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Vocabolario e frasi
* Questo ripiego , egli non lo dovette andare a cercare , perché gli si offerse da sé .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sa lei , - disse don Rodrigo , interrompendo , con istizza , ma non senza qualche raccapriccio , - sa lei che , quando mi viene lo schiribizzo di sentire una predica , so benissimo andare in chiesa , come fanno gli altri ? Ma in casa mia ! Oh ! - e continuò , con un sorriso forzato di scherno: - lei mi tratta da più di quel che sono .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi quante cose . . .Ecco ; è come lasciar andare un pugno a un cristiano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi villani , che son pieni d'ubbie , non ci bazzicherebbero , in nessuna notte della settimana , per tutto l'oro del mondo: sicché possiamo andare a fermarci là , con sicurezza che nessuno verrà a guastare i fatti nostri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A forza di stare attento e di domandare ; accattando una mezza notizia di qua , una mezza di là , commentando tra sé una parola oscura , interpretando un andare misterioso , tanto fece , che venne in chiaro di ciò che si doveva eseguir quella notte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sconficca pian pianissimo anche quell'uscio: nessuno di dentro dice: chi va là ? ; nessuno si fa sentire: meglio non può andare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciamoli andare , e torniamo un passo indietro a prendere Agnese e Perpetua , che abbiam lasciate in una certa stradetta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Bisogna andare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Converrà poi fissare il giorno , per andare a Monza , a far la richiesta alla badessa , - disse il principe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per qualche tempo , non parve che nessuna pensasse più in là ; ma un giorno che la signora , venuta a parole con una conversa , per non so che pettegolezzo , si lasciò andare a maltrattarla fuor di modo , e non la finiva più , la conversa , dopo aver sofferto , ed essersi morse le labbra un pezzo , scappatale finalmente la pazienza , buttò là una parola , che lei sapeva qualche cosa , e , che , a tempo e luogo , avrebbe parlato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dati tali ordini , don Rodrigo se n'andò a dormire , e ci lasciò andare anche il Griso , congedandolo con molte lodi , dalle quali traspariva evidentemente l'intenzione di risarcirlo degl'improperi precipitati coi quali lo aveva accolto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E voi avete avuto tanta sofferenza ? - esclamò il conte Attilio: - e l'avete lasciato andare com'era venuto ?
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* Sapete cosa mi basta l'animo di far per voi ? Son uomo da andare in persona a far visita al signor podestà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo queste e altre simili parole , il conte Attilio uscì , per andare a caccia ; e don Rodrigo stette aspettando con ansietà il ritorno del Griso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Saprebbe insegnarmi la strada più corta , per andare al convento de' cappuccini dove sta il padre Bonaventura ?
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* Finalmente i decurioni (un magistrato municipale composto di nobili , che durò fino al novantasei del secolo scorso) informaron per lettera il governatore , dello stato in cui eran le cose: trovasse lui qualche ripiego , che le facesse andare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il ragazzetto diventa rosso , pallido , trema , vorrebbe dire: lasciatemi andare ; ma la parola gli muore in bocca ; allenta le braccia , e cerca di liberarle in fretta dalle cigne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo rimaneva indietro , non movendosi quasi , se non quanto era strascinato dal torrente ; e teneva intanto consiglio in cuor suo , se dovesse uscir dal baccano , e ritornare al convento , in cerca del padre Bonaventura , o andare a vedere anche quest'altra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Aprire quella prima folla , rovesciarla a destra e a sinistra , e andare avanti a portar la guerra a chi la faceva , sarebbe stata la meglio ; ma riuscirvi , lì stava il punto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma il voto pubblico era abbastanza spiegato per lasciar andare in prigione il vicario ; e nel tempo della fermata , molti di quelli che avevano agevolato l'arrivo di Ferrer , s'eran tanto ingegnati a preparare e a mantener come una corsìa nel mezzo della folla , che la carrozza poté , questa seconda volta , andare un po' più lesta , e di seguito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fatto ch'ebbe pochi passi al largo , in mezzo all'agitazione di tanti sentimenti , di tante immagini , recenti e confuse , sentì un gran bisogno di mangiare e di riposarsi ; e cominciò a guardare in su , da una parte e dall'altra , cercando un'insegna d'osteria ; giacché , per andare al convento de' cappuccini , era troppo tardi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando questa faccia avrà fatto andare in galera il signor don . . .basta , lo so io ; come dice in un altro foglio di messale compagno a questo ; quando avrà fatto in maniera che un giovine onesto possa sposare una giovine onesta che è contenta di sposarlo , allora le dirò il mio nome a questa faccia ; le darò anche un bacio per di più .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E come si fa ? Ecco: dare un bel biglietto a ogni famiglia , in proporzion delle bocche , per andare a prendere il pane dal fornaio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Dovrei bene . . .figliuoli no . . .troppo presto . . .ma la moglie . . .se il mondo andasse come dovrebbe andare . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , giacché la cosa è fatta , non bisogna lasciarlo andare a male - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Comunque sia , quando que' primi fumi furono saliti alla testa di Renzo , vino e parole continuarono a andare , l'uno in giù e l'altre in su , senza misura né regola: e , al punto a cui l'abbiam lasciato , stava già come poteva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Son furbo , ma galantuomo . . .Ma i danari ? Andare a cercare i danari ora !
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* - Mi lascino andare ora , - disse Renzo: - io non ho che far nulla con la giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E cominciando a metterseli , proseguiva tuttavia dicendo: - ma io non ci voglio andare dal capitano di giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Già nel venire , aveva visto per le strade un certo movimento , da non potersi ben definire se fossero rimasugli d'una sollevazione non del tutto sedata , o princìpi d'una nuova: uno sbucar di persone , un accozzarsi , un andare a brigate , un far crocchi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quelli , vista la mala parata , lascian andare i manichini , e non si curan più d'altro che di perdersi nella folla , per uscirne inosservati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciato in una parte sconosciuta d'una città si può dire sconosciuta , Renzo non sapeva neppure da che porta s'uscisse per andare a Bergamo ; e quando l'avesse saputo , non sapeva poi andare alla porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quel ragazzotto , che , a dire il vero , mostrava d'esser molto sveglio , mostrava però d'essere anche più malizioso ; e probabilmente avrebbe avuto un gusto matto a far andare un povero contadino dalla parte opposta a quella che desiderava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli s'accostò , e disse: - di grazia , quel signore , da che parte si va per andare a Bergamo ?
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- Per andare a Bergamo ? Da porta orientale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Grazie tante ; e per andare a porta orientale ?
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* C'era , proprio sul passo , un mucchio di gabellini , e , per rinforzo , anche de' micheletti spagnoli ; ma stavan tutti attenti verso il di fuori , per non lasciare entrar di quelli che , alla notizia d'una sommossa , v'accorrono , come i corvi al campo dove è stata data battaglia ; di maniera che Renzo , con un'aria indifferente , con gli occhi bassi , e con un andare così tra il viandante e uno che vada a spasso , uscì , senza che nessuno gli dicesse nulla ; ma il cuore di dentro faceva un gran battere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quello che gli venne in mente , fu di scovar , con qualche astuzia , il nome di qualche paese vicino al confine , e al quale si potesse andare per istrade comunali: e domandando di quello , si farebbe insegnar la strada , senza seminar qua e là quella domanda di Bergamo , che gli pareva puzzar tanto di fuga , di sfratto , di criminale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Devo andare in molti luoghi , - rispose: - e , se trovo un ritaglio di tempo , vorrei anche passare un momento da quel paese , piuttosto grosso , sulla strada di Bergamo , vicino al confine , però nello stato di Milano . . .Come si chiama ? - " Qualcheduno ce ne sarà " , pensava intanto tra sé .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E credete che ci si possa andare per queste belle viottole , senza prender la strada maestra ? dove c'è una polvere , una polvere ! Tanto tempo che non piove !
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* Ehi , oste , il mio letto solito è in libertà ? Bene: un bicchier di vino , e il mio solito boccone , subito ; perché voglio andare a letto presto , per partir presto domattina , e arrivare a Bergamo per l'ora del desinare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La paura d'essere inseguito o scoperto , che aveva tanto amareggiato il viaggio in pieno giorno , non gli dava ormai più fastidio ; ma quante cose rendevan questo molto più noioso ! Le tenebre , la solitudine , la stanchezza cresciuta , e ormai dolorosa ; tirava una brezzolina sorda , uguale , sottile , che doveva far poco servizio a chi si trovava ancora indosso quegli stessi vestiti che s'era messi per andare a nozze in quattro salti , e tornare subito trionfante a casa sua ; e , ciò che rendeva ogni cosa più grave , quell'andare alla ventura , e , per dir così , al tasto , cercando un luogo di riposo e di sicurezza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Seguitando a andare avanti , e allungando il passo , con più impazienza che voglia , cominciò a veder tra le macchie qualche albero sparso ; e andando ancora , sempre per lo stesso sentiero , s'accorse d'entrare in un bosco .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma appena ebbe chiusi gli occhi , cominciò nella sua memoria o nella sua fantasia (il luogo preciso non ve lo saprei dire) , cominciò , dico , un andare e venire di gente , così affollato , così incessante , che addio sonno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E vedendo quello che sappiam fare (ché finalmente chi ha portata qui quest'arte , e chi la fa andare , siamo noi) , possibile che non si sian corretti ?
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* A don Rodrigo , il quale non voleva uscirne , né dare addietro , né fermarsi , e non poteva andare avanti da sé , veniva bensì in mente un mezzo con cui potrebbe: ed era di chieder l'aiuto d'un tale , le cui mani arrivavano spesso dove non arrivava la vista degli altri: un uomo o un diavolo , per cui la difficoltà dell'imprese era spesso uno stimolo a prenderle sopra di sé .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese smontò sulla piazzetta del convento , lasciò andare il suo conduttore con molti: Dio ve ne renda merito ; e giacché era lì , volle , prima d'andare a casa , vedere il suo buon frate benefattore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lasciatemi andare ! Chi siete voi ? Dove mi conducete ? Perché m'avete presa ? Lasciatemi andare , lasciatemi andare !
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* - No , no , lasciatemi andare per la mia strada: io non vi conosco .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh santissima Vergine ! come mi conoscete ? Lasciatemi andare , per carità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia tentò un'altra volta di buttarsi d'improvviso allo sportello ; ma vedendo ch'era inutile , ricorse di nuovo alle preghiere ; e con la testa bassa , con le gote irrigate di lacrime , con la voce interrotta dal pianto , con le mani giunte dinanzi alle labbra , - oh - diceva: - per l'amor di Dio , e della Vergine santissima , lasciatemi andare ! Cosa v'ho fatto di male io ? Sono una povera creatura che non v'ha fatto niente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciatemi andare , lasciatemi qui: il Signore mi farà trovar la mia strada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ditemi dove sono ; lasciatemi andare ; dite a costoro che mi lascino andare , che mi portino in qualche chiesa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh Signore ! pretendere ! Cosa posso pretendere io meschina , se non che lei mi usi misericordia ? Dio perdona tante cose , per un'opera di misericordia ! Mi lasci andare ; per carità mi lasci andare ! Non torna conto a uno che un giorno deve morire di far patir tanto una povera creatura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oh ! lei che può comandare , dica che mi lascino andare ! M'hanno portata qui per forza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutto gli appariva cambiato: ciò che altre volte stimolava più fortemente i suoi desidèri , ora non aveva più nulla di desiderabile: la passione , come un cavallo divenuto tutt'a un tratto restìo per un'ombra , non voleva più andare avanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se volessimo lasciarci andare al piacere di raccogliere i tratti notabili del suo carattere , ne risulterebbe certamente un complesso singolare di meriti in apparenza opposti , e certo difficili a trovarsi insieme .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli disse in succinto di che si trattava ; e se saprebbe trovar subito una buona donna che volesse andare in una lettiga al castello , a prender Lucia: una donna di cuore e di testa , da sapersi ben governare in una spedizione così nuova , e usar le maniere più a proposito , trovar le parole più adattate , a rincorare , a tranquillizzare quella poverina , a cui , dopo tante angosce , e in tanto turbamento , la liberazione stessa poteva metter nell'animo una nuova confusione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Potrebbe far l'arte di Michelaccio ; no signore: vuol fare il mestiere di molestar le femmine: il più pazzo , il più ladro , il più arrabbiato mestiere di questo mondo ; potrebbe andare in paradiso in carrozza , e vuol andare a casa del diavolo a piè zoppo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se fosse proprio per andare a prendere quella povera creatura , pazienza ! Benché , poteva ben condurla con sé addirittura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La lontananza di Renzo , senza nessuna probabilità di ritorno , quella lontananza che fin allora le era stata così amara , le parve ora una disposizione della Provvidenza , che avesse fatti andare insieme i due avvenimenti per un fine solo ; e si studiava di trovar nell'uno la ragione d'esser contenta dell'altro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La moglie del sarto , ch'era la sola che si trovava lì presente , fa coraggio a tutt'e due , le acquieta , si rallegra con loro , e poi , sempre discreta , le lascia sole , dicendo che andava a preparare un letto per loro ; che aveva il modo , senza incomodarsi ; ma che , in ogni caso , tanto lei , come suo marito , avrebbero piuttosto voluto dormire in terra , che lasciarle andare a cercare un ricovero altrove .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese tanto ci andava facendo dentro le sue congetture allegre: che Renzo finalmente , se non gli era accaduto nulla di sinistro , dovrebbe presto dar le sue nuove ; e se aveva trovato da lavorare e da stabilirsi , se (e come dubitarne ?) stava fermo nelle sue promesse , perché non si potrebbe andare a star con lui ? E di tali speranze , ne parlava e ne riparlava alla figlia , per la quale non saprei dire se fosse maggior dolore il sentire , o pena il rispondere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Diede a Lucia in particolare qualche altro ricordo amorevole ; qualche altro conforto a tutt'e due ; le benedisse , e le lasciò andare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il letterato , parte intende , parte frantende , dà qualche consiglio , propone qualche cambiamento , dice: lasciate fare a me ; piglia la penna , mette come può in forma letteraria i pensieri dell'altro , li corregge , li migliora , carica la mano , oppure smorza , lascia anche fuori , secondo gli pare che torni meglio alla cosa: perché , non c'è rimedio , chi ne sa più degli altri non vuol essere strumento materiale nelle loro mani ; e quando entra negli affari altrui , vuol anche fargli andare un po' a modo suo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Que' prepotenti odiati e rispettati , soliti a andare in giro con uno strascico di bravi , andavano ora quasi soli , a capo basso , con visi che parevano offrire e chieder pace .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quantunque , com'era stata congettura , anzi intento espresso della Provvisione , un certo numero d'accattoni sfrattasse dalla città , per andare a vivere o a morire altrove , in libertà almeno ; pure la caccia fu tale che , in poco tempo , il numero de' ricoverati , tra ospiti e prigionieri , s'accostò a dieci mila .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* 16) , di rappresentare al governatore lo spaventoso pericolo che sovrastava al paese , se quella gente ci passava , per andare all'assedio di Mantova , come s'era sparsa la voce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come fare ? - esclamava: - dove andare ? - I monti , lasciando da parte la difficoltà del cammino , non eran sicuri: già s'era saputo che i lanzichenecchi vi s'arrampicavano come gatti , dove appena avessero indizio o speranza di far preda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oltre di ciò , un potere occupato in una guerra perpetua , e spesso infelice , contro ribellioni vive e rinascenti , poteva trovarsi abbastanza contento d'esser liberato dalla più indomabile e molesta , per non andare a cercar altro: tanto più , che quella conversione produceva riparazioni che non era avvezzo ad ottenere , e nemmeno a richiedere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non sapete che i soldati è il loro mestiere di prender le fortezze ? Non cercan altro ; per loro , dare un assalto è come andare a nozze ; perché tutto quel che trovano è per loro , e passano la gente a fil di spada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In tutte poi regna una strana confusione di tempi e di cose ; è un continuo andare e venire , come alla ventura , senza disegno generale , senza disegno ne' particolari: carattere , del resto , de' più comuni e de' più apparenti ne' libri di quel tempo , principalmente in quelli scritti in lingua volgare , almeno in Italia ; se anche nel resto d'Europa , i dotti lo sapranno , noi lo sospettiamo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alcuni , ai quali era parso di vedere , la sera del 17 di maggio , persone in duomo andare ungendo un assito che serviva a dividere gli spazi assegnati a' due sessi , fecero , nella notte , portar fuori della chiesa l'assito e una quantità di panche rinchiuse in quello ; quantunque il presidente della Sanità , accorso a far la visita , con quattro persone dell'ufizio , avendo visitato l'assito , le panche , le pile dell'acqua benedetta , senza trovar nulla che potesse confermare l'ignorante sospetto d'un attentato venefico , avesse , per compiacere all'immaginazioni altrui , e più tosto per abbondare in cautela , che per bisogno , avesse , dico , deciso che bastava dar una lavata all'assito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non aprì bocca , per tutta la strada ; e la prima parola , arrivati a casa , fu d'ordinare al Griso che gli facesse lume per andare in camera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciando ora questo nel soggiorno de' guai , dobbiamo andare in cerca d'un altro , la cui storia non sarebbe mai stata intralciata con la sua , se lui non l'avesse voluto per forza ; anzi si può dir di certo che non avrebbero avuto storia né l'uno né l'altro: Renzo , voglio dire , che abbiam lasciato al nuovo filatoio , sotto il nome d'Antonio Rivolta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Se ci hanno da andare , - gli diceva , - ci anderanno anche senza di te , e tu potrai andarci dopo , con tuo comodo ; se tornano col capo rotto , non sarà meglio essere stato a casa tua ? Disperati che vadano a far la strada , non ne mancherà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ti par che convenga lasciare d'incannar seta , per andare a ammazzare ? Cosa vuoi fare con quella razza di gente ? Ci vuol degli uomini fatti apposta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I gentiluomini , non solo uscivano senza il solito seguito , ma si vedevano , con una sporta in braccio , andare a comprar le cose necessarie al vitto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivato alla cantonata della strada , ch'era una delle più larghe , vide quattro carri fermi nel mezzo ; e come , in un mercato di granaglie , si vede un andare e venire di gente , un caricare e un rovesciar di sacchi , tale era il movimento in quel luogo: monatti ch'entravan nelle case , monatti che n'uscivan con un peso su le spalle , e lo mettevano su l'uno o l'altro carro: alcuni con la divisa rossa , altri senza quel distintivo , molti con uno ancor più odioso , pennacchi e fiocchi di vari colori , che quegli sciagurati portavano come per segno d'allegria , in tanto pubblico lutto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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S'immagini il lettore il recinto del lazzeretto , popolato di sedici mila appestati ; quello spazio tutt'ingombro , dove di capanne e di baracche , dove di carri , dove di gente ; quelle due interminate fughe di portici , a destra e a sinistra , piene , gremite di languenti o di cadaveri confusi , sopra sacconi , o sulla paglia ; e su tutto quel quasi immenso covile , un brulichìo , come un ondeggiamento ; e qua e là , un andare e venire , un fermarsi , un correre , un chinarsi , un alzarsi , di convalescenti , di frenetici , di serventi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma né agli uni né agli altri si sentiva di far domande , per non procacciarsi alle volte un inciampo ; e deliberò d'andare , andare , fin che arrivasse a trovar donne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vedo che vuol essere un'altra lungagnata: è meglio fare addirittura come dice lui , andare a maritarsi dove andiamo a stare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non lo vedremo più andare in giro con quegli sgherri dietro , con quell'albagìa , con quell'aria , con quel palo in corpo , con quel guardar la gente , che pareva che si stesse tutti al mondo per sua degnazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Finisce sempre a andare in bocca di qualche furbo , che forse sarà già un pezzo che fa all'amore a quelle quattro braccia di terra , e quando sa che l'altro ha bisogno di vendere , si ritira , fa lo svogliato ; bisogna corrergli dietro , e dargliele per un pezzo di pane: specialmente poi in circostanze come queste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Abbondio , pregato da lui di fissare il prezzo , si fece avanti ; e , dopo un po' di cerimonie e di scuse , e che non era sua farina , e che non potrebbe altro che andare a tastoni , e che parlava per ubbidienza , e che si rimetteva , proferì , a parer suo , uno sproposito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Alla fin fine, santo Dio, non deve andare alla guerra! - E puoi soggiungere, - tornava a incalzare il padre, - puoi soggiungere: "Vuoi far contento tuo fratello che t'ha trattata cosí? farmi cacciar via di qua come un cane, da lui?".