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sinonimi di afanarse

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Vocabulario y frases
afanar
= affannare , affaticare , rubare .
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Vocabulario y frases
affannare
= verbo trans. dare , procurare affanno angustiare , affliggere
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* Affannato e balordo , si ripose sul suo seggiolone , cominciò a sentirsi qualche brivido nell'ossa , si guardava le unghie sospirando , e chiamava di tempo in tempo , con voce tremolante e stizzosa: - Perpetua ! - La venne finalmente , con un gran cavolo sotto il braccio , e con la faccia tosta , come se nulla fosse stato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I nostri fuggiaschi camminarono un pezzo di buon trotto , in silenzio , voltandosi , ora l'uno ora l'altro , a guardare se nessuno gl'inseguiva , tutti in affanno per la fatica della fuga , per il batticuore e per la sospensione in cui erano stati , per il dolore della cattiva riuscita , per l'apprensione confusa del nuovo oscuro pericolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E ancor più in affanno li teneva l'incalzare continuo di que' rintocchi , i quali , quanto , per l'allontanarsi , venivan più fiochi e ottusi , tanto pareva che prendessero un non so che di più lugubre e sinistro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il sonno fu affannoso , torbido , pieno di sogni penosi , ma non fu rotto che dalla voce strillante della vecchia , che venne a svegliarla , perché si preparasse per la gita di Monza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo qualche tempo , la povera Lucia cominciò a risentirsi , come da un sonno profondo e affannoso , e aprì gli occhi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Accorata , affannata , atterrita sempre più nel vedere che le sue parole non facevano nessun colpo , Lucia si rivolse a Colui che tiene in mano il cuore degli uomini , e può , quando voglia , intenerire i più duri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu sei venuta a codesta età , senza sapere come si fa coraggio a una creatura , quando sI vuole ! Hai tu mai sentito affanno di cuore ? Hai tu mai avuto paura ? Non sai le parole che fanno piacere in que' momenti ? Dille di quelle parole: trovale , alla malora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'infelice risvegliata riconobbe la sua prigione: tutte le memorie dell'orribil giornata trascorsa , tutti i terrori dell'avvenire , l'assalirono in una volta: quella nuova quiete stessa dopo tante agitazioni , quella specie di riposo , quell'abbandono in cui era lasciata , le facevano un nuovo spavento: e fu vinta da un tale affanno , che desiderò di morire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'innominato , alla vista di quell'aspetto sul quale già la sera avanti non aveva potuto tener fermo lo sguardo , di quell'aspetto reso ora più squallido , sbattuto , affannato dal patire prolungato e dal digiuno , era rimasto lì fermo , quasi sull'uscio ; nel veder poi quell'atto di terrore , abbassò gli occhi , stette ancora un momento immobile e muto ; indi rispondendo a ciò che la poverina non aveva detto , - è vero , - esclamò: - perdonatemi !
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* Passato quel primo sfogo d'abbracciamenti e di singhiozzi , Agnese volle sapere i casi di Lucia , e questa si mise affannosamente a raccontarglieli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* C'era poi delle domande affannose , appassionate , su' casi di Lucia , con de' cenni oscuri e dolenti , intorno alle voci che n'erano arrivate fino a Renzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il pover'uomo correva , stralunato e mezzo fuor di sé , per la casa ; andava dietro a Perpetua , per concertare una risoluzione con lei ; ma Perpetua , affaccendata a raccogliere il meglio di casa , e a nasconderlo in soffitta , o per i bugigattoli , passava di corsa , affannata , preoccupata , con le mani e con le braccia piene , e rispondeva: - or ora finisco di metter questa roba al sicuro , e poi faremo anche noi come fanno gli altri - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Insieme si sentiva al cuore una palpitazion violenta , affannosa , negli orecchi un ronzìo , un fischìo continuo , un fuoco di dentro , una gravezza in tutte le membra , peggio di quando era andato a letto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ancor mezzo affannato , e tutto sottosopra , ringraziava intanto alla meglio in cuor suo la Provvidenza , d'essere uscito d'un tal frangente , senza ricever male né farne ; la pregava che l'aiutasse ora a liberarsi anche da' suoi liberatori ; e dal canto suo , stava all'erta , guardava quelli , guardava la strada , per cogliere il tempo di sdrucciolar giù quatto quatto , senza dar loro occasione di far qualche rumore , qualche scenata , che mettesse in malizia i passeggieri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma in quel luogo destinato per sé al patire e al morire , si vedeva l'uomo già alle prese col male soccombere alla nuova oppressione ; si vedevan centinaia e centinaia peggiorar precipitosamente ; e insieme , l'ultima lotta era più affannosa , e nell'aumento de' dolori , i gemiti più soffogati: né forse su quel luogo di miserie era ancor passata un'ora crudele al par di questa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il petto si sollevava di quando in quando , con un respiro affannoso ; la destra , fuor della cappa , lo premeva vicino al cuore , con uno stringere adunco delle dita , livide tutte , e sulla punta nere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quando mai s'è sentito dire che l'influenze si propaghino . . . ? E lor signori mi vorranno negar l'influenze ? Mi negheranno che ci sian degli astri ? O mi vorranno dire che stian lassù a far nulla , come tante capocchie di spilli ficcati in un guancialino ? . . .Ma quel che non mi può entrare , è di questi signori medici ; confessare che ci troviamo sotto una congiunzione così maligna , e poi venirci a dire , con faccia tosta: non toccate qui , non toccate là , e sarete sicuri ! Come se questo schivare il contatto materiale de' corpi terreni , potesse impedir l'effetto virtuale de' corpi celesti ! E tanto affannarsi a bruciar de' cenci ! Povera gente ! brucerete Giove ? brucerete Saturno ?
