Pagina facebook
NihilScio         Home
 

Educational search engine
©2009-2017

Verbi e vocaboli Spagnolo

Italiano

Inglese

á     é     è     ì     í     ò
ó     ù     ú     ü     ñ     ç
Latin version Latino

sinonimi di esperar
Cerca  frasi:
Italiano
Vocabolario e frasi
* Che i due descritti di sopra stessero ivi ad aspettar qualcheduno , era cosa troppo evidente ; ma quel che più dispiacque a don Abbondio fu il dover accorgersi , per certi atti , che l'aspettato era lui .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* - E lei mi vorrà sostenere che non ha niente ! - disse Perpetua , empiendo il bicchiere , e tenendolo poi in mano , come se non volesse darlo che in premio della confidenza che si faceva tanto aspettare .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Lorenzo o , come dicevan tutti , Renzo non si fece molto aspettare .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* - Perché non le ha fatte a tempo ? perché dirmi che tutto era finito ? perché aspettare . . .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Ma Renzo , che doveva aspettarsi quella mossa , e stava all'erta , vi balzò prima di lui , girò la chiave , e se la mise in tasca .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Il padre si fermò ritto , in atto di chi si dispone ad aspettare ; ma un de' bravi s'alzò , e gli disse: - padre , padre , venga pure avanti: qui non si fanno aspettare i cappuccini: noi siamo amici del convento: e io ci sono stato in certi momenti che fuori non era troppo buon'aria per me ; e se mi avesser tenuta la porta chiusa , la sarebbe andata male - .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Egli , col grosso della truppa , rimase nell'agguato ad aspettare .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* L'oste guardava in viso a lui , come per aspettar gli ordini: egli lo fece venir con sé in una stanza vicina , e ordinò la cena .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Quelli che bevono il vino senza criticarlo , che pagano il conto senza tirare , che non metton su lite con gli altri avventori , e se hanno una coltellata da consegnare a uno , lo vanno ad aspettar fuori , e lontano dall'osteria , tanto che il povero oste non ne vada di mezzo , quelli sono i galantuomini .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Era il segnale: Renzo lo sentì , fece coraggio a Lucia , con una stretta di braccio ; e tutt'e due , in punta di piedi , vennero avanti , rasentando il muro , zitti zitti ; arrivarono all'uscio , lo spinsero adagino adagino ; cheti e chinati , entraron nell'andito , dov'erano i due fratelli ad aspettarli .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Picchia anche lì , e aspetta: e' poteva ben aspettare .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Chi accorre , chi sguizza tra uomo e uomo , e se la batte ; il tumulto era grande , quando arriva un altro , che gli aveva veduti partire in fretta , e grida: - correte , figliuoli: ladri , o banditi che scappano con un pellegrino: son già fuori del paese: addosso ! addosso ! - A quest'avviso , senza aspettar gli ordini del capitano , si movono in massa , e giù alla rinfusa per la strada ; di mano in mano che l'esercito s'avanza , qualcheduno di quei della vanguardia rallenta il passo , si lascia sopravanzare , e si ficca nel corpo della battaglia: gli ultimi spingono innanzi: lo sciame confuso giunge finalmente al luogo indicato .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Senza aspettar risposta , fra Cristoforo , andò verso la sagrestia ; i viaggiatori usciron di chiesa ; e fra Fazio chiuse la porta , dando loro un addio , con la voce alterata anche lui .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* - Piano , piano , - riprese il principe: - lasciam decidere a lei: forse oggi non si sente abbastanza disposta , e le piacerebbe più aspettar fino a domani .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Ma quand'è pronto , non bisogna farlo aspettare , perché , sebbene sia della miglior pasta del mondo , allora s'impazientisce e strepita .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Senza aspettar risposta , il principe si mosse ; Gertrude , la principessa e il principino lo seguirono ; scesero tutti le scale , e montarono in carrozza .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Il capitolo si tenne ; concorsero , com'era da aspettarsi , i due terzi de' voti segreti ch'eran richiesti da' regolamenti ; e Gertrude fu accettata .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* - Fate a mio modo , - rispose il frate: - andate a aspettare in chiesa , che intanto potrete fare un po' di bene .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Arrivò a tempo a distrarre e a disordinare i nemici di Renzo , il quale profittò della confusione nata nella confusione ; e , quatto quatto sul principio , poi giocando di gomita a più non posso , s'allontanò da quel luogo , dove non c'era buon'aria per lui , con l'intenzione anche d'uscire , più presto che potesse , dal tumulto , e d'andar davvero a trovare o a aspettare il padre Bonaventura .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Il pensiero , che s'era presentato vivo e risoluto alla sua mente , s'annebbiava e svaniva tutt'a un tratto ; e la parola , dopo essersi fatta aspettare un pezzo , non era quella che fosse al caso .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Renzo arriva sulla piazza del duomo ; l'attraversa , passa accanto a un mucchio di cenere e di carboni spenti , e riconosce gli avanzi del falò di cui era stato spettatore il giorno avanti ; costeggia gli scalini del duomo , rivede il forno delle grucce , mezzo smantellato , e guardato da soldati ; e tira diritto per la strada da cui era venuto insieme con la folla ; arriva al convento de' cappuccini ; dà un'occhiata a quella piazza e alla porta della chiesa , e dice tra sé , sospirando: " m'aveva però dato un buon parere quel frate di ieri: che stessi in chiesa a aspettare , e a fare un po' di bene " .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Chi mi conosce ? Di ragione , i birri non si saran fatti in pezzi , per andarmi ad aspettare a tutte le porte " .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Arrampicarsi sur una pianta , e star lì a aspettar l'aurora , per forse sei ore che poteva ancora indugiare , con quella brezza , con quella brina , vestito così , c'era più che non bisognasse per intirizzir davvero .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* " Ecco poi tornata finalmente l'abbondanza , - proseguiva Renzo nella sua fantasia: - rinasce la furia de' lavori: i padroni fanno a gara per aver degli operai milanesi , che son quelli che sanno bene il mestiere ; gli operai milanesi alzan la cresta ; chi vuol gente abile , bisogna che la paghi ; si guadagna da vivere per più d'uno , e da metter qualcosa da parte ; e si fa scrivere alle donne che vengano . . .E poi , perché aspettar tanto ? Non è vero che , con quel poco che abbiamo in serbo , si sarebbe campati là , anche quest'inverno ? Così camperemo qui .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* In vece d'una distrazione , poteva aspettarsi di trovar nella loro compagnia , nuovi dispiaceri: perché Attilio certamente avrebbe già preso la tromba , e messo tutti in aspettativa .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* E fu deciso tra loro che Agnese anderebbe il giorno seguente ad aspettar sulla strada il pesciaiolo che doveva passar di lì , tornando da Milano ; e gli chiederebbe in cortesia un posto sul baroccio , per farsi condurre a' suoi monti .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Certo è che Attilio non aveva detta a caso quella parola ; e quantunque dovesse aspettarsi che , a un suggerimento così scoperto , la boria ombrosa del conte zio avrebbe ricalcitrato , a ogni modo volle fargli balenar dinanzi l'idea di quel ripiego , e metterlo sulla strada , dove desiderava che andasse .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* E in quei casi , quel nome tanto temuto e abborrito era stato benedetto un momento: perché , non dirò quella giustizia , ma quel rimedio , quel compenso qualunque , non si sarebbe potuto , in que' tempi , aspettarlo da nessun'altra forza né privata , né pubblica .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Si cavò poi di tasca alcune berlinghe , e le diede al Tanabuso , dicendogli: - voi altri state ad aspettarmi ; e intanto starete un po' allegri con questa brava gente - .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Era costui uno sgherro d'Egidio ; era stato , facendo l'indiano , sulla porta del suo padrone , per veder quando Lucia usciva dal monastero ; l'aveva osservata bene , per poterla riconoscere ; ed era corso , per una scorciatoia , ad aspettarla al posto convenuto .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Si fermò ad aspettarlo ; e quando questo arrivò frettoloso , in aria di chieder perdono , l'inchinò , e lo fece passare avanti , con un atto cortese e umile: cosa che raccomodò alquanto lo stomaco al povero tribolato .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* L'innominato legò anche quella , e detto al lettighiero che stesse lì a aspettare , si levò una chiave di tasca , aprì l'uscio , entrò , fece entrare il curato e la donna , s'avviò davanti a loro alla scaletta ; e tutt'e tre salirono in silenzio .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* - Chi siete ? - le domandò Lucia ; ma , senza aspettar la risposta , si voltò ancora a don Abbondio , che s'era trattenuto discosto due passi , con un viso , anche lui , tutto compassionevole ; lo fissò di nuovo , e esclamò: - lei ! è lei ? il signor curato ? Dove siamo ? . . .Oh povera me ! son fuori di sentimento !<>
---------------
* Andiamo presto ; non lo facciamo aspettare , un par suo .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* L'innominato stette a aspettare che il cardinale tornasse di chiesa .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* - Andate ad aspettarmi nella sala grande , - disse loro ; e dall'alto della sua cavalcatura , gli stava a veder partire .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* La gente che andava con don Abbondio , s'affrettò alla rinfusa , a raggiunger quell'altra: e lui , dopo aver detto , tre e quattro volte: - adagio ; in fila ; cosa fate ? - si voltò indispettito ; e seguitando a borbottare: - è una babilonia , è una babilonia , - entrò in chiesa , intanto ch'era vota ; e stette lì ad aspettare .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Entrata la comitiva nella strada che conduce a porta ticinese , di dove si doveva uscire , cominciò a trovarsi in mezzo a una folla di gente che , parte era lì ad aspettare , parte accorreva ; tanto più che i trombetti , uomini di formalità , non cessaron di sonare , dal palazzo di corte , fino alla porta .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Agnese , risoluta anche lei di non aspettare ospiti di quella sorte , sola in casa , com'era , e con ancora un po' di quell'oro dell'innominato , era stata qualche tempo in forse del luogo dove ritirarsi .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Chi era scappato , come i nostri , senza aspettar l'arrivo de' soldati ; chi aveva sentiti i tamburi o le trombe ; chi gli aveva visti coloro , e li dipingeva come gli spaventati soglion dipingere .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Già non poteva essere altrimenti: me lo sarei dovuto aspettare da un uomo di quella qualità .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* - No , signore , che non gli ho voluti aspettare que' diavoli , - rispose don Abbondio .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Federigo dava a tutti , com'era da aspettarsi da lui , incitamento ed esempio .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* La conclusione fu che s'anderebbe a metter su casa tutti insieme in quel paese del bergamasco dove Renzo aveva già un buon avviamento: in quanto al tempo , non si poteva decider nulla , perché dipendeva dalla peste , e da altre circostanze: appena cessato il pericolo , Agnese tornerebbe a casa , ad aspettarvi Lucia , o Lucia ve l'aspetterebbe: intanto Renzo farebbe spesso qualche altra corsa a Pasturo , a veder la sua mamma , e a tenerla informata di quel che potesse accadere .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
* Lo vuol sentire , Ambrogio ? L'ho fatto aspettar qui fuori apposta .(Manzoni-I Promessi sposi)<>
---------------
Era già tardi; si doveva andar prima al Municipio, per non fare aspettar l'assessore, poi in chiesa; e il festino doveva esser finito prima di sera.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Don Lisi andò ad accendere il lume nella cameretta, a sinistra dell'entrata; volse intorno uno sguardo per vedere se tutto era in ordine, e rimase un po' incerto se andare o aspettare che la sposa si lasciasse persuadere dalla madre a entrare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- O perché mi fate ancora aspettare a pigliar possesso? Firmate il contratto, levatevi da questa schiavitú! Col denaro che vi do io, voi senza vizii, voi con cosí pochi bisogni, potreste viver tranquillo, in città, gli anni che vi restano.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Del resto, il termine del comporto era già fissato: alla morte della scimmia, che poco piú ormai si sarebbe fatta aspettare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Che voleva di piú? Tutto poteva aspettarsi il povero don Mattia, tranne che quella scimmia maledetta, che tanto lo aveva fatto penare, gli dovesse far l'ultima! Era solito lo Scala di levarsi prima dell'alba, per vigilare ai preparativi del lavoro prestabilito la sera avanti col garzone; non voleva che questi, dovendo, per esempio, attendere alla rimonda, tornasse due o tre volte dalla costa alla cascina o per la scala, o per la pietra d'affilare la ronca o l'accetta, o per l'acqua o per la colazione: doveva andarsene munito e provvisto di tutto punto, per non perder tempo inutilmente.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Chi sa dunque fino a quando dovrei aspettare per esser pagato; mentre ora, con un lieve sacrificio, prendendomi quella terra, posso riavere subito il mio e provvedere alla mia salute.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- Senti, Carlo: se tornasse quell'ometto che è venuto stamattina, fallo aspettare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
E rimase lí ad aspettare, senza saper perché, né che cosa, in quella tetra saletta d'ingresso che aveva il soffitto basso basso, di tela fuligginosa, qua e là strappata e con lo strambello pendente, in cui le mosche s'eran raccolte e dormivano a grappoli.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- T'ho riconosciuto subito, sai, Gigin! Subito! Ma che vedo? Già venerando? Ih, ih, tutto bianco! E non ti vergogni? un altro bacio, permetti, Gigione mio? per la tua santa canizie! Stavi qua fermo - mi pareva che stessi ad aspettarmi.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Egli doveva aspettare con quel volto, con quegli occhi, con quell'aria di spaurita sospensione, ch'ella ripassasse e lo ritoccasse un tantino piú forte per renderlo immobile del tutto e per sempre.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Voleva partir subito; andarsene, senza aspettar l'esito del duello, che pure sapeva a condizioni gravissime.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Oh, era sicurissimo Riccardo che il padre avrebbe condisceso di buona voglia; ma aveva appena diciannove anni, era ancora studente di liceo; non si sentiva il coraggio di far quella dichiarazione ai genitori: meglio aspettare qualche anno.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Il Barni aveva scritto a una vecchia zia di lei, perché fosse venuta subito a riprendersela e a portarsela via, laggiú in Calabria, promettendo un assegno; ma la zia aveva scongiurato il barone di aspettare almeno che la nipote si fosse prima liberata a Roma, per non affrontar lo scandalo in un piccolo paese; e il Barni aveva ceduto, ma a patto che il figliuolo non ne avesse saputo nulla e le avesse credute già fuori di Roma.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Legò l'asina nella stalluccia e, con la lucernetta a olio in mano, andò sú ad aspettar Nàzzaro, che doveva contare, come gli aveva detto, fino a cento stelle.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Inutile aspettarlo ancora.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
E adesso si spiegava perché ella non aveva voluto ch'egli tenesse la chiave del quartierino e se la fosse tenuta lei, invece, costringendolo ogni volta ad aspettare lí, nello studio di scultura, ch'ella venisse.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Oh com'era stato imbecille, stupido, cieco! Tutto intanto poteva aspettarsi il povero Lulú, tranne che don Giulio del Carpine venisse a sorprenderlo nel suo agguato.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Dunque, stava ad aspettare anche lui?...(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Lí, ferme ostinatamente su la triste soglia di quegli anni oltrepassati, che stavano ad aspettare? Eh via, qualcuno che le inducesse finalmente a muoversene, ad andare innanzi non piú sole.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Per ora là, mangiato dalle mosche e dalla noja, sotto la vampa cocente del sole, ad aspettar quel primo carico.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Si era fermato, non osando avvicinarsi, per aspettare ch'ella, riposatasi, gli lasciasse il posto.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
La carrozza è pagata: può aspettar fino a sera.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
No! - egli doveva, zitto zitto, saltare dalla vettura, senza farla fermare, senza farsi scorgere dal vetturino; aspettare che la vettura s'allontanasse un po' per l'erto stradone, e poi cacciarsi nella campagna e correre, correre fino al mare là in fondo.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Questi dovette aspettare un pezzo per rispondere.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Dunque, lí; funghire lí, stare lí ad aspettare, in quell'orrenda solitudine, che lo spirito a poco a poco gli si vestisse d'una scorza di stupidità.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Per altri venti minuti di cammino, gli toccava aspettare piú di cinque ore in quella stazione.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- Poteva bene aspettar domani, e dirlo a me! Se l'ha detto jersera, che c'eri tu, è segno che t'ha creduto piú tenero di cuore e piú disposto a venir meno a ciò che tutti e due insieme, di pieno accordo, avevamo stabilito.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Pochi giorni dopo, com'era da aspettarsi, arrivò a entrambi la risposta di Melina.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Filippo Romelli, il vedovo, piccolino di statura, pulito, in quel suo abito nero da lutto ancora senza una grinza, preciso in tutti i lineamenti fini, d'omettino bello vezzeggiato dalla moglie, si recava tutte le domeniche al camposanto a portar fiori alla sua morta, e piú degli altri due sentiva l'orrore della propria casa attufata dai ricordi, dove ogni oggetto, nell'ombra e nel silenzio, pareva stesse ancora ad aspettare colei che non vi poteva piú far ritorno, colei che lo accoglieva ogni volta con tanta festa e lo curava e lo lisciava e gli ripeteva con gli occhi ridenti come e quanto fosse contenta d'esser sua.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- Pensare una cosa simile, mio figlio? per me? Gliel'avrete messo in mente voi, demoniaccio tentatore! voi che non vi siete dato mai pace per quel maledetto testamento! Ho saputo tutto, m'hanno riferito tutto; l'avete gridato ai quattro venti che non è stato giusto, perché posso vivere ancora trenta e piú anni, io; e che vostro figlio potrebbe anche morire prima ch'io gli lasciassi l'usufrutto della proprietà; e che la proprietà lo zio gliel'ha lasciata solo per guardarla da lontano; e che dovrà aspettare d'esser vecchio per potersi dire veramente padrone.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
O demoniaccio, e che credete? ch'io avrei lasciato il mio figliuolo cosí, ad aspettare, a sospirare la mia morte? Io, io stessa, appena ritornato, gli avrei detto: "Simonello mio, scegliti una buona compagna; portala qui; tu sarai il padrone; io godrò della tua felicità e alleverò i tuoi figliuoli, com'ho allevato te".(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Non se n'andò: rimase ad aspettare fino a sera i cugini che s'erano contentati di smallare, a mezza lira, con le donne.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Sopravvenne Saro, sbraitando che il medico era già a cavallo e non voleva piú aspettare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Il segretario, senza aspettar l'ordine, aveva preso a leggere il verbale della seduta precedente, che doveva essere redatto con la piú scrupolosa diligenza, perché i consiglieri che lo ascoltavano accigliati approvavano di tratto in tratto col capo, e infine non trovarono nulla da ridire.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Tutto poteva aspettarsi il povero Cirlinciò, tranne che Lizio Gallo, dopo due giorni, dovesse davvero morire! Si mise a piangere come un vitello, dal rimorso, ripensando - ah! - alle ultime parole del compare - ah! - gli pareva di vederselo ancora lí, nella bottega, nell'atto di tentennare amaramente il capo - ah! - ah! - ah! E corse alla casa del morto, per condolersi con la vedova donna Giacomina.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Papa-re, per non farsi schiacciare tra la ressa, se ne stava indietro ad aspettare che anche le donne fossero provviste prima di lui; qualche malcreato, spesso, gli lasciava andare un lattone, e lui se lo pigliava in santa pace e si tirava da canto per non essere investito a mano a mano da quelli che, ottenute le copie, si scagliavano a testa bassa, con cieca furia, in tutte le direzioni.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- Lasciamelo aspettare qua, ti prego, - riprese, poco dopo, la donna, cupamente.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- Ma aspettare, chi? - domandò di nuovo Papa-re.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Era chiaro che tutte le altre camíce (che non dovevano poi esser molte) stavano ad aspettare da mesi dentro la cesta della biancheria da mandare al bucato i vapori mercantili di Svezia e Norvegia.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Se voleva aspettare, era segno che anche lui doveva sentire...(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Lo aspettava con ansia, sí, in quei primi giorni; ma non sapeva neppur desiderarlo altrimenti che cosí; due giorni in casa e il resto della settimana fuori; due giorni con lui, e il resto della settimana, sola, ad aspettare ogni sera che lo zio tornasse dalla pesca; e poi, la cena; e poi, a letto, sí, sola.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
impegni commerciali, capisci! Il vapore non può aspettare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
