Pagina facebook
NihilScio         Home
 

Educational search engine
©2009-2017

Verbi e vocaboli Spagnolo

Italiano

Inglese

á     è   é     ì     í     ò 
ó      ù    ú     ü    ñ     ç   Cerca  frasi:
Italiano
Vocabolario e frasi
"Ma , quando io avrò durata l'eroica fatica di trascriver questa storia da questo dilavato e graffiato autografo , e l'avrò data , come si suol dire , alla luce , si troverà poi chi duri la fatica di leggerla ?"
---------------
* I muri interni delle due viottole , in vece di riunirsi ad angolo , terminavano in un tabernacolo , sul quale eran dipinte certe figure lunghe , serpeggianti , che finivano in punta , e che , nell'intenzion dell'artista , e agli occhi degli abitanti del vicinato , volevan dir fiamme ; e , alternate con le fiamme , cert'altre figure da non potersi descrivere , che volevan dire anime del purgatorio: anime e fiamme a color di mattone , sur un fondo bigiognolo , con qualche scalcinatura qua e là .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Che fare ? tornare indietro , non era a tempo: darla a gambe , era lo stesso che dire , inseguitemi , o peggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Gli uomini poi incaricati dell'esecuzione immediata , quando fossero stati intraprendenti come eroi , ubbidienti come monaci , e pronti a sacrificarsi come martiri , non avrebber però potuto venirne alla fine , inferiori com'eran di numero a quelli che si trattava di sottomettere , e con una gran probabilità d'essere abbandonati da chi , in astratto e , per così dire , in teoria , imponeva loro di operare .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Oh , per amor del cielo ! Quando dico niente , o è niente , o è cosa che non posso dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Figliuol caro , se tu ti senti il bruciore addosso , non so che dire ; ma io non voglio andarne di mezzo " .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Dico per dire , abbiate pazienza , dico per dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Quindici giorni ! oh questa sì ch'è nuova ! S'è fatto tutto ciò che ha voluto lei ; s'è fissato il giorno ; il giorno arriva ; e ora lei mi viene a dire che aspetti quindici giorni ! Quindici . . .- riprese poi , con voce più alta e stizzosa , stendendo il braccio , e battendo il pugno nell'aria ; e chi sa qual diavoleria avrebbe attaccata a quel numero , se don Abbondio non l'avesse interrotto , prendendogli l'altra mano , con un'amorevolezza timida e premurosa: - via , via , non v'alterate , per amor del cielo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - E a Lucia che devo dire ?
---------------
* Basti dire che don Abbondio ordinò a Perpetua di metter la stanga all'uscio , di non aprir più per nessuna cagione , e , se alcun bussasse , risponder dalla finestra che il curato era andato a letto con la febbre .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate , perché non sappiam trovarne il bandolo ; ma alle volte un parere , una parolina d'un uomo che abbia studiato . . .so ben io quel che voglio dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Bisogna dire il signor dottor . . .Come si chiama , ora ? Oh to' ! non lo so il nome vero: lo chiaman tutti a quel modo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Quand'ebbe però capito bene cosa il dottore volesse dire , e quale equivoco avesse preso , gli troncò il nastro in bocca , dicendo: - oh ! signor dottore , come l'ha intesa ? l'è proprio tutta al rovescio .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Or dunque , alla raccolta , il cercatore andò per riscotere la metà ch'era dovuta al convento ; ma colui se ne fece nuovo affatto , ed ebbe la temerità di rispondere che non aveva mai sentito dire che i cappuccini sapessero far noci .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* È Pescarenico una terricciola , sulla riva sinistra dell'Adda , o vogliam dire del lago , poco discosto dal ponte: un gruppetto di case , abitate la più parte da pescatori , e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E non si potrebbe dire la cura che dovevano aver que' poveretti , per schivare ogni parola che potesse parere allusiva all'antica condizione del convitante .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Un giorno , per raccontarne una , un giorno , sul finir della tavola , ne' momenti della più viva e schietta allegria , che non si sarebbe potuto dire chi più godesse , o la brigata di sparecchiare , o il padrone d'aver apparecchiato , andava stuzzicando , con superiorità amichevole , uno di que' commensali , il più onesto mangiatore del mondo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un pane , perché io possa dire d'aver goduto la sua carità , d'aver mangiato il suo pane , e avuto un segno del suo perdono - .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma volendo raccomodarla , s'andava intrigando e imbrogliando: - volevo dire . . .non intendo dire . . .cioè , volevo dire . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Cosa volevi dire ? E che ? tu avevi dunque cominciato a guastar l'opera mia , prima che fosse intrapresa ! Buon per te che sei stato disingannato in tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Sì , signore , da cavaliere , - gridò il conte: - e lo lasci dire a me , che devo intendermi di ciò che conviene a un cavaliere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Chi le ha parlato delle spalle , signor conte mio ? Lei mi fa dire spropositi che non mi son mai passati per la mente .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- Piano , le dico: cosa mi viene a dire ? Atto proditorio è ferire uno con la spada , per di dietro , o dargli una schioppettata nella schiena: e , anche per questo , si posson dar certi casi . . .ma stiamo nella questione .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Ho già fatte le mie scuse , col dire che non me n'intendo , - rispose fra Cristoforo , rendendo il bicchiere a un servitore .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Signor podestà , e signori miei ! - disse poi: - un brindisi al conte duca ; e mi sapranno dire se il vino sia degno del personaggio - .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Chi , passando per una fiera , s'è trovato a goder l'armonia che fa una compagnia di cantambanchi , quando , tra una sonata e l'altra , ognuno accorda il suo stromento , facendolo stridere quanto più può , affine di sentirlo distintamente , in mezzo al rumore degli altri , s'immagini che tale fosse la consonanza di quei , se si può dire , discorsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Fra Cristoforo , avvertito da queste parole che quel signore cercava di tirare al peggio le sue , per volgere il discorso in contesa , e non dargli luogo di venire alle strette , s'impegnò tanto più alla sofferenza , risolvette di mandar giù qualunque cosa piacesse all'altro di dire , e rispose subito , con un tono sommesso: - se ho detto cosa che le dispiaccia , è stato certamente contro la mia intenzione .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Io ho sentito dire da gente che sa , e anzi ne ho veduto io un caso , che , per fare un matrimonio , ci vuole bensì il curato , ma non è necessario che voglia ; basta che ci sia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Vi ringrazio , - rispose Renzo: - venivo solamente per dire una parolina a Tonio ; e , se vuoi , Tonio , per non disturbar le tue donne , possiamo andar a desinare all'osteria , e lì parleremo - .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Ma tutto questo non serve a nulla , - disse Agnese , - se non si persuade costei , che si ostina a dire che è peccato .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Cosa volete dire ? - esclamò Agnese .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Che bisogno c'è di dire ? La finirò io .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Si starebbe freschi , con tanta gente che va e viene: è sempre un porto di mare: quando le annate son ragionevoli , voglio dire ; ma stiamo allegri , che tornerà il buon tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Le donne venivan dal campo , portandosi in collo i bambini , e tenendo per la mano i ragazzi più grandini , ai quali facevan dire le divozioni della sera ; venivan gli uomini , con le vanghe , e con le zappe sulle spalle .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Perché , - rispose Agnese , - una donna di quelle che non sanno le cose , e voglion parlare . . .credereste ? s'ostinava a dire che voi non vi siete maritata con Beppe Suolavecchia , né con Anselmo Lunghigna , perché non v'hanno voluta .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - L'avrete sentito dire ; sono ammalato , e non so quando potrò lasciarmi vedere . . .Ma perché vi siete condotto dietro quel . . .quel figliuolo ?
---------------
* Così va spesso il mondo . . .voglio dire , così andava nel secolo decimo settimo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Certo , il cuore , chi gli dà retta , ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Il nostro autore non descrive quel viaggio notturno , tace il nome del paese dove fra Cristoforo aveva indirizzate le due donne ; anzi protesta espressamente di non lo voler dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Potremmo anche , sopra congetture molto fondate , dire il nome della famiglia ; ma , sebbene sia estinta da un pezzo , ci par meglio lasciarlo nella penna , per non metterci a rischio di far torto neppure ai morti , e per lasciare ai dotti qualche soggetto di ricerca .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Convien poi dire che il nostro buon Cristoforo avesse , in quella lettera , raccomandate le donne con molto calore , e riferito il loro caso con molto sentimento , perché il guardiano , faceva , di tanto in tanto , atti di sorpresa e d'indegnazione ; e , alzando gli occhi dal foglio , li fissava sulle donne con una certa espressione di pietà e d'interesse .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* State però discoste da me alcuni passi , perché la gente si diletta di dir male ; e Dio sa quante belle chiacchiere si farebbero , se si vedesse il padre guardiano per la strada , con una bella giovine . . .con donne voglio dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Non è che sia la badessa , né la priorache anzi , a quel che dicono , è una delle più giovani: ma è della costola d'Adamo ; e i suoi del tempo antico erano gente grande , venuta di Spagna , dove son quelli che comandano ; e per questo la chiamano la signora , per dire ch'è una gran signora ; e tutto il paese la chiama con quel nome , perché dicono che in quel monastero non hanno avuto mai una persona simile ; e i suoi d'adesso , laggiù a Milano , contan molto , e son di quelli che hanno sempre ragione , e in Monza anche di più , perché suo padre , quantunque non ci stia , è il primo del paese ; onde anche lei può far alto e basso nel monastero ; e anche la gente di fuori le porta un gran rispetto ; e quando prende un impegno , le riesce anche di spuntarlo ; e perciò , se quel buon religioso lì , ottiene di mettervi nelle sue mani , e che lei v'accetti , vi posso dire che sarete sicure come sull'altare .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Basterà dire , - riprese il guardiano , - che un cavalier prepotente . . .non tutti i grandi del mondo si servono dei doni di Dio , a gloria sua , e in vantaggio del prossimo , come vossignoria illustrissima: un cavalier prepotente , dopo aver perseguitata qualche tempo questa creatura con indegne lusinghe , vedendo ch'erano inutili , ebbe cuore di perseguitarla apertamente con la forza , di modo che la poveretta è stata ridotta a fuggir da casa sua .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Signora . . .madre . . .reverenda . . .- balbettò , e non dava segno d'aver altro a dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Illustrissima signora , - disse , - io posso far testimonianza che questa mia figlia aveva in odio quel cavaliere , come il diavolo l'acqua santa: voglio dire , il diavolo era lui ; ma mi perdonerà se parlo male , perché noi siam gente alla buona .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Né s'ingannava: la badessa e alcune altre monache faccendiere , che avevano , come si suol dire , il mestolo in mano , esultarono nel vedersi offerto il pegno d'una protezione tanto utile in ogni occorrenza , tanto gloriosa in ogni momento ; accettaron la proposta , con espressioni di riconoscenza , non esagerate , per quanto fossero forti ; e corrisposero pienamente all'intenzioni che il principe aveva lasciate trasparire sul collocamento stabile della figliuola: intenzioni che andavan così d'accordo con le loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* " O mi vorranno forzare " , pensava , " e io starò dura ; sarò umile , rispettosa , ma non acconsentirò: non si tratta che di non dire un altro sì ; e non lo dirò .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Due sentimenti di ben diverso genere contribuivan pure a intervalli a scemare quella sua antica avversione: talvolta il rimorso del fallo , e una tenerezza fantastica di divozione ; talvolta l'orgoglio amareggiato e irritato dalle maniere della carceriera , la quale (spesso , a dire il vero , provocata da lei) si vendicava , ora facendole paura di quel minacciato gastigo , ora svergognandola del fallo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Mandò a dire a Gertrude che venisse da lui ; e aspettandola , si dispose a batter il ferro , mentre era caldo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Come sarà contenta ! Vi so dire che tutto il monastero saprà valutar l'onore che Gertrude gli fa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* La sposina (così si chiamavan le giovani monacande , e Gertrude , al suo apparire , fu da tutti salutata con quel nome) , la sposina ebbe da dire e da fare a rispondere a' complimenti che le fioccavan da tutte le parti .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Gli zii parlarono anche a Gertrude , come portava la convenienza in quel giorno: e uno di loro , il qual pareva che , più dell'altro , conoscesse ogni persona , ogni carrozza , ogni livrea , e aveva ogni momento qualcosa da dire del signor tale e della signora tal altra , si voltò a lei tutt'a un tratto , e le disse: - ah furbetta ! voi date un calcio a tutte queste corbellerie ; siete una dirittona voi ; piantate negl'impicci noi poveri mondani , vi ritirate a fare una vita beata , e andate in paradiso in carrozza .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* V'aspettano . . .- È inutile dire che il principe aveva spedito un avviso alla badessa , il giorno avanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Dite quelle poche parole , con un fare sciolto: che non s'avesse a dire che v'hanno imboccata , e che non sapete parlare da voi .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Per dare quella risposta , bisognava venire a una spiegazione , dire di che era stata minacciata , raccontare una storia . . .L'infelice rifuggì spaventata da questa idea ; cercò in fretta un'altra risposta ; ne trovò una sola che potesse liberarla presto e sicuramente da quel supplizio , la più contraria al vero .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Dopo dodici mesi di noviziato , pieni di pentimenti e di ripentimenti , si trovò al momento della professione , al momento cioè in cui conveniva , o dire un no più strano , più inaspettato , più scandaloso che mai , o ripetere un sì tante volte detto ; lo ripeté , e fu monaca per sempre .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Convien lasciarli dire , principalmente quando s'ha bisogno di loro ; far vista d'ascoltarli sul serio , come se dicessero delle cose giuste .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- Non so cosa vi dire , - rispose don Rodrigo , arrivandogli accanto: - pagherò la scommessa ; ma non è questo quel che più mi scotta .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Don Abbondio poteva ben comandarle risolutamente , e pregarla cordialmente che stesse zitta ; lei poteva bene ripetergli che non faceva bisogno di suggerirle una cosa tanto chiara e tanto naturale ; certo è che un così gran segreto stava nel cuore della povera donna , come , in una botte vecchia e mal cerchiata , un vino molto giovine , che grilla e gorgoglia e ribolle , e , se non manda il tappo per aria , gli geme all'intorno , e vien fuori in ischiuma , e trapela tra doga e doga , e gocciola di qua e di là , tanto che uno può assaggiarlo , e dire a un di presso che vino è .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Si parlava molto de' due bravacci ch'erano stati veduti nella strada , sul far della sera , e dell'altro che stava sull'uscio dell'osteria ; ma che lume si poteva ricavare da questo fatto così asciutto ? Si domandava bene all'oste chi era stato da lui la sera avanti ; ma l'oste , a dargli retta , non sl rammentava neppure se avesse veduto gente quella sera ; e badava a dire che l'osteria è un porto di mare .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E sa vossignoria che , non fo per dire , chi mi potesse consegnare alla giustizia , o presentar la mia testa , farebbe un bel colpo ? Cento scudi l'uno sull'altro , e la facoltà di liberar due banditi .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ho visto più volte un caro fanciullo , vispo , per dire il vero , più del bisogno , ma che , a tutti i segnali , mostra di voler riuscire un galantuomo ; l'ho visto , dico , più volte affaccendato sulla sera a mandare al coperto un suo gregge di porcellini d'India , che aveva lasciati scorrer liberi il giorno , in un giardinetto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Da queste e da altrettali cose che vedeva e sentiva , Renzo cominciò a raccapezzarsi ch'era arrivato in una città sollevata , e che quello era un giorno di conquista , vale a dire che ognuno pigliava , a proporzione della voglia e della forza , dando busse in pagamento .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Per quanto noi desideriamo di far fare buona figura al nostro povero montanaro , la sincerità storica ci obbliga a dire che il suo primo sentimento fu di piacere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Noi ci rallegriamo , non senza invidia , con que' nostri lettori che non han visto le cose in quello stato: ciò vuol dire che son molto giovani , e non hanno avuto tempo di far molte corbellerie .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Nella strada chiamata la Corsia de' Servi , c'era , e c'è tuttavia un forno , che conserva lo stesso nome ; nome che in toscano viene a dire il forno delle grucce , e in milanese è composto di parole così eteroclite , così bisbetiche , così salvatiche , che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono (El prestin di scansc .) .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Neppur una ne cadeva in fallo ; giacché la calca era tale , che un granello di miglio , come si suol dire , non sarebbe andato in terra .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Scellerati ! - esclamava un altro: - si può far di peggio ? sono arrivati a dire che il gran cancelliere è un vecchio rimbambito , per levargli il credito , e comandar loro soli .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Tra questi discorsi , dai quali non saprei dire se fosse più informato o sbalordito , e tra gli urtoni , arrivò Renzo finalmente davanti a quel forno .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* A quella prima proposta di sangue , aveva sentito il suo rimescolarsi tutto: in quanto al saccheggio , non avrebbe saputo dire se fosse bene o male in quel caso ; ma l'idea dell'omicidio gli cagionò un orrore pretto e immediato .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Lì non era altro che una , lasciatemi dire , accozzaglia di gente varia d'età e di sesso , che stava a vedere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* I portatori , all'una e all'altra cima , e di qua e di là della macchina , urtati , scompigliati , divisi dalla calca , andavano a onde: uno , con la testa tra due scalini , e gli staggi sulle spalle , oppresso come sotto un giogo scosso , mugghiava ; un altro veniva staccato dal carico con una spinta ; la scala abbandonata picchiava spalle , braccia , costole: pensate cosa dovevan dire coloro de' quali erano .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Tutta questa chiacchierata s'è fatta per venire a dire che , nella lotta tra le due parti che si contendevano il voto della gente affollata alla casa del vicario , l'apparizione d'Antonio Ferrer diede , quasi in un momento , un gran vantaggio alla parte degli umani , la quale era manifestamente al di sotto , e , un po' più che quel soccorso fosse tardato , non avrebbe avuto più , né forza , né motivo di combattere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* I partigiani della pace , ripreso fiato , secondavano Ferrer in cento maniere: quelli che si trovavan vicini a lui , eccitando e rieccitando col loro il pubblico applauso , e cercando insieme di far ritirare la gente , per aprire il passo alla carrozza ; gli altri , applaudendo , ripetendo e facendo passare le sue parole , o quelle che a lor parevano le migliori che potesse dire , dando sulla voce ai furiosi ostinati , e rivolgendo contro di loro la nuova passione della mobile adunanza .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Non fa bisogno di dire che Renzo fu subito per Ferrer .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Chiusa qui vuol dire non aperta ; del resto i gangheri eran quasi sconficcati fuor de' pilastri: i battenti scheggiati , ammaccati , sforzati e scombaciati nel mezzo lasciavano veder fuori da un largo spiraglio un pezzo di catenaccio storto , allentato , e quasi divelto , che , se vogliam dir così , li teneva insieme .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma tutte le strade del contorno erano seminate di crocchi: dove c'eran due o tre persone ferme , se ne fermavano tre , quattro , venti altre: qui qualcheduno si staccava ; là tutto un crocchio si moveva insieme: era come quella nuvolaglia che talvolta rimane sparsa , e gira per l'azzurro del cielo , dopo una burrasca ; e fa dire a chi guarda in su: questo tempo non è rimesso bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Stato un momento a sentire , non poté tenersi di non dire anche lui la sua ; parendogli che potesse senza presunzione proporre qualche cosa chi aveva fatto tanto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E persuaso , per tutto ciò che aveva visto in quel giorno , che ormal , per mandare a effetto una cosa , bastasse farla entrare in grazia a quelli che giravano per le strade , - signori miei ! - gridò , in tono d'esordio: - devo dire anch'io il mio debol parere ? Il mio debol parere è questo: che non è solamente nell'affare del pane che si fanno delle bricconerie: e giacché oggi s'è visto chiaro che , a farsi sentire , s'ottiene quel che è giusto ; bisogna andar avanti così , fin che non si sia messo rimedio a tutte quelle altre scelleratezze , e che il mondo vada un po' più da cristiani .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ora , andate a dire ai dottori , scribi e farisei , che vi facciano far giustizia , secondo che canta la grida: vi dànno retta come il papa ai furfanti: cose da far girare il cervello a qualunque galantuomo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Bisogna che lui comandi a chi tocca , e non solamente in Milano , ma per tutto , che faccian le cose conforme dicon le gride ; e formare un buon processo addosso a tutti quelli che hanno commesso di quelle bricconerie ; e dove dice prigione , prigione ; dove dice galera , galera ; e dire ai podestà che faccian davvero ; se no , mandarli a spasso , e metterne de' meglio: e poi , come dico , ci saremo anche noi a dare una mano .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Eh ! caro il mio galantuomo ! ho dovuto parlare con un po' di politica , per non dire in pubblico i fatti miei ; ma . . .basta , qualche giorno si saprà ; e allora . . .Ma qui vedo un'insegna d'osteria ; e , in fede mia , non ho voglia d'andar più lontano .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Non è ch'io l'abbia , come si suol dire , sgraffignato .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* La conosco quell'arme ; so cosa vuol dire quella faccia d'ariano , con la corda al collo - .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Vuol dire , quella faccia: comanda chi può , e ubbidisce chi vuole .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Devo dire i fatti miei ! Anche questa è nuova .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Son venuto a Milano per confessarmi , supponiamo ; ma voglio confessarmi da un padre cappuccino , per modo di dire , e non da un oste .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Per capire questa baggianata del povero Renzo , bisogna sapere che , presso il volgo di Milano , e del contado ancora più , poeta non significa già , come per tutti i galantuomini , un sacro ingegno , un abitator di Pindo , un allievo delle Muse ; vuol dire un cervello bizzarro e un po' balzano , che , ne' discorsi e ne' fatti , abbia più dell'arguto e del singolare che del ragionevole .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Hanno poi anche un'altra malizia ; che , quando vogliono imbrogliare un povero figliuolo , che non abbia studiato , ma che abbia un po' di . . .so io quel che voglio dire . . .- e , per farsi intendere , andava picchiando , e come arietando la fronte con la punta dell'indice ; - e s'accorgono che comincia a capir l'imbroglio , taffete , buttan dentro nel discorso qualche parola in latino , per fargli perdere il filo , per confondergli la testa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
Qui è necessario tutto l'amore , che portiamo alla verità , per farci proseguire fedelmente un racconto di così poco onore a un personaggio tanto principale , si potrebbe quasi dire al primo uomo della nostra storia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Non già che tutti fossero nel loro buon senno , o nel loro qual si fosse senno ordinario ; ma , per dire il vero , nessuno n'era tanto uscito , quanto il povero Renzo: e per di più era contadino .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Domani poi , mi saprai dire che bel gusto ci avrai .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Finora , mi pare che non si possa dire . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Lo so anch'io che ci son delle gride che non contan nulla: bella novità , da venircela a dire un montanaro ! Ma tu non sai che le gride contro gli osti contano .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Cosa devo dire di più ?
---------------
* Perché , a parlar come in punto di morte , posso dire di non avergli visto che un pane solo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Come vuole vossignoria ch'io badi agli spropositi che posson dire tanti urloni che parlan tutti insieme ? Io devo attendere a' miei interessi , che sono un pover'uomo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- Quel forestiero , vuol dire vossignoria: è andato a letto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Vossignoria può dire se ho mai dato da fare alla giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - La solita canzone: non avete mai altro da dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Che ho da dire altro ? La verità è una sola .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Lasciato in una parte sconosciuta d'una città si può dire sconosciuta , Renzo non sapeva neppure da che porta s'uscisse per andare a Bergamo ; e quando l'avesse saputo , non sapeva poi andare alla porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Quel ragazzotto , che , a dire il vero , mostrava d'esser molto sveglio , mostrava però d'essere anche più malizioso ; e probabilmente avrebbe avuto un gusto matto a far andare un povero contadino dalla parte opposta a quella che desiderava .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Dopo aver camminato un pezzo , si può dire , alla ventura , vide che da sé non ne poteva uscire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Gorgonzola , volete dire , - rispose la vecchia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Se ci fosse qualcheduno de' miei figliuoli , ve lo saprebbe dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Renzo , tentennando il capo , stringendo le labbra , e facendone uscire un suono inarticolato , disse: - Milano , da quel che ho sentito dire . . .non dev'essere un luogo da andarci in questi momenti , meno che per una gran necessità .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Eh , volevo dire , perché quelli sono i luoghi dove passano i galantuomini , la gente che può dar conto di sé .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Quando parve loro d'esser gente abbastanza , s'avviarono verso la casa del signor vicario di provvisione ; come se non bastassero le tirannie che gli hanno fatte ieri: a un signore di quella sorte ! oh che birboni ! E la roba che dicevan contro di lui ! Tutte invenzioni: un signor dabbene , puntuale ; e io lo posso dire , che son tutto di casa , e lo servo di panno per le livree della servitù .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* La più parte , voglio dire ; c'era bensì de' diavoli che , per rubare , avrebbero dato fuoco anche al paradiso ; ma visto che la gente non era del loro parere , dovettero smettere , e star cheti .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Tutte cabale ordite da' navarrini , da quel cardinale là di Francia , sapete chi voglio dire , che ha un certo nome mezzo turco , e che ogni giorno ne pensa una , per far qualche dispetto alla corona di Spagna .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Il mercante , il notaio , i birri , lo spadaio , l'oste , Ferrer , il vicario , la brigata dell'osteria , tutta quella turba delle strade , poi don Abbondio , poi don Rodrigo: tutta gente con cui Renzo aveva che dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Pensando al buon frate , sentiva più vivamente la vergogna delle proprie scappate , della turpe intemperanza , del bel caso che aveva fatto de' paterni consigli di lui ; e contemplando l'immagine di Lucia ! non ci proveremo a dire ciò che sentisse: il lettore conosce le circostanze ; se lo figuri .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Se te lo devo dire , non sono venuto via di mia volontà , disse Renzo ; e , con la più gran brevità , non però senza molta commozione , gli raccontò la dolorosa storia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Volevo dire che , quando si passava da quella casuccia , sempre si sentiva quell'aspo , che girava , girava , girava .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Cosa vuol dire avere un uomo che sappia parlare ! Subito un ordine che si lasci passare il grano ; e i rettori , non solo lasciarlo passare , ma bisogna che lo facciano scortare ; ed è in viaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Lo diranno , m'immagino , a chi se lo vorrà lasciar dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Voglio dire , uno che sappia bene il suo mestiere ?
---------------
* Si sfonda l'uscio ; si fa la debita diligenza , vale a dire che si fa come in una città presa d'assalto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* A poco a poco , si viene a sapere che Renzo è scappato dalla giustizia , nel bel mezzo di Milano , e poi scomparso ; corre voce che abbia fatto qualcosa di grosso ; ma la cosa poi non si sa dire , o si racconta in cento maniere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma noi , co' fatti alla mano , come si suol dire , possiamo affermare che , se colui non aveva avuto parte nella sciagura di Renzo , se ne compiacque però , come se fosse opera sua , e ne trionfò co' suoi fidati , e principalmente col conte Attilio .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ed ecco che un nuovo impedimento , non che contrappesare tutti que' vantaggi , li rendeva , si può dire , inutili .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* S'era voluto , s'era tentato ; cosa s'era ottenuto ? S'era preso un impegno: un impegno un po' ignobile , a dire il vero: ma , via , uno non può alle volte regolare i suoi capricci ; il punto è di soddisfarli ; e come s'usciva da quest'impegno ? Dandola vinta a un villano e a un frate ! Uh ! E quando una buona sorte inaspettata , senza fatica del buon a nulla , aveva tolto di mezzo l'uno , e un abile amico l'altro , il buon a nulla non aveva saputo valersi della congiuntura , - e si ritirava vilmente dall'impresa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E poi , come tornare , o come rimanere in quella villa , in quel paese , dove , lasciando da parte i ricordi incessanti e pungenti della passione , si porterebbe lo sfregio d'un colpo fallito ? dove , nello stesso tempo , sarebbe cresciuto l'odio pubblico , e scemata la riputazion del potere ? dove sul viso d'ogni mascalzone , anche in mezzo agl'inchini , si potrebbe leggere un amaro: l'hai ingoiata , ci ho gusto ? La strada dell'iniquità , dice qui il manoscritto , è larga ; ma questo non vuol dire che sia comoda: ha i suoi buoni intoppi , i suoi passi scabrosi ; è noiosa la sua parte , e faticosa , benché vada all'ingiù .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Poco dopo il baleno , scoppiò il tuono ; vale a dire che , una bella mattina , si sentì che il padre Cristoforo era partito dal convento di Pescarenico .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Il nome non lo so ; ma verrà qualcheduno che me lo saprà dire ; per veder se lo conoscete .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Un po' meglio informati che fra Galdino , noi possiamo dire come andò veramente la cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Per non dir altro , il conte duca l'aveva trattato con una degnazione particolare , e ammesso alla sua confidenza , a segno d'avergli una volta domandato , in presenza , si può dire , di mezza la corte come gli piacesse Madrid , e d'avergli un'altra volta detto a quattr'occhi , nel vano d'una finestra , che il duomo di Milano era il tempio più grande che fosse negli stati del re .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Per giustizia , devo dire che il torto non è dalla parte di mio cugino .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Scapestrati , scapestrati , che sempre ne fate una ; e a me tocca di rattopparle: che . . .mi fareste dire uno sproposito , mi date più da pensare voi altri due , che , - e qui immaginatevi che soffio mise , - tutti questi benedetti affari di stato .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Così anche noi non sapremmo dire se dal fondo naturale del suo cervello , o dall'insinuazione d'Attilio , venisse al conte zio la risoluzione di servirsi del padre provinciale per troncare nella miglior maniera quel nodo imbrogliato .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Per qualche tempo , tutta la compagnia stette , come un uditorio , attenta a lui solo , poi si divise in colloqui particolari ; e lui allora continuò a raccontare altre di quelle belle cose , come in confidenza , al padre provinciale che gli era accanto , e che lo lasciò dire , dire e dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E quando il conte ebbe finito , e messo un lungo soffio , che equivaleva a un punto fermo , - intendo benissimo , - disse il provinciale , - quel che il signor conte vuol dire ; ma prima di fare un passo . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Giovine , e vivendo in città , non tralasciava occasione , anzi n'andava in cerca , d'aver che dire co' più famosi di quella professione , d'attraversarli , per provarsi con loro , e farli stare a dovere , o tirarli a cercare la sua amicizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Un altro bravaccio dell'innominato , che saliva , raggiunse poco dopo don Rodrigo ; lo guardò , lo riconobbe , e s'accompagnò con lui ; e gli risparmiò così la noia di dire il suo nome , e di rendere altro conto di sé a quant'altri avrebbe incontrati , che non lo conoscessero .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Nuova difficoltà per la povera giovine: dire una bugia ; ma la signora si mostrò di nuovo così afflitta delle ripulse , le fece parer così brutta cosa l'anteporre un vano scrupolo alla riconoscenza , che Lucia , sbalordita più che convinta , e soprattutto commossa più che mai , rispose: - e bene ; anderò .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Si strinse il più che poté , nel canto della carrozza , mise le braccia in croce sul petto , e pregò qualche tempo con la mente ; poi , tirata fuori la corona , cominciò a dire il rosario , con più fede e con più affetto che non avesse ancor fatto in vita sua .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Cosa le devo dire ?
---------------
- Cosa le devi dire ? Falle coraggio , ti dico .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Cosa ? cosa ? che vuoi tu dire ?
---------------
- Voglio dire che tutto quel tempo , tutto quel tempo . . .M'ha fatto troppa compassione .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - S'è messa dove le è piaciuto , - rispose umilmente colei: - io ho fatto di tutto per farle coraggio: lo può dire anche lei ; ma non c'è stato verso .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Cosa le costa dire una parola ? Oh ecco ! vedo che si move a compassione: dica una parola , la dica .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Cosa le costa dire una parola ? Se provasse lei a patir queste pene . . . !
---------------
* Non mi domandate di quelle cose che non vi posso dire ; e del resto , state di buon animo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Prese di nuovo la sua corona , e ricominciò a dire il rosario ; e , di mano in mano che la preghiera usciva dal suo labbro tremante , il cuore sentiva crescere una fiducia indeterminata .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Basterà il dire che , di nove dottori , otto ne prese tra i giovani alunni del seminario ; e da questo si può argomentare che giudizio facesse degli studi consumati e delle riputazioni fatte di quel tempo: giudizio conforme a quello che par che n'abbia portato la posterità , col mettere gli uni e le altre in dimenticanza .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Per chiamare un tal uomo sommamente benefico e liberale , può parer che non ci sia bisogno di sapere se n'abbia spesi molt'altri in soccorso immediato de' bisognosi ; e ci son forse ancora di quelli che pensano che le spese di quel genere , e sto per dire tutte le spese , siano la migliore e la più utile elemosina .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* L'innominato stava attonito a quel dire così infiammato , a quelle parole , che rispondevano tanto risolutamente a ciò che non aveva ancor detto , né era ben determinato di dire ; e commosso ma sbalordito , stava in silenzio .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Don Abbondio , a quelle dimostrazioni , stava come un ragazzo pauroso , che veda uno accarezzar con sicurezza un suo cagnaccio grosso , rabbuffato , con gli occhi rossi , con un nomaccio famoso per morsi e per ispaventi , e senta dire al padrone che il suo cane è un buon bestione , quieto , quieto: guarda il padrone , e non contraddice né approva ; guarda il cane , e non ardisce accostarglisi , per timore che il buon bestione non gli mostri i denti , fosse anche per fargli le feste ; non ardisce allontanarsi , per non farsi scorgere ; e dice in cuor suo: oh se fossi a casa mia !
---------------
Se quel signore avesse potuto appena sospettare che razza di pensieri passavano per la testa al suo compagno , non si può dire cosa avrebbe fatto per rassicurarlo ; ma era lontano le mille miglia da un tal sospetto ; e don Abbondio stava attento a non far nessun atto che significasse chiaramente: non mi fido di vossignoria .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* " È un gran dire che tanto i santi come i birboni gli abbiano a aver l'argento vivo addosso , e non si contentino d'esser sempre in moto loro , ma voglian tirare in ballo , se potessero , tutto il genere umano ; e che i più faccendoni mi devan proprio venire a cercar me , che non cerco nessuno , e tirarmi per i capelli ne' loro affari: io che non chiedo altro che d'esser lasciato vivere ! Quel matto birbone di don Rodrigo ! Cosa gli mancherebbe per esser l'uomo il più felice di questo mondo , se avesse appena un pochino di giudizio ? Lui ricco , lui giovine , lui rispettato , lui corteggiato: gli dà noia il bene stare ; e bisogna che vada accattando guai per sé e per gli altri .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Già l'avevo sentito dire ch'era un uomo da poco ; ma in quest'occasione , ho dovuto proprio vedere che è più impicciato che un pulcin nella stoppa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Dire che questa buona donna non provasse molta curiosità di conoscere un po' più distintamente la grand'avventura nella quale si trovava a fare una parte , non sarebbe la verità .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma bisogna dire a sua gloria che , compresa d'una pietà rispettosa per Lucia , sentendo in certo modo la gravità e la dignità dell'incarico che le era stato affidato , non pensò neppure a farle una domanda indiscreta , ne oziosa: tutte le sue parole , in quel tragitto , furono di conforto e di premura per la povera giovine .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Devo andar io a dire che son venuto qui per comando espresso di sua signoria illustrissima , e non di mia volontà ? Parrebbe che volessi tenere dalla parte dell'iniquità .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Voglio dire che , se il nostro signor curato avesse fatto il suo dovere , la cosa non sarebbe andata così .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* È vero pur troppo , - disse il cardinale: - m'informerò di lui senza dubbio -: e fattosi dire nome e cognome del giovine , ne prese l'appunto sur un libriccin di memorie .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Non è un rimprovero ch'io voglia farvi , io che sono avanti a tutti , il peggiore di tutti ; ma sentite ciò che v'ho da dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
Il giorno seguente , nel paesetto di Lucia e in tutto il territorio di Lecco , non si parlava che di lei , dell'innominato , dell'arcivescovo e d'un altro tale , che , quantunque gli piacesse molto d'andar per le bocche degli uomini , n'avrebbe , in quella congiuntura , fatto volentieri di meno: vogliam dire il signor don Rodrigo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Agnese tanto ci andava facendo dentro le sue congetture allegre: che Renzo finalmente , se non gli era accaduto nulla di sinistro , dovrebbe presto dar le sue nuove ; e se aveva trovato da lavorare e da stabilirsi , se (e come dubitarne ?) stava fermo nelle sue promesse , perché non si potrebbe andare a star con lui ? E di tali speranze , ne parlava e ne riparlava alla figlia , per la quale non saprei dire se fosse maggior dolore il sentire , o pena il rispondere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma lascia fare al Signore ; e se . . .Lascia che si veda un barlume , appena un barlume di speranza ; e allora mi saprai dire se non pensi più a nulla - .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Appena fuori , si trovarono addosso uno sciame d'amici e d'amiche , tutto il comune , si può dire , che le aspettava , e le condusse a casa , come in trionfo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Monsignore , - disse don Abbondio , facendosi piccino piccino , - non ho già voluto dire . . .Ma m'è parso che , essendo cose intralciate , cose vecchie e senza rimedio , fosse inutile di rimestare . . .Però , però , dico . . .so che vossignoria illustrissima non vuol tradire un suo povero parroco .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Quando la vita non si deve contare , non so cosa mi dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Torno a dire , monsignore , - rispose dunque , - che avrò torto io . . .Il coraggio , uno non se lo può dare .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* " Anche questa gli hanno rapportata le chiacchierone " , pensava don Abbondio ; ma non dava segno d'aver nulla da dire ; onde il cardinale riprese: - se è vero , che abbiate detto a que' poverini ciò che non era , per tenerli nell'ignoranza , nell'oscurità , in cui l'iniquità li voleva . . .Dunque lo devo credere ; dunque non mi resta che d'arrossirne con voi , e di sperare che voi ne piangerete con me .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Don Abbondio stava zitto ; ma non era più quel silenzio forzato e impaziente: stava zitto come chi ha più cose da pensare che da dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Come ? - rispose Agnese: - non vedi quante cose possiamo fare , con tanti danari ? Senti ; io non ho altro che te , che voi due , posso dire ; perché Renzo , da che cominciò a discorrerti , l'ho sempre riguardato come un mio figliuolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Prendo con me un uomo di proposito , un parente , come sarebbe a dire Alessio di Maggianico: ché , a voler dir proprio in paese , un uomo di proposito non c'è: vengo con lui: già la spesa la facciamo noi , e . . .intendi ?
---------------
* Per mandar poi in pace i più insistenti , senza dar loro sospetto di quel che n'era davvero , aveva creduto bene di regalar loro , a chi l'una , a chi l'altra delle notizie da noi riferite di sopra: però , come cose incerte , che aveva sentite dire anche lui , senza averne un riscontro positivo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* La corte non l'aiutava a seconda de' suoi desidèri , anzi gli lasciava mancare i mezzi più necessari ; l'alleato l'aiutava troppo: voglio dire che , dopo aver presa la sua porzione , andava spilluzzicando quella assegnata al re di Spagna .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Don Gonzalo se ne rodeva quanto mai si possa dire ; ma temendo , se faceva appena un po' di rumore , che quel Carlo Emanuele , così attivo ne' maneggi e mobile ne' trattati , come prode nell'armi , si voltasse alla Francia , doveva chiudere un occhio , mandarla giù , e stare zitto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* L'assedio poi andava male , in lungo , ogni tanto all'indietro , e per il contegno saldo , vigilante , risoluto degli assediati , e per aver lui poca gente , e , al dire di qualche storico , per i molti spropositi che faceva .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Qui , nel ragguaglio che gli si diede , fu fatta anche menzione della fuga ribelle e clamorosa di Renzo , de' fatti veri e supposti ch'erano stati cagione del suo arresto ; e gli si seppe anche dire che questo tale s'era rifugiato sul territorio di Bergamo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E scottandogli molto , e come uomo e come politico , che que' signori avessero un tal concetto de' fatti suoi , spiava ogni occasione di persuaderli , per via d'induzione , che non aveva perso nulla dell'antica sicurezza ; giacché il dire espressamente: non ho paura , è come non dir nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Con tutto ciò , al letterato suddetto non gli riesce sempre di dire tutto quel che vorrebbe ; qualche volta gli accade di dire tutt'altro: accade anche a noi altri , che scriviamo per la stampa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Nascono delle questioni sul modo d'intendere ; perché l'interessato , fondandosi sulla cognizione de' fatti antecedenti , pretende che certe parole voglian dire una cosa ; il lettore , stando alla pratica che ha della composizione , pretende che ne vogliano dire un'altra .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Dopo l'espressioni più forti che si possano immaginare di pietà e di terrore per i casi di Lucia , - scrivete , - proseguiva dettando , - che io il cuore in pace non lo voglio mettere , e non lo metterò mai ; e che non son pareri da darsi a un figliuolo par mio ; e che i danari non li toccherò ; che li ripongo , e li tengo in deposito , per la dote della giovine ; che già la giovine dev'esser mia ; che io non so di promessa ; e che ho ben sempre sentito dire che la Madonna c'entra per aiutare i tribolati , e per ottener delle grazie , ma per far dispetto e per mancar di parola , non l'ho sentito mai ; e che codesto non può stare ; e che , con questi danari , abbiamo a metter su casa qui ; e che , se ora sono un po' imbrogliato , l'è una burrasca che passerà presto - ; e cose simili .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Stava assidua al lavoro , cercava d'occuparsi tutta in quello: quando l'immagine di Renzo le si presentava , e lei a dire o a cantare orazioni a mente .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E se la poverina si lasciava andar qualche volta a fantasticar sul suo avvenire , anche lì compariva colui , per dire , se non altro: io a buon conto non ci sarò .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E per verità , in que' momenti , non saprei ben dire come la cosa stesse .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Non c'è bisogno di dire che , in un tale studio , non aveva mai avuta altra mira che d'istruirsi e di conoscere a fondo le pessime arti de' maliardi , per potersene guardare , e difendere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma , poco prima del tempo nel quale è circoscritta la nostra storia , era venuto fuori il libro che terminò la questione del primato , passando avanti anche all'opere di que' due matadori , diceva don Ferrante ; il libro in cui si trovan racchiuse e come stillate tutte le malizie , per poterle conoscere , e tutte le virtù , per poterle praticare ; quel libro piccino , ma tutto d'oro ; in una parola , lo Statista Regnante di don Valeriano Castiglione , di quell'uomo celeberrimo , di cui si può dire , che i più gran letterati lo esaltavano a gara , e i più gran personaggi facevano a rubarselo ; di quell'uomo , che il papa Urbano VIII onorò , come è noto , di magnifiche lodi ; che il cardinal Borghese e il vicerè di Napoli , don Pietro di Toledo , sollecitarono a descrivere , il primo i fatti di papa Paolo V , l'altro le guerre del re cattolico in Italia , l'uno e l'altro invano ; di quell'uomo , che Luigi XIII , re di Francia , per suggerimento del cardinal di Richelieu , nominò suo istoriografo ; a cui il duca Carlo Emanuele di Savoia conferì la stessa carica ; in lode di cui , per tralasciare altre gloriose testimonianze , la duchessa Cristina , figlia del cristianissimo re Enrico IV , poté in un diploma , con molti altri titoli , annoverare " la certezza della fama ch'egli ottiene in Italia , di primo scrittore de' nostri tempi " .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Aveva nella sua libreria , e si può dire in testa , le opere degli scrittori più riputati in tal materia: Paride dal Pozzo , Fausto da Longiano , l'Urrea , il Muzio , il Romei , l'Albergato , il Forno primo e il Forno secondo di Torquato Tasso , di cui aveva anche in pronto , e a un bisogno sapeva citare a memoria tutti i passi così della Gerusalemme Liberata , come della Conquistata , che possono far testo in materia di cavalleria .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* In un paese e in un'epoca vicina , nell'epoca la più clamorosa e la più notabile della storia moderna , si ricorse , in circostanze simili , a simili espedienti (i medesimi , si potrebbe quasi dire , nella sostanza , con la sola differenza di proporzione , e a un di presso nel medesimo ordine) ad onta de' tempi tanto cambiati , e delle cognizioni cresciute in Europa , e in quel paese forse più che altrove ; e ciò principalmente perché la gran massa popolare , alla quale quelle cognizioni non erano arrivate , poté far prevalere a lungo il suo giudizio , e forzare , come colà si dice , la mano a quelli che facevan la legge .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Non c'è bisogno di dire che Federigo non ristringeva le sue cure a questa estremità di patimenti , né l'aveva aspettata per commoversi .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* D'acqua perfino c'era scarsità ; d'acqua , voglio dire , viva e salubre: il pozzo comune , doveva esser la gora che gira le mura del recinto , bassa , lenta , dove anche motosa , e divenuta poi quale poteva renderla l'uso e la vicinanza d'una tanta e tal moltitudine .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Cosa devo dire ? Mi doveva cascare addosso anche questa !