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IV Pallido, ancora un po' affannato per tutti i respiri che s'era affrettato a trarre appena rinvenuto, Gabriele pregò la moglie di andarsene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed essi aspettavano, pazientissimi, assorti, anzi sprofondati nel loro cupo affanno segreto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mentre si eseguiva con la massima cautela la penosa salita, allo scalpiccío, al rumor delle voci brevi affannose, si schiudevano sui pianerottoli le porte degli altri casigliani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Osservò quindi di nuovo, a lungo, il volto del giacente, ne ascoltò la respirazione affannosa; poi, non avendo altro da fare, e come se per lui bastasse l'aver provveduto al ghiaccio e l'aver fatto quelle osservazioni, ritornò al proprio posto, alla poltrona, dall'altra parte del letto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Possibile? Ma se dovevano andar cosí bene d'accordo quei due! Ci doveva esser sotto certamente qualche malinteso fra loro! Ed ecco la signora Cargiuri-Crestari affannata, in continue spedizioni alle case delle tante coppie messe sú da lei, per ristabilir l'accordo, che non poteva mancare, diamine! a chiarir quel malinteso che senza dubbio doveva esser sorto tra i due coniugi cosí bene appajati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Violentemente gli si ricompose la coscienza tetra e dura del suo stato presente; rivide in un baleno col pensiero la camera dei bambini e quel ritratto, là, vigilante, terribile, della moglie; e s'arrestò affannato nella corsa che aveva preso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stenti, affanni, fatiche e pene d'ogni sorta, perché? per arrivare a un comignolo e per fare uscir poi da questo comignolo un po' di fumo, subito disperso nella vanità dello spazio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E gli occhi dei dieci uomini, anche quelli del prete, s'invetravano di lagrime, appena il pianto delle donne, sommesso, accennava di farsi piú affannoso per l'úrgere improvviso di pensieri, che facilmente essi indovinavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena attorno a lui la sua gente levò le grida, vedendo accorrere tra strepito di sciabole sú per l'erta una cosí grossa frotta di cavalcature, provò a rizzarsi in piedi; udí il pianto e le risposte affannose dei sopravvenuti; e, comprendendo, tentò di gettarsi a capofitto giú nella fossa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma con quale diritto vossignoria è venuta a inquietare me, che mi sono stato sempre quieto; che non c'entravo né punto, né poco; che non avevo voluto mai né vedere, né sentire nulla; quieto, signori giurati, ad affannarmi il pane in campagna, con la zappa in mano dalla mattina alla sera? Vossignoria scherza?" le direi, se l'avessi qua davanti questa signora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che volete? Parlò Saro Tortorici, ancora affannato, con la berretta in mano: - Signor dottore, c'è un poverello, nostro cugino, che sta morendo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'abbiamo condotto noi; lo vedi? - Portatemi al paese! - pregò il Zarú, e con affanno, senza potere accostar le labbra: - Oh mamma mia! - Sí, ecco, c'è qua la mula! - rispose subito Saro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Verso le dieci, stanco, affannato, andava a rintanarsi nel chiosco, ove aspettava, dormendo, che gli avventori uscissero dal caffè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E non di rado, scotendo rabbiosamente quella canna, gli avveniva di borbottare nella barba lanosa che contrastava col bruno della pelle cotta dal sole e con gli occhi verdastri e acquosi: - Porco diavolo! Non m'hanno lasciato neanche pesci nel mare! II Seduta sul letto, coi capelli neri tutti arruffati e gli occhi gonfi dal sonno, Venerina non si risolveva ancora a uscire dalla sua cameretta, quando udí per la scala uno scalpiccío confuso tra ànsiti affannosi e la voce dello zio che gridava: - Piano, piano! Eccoci arrivati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli parevan cosí lontane dal suo presente affanno quelle cose da studiare! E, distratto in quella lontananza, sentiva come vano il suo stesso affanno; e che non dovesse né potesse aver mai fine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da molti e molti anni, fra una grave sciagura e l'altra, i diuturni dolori gli avevano quasi vestito la mente d'una scorza di stupidità; le cure affannose, minute, gli avevano impedito di levar lo spirito a quelle considerazioni che in gioventú lo avevano travagliato fino a fargli perdere per un momento la ragione e poi la fede.