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sinonimi di
term
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Vocabulary and phrases
term
= termine , parola , relazioni , periodo , trimestre , prezzi , chiamare , definire ,
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his term of transportation had expired, and I had received no letter, I
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remainder of the term of his natural life. ( Dickens The Pickwick papers )
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better term in frosty weather) made them look forward with pleasant
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in vacation, and half the evening too in term time, there may be
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seas, during the whole term of his natural life, at the very least. ( Dickens The Pickwick papers )
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might have called her that, as a term of affection. ( Dickens The Pickwick papers )
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anything material. Trinity term commenced. On the expiration of its
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that the sitting was merely another term for undergoing an inspection
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words by the very feeble term of 'over the left,' when performed by any
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for goin' mad; or took to buildin', wich is a medical term for bein'
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the mockery of an inquest. The body! It is the lawyer's term for the
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recently been released after a long term of imprisonment for his
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* "If you are still interested in my son," he said, using the term with an
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comprehensive term
= termine lato ,
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did a long jail term
= scontato una lunga pena detentiva ,
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do a long jail term
= scontare una lunga pena detentiva ,
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does a long jail term
= sconta una lunga pena detentiva ,
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doing a long jail term
= scontando una lunga pena detentiva ,
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done a long jail term
= scontato una lunga pena detentiva ,
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filmographic term
= termine cinematografico ,
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liable to a term in jail
= passibile di una pena detentiva,
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licensed term
= numero degli anni che un distributore ha per distribuire un film dal momento del suo acquisto ,
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near one's term
= prossima al parto,
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short term bill
= cambiale a breve , effetto a breve scadenza , carta breve ,
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short term bills
= cambiali a breve , effetti a breve scadenza , carte brevi ,
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Vocabulary and phrases
chiamare
= verbo trans. rivolgersi a qualcuno pronunziandone il nome, oppure con gesti, segnali o altri mezzi , affinché risponda, si avvicini o compia un'azione
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* Ne accenneremo soltanto una del 13 febbraio dell'anno 1632 , nella quale l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore , el Duque de Feria , per la seconda volta governatore , ci avvisa che le maggiori sceleraggini procedono da quelli che chiamano bravi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questo chiamava un comprarsi gl'impicci a contanti , un voler raddirizzar le gambe ai cani ; diceva anche severamente , ch'era un mischiarsi nelle cose profane , a danno della dignità del sacro ministero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Come si chiama colui ?
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* Affannato e balordo , si ripose sul suo seggiolone , cominciò a sentirsi qualche brivido nell'ossa , si guardava le unghie sospirando , e chiamava di tempo in tempo , con voce tremolante e stizzosa: - Perpetua ! - La venne finalmente , con un gran cavolo sotto il braccio , e con la faccia tosta , come se nulla fosse stato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Corro a chiamar mia madre , e a licenziar le donne: bisogna che siam soli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Intanto la buona Agnese (così si chiamava la madre di Lucia) , messa in sospetto e in curiosità dalla parolina all'orecchio , e dallo sparir della figlia , era discesa a veder cosa c'era di nuovo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fate a mio modo , Renzo ; andate a Lecco ; cercate del dottor Azzecca-garbugli , raccontategli . . .Ma non lo chiamate così , per amor del cielo: è un soprannome .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Bisogna dire il signor dottor . . .Come si chiama , ora ? Oh to' ! non lo so il nome vero: lo chiaman tutti a quel modo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Bene , - continuò Agnese: - quello è una cima d'uomo ! Ho visto io più d'uno ch'era più impicciato che un pulcin nella stoppa , e non sapeva dove batter la testa , e , dopo essere stato un'ora a quattr'occhi col dottor Azzecca-garbugli (badate bene di non chiamarlo così !) , l'ho visto , dico , ridersene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il ciuffo era dunque quasi una parte dell'armatura , e un distintivo de' bravacci e degli scapestrati ; i quali poi da ciò vennero comunemente chiamati ciuffi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh ! dovete dunque sapere che , in quel convento , c'era un nostro padre , il quale era un santo , e si chiamava il padre Macario .