---------------
- E a me , - disse Agnese , - m'ha fatto dire dal signor monsignor illustrissimo , che , quando avessi bisogno di qualcosa , bastava che andassi da lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Alzati poi da tavola , le fece osservare una stampa rappresentante il cardinale , che teneva attaccata a un battente d'uscio , in venerazione del personaggio , e anche per poter dire a chiunque capitasse , che non era somigliante ; giacché lui aveva potuto esaminar da vicino e con comodo il cardinale in persona , in quella medesima stanza .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Don Abbondio faceva fretta ; il sarto s'impegnò di trovare un baroccio che li conducesse appiè della salita ; n'andò subito in cerca , e poco dopo , tornò a dire che arrivava .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Fece poi portar giù da una stanza a tetto l'armi da fuoco , da taglio , in asta , che da un pezzo stavan lì ammucchiate , e gliele distribuì ; fece dire a' suoi contadini e affittuari della valle , che chiunque si sentiva , venisse con armi al castello ; a chi non n'aveva , ne diede ; scelse alcuni , che fossero come ufiziali , e avessero altri sotto il loro comando ; assegnò i posti all'entrature e in altri luoghi della valle , sulla salita , alle porte del castello ; stabilì l'ore e i modi di dar la muta , come in un campo , o come già s'era costumato in quel castello medesimo , ne' tempi della sua vita disperata .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E poi , io ho sempre sentito dire che , ne' pericoli , è meglio essere in molti .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Li guardò con la coda dell'occhio: non eran quelle facce che gli era toccato a vedere nell'altra dolorosa sua gita , o se ce n'era di quelle , erano ben cambiate ; ma con tutto ciò , non si può dire che noia gli desse quella vista .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- State zitta , - le replicò don Abbondio: - credete voi che ai santi si possa dire , senza riguardo , tutto ciò che passa per la mente ? Pensate piuttosto a ringraziarlo del bene che v'ha fatto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E ripassando nel paesetto salvato , non si potrebbe dire con quali applausi e benedizioni fosse accompagnato il drappello liberatore e il condottiero .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Chi aveva danari e discrezione , andava a desinare giù nella valle , dove in quella circostanza , s'eran rizzate in fretta osterie: in alcune , i bocconi erano alternati co' sospiri , e non era lecito parlar d'altro che di sciagure: in altre , non si rammentavan le sciagure , se non per dire che non bisognava pensarci .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Perpetua ebbe un bel dire che , quanto più s'indugiava , tanto più si dava agio ai birboni del paese d'entrare in casa a portar via il resto ; quando si trattava d'assicurar la pelle , era sempre don Abbondio che la vinceva ; meno che l'imminenza del pericolo non gli avesse fatto perdere affatto la testa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Agnese fece posare i fagotti in un canto del cortiletto , ch'era rimasto il luogo più pulito della casa ; si mise poi a spazzarla , a raccogliere e a rigovernare quella poca roba che le avevan lasciata ; fece venire un legnaiolo e un fabbro , per riparare i guasti più grossi , e guardando poi , capo per capo , la biancheria regalata , e contando que' nuovi ruspi , diceva tra sé: " son caduta in piedi ; sia ringraziato Iddio e la Madonna e quel buon signore: posso proprio dire d'esser caduta in piedi " .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma ciò che , lasciando intero il biasimo , scema la maraviglia di quella sua condotta , ciò che fa nascere un'altra e più forte maraviglia , è la condotta della popolazione medesima , di quella , voglio dire , che , non tocca ancora dal contagio , aveva tanta ragion di temerlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Poi , non vera peste , vale a dire peste sì , ma in un certo senso ; non peste proprio , ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E sotto , un girigogolo , che voleva dire Ambrogio Spinola , chiaro come le sue promesse .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Bisogna però dire che fu obbligato a cedere al duca di Savoia un pezzo del Monferrato , della rendita di quindici mila scudi , e a Ferrante duca di Guastalla altre terre , della rendita di sei mila ; e che ci fu un altro trattato a parte e segretissimo , col quale il duca di Savoia suddetto cedé Pinerolo alla Francia: trattato eseguito qualche tempo dopo , sott'altri pretesti , e a furia di furberie .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
Così pure , trovandosi colma di cadaveri un'ampia , ma unica fossa , ch'era stata scavata vicino al lazzeretto ; e rimanendo , non solo in quello , ma in ogni parte della città , insepolti i nuovi cadaveri , che ogni giorno eran di più , i magistrati , dopo avere invano cercato braccia per il tristo lavoro , s'eran ridotti a dire di non saper più che partito prendere .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Se fosse stato uno solo che connettesse così , si dovrebbe dire che aveva una testa curiosa ; o piuttosto non ci sarebbe ragion di parlarne ; ma siccome eran molti , anzi quasi tutti , così è storia dello spirito umano , e dà occasion d'osservare quanto una serie ordinata e ragionevole d'idee possa essere scompigliata da un'altra serie d'idee , che ci si getti a traverso .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Lasciando ora questo nel soggiorno de' guai , dobbiamo andare in cerca d'un altro , la cui storia non sarebbe mai stata intralciata con la sua , se lui non l'avesse voluto per forza ; anzi si può dir di certo che non avrebbero avuto storia né l'uno né l'altro: Renzo , voglio dire , che abbiam lasciato al nuovo filatoio , sotto il nome d'Antonio Rivolta .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Abbi pazienza: non istai bene qui ? . . .Vedo cosa vuoi dire ; ma , se è destinato lassù che la cosa riesca , sta' sicuro che , a non far pazzie , riuscirà anche meglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Scoppiata poi la peste nel milanese , e appunto , come abbiam detto , sul confine del bergamasco , non tardò molto a passarlo ; e . . .non vi sgomentate , ch'io non vi voglio raccontar la storia anche di questa: chi la volesse , la c'è , scritta per ordine pubblico da un certo Lorenzo Ghirardelli: libro raro però e sconosciuto , quantunque contenga forse più roba che tutte insieme le descrizioni più celebri di pestilenze: da tante cose dipende la celebrità de' libri ! Quel ch'io volevo dire è che Renzo prese anche lui la peste , si curò da sé , cioè non fece nulla ; ne fu in fin di morte , ma la sua buona complessione vinse la forza del male: in pochi giorni , si trovò fuor di pericolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Col tornar della vita , risorsero più che mai rigogliose nell'animo suo le memorie , i desidèri , le speranze , i disegni della vita ; val a dire che pensò più che mai a Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Se l'ho avuta ! Perfida e infame è stata: son qui per miracolo: basta dire che m'ha conciato in questa maniera che vedete .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Era una marmaglia d'ortiche , di felci , di logli , di gramigne , di farinelli , d'avene salvatiche , d'amaranti verdi , di radicchielle , d'acetoselle , di panicastrelle e d'altrettali piante ; di quelle , voglio dire , di cui il contadino d'ogni paese ha fatto una gran classe a modo suo , denominandole erbacce , o qualcosa di simile .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- Oh oh ! - gridò il giovine anche lui ; rimise il cappello in testa , e , avendo tutt'altra voglia , come diceva poi , quando raccontava la cosa , che di metter su lite in quel momento , voltò le spalle a quello stravagante , e continuò la sua strada , o , per meglio dire , quella in cui si trovava avviato .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ora sarà in giro per Milano: chi sa che strage fa ! - E fin che visse , che fu per molt'anni , ogni volta che si parlasse d'untori , ripeteva la sua storia , e soggiungeva: - quelli che sostengono ancora che non era vero , non lo vengano a dire a me ; perché le cose bisogna averle viste .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Se un prete , in funzion di prete , non ha un po' di carità , un po' d'amore e di buona grazia , bisogna dire che non ce ne sia più in questo mondo " .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Quella signora ! quella signora ! una parola , per carità ! per i suoi poveri morti ! Non le chiedo niente del suo: ohe ! - Ma era come dire al muro .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Bravo ! bravo ! - esclamarono , a una voce , i monatti , alcuni de' quali seguivano il convoglio a piedi , altri eran seduti sui carri , altri , per dire l'orribil cosa com'era , sui cadaveri , trincando da un gran fiasco che andava in giro .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Certo , posso dire che vi devo la vita , - rispose Renzo: - e vi ringrazio con tutto il cuore .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ma cosa non può alle volte venire in acconcio ? cosa non può far piacere in qualche caso ? Il pericolo d'un momento prima aveva resa più che tollerabile a Renzo la compagnia di que' morti e di que' vivi ; e ora fu a' suoi orecchi una musica , sto per dire , gradita , quella che lo levava dall'impiccio d'una tale conversazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- Senta , se volessi dire d'aver avuto giudizio , quel giorno in Milano , direi una bugia ; ma cattive azioni non n'ho fatte punto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Non so cosa dire , - riprese il frate , rispondendo piuttosto a' suoi pensieri che alle parole del giovine: - tu vai con buona intenzione ; e piacesse a Dio che tutti quelli che hanno libero l'accesso in quel luogo , ci si comportassero come posso fidarmi che farai tu .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* In così dire , s'alzò , e nel medesimo tempo anche Renzo ; il quale , non lasciando di dar retta alle sue parole , s'era intanto consigliato tra sé di non parlare , come s'era proposto prima , di quella tal promessa di Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Diamo un pensiero ai mille e mille che sono usciti di là - ; e , col dito alzato sopra la spalla , accennava dietro sé la porta che mette al cimitero detto di san Gregorio , il quale allora era tutto , si può dire , una gran fossa: - diamo intorno un'occhiata ai mille e mille che rimangon qui , troppo incerti di dove sian per uscire ; diamo un'occhiata a noi , così pochi , che n'usciamo a salvamento .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Qui un sordo mormorìo di gemiti , un singhiozzìo che andava crescendo nell'adunanza , fu sospeso a un tratto , nel vedere il predicatore mettersi una corda al collo , e buttarsi in ginocchio: e si stava in gran silenzio , aspettando quel che fosse per dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Gli fece replicatamente e in fretta un cenno col capo , come per dire che aveva inteso , e che ubbidiva ; e si levò dalla sua vista , cacciandosi da una parte tra le capanne .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E , come chi non ha più altro da dire , né vuol sentir altro , come chi vuol sottrarsi a un pericolo , si ritirò ancor più vicino al lettuccio , dov'era la donna di cui aveva parlato .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- Voglio dire che . . .Già lei lo sa come è buona quella povera giovine ; ma alle volte è un po' fissa nelle sue idee .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Dopo tante promesse , dopo tutto quello che sa anche lei , ora dice che non mi può sposare , perché dice , che so io ? che , quella notte della paura , s'è scaldata la testa , e s'è , come a dire , votata alla Madonna .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Vuol dire che lei le farà intendere . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- In quanto a questo . . .per me . . .che motivo . . . ? Non potrei proprio dire . . .- rispose Lucia , con un'esitazione che indicava tutt'altro che un'incertezza del pensiero ; e il suo viso ancora scolorito dalla malattia , fiorì tutt'a un tratto del più vivo rossore .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Ma non è peccato tornare indietro , pentirsi d'una promessa fatta alla Madonna ? Io allora l'ho fatta proprio di cuore . . .- disse Lucia , violentemente agitata dall'assalto d'una tale inaspettata , bisogna pur dire speranza , e dall'insorgere opposto d'un terrore fortificato da tutti i pensieri che , da tanto tempo , eran la principale occupazione dell'animo suo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* In quanto all'ora e al tempo , si può dire che notte e giorno , sole e pioggia , zeffiro e tramontano , eran tutt'uno per lui in quel momento .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Affondata (com'eran tutte ; e dobbiamo averlo detto altrove) tra due rive , quasi un letto di fiume , si sarebbe a quell'ora potuta dire , se non un fiume , una gora davvero ; e ogni tanto pozze , da volerci del buono e del bello a levarne i piedi , non che le scarpe .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Come la facesse quando trovava due strade ; se quella poca pratica , con quel poco barlume , fossero quelli che l'aiutassero a trovar sempre la buona , o se l'indovinasse sempre alla ventura , non ve lo saprei dire ; ché lui medesimo , il quale soleva raccontar la sua storia molto per minuto , lunghettamente anzi che no (e tutto conduce a credere che il nostro anonimo l'avesse sentita da lui più d'una volta) , lui medesimo , a questo punto , diceva che , di quella notte , non se ne rammentava che come se l'avesse passata in letto a sognare .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Altro non vi so dire , se non che que' monti , quel Resegone vicino , il territorio di Lecco , era diventato tutto come roba sua .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Sto per dire che non ci voleva meno di quel bucatino che ho avuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Del resto mantenne ciò , che aveva detto all'amico , di voler raccontargliene per tutta la giornata ; tanto più , che , avendo sempre continuato a piovigginare , questo la passò tutta in casa , parte seduto accanto all'amico , parte in faccende intorno a un suo piccolo tino , e a una botticina , e ad altri lavori , in preparazione della vendemmia ; ne' quali Renzo non lasciò di dargli una mano ; ché , come soleva dire , era di quelli che si stancano più a star senza far nulla , che a lavorare .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* So quel che volete dire ; ma sentirete , sentirete , che de' ma non ce n'è più .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Sicché non poté far a meno di non dire che , questa volta , trattandosi d'una povera vedova e d'una povera fanciulla , avevan fatto la guardia gli angioli .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Se i rimasti vivi erano , l'uno per l'altro , come morti resuscitati , Renzo , per quelli del suo paese , lo era , come a dire , due volte: ognuno gli faceva accoglienze e congratulazioni , ognuno voleva sentir da lui la sua storia .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Dice adunque che , al primo parlar che si fece di peste , don Ferrante fu uno de' più risoluti a negarla , e che sostenne costantemente fino all'ultimo , quell'opinione ; non già con ischiamazzi , come il popolo ; ma con ragionamenti , ai quali nessuno potrà dire almeno che mancasse la concatenazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Che se , per evitar questa Scilla , si riducono a dire che sia accidente prodotto , dànno in Cariddi: perché , se è prodotto , dunque non si comunica , non si propaga , come vanno blaterando .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E quando mai s'è sentito dire che l'influenze si propaghino . . . ? E lor signori mi vorranno negar l'influenze ? Mi negheranno che ci sian degli astri ? O mi vorranno dire che stian lassù a far nulla , come tante capocchie di spilli ficcati in un guancialino ? . . .Ma quel che non mi può entrare , è di questi signori medici ; confessare che ci troviamo sotto una congiunzione così maligna , e poi venirci a dire , con faccia tosta: non toccate qui , non toccate là , e sarete sicuri ! Come se questo schivare il contatto materiale de' corpi terreni , potesse impedir l'effetto virtuale de' corpi celesti ! E tanto affannarsi a bruciar de' cenci ! Povera gente ! brucerete Giove ? brucerete Saturno ?
---------------
His fretus , vale a dire su questi bei fondamenti , non prese nessuna precauzione contro la peste ; gli s'attaccò ; andò a letto , a morire , come un eroe di Metastasio , prendendosela con le stelle .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E stata un gran flagello questa peste ; ma è anche stata una scopa ; ha spazzato via certi soggetti , che , figliuoli miei , non ce ne liberavamo più: verdi , freschi , prosperosi: bisognava dire che chi era destinato a far loro l'esequie , era ancora in seminario , a fare i latinucci .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Ci ha dato un gran fastidio a tutti , vedete: ché adesso lo possiamo dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Oh ! in quanto a questo mi scusi , - replicò Agnese: - ché , sebbene io sia una povera ignorante , le posso accertare che non gli si dice così ; perché , quando siamo state la seconda volta per parlargli , come parlo a lei , uno di que' signori preti mi tirò da parte , e m'insegnò come si doveva trattare con quel signore , e che gli si doveva dire vossignoria illustrissima , e monsignore .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Tu l'hai ancora col latino , tu: bene bene , t'accomoderò io: quando mi verrai davanti , con questa creatura , per sentirvi dire appunto certe paroline in latino , ti dirò: latino tu non ne vuoi: vattene in pace .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - E io la prego di volermi dire se si possa far loro del bene , e anche d'insegnarmi la maniera più conveniente .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Il signor marchese , in Milano , conta , come è giusto , e per quel gran cavaliere , e per quel grand'uomo che è . . .No , no , mi lasci dire ; ché la verità vuole avere il suo luogo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Lo dico , e lo voglio dire ; a suo dispetto , lo voglio dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* A nessuno verrà , spero , in testa di dire che sarebbe stata cosa più semplice fare addirittura una tavola sola .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Questo , voglio dire la sua spoglia , era ed è tuttavia a Canterelli .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Chi domandasse se non ci fu anche del dolore in distaccarsi dal paese nativo , da quelle montagne ; ce ne fu sicuro: ché del dolore , ce n'è , sto per dire , un po' per tutto .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Quando poi i nuovi padroni vennero a stare sul loro , Lucia , che lì non era aspettata per nulla , non solo non andò soggetta a critiche , ma si può dire che non dispiacque ; e Renzo venne a risapere che s'era detto da più d'uno: - avete veduto quella bella baggiana che c'è venuta ? - L'epiteto faceva passare il sostantivo .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Il bello era a sentirlo raccontare le sue avventure: e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate , per governarsi meglio in avvenire .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Quando non voleste dire , - aggiunse , soavemente sorridendo , - che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene , e di promettermi a voi .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- In compenso però, - soleva dire ridendo ai due giovani - mi son presa tutta la carne che manca a voi due.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E la madre dell'annegato ? che si chiamava Tino Sparti (vero giovane d'oro, poveretto!) ? sentendola gridar cosí, le aveva subito buttato le braccia al collo e se l'era stretta al cuore, forte forte, in presenza di tutti, come per farla sua, sua e di lui, del figlio morto, chiamandola con alte grida: - Figlia! Figlia! Per questo ora le vicine, sentendo dire a Marastella: "Penso a mio padre", si scambiarono uno sguardo d'intelligenza, commiserandola in silenzio.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Domandatene a chi volete: nessuno vi saprà dire per che altro serva lo zolfo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma quella lettura era di tratto in tratto interrotta da certi soprassalti d'ammirazione curiosissimi: a qualche frase, a qualche espressione, talvolta anche per una semplice parola, di cui don Filippino comprendeva la squisita proprietà o gustava la dolcezza, posava il libro su le ginocchia, socchiudeva gli occhi e si metteva a dire celerissimamente: - Bello! bello! bello! bello! bello! - abbandonandosi man mano su la spalliera, come se svenisse dal piacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ho bell'e capito! Questa mattina è infilata male! - Quando mai, lui! - badava a dire il garzone.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Sí! Come se la scimmia non gliel'avesse regalata lui, apposta! - si sfogava a dire lo Scala, di nascosto.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Siccome il Trigona me ne deve venticinque mila, vuol dire che io, prendendomi il podere, vengo a perdercene mille, oltre gl'interessi.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
M'ha fatto dire che mi vuole domani alla villa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Perdette, perché il servo del Ciancarella, passato ora al servizio dei Montoro, andò a deporre che aveva chiamato sí Spatolino per incarico del padrone, sant'anima; ma non certo perché il padrone, sant'anima, avesse in mente di dargli l'incarico di costruire quel tabernacolo lí, bensí perché dal giardiniere, ora morto, (guarda combinazione!) aveva sentito dire che Spatolino aveva lui l'intenzione di costruire un tabernacolo proprio lí, dirimpetto al cancello, e aveva voluto avvertirlo che il pezzo di terra dall'altra parte dello stradone gli apparteneva, e che dunque si fosse guardato bene dal costruirvi una minchioneria di quel genere.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ora questo, con buona pace e sopportazione vostra, vuol dire avere una concezione dell'eroe alquanto grottesca.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
D'altra parte, non sapeva bene che cosa gli volessero dire tutti quei signori, né che cosa doveva rispondere, né come regolarsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Svegliati, però, dopo aver volto un bel po' in giro gli occhi sbarrati e rossi di sonno per raccapezzarsi, i fratelli Morlesi vollero dire anch'essi la parolina in confidenza a don Arturo, e invano questi si provò a far loro intendere che non ce n'era bisogno; che già aveva capito e che avrebbe fatto di tutto per contentarli, come gli altri, fin dove gli sarebbe stato possibile.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Son di passazzo per questa rispettabilissima provinzia, - badava a dir l'ometto imperterrito, con vertiginosa loquela, - dove che per merito della nostra Sozietà, la piú antica, la piú autorevole di quante ne esistano su lo stesso zenere, ho concluso ottimi, ottimi contratti, sissignore, in tutte le spezialissime combinazioni che essa offre ai suoi assoziati, senza dire dei vantazzi ezzezionali, che brevemente le esporrò per ogni combinazione, a sua scelta.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Vuol dire che, se non Le dispiaze, io vado a prendere un bocconzino qui presso, e ritorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma doveva pur dire cosí, se ella, stimando in coscienza che egli educasse male i figliuoli, aveva sempre taciuto, aspettando che un altro ne movesse il discorso.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- E chi ti ha prescritto i termini cosí infallibilmente? Va' là! va' là! Rinfrancato, pensò che fosse una gherminella per fargli dire quel che pensasse della sua salute.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Chi te ne può accusare? Chi può dire che in questo momento io non sia sano? Vendo salute! Morrò di qui a cinque o sei mesi.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
per dire la verità...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
debbo dire bettola, macelleria, trattoria? - Bettola, bettolaccia, - rispose il Mear, - ma adesso...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- cominciò a dire l'amico, salendo la scala, dietro Gigi Mear.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E tu non sai ciò che voglia dire vivere la vita che avresti potuto vivere, se un caso indipendente dalla tua volontà, una contingenza imprevedibile, non t'avesse distratto, deviato, spezzato talvolta l'esistenza, com'è avvenuto a me, capisci? a me...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ma io vorrei dire a mia madre: senti, io sono stato imprevidente, oh! - quanto vuoi...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Me lo sai dire come una donna, dopo esser costata tanto a un uomo, possa far quello che mi fece colei? Infame! Ma sai? con queste mani...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Dovreste dimostrarmi però che anche sia necessario, voglio dire che conduca a una qualsiasi conclusione, prendere una rotta anziché un'altra, o anziché a questo porto approdare a quello.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Perché quelle condizioni voi le invidiate perché non sono le vostre, e se fossero, non sareste piú voi, voglio dire con codesto desiderio di esser diversi da quelli che siete.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Testa grossa, grossi baffi spioventi, sotto i quali sparisce non solo la bocca, ma anche il mento, dato che si possa dire che il commendator Ballesi abbia davvero un mento.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Chi sa come piangono adesso quegli occhi notturni, e come sanguina quel cuore appassionato, e come si rivolta quella raffinata intelligenza: voglio dire tutto quello che di lei appartiene a te.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- insomma, via, un certo antico trascorso di gioventú, che non si potrebbe ora rimproverare a un gran prelato con quella crudezza che necessariamente deriverebbe dalla brevità d'un riassunto, quando poi è per cosí dire il fulcro di tutto il second'atto, in una scena di grandissimo effetto con la cognata, al bujo, o meglio, al chiaro di luna che inonda la veranda, poiché Sua Eminenza, prima di cominciar la confessione, ordina al suo fidato servitore Giuseppe: "Giuseppe, smorzate i lumi".(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E non è a dire che non ci pensava perché il pipistrello non aveva ancor fatto la sua consueta comparsa sul palcoscenico.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- cominciò a dire il poverino, sudando freddo; e alzava una spalla, tirava indietro o piegava di qua, di là il capo, come se il pipistrello svoltasse attorno a lui e volesse scansarlo; si storceva le mani; si copriva il volto.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Dovevo dire al pubblico che toccavano al pipistrello quegli applausi, e non a lei? Rimedii piuttosto, rimedii subito; faccia che tocchino a lei domani sera! - Già! Ma come? - domandò, con strazio, smarrendosi di nuovo, il povero Faustino Perres.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Non mi sedere lí sul pulito, almeno, santo Dio! Come te lo devo dire che aspetto certe signore? - Non ci credo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Se devo dire la verità, - interloquí la madre, scotendosi, - lascio fare la mia figliuola, ma a me l'idea non piace per nientissimo affatto.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- No, no, scusi, signorina, - s'affrettò a dire il Pogliani.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Seguitò il Colli: - Io non c'entro piú per nulla, signorina! E poi, guardi, non ho piú studio, non so piú concluder nulla, altro che di dire male parole a tutti quanti...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Lei avrà forse ragione, dal lato dell'arte; non nego, ma io voglio dire qualche cosa, che soltanto cosí potrei esprimere.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ma perché, scusi? perché Lei vede qua la sua persona e non il simbolo, ecco! Dire che sia bello, scusi, non si potrebbe dire...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ah, sí? - diceva - Ti tocco e ti lascio? No, ah, no perdio! Io non mi riduco in quello stato! Ti faccio tornare per forza, io! Mi passeggi accanto e ti diverti a vedere come mi hai conciato? a vedermi strascicare un piede? a sentirmi biascicare? Mi rubi mezzo alfabeto, mi fai dire oa e cao, e ridi? No, caa! Vieni qua! Mi tio una pistoettata, com'è veo Dio! Questo spasso io non te lo do! Mi sparo, m'ammazzo com'è vero Dio! Questo spasso non te lo do.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Deve sapere che sentivo dire matrimonio e, con rispetto parlando, mi si rompeva lo stomaco, proprio mi...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Noi uomini abbiamo preso il vezzo di dire che la donna è un essere incomprensibile.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Tu lo sfiderai domani, e guaj a te se non lo fai! A sentirsi dire certe cose da una donna, qualunque uomo si ribella.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ah, sissignore, - prese a dire la figlia, riscotendosi con un sospiro.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Spiriti infernali, deve dire Vossignoria! Tirarci le coperte del letto; sederci su lo stomaco, la notte; percuoterci alle spalle; afferrarci per le braccia; e poi scuotere tutti i mobili, sonare i campanelli, come se, Dio liberi e scampi, ci fosse il terremoto; avvelenarci i bocconi, buttando la cenere nelle pentole e nelle casseruole...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
La città aveva lassú una porta, il cui nome arabo, divenuto stranissimo nella pronunzia popolare: Bibirría, voleva dire Porta dei Venti.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E perché? Se la casa fosse stata minacciata dai ladri, eh, quelle armi avrebbero potuto servirgli, ed egli avrebbe potuto dire che se le portava per prudenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma ora, tutto raso per obbedire alla moda, con quel mento troppo piccolo e quel naso troppo grosso, dire che fosse bello, via, non si poteva piú dire, soprattutto perché pareva che lui lo pretendesse, anche cosí con la barba rasa, anzi appunto perché se l'era rasa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
sí, a una malevola interpretazione, s'affrettò a dire che intendeva parlare della signorina Ascensi.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E Ginetta non se lo sarebbe lasciato dire due volte: avrebbe abbandonato il babbo, la mamma, è vero? anche la mamma, per andar via con lui...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Solo Ginetta gli rivolgeva qualche parola, di tanto in tanto, ma cosí, fuor fuori, perché non si potesse dire che proprio nessuno si curava di lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Aveva qualche cosa di nuovo da dire alla morta, quella sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
LA BUON'ANIMA Fin dal primo giorno, Bartolino Fiorenzo s'era sentito dire dalla promessa sposa: - Lina, veramente, ecco...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Quando - tre mesi dopo - i Fiorenzo, marito e moglie, accompagnati alla stazione dai parenti e dagli amici, partirono per il viaggio di nozze, diretti a Roma, Ortensia Motta, intima di casa Fiorenzo e anche amicissima della Sarulli, disse al marito, alludendo a Bartolino: - Povero figliuolo, ha preso moglie? Io direi piuttosto che gli hanno dato marito! Ma con ciò, si badi, la Motta non voleva mica dire che Lina Sarulli, prima Lina Taddei, ora Lina Fiorenzo, avesse piú dell'uomo che della donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il cameriere, poco dopo, venne a dire che il n.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ancor giovane, sí - disse avanti Bartolino, per non farlo dire a lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Credette che quest'idea cattiva fosse nata in lui spontaneamente; ma in verità bisogna dire in sua scusa che gli fu quasi suggerita, insinuata, infiltrata da colei che invano da scapolo aveva piú volte tentato con le sue arti di rimuoverlo dall'eccessivo studio della chimica.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Subito, a ogni minima evenienza, si assegnavano le parti; riconoscevano a volo se dovesse parlare o agire l'uno o l'altro; e di ciò che l'uno diceva o faceva l'altro rimaneva sempre contento e soddisfatto, come se meglio non si fosse potuto né dire né fare.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Muore lui, il capo di casa, va bene? Come farà la vedova a mantenere i figliuoli? - Oooh! - rifiatava la moglie, tirandosi indietro e protendendo le mani, come per dire che qui lo aspettava.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Che potrebbe far di peggio questa vedova? Di' sú, lo lascio dire a te.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Bestia volgare e presuntuosa! Brocco di reggimento, scartato dopo tre anni di servizio, perché - a suo dire - un tanghero di cavalleggere abruzzese lo aveva sgroppato, non faceva che parlare e parlare.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
"Pompa funebre sai che vuol dire? Vuol dire tirare un carro nero di forma curiosa, alto, con quattro colonnini che reggono il cielo, tutto adorno di balze e paramenti e dorature.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
lo volevo dire io...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
La fede si può perdere per centomila ragioni; e, in generale, chi perde la fede è convinto, almeno nel primo momento, di aver fatto in cambio qualche guadagno; non foss'altro, quello della libertà di fare e dire certe cose che, prima, con la fede non riteneva compatibili.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma si sapeva in paese come il povero giovine vivesse; e nessuna donna poteva dire d'essere stata guardata da lui, fosse pur di sfuggita.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E dire ch'ero sceso per questo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
La carrozza, intanto, aveva seguitato a salire verso Richieri, e Bobbio, intronato, avvilito, non aveva pensato di dire al vetturino di ritornare indietro, alla villa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Se no, non avresti potuto dire imbecille a Pulino.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- si provò a dire il Marcocci.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il Lamella riprese con furia: - E vi sembra serio, questo, egregio professore? Ma scusate! Se l'uomo può intendere e concepire cosí la infinita sua piccolezza, che vuol dire? Vuol dire ch'egli intende e concepisce l'infinita grandezza dell'universo! E come si può dir piccolo, dunque, l'uomo? - Piccolo...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma questa grandezza di chi è? È mia, caro professore! Perché è sentimento mio! E come potete dunque dire che l'uomo è piccolo, se ha in sé tanta grandezza? Un improvviso, curioso strido - zrí - ferí il silenzio succeduto vastissimo all'ultima domanda del Lamella.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
non mi dire che ho un'anima immortale...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
S'è imparentato con una famiglia cattolica, nera tra le piú nere, contraendo un matrimonio cosiddetto misto, vale a dire a condizione che i figliuoli (e ne ha già cinque) fossero come la madre battezzati, e perciò perduti irremissibilmente per la sua fede.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Se l'era dunque portata via lui con sé? E che ne aveva fatto? Dov'era piú in lui la vita? Gli altri avevano potuto credere che se la fosse portata via con sé; ma lui sapeva di averla lasciata lí, invece, la sua, partendo; e ora, a non ritrovarcela piú, nel sentirsi dire che non poteva piú trovarci nulla, perché s'era portato via tutto lui, aveva provato, nel vuoto, un gelo di morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
In alto, tutto quel silenzio fascinoso era trafitto da uno sfavillío acuto, incessante di innumerevoli stelle, cosí vive, che pareva volessero dire qualcosa alla terra, nel mistero profondo della notte.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
No, no: egli non doveva riferirgliela; doveva dire a Melina che ne parlasse a Tito direttamente, e che anzi non gli facesse intravvedere di averne prima parlato a lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Che dire a quella povera figliuola, in quello stato? Meglio non dirle nulla di quanto era avvenuto tra loro due; trovare una scusa plausibile di quel non andare nessuno de' due a trovarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
un'idea..., ma era pure un segno, questo! Gli occhi azzurri del bimbo, invece, erano un segno rivelatore per Tito Morena che li aveva azzurri anche lui; sí, ma anche la madre, per dire la verità, li aveva azzurri, ma non cosí chiari e tendenti al verde, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
L'avvocato ascoltò prima l'uno e poi l'altro, senza dire all'uno che l'altro era venuto poc'anzi a dirgli le stessissime cose e a fargli la stessissima proposta, che cioè il ragazzo, suo o non suo, fosse lasciato interamente a suo carico (nessuno dei due diceva al suo affetto), pur d'uscire da quella insopportabile situazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma la madre, con un fare stanco e infastidito, lo rimproverò di nuovo: - Non dire sciocchezze, Carlino.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E dire che in principio aveva creduto che dovesse riuscirgli molto difficile trovare una seconda moglie, in quelle sue condizioni! Gliene bisognava una? Ne aveva trovate subito dieci, dodici, quindici, una piú pronta e impaziente dell'altra! Sí, perché in fondo, via, era vedovo, ma appena: si poteva dire che quasi non aveva avuto tempo d'essere ammogliato.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Bella risposta gli aveva dato la sorte! Lo Spina, ora, vecchio scapolo, cominciava a soffrire del vuoto della sua vita, in una camera d'affitto, tra mobili volgari, neppur suoi; ma almeno poteva dire d'aver goduto a suo modo in gioventú e d'aver voluto lui che fosse cosí sola e senza conforto di cure amiche e senz'abitudine d'affetti la sua vecchiaja.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
"Oh Dio, oh Dio", pensava Torellino, "la solita storia! Il solito tormento! Andar sú, è vero? Pregare la madre che s'arrendesse finalmente; sentirsi dire di no ancora una volta? No, no." E, risoluto, davanti al vicolo, sotto il fanale, s'impuntò e disse al padre: - No, sai, papà? Io non salgo! Io non ci vado! Il Groa guardò il figlio con occhi atroci.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Volevo dire che Vossignoria sa che ho sullo stradone una trattoria...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
stavo per dire di nuovo...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ora Vossignoria, uomo di legge, mi deve dire semplicemente se il padrone del cane è tenuto a risarcirmi del danno, ecco! Piccarone non pose tempo a rispondere: - Sicuro che è tenuto, figliuolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ma Vossignoria mi deve perdonare se, da povero ignorante come sono, ho fatto debolmente un giro cosí lungo per venirle a dire che Vossignoria deve pagarmi la salsiccia, perché il cane che me l'ha rubata è proprio il suo, Turco.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Pensare una cosa simile, mio figlio? per me? Gliel'avrete messo in mente voi, demoniaccio tentatore! voi che non vi siete dato mai pace per quel maledetto testamento! Ho saputo tutto, m'hanno riferito tutto; l'avete gridato ai quattro venti che non è stato giusto, perché posso vivere ancora trenta e piú anni, io; e che vostro figlio potrebbe anche morire prima ch'io gli lasciassi l'usufrutto della proprietà; e che la proprietà lo zio gliel'ha lasciata solo per guardarla da lontano; e che dovrà aspettare d'esser vecchio per potersi dire veramente padrone.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ancora le vicine parlano di zia Michelina come d'una pazza; perché, Signore Iddio, se pur le faceva senso mettersi con un ragazzo che lei amava come un figliuolo, dato che questo ragazzo era poi divenuto suo marito, fargli da moglie alla fin fine non voleva mica dire andare alla guerra.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Tuttora, dire Zúnica e immaginare un profondo bosco d'olivi saraceni e poi distese di verdissimi vigneti e giardini vermigli con siepi di salvie ronzanti d'api e vivai muscosi e boschetti d'agrumi imbalsamati di zagare e di gelsomini, era per Didí tutt'uno, quantunque già da un pezzo sapesse che Zúnica era una povera arida cittaduzza dell'interno della Sicilia, cinta da ogni parte dai lividi tufi arsicci delle zolfare e da scabre rocce gessose fulgenti alle rabbie del sole, e che quei frutti, non piú gli stessi della sua infanzia, venivano da un feudo, detto di Ciumía, parecchi chilometri lontano dal paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
vuol dire che ci sono altre attorno al marchese, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E uno che sia ricevitore del lotto, si può dire che commetta una cattiva azione, togliendo il pane di bocca a un vecchio, il quale, con la fama di jettatore che gli hanno fatta in paese, certo non chiama piú gente al banco a giocare? Don Nuccio s'era dovuto arrendere a questa lampante verità; e se n'era andato da quel botteghino piangendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Era in guerra aperta con tutto il clero, perché il clero - a suo dire - aveva azzoppato Dio.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Lo so io a chi giova tanta oscurità! E Dio vuol dire Luce! Era tempo di finirla con tutta quella sciocca commedia delle pratiche esteriori del culto: messe e quarant'ore.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Piano, fermatevi, - prese a dire concitatamente don Nuccio D'Alagna, quasi senza fiato, parandoglisi davanti, con le braccia protese.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Imputato Argentu, avete sentito di che siete accusato? Tararà fece un atto appena appena con la mano e, col suo solito sorriso, rispose: - Eccellenza, per dire la verità, non ci ho fatto caso.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Che avete a dire in vostra discolpa? Rivolgetevi ai signori giurati e parlate chiaramente e col dovuto rispetto alla giustizia.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Perdoni, signor presidente, ma cosí finiremo d'imbalordire questo pover'uomo! Mi pare ch'egli abbia ragione di dire che la colpa non è stata sua, ma della moglie che lo tradiva col cavalier Fioríca.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
debbo dire di no? - balbettò.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Certo l'uomo deve considerare la donna, che l'ha nel sangue d'essere traditora, anche senza il caso che resti sola, voglio dire col marito assente tutta la settimana; ma la donna, da parte sua, deve considerare l'uomo, e capire che l'uomo non può farsi beccare la faccia dalla gente, Eccellenza! Certe ingiurie...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Niente quasi, quel che portava a casa; ma pure poteva dire allora di non stare del tutto a carico delle figliuole.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
No? - No, care mie, - prese a dire la signora Elvira, deponendo nelle mani di Nenè l'ombrello sgocciolante e poi un fazzoletto e poi la borsetta, per tirarsi sú e commiserare le sue sottane zuppe da strizzare.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il silenzio profondo, quasi attonito, era lí presso però, non rotto, ma per cosí dire animato da un certo cupo tonfo cadenzato, a cui seguiva ogni volta uno sgocciolío vivo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Tanta vita, lo so, come sfugge a me, sfuggirà anche a te: la vita, per esempio, degli altri paesi; ma (cosa che non ho mai fatta) leggerò anche i giornali per farti piacere; e ti saprò dire se quella cara nostra sorella Francia, se quella prepotente Germaniaccia...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma voglio riallacciare le fila proprio dal momento che il mondo per te si fece vano; dal momento che, sentendoti colpire improvvisamente dalla morte, a tavola, mentre si cenava, alla mia esclamazione: "Non è niente! non è niente!" rispondesti: - L'ora di dire addio.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Intanto, bisogna dire la verità: tua moglie t'ha pianto molto, sai? e seguita.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Veramente, prima l'ho lasciato dire e dire.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ho pensato questo guardando tua moglie, mentre io, impedito dai sospiri e dalle esclamazioni dei coniugi Postella, non potevo piú parlare di te e non sapevo che dire e rimanevo lí impacciato e stizzito.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Dissero i portantini che non ne avevano veduto mai uno simile; e trattarono quella tua cassa come una cosa molto pericolosa, non solo per loro, ma anche per noi che assistevamo alla cerimonia, voglio dire tua moglie, io, e i coniugi Postella che erano venuti con lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma tu, nel meglio, mi tradisti; frutto del tradimento, la tua morte affrettata: maggior danno però, forse, per me rimasto cosí solo e abbandonato, che per te colpevole verso l'amico di tanta ingiustizia, per non dire ingratitudine.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ho forse sbagliato strada? Sono caduto per caso nel mondo della Luna? Ma che razza di scrittore è lei, scusi? Ma dunque sul serio lei non comprende l'orrore della tragedia mia? Avere il privilegio inestimabile di esser nato personaggio, oggi come oggi, voglio dire oggi che la vita materiale è cosí irta di vili difficoltà che ostacolano, deformano, immiseriscono ogni esistenza; avere il privilegio di esser nato personaggio vivo, ordinato dunque, anche nella mia piccolezza, all'immortalità, e sissignore, esser caduto in quelle mani, esser condannato a perire iniquamente, a soffocare in quel mondo d'artifizio, dove non posso né respirare né dare un passo, perché è tutto finto, falso, combinato, arzigogolato! Parole e carta! Carta e parole! Un uomo, se si trova avviluppato in condizioni di vita a cui non possa o non sappia adattarsi, può scapparsene, fuggire; ma un povero personaggio, no: è lí fissato, inchiodato a un martirio senza fine! Aria! aria! vita! Ma guardi...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E quel boja di vetturino intanto aveva il coraggio di dire che bisognava saperla guidare, lasciarla andare col suo verso, perché ombrava, ombrava e, a frustarla, ritta gli si levava come una lepre, certe volte, quella bestiaccia lí.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E che strada! Non posso dire d'averla proprio veduta bene tutta quanta, perché in certi precipizii vidi piuttosto la morte con gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Quando però il giorno dopo vidi quell'altra strada lí, restai basito, non tanto perché c'ero passato, quanto per il pensiero che se Dio misericordioso aveva permesso che non ci lasciassi la pelle, chi sa a quali terribili prove vuol dire che m'ha predestinato.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
La verità era questa: che Sciaramè, quella mattina, cercava il coraggio di dire una certa cosa alla figliastra; e non lo trovava.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ora Sciaramè, quel giorno, doveva dire appunto alla figliastra di non scendere piú in quella stanza, sede della Società, e di rimanersene invece a lavorare sú, nella sua cameretta, perché Amilcare Bellone, presidente dei Reduci, s'era lamentato con lui, non propriamente di quest'abitudine di Rorò, ch'era infine la padrona di casa, ma perché, con la scusa di venire a leggere i giornali, vi entrava quasi ogni mattina un giovinastro, un tal Rosolino La Rosa, il quale, per essere andato in Grecia insieme con tre altri giovanotti del paese, il Betti, il Gàsperi e il Marcolini, a combattere nientemeno contro la Turchia, si credeva garibaldino anche lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Non che Rorò ne avesse: non ne aveva mai avuti; ma s'era fatta pur troppo questa fama, e forse ora se n'avvaleva, come d'una ragna a cui nessuno poteva dire che lei avesse posto mano, per farvi cascare quel farfallino del La Rosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Faremo prendere un po' d'aria alla vecchia camicia rossa! Sciaramè fece scattare in aria una mano, in un gesto che voleva dire che aveva altro per il capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- cominciò Rorò; ma Sciaramè la interruppe, minaccioso, alzando il bastoncino e indicandole la scaletta in fondo: - Sú, e basta! Debbo dire una parolina qua al signor La Rosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Basta dire soltanto: "da quella nazione degenere!".(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Anzi si può dire che il padre beneficiale Fioríca stava tutto il santo giorno in compagnia del diavolo, e non se n'accorgeva.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
LA BERRETTA DI PADOVA Berrette di Padova: belle berrette a lingua, di panno, a uso di quelle che si portano ancora in Sardegna, e che si portavano allora (cioè a dire nei primi cinquant'anni del secolo scorso) anche in Sicilia, non dalla gente di campagna che usava di quelle a calza di filo e con la nappina in punta, ma dai cittadini, anche mezzi signori; se è vera la storia che mi fu raccontata da un vecchio parente, il quale aveva conosciuto il berrettajo che le vendeva, zimbello di tutta Girgenti allora, perché dei tanti anni passati in quel commercio pare non avesse saputo ricavare altro guadagno che il nomignolo di Cirlinciò, che in Sicilia, per chi volesse saperlo, è il nome di un uccello sciocco.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Come! non vi vergognate? Venire a spogliare un morto, come quel mascalzone del sagrestano! Ebbene, non la ho piú, vedete? se l'è presa! E dire che l'avevo promessa a uno dei portantini...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Aspetta, aspetta che te l'aggiusto io, ora stesso! E in cosí dire si lanciò verso l'uscio della camera, dove s'era chiuso il Cleen.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ha fatto ridere alle mie spalle tutti i pesci del mare, ha fatto ridere! Dov'è? Chiamalo; fammelo dire questa sera stessa: non basta che l'abbia detto a te! - Ma senza codesti occhiacci, - gli raccomandò Venerina, sorridendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Niente, niente, caro Pietro! Manderò alla sposa un regaluccio, in considerazione della nostra antica amicizia, ma non lo dire a nessuno: mi raccomando! Dal canto suo, la zia donna Rosolina si strizzò, si strizzò in petto il buon cuore che Dio le aveva dato e venne fuori con un altro regaluccio a Venerina: un pajo d'orecchini a pendaglio, del mille e cinque.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- comincia a dire il dottor Mangoni, tentando d'alzarsi, rivolto al giovine di farmacia.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Lo lasci dire a uno che non ne ha! - Che cosa? - Letto.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il signore s'incuriosisce di quel bel tipo di medico in cui gli è avvenuto cosí per caso d'imbattersi; e ride, domandando: - Dimissionario? Come sarebbe a dire dimissionario? - Che capii a tempo, caro signore, che non metteva conto di nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Eccolo lí, tutto il suo mondo! E non poterci piú vivere ora, se non per quel tanto che lo avrebbe ajutato la memoria! La vita, non l'aveva vissuta; poteva dire di non aver visto bene mai nulla: a tavola, a letto, per via, sui sedili dei giardini pubblici, sempre e da per tutto, non aveva fatto altro che leggere, leggere, leggere.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Io ci sono stata, sa? E le so dire che non è com'è detto qua! Il Balicci si levò in piedi, tutto vibrante d'ira e convulso: - Io le proibisco di dire che non è com'è detto là! - le gridò, levando le braccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il che, al giorno d'oggi, vuol dire tutto.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Si sa che Nicola Petix s'è barricato in un silenzio impenetrabile, prima davanti al commissario di polizia, appena arrestato, poi davanti a lui, voglio dire al signor giudice istruttore che inutilmente tante volte e in tutte le maniere s'è provato a interrogarlo, e infine anche davanti al giovane avvocato che gli hanno imposto d'ufficio, visto che fino all'ultimo non ha voluto incaricarne uno di sua fiducia per la difesa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Se non che, adesso, in qualcuna di queste grandi e miserabili case, pur tra cotali inquilini rimasti a compir l'opera di distruzione sulle pareti e sugli usci e sui pavimenti, qualche famiglia decaduta o di ceto medio, d'impiegati o di professori, ha cominciato a cercar ricovero, o per non averlo trovato altrove o per bisogno o amor di risparmio, vincendo il ribrezzo di tutto quel lerciume e piú della mescolanza con quello che sí, Dio mio, prossimo è, non si nega, ma che pur certamente, poco poco che si ami la pulizia e la buona creanza, dispiace aver troppo vicino; e non si può dire del resto che il dispiacere non sia contraccambiato; tanto vero che questi nuovi venuti sono stati in principio guardati in cagnesco, e poi, a poco a poco, se han voluto esser visti men male, han dovuto acconciarsi a certe confidenze piuttosto prese che accordate.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Quest'ozio di Petix sarà bene intanto che non venga considerato solamente dal lato del padre, ma un po' anche da quello di lui, perché Petix veramente frequentò per anni e anni le aule universitarie, passando da un ordine di studii all'altro, dalla medicina alla legge, dalla legge alle matematiche, da queste alle lettere e alla filosofia: non dando mai, è vero, nessun esame, perché non si sognò mai di fare il medico o l'avvocato, il matematico o il letterato o il filosofo: Petix non ha voluto fare in verità mai nulla; ma ciò non vuol dire che se ne sia stato in ozio, e che quest'ozio sia stato vergognoso.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Anzi Cesarino avrebbe potuto dire che a causa di questi pensieri appunto e di certe strane impressioni s'era lasciato indurre dalla madre a entrare in collegio.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
