai neppur un anno per tentar la seconda — 15 — prova . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Era tale lo smarrimento e il piacere e lo stupore e il senso d'esser divenuto ad un tratto come più grande e più uomo che per quasi un'ora non riuscii a capir nulla nel libro che avevo dinanzi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* I librai mi davan poco ascolto quando chiedevo il prezzo di un libro sapendo ormai che potevo disporre di centesimi e non di lire — i padroni dei barroccini non avevan piacere che stessi tanto a sfogliare e a leggicchiare perchè il più delle volte non compravo nulla o compravo librettucci di scarto da spender poco , o magari volumi scompleti — i giornalai mi davan guardatacele perchè mi studiavo di leggere a tradimento . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Alla tristezza fisica e assoluta dei pomeriggi delle feste invernali tenne dietro l' inchiesta sui beni e sui mali dell'esistenza e lo spirito rispondeva di no a ogni promessa ; replicava di no a ogni bugiardo sogno , a ogni falso piacere e soffiava sugli ultimi incanti come il vento di mezzanotte sulle poche fiamme rimaste di una luminaria andata male . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Era un piacere amaro , cattivo , sterile — ma ci provavo gusto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Come mai ? Eppure è in questa età la primavera classica degli idilli romantici che fa sbocciare e scoppiare anche i più renitenti cuori ; questa è la pagana estate di tutti i sensi , l'erculeo luglio della lussuria irrefrenabile , in cui ogni sguardo è un desiderio di piacere , e tutte le mani cercano un bel corpo da carezzare , e i baci son caldi come di febbre su labbra che non sanno , non vogliono , non possono staccarsi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi dicono , questi uomini qui d' intorno , che ho deir ingegno , e credono di farmi un grande onore e un grosso piacere , questi buoni figliuoli ! C è qualcuno che arriva fino a dire che ho molto ingegno , un grande ingegno e son quelli che credono d' amarmi di più e di esser più vicini a me . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quando la morte gli serrò la bocca tutti gli uomini si sentirono liberati e felici e l'orgia della gioia si disfrenò laggiù sotto e V ultimo giorno fu come un inferno di cattivi piaceri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quando V uomo , invece di separarsi dal reale , come qualcosa a sé che lo giudica e lo misura , si disfacesse nel reale in modo da sentir fratello ogni atomo e sorella ogni apparenza , allora il corpo limitato dell'uomo sparirebbe nel corpo smisurato dell' universo ; il microcosmo sarebbe effettualmente il macrocosmo , e ogni parte del mondo sarebbe come una parte della sua persona — e come la volontà muove a suo piacere ogni membro della persona potrebbe allora muovere ogni elemento del mondo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avrei potuto , dopo , mangiare , dormire , scrivere e magari piacere (interessare gli altri , farmi nome ecc .) , ma il corso metafisico di me stesso era tagliato di netto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A poco a poco le belle ore di esaltazione non son più apparse ; nuove cure mi hanno occupato tutta l'anima ; V infingardia mi ha riempito di — 209 — bambagia gli orecchi perchè non sentissi i richiami e i rimorsi ; piaceri più bassi e fini più mediocri mi hanno mantenuto in quello stato di sogneria neghittosa e inquieta , nemica del fare , nella quale seguitavo ancora a promettere colle parole ma in cui era smarrita l'anima austera e grande affacciatasi in certe ore , e le fiamme d'un tempo non eran più che resti di bracia appena di tratto in tratto rosseggianti sotto la cenere bigia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che mi può importare di una parte della realtà piuttosto che dell'altra quando tutto è mio , a mia disposizione , sotto i miei ordini ? Gran parte del piacere che si prova quando si riesce a far qualcosa — cambiare , possedere qualcosa — dipende dallo sforzo che quel fare ci è costato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma cosa m' importa di far piacere agli uomini ? Io non voglio fare il buffone di nessuno ! E affermo che tutti quanti gli scrittori di romanzi , di storie , di racconti , di commedie e di drammi , sono stati buffoni , gente che vive per stuzzicare l' immaginazione degli uomini , come i suonatori accarezzano i loro orecchi e le donne i loro corpi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non son fatto per la gioia , non devo cercare il piacere — guai a me se casco nelle tiepide e addormentanti braccia della felicità ! Se voglio esser fedele alla ragion d' essere delFapima mia — al giuramento che feci nascendo la seconda volta — al patto eh* io feci colla vita e colla morte , non debbo disciogliermi e addolcirmi nel latteo beverone del comune e ordinario benessere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ho altra forza che nell'intelligenza , non ho amici che tra i morti , non ho piaceri fuori dei libri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutta questa roba povera , semplice , rozza , inutile , senza valore , , mi dava un piacere straordinario : la sentivo amica , sorella , parte di me , simbolo della mia terra e della sua tradizione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quando arriverai a sapere che sarebbe bene tu sapessi mandare a mente la tua vita , anche quella tanta parte di essa che ti ripugnerà? E intanto , inconscio , vai investigando il tuo piccolo organismo alla ricerca del piacere e le tue scoperte deliziose ti awieranno al dolore e alla malattia cui sarai spinto anche da coloro che non lo vorrebbero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per fargli piacere inventai la fede più lieta nel nostro futuro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Io credo che sopravviva il piacere , perché il dolore non è più necessario .