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il benefattore , che sapeva chi era colui che aveva detta quella parola , ordinò subito ai lavoratori , che gettasser di nuovo la terra sulle radici ; e , chiamato il padre , che continuava la sua strada , " padre Macario , gli disse , la metà della raccolta sarà per il convento " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al vedere che una povera ragazza mandava a chiamare , con tanta confidenza , il padre Cristoforo , e che il cercatore accettava la commissione , senza maraviglia e senza difficoltà , nessun si pensi che quel Cristoforo fosse un frate di dozzina , una cosa da strapazzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Ma perché si prendeva tanto pensiero di Lucia ? E perché , al primo avviso , s'era mosso con tanta sollecitudine , come a una chiamata del padre provinciale ? E chi era questo padre Cristoforo ? " Bisogna soddisfare a tutte queste domande .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il fatto era accaduto vicino a una chiesa di cappuccini , asilo , come ognun sa , impenetrabile allora a' birri , e a tutto quel complesso di cose e di persone , che si chiamava la giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un padre , il cui impiego particolare era d'assistere i moribondi , e che aveva spesso avuto a render questo servizio sulla strada , fu chiamato subito al luogo del combattimento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Appena Lodovico ebbe potuto raccogliere i suoi pensieri , chiamato un frate confessore , lo pregò che cercasse della vedova di Cristoforo , le chiedesse in suo nome perdono d'essere stato lui la cagione , quantunque ben certo involontaria , di quella desolazione , e , nello stesso tempo , l'assicurasse ch'egli prendeva la famiglia sopra di sé .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fece chiamare il guardiano , e gli manifestò il suo desiderio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Faceva , in certa maniera , un'emenda , s'imponeva una penitenza , si chiamava implicitamente in colpa , si ritirava da ogni gara ; era in somma un nemico che depon l'armi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Due grand'avoltoi , con l'ali spalancate , e co' teschi penzoloni , l'uno spennacchiato e mezzo roso dal tempo , l'altro ancor saldo e pennuto , erano inchiodati , ciascuno sur un battente del portone ; e due bravi , sdraiati , ciascuno sur una delle panche poste a destra e a sinistra , facevan la guardia , aspettando d'esser chiamati a goder gli avanzi della tavola del signore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , poiché lo spensierato d'Attilio aveva fatta quella gran chiamata , non conveniva a lui di tirarsene indietro ; e disse: - venga , padre , venga - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Concedo che questo generalmente possa chiamarsi atto proditorio ; ma appoggiar quattro bastonate a un mascalzone ! Sarebbe bella che si dovesse dirgli: guarda che ti bastono: come si direbbe a un galantuomo: mano alla spada .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sarà , - disse il cugino: - ma il padre . . .come si chiama il padre ?
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* Luigi XIII , ossia il cardinale di Richelieu , sosteneva quel principe , suo ben affetto , e naturalizzato francese: Filippo IV , ossia il conte d'Olivares , comunemente chiamato il conte duca , non lo voleva lì , per le stesse ragioni ; e gli aveva mosso guerra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sa lei , per esempio , fino a che segno l'imperatore possa ora fidarsi di quel suo principe di Valdistano o di Vallistai , o come lo chiamano , e se . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Così si chiamavano allora , per ischerno , i Francesi , dai principi di Navarra , che avevan cominciato , con Enrico IV , a regnar sopra di loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui , e , nello stesso tempo , farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso , schernire e chieder ragione , atterrire e lagnarsi , essere sfacciato e irreprensibile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Avrebbe dovuto parlar più chiaro , o chiamar me da una parte , e dirmi cosa sia questo . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ah no ! per carità , non dite così , non fate quegli occhi: no , non posso vedervi così , - esclamò Lucia , piangendo , supplicando , con le mani giunte ; mentre Agnese chiamava e richiamava il giovine per nome , e gli palpava le spalle , le braccia , le mani , per acquietarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Il padre Cristoforo , quel bel vecchio , tu sai , con la barba bianca , quello che chiamano il santo . