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sinonimi di apetecer

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Vocabulario y frases
apetecer
= desiderare , gradire .
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* Los vaqueros y cabreros que andan por estas montañas, movidos de caridad, me sustentan, poniéndome el manjar por los caminos y por las peñas por donde entienden que acaso podré pasar y hallarlo; y así, aunque entonces me falte el juicio, la necesidad natural me da a conocer el mantenimiento y despierta en mí el deseo de apetecerlo y la voluntad de tomarlo( Cervantes - Don Quijote)
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Vocabulario y frases
desiderare
= disiderare - verbo trans . provare desiderio di qualcosa
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* Non potendo schivare il pericolo , vi corse incontro , perché i momenti di quell'incertezza erano allora così penosi per lui , che non desiderava altro che d'abbreviarli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Non volete altro ? Non passerà un'ora che il padre Cristoforo saprà il vostro desiderio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , quando volle mischiarsi coi principali della sua città , trovò un fare ben diverso da quello a cui era accostumato ; e vide che , a voler esser della lor compagnia , come avrebbe desiderato , gli conveniva fare una nuova scuola di pazienza e di sommissione , star sempre al di sotto , e ingozzarne una , ogni momento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fece chiamare il guardiano , e gli manifestò il suo desiderio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il padre guardiano si presentò , con un'umiltà disinvolta , al fratello del morto , e , dopo mille proteste di rispetto per l'illustrissima casa , e di desiderio di compiacere ad essa in tutto ciò che fosse fattibile , parlò del pentimento di Lodovico , e della sua risoluzione , facendo garbatamente sentire che la casa poteva esserne contenta , e insinuando poi soavemente , e con maniera ancor più destra , che , piacesse o non piacesse , la cosa doveva essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il guardiano tornò , a portare al novizio il consenso desiderato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma pure , poiché lo desidera , certo , certo , io le perdono di cuore , e tutti . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oh disgraziato ! compete con Voi ! Abbiate pietà di lui , o Signore , toccategli il cuore , rendetelo vostro amico , concedetegli tutti i beni che noi possiamo desiderare a noi stessi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quanto più si avanza nel piano , il suo occhio si ritira , disgustato e stanco , da quell'ampiezza uniforme ; l'aria gli par gravosa e morta ; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose ; le case aggiunte a case , le strade che sboccano nelle strade , pare che gli levino il respiro ; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero , pensa , con desiderio inquieto , al campicello del suo paese , alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso , da gran tempo , e che comprerà , tornando ricco a' suoi monti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo , chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire , e n'è sbalzato lontano , da una forza perversa ! Chi , staccato a un tempo dalle più care abitudini , e disturbato nelle più care speranze , lascia que' monti , per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere , e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno ! Addio , casa natìa , dove , sedendo , con un pensiero occulto , s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era legge che una giovine non potesse venire accettata monaca , prima d'essere stata esaminata da un ecclesiastico , chiamato il vicario delle monache , o da qualche altro deputato a ciò , affinché fosse certo che ci andava di sua libera scelta: e questo esame non poteva aver luogo , se non un anno dopo ch'ella avesse esposto a quel vicario il suo desiderio , con una supplica in iscritto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vinse finalmente il desiderio di sfogar l'animo , e d'accattar consiglio e coraggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Allora Gertrude , che non l'avrebbe voluto a quella condizione , era costretta di tirarsi indietro , di rifiutar quasi i primi segni di benevolenza che aveva tanto desiderati , di rimettersi da sé al suo posto di scomunicata ; e per di più , vi rimaneva con una certa apparenza del torto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In tali diverse occasioni , il desiderio che Gertrude sentiva d'uscir dall'unghie di colei , e di comparirle in uno stato al di sopra della sua collera e della sua pietà , questo desiderio abituale diveniva tanto vivo e pungente , da far parere amabile ogni cosa che potesse condurre ad appagarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dietro questa , una confusione e un pentimento straordinario del suo fallo , e un ugual desiderio d'espiarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gertrude comparve , e , senza alzar gli occhi in viso al padre , gli si buttò in ginocchioni davanti , ed ebbe appena fiato di dire: - perdono ! - Egli le fece cenno che s'alzasse ; ma , con una voce poco atta a rincorare , le rispose che il perdono non bastava desiderarlo né chiederlo ; ch'era cosa troppo agevole e troppo naturale a chiunque sia trovato in colpa , e tema la punizione ; che in somma bisognava meritarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gertrude non ha più bisogno di consigli ; ciò che noi desideravamo per suo bene , l'ha voluto lei spontaneamente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avrebbe desiderato riposar l'animo da tante commozioni , lasciar , per dir così , chiarire i suoi pensieri , render conto a se stessa di ciò che aveva fatto , di ciò che le rimaneva da fare , sapere ciò che volesse , rallentare un momento quella macchina che , appena avviata , andava così precipitosamente ; ma non ci fu verso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così detto , fece chiamare un'altra donna , e le ordinò di servir Gertrude ; la quale intanto , masticando e assaporando la soddisfazione che aveva ricevuta , si stupiva di trovarci così poco sugo , in paragone del desiderio che n'aveva avuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo i primi complimenti , questa , con una maniera tra il giulivo e il solenne , le domandò cosa desiderasse in quel luogo , dove non c'era chi le potesse negar nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ottima scelta , - disse il principe , che desiderava e aspettava appunto quella .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Pare che Gertrude avrebbe dovuto sentire una certa propensione per l'altre suore , che non avevano avuto parte in quegl'intrighi , e che , senza averla desiderata per compagna , l'amavano come tale ; e pie , occupate e ilari , le mostravano col loro esempio come anche là dentro si potesse non solo vivere , ma starci bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando le veniva in mente che molte di loro eran destinate a vivere in quel mondo dal quale essa era esclusa per sempre , provava contro quelle poverine un astio , un desiderio quasi di vendetta ; e le teneva sotto , le bistrattava , faceva loro scontare anticipatamente i piaceri che avrebber goduti un giorno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quante volte al giorno l'immagine di quella donna veniva a cacciarsi d'improvviso nella sua mente , e si piantava lì , e non voleva moversi ! Quante volte avrebbe desiderato di vedersela dinanzi viva e reale , piuttosto che averla sempre fissa nel pensiero , piuttosto che dover trovarsi , giorno e notte , in compagnia di quella forma vana , terribile , impassibile ! Quante volte avrebbe voluto sentir davvero la voce di colei , qualunque cosa avesse potuto minacciare , piuttosto che aver sempre nell'intimo dell'orecchio mentale il susurro fantastico di quella stessa voce , e sentirne parole ripetute con una pertinacia , con un'insistenza infaticabile , che nessuna persona vivente non ebbe mai !
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* Il desiderio d'obbligare il padre guardiano , la compiacenza di proteggere , il pensiero del buon concetto che poteva fruttare la protezione impiegata così santamente , una certa inclinazione per Lucia , e anche un certo sollievo nel far del bene a una creatura innocente , nel soccorrere e consolare oppressi , avevan realmente disposta la signora a prendersi a petto la sorte delle due povere fuggitive .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Il Griso di nuovo in campo ; e , la sera di quel giorno medesimo , poté riportare al suo degno padrone la notizia desiderata: ed ecco in qual maniera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma pensò che non conveniva a lui di rimestar quella brutta faccenda ; e senza star altro a lambiccarsi il cervello , si risolvette d'aprirsi col dottor Azzecca-garbugli , quanto era necessario per fargli comprendere il suo desiderio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Abbandonar la casa , tralasciare il - mestiere , e quel ch'era più di tutto , allontanarsi da Lucia , trovarsi sur una strada , senza saper dove anderebbe a posarsi ; e tutto per causa di quel birbone ! Quando si tratteneva col pensiero sull'una o sull'altra di queste cose , s'ingolfava tutto nella rabbia , e nel desiderio della vendetta ; ma gli tornava poi in mente quella preghiera che aveva recitata anche lui col suo buon frate , nella chiesa di Pescarenico ; e si ravvedeva: gli si risvegliava ancora la stizza ; ma vedendo un'immagine sul muro , si levava il cappello , e si fermava un momento a pregar di nuovo: tanto che , in quel viaggio , ebbe ammazzato in cuor suo don Rodrigo , e risuscitatolo , almeno venti volte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così pensando , si mise in una tasca quello che aveva in mano , ne prese un secondo , e lo mise nell'altra ; un terzo , e cominciò a mangiare ; e si rincamminò , più incerto che mai , e desideroso di chiarirsi che storia fosse quella .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per quanto noi desideriamo di far fare buona figura al nostro povero montanaro , la sincerità storica ci obbliga a dire che il suo primo sentimento fu di piacere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , questa messe tanto desiderata riuscì ancor più misera della precedente , in parte per maggior contrarietà delle stagioni (e questo non solo nel milanese , ma in un buon tratto di paese circonvicino) ; in parte per colpa degli uomini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Costui vide , e chi non l'avrebbe veduto ? che l'essere il pane a un prezzo giusto , è per sé una cosa molto desiderabile ; e pensò , e qui fu lo sbaglio , che un suo ordine potesse bastare a produrla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ordini meno insensati e meno iniqui eran , più d'una volta , per la resistenza delle cose stesse , rimasti ineseguiti ; ma all'esecuzione di questo vegliava la moltitudine , che , vedendo finalmente convertito in legge il suo desiderio , non avrebbe sofferto che fosse per celia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Prega , esorta , minaccia ; pigia , ripigia , incalza di qua e di là , con quel raddoppiare di voglia , e con quel rinnovamento di forze che viene dal veder vicino il fine desiderato ; gli era finalmente riuscito di divider la calca in due , e poi di spingere indietro le due calche ; tanto che , tra la porta e la carrozza , che vi si fermò davanti , v'era un piccolo spazio voto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto quelli di dentro avevano aperto , ossia avevan finito d'aprire , tirando via il catenaccio insieme con gli anelli già mezzi sconficcati , e allargando lo spiraglio , appena quanto bastava per fare entrare il desideratissimo ospite .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi , per quella specie d'attrattiva , che alle volte ci tiene a considerare un oggetto di stizza , al pari che un oggetto d'amore , e che forse non è altro che il desiderio di conoscere ciò che opera fortemente sull'animo nostro , si fermò un momento a contemplare l'ospite così noioso per lui , alzandogli il lume sul viso , e facendovi , con la mano stesa , ribatter sopra la luce ; in quell'atto a un di presso che vien dipinta Psiche , quando sta a spiare furtivamente le forme del consorte sconosciuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Desiderava dunque di spicciarsi ; ma avrebbe anche voluto condur via Renzo d'amore e d'accordo ; giacché , se si fosse venuti a guerra aperta con lui , non poteva esser certo , quando fossero in istrada , di trovarsi tre contr'uno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il notaio desiderava ardentemente di far lo stesso ; ma c'era de' guai , per amor della cappa nera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quel ragazzotto , che , a dire il vero , mostrava d'esser molto sveglio , mostrava però d'essere anche più malizioso ; e probabilmente avrebbe avuto un gusto matto a far andare un povero contadino dalla parte opposta a quella che desiderava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il terzo giovedì , non si vide nessuno ; e , per le povere donne , fu non solo una privazione d'un conforto desiderato e sperato , ma , come accade per ogni piccola cosa a chi è afflitto e impicciato , una cagione d'inquietudine , di cento sospetti molesti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La donna non ebbe bisogno di pregare , per ottenere il piacere che desiderava: prese congedo dalla signora e dalla figlia , non senza lacrime , promettendo di mandar subito le sue nuove , e di tornar presto ; e partì .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Certo è che Attilio non aveva detta a caso quella parola ; e quantunque dovesse aspettarsi che , a un suggerimento così scoperto , la boria ombrosa del conte zio avrebbe ricalcitrato , a ogni modo volle fargli balenar dinanzi l'idea di quel ripiego , e metterlo sulla strada , dove desiderava che andasse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ottenuto che l'avesse , si poteva esser certi che non si sarebbe più curato degli anni , non avrebbe desiderato altro , e sarebbe morto contento , come tutti quelli che desideran molto una cosa , assicurano di voler fare , quando siano arrivati a ottenerla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* C'è giusto anche l'altra circostanza , che possa esser caduto in sospetto di chi . . .potrebbe desiderare che fosse rimosso: e , collocandolo in qualche posto un po' lontanetto , facciamo un viaggio e due servizi ; tutto s'accomoda da sé , o per dir meglio , non c'è nulla di guasto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ricordatevi che dobbiamo morir tutti , e che un giorno desidererete che Dio vi usi misericordia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'infelice risvegliata riconobbe la sua prigione: tutte le memorie dell'orribil giornata trascorsa , tutti i terrori dell'avvenire , l'assalirono in una volta: quella nuova quiete stessa dopo tante agitazioni , quella specie di riposo , quell'abbandono in cui era lasciata , le facevano un nuovo spavento: e fu vinta da un tale affanno , che desiderò di morire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si ricordò di quello che aveva di più caro , o che di più caro aveva avuto ; giacché , in quel momento , l'animo suo non poteva sentire altra affezione che di spavento , né concepire altro desiderio che della liberazione ; se ne ricordò , e risolvette subito di farne un sacrifizio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutto gli appariva cambiato: ciò che altre volte stimolava più fortemente i suoi desidèri , ora non aveva più nulla di desiderabile: la passione , come un cavallo divenuto tutt'a un tratto restìo per un'ombra , non voleva più andare avanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avendo risaputo che un nobile usava artifizi e angherie per far monaca una sua figlia , la quale desiderava piuttosto di maritarsi , fece venire il padre ; e cavatogli di bocca che il vero motivo di quella vessazione era il non avere quattromila scudi che , secondo lui , sarebbero stati necessari a maritar la figlia convenevolmente , Federigo la dotò di quattromila scudi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A questo non abbiamo nulla da rispondere , se non che sarebbe da desiderarsi che si vedessero spesso eccessi d'una virtù così libera dall'opinioni dominanti (ogni tempo ha le sue) , così indipendente dalla tendenza generale , come , in questo caso , fu quella che mosse un uomo a dar quattromila scudi , perché una giovine non fosse fatta monaca .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non solo da' molti conclavi ai quali assistette , riportò il concetto di non aver mai aspirato a quel posto così desiderabile all'ambizione , e così terribile alla pietà ; ma una volta che un collega , il quale contava molto , venne a offrirgli il suo voto e quelli della sua fazione (brutta parola , ma era quella che usavano) , Federigo rifiutò una tal proposta in modo , che quello depose il pensiero , e si rivolse altrove .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Appena introdotto l'innominato , Federigo gli andò incontro , con un volto premuroso e sereno , e con le braccia aperte , come a una persona desiderata , e fece subito cenno al cappellano che uscisse: il quale ubbidì .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'innominato , ch'era stato come portato lì per forza da una smania inesplicabile , piuttosto che condotto da un determinato disegno , ci stava anche come per forza , straziato da due passioni opposte , quel desiderio e quella speranza confusa di trovare un refrigerio al tormento interno , e dall'altra parte una stizza , una vergogna di venir lì come un pentito , come un sottomesso , come un miserabile , a confessarsi in colpa , a implorare un uomo: e non trovava parole , né quasi ne cercava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- E questa consolazione ch'io sento , e che , certo , vi si manifesta nel mio aspetto , vi par egli ch'io dovessi provarla all'annunzio , alla vista d'uno sconosciuto ? Siete voi che me la fate provare ; voi , dico , che avrei dovuto cercare ; voi che almeno ho tanto amato e pianto , per cui ho tanto pregato ; voi , de' miei figli , che pure amo tutti e di cuore , quello che avrei più desiderato d'accogliere e d'abbracciare , se avessi creduto di poterlo sperare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ogni tanto , comparivano viandanti , anche a comitive , che accorrevano per vedere il cardinale ; ed era un ristoro per don Abbondio ; ma passeggiero , ma s'andava verso quella valle tremenda , dove non s'incontrerebbe che sudditi dell'amico: e che sudditi ! Con l'amico avrebbe desiderato ora più che mai d'entrare in discorso , tanto per tastarlo sempre più , come per tenerlo in buona ; ma vedendolo così soprappensiero , gliene passava la voglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto s'andava avanti per un sentiero sassoso , lungo il torrente: al di là quel prospetto di balze aspre , scure , disabitate ; al di qua quella popolazione da far parer desiderabile ogni deserto: Dante non istava peggio nel mezzo di Malebolge .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Allora , quello di cui si parlava , spinse l'uscio , e si fece vedere ; Lucia , che poco prima lo desiderava , anzi , non avendo speranza in altra cosa del mondo , non desiderava che lui , ora , dopo aver veduti visi , e sentite voci amiche , non poté reprimere un subitaneo ribrezzo ; si riscosse , ritenne il respiro , si strinse alla buona donna , e le nascose il viso in seno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E ora che la funzione , la pompa , il concorso , e soprattutto la predica del cardinale avevano , come si dice , esaltati tutti i suoi buoni sentimenti , tornava a casa con un'aspettativa , con un desiderio ansioso di sapere come la cosa fosse riuscita , e di trovare la povera innocente salvata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo , don Abbondio era voluto entrare in un altro discorso , e darle una lunga istruzione sulla maniera di regolarsi con l'arcivescovo , se questo , com'era probabile , avesse desiderato di parlar con lei e con la figliuola ; e soprattutto che non conveniva far parola del matrimonio . . .Ma Agnese , accorgendosi che il brav'uomo non parlava che per il suo proprio interesse , l'aveva piantato , senza promettergli , anzi senza risolver nulla ; ché aveva tutt'altro da pensare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo un colloquio che durò molto più del primo , l'innominato era partito per il suo castello , su quella stessa mula della mattina ; e il cardinale , fatto chiamare il curato , gli aveva detto che desiderava d'esser condotto alla casa dov'era ricoverata Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh ! monsignore , - aveva risposto il curato , - non s'incomodi: manderò io subito ad avvertire che venga qui la giovine , la madre , se è arrivata , anche gli ospiti , se monsignore li vuole , tutti quelli che desidera vossignoria illustrissima .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Desidero d'andar io a trovarli , - aveva replicato Federigo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , avendo il superiore espresso di nuovo il medesimo desiderio , l'inferiore s'inchinò e si mosse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma il marito , messo in orgasmo dalla presenza d'un tale interrogatore , dal desiderio di farsi onore in un'occasione di tanta importanza , studiava ansiosamente qualche bella risposta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Entrò anche in questa come poté ; andò all'altare e , dopo essere stato alquanto in orazione , fece , secondo il suo solito , un piccol discorso al popolo , sul suo amore per loro , sul suo desiderio della loro salvezza , e come dovessero disporsi alle funzioni del giorno dopo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cercava dunque di lasciar cadere , o di stornare quel discorso ; o diceva , in termini generali , di non aver più speranza , né desiderio di cosa di questo mondo , fuorché di poter presto riunirsi con sua madre ; le più volte , il pianto veniva opportunamente a troncar le parole .