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sinonimi di
watch
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Vocabulary and phrases
watch
= guardare , custodire , vegliare , custodia , guardia , veglia , orologio ,
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to watch for the end of the conference, no sooner saw Elizabeth open
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and that there was scarcely an eye which did not watch his behaviour
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and putting on his spectacles he prepared himself to watch the play
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raising his head to watch the flight of a sea-gull, or carry his eye
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his watch on the table downstairs. ( Dickens The Pickwick papers )
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* Now this watch was a special favourite with Mr. Pickwick, having been
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* Mr. Pickwick seized the watch in triumph, and proceeded to retrace his
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seen him come upstairs with a handsome watch in his hand, perhaps. What
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silver watch that hung at the end of the copper chain. 'Now it's time
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rich gold watch and chain, which no mortal eyes but the jeweller's had
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much as a watch can be--a large, heavy, round manufacter, as stout for
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could get this here watch out, for I'm blessed if I ever can, it's such
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hangin' out furder than ever, and the great round watch almost bustin'
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the watch 'ud never come out, so they soon got tired of dragging such a
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the watch and chain was gone, and what's worse than that, the old
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which Mr. Pickwick performed his share in the ceremony; to watch the
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suppose. If it's near dinner-time, the foreman takes out his watch when
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teeth, the same eye-glass, the same watch and seals, the same rings, the
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disagreeable Sam's very close watch and great vigilance were to Mr.
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up the lane, while I watch at the other end of the garden. Goodness
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silly society women in the box to watch the rehearsal. They can bear
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analog watch
= orologio analogico ,
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analogic watch
= orologio analogico ,
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analogical watch
= orologio analogico ,
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analogue watch
= orologio analogico ,
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anchor watch
= guardia del porto ,
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bill of watch
= ruolino dei turni di guardia ,
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bills of watch
= ruolini dei turni di guardia ,
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by one's watch
= secondo il proprio orologio ,
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dog watch
= gaettone ,
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keep a close watch on
= tenere d'occhio attentamente , stare bene attento ,
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keeping a close watch on
= tenendo d'occhio attentamente , stando bene attento ,
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keeps a close watch on
= tiene d'occhio attentamente , sta bene attento ,
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kept a close watch on
= tenuto d'occhio attentamente , stato bene attento ,
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i can't bear to watch
= non riesco a guardare,
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on the watch
= in guardia, all'erta,
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on the watch for pickpockets
= attento ai borsaioli, attento ai borseggiatori,
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round-the-clock watch
= sorveglianza continua, sorveglianza ventiquattro ore su ventiquattro,
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Vocabulary and phrases
guardare
= verbo trans.volgere , fissare lo sguardo su qualcosa o su qualcuno
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* La costiera , formata dal deposito di tre grossi torrenti , scende appoggiata a due monti contigui , l'uno detto di san Martino , l'altro , con voce lombarda , il Resegone , dai molti suoi cocuzzoli in fila , che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi , al primo vederlo , purché sia di fronte , come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione , non lo discerna tosto , a un tal contrassegno , in quella lunga e vasta giogaia , dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Diceva tranquillamente il suo ufizio , e talvolta , tra un salmo e l'altro , chiudeva il breviario , tenendovi dentro , per segno , l'indice della mano destra , e , messa poi questa nell'altra dietro la schiena , proseguiva il suo cammino , guardando a terra , e buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero: poi alzava il viso , e , girati oziosamente gli occhi all'intorno , li fissava alla parte d'un monte , dove la luce del sole già scomparso , scappando per i fessi del monte opposto , si dipingeva qua e là sui massi sporgenti , come a larghe e inuguali pezze di porpora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Aperto poi di nuovo il breviario , e recitato un altro squarcio , giunse a una voltata della stradetta , dov'era solito d'alzar sempre gli occhi dal libro , e di guardarsi dinanzi: e così fece anche quel giorno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ognuno dunque , conchiude poi , onninamente si guardi di contravvenire in parte alcuna alla grida presente , perché , in luogo di provare la clemenza di Sua Eccellenza , proverà il rigore , e l'ira sua . . .essendo risoluta e determinata che questa sia l'ultima e perentoria monizione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Perché , al suo apparire , coloro s'eran guardati in viso , alzando la testa , con un movimento dal quale si scorgeva che tutt'e due a un tratto avevan detto: è lui ; quello che stava a cavalcioni s'era alzato , tirando la sua gamba sulla strada ; l'altro s'era staccato dal muro ; e tutt'e due gli s'avviavano incontro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fece un rapido esame , se avesse peccato contro qualche potente , contro qualche vendicativo ; ma , anche in quel turbamento , il testimonio consolante della coscienza lo rassicurava alquanto: i bravi però s'avvicinavano , guardandolo fisso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mise l'indice e il medio della mano sinistra nel collare , come per raccomodarlo ; e , girando le due dita intorno al collo , volgeva intanto la faccia all'indietro , torcendo insieme la bocca , e guardando con la coda dell'occhio , fin dove poteva , se qualcheduno arrivasse ; ma non vide nessuno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di quegli stessi ch'eran deputati a farle eseguire , alcuni appartenevano per nascita alla parte privilegiata , alcuni ne dipendevano per clientela ; gli uni e gli altri , per educazione , per interesse , per consuetudine , per imitazione , ne avevano abbracciate le massime , e si sarebbero ben guardati dall'offenderle , per amor d'un pezzo di carta attaccato sulle cantonate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vuol dunque ch'io sia costretta di domandar qua e là cosa sia accaduto al mio padrone ? - disse Perpetua , ritta dinanzi a lui , con le mani arrovesciate sui fianchi , e le gomita appuntate davanti , guardandolo fisso , quasi volesse succhiargli dagli occhi il segreto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Affannato e balordo , si ripose sul suo seggiolone , cominciò a sentirsi qualche brivido nell'ossa , si guardava le unghie sospirando , e chiamava di tempo in tempo , con voce tremolante e stizzosa: - Perpetua ! - La venne finalmente , con un gran cavolo sotto il braccio , e con la faccia tosta , come se nulla fosse stato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avrebbe voluto correre alla casa di don Rodrigo , afferrarlo per il collo , e . . .ma gli veniva in mente ch'era come una fortezza , guarnita di bravi al di dentro , e guardata al di fuori ; che i soli amici e servitori ben conosciuti v'entravan liberamente , senza essere squadrati da capo a piedi ; che un artigianello sconosciuto non vi potrebb'entrare senza un esame , e ch'egli sopra tutto . . .egli vi sarebbe forse troppo conosciuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mentre il dottore mandava fuori tutte queste parole , Renzo lo stava guardando con un'attenzione estatica , come un materialone sta sulla piazza guardando al giocator di bussolotti , che , dopo essersi cacciata in bocca stoppa e stoppa e stoppa , ne cava nastro e nastro e nastro , che non finisce mai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si sparse la voce della predizione ; e tutti correvano a guardare il noce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma sentite: apre l'uscio , va verso il cantuccio dov'era stato riposto il gran mucchio , e mentre dice: guardate , guarda egli stesso e vede . . .che cosa ? Un bel mucchio di foglie secche di noce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Passavano zitti accanto al padre Cristoforo , lo guardavano pietosamente , e , benché non avesser nulla a sperar da lui , giacché un cappuccino non toccava mai moneta , gli facevano un inchino di ringraziamento , per l'elemosina che avevan ricevuta , o che andavano a cercare al convento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La fanciulla scarna , tenendo per la corda al pascolo la vaccherella magra stecchita , guardava innanzi , e si chinava in fretta , a rubarle , per cibo della famiglia , qualche erba , di cui la fame aveva insegnato che anche gli uomini potevan vivere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tanto che , più d'una volta , o scoraggito , dopo una trista riuscita , o inquieto per un pericolo imminente , annoiato del continuo guardarsi , stomacato della sua compagnia , in pensiero dell'avvenire , per le sue sostanze che se n'andavan , di giorno in giorno , in opere buone e in braverie , più d'una volta gli era saltata la fantasia di farsi frate ; che , a que' tempi , era il ripiego più comune , per uscir d'impicci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I bravi dell'uno e dell'altro eran rimasti fermi , ciascuno dietro il suo padrone , guardandosi in cagnesco , con le mani alle daghe , preparati alla battaglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un fratello del morto , due suoi cugini e un vecchio zio , vennero pure , armati da capo a piedi , con grande accompagnamento di bravi ; e si misero a far la ronda intorno , guardando , con aria e con atti di dispetto minaccioso , que' curiosi , che non osavan dire: gli sta bene ; ma l'avevano scritto in viso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* N'ebbe in risposta , che bisognava guardarsi dalle risoluzioni precipitate ; ma che , se persisteva , non sarebbe rifiutato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Appiè del poggio , dalla parte che guarda a mezzogiorno , e verso il lago , giaceva un mucchietto di casupole , abitate da contadini di don Rodrigo ; ed era come la piccola capitale del suo piccol regno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Accompagnatolo poi in un salotto , e guardandolo con una cert'aria di maraviglia e di rispetto , disse: - non è lei . . .il padre Cristoforo di Pescarenico ?
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* Concedo che questo generalmente possa chiamarsi atto proditorio ; ma appoggiar quattro bastonate a un mascalzone ! Sarebbe bella che si dovesse dirgli: guarda che ti bastono: come si direbbe a un galantuomo: mano alla spada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I commensali si guardarono l'un con l'altro maravigliati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così dicendo , e guardando intorno , uscì , per l'altra parte dell'andito , in un salotto , che rispondeva nel cortile ; e , visto il campo libero , chiamò fuori il buon frate , il volto del quale rispose a quell'ultima parola più chiaro che non avrebbe potuto fare qualunque protesta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Se fosse vero , Lucia ! - disse Renzo , guardandola con un'aria d'aspettazione supplichevole .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si guarda bene , il cane assassino: sa come sta ; ma non importa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Uno entrava col pretesto di farsi insegnar la strada ; altri , passando davanti all'uscio , rallentavano il passo , e guardavan sott'occhio nella stanza , a traverso il cortile , come chi vuol vedere senza dar sospetto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese s'alzava ogni tanto , attraversava il cortile , s'affacciava all'uscio di strada , guardava a destra e a sinistra , e tornava dicendo: - nessuno - : parola che proferiva con piacere , e che Lucia con piacere sentiva , senza che né l'una né l'altra ne sapessero ben chiaramente il perché .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando si trovava col viso a una parete , e voltava , si vedeva in faccia un suo antenato guerriero , terrore de' nemici e de' suoi soldati , torvo nella guardatura , co' capelli corti e ritti , co' baffi tirati e a punta , che sporgevan dalle guance , col mento obliquo: ritto in piedi l'eroe , con le gambiere , co' cosciali , con la corazza , co' bracciali , co' guanti , tutto di ferro ; con la destra sul fianco , e la sinistra sul pomo della spada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Rodrigo lo guardava ; e quando gli era arrivato sotto , e voltava , ecco in faccia un altro antenato , magistrato , terrore de' litiganti e degli avvocati , a sedere sur una gran seggiola coperta di velluto rosso , ravvolto in un'ampia toga nera ; tutto nero , fuorché un collare bianco , con due larghe facciole , e una fodera di zibellino arrovesciata (era il distintivo de' senatori , e non lo portavan che l'inverno , ragion per cui non si troverà mai un ritratto di senatore vestito d'estate) ; macilento , con le ciglia aggrottate: teneva in mano una supplica , e pareva che dicesse: vedremo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando Renzo e i due compagni giunsero all'osteria , vi trovaron quel tale già piantato in sentinella , che ingombrava mezzo il vano della porta , appoggiata con la schiena a uno stipite , con le braccia incrociate sul petto ; e guardava e riguardava , a destra e a sinistra , facendo lampeggiare ora il bianco , ora il nero di due occhi grifagni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Teneva sospeso in una mano un grosso randello ; arme propriamente , non ne portava in vista ; ma , solo a guardargli in viso , anche un fanciullo avrebbe pensato che doveva averne sotto quante ce ne poteva stare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi pure guardaron fisso la nuova compagnia ; e un de' due specialmente , tenendo una mano in aria , con tre ditacci tesi e allargati , e avendo la bocca ancora aperta , per un gran " sei " che n'era scoppiato fuori in quel momento , squadrò Renzo da capo a piedi ; poi diede d'occhio al compagno , poi a quel dell'uscio , che rispose con un cenno del capo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo insospettito e incerto guardava ai suoi due convitati , come se volesse cercare ne' loro aspetti un'interpretazione di tutti que' segni: ma i loro aspetti non indicavano altro che un buon appetito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'oste guardava in viso a lui , come per aspettar gli ordini: egli lo fece venir con sé in una stanza vicina , e ordinò la cena .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ecco: s'è avvisto di qualche cosa ; si ferma a guardarci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Guardate se si può inventare , a questo modo ! - esclamò di nuovo Perpetua ; e riprese subito: - in quanto a Beppe , tutti sanno , e hanno potuto vedere . . .Ehi , Tonio ! accostate l'uscio , e salite pure , che vengo - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - È giusto , - rispose don Abbondio ; poi andò a un armadio , si levò una chiave di tasca , e , guardandosi intorno , come per tener lontani gli spettatori , aprì una parte di sportello , riempì l'apertura con la persona , mise dentro la testa , per guardare , e un braccio , per prender la collana ; la prese , e , chiuso l'armadio , la consegnò a Tonio , dicendo: - va bene ?
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* L'assediato , vedendo che il nemico non dava segno di ritirarsi , aprì una finestra che guardava sulla piazza della chiesa , e si diede a gridare: - aiuto ! aiuto ! - Era il più bel chiaro di luna ; l'ombra della chiesa , e più in fuori l'ombra lunga ed acuta del campanile , si stendeva bruna e spiccata sul piano erboso e lucente della piazza: ogni oggetto si poteva distinguere , quasi come di giorno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Torna indietro , va all'uscio di scala , guarda , porge l'orecchio: solitudine e silenzio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Che diavolo è questo ? - dice allora: - che qualche cane traditore abbia fatto la spia ? - Si metton tutti , con men cautela , a guardare , a tastare per ogni canto , buttan sottosopra la casa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi è in difetto è in sospetto , dice il proverbio milanese: all'uno e all'altro furfante parve di sentire in que' tocchi il suo nome , cognome e soprannome: lasciano andar le braccia di Menico , ritirano le loro in furia , spalancan la mano e la bocca , si guardano in viso , e corrono alla casa , dov'era il grosso della compagnia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si guardavano in viso gli uni con gli altri: ognuno aveva una domanda da fare , nessuno una risposta da dare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si voltan tutti a quella casa , vi s'avvicinano in folla , guardano in su , stanno in orecchi: tutto quieto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardano in su anche loro: non c'è una finestra aperta: non si sente uno zitto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Costoro , con un fare ancor men cerimonioso , intimarono al console che guardasse bene di non far deposizione al podestà dell'accaduto , di non rispondere il vero , caso che ne venisse interrogato , di non ciarlare , di non fomentar le ciarle de' villani , per quanto aveva cara la speranza di morir di malattia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I nostri fuggiaschi camminarono un pezzo di buon trotto , in silenzio , voltandosi , ora l'uno ora l'altro , a guardare se nessuno gl'inseguiva , tutti in affanno per la fatica della fuga , per il batticuore e per la sospensione in cui erano stati , per il dolore della cattiva riuscita , per l'apprensione confusa del nuovo oscuro pericolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli ascoltatori compresero più di quel che Menico avesse saputo dire: a quella scoperta , si sentiron rabbrividire ; si fermaron tutt'e tre a un tratto , si guardarono in viso l'un con l'altro , spaventati ; e subito , con un movimento unanime , tutt'e tre posero una mano , chi sul capo , chi sulle spalle del ragazzo , come per accarezzarlo , per ringraziarlo tacitamente che fosse stato per loro un angelo tutelare , per dimostrargli la compassione che sentivano dell'angoscia da lui sofferta , e del pericolo corso per la loro salvezza ; e quasi per chiedergliene scusa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alzatosi poi , come in fretta , disse: - via , figliuoli , non c'è tempo da perdere: Dio vi guardi , il suo angelo v'accompagni: andate - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I passeggieri silenziosi , con la testa voltata indietro , guardavano i monti , e il paese rischiarato dalla luna , e variato qua e là di grand'ombre .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia arrossì ; il barocciaio sorrise , guardando Agnese , la quale non poté tenersi di non fare altrettanto ; e tutt'e tre si mossero , quando il frate si fu avviato ; e gli andaron dietro , dieci passi discosto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando fu vicino alla porta del borgo , fiancheggiata allora da un antico torracchione mezzo rovinato , e da un pezzo di castellaccio , diroccato anch'esso , che forse dieci de' miei lettori possono ancor rammentarsi d'aver veduto in piedi , il guardiano si fermò , e si voltò a guardar se gli altri venivano ; quindi entrò , e s'avviò al monastero , dove arrivato , si fermò di nuovo sulla soglia , aspettando la piccola brigata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era essa , in quel momento , come abbiam detto , ritta vicino alla grata , con una mano appoggiata languidamente a quella , e le bianchissime dita intrecciate ne' vòti ; e guardava fisso Lucia , che veniva avanti esitando .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La clausura era stretta e intera , come nel monastero ; d'andare a spasso non si parlava neppure ; e un coretto che , dalla casa , guardava in una chiesa contigua , toglieva anche l'unica necessità che ci sarebbe stata d'uscire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A poco a poco si scoprì un non so che di nuovo nelle maniere della giovinetta: una tranquillità e un'inquietudine diversa dalla solita , un fare di chi ha trovato qualche cosa che gli preme , che vorrebbe guardare ogni momento , e non lasciar vedere agli altri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi momenti , che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto , son quelli appunto che l'astuzia interessata spia attentamente , e coglie di volo , per legare una volontà che non si guarda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo pochi momenti , vennero i due chiamati , e vedendo lì Gertrude , la guardarono in viso , incerti e maravigliati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lesta , lesta , signorina ! Perché mi guarda così incantata ? A quest'ora dovrebbe esser fuor della cuccia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vide , in quel momento , una di quelle sue note compagne , che la guardava con un'aria di compassione e di malizia insieme , e pareva che dicesse: ah ! la c'è cascata la brava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Talvolta anche , il pensiero di dover abbandonare per sempre que' godimenti , gliene rendeva arnaro e penoso quel piccol saggio ; come l'infermo assetato guarda con rabbia , e quasi rispinge con dispetto il cucchiaio d'acqua che il medico gli concede a fatica .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ogni tanto si fermava , tendeva l'orecchio , guardava dalle fessure dell'imposte intarlate , pieno d'impazienza e non privo d'inquietudine , non solo per l'incertezza della riuscita , ma anche per le conseguenze possibili ; perché era la più grossa e la più arrischiata a cui il brav'uomo avesse ancor messo mano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma che m'importa ? In quanto alla giustizia , me ne rido: prove non ce n'è ; quando ce ne fosse , me ne riderei ugualmente: a buon conto , ho fatto stamattina avvertire il console che guardi bene di non far deposizione dell'avvenuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Sapete , cugino , - disse guardandolo , maravigliato , il conte Attilio , - sapete , che comincio a credere che abbiate un po' di paura ? Mi prendete sul serio anche il podestà . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli fecero poi subito i più forti e minacciosi comandi che guardasse bene di non far neppure un cenno di nulla: e la mattina seguente , non parendo loro d'essersi abbastanza assicurati , risolvettero di tenerlo chiuso in casa , per quel giorno , e per qualche altro ancora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Che diavolo ! - disse don Rodrigo: - tu mi riesci ora un can da pagliaio che ha cuore appena d'avventarsi alle gambe di chi passa sulla porta , guardandosi indietro se quei di casa lo spalleggiano , e non si sente d'allontanarsi !
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* Ma dopo qualche momento , voltandosi indietro , vide all'orizzonte quella cresta frastagliata di montagne , vide distinto e alto tra quelle il suo Resegone , si sentì tutto rimescolare il sangue , stette lì alquanto a guardar tristamente da quella parte , poi tristamente si voltò , e seguitò la sua strada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così pensando , e guardando intanto i nuovi conquistatori che venivano carichi di preda , fece quella po' di strada che gli rimaneva per arrivare al convento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Attraversò la piazzetta , si portò sull'orlo della strada , e si fermò , con le braccia incrociate sul petto , a guardare a sinistra , verso l'interno della città , dove il brulichìo era più folto e più rumoroso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Andava , ora lesto , ora ritardato dalla folla ; e andando , guardava e stava in orecchi , per ricavar da quel ronzìo confuso di discorsi qualche notizia più positiva dello stato delle cose .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La voglia d'osservar gli avvenimenti non poté fare che il montanaro , quando gli si scoprì davanti la gran mole , non si soffermasse a guardare in su , con la bocca aperta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ognuno , al primo sboccarvi , guardava subito verso il forno ch'era stato indicato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I servitori , attirati già dal rumore sulla porta , guardavano sgomentati lungo la strada , dalla parte donde il rumore veniva avvicinandosi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La gente che si trovavan vicino a loro , si contentavano di guardargli in viso , con un'aria , come si dice , di me n'impipo ; quelli ch'erano un po' più lontani , non se ne stavano di provocarli , con visacci e con grida di scherno ; più in là , pochi sapevano o si curavano che ci fossero ; i guastatori seguitavano a smurare , senz'altro pensiero che di riuscir presto nell'impresa ; gli spettatori non cessavano d'animarla con gli urli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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E tutti , alzandosi in punta di piedi , si voltano a guardare da quella parte donde s'annunziava l'inaspettato arrivo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ferrer , guardando ora da una parte , ora dall'altra ; atteggiandosi e gestendo insieme , cercava d'intender qualche cosa , per accomodar le risposte al bisogno ; voleva far alla meglio un po' di dialogo con quella brigata d'amici ; ma la cosa era difficile , la più difficile forse che gli fosse ancora capitata , in tant'anni di gran-cancellierato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ox ! ox ! guardaos: non si facciano male , signori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma tutte le strade del contorno erano seminate di crocchi: dove c'eran due o tre persone ferme , se ne fermavano tre , quattro , venti altre: qui qualcheduno si staccava ; là tutto un crocchio si moveva insieme: era come quella nuvolaglia che talvolta rimane sparsa , e gira per l'azzurro del cielo , dopo una burrasca ; e fa dire a chi guarda in su: questo tempo non è rimesso bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fatto ch'ebbe pochi passi al largo , in mezzo all'agitazione di tanti sentimenti , di tante immagini , recenti e confuse , sentì un gran bisogno di mangiare e di riposarsi ; e cominciò a guardare in su , da una parte e dall'altra , cercando un'insegna d'osteria ; giacché , per andare al convento de' cappuccini , era troppo tardi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Io fo il mio dovere , - disse l'oste , guardando in viso alla guida: - noi siamo obbligati a render conto di tutte le persone che vengono a alloggiar da noi: nome e cognome , e di che nazione sarà , a che negozio viene , se ha seco armi . . .quanto tempo ha di fermarsi in questa città . . .Son parole della grida .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Dico davvero , - disse l'oste , sempre guardando il muto compagno di Renzo ; e , andato di nuovo al banco , ne levò dalla cassetta un gran foglio , un proprio esemplare della grida ; e venne a spiegarlo davanti agli occhi di Renzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'oste stava zitto , e seguitava a guardar la guida , la quale non faceva dimostrazione di sorte veruna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Cosa devo fare ? - disse l'oste , guardando quello sconosciuto , che non era tale per lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come vorreste fare ? - domandò Renzo , guardandolo con due occhietti brillanti più del dovere , e storcendo un po' la bocca , come per star più attento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dimmi un poco ; chi è che ti manda avanti la bottega ? I poveri figliuoli , n'è vero ? dico bene ? Guarda un po' se que' signori delle gride vengono mai da te a bere un bicchierino .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma quegli omacci che già avevan cominciato a prendersi spasso dell'eloquenza appassionata e imbrogliata di Renzo , tanto più se ne presero della sua aria compunta ; i più vicini dicevano agli altri: guardate ; e tutti si voltavano a lui ; tanto che divenne lo zimbello della brigata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardando poi in viso il notaio , vi scorgeva in pelle in pelle la titubazione che costui si sforzava invano di tener nascosta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ohe ! - disse , guardando il notaio , con un viso molto significante: - qui c'era de' soldi e una lettera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Credete a me , che son pratico di queste cose: andate via diritto diritto , senza guardare in qua e in là , senza farvi scorgere: così nessuno bada a voi , nessuno s'avvede di quel che è ; e voi conservate il vostro onore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E voi altri , - continuò poi , voltandosi a' birri , con un viso severo: - guardate bene di non fargli male , perché lo proteggo io: il vostro dovere bisogna che lo facciate ; ma ricordatevi che è un galantuomo , un giovine civile , il quale , di qui a poco , sarà in libertà ; e che gli deve premere il suo onore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quelli guardarono più attentamente la comitiva , e si fermarono ; con loro si fermarono altri che arrivavano ; altri , che gli eran passati davanti , voltatisi al bisbiglìo , tornavano indietro , e facevan coda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Studiava tutte le maniere di comparire un estraneo che , passando di lì a caso , si fosse trovato stretto nella calca , come una pagliucola nel ghiaccio ; e riscontrandosi a viso a viso con uno che lo guardava fisso , con un cipiglio peggio degli altri , lui , composta la bocca al sorriso , con un suo fare sciocco , gli domandò: - cos'è stato ?
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* Quando gli parve d'essersi allontanato abbastanza , rallentò il passo , per non dar sospetto ; e cominciò a guardare in qua e in là , per isceglier la persona a cui far la sua domanda , una faccia che ispirasse confidenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo arriva sulla piazza del duomo ; l'attraversa , passa accanto a un mucchio di cenere e di carboni spenti , e riconosce gli avanzi del falò di cui era stato spettatore il giorno avanti ; costeggia gli scalini del duomo , rivede il forno delle grucce , mezzo smantellato , e guardato da soldati ; e tira diritto per la strada da cui era venuto insieme con la folla ; arriva al convento de' cappuccini ; dà un'occhiata a quella piazza e alla porta della chiesa , e dice tra sé , sospirando: " m'aveva però dato un buon parere quel frate di ieri: che stessi in chiesa a aspettare , e a fare un po' di bene " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Qui , essendosi fermato un momento a guardare attentamente alla porta per cui doveva passare , e vedendovi , così da lontano , molta gente a guardia , e avendo la fantasia un po' riscaldata (bisogna compatirlo ; aveva i suoi motivi) , provò una certa ripugnanza ad affrontare quel passo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ogni tanto , si voltava indietro ; ogni tanto , andava anche guardando e strofinando or l'uno or l'altro polso , ancora un po' indolenziti , e segnati in giro d'una striscia rosseggiante , vestigio della cordicella .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si tirò davanti il piatto ; e guardando la mezzetta che l'oste aveva posata , insieme con quello , sulla tavola , disse: - il vino è sincero ?
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* E non mi par quasi vero d'esser qui a chiacchierar con voi altri ; perché avevo già messo da parte ogni pensiero di viaggio , per restare a guardar la mia povera bottega .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- I micheletti avevan la casa del vicario da guardare: non si può cantare e portar la croce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La gente guarda in su .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sappiate ora , mio caro signore , che la cosa è andata così e così , e che il diavolo ch'io ho fatto , è stato d'aiutar Ferrer , come se fosse stato un mio fratello ; sappiate che que' birboni che , a sentir voi , erano i miei amici , perché , in un certo momento , io dissi una parola da buon cristiano , mi vollero fare un brutto scherzo ; sappiate che , intanto che voi stavate a guardar la vostra bottega , io mi faceva schiacciar le costole , per salvare il vostro signor vicario di provvisione , che non l'ho mai né visto né conosciuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando s'abbatteva a passare per qualche paese , andava adagio adagio , guardando però se ci fosse ancora qualche uscio aperto ; ma non vide mai altro segno di gente desta , che qualche lumicino trasparente da qualche impannata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivò in pochi momenti all'estremità del piano , sull'orlo d'una riva profonda ; e guardando in giù tra le macchie che tutta la rivestivano , vide l'acqua luccicare e correre .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli venne in mente d'aver veduto , in uno de' campi più vicini alla sodaglia , una di quelle capanne coperte di paglia , costrutte di tronchi e di rami , intonacati poi con la mota , dove i contadini del milanese usan , l'estate , depositar la raccolta , e ripararsi la notte a guardarla: nell'altre stagioni , rimangono abbandonate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se Renzo si fosse trovato lì andando a spasso , certo avrebbe guardato in su , e ammirato quell'albeggiare così diverso da quello ch'era solito vedere ne' suoi monti ; ma badava alla sua strada , e camminava a passi lunghi , per riscaldarsi , e per arrivar presto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Passa i campi , passa la sodaglia , passa le macchie , attraversa il bosco , guardando in qua e in là , e ridendo e vergognandosi nello stesso tempo , del ribrezzo che vi aveva provato poche ore prima ; è sul ciglio della riva , guarda giù ; e , di tra i rami , vede una barchetta di pescatore , che veniva adagio , contr'acqua , radendo quella sponda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il pescatore gira uno sguardo lungo la riva , guarda attentamente lungo l'acqua che viene , si volta a guardare indietro , lungo l'acqua che va , e poi dirizza la prora verso Renzo , e approda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che piacere , andar passeggiando su questa stessa strada tutti insieme ! andar fino all'Adda in baroccio , e far merenda sulla riva , proprio sulla riva , e far vedere alle donne il luogo dove mi sono imbarcato , il prunaio da cui sono sceso , quel posto dove sono stato a guardare se c'era un battello " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La citta ha comprate duemila some di grano da un mercante che sta a Venezia: grano che vien di Turchia ; ma , quando si tratta di mangiare , la non si guarda tanto per il sottile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Qualche volta , Gertrude quasi s'indispettiva di quello star così sulle difese ; ma vi traspariva tanta amorevolezza , tanto rispetto , tanta riconoscenza , e anche tanta fiducia ! Qualche volta forse , quel pudore così delicato , così ombroso , le dispiaceva ancor più per un altro verso ; ma tutto si perdeva nella soavità d'un pensiero che le tornava ogni momento , guardando Lucia: " a questa fo del bene " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per Lucia era una faccenda seria il rimanere distaccata dalla gonnella della madre ; ma la smania di saper qualche cosa , e la sicurezza che trovava in quell'asilo così guardato e sacro , vinsero le sue ripugnanze .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quella che guarda la valle è la sola praticabile ; un pendìo piuttosto erto , ma uguale e continuato ; a prati in alto ; nelle falde a campi , sparsi qua e là di casucce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quella che , a gomiti e a giravolte , saliva al terribile domicilio , si spiegava davanti a chi guardasse di lassù , come un nastro serpeggiante: dalle finestre , dalle feritoie , poteva il signore contare a suo bell'agio i passi di chi veniva , e spianargli l'arme contro , cento volte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questo gli andò incontro , rendendogli il saluto , e insieme guardandogli le mani e il viso , come faceva per abitudine , e ormai quasi involontariamente , a chiunque venisse da lui , per quanto fosse de' più vecchi e provati amici .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia , entrandovi , e vedendola affatto solitaria , sentì crescere la paura , e allungava il passo ; ma poco dopo si rincorò alquanto , nel vedere una carrozza da viaggio ferma , e accanto a quella , davanti allo sportello aperto , due viaggiatori che guardavano in qua e in là , come incerti della strada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Da un'alta finestra del suo castellaccio , guardava da qualche tempo verso uno sbocco della valle ; ed ecco spuntar la carrozza , e venire innanzi lentamente: perché quel primo andar di carriera aveva consumata la foga , e domate le forze de' cavalli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E benché , dal punto dove stava a guardare , la non paresse più che una di quelle carrozzine che si dànno per balocco ai fanciulli , la riconobbe subito , e si sentì il cuore batter più forte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se ti domanda dove la meni , di chi è il castello , guarda di non . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il Nibbio s'era tirato indietro ; e la vecchia , col mento sullo sportello , guardando Lucia , diceva: - venite , la mia giovine ; venite , poverina ; venite con me , che ho ordine di trattarvi bene e di farvi coraggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma lei seguitava a guardar fuori ; e benché il luogo selvaggio e sconosciuto , e la sicurezza de' suoi guardiani non le lasciassero concepire speranza di soccorso , apriva non ostante la bocca per gridare ; ma vedendo il Nibbio far gli occhiacci del fazzoletto , ritenne il grido , tremò , si storse , fu presa e messa nella bussola .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto l'innominato , ritto sulla porta del castello , guardava in giù ; e vedeva la bussola venir passo passo , come prima la carrozza , e avanti , a una distanza che cresceva ogni momento , salir di corsa il Nibbio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- No , no , via , - disse la vecchia , ritirandosi , e mettendosi a sedere sur una seggiolaccia , donde dava alla poverina certe occhiate di terrore e d'astio insieme ; e poi guardava il suo covo , rodendosi d'esserne forse esclusa per tutta la notte , e brontolando contro il freddo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi , con più risolutezza , riprese: - è serrato l'uscio ? è serrato bene ? - E dopo aver guardato in giro per la camera , s'alzò , e , con le mani avanti , con passo sospettoso , andava verso quella parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardava , guardava ; e gli cresceva in cuore una più che curiosità di saper cosa mai potesse comunicare un trasporto uguale a tanta gente diversa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il signore , rimasto solo , continuò a guardar nella valle , ancor più pensieroso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lasciala dormire in pace ; guarda di non la disturbare ; e quando si sveglierà . . .Marta verrà qui nella stanza vicina ; e tu manderai a prendere qualunque cosa che costei possa chiederti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il signore andò là , entrò in un cortiletto dove c'eran molti preti , che tutti lo guardarono con un'attenzione maravigliata e sospettosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Aperto l'uscio , e affacciatosi alla stanza dov'era il signore e la brigata , vide questa ristretta in una parte , a bisbigliare e a guardar di sott'occhio quello , lasciato solo in un canto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Abbondio , a quelle dimostrazioni , stava come un ragazzo pauroso , che veda uno accarezzar con sicurezza un suo cagnaccio grosso , rabbuffato , con gli occhi rossi , con un nomaccio famoso per morsi e per ispaventi , e senta dire al padrone che il suo cane è un buon bestione , quieto , quieto: guarda il padrone , e non contraddice né approva ; guarda il cane , e non ardisce accostarglisi , per timore che il buon bestione non gli mostri i denti , fosse anche per fargli le feste ; non ardisce allontanarsi , per non farsi scorgere ; e dice in cuor suo: oh se fossi a casa mia !
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* E costui . . . ! " E qui lo guardava , come se avesse sospetto che quel costui sentisse i suoi pensieri , " costui , dopo aver messo sottosopra il mondo con le scelleratezze , ora lo mette sottosopra con la conversione . . .se sarà vero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era una preda che conduceva ? E come l'aveva fatta da sé ? E come una lettiga forestiera ? E di chi poteva esser quella livrea ? Guardavano , guardavano , ma nessuno si moveva , perché questo era l'ordine che il padrone dava loro con dell'occhiate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardò , vide un prete , una donna ; si rincorò alquanto: guarda più attenta: è lui , o non è lui ? Riconosce don Abbondio , e rimane con gli occhi fissi , come incantata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La donna , andatale vicino , si chinò sopra di lei , e , guardandola pietosamente , prendendole le mani , come per accarezzarla e alzarla a un tempo , le disse: - oh poverina ! venite , venite con noi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A pensare quanta gente teneva sottosopra ; e ora , come m'ha detto il nostro curato . . .e poi , solo a guardarlo in viso , è diventato un santo ! E poi si vedon subito le opere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Guardate un poco , - gli disse , al suo entrare , la buona donna , accennando Lucia ; la quale fece il viso rosso , s'alzò , e cominciava a balbettar qualche scusa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E non dir niente , se incontri qualcheduno ; e guarda di non rompere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In un momento , quelli ch'erano sparsi per il castello , vennero dietro alla voce , e s'univano ai già radunati , guardando tutti il padrone .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Col dottor Azzecca-garbugli , che non aveva se non chiacchiere e cabale , e con altri cortigianelli suoi pari , non s'usava tanti riguardi: eran mostrati a dito , e guardati con occhi torti ; di maniera che , per qualche tempo , stimaron bene di non farsi veder per le strade .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La madre e la figlia si guardarono in viso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Allora avreste sentito che l'iniquità può aver bensì delle minacce da fare , de' colpi da dare , ma non de' comandi ; avreste unito , secondo la legge di Dio , ciò che l'uomo voleva separare ; avreste prestato a quegl'innocenti infelici il ministero che avevan ragione di richieder da voi: delle conseguenze sarebbe restato mallevadore Iddio , perché si sarebbe andati per la sua strada: avendone presa un'altra , ne restate mallevadore voi ; e di quali conseguenze ! Ma forse che tutti i ripari umani vi mancavano ? forse che non era aperta alcuna via di scampo , quand'aveste voluto guardarvi d'intorno , pensarci , cercare ? Ora voi potete sapere che que' vostri poverini , quando fossero stati maritati , avrebbero pensato da sé al loro scampo , eran disposti a fuggire dalla faccia del potente , s'eran già disegnato il luogo di rifugio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non c'è bisogno di dire che , in un tale studio , non aveva mai avuta altra mira che d'istruirsi e di conoscere a fondo le pessime arti de' maliardi , per potersene guardare , e difendere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al tempo della nostra storia , non c'eran che due entrature ; una nel mezzo del lato che guarda le mura della città , l'altra di rimpetto , nell'opposto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi poi in particolare , né erano molto raffinatori in fatto di disciplina , né , anche volendo , si vede come avrebbero potuto riuscire a stabilirla e a mantenerla ; ché soldati di quella razza , o si sarebbero rivoltati contro un condottiere novatore che si fosse messo in testa d'abolire il saccheggio ; o per lo meno , l'avrebbero lasciato solo a guardar le bandiere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oltre di ciò , siccome i principi , nel prendere , per dir così , ad affitto quelle bande , guardavan più ad aver gente in quantità , per assicurar l'imprese , che a proporzionare il numero alla loro facoltà di pagare , per il solito molto scarsa ; così le paghe venivano per lo più tarde , a conto , a spizzico ; e le spoglie de' paesi a cui la toccava , ne divenivano come un supplimento tacitamente convenuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciato così solo , s'affacciava alla finestra , guardava , tendeva gli orecchi ; e vedendo passar qualcheduno , gridava con una voce mezza di pianto e mezza di rimprovero: - fate questa carità al vostro povero curato di cercargli qualche cavallo , qualche mulo , qualche asino .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alcuni tiravan di lungo , senza rispondere né guardare in su ; qualcheduno diceva: - eh messere ! faccia anche lei come può ; fortunato lei che non ha da pensare alla famiglia ; s'aiuti , s'ingegni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Presero per i campi , zitti zitti , pensando ognuno a' casi suoi , e guardandosi intorno , specialmente don Abbondio , se apparisse qualche figura sospetta , qualcosa di straordinario .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non s'incontrava nessuno: la gente era , o nelle case a guardarle , a far fagotto , a nascondere , o per le strade che conducevan direttamente all'alture .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma quando , al calar delle bande alemanne , alcuni fuggiaschi di paesi invasi o minacciati capitarono su al castello a chieder ricovero , l'innominato , tutto contento che quelle sue mura fossero cercate come asilo da' deboli , che per tanto tempo le avevan guardate da lontano come un enorme spauracchio , accolse quegli sbandati , con espressioni piuttosto di riconoscenza che di cortesia ; fece sparger la voce , che la sua casa sarebbe aperta a chiunque ci si volesse rifugiare , e pensò subito a mettere , non solo questa , ma anche la valle , in istato di difesa , se mai lanzichenecchi o cappelletti volessero provarsi di venirci a far delle loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In casa , per la strada , faceva accoglienza a quelli che arrivavano ; e tutti , o lo avessero già visto , o lo vedessero per la prima volta , lo guardavano estatici , dimenticando un momento i guai e i timori che gli avevano spinti lassù ; e si voltavano ancora a guardarlo , quando , staccatosi da loro , seguitava la sua strada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma: - zitta ! - gridò sottovoce don Abbondio , e insieme si levò il cappello in fretta , e fece un profondo inchino: ché , guardando in su , aveva visto l'innominato scender verso di loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In tutto il tempo che stette in quell'asilo , non se ne discostò mai quanto un tiro di schioppo , né mai mise piede sulla discesa: l'unica sua passeggiata era d'uscire sulla spianata , e d'andare , quando da una parte e quando dall'altra del castello , a guardar giù per le balze e per i burroni , per istudiare se ci fosse qualche passo un po' praticabile , qualche po' di sentiero , per dove andar cercando un nascondiglio in caso d'un serra serra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese fece posare i fagotti in un canto del cortiletto , ch'era rimasto il luogo più pulito della casa ; si mise poi a spazzarla , a raccogliere e a rigovernare quella poca roba che le avevan lasciata ; fece venire un legnaiolo e un fabbro , per riparare i guasti più grossi , e guardando poi , capo per capo , la biancheria regalata , e contando que' nuovi ruspi , diceva tra sé: " son caduta in piedi ; sia ringraziato Iddio e la Madonna e quel buon signore: posso proprio dire d'esser caduta in piedi " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di mano in mano poi che la miserabile radunanza andò crescendo , v'accorsero altri cappuccini ; e furono in quel luogo soprintendenti , confessori , amministratori , infermieri , cucinieri , guardarobi , lavandai , tutto ciò che occorresse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La città già agitata ne fu sottosopra: i padroni delle case , con paglia accesa , abbruciacchiavano gli spazi unti ; i passeggieri si fermavano , guardavano , inorridivano , fremevano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tre giovani compagni francesi , un letterato , un pittore , un meccanico , venuti per veder l'Italia , per istudiarvi le antichità , e per cercarvi occasion di guadagno , s'erano accostati a non so qual parte esterna del duomo , e stavan lì guardando attentamente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Uno che passava , li vede e si ferma ; gli accenna a un altro , ad altri che arrivano: si formò un crocchio , a guardare , a tener d'occhio coloro , che il vestiario , la capigliatura , le bisacce , accusavano di stranieri e , quel ch'era peggio , di francesi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il viandante che fosse incontrato da de' contadini , fuor della strada maestra , o che in quella si dondolasse a guardar in qua e in là , o si buttasse giù per riposarsi ; lo sconosciuto a cui si trovasse qualcosa di strano , di sospetto nel volto , nel vestito , erano untori: al primo avviso di chi si fosse , al grido d'un ragazzo , si sonava a martello , s'accorreva ; gl'infelici eran tempestati di pietre , o , presi , venivan menati , a furia di popolo , in prigione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A molte di quelle finestre , infermi sequestrati guardavan la processione , e l'accompagnavano con le loro preci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mentre quel tale stava intento a guardare , la carrozza s'era fermata ; e il cocchiere l'aveva invitato a salirvi ; e lui non aveva saputo dir di no .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardava i circostanti ; eran tutti visi gialli , distrutti , con cert'occhi incantati , abbacinati , con le labbra spenzolate ; tutta gente con certi vestiti che cascavano a pezzi ; e da' rotti si vedevano macchie e bubboni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Largo canaglia ! - gli pareva di gridare , guardando alla porta , ch'era lontana lontana , e accompagnando il grido con un viso minaccioso , senza però moversi , anzi ristringendosi , per non toccar que' sozzi corpi , che già lo toccavano anche troppo da ogni parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Esitò qualche momento , prima di guardar la parte dove aveva il dolore ; finalmente la scoprì , ci diede un'occhiata paurosa ; e vide un sozzo bubbone d'un livido paonazzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ogni tanto ritornava a guardare il suo bubbone ; ma voltava subito la testa dall'altra parte , con ribrezzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si rizza a sedere , e si mette ancor più attento ; sente un rumor cupo nella stanza vicina , come d'un peso che venga messo giù con riguardo ; butta le gambe fuor del letto , come per alzarsi , guarda all'uscio , lo vede aprirsi , vede presentarsi e venire avanti due logori e sudici vestiti rossi , due facce scomunicate , due monatti , in una parola ; vede mezza la faccia del Griso che , nascosto dietro un battente socchiuso , riman lì a spiare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Scellerato ! - urlò don Rodrigo , guardandolo per di sotto all'altro che lo teneva , e divincolandosi tra quelle braccia forzute .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo un grand'urlo , dopo un ultimo e più violento sforzo per mettersi in libertà , cadde tutt'a un tratto rifinito e stupido: guardava però ancora , come incantato , e ogni tanto si riscoteva , o si lamentava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Andando , guardava innanzi , ansioso insieme e timoroso di veder qualcheduno ; e , dopo pochi passi , vide infatti un uomo in camicia , seduto in terra , con le spalle appoggiate a una siepe di gelsomini , in un'attitudine d'insensato: e , a questa , e poi anche alla fisonomia , gli parve di raffigurar quel povero mezzo scemo di Gervaso ch'era venuto per secondo testimonio alla sciagurata spedizione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardava anche lui ; gli pareva e non gli pareva: vedeva qualcosa di forestiero nel vestiario ; ma era appunto forestiero di quel di Bergamo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma questo non si curava d'entrare in una tal vigna ; e forse non istette tanto a guardarla , quanto noi a farne questo po' di schizzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sentendo un calpestìo , si voltò a guardar chi fosse , e , a quel che gli parve di vedere così al barlume , tra i rami e le fronde , disse , ad alta voce , rizzandosi e alzando le mani: - non ci son che io ? non ne ho fatto abbastanza ieri ? Lasciatemi un po' stare , che sarà anche questa un'opera di misericordia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E così parlando , ritto sulla soglia dell'uscio , con la testa per aria , guardava con un misto di tenerezza e d'accoramento , l'aurora del suo paese che non aveva più veduta da tanto tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era infatti così ; e lasciando anche da parte le cause generali , per cui in que' tempi ogni ordine era poco eseguito ; lasciando da parte le speciali , che rendevano così malagevole la rigorosa esecuzione di questo ; Milano si trovava ormai in tale stato , da non veder cosa giovasse guardarlo , e da cosa ; e chiunque ci venisse , poteva parer piuttosto noncurante della propria salute , che pericoloso a quella de' cittadini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivato dunque sotto le mura , si fermò a guardar d'intorno , come fa chi , non sapendo da che parte gli convenga di prendere , par che n'aspetti , e ne chieda qualche indizio da ogni cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E per quanto Renzo guardasse innanzi , non vedeva altro che quella croce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivato al crocicchio che divide la strada circa alla metà , e guardando dalle due parti , vide a dritta , in quella strada che si chiama lo stradone di santa Teresa , un cittadino che veniva appunto verso di lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E andando avanti , guardava in qua e in là , per veder se poteva scoprire qualche creatura umana ; ma non ne vide altra che uno sformato cadavere nel piccol fosso che corre tra quelle poche case (che allora erano anche meno) , e un pezzo della strada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Passato quel pezzo , sentì gridare: - o quell'uomo ! - e guardando da quella parte , vide poco lontano , a un terrazzino d'una casuccia isolata , una povera donna , con una nidiata di bambini intorno ; la quale , seguitandolo a chiamare , gli fece cenno anche con la mano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardava innanzi , ma non vedeva nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , mentre Renzo guarda quello strumento , pensando perché possa essere alzato in quel luogo , sente avvicinarsi sempre più il rumore , e vede spuntar dalla cantonata della chiesa un uomo che scoteva un campanello: era un apparitore ; e dietro a lui due cavalli che , allungando il collo , e puntando le zampe , venivano avanti a fatica ; e strascinato da quelli , un carro di morti , e dopo quello un altro , e poi un altro e un altro ; e di qua e di là , monatti alle costole de' cavalli , spingendoli , a frustate , a punzoni , a bestemmie .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E guardando innanzi , sempre con quella mira di trovar qualcheduno da farsi insegnar la strada , vide in fondo a quella un .prete in farsetto , con un bastoncino in mano , ritto vicino a un uscio socchiuso , col capo chinato , e l'orecchio allo spiraglio ; e poco dopo lo vide alzar la mano e benedire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Entrato nella strada , Renzo allungò il passo , cercando di non guardar quegl'ingombri , se non quanto era necessario per iscansarli ; quando il suo sguardo s'incontrò in un oggetto singolare di pietà , d'una pietà che invogliava l'animo a contemplarlo ; di maniera che si fermò , quasi senza volerlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo qualche momento , s'apre un poco una finestra ; una donna fa capolino , guardando chi era , con un viso ombroso che par che dica: monatti ? vagabondi ? commissari ? untori ? diavoli ?
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- Quella signora , - disse Renzo guardando in su , e con voce non troppo sicura: - ci sta qui a servire una giovine di campagna , che ha nome Lucia ?
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* Ma la prima , l'unica persona che vide , fu un'altra donna , distante forse un venti passi ; la quale , con un viso ch'esprimeva terrore , odio , impazienza e malizia , con cert'occhi stravolti che volevano insieme guardar lui , e guardar lontano , spalancando la bocca come in atto di gridare a più non posso , ma rattenendo anche il respiro , alzando due braccia scarne , allungando e ritirando due mani grinzose e piegate a guisa d'artigli , come se cercasse d'acchiappar qualcosa , si vedeva che voleva chiamar gente , in modo che qualcheduno non se n'accorgesse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando s'incontrarono a guardarsi , colei , fattasi ancor più brutta , si riscosse come persona sorpresa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ancor mezzo affannato , e tutto sottosopra , ringraziava intanto alla meglio in cuor suo la Provvidenza , d'essere uscito d'un tal frangente , senza ricever male né farne ; la pregava che l'aiutasse ora a liberarsi anche da' suoi liberatori ; e dal canto suo , stava all'erta , guardava quelli , guardava la strada , per cogliere il tempo di sdrucciolar giù quatto quatto , senza dar loro occasione di far qualche rumore , qualche scenata , che mettesse in malizia i passeggieri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lungo i due lati che si presentano a chi guardi da quel punto , era tutto un brulichìo ; erano ammalati che andavano , in compagnie , al lazzeretto ; altri che sedevano o giacevano sulle sponde del fossato che lo costeggia ; sia che le forze non fosser loro bastate per condursi fin dentro al ricovero , sia che , usciti di là per disperazione , le forze fosser loro ugualmente mancate per andar più avanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Altri meschini erravano sbandati , come stupidi , e non pochi fuor di sé affatto ; uno stava tutto infervorato a raccontar le sue immaginazioni a un disgraziato che giaceva oppresso dal male ; un altro dava nelle smanie ; un altro guardava in qua e in là con un visino ridente , come se assistesse a un lieto spettacolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo aveva appena fatti alcuni passi lungo il lato meridionale dell'edifizio , che si sentì in quella moltitudine un rumore straordinario , e di lontano voci che gridavano: guarda ! piglia ! S'alza in punta di piedi , e vede un cavallaccio che andava di carriera , spinto da un più strano cavaliere: era un frenetico che , vista quella bestia sciolta e non guardata , accanto a un carro , c'era montato in fretta a bisdosso , e , martellandole il collo co' pugni , e facendo sproni de' calcagni , la cacciava in furia ; e monatti dietro , urlando ; e tutto si ravvolse in un nuvolo di polvere , che volava lontano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un'altra guardava con occhio di compiacenza quello che le si era addormentato alla poppa , e baciatolo mollemente , andava in una capanna a posarlo sur una materassina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma una terza , abbandonando il suo petto al lattante straniero , con una cert'aria però non di trascuranza , ma di preoccupazione , guardava fisso il cielo: a che pensava essa , in quell'atto , con quello sguardo , se non a un nato dalle sue viscere , che , forse poco prima , aveva succhiato quel petto , che forse c'era spirato sopra ? Altre donne più attempate attendevano ad altri servizi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivò in quel punto un cappuccino con la barba bianchissima , portando due bambini strillanti , uno per braccio , raccolti allora vicino alle madri spirate ; e una donna corse a riceverli , e andava guardando tra la brigata e nel gregge , per trovar subito chi tenesse lor luogo di madre .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Più d'una volta il giovine , spinto da quello ch'era il primo , e il più forte de' suoi pensieri , s'era staccato dallo spiraglio per andarsene ; e poi ci aveva rimesso l'occhio , per guardare ancora un momento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , mentre guardava innanzi , per studiar la strada , un'apparizione repentina , passeggiera , istantanea , gli ferì lo sguardo , e gli mise l'animo sottosopra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Con la smania che potete pensare , corse verso quella parte ; e lì , a girare , a cercare , innanzi , indietro , dentro e fuori , per quegli andirivieni , tanto che rivide , con altrettanta gioia , quella forma , quel frate medesimo ; lo vide poco lontano , che , scostandosi da una caldaia , andava , con una scodella in mano , verso una capanna ; poi lo vide sedersi sull'uscio di quella , fare un segno di croce sulla scodella che teneva dinanzi ; e , guardando intorno , come uno che stia sempre all'erta , mettersi a mangiare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Aspetta , - disse il frate ; e andato alcuni passi fuor della capanna , chiamò: - padre Vittore ! - Dopo qualche momento , comparve un giovine cappuccino , al quale disse: - fatemi la carità , padre Vittore , di guardare anche per me , a questi nostri poverini , intanto ch'io me ne sto ritirato ; e se alcuno però mi volesse , chiamatemi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dio , il quale certamente benedice questa tua perseveranza d'affetto , questa tua fedeltà in volere e in cercare colei ch'Egli t'aveva data ; Dio , che è più rigoroso degli uomini , ma più indulgente , non vorrà guardare a quel che ci possa essere d'irregolare in codesto tuo modo di cercarla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Renzo ! - disse il frate , afferrandolo per un braccio , e guardandolo ancor più severamente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Guarda , sciagurato ! - E mentre con una mano stringeva e scoteva forte il braccio di Renzo , girava l'altra davanti a sé , accennando quanto più poteva della dolorosa scena all'intorno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Guarda chi è Colui che gastiga ! Colui che giudica , e non è giudicato ! Colui che flagella e che perdona ! Ma tu , verme della terra , tu vuoi far giustizia ! Tu lo sai , tu , quale sia la giustizia ! Va' , sciagurato , vattene ! Io , speravo . . .sì , ho sperato che , prima della mia morte , Dio m'avrebbe data questa consolazione di sentir che la mia povera Lucia fosse viva ; forse di vederla , e di sentirmi prometter da lei che rivolgerebbe una preghiera là verso quella fossa dov'io sarò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo s'era appena avviato , che vide il padre Felice comparire nel portico della cappella , e affacciarsi sull'arco di mezzo del lato che guarda verso la città ; davanti al quale era radunata la comitiva , al piano , nella strada di mezzo ; e subito dal suo contegno s'accorse che aveva cominciata la predica .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma Renzo guardava , esaminava , di fila in fila , di viso in viso , senza passarne uno ; ché la processione andava tanto adagio , da dargliene tutto il comodo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Passa e passa ; guarda e guarda ; sempre inutilmente: dava qualche occhiata di corsa alle file che rimanevano ancora indietro: sono ormai poche ; siamo all'ultima ; son passate tutte ; furon tutti visi sconosciuti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quasi al primo passo che fece , vide in terra un campanello , di quelli che i monatti portavano a un piede ; gli venne in mente che un tale strumento avrebbe potuto servirgli come di passaporto là dentro ; lo prese , guardò se nessuno lo guardava , e se lo legò come usavan quelli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E si mise subito alla ricerca , a quella ricerca , che , per la quantità sola degli oggetti sarebbe stata fieramente gravosa , quand'anche gli oggetti fossero stati tutt'altri ; cominciò a scorrer con l'occhio , anzi a contemplar nuove miserie , così simili in parte alle già vedute , in parte così diverse: ché , sotto la stessa calamità , era qui un altro patire , per dir così , un altro languire , un altro lamentarsi , un altro sopportare , un altro compatirsi e soccorrersi a vicenda ; era , in chi guardasse , un'altra pietà e un altro ribrezzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si volta essa al rumore ; guarda , crede di travedere , di sognare ; guarda più attenta , e grida: - oh Signor benedetto !