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Formava un disegno di vendetta , l'abbandonava , pensava come soddisfare insieme alla passione , e a ciò che chiamava onore ; e talvolta (vedete un poco !) sentendosi fischiare ancora agli orecchi quell'esordio di profezia , si sentiva venir , come si dice , i bordoni , e stava quasi per deporre il pensiero delle due soddisfazioni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Appena alzato , fece chiamare il Griso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Va bene ; ma come si chiamano ? chi sono ? - insistette colui , con voce alquanto sgarbata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Uno si chiama Renzo , - rispose l'oste , pur sottovoce: - un buon giovine , assestato ; filatore di seta , che sa bene il suo mestiere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , dopo Archimede , l'oratore chiamava a paragone anche Carneade: e lì il lettore era rimasto arrenato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il chiamato aprì l'uscio , appena quanto bastava per poter passar lui e il fratello , a un per volta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia chiamava Renzo , con voce fioca , e diceva , pregando: - andiamo , andiamo , per l'amor di Dio - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Allora , va a chiamare un terzo malandrino , lo fa scendere nel cortiletto , come gli altri due , con l'ordine di sconficcare adagio il paletto , per aver libero l'ingresso e la ritirata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Va a chiamar gli altri , li fa entrar con sé , li manda a nascondersi accanto ai primi ; accosta adagio adagio l'uscio di strada , vi posta due sentinelle di dentro ; e va diritto all'uscio del terreno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avanti dunque : - st - , chiama quei del fico , entra con loro nella stanza terrena , dove , la mattina , aveva scelleratamente accattato quel pezzo di pane .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Don Abbondio , il quale , appena accortosi della fuga degl'invasori , s'era ritirato dalla finestra , e l'aveva richiusa , e che in questo momento stava a bisticciar sottovoce con Perpetua , che l'aveva lasciato solo in quell'imbroglio , dovette , quando si sentì chiamare a voce di popolo , venir di nuovo alla finestra ; e visto quel gran soccorso , si pentì d'averlo chiesto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* S'entra nel cortile ; si va all'uscio del terreno: aperto e sconficcato anche quello: si chiama: - Agnese ! Lucia ! Il pellegrino ! Dov'è il pellegrino ? L'avrà sognato Stefano , il pellegrino .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Allora il sagrestano non poté più reggere , e , chiamato il padre da una parte , gli andava susurrando all'orecchio: - ma padre , padre ! di notte . . .in chiesa . . .con donne . . .chiudere . . .la regola . . .ma padre ! - E tentennava la testa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cercate del nostro convento , fate chiamare il padre guardiano , dategli questa lettera: sarà per voi un altro fra Cristoforo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Addio , chiesa , dove l'animo tornò tante volte sereno , cantando le lodi del Signore ; dov'era promesso , preparato un rito ; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto , e l'amore venir comandato , e chiamarsi santo ; addio ! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto ; e non turba mai la gioia de' suoi figli , se non per prepararne loro una più certa e più grande .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivati alla porta , il conduttore tirò il campanello , fece chiamare il padre guardiano ; questo venne subito , e ricevette la lettera , sulla soglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non è che sia la badessa , né la priorache anzi , a quel che dicono , è una delle più giovani: ma è della costola d'Adamo ; e i suoi del tempo antico erano gente grande , venuta di Spagna , dove son quelli che comandano ; e per questo la chiamano la signora , per dire ch'è una gran signora ; e tutto il paese la chiama con quel nome , perché dicono che in quel monastero non hanno avuto mai una persona simile ; e i suoi d'adesso , laggiù a Milano , contan molto , e son di quelli che hanno sempre ragione , e in Monza anche di più , perché suo padre , quantunque non ci stia , è il primo del paese ; onde anche lei può far alto e basso nel monastero ; e anche la gente di fuori le porta un gran rispetto ; e quando prende un impegno , le riesce anche di spuntarlo ; e perciò , se quel buon religioso lì , ottiene di mettervi nelle sue mani , e che lei v'accetti , vi posso dire che sarete sicure come sull'altare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gertrude , appena entrata nel monastero , fu chiamata per antonomasia la signorina ; posto distinto a tavola , nel dormitorio ; la sua condotta proposta all'altre per esemplare ; chicche e carezze senza fine , e condite con quella famigliarità un po' rispettosa , che tanto adesca i fanciulli , quando la trovano in coloro che vedon trattare gli altri fanciulli con un contegno abituale di superiorità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Essa la chiamava ogni momento in aiuto , per godersi più tranquillamente l'immagini d'un avvenire gradito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era legge che una giovine non potesse venire accettata monaca , prima d'essere stata esaminata da un ecclesiastico , chiamato il vicario delle monache , o da qualche altro deputato a ciò , affinché fosse certo che ci andava di sua libera scelta: e questo esame non poteva aver luogo , se non un anno dopo ch'ella avesse esposto a quel vicario il suo desiderio , con una supplica in iscritto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo pochi momenti , vennero i due chiamati , e vedendo lì Gertrude , la guardarono in viso , incerti e maravigliati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La sposina (così si chiamavan le giovani monacande , e Gertrude , al suo apparire , fu da tutti salutata con quel nome) , la sposina ebbe da dire e da fare a rispondere a' complimenti che le fioccavan da tutte le parti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così detto , fece chiamare un'altra donna , e le ordinò di servir Gertrude ; la quale intanto , masticando e assaporando la soddisfazione che aveva ricevuta , si stupiva di trovarci così poco sugo , in paragone del desiderio che n'aveva avuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così si chiamava una dama , la quale , pregata da' genitori , diventava custode e scorta della giovane