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La dissoluzione potrebbe ricordare il piacere sessuale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* M’allontanò dicendomi che gli ricordavo la morte e i suoi piaceri .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Anche a lei fa piacere , ora , di vederlo ritornare in sé! Quando il dottore partì , l’alba era spuntata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Un giorno appresi che la famiglia Malfenti era ritornata in città da un viaggio di piacere abbastanza prolungato seguito al soggiorno estivo in campagna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Ho piacere di vederla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Che liberazione! Non avevo più da studiare le intenzioni della signora Malfenti né di forzarmi di piacere alla zia Rosina .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* So di avere un alto sentimento musicale e non è per affettazione ch’io ricerco la musica più complessa; però il mio stesso alto sentimento musicale m’avverte e m’avvertì da anni , ch’io mai arriverò a sonare in modo da dar piacere a chi m’ascolta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Ho tuttavia piacere di essermi confidato a voi , Augusta , che io credo tanto buona!
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* Il suo sguardo somigliava ad una carezza che non mi faceva piacere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Restai a bocca aperta! Ora che lo conosco meglio , so ch’egli si lancia a un discorrere abbondante in qualsiasi direzione quando si crede sicuro di piacere al suo interlocutore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dubito anche che ad un vero fratello piacerebbe di veder manipolare così la sorella .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Rinunziai , dopo un debole tentativo di resistenza , a disporre a mio piacere del mio tempo e m’acconciai al più rigido orario .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La sua testa era però di donna e , per la pettinatura alquanto ricercata , di donna che vuol piacere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne avevo piacere tanto per mio suocero quanto per Guido , che finalmente avrebbe potuto sposarsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo detto che mi piacesse , ma neppure che non potesse piacermi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* È una forma di rispetto come lo sentiamo noi uomini , mentre non è ben certo se al moribondo non piacerebbe di più di venir accompagnato per l’ultimo tratto di via da voci chiare e forti che gli ricorderebbero la vita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ricordo che analizzai anche se mi fosse stato permesso di dirle: «Come mi fa piacere che finalmente ti sposi e sposi il mio grande amico Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Pensai che avevo torto di rischiare l’affetto di Augusta per fare un piacere ad Ada che non mi voleva bene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa passò tutto il suo repertorio e fu quella certamente la parte migliore di quelle ore , perché l’ansietà con cui aspettavo la mia amante , andava ad aumentare il piacere che sempre m’aveva data la canzonetta di Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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abnegazione annegazione ,
= totale rinuncia al piacere o all'utile per senso del dovere , per dedizione al bene altrui , per motivi religiosi , ideali o sociali .
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ad libitum
= a piacere , a volontà .
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aggradare
= verbo intr. gradire
= verbo intr. piacere , riuscire gradito
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algofilia
= tendenza patologica a ricercare il piacere in sensazioni fisiche dolorose .
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algolagnia
= deviazione sessuale per cui si prova piacere nel provocare o ricevere dolore .
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ascesi
= pratica di vita che tende all'elevazione spirituale attraverso il dominio degli istinti , l'astensione dai piaceri , la meditazione e il distacco dal mondo .
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astinente
= che si astiene dai piaceri materiali
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comodare
= verbo intr. far comodo, far piacere - verbo trans. dare in comodato.
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compiacere
= verbo intr. far piacere, far cosa grata
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concupiscenza
= desiderio di piaceri sensuali, e spec. sessuali.