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* Il frate chiamò con un cenno il giovine , il quale se ne stava nel cantuccio il più lontano , guardando (giacché non poteva far altro) fisso fisso al dialogo in cui era tanto interessato ; e , quando quello fu lì , disse , a voce più alta , a Lucia: - con l'autorità che ho dalla Chiesa , vi dichiaro sciolta dal voto di verginità , annullando ciò che ci poté essere d'inconsiderato , e liberandovi da ogni obbligazione che poteste averne contratta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E con queste parole , si staccò da Renzo ; il quale , stato lì a guardarlo fin che non l'ebbe perso di vista , prese in fretta verso la porta , dando a destra e a sinistra l'ultime occhiate di compassione a quel luogo di dolori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guardando per la strada , raccattava , per dir così , i pensieri , che ci aveva lasciati la mattina e il giorno avanti , nel venire ; e con più piacere quelli appunto che allora aveva più cercato di scacciare , i dubbi , le difficoltà , trovarla , trovarla viva , tra tanti morti e moribondi ! " E l'ho trovata viva ! " concludeva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questo , che s'era levato allora , e stava sull'uscio , a guardare il tempo , alzò gli occhi a quella figura così inzuppata , così infangata , diciam pure così lercia , e insieme così viva e disinvolta: a' suoi giorni non aveva visto un uomo peggio conciato e più contento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E l'altra volta , - soggiungeva , - che si sarebbe creduto che il Signore guardasse altrove , e non pensasse a noi , giacché lasciava portar via il povero fatto nostro ; ecco che ha fatto vedere il contrario , perché m'ha mandato da un'altra parte di bei danari , con cui ho potuto rimettere ogni cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non lo vedremo più andare in giro con quegli sgherri dietro , con quell'albagìa , con quell'aria , con quel palo in corpo , con quel guardar la gente , che pareva che si stesse tutti al mondo per sua degnazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di te non mi fa specie , che sei un malandrinaccio ; ma dico quest'acqua cheta , questa santerella , questa madonnina infilzata , che si sarebbe creduto far peccato a guardarsene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " E cosa v'importa a voi altri ? E chi v'ha detto d'aspettare ? Son mai venuto io a parlarvene ? a dirvi che la fosse bella ? E quando me lo dicevate voi altri , v'ho mai risposto altro , se non che era una buona giovine ? È una contadina ! V'ho detto mai che v'avrei menato qui una principessa ? Non vi piace ? Non la guardate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* N'avete delle belle donne: guardate quelle " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ho imparato , - diceva , - a non mettermi ne' tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a guardare con chi parlo: ho imparato a non alzar troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte , quando c'è lì d'intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede , prima d'aver pensato quel che possa nascere - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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A nessuno dei due veniva mai la tentazione di volgere un po' il capo verso la ringhiera del viale per godere la vista dell'aperta campagna sottostante, svariata di poggi e di valli e di piani, col mare in fondo, che s'accendeva tutto agli ultimi fuochi del tramonto: vista di tanta bellezza, che pareva perfino incredibile che quei due vi potessero passar davanti cosí, senza neppure voltarsi a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il D'Andrea aveva guardato negli occhi l'amico e compreso che il male della sorella doveva esser lieve: - Vuoi che venga a visitarla? - Dice di no.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di nuovo, c'era soltanto il pianoforte a mezzacoda, il pianoforte d'Eleonora, che le figure effigiate in quei ritratti pareva guardassero in cagnesco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il D'Andrea rimase un pezzo a guardarla, fra seccato e imbarazzato; poi domandò: - Perché? Che cos'ha? Non può dirlo neanche a me? E come Eleonora seguitava a singhiozzare, le s'appressò, provò a scostarle con fredda delicatezza una mano dal volto: - Si calmi, via; lo dica a me; ci son qua io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche lei alzò gli occhi a guardarlo, ma subito li richiuse, contraendo di nuovo il volto e restringendosi in sé, quasi colta da improvviso, vivissimo ribrezzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Senza guardarlo, ella si pose un dito su la bocca, poi indicò la porta: - Se lo sapesse! Non dirgli nulla, per pietà! Fammi prima morire; dammi, dammi qualche cosa: la prenderò come una medicina; crederò che sia una medicina, che mi dai tu; purché sia subito! Ah, non ho coraggio, non ho coraggio! Da due mesi, vedi, mi dibatto in quest'agonia, senza trovar la forza, il modo di farla finita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eleonora stese di nuovo le mani per prendergli un braccio e, guardandolo con occhi supplichevoli, soggiunse: - Se non vuoi farmi morire, non potresti...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Va', dunque, - gli disse a un tratto, irritata, Eleonora, che pur senza guardarlo, in quel silenzio, si sentiva addosso l'inerte orrore di quel sospetto negli occhi di lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il mezzadro e la moglie parevano sbigottiti: alzavano di tanto in tanto gli occhi per guardar di sfuggita la nuora; poi si scambiavano uno sguardo e riabbassavano gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo sposo guardava fuori, tutto ristretto in sé, aggrottato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Seduti ben discosti dalla tavola, sudavano anche per i grevi abiti di panno della festa, e si guardavano nelle facce dure, arsicce, svisate dall'insolita pulizia; e non osavano alzar le grosse mani sformate dai lavori della campagna per prendere quelle forchette d'argento (la piccola o la grande?) e quei coltelli, sotto gli occhi dei camerieri che, girando coi serviti, con quei guanti di filo bianco incutevano loro una terribile soggezione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il mezzadro, intanto, mangiando, guardava il figlio e scrollava il capo, col volto atteggiato di derisoria commiserazione: - Guardatelo, guardatelo! - borbottava tra sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Senza pensar d'accendere il lume, Gerlando prese una seggiola e si recò a sedere al balcone, che guardava tutt'intorno, dall'alto, l'aperta campagna declinante al mare laggiú in fondo, lontano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Giurò infine che non avrebbe mai piú rivolto la parola a quella smorfiosa che le disprezzava cosí il figlio, un cosí bel pezzo di giovanotto, che colei non era neanco degna di guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Inteso? Eleonora si levò, pallida e vibrante di sdegno: - Tua madre è tua madre, - gli disse, guardandolo fieramente negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, col volto come di cera, guardando il soffitto, aspettava che gli occhi le si chiudessero da sé, pian piano, per sempre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Li guardava coi begli occhi neri ingranditi e dolenti nella pallida magrezza, e le pareva che ormai nessuna relazione esistesse piú tra essi e lei, come se ella fosse or ora tornata, nuova e diversa, da un luogo remoto, dove ogni vincolo fosse stato infranto, non con essi soltanto, ma con tutta la vita di prima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Seduta su un masso, all'ombra d'un olivo centenario, guardava tutta la riviera lontana che s'incurvava appena, a lievi lunate, a lievi seni, frastagliandosi sul mare che cangiava secondo lo spirare dei venti; vedeva il sole ora come un disco di fuoco affogarsi lentamente tra le brume muffose sedenti sul mare tutto grigio, a ponente, ora calare in trionfo su le onde infiammate, tra una pompa meravigliosa di nuvole accese; vedeva nell'umido cielo crepuscolare sgorgar liquida e calma la luce di Giove, avvivarsi appena la luna diafana e lieve; beveva con gli occhi la mesta dolcezza della sera imminente, e respirava, beata, sentendosi penetrare fino in fondo all'anima il fresco, la quiete, come un conforto sovrumano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guardavo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dammi una mano, - le chiese egli da terra, guardandola con occhi lustri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con le mani tra i capelli, si voltò a guardare verso la casa campestre; ma fu colpito negli occhi improvvisamente dall'ampia faccia pallida della Luna sorta appena dal folto degli olivi lassú; e rimase atterrito a mirarla, come se quella dal cielo avesse veduto e lo accusasse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I morti, del resto, figliuola, non fanno male; dai vivi devi guardarti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dov'è? Guarda, Lisi: te lo dicevo io? Piange...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Me la farò ricrescere, - disse Chírico interrompendo la sorella e guardando triste la giovane sposa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guarda intanto: l'abito nuovo! Lo incigni adesso, peccato! E cominciò a dargli manacciate su le maniche per scuoterne via la sfarinatura delle paste ch'egli reggeva ancora nei due cartocci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La luna guardava dal cielo il piccolo camposanto su l'altipiano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I carusi, buttando giú il carico dalle spalle peste e scorticate, seduti su i sacchi, per rifiatare un po' all'aria, tutti imbrattati dai cretosi acquitrini lungo le gallerie o lungo la lubrica scala a gradino rotto della "buca", grattandosi la testa e guardando a quella collina attraverso il vitreo fiato sulfureo che tremolava al sole vaporando dai "calcheroni" accesi o dai forni, pensavano alla vita di campagna, vita lieta per loro, senza rischi, senza gravi stenti là all'aperto, sotto il sole, e invidiavano i contadini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I contadini della collina, all'incontro, perfino sputavano: - Puh! - guardando a quelle coste della vallata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando il vento spirava di là, recando il lezzo asfissiante dello zolfo bruciato, guardavano gli alberi come a difenderli e borbottavano imprecazioni contro quei pazzi che s'ostinavano a scavar la fossa alle loro fortune e che, non contenti d'aver devastato la vallata, quasi invidiosi di quell'unico occhio di verde, avrebbero voluto invadere coi loro picconi e i loro forni anche le belle campagne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah! I Santi! Guarda, guarda! Ora capisco, - concludeva don Mattia - se li fanno di questo legno, perché non fanno piú miracoli i Santi! Su quelle pioppe, al vespro, si davano convegno tutti i passeri della collina, e col loro fitto, assordante cinguettío disturbavano gli amici che si trattenevano lí a parlare, al solito, delle zolfare e dei danni delle imprese minerarie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, del resto, voi don Nocio che avete studiato, e tu Tino Làbiso: sapreste dirmi che diavolo sia lo zolfo e a che cosa serva? Finanche il Lopes, a questa domanda speciosa, si voltava a guardare con gli occhi sbarrati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Povera Tita! - Povera campagna, dico io! Voi non ci badate; io debbo guardarla da lontano, e intanto, pensate: non c'è piú vigna; gli alberi aspettano da una diecina d'anni almeno, la rimonda; i frútici crescono senza innesti, coi polloni sparpagliati, che si succhian la vita l'un l'altro e par che chiedano ajuto da tutte le parti; di molti olivi non resta che da far legna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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belli davvero, guarda, Filippino! Non sono da dipingere? Che sinfonia! Don Filippino si turava gli orecchi, chiudeva gli occhi e si metteva a pestare i piedi dalla disperazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E la parrucca? Dono e attenzione del cugino, per guardarlo dai raffreddori frequenti, a cui andava soggetto, per la calvizie precoce.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Mattia e i quattro contadini lo mirarono un pezzo, atterriti; a un tratto, trabalzarono tutt'e cinque, a un rumore che venne di sotto al letto: si guardarono negli occhi; poi, uno di loro si chinò a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli altri quattro, allora, si chinarono anch'essi a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guardate! - gridò allora lo Scala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E mostrò ai quattro contadini inorriditi le scigrigne su le gote e sul mento del povero morto: - Guardate! Ma come mai? La scimmia? Possibile? Quella bestia ch'egli teneva da tanti anni con sé, notte e giorno? - Fosse arrabbiata? - osservò uno dei giornanti, spaventato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Abbiano pazienza un momento, - rispose il servo, che guardava stupito lo Scala, conoscendo l'antica inimicizia di lui per il suo padrone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Anche lui? Disgraziato! - borbottò don Mattia, guardando i contadini in attesa, stupiti come il servo della presenza di lui in quella casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva, in quel momento, gli occhiali a staffa rialzati su la fronte stretta, rugosa, e guardava innanzi a sé con gli occhi torbidi, quasi spenti sotto le grosse palpebre gravi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di' franco: Voglio nuocerti, come t'ho sempre nociuto! Ah non t'è bastato d'avermi distrutta la casa, d'avermi quasi uccisa la moglie e messo in fuga per disperazione l'unico figlio, non t'è bastato d'avermi ridotto là, misero, in ricompensa del bene ricevuto; anche la terra ora vuoi levarmi, la terra dove io ho buttato il sangue mio? Ma perché, perché cosí feroce contro di me? Che t'ho fatto io? Non ho nemmeno fiatato dopo il tuo tradimento da Giuda: avevo da pensare alla moglie che mi moriva per causa tua, al figlio scomparso per causa tua: prove, prove materiali del furto non ne avevo, per mandarti in galera; e dunque, zitto; me ne sono andato là, in quei tre palmi di terra; mentre qua tutto il paese, a una voce, t'accusava, ti gridava: Ladro! Giuda! Non io, non io! Ma Dio c'è, sai? e t'ha punito: guarda le tue mani ladre come sono ridotte...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo Scala si voltò, alzò la mano a un violento gesto di minaccia e rispose, guardandolo fieramente negli occhi: - Ti brucio! VII Uscito dalla casa del Chiarenza e sbarazzatosi con una furiosa scrollata di spalle del Trigona che voleva dimostrargli, tutto dolente, la sua buona intenzione, don Mattia Scala si recò prima in casa d'un suo amico avvocato per esporgli il caso di cui era vittima e domandargli se, potendo agire giudiziariamente per il riconoscimento del suo credito, sarebbe riuscito a impedire al Chiarenza di pigliar possesso del podere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh no! Guardate...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Spatolino si mise a guardare in alto, nella striscia di cielo, le stelle che vi fervevano; e, guardando, si recava alla bocca i peli dell'arida barbetta rossiccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché mi guardi cosí? Non credi? O vuoi sapere come mi sia venuto in mente? In sogno, figliuolo! Ho avuto un sogno, l'altra notte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Giusto qua? - gli domandava però qualcuno, guardando verso il cancello della villa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perdette, perché il servo del Ciancarella, passato ora al servizio dei Montoro, andò a deporre che aveva chiamato sí Spatolino per incarico del padrone, sant'anima; ma non certo perché il padrone, sant'anima, avesse in mente di dargli l'incarico di costruire quel tabernacolo lí, bensí perché dal giardiniere, ora morto, (guarda combinazione!) aveva sentito dire che Spatolino aveva lui l'intenzione di costruire un tabernacolo proprio lí, dirimpetto al cancello, e aveva voluto avvertirlo che il pezzo di terra dall'altra parte dello stradone gli apparteneva, e che dunque si fosse guardato bene dal costruirvi una minchioneria di quel genere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci guardammo tutti negli occhi, frementi d'ira e di sdegno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se tu sapessi chi le suona! - Chi le suona? - Tre campane, tre colombelle! Mi voltai a guardarlo, stupito del tono e dell'aria con cui aveva proferito quelle parole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tornai a guardarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Schivavano intanto di guardarsi l'un l'altro, come se a ciascuno facesse stizza che gli altri fossero venuti là a dimostrare la sua stessa condoglianza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A ogni costo, a ogni costo bisognava trovare un rimedio contro quella soperchieria brutale! Il povero vicario capitolare si reggeva la testa con le mani e guardava tutti in giro come se fosse intronato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da quel terrazzo che pareva il cassero d'una nave, ella guardava assorta nella notte sfavillante di stelle, piena del cupo eterno lamento di quell'infinita distesa d'acque, innanzi a cui gli uomini avevano con fiducia animosa costruito le lor piccole case, ponendo la loro vita quasi alla mercé d'altre lontane genti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A poco a poco, col sonno della creaturina, la notte diveniva piú tranquilla anche per lui; e, rimesso sul lettuccio il bambino, si fermava un tratto a guardare attraverso i vetri della finestra, nel cielo, la stella che brillava di piú...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Flavia si voltò a guardarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Riaprendo tuttavia le labbra al sorriso nervoso di prima, ora piú squallido, domandò: - Spontaneamente, allora? - Io, no! - soggiunse con forza Flavia, guardandolo negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Va', va'! - ordinò Flavia al cameriere: poi, appena uscito questi, afferrò per un braccio il Sarti e gli domandò, guardandolo negli occhi: - Che ha? È grave? Voglio saperlo! - Non lo so bene ancora neanche io, - rispose il Sarti con calma forzata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Sarti si volse a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gabriele rimase un pezzo assorto, guardando la bussola per cui ella era uscita; poi si recò una mano al petto, sul cuore, e seguitando a tener fissi gli occhi, mormorò: - Qua, è vero? Tu mi hai ascoltato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gabriele si scosse, si voltò a guardarlo e sorrise: - T'ho sentito, sai? - Che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anzi manda subito a chiamarlo, o meglio: va' tu stesso! Subito, eh? Richiuse l'uscio e si voltò a guardare il Sarti, stropicciandosi le mani, allegramente: - Me l'hai mandato tu.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ce n'era uno solo poco discosto; ma vi stava seduta una vecchia grassa, cenciosa, la quale, ogni volta che lui si voltava a guardare, spalancava la bocca sdentata a un formidabile sbadiglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tuta si mise a guardar la vasca bassa, rotonda, che sorgeva in mezzo, la cui acqua verdastra stagnava sotto un velo di polvere, che si rompeva a quando a quando al tonfo di qualche buccia lanciata dalla gente che sedeva attorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come se non ne potesse piú dal caldo, cercava di scostarsi dalle gambe un ragazzo scontroso, giallo come la cera, vestito alla marinara; e intanto guardava di qua e di là, impaziente, strizzando gli occhi miopi, come se aspettasse qualcuno; e tornava di tratto in tratto a spingere il ragazzo, perché si trovasse piú là qualche compagno di giuoco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche Tuta guardava e osservava intenta la signora e quel ragazzo; a un tratto disse: - Lei, signo', co' la bona grazia, si tante vorte je servisse 'na donna pe' fa' er bucato o a mezzo servizio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ella rimase, coi due soldi stretti in una mano, a guardar la gente che già popolava il giardinetto: ragazzi, balie, bambinaje, soldati...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che, no! - Rialzò il capo e sorrise, guardando la gente che le passava davanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- De che so? de carta? - E de che lo vôi? de seta? - Mbè, perché no? - fece Tuta, guardandolo con un sorriso di sfida; poi schiuse la mano in cui teneva i due soldi, e aggiunse: - Ciò questi du' bajocchi soli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli diede i due soldi, prese il ventaglino e, tirandosi piú giú la rimboccatura sul petto, cominciò a farsi vento vento vento lí sul seno quasi scoperto, e a ridere e a guardare, spavalda, con gli occhi lucenti, invitanti, aizzosi, i soldati che passavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un tratto udí un rumor di passi sul vicino ponte Margherita e si volse a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Trasse un lungo sospiro e tornò a guardare in cielo, un po' infastidito della presenza di quell'ignoto, che gli turbava il triste piacere di sentirsi solo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma egli, qua, era nell'ombra degli alberi: pensò che colui, dunque, non avrebbe potuto scorgerlo; e quasi per accertarsene, si voltò di nuovo a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che modo nuovo di guardare avevano acquistato da un pezzo in qua i suoi occhi? Guardava sua madre, ritornata or ora dall'avergli apparecchiato il letto di là e acceso il lumino da notte, e la vedeva non piú come sua madre, ma come una povera vecchia qualunque, quale essa era per sé, con quel grosso porro accanto alla pinna destra del naso un po' schiacciato, le guance esangui e flaccide, striate da venicciuole violette, e quegli occhi stanchi che subito, sotto lo sguardo di lui cosí stranamente spietato, le s'abbassavano, ecco, dietro gli occhiali, quasi per vergogna, di che? Ah, egli lo sapeva bene, di che.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che faceva? Si alzò, e, in punta di piedi, s'accostò all'uscio, a origliare; poi si chinò per guardare attraverso il buco della serratura: - Leggeva...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma non vedi, non vedi come mi guardi anche tu? - Io? - esclamò la madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- come ti guardo? - Come mi guardano tutti gli altri! - No, Diego! ti giuro! Guardavo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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ti guardavo, perché...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per questo tutti mi guardano...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guarda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La madre stette un pezzo a guardare anche lei quel libro misterioso; poi gli chiese dolcemente: - Perché non lavori? perché non scrivi piú, come facevi prima? Egli le lanciò uno sguardo odioso, contraendo tutto il volto, quasi per ribrezzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'ho guardata, sai? e ho finto di non vederla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quella mattina intanto tirava la tramontana, gelida, tagliente, e Gigi Mear pestava i piedi guardando l'acqua aggricciata del fiume, che pareva sentisse un gran freddo anch'esso, poverino, lí, come in camicia, tra quelle dighe rigide, scialbe, della nuova arginatura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel salottino, il suo stupore e la sua tortura s'accrebbero nel sentir parlare l'amico delle cose piú intime e particolari della sua famiglia, guardando le fotografie disposte su la mensola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Parte o arriva? - domandò a se stesso il Valdoggi, udendo il fischio d'un treno e guardando da un tavolino innanzi allo chalet in Piazza delle Terme l'edificio della stazione ferroviaria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che voleva insomma quello sconosciuto? Perché lo guardava a quel modo? Si rivoltò: volle guardarlo anche lui, con l'intenzione di fargli abbassare gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E si rovina, si assassina cosí un pover'uomo! Pronunziò quest'ultime parole con voce cosí cangiata e vibrante, con gesti cosí insoliti, che molti avventori si voltarono a guardarlo dai tavolini intorno, e qualcuno zittí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma guarda, Valdoggi, da che dipende la vita d'un uomo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non esagero, non esagero! È certo che noi, vivendo, guarda, esplichiamo - cosí - lateralmente, forze imponderate, inconsiderate - oh, premetti questo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E guarda, Valdoggi! Se quello sciocco non si fosse allontanato per un anno da Potenza, dando cosí agio a me d'innamorarmi per mia sciagura di Margherita, a quest'ora quei due sarebbero senza dubbio marito e moglie, e probabilmente felici...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Posso benissimo, guarda, immaginarmi la vita che avrebbero vissuto insieme.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il se, insomma, il se, capisci? Tacque un buon tratto, poi esclamò con tanta esasperazione, che il Valdoggi si voltò a guardarlo, credendo che piangesse: - E se mi avessero mandato a Udine? La vecchierella non ripeté questa volta: Destino! Ma se lo disse certo in cuore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E non varrà meglio allora per ogni sciagura che ci occorra, per ogni pubblica o privata calamità, guardare in sú e pensare che dalle stelle la terra, signori miei, ma neanche si suppone che ci sia, e che alla fin fine tutto è dunque come niente? Voi dite: - Benissimo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questo niente della terra, non solo per le sciagure, ma anche per questa dolcezza di vivere che pur ci dà: il niente assoluto, insomma, di tutte le cose umane che possiamo pensare guardando in cielo Sirio o l'Alpha del Centauro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Proprio come per farsi vedere da me, essa conservava, mentr'io me la guardavo, la stessa espressione con cui stava sospesa a spiare in un quasi allegro spavento la liberazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non potevo guardar piú nulla, perché mi parevano vivi, nella loro immobilità sospesa, gli oggetti della camera: là lo spigolo illuminato dell'armadio, qua il pomo d'ottone della lettiera su cui avevo poc'anzi posato la mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alle brune, innanzi tutto, guardare il naso; e segnatamente le pinne del naso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La mamma, a un certo punto, non vuole piú guardare; comincia a smaniare, a trepidare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, guarda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non per nulla, amico mio, guarda, tu non mi hai parlato del nasino all'insú della signorina Anita! Quel nasino non ti apparteneva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La tensione dei nervi per costringersi a star lí ferma a rappresentare la sua parte mentre irresistibilmente le veniva di seguir con gli occhi, spaventata, lo svolazzío di quella bestia schifosa, per guardarsene, o, non potendone piú, di scappar via dal palcoscenico per andare a chiudersi nel suo camerino, la esasperava fino a farle dichiarare ch'ella ormai, con quel pipistrello lí, se non si trovava il rimedio d'impedirgli che venisse a svolazzar sul palcoscenico durante la rappresentazione, non era piú sicura di sé, di quel che avrebbe fatto una di quelle sere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bene: che si fa? Vi assicuro io, che per un momento il conflitto s'interrompe per via di quel pipistrello che è entrato; o si spenge il lume, o si va in un'altra stanza, o qualcuno anche va a prendere un bastone, monta su una seggiola e cerca di colpirlo per abbatterlo a terra; e gli altri allora, credete a me, si scordano lí per lí del conflitto e accorrono tutti a guardare, sorridenti e con schifo, come quella odiosissima bestia sia fatta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni scrittore, quand'è un vero scrittore, ancor che sia mediocre, per chi stia a guardarlo in un momento come quello in cui si trovava Faustino Perres la sera della prima rappresentazione, ha questo di commovente, o anche, se si vuole, di ridicolo: che si lascia prendere, lui stesso prima di tutti, lui stesso qualche volta solo fra tutti, da ciò che ha scritto, e piange e ride e atteggia il volto, senza saperlo, delle varie smorfie degli attori sulla scena, col respiro affrettato e l'animo sospeso e pericolante, che gli fa alzare or questa or quella mano in atto di parare o di sostenere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tanto vero, che quando, sulla metà del second'atto, il pipistrello finalmente comparve, egli nemmeno se n'accorse; non capí nemmeno perché io col gomito lo urtassi e si voltò a guardarmi in faccia come un insensato: - Che cosa? Cominciò a pensarci solo quando le sorti della commedia, non per colpa del pipistrello, non per l'apprensione degli attori a causa di esso, ma per difetti evidenti della commedia stessa, accennarono di volgere a male.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh Dio mio, eccolo, guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, guarda, a momenti in faccia alla Rossi!...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che fare? Il capocomico, su tutte le furie, corse a prendere per le spalle Faustino Perres, che guardava tutti, tremando d'angosciosa perplessità, e lo cacciò con uno spintone fuori delle quinte, sul palcoscenico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Scusa, guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vestita?! - esclamò subito il Colli, come se avesse ricevuto un urtone guardando il disegno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La prego di guardar piú attentamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già, ora mi pare di ricordarmi bene, guardando il ritratto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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È una disperazione! - Ma guarda, Giulia, - riprese allora la madre, con gli occhi fissi sul Pogliani, - tu dicevi la linea del mento, volendo levare la barba...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina levò appena gli occhi a guardarglielo, timida e turbata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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(Non aveva proprio alcun riguardo per il suo lutto, la madre!) - E anche i baffi, oh! Guarda!...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine, non poté piú trattenere la propria commozione: - Sí, oh guarda, mamma...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo irritava la gente, lo irritavano in special modo i giovani che si voltavano a guardare il Lenzi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Beniamino, dove vai adesso? Il Lenzi si era fermato, aveva appoggiata la mano illesa a un lampione e pareva lo carezzasse, guardandolo amorosamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mentre il Golisch pensava cosí, con gli occhi gonfi di lacrime, Beniamino Lenzi seguitava a guardare amorosamente il lampione e pian piano con le dita gli levava la polvere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti e due, appoggiati al fido lampione, si guardano negli occhi e si provano a sorridere, contraendo l'uno la guancia destra, l'altro la sinistra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che cos'è: che cos'è? Guardami!...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine, dopo il primo sorso, si guardarono coi volti contratti dalla medesima espressione di nausea.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fecero una nuova smorfia di disgusto, che vollero cangiar subito in un sorriso, guardandosi teneramente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ti piacerebbe che la gente, vedendoci per via, dicesse: "Oh guarda un po' che moglie è andata a scegliersi quel pover'uomo"? E il marito, che - gliel'assicuro - non è piú uomo, si sta zitto; quand'invece dovrebbe gridare: - Ma me lo dico io da me, cara, che moglie sono andato a scegliermi, nel vederti cosí, adesso, accanto a me! Ah, tu mi ti mostri brutta per casa e a letto, perché gli altri poi, per via, possano esclamare: "Oh guarda che bella moglie ha quel pover'uomo"? E mi debbono invidiare per giunta? Ma grazie, grazie cara, di quest'invidia per me, che si traduce, naturalmente, in un desiderio di te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Anche la signora? - domandò, guardandola freddamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E guardi un po' che razza di parte tocca talvolta di rappresentare a un povero marito! Sapevo benissimo ch'ella voleva esser visitata dal dottor Loero e ch'era tutta una commedia l'antipatia che questi le faceva, una commedia la pretesa d'esser visitata invece da quel vecchio asmatico e rimbecillito, come una commedia era quel suo mal di cuore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei le guarda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ottenuta la grazia, andarono per veder Pallino, e sissignori, gli mancava la coda! Parve loro un tradimento, e si guardarono tutt'e quattro negli occhi: - Madonna! Senza coda! E come si fa? Appiccicargliene una finta non si poteva, né fare che il babbo non se n'accorgesse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pallino, distratto dai suoi giuochi furibondi con un gomitolo o con qualche pantofola da una pedata che lo mandava a ruzzolare da un capo all'altro della cucina, si levava lesto lesto su le due zampette davanti, le orecchie dritte, la testa da un lato, e stava un pezzo a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh avrebbe saputo guardarla lei dalle insidie dei maschiacci! Guaj, guaj se un canino le si accostava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti si voltarono a guardare, alcuni ritraendosi per paura, altri accorrendo coi bastoni levati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mimí, all'urto furioso, cadde a terra, batté il musetto e, con acuti guaiti, corse ranca ranca a ficcarsi sotto un divano alto appena tre dita dal suolo, mentre la padrona inviperita montava sul legno e gridava al vetturino: - Via! Il Ronchi, i camerieri, i bagnanti rientrati di corsa alla Pensione, restarono un pezzo a guardarsi tra loro, sbalorditi; poi ebbero pietà della povera cagnolina abbandonata; ma, per quanto la chiamassero e la invitassero coi modi piú affettuosi, non ci fu verso di farla uscire da quel nascondiglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di tratto in tratto s'arrestava a guardare con gli occhietti cisposi tra i peli, come se non sapesse ancora comprendere come mai nessuno avesse pietà di lei cosí piccola, di lei cosí carezzata prima e curata: come mai nessuno la prendesse per riportarla alla padrona, che l'aveva perduta, alla padrona, che essa aveva cercato invano per tanto tempo e cercava ancora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora Fanfulla chiamò Pallino, che dormiva nella cuccia sotto il banco: - Cane, figlio di cane, brutto libertino scodato, guarda qua la tua sposa! Ma ormai Mimí non era piú una cagnetta signorina, era divenuta una cagnetta di strada, una delle tante del paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma guarda un po' che sfacciata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'altro giorno, intanto, dal suo lettino, Raffaella Òsimo aveva veduto passare per la corsia gli studenti di medicina che facevano il corso di semejòtica, e fra questi studenti aveva riveduto, dopo circa due anni, Riccardo, con accanto una giovinetta, che doveva essere una studentessa anche lei, bionda, bella, straniera all'aspetto: e dal modo con cui la guardava...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guardavano e si sorridevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E si volse a guardare verso la finestra, là in fondo, ove Riccardo s'era rincantucciato, con le spalle volte alla sala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Raffaella fu tentata di guardarselo il suo cuore, lí disegnato; ma, improvvisamente, non poté piú reggere; scoppiò in singhiozzi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Altri, già sfiniti dal caldo e dalla lunga attesa, guardavano oppressi le alte scansie polverose, sovraccariche d'incartamenti: litigi antichi, procedure, flagello e rovina di tante povere famiglie! Altri ancora, sperando di distrarsi, guardavano le finestre dalle stuoje verdi abbassate, donde venivano i rumori della via, della gente che andava spensierata e felice mentr'essi qua...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu come ti chiami? Vincenzo? Oh che brutto nome! E questo ciondolo è d'oro? si apre? come si apre? e che c'è dentro? Oh, guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti nella sala d'aspetto si levavano in piedi e guardavano con occhi supplici l'avvocato, il quale, alzando le mani, diceva, prima di rientrare nello studio: - Un po' di pazienza, signori miei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Piccirilli Serafino, - ripeté l'uomo funebre, inchinandosi piú profondamente e guardando la moglie e la figliuola per vedere come facevano la riverenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come come? - fece Zummo, rabbujandosi e guardando, questa volta, la moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Avevo un ditalino d'argento, ricordo della nonna, sant'anima! Lo guardavo, come la pupilla degli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, nel voltarsi, cosí sorridente, a guardar dentro la camera, vide...(Pirandello - Novelle per un anno)
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A forza di far cosí e cosí con la testa, guardando attorno dall'alto della sua groppa la desolazione dei campi che s'incupiva a mano a mano sempre piú con lo spegnersi degli ultimi barlumi crepuscolari, non poteva fare a meno di mettersi a commiserar la sua rovina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Posò una mano sul collo dell'asina, l'altra su una gamba di Simone Lampo e, guardandolo negli occhi, tornò a domandargli: - Vi volete salvar l'anima davvero? Simone Lampo sorrise e gli rispose: - Sí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LA FEDELTÀ DEL CANE Mentre donna Giannetta, ancora in sottana, e con le spalle e le braccia scoperte e un po' anche il seno (piú d'un po', veramente) si racconciava i bei capelli corvini seduta innanzi alla specchiera, il marchese don Giulio del Carpine finiva di fumarsi una sigaretta, sdrajato sulla poltrona a piè del letto disfatto, ma con tale cipiglio, che in quella sigaretta pareva vedesse e volesse distruggere chi sa che cosa, dal modo come la guardava nel togliersela dalle labbra, dalla rabbia con cui ne aspirava il fumo e poi lo sbuffava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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D'improvviso si rizzò sulla vita e disse scrollando il capo: - Ma no, via, non è possibile! Donna Giannetta si voltò sorridente a guardarlo, con le belle braccia levate e le mani tra i capelli, come donna che non tema di mostrar troppo del proprio corpo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma guardandosi per caso le unghie, perdette il filo del discorso, e fissò donna Giannetta, come se avesse parlato lei e non lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E mica tanto sciocco poi, sai? Guarda: io, per esempio, non ho il minimo dubbio che lui...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Del resto, che sai tu? chi te l'ha detto? - Ih, - fece donna Giannetta, appressandoglisi, prendendolo per le braccia e guardandolo negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Giulio del Carpine restò a guardarla, stordito, col pezzettino di carta in mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E guardava obliquamente don Giulio, che s'era seduto di nuovo su la poltrona, col cartoncino arrotolato fra le dita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dal portone d'una casa dirimpetto, un po' piú giú si fermò a guardare le finestre di quella casa e a domandarsi quali fossero quelle del quartierino appigionato da Lulú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pensò infine che quel portone, non guardato da nessuno, poteva essere per lui un buon posto da vedere senz'esser visto, quando, a tempo debito, sarebbe venuto a spiare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E don Giulio rimase lí a guardare, ma dentro di sé: sua moglie, donna Livia, su un grosso bajo focoso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I due uomini si guardarono, allibiti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E Liri? Lulú Sacchi chinò gli occhi a guardarlo, come se non lo avesse prima veduto, e disse: - Già...(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un tratto però Liri s'arrestò, come per un fiuto improvviso: andò su la soglia del portone, vi si acculò un po', sospeso, inquieto, guardando nella via, con le due orecchie tese e la testina piegata da una parte, quindi spiccò la corsa precipitosamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Giulio sporse il capo a guardare, e vide allora sua moglie che svoltava dalla via, seguita dal cagnolino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vide Liri, che s'era fermato all'angolo della via, perplesso, come tenuto tra due, guardando verso il portone, in attesa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Volgendosi poi a guardare la signorina e sapendo ch'era figlia del compianto e illustre professore dell'Ateneo perugino, il cavalier Lori provò un'altra gioja, non meno viva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guardava i guanti, si guardava le scarpine, si tirava fuori i polsini con le punte delle dita, molto irrequieto, aspettando l'usciere che doveva introdurlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché poi, quand'egli andava a veder la figlia, e lo trovava lí, a tavola con lei e il genero, come se fosse di casa, era accolto da lui quasi con dispetto, gelidamente? Poteva darsi che quest'impressione di gelo gli fosse data dal luogo, da quella vasta sala da pranzo, lucida di specchi, splendidamente arredata? Ma che! no! no! Non si era soltanto allontanato il Verona; il tratto, il tratto di lui era proprio cangiato; gli stringeva appena la mano, appena lo guardava, e seguitava a conversar col Gualdi, come se non fosse entrato nessuno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- balbettò, smarrito di confusione e di vergogna, pensando che il marito, intanto, guardava ridente dalla parete e lo salutava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Guarda, guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh, guarda! Me n'accorgo dallo specchio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sí! Gli facevano tanta festa, ogni volta, che egli, per paura che rimanessero poi deluse, si guardava bene dal recarne qualcuno particolare a lei ch'era la fidanzata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Profondamente turbate, con gli occhi lampeggianti, le tre sorelle guardavano la sposa e le leggevano negli occhi la stessa ambascia che strizzava le loro animucce non al tutto ignare, certo, ma perciò anzi piú trepidanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Due, Serafina e Carlotta, scapparono via nella loro camera senza neanche volgersi a guardare il cognato; Zoe fu piú coraggiosa: gli mostrò gli occhi rossi di pianto e, alzando il pugno in cui teneva il fazzoletto, gli disse tra due singhiozzi: - Cattivo! IV Ma era destino che Iduccia non dovesse godere della distinzione che il Tempini, finalmente, aveva dovuto fare tra lei e le sorelle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma poi, notando che Serafina e Carlotta, a tavola, lanciavano qualche occhiata obliqua a quei baffi e poi si guardavano tra loro, temendo ch'esse potessero sospettare ch'egli intendesse usare qualche particolarità a Zoe, tornò anche a insegarsi i baffi come un tempo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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te, te, figlia, angelo mio, ch'egli non era degno di guardare...(Pirandello - Novelle per un anno)
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I due medici e il Vivoli lo guardarono quasi con paura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E invano la madre le smaniava innanzi e la spingeva: - Via, via, Adriana! Non mi senti? Si era lasciata mettere uno scialletto addosso e il cappello, e guardava innanzi a sé, come una mendicante.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che volevano intanto quelle due guardie che la madre le accennava lí nella saletta d'ingresso? - Meglio che muoja! Se vive, in galera! - Mamma! - supplicò, guardandola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Angelica Nori? Oh ella sapeva bene che cosa fosse costei, anche per il marito: neppure un capriccio: nulla, nulla! la prova soltanto d'una debolezza, nella quale nessun uomo forse sa o può guardarsi dal cadere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva guardato il cadavere, la finestra donde quella era saltata; aveva udito i clamori della via sottostante, e s'era sentito aprire come un abisso nella coscienza: allora la determinazione violenta gli s'era imposta lucidamente, come un atto a lungo meditato e discusso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Angelica Noti, a cui egli offriva il braccio, glielo stringeva a un tratto furtivamente con la mano; egli si voltava a guardarla, stupito, ed ella accoglieva quello sguardo con un sorriso impudente, da scema, e chiudeva voluttuosamente le palpebre su i grandi occhi neri, globulenti, in presenza di tutti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh via, disgraziato! Come mai tutt'a un tratto, quell'omiciattolo sbricio, brutto, scialbo, dall'anima apatica, attediata, che si trascinava nella vita senza alcuna voglia, senz'alcun affetto, e che da tant'anni si sapeva spudoratamente ingannato dalla moglie e non se ne curava, a cui pareva costasse pena e fatica guardare o trar fuori quella sua voce molle miagolante; come mai, tutt'a un tratto, s'era sentito muovere il sangue e per lui soltanto? Non sapeva che donna fosse sua moglie? e non sentiva ch'era una cosa ridicola e pazza e infame nello stesso tempo difender a quel modo ancora l'onor suo affidato a colei, che ne aveva fatto strazio tant'anni, senza che egli avesse mai mostrato d'accorgersene? Ma aveva pure assistito - sí, sí - a tante scene familiari, in cui ella, proprio sotto gli occhi di lui, sotto gli occhi stessi d'Adriana, aveva cercato di sedurlo con quei suoi lezii da scimmietta patita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una mattina, si provò a sollevare le mani dal letto, per guardarsele e, nel veder le dita esangui tremolare, sorrise.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Provò come una vellicazione irritante al ventre, a questo pensiero che oscuramente lo contrariava; e si rimise a guardar la calugine verde della coperta, dove gli pareva di veder la campagna: qua la vita, sí, ricominciava veramente, con tutti quei fili d'erba...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si provò a guardar nella camera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E allora? - ripigliò il Corsi, guardandola negli occhi lagrimosi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E quale altra punizione, - fece il Corsi, quasi tra sé, guardando il soffitto con gli occhi sbarrati, - quale altra punizione maggiore di quella che mi son data io, con le mie mani? Il Cimetta trasse una mano dalla tasca e agitò l'indice in segno negativo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ne accorsero bene questi, però; e, se l'uno e l'altro da un canto ne furono lieti per sé, cominciarono dall'altro a guardarsi fra loro in cagnesco, volendo ciascuno custodir l'onore e la pace del proprio fratello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ormai, lui che aveva avuto sempre il ritegno piú rispettoso per la donna, lui che non s'era mai permesso un atto un po' spinto, una parola arrischiata, lui che aveva creduto sempre difficilissima ogni conquista amorosa, si sentiva insidiato da tutte le parti, e andava per la strada a capo chino; e se qualche donna lo guardava, abbassava subito gli occhi; se qualche donna gli stringeva appena appena la mano, diventava di mille colori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si voltò a guardarla, torvo; alzò le spalle; non volle neanche risponderle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si levò da tavola, s'appressò alla finestra e si mise a guardar fuori dietro ai vetri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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D'un subito si voltò a guardar la camera, come a un richiamo imperioso, minaccioso dello spettro della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cominciava già a venir meno al giuramento? No, no! E si recò nella camera dei bambini; si chinò sui lettucci per contemplarli nel dolce sonno; rattenne la mano tratta irresistibilmente a carezzar le loro testoline: poi si volse, soffocato dall'angoscia, a guardare il ritratto della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ricordò che la moglie non voleva ch'egli si fermasse a guardar quelle Najadi sguajate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- No! no! - Tu piangi? - domandò la donna; poi, dopo aver guardato il cappello fasciato di lutto: - Forse...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutte quelle case nuove, per la maggior parte non ancora abitate, pareva guardassero coi vani delle finestre sguarnite quel carro nero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il cocchiere reclinò il capo per guardar di sotto la falda della tuba posata sul naso; allentò il freno; scosse le briglie sul dorso dei cavalli e passò avanti alla drogheria, senza dir nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'accompagnatrice si voltò a guardarlo attraverso il velo; alzò la mano col mezzo guanto di filo per fargli un cenno di saluto, poi l'abbassò per riprendersi di dietro la veste, e mostrò le scarpe scalcagnate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vetturino di piazza fino a tre giorni fa, Scalabrino, stordito dal sole, svegliato di soprassalto, s'era scordato di trovarsi su un carro funebre: gli era parso d'essere ancora su la cassetta d'una botticella e, avvezzo com'era ormai da tanti anni a invitar la gente per via a servirsi del suo legno, vedendosi guardato da quel signore sorcigno fermo lí sul marciapiede, gli aveva fatto segno col dito, se voleva montare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"E là, là, guardami là quel bel truttrú calabrese, come crolla con grazia le orecchie di porco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E guarda un po' che razza di bestie mi tocca di vedermi preferire! Le riconosci? Erano quei due mori che Fofo aveva qualificato cavallo da medico e truttrú calabrese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ohé, dico, bada, fai strappar la bocca anche a me! Ma questo è matto! Dio, Dio, quest'è matto davvero! Ansa, rigna, annitrisce, fa ciambella, che cos'è? Guarda che rallegrata! È matto! è matto! fa la rallegrata, tirando un carro di prima classe!" Nero difatti pareva impazzito davvero: ansava, nitriva, scalpitava, fremeva tutto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Uh, guarda, s'impenna un cavallo del carro mortuario! E tutta la gente, in gran confusione, si fece intorno al carro, curiosa, meravigliata, scandalizzata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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guarda, guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ciascuno, a guardarlo, avrebbe dato ragione al padre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma si sapeva in paese come il povero giovine vivesse; e nessuna donna poteva dire d'essere stata guardata da lui, fosse pur di sfuggita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco: sdrajato lí su l'erba, con le mani intrecciate dietro la nuca, guardare nel cielo azzurro le bianche nuvole abbarbaglianti, gonfie di sole; udire il vento che faceva nei castagni del bosco come un fragor di mare, e nella voce di quel vento e in quel fragore sentire, come da un'infinita lontananza, la vanità d'ogni cosa e il tedio angoscioso della vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bastava guardare quegli alti monti di là dalla valle tiberina, lontani lontani, sfumanti all'orizzonte, lievi e quasi aerei nel tramonto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dal canto suo, però, la signorina Olga Fanelli giurava e spergiurava con le lagrime agli occhi che non poteva esser quella la ragione dell'ingiuria, perché ella non aveva veduto se non due o tre volte quel giovine, il quale del resto non aveva mai neppure alzato gli occhi a guardarla; e mai e poi mai, neppure per un minimo segno, le aveva dato a vedere di covar per lei quella furiosa passione segreta, che tutti dicevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E difatti, poco dopo, la signorina era sorta in piedi, forse seccata di vedersi spiata da lui: s'era guardata un po' attorno: poi, distrattamente, allungando la mano, aveva strappato giusto quel filo d'erba e se l'era messo tra i denti col pennacchietto ciondolante.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ciunna! Ciunna! Lui allora si guardava dietro, nel bujo lungo del viale interrotto qua e là da tante fantasime di luna; chi sa qualcuno...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guardava intorno e, imponendo silenzio a se stesso e alle foglie...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guarda, ho davvero un affare molto urgente da sbrigare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel trarre dal taschino del panciotto l'orologio, per nasconderlo prudentemente dentro una scarpa, volle guardar l'ora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Io là? - domandò il Ciunna poco dopo, guardando il mare, oltre gli ultimi scogli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il bujo sopravvenuto, il silenzio quasi in attesa d'un lieve rumore nella solitudine brulla di quei luoghi mal guardati, richiamarono lo spirito del Ciunna ancora tra annebbiato dai vapori del vino e abbagliato dallo splendore del tramonto sul mare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appoggiò la mano allo sportello, piegò il mento sulla mano e attese, guardando fuori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti erano restati sospesi e costernati a guardargli la bocca, come se davvero s'aspettassero di vederne colar farina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si recò davanti allo specchio della mensola; si cacciò un dito a un angolo della bocca e la stirò per guardarvi dentro il dente cariato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Qualcuno mandato da Mazzarini, o dal regio commissario? Possibile? Fino a tanto? E il fiero repubblicano si voltò a guardare indietro, perplesso, se non gli convenisse ritornare al caffè o correre a raggiungere gli amici, da cui si era separato or ora; non per altro, per averli testimonii della viltà, dell'infamia dell'avversario.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La tua dignità la salvi meglio, caro mio, guardando la carta su cui scrivi, anziché quest'arma che ti sta sopra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Noi! I suoi colleghi del Consiglio disciolto (icconsiglio andato a male, come diceva sotto sotto il guardasala, ch'era un vecchietto toscano, ascritto, com'era allora di regola, alla lega socialista dei ferrovieri) avevano, dopo lungo dibattito, deciso di venire alla stazione per accogliere l'ospite, quantunque avversario.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio guardasala, intanto, se lo stava a godere, con un risetto canzonatorio su le labbra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vai! è ito via icchiodo! - esclamò allora, accorrendo e sghignando, il vecchietto guardasala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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perdio! Noi! Quel collega si guardava il bottone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quegli intanto non ardisce alzare gli occhi a guardarlo in faccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sotto la tettoja, il capostazione è rimasto a guardare a uno a uno i membri del Consiglio disciolto, tutti ancora intronati, e il cavalier Decenzio Cappadona basito addirittura e quasi levato di cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena lo vedevano passare per via tutti uscivano fuori dalle botteghe, s'affacciavano alle finestre, si fermavano a mirarlo: - Ma bello, vah! magnifico! guardatelo! Nessuno poté assistere però alla scena piú buffa, che si svolse nella sala del Municipio, dove una mattina dovettero pur trovarsi di fronte tutt'e due, quei Vittorii Emanueli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto il Cappadona, che lo guardava fieramente, scattò in piedi, serrando le pugna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il cavalier Decenzio Cappadona, aprendo le braccia, si mise a guardare il tappeto rovinato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Io non posso assolutamente tollerare che lei si dia codeste arie davanti a me! E i due Vittorii Emanueli si guardarono finalmente negli occhi, pallidi e vibranti d'ira.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il commendator Zegretti licenziò allora il guardaportone ch'era un povero vecchietto allogato lí per carità e che non ne aveva nessuna colpa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che bella angeletta sarà poi in cielo, Clementina! Ed ecco, ella sorride talvolta, camminando, alla gente che la guarda per istrada.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che guarda? C'è un giovine, un bel giovine biondo, coi capelli lunghi e la barbetta alla nazarena, seduto a una finestra della casa dirimpetto, coi gomiti appoggiati sul davanzale e la testa tra le mani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed ecco, egli séguita a guardare...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il primo pensiero che le viene in mente è questo: - Non guarda me! Se Lauretta fosse in casa, lei penserebbe che quel giovine...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma si direbbe proprio che egli guarda qua, ch'egli guarda lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Clementina si fa alla finestra, monta su lo sgabelletto che sta lí apposta per lei, e - senza parere - guarda alla finestra accanto e poi all'altra appresso...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli è là, nello stesso atteggiamento, coi gomiti sul davanzale e il bel capo biondo tra le mani; e la guarda, la guarda come il giorno avanti, con quella strana intensità nello sguardo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli si è tratto dal davanzale; non guarda piú fuori; sta ora in un atteggiamento sospeso e accorato; ed ecco, si volta di tratto in tratto a guardare verso la finestra di lei, per vedere se ella vi sia ritornata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí egli la vedrà bene! Ma per poco Clementina non precipita giú in istrada, nell'accorgersi che quel giovine, vedendola lí, s'è levato in piedi e gesticola furiosamente, spaventato, e le accenna di smontare, giú di lí, giú di lí, per carità: incrocia le mani sul petto, si prende il capo tra le mani e grida, ora, grida! Clementina scende dal tavolino quanto piú presto può, sgomenta, anzi atterrita; lo guarda, tutta tremante, con gli occhi sbarrati; egli le tende le braccia, le invia baci; e allora: "è matto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per quel giovine o per sé? Sorride poi pallidamente e dice con tremula voce a Lauretta: - Me l'ero figurato, sai? Guardava me...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Va' a guardare le stelle...(Pirandello - Novelle per un anno)