monacanda , nel tempo tra la richiesta e l'entratura nel monastero ; tempo che veniva speso in visitar le chiese , i palazzi pubblici , le conversazioni , le ville , i santuari: tutte le cose in somma più notabili della città e de' contorni ; affinché le giovani , prima di proferire un voto irrevocabile , vedessero bene a cosa davano un calcio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il giorno dopo , Gertrude si svegliò col pensiero dell'esaminatore che doveva venire ; e mentre stava ruminando se potesse cogliere quella occasione così decisiva , per tornare indietro , e in qual maniera , il principe la fece chiamare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Qualche consolazione le pareva talvolta di trovar nel comandare , nell'esser corteggiata in monastero , nel ricever visite di complimento da persone di fuori , nello spuntar qualche impegno , nello spendere la sua protezione , nel sentirsi chiamar la signora ; ma quali consolazioni ! Il cuore , trovandosene così poco appagato , avrebbe voluto di quando in quando aggiungervi , e goder con esse le consolazioni della religione ; ma queste non vengono se non a chi trascura quell'altre: come il naufrago , se vuole afferrar la tavola che può condurlo in salvo sulla riva , deve pure allargare il pugno , e abbandonar l'alghe , che aveva prese , per una rabbia d'istinto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non passò però molto tempo , che la conversa fu aspettata in vano , una mattina , a' suoi ufizi consueti: si va a veder nella sua cella , e non si trova: è chiamata ad alta voce ; non risponde: cerca di qua , cerca di là , gira e rigira , dalla cima al fondo ; non c'è in nessun luogo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fece dunque chiamar subito quel suo fedele , gli mise in mano i quattro scudi , lo lodò di nuovo dell'abilità con cui gli aveva guadagnati , e gli diede l'ordine che aveva premeditato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al punto dov'era , e dov'è tuttora quella viuzza chiamata di Borghetto , il fossatello si perdeva in una fogna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , dopo pochi altri passi , arrivato a fianco della colonna , vide , appiè di quella , qualcosa di più strano ; vide sugli scalini del piedestallo certe cose sparse , che certamente non eran ciottoli , e se fossero state sul banco d'un fornaio , non si sarebbe esitato un momento a chiamarli pani .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fissò la meta (così chiamano qui la tariffa in materia di commestibili) , fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto , se il grano si fosse comunemente venduto trentatre lire il moggio: e si vendeva fino a ottanta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nella strada chiamata la Corsia de' Servi , c'era , e c'è tuttavia un forno , che conserva lo stesso nome ; nome che in toscano viene a dire il forno delle grucce , e in milanese è composto di parole così eteroclite , così bisbetiche , così salvatiche , che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono (El prestin di scansc .) .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto un po' di vòto s'è fatto davanti alla porta: il capitano picchia , ripicchia , urla che gli aprano: quelli di dentro vedono dalle finestre , scendon di corsa , aprono ; il capitano entra , chiama gli alabardieri , che si ficcan dentro anch'essi l'un dopo l'altro , gli ultimi rattenendo la folla con l'alabarde .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E lì eran ben pochi quelli che , nel passar davanti alla nicchia che taglia il mezzo della loggia dell'edifizio chiamato allora il collegio de' dottori , non dessero un'occhiatina alla grande statua che vi campeggiava , a quel viso serio , burbero , accipigliato , e non dico abbastanza , di don Filippo II , che , anche dal marmo , imponeva un non so che di rispetto , e , con quel braccio teso , pareva che fosse lì per dire: ora vengo io , marmaglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Bene , bene ; e badar che paghino ; e tutti que' discorsi che fanno , sul vicario di provvisione e il governatore e Ferrer e i decurioni e i cavalieri e Spagna e Francia e altre simili corbellerie , far vista di non sentire ; perché , se si contraddice , la può andar male subito ; e se si dà ragione , la può andar male in avvenire: e già sai anche tu che qualche volta quelli che le dicon più grosse . . .Basta ; quando si senton certe proposizioni , girar la testa , e dire: vengo ; come se qualcheduno chiamasse da un'altra parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Come se io volessi sapere il tuo nome per una mia curiosità ! Cosa m'importa a me che tu ti chiami Taddeo o Bartolommeo ? Ci ho un bel gusto anch'io a prender la penna in mano ! ma non siete voi altri soli a voler le cose a modo vostro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In cucina che furono , mentre Renzo dice: - e quest'oste benedetto dove s'è cacciato ? - il notaio fa un altro cenno a' birri ; i quali afferrano , l'uno la destra , l'altro la sinistra del giovine , e in fretta in fretta gli legano i polsi con certi ordigni , per quell'ipocrita figura d'eufemismo , chiamati manichini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Devo andare in molti luoghi , - rispose: - e , se trovo un ritaglio di tempo , vorrei anche passare un momento da quel paese , piuttosto grosso , sulla strada di Bergamo , vicino al confine , però nello stato di Milano . . .Come si chiama ? - " Qualcheduno ce ne sarà " , pensava intanto tra sé .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Onde , chiamato il pescatore , e accennando col capo quella macchia biancastra che aveva veduta la notte avanti , e che allora gli appariva ben più distinta , disse: - è Bergamo , quel paese ?