I conti tornavano; ma, veramente, l'essere sua madre ancora giovane e l'aver sposato a diciotto anni, non voleva poi dire che, per conseguenza, il padre doveva esser morto giovanissimo, perché la madre poteva avere sposato uno maggiore d'età di lei, e fors'anche un vecchio, eh? Ma Cesarino aveva poca fantasia.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Quasi quasi, a pensarci, Cesarino poteva dire di non conoscer bene neppure la madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Sú, Ninní, fatti una sonatina! E Ninní, subito: non se lo faceva dire due volte, e non gli bastava che gliela reggessero gli altri, la trombetta; se la voleva reggere anche da sé, là, da bravo trombettiere; e socchiudeva languidi i cari occhiuzzi dalla voluttà.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Vuol dire che farò valere altrove le mie ragioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il giovane dottore, commosso e indignato, si provò dapprima a quietarla un poco; si fece dire chi fosse quella Ninfarosa, dove stesse di casa, per farle il giorno dopo una strapazzata, come si meritava.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Venga qua, signor dottore, - saltò sú a dire Rocco Trupía improvvisamente, additando la porta della roba.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Se lo faccia dire da lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ora non Le pare, signor dottore ch'io possa dire davvero ch'egli non è figlio mio? Il giovane dottore stette un pezzo senza rispondere, assorto a pensare; poi disse: - Ma lui, in fondo, vostro figlio, che colpa ha? - Nessuna! - rispose subito la vecchia.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
e arrivo finanche a dire questa che ora è per noi una sventura, una vera sventura...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Pazienza! Vuol dire che d'ora in poi il professor Corvara Amidei farà a meno del sigaro, del caffè e di qualche altra coserella, per pagar le spese del baliatico.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Satanina sta affacciata a quella finestra e parla sottovoce con qualcuno giú! Come! Con chi? Ah, spudorata! Ancora? Cosmo Antonio Corvara Amidei si stringe in sé, felinamente, le si accosta, senza fare il minimo rumore, e - quando le sente dire all'ufficiale che sta lí sotto: "No, Gigino, stasera no: non è possibile.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- No? Ebbene, vuol dire che si provvederà in altro modo.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Oh, per la signorina Ersilia, - s'affrettò a dire Annicchia, - si figuri con che cuore lo vorrei fare! Ma...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Sentirò, e Le saprò dire sí o no, - disse infine; e andò via.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma possibile che di laggiú non le mandassero a dire altro? Ah come si pentiva adesso di non avere imparato a scrivere! Aveva, sí, supposto, partendo, che la lontananza le sarebbe riuscita penosa; ma tanto poi no: era un vero supplizio, cosí! Il bambino, però, tra pochi giorni, avrebbe compiuto sette mesi: a nove, per volontà del padre, doveva essere svezzato: dunque, due mesi ancora di quelle sofferenze.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma il Gelli riprese a dire con durezza: - Mi avete scritto che moriva...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Mi lasci dire soltanto due parole al dottore! Ecco, dottore; la salvi lei, per carità! Non la faccia salvare a lui, altrimenti per me è perduta...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
di sentirmelo dire da altri, ecco! E sorrise di nuovo, nervosamente, guardando in giro il dottor Balla, le due donne, il prete, che annuirono, imbarazzati.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Questi si strinse nelle spalle e, tanto per dire qualcosa, indicando certi segni esteriori attorno alla ferita, diede alcune spiegazioni affatto inutili.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Di là, c'era forse qualcuno che poteva sentire; c'era stato quel matto che, nel furore della passione, osava dire in faccia a tutti la verità, e che aveva creduto di interpretare il sentimento, ond'egli era stato spinto ad accorrere al letto della moglie moribonda.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Mi chiamano Pretore; anzi Preto', come la loro madre, si figuri! "È in casa il Preto'? No, è alla Pretura il Preto'..." Ah, Lei non sa, signore, che cosa voglia dire capitare a venticinque anni in un paesettaccio, e marcirvi per quattro, cinque, dieci eterni anni...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Me ne saprà dire qualche cosa! Ma Lei non ruba, è vero? Grazie! E quella disgraziata avrebbe forse fatto quello che fece se Lei, suo marito...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Dio è il padrone, - soleva dire il vecchio, socchiudendo gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Quando lo seppe felice, attese ancora un po', nella casa vuota; gliela preparò amorosamente, mandando a dire a lui che, esultante, la voleva lí, anche per un minuto, che avesse pazienza ancora per qualche giorno; non accorreva per non agitarlo; il medico non permetteva...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Non vuole che l'amarezza delle tristi esperienze insidii e corroda la saldezza della nuova fede, e preferisce manifestare la sua bontà come affatto ingenua e inesperta, vale a dire come proprio non è.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ha riconosciuto la signora Lèuca che molte delle opere di carità a cui attende sono anche un modo per lei di passare il tempo; fa, è vero, piú di quanto potrebbe; si stanca a salire e scendere tante scale e vince spesso con la volontà la stanchezza degli occhi e delle mani nel lavorare per i poveri fino a tarda notte; dà poi in beneficenza gran parte delle sue rendite, privandosi di cose che per lei non sarebbero al tutto superflue; ma un vero e proprio sacrifizio non può dire che l'abbia mai fatto, come sarebbe vincere quel disgusto, quel certo orrore che nasce dalla propria carne al pensiero d'un contatto insoffribile, o rischiar di rompere quell'armonia di vita raccolta in tanta lindura d'ordine.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ha trovato altre amiche in visita: la signora Marzorati con la figliuola, la signora Mielli, alle quali la signora Lèuca, spinta a parlare, cerca di dire il meno che può su quella prima visita del marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E là, quella signora Mielli, con quell'aria di non saper mai quello che fa, come se facesse o dicesse tutto lontano da sé, senz'accorgersi di nulla, quasi per poter dire a un bisogno, se colta in fallo: "Ah sí? Oh guarda! Io? ho fatto questo? ho detto questo?".(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Bisogna che lo trovi lui da sé, smettendo di piangere, il coraggio di dire perché è ritornato.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Cosí, se ha fatto male a metterle al mondo e poi a rovinarle, almeno potrà dire d'aver fatto qualche cosa per il loro avvenire.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
A questo punto l'avvocatino Aricò, alla cui fretta ogni discussione che non venga al fatto è una siepe di spine, visto che discuter troppo, secondo che ha finito or ora di dire il signor parroco, equivale ad allontanarsi da Dio, si prova a metter fuori un: - Sicché dunque, signora mia...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Vuol dire dunque che Dio la ispirerà; e che per il momento - questo momento, che già per lei è come lontano lontano - la conclusione bisognerà rimetterla alla vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Perché Lauretta ha già otto anni e tre mesi; vuol dire un anno e qualche mese meno di Sandrina, la maggiore.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Perché, se fanno cosí piano per non essere intese da lei, vuol dire che un certo ritegno lo sentono.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Poi, - riprese tra il pianto Bellavita, - tre messe ho fatto dire alla sant'anima: una per lei, una per me, una per Michelino.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Vuol dire che non porgerò la mano a nessuno.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Mi saprebbe dire di grazia dove sia andata a finire quella tal manica della mia marsina, che buttai all'aria poc'anzi? E ravvolgendosela, poco dopo, entro un giornale e andandosene via quatto quatto, si mise a considerare che, dopo tutto, egli doveva soltanto alla manica di quella marsina stretta la bella vittoria riportata quel giorno sul destino, perché, se quella marsina, con la manica scucita sotto l'ascella, non gli avesse suscitato tanta irritazione, egli, nella consueta ampiezza dei suoi comodi e logori abiti giornalieri, di fronte alla sciagura di quella morte improvvisa, si sarebbe abbandonato senz'altro, come un imbecille, alla commozione, a un inerte compianto della sorte infelice di quella povera fanciulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
All'uomo però, che - secondo la definizione di Schopenhauer - è un animale metafisico (che appunto vuol dire un animale che sa di dover morire), quella domanda sta sempre davanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Sinceri? Ma la sincerità, per me, a questo punto, vorrebbe dire senz'altro: uccidere.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E lei, a quelle loro maraviglie, sorrideva e rispondeva che lei stessa non avrebbe piú saputo ripetere ciò che aveva potuto dire in iscuola per un caso imprevisto, d'un'ape entrata in classe, d'un geranio che improvvisamente s'era acceso nel sole sul davanzale della finestra.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Provò subito il bisogno di dire a se stessa che non lo faceva per lui, per averne in ricambio qualche cosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Dovrebbe accusare, invece; perché quell'uomo che ora piange e si morde le mani dalla rabbia, gridando d'essere stato tradito dalla sua stessa compagna e incolpandola del pericolo mortale che sovrasta ai figliuoli, forse non sa neppur bene quanti siano i suoi figliuoli e chi sia nato prima e chi dopo; non li vede mai; non li ha mai voluti a tavola, perché anche a tavola si porta da leggere e non vuol essere disturbato; potrebbe dire che appunto per questo, per non disturbarlo, gli ha sempre nascosto le lievi infermità dei figliuoli; ma sa che mentirebbe, dicendo cosí, e non lo dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ha l'idea astratta del suo dolore, vale a dire del dolore di un padre che abbia perduto a poche ore di distanza due figliuoli; ma gli pare di non sentire nulla realmente, e che pianga come un commediante sulla scena, per l'idea soltanto della terribile sciagura che gli è toccata; piange, infatti, e si dà del buffone e poi sghignazza e grida che non è vero e che non sente nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- E ora vedrà, - gli grida Calajò, - ora saranno capaci di dire che li ho uccisi io, i miei figliuoli! Non crede? Ma sí! Mi odiano, mi odiano perché non sono come loro! Qua sono tutti in perpetua attesa di ciò che ci porterà il domani.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Mangiava come un uccellino; si poteva dire che quasi non mangiava piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E senza dubbio, se si fosse lasciato prendere all'amo, tre mesi dopo, si sarebbe sentito dire dalla moglie che l'ingegno, Dio mio, doveva servirgli per comprendere ch'ella, con un marito come lui, non poteva fare a meno d'un amante, e fingere di non accorgersene, e seguitare ad amarla nonostante il tradimento o i tradimenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Finché una di quelle sere il Todi, per il piacere di vederla ridere cosí burlescamente non uscí a dire che la moglie ideale per lui sarebbe stata lei, Margherita Carega.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il coraggio l'una e l'altro non dovevano averlo tanto per sé, cioè per tollerar lei un marito come lui e lui una moglie come lei, quanto per gli altri, voglio dire per resistere alle beffe della gente, che domani li avrebbe visti insieme marito e moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Vi assicuro però che tutto il paese - naturalmente - da principio ruppe in un'omerica risata, ma poi vide bene e sto per dire che stimò anch'esso ragionevolissima la loro unione, la quale stabiliva tra i due spropositi della natura una specie di equilibrio e come un'equa, per quanto comica, riparazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Quell'omino coraggioso, già abbastanza maturo e pur cosí panciutello com'era, si fece alpinista, voglio dire fece sua, davanti agli uomini e a Dio, quella montagna e...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Molto piú saggio, cioè a dire piú pratico, un altro giovane ospite, Leone Borisi, lasciava allo Scamozzi il gusto di far cosí il paladino delle signore e specialmente della cara e vivacissima signorina Niní Gilli, e per conto suo s'era messo a spingere la sedia del dottor Sandrocca giú per i viottoli del monte, sotto gl'ippocàstani: a spinger la sedia con una mano e a cinger con l'altra la vita alla moglie del bravo dottore, ch'era una brunotta ricciuta, dal nasino ritto e gli occhietti ardenti, simpaticissima.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Quantunque stanchissimi, il Vernoni e lo Scamozzi non se lo fecero dire due volte.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- La prego di credere, Eccellenza! E nel dire Eccellenza stringe gli occhi Quaquèo, come se assaporasse un liquore prelibato.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Se crede che la sua disgrazia coniugale sia inerente alla pubblica funzione di lampionajo, ebbene, rinunzii a questa pubblica funzione; o, se non vuole rinunziare, si stia quieto, e lasci dire la gente.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ah! sí? davvero? oh guarda! - si mise a dire allora, per non darla vinta a quelle pettegole che avrebbero goduto del suo dispetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Io per me, figli miei, ho fatto dire a quelli che non vengano, come dico a voi di non venire.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Parlava cosí, ripetendo spesso di queste frasucce argute, che aveva sentito dire chi sa quando e da chi; ma le ripeteva ormai come se fossero un modo di dire naturale, senz'alcuna intenzione d'arguzia.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Tutte con le calze al piede, quelle galline, perché non si scambiassero! - E i porchettoni perché no, sora Marianna, con un bel fiocchetto celeste alla coda? Ma guardate se queste eran cose da dire alla povera sorella d'un povero curato, che non dava fastidio neanche all'aria! Mah...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma tutt'a un tratto, senza volerne dire la ragione, ella aveva voltato le spalle a questo giovine e si era sposata con uno del prossimo villaggio di Sorífa.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
A Stravignano dapprima avevano detto ch'ella a Sorífa stava bene, che il marito era un buon lavoratore; poi avevano cominciato a dire che stava male, perché al marito era venuta una brutta malattia alle reni per via d'un ramo che gli s'era sciancato sotto mentre lo potava.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma no! Nunziata non volle dire chi ne incolpava.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
A un certo punto don Marchino s'interruppe: - Senti eh? a malis oculis, a malis oculis, che vuol dire appunto dal malocchio.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
IL FIGLIO CAMBIATO Avevo udito urlare durante tutta la notte, e a una cert'ora fonda e perduta tra il sonno e la veglia non avrei piú saputo dire se quelle urla fossero di bestia o umane.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ora, un bambino in fasce, cadendo per inavvertenza della madre nel sonno, poteva mai schizzar cosí lontano e coi piedini verso la testata del letto, vale a dire al contrario di come avrebbe dovuto trovarsi? Era dunque chiaro che le "Donne" erano entrate in casa della Longo, nella notte, e le avevano cambiato il figlio, prendendosi il bambino bello e lasciandogliene uno brutto per farle dispetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
LO STORNO E L'ANGELO CENTUNO Ci eravamo levati a bujo e camminavamo da tre ore con una fame da lupi, per certe scorciatoje scellerate che, a dire di Stefano Traína, ci avrebbero fatto risparmiare un terzo di cammino: ma già tre o quattro volte ci era toccato di tornare indietro, non trovando l'uscita, e non so quanto tempo avevamo perduto a scavalcar muricce, e cercare il passo tra fitte siepi di àgavi e di rovi, a traversar rigagnoli sui ciottoli: fatiche da bestie, che ci avevano tolto l'unico compenso al sonno perduto: quello di godere, camminando per vie piane, l'ilare freschezza dell'aria mattutina in campagna.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ecco, forse fu perché sparammo con un occhio chiuso e l'altro aperto, ma il fatto è che, dopo quattro giorni di caccia accanita nell'oliveto di Cumbo, non uno storno, che si dice uno, riuscimmo a far cadere, neppure per combinazione; ulive sí, invece, oh, a ogni scarica, giú come grandinare; tanto che il buon Celestino Calandra (giovane e santo) cominciò a dire tra bellissime risate che una consolazione cosí non gliela poteva mandare altri che Dio.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- Ma tante volte, - uscí allora a dire donna Gesa, con le mani levate e le narici frementi, - sono vipere le nuore! Vipere, sí, vipere, vipere! E voce di cattive intanto hanno sempre le suocere.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
E sí che avevano faticato quelle mani! Non c'era neanche da dire che la nuora si dispendiasse per lei, che pure aveva ceduto in vita al figliuolo tutto quanto possedeva: la casetta e una piccola chiusa, sotto le Fornaci.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Com'egli intese proferire quel nome di Favara, spiritò, e cominciò a dire che mai e poi mai avrebbe consentito ch'ella andasse sola a quel paese d'assassini, dove ammazzare un uomo era come ammazzare una mosca.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il professor De Vitti rimase dapprima costernato di tanta furia e della stranezza dei modi e del dire del giovine medico, ricciuto e barbuto, tutto scatti e schizzi tra sprezzature sbrigative; esitò; si provò a prender tempo con la scusa del lutto recentissimo; ma Corrado Tranzi, che giusto per questo lutto recentissimo temeva che l'amor fraterno della fanciulla per il cugino potesse da un momento all'altro cangiar natura col lievito della pietà, or che lo sapeva orfano anche di madre e bisognoso di conforto, tenne duro: o sí o no, subito! Ebe accettò e in pochissimo tempo si fecero le nozze.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Le aveva portato la ricchezza; ma a che poteva valere per lei, ormai legata com'era a quel vecchio, dopo il sacrifizio del suo amore? Perché avesse valore per lei quella ricchezza, perché ella potesse dire di dover veramente la vita a suo padre, bisognava recidere, annientare quella che ella doveva agli altri; e il debito che aveva pagato con la propria persona.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
- prese a dire donna Angeletta.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
già no! non dico nulla, io, poiché la signora baronessa s'è vergognata di rivolgersi a me: ma glielo puoi dire tu, da te, forte, che è una sciocchissima creatura! Non sono ancora quattr'anni! Godete finché siete giovani, senza pensieri! I figliuoli verranno...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Che senso di smanioso tormento, quali fitte di rimorso le aveva cagionato il non sapere, il non poter dire neanche a se stessa a chi appartenesse veramente il nuovo essere che cominciava a viverle in grembo; a chi dovesse lei stessa le ansie trepide, i dolori della maternità, da cui, pur caduta, quantunque in peccato, si sentiva dinanzi a sé stessa nobilitata; a chi avrebbe dovuto domani le gioje che dal frutto delle proprie viscere le sarebbero venute! E che strazio anche dipoi, nel vedere, nel sentire la propria creatura ignara tendere le manine e dir babbo a chi forse non era tale! Ah, per perversa che sia una moglie, e quantunque nemica, a torto o a ragione, del proprio marito, vorrebbe aver sempre la certezza che appartiene a questo il frutto delle proprie viscere, non foss'altro per non sentir lo strazio della menzogna incosciente su le tenere e pure labbra della propria creaturina! Ora Nelda...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ora la proprietà vuol dire "io", non vuol dire "noi".(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Il piú bel tempo della vita era già finito per lui, e purtroppo senza ch'egli potesse dire d'aver goduto mai veramente della giovinezza.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Ma donna Ester sorrideva , guardando la sorella che era la piú timida e irresoluta delle tre ; e curvandosi le batté una mano sulle ginocchia:— A cacciarlo via , vuoi dire ? Bella figura , sorella cara .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Figlio di sua madre , vuoi dire ! — sospirò donna Ruth , e il servo sospirò anche lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Tutto andava bene , eppure un senso di inquietudine lo agitava: aveva da dire ancora una cosa ma non osava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Voi avete la nobiltà nell'anima , — rispose galantemente Efix , ma ella roteò lieve il fuso come per dire «lasciamo andare !» — Anche mio fratello il Rettore ha molta stima per le tue padrone .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Noemi sorrideva con rancore e con ironia , curva a punger la frittata: si fa presto a dire che si trova un posto ! C'è tanta gente in cerca di posti !— Ma tu hai lasciato quello che avevi ? — domandò in fretta senza sollevar gli occhi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Dio sia lodato , vuol dire che il ragazzo aveva denari davvero .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Ed Efix non sapeva cosa dire , se pregarlo di riprendere il racconto , se confortarlo , se commentare in bene o in male quanto aveva sentito .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Ecco perché era stato triste , tutto il giorno , ecco come vanno le cose della vita ! Ma che dire ? In fondo era contento che il passaggio delle volpi avesse fatto tacere Giacinto ; tuttavia qualche cosa bisognava pur dire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
E due o tre volte tentò di dire qualche cosa ; ma non poteva , non poteva ; gli sembrava un sogno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Allora Giacinto riprese: — Tu devi dire alle zie che non son stato io a consigliarti di incaricare zio Pietro della consegna del cestino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Dio mi aiuti , Efix ! Efix ascoltava con terrore: sentiva d'essere di nuovo davanti al destino tragico della famiglia alla quale era attaccato come il musco alla pietra , e non sapeva che dire , non sapeva che fare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Ebbene , non era poi un nemico ! È un parente , alla fine ! — Gente tua , morte tua , Efix ! — Ebbene , non accadrà piú , vuol dire ! — È partito ? — domandò allora donna Ester , turbandosi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Io volevo dire per don Predu . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Efix abbassò un momento la testa: arrossiva e aveva vergogna di arrossire , ma subito si fece coraggio e domandò: — Posso dire una parola ? Se è mal detta è come non detta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Poi vorrei dire un'altra cosa . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Come potevo dire di no ? Dopo , ritornò , qui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Come potevo dire di no ? Tu non sapevi nulla ? — ella concluse riprendendo a filare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Anzi ti devo dire che non voglio piú pazientare , giacché mi trattate cosí .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
La levatrice si ostinò finché visse a dire ch'era stata un'illusione della febbre ; ma si sa , ella diceva , questo perché Kallina tenesse il segreto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Allora cercò le parole da dire al nipote per convincerlo a mettersi nella buona via ed a sposare Grixenda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Io non volevo , a dire il vero , perché il ragazzo , il nipote di vossignoria , glielo ha proibito , e se viene a saperlo si offende ; ma Grixenda mia fa sempre di sua testa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
I due uomini s'allontanarono ; ma la vecchia richiamò indietro don Predu e gli disse sottovoce: — Non potrebbe farmi un favore ? Dire lei a Grixenda che non vada al fiume ? Non è dignitoso per lei , che deve sposare un signore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Don Predu aprí le grosse labbra per ridere e dire una delle sue solite insolenze ; ma abbassò gli occhi sulla vecchia tremante , guardò la collana e gli orecchini che oscillavano , e anche lui si toccò la catena d'oro e s'oscurò in viso come quella sera quando aveva veduto la spalla del nipote tremare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Il viso di Efix s'illuminò ; ed egli volle dire qualcosa , ma dentro si sentiva aprire il portone , e don Predu si allontanò senza voltarsi , cercando di nascondersi lungo il muro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Ciò che piú sorprendeva era l'accondiscendenza di don Predu ; ma da qualche tempo sembrava un altro ; s'era persino dimagrito e una voce strana correva , che egli fosse «toccato a libro» , vale a dire ammaliato per virtú di una fattucchieria eseguita coi libri santi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
La serva allora tornò in chiesa , e guardò se poteva dire alle dame che il servo era giunto , – cosí avrebbero lasciato libero il prete ; ma da una parte del confessionale stava donna Ester di cui si vedeva il lembo dello scialle venir fuori come un'ala nera , e dall'altra stava già donna Noemi , col dorso che ondulava lievemente , a tratti , sotto la stoffa nera opaca , e un piede lungo e nervoso fuori dalla sottana sollevata .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Ecco , — cominciò , quando furono nella stanza terrena piena di sole e d'ombra di rondini , — ecco , io ti devo dire una cosa . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Oh , zio Efix , vi devo dire una cosa: l'altra notte , – di notte sto chiuso nella capanna , perché ho paura degli spiriti , e sempre sento nonna raspare alla porta – l'altra notte che spavento ! Ho sentito una cosa molle agitarsi intorno ai miei piedi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— E sei andato via cosí , Efix ! Come se ti avessimo offeso , senza dire una parola , Efix ! E pensa , pensa , io dicevo sempre a me stessa: perché Efix ha fatto cosí ? Si può finalmente sapere il perché ? — Cose del mondo ! S'invecchia , si rimbambisce , — egli rispose con un gesto vago .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Quante cose avrai da dire ,adesso: oh , Efix , Efix , chi avrebbe mai creduto che da vecchio te ne andavi in giro per il mondo ! — Meglio tardi che mai , donna Ester mia ! Ma da contare c'è poco .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
— Se ne vanno ? E dove ? — Volevo dire . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Perché dici che egli si burla di te se ti ha mandato a dire che ti vuol bene ? — Egli me lo mandò a dire con un servo ! Donna Ester guardò Efix , ma Efix taceva , a testa bassa , come usava un tempo quando le sue padrone questionavano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
Ma, v’avverto, né il bene né il male (e il male è grande) vi potrò dire intero. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Ma il tanto dire della Francese, il pensiero che la sorella di mio padre, vecchia, potrebbe da un giorno all’altro mancare, e il desiderio secreto di cose nuove, mi vinsero. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Gli ammaestramenti di galanteria non mancavano; e i libri più caldi, i vestiti meno accollati; e osservazioni sguaiate sulla parte più materiale della bellezza in donna e in uomo; e sbertare ogni atto modesto come monacelleria, e sogghignare d’ogni inverecondia come d’amabilità, e lungo dire e ridire i fatti scandalosi della giornata, e discorrere a tutto pasto del sentire la vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
E’ m’interroga: non oso dire il perché di quel grido. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
— Terribili amori (pensavo) deve aver fatti e patiti costei! — Tuttavia risoluta a dire e a sentire qualcosa, ripigliavo i miei dubbi tra’ suoi baci. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Eravamo a tutti i passatempi: ma egli ne usciva svogliato e più facile a imbestialire: onde, dopo pochi dì, pensando sul serio alla faccenda, cominciai a dire tra me: e ora, come me lo digerisco io quest’uomo? Le cose che m’andavano meno, garbeggiavano a lui: le corse de’ cavalli, i drammi urlati, il ballo (ballavo per servirlo), la musichetta francese, le donne letterate, la visita de’ campanili. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Non posso più." "Volete dire che siete stanco?" "Maria, non mi fate dire più di quel che vorrei." "Ma se lo desidero, se lo pretendo! Dite che non potendo più soffrir me..." "Io distinguo voi da costei. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Egli che col volto pareva talvolta dire il contrario del suo sentire, la guatò accipigliato: onde Maria abbassò gli occhi, tingendo di rossor languido il pallore suo bruno, e affrettò il passo ansando. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Giovanni, lontano da ogni politico eccesso, poteva queste cose dire senza taccia d’ipocrisia venale né di servile paura.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Maria in così dire arrossì: Giovanni commosso: "lo so: me ne sono avveduto: ma a queste cose, sapete, io non bado. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
"Ma voi m’avete a dire la verità." "Naturale." "Da poco in qua mi pare che non abbiate troppo lavoro, voi altre." "Si campa." "Si campa: ma come?" "Si campa: e tanto serve." "Mi pare di non v’aver detto cosa da offendere: scusate." "Anzi grazie: scusi lei." Giovanni al sentirsi così tagliare le gambe, non osava riattaccare il discorso: ma vedendola ripigliar la paniera, con ansietà mal repressa: Sentite, Matilde, soggiunse: voi m’avete a promettere che in qualunque siasi bisogno di Maria e vostro.... (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Ma che c’entro io?" E’ voleva rispondere; ma Matilde guardatolo fiso, continuava: "E poi, la stima! Si sa quel che vuol dire la stima degli uomini per le donne." "Che cosa?" "Sul primo voglia, e da ultima noia." "Oh cara Matilde..." "Cara Matilde, cara Matilde! Le so io, queste cose. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Non le ho provate, ma tanto..." "Se le aveste provate voi, allora potreste discorrerne." "E se le avessi provate io, per modo d’esempio?" In così dire Matilde tirava un par d’occhi spiritati e si faceva rossa.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Matilde, pur per dire qualcosa e per mostrarsi di buon umore, si mise a scherzarci con quelle parole delicatamente crudeli che le donne sanno. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Egli, con quella semplicità tra d’affetto e d’orgoglio, che fa dire tante parole frantese, e che impiccia le faccende, soggiunse: credete voi, Maria, ch’io possa farvi soffrire? Ella lo guardò con cert’occhi che gli davano del buon uomo molto evidentemente; e senza rispondergli, al navicellaio accennò di dar volta. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Ma qual fu lo stupore di Maria, al sentirle dire di secco in secco: "Mi marito, sai? Ho trovato un uomo... (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Maria la baciò senza dire parola: ché sentiva in quel punto l’interrogazione irriverente, e il conforto importuno. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Quel che più gli doleva, si era vedere le intenzion sue frantese: chi le opinioni di lui dire troppo timide, chi troppo audaci, chi di bacchettone, chi d’empio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Al vederla, tra spaurito e consolato: "Che c’è?" "Vengo a sentirlo io da lei quel che c’è." (E in così dire si mise a sedere con autorità, e seguitava). (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Levare una povera donna dal luogo dove la se ne stava tranquilla, prometterle un destino sicuro tra breve: e poi, al primo ostacolo, impalarsi lì, e non le dire nemmeno: questo e questo segue; scusate; vediamo di rimediare..." "Rimediare, ma come?" "Poverino! a me me lo domanda il come? Eh via si vergogni costì. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Lasciatemi dire a me. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Com’è profanato nel mondo il linguaggio del cuore, Maria! Per dire oramai cosa non comunemente sentita, è forza ricorrere ai termini più comuni, che sono i meno sgualciti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Ella rispose di Corsica: "Non usa, e non par che stia bene, la donna dire all’uomo quando e quanto ell’è lieta per lui. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Ma queste, lo veggo, son precauzioni simili a quelle di certi vostri politicanti, buone finch’altre ragioni più intime gli dieno (dovrei dire dien loro, ma mi par tanto letterato quel loro!) gli dieno virtù; vane poi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Quel linguaggio eletto d’amore, al quale non son use, le move più forte; e ne studiano ogni accento; ed è mirabile a dire come l’intendano, e il vero discernano se misto al falso, e rispondano con semplicità più avveduta d’ogni arte. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
E scrivendo per vivere, bisognava pur nulla dire che non fosse direttamente volto all’utilità de’ fratelli. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Bisognava nell’inuguale contratto portare anch’io la mia dote, rendermele barone a forza di fama, scrivere non solo per dire il bene ma per espiare agli occhi di lei la mia povertà. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Ma Maria, nel sentirlo armeggiare co’ fogli, entrò ansiosa e tutta vestita, senza dire parola. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
E mentr’egli pensava le parole più schiette per dire l’intenzione sua e le più efficaci per raccomandare a’ suoi fidati Maria, i singulti di lei lo sturbavano in modo crudele e quasi importuno. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
Maria in atto di compassione e di ringraziamento e di rassegnazione e di preghiera e d’offerta, disse, levando le mani giunte: Dio mio! Giovanni lo seguì, gli stese la mano, l’abbracciò, senza dire parola.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
---------------
«Non le permetto di burlarsi dei veneti, e poi non è vero che nel Veneto si dica Zacomo.» Ella era nata a Padova, e benché abitasse a Brescia da quasi mezzo secolo, il suo dire lombardo era ancora infetto da certe croniche patavinità. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
La signora marchesa faceva dire a don Franco di scendere per il rosario. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Diede al cameriere l'ordine di dire al prefetto della Caravina, se venisse, e anche a qualsiasi altro, che la padrona era andata a letto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Grazie, grazie», fece Luisa, «passi, La prego, devo dire una parola allo zio.» L'ometto passò con il suo cappellone in mano, e la giovane abbracciò teneramente il suo vecchio zio, lo baciò, gli posò il viso sul petto, tenendogli le braccia al collo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Avrai inteso dire ch'era un uomo senza principii e che ho avuto un gran torto a sposarlo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Dovevo dire alla nonna che andavo a dormire da Gilardoni per fare poi una gita insieme alla mattina; adesso lo sai come sono venuto via.» «Vacci lo stesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Papà niente affatto, ma quel ch'è mio è vostro, ecco; vuol dire dunque che vi munirò un poco secondo le mie forze.» E ricevette l'abbraccio commosso de' suoi nipoti senza corrispondervi, quasi seccato da una dimostrazione superflua, seccato che non accogliessero più semplicemente una cosa tanto semplice e naturale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Conveniva dire al professore di bruciar tutto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Non dire dove si va! Non Le pare?» «Ma io non so niente, io non capisco niente!», esclamò il Gilardoni, sempre più accigliato, sempre più inquieto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ella poteva dire ogni giorno chi fosse andato a Lugano col barcaiuolo Pin o col barcaiuolo Panighèt, notava i colloqui del povero Pinella con una certa Mochèt sul sagrato di Albogasio, lontano un chilometro; sapeva in quanti giorni il signor ingegnere Ribera avesse bevuto il bariletto di vino che la sua barca riportava vuoto dalla casa d'Oria alla cantina di S. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Quando Milano si muove vuol dire che c'è sotto il pesciatello. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Solo una volta, due anni prima del matrimonio di Luisa, arrivando a Oria in principio di settembre e trovando nel secondo ripiano del giardinetto sei piante di granturco, si permise di dire al custode: «Sent on poo: quii ses gamb de carlon, podarisset propi minga fann a men?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Certi suoi discorsi scherzosi, certi aforismi buttati là senza riflettere sulla importanza relativa delle pratiche religiose e sulla importanza assoluta del vivere onesto l'avevano colpita fin da bambina, anche perché la mamma se ne inquietava moltissimo e supplicava suo fratello di non dire spropositi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Non era vero; non bisognava tener conto degli aforismi di uno che, invecchiato nel sacrificio e nell'abnegazione, soleva dire «charitas incipit ab ego»; e poi, quand'anche lo zio avesse stimato poco le pratiche religiose, a negar la vita futura ci correva ancora un bel tratto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Voleva dire una parolina alla signora Luisa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Il maligno uomo si preparava un divertimento squisito; dire al signor Giacomo e a don Giuseppe che sua moglie desiderava rimediare al mal fatto e metter pace, farli trovare tutti e tre insieme a casa sua, star ad ascoltare dietro un uscio la deliziosa scena che seguirebbe fra il signor Giacomo irritato, don Giuseppe atterrito, la Barborin addolorata e sorda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Era capitato loro qualche cosa di grosso che la Maria avrebbe voluto dire e don Giuseppe no. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Questo rosso sta male, signor Maironi», disse il bestione ex abrupto, e diede un colpo all'aria con la mano come per dire «via!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Le voglio dire una parola.» Franco, che stava scendendo i due scalini appoggiati alla soglia della porta, si fermò e aggrottò le sopracciglia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«E adesso vediamo le dalie.» «Non ho fatto nulla», tornò a dire Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
A ogni modo ella non piegò fino a dire una parola d'acquiescenza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Il cavaliere rispose, più mansueto, che non poteva dire se si fosse trovato niente o no e che l'ultima parola sarebbe stata pronunciata dal maresciallo, il quale intendeva occuparsi personalmente della cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Se Franco mostrava alla bambina le stelle e la luna, i fiori e le farfalle come opere mirabili di Dio e le faceva della poesia religiosa buona per una ragazza di dodici anni, Luisa taceva; se invece gli avveniva di dire a Maria: «Bada, Iddio non vuole che tu faccia questo, Iddio non vuole che tu faccia quello», Luisa soggiungeva subito: «Questo è male, quello è male, non si deve mai far il male». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Non una foglia che si muovesse; purissima, cristallina l'aria da ponente; sfumanti a levante, dentro lievi vapori, le montagne fra Osteno e Porlezza; la casa sfolgorata dal sole e dai riverberi tremoli del lago; il sole assai caldo ma i crisantemi del giardinetto, gli ulivi, gli allori della costa più visibili fra il rosseggiar delle foglie caduche, certa segreta frescura dell'aria imbalsamata d'olea fragrans, il silenzio d'ogni vento, le aeree montagne del lago di Como bianche di neve accordantisi malinconicamente a dire che la cara stagione moriva. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Giovò poco, perché Ester, fingendo voler dire qualche cosa a Luisa, le si avvicinò e spinse maliziosamente la vecchia Cia verso il professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Non ho mai parlato», riprese Franco, «per non accusar la nonna e poi anche… » Qui seguì una pausa; quindi fu egli che mescolò al suo dire le più tenere carezze mentre sua moglie, invece, non vi rispondeva più. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Egli si era già pentito dell'oltraggio e le domandò perdono, accusò il proprio temperamento che gli faceva dire cose non pensate, implorò una parola buona. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«La ringrazio tanto», diss'ella, «della visita, e adesso La congedo perché Ell'avrà le Sue faccende e, per dire il vero, ho un impegno anch'io.» Qui bisognò saltare: «Veramente», rispose il Gilardoni, tutto agitato, «io ero venuto a Lodi per parlare con Lei, signora marchesa.» «Questo», osservò la dama, gelida, «non lo avrei potuto immaginare.» Il professore trascorse avanti, nello slancio del salto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ma cosa aveva fatto il professore? Ma quando? Ma come? Ma il testamento non era stato distrutto? Allora il professore, rosso come una bragia, facendo degli occhi spiritati, intercalando il suo dire di «ma per carità, neh? - ma zitto, neh?», mise fuori tutti i suoi segreti, la conservazione del testamento, il viaggio a Lodi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Io dicevo sempre così e la mamma 1 mi sgridava sempre.» «Quando?» «A passeggio.» «Dove sei stata, a passeggio? » «Dal signor Ladroni.» (Lo zio le aveva facilitato il nome del professore così.) «E hai cominciato in casa del signor Ladroni a dire questa cosa?» «No, è stato il signor Ladroni che ha detto così alla mamma.» «Cosa ha detto?» «Ma, papà, non capisci niente! Ha detto: per carità, silenzio! ». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Luisa tremò che questo fosse vero, disse «no, Franco, no» e lo sgomento di non saperlo dire con energia bastante le paralizzò la voce. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
E che si doveva dire ai conoscenti? Si era già detto che Franco andava a Milano il giorno otto per affari e che sarebbe stato assente forse un mese, forse anche più. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Gli aranci avevano il compito speciale di dare al quadretto una intonazione mite e gentile; il dovere del nespolo era di alzare e allargar le braccia frondose sopra un futuro sedile; i rosai e i capperi del muro verso il lago dovevano dire a chi passava in barca la fantasia d'un poeta; le agavi vi avrebbero risposto, in un accordo minore, agli aranci, compagni di esilio; finalmente gli alti destini del pino erano di spiegar un grazioso ombrello sulla breve oasi, di porre il suo accento meridionale sopra l'accordo delle agavi e degli aranci, di incorniciar con la sua verde corona il piccolo seno azzurro di Casarico. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ho inteso dire oggi a casa tua che parti per affari: si tratta di vedere se io non ti porto un affare anche più grosso di quello che hai a Milano.» Franco, sorpreso da questo inaspettato esordio, tacque. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«No», supplicò straziata, «dimmi che mi credi, dimmelo subito subito perché altrimenti tu non sai, tu non sai!» «Cosa, non so?» «Tu non sai come sono io che ti amerò ancora ma non vorrò più essere moglie per te, che potrò soffrir tanto ma non cambiare, mai più! Capisci cosa vuol dire mai più?» Egli la trasse a sé, la sottile persona ansante, le strinse le mani da rompergliele e disse con voce soffocata: «Ti crederò, sì, ti crederò». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Franco a udirsi parlar da lei di carità, s'irritò, non osò dire che si sentiva superiore a un attacco simile, ma ritorse poco generosamente il colpo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Debbo dire anche questo?» «Sì, tutto.» «Ho trovato che tu eri la bontà stessa, che avevi il cuore più caldo, più generoso, più nobile della terra, ma che la tua fede e le tue pratiche rendevano quasi inutili tutti questi tesori. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Ricordati», disse Franco quasi duramente, «che Maria deve dire le sue preghiere ogni mattina e ogni sera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
28 di Beethoven, gli capitò di dire a mezza voce: «Ah questo, questo, questo!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Uscendo dal teatro udii il deputato B., un fiero avversario della spedizione, dire a qualcuno: «Hanno preso la loro tomba. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Posso io dirti quello che sento per Maria? Chi potrebbe dire questa commozione, questa tenerezza immensa, questo desiderio che mi strugge di tenermela almeno un momento, un solo momento, sul cuore? Credi tu che io possa attendere fino a novembre? No no no, scriverò appendici, copierò, monterò qualche guardia per altri ma verrò a Lugano prima! Coprila di baci per me, intanto, dille che Papà ha sempre nel cuore la sua Ombretta e che la benedice, domandale cosa le farebbe piacere ch'io le portassi e poi scrivimelo senza pensar poi troppo alla mia povertà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Vorrei dire che se tante nere nuvole mi nascondono l'esistenza di una Giustizia Superiore, me ne trapela però un raggio in Maria; e questo raggio mi fa credere e mi fa sperare nell'Astro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Perché sarebbe orribile che l'universo non avesse un governo di giustizia! Quella notte, dunque, io ti ho potuto solamente dire che intendevo la religione in un modo diverso da te, che gli atti di fede cristiana e le preghiere non mi parevano essenziali all'idea religiosa ma l'amore e l'azione per quelli che soffrono, sì! Ma lo sdegno e l'azione contro coloro che fanno soffrire, sì! E tu vuoi ritornare nel tuo silenzio? Ma no, non lo devi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Se Maria mi fa credere in Dio non vuol dire che possa farmi credere anche nella Chiesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ma con la signora marchesa! Ma sicuro! «Ah cara Lee! S'ciao!» Pareva che la Peppina avesse gran cose a dire e non osasse e ne provasse una molestia in gola, volesse pur farsele strappare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Aveva cominciato a parlarne, voleva dire quanto era bella, quanto era cara, e quella gran meraviglia di un gran talento così spropositato; e lei, la bruttona, con una faccia «che ghe disi nagòtt », a interrompere: «Lasci stare, signora Bianconi; so ch'è molto male educata e altro non può essere». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Era venuta apposta per dire alla sua cara Luisa quanto soffriva per questo pranzo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Già», mormorò la Cia, «s'arrabbia solo con me.» L'argomento suggeriva tante cose amare e inutili a dire che nessuno parlò più. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Gli occhi non è a dire come brillassero. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Del resto, senta, professore: vuol dire che porremo nel conto dell'imperatore d'Austria anche il dottore di Pellio ch'è bello grosso e pesa un mucchio di libbre, ma non pensiamo a malinconie in un giorno come questo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ella salì sopra una sedia, disse le poche orazioni che sapeva e poi si atteggiò come vedeva atteggiarsi in chiesa le più devote del paese, si mise a muover le labbra com'esse, a dire una preghiera senza parole. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Pensò di mandarglielo a dire da Ismaele. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Non ho a dire che due parole.» Se Pasotti e la vecchia marchesa avevano prima immaginato lagrime e suppliche, dovettero attendersi allora dal fiero viso e dalla vibrante voce ben altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Poi sedette, affondò nei pensieri cupi che non aveva voluto dire al marito, cresciuti e maturati in lei nel corso di ventiquattr'ore come una maligna infezione assorbita da lungo tempo, rimasta inerte per lungo tempo, colta, un dato momento, dalla corrente del sangue, divampata con fulminea violenza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Quando nessuno seppe più che dire del cane e vi ebbe un momento di silenzio, i due fantasmi squallidi furono uditi da tutti domandar che si parlasse di loro; e ciascuno li vide negli occhi della persona che li amava, la sorda Pasotti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Le dedicò la preghiera per la conversione dei peccatori che soleva dire mattina e sera per suo marito da quando aveva scoperto certe sue familiarità con una bassa persona di casa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Ch'el senta car el me curat, quand gh'è quel poo de ris e verz con quel poo de formagg per sora, lassèm pür andà tüsscoss al diavol che l'è mej.» Dopo una sentenza tanto logica nulla restava più a dire né a grugnire e la piccola comitiva giunta in capo alla salita procedette silenziosa per le umide ombre del Campò, nell'odor fresco dei castagni e dei noci, senz'accorgersi di uno spettro che passava in aria, vôlto a Cressogno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Partiti i suoi ospiti, la marchesa suonò il campanello per il rosario che non s'era potuto dire alla solita ora. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Capitò invece la moglie d'Ismaele a dire che suo marito si sentiva male e non poteva muoversi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Era successa una cosa straordinaria, doveva parlarne a sua moglie, non poteva dire che risoluzione prenderebbe. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ebbe appena il tempo di dire «attento!» e di voltar le spalle per non lasciarsi vedere in viso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Uscita dal Camposanto si avviò verso Albogasio e si accompagnò ad alcune donne di Oria che andavano a dire il rosario alla parrocchia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Non dire questa cosa! Mai! 2 mai! Son tutta sua! Son tutta di Maria!» Ester non poté replicare perché, frettoloso e sorridente, entrò il professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Benedetto temperamento il mio, che non solo mi fa dire parole troppo vivaci quando il sangue mi si riscalda, ma me le fa anche scrivere! E benedetto sangue che a trentadue anni suonati si riscalda come a ventidue! Perdonami, Luisa, e permettimi di ritornare sull'argomento onde riprendermi quelle parole che hanno potuto offenderti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Che poteva fare, che poteva dire il Gilardoni? Egli vedeva prossimo a compiersi, non per opera sua, il desiderio di Ester. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Andrò a dire a tuo marito che hai perduto la testa e che spero di andar presto anch'io a trovar la povera Maria.» Mai nessuno aveva udito dal labbro dello zio Piero una parola tanto amara. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Era paura di perdere parte del dolore proprio, come dire parte di se stessa? Era desiderio di sottrarsi ad un paragone che le ripugnava di fare? In pari tempo l'idea che Franco andrebbe a questa guerra, l'idea onde poco ella si era commossa 2 in Valsolda, prendeva pure una realtà nuova nella sua mente, le dava delle scosse al cuore, lottava essa pure con l'immagine del Camposanto di Oria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Franco trasse Luisa a sedere sul letto, le sedette accanto, le cinse con un braccio le spalle, incapace di un discorso qualsiasi, non sapendo dire che «ti ringrazio, ti ringrazio», non trovando che impetuose carezze, impetuosi baci, nomi di tenerezza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Egli aveva veduto un aiutante di Niel venuto segretamente a Torino, gli aveva udito dire ad alcuni ufficiale piemontesi di Stato Maggiore: «Nous allons supprimer l'Autriche». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Franco si fermò e disse piano: «E se vado dalla Maria? Cosa le devo dire di te?» Ella fu presa da un tremito, gli posò il capo sulla spalla e sussurrò: «No, resta». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Mi lascerai partire così? Sai cosa vuol dire per me partire così?» Ella ritirò allora lentamente il braccio di sotto quello di lui e si voltò a destra verso il parapetto, vi si appoggiò guardando l'acqua come a Oria, quella sera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
«Suo marito Le avrà già annunciato i Sette Sapienti.» Successe subito un gran baccano perché Franco aveva dimenticato di dire a Luisa che i suoi amici eran venuti con lui da Torino e s'erano spinti, per discrezione, fino a Pallanza, promettendo una visitina d'omaggio alla signora. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Una parola occulta gli fremeva in tutti i muscoli del viso, gli luceva negli occhi; la bocca non osò dire niente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Benché fosse appunto la cosa tanto temuta, non si può dire che ne provasse afflizione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
La caricatura è nella scacchiera: per dire che Berecche vede il mondo così, a scacchi, e vi cammina alla tedesca con mosse ponderate e regolari, da onesta pedina appoggiata al re, alle torri, agli alfieri.