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va' a guardare le stelle...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, neanche a farlo apposta, la notte, spazzolando la mano a quei suoi capelli da negro e guardando le stelle, gli venivano tutti i pensieri contrarii a quelli che dovevano fare al caso per lui, data la sua qualità di giudice istruttore; cosí che, la mattina dopo, anziché aiutata, vedeva insidiata e ostacolata la sua puntualità da quei pensieri della notte e cresciuto enormemente lo stento di tenersi stretto a quell'odiosa sua qualità di giudice istruttore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se n'accorse bene quella volta il giudice D'Andrea, appena alzò gli occhi a guardare il Chiàrchiaro, che gli era entrato nella stanza, mentr'egli era intento a scrivere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Subito il Chiàrchiaro sfagliò come un mulo, fremendo: - Signor giudice, non mi tocchi! Se ne guardi bene! O lei, com'è vero Dio, diventa cieco! Il D'Andrea stette a guardarlo freddamente, poi disse: - Quando sarete comodo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poveri cari santi occhi belli! Guardando la madre, guardando il padre, ascoltando i loro discorsi, aggirandosi per le stanze e cercando attorno, aveva sentito bene, che non per lui soltanto aveva avuto fine la vita della casa paterna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non pensò che aveva il viso tutto affumicato dal lungo viaggio; e, guardando il fazzoletto, restò offeso e indispettito dalla sudicia impronta del suo pianto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco, la vedovina, portandosi alla bocca il fazzoletto listato di lutto, guardandolo con gli occhi neri, bellissimi, affondati nelle livide occhiaje enfiate, gli diceva con un lieve tentennío del capo l'atrocità della sua tragedia recente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I due si fermarono sotto una delle lampade elettriche e si guardarono e si compresero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho imparato a lavorare per voi; seguiterò sempre a lavorare; oh, potete star sicuri che non vi mancheranno mai le mie cure! Ma ecco, vedi, badando a voi, come faccio, alla vostra biancheria, ai vostri abiti, m'avanza ancora tanto tempo, tanto che lo sai ho imparato a leggere e a scrivere, da me! Ebbene, ora lascerò questo, e cercherò altro lavoro, da fare qui in casa; e sarò felice, credimi! credimi! Non vi chiederò mai nulla, Carlino, mai nulla! Concedetemi questa grazia, per carità! Sí? sí? Carlino schivava di guardarla, voltando la testa di qua e di là, e alzava una spalla e apriva e chiudeva le mani e sbuffava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come? Ma cosí, me l'assumo! Stammi a sentire, per carità! Guarda, tra dieci anni, Carlino, chi sa quante cose potranno accadere a voi due! Tra dieci anni...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E se fosse cosí? - saltò sú Carlino, guardandolo da presso negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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piano piano, caro mio, aspetta: farla finita, adesso, in che modo? - Oh, - fece Tito con un sorriso stirato, guardandolo dall'alto in basso, - non ti credere che voglia venir meno a quanto debbo! Seguiterò a dare la parte mia, finché lei sarà in quello stato; poi faccia quello che vuole; se vuol tenersi il figlio, se lo tenga: se vuol buttarlo via, lo butti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Carlino, guardati un pezzo quei denari, alla fine uscí a dire: - Io non glieli porto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tito si voltò a guardarlo e disse seccamente: - E io neppure.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guardarono.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tito si voltò appena a guardarlo, con le ciglia alzate: - Ma sí, puoi dirglielo: tranquillissima! IV Ora, ogni sera, uscendo dal Ministero, non andavano piú insieme, come prima, a passeggio, o in qualche caffè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guardarono.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non dovevano piangere! Tremavano tutti e due; non potevano piú guardarsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sentivano che rimaner cosí, a guardare con gli occhi bassi la morta, non potevano; ma come muoversi? Come parlar tra loro? Come assegnarsi le parti? Chi de' due doveva pensare alla morta, pei funerali? Chi de' due, al bambino, per una balia? Il bambino! Era là, nella culla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I due lasciarono parlar sempre la vecchia, approvando col capo ogni proposta, dopo essersi guardati un attimo con la coda dell'occhio, aggrondati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ciascuno dei due pensava, che quel batuffolo di carne lí poteva anche non esser suo, ma di quell'altro; e, a tal pensiero, per l'odio acerrimo che l'uno portava all'altro, avvertivano subito un ribrezzo invincibile non solo a toccarlo, ma anche a guardarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'altra ragazzetta, di circa tre anni, stava in piedi sul sedile, presso il balione, e guardava attraverso il vetro del finestrino la campagna fuggente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí immobile, non cessava un momento di guardar la giovine, che doveva essere la sua signora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto, dagli occhi chiusi della giovine vidi sgorgare due grosse lagrime, e subito guardai in volto la vecchia, che strinse le labbra rugose e ne contrasse gli angoli in giú, evidentemente per frenare un impeto di commozione, mentre gli occhi, battendo piú e piú volte di seguito, frenavano le lagrime.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quale ignoto dramma si chiudeva in quelle due donne vestite di nero, in viaggio, lontane dal loro paese? Chi piangeva o perché piangeva, cosí pallida e vinta nel suo cordoglio, quella giovane signora? La vecchia massiccia, piena di forza, nel guardarla, pareva si struggesse dall'impotenza di venirle in ajuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non so quante volte sospirai fantasticando su quelle due straniere; so che di tratto in tratto, a ogni sospiro, mi riscotevo per guardarmi intorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non so perché, guardando la giovine straniera, abbandonata lí in quell'angolo della vettura, mi sentii stringere la gola da un nodo angoscioso di pianto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E guardi il mio Toto! Eccolo là...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando Nenè, la sorellina, levava il pugno e gridava: "E io l'ammazzo!" si voltava piano piano a guardarla e domandava con voce cupa e con placida serietà: - L'ammassi davero? E, a questa domanda, altri prorompimenti di frenetiche amorevolezze in tutte quelle buone vicine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Niní, placido e cupo, imitando goffamente il gesto della sorella: - Non mi vollo lavare! E se Caterina lo costringeva appena, o s'accostava loro col pettine o col catino, strilli che arrivavano al cielo! Subito allora le vicine: - Ecco che comincia! Ah, povere creature! Dio di misericordia, senti, senti! Ma che fa? Ih, strappa i capelli alla grande! Senti che schiaffi al piccino! Ah che strazio, Dio, Dio, abbiate pietà di questi due poveri innocenti! Se poi Caterina, per non farli strillare, lasciava Nenè spettinata e sporco Niní: - Ma guardate qua questi due amorini come sono ridotti: una cagnetta scarduffata e un porcellino! Nenè, certe mattine, scappava di casa in camicia, a piedi nudi; si metteva a sedere su lo scalino innanzi all'uscio di strada, accavalciando una gambetta su l'altra e squassando la testina per mandarsi via dagli occhi le ciocche ribelli, rideva e annunziava a tutti: - Sono castigata! Poco dopo, piano piano, scendeva con le gambette a roncolo Niní, in camicina e scalzo anche lui, reggendo per il manico l'orinaletto di latta; lo posava accanto alla sorellina, vi si metteva a sedere, e ripeteva serio serio, aggrondato e con la lingua grossa: - So' cattigato! Figurarsi attorno le grida di commiserazione e di sdegno delle vicine indignate! Eccoli qua, ignudi! ignudi! Che barbarie, con questo freddo! Far morire cosí d'una bronchite, d'una polmonite due povere creaturine! Come poteva Dio permetter questo? Ah sí, di nascosto, è vero? essi, di nascosto, erano scappati dal letto? E perché erano scappati? Segno che i due piccini chi sa com'erano trattati! Ah, già, niente...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il prete, prendendo nuovo ardire dallo sbalordimento della folla, cercando di sollevarsi quanto piú poteva su la punta dei piedi per dominarla tutta: - Ecco, ecco, guardate, o cristiani a queste due donne qua...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena seduti, sprofondavano in un silenzio smemorato, che li allontanava anche da tutto, cosí che se qualche cosa cadeva loro per caso sotto gli occhi, dovevano strizzare un po' le palpebre per guardarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sorseggiavano una piccola Pilsen, succhiavano qualche sciroppo con un cannuccio di paglia, e stavano a guardare, a guardar tutte le donne che passavano per via, sole, a coppie, o accompagnate dai mariti: spose, giovinette, giovani madri coi loro bambini; e quelle che scendevano dalla tranvia, dirette a Villa Borghese, e quelle che ne tornavano in carrozza, e le forestiere che entravano al grande albergo dirimpetto o ne uscivano, a piedi, in automobile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bastava guardarlo, poveretto, per comprenderlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E a mano a mano s'induriva contro il braccio del padre, il quale, avvertendo la resistenza, lo guardava ansioso, per intenerirlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il padre stava a guardar lo Spina con occhi sbarrati, feroci; all'improvviso lo afferrava per il bavero della giacca, gli dava un poderoso scrollone e lo mandava a schizzare lontano; poi, balzando sul parapetto dell'argine gridava con le braccia levate, enorme: - Ecco, si fa cosí! E giú, nel fiume.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma già, sono sempre quelli, i vivi, rottorio! Sanno un corno i morti, se son guardati bene o male.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Piccarone stette un pezzo a guardare Dolcemàscolo come allocchito; poi, tutt'a un tratto, abbassò gli occhi e si mise a leggere nel libraccio che teneva aperto su la tavola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I due contadini si guardarono negli occhi; Dolcemàscolo alzò una mano per far loro cenno di non fiatare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alle beffe pensò, che avrebbe avute, che già indovinava guardando le facce allegre di quei due contadini: lui che si credeva tanto scaltro, lui che s'era impegnato di spuntarla e già aveva quasi toccato con mano la vittoria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sera, il capo-ufficio, entrando nella stanza di lui, esaminati i registri, le carte: - E come mai? Che hai combinato tutt'oggi? Belluca lo aveva guardato sorridente, quasi con un'aria d'impudenza, aprendo le mani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Signori, per dove? per dove? E guardava tutti con occhi che non erano piú i suoi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come una buona mamma, zia Michelina gli fece coraggio; gli raccomandò di pensar sempre a lei, e che le scrivesse appena aveva bisogno di qualche cosa, subito, che subito lei si sarebbe data cura di contentarlo in tutto; lei che restava sola, amara lei! a custodirgli per suo conforto la cameretta, il lettino, la guardaroba e ogni cosa, cosí come la lasciava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel vederlo scappar via cosí, ripensando al modo con cui la aveva guardata sottraendosi alle sue premure materne, alle sue carezze, zia Michelina si vide a un tratto assalire da un sospetto che le fece orrore; cadde a sedere su una seggiola, e rimase lí per un pezzo, pallida, con gli occhi sbarrati, a grattarsi con le dita la fronte: - Possibile? Possibile? Non osò mandare nessuno a prender notizie di lui, al podere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedovo da molti anni, rozzo eppure astuto, sudicio e malvestito per avarizia, parlava senza mai guardare in faccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È appunto questo il guajo, cara comare! appunto questo! - Questo? Perché? Che dite? Il cognato, in luogo di rispondere, uscí in una domanda curiosa: - Vi siete mai guardata allo specchio, cara comare? Zia Michelina si sentí riassalire improvvisamente dall'orrore di quel primo sospetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pensare una cosa simile, mio figlio? per me? Gliel'avrete messo in mente voi, demoniaccio tentatore! voi che non vi siete dato mai pace per quel maledetto testamento! Ho saputo tutto, m'hanno riferito tutto; l'avete gridato ai quattro venti che non è stato giusto, perché posso vivere ancora trenta e piú anni, io; e che vostro figlio potrebbe anche morire prima ch'io gli lasciassi l'usufrutto della proprietà; e che la proprietà lo zio gliel'ha lasciata solo per guardarla da lontano; e che dovrà aspettare d'esser vecchio per potersi dire veramente padrone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E infine, poiché zia Michelina, oppressa dall'onta, s'era messa a piangere, prendendo questo pianto come remissione, per confortarla e dimostrarle che Marruchino aveva ben ragione se si era innamorato di lei, ripeté il consiglio d'andarsi a guardare allo specchio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Corse a guardarsi allo specchio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si vide allora, per parecchi mesi, zia Michelina uscir di casa e andare in chiesa e poi a spasso, tutta attillata, benché vestita di nero, con la spagnoletta di pizzo e il ventaglio, le scarpine lucide dai tacchetti alti, ben pettinata e con quell'impaccio particolare delle donne che non vogliono mostrare il desiderio d'esser guardate, e che è pure un'arte per farsi guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E si guardava, andando, la punta delle scarpette; perché, ad alzar gli occhi, non avrebbe saputo dove né che cosa guardare e, sentendosi diventar rossa rossa, si sarebbe messa a piangere, ma proprio a piangere come una ragazzina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giovinotto restò balordo, e si volse a guardare intorno, con un sorriso vano, il silenzio di tutti noi rimasti intenti a spiare il volto di quel singolare compagno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poco dopo, questi si sgruppò, come se la bile che gli fermentava in corpo gli si fosse rigonfiata in un nuovo bollore; sghignò come prima guardandoci tutti negli occhi; poi si volse al giovinotto; stava per riprendere a parlare, quando d'improvviso si alzò, e: - Vuole il mio posto? - gli domandò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei mi guarda da un pezzo; me ne sono accorto; mi guarda e m'invidia perché sto qua, piú comodo, col finestrino accanto e sostenuto da questo sudicio bracciuolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Guardi: torno da Roma, ove al Ministero da cui dipendo mi hanno inflitto una solenne riprensione: ove i miei maestri della Sapienza mi hanno accolto col piú freddo sdegno, perché son venuto meno, dicono, a tutto ciò che s'aspettavano da me; e qua, guardi qua, ho un giornale ove si dice, a proposito d'un mio libercolo, che sono un vilissimo cinico grossolano, che mi pascolo nelle piú basse malignità della vita e del genere umano: io, sissignori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tanto che, dal letto, in camera mia, attraverso una di queste aperture momentanee, io, con questi occhi, potei vedere in cielo la luna, una magnifica luna, che guardava placidissima nella notte la danza di tutte le case della città.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisognava guardarsi dall'uno e dall'altro, e piú dal prete che dal villanzone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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capisci? Ma è piú facile che il marchese, guarda, per farle dispetto, sposi un'altra cugina, zitellona questa, una certa Tuzza La Dia, che credo abbia sospirato sempre in segreto per lui, pregando Iddio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quelle ormai non si vedranno piú! Gliele aveva guardate e le aveva salutate con ambo le mani; poi, sospirando, aveva soggiunto: - Rorò! Ricordi Rorò Campi, la tua amichetta? Ricordi che salutai le gambe anche a lei, l'ultima volta che portò le vesti corte? Credevo di non dovergliele piú rivedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che razza di discorsi, quel Cocò! Ora, in treno, Didí guardava il fratello sdrajato sul sedile dirimpetto e si sentiva prendere a mano a mano da una gran pena per lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quante sere, senz'accendere il lume nella camera silenziosa, non se n'era stata dietro le alte invetriate della finestra a guardar le nuvole bianche e cineree che avviluppavano la luna! E pareva che corresse la luna, per liberarsi da quei viluppi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh, caro Palumba! Ma guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Angelica? Ma guarda un po', che smemorato! An...tonia, già, Antonia, Antonia, ecco: adesso mi ricordavo benissimo! E c'era da scommettere che anche lei, Antonia, non passava giorno che non parlasse di me, a lungo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, che sollievo! In un salottino fiorito di tutte le eleganze provinciali mi vidi venire innanzi uno spilungone biondastro, in papalina e pantofole ricamate, col mento inchiodato sul petto e le labbra stirate per aguzzar gli occhi a guardare di sui cerchi degli occhiali.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era maraviglioso! Mi guardava fisso fisso, e con gli occhiali, facendomi quelle domande, ma non aveva negli occhi se non l'ansia di scoprirmi nel volto se fosse sincera come la sua la mia amicizia e pari al suo il mio affetto per Carlino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E come e donde eran potuti venire a quell'uomo, che mi stava di fronte; che mi guardava e non mi riconosceva; che io guardavo e...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E temi niente niente che ti prenda la febbre, eh? Ma guarda un po' che combinazione! Il signor Pepi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo affollarono di domande: - Perché? - Che ha? - Si sente male? Oh guarda! - Oh poverina! - Ma come? - Da quando? - Che si sente? Lui si guardò bene dal dichiarare il male che accusava la cognata; ma lo dichiarò lei, Dora, poco dopo là - come se nulla fosse - a quelle signore, e volle anche aggiungere, calcando su la voce: - Temo finanche che mi prenda la febbre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, per tenerlo con sé, gli volle narrare la sua storia, la Generalessa, come l'aveva narrata a tutti i villeggianti giú a Sarli: gli volle dare in quel momento la consolazione di sapere che suo papà aveva una bella posizione, perché guadagnava bene, suo papà; e che lei era anche marchesa, sicuro! ma che non ci teneva affatto: marchesa, perché suo papà, a diciott'anni, quand'era ancora "un tocco di ragazza da chiudere a doppia mandata in guardaroba" l'aveva dapprima sposata a un marchese, che però glien'aveva fatte vedere d'ogni colore; oh, le era toccato finanche a servirlo otto anni con la spinite.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il fratello, che stava a guardare in estasi le prime stelle nel cielo crepuscolare, mentre la mogliettina tutta languida cantava, sussultò al grido e gli s'avvicinò con Dora, la quale, vedendolo, scoppiò in una di quelle sue interminabili risate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non hai visto jersera il mio telegramma? - Non l'ha visto, non l'ha visto - disse Dora, guardando il cognato con gli occhi sfavillanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lei che, zitta zitta, a quel sole che le veniva sul letto si guardava le mani, o si avvolgeva attorno alle dita i riccioli di quei magnifici capelli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí zitta, cosí quieta, che a guardarla e a guardar poi attorno la camera, in tutta quella luce, se non fosse stato per il ronzío di qualche mosca, quasi non sarebbe parsa vera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rivedeva difatti col pensiero una lunga corsia, lucida, con tanti e tanti lettini bianchi in fila, di qua e di là, e un finestrone ampio in fondo sull'azzurro del cielo; rivedeva le suore di carità, con quelle grandi ali bianche in capo e quel tintinnío delle medaglie appese al rosario, a ogni passo; rivedeva pure un vecchio sacerdote che lo conduceva per mano lungo quella corsia: egli guardava smarrito, angosciato dalla commozione, su questo e su quel letto; alla fine il prete gli diceva: "Qua" e lo attirava presso la sponda d'uno di quei letti, ove giaceva moribonda, irriconoscibile, quella sciagurata che, dopo avergli messo al mondo sei creaturine, se n'era scappata di casa per andar poi a finir lí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Seduto presso la finestra, guardava nella casa dirimpetto la mensa imbandita e i convitati che schiamazzavano mangiando e bevendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La figliuola stava a guardare dal letto con tanto d'occhi sbarrati, sgomenta, angosciata, levata su un gomito: vedeva le palpebre chiuse del padre fervere come se nella rapidità vertiginosa del volo la vista di lui, abbarbagliata, fosse smarrita nell'immensità d'uno spettacolo luminoso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, Vergine Maria, Madre Santissima, - andava poi a pregar don Nuccio davanti alla nicchia, - liberatemi Voi da questo demonio che mi tiene! E lo teneva davvero: bastava che don Bartolo lo guardasse in un certo modo, perché d'un tratto avvertisse un curioso abbandono di tutte le membra, e gli occhi gli si chiudessero da sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Anche tu ti metti contro di me, codiando la gente che t'ha preso a calci come un cane rognoso? Mordi la mano che t'ha dato il pane? Io, t'ho dannato l'anima? Verme di terra! ti schiaccerei sotto il piede, se non mi facessi schifo e pietà insieme! Guardami negli occhi! guardami! Chi ti darà da sfamarti? chi ti darà da sotterrare la figlia? Scappa, scappa in chiesa, va' a chiederlo a quella tua Vergine parata come una sgualdrina! Rimase un pezzo a fissarlo con occhi terribili; poi, come se, in tempo che lo fissava, avesse maturato in sé una feroce vendetta, scoppiò in una risata di scherno; ripeté tre volte, con crescente sprezzo: - Bestia...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Qualche donna, vestita di nero, con la mantellina di panno tirata fin sopra gli orecchi, si mise a piangere perdutamente alla vista dell'imputato, il quale invece, guardando dalla gabbia, seguitava a sorridere e ora alzava una scabra manaccia terrosa, ora piegava il collo di qua e di là, non propriamente a salutare, ma a fare a questo e a quello degli amici e compagni di lavoro un cenno di riconoscimento, con una certa compiacenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma tutti, ormai, nell'aula, avevano disposto l'animo all'ilarità e lo guardavano col sorriso preparato in attesa d'una sua risposta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non sento ragioni! - Ma guardi come siamo tutt'e tre! Se ci toglie...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le tre donne rimasero un pezzo a guardarsi negli occhi senza fiatare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Si fa cosí, che mi corico anch'io e staremo a guardar dal letto tutte e tre come piove.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le tre donne, questa volta, non tornarono a guardarsi negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prima d'uscire, col cappello già in capo, stette a lungo, a lungo, presso la finestra a guardar fuori, attraverso i vetri bagnati dalla pioggia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Incuriosito, Bernardo Morasco si rizzò sul busto a guardare, e vide dalla sponda allungarsi nel fiume come la punta d'una chiatta nera, terminata in una solida asse, che reggeva due coppi, due specie di nasse di ferro giranti per la forza stessa dell'acqua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, oh Dio, guardando in alto, mentre il coppo si risollevava, vide come schiantarsi tutte le stelle del cielo; e istintivamente, in un attimo, preso dal terrore, Bernardo Morasco stese un braccio al palo, tutte e due le braccia, vi s'abbrancò con uno sforzo cosí disperato, che alla fine sguizzò dal coppo in piedi su la chiatta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed ecco, lo ascolto con piacere; mi ci metto dietro col pensiero, e vado e vado, finché - guarda, guarda, Momino, è venuta! - una terza lagrimuccia, di sperduta malinconia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come mi guardasti! Ma io t'ammiravo, sai? T'ammiravo tanto tanto, perché mi sembravi un ragazzo, in quei momenti, e spesso non sapevo trattenermi dal dirtelo e tu t'arrabbiavi e perfino m'ingiuriavi, quando alle tue ire focose opponevo questa mia bella faccia di luna piena, sorridente e stizzosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma tu volevi veder per forza tutto buono e tutto bello il mondo; e spesso ci riuscivi, perché è proprio in noi il modo e il senso delle cose; e segue appunto da ciò la diversità dei gusti e delle opinioni; e segue pure che, s'io voglio farti vedere ancora il mondo, bisogna che mi provi a guardarlo con gli occhi tuoi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando lei disse che giú con la mamma malata non faceva altro che parlare di noi due, della dolcezza della nostra vita in comune: - Due poveri vecchi, - m'affrettai a dirle (ti ricordi?) guardandola con certi occhi da farla sprofondare tre palmi sottoterra dalla vergogna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Avrei voluto, guarda, in una di queste notti di pioggia e di vento, ammalarmi, per accrescerti il rimorso; anche morire...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non tua moglie, Momo, lui, lui, il signor Postella ha temuto invece che fosse mia intenzione seguitare nel solito andamento di vita, come se tu non fossi morto; guarda, ci metterei le mani sul fuoco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho sentito a questo punto un sospirone di tua cognata, che se ne stava con le mani intrecciate sul ventre, e mi sono interrotto per guardarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ella ha guardato invece, con que' suoi occhi bovini, il marito, come per domandargli se aveva fatto male a sospirare e se stava in decretis.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho pensato questo guardando tua moglie, mentre io, impedito dai sospiri e dalle esclamazioni dei coniugi Postella, non potevo piú parlare di te e non sapevo che dire e rimanevo lí impacciato e stizzito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi venne fatto, non so perché, di guardare il signor Postella.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho guardato il signor Postella, che mi ricambiò lo sguardo con aria di trionfo, come se volesse dire: "Vede che i termini della lettera erano proprio di lei?".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho preso l'abitudine, sai? di stare ogni notte a guardare a lungo il cielo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Li ho ritrovati all'incontro quasi nani e storti, umili e polverosi: li ho guardati a lungo, non credendo agli occhi miei; ma erano ben dessi, senz'alcun dubbio, lí, al lor posto; e ho sentito in fine come se essi avessero risposto cosí alla mia disillusione: "Hai fatto male, vecchio, a ritornare! Eravamo per te alberi altissimi e superbi; ma, vedi ora? Noi siamo stati sempre cosí, tristi e meschini..." Senza i tuoi augurii, ho compito a Moltrasio sul lago di Como sessant'anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E nemmeno si sognava di trarre dal presente norme o previsioni per l'avvenire; anzi faceva proprio il contrario: si poneva idealmente nell'avvenire per guardare il presente, e lo vedeva come passato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo apriva, ma non per mettersi a guardare verso l'avvenire, dove sapeva che non avrebbe veduto niente; persuadeva l'anima a esser contenta di mettersi a guardare dalla lente piú grande, attraverso la piccola, appuntata al presente, per modo che tutte le cose subito le apparissero piccole e lontane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se Ella crede sul serio, come me, alla virtú della sua filosofia, perché non la applica un po' al suo caso? Ella va cercando, oggi, tra noi, uno scrittore che la consacri all'immortalità? Ma guardi a ciò che dicono di noi poveri scrittorelli contemporanei tutti i critici piú ragguardevoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena s'affacciarono paonazzi sulla ripa, le donne, affollate e vocianti intorno alla fontanella all'uscita del paese, si voltarono tutte a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottore si voltò a guardarlo, come se lo volesse mangiar con gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il sole non era ancora riuscito a cuocergli la pelle, a inaridirgli il bel biondo dorato dei capelli riccioluti che tante donne gli avrebbero invidiato; tante donne che arrossivano, turbate, se egli le guardava in un certo modo, con quegli occhi chiari, vivi vivi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto, però, stanco di stare in ozio a guardare, s'era recato in una stalla lí vicino per buttarsi a dormire, raccomandando alla ciurma di svegliarlo quando sarebbe venuta l'ora d'andar via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Belle cose, difatti, sono anche queste, per due fidanzati che se le dicono stringendosi le mani e guardandosi negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se la doveva guardare per quei sette disgraziati, la pelle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I tre si fermarono un tratto a guardarlo, sgomenti e come trattenuti dall'orrore di quella vista.(Pirandello - Novelle per un anno)
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C'era una mosca, lí sul muro, che pareva immobile; ma, a guardarla bene, ora cacciava fuori la piccola proboscide e pompava, ora si nettava celermente le due esili zampine anteriori, stropicciandole fra loro, come soddisfatta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si voltò a Zarú che lo guardava e restò un po' sconcertato vedendo che questi aveva aperto le labbra orrende, a un sorriso mostruoso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guardarono un po' cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che mosca? Dove? - chiese Neli, costernato, guardando il medico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un tratto, Saro rientrò di furia nella stalla, prese la mula e, senza neanche voltarsi a guardarlo, uscí, gemendo: - Ah, Neluccio mio! ah, Neluccio mio! Dunque, era vero? Ed ecco, lo abbandonavano lí, come un cane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Possibile? Si sforzò a guardar meglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tucci mi mostrò e mi nominò a dito i consiglieri piú autorevoli: l'Ansatti, tra i giovani, rivale dello Zagardi, tozzo e barbuto anche lui, ma bruno; il Colacci, vecchio gigantesco, calvo, sbarbato, dalla pinguedine floscia; il Maganza, bell'uomo, militarmente impostato, che guardava tutti con rigidezza sdegnosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prestai ascolto anch'io a quel verbale, volgendomi ogni tanto, smarrito e sgomento, a guardare l'amico Tucci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Nessuno ha da fare osservazioni al verbale? - domandò alla fine il sindaco, stropicciandosi le mani paffutelle e guardando in giro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E scese la scaletta, con una mano appoggiata al muro e l'altra al bastoncino che mandava innanzi; poi giú un piede gonfio e poi l'altro, soffiando per le nari, a ogni scalino, la pena e lo stento; attraversò la stanza terrena e uscí senza dir nulla a Rorò, che già parlava con una vicina e non si voltò neppure a guardarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Avete capito? Cosí dicendo, Rosolino La Rosa prese con due dita il bavero della giacca di Sciaramè e gli diede una scrollatina; poi, guardandolo negli occhi, aggiunse: - A questa, sera, Sciaramè, siamo intesi? Il povero Sciaramè rimase in mezzo alla stanza, sbalordito, a grattarsi la nuca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I socii si voltarono a guardarlo, accigliati, e il Bellone lo squadrò, fosco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Bellone s'era fermato a guardarlo con occhi fulminanti, le braccia conserte, e attendeva, fremente, una protesta, una smentita, una spiegazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che ne dici? Alza il capo! Guardami! Sciaramè, con faccia cadaverica, restringendo le palpebre attorno agli occhi smorti, scosse lentamente la testa, in segno negativo, senza poter parlare; posò sul tavolino il giornale e si recò una mano sul cuore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rorò lo guardava, angosciata e sbalordita, sentendolo sparlare cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh! Che? - Guardate! - Morto? Rorò rimase allibita, con gli occhi sbarrati, a mirarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per soddisfazione della dama che te l'ha regalata e che sta a guardarti...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La poverina, vedendolo in chiesa, o sull'altare durante l'ufficio divino, o sul pulpito durante la predica, non rifiniva piú d'esclamare, piangendo a goccioloni grossi cosí dalla tenerezza e picchiandosi il petto con tutte e due le mani: - Ah Maria, com'è bello! Bocca di miele! Occhi di sole! Cuore mio, come parla e come guarda! Sarebbe stato uno scandalo, se tutti, conoscendo la santa illibatezza del padre beneficiale e l'innocenza della povera scema, non ne avessero riso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E col volto atteggiato di tedio e di disgusto, disse seguitando, che non gli reggeva piú l'animo a vivere cosí d'espedienti e ch'era troppo il supplizio che gli davano i raffacci aperti o le mute guardatacce dei suoi creditori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma vedete perché mi serve? - Non sento ragione! Piuttosto, guardate, piuttosto vi do tre tarí e vi dico di andarvela a comprare in un'altra bottega.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tentazione! Cercò piú volte il povero Cirlinciò di distrarne lo sguardo; ma poco dopo gli occhi tornavano a guardarla, attirati da quel dondolío che seguiva il passo cadenzato dei portantini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già forse, vedendomi qua e guardando questa berretta, tutti ridono di me, sotto i baffi." Morso da questo sospetto, lanciò due occhiatacce oblique ai vicini, sicuro di legger loro negli occhi il temuto dileggio; poi si rivolse con rabbioso rammarico alla berretta dondolante.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nonno e nipotina si guardarono negli occhi, rimminchioniti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prima d'entrare nel chiosco volle guardare il punto della piazza, ove lo scaldino era schizzato, come se gli potesse venire di là un po' di caldo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Papa-re col bavero del pastrano logoro tirato fin sopra gli orecchi, le mani gronchie dal freddo, strette sul petto con le poche copie del giornale che gli erano rimaste, si fermò un pezzo a guardare dietro il vetro appannato della porta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio giornalajo ebbe un sobbalzo e si sporse a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh guarda! E ti muori di freddo? Ci contavo io, sullo scaldino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Papa-re si rimise a sedere e si riprese la bimba sulle ginocchia, borbottando: - Oh guarda un po' che altro scaldino son venuto a trovare io qua, stanotte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guarda la mia figliuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma guardala, Papa-re, se non è tutta lui! Ah, infame! Lo sa bene che è sua, che io non potevo farla con altri, perché per lui io...(Pirandello - Novelle per un anno)
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A Milazzo, una palla in petto: e di quel regalo d'un soldato borbonico misericordioso non aveva saputo approfittare: - era rimasto vivo! Tornato a Porto Empedocle, aveva trovato il paese cresciuto quasi per prodigio, a spese della vecchia Girgenti che, sdrajata su l'alto colle a circa quattro miglia dal mare, si rassegnava a morir di lenta morte, per la quarta o la quinta volta, guardando da una parte le rovine dell'antica Acragante, dall'altra il porto del nascente paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Guardava le due scogliere del nuovo porto, ora tese al mare come due lunghe braccia per accogliere in mezzo il piccolo Molo Vecchio, al quale, in grazia della banchina, era stato serbato l'onore di tener la sede della Capitaneria e la bianca torre del faro principale; guardava il paese che gli si stendeva davanti agli occhi, da quella torre detta il Rastiglio a piè del Molo fino alla stazione ferroviaria laggiú e gli pareva che, come su lui gli anni e i malanni, cosí fossero cresciute tutte quelle case là, quasi l'una su l'altra, fino ad arrampicarsi all'orlo dell'altipiano marnoso che incombeva sulla spiaggia col suo piccolo e bianco cimitero lassú, col mare davanti, e dietro la campagna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Andarono strette l'una all'altra, in punta di piedi, e si fermarono poco oltre la soglia della camera, sporgendo il capo a guardare sul letto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La zitellona corse ranca ranca a rintanarsi di nuovo; ma Venerina, coraggiosamente, lo accompagnò nella camera dell'infermo già quasi al bujo, accese una candela e la porse allo straniero, che la ringraziò chinando il capo con un mesto sorriso; poi stette a guardare, afflitta: vide che egli si chinava su quel letto e posava lieve una mano su la fronte dell'infermo, sentí che lo chiamava con dolcezza: - Cleen...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma era il nome, quello, o una parola affettuosa? L'infermo guardava negli occhi il compagno, come se non lo riconoscesse; e allora ella vide il corpo gigantesco di quel giovine marinajo sussultare, lo sentí piangere, curvo sul letto, e parlare angosciosamente, tra il pianto, in una lingua ignota.(Pirandello - Novelle per un anno)
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III - Zio, come si dice bestia in francese? Pietro Mílio, che stava a lavarsi in cucina, si voltò con la faccia grondante a guardare la nipote: - Perché? Vorresti chiamarmi in francese? Si dice bête, figlia mia: bête bête! E dimmelo forte, sai! Altro che bestia si meritava d'esser chiamato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come come? - esclamava allora don Pietro stupito, guardando Venerina che rideva, e poi donna Rosolina che stava seria, seduta, intozzata su di sé, con le labbra strette e le palpebre gravi, semichiuse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prego, sí, ma poiché egli non riusciva a pronunziare correttamente questa nuova parola, quando voleva qualche cosa, aspettava che Venerina si voltasse a guardarlo, e allora congiungeva le mani in segno di preghiera e quindi spiccicava piú che mai imperioso e reciso il suo voglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E com'era restato una sera, nel silenzio, alla vista della luna, nel vano della finestra! Era pure, era pure la stessa luna ch'egli tante volte in patria, per mare, aveva veduta; ma gli era parso che lí, in quel paese ignoto, ella parlasse ai tetti di quelle case, al campanile di quella chiesa, quasi un altro linguaggio di luce, e l'aveva guardata a lungo, con un senso di sgomento angoscioso, sentendo piú acuta che mai la pena dell'abbandono, il proprio isolamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Domandò col gesto a Venerina che cosa volessero significare, e Venerina, pronta: - Tu, bet! Lars Cleen restò a guardarla con gli occhi chiari ridenti e smarriti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli, stordito, abbagliato nell'aria che grillava di luce, si voltava ora verso l'uno ora verso l'altro, sorridendo; talora gli toccava di minacciare col bastone i piú insolenti; poi sedeva sul muricciuolo della banchina a guardare i bastimenti ormeggiati e il mare infiammato dal riflesso delle nuvole vespertine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La gente si fermava a osservarlo, mentre egli se ne stava in quell'atteggiamento, tra smarrito ed estatico: lo guardava, come si guarda una gru o una cicogna stanca e sperduta, discesa dall'alto dei cieli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Paranza restò a guardare ancora un pezzo la nipote, stordito, con la bocca aperta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che imbecille! Oh somarone! A settantotto anni! Mamma mia! Mamma mia! Si voltò di scatto a guardare Venerina, mettendosi le mani tra i capelli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Frattanto Lars Cleen, che aveva udito dalla sua camera il diverbio tra lo zio e la nipote senza comprenderne nulla, apriva pian piano l'uscio e sporgeva il capo a guardare, col lume in mano, nella saletta buja.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma guarda un po' che nuova professione mi tocca adesso d'esercitare! E, scotendo il capo lanoso, andò a buttarsi sul divanaccio sgangherato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lí, su la scogliera del porto, mentre riforniva gli ami di nuova esca, si voltava a guardare L'arso, che se ne stava seduto su un masso poco discosto, diritto su la vita, con gli occhi chiari fissi al sughero della lenza che galleggiava su l'aspro azzurro dell'acqua luccicante d'aguzzi tremolii.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ohé, Mossiur Cleen, ohé! Guardare, sí, lo guardava; ma lo vedeva poi davvero quel sughero? Pareva allocchito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questi se ne stava con la fronte appoggiata ai vetri del balcone, a guardar fuori; ma non vedeva nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Cleen pareva caduto dalle nuvole; Venerina, col volto in fiamme, confusa, non riusciva a guardare né il fidanzato né lo zio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sí, anche la luna gli pareva piú piccola, come se egli la guardasse dalla lontananza di quel suo esilio, mentr'ella appariva grande là, su l'oceano, di tra le sartie dell'Hammerfest donde qualcuno dei suoi compagni forse in quel punto la guardava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Cleen la guardava, e quegli sguardi fieri gli parevano vampate di passione per lui: gli piaceva quello sdegno; ma ogni qualvolta gli veniva di manifestarle ciò che sentiva o di confidarle qualcosa, gli pareva d'urtare contro un muro, e taceva e sorrideva, senza intendere che quella bontà sorridente, in certi casi, non poteva piacere a Venerina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lasci che prendano un po' d'aria! Guardi guardi come respirano! Ah che delizia! - Sí, ma, con la luce, perdono il colore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che bello sposo! Ci crede che non ho il coraggio di guardarlo? - E me? - domandò don Paranza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si voltò a guardarlo, lo vide con gli occhi chiusi: credette che dormisse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che stai a guardare? Proprio un fanciullo le pareva, e gli scoppiava a ridere in faccia, dopo averlo guardato un po', cosí allocchito per niente! e lo scoteva, gli soffiava sugli occhi, per rompere quello stupore che talvolta lo rendeva attonito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non diceva nulla, lui: guardava Venerina col desiderio di averla con sé, ma non voleva che ella facesse un sacrifizio o che avesse veramente a soffrire del viaggio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma anche questa speranza gli venne subito meno, appena guardato il figlioletto, nato da due giorni, durante la sua assenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che stai a guardarmi? Vedi come mi sono ridotta? Sú, va' a fare una visita alla zia Rosolina, che non viene da tre giorni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io sono donna, e non posso tenerti conversazione: ho tanto da fare! Egli la guardava, la guardava, e gli veniva di domandarle: "Non mi ami piú?" - Venerina, sentendo che non si moveva, alzava gli occhi dal cucito, lo vedeva con quell'aria smarrita e rompeva in una gaja risata: - Che vuoi da me? Un omaccione tanto, che se ne sta in casa come un ragazzino, Dio benedetto! Impara un po' a vivere come i nostri uomini: piú fuori che dentro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedendo entrare il Cleen, si angustiava: - E mo'? E mo'? E mo'? Gli andava incontro, col capo reclinato indietro per poter guardare attraverso gli occhiali insellati su la punta del naso, e diceva: - Che cosa volete, figlio mio? Niente? E allora, prendetevi una seggiola, e sedete là, fuori della porta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ho l'avviso, guarda: arriverà oggi! E L'arso è partito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dentro, le piccole antiche sedie verniciate di nero, pulite pulite, di qua e di là dal canterano, avevano tutte una crocettina argentata sulla spalliera, che dava loro un'aria di monacelle attempate, contente di starsene lí ben custodite, al riparo, non toccate mai da nessuno; e con piacere pareva stessero a guardare il modesto lettino di ferro del prete, che aveva a capezzale, su la parete imbiancata, una croce nera col vecchio Crocefisso d'avorio, gracile e ingiallito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E alzò gli occhi a guardarla, quasi con sgomento, senza comprendere in prima il cenno con cui gli domandava: - Che fa, dorme? Don Angelino fece di sí col capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La vecchia tornò a guardarlo, quasi atterrita, e ripeté: - Ma come! Che dice? E allora che voto è? Se non do quello che ho promesso, che vale? Ma scusi, a chi parlo? Non parlo forse a un sacerdote? E perché allora mi tratta cosí? O che forse crede che non do a San Calògero miracoloso con tutto il cuore quello che gli ho promesso? Oh Dio! oh Dio! Forse perché le ho parlato di quanto ho penato per raccoglierlo? E cosí dicendo, si mise a piangere perdutamente, con quegli orribili occhi insanguati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma ecco, questa carità perché avesse il valore che potesse renderla accetta a quella povera vecchia, non richiedeva forse qualcosa ch'egli non sentiva piú d'avere in sé? Che carità sarebbe stata il prezzo d'una messa, se per tutti gli stenti e i sacrifizii durati da quella vecchia per adempiere il voto, egli non avesse celebrato quella messa col piú sincero e acceso fervore? Una finzione indegna, per una elemosina di tre lire? E don Angelino, già parato, col calice in mano, si fermò un istante, incerto e oppresso d'angoscia, su la soglia della sagrestia a guardare nella chiesetta deserta; se gli conveniva, cosí senza fede, salire all'altare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco: e quelle labbra si erano congiunte nel bacio alle labbra di lui; ma perché mai agli angoli della bocca quella piega dolorosa? e perché cosí mesto lo sguardo di quegli occhi intensi? Tutto il volto spirava un profondo cordoglio; e Anna ebbe quasi dispetto della bontà umile e vera che quei lineamenti esprimevano, e quindi un moto di repulsione e di ribrezzo, sembrandole a un tratto di scorgere nello sguardo di quegli occhi la medesima espressione degli occhi suoi allorché, pensando al marito, ella si guardava nello specchio, la mattina, dopo essersi acconciata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando la veste le cadde attorno ai piedi, pensò che il ritratto era là e con viva stizza si sentí guardata e commiserata da quegli occhi dolenti, che tanta impressione le avevano fatto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di ben altro Anna, ora per la prima volta, guardando (senza neppur sospettarlo) nella sua vita con gli occhi di quella morta, trovava da lagnarsi del marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Faustino! Dio mio, guarda Niní...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E forse, quand'egli sorreggendo il bambino che stava per cadere, s'era rizzato a guardarlo, lo sguardo che colui gli aveva rivolto con la coda dell'occhio nell'allontanarsi non era d'indifferenza, ma di sdegno, e forse d'odio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora là, fermo, insaccato nelle spalle, anch'esso col bavero del pastrano tirato sú e il berretto rincalcato, guardava il mare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da guardare però non c'era nulla, in quella tenebra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lí, su la banchina, sotto la tettoja, c'era Lillí, Lillí venuta col suo bambino ad accogliere il marito, Lillí che lo guardava, sbalordita, con tanto d'occhi; piú che sbalordita, quasi oppressa di stupore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Faustino Sangelli si sentí strappare le viscere, tirare il respiro e non seppe piú da che parte voltarsi a guardare per non veder l'antica fidanzata che gli veniva appresso, appresso, e che lo guardava sbalordita con tanto d'occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quegli occhi, cosí stupiti, gli dicevano quant'era cambiato; lo guardavano come di là da un abisso, ove adesso anche il ricordo della sua lontana immagine precipitava e ogni rimpianto, tutto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Perché lo guardava ella cosí? Che pensava? Che voleva? Ecco, si chinava verso il bambino che le sedeva accanto, poi rialzava la testa e sorrideva, sorrideva guardando verso lui, tentennando lievemente il capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo derideva? Su le spine, temendo che la moglie guardando a quella carrozzella s'accorgesse della sua agitazione, si prese sulle ginocchia uno dei figliuoli, gli grattò con una mano la pancina e si mise a ridere, a ridere anche lui, a ridere per fare a sua volta un ultimo dispetto a lei che seguitava a venirgli appresso senz'essersi accorta del marito arrivato con lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dalle sette di sera, capisce? A questo punto il signore si china un poco a guardare nel fondo della vettura il dottore che, durante il racconto, non ha piú dato segno di vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sollevando il capo da un lato, per guardare, soggiunge imperiosa: - Se ne può andare! se ne può andare! Non c'è piú bisogno di lei! L'abbiamo fatto trasportare al Policlinico, perché moriva! E cozzando in un braccio il marito violentemente: - Fallo andar via! Ma il marito dà uno strillo e un balzo perché, cosí cozzato nel braccio, ha avuto sulle dita la sgocciolatura calda della candela.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma si figuri, qua, venga, s'accomodi, s'accomodi, signor dottore, - s'affretta a dirgli il vecchio, conducendolo nella stanza in fondo al corridojo; mentre la moglie, sempre col capo sollevato da un lato per guardare come una gallina stizzita, lo spia impressionata da tutta quella feroce barba fin sotto gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E mi guardi, mi guardi là quell'altra figliuola, come piange.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottor Mangoni si volta allora a guardar di nuovo quella tristezza di lettino vuoto, che rende vana la sua visita; poi guarda la finestra che, non ostante il gelo della notte, è rimasta aperta in quella lugubre stanza per farne svaporare il puzzo del carbone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ha capito? Il vecchio lo guarda a bocca aperta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi riprende: - Scusi, a quel giovinetto, se non si fosse ucciso, lei avrebbe dato in moglie la sua figliuola? Quella lo guarda un pezzo, di traverso, e poi, come a sfida, gli risponde: - E perché no? - E se lo sarebbero preso qua con loro in questa casa? - torna a domandare il dottor Mangoni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Il libro! Il libro! Dov'è il libro? Tutti si guardarono negli occhi, stupiti; poi risero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina Tilde Pagliocchini si voltò a guardarlo, con tanto d'occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La moglie coi capelli fulvi, pomposamente acconciati, lo sorreggeva, diritta, tronfia, e guardava di qua e di là, sorridendo con le labbra dipinte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alessandro De Marchis, lasciandosi cadere pesantemente sul seggiolone preparato apposta per lui, sorrideva con la bocca sdentata, senza baffi né barba, ed emetteva, tra l'ànsito che gli davano la pinguedine e la vecchiaja, come un grugnito, e guardava con gli occhi quasi spenti, scialbi, acquosi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma subito un vivissimo imbarazzo si diffuse nel salotto: tutti gli occhi, appena guardavano al grand'uomo, si voltavano altrove, schivandosi a vicenda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poco dopo, mentre Casimiro Luna riferiva "brillantemente" il suo colloquio col giovine inventore italiano sulla famosa scoperta, un'altra impressione piú penosa della prima dovettero provare i convenuti nel salotto della Venanzi, guardando il vecchio glorioso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ebbe il coraggio di guardare per accertarsene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non tanto per vergogna le abbassava, quanto per il dispetto di vedersi obbligata a sentirla, quella vergogna, dagli occhi di chi la guardava e la vedeva in quello stato, alla sua età, vecchia ciabatta ancora in uso per una cosa che pareva tanto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, adesso, in qualcuna di queste grandi e miserabili case, pur tra cotali inquilini rimasti a compir l'opera di distruzione sulle pareti e sugli usci e sui pavimenti, qualche famiglia decaduta o di ceto medio, d'impiegati o di professori, ha cominciato a cercar ricovero, o per non averlo trovato altrove o per bisogno o amor di risparmio, vincendo il ribrezzo di tutto quel lerciume e piú della mescolanza con quello che sí, Dio mio, prossimo è, non si nega, ma che pur certamente, poco poco che si ami la pulizia e la buona creanza, dispiace aver troppo vicino; e non si può dire del resto che il dispiacere non sia contraccambiato; tanto vero che questi nuovi venuti sono stati in principio guardati in cagnesco, e poi, a poco a poco, se han voluto esser visti men male, han dovuto acconciarsi a certe confidenze piuttosto prese che accordate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma mentre quelli da un pezzo erano entrati nelle grazie di tutti i piú antichi casigliani, Petix s'era attirato al contrario sempre piú l'antipatia generale, per il disprezzo con cui guardava, a cominciar dal portinajo ciabattino, tutti; senza mai voler degnare non che d'una parola, ma neppur d'un lieve cenno di saluto, nessuno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni giorno, seduti su quel pietrone, si riposavano della lunga e lenta camminata per una mezz'oretta, il signor Porrella guardando il ponte fosco e certamente pensando che di là erano passati gli antichi romani; la signora Porrella seguendo con gli occhi qualche vecchia cercatrice d'insalata tra l'erba del declivio lungo il corso del fiume, che appare lí sotto per un breve tratto dopo il ponte; o guardandosi le mani e rigirandosi pian piano gli anelli attorno alle tozze dita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma no! Lasci l'isola d'Elba, caro Brei! Crede che un lezione di storia si possa improvvisare? E dunque segga! Cesarino Brei, pallido, timido, sedette; e il professore seguitò a guardarlo per un pezzo, contrariato, se non proprio stizzito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La madre (che lo chiamava Cesare e non Cesarino) senza guardarlo negli occhi gli aveva detto: - Tu hai bisogno, Cesare, di cambiar vita; bisogno d'un po' di compagnia di giovani della tua età, e d'un po' d'ordine e di regola, non solo nello studio, ma anche nello svago.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mobili piú che decenti, tutte le comodità, guardaroba ben fornito, dispensa abbondantemente provvista, eh sí, sfido! Con tutto questo gran lavoro della mammina infaticabile; ma che tristezza anche, e che silenzio in quella casa! Cesarino, ripensandoci dal collegio, se ne sentiva ancora stringere il cuore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sta peggio? - lo interruppe subito Cesarino, levando gli occhi a guardarlo, quasi con terrore; e il berretto gli cadde di mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cesarino rimase a guardarlo, con una domanda negli occhi supplichevoli, che le labbra non ardivano di proferire - Io non so bene, - disse il Direttore, comprendendo quella domanda muta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- balbettò, piú incuriosito quasi sulle prime, che atterrito da quella vista, stringendosi nelle spalle e protendendo il collo a guardare come fanno i miopi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma finalmente s'accorse che nella camera, attorno al letto, c'era altra gente ch'egli non conosceva e che lo guardava con pietoso stupore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora? Intendeva ella forse di cancellare ogni traccia della colpa? Schiuse le mani per guardar di nuovo il bimbo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- ripeté, guardando la serva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo guardava quasi con rancore per il segreto ch'esso serbava della sua provenienza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E al Ministero, se gli altri scrivani, tutti uomini maturi o vecchi, passavano il tempo a far la burletta, nonostante la minaccia dei capi che quell'ufficio di ricopiatura sarebbe stato soppresso per lo scarso rendimento che dava, egli dapprima s'agitava sulla seggiola, sbuffando, o pestava un piede, poi si voltava brusco a guardarli dal suo tavolino, battendo il pugno sulla spalliera della seggiola; non perché gli paresse disonesta quella loro stupida negligenza, ma perché, non sentendo l'obbligo di lavorare con lui e quasi per lui, lo mettevano a rischio di perdere il posto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Restava a guardarli come se con le loro risate gli avessero squarciato il ventre; poi ricurvava le spallucce sul tavolino, e dalli a ricopiare, a ricopiare quante piú carte poteva, a rivedere anche le poche ricopiate dagli altri per levarne via gli errori; sordo ai motteggi con cui quelli ora si spassavano a sbottoneggiarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aspettando la cena, lí seduto sul balconcino, nell'ultima luce fredda del crepuscolo, guardando (senza neppur forse vederla) la fetta di luna già accesa nel cielo scialbo e vano; poi abbassando gli occhi sulla sudicia stradicciuola deserta costeggiata da una parte da una siepe secca e polverosa a riparo degli orti, si sentiva invader l'anima, in quella stanchezza, da uno squallore angoscioso; ma non appena il pianto accennava di pungergli gli occhi, serrava i denti, stringeva nel pugno la bacchetta di ferro della ringhiera, appuntava lo sguardo all'unico fanale della stradicciuola, a cui i monellacci avevano fracassato a sassate due vetri, e si metteva a pensar cose cattive, apposta, contro gli scolaretti del convitto, anche contro il Direttore, ora che non sentiva piú di poter essere come prima fiducioso con lui, avendo capito che gli faceva il bene, sí, ma quasi piú per sé, per il compiacimento di sentirsi, lui, buono; il che gli dava adesso, nel riceverne quel bene, come un impiccio d'umiliazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo guardavano tutt'e due, in estasi; e, poiché il bimbo, spesso prima che finisse di succhiare, s'addormentava, zitti zitti si levavano e andavano in punta di piedi e rattenendo il respiro a deporlo nella culla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Miserabile! Dopo che m'hai ucciso la madre, vuoi aver ragioni da far valere? Tu, contro di me? Ragioni? Quegli si voltò a guardarlo, fosco; ma aprí poi la bocca a un sorriso tra di sdegno e di compassione per la gracilità di quel ragazzo che lo insultava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Disse cosí, a scatti, senza alzar gli occhi a guardare il bimbo, che Rosa teneva in braccio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rosa si prese in braccio il piccino che guardava un po' sbigottito; ma non poté in prima baciarlo: bisognò che si sfogasse un pezzo, pur dicendo: - È una sciocchezza piangere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi seguiva per un lungo tratto dello stradone polveroso la comitiva, che si recava, sovraccarica di sacchi e di fagotti, alla stazione ferroviaria della prossima città, fra le madri, le spose e le sorelle che piangevano, disperate; e, camminando, guardava affitto affitto gli occhi di questo o di quel giovane emigrante che simulava una romorosa allegria per soffocare la commozione e stordire i parenti che lo accompagnavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- O perché mi guardate cosí? Vorreste cavarmi gli occhi? - No, bello, te li invidio! - gli rispondeva la vecchia - Perché tu li vedrai i miei figliuoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma sí, guardate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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cosí! E ridono, ridono in faccia a chi li guarda: in faccia a me vuol dire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottore andava di buon passo per lo stradone, guardando di qua e di là le terre aride, che aspettavano le prime piogge per esser lavorate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La donna rimase un tratto a guardarlo, turbata, non comprendendo che cosa potesse volere quel medico da suo marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giovane dottore rimase a guardarlo, sdegnato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottore lo seguí con gli occhi per un tratto, poi si voltò a guardare i piccini, ch'eran rimasti come basiti, e la moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma egli, zitto, sedette vicino al fuoco, sempre con le mani nascoste cosí, sotto la giacca, gli occhi da insensato, e stette un pezzo a guardare verso terra; poi disse "Meglio morto!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giovane medico stette a guardarla, raccapricciato, col volto atteggiato di pietà, di ribrezzo e di orrore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sono capace di stare anche un'ora fermo a guardare dentro una bottega, attraverso la vetrina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eppure, quante volte certuni stan lí intenti a guardarsi il dito che fa segni vani sul bracciuolo lustro di quella poltrona su cui stan seduti! Pensano e non vedono.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Resta lí a guardarmi con certi occhi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chiaro, eh? Ma il professor Corvara Amidei si guarda prima la punta delle scarpe, poi quella delle dita; si prova a inghiottire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma possibile che tal necessità non le appaja quasi grottesca e, a ogni modo, ripugnante? Va a guardarsi allo specchio; si vede anche piú brutto di quel che non sia: ingiallito dai patimenti e dalla miseria, squallido, calvo, quasi cieco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il direttore del ginnasio ne è furibondo; raffibbia al subalterno le piú dure riprensioni; ma a che possono giovare? Il professor Corvara Amidei lo guarda sorridente, come se non fossero rivolte a lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il professor Corvara Amidei si scuote, la guarda un po': - A lei? Il ritratto a lei? E quando? - Credevo che lo sapesse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E come mai? Si reca dietro la vetrata a guardare la via illuminata di là dal prossimo giardino annesso alla casa degli ufficiali che escono allegri dalla mensa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli si volta a guardarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Negò col capo, senza guardarmi, quasi vergognoso, mentre la commozione gli agitava le labbra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guarda, guarda! - mi diceva, mostrandomi i passerotti che dalle grondaje spiccavano il volo e si tenevano sospesi su le ali gridando quasi per esortar piú da vicino l'albero a rizzarsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Veramente, quegli occhi, non si sapeva piú come guardarglieli, cosí scavati dentro com'erano nel male che lo consumava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Talvolta, nel silenzio, attraverso le vetrate, giungeva il cinguettío di un passero: io e le due suore alzavamo gli occhi alla finestra: il passero era lí, sul ramo fiorito del mandorlo, e, scotendo or di qua or di là il capino, guardava curioso nella camera, come se volesse domandare: - Che fate? - Poi, a un tratto, un frullo, e via! Quasi avesse compreso che cosa in quella camera si stesse ad aspettare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- riprese con insistenza, rianimandosi un po' e guardandomi negli occhi: - Glielo dirai? LA MASCHERA DIMENTICATA Nella sala già quasi piena per la riunione indetta dal Comitato elettorale in casa del candidato Laleva, tutti, vedendolo entrare zitto zitto zoppicante e con gli occhi fissi e cupi sotto la fronte grinzuta, s'erano voltati, stupiti, a mirarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Povero don Ciccino! Cirinciò, invece, guardava cosí, perché non riusciva a spiegarsi il perché di tutta quella meraviglia per la sua venuta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Perché tutti mi guardano cosí? Che ci fosse in lui qualche cosa ch'egli non vedeva e che gli altri vedevano? Perché in quel momento gli pareva proprio che potesse, come tutti gli altri, occuparsi delle elezioni, e che non ci fosse, in questo, nulla di straordinario.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si fermava un momento a ripetere una domanda insistente alla quale era chiaro che non riceveva una risposta che lo soddisfacesse; negava col dito, scrollava le spalle come se esclamasse: "Ma che! Ma che! Impossibile!", o stirava il volto sporgendo il labbro inferiore, come uno che non riesca a capacitarsi, e s'allontanava rivoltandosi a guardare di sfuggita e di sbieco, con quegli occhietti puntuti, Cirinciò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando, il giorno appresso, Cirinciò se ne partí da Borgetto, ingrugnato, funebre, rispondendo a mala pena ai saluti, tutti restarono a guardarsi tra loro, non sapendo comprendere la ragione di un mutamento cosí improvviso, e parecchi avanzarono il sospetto che fosse un imbroglione, un miserabile impostore venuto a mistificarli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come? come? Ah, la balia non doveva essere romana? O perché no, signor avvocato Mori? Le balie romane hanno troppe pretensioni? Oh guarda, l'economia adesso! Come se la dote di Ersilia non potesse permettere un tal lusso al signor avvocato socialista.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il signor Manfroni, nel vedersi ogni volta guardato il porro, provava un tale urto di nervi che, per non fare uno sproposito, troncava subito la discussione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una, anzi, ch'era venuta col suo figliuolo in braccio, attaccato a una enorme poppa: - Qua! qua! guardate, - si mise a gridare, - ho latte per due! Me lo piglio io, il bambino...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Qua, guardate! E, cavando il capezzolo di bocca al poppante, sollevando con una mano la mammella, fece sprizzare il latte in faccia alle comari del vicinato che, ridendo e riparandosi con le braccia, si scostarono addossandosi l'una all'altra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ov'era giunta? Si provava a guardar fuori della vettura; ma gli occhi le dolevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Annicchia sporse il capo per guardarsi nello specchio dell'armadio e subito esclamò, con le mani per aria: - Mamma mia! Il fumo della ferrovia e le lagrime versate alla stazione le avevano insudiciato il volto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- diceva, in tanto, il medico che aveva in vezzo ripetere tre e quattro volte di seguito la stessa parola, guardando con aria astratta, come se stentasse ogni volta a fissare il pensiero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quanto tempo ha il tuo figliuolo? - L'ho comprato, - rispose Annicchia, forzandosi a guardarlo in volto, - che saranno due mesi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A poco a poco, la maraviglia dello spettacolo insolito e grandioso della città le fece scordar la vergogna, e si mise a guardare come allocchita, dove Ersilia le indicava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Queste e simili espressioni giungevano, di tratto in tratto, agli orecchi del Ramicelli, il quale scoteva malinconicamente il capo e si volgeva piuttosto a guardare verso l'uscio per cui era andata via la balia, e sospirava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli giungeva di là, qualche volta, una certa ninna-nanna paesana, che Annicchia cantava con voce dolce e malinconica, forse pensando al suo bambino, e guardando intanto questo che già, col suo latte, s'era fatto grosso e bello, anche piú grosso di quanto aveva lasciato il suo, là! Ah, un gigante, certo, si sarebbe fatto, povero Luzziddu, se ella avesse potuto allattarlo! E invece...(Pirandello - Novelle per un anno)
