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sinonimi di asombrarse

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Vocabulario y frases
asombrar
= meravigliare , fare ombra , oscurare .
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* Era la mula asombradiza y, al tomarla del freno, se espantó, de manera que, alzándose en los pies, dio con su dueño por las ancas en el suelo.( Cervantes - Don Quijote)
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* Volvió luego muy triste a decírselo a Camila, y, no hallándola en la cama ni en toda la casa, quedó asombrado( Cervantes - Don Quijote)
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* A ella, con la turbación y desasosiego, se le cayó el tafetán con que traía cubierto el rostro y descubrió una hermosura incomparable y un rostro milagroso, aunque descolorido y asombrado, porque con los ojos andaba rodeando todos los lugares donde alcanzaba con la vista, con tanto ahínco, que parecía persona fuera de juicio, cuyas señales, sin saber por qué las hacía, pusieron gran lástima en Dorotea y en cuantos la miraban.( Cervantes - Don Quijote)
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* —Ellas son tales —dijo don Quijote— que a no ser yo quien soy, también me asombraran, y, así, ven, ayudarte he a subir donde dices( Cervantes - Don Quijote)
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* Y luego la Dolorida y las demás dueñas alzaron los antifaces con que cubiertas venían, y descubrieron los rostros todos poblados de barbas, cuáles rubias, cuáles negras, cuáles blancas, y cuáles albarrazadas, de cuya vista mostraron quedar admirados el duque y la duquesa, pasmados don Quijote y Sancho, y atónitos todos los presentes, y la Trifaldi prosiguió: —Desta manera nos castigó aquel follón y malintencionado de Malambruno, cubriendo la blandura y morbidez de nuestros rostros con la aspereza destas cerdas; que pluguiera al cielo que antes con su desmesurado alfanje nos hubiera derribado las testas, que no que nos asombrara la luz de nuestras caras con esta borra que nos cubre, porque si entramos en cuenta, señores míos (y esto que voy a decir agora lo quisiera decir hechos mis ojos fuentes, pero la consideración de nuestra desgracia y los mares que hasta aquí han llovido, los tienen sin humor y secos como aristas, y, así, lo diré sin lágrimas), digo, pues, que ¿adónde podrá ir una dueña con barbas? ¿Qué padre o qué madre se dolerá della? ¿Quién la dará ayuda? Pues aun cuando tiene la tez lisa y el rostro martirizado con mil suertes de menjurjes y mudas apenas halla quien bien la quiera, ¿qué hará cuando descubra hecho un bosque su rostro? ¡Oh dueñas y compañeras mías, en desdichado punto nacimos, en hora menguada nuestros padres nos engendraron! 551 177 «¿Quién al oírlo podrá contener las lágrimas?» Cita burlesca de la Eneida de Virgilio( Cervantes - Don Quijote)
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* En fin, le detuvo y no cayó; y, llegándose algo más cerca sin apearse, miró aquella hondura, y, estándola mirando, oyó grandes voces dentro, y, escuchando atentamente, pudo percebir y entender que el que las daba decía: —¡Ah de arriba! ¿Hay algún cristiano que me escuche o algún caballero caritativo que se duela de un pecador enterrado en vida, o un desdichado desgobernado gobernador? Pareciole a don Quijote que oía la voz de Sancho Panza, de que quedó suspenso y asombrado y, levantando la voz todo lo que pudo, dijo: —¿Quién está allá bajo, quién se queja? —¿Quién puede estar aquí, o quién se ha de quejar —respondieron—, sino el asendereado de Sancho Panza, gobernador, por sus pecados y por su mala andanza, de la ínsula Barataria, escudero que fue del famoso caballero don Quijote de la Mancha? Oyendo lo cual don Quijote, se le dobló la admiración y se le acrecentó el pasmo, viniéndosele al pensamiento que Sancho Panza debía de ser muerto, y que estaba allí penando su alma; y, llevado desta imaginación, dijo: —Conjúrote por todo aquello que puedo conjurarte, como católico cristiano, que me digas quién eres, y si eres alma en pena, dime qué quieres que haga por ti, que pues es mi profesión favorecer y acorrer a los necesitados deste mundo, también lo seré para acorrer y ayudar a los menesterosos del otro mundo, que no pueden ayudarse por sí propios( Cervantes - Don Quijote)
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Vocabulario y frases
Seduta su un masso, all'ombra d'un olivo centenario, guardava tutta la riviera lontana che s'incurvava appena, a lievi lunate, a lievi seni, frastagliandosi sul mare che cangiava secondo lo spirare dei venti; vedeva il sole ora come un disco di fuoco affogarsi lentamente tra le brume muffose sedenti sul mare tutto grigio, a ponente, ora calare in trionfo su le onde infiammate, tra una pompa meravigliosa di nuvole accese; vedeva nell'umido cielo crepuscolare sgorgar liquida e calma la luce di Giove, avvivarsi appena la luna diafana e lieve; beveva con gli occhi la mesta dolcezza della sera imminente, e respirava, beata, sentendosi penetrare fino in fondo all'anima il fresco, la quiete, come un conforto sovrumano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stanca di mirare, nel silenzio, quella meravigliosa armonia di colori, Eleonora aveva appoggiato il capo al tronco dell'olivo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In pochi anni, buttatosi tutto al lavoro, per distrarsi dalle sue sciagure, don Mattia aveva talmente beneficato quei pochi ettari di terra, che ora gli amici, il Lopes stesso, quasi stentavano a riconoscerli; e ne facevano le meraviglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il garzone allora spinse la sua piú volte sotto il letto: Tita balzò fuori dall'altra parte, s'arrampicò con meravigliosa agilità su per la trabacca del letto, andò ad accoccolarsi in cima al padiglione, e lassú, pacificamente, come se nulla fosse, si mise a grattarsi il ventre, poi a scherzar con le cocche d'un fazzoletto che il povero don Filippino le aveva legato alla gola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era una casa antica, a due piani, annerita dal tempo, innanzi alla quale solevano fermarsi con le loro macchinette fotografiche i forestieri, inglesi e tedeschi che si recavano a veder le zolfare, destando una certa meraviglia mista di dileggio o di commiserazione negli abitanti del paese, per i quali quella casa non era altro che una cupa decrepita stamberga, che guastava l'armonia della piazza, col palazzo comunale di fronte, stuccato e lucido, che pareva di marmo, e maestoso anche, con quel loggiato a otto colonne; la Matrice di qua, il Palazzo della Banca Commerciale di là, che aveva a pianterreno uno splendido Caffè da una parte, dall'altra il Circolo di Compagnia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sarà tutto distrutto lassú? Lo Scelzi lo guardò meravigliato: conosceva da un pezzo l'indole strana, impulsiva, dello Scala; ma non ricordava d'averlo mai veduto cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A ogni visitatore che entrava nel portoncino, scattavano qua e là esclamazioni di meraviglia: - Uh, anche questo? - Chi, chi? - L'ingegner Franci! - Anche lui? Eccolo là, entrava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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III Indossava un vestito azzurro cupo, che pareva dipinto su la flessibile e formosa persona, alla cui bellezza bionda dava un meraviglioso risalto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Li conoscevo bene tutti e due: erano fatti per intendersi a meraviglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi spiego? - A meraviglia! - approvò il Pogliani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma te lo spiego io il fatto com'è: non vuole che si veda su quel nudo là meraviglioso il volto della sua signorina...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva di nuovo tutte le meraviglie d'un bambino, e anche le lagrime facili, come le hanno i bambini, per ogni nonnulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi miss Galley vestiva con ricca e linda semplicità e portava enormi cappelli ondeggianti di lunghi e tenui veli, che le stavano a meraviglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E qui l'avvocato Zummo, con drammaticissima eloquenza, entrò a parlare delle piú meravigliose manifestazioni spiritiche, attestate, controllate, accettate dai piú grandi luminari della scienza: fisici, chimici, psicologi, fisiologi, antropologi, psichiatri; soggiogando e spesso atterrendo addirittura il pubblico che ascoltava a bocca aperta e con gli occhi spalancati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Cacciamo via, ora! cacciamo via! Libertà! Libertà! Sciò! sciò! sciò! Gli uccelli, da piú mesi lí imprigionati, in quel subitaneo scompiglio, sgomenti, sospesi sul fremito delle ali, non seppero in prima spiccare il volo: bisognò che alcuni, piú animosi, s'avventassero via, come frecce, con uno strido di giubilo e di paura insieme; seguiron gli altri, cacciati, a stormi, a stormi, in gran confusione, e si sparpagliarono dapprima, come per rimettersi un po' dallo stordimento, su gli scrimoli dei tetti, su le torrette dei camini, su i davanzali delle finestre, su le ringhiere dei balconi del vicinato, suscitando giú, nella strada, un gran clamore di meraviglia, a cui Nàzzaro, piangente dalla commozione, e Simone Lampo rispondevano seguitando a gridare per le stanze ormai vuote: - Sciò! sciò! Libertà! Libertà! S'affacciarono quindi anch'essi a godere dello spettacolo della via invasa da tutti quegli uccellini liberati alla nuova luce dell'alba.