---------------
Il timone della situazione! Vuol dire che la fortuna volgerà da qual parte noi, al momento opportuno, ci gireremo.(Pirandello - Berecche e la guerra)
---------------
Si ferma Berecche innanzi a quel lumino; si scopre, non visto da nessuno, per dire qualcosa a quella Madonnina.
---------------
Oh, cari galletti, ecco, di qui a mill’anni Berecche, se potesse ritornare al mondo a insegnare la storia di mill’anni addietro, quando ogni memoria dei fatti che ora ci sembrano enormi sarà cancellata e tutta questa immane guerra sarà per gli uomini venturi ristretta in poche righe, ecco, di voi, cari galletti, vorrebbe ricordarsi Berecche e dire che voi cantavate all’alba, a Belgrado, come se nulla fosse, tra le bombe che scoppiavano su le case deserte, fumanti.
---------------
1 Forse lì a Zurigo, chiamarsi Truppel voleva dire qualche cosa; ma fuori del paese natale, cioè fuori delle relazioni, parentele e conoscenze, che cos’è piú un cognome? Per uno sconosciuto, tanto vale chiamarsi Truppel quanto chiamarsi in un altro modo qualsiasi.(Pirandello - Berecche e la guerra)
---------------
Il fratello, bisogna dire la verità, non gli ha imposto d’abbandonare la moglie e il tetto coniugale per seguitare a convivere con lui in una casa a parte.(Pirandello - Berecche e la guerra)
---------------
– sai che vuoi dire? – vuoi dire frenare, frenare, soffocare, se occorre, i sentimenti naturali, di padre, di figlio, tutti i sentimenti naturali, che non vogliono aver legge! Hai capito? Frenare la natura che insorge contro la ragione.(Pirandello - Berecche e la guerra)
---------------
Ha un ansito tremendo, ma è pieno di gioja; non soffre nulla; è dolente solo per quel buon signor Felder che grida su le furie; gli vorrebbe dire che non è niente; che non si dia pensiero di nulla; che nessuno lo chiamerà responsabile del male che lui s’è fatto alla testa.
---------------
Una inquietudine intollerabile agitava la donna, come s'ella dovesse dire e fare qualche cosa che sola in quel punto era consentanea a sé e al tutto ma non potesse né dire né far quella, anzi la contrariasse con ogni pensiero, con ogni parola, con ogni movimento e perfino col polso, col respiro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Se tu mi canti ancóra.... — riprese a dire Lunella. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Le parole ch'era per dire gli scottavano le labbra. Le doveva dire, non poteva trattenerle. Una specie di delirio era entrato in lui, una strana voglia di tormento. I colpi profondi del cuore precedevano le sillabe. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Ah non dire due e una, non separarle! — rispondeva la cantatrice. — Sono due sole; e quella che ti sembra la terza non è se non la sostanza di cui le due sono fatte. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Per ciò, pur così fragile così elastica e così lasciva, ella s'apparentava con le grandi creature di Michelangelo. La contradizione non era se non apparente pel contemplatore acuto. Certo, quando ella s'adagiava sul divano e il suo corpo s'annegava sotto il flutto piegoso della mussolina o del tulle, non somigliava alla Libica se non forse pel fiosso arcuato del piede emergente dal flutto. Ma, se a un tratto con un colpo di reni da danzatrice di cordace ella si risollevava protendendosi dall'ombra nel cerchio della lampada per dire la sua parola in un dibattito appassionato, la virtù del suo rilievo era tanta che i prossimi ne avevano il sentimento d'una creazione e d'una apparizione geniali. All'occhio dell'artista ella era il genio stesso del rilievo, quello che noi imaginiamo aver vissuto nel fuoco del cervello michelangiolesco.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Vedi: il pettine è un poco rugginoso e al cilindro manca qualche punta. Se tu sapessi quante volte m'insanguinavo le dita contro queste punte, quando il cilindro s'incantava! Avevo sei anni quando trovai questa scatola in un ripostiglio. Doveva esser là dal tempo di Nonna Diana, fabbricata a Vienna verso il mille ottocento cinquanta. Chi può dire perchè una vecchia cosa meccanica ci diventi amica, si leghi a qualche fibra della nostra vita intima e non possiamo mai separarcene senza temere di far morire un po' di noi stessi? Vedi: qui c'è una specie di doppia aletta imperniata che, quando si carica, si mette a girare vertiginosamente e fa quel ronzìo di vespaio, prima che la sonatina incominci. Era l'aura dei miei sogni puerili. Anche ora non posso udirla senza un certo ondeggiamento del cuore. Per nessuna cosa ho avuto il sentimento della proprietà come per questo scarabillo (è il nome che gli diedi, non so perché).(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Chi può dire quel che più ci attragga nella creatura che amiamo? — disse ella, guardando lui con lo stesso ardore avido. — Un certo riso, una piega lievissima della bocca, un modo di socchiudere le ciglia, un nulla; ed è tutto. In quel non so che guizzo che ti passa ogni tanto sul viso senza che tu te n'avveda, sei tutto tu. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Sono certa. Parlami con franchezza. Non sono gelosa: voglio dire che la mia gelosia non è tale che tu possa comprenderla. Nei primi giorni, quando eri assiduo presso di lei, avevi una più o meno vaga intenzione di un più o meno lontano matrimonio? Confessa. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— È la seconda volta che io sopravvivo a quel punto della mia vita, che mi pareva il supremo. E non so morire, come non ho saputo essere quella che tace e s'immola accanto a colui che ignora e non cura. Non so morire e non so vivere, e neppur so più dove io sia. Ma dove posso essere se non in colui che amo? Lasciatemi, lasciatemi dire questa parola, lasciatemela dire, per la prima volta, per l'ultima volta, senza speranza e senza vergogna. Non so come si sia separata dal mio cuore, a un tratto, e sia salita, e sia uscita. Vi amo, vi amo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Strane imagini le balenavano, strani ricordi; e la prendeva una smania bizzarra di divagare, di dire cose incoerenti e inattese. Ripensava a quel ch'egli aveva detto un giorno del cibo agglomerato nel gozzo dell'avvoltoio, che il rapace vomita quando è assalito dal nemico, prima di spiccare il volo. Perché ci ripensava? Guardò intorno smarritamente. Vide su le pareti stampe e disegni che rappresentavano la struttura dei volatori di grande specie. Riconobbe sopra una tavola ingombra di libri e di carte il ritratto di Giulio Cambiaso in una cornice d'ebano. S'appressò, si chinò a guardare, col petto in tumulto. Nell'effigie muta e immobile sotto il cristallo, vide dischiudersi il sorriso su i piccoli denti di fanciullo. «S'egli ora fosse vivo, la mia sorte sarebbe diversa?»
---------------
— Che pazzia t'ha preso, così, a un tratto? di che t'hanno abbeverato per farti così bruto? Mi ingiurii, mi scacci; e credi che non sia necessario dire una qualunque ragione! Sei un insensato. Ho pietà di te. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Ella non poteva sopportare quella rampogna acre non di collera ma di mal dissimulata bramosìa, quella doglia angusta come ogni doglia carnale, come un bruciore, come una slogatura, come un taglio. Ancóra una volta ella vedeva l'uomo diminuito, trasformato in noiosa belva; vedeva l'Amore chino su quattro piedi e privo della bella fronte. «Ah, non mi dire le ingiurie che tu diresti a qualunque altra donna per svergognarla! Ma dimmi una parola ch'entri in me quale sono, che tocchi me quale sono, e che mi agiti e che mi sconvolga e che tragga dal mio profondo questa mia forza ignota di cui sono inferma, questa mia novità nascosta di cui ho la febbre come d'un germe che sia per isvilupparsi e per cangiarmi. Dimmi quella parola;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Forse l'ho io separata da te? T'ho preso a lei? E come avrei potuto prenderti se tu non fossi stato già mio? Certo, quella sera, alla marina, ti parvi orribile quando ti parlai dell'amore di mia sorella. Ti ricondussi verso di lei, e le dissi: «Fa dunque ch'egli t'ami.» Ti parvi orribile. Ma chi può mai giudicare l'amore? e chi può dire il termine della voluttà e il termine del tormento e dove il male cessi d'essere il male e dove il bene cessi d'essere il bene, e per che modo una nuova vergogna crei un amore nuovo, e di che cosa debba vivere l'amore per piacere alla morte? Come fate voi a condannare e ad assolvere? Nulla è certo fuorché la crudeltà e la fame del cuore, e il sangue e le lacrime, e la fine di tutto; e neppure si sa quale sia il tempo di piangere. Ma forse c'è ancora da scoprire qualche dolore più lontano. Il mio lo conosci?
---------------
— Dianzi, potevan essere circa le otto, abbiamo sentito sonare il Suo campanello e battere alla Sua porta con insistenza. Poco dopo, un uomo è salito su per le scale e con malo modo ha incominciato a battere alla nostra porta gridando: «Aprite! Siamo agenti di polizia. Questa donna non appartiene a questa casa? Aprite, o gettiamo giù l'uscio.» E seguitava a picchiare coi calci e coi pugni imbestiato. La mia padrona sbigottita non voleva che io aprissi. Allora mi son fatto al finestrino, e ho veduto giù per le scale appoggiata alla ringhiera una signora alta, snella, che m'è parso di riconoscere per quella ch'è solita venire qui da Lei. Un altro uomo era accanto alla signora, che sembrava impietrita. Al mio diniego, la guardia insisteva. Persuaso finalmente che noi non si voleva aprire e che la signora non apparteneva alla nostra casa, egli è disceso con l'altro e ha ripreso lo strepito qui alla Sua porta. Ho udito confusamente la signora disperarsi e dire con la voce soffocata: «Lasciatemi! Lasciatemi! Non sono quella.» Non potevo far nulla per soccorrerla perché Mrs. Culmer sbigottita m'impediva di uscire.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— La signora è in casa, è da ieri sera nel suo palazzo. L'ispettore stamani, appena aperto il portone, ha interrogato il portinaio e lo ha costretto a dire la verità. La signora fu ricondotta iersera verso le dieci da due uomini, dei quali uno si dichiarò agente di polizia e nel riconsegnare la signora stese un verbale. Nessun rapporto però è giunto e non si sa ancóra quel che sia accaduto. Ora, s'Ella permette, interrogherò il domestico. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Quando l'inferma evita di dire il nome di quegli che la fa sanguinare, — rispose con tristezza e con pietà l'uomo dalla larga mano — qual nome essa tace?
---------------
* Chi sa come la rubavano tutti! Forse ella ora riconosceva che cosa volesse dire avere accanto un uomo come lui! Tutto venduto... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Divorato dalla brama di saper l'esito di quel nuovo dramma a Roma e forse in altre città, fors'anche a Torino, se c'era la Compagnia Carmi-Revelli; e di parlarne o con la signora Laura o col Grimi, con qualcuno insomma; non sapeva come dire alla madre che la mattina appresso desiderava di scendere a Torino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* - Ma sì, subito, domani stesso! - s'affrettò a dire la madre. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all’occorrenza:
---------------
* Si sono strette per la vicinanza fra questi libri amicizie oltre ogni dire speciose: don Eligio Pellegrinotto mi ha detto, ad esempio, che ha stentato non poco a staccare da un trattato molto licenzioso Dell’arte di amar le donne libri tre di Anton Muzio Porro, dell’anno 1571, una Vita e morte di Faustino Materucci, Benedettino di Polirone, che taluni chiamano beato, biografia edita a Mantova nel 1625. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Mia madre s’aspettava ch’egli un giorno venisse a dire ch’era seccata la sorgiva. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – Basta così! Guarda, il Signore dovrebbe farti provare che cosa vuol dire star male di stomaco. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – E subito! Mi si obbedisca subito! E non mi si costringa a dire di più, o a fare qualche sproposito!
---------------
Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e d’ogni mio tormento. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Soggiungevo che non sarebbe stato male provvedere altresì la biblioteca d’una mezza dozzina di trappole e dell’esca necessaria, per non dire cacio, parola volgare, che – da subalterno – non stimai conveniente sottoporre agli occhi d’un assessore comunale per la pubblica istruzione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
Avevo sentito dire che non difettavano alberi – solidi – nel giardino attorno alla bisca. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Su queste era scritto Tirez: e fin qui ci arrivavo; arrivai anche al Poussez del portone, che evidentemente voleva dire il contrario; spinsi ed entrai. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Vi seggono, di solito, certi disgraziati, cui la passione del giuoco ha sconvolto il cervello nel modo più singolare: stanno lì a studiare il così detto equilibrio delle probabilità, e meditano seriamente i colpi da tentare, tutta un’architettura di giuoco, consultando appunti su le vicende de’ numeri: vogliono insomma estrarre la logica dal caso, come dire il sangue dalle pietre; e son sicurissimi che, oggi o domani, vi riusciranno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Mi darò a poco a poco una nuova educazione; mi trasformerò con amoroso e paziente studio, sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma d’essere stato due uomini.»
---------------
* Il brav’uomo, tutto sudato, mi porgeva uno specchietto perché gli sapessi dire se era stato bravo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* No: perché, in fondo, che dolori avevo sofferto io, in vita mia? Uno solo, per dire la verità: quello de la morte del povero nonno, col quale ero cresciuto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* i germi della sua idea nella mente altrui, lei non può dire che la sua coscienza le basta. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
– In questo caso, – m’affrettai a dirgli, – debbo io piuttosto felicitarmi con lei che c’è stato, perché io posso quasi quasi dire di non esserci stato, tuttoché nativo di là; ma ne venni via di pochi mesi; sicché dunque i miei piedi non han proprio toccato il suolo americano, ecco!
---------------
* Amicizia vuol dire confidenza; e come avrei potuto io confidare a qualcuno il segreto di quella mia vita senza nome e senza passato, sorta come un fungo dal suicidio di Mattia Pascal? Io potevo aver solamente relazioni superficiali, permettermi solo co’ miei simili un breve scambio di parole aliene. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Aveva scoperto nella signorina Silvia Caporale, maestra di pianoforte, sua inquilina, straordinarie facoltà medianiche, non ancora bene sviluppate, per dire la verità, ma che si sarebbero senza dubbio sviluppate, col tempo e con l’esercizio, fino a rivelarsi superiori a quelle di tutti i medium più celebrati. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Vuol dire che, se il sonatore avrà rotto, non per disgrazia, ma per inavvertenza o per volontà lo strumento, pagherà: chi rompe paga: si paga tutto, si paga. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Ecco: essa, per esempio, voleva dire starmene lì, di sera, affacciato a una finestra, a guardare il fiume che fluiva nero e silente tra gli argini nuovi e sotto i ponti che vi riflettevano i lumi dei loro fanali, tremolanti come serpentelli di fuoco; seguire con la fantasia il corso di quelle acque, dalla remota fonte apennina, via per tante campagne, ora attraverso la città, poi per la campagna di nuovo, fino alla foce; fingermi col pensiero il mare tenebroso e palpitante in cui quelle acque, dopo tanta corsa, andavano a perdersi, e aprire di tratto in tratto la bocca a uno sbadiglio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Accenno a quest’avventura, non per farmi bello d’un atto di coraggio, ma per dire anzi della paura che provai per le conseguenze di esso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – Volevo dire d’un primo amore... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – Ebbene, – riprese la Caporale, – chi dice «Chi sa perché...», vuol dire che vuol saperlo!
---------------
* Sperai, a un certo punto, che la maestra venisse a dire che Adriana non aveva voluto levarsi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – Per dire la verità, non riesco a vederci chiaro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* E avviai a dire quel che sentivo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* In verità, non potrei dire fino a che punto egli si dimostrasse destro in quelle frodi congegnate avanti col fratello e con la Caporale; per noi, cioè per me e per Adriana, per Pepita e il Bernaldez, poteva far quello che gli piaceva e tutto andava bene, comunque lo facesse: lì, egli non doveva contentare che il signor Anselmo e la signora Candida; e pareva vi riuscisse a meraviglia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
– Ancora no, per dire la verità. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Sì! sì! Svelandole che non ero Adriano Meis io tornavo ad essere Mattia Pascal, morto e ancora ammogliato! Come si possono dire siffatte cose? Era il colmo, questo, della persecuzione che una moglie possa esercitare sul proprio marito: liberarsene lei, riconoscendolo morto nel cadavere d’un povero annegato, e pesare ancora, dopo la morte. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* – Neghi, neghi pure! Ma noi, per conto nostro, abbiamo altro, creda, da dire contro di lui. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* io non ho potuto, creda, neanche dire di no... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* è saltata sù a dire che nessuno doveva muoversi di casa... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* E difatti, via! Che ragione, del resto, avrei io a dire che ho ritrovato il denaro, se non l’avessi davvero ritrovato?
---------------
* Vedendolo alzare, fui sul punto di dire al tenentino: «Quello, no, per carità! quello, no!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Ah, ora, ritornando vivo, avrei potuto anch’io prendermi il gusto di dire bugie, tante, tante, tante, anche della forza di quelle del cavalier Tito Lenzi, e più grosse ancora!
---------------
* – Mattia! Mattia! Mattia! – prese a dire il povero Berto, non credendo ancora agli occhi suoi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Vuol dire che se lui non mi vuole più in casa, mi metterò a passeggiare giù per la strada, sotto le tue finestre. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Mia moglie è moglie di Pomino, e io non saprei proprio dire ch’io mi sia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* * Intanto, per l’esperienza che dal canto mio ho potuto fare d’una tal critica, il bello è questo: che mentre lo zoologo riconosce che l’uomo si distingue dalle altre bestie anche per il fatto che l’uomo ragiona e che le bestie non ragionano; il ragionamento appunto (vale a dire ciò che è più proprio dell’uomo) è apparso tante volte ai signori critici, non come un eccesso se mai, ma anzi come un difetto d’umanità in tanti miei non allegri personaggi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
---------------
* Più tardi mi concesse una lira e cinquanta al mese — per i vi:(i , come s'usa dire nelle nostre famiglie . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Sentivo d'aver qualcosa da dire e volevo parlare , sfogarmi . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Volevo sentire una mano nella mia mano , volevo essere ascoltato e ascoltare ; aver qualcuno a cui dire in segreto , nell'abbandono indimenticabile delle prime amicizie , quei sentimenti quei desideri -56 e pensieri , che non si posson dire ai babbi e alle mamme . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Io son rimasto un po' sempre il giramondo estroso e senza timone di quei tempi là: — non ho arte né parte ; non ho la pietra di una certezza su cui posare il capo ; non ho un pezzo di mondo eh' io possa cinger di muro e dire : è mio ! Ma son mutato anch' io — e come ! -é4 Possiamo dunque parlar di quegli anni con tutta la verosimiglianza della calma , come se fosse storia e storia d' altri . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* La mia fissazione , come ho detto , era di provare il male della vita in modo certissimo , irricusabile , definitivo — in modo tale che nessuno potesse dir no , in modo che tutti dovessero dire : è cosi , non può esser altro che cosi ! La certezza , allora , mi pareva che potesse darla soltanto la scienza e , volendo filosofia , una filosofia abbarbicata alle scienze e nata da loro . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Tanto calore , tanta voluttà , tanta meraviglia per un' illegittima deduzione da un circolo vizioso ! Dire che il mondo è rappresentazione vuol dire semplicemente che le rappresentazioni sono il mondo e che il mondo esiste — credere che gli altri esistano significa soltanto che esistono quei complessi di sensazioni diretti da una volontà simile alla nostra che si chiamano uomini e queste sono semplicemente defini:(ioni , che non cambiano nulla di nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non e' è che dire : abbiamo lo spirito militare . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non s'avevan quattrini ; non si avevano idee precise su quel che si dovesse dire , difendere e offendere ; s'era in pochi , e tutti quanti d' umori e ambizioni diverse ; non si sapeva da che parte rifarsi . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Se c'era una cattiva verità da dire in faccia a uno ero io il primo e l'unico a dirgliela senza rigiri e circonlocuzioni ; se mi accorgevo d'un difetto , d'una mancanza , d'una debolezza non stavo tanto a vedere per fame un capo d'accusa e uno spunto d'attacco ; quando c'era da levar di torno un noioso , un seccante , un pedante , un imbecille gli amici ricorrevano a me ed era caso se la vittima non se n'andava per sempre , confuso e scornato . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* E quella sera avevo finalmente il coraggio di — 142 — dire a lei quel che pensavo da tanti mesi : il segreto delle mie prime notti smanianti si sgranava a poco a poco , in frasi brevi e interrotte , sotto la bianchezza indimenticabile di quella luna d'agosto . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* (E dire che il mio sogno era così atrocemente meschino e bambinesco e borghesuccio ! ) Ed io , non so perchè , rimasi più triste che se avesse detto di no . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ma .come ? Ma non c'è proprio nessuno tra voialtri che abbia il cuore di venir qua in casa mia , in faccia a me , e di parlarmi chiaramente e di scoprirmi senza compassione e senza inzuccherature cosa son io ? Non c'è nessuno che mi voglia dire spietatamente , da vero amico , quel che ho fatto di male , quel che non ho fatto e avrei dovuto fare , i miei difetti , i miei vizi , i miei delitti ? Siete tutti ipocriti e vigliacchi come le signore perbene di cinquant'anni ? Avete paura che non dica sul serio ? Temete eh' io m' abbia a male di quel che mi direte , e che invece di abbracciarvi e di baciarvi vi romperò la testa o vi butterò fuori dell' uscio ? Ma venite innanzi , perdio ! Non avete mai visto la faccia d'un uomo franco che dice la verità ? Io vi chiamo e invoco con tutta l'anima , con tutta la disgraziata anima mia ! Ho bisogno di sapere cosa ho commesso di brutto per pentirmene e per scontarlo — ho bisogno in tutte le maniere di conoscere i miei difetti per sbarbarli , abbru - IS8 ciarli , disfarmene una volta per sempre . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non sono stato buono , in tanti anni , ad avvedermi di un vero difetto , di un vizio dichiarato — non m' è riuscito mai di fermarmi alla soglia di un atto e dire : Questa è una birbanteria ! Non mi è accaduto neppure una volta di sentir mormorare dentro di me il rimorso per qualche azione non compiuta o fatta male , o contraria a qualche legge degU uomini o d'Iddio . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Gli è che nessuno può conoscere sé stesso — nessuno può vedere con severità e dire con franchezza tutto quello che sente , pensa e fa . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Abbiate una sola volta il coraggio di dire in faccia la verità ! XXIV . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Mi dicono , questi uomini qui d' intorno , che ho deir ingegno , e credono di farmi un grande onore e un grosso piacere , questi buoni figliuoli ! C è qualcuno che arriva fino a dire che ho molto ingegno , un grande ingegno e son quelli che credono d' amarmi di più e di esser più vicini a me . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Cari uomini , vi ringrazio e m' inchino davanti a voi e che Dio ve ne renda merito ! Fate e dite tutto quel che potete fare e dire e sapete perfin vincere il vostro naturale amor proprio e la mia screanzata rozzezza . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ma vengono soltanto al genio , o me stesso , quelle ore meravigliose nelle quali par che Iddio parli per bocca tua , nelle quali tutto è luce , tutto s'apre , tutto è limpido e armonioso come l'acqua di un bel fiume — quelle ore nelle quali l'anima diventa fuoco come il fuoco , aria come l'aria , amore come l'amore — quelle ore nelle quali , per una misteriosa pazzia , tutto è possibile e tutto è sacro e non sai più dire quaP è il mondo e qual' è l' anima tua , qual'è l'anima tua e qual' è il mondo . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non posso dire quel che fu nella mia vita . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Il male è — ormai lo posso dire — che i più deboli son quelli che si propongono le imprese più difficili , e i più vigliacchi quelle più coraggiose e chi ha il petto stretto e le gambe gracili le corse più lunghe . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Cosa volete da me ? Quel eh' io voglio dire lo stampo ; quel che vogUo dare — 215 — lo dò . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non c'è dottrina , arte , filosofia in cui possa dire d'esser veramente despota assoluto . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ho letto parecchi libri , moltissimi , forse troppi eppur posso dire di non aver letto nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Quanto grande dev'esser l' ignoranza degli altri perchè si credano di me tali cose ! Io solo posso dire quanto sia facile e falsa quella fama che certi dotti scroccano — 230 — con poca spesa dalla cieca pigrizia degli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Io posso dire , come San Paolo : « Son debitore de' greci e de' romani , degli ebrei e de' gentili . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* E io vi concedo che si potranno dire bellissime cose anche a quella maniera e si potranno creare opere che resteranno chissà per quanto tempo nel cuore degli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Nessuno potrà dire eh' io non abbia avuto coraggio . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Di nessuna cosa nessuno può dire : È così e non altrimenti . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Cosa vuol dire eh' io non l'abbia trovata e eh' io non la possegga ? Oramai non voglio più viver cosi : non più sbattuto , come ora , tra il dubbio e la negazione , affannato dal desiderio sempre rinascente , accasciato dalla sconfitta sempre ripetuta . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* E vivere magari sospeso nel nulla , senza fili sopra il capo , senza puntelli dietro le spalle , senza gruccie sotto l'ascelle — ma vivere , perdio , vivere ancora , vivere nel pieno senso della parola , vivere cogli occhi e colle mani , col cervello e col fegato , vivere ancora dieci , venti , trent'anni , finché saprò conquistarmi il mio pezzo di pane nel forno del mondo e saprò dire le mie parole nei cori dissonanti degli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Non basta scrivere la stessa lingua ed esser governati dallo stesso codice per dire di aver la stessa patria . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Se la morte sopravviene e non mi si ferma dinanzi vuol dire eh' io sono un cencio da sbattersi e disfarsi nel macero sterminato dell'inutilità . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ho ancora qualcosa da dire e il tempo dinanzi in me : e in casa mia c'è sempre carta bianca in abbondanza , carta liscia , bianca , tagliata , dove la penna scorre via con facilità e rapidità — e ho ancora pennini d' acciaio e bottiglie d' inchiostro piene , non ancora aperte . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ho tante cose da dire ! Non avete idea della quantità d' impressioni e di scoperte che io debbo comunicare agli altri prima della mia morte . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* E io dovrei star fermo e zitto e ritrarrai nella cella del contemplator taciturno o nella camera calduccina dell' uomo assestato , che ormai lascia andare il mondo a sua posta purché non manchi la cena ? Piuttosto morire che una fine cosi ! Io devo dire quello che ho in corpo ; il mio dovere è di far sì che gli altri non dicano più certe cose , non le pensino e non le scrivano a quel modo . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
«Ma , quando io avrò durata l'eroica fatica di trascriver questa storia da questo dilavato e graffiato autografo , e l'avrò data , come si suol dire , alla luce , si troverà poi chi duri la fatica di leggerla ?»
---------------
* A mio onore posso dire che bastò quel riso rivolto alla mia innocenza quand’essa non esisteva più , per impedirmi per sempre di rubare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Le mie giornate finirono coll’essere piene di sigarette e di propositi di non fumare più e , per dire subito tutto , di tempo in tempo sono ancora tali .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Posso anzi dire , che da qualche tempo io fumo molte sigarette .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Per farla tacere desistetti subito dal mio proposito e , a caso , tanto per dire qualche cosa e darmi un contegno , domandai:
---------------
* Non aveva finito di dire un grazie che già l’aveva vuotato e subito diresse gli occhi vivaci alla bottiglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Pregai Giovanna di andar a vedere , dicendole che sentivo il bisogno di dire qualche cosa al dottore e promettendole in premio l’intera bottiglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Nell’incapacità al commercio v’era una somiglianza fra di noi , ma non ve ne erano altre; posso dire che , fra noi due , io rappresentavo la forza e lui la debolezza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Per essere sincero devo dire che la rassegnazione alle sue disposizioni mi fu facile perché in quell’epoca l’idea di essere costretto a non lavorare m’era piuttosto simpatica .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Debbo dire ch’essendo sempre sola con lui , essa spesso s’era fitto in testa il pensiero ch’egli fosse malato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
– Non posso dire di star male , ma sono molto stanco e vado subito a dormire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
– Ho paura che non saprò dire a te quello che penso , solo perché tu hai l’abitudine di ridere di tutto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Eppure devo subito dire , che dopo quel nostro incontro , a questo mondo vi sono pochi uomini che destino in me una così viva antipatia come il dottor Coprosich .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Se aveva da dire anche una sola parola rimetteva sul naso gli occhiali ed ecco che i suoi occhi ridivenivano quelli di un buon borghese qualunque che esamina accuratamente le cose di cui parla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Non gli riferii i discorsi strani di mio padre: forse temevo di essere costretto di dire qualche cosa delle risposte che allora io a mio padre avevo dato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Debbo dire qui , che sono sicuro che non è per quelle parole che io odio il dottor Coprosich .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Ma chi può dire quello che può avvenire fra mezz’ora o fino a domani? Tenendo in vita suo padre io ho lasciata aperta la via a tutte le possibilità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Ma intanto non avrei saputo dire le qualità che avrei domandate da lei e quelle che avrei abbominate .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
Intanto posso dire che all’epoca di quella mia prima visita mia suocera era tuttavia una bella donna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Erano stati felicissimi insieme , lui sempre vociando e lei sorridendo di un sorriso che nello stesso tempo voleva dire consenso e compatimento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Non so dire quando vi riuscii; forse già nel tempo relativamente piccolo di quella prima visita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* M’ero lasciato trascinare a dire delle cose ch’erano meno vere , specie trovandomi con lei , una parte della mia vita già tanto importante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Come spiegare poi la mia lunga esitazione di parlare chiaro e dire alla fanciulla: Risolviti! Mi vuoi o non mi vuoi? Io andavo a quella casa arrivandovi dai miei sogni; contavo gli scalini che mi conducevano a quel primo piano dicendomi che se erano dispari ciò avrebbe provato ch’essa m’amava ed erano sempre dispari essendovene quarantatre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Devo dire che in certo rapporto io non somigliavo esattamente al ventenne innamorato il quale tace aspettando che l’amata gli si getti al collo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Non so più dire in quanta parte perché avendole raccontate a tante altre donne prima che alle figlie del Malfenti , esse , senza ch’io lo volessi , si alterarono per divenire più espressive .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Devo prima di tutto dire che in quella casa v’era un’altra persona ch’io non ero riuscito a conquistare: la piccola Anna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Ma non arrivai a dire neppure quelle poche parole .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* V’era ancora la possibilità di ritornare a quella porta che avevo chiusa dietro di me , suonare il campanello e domandar di poter dire ad Ada quelle parole ch’essa sulla propria mano aveva cercato invano? Non mi parve! Avrei mancato di dignità dimostrando troppa impazienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
– Ma lei non voleva mica dire che zia Rosina è ingrassata?
---------------
Tentavo di conservare un aspetto affettuoso e dovevo invece trattenermi per non dire un’insolenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
Ma poi? Tutto era fatto , tutto , perché non c’era più nulla da fare! Ada restava segregata da me con tutta la sua famiglia ed io dovevo vivere senza fare più nulla , in attesa che qualcuno di loro fosse venuto a cercarmi e darmi l’occasione di fare o dire qualche cosa d’altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Una verso il suo ufficio situato in quella via che noi continuiamo a dire delle Case Nuove , perché così facevano i nostri antenati .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Giovanni soleva dire che non bisogna aver fretta di arrivare alla liquidazione di un affare quando da questa liquidazione non si può attendersi un vantaggio: ogni affare arriva prima o poi da sé alla liquidazione , come lo prova il fatto che la storia del mondo è tanto lunga e che tanto pochi affari sono rimasti in sospeso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
– È possibile anche che la persona con cui ella parlò , fosse ben più giovane del Bertini , camminasse come un granatiere e avesse la voce virile e che la sua somiglianza con lui fosse limitata al dire bestialità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Nessuno potrà dire ch’io m’abbandoni ad illusioni sul conto mio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* S’interruppe per dire con un sorriso:
---------------
* Io non potevo soffrire la signora Malfenti , ma devo dire che quel singhiozzo colorì , almeno per tutta quella sera , di una luce simpatica e importante il mio fidanzamento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Io , poco prima , avevo parlato del lusso delle signorine Malfenti , ed egli ricominciò a parlare di quello per finire col dire di tutte le altre cattive qualità delle donne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Io credo che tali prediche fatte per tutt’altro scopo che di dire qualche cosa , abbiano avuta una benefica influenza sul mio matrimonio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Il ricordo di quelle mie parole m’amareggiò per varii giorni , mentre posso dire che il ricordo di aver voluto uccidere Guido non m’aveva turbato neppure per un’ora .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Se anche non potevo dire di amarla , pure è certo che non avrei voluto farle del male .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Quale importanza m’era attribuita in quel suo piccolo mondo! Dovevo dire la mia volontà ad ogni proposito , per la scelta dei cibi e delle vesti , delle compagnie e delle letture .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Augusta poteva dire quello che voleva , il conto era presto fatto: ogni settimana io mi vi accostavo di una settimana .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Devo dire che leggevo con un’agitazione che forse somigliava a quella con cui il giovinetto depravato accosta le opere di pornografia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Le parole non erano quelle che avrebbero potuto dare la pace intera perché per dire quelle sarebbe occorso di confessare eppoi promettere , ma , non potendo altrimenti , era già un bel sollievo di dirne delle altre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Debbo dire qui , perché più tardi non ne avrò il tempo , che questa sua fiducia di avermi addomesticato definitivamente con quel solo bacio che m’aveva concesso , mi dispiacque enormemente: una donna che pensa così è molto pericolosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
Così fui finalmente obbligato di dire parole mie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Naturalmente non seppi dire che cosa mi prefiggessi di fare venendo da lei , ma ciò era poco d’importante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
A dire il vero non ero ancora tranquillo; dunque mancava ancora qualche cosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Soltanto , come conclusione a quella vera storia che avevo raccontata , avevo dimenticato di dire che oramai io amavo veramente Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
– Ebbene! – disse lei rassegnata – manderemo a dire al maestro che ritorni! – Poi tentò di comunicarmi la sua antipatia per quel maestro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Quando ricordava che m’aveva subito amato perché le era sembrato che dal mio fare , dal mio dire , dai miei occhi , venisse una promessa di vita meno rigida , meno obbligata , meno noiosa , doveva piangere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Posso anche dire che perciò Augusta mi preferiva quando non ero tutto e con grande sincerità suo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Dovevo pur poter dire ad Augusta che lo avevo visto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Non avrei fatto meglio di dire loro di nuovo la verità? Il Copler era morto , e non appena fossi stato solo , avrei trovate le lacrime pronte per piangerlo , spontanee e abbondanti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
Poi vi fu a quel tavolo chi volle approfittare della mia ebbrezza per ridere e fui costretto di dire un brindisi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Ma non trovai più nulla da dire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
– Hai sentito che l’Extérieur è caduto di due punti? Avevo detto una cosa che non mi concerneva affatto e che avevo sentita dire in Borsa; volevo solo parlare di affari , roba seria di cui un ubbriaco di solito non si ricorda .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Alberta mi fraintese e credette che io volessi dire una cosa saputa da tutti , cioè che una donna di una certa età aveva tutt’altro valore che ad un’altra .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Ora appena sarà tutto finito fra di noi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)* » Volevo dire una bugia perché tutti sapevano che fra di noi tutto era finito da varii mesi , ma mi pareva che quella bugia fosse un bellissimo complimento ed è certo che una donna , vestita così , domanda complimenti e se ne compiace .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Essa si fece dire dei nomi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Incominciai a dire delle parole che somigliavano ad una confessione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Io da tempo l’avevo scelto , e , per dire il vero , m’ero arrestato al suo nome , prima di tutto perché era il maestro più a buon mercato di Trieste .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Io non lo vidi mai , ma devo dire che oramai so molto di lui ed è una delle persone che più stimo a questo mondo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Il mio apparente fervore invece che diminuire aumentò , solo per permettermi di dire qualche parola d’ammirazione pel povero Lali .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Il mentitore dovrebbe tener presente che per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Se Carla m’avesse compromesso con Ada , a questa avrei raccontato tutto e per dire il vero con una certa soddisfazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Non dire mai più tali sciocchezza
---------------
* Lo puoi dire a chicchessia
---------------
buffare
= verbo intr. dire amenità , sciocchezze.
---------------
bugiardo
= che ha il vizio di dire bugie
---------------
celiare
= verbo intr. dire o fare celie.
---------------
cianciare
= verbo intr. dire ciance
---------------
cioè ant. ciò è,
= ossia, in altre parole, vale a dire, intendo dire
---------------
contraddire - contradire,
= verbo trans. dire il contrario di ciò che è stato detto da altri
---------------
contraggenio o controgenio,
= avversione naturale a dire o a fare una cosa
---------------
coprolalia
= impulso morboso a dire parole oscene.
---------------
detto
= part . pass . di dire
= soprannominato
---------------
dicere dire 1 .
---------------
dicibile
= che si può dire - riferire .
---------------
do ut des
= sost . m . formula di origine giuridica che si usa per dire che si fa un favore per riceverne un altro .
---------------
esclamare
= verbo intr . dire ad alta voce e con forza
---------------
esortare
= verbo trans . cercare di indurre - di convincere qualcuno a dire o a fare qualcosa
---------------
falsare
= verbo trans .
= dire , descrivere , interpretare in maniera contraria alla verità alterare , distorcere
---------------
fare
= il fare , l'agire , l'operare - dal dire al fare c'è di mezzo il mare , corre molta differenza tra l'esprimere un proposito e il realizzarlo modo , maniera di comportarsi
---------------
foga
= ardore , impeto , furia nel dire - o nell'agire
---------------
frasario
= l'insieme delle locuzioni e dei modi di dire propri di una persona , di una categoria di persone , di una professione ecc .
---------------
fraseologia
= l'insieme dei modi di dire tipici di una lingua - o di un suo settore
---------------
freddurista
= colui che ama dire freddure .
---------------
improvvisare
= verbo transitivo , dire , comporre all'improvviso , senza alcuna preparazione precedente
---------------
innologo
= persona di cui non si vuol dire o si ignora il nome
---------------
in saecula saeculorum
= avv . si usa per dire scherz . che qualcosa durerà fino alla fine dei secoli , per sempre .
---------------
labbreggiare
= verbo tr . dire a fior di labbra
---------------
lungaggine
= il tirare in lungo nel fare o nel dire qualcosa
---------------
maldicenza
= l'abitudine di dire male del prossimo
---------------
malignare
= verbo intr. dire o pensare male di qualcuno o qualcosa
---------------
nevvero - n'è vero ,
= si usa in tono interrogativo all'inizio , in fine di frase o come inciso per chiedere quasi una conferma di cò che si sta per dire o che si è detto
---------------
oratoria
= l'arte del dire , l'eloquenza
---------------
ossia
= o sia , cong . cioè , per meglio dire
---------------
parentela
= rapporto , vincolo naturale tra i consanguinei , vale a dire tra i discendenti da un capostipite comune o anche , impropriamente , tra gli affini
---------------
peritanza
= esitazione , incertezza nel dire o nel fare qualcosa .
---------------
preannunciare o preannunziare ,
= verbo trans . dire , annunciare in precedenza
---------------
predicare
= verbo trans . dire pubblicamente , annunciare , illustrare
---------------
prediligere
= verbo trans . dire , annunciare fatti che dovrebbero accadere nel futuro
---------------
reiterare
= verbo trans. fare, dire di nuovo una cosa che è già stata fatta, detta
---------------
replicare
= verbo trans. fare, dire di nuovo
---------------
ridire
= verbo trans. dire di nuovo
---------------
saltafosso
= accorgimento astuto col quale si induce qualcuno a dire o a fare qualcosa che non vorrebbe ,
---------------
sincronico
= che avviene nello stesso tempo , che riguarda la sincronia - linguistica sincronica , quella che studia i fatti linguistici per così dire orizzontalmente , cioè quali si presentano a un certo momento in una lingua , indi ,
---------------
soggiungere
= intr. - dire in aggiunta ,
---------------
sottacere
= verbo transitivo tacere , omettere deliberatamente qualcosa che si dovrebbe dire .
---------------
spiattellare
= verbo transitivo dichiarare , dire apertamente cose che dovrebbero essere tenute segrete ,
---------------
spropositare
= verbo intransitivo fare , dire o scrivere spropositi .
---------------
stilistica
= arte del dire o dello scrivere , studio storico-critico delle forme stilistiche proprie di uno scrittore o di una determinata epoca o scuola .
