Pagina facebook
NihilScio         Home
 

Educational search engine
©2009-2017

Verbi e vocaboli Spagnolo

Italiano

Inglese

á     è   é     ì     í     ò 
ó      ù    ú     ü    ñ     ç   Cerca  frasi:
Italiano
Vocabolario e frasi
* Predominato da una tal fantasia , studiava tutte le maniere di far dimenticare ch'era stato mercante: avrebbe voluto poterlo dimenticare anche lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* - Eh , padre ! - interruppe bruscamente don Rodrigo: - il rispetto ch'io porto al suo abito è grande: ma se qualche cosa potesse farmelo dimenticare , sarebbe il vederlo indosso a uno che ardisse di venire a farmi la spia in casa .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Queste parole fecero svanire il piccolo sdegno d'Agnese , e dimenticare un proponimento che , per verità , non era stato serio .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Però , ad ognuna di queste scappate veniva dietro un pentimento , una gran cura di farle dimenticare , a forza di moine e buone parole .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* La vista della preda fece dimenticare ai vincitori i disegni di vendette sanguinose .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* E quella povera Agnese , come l'avrebbe potuta dimenticare ? Quell'Agnese , che l'aveva scelto , che l'aveva già considerato come una cosa sola con la sua unica figlia , e prima di ricever da lui il titolo di madre , n'aveva preso il linguaggio e il cuore , e dimostrata co' fatti la premura .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Invidiando (giacché non poteva annientarli né dimenticarli) que' tempi in cui era solito commettere l'iniquità senza rimorso , senz'altro pensiero che della riuscita , faceva ogni sforzo per farli tornare , per ritenere o per riafferrare quell'antica volontà , pronta , superba , imperturbata , per convincer se stesso ch'era ancor quello .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Lucia , quando la madre ebbe potuto , non so per qual mezzo , farle sapere che quel tale era vivo e in salvo e avvertito , sentì un gran sollievo , e non desiderava più altro , se non che si dimenticasse di lei ; o , per dir la cosa proprio a un puntino , che pensasse a dimenticarla .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Per tutto cenci e , più ributtanti de' cenci , fasce marciose , strame ammorbato , o lenzoli buttati dalle finestre ; talvolta corpi , o di persone morte all'improvviso , nella strada , e lasciati lì fin che passasse un carro da portarli via , o cascati da' carri medesimi , o buttati anch'essi dalle finestre: tanto l'insistere e l'imperversar del disastro aveva insalvatichiti gli animi , e fatto dimenticare ogni cura di pietà , ogni , riguardo sociale ! Cessato per tutto ogni rumor di botteghe , ogni strepito di carrozze , ogni grido di venditori , ogni chiacchierìo di passeggieri , era ben raro che quel silenzio di morte fosse rotto da altro che da rumor di carri funebri , da lamenti di poveri , da rammarichìo d'infermi , da urli di frenetici , da grida di monatti .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
* Voi volete dimenticarvi di me ; e io non voglio dimenticarmi di voi .(Manzoni-I Promessi sposi)
---------------
- Abbiamo offerto un tale spettacolo, che, via, sarebbe troppa modestia presumere che la gente se ne sia potuta dimenticare...(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Io voglio essere come loro, e non vedermi e dimenticare di esser qua".(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Negli anni del collegio, per modestia, ma anche perché le compagne ricche non dicessero che volesse darsi arie da "signorina" per far dimenticare d'esservi stata accolta per carità, aveva tenuto sempre i capelli come all'orfanotrofio, tutti tirati indietro, lisci lisci, senza un nastro, senza un fiocco e annodati stretti alla nuca.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
La atterriva il fatto, che avesse potuto dimenticare per un momento che lí in quel bujo degli scuri sempre accostati, ci fosse il nonno e che ella avesse potuto trasgredire, senza punto pensarci, all'ordine severissimo dei genitori, da tanto tempo espresso e sempre osservato da tutti, di non entrare cioè in quella stanza se non dopo aver picchiato all'uscio e chiestane licenza (come si dice?): -Permetti nonnino? - ecco, cosí, e poi pian pianino, in punta di piedi, senza fare il minimo rumore.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Naturalmente, sí, perché il povero dottore, via, non aveva potuto farglielo dimenticare.(Pirandello - Novelle per un anno)
---------------
Egli pensò un momento: gli parve di dimenticare qualche cosa , come quando si sta per intraprendere un viaggio e ci si domanda se si è provvisti di tutto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
---------------
«Su, signor Giacomo! Per amore della Luisina!» Il signor Giacomo s'incamminò senz'altro e, guadagnate le stalle, oltre le quali la viottola diventa più umana, parve dimenticare gli scalini e gli scrupoli, la perfida servente e l'I. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ti raccomando tutto da capo e non dimenticarti di me. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
---------------
Ed ecco, la stanchezza la occupava come il nero peso d'un sonnifero e le dava una voglia accorata di piegare il capo su la spalla del compagno e di dimenticarsi in un letargo senza fine. Ed ecco, tutte le forze del suo desiderio con tutte le imagini della voluttà le balzavano dentro e rotavano in una vertigine di delirio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
«Domani, domani!» ella pensava sconvolta come se a un tratto, dopo aver sì crudelmente indugiato, non volesse più attendere. «Potrei fargli dimenticare il suo dolore? Conosce la mia bocca. Che farà egli? Partirà? accompagnerà la salma del suo amico? non mi tornerà più? o quando?»
---------------
Allora entrarono in una felicità inaudita. Deposero le armi, guarirono d'ogni male, dimenticarono la scienza del tormento. Ebbero la tregua celeste. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Tutto quel che hai avuto ed hai ed avrai da lui non vale quel ch'io sola ebbi in un'ora senza pari. O prima o poi non ti rimarrà nulla. Egli potrà dimenticarti, tu potrai dimenticarlo. Ma io non dimenticherò né egli dimenticherà fino alla morte e oltre. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
Un poco si scrollò, inarcando le reni: parve più diritta. S'asciugò col fazzoletto la bocca ch'era ardente come quella ove schiuma l'ansia sibillina dei vaticinii. Poi riprese la sua attitudine. S'era fatta l'ombra nella stanza. Le candele del leggìo la rischiaravano sotto il mento. Un gran ramo bianco di lilla, alzato da un lungo stelo di vetro opalino, le sovrastava come il gonfalone della sua primavera. La sua persona pareva la figura inversa dell'arte di Lunella, nera sul bianco della cassa armonica. Tali la videro le eguali, per non più dimenticarla. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
— Ho ben considerato. È impossibile ch'essa rimanga qui, in queste condizioni. Deve tutto temere dal padre e dallo Sciacallo. La più assidua vigilanza non basta. Ora la villa murata di San Girolamo non soltanto è ottima per quiete e per solitudine ma ha il vantaggio d'esser prossima a una Casa di cura, che è diretta da un uomo d'alto ingegno e di profonda coscienza, e di rigidissima disciplina, nel quale io posso pienamente confidare. Inoltre so che il padre non si oppone a questo trasporto. E non bisogna dimenticare che purtroppo la sua autorità è avvalorata dalla legge, e che conviene per ciò traccheggiare con lui. Non frappongo indugio. Preparo la partenza per domani. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
---------------
