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sinonimi di avanzar

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Vocabulario y frases
avanzar
= portare in avanti .
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= Di età avanzata
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adelantar
= anticipare , portare inavanti , sorpassare , superare. procedere , avanzare , progredire .
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adelanto
= masc. anticipo , avanzamento , miglioramento .
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ascenso
= masc. avanzamento , promozione .
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avance
= masc. avanzamento , avanzata , anticipazione , anticipo .
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Vocabulario y frases
portare
= verbo trans . reggere , sostenere un oggetto o un peso , spostandolo o trasferendolo da un luogo a un altro
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* Ma chi , prima di commettere il delitto , aveva prese le sue misure per ricoverarsi a tempo in un convento , in un palazzo , dove i birri non avrebber mai osato metter piede ; chi , senz'altre precauzioni , portava una livrea che impegnasse a difenderlo la vanità e l'interesse d'una famiglia potente , di tutto un ceto , era libero nelle sue operazioni , e poteva ridersi di tutto quel fracasso delle gride .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se avessi pensato di suggerir loro che andassero a portar la loro imbasciata . . ." Ma , a questo punto , s'accorse che il pentirsi di non essere stato consigliere e cooperatore dell'iniquità era cosa troppo iniqua ; e rivolse tutta la stizza de' suoi pensieri contro quell'altro che veniva così a togliergli la sua pace .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giunto , tra il tumulto di questi pensieri , alla porta di casa sua , ch'era in fondo del paesello , mise in fretta nella toppa la chiave , che già teneva in mano ; aprì , entrò , richiuse diligentemente ; e , ansioso di trovarsi in una compagnia fidata , chiamò subito: - Perpetua ! Perpetua ! - , avviandosi pure verso il salotto , dove questa doveva esser certamente ad apparecchiar la tavola per la cena .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Eh ! le schioppettate non si dànno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano ! E io ho sempre veduto che a chi sa mostrare i denti , e farsi stimare , gli si porta rispetto ; e , appunto perché lei non vuol mai dir la sua ragione , siam ridotti a segno che tutti vengono , con licenza , a . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intorno al collo aveva un vezzo di granati alternati con bottoni d'oro a filigrana: portava un bel busto di broccato a fiori , con le maniche separate e allacciate da bei nastri: una corta gonnella di filaticcio di seta , a pieghe fitte e minute , due calze vermiglie , due pianelle , di seta anch'esse , a ricami .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutt'e due si volsero a chi ne sapeva più di loro , e da cui aspettavano uno schiarimento , il quale non poteva essere che doloroso: tutt'e due , lasciando travedere , in mezzo al dolore , e con l'amore diverso che ognun d'essi portava a Lucia , un cruccio pur diverso perché avesse taciuto loro qualche cosa , e una tal cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Adocchiò essa le bestie , e , come avvezza a somiglianti doni , mise loro le mani addosso , quantunque Renzo andasse tirando indietro , perché voleva che il dottore vedesse e sapesse ch'egli portava qualche cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per intender quest'uscita del dottore , bisogna sapere , o rammentarsi che , a quel tempo , i bravi di mestiere , e i facinorosi d'ogni genere , usavan portare un lungo ciuffo , che si tiravan poi sul volto , come una visiera , all'atto d'affrontar qualcheduno , ne' casi in cui stimasser necessario di travisarsi , e l'impresa fosse di quelle , che richiedevano nello stesso tempo forza e prudenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Permette però che , per occasione di trovarsi alcuno calvo , o per altra ragionevole causa di segnale o ferita , possano quelli tali , per maggior decoro e sanità loro , portare i capelli tanto lunghi , quanto sia bisogno per coprire simili mancamenti e niente di più ; avvertendo bene a non eccedere il dovere e pura necessità , per (non) incorrere nella pena agli altri contraffacienti imposta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fu un esempio questo ? E il convento , in vece di scapitare , ci guadagnò ; perché , dopo un così gran fatto , la cerca delle noci rendeva tanto , tanto , che un benefattore , mosso a compassione del povero cercatore , fece al convento la carità d'un asino , che aiutasse a portar le noci a casa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Hai pensato bene ; e poi è tutta carità che porta sempre buon frutto , - disse Agnese , la quale , co' suoi difettucci , era una gran buona donna , e si sarebbe , come si dice , buttata nel fuoco per quell'unica figlia , in cui aveva riposta tutta la sua compiacenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un venticello d'autunno , staccando da' rami le foglie appassite del gelso , le portava a cadere , qualche passo distante dall'albero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tornato , pochi minuti dopo , entrò nell'infermeria , e , avvicinatosi al letto dove Lodovico giaceva , - consolatevi - gli disse: - almeno è morto bene , e m'ha incaricato di chiedere il vostro perdono , e di portarvi il suo - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Frattanto , gli accessi e i contorni del convento formicolavan di popolo curioso: ma , giunta la sbirraglia , fece smaltir la folla , e si postò a una certa distanza dalla porta , in modo però che nessuno potesse uscirne inosservato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il guardiano tornò , a portare al novizio il consenso desiderato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così , con gli occhi bassi , col padre compagno al fianco , passò la porta di quella casa , attraversò il cortile , tra una folla che lo squadrava con una curiosità poco cerimoniosa ; salì le scale , e , di mezzo all'altra folla signorile , che fece ala al suo passaggio , seguito da cento sguardi , giunse alla presenza del padron di casa ; il quale , circondato da' parenti più prossimi , stava ritto nel mezzo della sala , con lo sguardo a terra , e il mento in aria , impugnando , con la mano sinistra , il pomo della spada , e stringendo con la destra il bavero della cappa sul petto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un pane , perché io possa dire d'aver goduto la sua carità , d'aver mangiato il suo pane , e avuto un segno del suo perdono - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chiese quindi licenza ; e , abbracciato di nuovo il padron di casa , e tutti quelli che , trovandosi più vicini a lui , poterono impadronirsene un momento , si liberò da essi a fatica ; ebbe a combatter nell'anticamere , per isbrigarsi da' servitori , e anche da' bravi , che gli baciavano il lembo dell'abito , il cordone , il cappuccio ; e si trovò nella strada , portato come in trionfo , e accompagnato da una folla di popolo , fino a una porta della città ; d'onde uscì , cominciando il suo pedestre viaggio , verso il luogo del suo noviziato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La porta era chiusa , segno che il padrone stava desinando , e non voleva esser frastornato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il padre si fermò ritto , in atto di chi si dispone ad aspettare ; ma un de' bravi s'alzò , e gli disse: - padre , padre , venga pure avanti: qui non si fanno aspettare i cappuccini: noi siamo amici del convento: e io ci sono stato in certi momenti che fuori non era troppo buon'aria per me ; e se mi avesser tenuta la porta chiusa , la sarebbe andata male - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A quel suono risposer subito di dentro gli urli e le strida di mastini e di cagnolini ; e , pochi momenti dopo , giunse borbottando un vecchio servitore ; ma , veduto il padre , gli fece un grand'inchino , acquietò le bestie , con le mani e con la voce , introdusse l'ospite in un angusto cortile , e richiuse la porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Bene , bene , parleremo ; - rispose questo: - ma intanto si porti da bere al padre .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma questo - replicava , non meno urlando , il podestà , - questo è un di più , un mero di più , un ornamento poetico , giacché il messaggiero è di sua natura inviolabile , per diritto delle genti , iure gentium: e , senza andar tanto a cercare , lo dice anche il proverbio: ambasciator non porta pena .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando il frate ebbe serrato l'uscio dietro a sé , vide nell'altra stanza dove entrava , un uomo ritirarsi pian piano , strisciando il muro , come per non esser veduto dalla stanza del colloquio ; e riconobbe il vecchio servitore ch'era venuto a riceverlo alla porta di strada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giunti all'osteria del villaggio ; seduti , con tutta libertà , in una perfetta solitudine , giacché la miseria aveva divezzati tutti i frequentatori di quel luogo di delizie ; fatto portare quel poco che si trovava ; votato un boccale di vino ; Renzo , con aria di mistero , disse a Tonio: - se tu vuoi farmi un piccolo servizio , io te ne voglio fare uno grande .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Il padre Cristoforo arrivava nell'attitudine d'un buon capitano che , perduta , senza sua colpa , una battaglia importante , afflitto ma non scoraggito , sopra pensiero ma non sbalordito , di corsa e non in fuga , si porta dove il bisogno lo chiede , a premunire i luoghi minacciati , a raccoglier le truppe , a dar nuovi ordini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Rodrigo lo guardava ; e quando gli era arrivato sotto , e voltava , ecco in faccia un altro antenato , magistrato , terrore de' litiganti e degli avvocati , a sedere sur una gran seggiola coperta di velluto rosso , ravvolto in un'ampia toga nera ; tutto nero , fuorché un collare bianco , con due larghe facciole , e una fodera di zibellino arrovesciata (era il distintivo de' senatori , e non lo portavan che l'inverno , ragion per cui non si troverà mai un ritratto di senatore vestito d'estate) ; macilento , con le ciglia aggrottate: teneva in mano una supplica , e pareva che dicesse: vedremo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si mosse , e , alla porta , trovò i sei ribaldi tutti armati , i quali , fatto ala , e inchinatolo , gli andaron dietro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma non le si torca un capello ; e sopra tutto , le si porti rispetto in ogni maniera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Signore , non si può levare un fiore dalla pianta , e portarlo a vossignoria , senza toccarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il povero vecchio , quantunque sentisse bene a che rischioso giuoco giocava , e avesse anche paura di portare il soccorso di Pisa , pure non volle mancare: uscì , con la scusa di prendere un po' d'aria , e s'incamminò in fretta in fretta al convento , per dare al padre Cristoforo l'avviso promesso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando Renzo e i due compagni giunsero all'osteria , vi trovaron quel tale già piantato in sentinella , che ingombrava mezzo il vano della porta , appoggiata con la schiena a uno stipite , con le braccia incrociate sul petto ; e guardava e riguardava , a destra e a sinistra , facendo lampeggiare ora il bianco , ora il nero di due occhi grifagni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Teneva sospeso in una mano un grosso randello ; arme propriamente , non ne portava in vista ; ma , solo a guardargli in viso , anche un fanciullo avrebbe pensato che doveva averne sotto quante ce ne poteva stare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E , con uno sgambetto , uscì tra il fornello e l'interrogante ; e ando a portare il piatto a chi si doveva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I due promessi rimaser nascosti dietro l'angolo di essa ; Agnese con loro , ma un po' più innanzi , per accorrere in tempo a fermar Perpetua , e a impadronirsene ; Tonio , con lo scempiato di Gervaso , che non sapeva far nulla da sé , e senza il quale non si poteva far nulla , s'affacciaron bravamente alla porta , e picchiarono .(Manzoni-I Promessi sposi)
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" Carneade ! Chi era costui ? " ruminava tra se don Abbondio seduto sul suo seggiolone , in una stanza del piano superiore , con un libricciolo aperto davanti , quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I primi arrivati corsero alla porta della chiesa: era serrata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si mise in fretta l'arnese che aveva portato sotto il braccio , venne , dalla parte di dentro , alla porta della chiesa , e l'aprì .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Come , chi è ? - disse Ambrogio , tenendo con una mano un battente della porta , e , con l'altra , il lembo di quel tale arnese , che s'era messo così in fretta: - come ! non lo sapete ? gente in casa del signor curato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Le hanno portate via ! Le hanno portate via ! - Ci fu allora di quelli che , alzando la voce , proposero d'inseguire i rapitori: che era un'infamità ; e sarebbe una vergogna per il paese , se ogni birbone potesse a man salva venire a portar via le donne , come il nibbio i pulcini da un'aia deserta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo s'affacciò alla porta , e la sospinse bel bello .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La porta di fatto s'aprì ; e la luna , entrando per lo spiraglio , illuminò la faccia pallida , e la barba d'argento del padre Cristoforo , che stava quivi ritto in aspettativa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Accanto a lui , stava un altro cappuccino ; ed era il laico sagrestano , ch'egli , con preghiere e con ragioni , aveva persuaso a vegliar con lui , a lasciar socchiusa la porta , e a starci in sentinella , per accogliere que' poveri minacciati: e non si richiedeva meno dell'autorità del padre , della sua fama di santo , per ottener dal laico una condiscendenza incomoda , pericolosa e irregolare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Entrati che furono , il padre Cristoforo riaccostò la porta adagio adagio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Porta questa lettera al padre Bonaventura da Lodi , nel nostro convento di Porta Orientale in Milano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Senza aspettar risposta , fra Cristoforo , andò verso la sagrestia ; i viaggiatori usciron di chiesa ; e fra Fazio chiuse la porta , dando loro un addio , con la voce alterata anche lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivati alla porta , il conduttore tirò il campanello , fece chiamare il padre guardiano ; questo venne subito , e ricevette la lettera , sulla soglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non è che sia la badessa , né la priorache anzi , a quel che dicono , è una delle più giovani: ma è della costola d'Adamo ; e i suoi del tempo antico erano gente grande , venuta di Spagna , dove son quelli che comandano ; e per questo la chiamano la signora , per dire ch'è una gran signora ; e tutto il paese la chiama con quel nome , perché dicono che in quel monastero non hanno avuto mai una persona simile ; e i suoi d'adesso , laggiù a Milano , contan molto , e son di quelli che hanno sempre ragione , e in Monza anche di più , perché suo padre , quantunque non ci stia , è il primo del paese ; onde anche lei può far alto e basso nel monastero ; e anche la gente di fuori le porta un gran rispetto ; e quando prende un impegno , le riesce anche di spuntarlo ; e perciò , se quel buon religioso lì , ottiene di mettervi nelle sue mani , e che lei v'accetti , vi posso dire che sarete sicure come sull'altare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando fu vicino alla porta del borgo , fiancheggiata allora da un antico torracchione mezzo rovinato , e da un pezzo di castellaccio , diroccato anch'esso , che forse dieci de' miei lettori possono ancor rammentarsi d'aver veduto in piedi , il guardiano si fermò , e si voltò a guardar se gli altri venivano ; quindi entrò , e s'avviò al monastero , dove arrivato , si fermò di nuovo sulla soglia , aspettando la piccola brigata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Attraversando un secondo cortile , diede qualche avvertimento alle donne , sul modo di portarsi con la signora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il guardiano accompagnò Agnese alla porta , dandole nuove istruzioni , e se n'andò a scriver la lettera di ragguaglio all'amico Cristoforo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se qualche volta la Gertrudina trascorreva a qualche atto un po' arrogante e imperioso , al che la sua indole la portava molto facilmente , - tu sei una ragazzina , - le si diceva: - queste maniere non ti convengono: quando sarai madre badessa , allora comanderai a bacchetta , farai alto e basso - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Qualche altra volta il principe , riprendendola di cert'altre maniere troppo libere e famigliari alle quali essa trascorreva con uguale facilità , - ehi ! ehi ! - le diceva ; - non è questo il fare d'una par tua: se vuoi che un giorno ti si porti il rispetto che ti sarà dovuto , impara fin d'ora a star sopra di te: ricordati che tu devi essere , in ogni cosa , la prima del monastero ; perché il sangue si porta per tutto dove si va .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dovette però accorgersi che un paggio , ben diverso da coloro , le portava un rispetto , e sentiva per lei una compassione d'un genere particolare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli zii parlarono anche a Gertrude , come portava la convenienza in quel giorno: e uno di loro , il qual pareva che , più dell'altro , conoscesse ogni persona , ogni carrozza , ogni livrea , e aveva ogni momento qualcosa da dire del signor tale e della signora tal altra , si voltò a lei tutt'a un tratto , e le disse: - ah furbetta ! voi date un calcio a tutte queste corbellerie ; siete una dirittona voi ; piantate negl'impicci noi poveri mondani , vi ritirate a fare una vita beata , e andate in paradiso in carrozza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al fermarsi della carrozza , davanti a quelle mura , davanti a quella porta , il cuore si strinse ancor più a Gertrude .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Attraversato il primo cortile , s'entrò in un altro , e lì si vide la porta del chiostro interno , spalancata e tutta occupata da monache .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giunsero alla porta ; Gertrude si trovò a viso a viso con la madre badessa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le sue antiche confidenti eran tutte uscite ; ma lei serbava vive tutte le passioni di quel tempo ; e , in un modo o in un altro , l'allieve dovevan portarne il peso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Che diavolo ! - disse don Rodrigo: - tu mi riesci ora un can da pagliaio che ha cuore appena d'avventarsi alle gambe di chi passa sulla porta , guardandosi indietro se quei di casa lo spalleggiano , e non si sente d'allontanarsi !
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se mai gli porti odore d'uomo o di ferro , rizza gli orecchi acuti , e gira due occhi sanguigni , da cui traluce insieme l'ardore della preda e il terrore della caccia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo allora si levò di seno la lettera del padre Cristoforo , e la fece vedere a quel signore , il quale , lettovi: porta orientale , gliela rendette dicendo: - siete fortunato , bravo giovine ; il convento che cercate è poco lontano di qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Prendete per questa viottola a mancina: è una scorciatoia: in pochi minuti arriverete a una cantonata d'una fabbrica lunga e bassa: è il lazzeretto ; costeggiate il fossato che lo circonda , e riuscirete a porta orientale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fece la strada che gli era stata insegnata , e si trovò a porta orientale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando Renzo entrò per quella porta , la strada al di fuori non andava diritta che per tutta la lunghezza del lazzeretto ; poi scorreva serpeggiante e stretta , tra due siepi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La porta consisteva in due pilastri , con sopra una tettoia , per riparare i battenti , e da una parte , una casuccia per i gabellini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La strada che s'apriva dinanzi a chi entrava per quella porta , non si paragonerebbe male a quella che ora si presenta a chi entri da porta Tosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un fossatello le scorreva nel mezzo , fino a poca distanza dalla porta , e la divideva così in due stradette tortuose , ricoperte di polvere o di fango , secondo la stagione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In tanto arrivava altra gente dalla porta ; e uno di questi , accostatosi alla donna , le domandò: - dove si va a prendere il pane ?
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* Renzo andò diritto alla porta , si ripose in seno il mezzo pane che gli rimaneva , levò fuori e tenne preparata in mano la lettera , e tirò il campanello .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Uno di campagna , che porta al padre Bonaventura una lettera pressante del padre Cristoforo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fece dieci passi verso la porta della chiesa , per seguire il consiglio del portinaio ; ma poi pensò di dar prima un'altra occhiata al tumulto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Uscivano , sul far del giorno , dalle botteghe de' fornai i garzoni che , con una gerla carica di pane , andavano a portarne alle solite case .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La gente , che non era ancor troppo fitta , fa un po' di luogo ; dimodoche quelli poterono arrivare , e postarsi , insieme , se non in ordine , davanti alla porta della bottega .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Eh ! . . .eh ! che fate laggiu ! Eh ! a quella porta ! Oibò oibò ! Vedo , vedo: giudizio ! badate bene ! è un delitto grosso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quello poi che diceva di vedere , era un gran lavorare di pietre , di ferri (i primi che coloro avevano potuto procacciarsi per la strada) , che si faceva alla porta , per sfondarla , e alle finestre , per svellere l'inferriate: e già l'opera era molto avanzata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il furore accrebbe le forze della moltitudine: la porta fu sfondata , l'inferriate , svelte ; e il torrente penetrò per tutti i varchi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Metton mano ai sacchi , li strascicano , li rovesciano: chi se ne caccia uno tra le gambe , gli scioglie la bocca , e , per ridurlo a un carico da potersi portare , butta via una parte della farina: chi , gridando: - aspetta , aspetta , - si china a parare il grembiule , un fazzoletto , il cappello , per ricever quella grazia di Dio ; uno corre a una madia , e prende un pezzo di pasta , che s'allunga , e gli scappa da ogni parte ; un altro , che ha conquistato un burattello , lo porta per aria: chi va , chi viene: uomini , donne , fanciulli , spinte , rispinte , urli , e un bianco polverìo che per tutto si posa , per tutto si solleva , e tutto vela e annebbia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A questo punto eran le cose , quando Renzo , avendo ormai sgranocchiato il suo pane , veniva avanti per il borgo di porta orientale , e s'avviava , senza saperlo , proprio al luogo centrale del tumulto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Largo , largo , signori , in cortesia ; lascin passare un povero padre di famiglia , che porta da mangiare a cinque figliuoli - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le mura scalcinate e ammaccate da sassi , da mattoni , le finestre sgangherate , diroccata la porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Ogni tanto , usciva dalla bottega qualcheduno che portava un pezzo di cassone , o di madia , o di frullone , la stanga d'una gramola , una panca , una paniera , un libro di conti , qualche cosa in somma di quel povero forno ; e gridando: - largo , largo , - passava tra la gente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I servitori , attirati già dal rumore sulla porta , guardavano sgomentati lungo la strada , dalla parte donde il rumore veniva avvicinandosi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mentre ascoltan l'avviso , vedon comparire la vanguardia: in fretta e in furia , si porta l'avviso al padrone: mentre questo pensa a fuggire , e come fuggire , un altro viene a dirgli che non è più a tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I servitori ne hanno appena tanto che basti per chiuder la porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'urlìo crescente , scendendo dall'alto come un tuono , rimbomba nel vòto cortile ; ogni buco della casa ne rintrona: e di mezzo al vasto e confuso strepito , si senton forti e fitti colpi di pietre alla porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi , come fuori di sé , stringendo i denti , e raggrinzando il viso , stendeva le braccia , e puntava i pugni , come se volesse tener ferma la porta . . .Del resto , quel che facesse precisamente non si può sapere , giacché era solo ; e la storia è costretta a indovinare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quantunque , per quella funesta docilità degli animi appassionati all'affermare appassionato di molti , fosse persuasissimo che il vicario era la cagion principale della fame , il nemico de' poveri , pure , avendo , al primo moversi della turba , sentita a caso qualche parola che indicava la volontà di fare ogni sforzo per salvarlo , s'era subito proposto d'aiutare anche lui un'opera tale ; e , con quest'intenzione , s'era cacciato , quasi fino a quella porta , che veniva travagliata in cento modi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I magistrati ch'ebbero i primi l'avviso di quel che accadeva , spediron subito a chieder soccorso al comandante del castello , che allora si diceva di porta Giovia ; il quale mandò alcuni soldati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Aprire quella prima folla , rovesciarla a destra e a sinistra , e andare avanti a portar la guerra a chi la faceva , sarebbe stata la meglio ; ma riuscirvi , lì stava il punto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Spiccava tra questi , ed era lui stesso spettacolo , un vecchio mal vissuto , che , spalancando due occhi affossati e infocati , contraendo le grinze a un sogghigno di compiacenza diabolica , con le mani alzate sopra una canizie vituperosa , agitava in aria un martello , una corda , quattro gran chiodi , con che diceva di volere attaccare il vicario a un battente della sua porta , ammazzato che fosse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Cos'era ? Era una lunga scala a mano , che alcuni portavano , per appoggiarla alla casa , e entrarci da una finestra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi fremevano , minacciavano anche , cercavan di rifarsi ; ma la causa del sangue era perduta: il grido che predominava era: prigione , giustizia , Ferrer ! Dopo un po' di dibattimento , coloro furon respinti: gli altri s'impadroniron della porta , e per tenerla difesa da nuovi assalti , e per prepararvi l'adito a Ferrer ; e alcuno di essi , mandando dentro una voce a quelli di casa (fessure non ne mancava) , gli avvisò che arrivava soccorso , e che facessero star pronto il vicario , - per andar subito . . .in prigione: ehm , avete inteso ?
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* Prega , esorta , minaccia ; pigia , ripigia , incalza di qua e di là , con quel raddoppiare di voglia , e con quel rinnovamento di forze che viene dal veder vicino il fine desiderato ; gli era finalmente riuscito di divider la calca in due , e poi di spingere indietro le due calche ; tanto che , tra la porta e la carrozza , che vi si fermò davanti , v'era un piccolo spazio voto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ferrer mise un gran respiro , quando vide quella piazzetta libera , e la porta ancor chiusa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lo prese per la mano , e lo condusse verso la porta , facendogli coraggio tuttavia ; ma diceva intanto tra sé: " aqui està el busilis ; Dios nos valga !"
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La porta s'apre ; Ferrer esce il primo ; l'altro dietro , rannicchiato , attaccato , incollato alla toga salvatrice , come un bambino alla sottana della mamma .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Accosto a quella stava ancor condensato il fondaccio , per dir così , del tumulto ; un branco di birboni , che malcontenti d'una fine così fredda e così imperfetta d'un così grand'apparato , parte brontolavano , parte bestemmiavano , parte tenevan consiglio , per veder se qualche cosa si potesse ancora intraprendere ; e , come per provare , andavano urtacchiando e pigiando quella povera porta , ch'era stata di nuovo appuntellata alla meglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dunque leva tutti quest'imbrogli , e porta in vece un altro fiasco ; perché questo è fesso - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Porta del medesimo , - disse Renzo: - che lo trovo galantuomo ; e lo metteremo a letto come l'altro , senza domandargli nome e cognome , e di che nazione sarà , e cosa viene a fare , e se ha a stare un pezzo in questa città .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cosa volete ? è legge: anche noi bisogna ubbidire ; altrimenti siamo i primi a portarne la pena .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poté però portare a casa la notizia sicura del nome , cognome e patria , oltre cent'altre belle notizie congetturali ; dimodoché , quando l'oste capitò lì , a dir ciò che sapeva intorno a Renzo , ne sapevan già più di lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciato in una parte sconosciuta d'una città si può dire sconosciuta , Renzo non sapeva neppure da che porta s'uscisse per andare a Bergamo ; e quando l'avesse saputo , non sapeva poi andare alla porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Per andare a Bergamo ? Da porta orientale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Grazie tante ; e per andare a porta orientale ?
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* Renzo arriva sulla piazza del duomo ; l'attraversa , passa accanto a un mucchio di cenere e di carboni spenti , e riconosce gli avanzi del falò di cui era stato spettatore il giorno avanti ; costeggia gli scalini del duomo , rivede il forno delle grucce , mezzo smantellato , e guardato da soldati ; e tira diritto per la strada da cui era venuto insieme con la folla ; arriva al convento de' cappuccini ; dà un'occhiata a quella piazza e alla porta della chiesa , e dice tra sé , sospirando: " m'aveva però dato un buon parere quel frate di ieri: che stessi in chiesa a aspettare , e a fare un po' di bene " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Qui , essendosi fermato un momento a guardare attentamente alla porta per cui doveva passare , e vedendovi , così da lontano , molta gente a guardia , e avendo la fantasia un po' riscaldata (bisogna compatirlo ; aveva i suoi motivi) , provò una certa ripugnanza ad affrontare quel passo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Va innanzi ; rallenta quelle gambe benedette , che volevan sempre correre , mentre conveniva soltanto camminare ; e adagio adagio , fischiando in semitono , arriva alla porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma vedete un poco se non era il demonio che li portava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- I micheletti avevan la casa del vicario da guardare: non si può cantare e portar la croce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi torna in campo quel bel ritrovato di ieri , di portare il resto sulla piazza , e di farne una fiammata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dunque la sua avventura aveva fatto chiasso ; dunque lo volevano a qualunque patto ; chi sa quanti birri erano in campo per dargli la caccia ! quali ordini erano stati spediti di frugar ne' paesi , nell'osterie , per le strade ! Pensava bensì che finalmente i birri che lo conoscevano , eran due soli , e che il nome non lo portava scritto in fronte ; ma gli tornavano in mente certe storie che aveva sentite raccontare , di fuggitivi colti e scoperti per istrane combinazioni , riconosciuti all'andare , all'aria sospettosa , ad altri segnali impensati: tutto gli faceva ombra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al suo avvicinarsi a qualcheduna di quelle , il mugolìo si cambiava in un abbaiar frettoloso e rabbioso: nel passar davanti alla porta , sentiva , vedeva quasi , il bestione , col muso al fessolino della porta , raddoppiar gli urli: cosa che gli faceva andar via la tentazione di picchiare , e di chieder ricovero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Senza parlare de' guai che Renzo portava con sé , il suo occhio veniva ogni momento rattristato da oggetti dolorosi , da' quali dovette accorgersi che troverebbe nel paese in cui s'inoltrava , la penuria che aveva lasciata nel suo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nell'uscire , vide , accanto alla porta , che quasi v'inciampava , sdraiate in terra , più che sedute , due donne , una attempata , un'altra più giovine , con un bambino , che , dopo aver succhiata invano l'una e l'altra mammella , piangeva , piangeva ; tutti del color della morte: e ritto , vicino a loro , un uomo , nel viso del quale e nelle membra , si potevano ancora vedere i segni d'un'antica robustezza , domata e quasi spenta dal lungo disagio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Appena partito Attilio , arrivò il Griso da Monza sano e salvo , e riferì al suo padrone ciò che aveva potuto raccogliere: che Lucia era ricoverata nel tal monastero , sotto la protezione della tal signora ; e stava sempre nascosta , come se fosse una monaca anche lei , non mettendo mai piede fuor della porta , e assistendo alle funzioni di chiesa da una finestrina con la grata: cosa che dispiaceva a molti , i quali avendo sentito motivar non so che di sue avventure , e dir gran cose del suo viso , avrebbero voluto un poco vedere come fosse fatto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un altro ne trovava nel lavorar di continuo ; e pregava sempre che le dessero qualcosa da fare: anche nel parlatorio , portava sempre qualche lavoro da tener le mani in esercizio: ma , come i pensieri dolorosi si caccian per tutto ! cucendo , cucendo , ch'era un mestiere quasi nuovo per lei , le veniva ogni poco in mente il suo aspo ; e dietro all'aspo , quante cose !