---------------
svesciare
= verbo transitivo dire senza ritegno ,
---------------
tranquillo
= che non è turbato , che è in uno stato di serenità e di quiete (in senso fisico o morale) , oggi il mare è tranquillo - se ne stava tranquillo in poltrona - avere la coscienza tranquilla - fare un sonno tranquillo pacifico - sereno , un uomo tranquillo - anni tranquilli - tranquillamente avv . in modo tranquillo - senza darsi pena , senza troppe preoccupazioni , dire tranquillamente ciò che si pensa
---------------
vaneggiare
= verbo intransitivo pensare o dire cose prive di senso , assurde
---------------
Spagnolo
Vocabolario e frasi
* Todo lo cual te exenta y hace libre de todo respeto y obligación, y así, puedes decir de la historia todo aquello que te pareciere, sin temor que te calumnien por el mal ni te premien por el bien que dijeres de ella( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En fin, señor y amigo mío —proseguí—, yo determino que el señor don Quijote se quede sepultado en sus archivos en la Mancha hasta que el cielo depare quien le adorne de tantas cosas como le faltan, porque yo me hallo incapaz de remediarlas por mi insuficiencia y pocas letras, y porque naturalmente soy poltrón y perezoso de andarme buscando autores que digan lo que yo me sé decir sin ellos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Si de la amistad y amor que Dios manda que se tenga al enemigo, entraros luego al punto por la Escritura Divina, que lo podéis hacer con tantico de curiosidad, y decir las palabras, por lo menos, del mismo Dios: Ego autem dico vobis: diligite inimicos vestros 33.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Quieren decir que tenía el sobrenombre de Quijada, o Quesada, que en esto hay alguna diferencia en los autores que de este caso escriben, aunque por conjeturas verosímiles se deja entender que se llamaba Quejana.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El ventero, que vio a su huésped a sus pies y oyó semejantes razones, estaba confuso mirándole sin saber qué hacerse ni decirle, y porfiaba con él que se levantase, y jamás quiso, hasta que le hubo de decir que él le otorgaba el don que le pedía( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y entre tanto que pugnaba por levantarse y no podía, estaba diciendo: — ¡Non fuyáis, gente cobarde, gente cautiva, atended; que no por culpa mía, sino de mi caballo, estoy aquí tendido! Un mozo de mulas de los que allí venían, que no debía de ser muy bien intencionado, oyendo decir al pobre caído tantas arrogancias, no lo pudo sufrir sin darle la respuesta en las costillas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Esta, pues, le pareció a él que le venía de molde para el paso en que se hallaba; y así, con muestras de grande sentimiento, se comenzó a volcar por la tierra y a decir con debilitado aliento lo mismo que dicen decía el herido caballero del bosque: —¿Dónde estás, señora mía, que no te duele mi mal? O no lo sabes, señora, o eres falsa y desleal( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Desventurada de mí, que me doy a entender, y así es ello la verdad como nací para morir, que estos malditos libros de caballerías que él tiene y suele leer tan de ordinario le han vuelto el juicio; que ahora me acuerdo haberle oído decir muchas veces, hablando entre sí, que quería hacerse caballero andante e irse a buscar las aventuras por esos mundos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Todo esto estaban oyendo el labrador y don Quijote, con que acabó de entender el labrador la enfermedad de su vecino, y así, comenzó a decir a voces: —Abran vuestras mercedes al señor Valdovinos y al señor Marqués de Mantua, que viene malferido; y al señor moro Abindarráez, que trae cautivo el valeroso Rodrigo de Narváez, alcaide de Antequera( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No señor —dijo el barbero—, que también he oído decir que es el mejor de todos los libros que de este género se han compuesto, y así, como a único en su arte, se debe perdonar( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —El autor de ese libro —dijo el cura— fue el mismo que compuso a Jardín de flores, y en verdad que no sepa determinar cuál de los dos libros es más verdadero, o, por decir mejor, menos mentiroso.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sólo sé decir que este irá al corral por disparatado y arrogante( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Llegaba adonde solía tener la puerta y tentábala con las manos, y volvía y revolvía los ojos por todo, sin decir palabra; pero al cabo de una buena pieza, preguntó a su ama que hacia qué parte estaba el aposento de sus libros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De mí sé decir que me he de quejar del más pequeño dolor que tenga, si ya no se entiende también con los escuderos de los caballeros andantes eso del no quejarse( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Don Quijote, que sintió la pesadumbre de aquel desaforado golpe, dio una gran voz diciendo: —¡Oh señora de mi alma, Dulcinea, flor de la fermosura, socorred a este vuestro caballero, que, por satisfacer a la vuestra mucha bondad, en este riguroso trance se halla! El decir esto y el apretar la espada y el cubrirse bien de su rodela y el arremeter al vizcaíno todo fue en un tiempo, llevando determinación de aventurarlo todo a la de un golpe solo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cuando yo oí decir «Dulcinea del Toboso», quedé atónito y suspenso, porque luego se me representó que aquellos cartapacios contenían la historia de don Quijote.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Viéndole en pie su amo, le dijo: —Porque veas, Sancho, el bien que en sí encierra la andante caballería y cuán a pique están los que en cualquiera ministerio della se ejercitan de venir brevemente a ser honrados y estimados del mundo, quiero que aquí, a mi lado y en compañía de esta buena gente, te sientes, y que seas una misma cosa conmigo, que soy tu amo y natural señor; que comas en mi plato y bebas por donde yo bebiere, porque de la caballería andante se puede decir lo mismo que del amor se dice: que todas las cosas iguala( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Gran merced —dijo Sancho—, pero sé decir a vuestra merced que, como yo tuviese bien de comer, también y mejor me lo comería en pie y a mis solas como sentado a par de un emperador.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, aun si va a decir verdad, mucho mejor me sabe lo que como en mi rincón, sin melindres ni respetos, aunque sea pan y cebolla, que los gallipavos de otras mesas donde me sea forzoso mascar 89 despacio, beber poco, limpiarme a menudo, no estornudar ni toser si me viene gana, ni hacer otras cosas que la soledad y la libertad traen consigo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apenas había el cabrero acabado de decir esto, cuando llegó a sus oídos el son del rabel, y de allí a poco llegó el que le tañía, que era un mozo de hasta veinte y dos años, de muy buena gracia.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Olvidábaseme de decir cómo Grisóstomo, el difunto, fue grande hombre de componer coplas; tanto, que él hacía los villancicos para la noche del Nacimiento del Señor y los autos para el día de Dios, que los representaban los mozos de nuestro pueblo, y todos decían que eran por el cabo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y quiéroos decir ahora, porque es bien que lo sepáis, quien es esta rapaza; quizá, y aun sin quizá, no habréis oído semejante cosa en todos los días de vuestra vida, aunque viváis más años que Sarna( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, así como ella salió en publico y su hermosura se vio al descubierto, no os sabré buenamente decir cuántos ricos mancebos, hidalgos y labradores han tomado el traje de Grisóstomo y la andan requebrando por esos campos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y por averiguarlo más y ver qué genero de locura era el suyo, le tornó a preguntar Vivaldo que qué quería decir caballeros andantes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tan estrecha bien podía ser —respondió nuestro don Quijote—; pero tan necesaria en el mundo, no estoy en dos dedos de ponello en duda; porque, si va a decir verdad, no hace menos el soldado que pone en ejecución lo que su capitán le manda, que el mesmo capitán que se lo ordena.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Quiero decir que los religiosos, con toda paz y sosiego, piden al cielo el bien de la tierra; pero los soldados y caballeros ponemos en ejecución lo que ellos piden, defendiéndola con el valor de nuestros brazos y filos de nuestras espadas, no debajo de cubierta, sino al cielo abierto, puestos por blanco de los insufribles rayos del sol en el verano y de los erizados hielos del invierno.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y aun si nadie le oye, está obligado a decir algunas palabras entre dientes, en que de todo corazón se le encomiende; y desto tenemos innumerables ejemplos en las historias.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Aunque el mío es de los Cachopines de Laredo —respondió el caminante—, no le osaré yo poner con el del Toboso de la Mancha, puesto que, para decir verdad, semejante apellido hasta ahora no ha llegado a mis oídos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y al par de mi deseo, que se esfuerza a decir mi dolor y tus hazañas, de la espantable voz irá el acento, y en él mezcladas por mayor tormento pedazos de las míseras entrañas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, si los deseos se sustentan con esperanzas, no habiendo yo dado alguna a Grisóstomo ni a otro alguno, en fin, de ninguno de ellos, bien se puede decir que antes le mató su porfía que mi crueldad.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cerraron la sepultura con una gruesa peña, en tanto que se acababa una losa que, según Ambrosio dijo, pensaba mandar hacer, con un epitafio que había de decir de esta manera: Yace aquí de un amador el mísero cuerpo helado, que fue pastor de ganado, perdido por desamor( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —De mí sé decir —dijo el molido caballero don Quijote—, que no sabré poner término a esos días.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues yo he oído decir a vuestra merced —dijo Panza— que es muy de caballeros andantes el dormir en los páramos y desiertos lo más del año, y que lo tienen a mucha ventura( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sucedía a estos dos lechos el del arriero, fabricado, como se ha dicho, de las enjalmas y de todo el adorno de los dos mejores mulos que traía, aunque eran doce, lucios, gordos y famosos, porque era uno de los ricos arrieros de Arévalo, según lo dice el autor de esta historia, que de este arriero hace particular mención, porque le conocía muy bien, y aun quieren decir que era algo pariente suyo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Digo que sí juro —tornó a decir Sancho—; que lo callaré hasta después de los días de vuestra merced, y plega a Dios que lo pueda descubrir mañana( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¿Qué te podría decir del adorno de su persona? ¿Qué de su gallardo entendimiento? ¿Qué de otras cosas ocultas, que, por guardar la fe que debo a mi señora Dulcinea del Toboso, dejaré pasar intactas y en silencio? Sólo te quiero decir que, envidioso el cielo de tanto bien como la ventura me había puesto en las manos, o quizá (y esto es lo más cierto), que, como tengo dicho, es encantado este castillo, al tiempo que yo estaba con ella en dulcísimos y amorosísimos coloquios, sin que yo la viese ni supiese por donde venía, vino una mano pegada a algún brazo de algún descomunal gigante y asentóme una puñada en las quijadas, tal, que las tengo todas bañadas en sangre, y después me molió de tal suerte que estoy peor que ayer cuando los gallegos, que, por demasías de Rocinante, nos hicieron el agravio que sabes.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —También lo podrían decir las mías —respondió don Quijote—; pero no es bastante indicio ese para creer que este que se ve sea el encantado moro( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Probó a subir desde el caballo a las bardas, pero estaba tan molido y quebrantado, que aun apearse no pudo, y así, desde encima del caballo, comenzó a decir tantos denuestos y baldones a los que a Sancho manteaban, que no es posible acertar a escribirlos; mas no por esto cesaban ellos de su risa y de su obra, ni el volador Sancho dejaba sus quejas, mezcladas ya con amenazas, ya con ruegos; mas todo aprovechaba poco ni aprovechó, hasta que de puro cansados le dejaron.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* A estas voces volvió Sancho los ojos como de través, y dijo con otras mayores: —Por dicha ¿hásele olvidado a vuestra merced como yo no soy caballero, o quiere que acabe de vomitar las entrañas que me quedaron de anoche? ¡Guárdese su licor con todos los diablos, y déjeme a mí! Y el acabar de decir esto y el comenzar a beber, todo fue uno; mas como al primer trago vio que era agua, no quiso pasar adelante, y rogó a Maritornes que se le trajese de vino, y así lo hizo ella de muy buena voluntad, y lo pagó de su mismo dinero, porque, en efecto, se dice de ella que, aunque estaba en aquel trato, tenía unas sombras y lejos de cristiana( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En esto volvió el bachiller, y le dijo a don Quijote: —Olvidábaseme de decir que advierta vuestra merced que queda descomulgado, por haber puesto las manos violentamente en cosa sagrada, iuxta illud: «si quis suadente diabolo»2266, etcétera( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Falte lo que faltare —respondió don Quijote—, que no se ha de decir por mí, ahora ni en ningún tiempo, que lágrimas y ruegos me apartaron de hacer lo que debía a estilo de caballero; y así, te ruego, Sancho, que calles, que Dios, que me ha puesto en corazón de acometer ahora esta tan no vista y tan temerosa aventura, tendrá cuidado de mirar por mi salud y de consolar tu tristeza( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pero con todo eso, yo me esforzaré a decir una historia, que, si la acierto a contar y no me van a la mano, es la mejor de las historias; y esteme vuestra merced atento, que ya comienzo2277: «Érase que se era, el bien que viniere para todos sea, y el mal para quien lo fuere a buscar...» Y advierta vuestra merced, señor mío, que el principio que los antiguos dieron a sus consejas no fue así como quiera, que fue una sentencia de Catón Zonzorino, romano, que dice: «Y el mal para quien le fuere a buscar», que viene aquí como anillo al dedo, para que vuestra merced se esté quedo, y no vaya a buscar el mal a ninguna parte, sino que nos volvamos por otro camino, pues nadie nos fuerza a que sigamos este, donde tantos miedos nos sobresaltan( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Digo, pues —prosiguió Sancho—, que en un lugar de Extremadura había un pastor cabrerizo, quiero decir que guardaba cabras, el cual pastor o cabrerizo, como digo de mi cuento, se llamaba Lope Ruiz, y este Lope Ruiz andaba enamorado de una pastora que se llamaba Torralba, la cual pastora llamada Torralba era hija de un ganadero rico, y este ganadero rico..( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cuatro veces sosegó y otras tantas volvió a su risa con el mismo ímpetu que primero; de lo cual ya se daba al diablo don Quijote, y más cuando le oyó decir como por modo de fisga: —«Has de saber, ¡oh, Sancho amigo!, que yo nací, por querer del cielo, en esta nuestra edad de hierro para resucitar en ella la dorada, o de oro.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De las mías no digo nada, pues no han de salir de los límites escuderiles; aunque sé decir que, si se usa en la caballería escribir hazañas de escuderos, que no pienso que se han de quedar las mías entre renglones( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Quedará concertado entre los dos del modo que se han de hacer saber sus buenos o malos sucesos, y rogarale la princesa que se detenga lo menos que pudiere; prometérselo ha él con muchos juramentos; tórnale a besar las manos, y despídese con tanto sentimiento, que estará a poco por acabar la vida; vase desde allí a su aposento, échase sobre su lecho, no puede dormir del dolor de la partida, madruga muy de mañana; vase a despedir del rey y de la reina y de la infanta; dícenle, habiéndose despedido de los dos, que la señora infanta está 149 mal dispuesta y que no puede recebir visita; piensa el caballero que es de pena de su partida, traspásasele el corazón, y falta poco de no dar indicio manifiesto de su pena; está la doncella medianera delante; halo de notar todo, váselo a decir a su señora, la cual la recibe con lágrimas y le dice que una de las mayores penas que tiene es no saber quién sea su caballero, y si es de linaje de reyes o no; asegúrala la doncella que no puede caber tanta cortesía, gentileza y valentía como la de su caballero sino en subjeto real y grave; consuélase con esto la cuitada: procura consolarse por no dar mal indicio de sí a sus padres y, a cabo de dos días, sale en publico.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Una de las guardas de a caballo respondió que eran galeotes, gente de su majestad que iba a galeras, y que no había más que decir ni él tenía más que saber( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Añadió a estas otras tales y tan comedidas razones para moverlos a que le 152dijesen lo que deseaba, que la otra guarda de a caballo le dijo: —Aunque llevamos aquí el registro y la fe de las sentencias de cada uno destos malaventurados, no es tiempo este de detenerles a sacarlas ni a leellas; vuestra merced llegue y se lo pregunte a ellos mesmos, que ellos lo dirán si quisieren; que sí querrán, porque es gente que recibe gusto de hacer y decir bellaquerías( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Antes he yo oído decir —dijo don Quijote—, que quien canta, sus males espanta( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y va siempre pensativo y triste, porque los demás ladrones que allá quedan y aquí van le maltratan y aniquilan y escarnecen y tienen en poco porque confesó y no tuvo ánimo de decir nones; porque dicen ellos que tantas letras tiene un no como un sí, y que harta ventura tiene un delincuente que está en su lengua su vida o su muerte, y no en la de los testigos y probanzas; y para mí tengo que no van muy fuera de camino( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En efecto, quiero decir que este caballero va por alcahuete, y por tener, asimesmo, sus puntas y collar de hechicero( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Lo que le sé decir a voacé es que trata verdades, y que son verdades tan lindas y tan donosas, que no puede haber mentiras que se le igualen( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Naturalmente eres cobarde, Sancho —dijo don Quijote—; pero, porque no digas que soy contumaz y que jamás hago lo que me aconsejas, por esta vez quiero tomar tu consejo y apartarme de la furia que tanto temes; mas ha de ser con una condición: que jamás, en vida ni en muerte, has de decir a nadie que yo me retiré y aparté deste peligro de miedo, sino por complacer a tus ruegos; que, si otra cosa dijeres, mentirás en ello y, desde ahora para entonces y desde entonces para ahora, te desmiento y digo que mientes y mentirás todas las veces que lo pensares o lo dijeres.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Decidme, buen hombre —dijo don Quijote—, ¿sabéis vos quién sea el dueño destas prendas? —Lo que sabré yo decir —dijo el cabrero—, es que habrá al pie de seis meses, poco más a menos, que llegó a una majada de pastores que estará como tres leguas deste lugar, un mancebo de gentil talle y apostura, caballero sobre esa mesma mula que ahí está muerta y con el mesmo cojín y maleta que decís que hallastes y no tocastes.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y a estas añadía otras razones, que todas se encaminaban a decir mal de aquel Fernando y a tacharle de traidor y fementido.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Quitámosele, pues, con no poca pesadumbre, y él, sin decir más palabra, se apartó de nosotros y se emboscó corriendo por entre estos jarales y malezas, de modo que nos imposibilitó el seguille.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero el que más se holgó con mi ida fue un hijo segundo del duque llamado Fernando, mozo gallardo, gentil hombre, liberal y enamorado, el cual en poco tiempo quiso que fuese tan su amigo, que daba que decir a todos; y aunque el mayor me quería bien y me hacía merced, no llegó al estremo con que don Fernando me quería y trataba( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apenas le oí yo decir esto, cuando, movido de mi afición, aunque su determinación no fuera tan buena, la aprobara yo por una de las más acertadas que se podían imaginar, por ver cuán buena ocasión y coyuntura se me ofrecía de volver a ver a mi Luscinda.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Ya, cuando él me vino a decir esto, según después se supo, había gozado a la labradora con título de esposo, y esperaba ocasión de descubrirse a su salvo, temeroso de lo que el duque su padre haría cuando supiese su disparate.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Si ya quisiera la suerte que los animales hablaran, como hablaban en tiempo de Guisopete3355, fuera menos mal, porque departiera yo con mi jumento lo que me viniera en gana, y con esto pasara mi mala ventura; que es recia cosa, y que no se puede llevar en paciencia, andar buscando aventuras toda la vida, y no hallar sino coces y manteamientos, ladrillazos y puñadas, y, con todo esto, nos hemos de coser la boca, sin osar decir lo que el hombre tiene en su corazón, como si fuera mudo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Porque es muy gran blasfemia decir ni pensar que una reina esté amancebada con un cirujano.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y de aquí tomó ocasión el vulgo, ignorante y mal intencionado, de decir y pensar que ella era su manceba.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Que volverse loco un caballero andante con causa, ni grado ni gracias; el toque está desatinar sin ocasión, y dar a entender a mi dama que si en seco hago esto, ¿qué hiciera en mojado? Cuanto más, que harta ocasión tengo en la larga ausencia que he hecho de la siempre señora mía Dulcinea del Toboso, que, como ya oíste decir a aquel pastor de marras, Ambrosio: «quien está ausente, todos los males tiene y teme».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Porque quien oyere decir a vuestra merced que una bacía de barbero es el yelmo de Mambrino, y que no salga de este error en más de cuatro días, ¿qué ha de pensar sino que quien tal dice y afirma debe de tener güero el juicio? La bacía yo la llevo en el costal toda abollada, y llévola para aderezarla en mi casa y hacerme la barba en ella, si Dios me diere tanta gracia que algún día me vea con mi mujer y hijos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Este sitio escogió el Caballero de la Triste Figura para hacer su penitencia, y así, en viéndole, comenzó a decir en voz alta, como si estuviera sin juicio: —Este es el lugar, ¡oh, cielos!, que diputo y escojo para llorar la desventura en que vosotros mesmos me habéis puesto.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No entiendo qué quiere decir retencio —dijo don Quijote( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 38 Sancho intenta decir una frase del Oficio de difuntos, que habría oido al cura en la iglesia: «Quia in inferno nulla est redemptio», «Porque en el infierno no hay redención »( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Bien la conozco —dijo Sancho—, y sé decir que tira tan bien una barra como el más forzudo zagal de todo el pueblo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Vive el Dador, que es moza de chapa, hecha y derecha, y de pelo en pecho, y que puede sacar la barba del lodo a cualquier caballero andante, o por andar, que la tuviere por señora! ¡Oh, hideputa, qué rejo que tiene y qué voz! Sé decir que se puso un día encima del campanario del aldea a llamar unos zagales suyos que andaban en un 178barbecho de su padre y, aunque estaban de allí más de media legua, así la oyeron como si estuvieran al pie de la torre; y lo mejor que tiene es que no es nada melindrosa, porque tiene mucho de cortesana: con todos se burla y de todo hace mueca y donaire.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Porque, ¿dónde se ha de sufrir que un caballero andante, tan famoso como vuestra merced, se vuelva loco, sin qué ni para qué, por una...? No me lo haga decir la señora, porque por Dios que despotrique y lo eche todo a doce, aunque nunca se venda.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Tornóla a decir Sancho otras tres veces, y otras tantas volvió a decir otros tres mil disparates( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Así me ha parecido a mí —respondió Sancho—; aunque sé decir que para todo tiene habilidad.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En efeto, el barbero vino en todo aquello que el cura quiso y, trocando la invención, el cura le fue informando el modo que había de tener y las palabras que había de decir a don Quijote para moverle y forzarle a que con él se viniese y dejase la querencia del lugar que había escogido para su vana penitencia( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Estaba Cardenio entonces en su entero juicio, libre de aquel furioso accidente que tan a menudo le sacaba de sí mismo, y así, viendo a los dos en traje tan no usado de los que por aquellas soledades andaban, no dejó de admirarse algún tanto, y más cuando oyó que le habían hablado en su negocio como en cosa sabida, porque las razones que el cura le dijo así lo dieron a entender, y así, respondió desta manera: —Bien veo yo, señores, quienquiera que seáis, que el cielo, que tiene cuidado de socorrer a los buenos, y aun a los malos muchas veces, sin yo merecerlo me envía, en estos tan remotos y apartados lugares del trato común de las gentes, algunas personas que, poniéndome delante de los ojos, con vivas y varias razones, cuán sin ella ando en hacer la vida que hago, han procurado sacarme desta a mejor parte; pero como no saben que sé yo que en saliendo deste daño he de caer en otro mayor, quizá me deben de tener por hombre de flacos discursos, y aun, lo que peor sería, por de ningún juicio; y no sería maravilla que así fuese, porque a mí se me trasluce que la fuerza de la imaginación de mis desgracias es tan intensa y puede tanto en mi perdición, que, sin que yo pueda ser parte a estorbarlo, vengo a quedar como piedra, falto de todo buen sentido y conocimiento; y vengo a caer en la cuenta desta verdad cuanDON QUIJOTE DE LA MANCHA 191 do algunos me dicen y muestran señales de las cosas que he hecho en tanto que aquel terrible accidente me señorea, y no sé más que dolerme en vano y maldecir sin provecho mi ventura, y dar por disculpa de mis locuras el decir la causa dellas a cuantos oírla quieren, porque, viendo los cuerdos cuál es la causa, no se maravillarán de los efetos, y, si no me dieren remedio, a lo menos no me darán culpa, convirtiéndoseles el enojo de mi desenvoltura en lástima de mis desgracias.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¿Quién pudiera decir ahora los sobresaltos que me dio el corazón mientras allí estuve, los pensamientos que me ocurrieron, las consideraciones que hice, que fueron tantas y tales, que ni se pueden decir ni aun es bien que se digan? Basta que sepáis que el desposado entró en la sala, sin otro adorno que los mesmos vestidos ordinarios que solía.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Oh!, quién se atreviera a salir entonces, diciendo a voces: «¡Ah, Luscinda, Luscinda, mira lo que haces, considera lo que me debes, mira que eres mía, y que no puedes ser de otro! ¡Advierte que el decir tú sí y el acabárseme la vida, ha de ser todo a un punto! ¡Ah, traidor don Fernando, robador de mi gloria, muerte de mi vida!, ¿qué quieres?, ¿qué pretendes? Considera que no puedes cristianamente llegar al fin de tus deseos, porque Luscinda es mi esposa y yo soy su marido».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Estaba esperando el cura la respuesta de Luscinda, que se detuvo un buen espacio en darla, y cuando yo pensé que sacaba la daga para acreditarse, o desataba la lengua para decir alguna verdad o desengaño que en mi provecho redundase, oigo que dijo con voz desmayada y flaca: «Sí, quiero», y lo mesmo dijo don Fernando, y, dándole el anillo, quedaron en indisoluble nudo ligados.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Resta ahora decir cuál quedé yo, viendo en el sí que había oído burladas mis esperanzas, falsas las palabras y promesas de Luscinda, imposibilitado de cobrar en algún tiempo el bien que en aquel instante había perdido.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Luego volvía diciendo que, puesto que ella dijera que yo era su esposo, vieran ellos que no había hecho en escogerme tan mala elección que no la disculparan, pues antes de ofrecérseles don Fernando, no pudieran ellos mesmos acertar a desear, si con razón midiesen su deseo, otro mejor que yo para esposo de su hija; y que bien pudiera ella, antes de ponerse en el trance forzoso y último de dar la mano, decir que ya yo le había dado la mía; que yo viniera y concediera con todo cuanto ella acertara a fingir en este caso.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En tanto que el cura decía estas razones, estaba la disfrazada moza como embelesada, mirándolos a todos, sin mover labio ni decir palabra alguna, bien así como rústico aldeano que, de improviso, se le muestran cosas raras y dél jamás vistas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero, con todo esto, porque no ande vacilando mi honra en vuestras intenciones habiéndome ya conocido por mujer, y viéndome moza, sola y en este traje, cosas todas juntas y cada una por sí que pueden echar por tierra cualquier honesto crédito, os habré de decir lo que quisiera callar si pudiera( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No hubo bien nombrado a don Fernando la que el cuento contaba, cuando a Cardenio se le mudó la color del rostro y comenzó a trasudar, con tan grande alteración, que el cura y el barbero, que miraron en ello, temieron que le venía aquel accidente de locura que habían oído decir que de cuando en cuando le venía.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cuando Cardenio le oyó decir que se llamaba Dorotea, tornó de nuevo a sus sobresaltos y acabó de confirmar por verdadera su primera opinión; pero no quiso interromper el cuento por ver en qué venía a parar lo que él ya casi sabía; sólo dijo: —¿Que Dorotea es tu nombre, señora? Otra he oído yo decir del mesmo que quizá corre parejas con tus desdichas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y en el silencio de aquella noche, sin dar cuenta a mi traidora doncella, salí de mi casa, acompañada de mi criado y de muchas imaginaciones, y me puse en camino de la ciudad a pie, llevada en vuelo del deseo de llegar, ya que no a estorbar lo que tenía por hecho, a lo menos, a decir a don Fernando me dijese con qué alma lo había hecho.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y oí decir que se decía que me había sacado de casa de mis padres el mozo que conmigo vino, cosa que me llegó al alma, por ver cuán de caída andaba mi crédito, pues no bastaba perderle con mi venida, sino añadir el con quién, siendo subjeto tan bajo y tan indigno de mis buenos pensamientos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Vínosele a la memoria a Cardenio, como por sueños, la pendencia que con don Quijote había tenido, y contóla a los demás; mas no supo decir por qué causa fue su cuistión( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En efeto ellos se pusieron en el llano a la salida de la sierra y, así como salió della don Quijote y sus camaradas, el cura se le puso a mirar muy de espacio, dando señales de que le iba reconociendo; y al cabo de haberle una buena pieza estado mirando, se fue a él abiertos los brazos y diciendo a voces: —¡Para bien sea hallado el espejo de la caballería, el mi buen compatriote don Quijote de la Mancha, la flor y la nata de la gentileza, el amparo y remedio de los menesterosos, la quintaesencia de los caballeros andantes! Y, diciendo esto, tenía abrazado por la rodilla de la pierna izquierda a don Quijote, el cual, espantado de lo que veía y oía decir y hacer a aquel hombre, se le puso a mirar con atención, y al fin le conoció, y quedó como espantado de verle, y hizo grande fuerza por apearse; mas el cura no lo consintió, por lo cual don Quijote decía: —Déjeme vuestra merced, señor licenciado; que no es razón que yo esté a caballo, y una tan reverenda persona como vuestra merced esté a pie( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y fue el mal que, al subir a las ancas el barbero, la mula, que en efeto era de alquiler, que para decir que era mala esto basta, alzó un poco los cuartos traseros y dio dos coces en el aire, que a darlas en el pecho 213 de maese Nicolás o en la cabeza, él diera al diablo la venida por don Quijote( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Habíales contado Sancho al cura y al barbero la aventura de los galeotes, que acabó su amo con tanta gloria suya, y por esto cargaba la mano el cura refiriéndola, por ver lo que hacía o decía don Quijote, al cual se le mudaba la color a cada palabra, y no osaba decir que él había sido el libertador de aquella buena gente( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y ella, después de haberse puesto bien en la silla y prevenídose con toser y hacer otros ademanes, con mucho donaire comenzó a decir desta manera: —Primeramente quiero que vuestras mercedes sepan, señores míos, que a mí me llaman..( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Eso basta —dijo Dorotea—; porque con los amigos no se ha de mirar en pocas cosas, y que esté en el hombro o que esté en el espinazo importa poco; basta que haya lunar, y esté donde estuviere, pues todo es una mesma carne; y sin duda acertó mi buen padre en todo, y yo he acertado en encomendarme 217 al señor don Quijote, que él es por quien mi padre dijo, pues las señales del rostro vienen con las de la buena fama que este caballero tiene, no sólo en España, pero en toda la Mancha, pues apenas me hube desembarcado en Osuna, cuando oí decir tantas hazañas suyas que luego me dio el alma que era el mesmo que venía a buscar( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¿Pues cómo se desembarcó vuestra merced en Osuna, señora mía —preguntó don Quijote—, si no es puerto de mar? Mas antes que Dorotea respondiese, tomó el cura la mano y dijo: —Debe de querer decir la señora princesa que, después que desembarcó en Málaga, la primera parte donde oyó nuevas de vuestra merced fue en Osuna( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Eso quise decir —dijo Dorotea( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y así, de nuevo confirmo el don que os he prometido, y juro de ir con vos al cabo del mundo hasta verme con el fiero enemigo vuestro, a quien pienso, con el ayuda de Dios y de mi brazo, tajar la cabeza soberbia con los filos desta, no quiero decir buena espada, merced a Ginés de Pasamonte, que me llevó la mía (esto dijo entre dientes, y prosiguió diciendo), y después de habérsela tajado y puéstoos en pacifica posesión de vuestro estado, quedará a vuestra voluntad hacer de vuestra persona lo que más en talante os viniere; porque, mientras que yo tuviere ocupada la memoria y cautiva la voluntad, perdido el entendimiento, a aquella...( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pareciole tan mal a Sancho lo que últimamente su amo dijo acerca de no querer casarse, que, con grande enojo, alzando la voz, dijo: —¡Voto a mí y juro a mí, que no tiene vuestra merced, señor don Quijote, cabal juicio! Pues ¿cómo es posible que pone vuestra merced en duda el casarse con tan alta princesa como aquesta? ¿Piensa que le ha de ofrecer la fortuna, tras cada cantillo, semejante ventura como la que ahora se le ofrece? ¿Es por dicha más hermosa mi señora Dulcinea? No, por cierto; ni aun con la mitad, y aún estoy por decir que no llega a su zapato de la que está delante.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Don Quijote, que tales blasfemias oyó decir contra su señora Dulcinea, no lo pudo sufrir y, alzando el lanzón, sin hablalle palabra a Sancho y sin decirle esta boca es mía, le dio tales dos palos, que dio con él en tierra; y si no fuera porque Dorotea le dio voces que no le diera más, sin duda le quitara allí la vida( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Oh hideputa bellaco, y cómo sois desagradecido, que os veis levantado del polvo de la tierra a ser señor de título y correspondéis a tan buena obra con decir mal de quien os la hizo! No estaba tan maltrecho Sancho que no oyese todo cuanto su amo le decía, y, levantándose con un poco de presteza, se fue a poner detrás del palafrén de Dorotea, y desde allí dijo a su amo: 219 —Dígame, señor; si vuestra merced tiene determinado de no casarse con esta gran princesa, claro está que no será el reino suyo, y, no siéndolo, ¿qué mercedes me puede hacer? Esto es de lo que yo me quejo; cásese vuestra merced una por una con esta reina, ahora que la tenemos aquí como llovida del cielo, y después puede volverse con mi señora Dulcinea; que reyes debe de haber habido en el mundo que hayan sido amancebados.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Ya yo lo veo —respondió Sancho—, y así en mí la gana de hablar siempre es primero movimiento, y no puedo dejar de decir por una vez siquiera lo que me viene a la lengua( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Yo lo entendí así —dijo el cura—, y por eso acudí luego a decir lo que dije, con que se acomodó todo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Señor —respondió Sancho—, si va a decir la verdad, la carta no me la trasladó nadie, porque yo no llevé carta alguna( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —En decir que maldecía mi fortuna dijiste mal —dijo don Quijote—, porque antes la bendigo y bendeciré todos los días de mi vida por haberme hecho digno de merecer amar tan alta señora como Dulcinea del Toboso( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues ¡es verdad —replicó don Quijote—, que no acompaña esa grandeza y la adorna con mil millones de gracias del alma! Pero no me negarás, Sancho, una cosa: cuando llegaste junto a ella, ¿no sentiste un olor sabeo, una fragancia aromática y un no sé qué de bueno, que yo no acierto a dalle nombre? Digo ¿un tuho, o tufo, como si estuvieras en la tienda de algún curioso guantero? —Lo que sé decir —dijo Sancho—, es que sentí un olorcillo algo hombruno, y debía de ser que ella, con el mucho ejercicio, estaba sudada y algo correosa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¡Ay —dijo Sancho—, y cómo está vuestra merced lastimado de esos cascos! Pues dígame, señor, ¿piensa vuestra merced caminar este camino en balde 224y dejar pasar y perder un tan rico y tan principal casamiento como este, donde le dan en dote un reino, que a buena verdad que he oído decir que tiene más de veinte mil leguas de contorno, y que es abundantísimo de todas las cosas que son necesarias para el sustento de la vida humana, y que es mayor que Portugal y que Castilla juntos? Calle, por amor de Dios, y tenga vergüenza de lo que ha dicho, y tome mi consejo, y perdóneme, y cásese luego en el primer lugar que haya cura, y si no, ahí está nuestro licenciado, que lo hará de perlas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues si eso es así —dijo Sancho—, ¿cómo hace vuestra merced que todos los que vence por su brazo se vayan a presentar ante mi señora Dulcinea, siendo esto firma de su nombre, que la quiere bien, y que es su enamorado? Y siendo forzoso que los que fueren se han de ir a hincar de finojos ante su presencia y decir que van de parte de vuestra merced a dalle la obediencia, ¿cómo se pueden encubrir los pensamientos de entrambos? —¡Oh, qué necio y qué simple que eres! —dijo don Quijote—.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Porque, cuando es tiempo de la siega, se recogen aquí, las fiestas, muchos segadores, y siempre hay algunos que saben leer, el cual coge uno destos libros en las manos, y rodeámonos dél más de treinta, y estámosle escuchando con tanto gusto que nos quita mil canas; a lo menos, de mí sé decir que cuando oyo decir aquellos furibundos y terribles golpes que los caballeros pegan, que me toma gana de hacer otro tanto, y que querría estar oyéndolos noches y días( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Mirad, hermano —tornó a decir el cura—, que no hubo en el mundo Felixmarte de Hircania, ni don Cirongilio de Tracia, ni otros caballeros semejantes que los libros de caballerías cuentan.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De modo que, por estas razones y por otras muchas que te pudiera decir para acreditar y fortalecer la opinión que tengo, deseo que Camila mi esposa pase por estas dificultades y se acrisole y quilate en el fuego de verse requerida y solicitada, y de quien tenga valor para poner en ella sus deseos; y si ella sale, como creo que saldrá, con la palma desta batalla, tendré yo por sin igual mi ventura.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Podré yo decir que está colmo el vacío de mis deseos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Así que, si quieres que yo tenga vida que pueda decir que lo es, desde luego has de entrar en esta amorosa batalla, no tibia ni perezosamente, sino con el ahínco y diligencia que mi deseo pide y con la confianza que nuestra amistad me asegura( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 235 amigos, y valerse dellos, como dijo un poeta: «usque ad aras»4499; que quiso decir que no se habían de valer de su amistad en cosas que fuesen contra Dios.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y para confirmación desta verdad, te quiero decir una estancia, que hizo el famoso poeta Luis Tansilo, en el fin de su primera parte de Las Lágrimas de san Pedro, que dice así: Crece el dolor y crece la vergüenza en Pedro, cuando el día se ha mostrado, y aunque allí no ve a nadie, se avergüenza de sí mesmo, por ver que había pecado: que a un magnánimo pecho a haber vergüenza no sólo ha de moverle el ser mirado; que de sí se avergüenza cuando yerra, si bien otro no vee que cielo y tierra( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero quiérote decir la causa por que con justa razón es deshonrado el marido de la mujer mala, aunque él no sepa que lo es, ni tenga culpa, ni haya sido parte, ni dado ocasión para que ella lo sea.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y estás obligado a hacer esto por una razón sola, y es que estando yo, como estoy, determinado de poner en plática esta prueba, no has tú de consentir que yo dé cuenta de mi desatino a otra persona, con que pondría en aventura el honor que tu procuras que no pierda; y cuando el tuyo no esté en el punto que debe en la intención de Camila en tanto que la solicitares, importa poco o nada, pues con brevedad, viendo en ella la entereza que esperamos, le podrás decir la pura verdad de nuestro artificio, con que volverá tu crédito al ser primero.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sucedió, pues, que se pasaron muchos días que, sin decir Lotario palabra a Camila, respondía a Anselmo que la hablaba, y jamás podía sacar della una pequeña muestra de venir en ninguna cosa que mala fuese, ni aun dar una señal de sombra de esperanza; antes decía que le amenazaba que si de aquel mal pensamiento no se quitaba, que lo había de decir a su esposo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Hacía discursos y comparaciones entre él y Anselmo, y todos paraban en decir que más había sido la locura y confianza de Anselmo que su poca fidelidad.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En fin, se resolvió en lo que le estuvo peor, que fue en el quedarse, con determinación de no huir la presencia de Lotario, por no dar qué decir a sus criados; y ya le pesaba de haber escrito lo que escribió a su esposo, temerosa de que no pensase que Lotario había visto en ella alguna desenvoltura que le hubiese movido a no guardalle el decoro que debía.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No quiso Lotario decir a Camila la pretensión de Anselmo, ni que él le había dado lugar para llegar a aquel punto, porque no tuviese en menos su amor, y pensase que así, acaso y sin pensar, y no de propósito, la había solicitado( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Otro día, estando los tres sobre mesa, rogó Anselmo a Lotario dijese alguna cosa de las que había compuesto a su amada Clori; que pues Camila no la conocía, seguramente podía decir lo que quisiese( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —También se suele decir —dijo Camila— que lo que cuesta poco se estima en menos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No era tan ignorante Lotario, que desde el primer punto que Camila le dijo que hiciese esconder a Anselmo no hubiese dado en la cuenta de lo que ella pensaba hacer, y así, correspondió con su intención tan discretamente y tan a 253 tiempo, que hicieran los dos pasar aquella mentira por más que cierta verdad, y así, respondió a Camila desta manera: —No pensé yo, hermosa Camila, que me llamabas para preguntarme cosas tan fuera de la intención con que yo aquí vengo; si lo haces por dilatarme la prometida merced, desde más lejos pudieras entretenerla, porque tanto más fatiga el bien deseado cuanto la esperanza está más cerca de poseello; pero porque no digas que no respondo a tus preguntas, digo que conozco a tu esposo Anselmo, y nos conocemos los dos desde nuestros más tiernos años, y no quiero decir lo que tú también sabes de nuestra amistad, por no me hacer testigo del agravio que el amor hace que le haga: poderosa disculpa de mayores yerros.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Torno a decir que la sospecha que tengo que algún descuido mío engendró en ti tan desvariados pensamientos es la que más me fatiga, y la que yo más deseo castigar con mis propias manos, porque, castigándome otro verdugo, quizá sería más pública mi culpa; pero antes que esto haga, quiero matar muriendo, y llevar conmigo quien me acabe de satisfacer el deseo de la venganza que espero y tengo, viendo allá, donde quiera que fuere, la pena que da la justicia desinteresada y que no se dobla al que en términos tan desesperados me ha puesto( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Respondió Camila que le parecía muy bien su parecer, y que ella le seguiría; pero que en todo caso convenía buscar qué decir a Anselmo de la causa de aquella herida, que él no podría dejar de ver; a lo que Leonela respondía que ella, ni aun burlando, no sabía mentir( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Si se turbó Camila o no, no hay para qué decirlo, porque fue tanto el temor que cobró, creyendo verdaderamente, y era de creer, que Leonela había de decir a Anselmo todo lo que sabía de su poca fe, que no tuvo ánimo para esperar si su sospecha salía falsa o no.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tampoco sabré decir eso —respondió el mozo—, porque en todo el camino no la he visto el rostro; suspirar sí la he oído muchas veces, y dar unos gemidos, que parece que con cada uno dellos quiere dar el alma; y no es de maravillar que no sepamos más de lo que habemos dicho, porque mi compañero y yo no ha más de dos días que los acompañamos; porque, habiéndolos encontrado en el camino, nos rogaron y persuadieron que viniésemos con ellos hasta el Andalucía, ofreciéndose a pagárnoslo muy bien( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y así como hubo acabado, dijo don 267 Fernando lo que en la ciudad le había acontecido, después que halló el papel en el seno de Luscinda, donde declaraba ser esposa de Cardenio y no poderlo ser suya; dijo que la quiso matar, y lo hiciera si de sus padres no fuera impedido, y que, así, se salió de su casa despechado y corrido, con determinación de vengarse con más comodidad, y que otro día supo como Luscinda había faltado de casa de sus padres, sin que nadie supiese decir dónde se había ido, y que, en resolución, al cabo de algunos meses vino a saber como estaba en un monesterio, con voluntad de quedarse en él toda la vida si no la pudiese pasar con Cardenio; y que, así como lo supo, escogiendo para su compañía aquellos tres caballeros, vino al lugar donde estaba, a la cual no había querido hablar, temeroso que en sabiendo que él estaba allí, había de haber más guarda en el monesterio; y así, aguardando un día a que la portería estuviese abierta, dejó a los dos a la guarda de la puerta, y él con otro habían entrado en el monesterio buscando a Luscinda, la cual hallaron en el claustro hablando con una monja; y, arrebatándola, sin darle lugar a otra cosa, se habían venido con ella a un lugar donde se acomodaron de aquello que hubieron menester para traella( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Como si fueran de vino tinto pudiera vuestra merced decir mejor —respondió Sancho—; porque quiero que sepa vuestra merced, si es que no lo sabe, que el gigante muerto es un cuero horadado, y la sangre, seis arrobas de vino tinto que encerraba en su vientre; y la cabeza cortada es la puta que me parió, y llévelo todo Satanás( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Esto dijo la discreta Dorotea, y, en oyéndolo don Quijote, se volvió a Sancho y, con muestras de mucho enojo, le dijo: —Ahora te digo, Sanchuelo, que eres el mayor bellacuelo que hay en España; dime, ladrón vagamundo, ¿no me acabaste de decir ahora que esta princesa se había vuelto en una doncella que se llamaba Dorotea, y que la cabeza que entiendo que corté a un gigante era la puta que te parió, con otros disparates que me pusieron en la mayor confusión que jamás he estado en todos los días de mi vida? ¡Voto —y miró al cielo y apretó los dientes— que estoy por hacer un estrago en ti, que ponga sal en la mollera a todos cuantos mentirosos escuderos hubiere de caballeros andantes, de aquí adelante, en el mundo! —Vuestra merced se sosiegue, señor mío —respondió Sancho—, que bien podría ser que yo me hubiese engañado en lo que toca a la mutación de la señora princesa Micomicona; pero en lo que toca a la cabeza del gigante o, a lo menos, a la horadación de los cueros y a lo de ser vino tinto la sangre, no me engaño, ¡vive Dios!, porque los cueros allí están heridos a la cabecera del lecho de vuestra merced, y el vino tinto tiene hecho un lago el aposento, y si no, al freír de los huevos lo verá: quiero decir que lo verá cuando aquí su merced del señor ventero le pida el menoscabo de todo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Abrazola Luscinda con mucho amor, diciéndole: —¡Sí, sí; María, María! A lo cual respondió la mora: —¡Sí, sí; María; Zoraida macange! —que quiere decir no( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Si no, ¿cuál de los vivientes habrá en el mundo que ahora por la puerta deste castillo entrara, y de la suerte que estamos nos viere, que juzgue y crea que nosotros somos quien somos? ¿Quién podrá decir que esta señora que está a mí lado es la gran reina que todos sabemos, y que yo soy aquel caballero de la Triste Figura que anda por ahí en boca de la fama? Ahora no hay que dudar sino que esta arte y ejercicio excede a todas aquellas y aquellos que los hombres inventaron, y tanto más se ha de tener en estima, cuanto a más peligros está sujeto.