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E per venire alle corte , donna Prassede , sentendo che il cardinale s'era incaricato di trovare a Lucia un ricovero , punta dal desiderio di secondare e di prevenire a un tratto quella buona intenzione , s'esibì di prender la giovine in casa , dove , senz'essere addetta ad alcun servizio particolare , potrebbe , a piacer suo , aiutar l'altre donne ne' loro lavori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Stava in quel momento il cardinale discorrendo con don Abbondio , sugli affari della parrocchia: dimodoché questo non ebbe campo di dare anche lui , come avrebbe desiderato , le sue istruzioni alle donne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'avete ubbidita puntualmente: s'era fatta vedere a voi , per intimarvi il suo desiderio ; ma voleva rimanere occulta a chi avrebbe potuto ripararsi da essa , e mettersi in guardia ; non voleva che si facesse rumore , voleva il segreto , per maturare a suo bell'agio i suoi disegni d'insidie o di forza ; vi comandò la trasgressione e il silenzio: voi avete trasgredito , e non parlavate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Me l'hanno detto , figliuolo: ma questo m'accora , questo m'atterra , che voi desideriate ancora di scusarvi ; che pensiate di scusarvi , accusando ; che prendiate materia d'accusa da ciò che dovrebb'esser parte della vostra confessione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ah sì , figliuolo , sì ! - esclamò Federigo ; e con una dignità piena d'affetto , concluse: - lo sa il cielo se avrei desiderato di tener con voi tutt'altri discorsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Introdotto , gli presentò un gruppo e una lettera di quel signore , la quale lo pregava di far accettare alla madre di Lucia cento scudi d'oro ch'eran nel gruppo , per servir di dote alla giovine , o per quell'uso che ad esse sarebbe parso migliore ; lo pregava insieme di dir loro , che , se mai , in qualunque tempo , avessero creduto che potesse render loro qualche servizio , la povera giovine sapeva pur troppo dove stesse ; e per lui , quella sarebbe una delle fortune più desiderate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese , tutta intenerita , assicurò la figlia che ogni cosa si farebbe come desiderava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia , quando la madre ebbe potuto , non so per qual mezzo , farle sapere che quel tale era vivo e in salvo e avvertito , sentì un gran sollievo , e non desiderava più altro , se non che si dimenticasse di lei ; o , per dir la cosa proprio a un puntino , che pensasse a dimenticarla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alla moltitudine un tale espediente è sempre parso , e ha sempre dovuto parere , quanto conforme all'equità , altrettanto semplice e agevole a mettersi in esecuzione: è quindi cosa naturale che , nell'angustie e ne' patimenti della carestia , essa lo desideri , l'implori e , se può , l'imponga .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si voltò poi a don Abbondio , e gli disse: - signor curato , se mai desiderasse di portar lassù qualche libro , per passare il tempo , da pover'uomo posso servirla: ché anch'io mi diverto un po' a leggere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* All'arrivo di quelle nuove de' paesi che n'erano così malamente imbrattati , di paesi che formano intorno alla città quasi un semicircolo , in alcuni punti distante da essa non più di diciotto o venti miglia ; chi non crederebbe che vi si suscitasse un movimento generale , un desiderio di precauzioni bene o male intese , almeno una sterile inquietudine ? Eppure , se in qualche cosa le memorie di quel tempo vanno d'accordo , è nell'attestare che non ne fu nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma l'uscite , i ripieghi , le vendette , per dir così , della caparbietà convinta , sono alle volte tali da far desiderare che fosse rimasta ferma e invitta , fino all'ultimo , contro la ragione e l'evidenza: e questa fu bene una di quelle volte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al replicar dell'istanze , cedette egli dunque , acconsentì che si facesse la processione , acconsentì di più al desiderio , alla premura generale , che la cassa dov'eran rinchiuse le reliquie di san Carlo , rimanesse dopo esposta , per otto giorni , sull'altar maggiore del duomo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* S'è visto , almeno da quel che ne dice il Ripamonti , come da principio , veramente stesse in dubbio: ritenne poi sempre che in quell'opinione avesse gran parte la credulità , l'ignoranza , la paura , il desiderio di scusarsi d'aver così tardi riconosciuto il contagio , e pensato a mettervi riparo ; che molto ci fosse d'esagerato , ma insieme , che qualche cosa ci fosse di vero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo , quando gli fu vicino , si levò il cappello , e gli accennò che desiderava parlargli , fermandosi nello stesso tempo , in maniera da fargli intendere che non si sarebbe accostato di più .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era l'indizio che aveva desiderato e domandato , e del quale non poteva far di meno ; né gli era stato detto nient'altro , da che potesse ricavare nessun augurio sinistro ; ma che volete ? quell'idea un po' più distinta d'un termine vicino , dove uscirebbe d'una grand'incertezza , dove potrebbe sentirsi dire: è viva , o sentirsi dire: è morta ; quell'idea l'aveva così colpito che , in quel momento , gli sarebbe piaciuto più di trovarsi ancora ai buio di tutto , d'essere al principio del viaggio , di cui ormai toccava la fine .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questo spettacolo , noi non ci proponiam certo di descriverlo a parte a parte , né il lettore lo desidera ; solo , seguendo il nostro giovine nel suo penoso giro , ci fermeremo alle sue fermate , e di ciò che gli toccò di vedere diremo quanto sia necessario a raccontar ciò che fece , e ciò che gli seguì .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non s'era mai mosso da Rimini , né aveva pensato a moversene , se non quando la peste scoppiata in Milano gli offrì occasione di ciò che aveva sempre tanto desiderato , di dar la sua vita per il prossimo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- No , figliuolo: da che Dio m'ha allontanato da voi altri , io non n'ho saputo più nulla ; ma ora ch'Egli mi ti manda , dico la verità che desidero molto di saperne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vieni , e vedrai con chi tu potevi tener odio , a chi potevi desiderar del male , volergliene fare , sopra che vita tu volevi far da padrone .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma ora , in un così gran ribollimento d'affetti , aveva almen tanto bisogno di sfogarsi , quanto l'altra desiderio di sentire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E se voi mi chiedete ch'io vi dichiari sciolta da codesto voto , io non esiterò a farlo ; e desidero anzi che me lo chiediate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Finalmente , prima di partire , avrebbe anche desiderato di saper qualcosa de' suoi antichi padroni , e di fare , come diceva , un atto del suo dovere , se alcuno ne rimaneva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Monsignore desidera d'averne notizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Si rendeva conto lei stessa del cangiamento della propria indole; provava in certi momenti quasi odio per se stessa, repulsione per quel suo corpo vigoroso, ribrezzo dei desiderii insospettati in cui esso, ora, all'improvviso, le s'accendeva turbandola profondamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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C'era il desiderio dei piatti fini, ch'ora sarebbero venuti in tavola, ma c'era anche in tutti quei convitati una seria costernazione per tutto quel superfluo che vedevano luccicar sulla tovaglia nuova, che li abbagliava: quattro bicchieri di diversa forma e forchette e forchettine, coltelli e coltellini, e certi pennini, poi, dentro gl'involtini di cartavelina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E in quell'ozio smanioso, intanto, si sentiva dentro come un fermento d'acri desiderii; fra gli altri, quello della moglie, perché gli s'era negata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non era piú desiderabile, è vero, quella donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stesa finalmente la proposta, l'ingegnere Scelzi non seppe resistere al desiderio di conoscere il perché di quella risoluzione improvvisa, inattesa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli aveva forse fatto velo la passione ch'egli aveva del commercio, il desiderio che l'antica ditta Orsani non venisse a cessare, e s'era forse lusingato che, con la pratica degli affari, con l'allettamento dei grossi guadagni, a poco a poco il figlio sarebbe riuscito ad adattarsi e a prender gusto a quel genere di vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu vecchia, subito: - Biada alla bestia! Il Mear, sconfitto, se lo portò in giro per le cinque stanzette del quartierino arredate con cura amorosa, con la cura di chi non voglia trovar piú nulla da desiderare fuori della propria casa, fatto il proponimento di diventar chiocciola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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È cosí! I piaceri d'un momento, i desiderii immediati ti s'impongono, è inutile! La natura stessa dell'uomo, tutti i tuoi sensi te li reclamano cosí spontaneamente e imperiosamente, che tu non puoi loro resistere; i danni, le sofferenze che possono derivarne non ti s'affacciano al pensiero con tal precisione, né la tua immaginativa può presentir questi danni, queste sofferenze, con tanta forza e tale chiarezza, che la tua inclinazione irresistibile a soddisfar quei desiderii, a prenderti quei piaceri ne è frenata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se talvolta, buon Dio, neppure la coscienza dei mali immediati è ritegno che basti contro ai desiderii! Noi siamo deboli creature...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché la vostra vita, se potesse veramente esser diversa, chi sa che sentimenti, che speranze, che desiderii vi susciterebbe altri da questi che ora vi suscita per il solo fatto che essa è cosí! Tanto è vero, che quelli che sono come voi vorreste essere, o che hanno quello che voi vorreste avere, o che sono là dove voi vi desiderereste, vi fanno stizza, perché vi sembra che in quelle condizioni da voi invidiate non sappiano esser lieti come voi sareste.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché quelle condizioni voi le invidiate perché non sono le vostre, e se fossero, non sareste piú voi, voglio dire con codesto desiderio di esser diversi da quelli che siete.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma cominciai a piangere come un bambino: come il bambino che ero stato per quella mia mamma santa, di cui sí, sí, volevo ancora la pietà per il freddo e la stanchezza che sentivo, pur avendo or ora finito di desiderar la sua morte, povera mamma santa, che n'aveva perdute di notti per me, quand'ero piccino e malato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prima, riassumo in breve i fatti, poi ti espongo, con la franchezza che desideri, il mio parere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi muojo dal desiderio di veder il suo disegno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti quei mobili nuovi, scelti chi sa con quanta cura amorosa da entrambi gli sposini, e festivamente disposti in quella casa che tra pochi giorni doveva essere abitata, quante promesse chiudevano? Riponi in uno stipetto un desiderio: àprilo: vi troverai un disinganno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma lí, no: tutti quegli oggetti avrebbero custodito, con le dolci lusinghe, i desiderii e le promesse e le speranze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Guardava dall'uscio gli oggetti delle altre stanze e si struggeva dal desiderio di recarsi a carezzare anche quelli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, la prima volta che poté uscir di casa, accompagnato dalla sorella, in gran segreto manifestò a questa il desiderio d'esser condotto alla casa del medico che curava Beniamino Lenzi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ti piacerebbe che la gente, vedendoci per via, dicesse: "Oh guarda un po' che moglie è andata a scegliersi quel pover'uomo"? E il marito, che - gliel'assicuro - non è piú uomo, si sta zitto; quand'invece dovrebbe gridare: - Ma me lo dico io da me, cara, che moglie sono andato a scegliermi, nel vederti cosí, adesso, accanto a me! Ah, tu mi ti mostri brutta per casa e a letto, perché gli altri poi, per via, possano esclamare: "Oh guarda che bella moglie ha quel pover'uomo"? E mi debbono invidiare per giunta? Ma grazie, grazie cara, di quest'invidia per me, che si traduce, naturalmente, in un desiderio di te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu vuoi esser desiderata perché io sia invidiato? Quanto sei buona! Ma piú buono sono io che t'ho sposata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Han bisogno d'esser desiderate, le donne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, capirà, un marito non può piú desiderar la moglie che ha giorno e notte con sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non può desiderarla, intendo com'ella vorrebbe essere desiderata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando mai ho goduto io? - Avresti voluto conoscer altri? - Ma certo! ma precisamente come te, che ne hai conosciute tante prima e chi sa quante dopo! Dunque, signor mio, tenga bene a mente questo: che una donna desidera proprio tal quale come noi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eppure dovetti fingere di credere sul serio a tutt'e tre le cose e sudare una camicia per indurla a far quello che lei, in fondo, desiderava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se era lecito, ecco, desiderava di conoscere la vera ragione per cui...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Martino Lori si rabbujò, pensando che forse il Verona, avvalendosi adesso dell'autorità di suo prossimo superiore, volesse ordinargli di non interporsi negli uffici contro il desiderio della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non avrebbe dovuto anzi affratellarli di piú il dolore comune? Desideravano forse le sue cognate che si staccasse da loro e facesse casa da sé? Ma egli, rimanendo, aveva creduto di far loro piacere; le aiutava, e non poco; provvedeva lui quasi del tutto ormai al mantenimento della casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come mai? Dov'era? - Adriana! Adriana! - Un'angosciosa tenerezza per la moglie lo vinse; e si mise a piangere come un bambino, nel desiderio cocente di buttarle le braccia al collo e stringersela forte, forte al petto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che se talvolta qualche desiderio monello saltava dentro all'improvviso per la finestra degli occhi, subito la ragione arcigna lo cacciava via a pedate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma tutta quella loro rivolta ideale contro i cosí detti pregiudizii sociali, tutte quelle loro prediche fervorose per la cosí detta emancipazione della donna, che altro erano in fondo se non una sdegnosa mascheratura del bisogno fisiologico, che urlava sotto? Le donne desiderano gli uomini e non lo possono dire; poverine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le due amiche, che avrebbero provato orrore se anche fugacissimamente su lo specchio interiore della loro coscienza avesse fatto capolino, col viso spaventato del ladro, il desiderio d'un reciproco tradimento, sentirono subito e videro crescere in sé a un tratto e divampare una vivissima simpatia l'una per il cognato dell'altra, e non tardarono a dichiararsela apertamente, con gran sollievo dell'anima, come se ciascuna avesse acquistato di punto in bianco qualcosa che si sentiva mancare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma dove andare? e perché? Che funebre squallore nel bujo delle vie deserte, vegliate dai radi lampioni! Rivide col pensiero, come in sogno, altre vie meglio illuminate; immaginò la gente che vi passava, assorta nelle proprie cure, con affetti vivi in cuore, con desiderii vivi nell'anima, o guidata da una abitudine ch'egli non aveva piú; immaginò i caffè luccicanti di specchi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh con quale ardore la desiderò in quel momento! Sí, sí, nonostante tutto il martirio che ella gli aveva inflitto per nove anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non aver piú coscienza d'essere, come una pietra, come una pianta; non ricordarsi piú neanche del proprio nome; vivere per vivere, senza saper di vivere, come le bestie, come le piante; senza piú affetti, né desiderii, né memorie, né pensieri; senza piú nulla che desse senso e valore alla propria vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutte le illusioni e tutti i disinganni e i dolori e le gioje e le speranze e i desiderii degli uomini gli apparivano vani e transitorii di fronte al sentimento che spirava dalle cose che restano e sopravanzano ad essi, impassibili.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le stelle, dal cielo, non fanno altro che sbirciar Costanova; e c'è chi dice che ridano; c'è chi dice che sospirino dal desiderio d'avere in sé ciascuna una città come Costanova.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E allora istruisca subito il processo, e in modo da farmi avere al piú presto quello che desidero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Credi che ella sarebbe piú, quale è stata finora? Se desidera tanto di tenersi il figlio! La faremmo infelice, credi, Carlino, inutilmente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non staccavano gli occhi da una che per attaccarli subito a un'altra, e la seguivano con lo sguardo, studiandone ogni mossa o fissandone qualche tratto, il seno, i fianchi, la gola, le rosee braccia trasparenti dai merletti delle maniche: storditi, inebriati da tutto quel brulichío, da tutto quel fremito di vita, da tanta varietà d'aspetti e di colori e di espressioni, e tenuti in un'ansia angosciosa di confusi sentimenti e pensieri e rimpianti e desiderii, ora per uno sguardo fuggevole, ora per un sorriso lieve di compiacenza che riuscivano a cogliere da questa o da quella, tra il frastuono delle vetture e il passerajo fitto, continuo che veniva dalle prossime ville.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma spesso anche Torellino si seccava a vederlo smaniare cosí; e nei giorni che doveva recarsi a visitare la madre, sbuffava ogni qual volta egli si metteva a suggerirgli tutto quello che avrebbe desiderato le dicesse per intenerirla, lo stato in cui si trovava, cosí senza cure, alla sua età; la sua disperazione; il suo pianto; e che non poteva dormire, e che non sapeva piú reggere, né come fare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Offrivano con quel sorriso all'ammirazione e al desiderio degli uomini il loro corpo disegnato nettamente dagli abiti succinti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si vide allora, per parecchi mesi, zia Michelina uscir di casa e andare in chiesa e poi a spasso, tutta attillata, benché vestita di nero, con la spagnoletta di pizzo e il ventaglio, le scarpine lucide dai tacchetti alti, ben pettinata e con quell'impaccio particolare delle donne che non vogliono mostrare il desiderio d'esser guardate, e che è pure un'arte per farsi guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma egli giurò e spergiurò di non averla uccisa lui, ma che s'era uccisa da sé, per aver egli voluto ciò che ogni marito è in diritto di pretendere dalla propria moglie; disse che, avendo ottenuto ciò che desiderava e per cui aveva tanto combattuto, non aveva nessuna ragione di commettere quel delitto; portò tanti testimoni che erano a conoscenza del suo sentimento, delle sue oneste intenzioni e delle opposizioni e minacce di lei; e fu assolto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che sublime, signori miei! Disgraziata! disgraziata! Sapete come le andò a finire? Cosí, diciamo, precinta d'eroismo, cosí raggiante di sublimità, naturalmente apparve un'altra al marito commosso e ammirato fino al delirio, al marito che da parecchi anni, per un divieto dei medici, non la teneva piú in conto di moglie e la trattava perciò a modo d'una cagna, a cinghiate e vituperii: gli apparve bella, capite? irresistibilmente desiderabile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che! ma via! ma perché doveva dirsi dipesa dall'eroismo la disgrazia di quella poveretta, e non piuttosto dal male di cui soffriva prima? Tanto vero che, se non avesse avuto quel male, apparendo allo stesso modo bella e desiderabile al marito per il recente eroismo, ella non sarebbe morta e avrebbe messo al mondo, pacificamente, un figliuolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, né fin allora ne era morta, né forse mai ne sarebbe morta, se quel suo eroismo non avesse tutt'a un tratto, dopo tanti anni d'abbandono e di maltrattamenti, ispirato al marito un tal desiderio di lei, da non fargli piú tener conto del divieto dei medici.