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisogno di viver fuori, in questa curiosità della vita degli altri, o per riempire il vuoto della nostra, distrarci dai fastidi, dagli affanni che ci dà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E una sera, appena rientrata, aveva sentito picchiare alla porta e una voce affannata che la scongiurava d'aprire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E affannato in questo sforzo che, già protratto invano per una mezz'ora, lo aveva stremato, lo trovò il figliuolo, il quale ogni mattina, prima d'uscir di casa per i suoi affari, si recava in camera di lui a salutarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli negava, è vero, crudelmente, il ricordo di chi sa quali delizie esilaranti; ma certo, a ogni modo, lo compensava, gli ristorava inconsapevolmente l'animo, perché il giorno dopo fosse in grado di sopportare gli affanni e le avversità della sorte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, certo, Saro sarebbe stato un pessimo marito; ma che marito era questo, adesso? Gli affanni, che senza dubbio le avrebbe dati quell'altro, non eran forse da preferire all'angoscia, al ribrezzo, alla paura, che le incuteva questo? Batà, alla fine, si sgruppò; ma appena levato in piedi, quasi colto da vertigine, fece un mezzo giro su se stesso; le gambe, come impastojate, gli si piegarono; si sostenne a stento, con le braccia per aria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sidora parve la ingombrasse tutta, precipitandosi dentro, scompigliata, affannosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che pregi straordinarii e doti scoprisse in quella fanciulla che venne ad aprirgli la porta, spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, l'avrà saputo lui che li scoperse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebe, su la soglia della camera in cui s'era chiusa, lo accolse spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, come già sua madre la prima volta lo aveva accolto in quel lontano mattino di primavera, quando lui, giovane medico, era stato chiamato per caso in una farmacia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando giunse al portone, però, addio calma! Aveva un affanno da cavallo; e non sapeva come avrebbe fatto a salir la scala, con quelle gambe che gli tremavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le altre penitenti pregavano , di qua e di là nella chiesa , accovacciate sul pavimento verdastro: un silenzio profondo , una luce azzurrina , un odore di erba inondavano la Basilica umida e triste come una grotta ; la Maddalena affacciata alla sua cornice pareva intenta alle voci della primavera che venivano con l'aria fragrante , e Noemi sentiva anche lei , fin là dentro , fin contro la grata che esalava un odor di ruggine e di alito umano , un tremito di vita , un desiderio di morte , un'angoscia di passione , uno struggimento di umiliazione , tutti gli affanni , i rimpianti , il rancore e l'ansito della peccatrice d'amore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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In agosto e settembre fu un andare continuo , un correre affannoso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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L’erbe che facevano sdrucciolevoli gli scogli dappiede, col verde vivo avvivavano il luccicare de’ fiori sopra tremolanti: e sotto il ciel placido e fosco parevano gli alberi spandere il flusso marino; e scossa ad ora ad ora da un buffo di vento gocciolava la pioggia: sotto la pioggia vogavano taciti affannosamente pescatori, uomini e donne, a cercare nell’alto il vitto alla povera famigliuola. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Come passati quest’anni! In languore affannoso, in solitudine profana, in voluttà senza piaceri, in sacrifizii senza virtù. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Oh se noi conoscessimo gl’inganni tutti che ordisce a noi il desiderio nostro, che umiliazioni affannose! Fece un giorno Maria con esso un’altra giterella in barchetto sul far della sera. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Poi un’altra: Calais: nuovi baci: e chi sa se più si rivedranno quaggiù? E così per tutte le parti di Francia e d’Europa e del mondo si spandono da quel gran centro uomini, lettere, merci, idee, vizi, virtù, gioie, affanni. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma gli doleva non poter ne’ viaggi diversi prendere piena esperienza d’uomini vari e di cose, non potere le membra sue flettere a violenti esercizi, essere delle scienze de’ corpi quasi digiuno, non poter navigare sicuro per tutto l’oceano della storia, non poter tentare le affannose dolcezze della pratica vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La tosse secca, ospite sua da anni, anelava più affannosa che mai. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Offrite in espiazione le pene dell’ultimo sacrifizio: offrite per coloro che muoiono in quest’istante a migliaia su tutte le regioni della terra, più infelici e men disposti di voi; per que’ che rimangono a tribolare e a peccare, per que’ che nascono e nasceranno; per le nazioni intere ch’hanno terribilmente affannata vita e agonia lunga anch’esse. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Intanto il signor Giacomo, rosso rosso, si affannava a protestare: «Basta, basta, La scusa, son qua, vegno, no La se scalda, no go fato che esprimer un dubio; ingegnere pregiatissimo, Ela conosse el mondo, mi lo go conossuto ma no lo conosso più». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Inginocchiati accanto a lei, la coprirono di baci, attribuirono all'emozione quel respiro affannoso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa passò, quasi portata di peso, fra voci affannose di conforto: «Coraggio, coraggio! Chi sa! Chi sa!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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2 Tutto il primo giorno – sei giorni addietro – passato in un’ansia crescente d’ora in ora, tra un’oscura costernazione e un’irritazione sorda man mano anche esse crescenti, per il ritardo del figliuolo a rincasare; ritardo sempre piú inescusabile e inesplicabile, perché non c’erano piú dimostrazioni per Roma che potessero far pensare a un arresto, come l’altra volta; – poi, la sera, le corse affannose di qua e di là in cerca di lui, dove si fosse potuto attardare tanto, nei caffè, in casa di qualche amico, nella camera mobiliata di Gino Viesi – e la sorpresa, qui, nel sapere che anche lui, Gino Viesi, uscito dalla mattina alle sette, non s’era piú fatto vedere; poi, la notte, quella prima notte senza il figliuolo in casa, con la casa che sembrava vuota e paurosa, come vuoto e pauroso l’animo di lui; e le ore che passavano a una a una lente, eterne, su la sua ansia pure angosciata dallo sgomento di vederle passare, così, a una a una, nella vana attesa alla finestra, con l’ossessione delle vie per cui il figliuolo poteva essersi incamminato, per cui torse camminava ancora nella notte, per allontanarsi sempre piú, sempre piú dalla sua casa, sciagurato! ingrato! ma dove? dove diretto? – e poi l’alba e il silenzio di tutta la casa, orribile, con le donne cedute al sonno tra il pianto, là su le seggiole, col capo su la tavola, sotto il lume ancora acceso – ah, quel lume giallo nell’alba, e quei corpi là, che da sé a poco a poco s’erano composti in atteggiamenti pietosi, rassettati per non soffrir tanto, per trovare un po’ di requie essi almeno, se l’anima nel sonno angoscioso non poteva trovarne! – e poi, al mattino e durante tutto il giorno seguente, le altre corse, tre, quattro, alla Questura, prima per denunziare la scomparsa del figliuolo e di quell’altro là, perché fosse spiccato subito e diramato da per tutto un ordine d’arresto; poi per sapere se qualche notizia fosse giunta; e mai nessuna! – quei no, quel no del delegato rosso lentigginoso, che pure la mattina pareva avesse preso con impegno la cosa nel sentire che forse si trattava di due giovanotti che tentavano di passare in Francia per arruolarsi nella legione garibaldina; e ora piú niente, tutto intento ad altro ora, come se non si ricordasse piú neanche dell’ordine dato; – e le invettive, le aggressioni d’ora in ora piú violente della moglie e della figlia Carlotta, perché erano sicure che Faustino e quell’altro erano scappati via per lui, ma sì, per lui, per lui che aveva fin dall’infanzia oppresso quel figliuolo col metodo tedesco, con la disciplina tedesca, con la coltura tedesca, fino a fargli concepire un odio indomabile, inestinguibile per la Germania, che Dio la danni in eterno! e – ultimamente, in faccia all’altro che piangeva due fratelli uccisi, non aveva forse avuto il coraggio di gridare che l’Austria aveva tutto il diritto di mandarglieli al macello quei due fratelli? – lui! lui! – per questo erano scappati, per dargli una giusta risposta, per fare una giusta vendetta dei sentimenti da lui offesi nell’uno e oppressi nell’altro fin dall’infanzia: ebbene, non basta tutto questo? Ce n’è anche d’avanzo per spiegare come Berecche si sia in sei giorni invecchiato di venti anni.