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* Fatti i suoi complimenti al conte zio , e presentatigli quelli del cugino , Attilio , con un suo contegno serio , che sapeva prendere a tempo , disse: - credo di fare il mio dovere , senza mancare alla confidenza di Rodrigo , avvertendo il signore zio d'un affare che , se lei non ci mette una mano , può diventar serio , e portar delle conseguenze . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E da che il padre Cristoforo porta quest'abito . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* C'è dentro l'obbedienza per fra Cristoforo , di portarsi a Rimini , dove predicherà la quaresima .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La lettera al guardiano porta l'istruzione d'insinuare al detto frate che deponga ogni pensiero d'affari che potesse avere avviati nel paese da cui deve partire , e che non vi mantenga corrispondenze: il frate latore dev'essere il compagno di viaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tale è la descrizione che l'anonimo fa del luogo: del nome , nulla ; anzi , per non metterci sulla strada di scoprirlo , non dice niente del viaggio di don Rodrigo , e lo porta addirittura nel mezzo della valle , appiè del poggio , all'imboccatura dell'erto e tortuoso sentiero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Passò inosservata la porta del chiostro , prese la strada , con gli occhi bassi , rasente al muro ; trovò , con l'indicazioni avute e con le proprie rimembranze , la porta del borgo , n'uscì , andò tutta raccolta e un po' tremante , per la strada maestra , arrivò in pochi momenti a quella che conduceva al convento ; e la riconobbe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era costui uno sgherro d'Egidio ; era stato , facendo l'indiano , sulla porta del suo padrone , per veder quando Lucia usciva dal monastero ; l'aveva osservata bene , per poterla riconoscere ; ed era corso , per una scorciatoia , ad aspettarla al posto convenuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Fa allestir subito una bussola , entraci , e fatti portare alla Malanotte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto l'innominato , ritto sulla porta del castello , guardava in giù ; e vedeva la bussola venir passo passo , come prima la carrozza , e avanti , a una distanza che cresceva ogni momento , salir di corsa il Nibbio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Verrà una donna a portarvi da mangiare , - disse l'innominato ; e dettolo , rimase stupito anche lui che gli fosse venuto in mente un tal ripiego , e che gli fosse nato il bisogno di cercarne uno , per rassicurare una donnicciola .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Nulla , nulla ; buone nuove , - disse la vecchia: - è Marta che porta da mangiare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora si proponeva d'abbandonare il castello , e d'andarsene in paesi lontani , dove nessun lo conoscesse , neppur di nome ; ma sentiva che lui , lui sarebbe sempre con sé: ora gli rinasceva una fosca speranza di ripigliar l'animo antico , le antiche voglie ; e che quello fosse come un delirio passeggiero ; ora temeva il giorno , che doveva farlo vedere a' suoi così miserabilmente mutato ; ora lo sospirava , come se dovesse portar la luce anche ne' suoi pensieri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Entrò poco dopo nel collegio fondato da questo in Pavia , e che porta ancora il nome del loro casato ; e lì , applicandosi assiduamente alle occupazioni che trovò prescritte , due altre ne assunse di sua volontà ; e furono d'insegnar la dottrina cristiana ai più rozzi e derelitti del popolo , e di visitare , servire , consolare e soccorrere gl'infermi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le sue lacrime ardenti cadevano sulla porpora incontaminata di Federigo ; e le mani incolpevoli di questo stringevano affettuosamente quelle membra , premevano quella casacca , avvezza a portar l'armi della violenza e del tradimento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- S'io tornerò ? - rispose l'innominato: - quando voi mi rifiutaste , rimarrei ostinato alla vostra porta , come il povero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La lettiga passò , l'innominato passò ; e davanti alla porta spalancata della chiesa , si levò il cappello , e chinò quella fronte tanto temuta , fin sulla criniera della mula , tra il susurro di cento voci che dicevano: Dio la benedica ! Don Abbondio si levò anche lui il cappello , si chinò , si raccomandò al cielo ; ma sentendo il concerto solenne de' suoi confratelli che cantavano a distesa , provò un'invidia , una mesta tenerezza , un accoramento tale , che durò fatica a tener le lacrime .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I bravi che si trovan sulla spianata e sulla porta , si ritirano di qua e di là , per lasciare il passo libero: l'innominato fa segno che non si movan di più ; sprona , e passa davanti alla lettiga ; accenna al lettighiero e a don Abbondio che lo seguano ; entra in un primo cortile , da quello in un secondo ; va verso un usciolino , fa stare indietro con un gesto un bravo che accorreva per tenergli la staffa , e gli dice: - tu sta' costì , e non venga nessuno - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La sarebbe barbara , dopo tant'incomodi , dopo tante agitazioni , e senza acquistarne merito , che ne dovessi portar la pena io .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Aggiunse poi che contava di portarsi al loro paese tra pochi giorni , che allora Lucia potrebbe venir là senza timore , e che intanto penserebbe lui a provvederla d'un luogo dove potesse esser al sicuro , fin che ogni cosa fosse accomodata per il meglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Accennò a quelli che si trovavan sulla porta , che gli venissero dietro con gli altri ; entrò nel primo cortile , andò verso il mezzo , e lì , essendo ancora a cavallo , mise un suo grido tonante: era il segno usato , al quale accorrevano tutti que' suoi che l'avessero sentito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quella difesa non sarebbe forse bastata , se il maestro e il sottomaestro delle cerimonie , un Clerici e un Picozzi , giovani preti che stavan bene di corpo e d'animo , non l'avessero alzato sulle braccia , e portato di peso , dalla porta fino all'altar maggiore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dobbiamo esigere rigorosamente dagli altri quello che Dio sa se noi saremmo pronti a dare: dobbiamo giudicare , correggere , riprendere ; e Dio sa quel che faremmo noi nel caso stesso , quel che abbiam fatto in casi somiglianti ! Ma guai s'io dovessi prender la mia debolezza per misura del dovere altrui , per norma del mio insegnamento ! Eppure è certo che , insieme con le dottrine , io devo dare agli altri l'esempio , non rendermi simile al dottor della legge , che carica gli altri di pesi che non posson portare , e che lui non toccherebbe con un dito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Gonzalo , ch'era della casa del gran capitano , e ne portava il nome , e che aveva già fatto la guerra in Fiandra , voglioso oltremodo di condurne una in Italia , era forse quello che faceva più fuoco , perché questa si dichiarasse ; e intanto , interpretando l'intenzioni e precorrendo gli ordini della corte suddetta , aveva concluso col duca di Savoia un trattato d'invasione e di divisione del Monferrato ; e n'aveva poi ottenuta facilmente la ratificazione dal conte duca , facendogli creder molto agevole l'acquisto di Casale , ch'era il punto più difeso della parte pattuita al re di Spagna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando la lettera così composta arriva alle mani del corrispondente , che anche lui non abbia pratica dell'abbiccì , la porta a un altro dotto di quel calibro , il quale gliela legge e gliela spiega .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Della filosofia naturale s'era fatto più un passatempo che uno studio ; l'opere stesse d'Aristotile su questa materia , e quelle di Plinio le aveva piuttosto lette che studiate: non di meno , con questa lettura , con le notizie raccolte incidentemente da' trattati di filosofia generale , con qualche scorsa data alla Magia naturale del Porta , alle tre storie lapidum , animalium , plantarum , del Cardano , al Trattato dell'erbe , delle piante , degli animali , d'Alberto Magno , a qualche altr'opera di minor conto , sapeva a tempo trattenere una conversazione ragionando delle virtù più mirabili e delle curiosità più singolari di molti semplici ; descrivendo esattamente le forme e l'abitudini delle sirene e dell'unica fenice ; spiegando come la salamandra stia nel fuoco senza bruciare: come la remora , quel pesciolino , abbia la forza e l'abilità di fermare di punto in bianco , in alto mare , qualunque gran nave ; come le gocciole della rugiada diventin perle in seno delle conchiglie ; come il cameleonte si cibi d'aria ; come dal ghiaccio lentamente indurato , con l'andar de' secoli , si formi il cristallo ; e altri de' più maravigliosi segreti della natura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Seguiron poi altri grandi avvenimenti , che però non portarono nessun cambiamento notabile nella sorte de' nostri personaggi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Finalmente nuovi casi , più generali , più forti , più estremi , arrivarono anche fino a loro , fino agli infimi di loro , secondo la scala del mondo: come un turbine vasto , incalzante , vagabondo , scoscendendo e sbarbando alberi , arruffando tetti , scoprendo campanili , abbattendo muraglie , e sbattendone qua e là i rottami , solleva anche i fuscelli nascosti tra l'erba , va a cercare negli angoli le foglie passe e leggieri , che un minor vento vi aveva confinate , e le porta in giro involte nella sua rapina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Gonzalo , per riparare a questo , come dice lui , inconveniente , proibì , con un'altra grida del 15 di dicembre , di portar fuori della città pane , per più del valore di venti soldi ; pena la perdita del pane medesimo , e venticinque scudi , et in caso di inhabilità' di due tratti di corda in publico , et maggior pena ancora , secondo il solito , all'arbitrio di S .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Garzoni e giovani licenziati da padroni di bottega , che , scemato o mancato affatto il guadagno giornaliero , vivevano stentatamente degli avanzi e del capitale ; de' padroni stessi , per cui il cessar delle faccende era stato fallimento e rovina ; operai , e anche maestri d'ogni manifattura e d'ogn'arte , delle più comuni come delle più raffinate , delle più necessarie come di quelle di lusso , vaganti di porta in porta , di strada in istrada , appoggiati alle cantonate , accovacciati sulle lastre , lungo le case e le chiese , chiedendo pietosamente l'elemosina , o esitanti tra il bisogno e una vergogna non ancor domata , smunti , spossati , rabbrividiti dal freddo e dalla fame ne' panni logori e scarsi , ma che in molti serbavano ancora i segni d'un'antica agiatezza ; come nell'inerzia e nell'avvilimento , compariva non so quale indizio d'abitudini operose e franche .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ogni tanto , ci si vedeva , anche di giorno , giacere o sdraiarsi taluno a cui la stanchezza o il digiuno aveva levate le forze e tronche le gambe: qualche volta quel tristo letto portava un cadavere: qualche volta si vedeva uno cader come un cencio all'improvviso , e rimaner cadavere sul selciato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Vidi io , - scrive il Ripamonti , - nella strada che gira le mura , il cadavere d'una donna . . .Le usciva di bocca dell'erba mezza rosicchiata , e le labbra facevano ancora quasi un atto di sforzo rabbioso . . .Aveva un fagottino in ispalla , e attaccato con le fasce al petto un bambino , che piangendo chiedeva la poppa . . .Ed erano sopraggiunte persone compassionevoli , le quali , raccolto il meschinello di terra , lo portavan via , adempiendo così intanto il primo ufizio materno " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il lazzeretto di Milano (se , per caso , questa storia capitasse nelle mani di qualcheduno che non lo conoscesse , né di vista né per descrizione) è un recinto quadrilatero e quasi quadrato , fuori della città , a sinistra della porta detta orientale , distante dalle mura lo spazio della fossa , d'una strada di circonvallazione , e d'una gora che gira il recinto medesimo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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e un altro , con cui l'esortava a portarsi subito alla liberazione di Terra santa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Entrata la comitiva nella strada che conduce a porta ticinese , di dove si doveva uscire , cominciò a trovarsi in mezzo a una folla di gente che , parte era lì ad aspettare , parte accorreva ; tanto più che i trombetti , uomini di formalità , non cessaron di sonare , dal palazzo di corte , fino alla porta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando furon vicini alla porta , cominciarono anche a tirar sassi , mattoni , torsoli , bucce d'ogni sorte , la munizione solita in somma di quelle spedizioni ; una parte corse sulle mura , e di là fecero un'ultima scarica sulle carrozze che uscivano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto l'esercito alemanno , sotto il comando supremo del conte Rambaldo di Collalto , altro condottiere italiano , di minore , ma non d'ultima fama , aveva ricevuto l'ordine definitivo di portarsi all'impresa di Mantova ; e nel mese di settembre , entrò nel ducato di Milano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Eran vent'otto mila fanti , e sette mila cavalli ; e , scendendo dalla Valtellina per portarsi nel mantovano , dovevan seguire tutto il corso che fa l'Adda per due rami di lago , e poi di nuovo come fiume fino al suo sbocco in Po , e dopo avevano un buon tratto di questo da costeggiare: in tutto otto giornate nel ducato di Milano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando la prima squadra arrivava al paese della fermata , si spandeva subito per quello e per i circonvicini , e li metteva a sacco addirittura: ciò che c'era da godere o da portar via , spariva ; il rimanente , lo distruggevano o lo rovinavano ; i mobili diventavan legna , le case , stalle: senza parlar delle busse , delle ferite , degli stupri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutti i ritrovati , tutte l'astuzie per salvar la roba , riuscivano per lo più inutili , qualche volta portavano danni maggiori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per portarsi lontano e fuori della strada che l'esercito aveva a percorrere , non era possibile trovar né un calesse , né un cavallo , né alcun altro mezzo: a piedi , don Abbondio non avrebbe potuto far troppo cammino , e temeva d'esser raggiunto per istrada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il territorio bergamasco non era tanto distante , che le sue gambe non ce lo potessero portare in una tirata ; ma si sapeva ch'era stato spedito in fretta da Bergamo uno squadrone di cappelletti , il qual doveva costeggiare il confine , per tenere in suggezione i lanzichenecchi ; e quelli eran diavoli in carne , né più né meno di questi , e facevan dalla parte loro il peggio che potevano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , mentre andava anch'essa rimpiattando qua e là alla meglio ciò che non poteva portar con sé , e pensava agli scudi , che teneva cuciti nel busto , si rammentò che , insieme con essi , l'innominato , le aveva mandate le più larghe offerte di servizi ; si rammentò le cose che aveva sentito raccontare di quel suo castello posto in luogo così sicuro , e dove , a dispetto del padrone , non potevano arrivar se non gli uccelli ; e si risolvette d'andare a chiedere un asilo lassù .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si voltò poi a don Abbondio , e gli disse: - signor curato , se mai desiderasse di portar lassù qualche libro , per passare il tempo , da pover'uomo posso servirla: ché anch'io mi diverto un po' a leggere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fece poi portar giù da una stanza a tetto l'armi da fuoco , da taglio , in asta , che da un pezzo stavan lì ammucchiate , e gliele distribuì ; fece dire a' suoi contadini e affittuari della valle , che chiunque si sentiva , venisse con armi al castello ; a chi non n'aveva , ne diede ; scelse alcuni , che fossero come ufiziali , e avessero altri sotto il loro comando ; assegnò i posti all'entrature e in altri luoghi della valle , sulla salita , alle porte del castello ; stabilì l'ore e i modi di dar la muta , come in un campo , o come già s'era costumato in quel castello medesimo , ne' tempi della sua vita disperata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il corpo di mezzo , che separava i due cortili , e dava passaggio dall'uno all'altro , per un vasto andito di rimpetto alla porta principale , era in parte occupato dalle provvisioni , e in parte doveva servir di deposito per la roba che i rifugiati volessero mettere in salvo lassù .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Perpetua ebbe un bel dire che , quanto più s'indugiava , tanto più si dava agio ai birboni del paese d'entrare in casa a portar via il resto ; quando si trattava d'assicurar la pelle , era sempre don Abbondio che la vinceva ; meno che l'imminenza del pericolo non gli avesse fatto perdere affatto la testa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sia come si sia , entrò questo fante sventurato e portator di sventura , con un gran fagotto di vesti comprate o rubate a soldati alemanni ; andò a fermarsi in una casa di suoi parenti , nel borgo di porta orientale , vicino ai cappuccini ; appena arrivato , s'ammalò ; fu portato allo spedale ; dove un bubbone che gli si scoprì sotto un'ascella , mise chi lo curava in sospetto di ciò ch'era infatti ; il quarto giorno morì .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma sul finire del mese di marzo , cominciarono , prima nel borgo di porta orientale , poi in ogni quartiere della città , a farsi frequenti le malattie , le morti , con accidenti strani di spasimi , di palpitazioni , di letargo , di delirio , con quelle insegne funeste di lividi e di bubboni ; morti per lo più celeri , violente , non di rado repentine , senza alcun indizio antecedente di malattia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alcuni , ai quali era parso di vedere , la sera del 17 di maggio , persone in duomo andare ungendo un assito che serviva a dividere gli spazi assegnati a' due sessi , fecero , nella notte , portar fuori della chiesa l'assito e una quantità di panche rinchiuse in quello ; quantunque il presidente della Sanità , accorso a far la visita , con quattro persone dell'ufizio , avendo visitato l'assito , le panche , le pile dell'acqua benedetta , senza trovar nulla che potesse confermare l'ignorante sospetto d'un attentato venefico , avesse , per compiacere all'immaginazioni altrui , e più tosto per abbondare in cautela , che per bisogno , avesse , dico , deciso che bastava dar una lavata all'assito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ad ogni modo non parendoci conueniente , dicono que' signori nella citata lettera , che porta la data del 21 di maggio , ma che fu evidentemente scritta il 19 , giorno segnato nella grida stampata , che questo delitto in qualsiuoglia modo resti impunito , massime in tempo tanto pericoloso e sospettoso , per consolatione e quiete di questo Popolo , e per cauare indicio del fatto , habbiamo oggi publicata grida , etc .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In una delle feste della Pentecoste , usavano i cittadini di concorrere al cimitero di San Gregorio , fuori di Porta Orientale , a pregar per i morti dell'altro contagio , ch'eran sepolti là ; e , prendendo dalla divozione opportunità di divertimento e di spettacolo , ci andavano , ognuno più in gala che potesse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I primi erano addetti ai servizi più penosi e pericolosi della pestilenza: levar dalle case , dalle strade , dal lazzeretto , i cadaveri ; condurli sui carri alle fosse , e sotterrarli ; portare o guidare al lazzeretto gl'infermi , e governarli ; bruciare , purgare la roba infetta e sospetta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Altre volte , mettevano a prezzo i loro servizi , ricusando di portar via i cadaveri già putrefatti , a meno di tanti scudi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo diversi rigiri , erano smontati alla porta d'un tal palazzo , dove entrato anche lui , con la compagnia , aveva trovato amenità e orrori , deserti e giardini , caverne e sale ; e in esse , fantasime sedute a consiglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Largo canaglia ! - gli pareva di gridare , guardando alla porta , ch'era lontana lontana , e accompagnando il grido con un viso minaccioso , senza però moversi , anzi ristringendosi , per non toccar que' sozzi corpi , che già lo toccavano anche troppo da ogni parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I monatti lo presero , uno per i piedi , e l'altro per le spalle , e andarono a posarlo sur una barella che avevan lasciata nella stanza accanto ; poi uno tornò a prender la preda ; quindi , alzato il miserabil peso , lo portaron via .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si mise sotto panni una cintura , con dentro que' cinquanta scudi , che non aveva mai intaccati , e de' quali non aveva mai fatto parola , neppur con Bortolo ; prese alcuni altri pochi quattrini , che aveva messi da parte giorno per giorno , risparmiando su tutto ; prese sotto il braccio un fagottino di panni ; si mise in tasca un benservito , che s'era fatto fare a buon conto , dal secondo padrone , sotto il nome d'Antonio Rivolta ; in un taschino de' calzoni si mise un coltellaccio , ch'era il meno che un galantuomo potesse portare a que' tempi ; e s'avviò , agli ultimi d'agosto , tre giorni dopo che don Rodrigo era stato portato al lazzeretto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E dico , con quella bagattella di cattura , venir qui , proprio in paese , in bocca al lupo , c'è giudizio ? Fate a modo d'un vecchio che è obbligato ad averne più di voi , e che vi parla per l'amore che vi porta ; legatevi le scarpe bene , e , prima che nessuno vi veda , tornate di dove siete venuto ; e se siete stato visto , tanto più tornatevene di corsa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Stette un momento tra due , se dovesse continuare il suo viaggio , o andar prima in cerca d'Agnese , giacché n'era così poco lontano ; ma , considerato che della salute di Lucia , Agnese non ne saprebbe nulla , restò nel primo proposito d'andare addirittura a levarsi questo dubbio , a aver la sua sentenza , e di portar poi lui le nuove alla madre .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Allora , andò carpon carponi verso l'orlo di quel gran letto ; mise la testa fuori , e non vedendo nessuno , scese di dov'era salito , uscì di dov'era entrato , s'incamminò per viottole , prendendo per sua stella polare il duomo ; e dopo un brevissimo cammino , venne a sbucar sotto le mura di Milano , tra porta Orientale e porta Nuova , e molto vicino a questa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Su queste notizie , il disegno di Renzo era di tentare d'entrar dalla prima porta a cui si fosse abbattuto ; se ci fosse qualche intoppo , riprender le mura di fuori , finché ne trovasse un'altra di più facile accesso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Stato lì alquanto , prese la diritta , alla ventura , andando , senza saperlo , verso porta Nuova , della quale , quantunque vicina , non poteva accorgersi , a cagione d'un baluardo , dietro cui era allora nascosta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Andò avanti e , passato il canto del baluardo , vide per la prima cosa , un casotto di legno , e sull'uscio , una guardia appoggiata al moschetto , con una cert'aria stracca e trascurata: dietro c'era uno stecconato , e dietro quello , la porta , cioè due alacce di muro , con una tettoia sopra , per riparare i battenti ; i quali erano spalancati , come pure il cancello dello stecconato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Però , davanti appunto all'apertura , c'era in terra un tristo impedimento: una barella , sulla quale due monatti accomodavano un poverino , per portarlo via .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo non se lo fece dir due volte ; passò lo stecconato , passò la porta , andò avanti , senza che nessuno s'accorgesse di lui , o gli badasse ; se non che , quando ebbe fatti forse quaranta passi , sentì un altro - olà - che un gabelliere gli gridava dietro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ci hanno chiusi in casa come sospetti , perché il mio povero marito è morto ; ci hanno inchiodato l'uscio , come vedete ; e da ier mattina , nessuno è venuto a portarci da mangiare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Renzo s'abbatteva appunto a passare per una delle parti più squallide e più desolate: quella crociata di strade che si chiamava il carrobio di porta Nuova .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo affrettò il passo , facendosi coraggio col pensare che la meta non doveva essere così vicina , e sperando che , prima d'arrivarci , troverebbe mutata , almeno in parte , la scena ; e infatti , di lì a non molto , riuscì in un luogo che poteva pur dirsi città di viventi ; ma quale città ancora , e quali viventi ! Serrati , per sospetto e per terrore , tutti gli usci di strada , salvo quelli che fossero spalancati per esser le case disabitate , o invase ; altri inchiodati e sigillati , per esser nelle case morta o ammalata gente di peste ; altri segnati d'una croce fatta col carbone , per indizio ai monatti , che c'eran de' morti da portar via: il tutto più alla ventura che altro , secondo che si fosse trovato piuttosto qua che là un qualche commissario della Sanità o altro impiegato , che avesse voluto eseguir gli ordini , o fare un'angheria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per tutto cenci e , più ributtanti de' cenci , fasce marciose , strame ammorbato , o lenzoli buttati dalle finestre ; talvolta corpi , o di persone morte all'improvviso , nella strada , e lasciati lì fin che passasse un carro da portarli via , o cascati da' carri medesimi , o buttati anch'essi dalle finestre: tanto l'insistere e l'imperversar del disastro aveva insalvatichiti gli animi , e fatto dimenticare ogni cura di pietà , ogni , riguardo sociale ! Cessato per tutto ogni rumor di botteghe , ogni strepito di carrozze , ogni grido di venditori , ogni chiacchierìo di passeggieri , era ben raro che quel silenzio di morte fosse rotto da altro che da rumor di carri funebri , da lamenti di poveri , da rammarichìo d'infermi , da urli di frenetici , da grida di monatti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E fuor di questa cura d'andar succinti e ristretti il più che fosse possibile , negletta e trasandata ogni persona ; lunghe le barbe di quelli che usavan portarle , cresciute a quelli che prima costumavan di raderle ; lunghe pure e arruffate le capigliature , non solo per quella trascuranza che nasce da un invecchiato abbattimento , ma per esser divenuti sospetti i barbieri , da che era stato preso e condannato , come untor famoso , uno di loro , Giangiacomo Mora: nome che , per un pezzo , conservò una celebrità municipale d'infamia , e ne meriterebbe una ben più diffusa e perenne di pietà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Portavano alcuni attaccata al collo una boccetta con dentro un po' d'argento vivo , persuasi che avesse la virtù d'assorbire e di ritenere ogni esalazione pestilenziale ; e avevan poi cura di rinnovarlo ogni tanti giorni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivato alla cantonata della strada , ch'era una delle più larghe , vide quattro carri fermi nel mezzo ; e come , in un mercato di granaglie , si vede un andare e venire di gente , un caricare e un rovesciar di sacchi , tale era il movimento in quel luogo: monatti ch'entravan nelle case , monatti che n'uscivan con un peso su le spalle , e lo mettevano su l'uno o l'altro carro: alcuni con la divisa rossa , altri senza quel distintivo , molti con uno ancor più odioso , pennacchi e fiocchi di vari colori , che quegli sciagurati portavano come per segno d'allegria , in tanto pubblico lutto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La sua andatura era affaticata , ma non cascante ; gli occhi non davan lacrime , ma portavan segno d'averne sparse tante ; c'era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo , che attestava un'anima tutta consapevole e presente a sentirlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Portava essa in collo una bambina di forse nov'anni , morta ; ma tutta ben accomodata , co' capelli divisi sulla fronte , con un vestito bianchissimo , come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo , e data per premio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Afflitto della nuova , e arrabbiato della maniera , Renzo afferrò ancora il martello , e , così appoggiato alla porta , andava stringendolo e storcendolo , l'alzava per picchiar di nuovo alla disperata , poi lo teneva sospeso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sapete dov'era ? Sul corso di porta orientale , in quella strada per cui era venuto adagio , e tornato via in fretta , circa venti mesi prima .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il convoglio era fermato sulla sinistra del corso: Renzo prende in fretta dall'altra parte , e , rasentando il muro , trotta innanzi verso il ponte ; lo passa , continua per la strada del borgo , riconosce il convento de' cappuccini , è vicino alla porta , vede spuntar l'angolo del lazzeretto , passa il cancello , e gli si spiega davanti la scena esteriore di quel recinto: un indizio appena e un saggio , e già una vasta , diversa , indescrivibile scena .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così , già sbalordito e stanco di veder miserie , il giovine arrivò alla porta di quel luogo dove ce n'erano adunate forse più che non ce ne fosse di sparse in tutto lo spazio che gli era già toccato di percorrere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* S'affaccia a quella porta , entra sotto la volta , e rimane un momento immobile a mezzo del portico .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dalla porta dove s'era fermato , fino alla cappella del mezzo , e di là all'altra porta in faccia , c'era come un viale sgombro di capanne e d'ogni altro impedimento stabile ; e alla seconda occhiata , Renzo vide in quello un tramenìo di carri , un portar via roba , per far luogo ; vide cappuccini e secolari che dirigevano quell'operazione , e insieme mandavan via chi non ci avesse che fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Una accorreva alle grida d'un bambino affamato , lo prendeva , e lo portava vicino a una capra che pascolava a un mucchio d'erba fresca , e glielo presentava alle poppe , gridando l'inesperto animale e accarezzandolo insieme , affinché si prestasse dolcemente all'ufizio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questa correva a prendere un poverino , che una capra tutt'intenta a allattarne un altro , pestava con una zampa: quella portava in qua e in la il suo , ninnandolo , cercando , ora d'addormentarlo col canto , ora d'acquietarlo con dolci parole , chiamandolo con un nome ch'essa medesima gli aveva messo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu vedi quella chiesa lì nel mezzo . . .- e , alzando la mano scarna e tremolante , indicava a sinistra nell'aria torbida la cupola della cappella , che torreggiava sopra le miserabili tende ; e proseguì: - là intorno si vanno ora radunando , per uscire in processione dalla porta per la quale tu devi essere entrato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Perché , ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto ! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo ! quanti ne ho veduti portar via ! quanti pochi uscire ! . . .Va' preparato a fare un sacrifizio . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Diamo un pensiero ai mille e mille che sono usciti di là - ; e , col dito alzato sopra la spalla , accennava dietro sé la porta che mette al cimitero detto di san Gregorio , il quale allora era tutto , si può dire , una gran fossa: - diamo intorno un'occhiata ai mille e mille che rimangon qui , troppo incerti di dove sian per uscire ; diamo un'occhiata a noi , così pochi , che n'usciamo a salvamento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* S'alzò alquanto più rincorato ; girò intorno alla cappella ; si trovò nell'altra corsia che non aveva ancora veduta , e che riusciva all'altra porta ; dopo pochi passi , vide lo stecconato di cui gli aveva parlato il frate , ma interrotto qua e là , appunto come questo aveva detto ; entrò per una di quelle aperture , e si trovò nel quartiere delle donne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quasi al primo passo che fece , vide in terra un campanello , di quelli che i monatti portavano a un piede ; gli venne in mente che un tale strumento avrebbe potuto servirgli come di passaporto là dentro ; lo prese , guardò se nessuno lo guardava , e se lo legò come usavan quelli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E con queste parole , si staccò da Renzo ; il quale , stato lì a guardarlo fin che non l'ebbe perso di vista , prese in fretta verso la porta , dando a destra e a sinistra l'ultime occhiate di compassione a quel luogo di dolori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma quanto più schietto e intero sarebbe stato questo sentimento , se Renzo avesse potuto indovinare quel che si vide pochi giorni dopo: che quell'acqua portava via il contagio ; che , dopo quella , il lazzeretto , se non era per restituire ai viventi tutti i viventi che conteneva , almeno non n'avrebbe più ingoiati altri ; che , tra una settimana , si vedrebbero riaperti usci e botteghe , non si parlerebbe quasi più che di quarantina ; e della peste non rimarrebbe se non qualche resticciolo qua e là ; quello strascico che un tal flagello lasciava sempre dietro a sé per qualche tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Andava dunque il nostro viaggiatore allegramente , senza aver disegnato né dove , né come , né quando , né se avesse da fermarsi la notte , premuroso soltanto di portarsi avanti , d'arrivar presto al suo paese , di trovar con chi parlare , a chi raccontare , soprattutto di poter presto rimettersi in cammino per Pasturo , in cerca d'Agnese .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando passò per Monza , era notte fatta: nonostante , gli riuscì di trovar la porta che metteva sulla strada giusta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sai dove la m'ha preso ? proprio alla porta del lazzeretto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E l'altra volta , - soggiungeva , - che si sarebbe creduto che il Signore guardasse altrove , e non pensasse a noi , giacché lasciava portar via il povero fatto nostro ; ecco che ha fatto vedere il contrario , perché m'ha mandato da un'altra parte di bei danari , con cui ho potuto rimettere ogni cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vengo , - disse , - a portarle i saluti del cardinale arcivescovo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un altro trionfo , e ben più singolare , fu l'andare a quel palazzotto ; e vi lascio pensare che cose dovessero passar loro per la mente , in far quella salita , all'entrare in quella porta ; e che discorsi dovessero fare , ognuno secondo il suo naturale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nel ritorno non ci fu altro inconveniente , se non che Renzo era un po' incomodato dal peso de' quattrini che portava via .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ne vennero poi col tempo non so quant'altri , dell'uno e dell'altro sesso: e Agnese affaccendata a portarli in qua e in là , l'uno dopo l'altro , chiamandoli cattivacci , e stampando loro in viso de' bacioni , che ci lasciavano il bianco per qualche tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Di nuovo Eleonora indicò la porta e si coprí il volto con le mani: - Non mi ci far pensare! Non posso pensarci! Dunque, non vuoi risparmiare a Giorgio questa vergogna? - E come? - domandò il D'Andrea.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Improvvisamente, da un giorno all'altro, ella aveva troncato quelle lezioni; non aveva piú voluto vederlo; s'era fatto portare dalla città il pianoforte e per parecchi giorni s'era chiusa nella villa a sonare, a cantare, a leggere, smaniosamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E hai visto che bella cameretta bianca, pulita, piena d'aria? Chiudi porta e finestra, la sera; accendi il lume; e sei a casa tua: una casa come un'altra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La madre chiuse subito la porta quasi per isolar la figlia nell'intimità della cameretta, lasciando fuori la paura del luogo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, subito, allora, Marastella, rabbrividendo e restringendosi nell'angolo tra la porta e il muro, gli gridò: - Per carità, non mi toccate! Don Lisi, ferito da quel moto istintivo di ribrezzo, restò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel silenzio, attraverso la porta semichiusa, giunse il canto lontano d'un contadino che ritornava spensierato alla campagna, lassú, sotto la luna, nella frescura tutta impregnata dell'odore del fieno verde, falciato da poco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chiudere la porta in faccia a quegli ingegneri governativi che venivan per dovere d'ufficio, non poteva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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(Il telegrafo s'intende come usava prima, ad asta.) Lungo lungo, allampanato, sempre col cappellaccio bianco in capo, buttato indietro, a spera; e portava agli orecchi un pajo di catenaccetti d'oro, che davano a vedere quello che, del resto, egli non si curava di nascondere, come fosse cioè venuto sú da una famiglia mezzo popolana e mezzo borghese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Veramente avrebbe potuto riderne di cuore, perché, se come avvocato aveva fatto quella pessima prova, come coltivatore di campi e amministratore di beni, via, portava bandiera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché la cugina, per esempio, non veniva mai con le mani vuote a trovarlo in campagna: gli portava qualche papalina ricamata, con un bel fiocco di seta: come no? quella che teneva in capo; o un pajo di pantofole gli portava, pur ricamate da lei: quelle che teneva ai piedi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Intanto, la porta della cascina di don Filippino era ancora chiusa, insolitamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo Scala allora si portò le mani alla bocca per farsene portavoce e, rivolto verso la campagna, chiamò forte il garzone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Voi sapete chi porta la bandiera, nel nostro paese, in questa specie d'operazioni...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Mattia Scala e Saro Trigona trovarono nella vasta anticamera quasi buja una ventina di contadini, vestiti tutti, su per giú, allo stesso modo, con un greve abito di panno turchino scuro; scarponi di cuojo grezzo imbullettati, ai piedi; in capo, una berretta nera a calza con la nappina in punta: alcuni portavano gli orecchini; tutti, essendo domenica, rasi di fresco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poco dopo, dall'espressione dei loro volti lo Scala poté facilmente argomentare chi fra essi veniva a saldare il suo debito, chi recava soltanto una parte della somma tolta in prestito e aveva già negli occhi la preghiera che avrebbe rivolta all'usurajo perché avesse pazienza per il resto fino al mese venturo; chi non portava nulla e pareva schiacciato sotto la minaccia della fame, perché il Chiarenza lo avrebbe senza misericordia spogliato di tutto e buttato in mezzo a una strada.