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chi sa! Le passavano tante brutte ideacce per il capo! Spesso se lo sognava infermo, magro magro, pelle e ossa, col colluccio vizzo e un testone da rachitico che gli s'abbandonava ora su una spalluccia ora sull'altra e gl'ingrossava di punto in punto, mentr'ella stava a contemplarlo, raccapricciata, allibita: - Questo, il mio Luzziddu? cosí s'è ridotto? - E voleva, nel sogno angoscioso, dargli il suo latte, subito subito; ma il bambino allora la guardava con gli occhi cupi, truci della nonna, e voltava la faccia, rifiutando il seno ch'ella gli porgeva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ersilia, inesperta, inetta a tutto, aveva dovuto vegliar due notti il bambino che voleva la balia e non si quietava un momento; aveva dovuto anche attendere alla casa, dar le prime istruzioni alla nuova serva; badare anche un po' alla malata; ed era su le furie contro il marito, che si guardava attorno, con un giornale in mano, senza saper che fare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma muoverti, darti attorno! Non vedi che io sono qua sola, senza nessuno; col bambino in braccio; e non posso badare anche a lei che mi ha cagionato tutto questo scompiglio? Va', esci, procura di trovarle posto in qualche ospedale! Ennio, a tale proposta, si fermava a guardarla trasecolato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- O babbaccio, e che fai? Ma guardate un po'! Le uova cova! Servizio di tua moglie, babbaccio! Non è da credere che il corvo non gridasse le sue ragioni: le gridò, ma da corvo; e naturalmente non fu inteso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I contadini, che attendevano curvi a lavorare la terra, udendo quello scampanellío, si rizzavano sulla vita; guardavano di qua, di là, per i piani sterminati sotto la gran vampa del sole: - Dove suonano? Non spirava alito di vento; da qual mai chiesa lontana dunque poteva arrivar loro quello scampanío festivo? Tutto potevano immaginarsi, tranne che un corvo sonasse cosí, per aria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- No, scusate, spiegatemi, - sopravvenne a dirgli l'altro, guardandolo freddamente, con disprezzo; ma s'interruppe, vedendo all'improvviso venir fuori da un angolo in ombra un mostriciattolo, una povera sbiobbina, alta appena un metro, dal volto giallastro disfatto, in cui però spiccavano vivacissimi gli occhi neri, pieni di spavento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh, Margherita? La sbiobbina, rimasta presso l'uscio, impaurita, chinò piú volte il capo, guardando il Gelli, con un sorriso incosciente su le labbra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E non me ne andrò! - raffibbiò sordamente il Mauri, guardando verso terra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora non è stagione, ed è casa mia soltanto, e vi ricevo chi mi pare e piace, e le ripeto: Vada via! Quante volte gliel'ho a dire? Come parere ch'io abbia tollerato la sua sconvenienza, scusi! Lei non ha piú nulla da far qui, ora, che è venuto il signor professore! Dunque, si levi sú! - Non me ne vado! - ripeté il Mauri, rimanendo seduto e guardando fisso il prete, con gli occhi da matto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per lei, io, Marco Mauri, sappia che ho abbandonato la mia famiglia, mia moglie, i miei figli! Si levò in piedi, cosí dicendo, con gli occhi sbarrati, le braccia alzate, e soggiunse: - Veda un po' se è possibile che lei mi scacci! Silvio Gelli, in preda a uno sbalordimento che non lasciava intendere se in lui fosse piú sdegno o pietà, ira o vergogna, rimase a guardare quell'uomo già maturo, cosí alterato dalla furia del disperato cordoglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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poi, non so! Senta: mi vuol dare ascolto? Si levi la maschera, lei che è venuto a perdonare, e vada a buttarsi in ginocchio davanti a quel letto, a farsi piuttosto perdonare lei, e dica a quella povera donna che è una santa, le dica che è la vittima di tutti noi, le dica che gli uomini sono vigliacchi: non si disonorano mai, gli uomini! Solo se rubano un po' di danaro, perché, se poi rubano l'onore a una donna, è niente! se ne vantano! Guardi, guardi come dovremmo fare, noi uomini...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Va', va', Margherita! Oh guardate, Signore Iddio, che s'ha a vedere! Ma si vergogni, lei, e la faccia finita una buona volta! Siamo stufi, sa! siamo stufi! Sú, via, si levi, sú! Il Mauri, rimasto ginocchioni, con la faccia per terra, singhiozzava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un tratto, balzò in piedi, e domandò: - Non sono piú un uomo civile, io, è vero? Non c'è piú neppure l'ombra della civiltà, in me? Che scompiglio, gran Dio, per questo illustre signore che è venuto a perdonare! per questo signor Canonichetto affittacamere! E lei, signora? Oh oh oh, guarda! E il parrucchino riccio, biondo? Se l'è dimenticato sul tavolino da notte? Buffoni, buffoni! M'inchino, mille ossequii, buffoni! E, inchinandosi furiosamente e sghignazzando, scappò via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottor Balla sbuffò; poi, guardando con dispetto tutti quei visi stravolti intorno a sé, annunziò: - Sono stato a Montepulciano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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di sentirmelo dire da altri, ecco! E sorrise di nuovo, nervosamente, guardando in giro il dottor Balla, le due donne, il prete, che annuirono, imbarazzati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questi chinò piú volte il capo, seccato; poi, vedendosi guardato dal Gelli, domandò perplesso: - Vogliamo?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma questa, come impaurita, fissando il marito, trattenne con una mano la coperta, e disse: - Tu? - Come? - domandò il Balla, sorpreso, e si volse a guardare il Gelli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sbiobbina, che sedeva accanto al letto, vide cosí le teste di quei due uomini, l'una presso l'altra, che guardavano la moribonda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come una bestia, ferita in una caccia feroce, e ricoverata in una tana non sua, egli si guardava ormai davanti e dietro, diffidente e ombroso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Smise allora di leggere e, sbuffando, allungò le mani sulla panca imbottita di cuojo; ma subito ne ritrasse una, la destra, che aveva toccato qualche cosa, e si voltò a guardare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tornò a guardare il caffettiere, e non ebbe alcun dubbio che quella piastra e quelle due monetine sarebbero andate a finire nella ciotola dentro il banco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il Noccia ritornava con questo proposito sui proprii passi, quand'ecco, lí presso l'entrata del caffeuccio, di nuovo la vecchia che, tenendosi con ambo le mani i cerfugli lanosi spioventi su gli occhi, andava curva e piangente, guardando in terra, ancora in cerca della sua borsetta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'era presentato a parecchi suoi conoscenti, e tutti, alla sua vista, s'erano turbati, quasi per ribrezzo; gli avevano risposto duramente, a monosillabi, schivando persino di guardarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il campiere allora chiamò a sé la piccina che guardava con tanto d'occhi, non sapendo che pensare di tutto quel mistero, come mai non fosse festa per tutti l'arrivo dello zio prete, se la prese tra le gambe e borbottò con un tristo sorriso sotto i bafffi: - Tu sta' qua, carina, non entrare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Finalmente, il vecchio comparve nella corte, curvo, con le mani dietro le reni, guardando a terra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il campiere gli tolse la mano dalla spalla, se la recò insieme con l'altra dietro la schiena, sporse il torace, alzò il capo per guardare il vecchio dall'alto e sbuffò: - Eccomi qua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio Siròli, che aveva ascoltato fin qui guardando in terra, levò il capo: - Per Acireale? - Gnorsí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I tre fratelli e la madre, rimasti seduti, guardavano costernati ora Giovanni, ora il padre, che non avevano mai visto cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio stette a guardarlo un tratto; poi gli ordinò: - Strappati cotesta fibbia dalla scarpa! Quello si chinò per obbedire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto, con una lieve meraviglia che tradiva la diffidenza, quella gli aveva domandato: - Ma vanno dunque soggetti anche i giovani alla cateratta? Il Falci l'aveva guardata un tratto negli occhi, poi, con un sorriso ironico, percettibile piú nello sguardo che sulle labbra, le aveva risposto: - E perché no? Moralmente, sempre, signorina: quando s'innamorano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli non si vedeva: non vedeva altro entro di sé che la propria infelicità; ma era pur bello, tanto! e delicato come una fanciulla; e lei, guardandolo, beandosene, senza che egli se n'accorgesse, poteva pensare: "Ecco, sei tutto mio, perché non ti vedi e non ti sai; perché l'anima tua è come prigioniera della tua sventura e ha bisogno di me per vedere, per sentire".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il parroco la guarda severamente: - Lei farebbe bene, cara signorina, a sorvegliare un po' la sua nipote.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'Aricò l'aveva investito irritatissimo gridandogli di non far scenate, d'alzarsi e star tranquillo e composto; e lui l'aveva respinto con una furiosa bracciata per mostrarsi a lei in tutta la sua disperazione e abiezione; voleva alzare la faccia disfatta da terra e guardarla, e non poteva; e restava lí, Dio, restava lí, certo con la vergogna, ora, del suo atto teatrale mancato, che pur avrebbe voluto sostenere fino all'ultimo perché vi era stato trascinato dalla foga d'un sentimento sincero, dalla speranza forse che lei se ne sarebbe lasciata commuovere, intenerire fino a posargli la mano sui capelli in atto di perdono, non per carezza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina Trecke esclama: - Ah senti! È dunque venuto? La nipote ha subito uno scatto di fastidio: - Perché fingi di non saperlo, se lo sai? La signorina Trecke la guarda e si liquefà nel suo sorriso vano: - Lo sapevo? Ah sí, lo sapevo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca, poiché anche le due altre amiche si voltano a guardarla per sapere se il marito abbia pianto davvero durante la visita, è costretta a dir di sí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Guarda le due amiche, che si son guardate tra loro facendo un viso lungo lungo di gelata maraviglia, e con pena sorride come per indurre a compatire, per riguardo a quella povera signorina Trecke, la quale, al solito, non ha capito nulla ed è rimasta, allo scatto della nipote, liquefatta in quel sorriso vano della sua bocca sdentata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E là, quella signora Mielli, con quell'aria di non saper mai quello che fa, come se facesse o dicesse tutto lontano da sé, senz'accorgersi di nulla, quasi per poter dire a un bisogno, se colta in fallo: "Ah sí? Oh guarda! Io? ho fatto questo? ho detto questo?".(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca lo guarda e comprende che quel pianto, per finire, aspetta che lei dica una parola di pietosa esortazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E a ognuna, guardandola con occhi atroci, soggiungeva: - Ma questo non lo sai! E trovava il coraggio di mettergliele davanti, là, con la piú brutale impudenza, convinto che lei, quasi riparata dall'orrore che ne provava, non poteva esserne toccata; e perché, nel mettergliele cosí davanti, godeva, godeva di farsi sempre piú basso, per esser calpestato da lei; raggiunto, in quel fango, dal piede di lei: - Come Maria...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guarda le mani; vi scorge l'anello nuziale: ha la tentazione di strapparselo dal dito e buttarlo fuori dalla finestra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca si guarda attorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cento lire: va' a bere! ubriacati! Guarda attorno con un lustro di pazzia negli occhi e ride impudente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora egli si volta a guardarglieli dietro le spalle, a Sandrina, quei poveri capellucci cosí strizzati, mentre se la porta per mano lungo i viali di Villa Borghese, e ha la tentazione di fermarsi a disfarglieli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma l'altro giorno s'è fermato allo specchio d'uno sporto di bottega per guardarsi a lungo le labbra, passandovi sopra un dito, lentamente, stirando, per accertarsi che non vi avvertiva nessuna screpolatura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vuoi? Sandrina alza gli occhi a guardarlo di sotto il cappellino, con un sorriso incerto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Hai capito? Si ferma di nuovo a guardarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche Sandrina lo guarda, ma abbassa subito gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai capito? - le ripete lui, chino, con voce cattiva, seguitando a guardarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca, infatti, accoglie con molta tenerezza quella piccina, la quale guarda con tanto d'occhi, smarrita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh, guarda! Vieni, vieni qua...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si volge a lui che, rimasto in piedi, guarda ancora in quell'atteggiamento, ma già di nuovo con le lacrime agli occhi, e gli dice: - Forse non sa chi sono...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E poi un cucchiaino cosí, di questa marmellata, da mettere in bocca solo, senza la fettina, non lo vogliamo? Eh, mi pare di sí! Sandrina la guarda e sorride, beata, ma come se ancora non credesse bene alla realtà di quanto le accade, di quel che si vede attorno, tanto le par bello e nuovo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora che la vede sorridere, però, la signora Lèuca soffre di piú a guardarle quel vestitino addosso cosí sgarbato, quei capellucci cosí tirati...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei stessa, guardandosi allo specchio, in mezzo alle belle cose che la circondano in quella camera da letto, e che si riflettono quiete e luminose nello stesso specchio, quasi non si riconosce piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio parroco guarda la signora Lèuca accigliata, e poi domanda: - Suppone che sia stato in previsione di questa morte? Non credo! - Oh signor parroco, - scatta la signora Lèuca, - per carità, non mi dica cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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(mi perdoni, stavo per dirlo), il responsabile sarà lui, non sarà mica lei! Ma la signora Lèuca, ora, non guarda piú l'avvocato Aricò che parla cosí; guarda il vecchio parroco che tace.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh, ma guarda, guarda quella piccola là, che amore! in camicina, con le gambottole nude, che alza il braccino e s'afferra alla nuca tutte quelle belle boccole nere nere, arruffate! Dio, che occhi! È scontrosa? - Rosetta? Si chiama Rosetta? Che amore! Sandrina corregge: - No, Rosina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cerca soltanto di far parlare Lauretta, che sta a guardar sempre in bocca Sandrina, la quale, per esser stata già una volta con lei, vuol mostrare alla sorellina che ha già preso una certa confidenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che farà lui, solo, a quest'ora, in quell'orribile casa, con la piccolina? Chi sa perché, se lo immagina fermo davanti a quel canterano, con la piccolina in braccio, intento a guardare il ritratto di quella morta, ch'ella non ha potuto vedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eccolo là, infatti; quasi non osa guardare; non sa che cosa dire; confuso, imbarazzato, ripete con voce grossa: - Troppo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Zia, - domanda allora Lauretta, - perché noi sí, di nero, per la mamma, e papà no? La signora Leuca, che non ha badato al colore dell'abito del marito, resta a guardar la ragazza, e lí per lí non sa che cosa risponderle; non già perché le sia difficile trovare una ragione qualsiasi, ma perché pensa che egli forse non s'è vestito di nero per un riguardo a lei, per non portarle sotto gli occhi il lutto di quell'altra donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E che impressione, anche, nell'osservare in lui ancora i tratti dell'antico signore, a tavola! Imbarazzo, soltanto se lei lo guardava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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(Abbassava subito gli occhi, allora, o li volgeva, torbidi, altrove.) Ma nessun imbarazzo nel modo di comportarsi, di servirsi; benché per le due figliuole piú grandi dovesse esser nuovo, quel modo, perché guardavano il padre come se non lo riconoscessero piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da un'ora, a letto, ritorna con la mente a tutte queste sue impressioni, la signora Lèuca; prova un acerbo dispetto contro se stessa, per quel turbamento che ha avuto, e che le pare tanto piú indegno, quanto piú lo confronta con l'umiltà, con l'avvilimento e la mortificazione di lui; di lui che non ha nemmeno osato guardarla, e che certamente, certamente non si sogna neppure, per ora, di poter tentare di riaccostarsi a lei piú di quanto ella gli possa permettere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Mielli nota poi che l'amica, prima cosí curata sempre nelle vesti, nell'acconciatura, ora è proprio trascurata, pettinata male, se non addirittura spettinata, come se non avesse piú né tempo né voglia di guardarsi allo specchio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Marzorati si volta a guardarla, sorpresa e accigliata: - Da lei? E come? a far che? E la signorina Trecke risponde: - A trovare mia nipote.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché a poco a poco l'orrore del corpo di lui, in tutte quelle immagini indelebili che le si erano destate durante la confessione delle sue turpitudini, era divenuto orrore del suo stesso corpo; il quale, ogni sera, davanti allo specchio, appena ella si richiudeva in camera (e senza piú girar la chiave nella serratura!) le domandava, se davvero esso fosse ormai cosí poco desiderabile, da non esser piú nemmeno guardato di sfuggita da un uomo come quello, che s'era contentato fino a poco fa d'una donnaccia volgare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora, per quest'orrore del proprio corpo, di giorno in giorno crescente, quanto piú le cresceva la certezza della piú tranquilla noncuranza di esso da parte del marito (sempre, per altro, umile e come mortificato davanti a lei), via ogni tentazione di guardarsi allo specchio! Non s'era piú guardata neanche di mattina, per pettinarsi; ma senza voler tuttavia riconoscere che lo faceva per questo, rappresentando la commedia davanti a se stessa, dicendosi che doveva rifarsi, cosí, in fretta in furia, i capelli, perché non aveva piú tempo, con quelle due piú grandicelle da badare ogni mattina, perché arrivassero in orario alla scuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando poi aveva scoperto, nella stanza di lui, dentro il cassetto del comodino, aperto per caso, il ritratto di quella donnaccia senza piú la cornice di rame! Con che occhi da assetata s'era buttata a guardarlo! E che disillusione! Procace, sí, ma brutta, con certi occhi da pazza, e volgarissima, quella donna...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma no, Dio mio! Cosí sei brutta! - Brutta tu! A prezzo di quanti sgraffii e di quanti calci, e anche di sputi in faccia, è riuscita, non già ad entrarle bene in grazia ancora, ma a ottenere almeno che si lasci prendere in braccio e curare da lei! Le altre due stanno a guardare, un po' invidiose.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma donna Bittò, indicandole il bimbo che le giaceva in grembo: - Babba, non piangere! Guarda piuttosto che hai saputo fare! E, ridendo e battendo le mani: - Com'è bello, amore santo mio! com'è fino! Figliuccio dell'anima mia, guarda come mi ride! Gran ressa di gente era davanti la porta del giardino di Filomena.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nicolina, interpellata, s'oppose dapprincipio recisamente; protestò che non voleva esser da meno di Filomena, lei, nel lutto del Barone, ritenendo che anzi toccasse a lei di guardarlo di piú, questo lutto, per via del bambino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come questa si voltò a guardarla e, seguendo gli occhi di lei, scorse anch'ella il ritratto, gittò un grido acutissimo e proruppe in un pianto fragoroso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Figlio, Cicciuzzo nostro, che ci guarda! fiamma dell'anima nostra, quanto eri bello! Come facciamo, Cicciuzzo nostro, senza di te? Angelo d'oro, vita della vita nostra! E bisognò aspettare che quel pianto finisse per passare alla firma del contratto nuziale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E la gente tutt'intorno, ferma per via, a guardare e a ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine sedette stanco morto, appiè del letto, e si mise a guardare la candela, come se gli paresse strano che essa quietamente ardesse sul comodino da notte e lo invitasse, come ogni sera, ad andare a letto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E anzi, se ella guarda piú attentamente nella mia carta, vedrà che ci son noverati molti altri furti che non si trovano nella sua denunzia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Noi qua dobbiamo guardare e guardiamo Zezza ministro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se volesse aver la bontà di guardarsi allo specchio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si recò a guardare un profumato biglietto d'invito sul cassettone, e sbuffò di nuovo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché tutti quei curiosi lo guardavano a quel modo? La marsina era nascosta dal soprabito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Morta? - esclamò il Gori, stupefatto, guardando il portone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alcuni (forse intimi della famiglia) stavano costernati attorno a un signore, nel quale al Gori, guardando bene, parve di riconoscere lo sposo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi, guardando in giro per il salotto, domandò: - E il signor Andrea? Gli rispose il fratello, simulando indifferenza: - Ma...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non s'aspettava di sentirsi afferrare per le braccia e scrollare e gridare dal professore, piú che mai concitato: - No! no! no! Non piangere, ora! Abbi pazienza, figliuola! Da' ascolto a me! Tornò a guardarlo, quasi atterrita questa volta, col pianto arrestato negli occhi, e disse: - Ma come vuole che non pianga? - Non devi piangere, perché non è ora di piangere, questa, per te! - tagliò corto il professore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- guardami negli occhi! - lo comprendi, è vero? che se ti lasci scappare questo momento, tu sei perduta? Come resti, senza piú il posto, senza piú nessuno? Vuoi dar colpa a tua madre della tua rovina? Non sospirò tanto, povera donna, questo tuo matrimonio? E vuoi ora che, per causa sua, vada a monte? Che fai tu di male? Coraggio, Cesara! Ci sono qua io: lascia a me la responsabilità di quello che fai! Va', va' a vestirti, va' a vestirti, figliuola mia, senza perder tempo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non è ancora venuto lo sposo? I parenti, gl'invitati si voltarono a guardarlo, sorpresi dal tono imperioso della voce; e il Migri domandò con simulata premura: - Si sente male la signorina? - Si sente benone! - gli rispose il professore guardandolo con tanto d'occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- O tu che non sei geloso, - mi gridò, - che stai a far lí? To', guarda! Ti sei finanche tolte le scarpe, per non far rumore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi guardai i piedi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che dire? Balbettai sciocchissime scuse: che non spiavo affatto, che solo per curiosità m'ero spinto a guardare: non avevo piú sentito il pianoforte; non avevo veduto andar via il maestro, e cosí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho gli edemi ai piedi e, per ingannare il tempo, me li tasto: li premo, vi affondo una ditata e poi sto a guardare come a poco a poco rivenga sú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi dà il braccio e m'ajuta a scendere pian pianino la scala, obbligandomi a sostare sui pianerottoli, a ogni branca, fin tanto che lui non abbia contato fino a cento; poi mi tasta il polso per sentirne la repenza, mi guarda negli occhi, mi domanda dolcemente: - Proseguiamo? - Proseguiamo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'ombra, vedi, l'ombra si può calpestare: zio Florestano e la mammina tua la calpesteranno un giorno l'ombra di tuo papà sicuri di non fargli male, poiché, in vita, si saranno guardati bene dal pestargli anche un piede.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eufemia mi guarda, come se le paresse strano che io, Luca Lèuci, possa dirle cosí, io che - secondo lei - non avrei davvero alcun obbligo di crederci, poiché Dio mi tratta male, facendomi morire cosí presto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Florestano mi dà sulla voce, e io allora mi taccio e, cosí magro magro e pallido e afflitto come sono, mi metto a guardare dal cantuccio della vettura che va a passo per gli aerei viali del Gianicolo, questa dolcezza di sole che tramonta; la vita, come la assaporeranno gli altri, anche amara, che importa? questo grosso sanguigno uomo qua, che mi siede accanto e sospira; mia moglie che a casa, in attesa, anche lei sospira: e anche, senza piú me, il mio piccino, che un giorno, presto, non saprà piú chi ero, com'ero! - Papà...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena terminata la scuola del pomeriggio, la maestrina Boccarmè soleva recarsi alla passeggiata del Molo, e là, seduta sulla spalletta della banchina, si distraeva guardando con gli altri oziosi le navi ormeggiate: tre alberi e brigantini, tartane e golette, ciascuna col suo nome a poppa: "L'Angiolina", "Colomba", "Fratelli Noghera", "Annunziatella", e il nome del porto d'iscrizione: Napoli, Castellammare di Stabia, Genova, Livorno, Amalfi: nomi, per lei che non conosceva nessuna di queste città marinare; ma che, a vederli scritti lí sulla poppa di quelle navi, diventavano ai suoi occhi cose vicine, presenti, d'un lontano ignoto che la faceva sospirare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tanti accorrevano allo scalo per comperare il pesce fresco per la cena; lei restava a guardar le navi, a interessarsi alla vita di bordo, per quel che ne poteva immaginare a guardarla cosí da fuori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sollevando con gli occhi tutta l'anima a guardare nell'ultima luce la punta degli alti alberi, i pennoni, il sartiame, provava in sé, con una gioja ebbra di freschezza e uno sgomento quasi di vertigine, l'ansia del tanto, tanto cielo, e tanto mare che quelle navi avevano corso, partendo da chi sa quali terre lontane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi sa perché, guardandolo, la maestrina Boccarmè avvertiva una pena d'indefinito scoramento; e ritornava triste a casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Avrebbe potuto viaggiare, coi risparmii di tanti anni; le bastava sognare cosí, guardando le navi ormeggiate nel Molo o in partenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lí, sulla spalletta della banchina, seguitava a guardare i marinai che in qualche nave facevano il lavaggio della coperta, gettandosi allegramente l'acqua dei buglioli addosso, tra salti e corse pazze e gridi e risate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, un giorno: - Mirina! - Lucilla! - Tu qua? Sto a guardarti da mezz'ora: "è lei? non è lei?".(Pirandello - Novelle per un anno)
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La maestrina Boccarmè, vedendosi guardata con considerazione dalle signore del paese per l'intimità che le dimostrava quella bella signora forestiera, voleva quasi quasi dare a credere a se stessa che realmente quell'intimità tra lei e la Valpieri ci fosse, pur ricordando bene che, nel collegio, non c'era mai stata, e che anzi lei, di umili natali ed entrata in quel collegio gratuitamente, piú che per la freddezza sdegnosa delle compagne ricche aveva crudelmente sofferto per gli astii biliosi di questa Valpieri, la quale, appartenendo a una nobile famiglia decaduta, non aveva saputo tollerare in cuor suo di vedersi da quelle trattata male e messa a pari con lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, - fece quella, alzando il capo a guardare la tabella sul portoncino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, per questa son brava ancora, forse! Ed entrando in quella classe, che maraviglie! Guarda! guarda! Le panche allineate, la cattedra, la lavagna, le carte geografiche alle pareti; e quel tanfo particolare della scuola! Volle sedere su una di quelle panche, e, poggiando i gomiti, con la testa tra le mani, sospirò: - Se sapessi che impressione mi fa! Varcata poi la soglia della cameretta di Mirina, altre maraviglie! Si mise a batter le mani: che nido di pace! beata solitudine! E, indicando il lettino di ferro, pulitino, con la sua brava coperta a "crocè" fatta in casa e il trasparente e la balza celeste, di mussolina rasata: - Chi sa che sogni vi fai! Dolci, puri! Ma disse che lei avrebbe pure avuto una gran paura a dormir sola in una cameretta cosí, con tutte quelle stanze vuote di là, delle classi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La maestrina Boccarmè si voltò di scatto, impallidendo, e tutt'e due per un istante si guardarono odiosamente negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E ora, se egli ha commesso, come temo, qualche pazzia, guarda, me ne lavo le mani, me ne lavo le mani! - Ah, dunque tu? - Fui tratta in inganno, ti dico; e ora per giunta mi si calunnia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E per forza, fin dalla prima volta, aveva preteso ch'ella non stesse a quel modo col mento sul petto e non tormentasse con quelle brutte unghie da scolaretta diligente le trine della manica; sú sú, e che lo guardasse negli occhi, cosí, come guarda chi non ha nulla da temere! Per miracolo non s'era messa a piangere, quella prima volta; e con qual fervore aveva poi pregato la Madonna che non glielo facesse piú rivedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No! no! Doveva essere ancora cosí! Ancora, passando per le viuzze alte del paesello, popolate d'innumerevoli bambini strillanti, nudi o con la sola camicina sudicia e sbrendolata addosso, ancora voleva esser guardata con amorosa ammirazione da tutte quelle umili mamme delle sue scolarette, che sedevano lí davanti alle porte delle loro casupole e la invitavano, cedendo subito la seggiola, a sedere un po' con loro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh, guarda! La signora Direttrice! - Venga qua! Segga qua, signora Direttrice! Volevano sapere come facesse a incantare le loro bambine con certi discorsi ch'esse non sapevano riferire, ma che dovevano esser belli, sulle api, sulle formichette, sui fiori: cose che non parevano vere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E cosí, richiamato a questo prezzo dal tempo lontano che lo aveva ingiallito, ravvivato dal sangue di questa nuova ferita, ella avrebbe potuto ora riappendere alla parete il vecchio ritrattino; per sé, unicamente per sé, per sentire ancora, dentro di sé, piú che mai soffuso dell'antica malinconia, il lontano azzurro della sua povera favola segreta, e poter seguitare a guardare con lo stesso animo quel cielo, quel mare, le navi che arrivavano nel vecchio Molo o ne ripartivano all'alba, lente, nel luminoso tremolío di quelle acque distese fino a perdita d'occhio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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ACQUA E LÍ Vi ricordate di Milocca, beato paese, dove non c'è pericolo che la civiltà debba un giorno o l'altro arrivare, guardato com'è dai suoi sapientissimi amministratori? Prevedono costoro, dai continui progressi della scienza, nuove e sempre maggiori scoperte, e lasciano intanto Milocca senz'acqua e senza strade e senza luce.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché poi, quelli che Piccaglione non riesce a guarire con le sue pallottoline, non li uccide mica lui, ma Calajò, sia maledetto una volta e quando l'hanno chiamato! Nel sentir queste maledizioni al dottor Calajò, Piccaglione, ch'è un omarino alto un braccio ma con un testone di capelli cosí, si guarda le manine che forse incutono ribrezzo anche a lui, da quanto son gracili, e con certi ditini pallidi e pelosi come bruchi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quello si mette le mani nei capelli, e con gli occhi di chi si sente mancare il terreno sotto i piedi, ripete: - Mia moglie! E Piccaglione: - L'ultimo bigliettino, guardate, non piú tardi di ieri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giovane collega accorso dalla città lo guarda sbigottito e cerca di confortarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, appena viene a sapere che quel giovane medico l'ha fatta lui, per suo conto, la denunzia, e che Piccaglione, per tutta risposta, senza neanche aspettare l'interdizione, ha fatto fagotto e se n'è andato via con la sonnambula, interroga la propria coscienza e sta in angosciosa perplessità se non abbia l'obbligo d'avvertire segretamente i cittadini di Milocca di guardarsi dal marito, a cui ha dato di volta il cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Carla, le doglie? Dunque, ha sbagliato? Dio, che rovina, che rovina, che rovina!" Gli sovvenne a un tratto che il medico di là gli aveva detto che per la moglie c'era tempo: si recò al guardaroba lí accanto, trasse la pelliccia e il cappello dall'armadio, e uscí di furia, dicendo al servitore: - Torno subito! Appena fuori si cacciò in una vettura, gridando al vetturino l'indirizzo: - San Salvatore in Lauro, 13.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Arrivò appena a girar la maniglia: un ruglio aspro, roco, come di belva sorpresa nel giaccio, l'arrestò di botto, la fece voltare, atterrita, a guardar nella stanza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Soltanto, ma proprio appena, egli poteva ancora tentare di muovere una mano, la sinistra, dopo essersela guardata a lungo, con quegli occhi, quasi a infonderle il movimento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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tutti i capelli di mamma, cattivona! Hai visto? Guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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guarda, guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E di tra le dita aperte della manina trasse uno e poi un altro e poi un altro filo d'oro, ripetendo: - Guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La bimbetta, subito impressionata, che davvero avesse strappati tutti i capelli di mamma, si voltò a guardarsi la manina con gli occhi pieni di lagrime.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche il figlio? Questi credette che il padre lo guardasse cosí per fargli intendere che s'era avuto a male della disubbidienza della nipotina, e s'affrettò a dirgli: - Quel diavoletto, è vero? t'ha disturbato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedendosi guardata, invece di lasciarlo andare, ora lo soffiava per le nari, scrollando il capo, come stizzita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non s'erano mai guardati cosí tra loro! I gesti, la voce, i sorrisi non s'accordavano affatto con ciò che dicevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí lunga, gracile e languida, soffriva, soffriva tanto; ma nessuno voleva credere ai suoi languori, alle sue sofferenze; e tutti, sorridendo, le rispondevano: - Via via, signora Rossana, esagerazioni! - Ebbene, eccotela qua; guardala, ora, la mia esagerazione! E la signora Rossana, indignata, indicava al marito la figliuola, ch'era un'esagerazione per davvero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Margherita intanto piangeva, guardando il padre, il quale le si era fatto accosto, anzi sotto, per mirare di quanto ella lo avesse superato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Naturalmente, questa mancanza di moto le aveva appesantito sempre piú la grassezza; ma ormai ella s'era rassegnata alla sua disgrazia; non voleva piú darsi pensiero di nulla; certi giorni nemmeno si pettinava, e rimaneva sdrajata, inerte, a leggere o a guardarsi le unghie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Superbi della loro statura, guardano con dispetto, anzi quasi con rancore, quei pochi che possono rivaleggiare con essi, e scoprono subito in loro certi difetti che essi, è ovvio dirlo, non hanno: le gambe troppo lunghe, la testa troppo piccola, ecc.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma ogni giovanotto, guardandola, le avrebbe detto: - Cala prima, bella mia, cala! cala! E come poteva calare, povera Margherita? Non passarono neanche tre mesi dal suo ritorno a Cesena, che Poldo Carega, non reggendogli l'animo di rimanere nella città dove la sua sciagura s'era compiuta cosí a tradimento, se ne partí con tutta la famiglia, fosco come un temporale; e per piú di dieci anni non si ebbero piú notizie di lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Paolo Marra s'era voltato a guardare quell'omino come fosse il diavolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E questa memoria era mista adesso a un senso atroce di vergogna e ad un avvilimento tanto piú grande, in quanto ogni volta, accanto alla faccia della madre, deturpata, gli appariva d'improvviso, bella, la faccia di quell'altra, col ricordo indelebile di com'ella lo aveva guardato, mentre ancora lo sputo le pendeva dalla guancia: un sorriso incerto, di quasi allegra sorpresa, che le luceva sui denti tra le labbra rosse; e tanta pena, invece, tanta pena negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dico esser lieto, almeno in sogno, signor dottore, e non poterlo sapere! Perché io le giuro che non ne so nulla! Mia moglie mi scrolla, mi grida: "Tu ridi!" e io resto balordo a guardarla in bocca, perché non so proprio né d'aver riso, né di che ho riso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il signor Anselmo, beato, la ascoltava, la assaporava, pur con le lacrime in pelle per la vista di quel colluccio della bimba; e, tentennando il capo e guardando fuori della finestra, sospirava: - Chi sa come sono felice, Susí! Chi sa come sono felice, in sogno, quando rido cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh Dio, per questo dunque rideva? per siffatte scempiaggini? Contrasse la bocca, in una smorfia di profondo disgusto, e rimase a guardare innanzi a sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'altro si voltò a ragguardarlo: - E tu ragli, caro mio, cosí! Poi si voltò a noi e aggiunse: - Ma guarda s'è il modo di sbadigliare! Questo segno sguajato di noja bestiale fece da susta al disgusto che provavo dacché avevo messo piede in quel luogo; m'alzai e gridai al mio amico: - Sbrígati, per piacere! Ma il mio amico, posando il bicchiere ancora a metà pieno di quel suo nero aleatico denso come un rosolio, socchiuse gli occhi e ingollò il sorso che aveva tratto con voluttà cosí bambinescamente palese, che subito la stizza che me ne venne si ruppe in una risata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che brutto segno e che tristezza quando, o dal taglio o dal colore o dalla qualità della stoffa, si capisce che un abito è di tre o quattr'anni fa, e lo si vede rimasto nuovo nuovo, senza una grinza né una macchiolina, addosso a un vecchio! Guardandolo, si aveva la certezza che egli sarebbe morto con quell'abito di quattr'anni rimasto nuovo, e che forse vi si sentiva già morto dentro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo guardai, sorpreso; guardai la bottiglia, come per domandargli perché allora il cameriere gliel'avesse messa lí davanti; il vecchio signore mi lesse negli occhi la domanda e mi rispose: - Per finta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora, tornando a guardare il vecchio signore, che s'era ricomposto in quell'orribile immobilità di pulito cadavere seduto, e ripensando a quanto or ora aveva finito di dirmi, mi sentii preso da una profonda pietà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sdegnava quella padrona nera come un tizzo, dagli occhi ovati e dalla bocca che pareva la buchetta d'un banco di taverna; sdegnava quel nomignolo confidenziale; sdegnava quel sozzo umido cortiletto, ove colei lo aveva relegato; e scoteva la cresta sanguigna, sprazzando luce da tutte le penne dai colori cangianti, e guardava di traverso, come per compassione; o squassava la giubba verde dai riflessi d'oro; incedeva maestoso, una zampa dopo l'altra; e, prima di voltarsi, tornava a guardar di traverso quasi a impedire che le magnifiche penne della coda toccassero gli sterpi di quel cosí detto giardino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rimosso il mattone, stette un pezzo a guardare a scatti, convulso, di qua e di là, quasi pronto a dire, se qualcuno se ne fosse accorto, che non era stato lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Uh quante! Una per miracolo! E di dove è entrata? - Ah, non lo sapete? Ma guarda, che innocentina! Qua, qua, mozzica il ditino! E questo? questo che cos'è? - Ah, il mattone? E chi l'ha levato? - Io, l'ho levato io! io! Per farvi mangiare il becchime dalle mie galline! Non voi per rubarmi le uova...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se avesse potuto lui, invece, scappar via di lí e andarle a trovare! Si propose di provarcisi; e, quando fu la sera, cheto e chinato, s'accostò all'angolo ove era il mattone e, guardando cauto e timoroso la finestra, tirò all'indietro una prima zampata per rimuoverlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Butticè, ricciuto e vivace, col perpetuo riso lucente degli occhi azzurri, mobili e maliziosi, e paroline dolci e ammiccamenti, s'adoperava ad attenuare la durezza del socio; ma il padrone o il mercante guardavano gli occhi impassibili del taciturno irremovibile, e delle maniere graziose di Butticè non solo non sapevano che farsene, ma anzi quasi s'infastidivano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli parve che il socio lo volesse pestare con la sua generosità, appena caduto sotto quell'ingiustizia della sorte; e senza neppur guardare un'ultima volta la morta, quasi che anche lei, quella mattina, a tradimento, avesse voluto diminuirlo, avvilirlo, annichilirlo, scappò via, scostando i figli, scostando tutti, via giú per la campagna, e andò a rintanarsi sotto un carrubo, lontano, come una bestia ferita a morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Levando però gli occhi intravide da uno sforo nel fogliame, ferma in cielo la luna e si sentí guardato da essa, avvertendo nella coscienza oscura come un rimescolío, tra di dispetto e di sgomento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Giglione, al rumore, uscí dalla stanza accanto; stette un pezzo a guardare, poi gli domandò: - Che fai? Butticè stava a legare per terra un grosso fagotto di panni; si rizzò su la vita, gli piantò gli occhi in faccia e rispose: - Me ne vado, - Dove te ne vai? Sei pazzo? - replicò quello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sciamannato, tutto gocciolante di sudore, col testone raso e la cotenna ridondante su la nuca, le lenti che gli scivolavano sempre di traverso sul naso a gnocco, e quei grossi occhi biavi che pareva le andassero cercando per guardare, obbligando il capo a certi buffi rigiramenti sul collo che facevano pensare a un bue smanioso sotto il giogo, il professor Dionisio Vernoni non era fatto in verità per attirar la confidenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Niní Gilli, a queste parole, prorompeva in una irrefrenabile risata, a cui tutti gli altri facevano eco, mentre il senatore guardava in giro come se non avesse inteso bene, e domandava: - L'erba? Perché, l'erba? Non capisco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma noi, vivaddio, possiamo guardare anche in sú, illustrissimo signor senatore! In sú, in sú, le stelle! La vecchia signora Gilli e Miss Green tornavano ad approvare col capo, convintissime, questa volta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma anche guardando in giú, scusi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Giú nelle macchie del Conventino? Se lei dice psicosi, io so di che si tratta! So tutto, so tutto! La signorina Gilli ha veduto! La signorina Gilli ha sentito anche lei! Lo Scamozzi, il Borisi, il dottor Sandrocca, la moglie, Miss Green si voltarono a guardarlo a bocca aperta: - Veduto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La vecchia signora s'arrestò, come intronata, a guardarlo e gli domandò: - Ma come? lei...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dionisio Vernoni non diede tempo agli altri di sorridere di questa considerazione; incalzò: - Organo e arpe? - Arpe? Arpe, non so, - rispose quella, atterrita dal modo con cui il Vernoni la guardava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto, quando parve a lui, si alzò e, senza dir nulla, senza guardar nessuno, con due dita inserite tra i bottoni del panciotto, s'avviò tranquillo e grave, quantunque cosí piccolino, per il viottolo che conduceva alle macchie del Conventino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poteva piú lamentarsi davanti a quei sei occhi ammammolati dalla pietà, davanti a quelle sei mani cosí pronte a soccorrerlo? Eppure avrebbe avuto da lamentarsi, tanto, e di tante cose! Bastava che si voltasse a guardare qua o là per trovare una ragione di lamento, che esse non supponevano nemmeno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli veniva fuori, quand'era solo, nella stanza d'ufficio, che si baloccava senza saperlo con la lancetta del raschino, seduto davanti la scrivania: tentazioni che potevano esser anche da folle: come di mettersi a spaccare con la lancetta di quel raschino l'incerato della ribalta, il cuojo della poltrona; e poi, invece, posava su quella ribalta la manina che pareva grassa grassa, ed era anch'essa enfiata; se la guardava e, mentre grosse lagrime gli scolavano dagli occhi, s'accaniva con l'altra a strapparsi i peli rossicci dal dorso delle dita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E a guardare cosí da lontano, si pensa che i poveri uomini, sperduti come sono sulla terra, tra le tenebre, si siano raccolti qua e là per darsi conforto e ajuto tra loro; e invece no, invece non è cosí: se una casa sorge in un posto, un'altra non le sorge mica accanto, come una buona sorella, ma le si pianta di contro come una nemica, a toglierle la vista e il respiro; e gli uomini non si uniscono qua e là per farsi compagnia, ma si accampano gli uni contro gli altri per farsi la guerra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli occhi a un tratto gli vanno alla finestra della cucina che guarda dalla parte opposta del vicolo, su un precipizio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando si sentiva l'occhio pieno, posava per un poco il piccone e, guardando la rossa fiammella fumosa della lanterna confitta nella roccia, che alluciava nella tenebra dell'antro infernale qualche scaglietta di zolfo qua e là, o l'acciajo del palo o della piccozza, piegava la testa da un lato, stiracchiava il labbro inferiore e stava ad aspettar che la lagrima gli colasse giú, lenta, per il solco scavato dalle precedenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cjàula non fiatò; restò un pezzo a guardarlo a bocca aperta, con occhi da ebete; poi si poggiò le mani su le reni e, raggrinzando in sú il naso, per lo spasimo, si stirò e disse: - Gna bonu! (Va bene).(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dapprima ne rimaneva abbagliato; poi col respiro che traeva nel liberarsi dal carico, gli aspetti noti delle cose circostanti gli balzavano davanti; restava, ancora ansimante, a guardarli un poco e, senza che n'avesse chiara coscienza, se ne sentiva confortare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La scala era cosí erta, che Ciàula, con la testa protesa e schiacciata sotto il carico, pervenuto all'ultima svoltata, per quanto spingesse gli occhi a guardare in sú, non poteva veder la buca che vaneggiava in alto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La conosci? Bene, guarda: qua, dentro questo pezzetto di carta, c'è una candelina di pecorajo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah! sí? davvero? oh guarda! - si mise a dire allora, per non darla vinta a quelle pettegole che avrebbero goduto del suo dispetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutte con le calze al piede, quelle galline, perché non si scambiassero! - E i porchettoni perché no, sora Marianna, con un bel fiocchetto celeste alla coda? Ma guardate se queste eran cose da dire alla povera sorella d'un povero curato, che non dava fastidio neanche all'aria! Mah...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pareva che il male gli avesse covato dentro e poi dato fuori in tanto gonfiore alle gambe, per cui il medico gli aveva proibito di lavorare e consigliato di starsene a letto ben guardato e di nutrirsi di solo latte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la somara, tra il vento furioso, tra il rimescolío della gente e delle bestie che s'affrettavano al ritorno sotto la minaccia d'una grossa burrasca, s'era piú che mai stizzita e non voleva piú stare alle mosse; sicché appena Nunziata chiese per carità che don Marchino si togliesse sul biroccio fino a Stravignano quel ragazzo che non le si reggeva piú in piedi, malato anch'esso, peggio del padre, che poi ella piú tardi, passando per lo stradone per ritornare a Sorífa se lo sarebbe ripreso; don Marchino, che faceva sforzi erculei per trattener la somara, provò un dispetto feroce e, sgranando tanto d'occhi, le gridò: - Ma ti pare, figliuola mia! Gli crebbe il dispetto, quando alcuni curiosi, che s'eran fermati a guardare, pensarono bene di tener ferma e quieta la somara, perché egli avesse agio d'ascoltare quel che voleva da lui quella povera donna cosí avvilita; e poi, ostinandosi egli nel rifiuto con la scusa delle smanie stizzose della somara, gli gridarono che se ne doveva vergognare, perdio, un sacerdote! La somara? ma che somara! Là, due belle frustate! due buone strappate di briglia! Quella poveretta...(Pirandello - Novelle per un anno)