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Invece, il desiderio improvviso e naturalissimo, il non tener conto di quel divieto e la morte erano conseguenza dell'eroismo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tanto vero che, se ella non lo avesse compiuto, il marito, non solo non l'avrebbe ammirata né desiderata, ma la avrebbe trattata anche peggio di prima, e lei non sarebbe morta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tuttora Didí ne sentiva un desiderio angoscioso, che la faceva piangere insaziabilmente, inginocchiata innanzi a una antica cassapanca, ov'erano conservate le vesti della madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma nella solitudine, in quel vuoto, questo desiderio non trovava da sfogarsi altrimenti che in veri impeti di follia, che sbigottivano la povera donna Bebé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Nuccio, seduto su quell'unica seggiola, s'era messo a pensare a una cosa bella bella per la figliuola: alla sola cosa a lei ormai desiderabile, che Dio cioè le aprisse la mente, che quel duro patire lí sul saccone sudicio di quel letto nella casa vuota la persuadesse a chiedere d'esser portata all'ospedale, dove nessuna delle sorelle, morte prima, era voluta andare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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(E dalla piazza, piena di sole nelle belle giornate, arrivavano in quella tomba gli allegri rumori della vita!) Avrebbe tanto desiderato, la signora Maddalena, d'andare ad abitar lontano lontano, magari fuor di porta, non potendo dove sapeva lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Maddalena e Adelaide s'erano accorte, e lei stessa, Nenè, sapeva bene, che veramente la manifattura di quelle scatoline per un dolciere d'Aquila lasciava molto a desiderare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Diventati ricchi, che rispetto piú, che considerazione potevano avere per uno che si era arrabattato a metter su sconci pupazzi e caricature per lasciarli tant'anni quasi morti di fame? Ah, ma, perdio, voleva aver l'orgoglio di sputare anche lui ora, a sua volta, su quella ricchezza, e di provarne schifo; ora che non poteva piú servirgli per attuare quel sogno che gliel'aveva fatto un tempo desiderare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sai che ancora un po' di quel che avevo, mi resta; sai che i bisogni miei sono limitatissimi e che ormai nessun desiderio piú m'invoglia di sperare; tranne quello di morir presto, sperare che sia senza avvedermene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La lettera mi annunziava, seguitando, alcuni disegni per l'avvenire: che tua moglie, cioè, spera, o almeno desidera, di trovar da lavorare in casa, o qualche dignitoso collocamento in una nobile famiglia, come lettrice o istitutrice, mettendo a profitto, dice, i preziosi ammaestramenti che tu le lasciasti in unica e cara eredità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sí, badi, - ho ripreso io, impassibile - non desidererei di meglio, signor mio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto, ho fatto le valige, e via! Ho voluto rivedere i tre laghi e, con particolar desiderio, quello di Lugano che, date le condizioni d'animo con cui avevo intrapreso il primo viaggio, al tempo del tuo matrimonio, mi aveva fatto maggiore impressione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LE SORPRESE DELLA SCIENZA Avevo ben capito che l'amico Tucci, nell'invitarmi con quelle sue calorose e pressanti lettere a passare l'estate a Milocca, in fondo non desiderava tanto di procurare un piacere a me, quanto a se stesso il gusto di farmi restare a bocca aperta mostrandomi ciò che aveva saputo fare, con molto coraggio, in tanti anni d'infaticabile operosità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No, no, non aveva desiderato di riavere il somarello abbandonato, perché, quantunque la paura fosse stata piú forte di lui, non sarebbe mai scappato, sapendo che il suo fratellino, là, era intanto nella mischia e che forse in quel punto, ecco, gliel'uccidevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In un mondo cosí fatto, poteva mai figurarsi il padre beneficiale Fioríca che il diavolo vi potesse entrare da qualche parte? E il diavolo invece vi entrava a suo piacere, ogni qual volta gliene veniva il desiderio, di soppiatto e facilissimamente, sicuro d'essere scambiato per un buon uomo o una buona donna, o anche spesso per un innocuo oggetto qualsiasi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Veramente il padre beneficiale Fioríca avrebbe desiderato che madrina della campana fosse la signora Greli, o almeno una delle figliuole, la maggiore che aveva circa diciott'anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rimase però grato, poi, in cuor suo, al signor Greli di non aver voluto condiscendere a quel suo desiderio, vedendo il miracolo che il battesimo della campana operò nell'anima di quel fanciullo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Donne e fanciulli, cantando le canzoncine in ginocchio, tenevano fissi gli occhi a quella Madonnina sull'altare, tra i ceri accesi e le rose offerte in gran profusione; e ciascuno desiderava ardentemente che quella Madonnina gli toccasse in sorte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E piú di tutti, naturalmente, lo desiderava il padre beneficiale Fioríca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ce n'andiamo! Venerina ricadeva d'un tratto, in quei momenti, nel suo tedio neghittoso, inasprito da una sorda stizza o aggravato da una pena d'indefiniti desiderii: la casa le appariva vuota di nuovo, vuota la vita, e sbuffava: non voleva far nulla, piú nulla! IV Lars Cleen, appena solo, si sentiva come caduto in un altro mondo, piú luminoso, di cui non conosceva che tre abitanti soli e una casa, anzi una camera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un senso scottante di vergogna le impediva di rallegrarsi di quella spiegazione con lo zio, forse desiderata inconsciamente dal suo cuore, dopo tanti mesi di sospensione su un pensiero, su un sentimento, che non riuscivano quasi a posarsi sulla realtà, ad affermarsi in qualche modo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il povero don Paranza, sbuffando piú che mai, nel cresciuto impiccio, si era recato dapprima solo dal Di Nica e, ottenuto il posto, era ritornato a casa a offrirlo al Cleen, soggiungendogli nel suo barbaro francese che, se voleva restare, come gliene aveva espresso il desiderio, se voleva trattenersi fino al ritorno dell'Hammerfest, doveva essere a questo patto: che lavorasse; il posto, ecco, glielo aveva procurato lui: quando poi il piroscafo sarebbe arrivato dall'America, ne avrebbe avuti due, di posti; e allora, a sua scelta: o questo o quello, quale gli sarebbe convenuto di piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma poi, dopo due giorni, doveva ripartire; e di quelle lezioni, cosí spesso interrotte, non riusciva a profittare quanto Venerina avrebbe desiderato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non diceva nulla, lui: guardava Venerina col desiderio di averla con sé, ma non voleva che ella facesse un sacrifizio o che avesse veramente a soffrire del viaggio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo aspettava con ansia, sí, in quei primi giorni; ma non sapeva neppur desiderarlo altrimenti che cosí; due giorni in casa e il resto della settimana fuori; due giorni con lui, e il resto della settimana, sola, ad aspettare ogni sera che lo zio tornasse dalla pesca; e poi, la cena; e poi, a letto, sí, sola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei aveva già trovato il suo posto nella vita: aveva la sua casetta, il marito; tra breve avrebbe avuto anche il figlio desiderato; e non pensava che lui, straniero, era sul principio di quella sua nuova esistenza e aspettava che ella gli tendesse la mano per guidarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Desidera parlarmi? - gli domandò Cesarino, osservandolo, sospeso e costernato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, il suo mare! Da quanto tempo piú non lo vedeva, e che desiderio acuto, intenso, ardente, di rivederlo! Ma eccolo già! Eccolo! Eccolo! E il professor Corvara Amidei sorse in piedi, tutto tremante dall'emozione, si sporse dal finestrino, e bevve con tanta ansia e tanta voluttà la brezza marina, che n'ebbe una vertigine, e ricadde a sedere su la panca della vettura, con le mani sul volto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quel povero albero - io lo ricordo - s'era levato sul magro stelo cinereo con evidente sforzo e rizzando i rami come a supplicare, desideroso di vedere il sole e l'aria libera, angosciato dalla paura di non avere in sé tanto rigoglio da arrivare oltre i tetti delle case che lo circondavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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III Di quelle rose e degli altri fiori s'innamorò tanto, che cominciò a struggersi dal desiderio di avere anche lui un giardinetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questo mi servirà per sfogare ora il desiderio che m'è nato, quella che mi servirà per poi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il marito le vedeva qualche volta gli occhi gonfii e rossi, ma fingeva di non accorgersene; schivava quanto piú poteva di parlare con lei, ormai certo che, per quanto dicesse o facesse, non sarebbe riuscito a ispirarle, a comunicarle quell'affetto per la vita, di cui ella sentiva il desiderio smanioso, ma del quale nello stesso tempo la riteneva incapace.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dissimulando il vivissimo interesse che quel caso strano gli destava, le aveva invece manifestato il desiderio di tornare a visitar l'infermo fra qualche mese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si dice, è vero, che l'amore è cieco; lei però lo desidera cieco proprio fino a questo punto, l'amore del signor marchese? Cieco anche materialmente? Lydia sentí che contro la sicura freddezza mordace di quell'uomo non bastava il contegno altero, in cui man mano, per difendere la sua dignità da un sospetto odioso, s'interiva vieppiú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ne compiace, perché anche lei vuol crederlo, sicura di non aver mai dato campo a desiderii, di cui, appena balenati, non abbia respinto tante volte l'immagine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché a poco a poco l'orrore del corpo di lui, in tutte quelle immagini indelebili che le si erano destate durante la confessione delle sue turpitudini, era divenuto orrore del suo stesso corpo; il quale, ogni sera, davanti allo specchio, appena ella si richiudeva in camera (e senza piú girar la chiave nella serratura!) le domandava, se davvero esso fosse ormai cosí poco desiderabile, da non esser piú nemmeno guardato di sfuggita da un uomo come quello, che s'era contentato fino a poco fa d'una donnaccia volgare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dio, che miseria, quell'intimo esame di tutto il suo corpo per affermare che sí, sí, era ancor bella, era ancor desiderabile; e che poteva perciò sicuramente prevedere, parlando col parroco e l'Aricò, che il marito l'avrebbe messa presto alle strette e si sarebbe fatto cacciar di casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che tutte le donne desiderassero l'amore di lui, le solleticava anzi l'amor proprio; era per lei quasi una soddisfazione, perché infine la moglie era lei, davanti a Dio e davanti agli uomini; la Baronessa era lei; lei aveva potuto comperarselo, questo onore, e le altre no.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quelle non le dissero che proprio per questo desideravano che si maritasse; ma si mostrarono cosí fredde con lei e cosí scontente del rifiuto, che alla fine, a poco a poco, la indussero a cedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dirò di piú: è per noi anzi un vantaggio, che egli sia cosí ladro, o piuttosto cosí desideroso di arricchirsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Confesso tuttavia che, piú volte, m'avviene quasi quasi di desiderare che l'uno e l'altra siano due birbaccioni matricolati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedo certe volte Florestano che con gli occhi e coi sospiri si sforza di far capace mia moglie dei desiderii che lo tormentano, pover'uomo! M'immagino allora mia moglie col bel capo biondo reclinato vezzosamente sull'ampio petto quadro di lui, nell'atto di carezzargli appena appena, stirando in sú con due dita, i lunghi peli rossicci del magnifico pajo di baffi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non aveva avuto mai, mai un momento di bene fin dalla fanciullezza; aveva già perduto, non pur la speranza, ma perfino il desiderio d'averne nel tempo che ancora le avanzava; e allora, quasi mendicando un ricordo di vita, era ritornata ai giorni del suo maggior tormento, ai soli giorni in cui pure, per poco, aveva sentito veramente di vivere: e aveva cercato quel ritrattino, gli aveva comperato quella cornicetta da pochi soldi, e non perché lo vedessero gli altri lo aveva appeso lí alla parete, ma per sé, per sé unicamente, quasi per far vedere a se stessa che, mentre forse tant'altre maestrine come lei dicevano senz'esser vero, d'avere avuto anch'esse in gioventú il loro romanzetto sentimentale, lei - eccolo là - lo aveva avuto davvero: c'era stato davvero - eccolo là - un uomo nella sua vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le espresse il desiderio di rivedere la bambina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sapeva che il padre, venuto sú dalla strada, era diventato signore per lei; e s'irritava vedendo che ella, nonché pretenderne almeno un po' di gratitudine, per poco non metteva la faccia - quella sua povera faccia! - dove lui i piedi; e che lo serviva come una schiava, dimostrandogli lei, anzi, in ogni atto, a ogni momento, quella gratitudine tutta tremiti delle bestie avvilite; sempre in apprensione di non esser pronta abbastanza a prevenire ogni suo desiderio o bisogno, ad accogliere qualche sua distratta benevolenza come una grazia immeritata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei è giovane: ama, spera, desidera; vede il mondo come il suo amore, come la sua speranza e il suo desiderio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sarebbe perciò allora piú vero di come è adesso che lei ama, spera, desidera? Tutti vini immateriali, codesti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sentiva che la sorte lo aveva frodato: non gli aveva dato nulla di ciò che da giovine aveva sperato; gli aveva tolto, da vecchio, quasi tutto quel po' che, senza desiderio, aveva avuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vide quella luna d'agosto a mano a mano scemare e sorgere sempre piú tardi, e col desiderio avrebbe voluto affrettarne le fasi declinanti; poi per alcune sere non la vide piú; la rivide infine tenera, esile nel cielo ancora crepuscolare, e a mano a mano, di nuovo crescere sempre piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni mattina, le reggeva con le mani davanti al muso il bugliolo, invitandola col fischio a bere per una o due ore, tante volte; e guaj se le vicine, infastidite da quel fischio lamentoso, persistente, gli gridavano che la smettesse! Vedovo come la Poponè, da tanti anni le stava attorno desideroso di mettersi con lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La scienza, le scoperte, la gloria, il dominio! E si domandano come faccia a vivere senza tutte queste belle e grandi cose la gente del popolo, quella che zappa la terra e che appare loro condannata alle piú dure e umili fatiche; come faccia a vivere e perché viva; e la stimano bruta, perché non pensano che una ben piú grande idealità, di fronte alla quale diventano vane e ridicole miserie tutte le scoperte della scienza e il dominio del mondo e la gloria delle arti, vive come certezza irrefragabile in quelle povere anime e rende loro desiderabile come un giusto premio la morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma poteva confidar queste cose donna Angeletta Dinelli al commendator Federico Morozzi? LA CORONA Il dottor Cima si fermò all'entrata della villetta comunale, che sorgeva sul poggio all'uscita del paese; stette un pezzo a guardare il rustico cancello a una sola banda, sorretto da due pilastri non meno rustici, dietro ai quali si levavano tristi due cipressetti (tristi, quantunque attorno a loro ridessero in ghirlande qua e là, tra il cupo verde, alcune roselline rampicanti); guardò l'erto viale che dal cancello saliva al poggio, alla cui vetta stava tra gli alberi un chiosco che voleva sembrare una pagoda; e aspettò che il desiderio di farsi una giratina per sollievo in quella vecchia villetta quasi abbandonata riuscisse a vincere in lui la rilassatezza delle membra, che il tepore inebriante del primo sole gli aveva cagionato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco: il desiderio, non potendo la mano rapace, allungava un sospiro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La prova ch'ella non intendeva, con quelle gramaglie, d'essere maggiormente desiderata, era nel fatto che in pochi mesi aveva rifiutato quattro o cinque profferte di matrimonio, serie profferte dei migliori giovani del paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che dici? L'ajuto di Dio ci vuol sempre, figliuolo! E pregava, pregava da mane a sera; tanto che egli, quasi quasi, avrebbe desiderato di non aver molti clienti, per non stancare troppo le labbra di lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, come avrebbe desiderato ch'ella avesse potuto fare per qualche tempo, con quel ragazzo là, una siffatta esperienza! Allora sí, questo vecchio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Giacinto crebbe , e ogni anno per Pasqua e per Natale scriveva alle zie e le zie gli mandavano un regalo: una volta scrisse che studiava , un'altra volta che voleva entrare in Marina , un'altra ancora che aveva trovato un impiego ; poi annunziò la morte di suo padre , poi la morte di sua madre ; infine espresse il desiderio di visitarle e di stabilirsi con loro se al paese trovava da lavorare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix non ricordava di aver mai preso parte diretta alle discussioni delle sue padrone: non osava , anzitutto perché esse non lo interpellavano , poi per non averscrupoli di coscienza: ma desiderava che il ragazzo venisse .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Seduto al sole sugli scalini , con la berretta ripiegata per farsi un po' d'ombra sul viso , appuntava col suo coltello a serramanico un piuolo che donna Ruth desiderava piantare sotto il portico ; ma lo scintillare della lama al sole gli faceva male agli occhi e la violacciocca già appassita tremolava sul suo ginocchio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E un silenzio grave odoroso scendeva con le ombre dei muricciuoli , e tutto era caldo e pieno d'oblio in quell'angolo di mondo recinto dai fichi d'India come dauna muraglia vegetale , tanto che lo straniero , arrivato davanti alla capanna , si buttò , steso sull'erba ed ebbe desiderio di non proseguire il viaggio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non sta melanconico come lei ! Cento lire ha , cento lire butta , cosí ! Prese un po' d'acqua con le dita , e gliela buttò sul viso , senza ch'egli cessasse di sorridere con gli occhi dolci pieni di desiderio , mostrandole fra le labbra rosee i denti bianchi quasi volesse morderla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sono contenta , zio Efix ! Stanotte balleremo ancora ! Ma guardate il vostro padroncino: pare faccia la corte a Kallina ! Efix la guardava con tenerezza ; vide Giacinto sollevar gli occhi pieni d'amore e di desiderio , e in cuor suo benedisse i due giovani .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La sua anima allora vibrava tutta di passione ; un turbine di desiderio la investiva portando via tutti i suoi pensieri tristi come il vento che passa e spoglia l'albero di tutte le sue foglie morte .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Fu davanti a Noemi e accorgendosi dell'agitazione di lei si fermò , mentr'ella appoggiava forte la mano aperta al muro per non cadere tanto il desiderio e l'orrore di rivolgersi al passante la turbavano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le altre penitenti pregavano , di qua e di là nella chiesa , accovacciate sul pavimento verdastro: un silenzio profondo , una luce azzurrina , un odore di erba inondavano la Basilica umida e triste come una grotta ; la Maddalena affacciata alla sua cornice pareva intenta alle voci della primavera che venivano con l'aria fragrante , e Noemi sentiva anche lei , fin là dentro , fin contro la grata che esalava un odor di ruggine e di alito umano , un tremito di vita , un desiderio di morte , un'angoscia di passione , uno struggimento di umiliazione , tutti gli affanni , i rimpianti , il rancore e l'ansito della peccatrice d'amore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tutto era mutato ; il mondo si allargava come la valle dopo l'uragano quando la nebbia sale su e scompare: il Castello sul cielo azzurro , le rovine su cui l'erba tremava piena di perle , la pianura laggiú con le macchie rugginose dei giuncheti , tutto aveva una dolcezza di ricordi infantili , di cose perdute da lungo tempo , da lungo tempo piante e desiderate e poi dimenticate e poi finalmente ritrovate quando non si ricordano e non si rimpiangono piú .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È la gioia , certo , che la fa sbiancare cosí ; ed egli prova un tremito , un desiderio d'inginocchiarsi davanti a lei e dirle: sí , sí , è una grande gioia , donna Noemi , piangiamo assieme .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Qualche carro passava nello stradone , e ad Efix veniva desiderio di chiedere d'essere portato ; ma subito se ne affliggeva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora Efix ricordò la festa del Rimedio , Natòlia e Grixenda che ballavano stringendosi in mezzo lo straniero ; e un dolore cocente lo punse , ma col dolore un intenso desiderio di fare qualche cosa contro il destino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non c'erano né canti , né suoni in questa piccola festa che ad Efix pareva riunione di banditi e di pastori radunatisi là per il desiderio di rivedere le loro donne e di ascoltare la santa messa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— È il mio padrone ! Cessata la pioggia i tre compagni ripresero a salire , silenziosi , curvi , come cercando qualche cosa smarrita nel sentiero ; le nuvole correvano sopra le rocce e le macchie e gli alberi si contorcevano al vento , folli dal desiderio di staccarsi dalla terra e seguirle: il tuono rombava ancora , tutto era grande di agitazione e d'angoscia , ed Efix si sentiva preso dal turbine come una foglia secca .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E a poco a poco alla sorpresa seguí un impeto di gioia , un desiderio di ridere: e rise , e tutto intorno il cielo si colorí di azzurro e di rosa , e le cinzie cantarono fra le macchie .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Com'era pallida , e come il suo viso era giovane e vecchio nello stesso tempo !L'orgoglio , la passione , il desiderio di spezzare la sua vecchia vita miserabile , e coi frantumi ricostruirsene un'altra , nuova e forte , le ardevano negli occhi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora egli si sentiva d'ingombro e desiderava andarsene .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io quando in Francia, ne’ teatri, ne’ balli, nelle chiuse stanze amorose, mi s’offriva un fiore alla vista, pensavo sovente alla canzone toscana, al roseo candor di mia madre, alla Vergine: e quindi una tenerezza dolorosa, un rimorso desiderato.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il mondo chiama onesta la donna che con gli ornamenti della persona ad arte vestita, ad arte ignuda, con gli atti, gli sguardi, le parole accennanti ad amore, s’ingegna di suscitare quanti può desideri, ma non degna saziarli perché i desideri suoi sono altrove. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mio padre veniva ogni anno a vedermi: ma e’ si figurava la mia educazione secondo il suo desiderio, sì per avere mio zio in grande stima com’uomo di mondo (parola che a molti significa cose belle), sì perché non avrebbe saputo far meglio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma il tanto dire della Francese, il pensiero che la sorella di mio padre, vecchia, potrebbe da un giorno all’altro mancare, e il desiderio secreto di cose nuove, mi vinsero. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Cominciava la smania in me d’uscire di quello stato di ragazza nubile, incerto, insidiato, bramoso, accattatore, nel quale la verginità dell’anima è disfiorata dai desideri propri ed altrui; e il pudore è men velo che maschera. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Sotto l’ombra quasi del dovere crescevano i desiderii: il corpo macchiato, ma l’animo forse era più puro di prima, ché il fatto attutava e addirizzava la vaga fantasia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Egli era sempre intorno a me, supplichevole, quasi sopraffatto da’ desideri insaziati, e attonito della potenza loro, e immemore degl’impeti antichi: liberale di presenti, de’ quali io ricusavo gran parte, o li serbavo a quella donna, sempre più impicciata sì che mi faceva pietà. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Potessi ancora montare quegli scalini, e seduta sull’angolo della terrazza, raccogliere a uno a uno i pensieri che cadevano languidi sul verde sottoposto, e rifarli nel pentimento! Rimeditavo su quell’altura i baci, gli sguardi, ricomponevo il peccato, pensando alle parole di lui, interpretando i silenzi, esagerando i timori e i desideri, e questi aguzzando con quelli; fattomi del piacere tormento.