* Il metodo fece dimenticare i resultati e il mezzo uccise il fine . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Volevo costringere gli altri a riflettere , a pensare , a riesaminare sé stessi , la propria anima , il loro futuro , i loro ideaU ; volevo ricacciare ognuno dentro di sé , là dove non si scende volentieri ; e metter ciascuno faccia a faccia con sé medesimo , per ravvedersi , per prendere altra via , per accelerare il passo , per non dimenticare — se ancora era in tempo . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ho fatto anch' io le mie brave dichiarazioni con la voce tremante e stringendo le piccole mani , tentando di baciare prirna del tempo la bocca dàlia quale aspettavo il languido si ; sono stato anch' io sotto le finestre di lei , nei mattini pazzi di sole e ne' crepuscoli nebbiosi , ad aspettare il cenno di una mano , il moto di una tendina , l'apparizione di un lume o di un fazzoletto ; ho scritto anch' io centinaia di lettere liricamente e disperatamente invocanti e celebranti , suggellate in fondo dall'eterna e vana parola degli amanti : sempre ; ed ho stretto al mio petto altri petti ; e ho baciato più d'una bocca e ho fatto chiuder molti occhi con le mie carezze ; ed ogni strada fuori di mano mi ricorda un nome , un fiore , una parola — un nome che ora non dico più ; un fiore che sta secco e stiacciato dentro un libro messo da parte ; una parola che vorrei dimenticare . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Vi fu chi propose di costruir case e nominare un governo ; e furon visti uomini e donne abbracciati assieme giù in terra per dimenticare il terrore in quella peccaminosa voluttà . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Uomo di teoria non potevo dimenticare i teorici . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* E via via strappavo i fogli non ancor tutti riempiti di grosse lettere nere e frettolose e mi tormentavo gli occhi con le mani , e fissavo stupidamente gh occhi verso una qualche stupida cosa , eppure tracciavo quasi sognando profili di mostri e di vecchi arcigni barbuti e strappavo altri fogli e maledicevo me stesso e finalmente mi alzavo ad un tratto e gettando via seggiola e penna mi buttavo sul letto , senza poter dormire , senza poter sognare , senza poter dimenticare . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Sono , lo vogliano o no , i cortigiani della moltitudine sovrana che vuol dimenticare la laida vita della giornata ; i buffoni salariati del popolo ; i menestrelli sotto posti della borghesia che fra una fumata e una girata vuol leggere . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Ma che storielle , ma che leggende , ma che tragedie ! Chi s'annoia giochi a scopone o si butti in mare ! E il genio non s'adopri più per regalare letture divertenti ai disoccupati e per ridar vita a chi fu nel passato oppur non fu mai , ma per annunziare nuove vite e vite migliori , e preparare una terra che conosca soltanto i dolori dello spirito e regga sopra di sé uomini che non pensino a dimenticare ma a ricordare e a promettere . (G .Papini - Un uomo finito)
---------------
* Bisognava non combatterlo , ma trascurarlo e dimenticare in certo modo di abbandonarvisi volgendogli le spalle con noncuranza come a compagnia che si riconosce indegna di sé .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Non sapeva dimenticare il testamento finché non me ne aveva data comunicazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Alla morte di mia madre , per dimenticare meglio , egli aveva cambiato stanza , portando con sé nel nuovo ambiente più piccolo , tutti i suoi mobili .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Per dimenticarne il dolore , fu d’uopo che ogni mio sentimento fosse affievolito dagli anni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
---------------
* Del resto il suo intervento fu tanto breve che avrei potuto anche dimenticarlo: Un colpetto al momento giusto , non più forte di quanto occorse per farmi perdere il mio equilibrio labile .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Vi fu poi una lunga epoca della mia vita in cui io mi sforzai di dimenticare la stupida avventura che proprio mi faceva vergognare di quella vergogna che fa gridare e protestare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Mi sentii tanto sereno che volli far dimenticare il risentimento che poco prima avevo manifestato e fui gentilissimo con Ada ed anche con Anna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Ero perciò alquanto distratto e mi ripetevo la lezione per non dimenticarla al momento buono .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Prontamente bisognava chiarire tutto per arrivare subito alla felicità o altrimenti dimenticare tutto e guarire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Guardavo Ada e tentavo di dimenticare tutto il resto compreso l’altro che ci accompagnava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Io feci del mio meglio per dimenticarle e vi riuscii .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
Non so dimenticare una sera che fra tutte fu rilevata da un’espressione di gelosia di Augusta e subito dopo anche da una mia riprovevole indiscrezione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Ricordavo esattamente il movimento del mio occhio e capivo come non sapesse dimenticare chi ne era stato trafitto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
* Non lo rividi mai più , ma non so dimenticarlo per la luce del suo occhio nero e per l’energia ch’emanava da tutta la sua personcina .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
---------------
annegare
= verbo trans. far morire togliendo il respiro con l'immersione in acqua o in altro liquido annegare i dispiaceri nell'alcol , bere per dimenticare
= verbo intr. morire per soffocamento essendo sommersi dall'acqua
---------------
dimenticanza
= il dimenticare - il dimenticarsi
---------------
disapprendere
= verbo trans . dimenticare le nozioni apprese
---------------
disimparare
= verbo trans . dimenticare ciò che si è imparato
---------------
dismentare
= verbo trans . dimenticare .
---------------
nepente
= genere di piante carnivore , proprie dell'indonesia , con foglie a forma di sacchetto -
= bevanda che , secondo gli antichi greci , calmava gli affanni o faceva dimenticare il dolore .
---------------
obliare
= obbliare , verbo trans . dimenticare
---------------
scordevole
= facile a dimenticarsi .
---------------
sdimenticare
= verbo transitivo lo stesso che dimenticare .
---------------
smenticare
= verbo transitivo dimenticare .
---------------
Spagnolo
Vocabolario e frasi
* ¿Queréis ver si es verdad lo que digo? Pues estadme atento y veréis como en un abrir y cerrar de ojos confundo todas vuestras dificultades y remedio todas las faltas que decís que os suspenden y acobardan para dejar de sacar a la luz del mundo la historia de vuestro famoso don Quijote, luz y espejo de toda la caballería andante( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Mas apenas se vio en el campo cuando le asaltó un pensamiento terrible, y tal, que por poco le hiciera dejar la comenzada empresa; y fue que le vino a la memoria que no era armado caballero, y que, conforme a ley de caballería, ni podía ni debía tomar armas con ningún caballero; y, puesto que lo fuera, había de llevar armas blancas, como novel caballero, sin empresa en el escudo, hasta que por su esfuerzo la ganase.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Antojósele en esto a uno de los arrieros que estaban en la venta ir a dar agua a su recua, y fue menester quitar las armas de don Quijote, que estaban sobre la pila, el cual, viéndole llegar, en voz alta le dijo: —¡Oh tú, quienquiera que seas, atrevido caballero, que llegas a tocar las armas del más valeroso andante que jamás se ciñó espada, mira lo que haces y no las toques, si no quieres dejar la vida en pago de tu atrevimiento! No se curó el arriero de estas razones, y fuera mejor que se curara, porque fuera curarse en salud; antes, trabando de las correas, las arrojó gran trecho de sí.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Todo se lo creyó don Quijote y dijo que él estaba allí pronto para obedecerle, y que concluyese con la mayor brevedad que pudiese; porque, si fuese otra vez acometido y se viese armado caballero, no pensaba dejar persona viva en el castillo, excepto aquellas que él le mandase, a quien por su respeto dejaría( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Dábanle voces sus amos que no le diese tanto y que le dejase, pero estaba ya el mozo picado y no quiso dejar el juego hasta envidar todo el resto de su cólera; y, acudiendo por los demás trozos de la lanza, los acabó de deshacer sobre el miserable caído, que, con toda aquella tempestad de palos que sobre él llovía, no cerraba la boca, amenazando al cielo y a la tierra y a los malandrines, que tal le parecían( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cuando llegaron a don Quijote, ya él estaba levantado de la cama, y proseguía en sus voces y en sus desatinos, dando cuchilladas y reveses a todas partes, estando tan despierto como si nunca hubiera dormido; abrazáronse con él y por fuerza le volvieron al lecho, y, después que hubo sosegado un poco, volviéndose a hablar con el cura, le dijo: —Por cierto, señor arzobispo Turpín, que es gran mengua de los que nos llamamos Doce Pares, dejar tan sin más ni más llevar la victoria de este torneo a los caballeros cortesanos, habiendo nosotros los aventureros ganado el prez en los tres días antecedentes( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, ayudándole a levantar, tornó a subir sobre Rocinante, que medio despaldado estaba; y, hablando en la pasada aventura, siguieron el camino del puerto Lápice, porque allí decía don Quijote que no era posible dejar de hallarse muchas y diversas aventuras, por ser lugar muy pasajero, sino que iba muy pesaroso por haberle faltado la lanza, y, diciéndoselo a su escudero, le dijo: —Yo me acuerdo haber leído que un caballero español llamado Diego Pérez de Vargas, habiéndosele en una batalla roto la espada, desgajó de una encina un pesado ramo o tronco, y con él hizo tales cosas aquel día, y machacó tantos moros, que le quedó por sobrenombre Machuca, y así, él como sus descendientes se llamaron desde aquel día en adelante Vargas y Machuca( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 