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Lisi andò ad accendere il lume nella cameretta, a sinistra dell'entrata; volse intorno uno sguardo per vedere se tutto era in ordine, e rimase un po' incerto se andare o aspettare che la sposa si lasciasse persuadere dalla madre a entrare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dov'è, dov'è mio padre? Ditemelo! Voglio andare da mio padre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il garzone volle andare innanzi agli altri, gridando: - Piano per la scala! A uno a uno! Sbalordito, allibito, don Mattia si teneva con tutt'e due le mani la testa, ancora con la bocca aperta e gli occhi pieni di quell'orrenda vista.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho poi, come sapete, caro don Mattia, nove figliuoli maschi, che debbono andare a scuola: bestie, uno piú dell'altro: ma vanno a scuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebbene, a lungo andare e a furia di sentirselo ripetere, i canonici della Cattedrale in verità s'erano presi a dispetto, non propriamente la Vergine, ma quegli zotici villanacci, e piú quei mezzi signori della Congregazione che, non contenti di tener desta nell'animo dei contadini quella sconcia credenza del loro dispetto per la Vergine, spingevano la tracotanza fino a spedirne tre o quattro ogni sabato, sul far della sera, tra i piú sfrontati, su alla piazza innanzi alla Cattedrale, con l'incarico di mettersi a passeggiare con le mani dietro la schiena e il naso all'aria, in attesa che uno del Capitolo uscisse dalla chiesa, per domandargli con un riso scemo su le labbra: - Scusi, signor Canonico, che prevede? pioverà o non pioverà domani? Era, come si vede, anche un'intollerabile irriverenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Solo quel sant'uomo del vicario, Monsignor Lentini, osò invitare i colleghi a considerare se non fosse imprudente sollevar disordini anche dall'altra parte, andare a stuzzicar quel vespajo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora il Bertone, stizzito, prese dalla scrivania il grosso libro: - Vuol lasciarmi andare di là? Qua, con lei che fa cosí, creda, non è possibile...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E s'era allora rassegnato ad andare innanzi per quella via, togliendo a guida quel buon uomo del Bertone, vecchio scritturale del banco, a cui il padre aveva sempre accordato la massima fiducia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di Udine, poi, non ti parlo: ci sono stato addirittura; ci son voluto andare per tre giorni, e ho veduto tutto, tutto esaminato: ho cercato di viverci tre giorni la vita che avrei potuto viverci, se il Governo assassino non m'avesse lasciato a Potenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La tensione dei nervi per costringersi a star lí ferma a rappresentare la sua parte mentre irresistibilmente le veniva di seguir con gli occhi, spaventata, lo svolazzío di quella bestia schifosa, per guardarsene, o, non potendone piú, di scappar via dal palcoscenico per andare a chiudersi nel suo camerino, la esasperava fino a farle dichiarare ch'ella ormai, con quel pipistrello lí, se non si trovava il rimedio d'impedirgli che venisse a svolazzar sul palcoscenico durante la rappresentazione, non era piú sicura di sé, di quel che avrebbe fatto una di quelle sere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei ha voluto raffigurarsi qua, ha voluto fare il suo ritratto; ma lasciamo andare che Lei è molto piú bella; qua siamo nel campo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma questa, temendo fra sé che la fanciulla, nell'esaltazione, si lasciasse andare a qualche atto di romantica disperazione, voleva seguirla e star lí, gonfiando in silenzio e sforzandosi di frenar gli sbuffi per quell'ostinato capriccio intollerabile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da tutti gli oggetti della camera sentiva venirsi un conforto dolcissimo, familiare, non mai provato prima; e il pensiero ch'egli ora poteva andare co' suoi piedi fino a quegli oggetti, a carezzarli con le mani, lo inteneriva di gioja fino a piangerne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lí m'abbracciò stretto stretto e mi disse che mi voleva bene, un bene da fratello, e che tutta la sera aveva parlato di me coi colleghi, del mio fegato e del mio stomaco rovinati, che gli stavano a cuore, tanto a cuore che, passando innanzi alla mia porta, non aveva voluto trascurare di farmi una visitina, temendo che il giorno appresso non sarebbe potuto andare alle Terme, perché - non si sarebbe detto, veh! - ma aveva proprio bevuto un pochino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vogliamo andare per il secondo bicchiere? PALLINO E MIMÌ Si chiamò prima Pallino perché, quando nacque, pareva una palla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Babbo Colombo, come non poteva andare a caccia, ch'era stata la sua passione, non voleva piú neanche cani per casa, e tutti, tutti morti li voleva quei cuccioli là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Figurarsi d'inverno! E dunque tutti in cucina, stretti accovacciati da mane a sera nel canto del foco, sotto la cappa, senza cacciar fuori la punta del naso, neanche per andare a messa la domenica.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per esempio: tre anni fa, radendosi la barba e vedendosi allo specchio piú brutto del solito, già invecchiato, infermiccio, s'era lasciata andare una bella rasojata alla gola, tirata coscienziosamente a regola d'arte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era già stata alla Pensione Ronchi, ma l'aveva trovata chiusa, perché il proprietario s'era affrettato di andare in campagna per la vendemmia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Zummo scattò in piedi, su le furie: - Ma andate là! Non mi fate ridere! Perseguitati dagli spiriti? Io devo andare a mangiare, signori miei! Quelli, allora, alzandosi anche loro, lo circondarono per trattenerlo, e presero a parlare tutti e tre insieme, supplici: - Sissignore, sissignore! Vossignoria non ci crede? Ma ci ascolti...(Pirandello - Novelle per un anno)
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l'abitudine, ecco! E perché in tanto aveva ripreso in mano la candela per andare a chiudere quell'uscio nella stessa stanza? Ah...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pareva glielo facesse apposta, per fargli assaporar meglio con la lentezza del suo andare i tristi pensieri che, a suo dire, gli nascevano anche per colpa di lei, di quel tentennío del capo, cioè, ch'essa gli cagionava con la sua andatura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E la moglie lo aveva abbandonato, per andare a convivere con il suo fratello ricco, poiché l'unica figlia era andata a farsi monaca per disperata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giorno dopo si svegliò fermo finalmente in questo proposito di andare a vedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Doveva sentirsi in gran parte responsabile di quella sciagura, perché proprio lui, cinque sere prima, aveva forzato Silvia ad andare a teatro, ed ora non gli reggeva l'animo a veder soffrire in quel modo l'amico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'era forse stancato di vederlo cosí chiuso ancora nel cordoglio antico, ed essendo ormai vecchio anche lui, preferiva andare dove si godeva, dove Ginetta, per opera di lui, pareva felice? Sí, anche questo poteva darsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'arrestò, fosco e perplesso, se andare avanti o tornare indietro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lí, ferme ostinatamente su la triste soglia di quegli anni oltrepassati, che stavano ad aspettare? Eh via, qualcuno che le inducesse finalmente a muoversene, ad andare innanzi non piú sole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottor Vocalòpulo, temendo che l'autorità giudiziaria desse intempestivamente l'ordine che fosse tradotto in carcere, pensò di recarsi da un avvocato amico suo e del Corsi, e a cui il Corsi certamente avrebbe affidato la sua difesa, per pregarlo di andare insieme dal questore a impegnar la loro parola, che l'infermo non avrebbe in alcun modo tentato di sottrarsi alla giustizia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Giusto questa mattina mi diceva che, appena in grado di muoversi, vuole andare in campagna, in villeggiatura per un mese...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma se volevi rispettato questo diritto di non aver tolta la vita, non dovevi andare a prendergli la moglie, quella bertuccia vestita! Cosí facendo, - bada, io vedo adesso le ragioni dell'accusa, - tu stesso hai derogato al tuo diritto, ti sei esposto al rischio, e non dovevi perciò reagire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per grazia particolare della vecchia padrona di casa, che si lodava tanto di loro, avevano anche il salottino a disposizione, ove solevano passar le sere, quando - sempre d'accordo - stabilivano di non andare a teatro o a qualche caffèconcerto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, lasciamo andare che - batti oggi e batti domani - a causa della bile che già comincia a muoverglisi dentro, l'homo judaeus prende a poco a poco a rinascere e a ricostituirsi in lui, senza ch'egli per altro voglia riconoscerlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma gli era negato anche di sperare in un tempo lontano questa salvezza, perché sua moglie, che non s'era voluta muovere dal paese neanche per un breve viaggio di nozze, neanche per andare a conoscere la madre e il padre di lui e gli altri parenti a Torino, minacciava che, anziché dai suoi, si sarebbe divisa da lui a un caso di trasferimento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Voleva andare alla spiaggia, a respirar la brezza notturna del mare, attraversando il largo viale della città dormente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La negava! Senza comprendere che, se egli avesse ceduto, se fosse tornato da Melina per farci andare anche lui, tutta la vittoria sarebbe stata di loro due, poich'egli alla fine avrebbe fatto quello che essi volevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se Carlino avesse seguitato ad andare da Melina, egli avrebbe potuto, almeno in parte, togliersi questo rimorso col pensiero che, pur seguitando a pagare, non si prendeva piú nessun piacere dalla donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che dire a quella povera figliuola, in quello stato? Meglio non dirle nulla di quanto era avvenuto tra loro due; trovare una scusa plausibile di quel non andare nessuno de' due a trovarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per non morir di sete, dovevano ogni mattina andare con le mule per miglia e miglia a una gora limacciosa in fondo alla vallata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Disse che da anni e anni egli non era piú padrone di andare nelle sue terre, dove coloro avevano edificato le loro case e quel prete la sua chiesa, senza pagare né censo, né fitto, senza neanche chiedergli il permesso d'invadere cosí la sua proprietà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non se ne sarebbe accorto, sta bene, per la bontà di lei! Ma se qualche dissapore, un giorno o l'altro, fosse sorto, com'era facile prevedere, tra donne, cioè tra lei e la moglie di lui, l'una di fronte all'altra, quasi suocera e nuora? Ecco: c'era da considerar questo! E i dissapori, si sa come cominciano, non si sa come possano andare a finire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si vide allora, per parecchi mesi, zia Michelina uscir di casa e andare in chiesa e poi a spasso, tutta attillata, benché vestita di nero, con la spagnoletta di pizzo e il ventaglio, le scarpine lucide dai tacchetti alti, ben pettinata e con quell'impaccio particolare delle donne che non vogliono mostrare il desiderio d'esser guardate, e che è pure un'arte per farsi guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ancora le vicine parlano di zia Michelina come d'una pazza; perché, Signore Iddio, se pur le faceva senso mettersi con un ragazzo che lei amava come un figliuolo, dato che questo ragazzo era poi divenuto suo marito, fargli da moglie alla fin fine non voleva mica dire andare alla guerra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fin da bambina, vedendo andare il padre ogni settimana e talvolta anche due volte la settimana a Zúnica, e sentendo parlare del feudo di Ciumía e delle zolfare di Monte Diesi e d'altre zolfare e poderi e case, Didí aveva sempre creduto che tutti questi beni fossero del padre, la baronia dei Brilla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quei signori sarebbero potuti andare piú agevolmente e piú presto da Sarli, ed eran venuti sú a Gori apposta per prender Dora e lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che c'entrava, signor presidente, andare a fare uno scandalo cosí grande davanti alla porta di casa mia, che finanche il selciato della strada, signor presidente, è diventato rosso dalla vergogna a vedere un degno galantuomo, il cavaliere Fioríca, che sappiamo tutti che signore è, scovato lí, in maniche di camicia e coi calzoni in mano, signor presidente, nella tana d'una sporca contadina? Dio solo sa, signor presidente, quello che siamo costretti a fare per procurarci un tozzo di pane! Tararà disse queste cose con le lagrime agli occhi e nella voce, scotendo le mani innanzi al petto, con le dita intrecciate, mentre le risate scoppiavano irrefrenabili in tutta l'aula e molti anche si torcevano in convulsione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non vuoi davvero andare per quei sacchettini? - Dove vado? con che vado? - gridò Nenè, scattando in piedi, rabbiosamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le pare sul serio che io mi possa chiamar Fileno? Imbecille, imbecille! Neppure il nome ha saputo darmi! Io, Fileno! E poi, già, io, io, l'autore della Filosofia del lontano, proprio io dovevo andare a finire in quel modo indegno per sciogliere tutto quello stupido garbuglio di casi là! Dovevo sposarla io, è vero? in seconde nozze quell'oca di Graziella, invece del notajo Negroni! Ma mi faccia il piacere! Questi sono delitti, caro signore, delitti che si dovrebbero scontare a lagrime di sangue! Ora, invece, che avverrà? Niente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci volle del bello e del buono per fare intendere a quella poveretta che non poteva andare fino a Montelusa, a vedere il fidanzato: lo avrebbe veduto prima di sera, appena lo avrebbero portato sú, alla meglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quel boja di vetturino intanto aveva il coraggio di dire che bisognava saperla guidare, lasciarla andare col suo verso, perché ombrava, ombrava e, a frustarla, ritta gli si levava come una lepre, certe volte, quella bestiaccia lí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, o che la rozza veramente non ne potesse piú o che avesse fiutato la rimessa lí vicina, come diceva sacrando il vetturino, il fatto è che non volle piú andare avanti nemmeno d'un passo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dopo cinque ore di compagnia, m'ero quasi quasi medesimato con quella bestia: non avrei voluto piú andare avanti neanch'io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine il vetturino, stanco morto di quella sua gran fatica, disperato e furibondo, mi propose di andare a piedi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Via, come andare a guastar quella ragna proprio adesso, per far piacere ai signori Reduci che non pagavano neppure la pigione? E in che consisteva, alla fin fine, tutto il male per Amilcare Bellone? Nel fatto che il La Rosa aveva portato in Grecia la camicia rossa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che son forse solito di andare per via a capo scoperto? Ora questa berretta, vedete? non ne vuol piú sapere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma donna Giacomina lo ringraziò; gli disse esser quella l'espressa volontà del marito, e che lei voleva rispettarla, e che anzi il marito non avrebbe neppur voluto l'accompagnamento funebre, e che infine aveva indicato la chiesa ove, da morto, voleva passare l'ultima notte, secondo l'uso: la chiesetta cioè di Santa Lucia, come la piú umile e la piú fuorimano, per chi se ne volesse andare quasi di nascosto, senza mortorio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Papa-re, per non farsi schiacciare tra la ressa, se ne stava indietro ad aspettare che anche le donne fossero provviste prima di lui; qualche malcreato, spesso, gli lasciava andare un lattone, e lui se lo pigliava in santa pace e si tirava da canto per non essere investito a mano a mano da quelli che, ottenute le copie, si scagliavano a testa bassa, con cieca furia, in tutte le direzioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E veramente quella mattina don Paranza non poteva andare alla pesca, come da tanti anni era solito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma per la cura, poteva andare dal farmacista, dal droghiere, dal macellajo a prender roba a credito, dicendo che la Norvegia avrebbe poi pagato? - Lí, boghe e cefaletti, il giorno, e gronghi la sera, quando ne pescava; e se no, niente! Eppure quel povero diavolo era riuscito a non morire! Doveva essere a prova di bomba, se non ci aveva potuto neanche il medico del paese, che aveva tanto buon cuore e tanta carità di prossimo da ammazzare almeno un concittadino al giorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma presto egli poté anche dire: aprire, chiudere finestra, prendere bicchiere, e anche voglio andare letto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che hai capito? Di nuovo don Pietro, con la testa tra le mani, si mise ad andare in qua e in là per la stanza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È sorella di tua madre! Io poi me ne debbo andare prima di lei, per legge di natura, e da me non hai nulla da sperare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vorresti andare in vece mia? È giú in sagrestia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non c'era stato verso d'indurla ad andare a sedere sul piano di coperta destinato alla prima classe, a pruavía.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Volevano andare sul ponte subito subito a godere della magnifica vista dell'entrata a Palermo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se ne poteva andare a morire fuori dai piedi, lei dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A casa, a casa, voglio andare a casa! Resta denunziato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si fermarono, scorgendolo, contrariati e perplessi per un istante, se andare a sedere altrove o tornare indietro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma l'abito? - Che abito? - Non posso mica andare al Ministero vestito ancora da collegiale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si riscuote a furia di trombate d'acqua alla schiena; e, a ventidue anni e qualche mese, può presentarsi agli esami di licenza liceale e andare a Napoli, all'Università, per addottorarsi in lettere e filosofia, calvo, mezzo cieco e col naso schiacciato dalla caduta infantile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma il povero ragazzo, che ha già dieci anni e par che li abbia proprio per forza, tirati, tirati sú dalle piú minuziose cure del babbo, il povero ragazzo corre ahimè il rischio d'aver la stessa fortuna del padre: o forse no, si spera: perché, cosí gracile, cosí miserino com'è, sembra accenni piuttosto di volersene andare dello stesso male, di cui il babbo fu minacciato da ragazzo, quand'era al seminario.