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Martino Lori, commosso a questo racconto (commosso veramente anche prima d'ascoltarlo dalla bocca autorevole d'un deputato di grande avvenire), nel licenziarsi gli lasciò intravedere il proposito di ricompensare del suo meglio quella fanciulla, tanto del sacrifizio e delle amarezze, quanto della meravigliosa devozione filiale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E non hai visto che non s'è punto meravigliata nel vedermi arrivare questa sera a mani vuote? Cosí dicendo, Marco Verona rise gajamente, come da tant'anni il Lori non lo aveva piú sentito ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Suo marito li teneva d'occhio, li covava da un pezzo; glien'aveva tanto parlato, come di due paranzelle che presto sarebbero entrate placidamente in porto! Li aveva già belli e assegnati in precedenza la signora Cargiuri-Crestari e, come sempre, con intuito meraviglioso, a due fanciulle, amiche anch'esse tra loro, indivisibili: Gemma Gandini e Giulia Montà: quella bionda e questa bruna: la bionda a Pagliocco ch'era bruno, la bruna a Barbi che, se non era proprio biondo, ci pendeva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Voce dolce, modulata; meravigliosa prontezza a comprendere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Uh, guarda, s'impenna un cavallo del carro mortuario! E tutta la gente, in gran confusione, si fece intorno al carro, curiosa, meravigliata, scandalizzata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Io, il bagno? Altro che bagno, caro mio! Tino Imbrò lo guardò meravigliato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lascio immaginare a voi come rise là dietro, quando, alla fine della messa notturna, vennero incontro alla meravigliosa sorpresa il nonno Pietro coi nipotini e la figlia e tutta la folla degli invitati, mentre già l'incenso fumava e i zampognari davano fiato alle loro ciaramelle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebbe uno scatto violentissimo e buttò all'aria le carte, balzando in piedi e gridandogli: - Ma fatemi il piacere! Che storie son queste? Vergognatevi! Il Chiàrchiaro s'era combinata una faccia da jettatore, ch'era una meraviglia a vedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questo, quasi non esistendo ancora per sé, non esisteva neppure propriamente per loro, se non cosí, come un obbligo; ma non gravoso: prendevano, infine, una boccata d'aria; facevano, benché soli, una scampagnata: dall'alto dell'acropoli, su le maestose mura ciclopiche, si scopriva una vista meravigliosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Parve a me che il ragazzo ragionasse a meraviglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi venne a riferirmele insieme con la notizia dell'improvvisa alienazione mentale rimase però sconcertato, non notando in me, non che meraviglia, ma neppur una lieve sorpresa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Traditore, traditore e fanatico! Non facevi delle donne anche tu la stessissima mia stima prima che venisse sú a cangiarti in un momento da cosí a cosí la bella mademoiselle delle due stanze d'abbasso, con la scusa di vedere quei fiori del terrazzino, che su a te attecchivano e giú a mademoiselle, nei vasi sul davanzale della finestra, non volevano attecchire? Maledetto terrazzino! - Uh che bellezza! uh che meraviglia! E chi li coltiva cosí bene tutti questi fiori? E tu, subito: - Io! Come se tutti i semi, a uno a uno, per trovarteli, le gambe non me le fossi rotte io per intere giornate, pezzo d'ingrato! Ma il bisogno di farti subito bello davanti a quella mademoiselle esclamativa...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il professor Lamis, svolto il rotolo di carta, prese a leggere con voce alta e vibrante, di cui egli stesso restò meravigliato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E che fa? - domandarono quelli, meravigliati dell'aria stravolta del Ciotta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Intanto, la ricchezza nostra è nelle meravigliose cascate di Chiarenza che ti farò vedere, e nelle terre che sono, grazie a Dio, cosí fertili, che ci dàn tre raccolti all'anno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vi si saliva per una scalaccia buja, intanfata d'umido, stenebrata a malapena da due tisici lumini filanti, di quelli con le spere di latta, appiccati al muro quasi per far vedere come ornati di stucco, no, per dir la verità, non ce ne fossero, ma gromme di muffa, sí, e tante! Saliva con noi una moltitudine di gente, attirata dalla discussione di gran momento che doveva svolgersi quella sera; saliva con un contegno, anzi con un cipiglio che doveva per forza meravigliare uno come me, abituato a non vedere mai prendere sul serio le sedute d'un Consiglio comunale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La meraviglia mi era poi accresciuta, dall'aria, dall'aspetto di quella gente, che non mi pareva affatto cosí sciocca da doversi con tanta facilità contentare d'esser trattata com'era, cioè a modo di cani, dal Municipio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E qui lo Zagardi, non smettendo mai di tormentarsi sul mento la barbetta rossigna, piano piano, col suo fare mordace e dispettoso, parlò della semplicità meravigliosa delle lampade a lusol, nelle quali il calore di combustione dello stoppino e la capillarità bastavano a determinare senz'alcun meccanismo l'ascesa del liquido illuminante, la sua vaporizzazione e la sua mescolanza alla forte proporzione d'aria che rendeva la fiamma piú viva e sfavillante di quella ottenuta con qualunque altro sistema.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fino a questo punto Sciaramè poté parlare meravigliato lui stesso che lo lasciassero dire, ma pur timoroso e a mano a mano vieppiú costernato del silenzio con cui erano accolte sue parole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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R.) Amilcare Bellone, col giornaletto in mano - mentre tutto il paese commentava meravigliato la protesta del Gàsperi - si precipitò, furente, nella sede della Società e, imbattutosi in Carlandrea Sciaramè, che s'avviava triste e ignaro al Caffè della piazza, lo prese per il petto e lo buttò a sedere su una seggiola, schiaffandogli con l'altra mano in faccia il giornale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il padre beneficiale Fioríca, vedendosi davanti spalancati e intenti quegli occhioni fervidi nel visetto pallido e ardito, tremava di commozione per la grazia che Dio gli concedeva di bearsi di quel meraviglioso fiorire della fede in quella candida anima infantile; e quando, sul piú bello di quei racconti, Guiduccio, non riuscendo piú a contenere l'interna esaltazione, gli buttava le braccia al collo e gli si stringeva al petto, fremente, ne provava tale gaudio e insieme tale sgomento, che si sentiva quasi schiantar l'anima, e piangendo e premendo le mani sulle terga del bimbo, esclamava: - Oh figlio mio! E che vorrà Dio da te? Ma sí! Il diavolo stava intanto in agguato dietro il seggiolone su cui il padre beneficiale Fioríca sedeva con Guiduccio sulle ginocchia; e il padre beneficiale Fioríca, al solito, non se n'accorgeva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sorella, a cui egli aveva scritto per darle notizia della sua malattia mortale e annunziarle il fidanzamento, gli aveva risposto da Trondhjem con una lunga lettera piena d'angoscia e di lieta meraviglia, e annunziato che l'Hammerfest a New York aveva ricevuto un contr'ordine ed era stato noleggiato per un viaggio nell'India, come le aveva scritto il marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli parevano siffattamente strani e diversi da lui, che si meravigliava poi nel veder loro battere le pàlpebre, com'egli le batteva, e muovere le labbra, com'egli le moveva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo vedeva da per tutto, il sole, e specialmente negli occhi e nelle labbra ardenti e succhiose di Venerina, che rideva di quelle sue meraviglie e lo trascinava via, per mostrargli altre cose che le parevano piú degne d'esser vedute: la grotta del Cioccafa, per esempio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In tre anni di matrimonio Anna, circondata da agi, aveva potuto ritenere ingiuste o dettate da prevenzione contraria le considerazioni della prudenza paterna, quanto alle sostanze del marito, nel quale del resto ella, ignara, riponeva la medesima fiducia che egli in se stesso; quanto poi alla differenza d'età, finora nessun argomento manifesto di delusione per lei o di meraviglia per gli altri, poiché dagli anni il Brivio non risentiva il minimo danno né nel corpo vivacissimo e nervoso, né tanto meno poi nell'animo dotato d'infaticabile energia, d'irrequieta alacrità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In capo a due giorni gli si presentò un giovinotto saccente, il quale rimase molto meravigliato nel trovarsi davanti un cieco che voleva riordinata la libreria e che pretendeva per giunta di guidarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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lunga - fu questa, nello stordimento, la prima impressione, strana, di meraviglia - lunga, oh Dio, come se la morte l'avesse stirata, a forza; rigida, pallida piú della cera, e già livida nelle occhiaje, ai lati del naso irriconoscibile! - Come?