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E la voce di Vana era quella che parlava, se bene irriconoscibile. Con affannosa rapidità Vana, senza potere ancor muoversi, disse:
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Paolo Tarsis guardava quel volto di giovine iddio decaduto che travagliavano così torbidamente gli affanni umani; e il rancore dei suoi trentacinque anni esperti e indurati si appesantiva dinanzi a quella grazia inquieta come una convalescenza febrile (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un aspro affanno travagliava l'adolescente, una sorta d'invidia ascetica verso la potenza di quel dolore, un'aspirazione tumultuosa verso l'inaccessibile solitudine di quello spirito. Egli voleva tutto dalla vita. Tutto era dovuto alla sua giovinezza dalla bella fronte. Ogni spettacolo dell'altrui passione o dell'altrui piacere gli suscitava il rancore come per un privilegio che gli fosse tolto. Egli soffriva di ritrovarsi in quella vecchia stanza d'albergo ingombra di bauli, piena dell'odore languido emanato dalle vesti femminili sparse per ovunque, dai veli, dalle piume, dai guanti, dalle tante squisite cose vane; mentre laggiù, nella brughiera selvaggia, sotto il nudo ricovero, un vincitore vegliava il cadavere del suo compagno avvolto nel vessillo della gara e disteso sul letto da campo, con un dolore magnanimo che agguagliava quella tettoia d'abete e di ferro alla trabacca d'abete e di paglia costrutta dai Mirmìdoni, ove portarono gli Achei la spoglia di Patroclo Actòride. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una chiara pace era nell'aria; ma il petto dell'amante si gonfiava d'un fervore grave come un affanno. In tutta quella luce di gaudio pareva ch'ella sentisse la spina di passione custodita nel tabernacolo di marmo e di preghiera sospeso su la ripa, e che il suo sangue ravvivasse la reliquia. Ella non poteva più tenere l'anima nel serrame delle sue ossa, tanto il rapimento era forte. S'avvicinava all'estasi della città con le ali di un Arcangelo folgorante. Il rombo stesso del volo si faceva remoto nel suo orecchio come nel meandro d'una conca marina. L'émpito della poesia nel suo cuore era sì veemente ch'ella ebbe volontà di piangere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Consolata dalle promesse, accarezzata, cullata, cedeva alla stanchezza, s'addormentava. Una lacrima le luceva ancora all'angolo dei cigli, il singulto sempre più fievole le risaliva di quando in quando alla bocca socchiusa. Anche Tiapa dormiva, sul medesimo origliere, senza ninna nanna, senza la minaccia dell'Orco. Le forbici d'acciaio e d'oro lucevano sospese per la catenina, sul capezzale. «O stanchezza, stanchezza, addormenta anche me!» sospirava nel cuore Isabella, posando il capo su la proda del piccolo letto candido, estenuata e affannosa. Era in lei come una vicenda d'annientamento e d'insurrezione. Una parvenza di sonno le veniva incontro; e il bisogno di tutta la sua carne s'addensava, ne faceva qualcosa di materiale come una creta tenace in cui volesse ella ficcare la sua fronte e suggellare i suoi occhi. E nella densità una fenditura si apriva, un crepaccio simile a quelli ch'ella aveva veduti innumerevoli nell'orrenda via; e cresceva, e diventava un antro, una voragine, un abisso mobile per ove risalivano tutti i pensieri tutte le paure tutte le angosce. E del sonno non rimaneva se non l'incoerenza delle visioni che non dissipava il battito volontario delle palpebre. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella parlava con bassissima voce, come allora là dove il silenzio era suggellato. Egli riceveva ogni parola come un aumento di dolore, come una pena che entrasse nella sua pena e la dilatasse e risollevasse dal fondo qualcuna delle forze che un tempo avevano fatta la bellezza della sua guerra. Gli pareva di riudirla nella sua solitudine di quella notte, con qualcosa di quella sua potenza e di quella sua pietà. Il pianto che colava sotto quella voce senza inumidirla, gli pareva quello ch'ella aveva pianto dentro di lui innanzi al compagno esanime, quello che tanto gli era stato dolce nell'arido lutto. Una commozione dileguata gli si riadunava dentro: egli la sentiva crescere fino alla pienezza. E, come per una fenditura irreparabile, una fuga era in lui continua, una fuga dell'intima sua sostanza, quasi che di continuo il suo sangue, le ossa del suo petto, gli organi stessi del suo respiro divenuti un solo miscuglio fluido e affannoso lo abbandonassero, se ne andassero, seguissero una traccia, un cammino: la corsa di quei due già fuori della vista, già scomparsi nella caligine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Portavano a loro il messaggio d'oltremare, il messaggio del principe di terra lontana, un'allegrezza affannosa, una nova avidità di vivere. Ma per Vana erano come le saette incarnite nella piaga, che a un tratto sieno rimosse; erano come un rincrudimento di supplizio. Per lei non venivano d'oltremare ma dagli stagni di Mantova, dalle crete di Volterra, dal fondo della sua stessa febbre, della sua stessa abominazione. Nessuna melodia poteva sconvolgerla a dentro come quel piccolo strido fuggente. Falde di vita si distaccavano dal passato e le rotolavano su l'anima enormi come valanghe. Ella era quella medesima che, addossata allo stipo della Estense, con la testa appoggiata alle tarsìe, aveva sentito il saettamento del volo trafiggerla da tempia a tempia e straziare il cielo che s'invergiliava bianco. «O rondine, sorella rondine, come può esser pieno di primavera il tuo cuore? Il tuo è leggero come la foglia appena nata, il mio è in me come un tizzo consunto.... Dove tu voli non ti seguirò, finché tu ti rammenti, finché io non mi scordi». Le parole del poeta ritornavano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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* «Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l’uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d’arricchire l’umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioia in fondo proviamo noi, anche ammirandole?»