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il professor Corvara Amidei non voleva far forte; ma, ogni volta, come se la veemenza del vento che s'abbatteva ai vetri gli spingesse il braccio, lasciava andare certe spennellature, che a quella poveretta per miracolo non schizzavan gli occhi dal capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I doganieri cercavano di confortarla; le consigliavano di andare in questura, non conoscendo essi quell'avvocato moro di cui ella parlava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dormire, mangiare e andare a spasso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il Mori, borbottando la sua solita frase, dovette andare per il medico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Erano proprio per lei tutte quelle galanterie, grembiuli ricamati, nastri di raso, spilloni d'argento? E doveva uscire cosí, come se dovesse andare a una mascherata? Ersilia, che già s'era levata di letto, si stizzí acerbamente: - Uh, quante smorfie! Me l'aspettavo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perplesso, se andare per il pane o attendere ancora un po', Cichè alla fine si mosse; ma poi, vedendo cosí ben disposta l'insidia sul tascapane, non volle guastarla: in quella, intese chiaramente un tintinnío lontano; levò il capo: - Eccolo! E, cheto e chinato, col cuore in gola, lasciò il posto e si nascose lontano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva voluto andare anche dal Lobruno, ch'era il padrone della terra ch'egli teneva a mezzadria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rivolgeva agli scolari, ai clienti domande curiose, penetranti, che aggelavano e sconcertavano; e troppo chiaramente lasciava intendere il concetto che s'era formato della vita, cosí nudo di tutte quelle intime e quasi necessarie ipocrisie, di quelle spontanee, inevitabili illusioni che ciascuno, senza volerlo, si crea e si compone per un bisogno istintivo, quasi di pudor sociale, che la sua compagnia diveniva a lungo andare insopportabile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Durava ancora la visita, di là? Che diceva il medico? Che pensava egli? Ebbe la tentazione di andare in punta di piedi a origliare dietro quell'uscio ch'ella stessa aveva chiuso; ma si trattenne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No, non dice che le pesi; dice anzi che n'è contenta, la signora Lèuca: legge, lavora per sé e per i poveri, va in questua con le amiche del patronato di beneficenza, va in chiesa, esce anche spesso per compere o per andare dalla sarta (ché ancora le piace vestir bene), va quando deve dall'avvocato Aricò che ha cura dei suoi affari, e insomma non sta in ozio un momento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non dir niente a nessuno! O guaj! Sandrina, dopo queste raccomandazioni e queste minacce, sogguardando la faccia scura del padre, non prova piú nessun piacere ad andare nella casa bella di quella zia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che s'è aspettato, Dio mio? E ha chiuso a chiave l'uscio, appena entrata! Quasi quasi scenderebbe dal letto per andare a levar quella serratura, tanto le fa stizza che abbia pensato di dover premunirsi cosí fin dalla prima sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E dice che ci vuole andare anche lei, mia nipote, nella Repubblica dell'Equatore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Seguita da quelle e preceduta da Ballarò, col fagotto delle molte sottane tirato sú a mezza gamba, si lasciò andare traballando patonfia per la scala del palazzo; e per un tratto, scordandosi di riabbassar quelle sottane, attraversò le vie della città con gli sconci polpacci delle gambe scoperti, le calze turchine di cotone grosso e le scarpe con gli elastici sfiancati, il busto strappato e le poppe sobbalzanti alla vista di tutti; mentre, stringendo nel pugno la medaglina, seguitava a gemere col vocione da maschio: - San Francescuccio di Paola, santo padruccio mio protettore, cento torce alla vostra chiesa! fatemi la grazia, non me lo fate morire! Ballarò, battistrada, alleggerito ora dal peso della notizia, quasi rideva, da quello scemo che era, per la soddisfazione d'essere uno di casa, in una congiuntura come quella, che attirava la curiosità della gente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Può andare a dirglielo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine sedette stanco morto, appiè del letto, e si mise a guardare la candela, come se gli paresse strano che essa quietamente ardesse sul comodino da notte e lo invitasse, come ogni sera, ad andare a letto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da povero malato, io vorrei lasciarmi andare come vien viene; invece, mi vedo costretto a tenermi sú, per pesare quanto meno sia possibile su loro, che altrimenti m'userebbero tanti altri riguardi, tante altre premure che mi fanno ribrezzo, talvolta, anzi orrore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma era ritornato il giorno dopo con un involtino di paste e un mazzolino di fiori, per invitarla ad andare a casa sua: la madre voleva conoscere la nipotina, la figliuola della cara sorella morta da tanti anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E gli toccò andare in cucina, cosí scalzo e in camicia, a prendere altra acqua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come avrebbe potuto ridere altrimenti? UN PO' DI VINO Ero entrato in quella Bottiglieria, io che non bevo vino, per far compagnia a un amico forestiere, che pare non possa andare a letto senza il viatico, ogni sera, d'un buon bicchierotto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per esempio, gli andavano a chiedere in prestito la somara, in un caso d'urgenza, come sarebbe di andare a chiamare a un bisogno di notte il medico a Nocera? Don Marchino rispondeva invariabilmente: - Non ti ci fa arrivare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Uh, ne facevano tanti, di quei dispetti, alle povere mamme! Levare i bambini dalle culle e andare a deporli su una sedia in un'altra stanza; farli trovare dalla notte al giorno coi piedini sbiechi o con gli occhi strabi! - E guardi qua! guardi qua! - mi gridò una, acchiappando di furia e facendo voltare il testoncino a una bimbetta che teneva in braccio, per mostrarmi che aveva sulla nuca un codino di capelli incatricchiati, che guaj a tagliarli o a cercar di districarli: la creaturina ne sarebbe morta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Debbo andare da mia sorella, alla Favara.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Tranzi notò subito che questa, mentr'egli dichiarava il male (caso indubbio e irrimediabile d'embolia cerebrale), s'era messa a carezzare i capelli del giovinotto, del cuginetto che piangeva con la faccia affondata nel guanciale proprio accanto al capo della madre agonizzante, e se ne stizzí tanto, che improvvisamente s'interruppe per ordinare che, perdio, quel figliuolo se ne poteva andare a piangere di là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rimase un tratto perplesso, poi riprese ad andare lentamente per il viale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora? andare a casa, a domandare inutili spiegazioni alla moglie? rinfacciarle il sotterfugio, l'inganno, e punirla? Come sarebbe stato meschino! Piú meschino ancora che a far lo scandalo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una timida opposizione aveva tentato appena: - Giusto oggi? - ma pure, ecco, con tutta l'angoscia che in quel giorno doveva aver dentro, aveva ubbidito, era pronta ad andare a passeggio, in campagna, dove lui voleva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Donna Ester , dopo aver rimesso qualche oggetto in ordine , uscí di nuovo per andare nella Basilica ; Efix promise di raggiungerla , ma mentre donna Noemi risaliva al piano superiore , egli rientrò in cucina e sottovoce pregò donna Ruth , che si era inginocchiata per terra e gramolava un po' di pasta su una tavola bassa , di dargli il telegramma .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Poi bisognerà comprargli un cavallo , perché in continente non si usa andare a piedi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Voi avete la nobiltà nell'anima , — rispose galantemente Efix , ma ella roteò lieve il fuso come per dire «lasciamo andare !» — Anche mio fratello il Rettore ha molta stima per le tue padrone .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi la ricordava sempre cosí , come l'aveva veduta l'ultima volta passandole accanto per andare a letto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Anche quello vi basterebbe ! — È vecchio come le pietre ! Che me ne faccio di Efix ? Meglio bello con un ramo di lentischio ! Ma d'un tratto il cane del prete , dopo aver abbaiato sul belvedere , corse giú urlando fuori del cortile e le donne smisero d'insolentirsi per andare a vedere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sono venuto qui perché non sapevo dove andare . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Vieni pure , — egli rispose , ma la sua voce era triste ; e sebbene la vecchia padrona ammonisse: — Ognuno deve andare coi pari suoi , Natòlia ! — quando fu nella strada , egli sentí che le donne ridevano parlando di lui e di Grixenda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sí , bisognava partire , andare in cerca di fortuna .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E poi andare a chieder l'elemosina ? — Anche Gesú ha chiesto l'elemosina .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Cercami qualcuno che possa andare a chiamare Efix al poderetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu ? Tu ? Tu sei un servo e basta ! Tu non ci perdoni d'esser nobili e vuoi vederci andare a chiedere l'elemosina con la tua bisaccia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli pareva d'esser morto e di andare , di andare come un'anima in pena che deve raggiungere ancora il suo destino eterno ; di tanto in tanto però un senso di ribellione lo costringeva a fermarsi , a sedersi sul paracarro ed a guardare lontano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Bisogna che vada , — disse accennando fuori , come uno che ha da camminare , da andare lontano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Sí , voglio andare alla festa di San Cosimo e San Damiano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Eh , dico , si può andare in qualche posto ; a Badde Saliche , anche , il mio podere verso il mare ; c'è ancora un po' d'uva bianca . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Durante l'inverno le dame Pintor stettero sempre in casa e non parlarono mai di andare alla Festa del Rimedio , ma a misura che le giornate si allungavano e l'erba cresceva nell'antico cimitero , anche donna Ester pareva presa da un senso di stanchezza , da una malattia di languore come quella che tutti gli anni a primavera rendeva pallida Noemi: non andava quasi piú in chiesa , si trascinava qua e là per la casa , si sedeva ogni tanto , con le mani abbandonate sulle cosce , dicendo che le facevano male i piedi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Vedendo arrivare le due nuove penitenti , la serva fece un atto disperato , e pensò che era bene andare a far riscaldare il caffè dalla sua amica Grixenda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sentiva qualche cosa pungerlo in tutta la persona , e aveva bisogno di andare , di affrettare il destino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Bisognava andare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Devo andare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E va , se vuoi andare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dio li perdoni , mi hanno costretto ad andare ad elemosinare , ma l'innocenza l'ho conservata , cosí ti dico: io non ho fatto mai male a nessuno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dimmelo , ti do altri nove reali ; che cosí me lo faccio anch'io per non andare al servizio militare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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In agosto e settembre fu un andare continuo , un correre affannoso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Di notte aveva lafebbre: s'alzava come una matta e diceva: voglio andare a Nuoro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Capite: c'era fuori la nonna che spingeva la porta e le impediva di andare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Aveva preso un cavallo a nolo , perché costa meno della carrozza ; e mi prese in groppa: era bello , andare cosí , pareva di esser giganti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ho persino promesso di andare in pellegrinaggio a San Francesco , adesso , in ottobre . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Devo andare , donna Ester mia . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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L'invidia la rodeva ; tanto che volle mettersi in viaggio , sebbene dovesse attraversare metà della terra , per andare a vedere . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ma cosa dici ? Vuoi andare di nuovo ? Che girellone . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lontano , sempre piú lontano , ma con un peso addosso , con un traino che non gli permetteva di andare avanti , di tornare indietro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Bisogna andare a letto , Efix .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma alte pareti affumicate , con chiazze rosse di rame , con una panca in fondo , circondavano sempre l'orizzonte: al di là non si andava , mentre egli avevabisogno di andare al di là , per liberarsi del suo peso , per guarire del suo dolore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi era agitata ed Efix la sentiva andare e venire per la casa , con passo lieve ma inquieto ; finalmente ella sedette accanto all'uscio a cucire silenziosa , e quando arrivò don Predu scostò la sedia , tirando in là la tela per lasciarlo passare , ma sollevò appena il viso per guardarlo e rispose con un lieve cenno del capo al saluto di lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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«Come sono contento ! Adesso posso morire» pensava Efix sotto il panno ; ma aveva come l'impressione di non potersene andare , di non poter uscire da quel cerchio di muri che lo serrava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Anche Noemi si stancherà della sua croce d'oro e vorrà andare lontano , come Lia , come la Regina Saba , come tutti . . .» Ma questo non gli destava piú meraviglia ; andare lontano , bisognava andare lontano , nelle altre terre , dove ci sono cose piú grandi delle nostre .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Quanti potessero della presenza loro solleticare la sua vanità, circuiva con sollecitudine urgente, lieta del farli parere più sensitivi, e più fortunati ch’e’ non volessero: e a questo fine sapeva (dotta di certi effetti d’amore) commettere certe imprudenze pensate, certe avvedute semplicità, e lasciarsi andare a certi calori a freddo, da dare appicco a certe calunnie più ambite da essa che verisimili. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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«Dobbiamo proprio andare con un lago di questa sorte?» Suo marito le fece un altro gesto più imperioso, un'altra faccia più brusca della prima. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Debbo andare a prenderla? La signora qui avrà paura, forse. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Usciti gli sposi, entrò l'ingegnere per salutar sua sorella prima di andare in chiesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Anche stavolta Luisa tardò molto a ritornare, ma le anime più sante hanno le loro lievi debolezze e quantunque la fantesca non facesse che andare e venire dalla cucina al salotto, la signora Teresa, tocca dalle dimostrazioni d'affetto che le aveva prodigate Franco, non le disse mai di suonare il campanello. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Beniamino ereditò un discreto gruzzoletto e ciò fece andare in bestia don Franco che lo tenne responsabile dell'ipocrisia paterna, gli voltò le spalle né volle più saperne di lui nel poco tempo che visse ancora dopo la morte del suo agente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se si fosse trattato di me, di mio padre, di mia madre, avrei lasciato andare un milione piuttosto di domandarlo con queste carte alla mano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Conveniva dunque andare da lui sul tardi, fra le quattro e le cinque. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sa da chi deve andare la Sua "sciora"? Dal signor Giacomo Puttini. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli era venuta l'idea di andare a Loggio dove abitavano il Paolin e il Paolon, gente bene informata; poi aveva pensato ch'era martedì e che probabilmente non li avrebbe trovati. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'idea di andare dalla marchesa con la sua grossa scoperta in pectore, di fare il misterioso, di metter fuori un po' alla volta le paroline più suggestive e di farsi strappare il resto, lo divertiva moltissimo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma poi domandò subito: «La pianta è fiorita?» «Non lo so, domanderò alla donna» «A chi? A sua moglie? Ci va, Sua moglie, in casa Maironi?» «Si, qualche volta ci va.» Lo Zérboli piantò i suoi occhietti sprezzanti in faccia al Bianconi, e gli articolò ben chiara questa domanda: «Ci va con profitto o no?» «Ma! con profitto! Segond! Lei si figura di andare come amica della signora Luisina, per i fiori, per i lavori, per i pettegolessi, e cicip e ciciap, sa bene, donne. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Queste sono pochissime e la signora Teresa era di queste.» Franco, che non poteva soffrire le disquisizioni psicologiche, passò accigliato col suo annaffiatoio vuoto per andare nel giardinetto e pensò: «Poi vi sono anime che rompono l'anima». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Felici noi che siamo le Maironi senza quattrini!» Franco intese, e sull'atto non replicò; ma poi, nell'uscir di camera per andare in barca, disse a sua moglie, dimenticando una minaccia della nonna: «Non sarà sempre così». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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che propose di andare a letto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Bravo», diss'egli, «il nome!», come se fosse una cosa da decidere prima di andare a letto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si fermarono ancora tutti a piè della scala che Pedraglio e l'avvocato dovevano salire per andare a letto, e si diedero la felice notte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Siamo amici di Papuzza anche noi e non lo lasceremo mutilare né svenare.» Franco non si tenne dal brontolare con tanto di cipiglio: «Sarebbe però una bella ingratitudine verso la Russia!» Il Commissario tacque, e la signora Peppina propose, con un tatto insolito, di andare a vedere i fiori. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Il colèra», disse Luisa, «se avesse giudizio, potrebbe fare bellissime cose; ma non ne ha.» «Vede», sussurrò alla signora Peppina, mentre il Biancòn si alzava per andare incontro al Commissario di ritorno con Franco, «il colèra è capace di portar via Lei e di lasciar qui Suo marito.» A questa uscita stravagante la signora Peppina ebbe un sussulto di spavento, fece «Esüsmaria!» e poi capì di essersi tradita, di non aver mostrato per il suo Carlascia quella tenerezza di cui parlava sempre, afferrò il ginocchio della sua vicina e si piegò a dirle sottovoce, rossa come un papavero: «Citto, citto, citto!» Ma Luisa non badava più a lei; un'occhiata di Franco le aveva detto ch'era successo qualche cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mettetemi qua il mio latte e il mio lume.» Era la vigilia di Natale e l'idea pazza di quella gente savia, la risoluzione che pareva incredibile all'ingegnere era di andare a S. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vorrei quasi dirne uno anche adesso, donna Ester.» «Spropositi mai, sa», aveva risposto Ester e s'era staccata da lui per andare a Oria con la Cia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il professore stava per andare a letto nella sua camera gelata del Sole, quando due poliziotti vennero a recargli l'ordine di recarsi immediatamente all'ufficio di Polizia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ho fatto male, signora Luisina?» «Altro che male! Malissimo! Mi scusi, sa, Lei ha avuto l'aria di andare a proporre una transazione, un mercato! E la marchesa crederà che siamo d'accordo! Ah!» Ella strinse e scosse le mani congiunte come se avesse voluto rimaneggiarvi, rimpastarvi dentro una testa professorale più quadra. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco partì per andare in chiesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Insomma non c'era che andare e udire. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Una volta alla settimana, invece che andare al caffè, si cacciavano, per accontentare il Fante di bastoni, in un buco di via Bertola dove si beveva il più puro e squisito Giambava. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Le risposi che siccome il carrubo disturba la Veronica mandando l'ombra in cucina, non può andare in Paradiso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«I miei ordini!» «Ma Franco non c'è.» «Lo so.» «E allora, cosa è venuto a fare?» «Sono venuto a dirle che il signor don Franco, per avere il denaro deve presentarsi all'agenzia della signora marchesa in Brescia.» «E se non potesse andare a Brescia?» Qui il signor Bellini fece un gesto come per dire: pensateci voi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Adess el me coppa, el Carlo! El me mazza addirittura, cara Lee!» Avrebbe voluto andare anche a Puria, ma era mezza morta di stanchezza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Perciò quando lo vide comparire così per tempo, sapendo che più tardi lo avrebbe lasciato solo con Ester per andare a incontrar la nonna, le venne subito in mente che quello poteva essere il giorno del «basìn». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Quella barca lì è buona per andare al fondo.» «No!» «Sì!» Ombretta si impazientì e corse in camera per provar la barchetta nel catino, ma nel catino non c'era acqua e la piccina ritornò in sala mogia mogia, con la sua barchetta in braccio, e non andò più dallo zio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Essi cercarono di rincorarlo con ogni sorta di supposizioni rosee e di ragionamenti vani, ma egli non rispondeva parola, aspettava con una avidità immensa il momento di partire, di esser solo, di correre verso Oria, perché, qualunque ne fosse il pericolo, era ben deciso di andare a Oria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco ringraziò e si avviò verso Villa Ciani, risoluto di andare subito ad Oria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma quando fu a Cassarago, dove mettono la strada di Pregassona a quella di Gandria, quando vide la punta di Castagnola così vicina e pensò che da Castagnola si va a Gandria in meno di mezz'ora, che da Gandria si può andare a Oria in un'ora e mezza, l'idea di salire il Boglia, di camminare sette od otto ore gli divenne intollerabile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Come partire se non conoscevan le strade? L'avvocato conosceva la strada di Boglia, sì, ma era da prendere, volendo sfuggire alle guardie? Quando udirono che Franco intendeva andare a Cressogno rimasero sbalorditi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il primo deputato politico di Albogasio ha cento ragioni di andare nel bosco del Comune. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io so che la mia dolce Maria vive con Dio, io ho la speranza di andare un giorno, con altre anime a me care, dov'ella è. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ella non sa», esclamò, «cosa c'è nella mia testa, che cumulo di contraddizioni, quante idee opposte che si combattono e prendono continuamente il luogo l'una dell'altra! Quando ho ricevuto la lettera ho pianto tanto, mi son detta: "sì, povero Franco, stavolta vado", e poi ecco una voce che mi dice qui nella fronte: "no, non devi andare perché… perché… perché… ".» Luisa s'interruppe e il professore, spaventato da bagliori di pazzia negli occhi che lo fissavano, non osò chiedere spiegazioni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ho domandato col pensiero s'Ella deve andare e il tavolino ha risposto "sì". (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Adesso poi questa idea di non voler andare a vedere tuo marito, in circostanze simili, passa tutti i limiti.» «Vuol dire», riprese dopo una breve pausa, «che ci andrò io.» «Tu?», esclamò Luisa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ah, che rovina! Il ragazzetto di nove anni era cresciuto, cresciuto; era il suo amore, era la sua ammirazione; diventato un gigante florido e prosperoso, che sapeva tutto meglio degli altri, che faceva tutto meglio degli altri, ecco, dopo quarantaquattro anni di preparazione, si rivelava un bestione: forzuto, sì, dalle mani e dalle zampe bene addestrate e poderose; ma che pensava sul serio di poter giocare alla guerra ancora come un ragazzaccio feroce di nove anni, o come se al mondo ci fosse lui solo e gli altri non contassero per nulla: in quattro salti passare a traverso il Belgio e andare a piantar le bandierine, un pajo, su Parigi, e poi via, di corsa, in altri quattro salti, su Pietroburgo e su Mosca.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Il signor Truppel ha guardato afflittissimo per terra lo sputo del fratello, ed è stato lì lì per cavare di tasca un fazzoletto per andare a pulire.