80Todo esto que don Quijote decía escuchaba un escudero de los que el coche acompañaban, que era vizcaíno; el cual, viendo que no quería dejar pasar el coche adelante, sino que decía que luego había de dar la vuelta al Toboso, se fue para don Quijote, y, asiéndole de la lanza, le dijo, en mala lengua castellana y peor vizcaína2200, de esta manera: —Anda, caballero, que mal andes; por el Dios que criome, que, si no dejas coche, así te matas como estás ahí vizcaíno( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Díjele que me la dijese, y él, sin dejar la risa, dijo: —Está, como he dicho, aquí, en el margen, escrito esto: «Esta Dulcinea del Toboso, tantas veces en esta historia referida, dicen que tuvo la mejor mano para salar puercos que otra mujer de toda la Mancha»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero yo, por facilitar más el negocio y por no dejar de la mano tan buen hallazgo, le traje a mi casa, donde en poco más de mes y medio la tradujo toda, del mismo modo que aquí se refiere( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Uno de los de a caballo, hablando con su compañero, le dijo: —Paréceme, señor Vivaldo, que habemos de dar por bien empleada la tardanza que hiciéremos en ver este famoso entierro, que no podrá dejar de ser famoso, según estos pastores nos han contado estrañezas, así del muerto pastor como de la pastora homicida( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y no se ha de entender por esto que han de dejar de encomendarse a Dios; que tiempo y lugar les queda para hacerlo en el discurso de la obra( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* — Con todo eso —replicó el caminante—, me queda un escrúpulo, y es que muchas veces he leído que se traban palabras entre dos andantes caballeros, y, de una en otra, se les viene a encender la cólera, y a volver los caballos y tomar una buena pieza del campo, y luego, sin más ni más, a todo el correr dellos, se vuelven a encontrar, y en mitad de la corrida se encomiendan a sus damas; y lo que suele suceder del encuentro es que el uno cae por las ancas del caballo pasado con la lanza del contrario de parte a parte, y al otro le viene también, que, a no tenerse a las crines del suyo, no pudiera dejar de venir al suelo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Maldíjose de nuevo y propuso en su corazón de dejar a su amo y volverse a su tierra, aunque perdiese el salario de lo servido y las esperanzas del gobierno de la prometida ínsula( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pídeselo tú a Dios, hijo —dijo don Quijote—, y guía tú por donde quisieres; que esta vez quiero dejar a tu elección el alojarnos.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Los enlutados, asimismo revueltos y envueltos en sus faldamentos y lobas, no se podían mover; así que, muy a su salvo, don Quijote los apaleó a todos y les hizo dejar el sitio mal de su grado, porque todos pensaron que aquel no era hombre, sino diablo del infierno que les salía a quitar el cuerpo muerto que en la litera llevaban( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No todas las cosas —respondió don Quijote— suceden de un mismo modo; el daño estuvo, señor bachiller Alonso López, en venir, como veníades, de noche, vestidos con aquellas sobrepellices, con las hachas encendidas, rezando, cubiertos de luto, que propiamente semejábades cosa mala y del otro mundo, y así, yo no pude dejar de cumplir con mi obligación acometiéndoos, y os acometiera aunque verdaderamente supiera que érades los mismos Satanases del infierno, que por tales os juzgué y tuve siempre( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Hizo Sancho costal de su gabán, y, recogiendo todo lo que pudo y cupo en el talego, cargó su jumento, y luego acudió a las voces de su amo, y ayudó a sacar al señor bachiller de la opresión de la mula; y, poniéndole encima de ella, le dio la hacha, y don Quijote le dijo que siguiese la derrota de sus compañeros, a quien de su parte pidiese perdón del agravio; que no había sido en su mano dejar de haberle hecho( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Yo salí de mi tierra y dejé hijos y mujer por venir a servir a vuestra merced, creyendo valer más y no menos; pero, como la codicia rompe el saco, a mí me ha rasgado mis esperanzas, pues, cuando más vivas las tenía de alcanzar aquella negra y malhadada ínsula que tantas veces vuestra merced me ha prometido, veo que, en pago y trueco della, me quiere ahora dejar en un lugar tan apartado del trato humano.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Di como quisieres —respondió don Quijote—; que, pues la suerte quiere que no pueda dejar de escucharte, prosigue( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Miró también don Quijote a Sancho y viole que tenía los carrillos hinchados y la boca llena de risa, con evidentes señales de querer reventar con ella, y no pudo su melanconía tanto con él, que a la vista de Sancho pudiese dejar de reírse; y, como vio Sancho que su amo había comenzado, soltó la presa, de manera que tuvo necesidad de apretarse las ijadas con los puños por no reventar riendo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Verdaderamente que son estrechas las leyes de caballería, pues no se estienden a dejar trocar un asno por otro, y querría saber si podría trocar los aparejos siquiera( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues, como eso sea —respondió Sancho—, no hay sino encomendarnos a Dios y dejar correr la suerte por donde mejor lo encaminare( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero nunca pensé que hacía mal en ello, que toda mi intención era que todo el mundo se holgase y viviese en paz y quietud, sin pendencias ni penas; pero no me aprovechó nada este buen deseo para dejar de ir a donde no espero volver, según me cargan los años y un mal de orina que llevo, que no me deja reposar un rato( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En tanto que don Quijote pasaba el libro, pasaba Sancho la maleta, sin dejar rincón en toda ella ni en el cojín, que no buscase, escudriñase e inquiriese, ni costura que no deshiciese, ni vedija de lana que no escarmenase, porque no se quedase nada por diligencia ni mal recado: tal golosina habían despertado en él los hallados escudos, que pasaban de ciento.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El cual quedó admirado de lo que al cabrero había oído, y quedó con más deseo de saber quién era el desdichado loco, y propuso en sí lo mesmo que ya tenía pensado: de buscalle por toda la montaña, sin dejar rincón ni cueva en ella que no mirase, hasta hallarle.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y perdóneme vuestra merced el haber contravenido a lo que prometimos de no interromper su plática, pues en oyendo cosas de caballerías y de caballeros andantes, así es en mi mano dejar de hablar en ellos, como lo es en la de los rayos del sol dejar de calentar, ni humedecer en los de la luna.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¡Por amor de Dios, señor mío, que no vea yo en cueros a vuestra merced, que me dará mucha lástima y no podré dejar de llorar!; y tengo tal la cabeza del llanto que anoche hice por el rucio, que no estoy para meterme en nuevos lloros; y si es que vuestra merced gusta de que yo vea algunas locuras, hágalas vestido, breves y las que le vinieren más a cuento.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y así, pasándoseme aquel sobresalto primero, torné algún tanto a cobrar mis perdidos espíritus, y con más ánimo del que pensé que pudiera tener, le dije: «Si como estoy, señor, en tus brazos, estuviera entre los de un león fiero, y el librarme dellos se me asegurara con que hiciera o dijera cosa que fuera en perjuicio de mi honestidad, así fuera posible hacella o decilla, como es posible dejar de haber sido lo que fue.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con palabras eficacísimas y juramentos estraordinarios me dio la palabra de ser mi marido, puesto que, antes que acabase de decirlas, le dije que mirase bien lo que hacía, y que considerase el enojo que su padre había de recebir de verle casado con una villana, vasalla suya; que no le cegase mi hermosura tal cual era, pues no era bastante para hallar en ella disculpa de su yerro, y que, si algún bien me quería hacer, por el amor que me tenía, fuese dejar correr mi suerte a lo igual de lo que mi calidad pedía, porque nunca los tan desiguales casamientos se gozan, ni duran mucho en aquel gusto con que se comienzan.