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Desideravo i desideri di lui; li avrei fino attizzati se non era timore o di non li poter appagare o di spegnerli. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Non posso più." "Volete dire che siete stanco?" "Maria, non mi fate dire più di quel che vorrei." "Ma se lo desidero, se lo pretendo! Dite che non potendo più soffrir me..." "Io distinguo voi da costei. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Grazia semplice e disinvolta, come di gran signora; occhi velati dalle sopracciglia e dimessi, però più potenti: bocca tra il voluttuoso e lo schietto, tra di città e di campagna, piena di desideri. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma quella solitudine deserta cominciava a farmisi grave, e le memorie ad accorrere com’aria che faccia forza d’entrar nel vuoto; e, dalle memorie covati, i desiderii; dapprima lontani e languidi; poi, cupi o caldi, ma prossimi, e pesanti sull’anima fragile. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Desideravo riabbattermici per risaperlo: fui ben presto contenta. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quel cielo diffuso d’ampio lume quieto, mi serenava: ma l’alidor della terra ignuda mi rimandava con desiderio alla macchia frondeggiante di Vincennes, ai viali inghiaiati e a’ sentieretti gai di Boulogne. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma col suo desiderio inquieto di quadrarmi, di capacitarmi, col suo attaccamento di cataplasma, con le interrogazioni interminabili, con gli occhi e i baffi e la voce e la persona tesi in me a guisa di balestra, e’ pareva dire: donna, sii felice, o t’ammazzo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quant’ero beata in me dell’averlo rincontrato in un momento ch’i’ ero pura di tresche, e riconciliata con Dio! Come gentile mi parve d’aspetto! come desiderabile! I’ non l’aveva dimenticato mai. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ricordati della tua povera Maria, che sarà sempre tua, che t’ha sempre desiderosamente amato".. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E il senso in sul primo confondeva la roca sua voce al gemito indistinto del cuore; e quei desideri, tra timidi e baldi, e, quasi serpe, ravviluppati in se stessi, m’aiutarono a indovinare molti tristi secreti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Troppi pensieri di lei s’aggiravano intorno alla persona propria, giovane e desiderata; ma quand’ella pregava, non pensava che a Dio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mi par di vedere una baronessa attempata che, mostrando le sue bellezze, si fa scarrozzare di galoppo per le vie fitte di gente, e desta il desiderio d’un collegiale, l’invidia d’una mercante, il sogghigno d’una marchesa; fa fuggire i bambini, spaventa le donne, rompe le gambe ad un vecchio; poi torna a casa per piangere con misericordia molta un suo canino morto d’indigestione di chicche.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Per me, le donne ch’io desiderai mi capissero, m’hanno quasi sempre capito. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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A poco a poco venisti: e le parole mie ch’erano di pietà, a te sonarono non so che più forte, o anima desiderosa e romita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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2Quando non sai se la donna desideri a’ tuoi pochi quattrini o a te, gli è un imbroglio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E quand’anco desideri ad altro che all’uomo, la donna più volte desidera l’uomo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Due di loro vagheggiai ne’ versi (ad esse, com’io soglio, celati); e la morta n’ebbe anch’essa; ma questa ch’io vidi piangere, non ebbe né versi né desiderii. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Perché ne’ desideri languidamente soddisfatti l’anima, come il corpo, infiacchisce. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il corpo, bersaglio ai desideri insultatori della gente che passa, nell’anima ancora una fiammella eterea che tremola incerta, e sparge intorno un bagliore mesto, non sai se timida o vogliosa di spegnersi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quante volte sorto, e quante caduto! Che vergogna dell’essere sì fiacco e sì spensierato! Che gioia dell’essere sì caro a Dio! Sono io degno d’annunziare agli uomini il vero? O anni avvenire, rispondete al desiderio della umiliata, e pur balda, anima mia.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ella più lo desiderava e più mostravasi riservata, memore del passato, e tenuta a dovere dall’occhio della Matilde, la sua pigionale; ch’era, tra il pazzerellone e l’astóre, una buona ragazza: nata a Valenciennes, ma, da piccola, stata sempre a Quimper con sua madre che quivi morì.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni la ritenne per un braccio, e guardandola fiso: voi non siete corrucciata meco, Matilde? Ella lo mirò con cipiglio di sospetto e con occhio commosso; e scrollando il capo: ah son pure birboni gli uomini! Non era in Giovanni né vana curiosità, né pretesto a ficcarsi, il desiderio di sapere le angustie di Maria; voleva sovvenirla, e poteva: non per sé, ma un amico gliene avrebbe fornito il modo, pronto a prestargli quanto danaro e’ volesse, e impronto ad offrirgliene quant’altri a chiedere: un Italiano dalla sventura sbalzato in Bretagna, che per aver con che provvedere a’ suoi studi e a’ bisogni altrui, si cibava, de’ mesi con de’ mesi, di pane e latte: e una libbra di carne la faceva fare ribollita, riscalducciata, rifatta cogli erbucci, cinque dì della settimana: uomo d’antica semplicità che solo bastava a lavare negli occhi dello straniero l’Italia delle macchie d’altri suoi figli, se lo straniero sapesse essere pietoso e giusto alla sventura. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Que’ due, ubriacati nella celia, vennero a questa di fare un paragone tra la signora Teodolinda e la cuoca sua, donna sui venticinque, dal viso tanto ingenuo e amorevole quanto l’altra impiastricciato e di finta; la voce agile ma lungamente vibrante, lunghi gli sguardi, candida la carnagione come di persona allevata negli agi, con certi rossori improvvisi che le donne agiate poco conoscono; patita come suole ragazza nubile oltre al desiderio suo; arguta nella bontà. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Da costui fu rubata, insudiciata, tormentata: ora da più d’un anno viveva in quella pace morta che vien dietro a guerreggiar faticoso, quando le memorie tengono luogo di desiderii.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Oh se noi conoscessimo gl’inganni tutti che ordisce a noi il desiderio nostro, che umiliazioni affannose! Fece un giorno Maria con esso un’altra giterella in barchetto sul far della sera. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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L’altro non ne dava il destro alla sua modestia: ed ella più era desiderosa, e più s’irritava. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Se mi vedeste nel cuore..." "Credo al cuor vostro: ma non ispero." "Desiderate voi almeno? Ditemi, desiderate?" "E se ve lo dicessi, sarei io più amata o più sicura di voi?" "Oh Maria, oh simile a me negli errori e ne’ dolori; oh serbatami da Dio, dal buono Iddio; o moglie mia!" Fermarono che fra tre giorni e’ partirebbe per Parigi: e partì. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E che s’intendeva l’infelice di fare con questo biglietto? Vincere i riguardi dell’amica, affrettare il desiderio di lui, compiere un nuovo dovere, frapporre un nuovo ostacolo tra sé e l’uomo che quasi suo malgrado le piacque. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Non sapeva che un altro vincolo, e di lei buona non degno, la teneva; e che quel suo volgersi a lui era desiderio forse di sciorsene. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Questi subiti passaggi dai desiderii affollati, esultanti, alla romita castità dell’anima, erano frequenti a lui; e davano non so che moto lirico alla sua vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quel che mette disamore e ribrezzo, gli è il difetto che si discopra inaspettato: ma i noti e pensati rinfiammano il desiderio non ignobile, se il basso e debole spengono." Così dicendo salirono per una via listata di luce. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni dopo breve silenzio seguitò: "Per ignobile che in me fosse il desiderio, sempre si tinse d’affetto: o stima o pietà, o rimorso o dolore, e l’abito stesso che tante brame sazia, tante imbestia, le mie ingentilì." Da questi vennero Maria con Giovanni a discorsi più cari: parlarono breve dell’amor loro, più a lungo del lor futuro destino. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Che risolvete della vostra, che della mia vita, o Maria? Gl’indizii che mi deste d’affetto, eran eglino cenni fugaci di stima e di pietà, ovvero, com’io le intesi, promesse solenni? Saprete voi esser moglie d’un uomo povero, che desiderava, cercava potervi offrire un pane sicuro, e non può? Saprete voi consolare la mia miseria? e non maledirla? Soffrir meco i dispregi del ricco, l’invidia degli uguali; il bisogno in casa, la calunnia fuori? Oh Maria, non ingannate voi stessa, non m’ingannate. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Vivete, se non felice, tranquillo: fate agli uomini quel bene che desiderate; e guardatevi dagl’ingrati. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Un Italiano dimorante in Bordeaux, che, sebbene vecchio, non dispregiava le intenzioni né gli scritti né gli esempi de’ giovani, né li calunniava con rea diffidenza, mostrò desiderio di deporre nell’orecchio di lui alcuni secreti della sua vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ho patito tanto per meritarlo; e l’ho desiderato indarno tanto! "Sia come dite: avvertiamoci de’ nostri difetti; confessiamoci i falli sin di pensiero. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Nondimeno una gentile imagine anco di quivi raccolsi, che mi fece desiderar con dolore il magistero della matita: imagine di giovanetta mendicante che, seduta su una gradinata con un bambino in seno, mostrava i be’ piedi ignudi, e levava in me gli occhi possenti, e l’ancor più possente pallore del viso estenuato, e a parole sommesse e dolcemente roche moveva in atto leggiadro le labbra delicate: figura da scolpire, non che da dipingere.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E se vi dicessi che per sei mesi e più, in altro tempo, fui cieco al sorriso di donna a cui non mancava intelletto né dell’amore né della vita, voi mi potreste opporre che la timidità raffrenava il desiderio: ma la timidità è guardia anch’essa della virtù; e se c’è un po’ d’orgoglio, c’è anche un po’ di pudore.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Una portoghese, di quel pallore olivastro che le portoghesi sogliono, ma più grande delle forme, e bella di silenzio intendente e d’occhi affettuosi e d’ingenui desideri, a cui da molti anni il marito viveva al Brasile, già passati ella i trenta, ma schietta dell’anima; di quelle donne che sanno amare umilmente; io conobbi a Parigi; e mi piacque: ed ella pensava di me più che non io di lei, sola e senza né speranze né distrazioni alla vedova vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Dolevagli lasciare il cielo d’Italia e prender vita nuova; ma il desiderio d’uscire della letteratura inerte, e d’assaggiare la pratica dell’educazione (che dopo il sacerdozio è il più nobile de’ ministeri), e l’assunto suo di fare il bene per qualunque via gli s’aprisse, e anche (ma ultimo) il pensiero di assicurare alla famiglia un pane, lo indussero, dopo consultato Maria, ad accettare.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E della gente più povera erano più superbi d’aver meritato il desiderio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ricordava egli d’una povera serva, che gentile della voce e del viso e del sorriso e dello sguardo più che alla sua condizione non paresse dover convenire, nel vederlo partirsene l’accompagnò con timidi desideri e riverenti.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E uomini e donne in questo pentimento gli tornavano innanzi: una tra l’altre, gentile fanciulla e modesta e amica del bello, che, vinta leggiadramente la verginale timidità, gli aveva fatto con ingenue parole intendere il desiderio suo puro; ed egli, più per salvatichezza che per isconoscenza, fatto le viste di non ci por mente: di che vergognava. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E anche altre volte col fare sbadato e col suo strapensare di versi e di periodi egli aveva rigettato da sé l’affetto che veniva riverente e sommesso: e allorché subito desiderio lo pigliava di ricambiare, era tardi: onde il dolore misto ad un quasi rimorso reo.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Uscì Giovanni: e lo consolarono uscendo i desideri affettuosi degli allievi, e le lacrime d’uomini puri, che appena conosciuto, l’amavano (molte dipartenze ti furono, o sventurato, consolate di lagrime: uomini che in sul primo, giudicando al sembiante e secondo l’esperienza trista del mondo, t’avevano calunniato in pensiero, si partirono da te piangendo). (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quante memorie vietate, fin ne’ concessi abbracciamenti! Perdono, o terribile Iddio dell’amore severo! Non mi punite: non togliete a me questa ch’è omai conglutinata con l’anima mia!" Era a Nantes un medico italiano, affettuoso più che medico non soglia, e schietto, e non ancora credente ma desideroso di credere, e innamorato. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Questa memoria, credete, è senza pericolo, e tanto delicata che sotto vil desiderio non cade. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Desideroso adesso de’ dolci colli e dell’armonia dell’idioma materno, ritornava alla sua mesta Bretagna, per ivi pensoso vivere e sconosciuto morire: anima compressa dai casi, ma non sì ch’a ogni tocco di nobile affetto aprendosi e rintegrandosi con improvvisi impeti, non provasse l’invitta, e seco stessa battagliante, forza sua.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma questo vi dirò io: che la compagnia di tal donna sarebbe a me troppo più desiderabile che sicura. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Perdonate a tutti: desiderate a tutti quel bene ch’a me. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni raccomandava per via all’avvocato sua moglie: come assisterla, e mandarla dov’ella desiderasse. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma in Nantes (città che non sa né di Francia né di Bretagna, dove e gl’ingegni e gli affetti materialoni), Giovanni pensava che, caso la s’allettasse, v’era da sperare non molta assistenza: e fu lieto sentendo lei stessa desiderare Quimper.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Come desiderata le dovette venire la requie della morte! Giovanni l’aveva conosciuta; e sebbene incerto del resto, di questo era sicuro che Margherita di là dalla tomba pregava per lui.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E quando sentiva i terreni desideri venire, allora cansava Maria, la qual cosa ella non sempre intendendo, gemeva; e a momenti, tuttoché sicura di lui, si mostrava scontrosa a tutti, massime alla buona Matilde. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Se le consolazioni umane non fossero poca cosa ai pensieri di Dio, e se voi già nol sapeste, vi direi che, finch’io vivo, Giovanni il vostro marito averà in Bretagna un fratello; che a me vederlo e meritare il su’ affetto, sarà consolazione desiderata: direi che morite, che morite benedetta, o Maria..." Levò gli occhi negli occhi di lei, né poté seguitare: e scuotendo il capo, fece un cenno d’addio; e uscì. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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«Come stai, Franco?», gli chiese la nonna, e soggiunse tosto senz'aspettare risposta: «Guarda che donna Carolina desidera udire quel pezzo di Kalkbrenner.» «Oh no, sa», disse la signorina volgendosi al giovine con aria svogliata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il curato di Puria si dondolava in su e in giù accarezzandosi le ginocchia nel desiderio del risotto; ma la marchesa pareva petrificata sul canapè e perciò si petrificò anche lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Allora la povera donna, sentendosi mancar la vita ogni giorno, accorandosi di veder la sua cara figliuola in uno stato così incerto e considerando la ferma volontà del giovine, concepì il desiderio intenso che le nozze, poiché dovevan seguire, seguissero al più presto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Scarso di esperienza perché non aveva viaggiato, pronto a pigliar fuoco nella fantasia, costretto ad accordar i desideri molti con i quattrini pochi, credeva facilmente le asserite fortune di altri cercatori tapini, n'era spesso infocato, accecato e precipitato su certi cenci sporchi, che, se costavano poco, valevano meno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sì, mamma», rispose questa; e riprese a voce più alta volgendosi al suo fidanzato: «Franco, la mamma desidera parlarti.» Il signor Giacomo capì e uscì sulla terrazza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pasotti aveva già raccolte e poté offrire certe voci vaghe intorno a una visita notturna di don Franco in casa Rigey; ma si desideravano notizie esatte e sicure. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pasotti che li conosceva pronti ambedue a tender gli orecchi ma cauti assai nel parlare, desiderava tastarli uno per volta, senza parere, e, se trovasse molle, dare una strizzatina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pasotti le tenne dietro e le disse che sua moglie, dovendo recarsi a visitare i Rigey e non sapendo, per le voci che correvano, come regolarsi, desiderava qualche informazione dalla Maria, perché «la Maria sa sempre tutto». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si disse innamorato della muraglia fiorita che sosteneva l'orto Gilardoni a fronte del lago, e desideroso di imitarla ad Albogasio 60 Superiore dove, se il lago mancava, i muri nudi eran troppi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Povero figliuolo! Qualche volta si riscalda ma è un gran buon figliuolo! Gran bel cuore! Povero figliuolo! Lei lo vede spesso?» «Sì, abbastanza.» «Almeno potesse riuscire nei suoi desideri, povero figliuolo! Lo dico per lui e anche per lei! Non sarà mica una cosa sfumata?» Pasotti disse questa interrogazione da grande artista, con interesse affettuoso ma discreto, senza esprimere più curiosità che non convenisse, volendo ungere e ammollire un poco il cuore chiuso del Gilardoni onde si aprisse, poco a poco, da sé. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il vino ha una pastosa pienezza ch'empie palato e anima di sapore, il vino è appunto quel giusto, virtuoso amarone che l'aroma annuncia e il signor Giacomo lo sorseggia nel desiderio che non sia liquido e fuggevole, lo mastica, lo pacchia, se lo spalma per la bocca; e quando di tanto in tanto posa il bicchiere sul tavolino, non lo lascia però né con la mano né con gli occhi imbambolati. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ell'aveva desiderato che si differisse il più possibile e voleva star con la mamma fino all'ultimo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma il Commissario espresse il desiderio di attendere la venuta dell'I. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Intanto il mastino, umiliato da quell'arte superiore, desiderando mostrar in qualche modo che almeno dello zelo ne aveva anche lui, afferrò per un braccio il ragazzotto dall'annaffiatoio e lo presentò. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha l'onore di chiamarsi Francesco Giuseppe, per desiderio mio; ma capisce bene, per il dovuto rispetto, questo non può essere il nome solito.» «Soa mader la ghe dis Ratì e so pader el ghe dis Ratù ch'el se figura!», interloquì la zia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Però, professore», disse Luisa uscendo con la parola viva da un corso occulto d'idee, «si può, non è vero, credere in Dio e dubitare della nostra vita futura?» Ell'aveva posato, così dicendo, l'aggrovigliata matassa della pesca e guardava il Gilardoni in viso con un interesse vivo, con un desiderio manifesto che rispondesse di sì; e, perché il Gilardoni taceva, soggiunse: «Mi pare che qualcuno potrebbe dire: che obbligo ha Iddio di regalarci l'immortalità? L'immortalità dell'anima è una invenzione dell'egoismo umano che in fin dei conti vuol far servire Iddio al comodo proprio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vi è felicità quando non si conosce la ragione di tutte le cose, quando non si arriva a spiegare tutti i misteri? E il desiderio di saper tutto sarà esso appagato nella vita futura? Non resterà ancora un mistero impenetrabile? Non dicono che Dio non si conoscerà interamente mai? E allora, nel nostro desiderio di sapere, non finiremo a soffrire come adesso, anzi forse più, perché in una vita superiore quel desiderio dev'essere ancora più forte? Io vedrei un solo modo di arrivare a saper tutto e sarebbe di diventar Dio… » «Ah, Lei è panteista!», esclamò il professore, interrompendo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Venga qui e metta fuori le Sue belle idee anche Lei!» Don Giuseppe si grattò la nuca e poi volgendo un po' il capo verso l'ingegnere con lo sguardo di chi desidera una cosa e non osa domandarla, mise fuori il fiore delle sue idee filosofiche: «Sarissel minga mej fa ona primerina?» Franco e lo zio Piero, felici di salvarsi dalla filosofia del Gilardoni, si misero allegramente a tavolino col prete. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli attribuiva questo silenzio a modestia, al desiderio di nascondere un azione generosa; e quantunque avesse preso da Franco più d'un brusco rabbuffo e sentisse di non esserne tenuto in gran conto, lo guardava con un rispetto pieno d'umile devozione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Conscio di avere sognata, da giovinetto, la gloria e di averne quindi umilmente deposta la speranza, diceva, quasi, a se stesso con la sua mesta appassionata musica che pure anche in lui v'era qualche lume d'ingegno, qualche calore di creazione veduto solamente da Dio, perché neppur Luisa mostrava far dell'intelligenza sua quella stima che a lui stesso mancava ma che avrebbe desiderata in lei; neppur Luisa, il cuor del suo cuore! Luisa lodava misuratamente la sua musica e i suoi versi ma non gli aveva detto mai: segui questa via, osa, scrivi, pubblica. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Avrebbe dovuto temerlo e non desiderarlo, il denaro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Cantò l'aria di Anna Bolena: Al dolce guidami Castel natìo il canto dell'anima, che prima scende e si abbandona poco a poco, per più dolcezza, all'amore, e poi, abbracciata con esso, risale in uno slancio di desiderio verso qualche alto lume lontano che tuttavia manca alla sua felicità piena. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il maligno uomo si preparava un divertimento squisito; dire al signor Giacomo e a don Giuseppe che sua moglie desiderava rimediare al mal fatto e metter pace, farli trovare tutti e tre insieme a casa sua, star ad ascoltare dietro un uscio la deliziosa scena che seguirebbe fra il signor Giacomo irritato, don Giuseppe atterrito, la Barborin addolorata e sorda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Questi desiderava farla uscire per il giardino ma ella, volendo evitare le cerimonie con quegli altri signori, preferì di scender per la scala interna e Franco l'accompagnò fino alla porta di strada, ch'era aperta. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Fino a quel momento il bestione Carlascia era sempre stato lì muto e duro dietro i suoi baffi, come se quella bisogna, forse da lui desiderata in astratto, non fosse stata poi, in pratica, interamente di suo gusto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il cavaliere avrebbe pur voluto da lei una parola esplicita su questo punto del Ribera, una confessione del suo desiderio, e posando sul vassoio la tazza vuotata rapidamente, le disse: «Mi ci metterò io, sa, e ci riusciremo a questo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ti rincresce molto?», diss'ella fissandolo negli occhi, «che io m'irriti come te d'aver questi padroni in casa, che io desideri come te di aiutare anche con le mie mani a cacciarli via o preferiresti che io cercassi di emendare Radetzky e di mitigare i croati?» «Questa è un'altra cosa!» «Come un'altra cosa? No, è la stessa cosa!» «È un'altra cosa!», ripeté Franco; e non seppe dimostrare che fosse un'altra cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La marchesa aveva scritto a Pasotti e nella lettera c'era un periodo che la Barborin aveva imparato a mente: «Ho appreso con vivo dispiacere (vivo dispiacere, gh'è sü inscì) il triste fatto di Oria… di Oria… (spètta!) il triste fatto di Oria… (ah!) e benché mio nipote nulla meriti, (ciào, quell pacienza!) desidero non abbia cattive conseguenze». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi, avendo capito che gli sposi desideravano partire in barca e struggendosi di stare un po' con Maria, tanto disse e fece che quelli se ne andarono lasciando l'incarico alla Veronica di metter la bambina a letto un po' più tardi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco diventò rosso, osservò che desiderava prepararle dei ricordi preziosi, questa partenza notturna in barca, il lago oscuro, la neve, la chiesa piena di lumi e di gente, l'organo, i canti, la santità del Natale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ester, che a ventisette anni ne mostrava venti salvo che nella morbidezza delle movenze e in una certa occulta, deliziosa scienza degli occhi, non aveva desiderato di pescar quell'amante rispettabile ma lo sentiva preso e se ne compiaceva, stimandolo un grande ingegno, un sapientone. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli pareva già di essere partito e che lo cercasse, che piangesse, e allora gli correva nelle braccia un desiderio di stringerla forte, fermato subito dal timor di destarla. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Cosa desidera?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Cosa desidera?". (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Immaginava una risposta che poi gli pareva o troppo ossequiosa o troppo ardita o troppo lontana dall'argomento o troppo vicina ad esso e ricominciava la via dal solito principio: "Cosa desidera?". (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se la marchesa non gli dicesse né «si accomodi» né «cosa desidera?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non aveva riveduto il professor Gilardoni dopo la notte di Natale e desiderava parlargli, non per udir da capo la storia del testamento Maironi, ma per farsi raccontare il suo colloquio con Franco quando gliel'aveva mostrato, per conoscere le prime impressioni di Franco e l'opinione del professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa prese un foglio di carta e scrisse rapidamente: «Luisa Maironi Rigey fa sapere alla marchesa Maironi Scremin che il professore Beniamino Gilardoni è un ottimo amico di suo marito e suo, ma che ne fu disapprovato per l'uso inopportuno di un documento destinato a sorte diversa: che perciò nessuna comunicazione si attende né si desidera da parte della signora marchesa». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Cosa vuoi?», diss'egli, scosso ma desideroso di tenersi il suo rancore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vi discese, trovò il signor Giacomo Puttini e don Giuseppe Costabarbieri ch'eran venuti per salutarlo ma, informati dal Paolin e dal Paolon, desideravano non farsi vedere dalla süra Peppina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La nonna desidera che tu ti occupi e che tu dia una certa guarentigia di non immischiarti in affari politici. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Però mi sentivo un desiderio ardente di dirigere la mia vita a qualche cosa di bene secondo un'idea superiore al mio interesse. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il desiderio di Luisa restò vano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io gli risposi che andava bene, gli feci portare il caffè e gli dissi che avrei desiderato comperare dalla signora marchesa le librerie del tuo antico studio di Cressogno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Oh, mi scordavo quest'altra! Mezz'ora fa è venuta Ester a dirmi che si è decisa per il sì ma che desidera di aspettare ancora un giorno a vedere il professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Credo l'abbia fatto per desiderio del Dina perché esitava, gittava qualche rapida occhiata ai miei panni i quali mostrano aperto il canchero della borsa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Posso io dirti quello che sento per Maria? Chi potrebbe dire questa commozione, questa tenerezza immensa, questo desiderio che mi strugge di tenermela almeno un momento, un solo momento, sul cuore? Credi tu che io possa attendere fino a novembre? No no no, scriverò appendici, copierò, monterò qualche guardia per altri ma verrò a Lugano prima! Coprila di baci per me, intanto, dille che Papà ha sempre nel cuore la sua Ombretta e che la benedice, domandale cosa le farebbe piacere ch'io le portassi e poi scrivimelo senza pensar poi troppo alla mia povertà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco Luisa a Franco 24 settembre 1 Finalmente! Da quando sei partito io desiderai sempre, che tu toccassi quel punto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E tu credi sopra tutto nella Chiesa, tu! Cerca di persuadermi dunque e io pure ti ascolterò palpitando; e se non prego, almeno spero, perché adesso più che mai desidero pienamente unirmi a te. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si ricordò che l'ultima volta avevano avuto una piccola disputa sullo sposo desiderabile per Maria, sulle qualità che dovrebbe avere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La somejava on angiol tal e qual! Propi.» Poi domandò a Franco se desiderasse tener il lume. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Italia, Italia, madre cara! Franco giunse le mani in uno slancio di desiderio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E se non esistesse si potrebbe desiderare che una parte dell'essere umano continuasse a vivere, non miracolosamente, ma naturalmente, oltre la tomba. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si voltò a Pasotti e gli disse: «Controllore, se desideran giuocare Loro… » «Marchesa», rispose Pasotti, pronto, «la presenza di mia moglie non deve impedirle di fare la Sua partita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per parte mia, se la signora marchesa lo desidera, son pronto a soddisfare il suo desiderio.» La marchesa tacque e il focoso prefetto, incoraggiato da quel silenzio, borbottò a mezza voce: «È un lutto di famiglia, infine». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'allegro Pedraglio, uso a spendere oltre i desideri di suo padre, osservò che alla peggio a Josephstadt o a Kufstein si viveva più a buon mercato e più virtuosamente che a Torino e che ciò avrebbe consolato il suo «regiôr». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La maschera di cera non era scomposta; lo sguardo aveva però qualche cosa di vago e di scuro che pareva insieme desiderio e sgomento. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Farò testamento», diss'ella, «e desidero che tu sappia che tutta la roba Maironi sarà per te.» Ah marchesa, marchesa! Misera, gelida creatura! Credeva ella di aver comperato la pace con questo? Qui veramente aveva sbagliato anche il prefetto perché il consiglio di far questa dichiarazione al nipote gliel'aveva dato egli, buon galantuomo ma privo di tatto, incapace di comprendere l'alto animo di Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Esse avevano infatti un motivo strano e antipatico a Ester; ma Ester aveva un tale affetto per l'amica sua, una tale pietà della sua sventura e si sentiva fitto nel cuore un tal rammarico di non aver fatto più attenzione a Maria nel giorno terribile, che non osava opporsi risolutamente ai desideri di lei né distogliere suo marito dall'accondiscendervi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Che poteva fare, che poteva dire il Gilardoni? Egli vedeva prossimo a compiersi, non per opera sua, il desiderio di Ester. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Era paura di perdere parte del dolore proprio, come dire parte di se stessa? Era desiderio di sottrarsi ad un paragone che le ripugnava di fare? In pari tempo l'idea che Franco andrebbe a questa guerra, l'idea onde poco ella si era commossa 2 in Valsolda, prendeva pure una realtà nuova nella sua mente, le dava delle scosse al cuore, lottava essa pure con l'immagine del Camposanto di Oria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«E non vuoi che desideri di morire io, quando posso morir bene, per il mio paese?» Luisa gli stringeva il braccio senza parlare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella, manifestamente, non desiderava di parlare ma egli sì. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il tempo era umido ancora, quasi piovigginoso, ma egli non volle saperne di restar in casa, come Luisa avrebbe desiderato, sino all'ora di partire per Magadino. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Passando da San Vittore desiderò entrarvi, veder le pitture. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo zio avrebbe desiderato veder da vicino il liocorno dei Borromei che s'impenna lassù, ma c'erano parecchi scalini a fare, l'aria era pesante ed egli esitava. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Combattevano senza toccarsi ma invasi dallo stesso delirio che agita gli amanti acri d'odio carnale sul letto scosso, quando il desiderio e la distruzione, la voluttà e lo strazio sono una sola febbre. Il mondo non fu se non polvere dietro di loro; le forze si alternarono e si confusero.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il cuore ti trema. Il tuo furore è vano. Godi e soffri di me. Non sono mai stata così forte e così desiderabile». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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In una carne ch'egli desiderava si converse per lui tutto il desiderio del mondo; e l'immensità della vita e del sogno fu ristretta in un grembo caldo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli impallidì. Fu diminuito; fu rotto come un sermento che debba esser gettato nella fiamma con altri mille. Per lui il desiderio era quell'elezione irrevocabile che di quelle due braccia faceva il luogo unico della luce e del respiro. Ma il desiderio di lei era senza cerchio, senza limite, senza tempo come il male dell'essere e la malinconia della terra? (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ed ecco, la stanchezza la occupava come il nero peso d'un sonnifero e le dava una voglia accorata di piegare il capo su la spalla del compagno e di dimenticarsi in un letargo senza fine. Ed ecco, tutte le forze del suo desiderio con tutte le imagini della voluttà le balzavano dentro e rotavano in una vertigine di delirio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quando Paolo accostò il suo viso a quello desiderato, così che l'alito si mescolò all'alito, l'amica si ritrasse e si rivolse e guardò dietro di sé. Poi fece, sommessa, con la bocca molle:
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La desolazione si trasfigurava. Si mutavano ora in lembi di melodia patetici come i gridi del desiderio e dello spasimo le vaghe onde di musica ondeggianti intorno alle rose bianche dell'orto pensile. La ruina, liberata dai vestigi della vanità e della miseria intruse, respirava nell'antica grandezza per tutte le bocche delle sue ferite, respirava e soffriva e moriva anelante verso il più lungo giorno.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo desiderò di scomparire, di ritrovarsi in qualsiasi parte ma lontano. In quella falsa gaiezza si risolveva la sua gioia di porpora!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Anche allora tu eri una inventrice di fogge nuove. Tu inventavi le mode. Portasti a Roma quella della carrozza. Avevi il desiderio smanioso delle novità eleganti (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella era una creatura tutta palpitante e anelante di tristezza, di desiderio, di ricordanza, di timore, di promessa, con due mani di statua. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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D'improvviso i Latini rimemoravano il sogno del Nibbio che visitò in culla il novo Dedalo creatore d'imagini e di macchine, il Prometeo senza supplizio, colui ch'ebbe in sé «la radice e il fiore della volontà perfetta»; e quella culla era ardua come il nido stesso del desiderio sovrumano sospeso nell'Ignoto.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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A onde, a cerchi l'Àrdea saliva. D'onda in onda, di cerchio in cerchio il rombo si faceva più fievole; d'attimo in attimo perdeva ogni violenza: fu come il battito della maciulla su l'aia, fu come il ronzio d'uno sciame nell'arnie, fu come i rumori agresti che cullano i sogni, fu come i canti che lontanano, come i canti che lontanando aprono l'infinito della tristezza e del desiderio; parve inazzurrarsi come la macchina, come l'uomo; s'ammutolì, non fu più nulla; non poté più essere udito se non da quel solo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non aveva pianto, non piangeva. Il grande dolore è come una congelazione repentina di tutto l'essere: comunica allo spirito la durezza e la trasparenza del più alto ghiacciaio, e lo rischiara di quel lume adamantino che solo s'inarca sul picco inespugnabile. Egli era lucido e libero come non mai. Nulla d'estraneo rimaneva in lui; non lo turbava alcun desiderio. Stava nel mondo come una forza funesta. Considerava gli atti da compiere sospesi su la sua volontà come decreti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Con gli occhi abituati all'oscurità nella corsa notturna, ella lo scorgeva sul fondo illuminato delle tende chiuse, lo vedeva bene; lo divorava, si saziava di lui come se fosse giunta ad essergli vicina dopo un'attesa interminabile. Tutto quel che era dietro, nella notte, ora le pareva sogno confuso; s'esalava il fervore del vóto; la volontà, tesa così terribilmente fino a quel punto, s'allentava, s'annientava. Ella aveva un desiderio mortale di prendergli le mani e di baciargliele, e poi di lasciar cadere a terra le rose e sé stessa perché egli passasse sopra. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Allora ella vide davanti a sé vacillare le quattro fiammelle funeree in un'ombra vacua. La tettoia, ch'ella ricordava occupata dall'apertura delle ali bianche, le sembrò d'una vastità spaventosa e sotterranea come quella d'una catacomba. — Dov'era il grande angelo abbagliante che si dibatteva sotto le travi? — Chiuse gli occhi, vacillò come le fiammelle, abbandonata dalla forza, incapace di dominare il suo sgomento. E sentiva le mani di Paolo che la reggevano; e desiderava di non più rinvenire ma di perdersi in lui. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'atto ch'egli era per compiere al conspetto della folla era un atto di silenzio, un atto religioso, comandato da una necessità interiore ch'egli non indagava ma che nessuna forza di persuasione avrebbe potuto abolire. Andava egli incontro al presagio? sfidava la morte? sperava nella morte? Non v'era in lui né l'ansia del presentimento né l'eccitazione della prodezza; sì v'era una pacata potenza di dolore e di attesa come s'egli andasse a un alto colloquio desiderato dalla cara Ombra fraterna. Egli sentiva in sé quello stupendo gelo che accompagna la volontà di là dal limite noto, quando sembra che l'anima si muti in un monte di rigido diamante e non lasci vivere sul suo culmine aguzzo se non un solo pensiero aquilino. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Tu vuoi? Tu vuoi?» Il desiderio eroico aveva assunto l'aspetto dell'Ombra, ed egli l'interrogava. E con una meravigliosa ansietà attendeva la risposta del suo desiderio larvato. E certo non avrebbe egli voluto andare più oltre se gli fosse riapparsa l'imagine del corpo disteso sul letto, del corpo rinchiuso tra le assi inchiodate; non avrebbe egli voluto strappar la vittoria al supino. Ma egli sentiva sopra sé la presenza raggiante, una immortalità incitatrice. «Tu vuoi?»
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Egli aveva fermata la carezza sul fùsolo della gamba, senza più scorrere; ché il suo piacere s'avvelenava. Il suo amore era aizzato come la fiera nel serraglio, con la punta rovente. Il suo desiderio gli faceva male come se una malvagia droga glie lo eccitasse affocandogli le reni. Egli ora sentiva l'immensità dello spazio intorno, la purità del vento, l'incenso dei boschi salubri, tutta la forza dell'Estate; ed era come un uomo infermo su un inquieto guanciale i cui orli angusti gli limitavano il mondo. Egli posò il capo su le ginocchia distese della sua tormentatrice; e sorrise. L'odio insorto in lui diceva: «L'ora era deliziosa, l'ora del tuo breve sopore quando tu ti lasci addormentare dalla mia carezza cauta, quando fingi di non svegliarti se ardisco di più. Perché a un tratto mi scrolli? È vero, tu fai uno dei tuoi giuochi puerili, sogni uno dei tuoi sogni colorati. Ma conosco omai la tua arte. So come con l'angolo della bocca avveleni la parola che hai scelta. È come se una piccola bolla di saliva vi apparisca. Vuoi ch'io pensi che l'effeminato dalle palpebre dipinte una notte ti piacque?(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E tanto era certa di far soffrire che credette sentir su le sue ginocchia il peso del selvaggio dolore. E preparava profondamente la sua carne all'irruzione preveduta del desiderio micidiale. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La sua novità emergeva dal suo passato come la sirena dal sale amaro, arcana, quasi ne fosse ancor stillante. Il più impreveduto dei suoi gesti pareva avere attraversato un elemento oscuro per manifestarsi, aver mosso dietro di sé un'onda cupa di desiderio per volgersi al desiderio di quell'uno. Tale dei nostri Antichi chiamò alchìmia il liscio delle donne. Anch'ella amava rilevare col nero e col rosso la freschezza dei suoi venticinque anni; e sempre poneva il lutto alle palpebre intorno alle iridi chiare, e talvolta insanguinava di non natìo cinabro la bocca.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E quei mostri ti somigliano (somigliano a te che sei l'amore!); perché non nell'approdo, non nella scorreria, non dopo la lunga navigazione, non dopo la cavalcata senza sosta, io ho conosciuto la furia originaria e selvaggia del desiderio come qui, tra due braccia più fresche e più odorose del gelsomino dopo la pioggia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Su la strada ardente, non te ne ricordi?, nel vortice della polvere, io le desiderai spezzate dall'urto; imaginai tutto il corpo della tormentatrice ridotto su le pietre un mucchio sanguinoso;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E un cinguettare improvviso la sorprese. Si avvicinò alla finestra. E il cinguettìo era così vivo che pareva fosse dentro la stanza, di qua dal davanzale. Ancor più s'avvicinò, guardinga, con l'occhio teso, cercando d'indovinare l'origine del suono. Egli ora le vedeva il collo nudo, i capelli partiti su la nuca in due trecce attorte e fermate dalle forcine per modo che aderivano alla forma del piccolo capo. E uno straordinario turbamento lo vinceva allo spettacolo nuovo di quella vita che viveva dinanzi a lui testimone occulto. Desiderava ch'ella si volgesse; perché credeva che, sapendosi non guardata e sola, ella dovesse avere il suo volto di riposo con tutte le linee ricomposte e tranquille o il suo volto di Medusa pietrificante. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E il mondo era pieno d'un'altra gloria, e d'ogni parte salivano gli inni, e le nazioni già credevano aboliti i confini, e santificate erano le ali dell'Icaro vittorioso! Che faceva egli su quel tappeto d'aremme ove la voluttà pareva regolata dal flauto di Amar? Che era divenuto egli ondeggiando fra il terrore dell'annientamento e il desiderio sempre più arido? Bene gli s'addiceva l'atto puerile dell'amante che gli aveva porto la mammella perchè, come il languido sonatore algerino dalle palpebre dipinte, imparasse a poppare le leonesse. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La luna insensibile, d'una delicatezza quasi carnale, priva di raggi, con una vita senza fuoco, nata di quaggiù, simile a un grande fiore palustre, emergeva dalla torpida trasparenza dei Monti Pisani, mentre non maggiore di lei sul limite del Tirreno il sole ardeva d'un ardore così forte che sùbito s'inceneriva. Le nuvole basse e raccolte gli erano sopra come falde di cenere; che crollavano e si riformavano. Quando la linea dell'acqua tagliò il disco, parve che solo un cumulo di bragia rimanesse, covato, e fosse per estinguersi. Tutto fu cenere ineffabile. Allora il mare divenne il divino peplo della Sera, una veste dalle pieghe tanto soavi che Isabella ne desiderò un lembo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella aveva prolungato la voluttà per tutto il pomeriggio. E l'ora seguente le era parsa sempre più bella; ma quell'ora era più bella d'ogni altra e voleva da lei qualche segno di predilezione, qualche pegno di grazia. Tutte le carezze erano sul suo corpo come le foglie della rosa folta, l'una su l'altra, calcate. Ella desiderò di aerarle, d'indurre fra l'una e l'altra l'aria spirabile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli tremò di desiderio; che quel gemito era il noto richiamo, triste e selvaggio. Ella scivolò contro di lui nei cuscini. E gemeva:
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— Ti ricordi? Ti ricordi? E Aldo sopravvenne. E Aldo mi scoperse il sangue nei denti, il piccolo taglio nel labbro. Ah, perché allora tutto il desiderio mi rifluì nelle vene, mentre chinandomi cercavo di far ombra sul mio viso che temevo mi s'accendesse non di pudore ma di ardore?