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come? - domandò il dottore, alzando gli occhi, meravigliato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli parve, ascoltando, di sentirne cantare uno, in fondo, e s'internò da quella parte Si trovò, dopo un lungo tratto, in una meravigliosa pineta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nonno Bauer era rimasto in uno stato di vergine ignoranza per quasi tutte le cose della vita, e bisognava vedere con quale e quanta meraviglia la sua mente si aprisse man mano alle cognizioni piú ovvie, ora che la vita per lui era quasi finita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Povero don Ciccino! Cirinciò, invece, guardava cosí, perché non riusciva a spiegarsi il perché di tutta quella meraviglia per la sua venuta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tie', sàziati, figlio bello mio, animuccia mia! Ersilia, dal letto, la guatò di nuovo: le vide i biondi capelli dorati, spartiti nel mezzo, in due bande che si ripiegavano sugli orecchi e le incorniciavano il volto delicato; le intravide il seno meravigliosamente bianco e formoso; e le disse, stizzita: - Sarebbe stato meglio custodirlo, prima; e poi dargli il latte per addormentarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non avrebbe spicci? - gli domandò il caffettiere, meravigliato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto, con una lieve meraviglia che tradiva la diffidenza, quella gli aveva domandato: - Ma vanno dunque soggetti anche i giovani alla cateratta? Il Falci l'aveva guardata un tratto negli occhi, poi, con un sorriso ironico, percettibile piú nello sguardo che sulle labbra, le aveva risposto: - E perché no? Moralmente, sempre, signorina: quando s'innamorano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le due piccine, che s'aspettavano le meraviglie del padre per il loro contegno e la loro lindura, cosí ben pettinate, con quei grembiulini nuovi, neri, coi risvolti di merletto bianco ai polsi e al collo e la cinturina in mezzo, e le calzette fine e le scarpette nuove, restan deluse e come mortificate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma lo riconosceva lei, quel modo ch'era, con sua meraviglia, quello d'un tempo, ma ancora come nativo in lui e perfettamente spontaneo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sarebbe il matrimonio ideale! Una vendetta meravigliosa contro la natura sarebbe! sí! sí! contro la natura che ha fatto lei tanto grande, e me cosí piccolo! Pensate un po', pensate un po': senza far ridere o sbalordire, né io potrei sposare una nana, né lei un gigante! Ma noi due sí; noi due possiamo sposarci benissimo! E saremmo una coppia, se ci ponete mente, perfetta, di perfetta equiparazione; perché lei ha d'avanzo quel tanto che manca a me; e ci compenseremmo a vicenda! Non ne potevamo piú: avevamo tutti le lacrime agli occhi e ci dolevano i fianchi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il signor Anselmo si chinò sul letto, per farsi cingere il collo dal magro braccino della nipote; le disse: - Sai, Susí? Ho riso! Susí lo guardò in faccia con penosa meraviglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Una penna di questo, per vostra regola, vale piú di tutto il vostro crine di capecchio pieno di zeccole, femmina del diavolo che non siete altro! Ebbene la Michis, quell'anno, per rodimento della Mangiamariti, volle comperare un magnifico gallo, un gallo meraviglioso, a cui però avrebbe tirato il collo nella vicina festa di Natale, ché non voleva bestie per casa, lei, neanche il gatto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dice organo Niní, e dice che ne rimase meravigliata dapprima...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il professor Dionisio Vernoni attaccò subito col suo solito fervore; e cominciò a parlare di occultismo e di medianismo, di telepatia e di premonizioni, di apporti e di materializzazioni: e agli occhi de' suoi ascoltatori sbalorditi popolò di meraviglie e di fantasime la terra che l'orgoglio umano imbecille ritiene abitata soltanto dagli uomini e da quelle poche bestie che l'uomo conosce e di cui si serve.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se qualcuno dei compagni gli dava uno spintone e gli allungava un calcio, gridandogli: - Quanto sei bello! - egli apriva fino alle orecchie ad ansa la bocca sdentata a un riso di soddisfazione, poi infilava i calzoni, che avevano piú d'una finestra aperta sulle natiche e sui ginocchi; s'avvolgeva in un cappottello d'albagio tutto rappezzato, e, scalzo, imitando meravigliosamente a ogni passo il verso della cornacchia - cràh! cràh! - (per cui lo avevano soprannominato Ciàula), s'avviava al paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le faceva però una certa meraviglia che tanti giovinotti di vent'anni non dicessero nulla vedendo in mezzo a loro una vecchia come lei, su un'asina vecchia piú di lei, che non doveva fare certamente una bella figura, per lo stradone a quell'ora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma invece di meravigliarsi , Giacinto si versò da bere e disse pensieroso: — Sí , anche da noi l'usura è diventata enorme . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix fece osservare bene al nuovo padroncino le arginature costrutte da lui con metodi preistorici: e il giovane guardava con meraviglia i massi accumulati dal piccolo uomo , e poi guardava questi come per misurare meglio la grandiosità della costruzione .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E chi glieli dà ?Sei occhi lo fissarono meravigliati: Noemi tornò a sogghignare ; ma donna Ester posò una mano sulla mano di lei e parlò con dolcezza .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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XII Con grande meraviglia di Efix donna Ester accondiscese alle proposte del cugino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tutto è dolce , buono , caro: ecco i rovi della Basilica , circondati dai fili dei ragni verdi e violetti di rugiada , ecco la muraglia grigia , il portone corroso , l'antico cimitero coi fiori bianchi delle ossa in mezzo all'avena e alle ortiche , ecco il viottolo e la siepe con le farfalline lilla e le coccinelle rosse che sembrano fiorellini e bacche: tutto è fresco , innocente e bello come quando siamo bambini e siamo scappati di casa a correre per il mondo meraviglioso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ella sollevò gli occhi meravigliati e non prese il fiore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Appunto come il tarlo egli aveva fatto tutte le sue cose di nascosto: aveva roso , roso , roso , adesso si meravigliava se tutto s'era sgretolato intorno a lui ? Bisognava andarsene: questo solo capiva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix guardava l'ometto tra il meravigliato e il diffidente e pareva chiedergli con gli occhi «perché tanta generosità ?» E l'uomo , che mangiava col viso curvo sul piatto , sollevò gli occhi e disse: — Perché siamo cristiani !Allora Efix tornò come dentro di sé nella casa della sua anima , e ricordò perché era venuto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il cieco abbassò un momento la testa , palpando l'involto delle monete: non parve meravigliato della decisione dello sconosciuto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Anche Noemi si stancherà della sua croce d'oro e vorrà andare lontano , come Lia , come la Regina Saba , come tutti . . .» Ma questo non gli destava piú meraviglia ; andare lontano , bisognava andare lontano , nelle altre terre , dove ci sono cose piú grandi delle nostre .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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"Non morrò ma vivrò, per narrare le meraviglie del Signore. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La signora, sorda come un battaglio di campana, non udì verbo di questo colloquio, si meravigliò molto di veder Pin correr via e chiese a suo marito dove andasse. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La povera signora Barborin, avendo visto il domestico, meravigliata di quella immobilità, di quelle facce sbalordite, inarcò le sopracciglia, interrogò con gli occhi ora suo marito, ora il Puria, ora il prefetto, sino a che una fulminea occhiata di Pasotti petrificò lei pure. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Costei, quando vide il padrone con quello spettacoloso segno di compiacenza in capo, incominciò a far le meraviglie. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«La me dispensa.» «Non La dispenso un corno.» Gli sposi non ritornavano e la mamma, sempre più inquieta, ricominciava: «Ma suonate, dunque, Piero!» Il signor Giacomo, che moriva dalla voglia di andarsene e non poteva andarsene senza salutar gli sposi, incoraggiato dall'insistere della signora, fece uno sforzo, diventò rosso rosso e buttò fuori la sua sentenza: «Mi sonaria.» «Caro signor Giacomo», disse l'ingegnere, «mi stupisco, mi sorprendo e mi meraviglio.» Chi sa perché, quando era di buon umore e gli capitava in bocca uno di quei sinonimi, li infilzava tutti e tre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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S'ella avesse saputo del campanello, si sarebbe ancor più meravigliata di una proposta simile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Come un pescatore raccoglie stentatamente a sé la lunga lenza pesante, scossa, egli crede, dal grosso pesce lungamente insidiato, e tira e tira e finalmente scorge venir su dal fondo due grandi ombre di pesci invece d'una sola, palpita, raddoppia di cautela e d'arte; così Pasotti, all'udir nominare l'ingegnere, si meravigliò, palpitò e si dispose a estrarre con la più squisita delicatezza di mano il segreto del signor Giacomo e del Ribera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'è, dirò così», (e cercava la parola in un suo particolar modo, gonfiando le gote e mettendo una specie di rantolo), «… una iniquità; ma tutte queste meraviglie che fai tu, io non le faccio per niente affatto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La signora Peppina le inghiottì scrupolosamente tutte fino all'ultima, accompagnandovi affettuose note di lieta meraviglia: «Oh bell, oh bell!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per questa volta ritorni a casa Sua e impari a rispettare le Autorità.» Meraviglia, gioia, sdegno scoppiarono nel cuore di Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Fa male! Fa male!» «Cosa c'è, Franco?», dimandò Luisa, meravigliata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Entrò poco dopo e non espresse alcuna meraviglia di veder Franco alzato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io gli rispondo netto che mi meraviglio della sua domanda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aveva cominciato a parlarne, voleva dire quanto era bella, quanto era cara, e quella gran meraviglia di un gran talento così spropositato; e lei, la bruttona, con una faccia «che ghe disi nagòtt », a interrompere: «Lasci stare, signora Bianconi; so ch'è molto male educata e altro non può essere». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il professore, meravigliato della domanda inattesa, rispose di sì e ne aspettava una spiegazione; ma Luisa partì senz'altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il signor Carlo venne alla finestra e si meravigliò molto di vedere don Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per la prima volta in vita sua, forse, ella fu contenta di salire in barca, con grande meraviglia del Puria il quale dichiarò che sul lago, di notte, era un «fifone». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'Hôtel du Parc era per lui l'ottava meraviglia del mondo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il professore Gilardoni, strano miscuglio di libero pensatore e di mistico, aveva letto con moltissimo interesse le cose meravigliose che si raccontavano delle sorelle americane Fox, degli esperimenti di Eliphas Levi, aveva seguito il movimento spiritista propagatosi rapidamente in Europa come una mania che prendeva le teste e le tavole. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ne aveva parlato a Luisa, e Luisa, invasa, acciecata dall'idea di poter sapere se la sua bambina esistesse ancora e, posto che esistesse, di aver qualche comunicazione con lei, non vedendo altro in tutto il meraviglioso dei fatti e lo strano delle teorie che questo punto lucente, lo aveva supplicato di tentar qualche esperimento con Ester e con lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ah perché d'improvviso quell'opera delicata e misteriosa come il lavoro dei liutai, fatta di pazienza di passione di coraggio, e di eterno sogno e di antica favola, perché era divenuta una incerta carcassa al paragone della somma di vita accorsa da tutti i punti dell'Universo e adunata meravigliosamente su quel volto quasi esangue i cui sùbiti rossori commovevano come gli accenti sublimi dell'eloquenza e come le grida dei fanciulli? Quanto ingegno teso e ostinato, quanta accortezza e destrezza, quante prove e riprove nel trovare i modi delle legature, delle giunture, degli innesti! E per qual segreto, a un tratto, ecco, le fragili falangi di quelle dita ripiegate all'angolo di quella bocca socchiusa potevano assumere un valore che aboliva tutto l'acume della ricerca e tutta la gioia dell'invenzione? Egli rivide la visitatrice, poggiata senza peso il gomito contro una costa della fusoliera, presso il timone verticale, sotto una sàrtia rigida d'acciaio, con la mano senza guanto fra la gota e il mento a reggere il viso chino nell'attitudine dell'ascolto, sembrando l'ombra del cappello alato raccogliere l'astuzia molteplice e la seduzione sagace di Mercurio imberbe. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il suo meraviglioso tormento e il suo furore di voluttà e la sua riluttanza e il suo orgoglio e la sua stanchezza e la sua sete ora a un tratto si dissolvevano e si confondevano in una visione allucinante dell'amore su la ruina. Ella guardò l'inchinato sole per fermarlo col suo vóto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E l'uomo nel rigoglio della virilità esperto d'ogni rischio e d'ogni mèta, immune da ogni paura e da ogni abitudine, armato di diffidenza e di dispregio, che aveva conosciuto giorni innumerevoli in cui la disciplina della sua virtù piantata su le due calcagna gli bastava a vivere, guardò il meraviglioso ingombro del corpo omai promesso e oppose al presentimento della sciagura l'imagine dell'orgia liberatrice, memore del marinaio disceso nel porto per ripartir più leggero domani verso l'Oceano; e gli gonfiò le vene l'impazienza di saziarsi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un'ape entrò, sonora. Gli occhi dell'adolescente la seguirono con una meraviglia che rese straordinario il volo (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ma come non l'abbiamo veduta? — fece con un grido di meraviglia, e s'arrestò. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E la Borgia, quando andò sposa ad Alfonso aveva con sé duecento camicie meravigliose! Tu superasti e l'una e l'altra. Chiedevi ai tuoi corrispondenti milanesi e ferraresi notizie minutissime delle due duchesse, in vestiario e in biancheria, per non restar mai indietro (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Meravigliose erano le due mani ignude su la ruggine della ringhiera, levigate nei nodelli, marmoree veramente, come abbandonate dalla vita sanguigna e trasfigurate da un'arte sublime (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Mille e mille voci conclamavano il bel nome laziale. Dalle tribune, dagli steccati, dai carri fermi su la strada di Calvisano, su la strada di Montichiari, su i crocicchi delle strade candide, dai grappoli umani appesi agli alberi di confine, dai mucchi nereggianti su i colmigni delle cascine, dall'immensa moltitudine di fronti alzate verso le vie divine, dall'innumerabile meraviglia saliva il clamore come un tuono o come un fiotto intermessi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quando sedette dinanzi allo specchio e diede nelle mani della cameriera le sue trecce strette come i torticci dei marinai, mirò attonita la sua bellezza che le parve meravigliosamente maturata in quei pochi attimi all'ardore dei suoi mali. Quando i capelli sciolti la copersero contendendole la vista di quel volto troppo nudo, ebbe un senso di sollievo e di refrigerio come sotto un tremolìo di rivi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Tu vuoi? Tu vuoi?» Il desiderio eroico aveva assunto l'aspetto dell'Ombra, ed egli l'interrogava. E con una meravigliosa ansietà attendeva la risposta del suo desiderio larvato. E certo non avrebbe egli voluto andare più oltre se gli fosse riapparsa l'imagine del corpo disteso sul letto, del corpo rinchiuso tra le assi inchiodate; non avrebbe egli voluto strappar la vittoria al supino. Ma egli sentiva sopra sé la presenza raggiante, una immortalità incitatrice. «Tu vuoi?»
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— Oggi fai meraviglie — disse Vana. — Le metto nel libro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli non s'era mai accorto che tanto ella pesasse: pesava come il marmo, gli schiacciava le costole. Ma sotto le costole egli aveva una ben altra tortura: il becco dell'avvoltoio invisibile, che gli lacerava il fegato. Non udiva le ciance della lusingatrice, ma dentro di sé una estranea voce virile. «La mia macchina è a ordine, di tutto punto. Il sopraccarico del cilindro d'aria appena appena ne diminuisce la potenza. Ho un'elica nuova che rende a meraviglia. Sento con gioia un soffio che viene dalla terra, un vento di marea che mi spingerà verso lo Stretto». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Perché chiami? — chiese Isabella con una voce dolcissima, quasi umile, balzando anch'ella e andando verso lui meravigliosamente splendida di amore. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Scoppiava il tuono settemplice. L'elica azzurra diveniva un astro d'aria nell'aria. Affumicando un tratto di erbe arsicce, rapida l'Àrdea lasciava la spiaggia. Salendo traversava la foce, poi s'abbassava con una virata a ponente, sbandava a sinistra come se la guidasse la malizia di Ornìtio, verso la lama di sabbia ove si vedeva biancheggiare un biancume simile a quei mucchi di lunghe alghe risecche che inargentano il Gombo. O meraviglia! Nel turbine dell'elica il mucchio compatto si rompeva, si disgregava, s'involava: era un immenso fremito d'ali, un balenìo di penne, un gridìo chioccio, una fuga di candore e di ombra su l'acqua crespa, uno sbigottimento sonoro contro la vasta cànape, un che di cinericcio, un che di nero nel candido. I gabbiani!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Le forze inverisimili della vita avevano giocato un gioco di maschere meraviglioso. Le passioni ebre di dolore di vendetta di bramosìa e d'annientamento avevano sorriso negli occhi chiari. Soltanto le bocche, le vive bocche troppo nude, avevano tradito a quando a quando la volontà dissimulatrice: eran parse talora piagare i volti, muovere la suprema contrattura d'uno spasimo in mezzo ai muscoli dominati. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ti cuoce, quel che ti dico? Ti meravigli di ritrovarmi in questo aspetto? Ma non sono io l'opera tua? non sono la tua alunna? non m'hai fatta così tu stessa, alla tua scuola, per anni? Senz'accorgertene, senza badarci, m'hai riempita di scienza. Ma non credevi che questa scienza potesse un giorno diventare tanto amara e potesse ritorcersi contro te. L'ho tenuta nascosta, l'ho coperta di malinconia per non lasciarla trasparire, l'ho sopita col mio canto. Ora, a un tratto, lo vedi, mi diventa un veleno, mi diventa un'arme. Tu m'incalzi, mi serri, non mi dai quartiere, mi sei sopra come una nemica che non si contenta di vincere ma vuol martoriare, vuol profanare il corpo e l'anima con una tortura che sembra una libidine.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quando Aldo sedeva stringendo il violoncello come per possederlo e girava nel tallone occhiuto dell'arco la vite di tensione con un orgasmo palese, quasi che non tendesse il crino bianco ma il fascio dei suoi nervi più delicati, Isabella non osava guardarlo. Ella soffriva meravigliosamente, con la vicenda della vampa e del gelo nel solco delle sue spalle. Vicino al pianoforte di lucido palissandro dai cupi riflessi violetti (di sotto apparivano a traverso la lira dei pedali i piedi sensitivi dell'accompagnatrice) egli inchinava un viso di strazio e di estasi lungo il manico trascorso dalla mano che aveva fatto piangere di pietà Lunella. Il suo strumento era ben quello che il sogno d'Isa aveva veduto nello stipo della Estense, colorato di quel colore rossobruno ch'ella invidiava pe' suoi capelli, con quelle chiazze giallastre della vernice sul fianco più trasparenti dell'ambra, con nel mezzo della cassa quella doratura a strisce di zebra, ricca e dolce come la gola di un uccello tropicale. E il suo arco pareva divenuto quasi igneo.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Mi meraviglio che ragazze «per bene» stieno a sentire di queste enormità nefande! — disse Dolly Hamilton imitando la smorfia e il tono d'un catone da circo equestre, mentre soffiava il fumo dal suo nasino volto all'in su. — Volete voi perdere diffinitivamente il vostro «reputation»?