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Oyó Cardenio el nombre de Luscinda y no hizo otra cosa que encoger los hombros, morderse los labios, enarcar las cejas y dejar de allí a poco caer por sus ojos dos fuentes de lágrimas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Digo, pues, que me 207 torné a emboscar y a buscar donde, sin impedimento alguno, pudiese con suspiros y lágrimas rogar al cielo se duela de mi desventura y me dé industria y favor para salir della o para dejar la vida entre estas soledades, sin que quede memoria desta triste, que tan sin culpa suya habrá dado materia para que de ella se hable y murmure en la suya y en las ajenas tierras( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Ya yo lo veo —respondió Sancho—, y así en mí la gana de hablar siempre es primero movimiento, y no puedo dejar de decir por una vez siquiera lo que me viene a la lengua( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¡Ay —dijo Sancho—, y cómo está vuestra merced lastimado de esos cascos! Pues dígame, señor, ¿piensa vuestra merced caminar este camino en balde 224y dejar pasar y perder un tan rico y tan principal casamiento como este, donde le dan en dote un reino, que a buena verdad que he oído decir que tiene más de veinte mil leguas de contorno, y que es abundantísimo de todas las cosas que son necesarias para el sustento de la vida humana, y que es mayor que Portugal y que Castilla juntos? Calle, por amor de Dios, y tenga vergüenza de lo que ha dicho, y tome mi consejo, y perdóneme, y cásese luego en el primer lugar que haya cura, y si no, ahí está nuestro licenciado, que lo hará de perlas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Como me lo pregunta este señor —respondió ella—, no pude dejar de respondelle( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Así es —replicó el ventero—; mas si alguno quiere quemar, sea ese del Gran Capitán y dese Diego García; que antes dejaré quemar un hijo que dejar quemar ninguno desotros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¡Como si yo no supiese cuántas son cinco y adónde me aprieta el zapato! ¡No piense vuestra merced darme papilla, porque por Dios que no soy nada blanco! ¡Bueno es que quiera darme vuestra merced a entender que todo aquello que estos buenos libros dicen sea disparates y mentiras, estando impreso con licencia de los señores del Consejo Real, como si ellos fueran gente que habían de dejar imprimir tanta mentira junta, y tantas batallas y tantos encantamentos que quitan el juicio! —Ya os he dicho, amigo —replicó el cura—, que esto se hace para entretener nuestros ociosos pensamientos; y así como se consiente en las repúblicas bien concertadas que haya juegos de ajedrez, de pelota y de trucos, para entretener a algunos que ni tienen ni deben ni pueden trabajar, así se consiente imprimir y que haya tales libros; creyendo, como es verdad, que no ha de haber alguno tan ignorante que tenga por historia verdadera ninguna destos libros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Vos tenéis mucha razón, amigo —dijo el cura—; mas, con todo eso, si la novela me contenta, me la habéis de dejar trasladar( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y prosupuesto que ninguna cosa de cuantas me dijeres en contra de mi deseo ha de ser de algún provecho para dejar de ponerle por la obra, quiero, oh amigo Lotario, que te dispongas a ser el instrumento que labre aquesta obra de mi gusto; que yo te daré lugar para que lo hagas, sin faltarte todo aquello que yo viere ser necesario para solicitar a una mujer honesta, honrada, recogida y desinteresada.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —¡Ah! —dijo Anselmo—, ¡Lotario, Lotario, y cuán mal correspondes a lo que me debes y a lo mucho que de ti confío! Ahora te he estado mirando por el lugar que concede la entrada desta llave, y he visto que no has dicho palabra a Camila, por donde me doy a entender que aun las primeras le tienes por decir; y si esto es así, como sin duda lo es, ¿para qué me engañas? O ¿por qué quieres quitarme con tu industria los medios que yo podría hallar para conseguir mi deseo? No dijo más Anselmo, pero bastó lo que había dicho para dejar corrido y confuso a Lotario.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, porque vieses que siendo conmigo tan inhumana no era posible dejar de serlo contigo, quise traerte a ser testigo del sacrificio que pienso hacer a la ofendida honra de mi tan honrado marido, agraviado de ti con el mayor cuidado que te ha sido posible, y de mí también con el poco recato que he tenido del huir la ocasión, si alguna te di, para favorecer y canonizar tus malas intenciones.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Respondió Camila que le parecía muy bien su parecer, y que ella le seguiría; pero que en todo caso convenía buscar qué decir a Anselmo de la causa de aquella herida, que él no podría dejar de ver; a lo que Leonela respondía que ella, ni aun burlando, no sabía mentir( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El ventero se desesperaba de ver la flema del escudero y el maleficio del señor, y juraba que no había de ser como la vez pasada, que se le fueron sin pagar; y que ahora no le habían de valer los previlegios de su caballería para dejar de pagar lo uno y lo otro, aun hasta lo que pudiesen costar las botanas que se habían de echar a los rotos cueros.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Viéndose, pues, solo, comenzó a cargar tanto la imaginación de su desventura, que claramente conoció que se le iba acabando la vida; y así, ordenó de dejar noticia de la causa de su estraña muerte; y comenzando a escribir, antes que acabase de poner todo lo que quería, le faltó el aliento y dejó la vida en las manos del dolor que le causó su curiosidad impertinente( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 279 ánimo y el deseo de verme en la jornada que se esperaba; y aunque tenía barruntos, y casi promesas ciertas, de que en la primera ocasión que se ofreciese sería promovido a capitán, lo quise dejar todo y venirme, como me vine, a Italia.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* 280ro dejar de decir lo que sucedió en la presa de La Presa.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Fue común opinión que no se habían de encerrar los nuestros en la Goleta, sino esperar en campaña al desembarcadero, y los que esto dicen hablan de lejos y con poca experiencia de casos semejantes; porque si en la Goleta y en el Fuerte apenas había siete mil soldados, ¿cómo podía tan poco número, aunque más esforzados fuesen, salir a la campaña y quedar en las fuerzas contra tanto como era el de los enemigos? Y ¿cómo es posible dejar de perderse fuerza que no es socorrida, y más cuando la cercan enemigos muchos y porfiados y en su mesma tierra? Pero a muchos les pareció, y así me pareció a mí, que fue particular gracia y merced que el cielo hizo a España en permitir que se asolase aquella oficina y capa de maldades, y aquella gomia o esponja y polilla de la infinidad de dineros que allí sin provecho se gastaban, sin servir de otra cosa que de conservar la memoria de haberla ganado la felicísima del invictísimo Carlos Quinto, como si fuera menester para hacerla eterna, como lo es y será, que aquellas piedras la sustentaran.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Viendo yo esto, no quise dejar de probar la suerte, y así como llegué a ponerme debajo de la caña, la dejaron caer y dio a mis pies dentro del baño; acudí luego a desatar el lienzo, en el cual vi un nudo, y dentro dél venían diez cianíis, que son unas monedas de oro bajo que usan los moros, que cada una vale diez reales de los nuestros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Hízose ansí y, en esto, comenzó a soplar un viento largo que nos obligó a hacer luego vela y a dejar el remo, y enderezar a Orán, por no ser posible poder hacer otro viaje.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Allí concertaron que el capitán y Zoraida se volviesen con su hermano a Sevilla, y 305 avisasen a su padre de su hallazgo y libertad, para que, como pudiese, viniese a hallarse en las bodas y bautismo de Zoraida, por no le ser al oidor posible dejar el camino que llevaba, a causa de tener nuevas que de allí a un mes partía flota de Sevilla a la Nueva España, y fuérale de grande incomodidad perder el viaje( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* No pudo dejar de reírse Dorotea oyendo cuán como niña hablaba doña Clara, a quien dijo: —Reposemos, señora, lo poco que creo queda de la noche, y amanecerá Dios y medraremos, o mal me andarán las manos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sucedió en este tiempo que una de las cabalgaduras en que venían los cuatro que llamaban se llegó a oler a Rocinante, que, melancólico y triste, con las orejas caídas, sostenía sin moverse a su estirado señor; y como, en fin, era de carne aunque parecía de leño, no pudo dejar de resentirse y tornar a oler a quien le llegaba a hacer caricias, y así, no se hubo movido tanto cuanto, cuando se desviaron los juntos pies de don Quijote, y, resbalando de la silla, dieran con él en el suelo a no quedar colgado del brazo, cosa que le causó 312tanto dolor, que creyó, o que la muñeca le cortaban, o que el brazo se le arrancaba, porque él quedó tan cerca del suelo, que con los estremos de las puntas de los pies besaba la tierra, que era en su perjuicio, porque como sentía lo poco que le faltaba para poner las plantas en la tierra, fatigábase y estirábase cuanto podía por alcanzar al suelo, bien así como los que están en el tormento de la garrucha puestos a toca no toca, que