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Egli l'ascoltava, con sordi tonfi nel petto, con una repulsione che bruciava come un desiderio, con un desiderio che si torceva come una repulsione. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Mi ami? Sei bruciato così anche tu? Non c'è più nulla in te se non il tuo desiderio? Diménticati, diménticati dei nostri giorni e delle nostre notti; diménticati dei nostri rantoli e delle nostre grida; diménticati che cento volte abbiamo agonizzato l'uno nell'altra, che cento volte abbiamo domandato pietà senza ottenerla. Diménticati d'ogni carezza e d'ogni violenza; perché lassù non ci toccheremo neppure con lo sguardo, patiremo una sete peggiore di questa, saremo com'eravamo prima del bacio sanguinoso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Inspirata da un istinto profondo ella sopprimeva la voluttà, sottraeva la sua carne, riprendeva il dono del suo corpo, imponeva di nuovo il divieto crudo; ché ella sentiva qual forza fosse l'essere intatta, per colei che lassù era sola col suo amore e col suo dolore. Un profondo istinto la inspirava a eguagliare la condizione di colei, a ridivenire un giardino chiuso, più desiderabile forse per chi ne fu espulso che per chi non mai vi penetrò. Ed ella ben sapeva come facilmente e rapidamente la donna, pur dopo la più lasciva mescolanza, possa ridivenire lontana ed estranea agli occhi dell'uomo. Ella conosceva quell'attitudine feminile che sembra all'improvviso togliere ogni realità alla più supina dedizione e, con quelle dita stesse che rinfrescano le pieghe gualcite della gonna, creare il distacco insuperabile. «Diménticati!» ella diceva; e si sentiva già ridivenuta l'Isabella dell'indugio perverso, ch'era per donarsi e si ratteneva, ch'era per concedersi e si negava. Ma ora non più una volontà di gioco, sì bene una volontà di martirio imperversava nel suo corpo ancor maculato dall'orgia. Raffigurandosi le lividure su la sua pelle intrisa di gelsomino, ella già pregustava il supplizio dell'astinenza come una voluttà più acre d'ogni altra.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Torniamo indietro, torniamo indietro!» voleva pregare, sopraffatta dall'ansietà. E, udendo il fragore della macchina sforzata all'assalto dell'erta, desiderò che qualcosa scoppiasse, che qualcosa si spezzasse. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il desiderio coceva così forte il volto d'Isabella Inghirami ch'ella ne aveva onta; e all'aria aperta lo velava d'un velo, o lo inclinava in attitudini sfuggenti come s'inclina una fiaccola or a seconda or a contrasto dei soffii per evitare che il fuoco s'appicchi. Ma negli scorci irrequieti la sua bellezza si faceva tanto acuta che il cuore d'ognuno vi si feriva come contro una lama presentata di punta e di taglio. Paolo Tarsis non poteva guardarla senza che la vista gli vacillasse nella vertigine. Quando le loro pupille s'incontravano, egli scopriva tra i cigli di lei uno sguardo ben più remoto dello sguardo umano, che sembrava espresso dalla terribilità di un istinto più antico degli astri. Allora quella carne frale assumeva una grandezza insormontabile, gli appariva come un confine della vita, gli limitava il destino come un monte limita un regno. E sentiva che, per tenerla ancóra una volta fra le sue braccia, avrebbe mille volte tradito la sua propria anima e gittato leggermente il resto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli diceva le parole d'agonia e di minaccia, debole e tremante, in preda al gorgo elementare che aggirava la sua vita come un rottame o un'alga. Erano essi in fondo al lecceto, su lo sprone della collina proteso come un promontorio verso le maligne piagge grige, verso le crete gibbose e scagliose, verso le immense biancane senz'ombra. L'impeto e l'ebrezza del volo risorsero dal loro desiderio constretto. Essi riudirono il sibilo dell'elica, riebbero sul viso il vento della rapidità, sentirono nell'azzurro la bianchezza della grande Àrdea come il colore stesso della loro gioia aerea. Imaginarono di varcare lo spazio in un solo veleggio fino al Tirreno che luceva laggiù, di là dalla Valdera, di là dai Monti Pisani, tra Migliarino e Boccadarno. Sorvolarono la pineta del Tombolo, scesero su la prateria salmastra; ritrovarono la villa solitaria, la terrazza lastricata di maiolica, il tappeto della danza, i cuscini delle carezze. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli la guardò con uno sgomento che lo rapiva come dinanzi a un'incarnazione mistica; guardò quella parola che non sonava come un suono ma si foggiava come un'effigie, si stampava come un'impronta, si faceva figura umana in sigillo d'eternità. E la medesima parola gli apparve impressa nell'altro volto, nel volto consanguineo, ch'egli aveva avuto accosto su per la medesima erta nella vampa del solleone. «Mi ami? mi ami? Sei bruciato così anche tu? Non c'è più nulla in te se non il tuo desiderio? Diménticati, diménticati....» E seppe quel ch'egli perdeva, ma non temette quel che l'attendeva. Un presentimento gli ondeggiava nel fondo e non prendeva forma; e pareva a lui che, se avesse potuto fermarlo e interpretarlo, avrebbe avuto la chiave della sua sorte. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Per ciò non so che darei per vedervi sorridere, piccola buona. Quando guardo un cielo piovoso come questo, con qualche sprazzo che sfugge tra i nuvoli, ho sempre l'ansia di vedere apparire l'arcobaleno, quello che al domani mi apparve nel volo più alto, come il suo segno. Quando guardo la vostra pena ho un desiderio infinito del vostro sorriso; che è vostro e che per me è anche l'ultimo suo. Voi siete l'imagine della mia parte di bontà di fedeltà e di purezza, che la sorte m'aveva data e poi m'ha tolta; siete il ricordo di quella limpida gioia che il mio compagno ha portata con sé nel buio e non riavrò più mai. Ah, se potessi liberarvi dal male, proteggervi da ogni sciagura, essere il vostro fratello vigilante e distante!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, la fidanzata — proruppe ella con una voce che era stridula come un'irrisione maligna — la fidanzata dell'Ombra! Non sono se non quella, per voi. Ogni volta che vi vedo, ogni volta che vi parlo, sempre sono quella? M'avete esclusa dalla vita, m'avete messa a fianco del morto che v'è caro, avete posto una pietra anche sopra di me che pure ero viva, avevo un'anima, avevo una forza e una purità e un orgoglio da portare su qualche cima. M'avete esclusa dalla vita di sangue e di luce, per non lasciarmi vivere se non nel silenzio funebre.... Ah, mi ricordo, mi ricordo delle vostre parole là su la strada di Volterra; mi ricordo come m'avete discostata da voi, con quanta dolcezza. Desideraste che io divenissi un sorriso, che io fossi la memoria immobile di un sorriso.... Forse diventerò, forse sarò; già sono. Già riesco a simulare un sorriso che vidi scolpito in un sasso che un giorno era stato un uomo, laggiù, alla Badia, su le Balze, la sera in cui il mio male era più grande della voragine. Dianzi ho sorriso così, davanti a mia sorella, a mio fratello.... Mi avete esclusa, mi avete sepolta, e la vita si vendica su me, su voi, su quella che vi tiene, su tutti i miei carnefici. Tutto è impuro e tutto si corrompe. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli non s'era levato, non le era andato incontro, non l'aveva di sùbito avviluppata nel suo desiderio inesausto, non le aveva sollevato il velo con la mano impaziente per divorarle le labbra, non l'aveva abbattuta sul tappeto ancor tutta anelante, come un violatore micidiale, rinnovandole quella paura che la faceva gioire più d'ogni dolcezza. Perché? S'era addormentato aspettandola? era stordito dal sonno?
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La violenza contenuta di lui la affaticava, quelle domande roche la stancavano come un clamore importuno. Ella lasciava fuggire da sé la forza della menzogna. L'eloquenza della difesa le diveniva intollerabile. Prona, quasi in un'attitudine d'invito al desiderio, ella comprimeva l'enormità della sua vita segreta così cupa di onde cozzanti che di continuo si frangevano e schiumavano al limitare d'un antro in fondo a cui stava nascosta la Sirena dell'inaudito carme. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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o taci, e flagellami!» E la fronte del fratello, e l'ardua malinconia di quelle pupille così perspicaci, e quelle labbra così cupide e così scontente, e tutte quelle linee di pensiero e di divinazione, e tutte quelle vampe di precocità terribile emergevano in contrasto con la brutale oppressura che le toglieva perfino l'energia di mentire. Ella non ascoltava più, ma udiva nella voce il ruggito soffocato del desiderio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Lo trasse nell'altra stanza, verso il gran letto verde che sapeva i loro delirii e i loro sonni, voluttuosi come gli amplessi, e i loro risvegli balzanti di desiderio sempre novello. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era l'allarme del desiderio assalitore. E il sangue aumentava, e le vene si gonfiavano, e le ossa si rinforzavano. Ed ella ridiveniva grande e potente. E anche una volta ritentavano essi di fare con le loro due vite una morte che fosse simile a un'altra vita. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quando si svegliò, era tardi: non era giunta notizia alcuna. Diede gli ordini al meccanico per la partenza. Uscì per andare all'ufficio delle comunicazioni. La piazza ancor umida di pioggia splendeva al sole di aprile come se tutta consentisse alla grazia della sua Fontana; la terracotta della vecchia città sembrava perdere il fosco e il sanguigno, tingersi di rosa novella. Egli ebbe un desiderio disperato di riudire la voce che gli faceva tanto male. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Profittando di questa specie d'incantesimo che la tiene, e del suo desiderio di Lunella, son riuscito a persuaderla di lasciarsi ricondurre a Volterra. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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* S'era poi pentito, e come! di questa promessa; ma non aveva osato manifestare il desiderio di leggere almeno quelli di Torino per timore che la madre non lo credesse ancor fisso col pensiero a quella donna. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Divorato dalla brama di saper l'esito di quel nuovo dramma a Roma e forse in altre città, fors'anche a Torino, se c'era la Compagnia Carmi-Revelli; e di parlarne o con la signora Laura o col Grimi, con qualcuno insomma; non sapeva come dire alla madre che la mattina appresso desiderava di scendere a Torino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non è più possibile, vattene! So quello che tu desideri!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La memoria viscida di quell'unico amplesso mancato le aveva incusso una nausea invincibile, un'abominazione, nella quale si sarebbe ormai sempre affogato ogni desiderio d'amore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma io so ch’egli desiderava con tutto il cuore dalla moglie un certo compenso alle afflizioni senza fine che gli procurava; desiderava cioè che ella un bel giorno si fosse riso– luta a mettergli al mondo un figliuolo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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La moglie però deperiva di giorno in giorno, e Malagna non osava neppure di esprimerle questo suo ardentissimo desiderio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La pianse, oh la pianse molto, e sempre la ricordò con una devozione così rispettosa che, al posto di lei, non volle più mettere un’altra signora – che! che! – e lo avrebbe potuto bene, ricco come già s’era fatto; ma prese la figlia d’un fattore di campagna, sana, florida, robusta e allegra; e così unicamente perché non potesse esser dubbio che ne avrebbe avuto la prole desiderata. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Questa volta, però, – debbo dirlo – la mia foga proveniva anche dal desiderio di sfondare la trista ragna ordita da quel laido vecchio, e farlo restare con un palmo di naso; dal pensiero della povera Oliva; e anche – perché no? – dalla speranza di fare un bene a quella ragazza che veramente mi aveva fatto una grande impressione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Le disse che ella era ancor minorenne, e perciò sotto la potestà della madre, la quale, volendo, avrebbe potuto anche agire contro di me, giudiziariamente; che anche lui, in coscienza, non avrebbe saputo approvare un matrimonio con un discolo della mia forza, sciupone e senza cervello, e che non avrebbe potuto perciò consigliarlo alla madre; le disse che al giusto e naturale sdegno materno bisognava che lei sacrificasse pure qualche cosa, che sarebbe poi stata, del resto, la sua fortuna; e concluse che egli non avrebbe potuto infine far altro che provvedere – a patto però che si fosse serbato con tutti il massimo segreto – provvedere al nascituro, fargli da padre, ecco, giacché egli non aveva figliuoli e ne desiderava tanto e da tanto tempo uno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Bravo, Pomino: persèvera! Se desideri compagnia, sono a tua disposizione, anche per tutta la notte, se vuoi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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L’inverno, L’inverno m’ispirava queste riflessioni malinconiche, La prossima festa di Natale che fa desiderare il tepore d’un cantuccio caro, il raccoglimento, l’intimità della casa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ebbene, a pensarci non avviene anche a noi uomini qualcosa di simile? Non crediamo anche noi che la natura ci parli? e non ci sembra di cogliere un senso nelle sue voci misteriose, una risposta, secondo i nostri desiderii, alle affannose domande che le rivolgiamo? E intanto la natura, nella sua infinita grandezza, non ha forse il più lontano sentore di noi e della nostra vana illusione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Che cosa desidera?
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* Non che credessi veramente di esser morto: non sarebbe stato un gran male, giacché il forte è morire, e, appena morti, non credo che si possa avere il tristo desiderio di ritornare in vita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Un desiderio vago, come un’aura dell’anima, aveva schiuso pian piano per lei, come per me, una finestra nell’avvenire, donde un raggio dal tepore inebriante veniva a noi, che non sapevamo intanto appressarci a quella finestra né per richiuderla né per vedere che cosa ci fosse di là. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Dopo alcuni giorni di quella prigionia cieca, il desiderio, il bisogno d’esser confortato in qualche modo crebbe fino all’esasperazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Adriana mi dimostrava per mezzo di esse, ch’ella era col pensiero quasi tutto il giorno Lì con me, in camera mia; e grazie della consolazione! Che mi valeva, se io intanto, col mio, la inseguivo di qua e di là per casa, tutto il giorno, smaniando? Lei sola poteva confortarmi: doveva; lei che più degli altri era in grado d’intendere come e quanto dovesse pesarmi la noia, rodermi il desiderio di vederla o di sentirmela almeno vicina. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Anche il marchese Giglio d’Auletta avrei conosciuto, che lo desiderava tanto per tutto ciò che egli, Papiano, gli aveva detto di me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E dunque, doveva ella credere che fosse generosità da parte mia, sacrifizio per amor di lei? Ecco a quale altra menzogna mi costringeva la mia condizione: stomachevole menzogna, che mi faceva bello di una squisita, delicatissima prova d’amore, attribuendomi una generosità tanto più grande, quanto meno da lei richiesta e desiderata. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Intanto la stranissima avventura non ha punto afflitto il Casati: anzi si direbbe che l’ha messo di buon umore, e, desideroso di nuove emozioni, ha voluto far una capatina alla... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ricordo invece con ancor infantile desiderio il mio primo o secondo libro di scuola — povero , umile e sciocco libro di lettura legato in cartone giallino , — dove un ragazzo modello , compunto e paffuto , inginocchiato in ca micia sopra un lettino di ferro , pareva che recitasse proprio quella preghiera rimata ch'io compitavo li sotto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* O tutto o nulla ! E ho voluto sempre il tutto — e che niente manchi o sfugga o resti fuori ! Completezza e totahtà — più niente da desiderare , dopo ! Cioè la fine , V immobilità , la morte ! Allora volevo saper tutto e non sapendo da che parte incominciare sfarfalleggiavo attraverso la conoscenza , coll'aiuto di manuali , dizionari , enciclopedie . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Escivano le balie infioccate coi bambini rossi e piagnucolanti fra le trine ; i mariti sudati colle mogli a braccetto ; i fratelli colle sorelle per la mano ; i giovinottelli a due o tre colle sigarette bianche penzolanti dai labbri ; le ragazze coi fazzoletti chiari in testa e gli occhi briosi e desiderosi ; i vecchietti in soprabito coll'ombrello celestino sotto braccio ; i poveri soldati vestiti di scuro e tutti impacciati co' loro guanti di filo bianco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* [Ho sempre odiato , e anche oggi , quelli che son nati vicino ai portafogli pieni — quelli che hanno potuto comprare quel che hanno desiderato , quasi sempre] . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quante volte son passato e ripassato dinanzi a una vetrina , adorando cogli occhi un libro lungamente desiderato , e senza cuore per chiederne il prezzo ! E quante volte tastavo in tasca i pochi soldi , e li ricontavo per k paura di averne meno o di averli persi , ed entravo in bottega col viso bianco , timido e zitto , aspettando che il padrone fosse solo per dir quel nome e quel titolo . .. Quanto mi disprezzavano allora , librai , padroni , compagni , parenti , tutti ! Ragazzaccio scarno , silenzioso e mal vestito , cogli occhi fissi di miope , le tasche piene di fogli , le mani sudicie d' inchiostro , le pieghe della rabbia e della tristezza intorno alla bocca — e la mia ruga diritta che cominciava a incidersi su in mezzo alla fronte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Allora prendevo un libro e leggevo alla fiochissima luce di quella funebre lucerna e a poco a poco tutto il mio corpo si raffreddava , i piedi tornavan gelati , la tristezza raddoppiava ed io mi buttavo sul letto a seppellir nel sonno i desideri inespressi e i sogni indeterminabili di una vita troppo diversa da questa — e da ogni vita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È tutta qui ? A ogni desiderio una ripulsa , a ogni aspirazione una smentita , a ogni sforzo uno schiaffo — a tutta la voglia di felicità che ci prende a sedici , a diciott'anni la promessa del nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* L'assettatura del mio sistema pessimistico — fondato sulla legge che sono necessariamente irraggiungibili giustappunto i fini più desiderabili — fu accompagnata da gioie intellettuali quasi nuove per me . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volevo sentire una mano nella mia mano , volevo essere ascoltato e ascoltare ; aver qualcuno a cui dire in segreto , nell'abbandono indimenticabile delle prime amicizie , quei sentimenti quei desideri -56 e pensieri , che non si posson dire ai babbi e alle mamme . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per fortuna incontrai poco tempo dopo un uomo — aveva assai più anni di me — ch'era tutto il contrario di quegli altri ; poeta (cioè scriveva poesie in versi e in prosa) ; musicista (suonava il flauto) ; entusiasta , cordiale , e stravagante come volevo e desideravo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* In me sorgeva allora il sogno taumaturgico : il bisogno , il desiderio di purificare e rafforzare lo spirito per farlo capace d'agir sulle cose senza strumenti e intermediari e giunger eosì al miracolo e all'onnipotenza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non accettavo il reale ordinario , superficiale , perchè volevo un reale mighore , più vero , più profondo ; rinnegavo il passato , rinnegavo il presente per tender l'occhio , il desiderio , l'anima tutta verso un più degno e miracoloso futuro . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Carducci di Maremma , gli scatti di leon che non si posa e il desiderio dei turbini aquilonari , delle rivoluzioni intransigenti , delle diane pugnaci e della grandezza d' Itaha . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Li pungevo , li bruciavo e li frustavo: li pungevo coi più feroci sarcasmi eh' io sapessi trovare ; li bruciavo colle parole dure e spiacenti e colle accuse spietatamente sincere ; li frustavo mostrando loro quant'eran vigliacchi nella vita , umili nei desideri , primitivi nelle idee , ignoranti in ogni cosa e assolutamente incapaci di capire a fondo e di ragionar diritti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Come mai ? Eppure è in questa età la primavera classica degli idilli romantici che fa sbocciare e scoppiare anche i più renitenti cuori ; questa è la pagana estate di tutti i sensi , l'erculeo luglio della lussuria irrefrenabile , in cui ogni sguardo è un desiderio di piacere , e tutte le mani cercano un bel corpo da carezzare , e i baci son caldi come di febbre su labbra che non sanno , non vogliono , non possono staccarsi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ci sono state delle donne nella mia vita: non dico molte , intendiamoci , perchè non sono stato né potevo essere un Tenorio , ma ce ne sono state ed erano donne vere e proprie , donne di carne e di nervi , come quelle che si ammirano nei grandi romanzi e si desiderano nella vita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sono state in disparte , ospiti gradite o ingombranti nei momenti di riposo ; tentativi di conforto nei tempi di nausea ; veicoli desiderati di gioia o di patimento ; compagne care ed affezionate della mia povera esistenza ; intermezzi di voluttà o di furore nella mia dura vita di lavoratore scontento ; ammiratrici esagerate ed ingiuste dell'opera mia ma non già , s' io debbo essere villanamente sincero , guide , donatrici o ispiratrici . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Diventare un autore ; un autore conosciuto , forse quotato ; cercato dai direttori di giornali , desiderato dagli editori ; perseguitato dai saggisti e dai recensori di mestiere ; tradotto in altre lingue ; candidato all'onesta celebrità dei quarant'anni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La mia missione era doppia : disgustare e allontanar gli uomini dalla vita presente e preparare e render visibile la superiore e soprumana vita eh' io presentivo e intravedevo con l' esasperata tensione dei massimi desideri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Render possibile , desiderabile , prossima la palingenesi del genere umano , la trasfigurazione dell' uomo-bestia , l'avvento universale delFuomo-dio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* ¦ I desideri del sogno vengono esauditi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fare ! Filosofia ! Desiderio e speranza d'una certezza riposatrice ; porta santa delle verità difficili ; filtro di ascetico entusiasmo nelle tebaidi spopolate dei sistemi ; dolcezza superba di una vita mancata ; succedaneo dionisiaco della normale empirìa , delle gioie fisiologiche , delle distrazioni (consolazioni ?) a pagamento . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È quel che non è vero ancora e desideriamo che sia vero si farà diventar tale : colla forza della fede . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non più dubbio : ogni grosso foglio teorico ha da esser cambiabile nella moneta spicciola di fatti particolari , di resultati desiderabili . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Noi due italiani , poveri e filosofi , saremmo andati laggiù , soli e spavaldi , a offrire a tutti l'onnipotenza , la ricchezza , il prestigio , la salute , l'eternità , tutto quello che — i88 — gli uomini desiderano e bramano con maggiore avidità ed insistenza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Curiosità psicologica , desiderio d' informazione ? In gran parte si . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma c'era anche un Hevito di volontà di credere , un desiderio sommesso di prender parte a — 192 — quel magnifico esperimento religioso che da Gesù in qua aveva dato al mondo tanti capolavori d'anime e d'opere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E allora , divenuto parte intima e integrante del mondo , ogni suo resto di volontà si riflette nell' essere : avendo abdicato alla sua volontà particolare diventa , senza pensarlo , una specie di volontà universale e le più rigide leggi dei fisici cadono dinanzi all'amoroso desiderio di un estatico . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma quando questa rinuncia fosse avvenuta ogni ricordo di pensiero , ogni traccia di volontà , ogni stimolo di desiderio sarebbe scomparso , e non potrebbe mai più risorgere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non son riuscito a fare quel che m'ero proposto , non ho compiuto quel che avevo promesso , non sono arrivato a quell'altezza d'animo , a quella gloria , a quella potenza che ho sognato , desiderato e voluto negli anni che furono . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A chi dar la colpa ? Forse ai propositi , alle promesse , ai desideri troppo grandi ? Niente affatto : non ci sono altezze troppo alte ma ali e respiri troppo corti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E anche se riuscissi , anche se buttassi in faccia a tutti voialtri che m'avete disprezzato , angosciato , sbeffeggiato , strapazzato , perseguitato e ignorato l'opera che sognai e desiderai , il capolavoro che facesse piangere i vostri asciutti occhi di avari e chiudesse le vostre bocche oscenamente irridenti e facesse trabalzare il placido cuoricino che avete ormai dimenticato sotto il corpetto ; se arrivassi , insomma , a confondervi , sconfiggervi e stravincervi colla forza prepotente e balenante del mio genio , che cosa mi dareste , cosa mi potreste offrire , in che modo pensereste ricompensarmi ? Tutte le storie del dolore degli uomini son piene della vostra riconoscenza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E avrei desiderato disperatamente le affannose giornate della vigiUa , quando qualcosa volevo , sceglievo , inseguivo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma se invece sbagliassi , se fossi invece un di quei tanti orbi che prendono le reminiscenze per ispirazioni e i desideri per opere , e fossi , in una parola , un imbecille ? Cosa ci sarebbe di strano ? È forse la prima volta che un coglione s* immagina d'essere un eroe , che un letterato si crede un poeta e che un idiota si mette i panni del grand' uomo ? Non è possibile , mille volte possibile , ch'io non sia altro che un frigido lettore di libri , riscalducciato ogni tanto dai focolari altrui , reso spiritoso dallo spirito degli altri , e che abbia scambiato il sommesso borbottio di un'anima ambiziosa col gorgoglio di una vena pronta a scoppiare e sgorgare , ad abbeverare la terra e a rispecchiare il cielo ? Più ci penso la cosa mi sembra comune , verosimile , naturale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa mai poteva uscire di grande da un uomo siffattamente sommerso e infangato nell' ignoranza ? Sapere è potere: che meraviglia se la mia potenza è rimasta , tormentoso ricordo e rimorso , nella spazzatura dei desideri morti ? E chi dovrò accusare di questa necessaria disfatta ? Me stesso , sempre me stesso , solamente me stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Oh se ad un tratto scoppiasse dentro di me , come una vena lungamente rattenuta e chiusa a forza , la maestosa e profonda corrente dell' ispirazione e le idee zampillassero come getti fantastici fino al cielo e le immagini e i sentimenti , e le care definitive parole cascassero come pioggia a rinfrescare il mio cuore ; a consolare , a destare , a intenerire tutti i cuori degli uomini ! Oh se l'anima mia ad un tratto s' infiammasse come un campo di stoppie e di sterpi , come una selva arida e folta , e i pensieri illuminassero il cielo come razzi spiegati e le parole bruciassero come fuoco vero e le idee sprizzassero sotto la fuga della mìa penna come faville da un ceppo infocato percosso e potessi finalmente illuminare e scaldare tutte le anime degli uomini ! Perchè dev'esser negata a me , proprio a me che la chiedo , aspetto , desidero e voglio questa gioia , questa feHcità , questa grazia ? Oh se di questi giorni , dopo tanti anni di attesa impaziente e di forsennate invocazioni , mi sentissi sgorgare una fiumana di parole nuove , mi sentissi sopraffare da un' ondata non mai sentita e invece di scrivere le stesse storie , d' infilare le solite parole , di strascicarmi penosamente sull'orme degli stanchi e rattoppati pensieri mi venissero in bocca inaspettate verità , meravigliose immagini e accenti e armonie e passioni che nessun uomo avesse mai scoperto , trovato e sentito ì Tante volte , la sera , al lume rosso e ondeggiante di una candela o a quello calmo e bianco di una lampada nascosta , ho aspettato l'arriva dell'ora divina come gli amanti sempre delusi aspettano a mezzanotte la bella che finalmente s'è promessa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È un desiderio assurdo , una voglia ridicola , un assunto impossibile : grazie tante ! Ma non posso fare a meno di sentirmi così : l'antidebitore per eccellenza , fino alla pazzia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa vuol dire eh' io non l'abbia trovata e eh' io non la possegga ? Oramai non voglio più viver cosi : non più sbattuto , come ora , tra il dubbio e la negazione , affannato dal desiderio sempre rinascente , accasciato dalla sconfitta sempre ripetuta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Assaporo il disgusto e affogo nel niente: e desidero soltanto la notte , e il letto , e il sonno grave , lungo , bestiale , fino a giorno alto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io conosco questo mondo , questa terra , questa vita brutta , agitata e tenebrosa e questa voglio , questa desidero , questa chiedo per sempre . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il sapere non mi basta ; gli uomini mi disgustano ; le donne ancora di più ; la letteratura mi fa schifo ; V ispirazione non viene ; la gloria mi nausea ; la mia vita è sudicia e tediosa ; il mio corpo si disfà e il mio desiderio , unico , primo e profondo , il desiderio della potenza , non è più , ormai , neppure un desiderio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Desidero i quattrini per la libertà ma non ho il coraggio di lasciar il resto per farli a qualunque costo ; invidio i grandi rinunziatori ma non credo negli dei e nei paradisi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma dopo questa furia divoratrice torna fuori il fantastico che immagina storie impossibili , che deforma la realtà , che proietta nel comodo specchio dell' immaginazione i suoi istinti più malvagi , i suoi desideri più forsennati , che crea più in grande gli uomini che odia e gli uomini che ama , prendendo dalla vita stessa lo spunto reale per prolungarlo e ingigantirlo nel sogno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Donne bionde , tenere , occhieggianti ben formate , mi passeranno d'accanto e la mia carne non sarà scossa dal desiderio : non son più fatte per me , non penso più a farmi amare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E tutta la mia vita sarà come sciolta in un languore d indifferenza , in una nebbia di memorie bigie e quasi eguali , senza il baleno di un desiderio e il fulmine d'un'azione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Li ho aspettati , li ho desiderati , li ho attesi al varco dei venti e dei venticinque anni per vedere cosa potevan fare , cosa avevano in corpo . (G .Papini - Un uomo finito)
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Bastava questa frase per farmi desiderare ch’egli se ne andasse presto , presto , per permettermi di correre alla mia sigaretta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quell’ultima sigaretta significava proprio il desiderio di attività (anche manuale) e di sereno pensiero sobrio e sodo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Le desideravo tutte! Per istrada la mia agitazione era enorme: come passavano , le donne erano mie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne ho cinquantasette degli anni e sono sicuro che se non cesso di fumare o che la psico–analisi non mi guarisca , la mia ultima occhiata dal mio letto di morte sarà l’espressione del mio desiderio per la mia infermiera , se questa non sarà mia moglie e se mia moglie avrà permesso che sia bella!