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Berecche vuole andare in guerra anche lui.
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E non sapevano; e in ciascuno era una strana esitanza a uscire da quel luogo, a volgersi altrove, ad andare avanti o a tornare indietro, come se dall'alto le liste d'oro si prolungassero in una zona pieghevole che invisibilmente li circuisse e li annodasse di continuo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Quelle. Ma erano per l'offerta, erano per gli idoli. Udimmo il tintinno dei cerchi d'argento alle caviglie, quando si mosse per andare verso le due grandi statue levigate di diorite già mezzo sepolte sotto i fiori. Una rosa le cadde giù pel suo panno azzurro, su le lastre che riflettevano i suoi piedi nudi. Lesto mi chinai per raccoglierla, ma la devota fu più lesta di me. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Tu vuoi? Tu vuoi?» Il desiderio eroico aveva assunto l'aspetto dell'Ombra, ed egli l'interrogava. E con una meravigliosa ansietà attendeva la risposta del suo desiderio larvato. E certo non avrebbe egli voluto andare più oltre se gli fosse riapparsa l'imagine del corpo disteso sul letto, del corpo rinchiuso tra le assi inchiodate; non avrebbe egli voluto strappar la vittoria al supino. Ma egli sentiva sopra sé la presenza raggiante, una immortalità incitatrice. «Tu vuoi?»
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«Intessere le mani dietro la schiena come quando canto in piedi al pianoforte, chiudere gli occhi, inchinare la persona, cadere cadere all'infinito come quando sogno dormendo a sinistra sopra il cuore.... Domattina voglio andare alla Badia, a rivedere Attinia, a rivedere anche il mio muro; voglio cogliere sul margine i fiori gialli, le céppite, come li chiama la Volterrana. Le rose di Madura, le céppite delle Balze!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non ho voglia di andare a letto. Ho ancóra voglia di musica. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Isabella, non so a che giovi questo interrogatorio inopportuno. Stanotte voglio andare con l'Àrdea su le mura di Lucca, risalendo il Serchio, voglio passare su la torre dei Guinigi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— È impossibile arrestarsi qui, impossibile voltare — disse egli affrontando la tortuosità repente. — Bisogna andare avanti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Stamani è venuta prima che Miss Imogen mi facesse il bagno. S'è seduta accanto; ed era come quando mi racconta una novella, perché diceva: «Forbicicchia, povera Forbicicchia, sai che ci mandano via? sai che non possiamo più stare con Isa? Bisogna andare andare, prendere Tiapa e le forbici e un foglio bianco e niente altro, e mettersi in cammino, e andare coi nostri piedi, chi sa dove....» Era come una novella, e non pareva che dovesse finire in pianto. Ma a un tratto m'ha serrata forte, e ha gridato: «No, non posso, non posso. Ti porto via, ti porto via.» E singhiozzava, e mi bagnava i capelli, la faccia.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Chi cammina? dove?» Nell'allucinazione del senso, nel romorìo che le riempiva le tempie dolenti, ella non riusciva ancora a determinare l'origine del suono. L'aveva ella in sé? nella sua mente malata? Le parole di Lunella le ritornarono: «Bisogna andare andare, mettersi in cammino e andare, coi nostri piedi, chi sa dove....» Il terrore di nuovo l'agghiacciò. Ella temette che la sua ragione fosse per decomporsi, e che quel passo continuo fosse già un fantasma della sua demenza, e ch'ella dovesse udirlo sino alla morte, ch'ella dovesse fino alla morte essere abitata da quell'essere estraneo che camminava camminava senza posa. Le riapparve la femmina dal grembiule rigato, dai capelli rossicci e lisci, dal viso sparso di lentiggini, dagli occhi albini. «Andare, andare....»
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La portarono a traverso la nebbia, di proda in proda, di bulicame in bulicame, giù per la lorda pozza. Una pioggia fredda e greve si riversò sul bollore che parve fumigar più forte. Essi credettero andare verso nuovi tormenti e nuovi tormentati, come in un sogno d'oltremondo. Più forte rimbombava il fragore dietro i loro passi incerti. Tutte le genti fangose doloravano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Il fratello illeso fuggì di galoppo per andare a chiamare in aiuto certi suoi parenti che dormivano in un'altra capanna distante due miglia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quando si svegliò, era tardi: non era giunta notizia alcuna. Diede gli ordini al meccanico per la partenza. Uscì per andare all'ufficio delle comunicazioni. La piazza ancor umida di pioggia splendeva al sole di aprile come se tutta consentisse alla grazia della sua Fontana; la terracotta della vecchia città sembrava perdere il fosco e il sanguigno, tingersi di rosa novella. Egli ebbe un desiderio disperato di riudire la voce che gli faceva tanto male. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Raccolse il suo coraggio; si dispose a uscire; si preparò a tutto. Prima d'ogni altra ricerca, bisognava andare alla Questura, nel caso che i due uomini fossero veramente due guardie e potessero averla condotta nell'asilo di vergogna. Andò. Sentì l'odore singolare che, con quello dell'ospedale e della prigione, è fra i più tristi in terra. Un affaccendamento misterioso agitava le sale, gli anditi; i campanelli tintinnivano di continuo; s'udiva qualcuno singhiozzare e implorare, dietro un uscio. Un ceffo giallognolo sotto la visiera d'un chepì faceva pensare che veramente la Natura ha fatto del volto umano il suo luogo più orrido. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Risolse di andare al Borgo degli Albizzi. Il palagio era chiuso, impenetrabile nelle commettiture delle sue bugne di pietra forte. Non appariva nessun lume alle finestre. Nessun indizio di vita esciva da quel masso di solidità, di silenzio e d'ombra. Al suono del campanello, nessuno rispose. Egli persistette, risoluto a qualunque audacia. Finalmente nella finestra del mezzanino, sopra il portone, apparve il portinaio mormorando:
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— Forse Ella può illuminarmi. L'inferma, a intervalli, crede di sentire qualcuno che cammina sotto il suo cranio, un passo concitato che suona dietro l'osso della sua fronte; e il suo terrore di quel supplizio e dell'eternità di quel supplizio è tale che non si può assistere all'accesso senza profondo strazio. Né gli intervalli le danno riposo, perché è di continuo nello sgomento e nell'attesa di riudire il passo. Se parla, si arresta per ascoltare. Quando l'ode avvicinarsi, si curva tutta sopra sé stessa, e rompe in supplicazioni confuse che non son riuscito a intendere, così forte il terrore le fa tremare le mascelle. Ma una volta ha detto, sotto voce, con un accento infantile: «Bisogna andare andare, mettersi in cammino e andare, coi nostri piedi, chi sa dove....» E mi sembra che in questo delirio entri per qualche parte la sorellina; perché a un certo punto è balzata in piedi, con una eccitazione spaventosa, gridando: «Ah no, questo no! Mi porta via Lunella, mi si prende Lunella! Ah, questo no! Non me la togliere! Dove la porti? dove la trascini? non vedi? è piccola, non può seguirti.... Lasciala! Perché mi fai questo? Non vedi come sono? Non posso farti più male. Tu mi cammini sopra, tu mi passi sopra. Sono diventata la tua via....» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Come per accompagnarla fino ai tre cipressi, fino ai tre patiboli confitti sul poggio calvo, egli passò per la piazza di San Firenze prima di andare al colloquio incerto. La piccola porta, per ove ella era entrata, s'apriva sotto una finestra difesa da ferri robusti. L'andito era bianco, con le pareti coperte di lapidi e di stemmi. Appesa in alto era una lunga scala di legno; altre due lunghe scale eran poggiate sul pavimento, simili a quelle dei crocifissori. Un pergamo di legno scuro era abbandonalo a fianco dell'uscio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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* Già più volte il Prever gli aveva proposto di andare con la Graziella, per qualche mese, per una settimana, per un giorno almeno, a la villa sul colle di Bràida; e poi, che lo aiutasse un po' - essendo egli ormai vecchio - nell'amministrazione dei beni. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Vuoi andare a Torino?
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* Rimase un pezzo col giornale aperto innanzi agli occhi, perplesso se andare o no. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma non era ancor l'opera sua, quella, che aveva preso corpo e seguitava ora ad andare da sé, senza più curarsi di lui?
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* Straziato da questo esilio, ch'era d'un passo e infinito, dalla sua stessa vita, la quale, ecco, viveva là, fuori di lui, innanzi a lui, e lo lasciava spettatore inerte della sua propria miseria, della sua nullità adesso, Giustino ebbe un impeto d'orgoglio e pensò che - sì - seguitava ad andare da sé l'opera sua; ma come? non certo come se ci fosse lui ancora, a dirigerla, a sorvegliarla, a governarla, a sorreggerla da tutte le parti! Davvicino avrebbe voluto vedere com'essa seguitava ad andare senza di lui! Che preparazione aveva avuto quella prima del nuovo dramma? Appena appena ne avevano parlato i giornali della sera avanti e della mattina... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Come un cane battuto, si cacciò dalla piazza nella prima via che gli s'aprì davanti, lunga, diritta, deserta; e prese ad andare senza saper dove, con gli occhi chiusi, grattandosi con ambo le mani i capelli su le tempie e dicendosi senza voce entro la bocca arida, come di sughero:
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* Ma dovette andare per un'altra ora buona, prima di scorgere la cuspide ottagonale della chiesa, appuntata come un dito minaccioso al cielo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E non uscì più di casa, tranne le domeniche, di mattina per tempo, per andare a messa nella prossima chiesa, accompagnata dalle due vecchie serve, ch’ella trattava come parenti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Figurarsi che divertimento! Ma, appena in istrada, noi due proponemmo a Pinzone una scappatella: gli avremmo pagato un buon litro di vino, purché lui, invece che in chiesa e dal Malagna, ci avesse lasciato andare alla Stìa in cerca di nidi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Bisognerà prima di tutto accertarsi di tante cose; andare in fondo; studiar bene. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Questo timore appunto mi rese dapprima perplesso se andare o no; ma poi pensai che m’ero partito per avventurarmi fino in America, sprovvisto di tutto e senza conoscere neppur di vista l’inglese e lo spagnuolo; dunque via, con quel po’ di francese di cui potevo disporre e con la guida di quell’opuscolo, fino a Montecarlo, lì a due passi, avrei potuto bene avventurarmi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Solo! solo! solo! padrone di me! senza dover dar conto di nulla a nessuno! Ecco, potevo andare dove mi piaceva: a Venezia? a Venezia! a Firenze? a Firenze!; e quella mia felicità mi seguiva dovunque. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ho tanti amici; ma, creda pure, non è una bella cosa, a una certa età, andare a casa e non trovar nessuno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma io non posso andare in una taverna come te, a cercar l’allegria, che tu mi consigli, in fondo a un bicchiere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – La prego, signorina, – le dissi, – veda un po’ di fare intender lei a questo poveretto che potrebbe andare a sedere altrove. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ecco qua: son dovuto andare questa mattina all’Agenzia delle imposte, per conto del marchese, mio principale. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Conoscendolo bene, avevo pur troppo ragione di temere che egli, con quel fiuto nel naso, fosse bracco da non andare a lungo a vento: guai se fosse riuscito ad aver sentore della minima traccia: l’avrebbe certo seguitata fino al molino della Stìa>. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E ancora più, ancora più: non dovevamo or ora andare in casa del marchese Giglio? ebbene, mi sarei messo, quel giorno stesso, a far la corte alla signorina Pantogada. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma guardi un po’ come stavo per andare anch’io – rispose tra le risa, additandomi le pantofole ai piedi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* dovevo telegrafare, non so come, non so a chi, esporre, determinare, andare dal colonnello ça va sans dire... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Seppi da un ragazzo un po' più grande di me che c'erano in città grandissime e ricchissime librerie aperte a tutti , dove in date ore si poteva andare , chiedere qualunque libro si volesse , e , quel che più conta , senza spender nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Le teorie mi piacevano più delle prove , le idee più che le esperienze e due fatti soli mi sembravan più che bastanti per tirar su un sistema , A forza di andare innanzi per abbracciare sempre più realtà con meno principi cascai , com'era naturale e necessario , nel monismo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Noi andiamo avanti — dobbiamo andare avanti ! Tutto è sulle nostre spalle ; ogni cosa tocca a noi ! E strada facendo ogni cosa è buona: uno schiaffo , una stoccata e via — tanto per fare esercizio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Bella cosa , perdio , la vostra gloria ! Come ! Dopo che ho dato la parte migliore di me , un pezzo vivo della mia carne , il fiore del mio sangue , il segreto più geloso della mia vita non trovate altri mezzi che questi ? Non sapete far altro che parlar — 217 — di me sui giornali senza capirmi ; seccarmi colle visite e colle lettere ; segnarmi a dito se esco fuori a respirare o se mi seggo in un caffè o in un teatro ; forzarmi a scrivere ancora , anche quando non ho voglia , anche quando non so far altro che ripetermi ; chiedermi lettere , giudizi , autografi e articoli da tutte le parti ; spiare e raccontare dove vo , con chi sto , cosa faccio ; ficcare il mio brutto viso dappertutto , in libri e in giornali , sulle cantonate e sulle cartoline : e finalmente , dopo morto , andare a frugar fra i miei fogU , mettere in piazza i misteri della mia vita , tirar fuori gli ultimi stracci e avanzaticci della mia vita e finalmente rizzare una brutta copia del mio corpo , di marmo o di bronzo , nel mezzo di qualche mercato ? La vanità è forte anche ne' grandi — lo so . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E io dovrei star fermo e zitto e ritrarrai nella cella del contemplator taciturno o nella camera calduccina dell' uomo assestato , che ormai lascia andare il mondo a sua posta purché non manchi la cena ? Piuttosto morire che una fine cosi ! Io devo dire quello che ho in corpo ; il mio dovere è di far sì che gli altri non dicano più certe cose , non le pensino e non le scrivano a quel modo . (G .Papini - Un uomo finito)
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Dapprima avevamo pensato di andare in Isvizzera , il paese classico delle case di salute , ma poi apprendemmo che a Trieste v’era un certo dottor Muli che vi aveva aperto uno stabilimento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Se lei minaccerà , io chiamerò l’infermiere ch’è un uomo forte e , se non venisse subito , la lascerei andare dove vuole perché io non voglio certo rischiare la pelle!