ellos mesmos son causa de acrecentar su dolor con el ahínco que ponen en estirarse, engañados de la esperanza que se les representa, que con poco más que se estiren llegarán al suelo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De la notable aventura de los cuadrilleros y la gran ferocidad de nuestro buen caballero don Quijote En tanto que don Quijote esto decía, estaba persuadiendo el cura a los cuadrilleros como don Quijote era falto de juicio, como lo veían por sus obras y por sus palabras, y que no tenían para qué llevar aquel negocio adelante; pues aunque le prendiesen y llevasen, luego le habían de dejar por loco; a lo que respondió el del mandamiento que a él no tocaba juzgar de la locura de don Quijote, sino hacer lo que por su mayor le era mandado, y que, una vez preso, siquiera le soltasen trecientas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Llegaron los diligentes a los perezosos, y saludáronse cortésmente, y uno de los que venían, que, en resolución, era canónigo de Toledo7799 y señor de los demás que le acompañaban, viendo la concertada procesión del carro, cuadrilleros, Sancho, Rocinante, cura y barbero, y más a don Quijote enjaulado y aprisionado, no pudo dejar de preguntar qué significaba llevar aquel hombre de aquella manera, aunque ya se había dado a entender, viendo las insignias de los cuadrilleros, que debía de ser algún facinoroso salteador o otro delincuente, cuyo castigo tocase a la Santa Hermandad.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y de toda imposibilidad, es imposible dejar de alegrar y entretener, satisfacer y contentar la comedia que todas estas partes tuviere, mucho más que aquella que careciere dellas; como por la mayor parte carecen estas que de ordinario agora se representan.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y que, pues esto era así, bien podían soltalle9911, y más siendo tan en provecho de todos, y del no soltalle les protestaba que no podía dejar de fatigalles el olfato, si de allí no se desviaban( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con todas estas mismas partes la pidió también otro del mismo pueblo, que fue causa de suspender y poner en balanza la voluntad del padre, a quien parecía que con cualquiera de nosotros estaba su hija bien empleada; y por salir desta confusión, determinó decírselo a Leandra, que así se llama la rica que en miseria me tiene puesto, advirtiendo que, pues los dos éramos iguales, era bien dejar a la voluntad de su querida hija el escoger a su gusto, cosa digna de imitar de todos los padres que a sus hijos quieren poner en estado.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Encerrada Leandra, quedaron los ojos de Anselmo ciegos, a lo menos, sin tener cosa que mirar que contento le diese; los míos en tinieblas, sin luz que a ninguna cosa de gusto les encaminase; con la ausencia de Leandra crecía nuestra tristeza, apocábase nuestra paciencia, maldecíamos las galas del soldado y abominábamos del poco recato del padre de Leandra; finalmente, Anselmo y yo nos concertamos de dejar el aldea y venirnos a este valle, donde él apacentando una gran cantidad de ovejas suyas proprias, y yo un numeroso rebaño de cabras, también mías, pasamos la vida entre los árboles, dando vado a nuestras pasiones, o cantando juntos alabanzas o vituperios de la hermosa Leandra, o suspirando solos y a solas comunicando con el cielo nuestras querellas.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Bien dices, Sancho —respondió don Quijote—, y será gran prudencia dejar pasar el mal influjo de las estrellas que agora corre( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Lo que no he podido dejar de sentir es que me note de viejo y de manco, como si hubiera sido en mi mano haber detenido el tiempo que no pasase por mí, o si mi manquedad hubiera nacido en alguna taberna, sino en la mas alta ocasión que vieron los siglos pasados, los presentes, ni esperan ver los venideros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues ¿este es el cuento, señor barbero —dijo don Quijote—, que, por venir aquí como de molde, no podía dejar de contarle? ¡Ah, señor rapista, señor rapista, y cuán ciego es aquel que no vee por tela de cedazo! Y ¿es posible que vuestra merced no sabe que las comparaciones que se hacen de ingenio a ingenio, de valor a valor, de hermosura a hermosura y de linaje a linaje son siempre odiosas y mal recebidas? Yo, señor barbero, no soy Neptuno el dios de las aguas, ni procuro que nadie me tenga por discreto, no lo siendo; sólo me fatigo por dar a entender al mundo en el error en que está en no renovar en sí el felicísimo tiempo donde campeaba la orden de la andante 375 376caballería; pero no es merecedora la depravada edad nuestra de gozar tanto bien como el que gozaron las edades donde los andantes caballeros tomaron a su cargo y echaron sobre sus espaldas la defensa de los reinos, el amparo de las doncellas, el socorro de los huérfanos y pupilos, el castigo de los soberbios y el premio de los humildes.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De la discreta y graciosa plática que pasó entre Sancho Panza y su mujer Teresa Panza, y otros sucesos dignos de felice recordación Llegando a escribir el traductor desta historia este quinto capítulo, dice que le tiene por apócrifo, porque en él habla Sancho Panza con otro estilo del que se podía prometer de su corto ingenio, y dice cosas tan sutiles, que no tiene por posible que él las supiese; pero que no quiso dejar de traducirlo, por cumplir con lo que a su oficio debía, y, así, prosiguió diciendo: Llegó Sancho a su casa tan regocijado y alegre, que su mujer conoció su alegría a tiro de ballesta, tanto, que la obligó a preguntarle: —¿Qué traéis, Sancho amigo, que tan alegre venís? A lo que él respondió: —Mujer mía, si Dios quisiera, bien me holgara yo de no estar tan contento como muestro( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Advertid que Sanchico tiene ya quince años cabales, y es razón que vaya a la escuela, si es que su tío, el abad, le ha de dejar hecho de la Iglesia.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Al caballero pobre no le queda otro camino para mostrar que es caballero, sino el de la virtud, siendo afable, bien criado, cortés y comedido y oficioso; no soberbio, no arrogante, no murmurador y, sobre todo, caritativo; que con dos maravedís que con ánimo alegre dé al pobre, se mostrará tan liberal como el que a campana herida da limosna, y no habrá quien le vea adornado de las referidas virtudes que, aunque no le conozca, deje de juzgarle y tenerle por de buena casta, y el no serlo sería milagro; y siempre la alabanza fue premio de la virtud, y los virtuosos no pueden dejar de ser alabados.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Él es de hechura de una media naranja, grandísimo en estremo y está muy claro, sin entrarle otra luz que la que le concede una ventana o, por mejor decir, claraboya redonda que está en su cima, desde la cual mirando el emperador el edificio, estaba con él y a su lado un caballero romano declarándole los primores y sutilezas de aquella gran máquina y memorable arquitectura, y, habiéndose quitado de la claraboya, dijo al emperador: «Mil veces, sacra Majestad, me vino deseo de abrazarme con vuestra Majestad y arrojarme de aquella claraboya abajo por dejar de mí fama eterna en el mundo».( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Sancho, que vio suspenso a su señor, y asaz malcontento, le dijo: —Señor, ya se viene a más andar el día y no será acertado dejar que nos halle el sol en la calle; mejor será que nos salgamos fuera de la ciudad, y que vuestra merced se embosque en alguna floresta aquí cercana, y yo volveré de día, y no dejaré ostugo en todo este lugar donde no busque la casa, alcázar o palacio de mi señora, y asaz sería de desdichado si no la hallase, y hallándole, hablaré con su merced, y le diré dónde y cómo queda vuestra merced esperando que le dé orden y traza para verla sin menoscabo de su honra y fama( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* En estas y en otras pláticas se les pasó gran parte de la noche, y a Sancho le vino en voluntad de dejar caer las compuertas de los ojos, como él decía cuando quería dormir, y, desaliñando al rucio, le dio pasto abundoso y libre.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Real y verdaderamente —respondió el del Bosque—, señor escudero, que tengo propuesto y determinado de dejar estas borracherías destos caballeros, y retirarme a mi aldea y criar mis hijitos, que tengo tres como tres orientales perlas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Aunque lo mas acertado sería dejar dormir su cólera a cada uno; que no sabe nadie el alma de nadie, y tal suele venir por lana que vuelve tresquilado, y Dios bendijo la paz y maldijo las riñas; porque si un gato acosado, encerrado y apretado se vuelve en león, yo, que soy hombre, Dios sabe en lo que podré volverme, y, así, desde ahora intimo a vuestra merced, señor escudero, que corra por su cuenta todo el mal y daño que de nuestra pendencia resultare.