E trovandovi seduta la vecchia, quasi non comprese che cosa vi stesse ad aspettare, e quasi non gli parve vera.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Per piú d'un mese aveva dovuto combattere per strappare il consenso al padre, il quale saggiamente gli aveva fatto osservare ch'era troppo intempestivo per lui un impegno di quel genere; che la cugina aveva quattr'anni piú di lui, e che egli, ancora studente, avrebbe dovuto aspettare per lo meno altri sei anni per farla sua.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Anche quel giorno vollero arrivare alla meta, non ostante che il fiume per le abbondanti piogge recenti fosse in piena e straripato minacciosamente sul declivio, quasi fin sotto a quel loro pietrone; e non ostante che, seduto su questo, come se stesse ad aspettarli, scorgessero da lontano il loro coinquilino Nicola Petix: tutto aggruppato e raccolto in sé come un grosso gufo.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Non sentiva né i conforti né i rimproveri; come per via, correndo, non vedeva mai nulla; la mattina, per trovarsi puntuale all'ufficio, venendo dalla casa lontana fuor di porta; a mezzogiorno, per ritornare fin là a desinare, e poi per ritrovarsi a tempo all'ufficio alle tre, sempre a piedi sia per risparmiare i soldi del tram, sia per la paura di mancare all'orario stando ad aspettare che quello passasse.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
È stato mai a consulto da qualche medico bravo? - Io no, perché? Non sono mica malato! - No no! Glielo domando per sapere se ha mai veduto in casa di questi medici bravi la sala dove i clienti stanno ad aspettare il loro turno per esser visitati.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Non se l'aspettava! Gli pare che la casa sia diventata a un tratto vuota, misteriosamente vuota; perché nessun oggetto in essa ha un barlume d'anima, un qualche ricordo intimo per lui; e sembra invece che stia là, triste, a aspettar colui che non potrà piú ritornare Satanina piange inconsolabile.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Sú, in casa, non può resistere a lungo al contrasto fra la confusione che ha nell'animo e l'ordine e la quiete delle tre stanzette, le quali pare stieno a aspettare, con tutti i mobili, che la placida vita consueta seguiti a svolgersi fra loro.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Talvolta, nel silenzio, attraverso le vetrate, giungeva il cinguettío di un passero: io e le due suore alzavamo gli occhi alla finestra: il passero era lí, sul ramo fiorito del mandorlo, e, scotendo or di qua or di là il capino, guardava curioso nella camera, come se volesse domandare: - Che fate? - Poi, a un tratto, un frullo, e via! Quasi avesse compreso che cosa in quella camera si stesse ad aspettare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Povero Luzziddu, cosí piccino, là, fuori di casa, e con la mamma sua cosí lontana! Certo quella donna non poteva aver per lui le cure che aveva per il proprio figliuolo; e Luzziddu, messo da parte, doveva aspettar quieto quel po' che avanzava: lui, lui che finora aveva avuto tutta per sé la mamma sua! Annicchia si mise a piangere; ma poi, temendo che qualcuno se n'avvedesse, asciugò le lagrime e, per confortarsi, pensò che lí presso, a guardia, c'era la nonna, la quale, all'occorrenza, avrebbe saputo farsi valere con quel suo fare cupo e imperioso.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- E neppure io, - concludeva, filosoficamente, il signor Ramicelli, che restava lí ad aspettare che la discussione nello studio terminasse.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Stava ad aspettarla ch'ella finisse di leggere la lettera, sperando che le desse subito notizia del suo bambino, ma che! nulla; doveva domandargliene lei, quando le vedeva rimettere il foglio nella busta.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Ersilia, com'era da aspettarsi, si ribellò a quelle riflessioni umanitarie e uscí dallo studio deliberata a licenziare sul momento Annicchia.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Si alzò pian piano, per non destarla, e in punta di piedi si recò nella stanza attigua, dove la sbiobbina era rimasta sola ad aspettare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Egli avverte questa segreta ostilità della figlia, e drizzandosi per riprendere il cammino, è pieno d'astio al pensiero che non può aspettarsi nulla di meglio dalle figliuole d'una madre come quella.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Curandola, assaporando la gioia di quelle cure, ella non ha voluto dir nulla a lui, proprio nulla; non ha neppur pensato ch'egli stesse ad aspettare di là.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
- Figlio, Cicciuzzo nostro, che ci guarda! fiamma dell'anima nostra, quanto eri bello! Come facciamo, Cicciuzzo nostro, senza di te? Angelo d'oro, vita della vita nostra! E bisognò aspettare che quel pianto finisse per passare alla firma del contratto nuziale.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Per chi avesse fretta e non potesse aspettare quei giorni fissati, c'era l'ufficio delle comunicazioni urgenti, nello stesso piano, alla stessa Sezione, primo corridojo a sinistra, uscio terzo.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
E, appena viene a sapere che quel giovane medico l'ha fatta lui, per suo conto, la denunzia, e che Piccaglione, per tutta risposta, senza neanche aspettare l'interdizione, ha fatto fagotto e se n'è andato via con la sonnambula, interroga la propria coscienza e sta in angosciosa perplessità se non abbia l'obbligo d'avvertire segretamente i cittadini di Milocca di guardarsi dal marito, a cui ha dato di volta il cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Ho voluto aspettare che tu disponessi.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Appena entrato nel cortile, alla vista del socio e della comare e di tutti i ragazzi, lí muti e abbattuti ad aspettarlo, comprese ch'era finita.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Il cavallo, allungando il muso e strappando l'erba che cresceva liberamente sulle prode, doveva essersi allontanato da sé, un passo dopo l'altro, dalle tre casette perdute nella nebbia in fondo alla traversa; il lattajo, che a ogni posta s'indugiava al solito a chiacchierar con le donne, sicuro che la bestia abituata lo stesse ad aspettare paziente davanti la porta, ora, uscendo con le bottiglie vuote e non trovandolo piú, si sarebbe dato a correre e a gridare: bisognava far presto; e il signor Bareggi, col brio di quell'improvvisa pazzia che gli schizzava dagli occhi, ansante e tutt'un tremito di contentezza e di paura, ormai senza che gli importasse piú di rendersi conto di ciò che sarebbe avvenuto e di lui e del lattajo e delle sue donne, nello scompiglio di tutte le immagini che già gli turbinava nell'animo stravolto, dette una gran frustata al cavallo e via! Non s'aspettava il salto a montone di quella bestiaccia, che pareva vecchia e non era; non s'aspettava, al rimbalzo, il fracasso di tutti i bidoni e gli orci del latte dietro il sediolo; gli scapparono di mano le redini, per sorreggersi, mentre, a quel salto del cavallo, coi piedi sobbalzati dalle stanghe e la frusta per aria, stava per arrovesciarsi all'indietro su quei bidoni e quegli orci; e non aveva ancora finito di sentirsi scampato a quel primo pericolo, che subito la minaccia di nuovi, imminenti, lo tenne senza fiato e sospeso, con quella bestia dannata sfrenata lanciata a una corsa pazza in mezzo alla nebbia che si faceva sempre piú fitta col calar della sera.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Quando si sentiva l'occhio pieno, posava per un poco il piccone e, guardando la rossa fiammella fumosa della lanterna confitta nella roccia, che alluciava nella tenebra dell'antro infernale qualche scaglietta di zolfo qua e là, o l'acciajo del palo o della piccozza, piegava la testa da un lato, stiracchiava il labbro inferiore e stava ad aspettar che la lagrima gli colasse giú, lenta, per il solco scavato dalle precedenti.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Ora, ritornato giú nella buca con zi' Scarda, mentre stava ad aspettare che il carico fosse pronto, egli sentiva a mano a mano crescersi lo sgomento per quel bujo che avrebbe trovato, sbucando dalla zolfara.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Gridava con la voce d'allora cu-cu, e stava ad aspettare che quella, quell'altra, ma viva, viva ancora in questa piccina, venisse a scoprirlo, a scovar lui anche piccino lí dietro quell'uscio; e, appena dallo spiraglio la intravedeva tutta ansiosa e vibrante e perplessa, ecco, come allora, tratteneva il fiato e trepidava e, potendo, scappava via da quel nascondiglio e si metteva a correre, a girare per non farsi prendere, attorno alla tavola apparecchiata, e si cacciava tra le seggiole sotto la tavola per riuscir dall'altra parte, finché, caduto a sedere per terra, non si lasciava acchiappare dalla bimba accesa in volto e inferocita.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Bisogna ancora aspettare, lasciarla quietare.(Pirandello - Novelle per un anno)<>
---------------
Il passo non s'udiva piú: Efix tuttavia rimase ancora là , immobile ad aspettare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
III Invano però nei giorni seguenti e per intere settimane le dame Pintor aspettarono il nipote .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Passando sotto il poderetto s'eran fermati un momento ; ed Efix aveva additato con tenerezza d'amante la sua collina , il ciglione ove le canne tremavano rosee al tramonto , la capanna appiattata tra il verde ad aspettarlo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Non era in casa , ma la cameriera , una ragazza pallida che parlava sottovoce , mi fece aspettare in anticamera .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Benché fosse presto , quando arrivò al villaggio , Efix vide l'usuraia filare nel suo cortile , fra i porcellini grassi e i colombi in amore , e la salutò accennandole che sarebbe passato piú tardi ; ma ella rispose agitando il fuso: ella poteva aspettare , non aveva fretta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Cos'era quel foglietto sottile in paragone dei tesori dei grandi signori del Continente ? Ma come l'usuraia diceva di non voler la cambiale , egli capí che ella gli faceva una elemosina , e provò un'angoscia insostenibile: gli parve d'essere ancora nell'anticamera del capitano di porto , immobile ad aspettare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Ferma sulle pietre rotte della soglia si protendeva in avanti e le sembrava di aspettare un essere misterioso , salvatore e vendicatore assieme .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Per don Predu bisogna prima aspettare che donna Noemi lo accetti ! Ma Stefana fece le fiche , tanto queste parole le sembravano assurde .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Ma nessuno badava a lui , e dopo che i due ciechi furono dentro in caserma la gente se ne andò ed egli rimase solo , a distanza , seduto su una pietra ad aspettare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Con lui ch’avev’a essere mio marito, ero rassegnata a aspettare: né pressarlo era cosa da me. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Mi si proffersero parecchi partiti: ma io in un marito, per essere sicura d’amarlo, volevo troppe cose: non sapevo che non bisogna, per rispetto del matrimonio, aspettare a sposo un arcangelo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
"Senza tanto aspettare la fortuna che venga di non si sa dove, fate una cosa: maritatevi a dirittura, e finitela. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Voi altri siete du’ pazzi: starete lì tutta l’eternità a contemplarvi, a mangiarvi l’anima, a aspettare il Messia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Aspettare un anno, due, tre, non mi fa. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
E sebbene Giovanni da tale lavoro dovesse tutt’altro aspettare che lucro, non osò rifiutare l’onorata profferta; e risolse, movendo alla volta di Corsica, toccare Bordeaux. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Preferisco chiacchierare con le signorine.» Franco parve soddisfatto dell'accoglienza ricevuta e andò senza aspettar altro a discorrere col curatone d'un buon quadro antico che dovevano vedere insieme nella chiesa di Dasio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Appena uscita la nonna, gittò via il foglio, strinse i pugni, si sfogò senza parole, con un furibondo sbuffo, e saltò in piedi, dicendo forte: «Ah, meglio, meglio, meglio! Meglio così», fremeva in sé «meglio non condurla mai, la mia Luisa, in questa maledetta casa, meglio non farle soffrir mai questo impero, questa superbia, questa voce, questo viso, meglio viver di pane e d'acqua e aspettar il resto da qualunque lavoro cane, piuttosto che dalle mani della nonna: meglio far l'ortolano, maledetto sia, far il barcaiuolo, far il carbonaio!» Salì nella sua camera, risoluto di romperla con tutti i riguardi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Andate dunque; datemi un bacio e poi andate, non fate aspettare il signor curato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Il professore lo lasciò e si portò le mani alle tempie gemendo: «Oh che animale, che animale, che animale! Potevo ben lasciarla tranquillo, potevo ben aspettare domani! o posdomani! Ma ormai è fatta, è fatta». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Stasera Lei mi dice che la nonna minaccia; si figuri! Adesso capisce che non ho potuto aspettare, che non ho potuto tenere un momento ancora queste carte; ecco, a Lei, le prenda!» Franco, assorto nei propri pensieri, non udì che queste ultime parole. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Appiattato in un campicello aveva visto la signora Barborin ritornare e il Controllore avviarsi a Casarico, quindi, seguito costui alla lontana, s'era appostato, durante la sua visita al Gilardoni, dietro un pilastro del portico di Casarico; e ora gli era scivolato accanto approfittando dell'oscurità per correre a Castello e aspettarlo, sorvegliarlo da qualche buon posto di osservazione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Andò ad ascoltar la sommessa richiesta della donna, le rispose qualche cosa e, ritrattasi colei, stette lì ad aspettare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Il documento, all'insaputa di Franco, esisteva ancora perché il suo possessore s'era fitto in capo di aspettar gli eventi, di vedere se Cressogno e Oria facessero la pace, se, perdurando le ostilità, Franco e la sua famigliuola capitassero nel bisogno; nel quale ultimo caso avrebbe fatto qualche cosa lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Comunque la cosa fosse, marito e moglie si accordavano interamente nella risoluzione di non muoversi, di aspettare gli avvenimenti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Finalmente, posatesi le mani sul ventre, ansando un poco per la fatica di tante parole, mostrò di star ad aspettare quelle del cugino. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Avrebbe voluto differire, aspettar il prezzo sciagurato della sua condiscendenza, ma il cavaliere diede un altro colpo di artiglio e dichiarò che bisognava risponder subito, risponder netto, sì o no, e convenne bene che la vecchia piegasse il capo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Il Gilardoni era uscito il primo e stava sul sagrato ad aspettare donna Ester con l'ombrello aperto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Certamente non bisogna mica aspettarsi poi troppo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Luisa osservò che aveva tenuta la bambina alzata per aspettarlo, perché stesse un po' con lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Luisa a Franco Oria, 12 settembre 1 1 Il riverito signor Ismaele ci ha fatto molto aspettare l'ultima tua, perché da Lugano invece di venire a Oria è andato a Caprino con alcuni amici suoi e delle Potenze Occidentali a festeggiare la presa di Sebastopoli nella cantina dello Scarselon e là ha bevuto «un cicinìn» e quindi è ritornato a Lugano dove un altro «cicinìn» lo ha fatto dormire come un salame fino a mercoledì mattina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ha pure dimenticato di spedirti il vasetto di lucido e così lo dovrai aspettare una settimana o pagare, a Torino, tanto più caro, se la provvista è finita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Oh, mi scordavo quest'altra! Mezz'ora fa è venuta Ester a dirmi che si è decisa per il sì ma che desidera di aspettare ancora un giorno a vedere il professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Il Padovano ha osservato che in aprile l'acqua è troppo fredda e che sarebbe meglio aspettare fino a giugno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Se vi fosse qualcuno ad aspettarlo? Se non v'era nessuno, poteva darsi che alla farmacia Fontana, dove andavano molte valsoldesi, si sapesse qualche cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Franco si fermò un momento sulla riva con la speranza che qualcheduno fosse venuto ad aspettarlo e comparisse da qualche parte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Disi mi, e per quell'asino che si sarà addormentato dobbiamo star qui da minchioni ad aspettare che ci prendano? Tu, Maironi, la strada presso a poco la sai e siamo poi anche in tre che abbiamo il fegato buono. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
— Ah, siete qui? Vi troviamo finalmente! Avreste ben potuto aspettarci, o almeno degnarvi di lasciar detto qualcosa per noi alla Porta Pusterla. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Ad aspettare l'alba. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Ah, forse Paolo è già partito. Non bisogna temere per lui. Perché? Moriranno della stessa morte! Non è dolce Paolo per Isabella in questi giorni, oh no. Che m'importa? Che mi giova? Non voglio più sapere, non voglio più vedere. Ha gli occhi lionati. Che penserà di me? Sono venuta da Madura, con l'indovino che mastica le foglie di betel.... Ah, non è vero. Il mio cuore non è qui. Per andarmene, gli stringerò la mano? Dopo, mi cercherà? Mi vorrà rivedere? La luce mi fa male, la folla mi fa male. Potrei rimaner qui, sedermi su una di quelle brande per aspettarlo, con un libro di miniature.... Vanina vana, piccola Indiana impastoiata!»
---------------
Ora una minaccia soprastava ardente; e bisognava aspettarla senza scampo, come quei forzati all'ombra del Mastio, costretti di bruciare nella galera se invasa dal fuoco. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Ora doveva aspettare così, di nascosto, da lontano, ch'essa, fragorosa, impaziente, invadesse e riempisse tutto il teatro, dov'egli si sarebbe cacciato furtivamente e per ultimo, vergognoso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Ah, come ridursi a piedi, così sfinito, da Giaveno a Cargiore? Certo sua madre stava ad aspettarlo, chi sa fra quali tristi pensieri per quella sua scomparsa... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Il soccorso, invece, mi venne da chi meno avrei potuto aspettarmelo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Per rifarsi lì, col molino della Stìa e coi frutti del podere, dovendo pagare anche l’amministrazione, che si mangiava poi tutto a due palmenti (a due palmenti era anche il molino), chi sa quant’anni ancora avrebbero dovuto aspettare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – Avresti potuto aspettare fino a domani. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Aspettar lì che ciò che doveva avvenire avvenisse. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
Oh, io ero sicuro che, potendo aspettare, e se Adriana avesse avuto la forza di serbare il segreto, avremmo veduto Papiano attener la promessa di restituire, anche prima dell’anno di comporto, la dote della defunta moglie. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* E io avevo dormito! E ora, in questa impazienza angosciosa, avrei dovuto aspettare fino alla mattina del giorno seguente, per saper qualche cosa dai giornali di Roma. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – Ah che gioia m’hai dato! Chi poteva aspettarsela? Mattia vivo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Non potei aspettar più oltre: mi lanciai a balzi sù per la scala. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Non potevo aspettarmi ricchezze , — non trionfi negli studi , poiché fin dal principio avevo infilato per necessità di cose una strada breve e mediocre di scuole , — non amore di donne perché brutto e pauroso , — non sterminatezza di sapere che le imprese troncate mi facevan male a pensarci . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non eran quelli , come vidi più tardi , uomini tali da potermi dar molto o da' quali si potessero aspettare opere grandi . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ti rammenti dello stanzone buio tutto pieno di libri ; magazzino di tutte le delizie italiane e francesi ; ubertosa terra promessa di tutte le mie curiosità d' ignorante ? Ti rammenti le chiacchierate lunghe in camera tua , davanti al tepido sfavillio della legna asciutta , mentre scendeva rapida la sera e le campane suonavano senza mai smettere per qualche lutto dimen -65 ticato ? E ti ricordi quel giardinuccio sterile infossato tra muri umidi e finestre sempre chiuse dove per la prima volta abbiam parlato commossi di Stirner e della divina libertà dell'io ? O ti rammenti , piuttosto , quando s'andava ad aspettare il tramonto sui colli e si guardava la città distesa vigliaccamente sulle sponde del fiume lento e si diceva : Sarai nostra ? A volte s' andava più lontano , sui monti , in cerca di solitudine , di vento e di severità . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ricordati delle nostre serate , quand'io venivo a casa tua , neir altra casa , dove stavi solo a scrivere e ad aspettarmi . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non si poteva aspettar dell'altro . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Venivano gli studenti malandati vestiti di nero , cogli occhi cerchiati di paonazzo per la lussuria o lo studio ; gli artisti pieni di miseria e di chiasso ; i giovanetti timorosi , senza un pelo in viso , che ascoltavano attoniti e meditabondi le parole grosse e i fieri propositi dei più grandi ; e capitavano perfino giovani più maturi , colle barbe bionde e castagne , che si sentivano attirati da questa libecciata di giovinezza fiirente dopo la sterilità del troppo lungo aspettare . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ho fatto anch' io le mie brave dichiarazioni con la voce tremante e stringendo le piccole mani , tentando di baciare prirna del tempo la bocca dàlia quale aspettavo il languido si ; sono stato anch' io sotto le finestre di lei , nei mattini pazzi di sole e ne' crepuscoli nebbiosi , ad aspettare il cenno di una mano , il moto di una tendina , l'apparizione di un lume o di un fazzoletto ; ho scritto anch' io centinaia di lettere liricamente e disperatamente invocanti e celebranti , suggellate in fondo dall'eterna e vana parola degli amanti : sempre ; ed ho stretto al mio petto altri petti ; e ho baciato più d'una bocca e ho fatto chiuder molti occhi con le mie carezze ; ed ogni strada fuori di mano mi ricorda un nome , un fiore , una parola — un nome che ora non dico più ; un fiore che sta secco e stiacciato dentro un libro messo da parte ; una parola che vorrei dimenticare . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* E aspettarono in silenzio , lunghe ore , lunghi giorni — forse anni . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Dovrei aspettar le grazie degli altri , legger con occhi stranieri ; rimettermi alla scelta , alla pazienza , alla compassione altrui . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Poi per aspettarne il pieno effetto occorre un’altra ora circa , dieci minuti di più , dieci di meno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Ed ora invece egli non poteva più aspettarmi e se ne andava convinto della mia insanabile debolezza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Perché non aspettare?