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ma lo guardasse, giallo come la cera! e quella capra...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si mise a parlare di quel che aveva veduto e sentito alla fiera, e intanto guardava in giro, satollo e pago, quella sua comoda e tepida saletta da pranzo, e fumava la pipa, mentre Marianna medicava i piedi di Rosa, per carità, sí, ma anche perché essa la mattina dopo, alla punta dell'alba, non vi trovasse una scusa per non condurre al pascolo le vacche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- A quest'ora? - disse don Marchino, guardando costernato la sorella e la serva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E non gli è bastato su lui, anche sul figliuolo me l'hanno fatto e su l'unica bestiola rimasta, che la guardavo come la pupilla degli occhi, perché mi faceva il latte per lui...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sidora, sua moglie, di tratto in tratto si voltava a guardarlo, in pensiero, dalla soglia su cui stava a sedere, col capo appoggiato allo stipite della porta, e gli occhi socchiusi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Batà restava cupo e assorto, a guardare in terra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma era un male soltanto per lui; bastava che gli altri se ne guardassero: e se ne potevano guardar bene, perché era a periodo fisso ed egli se lo sentiva venire e lo preavvisava; durava una notte sola, e poi basta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sidora, a quelle parole accompagnate da un ambiguo sorriso, si sentiva gelare e lo guardava sbigottita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Uh, ne facevano tanti, di quei dispetti, alle povere mamme! Levare i bambini dalle culle e andare a deporli su una sedia in un'altra stanza; farli trovare dalla notte al giorno coi piedini sbiechi o con gli occhi strabi! - E guardi qua! guardi qua! - mi gridò una, acchiappando di furia e facendo voltare il testoncino a una bimbetta che teneva in braccio, per mostrarmi che aveva sulla nuca un codino di capelli incatricchiati, che guaj a tagliarli o a cercar di districarli: la creaturina ne sarebbe morta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se talvolta qualche bambino gli s'accostava per rivolgergli una domanda, egli lo guardava e non sapeva rispondere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E le raccontò che un favarese, una volta, per provare se la carabina era ben parata, fattosi all'uscio di strada, la aveva scaricata sul primo che aveva veduto passare; e che un carrettiere di Favara, un'altra volta, dopo aver fatto montare sul carretto un ragazzino di dodici anni incontrato di notte lungo lo stradone, lo aveva ucciso nel sonno, perché aveva inteso che gli sonavano in tasca tre soldi; lo aveva sgozzato come un agnello, povero piccino; s'era messi in tasca i tre soldi per comperarsene tabacco; aveva buttato il cadaverino dietro la siepe, e arrí! a passo a passo, cantando, aveva seguitato ad andare, sotto le stelle del cielo, sotto gli occhi di Dio che lo guardavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'accorse subito, guardando il cielo, che quella non era alba, ma chiaro di luna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando fu un buon tratto lontana dal paese, nello stradone, tra le campagne sotto la luna, andando lentamente su l'asinella, si mise a pensare a quel ragazzino sgozzato e buttato lí, dietro la siepe polverosa, povera creaturina di Dio; a tanti altri ammazzamenti e male vendette pensò, che si raccontavano della Favara, e intanto proseguiva con la mantellina in capo tirata fin su gli occhi per impedirsi di guardare le ombre paurose della campagna di qua e di là dello stradone, ove la polvere era cosí alta, che non faceva neanche sentire il rumore degli zoccoli dell'asinella.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Certo è che, fin dal primo vederla, restò abbagliato a guardarla in bocca, mentr'ella affollatamente gli parlava della zia trovata a letto, un quarto d'ora addietro, rantolante e senza conoscenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non mi baci? Oh, come sei buffo! Che hai? - gli domandò una volta Bebè, dopo averlo baciato, guardandolo in faccia e scoppiando a ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Corrado? Restarono per un momento entrambi, di fronte, come precipitati l'uno verso l'altro a guardarsi dal tempo remoto, in cui per l'ultima volta si erano veduti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che cos'è? Guardami...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Perché? dov'è, insomma? - domandò il Tranzi guardandosi attorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma tutto il male, tutto il male lo fece tua madre, con la sua morte! - E chi l'ha scontato? - disse Ebe, guardandolo con dura freddezza negli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si raddrizzò sul busto, dolorosamente, si passò le mani tremanti sui capelli; poi si portò un dito tra i denti e stette un pezzo a guardar fisso innanzi a sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Movendo gli occhi, scorse la serva, si voltò a guardar l'infermo; andò a sedere presso un tavolinetto, su cui appoggiò i gomiti, stringendosi la testa tra le mani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rimasto solo, si levò da sedere, si rimise a passeggiare per la camera, schivando di guardare l'infermo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guarda che letterona...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma poteva confidar queste cose donna Angeletta Dinelli al commendator Federico Morozzi? LA CORONA Il dottor Cima si fermò all'entrata della villetta comunale, che sorgeva sul poggio all'uscita del paese; stette un pezzo a guardare il rustico cancello a una sola banda, sorretto da due pilastri non meno rustici, dietro ai quali si levavano tristi due cipressetti (tristi, quantunque attorno a loro ridessero in ghirlande qua e là, tra il cupo verde, alcune roselline rampicanti); guardò l'erto viale che dal cancello saliva al poggio, alla cui vetta stava tra gli alberi un chiosco che voleva sembrare una pagoda; e aspettò che il desiderio di farsi una giratina per sollievo in quella vecchia villetta quasi abbandonata riuscisse a vincere in lui la rilassatezza delle membra, che il tepore inebriante del primo sole gli aveva cagionato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si era insomma padroni soltanto di guardare, passando.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stette un pezzo a guardare innanzi a sé, vide poco discosto un sediletto e andò a sedervisi meccanicamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vieni! - diss'egli, incamminandosi per il primo viale a manca, e guardando a una a una tutte le tombe, che vi erano allineate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il servo non guardava al di là del poderetto anche perché i terreni da una parte e dall'altra erano un tempo appartenuti alle sue padrone: perché ricordare il passato ? Rimpianto inutile . Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ti han detto s'io devo tornare domani o stanotte ? — Domani , vi dico ! Intanto che voi sarete in paese io starò qui a guardare il podere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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II All'alba partí lasciando il ragazzo a guardare il podere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo stradone , fino al paese era in salita ed egli camminava piano perché l'anno passato aveva avuto le febbri di malaria e conservava una gran debolezza alle gambe: ogni tanto si fermava volgendosi a guardare il poderetto tutto verde fra le due muraglie di fichi d'India ; e la capanna lassú nera fra il glauco delle canne e il bianco della roccia gli pareva un nido , un vero nido .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ogni volta che se ne allontanava lo guardava cosí , tenero e melanconico , appunto come un uccello che emigra: sentiva di lasciar lassú la parte migliore di sé stesso , la forza che dà la solitudine , il distacco dal mondo ; e andando su per lo stradone attraverso la brughiera , i giuncheti , i bassi ontani lungo il fiume , gli sembrava di essere un pellegrino , con la piccola bisaccia di lana sulle spalle e un bastone di sambuco in mano , diretto verso un luogo di penitenza: il mondo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ecco a un tratto la valle aprirsi e sulla cima a picco d'una collina simile a un enorme cumulo di ruderi , apparire le rovine del Castello: da una muraglia nera una finestra azzurra vuota come l'occhio stesso del passato guarda il panorama melanconico roseo di sole nascente , la pianura ondulata con le macchie grigie delle sabbie e le macchie giallognole dei giuncheti , la vena verdastra del fiume , i paesetti bianchi col campanile in mezzo come il pistillo nel fiore , i monticoli sopra i paesetti e in fondo la nuvola color malva e oro delle montagne Nuoresi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Erano quasi eguali , i due portoni , preceduti da tre gradini rotti invasi d'erba ; ma mentre il portone dell'antico cimitero era sormontato appena da un'asse corrosa , quello delle tre dame aveva un arco in muratura e sull'architrave si notava l'avanzo di uno stemma: una testa di guerriero con l'elmo e un braccio armato di spada ; il motto era: quis resistit hujas ? Efix attraversò il vasto cortile quadrato , lastricato al centro , come le strade , da una specie di solco in macigni per lo scolo delle acque piovane , e si tolse la bisaccia dalle spalle guardando se qualcuna delle sue padrone s'affacciava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix prese il secchio di sotto al sedile ; s'avviò , ma sulla porta si volse timido , guardando il secchio che dondolava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli andò al pozzo che pareva un nuraghe scavato in un angolo del cortile e protetto da un recinto di macigni sui quali , entro vecchie brocche rotte , fiorivano piante di violacciocche e cespugli di gelsomini: uno di questi si arrampicava sul muro e vi si affacciava come per guardare cosa c'era di là , nel mondo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il servo s'era messo davanti a loro , aspettando ; ma donna Noemi dopo aver spiegato il foglio giallo lo guardava fisso quasi non riuscisse a decifrarne le parole , e infine lo scosse indispettita .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È questo ! Sollevò gli occhi e arrossí guardando severa il viso di Efix: anche le altre due lo guardavano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma donna Ester sorrideva , guardando la sorella che era la piú timida e irresoluta delle tre ; e curvandosi le batté una mano sulle ginocchia:— A cacciarlo via , vuoi dire ? Bella figura , sorella cara .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Eccoli , son tutti lí ; c'è don Zame inginocchiato sul banco di famiglia e piú in là donna Lia pallida nel suo scialle nero come la figura su nel quadro antico che tutte le donne guardano ogni tanto e che pare affacciata davvero a un balcone nero cadente .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix la guarda e sente , come sempre davanti a questa figura che s'affaccia dall'oscurità di un passato senza limiti , un capogiro come se fosse egli stesso sospeso in un vuoto nero misterioso . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Dia ! Dia a me , — disse togliendole di mano la secchia , e mentre tirava su l'acqua guardava dentro il pozzo , per non guardare in viso la padrona , poiché si vergognava di chiederle i denari che ella gli doveva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ebbene , guardala: non è sua madre rinata ? Eccola . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli sta lí tutto il giorno a guardare i passanti e a beffarsi di loro: molti cambiano strada per paura di lui , e altrettanto fa Efix per raggiungere non visto la casa dell'usuraia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I vecchi rimangono , i giovani vanno ! Sospirò , curvando il viso per guardarsi e aggiustarsi i coralli sul petto , e raccontò di quando anche lei andava alla festa con suo marito , sua figlia , le buone vicine .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lia sta su nelle camere di sopra e vi si aggira silenziosa ; s'affaccia al balcone , pallida , vestita di nero , coi capelli scuri che par riflettano un po' l'azzurro dorato del cielo ; guarda laggiú verso il castello , poi d'improvviso solleva le palpebre pesanti e si scuote tutta agitando le braccia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Rivedeva solo il viso livido e contratto di Efix che si curvava a guardare per terra quasi cercasse un oggetto smarrito .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Padrone mie , zitte , zitte ! — mormorava , ma egli stesso era poi corso per il paese domandando a tutti se avevano veduto Lia ; e si curvava a guardare entro i pozzi , e spiava le lontananze .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il nastrino giallo che non aveva impedito alle terre di passare in altre mani e alla lite di esser vinta dagli avversari , legava alle carte morte una lettera che Noemi , ogni volta che sollevava il panierino , guardava come si guarda dalla riva del mare il cadavere di un naufrago respinto lentamente dall'onda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ella sollevò la testa , guardando verso il cortile con occhi spaventati .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi osservò che le calze di lui erano verdi , un colore strano davvero per calze da uomo , e accese il fuoco ripetendo fra sé:«Ah , Ester gli ha scritto di nascosto ? Che se lo curi lei , adesso !» E provava un vago timore a voltarsi , a guardare quella figura d'uomo un po' tutta strana , verde e gialla , immobile sulla panca dalla quale pareva non dovesse alzarsi piú .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli la guardava , un po' stanco e assonnato , e quella figura nera sullo sfondo ancora lucido del finestrino , coi capelli folti e le mani piccole appoggiate al tavolo melanconico , doveva ricordargli i racconti nostalgici di sua madre , perchécominciò a domandar notizie di persone del paese che erano morte o di cui Noemi non s'interessava affatto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Accanto a loro , seduta per terra con le spalle al muro e le braccia intorno alle ginocchia , Grixenda rideva guardando il ragazzo che suonava la fisarmonica .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli era smontato davanti a loro e si guardava attorno confuso: sentí le sue mani prese dalle mani secche dellazia , e sullo sfondo nero del muro vide il viso pallido e gli occhi di perla di Grixenda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Poi tutte le donne gli furono attorno , guardandolo , toccandolo , interrogandolo: il calore dei loro corpi parve eccitarlo ; sorrise , gli sembrò d'esser giunto in mezzo ad una numerosa famiglia , e cominciò ad abbracciare tutti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Qualche donna balzò indietro , qualche altra si mise a ridere sollevando il viso a guardarlo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Neanche a Roma ci son palazzi come questi ! Guardi che cortine ! Le han messe i ragni , gratis , per amor di Dio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Mi pare di sognare , — diceva donna Ester , servendo da cenare al nipote , mentre donna Ruth lo guardava fisso con occhi lucidi , ed Efix traeva dalla bisaccia un bariletto di vino , e pur cosí curvo si volgeva a sorridere ai suoi padroni .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dopo l'accoglienza fredda di Noemi s'era sentito ciò che veramente era , straniero in mezzo a gente diversa da lui ; ma adesso vedeva le zie servirlo premurose , il servo sorridergli come ad un bambino , le fanciulle guardarlo tenere ed avide , – sentiva la cantilena della fisarmonica , intravedeva le ombre danzanti al chiaro del fuoco , e s'immaginava che la sua vita dovesse trascorrere sempre cosí , fantastica e lieta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Guarda tu l'acqua: perché dicono che è saggia ? Perché prende la forma del vaso ove la si versa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Don Giacinto ! Venga ! — E su ! E su !— E venga ! E venga ! Tutte le donne guardavano laggiú sorridendo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Io me ne vado a Nuoro ! — disse Giacintino , pur guardando il podere di sotto in su come si guarda una persona .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix fece osservare bene al nuovo padroncino le arginature costrutte da lui con metodi preistorici: e il giovane guardava con meraviglia i massi accumulati dal piccolo uomo , e poi guardava questi come per misurare meglio la grandiosità della costruzione .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Fra una canna e l'altra sopra la collina le nuvole di maggio passavano bianche e tenere come veli di donna ; egli guardava il cielo d'un azzurro struggente e gli pareva d'esser coricato su un bel letto dalle coltri di seta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix guardava , inginocchiato come in adorazione: bevette anche lui e sentí voglia di piangere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le api si posarono sulla zucca ; Giacinto strappò di mezzo alle sue gambe sollevate uno stelo d'avena , e guardando per terra domandò: — Come vivono le mie zie ? Era giunto il momento delle confidenze .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Guardi , vossignoria , fin dove arriva l'occhio la valle era della sua famiglia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E perché nascere ? — Oh bella , perché Dio vuole cosí ! Giacinto non rispose: guardava sempre per terra e le sue palpebre si sbattevano quasi stesse per piangere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Agitava le dita della mano tesa lontano , come per accennare al brulichio della folla , ed Efix guardava il suo piede e mormorava con tenerezza e con pietà: — Anima mia bella ! E avrebbe voluto curvarsi sul desolato «ragazzo» e dirgli: sono qua io , non ti mancherà nulla ! – ma non seppe che offrirgli di nuovo la zucca come la madre offre il seno al bambino che si lamenta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix sostò al poderetto , presso l'ontano al limite sabbioso del campo delle angurie , e guardando i tralci carnosi che correvano avviluppandosi qua e là come serpi sotto le foglie , gli pareva che avessero , come del resto tutti i cespugli tremuli intorno , qualche cosa di vivo , di animale .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E i due pareva provassero piacere a quel contatto perché guardavano le secchie a testa bassa e ridevano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— La tocchi la saetta , don Predu ! — , imprecò Natòlia , pur guardandolo con occhi languidi per tentarne la conquista .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sono contenta , zio Efix ! Stanotte balleremo ancora ! Ma guardate il vostro padroncino: pare faccia la corte a Kallina ! Efix la guardava con tenerezza ; vide Giacinto sollevar gli occhi pieni d'amore e di desiderio , e in cuor suo benedisse i due giovani .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Altro che spirito: è vivo e ha le mani che si muovono , non è vero , Grixè ? Chi ? Don Giacintino ! Ma Grixenda , appoggiata al muro , col bimbo che le morsicava i bottoni della camicia , guardava anche lei il vassoio luccicante su nel belvedere , e i suoi occhi parevano affascinati come quelli della vecchia nonna quando nelle notti di luna spiavano il passaggio dei folletti giú verso il fiume .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Sí , — diceva , guardandosi le mani , — ho strappato il ciuffo ad un Sirdusso , uno che adorava il diavolo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora cominciarono a discutere , ed Efix guardava la rosellina come parlando a lei sola .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Grixenda guardava avanti a sé con gli occhi umidi che riflettevano la fiammella dei ceri , e cantava e piangeva anche lei .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tutti si precipitarono a guardare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— La sposerò , — disse Giacinto , ma guardava per terra e pareva sognasse .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E Priamu mio era un valent'uomo: aveva un pungolo con una lesina in cima e mi diceva , avvicinandomelo agli occhi: vedi ? ti porto via la pupilla viva se guardi don Zame quando ti guarda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dimmi ? Lo guardava di sotto in su , supplichevole , con gli occhi dolci lucidi alla luna .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che tempo era ! Chetempo ! — ripeté Giacinto , e sollevò il viso guardandosi attorno quasi per accertarsi che la notte era bella .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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«Devo dirgli: ebbene , coraggio , ti emenderai ! Dopo tutto eri un ragazzo , un orfano . . .» Ma sognò Noemi che lo guardava coi suoi occhi cattivi , e gli diceva sottovoce , a denti stretti: «Lo vedi ? Lo vedi che razza di uomo è ?» .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix lo guardava dal basso , spaurito ; e il grosso uomo a cavallo gli sembrava , nel crepuscolo rosso , un uccello di malaugurio , uno dei tanti mostri notturni di cui aveva paura .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sollevò una gamba e disse: — Guarda lí c'è posto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix non osava guardarle ; s'alzò rispettoso davanti a loro che prendevano posto sul sedile , e solo dopo che donna Ester ebbe domandato: — Efix , sai che succede ? — egli sollevò gli occhi e vide che Noemi lo fissava come il giudice fissa l'accusato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ti ha pagato , per parlare cosí ? Allora egli ebbe il coraggio di guardarla negli occhi , e una risposta sola: «io non sono avvezzo a esser pagato» gli riempí la bocca di saliva amara ; ma ringhiottí parole e saliva perché vedeva donna Ester tirar la giacca di Noemi , e donna Ruth pallida guardarlo supplichevole , e capiva ch'esse tutte indovinavano la sua risposta , e sapevano che non era un servo da esser pagato lui ; o meglio , sí , un servo , ma un servo che nessun compenso al mondo poteva retribuire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il sangue tornava a circolargli nelle vene , ma caldo e pesante come lava ; la febbre lo pungeva tutto , i raggi obliqui di polviscolo argenteo che cadevano dal tetto in rovina gli parevano buchi bianchi sul pavimento nero , e le figure pallide deiquadri guardavano tutte giú , si curvavano , stavano per staccarsi e cadere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix la guarda , la guarda , e gli sembra di ricordare una vita anteriore , remotissima , e gli sembra che ella gli accenni di accostarsi , di aiutarla a scendere , di seguirla . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sollevò il viso , sotto il viso reclinato di Efix , e si guardarono disperati .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Pregava , invece , seduta sullo scalino della porta sotto la ghirlanda della vite argentea e nera , alla luna: e ogni volta che guardava intorno le sembrava ancora di vedere , qua e là sulla muraglia dei fichi d'India , gli occhi di Efix verdi scintillanti d'ira .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ho dovuto prendere il palo per difendermi ! Intende , vossignoria ? Il servo è feroce: non si fidi ! Giacinto stette un momento immobile , guardandosi le mani su cui cadeva l'ombra tremula d'un riccio di vite .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le tocco la spalla come il Barone , ed ella s'alzò e andò a prendere i denari dalla cassa: due biglietti da cinquanta lire che palpò a lungo , guardandoli attraverso la luna e pensando che per il viaggio di Giacinto bastava uno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Per non ripassare davanti alla casa della fidanzata , scese un viottolo , poi un altro , fino ad uno spiazzo su cui guardavano le rovine d'una chiesa pisana .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Don Predu era piú riserbato , ma il suo sorriso , a guardarlo bene , tagliava come un coltello .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu non hai voluto bere con noi ! Neppure se ti vedo morire accetto il tuo vino !* Tuttavia finirono nella bettola quasi deserta ; solo due uomini giocavano silenziosi e un terzo guardava ora le carte dell'uno ora le carte dell'altro , ma a un cenno di don Predu si avvicinò ai nuovi venuti e tutti e quattro sedettero intorno a un altro tavolo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il bettoliere , un piccolo paesano che pareva un ebreo della Bibbia , col giustacuore slacciato sulle brache orientali , portò il vino in un boccale levantino e depose una lucerna di ferro nero in mezzo alla tavola ; e il Milese con la testa reclinata a destra mescolò pensieroso le carte guardando ora l'uno ora l'altro dei suoi compagni .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi si ritirava fredda e sdegnosa , guardando la tela che aveva in mano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Donna Noemi , mi guardi ! Non abbassi gli occhi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Quando mio padre mi avvertí: se guardi ancora don Zame ti crepo la pupilla col pungolo , io ho chiuso gli occhi e don Zame da quel momento è stato morto per me .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La vecchia la guardava , e nei suoi occhi vitrei la malizia brillava come la collana giovanile sul suo collo di scheletro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ella guardava rigida , tremando entro di sé .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli occhi socchiusi guardavan tuttavia in alto , loschi come nello sforzo di fissare un punto solo lontano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi ancora inginocchiata presso il sedile ov'era steso il cadavere di donna Ruth , sollevò il viso guardandosi attorno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Era ancora la vecchia Pottoi che veniva a domandare notizie di Giacinto: si avanzò come un'ombra , ma doveva aver lasciato fuori qualcuno perché si volse a guardare , mentre le dame si ritiravano sdegnose .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli pareva d'esser morto e di andare , di andare come un'anima in pena che deve raggiungere ancora il suo destino eterno ; di tanto in tanto però un senso di ribellione lo costringeva a fermarsi , a sedersi sul paracarro ed a guardare lontano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ecco , pensava guardando il profilo dell'Orthobene , lassú è una città di granito , con castelli forti silenziosi ; perché non mi rifugio lassú solo , e non mi nutrisco di erbe , di carne rubata , libero come i banditi ? * Ma da un punto aperto della valle vide il Redentore sopra la roccia con la grande croce che pareva unisse il cielo azzurro alla terra grigia , e s'inginocchiò a testa bassa , vergognoso delle sue fantasticherie .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Viveva con le poche lire guadagnate dalla senseria del vino acquistato per conto del Milese , ma non sapeva che avrebbe fatto poi: anche lui guardava lontano , dal finestrino della sua stanzetta sopra un cortiletto in pendío in fondo al quale come da un buco si vedeva la grande vallata d'Isporosile con la cattedrale di Nuoro fra due ciglioni , in alto , sul cielo venato di rosa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Giacinto guardava le donne che andavano a messa , composte , rigide , coi visi quadrati , pallidi nella cornice dei capelli lucenti come raso nero , i malleoli nudi di cerbiatta , le belle scarpette fiorite: sedute sul pavimento della chiesa , coi corsetti rossi , quasi del tutto coperte dai fazzoletti ricamati , davano l'idea di un campo di fiori .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma poi anche lui si vergognava del suo sogno , e tornava al finestrino della stanzetta solitaria a guardare la cattedrale di Nuoro: lassú forse era la sua salvezza .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo tirò su , lo appoggiò con le spalle al muro , si sollevò e stette a guardarlo dall'alto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E guardavo . . . guardavo . . . cosí passò molto tempo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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C'erano solo le serve , una grassa e anziana che si dava le arie imponenti della sorella del Rettore , l'altra giovane e lesta benché afflitta dalle febbri di malaria ; ed egli dovette attendere nella stanza terrena , divagandosi a guardare nel vasto cortile i graticoli di canna coperti di fichi verdi e neri , d'uva violetta e di pomidoro spaccati velati di sale .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sei dimagrito , — gli disse la serva anziana , che filava seduta presso la porta , — hai le febbri ? — Mi rosicchiano le ossa , mi scarnificano , sia per l'amor di Dio , — egli sospirò , guardandosi le mani nere tremanti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sedette rassegnato tornando a guardarsi le mani ; e don Predu , mentre vigilava verso il cortile perché le serve non origliassero , gli domandò a mezza voce: — Dimmi come vanno gli affari delle mie cugine .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma dopo ritornò ostile: quando vado là mi accoglie bene , ma di tanto in tanto mi guarda torva , come sia io la causa dei loro malanni .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix guardava le sue dita e taceva ; ma don Predu , irritato per questa indifferenza , gli batté le mani sulle ginocchia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix lo guardava spaurito , con gli occhi pieni di una angoscia da bestia ferita .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Come rallegrarsi dunque ? E tornò a guardarsi le mani per nasconder l'idea fissa ferma nelle sue pupille .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La vecchia Pottoi ferma sulla sua soglia guardava , con una mano appoggiata al muro e l'altra sopra gli occhi: sembrava decrepita , piccola , con i gioielli ancora piú vistosi e lugubri sul suo corpo ischeletrito .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Non lo ha detto a te che la sposa ? Dillo su , l'ha detto o no ? Efix la guardò un attimo , come aveva guardato Stefana , e non rispose .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Quello che mi dispiace è il rancore delle dame , — disse la vecchia , guardando di nuovo laggiú .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E don Predu stava lí , a toccarsi la catena e a guardare giú verso il fiume quasi anche lui aspettasse qualcuno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Questo penso anch'io ; ma dove ? Don Predu guardava laggiú , verso il fiume: il suo viso sembrava diverso , sembrava quasi bello , triste e distratto come quello del nipote .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Se lo voglio , sposo anche don Predu , — disse Grixenda sollevando fieramente il viso tragico infantile , — ma ho altri pensieri in mente , io ! Natòlia la guardava e ne sentiva pietà: le sembrava un po' fuori di sé , l'infelice , e non insisté quindi nel tormentarla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Aprile rallegrava anche il triste cortile , le rondini sporgevano la testina nera dai nidi della loggia guardando le compagne che volavano basse come inseguendo la loro ombra sull'erba fitta dell'antico cimitero .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che hai ? Egli la guardava con occhi vivi , lucidi , ed era tale la sua gioia improvvisa che le rughe intorno agli occhi parevano raggi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Era partito dal poderetto con la certezza che qualche cosa di straordinario doveva succedere ; ma guardando in su ai piedi della scala gli pareva che don Predu fosse anche lui triste , quasi malato , ed esitasse a scendere , con la falciuola scintillante in una mano e nell'altra il tralcio di vite dalla cui estremità violacea stillavano come da un dito tagliato gocce di sangue .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— ed esitava guardandosi le unghie , — ecco , io voglio sposare Noemi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Non la vorrai sposare tu , credo ! Ti serbo Stefana , lo sai ! Efix taceva: taceva e lo guardava , e i suoi occhi erano cosí pieni di passione , di terrore , di gioia , che don Predu si fece serio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Si raschiò con l'unghia una macchia del corpetto , guardandoci su attentamente .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La Maddalena guardava , lieta anche lei , come una dama spagnola ospite dei Baroni affacciata a un balcone del Castello .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ella tornò a guardarlo coi suoi occhi cattivi e disse calma: — Anche se torna non c'è piú nulla da perdere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix guardava come dal fondo di un pozzo quel punto alto lontano ; ma d'improvviso gli parve che il raggio deviasse , piovesse su lui , illuminandolo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix lo guardava senza rispondere lasciandosi trascinare su per la straducola fino a un cortiletto chiuso fra due casette sopra la valle: un uomo , un borghesepiccolo quasi nano , con gli occhi grandi melanconici e il viso bianco , attingeva acqua dal pozzo e Giacinto lo presentò come il suo padrone di casa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix guardava l'ometto tra il meravigliato e il diffidente e pareva chiedergli con gli occhi «perché tanta generosità ?» E l'uomo , che mangiava col viso curvo sul piatto , sollevò gli occhi e disse: — Perché siamo cristiani !Allora Efix tornò come dentro di sé nella casa della sua anima , e ricordò perché era venuto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ha ereditato tanto ? — disse allora Giacinto ridendo ; ma Efix lo guardava serio , e ripeté due volte: — Sono venuto per parlarti di questo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Curvo su sé stesso nell'ombra guardava la terra ai suoi piedi e vedeva un abisso nero .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Eppure , sí , te lo dico , perché so che posso dirtelo , solo una volta , quando ella è svenuta ed io ho pianto sopra i suoi occhi , sí , posso dirtelo come potrei dirlo a mia madre , con la stessa innocenza , sí , ci siamo guardati . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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L'ometto lo guardava con rimprovero , ma non parlava , almeno in presenza di Efix .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le donne che portano il frumento al Molino si aggrappano intorno a lui curvo a pesare la farina , e lo guardano con occhi di madre , con occhi d'amore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Arrivato alla chiesetta , sull'alto della china rocciosa , sedette accanto alla porta e si mise a pregare: gli sembrava che la piccola Madonna guardasse un po' spaurita dalla sua nicchia umida la gente che andava a turbare la sua solitudine , e che il vento soffiasse sempre piú forte e il sole cadesse rapido sopra la valle per costringere gl'importuni ad andarsene .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix sedeva poco distante da loro e li guardava gravemente: li riconosceva , li aveva veduti laggiú alla Festa del Rimedio: erano due mendicanti vestiti decentemente da borghesi , con pantaloni turchini e giacca di fustagno: uno , giovane ancora , alto e curvo , col viso giallo scarnificato ove pareva fosse rimasta lasola pelle sulle ossa , con le palpebre livide abbassate , chiedeva , chiedeva muovendo appena le labbra grigie sui grandi denti sporgenti , come dormisse e parlasse in sogno , indifferente al mondo esterno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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L'altro , vecchio ma forte , col viso rosso cremisi congestionato , tutta la persona agitata da un tremito che sembrava finto , aveva messo il cappello fra le sue gambe aperte e di tanto in tanto si curvava a guardarvi dentro le piccole monete .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli pareva che lo guardassero con disdegno , buttandogli la moneta , che si vergognassero di lui come uomo e stessero per rimuoverlo col piede al loro passaggio , come uno straccio sporco .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma poi guardava lontano: al di là della nebbia gli sembrava cominciasse un altro mondo , e si aprisse la porta di cui parlava il cieco ; la grande porta dell'eternità .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Cristiani , non guardate in noi due creature povere ; piú tristi delle foglie cadute , piú luride dei lebbrosi ; guardate in noi gli strumenti del Signore per smuovere il vostro cuore ! Le monete di rame cadevano davanti a loro come fiori duri e sonanti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il tempo si schiariva , un raggio dorato di sole allo zenit filtrava attraverso le nuvole e cadeva dritto sopra l'albero del banchetto: e sotto , i pastori seduti per terra , le donne coi canestri in mano , il sacerdote con una bisaccia gettata sulle spalle a modo di scialle perripararsi dall'umido , i fanciulli ridenti , i cani che scuotevano la coda e guardavano fisso negli occhi i loro padroni aspettando l'osso da rosicchiare , tutto ricordava la dolce serenità di una scena biblica .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Per strada raggiunsero altri mendicanti che si recavano alla festa: tutti salutarono il cieco come una vecchia conoscenza , ma guardarono Efix con occhi diffidenti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma anche alcuni uomini si fermarono intorno al vecchio cieco e al falso infermo , e uno si curvò per guardar bene il tumore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Infatti , quando la folla si radunò nuovamente nel cortile e le donne passando si frugavano in tasca per dare l'elemosina al finto malato , egli cominciò a gridare: — Ma guardatelo bene ! È piú sano di voi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora qualcuno si curvò a guardare meglio il falso tumore , e il mendicante , pallido , immobile , non reagí , non parlò ; ma il vecchio cieco suo compagno s'alzò a un tratto , alto , tentennante come un fusto d'albero scossodal vento ; mosse qualche passo e s'abbatte su Istène battendogli i pugni sulla testa come due martelli .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Guarda che vengono i soldati .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le donne specialmente guardavano dall'alto dei cavalli , dalla cornice dei loro scialli , coi grandi occhi smarriti eppure a tratti scintillanti di gioia: qualche cosa le spaventava , qualche cosa le rallegrava , forse il loro stesso spavento .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix aveva sempre paura d'esser riconosciuto sebbene vestito da borghese e con la barba grigia ispida come una mezza maschera fatta di pelo d'asino: guardava le figure che passavano sul sentiero davanti a lui , se qualcuna gli era nota , e infatti d'improvviso si piegò chiudendo gli occhi come i bambini quando vogliono nascondersi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora Efix fece salire i compagni fino alla chiesetta davanti alla quale solo pochi giovani si aggrappavano alla roccia per guardare le corse dei barberi a mezzacosta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Al diavolo ! Neanche qui lasciate in pace ? — Don Predu , padrone mio ! Sono Efix , non mi riconosce ? Don Predu balzò sollevando le falde del gabbano quasi volesse abbracciare il suo servo: e si guardarono come due vecchi amici .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E dunque , ti sei messo a fare un mestiere facile , poltronaccio ! Bel mestiere , sí ! Ecco , prendi ! Gli porse una moneta , ma Efix lo guardava negli occhi coi suoi occhi di cane fedele e sospirava senza offendersi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Pregava , tranquillo , socchiudendo ogni tanto gli occhi per guardare i suoi compagni addormentati sotto una quercia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Afferrò la mano di Istène e gli disse: — E rimani con me , diavolo ! Stettero cosí , con le mani unite , come Efix li aveva veduti uscire dalla caserma di Fonni , e pareva aspettassero ch'egli parlasse , sfidandolo un poco: trasse quindi l'involtino delle monete raccolte in quel giorno , e dopo averlo fatto dondolare davanti a loro , guardandoli e sorridendo , lo lasciò cadere in mano al cieco vero e se ne andò .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Vedendo l'uomo sconosciuto che s'avanzava curvandosi per guardare dentro la capanna , il ragazzo smise di suonare , e i suoi occhi si fecero minacciosi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ho gridato , ho sudato: ma poi all'alba mi accorsi che era una lepre ferita: sí , presa al laccio era riuscita a scappare e stava lí con la zampetta rotta e mi guardava con due occhi da cristiana .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix si era seduto davanti alla capanna guardando lontano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Credo che abbiano litigato perché venne fuori con gli occhi rossi , come avesse pianto ; Grixenda lo guardava e rideva , ma stringeva i denti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E le superstiti , un poco sfrondate anch'esse , pareva si curvassero a guardare le compagne morte , accarezzandole con le loro foglie ferite .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La donna lo guardava di sottocchi , mentre infilava i lacci nuovi alle sue scarpette senza buttar via i vecchi , che a legare qualche cosa ancora potevan servire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ebbene , non venite avanti ? Sedetevi: vi pesa , quella bisaccia ? È pienad'oro ? Avete fatto fortuna , voi , zitto , zitto , maligno che siete ! Egli sedette e mise la bisaccia per terra , e guardava Grixenda , e Grixenda lo guardava maliziosa lasciandogli capire che sapeva la verità .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Cosí dicono i maligni !Efix guardava pensieroso per terra , fra le sue ginocchia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Io sono qui , non sono là , zio Efix ! — disse Grixenda , correndogli appresso ridente ; — e non posso neppure dire: vado a guardare perché le vostre padrone chiudono a doppio giro il portone quando mi vedono ! Egli andò ; ma ancora una volta il suo cuore palpitava convulso , e gli parve che i colpi battuti al portone gli si ripercotessero dentro le viscere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo guardò bene , prima di lasciarlo entrare , come si guarda uno sconosciuto , poi disse solo: «oh , oh , sei tu ?» ma bastò quest'espressione di sorpresa diffidente e un po' ironica , per aumentare l'umiliazione e il turbamento di lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma Noemi li guardava tutti e due coi suoi occhi cattivi e pareva divertirsi alla scena .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Finalmente volsero tutti e due il viso a guardarsi ed ella scosse la testa con un cenno di rimprovero .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Si guardarono: ed egli comprese che avevano da parlarsi , loro due , da riallacciare un discorso interrotto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Don Predu , verbigrazia , — disse quasi involontariamente ; indi aggiunse guardando la padrona giovane , — non è forse ricco e disgraziato ? Ma la padrona rideva di nuovo ed egli contro sua volontà s'irritò .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora donna Ester si alzò , appoggiando la mano alla spalliera della panca e stette a guardarli severa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le sue padrone però stavano lí sulla panca , e lo guardavano , donna Ester vecchia e quasi supplichevole , donna Noemi ridente ma piú terribile di quando era austera .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Portò via la bisaccia , colse un gelsomino dalla siepe e si volse in giro a guardare: e tutta la valle gli parve bianca e dolce come il gelsomino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma Efix la guardava fisso , con gli occhi vitrei nel viso nero brillante di gocce di sudore ; il terrore della fine lo soffocava , aveva paura che l'anima gli sfuggisse d'improvviso dal corpo , come era fuggito lui dalla casa dei suoi padroni , e scacciata dal mondo dei giusti si mettesse a vagabondare inquieta e dannata coi fantasmidella valle ; eppure rispose di no , di no .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi era agitata ed Efix la sentiva andare e venire per la casa , con passo lieve ma inquieto ; finalmente ella sedette accanto all'uscio a cucire silenziosa , e quando arrivò don Predu scostò la sedia , tirando in là la tela per lasciarlo passare , ma sollevò appena il viso per guardarlo e rispose con un lieve cenno del capo al saluto di lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Silenzio: Noemi cuciva , donna Ester la guardava di sopra la spalla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Su , guardami ! Egli lo guardava , ma non ne vedeva piú gli occhi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Essa mi guardava con disprezzo , ed io capivo bene che non si sarebbe decisa mai .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La guardai bene negli occhi e le dissi: — Zia Noemi , io sposerò Grixenda , perché solo Grixenda , povera come me , giovane e sola come me , può essere la mia compagna .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non rammenti ? Apri gli occhi , guardami .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Durante la sera un accesso violento del male lo aveva pestato come sale nel mortaio: era diventato sordo e muto dal dolore , ma aveva veduto don Predu guardare Noemi con un gesto di contrarietà .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E guarda com'è bello , questo: è il regalo di Predu .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È bella , vero ? Guarda il Cristo , pare che sorrida , mentre gli calano giú le lagrime e il sangue . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E dietro , guarda . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix guardava silenzioso , immobile , con le mani nere e secche aggrappate all'orlo del panno ; e pareva affacciarsi , già cadavere , dal mondo di là per contemplare un'ultima volta la felicità della sua padrona .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed ecco si trovò di nuovo sul muricciuolo del poderetto: le canne mormoravano , Lia e Giacinto stavano seduti silenziosi davanti alla capanna e guardavano verso il mare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Maria guardava alle nubi, all’acque dell’Odet, a Giovanni: egli sotto le nebbie di Bretagna pensava all’Italia.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quando mio cugino lo seppe, venne con le lacrime agli occhi a pregar me, rimanessi: io mi sedetti di faccia a lui ritto in piedi; e lo guardavo, e non gli potevo rispondere, perché le mie parole sentivo dentro piene di pianto. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ritta in piedi, guardai la marina spumante, la città queta, il cielo sereno; diedi un ultimo sguardo al poggio della morte: e scesi ora incespicando ne’ cardi, ora sdrucciolando a passi spessi per la rapida china.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Io soggiungevo: "Ma si potrebbe..." Allora questa donna mi prese, posata com’ero su lei, mi rizzò come una bambina d’ott’anni, e senza guardarmi uscì scotendo il ventaglio in atto d’ira e di spregio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Seduta sul poggio di Meudon, guardavo lunghissimamente il bosco a diritta, la Senna a manca, di faccia Parigi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Passando dal ponte dell’Arti gli mostravo quel po’ di verdura che cresce modesta nell’isoletta appiè degli archi del ponte Nuovo, e consola le meste acque dove si specchia il palazzo di Luigi Filippo: ed egli: sì, bene: e guardava la facciata dell’Istituto, e le fide colonne appiccicate agli edifizi di Francia, che pare vogliano entrar loro in corpo.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mai che lo ritenessi: ma s’egli dubitava: "rimango?" lo guardavo con sorriso supplichevole; e, se accanto a lui, l’abbracciavo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Stavo come in letargo, quando sento una voce che in italiano mi dice: oh quella donna, costì! — Levai la testa; e vidi una ragazza a braccetto a un uomo, la qual posava la mano sulla mia spalla; e guardatami in viso, con voce più pietosa soggiunse: povera signorina, che v’è egli seguito? — Conobbi l’accento toscano; mi parve di sentire mia madre: non so quel che rispondessi; ma presa per mano, le tenni dietro come una bambinuccia d’ott’anni, piangendo forte. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quando m’accorsi ch’io le dav’ombra, m’impensierii; in ogni parola, in ogni atto diventai come impacciata: temevo di guardarlo; gli facevo fin de’ mal garbi, che avranno attizzati i sospetti di lei, perché non di me dubitava ella, ma di lui, o piuttosto (modesta, come la gente di cuore e la gente disgraziata) di sé. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Passeggio sotto cielo piovoso una pianura biancheggiante di sassi, gialleggiante di cardi: due medici meco, che si tengono per gente trincata, e guardano me con pietà, che non so fare complimenti alle signore, e passo daccanto a quelle a capo basso. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Io la vidi piangere: né sapeva ch’i’ la vedessi; e non badava s’altri guardassero a lei. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Raccolgo nella memoria le donne, non amate a me, ma piacenti, o che a me guardarono con affetto. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni seduto a mezzo il poggio su un sedile di pietra, sentiva il canto degli uccelli che invocavano e presentivano l’ombre su per gli alberi ignudi; sentiva ascendere confuso il rumore della soggiacente città: guardava or al fiume mormorante, or al mare lontano, or agli archi arditi del tempio che, con la nave di mezzo inchinata a diritta, figura il capo di Gesù in agonia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il pallore, e il lungo suo sguardo; perch’ella all’intendere i suoni della sua dolce lingua, e versi a lei non ignoti, si sentì percossa di gioia simile a stupore e lo guardava fiso salendo a passo lento. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma che c’entro io?" E’ voleva rispondere; ma Matilde guardatolo fiso, continuava: "E poi, la stima! Si sa quel che vuol dire la stima degli uomini per le donne." "Che cosa?" "Sul primo voglia, e da ultima noia." "Oh cara Matilde..." "Cara Matilde, cara Matilde! Le so io, queste cose. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni la ritenne per un braccio, e guardandola fiso: voi non siete corrucciata meco, Matilde? Ella lo mirò con cipiglio di sospetto e con occhio commosso; e scrollando il capo: ah son pure birboni gli uomini! Non era in Giovanni né vana curiosità, né pretesto a ficcarsi, il desiderio di sapere le angustie di Maria; voleva sovvenirla, e poteva: non per sé, ma un amico gliene avrebbe fornito il modo, pronto a prestargli quanto danaro e’ volesse, e impronto ad offrirgliene quant’altri a chiedere: un Italiano dalla sventura sbalzato in Bretagna, che per aver con che provvedere a’ suoi studi e a’ bisogni altrui, si cibava, de’ mesi con de’ mesi, di pane e latte: e una libbra di carne la faceva fare ribollita, riscalducciata, rifatta cogli erbucci, cinque dì della settimana: uomo d’antica semplicità che solo bastava a lavare negli occhi dello straniero l’Italia delle macchie d’altri suoi figli, se lo straniero sapesse essere pietoso e giusto alla sventura. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Se’ stata da lui? T’ha detto qualcosa?" "Nulla." "Me lo dici d’un modo..." "Al modo che so." "Ma non si potrebbe sapere il discorso che t’ha fatto imbronciare così?" "Discorsi degli uomini! Dargli retta." "Gli è dunqu’entrato nel patetico teco?" "Meco? Fammi il piacere, smettiamo." Maria, tra l’affetto e il sospetto, voleva pur raccapezzare qualcosa, e temeva d’offenderla; e la guardava fisso: l’altra indispettita, canterellava in francese. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Tacquero un poco; poi parlarono di tutt’altro con voce sommessa, guardandosi come persone che si riveggano dopo lunga assenza e lungo patire.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Egli la schietta fede delle moltitudini e del sesso gracile, sentiva essere cosa sapiente: e per questo, sebbene in molte famiglie protestanti vedesse tale virtù da essere a molte cattoliche esempio e rimprovero; nondimeno le donne protestanti guardava dalla lontana, perché a lui pareva che sdottorassero troppo, o, nol facend’anche, si credessero in diritto legittimo di sdottorare.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Maria lo vedeva senza guardarlo, se non quanto quelle ricercate delicatezze glielo facevano molto notabilmente uggioso: ma le sue buone doti riconosceva, e, così alla lontana, stimava. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Vivete, se non felice, tranquillo: fate agli uomini quel bene che desiderate; e guardatevi dagl’ingrati. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Allora la piena dell’angoscia la sopraffece: si buttò ginocchioni appiè del letto, guardando a un’imagine della Vergine; ma le lacrime le ne velavan la vista. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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In due parole io vi metto d’accordo." "Dirà che son io che ti mando." "Lascia fare a me per cotesto." Maria lagrimando senza più piangere, la guardava, e l’abbracciava più stretto: e Rosa impietosita come del dolore di bambina che si sia fatta male da sé: "Andiamo, chétati, se non c’è altro che questo di male". (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ella guardando a Rosa, sorrise commossa; e guardando a lui, arrossì tranquillata. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Maria strinse a questo la mano, guardandolo con pieno affetto, e nel baciare Rosa, le disse: sorella mia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"Vi rammentate voi, lo scorso autunno a Parigi del giorno che guardavam lieti alle isolette vagamente alberate e cespugliose del ponte a Neuilly, che, tutte vestite, bagnano nell’acqua i lembi del verde lor manto; e quando, svoltando per la via che accompagna il fiume, montavam per la costa vignata di Suresne, verso la chiesetta ch’è in cima, e vedevam la salita ad ora ad ora mollemente riposarsi in pianure ondeggianti od in seni; e i poggi a destra fender l’azzurro con le allegre lor cime: quando entrammo in un capanno biancheggiante di gesso cavato; e guardando al sole che mandava gli ultimi raggi alla già languente verzura, tale, diss’io, è l’ultimo amore? "Addio, buona mia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"La non m’apparve quale se la dipingevano i pensier miei: pur mi piacque; e con gioia visitavo le antiche sue chiese, respiravo il suo sole, guardavo fiso a’ bambini per via. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Un giorno salendo dalla Penta all’Oreto, mentre guardava tra’ colli addossati le vallette scorrere quasi seni, e il forte castagno quasi abondante criniera vestire le cime, e i sentieruoli distinti di fior bianchi e gialli, e le siepi ondeggianti per le fronde a piramide della felce; e il declivio digradare lento verso la piaggia feconda, e sul mare il sole novello, e i villaggi biancheggiare, e l’ombre e il lume dai dossi sbattuto risaltar pel contrasto; e’ s’abbatté ad un buon vecchio co’ capelli bianchi; e accompagnatosi seco, gli domandava del Paoli.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Si sentiva ad essi, più che padre, fratello: perché la sua gioventù gli era passata sì mesta ch’e’ non poteva risolversi a guardarla come tutta finita, e tuttavia si sentiva nell’anima or gl’impeti allegri dell’adolescenza, ora l’inesperta affezionabilità del fanciullo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mentre guarda spaventato, Maria ritira in fretta la pezzuola che aveva sul grembiule; egli trepidando glie la prende, la trova intrisa di sangue e mette un grido.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E’ propose, tornando, cercare di lei, e rivedere i dolci luoghi passeggiati in compagnia di Maria, perdersi ne’ sentieri ch’erran fondi e pur gai tra siepi distinte di fiori; guardare dall’alto lo smalto fiorito che veste i campi fitto, e fiori appiè de’ cespugli, fiori appiè delle croci, fior sulla via.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La gli domandava perché non iscrivergli: e poi di Matilde (la quale e’ non aveva, per non amareggiarla, voluto vedere), e della salute sua: e lo guardava fiso. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Egli s’alzava di tanto in tanto a guardare dalla porta socchiusa il suo atteggiamento, e una pietà ineffabile gli vinceva l’anima. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La prese sulle sue ginocchia, senz’osar di guardarla; e abbracciandola, disse: "Maria, vi ricordate voi d’una promessa che mi faceste da’ primi giorni ch’io vissi consolato di voi?" "Per pietà, dite subito." "Che se all’amore d’Italia, al bene de’ fratelli io dovessi sacrificare la vita..." (Qui Maria si rizzò, impallidita in un subito...) "...vi chieggo perdono, Maria, del dolor che vi reco. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma dite, com’è seguito? con chi?" Gliene disse: Maria rimaneva abbattuta guardandolo con occhi erranti senza quasi vederlo né udirlo: ed egli seguiva: "Il tempo stringe. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La misera errava a passo lento lungo le pareti della stanza, movendo le labbra senza parola, brancicando e soppesando e lasciando cadere checché le venisse tra mano, massime se cosa puntuta o tagliente; ma senza pensar di morire, senza guardare. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Allora credé finito in bene ogni cosa, e diede un grido gettandogli le braccia al collo: ma nel vederlo accorato della sua gioia, s’accorse del vero, e si scostò desolata, pur ringraziando Iddio del vederlo, e guardandolo fiso. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Dite che mi perdonate, Maria." Ella ansimando gli prese la mano, e se la mise sul cuore premendola senza guardarlo.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Non sa soccorrerlo; lascia ch’altri facciano: lo guardava e piangeva.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giunti a Tonneins suo soggiorno (allegro paesello che inerpicato sull’arduo masso pendente, sta dalla lunga ringhiera, quasi da terrazza, a guardare il bel fiume che va); ella chinando gli occhi e poi lentamente levandoli, con voce esile mi disse addio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Le risposi con l’anima; ma nell’impazienza che par talvolta rompere gli affetti miei più veraci, le volsi le spalle, mentr’ella guardandomi pareva volesse aggiungere qualcosa, e non saper che. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Videro le cave non lontano da Nort, e Maria volle scendere per le ripide scale confitte a perpendicolo alla parete del buco altissimo; volle addentrarsi nelle vene, l’una all’altra con disegno mirabile corrispondenti, del carbone che veste luccicando il lubrico masso; saltare sui pianerottoli tra scala e scala, e posare ivi un poco il piede sicuro, indi avventurarsi a scesa più ardua; e con la guida d’un lume che dal cappel di metallo getta il languido raggio sulle angustie dell’umido fondo, guardar di laggiù la luce del giorno da breve pertugio, simile a pallida luna in notte tetra. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Maria sedette su un’umile pietra in fondo là dove il suolo è più sgombro, e guardando al sole che riappariva in subita serenità: "questo luogo mi piace." Giovanni non osava rispondere; ella, quasi madre sollecita di far cuore a bambino che si perita, lo prese per mano e s’alzò. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Dell’anime che padre mi chiameranno, o voi spirti custodi a noi guardate! o terra madre, largisci i doni tuoi a lei che il ciel mi diè! Sia, come Rut l’umìle, di poveretti nata, e ignota, e a te, beata, sia quanto può simìle, o sposa inviolata del fabbro nazaren.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Pareva, a guardarla, in meglio stato che mai; ma la voce spenta: tossiva a stento. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Egli, seduto tra il letto e la finestra, guardava ora al cielo biancheggiante, ora alla sua moglie morta; e pregava Dio senza piangere.(Tommaseo - Fede e bellezza)