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Pues así es —dijo Tomé Cecial—, yo fui por mi voluntad loco cuando quise hacerme escudero de vuestra merced, y por la misma quiero dejar de serlo y volverme a mi casa( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Tomé Cecial se volvió y le dejó, y él quedó imaginando su venganza, y la historia vuelve a hablar dél a su tiempo, por no dejar de regocijarse ahora con don Quijote( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Ella es hecha de una alquimia de tal virtud, que quien la sabe tratar la volverá en oro purísimo de inestimable precio; hala de tener, el que la tuviere, a raya, no dejándola correr en torpes sátiras ni en desalmados sonetos; no ha de ser vendible en ninguna manera, si ya no fuere en poemas heroicos, en lamentables tragedias, o en comedias alegres y artificiosas; no se ha de dejar tratar de los truhanes ni del ignorante vulgo, incapaz de conocer ni estimar los tesoros que en ella se encierran.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* A estas añadió otras razones con que quitó las esperanzas de que no había de dejar de proseguir su desvariado intento.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Aquí cesó la referida exclamación del autor y pasó adelante, anudando el hilo de la historia, diciendo que visto el leonero ya puesto en postura a don Quijote, y que no podía dejar de soltar al león macho, so pena de caer en la desgracia del indignado y atrevido caballero, abrió de par en par la primera jaula donde estaba, como se ha dicho, el león, el cual pareció de grandeza extraordinaria y de espantable y fea catadura.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Yo, pues, como me cupo en suerte ser uno del número de la andante caballería, no puedo dejar de acometer todo aquello que a mí me pareciere que cae debajo de la juridición de mis ejercicios, y así, el acometer los leones que ahora acometí derechamente me tocaba, puesto que conocí ser temeridad esorbitante, porque bien sé lo que es valentía, que es una virtud que está puesta entre dos extremos viciosos, como son la cobardía y la temeridad; pero menos mal será que el que es valiente toque y suba al punto de temerario, que no que baje y toque en el punto de cobarde; que así como es más fácil venir el pródigo a ser liberal que al avaro, así es mas fácil dar el temerario en verdadero valiente que no el cobarde subir a la verdadera valentía; y en esto de acometer aventuras, créame vuesa merced, señor don Diego, que antes se ha de perder por carta de más que de menos, porque mejor suena en las orejas de los que lo oyen, «el tal caballero es temerario y atrevido», que no «el tal caballero es tímido y cobarde»( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y al despedirse, dijo don Quijote a don Lorenzo: —No sé si he dicho a vuesa merced otra vez, y si lo he dicho, lo vuelvo a decir, que cuando vuesa merced quisiere ahorrar caminos y trabajos para llegar a la inacesible cumbre del templo de la fama, no tiene que hacer otra cosa sino dejar a una parte la senda de la poesía, algo estrecha, y tomar la estrechísima de la andante caballería, bastante para hacerle emperador en daca las pajas( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* saliésemos de casa; uno dellos fue que me había de dejar hablar todo aquello que quisiese, con que no fuese contra el prójimo, ni contra la autoridad de vuesa merced, y hasta agora me parece que no he contravenido contra el tal capítulo( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Llegó, en fin, cansado y sin aliento, y puesto delante de los desposados, hincando el bastón en el suelo, que tenía el cuento de una punta de acero, mudada la color, puestos los ojos en Quiteria, con voz tremente y ronca estas razones dijo: —Bien sabes, desconocida Quiteria, que, conforme a la santa ley que profesamos, que, viviendo yo, tú no puedes tomar esposo; y juntamente no ignoras que, por esperar yo que el tiempo y mi diligencia mejorasen los bienes de mi fortuna, no he querido dejar de guardar el decoro que a tu honra convenía; pero tú, echando a las espaldas todas las obligaciones que debes a mi buen deseo, quieres hacer señor de lo que es mío a otro, cuyas riquezas le sirven no sólo de buena fortuna, sino de bonísima ventura.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Guadiana, vuestro escudero, plañendo asimes- 477 478mo vuestra desgracia, fue convertido en un río llamado de su mesmo nombre, el cual, cuando llegó a la superficie de la tierra y vio el sol del otro cielo, fue tanto el pesar que sintió de ver que os dejaba, que se sumergió en las entrañas de la tierra; pero como no es posible dejar de acudir a su natural corriente, de cuando en cuando sale y se muestra donde el sol y las gentes le vean; vanle administrando de sus aguas las referidas lagunas, con las cuales y con otras muchas que se llegan, entra pomposo y grande en Portugal.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —No estoy para responder —respondió Sancho—, porque me parece que hablo por las espaldas; subamos y apartémonos de aquí, que yo pondré silencio en mis rebuznos; pero no puedo dejar de decir que los caballeros andantes huyen, y dejan a sus buenos escuderos molidos como alheña o como cibera en poder de sus enemigos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Con todo, dijo que diesen la camisa a Sancho y, encerrándose con él en una cuadra donde estaba un rico lecho, se desnudó y vistió la camisa, y, viéndose solo con Sancho, le dijo: —Dime, truhán moderno y majadero antiguo, ¿parécete bien deshonrar y afrentar a una dueña tan veneranda y tan digna de respeto como aquella? ¿Tiempos eran aquellos para acordarte del rucio? ¿O señores son estos para dejar mal pasar a las bestias, tratando tan elegantemente a sus dueños? Por quien Dios es, Sancho, que te reportes y que no descubras la hilaza de manera que caigan en la cuenta de que eres de villana y grosera tela tejido.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Tú das tantos testigos, Sancho, y tantas señas que no puedo dejar de decir que debes de decir verdad; pasa adelante y acorta el cuento, porque llevas camino de no acabar en dos días( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Púsose don Quijote de mil colores, que sobre lo moreno le jaspeaban y se le parecían; los señores disimularon la risa, porque don Quijote no acabase de correrse, habiendo entendido la malicia de Sancho, y por mudar de plática y hacer que Sancho no prosiguiese con otros disparates, preguntó la duquesa a don Quijote que qué nuevas tenía de la señora Dulcinea, y que si le había enviado aquellos días algunos presentes de gigantes o malandrines, pues no podía dejar de haber vencido muchos( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Pero no puedo dejar de formar un escrúpulo y tener algún no sé qué de ojeriza contra Sancho Panza; el escrúpulo es que dice la historia referida que el tal Sancho Panza halló a la tal señora Dulcinea, cuando de parte de vuestra merced le llevó una epístola, ahechando un costal de trigo, y, por más señas, dice que era rubión, cosa que me hace dudar en la alteza de su linaje( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* A esta sazón, sin dejar la risa, dijo la duquesa: —Sancho Panza tiene razón en todo cuanto ha dicho, y la tendrá en todo cuanto dijere; él es limpio, y, como él dice, no tiene necesidad de lavarse, y si 525 526nuestra usanza no le contenta, su alma en su palma; cuanto más que vosotros, ministros de la limpieza, habéis andado demasiadamente de remisos y descuidados, y no sé si diga atrevidos, a traer a tal personaje y a tales barbas en lugar de fuentes y aguamaniles de oro puro y de alemanas toallas, artesillas y dornajos de palo y rodillas de aparadores; pero, en fin, sois malos y mal nacidos, y no podéis dejar, como malandrines que sois, de mostrar la ojeriza que tenéis con los escuderos de los andantes caballeros( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Tan buen pan hacen aquí como en Francia, y de noche todos los gatos son pardos, y asaz de desdichada es la persona que a las dos de la tarde no se ha desayunado; y no hay estomago que sea un palmo mayor que otro, el cual se puede llenar, como suele decirse, de paja y de heno, y las avecitas del campo tienen a Dios por su proveedor y despensero; y más calientan cuatro varas de paño de Cuenca que otras cuatro de limiste de Segovia; y al dejar este mundo y meternos la tierra adentro, por tan estrecha senda va el príncipe como el jornalero, y no ocupa más pies de tierra el cuerpo del papa que el del sacristán, aunque sea más alto el uno que el otro; que al entrar en el hoyo todos nos ajustamos y encogemos, o nos hacen ajustar y encoger, mal que nos pese, y a buenas noches; y torno a decir que si vuestra señoría no me quisiere dar la ínsula por tonto, yo sabré no dárseme nada por discreto; y yo he oído decir que detrás de la cruz está el diablo, y que no es oro todo lo que reluce; y que de entre los bueyes, arados y coyundas sacaron al labrador Bamba para ser rey de España, y de entre los brocados, pasatiempos y riquezas sacaron a Rodrigo para ser comido de culebras, si es que las trovas de los romances antiguos no mienten( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Oyendo lo cual Merlín, dijo: —No ha de ser así, porque los azotes que ha de recebir el buen Sancho, han de ser por su voluntad y no por fuerza, y en el tiempo que él quisiere; que no se le pone término señalado; pero permítesele que si él quisiere redemir su 537 538vejación por la mitad de este vapulamiento, puede dejar que se los dé ajena mano, aunque sea algo pesada( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El rucio está bueno, y se te encomienda mucho, y no lo pienso dejar aunque me llevaran a ser Gran Turco.