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Porque la razón que los tales suelen decir y a lo que ellos más se atienen es que los trabajos del espíritu exce- 59 Lela es una fórmula de respeto equivalente a «señora»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Esta paz es el verdadero fin de la guerra, que lo mesmo es decir armas que guerra.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Antes, como todos los más eran caballeros, a quien son anejas las armas, le escuchaban de muy buena gana; y él prosiguió diciendo: —Digo, pues, que los trabajos del estudiante son estos: principalmente pobreza; no porque todos sean pobres, sino por poner este caso en todo el estremo que pueda ser, y en haber dicho que padece pobreza, me parece que no había que decir más de su mala ventura.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Todo esto es al revés en los letrados, porque de faldas, que no quiero decir de mangas6644, todos tienen en qué entretenerse.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, así, considerando esto, estoy por decir que en el alma me pesa de haber tomado este ejercicio de caballero andante en edad tan detestable como es esta en que ahora vivimos, porque aunque a mí ningún peligro me pone miedo, todavía me pone recelo pensar si la pólvora y el estaño me han de quitar la ocasión de hacerme famoso y conocido por el valor de mi brazo y filos de mi espada, por todo lo descubierto de la tierra6666.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Todo este largo preámbulo dijo don Quijote en tanto que los demás cenaban, olvidándose de llevar bocado a la boca, puesto que algunas veces le había dicho Sancho Panza que cenase, que después habría lugar para decir todo lo que quisiese.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con esto que dijo hizo que todos se acomodasen y le prestasen un grande silencio, y él, viendo que ya callaban y esperaban lo que decir quisiese, con voz agradable y reposada comenzó a decir desta manera: Donde el cautivo cuenta su vida y sucesos —En un lugar de las montañas de León tuvo principio mi linaje, con quien fue más agradecida y liberal la naturaleza que la fortuna, aunque en la estrecheza de aquellos pueblos todavía alcanzaba mi padre fama de rico, y verdaderamente lo fuera si así se diera maña a conservar su hacienda como se la daba en gastalla.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y así, llamándonos un día a todos tres a solas en un aposento, nos dijo unas razones semejantes a las que ahora diré: «Hijos, para deciros que os quiero bien basta saber y decir que sois mis hijos, y para entender que os quiero mal, basta saber que no me voy a la mano en lo que toca a conservar vuestra hacienda.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y como ya habréis, señores, oído decir que el Uchalí se salvó con toda su escuadra, vine yo a quedar cautivo en su poder, y solo fui el triste entre tantos alegres, y el cautivo entre tantos libres; porque fueron quince mil cristianos los que aquel día alcanzaron la deseada libertad, que todos venían al remo en la turquesca armada( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 280ro dejar de decir lo que sucedió en la presa de La Presa.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En el punto que el cautivo nombró a don Pedro de Aguilar, don Fernando miró a sus camaradas, y todos tres se sonrieron, y cuando llegó a decir de los sonetos, dijo el uno: —Antes que vuestra merced pase adelante, le suplico me diga qué se hizo ese don Pedro de Aguilar que ha dicho( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Dígalos, pues, vuestra merced —dijo el cautivo—; que los sabrá decir mejor que yo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En resolución, la armada volvió a Constantinopla triunfante y vencedora, y de allí a pocos meses murió mi amo, el Uchalí, al cual llamaban Uchalí Fartax, que quiere decir en lengua turquesca el renegado tiñoso, porque lo era, y es costumbre entre los turcos ponerse nombres de alguna falta que tengan, o de alguna virtud que en ellos haya.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con esto entretenía la vida, encerrado en una prisión o casa que los turcos llaman baño, donde encierran los cautivos cristianos, así los que son del rey como de algunos particulares, y los que llaman del almacén, que es como decir cautivos del concejo, que sirven a la ciudad en las obras públicas que hace y en otros oficios, y estos tales cautivos tienen muy dificultosa su libertad; que, como son del común y no tienen amo particular, no hay con quién tratar su rescate, aunque le tengan.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Dímosle luego lo que pedía, y él, poco a poco, lo fue traduciendo; y, en aca286 bando, dijo: «Todo lo que va aquí en romance, sin faltar letra, es lo que contiene este papel morisco, y hase de advertir que adonde dice Lela Marién quiere decir Nuestra Señora la Virgen María».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En efecto, él vino a decir que lo que se podía y debía hacer era que el dinero que se había de dar para rescatar al cristiano, que se le diese a él, para comprar allí, en Argel, una barca, con achaque de hacerse mercader y tratante en Tetuán y en aquella costa, y que siendo el señor de la barca, fácilmente se daría traza para sacarlos del baño y embarcarlos a todos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Demasiada cosa sería decir yo agora la mucha hermosura, la gentileza, el gallardo y rico adorno con que mi querida Zoraida se mostró a mis ojos; sólo diré que más perlas pendían de su hermosísimo cuello, orejas y cabellos, que cabellos tenía en la cabeza.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Su padre llegó corriendo adonde estábamos, y, viendo a su hija de aquella manera, le preguntó que qué tenía; pero como ella no le respondiese, dijo su padre: «Sin duda alguna que con el sobresalto de la entrada de estos canes se ha desmayado.» Y, quitándola del mío, la arrimó a su pecho, y ella, dando un suspiro y aun no enjutos los ojos de lágrimas, volvió a decir: «¡Ámexi, cristiano, ámexi! (¡Vete, cristiano, vete!).» A lo que su padre respondió: «No importa, hija, que el cristiano se vaya, que ningún mal te ha hecho, y los turcos ya son idos; no te sobresalte cosa alguna, pues ninguna hay que pueda darte pesadumbre, pues, como ya te he dicho, los turcos, a mi ruego, se volvieron por donde entraron.» «Ellos, señor, la sobresaltaron, como has dicho», dije yo a su padre; «mas pues ella dice que yo me vaya, no la quiero dar pesadumbre; quédate en paz, y con tu licencia volveré, si fuere menester, por yerbas a este jardín; que, según dice mi amo, en ninguno las hay mejores para ensalada que en él.» «Todas las que quisieres podrás volver», respondió Agi Morato; «que mi hija no dice esto porque tú ni ninguno de los cristianos la enojaban, sino que por decir que los turcos se fuesen, dijo que tú te fueses, o porque ya era hora que buscases tus yerbas.» Con esto me despedí al punto de entrambos, y ella, arrancándosele el alma, al parecer, se fue con su padre( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Preguntele al renegado lo que con ella había pasado, el cual me lo contó, a quien yo dije que en ninguna cosa se había de hacer más de lo que Zoraida quisiese; la cual ya que volvía cargada con un cofrecillo lleno de escudos de oro, tantos que apenas lo podía sustentar, quiso la mala suerte que su padre despertase en el ínterin y sintiese el ruido que andaba en el jardín, y, asomándose a la ventana, luego conoció que todos los que en él estaban eran cristianos; y, dando muchas, grandes y desaforadas voces, comenzó a decir en arábigo: «¡Cristianos, cristianos! ¡Ladrones, ladrones!» Por los cuales gritos nos vimos todos puestos en grandísima y temerosa confusión.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apenas serían dos horas pasadas de la noche, cuando ya estábamos todos en la barca, en la cual se le quitó al padre de Zoraida la atadura de las manos y el paño de la boca; pero tornole a decir el renegado que no hablase palabra; que le quitarían la vida.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* «¿Que en efeto», replicó el viejo, «tú eres cristiana, y la que ha puesto a su padre en poder de sus enemigos?» A lo cual respondió Zoraida: «La que es cristiana yo soy, pero no la que te ha puesto en este punto, porque nunca mi deseo se estendió a dejarte, ni a hacerte mal, sino a hacerme a mí bien.» «Y ¿qué bien es el que te has hecho, hija?» «Eso», respondió ella, «pregúntaselo tú a Lela Marién; que ella te lo sabrá decir mejor que no yo.» Apenas hubo oído esto el moro, cuando, con una increíble presteza, se arrojó de cabeza en la mar, donde sin ninguna duda se ahogara, si el vestido largo y embarazoso que traía no le entretuviera un poco sobre el agua.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Volvímosle boca abajo, volvió mucha agua, tornó en sí al cabo de dos horas, en las cuales, habiéndose trocado el viento, nos convino volver hacia tierra y hacer fuerza de remos por no embestir en ella; mas quiso nuestra buena suerte que llegamos a una cala que se hace al lado de un pequeño promontorio o cabo, que de los moros es llamado el de la «Cava Rumía», que en nuestra lengua quiere decir «la mala mujer cristiana»; y es tradición entre los moros que en aquel lugar está enterrada la Cava, por quien se perdió España; porque cava en su lengua quiere decir mujer mala, y rumía, cristiana, y aun tienen por mal agüero llegar allí a dar fondo cuando la necesidad les fuerza a ello, porque nunca le dan sin ella, puesto que para nosotros no fue abrigo de mala mujer, sino puerto seguro de nuestro remedio, según andaba alterada la mar.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* «Sí», dije yo; y queriendo comenzar a decirle mi suceso, y de dónde veníamos, y quién éramos, uno de los cristianos que con nosotros venían conoció al jinete que nos había hecho la pregunta, y dijo sin dejarme a mí decir más palabra: «Gracias sean dadas a Dios, señores, que a tan buena parte nos ha conducido, porque si yo no me engaño, la tierra que pisamos es la de Vélez Málaga, si ya los años de mi cautiverio no me han quitado de la memoria el acordarme que vos, señor, que nos preguntáis quién somos, sois Pedro de Bustamante, tío mío.» Apenas hubo dicho esto el cristiano cauti300 vo, cuando el jinete se arrojó del caballo y vino a abrazar al mozo, diciéndole: «Sobrino de mi alma y de mi vida; ya te conozco, y ya te he llorado por muerto yo, y mi hermana tu madre, y todos los tuyos, que aún viven, y Dios ha sido servido de darles vida para que gocen el placer de verte; ya sabíamos que estabas en Argel, y por las señales y muestras de tus vestidos y la de todos los desta compañía, comprehendo que habéis tenido milagrosa libertad.» «Así es», respondió el mozo, «y tiempo nos quedará para contároslo todo.» Luego que los jinetes entendieron que éramos cristianos cautivos, se apearon de sus caballos, y cada uno nos convidaba con el suyo para llevarnos a la ciudad de Vélez Málaga, que legua y media de allí estaba.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No se admiraban de ver cautivos libres, ni moros cautivos, porque toda la gente de aquella costa está hecha a ver a los unos y a los otros, pero admirábanse de la hermosura de Zoraida, la cual en aquel instante y sazón estaba en su punto, ansí con el cansancio del camino como con la alegría de verse ya en tierra de cristianos, sin sobresalto de perderse, y esto le había sacado al rostro tales colores, que, si no es que la afición entonces me engañaba, osaré decir que más hermosa criatura no había en el mundo; a lo menos, que yo la hubiese visto.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No tengo más, señores, que 301 deciros de mi historia, la cual si es agradable y peregrina, júzguenlo vuestros buenos entendimientos; que de mí sé decir que quisiera habérosla contado lo más brevemente, puesto que el temor de enfadaros más de cuatro circunstancias me ha quitado de la lengua( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El criado le respondió que se llamaba el licenciado Juan Pérez de Viedma, y que había oído decir que era de un lugar de las montañas de León.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y sé yo decir que el que él escogió de venir a la guerra le había sucedido tan bien, que en pocos años, por su valor y esfuerzo, sin otro brazo que el de su mucha virtud, subió a ser capitán de infantería, y a verse en camino y predicamento de ser presto maestre de campo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y así, le volvió a preguntar qué era lo que le quería decir denantes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y más le sé decir, que todo aquello que canta lo saca de su cabeza; que he oído decir que es muy gran estudiante y poeta.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Esto es, señora mía, todo lo que os puedo decir deste músico, cuya voz tanto os ha contentado, que en sola ella echaréis bien de ver que no es mozo de mulas, como decís, sino señor de almas y lugares, como yo os he dicho( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No querría sino que este mozo se volviese y me dejase; quizá con no velle y con la gran distancia del camino que llevamos se me aliviaría la pena que ahora llevo; aunque sé decir que este remedio que me imagino me ha de aprovechar bien poco; no sé qué diablos ha sido esto, ni por dónde se ha entrado este amor que le tengo, siendo yo tan muchacha y él tan muchacho, que en verdad que creo que somos de una edad mesma, y que yo no tengo cumplidos diez y seis años; que para el día de San Miguel que vendrá dice mi padre que los cumplo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¿Qué habéis de querer, o qué ha de ordenar el cielo, fuera de consentir en volveros, porque no ha de ser posible otra cosa? Todas estas razones que entre los dos pasaban oyó el mozo de mulas, junto a quien don Luis estaba, y, levantándose de allí, fue a decir lo que pasaba a don Fernando y a Cardenio y a los demás, que ya vestido se habían; a los cuales dijo como aquel hombre llamaba de don a aquel muchacho, y las razones que pasaban, y como le quería volver a casa de su padre, y el mozo no quería; y con esto, y con lo que dél sabían, de la buena voz que el cielo le había dado, vinieron todos en gran deseo de saber más particularmente quién era, y aun de ayudarle, si alguna fuerza le quisiesen hacer; y así, se fueron hacia la parte donde aún estaba hablando y porfiando con su criado( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, sin decir más, se fue a poner de hinojos ante Dorotea, pidiéndole, con palabras caballerescas y andantescas, que la su grandeza fuese servida de darle licencia de acorrer y socorrer al castellano de aquel castillo, que estaba puesto en una grave mengua.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Aquí no se pudo contener don Quijote sin responder, y, poniéndose entre los dos, y apartándoles, depositando la albarda en el suelo, que la tuviese de manifiesto hasta que la verdad se aclarase, dijo: —¡Porque vean vuestras mercedes clara y manifiestamente el error en que está este buen escudero, pues llama bacía a lo que fue, es y será yelmo de Mambrino, el cual se le quité yo en buena guerra, y me hice señor del con ligítima y lícita posesión! En lo del albarda no me entremeto; que lo que en ello sabré decir es que mi escudero Sancho me pidió licencia para quitar los jaeces del caballo deste vencido cobarde, y con ellos adornar el suyo; yo se la di y él los tomó, y de haberse convertido de jaez en albarda no sabré dar otra razón si no es la ordinaria: que como esas transformaciones se ven en los sucesos de la caballería; para confirmación de lo cual, corre, Sancho hijo, y saca aquí el yelmo que este buen hombre dice ser bacía( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sancho fue a do estaba la bacía y la trujo, y así como don Quijote la vio, la tomó en las manos y dijo: —Miren vuestras mercedes con qué cara podía decir este escudero que esta es bacía, y no el yelmo que yo he dicho; y juro por la orden de caballería que profeso, que este yelmo fue el mismo que yo le quité, sin haber añadido en él ni quitado cosa alguna( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Por Dios, señores míos —dijo don Quijote—, que son tantas y tan estrañas las cosas que en este castillo, en dos veces que en él he alojado, me han sucedido, que no me atreva a decir afirmativamente ninguna cosa de lo que acerca de lo que en él se contiene se preguntare, porque imagino que cuanto en él se trata va por vía de encantamento.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y después que hubo tomado los votos de aquellos que a don Quijote conocían, dijo en alta voz: —El caso es, buen hombre, que ya yo estoy cansado de tomar tantos pareceres, porque veo que a ninguno pregunto lo que deseo saber, que no me diga que es disparate el decir que esta sea albarda de jumento, sino jaez de caballo, y aun de caballo castizo, y así, habréis de tener paciencia, porque, a vuestro pesar y al de vuestro asno, este es jaez y no albarda, y vos habéis alegado y probado muy mal de vuestra parte( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Uno de los cuatro dijo: —Si ya no es que esto sea burla pensada, no me puedo persuadir que hombres de tan buen entendimiento como son o parecen todos los que aquí están se atrevan a decir y afirmar que esta no es bacía, ni aquella albarda; mas como veo que lo afirman y lo dicen, me doy a entender que no carece de misterio el porfiar una cosa tan contraria de lo que nos muestra la misma verdad y la misma experiencia.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Reíase de oír decir estas razones don Quijote, y con mucho sosiego dijo: —Venid acá, gente soez y mal nacida; ¿saltear de caminos llamáis al dar libertad a los encadenados, soltar los presos, acorrer a los miserables, alzar los caídos, remediar los menesterosos? ¡Ah, gente infame, digna por vuestro bajo y vil entendimiento que el cielo no os comunique el valor que se encierra en la caballería andante, ni os dé a entender el pecado e ignorancia en que estáis en no reverenciar la sombra, cuanto más la asistencia de cualquier caballero andante! Venid acá, ladrones en cuadrilla, que no cuadrilleros, salteadores de caminos con licencia de la Santa Hermandad; decidme, ¿quién fue el ignorante que firmó mandamiento de prisión contra un tal caballero como yo soy? ¿Quién el que ignoró que son esentos de todo judicial fuero los caballeros andantes? ¿Y que su ley es su espada, sus fueros sus bríos, sus premáticas su voluntad? ¿Quién fue el mentecato, vuelvo a decir, que no sabe que no hay secutoria de hidalgo con tantas preeminencias ni esenciones como la que adquiere un caballero andante el día que se arma caballero y se entrega al duro ejercicio de la caballería? ¿Qué caballero andante pagó pecho, alcabala, chapín de la reina, moneda forera, portazgo, ni barca? ¿Qué sastre le llevó hechura de vestido que le hiciese? ¿Qué castellano le acogió en su castillo que le hiciese pagar el escote? ¿Qué rey no le asentó a su mesa? ¿Qué doncella no se le aficionó y se le entregó rendida a todo su talante y voluntad? Y, finalmente, ¿qué caballero andante ha habido, hay, ni habrá en el mundo que no tenga bríos para dar él solo cuatrocientos palos a cuatrocientos cuadrilleros que se le pongan delante?
---------------
* En efeto, tanto les supo el cura decir y tantas locuras supo don Quijote hacer, que más locos fueran que no él los cuadrilleros si no conocieran la falta 323 de don Quijote, y así, tuvieron por bien de apaciguarse, y aun de ser medianeros de hacer las paces entre el barbero y Sancho Panza, que todavía asistían con gran rancor a su pendencia; finalmente, ellos, como miembros de justicia, mediaron la causa y fueron árbitros della, de tal modo, que ambas partes quedaron, si no del todo contentas, a lo menos, en algo satisfechas, porque se trocaron las albardas, y no las cinchas y jáquimas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sancho, que a todo estaba presente, dijo, meneando la cabeza a una parte y a otra: —¡Ay, señor, señor, y cómo hay más mal en el aldegüela que se suena, con perdón sea dicho de las tocadas honradas! —¿Qué mal puede haber en ninguna aldea, ni en todas las ciudades del mundo, que pueda sonarse en menoscabo mío, villano? —Si vuestra merced se enoja —respondió Sancho—, yo callaré y dejaré de decir lo que soy obligado como buen escudero, y como debe un buen criado decir a su señor( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Oh, válame Dios, y cuán grande que fue el enojo que recibió don Quijote oyendo las descompuestas palabras de su escudero! Digo que fue tanto, que con voz atropellada y tartamuda lengua, lanzando vivo fuego por los ojos, dijo: —¡Oh bellaco villano, mal mirado, descompuesto, ignorante, infacundo, deslenguado, atrevido, murmurador y maldiciente!; ¿tales palabras has osado decir en mi presencia y en la destas ínclitas señoras? Y ¿tales deshonestidades y atrevimientos osaste poner en tu confusa imaginación? ¡Vete de mi presencia, monstruo de naturaleza, depositario de mentiras, almario de embustes, silo de bellaquerías, inventor de maldades, publicador de sandeces, enemigo del decoro que se debe a las reales personas! ¡Vete: no parezcas delante de mí, so pena de mi ira! Y, diciendo esto, enarcó las cejas, hinchó los carrillos, miró a todas partes, y dio con el pie derecho una gran patada en el suelo, señales todas de la ira que encerraba en sus entrañas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero la discreta Dorotea, que tan entendido tenía ya el humor de don Quijote, dijo para templarle la ira: —No os despechéis, señor Caballero de la Triste Figura, de las sandeces que vuestro buen escudero ha dicho, porque quizá no las debe de decir sin ocasión, ni de su buen entendimiento y cristiana conciencia se puede sospechar que levante testimonio a nadie; y así, se ha de creer, sin poner duda en ello, que, como en este castillo, según vos, señor caballero, decís, todas las cosas van y suceden por modo de encantamento, podría ser, digo, que Sancho hubiese visto por esta diabólica vía lo que él dice que vio tan en ofensa de mi honestidad( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y asegúrote, de parte de la sabia Mentironiana, que tu salario te sea pagado, como lo verás por la obra; y sigue las pisadas del valeroso y encantado caballero; que conviene que vayas donde paréis entrambos; y porque no me es lícito decir otra cosa, a Dios quedad; que yo me vuelvo a donde yo me sé( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Par Dios, señor —replicó Sancho—, ya yo los he tocado, y este diablo que aquí anda tan solícito es rollizo de carnes, y tiene otra propiedad muy diferente de la que yo he oído decir que tienen los demonios.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Siendo esto ansí, ¿cómo quieren hacerme a mí entender que va encantado? Pues yo he oído decir a muchas personas que los encantados ni comen, ni duermen, ni hablan, y mi amo, si no le van a la mano, hablará más que treinta procuradores( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Hízolo así el canónigo, y adelantose con sus criados, y con él estuvo atento a todo aquello que decir le quiso de la condición, vida, locura y costumbres de don Quijote, contándole brevemente el principio y causa de su desvarío, y todo el progreso de sus sucesos hasta haberlo puesto en aquella jaula, y el disignio que llevaban de llevarle a su tierra, para ver si por algún medio hallaban remedio a su locura( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* «Sin duda —respondió el autor que digo— que debe de decir vuestra merced por La Isabela, La Filis y La Alejandra».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y no sería bastante disculpa desto decir que el principal intento que las repúblicas bien ordenadas tienen, permitiendo que se hagan públicas comedias, es para entretener la comunidad con alguna honesta recreación, y divertirla a veces de los malos humores que suele engendrar la ociosidad; y que, pues este se consigue con cualquier comedia buena o mala, no hay para qué poner leyes ni estrechar a los que las componen y representan a que las hagan como debían hacerse; pues, como he dicho, con cualquiera se consigue lo que con ellas se pretende.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En tanto que esto pasaba, viendo Sancho que podía hablar a su amo sin la continua asistencia del cura y el barbero, que tenía por sospechosos, se llegó a la jaula donde iba su amo y le dijo: —Señor, para descargo de mi conciencia le quiero decir lo que pasa cerca 338de su encantamento, y es que aquestos dos que vienen aquí cubiertos los rostros son el cura de nuestro lugar y el barbero, y imagino han dado esta traza de llevalle desta manera, de pura envidia que tienen como vuestra merced se les adelanta en hacer famosos hechos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Eso pido —replicó Sancho—, y lo que quiero saber es que me diga, sin añadir ni quitar cosa ninguna, sino con toda verdad, como se espera que la han de decir y la dicen todos aquellos que profesan las armas, como vuestra merced las profesa, debajo de título de caballeros andantes..( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pues sepa que quiero decir si le ha venido gana de hacer lo que no se escusa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 341 famoso caballero, tanto emperador de Trapisonda, tanto Felixmarte de Hircania, tanto palafrén, tanta doncella andante, tantas sierpes, tantos endriagos, tantos gigantes, tantas inauditas aventuras, tanto género de encantamentos, tantas batallas, tantos desaforados encuentros, tanta bizarría de trajes, tantas princesas enamoradas, tantos escuderos condes, tantos enanos graciosos, tanto billete, tanto requiebro, tantas mujeres valientes, y, finalmente, tantos y tan disparatados casos como los libros de caballerías contienen? De mí sé decir que cuando los leo, en tanto que no pongo la imaginación en pensar que son todos mentira y liviandad, me dan algún contento; pero cuando caigo en la cuenta de lo que son, doy con el mejor dellos en la pared, y aun diera con él en el fuego, si cerca o presente le tuviera, bien como a merecedores de tal pena, por ser falsos y embusteros y fuera del trato que pide la común naturaleza, y como a inventores de nuevas sectas y de nuevo modo de vida, y como a quien da ocasión que el vulgo ignorante venga a creer y a tener por verdaderas tantas necedades como contienen.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues yo —replicó don Quijote— hallo por mi cuenta que el sin juicio y el encantado es vuestra merced, pues se ha puesto a decir tantas blasfemias contra una cosa tan recebida en el mundo y tenida por tan verdadera, que el que la negase, como vuestra merced la niega, merecía la mesma pena que vuestra merced dice que da a los libros cuando los lee y le enfadan.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y también se atreverán a decir que es mentirosa la historia de Guarino Mezquino, y la de la demanda del Santo Grial, y que son apócrifos los amores de don Tristán y la reina Iseo, como los de Ginebra y Lanzarote, habiendo personas que casi se acuerdan de haber visto a la dueña Quintañona, que fue la mejor escanciadora de vino que tuvo la Gran Bretaña.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De mí sé decir que, después que soy caballero andante, soy valiente, comedido, liberal, bien criado, generoso, cortés, atrevido, blando, paciente, sufridor de trabajos, de prisiones, de encantos; y, aunque ha tan poco que me vi encerrado en una jaula como loco, pienso, por el valor de mi brazo, favoreciéndome el cielo y no me siendo contraria la fortuna, en pocos días verme rey de algún reino, adonde pueda mostrar el agradecimiento y liberalidad que mi pecho encierra; que mía fe, señor, el pobre está inhabilitado de poder mostrar la virtud de liberalidad con ninguno, aunque en sumo grado la posea.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Casi estas últimas palabras oyó Sancho a su amo, a quien dijo: —Trabaje vuestra merced, señor don Quijote, en darme ese condado, tan prometido de vuestra merced como de mí esperado; que yo le prometo que no me falte a mí habilidad para gobernarle, y, cuando me faltare, yo he oído decir que hay hombres en el mundo que toman en arrendamiento los estados de los señores y les dan un tanto cada año; y ellos se tienen cuidado del gobierno, y el señor se está a pierna tendida, gozando de la renta que le dan, sin curarse de otra cosa; y así haré yo, y no repararé en tanto más cuanto, sino que luego me desistiré de todo, y me gozaré mi renta como un duque; y allá se lo hayan( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No son malas filosofías esas, como tú dices, Sancho— dijo el canónigo— ; pero, con todo eso, hay mucho que decir sobre esta materia de condados( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y el decir esto y el darle con la punta del cuchillo los lomos de un conejo fiambre, todo fue uno.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Saco la mía —dijo Sancho—, que yo a aquel arroyo me voy con esta empanada, donde pienso hartarme por tres días; porque he oído decir a mi señor don Quijote, que el escudero de caballero andante ha de comer cuando se le ofreciere, hasta no poder más, a causa que se les suele ofrecer entrar acaso por una selva tan intricada, que no aciertan a salir della en seis días, y si el hombre no va harto, o bien proveídas las alforjas, allí se podrá quedar, como muchas veces se queda, hecho carne momia( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Entre estos disparatados, el que muestra que menos y más juicio tiene es mi competidor Anselmo, el cual, teniendo tantas otras cosas de que quejarse, sólo se queja de ausencia, y al son de un rabel que admirablemente toca, con versos donde muestra su buen entendimiento, cantando se queja; yo sigo otro camino, más fácil y a mi parecer el más acertado, que es decir mal de la ligereza de las mujeres, de su inconstancia, de su doble trato, 351 de sus promesas muertas, de su fe rompida y, finalmente, del poco discurso que tienen en saber colocar sus pensamientos e intenciones que tienen.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De la pendencia que don Quijote tuvo con el cabrero, con la rara aventura de los deceplinantes, a quien dio felice fin a costa de su sudor General gusto causó el cuento del cabrero a todos los que escuchado le habían, especialmente le recibió el canónigo, que con estraña curiosidad notó la manera con que le había contado, tan lejos de parecer rústico cabrero cuan cerca de mostrarse discreto cortesano; y así, dijo que había dicho muy bien el cura en decir que los montes criaban letrados.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, en diciendo esto, apretó los muslos a Rocinante, porque espuelas no las tenía, y a todo galope, porque carrera tirada no se lee en toda esta verdadera historia que jamás la diese Rocinante, se fue a encontrar con los diciplinantes, bien que fueran el cura y el canónigo y barbero a detenelle; mas no les fue posible, ni menos le detuvieron las voces que Sancho le daba, diciendo: —¿Adónde va, señor don Quijote?; ¿qué demonios lleva en el pecho que le incitan a ir contra nuestra fe católica? Advierta, mal haya yo, que aquella es procesión de diciplinantes, y que aquella señora que llevan sobre la peana es la imagen benditísima de la Virgen sin mancilla; mire, señor, lo que hace, que por esta vez se puede decir que no es lo que sabe( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Los primeros que se detuvieron fueron los que la imagen llevaban, y uno de los cuatro clérigos que cantaban las ledanías, viendo la estraña catadura de don Quijote, la flaqueza de Rocinante y otras circunstancias de risa que notó y descubrió en don Quijote, le respondió, diciendo: —Señor hermano, si nos quiere decir algo, dígalo presto, porque se van estos hermanos abriendo las carnes9944, y no podemos, ni es razón que nos detengamos a oír cosa alguna, si ya no es tan breve que en dos palabras se diga( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En estas razones, cayeron todos los que las oyeron que don Quijote debía de ser algún hombre loco, y tomáronse a reír muy de gana, cuya risa fue poner pólvora a la cólera de don Quijote, porque sin decir más palabra, sacando la espada, arremetió a las andas; uno de aquellos que las llevaban, dejando la carga a sus compañeros, salió al encuentro de don Quijote, enarbolando una horquilla o bastón con que sustentaba las andas en tanto que descansaba, y recibiendo en ella una gran cuchillada que le tiró don Quijote, con que se la hizo dos partes, con el último tercio, que le quedó en la mano, dio tal golpe a don Quijote encima de un hombro, por el mismo lado de la espada, que no pudo cubrir el adarga contra villana fuerza, que el pobre don Quijote vino al suelo muy mal parado( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El cura fue conocido de otro cura que en la procesión venía, cuyo conocimiento puso en sosiego el concebido temor de los dos escuadrones; el primer cura dio al segundo en dos razones cuenta de quién era don Quijote, y así, él como toda la turba de los diciplinantes fueron a ver si estaba muerto el pobre caballero, y oyeron que Sancho Panza, con lágrimas en los ojos, decía: —¡Oh flor de la caballería, que con solo un garrotazo acabaste la carrera de tus tan bien gastados años! ¡Oh honra de tu linaje, honor y gloria de toda la Mancha y aun de todo el mundo, el cual, faltando tú en él, quedará lleno de malhechores, sin temor de ser castigados de sus malas fechorías! ¡Oh liberal sobre todos los Alejandros, pues por solos ocho meses de servicio me tenías dada la mejor ínsula que el mar ciñe y rodea! ¡Oh humilde con los soberbios y arrogante con los humildes9955, acometedor de peligros, sufridor de afrentas, enamorado sin causa, imitador de los buenos, azote de los malos, enemigo de los ruines; en fin, caballero andante, que es todo lo que decir se puede! Con las voces y gemidos de Sancho revivió don Quijote, y la primer palabra que dijo fue: —El que de vos vive ausente, dulcísima Dulcinea, a mayores miserias que estas está sujeto; ayúdame, Sancho amigo, a ponerme sobre el carro encantado; que ya no estoy para oprimir la silla de Rocinante, porque tengo todo este hombro hecho pedazos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Ha habido muchos que por no haber sabido templar ni mezclar a propósito lo útil con lo dulce han dado con todo su molesto trabajo en tierra, pues no pudiendo imitar a Diógenes en lo filósofo y docto, atrevida, por no decir licenciosa y desalumbradamente, le pretenden imitar en lo cínico, entregándose a maldicientes, inventando casos que no pasaron para hacer capaz al vicio que tocan de su áspera reprehensión, y por ventura descubren caminos para seguirle hasta entonces ignorados, con que vienen a quedar, si no reprehensores, a lo menos maestros dél.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Halleme obligado a decir que era viejo, soldado, hidalgo y pobre, a que uno respondió estas formales palabras: «Pues ¿a tal hombre no le tiene España muy rico y sustentado del erario publico?» Acudió otro de aquellos caballeros con este pensamiento y con mucha agudeza, y dijo: «Si necesidad le ha de obligar a escribir, plega a Dios que nunca tenga abundancia para que con sus obras, siendo él pobre, haga rico a todo el mundo»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero, en efecto, le agradezco a este señor autor el decir que mis Novelas son más satíricas que ejemplares, pero que son buenas; y no lo pudieran ser si no tuvieran de todo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con esto le despedí, y con esto me despido, ofreciendo a Vuestra Excelencia Los trabajos de Persiles y Sigismunda, libro a quien daré fin dentro de cuatro meses, Deo volente110033; el cual ha de ser, o el más malo, o el mejor que en nuestra lengua se haya compuesto, quiero decir de los de entretenimiento, y digo que me arrepiento de haber dicho el más malo, porque según la opinión de mis amigos ha de llegar al estremo de bondad posible.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Por mí —dijo el barbero— doy la palabra, para aquí y para delante de Dios, de no decir lo que vuestra merced dijere a rey ni a roque, ni a hombre terrenal: juramento que aprendí del romance del cura que en el prefacio avisó al rey del ladrón que le había robado las cien doblas y la su mula la andariega( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¿Por ventura, es cosa nueva deshacer un solo caballero andante un ejército de docientos mil hombres, como si todos juntos tuvieran una sola garganta, o fueran hechos de alfeñique? Si no, díganme, ¿cuántas historias están llenas destas maravillas? ¡Había, en hora mala para mí, que no quiero decir para otro, de vivir hoy el famoso don Belianís o alguno de los del inumerable linaje de Amadís de Gaula!; que si alguno destos hoy viviera y con el Turco se afrontara, a fee que no le arrendara la ganancia; pero Dios mirará por su pueblo y deparará alguno, que, si no tan bravo como los pasados andantes caballeros, a lo menos, no les será inferior en el ánimo; y Dios me entiende y no digo más( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con esta buena fee, el buen capellán pidió al retor mandase dar los vestidos con que allí había entrado el licenciado; volvió a decir el retor que mirase lo que hacía, porque sin duda alguna el licenciado aún se estaba loco; no sirvieron de nada para con el capellán las prevenciones y advertimientos del retor para que dejase de llevarle; obedeció el retor, viendo ser orden del arzobispo; pusieron al licenciado sus vestidos, que eran nuevos y decentes, y como él se vio vestido de cuerdo y desnudo de loco, suplicó al capellán que por caridad le diese licencia para ir a despedirse de sus compañeros los locos; el capellán dijo que él le quería acompañar y ver los locos que en la casa había; subieron, en efeto, y con ellos algunos que se hallaron presentes, y llegado el licenciado a una jaula adonde estaba un loco furioso, aunque entonces sosegado y quieto, le dijo: «Hermano mío, mire si me manda algo, que me voy a mi casa; que ya Dios ha sido servido por su infinita bondad y misericordía, sin yo merecerlo, de volverme mi juicio; ya estoy sano y cuerdo, que acerca del poder de Dios ninguna cosa es imposible; tenga grande esperanza y confianza en Él, que pues a mí me ha vuelto a mi primero estado, también le volverá a él, si en Él confía; yo tendré cuidado de enviarle algunos regalos que coma, y cómalos en todo caso, que le hago saber que imagino, como quien ha pasado por ello, que todas nuestras locuras proceden de tener los estómagos vacíos y los celebros llenos de aire; esfuércese, esfuércese, que el descaecimiento en los infortunios apoca la salud y acarrea la muerte».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Para otras cosas más —respondió don Quijote— tiene licencia el señor cura, y así puede decir su escrúpulo, porque no es de gusto andar con la conciencia escrupulosa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Ese es otro error —respondió don Quijote— en que han caído muchos que no creen que haya habido tales caballeros en el mundo, y yo muchas veces, con diversas gentes y ocasiones, he procurado sacar a la luz de la verdad este casi común engaño; pero algunas veces no he salido con mi intención y otras sí, sustentándola sobre los hombros de la verdad, la cual verdad es tan cierta, que estoy por decir que con mis propios ojos vi a Amadís de Gaula, que era un hombre alto de cuerpo, blanco de rostro, bien puesto de barba, aunque negra, de vista entre blanda y rigurosa, corto de razones, tardo en airarse y presto en deponer la ira; y del modo que he delineado a Amadís, pudiera, a mi parecer, pintar y describir todos cuantos caballeros andantes andan en las historias en el orbe; que por la aprehensión que tengo de que fueron como sus historias cuentan, y por las hazañas que hicieron y condiciones que tuvieron, se pueden sacar por buena filosofía sus faciones, sus colores y estaturas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero con todo esto no sabré decir con certidumbre qué tamaño tuviese Morgante, aunque imagino que no debió de ser muy alto; y muéveme a ser deste parecer hallar en la historia donde se hace mención particular de sus hazañas, que muchas veces dormía debajo de techado, y pues hallaba casa donde cupiese, claro está que no era desmesurada su grandeza( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El cual, gustando de oírle decir tan grandes disparates, le preguntó que qué sentía acerca de los rostros de Reinaldos de Montalbán y de don Roldán, y de los demás doce Pares de Francia, pues todos habían sido caballeros andantes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —De Reinaldos —respondió don Quijote— me atrevo a decir que era ancho de rostro, de color bermejo, los ojos bailadores y algo saltados, puntoso y colerico en demasía, amigo de ladrones y de gente perdida; de Roldán o Rotolando o Orlando, que con todos estos nombres le nombran las historias, soy de parecer, y me afirmo, que fue de mediana estatura, ancho de espaldas, algo estevado, moreno de rostro y barbitaheño, velloso en el cuerpo y de vista amenazadora, corto de razones, pero muy comedido y bien criado( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, sin duda, que esto fue como profecía, que los poetas también se llaman vates, que quiere decir adivinos; veese esta verdad clara: porque después acá un famoso poeta andaluz lloró y cantó sus lágrimas, y otro famoso y único poeta castellano cantó su hermosura( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Quiero decir —dijo don Quijote— que cuando la cabeza duele, todos los miembros duelen, y, así, siendo yo tu amo y señor, soy tu cabeza y tú mi parte, 379 380pues eres mi criado, y por esta razón el mal que a mí me toca o tocare, a ti te ha de doler y a mí el tuyo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¿Querrás tú decir agora, Sancho —respondió don Quijote— que no me dolía yo cuando a ti te manteaban? Y si lo dices, no lo digas, ni lo pienses, pues más dolor sentía yo entonces en mi espíritu que tú en tu cuerpo; pero dejemos esto aparte por agora, que tiempo habrá donde lo ponderemos y pongamos en su punto; y dime, Sancho amigo, ¿qué es lo que dicen de mí por ese lugar, en qué opinión me tiene el vulgo, en qué los hidalgos y en qué los caballeros? ¿Qué dicen de mi valentía, qué de mis hazañas y qué de mi cortesía? ¿Qué se plática del asumpto que he tomado de resucitar y volver al mundo la ya olvidada orden caballeresca? Finalmente, quiero, Sancho, me digas lo que acerca desto ha llegado a tus oídos, y esto me has de decir, sin añadir al bien ni quitar al mal cosa alguna; que de los vasallos leales es decir la verdad a sus señores en su ser y figura propia, sin que la adulación la acreciente, o otro vano respeto la disminuya; y quiero que sepas, Sancho, que si a los oídos de los príncipes llegase la verdad desnuda, sin los vestidos de la lisonja, otros siglos correrían, otras edades serían tenidas por más de hierro que la nuestra, que entiendo que de las que ahora se usan es la dorada; sírvate este advertimiento, Sancho, para que discreta y bien intencionadamente pongas en mis oídos la verdad de las cosas que supieres de lo que te he preguntado( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Así será —respondió Sancho—, porque por la mayor parte he oído decir que los moros son amigos de berenjenas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tú debes, Sancho —dijo don Quijote—, errarte en el sobrenombre de ese Cide, que en arábigo quiere decir señor( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues si es que se anda a decir verdades ese señor moro —dijo Sancho— , a buen seguro que entre los palos de mi señor se hallen los míos; porque nunca a su merced le tomaron la medida de las espaldas, que no me la tomasen a mí de todo el cuerpo; pero no hay de que maravillarme, pues como dice el mismo señor mío, del dolor de la cabeza han de participar los miembros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En efeto, lo que yo alcanzo, señor bachiller, es que para componer historias y libros de cualquier suerte que sean, es menester un gran juicio y un maduro entendimiento; decir gracias y escribir donaires es de grandes ingenios; la mas discreta figura de la comedia es la del bobo, porque no lo ha de ser el que quiere dar a entender que es simple.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, sin esperar respuesta ni decir otra palabra, se fue a su casa.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Lo que yo sé decir es que si mi señor tomase mi consejo, ya habíamos de estar en esas campañas deshaciendo agravios y enderezando tuertos, como es uso y costumbre de los buenos andantes caballeros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No había bien acabado de decir estas razones Sancho, cuando llegaron a sus oídos relinchos de Rocinante, los cuales relinchos tomó don Quijote por felicísimo agüero, y determinó de hacer de allí a tres o cuatro días otra salida, y, declarando su intento al bachiller, le pidió consejo por qué parte comenzaría su jornada; el cual le respondió que era su parecer que fuese al reino de Aragón y a la ciudad de Zaragoza, adonde de allí a pocos días se habían de hacer unas solenísimas justas por la fiesta de San Jorge, en las cuales podría ganar fama sobre todos los caballeros aragoneses, que sería ganarla sobre todos los del mundo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tanto es lo de más como lo de menos —respondió Sancho—; aunque sé decir al señor Carrasco, que no echará mi señor el reino que me diera en saco roto; que yo he tomado el pulso a mí mismo, y me hallo con salud para regir reinos y gobernar ínsulas, y esto ya otras veces lo he dicho a mi señor( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No os entiendo, marido —replicó ella—, y no sé qué queréis decir en eso de que os holgáredes, si Dios quisiera, de no estar contento; que maguer tonta, no sé yo quién recibe gusto de no tenerle( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Ven acá, bestia y mujer de Barrabás —replicó Sancho—; ¿por qué quieres tú ahora, sin qué ni para qué, estorbarme que no case a mi hija con quien me dé nietos que se llamen señoría? Mira, Teresa, siempre he oído decir a mis mayores que el que no sabe gozar de la ventura cuando le viene, que no se debe quejar si se le pasa.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pues con todo eso temo que este condado de mi hija ha de ser su perdición; vos haced lo que quisiéredes, ora la hagáis duquesa o princesa; pero seos decir que no será ello con voluntad ni consentimiento mío.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero allá van reyes do quieren leyes, y con este nombre me contento, sin que me le pongan un don encima que pese tanto, que no le pueda llevar, y no quiero dar que decir a los que me vieren andar vestida a lo condesil o a lo de gobernadora, que luego dirán.