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* M’aveva confidato di sentirsi male ed io lo costrinsi di andare da un medico dal quale anche lo accompagnai .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Esitai però di lasciar andare quella mano che riposava fiduciosa nella mia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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E poiché io pregavo di lasciarmi andare per un impegno di cui solo allora m’ero ricordato , mentre era vero che non vedevo l’ora di essere solo per riflettere meglio alla straordinaria avventura che mi toccava , la signora mi pregò addirittura di rimanere dicendo che così le avrei data la prova di non essere adirato con lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non sapevo andare a letto nel dubbio , e destavo per interrogarla la povera Maria .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il diritto di andare a letto alle ore piccole era ammesso persino dalla costituzione austriaca .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Per la prima volta pensai di abbandonare il campo , lasciare Trieste e andare altrove in cerca di svago .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Come si avrebbe continuato a vivere allora? Almeno cosi il mio desiderio continuò a darmi sulle scale di quella casa la stessa ansia come quando le salivo per andare alla conquista di Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non bastava andare a messa con lei; io dovevo andarci altrimenti , leggendo cioè Renan e Strauss , il primo con diletto , il secondo sopportandolo come una punizione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Potevo andare da lei per offrirle un aiuto maggiore ad insaputa del Copler , ma avrei dovuto prima essere sicuro che , a proprio vantaggio , ella avrebbe accettato di tacere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per stimolare il mio desiderio bastava io ricordassi che su un dato pianerottolo , nella stessa mia piccola città , era esposta una bella fanciulla e che con una breve passeggiata si poteva andare a prenderla! La lotta col peccato diventa in tali circostanze difficilissima perché bisogna rinnovarla ad ogni ora ed ogni giorno , finché cioè la fanciulla rimanga su quel pianerottolo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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E ad onta che fosse oramai assodato ch’io avevo l’autorizzazione di andare ogni mattina al Giardino Pubblico , tanto grande s’era fatta la mia resistenza alla tentazione che quando il giorno appresso uscii , mi diressi proprio dalla parte opposta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Venne così per me l’ora di andare a colazione e specialmente quel giorno non avrei voluto far aspettare Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era arrivato da Buenos Aires il padre di Guido per assistere alle nozze , e bisognava andare a farne la conoscenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Augusta ci lasciò subito per andare a raggiungere la madre e la sorella .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Era vero che la stessa dolorosa impazienza l’avevo sentita quando avevo voluto andare da lei per dirle che volevo abbandonarla per sempre e quand’ero accorso per prenderla fra le mie braccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Nella mia solitudine mi misi a ridere: era molto originale di andare alla conquista di una donna con in bocca la dichiarazione d’amore per un’altra .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avrei voluto risalire quelle scale per andare ad esortarla di non compromettermi con un atto simile .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io però cominciavo a trovare alquanto lungo il pomeriggio e avrei voluto andare a casa ad aspettare nel mio studio l’ora del pranzo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Per andare a casa , Augusta ed io prendemmo una vettura .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Peccato – aggiunse con tristezza , – che se non si vuole andare pei cafés chantants , non si possa trarre da ciò il necessario per vivere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Per ringraziarla perché mi lasciava andare , continuavo di tempo in tempo ad applicare la mie labbra sulle sue guancie e simulavo di essere pervaso tuttavia dallo stesso entusiasmo che m’aveva condotto da lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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abbordaggio
= l'abbordare andare all'abbordaggio , attaccare una nave nemica accostandone il bordo
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affrontare
= verbo trans. andare incontro a qualcuno per misurarsi con lui
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andamento
= l'atto e il modo di andare , di procedere
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andante
= participio presente di andare , ordinario , comune , di qualità non eccellente
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andato
= participio passato di andare , trascorso , passato
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andatura
= modo di andare , di camminare , di correre ritmo , velocità di marcia o di corsa di un concorrente
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arrembaggio
= assalto a una nave nemica dopo che la si è abbordata andare , buttarsi , gettarsi all'arrembaggio , cercare di impadronirsi di qualcosa con grande foga .
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arrembare
= verbo trans. andare all'arrembaggio d'una nave attraccare - verbo trans. piegare su un fianco , verbo intr. ,
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arrovesciare
= verbo trans. rovesciare volgere , lasciar andare all'indietro
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avanzare
= verbo intr. procedere , andare avanti
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avariarsi
= verbo rifl. guastarsi , rovinarsi , deteriorarsi , andare a male .
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babboriveggioli
= alla morte andare a babboriveggoli , morire.
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babboriveggoli
= alla morte andare a babboriveggoli , morire.
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belva
= animale feroce sembrare , diventare una belva , essere infuriato , andare su tutte le furie persona che agisce con ferocia disumana.
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bidirezionale
= che che può andare in un verso e in quello opposto
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braccheggiare
= verbo trans. cercare dappertutto come fanno i bracchi , o in genere i cani da caccia
= verbo intr. andare in giro spiando.
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buonanotte
= o buona notte , inter. formula di saluto e di augurio prima di andare a letto e buonanotte! , è finita , non c'è più niente da fare
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cacare
= verbo trans. e intr. defecare, andare di corpo
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ciampanelle voce usata solo nella dare o andare in ciampanelle, uscire di senno, parlare o comportarsi in modo stravagante.
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concorrere
= verbo intr. andare da parti diverse verso lo stesso luogo
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derivare
= verbo intr . andare alla deriva
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difilare
= verbo trans . dirigere - rivolgere - far andare in una determinata direzione
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dimettere
= verbo trans . lasciar andare - far uscire - spec . da ospedali o carceri
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eccedere
= verbo trans . andare oltre , superare .
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falsariga
= foglio di carta rigata che , messo sotto la carta da scrivere , traspare , permettendo di andare diritto nella scrittura e di mantenere una distanza regolare tra riga e riga modello , norma che si imita - o si segue
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fratta
= macchia di sterpi e pruni - andare , essere per le fratte , essere in serie difficoltà siepe , cespuglio .
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inaccesso
= luogo nel quale nessuno ha mai potuto andare .
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incacchiarsi verbo riflessivo arrabbiarsi , andare in collera .
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incavolare
= verbo intransitivo pronominale , incavolarsi - arrabbiarsi , andare in collera .
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incazzarsi
= verbo rifl. arrabbiarsi , andare in collera .
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indirizzare - indrizzare ,
= verbo transitivo , inviare , far andare in un luogo , in una direzione
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malandare
= verbo intr. ridursi in cattivo stato, andare in rovina.
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mandare
= verbo trans.riferito a persona, farla andare in un determinato luogo e per lo più con uno scopo preciso
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oltrepassare oltrapassare
= verbo trans . passare oltre , andare al di là , superare
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ovulare
= verbo intr . andare incontro a qualcuno -
= verbo intr . porre rimedio , rimediare a qualcosa
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passare
= verbo intr . muoversi attraversando , percorrendo un luogo per andare in un altro
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pellegrinare
= verbo intr . andare in pellegrinaggio
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perdurre o perducere ,
= verbo trans . andare vagando fuori dalla propria terra
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pivot
= nella pallacanestro , giocatore d'attacco che ha il compito principale di andare a canestro .
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preire
= verbo intr . andare avanti
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ramingare
= verbo intr. andare ramingo, vagare senza una meta e una direzione
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restio
= che non vuole procedere, non vuole andare avanti, detto di animali da soma o da tiro
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riandare
= verbo intr. andare di nuovo
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rincollerire
= verbo intr. andare in collera di nuovo.
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salire
= o saglire , verbo intransitivo muoversi , andare , spostarsi dal basso verso l'alto ,
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sbiecare
= verbo transitivo mettere di sbieco -
= verbo intransitivo andare di sbieco ,
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sbriciare
= verbo transitivo frantumare , sbriciolare - sbriciarsi
= verbo riflessivo andare in frantumi , ridursi in briciole .
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scendere
= verbo intransitivo andare da un luo ,
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sciame
= folto gruppo di api operaie che abbandonano , al seguito d'una nuova regina , un alveare divenuto troppo popoloso , per andare a fondarne un altro ,
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sdamare
= verbo intransitivo nel gioco della dama , muovere una pedina dell'ultima fila , permettendo all'avversario di andare a dama .
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seguire
= verbo transitivo andare , tener dietro a qualcuno o a qualcosa ,
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sfarfalleggiare
= verbo intransitivo andare in giro , di qua e di là .
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sgonnellare
= verbo intransitivo andare in giro qua e là , affaccendandosi per farsi notare e ammirare .
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ski-roll
= tipo di pattini a rotelle a forma di sci , che permettono di andare sulle strade spingendosi con delle racchette .
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solluccherare
= verbo transitivo mandare in solluchero - sollucherarsi
= verbo riflessivo andare in solluchero .
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sollucherare
= verbo transitivo mandare in solluchero - sollucherarsi
= verbo riflessivo andare in solluchero .
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sommergere
= verbo transitivo far andare interamente sott'acqua ,
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soverchiare
= verbo transitivo andare al di sopra di qualcosa ,
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spatriare
= verbo transitivo cacciare dalla patria -
= verbo intransitivo , spatriarsi
= verbo riflessivo andare via dalla patria ,
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svaccato
= che si è lasciato andare , che non si impegna più svogliato , passivo .
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trasandare
= verbo transitivo , (segue la coniugazione regolare dei verbi in -are - usato per lo più al part . pass .) trascurare - tralasciare -
= verbo intransitivo , (coniugato come andare - aus . essere) superare un limite , andare oltre i limiti -edere .
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uccellare
= verbo intransitivo andare a caccia di uccelli con reti
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uscire
= verbo intransitivo andare o venire fuori da un luogo chiuso , circoscritto o idealmente delimitato
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vacanziere
= chi ha la frenesia di andare in vacanza
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vagare
= verbo intransitivo andare qua e là , spostarsi da un luogo a un altro senza una meta precisa
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vinea
= presso gli antichi romani , macchina bellica da assedio costituita da una tettoia mobile sotto la quale i soldati si riparavano per andare all'assalto tenendosi al coperto fin sotto le mura
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Spagnolo
Vocabolario e frasi
* Mas si el pan no se te cuepor ir a manos de idio-, verás, de manos a bo-, aun no dar una en el cla-; si bien se comen las mapor mostrar que son curio-( Cervantes - Don Quijote)
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* —No esperaba yo menos de la gran magnificencia vuestra, señor mío — respondió don Quijote—, y así os digo que el don que os he pedido, y de vuestra liberalidad me ha sido otorgado, es que mañana en aquel día me habéis de 57 armar caballero, y esta noche en la capilla deste vuestro castillo velaré las armas, y mañana, como tengo dicho, se cumplirá lo que tanto deseo, para poder, como se debe, ir por todas las cuatro partes del mundo buscando las aventuras en pro de los menesterosos, como está a cargo de la caballería y de los caballeros andantes, como yo soy, cuyo deseo a semejantes fazañas es inclinado( Cervantes - Don Quijote)
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* Antojósele en esto a uno de los arrieros que estaban en la venta ir a dar agua a su recua, y fue menester quitar las armas de don Quijote, que estaban sobre la pila, el cual, viéndole llegar, en voz alta le dijo: —¡Oh tú, quienquiera que seas, atrevido caballero, que llegas a tocar las armas del más valeroso andante que jamás se ciñó espada, mira lo que haces y no las toques, si no quieres dejar la vida en pago de tu atrevimiento! No se curó el arriero de estas razones, y fuera mejor que se curara, porque fuera curarse en salud; antes, trabando de las correas, las arrojó gran trecho de sí.( Cervantes - Don Quijote)
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* El ventero, por verle ya fuera de la venta, con no menos retóricas, aunque con más breves palabras, respondió a las suyas, y, sin pedirle la costa de la posada, le dejó ir a la buen hora( Cervantes - Don Quijote)
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* —¿Irme yo con él —dijo el muchacho— más? ¡Mal año, no señor, ni por pienso; porque, en viéndose solo, me desuelle como a un San Bartolomé! —No hará tal —replicó don Quijote—; basta que yo se lo mande para que me tenga respeto; y, con que él me lo jure por la ley de caballería que ha recebido, le dejaré ir libre y aseguraré la paga( Cervantes - Don Quijote)
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* Andrés se partió algo mohíno, jurando de ir a buscar al valeroso don Quijote de la Mancha y contarle punto por punto lo que había pasado, y que se lo había de pagar con las setenas.( Cervantes - Don Quijote)
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* De allí a dos días se levantó don Quijote, y lo primero que hizo fue ir a ver sus libros, y, como no hallaba el aposento donde le había dejado, andaba de una en otra parte buscándole.( Cervantes - Don Quijote)
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* Decíale, entre otras cosas, don Quijote, que se dispusiese a ir con él de buena gana, porque tal vez le podía suceder aventura que ganase, en quítame allá esas pajas, alguna ínsula, y le dejase a él por gobernador de ella.( Cervantes - Don Quijote)
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* A lo cual don Quijote respondió con mucho entono y gravedad: —Por cierto, fermosas señoras, yo soy muy contento de hacer lo que me pedís; mas ha de ser con una condición y concierto, y es que este caballero me ha de prometer de ir al lugar del Toboso y presentarse de mi parte ante la sin par doña Dulcinea, para que ella haga dél lo que más fuere de su voluntad( Cervantes - Don Quijote)
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* Y tengo para mí que ha de ser cosa muy de ver; a lo menos, yo no dejaré de ir a verla, si supiese no volver mañana al lugar( Cervantes - Don Quijote)
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* Donde se da fin al cuento de la pastora Marcela, con otros sucesos Mas apenas comenzó a descubrirse el día por los balcones del Oriente, cuando los cinco de los seis cabreros se levantaron y fueron a despertar a don Quijote, y a decirle si estaba todavía con propósito de ir a ver el famoso entierro de Grisóstomo, y que ellos le harían compañía.( Cervantes - Don Quijote)
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* A lo cual respondió nuestro don Quijote: —Señor, una golondrina sola no hace verano; cuanto más que yo sé que de secreto estaba ese caballero muy bien enamorado; fuera que aquello de querer a todas bien cuantas bien le parecían era condición natural a quien no podía ir a la mano.( Cervantes - Don Quijote)
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* Don Quijote les agradeció el aviso y el ánimo que mostraban de hacerle merced, y dijo que por entonces no quería ni debía ir a Sevilla, hasta que hubiese despojado todas aquellas sierras de ladrones malandrines, de quien era fama que todas estaban llenas.( Cervantes - Don Quijote)
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* El cual determinó de ir a buscar a la pastora Marcela y ofrecerle todo lo que él podía en su servicio.( Cervantes - Don Quijote)
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* —Verdad será que él debía de ir caballero como vuestra merced dice — 113 respondió Sancho—; pero hay grande diferencia del ir caballero al ir atravesado como costal de basura( Cervantes - Don Quijote)
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* El ventero, que le vio ir y que no le pagaba, acudió a cobrar de Sancho Panza, el cual dijo que, pues su señor no había querido pagar, que tampoco él pagaría, porque, siendo él escudero de caballero andante, como era, la misma regla y razón corría por él como por su amo en no pagar cosa alguna en los mesones y ventas.( Cervantes - Don Quijote)
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* Figurósele que la litera eran andas donde debía de ir algún malferido o muerto caballero, cuya venganza a él solo estaba reservada, y, sin hacer otro discurso, enristró su lanzón, púsose bien en la silla y, con gentil brío y continente se puso en la mitad del camino por donde los encamisados 132forzosamente habían de pasar y, cuando los vio cerca, alzó la voz y dijo: —Deteneos, caballeros, o quien quiera que seáis, y dadme cuenta de quién sois, de dónde venís, adónde vais, qué es lo que en aquellas andas lleváis; que, según las muestras, o vosotros habéis fecho, o vos han fecho, algún desaguisado, y conviene y es menester que yo lo sepa, o bien para castigaros del mal que fecistes, o bien para vengaros del tuerto que vos ficieron( Cervantes - Don Quijote)
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* Sigo, pues, y digo que el desembarcadero de la otra parte estaba lleno de cieno y resbaloso y tardaba el pescador mucho tiempo en ir y volver.( Cervantes - Don Quijote)
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* De lo del ser otra vez manteado no digo nada, que semejantes desgracias mal se pueden prevenir y, si vienen, no hay que hacer otra cosa sino encoger los hombros, detener el aliento, cerrar los ojos y dejarse ir por donde la suerte y la manta nos llevare( Cervantes - Don Quijote)