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* È poi vero ch’essendo riuscito con grande sforzo ad eliminare dal mio animo ogni proposito , riuscii a non fumare per varie ore , ma quando la bocca fu nettata , sentii un sapore innocente quale deve sentirlo il neonato , mi venne il desiderio di una sigaretta e quando la fumai ne ebbi il rimorso da cui rinnovai il proposito che avevo voluto abolire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Nel desiderio di dimostrare che non davo alcuna importanza alla persona incaricata di sorvegliarmi , mi dichiarai d’accordo di sopportarla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Giovanna sempre nel più gradevole tono di conversazione mi rassicurò: – Tanto quanto ne vorrà! Per soddisfare un suo desiderio la signora che dirige la dispensa dovrebbe levarsi magari a mezzanotte!
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* Il mio desiderio di salute m’aveva spinto a studiare il corpo umano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Egli subito si inquietò del mio riso su una cosa tanto seria e ritrovò tutto il suo desiderio di punirmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero poi lusingato dall’affetto che mi dimostrava manifestando il desiderio di consegnarmi la scienza di cui si credeva possessore , per quanto fossi convinto di non poter apprendere niente da lui .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il mio silenzio convertiva quel mio desiderio ispirato dal più puro affetto filiale , in un vero delitto che mi pesava orrendamente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Deve aver sognato di Vienna per il desiderio della frescura nella bocca arsa ricordando l’acqua buona e ghiacciata che v’è in quella città .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il desiderio di novità che c’era nel mio animo veniva soddisfatto da Giovanni Malfenti ch’era tanto differente da me e da tutte le persone di cui io fino ad allora avevo ricercato la compagnia e l’amicizia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io , stupito , gli domandai che cosa gli avessi fatto per fargli desiderare di vedermi malato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quella prima volta io guardai Ada con un solo desiderio: quello di innamorarmene perché bisognava passare per di là per sposarla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Vedevo che Ada era animata dal desiderio di non spiacermi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* In verità io credo di averle parlato così per il desiderio di farle sapere ch’io ero un uomo tanto lieto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Augusta , con la sua indole dolce , facilmente si commoveva e Alberta stava a sentire le mie descrizioni di scapigliatura studentesca con le guancie arrossate dal desiderio di poter in avvenire passare anch’essa per avventure simili .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Vero è che oramai desideravo tutta Ada cui avevo continuato a levigare assiduamente le guancie , a impicciolire le mani e i piedi e ad isveltire e affinare la taglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La desideravo quale moglie e quale amante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* M’ero perciò coricato di buon’ora col desiderio del sonno che fa passare tanto presto il tempo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Ma se lei lo desidera , io in questa casa non riporrò più piede!
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* Mi venne il desiderio di conquistarmene l’amicizia anch’io e cercai una frase amabile a indirizzarle .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era il mio modo di desiderare e vi ritornai con gioia intensa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ardevo dal desiderio di assicurarmi che il dolce sorriso che vagava sulle labbra di Ada fosse mio e saltai nell’argomento di cui parlavano , improvvisando una storia di spiriti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Raccoglietevi e pensate intensamente al morto che desiderate di evocare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non dubito che dettando il suo nome , io non fossi diretto dal desiderio di relegarlo fra gli spiriti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ma il secondo movimento mi fu contrastato e doveva esserci qualcuno nella compagnia che avrebbe desiderato che le nuove fossero buone .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne ebbi un piccolo conforto , che non durò a lungo , perché egli dichiarò ch’era venuto prima del solito per il desiderio di sentir suonare Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli non faceva che ciò che gli piaceva e , prima di consentire ad una preghiera , procedeva ad un’indagine nelle proprie cavità per vedere quello che laggiù si desiderava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Anche mamma lo desidera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Certo giammai il mio povero organismo fu talmente pervaso dal desiderio di ferire e se avessi avuta in mano la sciabola invece di quella matita che non sapevo muovere , forse la cura sarebbe riuscita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ma il desiderio non mancò e rese un po’ più lieve quella grave epoca .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guai se Augusta e sua madre non m’avessero impedito di bruciare quella fiamma in una sola volta come io spesso ne avrei avuto il desiderio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Come si avrebbe continuato a vivere allora? Almeno cosi il mio desiderio continuò a darmi sulle scale di quella casa la stessa ansia come quando le salivo per andare alla conquista di Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Questo , molto meglio di quell’altro , doveva abolire ogni mio desiderio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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È della prima fase il desiderio di violare Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi opposi energicamente quando le venne il desiderio d’impiantare nel nostro giardino una piccola lavanderia che implicava addirittura la costruzione di una casuccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Un giorno volli farle un altro grande regalo: lavorare! Essa lo desiderava ed io stesso pensavo che il lavoro sarebbe stato utile per la mia salute .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* L’Olivi s’appellò a mio suocero dicendogli che fra lui e me la ditta sarebbe stata sempre danneggiata , e che se la mia famiglia lo desiderava , egli e suo figlio si sarebbero ritirati per lasciarmi il campo libero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per qualche tempo leggiucchiai e suonai , poi sentii il desiderio di una attività più seria e poco mancò non ritornassi alla chimica eppoi alla giurisprudenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne dico qui solo per rilevare quale grande desiderio m’attaccasse ad Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E lei questo desiderio non indovinò quando mi vide nelle mani i Vangeli in edizione critica .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Tu desideri tutte le donne belle che vedi? – inquisì ancora il Copler .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Intanto io non desideravo Ada che vedevo ogni sera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Forse il mio desiderio per lei era stato tanto violento da esaurirsi da sé .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Che il possesso di Augusta fosse stato sufficiente a calmare il mio desiderio per tutta la famiglia Malfenti? Ciò sarebbe stato davvero molto morale!
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Forse non parlai della mia virtù perché nel pensiero io tradivo sempre Augusta , e anche ora , parlando col Copler , con un fremito di desiderio , pensai a tutte le donne che per lei trascuravo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo sempre vivo il desiderio dell’avventura; quell’avventura che cominciava dall’ammirazione di uno stivaletto , di un guanto , di una gonna , di tutto quello che copre e altera la forma .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma questo desiderio non era ancora una colpa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Spiegare a qualcuno come è fatto , è un modo per autorizzarlo ad agire come desidera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io sentivo con simpatia ch’essa temeva il nostro giudizio , ma avevo il desiderio di prolungare la seduta e m’associai nelle preghiere del Copler .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi fu poi facile d’intendere ch’egli desiderava che io non rivedessi più Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avevo un ardente desiderio di poterla ammirare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Nella mia inerzia subito fui preso dal desiderio di rivedere Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non potevo mettere a pericolo la pace della mia famigliuola; ossia , non la misi a pericolo finché il mio desiderio di Carla non ingrandì .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Per stimolare il mio desiderio bastava io ricordassi che su un dato pianerottolo , nella stessa mia piccola città , era esposta una bella fanciulla e che con una breve passeggiata si poteva andare a prenderla! La lotta col peccato diventa in tali circostanze difficilissima perché bisogna rinnovarla ad ogni ora ed ogni giorno , finché cioè la fanciulla rimanga su quel pianerottolo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Perché il mio desiderio avrebbe dovuto darmi un rimorso quando pareva fosse proprio venuto a tempo per salvarmi dal tedio che in quell’epoca mi minacciava? Non danneggiava affatto i miei rapporti con Augusta , anzi tutt’altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma ero realmente purissimo perché passai il pomeriggio intero nel mio studio e potevo veramente credere di essere definitivamente guarito di ogni desiderio perverso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo trovato qualche cosa di più di un pretesto per poter fare quello ch’era il mio desiderio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Sorrisi pieno di affetto e di desiderio per tanta infantilità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Quale potenza aveva tuttavia nel mio animo il pensiero di Augusta , se continuavo ostinatamente a protestare di non essere stato trascinato dal mio desiderio!
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* Avrei voluto somigliargli mentre il desiderio che mi aveva portato in quella casa me ne rendeva tanto dissimile! Era ben vero che alle due donne egli portava i denari altrui , ma dava tutta l’opera propria , una parte della propria vita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi però un dubbio: e se a tale opera fosse stato indotto dal desiderio? Senz’esitare domandai a Carla:
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* Poi più deciso: – Certamente vengo domani! – Quindi , in seguito al desiderio di non compromettermi troppo , aggiunsi: – Continueremo la lettura del Garcia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Poi trovai ancora di meglio: parlai della piccola lavanderia ch’essa tanto desiderava e che io fino ad allora le avevo rifiutata , e le diedi subito il permesso di costruirla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non appena desto , ebbi la piena coscienza della forza del mio desiderio e del pericolo ch’esso rappresentava per Augusta e anche per me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Chissà quello che avrebbe preteso Carla quando fosse stata la mia amante? A me pareva desiderosa del godimento che fino ad allora le era stato conteso , e come avrei io saputo provvedere a due famiglie? Augusta domandava l’utile lavanderia , l’altra avrebbe domandata qualche altra cosa , ma non meno costosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Facevo però alla luce del sole quello che desideravo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io , poi , a nessun prezzo avrei tradito il mio desiderio di buttarla fuori di quella stanza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Carla mi vedeva in una luce falsa! Carla poteva disprezzarmi vedendomi tanto desideroso dei suoi baci quando amavo Augusta! Quella stessa Carla che faceva mostra di stimarmi tanto perché di me aveva tanto bisogno !
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* Avrei quasi avuto il desiderio di ritornare subito subito da Carla per spiegarle ancora qualche cosa: il mio amore per Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dove avrei potuto trovare io la forza per non ritornare da quella donna tanto desiderabile che m’aspettava? Poi avevo già assunti degl’impegni , degl’impegni d’onore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Può essere che anche questo desiderio fosse stato ispirato da qualche buon proposito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non la morte desiderai ma la malattia , una malattia che mi servisse di pretesto per fare quello che volevo o che me lo impedisse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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La baciai e abbracciai con pieno desiderio e il mio accento fu improntato a tale sincerità ch’essa si vergognò del suo sospetto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Aspettavo l’abbraccio di Carla con pieno grande desiderio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Desideravo proprio lei , la fanciulla dalle ricche treccie fuori di posto e la voce tanto musicale quando la nota non le era imposta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ella era resa desiderabile anche da tutto ciò che per lei avevo già sofferto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Se non desidero altro!
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* Ora non avrei avuto che un desiderio: correre dalla mia vera moglie , solo per vederla intenta al suo lavoro di formica assidua , mentre metteva in salvo le nostre cose in un’atmosfera di canfora e di naftalina .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Poi , con l’evidente intenzione di avvilirla , le dissi che con mia moglie bastava io manifestassi un desiderio per vederlo esaudito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Dissi che ero arrivato al colmo dei miei desideri possedendola e che adesso volevo aver il senso di possederla ancora più mantenendola completamente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Essa , spaventata , cessò dal resistere e prese la busta mentre mi guardava ansiosa studiando che cosa fosse la verità , il mio urlo d’odio oppure la parola d’amore con cui le veniva concesso tutto quello ch’essa aveva desiderato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dopo un’esitazione , ottemperai al suo desiderio , e volentieri , perché la mia anima improvvisamente si riempì di Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– E io che dubitavo del tuo amore! Il giorno intero fui perseguitata dal desiderio di uccidermi per essermi abbandonata ad un uomo che subito dopo mi trattò così male!
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* Alberta , solo per il desiderio di far ridere la gente , avvisò Augusta ch’io bevevo troppo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Per l’effetto del vino , quella parola offensiva accompagnata da una risata generale , mi cacciò nell’animo un desiderio veramente irragionevole di vendetta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo sempre il desiderio di confessarmi anche quando non ero reso più magnanimo dall’azione del vino? Finii col parlare del Copler .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Andai da lei proprio col desiderio di vivere più intensamente ed è quello che riconduce all’alcool , ma camminando verso di lei , avrei desiderato ch’essa m’avesse fornita tutt’altra intensità di vita del giorno prima .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Intanto lo stesso desiderio d’intensificare la mia vita , che m’aveva tratto da Carla , m’avrebbe riportato subito da Augusta , ch’era la sola con cui avrei potuto parlare del mio amore per lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa più volte m’aveva offerto di cantarmi una canzonetta , desiderosa di avere il mio giudizio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ed il buon proposito non era brutale ed eccitante come quando avevo nella strozza il desiderio di dichiarare a Carla che non l’avrei rivista mai più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era sempre vivo il suo desiderio di avermi tutto suo per una notte intera; mi confidò che le pareva che , per non avere mai dormito uno accanto all’altro , fossimo meno intimi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Eppoi , non sarebbe stato questo un nuovo tradimento a mia moglie? Talvolta , cioè quando correvo a Carla pieno di desiderio , mi sentivo propenso di accontentarla , ma subito dopo ne vedevo l’impossibilità e la sconvenienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non andai da Carla alla mattina e così corsi da lei alla sera con pieno desiderio dicendomi anche ch’era infantile di credere di tradire più gravemente Augusta perché la tradivo in un momento in cui essa per altre cause soffriva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non v’era neppure alcuno scopo di far vedere il mio disprezzo alla povera giovinetta ormai che già mi baloccavo di nuovo col desiderio di abbandonarla definitivamente , e quantunque il mio sdegno fosse ora ingrandito anche dalle ragioni che poco prima avrebbero provocata la mia gelosia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Forse egli s’adattò al desiderio di Carla , ma sta di fatto che restò sempre nel genere da lei prediletto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il mio amore si fece più iroso e finì che quando la desideravo e anche quando non la desideravo affatto , Carla mi sembrò un essere inferiore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi si prospettava l’eventualità di perdere per sempre la mia amante se non avessi saputo domare il mio desiderio di liberarmene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi sembrava una grave compromissione , ma Carla desiderava tanto di camminare al braccio mio al sole , che finii col compiacerla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dev’essere da quest’avventura che le venne ad ogni istante il desiderio di apparire in pubblico quale mia moglie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Forse nessuno di quanti là gremiscon la spiaggia , sente dentro di sé spiegare le ali il desiderio della riva ignota .
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* non desiderare la roba altrui ,
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* non desiderare la roba altrui
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* Desidera me o mi desidera
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* desidera noi o ci desidera
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adocchiare
= verbo trans. guardare con interesse o desiderio scorgere con un'occhiata , ravvisare , individuare .
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afrodisiaco
= sostanza che stimola o aumenta il desiderio sessuale .
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ambire
= verbo trans. ,
= verbo intr. desiderare ardentemente , bramare
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ambizione
= volontà di ottenere qualcosa che si desidera ardentemente
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anelante
= participio presente di anelare , affannoso , ansante ardentemente desideroso anelantemente
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appetenza
= naturale desiderio di cibo
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appetibile
= desiderabile
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appetire
= verbo trans. desiderare vivamente , in senso fisico o morale
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appetitivo
= che spinge ad appetire , a desiderare
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appetito
= desiderio naturale di cibo
---------------
assetare
= verbo trans. far venire la sete suscitare desiderio , invogliare
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atteso
= participio passato di attendere , aspettato con desiderio
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augurare
= verbo trans. manifestare il desiderio che accadano eventi lieti o riesca a buon fine qualcosa
---------------
augurio
= desiderio manifestato a qualcuno che si realizzi un evento positivo
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auspicare
= verbo trans. pronosticare , presagire augurare , desiderare vivamente
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avido
= che desidera qualcosa con eccessiva intensità , senza misura
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bava
= liquido viscoso che cola dalla bocca di taluni animali , spec. se idrofobi , o anche da quella di bambini , vecchi , persone che si trovino in un'anormale condizione fisica o psichica avere la bava alla bocca , essere infuriato perdere le bave per qualcuno , per qualcosa , desiderarli moltissimosostanza viscosa secreta da taluni molluschi
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binocolo
= strumento ottico risultante dall'accoppiamento di due cannocchiali gemelli , destinato alla visione binoculare di oggetti lontani binocolo prismatico , dotato di un sistema di prismi atto ad aumentare la distanza focale dell'obiettivo senza aumentare la lunghezza dello strumento vedere col binocolo , desiderare qualcosa e non poterla ottenere.