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— Vieni. Conoscimi, prima di lasciarmi. Respirami. Cercami. È la nostra caverna verde. Pensa che siamo sotto l'oceano, che l'oceano ci nasconde, che nessun'altra cosa ci tocca. Metti il tuo dolore contro il mio dolore. Ah, non senti, non senti che il mio è più grande? Non senti come il mio sangue aumenta, come le mie vene si gonfiano, come le mie ossa si rinforzano? Mi sembra che non so qual essere meraviglioso voglia nascere da me. Lo senti? Ti riesce d'abbracciarlo? Ah non tu stanotte, non tu puoi tenermi fra le tue braccia; ma io ti terrò. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Albeggiava su i Monti Albani, quando si levò. I suoi meccanici credettero che Giulio Cambiaso fosse ritornato, tanto fu insolitamente allegra la voce dei comandi. Sùbito la tettoia fu piena di rombo. Le tavole tremarono, la polvere si sparse, l'airone si sbatté. Egli prestava l'orecchio acutissimo alla settupla consonanza. I sette cilindri non erano più disposti a ventaglio ma a raggiera, irti d'alette intagliate nella massa stessa dell'acciaio. La nuova elica tirava a meraviglia, astro d'aria nell'aria. I meccanici ancóra una volta ne provarono la forza, avendo legato la fusoliera con un canapo a un misuratore metallico e questo a un palo; e il canapo si tendeva allo sforzo come se la grande Àrdea prigioniera fosse impaziente d'involarsi; e un uomo inginocchiato osservava la freccia dell'indice. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non mi meraviglierei. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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* versi meravigliosi!... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La Carmi si volse, strizzando un po' gli occhi miopi, e subito allungò il viso in un oooh di meraviglia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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- In tre giorni, sicuro! Che meraviglia? È ben per questo una perniciosa!... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La barchetta con le vele stese gli voltava la poppa e pareva lontana lontana, una grande barca in un mare lontano lontano, di sogno; e andava così a vele stese in quel mare di sogno con l'animuccia di Rirì meravigliata e smarrita... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mino era come l’ombra nostra; a turno, mia e di Berto; e cangiava con meravigliosa facoltà scimmiesca, secondo che praticava con Berto o con me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma non bisogna meravigliarsi di nulla. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Tutt’intorno, i giocatori, uomini e donne, vecchi e giovani, d’ogni paese e d’ogni condizione, parte seduti, parte in piedi, s’affrettavano nervosamente a disporre mucchi e mucchietti di luigi e di scudi e biglietti di banca, su i numeri gialli dei quadrati; quelli che non riuscivano ad accostarsi, o non volevano, dicevano al croupier i numeri e i colori su cui intendevano di giocare, e il croupier, subito, col rastrello disponeva le loro poste secondo l’indicazione, con meravigliosa destrezza; si faceva silenzio, un silenzio strano, angoscioso, quasi vibrante di frenate violenze, rotto di tratto in tratto dalla voce monotona sonnolenta dei croupiers:
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* Tanto vero che, girando abilmente il discorso (credeva senza dubbio d’aver da fare con una birba matricolata) e parlando con meravigliosa disinvoltura in quella sua lingua mezzo spagnuola e mezzo Dio sa che cosa, venne a farmi la stessa proposta a cui aveva tentato di tirarmi, nella mattinata, col gancio di quella donnetta allegra. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ah, ricordo un tramonto, a Torino, nei primi mesi di quella mia nuova vita, sul Lungo Po, presso al ponte che ritiene per una pescaia l’impeto delle acque che vi fremono irose: l’aria era d’una trasparenza meravigliosa; tutte le cose in ombra parevano smaltate in quella limpidezza; e io, guardando, mi sentii così ebro della mia libertà, che temetti quasi d’impazzire, di non potervi resistere a lungo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ne provai, lì per lì, una certa meraviglia; ma poi, quando egli nella sua camera mi mostrò i libri, come aveva promesso, non solo quella piccola distrazione di mente mi spiegai, ma anche tant’altre cose. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Molti si meravigliano che nessuna impresa vi riesca, che nessuna idea viva vi attecchisca. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma questi tali si meravigliano perché non vogliono riconoscere che Roma è morta. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Meravigliavo io stesso d’avere accolto, viaggiando, tante impressioni, che il silenzio aveva quasi sepolte in me, e che ora, parlando, risuscitavano, mi balzavan vive dalle labbra. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quest’intima meraviglia coloriva straordinariamente la mia narrazione; dal piacere poi che le due donne, ascoltando, dimostravano di provarne, mi nasceva a mano a mano il rimpianto d’un bene che non avevo allora realmente goduto; e anche di questo rimpianto s’insaporava ora la mia narrazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ne seguiva che il Pantogada sarebbe rimasto a Roma parecchio tempo e sarebbe certo venuto a trovare in casa Terenzio Papiano, col quale doveva intendersi a meraviglia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La delicata leggerezza del tocco e la precisione erano state, a ogni modo, meravigliose. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Davvero? – esclamò Papiano, dal suo posto, con una meraviglia che mi parve sincera. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Né minor meraviglia dimostrò la signorina Caporale. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* In verità, non potrei dire fino a che punto egli si dimostrasse destro in quelle frodi congegnate avanti col fratello e con la Caporale; per noi, cioè per me e per Adriana, per Pepita e il Bernaldez, poteva far quello che gli piaceva e tutto andava bene, comunque lo facesse: lì, egli non doveva contentare che il signor Anselmo e la signora Candida; e pareva vi riuscisse a meraviglia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Il Paleari intanto, che – solo – non aveva provato né meraviglia né sgomento, non riusciva ancora a capacitarsi come un fenomeno così semplice e comune, quale la levitazione del tavolino, ci avesse tanto impressionato, dopo quel po’ po’ di meraviglie a cui avevamo precedentemente assistito. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Mi è avvenuto più volte, svegliandomi nel cuor della notte (la notte, in questo caso, non dimostra veramente d’aver cuore), mi è avvenuto di provare al buio, nel silenzio, una strana meraviglia, uno strano impaccio al ricordo di qualche cosa fatta durante il giorno, alla luce, senz’abbadarci; e ho domandato allora a me stesso se, a determinar le nostre azioni, non concorrano anche i colori, la vista delle cose circostanti, il vario frastuono della vita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Viene così? – mi domandò il Paleari, guardandomi meravigliato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo già ammirato tutte le meraviglie d’arte della città; ora, stremato di forze per le emozioni violente, digiuno dalla mattina del giorno avanti, cascavo di fame e di sonno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E ricordo con maggiore nostalgia una specie di Mille e una Notte della natura , un librone colla costola verde sfìlaccicata , colle pagine vaste , larghe , rincincignate , rossastre d'umidità , spesso strappate a mezzo o sudicie d' inchiostro , ma eh' io aprivo con la certezza di vedermi apparir dinanzi , sempre nuova , una già conosciuta meraviglia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volumi slegati , scompagnati , unti , avviliti da cacature di mosche e di piccioni , tutti strappati e sgualciti eppur tanto generosi per me di sorprese , di meraviglie e di promesse ! Leggevo qua e là ; decifravo ; non sempre capivo ; mi stancavo ; mi riprovavo ; eppoi lasciavo andar tutto ma sempre agitato da un impaziente rapimento appena m'accostavo , per le prime volte , a quei mondi della poesia , dell'avventura e della storia che talora una frase o una figura facevan balenare un attimo solo al mio cervello vergine . (G .Papini - Un uomo finito)
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* V'erano in fondo a quella meravigliosa cesta anche cinque o sei volumacci verdi [zibaldoni volterriani di un compilatore razionalista] dove si buttava giù Iddio e la santa teologia e si mettevano in burletta i racconti della Bibbia e i preti del cattolicismo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo intravisto , entrando laggiù , una sala lunga e vasta , con venerabili seggioloni ad alta spalliera coperti di panno verde , e tutto intorno libri libri e libri , libri vecchi grossi e massicci , colle costole di pergamena e di pelle , scritte e fregiate d* oro: una meraviglia ! E ognuno di que' libri chiudeva quel che cercavo , offriva
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* Quel poco che sapevo di astronomia e di geologia mi aveva dato ridea di antichità meravigliose e di perpetui disfacimenti e nascimenti di mondi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Conosceva e amava gli stessi scrittori del mio cuore (Poe , Walt Whitman . . . .) ; m'iniziò a Baudelaire ; mi dette a leggere libri meravigliosi e nuovi per me : Flaubert , Dostoievski , Anatole France . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi piaceva la ricerca per la ricerca ; l'idea che genera una più grande idea ; il potere meravigliosamente allargatore dell' astrazione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il mondo è dunque la mia rappresentazione — il mondo è l'anima mia — il mondo son io ! Che meravigliosa scoperta , quale improvvisa illuminazione ! Nessuna idea mi scosse e trasformò come questa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tanto calore , tanta voluttà , tanta meraviglia per un' illegittima deduzione da un circolo vizioso ! Dire che il mondo è rappresentazione vuol dire semplicemente che le rappresentazioni sono il mondo e che il mondo esiste — credere che gli altri esistano significa soltanto che esistono quei complessi di sensazioni diretti da una volontà simile alla nostra che si chiamano uomini e queste sono semplicemente defini:(ioni , che non cambiano nulla di nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E posso dir quel che debbo a Shakespeare , quel che debbo a Goethe ? Furon soltanto poeti , autori di drammi , di tragedie , di misteri ? Non m' introdussero forse in universi inediti , su scene più sconfinate , tra idee fatte carne , colloqui d'eroi , meraviglie d' isole felici , e non imparai da loro che la vita è sogno e che il sogno è la realtà e che i pensieri più gravi , più paurosi , più illuminatori non si trovano ne' libri dei filosofi ? Non parlai più d'una volta col pallido Amleto e non cercai la vera vita col dottor Faust ? Non furono , l'uno e l'altro , parti vive e familiari della mia persona ? V'incontrarono forse Don Chisciotte e l'Idiota e qualche volta Julien Sorel e Peer Gynt e spesso il dottor Teufelsdroeck in compagnia di Didimo Chierico e di Filippo — 127 — Ottonieri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La donna non m'é apparsa né come la Beatrice che ti prende per mano e ti sveglia dai sonni materiali per condurti su alle meraviglie celesti e neppure come la ~ 139 — Circe che gli uomini nati per seguir virtute e conoscenza trasforma in maiali grufolanti negli opulenti giardini ricchi d'ombre e di ghiande . (G .Papini - Un uomo finito)