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* De cosas que atañen y tocan a esta aventura y a esta memorable historia Real y verdaderamente todos los que gustan de semejantes historias como esta deben de mostrarse agradecidos a Cide Hamete, su autor primero, por la curiosidad que tuvo en contarnos las semínimas della, sin dejar cosa, por menuda que fuese, que no la sacase a luz distintamente.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Cómo Sancho Panza fue llevado al gobierno y de la estraña aventura que en el castillo sucedió a don Quijote Dicen que en el propio original desta historia se lee que, llegando Cide Hamete a escribir este capítulo, no le tradujo su intérprete como él le había escrito, que fue un modo de queja que tuvo el moro de sí mismo por haber tomado entre manos una historia tan seca y tan limitada como esta de don Quijote, por parecerle que siempre había de hablar dél y de Sancho, sin osar estenderse a otras digresiones y episodios más graves y más entretenidos, y decía que el ir siempre atenido el entendimiento, la mano y la pluma a escribir de un solo sujeto y hablar por las bocas de pocas personas era un trabajo incomportable, cuyo fruto no redundaba en el de su autor, y que, por huir deste inconveniente, había usado en la primera parte del artificio de algunas novelas, como fueron la del Curioso impertinente y la del Capitán cautivo, que están como separadas de la historia, puesto que las demás que allí se cuentan son casos sucedidos al mismo don Quijote, que no podían dejar de escribirse( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Aquí dio fin el canto de la malferida Altisidora, y comenzó el asombro del requerido don Quijote, el cual, dando un gran suspiro, dijo entre sí: —¡Que tengo de ser tan desdichado andante, que no ha de haber doncella que me mire que de mí no se enamore! ¡Que tenga de ser tan corta de ventura la sin par Dulcinea del Toboso, que no la han de dejar a solas gozar de la incomparable firmeza mía! ¿Qué la queréis, reinas? ¿A qué la perseguís, emperatrices? ¿Para qué la acosáis, doncellas de a catorce a quince años? Dejad, dejad a la miserable que triunfe, se goce y ufane con la suerte que amor quiso darle en rendirle mi corazón y entregarle mi alma.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y Sancho dijo: —Aquel platonazo que está más adelante vahando me parece que es olla podrida, que, por la diversidad de cosas que en las tales ollas podridas hay, no podré dejar de topar con alguna que me sea de gusto y de provecho( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* ¿Por ventura hay dueña en la tierra que, tenga buenas carnes? ¿Por ventura hay dueña en el orbe que deje de ser impertinente, fruncida y melindrosa? ¡Afuera, pues, caterva dueñesca, inútil para ningún humano regalo! ¡Oh, cuán bien hacía aquella señora de quien se dice que tenía dos dueñas de bulto con sus antojos y almohadillas al cabo de su estrado, como que estaban labrando, y tanto le servían para la autoridad de la sala aquellas estatuas, como las dueñas verdaderas! Y, diciendo esto, se arrojó del lecho con intención de cerrar la puerta y no dejar entrar a la señora Rodríguez; mas cuando la llegó a cerrar, ya la señora Rodríguez volvía, encendida una vela de cera blanca y, cuando ella vio a don Quijote de más cerca, envuelto en la colcha, con las vendas, galocha o becoquín, temió de nuevo, y, retirándose atrás como dos pasos, dijo: —¿Estamos seguras, señor caballero? Porque no tengo a muy honesta señal haberse vuesa merced levantado de su lecho( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Esto, a lo menos, no puedo dejar de contarlo, porque se note la crianza y puntualidad de mi buen marido.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Con ese conjuro —respondió la dueña—, no puedo dejar de responder a lo que se me pregunta, con toda verdad.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y no fue vano su temor, porque, en dejando molida a la dueña los callados verdugos (la cual no osaba quejarse), acudieron a don Quijote, y, desenvolviéndole de la sabana y de la colcha, le pellizcaron tan a menudo y tan reciamente, que no pudo dejar de defenderse a puñadas, y todo esto en silencio admirable( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Avísame si el mayordomo que está contigo tuvo que ver en las acciones de la Trifaldi, como tú sospechaste; y de todo lo que te sucediere me irás dando aviso, pues es tan corto el camino, cuanto más que yo pienso dejar presto esta vida ociosa en que estoy, pues no nací para ella.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Y, con esto, Dios libre a vuesa merced de mal intencionados encantadores y a mí me saque con bien y en paz deste gobierno, que lo dudo, porque le pienso dejar con la vida, según me trata el doctor Pedro Recio( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Retirose la duquesa para saber del paje lo que le había sucedido en el lugar de Sancho, el cual se lo contó muy por estenso, sin dejar circunstancia que no refiriese; diole las bellotas, y más un queso que Teresa le dio por ser muy bueno, que se aventajaba a los de Tronchón.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Desa manera —dijo Sancho, sin dejar de mascar apriesa—, no aprobará vuesa merced aquel refrán que dicen: «muera Marta y muera harta»; yo, a lo menos, no pienso matarme a mí mismo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Apartose Roque a una parte y escribió una carta a un su amigo a Barcelona, dándole aviso cómo estaba consigo el famoso don Quijote de la Mancha, aquel caballero andante de quien tantas cosas se decían y que le hacía saber que era el más gracioso y el mas entendido hombre del mundo, y qué de allí a cuatro días, que era el de San Juan Bautista, se le pondría en mitad de la playa de la ciudad, armado de todas sus armas, sobre Rocinante su caballo, y a su escudero Sancho sobre un asno, y que diese noticia desto a sus amigos los Niarros para que con él se solazasen; que él quisiera que carecieran deste gusto los Cadells, sus contrarios; pero que esto era imposible, a causa que las locuras y discreciones de don Quijote y los donaires de su escudero Sancho Panza no podían dejar de dar gusto general a todo el mundo.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Que trata de la aventura de la cabeza encantada, con otras niñerías que no pueden dejar de contarse Don Antonio Moreno se llamaba el huésped de don Quijote, caballero rico y discreto y amigo de holgarse a lo honesto y afable221155.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* —Así es, señor don Quijote —respondió don Antonio—; que así como el 659 660fuego no puede estar escondido y encerrado, la virtud no puede dejar de ser conocida, y la que se alcanza por la profesión de las armas resplandece y campea sobre todas las otras( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Viendo lo cual, juró el general de no dejar con vida a todos cuantos en el bajel tomase, y, llegando a embestir con toda furia, se le escapó por debajo de la palamenta.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* El visorrey consintió en todo lo propuesto; pero don Gregorio, sabiendo lo que pasaba, dijo que en ninguna manera podía ni quería dejar a doña Ana Félix; pero, teniendo intención de ver a sus padres y de dar traza de volver por ella, vino en el decretado concierto.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Rogole Tosilos le contase lo que le había sucedido; pero Sancho le respondió que era descortesía dejar que su amo le esperase; que otro día, si se encontrasen, habría lugar para ello.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Que sigue al sesenta y nueve, y trata de cosas no escusadas para la claridad desta historia Durmio Sancho aquella noche en una carriola en el mesmo aposento de don Quijote, cosa que él quisiera escusarla si pudiera, porque bien sabía que su amo no le había de dejar dormir a preguntas y a respuestas, y no se hallaba en disposición de hablar mucho, porque los dolores de los martirios pasados los tenía presentes y no le dejaban libre la lengua, y viniérale más a cuento dormir en una choza solo, que no en aquella rica estancia acompañado.( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Oyendo lo cual Altisidora, mostrando enojarse y alterarse, le dijo: —¡Vive el señor don bacallao, alma de almirez, cuesco de dátil, más terco y duro que villano rogado cuando tiene la suya sobre el hito, que si arremeto a vos que os tengo de sacar los ojos! ¿Pensáis, por ventura, don vencido y don molido a palos, que yo me he muerto por vos? Todo lo que habéis visto esta noche ha sido fingido; que no soy yo mujer que por semejantes camellos había de dejar que me doliese un negro de la uña, cuanto más morirme( Cervantes - Don Quijote)