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* Ebbene, a pensarci non avviene anche a noi uomini qualcosa di simile? Non crediamo anche noi che la natura ci parli? e non ci sembra di cogliere un senso nelle sue voci misteriose, una risposta, secondo i nostri desiderii, alle affannose domande che le rivolgiamo? E intanto la natura, nella sua infinita grandezza, non ha forse il più lontano sentore di noi e della nostra vana illusione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma, mentr’ero lì, ecco due guardie affannate, che vollero sapere che cosa fosse accaduto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Sì, – poi disse penosamente, quasi con affanno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Da quelle giovinezze oscure , affannate , ubriacate dai sogni e dilaniate dai dubbi sarebbero usciti i geni di domani , i conquistatori dell'eternità , i donatori felici delle bellezze nuove . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il rimuginio affannoso del mio pensiero , l'amarezze de' miei disincantamenti , l' irruenza del mio apostolato si trovarono meglio e più fortemente espressi in queste ambigue creazioni poetiche . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppure venne il momento in cui mi apparisti quel che — 179 — sei : cabala affannosa di segni attorno al nulla ; ordine vano e cangevole sulla diversità irruente e traboccante ; corsa ironica verso la distruzione di te stessa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La mia debolezza cresceva e diveniva inquietante ; incubi atroci mi assediarono tutte le notti: la pazzia già stava in agguato pronta a ghermirmi ; tutto era scolorito attorno a me , attorno alla mia mente affannosamente brancolante — dolorosamente tesa verso V impossibile . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E avrei desiderato disperatamente le affannose giornate della vigiUa , quando qualcosa volevo , sceglievo , inseguivo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa vuol dire eh' io non l'abbia trovata e eh' io non la possegga ? Oramai non voglio più viver cosi : non più sbattuto , come ora , tra il dubbio e la negazione , affannato dal desiderio sempre rinascente , accasciato dalla sconfitta sempre ripetuta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma come ? Dovrei diventare come gli altri un corpo diaccio , una carogna puzzolente , una verminaia , un pugno di polvere , una manciata di mota ? È possibile eh* io immagini di me una cosa simile ? Può darsi mai che il mondo muoia ad un tratto con me ? È giusto che tutto quel che porto nel mio cervello e nel mio cuore , tutto questo infinito pullular di pensieri e di ricordi , d'immagini e di affanni , debba finire , fermarsi per sempre ? Come posso immaginare che il mondo seguiterebbe ad essere se non lo posso pensare che col mio pensiero ? Andate via , dunque , ingannatori insidiosi e maligni , bestie affamate di morti ! Io non posso morire — non voglio morire : non morirò mai . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io voglio proprio questa mia vita disgraziata , affannosa , malinconica , triste — questa mia vita dolorosa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il mio gesto fu forse troppo forte , perché egli si svincolò da me più affannato di prima , ma certo fu da lui inteso il mio affetto , perché mi salutò amichevolmente con la mano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Arrivò a riempire la bocca di una sola fumata che subito soffiò via affannato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io lo paventavo perché temevo sempre di vederlo inasprirsi quando avesse compresa la sua situazione e perciò la sua mitezza non arrivava ad attenuare la mia grande fatica , ma egli accettava obbediente qualunque proposta gli fosse fatta perché da tutte si aspettava di poter venir salvato dal suo affanno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne fece raccomandazione anche a mio padre stesso il quale intese e , con aspetto intelligentissimo , promise , restando però in piedi in mezzo alla stanza e ritornando subito alla sua distrazione o meglio a quello ch’io dicevo la meditazione sul suo affanno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* La sua respirazione era sempre affannosa , ma non sembrava ch’egli ne soffrisse assorto com’era a guardare in alto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ma ogni ora di quei giorni fu affannosa anche per l’impazienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E quel piccolo tratto di tempo che gli altri per opera mia sentirono come tanto divertente , io lo ricordo dedicato ad una lotta affannosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* La cura drastica del matrimonio che avevo intrapresa nella mia affannosa ricerca della salute era fallita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi affannò un poco il mio dolore al fianco , probabilmente perché , finché era durato l’effetto del vino , non lo avevo sentito affatto e subito ne avevo perduta l’abitudine .