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congratulare
= verbo intr. mostrare gioia, piacere
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delizia
= piacere intenso e raffinato - materiale o spirituale
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deliziare
= verbo trans . dar piacere - procurare delizia
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dilettare
= delettare , verbo trans . procurare diletto - piacere
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edonismo
= nella filosofia greca - concezione morale che identifica il bene col piacere
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escursione
= gita - viaggio breve a scopo di studio o di piacere
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eudemonia
= nell'etica antica - la felicità come fine ultimo dell'agire umano - che può consistere nella rettitudine - o nel piacere - o nella serenità interiore .
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frequentare
= verbo trans .
= recarsi spesso in un luogo - o in un ambiente , per abitudine , per dovere - o per piacere
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gaudio
= vivo piacere , per lo più spirituale
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gradimento
= sentimento di piacere provocato da ciò che riesce gradito
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guardabile
= di persona o cosa piacevole , attraente , che si guarda perciò con piacere
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guardone
= persona che prova morboso piacere nello spiare scene o atti erotici.
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jolly
= in alcuni giochi di carte , la carta che può assumere qualsiasi valore a piacere del giocatore che la possiede
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masochismo
= in sessuologia, perversione per cui il soggetto prova piacere erotico nel subire maltrattamenti, violenze fisiche e umiliazioni - tendenza di chi, per un bisogno di autopunizione, accetta passivamente sofferenze e umiliazioni.
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masturbazione
= l'atto di manipolare i genitali al fine di procurare il piacere sessuale - autocompiacimento morboso
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oh
= esprime , secondo il tono con cui è pronunciata , dolore , piacere , meraviglia , sdegno , dubbio , sospetto , compassione , paura o altro .
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piacente
= participio presente di piacere
= che piace
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piagere o plagere ,
= verbo intr . piacere .
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piagere
= piacere .
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playgirl
= ragazza bella ed elegante che si accompagna a uomini importanti per suo piacere o , più spesso , per interesse .
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ripiacere
= verbo intr. piacere nuovamente.
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scopofilia
= perversione sessuale che consiste nel provare piacere alla vista di immagini o di atti erotici .
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sensualismo
= caratteristica di ogni dottrina che consideri il piacere dei sensi come lo scopo fondamentale dell'agire e come il criterio per distinguere il bene dal male - nel linguaggio filosofico ottocentesco , lo stesso che sensismo ,
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solino
= colletto di camicia da uomo che si può levare e mettere a piacere ,
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viveur
= chi fa vita mondana , abbandonandosi ai piaceri
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volentieri
= volontieri , avverbio di buona voglia , con piacere
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voluttuoso
= aggettivo di persona , incline ai piaceri dei sensi
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voluttà
= piacere , diletto
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Spagnolo
Vocabolario e frasi
Y fue que, en saliendo al camino real, se puso en busca del del Toboso, y otro día llegó a la venta donde le había sucedido la desgracia de la manta; y no la hubo bien visto, cuando le pareció que otra vez andaba en los aires, y no quiso entrar dentro, aunque llegó a hora que lo pudiera y debiera hacer, por ser la del comer y llevar en deseo de gustar algo caliente, que había grandes días que todo era fiambre.( Cervantes - Don Quijote)