---------------
* Restavo per ore ad aspettare in casa , nel luogo ove ero più facilmente raggiungibile .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Forse subito allora non pensai con tanta chiarezza e ne è prova il fatto che non ebbi la pazienza di aspettare che l’impiegato ed i facchini si fossero allontanati .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* La seguii di corsa chiamandola per nome ed essa s’addossò alla parete per aspettarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Ero salvo e cioè dovevo abbandonare quel salotto , o potevo restarci e dovevo sposarmi? Dissi delle altre parole , solo perché impaziente di aspettare le sue che non volevano venire:
---------------
Venne così per me l’ora di andare a colazione e specialmente quel giorno non avrei voluto far aspettare Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
– Dovevi aspettartelo! Perché tanta dolorosa sorpresa? Mi meravigliai delle strane parole e nello stesso tempo che passassero traverso un singhiozzo soffocato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Io però cominciavo a trovare alquanto lungo il pomeriggio e avrei voluto andare a casa ad aspettare nel mio studio l’ora del pranzo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
Fra la vecchia e me c’era ben poco ancora da discorrere ed accettai di andar ad aspettare Carla nel suo studio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Allora io passai due quarti d’ora veramente brutti: il primo quando mi sentii tanto invaso dall’ira che avrei voluto aspettare il maestro per gettarlo fuori a furia di calci , ed il secondo quando non trovai il verso per conciliare la possibilità della continuazione della mia tresca , con quel matrimonio ch’era in fondo una bella e morale cosa e una ben più sicura semplificazione della mia posizione che non la carriera di Carla ch’essa immaginava d’iniziare in mia compagnia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
tanto tempo ad aspettarti qui al sole

---------------
attendere
= verbo trans. aspettare
---------------
espettare
= verbo trans . aspettare - attendere .
---------------
Spagnolo
Vocabolario e frasi
* Fuese llegando a la venta que a él le parecía castillo, y a poco trecho de ella detuvo las riendas a Rocinante, esperando que algún enano se pusiese entre las almenas a dar señal con alguna trompeta de que llegaba caballero al castillo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —No esperaba yo menos de la gran magnificencia vuestra, señor mío — respondió don Quijote—, y así os digo que el don que os he pedido, y de vuestra liberalidad me ha sido otorgado, es que mañana en aquel día me habéis de 57 armar caballero, y esta noche en la capilla deste vuestro castillo velaré las armas, y mañana, como tengo dicho, se cumplirá lo que tanto deseo, para poder, como se debe, ir por todas las cuatro partes del mundo buscando las aventuras en pro de los menesterosos, como está a cargo de la caballería y de los caballeros andantes, como yo soy, cuyo deseo a semejantes fazañas es inclinado( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Contó el ventero a todos cuantos estaban en la venta la locura de su huésped, la vela de las armas y la armazón de caballería que esperaba.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y así, con gentil continente y denuedo, se afirmó bien en los estribos, apretó la lanza, llegó la adarga al pecho y, puesto en la mitad del camino, estuvo esperando que aquellos caballeros andantes llegasen, que ya él por tales los tenía y juzgaba, y, cuando llegaron a trecho que se pudieron ver y oír, levantó don Quijote la voz y, con ademán arrogante, dijo: —Todo el mundo se tenga si todo el mundo no confiesa que no hay en el mundo todo doncella más hermosa que la emperatriz de la Mancha, la sin par Dulcinea del Toboso( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Hízolo así el ama con mucho contento, y el bueno de Esplandián fue volando al corral, esperando con toda paciencia el fuego que le amenazaba( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Es menester esperar la segunda parte que promete; quizá con la enmienda alcanzará del todo la misericordia que ahora se le niega, y, entretanto que esto se ve, tenedle recluso en vuestra posada, señor compadre( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A lo cual le respondió don Quijote: —Has de saber, amigo Sancho Panza, que fue costumbre muy usada de los caballeros andantes antiguos hacer gobernadores a sus escuderos de las ínsulas o reinos que ganaban, y yo tengo determinado de que por mí no falte tan agradecida usanza, antes pienso aventajarme en ella; porque ellos algunas veces, y quizá las más, esperaban a que sus escuderos fuesen viejos, y ya, después de hartos de seguir y de llevar malos días y peores noches, les daban algún título de conde, o, por lo mucho, de marqués, de algún valle o provincia de poco más a menos; pero si tú vives y yo vivo, bien podría ser que antes de seis días ganase yo tal reino que tuviese otros, a él adherentes, que viniesen de molde para coronarte por rey de uno de ellos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, sin esperar más respuesta, picó a Rocinante y, la lanza baja, arremetió contra el primer fraile con tanta furia y denuedo que, si el fraile no se dejara caer de la mula, él le hiciera venir al suelo mal de su grado, y aun malherido, si no cayera muerto( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Los mozos, que no sabían de burlas, ni entendían aquello de despojos ni batallas, viendo que ya don Quijote estaba desviado de allí hablando con las que en el coche venían, arremetieron con Sancho y dieron con él en el suelo, y, sin dejarle pelo en las barbas, le molieron a coces y le dejaron tendido en el suelo, sin aliento ni sentido; y, sin detenerse un punto, tornó a subir el fraile, todo temeroso y acobardado y sin color en el rostro, y, cuando se vio a caballo, picó tras su compañero, que un buen espacio de allí le estaba aguardando y esperando en qué paraba aquel sobresalto; y, sin querer aguardar el fin de todo aquel comenzado suceso, siguieron su camino, haciéndose más cruces que si llevaran al diablo a las espaldas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Subieron luego a caballo y diéronse prisa por llegar a poblado antes que anocheciese; pero faltoles el sol y la esperanza de alcanzar lo que deseaban junto a unas chozas de unos cabreros, y así, determinaron de pasarla allí; que, cuanto fue de pesadumbre para Sancho no llegar a poblado, fue de contento para su amo dormirla al cielo descubierto, por parecerle que, cada vez que esto le sucedía, era hacer un acto posesivo que facilitaba la prueba de su caballería( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mas allá, entre tus reproches y honestísimos desvíos, tal vez la esperanza muestra la orilla de su vestido( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Si el amor es cortesía, de la que tienes colijo, que el fin de mis esperanzas ha de ser cual imagino( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con estas que daba, al parecer, justas excusas, dejaba el tío de importunarla, y esperaba a que entrase algo más en edad, y ella supiese escoger compañía a su gusto.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y no se piense que porque Marcela se puso en aquella libertad y vida tan suelta y de tan poco o de ningún recogimiento, que por eso ha dado indicio, ni por semejas, que venga en menoscabo de su honestidad y recato; antes es tanta y tal la vigilancia con que mira por su honra, que de cuantos la sirven y solicitan ninguno se ha alabado, ni con verdad se podrá alabar, que le haya dado alguna pequeña esperanza de alcanzar su deseo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Cual hay que pasa todas las horas de la noche sentado al pie de alguna encina o peñasco, y allí, sin plegar los llorosos ojos, embebecido y transportado en sus pensamientos, le halló el sol a la mañana; y cual hay que, sin dar vado ni tregua a sus suspiros, en mitad del ardor de la más enfadosa siesta del verano, tendido sobre la ardiente arena, envía sus quejas al piadoso cielo; y deste y de aquel, y de aquellos y de estos, libre y desenfadadamente triunfa la hermosa Marcela, y todos los que la conocemos estamos esperando en qué ha de parar su altivez, y quién ha de ser el dichoso que ha de venir a domeñar condición tan terrible y gozar de hermosura tan estremada.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, si algunos subieron a ser emperadores por el valor de su brazo, a fe que les costó buen porqué de su sangre y de su sudor; y que, si a los que a tal grado subieron les faltaran encantadores y sabios que los ayudaran, que ellos quedaran bien defraudados de sus deseos y bien engañados de sus esperanzas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y como todos los circunstantes tenían el mismo deseo, se le pusieron a la redonda, y él, leyendo en voz clara, vio que así decía: Donde se ponen los versos desesperados del difunto pastor, con otros no esperados sucesos CANCIÓN DE GRISÓSTOMO Ya que quieres, cruel, que se publique de lengua en lengua y de una en otra gente del áspero rigor tuyo la fuerza, haré que el mismo infierno comunique 103 al triste pecho mío un son doliente, con que el uso común de mi voz tuerza( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mata un desdén, atierra la paciencia, o verdadera o falsa, una sospecha; 104matan los celos con rigor más fuerte; desconcierta la vida larga ausencia: contra un temor de olvido no aprovecha firme esperanza de dichosa suerte( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En todo hay cierta, inevitable muerte, mas yo, ¡milagro nunca visto!, vivo celoso, ausente, desdeñado y cierto de las sospechas que me tienen muerto, y en el olvido en quien mi fuego avivo, y, entre tantos tormentos, nunca alcanza mi vista a ver en sombra a la esperanza, ni yo, desesperado, la procuro; antes, por estremarme en mi querella, estar sin ella eternamente juro( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¿Puédese, por ventura, en un instante esperar y temer, o es bien hacello, siendo las causas del temor más ciertas? ¿Tengo, si el duro celo está delante, de cerrar estos ojos, si he de vello por mil heridas en el alma abiertas? ¿Quién no abrirá de par en par las puertas a la desconfianza, cuando mira descubierto el desdén, y las sospechas, ¡oh amarga conversión!, verdades hechas, y la limpia verdad vuelta en mentira? ¡Oh en el reino de amor fieros tiranos celos!, ponedme un hierro en estas manos; dame, desdén, una torcida soga; mas, ¡ay de mí!, que, con cruel victoria, vuestra memoria el sufrimiento ahoga( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, si los deseos se sustentan con esperanzas, no habiendo yo dado alguna a Grisóstomo ni a otro alguno, en fin, de ninguno de ellos, bien se puede decir que antes le mató su porfía que mi crueldad.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, si se me hace cargo que eran honestos sus pensamientos y que por esto estaba obligada a corresponder a ellos, digo que, cuando en ese mismo lugar donde ahora se cava su sepultura me descubrió la bondad de su intención, le dije yo que la mía era vivir en perpetua soledad, y de que sola la tierra gozase el fruto de mi recogimiento y los despojos de mi hermosura; y si él, con todo este desengaño, quiso porfiar contra la esperanza y navegar contra el viento, ¿qué mucho que se anegase en la mitad del golfo de su desatino? Si yo le entretuviera, fuera falsa; si le contentara, hiciera contra mi mejor intención y prosupuesto( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Porfió desengañado, desesperó sin ser aborrecido; ¡mirad ahora si será razón que de su pena se me dé a mí la culpa! Quéjese el engañado, desespérese aquel a quien le faltaron las prometidas esperanzas, confíese el que yo llamare, ufánese el que yo admitiere; pero no me llame cruel ni homicida aquel a quien yo no prometo, engaño, llamo ni admito.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Verdad es que, si mi señor don Quijote sana desta herida, o caída, y yo no quedo contrecho de ella, no trocaría mis esperanzas con el mejor título de España( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¡Bien haya mil veces el autor de Tablante de Ricamonte, y aquel del otro libro donde 116se cuenta los hechos del conde Tomillas, y con qué puntualidad lo describen todo! Digo, pues, que, después de haber visitado el arriero a su recua y dádole el segundo pienso, se tendió en sus enjalmas y se dio a esperar a su puntualísima Maritornes.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Maldíjose de nuevo y propuso en su corazón de dejar a su amo y volverse a su tierra, aunque perdiese el salario de lo servido y las esperanzas del gobierno de la prometida ínsula( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Un mozo que iba a pie, viendo caer al encamisado, comenzó a denostar a don Quijote, el cual, ya encolerizado, sin esperar más, enristrando su lanzón, arremetió a uno de los enlutados y, malferido, dio con él en tierra; y, revolviéndose por los demás, era cosa de ver con la presteza que los acometía y desbarataba, que no parecía sino que en aquel instante le habían nacido alas a Rocinante, según andaba de ligero y orgulloso.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Yo salí de mi tierra y dejé hijos y mujer por venir a servir a vuestra merced, creyendo valer más y no menos; pero, como la codicia rompe el saco, a mí me ha rasgado mis esperanzas, pues, cuando más vivas las tenía de alcanzar aquella negra y malhadada ínsula que tantas veces vuestra merced me ha prometido, veo que, en pago y trueco della, me quiere ahora dejar en un lugar tan apartado del trato humano.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Viendo, pues, Sancho la última resolución de su amo, y cuán poco valían con él sus lágrimas, consejos y ruegos, determinó de aprovecharse de su industria, y hacerle esperar hasta el día, si pudiese; y así, cuando apretaba las cinchas al caballo, bonitamente y sin ser sentido ató con el cabestro de su asno ambos pies a Rocinante, de manera que, cuando don Quijote se quiso partir, no pudo, porque el caballo no se podía mover sino a saltos( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Desesperábase con esto don Quijote y, por más que ponía las piernas al caballo, menos le podía mover; y, sin caer en la cuenta de la ligadura, tuvo por bien de sosegarse y esperar, o a que amaneciese, o a que Rocinante se menease, creyendo, sin duda, que aquello venía de otra parte que de la industria de Sancho; y así, le dijo: —Pues así es, Sancho, que Rocinante no puede moverse, yo soy contento de esperar a que ría el alba, aunque yo llore lo que ella tardare en venir( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —No hay que llorar —respondió Sancho—, que yo entretendré a vuestra merced contando cuentos desde aquí al día, si ya no es que se quiere apear y echarse a dormir un poco sobre la verde yerba a uso de caballeros andantes, para hallarse más descansado cuando llegue el día y punto de acometer esta tan desemejable aventura que le espera( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Dígote de verdad —respondió don Quijote— que tú has contado una de las más nuevas consejas, cuento o historia, que nadie pudo pensar en el mundo, y que tal modo de contarla, ni dejarla, jamás se podrá ver ni habrá visto en toda la vida, aunque no esperaba yo otra cosa de tu buen discurso; mas no me maravillo, pues quizá estos golpes que no cesan te deben de tener turbado el entendimiento( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Las demás guardas quedaron atónitas y suspensas del no esperado acontecimiento; pero, volviendo sobre sí, pusieron mano a sus espadas los de a caballo, y los de a pie a sus dardos, y arremetieron a don Quijote, que con mucho sosiego los aguardaba; y sin duda lo pasara mal si los galeotes, viendo la ocasión que se les ofrecía de alcanzar libertad, no la procuraran, procurando romper la cadena donde venían ensartados( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Señor —respondió Sancho—, que el retirar no es huir, ni el esperar es cordura, cuando el peligro sobrepuja a la esperanza; y de sabios es guardarse hoy para mañana, y no aventurarse todo en un día.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y estando en lo mejor de su plática, paró y enmudeciose; clavó los ojos en el suelo por un buen espacio, en el cual todos estuvimos quedos y suspensos, esperando en qué había de parar aquel embelesamiento, con no poca lástima de verlo, porque por lo que hacía de abrir los ojos, estar fijo mirando al suelo sin mover pestaña gran rato, y otras veces cerrarlos apretando los labios y enarcando las cejas, fácilmente conocimos que algún accidente de locura le había sobrevenido.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero hízolo mejor la suerte de lo que él pensaba ni esperaba, porque en aquel mesmo instante pareció por entre una quebrada de una sierra que salía donde ellos estaban el mancebo que buscaba, el cual venía hablando entre sí cosas que no podían ser entendidas de cerca, cuanto más de lejos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ya, cuando él me vino a decir esto, según después se supo, había gozado a la labradora con título de esposo, y esperaba ocasión de descubrirse a su salvo, temeroso de lo que el duque su padre haría cuando supiese su disparate.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* 173 —Sí —dijo don Quijote—, porque, si vuelves presto de adonde pienso enviarte, presto se acabará mi pena, y presto comenzará mi gloria; y porque no es bien que te tenga más suspenso esperando en lo que han de parar mis razones, quiero, Sancho, que sepas que el famoso Amadís de Gaula fue uno de los más perfectos caballeros andantes.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* 177 mal los pies, si es que llevo espuelas para avivar a Rocinante; y póngame yo una por una en el Toboso y delante de mi señora Dulcinea; que yo le diré tales cosas de las necedades y locuras, que todo es uno, que vuestra merced ha hecho y queda haciendo, que la venga a poner más blanda que un guante, aunque la halle más dura que un alcornoque; con cuya respuesta, dulce y melificada, volveré por los aires como brujo, y sacaré a vuestra merced deste purgatorio, que parece infierno y no lo es, pues hay esperanza de salir dél, la cual, como tengo dicho, no la tienen de salir los que están en el infierno, ni creo que vuestra merced dirá otra cosa( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Paróse Sancho Panza a rascar la cabeza para traer a la memoria la carta, y ya se ponía sobre un pie y ya sobre otro; unas veces miraba al suelo, otras al cielo, y al cabo de haberse roído la mitad de la yema de un dedo, teniendo suspensos a los que esperaban que ya la dijese, dijo al cabo de grandísimo rato: —¡Por Dios, señor licenciado, que los diablos lleven la cosa que de la carta se me acuerda!; aunque en el principio decía: «Alta y sobajada4411 señora»( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sancho dijo que entrasen ellos, que el esperaría allí fuera, y que después les diría la causa por que no entraba, ni le convenía entrar en ella; mas que les rogaba que le sacasen allí algo de comer que fuese cosa caliente, y, ansimismo, cebada para Rocinante.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* El calor y el día que allí llegaron, era de los del mes de agosto, que por aquellas partes suele ser el ardor muy grande; la hora, las tres de la tarde: todo lo cual hacía al sitio más agradable, y que convidase a que en él esperasen la vuelta de Sancho, como lo hicieron( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* De ese modo, en mi dolencia ningún remedio se alcanza, pues me matan la esperanza desdenes, celos y ausencia( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* La hora, el tiempo, la soledad, la voz y la destreza del que cantaba, causó admiración y contento en los dos oyentes, los cuales se estuvieron quedos, esperando si otra alguna cosa oían; pero viendo que duraba algún tanto el silencio, determinaron de salir a buscar el músico que con tan buena voz cantaba; y, queriéndolo poner en efeto, hizo la mesma voz que no se moviesen, la cual llegó de nuevo a sus oídos, cantando este soneto: 42 Esta composición poética se llama ovillejo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* El canto se acabó con un profundo suspiro, y los dos con atención volvieron a esperar si más se cantaba; pero viendo que la música se había vuelto en sollozos y en lastimeros ayes, acordaron de saber quién era el triste, tan estremado en la voz como doloroso en los gemidos; y no anduvieron mucho, cuando, al volver de una punta de una peña, vieron a un hombre del mismo talle y figura que Sancho Panza les había pintado cuando les contó el cuento de Cardenio; el cual hombre, cuando los vio, sin sobresaltarse, estuvo quedo, con la cabeza inclinada sobre el pecho, a guisa de hombre pensativo, sin alzar los ojos a mirarlos más de la vez primera, cuando de improviso llegaron( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Aquella noche hablé con Luscinda, y le dije lo que con don Fernando quedaba concertado, y que tuviese firme esperanza de que tendrían efeto nuestros buenos y justos deseos; ella me dijo, tan segura como yo de la traición de don Fernando, que procurase volver presto, porque creía que no tardaría más la conclusión de nuestras voluntades que tardase mi padre de hablar al suyo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero la noche que precedió al triste día de mi partida, ella lloró, gimió y suspiró, y se fue y me dejó lleno de confusión y sobresalto, espantado de haber visto tan nuevas y tan tristes muestras de dolor y sentimiento en Luscinda; pero, por no destruir mis esperanzas, todo lo atribuí a la fuerza del amor que me tenía y al dolor que suele causar la ausencia en los que bien se quieren.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¡A Dios plega que esta llegue a vuestras manos antes que la mía se vea en condición de juntarse con la de quien tan mal sabe guardar la fe que promete! Estas, en suma, fueron las razones que la carta contenía, y las que me hicieron poner luego en camino, sin esperar otra respuesta ni otros dineros; 194que bien claro conocí entonces que no la compra de los caballos, sino la de su gusto, había movido a don Fernando a enviarme a su hermano.