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Affannosamente mi misi a vestirmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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affannare
= verbo trans. dare , procurare affanno angustiare , affliggere
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affannato
= participio passato di affannare
= ansante , affannoso
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affannoso
= che rivela affanno
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anelante
= participio presente di anelare , affannoso , ansante ardentemente desideroso anelantemente
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anelito
= respiro affannoso mandare l'ultimo , l'estremo anelito , morire soffio vitale
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anello
= anelante , affannoso ansioso , angosciato
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angustioso
= che dà affanno o molestia
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ansante
= participio presente di ansare , affannato , affannoso
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ansare
= verbo intr. respirare con affanno
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ansimante
= participio presente di ansimare , ansante , affannato .
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ansimare
= verbo intr. respirare con affanno,
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ansito
= respiro affannoso .
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appenarsi
= verbo rifl. darsi pena , affannarsi soffrire
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brachipnea
= respirazione corta e affannosa.
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divertire
= verbo trans . ricreare lo spirito distraendolo dagli affanni e dalle preoccupazioni e volgendolo ad altro oggetto
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fiatone fiato grosso , respiro affannoso
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lieo
= epiteto di dioniso , dio greco del vino , in quanto questo scioglie da dolori e affanni
= vino
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nepente
= genere di piante carnivore , proprie dell'indonesia , con foglie a forma di sacchetto -
= bevanda che , secondo gli antichi greci , calmava gli affanni o faceva dimenticare il dolore .
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rangola
= affanno .
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rantolo
= il respiro affannoso dei moribondi
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scervellarsi
= verbo riflessivo pensare intensamente , cercare affannosamente la soluzione di un problema ,
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strafelarsi
= verbo riflessivo affaticarsi , affannarsi .
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Conjugacíon: 1 - afanar
auxiliar: haber - intransitivo/transitivo/pronominale
INDICATIVO activo
Presente
yo me afano
te afanas
él/ella se afana
nosotros nos afanamos
vosotros os afanáis
ellos/ellas se afanan
Imperfecto
yo me afanaba
te afanabas
él/ella se afanaba
nosotros nos afanabamos
vosotros os afanabais
ellos/ellas se afanaban
Pretérito indefinito
yo me afané
te afanaste
él/ella se afanó
nosotros nos afanamos
vosotros os afanasteis
ellos/ellas se afanaron
Preterito perfecto
yo me he afanado
te has afanado
él/ella se ha afanado
nosotros nos hemos afanado
vosotros os habéis afanado
ellos/ellas se han afanado
Preterito pluscuamperfecto
yo me había afanado
te habías afanado
él/ella había afanado
nosotros nos habíamos afanado
vosotros os habíais afanado
ellos/ellas se habían afanado
Preterito anterior
yo me hube afanado
te hubiste afanado
él/ella se hubo afanado
nosotros nos hubimos afanado
vosotros os hubisteis afanado
ellos/ellas se hubieron afanado
Futuro
yo me afanaré
te afanaras
él/ella se afanará
nosotros nos afanaremos
vosotros os afanareis
ellos/ellas se afanarán
Futuro perfecto
yo me habré afanado
te habrás afanado