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—Eso no haré yo —dijo Sancho—, ni de malo ni de buen talante, en ninguna manera; y si es que este rapamiento no se puede hacer sin que yo suba a las ancas, bien puede buscar mi señor otro escudero que le acompañe, y estas señoras otro modo de alisarse los rostros; que yo no soy brujo, para gustar de andar por los aires.( Cervantes - Don Quijote)
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—Par Dios que tiene razón el gran Sancho —dijo el doctor Recio—, y que soy de parecer que le dejemos ir porque el duque ha de gustar infinito de verle( Cervantes - Don Quijote)
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Llegó la noche, volviéronse a casa, hubo sarao de damas, porque la mujer de don Antonio, que era una señora principal y alegre, hermosa y discreta, convidó a otras sus amigas a que viniesen a honrar a su huésped y a gustar de sus nunca vistas locuras.( Cervantes - Don Quijote)
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Coniugazione:2 - piacere
Ausiliare:essere intransitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io piaccio
tu piaci
egli piace
noi piacciamo
voi piacete
essi piacciono
Imperfetto
io piacevo
tu piacevi
egli piaceva
noi piacevamo
voi piacevate
essi piacevano
Passato remoto
io piacqui
tu piacesti
egli piacque
noi piacemmo
voi piaceste
essi piacquero
Passato prossimo
io sono piaciuto
tu sei piaciuto
egli é piaciuto
noi siamo piaciuti
voi siete piaciuti
essi sono piaciuti
Trapassato prossimo
io ero piaciuto
tu eri piaciuto
egli era piaciuto
noi eravamo piaciuti
voi eravate piaciuti
essi erano piaciuti
Trapassato remoto
io fui piaciuto
tu fosti piaciuto
egli fu piaciuto
noi fummo piaciuti
voi foste piaciuti
essi furono piaciuti
Futuro semplice
io piacerò
tu piacerai
egli piacerà
noi piaceremo
voi piacerete
essi piaceranno
Futuro anteriore
io sarò piaciuto
tu sarai piaciuto
egli sarà piaciuto
noi saremo piaciuti
voi sarete piaciuti
essi saranno piaciuti
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io piaccia
che tu piaccia
che egli piaccia
che noi piaciamo
che voi piaciate
che essi piacciano
Passato
che io sia piaciuto
che tu sia piaciuto
che egli sia piaciuto
che noi siamo piaciuti
che voi siate piaciuti
che essi siano piaciuti
Imperfetto
che io piacéssi
che tu piacéssi
che egli piacésse
che noi piacéssimo
che voi piacéste
che essi piacéssero
Trapassato
che io fossi piaciuto
che tu fossi piaciuto
che egli fosse piaciuto
che noi fossimo piaciuti
che voi foste piaciuti
che essi fossero piaciuti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io piacerei
tu piaceresti
egli piacerebbe
noi piaceremmo
voi piacereste
essi piacerebbero
Passato
io sarei piaciuto
tu saresti piaciuto
egli sarebbe piaciuto
noi saremmo piaciuti
voi sareste piaciuti
essi sarebbero piaciuti
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
piaci
piaccia
piacciamo
piacete
piacciano
Futuro
-
piacerai
piacerà
piaceremo
piacerete
piaceranno
INFINITO - attivo
Presente
piacer
Passato
essersi piaciuto
PARTICIPIO - attivo
Presente
piacente
Passato
piaciuto
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
piacendo
Passato
essendo piaciuto
Conjugacíon: 1 - gustar
auxiliar: haber - transitivo
INDICATIVO activo
Presente
yo gusto
gustas
él/ella gusta
nosotros gustamos
nosotros gustáis
ellos/ellas gustan
Imperfecto
yo gustaba
gustabas
él/ella gustaba
nosotros gustabamos
vosotros gustabais
ellos/ellas gustaban
Pretérito indefinito
yo gusté
gustaste
él/ella gustó
nosotros gustamos
vosotros gustasteis
ellos/ellas gustaron
Preterito perfecto
yo he gustado
has gustado
él/ella ha gustado
nosotros hemos gustado
vosotros habéis gustado
ellos/ellas han gustado
Preterito pluscuamperfecto
yo había gustado
habías gustado
él/ella había gustado
nosotros habíamos gustado
vosotros habíais gustado
ellos/ellas habían gustado
Preterito anterior
yo hube gustado
hubiste gustado
él/ella hubo gustado
nosotros hubimos gustado
vosotros hubisteis gustado
ellos/ellas hubieron gustado
Futuro
yo gustaré
gustaras
él/ella gustará
nosotros gustaremos
vosotros gustareis
ellos/ellas gustarán
Futuro perfecto
yo habré gustado
habrás gustado
él/ella habrá gustado
nosotros habremos gustado
vosotros habréis gustado
ellos/ellas habrán gustado
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo guste
gustes
él/ella guste
nosotros gustemos
nosotros gustéis
ellos/ellas gusten
Pretérito perfecto
yo haya gustado
hayas gustado
él/ella haya gustado
nosotros hayamos gustado
nosotros hayáis gustado
ellos/ellas hayan gustado
Pretérito imperfetto I
yo gustara
gustaras
él/ella gustara
nosotros gustáramos
nosotros gustarais
ellos/ellas gustaran
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiera gustado