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Digo, pues —prosiguió Cardenio—, que, estando todos en la sala, entró el cura de la perroquia, y, tomando a los dos por la mano para hacer lo que en tal acto se requiere, al decir: «¿Queréis, señora Luscinda, al señor don Fernando, que está presente, por vuestro legítimo esposo, como lo manda la Santa Madre Iglesia?», yo saqué toda la cabeza y cuello de entre los tapices, y con atentísimos oídos y alma turbada me puse a escuchar lo que Luscinda respondía, esperando de su respuesta la sentencia de mi muerte o la confirmación de mi vida.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Estaba esperando el cura la respuesta de Luscinda, que se detuvo un buen espacio en darla, y cuando yo pensé que sacaba la daga para acreditarse, o desataba la lengua para decir alguna verdad o desengaño que en mi provecho redundase, oigo que dijo con voz desmayada y flaca: «Sí, quiero», y lo mesmo dijo don Fernando, y, dándole el anillo, quedaron en indisoluble nudo ligados.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Resta ahora decir cuál quedé yo, viendo en el sí que había oído burladas mis esperanzas, falsas las palabras y promesas de Luscinda, imposibilitado de cobrar en algún tiempo el bien que en aquel instante había perdido.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En fin, me resolví en que poco amor, poco juicio, mucha ambición y deseos de grandezas hicieron que se olvidase de las palabras con que me había engañado, entretenido y sustentado en mis firmes esperanzas y honestos deseos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¡Ay desdichada!, y cuán más agradable compañía harán estos riscos y malezas a mi intención, pues me darán lugar para que con quejas comunique mi desgracia al cielo, que no la de ningún hombre humano, pues no hay ninguno en la tierra de quien se pueda esperar consejo en las dudas, alivio en las quejas, ni remedio en los males( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Decíanme mis padres que en sola mi virtud y bondad dejaban y depositaban su honra y fama, y que considerase la desigualdad que había entre mí y don Fernando, y que por aquí echaría de ver que sus pensamientos, aunque él dijese otra cosa, más se encaminaban a su gusto que a mi provecho; y que, si yo quisiese poner en alguna manera algún inconveniente para que él se dejase de su injusta pretensión, que ellos me casarían luego con quien yo más gustase, así de los más principales de nuestro lugar, como de todos los circunvecinos, pues todo se podía esperar de su mucha hacienda y de mi buena fama( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con estos ciertos prometimientos y con la verdad que ellos me decían, fortificaba yo mi entereza, y jamás quise responder a don Fernando palabra que le pudiese mostrar, aunque de muy lejos, esperanza de alcanzar su deseo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Finalmente, don Fernando supo que mis padres andaban por darme estado, por quitalle a él la esperanza de poseerme o, a lo menos, porque yo tuviese más guardas para guardarme.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Esto que supe puso en bando mis esperanzas, y tuve por mejor no haber hallado a don Fernando, que no hallarle casado, pareciéndome que aún no estaba del todo cerrada la puerta a mi remedio, dándome yo a entender que podría ser que el cielo hubiese puesto aquel impedimento en el segundo matrimonio, por atraerle a conocer lo que al primero debía, y a caer en la cuenta de que era cristiano, y que estaba más obligado a su alma que a los respetos humanos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Todas estas cosas revolvía en mi fantasía y me consolaba sin tener consuelo, fingiendo unas esperanzas largas y desmayadas para entretener la vida, que ya aborrezco.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Porque presupuesto que Luscinda no puede casarse con don Fernando, por ser mía, ni don Fernando con ella, por ser vuestro, y haberlo ella tan manifiestamente declarado, bien podemos esperar que el cielo nos restituya lo que es nuestro, pues está todavía en ser y no se ha enajenado ni deshecho.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y pues este consuelo tenemos, nacido no de muy remota esperanza ni fundado en desvariadas imaginaciones, suplícoos, señora, que toméis otra resolución en vuestros honrados pensamientos, pues yo la pienso tomar en los míos, acomodándoos a esperar mejor fortuna; que yo os juro por la fe de caballero y de cristiano de no desampararos hasta veros en poder de don Fernando, y que, cuando con razones no le pudiere atraer a que conozca lo que os debe, de usar entonces la libertad que me concede el ser caballero y poder, con justo título, desafialle en razón de la sinrazón que os hace, sin acordarme de mis agravios, cuya venganza dejaré al cielo por acudir en la tierra a los vuestros( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Saliéronle al encuentro y, preguntándole por don Quijote, les dijo cómo le había hallado desnudo en camisa, flaco, amarillo y muerto de hambre, y suspirando por su señora Dulcinea; y que, puesto que le había dicho que ella le mandaba que saliese de aquel lugar y se fuese al del Toboso, donde le quedaba esperando, había respondido que estaba determinado de no parecer ante su fermosura fasta que hubiese fecho fazañas que le ficiesen digno de su gracia( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Digo que así lo otorgo —respondió don Quijote—, y así podéis, señora, desde hoy más, desechar la malenconía que os fatiga y hacer que cobre nuevos bríos y fuerzas vuestra desmayada, esperanza; que, con el ayuda de Dios y la de mi brazo, vos os veréis presto restituida en vuestro reino y sentada en la silla de vuestro antiguo y grande estado, a pesar y a despecho de los follones que contradecirlo quisieren; y manos a labor, que en la tardanza dicen que suele estar el peligro( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¿Tú no ves, Sancho, que eso todo redunda en su mayor ensalzamiento? Porque has de saber que en este nuestro estilo de caballería es gran honra tener una dama muchos caballeros andantes que la sirvan, sin que se estiendan más sus pensamientos que a servilla, por sólo ser ella quien es, sin esperar otro premio de sus muchos y buenos deseos sino que ella se contente de acetarlos por sus caballeros( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Con esa manera de amor —dijo Sancho—, he oído yo predicar que se ha de amar a Nuestro Señor, por sí solo, sin que nos mueva esperanza de gloria o temor de pena.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* 225 En esto, les dio voces maese Nicolás que esperasen un poco; que querían detenerse a beber en una fontecilla que allí estaba.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Hizo el cura que les aderezasen de comer de lo que en la venta hubiese, y el huésped, con esperanza de mejor paga, con diligencia les aderezó una razonable comida; y a todo esto dormía don Quijote, y fueron de parecer de no despertalle, porque más provecho le haría por entonces el dormir que el comer( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A la mitad desta plática se halló Sancho presente, y quedó muy confuso y pensativo de lo que había oído decir: que ahora no se usaban caballeros andantes, y que todos los libros de caballerías eran necedades y mentiras, y propuso en su corazón de esperar en lo que paraba aquel viaje de su amo, y que, si no salía con la felicidad que él pensaba, determinaba de dejalle y volverse con su mujer y sus hijos a su acostumbrado trabajo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y las que se intentan por Dios y por el mundo juntamente, son aquellas de los valerosos soldados, que apenas veen en el contrario muro abierto tanto espacio cuanto es el que pudo hacer una redonda bala de artillería, cuando, puesto aparte todo temor, sin hacer discurso ni advertir al manifiesto peligro que les amenaza, llevados en vuelo de las alas del deseo de volver por su fe, por su nación y por su rey, se arrojan intrépidamente por la mitad de mil contrapuestas muertes que los esperan( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y estás obligado a hacer esto por una razón sola, y es que estando yo, como estoy, determinado de poner en plática esta prueba, no has tú de consentir que yo dé cuenta de mi desatino a otra persona, con que pondría en aventura el honor que tu procuras que no pierda; y cuando el tuyo no esté en el punto que debe en la intención de Camila en tanto que la solicitares, importa poco o nada, pues con brevedad, viendo en ella la entereza que esperamos, le podrás decir la pura verdad de nuestro artificio, con que volverá tu crédito al ser primero.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y con este acuerdo se volvieron a casa de Anselmo, donde hallaron a Camila con ansia y cuidado, esperando a su esposo, porque aquel día tardaba en venir más de lo acostumbrado.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sucedió, pues, que se pasaron muchos días que, sin decir Lotario palabra a Camila, respondía a Anselmo que la hablaba, y jamás podía sacar della una pequeña muestra de venir en ninguna cosa que mala fuese, ni aun dar una señal de sombra de esperanza; antes decía que le amenazaba que si de aquel mal pensamiento no se quitaba, que lo había de decir a su esposo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mas no por esta sequedad se desmayó en Lotario la esperanza, que siempre nace juntamente con el amor; antes tuvo en más a Camila.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Finge que te ausentas por dos o tres días, como otras veces sueles, y haz de manera que te quedes escondido en tu recámara, pues los tapices que allí hay, y otras cosas con que te puedas encubrir, te ofrecen mucha comodidad, y entonces verás por tus mismos ojos, y yo por los míos, lo que Camila quiere; y si fuere la maldad, que se puede temer antes que esperar, con silencio, sagacidad y discreción podrás ser el verdugo de tu agravio( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Absorto, suspenso y admirado quedó Anselmo con las razones de Lotario, porque le cogieron en tiempo donde menos las esperaba oír, porque ya tenía a Camila por vencedora de los fingidos asaltos de Lotario, y comenzaba a gozar la gloria del vencimiento.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Callando estuvo por un buen espacio, mirando al suelo sin mover pestaña, y al cabo dijo: —Tú lo has hecho, Lotario, como yo esperaba de tu amistad; en todo he de seguir tu consejo; haz lo que quisieres, y guarda aquel secreto que ves que conviene en caso tan no pensado( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Escondido, pues, Anselmo, con aquel sobresalto que se puede imaginar que tendría el que esperaba ver por sus ojos hacer notomía de las entrañas de su honra, íbase a pique de perder el sumo bien que él pensaba que tenía en su querida Camila( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ponte, Leonela, a esa ventana y llámale; que sin duda alguna él debe de estar en la calle esperando poner en efeto su mala intención( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No era tan ignorante Lotario, que desde el primer punto que Camila le dijo que hiciese esconder a Anselmo no hubiese dado en la cuenta de lo que ella pensaba hacer, y así, correspondió con su intención tan discretamente y tan a 253 tiempo, que hicieran los dos pasar aquella mentira por más que cierta verdad, y así, respondió a Camila desta manera: —No pensé yo, hermosa Camila, que me llamabas para preguntarme cosas tan fuera de la intención con que yo aquí vengo; si lo haces por dilatarme la prometida merced, desde más lejos pudieras entretenerla, porque tanto más fatiga el bien deseado cuanto la esperanza está más cerca de poseello; pero porque no digas que no respondo a tus preguntas, digo que conozco a tu esposo Anselmo, y nos conocemos los dos desde nuestros más tiernos años, y no quiero decir lo que tú también sabes de nuestra amistad, por no me hacer testigo del agravio que el amor hace que le haga: poderosa disculpa de mayores yerros.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Si no, dime: ¿cuándo, ¡oh traidor!, respondí a tus ruegos con alguna palabra o señal que pudiese despertar en ti alguna sombra de esperanza de cumplir tus infames deseos? ¿Cuándo tus amorosas palabras no fueron deshechas y reprehendidas de las mías con rigor y con aspereza? ¿Cuándo tus muchas promesas y mayores dádivas fueron de mí creídas ni admitidas? Pero por parecerme que alguno no puede perseverar en el intento amoroso luengo tiempo si no es sustentado de alguna esperanza, quiero atribuirme a mí la culpa de tu impertinencia, pues sin duda algún descuido mío ha sustentado tanto tiempo tu cuidado, y así, quiero castigarme y darme la pena que tu culpa merece.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Si se turbó Camila o no, no hay para qué decirlo, porque fue tanto el temor que cobró, creyendo verdaderamente, y era de creer, que Leonela había de decir a Anselmo todo lo que sabía de su poca fe, que no tuvo ánimo para esperar si su sospecha salía falsa o no.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En efeto, no sé puntualmente cómo pasó el negocio; sólo sé que toda la ciudad está admirada deste suceso, porque no se podía esperar tal hecho de la mucha y familiar amistad de los dos, que dicen que era tanta, que los llamaban «los dos amigos»( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En tanto que esto decía Dorotea, aunque Cardenio tenía abrazada a Luscinda, no quitaba los ojos de don Fernando, con determinación de que, si le viese hacer algún movimiento en su perjuicio, procurar defenderse y ofender como mejor pudiese a todos aquellos que en su daño se mostrasen, aunque le costase la vida; pero a esta sazón acudieron los amigos de don Fernando, y el cura y el barbero, que a todo habían estado presentes, sin que faltase el bueno de Sancho Panza, y todos rodeaban a don Fernando, suplicándole tuviese por bien de mirar las lágrimas de Dorotea, y que, siendo verdad, como sin duda ellos creían que lo era, lo que en sus razones había dicho, que no permitiese quedase defraudada de sus tan justas esperanzas.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Hasta Sancho Panza lloraba, aunque después dijo que no lloraba él sino por ver que Dorotea no era, como él pensaba, la reina Micomicona, de quien él tantas mercedes esperaba.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Donde se prosigue la historia de la famosa infanta Micomicona, con otras graciosas aventuras Todo esto escuchaba Sancho no con poco dolor de su ánima, viendo que se le desparecían e iban en humo las esperanzas de su ditado, y que la linda princesa Micomicona se le había vuelto en Dorotea, y el gigante en don Fernando, y su amo se estaba durmiendo a lo sueño suelto, bien descuidado de todo lo sucedido.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pues esperad que espere que llegue la noche para restaurarse de todas estas incomodidades en la cama que le aguarda, la cual, si no es por su culpa, jamás pecará de estrecha; que bien puede medir en la tierra los pies que quisiere, y revolverse en ella a su sabor, sin temor que se le encojan las sabanas.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y ¿qué temor de necesidad y pobreza puede llegar ni fatigar al estudiante, que llegue al que tiene un soldado, que, hallándose cercado en alguna fuerza y estando de posta o guarda en algún revellín o caballero, siente que los enemigos están minando hacía la parte donde él está, y no puede apartarse de allí por ningún caso, ni huir el peligro que de tan cerca le amenaza? Sólo lo que puede hacer es dar noticia a su capitán de lo que pasa, para que lo remedie con alguna contramina, y él estarse quedo, temiendo y esperando cuándo improvisamente ha de subir a las nubes sin alas y bajar al profundo sin su voluntad.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esto que dijo hizo que todos se acomodasen y le prestasen un grande silencio, y él, viendo que ya callaban y esperaban lo que decir quisiese, con voz agradable y reposada comenzó a decir desta manera: Donde el cautivo cuenta su vida y sucesos —En un lugar de las montañas de León tuvo principio mi linaje, con quien fue más agradecida y liberal la naturaleza que la fortuna, aunque en la estrecheza de aquellos pueblos todavía alcanzaba mi padre fama de rico, y verdaderamente lo fuera si así se diera maña a conservar su hacienda como se la daba en gastalla.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* 279 ánimo y el deseo de verme en la jornada que se esperaba; y aunque tenía barruntos, y casi promesas ciertas, de que en la primera ocasión que se ofreciese sería promovido a capitán, lo quise dejar todo y venirme, como me vine, a Italia.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y aquel día, que fue para la cristiandad tan dichoso, porque en él se desengañó el mundo y todas las naciones del error en que estaban, creyendo que los turcos eran invencibles por la mar, en aquel día, digo, donde quedó el orgullo y soberbia otomana quebrantada, entre tantos venturosos como allí hubo, porque más ventura tuvieron los cristianos que allí murieron, que los que vivos y vencedores quedaron, yo solo fui el desdichado; pues, en cambio de que pudiera esperar, si fuera en los romanos siglos, alguna naval corona, me vi aquella noche, que siguió a tan famoso día, con cadenas a los pies y esposas a las manos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Porque todos los leventes y genízaros que en ella venían tuvieron por cierto que les habían de embestir dentro del mesmo puerto, y tenían a punto su ropa y pasamaques, que son sus zapatos, para huirse luego por tierra sin esperar ser combatidos: tanto era el miedo que habían cobrado a nuestra armada.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Volvimos a Constantinopla, y el año siguiente, que fue el de setenta y tres, se supo en ella cómo el señor don Juan había ganado a Túnez y quitado aquel reino a los turcos, y puesto en posesión dél a Muley Hamet, cortando las esperanzas que de volver a reinar en él tenía Muley Hamida, el moro más cruel y más valiente que tuvo el mundo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En todos estos trances andaba yo al remo, sin esperanza de libertad alguna; a lo menos no esperaba tenerla por rescate, porque tenía determinado de no escribir las nuevas de mi desgracia a mí padre.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Fue común opinión que no se habían de encerrar los nuestros en la Goleta, sino esperar en campaña al desembarcadero, y los que esto dicen hablan de lejos y con poca experiencia de casos semejantes; porque si en la Goleta y en el Fuerte apenas había siete mil soldados, ¿cómo podía tan poco número, aunque más esforzados fuesen, salir a la campaña y quedar en las fuerzas contra tanto como era el de los enemigos? Y ¿cómo es posible dejar de perderse fuerza que no es socorrida, y más cuando la cercan enemigos muchos y porfiados y en su mesma tierra? Pero a muchos les pareció, y así me pareció a mí, que fue particular gracia y merced que el cielo hizo a España en permitir que se asolase aquella oficina y capa de maldades, y aquella gomia o esponja y polilla de la infinidad de dineros que allí sin provecho se gastaban, sin servir de otra cosa que de conservar la memoria de haberla ganado la felicísima del invictísimo Carlos Quinto, como si fuera menester para hacerla eterna, como lo es y será, que aquellas piedras la sustentaran.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llamábase Azán Agá, y llegó a ser muy rico y a ser rey de Argel, con el cual yo vine de Constantinopla algo contento por estar tan cerca de España, no porque pensase escribir a nadie el desdichado suceso mío, sino por ver si me era más favorable la suerte en Argel que en Constantinopla, donde ya había probado mil maneras de huirme, y ninguna tuvo sazón ni ventura; y pensaba en Argel buscar otros medios de alcanzar lo que tanto deseaba, porque jamás me desamparó la esperanza de tener libertad, y cuando en lo que fabricaba, pensaba y ponía por obra no correspondía el suceso a la intención, luego, sin abandonarme, fingía y buscaba otra esperanza que me sustentase, aunque fuese débil y flaca.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Así como la vi, aunque no podía ver quién la ponía, mostré el papel como dando a entender pusiesen el hilo; pero ya venía puesto en la caña, al cual até el papel, y de allí a poco tornó a parecer nuestra estrella con la blanca bandera de paz del atadillo; dejáronla caer, y alcé yo y hallé en el paño, en toda suerte de moneda de plata y de oro, más de cincuenta escudos, los cuales cincuenta veces más doblaron nuestro contento y confirmaron la esperanza de tener libertad( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Digo, pues, que cada vez que pasaba con su barca daba fondo en una caleta que estaba no dos tiros de ballesta del jardín donde Zoraida esperaba, y allí, muy de propósito, se ponía el renegado con los morillos que bogaban el remo, o ya a hacer la zalá, o a como por ensayarse de burlas a lo que pensaba hacer de veras; y así, se iba al jardín de Zoraida y le pedía fruta; y su padre se la daba sin conocelle, y aunque él quisiera hablar a Zoraida, como él después me dijo, y decille que él era el que por orden mía le había de llevar a tierra de cristianos, que estuviese contenta y segura, nunca le fue posible, porque las moras no se dejan ver de ningún moro ni turco, si no es que su marido o su padre se lo manden.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A cada uno di este aviso de por sí, con orden que, aunque allí viesen a otros cristianos, no les dijesen sino que yo les había mandado esperar en aquel lugar.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* «Mañana creo yo», dije, «porque está aquí un bajel de Francia que se hace mañana a la vela, y pienso irme en él.» «¿No es mejor», replicó Zoraida, «esperar a que vengan bajeles de España y irte con ellos, que no con los de Francia, que no son vuestros amigos?» «No», respondí yo; «aunque si como hay nuevas que viene ya un bajel de España es verdad, todavía yo le aguardaré, puesto que es más cierto el partirme mañana, porque el deseo que tengo de verme en mi tierra y con las personas que bien quiero es tanto, que no me dejará esperar otra comodidad si se tarda, por mejor que sea.» «Debes de ser, sin duda, casado en tu tierra», dijo Zoraida, «y por eso deseas ir a verte con tu mujer.» «No soy», respondí yo, «casado, mas tengo dada la palabra de casarme en llegando allá.» «Y ¿es hermosa la dama a quien se la diste?», dijo Zoraida.