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Simone Martini

 (Siena 1284 circa - Avignone 1344)

 
 

Dopo Duccio è l'interprete più sensibile della pittura senese del XIV secolo.

Nasce a Siena intorno al 1284, opera nella sua città, nel 1317 è chiamato a Napoli dal re Roberto d'Angiò, nel 1319 è a Pisa, nel 1320 è ad orvieto, mentre tra il 1324 ed il 1326 partecipa ad assisi alla decorazione della Chiesa Inferiore.

Nel 1340 viene invitato da papa Benedetto XII ad Avignone dove rimarrà fino alla morte nel luglio del 1344.

Durante la sua vita ha modo di frequentare molti pittori ed intellettuali italiani e francesi che gravitano intorno alla corte pontificia (conosce Francesco Petrarca).

Nella sua formazione giocano un ruolo di grande rilievo sia la pittura di Duccio (del quale sarebbe stato anche allievo), sia le sculture senesi di Giovanni Pisano, sia ancora le opere di Giotto e della sua scuola. A ciò si deve aggiungere la conoscenza della pittura gotica francese.

Tra le sue opere ricordiamo la "Maestà del Palazzo pubblico di Siena" affresco che risale al 1315, l' "Annunciazione" del 1333 eseguita con Lippo Menni.