hubieras gustado
él/ella hubiera gustado
nosotros hubiéramos gustado
nosotros hubierais gustado
ellos/ellas hubieran gustado
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese gustado
hubieses gustado
él/ella hubiese gustado
nosotros hubiésemos gustado
nosotros hubieseis gustado
ellos/ellas hubiesen gustado
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo gustare
gustares
él/ella gustare
nosotros gustáremos
nosotros gustareis
ellos/ellas gustaren
Futuro perfecto
yo hubiere gustado
hubieres gustado
él/ella hubiere gustado
nosotros hubiéremos gustado
nosotros hubiereis gustado
ellos/ellas hubieren gustado
POTENCIAL - activo
Presente
yo gustaría
gustarías
él/ella gustaría
nosotros gustaríamos
vosotros gustaríais
ellos/ellas gustarían
Perfecto
yo habría gustado
habrías gustado
él/ella habría gustado
nosotros habríamos gustado
vosotros habríais gustado
ellos/ellas habrían gustado
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
gusta
guste
gustemos
gustad
gusten
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber gustado
PARTICIPIO - activo
Presente
que gusta
Compuesto
gustado
GERUNDIO activo
Presente
gustando
Compuesto
habiendo gustado
INDICATIVO pasivo
Presente
yo soy gustado
eres gustado
él/ella es gustado
nosotros somos gustados
nosotros seis gustados
ellos/ellas son gustados
Imperfecto
yo era gustado
eras gustado
él/ella era gustado
nosotros èramos gustados
vosotros erais gustados
ellos/ellas eran gustados
Pretérito indefinito
yo fui gustado
fuiste gustado
él/ella fue gustado
nosotros fuimos gustados
vosotros fuisteis gustados
ellos/ellas fueron gustados
Preterito perfecto
yo he sido gustado
has sido gustado
él/ella ha sido gustado
nosotros hemos sido gustados
vosotros habèis sido gustados
ellos/ellas han sido gustados
Preterito pluscuamperfecto
yo había sido gustado
habías sido gustado
él/ella había sido gustado
nosotros habíamos sido gustados
vosotros habías sido gustados
ellos/ellas habían sido gustados
Preterito anterior
yo hube sido gustado
hubiste sido gustado
él/ella hubo sido gustado
nosotros hubimos sido gustados
vosotros hubisteis sido gustados
ellos/ellas hubieron sido gustados
Futuro
yo seré gustado
serás gustado
él/ella será gustado
nosotros seremos gustados
vosotros sereis gustados
ellos/ellas serán gustados
Futuro perfecto
yo habrè sido gustado
habrás sido gustado
él/ella habrá sido gustado
nosotros habremos sido gustados
vosotros habreis sido gustados
ellos/ellas habrán sido gustados
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo sea gustado
seas gustado
él/ella sea gustado
nosotros seamos gustados
nosotros seáis gustados
ellos/ellas sean gustados
Pretérito perfecto
yo haya sido gustado
hayas sido gustado
él/ella haya sido gustado
nosotros hayamos sido gustado
nosotros hayáis sido gustado
ellos/ellas hayan sido gustado
Pretérito imperfetto I
yo fuere gustado
fueres gustado
él/ella fuere gustado
nosotros fuéremos gustados
nosotros fuereis gustados
ellos/ellas fueren gustados
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiere sido gustado
hubieres sido gustado
él/ella hubiere sido gustado
nosotros hubiéremos sido gustados
nosotros hubierei sido gustados
ellos/ellas hubieren sido gustados
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese sido gustado
hubieses sido gustado
él/ella hubiese sido gustado
nosotros hubiésemos sido gustados
nosotros hubieseis sido gustados
ellos/ellas hubiesen sido gustados
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo fuere gustado
fueres gustado
él/ella fuere gustado
nosotros fuéremos gustados
nosotros fuereis gustados
ellos/ellas fueren gustados
Futuro perfecto
yo hubiere sido gustado
hubieres sido gustado
él/ella hubiere sido gustado
nosotros hubiéremos sido gustados
nosotros hubiereis sido gustados
ellos/ellas hubieren sido gustados
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo sería gustado
serías gustado
él/ella sería gustado
nosotros seríamos gustados
vosotros seríais gustados
ellos/ellas serían gustados
Perfecto
yo habría sido gustado
habrías sido gustado
él/ella habría sido gustados
nosotros habríamos sido gustados
vosotros habríais sido gustados
ellos/ellas habrían sido gustados
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé gustado
sea gustado
seamos gustados
sed gustados
sean gustados
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO pasivo
Presente
ser gustado
Compuesto
haber sido gustado
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es gustado
Compuesto
gustado
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo gustado
Compuesto
habiendo sido gustado