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Mira, Teresa —respondió Sancho—, y escucha lo que agora quiero decirte, quizá no lo habrás oído en todos los días de tu vida, y yo agora no hablo de mío; que todo lo que pienso decir son sentencias del padre predicador que la cuaresma pasada predicó en este pueblo, el cual, si mal no me acuerdo, dijo que todas las cosas presentes que los ojos están mirando se presentan, están y asisten en nuestra memoria mucho mejor y con más vehemencia que las cosas pasadas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tienes mucha razón, sobrina, en lo que dices —respondió don Quijote—, y cosas te pudiera yo decir cerca de los linajes, que te admiraran, pero por no mezclar lo divino con lo humano, no las digo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Una o dos veces —respondió Sancho—, si mal no me acuerdo, he suplicado a vuestra merced que no me emiende los vocablos, si es que entiende lo que quiero decir en ellos, y que cuando no los entienda, diga: «Sancho, o diablo, no te entiendo»; y si yo no me declarare, entonces podrá emendarme; que yo soy tan fócil( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No te entiendo, Sancho —dijo luego don Quijote—, pues no sé qué quiere decir soy tan fócil( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tan fócil quiere decir —respondió Sancho— «Soy tan así»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Tú quieres decir que eres tan dócil, blando y mañero, que tomarás lo que yo te dijere, y pasarás por lo que te enseñare( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Apostaré yo —dijo Sancho— que desde el emprincipio me caló y me entendió, sino que quiso turbarme por oírme decir otras docientas patochadas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Ya entiendo —dijo Sancho—: yo apostaré que había de decir rata y no gata; pero no importa nada, pues vuesa merced me ha entendido( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Admirado quedó el bachiller de oír el término y modo de hablar de Sancho Panza, que, puesto que había leído la primera historia de su señor, nunca creyó que era tan gracioso como allí le pintan; pero oyéndole decir ahora «testamento y codicilo que no se pueda revolcar», en lugar de «testamento y codicilo que no se pueda revocar», creyó todo lo que dél había leído, y confirmolo por uno de los mas solenes mentecatos de nuestros siglos, y dijo entre sí que tales dos locos como amo y mozo no se habrían visto en el mundo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Donde se cuenta lo que le sucedió a don Quijote, yendo a ver su señora Dulcinea del Toboso «¡Bendito sea el poderoso Alá!», dice Hamete Benengeli al comienzo deste octavo capítulo; «¡bendito sea Alá!», repite tres veces, y dice que da estas bendiciones por ver que tiene ya en campaña a don Quijote y a Sancho, y que los letores de su agradable historia pueden hacer cuenta que desde este punto comienzan las hazañas y donaires de don Quijote y de su escudero; persuádeles que se les olviden las pasadas caballerías del ingenioso hidalgo, y pongan los ojos en las que están por venir, que desde agora en el camino del Toboso comienzan, como las otras comenzaron en los campos de Montiel, y no es mucho lo que pide para tanto como él promete, y, así, prosigue diciendo: Solos quedaron don Quijote y Sancho, y apenas se hubo apartado Sansón, cuando comenzó a relinchar Rocinante y a sospirar el rucio, que de entrambos, caballero y escudero, fue tenido a buena señal y por felicísimo agüero, aunque, si se ha de contar la verdad, más fueron los sospiros y rebuznos del rucio que los relinchos del rocín, de donde coligió Sancho que su ventura había de sobrepujar y ponerse encima de la de su señor, fundándose no sé si en astrología judiciaria que él se sabia, puesto que la historia no lo declara; sólo le oyeron decir que, cuando tropezaba o caía, se holgara no haber salido de casa, porque del tropezar o caer no se sacaba otra cosa sino el zapato roto o las costillas quebradas, y, aunque tonto, no andaba en esto muy fuera de camino( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Quiero decir —dijo Sancho— que nos demos a ser santos y alcanzaremos más brevemente la buena fama que pretendemos; y advierta, señor, que 405 406ayer o antes de ayer, que según ha poco se puede decir desta manera, canonizaron o beatificaron dos frailecitos descalzos, cuyas cadenas de hierro con que ceñían y atormentaban sus cuerpos se tiene ahora a gran ventura el besarlas y tocarlas, y están en mas veneración que está, según dije, la espada de Roldán en la armeria del rey nuestro señor, que Dios guarde; así que, señor mío, más vale ser humilde frailecito de cualquier orden que sea, que valiente y andante caballero; más alcanzan con Dios dos docenas de diciplinas que dos mil lanzadas, ora las den a gigantes, ora a vestiglos o a endriagos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Sí —respondió Sancho—, pero yo he oído decir que hay más frailes en el cielo que caballeros andantes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No porque yo diga que ni he visto ni hablado a la señora de mi alma has tú de decir también que ni la has hablado ni visto, siendo tan al revés como sabes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Yo iré y volveré presto —dijo Sancho—, y ensanche vuestra merced, señor mío, ese corazoncillo, que le debe de tener agora no mayor que una avellana, y considere que se suele decir que buen corazón quebranta mala ventura, y que donde no hay tocinos no hay estacas; y también se dice: donde no piensa, salta la liebre; dígolo porque, si esta noche no hallamos los palacios o alcázares de mi señora, agora que es de día los pienso hallar cuando menos lo piense y, hallados, déjenme a mí con ella( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¡Oh canalla! —gritó a esta sazón Sancho—, ¡oh encantadores aciagos y mal intencionados, y quién os viera a todos ensartados por las agallas como sardinas en lercha! Mucho sabéis, mucho podéis y mucho más hacéis; bastaros debiera, bellacos, haber mudado las perlas de los ojos de mi señora en agallas alcornoqueñas y sus cabellos de oro purísimo en cerdas de cola de buey bermejo, y, finalmente, todas sus faciones de buenas en malas, sin que le tocárades en el olor; que por él siquiera sacáramos lo que estaba encubierto debajo de aquella fea corteza, aunque, para decir verdad, nunca yo vi su fealdad, sino su hermosura, a la cual subía de punto y quilates un lunar que tenía sobre el labio derecho a manera de bigote, con siete o ocho cabellos rubios como hebras de oro y largos de más de un palmo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues yo sé decir a vuestra merced —respondió Sancho— que le parecían allí como nacidos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Así lo digo yo —respondió Sancho—: quien la vido y la vee ahora, ¿cuál es el corazón que no llora? —Eso puedes tú decir bien, Sancho —replicó don Quijote—, pues la viste en la entereza cabal de su hermosura; que el encanto no se estendió a turbarte la vista ni a encubrirte su belleza; contra mí solo y contra mis ojos se endereza la fuerza de su veneno.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Sí, que algo se me ha de pegar de la discreción de vuestra merced —respondió Sancho—; que las tierras que de suyo son estériles y secas, estercolándolas y cultivándolas, vienen a dar buenos frutos; quiero decir que la conversación de vuestra merced ha sido el estiércol que sobre la estéril tierra de mi seco ingenio ha caído; la cultivación, el tiempo que ha que le sirvo y comunico, y con esto espero de dar frutos de mí que sean de bendición, tales, que no desdigan ni deslicen de los senderos de la buena crianza que vuesa merced ha hecho en el agostado entendimiento mío( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El decir esto y el tenderse en el suelo todo fue a un mesmo tiempo, y al arrojarse hicieron ruido las armas de que venía armado, manifiesta señal por donde conoció don Quijote que debía de ser caballero andante, y, llegándose a Sancho, que dormía, le trabó del brazo, y con no pequeño trabajo le volvió en su acuerdo, y con voz baja le dijo: —Hermano Sancho, aventura tenemos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues ¿en qué halla vuesa merced —dijo Sancho— que esta sea aventura? —No quiero yo decir —respondió don Quijote— que esta sea aventura del todo, sino principio della; que por aquí se comienzan las aventuras.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —También se puede decir —añadió Sancho—, que lo comemos en el yelo de nuestros cuerpos, porque ¿quién más calor y más frío que los miserables escuderos de la andante caballería?; y aun menos mal si comiéramos, pues los duelos con pan son menos; pero tal vez hay que se nos pasa un día y dos sin desayunarnos, si no es del viento que sopla( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¡Oh, qué mal se le entiende a vuesa merced —replicó el del Bosque—, de achaque de alabanzas, señor escudero! ¿Cómo y no sabe que cuando algún caballero da una buena lanzada al toro en la plaza, o cuando alguna persona hace alguna cosa bien hecha, suele decir el vulgo: «¡oh hideputa puto, y qué bien que lo ha hecho!», y aquello que parece vituperio en aquel término, es alabanza notable? Y renegad vos, señor, de los hijos o hijas que no hacen obras que merezcan se les den a sus padres loores semejantes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Habéis de saber que ese don Quijote que decís es el mayor amigo que en este mundo tengo, y tanto, que podré decir que le tengo en lugar de mi misma persona, y que por las señas que dél me habéis dado, tan puntuales y ciertas, no puedo pensar sino que sea el mismo que habéis vencido.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Despertáronlos y mandáronles que tuviesen a punto los caballos, porque en saliendo el sol habían de hacer los dos una sangrienta, singular y desigual batalla; a cuyas nuevas quedó Sancho atónito y pasmado, temeroso de la salud de su amo por las valentías que había oído decir del suyo al escudero del Bosque; pero, sin hablar palabra, se fueron los dos escuderos a buscar su ganado; que ya todos tres caballos y el rucio se habían olido y estaban todos juntos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* A lo menos, yo no he oído decir a mi amo semejante costumbre, y sabe de memoria todas las ordenanzas de la andante caballería.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apenas le vio caído Sancho, cuando se deslizó del alcornoque, y a toda priesa vino donde su señor estaba, el cual, apeándose de Rocinante, fue sobre el de los Espejos, y quitándole las lazadas del yelmo para ver si era muerto, y para que le diese el aire, si acaso estaba vivo, y vio..., ¿quién podrá decir lo que vio, sin causar admiración, maravilla y espanto a los que lo oyeren? Vio, dice la 114 ación: correa de la silla de la que cuelga el estribo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y como él sabía que la transformación de Dulcinea había sido traza y embeleco suyo, no le satisfacían las quimeras de su amo; pero no le quiso replicar, por no decir alguna palabra que descubriese su embuste( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Finalmente, por encerrarlo todo en breves palabras, o en una sola, digo que yo soy don Quijote de la Mancha, por otro nombre llamado el Caballero de la Triste Figura, y puesto que las propias alabanzas envilecen, esme forzoso decir yo tal vez las mías, y esto se entiende cuando no se halla presente quien las diga; así que, señor gentilhombre, ni este caballo, ni esta lanza, ni este escudo ni escudero, ni todas juntas estas armas, ni la amarillez de mi rostro, ni mi atenuada flaqueza os podrá admirar de aquí adelante, habiendo ya sabido quién soy y la profesión que hago( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Hay mucho que decir —respondió don Quijote—, en razón de si son fingidas o no las historias de los andantes caballeros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Porque, según es opinión verdadera, el poeta nace: quieren decir que del vientre de su madre el poeta natural sale poeta; y con aquella inclinación que le dio el cielo, sin más estudio ni artificio, compone cosas que hace verdadero al que 116 «Para ganarse el pan»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Riña vuesa merced a su hijo si hiciere sátiras que perjudiquen las honras ajenas, y castíguele y rómpaselas; pero si hiciere sermones al modo de Horacio, donde reprehenda los vicios en general, como tan elegantemente él lo hizo, alábele, porque lícito es al poeta escribir contra la invidia y decir en sus versos mal de los invidiosos, y así de los otros vicios, con que no señale persona alguna; pero hay poetas que a trueco de decir una malicia se pondrán a peligro que los destierren a las islas de Ponto.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De lo que sucedió a don Quijote en el castillo o casa del Caballero del Verde Gabán, con otras cosas extravagantes Halló don Quijote ser la casa de don Diego de Miranda ancha como de aldea; las armas, empero, aunque de piedra tosca, encima de la puerta de la calle, la bodega en el patio, la cueva en el portal, y muchas tinajas a la redonda, que, por ser del Toboso, le renovaron las memorias de su encantada y transformada Dulcinea; y, sospirando y sin mirar lo que decía, ni delante de quien estaba, dijo: —¡Oh dulces prendas, por mi mal halladas; dulces y alegres cuando Dios quería!1111 88 ¡Oh tobosescas tinajas, que me habéis traído a la memoria la dulce prenda de mi mayor amargura! Oyole decir esto el estudiante poeta, hijo de don Diego, que con su madre había salido a recebirle, y madre y hijo quedaron suspensos de ver la extraña figura de don Quijote, el cual, apeándose de Rocinante, fue con mucha cortesía a pedirle las manos para besárselas, y don Diego dijo: —Recebid, señora, con vuestro sólito agrado al señor don Quijote de la Mancha, que es el que tenéis delante, andante caballero, y el más valiente y el más discreto que tiene el mundo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En tanto que don Quijote se estuvo desarmando, tuvo lugar don Lorenzo, que así se llamaba el hijo de don Diego, de decir a su padre: —¿Quién diremos, señor, que es este caballero que vuesa merced nos ha traído a casa? Que el nombre, la figura y el decir que es caballero andante, a mí y a mi madre nos tiene suspensos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No sé lo que te diga, hijo —respondió don Diego—; sólo te sabré decir, que le he visto hacer cosas del mayor loco del mundo, y decir razones tan discretas que borran y deshacen sus hechos; háblale tú y toma el pulso a lo que sabe, y, pues eres discreto, juzga de su discreción o tontería lo que más puesto en razón estuviere; aunque, para decir verdad, antes le tengo por loco que por cuerdo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Lo que yo quiero decir —dijo don Lorenzo—, es que dudo que haya habido, ni que los hay ahora, caballeros andantes y adornados de virtudes tantas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Muchas veces he dicho lo que vuelvo a decir ahora —respondió don Quijote—: que la mayor parte de la gente del mundo está de parecer de que no ha habido en él caballeros andantes, y por parecerme a mí que, si el cielo milagrosamente no les da a entender la verdad de que los hubo y de que los hay, cualquier trabajo que se tome ha de ser en vano, como muchas veces me lo ha mostrado la experiencia, no quiero detenerme agora en sacar a vuesa merced del error que con los muchos tiene; lo que pienso hacer es el rogar al 119 a cada triquete: a cada paso( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No entiendo —respondió don Quijote—, lo que vuestra merced dice ni quiere decir en eso del deslizarme( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En acabando de decir su glosa don Lorenzo, se levantó en pie don Quijote, y en voz levantada que parecía grito, asiendo con su mano la derecha de don Lorenzo, dijo: —Viven los cielos donde más altos están, mancebo generoso, que sois el mejor poeta del orbe, y que merecéis estar laureado, no por Chipre, ni por Gaeta, como dijo un poeta que Dios perdone, sino por las Academias de Atenas, si hoy vivieran, y por las que hoy viven de París, Bolonia y Salamanca; plega al cielo que los jueces que os quitaren el premio primero, Febo los asaetee y las Musas jamás atraviesen los umbrales de sus casas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El aparato con que se han de hacer es estraordinario y nuevo, porque se han de celebrar en un prado que está junto al pueblo de la novia, a quien por excelencia llaman Quiteria la hermosa, y el desposado se llama Camacho el rico, ella de edad de diez y ocho años y él de veinte y dos, ambos para en uno, aunque algunos curiosos que tienen de memoria los linajes de todo el mundo quieren decir que el de la hermosa Quiteria se aventaja al de Camacho; pero ya no se mira en esto, que las riquezas son poderosas de soldar muchas quiebras.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* quitarse de andar receloso y lleno de sospechas, ordenó de casar a su hija con el rico Camacho, no pareciéndole ser bien casarla con Basilio, que no tenía tantos bienes de fortuna como de naturaleza, pues si va a decir las verdades sin invidia, él es el más ágil mancebo que conocemos, gran tirador de barra, luchador estremado y gran jugador de pelota; corre como un gamo, salta más que una cabra y birla a los bolos como por encantamento; canta como una calandria y toca una guitarra que la hace hablar, y, sobre todo, juega una espada como el más pintado( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —A mi mujer con eso —dijo Sancho Panza, que hasta entonces había ido callando y escuchando—, la cual no quiere sino que cada uno case con su igual, ateniéndose al refrán que dicen «cada oveja con su pareja»; lo que yo quisiera es, que ese buen Basilio, que ya me le voy aficionando, se casara con esa señora Quiteria; que buen siglo hayan y buen poso, iba a decir al revés, los que estorban que se casen los que bien se quieren( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Muchas más cosas pudiera decir en esta materia, si no estorbara el deseo que tengo de saber si le queda más que decir al señor licenciado acerca de la historia de Basilio112288( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Fiscal has de decir —dijo don Quijote—, que no friscal, prevaricador del buen lenguaje, que Dios te confunda( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 458nacido en Majalahonda; dije discretos, porque hay muchos que no lo son, y la discreción es la gramática del buen lenguaje que se acompaña con el uso; yo, señores, por mis pecados he estudiado cánones en Salamanca, y pícome algún tanto de decir mi razón con palabras claras, llanas y significantes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sentose cansado Corchuelo y, llegándose a él Sancho, le dijo: —Mía fe, señor bachiller, si vuesa merced toma mi consejo, de aquí adelante no ha de desafiar a nadie a esgrimir, sino a luchar o a tirar la barra, pues tiene edad y fuerzas para ello; que destos a quien llaman diestros he oído decir que meten una punta de una espada por el ojo de una aguja( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Así que vuelvo a decir que a Camacho me atengo, de cuyas ollas son abundantes espumas gansos y gallinas, liebres y conejos, y de las de Basilio serán, si viene a mano, y aunque no venga sino al pie, aguachirle( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —A buena fe, señor —respondió Sancho—, que no hay que fiar en la descarnada, digo en la muerte, la cual también come cordero como carnero, y a nuestro cura he oído decir que con igual pie pisaba las altas torres de los reyes como las humildes chozas de los pobres; tiene esta señora más de poder que de melindre, no es nada asquerosa, de todo come y a todo hace, y de toda suerte de gentes, edades y preeminencias hinche sus alforjas; no es segador que duerme las siestas, que a todas horas siega, y corta así la seca como la verde yerba, y no parece que masca, sino que engulle y traga cuanto se le pone delante, porque tiene hambre canina, que nunca se harta; y aunque no tiene barriga, da a entender que está hidrópica y sedienta de beber solas las vidas de cuantos viven, como quien se bebe un jarro de agua fría( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No más, Sancho —dijo a este punto don Quijote—, tente en buenas y no te dejes caer, que en verdad que lo que has dicho de la muerte por tus rústicos términos, es lo que pudiera decir un buen predicador.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Todo lo oía Camacho y todo le tenía suspenso y confuso, sin saber qué hacer ni qué decir; pero las voces de los amigos de Basilio fueron tantas, pidiéndole que consintiese que Quiteria le diese la mano de esposa porque su alma no se perdiese partiendo desesperado desta vida, que le movieron, y aun forzaron, a decir que, si Quiteria quería dársela, que él se contentaba, pues todo era dilatar por un momento el cumplimiento de sus deseos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* La esposa no dio muestras de pesarle de la burla, antes oyendo decir que aquel casamiento, por haber sido engañoso, no había de ser valedero, dijo que ella le confirmaba de nuevo, de lo cual coligieron todos que de consentimiento y sabiduría de los dos se había trazado aquel caso; de lo que quedó Camacho y sus valedores tan corridos que remitieron su venganza a las manos, y, desenvainando muchas espadas, arremetieron a Basilio, en cuyo favor en un instante se desenvainaron casi otras tantas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Oía todo esto Sancho, y dijo entre sí: —Este mi amo, cuando yo hablo cosas de meollo y de sustancia, suele decir que podría yo tomar un púlpito en las manos y irme por ese mundo adelante predicando lindezas, y yo digo dél que, cuando comienza a enhilar sentencias y a dar consejos, no sólo puede tomar un púlpito en las manos, sino dos en cada dedo y andarse por esas plazas a qué quieres, boca.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Mal haces, Sancho —dijo don Quijote—, en decir mal de tu mujer, que en efecto es madre de tus hijos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Otro libro tengo que le llamo Suplemento a Virgilio Polidoro1144 11, que trata de la invención de las cosas, que es de grande erudición y estudio, a causa que las cosas que se dejó de decir Polidoro de gran sustancia, las averiguo yo y las declaro por gentil estilo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* A lo que él me respondió: «Señor don Quijote, perdóneme vuesa merced, que yo confieso que anduve mal y no dije bien en decir que apenas igualara la señora Dulcinea a la señora Belerma, pues me bastaba a mí haber entendido por no sé qué barruntos que vuesa merced es su caballero, para que me mordiera la lengua antes de compararla sino con el mismo cielo»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Verdad debe de decir mi señor —dijo Sancho—; que como todas las cosas que le han sucedido son por encantamento, quizá lo que a nosotros nos parece un hora, debe de parecer allá tres días con sus noches( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Aquí encaja bien el refrán —dijo Sancho—, de dime con quién andas, decirte he quién eres; ándase vuestra merced con encantados, ayunos y vigilantes, mirad si es mucho que ni coma ni duerma mientras con ellos anduviere; pero perdóneme vuestra merced, señor mío, si le digo que de todo cuanto aquí ha dicho, lléveme Dios, que iba a decir el diablo, si le creo cosa alguna( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cuando Sancho Panza oyó decir esto a su amo, pensó perder el juicio o morirse de risa; que como él sabía la verdad del fingido encanto de Dulcinea, de quien él había sido el encantador y el levantador de tal testimonio, acabó de conocer indubitablemente que su señor estaba fuera de juicio y loco de todo punto, y, así, le dijo: —En mala coyuntura y en peor sazón y en aciago día bajó vuestra merced, caro patrón mío, al otro mundo, y en mal punto se encontró con el señor Montesinos, que tal nos le ha vuelto.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Ni yo tampoco de las de vuestra merced —replicó Sancho—, siquiera me hiera, siquiera me mate por las que le he dicho o por las que le pienso decir si en las suyas no se corrige y enmienda.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Diréisle también que cuando menos se lo piense oirá decir como yo he hecho un juramento y voto, a modo de aquel que hizo el marqués de Mantua, de vengar a su sobrino Baldovinos cuando le halló para espirar en mitad de la montiña, que fue de no comer pan a manteles, con las otras zarandajas que allí añadió, hasta vengarle; y así le haré yo de no sosegar y de andar las siete partidas del mundo, con más puntualidad que las anduvo el infante don Pedro de Portugal, hasta desencantarla».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y no se entienda que por decir bien de aquellos, no lo digo de aquestos, sino que quiero decir que al rigor y estrecheza de entonces no llegan las penitencias de los de agora; pero no por esto dejan de ser todos buenos, a lo menos yo por buenos los juzgo, y cuando todo corra turbio, menos mal hace el hipócrita que se finge bueno que el público pecador( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y por ahora no os quiero decir más, sino que subáis a las ancas deste mi caballo hasta la venta, y allí cenaréis conmigo, y por la mañana seguiréis el camino, que os le dé Dios tan bueno como vuestros deseos merecen( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El paje no aceptó el convite de las ancas, aunque sí el de cenar con él en la venta, y a esta sazón dicen que dijo Sancho entre sí: —¡Válate Dios por señor! Y ¿es posible que hombre que sabe decir tales, tantas y tan buenas cosas como aquí ha dicho, diga que ha visto los disparates imposibles que cuenta de la cueva de Montesinos? Ahora bien, ello dirá( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Donde se apunta la aventura del rebuzno y la graciosa del titerero, con las memorables adivinanzas del mono adivino No se le cocía el pan a don Quijote, como suele decirse, hasta oír y saber las maravillas prometidas del hombre condutor de las armas; fuele a buscar donde el ventero le había dicho que estaba, y hallole, y díjole que en todo caso le dijese luego lo que le había de decir después, acerca de lo que le había preguntado en el camino.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y así lo hizo, ahechándole la cebada y limpiando el pesebre, humildad que obligó al hombre a contarle con buena voluntad lo que le pedía, y, sentándose en un poyo y don Quijote junto a él, teniendo por senado y auditorio al primo, al paje, a Sancho Panza y al ventero, comenzó a decir desta manera: —Sabrán vuesas mercedes que en un lugar que está cuatro leguas y media desta venta, sucedió que a un regidor dél, por industria y engaño de una muchacha criada suya, y esto es largo de contar, le faltó un asno, y aunque el tal regidor hizo las diligencias posibles por hallarle, no fue posible.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Olvidábaseme de decir cómo el tal mase Pedro traía cubierto el ojo izquierdo y casi medio carrillo con un parche de tafetán verde, señal que todo aquel lado debía de estar enfermo; y el ventero prosiguió diciendo: —Sea bien venido vuestra merced, señor mase Pedro; ¿adónde está el mono y el retablo, que no los veo? —Ya llegan cerca —respondió el todo camuza—, sino que yo me he adelantado a saber si hay posada( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Si el patio es espeso y del demonio —dijo Sancho—, sin duda debe de ser muy sucio patio; pero ¿de qué provecho le es al tal maese Pedro tener esos patios? —No me entiendes, Sancho; no quiero decir sino que debe de tener hecho algún concierto con el demonio, de que infunda esa habilidad en el mono con que gane de comer, y después que esté rico le dará su alma, que es lo que este universal enemigo pretende; y háceme creer esto el ver que el mono no responde sino a las cosas pasadas o presentes, y la sabiduría del diablo no se puede estender a más, que las por venir no las sabe, si no es por conjeturas y no todas veces; que a sólo Dios está reservado conocer los tiempos y los momentos y para Él no hay pasado ni porvenir, que todo es presente; y siendo esto así, como lo es, está claro que este mono habla con el estilo del diablo, y estoy maravillado como no le han acusado al Santo Oficio, y examinándole, y sacado de cuajo en virtud de quién adivina; porque cierto está que este mono no es astrólogo, ni su amo ni él alzan, ni saben alzar estas figuras que llaman judiciarias, que tanto ahora se usan en España, que no hay mujercilla ni paje ni zapatero de viejo que no presuma de alzar una figura, como si fuera una sota de naipes del suelo, echando a perder con sus mentiras e ignorancias la verdad maravillosa de la ciencia.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¿Cómo alguna? —respondió maese Pedro—; sesenta mil encierra en sí este mi retablo: dígole a vuesa merced, mi señor don Quijote, que es una de las cosas más de ver que hoy tiene el mundo, y operibus credite, et non verbis116655 ; y manos a labor, que se hace tarde y tenemos mucho que hacer y que decir y que mostrar( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Puestos, pues, todos cuantos había en la venta y algunos en pie frontero del116666 retablo, y acomodados don Quijote, Sancho, el paje y el primo en los mejores lugares, el trujamán comenzó a decir lo que oirá y verá el que le oyere, o viere el capítulo siguiente( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En resolución, ¡viva la andante caballería sobre cuantas cosas hoy viven en la tierra! —Viva en hora buena —dijo a esta sazón con voz enfermiza maese Pedro—, y muera yo, pues soy tan desdichado que puedo decir con el rey don Rodrigo: Ayer fui señor de España, y hoy no tengo una almena que pueda decir que es mía( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Ninguno nos lo podrá decir mejor que mi mono —dijo maese Pedro—, pero no habrá diablo que ahora le tome; aunque imagino que el cariño y la hambre le han de forzar a que me busque esta noche, y amanecerá Dios, y verémonos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Donde se da cuenta quiénes eran maese Pedro y su mono, con el mal suceso que don Quijote tuvo en la aventura del rebuzno, que no la acabó como él quisiera y como lo tenía pensado Entra Cide Hamete, coronista desta grande historia, con estas palabras en este capítulo: «Juro como católico cristiano»; a lo que su traductor dice que el jurar Cide Hamete como católico cristiano, siendo él moro como sin duda lo era, no quiso decir otra cosa sino que, así como el católico cristiano, cuando jura, jura o debe jurar verdad y decirla en lo que dijere, así él la decía como si jurara como cristiano católico en lo que quería escribir de don Quijote, especialmente en decir quién era maese Pedro y quién el mono adivino que traía admirados todos aquellos pueblos con sus adivinanzas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Esto es lo que hay que decir de maese Pedro y de su mono.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Por esta insignia sacó don Quijote que aquella gente debía de ser del pueblo del rebuzno, y así se lo dijo a Sancho, declarándole lo que en el estandarte venía escrito; díjole también que el que les había dado noticia de aquel caso se había errado en decir que dos regidores habían sido los que rebuznaron; pero, que según los versos del estandarte, no habían sido sino alcaldes.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No estoy para responder —respondió Sancho—, porque me parece que hablo por las espaldas; subamos y apartémonos de aquí, que yo pondré silencio en mis rebuznos; pero no puedo dejar de decir que los caballeros andantes huyen, y dejan a sus buenos escuderos molidos como alheña o como cibera en poder de sus enemigos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Longinquos —respondió don Quijote—, quiere decir «apartados», y no es maravilla que no lo entiendas, que no estás tú obligado a saber latín, como algunos que presumen que lo saben, y lo ignoran( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y tórnote a decir que te tientes y pesques; que yo para mí tengo que estás más limpio que un pliego de papel liso y blanco( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¿Qué diablos de ciudad, fortaleza o castillo, dice vuesa merced, señor? —dijo Sancho—; ¿no echa de ver que aquellas son aceñas que están en el río, donde se muele el trigo? —Calla, Sancho —dijo don Quijote—, que aunque parecen aceñas, no lo son, y ya te he dicho que todas las cosas trastruecan y mudan de su ser natural los encantos; no quiero decir que las mudan de en uno en otro ser realmente, sino que lo parece, como lo mostró la experiencia en la transformación de Dulcinea, único refugio de mis esperanzas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Así es verdad —respondió Sancho—, pero al buen pagador no le duelen prendas, y en casa llena presto se guisa la cena; quiero decir que a mí no hay que decirme ni advertirme de nada; que para todo tengo y de todo se me alcanza un poco( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Partió Sancho de carrera, sacando de su paso al rucio, y llegó donde la bella cazadora estaba, y, apeándose, puesto ante ella de hinojos, le dijo: —Hermosa señora: aquel caballero que allí se parece, llamado el Caballero de los Leones, es mi amo, y yo soy un escudero suyo, a quien llaman en su casa Sancho Panza; este tal Caballero de los Leones, que no ha mucho que se llamaba el de la Triste Figura, envía por mí a decir a vuestra grandeza sea servida de darle licencia para que, con su propósito y beneplácito y consentimiento, él venga a poner en obra su deseo, que no es otro, según él dice y yo pienso, que de servir a vuestra encumbrada altanería y fermosura; que en dársela vuestra señoría hará cosa que redunde en su pro, y él recibirá señaladísima merced y contento( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Preguntole la duquesa (cuyo título aún no se sabe): —Decidme, hermano escudero, este vuestro señor, ¿no es uno de quien anda impresa una historia que se llama del Ingenioso Hidalgo don Quijote de la Mancha, que tiene por señora de su alma a una tal Dulcinea del Toboso? —El mesmo es, señora —respondió Sancho—, y aquel escudero suyo que anda, o debe de andar, en la tal historia, a quien llaman Sancho Panza, soy yo, si no es que me trocaron en la cuna, quiero decir que me trocaron en la estampa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Mi escudero, que Dios maldiga, mejor desata la lengua para decir malicias que ata y cincha una silla para que esté firme; pero, comoquiera que yo me halle, caído o levantado, a pie o a caballo, siempre estaré al servicio vuestro y al de mi señora la duquesa, digna consorte vuestra y digna señora de la hermosura y universal princesa de la cortesía( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Ya estaba a esta sazón libre Sancho Panza del lazo, y, hallándose allí cerca, antes que su amo respondiese, dijo: —No se puede negar, sino afirmar, que es muy hermosa mi señora Dulcinea del Toboso; pero donde menos se piensa se levanta la liebre, que yo he oído decir que esto que llaman naturaleza es como un alcaller que hace vasos de barro, y el que hace un vaso hermoso también puede hacer dos, y tres, y ciento; dígolo, porque mi señora la duquesa a fee que no va en zaga a mi ama la señora Dulcinea del Toboso( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tanto que mejor —dijo el duque—, porque muchas gracias no se pueden decir con pocas palabras; y porque no se nos vaya el tiempo en ellas, venga el gran Caballero de la Triste Figura( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —De los Leones ha de decir vuestra alteza —dijo Sancho—; que ya no hay Triste Figura ni figuro( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues en verdad —respondió Sancho— que he oído yo decir a mi señor, que es zahorí de las historias, contando aquella de Lanzarote 513 514cuando de Bretaña vino, que damas curaban dél, y dueñas del su rocino; y que en el particular de mi asno, que no le trocara yo con el rocín del señor Lanzarote( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apenas hubo dicho esto Sancho cuando don Quijote tembló, creyendo, sin duda alguna, que había de decir alguna necedad.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues lo que quiero decir —dijo Sancho—, es tan verdad que mi señor don Quijote, que está presente, no me dejará mentir( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y el cuento que quiero decir es este( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tú das tantos testigos, Sancho, y tantas señas que no puedo dejar de decir que debes de decir verdad; pasa adelante y acorta el cuento, porque llevas camino de no acabar en dos días( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El eclesiástico, que oyó decir de gigantes, de follones y de encantos, cayo en la cuenta de que aquel debía de ser don Quijote de la Mancha, cuya historia leía el duque de ordinario, y él se lo había reprehendido muchas veces, diciéndole que era disparate leer tales disparates, y enterándose ser verdad lo que él sospechaba, con mucha cólera, hablando con el duque, le dijo: —Vuestra excelencia, señor mío, tiene que dar cuenta a nuestro Señor de lo que hace este buen hombre.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Lo cual visto por el eclesiástico, se levantó de la mesa mohíno a demás, diciendo: —Por el hábito que tengo, que estoy por decir que es tan sandio vuestra excelencia como estos pecadores; mirad si no han de ser ellos locos, pues los cuerdos canonizan sus locuras; quédese vuestra excelencia con ellos; que, en tanto que estuvieren en casa, me estaré yo en la mía y me escusaré de reprehender lo que no puedo remediar( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, sin decir más ni comer más, se fue, sin que fuesen parte a detenerle los ruegos de los duques, aunque el duque no le dijo mucho, impedido de la risa que su impertinente cólera le había causado.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, así, según las leyes del maldito duelo, yo puedo estar agraviado mas no afrentado, porque los niños no sienten, ni las mujeres, ni pueden huir, ni tienen para qué esperar; y lo mesmo los constituidos en la sacra religión, porque estos tres géneros de gente carecen de armas ofensivas y defensivas, y así, aunque naturalmente estén obligados a defenderse, no lo están para ofender a nadie, y, aunque poco ha dije que yo podía estar agraviado, agora digo que no, en ninguna manera, porque quien no puede recebir afrenta menos la puede dar; por las cuales razones yo no debo sentir, ni siento, las que aquel buen hombre me ha dicho; sólo quisiera que esperara algún poco para darle a entender en el error en que está en pensar y decir que no ha habido ni los hay caballeros andantes en el mundo; que, si lo tal oyera Amadís o uno de los infinitos de su linaje, yo sé que no le fuera bien a su merced( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Digo, señora —respondió él—, que en las cortes de los otros príncipes siempre he oído decir que en levantando los manteles dan agua a las manos, pero no lejía a las barbas; y que por eso es bueno vivir mucho por ver mucho, aunque también dicen que el que larga vida vive mucho mal ha de pasar, puesto que pasar por un lavatorio de estos antes es gusto que trabajo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sospiró don Quijote oyendo lo que la duquesa le mandaba, y dijo: —Si yo pudiera sacar mi corazón y ponerle ante los ojos de vuestra grandeza, aquí sobre esta mesa y en un plato, quitara el trabajo a mi lengua de decir lo que apenas se puede pensar, porque vuestra excelencia la viera en él toda retratada; pero ¿para qué es ponerme yo ahora a delinear y describir punto por punto y parte por parte la hermosura de la sin par Dulcinea, siendo carga digna de otros hombros que de los míos, empresa en quien se debían ocupar los pinceles de Parrasio, de Timantes y de Apeles, y los buriles de Lisipo, para pintarla y grabarla en tablas, en mármoles y en bronces, y la retórica ciceroniana y demostina para alabarla? —¿Qué quiere decir demostina, señor don Quijote? —preguntó la duquesa—; que es vocablo que no le he oído en todos los días de mi vida( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Retórica demostina, respondió don Quijote—, es lo mismo que decir retórica de Demóstenes, como ciceroniana de Cicerón, que fueron los dos mayores retóricos del mundo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No hay más que decir —dijo la duquesa—; pero si con todo eso hemos de dar crédito a la historia que del señor don Quijote de pocos días a esta parte ha salido a la luz del mundo, con general aplauso de las gentes, della se colige, si mal no me acuerdo, que nunca vuesa merced ha visto a la señora Dulcinea y que esta tal señora no es en el mundo, sino que es dama fantástica, que vuesa merced la engendró y parió en su entendimiento, y la pintó con todas aquellas gracias y perfeciones que quiso( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —En eso hay mucho que decir —respondió don Quijote—; Dios sabe si hay Dulcinea o no en el mundo, o si es fantástica o no es fantástica; y estas no son de las cosas cuya averiguación se ha de llevar hasta el cabo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Así es —dijo el duque—, pero hame de dar licencia el señor don Quijote para que diga lo que me fuerza a decir la historia que de sus hazañas he leído, de donde se infiere, que, puesto que se conceda que hay Dulcinea en el Toboso o fuera dél, y que sea hermosa en el sumo grado que vuesa merced nos la pinta, en lo de la alteza del linaje no corre parejas con las Orianas, con las Alastrajareas, con las Madásimas, ni con otras deste jaez de quien están llenas las historias que vuesa merced bien sabe( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —A eso puedo decir —respondió don Quijote—, que Dulcinea es hija de sus obras y que las virtudes adoban la sangre, y que en más se ha de estimar y tener un humilde virtuoso que un vicioso levantado.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Quiero inferir de lo dicho, que podría ser que yo tuviese alguna gracia destas, no del no poder ser ferido, porque muchas veces la experiencia me ha mostrado que soy de carnes blandas y no nada impenetrables, ni la de no poder ser encantado, que ya me he visto metido en una jaula, donde todo el mundo no fuera poderoso a encerrarme, si no fuera a fuerzas de encantamentos; pero pues de aquel me libré, quiero creer que no ha de haber otro alguno que me empezca, y, así, viendo estos encantadores que con mi persona no pueden usar de sus malas mañas, vénganse en las cosas que más quiero, y quieren quitarme la vida maltratando la de Dulcinea, por quien yo vivo; y, así, creo que cuando mi escudero le llevó mi embajada, se la convirtieron en villana y ocupada en tan bajo ejercicio como es el de ahechar trigo; pero ya tengo yo dicho que aquel trigo ni era rubión ni trigo, sino granos de perlas orientales; y para prueba desta verdad quiero decir a vuestras magnitudes como, viniendo poco ha por El Toboso, jamás pude hallar los palacios de Dulcinea; y que otro día, habiéndola visto Sancho, mi escudero, en su mesma figura, que es la más bella del orbe, a mí me pareció una labradora tosca y fea y no nada bien razonada, siendo la discreción del mundo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* A estas razones, sin responder con alguna, se levantó Sancho de la silla, y con pasos quedos, el cuerpo agobiado y el dedo puesto sobre los labios, anduvo por toda la sala levantando los doseles, y luego, esto hecho, se volvió a sentar y dijo: —Ahora, señora mía, que he visto que no nos escucha nadie de solapa, fuera de los circunstantes, sin temor ni sobresalto, responderé a lo que se me ha preguntado y a todo aquello que se me preguntare; y lo primero que digo es que yo tengo a mi señor don Quijote por loco rematado, puesto que algunas veces dice cosas que, a mi parecer y aun de todos aquellos que le escuchan, son tan discretas y por tan buen carril encaminadas, que el mesmo Satanás no las podría decir mejores; pero, con todo esto, verdaderamente y sin escrúpulo, a mí se me ha asentado que es un mentecato.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Tan buen pan hacen aquí como en Francia, y de noche todos los gatos son pardos, y asaz de desdichada es la persona que a las dos de la tarde no se ha desayunado; y no hay estomago que sea un palmo mayor que otro, el cual se puede llenar, como suele decirse, de paja y de heno, y las avecitas del campo tienen a Dios por su proveedor y despensero; y más calientan cuatro varas de paño de Cuenca que otras cuatro de limiste de Segovia; y al dejar este mundo y meternos la tierra adentro, por tan estrecha senda va el príncipe como el jornalero, y no ocupa más pies de tierra el cuerpo del papa que el del sacristán, aunque sea más alto el uno que el otro; que al entrar en el hoyo todos nos ajustamos y encogemos, o nos hacen ajustar y encoger, mal que nos pese, y a buenas noches; y torno a decir que si vuestra señoría no me quisiere dar la ínsula por tonto, yo sabré no dárseme nada por discreto; y yo he oído decir que detrás de la cruz está el diablo, y que no es oro todo lo que reluce; y que de entre los bueyes, arados y coyundas sacaron al labrador Bamba para ser rey de España, y de entre los brocados, pasatiempos y riquezas sacaron a Rodrigo para ser comido de culebras, si es que las trovas de los romances antiguos no mienten( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, según esto, mucha razón tiene este señor en decir que quiere más ser más labrador que rey, si le han de comer sabandijas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No, sino ándense a cada triquete conmigo a dime y direte, «Sancho lo dijo, Sancho lo hizo, Sancho tornó y Sancho volvió», como si 529 530Sancho fuese algún quienquiera, y no fuese el mismo Sancho Panza, el que anda ya en libros por ese mundo adelante, según me dijo Sansón Carrasco, que, por lo menos, es persona bachillerada por Salamanca; y los tales no pueden mentir, si no es cuando se les antoja o les viene muy a cuento; así que no hay para qué nadie se tome conmigo, y pues que tengo buena fama y, según oí decir a mi señor, que más vale el buen nombre que las muchas riquezas, encájenme ese gobierno y verán maravillas; que quien ha sido buen escudero será buen gobernador( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Haya lo que hubiere —replicó Sancho—, que al buen pagador no le duelen prendas, y más vale al que Dios ayuda, que al que mucho madruga, y tripas llevan pies, que no pies a tripas; quiero decir que, si Dios me ayuda y yo hago lo que debo con buena intención, sin duda que gobernaré mejor que un gerifalte; no sino pónganme el dedo en la boca, y verán si aprieto o no( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De mí sé decir que me dan más gusto que otros, aunque sean mejor traídos y con más sazón acomodados( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Alzada y puesta en pie esta Muerte viva, con voz algo dormida y con lengua no muy despierta, comenzó a decir desta manera: —Yo soy Merlín, aquel que las historias dicen que tuve por mi padre al diablo, (mentira autorizada de los tiempos), príncipe de la mágica y monarca y archivo de la ciencia zoroástrica, émulo a las edades y a los siglos, que solapar pretenden las hazañas de los andantes bravos caballeros, a quien yo tuve y tengo gran cariño( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apenas acabó de decir esto Sancho, cuando levantándose en pie la argentada ninfa que junto al espíritu de Merlín venía, quitándose el sutil velo del rostro, le descubrió tal, que a todos pareció más que demasiadamente hermoso, y con un desenfado varonil y con una voz no muy adamada, hablando derechamente con Sancho Panza, dijo: —¡Oh malaventurado escudero, alma de cántaro, corazón de alcornoque, de entrañas guijeñas y apedernaladas!; si te mandaran, ladrón desuellacaras, que te arrojaras de una alta torre al suelo, si te pidieran, enemigo del género humano, que te comieras una docena de sapos, dos de lagartos y tres de culebras, si te persuadieran a que mataras a tu mujer y a tus hijos con algún truculento y agudo alfanje, no fuera maravilla que te mostraras melindroso y esquivo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Don Quijote, mi amo, según he oído decir en esta tierra, es un loco cuerdo y un mentecato gracioso, y que yo no le voy en zaga.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En acabando la duquesa de leer la carta, dijo a Sancho: —En dos cosas anda un poco descaminado el buen gobernador: la una, en decir o dar a entender que este gobierno se le han dado por los azotes que se ha de dar, sabiendo él, que no lo puede negar, que, cuando el duque mi señor se le prometió, no se soñaba haber azotes en el mundo; la otra es que se muestra en ella muy codicioso, y no querría que orégano fuese, porque la codicia rompe el saco, y el gobernador codicioso hace la justicia desgobernada( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y tosió luego, y manoseose la barba de arriba abajo con entrambas manos, y con mucho sosiego estuvo atendiendo la respuesta del duque, que fue: —Ya, buen escudero Trifaldín de la Blanca Barba, ha muchos días que tenemos noticia de la desgracia de mi señora la condesa Trifaldi, a quien los encantadores la hacen llamar la dueña Dolorida; bien podéis, estupendo escudero, decirle que entre y que aquí está el valiente caballero don Quijote de la Mancha, de cuya condición generosa puede prometerse con seguridad todo amparo y toda ayuda, y asimismo le podréis decir de mi parte que, si mi favor 543 544le fuere necesario, no le ha de faltar, pues ya me tiene obligado a dársele el ser caballero, a quien es anejo y concerniente favorecer a toda suerte de mujeres, en especial a las dueñas viudas, menoscabadas y doloridas, cual lo debe estar su señoría( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Donde se prosigue la famosa aventura de la dueña Dolorida En estremo se holgaron el duque y la duquesa de ver cuán bien iba respondiendo a su intención don Quijote, y a esta sazón dijo Sancho: —No querría yo que esta señora dueña pusiese algún tropiezo a la promesa de mi gobierno, porque yo he oído decir a un boticario toledano, que hablaba como un silguero, que donde interviniesen dueñas no podía suceder cosa buena.