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Pasotti, in soprabito nero di cerimonia, col cappello a staio in testa e la grossa mazza di bambù in mano, camminava nervoso per la riva, guardava di qua, guardava di là, si fermava a picchiar forte la mazza a terra, chiamando quell'asino di barcaiuolo che non compariva. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Oh, Pin», diss'ella giungendo i guanti canarini e fermandosi sulla riva a guardar pietosamente il barcaiuolo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando rivedo nella memoria qualche casupola nera che ora specchia nel lago le sue gale di zotica arricchita, qualche gaia palazzina elegante che ora decade in un silenzioso disordine; il vecchio gelso di Oria, il vecchio faggio della Madonnina, caduti con le generazioni che li veneravano; tante figure umane piene di rancori che si credevano eterni, di arguzie che parevano inesauribili, fedeli ad abitudini di cui si sarebbe detto che solo un cataclisma universale potesse interromperle, figure non meno familiari di quegli alberi alle generazioni passate, e scomparse con essi, quel tempo mi pare lontano da noi molto più del vero, come al barcaiuolo Pin, se si voltava a guardar il ponente, parevano lontani più del vero, dietro la pioggia, il San Salvatore e i monti di Carona. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Un'altra signora si era alzata dal canapè all'alzarsi della marchesa e stava guardando con sussiego la Pasotti, quel povero mucchietto di roba vecchia rinfagottato di roba nuova. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La marchesa non stimò necessario d'incomodarla per presentarle i nuovi venuti e, fattili sedere, riprese una pacata conversazione con donna Eugenia sulle loro comuni conoscenze milanesi, mentre Friend faceva, fiutando e starnutendo, il giro dello scialle canforato della Pasotti, si strofinava sui polpacci del curato e guardava Pasotti con i suoi occhietti umidi e afflitti, senza toccarlo, come se intendesse che il padrone dello scialle indiano, malgrado la sua faccia amabile, gli avrebbe torto il collo volentieri. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Donna Eugenia, sapendo bene chi entrava, non degnò voltarsi a guardare, ma gli occhi spenti della marchesa si posarono con tutta flemma su don Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli altri si guardavano, muti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pasotti e il Puria si guardavano spesso, mangiando, per esprimere ammirazione e quasi per congratularsi a vicenda del godimento squisito, e se mai qualche occhiata di Pasotti sfuggiva al Puria, la signora Barborin, vicina di quest'ultimo, lo avvertiva con un timido tocco del gomito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si gittò in una poltrona, in faccia alla finestra spalancata, guardando il lago triste nel pomeriggio nebbioso, e, al di là del lago, i monti deserti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Però il Viscontini era entusiasta del suo modo di suonare; Luisa, la sua fidanzata, non divideva interamente il gusto classico di lui ma ne ammirava, senza fanatismi, il tocco; quando, pregato, egli faceva mugghiare e gemere classicamente l'organo di Cressogno, il buon popolo, intontito dalla musica e dall'onore, lo guardava come avrebbe guardato un predicatore incomprensibile, con la bocca aperta e gli occhi riverenti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Era di buon umore, quella sera, il vecchio Friend, e gli piacque di giuocare a non lasciarsi prendere, provocando Carlotta, sgusciandole sempre di mano, scappando sotto il piano o sotto il tavolino a guardar con un ironico scodinzolamento la povera donna che gli diceva «ven, cara, ven, cara», con la bocca e «brütt moster» con il cuore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non si udivano che i passi lenti, il picchiar delle mazze sul ciottolato e i soffi regolari del signor Giacomo: apff! apff! A piedi della lunga scalinata di Pianca, l'ometto si fermò, si levò il cappello, si asciugò il sudore con un fazzolettone bianco e guardando su al gran noce, alle stalle di Pianca, cui bisognava salire, mise un soffio straordinario. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Te la raccomando, studiala, consigliala, ha un gran talento e un gran cuore, se io non ho saputo far bene con lei, tu fa meglio, sei un buon cristiano, guarda che lo sia anche lei, proprio di cuore; promettimelo, Franco.» Egli lo promise sorridendo, come se stimasse vani i timori di lei e facesse, per compiacenza, una promessa superflua. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A un tratto l'ammalata sollevò il capo dalla spalliera della poltrona, tese le mani avanti, guardando e indicando qualche cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il signor Giacomo, non vedendo l'ora di svignarsela, incominciava a dimenarsi, a soffiare, guardando l'ingegnere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Est, est, non è vero, signor Giacomo?», disse lo zio Piero vedendo il Puttini guardar devotamente nel bicchiere che teneva in mano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Qui almeno non c'è pericolo di crepare come quel tale: et propter nimium est dominus meus mortuus est.» «A mi me par de resussitar», rispose il signor Giacomo, adagio adagio, quasi sottovoce, guardando sempre nel bicchiere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La lettera del Carlin Franco discese il monte adagio adagio, tutto chiuso nel suo mondo interiore così pieno di cose, di pensieri, di sentimenti nuovi, fermandosi ogni tratto a guardar la strada biancastra e i campicelli scuri, a toccar le foglie d'una vite o i sassi d'un muricciuolo per sentire la realtà del mondo esterno, persuadersi che non sognava. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Accadeva allora che filosofo e famiglio, curvi sull'aiuola con le mani alle ginocchia, levassero gli occhi dai germogli beffardi per guardarsi in faccia, il primo sinceramente, il secondo ipocritamente compunto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mi alzo e vado a guardare nella cassa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Adesso sono ancora una bestia di dir questo, metta ch'io non abbia detto, perché al posto Suo, tutt'altro! Dicevo al posto mio, Signore! Si sa! Dunque mi pareva, guardi che asino, che la nonna Le volesse un gran bene, che la roba del nonno finirebbe a ogni modo nelle Sue mani; e con quest'idea!… Passa un po' di tempo, mi consiglio con la signora Teresa, le mostro lettera e testamento. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ancora un'ora e mezzo! Egli guardava l'orologio tutti i momenti; questo benedetto tempo non passava mai. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si mise, guardando distrattamente il punto luminoso, a immaginar l'avvenire, fantasmi che sempre mutavano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella lo guardava a bocca aperta, non capiva; gli puntò l'indice al petto, interrogandolo con gli occhi, con le sopracciglia inarcate, come se dubitasse che questa roba occorresse a lui; al che Pasotti rispose allo stesso modo con tre puntate d'indice: «tu, tu, tu». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La povera signora Barborin, rassegnata, guardava il gatto con i suoi grandi occhioni neri, velati di vecchiaia e tristezza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Povero don Franco!», diss'egli, guardando il tabacco e palpandolo con la tenerezza di un bargnìf commosso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pasotti raccolse le carte e si mise a scozzarle guardando con una faccia sardonica il signor Giacomo che non sapeva dove guardare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il vino ha un aroma di austera virtù ed il signor Giacomo lo fiuta amorosamente, lo guarda commosso, lo torna a fiutare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dai quattordici anni in poi s'era venuta inclinando a non guardare oltre la vita presente, e insieme a non guardare a sé, a vivere per gli altri, per il bene terreno degli altri, però secondo un forte e fiero senso di giustizia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Commissario vi si piantò a sedere in mezzo, guardando l'uscio chiuso che dall'approdo metteva nell'anticamera; quello che dall'anticamera metteva nell'ufficio era rimasto aperto, per ordine suo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Chi passando per l'alto lago avesse potuto discernere tutte queste figure 80 meditabonde, inclinate all'acqua, senza veder le bacchette né i fili né i sugheri, si sarebbe creduto nel soggiorno d'un romito popolo ascetico, schivo della terra, che guardasse il cielo giù nello specchio liquido, solo per maggiore comodità. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Cüstant volta un poco la tuba, guarda il luogo della catastrofe, torna alla contemplazione del suo pacifico sughero e brontola in tono di compatimento: «Minga pràtich!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sopra l'arco della darsena una galleria sottile lega il giardinetto pensile di ponente alla terrazza di levante e guarda il lago per tre finestre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dietro alla loggia vi ha una sala spaziosa e dietro alla sala due stanze: a ponente il salottino da pranzo tappezzato di piccoli uomini illustri di carta, ciascuno sotto il proprio vetro e dentro la propria cornice, ciascuno atteggiato dignitosamente a modo degl'illustri di carne e d'ossa, come se i colleghi nemmanco esistessero e il mondo non guardasse che a lui; a levante la camera dell'alcova dove accanto agli sposi dormiva nel proprio letticciuolo la signorina Maria Maironi nata nell'agosto del 1852. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La prima volta che capitò a Oria dopo la trasformazione del giardinetto, si fermò a guardarlo come aveva fatto per le sei piante di granturco e borbottò sottovoce: «Oh poer a mi!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma la governante fu beata di non aversi più ad ammazzare per la polvere e le ragnatele, ma l'ortolano vantò senza fine le opere miracolose del signor don Franco ed egli stesso comincio presto ad abituarsi ai nuovi aspetti della sua casa, a guardar senza malevolenza il cupolino della terrazza che gli faceva comodo per l'ombra. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dopo tre o quattro giorni domando chi lo avesse eseguito e gli accadde di fermarsi qualche volta a guardar i fiori del giardinetto, di chiedere il nome dell'uno e dell'altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Però, professore», disse Luisa uscendo con la parola viva da un corso occulto d'idee, «si può, non è vero, credere in Dio e dubitare della nostra vita futura?» Ell'aveva posato, così dicendo, l'aggrovigliata matassa della pesca e guardava il Gilardoni in viso con un interesse vivo, con un desiderio manifesto che rispondesse di sì; e, perché il Gilardoni taceva, soggiunse: «Mi pare che qualcuno potrebbe dire: che obbligo ha Iddio di regalarci l'immortalità? L'immortalità dell'anima è una invenzione dell'egoismo umano che in fin dei conti vuol far servire Iddio al comodo proprio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Guarda la forma di questa rosa, guarda il portamento, guarda le sfumature, le venature di questi petali, guarda quella stria rossa; e senti che odore, adesso! E lascia star la filosofia.» «Lei è nemico della filosofia?», osservò il professore, sorridendo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ora, guardando Franco giuocare, ammirava come quell'uomo tanto assorto nella cupidità di un re di quadri, avesse respinta l'altra carta preziosa, che neppure avesse voluto farne saper niente a sua moglie. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli attribuiva questo silenzio a modestia, al desiderio di nascondere un azione generosa; e quantunque avesse preso da Franco più d'un brusco rabbuffo e sentisse di non esserne tenuto in gran conto, lo guardava con un rispetto pieno d'umile devozione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La guardarono, la baciarono sorridendo, si incontrarono silenziosamente nel pensiero della nonna Teresa che tanto l'avrebbe amata, la baciarono ancora col viso serio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mamette, Drano, parevano guardare, come ipnotizzate, il grande occhio fisso della Morta del cielo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sapete che ore sono?», disse Pedraglio guardando l'orologio «Le dodici e mezzo! Andiamo a letto.» Luisa uscì a prendere delle candele e le accese, stando in piedi; nessuno si mosse e sedette anche lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sua moglie lo aspettava ferma in mezzo alla camera, guardando l'uscio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vedersi guardar così, sentirsi baciar così da quella creatura briosa e fiera valeva bene alcuni anni di vita, perché mai mai ella non era stata con lui, nella tenerezza, così umile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa si sciolse i capelli e andò a guardar Maria nel suo lettino. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Marito e moglie stettero a guardarla in silenzio e si rialzarono poi commossi, non ripresero il discorso interrotto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La Maria e don Giuseppe rappresentavano a furia di gesti e di occhiacci la loro sorpresa e il loro terrore; la Pasotti, tra sgomenta e smarrita, li guardava a bocca aperta, col foglio in mano, come se avesse capito; in fatto capiva solamente che la lettera doveva essere spaventosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Commissario, seduto al posto d'onore, sul canapè grande, presso l'ingegnere in capo, parlava molto, con grande facilità e brio, guardando di preferenza Franco come se Franco fosse il solo per il quale valesse la pena di spendere fiato e spirito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo ripigliò l'altro, sottovoce, affacciandosi alla ringhiera verso il lago e fingendo di guardar il ficus repens che veste la muraglia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Si guardi anche Lei», diss'egli, «da certe parole. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Se ne guardi, se ne guardi!» «Grazie», rispose Franco, asciutto, «ma non credo che avrò bisogno di guardarmi.» «Non si sa, non si sa, non si sa», sussurrò il Commissario, e toltosi di là, andò, seguito da Franco, dove il Ricevitore e l'ingegnere discorrevano di tinche presso la scaletta che scende al secondo ripiano del giardinetto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa si alzò, andò ad aprire le imposte, si voltò a guardar sorridendo suo marito nella luce; gli stese la mano ch'egli strinse e scosse col cuore caldo e la lingua impedita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«C'è un'ammalata!» Luisa impugnò la maniglia dell'uscio chiuso guardando colui in faccia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Maria non piangeva più, guardava quella baraonda con tanto d'occhi spalancati. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Si accomodi.» Mentre l'aggiunto faceva scostar i mobili dalle pareti, guardare e frugare dappertutto, venne in mente a Luisa che otto o dieci anni prima lo zio le aveva fatto vedere, nel cassettone di una camera del secondo piano, una vecchia sciabola che vi stava sin dal 1812. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Faceva ogni sforzo di ricordar il posto preciso dove l'aveva veduta, d'immaginar una via di scampo, e taceva seguendo con gli occhi, macchinalmente, la candela che un gendarme accostava, secondo i cenni del suo capo, ora ad un cassetto aperto, ora ad una cantoniera, ora ad un quadro che colui alzava per guardarvi dietro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'aggiunto pigliò il lume e si chinò a guardarvi dentro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco si era seduto sul canapè e guardava i travicelli del soffitto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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I satelliti si chinarono a guardare; Franco trasalì. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Intanto l'aggiunto, preso il fodero e guardatolo per ogni verso, chiese a Franco dove fosse l'arma. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il cavaliere, un bell'uomo sulla quarantina, azzimato e profumato, non aveva un'aria molto gaia mentre, ritto in mezzo alla sala di ricevimento, stava guardando gli antichi stucchi del soffitto in aspettazione della marchesa, loro contemporanea. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La marchesa continuò a sorseggiare la limonata, piano, piano, guardando nel bicchiere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco aveva trasporti di passione per essa, l'afferrava all'impensata, la stringeva, la divorava di baci ed ella allora gittava il capo all'indietro puntando una manina sul viso di suo padre e guardandolo scura come se qualche cosa in lui le fosse straniero e ripugnante. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco la trattiene con una chiamata imperiosa; la piccina si volta a guardarlo e scoppia in lagrime mentre quell'altro si trascina via la sua vittima. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La povera Barborin che aveva approfittato della andata di suo marito a Lugano per correre a portar il suo zuccherino, rimase assai mortificata, guardava contrita ora Luisa ora Franco e finì col togliersi di tasca uno zuccherino vero e proprio onde darlo a Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi, non ottenendo risposta, si voltò a guardarla in faccia, le gridò a squarciagola: «Cantami una canzonetta!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco e Luisa lo guardarono un momento come istupiditi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco, ritto sul limitare della terrazza, con le braccia incrociate sul petto e le sopracciglia aggrottate, guardava verso Cressogno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«E quella povera vittima!», diss'egli guardando la bambina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Durante quella pessima convalescenza del cuore che lo 1 tiene debole e molle, in continuo pericolo di ricadere, egli si era troppo poco guardato dal bel visino brioso, dagli occhi vivaci, dalla gaiezza scintillante della principessina del Niscioree, come la chiamavano i Maironi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Contento che sua moglie avesse scelto la chiesa e quel momento solenne per incoraggiarlo al sacrifizio, non lasciò più la dolce mano, la tenne egli pure come l'avrebbe tenuta un amante, non guardando mai Luisa, serbando impassibile il viso e rigida la persona. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Guardava l'altare col viso alzato, come assorto nel suono dell'organo, nella voce del sacerdote, nel canto del popolo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Raccolse sua moglie a sé con un braccio, sempre guardando Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Che cosa?» «Le debbo raccomandare qualcuno.» «A me? Chi?» «Un vecchio, una signora e una bambina.» I due uomini si guardarono in silenzio, uno commosso, l'altro stupefatto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Le raccomando», riprese Franco, «mia moglie, mia figlia e il nostro vecchio zio.» «Oh!», esclamò il professore, guardando ora Luisa ora Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco tenne sempre abbracciato il collo di sua moglie e guardava tacendo quel punto lucente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Anche il professore, che aveva infiltrazioni sierose di fantasia nelle cellule raziocinanti del cervello come nelle cellule amorifiche del cuore, spenta la lucerna, passò gran parte della notte davanti al caminetto lavorando con le molle e con la fantasia, pigliando, guardando, lasciando cader brage e progetti fino a che gli restarono un ultimo carbone lucente e un'ultima idea. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il professore guardava passar le case scure, il raro chiaror dei fanali, qualche piccolo caffè illuminato, qualche garetta di sentinella. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella lo guardava fiso; i begli occhi gli dicevano: «Bravo, Lei fa una bella azione, mostra molto cuore, non l'avrei creduto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa si buttò sul parapetto verso il lago, a guardare nell'acqua. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Bene, guarda, non voglio saper niente.» Ella lo 1 interruppe, «ma te lo dirò, ma te lo dirò», ed egli allora cui la coscienza rimordeva un poco per l'interrogatorio di Maria, vedendo poi anche Luisa disposta a parlare, non volle assolutamente udirla, le proibì di spiegarsi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Come se fa adèss con sto vioròn chì ch'el capiss nagott?», pensa il Paolin, e, senza guardare il Paolon, gli dice sottovoce: «Andèmm, Paol! Andèmm!» Il Paolon stenta infatti molto a capire ma finalmente si alza, se ne va col Paolin, piglia la sua sulle scale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Appena osava guardarlo di tempo in tempo, umile, con un'aria di cane bastonato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mentre il piccolo eroe magro si difendeva, soffiando, dagl'inviti di Franco a salire in casa, il piccolo eroe grasso girava vivacemente la testa e gli occhietti come un merlo di buon umore, a guardar ora il monte ora il lago, quasi per un'abitudine di sospetto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco stette a guardare col cuore grosso il caro paese dei suoi sogni, de' suoi amori. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Appoggiate le braccia e giunte le mani sul tavolino entrò nel cuore dell'argomento tenendo sempre gli occhi su Franco che, raccolto alla sua volta indietro sulla spalliera, lo guardava pallido, in una ostile attitudine di difesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Prima, però, domanderai al tuo signor bisnonno il permesso di prenderti il suo stivale.» Ella fece che Maria giungesse le mani e recitasse questa filastrocca guardando comicamente il soffitto: Caro signor bisnonno benedetto, 1 Questo stival, se Lei non se lo mette, Lo doni alla Sua Ombretta, Che aspetta con gran fretta Un paio di scarpette E Le scocca su in cielo un bel bacetto Alla pianta del piede con rispetto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa che lo guardava lagrimosa chiese una parola migliore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io invece non me ne commossi che un momento fra i vecchi castagni di Pellio Superiore, dove voltandosi a guardar giù la valle si scopre, in fondo a quel grande imbuto verde, Porlezza e un pezzetto di lago, una piccola coppa di acqua viva, verde anche quella. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Maria mi guarda e fa: «È proprio cattiva la nonna di Cressogno? ». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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mi guardò con due occhi fulminei e io guardai lui senza abbassare i miei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Guardava le case del suo nativo Castello appollaiate a tondo sopra un alto spuntone di scogli ombrosi e pensava alla povera mamma compiacendosi che almeno ella fosse in pace, quando sentì esclamare: «Oh, cara Madonna!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Qui la Peppina, guardando Luisa, si pentì delle sue chiacchiere, si pose ad accarezzarla, ad accusarsi d'aver parlato, a dirle che si desse pace. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa si alzò, si voltò a guardar verso Cressogno stringendo il pugno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quella finestra guarda sopra una scaletta che mette dal sagrato a certe stalle e quindi ad una scorciatoia per Albogasio Superiore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa guardava laggiù con una espressione di contentezza fiera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sì, l'indomani, o allo sbarco, o sulla Calcinera, o sul sagrato dell'Annunciata ell'affronterebbe la marchesa, con disprezzo, le romperebbe la guerra in faccia, la consiglierebbe di guardarsi perché si volevano adoperare contro di lei tutte le legittime armi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Solo quando guardavano Ester si stringevano, si velavano di una tenerezza pia, come se il professore avesse avuto paura d'incenerire la diletta saettandole addosso senza precauzioni tutto il fuoco dell'anima. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Esser guardata a quel modo non piaceva a Ester; e Luisa, la consigliera del professore, ebbe il coraggio di dirgli che non bisognava guardar la sua fidanzata stringendo gli occhi come fanno i cani affettuosi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il tuono? Luisa uscì subito sulla terrazza a guardar il cielo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Andò in giardinetto a guardar il Boglia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella si mise a correre, raggiunse quella lista di sagrato che guarda, dietro la chiesa, sulla cala della Calcinera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tutta l'anima sua guardava e aspettava; niente altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tutto è stato fatto quel che si poteva fare, adesso vieni con me, non star più qui, vieni con me.» «Zio zio zio», fece Luisa con una voce grossa di tenerezza, senza guardarlo, stringendosi il cadavere sul seno, cullandolo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Guarda, guarda, zio», diss'ella. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Guarda, zio, che tesoro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Che la guarda», soggiunse, «che La guarda, sciora Lüisa, se La voeur propi minga donàghela al Signor, che ghe La dona a la Soa nonna Teresa, a la Soa mammin de Lee, che ghe l'avarà inscì cara, sü in Paradis!» Luisa fu intenerita, non dalle parole, ma dal pianto e rispose con dolcezza: «L'à capii che ghe credi minga, mi, al So Paradis! El me Paradis l'è chi!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Era andato due volte a guardare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'Aliprandi e il professore si fermarono sul sagrato a guardar la finestra illuminata dell'alcova, ad ascoltare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A Chivasso, non potendo resistere a quei discorsi, a quelle risate, passò in una carrozza vuota di seconda classe dove si mise a parlar solo, guardando il sedile di faccia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Era Luisa che gli correva incontro sulle scale, era lo zio che gli stendeva le braccia sull'entrata della sala, era il dottor Aliprandi che gli apriva l'uscio dell'alcova e gli diceva «bene bene», era, nella camera buia, un moto di ombre silenziose, era Maria che lo guardava con gli occhi lucidi di febbre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Barbara giuoca male ma si diverte moltissimo a guardare.» «Stasera non giuoco», rispose la marchesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«E anche, date le circostanze, un segno della Sua protezione sopra qualche altra persona.» Tutti, meno il prefetto che si rodeva, guardarono la marchesa come se la Mano protettrice dell'Onnipotente fosse sospesa sopra la sua parrucca. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aspettò un poco, ascoltò il respiro regolare e pesante, si alzò a guardar la faccia cupa, supina sul doppio guanciale con le sopracciglia aggrottate e la bocca semiaperta, prese il lume e si ritirò in punta di piedi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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I passi del Boglia erano guardatissimi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Accompagnali tu!» Il prefetto stava per rispondere che forse la marchesa potrebbe aver bisogno di lui, quando l'avvocato fece: «Zitto! guardate». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Evidentemente si voleva accertarsi che tutte le uscite fossero ben guardate. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E come tutte le cime all'intorno erano abbassate! E come il lago, giù nel profondo, pareva diventato un fiume! L'avvocato guardava su amorosamente alla prima cresta del Boglia dove cominciava il gran bosco dei faggi; un'altra mezz'ora di arrampicata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La gondola della marchesa era sempre guardata dagli agenti dell'Austria con grande rispetto come se portasse un uovo dell'aquila dalle due teste; anche quando ritornava da Lugano non si faceva approdare alla Ricevitoria che pro forma. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Guarda, guarda, non vede persona viva né sulla terrazza né in giardinetto né alle finestre della loggia; tutto è silenzioso, tutto è tranquillo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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In quel momento la Leu si affaccia alla ringhiera del giardinetto con un vassoio in mano, guarda la gondola, entra in loggia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Noi conosciamo lo studiolo simile a una cabina di bastimento, con gli scaffali pieni di libri, il caminetto, la finestra che guarda il lago, la poltrona dove Maria s'era addormentata la notte di Natale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Mi rincresce molto», disse il Gilardoni, entrando, «di far tanto dispiacere a Ester.» Posò il lume sulla scrivania e invece di disporre, secondo il solito, il tavolino e le sedie, andò a guardar dalla finestra il chiaror vago dell'acqua e dei cielo nelle ombre della notte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Posò i gomiti sul parapetto, si piegò, si appoggiò il viso alle mani sempre guardando l'acqua, l'acqua che aveva preso Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo conosceva, lo aveva veduto ancora questo pensiero guardando nell'acqua così, molto tempo addietro, prima di cominciare le evocazioni col professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Faceva bene di starlo a guardare poiché anche la fede negli spiriti era perduta. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mi ha detto che chiuderà un occhio e che passerai.» Luisa tacque, stette a guardar il fuoco meditabonda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Oh, son qui», diss'egli, «e voi guardate bene, mentre staremo via, di non lasciar cadere la casa nel lago.» Durante il tragitto sul Lago Maggiore, a bordo del San Bernardino, Luisa stette quasi sempre nella sala di seconda classe. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ne salì una volta onde persuadere lo zio Piero a discendere anche lui; ma lo zio Piero, chiuso nel suo zimarrone grigio, non volle muoversi, malgrado l'aria fredda, dal ponte dove stava pacificamente a guardar montagne e paesi, e far un po' di conversazione con un prete di Locarno, con una vecchierella di Belgirate e con altri viaggiatori di seconda classe. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa, che gli era seduta accanto, si alzò di botto, fremente, e andò a guardar fuori dal finestrino in faccia, voltando le spalle allo zio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il battello rade la costa; Luisa guarda dal finestrino ovale passar le rive, le case, gli alberi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'ultimo tratto del viaggio è fatto in silenzio: lo zio sta a guardar Pallanza che si allontana e Luisa ha fissi gli occhi sull'Isola che s'avanza, non vede altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gl'inglesi che pranzavano alla tavola vicina intesero il dialogo, guardarono Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si incamminarono lentamente, sempre senza parlare, per il viale diritto fra il lago e il fianco del Palazzo, a quell'angolo che guarda l'isola dei Pescatori, dove si vedeva già qualche lume. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Mi lascerai partire così? Sai cosa vuol dire per me partire così?» Ella ritirò allora lentamente il braccio di sotto quello di lui e si voltò a destra verso il parapetto, vi si appoggiò guardando l'acqua come a Oria, quella sera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Incontrarono due giovani amanti, che passando loro accanto li guardarono curiosamente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si fermava ad ogni passo, guardando tutto che avesse forma d'arte, tutto che fosse disposto per venir guardato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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2 Luisa ci soffriva, temeva che lo zio si stancasse troppo e si stancava moltissimo ella stessa di dover guardare tante piante, udire tanti nomi latini e volgari, fare attenzione allo zio, mentre i suoi pensieri avrebbero voluto silenzio e solitudine. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Era stanco ma non tralasciava di guardar tutto e d'interrogar su tutto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa e il giardiniere andarono fino al cancello stemmato che guarda la verde Isola Madre, Pallanza e il lago superiore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sempre il primo ad arrivare alla birreria, Berecche lo guarda commosso dal tavolino in fondo alla sala, col suo bravo krügel davanti.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Non diceva nulla il buon Fongi, ma di tratto in tratto si voltava a guardarlo timorosamente con la coda dell’occhio, forse aspettandosi un suo scatto di ribellione da un momento all’altro.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Una specialmente gli s’è fissata, anche per l’aria cupa e grave con cui, in un momento di silenzio, l’amico che gli stava di fronte la enunciava, guardando dentro il piccolo sciop il velo salivoso lasciato dalla spuma a galla della birra.
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Gino Viesi gli mostra senza guardarlo la lettera che gli trema in mano.
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Ma egli resta al bujo nel suo studio e passeggia con una mano su la bocca, guardando di tanto in tanto l’estremo barlume del crepuscolo ai vetri delle due finestre.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Almeno a guardarla così di dietro.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Berecche rientra nello studio, si riappressa alla finestra e guarda il villino dirimpetto, con l’animo ora oscurato e compreso di cordoglio per questo Papa, santo vecchio paesano, cui solo la schiettezza grande della fede fa degno del gran seggio.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Berecche si alza, s’appressa alla finestra piú vicina, siede e si mette a guardare le stelle.
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Quanti, feriti non raccolti, morenti su la neve, nel fango, si ricompongono in attesa della morte e guardano innanzi a sé con occhi pietosi e vani, e piú non sanno vedere la ragione
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Di notte, guarda quelle nuvole che dilagano su le stelle e le annegano per poi lasciarle riapparire su brevi profonde radure d’azzurro.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Il signor Truppel ha guardato afflittissimo per terra lo sputo del fratello, ed è stato lì lì per cavare di tasca un fazzoletto per andare a pulire.
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Due, tre, non reggono alla curiosità, imboccano di corsa la traversa appena tracciata, altri due, tre, li seguono, ma perplessi; si voltano a guardare quelli rimasti su la via, meno curiosi o piú prudenti; guardano intorno (che buon odore di fieno! pare in campagna!); si risolvono, accorrono anch’essi: davanti al cancello guardano inquieti alle quattro finestre da cui quei pianti, quegli strilli, quegli strepiti s avventano.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Ma lo frena e guarda con così acuto spasimo negli occhi la moglie, che questa in prima sbarra i suoi da folle, poi disperatamente rompendo in un pianto che spezza il cuore, gli s’aggrappa al petto, sul petto gli fruga con la testa scarmigliata e geme:
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Il buon Fongi, dal gran naso cornuto, tiene la testa bassa e lo guarda come impaurito di sui cerchietti di platino degli occhiali a staffa.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Glielo guarda Berecche, quel naso, e a mano a mano si sente crescere contro di esso un’irritazione ingiustificabile.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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2 Dagli occhi con cui quella gente lo guarda, comprende che è grave; ma non sa, non può vedersi la faccia, con quella ferita aperta su la fronte; e ride, con la faccia così insanguinata, per rassicurare quella gente:
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— Ah, se l'amore fosse una creatura viva e avesse gli occhi, potreste voi guardarlo senza vergognarvi? (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non temo. Ella guardava la morte e non credeva alla morte. Vide l'ombra d'un pioppo su la via splendida; distinse sul ciglio erboso il fiore intatto del vento, il labile globo di piuma sul gambo sottile; si contrasse, divenuta un solo istinto vitale dalla nuca al tallone, imitando il guizzo delle rondini vive che sfioravano il cofano pieno di fremito.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella non poteva domare quel riso che le si partiva dalle viscere, dal più profondo di sé, dall'ignoto abisso della sua sostanza, con un suono inimitabile che pur sembrava falso alla sua anima e a quella di chi l'udiva. E il compagno taceva, senza guardarla, oppresso da un'angoscia annodata come un rancore inerte, che gli impediva di raccogliere l'irrisione e di volgerla in lieve allegrezza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Contratto egli taceva, intento a dominare sé stesso, la sua macchina fida e infida. Ed ella volle guardarlo deformato nel rame del fanale; e più parole crudeli trovò per ferirlo, e non ne scelse alcuna ma le contenne e n'accrebbe il suo rancore.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella sollevò il velo, mostrò il viso nudo. Egli si volse a guardarla, con qualcosa di cavo nel petto, ch'era come l'impronta di quella nudità sempre nuova.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'amico era poco discosto, occupato da un'angoscia che pareva tutto abolire in lui e non lasciargli se non la possibilità d'un sol gesto nelle braccia pendenti ove si addensava l'attesa. Non lo guardava ella ma assisteva nel suo proprio corpo al fluire e all'adunarsi d'un mistero ch'ella non dominava e che pure le apparteneva più dell'intima sua midolla. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Vinta e riluttante, ella si appressava all'imagine traendo per la mano il compagno inquieto; entrava nell'ombra funerea del letto; fissa, non riconosceva il suo sguardo in quegli occhi che la guardavano quasi nudati, quasi privi di cigli, privi di battito, immensi, più misteriosi della tomba, misteriosi come la follia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Involontariamente Paolo si volse dall'altra parte, con l'atto di guardare sul camino di marmo rosso lo specchio barocco in una ghirlanda di Amorini alati, stretto dall'ansia, temendo che su lui apparisse la medesima traccia. Scorse il capo di Vana alzato verso il labirinto del soffitto e percosso da un fascio di luce sinistra. Con un colpo sordo nel cuore, udì l'accento della voce ammirabile nella menzogna. Conobbe la nuova qualità di quella voce, che diceva: (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ma la vergine e l'adolescente non avevano difesa contro lo strazio, non contro il profumo della magnolia, non contro la pallidezza della palude, né contro l'estasi dell'aria, pieni entrambi di forze discordi che facevano un cupo tumulto disperdendosi e risollevandosi a ogni soffio intorno un'ombra che forse aveva una sembianza da non poter essere guardata fisamente senza terrore. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda, Morìccica. Guardate, Tarsis. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Tutt'e quattro, raccolti nello strombo della finestra, ascoltarono il lungo errante ronzo. Poi si guardarono tra loro fuggevolmente, e videro che tutt'e quattro avevano gli occhi chiari ma diversi, attoniti come se questa simiglianza dissimile scoprissero per la prima volta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E la sorella con un sorriso di felicità infantile guardava attorno interrogando lo stupore di ognuno, come per una foggia della sua eleganza, come quando metteva una bella veste nuova e chiedeva: «Ti piace? Vi piace? È tutta mia l'invenzione». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era tanto bello che avanzava di bellezza le due creature del suo sangue. La forma della sua fronte su l'arco dei sopraccigli era simile a quella dei giovini Immortali; e chi la guardava non poteva cessare di guardarla, ché involontariamente risaliva di continuo a quella perfezione (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella si chinava con le due mani su le spalle di lui a guardare. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Risero forte entrambi, prendendosi le mani, guardandosi negli occhi splendidi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo Tarsis guardava quel volto di giovine iddio decaduto che travagliavano così torbidamente gli affanni umani; e il rancore dei suoi trentacinque anni esperti e indurati si appesantiva dinanzi a quella grazia inquieta come una convalescenza febrile (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Aldo non guardava il costruttore d'ali ma, col capo presso l'omero della sorella, era fiso nel cielo di Vergilio. Tutto era puro come nella più divina delle ecloghe (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E raccolse un po' di forza per ricomporre il suo viso, per dissimulare l'ambascia; si sollevò, si volse come a guardare la desolazione del cortile erboso; fece qualche passo furtivo verso la porta che s'empieva d'ombra (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E si corsero incontro; e non parlarono, perché entrambi traboccavano di pianto. E furono soli; e non s'udì alcun altro passo fuorché quello cauto del vecchio. E non si guardarono ma s'abbracciarono disperatamente. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Si guardarono negli occhi leali sorridendo, emuli e fratelli. La loro fraternità vigeva già dalla prima giovinezza, nata sul ponte d'una nave da guerra, nei primi anni del servizio, quando a ogni primavera credevano essi venuto alfine il tempo di puntare i cannoni delle torri corazzate contro un bersaglio che non fosse quello delle gare di tiro nella rada di Gaeta.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Né anche per sogno. Hai guardato l'amica di Roger Nède? È una Cretese escita or ora dal simulacro vaccino ed entrata in una spoglia serpentina di «chez Callot». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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I meccanici la guardavano, tenendo con le braccia nerastre e untuose le traverse della fusoliera. Una striscia obliqua di sole, come già nelle aule ducali di Mantova, penetrava per una fenditura della parete rivelando il nervo d'un'ala, brillando nelle sàrtie d'acciaio, nei quattro metalli del motore bianco giallo rosso bruno. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un delirio crudele venò di rosso i mille e mille e mille occhi levati verso il convesso circo celeste. La cruenta gioia circense rifluì nei precordii ansiosi. Un sùbito aumento di vita estuò sotto l'imminenza della morte. Le ali dell'uomo parvero non più fendere il cielo insensibile ma l'anima oceanica della specie, gonfiata come una marea sino alla linea del più alto volo. Gli elementi asserviti, le forze naturali sottomesse, le divinità constrette erano pronti sempre a insorgere per lacerare, per annientare il fragile tiranno, come quelle belve prigioni che si scagliano contro il domatore se a pena egli batta le palpebre o distolga la punta dello sguardo. La lotta era incessante, il pericolo era onnipresente. Come l'Ortìa sanguinaria dell'antica Tauride, l'Ignoto non stava assiso ma ritto in piedi su l'ara esigendo i sacrifizii umani. Le vittime osavano guardarlo con pupille inflessibili, fino al limite del Buio. Che erano mai al paragone i giuochi dell'anfiteatro? L'uomo non più andava alle fiere nell'arena angusta, ma alle macchine micidiali su le vie della terra del mare e del cielo; e il pollice riverso era di continuo sopra lui. Un'ombra tragica e una luce tragica a volta a volta oscuravano e irraggiavano lo spazio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«La rosa di Madura, la rosa ritrovata! È la prima volta che porto un fiore nel cielo. Dove sarà la piccola Indiana olivigna? Forse mi guarda, forse ha paura, forse la sua dolce anima trema nella sua cintola azzurra, sotto il cappello inghirlandato. Che strana visita! La rivedrò quando sarò disceso? la incontrerò più tardi? Paolo troverà ancóra un pretesto per tenermi lontano.... La rosa gialla di Madura! La porterò in alto, in alto». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Poi s'udì il galoppo dei cavalli accorrenti. Poi di sopra gli steccati la folla si rovesciò sul campo, avida di vedere il sangue, di guardare la carne lacera. Poi, su la folla che già ridivenuta selvaggia s'incalzava e si batteva per lo spettacolo atroce, stettero la colonna e la statua solitarie, due creature immortali dell'artefice efimero, che armavano di bellezza l'orgoglio invitto dell'uomo. Le ali di bronzo testimoniarono per le ali di lino. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella prese fra i denti il suo velo; e prese la sua ragione e la tenne ferma, come si prende fra le mani il capo che duole e vacilla. Ma le sfuggiva, pareva disgregarsi, decomporsi in imagini rilevate come le cose reali e brutali. Ora rivedeva i denti di Giulio Cambiaso, i denti minuti e candidi, il sorriso smarrito dell'uomo che non era più, il movimento delle labbra nel proferire le parole del sogno: «Una rosa le cadde giù pel suo panno azzurro, su le lastre che riflettevano i suoi piedi nudi». Anche negli occhi che li aveva guardati c'era un poco di morte; anche quello sguardo, che s'era piaciuto di quel sorriso, era morto; quel freddo, ch'ella ora pativa, le veniva da quel cadavere, «È la prima volta che porto un fiore nel cielo. Crede che sia leggero? Forse pesa quanto un doppio destino. Lo porterò in alto, in alto....» Non era egli stato ucciso da quella rosa? dalla rosa di Madura?
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— Vuol esser solo. Ha congedato quelli che s'erano offerti di far la veglia d'onore per turno. Ha dato ordini brevi ai suoi meccanici. Ha fatto calare la barra. Quando io gli parlavo, mi guardava come se non m'avesse mai conosciuto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Se m'accompagni, io vado — disse repente la donna, guardando negli occhi il fratello con uno spasimato ardire. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ora ella lo amava con tutte le forze della sua vita, perdutamente; e implorava dal suo amore una potenza senza limiti, una virtù d'incanti. «Entraste, come chi apre una porta e comanda a un estraneo: — Lascia tutto e vieni con me. — E non dubita dell'obbedienza». Le si riaccendevano nella memoria le parole di Paolo dette su la via della morte, dopo la corsa folle contro il carro carico di tronchi. E raccontava al suo cuore divenuto puerile: «Ecco, ora vado al campo; m'accosto alla sua tettoia; separo le cortine e sporgo il viso. Egli è seduto accanto al letto funebre. Mi sente, mi guarda, si alza, cammina come un sonnambulo, si lascia prendere per la mano, dimentica tutto, viene con me, nella notte, nell'alba». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il fratello non aveva risposto, non aveva più parlato. Facendo schermo della mano agli occhi contro la luce delle lampade, di sotto la mano guardava la sorella, considerava quel viso di delicata polpa che un sentimento misterioso modulava come un'aria sempre eguale e sempre diversa, quel viso d'anima e d'arte a cui un pensiero disegnava il mento il sopracciglio la gota e un altro cancellava il disegno per rinnovarlo con una curva più dolce, con un'ombra più eloquente, con un rilievo più fiero. «Perché mi ferisci? Perché mi ardi?» Ora quello era il viso stesso dell'amore, malato d'angoscia, simile a un fuoco che sotto la pioggia svenga e non si spenga. Era il viso della passione e della magìa, con quegli occhi socchiusi per attirar l'invisibile, di sopra e di sotto vestiti dalle cupe viole delle palpebre che non velavano lo sguardo, perché anch'esse guardavano come in certe imagini del Cristo che, fisate lungamente, mutano l'ombra delle occhiaie in due pupille indimenticabili.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli, ch'era per uscire, si volse e senza sorridere prese la testa di lei fra le sue mani, con un gesto appassionato; la inchinò per guardare perdutamente il viso stesso dell'amore. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Rimasta sola, Vana aveva spalancato gli occhi. Ora ascoltava, spiava. Tutti i pensieri tutti gli affetti cedevano al risveglio dell'istinto profondo: ella più non era intesa al suo dolore ma al suo gioco scaltro, all'esito del suo accorgimento. Il fatto d'esser già riuscita a eludere l'attenzione della sorella le dava, pur nell'angoscia, una specie d'allegrezza felina. L'astuzia le era agevole come il respiro, le sviluppava in tutto l'essere una energia facile e pronta. Ella era simile a una giovine fiera che, avendo penosamente valicato un terreno aspro e ignoto, rientri nel suo dominio di caccia, nella sua giungla o nella sua pampa natale. Sottilmente, provava in sé le inflessioni ingannevoli delle parole ch'ella era per dire, le particolarità degli atti ch'ella era per compiere. Si guardava da ogni errore. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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A quando a quando si levava per guardare il buio, per indagare il piano verso la Colonna, là dove era stata infissa un'asta a segnare il punto della caduta. Vedeva talvolta rilucere le sciabole sguainate dei quattro cavalieri che custodivano la Vittoria. Era una notte umida ed elettrica. Lampeggiava senza tuono, dietro il Monte Baldo. Passavano soffii come aneliti; nuvole passavano come criniere in cui s'impigliassero stelle; gocciole cadevano larghe e tiepide come al principio d'uno scroscio, poi cessavano. Gli assioli cantavano su i pioppi. Un cane uggiolava in un casale. Cigolava un baroccio su la strada maestra. Era come una notte nota che ritornasse nel giro degli anni, di molto molto lontano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella voleva dirgli: «Sono venuta perché non potevo più vivere un'ora senz'aver guardato quel che il dolore è nella vostra faccia». Ella cercò le altre parole, quelle del sogno dileguato, quelle che bisognava ritrovare e proferire, quelle che i fiori tra le sue mani sapevano e volevano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo sentì una vena di gelo salire nel suo gelo. Credette che quella fosse la voce della follìa; e lo sgomento e la pietà lo strinsero. Egli si chinò a guardare più da presso il povero viso insensato. Tutta la notte gli parve piena di sciagura. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— E perché tanta febbre? Fanno la nottata perché? — chiese Vana guardando il vincitore doloroso con i suoi occhi inquieti e già supplichevoli. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella scoteva il capo, senza guardarlo; ché di sotto l'ambascia una felicità sorgeva più difficile a portarsi che qualunque pena. Egli la teneva per mano, la consolava, la chiamava «piccola buona»! Perché non poteva ella nascere da quella parola, morire di quella parola? Perché doveva tornare laggiù, rientrare di nascosto nell'orribile stanza, trovare forse su la soglia quella ch'ella aveva elusa, ancóra lottare, ancóra ingannare, ancóra vivere di fuoco e di veleno? «Ah, mio amore, mio amore», diceva la sua felicità disperata «lasciatemi ancóra qui, tenetemi con voi ancóra un poco, ancóra un poco! Ch'io resti qui nell'ombra, nell'afa della cera e della morte, ch'io non vegga l'alba su le colline, ch'io non mi separi da voi sotto l'ultime stelle, ch'io non sappia che un altro giorno incomincia senza di voi, mio amore! Non ho più forza, muoio di stanchezza. Lasciatemi qui, in un angolo, vicino a quei rottami. Nessuno mi vedrà. Sarò come quegli stracci di tela, quieta, senza respiro.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Che farà laggiù Attinia, che non ho riveduta ancóra? Culla il suo bambino? Dorme in pace?» Si raffigurava la contadina battezzata nel nome della dolce martire, la placida custode della Badia diroccata; e s'incamminava in sogno per visitarla, passava per lo stretto sentiero battuto che divide il pratello come uno spartimento fatto col pettine; volgeva a sinistra giù per il ciglio erboso che declina sotto il muro ove s'affacciano gli elci schiantati e torti, rimasti nani sotto l'oppressura dei venti, simili ai mendicanti monchi e storpii che si pongono in fila allo svolto d'una via per l'elemosina; s'addossava al muro, e guardava la voragine; e vedeva tremare su l'orlo i tristi fiori gialli, cari all'umiltà di Santa Greciniana e di Santa Agatinia, delle due vergini sorelle in Cristo e in supplizio. L'agghiacciava il fàscino; ed ella rabbrividendo si ritraeva a tentoni lungo il muro scabro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella aveva socchiuso gli occhi ma vedeva per la lunga fenditura il bellissimo viso dell'adolescente inebriato di dolore. E dall'una giovinezza s'apprendeva all'altra il fascino del Buio, e ciascuna sentiva ingigantirsi la sua infelicità non confessata; e li accomunava entrambi il contagio letale; e la melodia ammonitrice li cerchiava del suo cerchio elastico come la pulsazione delle loro tempie. E intorno, presso e lontano, sentivano essi quel medesimo orrore che avevan sentito nella ruina irremeabile della Reggia estense quando s'erano stretti senza parlare e senza guardarsi; ché gli stessi fati facevano terribile la notte della Città di vento e di macigno sospesa su la sua bolgia tra le mura della Rocca piene di colpa e le case di San Girolamo piene di demenza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella lo guardava sbigottita, a quella improvvisa violenza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella si gettò contro il fratello selvaggiamente; nascose la faccia nel petto di lui, udì il battito terribile. Ambedue ansavano come se avessero lottato. Il vento notturno gonfiava le tende della finestra, entrava nella stanza, prendeva le loro anime dalle cento pupille e le portava lontano; le trascinava laggiù, nel luogo ignoto, perché vedessero, perché guardassero. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Leva il viso. Guardami. Parla. Non avere onta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ti sembra di crearlo ogni volta; è vero? — le diceva il fratello. — Nacque dalla musica; rinasce dalla musica. E forse tu sei quel giovinetto bruno come l'oliva, che regge lo scalèo con le sue due braccia nude e guarda la capellatura della Maddalena, attorta come un groppo di rettili decapitati. Senti come grida la Peccatrice? Senti come singhiozza il Prediletto?
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— Ricordi la ventesima delle variazioni beethoveniane sul tema del Diabelli dedicate ad Antonia Brentano? — diceva Aldo, svegliando nella profondità della nera cassa quegli accordi in cui per una miracolosa trasfigurazione il tema primitivo è irriconoscibile. — Non sembra armonizzata su quel fondo ove la croce le scale i corpi i singhiozzi le grida gli aneliti la luce non pènetrano? Ascolta; e guarda quell'azzurro opaco, sordo, eguale, senza raggio, senza nube, di là da cui spazia forse quella regione della vita ove «una sola cosa importa». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda — diceva l'adolescente pieno di sogni. — Guarda. Tutt'e tre sonavano istrumenti, facevano concerto. Ma la prima ha perduto il suo doppio flauto, e soltanto lo spazio per la stretta è tra le due braccia in atto di tendersi. La terza forse toccava la lira; ed ora è senza lira e senza effigie, divenuta simile al suo scoglio, simile a un sasso scolpito di pieghe sterili. Fra l'una e l'altra è quella che soffia i suoi spiriti nelle sette canne di Pan disposte in forma d'ala d'uccello. Guardala: è intatta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Chi parte, non piange; chi resta, non piange. Si guardano fissi, con la mano nella mano; si accomiatano senza parole, presso il limite sepolcrale. E il testimone alato non è se non la divina Tristezza; perché la Tristezza è la musa etrusca, è quella che accompagnerà per le vie dell'esilio e dell'inferno un grande Etrusco colorato dalla bile atra. Non hai mai pensato che Dante ha ripreso l'arte dei dipintori di vasi e l'ha ingigantita col suo polso strapotente? Quasi tutta la prima cantica non è di figure rosse su fondo nero, di figure nere su fondo rosso? Taluni suoi versi non li vedi rilucere di quel nero metallico che hanno certi fìttili? E le sue Ombre non sono simili ai Vivi, come i Mani scolpiti in questi alabastri?(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Dove siamo? — diceva Isabella respirando l'odore della salsedine e della resina con un respiro che sembrava arieggiarle tutto il corpo dalla gola al pollice del piede scalzo. — A El-Bahadja? E quella è la bocca dell'Arrach? e quelle laggiù sono le montagne della Cabilia? e tutto quel turchino quel verde quel bianco è il Sahel? Guarda i cammelli che brucano l'erba salina su quella lama di sabbia!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli non guardava le spiagge né i boschi né le montagne; non sentiva l'odore della resina e della salsedine. Non poteva né volgere il capo né distogliere gli occhi; non poteva se non aspirare l'aria che vibrava intorno a quel corpo quasi nudo in una mussolina così leggera che dava imagine di certe garze chiamate dagli Indiani «acque correnti». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il cuore le tremava d'un delizioso terrore; perché l'amante aveva mosso il capo come per guardarla più da presso, e ora le poggiava la gota non più su le ginocchia ma su la coscia.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Così nell'amante si ripeteva di continuo la sensazione già patita su la strada polverosa quando ella, dopo il passaggio dei cavalli bradi, aveva sollevato il suo velo mostrando il viso nudo ed egli s'era volto a guardarla con qualcosa di cavo nel petto ch'era come l'impronta di quella nudità sempre nuova. Veramente ella, per vivere in lui, gli scavava il petto, glie lo scerpava, glie lo rodeva, senza dargli tregua; e pareva talora incastrarvisi, serrarvi e schiacciarvi ogni altra cosa ancor viva, distruggervi ogni fibra non accordata al suo tono, e dal più nero dolore volgere la più chiara delle voluttà. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Dov'era mai la muta promessa fatta al compagno nell'incerto commiato che doveva esser l'ultimo? la prodezza del bùttero nel giorno della merca? la bestia legata e sollevata e marchiata per la servitù? il duro scrollo? Sì, certo, quando più forte lo rimordeva il ricordo del fratello scomparso, quando più gli ridoleva il segno di quel virile vincolo troncato, egli iroso cercava di afferrare la bestia oscura e di tenerla ferma innanzi alla sua anima e di considerarla. «Dunque, tu sei l'amore», le diceva «quell'amore a cui la mia semplicità dava la bellezza e la gentilezza, e due occhi che la mia tentatrice non avrebbe potuto guardare senza vergognarsi! Te ne ricordi? Tu sei l'amore, diverso dunque da quello che conoscemmo nell'avventura pel vasto mondo, quando sbarcavamo nei porti, quando sostavamo nei bivacchi, quando il grido della femmina rovesciata sul giaciglio basso o su la proda del fossato bastava alla nostra breve foia. Sei certo l'amore, poiché ti nutri e cresci della mia vita più calorosa, poiché non posso colpirti senza temere che il mio proprio sangue si versi tutto per le tue ferite, poiché tu sei più me che tutto me intiero.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E ora che credo di tenerti e di staccarti da me un poco per guardarti meglio, sento che tu non mi lasci e che anzi ti conficchi più forte nella mia forza e mi fai più male. Ma ti guardo; e non ho mai avuto a caccia nella mira della mia carabina una fiera tanto nemica. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Or bisogna che io ti guardi bene per scoprire se tu sei l'amore o se tu sei l'odio, o se tu sei biforme; perché ella m'ama e vuole ch'io l'ami così che ancóra e sempre quell'imagine di morte accompagna il mio delirio, e la mia voluttà si rattrista per non poter cancellare la bellezza di cui non si sazia». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E un cinguettare improvviso la sorprese. Si avvicinò alla finestra. E il cinguettìo era così vivo che pareva fosse dentro la stanza, di qua dal davanzale. Ancor più s'avvicinò, guardinga, con l'occhio teso, cercando d'indovinare l'origine del suono. Egli ora le vedeva il collo nudo, i capelli partiti su la nuca in due trecce attorte e fermate dalle forcine per modo che aderivano alla forma del piccolo capo. E uno straordinario turbamento lo vinceva allo spettacolo nuovo di quella vita che viveva dinanzi a lui testimone occulto. Desiderava ch'ella si volgesse; perché credeva che, sapendosi non guardata e sola, ella dovesse avere il suo volto di riposo con tutte le linee ricomposte e tranquille o il suo volto di Medusa pietrificante. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ed ella ebbe un moto infantile d'esitazione, prima di raccoglierla. Poi la prese nelle sue mani palpitante; la tenne chiusa nel cavo delle due palme sovrapposte, prima di guardarla. Socchiuse le palpebre sopra un sorriso che scendeva dalle ciglia alle labbra, troppo fievole per muoverle. Sentiva palpitare la tiepida piuma. Così gran palpito in così piccolo cuore!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E, come tocca da un avviso magnetico, ella alzò gli occhi, scorse d'improvviso nell'ombra gli immobili occhi che la guardavano; e gittò un grido di spavento, non più fioco; e lasciò cadere dalle mani tremanti la prigioniera. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, Paolo! Sei tu? Eri là? Mi guardavi? Mi guardavi? No, no, non mi guardare così!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, che occhi! No, no, non mi guardare così! Chiudili! Mi fai paura, mi fai paura. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda le mie braccia pomellate d'azzurro e di viola! Mi fai vergognare davanti a Chiaretta, che è una pia francescana nata e cresciuta all'ombra della Porziuncola. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli non la guardava. Era crucciato contro sé stesso per l'atto violento ma non poteva scusarsi. Quel rammarico serrava ancor più l'angustia della sua vita. Udiva alenare la donna, e temeva ch'ella fosse per piangere; e attendeva quel pianto come il peggiore dei supplizii. Intessute le mani dietro la nuca, poggiato il capo al parapetto, egli fisava di là dal limite bianco della terrazza, tra le foglie degli oleandri assetati, il Tirreno sparso di pecorelle. La Gorgona appariva come una nuvola, di là da una striscia più scura che annunziava l'arrivo del maestrale. Una schiera di gabbiani biancheggiava come una sola massa, alla foce, su la punta di sabbia; e a quando a quando un branco si levava sparpagliandosi a fior della schiuma. Dalle Lame di Fuori veniva il canto delle allodole. E laggiù, su le acque, era un punto eroico ove il lido diveniva invisibile. E più giù, ad austro, di là dall'Arcipelago, era la grande isola selvaggia, ricca d'avvoltoi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella sì lo guardava senza saziarsi, attonita ed ebra di una novità impensata, sicura di lui pari a un dio sagace. Sovrumano le appariva quel capo scoperto, libero d'ogni ingombro, ossa e carni trasmutate come i legni dell'elica in una forza aerosa: quel viso fatto quasi di fluida violenza, quasi che il vento rovesciasse indietro non soltanto i capelli di su la fronte ma dal mento alle tempie tutte le fibre dei muscoli palesi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Larve tacite si movevano nella nebbietta rischiarata dal novilunio, ondeggiavano, dileguavano: erano le mandre dei cavalli bradi. Un grande occhio rotondo guardava dall'oscurità del forteto: era una piscina per gli armenti. Tumuli cupi fumigavano nella radura fenduti di fiamma come gli avelli roventi del Sesto Cerchio: erano le carbonaie. Ma quei vasti letti di silenzio e d'ombra, separati da lunghe zone di selvaggia notte, quegli àlvei senza corso e senza foce tra argini che ruppe un tempo la piena del duolo, non erano i fiumi inariditi delle valli averne? non erano l'Erebo e lo Stige, il Lete e l'Acheronte?