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* Y lo bueno es que este rey o príncipe, o lo que es, tiene una muy reñida guerra con otro tan poderoso como él, y el caballero huésped le pide (al cabo de algunos días que ha estado en su corte) licencia para ir a servirle en aquella guerra dicha.( Cervantes - Don Quijote)
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* De la libertad que dio don Quijote a muchos desdichados que, mal de su grado, los llevaban donde no quisieran ir Cuenta Cide Hamete Benengeli, autor arábigo y manchego, en esta gravísima, altisonante, mínima, dulce e imaginada historia, que, después que entre el famoso don Quijote de la Mancha y Sancho Panza su escudero pasaron aquellas razones que en el fin del capitulo veinte y uno quedan referidas, que don Quijote alzó los ojos y vio que por el camino que llevaba venían hasta doce hombres a pie, ensartados como cuentas en una gran cadena de hierro por los cuellos, y todos con esposas a las manos; venían ansimismo con ellos dos hombres de a caballo y dos de a pie; los de a caballo con escopetas de rueda, y los de a pie con dardos y espadas, y que, así como Sancho Panza los vido, dijo: —Esta es cadena de galeotes: gente forzada del rey que va a las galeras( Cervantes - Don Quijote)
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* —A no haberle añadido esas puntas y collar —dijo don Quijote—, por solamente el alcahuete limpio no merecía él ir a bogar en las galeras, sino a mandallas y a ser general dellas, porque no es así como quiera el oficio de alcahuete, que es oficio de discretos y necesarísimo en la república bien ordenada, y que no le debía ejercer sino gente muy bien nacida, y aun había de haber veedor y examinador de los tales, como le hay de los demás oficios, con número deputado y conocido, como corredores de lonja, y desta manera se escusarían muchos males que se causan por andar este oficio y ejercicio entre gente idiota y de poco entendimiento, como son mujercillas de poco más a menos, pajecillos y truhanes de pocos años y de poca experiencia, que a la más necesaria ocasión, y cuando es menester dar una traza que importe, se les yelan las migas entre la boca y la mano y no saben cuál es su mano derecha( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero nunca pensé que hacía mal en ello, que toda mi intención era que todo el mundo se holgase y viviese en paz y quietud, sin pendencias ni penas; pero no me aprovechó nada este buen deseo para dejar de ir a donde no espero volver, según me cargan los años y un mal de orina que llevo, que no me deja reposar un rato( Cervantes - Don Quijote)
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* —Para servir a Dios y al rey, otra vez he estado cuatro años, y ya sé a qué sabe el bizcocho y el corbacho —respondió Ginés—; y no me pesa mucho de ir a ellas, porque allí tendré lugar de acabar mi libro; que me quedan muchas cosas que decir, y en las galeras de España hay más sosiego de aquel que sería menester, aunque no es menester mucho más para lo que yo tengo de escribir, porque me lo sé de coro( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero, porque sé que una de las partes de la prudencia es que lo que se puede hacer por bien no se haga por mal, quiero rogar a estos señores guardianes y comisario sean servidos de desataros y dejaros ir en paz; que no faltarán otros que sirvan al rey en mejores ocasiones, porque me parece duro caso hacer esclavos a los que Dios y naturaleza hizo libres.( Cervantes - Don Quijote)
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* Dígolo porque ya habéis visto, señores, con manifiesta experiencia, el que de mí habéis recebido, en pago del cual querría, y es mi voluntad que, cargados de esa cadena que quité de vuestros cuellos, luego os pongáis en camino y vais a la ciudad del Toboso, y allí os presentéis ante la señora Dulcinea del Toboso y le digáis que su caballero, el de la Triste Figura, se le envía a encomendar, y le contéis punto por punto todos los que ha tenido esta famosa aventura, hasta poneros en la deseada libertad; y, hecho esto, os podréis ir donde quisiéredes, a la buena ventura( Cervantes - Don Quijote)
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* Respondió por todos Ginés de Pasamonte y dijo: —Lo que vuestra merced nos manda, señor y libertador nuestro, es imposible de toda imposibilidad cumplirlo, porque no podemos ir juntos por los caminos, sino solos y divididos, y cada uno por su parte, procurando meterse en las entrañas de la tierra por no ser hallado de la Santa Hermandad, que, sin duda alguna, ha de salir en nuestra busca.( Cervantes - Don Quijote)
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* —Pues, ¡voto a tal —dijo don Quijote, ya puesto en cólera—, don hijo de la puta, don Ginesillo de Paropillo o como os llamáis, que habéis de ir vos solo, rabo entre piernas, con toda la cadena a cuestas! Pasamonte, que no era nada bien sufrido, estando ya enterado que don Quijote no era muy cuerdo, pues tal disparate había acometido como el de querer darles libertad, viéndose tratar de aquella manera, hizo del ojo a los compañeros y, apartándose aparte, comenzaron a llover tantas piedras sobre don Quijote, que no se daba manos a cubrirse con la rodela, y el pobre de Rocinante no hacía más caso de la espuela que si fuera hecho de bronce( Cervantes - Don Quijote)
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* A Sancho le quitaron el gabán y, dejándole en pelota, repartiendo entre sí los demás despojos de la batalla, se fueron cada uno por su parte, con más cuidado de escaparse de la Hermandad que temían que de cargarse de la cadena e ir a presentarse ante la señora Dulcinea del Toboso( Cervantes - Don Quijote)
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* Subió don Quijote sin replicarle más palabra y, guiando Sancho sobre su asno, se entraron por una parte de Sierra Morena, que allí junto estaba, llevando Sancho intención de atravesarla toda e ir a salir al Viso o a Almodóvar del Campo y esconderse algunos días por aquellas asperezas, por no ser hallados si la Hermandad los buscase.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y así, bástame a mí pensar y creer que la buena de Aldonza Lorenzo es hermosa y honesta; y, en lo del linaje, importa poco, que 179 no han de ir a hacer la información dél para darle algún hábito, y yo me hago cuenta que es la más alta princesa del mundo.( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero, con todo eso, dígamela vuestra merced, que me holgaré mucho de oílla, que debe de ir como de molde( Cervantes - Don Quijote)
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* Y así, le dejaremos ir su camino hasta la vuelta, que fue breve( Cervantes - Don Quijote)
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* Porque ellos le habían dicho antes que el ir de aquella suerte y vestirse de aquel modo era toda la importancia para sacar a su amo de aquella mala vida que había escogido, y que le encargaban mucho que no dijese a su amo quién ellos eran ni que los conocía; y que, si le preguntase, como se lo había de preguntar, si dio la carta a Dulcinea, dijese que sí, y que, por no saber leer, le había respondido de palabra, diciéndole que le mandaba, so pena de la su desgracia, que luego al momento se viniese a ver con ella, que era cosa que le importaba mucho, porque, con esto y con lo que ellos pensaban decirle, tenían por cosa cierta reducirle a mejor vida y hacer con él que luego se pusiese en camino para ir a ser emperador o monarca, que en lo de ser arzobispo no había de qué temer( Cervantes - Don Quijote)
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* El enojo que contra don Fernando concebí, junto con el temor de perder la prenda que con tantos años de servicios y deseos tenía granjeada, me pusieron alas, pues, casi como en vuelo, otro día me puse en mi lugar, al punto y hora que convenía para ir a hablar a Luscinda.( Cervantes - Don Quijote)
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* Ya en esto se había puesto Dorotea sobre la mula del cura, y el barbero se había acomodado al rostro la barba de la cola de buey, y dijeron a Sancho que los guiase adonde don Quijote estaba, al cual advirtieron que no dijese que conocía al licenciado ni al barbero, porque en no conocerlos consistía todo el toque de venir a ser emperador su amo; puesto que ni el cura ni Cardenio quisieron ir con ellos, porque no se le acordase a don Quijote la pendencia que con Cardenio había tenido, y el cura porque no era menester por entonces su presencia.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y así, los dejaron ir delante y ellos los fueron siguiendo a pie poco a poco.( Cervantes - Don Quijote)
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* Estábase el barbero aún de rodillas, teniendo gran cuenta de disimular la risa y de que no se le cayese la barba, con cuya caída quizá quedaran todos sin conseguir su buena intención; y, viendo que ya el don estaba concedido, y con la diligencia que don Quijote se alistaba para ir a cumplirle, se levantó y tomó de la otra mano a su señora, y entre los dos la subieron en la mula; luego subió don Quijote sobre Rocinante y el barbero se acomodó en su cabalgadura, quedándose Sancho a pie, donde de nuevo se le renovó la pérdida del rucio, con la falta que entonces le hacía; mas todo lo llevaba con gusto, por parecerle que ya su señor estaba puesto en camino y muy a pique de ser emperador, porque sin duda alguna pensaba que se había de casar con aquella princesa y ser, por lo menos, rey de Micomicón; sólo le daba pesadumbre el pensar que aquel reino era en tierra de negros, y que la gente que por sus vasallos le diesen habían de ser todos negros, a lo cual hizo luego en su imaginación un buen remedio, y díjose a sí mismo: —¿Qué se me da a mí que mis vasallos sean negros? ¿Habrá más que cargar con ellos y traerlos a España, donde los podré vender, y adonde me los pagarán de contado, de cuyo dinero podré comprar algún título o algún oficio con que vivir descansado todos los días de mi vida? ¡No, sino dormíos, y no tengáis ingenio ni habilidad para disponer de las cosas y para vender treinta o diez mil vasallos en dácame esas pajas! ¡Par Dios que los he de volar, chico con grande, o como pudiere; y que por negros que sean los he de volver blancos, o amarillos; llegaos, que me mamo el dedo! 212Con esto andaba tan solícito y tan contento, que se le olvidaba la pesadumbre de caminar a pie( Cervantes - Don Quijote)
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* —Sí sufre, a lo que yo creo —respondió la princesa—; y también sé que no será menester mandárselo al señor mi escudero, que él es tan cortés y tan cortesano, que no consentirá que una persona eclesiástica vaya a pie pudiendo ir a caballo( Cervantes - Don Quijote)
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* Y es lo bueno que es pública fama por todos estos contornos, que los que nos saltearon son de unos galeotes que dicen que libertó casi en este mesmo sitio un hombre tan valiente, que, a pesar del comisario y de las guardas, los soltó a todos; y, sin duda alguna, él debía de estar fuera de juicio, o debe de ser tan grande bellaco como ellos, o algún hombre sin alma y sin conciencia, pues quiso soltar al lobo entre las ovejas, a la raposa entre las gallinas, a la mosca entre la miel; quiso defraudar la justicia, ir contra su rey y señor natural, pues fue contra sus justos mandamientos.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y así, de nuevo confirmo el don que os he prometido, y juro de ir con vos al cabo del mundo hasta verme con el fiero enemigo vuestro, a quien pienso, con el ayuda de Dios y de mi brazo, tajar la cabeza soberbia con los filos desta, no quiero decir buena espada, merced a Ginés de Pasamonte, que me llevó la mía (esto dijo entre dientes, y prosiguió diciendo), y después de habérsela tajado y puéstoos en pacifica posesión de vuestro estado, quedará a vuestra voluntad hacer de vuestra persona lo que más en talante os viniere; porque, mientras que yo tuviere ocupada la memoria y cautiva la voluntad, perdido el entendimiento, a aquella...( Cervantes - Don Quijote)
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* ¿Sabes de qué estoy maravillado, Sancho? De que me parece que fuiste y veniste por los aires, pues poco más de tres días has tardado en ir y venir desde aquí al Toboso, habiendo de aquí allá más de treinta leguas.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y vuestra merced no se cure de ir por agora a ver a mi señora Dulcinea, sino váyase a matar al gigante y concluyamos este negocio; que por Dios que se me asienta que ha de ser de mucha honra y de mucho provecho( Cervantes - Don Quijote)
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* —Dígote, Sancho —dijo don Quijote—, que estás en lo cierto, y que habré de tomar tu consejo en cuanto el ir antes con la princesa que ver a Dulcinea.( Cervantes - Don Quijote)
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* —Pues si eso es así —dijo Sancho—, ¿cómo hace vuestra merced que todos los que vence por su brazo se vayan a presentar ante mi señora Dulcinea, siendo esto firma de su nombre, que la quiere bien, y que es su enamorado? Y siendo forzoso que los que fueren se han de ir a hincar de finojos ante su presencia y decir que van de parte de vuestra merced a dalle la obediencia, ¿cómo se pueden encubrir los pensamientos de entrambos? —¡Oh, qué necio y qué simple que eres! —dijo don Quijote—.( Cervantes - Don Quijote)
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* —El daño estuvo —dijo don Quijote— en irme yo de allí, que no me había de ir hasta dejarte pagado; porque bien debía yo de saber, por luengas experiencias, que no hay villano que guarde palabra que diere, si él vee que no le está bien guardalla.( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero ya te acuerdas, Andrés, que yo juré que, si no te pagaba, que había de ir a buscarle y que le había de hallar, aunque se escondiese en el vientre de la ballena( Cervantes - Don Quijote)
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* Él le respondió que quería ir a buscar al villano y castigalle de tan mal término y hacer pagado a Andrés hasta el último maravedí, a despecho y pesar de cuantos villanos hubiese en el mundo.( Cervantes - Don Quijote)
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* Pues ¿qué me dirán del bueno de don Cirongilio de Tracia, que fue tan valiente y animoso como se vera en el libro, donde cuenta que, navegando por un río, le salió de la mitad del agua una serpiente de fuego, y él, así como la vio, se arrojó sobre ella, y se puso a horcajadas encima de sus escamosas espaldas y la apretó con ambas manos la garganta, con tanta fuerza que, viendo la serpiente que la iba ahogando, no tuvo otro remedio sino dejarse ir a lo hondo del río, llevándose tras sí al caballero, que nunca la quiso soltar? Y cuando llegaron allá abajo, se halló en unos palacios y en unos jardines tan lindos, que era maravilla, y luego la sierpe se volvió en un viejo anciano, que le dijo tantas de cosas que no hay más que oír.( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero, ¿dónde se hallará amigo tan discreto y tan leal y verdadero como aquí Lotario le pide? No lo sé yo, por cierto; sólo Lotario era este, que con toda solicitud y advertimiento miraba por la honra de su amigo y procuraba dezmar, frisar y acortar los días del concierto del ir a su casa, porque no pareciese mal al vulgo ocioso, y a los ojos vagabundos y maliciosos, la entrada de un mozo rico, gentilhombre y bien nacido, y de las buenas partes que él pensaba que tenía, en la casa de una mujer tan hermosa como Camila; que, puesto que su bondad y valor podía poner freno a toda maldiciente lengua, todavía no quería poner en duda su crédito ni el de su amigo, y por esto los más de los días del concierto los ocupaba y entretenía en otras cosas, que él daba a entender ser inexcusables.( Cervantes - Don Quijote)
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* Yo me hallo tan mal sin vos, y tan imposibilitada de no poder sufrir esta ausencia, 244que si presto no venís me habré de ir a entretener en casa de mis padres, aunque deje sin guarda la vuestra.( Cervantes - Don Quijote)
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* Con esto se fue Lotario; y Anselmo, otro día, con la escusa de ir a aquella aldea de su amigo, se partió y volvió a esconderse; que lo pudo hacer con comodidad, porque de industria se la dieron Camila y Leonela.( Cervantes - Don Quijote)
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* A ti te conozco y tengo en la misma posesión que él te tiene; que, a no ser así, por menos prendas que las tuyas no había yo de ir contra lo que debo a ser quien soy, y contra las santas leyes de la verdadera amistad, ahora por tan poderoso enemigo como el amor por mí rompidas y violadas( Cervantes - Don Quijote)
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* Deseaba mucho la noche y el tener lugar para salir de su casa y ir a verse con su buen amigo Lotario, congratulándose con él de la margarita preciosa que había hallado en el desengaño de la bondad de su esposa.( Cervantes - Don Quijote)
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* Embarqueme en Alicante, llegué con próspero viaje a Génova, fui desde allí a Milán, donde me acomodé de armas y de algunas galas de soldado, de donde quise ir a asentar mi plaza al Piamonte, y, estando ya de camino ara Alejandría de la Palla, tuve nuevas que el gran Duque de Alba pasaba a Flandes.( Cervantes - Don Quijote)
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* También los cautivos del rey que son de rescate no salen al trabajo con la demás chusma, si no es cuando se tarda su rescate; que entonces, por hacerles que escriban por él con más ahínco, les hacen trabajar y ir por leña con los demás, que es un no pequeño trabajo.( Cervantes - Don Quijote)
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* Esto decía y contenía el segundo papel, lo cual visto por todos, cada uno se ofreció a querer ser el rescatado, y prometió de ir y volver con toda puntualidad, y también yo me ofrecí a lo mismo; a todo lo cual se opuso el renegado, diciendo que en ninguna manera consentiría que ninguno saliese de libertad hasta que fuesen todos juntos, porque la experiencia le había mostrado cuán mal cumplían los libres las palabras que daban en el cautiverio; porque muchas veces habían usado de aquel remedio algunos principales cautivos, rescatando a uno que fuese a Valencia o Mallorca con dineros para poder armar una barca y volver por los que le habían rescatado, y nunca habían vuelto.( Cervantes - Don Quijote)
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* Cuanto más que si la mora, como ella decía, daba dineros para rescatarlos a todos, que estando libres, era facilísima cosa aun embarcarse en la mitad del día, y que la dificultad que se ofrecía mayor era que los moros no consienten que renegado alguno compre ni tenga barca, si no es bajel grande para ir en corso, porque se temen que el que compra barca, principalmente si es español, no la quiere sino para irse a tierra de cristianos; pero que él facilitaría este inconveniente con hacer que un moro tagarino fuese a la parte con él en la compañía de la barca y en la ganancia de las mercancías, y con esta sombra él vendría a ser señor de la barca, con que daba por acabado todo lo demás.( Cervantes - Don Quijote)
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* El jueves antes del viernes que la hermosa Zoraida se había de ir al jardín nos dio otros mil escudos y os avisó de su partida, rogándome que, si me rescatase, supiese luego el jardín de su padre, y que en todo caso buscase ocasión de ir allá y verla.( Cervantes - Don Quijote)
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* Viendo esto, hablé a doce españoles, todos valientes hombres del remo y de aquellos que más libremente podían salir de la ciudad, y no fue poco hallar tantos en aquella coyuntura, porque estaban veinte bajeles en corso y se habían llevado toda la gente de remo; y estos no se hallaran, si no fuera que su amo se quedó aquel verano sin ir en corso a acabar una galeota que tenía en astillero.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y así, determiné de ir al jardín y ver si podría hablarla, y, con ocasión de coger algunas yerbas, un día antes de mi partida, fui allá, y la primera persona con quien encontré fue con su padre, el cual me dijo en lengua que en toda la Berbería y aun en Costantinopla se halla entre cautivos y moros, que ni es morisca, ni castellana, ni de otra nación alguna, sino una mezcla de todas las lenguas, con la cual todos nos entendemos, digo, pues, que en esta manera de lenguaje me preguntó que qué buscaba en aquel su jardín y de quién era.( Cervantes - Don Quijote)