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* «Pues será menester despertalle», replicó el renegado, «y llevárnosle con nosotros, y todo aquello que tiene de valor este hermoso jardín.» «No», dijo ella; «a mi padre no se ha de tocar en ningún modo; y en esta casa no hay otra cosa que lo que yo llevo, que es tanto, que bien habrá para que todos quedéis ricos y contentos; y esperaros un poco 294y lo veréis.» Y, diciendo esto, se volvió a entrar, diciendo que muy presto volvería; que nos estuviésemos quedos, sin hacer ningún ruido.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mas entonces siendo más necesarios los pies, con diligencia y presteza nos pusimos en la barca, que ya los que en ella habían quedado nos esperaban, temerosos de algún mal suceso nuestro.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Dimos de comer a los moros bagarinos y el renegado les consoló, diciéndoles como no iban cautivos: que en la primera ocasión les darían libertad; lo mismo se le dijo al padre de Zoraida, el cual respondió: «Cualquiera otra cosa pudiera yo esperar y creer de vuestra liberalidad y buen término, ¡oh cristianos!; mas el darme libertad, no me tengáis por tan simple que lo imagine; que nunca os pusistes vosotros al peligro de quitármela para volverla tan liberalmente, especialmente sabiendo quién soy yo, y el interese que se os puede seguir de dármela, el cual interese, si le queréis poner nombre, desde aquí os ofrezco todo aquello que quisiéredes por mí y por esa desdichada hija mía, o si no, por ella sola, que es la mayor y la mejor parte de mi alma.» En diciendo esto, comenzó a llorar tan amargamente, que a todos nos movió a compasión, y forzó a Zoraida que le mirase; la cual, viéndole llorar, así se enterneció, que se levantó de mis pies y fue a abrazar a su padre, y juntando su rostro con el suyo comenzaron los dos tan tierno llanto, que muchos de los que allí íbamos le acompañamos en él; pero cuando su padre la vio adornada de fiesta y con tantas joyas sobre sí, le dijo en su lengua: «¿Qué es esto, hija, que ayer al anochecer antes que nos sucediese esta terrible desgracia en que nos vemos, te vi con tus ordinarios y caseros vestidos, y agora, sin que hayas tenido tiempo de vestirte, y sin haberte dado alguna nueva alegre de solenizalle con adornarte y pulirte, te veo compuesta con los mejores vestidos que yo supe y pude darte cuando nos fue la ventura más favorable? Respóndeme a esto, que me tienes más suspenso y admirado que la misma desgracia en que me hallo.» Todo lo que el moro decía a su hija nos lo declaraba el renegado, y ella no le respondía palabra; pero cuando él vio a un lado de la barca el cofrecillo donde ella solía tener sus joyas, el cual sabía él bien que le había dejado en Argel y no traídole al jardín, quedó más confuso, y preguntole que cómo aquel cofre había venido a nuestras manos, y qué era lo que venía dentro.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con todo esto determinamos de entrarnos la tierra adentro, pues no podría ser menos sino que presto descubriésemos quien nos diese noticia della; pero lo que a mí más me fatigaba era el ver ir a pie a Zoraida por aquellas asperezas, que, puesto que alguna vez la puse sobre mis hombros, más le cansaba a ella mi cansancio que la reposaba su reposo, y así, nunca más quiso que yo aquel trabajo tomase; y con mucha paciencia y muestras de alegría, llevándola yo siempre de la mano, poco menos de un cuarto de legua debíamos de haber andado, cuando llegó a nuestros oídos el son de una pequeña esquila, señal clara que por allí cerca había ganado, y, mirando todos con atención si alguno se parecía, vimos al pie de un alcornoque un pastor mozo, que con grande reposo y descuido estaba labrando un palo con un cuchillo; dimos voces, y él, alzando la cabeza, se puso ligeramente en pie, y a lo que después supimos, los primeros que a la vista se le ofrecieron fueron el renegado y Zoraida, y, como él los vio en hábito de moros, pensó que todos los de la Berbería estaban sobre él, y, metiéndose con estraña ligereza por el bosque adelante, comenzó a dar los mayores gritos del mundo, diciendo: «¡Moros, moros hay en la tierra; moros, moros, arma, arma!» Con estas voces quedamos todos confusos, y no sabíamos qué hacernos, pero considerando que las voces del pastor habían de alborotar la tierra, y que la caballería de la costa había de venir luego a ver lo que era, acordamos que el renegado se desnudase las ropas de turco y se vistiese un gilecuelco o casaca de cautivo que uno de nosotros le dio luego, aunque se quedó en camisa; y así, encomendándonos a Dios, fuimos por el mismo camino que vimos que el pastor llevaba, esperando siempre cuándo había de dar sobre nosotros la caballería de la costa; y no nos engañó nuestro pensamiento, porque aún no habrían pasado dos horas, cuando, habiendo ya salido de aquellas malezas a un llano, descubrimos hasta cincuenta caballeros que con gran ligereza, corriendo a media rienda, a nosotros se venían, y así como los vimos nos estuvimos quedos aguardándolos; pero como ellos llegaron y vieron, en lugar de los moros que buscaban, tanto pobre cristiano, quedaron confusos, y uno dellos nos preguntó si éramos nosotros acaso la ocasión porque un pastor había apellidado al arma.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero fuele la fortuna contraria, pues donde la pudiera esperar y tener buena, allí la perdió con perder la libertad, en la felicísima jornada donde tantos la cobraron, que fue en la batalla de Lepanto.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Estaba esperando el capitán a ver lo que el cura quería hacer, que fue que, tomándole a él asimesmo de la otra mano, con entrambos a dos, se fue donde el oidor y los demás caballeros estaban, y dijo: —Cesen, señor oidor, vuestras lágrimas, y cólmese vuestro deseo de todo el bien que acertare a desearse, pues tenéis delante a vuestro buen hermano, y a vuestra buena cuñada; este que aquí veis es el capitán Viedma, y esta la hermosa mora que tanto bien le hizo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y con esto se fue Cardenio, y Dorotea, poniendo toda la atención posible, entendió que lo que se cantaba era esto: Donde se cuenta la agradable historia del mozo de mulas, con otros estraños acaecimientos en la venta sucedidos —Marinero soy de amor, y en su piélago profundo navego sin esperanza de llegar a puerto alguno( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, por no oílle, se tapó con las manos entrambos oídos, de lo que también se admiró Dorotea; la cual, estando atenta a lo que se cantaba, vio que proseguían en esta manera: —Dulce esperanza mía, que, rompiendo imposibles y malezas, sigues firme la vía que tú mesma te finges y aderezas, no te desmaye el verte a cada paso junto al de tu muerte( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No digáis más, digo, y esperad que venga el nuevo día; que yo espero en Dios de encaminar de manera vuestros negocios, que tengan el felice fin que tan honestos principios merecen( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —¡Ay, señora! —dijo doña Clara—, ¿qué fin se puede esperar, si su padre es tan principal y tan rico que le parecerá que aun yo no puedo ser criada de su hijo, cuanto más esposa? Pues casarme yo a hurto de mi padre, no lo haré por cuanto hay en el mundo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Estaba, pues, como se ha dicho, de pies sobre Rocinante, metido todo el brazo por el agujero, y atado de la muñeca y al cerrojo de la puerta, con grandísimo temor y cuidado que si Rocinante se desviaba a un cabo o a otro, había de quedar colgado del brazo; y así, no osaba hacer movimiento alguno, puesto que de la paciencia y quietud de Rocinante bien se podía esperar que estaría sin moverse un siglo entero( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Allí fue el desear de la espada de Amadís, contra quien no tenía fuerza encantamento alguno; allí fue el maldecir de su fortuna; allí fue el exagerar la falta que haría en el mundo su presencia el tiempo que allí estuviese encantado, que sin duda alguna se había creído que lo estaba; allí el acordarse de nuevo de su querida Dulcinea del Toboso; allí fue el llamar a su buen escudero Sancho Panza, que, sepultado en sueño, y tendido sobre el albarda de su jumento, no se acordaba en aquel instante de la madre que lo había parido; allí 311 llamó a los sabios Lirgandeo y Alquife, que le ayudasen; allí invocó a su buena amiga Urganda, que le socorriese, y, finalmente, allí le tomó la mañana, tan desesperado y confuso, que bramaba como un toro; porque no esperaba él que con el día se remediaría su cuita, porque la tenía por eterna, teniéndose por encantado.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llamaron a la puerta de la venta, que aún estaba cerrada, con grandes golpes, lo cual visto por don Quijote desde donde aún no dejaba de hacer la centinela, con voz arrogante y alta, dijo: —Caballeros, o escuderos, o quienquiera que seáis, no tenéis para qué llamar a las puertas deste castillo; que asaz de claro está que a tales horas, o los que están dentro duermen, o no tienen por costumbre de abrirse las fortalezas hasta que el sol esté tendido por todo el suelo; desviaos afuera, y esperad que aclare el día, y entonces veremos si será justo o no que os abran( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sucedió en este tiempo que una de las cabalgaduras en que venían los cuatro que llamaban se llegó a oler a Rocinante, que, melancólico y triste, con las orejas caídas, sostenía sin moverse a su estirado señor; y como, en fin, era de carne aunque parecía de leño, no pudo dejar de resentirse y tornar a oler a quien le llegaba a hacer caricias, y así, no se hubo movido tanto cuanto, cuando se desviaron los juntos pies de don Quijote, y, resbalando de la silla, dieran con él en el suelo a no quedar colgado del brazo, cosa que le causó 312tanto dolor, que creyó, o que la muñeca le cortaban, o que el brazo se le arrancaba, porque él quedó tan cerca del suelo, que con los estremos de las puntas de los pies besaba la tierra, que era en su perjuicio, porque como sentía lo poco que le faltaba para poner las plantas en la tierra, fatigábase y estirábase cuanto podía por alcanzar al suelo, bien así como los que están en el tormento de la garrucha puestos a toca no toca, que ellos mesmos son causa de acrecentar su dolor con el ahínco que ponen en estirarse, engañados de la esperanza que se les representa, que con poco más que se estiren llegarán al suelo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero por parecerle no convenirle ni estarle bien comenzar nueva empresa hasta poner a Micomicona en su reino, hubo de callar y estarse quedo, esperando a ver en qué paraban las diligencias de aquellos caminantes, uno de los cuales halló al mancebo que buscaba durmiendo al lado de un mozo de mulas, bien descuidado de que nadie ni le buscase, ni menos de que le hallase.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Limpiose el mozo los soñolientos ojos, y miró de espacio al que le tenía asido, y luego conoció que era criado de su padre, de que recibió tal sobresalto, que no acertó o no pudo hablarle palabra por un buen espacio, y el criado prosiguió, diciendo: —Aquí no hay que hacer otra cosa, señor don Luis, sino prestar paciencia y dar la vuelta a casa, si ya vuestra merced no gusta que su padre y mi señor la dé al otro mundo, porque no se puede esperar otra cosa de la pena con que queda por vuestra ausencia( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Calló en diciendo esto el enamorado mancebo, y el oidor quedó en oírle suspenso, confuso y admirado, así de haber oído el modo y la discreción con que don Luis le había descubierto su pensamiento, como de verse en punto que no sabía él qué poder tomar en tan repentino y no esperado negocio; y así, no respondió otra cosa sino que se sosegase por entonces, y entretuviese a sus criados, que por aquel día no le volviesen, porque se tuviese tiempo para considerar lo que mejor a todos estuviese.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mal haya el diablo; que si por su reverencia no fuera, esta fuera ya la hora que mi señor estuviera casado con la infanta Micomicona, y yo fuera conde por lo menos, pues no se podía esperar otra cosa, así de la bondad de mi señor, el de la Triste Figura, como de la grandeza de mis servicios.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* De mis hijos y de mi mujer me pesa, pues cuando podían y debían esperar ver entrar a su padre por sus puertas hecho gobernador o visorrey de alguna ínsula o reino, le verán entrar hecho mozo de caballos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y contole el escrutinio que dellos había hecho, y los que había condenado al fuego y dejado con vida, de que no poco se rió el canónigo; y dijo que, con todo cuanto mal había dicho de tales libros, hallaba en ellos una cosa buena, que era el sujeto8811 que ofrecían para que un buen entendimiento pudiese mostrarse en ellos, porque daban largo y espacioso campo por donde sin empacho alguno pudiese correr la pluma, describiendo naufragios, tormentas, rencuentros y batallas; pintando un capitán valeroso, con todas las partes que para ser tal se requieren, mostrándose prudente, previniendo las astucias de sus enemigos, y elocuente orador, persuadiendo o disuadiendo a sus soldados, maduro en el consejo, presto en lo determinado, tan valiente en el esperar como en el acometer; pintando ora un lamentable y trágico suceso, ahora un alegre y no pensado acontecimiento; allí una hermosísima dama, honesta, discreta y recatada; aquí un caballero cristiano, valiente y comedido; acullá un desaforado bárbaro fanfarrón; acá un príncipe cortes, valeroso y bien mirado; representando bondad y lealtad de vasallos, grandezas y mercedes de señores.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Eso pido —replicó Sancho—, y lo que quiero saber es que me diga, sin añadir ni quitar cosa ninguna, sino con toda verdad, como se espera que la han de decir y la dicen todos aquellos que profesan las armas, como vuestra merced las profesa, debajo de título de caballeros andantes..( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Mirábalo el canónigo y admirábase de ver la estrañeza de su grande locura, y de que en cuanto hablaba y respondía mostraba tener bonísimo entendimiento; solamente venía a perder los estribos, como otras veces se ha dicho, en tratándole de caballería; y así, movido de compasión, después de haberse sentado todos en la verde yerba para esperar el repuesto del canónigo, le dijo: —¿Es posible, señor hidalgo, que haya podido tanto con vuestra merced la amarga y ociosa letura de los libros de caballerías, que le hayan vuelto el juicio de modo que venga a creer que va encantado, con otras cosas deste jaez, tan lejos de ser verdaderas como lo está la mesma mentira de la verdad? Y ¿cómo es posible que haya entendimiento humano que se de a entender que ha habido en el mundo aquella infinidad de Amadises, y aquella turbamulta de tanto 91 El narrador pasa del estilo directo del párrafo anterior al indirecto( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Porque querer dar a entender a nadie que Amadís no fue en el mundo, ni todos los otros caballeros aventureros de que están colmadas las historias, será querer persuadir que el sol no alumbra, ni el yelo enfría, ni la tierra sustenta; porque ¿qué ingenio puede haber en el mundo que pueda persuadir a otro que no fue verdad lo de la infanta Floripes y Guy de Borgoña? ¿Y lo de Fierabrás con la puente de Mantible, que sucedió en el tiempo de Carlomagno, que voto a tal que es tanta verdad como es ahora de día? Y si es mentira, también lo debe de ser que no hubo Héctor, ni Aquiles, ni la guerra de Troya, ni los Doce Pares de Francia, ni el rey Artús de Ingalaterra, que anda hasta ahora convertido en cuervo, y le esperan en su reino por momentos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Casi estas últimas palabras oyó Sancho a su amo, a quien dijo: —Trabaje vuestra merced, señor don Quijote, en darme ese condado, tan prometido de vuestra merced como de mí esperado; que yo le prometo que no me falte a mí habilidad para gobernarle, y, cuando me faltare, yo he oído decir que hay hombres en el mundo que toman en arrendamiento los estados de los señores y les dan un tanto cada año; y ellos se tienen cuidado del gobierno, y el señor se está a pierna tendida, gozando de la renta que le dan, sin curarse de otra cosa; y así haré yo, y no repararé en tanto más cuanto, sino que luego me desistiré de todo, y me gozaré mi renta como un duque; y allá se lo hayan( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* La riqueza del padre y la belleza de la hija movieron a muchos, así del pueblo como forasteros, a que por mujer se la pidiesen; mas él, como a quien tocaba disponer de tan rica joya, andaba confuso, sin saber determinarse a quién la entregaría de los infinitos que le importunaban; y entre los muchos que tan buen deseo tenían, fui yo uno, a quien dieron muchas y grandes esperanzas de buen suceso conocer que el padre conocía quien yo era, el ser natural del mismo pueblo, limpio en sangre, en la edad floreciente, en la hacienda muy rico y en el ingenio no menos acabado.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Duro se nos hizo de creer la continencia del mozo, pero ella lo afirmó con tantas veras, que fueron parte para que el desconsolado padre se consolase, no haciendo cuenta de las riquezas que le llevaban, pues le habían dejado a su hija con la joya que, si una vez se pierde, no deja esperanza de que jamás se cobre.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* El mismo día que pareció Leandra la despareció su padre de nuestros ojos y la llevó a encerrar en un monesterio de una villa que está aquí cerca, esperando que el tiempo gaste alguna parte de la mala opinión en que su hija se puso.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No hay hueco de peña, ni margen de arroyo, ni sombra de árbol que no esté ocupada de algún pastor que sus desventuras a los aires cuente; el eco repite el nombre de Leandra dondequiera que pueda formarse; Leandra resuenan los montes, Leandra murmuran los arroyos, y Leandra nos tiene a todos suspensos y encantados, esperando sin esperanza y temiendo sin saber de qué tememos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ya en esto llegaron todos los de la compañía de don Quijote adonde él estaba; mas los de la procesión, que los vieron venir corriendo, y con ellos los cuadrilleros con sus ballestas, temieron algún mal suceso y hiciéronse todos un remolino alrededor de la imagen, y alzados los capirotes, empuñando las diciplinas y los clérigos los ciriales, esperaban el asalto, con determinación de defenderse y aun ofender, si pudiesen, a sus acometedores; pero la fortuna lo hizo mejor que se pensaba, porque Sancho no hizo otra cosa que arrojarse sobre el cuerpo de su señor, haciendo sobre él el más doloroso y risueño llanto del mundo, creyendo que estaba muerto( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero, con todo eso, es linda cosa esperar los sucesos, atravesando montes, escudriñando selvas, pisando peñas, visitando castillos, alojando en ventas a toda discreción, sin pagar ofrecido sea al diablo el maravedí9977( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¡Oh vanas esperanzas de la gente, cómo pasáis con prometer descanso, y al fin paráis en sombra, en humo, en sueño! DEL CACHIDIABLO, ACADÉMICO DE LA ARGAMASILLA, EN LA SEPULTURA DE DON QUIJOTE Epitafio Aquí yace el caballero bien molido y mal andante, a quien llevó Rocinante por uno y otro sendero( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Tiénese noticia que lo ha hecho, a costa de muchas vigilias y mucho trabajo, y que tiene intención de sacallos a luz con esperanza de la tercera salida de don Quijote( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* YO EL REY Por mandado del Rey nuestro señor, Pedro de Contreras Válame Dios, y con cuanta gana debes de estar esperando ahora, lector ilustre o quier plebeyo, este prólogo, creyendo hallar en él venganzas, riñas y vituperios del autor del segundo Don Quijote, digo de aquel que dicen que se engendró en Tordesillas y nació en Tarragona.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Lo que no he podido dejar de sentir es que me note de viejo y de manco, como si hubiera sido en mi mano haber detenido el tiempo que no pasase por mí, o si mi manquedad hubiera nacido en alguna taberna, sino en la mas alta ocasión que vieron los siglos pasados, los presentes, ni esperan ver los venideros( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esta buena fee, el buen capellán pidió al retor mandase dar los vestidos con que allí había entrado el licenciado; volvió a decir el retor que mirase lo que hacía, porque sin duda alguna el licenciado aún se estaba loco; no sirvieron de nada para con el capellán las prevenciones y advertimientos del retor para que dejase de llevarle; obedeció el retor, viendo ser orden del arzobispo; pusieron al licenciado sus vestidos, que eran nuevos y decentes, y como él se vio vestido de cuerdo y desnudo de loco, suplicó al capellán que por caridad le diese licencia para ir a despedirse de sus compañeros los locos; el capellán dijo que él le quería acompañar y ver los locos que en la casa había; subieron, en efeto, y con ellos algunos que se hallaron presentes, y llegado el licenciado a una jaula adonde estaba un loco furioso, aunque entonces sosegado y quieto, le dijo: «Hermano mío, mire si me manda algo, que me voy a mi casa; que ya Dios ha sido servido por su infinita bondad y misericordía, sin yo merecerlo, de volverme mi juicio; ya estoy sano y cuerdo, que acerca del poder de Dios ninguna cosa es imposible; tenga grande esperanza y confianza en Él, que pues a mí me ha vuelto a mi primero estado, también le volverá a él, si en Él confía; yo tendré cuidado de enviarle algunos regalos que coma, y cómalos en todo caso, que le hago saber que imagino, como quien ha pasado por ello, que todas nuestras locuras proceden de tener los estómagos vacíos y los celebros llenos de aire; esfuércese, esfuércese, que el descaecimiento en los infortunios apoca la salud y acarrea la muerte».( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Del ridículo razonamiento que pasó entre don Quijote, Sancho Panza y el bachiller Sansón Carrasco Pensativo a demás quedó don Quijote, esperando al bachiller Carrasco, de quien esperaba oír las nuevas de sí mismo puestas en libro como había dicho 381 382Sancho, y no se podía persuadir a que tal historia hubiese, pues aún no estaba enjuta en la cuchilla de su espada la sangre de los enemigos que había muerto, y ya querían que anduviesen en estampa sus altas caballerías.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esto se consoló algún tanto, pero desconsolole pensar que su autor era moro, según aquel nombre de Cide, y de los moros no se podía esperar verdad alguna; porque todos son embelecadores, falsarios y quimeristas.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, sin esperar respuesta ni decir otra palabra, se fue a su casa.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Así es, sin duda —dijo Sansón—, pero ¿qué se hicieron los cien escudos?; ¿deshiciéronse? Respondió Sancho: —Yo los gasté en pro de mi persona y de la de mi mujer y de mis hijos, y ellos han sido causa de que mi mujer lleve en paciencia los caminos y carreras que he andado sirviendo a mi señor don Quijote; que si al cabo de tanto tiempo volviera sin blanca y sin el jumento a mi casa, negra ventura me esperaba; y si hay más que saber de mí, aquí estoy, que responderé al mesmo rey en presona, y nadie tiene para qué meterse en si truje o no truje, si gasté o no gasté; que si los palos que me dieron en estos viajes se hubieran de pagar a dinero, aunque no se tasaran sino a cuatro maravedís cada uno, en otros cien escudos no había para pagarme la mitad; y cada uno meta la mano en su pecho y no se ponga a juzgar lo blanco por lo negro y lo negro por blanco; que cada uno es como Dios le hizo, y aun peor muchas veces( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Mirad, Teresa —respondió Sancho—: yo estoy alegre porque tengo determinado de volver a servir a mi amo don Quijote, el cual quiere la vez tercera salir a buscar las aventuras, y yo vuelvo a salir con él porque lo quiere así mi necesidad, junto con la esperanza que me alegra de pensar si podré hallar otros cien escudos como los ya gastados, puesto que me entristece el haberme de apartar de ti y de mis hijos; y si Dios quisiera darme de comer a pie enjuto y en mi casa, sin traerme por vericuetos y encrucijadas, pues lo podía hacer a poca costa y no más de quererlo, claro está que mi alegría fuera más firme y valedera, pues que la que tengo va mezclada con la tristeza del dejarte; así, que dije bien que holgara, si Dios quisiera, de no estar contento( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Si con estas esperanzas y aditamentos vos, Sancho, gustáis de volver a servirme, sea en buena hora; que pensar que yo he de sacar de sus términos y quicios la antigua usanza de la caballería andante, es pensar en lo escusado( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y advertid, hijo, que vale más buena esperanza que ruin posesión, y buena queja que mala paga.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sancho, que vio suspenso a su señor, y asaz malcontento, le dijo: —Señor, ya se viene a más andar el día y no será acertado dejar que nos halle el sol en la calle; mejor será que nos salgamos fuera de la ciudad, y que vuestra merced se embosque en alguna floresta aquí cercana, y yo volveré de día, y no dejaré ostugo en todo este lugar donde no busque la casa, alcázar o palacio de mi señora, y asaz sería de desdichado si no la hallase, y hallándole, hablaré con su merced, y le diré dónde y cómo queda vuestra merced esperando que le dé orden y traza para verla sin menoscabo de su honra y fama( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Donde se cuenta la industria que Sancho tuvo para encantar a la señora Dulcinea, y de otros sucesos tan ridículos como verdaderos Llegando el autor desta grande historia a contar lo que en este capítulo cuenta, dice que quisiera pasarle en silencio, temeroso de que no había de ser creído; porque las locuras de don Quijote llegaron aquí al termino y raya de las mayores que pueden imaginarse, y aun pasaron dos tiros de ballesta más allá de las mayores; finalmente, aunque con este miedo y recelo, las escribió de la misma manera que él las hizo, sin añadir ni quitar a la historia un átomo de la verdad, sin dársele nada por las objeciones que podían ponerle de mentiroso; y tuvo razón, porque la verdad adelgaza y no quiebra, y siempre anda sobre la mentira como el aceite sobre el agua; y, así, prosiguiendo su historia, dice que, así como don Quijote se emboscó en la floresta, encinar, o selva junto al gran Toboso, mandó a Sancho volver a la ciudad, y que no volviese a su presencia sin haber primero hablado de su parte a su señora, pidiéndola fuese servida de dejarse ver de su cautivo caballero y se dignase de echarle su bendición para que pudiese esperar por ella felicísimos sucesos de todos sus acometimientos y dificultosas empresas.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ve, amigo, y guíete otra mejor ventura que la mía, y, vuélvate otro mejor suceso del que yo quedo temiendo y esperando en esta amarga soledad en que me dejas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Vamos, Sancho hijo —respondió don Quijote—, y en albricias destas no esperadas como buenas nuevas te mando el mejor despojo que ganare en la primera aventura que tuviere, y si esto no te contenta, te mando las crías que este año me dieren las tres yeguas mías, que tú sabes que quedan para parir en el prado concejil de nuestro pueblo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, diciendo esto, volvió a la carreta, que ya estaba bien cerca del pueblo; y iba dando voces, diciendo: —Deteneos, esperad, turba alegre y regocijada; que os quiero dar a entender cómo se han de tratar los jumentos y alimañas que sirven de caballería a los escuderos de los caballeros andantes( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Tan altos eran los gritos de don Quijote, que los oyeron y entendieron los de la carreta, y, juzgando por las palabras la intención del que las decía, en un instante saltó la Muerte de la carreta, y tras ella, el Emperador, el Diablo carretero y el Ángel, sin quedarse la Reina ni el dios Cupido, y todos se cargaron de piedras y se pusieron en ala, esperando recebir a don Quijote en las puntas de sus guijarros.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Todo eso se puede llevar y conllevar —dijo el del Bosque—, con la esperanza que tenemos del premio, porque si demasiadamente no es desgraciado el caballero andante a quien un escudero sirve, por lo menos, a pocos lances se verá premiado con un hermoso gobierno de cualque ínsula, o con un condado de buen parecer( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Esta tal Casildea, pues, que voy contando, pagó mis buenos pensamientos y comedidos deseos con hacerme ocupar, como su madrina a Hércules, en muchos y diversos peligros, prometiéndome al fin de cada uno, que en el fin del otro llegaría el de mi esperanza; pero así se han ido eslabonando mis trabajos, que no tienen cuento, ni yo sé cuál ha de ser el último que dé principio al cumplimiento de mis buenos deseos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Detuve el movimiento a la Giralda, pesé los toros de Guisando, despeñeme en la sima y saqué a luz lo escondido de su abismo, y mis esperanzas, muertas que muertas, y sus mandamientos y desdenes, vivos que vivos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, diciendo esto, se levantó en pie y se empuñó en la espada, esperando qué resolución tomaría el Caballero del Bosque, el cual, con voz asimismo sosegada, respondió y dijo: —Al buen pagador no le duelen prendas; el que una vez, señor don Quijote, pudo venceros transformado, bien podrá tener esperanza de rendiros en vuestro propio ser.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En lo que se detuvo don Quijote en que Sancho subiese en el alcornoque, tomó el de los Espejos del campo lo que le pareció necesario, y creyendo que lo mismo habría hecho don Quijote, sin esperar son de trompeta ni otra señal que los avisase, volvió las riendas a su caballo, que no era mas ligero ni de mejor parecer que Rocinante, y a todo su correr, que era un mediano trote, iba a encontrar a su enemigo; pero viéndole ocupado en la subida de Sancho, detuvo las riendas y parose en la mitad de la carrera, de lo que el caballo quedó agradecidísimo, a causa que ya no podía moverse.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Donde se cuenta y da noticia de quién era el Caballero de los Espejos y su escudero En estremo contento, ufano y vanaglorioso iba don Quijote por haber alcanzado vitoria de tan valiente caballero como él se imaginaba que era el de los Espejos, de cuya caballeresca palabra esperaba saber si el encantamento de su señora pasaba adelante, pues era forzoso que el tal vencido caballero volviese, so pena de no serlo, a darle razón de lo que con ella le hubiese sucedido( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, llegándose a don Quijote, que estaba dando priesa al leonero que abriese las jaulas, le dijo: —Señor caballero: los caballeros andantes han de acometer las aventuras que prometen esperanza de salir bien dellas, y no aquellas que de todo en todo la quitan; porque la valentía que se entra en la juridición de la temeridad, más tiene de locura que de fortaleza.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A estas añadió otras razones con que quitó las esperanzas de que no había de dejar de proseguir su desvariado intento.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* La grandeza del corazón de vuesa merced ya está bien declarada; 445 446ningún bravo peleante, según a mí se me alcanza, está obligado a más que a desafiar a su enemigo y esperarle en campaña, y si el contrario no acude, en él se queda la infamia, y el esperante gana la corona del vencimiento( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Conviene a saber: como tú abriste al león, yo le esperé, él no lo salió, volvile a esperar, volvió a no salir y volviose a acostar.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con los referidos atavíos y con gentil donaire y gallardía salió don Quijote a otra sala, donde el estudiante le estaba esperando para entretenerle en tanto que las mesas se ponían; que por la venida de tan noble huésped quería la señora doña Cristina mostrar que sabía y podía regalar a los que a su casa llegasen( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Yo me daré a entender —respondió don Lorenzo—, y por ahora esté vuesa merced atento a los versos glosados y a la glosa, que dicen desta manera: ¡Si mi fue tornase a es, sin esperar más será, o viniese el tiempo ya de lo que será después!112211 451 121 Estos versos glosados o mote no son de Cervantes.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Si tú me vuelves allá, fortuna, templado está todo el rigor de mi fuego, y más si este bien es luego, sin esperar más será( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Vivo en perpleja vida, ya esperando, ya temiendo, es muerte muy conocida, y es mucho mejor muriendo buscar al dolor salida( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Cuatro días estuvo don Quijote regaladísimo en la casa de don Diego, al cabo de los cuales le pidió licencia para irse, diciéndole que le agradecía la merced y buen tratamiento que en su casa había recebido, pero que por no parecer bien que los caballeros andantes se den muchas horas al ocio y al regalo se quería ir a cumplir con su oficio, buscando las aventuras, de quien tenía noticia que aquella tierra abundaba, donde esperaba entretener el tiempo hasta que llegase el día de las justas de Zaragoza, que era el de su derecha derrota112233, y que primero había de entrar en la cueva de Montesinos, de quien tantas y tan admirables cosas en aquellos contornos se contaban, sabiendo e inquiriendo 453 122 Historia trágica de dos amantes famosos, contada por Ovidio en su Metamorfosis, que murieron víctimas de una cadena de equivocaciones, como Romeo y Julieta( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Que cuando comienzas a ensartar refranes y cuentos, no te puede esperar sino el mesmo Judas, que te lleve.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, levantándose abrazó al licenciado y quedaron más amigos que de antes; y no queriendo esperar al escribano, que había ido por la espada, por parecerle que tardaría mucho, y así determinaron seguir por llegar temprano a la aldea de Quiteria, de donde todos eran( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* por el gallardo Basilio, y todos estuvieron suspensos, esperando en qué habían de parar sus voces y sus palabras, temiendo algún mal suceso de su venida en sazón semejante( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llegó, en fin, cansado y sin aliento, y puesto delante de los desposados, hincando el bastón en el suelo, que tenía el cuento de una punta de acero, mudada la color, puestos los ojos en Quiteria, con voz tremente y ronca estas razones dijo: —Bien sabes, desconocida Quiteria, que, conforme a la santa ley que profesamos, que, viviendo yo, tú no puedes tomar esposo; y juntamente no ignoras que, por esperar yo que el tiempo y mi diligencia mejorasen los bienes de mi fortuna, no he querido dejar de guardar el decoro que a tu honra convenía; pero tú, echando a las espaldas todas las obligaciones que debes a mi buen deseo, quieres hacer señor de lo que es mío a otro, cuyas riquezas le sirven no sólo de buena fortuna, sino de bonísima ventura.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Luego acudieron todos a Quiteria, y unos con ruegos y otros con lágrimas y otros con eficaces razones la persuadían que diese la mano al pobre Basilio, y ella, más dura que un mármol y más sesga que una estatua, mostraba que ni sabía ni podía ni quería responder palabra; ni la respondiera, si el cura no la dijera que se determinase presto en lo que había de hacer, porque tenía Basilio ya el alma en los dientes, y no daba lugar a esperar inresolutas determinaciones( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* El buen Sancho se refociló tres días a costa de los novios, de los cuales se supo que no fue traza comunicada con la hermosa Quiteria el herirse fingidamente, sino industria de Basilio, esperando della el mesmo suceso que se había visto; bien es verdad que confesó que había dado parte de su pensamiento a algunos de sus amigos, para que al tiempo necesario favoreciesen su intención y abonasen su engaño( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llegose a mí, y lo primero que hizo fue abrazarme estrechamente y luego decirme: «Luengos tiempos ha, valeroso caballero don Quijote de la Mancha, que los que estamos en estas soledades encantados esperamos verte, para que des noticia al mundo de lo que encierra y cubre la profunda cueva por donde has entrado, llamada la cueva de Montesinos; hazaña sólo guardada para ser acometida de tu invencible corazón y de tu ánimo estupendo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Inclinósele maese Pedro, diciéndole: —No esperaba yo menos de la inaudita cristiandad del valeroso don Quijote de la Mancha, verdadero socorredor y amparo de todos los necesitados y menesterosos vagamundos; y aquí el señor ventero y el gran Sancho serán medianeros y apreciadores entre vuesa merced y mí de lo que valen o podían valer las ya deshechas figuras( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A la fe, señor nuestro amo, el mal ajeno de pelo cuelga, y cada día voy descubriendo tierra de lo poco que puedo esperar de la compañía que con vuestra merced tengo, porque si esta vez me ha dejado apalear, otra y otras ciento volveremos a los manteamientos de marras y a otras muchacherías, que si ahora me han salido a las espaldas, después me saldrán a los ojos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ahora bien, yo te perdono con que te emiendes y con que no te muestres de aquí adelante tan amigo de tu interés, sino que procures ensanchar el corazón y te alientes y animes a esperar el cumplimiento de mis promesas, que, aunque se tarda, no se imposibilita( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —¿Qué diablos de ciudad, fortaleza o castillo, dice vuesa merced, señor? —dijo Sancho—; ¿no echa de ver que aquellas son aceñas que están en el río, donde se muele el trigo? —Calla, Sancho —dijo don Quijote—, que aunque parecen aceñas, no lo son, y ya te he dicho que todas las cosas trastruecan y mudan de su ser natural los encantos; no quiero decir que las mudan de en uno en otro ser realmente, sino que lo parece, como lo mostró la experiencia en la transformación de Dulcinea, único refugio de mis esperanzas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* De la respuesta que dio don Quijote a su reprehensor, con otros graves y graciosos sucesos Levantado, pues, en pie don Quijote, temblando de los pies a la cabeza como azogado, con presurosa y turbada lengua dijo: —El lugar donde estoy y la presencia ante quien me hallo, y el respeto que siempre tuve y tengo al estado que vuesa merced profesa, tienen y atan las manos de mi justo enojo; y así por lo que he dicho como por saber que saben todos que las armas de los togados son las mesmas que las de la mujer, que son la lengua, entraré con la mía en igual batalla con vuesa merced, de quien se debía esperar antes buenos consejos que infames vituperios; las reprehensiones santas y bien intencionadas otras circunstancias requieren y otros puntos piden.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y lo mesmo confirmará otro ejemplo: está uno vuelto de espaldas, llega otro y dale de palos, y, en dándoselos, huye y no espera, y el otro le sigue y no alcanza; este que recibió los palos recibió agravio, mas no afrenta, porque la afrenta ha de ser sustentada( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, así, según las leyes del maldito duelo, yo puedo estar agraviado mas no afrentado, porque los niños no sienten, ni las mujeres, ni pueden huir, ni tienen para qué esperar; y lo mesmo los constituidos en la sacra religión, porque estos tres géneros de gente carecen de armas ofensivas y defensivas, y así, aunque naturalmente estén obligados a defenderse, no lo están para ofender a nadie, y, aunque poco ha dije que yo podía estar agraviado, agora digo que no, en ninguna manera, porque quien no puede recebir afrenta menos la puede dar; por las cuales razones yo no debo sentir, ni siento, las que aquel buen hombre me ha dicho; sólo quisiera que esperara algún poco para darle a entender en el error en que está en pensar y decir que no ha habido ni los hay caballeros andantes en el mundo; que, si lo tal oyera Amadís o uno de los infinitos de su linaje, yo sé que no le fuera bien a su merced( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* El duque y la duquesa, que de nada desto eran sabidores, estaban esperando en qué había de parar tan extraordinario lavatorio.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* La doncella barbera, cuando le tuvo con un palmo de jabonadura, fingió que se le había acabado el agua, y mandó a la del aguamanil fuese por ella; que el señor don Quijote esperaría( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Creyeron los apicarados ministros, y aun el maestresala que venía con ellos, que la duquesa hablaba de veras, y, así, quitaron el cernadero del pecho de Sancho, y todos confusos y casi corridos se fueron y le dejaron; el cual, viéndose fuera de aquel a su parecer sumo peligro, se fue a hincar de rodillas ante la duquesa, y dijo: —De grandes señoras grandes mercedes se esperan; esta que la vuestra merced hoy me ha fecho, no puede pagarse con menos si no es con desear verme armado caballero andante para ocuparme todos los días de mi vida en servir a tan alta señora.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llegado, pues, el esperado día, armose don Quijote, vistiose Sancho, y encima de su rucio, que no le quiso dejar, aunque le daban un caballo, se metió entre la tropa de los monteros; la duquesa salió bizarramente aderezada, y don Quijote, de puro cortés y comedido, tomó la rienda de su palafrén, aunque el duque no quería consentirlo, y, finalmente, llegaron a un bosque que entre dos altísimas montañas estaba, donde, tomados los puestos, paranzas y veredas, y repartida la gente por diferentes puestos, se comenzó la caza con grande estruendo, grita y vocería, de manera, que unos a otros no podían oírse, así por el ladrido de los perros, como por el son de las bocinas.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sancho, mostrando las llagas a la duquesa de su roto vestido, dijo: —Si esta caza fuera de liebres o de pajarillos, seguro estuviera mi sayo de verse en este estremo; yo no sé qué gusto se recibe de esperar a un animal que, si os alcanza con un colmillo, os puede quitar la vida; yo me acuerdo haber oído cantar un romance antiguo, que dice: De los osos seas comido como Favila el nombrado( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, en diciendo esto, tocó el desaforado cuerno y volvió las espaldas y fuese sin esperar respuesta de ninguno( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Renovose la admiración en todos, especialmente en Sancho y don Quijote; en Sancho, en ver que, a despecho de la verdad, querían que estuviese encantada Dulcinea; en don Quijote, por no poder asegurarse si era verdad o no lo que le había pasado en la cueva de Montesinos; y, estando elevado en estos pensamientos, el duque le dijo: —¿Piensa vuestra merced esperar, señor don Quijote? —¿Pues no? —respondió él—.