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— Perché guardavo le tue dita. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella rise d'un breve riso che sembrò venuto su dall'anelito; e Vana e Aldo ne tremarono, e si guardarono. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Si guardarono con una indicibile malinconia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Mi fa orrore — rispose l'adolescente. — Quando penso alle Balze, mi sembra che non vi sia in terra solitudine più sola. Quando le guardo e le ascolto, sento che qualcuno le abita, non so quale vita avviluppata e aspettante. Se io cadessi, credi tu che il mio corpo sarebbe ricevuto dalla creta e dal sabbione? Chi ha mai guardato veramente sino al fondo? La pupilla non resiste. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Voglio guardare. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vana, ti insegnerò una cosa — disse soffermandosi. — Una volta, per guardare bene in fondo, mi misi a giacere bocconi su l'orlo, col viso sporgente nel vuoto. Per ciò dianzi t'ho detto: non così. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— La canzone che non canterai! La canzone che non canterai! — ripeteva la moritura sorridendo e guardando il giovinetto con uno sguardo che lo agghiacciava come fosse il suo medesimo veduto di notte in uno specchio quando l'imagine specchiata non è la nostra ma quella dell'intruso che abita in noi e usurpa la nostra sostanza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda là: è rimasta la cappa del camino squarciata, è rimasto il nero della fuliggine, il mattone sgretolato, il calcinaccio, l'odore della muffa, l'odore della morte, e nulla più. Nulla più, fuorché il nostro orrore nascosto. E andiamo, andiamo ancóra, di soglia in soglia, di stanza in stanza, andiamo dunque, cerchiamoci, chiamiamoci ancóra. «Aldo, dove sei? Ti sei perduto?»
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Guarda quella porta. Guarda chi c'è, nella Reggia d'Isabella!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella si volse a guardare verso la Badia scoscesa che disegnava la sua massa di mattone e di panchina sul chiarore di ponente. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non così, dunque, come facevo — disse Vana con un sorriso dubbio. — Tu m'hai insegnato che, per guardare bene in fondo, bisogna mettersi a giacere bocconi su l'orlo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— No, no, Vana! — le diceva, prendendole il capo, guardandola nella faccia sfigurata. — Non morire! Non morire! Io non voglio morire. Voglio patire, voglio lottare, voglio tentare. Non sei perduta, non sono perduto. La pazzia ci travolge. Resisteremo all'orribile fàscino. Ci siamo avvelenati. Guariremo. Qualcosa accadrà, qualcuno ci verrà incontro. No, no. Vana, piccola piccola sorella, ah per questo caro viso!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda! — egli le disse volgendole il capo verso la collina. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guardarono entrambi verso la muraglia dolorosa. Ma rapita dal vento la ghirlanda era scomparsa nel baratro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Taci e guarda. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella lasciò le babbucce all'orlo del tappeto, che vi stettero come una coppia di tortore col capo sotto l'ascella. I talloni apparvero coloriti di cinabro, simili alle due metà d'una melagrana. Guardandola, Paolo s'accorse che una piccola stella cilestrina, del colore delle vene, la segnava in mezzo alla fronte d'un segno magico. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ci si vedeva ancóra. Ella aprì il coperchio. Egli si chinò a guardare da presso. Era una vecchia scatola armonica, con l'anima di metallo costrutta d'un pettine d'acciaio i cui denti vibravano al girare d'un cilindro irto di punte. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era tutto perduto in lei. La guardava, la divorava insaziabilmente, s'affannava a possederla in tutti gli attimi, vigilava con un'acuità assidua perché nulla di lei gli sfuggisse. Ben egli mille volte avrebbe voluto ripetere quella parola: «Fa ancóra così!»
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— Chi può dire quel che più ci attragga nella creatura che amiamo? — disse ella, guardando lui con lo stesso ardore avido. — Un certo riso, una piega lievissima della bocca, un modo di socchiudere le ciglia, un nulla; ed è tutto. In quel non so che guizzo che ti passa ogni tanto sul viso senza che tu te n'avveda, sei tutto tu. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Conosci gli amori di Leila e di Madschnun? Madschnun significa il Folle, folle in estasi di passione. Vuoi che ti chiami così? Una gazzella s'era impigliata nelle reti. Madschnun la vide, accorse, la coprì di baci, le medicò le ferite, la trasse dai lacci, la accarezzò dal capo ai piedi, perché lo sguardo di quei grandi occhi teneri gli suscitava l'imagine di Leila; e le diede la libertà. Ora l'ho io, proprio la stessa, ma trasfigurata in Vergine da un pittore senese che si chiama Priamo di Piero. Te la mostrerò. Guarda con gli stessi occhi con cui ella guardava Madschnun. Ha un collo lungo lungo, un viso fine fine, un mento stretto come il muso del suo tempo selvaggio, le mani come le mie, con le dita disgiunte. Ma certo mi vince in gambe; perché, se si alza dal trono, chi sa dove batte l'aureola, quell'aureola d'oro che è come la beatitudine che il cielo persiano le poneva un tempo fra le due corna in forma di piccola lira. E porta una veste orientale, rossa broccata a garofani d'oro, che dev'essere una veste di Leila. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ti ricordi? E cercavo il fazzoletto per coprirmi la bocca, e Vana a un tratto mi disse: «Tieni». Vana mi diede il suo, con una mano secca, con una mano di febbre e di rancore. La rivedi come io la rivedo? E m'asciugai quel poco sangue del bacio. La prima volta premetti e poi guardai: c'era la macchiolina rossa. Poi premetti ancóra. Tu eri attento? Di tutto mi ricordo, e non di questo: c'è una pausa nella mia memoria. Le resi il fazzoletto? Ella me lo riprese? Puoi dirmelo?
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— Tu non sei ardito quando voli dentro di te come quando voli nell'aria. Ci sono cose che tu non comprendi, che tu aborri.... Il tuo amore è ancor quello a cui tu davi occhi tanto puri e tanto severi che io non avrei potuto guardarlo senza vergognarmi?
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Egli sentiva il suo malessere incupirsi e fasciargli le tempie come una cattiva ebrezza. Guardava la mano lunga della tentatrice percuotere col garofano l'orlo della tavola, e s'attendeva che la corolla si spiccasse dallo stelo. Come se un vento interrotto gli attraversasse lo spirito, egli riudiva lembi della voce di Vana: «Ah no, non farete questo! Vi supplico, vi supplico, per quel capo spezzato, per quel viso senza sangue.... Io non son nulla, non sono nulla per voi.... Ascoltatemi! Ho l'orrore dentro di me». Rivedeva lo spavento di quella povera faccia estenuata. Rivedeva sé medesimo sotto la tettoia, laggiù, nella brughiera deserta, dinanzi al cadavere del compagno composto sul letto da campo, avvolto nella rascia rossa del guidone; e quel vegliatore, chiuso nel suo lutto come nel diamante, non gli somigliava più. Egli era separato da lui per un'infinita notte. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non mi ami ancóra. Forse anch'io non ti amo ancóra. Ancóra non soffri assai di me; non soffro ancóra di te come voglio. Che l'amore mi sia come questa desolazione! Vedi? Vedi? Una desolazione che nessuna abondanza eguaglia. Tutto il resto è fiacco. Che sono dietro di noi le foreste di résina, le sabbie marine, i falaschi degli stagni? Guarda le mie crete!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— «Se un giorno voi non poteste più dormire né sorridere né piangere!» Ti ricordi di queste parole? Che mai valevano in quella campagna molle? Ma allora io pensai al mio deserto di cenere. Guarda!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Vana era salita sul ripiano del Castello, dietro il Leccione, e dal parapetto guardava verso la valle, spiava la via terribile? Ora Isabella ne creava in sé l'imagine viva, e si rappresentava il tristo luogo della vedetta: quel prato solitario su cui s'allunga l'ombra del Mastio che emerge dalla cintola in su dominando il cammino di ronda fra i due torrioni angolari, e l'albero degli Inghirami che di quivi appare senza tronco, simile a una cupola posata su l'erba, vasta come quella del Battistero a riscontro emergente di là dal tetto del palagio, di là dalle banderuole di ferro che in perpetuo stridono portando l'Aquila su la Ruota; e sotto il parapetto la perpetua tempesta degli elci abbarbicati nell'erta, l'incessante mugghio che affatica la fronda bruna. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vedi? vedi dove ho relegato mia sorella, mio fratello, la mia tenera Lunella? Come hanno vissuto? che leggerò nei loro occhi? Imagini tu quel che questa terra può fare d'un'anima? Guarda le Balze!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Qualche volta s'incontra per un sentiere, tra gli ulivi, uno che si ferma a guardarti e ride ride, sotto un povero berretto bianco, con un'aria dolce.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Si chinò a guardare la sua dolce dormente. Sussultò. Lunella aveva gli occhi spalancati. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Così, così, tutto il male è finito. Non ho più nulla, non sento più nulla. Ecco, ora viene; e mi rivolta e mi solleva e mi prende su le sue braccia; e mi dice, come quella notte, mi dice: — Pace, pace, piccola buona. — E non si può rinascere da una parola, come si può morire d'una parola?» Tutti i ricordi della notte di giugno le colmavano l'anima, non lasciavano luogo ad alcun'altra imagine, dal sopore simulato alla fuga anelante, dall'arrivo su la brughiera alla visita funebre, dall'orrore del presagio al pianto mattutino. E pensava: «Per un'ora, per un'ora sola gli fui cara, per un'ora sola mi tenne presso il cuore; ma quell'ora non gli vale una vita intera? Mai mai l'altra gli potrà dare quel che io gli ho dato. Io lo so, egli lo sa. Dinanzi alla spoglia del suo compagno egli non poteva piangere, e io ho pianto dentro di lui; e quali lacrime! Stasera due volte mi ha guardato, con una tristezza ch'era come quella tristezza, con un segreto che era come quel segreto. Che vale la bocca insanguinata dell'altra, se tra due creature un tale sguardo può congiungere la morte e la vita?» Allora il suo amore le gonfiava le vene come un orgoglio onnipotente.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non parlarono; si guardarono. Quel che era indomato dolore e furore imbelle e orrore attonito, si restrinse, si concentrò nello sguardo e nell'alito, divenne angusto e attivo. Entrambe avevano i capelli sciolti, una semplice veste, le braccia nude. Erano quali una stessa madre le aveva fatte, la maggiore e la minore sorella, spoglie d'ogni ingombro, libere d'ogni costringimento, senz'altra testimonianza che il loro sangue, senz'altra misura che la loro passione. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Pallidissima sotto l'irrisione, ferita a dentro, ella guardava con sgomento l'avversaria adoperare le armi avvelenate. Non aveva più dinanzi a sé la fanciulla inquieta e inerme ma una creatura inaspettatamente maturata dall'odio, una rivale pronta a nuocere, audace fino all'impudenza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella guardava dietro il capo della rivale i muti lampi, simili a quelli ch'ella aveva veduti lampeggiare sul Monte Baldo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quel che era inconciliabile fu conciliato; quel che era impatibile fu patito. Come il paese etrusco aveva la sua città sotterranea abitata dai morti, così ebbero essi la loro città interiore abitata dagli spiriti violenti. Camminando pel giardino dei gelsomini, essi sapevano dove la terra fosse cava perché la sentivano talvolta risonare sotto la traccia. Guardandosi con i loro occhi chiari, parlandosi con le loro voci caute, non erano intesi se non al tumulto nascosto delle loro passioni, ai volti dolosi delle loro brame, ai vóti esiziali dei loro odii, alle occulte onde di voluttà che uno sguardo un gesto un passo generavano. Tutt'e quattro teneva la seduzione del fuoco che non sceglie la materia di cui si nutre ma quel che è puro e quel che è impuro converte in un medesimo ardore. Due d'essi teneva la tentazione d'uccidere, che senz'atto ha la virtù di aggiungere la forza e il mistero d'una vita nemica all'ansia dell'altra vita nemica. Evitavano di toccarsi;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ma taluna risonava come la pietra scagliata contro la figura di bronzo. E taluna creava all'improvviso una commozione così insolita o così inumana ch'essi guardavano chi l'aveva proferita pronti a perdersi, dimentichi dei ritegni, simili a quegli infidi che nei tempi delle fazioni sedendo a ragionare pacati nella loggia balzavano in piedi al minimo gesto sospetto e s'apprestavano a versare il sangue. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quando Aldo sedeva stringendo il violoncello come per possederlo e girava nel tallone occhiuto dell'arco la vite di tensione con un orgasmo palese, quasi che non tendesse il crino bianco ma il fascio dei suoi nervi più delicati, Isabella non osava guardarlo. Ella soffriva meravigliosamente, con la vicenda della vampa e del gelo nel solco delle sue spalle. Vicino al pianoforte di lucido palissandro dai cupi riflessi violetti (di sotto apparivano a traverso la lira dei pedali i piedi sensitivi dell'accompagnatrice) egli inchinava un viso di strazio e di estasi lungo il manico trascorso dalla mano che aveva fatto piangere di pietà Lunella. Il suo strumento era ben quello che il sogno d'Isa aveva veduto nello stipo della Estense, colorato di quel colore rossobruno ch'ella invidiava pe' suoi capelli, con quelle chiazze giallastre della vernice sul fianco più trasparenti dell'ambra, con nel mezzo della cassa quella doratura a strisce di zebra, ricca e dolce come la gola di un uccello tropicale. E il suo arco pareva divenuto quasi igneo.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Diciamo: di quadrupede. Ma guarda quella: ha lo stampo del ferro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non si va senza duca in questo inferno. Alza gli occhi! Guarda!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo aveva fermato il suo cavallo; e guardava, rapito nella tragica visione. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Guarda là su la ripa le péste di Neri Maltragi!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli pareva eccitato come al principio d'una caccia. L'odore sulfureo gli entrava nella gola. Si volse a guardare il nemico che scompariva di là dalla cresta bianca come di salgemma e di gesso. Il cuore gli scoppiava d'orribile tumulto. La cagna non squittiva più. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Le sorelle guardavano, ciascuna dal suo davanzale; e ascoltavano a ogni istante se udissero il passo dei cavalli per gli ulivi della collina. Tuttavia le serrava l'angoscia inesplicabile e il lento tormento della sospesa tempesta affaticava sopra tutte le cose vive i loro cuori. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il desiderio coceva così forte il volto d'Isabella Inghirami ch'ella ne aveva onta; e all'aria aperta lo velava d'un velo, o lo inclinava in attitudini sfuggenti come s'inclina una fiaccola or a seconda or a contrasto dei soffii per evitare che il fuoco s'appicchi. Ma negli scorci irrequieti la sua bellezza si faceva tanto acuta che il cuore d'ognuno vi si feriva come contro una lama presentata di punta e di taglio. Paolo Tarsis non poteva guardarla senza che la vista gli vacillasse nella vertigine. Quando le loro pupille s'incontravano, egli scopriva tra i cigli di lei uno sguardo ben più remoto dello sguardo umano, che sembrava espresso dalla terribilità di un istinto più antico degli astri. Allora quella carne frale assumeva una grandezza insormontabile, gli appariva come un confine della vita, gli limitava il destino come un monte limita un regno. E sentiva che, per tenerla ancóra una volta fra le sue braccia, avrebbe mille volte tradito la sua propria anima e gittato leggermente il resto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Stanotte? — fece soffocatamente, non osando guardarla per non cedere alla violenza che gli torceva tutto l'essere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vuoi che scendiamo? — disse egli avvicinandosi e guardando i due trasognati con quel suo sguardo intollerabile ove il fosforo grigio sembrava crepitare come la ragia nella torcia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vieni. Guarda com'è bello!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Forbicicchia, Forbicicchia, non aver paura. Guarda! — gridò Aldo sollevando il braccio con tutta la sua forza e percotendo con la torcia il viluppo strano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Sostarono, prima di rifare il cammino. Guardarono la Città funesta de' cui peccati troppe volte Iddio trasse vendetta col ferro col fuoco con la fame e con la pestilenza. Mentre in basso l'aria era morta, lei percoteva la sua bufera eterna; ché i cipressi di sotto la Rocca svettavano, i lecci di sotto il Castello tumultuavano. La fuga delle nuvole testimoniava la saldezza delle mura, delle torri, delle porte, che tra fumo e grumo ritenevano indelebili i colori dell'arsione e della strage. La torre del Pretorio annerita dal solfo che soffocò Pecorino e il Barlettano gittati in piazza su le picche e le corsesche; l'immane prua di mattone appuntata a levante dallo smugnitore Gualtieri fatto tiranno; la porta a Selci spalancata dai consanguinei dei fuorusciti ai mercenarii di Federico Montefeltro; la porta all'Arco che serrò tra valva e valva Bocchino Belforte scavalcato dal figlio d'Inghiramo Inghirami e infunato come belva;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Vana aveva piegato il viso fin sul braccio convulsamente. Le narratrici eccitate e inorridite si protendevano verso di lei, un poco anelanti nella gara dell'atrocità, con gli occhi lustri, con le gote accese in sommo come dal riflesso dell'incendio, ma Dolly tendeva il capo commiserandole dai suoi occhi beffardi, lunghi e stretti come quelli che guardano di dietro le fessure della bautta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Qualcuno m'ha afferrata per i capelli, e mi ha sbattuta, e mi ha costretta a guardare quel che non si può guardare senza perdere le palpebre, senza che gli occhi rimangano nudi per sempre. Vedete come sono!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Sai? — disse quella soffermandosi e guardandola, con qualcosa di falso e d'ambiguo e di sforzato nelle labbra e nello sguardo. — Sai l'ultima? Mi rimproverano che io ti permetta di uscire sola!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Uscì come di fuga. Di fuga traversò il corridoio, l'anticamera; scese la scala, per l'androne si trovò all'aria aperta, sul lastrico. Respirò come per sentire che i suoi polmoni erano ancóra dentro le sue costole, che la sua vita le apparteneva ancóra. Andò diritta innanzi a sé, provando sotto i suoi tacchi la via dura, con la fronte corrugata quasi a serrare fra ciglio e ciglio la sua volontà angusta e aguzza, piantata là come un cuneo. Non guardava né a destra né a manca, ma costantemente innanzi a sé, cercando di non vedere i passanti, risoluta a non arrestarsi anche se l'avversità del caso la portasse all'incontro d'una persona familiare. Né guardava dentro di sé; perché voleva sfuggire alla riflessione, all'esitazione, all'abominazione del suo atto. Pensava soltanto: «M'aspetta. È l'ora. Debbo andare. Vado». Riconobbe l'imboccatura della via. L'odore delle roselline, che imbiancavano i cancelli d'un giardino, le fece mancare il cuore. Sentì sopra di sé il pianto che avevano pianto le sue eguali. «Chi m'ha fatta così? chi m'ha fatta così?»
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Strane imagini le balenavano, strani ricordi; e la prendeva una smania bizzarra di divagare, di dire cose incoerenti e inattese. Ripensava a quel ch'egli aveva detto un giorno del cibo agglomerato nel gozzo dell'avvoltoio, che il rapace vomita quando è assalito dal nemico, prima di spiccare il volo. Perché ci ripensava? Guardò intorno smarritamente. Vide su le pareti stampe e disegni che rappresentavano la struttura dei volatori di grande specie. Riconobbe sopra una tavola ingombra di libri e di carte il ritratto di Giulio Cambiaso in una cornice d'ebano. S'appressò, si chinò a guardare, col petto in tumulto. Nell'effigie muta e immobile sotto il cristallo, vide dischiudersi il sorriso su i piccoli denti di fanciullo. «S'egli ora fosse vivo, la mia sorte sarebbe diversa?»
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— Non temo di mostrarvi la mia verità. A chi mi confesserò se non a colui che amo? Questo è un sacramento. «Che cosa hai tu fatto dell'anima tua?» E bisogna rispondere. Non si perdona a chi abbia vissuto invano. Io ho dato tutto. La mia anima disperata io l'ho sostenuta con la speranza, per l'amore dell'amore. Udite questo. La notte che seguì il vostro arrivo a Volterra, io e mia sorella fummo l'una di fronte all'altra, così come nostra madre ci fece, senza freno e senza maschera. Ella era smarrita, ella era atterrita dinanzi a quel che il mio cuore poteva. Tre volte, disse: «Fa dunque ch'egli t'ami». Era una sfida superba? La raccolsi? M'illusi di poter vincere? E che ho mai fatto io per vincere? di quali seduzioni mi sono armata? Udite questo ancóra. Quella notte, nel combattimento, ella mi domandò: «Credi tu che l'ami di più?» Io risposi: «Non di più. L'amo io sola». Avevo già guardato la morte, mi ero già inclinata verso l'abisso. E volli vivere. Non io volli vivere, ma il mio amore volle vivere in me. Non ero nata se non per portarlo.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli temeva di guardarla. Teneva il suo capo fra le palme, e guardava il fuoco semispento nel camino. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli parlava a bassa voce, tenendole le mani ch'erano fredde e umidicce, guardandola da presso. Ed ella vide uscire da quelle labbra le parole ultime, le sentì scendere nel più profondo di sé, come un sorso inatteso d'ebrezza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella voleva rispondere: «Alla Badia». Diede l'indirizzo di Simonetta Cesi. Il cavallo bianco trotterellava zoppicando; e la sua lunga schiena stecchita s'abbassava verso la spalla sinistra, a stratte. Per non guardarla, Vana alzò gli occhi: vide il sole roseo sul cornicione d'un palazzo, il lieve cielo come sparso di piume, un grande albero della Giudea fiorito in un giardino. Cercò anche una rondine a volo, un nido di rondine in una gronda: inutilmente. «Simonetta, Simonetta, che dirai domani? Piangerai un'altra volta? Ah, se tu sapessi quanto male fa l'amore, a chi ama e a chi non ama! Il pastore di Fondi lo sa, e anche la Driade. Dio ti guardi, sorella allegra!» Diede al cocchiere un altro indirizzo, il suo proprio. S'appoggiò indietro; e guardò il cielo, respirò la primavera, cercò una rondine in una gronda.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Vana tratteneva il respiro, spiando per mezzo ai lembi della tenda. La stanza era chiara e tranquilla, con la sua tavola, con il suo leggìo, con la sua scansia di libri, con la sua lastra di lavagna ove restava disegnata dal gesso una figura geometrica. Lunella era intenta alla sua arte, sporgendo di tratto in tratto il labbro di sotto se l'intaglio le riusciva difficile, secondando con le dita abili l'arrendevolezza del foglio che le si volgeva per ogni verso. A ogni risposta del figlio ella s'interrompeva per un attimo, sollevava le palpebre ombrose e guardava il libro. Poiché stava ella di profilo contro la luce, Vana in quell'attimo le vedeva gli occhi color di nocciola rischiarati per traverso splendere come topazii.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non il pensiero dominante della morte ma il gelo stesso della morte allora fu nella misera che di dietro la tenda assisteva allo spettacolo di quella vita ignara. Ella s'agghiacciò tutta, dalla nuca alle calcagna. La figura dello spettro entrò nella sua immobilità. Le parve non d'essere sul punto di trapassare ma d'essere già simile al trapassato che ritorna nella sua casa come un testimone invisibile e guarda le creature familiari vivere senza terrore sotto le sciagure imminenti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Credo sia giù in guardaroba. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella sapeva come la salma si ponga in apparecchio di sepoltura: si ricordava di sua madre. Apprestò il suo giovine corpo, scarno e forte come quello d'una Martire indomabile. Lo purificò. Si lasciò pettinare, pazientemente. Scelse la più bella delle sue vesti bianche. Evitò di guardarsi nello specchio per non essere indotta a commiserare la sua giovinezza. Ma era tanto bella nel suo rigore adamantino, che la donna non poté trattenere una parola di maraviglia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ancóra col barbaglio dell'aria aperta, non lo vedeva bene sul divano immerso nell'ombra. Rapidamente si tolse il velo e il cappello; poi, sfilandosi i guanti, si avvicinò, si chinò verso lui muto. Non più abbagliata, scorse d'improvviso gli immobili occhi che la guardavano; e gittò un piccolo grido. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— No, no. Lo sai che ho paura. Non mi guardare così!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Perché mi fai questo? Lo sai che non voglio. Non voglio che tu mi guardi così, Paolo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Erano l'una di fronte all'altro. Ella non lo guardava ma sapeva che tutta la vita di lui era protesa verso una fatalità a cui nessuna forza né umana né divina avrebbe potuto opporsi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Poi si scosse; battè più volte le palpebre, per fugare da sé un'aura che l'agitava; si premette col dorso della mano la bocca, e guardò il dorso su cui rimaneva una traccia sanguigna. Egli moriva d'angoscia, di vergogna e di tenerezza guardando il piccolo viso disfatto, le palpebre gonfie e rosse, la bocca ferita. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli uscì per dare gli ordini alla donna abile e discreta che accudiva al servizio. Rientrando, trovò Isabella che si guardava nello specchio minutamente i segni dei colpi nella faccia. Ella aveva su la fronte una lunga scalfittura rossa; un'altra scalfittura sul collo, sotto l'orecchio destro; un gonfiore nerastro al labbro di sopra, e qua e là lividure che cominciavano a scurirsi. Sorrise nello specchio, senza volgersi; e la contrattura le fece dolere il labbro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non era l'inquietudine ch'egli le conosceva, era un'altra; che si manifestava in cominciamenti di gesti, in piccoli guizzi di muscoli, in fuggevoli sguardi, i quali non le appartenevano. Tra le linee del viso, già alterate dalla violenza e dal pianto, le si moveva a quando a quando una linea quasi impercettibile, apparente e sparente, che le era estranea. Egli la guardava, senza sapere perché, con un'attenzione infaticabile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vedi? — ella disse, guardandosi sul braccio una macchia scura come d'inchiostro. — Il mio vero sangue è nero. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella lo guardava disgiunto da sé, eppure ossa delle sue ossa, carne della sua carne; lo guardava solitario, serrato con tutto il congegno delle membra intorno al selvaggio dolore, eppure indissolubile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ma il metallo tardava a struggersi; la fornace ardeva con poco alito. Il bagno non era ancor pronto, né il canale; i manovali lavoravano ancóra nella fossa fusoria. Il maestro di getto, guardando il cielo piovigginoso e fiutando il vento come un veleggiatore alla panna, determinò per l'operazione un'ora tarda della notte. Paolo Tarsis uscì ma promise di ritornare. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli salì in una vettura e si fece ricondurre all'albergo, sperando di trovare qualche notizia, un dispaccio di risposta. Nulla. Un carrozzone pomposo come un feretro entrava con rimbombo nell'atrio portando una sola viaggiatrice: una piccola vecchia grinza e adunca, che lo guardò con due occhi di gufo. Sotto il colonnato egli rivide la tavola dove s'era seduto con Isabella nella breve sosta, in quel pomeriggio di giugno. Un facchino aveva lasciato là uno strofinaccio; le sedie di vimini vuote stavano intorno a guardarlo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un fervore così virile riscaldava quella voce, che il costruttore di statue guardando il costruttore d'ali conobbe anche una volta come il dolore non sia se non creazione. Egli sentiva che in colui era per crearsi un grande evento. Parve che in quel punto il genio dell'amicizia toccasse entrambi. Disse con semplicità:
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— Non dovevi guardare in quello specchio. Ho paura, ho paura. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una voce estranea interruppe bruscamente la comunicazione, fra uno scampanellìo assordante. Quando egli uscì dalla cabina, tutti si volsero a guardarlo, tanto il suo aspetto era miserabile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Allora la bipede anguilla, evitando sempre di guardare gli occhi chiari, disse:
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Paolo guardava la striscia di sole sul tappeto, attonito. La vita era veramente quale gli era apparsa nella caligine piovigginosa, l'altra notte, sotto il portico, tra la carneficina e l'oscenità, tra il Caffè e la Farmacia. Per giungere a questo egli aveva costruito le sue ali?
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— Che accadde dall'ora in cui essa uscì sola all'ora in cui rientrò accompagnata dai due sconosciuti? — chiese il medico guardando dirittamente gli occhi chiari. — Può dirmelo?
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Paolo non sopportava quegli occhi limpidi che lo guardavano; né poteva gridare la sua discolpa. Ma accoglieva la fatalità del male che la misera gli faceva e nell'amore e nella demenza e nella morte. E tacque; e specchiò la sua solitudine nel suo duro silenzio come in una lastra di marmo nero. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non ho finito di raccontarle la storia di Amnon — rispose il medico, riaprendo il libro. — L'inferma delirava interrottamente, sotto un'imagine dominante. Non ho mai veduto le linee del volto umano decomporsi e ricomporsi come quelle. La sua forma espressiva sembra una materia in fusione, una materia condannata a una metamorfosi che si travagli e non si compia. D'improvviso, dopo una specie di lungo soliloquio incompreso, con una chiarezza che sbigottiva lei medesima nel dire, disse: «Eppure, la colpa di cui m'accusate, io l'ho commessa; e non debbo discolparmi.» Allora io ripetei la mia domanda guardandola nelle pupille: «Chi è Amnon?» Ebbe uno di quei sorrisi indicibili che sono nelle sue stìmate direi quasi un raggio d'ombra, assai più misterioso del raggio di luce che si vede nelle rappresentazioni della stìmate sante. Poi recitò lenta un altro versetto, traendolo dalla sua memoria come dal fuoco: «E Amnon era in grande ansietà, fino a infermare, per amor di Tamar sua sorella.» Allora io ripetei la mia domanda incalzandola:(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Che fece nella lunga sosta? rimase in ginocchio? si sedette? pregò? sapeva ancóra pregare? e quale fu la sua preghiera?» Egli guardava, guardava; e gli occhi si dilatavano per tutto vedere, per tutto accogliere, e l'intero viso viveva la vita dello sguardo, come nell'ora di Mantova, come là dove tutti i segni erano eloquenti e tutti i fantasmi cantavano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli guardava di tratto in tratto le sue mani alla manovra, le sue mani nude come quelle che sporgevano dallo scafandro; e gli pareva che vivessero con una straordinaria potenza. Erano là, infaticabili come le due pale dell'elica, senza tremare, senza tentare, senza fallire. Il tono della raggiera ignita era pieno e gagliardo. Il Sole dietro di lui salendo per l'erta feriva le ali ma non creava l'ombra. La grande Àrdea di metallo di legno e di canape era immune dall'ombra, come sparente, come inesistente, come cosa della riva di là, come segno spettrale. Ma in quelle due mani le ossa i muscoli i tendini i nervi erano tesi a un'opera disperata di vita, erano furenti di vita come quelle che brandiscono l'arme alla suprema difesa, come quelle che s'aggrappano al bordo del battello o alla scheggia dello scoglio nel naufragio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il bimbo, a cavalcioni su le gambe di nonno Prever, lo guardava con gli occhioni intenti e ridenti, frenandosi; poi subito alzava una manina e con l'indice teso si toccava la fronte. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La nonna, allo scatto di quelle fresche ingenue risa infantili, si voltava a guardare la riccioluta testina rovesciata del nipotino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La cercava nel vano; quindi tornava con occhi dolenti a rimirare il figliuolo che se ne stava presso la finestra a guardar fuori, col capo insaccato ne le spalle e le mani in tasca, taciturno e scuro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Dio, non più neanche un filo d'amore per quel piccino, per lei! Eccolo là: non voleva pensare più a niente; guardava e pareva non vedesse e non udisse, alienato da ogni senso, vuoto, distrutto, spento. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Ma Giustino non s'era commosso alla vista del vecchio cannocchiale; per non far dispiacere al brav'uomo aveva guardato con esso «le gran montagne» della Luna e aveva scosso appena appena il capo, con gli occhi aggrondati, quando don Buti aveva ripetuto col solito gesto il solito ritornello:
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Il signor Martino e don Buti stavano a sentire e a guardare con occhi spalancati, a bocca aperta, e la signora Velia mirava costernata il suo Giustino che, pur senza volerlo, tirato da quei due, ecco ricascava a parlar di quelle cose e si riscaldava, si riscaldava... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Giustino stava a udire quelle voci note che, pur senza volere, si alteravano nel dar vita al personaggio della scena; guardava l'ampia vacuità sonora del teatro in ombra; ne aspirava quel particolare odor misto d'umido, di polvere e di fiati umani ristagnati, e si sentiva a mano a mano crescer l'angoscia, come se lo assaltasse alla gola il ricordo preciso d'una vita che non poteva più esser sua, a cui non poteva accostarsi più, se non così, nascosto, quasi di furto, o commiserato come dianzi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La Carmi s'era alzata anche lei e lo guardava pietosamente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ancora anelante, più dall'emozione che dalla corsa, egli guardava il telone e avrebbe voluto trapanarlo con gli occhi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* guardava l'usciolino... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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- Sì, - bisbigliò Giustino, guardandolo, intronato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E il bimbo sotto il velo azzurro, irremovibilmente abbandonato a quel profumo ammorbante, sprofondato in esso, prigioniero di esso, ecco, non poteva esser più guardato se non da lontano, al lume di quei quattro ceri, il cui giallor caldo rendeva quasi visibile e impenetrabile il graveolente ristagno di tutti quegli odori. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Che avevano veduto quegli occhiuzzi di due anni aperti allo spettacolo di un mondo così grande? Chi serba memoria delle cose vedute con occhi di due anni? Ed ecco, quegli occhiuzzi che guardavano senza serbar memoria delle cose vedute, s'erano chiusi per sempre. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Qua li affidò, senz’alcun discernimento, a titolo di beneficio, e come sinecura, a qualche sfaccendato ben protetto il quale, per due lire al giorno, stando a guardarli, o anche senza guardarli affatto, ne avesse sopportato per alcune ore il tanfo della muffa e del vecchiume. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Spirava, in quelle stanze, da tutti i mobili d’antica foggia, dalle tende scolorite, quel tanfo speciale delle cose antiche, quasi il respiro d’un altro tempo; e ricordo che più d’una volta io mi guardai attorno con una strana costernazione che mi veniva dalla immobilità silenziosa di quei vecchi oggetti da tanti anni lì senz’uso, senza vita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La guardavo con tanto d’occhi, specialmente quando la vedevo scattare in piedi su le furie e le sentivo gridare, rivolta a mia madre e pestando rabbiosamente un piede sul pavimento:
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* Ma doveva esser la mia faccia placida e stizzosa e quei grossi occhiali rotondi che mi avevano imposto per raddrizzarmi un occhio, il quale, non so perché, tendeva a guardare per conto suo, altrove. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A un certo punto, li buttai via e lasciai libero l’occhio di guardare dove gli piacesse meglio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per fargli dispetto, un giorno, io presi dal suo guardaroba una marsina nuova fiammante, un panciotto elegantissimo di velluto nero, il gibus, e me ne andai a caccia così parato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Basta così! Guarda, il Signore dovrebbe farti provare che cosa vuol dire star male di stomaco. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Malagna guardava, mortificato, sorridente, un po’ Berto, un po’ me, un po’ la finestra, un po’ il bicchiere; poi diceva:
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* – Con la tentazione sotto gli occhi? vedendo te che ne bevi tanto e te l’assapori e te lo guardi controlume, per farmi dispetto? Va’ là, ti dico! Se fossi un altro marito, per non farmi soffrire... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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La mamma allora mi fece una ramanzina coi fiocchi: che mi guardassi bene dal commettere il peccato mortale d’indurre in tentazione e di perdere per sempre una povera ragazza, ecc., ecc. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Romilda si alzò, guardando la madre, per consigliarsi con gli occhi di lei, e poco dopo, non ostanti le mie proteste, tornò con un piccolo vassoio su cui era un bicchiere e una bottiglia di vermouth. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora io, guardando Romilda e poi la madre, avevo poc’anzi pensato: «Somiglierà al padre!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Mi è venuto con le mani in faccia, gridandomi che mi fossi guardata bene dal metter in dubbio l’onorabilità di sua nipote!
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* Te ne devi guardar bene! Devi anzi dirgli di sì, che è vero, verissimo ch’egli può aver figliuoli... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quante, quante volte non le guardai gli occhi per vedere se avesse pianto! Ella mi sorrideva, mi carezzava con lo sguardo, poi mi domandava:
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– Perché mi guardi così?
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* Subito allora Margherita, la buona vecchierella che già l’aveva sospettato e non osava dirglielo, le aveva profferto d’andar via con lei, a casa sua: aveva due camerette pulite, con un terrazzino che guardava il mare, pieno di fiori: sarebbero state insieme, in pace: oh, ella sarebbe stata felice di poterla ancora servire, di poterle dimostrare ancora l’affetto e la devozione che sentiva per lei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ah quel mio occhio, in quel momento, quanto mi piacque! Per disperato, mi s’era messo a guardare più che mai altrove, altrove per conto suo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ero ancora com’ebbro di quella gaiezza mala che si era impadronita di me da quando m’ero guardato allo specchio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io stavo a guardarlo, stupito. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sedevo su la spiaggia e m’impedivo di guardarlo, abbassando il capo: ma ne sentivo per tutta la riviera il fragorìo, mentre lentamente, lentamente, mi lasciavo scivolar di tra le dita la sabbia densa e greve, mormorando:
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Lei sola: – non certo quelli che la guardavano, sospesi nel supplizio che cagionava loro il capriccio di essa, a cui – ecco – sotto, su i quadrati gialli del tavoliere, tante mani avevano recato, come in offerta votiva, oro, oro e oro, tante mani che tremavano adesso nell’attesa angosciosa, palpando inconsciamente altro oro, quello della prossima posta, mentre gli occhi supplici pareva dicessero: «Dove a te piaccia, dove a te piaccia di cadere, graziosa pallottola d’avorio, nostra dea crudele!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lo guardai, prima sorpreso, poi costernato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Arrischiai la prima posta di pochi scudi sul tavoliere di sinistra nella prima sala, così, a casaccio, sul venticinque; e stetti anch’io a guardare la perfida pallottola, ma sorridendo, per una specie di vellicazione interna, curiosa, al ventre. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi guardai attorno, stupito: nessuno fiatava, neppure il mio vicino che pur mi aveva veduto posare quei pochi scudi sul venticinque. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Guardai i croupiers: immobili, impassibili, come statue. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Notai, fra gli altri, un giovinetto, pallido come di cera, con un grosso monocolo all’occhio sinistro il quale affettava un’aria di sonnolenta indifferenza; sedeva scompostamente; tirava fuori dalla tasca dei calzoni i suoi luigi; li posava a casaccio su un numero qualunque e, senza guardare, pinzandosi i peli dei baffetti nascenti aspettava che la boule cadesse; domandava allora al suo vicino se aveva perduto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La gente si voltava a guardarlo; ma raramente egli se n’accorgeva: smetteva allora per un istante, si guardava attorno, con un sorriso nervoso, e tornava ad arrangolare, non potendo farne a meno, finché la boule non cadeva sul quadrante. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A poco a poco, guardando, la febbre del giuoco prese anche me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Perché ridevano i compagni? Sorridevo anch’io, istintivamente, guardando come uno scemo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi posi allora a guardarlo risolutamente, per fargli intendere che m’ero bene accorto di tutto, e che con me, dunque, l’avrebbe sbagliata. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quando il croupier disse: – Le ieu est fait! Rien ne va plus! – la guardai, ed ella alzò un dito per minacciarmi scherzosamente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Lo guardai, sforzandomi di comprendere che cosa volesse dire: c’era senza dubbio in quel suo riso e in quelle sue parole un sospetto ingiurioso per me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Presi a mordermi col mio nuovo veleno, guardando il denaro lì sul letto:
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* Ma vi trovai invece quel giovinetto pallido che affettava un’aria di sonnolenta indifferenza, tirando fuori i luigi dalla tasca dei calzoni per puntarli senza nemmeno guardare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Fra tanti che guardavano, nessuno aveva pensato a cacciarle via. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Guardai l’orologio: eran le otto e un quarto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Il cuore mi balzò in gola e guardai, spiritato, i miei compagni di viaggio che dormivano tutti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Guardai di nuovo i miei compagni di viaggio e, quasi anch’essi, lì, sotto gli occhi miei, riposassero in quella certezza, ebbi la tentazione di scuoterli da quei loro scomodi e penosi atteggiamenti, scuoterli, svegliarli, per gridar loro che non era vero. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi voltai a guardare il binario deserto, che si snodava lucido per un tratto nella notte silenziosa, e mi sentii come smarrito, nel vuoto, in quella misera stazionuccia di passaggio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Guardai la stazione; lessi il nome: ALENGA. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma infine, per non dar dispiacere al padrone, che seguitava a guardarmi stupito, me lo posi sotto gli occhi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il vecchietto seguitava a sostener pacificamente la sua opinione, che doveva esser contraria, perché quell’altro, incrollabile, guardando me, s’ostinava a ripetere :
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«Vedrai, vedrai com’essa t’apparirà curiosa, ora, a guardarla così da fuori! Ecco là uno che si guasta il fegato e fa arrabbiare un povero vecchietto per sostener che Cristo fu il più brutto degli uomini...»
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* Guardai, e subito mi sorse un pensiero, per Ia cui attuazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ah, ricordo un tramonto, a Torino, nei primi mesi di quella mia nuova vita, sul Lungo Po, presso al ponte che ritiene per una pescaia l’impeto delle acque che vi fremono irose: l’aria era d’una trasparenza meravigliosa; tutte le cose in ombra parevano smaltate in quella limpidezza; e io, guardando, mi sentii così ebro della mia libertà, che temetti quasi d’impazzire, di non potervi resistere a lungo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi chinai a guardare e gli scoprii tra le scarpacce rotte un cucciolotto minuscolo, di pochi giorni, che tremava tutto di freddo e gemeva continuamente, lì rincantucciato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Bastava guardarlo, bastava considerare un poco quella sua minuscola ridicola personcina, per accorgersi ch’egli mentiva, senza bisogno d’altre prove. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ed ecco, mi cacciavo, di nuovo, fuori, per le strade, osservavo tutto, mi fermavo a ogni nonnulla, riflettevo a lungo su le minime cose; stanco, entravo in un caffè, leggevo qualche giornale, guardavo la gente che entrava e usciva; alla fine, uscivo anch’io. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Si agitava nella gabbia, si voltava, saltava, guardava di traverso, scotendo la testina, poi mi rispondeva, chiedeva, ascoltava ancora. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Adriana, come me! «Oh, guarda un po’!» pensai. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Parlando pianissimo e sfuggendo di guardarmi (chi sa che impressione le feci in prima!), m’introdusse, attraverso un corridoio buio, nella camera che dovevo prendere in affitto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Questa è la migliore, – mi rispose, senza guardarmi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Oh, ne ha di buoni! – fece lui, guardando i dorsi di quei pochi che avevo già disposti sul palchetto della scrivania. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «Oh, guarda un po’,» pensavo, «ch’io quasi quasi potrei credere che mi sia davvero affogato nel molino della Stìa e che intanto mi illuda di vivere ancora.»
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Il signor Anselmo restò un tratto a guardare, come se improvvisamente gli fosse caduto un macigno innanzi ai piedi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Bel modo di ragionare, codesto! Ma guardi un po’! Come se l’umanità non fossi io, non fosse lei e, a uno a uno, tutti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Di sera, guardando il fiume
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* Ecco: essa, per esempio, voleva dire starmene lì, di sera, affacciato a una finestra, a guardare il fiume che fluiva nero e silente tra gli argini nuovi e sotto i ponti che vi riflettevano i lumi dei loro fanali, tremolanti come serpentelli di fuoco; seguire con la fantasia il corso di quelle acque, dalla remota fonte apennina, via per tante campagne, ora attraverso la città, poi per la campagna di nuovo, fino alla foce; fingermi col pensiero il mare tenebroso e palpitante in cui quelle acque, dopo tanta corsa, andavano a perdersi, e aprire di tratto in tratto la bocca a uno sbadiglio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Ecco, ella ora, posato l’annaffiatoio, si appoggiava al parapetto del terrazzino e si metteva a guardare il fiume anche lei, forse per darmi a vedere che non si curava né punto né poco di me, poiché aveva per proprio conto pensieri ben gravi da meditare, in quell’atteggiamento, e bisogno di solitudine. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il rumore di qualche vettura sul prossimo ponte di legno mi scoteva da quelle riflessioni; sbuffavo, mi ritraevo dalla finestra; guardavo il letto, guardavo i libri, restavo un po’ perplesso tra questi e quello, scrollavo infine le spalle, davo di piglio al cappellaccio e uscivo, sperando di liberarmi, fuori, da quella noia smaniosa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ritornando per via Borgo Nuovo, m’imbattei a un certo punto in un ubriaco, il quale, passandomi accanto e vedendomi cogitabondo, si chinò, sporse un po’ il capo, a guardarmi in volto da sotto in sù, e mi disse, scotendomi leggermente il braccio:
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Ma guarda un po’ fin dove vanno a cacciarsi gli occhi delle donne, o meglio, di certe donne, poiché Adriana dichiarò di non essersene mai accorta. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Un pensiero, un’immagine dovette balenarle in quel punto alla mente; si turbò, e si volse a guardare il fiume sottostante. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Certo quell’altra comprese, perché sospirò e si volse anche lei a guardare il fiume. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Compresi alla fine anch’io, guardando la veste da camera di mezzo lutto di Adriana, e argomentai che Terenzio Papiano, il cognato che si trovava ancora a Napoli, non doveva aver l’aria del vedovo compunto, e che, per conseguenza, quest’aria, secondo la signorina Caporale, la avevo io. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Incuriosito, m’appressai alla finestra per guardar dalle spie della persiana. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Tornai a guardare attraverso le stecche della persiana. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* L’altro, rimasto solo, s’era messo a guardare il fiume appoggiato con tutti e due i gomiti sul parapetto e la testa tra le mani. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il cuore mi balzò in petto dalla gioia, dalla riconoscenza: d’un salto, fui nel corridoio: ma lì, presso l’uscio della mia camera, trovai quasi asserpolato su un baule un giovane smilzo, biondissimo, dal volto lungo lungo, diafano, che apriva a malapena un paio d’occhi azzurri, languidi, attoniti: m’arrestai un momento, sorpreso, a guardarlo; pensai che fosse il fratello di Papiano; corsi al terrazzino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E s’appressò al parapetto, a guardare il fiume. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ero rimasto intronato, come un ceppo d’incudine, e approvavo di tanto in tanto col capo e di tanto in tanto volgevo uno sguardo ad Adriana, che se ne stava ancora a guardare il fiume. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* (devo guardarmi dal dirlo sottovoce, anche qui, in casa mia) io che ogni mattina, prima d’andar via, saluto con la mano la statua di Garibaldi sul Gianicolo (ha veduto? di qua si scorge benissimo), io che griderei ogni momento: «Viva il XX settembre!», io debbo fargli da segretario! Degnissimo uomo, badiamo! ma borbonico e clericale. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– No, figliuola mia, guarda: si fa così!