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* «Mañana creo yo», dije, «porque está aquí un bajel de Francia que se hace mañana a la vela, y pienso irme en él.» «¿No es mejor», replicó Zoraida, «esperar a que vengan bajeles de España y irte con ellos, que no con los de Francia, que no son vuestros amigos?» «No», respondí yo; «aunque si como hay nuevas que viene ya un bajel de España es verdad, todavía yo le aguardaré, puesto que es más cierto el partirme mañana, porque el deseo que tengo de verme en mi tierra y con las personas que bien quiero es tanto, que no me dejará esperar otra comodidad si se tarda, por mejor que sea.» «Debes de ser, sin duda, casado en tu tierra», dijo Zoraida, «y por eso deseas ir a verte con tu mujer.» «No soy», respondí yo, «casado, mas tengo dada la palabra de casarme en llegando allá.» «Y ¿es hermosa la dama a quien se la diste?», dijo Zoraida.( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero apenas él se encubrió con los árboles del jardín, cuando ella, volviéndose a mí, llenos los ojos de lágrimas, me dijo: «¿Ámexi, cristiano, ámexi?.» Que quiere decir: «¿Vaste, cristiano, vaste?» Yo la respondí: «Señora, sí, pero no en ninguna manera sin ti; el primero jumá me aguarda7722, y no te sobresaltes cuando nos veas; que sin duda alguna iremos a tierra de cristianos.» Yo le dije esto de manera que ella me entendió muy bien a todas las razones que entrambos pasamos, y, echándome un brazo al cuello, con desmayados pasos comenzó a caminar hacia la casa, y quiso la suerte, que pudiera ser muy mala, si el cielo no lo ordenara de otra manera, que yendo los dos de la manera y postura que os he contado, con un brazo al cuello, su padre, que ya volvía de hacer ir a los turcos, nos vio de la suerte y manera que íbamos, y nosotros vimos que él nos había visto; pero Zoraida, advertida y discreta, no quiso quitar el brazo de mi cuello, antes se llegó más a mí y puso su cabeza sobre mi pecho, doblando un poco las rodillas, dando claras señales y muestras que se desmayaba, y yo ansimismo di a entender que la sostenía contra mi voluntad.( Cervantes - Don Quijote)
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* Como estuvimos juntos, dudamos si sería mejor ir primero por Zoraida, o rendir primero a los moros bagarinos, que bogaban el remo en la barca.( Cervantes - Don Quijote)
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* Dijímosle en lo que reparábamos, y él dijo que lo que más importaba era rendir primero el bajel, que se podía hacer con grandísima facilidad y sin peligro alguno, y que luego podíamos ir por Zoraida.( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero a causa de soplar un poco el viento tramontana, y estar la mar algo picada, no fue posible seguir la derrota de Mallorca, y fuenos forzoso dejarnos ir tierra a tierra la vuelta de Orán, no sin mucha pesadumbre nuesDON QUIJOTE DE LA MANCHA 295 tra, por no ser descubiertos del lugar de Sargel, que en aquella costa cae sesenta millas de Argel.( Cervantes - Don Quijote)
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* Habíanse puesto a bordo del bajel a preguntarnos quién éramos y adónde navegábamos y de dónde veníamos; pero por preguntarnos esto en lengua francesa, dijo nuestro renegado: «Ninguno responda, porque estos sin duda son cosarios franceses que hacen a toda ropa.» Por este advertimiento ninguno respondió palabra, y, habiendo pasado un poco delante, que ya el bajel quedaba a sotavento, de improviso soltaron dos piezas de artillería, y, a lo que parecía, ambas venían con cadenas, porque con una cortaron nuestro árbol por medio y dieron con él y con la vela en la mar, y al momento disparando otra pieza, vino a dar la bala en mitad de nuestra barca, de modo que la abrió toda sin hacer otro mal alguno; pero como nosotros nos vimos ir a fondo, comenzamos todos a grandes voces a pedir socorro y a rogar a los del bajel que nos acogiesen, porque nos anegábamos( Cervantes - Don Quijote)
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* Con todo esto determinamos de entrarnos la tierra adentro, pues no podría ser menos sino que presto descubriésemos quien nos diese noticia della; pero lo que a mí más me fatigaba era el ver ir a pie a Zoraida por aquellas asperezas, que, puesto que alguna vez la puse sobre mis hombros, más le cansaba a ella mi cansancio que la reposaba su reposo, y así, nunca más quiso que yo aquel trabajo tomase; y con mucha paciencia y muestras de alegría, llevándola yo siempre de la mano, poco menos de un cuarto de legua debíamos de haber andado, cuando llegó a nuestros oídos el son de una pequeña esquila, señal clara que por allí cerca había ganado, y, mirando todos con atención si alguno se parecía, vimos al pie de un alcornoque un pastor mozo, que con grande reposo y descuido estaba labrando un palo con un cuchillo; dimos voces, y él, alzando la cabeza, se puso ligeramente en pie, y a lo que después supimos, los primeros que a la vista se le ofrecieron fueron el renegado y Zoraida, y, como él los vio en hábito de moros, pensó que todos los de la Berbería estaban sobre él, y, metiéndose con estraña ligereza por el bosque adelante, comenzó a dar los mayores gritos del mundo, diciendo: «¡Moros, moros hay en la tierra; moros, moros, arma, arma!» Con estas voces quedamos todos confusos, y no sabíamos qué hacernos, pero considerando que las voces del pastor habían de alborotar la tierra, y que la caballería de la costa había de venir luego a ver lo que era, acordamos que el renegado se desnudase las ropas de turco y se vistiese un gilecuelco o casaca de cautivo que uno de nosotros le dio luego, aunque se quedó en camisa; y así, encomendándonos a Dios, fuimos por el mismo camino que vimos que el pastor llevaba, esperando siempre cuándo había de dar sobre nosotros la caballería de la costa; y no nos engañó nuestro pensamiento, porque aún no habrían pasado dos horas, cuando, habiendo ya salido de aquellas malezas a un llano, descubrimos hasta cincuenta caballeros que con gran ligereza, corriendo a media rienda, a nosotros se venían, y así como los vimos nos estuvimos quedos aguardándolos; pero como ellos llegaron y vieron, en lugar de los moros que buscaban, tanto pobre cristiano, quedaron confusos, y uno dellos nos preguntó si éramos nosotros acaso la ocasión porque un pastor había apellidado al arma.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y en lo de mi partida, sea luego, que yo no tengo más voluntad que la vuestra: disponed vos de mí a toda vuestra guisa y talante; que la que una vez os entregó la defensa de su persona y puso en vuestras manos la restauración de sus señoríos, no ha de querer ir contra lo que la vuestra prudencia ordenare( Cervantes - Don Quijote)
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* Uno de los cuadrilleros, a quien fue hecha la pregunta, respondió ansí: —Señor, lo que significa ir este caballero desta manera dígalo él, porque nosotros no lo sabemos( Cervantes - Don Quijote)
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* Y, en diciendo esto, apretó los muslos a Rocinante, porque espuelas no las tenía, y a todo galope, porque carrera tirada no se lee en toda esta verdadera historia que jamás la diese Rocinante, se fue a encontrar con los diciplinantes, bien que fueran el cura y el canónigo y barbero a detenelle; mas no les fue posible, ni menos le detuvieron las voces que Sancho le daba, diciendo: —¿Adónde va, señor don Quijote?; ¿qué demonios lleva en el pecho que le incitan a ir contra nuestra fe católica? Advierta, mal haya yo, que aquella es procesión de diciplinantes, y que aquella señora que llevan sobre la peana es la imagen benditísima de la Virgen sin mancilla; mire, señor, lo que hace, que por esta vez se puede decir que no es lo que sabe( Cervantes - Don Quijote)
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* DEDICATORIA AL CONDE DE LEMOS Enviando a Vuestra Excelencia los días pasados mis Comedias, antes impresas que representadas, si bien me acuerdo, dije que don Quijote quedaba calzadas las espuelas para ir a besar las manos a Vuestra Excelencia, y ahora digo que se las ha calzado y se ha puesto en camino, y si él allá llega me parece que habré hecho algún servicio a Vuestra Excelencia, porque es mucha la priesa que de infinitas partes me dan a que le envíe, para quitar el hámago y la náusea que ha causado otro don Quijote, que con nombre de Segunda parte se ha disfrazado y corrido por el orbe; y el que más ha mostrado desearle ha sido el grande emperador de la China, pues en lengua chinesca habrá un mes que me escribió una carta con un propio, pidiéndome, o por mejor decir, suplicándome, se le enviase porque quería fundar un colegio donde se leyese la lengua castellana, y quería que el libro que se leyese fuese el de la historia de don Quijote; juntamente con esto me decía que fuese yo a ser el rector del tal colegio( Cervantes - Don Quijote)
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* Con esta buena fee, el buen capellán pidió al retor mandase dar los vestidos con que allí había entrado el licenciado; volvió a decir el retor que mirase lo que hacía, porque sin duda alguna el licenciado aún se estaba loco; no sirvieron de nada para con el capellán las prevenciones y advertimientos del retor para que dejase de llevarle; obedeció el retor, viendo ser orden del arzobispo; pusieron al licenciado sus vestidos, que eran nuevos y decentes, y como él se vio vestido de cuerdo y desnudo de loco, suplicó al capellán que por caridad le diese licencia para ir a despedirse de sus compañeros los locos; el capellán dijo que él le quería acompañar y ver los locos que en la casa había; subieron, en efeto, y con ellos algunos que se hallaron presentes, y llegado el licenciado a una jaula adonde estaba un loco furioso, aunque entonces sosegado y quieto, le dijo: «Hermano mío, mire si me manda algo, que me voy a mi casa; que ya Dios ha sido servido por su infinita bondad y misericordía, sin yo merecerlo, de volverme mi juicio; ya estoy sano y cuerdo, que acerca del poder de Dios ninguna cosa es imposible; tenga grande esperanza y confianza en Él, que pues a mí me ha vuelto a mi primero estado, también le volverá a él, si en Él confía; yo tendré cuidado de enviarle algunos regalos que coma, y cómalos en todo caso, que le hago saber que imagino, como quien ha pasado por ello, que todas nuestras locuras proceden de tener los estómagos vacíos y los celebros llenos de aire; esfuércese, esfuércese, que el descaecimiento en los infortunios apoca la salud y acarrea la muerte».( Cervantes - Don Quijote)
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* Si yo dijera que mi hija se arrojara de una torre abajo, o que se fuera por esos mundos, como se quiso ir la infanta doña Urraca, tenías razón de no venir con mi gusto; pero si en dos paletas y en menos de un abrir y cerrar de ojos te la chanto un don y una señoría a cuestas, y te la saco de los rastrojos, y te la pongo en toldo y en peana y en un estrado de más almohadas de velludo, que tuvieron moros en su linaje los almohadas de Marruecos, ¿por qué no has de consentir y querer lo que yo quiero? —¿Sabéis por qué, marido? —respondió Teresa—: por el refrán que dice: «Quien te cubre te descubre».( Cervantes - Don Quijote)
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* Dos caminos hay, hijas, por donde pueden ir los hombres a llegar a ser ricos y honrados: el uno es el de las letras, otro, el de las armas.( Cervantes - Don Quijote)
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* Yo tengo más armas que letras, y nací, según me inclino a las armas, debajo de la influencia del planeta Marte; así, que casi me es forzoso seguir por su camino, y por él tengo de ir a pesar de todo el mundo, y será en balde cansaros en persuadirme a que no quiera yo lo que los cielos quieren, la fortuna ordena y la razón pide y, sobre todo, mi voluntad desea.( Cervantes - Don Quijote)
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* Dijo Sancho a su amo: —Señor, ya yo tengo relucida a mi mujer a que me deje ir con vuestra merced adonde quisiere llevarme( Cervantes - Don Quijote)
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* Díjole don Quijote: —Sancho amigo, la noche se nos va entrando a más andar y con más escuridad de la que habíamos menester para alcanzar a ver con el día al Toboso, adonde tengo determinado de ir antes que en otra aventura me ponga, y allí tomaré la bendición y buena licencia de la sin par Dulcinea, con la cual licencia pienso y tengo por cierto de acabar y dar felice cima a toda peligrosa aventura, porque ninguna cosa desta vida hace más valientes a los caballeros andantes que verse favorecidos de sus damas( Cervantes - Don Quijote)
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* Estando los dos en estas pláticas, vieron que venía a pasar por donde estaban uno con dos mulas, que por el ruido que hacía el arado, que arrastraba por el suelo, juzgaron que debía de ser labrador, que habría madrugado antes del día a ir a su labranza, y así fue la verdad; venía el labrador cantando aquel romance que dicen: Mala la hubistes, franceses, en esa de Roncesvalles( Cervantes - Don Quijote)
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* Y ¿paréceos que fuera acertado y bien hecho que, si los del Toboso supiesen que estáis vos aquí con intención de ir a sonsacarles sus princesas y a desasosegarles sus damas, viniesen y os moliesen las costillas a puros palos y no os dejasen hueso sano? En verdad que tendrían mucha razón, cuando no considerasen que soy mandado, y que mensajero sois, amigo, no merecéis culpa, non( Cervantes - Don Quijote)
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* Con esto que pensó Sancho Panza quedó sosegado su espíritu, y tuvo por bien acabado su negocio, y deteniéndose allí hasta la tarde, por dar lugar a que don Quijote pensase que le había tenido para ir y volver del Toboso; y sucediole todo tan bien, que, cuando se levantó para subir en el rucio, vio que del Toboso hacia donde él estaba venían tres labradoras sobre tres pollinos, o pollinas, que el autor no lo declara, aunque más se puede creer que eran borricas, por ser ordinaria caballería de las aldeanas; pero como no va mucho en esto, no hay para qué detenernos en averiguarlo( Cervantes - Don Quijote)
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* Apártense y déjenmos ir y agradecérselo hemos( Cervantes - Don Quijote)
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* —Pues con todo —respondió don Quijote—, no se me ha de ir el demonio farsante alabando, aunque le favorezca todo el género humano( Cervantes - Don Quijote)
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* En esto, volvió en sí el de los Espejos, lo cual visto por don Quijote, le puso la punta desnuda de su espada encima del rostro, y le dijo: —Muerto sois, caballero, si no confesáis que la sin par Dulcinea del Toboso se aventaja en belleza a vuestra Casildea de Vandalia; y demás de esto habéis de prometer, si de esta contienda y caída quedárades con vida, de ir a la ciudad del Toboso, y presentaros en su presencia de mi parte, para que haga de vos lo que más en voluntad le viniere; y si os dejare en la vuestra, así mismo habéis de volver a buscarme, que el rastro de mis hazañas os servirá de guía que os traiga donde yo estuviere, y a decirme lo que con ella hubiéredes pasado; condiciones que, conforme a las que pusimos antes de nuestra batalla, no salen de los términos de la andante caballería( Cervantes - Don Quijote)
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* —Confieso —dijo el caído caballero— que vale más el zapato descosido y sucio de la señora Dulcinea del Toboso, que las barbas mal peinadas, aunque limpias, de Casildea, y prometo de ir y volver de su presencia a la vuestra y daros entera y particular cuenta de lo que me pedís( Cervantes - Don Quijote)
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* Cuatro días estuvo don Quijote regaladísimo en la casa de don Diego, al cabo de los cuales le pidió licencia para irse, diciéndole que le agradecía la merced y buen tratamiento que en su casa había recebido, pero que por no parecer bien que los caballeros andantes se den muchas horas al ocio y al regalo se quería ir a cumplir con su oficio, buscando las aventuras, de quien tenía noticia que aquella tierra abundaba, donde esperaba entretener el tiempo hasta que llegase el día de las justas de Zaragoza, que era el de su derecha derrota112233, y que primero había de entrar en la cueva de Montesinos, de quien tantas y tan admirables cosas en aquellos contornos se contaban, sabiendo e inquiriendo 453 122 Historia trágica de dos amantes famosos, contada por Ovidio en su Metamorfosis, que murieron víctimas de una cadena de equivocaciones, como Romeo y Julieta( Cervantes - Don Quijote)
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* Donde se cuentan mil zarandajas tan impertinentes como necesarias al verdadero entendimiento desta grande historia Dice el que tradujo esta grande historia del original, de la que escribió su primer autor Cide Hamete Benengeli, que llegando al capítulo de la aventura de la cueva de Montesinos, en el margen dél estaban escritas de mano del mesmo Hamete estas mismas razones: «No me puedo dar a entender, ni me puedo persuadir, que al valeroso don Quijote le pasase puntualmente todo lo que en el antecedente capítulo queda escrito; la razón es que todas las aventuras hasta aquí sucedidas han sido contingibles115555 y verisímiles; pero esta desta cueva no le hallo entrada alguna para tenerla por verdadera, por ir tan fuera de los términos razonables; pues pensar yo que don Quijote mintiese, siendo el más verdadero hidalgo y el más noble caballero de sus tiempos, no es posible; que no dijera él una mentira si le asaetearan.( Cervantes - Don Quijote)
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* A Sancho le pusieron sobre su jumento, apenas vuelto en sí y le dejaron ir tras su amo, no porque él tuviese sentido para regirle; pero el rucio siguió las huellas de Rocinante, sin el cual no se hallaba un punto( Cervantes - Don Quijote)
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* Riose don Quijote de la interpretación que Sancho había dado al nombre y al cómputo y cuenta del cosmógrafo Ptolomeo, y díjole: —Sabrás, Sancho, que los españoles y los que se embarcan en Cádiz para ir a las Indias Orientales, una de las señales que tienen para entender que han pasado la línea equinocial que te he dicho es que a todos los que van en el navío se les mueren los piojos, sin que les quede ninguno, ni en todo el bajel le hallarán si le pesan a oro, y, así, puedes, Sancho, pasear una mano por un muslo, y si topares cosa viva, saldremos desta duda, y si no, pasado habemos( Cervantes - Don Quijote)
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* —En la caballeriza basta que esté —respondió Sancho—, que sobre las niñas de los ojos de vuestra grandeza ni él ni yo somos dignos de estar sólo un momento; y así lo consintiría yo como darme de puñaladas, que, aunque dice mi señor que en las cortesías antes se ha de perder por carta de más que de menos, en las jumentiles y asininas117755 se ha de ir con el compás en la mano y con medido término( Cervantes - Don Quijote)
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* —No piense vuesa merced, señora duquesa, que ha dicho mucho —dijo Sancho—; que yo he visto ir más de dos asnos a los gobiernos, y que llevase yo el mío no sería cosa nueva( Cervantes - Don Quijote)
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* —¡Voto a tal! —dijo a esta sazón Sancho—; no digo yo tres mil azotes, pero así me daré yo tres, como tres puñaladas; ¡válate el diablo por modo de desencantar; yo no sé qué tienen que ver mis posas con los encantos! Par Dios que si el señor Merlín no ha hallado otra manera como desencantar a la señora Dulcinea del Toboso, encantada se podrá ir a la sepultura( Cervantes - Don Quijote)
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* Adelante pasaran con el coloquio dueñesco si no oyeran que el pífaro y los tambores volvían a sonar, por donde entendieron que la dueña Dolorida entraba; preguntó la duquesa al duque si sería bien ir a recebirla, pues era condesa y persona principal( Cervantes - Don Quijote)
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* ¡No, no, eso no; el matrimonio ha de ir adelante en cualquier negocio destos que por mí se tratare! Solamente hubo un daño en este negocio, que fue el de la desigualdad, por ser don Clavijo un caballero particular y la infanta Antonomasia heredera, como ya he dicho, del reino.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y luego la Dolorida y las demás dueñas alzaron los antifaces con que cubiertas venían, y descubrieron los rostros todos poblados de barbas, cuáles rubias, cuáles negras, cuáles blancas, y cuáles albarrazadas, de cuya vista mostraron quedar admirados el duque y la duquesa, pasmados don Quijote y Sancho, y atónitos todos los presentes, y la Trifaldi prosiguió: —Desta manera nos castigó aquel follón y malintencionado de Malambruno, cubriendo la blandura y morbidez de nuestros rostros con la aspereza destas cerdas; que pluguiera al cielo que antes con su desmesurado alfanje nos hubiera derribado las testas, que no que nos asombrara la luz de nuestras caras con esta borra que nos cubre, porque si entramos en cuenta, señores míos (y esto que voy a decir agora lo quisiera decir hechos mis ojos fuentes, pero la consideración de nuestra desgracia y los mares que hasta aquí han llovido, los tienen sin humor y secos como aristas, y, así, lo diré sin lágrimas), digo, pues, que ¿adónde podrá ir una dueña con barbas? ¿Qué padre o qué madre se dolerá della? ¿Quién la dará ayuda? Pues aun cuando tiene la tez lisa y el rostro martirizado con mil suertes de menjurjes y mudas apenas halla quien bien la quiera, ¿qué hará cuando descubra hecho un bosque su rostro? ¡Oh dueñas y compañeras mías, en desdichado punto nacimos, en hora menguada nuestros padres nos engendraron! 551 177 «¿Quién al oírlo podrá contener las lágrimas?» Cita burlesca de la Eneida de Virgilio( Cervantes - Don Quijote)