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cammina e cammina, si ritrovò, quasi senza saperlo, dinanzi la porta di don Lagàipa, ch'era il suo confessore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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VI Ora c'è chi gli porta l'olio per la lampada; c'è chi gli porta da mangiare e da bere; qualche donnicciola, pian piano, comincia a dirlo santo e va a raccomandarglisi perché preghi per lei e pe' suoi; qualche altra gli ha recato una tonaca nuova, men rozza, e gli ha chiesto in compenso tre numeri da giocare al lotto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, quando già alla piazza della Cattedrale era cominciata ad affluir la gente per la processione e s'era finanche aperta la porta di ferro su la scalinata presso il seminario, donde la SS.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E intanto - aggiunse, indicando il registro, - ti porti appresso codesto mare in tempesta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Il rimedio lo so! Riprendere il mio vecchio violino, quello che mio padre mi tolse dalle mani per dannarmi qua, a questo bel divertimento, e andarmene come un cieco, di porta in porta, a far le sonatine per dare un tozzo di pane ai miei figliuoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alto, dall'aspetto rigido, che toglieva ogni grazia alla fine bellezza dei lineamenti quasi femminili, il Sarti portava, molto aderenti a gli occhi acuti, un pajo di piccole lenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prima di chinarsi a riascoltare il giacente, disse, senza voltarsi: - Fate disporre per portarlo sú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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AMICISSIMI Gigi Mear, in pipistrello quella mattina (eh, con la tramontana, dopo i quaranta non ci si scherza piú!), il fazzoletto da collo tirato sú e rinvoltato con cura fin sotto il naso, un pajo di grossi guanti inglesi alle mani; ben pasciuto, liscio e rubicondo, aspettava sul Lungo Tevere de' Mellini il tram per Porta Pia, che doveva lasciarlo, come tutti i giorni, in Via Pastrengo, innanzi alla Corte dei Conti, ove era impiegato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Due discreti picchi alla porta lo fecero saltare dallo sgabello su cui era montato per appendere i cartoni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La cameriera gli diede l'indirizzo della casa nuova, in via di Porta Pinciana.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Li portava cosí ultimamente il povero Giulio, non ti pare? - Ma i baffi, - disse, urtata, la signorina, - che vuoi che siano? Non ci vuol niente a farli! Costantino Pogliani, istintivamente, se li toccò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non fidandosi però dell'assicurazione del medico, appena questi andò via, concertò col figliuolo e con la serva il modo di portar via dal cassetto del comodino la rivoltella: lei e la serva si sarebbero accostate alla sponda del letto con la scusa di rialzare un tantino le materasse, e nel frattempo - ma, attento per carità! - il ragazzo avrebbe aperto il cassetto senza far rumore e...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi si alza di scatto e rapidamente con le dita si porta via le lagrime dagli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena l'ebbe salvata, vedendo che lí, in quel quartierino, mancavano per la convalescente tutti i comodi, volle anche portarsela a casa, non ostante la mia opposizione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sicuro che m'era facilissimo fare il gradasso con lei, schiaffeggiare una donna, dopo aver accolto e accompagnato coi debiti riguardi fino alla porta uno che era venuto a insultarmi fino a casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già! per il modo come lo avevo messo alla porta la sera precedente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí pure fosse morta la Vespina loro madre, che gli ricordava le belle cacciate degli altri anni, quand'egli non soffriva ancora dei maledetti reumi, dell'artritide, che - eccolo là - lo avevano torto come un uncino! A Chianciano, già il vento ci dava anche nei mesi caldi: certe libecciate che investivano e scotevan le case da schiantarle e portarsele via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi miss Galley vestiva con ricca e linda semplicità e portava enormi cappelli ondeggianti di lunghi e tenui veli, che le stavano a meraviglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando la vettura uscí dalla porta del paese, tutti si fecero alla spalletta della piazza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma allora Mimí s'avventò alla porta come una freccia e prese la fuga.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Barni aveva scritto a una vecchia zia di lei, perché fosse venuta subito a riprendersela e a portarsela via, laggiú in Calabria, promettendo un assegno; ma la zia aveva scongiurato il barone di aspettare almeno che la nipote si fosse prima liberata a Roma, per non affrontar lo scandalo in un piccolo paese; e il Barni aveva ceduto, ma a patto che il figliuolo non ne avesse saputo nulla e le avesse credute già fuori di Roma.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E di chi sono? e perché ce li tieni? Poi, sentendo dietro l'uscio dello studio i passi di papà che veniva ad accompagnare fino alla porta qualche cliente di conto, si cacciava sotto il tavolino, tra le gambe dello scrivano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma ecco qua: l'anima immortale, i signori spiriti che fanno? vengono a bussare alla porta del mio studio: "Ehi, signor avvocato, ci siamo anche noi, sa? Vogliamo ficcare anche noi il naso nel suo codice civile! Voi, gente positiva, non volete curarvi di noi? Non volete piú darvi pensiero della morte? E noi, allegramente, dal regno della morte, veniamo a bussare alle porte dei vivi, a sghignazzar dentro gli armadii, a far rotolare sotto gli occhi vostri le seggiole, come se fossero tanti monellacci, ad atterrir la povera gente e a mettere in imbarazzo, oggi, un avvocato che passa per dotto; domani, un tribunale chiamato a dar su noi una novissima sentenza...".(Pirandello - Novelle per un anno)
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La città aveva lassú una porta, il cui nome arabo, divenuto stranissimo nella pronunzia popolare: Bibirría, voleva dire Porta dei Venti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fuori di questa porta era un largo spiazzo sterrato; e qui sorgeva solitaria la casa del Granella.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E perché? Se la casa fosse stata minacciata dai ladri, eh, quelle armi avrebbero potuto servirgli, ed egli avrebbe potuto dire che se le portava per prudenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poiché lí vicino c'era l'entrata a Villa Borghese da Porta Pinciana: ecco, si sarebbe recato a passeggiare a Villa Borghese per un'oretta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era da vedere, via! Girò, astratto, assorto, pe' viali, dove lo portavano i piedi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lulú era pallido, alterato dalla commozione; aveva gli occhi pieni di lagrime, evidentemente per le feste che gli faceva il cagnolino, quella bestiola buona, quella bestiola cara, che lo conosceva bene e gli era fedele, ah esso sí, esso sí! non come quella sua padronaccia, donna indegna, donna vile, sí, sí, o buon Liri, anche vile, vile; perché una donna che si porta nel quartierino pagato dal proprio amante un altro amante, il quale dev'essere per forza un miserabile, un farabutto, un mascalzone, questa donna, o buon Liri, è vile, vile, vile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poco dopo, dalla porta segnata col numero uscí un giovanottone su i vent'anni, tronfio, infocato in volto, con un paio di baffoni in sú, inverosimili.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se la figliuola, signora Lori, gli faceva l'onore d'affidargliela, egli si sarebbe provato a seguitare gli esperimenti del maestro e a portare a compimento quell'opera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Intanto, ajutate da amici autorevoli, rimasti fedeli dopo la rovina, le Margheri erano riuscite col lavoro, cioè impartendo lezioni particolari di lingue straniere (inglese e francese), di pittura ad acquerello, d'arpa e di miniatura, a tener sú intatta la casa, che attestava con l'eleganza sobria e semplice della mobilia e della tappezzeria l'agiatezza in cui eran nate e di cui avevano goduto; e andavano ancora a concerti e a radunanze, accolte dovunque con molta deferenza e con simpatia per il coraggio di cui davano prova, per il garbo disinvolto con cui portavano gli abiti non piú sopraffini, per le maniere gentili e dolcissime e anche per le fattezze graziose e tuttora piacevoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Auff, che caldo! Ti seccherebbe, Spiro, di portarmi questa mantellina? - Oh di', Spiro, sapresti regolarmi quest'orologino? Va sempre indietro...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le seccava poi maggiormente che esse, con le loro manierine, quasi quasi lo costringevano ogni volta a portar quattro regali invece di uno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Vocalòpulo scosse la testa, contrariato, e voltosi al Sià: - Ci badi lei, mi raccomando, - disse, e salí a balzi le altre due branche di scala fino alla porta del Corsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le due guardie erano dietro la barella e se ne stavano innanzi alla porta d'ingresso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Tommaso dunque aveva ucciso il Nori? aveva una tresca con Angelica Nori, e tutt'e due erano stati scoperti dal marito? Pensò che Tommaso portava sempre con sé la rivoltella.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Avevano da un pezzo non solo chiuso la porta del cuore alla donna, ci avevano anche messo il catenaccio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dalla porta dell'unica bottega della via s'affacciò, scostando la tenda di traliccio, unta e sgualcita, un omaccio spettorato, sudato, sanguigno, con le maniche della camicia rimboccate su le braccia pelose.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Buon passeggio, ah Rosi'! - le gridò dietro il droghiere scamiciato, che s'era fatto di nuovo alla porta della bottega.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Povero Nero, tocca a te di portartela, vedi?, la tua padrona.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vetturino s'affacciò alla porta della trattoria: - Debbo attaccare? - Se non te ne vai! - minacciò l'Imbrò acceso in volto, tirandosi con un braccio il Ciunna sul petto e ghermendo con l'altra mano un fiasco vuoto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il fatto è che, davanti alla porta del dentista, si fermò di botto, piú che mai grondato, con rivoli di sudore per tutto il faccione, in tale buffo atteggiamento di balorda sospensione, che un amico lo chiamò: - Signor notajo! - Ohé...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena fuori della porta del caffè, tutti si tirarono su il bavero del pastrano, e ciascuno, salutando, s'avviò per la sua strada.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi poteva essere, lí, a quell'ora? C'era uno, senza dubbio, ed evidentemente appostato; lí proprio innanzi alla porta di casa sua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No, sai? Sarebbe per me la cosa piú atroce credere che io debba portarmi altrove il peso delle esperienze che mi è toccato fare in questi ventisei anni di vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva un tubino spelacchiato, ma lo portava con tanta dignità e s'era tutto aggiustato con tanta cura, che si sentiva struggere, ora, a quel discorso e approvava e sbuffava e strabuzzava gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche lui, il cavalier Cappadona, era venuto coi panni giornalieri; ma che c'entra! era noto a tutti ch'egli non cambiava mai, neanche nelle piú solenni occasioni, quel suo splendido abito di velluto alla cacciatora e gli stivali e il cappellaccio a larghe tese con la penna infitta da un lato nel nastro, ch'erano tali e quali quelli che il Gran Re portava nel ritratto famoso che al cavalier Decenzio serviva da modello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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ma vide due carabinieri alla porta della sala d'aspetto, e le ultime sillabe della parola gli rimasero in gola: ne venne fuori, poco dopo, al solito, l'eco soltanto, attenuata: - One...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eppure, non porta occhiali.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena, o per qualche rumore o per un crollo piú forte del capo, si ridestava e gli occhi gli andavano lí, a quell'angolo del tavolino dove giaceva l'incartamento, voltava la faccia e, serrando le labbra, tirava con le nari fischianti aria aria aria e la mandava dentro, quanto piú dentro poteva, ad allargar le viscere contratte dall'esasperazione, poi la ributtava via spalancando la bocca con un versaccio di nausea, e subito si portava una mano sul naso adunco a regger le lenti che, per il sudore, gli scivolavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Silvestro Noli, bevuta a lenti sorsi una tazza di latte, si alzò per uscire dalla stazione per l'altra porta del caffè in fondo alla sala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ciascuno dei due pensava, che quel batuffolo di carne lí poteva anche non esser suo, ma di quell'altro; e, a tal pensiero, per l'odio acerrimo che l'uno portava all'altro, avvertivano subito un ribrezzo invincibile non solo a toccarlo, ma anche a guardarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se egli avesse fatto a lungo le viste di non comprenderlo, tra un po' di tempo gli avrebbero chiuso la porta in faccia; non c'era dubbio neanche su questo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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perché proprio portavano con sé questo destino, quei due piccini là! Il padre era morto; e la mamma, per provvedere a loro, si era rimaritata ed era morta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Moriva all'aperto, in mezzo ai suoi, seduto innanzi alla porta della sua casa terrena, non potendo piú stare a letto, soffocato com'era dalla tumefazione enorme dell'idropisia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Filippo Romelli, il vedovo, piccolino di statura, pulito, in quel suo abito nero da lutto ancora senza una grinza, preciso in tutti i lineamenti fini, d'omettino bello vezzeggiato dalla moglie, si recava tutte le domeniche al camposanto a portar fiori alla sua morta, e piú degli altri due sentiva l'orrore della propria casa attufata dai ricordi, dove ogni oggetto, nell'ombra e nel silenzio, pareva stesse ancora ad aspettare colei che non vi poteva piú far ritorno, colei che lo accoglieva ogni volta con tanta festa e lo curava e lo lisciava e gli ripeteva con gli occhi ridenti come e quanto fosse contenta d'esser sua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E andarono, andarono verso via di Porta Pinciana.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già una larva, che lo portava via il fiato; e certi occhi chiari, spenti; una vocina di zanzara.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Andava ancora vestito alla moda del ventuno; portava la barba a collana; tozzo, rude, insaccato nelle spalle, con le ciglia sempre aggrottate e gli occhi socchiusi, si grattava di continuo il mento e approvava i suoi segreti pensieri con frequenti grugniti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E i biglietti di banca magari, sí, avrebbe potuto portarseli giú con sé, in quella bella cassa da morto che s'era fatta riporre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma un po' la vanità, un po' le beffe della gente, un po' la parte che s'era assunta d'innamorato, persuasero Marruchino, dopo due giorni di combattimento con se stesso, ad andar di notte a picchiare alla porta della cascina di quel podere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come professore di liceo, io m'ebbi una della prime baracche, e naturalmente vi portai dentro i bambini, la signora, i due vecchi; e, come lor signori si possono immaginare, diventai - tranne che per quella vecchia - il loro nume.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Morta, te lo giuro, gliele rividi, povera Rorò! Lasciarono la cassa mortuaria aperta, quando la portarono in chiesa, a San Domenico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Didí vi fissò gli occhi e pensò che il padre era, da anni, sotto la minaccia continua d'una morte improvvisa, potendo da un istante all'altro essere colto da un accesso del suo male cardiaco, per cui portava sempre con sé quella fiala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che schifo le era rimasto, di quel bacio! S'era stropicciate fino a sangue le labbra; e ancora a pensarci, istintivamente, si portava una mano alla bocca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Essi, che già c'erano entrati, lo sapevano; c'erano ormai avvezzi e, andando, lasciandosi portare dal treno, potevano dormire...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli portava anche da mangiare e qualche magica droga per la figliuola ammalata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa, dunque, la liberazione che la Vergine gli concedeva? Ah, ma non questa, non questa aveva invocata tante volte; ma la propria morte: ché la figlia, allora, nel vedersi sola, si sarebbe lasciata portare all'ospedale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ladro! vecchio e ladro! Dentro la casa del Signore? Spogliare la santa Vergine? Ladro! ladro! E lo trascinava, cosí apostrofandolo e sputandogli in faccia, verso la porta della chiesa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che c'entrava, signor presidente, andare a fare uno scandalo cosí grande davanti alla porta di casa mia, che finanche il selciato della strada, signor presidente, è diventato rosso dalla vergogna a vedere un degno galantuomo, il cavaliere Fioríca, che sappiamo tutti che signore è, scovato lí, in maniche di camicia e coi calzoni in mano, signor presidente, nella tana d'una sporca contadina? Dio solo sa, signor presidente, quello che siamo costretti a fare per procurarci un tozzo di pane! Tararà disse queste cose con le lagrime agli occhi e nella voce, scotendo le mani innanzi al petto, con le dita intrecciate, mentre le risate scoppiavano irrefrenabili in tutta l'aula e molti anche si torcevano in convulsione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Niente quasi, quel che portava a casa; ma pure poteva dire allora di non stare del tutto a carico delle figliuole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era ricco anche lui, allora, ricco d'anima e di sogni! Che scherno, l'eredità del suocero, tutto quel denaro ora che il sentimento della vita gli s'era indurito in quella realtà ispida, squallida, come in un terreno sterpigno, pieno di cardi spinosi e di sassi aguzzi, nido di serpi e di gufi! Su questo terreno, ora, la pioggia d'oro! Che consolazione! E chi gli dava piú la forza di strappare tutti quei cardi, di portar via tutti quei sassi, di schiacciare la testa a tutti quei serpi, di dare la caccia a tutti quei gufi? Chi gli dava piú la forza di rompere quel terreno e rilavorarlo, perché vi nascessero i fiori un tempo sognati? Ah, quali fiori piú, se ne aveva perduto finanche il seme! Là, i pennacchioli di quei cardi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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È uno spasso lavar la faccia ai piccoli morti, che non sanno ancora d'esser presi in trappola, e pettinarli e portarseli a spassino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah Dio mio, Momo, forse le notizie politiche non t'interessano piú? Non è possibile: erano ormai quasi tutta la tua vita e dobbiamo seguitare a fare come ogni sera, quando, dopo cena, il portinajo ti portava su il giornale e tu, leggendolo, a qualche notizia, battevi forte il pugno sulla tavola e io restavo perplesso tra i bicchieri che saltavano e i tuoi occhiacci che mi fissavano di sui cerchi delle lenti insellate sempre un po' a sghimbescio sul tuo naso grosso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché mi sono spaventato? Ah se tu potessi veramente, anche come una fantasima, farti vedere da me, le notti; venire qua comunque a tenermi compagnia! Ma già, potendo, tu te n'andresti da tua moglie, ingrato! Ella però ti chiuderebbe la porta in faccia, sai? o scapperebbe via dallo spavento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per tutti coloro a cui torna conto restare scapoli, la porta della vita dovrebbe chiudersi su la soglia della vecchiaja, buono e tranquillo albergo soltanto per i nonni, cioè per chi vi entra munito del dolce presidio dei nipoti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io non ci posso portare, amico mio, nessun rimedio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tra quelli che rimangono indietro in attesa, sopraffatti, chi sospira, chi s'oscura, chi si stanca e se ne va a picchiare alla porta di qualche altro scrittore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una feritina, presso il mento, che non pareva nemmeno, via! Neli non ebbe neanche il tempo di risentirsene, perché alla porta del barbiere s'era affacciata Luzza con la madre e Mita Lumía, la povera fidanzata di Giurlannu Zarú, che gridava e piangeva, disperata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Né il Ciotta né il Vannícoli avrebbero mai supposto che in quel cartoccio Bernardino Lamis si portava a casa tutto il suo pasto giornaliero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il professor Lamis era diventato l'ombra di se stesso: s'aggirava per lo studio come uno che non stia piú in cervello, tenendosi pur nondimeno la testa tra le mani quasi per non farsela portar via anche materialmente da quegli strilli, da quei pianti, da quel pandemonio imperversante dalla mattina alla sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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C'è chi vuol portare la via ferrata fino a Milocca, e chi dice il tram e chi l'automobile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prima li vendeva lui, gli agrumi, ch'erano il maggior prodotto del podere (li vendeva per modo di dire: se li lasciava rubare, portar via per una manciata di soldi dai sensali ladri); ora avrebbe dovuto farla lui la parte del ladro, e figurarsi come ci riusciva! Già, non gliela lasciavano nemmeno mettere in prova.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Su la porta era una tabella, ove a grosse lettere rosse era scritto: Reduci Garibaldini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rorò, ogni giorno, rassettate le due camerette di sopra, indossata una ormai famosa camicetta rossa fiammante, scendeva in quella stanza a terreno e sedeva presso la porta a conversare con le vicine, lavorando all'uncinetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- c'è stato il figlio però, che ha diritto, mi sembra, di portarla, la camicia rossa, e di farla portare perciò a tutti coloro che lo seguirono in Grecia, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una volta, per dirne una, questo maledettissimo diavolo indusse una vecchia dama della parrocchia, andata a Roma per le feste giubilari, a portare di là al padre beneficiale Fioríca una bella tabacchiera d'osso con l'immagine del Santo Padre dipinta a smalto sul coperchio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poco dopo, udendo per la viuzza il rullo del tamburo e il coro dei divoti che gli portavano in casa la Madonnina, cominciò a pestare i piedi, a contorcersi tra le braccia della madre e delle sorelle e a gridare: - Non è vero! Non è vero! Non la voglio! Mandatela via! Non è vero! Non la voglio! Era accaduto questo: che dei dieci soldi che la mamma gli dava ogni domenica, nove Guiduccio li aveva già dati al solito ai ragazzi poveri della parrocchia perché fossero iscritti anche loro al sorteggio; nel recarsi alla sagrestia con l'ultimo soldino rimastogli per sé, era stato avvicinato da un ragazzetto tutto arruffato e scalzo, il quale, da tre settimane ammalato, non aveva potuto prender parte alla festa e al sorteggio delle Madonnine precedenti, e vedendo ora Guiduccio con quell'ultimo soldino in mano, gli aveva chiesto se non era per lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LA BERRETTA DI PADOVA Berrette di Padova: belle berrette a lingua, di panno, a uso di quelle che si portano ancora in Sardegna, e che si portavano allora (cioè a dire nei primi cinquant'anni del secolo scorso) anche in Sicilia, non dalla gente di campagna che usava di quelle a calza di filo e con la nappina in punta, ma dai cittadini, anche mezzi signori; se è vera la storia che mi fu raccontata da un vecchio parente, il quale aveva conosciuto il berrettajo che le vendeva, zimbello di tutta Girgenti allora, perché dei tanti anni passati in quel commercio pare non avesse saputo ricavare altro guadagno che il nomignolo di Cirlinciò, che in Sicilia, per chi volesse saperlo, è il nome di un uccello sciocco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gliene portavano via figli, generi, nipoti, amici e conoscenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E piú mi piange il cuore, - seguitò la vedova, - che ora me lo vedrò portar via sul cataletto dei poveri, sotto uno straccio nero...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando sentí chiudere e sprangare la porta della sagrestia, gli parve che la chiesa sprofondasse nel vuoto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sí! Quanti siete? tre, quattro, dieci, venti? Avreste la forza di tenere il segreto? No! E dunque facciamola finita! Li piantò lí, allocchiti, intontiti come tre ceppi d'incudine, e andò a tempestare di calci e di pugni la porta della sagrestia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che naso! Una vela! In capo, quella stessa berrettina di tela, dalla visiera di cuojo; e a tutti coloro che gli domandavano perché, con tanti bei denari, non si concedesse il lusso di portare il cappello: - Non per il cappello, signori miei, - rispondeva invariabilmente, - ma per le conseguenze del cappello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mamma mia! Scomunicato! - esclamò la zitellona, segnandosi con una mano e tendendo l'altra per portarsi via Venerina fuori di quella camera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vedrai, in dieci giorni, che bel figliuolo maschio ti mettono sú! Potrei al massimo concedere che, rimbarcandosi, si porti la sposa a Tunisi e a Malta; per un viaggetto di nozze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nessuno, dunque, lo voleva? Già egli non portava piú il berretto di pelo; era vestito come tutti gli altri; eppure, ecco, la gente si voltava a osservarlo, quasi che egli si tenesse esposto lí, davanti all'agenzia; e a un tratto si vedeva girar innanzi su le mani e sui piedi, a ruota, un monellaccio, che per quella bravura da pagliaccetto gli chiedeva poi un soldo; e tutti ridevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anna sussultò al rumore della porta ch'egli si chiuse dietro con impeto; rimase col lume in mano nella saletta e sentí raggelarsi le lagrime negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Carluccio, Dio mio, dov'è? Faustino! Faustino! E Bicetta? Con l'aria che batteva viva, da terra là sopra coperta e che si portava via il fumo della ciminiera tra il cordame dell'alberatura, nel chiarore aperto e fresco, tutto lampeggiante dei riflessi del sole al tramonto sul mare un po' mosso a ogni sollevarsi dei parasoli, quei tre benedetti ragazzi, che non erano stati mai su un piroscafo, parevano impazziti; si ficcavano tra la gente, da per tutto, tra le scale sul passavanti, le lapazze, i ponti di sbarco, sotto le lance; volevano veder tutto, e correvano davvero il rischio anche di precipitar giú in mare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non la trovo! Alla fine, un barlume che viene da una porta aperta sul pianerottolo della terza branca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sventura, quando entra in una casa, ha questo di particolare: che lascia la porta aperta, cosí che ogni estraneo possa introdursi a curiosare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quietamente si toglie poi dalle dita le gocce rapprese, e seguita: - Perché dice che nossignori, non si doveva portare all'ospedale, non si doveva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma quella, curva con tutto il seno su le carte, pesta un piede e grida: - No! - Poi le raccoglie dalla tavola, se le ripreme con le mani sul seno scoperto e se le porta via in un'altra stanza di là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Giuro che non a me soltanto, ma a quanti passavano quel giorno per il viale Nomentano sembrava incredibile che quell'omino là potesse mostrarsi cosí soddisfatto di portarsi a spasso quella moglie in quello stato; e piú incredibile che quella moglie si lasciasse portare, con un'ostinazione che tanto piú appariva crudele contro se stessa, quanto piú lei sembrava rassegnata allo sforzo insopportabile che doveva costarle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Barellava, ansimava e aveva gli occhi come induriti nello spasimo, non già di quello sforzo disumano, ma dalla paura che non sarebbe riuscita a portare fino all'ultimo quel suo ingombro osceno nel ventre che le cascava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se fosse stata vedova, venuta a Roma, entrata nell'insegnamento, non avrebbe ripreso il suo cognome, magari facendolo seguire da quello del marito? Ma no: Brei era il cognome della madre; ed egli dunque portava soltanto il cognome di lei; e quel fu Cesare, di cui non sapeva nulla, di cui non era rimasta in casa alcuna traccia, forse non era mai esistito: Cesare, forse, sí, ma non Brei...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Portarlo via? - domandò Cesarino, accigliandosi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisognava disfarsene al piú presto, trattenendo soltanto le cose piú umili e necessarie per arredarne le tre povere stanzette, prese a pigione fuori di porta con l'ajuto del Direttore del collegio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cesarino rimase al bujo, nella saletta, dietro la porta tutto vibrante dell'impeto violento che in lui, timido, debole, avevano fatto il rancore, l'onta, la paura di perdere il suo piccino adorato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non voleva piú ritornare all'ufficio per le tre del pomeriggio; ma Rosa lo spinse ad andare, promettendogli che avrebbe tenuto la porta sprangata e non avrebbe aperto a nessuno e che non avrebbe lasciato Ninní neanche per un minuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È vero che Càrmine Ronca, - domandava una terza, - se lo porta con sé il figliuolo di dodici anni, che già andava alla zolfara? Oh Santa Maria, il ragazzo, almeno, avrebbe potuto lasciarglielo alla moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché i guaj che trovano laggiú non li dicono, nelle loro lettere? Solo il bene dicono, e ogni lettera è per questi ragazzacci ignoranti come la chioccia: - pïo pïo pïo - se li chiama e porta via tutti quanti! Dove son piú le braccia per lavorare le nostre terre? A Fàrnia, ormai, siamo rimasti noi soli: vecchi, femmine e bambini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La vasta camera, un po' buja quando la porta era chiusa, perché prendeva luce allora soltanto da una finestra ferrata che s'apriva su la porta stessa, era imbiancata, ammattonata, pulita e ben messa, con una lettiera di ferro, un armadio, un cassettone dal piano di marmo, un tavolino impiallacciato di noce: mobilia modesta, ma di cui tuttavia si capiva che Ninfarosa non avrebbe potuto da sola pagarsi il lusso, coi suoi guadagni molto incerti di sarta rurale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva pensato di affidarla al figlio di Nunzia Ligreci, che si recava a Rosario di Santa Fè, dov'erano i suoi figliuoli; e s'avviò per portargliela.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Venga qua, signor dottore, - saltò sú a dire Rocco Trupía improvvisamente, additando la porta della roba.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando quei figliacci partirono per l'America, subito corsi da lei per prendermela e portarmela qua, come la regina della mia casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa congiunse le mani e, agitandole un poco e socchiudendo amaramente gli occhi, emise il sospiro delle rassegnate: - Lasciamo fare a Dio! Ritornato in paese, il dottore volle venir subito in chiaro di quel caso cosí strano, da parer quasi inverosimile; e ritrovando la vecchia ancora seduta su lo scalino davanti alla porta della sua casa, come l'aveva lasciata, la invitò a salire con una certa asprezza nella voce.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli pare a un certo punto che un ronzío strano si sia messo a turbinargli dentro, nel capo, nel ventre, fin nelle piante dei piedi e nei ginocchi, sommovendo, sconvolgendo, attirando nella sua furia pensieri e sentimenti; ma quando, di lí a poco, intronato, si reca alla finestra per spiare se qualche fattorino del Telegrafo si faccia alla porta di casa, s'accorge che quel ronzío turbinoso proviene - eh maledetta! - da una lampada elettrica che s'è stizzita, giú, in mezzo alla via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fischiava, mugolava, ruggiva in tutti i toni, ed era in certe scosse lunghe e tremende di tanta veemenza, che pareva volesse schiantar le case e portarsele via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pareva; perché poi, in realtà, si portava via soltanto qualche tegola, abbatteva qualche albero o qualche palo telegrafico e infrangeva qualche vetro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma veramente Nonno Bauer, stando intere giornate lassú, quando si sentiva bene, intento a far nascere il giardino da quel suo pezzo di terra, pareva un morto venuto sú dalla sua nicchietta sotterranea per darsi ancora da fare, per muoversi, per bearsi ancora dell'aria e del sole, zitto zitto e affaccendato, senza piú nessun pensiero, nessuna curiosità della vita, senza neppure accorgersi dello stupore di certi visitatori del camposanto che si fermavano in distanza a mirarlo a bocca aperta, lí chino su questa o quella pianta con la forbice o con la zappetta o con l'annaffiatojo, o seduto su la sedia a libricino che si portava ogni mattina appesa al braccio, il cappellaccio di paglia in capo, l'ombrello aperto su la spalla, immobile, con gli occhi fissi nel vuoto, assorti in qualche pensiero lontano, che gli atteggiava d'un lieve sorriso le labbra tra la barbetta argentea.(Pirandello - Novelle per un anno)