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Aquí esperaré intrépido y fuerte, si me viniese a embestir todo el infierno( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Pues si yo veo otro diablo y oigo otro cuerno como el pasado, así esperaré yo aquí como en Flandes —dijo Sancho( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Date, date en esas carnazas, bestión indómito, y saca de harón ese brío que a sólo comer y más comer te inclina; y pon en libertad la lisura de mis carnes, la mansedumbre de mi condición y la belleza de mi faz; y si por mí no quieres ablandarte ni reducirte a algún razonable término, hazlo por ese pobre caballero que a tu lado tienes, por tu amo, digo, de quien estoy viendo el alma, que la tiene atravesada en la garganta, no diez dedos de los labios, que no espera sino tu rígida o blanda repuesta, o para salirse por la boca o para volverse al estomago( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Señor —respondió Sancho—, ¿no se me darían dos días de término para pensar lo que me está mejor? —No, en ninguna manera —dijo Merlín—; aquí, en este instante y en este lugar ha de quedar asentado lo que ha de ser deste negocio: o Dulcinea volverá a la cueva de Montesinos y a su prístino estado de labradora, o ya, en el ser que está, será llevada a los Elíseos campos, donde estará esperando se cumpla el número del vápulo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A estas razones respondió con estas disparatadas Sancho, que, hablando con Merlín, le preguntó: —Dígame vuesa merced, señor Merlín: cuando llegó aquí el diablo correo, 539 540dio a mi amo un recado del señor Montesinos mandándole de su parte que le esperase aquí, porque venía a dar orden de que la señora Dulcinea del Toboso se desencantase, y hasta agora no hemos visto a Montesinos ni a sus semejas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* A lo cual respondió Merlín: —El diablo, amigo Sancho, es un ignorante y un grandísimo bellaco; yo le envié en busca de vuestro amo, pero no con recado de Montesinos, sino mío, porque Montesinos se está en su cueva, entendiendo, o por mejor decir, esperando su desencanto, que aun le falta la cola por desollar; si os debe algo o tenéis alguna cosa que negociar con él, yo os lo traeré y pondré donde vos más quisiéredes; y por agora acabad de dar el sí de esta diciplina, y creedme que os será de mucho provecho, así para el alma como para el cuerpo: para el alma, por la caridad con que la haréis; para el cuerpo, porque yo sé que sois de complexión sanguínea, y no os podrá hacer daño sacaros un poco de sangre( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y ya, en esto, se venía a más andar el alba alegre y risueña; las florecillas de los campos se descollaban y erguían, y los líquidos cristales de los arroyuelos, murmurando por entre blancas y pardas guijas, iban a dar tributo a los ríos que los esperaban; la tierra alegre, el cielo claro, el aire limpio, la luz serena, cada uno por sí y todos juntos daban manifiestas señales que el día que al aurora venía pisando las faldas había de ser sereno y claro.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sosegados todos y puestos en silencio, estaban esperando quién le había de romper, y fue la dueña Dolorida con estas palabras: —Confiada estoy, señor poderosísimo, hermosísima señora y discretísimos circunstantes, que ha de hallar mi cuitísima en vuestros valerosísimos pechos acogimiento no menos plácido que generoso y doloroso; porque ella es tal que es bastante a enternecer los mármoles y a ablandar los diamantes y a molificar los aceros de los más endurecidos corazones del mundo; pero antes que salga a la plaza de vuestros oídos, por no decir orejas, quisiera que me hicieran sabidora si está en este gremio, corro y compañía, el acendradísimo caballero don Quijote de la Manchísima, y su escuderísimo Panza( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En esto, se levantó don Quijote y, encaminando sus razones a la Dolorida dueña, dijo: —Si vuestras cuitas, angustiada señora, se pueden prometer alguna esperanza de remedio por algún valor o fuerzas de algún andante caballero, aquí están las mías, que, aunque flacas y breves, todas se emplearán en vuestro servicio( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y si yo fuera la buena dueña que debía, no me habían de mover sus trasnochados conceptos, ni había de creer ser verdad aquel decir: «Vivo muriendo, ardo en el yelo, tiemblo en el fuego, espero sin esperanza, partome y quédome», con otros imposibles desta ralea, de que están sus escritos llenos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, apartando a Sancho entre unos árboles del jardín y asiéndole ambas las manos, le dijo: —Ya vees, Sancho hermano, el largo viaje que nos espera, y que sabe Dios cuándo volveremos dél, ni la comodidad y espacio que nos darán los negocios; y así, querría que ahora te retirases en tu aposento, como que vas a buscar alguna cosa necesaria para el camino, y en un daca las pajas te dieses a buena cuenta de los tres mil y trecientos azotes a que estás obligado, siquiera quinientos, que dados te los tendrás; que el comenzar las cosas es tenerlas medio acabadas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* De los consejos que dio don Quijote a Sancho Panza antes que fuese a gobernar la ínsula, con otras cosas bien consideradas Con el felice y gracioso suceso de la aventura de la Dolorida quedaron tan contentos los duques, que determinaron pasar con las burlas adelante, viendo el acomodado sujeto que tenían para que se tuviesen por veras; y así, habiendo dado la traza y ordenes que sus criados y sus vasallos habían de guardar con Sancho en el gobierno de la ínsula prometida, otro día, que fue el que sucedió al vuelo de Clavileño, dijo el duque a Sancho que se adeliñase y compusiese para ir a ser gobernador; que ya sus insulanos le estaban esperando como el agua de mayo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Deja, lector amable, ir en paz y en hora buena al buen Sancho, y espera dos fanegas de risa que te ha de causar el saber cómo se portó en su cargo y, en tanto, atiende a saber lo que le pasó a su amo aquella noche; que, si con ello no rieres, por lo menos desplegarás los labios con risa de jimia, porque los sucesos de don Quijote, o se han de celebrar con admiración o con risa( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Agora bien, señor don Quijote —replicó la duquesa—, la hora de cenar se llega y el duque debe de esperar; venga vuesa merced y cenemos, y acostarase temprano; que el viaje que ayer hizo de Candaya no fue tan corto que no haya causado algún molimiento( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Todos los presentes estaban suspensos, esperando el fin de aquel pleito, y de allí a poco volvieron el hombre y la mujer, más asidos y aferrados que la vez primera, ella la saya levantada y en el regazo puesta la bolsa, y el hombre pugnando por quitársela, mas no era posible según la mujer la defendía, la cual daba voces diciendo: —¡Justicia de Dios, y del mundo! ¡Mire vuesa merced, señor gobernador, la poca vergüenza y el poco temor deste desalmado, que en mitad de poblado y en mitad de la calle me ha querido quitar la bolsa que vuesa merced mandó darme! —Y ¿háosla quitado? —preguntó el gobernador( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Todo lo cual notado de su coronista fue luego escrito al duque, que con gran deseo lo estaba esperando( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Fueron luego a dar cuenta a la duquesa de lo que pasaba y del laúd que pedía don Quijote, y ella, alegre sobremodo, concertó con el duque y con sus doncellas de hacerle una burla que fuese más risueña que dañosa, y con mucho contento esperaban la noche, que se vino tan apriesa como se había venido el día, el cual pasaron los duques en sabrosas pláticas con don Quijote( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Yo tendré cuidado de socorreros si os viéredes en trabajo, y en todo haréis como se espera de vuestro entendimiento.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Clavó los ojos en la puerta, y cuando esperaba ver entrar por ella a la rendida y lastimada Altisidora, vio entrar a una reverendísima dueña con unas tocas blancas repulgadas y luengas, tanto, que la cubrían y enmantaban desde los pies a la cabeza( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y, sin esperar respuesta, se salió del aposento, donde quedó don Quijote sosegado y pensativo esperándola; pero luego le sobrevinieron mil pensamientos acerca de aquella nueva aventura, y parecíale ser mal hecho y peor pensado ponerse en peligro de romper a su señora la fe prometida, y decíase a sí mismo: —¿Quién sabe si el diablo, que es sutil y mañoso, querrá engañarme agora con una dueña, lo que no ha podido con emperatrices, reinas, duquesas, marquesas ni condesas? Que yo he oído decir muchas veces y a muchos discretos que, si él puede, antes os la dará roma que aguileña; y ¿quién sabe, si esta soledad, esta ocasión y este silencio despertará mis deseos que duermen, y harán que al cabo de mis años venga a caer donde nunca he tropezado? Y en casos semejantes mejor es huir que esperar la batalla.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Así lo creo yo —respondió la dueña—; que de la gentil y agradable presencia de vuesa merced no se podía esperar sino tan cristiana respuesta.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Negociante necio, negociante mentecato, no te apresures, espera sazón y coyuntura para negociar, no vengas a la hora del comer, ni a la del dormir; que los jueces son de carne y de hueso, y han de dar a la naturaleza lo que naturalmente les pide, si no es yo, que no le doy de comer a la mía, merced al señor doctor Pedro Recio Tirteafuera, que está delante, que quiere que muera de hambre, y afirma que esta muerte es vida, que así se la dé Dios a él y a todos los de su ralea, digo, a la de los malos médicos; que la de los buenos palmas y lauros merecen( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esto quedó contento el gobernador y esperaba con grande ansia llegase la noche y la hora de cenar y, aunque el tiempo, al parecer suyo, se estaba quedo sin moverse de un lugar, todavía se llegó por él el tanto deseado, donde le dieron de cenar un salpicón de vaca con cebolla y unas manos cocidas de ternera algo entrada en días( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¿Qué os parece desto, amigos?; ¿digo algo, o quiébrome la cabeza? —Dice tanto vuesa merced, señor gobernador —dijo el mayordomo—, que estoy admirado de ver que un hombre tan sin letras como vuesa merced, que a lo que creo no tiene ninguna, diga tales y tantas cosas llenas de sentencias y de avisos, tan fuera de todo aquello que del ingenio de vuesa merced esperaban los que nos enviaron y los que aquí venimos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Vuesa merced sabrá que este gentilhombre acaba de ganar ahora en esta casa de juego que está aquí frontero más de mil reales, y sabe Dios cómo; y, hallándome yo presente, juzgué más de una suerte dudosa en su favor, contra todo aquello que me dictaba la conciencia; alzose con la ganancia, y cuando esperaba que me había de dar algún escudo, por lo menos, de barato, como es uso y costumbre darle a los hombres principales como yo, que estamos asistentes para bien y mal pasar y para apoyar sinrazones y evitar pendencias, él embolsó su dinero y se salió de la casa; yo vine despechado tras él, y con buenas y corteses palabras le he pedido que me diese siquiera ocho reales, pues sabe que yo soy hombre honrado y que no tengo oficio ni beneficio, porque mis padres no me le enseñaron ni me le dejaron; y el socarrón, que no es más ladrón Caco, ni más fullero Andradilla, no quería darme más de cuatro reales, porque vea vuesa merced, señor gobernador, ¡qué poca vergüenza y qué poca conciencia! Pero a fee que, si vuesa merced no llegara, que yo le hiciera vomitar la ganancia y que había de saber con cuántas entraba la romana( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y el otro respondió que era verdad cuanto su contrario decía, y no había querido darle más de cuatro reales, porque se los daba muchas veces; y los que esperan barato han de ser comedidos y tomar con rostro alegre lo que les die- 595 596ren, sin ponerse en cuentas con los gananciosos, si ya no supiesen de cierto que son fulleros y que lo que ganan es mal ganado; y que para señal que él era hombre de bien, y no ladrón, como decía, ninguna había mayor que el no haberle querido dar nada; que siempre los fulleros son tributarios de los mirones, que los conocen( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Finalmente, la moza parecía bien a todos, y ninguno la conoció de cuantos la vieron, y los naturales del lugar dije- 597 598ron que no podían pensar quién fuese, y los consabidores de las burlas que se habían de hacer a Sancho fueron los que más se admiraron, porque aquel suceso y hallazgo no venia ordenado por ellos, y, así, estaban dudosos, esperando en qué pararía el caso( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llegaron, pues, y, tirando el hermano una china a una reja, al momento bajó una criada que los estaba esperando y les abrió la puerta, y ellos se entraron dejando a todos admirados, así de su gentileza y hermosura, como del deseo que tenían de ver mundo de noche y sin salir del lugar; pero todo lo atribuyeron a su poca edad( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Hízolo así el secretario, y, repasándola primero, dijo: —Bien se puede leer en voz alta; que lo que el señor don Quijote escribe a vuesa merced merece estar estampado y escrito con letras de oro, y dice así: CARTA DE A SANCHO PANZA, GOBERNADOR DE LA ÍNSULA BARATARIA Cuando esperaba oír nuevas de tus descuidos e impertinencias, Sancho amigo, las oí de tus discreciones, de que di por ello gracias particulares al cielo, el cual del estiércol sabe levantar los pobres y de los tontos hacer discretos.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Visita las cárceles, las carnicerías y las plazas; que la presencia del gobernador en lugares tales es de mucha importancia: consuela a los presos que esperan la brevedad de su despacho, es coco a los carniceros que por entonces igualan los pesos, y es espantajo a las placeras por la misma razón.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* La señora duquesa despachó un propio con tu vestido y otro presente a tu mujer Teresa Panza; por momentos esperamos respuesta( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sola la vida humana corre a su fin, ligera más que el tiempo, sin esperar renovarse, si no es en la otra que no tiene términos que la limiten.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Esto dice Cide Hamete, filósofo mahomético; porque esto de entender la ligereza e instabilidad de la vida presente y la duración de la eterna que se espera, muchos sin lumbre de fe, sino con la luz natural, lo han entendido; pero aquí nuestro autor lo dice por la presteza con que se acabó, se consumió, se deshizo, se fue como en sombra y humo el gobierno de Sancho( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Unos tropezaban en él, otros caían, y tal hubo quien se puso encima un buen espacio, y, desde allí, como desde atalaya, gobernaba los ejércitos, y a grandes voces decía: —¡Aquí de los nuestros: que por esta parte cargan más los enemigos! ¡Aquel portillo se guarde, aquella puerta se cierre, aquellas escalas se tranquen! ¡Vengan alcancías, pez y resina en calderas de aceite ardiendo! ¡Trinchéense las calles con colchones! En fin, él nombraba con todo ahínco todas las baratijas e instrumentos y pertrechos de guerra, con que suele defenderse el asalto de una ciudad, y el molido Sancho, que lo escuchaba y sufría todo, decía entre si: —¡Oh, si mi Señor fuese servido que se acabase ya de perder esta ínsula, y me viese yo, o muerto o fuera desta grande angustia! Oyó el cielo su petición y, cuando menos lo esperaba, oyó voces que decían: —¡Vitoria, vitoria, los enemigos van de vencida! ¡Ea, señor gobernador, levántese vuesa merced!; y venga a gozar del vencimiento y a repartir los despojos que se han tomado a los enemigos, por el valor dese invencible brazo( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Calló, y, sin decir otra cosa, comenzó a vestirse, todo sepultado en silencio, y todos le miraban y esperaban en qué había de parar la priesa con que se vestía.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y así, con alborozo y contento, esperaba los cuatro días que se le iban haciendo, a la cuenta de su deseo, cuatrocientos siglos( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ahora es mi intención, Sancho, sacar el tesoro que dejé enterrado, que, por estar fuera del pueblo, lo podré hacer sin peligro, y escribir o pasar desde Valencia a mi hija y a mi mujer, que sé que está en Argel, y dar traza como traerlas a algún puerto de Francia, y desde allí llevarlas a Alemania, donde esperaremos lo que Dios quisiere hacer de nosotros.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero, como era verano, no le dio mucha pesadumbre, y así, se apartó del camino, con intención de esperar la mañana, y quiso su corta y desventurada suerte que, buscando lugar donde mejor acomodarse, cayeron él y el rucio en una honda y escurísima sima que entre unos edificios muy antiguos estaba, y al tiempo del caer, se encomendó a Dios de todo corazón, pensando que no había de parar hasta el profundo de los abismos, y no fue así, porque a poco más de tres estados dio fondo el rucio, y él se halló encima dél sin haber recebido lisión ni daño alguno.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Esta, que para mi es desventura, mejor fuera para aventura de mi amo don Quijote; él sí que tuviera estas profundidades y mazmorras por jardines floridos y por palacios de Galiana y esperara salir de esta escuridad y estrecheza a algún florido prado.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Aquí le deja Cide Hamete Benengeli, y vuelve a tratar de don Quijote, que alborozado y contento esperaba el plazo de la batalla que había de hacer con el robador de la honra de la hija de doña Rodríguez, a quien pensaba enderezar el tuerto y desaguisado que malamente le tenían fecho( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En estas pláticas llegaron, rodeados de muchachos y de otra mucha gente, al castillo, adonde en unos corredores estaban ya el duque y la duquesa esperando a don Quijote y a Sancho, el cual no quiso subir a ver al duque sin que primero no hubiese acomodado al rucio en la caballeriza, porque decía que había pasado muy mala noche en la posada, y luego subió a ver a sus señores, ante los cuales puesto de rodillas, dijo: —Yo, señores, porque lo quiso así vuestra grandeza, sin ningún merecimiento mío, fui a gobernar vuestra ínsula Barataria, en la cual entré desnudo y desnudo me hallo, ni pierdo ni gano; si he gobernado bien o mal, testigos he tenido delante, que dirán lo que quisieren.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ya en este tiempo estaban el duque y la duquesa puestos en una galería que caía sobre la estacada, toda la cual estaba coronada de infinita gente que esperaba ver el riguroso trance nunca visto.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sonaron los atambores, llenó el aire el son de las trompetas, temblaba debajo de los pies la tierra, estaban suspensos los corazones de la mirante turba, temiendo unos y esperando otros el bueno o el mal suceso de aquel caso.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En resolución, todos estos cuentos y sucesos pararon en que Tosilos se recogiese hasta ver en que paraba su transformación; aclamaron todos la vitoria por don Quijote, y los más quedaron tristes y melancólicos de ver que no se habían hecho pedazos los tan esperados combatientes, bien así como los mochachos quedan tristes cuando no sale el ahorcado que esperan, porque le ha perdonado, o la parte, o la justicia.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Fuese la gente, volviéronse el duque y don Quijote al castillo, encerraron a Tosilos, quedaron doña Rodríguez y su hija contentísimas de ver que por una vía o por otra aquel caso había de parar en casamiento, y Tosilos no esperaba menos( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Dio la duquesa las cartas de su mujer a Sancho Panza, el cual lloró con ellas y dijo: —¿Quién pensara que esperanzas tan grandes como las que en el pecho de mi mujer Teresa Panza engendraron las nuevas de mi gobierno habían de parar en volverme yo agora a las arrastradas aventuras de mi amo don Quijote de la Mancha? Con todo esto, me contento de ver que mi Teresa correspondió a ser quien es, enviando las bellotas a la duquesa; que a no habérselas enviado, quedando yo pesaroso, se mostrara ella desagradecida.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No los hubieron bien visto los que con don Quijote estaban, cuando volviendo las espaldas se apartaron bien lejos del camino; porque conocieron que, si esperaban les podía suceder algún peligro( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Quedó molido Sancho, espantado don Quijote, aporreado el rucio y no muy católico Rocinante; pero, en fin, se levantaron todos, y don Quijote a gran priesa, tropezando aquí y cayendo allí, comenzó a correr tras la vacada, diciendo a voces: —¡Deteneos y esperad, canalla malandrina; que un solo caballero os espera, el cual no tiene condición ni es de parecer de los que dicen que al enemigo que huye, hacerle la puente de plata! Pero no por eso se detuvieron los apresurados corredores ni hicieron más caso de sus amenazas que de las nubes de antaño.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Detúvole el cansancio a don Quijote y más enojado que vengado se sentó en el camino, esperando a que Sancho, Rocinante y el rucio llegasen.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No comía don Quijote de puro pesaroso, ni Sancho no osaba tocar a los manjares que delante tenía de puro comedido, y esperaba a que su señor hiciese la salva; pero viendo que, llevado de sus imaginaciones, no se acordaba de llevar el pan a la boca, no abrió la suya, y, atropellando por todo género de crianza, comenzó a embaular en el estómago el pan y queso que se le ofrecía( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Yo, Sancho, nací para vivir muriendo, y tu para morir comiendo, y porque veas que te digo verdad en esto, considérame impreso en historias, famoso en las armas, comedido en mis acciones, respetado de príncipes, solicitado de doncellas; al cabo al cabo cuando esperaba palmas, triunfos y coronas granjeadas y merecidas por mis valerosas hazañas, me he visto esta mañana pisado y acoceado y molido de los pies de animales inmundos y soeces.