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* Pero, ¡qué escriban a secas: «Don Paralipomenón de las Tres Estrellas acabó la aventura de los seis vestiglos», sin nombrar la persona de su escudero que se halló presente a todo, como si no fuera en el mundo! Ahora, señores, vuelvo a decir que mi señor se puede ir solo, y buen provecho le haga; que yo me quedaré aquí en compañía de la duquesa mi señora, y podría ser que cuando volviese hallase mejorada la causa de la señora Dulcinea en tercio y quinto; porque pienso, en los ratos ociosos y desocupados, darme una tanda de azotes que no me la cubra pelo( Cervantes - Don Quijote)
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* —¡Par Dios —dijo Sancho—, que vuesa merced debe de ser menguado! Esto es como aquello que dicen: «En priesa me vees y doncellez me demandas? » ¿Ahora que tengo de ir sentado en una tabla rasa quiere vuesa merced que me lastime las posas? En verdad en verdad que no tiene vuesa merced razón.( Cervantes - Don Quijote)
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* Suba vuesa merced, y tápese primero; que si yo tengo de ir a las ancas, claro está que primero sube el de la silla( Cervantes - Don Quijote)
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* A lo cual Sancho respondió: —Yo, señora, sentí que íbamos, según mi señor me dijo, volando por la región del fuego, y quise descubrirme un poco los ojos; pero mi amo, a quien pedí licencia para descubrirme, no la consintió; mas yo, que tengo no sé qué briznas de curioso y de desear saber lo que se me estorba y impide, bonitamente y sin que nadie lo viese, por junto a las narices aparté tanto cuanto el pañizuelo que me tapaba los ojos, y por allí miré hacia la tierra, y pareciome que toda ella no era mayor que un grano de mostaza, y los hombres que andaban sobre ella poco mayores que avellanas, por que se vea cuán altos debíamos de ir entonces( Cervantes - Don Quijote)
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* De los consejos que dio don Quijote a Sancho Panza antes que fuese a gobernar la ínsula, con otras cosas bien consideradas Con el felice y gracioso suceso de la aventura de la Dolorida quedaron tan contentos los duques, que determinaron pasar con las burlas adelante, viendo el acomodado sujeto que tenían para que se tuviesen por veras; y así, habiendo dado la traza y ordenes que sus criados y sus vasallos habían de guardar con Sancho en el gobierno de la ínsula prometida, otro día, que fue el que sucedió al vuelo de Clavileño, dijo el duque a Sancho que se adeliñase y compusiese para ir a ser gobernador; que ya sus insulanos le estaban esperando como el agua de mayo.( Cervantes - Don Quijote)
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* Y quédese esto aquí, y advertid que mañana en ese mesmo día habéis de ir al gobierno de la ínsula, y esta tarde os acomodarán del traje conveniente que habéis de llevar, y de todas las cosas necesarias a vuestra partida( Cervantes - Don Quijote)
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* —Señor —replicó Sancho—, si a vuesa merced le parece que no soy de pro para este gobierno, desde aquí le suelto; que más quiero un solo negro de la uña de mi alma que a todo mi cuerpo, y así me sustentaré Sancho a secas con pan y cebolla como gobernador con perdices y capones; y más, que mientras se duerme, todos son iguales, los grandes y los menores, los pobres y los ricos, y si vuesa merced mira en ello, verá que sólo vuesa merced me ha puesto en esto de gobernar; que yo no sé más de gobiernos de ínsulas que un buitre y, si se imagina que por ser gobernador me ha de llevar el diablo, más me quiero ir Sancho al cielo que gobernador al infierno( Cervantes - Don Quijote)
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* Cómo Sancho Panza fue llevado al gobierno y de la estraña aventura que en el castillo sucedió a don Quijote Dicen que en el propio original desta historia se lee que, llegando Cide Hamete a escribir este capítulo, no le tradujo su intérprete como él le había escrito, que fue un modo de queja que tuvo el moro de sí mismo por haber tomado entre manos una historia tan seca y tan limitada como esta de don Quijote, por parecerle que siempre había de hablar dél y de Sancho, sin osar estenderse a otras digresiones y episodios más graves y más entretenidos, y decía que el ir siempre atenido el entendimiento, la mano y la pluma a escribir de un solo sujeto y hablar por las bocas de pocas personas era un trabajo incomportable, cuyo fruto no redundaba en el de su autor, y que, por huir deste inconveniente, había usado en la primera parte del artificio de algunas novelas, como fueron la del Curioso impertinente y la del Capitán cautivo, que están como separadas de la historia, puesto que las demás que allí se cuentan son casos sucedidos al mismo don Quijote, que no podían dejar de escribirse( Cervantes - Don Quijote)
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* Acaecio, pues, que el que le llevaba a cargo era un mayordomo del duque muy discreto y muy gracioso, que no puede haber gracia donde no hay discreción, el cual había hecho la persona de la condesa Trifaldi con el donaire que queda referido, y, con esto y con ir industriado de sus señores de cómo se había de haber con Sancho, salió con su intento maravillosamente.( Cervantes - Don Quijote)
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* Deja, lector amable, ir en paz y en hora buena al buen Sancho, y espera dos fanegas de risa que te ha de causar el saber cómo se portó en su cargo y, en tanto, atiende a saber lo que le pasó a su amo aquella noche; que, si con ello no rieres, por lo menos desplegarás los labios con risa de jimia, porque los sucesos de don Quijote, o se han de celebrar con admiración o con risa( Cervantes - Don Quijote)
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* Aquí hace Cide Hamete un paréntesis, y dice que por Mahoma que diera por ver ir a los dos así asidos y trabados desde la puerta al lecho la mejor almalafa de dos que tenía( Cervantes - Don Quijote)
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* Mis padres me dejaron sirviendo y se volvieron a su tierra, y de allí a pocos años se debieron de ir al cielo, porque eran a demás buenos y católicos cristianos; quedé huérfana y atenida al miserable salario y a las angustiadas mercedes que a las tales criadas se suele dar en palacio; y, en este tiempo, sin que diese yo ocasión a ello, se enamoró de mí un escudero de casa, hombre ya en días, barbudo y apersonado, y, sobre todo, hidalgo como el rey, porque era montañés.( Cervantes - Don Quijote)
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* Todavía porfiaba mi marido con la gorra en la mano, a querer ir acompañando al alcalde; viendo lo cual mi señora, llena de cólera y enojo, sacó un alfiler gordo, o creo que un punzón del estuche, y clavósele por los lomos, de manera, que mi marido dio una gran voz y torció el cuerpo, de suerte que dio con su señora en el suelo( Cervantes - Don Quijote)
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* Viéndose, pues, solos, la doncella prosiguió diciendo: —Yo, señores, soy hija de Pedro Pérez Mazorca, arrendador de las lanas deste lugar, el cual suele muchas veces ir en casa de mi padre( Cervantes - Don Quijote)
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* —Eso no lleva camino —dijo el mayordomo—, señora, porque yo conozco muy bien a Pedro Pérez, y sé que no tiene hijo ninguno, ni varón ni hembra, y más, que decís que es vuestro padre, y luego añadís que suele ir muchas veces en casa de vuestro padre( Cervantes - Don Quijote)
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* Donde se declara quién fueron los encantadores y verdugos que azotaron a la dueña y pellizcaron y arañaron a don Quijote, con el suceso que tuvo el paje que llevó la carta a Teresa Sancha, mujer de Sancho Panza Dice Cide Hamete, puntualísimo escudriñador de los átomos desta verdadera historia, que, al tiempo que doña Rodríguez salió de su aposento para ir a la estancia de don Quijote, otra dueña que con ella dormía lo sintió, y que como todas las dueñas son amigas de saber, entender y oler, se fue tras ella con tanto silencio que la buena Rodríguez no lo echó de ver, y así, como la dueña la vio entrar en la estancia de don Quijote, por que no faltase en ella la general costumbre que todas las dueñas tienen de ser chismosas, al momento lo fue a poner en pico a su señora la duquesa, de cómo doña Rodríguez quedaba en el aposento de don Quijote; la duquesa se lo dijo al duque y le pidió licencia para que ella y Altisidora viniesen a ver lo que aquella dueña quería con don Quijote.( Cervantes - Don Quijote)
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* Bien echaron de ver el cura y el bachiller que el paje hablaba socarronamente; pero la fineza de los corales y el vestido de caza que Sancho enviaba lo deshacía todo; que ya Teresa les había mostrado el vestido, y no dejaron de reírse del deseo de Sanchica, y más, cuando Teresa dijo: —Señor cura, eche cata por ahí si hay alguien que vaya a Madrid o a Toledo, para que me compre un verdugado redondo, hecho y derecho, y sea al uso y de los mejores que hubiere; que en verdad en verdad que tengo de honrar el gobierno de mi marido en cuanto yo pudiere, y aún que, si me enojo, me tengo de ir a esa corte y echar un coche como todas; que la que tiene marido gobernador muy bien le puede traer y sustentar( Cervantes - Don Quijote)
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* Pluguiese a Dios que fuese antes hoy que mañana, aunque dijesen los que me viesen ir sentada con mi señora madre en aquel coche: «¡Mirad la tal por cual, hija del harto de ajos, y cómo va sentada y tendida en el coche, como si fuera una papesa!» Pero pisen ellos los lodos y ándeme yo en mi coche levantados los pies del suelo.( Cervantes - Don Quijote)
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* —Las hijas de los gobernadores no han de ir solas por los caminos, sino acompañadas de carrozas y literas y de gran numero de sirvientes( Cervantes - Don Quijote)
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* Dícenme que gobiernas como si fueses hombre, y que eres hombre como si fueses bestia, según es la humildad con que te tratas; y quiero que adviertas, Sancho, que muchas veces conviene y es necesario por la autoridad del oficio ir contra la humildad del corazón; porque el buen adorno de la persona que está puesta en graves cargos ha de ser conforme a lo que ellos piden y no a la medida de lo que su humilde condición le inclina.( Cervantes - Don Quijote)
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* Mi señora la duquesa te dirá el deseo que tengo de ir a la corte; mírate en ello y avísame de tu gusto; que yo procuraré honrarte en ella andando en coche( Cervantes - Don Quijote)
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* El cura, el barbero, el bachiller y aun el sacristán no pueden creer que eres gobernador y dicen que todo es embeleco o cosas de encantamento, como son todas las de don Quijote tu amo, y dice Sansón que ha de ir a buscarte y a sacarte el gobierno de la cabeza y a don Quijote la locura de los cascos; yo no hago sino reírme y mirar mi sarta, y dar traza del vestido que tengo de hacer del tuyo a nuestra hija.( Cervantes - Don Quijote)
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* Vistiose en fin, y poco a poco, porque estaba molido y no podía ir mucho a mucho, se fue a la caballeriza, siguiéndole todos los que allí se hallaban, y, llegándose al rucio, le abrazó y le dio un beso de paz en la frente y, no sin lágrimas en los ojos, le dijo: —Venid vos acá, compañero mío y amigo mío, y conllevador de mis trabajos y miserias; cuando yo me avenía con vos, y no tenía otros pensamientos que los que me daban los cuidados de remendar vuestros aparejos y de sustentar vuestro corpezuelo, dichosas eran mis horas, mis días y mis años; pero después que os dejé y me subí sobre las torres de la ambición y de la soberbia, se me han entrado por el alma adentro mil miserias, mil trabajos y cuatro mil desasosiegos( Cervantes - Don Quijote)
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* —Señor gobernador, de muy buena gana dejáramos ir a vuesa merced, puesto que nos pesará mucho de perderle; que su ingenio y su cristiano proceder obligan a desearle.( Cervantes - Don Quijote)
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* —Par Dios que tiene razón el gran Sancho —dijo el doctor Recio—, y que soy de parecer que le dejemos ir porque el duque ha de gustar infinito de verle( Cervantes - Don Quijote)
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* Ordené, pues, a mi parecer, como prudente, bien así como el que sabe que para tal tiempo le han de quitar la casa donde vive y se provee de otra donde mudarse, ordené, digo, de salir yo solo sin mi familia de mi pueblo y ir a buscar donde llevarla con comodidad y sin la priesa con que los demás salieron( Cervantes - Don Quijote)
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* Y a fee que muchos tuvieron deseo de esconderla y salir a quitársela en el camino; pero el miedo de ir contra el mandado del rey los detuvo.( Cervantes - Don Quijote)
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* De lo que sucedió a don Quijote yendo a Barcelona Era fresca la mañana y daba muestras de serlo asimesmo el día en que don Quijote salió de la venta, informándose primero cuál era el más derecho camino para ir a Barcelona, sin tocar en Zaragoza: tal era el deseo que tenía de sacar mentiroso aquel nuevo historiador que tanto decían que le vituperaba( Cervantes - Don Quijote)
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* Y luego puédense ir su camino libre y desembarazadamente, con un salvoconduto que yo les daré, para que si toparen otras de algunas escuadras mías que tengo divididas por estos contornos, no les hagan daño; que no es mi intención de agraviar a soldados ni a mujer alguna, especialmente, a las que son principales( Cervantes - Don Quijote)
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* Y, trayéndole aderezo de escribir, de que siempre andaba proveído Roque, les dio por escrito un salvoconduto para los mayorales de sus escuadras, y, despidiéndose dellos, los dejó ir libres y admirados de su nobleza, de su gallarda disposición y estraño proceder, teniéndole más por un Alejandro Magno que por ladrón conocido.( Cervantes - Don Quijote)
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* Mandó luego el rey que se le trujesen allí delante para verle y preguntome si era verdad lo que de aquel mozo le decían; entonces yo, casi como prevenida del cielo, le dije que sí era; pero que le hacía saber que no era varón, sino mujer como yo, y que le suplicaba me la dejase ir a vestir en su natural traje para que de todo en todo mostrase su belleza y con menos empacho pareciese ante su presencia.( Cervantes - Don Quijote)
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* Entonces dijo Sancho: —Bien conozco a Ricote y sé que es verdad lo que dice en cuanto a ser Ana Félix su hija; que en esotras zarandajas de ir y venir, tener buena o mala intención, no me entremeto( Cervantes - Don Quijote)
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* Con esto se partieron los dos, y don Quijote y Sancho después, como se ha dicho; don Quijote desarmado y de camino, Sancho a pie, por ir el rucio cargado con las armas( Cervantes - Don Quijote)
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* Don Quijote, que le vio ir con denuedo y con brío, le dijo: —Mira, amigo, que no te hagas pedazos; da lugar que unos azotes aguarden a otros; no quieras apresurarte tanto en la carrera que en la mitad della te falte el aliento; quiero decir que no te des tan recio que te falte la vida antes de llegar al numero deseado; y, porque no pierdas por carta de más ni de menos, yo estaré desde aparte contando por este mi rosario los azotes que te dieres; favorézcate el cielo conforme tu buena intención merece( Cervantes - Don Quijote)
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* Ir por lana y volver trasquilado
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* Ir al grano
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* Ir de viaje
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Coniugazione:1 - andare
Ausiliare:essere intransitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io vado
tu vai
egli va
noi andiamo
voi andate
essi vanno
Imperfetto
io andavo
tu andavi
egli andava
noi andavamo
voi andavate
essi andavano
Passato remoto
io andai
tu andasti
egli andò
noi andammo
voi andaste
essi andarono
Passato prossimo
io sono andato
tu sei andato
egli é andato
noi siamo andati
voi siete andati
essi sono andati
Trapassato prossimo
io ero andato
tu eri andato
egli era andato
noi eravamo andati
voi eravate andati
essi erano andati
Trapassato remoto
io fui andato
tu fosti andato
egli fu andato
noi fummo andati
voi foste andati
essi furono andati
Futuro semplice
io andrò
tu andrai
egli andrà
noi andremo
voi andrete
essi andranno
Futuro anteriore
io sarò andato
tu sarai andato
egli sarà andato
noi saremo andati
voi sarete andati
essi saranno andati
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io vada
che tu vada
che egli vada
che noi andiamo
che voi andiate
che essi vadano
Passato
che io sia andato
che tu sia andato
che egli sia andato
che noi siamo andati
che voi siate andati
che essi siano andati
Imperfetto
che io andassi
che tu andassi
che egli andasse
che noi andassimo
che voi andaste
che essi andassero
Trapassato
che io fossi andato
che tu fossi andato
che egli fosse andato
che noi fossimo andati
che voi foste andati
che essi fossero andati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io andrei
tu andresti
egli andrebbe
noi andremmo
voi andreste
essi andrebbero
Passato
io sarei andato
tu saresti andato
egli sarebbe andato
noi saremmo andati
voi sareste andati
essi sarebbero andati
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
va'
vada
andiamo
andate
vadano
Futuro
-
andrai
andrà
andremo
andrete
andranno
INFINITO - attivo
Presente
andare
Passato
essere andato
PARTICIPIO - attivo
Presente
andante
Passato
andato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
andando
Passato
essendo andato
Conjugacíon: 3 - ir
auxiliar: haber - intransitivo/pronominale
INDICATIVO activo
Presente
yo voy
vas
él/ella va
nosotros vamos
nosotros váis
ellos/ellas van
Imperfecto
yo iba
ibas
él/ella iba
nosotros ibamos
vosotros ibais
ellos/ellas iban
Pretérito indefinito
yo fuí
fuiste
él/ella fué
nosotros fuimos
vosotros fuisteis
ellos/ellas fuieron
Preterito perfecto
yo he ido
has ido
él/ella ha ido
nosotros hemos ido
vosotros habéis ido
ellos/ellas han ido
Preterito pluscuamperfecto
yo había ido
habías ido
él/ella había ido
nosotros habíamos ido
vosotros habíais ido
ellos/ellas habían ido
Preterito anterior
yo hube ido
hubiste ido
él/ella hubo ido
nosotros hubimos ido
vosotros hubisteis ido
ellos/ellas hubieron ido
Futuro
yo iré
iras
él/ella irá
nosotros iremos
vosotros ireis
ellos/ellas irán
Futuro perfecto
yo habré ido
habrás ido
él/ella habrá ido
nosotros habremos ido
vosotros habréis ido
ellos/ellas habrán ido
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo vaya
vayas
él/ella vaya
nosotros vayamos
nosotros vayáis
ellos/ellas vayan
Pretérito perfecto
yo haya ido
hayas ido
él/ella haya ido
nosotros hayamos ido
nosotros hayáis ido
ellos/ellas hayan ido
Pretérito imperfetto I
yo fuese
fueses
él/ella fuese
nosotros fuésemos
nosotros fueseis
ellos/ellas fuese
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiera ido
hubieras ido
él/ella hubiera ido
nosotros hubiéramos ido
nosotros hubierais ido
ellos/ellas hubieran ido
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese ido
hubieses ido
él/ella hubiese ido
nosotros hubiésemos ido
nosotros hubieseis ido
ellos/ellas hubiesen ido
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo fuere
fueres
él/ella fuere
nosotros fuéremos
nosotros fuereis
ellos/ellas fueren
Futuro perfecto
yo hubiere ido
hubieres ido
él/ella hubiere ido
nosotros hubiéremos ido
nosotros hubiereis ido
ellos/ellas hubieren ido
POTENCIAL - activo
Presente
yo iría
irías
él/ella iría
nosotros iríamos
vosotros iríais
ellos/ellas irían
Perfecto
yo habría ido
habrías ido
él/ella habría ido
nosotros habríamos ido
vosotros habríais ido
ellos/ellas habrían ido
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
ve
vaya
vayamos
id
vayan
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber ido
PARTICIPIO - activo
Presente
que va
Compuesto
ido
GERUNDIO activo
Presente
yendo
Compuesto
habiendo ido