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* O la colpa fu mia che non seppi trovare o capire la Beatrice che poteva inalzarmi ai cieli ? È possibile , possibilissimo e , se fosse vero , me ne pentirei più che di tutti i miei peccati , perché dev'esser veramente una portentosa meraviglia codesta elevatrice e sublimatrice di uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Credete voi che abbia guardato poco me stesso ? V'immaginate eh' io non sia stato a spiare tutti i moti e i lampeggiamenti e i ritiri e i nascondigli e i tremiti e i palpiti più nascosti dell'anima mia ? Eppure , — meravigliatevi quanto volete e trattatemi pur di bugiardo ! — non ho trovato niente , capite , non ho trovato niente che mi faccia schifo e disonore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il genio è fanciullo e pazzo , ed è genio perchè ha il coraggio di esser fanciullesco e pazzesco e non può far a meno di far qualche volta la figura dell'ignorante e dell'idiota , di quello che si meraviglia di tutto e fa dei discorsi senza senso comune . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma vengono soltanto al genio , o me stesso , quelle ore meravigliose nelle quali par che Iddio parli per bocca tua , nelle quali tutto è luce , tutto s'apre , tutto è limpido e armonioso come l'acqua di un bel fiume — quelle ore nelle quali l'anima diventa fuoco come il fuoco , aria come l'aria , amore come l'amore — quelle ore nelle quali , per una misteriosa pazzia , tutto è possibile e tutto è sacro e non sai più dire quaP è il mondo e qual' è l' anima tua , qual'è l'anima tua e qual' è il mondo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* L'entusiasmo generato dalla stessa assurdità dell' impresa ; l'ardire che mi faceva apparir miserabili tutti i fini maggiori degli uomini ; la certezza pazza del trionfo lontano ; la superbia colossale di sentirmi strumento di una missione tanto insolita e tanto meravigliosa nell' immaginazione ; il bisogno assoluto di togliermi via da questa realtà , da questo mondo , da questa vita umana , mi acciecavano giorno per giorno nella mia corsa incontro al più funesto risveglio nella vita di un mortale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutto era stabilito : anche il nome della nuova chiesa , anche i punti del meraviglioso e magico credo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il meraviglioso mi aveva sempre adescato [o Mille t ima notte , capolavoro di tutte le poesie !] e ancor non mi stomacava cercarlo nei colpi di un tavolino tondo o nelle parole sconnesse di un medio non scozzonato a dovere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non c'è forza che non possa esser vinta da una forza più grande ; non c'è nemico che non possa esser atterrato da uno più vigoroso di lui ; non c'è miseria che tolga l'acquisto di meravigliose ricchezze ; non c'è ghiaccio che non si possa sciogliere , scaldare e far bollire . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sono l'enciclopedico , l'uomo dei dizionari e dei manuali e l'enciclopedico è meraviglioso quando sa legare cogli anelli di ferro delle idee madri i fasci sfioriti e appassiti dei fatti falciati qua e là per le Hbrerie . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quando qualcuno si meraviglia del mio sapere , della mia (c erudizione » , mi vien fatto di ridere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa mai poteva uscire di grande da un uomo siffattamente sommerso e infangato nell' ignoranza ? Sapere è potere: che meraviglia se la mia potenza è rimasta , tormentoso ricordo e rimorso , nella spazzatura dei desideri morti ? E chi dovrò accusare di questa necessaria disfatta ? Me stesso , sempre me stesso , solamente me stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Oh se ad un tratto scoppiasse dentro di me , come una vena lungamente rattenuta e chiusa a forza , la maestosa e profonda corrente dell' ispirazione e le idee zampillassero come getti fantastici fino al cielo e le immagini e i sentimenti , e le care definitive parole cascassero come pioggia a rinfrescare il mio cuore ; a consolare , a destare , a intenerire tutti i cuori degli uomini ! Oh se l'anima mia ad un tratto s' infiammasse come un campo di stoppie e di sterpi , come una selva arida e folta , e i pensieri illuminassero il cielo come razzi spiegati e le parole bruciassero come fuoco vero e le idee sprizzassero sotto la fuga della mìa penna come faville da un ceppo infocato percosso e potessi finalmente illuminare e scaldare tutte le anime degli uomini ! Perchè dev'esser negata a me , proprio a me che la chiedo , aspetto , desidero e voglio questa gioia , questa feHcità , questa grazia ? Oh se di questi giorni , dopo tanti anni di attesa impaziente e di forsennate invocazioni , mi sentissi sgorgare una fiumana di parole nuove , mi sentissi sopraffare da un' ondata non mai sentita e invece di scrivere le stesse storie , d' infilare le solite parole , di strascicarmi penosamente sull'orme degli stanchi e rattoppati pensieri mi venissero in bocca inaspettate verità , meravigliose immagini e accenti e armonie e passioni che nessun uomo avesse mai scoperto , trovato e sentito ì Tante volte , la sera , al lume rosso e ondeggiante di una candela o a quello calmo e bianco di una lampada nascosta , ho aspettato l'arriva dell'ora divina come gli amanti sempre delusi aspettano a mezzanotte la bella che finalmente s'è promessa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non soltanto la sostanza polposa di quei libri mi conquistava , ma sopratutto l'arte magnifica colla quale eran fatti , la meravigliosa lingua nella quale erano scritti . (G .Papini - Un uomo finito)
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Giovanna fu pronta nella risposta e , con mia meraviglia in un vero tono di conversazione , senz’urlare:
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* Ma mi sarei meravigliato di vederlo lieto , solo e vecchio com’era .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ricordò di averci visti alcuni mesi prima ed espresse meraviglia perché non fossimo più ritornati da lui .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Tanta vivacità messa da lui in un ambito tanto ristretto , una gabbia in cui non v’era altro che una merce e due nemici (i due contraenti) ove nascevano e si scoprivano sempre delle nuove combinazioni e relazioni , animava meravigliosamente la vita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dissi di non meravigliarmene perché era una lingua che non faceva per le donne , tanto ch’io pensavo che già dagli antichi romani le donne avessero parlato l’italiano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ada veniva spinta a parlare dalle sorelle che volevano riudire quelle cose che apparivano meravigliose a fanciulle della nostra città in quell’epoca .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Diceva semplicemente , con poco colore , senz’alcuna intenzione di far meravigliare o ridere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Perché nessuno domandava di me? Perché non si moveva Giovanni? Non doveva egli meravigliarsi di non vedermi né a casa sua né al Tergesteo? Dunque era d’accordo anche lui ch’io fossi stato allontanato? Interrompevo spesso le mie passeggiate di giorno e di notte per correre a casa ad accertarmi che nessuno fosse venuto a domandare di me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Io fui colto da una meraviglia che mi confuse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* mi meraviglia che vi sia capitata una cosa simile in testa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Forse Guido era meravigliato di avermi visto capitare in quella casa all’ultimo momento per fidanzarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Meraviglioso! Eppure erano della mia razza! Augusta non divideva la mia meraviglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma poi , restato solo , fui meravigliato di aver sentito la necessità di essere sincero con Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Neppure Augusta si meravigliò della mia passeggiata , ma io sentii il bisogno di darle delle spiegazioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Dovevi aspettartelo! Perché tanta dolorosa sorpresa? Mi meravigliai delle strane parole e nello stesso tempo che passassero traverso un singhiozzo soffocato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Data la sua ignoranza , era meraviglioso che nel grande sforzo di scoprire una forte espressione , non le fosse mai capitato di cacciare nella canzonetta dei suoni falsi o esagerati .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Chissà che cosa c’era di vero in quella proposta di matrimonio! Non mi sarei meravigliato se un bel giorno , senz’aver sposato quell’altro , Carla m’avesse regalato un figlio dotato di un grande talento per la musica .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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accidenti
= interiezione , espressione di meraviglia , ira , dispetto , rabbia
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ah
= interiezione , esprime , secondo il tono , dolore , meraviglia , ira , sdegno , sorpresa , sollievo
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ammazza eufem . ammappa , interiezione , espressione di meraviglia o stupore
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ammirare
= verbo trans. guardare con compiacimento , interesse , meraviglia
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ammirativo
= che denota ammirazione o meraviglia
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ammirato
= participio passato di ammirare , pieno di ammirazione , di meraviglia
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caspita
= inter. esclamazione di meraviglia, impazienza e sim. dim. caspiterina, caspitina.