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* Una era questa: ch’io, senza aver commesso cattive azioni, senz’aver fatto male a nessuno, dovevo guardarmi così, davanti e dietro, umoroso e sospettoso, come se avessi perduto il diritto d’esser lasciato in pace. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Poi, come prendendo una risoluzione improvvisa, si voltò a guardarmi in faccia, mi porse una mano e mi domandò:
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– Lei, lei, – affermò ella, guardandomi negli occhi, aizzosa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A un certo punto, però, guardando Papiano e vedendolo gongolante, mi passò la voglia di scherzare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi guardai. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Se, come sosteneva il Paleari, la forza misteriosa che aveva agito in quel momento, alla luce, sotto gli occhi miei, proveniva da uno spirito invisibile, evidentemente, questo spirito non era quello di Max: bastava guardar Papiano e la signorina Caporale per convincersene. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo già sperimentato come la mia libertà, che a principio m’era parsa senza limiti, ne avesse purtroppo nella scarsezza del mio denaro; poi m’ero anche accorto ch’essa più propriamente avrebbe potuto chiamarsi solitudine e noia, e che mi condannava a una terribile pena: quella della compagnia di me stesso; mi ero allora accostato agli altri; ma il proponimento di guardarmi bene dal riallacciare, foss’anche debolissimamente, le fila recise, a che era valso? Ecco: s’erano riallacciate da sé, quelle fila; e la vita, per quanto io, già in guardia, mi fossi opposto, la vita mi aveva trascinato, con la sua foga irresistibile: la vita che non era più per me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Alzò appena gli occhi a guardarmi; arrossì; mi porse una busta:
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* – Guardi un po’, Adriana: la Natura fa una delle sue solite stramberie; per tanti anni mi condanna a portare un occhio, diciamo così, disobbediente; io soffro dolori e prigionia per correggere lo sbaglio di lei, e ora per giunta mi tocca a pagare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Ella si sforzò a guardarmi, e disse piano, riabbassando subito gli occhi:
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* La guardai, e:
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Mi voltai a guardarla, inebetito. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che ero andato a far lì? Mi guardai attorno; poi gli occhi mi s’affisarono su l’ombra del mio corpo, e rimasi un tratto a contemplarla; infine alzai un piede rabbiosamente su essa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Scoppiai a ridere d’un maligno riso; il cagnolino scappò via, spaventato; il carrettiere si voltò a guardarmi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Papiano sbuffò, si passò ambo le mani su la fronte sudata e sul capo e, voltandoci le spalle, si pose a guardare verso il terrazzino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma se lei, – disse, – ha guardato, me presente, da per tutto, anche nel portafogli; se lì, nello stipetto... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* S’interruppe, come se si sentisse mancare il fiato; volle volgersi a me, ma non gli bastò l’animo di guardarmi in faccia:
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* – Viene così? – mi domandò il Paleari, guardandomi meravigliato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma guardi un po’ come stavo per andare anch’io – rispose tra le risa, additandomi le pantofole ai piedi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Questo mi disse il suo sguardo, e m’invitò a guardar colei ch’io facevo soffrire. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nella confusione sopravvenuta, mentr’io con gli altri mi facevo a guardar la Pantogada adagiata sul canapè, mi sentii afferrar per un braccio e mi vidi sopra di nuovo il Bernaldez, ch’era tornato indietro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nella prima sala, attorno a un tavolino, c’erano cinque o sei ufficiali d’artiglieria e, come uno d’essi, vedendomi arrestar lì presso torbido, esitante, si voltò a guardarmi, io gli accennai un saluto, e con voce rotta dall’affanno:
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* Rimasi un pezzo attonito; poi mi mossi di nuovo, senza più pensare, alleggerito d’un tratto, in modo strano, d’ogni ambascia, quasi istupidito; e ripresi a vagare, non so per quanto tempo, fermandomi qua e là a guardar nelle vetrine delle botteghe, che man mano si serravano, e mi pareva che si serrassero per me, per sempre; e che le vie a poco a poco si spopolassero, perché io restassi solo, nella notte, errabondo, tra case tacite, buie, con tutte le porte, tutte le finestre serrate, serrate per me, per sempre: tutta la vita si rinserrava, si spegneva, ammutoliva con quella notte; e io già la vedevo come da lontano, come se essa non avesse più senso né scopo per me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ed ecco, alla fine, senza volerlo, quasi guidato dal sentimento oscuro che mi aveva invaso tutto, maturandomisi dentro man mano, mi ritrovai sul Ponte Margherita, appoggiato al parapetto, a guardare con occhi sbarrati il fiume nero nella notte. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi guardai attorno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Volli accertarmene: andai, guardai prima nella Piazza della Libertà, poi per il Lungotevere dei Mellini. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quella giornata quasi non avvertita da me, tra le prime faccende e poi in quel sonno di piombo in cui ero caduto, chi sa intanto com’era passata lì, in casa Paleari! Rimescolìo, sbalordimento, curiosità morbosa di estranei, indagini frettolose, sospetti, strampalate ipotesi, insinuazioni, vane ricerche; e i miei abiti e i miei libri, là, guardati con quella costernazione che ispirano gli oggetti appartenenti a qualcuno tragicamente morto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Fremevo nell’attesa, ridevo, sbuffavo, mi guardavo attorno, in quel salottino chiaro, ben messo, arredato di mobili nuovi di lacca verdina. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi guardava con tanto d’occhi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Tenendomi forte per le braccia, col volto pieno di lagrime, Roberto mi guardava ancora trasecolato:
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* qua! Ma sai che non ci so credere ancora? Lasciati guardare... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* ti guardavo, ti guardavo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Roberto mi guardava sbalordito, forse temendo che fossi levato di cervello. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma certo! – raffermò Berto, mentre sbalordito lo guardavo io, ora, a mia volta. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A pie’ dell’ultima branca dovetti fermarmi: non tiravo più fiato! guardai la porta; pensai: «Forse cenano ancora, tutti e tre a tavola... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Tieni qua il lume, guardami bene! Sono io? mi riconosci? o ti sembro ancora quel disgraziato che s’affogò alla Stia?
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* Piangi? Che piangi? Piangi perché son vivo? Mi volevi morto? Guardami... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* sù, guardami in faccia! Vivo o morto?
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* Sù, sù, smetti di piangere, cara: rassèttati: guarda, puoi far male alla tua piccina, così... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io rimasi a guardarla alla luce, ammirato: era ridivenuta bella come un tempo, anzi più formosa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non ti vergognare, via, Romilda! Guarda, guarda come si torce Mino! Ma che ti posso fare se non son morto davvero?
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* Guarda, venendo, supponevo (scusami, sai, Romilda), supponevo, caro Mino, che t’avrei fatto un gran piacere, a liberartene, e ti confesso che questo pensiero m’affliggeva moltissimo, perché volevo vendicarmi, e vorrei ancora, non credere, togliendoti adesso Romilda, adesso che vedo che le vuoi bene e che lei... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Romilda lo guardava, angustiata e sospesa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Forse niente, eh? di’ sù, possibile ch’io non debba sentir la tua voce? Guarda: è già notte avanzata... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Romilda si strinse nelle spalle, guardò Pomino, sorrise nervosamente: poi, riabbassando gli occhi e guardandosi le mani:
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* In quella livida luce dell’alba, sentii stringermi la gola da un nodo di pianto inatteso, e guardai Pomino odiosamente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Addio, eh! Buona fortuna! – diss’io, salutando, con gli occhi fermi su Romilda, che non volle guardarmi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Mi avviai, guardando la gente che passava. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma che! Nessuno mi riconosceva? Eppure ero ormai tal quale: tutti, vedendomi, avrebbero potuto almeno pensare: «Ma guarda quel forestiero là, come somiglia al povero Mattia Pascal! Se avesse l’occhio un po’ storto, si direbbe proprio lui». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E Oliva? L’ho incontrata per via, qualche domenica, all’uscita della messa, col suo bambino di cinque anni per mano, florido e bello come lei: – mio figlio! Ella mi ha guardato con occhi affettuosi e ridenti, che m’han detto in un baleno tante cose... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi piaceva star da parte a guardarli coi miei occhi verdi e seri di giudice e di nemico . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Un viso sbiancato di bambino sognante guarda verso sinistra e si sente che lì a sinistra . (G .Papini - Un uomo finito)
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* difaccia a lui , nessuno lo guarda . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma vi par forse questo un ritratto di bambino ? Questo piccolo spettro slavato , che non mi guarda , che non vuol guardare nessuno ? Si vede subito che quegli occhi non son fatti per tingersi del celeste del cielo ; son bigi , son nuvolosi di suo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Prese la mia richiesta senza guardarmi , ci
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* Eppure anche quella impresa che magnificava me stesso , povero ragazzo ignorante , ai miei occhi e perfino a quelU de' distributori di biblioteca che mi guardavano con una compassione venata d'ironia e di rispetto , mi venne a noia o , per dir meglio , mi spaventò per la perfezione che volevo raggiungere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi mi guardava mi disprezzava con tutto il viso , passando ; qualcuno si voltava indietro a guardar lo sparuto solitario e rideva . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E cosi pensando rialzavo la testa e il mio petto si gonfiava , e i miei occhi guardavano non più paurosi ma con odio e fierezza tutte le faccie bianche e brune e giallastre che mi passavan daccanto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* I librai mi davan poco ascolto quando chiedevo il prezzo di un libro sapendo ormai che potevo disporre di centesimi e non di lire — i padroni dei barroccini non avevan piacere che stessi tanto a sfogliare e a leggicchiare perchè il più delle volte non compravo nulla o compravo librettucci di scarto da spender poco , o magari volumi scompleti — i giornalai mi davan guardatacele perchè mi studiavo di leggere a tradimento . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppure : cosa chiedevo ? Forse di andar vestito come i signorini modello delle incisioni virtuose , tutti quanti attillati e ingolettati ? Forse di mangiar carne e dolciumi fino al vomito e air indigestione ? Chiedevo case belle , viaggi , fucili , cavalli di legno o teatri di burattini ? Ero brutto e spregevole — lo so e lo sapevo anche allora , — ma pure sotto quella bruttezza e quella miseria c'era un' anima che voleva sapere , conoscer la verità e imbeversi tutta di luce e sotto quel cappellaccio untuoso e quella testa spettinata c'era un cervello che voleva capir ogni idea e dappertutto entrare e sognare — c'era una mente che di già guardava quel che gli altri non vedono e si nutriv'a là dove i più non trovano che vuoto e desolazione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il babbo era quasi sempre soprappensiero — io ruminavo fra me precoci disappunti o ingenui abbozzi d'idee ma guardavo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ti rammenti dello stanzone buio tutto pieno di libri ; magazzino di tutte le delizie italiane e francesi ; ubertosa terra promessa di tutte le mie curiosità d' ignorante ? Ti rammenti le chiacchierate lunghe in camera tua , davanti al tepido sfavillio della legna asciutta , mentre scendeva rapida la sera e le campane suonavano senza mai smettere per qualche lutto dimen -65 ticato ? E ti ricordi quel giardinuccio sterile infossato tra muri umidi e finestre sempre chiuse dove per la prima volta abbiam parlato commossi di Stirner e della divina libertà dell'io ? O ti rammenti , piuttosto , quando s'andava ad aspettare il tramonto sui colli e si guardava la città distesa vigliaccamente sulle sponde del fiume lento e si diceva : Sarai nostra ? A volte s' andava più lontano , sui monti , in cerca di solitudine , di vento e di severità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E si guardava spesso la salita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma se ti rivedo seduto dinanzi ai banconi immensi e scarabocchiati della biblioteca , nelle mattinate e nei pomeriggi del lavoro appassionato , chino sui libri aperti , sulla carta apparecchiata , e risento la tua voce che mi chiedeva o mi rispondeva qualcosa (e si guardava intorno colla coda dell' occhio perchè Y uomo severo che gira su e giù non si avvedesse del nostro cicaleccio illegale) allora capisco ogni cosa e tu ridiventi mio , tutto mio , come in quei giorni lontani della nostra impaziente vigilia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E guardandoli sorridevo e non li odiavo più e perfino ogni rancore per il loro ingiusto disprezzo era sparito . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Si girò insieme per le tipografie , guardati sospettosamente dai direttori e dai proti che ci vedevano impratici e ci indovinavano poveri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E si potè avere finalmente una stanza tutta per noi — una redazione ! Com'era bello in quel tempo Palazzo Davanzati , alta facciata di pietra nobile e vecchia dirimpetto alle ignobili rovine del mercato ! Nel mezzo un' arme incoronata e tronfia del seicento sporgeva infuori , bruna sulle bugne brune e su in alto la bella loggia aperta , aerea , libera , fiorentina , nostra , prometteva al passante che la guardava dal basso una larga vista di torri di marmo , di colline illuminate e di cieli sereni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io guardavo più in là . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma essi mi guardavano in silenzio senza moversi e sparivano s' io m'accostavo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi feci cosi in breve tempo una fama di terribile e di strafottente che mi piaceva ; fui guardato come un pazzo villano e come l'apostolo della franchezza ; come un mascalzone da sfuggire e come un eroe della sincerità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi non ha la forza di guardarsi in viso si trucchi di nuovo e reciti pure la parte del galantuomo anche s'è uno schifoso e la — 134 — parte del genio se pure è uno sciocco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Anche guardando in su , guardando in su con tutta la pazzia permessa ai mediocri , c'era questo : essere stampato da Treves , insegnare all'università , far parte d'un'accademia , ottenere (vecchio , cascante e rimbecillito) il premio Nobel . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Credete voi che abbia guardato poco me stesso ? V'immaginate eh' io non sia stato a spiare tutti i moti e i lampeggiamenti e i ritiri e i nascondigli e i tremiti e i palpiti più nascosti dell'anima mia ? Eppure , — meravigliatevi quanto volete e trattatemi pur di bugiardo ! — non ho trovato niente , capite , non ho trovato niente che mi faccia schifo e disonore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Le donne mi guardavano coi loro occhi neri , grandi , aperti e fissi ; e sulle rive soleggiate dei mari le gialle arancie di Goethe dondolavano nella brezza tutta impregnata di sale e d'infinità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dio voglia eh' i' abbia l'ultimo coraggio : di guardare ad occhi aperti ne' miei occhi aperti , di leggere senza pause e parentesi e reticenze nel libro della memoria , di stuzzicare e frugare le piaghe fino in fondo , senza paura dello strazio e del marcio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Credete non mi costi dolore il confessare cosi crudamente la debolezza e la finzione della vita ? Eppure sta cosi : perchè dovrei seguitare a imbrogliar me e gli altri ? Tante volte , invece di starmene chiuso nella mia stanza solo coi miei pensieri , mi son lasciato vincere da un momento di noia e sono scappato fuori , mi son fermato alle vetrine , ho seguito i lumi accesi sopra il mio capo , son montato sopra i trams scampanellanti e fuggenti , mi son seduto nei caff'è a guardar le figure di una borghesissima rivista tedesca ; ho cercato gli amici e ho fatto con loro non so quanti discorsi sciocchi , cattivi o spiritosi ; sono — 208 — andato a far delle visite , a bere il caffè in tazzine dorate , a ciarlare con signorine forestiere e con vecchie dame affettuose . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nulla di più , nulla di meglio ! Tutta la fede nel mio genio sta nell'aspettativa , lunga e inutile di un colpo di ispirazione travolgente e trionfante , sta in questa mia irrequietezza perpetua che di nulla si contenta e di tutto ha schifo fuor che di un mondo celestiale e platonico che a momenti rni par d'intravedere tra le nuvole del mondo vero ; sta in quelle illuminazioni via subito volanti ; in quelle tenui mosse liriche , in quelle rapide immagini tramutantesi subito in buone frasi che spesso mi passan per l'anima quando penso senza guardare , quando traverso di sera i miei ponti , tra il fiume e il cielo tutti tremanti di luci . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutto va bene e nulla manca per chi guarda soltanto il di fuori e giudica gli altri prendendo sé per misura . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Speravo di domarlo ; contavo di vincerlo , di pigliarlo dalla parte dell'anima e insignorirmene senza neppur guardarlo , e ora si vendica : sento che la fine s'approssima e che questa impalcatura d'ossi lunghi imbottita di poca carne fa segno di sfasciarsi — di tornar fango sotto il fango . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quei libri che avevo letto per dovere e curiosità , quei libri che mi avevano annoiato a scuola e lasciato freddo fuori , che avevo guardato fino allora come rettorica letteraria o documenti di storia , mi si aprivano ora dinanzi come amici e fratelli , prendevano un nuovo colore , davano un altro gusto , si rianimavano con tutto il primitivo vigore . (G .Papini - Un uomo finito)
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Il dottore mi raccomandò di non ostinarmi a guardare tanto lontano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Io apersi a mezzo gli occhi e guardai mia madre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La guardai sognando di premere quel biancore e quel giallo rosseggiante sul mio guanciale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Bisognava perciò dargli la libertà assoluta e nello stesso tempo dovevo guardare il mio vizio in faccia come se fosse nuovo e non l’avessi mai visto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Perché mia moglie non l’avrebbe amato? Seguendola , quando se ne erano andati , egli le aveva guardato i piedi elegantemente calzati .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Eppoi non ricordavo che non era tanto facile d’innamorarsi di mia moglie? Se il dottore le aveva guardato i piedi , certamente l’aveva fatto per vedere quali stivali dovesse comperare per la sua amante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardi , è intatta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Giovanna stava a guardarmi a bocca aperta , ma io esitai di offrirgliene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Io la guardai indagando se il sorriso che contraeva la sua faccia fosse stereotipato o se fosse nuovo del tutto e originato dal fatto che il dottore si trovava con mia moglie anziché con me , ch’ero il suo paziente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardai le stelle con ammirazione come se le avessi conquistate da poco .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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È vero ch’io credo che le cose , in casa , sieno sempre spostate ed è anche vero che mia moglie molto spesso le sposta , ma in quel momento io guardavo ogni cantuccio per vedere se vi era nascosto il piccolo , elegante corpo del dottor Muli .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Guardandoci , avevamo ambedue lo stesso sorriso di compatimento , reso in lui più acido da una viva paterna ansietà per il mio avvenire; in me , invece , tutto indulgenza , sicuro com’ero che le sue debolezze oramai erano prive di conseguenze , tant’è vero ch’io le attribuivo in parte all’età .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Magari mi fossi comportato con semplicità e avessi preso fra le mie braccia il mio caro babbo divenuto per malattia tanto mite e affettuoso! Invece cominciai a fare freddamente una diagnosi: Il vecchio Silva si era tanto mitigato? Che fosse malato? Lo guardai sospettosamente e non trovai di meglio che di fargli un rimprovero:
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* Poi stette a guardarmi come mangiavo , mentre lui , dopo un paio di cucchiaiate scarse , non prese altro cibo e allontanò anche da sé il piatto che gli ripugnava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Soltanto mi ricordo , come se si trattasse di cosa avvenuta ieri , che un paio di volte ch’io lo guardai negli occhi , egli stornò il suo sguardo dal mio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* L’animale malato non lascia guardare nei pertugi pei quali si potrebbe scorgere la malattia , la debolezza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Io – disse , sempre guardando il suo mozzicone di sigaro oramai spento , – sento come la mia esperienza e la scienza mia della vita sono grandi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardava immoto la parete di faccia e non si volse quand’io entrai .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Un’altra sua debolezza gli dava dell’importanza: quando levava gli occhiali (e lo faceva sempre quando voleva meditare) i suoi occhi accecati guardavano accanto o al disopra del suo interlocutore e avevano il curioso aspetto degli occhi privi di colore di un statua , minacciosi o , forse , ironici .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi si avvicinò con gli occhiali in mano guardando il pavimento e , con un sospiro , mi disse:
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Egli stava pulendosi le orecchie , guardando in alto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io singhiozzai ancora , temendo che subito guardassero e vedessero tutto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Traverso alle finestre chiuse guardava per istanti anche il giardino coperto di neve abbacinante al sole .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli s’era seduto sulla poltrona accanto alla finestra e guardava traverso i vetri , nella notte chiara , il cielo tutto stellato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La sua respirazione era sempre affannosa , ma non sembrava ch’egli ne soffrisse assorto com’era a guardare in alto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli guardava , sempre eretto sul busto , con lo sforzo di chi spia traverso un pertugio situato troppo in alto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi parve guardasse le Pleiadi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Forse in tutta la sua vita egli non aveva guardato sì a lungo tanto lontano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Guarda! Guarda! – mi disse con un aspetto severo di ammonizione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardavo nell’avvenire indagando per trovare perché e per chi avrei potuto continuare i miei sforzi di migliorarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma dalla sua ignoranza gli risultava forza e serenità ed io m’incantavo a guardarlo , invidiandolo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Guardavo istupidito quel maledetto libretto troppo sottile per farsi percepire durante il giorno con la sua pressione e non ci pensavo più sino alla sera appresso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Torvo e offeso mi parlò senza guardarmi in faccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* La bambina mi guardava studiandomi con gli occhi serii .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quella prima volta io guardai Ada con un solo desiderio: quello di innamorarmene perché bisognava passare per di là per sposarla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Intanto le avrei lasciato il tempo perché parlasse lei , mi si rivelasse e potessi guardarmene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Un vero infortunio! Io non vi diedi importanza e avvertii Alberta che quando essa avesse avuto dietro di sé una diecina di semestri d’Università , anche lei avrebbe dovuto guardarsi dal fare citazioni latine .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Rispose per lei Alberta ch’essa aveva guardata come per invocarne l’assistenza: Ada era andata da una zia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Se , quando parlavo con gli altri , il mio occhio s’incontrava nel suo , subito dovevo trovare il modo di guardare altrove ed era difficile di farlo con naturalezza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa dovette accorgersi del suo potere e della mia debolezza e , in presenza degli altri , mi guardava indagatrice , insolente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Indi apersi la porta e uscii lesto lesto dopo di aver visto che Ada , che fino ad allora m’aveva abbandonata la destra mentre con la sinistra sosteneva Anna che s’aggrappava alla sua gonna , stupita si guardava la manina che aveva subito il contatto delle mie labbra , quasi avesse voluto vedere se ci fosse stato scritto qualche cosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardandola negli occhi le avrei domandato: «Mi ami tu?» E se essa m’avesse detto di sì , io l’avrei serrata fra le mie braccia per sentirne vibrare la sincerità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Mi ricordai oscuramente che l’ultima volta in cui l’avevo vista (cioè intravvista , perché allora non avevo sentito il bisogno di guardarla) le nipoti , non appena essa se ne era andata , avevano osservato che non aveva una buona cera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardando affettuosamente il faccione grinzoso della vecchia signora , le dissi:
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* Porsi con grande cordialità la mano a zia Rosina sperando di rabbonirla , ma essa mi concedette la sua guardando altrove .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ma ancora oggidì , che ne scrivo , se qualcuno mi guarda quando mi movo , i cinquantaquattro movimenti s’imbarazzano ed io sono in procinto di cadere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non potevo già accontentarmi? Intanto la guardavo , tentando di sentir di nuovo intero il mio amore annebbiatosi nell’ira e nel dubbio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Chi osava interrompere le spiegazioni che non avevo ancora iniziate? Un signorino imberbe , bruno e pallido , la guardava con occhi ansiosi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* A mia volta guardai Ada nella folle speranza ch’essa invocasse il mio aiuto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Lo guardavo per sentire meglio quello ch’egli diceva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardavo Ada e tentavo di dimenticare tutto il resto compreso l’altro che ci accompagnava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Anche la sua voce! – ancora Ada rise guardandomi ansiosamente per sentire la chiusa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Guido ed io ci fermammo per qualche istante a guardar dietro all’elegante figurina che spariva nell’oscurità dell’atrio della casa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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M’allontanai zoppicando più che mai e sperai che Guido non sentisse il bisogno di guardarmi dietro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Mi volsi per ritornare a lui , ma allora m’accorsi ch’egli mi guardava con grande attenzione proteso per innanzi per vedermi più da vicino .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era molto rossa , ma mi guardava con un sorriso benevolo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Sedetti a lui da canto e , senza guardare gli altri , gli dissi:
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* Ada mi guardava con occhio poco amico e m’aggredì , le belle guancie infiammate:
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Come sempre , invece che guardare e ascoltare , ero tutt’occupato dal mio proprio pensiero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Andai ad Augusta che mi guardava ansiosamente con un sincero sorriso incoraggiante sulla faccia e le dissi serio e accorato:
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* Giunto accanto a lui , guardandomi in uno specchio , accesi una sigaretta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Scusatemi , Ada , – le dissi sommessamente e guardandola come se mi fossi aspettata qualche spiegazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La guardai sperando d’essere finalmente associato a lei per la prima volta in quella sera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Abbastanza grassa , stava immobile sulla sua sedia e mi parlava senza guardarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io trovai il modo di far capire agli altri che mi seccavo e tutti mi guardavano , senza farsi vedere dalla zia , ridendo discretamente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io la guardai ansiosamente per vedere se essa ne soffrisse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Solo il mio stato d’animo era nuovo per me e fu desso che m’indusse a guardare estatico in su , come a cosa novissima .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardai Alberta! Somigliava ad Ada! Era un po’ di lei più piccola e portava sul suo organismo evidenti dei segni non ancora cancellati dell’infanzia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guardai ancora Alberta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Io non penso di sposarmi! – disse essa sorridendo e guardandomi mitemente , senz’imbarazzo o rossore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Mi guardai d’intorno per trovare Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Dinanzi al mio dolore essa si ricompose e si mise a guardarmi commossa , riflettendo intensamente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io la guardai per esprimerle il mio rimprovero ed essa dovette stornare il suo sguardo dal mio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Guido dovette adattarsi di lasciare per un momento in pace le donne e guardare in alto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avrei dovuto essere dalla sposa alle otto del mattino , e invece alle sette e tre quarti mi trovavo ancora a letto fumando rabbiosamente e guardando la mia finestra su cui brillava , irridendo , il primo sole che durante quell’inverno fosse apparso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Erano troppe e raccontavano con tanta chiarezza quello ch’io avevo meditato là nel mio letto , guardando il sole invernale , che si dovette ritardare la nostra partenza per la chiesa onde dar tempo ad Augusta di rimettersi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Cercai di esservi ammesso e tentai di soggiornarvi risoluto di non deridere me e lei , perché questo conato non poteva essere altro che la mia malattia ed io dovevo almeno guardarmi dall’infettare chi a me s’era confidato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Finché ero vivo , certamente Augusta non m’avrebbe tradito , ma mi figuravo che non appena morto e sepolto , dopo di aver provveduto acche la mia tomba fosse tenuta in pieno ordine e mi fossero dette le Messe necessarie , subito essa si sarebbe guardata d’intorno per darmi il successore ch’essa avrebbe circondato del medesimo mondo sano e regolato che ora beava me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Augusta , come sempre , guardava le cose e accuratamente le registrava: un giardino verde e fresco che sorgeva da una base sucida lasciata all’aria dall’acqua che s’era ritirata; un campanile che si rifletteva nell’acqua torbida; una viuzza lunga e oscura con in fondo un fiume di luce e di gente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La salute non analizza se stessa e neppur si guarda nello specchio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il male si è che a forza di guardare gli affari , mi venne la voglia di farne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ci fermammo a guardare lungamente il mare mosso da una brezza leggera che rimandava in miriadi di luci rosse la luce tranquilla del cielo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ci fermammo a guardarlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero tanto compreso della mia dignità e temevo tanto l’occhio inquisitore del Copler che dapprima non guardai neppur bene la fanciulla; ma ora la so tutta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi domandò che cosa facessi e sentito che si trattava di un nuovo metodo , pensò fosse per violino e non si curò di guardare meglio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– È una cosa lunga , però , – aggiunse guardando nel vuoto e rivedendo forse tutte le sue ore di noia e di dolore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Prima di mettermi a dormire , come m’avviene di spesso , guardai lungamente mia moglie che già dormiva raccolta nella sua lieve respirazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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A me parve che ambedue a un dato punto cessassero di parlare , guardandomi come se avessero aspettato da me un consiglio ed io , per essere gentile , osservai:
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Poi il discorso fra i due uomini di affari continuò , ma io mi guardai bene dall’intervenire più oltre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Giovanni mi guardava di tempo in tempo al disopra degli occhiali per sorvegliarmi e il suo respiro pesante pareva una minaccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Le donne guardavano anche loro estatiche .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Salutai anche Carla quasi senza guardarla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Carla tentò dapprima di sorridermi , ma visto che io non corrisposi alla sua gentilezza , sedette con una certa sollecitudine di obbedienza accanto a me , per guardare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io la guardai e vidi che sulla sua faccia si distendeva qualche cosa che poteva significare sdegno e ostinazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ingenuamente essa credeva che l’aiuto dovesse venire dalla provvidenza divina tant’è vero che talvolta per ore era rimasta alla finestra per guardare sulla via , donde doveva giungere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il giorno sparì ed io restai alla finestra a guardare le nuove foglie verdi degli alberi del mio giardino .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Perciò doveva guardarsi dal farmi arrabbiare perché ne soffrivo troppo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Essa , spaventata , cessò dal resistere e prese la busta mentre mi guardava ansiosa studiando che cosa fosse la verità , il mio urlo d’odio oppure la parola d’amore con cui le veniva concesso tutto quello ch’essa aveva desiderato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La parte superiore del corpo si china a guardare e giudicare l’altra parte e la trova deforme .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dio sa quale dei due conci meglio i suoi clienti! Durante la malattia di mio suocero io andai spesso dal Paoli per indurlo a non fare intendere alla famiglia che la catastrofe che la minacciava era imminente , e ricordo che un giorno , guardandomi più a lungo di quanto mi fosse piaciuto , mi disse sorridendo:
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* Volli dimostrarle la mia riconoscenza e mi guardai d’attorno alla ricerca di un segno di affetto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Così avrei potuto andarmene sapendo che al mio povero amico si dava tutto quel poco che ancora poteva occorrergli , ma restai per qualche minuto a guardarlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Aveva tutto il suo tempo libero , lui , e lo impiegava per guardare in bocca agli altri .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Proprio , vorresti uccidermi? – domandò mitemente Giovanni guardandomi con curiosità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guarda! Guarda! Ecco che finalmente sentii salirmi le lacrime agli occhi e dovetti volgere altrove lo sguardo per celarle .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Tutti mi guardavano per raccapezzarsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Guardandomi biecamente mi disse che l’ultimo sorso l’aveva votato proprio alla mia salute .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io guardai Ada lungamente vestita tutta di pizzi bianchi , le spalle e le braccia nude .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Seduta accanto a me , per non farmi vedere le sue lacrime essa guardava immota le mani che teneva intrecciate in grembo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Invece , appoggiato con l’ascella alla sua gruccia , a passi lenti , ma enormi , s’avvicinò a noi Tullio , quello dai cinquantaquattro muscoli e , senza guardarci , s’assise proprio accanto a noi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Lo guardavo nei suoi piccoli occhi per intendere che cosa egli pensasse di quell’incontro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* nel bosco c'è il guardacaccia
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adocchiare
= verbo trans. guardare con interesse o desiderio scorgere con un'occhiata , ravvisare , individuare .
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allumare
= verbo trans. conciare le pelli con l'allume - verbo trans. guardare con interesse , adocchiare - verbo trans. illuminare , rischiarare , accendere allumarsi
= verbo rifl. illuminarsi , accendersi .
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ammirare
= verbo trans. guardare con compiacimento , interesse , meraviglia
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cannoniera
= piccola nave guardacoste armata con cannoni di piccolo e medio calibronelle fortezze e nelle murate delle vecchie navi da guerra con cannoni in batteria, apertura a cui si affacciava la bocca del cannone.
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capolino
= nella far capolino, sporgere appena il capo per guardare senza essere veduto
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contemplare
= verbo trans. guardare a lungo
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diapositiva
= copia fotografica positiva - su vetro o pellicola - da guardare in trasparenza o da proiettare su uno schermo .
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enrosadira
= la graduale colorazione dal rosa al viola che appare sulle dolomiti a colui che le guardi da lontano all'ora del tramonto .
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guardabile
= di persona o cosa piacevole , attraente , che si guarda perciò con piacere
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guardamento
= il guardare
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guardata
= il guardare , spec. in fretta e superficialmente
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guardatore
= colui che guarda
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guardiacoste
= guardacoste.
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guardialinee
= guardalinee.
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guatare
= verbo transitivo
- guardare a lungo con intento minaccioso
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malguardato
= o mal guardato, non protetto, non sorvegliato
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malvisto meno com. mal visto,
= guardato con antipatia o con sospetto
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occhiaccio
= pegg . di occhio - fare gli occhiacci , guardare in modo severo o minaccioso .
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occhiata
= il guardare senza fermare a lungo lo sguardo
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occhieggiare
= verbo trans . guardare con ammirazione o desiderio
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osservare
= verbo trans . esaminare con cura , guardare con attenzione
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piglio
= modo di guardare , atteggiamento del volto
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ragguardare
= verbo trans. guardare, considerare con attenzione
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riguardare
= verbo trans. guardare di nuovo
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rimirare
= verbo trans. mirare, guardare di nuovo
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sbirciare
= verbo transitivo guardare di sfuggita , in modo da non essere notato , ma cercando di distinguere o capire quanto più possibile di ciò che interessa - guardare di nascosto ,
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scorcio
= rappresentazione grafica di una figura le cui parti sono poste su piani obliqui rispetto a chi guarda , in modo che alcune appaiano più vicine , altre più lontane ,
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scorridora
= piccola nave usata nei secoli passati come guardacoste .
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segnalinee
= guardalinee .
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sfondo
= la parte più lontana di un dipinto , di una fotografia o di un'altra rappresentazione , rispetto a chi guarda ,
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sguardare
= verbo transitivo e intr . guardare con intensità ,
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sguardo
= il guardare ,
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simpatizzante
= participio presente di simpatizzare , colui che guarda con favore a un partito , a un movimento , a un'ideologia , senza però avervi parte attiva .
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sogguardare
= verbo transitivo guardare di sottecchi o di sfuggita ,
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spiraglio
= piccola apertura in un muro , una porta , attraverso cui si può guardare e passano l'aria e la luce ,
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stereoscopio
= strumento ottico , simile a un binocolo , mediante il quale , guardando contemporaneamente due immagini dello stesso oggetto prese da due diversi punti di vista , si ha la sensazione di vedere un'immagine in rilievo .
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traguardare
= verbo transitivo , guardare un oggetto lontano attraverso un traguardo (dispositivo ottico) guardare di sfuggita , di sottecchi - spiare .
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tralice
= in tralice , di sbieco , obliquamente , tagliare in tralice un tessuto - guardare in tralice , di sottecchi , di sbieco - con sospetto , con diffidenza .
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tramontana
= vento freddo e secco che spira dal nord - il nord nella rosa dei venti e nella bussola , una finestra che guarda a tramontana , a nord - perdere la tramontana , perdere il controllo di se , essere disorientato . dim . tramontanina .
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Verb: to watch-watched-watched
Ausiliar: to have - transitivo
Affermative - INDICATIVE
Present simple
I watch
you watch
he/she/it watches
we watch
you watch
they watch
Simple past
I watched
you watched
he/she/it watched
we watched
you watched
they watched
Simple past
I watched
you watched
he/she/it watched
we watched
you watched
they watched
Present perfect
I have watched
you have watched
he/she/it has watched
we have watched
you have watched
they have watched
Past perfect
I had watched
you had watched
he/she/it had watched
we had watched
you had watched
they had watched
Past perfect
I had watched
you had watched
he/she/it had watched
we had watched
you had watched
they had watched
Simple future
I I will watch
you you will watch
he/she/it he/she/it will watch
we we will watch
you I will watch
they they will watch
Future perfect
I will have watched
you will have watched
he/she/it will have watched
we will have watched
you will have watched
they will have watched
Present continuous
I am watching
you are watching
he/she/it is watching
we are watching
you are watching
they are watching
Past simple continuous
I was watching
you were watching
he/she/it was watching
we were watching
you were watching
they were watching
Future continuous
I will be watching
you will be watching
he/she/it will be watching
we will be watching
you will be watching
they will be watching
Future perfect continuous
I will have been watching
you will have been watching
he/she/it will have been watching
we will have been watching
you will have been watching
they will have been watching
Present perfect continuous
I have been watching
you have been watching
he/she/it has been watching
we have been watching
you have been watching
they have been watching
Past perfect continuous
I had been watching
you had been watching
he/she/it had been watching
we had been watching
you had been watching
they had been watching
Affermative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I watch
That you watch
That he/she/it watch
That we watch
That you watch
That they watch
Present perfect
That I have watched
That you have watched
That he/she/it have watched
That we have watched
That you have watched
That they have watched
Simple past
That I watched
That you watched
That he/she/it watched
That we watched
That you watched
That they watched
Past perfect
That I had watched
That you had watched
That he/she/it had watched
That we had watched
That you had watched
That they had watched
Affermative - CONDITIONAL
Present
I would watch
you would watch
we would watch
we would watch
you would watch
they would watch
Past
I would have watched
you would have watched
he/she/it would have watched
we would have watched
you would have watched
they would have watched
Present continous
I would be watching
you would be watching
we would be watching
we would be watching
you would be watching
they would be watching
Past continous
I would have been watching
you would have been watching
he/she/it would have been watching
we would have been watching
you would have been watching
they would have been watching
Affermative - IMPERATIVE
Present
let me watch
watch
let him watch
let us watch
watch
let them watch
 
 
 
 
 
 
 
Affermative - INFINITIVE
Present
to watch
Past
to have watched
Present continous
to be watching
Perfect continous
to have been watching
Affermative - PARTICIPLE
Present
watching
Past
watched
Perfect
having watched
Affermative - GERUND
Present
watching
Past
having watched
Passive - INDICATIVE
Present simple
I am watched
you are watched
he/she/it is watched
we are watched
you are watched
they are watched
Past simple
I was watched
you were watched
he/she/it was watched
we were watched
you were watched
they were watched
Past simple
I was watched
you were watched
he/she/it was watched
we were watched
you were watched
they were watched
Present perfect
I have been watched
you have been watched
he/she/it has been watched
we have been watched
you have been watched
they have been watched
Past perfect
I had been watched
you had been watched
he/she/it had been watched
we had been watched
you had been watched
they had been watched
Past perfect
I had been watched
you had been watched
he/she/it had been watched
we had been watched
you had been watched
they had been watched
Future simple
I will be watched
you will be watched
he/she/it will be watched
we will be watched
you will be watched
they will be watched
Future perfect
I will have been watched
you will have been watched
he/she/it will have been watched
we will have been watched
you will have been watched
they will have been watched
Present continuous
I am being watched
you are being watched
he/she/it is being watched
we are being watched
you are being watched
they are being watched
Past simple continuous
I was being watched
you were being watched
he/she/it was being watched
were being watched
you were being watched
they were being watched
Future continuous
I will being watched
you will being watched
he/she/it will being watched
we will being watched
you will being watched
they will being watched
Future perfect continuous
I will have been watched
you will have been watched
he/she/it will have been watched
we will have been watched
you will have been watched
they will have been watched
Present perfect continuous
I have been watched
you have been watched
he/she/it has been watched
we have been watched
you have been watched
they have been watched
Past perfect continuous
I had been watched
you had been watched
he/she/it had been watched
we had been watched
you had been watched
they had been watched
Passive - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I be watched
That you be watched
That he/she/it be watched
That we be watched
That you be watched
That they be watched
Present perfect
That I have been watched
That you have been watched
That he/she/it have been watched
That we have been watched
That you have been watched
That they have been watched
Simple past
That I were watched
That you were watched
That he/she/it were watched
That we were watched
That you were watched
That they were watched
Past perfect
That I had been watched
That you had been watched
That he/she/it had been watched
That we had been watched
That you had been watched
That they had been watched
CONDITIONAL
Present
I would be watched
you would be watched
we would be watched
we would be watched
you would be watched
they would be watched
Past
I would have been watched
you would have been watched
he/she/it would have been watched
we would have been watched
you would have been watched
they would have been watched
IMPERATIVE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
INFINITIVE
Present
to be watched
Past
to have been watched
PARTICIPLE
Present
being watched
Past
watched
Perfect
having been watched
GERUND
Present
being watched
Past
having been watched
Negative - INDICATIVE
Present simple
I do not watch
you do not watch
he/she/it does not watches
we do not watch
you do not watch
they do not watch
Simple past
I did not watch
you did not watch
he/she/it did not watch
we did not watch
you did not watch
they did not watch
Simple past
I did not watch
you did not watch
he/she/it did not watch
we did not watch
you did not watch
they did not watch
Present perfect
I have not watched
you have not watched
he/she/it has not watched
we have not watched
you have not watched
they have not watched
Past perfect
I had not watched
you had not watched
he/she/it had not watched
we had not watched
you had not watched
they had not watched
Past perfect
I had not watched
you had not watched
he/she/it had not watched
we had not watched
you had not watched
they had not watched
Simple future
I I will not watch
you you will not watch
he/she/it he/she/it will not watch
we we will not watch
you I will not watch
they they will not watch
Future perfect
I will not have watched
you will not have watched
he/she/it will not have watched
we will not have watched
you will not have watched
they will not have watched
Present continuous
I am not watching
you are not watching
he/she/it is not watching
we are not watching
you are not watching
they are not watching
Past simple continuous
I was not watching
you were not watching
he/she/it was not watching
we were not watching
you were not watching
they were not watching
Future continuous
I will not be watching
you will not be watching
he/she/it will not be watching
we will not be watching
you will not be watching
they will not be watching
Future perfect continuous
I will not have been watching
you will not have been watching
he/she/it will not have been watching
we will not have been watching
you will not have been watching
they will not have been watching
Present perfect continuous
I have not been watching
you have not been watching
he/she/it has not been watching
we have not been watching
you have not been watching
they have not been watching
Past perfect continuous
I had not been watching
you had not been watching
he/she/it had not been watching
we had not been watching
you had not been watching
they had not been watching
Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I do not watch
That you do not watch
That he/she/it does not watch
That we do not watch
That you do not watch
That they do not watch
Present perfect
That I have not watched
That you have not watched
That he/she/it have not watched
That we have not watched
That you have not watched
That they have not watched
Simple past
That I did not watch
That you did not watch
That he/she/it did not watch
That we did not watch
That you did not watch
That they did not watch
Past perfect
That I had not watched
That you had not watched
That he/she/it had not watched
That we had not watched
That you had not watched
That they had not watched
Negative - CONDITIONAL
Present
I would not watch
you would not watch
we would not watch
we would not watch
you would not watch
they would not watch
Past
I would not have watched
you would not have watched
he/she/it would not have watched
we would not have watched
you would not have watched
they would not have watched
Present continous
I would not be watching
you would not be watching
we would not be watching
we would not be watching
you would not be watching
they would not be watching
Past continous
I would not have been watching
you would not have been watching
he/she/it would not have been watching
we would not have been watching
you would not have been watching
they would not have been watching
Negative - IMPERATIVE
Present
do not let me watch
do not watch
do not let him watch
do not let us watch
do not watch
do not let them watch
 
 
 
 
 
 
 
Negative - INFINITIVE
Present
not to watch
Past
not to have watched
Present continous
not to be watching
Perfect continous
not to have been watching
Negative - PARTICIPLE
Present
not watching
Past
not watched
Perfect
not having watched
Negative - GERUND
Present
not watching
Past
not having watched
Interrogative - INDICATIVE
Present simple
do I watch ?
do you watch ?
does she/he/it watches ?
do we watch ?
do you watch ?
do they watch ?
Simple past
did I watch ?
did you watch ?
did she/he/it watch ?
did we watch ?
did you watch ?
did they watch ?
Simple past
did I watch ?
did you watch ?
did she/he/it watch ?
did we watch ?
did you watch ?
did they watch ?
Present perfect
have I watched ?
have you watched ?
has she/he/it watched ?
have we watched ?
have you watched ?
have they watched ?
Past perfect
had I watched ?
had you watched ?
had she/he/it watched ?
had we watched ?
had you watched ?
had they watched ?
Past perfect
had I watched ?
had you watched ?
had she/he/it watched ?
had we watched ?
had you watched ?
had they watched ?
Simple future
will I watch ?
will you watch ?
will she/he/it watch ?
will we watch ?
will I watch ?
will they watch ?
Future perfect
will I have watched ?
will you have watched ?
will she/he/it have watched ?
will we have watched ?
will you have watched ?
will they have watched ?
Present continuous
am I watching ?
are you watching ?
is she/he/it watching ?
are we watching ?
are you watching ?
are they watching ?
Past simple continuous
was I watching ?
were you watching ?
was she/he/it watching ?
were we watching ?
were you watching ?
were they watching ?
Future continuous
will I be watching ?
will you be watching ?
will she/he/it be watching ?
will we be watching ?
will you be watching ?
will they be watching ?
Future perfect continuous
will I have been watching ?
will you have been watching ?
will she/he/it have been watching ?
will we have been watching ?
will you have been watching ?
will they have been watching ?
Present perfect continuous
have I been watching ?
have you been watching ?
has she/he/it been watching ?
have we been watching ?
have you been watching ?
have they been watching ?
Past perfect continuous
had I been watching ?
had you been watching ?
had she/he/it been watching ?
had we been watching ?
had you been watching ?
had they been watching ?
Interrogative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I watch ?
That do you watch ?
That does she/he/it watch ?
That do we watch ?
That do you watch ?
That do they watch ?
Present perfect
That have I watched ?
That have you watched ?
That have she/he/it watched ?
That have we watched ?
That have you watched ?
That have they watched ?
Simple past
That did I watch ?
That did you watch ?
That did she/he/it watch ?
That did we watch ?
That did you watch ?
That did they watch ?
Past perfect
That had I watched ?
That had you watched ?
That had she/he/it watched ?
That had we watched ?
That had you watched ?
That had they watched ?
Interrogative - CONDITIONAL
Present
would I watch ?
would you watch ?
would she/he/it watch ?
would we watch ?
would you watch ?
would they watch ?
Past
would I have watched?
would you have watched?
would she/he/it have watched?
would we have watched?
would you have watched?
would they have watched?
Present continous
would I be watching ?
would you be watching ?
would she/he/it be watching ?
would we be watching ?
would you be watching ?
would they be watching ?
Past continous
would I have been watching?
would you have been watching?
would she/he/it have been watching?
would we have been watching?
would you have been watching?
would they have been watching?
Interrogative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Interrogative-Negative - INDICATIVE
Present simple
do I not watch ?
do you not watch ?
does she/he/it not watches ?
do we not watch ?
do you not watch ?
do they not watch ?
Simple past
did I not watch ?
did you not watch ?
did she/he/it not watch ?
did we not watch ?
did you not watch ?
did they not watch ?
Simple past
did I not watch ?
did you not watch ?
did she/he/it not watch ?
did we not watch ?
did you not watch ?
did they not watch ?
Present perfect
have I not watched ?
have you not watched ?
has she/he/it not watched ?
have we not watched ?
have you not watched ?
have they not watched ?
Past perfect
had I not watched ?
had you not watched ?
had she/he/it not watched ?
had we not watched ?
had you not watched ?
had they not watched ?
Past perfect
had I not watched ?
had you not watched ?
had she/he/it not watched ?
had we not watched ?
had you not watched ?
had they not watched ?
Simple future
will I not watch ?
will you not watch ?
will she/he/it not watch ?
will we not watch ?
will I not watch ?
will they not watch ?
Future perfect
will I not have watched ?
will you not have watched ?
will she/he/it not have watched ?
will we not have watched ?
will you not have watched ?
will they not have watched ?
Present continuous
am I not watching ?
are you not watching ?
is she/he/it not watching ?
are we not watching ?
are you not watching ?
are they not watching ?
Past simple continuous
was I not watching ?
were you not watching ?
was she/he/it not watching ?
were we not watching ?
were you not watching ?
were they not watching ?
Future continuous
will I not be watching ?
will you not be watching ?
will she/he/it not be watching ?
will we not be watching ?
will you not be watching ?
will they not be watching ?
Future perfect continuous
will I not have been watching ?
will you not have been watching ?
will she/he/it not have been watching ?
will we not have been watching ?
will you not have been watching ?
will they not have been watching ?
Present perfect continuous
have I not been watching ?
have you not been watching ?
has she/he/it not been watching ?
have we not been watching ?
have you not been watching ?
have they not been watching ?
Past perfect continuous
had I not been watching ?
had you not been watching ?
had she/he/it not been watching ?
had we not been watching ?
had you not been watching ?
had they not been watching ?
Interrogative-Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I not watch ?
That do you not watch ?
That does she/he/it not watch ?
That do we not watch ?
That do you not watch ?
That do they not watch ?
Present perfect
That have I not watched ?
That have you not watched ?
That have she/he/it not watched ?
That have we not watched ?
That have you not watched ?
That have they not watched ?
Simple past
That did I not watch ?
That did you not watch ?
That did she/he/it not watch ?
That did we not watch ?
That did you not watch ?
That did they not watch ?
Past perfect
That had I not watched ?
That had you not watched ?
That had she/he/it not watched ?
That had we not watched ?
That had you not watched ?
That had they not watched ?
Interrogative-Negative - CONDITIONAL
Present
would I not watch ?
would you not watch ?
would she/he/it not watch ?
would we not watch ?
would you not watch ?
would they not watch ?
Past
would I not have watched?
would you not have watched?
would she/he/it not have watched?
would we not have watched?
would you not have watched?
would they not have watched?
Present continous
would I not be watching ?
would you not be watching ?
would she/he/it not be watching ?
would we not be watching ?
would you not be watching ?
would they not be watching ?
Past continous
would I not have been watching?
would you not have been watching?
would she/he/it not have been watching?
would we not have been watching?
would you not have been watching?
would they not have been watching?
Interrogative-Negative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Coniugazione:1 - guardare
Ausiliare:avere transitivo/intransitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io guardo
tu guardi
egli guarda
noi guardiamo
voi guardate
essi guardano
Imperfetto
io guardavo
tu guardavi
egli guardava
noi guardavamo
voi guardavate
essi guardavano
Passato remoto
io guardai
tu guardasti
egli guardò
noi guardammo
voi guardaste
essi guardarono
Passato prossimo
io ho guardato
tu hai guardato
egli ha guardato
noi abbiamo guardato
voi avete guardato
essi hanno guardato
Trapassato prossimo
io avevo guardato
tu avevi guardato
egli aveva guardato
noi avevamo guardato
voi avevate guardato
essi avevano guardato
Trapassato remoto
io ebbi guardato
tu avesti guardato
egli ebbe guardato
noi avemmo guardato
voi eveste guardato
essi ebbero guardato
Futuro semplice
io guarderò
tu guarderai
egli guarderà
noi guarderemo
voi guarderete
essi guarderanno
Futuro anteriore
io avrò guardato
tu avrai guardato
egli avrà guardato
noi avremo guardato
voi avrete guardato
essi avranno guardato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io guardi
che tu guardi
che egli guardi
che noi guardiamo
che voi guardiate
che essi guardino
Passato
che io abbia guardato
che tu abbia guardato
che egli abbia guardato
che noi abbiamo guardato
che voi abbiate guardato
che essi abbiano guardato
Imperfetto
che io guardassi
che tu guardassi
che egli guardasse
che noi guardassimo
che voi guardaste
che essi guardassero
Trapassato
che io avessi guardato
che tu avessi guardato
che egli avesse guardato
che noi avessimo guardato
che voi aveste guardato
che essi avessero guardato
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io guarderei
tu guarderesti
egli guarderebbe
noi guarderemmo
voi guardereste
essi guarderebbero
Passato
io avrei guardato
tu avresti guardato
egli avrebbe guardato
noi avremmo guardato
voi avreste guardato
essi avrebbero guardato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
guarda
guardi
guardiamo
guardate
guardino
Futuro
-
guarderai
guarderà
guarderemo
guarderete
guarderanno
INFINITO - attivo
Presente
guardare
Passato
avere guardato
 
 
PARTICIPIO - attivo
Presente
guardante
Passato
guardato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
guardando
Passato
avendo guardato
INDICATIVO - passivo
Presente
io sono guardato
tu sei guardato
egli é guardato
noi siamo guardati
voi siete guardati
essi sono guardati
Imperfetto
io ero guardato
tu eri guardato
egli era guardato
noi eravamo guardati
voi eravate guardati
essi erano guardati
Passato remoto
io fui guardato
tu fosti guardato
egli fu guardato
noi fummo guardati
voi foste guardati
essi furono guardati
Passato prossimo
io sono stato guardato
tu sei stato guardato
egli é stato guardato
noi siamo stati guardati
voi siete stati guardati
essi sono stati guardati
Trapassato prossimo
io ero stato guardato
tu eri stato guardato
egli era stato guardato
noi eravamo stati guardati
voi eravate stati guardati
essi erano statiguardati
Trapassato remoto
io fui stato guardato
tu fosti stato guardato
egli fu stato guardato
noi fummo stati guardati
voi foste stati guardati
essi furono stati guardati
Futuro semplice
io sarò guardato
tu sarai guardato
egli sarà guardato
noi saremo guardati
voi sarete guardati
essi saranno guardati
Futuro anteriore
io sarò stato guardato
tu sarai stato guardato
egli sarà stato guardato
noi saremo stati guardati
voi sarete stati guardati
essi saranno stati guardati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io sia guardato
che tu sia guardato
che egli sia guardato
che noi siamo guardati
che voi siate guardati
che essi siano guardati
Passato
che io sia stato guardato
che tu sia stato guardato
che egli sia stato guardato
che noi siamo stati guardati
che voi siate stati guardati
che essi siano stati guardati
Imperfetto
che io fossi guardato
che tu fossi guardato
che egli fosse guardato
che noi fossimo guardati
che voi foste guardati
che essi fossero guardati
Trapassato
che io fossi stato guardato
che tu fossi stato guardato
che egli fosse stato guardato
che noi fossimo stati guardati
che voi foste stati guardati
che essi fossero stati guardati
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io sarei guardato
tu saresti guardato
egli sarebbe guardato
noi saremmo guardati
voi sareste guardati
essi sarebbero guardati
Passato
io sarei stato guardato
tu saresti stato guardato
egli sarebbe stato guardato
noi saremmo stati guardati
voi sareste stati guardati
essi sarebbero stati guardati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii guardato
sia guardato
siamo guardati
siate guardati
siano guardati
Futuro
-
sarai guardato
sarà guardato
saremo guardati
sarete guardati
saranno guardati
INFINITO - passivo
Presente
essere guardato
Passato
essere stato guardato
 
 
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
guardato
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo guardato
Passato
essendo stato guardato