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IV Ogni giorno, andando a visitarlo, mi sorgeva innanzi alla porta la speranza che la mia assidua costernazione dovesse essere ovviata da un repentino miglioramento; ma la men giovane delle suore che veniva ad aprirmi la porta, rispondeva sempre con un gesto di triste rassegnazione alla mia prima, ansiosa domanda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi, si riscosse con un sospiro e disse: - Se volessero portarlo lí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Ciccino Cirinciò? Possibile? E chi lo aveva invitato? Si sapeva che da anni e anni non s'immischiava piú di nulla, tutto assorto com'era nelle sue sciagure: la morte della moglie e di due figliuoli, la perdita della zolfara dopo una sequela di liti giudiziarie, e la miseria: sciagure che avrebbe fatto meglio a portare in pubblico con dignità meno funebre, perché non spiccasse agli occhi di tutti i maldicenti del paese quel sigillo particolare di scherno con cui la sorte buffona pareva si fosse spassata a bollargliele, se era vero che la moglie gli fosse morta per aver partorito su la cinquantina non si sapeva bene che cosa: chi diceva un cagnolo, chi una marmotta; e che avesse perduto la zolfara per una virgola mal posta nel contratto d'affitto; e che zoppicasse cosí per una famosa avventura di caccia, nella quale invece dell'uccello era volato in aria lui con tutti gli stivaloni e lo schioppo e la carniera e il cane, investito dalle alacce d'un mulino a vento abbandonato sul poggio di Montelusa, le quali tutt'a un tratto s'erano messe a girare da sé; per cui ormai era inteso da tutti come don Ciccino Cirinciò "quello del mulino".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si riebbe un momento allorché tutti lo presero e lo portarono in trionfo a sedere a capo tavola; ma, cessata l'agitazione della cerca dei posti, appena tutti si furono accomodati, Cirinciò, volgendo lo sguardo in giro, ricadde piú intronato che mai e nell'intronamento si fissò, come impietrato, vedendosi vicinissimo, a quattro posti di distanza, quell'ometto che seguitava a fissarlo, e ora - ecco - allungava il collo verso di lui, con l'indice teso come un'arma presso uno di quegli occhietti diabolici, quasi a prender la mira, e gli domandava: - Ma scusate, non siete don Ciccino Cirinciò, voi? Non era sul nome la domanda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa notizia il Mori la dava non certo per affliggere i parenti della moglie, ora che tutto, bene o male, era passato; ma per lagnarsi della caparbietà di lei che, contro i suoi saggi consigli, s'era ostinata a portare fino all'ultimo il busto troppo stretto, i tacchi delle scarpe troppo alti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ennio avrebbe voluto assistere alla visita; ma la moglie lo cacciò via: - Che hai da vedere? Di' piuttosto a Margherita che porti un cucchiajo e un bicchier d'acqua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Manfroni scriveva alla figlia che la vecchia Marullo le aveva rimandato il denaro che ella, secondo l'accordo con Annicchia, le aveva anticipato sulla prima mesata del baliatico: la vecchia non aveva voluto neanche vederlo da lontano; piuttosto, diceva, sarebbe morta di fame o sarebbe andata a mendicare di porta in porta un tozzo di pane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quei pastori si spassarono a tormentarlo un'intera giornata; poi uno di loro se lo portò con sé al paese; ma il giorno dopo, non sapendo che farsene, gli legò per ricordo una campanellina di bronzo al collo e lo rimise in libertà: - Godi! Che impressione facesse al corvo quel ciondolo sonoro, lo avrà saputo lui che se lo portava al collo sú per il cielo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era un uomo di circa cinquant'anni, alto di statura, dall'aria rabbuffata; portava occhiali a staffa, cerchiati d'oro; non aveva né barba né baffi; quasi calva la sommità del capo ma ciocche di capelli biondi gli scendevano scompostamente su la fronte e su le tempie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vi sta in mezzo, la cerca per portarvi la sua opera di carità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco, per esempio: ha creduto che dovesse portare chi sa quale sconvolgimento nell'animo della signora Lèuca quella "terribile" visita del marito, la vista di lui dopo undici anni di separazione, e invece niente: placida e fresca, la signora Lèuca ne discorre con le amiche, come se non fosse avvenuto nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Insegna appunto nella scuola, Nella, dove lui porta ogni mattina la maggiore delle sue...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma chi l'ha consigliata e indotta, fin dove vuole che arrivi la carità di lei, scendendo a contatto di tanta nascosta vergogna? Vergogna di tutti, e piú forse di quanti mostrano d'esserne immuni perché meglio degli altri riescono a tenerla nascosta anche a se stessi, che d'un che se la porti scritta in faccia, come quel povero mostro là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora egli si volta a guardarglieli dietro le spalle, a Sandrina, quei poveri capellucci cosí strizzati, mentre se la porta per mano lungo i viali di Villa Borghese, e ha la tentazione di fermarsi a disfarglieli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E non è ben sicuro ch'ella non abbia a giudicar soverchio l'ardire di portarle in casa la prova, là, delle sue colpe vergognose di marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vuol parere un mendico alla porta della pietà di lei, anche per quella sua figliuola, mendica.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le debbono anche far male, povera piccina! E come Sandrina finisce di far merenda, se la porta di là, in camera, per scioglierle quelle treccioline e fargliene una sola, grossa e lenta, ma fino a metà, e sfioccato il resto, con un bel nodo di raso dove termina la treccia; e poi le aggiusta i capellucci davanti, facendoglieli scendere un po' sulla fronte, perché diano piú grazia al visino che s'è tutto colorito per la gioia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma poco dopo ch'egli se n'è andato, la signora Lèuca, che s'è recata alla finestra, non per veder lui sulla strada insieme con la figliuola, ma per veder questa col suo bel fiocco di capelli sulle spallucce; non vedendoli uscire dal portone e, dopo aver aspettato un bel po', andando per curiosità a spiare pian piano dalla porta che cosa sian rimasti a fare tutti e due per le scale, si spiega il perché di quel turbamento di lui e, rinfrancandosi, non può fare a meno di sorridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come farà egli adesso a legar quelle treccine, se pure riuscirà a portarle a fine con quelle grosse manone disadatte? E le due cordelline dovranno pure esser quelle, se egli vuol riportare a casa la figliuola tal quale ne è uscita, per non far sapere nulla della visita a lei, a quella donnaccia che lo sgraffia cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non c'è da portar via nulla da quella casa: egli è subito d'accordo con lei: tutta roba da svendere o da spartire, lí, tra il vicinato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Arrabbiato per questa selvatichezza della bimba, che gli ha impedito di portar sú, una per mano, le due vecchie pesanti valige, in cui ha raccolto tutto quel po' che ha creduto potesse entrare senza troppa vergogna nella casa della moglie da quella sua casa ora distrutta, accoglie senza nessuna festa le espansioni d'affetto e di gioja di Sandrina e di Lauretta e non ha occhi per vedere com'esse in tre giorni son quasi rinate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Zia, - domanda allora Lauretta, - perché noi sí, di nero, per la mamma, e papà no? La signora Leuca, che non ha badato al colore dell'abito del marito, resta a guardar la ragazza, e lí per lí non sa che cosa risponderle; non già perché le sia difficile trovare una ragione qualsiasi, ma perché pensa che egli forse non s'è vestito di nero per un riguardo a lei, per non portarle sotto gli occhi il lutto di quell'altra donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sandrina è stata sua scolaretta, due anni fa, nell'altra scuola fuori Porta del Popolo, a cui, di prima nomina, ella era stata assegnata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sono croci, si sa! E il merito consiste appunto nel rassegnarsi a portarle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma donna Bittò, indicandole il bimbo che le giaceva in grembo: - Babba, non piangere! Guarda piuttosto che hai saputo fare! E, ridendo e battendo le mani: - Com'è bello, amore santo mio! com'è fino! Figliuccio dell'anima mia, guarda come mi ride! Gran ressa di gente era davanti la porta del giardino di Filomena.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A quella pressione, come per un richiamo, apparve subito piú raggiante in Michelino la soddisfazione con cui portava addosso quell'abito nero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Proprio come una divisa, lo portava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma lo portava con ben altro contegno, papà, il lutto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché il signor Notajo mi fa dir questo? Ha forse creduto che gli portavo il ragazzo per averne qualche cosa? A questo punto l'amico cercò d'arrestar la foga di tutte queste domande irrompenti, approfittando del sospetto, realmente infondato, contenuto nell'ultima domanda di Bellavita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come spiattellargli in faccia che, con la morte della donna, il Notajo aveva creduto d'essersi liberato dell'incubo di lui, che col ridicolo della sua incredibile mansuetudine, col rispetto ossequioso di cui lo faceva segno davanti a tutti gli amici, con le lodi sperticate che profondeva con chiunque ne parlasse, gli aveva avvelenato il piacere di quell'unica avventura tardiva della sua sobria, riservatissima esistenza? Poteva mai tollerare il signor Notajo la minaccia di non levarselo piú d'attorno, e che egli seguitasse a rispettarlo, a incensarlo, a servirlo davanti a tutti, a dimostrare in tutti i modi, come aveva sempre fatto, che se tanti trattavano con confidenza il signor notajo Denora, non stessero a farsi illusioni, perché il signor notajo Denora aveva in segreto una ragione di speciale intimità con lui, e non avrebbe potuto accordarla ad altri? Legato a lui, per forza, dall'amore per la stessa donna, poteva il signor Notajo seguitare ora a rimaner legato, attaccato a lui dal dolore comune, dal lutto comune per la perdita di lei? Siamo giusti! Era ridicolo! ridicolo! E Bellavita, perdio, doveva capirlo, che, essendo forzato quel primo legame, ora che la morte finalmente lo aveva sciolto, il signor Notajo non aveva piú nulla da spartire con lui, perché il dolore, se lo aveva, il lutto, se voleva portarlo per la morte di quella donna, non c'era nessun bisogno che lo avesse e lo portasse in comune con lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rientrò nella stanzetta la vecchia serva che aveva accompagnato fino alla porta il commesso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Grimi o Griti o Mitri, che vi si erano opposti accanitamente: - E che il diavolo se li porti via tutti quanti! - concluse, sbuffando ancora una volta, il grosso professore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che! Florestano, se gli fosse possibile, vorrebbe portarmi sú lui solo, senza ajuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché piaceva anche, alla maestrina Boccarmè, intenerirsi cosí, amaramente, allo spettacolo di quelle navi che all'alba lasciavano il porto, e s'indugiava lí a sognare con gli occhi alle vele che a mano a mano si gonfiavano al vento e si portavano via quei naviganti, lontano, sempre piú lontano nella luminosa vastità del cielo e del mare, in cui a tratti gli alberi scintillavano come d'argento; finché la campana della scuola non la richiamava al dovere quotidiano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E una sera, appena rientrata, aveva sentito picchiare alla porta e una voce affannata che la scongiurava d'aprire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E servendosi di lui si ha poi questo non disprezzabile vantaggio: che si fa a meno del farmacista; perché Piccaglione, tutta la sua farmacia, la porta in tasca, in una scatola che s'apre come un libro, da una parte e dall'altra scompartita in tante caselline, ciascuna con un tubetto di vetro pieno di pallottoline di zucchero intrise d'alcool con le essenze omeopatiche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dovrebbe accusare, invece; perché quell'uomo che ora piange e si morde le mani dalla rabbia, gridando d'essere stato tradito dalla sua stessa compagna e incolpandola del pericolo mortale che sovrasta ai figliuoli, forse non sa neppur bene quanti siano i suoi figliuoli e chi sia nato prima e chi dopo; non li vede mai; non li ha mai voluti a tavola, perché anche a tavola si porta da leggere e non vuol essere disturbato; potrebbe dire che appunto per questo, per non disturbarlo, gli ha sempre nascosto le lievi infermità dei figliuoli; ma sa che mentirebbe, dicendo cosí, e non lo dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il garbo e la giovialità, servirgli per aprire la porta e accogliere graziosamente il signore o i signori che gli facevano l'onore di venire a corteggiare la sua signora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'immagine della rovina era in quell'arco di porta senza la porta, che superava di tutta la cèntina da una parte e dall'altra i muri di cinta della vasta corte davanti, non finiti: muri ora vecchi, di pietra rossa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La strada, insomma, s'era ripresa la corte rimasta senza la porta che impedisse l'ingresso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh, creda, non piú che vivace; perché io seguirei sempre, a ogni modo, la buona regola: portarsi, bevendo, né un punto piú sú, né un punto piú giú; ma al punto giusto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Veramente il paragone, ora che ci ripenso, non aveva quella chiarezza di rapporti che la rettorica stima necessaria perché un paragone riesca efficace; ma in quel punto, detto da lui, con un garbo cosí meticolosamente forbito, esile voce e funebre compostezza, non solo efficacissimo, mi parve il piú calzante e proprio ch'egli potesse portare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con un fazzoletto di cotone fiammante annodato attorno al capo alla carrettiera, quasi per dare maggior risalto alla pelle della faccia che aveva il colore e la durezza liscia della carruba secca, donna Tuzza Michis oggi s'affacciava sul pianerottolo della scalettina a collo, reggendo con le mani insaccate in un pajo di sudici guantacci da maschio il manico della padella ove friggevano ancora, rossodorate, le piú belle triglie di scoglio; domani si sedeva lí alta su l'uscio a spennacchiare un pollastro pian pianino, con dispettosa delicatezza; e, tra le penne e le piume che il vento si portava via, come il giorno avanti tra il fumo e il friggío della padella, diceva forte, con lamentosa cantilena: - Senza peccato, penitenza: sia fatta la volontà di Dio: senza peccato, penitenza! Poi, ritirandosi per seguitare ad attendere a' suoi squisiti manicaretti, che riempivano di deliziosi odori tutte le catapecchie del vicolo gialle di fame, si metteva a cantare a squarciagola: Bella sorte fu la mia star rinchiusa alla badia...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dopo averlo mostrato di porta in porta per tutto il vicolo, lo mise a ingrassare in un angusto cortiletto, ch'ella chiamava giardino, dietro la casa; e siccome doveva tenerlo lí parecchie settimane, pensò bene di dargli un nome e lo chiamò Cocò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A una a una, poi, s'era vedute portar via quelle sue spose massaje e sottomesse, e alla fine, un brutto giorno, era rimasto vedovo e solo, e poi ghermito di furto anche lui e consegnato per le zampe a costei, che ora lo teneva lí, oh ben pasciuto senza dubbio, ma perché? che vita era quella? che stato? Aspettava di giorno in giorno, che, o quelle care antiche gallinelle rapite al suo amore e alla sua custodia fossero portate lí a fargli scordar la prigionia, o questa in qualche altro modo avesse fine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quelle due stanze non avevano finestre sulla facciata e prendevano luce soltanto dalla porta sul cortile, ch'era vasto e acciottolato, con la cisterna in mezzo, e cinto tutt'intorno da un muro alto, armato da un'irta e fitta cresta di pezzi di vetro, sfavillanti al sole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Butticè corse a picchiare alla porta accanto, la comare fu pronta in un momento; e i due uomini sotto il cielo ancora stellato, con le zappe in collo, s'avviarono per la costa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Trovarono sú nel cortile una gran confusione: dietro la porta socchiusa della stanza di Butticè s'affollavano i ragazzi, reggendo a stento e strascicando per terra bracciate di ruvida biancheria, lenzuola, tovaglie, sottane, camice, che la moglie di Giglione, sporgendo il capo scarmigliato e le mani tremanti e insanguinate, strappava loro di furia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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CERTI OBBLIGHI Quando la civiltà, ancora in ritardo, condanna un uomo a portare una lunga scala in collo da un lampione all'altro e a salire e a scendere questa scala a ogni lampione tre volte al giorno, la mattina per spengerlo, il dopo pranzo per rigovernarlo, la sera per accenderlo; quest'uomo, per forza, quantunque duro di mente e dedito al vino, deve contrarre la cattiva abitudine di ragionar con se stesso, assorgendo anche a considerazioni alte per lo meno quanto quella sua scala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Difatti, appena davanti alla porta, lo afferrano per le braccia e a coro, con parole scherzose, cercano di portarselo via, in qualche taverna a bere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quelli si precipitano addosso alla porta e la forzano, gridando ajuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E ridevano tutti del poco rispetto che quelle bestie maleducate portavano al loro curato e alla sorella; dei dispetti, forse amorosi, che i tre grossi majali cretacei facevano alla Marianna; della disperazione di questa nell'andar cercando ogni mattina le uova, che le galline apposta le nascondevano, scappando a fetare di qua e di là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che carità! La prima carità avrebbe dovuta averla lei, madre, per il suo piccino, a non portarselo cosí malato per tanta via; e sarebbe stata carità facile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah quel che ho penato, don Marchino mio, a trascinarmelo fin quassú, un po' a piedi, un po' su queste braccia che non me le sento piú! Don Marchino montò su tutte le furie: - Ma come si fa, dico io, come si fa a portarsi fino a Nocera un ragazzo in quello stato? - Ma perché la capra, don Marchino, - s'affrettò a spiegargli Nunziata, - non vuole piú dare un passo senza di lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fuggivano squarciate pel cielo, con disperata furia, le nuvole, a schiera infinita, e pareva si trascinassero seco la luna; gli alberi si contorcevano cigolando, spasimando senza requie, come per sradicarsi e fuggire pur là, pur là, dove il vento portava le nuvole, a un tempestoso convegno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ella sciolse la capra legata a un tronco d'albero, e stette un bel pezzo all'aspetto lí davanti alla porta della chiesetta, perché don Marchino volle prima finirsi il bicchiere senza fretta, poi dovette rindossare la tonaca e prendere il libro e l'aspersorio e la lumierina a olio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Finita la benedizione, don Marchino s'affrettò a richiudere la porta della chiesetta, con la scusa che il vento poteva spegnere la lumierina; e lasciò fuori la donna ancora inginocchiata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se batto, se scuoto la porta e la graffio e grido...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Asserragliata dentro, tenendosi stretta come a impedire che le membra le si staccassero dal tremore continuo, crescente, invincibile, mugolando anche lei, forsennata dal terrore, udí poco dopo gli úluli lunghi, fermi, del marito che si scontorceva fuori, là davanti la porta, in preda al male orrendo che gli veniva dalla luna, e contro la porta batteva il capo, i piedi, i ginocchi, le mani, e la graffiava, come se le unghie gli fossero diventate artigli, e sbuffava, quasi nell'esasperazione d'una bestiale fatica rabbiosa, quasi volesse sconficcarla, schiantarla, quella porta, e ora latrava, latrava, come se avesse un cane in corpo, e daccapo tornava a graffiare, sbruffando, ululando, e a battervi il capo, i ginocchi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ajuto! ajuto! - e reggeva la porta con le braccia, per paura che da un momento all'altro, non ostante i molti puntelli, cedesse alla violenza iterata, feroce, accanita, di quella cieca furia urlante.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I puntelli alla porta le richiamarono la memoria e subito s'atterrí del silenzio che ora regnava là fuori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora la suocera gli batté la porta in faccia e ci mise dietro la stanga.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Batà rimase ancora un pezzo, a capo chino, davanti a quella porta chiusa, poi si voltò e scorse su gli usci delle altre casupole tanti occhi smarriti e sgomenti, che lo spiavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non era niente? Signore Iddio! Signore Iddio! Ma come? Era pazza quella donna là? Mentre il marito, fuori, faceva alla porta quella tempesta, eccola qua, rideva, seduta sul letto, dimenava le gambe, gli tendeva le braccia, lo chiamava: - Saro! Saro! Ah sí? Irato, sdegnato, Saro d'un balzo saltò nel bugigattolo della vecchia, la ghermí per un braccio, la trasse fuori, la buttò a sedere sul letto accanto alla figlia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si diceva che queste, nelle notti di vento, venivano a chiamarla dai tetti delle case vicine, per portarsela attorno con loro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La Longo si faceva alla porta col neonato in braccio, roseo e paffuto (come l'altro) e volgeva uno sguardo pietoso a quel disgraziato, che non si sapeva che cosa ci stesse piú a far lí; poi sospirava: - Che croce! Sí, le spuntava ancora, di tanto in tanto, qualche lagrima, pensando a quell'altro, di cui ora Vanna Scoma, non piú richiesta, veniva a darle notizie, per scroccarle qualcosa: notizie liete: che il suo figliuolo cresceva bello e sano, e che era felice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché ogni storno si porta via con sé nientemeno che tre ulive, una per zampa e una nel becco; e questa del becco se la ingoja sana sana e la digerisce come niente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non voleva portare la mantellina come tutte le villane, perché diceva che il padre era della maestranza: portava il manto di lana, a pizzo e con la frangia, e voleva esser chiamata 'gnora e non comare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E perciò io non ho paura! Zi' Lisi insistette per accompagnarla; ma lei tenne duro; gli disse che avrebbe preso in affitto l'asino da qualche altro; e allora egli cedette e le promise che il giorno appresso, all'alba, l'asinella sarebbe stata davanti alla porta di lei, con la bardella e tutto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bussò alla porta e disse: - L'asina è qua, gna' Poponè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma per dove lo acchiappava? Oh! per i baffi ch'egli allora non aveva; o gli ghermiva le lenti, ch'egli allora non portava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A Roma, tre mesi dopo, una sera d'inverno, alla porta del vecchio quartierino preso a pigione da Marco Perla in un lugubre casone del viale solitario di Castro Pretorio al Macao, bussava un vecchietto ferrigno dalla barba crespa, già molto brizzolata, che si confondeva col grigio bavero della pelliccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Te la puoi portar via...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli si turbò, quasi fino alle lagrime a quel pallido sorriso, come se vi avesse scorto una profonda pietà di lui, dell'amore che le portava, del dolore ch'ella ancora non indovinava, ma che tra poco avrebbe saputo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Efix prese il secchio di sotto al sedile ; s'avviò , ma sulla porta si volse timido , guardando il secchio che dondolava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ben venuto l'ospite ! — aggiunse , come salutando qualcuno che entrasse dalla porta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Don Predu sporgeva il viso dalla porta , e il fatto che Efix comprava una berretta cosí di lusso richiamò anche l'attenzione della suocera del Milese .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Siccome il Milese s'era avvicinato alla porta e rideva per qualche cosa che don Predu gli diceva sottovoce , Efix esclamò con dignità: — È vero ! Io sto qui appunto in paese perché devo comprare un cavallo per lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E perché durante la sua assenza il folletto non entrasse , lasciò il tizzone acceso sulla soglia della porta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli uomini , venuti alla vigilia per portare le masserizie , eran già ripartiti coi loro carri e i loro cavalli: rimanevano le donne , i vecchi , i bambini e qualche adolescente , e tutti , sebbene convinti d'esser làper far penitenza , cercavano di divertirsi nel miglior modo possibile .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Io non so come avete fatto a lasciar la casa sola , comare Kallí ; come ? — disse una ragazza alta che portava sotto il grembiale un vaso di latte cagliato , dono del prete alle dame Pintor .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sí , la zia Noemi è rimasta , vedendomi: non mi aspettava certo , e forse credeva che avessi sbagliato porta ! Ogni sua parola e il suo accento straniero colpivano Grixenda al cuore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E vossignoria verrà quando ci saran gli ortaggi e le frutta da portare al paese . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi sembrava tranquilla: solo , quando egli ripartí per il poderetto , corse al portone raccomandandogli di tornare fra tre giorni per portare provviste alle sorelle .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dalla sua bisaccia a fiorami usciva l'odore del gattò che portava in regalo al Rettore suo amico , e il collo violetto di una damigiana di vino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Adesso suderà , sí , il cavallo di vossignoria ! — Cosí il diavolo mi aiuti , è il cavallo piú forte del Circondario ; puoi caricargli su un monte , lo porta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Andò su dal prete a portargli un cestino di biscotti , regalo di una paesana , e vide di lassú don Predu , indugiatosi ad abbeverare il cavallo alla fontana , raggiungere Giacinto e Grixenda e curvarsi a dir loro qualche cosa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Questa volta non era solo: quasi tutti quelli del paese scendevano alla festa , e le donne portavano sul capo vassoi con torte e cestini pieni di galline legate con nastri rossi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I bicchieri passavano da una mano all'altra ; qualche donna s'affacciava timidamente alla porta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E cosí lo presi , che possiate vedermi cieco , se mentisco ! Lo portai al mio capitano , tenendolo come un grappolo ; sgocciolava sangue nero come acini d'uva nera .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Fuor dalla porta si vedeva Kallina seduta , insolitamente oziosa sulla sua pietra , e Grixenda col bambino in grembo , pallida e triste fissava il belvedere del prete .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma sulla porta si fermò , guardò in su e diede un grido .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma i morti ritornano: eccoli , quando don Giacintino sta seduto sullo sgabello e Grixenda sulla soglia della porta , mi par di essere io e il beato morto . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Qualche sera Giacinto scendeva al poderetto per portare in paese le frutta e gli ortaggi che le zie poi vendevano a casa di nascosto come roba rubata , poiché non è da donne nobili far le erbivendole , e tutto questo era quanto di piú utile egli faceva: il resto del tempo lo passava oziando di qua e di là per il paese .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E cosa vuoi che faccia ? Non c'è niente da fare ! Scender qui a portarti il pane , tornar là a portare l'erba ! E loro che vivono come tre mummie ! Zia Noemi oggi però s'è inquietata un poco , perché zia Ester mi diceva che non riesce a metter su i denari per l'imposta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che male c'è , Efix , s'io vado da quella ragazza ? Dove si va , se no ? Zio Pietro mi porta alla bettola , e a me non piace il vino , lo sai ; il Milese vuole che io giochi (cosí s'è fatto lafortuna , lui !) ed a me non piace giocare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo portarono all'ospedale .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tossiva e un facchino gli portava di tanto in tanto un po' di latte caldo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La cameriera mi portava una tazza di brodo su un vassoio d'argento e mi parlava con grande rispetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io gli dissi che portavo la cambiale da don Predu: allora si spaventò e me ne portò un'altra firmata da donna Ester .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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ah , che hai fatto ? Nel cortiletto fu tutto un subbuglio ; le colombe volarono sul tetto , i gatti s'arrampicarono sui muri ; solo la donna taceva per non far accorrere gente , ma si curvò per sfuggire ai colpi e si difese col fuso , balzando , indietreggiando , e quando fu dentro la cucina si volse verso l'angolo dietro la porta , afferrò con tutte e due le mani un palo di ferro e si drizzò , ferma contro la parete , terribile come una Nemesi con la clava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Pregava , invece , seduta sullo scalino della porta sotto la ghirlanda della vite argentea e nera , alla luna: e ogni volta che guardava intorno le sembrava ancora di vedere , qua e là sulla muraglia dei fichi d'India , gli occhi di Efix verdi scintillanti d'ira .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Anche là , attraverso la porta si vedeva il cortile bianco e nero di luna e dell'ombra del pergolato: la suocera seduta sulla sua scranna da regina primitiva non filava per rispetto alla Giobiana , chiacchierando con lafiglia febbricitante e con le serve pallide sedute per terra appoggiate al muro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Attraversando il grande cortile ove luccicavano alla luna larghi graticolati di canna su cui di giorno s'essiccavano i legumi adesso coperti da stuoie di giunco , Giacinto vide la grossa figura di suo zio e quella smilza del Milese immobili sullo sfondo dorato d'una porta preceduta da un portico .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma neppure a Nuoro si decideva ad andare: provava un senso di attesa , di qualche cosa che ancora doveva succedere , e intanto girovagava per il paese , si ubriacava di sole davanti alla porta della chiesa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sei dimagrito , — gli disse la serva anziana , che filava seduta presso la porta , — hai le febbri ? — Mi rosicchiano le ossa , mi scarnificano , sia per l'amor di Dio , — egli sospirò , guardandosi le mani nere tremanti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Questo è difficile , anima mia ! Come guadare il fiume senza bagnarsi ? — Passando sul ponte , — disse l'altra serva dal cortile curva a sbucciare un mucchio di mandorle ; poi domandò: — E Grixenda , allora ? Anche lei porta il lutto e non esce piú .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Stefana , Stefana , — gridò , sempre tenendolo fermo e volgendo il viso ridente verso la porta , — senti , c'è qui un pretendente .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix , pur continuando a stare al servizio di donna Ester e di donna Noemi , ottenne di coltivare a mezzadria il poderetto ; cosí portava in casa delle sue padrone la porzione di frutti che gli spettava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Attraverso la porta aperta della vecchia Pottoi si vedeva Grixenda china sulla fiamma del focolare a far bollire il caffè per la nonna ch'era a letto malata .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sugli scalini del portone scosse i piedi uno dopo l'altro per non portar via neppure la polvere della casa che abbandonava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Questo suo primo viaggio aveva però uno scopo ; egli quindi si preoccupava ancora delle cose del mondo , e di arrivare presto e di sbrigarsi: dopo , gli pareva , sarebbe stato libero , solo col suo carico da portare con pazienza fino alla morte .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Dove sta don Giacinto ? — Chi ? Quello del Molino ? Qui , piú sopra: cosa gli porti in quella bisaccia ? Sei il suo servo ? — Sí: e che fa , don Giacinto ? — Eh , lavora e si diverte .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Va , uccello di malaugurio ! Lo sapevo che portavi la notizia di una morte ! E altro ? — E Grixenda si prepara a lasciarci .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Arrivato alla chiesetta , sull'alto della china rocciosa , sedette accanto alla porta e si mise a pregare: gli sembrava che la piccola Madonna guardasse un po' spaurita dalla sua nicchia umida la gente che andava a turbare la sua solitudine , e che il vento soffiasse sempre piú forte e il sole cadesse rapido sopra la valle per costringere gl'importuni ad andarsene .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non rimasero che una venditrice di torroni e di pupazzi di farina nera ricoperti di zucchero ; e due uomini seduti uno per parte davanti alla porta della chiesetta sotto l'atrio in rovina .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Vado verso una porta che mi sarà aperta a due battenti , e non penso ad altro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I pastori ridevano , dandosi qualche gomitata sui fianchi: portarono latte , pane , diedero monete al cieco .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma poi guardava lontano: al di là della nebbia gli sembrava cominciasse un altro mondo , e si aprisse la porta di cui parlava il cieco ; la grande porta dell'eternità .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le donne pietose portavano grandi piatti di carne e di pane ai due mendicanti , e nel sentire il fruscío dei loro passi sull'erba il cieco alzava la voce e raccontava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La primavera nuorese sorrise allora al povero Efix seduto sulla porta della chiesetta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il compagno , con le spalle appoggiate alla porta chiusa e le mani intorno alle ginocchia , dormiva e russava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Li fecero alzare , li portarono via .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il sole batteva sui tetti di schegge delle casette basse e umili come capanne , il vento del pomeriggio portava un odore di erbe aromatiche e qualche grido , qualche suono lontano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed ecco che la porta della caserma si apre e i due ciechi ne escono , tenendosi per mano come fratelli .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix , vestito anche lui come gli altri mendicanti , si portava addietro i due ciechi e gli sembrava fossero il suo destino stesso: il suo delitto e il suo castigo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il vento pareva portarsi via lungo il sentiero laggiú , i cavalli lunghi montati da paesani incappucciati .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Oh , zio Efix , vi devo dire una cosa: l'altra notte , – di notte sto chiuso nella capanna , perché ho paura degli spiriti , e sempre sento nonna raspare alla porta – l'altra notte che spavento ! Ho sentito una cosa molle agitarsi intorno ai miei piedi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma quando si trattava di aprir la porta non poteva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Capite: c'era fuori la nonna che spingeva la porta e le impediva di andare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ma perché io non gli ho mai portato la risposta , donna Noemi mia ! Come potevo portargliela ? Non osavo , e sono fuggito per questo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Domani parlerà con Noemi ; riprenderanno il discorso interrotto tanti mesi prima ; ed egli forse potrà portare la buona risposta a don Predu .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Era peggio di quando si portava appresso i ciechi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Perché le nozze erano fissate per l'indomani , e s'egli moriva portava il malaugurio agli sposi o li costringeva a rimandare a un altro giorno la cerimonia nuziale .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma d'improvviso una figura apparve sulla porta ; alta , sottile , vestita d'uno stretto abito granato a fiori neri , aveva una ghirlanda di rose sul capo , e qua e là sul viso , sulla persona , sui piedi , qualche cosa che scintillava: gli occhi , i gioielli , le scarpette . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed ecco don Predu e i parenti arrivano per portar via la sposa: entrano , si dispongono intorno nella cucina come le figure di un sogno , confusamente , ma con rilievi strani di particolari .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E son io che ho fatto tutto ! Sulla porta Noemi si volse a fargli un cenno di addio con la croce d'oro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma il tappeto era corto , e i piedi rimasero scoperti , rivolti come d'uso alla porta ; e pareva che il servo dormisse un'ultima volta nella nobile casa riposandosi prima d'intraprendere il viaggio verso l'eternità .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Abbassando gli occhi, mi venne osservato il bruno che ancora portavo in certi giorni a memoria di mio padre: e parvemi sentire una voce che, fioca, mi chiamasse. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Rosa non si volle trovare al mio distacco: mi portai da me a pezzolate quella poca di roba. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Questo droghiere eran gente devota a’ Borboni, e piissima: e il mio Bruto s’imparentava con loro vogliosamente, e portava in dote la sua parlantina, i suoi be’ capelli riccioluti, e certi titoli di nobiltà che gli era venuto fatto di pescar non so dove. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mi portarono allo spedale: fui in fin di morte. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Credigli, non gli credere: fa quel che Dio t’ispira: io non vo’ rimorsi né rimbrotti; e non intendo né anco portare il candelliere. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Povero me! povera la vita mia!" Quando Maria ebbe la lettera, era già sera, ed essa in casa sola: onde poté rispondere singhiozzando liberamente, e portare il foglio da sé al portinaio dell’albergo di lui. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Non dubitate che io di questa libertà abusi mai per portarvi inutili cure e timore. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Bisognava nell’inuguale contratto portare anch’io la mia dote, rendermele barone a forza di fama, scrivere non solo per dire il bene ma per espiare agli occhi di lei la mia povertà. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Egli s’alzava di tanto in tanto a guardare dalla porta socchiusa il suo atteggiamento, e una pietà ineffabile gli vinceva l’anima. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Passeggiando un giorno l’ampie strade serene, quasi unica bellezza di Nantes, venuti all’informe porta del non disameno cimitero, Maria volle entrarvi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Li vedeva vestiti di rosso, con mostre gialle i più rei, girar ruote, volger argani, levar pesi, strascinarli, portarli; e a ogni moto la catena sonare; e diceva tra sé: quante nobili idee e sentimenti da un affetto prepotente, da un pravo esempio rivolte in veleno! Quanti di costoro men di me rei negli occhi di Dio! Se le ispirazioni che a me, erano date all’un d’essi, chi sa quanto più di me forte al bene! O anime sconosciute e disperate dal mondo, cada su voi la benedizione d’un uom peccatore; e il pentimento che, al vedervi, l’inonda de’ falli suoi, terga i vostri.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"Giovanni, quella poca di roba, datela a Matilde, la porti e la serbi a memoria di me. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"La mia sepoltura porti il mio nome, e che fui moglie vostra: non più. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Alto e smilzo, portava una zazzera di capelli fulvi, irti, che l'aveva fatto soprannominare el scovin d'i nivol, lo scopanuvoli. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«L'è minga el Cors de Porta Renza», disse il marchese, «ma l'è poeu nanca, disgraziatamente, le chemin du Paradis!» «Quell no! Propi no! Ghe l'assicuri mi!», esclamò il Viscontini riscaldato, per disgrazia, da troppi bicchieri di Ghemme. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Nient del tütt! Le dico che ona bolgira compagna non la mi è mai più toccata in vita mia.» E qui raccontò che la mattina, venendo da Lugano e avendo preso un po' di freddo in barca, era disceso al Niscioree per proseguire il viaggio a piedi; che tra quei due muri, dove non si potrebbe voltare un asino, aveva incontrato le guardie di finanza, le quali lo avevano insultato perché non era disceso allo sbarco della Ricevitoria; che l'avevano condotto alla maledetta Ricevitoria; che portava in mano un rotolo di musica manoscritta e che l'animale del Ricevitore, pigliando le crome e le biscrome per corrispondenze politiche segrete, gliel'aveva trattenuto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Finito il rosario, la marchesa aspettò un momento in silenzio e poi disse le sacramentali parole: «Carlotta, Friend!» Carlotta, la vecchia cameriera, aveva l'incarico di pigliare, finito il rosario, Friend in braccio e di portarlo a dormire. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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l'ingegnere Ribera batteva due colpi discreti alla porta del signor Giacomo Puttini in Albogasio Superiore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La porta si aperse e comparve la gialla faccia grifagna della serva. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Un fil di luce usciva dalla porta della chiesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dalla porta di strada un andito stretto e lungo mette ad una loggetta aperta da cui si cala per pochi scalini sulla piccola terrazza bianca che, fra il salotto di ricevimento e un'alta muraglia senza finestre, si affaccia all'orlo del monte, spia giù i burroni ond'esce il Soldo, spia il lago fino ai golfi verdi dei Birosni e del Dòi, fino alle distese serene di là da Caprino e da Gandria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco, dovendo ripartire prima di giorno, preferì non coricarsi ma volle che si coricasse l'amico, e l'amico, dopo infinite proteste e cerimonie, dopo aver esitato fin sulla soglia della porta con la sua scodella d'acqua sedativa in mano, fece di colpo un volta faccia, si gittò alle spalle un «addio» e scomparve. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La marchesa Orsola suonò il campanello alle sei e mezzo e ordinò alla cameriera di portare il solito cioccolatte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pasotti, trovata aperta la porta di strada, entrò, chiamò don Giuseppe, chiamò Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Don Giuseppe le gridò di portar giù una seggiola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ell'accolse il Controllore, come avrebbe accolto un Santo taumaturgo che fosse venuto a portarle via il gozzo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se el xe vegnudo lo gà portà el massaro e alora le giozze co semo fora dela porta le gà d'andar in suso, se el xe andà via vol dir che quela maledetissima… La tasa!… Lo gà portà a vender a San Mamette e alora le giozze le gà d'andar in zoso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pasotti insistette: «Ha fatto malissimo.» Ecco la signora Barborin che tutta sorridente porta vassoio, bottiglia e bicchieri. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Incontrò sulla porta il suo mezzadro ch'entrava. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo Zérboli, vestito di nero e inguantato, era piccolo e tozzo, portava due baffetti biondi appiccicati alla faccia giallognola, bucata da due scintille d'occhietti sarcastici e sprezzanti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Anssi», soggiunse nel suo italiano di Porta Tosa, «aspetti: ci ho qui un rapporto quasi finito.» E si diede a frugare, a palpar fra le sue carte in cerca del rapporto e degli occhiali. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si è messo a portare quella barba, sa, quella mosca, quella moschetta, quel pisso, quella porcheria… » «Scusi», fece il Commissario. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io poi ci cavo… » «Tè chì, tè chì!», esclamò nel suo italiano di Porta Ticinese la signora Peppina Bianconi, venendo avanti col caffè, tutta sorridente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La vecchia casa portava incrostati qua e là parecchi di questi venerandi nomi fossili che vivevano per la tradizione e figuravano, nella loro apparente assurdità, i misteri nella religione delle mura domestiche. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dai cassettoni rococò delle camere da letto alla madia della cucina, dal nero pendolo del salottino da pranzo al canapè della loggia con la sua stoffa color marrone cosparsa di cavalieri turchi gialli e rossi, dalle seggiole impagliate a certi seggioloni dai bracciuoli spropositatamente alti, i mobili della casa appartenevano all'epoca degli uomini illustri, la maggior parte dei quali portava parrucca e codino. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il nome di «mobile» non lo aveva meritato che un cuscino grigio e celeste, un aborto di materasso, che l'ingegnere durante i suoi brevi soggiorni a Oria si portava con sé quando mutava seggiolone. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sebastiano, adorava la «sciora Lüisa», così ad un cenno suo i ragazzi le portavano fiori selvaggi e felci, le portavano edera per rilegar con festoni i grandi mazzi fissati alle pareti dentro anelli di metallo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dopo otto o dieci giorni, stando con la piccola Maria sulla porta della sala che mette al giardinetto, le domando: «Chi ha piantato tutti questi bei fiori?», e le insegnò a rispondere: «Papà». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo zio non le diceva paroline dolci, le faceva, occorrendo, qualche piccola riprensione, ma le portava sempre giuocattoli, la conduceva spesso a passeggio, se la faceva saltar sulle ginocchia, rideva con lei, le diceva canzonette comiche, quella che cominciava col «Missipipì» e un'altra che finiva: Rispose tosto Barucabà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Andiamo a veder il giuoco.» In fatto non s'accostò ai giuocatori, mandò Maria sul sagrato con la sua piccola bambinaia Veronica e andò a portar un avanzo di dolce a un vecchione del villaggio, che aveva un vorace stomaco e una piccola voce, con la quale prometteva ogni giorno alla sua benefattrice la stessa preziosa ricompensa: «Prima de morì ghe faroo on basin». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Siccome era corsa voce d'un caso di colèra a Lugano nella persona d'un tale venuto da Milano, dove il male c'era, don Giuseppe aveva subito disposto che le provviste per cucina si facessero a Porlezza invece che a Lugano; e ne aveva incaricato il Giacomo Panighèt, il postino che portava le lettere in Valsolda non tre volte il giorno, come ora si portano, ma due volte la settimana, com'era la beata consuetudine del piccolo mondo antico. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ebbe un lampo, tese il foglio a don Giuseppe con la sinistra, puntando l'indice della destra sulla parola Franco, incrocio quindi i polsi con una mimica interrogativa; e poiché i due, riconosciuta la figura delle manette, si sbracciavano a far di sì col capo, diede in ismanie per l'affezione grande che portava a Luisa e, senza curarsi più del suo proprio affare, spiegò per segni, come se anche gli altri due fossero stati sordi, che sarebbe corsa subito a Oria, da don Franco, e gli avrebbe recato lo scritto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Questi desiderava farla uscire per il giardino ma ella, volendo evitare le cerimonie con quegli altri signori, preferì di scender per la scala interna e Franco l'accompagnò fino alla porta di strada, ch'era aperta. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Con suo grande stupore, la Pasotti, invece di uscire, chiuse la porta e si mise a fargli una mimica concitata, affatto inintelligibile, accompagnandola di sospiri tronchi e di stralunamenti d'occhi: dopo di che si levò di tasca una lettera e gliela porse. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Il colèra», disse Luisa, «se avesse giudizio, potrebbe fare bellissime cose; ma non ne ha.» «Vede», sussurrò alla signora Peppina, mentre il Biancòn si alzava per andare incontro al Commissario di ritorno con Franco, «il colèra è capace di portar via Lei e di lasciar qui Suo marito.» A questa uscita stravagante la signora Peppina ebbe un sussulto di spavento, fece «Esüsmaria!» e poi capì di essersi tradita, di non aver mostrato per il suo Carlascia quella tenerezza di cui parlava sempre, afferrò il ginocchio della sua vicina e si piegò a dirle sottovoce, rossa come un papavero: «Citto, citto, citto!» Ma Luisa non badava più a lei; un'occhiata di Franco le aveva detto ch'era successo qualche cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Entrò un signore vestito di nero, in occhiali; dopo di lui, il bestione; dopo il bestione un gendarme con una lanterna; poi tre altri gendarmi armati, due semplici e un graduato che portava un gran sacco di cuoio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se si fermava sulle prime, l'orrore la portava di slancio alle seconde; se si fermava su queste, la fantasia ritornava con avidità perversa alle prime. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'aggiunto aveva in mano una lunga, curva busta di cartone, che portava un biglietto scritto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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avesse fatto portar via anche la serva. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Fece portare due limonate e sorbì lentamente la sua a piccoli sorsi, non senza una fioca espressione di contentezza fra un sorso e l'altro, come se ci fosse nella limonata un sapore nuovo e squisito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella si era arrabbiata di vedersi portar via la sua compagna di giuoco e niente altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La povera Barborin che aveva approfittato della andata di suo marito a Lugano per correre a portar il suo zuccherino, rimase assai mortificata, guardava contrita ora Luisa ora Franco e finì col togliersi di tasca uno zuccherino vero e proprio onde darlo a Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«E se resti qui, non mi porti più niente?» «Più niente.» «Va' via, zio», diss'ella. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E allora chi gli portava regali? Ed era egli un buon bambino? Piangeva? Lo zio si mise a raccontarle cose della sua infanzia, cose di sessant'anni prima, quando la gente portava parrucca e codino. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Chi stima dirigersi verso un ideale, chi verso un altro, chi stima accostarsi a un modello, chi a un altro, chi andar avanti, chi tornar indietro; e il poeta li commove, li scuote col suo verso tutti insieme, li porta sulla propria via. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli sportelli furono chiusi, un comando fu dato, le sonagliere tintinnarono, il carrozzone si scosse, i preti, la vecchia, il signore dalla natta si fecero il segno della croce, i sedici zoccoli dei cavalli strepitarono sotto l'androne, le ruote pesanti lo empirono di fragore, poi tutto questo fracasso si smorzò e la diligenza svoltò a destra verso Porta Romana. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando la diligenza entrò nel corso di Porta Romana, così allagato di nebbia che dai finestrini non si vedeva quasi più nulla, chiuse gli occhi e si abbandonò al piacere d'immaginar le persone e le cose che aveva nel cuore, di conversar con esse. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Porta Romana. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Queste sono le copie fatte da me… » «Le dico che se le tenga, che se le porti via!» La marchesa suonò un campanello e si avviò da capo per uscire. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ciascuna portava in sé una intenzione di lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ne aveva già parlato con Ismaele e Ismaele s'incaricava di portarla a Lugano e di spedirla a Torino di là. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Meno il Padovano, a cui una sorella del portinaio di casa portava l'acqua nella soffitta, nessuno della compagnia si faceva del tutto servire, e il Padovano avrebbe espiato bene la sua devota Margà con le tormentose celie degli amici, se non fosse stato il pacifico filosofo ch'era. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco rinunciava al bicierìn e al relativo torcètt, pasta da un soldo, per ammassare tanto che gli bastasse a far una corsa a Lugano e portar un regaluccio a Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ismaele andava alla posta di Lugano ogni martedì, portava la lettera della moglie e riportava quella del marito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Basta che porti l'abito a Lugano quando verrai. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Adesso de' primi tre guai non si parla più; su questi tre punti l'amico ha vinto la battaglia e può portarli in trionfo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io gli risposi che andava bene, gli feci portare il caffè e gli dissi che avrei desiderato comperare dalla signora marchesa le librerie del tuo antico studio di Cressogno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Atterrita all'idea di indugiarsi troppo, Luisa chiuse in fretta e in furia, passò correndo per la sala, tolse l'ombrello, uscì senz'avvertir nessuno, senza chiuder la porta di casa e prese la via di Albogasio Inferiore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Maria doveva esser discesa in darsena dalla camera dell'alcova per mettere la sua barchetta nell'acqua e fatalmente avea trovato aperta la porta di casa, aperto l'uscio della darsena. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Dottore, porti qua il lume. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dal momento in cui aveva ricevuto il telegramma, Franco aveva camminato su e giù per Torino come in sogno, senza udire il suono dei propri passi, senza coscienza di ciò che vedeva, di ciò che udiva, andando macchinalmente dove gli occorreva, in quella congiuntura, di andare, dove lo portava una facoltà inferiore e servile dell'anima, quel misto di ragione e d'istinto che ci sa guidare per il labirinto delle vie cittadine, mentre lo spirito nostro, fisso in un problema o in una passione, niente se ne cura. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poteva scegliere fra due vie: o salire da Pregassona il versante svizzero del Boglia, toccar l'Alpe della Bolla, attraversare il Pian Biscagno e il gran bosco dei faggi, uscirne sul ciglio del versante lombardo, al faggio della Madonnina, calare ad Albogasio Superiore e Oria; o prendere la comoda via di Gandria verso il lago, e poi il sentiero malvagio e rischioso che da Gandria, ultimo villaggio svizzero, taglia la costa ertissima, passa il confine a un centinaio di metri sopra il lago, porta alla cascina di Origa, cala nei burroni della Val Malghera e ne risale alla cascina di Rooch, vi trova la stradicciuola selciata che passa sopra il Niscioree e discende a Oria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Scese a Oria con la sensazione vaga d'esser diventato sordo, con un gran tremito nel braccio che portava la bambola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Portarsi via i vivi tra le braccia, portarsi via i morti nel cuore, ritornare a Torino, servir l'Italia, morir per lei! Il nuovo giorno voleva questo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Inginocchiata presso il corpicino della sua creatura le promise che ogni giorno, finché avesse vita, sarebbe venuta a parlarle, a portarle fiori, a tenerle compagnia, mattina e sera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il vecchio cameriere, affezionatissimo a don Franco, esitò, quella sera, a portare i lumi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco, sperando nell'impiego di cui gli aveva tenuto parola il suo direttore, aveva parlato di portar seco la famiglia a Torino. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ella ci domanda perdono, ha paura di morire, mi supplica di andar da lei, di portarle una parola di pace anche per te.» Neppure Franco credeva all'Apparizione, scettico profondamente com'era per tutto il soprannaturale non religioso, ma credeva che Maria, nella sua esistenza superiore, avesse già potuto operare un miracolo, toccar il cuore della nonna e ciò gli recava una commozione indicibile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco andò alla finestra, vide un uomo solo che veniva correndo, credette a un falso allarme; ma l'uomo, quel tale che portava il nomignolo di «légora fügada», che vedeva e sapeva tutto, gli gittò, passando sotto la finestra, due parole: «La forza!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Avrebbero potuto prendere il sentiero che monta sulla strada di Albogasio proprio alla porta del giardino Pasotti, e poi arrampicarsi di campo in campo fino alla strada di Boglia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La porta di casa Puttini era aperta. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Le proibisce di uscire prima del nostro ritorno e anzi mi ha ordinato di portarle via gli abiti.» E si diede a raccogliere rapidamente gli abiti del sior Zacomo, gl'intimò il silenzio in nome del Commissario, pigliò il cappellone a cilindro, arraffò la mazza di canna d'India, ordinò al disgraziato di dare il chiavistello appena uscito lui e di non aprire a nessuno, di non parlare a nessuno prima del ritorno del Commissario e tutto in nome del signor Commissario. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Lei è deputato politico», diss'egli insolentemente, «e porta quella roba sul viso?» Pedraglio si prese istintivamente il suo piccolo sottile pizzo nero, barba reproba da liberale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il gran faggio antico che portava nel tronco una immagine della Madonna e che cedette, morendo, quest'onore a una cappelletta, era come la sentinella del gran bosco di Boglia, il soldato posto in una insellatura della cresta a spiar il pendio precipitoso, il lago, i clivi di Valsolda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lei, per compenso, ci porta una piccola gerla. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli credeva esser venuto a portarlo il perdono, e non a riceverlo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ho ventiquattr'ore sole, non posso venire al confine né a Lugano, né mi può bastare di star con te dieci minuti! Fatti portare a Lugano, in qualche modo, da Ismaele la mattina del 25 corr. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Altre barchette portavano donne, bambini, vecchi, che salutavano e piangevano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No xe vero, signora», esclamò il Padovano mentre gli altri applaudivano, «che se vede la bestia?» Erano venuti da Pallanza in barca e volevano ripartire subito, ma Franco fece portare altre due bottiglie e il chiasso divenne così enorme, malgrado la presenza di Luisa, che l'albergatore venne a pregare, per amore de' suoi inglesi, di non far tanto «rabello». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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– Resto io, qua! Mi porti qua da cena la serva.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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La mamma li ha educati alla prudenza, alla tolleranza, a far le viste di non capire, di non sentire; a prendersi anche in santa pace, se capita, uno schiaffo per mancia, rispondendo con un bell’inchino; – Grazie, signore! – ; li ha educati a portare con disinvoltura tutte le livree come l’abito a loro piú proprio, a spazzolare con disinvoltura dalle falde di ciascuna l’impronta dei calci ricevuti, e a star bene attenti nel fare i conti, che spesso, ahimè, povera mamma, le sono venuti sbagliati a suo danno.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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E non mai aveva conosciuto la sua propria forma come in quel punto, non mai nel suo letto, non mai nel suo bagno, non mai davanti al suo specchio: le lunghe gambe lisce come quelle dei chiari Crocifissi d'argento levigate da mille e mille labbra pie; l'esiguità delle ginocchia agevoli in cui era il segreto del passo ammirabile; le piccole mammelle sul petto largo come il petto delle Muse vocali, dall'ossatura palese di sotto i muscoli smilzi; e le braccia non molli ma salde che pur sembravano portare la più fresca freschezza della vita come una ghirlanda rinnovata a ogni alba; e chiuse nei guanti flosci le magre mani fino alle unghie screziate di bianco, sensibili come il cuore purpureo, ricche di un'arte più misteriosa che i segni scritti nelle palme; e tutto il calore diffuso sotto la pelle come una stagione dorata, e l'inquietudine delle vene, e l'odore profondo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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I suoi pensieri nascevano dal suo brivido. Ed ella portava sotto le due ali basse il suo viso di dèmone non come una maschera di carne ma come la sommità stessa della sua anima accesa nel vento sonoro e velata di fallacia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Entraste, come chi apre una porta e comanda a un estraneo: «Lascia tutto e vieni con me». E non dubita dell'obbedienza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella non sorrideva; ma sembrava che s'appoggiasse su ogni parola come per comunicare a ciascuna il suo proprio peso, il peso della sua potenza e della sua imperfezione e di tutto l'ignoto ch'ella portava dentro. E gli stridi delle rondini su per gli stagni le fendevano l'anima come il diamante fende il vetro, e dubbio è qual dei due strida. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ricominciava la desolazione: la cappa demolita d'un camino nera di fumo; una serie di finestre murate; un corridoio cosparso di calcinacci; un'aula biancastra con su le pareti le tracce del lordume umano e dei tramezzi sovrapposti; una scala di pietra consunta; e un altro corridoio simile alla corsia d'un ospedale evacuato; e poi un'altra scala immensa, discendente fra nicchie deserte a un'orrida porta fatta di assi sconnesse e di travi traverse, che pur pareva più inespugnabile del triplice bronzo, inchiodata sopra un varco senza nome. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, siete qui? Vi troviamo finalmente! Avreste ben potuto aspettarci, o almeno degnarvi di lasciar detto qualcosa per noi alla Porta Pusterla. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ond'egli, accorgendosi che di continuo lo sguardo altrui non s'affisava ne' suoi occhi ma più su de' suoi occhi, aveva il sentimento di portare una corona ammirabile; e ne pareva accresciuta la fiamma della sua spiritualità come la leggerezza delle sue movenze. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una piccola porta di marmo era dinanzi a lei, una porta gemmea, trattata anch'essa con ceselli da orafo come quella d'un ciborio, a cui i dischi di nero antico alternati coi tondi candidi in basso rilievo davan qualcosa di funebre quasi che s'aprisse sopra il sepolcro d'una delle «pute» mantovane, forse di Livia, forse di Delia, morta di baci (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Perfino Francesco I ti chiese qualche veste da donare alle sue donne; e Lucrezia Borgia, la tua rivale, dovette rivolgersi a te per avere un ventaglio di bacchette d'oro con piume nere di struzzo, dopo aver cercato invano d'imitare quella tua «capigliara» a turbante che porti nel ritratto tizianesco. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella ripassò per la porta gemmea, ritraversò la cassa dorata del clavicembalo senza tastiera, ridiscese la scaletta di tredici gradini. La seguivano gli altri, in silènzio. I passi risonarono per un lungo andito bianco; poi giù per un'altra scala desolata; poi per l'ombra d'un'aula cinta di nicchie in forma di conche, verdastra come una caverna marina (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una porta stridette su cardini rugginosi; e tutto l'argento del vespero brillò fra le due imposte, per mezzo a un gran ragnatelo lacerato; e su la pietra giacevano un pipistrello nericcio e una lucertola grigiastra, e l'una guizzò via e l'altro prese il volo, come se i due lembi del ragnatelo si fossero di sùbito animati. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Trasognato egli si volse, e guardò l'uomo: riconobbe l'ossatura della volontà temeraria, la biliosa faccia scarnita dall'ardore di vincere, la pupilla fulminea del predatore, quegli angoli vivi che parevano fatti per fendere come i conii la resistenza, quelle dure mascelle che per contrasto portavano la carne rossa della bocca come un frutto molle in una tenaglia d'acciaio (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E raccolse un po' di forza per ricomporre il suo viso, per dissimulare l'ambascia; si sollevò, si volse come a guardare la desolazione del cortile erboso; fece qualche passo furtivo verso la porta che s'empieva d'ombra (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una porta fu piena di minaccia; una scala fu piena di terrore; un corridoio fu come un abisso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Altri, ben raso, rotondo, rubicondo sorrideva a sé medesimo, tenendo i vasti piedi sul regolo, sicuro di portare il suo adipe fino alle stelle. Altri, emaciato e illuminato come gli asceti, pareva sedesse dinanzi al suo telaio ideale e continuasse a tessere il suo sogno senza fine.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Peccato che non abbiamo pensato a portar qui i nostri aironi protettori nelle gabbie di papiro da sospendere alle travi delle tettoie, per divertire dame e damigelle!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Sono lontana, sono lontana! Un grande amore improvviso? Qualche volta l'amore si parte dall'estremità della terra, a piedi nudi, per portare una rosa. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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È il fratello di Paolo. Ha i denti piccoli e puri come quelli d'un bimbo. Non voglio più piangere. Mi potrei consolare? Qualche volta nasce un soffio e ci porta il nostro vero destino. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Nell'inferno del ferro e del fuoco le sirene ululavano come per le sere di nebbia in vicinanza dei porti irraggiati dai fari e appestati dal lezzo delle sentine. L'acredine era irrespirabile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un aspro affanno travagliava l'adolescente, una sorta d'invidia ascetica verso la potenza di quel dolore, un'aspirazione tumultuosa verso l'inaccessibile solitudine di quello spirito. Egli voleva tutto dalla vita. Tutto era dovuto alla sua giovinezza dalla bella fronte. Ogni spettacolo dell'altrui passione o dell'altrui piacere gli suscitava il rancore come per un privilegio che gli fosse tolto. Egli soffriva di ritrovarsi in quella vecchia stanza d'albergo ingombra di bauli, piena dell'odore languido emanato dalle vesti femminili sparse per ovunque, dai veli, dalle piume, dai guanti, dalle tante squisite cose vane; mentre laggiù, nella brughiera selvaggia, sotto il nudo ricovero, un vincitore vegliava il cadavere del suo compagno avvolto nel vessillo della gara e disteso sul letto da campo, con un dolore magnanimo che agguagliava quella tettoia d'abete e di ferro alla trabacca d'abete e di paglia costrutta dai Mirmìdoni, ove portarono gli Achei la spoglia di Patroclo Actòride. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ora ella lo amava con tutte le forze della sua vita, perdutamente; e implorava dal suo amore una potenza senza limiti, una virtù d'incanti. «Entraste, come chi apre una porta e comanda a un estraneo: — Lascia tutto e vieni con me. — E non dubita dell'obbedienza». Le si riaccendevano nella memoria le parole di Paolo dette su la via della morte, dopo la corsa folle contro il carro carico di tronchi. E raccontava al suo cuore divenuto puerile: «Ecco, ora vado al campo; m'accosto alla sua tettoia; separo le cortine e sporgo il viso. Egli è seduto accanto al letto funebre. Mi sente, mi guarda, si alza, cammina come un sonnambulo, si lascia prendere per la mano, dimentica tutto, viene con me, nella notte, nell'alba». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Solo il compagno superstite vegliava la spoglia sanguinosa; ma una sola creatura — dopo colui e dopo la madre — aveva diritto alla visitazione estrema: quella che per portare un fiore aveva fatto tanto cammino.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il suo compagno era già in alto, allo sforzo. Il destino m'ha mandato a portargli un segno che io non sapevo, ch'egli non sapeva. M'ha riconosciuta. E ci siamo ricordati! Poteva esser dolce, quando voleva? Non so. La madre lo sa, che gli aveva fatto quei piccoli denti di fanciullo.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella s'agitò infastidita; si rivoltò; riaffondò il viso nel guanciale, fiottando. Chiara obbedì. Poco dopo, si fece un gran silenzio. Un'ora dalla mezza notte era già passata. Bisognava osare senza indugio: bisognava escire dalla stanza, scendere a svegliar Filippo il meccanico, dare l'ordine in modo da ottenere l'obbedienza, partire con la vettura non dalla porta dell'albergo ma dalla rimessa. La più piccola contrarietà della sorte poteva compromettere l'esito. «Isabella dorme? Aldo è forse andato fuori. Non è rientrato ancora? Se l'incontrassi per le scale! Mi crederebbe impazzita?» Il rischio eccitava la sua audacia febrile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— E poi l'orrore, e poi la morte orrenda! Quando voi l'avete preso nelle vostre braccia, portava ancóra sul petto insanguinato la rosa di Madura, la mia rosa? Ditemi, ditemi!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella scoteva il capo, senza guardarlo; ché di sotto l'ambascia una felicità sorgeva più difficile a portarsi che qualunque pena. Egli la teneva per mano, la consolava, la chiamava «piccola buona»! Perché non poteva ella nascere da quella parola, morire di quella parola? Perché doveva tornare laggiù, rientrare di nascosto nell'orribile stanza, trovare forse su la soglia quella ch'ella aveva elusa, ancóra lottare, ancóra ingannare, ancóra vivere di fuoco e di veleno? «Ah, mio amore, mio amore», diceva la sua felicità disperata «lasciatemi ancóra qui, tenetemi con voi ancóra un poco, ancóra un poco! Ch'io resti qui nell'ombra, nell'afa della cera e della morte, ch'io non vegga l'alba su le colline, ch'io non mi separi da voi sotto l'ultime stelle, ch'io non sappia che un altro giorno incomincia senza di voi, mio amore! Non ho più forza, muoio di stanchezza. Lasciatemi qui, in un angolo, vicino a quei rottami. Nessuno mi vedrà. Sarò come quegli stracci di tela, quieta, senza respiro.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'elica rombò nel silenzio, come già quella funesta. Il volatore intese l'orecchio all'unisono delle sette voci. Il tono era eguale e possente. Rapita dalla veemenza l'Àrdea si levò nel nembo, piena di fato come l'airone di cui portava il nome, sorto dal lutto della rocca in ruina. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non rotava egli entro l'ultimo cerchio toccato dal compagno nel volo? Gli tremò il cuore profondo. Abbandonò il timone d'altura. Le ali si librarono senza più salire. L'Ombra gli stette a viso a viso, gli respirò nel respiro, fu più viva di tutte le cose che vivevano nel combattuto silenzio, fu più viva del suo proprio dolore. «Non è questo il tuo punto? Ancóra tu volevi ascendere, ancóra più in alto volevi portare il fiore della tua ebrezza, quando il colpo tacito ti spezzò l'impeto e t'oscurò l'ardire. Non mi chiamasti? Non mi cercasti con gli occhi pel vuoto? Ecco, ora sono con te dove tu fosti solo». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Chi sa come gli usignuoli cantano, alla porta di Docciòla!» pensava Morìccica, presso il davanzale, svogliata di coricarsi, disperata di respirare, soffocata come se col respiro dovesse sollevare le mura della sua stanza. «Chi sa come cantano alla fonte di Mandringa, alla Badia!»
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Ovunque e sempre ella li ospitava e li provvedeva; ma se taluno di loro avesse voluto distaccarsene, avrebbe dovuto discendere nella strada spietata o tentare di battere alla porta odiosa col dubbio di non vederla aprire. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non io le porterò questa volta; le porterà un'altra messaggera....» Cantando lontano un assiolo — dove? su le mura della Rocca vecchia? più lontano, laggiù, verso la Porta all'Arco? — Vana stava per rompere in pianto, contro il davanzale; quando udì qualcuno battere all'uscio della stanza. Sobbalzò. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella si gettò contro il fratello selvaggiamente; nascose la faccia nel petto di lui, udì il battito terribile. Ambedue ansavano come se avessero lottato. Il vento notturno gonfiava le tende della finestra, entrava nella stanza, prendeva le loro anime dalle cento pupille e le portava lontano; le trascinava laggiù, nel luogo ignoto, perché vedessero, perché guardassero. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella vedeva sé inchiodata allo stipite della porta nella stanza del Labirinto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Dove sono? dove sono? Gli amanti erano su la marina pisana, in una villa solitaria fra la pineta e la prateria salmastra. Una terrazza scialbata di calcina e lastricata di maiolica vi si sporgeva dal fianco verso il Tirreno, simile a quella sognata da Aldo nel Paradiso della principessa Estense, ove i sogni delle città brune e bionde colorano le lunette e presso Ulma che in arnese cavalca il Danubio azzurro è Algeri che porta un cipresso per piuma al suo turbante bianco. Ma così forte la batteva il sole che le ciocche nate al mattino su gli oleandri vi languivano già tinte di fulvo in sul mezzogiorno e riarse innanzi sera vi morivano. Soltanto lungo il muro maestro, dove s'apriva la porta, un tendaletto rigato come la gandura d'una Mzabita faceva ombra sul tappeto ricoperto di cuscini ove gli amanti passavano gran parte delle ore diurne e notturne accarezzandosi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non puoi sbagliare. Alla porta della bottega c'è un usignuolo che canta, in una gabbia costrutta coi lunghi pungiglioni dell'istrice. Forse Amar è seduto sotto la gabbia, su la panchettina bassa. Lo riconoscerai. Quando faceva il suo digiuno, era un poco più pallido dell'ambra chiara e aveva un po' più di languore sotto le palpebre dipinte. Porta sempre un fiore dietro l'orecchio, che gli pende su la gota. Oggi avrà certo un fiore di melograno. È sempre vestito di colori delicatissimi, con una predilezione pel grigio di perla e pel roseo di pesco su i larghi pantaloni bianchi a mille pieghe immacolate. Ah come suona il suo flauto di canna quando è in vena!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Gli Arabi dicono di lui: «Ha le labbra tanto dolci che saprebbe poppare le leonesse». Mentre suona, le sue braccia ondeggiano e tutto il suo corpo ondeggia come nel principio della danza. A poco a poco s'accende. Le sue palpebre dipinte si riempiono di passione e di voluttà. È l'emulo dell'usignuolo prigioniero nella gabbia d'aculei: grida e si spegne, gorgheggia e sospira, ha una gola di ruscello e un cuore di fiamma. Nessuno più fiata intorno. Le tazze restano piene e fumano. Sotto l'arco della porta le stelle sono così larghe che sembra si sieno appressate per ascoltarlo.... Ah, va, cercalo, e conducimelo, Aini! Danzerò per te. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Veramente, non ho approfondito. Aldo si lascia adorare. Omai si sa ch'egli è un giovine dio in esilio. Ma gli piaceva di udirla raccontare lunghe storie senza intenderla. Yasmina aveva una parlatura melodiosa come il linguaggio d'un uccello silvano. Deliziava anche me. Ho preso da lei qualche gruppo di note. Credo che, sotto il pretesto di raccontargli una storia, ella gli faceva un discorso d'amore. Troppe volte ripeteva «Aini», occhio mio, e «Ro'hadiali», mia anima. Una notte si coricò a traverso la porta perché egli le passasse sopra. Egli la saltò, ridendo. Ella non si mosse fino alla mattina. La casa s'impregnava d'amore. L'aria v'era irrespirabile; anche perché portavamo sempre di quelle collane di zàgare fresche che fabbricano i giudei, avvolte al collo in due o tre giri. Odoravano così forte che io vivevo in una continua vertigine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Erano entrambi al davanzale. La sera portava la sua più bella collana d'ametiste. Espero tremolava sul delicato mare. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E pensò a Lunella, e pensò a Vana, e pensò al giovinetto imperatore; e alla troppo nera ombra del leccio su la vecchia casa, e ai suoi cipressi allineati sotto la muraglia inesorabile dominata dal Mastio, e al canto notturno del vento fra torre e torre, fra porta e porta, fra sepolcreto e sepolcreto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Un teschio con le labbra» pensò ma non disse, ché le ribalenò alla memoria la donna ignuda del basso rilievo su la piccola porta preziosa nella saletta mantovana delle Pause, dinanzi a cui Aldo s'era inginocchiato. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una sorda irritazione si moveva già sotto la sua puerilità lasciva, qualcosa di simile all'impazienza ond'era presa talvolta quando una delle sue scatole tonde d'avorio per solito agevoli resisteva all'improvviso così che per nessuno sforzo riesciva ella a girarne il coperchio, né pur le valeva il sacrifizio iroso d'un'unghia aguzzata e polita con tanta cura di lima e di polveri! Ella si nudò il petto e prese fra le sue dita delicatamente una delle piccole mammelle rimaste verginali, simili a quelle che la Martire porta come due coppette riverse nel vassoio d'argento. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ogni giorno, prima del tramonto o prima dell'aurora, l'Àrdea li rapiva nei più alti sogni. L'incanto teneva l'incantatrice. Sorridendo ella aveva sentito nascere nel suo petto il cuore selvaggio di quel giovanissimo vento condottiere di uccelli migratori chiamato Ornìtio, che i marinai sorpresero ai Tre Porti addormentato su un banco di sabbia in mezzo a uno stormo di rondini stanche. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non hai in mente quella deliziosa favola salmastra di Gabriele d'Annunzio? Ebbene io sono Ornìtio. Quando la testa di Dardi Seguso cadde sotto la scure dell'uomo rosso, io la raccolsi sanguinante e m'involai seguita da tutte le mie rondini verso il mare. La portai fino al Tènaro, alla soglia di Dite, nel territorio della Serenissima tuttavia, perché in cima al promontorio i Veneziani avevano costruita con le pietre di Sparta una torre quadrata contro i Turchi. Piegai gli asfodeli. Trovai Euridice. Le lasciai cadere il teschio nel grembo per ingannarla.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il volo s'allontanò: lasciò sul prato in disparte, incontro alla muraglia ghibellina e alla porta bruna come il sangue cagliato, l'albore della santità marmorea non anche estinto; lasciò i tetti già lambiti dalla notte, il fiume ancor pallido tra due righe di faville d'oro, il canale ingombro dal nero sonno dei navicelli. Volse a scirocco su la rasa pianura ove qua e là lucevano i fossi, passò gli acquitrini e i pascoli di Coltano, valicò la bandita di Arno Vecchio dove sembra vivere pur sempre l'umido spirito del fiume deviato, si librò su l'amara selva del Tombolo ove forse la lonza si aggira. E ancora la bellezza dell'Ade vaporò nell'estremo crepuscolo. E ancora vi si diffuse l'odore doglioso della cuora, della resina e del legno arso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Non è vero» fece ella dentro di sé. E sciolse la mano da quella del fratello; e sembrò ch'ella riprendesse anche la parte di dolore che aveva lasciato scorrere in lui. E, come la gora si rigonfia e colma gli argini se il varco sia occluso, quel dolore le rifluì su tutta l'anima e s'aumentò. Ella riebbe intero il sentimento della sua solitudine. Pareva lo contenesse dietro le sue labbra serrate, dietro la sua fronte contratta, nella fermezza di tutto il suo viso smagrito. Camminava sola, innanzi, su per il pendio erboso, tra i lunghi cipressi schiomati, tra i piccoli olivi distorti. Portava il cappello tessalico dalla ghirlanda di rose gialle, ch'era la sua ghirlanda funebre;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella chiamava la custode della Badia, che la riconobbe alla voce e accorse festosa. Ossuta, adusta, con le labbra sottili, con gli zigomi forti, con le orecchie discoste, somigliava quell'Etrusca della gente Cæcina adagiata su l'urna ov'è scolpito il viaggio in carpento. Portava su i capelli lisci il grigio feltro volterrano. Parlava della sua annata, del suo uomo, della sua figliuolanza, del suo asilo scosceso con una bontà paziente, con una pazienza serena. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Di mezza età. Ma buono, poveretto. Vuole di molto bene ai bambini. Porta al pascolo la mucca. Parla poco. Sempre sorride. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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S'erano soffermati su la soglia del Refettorio. Il cigolio dei passeri non si quetava mai, ma ben lasciava udire il profondo gemito del vento nelle vuote mura. La porta era socchiusa; la chiave era nella serratura e le altre in fascio pendevano da quella, rugginose. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il demente sorrideva. Il sorriso impietrava la sua bocca e impediva che la parola si formasse. Portava egli una specie di sacco grigio che gli giungeva alle ginocchia; aveva il colore della parete derelitta, sembrava una falda dell'intonaco scrostato; e la sua faccia glabra era come la lampada fioca della casa deserta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ma li seguiva pel chiostro il passo della larva, molle come di chi strascichi nella belletta. E si ritrovarono davanti a una porta socchiusa, donde alitava un odore amaro. Su l'architrave di pietra era scritto in lettere corrose: _Domus mea_. Vana spinse l'imposta, entrò. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Discesero per la china; rividero il ciglio erboso di sotto il muro, gli elci nani simili ai mendicanti monchi e storpii, il girone oscurato, la valle d'abisso; riudirono le voci alte e fioche, i sospiri, gli ululi, i guai. Ripresero la via verso la Guerruccia, a piedi. Avevano ordinato che la vettura li aspettasse presso la Porta Menseri. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— La vettura ci aspetta là, alla Porta Menseri — disse. — È tardi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Che mai portava ella inviluppato in quel pezzo di stoffa? Lo reggeva con le due mani, sorridendo; e mirabili erano nelle sue braccia i rilievi leggeri dei muscoli, le strie glauche delle vene, la peluria simile a quella delle foglie e dei frutti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Mi do per vinto. Che porti dunque?