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Yo me meto, que puedo meterme, como escudero que ha aprendido los términos de la cortesía en la escuela de vuesa merced, que es el más cortés y bien criado caballero que hay en toda la cortesanía, y en estas cosas, según he oído decir a vuesa merced, tanto se pierde por carta de más como por carta de menos, y al buen entendedor, pocas palabras( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sosegados todos y puestos en silencio, estaban esperando quién le había de romper, y fue la dueña Dolorida con estas palabras: —Confiada estoy, señor poderosísimo, hermosísima señora y discretísimos circunstantes, que ha de hallar mi cuitísima en vuestros valerosísimos pechos acogimiento no menos plácido que generoso y doloroso; porque ella es tal que es bastante a enternecer los mármoles y a ablandar los diamantes y a molificar los aceros de los más endurecidos corazones del mundo; pero antes que salga a la plaza de vuestros oídos, por no decir orejas, quisiera que me hicieran sabidora si está en este gremio, corro y compañía, el acendradísimo caballero don Quijote de la Manchísima, y su escuderísimo Panza( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —El Panza —antes que otro respondiese, dijo Sancho— aquí está, y el don Quijotísimo asimismo; y, así, podréis, dolorosísima dueñísima, decir lo que quisieridísimis; que todos estamos prontos y aparejadísimos a ser vuestros servidorísimos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Yo soy don Quijote de la Mancha, cuyo asumpto es acudir a toda suerte de menesterosos y, siendo esto así como lo es, no habéis menester, señora, captar benevolencias ni buscar preámbulos, sino a la llana y sin rodeos decir vuestros males; que oídos os escuchan que sabrán, si no remediarlos, dolerse dellos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero ¿dónde me divierto? ¡Ay de mí, desdichada! ¿Qué locura o qué desatino me lleva a contar las ajenas faltas, teniendo tanto que decir de las mías? ¡Ay de mí, otra vez, sin ventura!, que no me rindieron los versos sino mi simplicidad; no me ablandaron las músicas sino mi liviandad; mi mucha ignorancia y mi poco advertimiento abrieron el camino y desembarazaron la senda a los pasos de don Clavijo, que este es el nombre del referido caballero; y así, siendo yo la medianera, él se halló una y muy muchas veces en la estancia de la por mí y no por él engañada Antonomasia debajo del título de verdadero esposo; que, aunque pecadora, no consintiera que, sin ser su marido, la llegara a la vira de la suela de sus zapatillas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Finalmente, hizo traer ante sí todas las dueñas de palacio, que fueron estas que están presentes, y después de haber exagerado nuestra culpa y vituperado las condiciones de las dueñas, sus malas mañas y peores trazas, y, cargando a todas la culpa que yo sola tenía, dijo que no quería con pena capital castigarnos, sino con otras penas dilatadas que nos diesen una muerte civil y continua, y en aquel mismo momento y punto que acabó de decir esto, sentimos todas que se nos abrían los poros de la cara y que por toda ella nos punzaban como con puntas de agujas; acudimos luego con las manos a los rostros y hallámonos de la manera que ahora veréis( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y luego la Dolorida y las demás dueñas alzaron los antifaces con que cubiertas venían, y descubrieron los rostros todos poblados de barbas, cuáles rubias, cuáles negras, cuáles blancas, y cuáles albarrazadas, de cuya vista mostraron quedar admirados el duque y la duquesa, pasmados don Quijote y Sancho, y atónitos todos los presentes, y la Trifaldi prosiguió: —Desta manera nos castigó aquel follón y malintencionado de Malambruno, cubriendo la blandura y morbidez de nuestros rostros con la aspereza destas cerdas; que pluguiera al cielo que antes con su desmesurado alfanje nos hubiera derribado las testas, que no que nos asombrara la luz de nuestras caras con esta borra que nos cubre, porque si entramos en cuenta, señores míos (y esto que voy a decir agora lo quisiera decir hechos mis ojos fuentes, pero la consideración de nuestra desgracia y los mares que hasta aquí han llovido, los tienen sin humor y secos como aristas, y, así, lo diré sin lágrimas), digo, pues, que ¿adónde podrá ir una dueña con barbas? ¿Qué padre o qué madre se dolerá della? ¿Quién la dará ayuda? Pues aun cuando tiene la tez lisa y el rostro martirizado con mil suertes de menjurjes y mudas apenas halla quien bien la quiera, ¿qué hará cuando descubra hecho un bosque su rostro? ¡Oh dueñas y compañeras mías, en desdichado punto nacimos, en hora menguada nuestros padres nos engendraron! 551 177 «¿Quién al oírlo podrá contener las lágrimas?» Cita burlesca de la Eneida de Virgilio( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero, ¡qué escriban a secas: «Don Paralipomenón de las Tres Estrellas acabó la aventura de los seis vestiglos», sin nombrar la persona de su escudero que se halló presente a todo, como si no fuera en el mundo! Ahora, señores, vuelvo a decir que mi señor se puede ir solo, y buen provecho le haga; que yo me quedaré aquí en compañía de la duquesa mi señora, y podría ser que cuando volviese hallase mejorada la causa de la señora Dulcinea en tercio y quinto; porque pienso, en los ratos ociosos y desocupados, darme una tanda de azotes que no me la cubra pelo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Mal estáis con las dueñas, Sancho amigo —dijo la duquesa—; mucho os vais tras la opinión del boticario toledano; pues a fe que no tenéis razón: que dueñas hay en mi casa que pueden ser ejemplo de dueñas; que aquí está mi doña Rodríguez que no me dejará decir otra cosa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y ¿qué dirán mis insulanos cuando sepan que su gobernador se anda paseando por los vientos? Y otra cosa más: que habiendo tres mil y tantas leguas de aquí a Candaya, si el caballo se cansa, o el gigante se enoja, tardaremos en dar la vuelta media docena de años, y ya ni habrá ínsula, ni ínsulos en el mundo que me conozcan; y pues se dice comúnmente que en la tardanza va el peligro y que cuando te dieren la vaquilla acudas con la soguilla, perdónenme las barbas de estas señoras, que bien se está San Pedro en Roma; quiero decir que bien me estoy en esta casa, donde tanta merced se me hace, y de cuyo dueño tan gran bien espero, como es verme gobernador( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No sé lo que es —respondió Sancho Panza—; sólo sé decir que si la señora Magallanes, o Magalona, se contentó destas ancas, que no debía de ser muy tierna de carnes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Vengo, pues, y tomo, y ¿qué hago? Sin decir nada a nadie, ni a mi señor tampoco, bonita y pasitamente me apeé de Clavileño y me entretuve con las cabrillas, que son como unos alhelíes y como unas flores, casi tres cuartos de hora, y Clavileño no se movió de un lugar, ni pasó adelante( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Y ¿en tanto que el buen Sancho se entretenía con las cabras —preguntó el duque—, en qué se entretenía el señor don Quijote? A lo que don Quijote respondió: —Como todas estas cosas y estos tales sucesos van fuera del orden natural, no es mucho que Sancho diga lo que dice; de mí sé decir que ni me descubrí por alto ni por bajo, ni vi el cielo, ni la tierra, ni la mar, ni las arenas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Decidme, Sancho —preguntó el duque—, ¿vistes allá entre esas cabras algún cabrón? —No señor —respondió Sancho—, pero oí decir que ninguno pasaba de los cuernos de la luna( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y aquí entra y encaja bien el decir que hay buena y mala fortuna en las pretensiones.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Haz gala, Sancho, de la humildad de tu linaje y no te desprecies de decir que vienes de labradores; porque, viendo que no te corres, ninguno se pondrá a correrte, y préciate más de ser humilde virtuoso que pecador soberbio.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* don Quijote le dijo: —Erutar, Sancho, quiere decir regoldar; y este es uno de los más torpes vocablos que tiene la lengua castellana, aunque es muy sinificativo; y, así, la gente curiosa se ha acogido al latín, y al regoldar dice erutar, y a los regüeldos, erutaciones; y cuando algunos no entienden estos términos, importa poco, que el uso los irá introduciendo con el tiempo, que con facilidad se entiendan, y esto es enriquecer la lengua sobre quien tiene poder el vulgo y el uso( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Mas yo tendré cuenta de aquí adelante de decir los que convengan a la gravedad de mi cargo; que en casa llena presto se guisa la cena; y quien destaja no baraja; y a buen salvo está el que repica; y el dar y el tener seso ha menester( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Dime, ¿dónde los hallas, ignorante, o cómo los aplicas, mentecato?; que para decir yo uno, y aplicarle bien, sudo y trabajo como si cavase( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Por Dios, Sancho —dijo don Quijote—, que, por solas estas últimas razones que has dicho, juzgo que mereces ser gobernador de mil ínsulas; buen natural tienes, sin el cual no hay ciencia que valga; encomiéndate a Dios y procura no errar en la primera intención; quiero decir que siempre tengas intento y firme propósito de acertar en cuantos negocios te ocurrieren, porque siempre favorece el cielo los buenos deseos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Viendo lo cual el gran gobernador, preguntó al acreedor qué respondía a lo que decía su contrario; y dijo que sin duda alguna su deudor debía de decir verdad, porque le tenía por hombre de bien y buen cristiano, y que a él se le debía de haber olvidado el cómo y cuándo se los había vuelto, y que desde allí en adelante jamás le pidiría nada.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Levantose don Quijote en pie y, poniendo mano a la espada, comenzó a tirar estocadas por la reja y a decir a grandes voces: 581 582—¡Afuera malignos encantadores, afuera canalla hechiceresca; que yo soy don Quijote de la Mancha, contra quien no valen ni tienen fuerza vuestras malas intenciones! Y, volviéndose a los gatos que andaban por el aposento, les tiró muchas cuchilladas; ellos acudieron a la reja, y por allí se salieron, aunque uno, viéndose tan acosado de las cuchilladas de don Quijote, le saltó al rostro y le asió de las narices con las uñas y los dientes, por cuyo dolor don Quijote comenzó a dar los mayores gritos que pudo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y vuelvo a decir que se me vaya Pedro Recio de aquí; si no, tomaré esta silla donde estoy sentado y se la estrellaré en la cabeza, y pídanmelo en residencia118888; que yo me descargaré con decir que hice servicio a Dios en matar a un mal médico, verdugo de la republica.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Otro Tirteafuera tenemos —dijo Sancho—; decid, hermano; que lo que yo os sé decir es que sé muy bien a Miguel Turra, y que no está muy lejos de mi pueblo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Digo, pues —dijo el labrador—, que este mi hijo que ha de ser bachiller se enamoró en el mesmo pueblo de una doncella llamada Clara Perlerina, hija de Andrés Perlerino, labrador riquísimo; y este nombre de Perlerines no les viene de abolengo ni otra alcurnia, sino porque todos los deste linaje son perláticos, y, por mejorar el nombre, los llaman Perlerines, aunque, si va decir la verdad, la doncella es como una perla oriental, y mirada por el lado derecho parece una flor del campo; por el izquierdo no tanto, porque le falta aquel ojo que se le saltó de viruelas; y aunque los hoyos del rostro son muchos y grandes, dicen los que la quieren bien que aquellos no son hoyos, sino sepulturas donde se sepultan las almas de sus amantes.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De los labios no tengo que decir porque son tan sutiles y delicados que, si se usara aspar labios, pudieran hacer dellos una madeja; pero como tienen diferente color de la que en los labios se usa comúnmente, parecen milagrosos, porque son jaspeados de azul y verde y aberenjenado; y perdóneme el señor gobernador, si por tan menudo voy pintando las partes de la que al fin al fin ha de ser mi hija; que la quiero bien y no me parece mal( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Querría, señor —respondió el labrador—, que vuesa merced me hiciese merced de darme una carta de favor para mi consuegro, suplicándole sea servido de que este casamiento se haga, pues no somos desiguales en los bienes de fortuna ni en los de la naturaleza; porque, para decir la verdad, señor gobernador, mi hijo es endemoniado, y no hay día que tres o cuatro veces no le atormenten los malignos espíritus; y de haber caído una vez en el fuego tiene el rostro arrugado como pergamino y los ojos algo llorosos y manantiales; pero tiene una condición de un ángel y, si no es que se aporrea y se da de puñadas él mesmo a sí mesmo, fuera un bendito( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Mirad si queréis otra cosa —dijo Sancho—, y no la dejéis de decir por empacho ni por vergüenza( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, sin esperar respuesta, se salió del aposento, donde quedó don Quijote sosegado y pensativo esperándola; pero luego le sobrevinieron mil pensamientos acerca de aquella nueva aventura, y parecíale ser mal hecho y peor pensado ponerse en peligro de romper a su señora la fe prometida, y decíase a sí mismo: —¿Quién sabe si el diablo, que es sutil y mañoso, querrá engañarme agora con una dueña, lo que no ha podido con emperatrices, reinas, duquesas, marquesas ni condesas? Que yo he oído decir muchas veces y a muchos discretos que, si él puede, antes os la dará roma que aguileña; y ¿quién sabe, si esta soledad, esta ocasión y este silencio despertará mis deseos que duermen, y harán que al cabo de mis años venga a caer donde nunca he tropezado? Y en casos semejantes mejor es huir que esperar la batalla.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* quiero callar, que se suele decir que las paredes tienen oídos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apenas acabó don Quijote de decir esta razón, cuando con un gran golpe abrieron las puertas del aposento, y del sobresalto del golpe se le cayó a doña Rodríguez la vela de la mano y quedó la estancia como boca de lobo, como suele decirse.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Duró la batalla casi media hora, saliéronse las fantasmas, recogió doña Rodríguez sus faldas, y, gimiendo su desgracia, se salió por la puerta afuera, sin decir palabra a don Quijote, el cual doloroso y pellizcado, confuso y pensativo, se quedó solo, donde le dejaremos deseoso de saber quién había sido el perverso encantador que tal le había puesto.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Yo lo creo —respondió Sancho—, y serían ellos unos necios si otra cosa hiciesen o pensasen; y vuelvo a decir que se tenga cuenta con mi sustento y con el de mi rucio, que es lo que en este negocio importa y hace más al caso, y, en siendo hora, vamos a rondar; que es mi intención limpiar esta ínsula de todo genero de inmundicia y de gente vagabunda, holgazana y mal entretenida; porque quiero que sepáis, amigos, que la gente baldía y perezosa es en la republica lo mesmo que los zánganos en las colmenas, que se comen la miel que las trabajadoras abejas hacen.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Agora, escribano —dijo Sancho—, yo sé que hay mucho que decir en eso( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Ella, puestos los ojos en tierra, con honestísima vergüenza, respondió: —No puedo, señor, decir tan en público lo que tanto me importaba fuera secreto; una cosa quiero que se entienda: que no soy ladrón ni persona facinorosa, sino una doncella desdichada a quien la fuerza de unos celos ha hecho romper el decoro que a la honestidad se debe( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Oyendo esto el mayordomo, dijo a Sancho: —Haga, señor gobernador, apartar la gente, porque esta señora con menos empacho pueda decir lo que quisiere( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Aun eso lleva camino —respondió el mayordomo—; que yo conozco a Diego de la Llana y sé que es un hidalgo principal y rico, y que tiene un hijo y una hija, y que después que enviudó no ha habido nadie en todo este lugar que pueda decir que ha visto el rostro de su hija; que la tiene tan encerrada que no da lugar al sol que la vea y, con todo esto, la fama dice que es en estremo hermosa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En casa dicen misa en un rico oratorio y yo en todo este tiempo no he visto que11 9933 el sol del cielo de día y la luna y las estrellas de noche; ni sé qué son calles, plazas ni templos, ni aun hombres, fuera de mi padre y de un hermano mío y de Pedro Pérez el arrendador, que por entrar de ordinario en mi casa, se me antojó decir que era mi padre, por no declarar el mío.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cuando oía decir que corrían toros y jugaban cañas y se representaban comedias, preguntaba a mi hermano, que es un año menor que yo, que me dijese qué cosas eran aquellas y otras muchas que yo no he visto; él me lo declaraba por los mejores modos que sabía, pero todo era encenderme más el deseo de verlo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pocas me quedan por decir —respondió la doncella—, aunque muchas lágrimas sí que llorar, porque los mal colocados deseos no pueden traer consigo otros descuentos que los semejantes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Dice, pues, la historia, que el paje era muy discreto y agudo, y, con deseo de servir a sus señores, partió de muy buena gana al lugar de Sancho, y, antes de entrar en él, vio en un arroyo estar lavando cantidad de mujeres, a quien preguntó si le sabrían decir si en aquel lugar vivía una mujer llamada Teresa Panza, mujer de un cierto Sancho Panza, escudero de un caballero llamado don Quijote de la Mancha, a cuya pregunta se levantó en pie una mozuela que estaba lavando, y dijo: —Esa Teresa Panza es mi madre, y ese tal Sancho mi señor padre, y el tal caballero nuestro amo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Mal año y mal mes para cuantos murmuradores hay en el mundo; y ándeme yo caliente y ríase la gente! ¿Digo bien, madre mía? —Y ¡cómo que dices bien, hija! —respondió Teresa—; y todas estas venturas, y aun mayores me las tiene profetizadas mi buen Sancho, y verás tú, hija, cómo no para hasta hacerme condesa; que todo es comenzar a ser venturosas, y como yo he oído decir muchas veces a tu buen padre, que así como lo es tuyo lo es de los refranes, cuando te dieren la vaquilla, corre con soguilla; cuando te dieren un gobierno, cógele; cuando te dieren un condado, agárrale; y cuando te hicieren tus tus con alguna buena dádiva, envásala.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¿Que todavía se afirma vuesa merced, señor mío —dijo el bachiller—, ser verdad esto del gobierno de Sancho y de que hay duquesa en el mundo que le envíe presentes y le escriba? Porque nosotros, aunque tocamos los presentes y hemos leído las cartas, no lo creemos, y pensamos que esta es una de las cosas de don Quijote nuestro compatrioto, que todas piensa que son hechas por encantamento; y así, estoy por decir que quiero tocar y palpar a vuesa merced, por ver si es embajador fantástico, o hombre de carne y hueso( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Señores, yo no sé más de mí —respondió el paje— sino que soy embajador verdadero, y que el señor Sancho Panza es gobernador efectivo; y que mis señores duque y duquesa pueden dar, y han dado, el tal gobierno; y que he oído decir que en él se porta valentísimamente el tal Sancho Panza.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Hanme dicho que lo hice valerosamente; lo que sé decir a vuesa merced es que es fama en este pueblo que no hay gente más mala que las placeras, porque todas son desvergonzadas, desalmadas y atrevidas, y yo así lo creo por las que he visto en otros pueblos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Estando en esto, para acabar de regocijar la fiesta y dar buen fin a la comida, veis aquí donde entró por la sala el paje que llevó las cartas y presentes a Teresa Panza, mujer del gobernador Sancho Panza, de cuya llegada recibieron gran contento los duques, deseosos de saber lo que le había sucedido en su viaje, y, preguntándoselo, respondió el paje que no lo podía decir tan en público ni con breves palabras, que sus excelencias fuesen servidos de dejarlo para a solas, y que, entretanto, se entretuviesen con aquellas cartas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De que vuesa señoría haya hecho gobernador a Sancho, mi consorte, ha recebido mucho gusto todo este lugar, puesto que no hay quien lo crea, principalmente el cura y mase Nicolás el barbero y Sansón Carrasco el bachiller; pero a mí no se me da nada; que, como ello sea así, como lo es, diga cada uno lo que quisiere, aunque, si va a decir verdad, a no venir los corales y el vestido, tampoco yo lo creyera; porque en este pueblo todos tienen a mi marido por un porro y que, sacado de gobernar un hato de cabras, no pueden imaginar para qué gobierno pueda ser bueno.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El hijo de Pedro de Lobo se ha ordenado de grados y corona, con intención de hacerse clérigo; súpolo Minguilla, la nieta de Mingo Silbato, y hale puesto demanda de que la tiene dada palabra de casamiento; malas lenguas quieren decir que ha estado encinta dél, pero él lo niega a pies juntillas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Por aquí pasó una compañía de soldados; lleváronse de camino tres mozas deste pueblo, no te quiero decir quién son; quizá volverán y no faltará quien las tome por mujeres, con sus tachas buenas o malas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Calló, y, sin decir otra cosa, comenzó a vestirse, todo sepultado en silencio, y todos le miraban y esperaban en qué había de parar la priesa con que se vestía.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Yo no nací para ser gobernador, ni para defender ínsulas ni ciudades de los enemigos que quisieren acometerlas; mejor se me entiende a mí de arar y cavar, podar y ensarmentar las viñas que de dar leyes ni de defender provincias ni reinos; bien se está San Pedro en Roma; quiero decir que bien se está cada uno usando el oficio para que fue nacido: mejor me está a mi una hoz en la mano que un cetro de gobernador; más quiero hartarme de gazpachos que estar sujeto a la miseria de un médico impertinente que me mate de hambre, y más quiero recostarme a la sombra de una encina en el verano, y arroparme con un zamarro de dos pelos en el invierno, en mi libertad, que acostarme con la sujeción del gobierno entre sábanas de holanda, y vestirme de martas cebollinas119999 .( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Vuesas mercedes se queden con Dios y digan al duque mi señor que desnudo nací, desnudo me hallo, ni pierdo ni gano; quiero decir que sin blanca entré en este gobierno y sin ella salgo, bien al revés de como suelen salir los gobernadores de otras ínsulas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* A lo que respondió Sancho: —Mira, Ricote, eso no debió estar en su mano, porque las llevó Juan Tiopieyo, el hermano de tu mujer, y como debe de ser fino moro, fuese a lo más bien parado; y sete decir otra cosa que creo: que vas en balde a buscar 623 206 Augsburgo, en Baviera( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No quiero porfiar, Sancho —dijo Ricote—; pero dime: ¿hallástete en nuestro lugar cuando se partió dél mi mujer, mi hija y mi cuñado? —Sí hallé —respondió Sancho—, y sete decir que salió tu hija tan hermosa que salieron a verla cuantos había en el pueblo, y todos decían que era la más bella criatura del mundo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con esto dio fin a su larga plática Sancho, temiendo siempre don Quijote que había de decir en ella millares de disparates, y cuando le vio acabar con tan pocos, dio en su corazón gracias al cielo, y el duque abrazó a Sancho y le dijo que le pesaba en el alma de que hubiese dejado tan presto el gobierno; pero que él haría de suerte que se le diese en su estado otro oficio de menos carga y de más provecho.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Llegado, pues, el temeroso día, y, habiendo mandado el duque que delante de la plaza del castillo se hiciese un espacioso cadahalso, donde estuviesen los jueces del campo, y las dueñas, madre y hija, demandantes, había acudido de todos los lugares y aldeas circunvecinas infinita gente a ver la novedad de aquella batalla; que nunca otra tal no habían visto ni oído decir en aquella tierra los que vivían ni los que habían muerto( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Viendo lo cual doña Rodríguez y su hija, dando grandes voces, dijeron: —¡Este es engaño, engaño es este! ¡A Tosilos, el lacayo del duque mi señor, nos han puesto en lugar de mi verdadero esposo! ¡Justicia de Dios y del rey de tanta malicia, por no decir bellaquería! —No vos acuitéis, señoras —dijo don Quijote—; que ni esta es malicia ni es bellaquería; y si la es, y no ha sido la causa el duque, sino los malos encantadores que me persiguen, los cuales invidiosos de que yo alcanzase la gloria deste vencimiento, han convertido el rostro de vuestro esposo en el de este que decís que es lacayo del duque.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En efecto, yo entré desnudo en el gobierno y salgo desnudo dél; y, así, podré decir con segura conciencia, que no es poco: «Desnudo nací, desnudo me hallo, ni pierdo ni gano»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Admiráronse los hombres así de la figura como de las razones de don Quijote, sin entender la mitad de lo que en ellas decir quería.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* He oído decir también que en la vergüenza y recato de las doncellas se despuntan y embotan las amorosas saetas; pero en esta Altisidora más parece que se aguzan que despuntan( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Yo de mí sé decir que me rindiera y avasallara la mas mínima razón amorosa suya( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Hideputa, y qué corazón de mármol, qué entrañas de bronce y qué alma de argamasa! Pero no puedo pensar qué es lo que vio esta doncella en vuesa merced que así la rindiese y avasallase; qué gala, qué brío, qué donaire, qué rostro, que cada cosa por sí destas, o todas juntas, le enamoraron; que en verdad, en verdad, que muchas veces me paro a mirar a vuesa merced desde la punta del pie hasta el último cabello de la cabeza, y que veo más cosas para espantar que para enamorar; y, habiendo yo también oído decir que la hermosura es la primera y principal parte que enamora, no teniendo vuesa merced ninguna, no sé yo de qué se enamoró la pobre( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Vista fue esta que admiró a Sancho, suspendió a don Quijote, hizo parar al sol en su carrera para verlas, y tuvo en maravilloso silencio a todos cuatro; en fin, quien primero habló fue una de las dos zagalas, que dijo a don Quijote: —Detened, señor caballero, el paso, y no rompáis las redes; que no para daño vuestro, sino para nuestro pasatiempo ahí están tendidas; y, porque sé que nos habéis de preguntar para qué se han puesto y quién somos, os lo quiero decir en breves palabras.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¡Ay! —dijo la otra—, supliquémosle, amiga, que se quede; que nuestros padres y nuestros hermanos gustarán infinito dello; que también he oído yo decir de su valor y de sus gracias lo mismo que tú me has dicho, y, sobre todo, dicen dél que es el más firme y más leal enamorado que se sabe, y que su dama es una tal Dulcinea del Toboso, a quien en toda España la dan la palma de la hermosura( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Oyendo lo cual Sancho, que con grande atención le había estado escuchando, dando una gran voz, dijo: —¿Es posible que haya en el mundo personas que se atrevan a decir y a jurar que este mi señor es loco? Digan vuesas mercedes, señores pastores, ¿hay cura de aldea, por discreto y por estudiante que sea, que pueda decir lo que mi amo ha dicho, ni hay caballero andante, por mas fama que tenga de valiente, que pueda ofrecer lo que mi amo aquí ha ofrecido? Volviose don Quijote a Sancho y, encendido el rostro y colérico, le dijo: —¿Es posible, oh Sancho, que haya en todo el orbe alguna persona que diga que no eres tonto, aforrado de lo mismo, con no sé qué ribetes de malicioso y de bellaco? ¿Quién te mete a ti en mis cosas y en averiguar si soy discreto o majadero? Calla y no me repliques, sino ensilla, si está desensillado Rocinante; vamos a poner en efecto mi ofrecimiento, que con la razón que va de mi parte, puedes dar por vencidos a todos cuantos quisieren contradecirla( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Llegó el tropel de los lanceros, y uno dellos que venía más delante, a grandes voces comenzó a decir a don Quijote: —¡Apártate, hombre del diablo, del camino; que te harán pedazos estos toros! —¡Ea, canalla —respondió don Quijote—, para mí no hay toros que valgan, aunque sean de los mas bravos que cría Jarama en sus riberas! Confesad, malandrines, así, a carga cerrada, que es verdad lo que yo aquí he publicado; si no, conmigo sois en batalla( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Hay mucho que decir en eso —dijo Sancho—; durmamos por ahora entrambos, y después, Dios dijo lo que será.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sepa vuesa merced que esto de azotarse un hombre a sangre fría es cosa recia, y más si caen los azotes sobre un cuerpo mal sustentado y peor comido; tenga paciencia mi señora Dulcinea; que, cuando menos se cate, me verá hecho una criba de azotes; y hasta la muerte todo es vida, quiero decir que aún yo la tengo, junto con el deseo de cumplir con lo que he prometido( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Parece ser que en otro aposento que junto al de don Quijote estaba, que no le dividía más que un sutil tabique, oyó decir don Quijote: —Por vida de vuesa merced, señor don Jerónimo, que en tanto que trae la cena leamos otro capítulo de la Segunda Parte de don Quijote de la Mancha( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Oyendo decir esto los salteadores, levantaron la voz, diciendo: «¡Viva Roque Guinart muchos años, a pesar de los lladres2211 33 que su perdición procuran! » Mostraron afligirse los capitanes, entristeciose la señora regenta y no se 213 «Ladrones», en catalán( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Iban los peregrinos a dar toda su miseria; pero Roque les dijo que se estuviesen quedos y, volviéndose a los suyos, les dijo: —Destos escudos dos tocan a cada uno, y sobran veinte; los diez se den a estos peregrinos, y los otros diez a este buen escudero, porque pueda decir bien de esta aventura( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pasmáronse todos y ninguno le osó decir palabra; tanta era la obediencia que le tenían.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Verdad es que, si tal vez me sucede que me den la vaquilla, corro con la soguilla; quiero decir que como lo que me dan y uso de los tiempos como los hallo; y quienquiera que hubiere dicho que yo soy comedor aventajado y no limpio, téngase por dicho que no acierta; y de otra manera dijera esto, si no mirara a las barbas honradas que están a la mesa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, apartándose, llegó el otro amigo y preguntole: —Dime, cabeza, ¿qué deseos tiene mi hijo el mayorazgo? —Ya yo he dicho —le respondieron— que yo no juzgo de deseos; pero con todo eso te sé decir que los que tu hijo tiene son de enterrarte( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero la suerte, que de otra manera lo guiaba, ordenó que, ya que la capitana llegaba tan cerca que podían los del bajel oír las voces que desde ella les decían que se rindiesen, dos toraquis, que es como decir dos turcos borrachos, que en el bergantín venían con estos doce, dispararon dos escopetas, con que dieron muerte a dos soldados que sobre nuestras arrumbadas venían.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¿Quién fuera el de corazón tan duro que con estas razones no se ablandara, o, a lo menos, hasta oír las que el triste y lastimado mancebo decir quería? El general le dijo que dijese lo que quisiese, pero que no esperase alcanzar perdón de su conocida culpa.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con esta licencia el mozo comenzó a decir desta manera: 219 Comienza el episodio de la morisca Ana Félix, hija de Ricote, y del cristiano viejo don Gaspar Gregorio( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En la corriente de su desventura fui yo por dos tíos míos llevada a Berbería, sin que me aprovechase decir que era cristiana, como en efecto lo soy, y no de las fingidas ni aparentes sino de las verdaderas y católicas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No me valió con los que tenían a cargo nuestro miserable destierro decir esta verdad ni mis tíos quisieron creerla; antes la tuvieron por mentira y por invención para quedarme en la tierra donde había nacido, y así, por fuerza más que por grado me trujeron consigo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Estando conmigo en estas pláticas, le llegaron a decir cómo venía conmigo uno de los mas gallardos y hermosos mancebos que se podía imaginar.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Dios lo oiga —dijo Sancho—, y el pecado sea sordo; que siempre he oído decir que más vale buena esperanza que ruin posesión( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Alegrose algún tanto don Quijote, y dijo: —En verdad que estoy por decir que me holgara que hubiera sucedido todo al revés, porque me obligara a pasar en Berbería, donde con la fuerza de mi brazo diera libertad no solo a don Gregorio sino a cuantos cristianos cautivos hay en Berbería.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Porque he oído decir que esta que llaman por ahí Fortuna es una mujer borracha y antojadiza y, sobre todo, ciega, y así, no vee lo que hace, ni sabe a quién derriba ni a quién ensalza( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Lo que te sé decir es que no hay fortuna en el mundo, ni las cosas que en él suceden, buenas o malas que sean, vienen acaso, sino por particular providencia de los cielos, y de aquí viene lo que suele decirse que cada uno es artífice de su ventura.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Señor —respondió Sancho—, si va a decir la verdad, yo no me puedo persuadir que los azotes de mis posaderas tengan que ver con los desencantos de los encantados, que es como si dijésemos: «si os duele la cabeza, untaos las rodillas»; a lo menos, yo osaré jurar que en cuantas historias vuesa merced ha leído que tratan de la andante caballería no ha visto algún desencantado por azotes; pero, por sí o por no, yo me los daré, cuando tenga gana y el tiempo me dé comodidad para castigarme( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Mas hay otra cosa que también me admira, quiero decir me admiró entonces, y fue que al primer voleo no quedaba pelota en pie ni de provecho para servir otra vez, y así, menudeaban libros nuevos y viejos que era una maravilla.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De mí te sé decir que, si quisieras paga por los azotes del desencanto de Dulcinea, ya te la hubiera dado tal como buena; pero no sé si vendrá bien con la cura la paga y no querría que impidiese el premio a la medicina.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Don Quijote, que le vio ir con denuedo y con brío, le dijo: —Mira, amigo, que no te hagas pedazos; da lugar que unos azotes aguarden a otros; no quieras apresurarte tanto en la carrera que en la mitad della te falte el aliento; quiero decir que no te des tan recio que te falte la vida antes de llegar al numero deseado; y, porque no pierdas por carta de más ni de menos, yo estaré desde aparte contando por este mi rosario los azotes que te dieres; favorézcate el cielo conforme tu buena intención merece( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No, no, señor —respondió Sancho—; no se ha de decir por mí «a dineros pagados, brazos quebrados».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* que andaba los años pasados en la corte, llamado Mauleón, el cual respondía de repente a cuanto le preguntaban, y preguntándole uno que qué quería decir «Deum de Deo», respondió: «Dé donde diere».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No sé que mala ventura es esta mía —respondió Sancho—, que no sé decir razón sin refrán, ni refrán que no me parezca razón; pero yo me emendaré, si pudiere( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Y ese don Quijote —dijo el nuestro—, ¿traía consigo a un escudero llamado Sancho Panza? —Sí traía —respondió don Álvaro—, y, aunque tenía fama de muy gracioso, nunca le oí decir gracia que la tuviese( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Eso creo yo muy bien —dijo a esta sazón Sancho—, porque el decir gracias no es para todos, y ese Sancho que vuesa merced dice, señor gentilhombre, debe de ser algún grandísimo bellaco, frión y ladrón juntamente; que el verdadero Sancho Panza soy yo, que tengo más gracias que llovidas, y, si no, haga vuesa merced la experiencia y ándese tras de mí por lo menos un año, y verá que se me caen a cada paso, y tales y tantas que, sin saber yo las más veces lo que me digo, hago reír a cuantos me escuchan; y el verdadero don Quijote de la Mancha, el famoso, el valiente y el discreto, el enamorado, el desfacedor de agravios, el tutor de pupilos y huérfanos, el amparo de las viudas, el matador de las doncellas, el que tiene por única señora a la sin par Dulcinea del Toboso, es este señor que está presente, que es mi amo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Yo —dijo don Quijote— no sé si soy bueno, pero sé decir que no soy el malo, para prueba de lo cual quiero que sepa vuesa merced, mi señor don Álvaro Tarfe, que en todos los días de mi vida no he estado en Zaragoza; antes, por haberme dicho que ese don Quijote fantástico se había hallado en las justas desa ciudad, no quise yo entrar en ella, por sacar a las barbas del mundo su mentira, y así, me pasé de claro a Barcelona, archivo de la cortesía, albergue de los estranjeros, hospital de los pobres, patria de los valientes, venganza de los ofendidos y correspondencia grata de firmes amistades y, en sitio y en belleza, única.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Eso haré yo de muy buena gana —respondió don Álvaro—, puesto que cause admiración ver dos don Quijotes y dos Sanchos a un mismo tiempo, tan conformes en los nombres como diferentes en las acciones, y vuelvo a decir y me afirmo que no he visto lo que he visto ni ha pasado por mí lo que ha pasado( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, si no me acuerdo mal, he oído decir al cura de nuestro pueblo que no es de personas cristianas ni discretas mirar en estas niñerías, y aun vuesa merced mismo me lo dijo los días pasados, dándome a entender que eran tontos todos aquellos cristianos que miraban en agüeros; y no es menester hacer hincapié en esto, sino pasemos adelante y entremos en nuestra aldea( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cuando esto le oyeron decir los tres, creyeron sin duda que alguna nueva locura le había tomado.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En fin llegó el último de don Quijote, después de recebidos todos los sacramentos y después de haber abominado con muchas y eficaces razones de los libros de caballerías; hallose el escribano presente y dijo que nunca había leído en ningún libro de caballerías que algún caballero andante hubiese muerto en su lecho tan sosegadamente y tan cristiano como don Quijote, el cual, entre compasiones y lágrimas de los que allí se hallaron, dio su espíritu, quiero decir que se murió( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Decir de memoria
---------------
* Sin decir esta boca es mía
---------------
Coniugazione:3 - dire
Ausiliare:avere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io dico
tu dici
egli dice
noi diciamo
voi dite
essi dicono
Imperfetto
io dicevo
tu dicevi
egli diceva
noi dicevamo
voi dicevate
essi dicevano
Passato remoto
io dissi
tu dicesti
egli disse
noi dicemmo
voi diceste
essi dissero
Passato prossimo
io ho detto
tu hai detto
egli ha detto
noi abbiamo detto
voi avete detto
essi hanno detto
Trapassato prossimo
io avevo detto
tu avevi detto
egli aveva detto
noi avevamo detto
voi avevate detto
essi avevano detto
Trapassato remoto
io ebbi detto
tu avesti detto
egli ebbe detto
noi avemmo detto
voi eveste detto
essi ebbero detto
Futuro semplice
io dirò
tu dirai
egli dirà
noi diremo
voi direte
essi diranno
Futuro anteriore
io avrò detto
tu avrai detto
egli avrà detto
noi avremo detto
voi avrete detto
essi avranno detto
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io dica
che tu dica
che egli dica
che noi diciamo
che voi diciate
che essi dicano
Passato
che io abbia detto
che tu abbia detto
che egli abbia detto
che noi abbiamo detto
che voi abbiate detto
che essi abbiano detto
Imperfetto
che io dicessi
che tu dicessi
che egli dicesse
che noi dicessimo
che voi diceste
che essi dicessero
Trapassato
che io avessi detto
che tu avessi detto
che egli avesse detto
che noi avessimo detto
che voi aveste detto
che essi avessero detto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io direi
tu diresti
egli direbbe
noi diremmo
voi direste
essi direbbero
Passato
io avrei detto
tu avresti detto
egli avrebbe detto
noi avremmo detto
voi avreste detto
essi avrebbero detto
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
di'/di
dica
diciamo
dite
dicano
Futuro
-
dirai
dirà
diremo
direte
diranno
INFINITO - attivo
Presente
dire
Passato
avere detto
PARTICIPIO - attivo
Presente
dicente
Passato
detto
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
dicendo
Passato
avendo detto
INDICATIVO - passivo
Presente
io sono detto
tu sei detto
egli é detto
noi siamo detti
voi siete detti
essi sono detti
Imperfetto
io ero detto
tu eri detto
egli era detto
noi eravamo detti
voi eravate detti
essi erano detti
Passato remoto
io fui detto
tu fosti detto
egli fu detto
noi fummo detti
voi foste detti
essi furono detti
Passato prossimo
io sono stato detto
tu sei stato detto
egli é stato detto
noi siamo stati detti
voi siete stati detti
essi sono stati detti
Trapassato prossimo
io ero stato detto
tu eri stato detto
egli era stato detto
noi eravamo stati detti
voi eravate stati detti
essi erano statidetti
Trapassato remoto
io fui stato detto
tu fosti stato detto
egli fu stato detto
noi fummo stati detti
voi foste stati detti
essi furono stati detti
Futuro semplice
io sarò detto
tu sarai detto
egli sarà detto
noi saremo detti
voi sarete detti
essi saranno detti
Futuro anteriore
io sarò stato detto
tu sarai stato detto
egli sarà stato detto
noi saremo stati detti
voi sarete stati detti
essi saranno stati detti
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io sia detto
che tu sia detto
che egli sia detto
che noi siamo detti
che voi siate detti
che essi siano detti
Passato
che io sia stato detto
che tu sia stato detto
che egli sia stato detto
che noi siamo stati detti
che voi siate stati detti
che essi siano stati detti
Imperfetto
che io fossi detto
che tu fossi detto
che egli fosse detto
che noi fossimo detti
che voi foste detti
che essi fossero detti
Trapassato
che io fossi stato detto
che tu fossi stato detto
che egli fosse stato detto
che noi fossimo stati detti
che voi foste stati detti
che essi fossero stati detti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io sarei detto
tu saresti detto
egli sarebbe detto
noi saremmo detti
voi sareste detti
essi sarebbero detti
Passato
io sarei stato detto
tu saresti stato detto
egli sarebbe stato detto
noi saremmo stati detti
voi sareste stati detti
essi sarebbero stati detti
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii detto
sia detto
siamo detti
siate detti
siano detti
Futuro
-
sarai detto
sarà detto
saremo detti
sarete detti
saranno detti
INFINITO - passivo
Presente
essere detto
Passato
essere stato detto
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
detto
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo detto
Passato
essendo stato detto
Conjugacíon: 3 - decir
auxiliar: haber - transitivo
INDICATIVO activo
Presente
yo digo
dices
él/ella dice
nosotros decimos
nosotros decís
ellos/ellas dicen
Imperfecto
yo decía
decías
él/ella decía
nosotros decíamos
vosotros decíais
ellos/ellas decían
Pretérito indefinito
yo dije
dijiste
él/ella dijo
nosotros dijmos
vosotros dijsteis
ellos/ellas dijeron
Preterito perfecto
yo he dicho
has dicho
él/ella ha dicho
nosotros hemos dicho
vosotros habéis dicho
ellos/ellas han dicho
Preterito pluscuamperfecto
yo había dicho
habías dicho
él/ella había dicho
nosotros habíamos dicho
vosotros habíais dicho
ellos/ellas habían dicho
Preterito anterior
yo hube dicho
hubiste dicho
él/ella hubo dicho
nosotros hubimos dicho
vosotros hubisteis dicho
ellos/ellas hubieron dicho
Futuro
yo diré
dirás
él/ella dirá
nosotros diremos
vosotros diréis
ellos/ellas dirán
Futuro perfecto
yo habré dicho
habrás dicho
él/ella habrá dicho
nosotros habremos dicho
vosotros habréis dicho
ellos/ellas habrán dicho
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo diga
digas
él/ella diga
nosotros digamos
nosotros digáis
ellos/ellas digan
Pretérito perfecto
yo haya dicho
hayas dicho
él/ella haya dicho
nosotros hayamos dicho
nosotros hayáis dicho
ellos/ellas hayan dicho
Pretérito imperfetto I
yo dijese
dijeses
él/ella dijese
nosotros dijésemos
nosotros dijeseis
ellos/ellas dijese
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiera dicho
hubieras dicho
él/ella hubiera dicho
nosotros hubiéramos dicho
nosotros hubierais dicho
ellos/ellas hubieran dicho
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese dicho
hubieses dicho
él/ella hubiese dicho
nosotros hubiésemos dicho
nosotros hubieseis dicho
ellos/ellas hubiesen dicho
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo dijere
dijeres
él/ella dijere
nosotros dijéremos
nosotros dijereis
ellos/ellas dijeren
Futuro perfecto
yo hubiere dicho
hubieres dicho
él/ella hubiere dicho
nosotros hubiéremos dicho
nosotros hubiereis dicho
ellos/ellas hubieren dicho
POTENCIAL - activo
Presente
yo diría
dirías
él/ella diría
nosotros diríamos
vosotros diríais
ellos/ellas dirían
Perfecto
yo habría dicho
habrías dicho
él/ella habría dicho
nosotros habríamos dicho
vosotros habríais dicho
ellos/ellas habrían dicho
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
di
diga
digamos
decid
digan
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber dicho
PARTICIPIO - activo
Presente
que dice
Compuesto
dicho
GERUNDIO activo
Presente
diciendo
Compuesto
habiendo dicho
INDICATIVO pasivo
Presente
yo soy dicho
eres dicho
él/ella es dicho
nosotros somos dichos
nosotros seis dichos
ellos/ellas son dichos
Imperfecto
yo era dicho
eras dicho
él/ella era dicho
nosotros èramos dichos
vosotros erais dichos
ellos/ellas eran dichos
Pretérito indefinito
yo fui dicho
fuiste dicho
él/ella fue dicho
nosotros fuimos dichos
vosotros fuisteis dichos
ellos/ellas fueron dichos
Preterito perfecto
yo he sido dicho
has sido dicho
él/ella ha sido dicho
nosotros hemos sido dichos
vosotros habèis sido dichos
ellos/ellas han sido dichos
Preterito pluscuamperfecto
yo había sido dicho
habías sido dicho
él/ella había sido dicho
nosotros habíamos sido dichos
vosotros habías sido dichos
ellos/ellas habían sido dichos
Preterito anterior
yo hube sido dicho
hubiste sido dicho
él/ella hubo sido dicho
nosotros hubimos sido dichos
vosotros hubisteis sido dichos
ellos/ellas hubieron sido dichos
Futuro
yo seré dicho
serás dicho
él/ella será dicho
nosotros seremos dichos
vosotros sereis dichos
ellos/ellas serán dichos
Futuro perfecto
yo habrè sido dicho
habrás sido dicho
él/ella habrá sido dicho
nosotros habremos sido dichos
vosotros habreis sido dichos
ellos/ellas habrán sido dichos
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo sea dicho
seas dicho
él/ella sea dicho
nosotros seamos dichos
nosotros seáis dichos
ellos/ellas sean dichos
Pretérito perfecto
yo haya sido dicho
hayas sido dicho
él/ella haya sido dicho
nosotros hayamos sido dicho
nosotros hayáis sido dicho
ellos/ellas hayan sido dicho
Pretérito imperfetto I
yo fuere dicho
fueres dicho
él/ella fuere dicho
nosotros fuéremos dichos
nosotros fuereis dichos
ellos/ellas fueren dichos
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiere sido dicho
hubieres sido dicho
él/ella hubiere sido dicho
nosotros hubiéremos sido dichos
nosotros hubierei sido dichos
ellos/ellas hubieren sido dichos
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese sido dicho
hubieses sido dicho
él/ella hubiese sido dicho
nosotros hubiésemos sido dichos
nosotros hubieseis sido dichos
ellos/ellas hubiesen sido dichos
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo fuere dicho
fueres dicho
él/ella fuere dicho
nosotros fuéremos dichos
nosotros fuereis dichos
ellos/ellas fueren dichos
Futuro perfecto
yo hubiere sido dicho
hubieres sido dicho
él/ella hubiere sido dicho
nosotros hubiéremos sido dichos
nosotros hubiereis sido dichos
ellos/ellas hubieren sido dichos
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo sería dicho
serías dicho
él/ella sería dicho
nosotros seríamos dichos
vosotros seríais dichos
ellos/ellas serían dichos
Perfecto
yo habría sido dicho
habrías sido dicho
él/ella habría sido dichos
nosotros habríamos sido dichos
vosotros habríais sido dichos
ellos/ellas habrían sido dichos
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé dicho
sea dicho
seamos dichos
sed dichos
sean dichos
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO pasivo
Presente
ser dicho
Compuesto
haber sido dicho
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es dicho
Compuesto
dicho
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo dicho
Compuesto
habiendo sido dicho