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bovarismo
= stato di insoddisfazione determinato dal conformismo proprio della vita borghese e accompagnato dal desiderio di evasioni di tipo mondano , sentimentale o intellettuale.
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bramar verbo trans. desiderare intensamente , ardentemente
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bramosia
= brama , desiderio ardente
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browser
= software che consente di muoversi e ricercare le informazioni desiderate all'interno di internet.
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captativo
= comportamento che tende all'appropriazione esclusiva degli oggetti del desiderio, e in partic. degli affetti
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comanda
= al ristorante, ordinazione di ciò che il cliente desidera consumare
---------------
concupire
= verbo trans. desiderare con passione
---------------
concupiscenza
= desiderio di piaceri sensuali, e spec. sessuali.
---------------
concupiscibile
= che desta desiderio di possesso, che eccita la concupiscenzaconcupiscente
---------------
conteso part. pass. di contendere
= che suscita il desiderio di molti
---------------
continente ant. contenente,
= che si contiene, sa frenare i propri impulsi e desideri, spec. quelli dei sensi
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controproducente
= che produce un effetto contrario a quello desiderato
---------------
cupere
= verbo trans. desiderare, bramare
---------------
cupidigia
= desiderio sfrenato, bramosia, avidità
---------------
cupido
= assai desideroso, bramoso
---------------
cupio dissolvi
= volontà di annullamento di sé, desiderio di non esistere.
---------------
curioso
= desideroso di sapere, di conoscere
---------------
deh
= inter . esclamazione di preghiera - esortazione - desiderio e sim .
---------------
desiare
= o disiare
= verbo trans . desiderare
---------------
desiato
= part . pass . di desiare
= desiderato
---------------
desiderabile
= che può essere desiderato - che suscita desiderio
---------------
desiderabilità
= carattere di ciò che è desiderabile
---------------
desiderare
= disiderare - verbo trans . provare desiderio di qualcosa
---------------
desiderata
= le cose desiderate
---------------
desiderativo
= che esprime desiderio
---------------
desideroso
= disideroso - agg. che ha desiderio di qualcosa § desiderosamente
= .
---------------
desio
= o disio - desiderio
---------------
desioso
= o disioso - desideroso
---------------
desirare
= verbo trans . desiderare .
---------------
desire
= o desiro - disire - disiro - desiderio
---------------
disbramare
= verbo trans . saziare una brama - un desiderio
---------------
disianza
= o desianza - desiderio
---------------
disiderare
= desiderare .
---------------
disirare
= verbo trans . desiderare .
---------------
effettismo
= ricerca di un facile effetto - desiderio di impressionare - spec . in opere d'arte o nell'informazione .
---------------
erotomania
= eccesso morboso di desiderio e di attività sessuale .
---------------
fascera
= fascia di legno - o di metallo , di forma per lo più circolare - o quadrangolare , in cui si colloca la cagliata perché espella il siero e assuma la forma propria del tipo di formaggio desiderato .
---------------
felicità
= felicitade , felicitate ,stato di colui che è felice , di colui che ritiene soddisfatto ogni suo desiderio
---------------
formattazione
= procedura gestita da un software per rendere un supporto di memoria idoneo a ospitare i dati elaborati da un determinato sistema nell'elaborazione elettronica dei testi , operazione che fa assumere al testo l'impaginazione desiderata .
---------------
fretta
= bisogno - o desiderio di far presto
---------------
indesiderabile
= che non può essere oggetto di desiderio
---------------
infelice
= che non è felice , che vive in condizioni tristi e non può soddisfare i propri desideri , le proprie aspirazioni
---------------
intento
= ciò che si desidera realizzare od ottenere
---------------
inuzzolire
= verbo transitivo , far venire a qualcuno l'uzzolo , il desiderio di qualcosa
---------------
invacchire
= verbo in transitivo , rendere vago , desideroso
---------------
libidine
= forte desiderio sessuale
---------------
lolita
= adolescente precoce che suscita desideri sessuali , spec . in uomini maturi
---------------
lucioperca
= amante della luce , desideroso di luce
---------------
magari
= inter. esprime vivo desiderio
---------------
mammona
= o f., anche mammone la ricchezza mondana in quanto è fatta oggetto di desiderio insaziabile, quasi di culto, ed è perciò causa di dannazione spirituale
---------------
misantropia
= sentimento di avversione nei confronti dei propri simili che si manifesta con un morboso desiderio di isolarsi
---------------
nemico nimico
= che nutre profonda avversione , ostilità verso qualcuno e ne desidera il male
---------------
nidiandolo
= l'uovo , vero o finto , che si lascia nel luogo dove si desidera che la gallina deponga le uova
---------------
occhieggiare
= verbo trans . guardare con ammirazione o desiderio
---------------
odio
= sentimento di grande ostilità per cui si desidera il male altrui
---------------
ottativo
= si dice di modo del verbo che , nel greco e in altre lingue indoeuropee , esprime desiderio e possibilità .
---------------
ottenere
= verbo trans . riuscire ad avere cò che si desidera o si richiede
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perbenismo
= atteggiamento , comportamento di colui che desidera apparire una persona perbene , rispettosa dei modelli e delle consuetudini sociali dominanti
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plazer
= componimento poetico originario della poesia provenzale , ma diffuso anche in quella italiana dei primi secoli , in cui l'autore enumera le cose piacevoli che desidererebbe
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ruzzo
= il ruzzare, il desiderio di ruzzare
---------------
satisfatto ,
= participio passato di satisfare - completamente appagato nei propri desideri ,
---------------
sazio
= che ha soddisfatto completamente l'appetito , il desiderio di cibo ,
---------------
sbizzarrire
= verbo transitivo far passare i capricci , la bizzarria a qualcuno - sbizzarrirsi
= verbo riflessivo soddisfare i propri capricci , i propri desideri , il proprio estro ,
---------------
sbramare
= verbo transitivo togliere la brama , soddisfare un vivo desiderio .
---------------
silografia
= o xilografia , procedimento di stampa di origine molto antica , usato sia per scritti sia per disegni , che si avvale come matrice di una tavoletta di legno duro sulla quale si intaglia , con sgorbie , appositi coltellini o altri attrezzi , l'immagine desiderata - la matrice incisa nel legno ,
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sitire
= verbo intransitivo e tr . avere sete - desiderare intensamente ,
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soddisfatto
= participio passato di soddisfare - completamente appagato nei propri desideri ,
---------------
sodisfatto
= participio passato di sodisfare - completamente appagato nei propri desideri ,
---------------
sollucchero
= senso di intimo godimento che si prova nel vedersi soddisfatto nei desideri, mandare in solluchero ,
---------------
solluchero
= senso di intimo godimento che si prova nel vedersi soddisfatto nei desideri, mandare in solluchero ,
---------------
sonnolento sonnolente ,
= che ha e manifesta desiderio e bisogno di sonno ,
---------------
sperare
= verbo transitivo attendere con fiducia che accada una cosa desiderata ,
---------------
spezzatrice
= macchina usata nella panificazione per dividere la pasta nei pezzi desiderati .
---------------
tornagusto
= cibo - bevanda che risvegli il gusto e il desiderio di mangiare
---------------
transfert
= processo per cui un desiderio o un conflitto inconscio viene trasferito su una persona diversa , traslazione
---------------
ustolare
= ostolare , verbo intransitivo , esprimere visibilmente il desiderio di cibo
---------------
uzzolo
= voglia , desiderio , capriccio
---------------
Conjugacíon: 2 - apetecer
auxiliar: haber - transitivo
INDICATIVO activo
Presente
yo apetezco
apeteces
él/ella apetece
nosotros apetecemos
vosotros apetecéis
ellos/ellas apetecen
Imperfecto
yo apetecía
apetecías
él/ella apetecía
nosotros apetecíamos
vosotros apetecíais
ellos/ellas apetecían
Pretérito indefinito
yo apetecí
apeteciste
él/ella apeteció
nosotros apetecimos
vosotros apetecisteis
ellos/ellas apetecieron
Preterito perfecto
yo he apetecido
has apetecido
él/ella ha apetecido
nosotros hemos apetecido
vosotros habéis apetecido
ellos/ellas han apetecido
Preterito pluscuamperfecto
yo había apetecido
habías apetecido
él/ella había apetecido
nosotros habíamos apetecido
vosotros habíais apetecido
ellos/ellas habían apetecido
Preterito anterior
yo hube apetecido
hubiste apetecido
él/ella hubo apetecido
nosotros hubimos apetecido
vosotros hubisteis apetecido
ellos/ellas hubieron apetecido
Futuro
yo apeteceré
apeteceras
él/ella apetecerá
nosotros apeteceremos
vosotros apetecereis
ellos/ellas apetecerán
Futuro perfecto
yo habré apetecido
habrás apetecido
él/ella habrá apetecido
nosotros habremos apetecido
vosotros habréis apetecido
ellos/ellas habrán apetecido
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo apetezca
apetezcas
él/ella apetezca
nosotros apetezcamos
nosotros apetecáis
ellos/ellas apetezcan
Pretérito perfecto
yo haya apetecido
hayas apetecido
él/ella haya apetecido
nosotros hayamos apetecido
nosotros hayáis apetecido
ellos/ellas hayan apetecido
Pretérito imperfetto I
yo apeteciera
apetecieras
él/ella apeteciera
nosotros apeteciéramos
nosotros apetecierais
ellos/ellas apetecieran
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiera apetecido
hubieras apetecido
él/ella hubiera apetecido
nosotros hubiéramos apetecido
nosotros hubierais apetecido
ellos/ellas hubieran apetecido
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese apetecido
hubieses apetecido
él/ella hubiese apetecido
nosotros hubiésemos apetecido
nosotros hubieseis apetecido
ellos/ellas hubiesen apetecido
Pretérito imperfetto II
yo apeteciese
apetecieses
él/ella apeteciese
nosotros apeteciésemos
nosotros apetecieseis
ellos/ellas apeteciesen
Futuro
yo apeteciere
apetecieres
él/ella apeteciere
nosotros apeteciéremos
nosotros apeteciereis
ellos/ellas apetecieren
Futuro perfecto
yo hubiere apetecido
hubieres apetecido
él/ella hubiere apetecido
nosotros hubiéremos apetecido
nosotros hubiereis apetecido
ellos/ellas hubieren apetecido
POTENCIAL - activo
Presente
yo apetecería
apetecerías
él/ella apetecería
nosotros apeteceríamos
vosotros apeteceríais
ellos/ellas apetecerían
Perfecto
yo habría apetecido
habrías apetecido
él/ella habría apetecido
nosotros habríamos apetecido
vosotros habríais apetecido
ellos/ellas habrían apetecido
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
apetece
apetezca
apetezcamos
apeteced
apetezcan
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber apetecido
PARTICIPIO - activo
Presente
que apetece
Compuesto
apetecido
GERUNDIO activo
Presente
apeteciendo
Compuesto
habiendo apetecido
INDICATIVO pasivo
Presente
yo soy apetecido
eres apetecido
él/ella es apetecido
nosotros somos apetecidos
vosotros seis apetecidos
ellos/ellas son apetecidos
Imperfecto
yo era apetecido
eras apetecido
él/ella era apetecido
nosotros èramos apetecidos
vosotros erais apetecidos
ellos/ellas eran apetecidos
Pretérito indefinito
yo fui apetecido
fuiste apetecido
él/ella fue apetecido
nosotros fuimos apetecidos
vosotros fuisteis apetecidos
ellos/ellas fueron apetecidos
Preterito perfecto
yo he sido apetecido
has sido apetecido
él/ella ha sido apetecido
nosotros hemos sido apetecidos
vosotros habèis sido apetecidos
ellos/ellas han sido apetecidos
Preterito pluscuamperfecto
yo había sido apetecido
habías sido apetecido
él/ella había sido apetecido
nosotros habíamos sido apetecidos
vosotros habías sido apetecidos
ellos/ellas habían sido apetecidos
Preterito anterior
yo hube sido apetecido
hubiste sido apetecido
él/ella hubo sido apetecido
nosotros hubimos sido apetecidos
vosotros hubisteis sido apetecidos
ellos/ellas hubieron sido apetecidos
Futuro
yo seré apetecido
serás apetecido
él/ella será apetecido
nosotros seremos apetecidos
vosotros sereis apetecidos
ellos/ellas serán apetecidos
Futuro perfecto
yo habrè sido apetecido
habrás sido apetecido
él/ella habrá sido apetecido
nosotros habremos sido apetecidos
vosotros habreis sido apetecidos
ellos/ellas habrán sido apetecidos
CONJUNTIVO - pasivo
Presente
yo sea apetecido
seas apetecido
él/ella sea apetecido
nosotros seamos apetecidos
nosotros seáis apetecidos
ellos/ellas sean apetecidos
Pretérito perfecto
yo haya sido apetecido
hayas sido apetecido
él/ella haya sido apetecido
nosotros hayamos sido apetecido
nosotros hayáis sido apetecido
ellos/ellas hayan sido apetecido
Pretérito imperfetto I
yo fuere apetecido
fueres apetecido
él/ella fuere apetecido
nosotros fuéremos apetecidos
nosotros fuereis apetecidos
ellos/ellas fueren apetecidos
Pretérito pluscuamperfecto I
yo hubiere sido apetecido
hubieres sido apetecido
él/ella hubiere sido apetecido
nosotros hubiéremos sido apetecidos
nosotros hubierei sido apetecidos
ellos/ellas hubieren sido apetecidos
Pretérito pluscuamperfecto II
yo hubiese sido apetecido
hubieses sido apetecido
él/ella hubiese sido apetecido
nosotros hubiésemos sido apetecidos
nosotros hubieseis sido apetecidos
ellos/ellas hubiesen sido apetecidos
Pretérito imperfetto II
yo fuese apetecido
fuesess apetecido
él/ella fuese apetecido
nosotros fuésemos apetecidos
nosotros fueseis apetecidos
ellos/ellas fuesen apetecidos
Futuro
yo fuere apetecido
fueres apetecido
él/ella fuere apetecido
nosotros fuéremos apetecidos
nosotros fuereis apetecidos
ellos/ellas fueren apetecidos
Futuro perfecto
yo hubiere sido apetecido
hubieres sido apetecido
él/ella hubiere sido apetecido
nosotros hubiéremos sido apetecidos
nosotros hubiereis sido apetecidos
ellos/ellas hubieren sido apetecidos
POTENCIAL - pasivo
Presente
yo sería apetecido
serías apetecido
él/ella sería apetecido
nosotros seríamos apetecidos
vosotros seríais apetecidos
ellos/ellas serían apetecidos
Perfecto
yo habría sido apetecido
habrías sido apetecido
él/ella habría sido apetecidos
nosotros habríamos sido apetecidos
vosotros habríais sido apetecidos
ellos/ellas habrían sido apetecidos
IMPERATIVO - pasivo
Positivo
-
sé apetecido
sea apetecido
seamos apetecidos
sed apetecidos
sean apetecidos
INFINITO pasivo
Presente
ser apetecido
Compuesto
haber sido apetecido
PARTICIPIO - pasivo
Presente
que es apetecido
Compuesto
apetecido
GERUNDIO pasivo
Presente
siendo apetecido
Compuesto
habiendo sido apetecido
Coniugazione:1 - desiderare
Ausiliare:avere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io desidero
tu desideri
egli desidera
noi desideriamo
voi desiderate
essi desiderano
Imperfetto
io desideravo
tu desideravi
egli desiderava
noi desideravamo
voi desideravate
essi desideravano
Passato remoto
io desiderai
tu desiderasti
egli desiderò
noi desiderammo
voi desideraste
essi desiderarono
Passato prossimo
io ho desiderato
tu hai desiderato
egli ha desiderato
noi abbiamo desiderato
voi avete desiderato
essi hanno desiderato
Trapassato prossimo
io avevo desiderato
tu avevi desiderato
egli aveva desiderato
noi avevamo desiderato
voi avevate desiderato
essi avevano desiderato
Trapassato remoto
io ebbi desiderato
tu avesti desiderato
egli ebbe desiderato
noi avemmo desiderato
voi eveste desiderato
essi ebbero desiderato
Futuro semplice
io desidererò
tu desidererai
egli desidererà
noi desidereremo
voi desidererete
essi desidereranno
Futuro anteriore
io avrò desiderato
tu avrai desiderato
egli avrà desiderato
noi avremo desiderato
voi avrete desiderato
essi avranno desiderato
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io desideri
che tu desideri
che egli desideri
che noi desideriamo
che voi desideriate
che essi desiderino
Passato
che io abbia desiderato
che tu abbia desiderato
che egli abbia desiderato
che noi abbiamo desiderato
che voi abbiate desiderato
che essi abbiano desiderato
Imperfetto
che io desiderassi
che tu desiderassi
che egli desiderasse
che noi desiderassimo
che voi desideraste
che essi desiderassero
Trapassato
che io avessi desiderato
che tu avessi desiderato
che egli avesse desiderato
che noi avessimo desiderato
che voi aveste desiderato
che essi avessero desiderato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io desidererei
tu desidereresti
egli desidererebbe
noi desidereremmo
voi desiderereste
essi desidererebbero
Passato
io avrei desiderato
tu avresti desiderato
egli avrebbe desiderato
noi avremmo desiderato
voi avreste desiderato
essi avrebbero desiderato
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
desidera
desideri
desideriamo
desiderate
desiderino
Futuro
-
desidererai
desidererà
desidereremo
desidererete
desidereranno
INFINITO - attivo
Presente
desiderare
Passato
avere desiderato
PARTICIPIO - attivo
Presente
desiderante
Passato
desiderato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
desiderando
Passato
avendo desiderato
INDICATIVO - passivo
Presente
io sono desiderato
tu sei desiderato
egli é desiderato
noi siamo desiderati
voi siete desiderati
essi sono desiderati
Imperfetto
io ero desiderato
tu eri desiderato
egli era desiderato
noi eravamo desiderati
voi eravate desiderati
essi erano desiderati
Passato remoto
io fui desiderato
tu fosti desiderato
egli fu desiderato
noi fummo desiderati
voi foste desiderati
essi furono desiderati
Passato prossimo
io sono stato desiderato
tu sei stato desiderato
egli é stato desiderato
noi siamo stati desiderati
voi siete stati desiderati
essi sono stati desiderati
Trapassato prossimo
io ero stato desiderato
tu eri stato desiderato
egli era stato desiderato
noi eravamo stati desiderati
voi eravate stati desiderati
essi erano statidesiderati
Trapassato remoto
io fui stato desiderato
tu fosti stato desiderato
egli fu stato desiderato
noi fummo stati desiderati
voi foste stati desiderati
essi furono stati desiderati
Futuro semplice
io sarò desiderato
tu sarai desiderato
egli sarà desiderato
noi saremo desiderati
voi sarete desiderati
essi saranno desiderati
Futuro anteriore
io sarò stato desiderato
tu sarai stato desiderato
egli sarà stato desiderato
noi saremo stati desiderati
voi sarete stati desiderati
essi saranno stati desiderati
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io sia desiderato
che tu sia desiderato
che egli sia desiderato
che noi siamo desiderati
che voi siate desiderati
che essi siano desiderati
Passato
che io sia stato desiderato
che tu sia stato desiderato
che egli sia stato desiderato
che noi siamo stati desiderati
che voi siate stati desiderati
che essi siano stati desiderati
Imperfetto
che io fossi desiderato
che tu fossi desiderato
che egli fosse desiderato
che noi fossimo desiderati
che voi foste desiderati
che essi fossero desiderati
Trapassato
che io fossi stato desiderato
che tu fossi stato desiderato
che egli fosse stato desiderato
che noi fossimo stati desiderati
che voi foste stati desiderati
che essi fossero stati desiderati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io sarei desiderato
tu saresti desiderato
egli sarebbe desiderato
noi saremmo desiderati
voi sareste desiderati
essi sarebbero desiderati
Passato
io sarei stato desiderato
tu saresti stato desiderato
egli sarebbe stato desiderato
noi saremmo stati desiderati
voi sareste stati desiderati
essi sarebbero stati desiderati
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii desiderato
sia desiderato
siamo desiderati
siate desiderati
siano desiderati
Futuro
-
sarai desiderato
sarà desiderato
saremo desiderati
sarete desiderati
saranno desiderati
INFINITO - passivo
Presente
essere desiderato
Passato
essere stato desiderato
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
desiderato
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo desiderato
Passato
essendo stato desiderato