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Por mías las marco desde aquí —dijo Sancho—, y nadie las toque, que yo las pagaré mejor que otro, porque para mí ninguna otra cosa pudiera esperar de más gusto, y no se me daría nada que fuesen manos como fuesen uñas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pero Dios es servido de que, aunque me veo en la 653 654mitad del laberinto de mis confusiones, no pierdo la esperanza de salir dél a puerto seguro( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Admirado quedó don Quijote de oír hablar a Roque tan buenas y concertadas razones, porque él se pensaba que entre los de oficios semejantes de robar, matar y saltear, no podía haber alguno que tuviese buen discurso, y respondiole: —Señor Roque, el principio de la salud está en conocer la enfermedad, y en querer tomar el enfermo las medicinas que el medico le ordena; vuesa merced está enfermo, conoce su dolencia, y el cielo, o Dios, por mejor decir, que es nuestro médico, le aplicará medicinas que le sanen, las cuales suelen sanar poco a poco y no de repente y por milagro; y más, que los pecadores discretos están mas cerca de enmendarse que los simples, y, pues vuesa merced ha mostrado en sus razones su prudencia, no hay sino tener buen ánimo y esperar mejoría de la enfermedad de su conciencia.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Cogiéronlos los escuderos en medio, guardando vencidos y vencedores gran silencio, esperando a que el gran Roque Guinart hablase.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* De lo que le sucedió a don Quijote en la entrada de Barcelona, con otras cosas que tienen más de lo verdadero que de lo discreto Tres días y tres noches estuvo don Quijote con Roque, y, si estuviera trecientos años, no le faltara qué mirar y admirar en el modo de su vida; aquí amanecían, acullá comían, unas veces huían sin saber de quién, y otras esperaban sin saber a quién.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Volviose Roque; quedose don Quijote esperando el día, así, a caballo como estaba, y no tardó mucho cuando comenzó a descubrirse por los balcones del Oriente la faz de la blanca Aurora, alegrando las yerbas y las flores, en lugar de alegrar el oído, aunque al mesmo instante alegraron también el oído el son de muchas chirimías y atabales, ruido de cascabeles, «trapa, trapa, aparta, aparta» de corredores que, al parecer, de la ciudad salían.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* No respondió don Quijote palabra, ni los caballeros esperaron a que la respondiese, sino, volviéndose y revolviéndose con los demás que los seguían, comenzaron a hacer un revuelto caracol alderredor de don Quijote, el cual, volviéndose a Sancho, dijo: —Estos bien nos han conocido; yo apostaré que han leído nuestra historia, y aun la del aragonés recién impresa( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Suspenso estaba don Quijote, esperando en qué habían de parar tantas prevenciones.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Guardó rumbos, pintó caracteres, observó astros, miró puntos, y, finalmente, la sacó con la perfeción que veremos mañana; porque los viernes está muda, y hoy, que lo es, nos ha de hacer esperar hasta mañana( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Las que salieron a la mar, a obra de dos millas, descubrieron un bajel que con la vista le marcaron por de hasta catorce o quince bancos, y así era la verdad; el cual bajel, cuando descubrió las galeras, se puso en caza con intención y esperanza de escaparse por su ligereza; pero avínole mal, porque la galera capitana era de los más ligeros bajeles que en la mar navegaban, y así, le fue entrando, que claramente los del bergantín conocieron que no podían escaparse, y así, el arráez quisiera que dejaran los remos y se entregaran, por no irritar a enojo al capitán que nuestras galeras regía.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llegaron, en esto, las otras dos galeras, y todas cuatro con la presa volvieron a la playa, donde infinita gente los estaba esperando deseosos de ver lo que traían.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Preguntole el general: —Dime, mal aconsejado perro, ¿quién te movió a matarme mis soldados, pues veías ser imposible el escaparte? ¿Ese respeto se guarda a las capitanas? ¿No sabes tú que no es valentía la temeridad? Las esperanzas dudosas han de hacer a los hombres atrevidos pero no temerarios( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y enseñole al que ya tenía atadas las manos y echado el cordel a la garganta esperando la muerte( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* ¿Quién fuera el de corazón tan duro que con estas razones no se ablandara, o, a lo menos, hasta oír las que el triste y lastimado mancebo decir quería? El general le dijo que dijese lo que quisiese, pero que no esperase alcanzar perdón de su conocida culpa.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* En resolución, don Gregorio queda en hábito de mujer entre mujeres, con manifiesto peligro de perderse, y yo me veo atadas las manos esperando, o, por mejor decir, temiendo perder la vida que ya me cansa.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Veía a su señor rendido y obligado a no tomar armas en un año; imaginaba la luz de la gloria de sus hazañas escurecida, las esperanzas de sus nuevas promesas deshechas, como se deshace el humo con el viento.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* El cual respondió que ya una por una estaba en buen punto aquel negocio de quien esperaba feliz suceso.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Yo, que dejé con el gobierno los deseos de ser más gobernador, no dejé la gana de ser conde, que jamás tendrá efecto si vuesa merced deja de ser rey, dejando el ejercicio de su caballería, y así, vienen a volverse en humo mis esperanzas( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —Dios lo oiga —dijo Sancho—, y el pecado sea sordo; que siempre he oído decir que más vale buena esperanza que ruin posesión( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —No —dijo Ricote, que se halló presente a esta plática— hay que esperar en favores ni en dádivas; porque con el gran don Bernardino de Velasco, conde de Salazar, a quien dio su majestad cargo de nuestra expulsión, no valen ruegos, no promesas, no dádivas, no lástimas; porque, aunque es verdad que él mezcla la misericordia con la justicia, como él vee que todo el cuerpo de nuestra nación está contaminado y podrido, usa con él antes del cauterio que abrasa que del ungüento que molifica; y así, con prudencia, con sagacidad, con diligencia y con miedos que pone, ha llevado sobre sus fuertes hombros a debida ejecución el peso desta gran máquina, sin que nuestras industrias, estratagemas, solicitudes y fraudes hayan podido deslumbrar sus ojos de Argos, que contino tiene alerta, porque no se le quede ni encubra ninguno de los nuestros, que como raíz escondida que con el tiempo venga después a brotar y a echar frutos venenosos en España, ya limpia, ya desembarazada de los temores en que nuestra muchedumbre la tenía.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esta licencia, dijo Sancho a los labradores, que estaban muchos alrededor dél, la boca abierta, esperando la sentencia de la suya: —Hermanos, lo que el gordo pide no lleva camino ni tiene sombra de justicia alguna; porque, si es verdad lo que se dice que el desafiado puede escoger las armas, no es bien que este las escoja tales que le impidan ni estorben el salir vencedor; y así, es mi parecer que el gordo desafiador se escamonde, monde, entresaque, pula y atilde, y saque seis arrobas de sus carnes, de aquí o de allí de su cuerpo, como mejor le pareciere y estuviere, y, desta manera, quedando en cinco arrobas de peso, se igualará y ajustará con las cinco de su contrario y así podrán correr igualmente( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Rogole Tosilos le contase lo que le había sucedido; pero Sancho le respondió que era descortesía dejar que su amo le esperase; que otro día, si se encontrasen, habría lugar para ello.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y levantándose, después de haberse sacudido el sayo y las migajas de las barbas, antecogió al rucio y, diciendo adiós, dejó a Tosilos y alcanzó a su amo, que a la sombra de un árbol le estaba esperando( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Yo no tuve esperanzas que darle, ni tesoros que ofrecerle, porque las mías las tengo entregadas a Dulcinea, y los tesoros de los caballeros andantes son como los de los duendes, aparentes y falsos, y sólo puedo darle estos acuerdos que della tengo, sin perjuicio, pero, de los que tengo de Dulcinea, a quien tú agravias con la remisión que tienes en azotarte y en castigar esas carnes (que vea yo comidas de lobos) que quieren guardarse antes para los gusanos que para el remedio de aquella pobre señora( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —¡Oh alma endurecida! ¡Oh escudero sin piedad! ¡Oh pan mal empleado, y mercedes mal consideradas las que te he hecho y pienso de hacerte! Por mí te has visto gobernador, y por mí te vees con esperanzas propincuas de ser conde o tener otro titulo equivalente, y no tardará el cumplimiento de ellas más de cuanto tarde en pasar este año; que yo «post tenebras spero lucem»222200( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* —No entiendo eso —replicó Sancho—; sólo entiendo que, en tanto que duermo, ni tengo temor, ni esperanza, ni trabajo, ni gloria; y bien haya el que inventó el sueño, capa que cubre todos los humanos pensamientos, manjar 220 «Después de las tinieblas espero la luz», del Libro de Job.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Sancho iba diciendo entre si: —¿Nosotros tortolitas, nosotros barberos ni estropajos? ¿Nosotros perritas, a quien dicen cita cita? No me contentan nada estos nombres, a mal viento va esta parva; todo el mal nos viene junto, como al perro los palos, y ¡ojalá parase en ellos lo que amenaza esta aventura tan desventurada! Iba don Quijote embelesado, sin poder atinar con cuantos discursos hacía qué serían aquellos nombres llenos de vituperios que les ponían, de los cuales sacaba en limpio no esperar ningún bien y temer mucho mal.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Y así, ¡oh tú, Radamanto, que conmigo juzgas en las cavernas lóbregas de Lite!, pues sabes todo aquello que en los inescrutables hados está determinado acerca de volver en sí esta doncella, dilo y decláralo luego, por que no se nos dilate el bien que con su nueva vuelta esperamos( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Ahora, digo, que es el tiempo donde tienes sazonada la virtud y con eficacia de obrar el bien que de ti se espera( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Durmiéronse los dos, y en este tiempo quiso escribir y dar cuenta Cide Hamete, autor desta grande historia, qué les movió a los duques a levantar el edificio de la máquina referida; y dice que, no habiéndosele olvidado al bachiller Sansón Carrasco cuando el Caballero de los Espejos fue vencido y derribado por don Quijote, cuyo vencimiento y caída borró y deshizo todos sus designios, quiso volver a probar la mano esperando mejor suceso que el pasado.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Con esto se despidió del duque y se volvió a su lugar, esperando en él a don Quijote, que tras él venía( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Llegó la noche, esperada de don Quijote con la mayor ansía del mundo, pareciéndole que las ruedas del carro de Apolo se habían quebrado y que el día 223 «Dada por la gracia de Dios»( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* 698roso azote, y, asiendo del torcido cabestro que le servía de corbacho a Sancho, le dijo: —No permita la suerte, Sancho amigo, que por el gusto mío pierdas tú la vida, que ha de servir para sustentar a tu mujer y a tus hijos: espere Dulcinea mejor coyuntura, que yo me contendré en los limites de la esperanza propincua y esperaré que cobres fuerzas nuevas para que se concluya este negocio a gusto de todos( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* De cómo don Quijote y Sancho llegaron a su aldea Todo aquel día esperando la noche estuvieron en aquel lugar y mesón don Quijote y Sancho, el uno para acabar en la campaña rasa la tanda de su diciplina, y el otro para ver el fin della, en el cual consistía el de su deseo.( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Aquel día y aquella noche caminaron sin sucederles cosa digna de contarse, si no fue que en ella acabó Sancho su tarea, de que quedó don Quijote contento sobremodo, y esperaba el día por ver si en el camino topaba ya desencantada a Dulcinea su señora; y, siguiendo su camino, no topaba mujer ninguna que no iba a reconocer si era Dulcinea del Toboso, teniendo por infalible no poder mentir las promesas de Merlín( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Abrazó Sanchica a su padre y preguntole si traía algo, que le estaba esperando como el agua de mayo, y, asiéndole de un lado del cinto y su mujer de la mano, tirando su hija al rucio, se fueron a su casa, dejando a don Quijote 703 704en la suya en poder de su sobrina y de su ama y en compañía del cura y del bachiller( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
* Pasmáronse todos de ver la nueva locura de don Quijote; pero, porque no se les fuese otra vez del pueblo a sus caballerías, esperando que en aquel año podría ser curado, concedieron con su nueva intención y aprobaron por discreta su locura, ofreciéndosele por compañeros en su ejercicio( Cervantes - Don Quijote)<>
---------------
Coniugazione:1 - aspettare
Ausiliare:essere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io mi aspetto
tu ti aspetti
egli si aspetta
noi ci aspettiamo
voi vi aspettate
essi si aspettano
Imperfetto
io mi aspettavo
tu ti aspettavi
egli si aspettava
noi ci aspettavamo
voi vi aspettavate
essi si aspettavano
Passato remoto
io mi aspettai
tu ti aspettasti
egli si aspettò
noi ci aspettammo
voi vi aspettaste
essi si aspettarono
Passato prossimo
io mi sono aspettato
tu ti sei aspettato
egli si é aspettato
noi ci siamo aspettati
voi vi siete aspettati
essi si sono aspettati
Trapassato prossimo
io mi ero aspettato
tu ti eri aspettato
egli era aspettato
noi ci eravamo aspettati
voi vi eravate aspettati
essi si erano aspettati
Trapassato remoto
io mi fui aspettato
tu ti fosti aspettato
egli si fu aspettato
noi ci fummo aspettati
voi vi foste aspettati
essi si furono aspettati
Futuro semplice
io mi aspetterò
tu ti aspetterai
egli si aspetterà
noi ci aspetteremo
voi vi aspetterete
essi si aspetteranno
Futuro anteriore
io mi sarò aspettato
tu ti sarai aspettato
egli si sarà aspettato
noi ci saremo aspettati
voi vi sarete aspettati
essi si saranno aspettati
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io mi aspetti
che tu ti aspetti
che egli si aspetti
che noi ci aspettiamo
che voi vi aspettiate
che essi si aspettino
Passato
che io mi sia aspettato
che tu ti sia aspettato
che egli si sia aspettato
che noi ci siamo aspettati
che voi vi siate aspettati
che essi si siano aspettati
Imperfetto
che io mi aspettassi
che tu ti aspettassi
che egli si aspettasse
che noi ci aspettassimo
che voi vi aspettaste
che essi si aspettassero
Trapassato
che io mi fossi aspettato
che tu ti fossi aspettato
che egli si fosse aspettato
che noi ci fossimo aspettati
che voi vi foste aspettati
che essi si fossero aspettati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io mi aspetterei
tu ti aspetteresti
egli si aspetterebbe
noi ci aspetteremmo
voi vi aspettereste
essi si aspetterebbero
Passato
io mi sarei aspettato
tu ti saresti aspettato
egli si sarebbe aspettato
noi ci saremmo aspettati
voi vi sareste aspettati
essi si sarebbero aspettati
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
aspettati
si aspetti
aspettiamoci
aspettatevi
si aspettino
Futuro
-
ti aspetterai
si aspetterà
ci aspetteremo
vi aspetterete
si aspetteranno
INFINITO - attivo
Presente
aspettar
Passato
essersi aspettato
PARTICIPIO - attivo
Presente
aspettante
Passato
aspettatosi
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
aspettando
Passato
essendo aspettato
Conjugacíon: 1 - esperar
auxiliar: haber - transitivo
INDICATIVO activo
Presente
yo me espero
te esperas
él/ella se espera
nosotros nos esperamos
nosotros os esperáis
ellos/ellas se esperan
Imperfecto
yo me esperaba
te esperabas
él/ella se esperaba
nosotros nos esperabamos
vosotros os esperabais
ellos/ellas se esperaban
Pretérito indefinito
yo me esperé
te esperaste
él/ella se esperó
nosotros nos esperamos
vosotros os esperasteis
ellos/ellas se esperaron
Preterito perfecto
yo me he esperado
te has esperado
él/ella se ha esperado
nosotros nos hemos esperado
vosotros os habéis esperado
ellos/ellas se han esperado
Preterito pluscuamperfecto
yo me había esperado
te habías esperado
él/ella había esperado
nosotros nos habíamos esperado
vosotros os habíais esperado
ellos/ellas se habían esperado
Preterito anterior
yo me hube esperado
te hubiste esperado
él/ella se hubo esperado
nosotros nos hubimos esperado
vosotros os hubisteis esperado
ellos/ellas se hubieron esperado
Futuro
yo me esperaré
te esperaras
él/ella se esperará
nosotros nos esperaremos
vosotros os esperareis
ellos/ellas se esperarán
Futuro perfecto
yo me habré esperado
te habrás esperado
él/ella se habrá esperado
nosotros nos habremos esperado
vosotros os habréis esperado
ellos/ellas se habrán esperado
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo me espere
te esperes
él/ella se espere
nosotros nos esperemos
nosotros os esperéis
ellos/ellas se esperen
Pretérito perfecto
yo me haya esperado
te hayas esperado
él/ella se haya esperado
nosotros nos hayamos esperado
nosotros os hayáis esperado
ellos/ellas se hayan esperado
Pretérito imperfetto I
yo me esperara
te esperaras
él/ella se esperara
nosotros nos esperáramos
nosotros os esperarais
ellos/ellas se esperaran
Pretérito pluscuamperfecto I
yo me hubiera esperado
te hubieras esperado
él/ella se hubiera esperado
nosotros nos hubiéramos esperado
nosotros os hubierais esperado
ellos/ellas se hubieran esperado
Pretérito pluscuamperfecto II
yo me hubiese esperado
te hubieses esperado
él/ella se hubiese esperado
nosotros nos hubiésemos esperado
nosotros os hubieseis esperado
ellos/ellas se hubiesen esperado
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo me esperare
te esperares
él/ella se esperare
nosotros nos esperáremos
nosotros os esperareis
ellos/ellas se esperaren
Futuro perfecto
yo me hubiere esperado
te hubieres esperado
él/ella se hubiere esperado
nosotros nos hubiéremos esperado
nosotros os hubiereis esperado
ellos/ellas se hubieren esperado
POTENCIAL - activo
Presente
yo me esperaría
te esperarías
él/ella se esperaría
nosotros nos esperaríamos
vosotros os esperaríais
ellos/ellas se esperarían
Perfecto
yo me habría esperado
te habrías esperado
él/ella se habría esperado
nosotros nos habríamos esperado
vosotros os habríais esperado
ellos/ellas se habrían esperado
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
esperate
se espere
esperemosnos
esperados
se esperen
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber esperado
PARTICIPIO - activo
Presente
que espera
Compuesto
esperadose
GERUNDIO activo
Presente
esperandose
Compuesto
habiendo esperado
INDICATIVO pasivo
Presente
yo me soy esperado
te eres esperado
él/ella se es esperado
nosotros nos somos esperados
nosotros os seis esperados
ellos/ellas se son esperados
Imperfecto
yo me era esperado
te eras esperado
él/ella se era esperado
nosotros nos èramos esperados
vosotros os erais esperados
ellos/ellas se eran esperados
Pretérito indefinito
yo me fui esperado
te fuiste esperado
él/ella se fue esperado
nosotros nos fuimos esperados
vosotros os fuisteis esperados
ellos/ellas se fueron esperados
Preterito perfecto
yo me he sido esperado
te has sido esperado
él/ella se ha sido esperado
nosotros nos hemos sido esperados
vosotros os habèis sido esperados
ellos/ellas se han sido esperados
Preterito pluscuamperfecto
yo me había sido esperado
te habías sido esperado
él/ella había sido esperado
nosotros nos habíamos sido esperados
vosotros os habías sido esperados
ellos/ellas se habían sido esperados
Preterito anterior
yo me hube sido esperado
te hubiste sido esperado
él/ella se hubo sido esperado
nosotros nos hubimos sido esperados
vosotros os hubisteis sido esperados
ellos/ellas se hubieron sido esperados
Futuro
yo me seré esperado
te serás esperado
él/ella se será esperado
nosotros nos seremos esperados
vosotros os sereis esperados
ellos/ellas se serán esperados
Futuro perfecto
yo me habrè sido esperado
te habrás sido esperado
él/ella se habrá sido esperado
nosotros nos habremos sido esperados
vosotros os habreis sido esperados
ellos/ellas se habrán sido esperados
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo me sea esperado
te seas esperado
él/ella se sea esperado
nosotros nos seamos esperados
nosotros os seáis esperados
ellos/ellas se sean esperados
Pretérito perfecto
yo me haya sido esperado
te hayas sido esperado
él/ella se haya sido esperado
nosotros nos hayamos sido esperado
nosotros os hayáis sido esperado
ellos/ellas se hayan sido esperado
Pretérito imperfetto I
yo me fuere esperado
te fueres esperado
él/ella se fuere esperado
nosotros nos fuéremos esperados
nosotros os fuereis esperados
ellos/ellas se fueren esperados
Pretérito pluscuamperfecto I
yo me hubiere sido esperado
te hubieres sido esperado
él/ella se hubiere sido esperado
nosotros nos hubiéremos sido esperados
nosotros os hubierei sido esperados
ellos/ellas se hubieren sido esperados
Pretérito pluscuamperfecto II
yo me hubiese sido esperado
te hubieses sido esperado
él/ella se hubiese sido esperado
nosotros nos hubiésemos sido esperados
nosotros os hubieseis sido esperados
ellos/ellas se hubiesen sido esperados
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo me fuere esperado
te fueres esperado
él/ella se fuere esperado
nosotros nos fuéremos esperados
nosotros os fuereis esperados
ellos/ellas se fueren esperados
Futuro perfecto
yo me hubiere sido esperado
te hubieres sido esperado
él/ella se hubiere sido esperado
nosotros nos hubiéremos sido esperados
nosotros os hubiereis sido esperados
ellos/ellas se hubieren sido esperados
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo me sería esperado
te serías esperado
él/ella se sería esperado
nosotros nos seríamos esperados
vosotros os seríais esperados
ellos/ellas se serían esperados
Perfecto
yo me habría sido esperado
te habrías sido esperado
él/ella se habría sido esperados
nosotros nos habríamos sido esperados
vosotros os habríais sido esperados
ellos/ellas se habrían sido esperados
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé esperadote
se sea esperado
seamos esperadosnos
sed esperadosos
se sean esperados
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO pasivo
Presente
ser esperado
Compuesto
haber sido esperado
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es esperado
Compuesto
esperadose
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo esperado
Compuesto
habiendo sido esperado