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diamine inter . esclamazione di meraviglia - stizza - disapprovazione e sim .
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dindirindina
= inter . fam . per dindirindina - con cui si esprime stupore - meraviglia e sim .
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eh
= inter . espressione che - a seconda del tono e del contesto - può significare meraviglia - rimprovero - rincrescimento - rassegnazione e sim .
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eia
= inter . esprime meraviglia - esortazione - esultanza
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entusiasmo
= commozione intensa dell'animo che si esprime con accese manifestazioni di gioia - meraviglia - ammirazione
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fantasy
= genere di narrativa in cui ricorrono ambientazioni e personaggi spiccatamente fantastici , non di rado ispirati alla mitologia , alla fiaba - o a un immaginario medioevo pieno di meraviglie e di magia .
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gua'
= inter. esprime meraviglia , rassegnazione , impazienza ecc.
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interiezione
= parte invariabile del discorso che esprime un moto improvviso dell'animo , di meraviglia , dolore , gioia ecc .
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maraviglia
= meraviglia
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meravigliare tosc. o maravigliare,
= verbo trans. destare meraviglia
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meravigliato tosc. o maravigliato, participio passato di meravigliare
= pieno di meraviglia, stupito
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meraviglioso tosc. o maraviglioso,
= che desta meraviglia e ammirazione
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mirabilia
= cose meravigliose, eccezionali
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mirifico
= meraviglioso, che desta meraviglia.
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o
= cong . con valore disgiuntivo , coordina più elementi della stessa natura grammaticale all'interno di una proposizione , o più proposizioni dello stesso - rafforza il vocativo -
= per introdurre un'esortazione , una domanda retorica o nelle risposte per esprimere una certa meraviglia
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oh
= esprime , secondo il tono con cui è pronunciata , dolore , piacere , meraviglia , sdegno , dubbio , sospetto , compassione , paura o altro .
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ohi - oi
= esprime dolore , disappunto , meraviglia o altro .
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perbacco interiezione usata per esprimere meraviglia o disappunto
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perdinci interiezione esprime disappunto , impazienza o meraviglia .
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perdio meno com . per dio , interiezione esprime disappunto , impazienza o meraviglia .
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poffarbacco interiezione esclamazione di meraviglia .
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poffardio interiezione esclamazione di meraviglia .
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poffare interiezione esclamazione di meraviglia
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smiracolare
= verbo intransitivo mostrare eccessiva meraviglia per cose di poco conto , come se fossero miracoli .
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sorpreso
= participio passato di sorprendere , che prova meraviglia e stupore per qualcosa di inaspettato ,
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strabiliare
= verbo transitivo far meravigliare ,
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strabiliato
= participio passato di strabiliare , attonito , sbalordito , molto meravigliato ,
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stupore
= meraviglia grande e improvvisa ,
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trasecolare
= verbo intransitivo , ( aus . essere o avere) rimanere stupefatto , essere fuori di se per la meraviglia
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uh
= interiezione esclamazione di dolore , disgusto , meraviglia e sim.
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urca
= interiezione esprime meraviglia o approvazione entusiastica
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Conjugacíon: 1 - asombrar
auxiliar: haber - transitivo/pronominale
INDICATIVO activo
Presente
yo me asombro
te asombras
él/ella se asombra
nosotros nos asombramos
vosotros os asombráis
ellos/ellas se asombran
Imperfecto
yo me asombraba
te asombrabas
él/ella se asombraba
nosotros nos asombrabamos
vosotros os asombrabais
ellos/ellas se asombraban
Pretérito indefinito
yo me asombré
te asombraste
él/ella se asombró
nosotros nos asombramos
vosotros os asombrasteis
ellos/ellas se asombraron
Preterito perfecto
yo me he asombrado
te has asombrado
él/ella se ha asombrado
nosotros nos hemos asombrado
vosotros os habéis asombrado
ellos/ellas se han asombrado
Preterito pluscuamperfecto
yo me había asombrado
te habías asombrado
él/ella había asombrado
nosotros nos habíamos asombrado
vosotros os habíais asombrado
ellos/ellas se habían asombrado
Preterito anterior
yo me hube asombrado
te hubiste asombrado
él/ella se hubo asombrado
nosotros nos hubimos asombrado
vosotros os hubisteis asombrado
ellos/ellas se hubieron asombrado
Futuro
yo me asombraré
te asombraras
él/ella se asombrará
nosotros nos asombraremos
vosotros os asombrareis
ellos/ellas se asombrarán
Futuro perfecto
yo me habré asombrado
te habrás asombrado
él/ella se habrá asombrado
nosotros nos habremos asombrado
vosotros os habréis asombrado
ellos/ellas se habrán asombrado
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo me asombre
te asombres
él/ella se asombre
nosotros nos asombremos
nosotros os asombréis
ellos/ellas se asombren
Pretérito perfecto
yo me haya asombrado
te hayas asombrado
él/ella se haya asombrado
nosotros nos hayamos asombrado
nosotros os hayáis asombrado
ellos/ellas se hayan asombrado
Pretérito imperfetto I
yo me asombrara
te asombraras
él/ella se asombrara
nosotros nos asombráramos
nosotros os asombrarais
ellos/ellas se asombraran
Pretérito pluscuamperfecto I
yo me hubiera asombrado
te hubieras asombrado
él/ella se hubiera asombrado
nosotros nos hubiéramos asombrado
nosotros os hubierais asombrado
ellos/ellas se hubieran asombrado
Pretérito pluscuamperfecto II
yo me hubiese asombrado
te hubieses asombrado
él/ella se hubiese asombrado
nosotros nos hubiésemos asombrado
nosotros os hubieseis asombrado
ellos/ellas se hubiesen asombrado
Pretérito imperfetto II
yo me asombrase
te asombrases
él/ella se asombrase
nosotros nos asombrásemos
nosotros os asombraseis
ellos/ellas se asombrasen
Futuro
yo me asombrare
te asombrares
él/ella se asombrare
nosotros nos asombráremos
nosotros os asombrareis
ellos/ellas se asombraren
Futuro perfecto
yo me hubiere asombrado
te hubieres asombrado
él/ella se hubiere asombrado
nosotros nos hubiéremos asombrado
nosotros os hubiereis asombrado
ellos/ellas se hubieren asombrado
POTENCIAL - activo
Presente
yo me asombraría
te asombrarías
él/ella se asombraría
nosotros nos asombraríamos
vosotros os asombraríais
ellos/ellas se asombrarían
Perfecto
yo me habría asombrado
te habrías asombrado
él/ella se habría asombrado
nosotros nos habríamos asombrado
vosotros os habríais asombrado
ellos/ellas se habrían asombrado
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
asombrate
se asombre
asombremosnos
asombrados
se asombren
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber asombrado
PARTICIPIO - activo
Presente
que asombra
Compuesto
asombradose
GERUNDIO activo
Presente
asombrandose
Compuesto
habiendo asombrado
INDICATIVO pasivo
Presente
yo me soy asombrado
te eres asombrado
él/ella se es asombrado
nosotros nos somos asombrados
vosotros os seis asombrados
ellos/ellas se son asombrados
Imperfecto
yo me era asombrado
te eras asombrado
él/ella se era asombrado
nosotros nos èramos asombrados
vosotros os erais asombrados
ellos/ellas se eran asombrados
Pretérito indefinito
yo me fui asombrado
te fuiste asombrado
él/ella se fue asombrado
nosotros nos fuimos asombrados
vosotros os fuisteis asombrados
ellos/ellas se fueron asombrados
Preterito perfecto
yo me he sido asombrado
te has sido asombrado
él/ella se ha sido asombrado
nosotros nos hemos sido asombrados
vosotros os habèis sido asombrados
ellos/ellas se han sido asombrados
Preterito pluscuamperfecto
yo me había sido asombrado
te habías sido asombrado
él/ella había sido asombrado
nosotros nos habíamos sido asombrados
vosotros os habías sido asombrados
ellos/ellas se habían sido asombrados
Preterito anterior
yo me hube sido asombrado
te hubiste sido asombrado
él/ella se hubo sido asombrado
nosotros nos hubimos sido asombrados
vosotros os hubisteis sido asombrados
ellos/ellas se hubieron sido asombrados
Futuro