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— L'ape! — disse all'improvviso con un piccolo grido, schermendosi, come aveva fatto dinanzi alla porta di marmo nel Paradiso mantovano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'ho difeso contro Vana, contro Aldo, contro tutti. L'ho preferito a qualunque altro giocattolo. Tutta la mia fanciullezza è stata cullata dalla sua voce tintinnante, che non somiglia a nessun'altra voce. Chi ha composta la sua musica? Chi può riconoscere una di queste piccole danze? Mi ricordo che sul coperchio c'era ancóra un frammento del cartello che portava la lista delle sonatine. S'è perduto. Ci rimase per qualche anno. Ci si leggeva soltanto: _La pavane lacrymée_. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Conosci gli amori di Leila e di Madschnun? Madschnun significa il Folle, folle in estasi di passione. Vuoi che ti chiami così? Una gazzella s'era impigliata nelle reti. Madschnun la vide, accorse, la coprì di baci, le medicò le ferite, la trasse dai lacci, la accarezzò dal capo ai piedi, perché lo sguardo di quei grandi occhi teneri gli suscitava l'imagine di Leila; e le diede la libertà. Ora l'ho io, proprio la stessa, ma trasfigurata in Vergine da un pittore senese che si chiama Priamo di Piero. Te la mostrerò. Guarda con gli stessi occhi con cui ella guardava Madschnun. Ha un collo lungo lungo, un viso fine fine, un mento stretto come il muso del suo tempo selvaggio, le mani come le mie, con le dita disgiunte. Ma certo mi vince in gambe; perché, se si alza dal trono, chi sa dove batte l'aureola, quell'aureola d'oro che è come la beatitudine che il cielo persiano le poneva un tempo fra le due corna in forma di piccola lira. E porta una veste orientale, rossa broccata a garofani d'oro, che dev'essere una veste di Leila. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Omai, dopo i nostri voli, il segreto non è più chiuso tra queste mura. Credo che viaggi pel mondo mondano e che sia entrato nella città degli Inghirami, per la porta più solenne, per la Porta all'Arco. Non pensate che io tema d'essermi compromessa. Ma è utile che noi giochiamo il gioco dei promessi sposi, utile non tanto per le solite convenienze quanto perché io vi possa condurre nel giardino dei gelsomini. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non ti ricordi, a Mantova, quando apparve su la porta mentre mi baciavi? Era come una morta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E il giardino dei gelsomini è là, sul poggio di sotto, nascosto dietro i cipressi, dietro i lecci. È chiuso, è tutto murato, con una porta stretta....» Imagini le balenavano incoerenti sul sangue congesto; ma parevano scoppiare come bolle, all'altezza del cervello, prima di formarsi nella parola. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E d'improvviso la porta s'aprì, spinta da una mano impetuosa; e la disperazione si volse, si torse come un turbine. E l'altra insonne era là! E l'una stette di fronte all'altra, non come una vita contro un'altra vita ma come due apparizioni evocate da una medesima agonia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il giovinetto teneva la fiaccola discosta e riversa bruciacchiando l'erba. Era vestito di tela bianca, aveva il capo scoperto, portava i sandali; e pareva che dalla sua negligente eleganza si rivelasse la proporzione del suo corpo degna di quella che segna il ritmo nella Cavalcata fidiaca. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Sostarono, prima di rifare il cammino. Guardarono la Città funesta de' cui peccati troppe volte Iddio trasse vendetta col ferro col fuoco con la fame e con la pestilenza. Mentre in basso l'aria era morta, lei percoteva la sua bufera eterna; ché i cipressi di sotto la Rocca svettavano, i lecci di sotto il Castello tumultuavano. La fuga delle nuvole testimoniava la saldezza delle mura, delle torri, delle porte, che tra fumo e grumo ritenevano indelebili i colori dell'arsione e della strage. La torre del Pretorio annerita dal solfo che soffocò Pecorino e il Barlettano gittati in piazza su le picche e le corsesche; l'immane prua di mattone appuntata a levante dallo smugnitore Gualtieri fatto tiranno; la porta a Selci spalancata dai consanguinei dei fuorusciti ai mercenarii di Federico Montefeltro; la porta all'Arco che serrò tra valva e valva Bocchino Belforte scavalcato dal figlio d'Inghiramo Inghirami e infunato come belva;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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la porta di San Francesco dai tre merli ignudi onde penzolò impiccato il tamburino del Maramaldo; il bastione di Docciola ove a scherno di Fabrizio notte e dì miagolarono i gatti infissi negli spiedi lunghi;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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il Mastio fortificato d'ingiustizia e di dolore, che disfece la bellezza di Caterina Picchena premuta dallo spettro sanguinoso del paggio; le case munite, dalle cui finestre grandinarono le pietre pugnerecce moltiplicate da quella che Luisa Minucci scagliò al fante invece di pane; ogni casa, ogni torre, ogni muro, ogni porta issava un fantasma di virtù, d'eccidio, di rapina o di tradimento. «Sacco! Sacco!» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La portarono a traverso la nebbia, di proda in proda, di bulicame in bulicame, giù per la lorda pozza. Una pioggia fredda e greve si riversò sul bollore che parve fumigar più forte. Essi credettero andare verso nuovi tormenti e nuovi tormentati, come in un sogno d'oltremondo. Più forte rimbombava il fragore dietro i loro passi incerti. Tutte le genti fangose doloravano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Che orrore! Che orrore! — disse Orietta Malispini ritraendo graziosamente la sua bocca, piccola rotonda e rossa come una corbezzola, dietro il gran mazzo di mammole doppie ch'ella portava appuntato molto in alto, a sinistra del collo, contro la gota, quasi grande come la sua faccia. — Io non ho dormito tutta la notte. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Io sono certa che se Driade potesse risuscitare dalle sue ceneri, si metterebbe a riamare disperatamente il suo assassino — disse Novella Aldobrandeschi senza cessare di toccar sé stessa con quei suoi gesti carezzevoli, ora strisciandosi il manicotto di martora sotto il mento, ora premendosi su le labbra qualcuno degli amuleti che portava in fascio appesi alla lunga catena, ora lisciandosi con le dita il ginocchio che tondeggiava sotto il velluto della gonna color tanè come i suoi caldissimi occhi. — Non ho ragione, Vana?
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— L'altra sera, la Driade con una sorellina di undici anni, con un piccolo cugino di tredici e con la zia ottantenne, dormiva in una capanna del suo campo, distante da Fondi alcune miglia. Era tardi quando arrivò a cavallo un fratello di lei, un giovanetto, che scorse un'ombra presso la porta e riconobbe il pastore. Questi gli tirò due colpi di fucile per freddarlo: il primo andò a vuoto, il secondo uccise il cane. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Imagina ch'egli aveva assicurata la porta di fuori con funi e con traverse perché di dentro non si potesse aprire; e la capanna, fatta di fascine e di falasco, non aveva se non quell'apertura, poco più larga d'una feritoia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Tra il pianto dei bambini e il rantolo della vecchia, riconosceva il grido della giovine contro la porta sbarrata; e rispondeva col canto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Poi cantò al rugghio delle fiamme, perché nessuno più pianse, nessuno più gridò. Le quattro vittime caddero ai piedi della porta e ci restarono, a incarbonirsi, in un mucchio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Allora si gettò sul giumento che portava la soma funebre, riuscì ad abbrancarla; e, senza una parola né un grido, stramazzò su quella crivellato dal piombo, su quella spirò, restò. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Le fanciulle palpitavano, a quell'apparizione ferina dell'amore implacabile, come un roseto all'annunzio dell'uragano, inconsapevoli del loro mistero che portava in sé tutte le sorti. Ciascuna credeva sentire su la sua morbidezza una mano cruda, ciascuna era una preda e una vittima. E palpitavano, offerte alla passione che doveva devastarle. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Portavano a loro il messaggio d'oltremare, il messaggio del principe di terra lontana, un'allegrezza affannosa, una nova avidità di vivere. Ma per Vana erano come le saette incarnite nella piaga, che a un tratto sieno rimosse; erano come un rincrudimento di supplizio. Per lei non venivano d'oltremare ma dagli stagni di Mantova, dalle crete di Volterra, dal fondo della sua stessa febbre, della sua stessa abominazione. Nessuna melodia poteva sconvolgerla a dentro come quel piccolo strido fuggente. Falde di vita si distaccavano dal passato e le rotolavano su l'anima enormi come valanghe. Ella era quella medesima che, addossata allo stipo della Estense, con la testa appoggiata alle tarsìe, aveva sentito il saettamento del volo trafiggerla da tempia a tempia e straziare il cielo che s'invergiliava bianco. «O rondine, sorella rondine, come può esser pieno di primavera il tuo cuore? Il tuo è leggero come la foglia appena nata, il mio è in me come un tizzo consunto.... Dove tu voli non ti seguirò, finché tu ti rammenti, finché io non mi scordi». Le parole del poeta ritornavano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Tutte tacquero, percorse da un lieve fremito, quando videro disegnarsi in lei l'attitudine nota, quando la videro intessere le mani dietro il dorso, portare il peso del corpo su la gamba destra, avanzare un poco la sinistra, piegare appena il ginocchio, sollevare lo scarno viso da cui il canto sembrava erompere come la polla che balza più in alto quanto più è costretta. «_Ueber'm Garten_....»
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— Oh, io no — disse Dorothy Hamilton voltandosi per accendere la sigaretta a una candela del leggìo ove la pagina dell'ultima canzone portava il segno del pollice che l'aveva calcata. — È tardi, vergini folli, è tardi. E certo io sarò tanto picchiata che il mio naso diventerà camuso o aquilino, con grande rammarico del mio flebile Willie Willow. Dovevo scortare a pranzo le famose spalle della genitrice, dagli Aieta!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Giù per le scale, Adimara tenne il braccio di Vana che portava il rametto. Sul lastrico umido i cavalli delle carrozze scalpitavano, gli sportelli sbattevano chiudendosi; sonavano gli ultimi saluti. E tutta quella giovinezza inquieta si sparpagliò per vie diverse, nella sera di marzo che anch'essa piangeva di gocciole e rideva di stelle. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella contrasse i muscoli del sorriso, apparendo su la soglia. Aldo era disteso sul divano. La sensazione d'inesistenza e di lontananza, in cui ella da qualche tempo si smarriva così spesso, le si rinnovò. Le parve che quelle parole in quei modi non appartenessero a quegli che pure le aveva proferite. Ella lo vedeva là, in un'attitudine pigra, ma guardingo, ritenuto, col suo segreto ben chiuso nella sua fronte luminosa. Di lui tuttavia non udiva se non la voce che aveva risonato laggiù, tra il fumo dei bulicami, su la ripa maledetta; di lui non vedeva se non l'aspetto ch'ella gli aveva veduto laggiù, oltrepassata la piccola porta di pietra carica di nera edera, contro il muro diruto dell'abside scoperchiata, sotto la torre mozza, fra le macerie ancor calde del vampo canicolare, in una sera di demenza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Vana non udiva se non a intervalli, come a traverso una porta che si aprisse e si richiudesse di continuo. La sorella camminava su e giù per la stanza discorrendo. E ogni movimento di lei la urtava nel fianco, la urtava nel petto, la urtava nel mezzo del viso come il pugno brutale d'un avversario accanito. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La porta era là. Si volse, gittò un'occhiata da un capo all'altro della via ch'era quasi deserta. Entrò. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, la fidanzata — proruppe ella con una voce che era stridula come un'irrisione maligna — la fidanzata dell'Ombra! Non sono se non quella, per voi. Ogni volta che vi vedo, ogni volta che vi parlo, sempre sono quella? M'avete esclusa dalla vita, m'avete messa a fianco del morto che v'è caro, avete posto una pietra anche sopra di me che pure ero viva, avevo un'anima, avevo una forza e una purità e un orgoglio da portare su qualche cima. M'avete esclusa dalla vita di sangue e di luce, per non lasciarmi vivere se non nel silenzio funebre.... Ah, mi ricordo, mi ricordo delle vostre parole là su la strada di Volterra; mi ricordo come m'avete discostata da voi, con quanta dolcezza. Desideraste che io divenissi un sorriso, che io fossi la memoria immobile di un sorriso.... Forse diventerò, forse sarò; già sono. Già riesco a simulare un sorriso che vidi scolpito in un sasso che un giorno era stato un uomo, laggiù, alla Badia, su le Balze, la sera in cui il mio male era più grande della voragine. Dianzi ho sorriso così, davanti a mia sorella, a mio fratello.... Mi avete esclusa, mi avete sepolta, e la vita si vendica su me, su voi, su quella che vi tiene, su tutti i miei carnefici. Tutto è impuro e tutto si corrompe. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non accuso, non accuso. Grido, perché tutte le mie ossa gridano come su la ruota, perché non m'è rimasta se non questa forza di gridare e bisogna che l'esaurisca per annientarmi. Non so perché, dianzi, mi sia venuto in mente quel che una sera diceste dell'avvoltoio che rigetta il suo cibo orribile, quando è assalito, e quando è ferito a morte, e dopo che è spirato anche. L'odore atroce fa impallidire e mancare chiunque gli s'avvicini. Non so perché mi sia venuto in mente questo, non so. Ma io ho tanta ignominia sul cuore, ho tanta abominazione dentro di me che non posso più reggerla. L'altare! Io su l'altare! Ma chi mai fu profanata, fu bruttata più di me? A Volterra, in un piccolo oratorio di campagna, c'è quell'Imagine che porta i segni delle tre pietre scagliate dal viandante malvagio. Era il mio rifugio, era il luogo del mio vóto. Ma dov'è il miracolo? E che cosa può mai l'amore, se il mio amore non ha potuto nulla?
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— Non temo di mostrarvi la mia verità. A chi mi confesserò se non a colui che amo? Questo è un sacramento. «Che cosa hai tu fatto dell'anima tua?» E bisogna rispondere. Non si perdona a chi abbia vissuto invano. Io ho dato tutto. La mia anima disperata io l'ho sostenuta con la speranza, per l'amore dell'amore. Udite questo. La notte che seguì il vostro arrivo a Volterra, io e mia sorella fummo l'una di fronte all'altra, così come nostra madre ci fece, senza freno e senza maschera. Ella era smarrita, ella era atterrita dinanzi a quel che il mio cuore poteva. Tre volte, disse: «Fa dunque ch'egli t'ami». Era una sfida superba? La raccolsi? M'illusi di poter vincere? E che ho mai fatto io per vincere? di quali seduzioni mi sono armata? Udite questo ancóra. Quella notte, nel combattimento, ella mi domandò: «Credi tu che l'ami di più?» Io risposi: «Non di più. L'amo io sola». Avevo già guardato la morte, mi ero già inclinata verso l'abisso. E volli vivere. Non io volli vivere, ma il mio amore volle vivere in me. Non ero nata se non per portarlo.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Tutto in me, dalla fronte al piede, era congegnato per portarlo. E che cosa ho io fatto per attirarvi a me? Vi dissi addio, laggiù, su gli stagni bollenti. E fino a oggi son rimasta distante come chi ha detto addio. Ma in certi giorni ho conosciuto la santità di ardere, d'essere sola e di ardere per ardere. Qualcuno ha detto che la fiamma è di natura animale. Ah, come l'ho compreso, come l'ho sentito!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quasi in un sogno cupo rotto dai sobbalzi delle ossa ma con un languore d'amante pur sotto l'orrore, ma con un abbandono avido al potere che l'avviluppava, ma col presentimento d'una mutazione miracolosa che fosse per compiersi, ella era discesa a quel punto. «Non è più l'amore» egli le aveva detto. Nel tumulto e nell'oscurità, uno spirito d'ingenua giovinezza ancor superstite in fondo all'abominazione aveva risposto: «Ecco, ti slego. Ecco, sei libero. T'eri già volto verso di me; ora ritorni a me, ora mi riconosci. Forse m'amavi già, forse non hai mai cessato d'amarmi. Quell'altra cosa torbida e trista non più ti tiene, non più t'infetta. E, se io metto le dita su le tue tempie, nulla più rimane in te, neppure il disgusto, neppure il dispregio. Ti guarisco, ti consolo, ti rinnovo. Non so se sei tu che mi porti via, che mi porti lontano, o se sono io che ti rapisco, che ti nascondo. Di tutte le rive, di tutte le isole che tu hai dentro gli occhi, qual'è la più lontana, qual'è la più bella?» Come nella notte di Volterra, l'amato le era apparso vittima di un sortilegio, prigioniero d'un malefizio, che da lei attendesse la liberazione. Egli aveva detto: «La sorte vi manda a slegarmi».(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Perché una.... porta sfortuna. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Sta a sentire. Una volta una bambina, che non si chiamava Lunella ma era dolce come Lunella, si partì di lontano lontano, dall'estremità della terra, da un paese che si chiamava Madura, dove c'era un Dio che si chiamava Visnù; si partì sola sola, a piedi nudi, per portare una rosa: una rosa gialla. E la portò, e la diede; ma quello che l'ebbe, sùbito morì. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Vigilò sé stessa come il guerriero il quale tema che un pensiero ignavo penetri per la fenditura del suo casco. Non ebbe pietà di sé, né di nessuno, fuorché di Lunella. Resistette alla tentazione di rivederla; resistette a un'altra tentazione disperata che l'afferrò un istante: quella di non lasciarla nella casa dell'ignominia, quella di portarla via con sé dove nessuna profanazione poteva giungere mai. «Dio ti guardi! Dio ti salvi! Se l'anima è immortale, io stessa ti guarderò come dianzi quando tu non mi vedevi.»
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Ella aveva sfilate le braccia dalle maniche, quelle braccia non molli ma salde che pur sembravano portare la più fresca freschezza della vita come una ghirlanda rinnovata a ogni alba. Nude le larghe spalle emergevano, e le piccole mammelle sul petto largo come il petto delle Muse vocali, dall'ossatura palese di sotto i muscoli smilzi. L'orlo della camicia era squisito di scollo e di ricamo, il busto connesso aveva la tenuità e la perfezione d'un calice florale, ingegnosi e preziosi di fibbie e di nodi erano i legàccioli che di là si partivano a rattenere le calze, tutti gli invòlucri partecipavano dell'intima grazia e sembravano arricchirsi e affinarsi quanto più s'avvicinavano alla pelle; ma ora cadevano come ingombri morbidi, disdicevoli a quel corpo come a una statua severa, quasi respinti da una severità superba che ingrandiva e poliva ogni rilievo a simiglianza del sasso. Quando, tolta la scarpa, ella fece macchinalmente il gesto consueto tirando la punta della calza rimasta aderente all'unghia del pollice, egli ne fu attonito come d'una piccola maniera femminina che contrastasse a quella potenza. In ginocchio, sguainò egli stesso le lunghe gambe lisce. E così ella fu tutta nuda, senza sorridere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Sentendosi scuotere, la misera si svegliò con un sobbalzo; e urlò di nuovo terrore perché credette di vedere al suo capezzale la femmina dai capelli rossicci e lisci, dal viso sparso di lentiggini, dagli occhi albini, la femmina che portava l'odore sinistro nel grembiule rigato, la cucitrice del lenzuolo ov'ella aveva trovato quel sonno. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Poi fu la luce spietata del giorno, fu il sole sul lastrico, poi fu l'arrivo dinanzi la porta socchiusa a lutto, fu la scala salita quasi con le ginocchia, fu su la soglia la vista del padre ignominioso e della matrigna feroce sopraggiunti al bottino probabile, più oltre fu l'incontro degli intrusi in nome della legge, più oltre fu tutta l'abominazione e tutta la desolazione. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Si volse a Iacopo Caracci e lo vide ancor pallido sotto la maschera di polvere e di fuliggine; e s'accorse ch'entrambi erano su l'orlo della fossa fusoria e che egli stesso portava le vestigia ignee sul viso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Come passava una vettura di posta, Paolo si fece portare fino al Covigliaio per chiedere aiuto. Eran quasi le cinque; e la sua ansietà s'aggravava di presentimenti funesti. Tornò indietro con un meccanico addetto all'albergo. Dopo un'ora di lavoro la macchina ricominciò a camminare. Percorso un chilometro appena, si fermò: stette là, su la strada solitaria, ammasso pesante e inerte, con l'aspetto ottuso dei bruti caparbii, resistendo a ogni stimolo, a ogni industria. E la disperazione prese l'uomo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ripartirono lasciando su la strada la carcassa inànime. Dal Covigliaio mandarono buoi a tirarla. Filarono su Firenze senz'altri indugi. La montagna era tutta violacea. Faceva freddo. La compagnia si rattristava, serrata e silenziosa. Paolo sentiva che ogni minuto aveva un'importanza incalcolabile e ch'egli correva verso una catastrofe oscura. Certo, ogni minuto aveva il suo peso; e nei pressi di Pratolino ne andaron perduti dieci per accendere i fanali mal pronti. Eran passate le otto quando entrarono in città. Paolo fu deposto alla porta del suo rifugio d'amore. Ringraziò breve: aprì il primo cancello, fece per entrare. Ma un domestico dell'appartamento di sopra venne giù per le scale come se lo aspettasse e dovesse dirgli qualcosa. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Dianzi, potevan essere circa le otto, abbiamo sentito sonare il Suo campanello e battere alla Sua porta con insistenza. Poco dopo, un uomo è salito su per le scale e con malo modo ha incominciato a battere alla nostra porta gridando: «Aprite! Siamo agenti di polizia. Questa donna non appartiene a questa casa? Aprite, o gettiamo giù l'uscio.» E seguitava a picchiare coi calci e coi pugni imbestiato. La mia padrona sbigottita non voleva che io aprissi. Allora mi son fatto al finestrino, e ho veduto giù per le scale appoggiata alla ringhiera una signora alta, snella, che m'è parso di riconoscere per quella ch'è solita venire qui da Lei. Un altro uomo era accanto alla signora, che sembrava impietrita. Al mio diniego, la guardia insisteva. Persuaso finalmente che noi non si voleva aprire e che la signora non apparteneva alla nostra casa, egli è disceso con l'altro e ha ripreso lo strepito qui alla Sua porta. Ho udito confusamente la signora disperarsi e dire con la voce soffocata: «Lasciatemi! Lasciatemi! Non sono quella.» Non potevo far nulla per soccorrerla perché Mrs. Culmer sbigottita m'impediva di uscire.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il primo impeto fu di correre in fondo alla via. Ma, dopo qualche passo, Paolo riconobbe l'inutilità dell'inseguimento senza tracce. Rientrò. Si precipitò al telefono. Non poté ottenere la comunicazione perché di laggiù nessuno rispondeva. Egli cercava di tenere in pugno la sua volontà e di non perdere la lucidezza; ma le più strane imaginazioni assalivano il suo cervello. Che mai poteva essere accaduto? Com'era ella capitata in mano delle due guardie? L'avevano trovata forse vaneggiante per la strada e avevano tentato di ricondurla? Ella stessa aveva dato l'indirizzo segreto? E perché le guardie con quell'insistenza e con quella brutalità pretendevano di entrare nella casa di Mrs. Culmer? O forse si trattava di una estorsione tentata da due sconosciuti che, per compierla, simulavano di essere due agenti di polizia? E dove dunque portavano la misera? Che facevano di lei?
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Egli rifaceva il cammino. — La vettura publica giunse con le tre persone. Uno dei due uomini, un giovine magro con un abito grigio a righe, dopo aver sonato e picchiato alla porta di giù, salì e cominciò a strepitare dinanzi alla porta di Mrs. Culmer. Dal suo contegno appariva ch'egli avesse sorpresa nella piazza quella sconosciuta e l'avesse creduta un'adescatrice di passanti! Chiestole l'indirizzo, egli l'aveva ricondotta là credendo che quella casa fosse una specie di ritrovo galante. S'adirava e strepitava perché credeva che «la padrona» si rifiutasse di aprire per evitar perquisizioni pericolose. Per ciò gridava: «Questa donna non appartiene a questa casa? Chiamate la padrona. Fateci parlare con la padrona.» Tutte maniere significative. E la donna dava un indizio ancor più grave. La guardia si rivolgeva alla sconosciuta e le domandava: «Ma che facevate voi, nel tal luogo, che facevate?» La testimone però non si ricordava del luogo nominato; ma anch'ella credeva fosse quella piazza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Poteva il destino schiacciare la povera creatura con un calcagno più lurido? Quale invenzione mai poteva eguagliare quella realtà? L'ultimo urto per abbattere quella ragione vacillante era stato dato dal caso con una sapienza degna della più lenta premeditazione. E l'ultima voce, udita a traverso la nera distanza, non pareva avere annunziato l'infamia? «Tu lo sai quel che sono, tu l'hai detto....» L'avevano presa per un'adescatrice di passanti in un giardino publico. Certo, nel terrore, ella aveva dato l'indirizzo della casa d'amore, sperando di trovare il rifugio e la difesa. E l'avevano ricondotta a quella casa come a un postribolo, come per essere restituita al luogo del suo mestiere immondo! E la porta era chiusa. Battuta dai pugni e dai calci, era rimasta chiusa. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Forse Ella può illuminarmi. L'inferma, a intervalli, crede di sentire qualcuno che cammina sotto il suo cranio, un passo concitato che suona dietro l'osso della sua fronte; e il suo terrore di quel supplizio e dell'eternità di quel supplizio è tale che non si può assistere all'accesso senza profondo strazio. Né gli intervalli le danno riposo, perché è di continuo nello sgomento e nell'attesa di riudire il passo. Se parla, si arresta per ascoltare. Quando l'ode avvicinarsi, si curva tutta sopra sé stessa, e rompe in supplicazioni confuse che non son riuscito a intendere, così forte il terrore le fa tremare le mascelle. Ma una volta ha detto, sotto voce, con un accento infantile: «Bisogna andare andare, mettersi in cammino e andare, coi nostri piedi, chi sa dove....» E mi sembra che in questo delirio entri per qualche parte la sorellina; perché a un certo punto è balzata in piedi, con una eccitazione spaventosa, gridando: «Ah no, questo no! Mi porta via Lunella, mi si prende Lunella! Ah, questo no! Non me la togliere! Dove la porti? dove la trascini? non vedi? è piccola, non può seguirti.... Lasciala! Perché mi fai questo? Non vedi come sono? Non posso farti più male. Tu mi cammini sopra, tu mi passi sopra. Sono diventata la tua via....» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Nel pomeriggio di martedì, verso le sei, la signora fu vista su la scalinata di San Firenze. L'indicazione della Piazza d'Azeglio, data per errore del domestico o per inganno del vetturino, era falsa e forviò le ricerche. Tutta l'avventura si svolse su la Piazza di San Firenze fra le sei e le sette e mezzo circa. Dopo avere esitato, in preda a un'agitazione palese, la signora entrò nella piccola porta che mette nella cappella. Quando ne uscì, prese una vettura e diede l'indirizzo di Borgo degli Albizzi. A mezza strada si pentì e ordinò di tornare indietro. Si fermò di nuovo dinanzi alla Chiesa, ed entrò per la stessa porta. Quando ne uscì la seconda volta, era già buio. Come dava in ismanie, un uomo alto e magro si avvicinò a parlarle. L'uomo chiamò un suo compagno, dichiarandosi agente di polizia. Ed entrambi fecero salire la signora in un'altra vettura e la condussero là dove accadde la scena raccontata dal domestico di Mrs. Culmer. Pochi minuti prima delle otto e mezzo, i due uomini fecero di nuovo salire la signora nella vettura e la condussero in giro, senza meta, aspettando che si rivelasse e desse una indicazione certa. Come passavano per la piazza Beccaria, si fermarono dinanzi al Caffè.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ogni giorno porta un nuovo atteggiamento misterioso — disse il medico. — Iersera essa ebbe una tregua fra due tempeste. La tremenda irrequietudine del corpo cessò per un tratto. Consentì a sedersi. Aveva rifiutato il cibo ostinatamente. Era d'un pallore e d'un'emaciazione mortali. I sussulti, gli sguardi, i sobbalzi erano placati. Solo persisteva il gesto perpetuo di premersi le stìmate della bocca. Stette fisa alquanto; poi recitò con un accento inatteso un versetto della Bibbia: questo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— «E poi Amnon l'odiò d'un odio molto grande; perciocché l'odio che le portava era maggiore che l'amore che le aveva portato. Ed egli le disse: Lèvati, vattene via.» Io allora bruscamente le domandai: Chi è Amnon? Rispose: «Quegli che mi cacciò e serrò l'uscio dietro a me,» Poi divagò oscuramente. C'è dentro di lei un travaglio così fiero che, per contenerlo, non le bastano le sue forze umane. Nella più torbida delle sue tempeste dà prova d'una incredibile potenza di costrizione. Sento di continuo il suo sforzo intorno a un nucleo profondo della sua coscienza, su cui essa poggia e preme con tutta sé come per impedirgli d'insorgere e di manifestarsi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— È strano — disse il dottore a Paolo. — Quel tintinno la placa, interrompe anche il suono del passo che le cammina sopra. Stamani diceva: «Chiamatemi Lunella, rendetemi la mia Forbicicchia, che venga e porti con sé Tiapa e le sue forbici e stia qui e intagli per me qualche figuretta, e si viva insieme tutt'e tre, e lo scarabillo suoni sempre suoni sempre!»
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Per commiato, la sera volle tornare nel nascondiglio, entrare nella caverna verde. La scala era lugubre, rischiarata dalla fiammella giallastra accesa sul pianerottolo; era come quella ove rimasero le macchie del sangue non lavate, dopo il delitto; era deserta e tacita, ma per lui risonava dei colpi dati alla porta dallo sconosciuto. Nelle stanze le cose cominciarono a vivere contro i suoi sensi con tanta forza ch'egli temette il contagio della demenza. Furono come Isabella, come la bellezza viva d'Isabella, come le sue trecce, come la sua nuca, come le sue braccia, come le sue spalle, come il suo petto, come le sue ginocchia, come le sue caviglie. Tutte si rianimarono, si umanarono, assunsero un aspetto patetico e consapevole. Isabella era per ovunque. S'egli si moveva, la sentiva, la toccava, aveva da lei nei precordii quei sordi tonfi, quei rossi terrori, onde l'approssimarsi della voluttà era come l'approssimarsi dell'annientamento.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Sotto la cupola, nell'altare dedicato alla Vergine, una corona di cuori votivi cingeva l'imagine santa. Due lampade d'argento ardevano ai lati. E da un lato e dall'altro erano due porte chiuse, in mezzo a' cui battenti splendevano due cuori d'oro in fiamma; e su l'una e su l'altra porta era l'iscrizione: _Reliquiae sanctorum_. Alla parete destra, un confessionale; un altro, alla sinistra; e presso, due panche. «Su quale restò seduta?»
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* Alto, asciutto, rigido e preciso come un inglese, coi baffetti ancora biondi e i capelli già canuti, fitti, corti corti, si dava l'aria di esercitar la professione tanto per fare qualche cosa; vestiva con ricca e semplice eleganza e portava sempre un paio di splendidi gambali di cuoio, di cui pareva ogni volta si dimenticasse apposta a casa d'affibbiar qualche stringa, per affibbiarsela fuori, per istrada o nelle visite, e richiamar così su essi l'attenzione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Son capace di portarla io qua, la mia signora. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non s'aspettava di trovar lui lì innanzi alla porta e, nel vedersi salutata, chinò appena il capo e passò oltre, senza riconoscerlo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* si portava il fazzoletto alla bocca e lo strappava... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ecco, portavano la cassa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ed ecco Batta Malagna, quando, sudato e sbuffante, portava il cappello su le ventitré. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Due giorni dopo, mandata – suppongo – da Margherita, venne in gran furia, al solito, zia Scolastica, per portarsi via con sé la mamma. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per portare la primizia al mercato e venderla più cara, essi colgono i frutti, mele e pesche e pere, prima che sian venuti a quella condizione che li rende sani e piacevoli, e li maturano loro a furia d’ammaccature. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Appena arrivato alla porta di casa, mia suocera m’afferrò per le spalle e mi fece girar su me stesso:
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* Appressatomi a un altro tavoliere, dove si giocava forte, stetti prima un buon pezzo a squadrar la gente che vi stava attorno: erano per la maggior parte signori in marsina; c’eran parecchie signore; più d’una mi parve equivoca; la vista d’un certo ometto biondo biondo, dagli occhi grossi, ceruli, venati di sangue e contornati da lunghe ciglia quasi bianche, non m’affidò molto, in prima; era in marsina anche lui, ma si vedeva che non era solito di portarla: volli vederlo alla prova: puntò forte: perdette; non si scompose: ripuntò anche forte, al colpo seguente: via! non sarebbe andato appresso ai miei quattrinucci. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ho conosciuto un uomo venerando e degno anche, per le singolarissime doti dell’intelligenza, d’essere grandemente ammirato: non lo era, né poco né molto, per un paio di calzoncini, io credo, chiari, a quadretti, troppo aderenti alle gambe misere, ch’egli si ostinava a portare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quando, dopo il primo giorno dell’inesplicabile assenza, la famiglia impressionata si recò alla Biblioteca Boccamazza, dove egli, zelantissimo del suo ufficio, si tratteneva quasi tutto il giorno ad arricchire con dotte letture la sua vivace intelligenza, trovò chiusa la porta; subito, innanti a questa porta chiusa, sorse nero e trepidante il sospetto, sospetto tosto fugato dalla lusinga che durò parecchi dì, man mano però raffievolendosi, ch’egli si fosse allontanato dal paese per qualche sua segreta ragione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «E innanzi tutto,» dicevo a me stesso, «avrò cura di questa mia libertà: me la condurrò a spasso per vie piane e sempre nuove, né le farò mai portare alcuna veste gravosa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il barbiere era anche sartore, vecchio, con le reni quasi ingommate dalla lunga abitudine di star curvo, sempre in una stessa positura, e portava gli occhiali su la punta del naso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora avrei dovuto portarlo scoperto, quel cosino ridicolo! E che naso mi aveva lasciato in eredità! E quell’occhio!
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Mi parve anche che questo nome quadrasse bene alla faccia sbarbata e con gli occhiali, ai capelli lunghi, al cappellaccio alla finanziera che avrei dovuto portare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Se quell’altro non avesse portato i capelli così corti, tu non saresti ora obbligato a portarli così lunghi: e non certo per tuo gusto, lo so, vai ora sbarbato come un prete. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per ridere, per distrarmi, m’immaginavo intanto, con un buon panettone sotto il braccio, innanzi alla porta di casa mia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi parve dapprima una ragazzetta; poi, osservando bene l’espressione del volto, m’accorsi ch’era già donna e che doveva perciò portare, se vogliamo, quella veste da camera che la rendeva un po’ goffa, non adattandosi al corpo e alle fattezze di lei così piccolina. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Potei vedere però e toccar con mano, pochi giorni dopo, che la povera fanciulla doveva proprio portarla, quella veste da camera, di cui ben volentieri, forse, avrebbe fatto a meno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Gridai alla donna, che non smetteva ancora di chiamare aiuto, che si stesse zitta; ma ella, vedendomi con la faccia rigata di sangue, non seppe frenarsi e, piangendo, tutta scarmigliata, voleva soccorrermi, fasciarmi col fazzoletto di seta che portava sul seno, stracciato nella rissa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Anzi, come ai veterani piace fregiarsi delle loro medaglie, così al vedovo, credo, portar l’anellino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che proietta tutt’intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l’ombra nera, l’ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch’esso si mantiene vivo in noi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Oh perché dunque il signor Anselmo Paleari, pur dicendo, e con ragione, tanto male del lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso, ne voleva accendere ora un altro col vetro rosso, là in camera mia, pe’ suoi esperimenti spiritici? Non era già di troppo quell’uno?