él/ella se habrá afanado
nosotros nos habremos afanado
vosotros os habréis afanado
ellos/ellas se habrán afanado
CONJUNTIVO - activo
Presente
yo me afane
te afanes
él/ella se afane
nosotros nos afanemos
nosotros os afanéis
ellos/ellas se afanen
Pretérito perfecto
yo me haya afanado
te hayas afanado
él/ella se haya afanado
nosotros nos hayamos afanado
nosotros os hayáis afanado
ellos/ellas se hayan afanado
Pretérito imperfetto I
yo me afanara
te afanaras
él/ella se afanara
nosotros nos afanáramos
nosotros os afanarais
ellos/ellas se afanaran
Pretérito pluscuamperfecto I
yo me hubiera afanado
te hubieras afanado
él/ella se hubiera afanado
nosotros nos hubiéramos afanado
nosotros os hubierais afanado
ellos/ellas se hubieran afanado
Pretérito pluscuamperfecto II
yo me hubiese afanado
te hubieses afanado
él/ella se hubiese afanado
nosotros nos hubiésemos afanado
nosotros os hubieseis afanado
ellos/ellas se hubiesen afanado
Pretérito imperfetto II
yo me afanase
te afanases
él/ella se afanase
nosotros nos afanásemos
nosotros os afanaseis
ellos/ellas se afanasen
Futuro
yo me afanare
te afanares
él/ella se afanare
nosotros nos afanáremos
nosotros os afanareis
ellos/ellas se afanaren
Futuro perfecto
yo me hubiere afanado
te hubieres afanado
él/ella se hubiere afanado
nosotros nos hubiéremos afanado
nosotros os hubiereis afanado
ellos/ellas se hubieren afanado
POTENCIAL - activo
Presente
yo me afanaría
te afanarías
él/ella se afanaría
nosotros nos afanaríamos
vosotros os afanaríais
ellos/ellas se afanarían
Perfecto
yo me habría afanado
te habrías afanado
él/ella se habría afanado
nosotros nos habríamos afanado
vosotros os habríais afanado
ellos/ellas se habrían afanado
IMPERATIVO - activo
Positivo
-
afanate
se afane
afanemosnos
afanados
se afanen
INFINITO activo
Presente
Compuesto
haber afanado
PARTICIPIO - activo
Presente
que afana
Compuesto
afanadose
GERUNDIO activo
Presente
afanandose
Compuesto
habiendo afanado
Coniugazione:1 - affannare
Ausiliare:essere intransitivo/transitivo/pronominale
INDICATIVO - attivo
Presente
io mi affanno
tu ti affanni
egli si affanna
noi ci affanniamo
voi vi affannate
essi si affannano
Imperfetto
io mi affannavo
tu ti affannavi
egli si affannava
noi ci affannavamo
voi vi affannavate
essi si affannavano
Passato remoto
io mi affannai
tu ti affannasti
egli si affannò
noi ci affannammo
voi vi affannaste
essi si affannarono
Passato prossimo
io mi sono affannato
tu ti sei affannato
egli si é affannato
noi ci siamo affannati
voi vi siete affannati
essi si sono affannati
Trapassato prossimo
io mi ero affannato
tu ti eri affannato
egli era affannato
noi ci eravamo affannati
voi vi eravate affannati
essi si erano affannati
Trapassato remoto
io mi fui affannato
tu ti fosti affannato
egli si fu affannato
noi ci fummo affannati
voi vi foste affannati
essi si furono affannati
Futuro semplice
io mi affannerò
tu ti affannerai
egli si affannerà
noi ci affanneremo
voi vi affannerete
essi si affanneranno
Futuro anteriore
io mi sarò affannato
tu ti sarai affannato
egli si sarà affannato
noi ci saremo affannati
voi vi sarete affannati
essi si saranno affannati
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io mi affanni
che tu ti affanni
che egli si affanni
che noi ci affanniamo
che voi vi affanniate
che essi si affannino
Passato
che io mi sia affannato
che tu ti sia affannato
che egli si sia affannato
che noi ci siamo affannati
che voi vi siate affannati
che essi si siano affannati
Imperfetto
che io mi affannassi
che tu ti affannassi
che egli si affannasse
che noi ci affannassimo
che voi vi affannaste
che essi si affannassero
Trapassato
che io mi fossi affannato
che tu ti fossi affannato
che egli si fosse affannato
che noi ci fossimo affannati
che voi vi foste affannati
che essi si fossero affannati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io mi affannerei
tu ti affanneresti
egli si affannerebbe
noi ci affanneremmo
voi vi affannereste
essi si affannerebbero
Passato
io mi sarei affannato
tu ti saresti affannato
egli si sarebbe affannato
noi ci saremmo affannati
voi vi sareste affannati
essi si sarebbero affannati
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
affannati
si affanni
affanniamoci
affannatevi
si affannino
Futuro
-
ti affannerai
si affannerà
ci affanneremo
vi affannerete
si affanneranno
INFINITO - attivo
Presente
affannar
Passato
essersi affannato
PARTICIPIO - attivo
Presente
affannante
Passato
affannatosi
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
affannando
Passato
essendo affannato