---------------
* Este fin tuvo el ingenioso hidalgo de la Mancha, cuyo lugar no quiso poner Cide Hamete puntualmente, por dejar que todas las villas y lugares de la Mancha contendiesen entre sí por ahijársele y tenérsele por suyo, como contendieron las siete ciudades de Grecia por Homero( Cervantes - Don Quijote)
---------------
Coniugazione:1 - dimenticare
Ausiliare:avere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io dimentico
tu dimentichi
egli dimentica
noi dimentichiamo
voi dimenticate
essi dimenticano
Imperfetto
io dimenticavo
tu dimenticavi
egli dimenticava
noi dimenticavamo
voi dimenticavate
essi dimenticavano
Passato remoto
io dimenticai
tu dimenticasti
egli dimenticò
noi dimenticammo
voi dimenticaste
essi dimenticarono
Passato prossimo
io ho dimenticato
tu hai dimenticato
egli ha dimenticato
noi abbiamo dimenticato
voi avete dimenticato
essi hanno dimenticato
Trapassato prossimo
io avevo dimenticato
tu avevi dimenticato
egli aveva dimenticato
noi avevamo dimenticato
voi avevate dimenticato
essi avevano dimenticato
Trapassato remoto
io ebbi dimenticato
tu avesti dimenticato
egli ebbe dimenticato
noi avemmo dimenticato
voi eveste dimenticato
essi ebbero dimenticato
Futuro semplice
io dimenticherò
tu dimenticherai
egli dimenticherà
noi dimenticheremo
voi dimenticherete
essi dimenticheranno
Futuro anteriore
io avrò dimenticato
tu avrai dimenticato
egli avrà dimenticato
noi avremo dimenticato
voi avrete dimenticato
essi avranno dimenticato
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io dimentichi
che tu dimentichi
che egli dimentichi
che noi dimentichiamo
che voi dimentichiate
che essi dimentichino
Passato
che io abbia dimenticato
che tu abbia dimenticato
che egli abbia dimenticato
che noi abbiamo dimenticato
che voi abbiate dimenticato
che essi abbiano dimenticato
Imperfetto
che io dimenticassi
che tu dimenticassi
che egli dimenticasse
che noi dimenticassimo
che voi dimenticaste
che essi dimenticassero
Trapassato
che io avessi dimenticato
che tu avessi dimenticato
che egli avesse dimenticato
che noi avessimo dimenticato
che voi aveste dimenticato
che essi avessero dimenticato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io dimenticherei
tu dimenticheresti
egli dimenticherebbe
noi dimenticheremmo
voi dimentichereste
essi dimenticherebbero
Passato
io avrei dimenticato
tu avresti dimenticato
egli avrebbe dimenticato
noi avremmo dimenticato
voi avreste dimenticato
essi avrebbero dimenticato
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
dimentica
dimentichi
dimentichiamo
dimenticate
dimentichino
Futuro
-
dimenticherai
dimenticherà
dimenticheremo
dimenticherete
dimenticheranno
INFINITO - attivo
Presente
dimenticar
Passato
essersi dimenticato
PARTICIPIO - attivo
Presente
dimenticante
Passato
dimenticato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
dimenticando
Passato
avendo dimenticato
Conjugacíon: 1 - dejar
auxiliar: haber - transitivo/pronominale
INDICATIVO activo
Presente
yo dejo
dejas
él/ella deja
nosotros dejamos
nosotros dejáis
ellos/ellas dejan
Imperfecto
yo dejaba
dejabas
él/ella dejaba
nosotros dejabamos
vosotros dejabais
ellos/ellas dejaban
Pretérito indefinito
yo dejé
dejaste
él/ella dejó
nosotros dejamos
vosotros dejasteis
ellos/ellas dejaron
Preterito perfecto
yo he dejado
has dejado
él/ella ha dejado
nosotros hemos dejado
vosotros habéis dejado
ellos/ellas han dejado
Preterito pluscuamperfecto
yo había dejado
habías dejado
él/ella había dejado
nosotros habíamos dejado
vosotros habíais dejado
ellos/ellas habían dejado
Preterito anterior
yo hube dejado
hubiste dejado
él/ella hubo dejado
nosotros hubimos dejado
vosotros hubisteis dejado
ellos/ellas hubieron dejado
Futuro
yo dejaré
dejaras
él/ella dejará
nosotros dejaremos
vosotros dejareis
ellos/ellas dejarán
Futuro perfecto
yo habré dejado
habrás dejado
él/ella habrá dejado
nosotros habremos dejado
vosotros habréis dejado
ellos/ellas habrán dejado
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo deje
dejes
él/ella deje
nosotros dejemos
nosotros dejéis
ellos/ellas dejen
Pretérito perfecto
yo haya dejado
hayas dejado
él/ella haya dejado
nosotros hayamos dejado
nosotros hayáis dejado
ellos/ellas hayan dejado
Pretérito imperfetto I
yo dejara
dejaras
él/ella dejara
nosotros dejáramos
nosotros dejarais
ellos/ellas dejaran
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiera dejado
hubieras dejado
él/ella hubiera dejado
nosotros hubiéramos dejado
nosotros hubierais dejado
ellos/ellas hubieran dejado
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese dejado
hubieses dejado
él/ella hubiese dejado
nosotros hubiésemos dejado
nosotros hubieseis dejado
ellos/ellas hubiesen dejado
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo dejare
dejares
él/ella dejare
nosotros dejáremos
nosotros dejareis
ellos/ellas dejaren
Futuro perfecto
yo hubiere dejado
hubieres dejado
él/ella hubiere dejado
nosotros hubiéremos dejado
nosotros hubiereis dejado
ellos/ellas hubieren dejado
POTENCIAL - activo
Presente
yo dejaría
dejarías
él/ella dejaría
nosotros dejaríamos
vosotros dejaríais
ellos/ellas dejarían
Perfecto
yo habría dejado
habrías dejado
él/ella habría dejado
nosotros habríamos dejado
vosotros habríais dejado
ellos/ellas habrían dejado
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
deja
deje
dejemos
dejad
dejen
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber dejado
PARTICIPIO - activo
Presente
que deja
Compuesto
dejado
GERUNDIO activo
Presente
dejando
Compuesto
habiendo dejado
INDICATIVO pasivo
Presente
yo soy dejado
eres dejado
él/ella es dejado
nosotros somos dejados
nosotros seis dejados
ellos/ellas son dejados
Imperfecto
yo era dejado
eras dejado
él/ella era dejado
nosotros èramos dejados
vosotros erais dejados
ellos/ellas eran dejados
Pretérito indefinito
yo fui dejado
fuiste dejado
él/ella fue dejado
nosotros fuimos dejados
vosotros fuisteis dejados
ellos/ellas fueron dejados
Preterito perfecto
yo he sido dejado
has sido dejado
él/ella ha sido dejado
nosotros hemos sido dejados
vosotros habèis sido dejados
ellos/ellas han sido dejados
Preterito pluscuamperfecto
yo había sido dejado
habías sido dejado
él/ella había sido dejado
nosotros habíamos sido dejados
vosotros habías sido dejados
ellos/ellas habían sido dejados
Preterito anterior
yo hube sido dejado
hubiste sido dejado
él/ella hubo sido dejado
nosotros hubimos sido dejados
vosotros hubisteis sido dejados
ellos/ellas hubieron sido dejados
Futuro
yo seré dejado
serás dejado
él/ella será dejado
nosotros seremos dejados
vosotros sereis dejados
ellos/ellas serán dejados
Futuro perfecto
yo habrè sido dejado
habrás sido dejado
él/ella habrá sido dejado
nosotros habremos sido dejados
vosotros habreis sido dejados
ellos/ellas habrán sido dejados
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo sea dejado
seas dejado
él/ella sea dejado
nosotros seamos dejados
nosotros seáis dejados
ellos/ellas sean dejados
Pretérito perfecto
yo haya sido dejado
hayas sido dejado
él/ella haya sido dejado
nosotros hayamos sido dejado
nosotros hayáis sido dejado
ellos/ellas hayan sido dejado
Pretérito imperfetto I
yo fuere dejado
fueres dejado
él/ella fuere dejado
nosotros fuéremos dejados
nosotros fuereis dejados
ellos/ellas fueren dejados
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiere sido dejado
hubieres sido dejado
él/ella hubiere sido dejado
nosotros hubiéremos sido dejados
nosotros hubierei sido dejados
ellos/ellas hubieren sido dejados
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese sido dejado
hubieses sido dejado
él/ella hubiese sido dejado
nosotros hubiésemos sido dejados
nosotros hubieseis sido dejados
ellos/ellas hubiesen sido dejados
Pretérito imperfetto II
Futuro
yo fuere dejado
fueres dejado
él/ella fuere dejado
nosotros fuéremos dejados
nosotros fuereis dejados
ellos/ellas fueren dejados
Futuro perfecto
yo hubiere sido dejado
hubieres sido dejado
él/ella hubiere sido dejado
nosotros hubiéremos sido dejados
nosotros hubiereis sido dejados
ellos/ellas hubieren sido dejados
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo sería dejado
serías dejado
él/ella sería dejado
nosotros seríamos dejados
vosotros seríais dejados
ellos/ellas serían dejados
Perfecto
yo habría sido dejado
habrías sido dejado
él/ella habría sido dejados
nosotros habríamos sido dejados
vosotros habríais sido dejados
ellos/ellas habrían sido dejados
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé dejado
sea dejado
seamos dejados
sed dejados
sean dejados
 
 
 
 
 
 
 
INFINITO pasivo
Presente
ser dejado
Compuesto
haber sido dejado
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es dejado
Compuesto
dejado
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo dejado
Compuesto
habiendo sido dejado