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* – Guardi un po’, Adriana: la Natura fa una delle sue solite stramberie; per tanti anni mi condanna a portare un occhio, diciamo così, disobbediente; io soffro dolori e prigionia per correggere lo sbaglio di lei, e ora per giunta mi tocca a pagare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non ci mancava altro, che ora, per giunta, Adriana mi costringesse a denunziare il furto! Non bastava che mi avessero rubato, come niente, dodici mila lire? Dovevo anche temere che il furto si conoscesse; pregare, scongiurare Adriana che non lo gridasse forte, non lo dicesse a nessuno, per carità? Ma che! Adriana – e ora lo intendo bene – non poteva assolutamente permettere che io tacessi e obbligassi anche lei al silenzio, non poteva in verun modo accettare quella che pareva una mia generosità, per tante ragioni: prima per il suo amore, poi per l’onorabilità della sua casa, e anche per me e per l’odio ch’ella portava al cognato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma mi accorsi subito che avevo ancora in capo il berrettino da viaggio, che solevo portare per casa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lasciato il treno a Pisa, prima di tutto mi recai a comperare un cappello, della forma e della dimensione di quelli che Mattia Pascal ai suoi dì soleva portare; subito dopo mi feci tagliar la chioma di quell’imbecille d’Adriano Meis. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non sapendo che fare, sperando di distrarmi un po’ da tante costernazioni, portai questi due morti a spasso per Pisa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io richiusi la porta con una pedata, e d’un balzo le tolsi il lume, che già le cadeva di mano. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Anzi non te ne curare: penserò io a fartela portare... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Poniamo che un disgraziato scrittor di commedie abbia la cattiva ispirazione di portare sulla scena un caso simile. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E appena mi riusciva passavo di nascosto la porta e a passi prudenti , rasente al muro umidiccio , mi inoltravo nell'andito lungo e tenebroso che portava fin all'uscio di casa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* In quell'andito v'era una porta vetrata che dava sopra una corticina scoperta: la schiudevo appena e mi mettevo ad ascoltar l'acqua che veniva giù stanca e a malincuore , rimbalzando sui mattoni e sulle pozze ; che veniva giù senz'entusiasmo , senza furia , ma con l'ostinatezza lenta e odiosa di qualcosa che non finirà mai . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Aspettai mezz'ora , rodendomi dentro dalla paura che il libro non ci fosse o che non volessero portarmelo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma tutta questa caccia e raccolta non bastava : spesso mi veniva voglia o bisogno d' imparar qualcosa e non sapevo a che porta battere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Qui i tradimenti e i falsi teologici eran minori ma le difficoltà quasi egualmente grandi : dovevo spiegare le tenebre e l'abisso e distinguere il concetto di spirito d' Iddio dall' idea d' Iddio (primo seme dell'alessandrina trinità) e il ricordo delle acque mi portava verso la Grecia , verso i primi pensamenti della Grecia : -Esiodo colla sua teogonia e il mondo ch'esce dall'oceano e il savio Talete milesio che vide nell'umidità il principio di tutte le cose . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mio padre , uomo di poche parole e di curiosità intellettuali superiori al suo stato , mi portava ogni domenica , fin da bambino , fuor di porta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quante miglia rasente a quei muri ! Muri che vedo ancora ; muri bassi , quasi muriccioli che invitavano la gente a sedere ; muri umidi , toppati di licheni e di fungaie smeraldine , colle scolature nere e luccicanti delle feritoie ; muri altissimi , con alberi grossi , neri e fronzuti in alto , quasi a sostenere giardini pensili ; muri nuovi , appena fuori di porta , incalcinati da poco e decorati di rustici graffiti da manovale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Allora , per non staccarmi da quel mondo libero e fresco , ne portavo con me qualche pezzo : un'oliva nera , grinzosa , lustra , trovata giù tra le foglie ; una ghianda colla sua coppa ruspìda ; un sasso marmoreo scheggiato e tagliente a mo' di catena alpestre ; una pina dura e verde ; una coccola di cipresso ; un marron d' india ; una ciocca d'aghi d'abete : una gallozzola di cerro . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La notte , pensando a me , alla mia sorte miserabile di uomo a cui era chiusa ogni strada e rifiutata ogni gioia , piangevo e di giorno portavo negli occhi stanchi e nel mio vestito sempre nero una specie di lutto anticipato di me medesimo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Alla porta vegliava un affiliato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A una parete erano appesi a un chiodo due fioretti da scherma e sulla porta — perchè s'aveva una porta tutta nostra , libera — un cartello portava in bei caratteri neri il nome del nostro divino protettore sotto un gran sole rosso che allungava da ogni parte i suoi raggi storti come serpenti stizziti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* — ii6 — « Non nasce pensiero in me che non porti scolpita la morte » scriveva Michelangiolo vecchio , e in me non nasceva idea sulle cose che non avesse l'amaro sapor del disprezzo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ho dunque detto eh' io cercai sempre la grandezza ? eh' io volli sempre — piccolo , vile o pazzo eh' io fòssi — esser grande , farmi grande ? Soltanto con loro , coi geni , coi grandi potevo ritrovare e risentire quell'ansito che mi portava verso le alture , sopra alla torma bestiale dei piani . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Bisogna tagliare dove c'è da tagliare ; e bruciare dove c'è il marcio ; e portar fuori dal soffice nido delle abitudini chi non conosce la fresca furia del vento e la salutare gelidità della neve se non traverso i vetri di casa sua . (G .Papini - Un uomo finito)
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* « L'eterno femminino ci porta verso l'alto » , Sarà : non ho voglia di bisticciarmi oggi con Volfango Goethe . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Serata d' agosto lontana ! Si scendeva insieme dalla collina , dopo uno dei soliti desinari fuori di porta di tutto il parentado . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fare ! Filosofia ! Desiderio e speranza d'una certezza riposatrice ; porta santa delle verità difficili ; filtro di ascetico entusiasmo nelle tebaidi spopolate dei sistemi ; dolcezza superba di una vita mancata ; succedaneo dionisiaco della normale empirìa , delle gioie fisiologiche , delle distrazioni (consolazioni ?) a pagamento . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Riconosciuta la strada — 191 — il passo non doveva essere difficile : dove gli altri soa passati passerò anch' io ! I santi mi portavano verso le religioni ; i maghi verso le scienze occulte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Gli altri portavano verso le altezze rarefatte del più astratto amore ma volevano eh' io rinunciassi alla mia conoscenza , alla mia coscienza , alla mia persona . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fin dagli anni ultimi del 13 — 194 — r enciclopedismo ingordo avevo picchiato anche a quella porta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non già eh' io avessi piena fede in quel guazzabuglio teologico e simbolico dal quale secondo loro , doveva sprizzar la luce (la luce che — 195 — doveva portare in noi la nuova vita , una vita ricca di poteri) ma credevo che qualcosa di vero ci fosse nelle istruzioni raccomandate ai discepoli , per quel che riguardava la preparazione a un regime mentale (e fisico) diverso dal solito . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quello sparuto scimmiotto tedesco vuol tradurre le opere mie ; quella pallida ragazza russa vuole che le scriva la mia vita ; la signora americana vuol sapere assolutamente le mie ultime notizie ; il signore americano mi manda la carrozza alla porta perchè vada a mangiare e a confidarmi con lui ; il mio compagno di scuola e di chiacchiere di dieci anni fa vuole eh' io gli legga via via quel che scrivo ; V amico pittore pretende ch'io stia fermo davanti a lui per ore e ore a farmi fare il iitratto ; il giornalista vuol sapere dove sto di casa ; l'amico mistico in che stato è l'anima mia ; l'amico pratico come è pieno il mio portafogli ; il presidente della società ordina eh' io faccia un discorso ; la signora spiri — 214 — male si raccomanda eh' io vada a prendere il the a casa sua più spesso che posso per conoscere il mio parere su Gesù Cristo e sul chiromante arrivato in questi giorni . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dagli etruschi padri , distesi a guardia delle loro tombe , placidi e arguti come i divinatori ; dagli etruschi che portaron dall'oriente l'amor del futuro e la sicurezza dell'arte ; dagli etruschi che insegnarono la civiltà ai romani e circoscrissero ne' loro confini quella che doveva essere l'Italia più feconda di grandi — giù giù fino alla gagliardia di Dante , all'asciuttezza di Machiavelli , alla terribilità di Michelangelo , alla curiosità di Leonardo , alla penetrazione di Galileo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nei primi tempi era tale il gusto del ritrovamento che avevo bisogno di portare in casa qualche pezzo di questa paese fraterno e paterno che riconoscevo e riamavo ogni giorno : un sasso appuntito come una montagna , una gallozzola staccata dalla foglia di una quercia , una ghianda liscia e ben modellata , un mazzo di fiori di campo , una coccola di cipresso , una spiga di granturco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io son nato rivoluzionario e non son neppur sicuro se quando sono uscito dalla sanguinosa porta materna non abbia intonato , invece dei banali strilli di sorpresa , un motivo di qualche incomoda marsigliese . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E quando mi sarò vuotato dalla saliva , dalla marcia , dal fiele e dal sangue guasto , quando mi sarò sfogato di tutto con tutti , allora diventerò anch' io soave come i gigli della valle e la mattina ascolterò con raccoglimento il pispolìo dei passerotti salterellanti sulle tegole smosse ; e mi commuoverò al dondolar delle campane su nei campanilotti bassi e scalcinati delle chiese trascurate e andrò per i viali dei giardini fuori di porta col capo basso per non schiacciare una rossa formicola sparagnina . (G .Papini - Un uomo finito)
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Egli ci accolse in persona alla porta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Vede? Quella porta sbarrata impedisce la comunicazione con l’altra parte del pianterreno dove si trova l’uscita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa stessa per arrivare all’aperto deve salire al secondo piano ed ha solo lei le chiavi di quella porta che si è aperta per noi su quel pianerottolo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Giovanna , sempre bevendo , disse: – Ho dimenticato di chiudere la porta del secondo piano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Aveva lasciata la porta aperta e dopo qualche istante cadde nel mezzo della stanza un pacchetto che subito raccolsi: conteneva undici sigarette di numero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La porta della stanza di Giovanna era socchiusa e , a giudicare dalla sua respirazione rumorosa e regolare , a me parve ch’essa dormisse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Salii con tutta prudenza fino al secondo piano ove dietro di quella porta – l’orgoglio del dottor Muli , – infilai le scarpe .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Da basso una donna fu pronta ad aprirmi la porta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ottenutolo , portai trionfalmente quel certificato a mio padre , ma egli non seppe riderne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Quando venne il contadino , mi recai nella mia stanza per scrivere un biglietto e mi fu difficile di mettere insieme quel paio di parole che dovevano dare al dottore un’idea del caso onde potesse portare subito con sé anche dei medicinali .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il dottore Coprosich arrivò alla villa quando ancora non albeggiava , accompagnato da un infermiere che portava una cassetta di medicinali .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Intanto molti venivano a prender consiglio da lui e gli portavano delle notizie fresche mentre lui dava loro dei consigli utilissimi confermati da un’esperienza raccolta dal Medio Evo in poi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Portava un grande rispetto alla sua casa e forse non tutti coloro che sedevano a quel tavolo gli sembravano degni di saperne qualche cosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Respirai: erano belle ambedue e portavano in quel salotto la luce che fino ad allora vi aveva mancato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma ancora alla porta la piccola vipera potè fissarmi negli occhi , farmi una brutta smorfia e gridarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Portai talvolta con me il mio violino e passai qualche poco di musica con Augusta , la sola che in quella casa sonasse il piano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Io portai giornalmente dei fiori a tutt’e tre le fanciulle e a tutt’e tre regalai le mie bizzarrie e , sopra tutto , con una leggerezza incredibile , giornalmente feci loro la mia autobiografia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Le portai dei doni , ma non valsero ad ammansarla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Feci un altro passo per avvicinarmi alla porta d’uscita e se Ada non avesse parlato , io me ne sarei andato e non sarei ritornato mai più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Indi apersi la porta e uscii lesto lesto dopo di aver visto che Ada , che fino ad allora m’aveva abbandonata la destra mentre con la sinistra sosteneva Anna che s’aggrappava alla sua gonna , stupita si guardava la manina che aveva subito il contatto delle mie labbra , quasi avesse voluto vedere se ci fosse stato scritto qualche cosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* V’era ancora la possibilità di ritornare a quella porta che avevo chiusa dietro di me , suonare il campanello e domandar di poter dire ad Ada quelle parole ch’essa sulla propria mano aveva cercato invano? Non mi parve! Avrei mancato di dignità dimostrando troppa impazienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma intanto? Intanto ch’io m’assoggettavo alla più dura constrizione , si sarebbero tenuti tranquilli gli altri maschi della città e non avrebbero cercato di portarmi via la mia donna? Fra di loro v’era certamente qualcuno che non aveva bisogno di tanto esercizio per essere gradito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Dell’atroce dubbio di vedermi portar via Ada in quei giorni non si può ridere , ormai che si sa come le cose andarono a finire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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M’avviai zoppicando alla porta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Oramai era evidente che Ada si rassegnava di portare quasi tutto il mio peso! Se non m’avesse amato non m’avrebbe sopportato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Avevano fatto portare della limonata per Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardai Alberta! Somigliava ad Ada! Era un po’ di lei più piccola e portava sul suo organismo evidenti dei segni non ancora cancellati dell’infanzia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Stupito portai la mano destra all’anca e con la mano sinistra afferrai l’avambraccio colpito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Volevo guarirne! Perché avrei dovuto portare per tutta la vita sul mio corpo stesso lo stigma del vinto? Divenire addirittura il monumento ambulante della vittoria di Guido? Bisognava cancellare dal mio corpo quel dolore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Il cerusico s’arrabbiò e mi mise alla porta ed io me ne andai – me lo ricordo benissimo – niente affatto offeso , ammirato invece che il dolore al nuovo posto non avesse cambiato per nulla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era dunque proprio di lei ch’egli parlava? Ebbi allora un’idea spaventosa! Perché non avrei fatto fare a Guido quel salto di dieci metri? Non sarebbe stato giusto di sopprimere costui che mi portava via Ada senz’amarla? In quel momento mi pareva che quando l’avessi ucciso , avrei potuto correre da Ada per averne subito il premio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli lavorava per me , perché quasi mi portava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Rifiutai e quando mi fu concesso di chiudere la porta di casa dietro di me , diedi un sospiro di sollievo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero legato a lui anche dalla gratitudine che gli portavo per la considerazione in cui egli mi teneva e che comunicava agli altri .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ella invece portava nella mia vecchia casa un istinto che veniva dall’aria aperta , e , in amore , somigliava alla rondinella che subito pensa al nido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ma anch’io facevo all’amore e portavo a casa fiori e gemme .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quando , come soleva , interrompendo la sua toilette o le sue occupazioni in casa , s’affacciava alla porta della mia stanza per dirmi una parola di saluto , vedendomi chino su quei testi , torceva la bocca:
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* Egli non sapeva che a quell’ora io sapevo qualcosa di più: quella voce apparteneva ad un ambiente piccolissimo dove si poteva gustare l’impressione d’ingenuità di quell’arte e sognare di portarci dentro l’arte , cioè vita e dolore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Bisognava portarlo subito al suo destino , ed è così che fui costretto di andar dritto verso la mia avventura .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Giunto su quel pianerottolo , mi rivolsi subito alla porta a sinistra .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Però dinanzi a quella porta m’arrestai per un istante ad ascoltare i suoni della ballata «La mia bandiera» ch’echeggiavano gloriosamente sulle scale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Apersi poi cautamente la porta senza bussare ed entrai nella stanza in punta di piedi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa intanto era arrivata all’ultima nota che non voleva finire più ed io potei ritornare sul pianerottolo e chiudere dietro di me la porta senza ch’essa di me s’accorgesse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Subito essa accorse ad aprire la porta ed io non dimenticherò giammai la sua figurina gentile , poggiata allo stipite , mentre mi fissava coi suoi grandi occhi bruni prima di saper riconoscermi nell’oscurità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ero avviato a tradire Augusta , ma pensavo che come nei giorni precedenti avevo potuto contentarmi di giungere fino al Giardino Pubblico , tanto più facilmente ora avrei potuto fermarmi a quella porta , consegnare quel libro compromettente e andarmene pienamente soddisfatto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Soltanto io ritengo che alla sua perfezione occorra qualche cosa d’altro e sono venuto a portarglielo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Il maestro diceva che in arte non c’erano progressi lenti , ma grandi salti che portavano alla meta e che un bel giorno essa si sarebbe destata grande artista .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Perché il Copler portava loro a date ben precise il suo soccorso , ma non permetteva di calcolarvi con sicurezza; egli non voleva pensieri e preferiva li avessero loro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avrei voluto somigliargli mentre il desiderio che mi aveva portato in quella casa me ne rendeva tanto dissimile! Era ben vero che alle due donne egli portava i denari altrui , ma dava tutta l’opera propria , una parte della propria vita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero già alla porta che l’attrassi a me , spostai accuratamente col naso la grossa treccia dal suo collo cui così giunsi con le labbra e sfiorai persino coi denti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Se non portavo neppure quello matrimoniale perché m’impediva la circolazione del sangue! Senza salutare infilai la porta del salotto , andai alla porta di casa e m’accinsi ad uscire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Rientrò , chiuse dietro di sé la porta e ritornando al suo posto ebbe di nuovo attorno alla bocca qualche cosa di rigido che ricordava l’ostinazione su una faccia infantile .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ero quasi alla porta e con l’aspetto di persona serena che a malincuore si confessi , dissi a Carla:
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– Non vede che la porta è rimasta aperta e che qualcuno sta scendendo le scale?
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* Poi chiudemmo la porta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Carla mi raccontò che subito dopo che me n’ero andato il giorno prima , era venuto il maestro di canto e che essa lo aveva semplicemente messo alla porta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Non avevamo detto che l’avremmo buttato fuori della porta anche lui?
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* Sulle scale mi venne il dubbio ch’essa , disponendo di quei denari e avendo sentito ch’io m’incaricavo del suo avvenire , avrebbe messo alla porta anche il Copler nel caso in cui egli nel pomeriggio fosse venuto da lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Pieno di rispetto mi fermai per qualche tempo dinanzi alla porta di quella camera nella quale il povero Copler col suo rantolo , dal ritmo tanto esatto , misurava il suo ultimo tempo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Bussai alla porta del suo studio ch’era chiusa a chiave , ma nessuno rispose .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Impazientito presi la porta a calci e allora dietro di me si aperse la porta del quartiere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Bruscamente le raccontai ch’ero venuto a portare alla signorina Carla una bruttissima notizia: il Copler era moribondo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ritornai dal Copler perché dovevo portare ad Augusta le ultime notizie dell’ammalato per farle credere che io avessi passate con lui tutte quelle ore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il quale poi m’accompagnò alla porta e mi pregò di raccomandarlo se avessi conosciuto chi avrebbe potuto aver bisogno di un quartierino come quello .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Gravemente sorvegliò come gli versarono il vino , e rifiutò di portare il bicchiere alle labbra finché non fosse stato colmo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ogni giorno che sorge porta loro una nuova interpretazione del passato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il vino è un grande pericolo specie perché non porta a galla la verità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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E mi diede anche un bacio per rimeritarmi del poco amore che portavo a mia moglie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Alla mattina portavo da Carla oltre che amore anche un’amara gelosia , che diveniva molto meno amara nel corso della giornata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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abbassare
= verbo trans. portare , mettere qualcosa più in basso abbassare un primato , migliorarlo abbassare le vele , ammainarle ridurre l'altezza , il valore o l'intensità di qualcosa
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abitino
= dim . di abito immaginetta sacra , racchiusa tra due piccoli pezzi di stoffa , che si porta appesa al collo per devozione
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acquaio
= che porta acqua
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acquifero
= che porta acqua
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adacquatore
= canale secondario che porta l'acqua di irrigazione alle adacquatrici .
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adducere
= verbo trans. ciò che porta , conduce
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addurre
= verbo trans. ciò che porta , conduce
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aerosilurante
= aereo che porta uno o più siluri come armamento principale .
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alberaggio
= in alcuni porti , tassa proporzionale alla qualità e quantità delle merci imbarcate .
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alleggio
= sbarco di tutto o parte del carico di una nave per alleggerirla pontone o barca usati nei porti per lo sbarco del carico da una nave foro praticato nel fondo di un'imbarcazione per scaricarne l'acqua
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allontanare
= verbo trans. mandare via , portare lontano
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alzare
= verbo trans. portare , levare in alto o più in alto
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ambasciata
= imbasciata , rappresentanza diplomatica di uno stato presso un altro la residenza della medesima l'incarico di portare un messaggio
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antiporta
= porta che sta davanti a un'altra
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anulare
= che ha forma di anello eclisse anulare , eclisse totale di sole , del quale resta visibile solo un anello luminoso raccordo anulare , circonvallazione esterna di grandi città che permette di oltrepassare il centro urbano senza attraversare l'abitato
= quarto dito della mano , nel quale si porta l'anello .
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apportare
= verbo trans. portare , trasportare
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aquilifero
= nella legione romana , il soldato che portava l'insegna dell'aquila .
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arrecare
= verbo trans. recare , portare
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asportare
= verbo trans. portare via da un luogo
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assommare
= verbo trans. compiere , portare a termine
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atterzare
= verbo trans. ridurre di un terzo portare a un terzo .
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auguroso
= che porta , che è di augurio augurosamente
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autocisterna
= autoveicolo che porta sul telaio un grande serbatoio per il trasporto di liquidi .
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avvelenato
= participio passato di avvelenare , nei sign . del
= verbo avere il dente avvelenato contro qualcuno , portargli astio , rancore .
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babbo
= padre babbo natale , personaggio immaginario che , nella credenza dei bambini , porta doni la notte di natale. dim. babbino , babbuccio.
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baccifero
= che porta bacche.
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bacillifero
= che porta bacilli.
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baldacchino
= drappo quadrangolare , ornato di fregi e frange pendenti ai lati , sostenuto da quattro o più aste , sotto il quale si porta in processione il ss. sacramento drappo analogo che sta sopra gli altari o i troni
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balteo
= cinturone di cuoio che i soldati romani portavano a tracolla per appendervi la spada
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banchina
= terreno rialzato e pavimentato lungo i porti e i binari delle stazioni ferroviarie
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bandana
= foulard colorato di tessuto leggero che si porta intorno alla testa o si annoda al collo
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barbetto
= nome scherzoso dato un tempo in piemonte ai valdesi , che chiamavano barba i loro pastoriappellativo pop. , in firenze , dei padri della missione san vincenzo de' paoli , che usavano portare la barbetta a pizzo.
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barbina
= dim. di barba , velo o nastro che le donne portavano in capo per ornamento guarnizione di cappelli femminili di moda durante il sec. xix.
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barcata
= quanto può portare di carico una barca grande quantità
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basco
= relativo alla popolazione che occupa la regione dei pirenei occidentali - copricapo di panno , tondo e floscio , senza visiera , che si porta per lo più inclinato
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basettone
= accr. di basetta colui che porta grandi basette.
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batacchio o battacchio ,
= bastone per bacchiarebattaglio di campana 3 anello o martello metallico per bussare fissato sulla porta di una casa.
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batalo o batolo ,
= la falda del cappuccio medievale che copriva le spallelista di panno che gli antichi dottori e magistrati portavano sulle spalle o sul petto , come insegna del loro grado.
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battaglio
= grosso ferro pendente al centro della campana , che serve a farla risonaremartello o anello metallico per bussare fissato alla porta di una casa
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battiporta
= seconda porta di rinforzo alla primabatacchio , battente.
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bautta rar. bauta ,
= costume in uso a venezia nel sec. xviii costituito da una mantellina di seta nera provvista di cappuccio , sul quale si portava il tricorno , e da una mascherina pure nera che lasciava visibile la parte inferiore del volto la persona che porta la bautta 3 mascherina che ricopre soltanto la parte superiore del volto.
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bavero ant. o dial. bavaro ,
= parte del mantello o del vestito che sta intorno al collo e si porta per lo più ripiegata
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befana
= epifaniapersonaggio fantastico raffigurato come una vecchia brutta ma benefica che porta doni ai bambini la notte dell'epifania credere alla befana , essere ingenuo come un bimbo 3 donna brutta. accr. befanona , befanone pegg. befanaccia 4 regali , strenne dell'epifania
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bendaggio
= insieme di bendefasciatura , bendatura fasciatura che il pugile porta a protezione delle mani , sotto i guantoni.
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benportante
= o ben portante , non com. bemportante , che porta bene i suoi anni
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bernia
= sontuosa veste rinascimentale con strascico , che le dame portavano a guisa di mantello.
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berrettone
= accr. di berretto berretto di grandi dimensioni , un tempo portato da professori , giudici ecc. 3 colui che portava tale copricapo colui che assume un'aria professorale.
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bipennato
= foglia munita di un picciolo comune che porta tanti piccioli minori terminanti in foglioline.
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bipolarizzazione
= in politica , il processo che porta al bipolarismo.
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bisaccia
= sacca doppia che si porta a cavalcioni su una spalla o di traverso sulle bestie da soma , in modo che i due pesi si bilancino
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bisdrucciolo
= - parola che porta l'accento tonico sulla quart'ultima sillaba .
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bitta
= colonnetta d'acciaio o di ghisa , bassa e robusta , posta sulla prua delle navi o sulle banchine dei porti per avvolgervi cavi o catene di ormeggio
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blusotto
= sorta di blusa , di solito da portare sopra altri indumenti più leggeri.
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boccola
= borchia da affibbiare che si porta per ornamento supporto degli assi dei veicoli ferroviari o tranviari 3 elemento cilindrico cavo usato come riduttore di fori in cui gira un perno 4 presa unipolare , da pannello o volante , generalmente d'ottone , in cui si infila una spina unipolare 5 nel pattinaggio artistico , figura obbligatoria costituita da due cerchi e due occhielli.
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bonetto
= berretto militare con visiera sorta di copricapo che in passato si portava sotto il cappellonelle trincee , piccolo cumulo di terra destinato a proteggere il capo dei combattenti.
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borsa
= sacchetto di pelle , di stoffa o d'altro materiale , di varia forma e grandezza , che si porta in mano o in spalla per tenervi denaro , documenti , oggetti personali
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bracalone
= colui che porta i pantaloni sempre cascanti
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bracciale
= ornamento , gioiello che si porta intorno al polso
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brentatore
= colui che porta mosto o vino con la brenta
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bulla
= bollapresso gli antichi romani , ciondolo decorato di forma tondeggiante , che i bambini portavano appeso al collo come segno della loro età e come portafortuna.
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bussatoio
= battente della porta d'ingresso.
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bussola
= strumento per la determinazione dei punti cardinali , - sorta di portantina chiusaparavento fisso , di legno o altro materiale , munito di porta , che crea uno spazio intermedio oltre la normale porta d'ingresso , spec. nei locali pubblici , per riparare dalle correnti d'aria
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bussolante
= colui che portava la portantina papale colui che raccoglie le elemosine nelle chiese 3 titolo degli addetti all'anticamera del papa.
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cache-pot
= portavasi.
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caddie
= ragazzo che porta le sacche con i bastoni sui campi da golf.
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calibrare
= verbo trans. portare, o riportare, al diametro esatto l'anima di bocche da fuoco, bossoli, tubi o altri oggetti cilindricimisurare col calibro un pezzo meccanico
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camicino
= indumento femminile di tela fine che un tempo copriva, sotto il vestito, le spalle e il pettopettorina senza maniche che si portava sotto una giaccaindumento di tela fine per neonati.
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camiciola
= indumento di flanella o di lana da portare sulla pelle
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campanile
= edificio a forma di torre, attiguo alla chiesa o anche sopra di questa, che porta sulla cima una loggia ove sono sospese le campane
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canefora
= nell'antica grecia, fanciulla ateniese che durante le processioni portava in capo un canestro contenente oggetti rituali elemento di sostegno e di decorazione costituito da una statua di donna con un canestro sul capo, usato per sorreggere architravi o cornici a guisa di colonna
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canottiera
= maglietta scollata e senza maniche simile a quella dei canottieri, da indossare sulla pellecappello di paglia a tesa rigida che gli uomini portavano d'estate.
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capellone
= negli anni sessanta, giovane che portava i capelli molto lunghi in segno di protesta e anticonformismo
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cappellano
= titolare di una cappellaniasacerdote che aiuta il parroco di una chiesa cui non è canonicamente addettosacerdote che assiste il vescovo in alcune cerimonie 4 chierico che porta la croce e le insegne del vescovo in processione 5 sacerdote addetto all'ufficio del culto e all'assistenza spirituale presso determinati enti
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carbonatazione
= trattamento di ossidi o idrossidi con anidride carbonica, che porta alla formazione di carbonati.
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cardine
= parte della cerniera che porta il perno su cui si innesta il battente di una porta o una finestra punto fondamentale su cui poggia una tesi, una dottrina.
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cariocinesi
= fenomeno che avviene nel nucleo di una cellula animale o vegetale e che porta alla divisione del nucleo stesso e alla riproduzione della cellula
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carpello
= foglia modificata che porta gli ovuli del fiore
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carraia
= strada o porta adatta a essere percorsa da carri.
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carrozzina
= dim. di carrozza sorta di lettino montato su ruote e spinto a mano, per portare a passeggio bambini molto piccoli.
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casacca
= giubba ampia e lunga che copriva il bustoveste di panno che i soldati portavano sopra l'armatura
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cascherino
= garzone del fornaio che porta il pane a domicilio.
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caschimpetto
= gioiello pendente da un nastro o da una catenella, da portare al collo.
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catenina
= dim. di catena sottile catena di metallo prezioso da portarsi al collo.
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cavafango
= draga galleggiante attrezzata per liberare dal fango e dalla melma il fondo dei porti e dei canali.
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cedente part. pres. di cedere e
= nei sign. del v.
= colui che fa cessione di un diritto colui che porta titoli di credito all'incasso in un meccanismo, l'organo condotto
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ceroferario
= chierico incaricato di portare un candelabro con un cero acceso durante le funzioni religiose solenni.
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cestaio
= colui che fabbrica o vende ceste e altri oggetti di vimini, paglia o giunco garzone di fornaio che porta il pane a domicilio con una cesta.
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chercuto
= che, colui che porta la chierica.
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cialda
= pasta molto sottile di farina poco dolce, che si cuoce schiacciata entro un apposito stampo arroventato. dim. cialdetta, cialdina, cialdino accr. cialdone ostia di farina non lievitata che serve per involgere polveri medicinali da inghiottirecoccarda che i servitori in livrea portavano sul cappello.
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cilicio
= cilizio, ant. ciliccio, stoffa ruvida e pungente, fatta generalmente di pelo di capra o di crini di cavalloveste ruvida o cintura con nodi che si portava sulla nuda pelle a scopo di mortificazione tortura, tormento fisico o spirituale.
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cimare
= verbo trans. spuntare, tagliare la cima di qualcosanell'industria tessile, portare il pelo di un tessuto a un'altezza uniforme potare l'estremità di un germoglio o di un fusto.
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cireneo
= abitante dell'antica cireneil cireneo, per antonomasia, simone di cirene, che secondo il racconto evangelico aiutò gesù a portare la croce
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coefora
= donna che, nell'antica grecia, portava doni e libagioni ai sepolcri.
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collana
= monile che si porta intorno al collo per ornamento
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compire
= verbo trans. compiere, portare a termine
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complire
= verbo trans. compire, portare a termine
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concludere
= - conchiudere, verbo trans. portare a termine, a compimento, a effetto
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condurre ant. conducere ,
= verbo trans. portare, accompagnare
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conserva
= gruppo di mercantili che navigavano insieme per portarsi, se necessario, reciproco aiuto
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consumare
= verbo trans. portare a compimento
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consumazione
= il portare a compimento
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copribusto
= corpetto corto, sbracciato e scollato, che le donne portavano sul busto.
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copricostume
= indumento femminile che si porta sopra il costume da bagno.
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cordiglio
= cordone a nodi con cui frati e monache si cingono la tonaca all'altezza della vitafunicella che l'officiante porta attorno alla vita, sopra il camice, durante le funzioni religiose.
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cornuta o carnuta,
= cesta o cassetta con cui si porta il cibo ai cardinali chiusi in conclave.
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corsesca
= sorta di picca che portava all'estremità un ferro a forma di mandorla.
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crinolina
= sottana larghissima, irrigidita da cerchi di filo di ferro o stecche di balena, che nell'ottocento le donne portavano sotto la gonna per tenerla in forma.
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crocifero
= crucifero, colui che porta la croce in una processione o in un'altra funzione religiosamembro di una delle congregazioni religiose sorte al tempo delle crociate, con scopi di carità o di assistenza ospedaliera
= che sostiene una croce o termina a forma di croce
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cucchiaio region. cucchiaro,
= posata da tavola costituita da una paletta concava ovale, per raccogliere e portare alla bocca cibi liquidi o non compatti
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deleterio
= che porta grave danno - rovina fisica o morale
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dioico
= - pianta che porta solo fiori maschili o solo fiori femminili .
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discoforo
= nella statuaria classica - atleta che porta un disco .