yo me seré asombrado
te serás asombrado
él/ella se será asombrado
nosotros nos seremos asombrados
vosotros os sereis asombrados
ellos/ellas se serán asombrados
Futuro perfecto
yo me habrè sido asombrado
te habrás sido asombrado
él/ella se habrá sido asombrado
nosotros nos habremos sido asombrados
vosotros os habreis sido asombrados
ellos/ellas se habrán sido asombrados
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo me sea asombrado
te seas asombrado
él/ella se sea asombrado
nosotros nos seamos asombrados
nosotros os seáis asombrados
ellos/ellas se sean asombrados
Pretérito perfecto
yo me haya sido asombrado
te hayas sido asombrado
él/ella se haya sido asombrado
nosotros nos hayamos sido asombrado
nosotros os hayáis sido asombrado
ellos/ellas se hayan sido asombrado
Pretérito imperfetto I
yo me fuere asombrado
te fueres asombrado
él/ella se fuere asombrado
nosotros nos fuéremos asombrados
nosotros os fuereis asombrados
ellos/ellas se fueren asombrados
Pretérito pluscuamperfecto I
yo me hubiere sido asombrado
te hubieres sido asombrado
él/ella se hubiere sido asombrado
nosotros nos hubiéremos sido asombrados
nosotros os hubierei sido asombrados
ellos/ellas se hubieren sido asombrados
Pretérito pluscuamperfecto II
yo me hubiese sido asombrado
te hubieses sido asombrado
él/ella se hubiese sido asombrado
nosotros nos hubiésemos sido asombrados
nosotros os hubieseis sido asombrados
ellos/ellas se hubiesen sido asombrados
Pretérito imperfetto II
yo me fuese asombrado
te fuesess asombrado
él/ella se fuese asombrado
nosotros nos fuésemos asombrados
nosotros os fueseis asombrados
ellos/ellas se fuesen asombrados
Futuro
yo me fuere asombrado
te fueres asombrado
él/ella se fuere asombrado
nosotros nos fuéremos asombrados
nosotros os fuereis asombrados
ellos/ellas se fueren asombrados
Futuro perfecto
yo me hubiere sido asombrado
te hubieres sido asombrado
él/ella se hubiere sido asombrado
nosotros nos hubiéremos sido asombrados
nosotros os hubiereis sido asombrados
ellos/ellas se hubieren sido asombrados
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo me sería asombrado
te serías asombrado
él/ella se sería asombrado
nosotros nos seríamos asombrados
vosotros os seríais asombrados
ellos/ellas se serían asombrados
Perfecto
yo me habría sido asombrado
te habrías sido asombrado
él/ella se habría sido asombrados
nosotros nos habríamos sido asombrados
vosotros os habríais sido asombrados
ellos/ellas se habrían sido asombrados
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé asombradote
se sea asombrado
seamos asombradosnos
sed asombradosos
se sean asombrados
INFINITO pasivo
Presente
ser asombrado
Compuesto
haber sido asombrado
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es asombrado
Compuesto
asombradose
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo asombrado
Compuesto
habiendo sido asombrado
Coniugazione:1 - meravigliare
Ausiliare:essere transitivo/pronominale
INDICATIVO - attivo
Presente
io mi meraviglio
tu ti meravigli
egli si meraviglia
noi ci meravigliamo
voi vi meravigliate
essi si meravigliano
Imperfetto
io mi meravigliavo
tu ti meravigliavi
egli si meravigliava
noi ci meravigliavamo
voi vi meravigliavate
essi si meravigliavano
Passato remoto
io mi meravigliai
tu ti meravigliasti
egli si meravigliò
noi ci meravigliammo
voi vi meravigliaste
essi si meravigliarono
Passato prossimo
io mi sono meravigliato
tu ti sei meravigliato
egli si é meravigliato
noi ci siamo meravigliati
voi vi siete meravigliati
essi si sono meravigliati
Trapassato prossimo
io mi ero meravigliato
tu ti eri meravigliato
egli era meravigliato
noi ci eravamo meravigliati
voi vi eravate meravigliati
essi si erano meravigliati
Trapassato remoto
io mi fui meravigliato
tu ti fosti meravigliato
egli si fu meravigliato
noi ci fummo meravigliati
voi vi foste meravigliati
essi si furono meravigliati
Futuro semplice
io mi meraviglierò
tu ti meraviglierai
egli si meraviglierà
noi ci meraviglieremo
voi vi meraviglierete
essi si meraviglieranno
Futuro anteriore
io mi sarò meravigliato
tu ti sarai meravigliato
egli si sarà meravigliato
noi ci saremo meravigliati
voi vi sarete meravigliati
essi si saranno meravigliati
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io mi meravigli
che tu ti meravigli
che egli si meravigli
che noi ci meravigliamo
che voi vi meravigliate
che essi si meraviglino
Passato
che io mi sia meravigliato
che tu ti sia meravigliato
che egli si sia meravigliato
che noi ci siamo meravigliati
che voi vi siate meravigliati
che essi si siano meravigliati
Imperfetto
che io mi meravigliassi
che tu ti meravigliassi
che egli si meravigliasse
che noi ci meravigliassimo
che voi vi meravigliaste
che essi si meravigliassero
Trapassato
che io mi fossi meravigliato
che tu ti fossi meravigliato
che egli si fosse meravigliato
che noi ci fossimo meravigliati
che voi vi foste meravigliati
che essi si fossero meravigliati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io mi meraviglierei
tu ti meraviglieresti
egli si meraviglierebbe
noi ci meraviglieremmo
voi vi meravigliereste
essi si meraviglierebbero
Passato
io mi sarei meravigliato
tu ti saresti meravigliato
egli si sarebbe meravigliato
noi ci saremmo meravigliati
voi vi sareste meravigliati
essi si sarebbero meravigliati
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
meravigliati
si meravigli
meravigliamoci
meravigliatevi
si meraviglino
Futuro
-
ti meraviglierai
si meraviglierà
ci meraviglieremo
vi meraviglierete
si meraviglieranno
INFINITO - attivo
Presente
meravigliar
Passato
essersi meravigliato
PARTICIPIO - attivo
Presente
meravigliante
Passato
meravigliatosi
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
meravigliando
Passato
essendo meravigliato
INDICATIVO - passivo
Presente
io mi sono meravigliato
tu ti sei meravigliato
egli si é meravigliato
noi ci siamo meravigliati
voi vi siete meravigliati
essi si sono meravigliati
Imperfetto
io mi ero meravigliato
tu ti eri meravigliato
egli si era meravigliato
noi ci eravamo meravigliati
voi vi eravate meravigliati
essi si erano meravigliati
Passato remoto
io mi fui meravigliato
tu ti fosti meravigliato
egli si fu meravigliato
noi ci fummo meravigliati
voi vi foste meravigliati
essi si furono meravigliati
Passato prossimo
io mi sono stato meravigliato
tu ti sei stato meravigliato
egli si é stato meravigliato
noi ci siamo stati meravigliati
voi vi siete stati meravigliati
essi si sono stati meravigliati
Trapassato prossimo
io mi ero stato meravigliato
tu ti eri stato meravigliato
egli era stato meravigliato
noi ci eravamo stati meravigliati
voi vi eravate stati meravigliati
essi si erano statimeravigliati
Trapassato remoto
io mi fui stato meravigliato
tu ti fosti stato meravigliato
egli si fu stato meravigliato
noi ci fummo stati meravigliati
voi vi foste stati meravigliati
essi si furono stati meravigliati
Futuro semplice
io mi sarò meravigliato
tu ti sarai meravigliato
egli si sarà meravigliato
noi ci saremo meravigliati
voi vi sarete meravigliati
essi si saranno meravigliati
Futuro anteriore
io mi sarò stato meravigliato
tu ti sarai stato meravigliato
egli si sarà stato meravigliato
noi ci saremo stati meravigliati
voi vi sarete stati meravigliati
essi si saranno stati meravigliati
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io mi sia meravigliato
che tu ti sia meravigliato
che egli si sia meravigliato
che noi ci siamo meravigliati
che voi vi siate meravigliati
che essi si siano meravigliati
Passato
che io mi sia stato meravigliato
che tu ti sia stato meravigliato
che egli si sia stato meravigliato
che noi ci siamo stati meravigliati
che voi vi siate stati meravigliati
che essi si siano stati meravigliati
Imperfetto
che io mi fossi meravigliato
che tu ti fossi meravigliato
che egli si fosse meravigliato
che noi ci fossimo meravigliati
che voi vi foste meravigliati
che essi si fossero meravigliati
Trapassato
che io mi fossi stato meravigliato
che tu ti fossi stato meravigliato
che egli si fosse stato meravigliato
che noi ci fossimo stati meravigliati
che voi vi foste stati meravigliati
che essi si fossero stati meravigliati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io mi sarei meravigliato
tu ti saresti meravigliato
egli si sarebbe meravigliato
noi ci saremmo meravigliati
voi vi sareste meravigliati
essi si sarebbero meravigliati
Passato
io mi sarei stato meravigliato
tu ti saresti stato meravigliato
egli si sarebbe stato meravigliato
noi ci saremmo stati meravigliati
voi vi sareste stati meravigliati
essi si sarebbero stati meravigliati
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii meravigliatoti
si sia meravigliato
siamo meravigliatici
siate meravigliativi
si siano meravigliati
Futuro
-
ti sarai meravigliato
si sarà meravigliato
ci saremo meravigliati
vi sarete meravigliati
si saranno meravigliati
INFINITO - passivo
Presente
essere meravigliato
Passato
essere stato meravigliato
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
meravigliatosi
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo meravigliato
Passato
essendo stato meravigliato