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disorganizzare
= verbo trans . portare disordine in una cosa organizzata o turbarne in qualche modo l'ordine
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drop
= nel rugby - calcio di rimbalzo con cui si fa passare la palla sopra la traversa della porta - segnando quattro punti .
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embargo
= sequestro - ordinato da uno stato sovrano - delle navi mercantili di un paese straniero che si trovino nei suoi porti o nelle sue acque territoriali
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escatico
= anticamente - diritto di raccogliere ghiande nel bosco o di portarvi al pascolo i porci
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espletare
= verbo trans . portare a termine - compiere
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esportare
= verbo trans . portare merci di produzione nazionale fuori del territorio dello stato per venderle all'estero
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estremizzare
= verbo trans . portare all'estremo - ai limiti estremi - all'eccesso
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fanone
= ognuna delle numerosissime lamine cornee di cui è munita la bocca della balena e di altri cetacei , e che , come un filtro , trattengono il plancton di cui essi si alimentano , lasciando uscire l'acqua piccola mozzetta doppia di seta ricamata che il papa porta sulle spalle quando indossa i paramenti pontificali - ognuna delle due strisce di seta attaccate sul dietro della mitra .
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fardello
= fagotto , involto pesante , da portare sulla schiena , appeso alle spalle peso , carico morale
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farsetto
= giubbotto , con - o senza maniche , che si portava un tempo sopra la camicia
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fazzoletto
= quadrato di tessuto usato per soffiarsi il naso , asciugare il sudore ecc . - fare un nodo al fazzoletto , per ricordarsi di qualcosa - un fazzoletto di terra , un piccolissimo campo . fazzolettino accr . fazzolettone capo d'abbigliamento costituito da un quadrato di tessuto che , a seconda delle dimensioni , si porta nel taschino , intorno al collo - o , dalle donne , intorno alla testa e annodato sotto il mento
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ferentario nell'antica roma , soldato che portava armi leggere e aveva il compito di provocare il nemico al combattimento .
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fermaporta
= qualsiasi dispositivo che impedisce a una porta di chiudersi - o di sbattere .
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fiamminga
= recipiente ovale di terracotta per portare le vivande in tavola .
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filodiffusione
= sistema di trasmissione che porta all'utente i programmi della radio per mezzo dei fili della rete telefonica
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finché
= cong . fino a quando , per tutto il tempo che
= terminare , completare , portare a compimento
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finitura
= lavoro che porta al completamento e alla rifinitura di un'opera
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flabello
= grande ventaglio , formato da lunghe piume fissate a raggiera in cima a un'asta , col quale nelle antiche civiltà orientali si accompagnavano sovrani e dignitari - ciascuno dei due grandi ventagli di piume che un tempo si portavano ai lati della sedia gestatoria del papa nelle cerimonie solenni foglia - o ciuffo di foglie che ha l'aspetto di un ventaglio
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foglifero
= che porta foglie
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forchetta
= posata formata da un manico e da due - o più denti , che serve per infilzare i cibi solidi e portarli alla bocca - una buona forchetta , un buon mangiatore - parlare in punta di forchetta , con affettazione , con ricercatezza . forchettina accr . forchettona , forchettone nelle navi a vela , asta di legno - o metallo , dotata di collare , che serve a tener fermo il boma quando la randa è serrata
= 3 osso del petto dei polli e degli uccelli
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frangiflutti
= diga - o altra opera naturale - o artificiale che protegge porti , ponti , coste dalla violenza delle onde .
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frenello
= frenulo insieme dei congegni con cui si comanda il timone
= 3
= nastro ricamato che le donne portavano intorno alla fronte a freno dei capelli
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full contact
= arte marziale derivata dal karate , che consente l'uso delle braccia e dei piedi nel portare i colpi , i quali , a differenza del karate dimostrativo , raggiungono il bersaglio .
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fuoriporta
= o fuori porta , fuori della porta della città , alla sua periferia .
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fuorviante meno com . forviante , participio pres di fuorviare
= che mette , porta fuori strada
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furare
= verbo trans . rubare - portar via , sottrarre
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fusto
= parte del corpo delle piante cormofite , che porta le foglie
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gabarra
= galleggiante a fondo piatto , usato nei porti per carico e discarico di navi.
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gestatorio
= che serve a portare
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ghiandifero
= che porta , che produce ghiande.
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giacere
= verbo intr. casacca di maglia di ferro che , in età rinascimentale , i soldati di fanteria portavano a protezione del torso e delle braccia.
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gilet
= corpetto senza maniche che si porta sopra la camicia.
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goal
= il punto segnato da una squadra di calcio o di calcetto quando la palla entra nella porta avversaria
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imparruccato
= participio passato di imparruccare , che porta la parrucca - antiquato e retorico
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incappucciato
= participio passato di incappucciare
= che porta il cappuccio
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inflazionare
= verbo transitivo , portare all'inflazione
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innalzare
= verbo transitivo , portare o rivolgere verso l'alto
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lucifero
= che porta luce , che dà luce
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macroevoluzione
= evoluzione che porta a cambiamenti di notevole entità all'interno di un gruppo, differenziandolo in classi e tipi.
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maio
= ramo fiorito che si usava portare nelle feste di calendimaggio e che i giovani offrivano all'innamorata - ramo fiorito in genere
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manifesto
= foglio di carta che si affigge in luogo pubblico per portare a conoscenza di tutti quanto vi è scritto o raffigurato
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mantello
= indumento, un tempo assai usato, lungo e ampio, senza maniche, che si porta sopra gli abiti appoggiato sulle spalle e agganciato al collo
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maona
= galleggiante usato nei porti per caricare o scaricare le merci da un bastimento
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marmino
= pezzo di marmo o di altro materiale che si mette a terra davanti al battente di una porta per tenerla aperta.
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maschera - mascara ,
= finta testa o finto volto con sembianze umane o animali, che si porta per contraffare il viso a scopo scherzoso, di spettacolo o rituale
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massimizzare
= verbo trans. rendere massimo, portare al limite massimo.
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mazziere
= chi, munito di mazza, precede un corteo o una processione o segna il tempo a una banda musicale - nome di subalterni di alcune signorie o magistrature che portavano la mazza, insegna di comando 3 picchiatore che in età giolittiana e poi in epoca fascista interveniva alle manifestazioni politiche per impedire espressioni di dissenso.
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menare
= verbo trans. condurre, portare
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mezzapunta
= nel calcio, giocatore che, pur non essendo un vera e propria punta, in certi momenti del gioco si porta nelle posizioni più avanzate d'attacco.
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miriapodi
= classe di artropodi terrestri non soggetti a metamorfosi, con corpo cilindrico molto allungato, ricoperto di un rivestimento duro e suddiviso in segmenti, ciascuno dei quali porta uno o due paia di zampe
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mitosi
= fenomeno che avviene nel nucleo di una cellula animale o vegetale e che porta alla divisione del nucleo stesso e alla riproduzione della cellula.
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mitrato
= o mitriato , che o colui che porta o ha diritto di portare la mitra
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morbifero
= che porta malattie.
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mortifero
= che porta o può portare la morte
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naftogenesi
= processo chimico-fisico che porta alla formazione di petroli , bitumi e gas naturali .
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navigero
= che porta , che sostiene navi
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necrofilia
= perversione che porta a provare attrazione sessuale per i cadaveri .
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non ritorno
= si riferisce a un processo , a uno sviluppo che è ormai a un punto così avanzato che non è più possibile , o sarebbe estremamente svantaggioso , non portare a compimento
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notificare
= verbo trans . rendere noto , portare a conoscenza
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occhialuto
= si dice di persona che porta gli occhiali , se grandi e vistosi .
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oleodotto
= conduttura fissa per il trasporto del petrolio greggio dai campi petroliferi alle raffinerie , o ai porti d'imbarco , e dei prodotti finiti dalle raffinerie ai depositi .
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orecchino
= ornamento , gioiello che si porta all'orecchio .
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pacifero
= che porta pace
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pamela
= cappello femminile di paglia in uso nei secc . xviii e xix , con cupola bassa e tesa larghissima , che si portava con nastri colorati annodati sotto il mento .
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panciera o pancera ,
= fascia di lana o di tessuto elastico che si porta intorno all'addome per tenerlo caldo o per sostenerlo
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panierino
= diminutivo di paniere - cestino chiuso usato dai bambini per portare a scuola la merenda .
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paracolpi
= elemento elastico , gener . di gomma o plastica morbida , che si fissa al battente di una porta per impedire che sbatta contro il muro o contro un mobile quando viene aperta .
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paradisea
= uccello onnivoro della nuova guinea , dalle forme eleganti e dai colori vistosi , il cui maschio porta ai lati del corpo due grandi ciuffi di penne variopinte
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parecchio
= indef . rendere pari , portare allo stesso livello
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parotite
= infiammazione della ghiandola parotide ' parotite epidemica , malattia infettiva , contagiosa , di origine virale , che porta a una tumefazione delle parotidi
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pastora
= donna che porta a pascolare il gregge . diminutivo pastorella .
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pedivella
= barra d'acciaio che a un'estremità porta il pedale della bicicletta .
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pennacchiera
= mazzo di penne di diversi colori , che un tempo si portava sull'elmo o si metteva in capo ai cavalli per ornamento .
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pensilina
= tettoia posta al di sopra di una porta esterna per riparo dalla pioggia e dal sole .
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pepiera
= vasetto o piccolo contenitore di varia foggia nel quale si porta in tavola il pepe macinato .
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peplo
= veste di lana bianca che portavano le donne nell'antica grecia
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pestifero
= che porta , diffonde la peste
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piastrina
= diminutivo di piastra - targhetta metallica che ogni combattente porta dietro il risvolto della giubba o appesa al collo perché possa essere identificato in caso di morte
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pilotina
= piccola imbarcazione che porta il pilota a bordo di una nave in arrivo o che fa da guida a una nave in tratti di mare difficili .
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pipa
= anfibio dell'america meridionale , simile alla rana , la cui femmina porta le uova in alveoli cutanei del dorso .
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pipiare
= verbo intr . colui che pratica la pirateria ' pirata della strada , colui che non si preoccupa di portare soccorso alle persone che ha investito con il suo veicolo
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pochette
= borsetta femminile da portare in mano
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polo
= gioco che si disputa fra due squadre di quattro cavalieri che cercano di mandare nella porta avversaria una palla rigida colpendola con una mazza
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portacontainers
= o mezzo di trasporto attrezzato per portare container
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portafortuna
= oggetto , ma anche animale o persona , a cui si attribuisce la facoltà di portare fortuna
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portale
= che si riferisce alla vena porta .
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portale
= porta monumentale di chiese e palazzi
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portamento
= il portare
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portante
= participio presente di portare
= elemento o struttura che ha funzione di sostegno
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portaordini
= militare che ha l'incarico di portare ordini e messaggi .
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portapranzi o portapranzo ,
= lo stesso che portavivande .
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portatile
= che si può portare con sé , che si trasporta con facilità
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portato
= participio passato di portare
= nei sign . del verbo
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portatura
= il portare
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portello
= piccola porta praticata in un portone
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porto
= il portare
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portolano , portulano ,
= libro marittimo che descrive coste , porti , condizioni idrografiche e meteorologiche
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portone
= accr . di porta - porta di notevoli dimensioni , che costituisce l'ingresso principale di un edificio . diminutivo portoncino .
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postdatato pop . posdatato ,
= participio passato di postdatare
= che ha , che porta una data posteriore a quella reale
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prelevare
= verbo trans . prendere e portar via
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pronazione
= movimento dell'avambraccio che porta il palmo della mano verso il basso .
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pugio
= in roma antica , pugnale a due tagli che gli imperatori o gli alti ufficiali portavano alla cintura .
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pullover
= indumento a maglia , con o senza maniche , per lo più con scollatura a v , che si porta sopra una camicia . diminutivo pulloverino .
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quadrigato
= antica moneta romana del valore di dieci assi , che portava sul rovescio una quadriga .
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quattrocchi o quattr'occhi ,
= persona che porta gli occhiali
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racemifero
= che produce, che porta racemi.
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racemoso
= che porta racemi
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raffare
= verbo trans. rapire, portar via a forza - verbo intr. nel gioco delle bocce, colpire la boccia avversaria o il boccino con la propria boccia.
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rama
= ramo, spec. quello non molto grosso che esce dal ramo principale e porta attaccati i frutti
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ravagliatore
= tipo particolare di aratro, con versoio molto sviluppato in altezza, che consente, approfondendo il solco, di portare in superficie strati di terreno più profondi.
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recare
= verbo trans. portare
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regge
= un tempo, porta che, nelle chiese, metteva in comunicazione lo spazio riservato al celebrante con quello in cui si trovavano i fedeli
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reggicalze
= indumento femminile composto da una fascetta che si porta attorno ai fianchi, alla quale sono fissate quattro giarrettiere con mollette che sostengono le calze.
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regimare
= verbo trans. portare un motore a funzionare al regime ottimale
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repulisti pop. ripulisti
= utilizzato solo nella fam. e scherz. fare repulisti, portare via tutto, fare piazza pulita, spec. rubando o mangiando
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rificolona
= palloncino di carta colorata contenente una candelina accesa, che si porta in cima a un bastone in occasione di alcune feste popolari.
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rimorchiatore
= nave piccola e robusta, dotata di apparato motore potente, utilizzata per manovrare le grandi navi nelle acque di porti o di canali, per rimorchiare chiatte, per il salvataggio e il rimorchio di navi danneggiate o in pericolo
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riportare
= verbo trans. portare di nuovo
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rugby
= gioco che si svolge tra due squadre di quindici giocatori, che devono portare con le mani una palla ovale oltre una linea di meta o devono calciarla fra i pali della porta avversaria
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saettia
= candelabro a forma di triangolo che porta quindici candele ,
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salsiera
= recipiente di forma e materiale vari usato per portare in tavola le salse .
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salutevole
= salutare , che porta salute , di saluto ,
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sanguifero
= che porta il sangue , in cui circola il sangue ,
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saturare
= verbo transitivo portare a s ,
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sbagliare
= verbo intransitivo ,compiere un'azione che porta ad errore
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sbrigare
= verbo transitivo portare a termine un compito ,
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scaldapiatti
= apparecchio di vario tipo , autonomo o collegato con cucine a gas o elettriche , col quale si scaldano i piatti o si tengono in caldo le vivande da portare in tavola .
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scaldaseggiole
= persona che , pur partecipando a iniziative o attività , non vi porta alcun contributo personale e non ne trae vantaggi ,
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scalo
= l'insieme degli impianti e delle attrezzature predisposti per l'arrivo e la partenza di merci e passeggeri nei porti , negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie ,
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scaricalasino
= gioco di ragazzi che consiste nel portarsi a turno a cavalcioni sulle spalle .
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scarrozzare
= verbo transitivo portare in giro in carrozza , in automobile o con altro veicolo ,
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sciacquadita
= coppa piena d'acqua che si porta in tavola per lavarsi le dita durante o dopo il pranzo .
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scialle
= indumento femminile che si porta sulle spalle , di forma quadrata , triangolare o semirotonda , tessuto in lana , seta , pizzo o altro materiale , e spesso ornato di frangia - bavero a scialle , quello i cui risvolti scendono fino a incrociarsi sul petto .
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sciamanno
= segno distintivo che un tempo , in molti paesi cristiani , erano costretti a portare gli ebrei ,
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scuolabus
= autobus o pulmino che porta gli scolari da casa a scuola e viceversa .
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secreta
= elemento dell'armatura medievale , consistente in una retina d'acciaio che si portava sotto l'elmo per una maggiore protezione del capo , cella isolata e per lo più senza finestre , in cui un tempo si tenevano chiusi i prigionieri che non dovevano comunicare con nessuno .
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sediario
= chi era incaricato di portare il papa sulla sedia gestatoria , nelle cerimonie solenni .
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segnato
= participio passato di segnare - che ha , che porta un segno , un marchio ,
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segreta
= elemento dell'armatura medievale , consistente in una retina d'acciaio che si portava sotto l'elmo per una maggiore protezione del capo , cella isolata e per lo più senza finestre , in cui un tempo si tenevano chiusi i prigionieri che non dovevano comunicare con nessuno .
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semantema
= in una parola , la parte di segno che porta il significato distinguendosi dalle parti grammaticali , cioè da prefissi , suffissi , desinenze .
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semibarriera
= barriera di un passaggio a livello , una porta carraia , che occupa solo metà della strada , consentendo il passaggio in una sola direzione di marcia .
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seminifero
= che contiene , che porta il seme , canali seminiferi , microscopici canali che costituiscono il tessuto del testicolo e hanno la funzione di produrre gli spermatozoi .
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semitonico
= si dice della sillaba che in una parola porta un accento secondario , e non è mai immediatamente vicina alla tonica .
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sfenda
= nome con cui veniva chiamata nel settecento , a venezia , la cascata di trine che i cavalieri portavano sul petto della camicia ,
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sghiacciare
= verbo transitivo portare ciò che è ghiacciato a una temperatura normale ,
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sgombero
= lo sgomberare , operazione militare consistente nell'evacuare da una zona i suoi abitanti o nel portare via da un luogo malati , feriti , materiali di ingombro ecc .
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sgraffignare
= graffignare , verbo transitivo portare via con lestezza ,
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sifone
= conduttura idraulica a forma di u rovesciata usato per portare un liquido da un livello a un altro inferiore
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sincronizzatore
= denominazione generica di qualsiasi dispositivo che ha la funzione di sincronizzare due o più movimenti - nel cambio di velocità degli autoveicoli e dei motoveicoli a ingranaggi sempre in presa , dispositivo che facilita l'imbocco dei denti dell'innesto realizzando un collegamento preventivo ad attrito tra i due elementi in modo da portarli a velocità uguali o molto prossime tra loro .
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sintonizzare
= verbo tr. , portare in risonanza su una frequenza determinata , intr. pronominale sintonizzarsi - porsi in sintonia
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sissignora
= o sì signora , risposta affermativa rivolta a donna cui si porta rispetto certo , proprio così ,
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soccorrere
= verbo transitivo portare aiuto a qualcuno ,
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sopraccalza
= calza , in genere corta , che si porta sopra un'altra calza .
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soprainsegna o soprinsegna , sopransegna ,
= insegna , distintivo , o anche sopravveste , che i cavalieri medievali portavano sull'armatura .
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sopraluce
= apertura praticata sopra la porta di una stanza e chiusa da un vetro , per dare luce dal corridoio alla stanza stessa o viceversa ,
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soprapporta o sopraporta , sovrapporta ,
= riquadro ornamentale , dipinto o scolpito , delimitato da modanature , posto sopra l'architrave di una porta , finestrella con infisso indipendente , posta sopra una porta per illuminare e aerare l'ambiente interno ,
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sopravventare
= verbo transitivo portarsi sopravento ,
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sorcotto
= corta sopravveste che gli antichi cavalieri e uomini d'arme portavano sull'armatura .
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sospensorio
= muscolo che tiene sospeso un organo
= cintura che porta anteriormente un sacchetto destinato a sorreggere lo scroto , usato soprattutto dai ballerini o dagli atleti che praticano determinati sport .
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sottabito
= indumento femminile che si porta sotto l'abito .
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sottana
= indumento femminile che si porta sotto la veste ,
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sottrazione
= il sottrarre , il portar via , operazione aritmetica con la quale si calcola la differenza fra due numeri - in algebra , operazione binaria inversa dell'addizione .
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sovrasviluppo
= sviluppo prolungato o eseguito a temperatura eccessiva , che porta in genere a negativi contrastati e molto densi .
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spallarm o spall'arm , inter . comando con cui si ordina a soldati schierati di portare il fucile alla spalla destra e di appoggiarvelo con la canna , reggendolo per il calcio con la mano destra
= il comando stesso ,
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spalletta
= parapetto in muratura che si costruisce ai lati di un ponte , sulla sponda di un corso d'acqua , al margine di un burrone ecc . - rilievo di terreno che fa da argine a un corso d'acqua , ciascuna delle sporgenze laterali che restringono il vano di una porta o di una finestra e alle quali si adattano le imposte .
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spiga o - spica ,
= infiorescenza con asse principale allungato che porta fiori senza picciolo ,
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spioncino
= piccola apertura praticata in una porta , che permette di vedere chi sta dall'altra parte di essa senza aprirla .
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spiraglio
= piccola apertura in un muro , una porta , attraverso cui si può guardare e passano l'aria e la luce ,
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splenoportografia
= indagine radiologica che visualizza le condizioni della vena porta e dei suoi rami ,
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sporifero
= che porta , che produce spore ,
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staffetta
= corriere , messaggero a cavallo incaricato di portare dispacci e ordini , gara podistica , di nuoto o di sci , in cui il tragitto è diviso in ,
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staminifero
= fiore che porta stami .
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stoino diffuso anche stuoino , region . storino ,
= piccola stuoia ruvida che si mette davanti alla porta d'ingresso di casa per pulirvisi le scarpe ,
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strapoggiare o strapuggiare ,
= verbo intransitivo detto di nave a vela , venire violentemente alla poggia , cioè portare decisamente la prora lontano dalla direzione del vento -
= verbo transitivo governare una nave a vela in modo che la prora vada decisamente alla poggia .
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strappare
= verbo transitivo togliere con forza , portar via con violenza ,
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strombatura
= svasatura obliqua nello spessore del muro o attorno all'apertura di una porta o di una finestra , per migliorare l'illuminazione .
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supinazione
= movimento dell'avambraccio mediante il quale si porta in avanti o in alto la faccia palmare della mano .
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tedoforo
= chi porta una fiaccola
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tetrapilo
= antico monumento romano di forma cubica , con una porta su ognuna delle quattro facce
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tifone
= ciclone che porta con sè venti violentissimi e piogge torrenziali , frequente soprattutto nei mari dell'asia sudorientale .
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trapasso
= nel trotto , andatura del cavallo che solitamente porta alla rottura del passo .
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tubing
= in un pozzo petrolifero , tubo che porta il fluido in superficie .
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turiferario
= chierico che nelle funzioni sacre ha il compito di portare il turibolo
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unifloro
= aggettivo pianta che porta un unico fiore.
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unifogliato
= aggettivo picciolo che porta una sola foglia
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uretere
= canale escretore del rene che porta l'urina alla vescica.
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usciale
= grande porta per lo più a vetri
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usciere
= antica nave da trasporto per cavalli , munita di una grande porta a poppa nell'opera morta.
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Conjugacíon: 1 - avanzar
auxiliar: haber - transitivo
INDICATIVO activo
Presente
yo avanzo
avanzas
él/ella avanza
nosotros avanzamos
vosotros avanzáis
ellos/ellas avanzan
Imperfecto
yo avanzaba
avanzabas
él/ella avanzaba
nosotros avanzabamos
vosotros avanzabais
ellos/ellas avanzaban
Pretérito indefinito
yo avancé
avanzaste
él/ella avanzó
nosotros avanzamos
vosotros avanzasteis
ellos/ellas avanzaron
Preterito perfecto
yo he avanzado
has avanzado
él/ella ha avanzado
nosotros hemos avanzado
vosotros habéis avanzado
ellos/ellas han avanzado
Preterito pluscuamperfecto
yo había avanzado
habías avanzado
él/ella había avanzado
nosotros habíamos avanzado
vosotros habíais avanzado
ellos/ellas habían avanzado
Preterito anterior
yo hube avanzado
hubiste avanzado
él/ella hubo avanzado
nosotros hubimos avanzado
vosotros hubisteis avanzado
ellos/ellas hubieron avanzado
Futuro
yo avanzaré
avanzaras
él/ella avanzará
nosotros avanzaremos
vosotros avanzareis
ellos/ellas avanzarán
Futuro perfecto
yo habré avanzado
habrás avanzado
él/ella habrá avanzado
nosotros habremos avanzado
vosotros habréis avanzado
ellos/ellas habrán avanzado
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo avance
avances
él/ella avance
nosotros avancemos
nosotros avancéis
ellos/ellas avancen
Pretérito perfecto
yo haya avanzado
hayas avanzado
él/ella haya avanzado
nosotros hayamos avanzado
nosotros hayáis avanzado
ellos/ellas hayan avanzado
Pretérito imperfetto I
yo avanzara
avanzaras
él/ella avanzara
nosotros avanzáramos
nosotros avanzarais
ellos/ellas avanzaran
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiera avanzado
hubieras avanzado
él/ella hubiera avanzado
nosotros hubiéramos avanzado
nosotros hubierais avanzado
ellos/ellas hubieran avanzado
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese avanzado
hubieses avanzado
él/ella hubiese avanzado
nosotros hubiésemos avanzado
nosotros hubieseis avanzado
ellos/ellas hubiesen avanzado
Pretérito imperfetto II
yo avanzase
avanzases
él/ella avanzase
nosotros avanzásemos
nosotros avanzaseis
ellos/ellas avanzasen
Futuro
yo avanzare
avanzares
él/ella avanzare
nosotros avanzáremos
nosotros avanzareis
ellos/ellas avanzaren
Futuro perfecto
yo hubiere avanzado
hubieres avanzado
él/ella hubiere avanzado
nosotros hubiéremos avanzado
nosotros hubiereis avanzado
ellos/ellas hubieren avanzado
POTENCIAL - activo
Presente
yo avanzaría
avanzarías
él/ella avanzaría
nosotros avanzaríamos
vosotros avanzaríais
ellos/ellas avanzarían
Perfecto
yo habría avanzado
habrías avanzado
él/ella habría avanzado
nosotros habríamos avanzado
vosotros habríais avanzado
ellos/ellas habrían avanzado
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
avanza
avance
avancemos
avanzad
avancen
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber avanzado
PARTICIPIO - activo
Presente
que avanza
Compuesto
avanzado
GERUNDIO activo
Presente
avanzando
Compuesto
habiendo avanzado
INDICATIVO pasivo
Presente
yo soy avanzado
eres avanzado
él/ella es avanzado
nosotros somos avanzados
vosotros seis avanzados
ellos/ellas son avanzados
Imperfecto
yo era avanzado
eras avanzado
él/ella era avanzado
nosotros èramos avanzados
vosotros erais avanzados
ellos/ellas eran avanzados
Pretérito indefinito
yo fui avanzado
fuiste avanzado
él/ella fue avanzado
nosotros fuimos avanzados
vosotros fuisteis avanzados
ellos/ellas fueron avanzados
Preterito perfecto
yo he sido avanzado
has sido avanzado
él/ella ha sido avanzado
nosotros hemos sido avanzados
vosotros habèis sido avanzados
ellos/ellas han sido avanzados
Preterito pluscuamperfecto
yo había sido avanzado
habías sido avanzado
él/ella había sido avanzado
nosotros habíamos sido avanzados
vosotros habías sido avanzados
ellos/ellas habían sido avanzados
Preterito anterior
yo hube sido avanzado
hubiste sido avanzado
él/ella hubo sido avanzado
nosotros hubimos sido avanzados
vosotros hubisteis sido avanzados
ellos/ellas hubieron sido avanzados
Futuro
yo seré avanzado
serás avanzado
él/ella será avanzado
nosotros seremos avanzados
vosotros sereis avanzados
ellos/ellas serán avanzados
Futuro perfecto
yo habrè sido avanzado
habrás sido avanzado
él/ella habrá sido avanzado
nosotros habremos sido avanzados
vosotros habreis sido avanzados
ellos/ellas habrán sido avanzados
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo sea avanzado
seas avanzado
él/ella sea avanzado
nosotros seamos avanzados
nosotros seáis avanzados
ellos/ellas sean avanzados
Pretérito perfecto
yo haya sido avanzado
hayas sido avanzado
él/ella haya sido avanzado
nosotros hayamos sido avanzado
nosotros hayáis sido avanzado
ellos/ellas hayan sido avanzado
Pretérito imperfetto I
yo fuere avanzado
fueres avanzado
él/ella fuere avanzado
nosotros fuéremos avanzados
nosotros fuereis avanzados
ellos/ellas fueren avanzados
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiere sido avanzado
hubieres sido avanzado
él/ella hubiere sido avanzado
nosotros hubiéremos sido avanzados
nosotros hubierei sido avanzados
ellos/ellas hubieren sido avanzados
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese sido avanzado
hubieses sido avanzado
él/ella hubiese sido avanzado
nosotros hubiésemos sido avanzados
nosotros hubieseis sido avanzados
ellos/ellas hubiesen sido avanzados
Pretérito imperfetto II
yo fuese avanzado
fuesess avanzado
él/ella fuese avanzado
nosotros fuésemos avanzados
nosotros fueseis avanzados
ellos/ellas fuesen avanzados
Futuro
yo fuere avanzado
fueres avanzado
él/ella fuere avanzado
nosotros fuéremos avanzados
nosotros fuereis avanzados
ellos/ellas fueren avanzados
Futuro perfecto
yo hubiere sido avanzado
hubieres sido avanzado
él/ella hubiere sido avanzado
nosotros hubiéremos sido avanzados
nosotros hubiereis sido avanzados
ellos/ellas hubieren sido avanzados
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo sería avanzado
serías avanzado
él/ella sería avanzado
nosotros seríamos avanzados
vosotros seríais avanzados
ellos/ellas serían avanzados
Perfecto
yo habría sido avanzado
habrías sido avanzado
él/ella habría sido avanzados
nosotros habríamos sido avanzados
vosotros habríais sido avanzados
ellos/ellas habrían sido avanzados
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé avanzado
sea avanzado
seamos avanzados
sed avanzados
sean avanzados
INFINITO pasivo
Presente
ser avanzado
Compuesto
haber sido avanzado
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es avanzado
Compuesto
avanzado
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo avanzado
Compuesto
habiendo sido avanzado
Coniugazione:1 - portare in avanti
Ausiliare:avere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io porto
tu porti
egli porta
noi portiamo
voi portate
essi portano
Imperfetto
io portavo
tu portavi
egli portava
noi portavamo
voi portavate
essi portavano
Passato remoto
io portai
tu portasti
egli portò
noi portammo
voi portaste
essi portarono
Passato prossimo
io ho portato
tu hai portato
egli ha portato
noi abbiamo portato
voi avete portato
essi hanno portato
Trapassato prossimo
io avevo portato
tu avevi portato
egli aveva portato
noi avevamo portato
voi avevate portato
essi avevano portato
Trapassato remoto
io ebbi portato
tu avesti portato
egli ebbe portato
noi avemmo portato
voi eveste portato
essi ebbero portato
Futuro semplice
io porterò
tu porterai
egli porterà
noi porteremo
voi porterete
essi porteranno
Futuro anteriore
io avrò portato
tu avrai portato
egli avrà portato
noi avremo portato
voi avrete portato
essi avranno portato
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io porti
che tu porti
che egli porti
che noi portiamo
che voi portiate
che essi portino
Passato
che io abbia portato
che tu abbia portato
che egli abbia portato
che noi abbiamo portato
che voi abbiate portato
che essi abbiano portato
Imperfetto
che io portassi
che tu portassi
che egli portasse
che noi portassimo
che voi portaste
che essi portassero
Trapassato
che io avessi portato
che tu avessi portato
che egli avesse portato
che noi avessimo portato
che voi aveste portato
che essi avessero portato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io porterei
tu porteresti
egli porterebbe
noi porteremmo
voi portereste
essi porterebbero
Passato
io avrei portato
tu avresti portato
egli avrebbe portato
noi avremmo portato
voi avreste portato
essi avrebbero portato
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
porta
porti
portiamo
portate
portino
Futuro
-
porterai
porterà
porteremo
porterete
porteranno
INFINITO - attivo
Presente
portare
Passato
avere portato
PARTICIPIO - attivo
Presente
portante
Passato
portato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
portando
Passato
avendo portato
INDICATIVO - passivo
Presente
io sono portato
tu sei portato
egli é portato
noi siamo portati
voi siete portati
essi sono portati
Imperfetto
io ero portato
tu eri portato
egli era portato
noi eravamo portati
voi eravate portati
essi erano portati
Passato remoto
io fui portato
tu fosti portato
egli fu portato
noi fummo portati
voi foste portati
essi furono portati
Passato prossimo
io sono stato portato
tu sei stato portato
egli é stato portato
noi siamo stati portati
voi siete stati portati
essi sono stati portati
Trapassato prossimo
io ero stato portato
tu eri stato portato
egli era stato portato
noi eravamo stati portati
voi eravate stati portati
essi erano statiportati
Trapassato remoto
io fui stato portato
tu fosti stato portato
egli fu stato portato
noi fummo stati portati
voi foste stati portati
essi furono stati portati
Futuro semplice
io sarò portato
tu sarai portato
egli sarà portato
noi saremo portati
voi sarete portati
essi saranno portati
Futuro anteriore
io sarò stato portato
tu sarai stato portato
egli sarà stato portato
noi saremo stati portati
voi sarete stati portati
essi saranno stati portati
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io sia portato
che tu sia portato
che egli sia portato
che noi siamo portati
che voi siate portati
che essi siano portati
Passato
che io sia stato portato
che tu sia stato portato
che egli sia stato portato
che noi siamo stati portati
che voi siate stati portati
che essi siano stati portati
Imperfetto
che io fossi portato
che tu fossi portato
che egli fosse portato
che noi fossimo portati
che voi foste portati
che essi fossero portati
Trapassato
che io fossi stato portato
che tu fossi stato portato
che egli fosse stato portato
che noi fossimo stati portati
che voi foste stati portati
che essi fossero stati portati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io sarei portato
tu saresti portato
egli sarebbe portato
noi saremmo portati
voi sareste portati
essi sarebbero portati
Passato
io sarei stato portato
tu saresti stato portato
egli sarebbe stato portato
noi saremmo stati portati
voi sareste stati portati
essi sarebbero stati portati
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii portato
sia portato
siamo portati
siate portati
siano portati
Futuro
-
sarai portato
sarà portato
saremo portati
sarete portati
saranno portati
INFINITO - passivo
Presente
essere portato
Passato
essere stato portato
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
portato
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo portato
Passato
essendo stato portato