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* Allora incrociò le braccia sul petto , mise un sospiro , abbassò gli occhi sull'acqua che gli scorreva a' piedi , e pensò " è passata sotto il ponte ! " Così , all'uso del suo paese , chiamava , per antonomasia , quello di Lecco .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sai come ci chiamano in questo paese , noi altri dello stato di Milano ?
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- Come ci chiamano ?
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- Ci chiaman baggiani .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il signor podestà , dopo essersi umanamente cerziorato che il soggetto non era tornato in paese , fa chiamare il console del villaggio , e si fa condur da lui alla casa indicata , con gran treno di notaio e di birri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quest'annunzio , con la circostanza d'esser Renzo appunto arrivato in Milano nel giorno fatale , diede qualche inquietudine alle donne , e principalmente a Lucia ; ma pensate cosa fu quando la fattoressa venne a dir loro: - e proprio del vostro paese quello che se l'è battuta , per non essere impiccato ; un filatore di seta , che si chiama Tramaglino: lo conoscete ?
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* Qui , per buona sorte , la fattoressa fu chiamata , e se n'andò: figuratevi come rimanessero la madre e la figlia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh frate temerario ! Come si chiama costui ?
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* Il guardiano non dice nulla la sera ; la mattina , fa chiamar fra Cristoforo , gli fa vedere l'obbedienza , gli dice che vada a prender la sporta , il bastone , il sudario e la cintura , e con quel padre compagno che gli presenta , si metta poi subito in viaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Francesco Rivola , nella vita del cardinal Federigo Borromeo , dovendo parlar di quell'uomo , lo chiama " un signore altrettanto potente per ricchezze , quanto nobile per nascita " , e fermi lì .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E ogni volta che in qualche parte si vedessero comparire figure di bravi sconosciute e più brutte dell'ordinario , a ogni fatto enorme di cui non si sapesse alla prima indicare o indovinar l'autore , si proferiva , si mormorava il nome di colui che noi , grazie a quella benedetta , per non dir altro , circospezione de' nostri autori , saremo costretti a chiamare l'innominato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lì c'era una taverna , che si sarebbe anche potuta chiamare un corpo di guardia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sur una vecchia insegna che pendeva sopra l'uscio , era dipinto da tutt'e due le parti un sole raggiante ; ma la voce pubblica , che talvolta ripete i nomi come le vengono insegnati , talvolta li rifà a modo suo , non chiamava quella taverna che col nome della Malanotte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per un affare di grand'importanza , che vi dirò poi , ho bisogno di parlar subito subito con quel padre guardiano de' cappuccini che v'ha condotta qui da me , la mia povera Lucia ; ma è anche necessario che nessuno sappia che l'ho mandato a chiamare io .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Andate al convento de' cappuccini: - e le descrisse la strada di nuovo: - fate chiamare il padre guardiano , ditegli , da solo a solo , che venga da me subito subito ; ma che non dica a nessuno che son io che lo mando a chiamare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E voleva chiamare uno de' suoi sgherri , e spedirlo subito incontro alla carrozza , a ordinare al Nibbio che voltasse , e conducesse colei al palazzo di don Rodrigo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tormentato però dal bisogno di dar qualche ordine , riuscendogli intollerabile lo stare aspettando oziosamente quella carrozza che veniva avanti passo passo , come un tradimento , che so io ? come un gastigo , fece chiamare una sua vecchia donna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma tutt'a un tratto si risentì , come a una chiamata interna , e provò il bisogno di risentirsi interamente , di riaver tutto il suo pensiero , di conoscere dove fosse , come , perché .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Io son forestiero , - rispose l'interrogato , e data un'occhiata intorno , chiamò il cappellano crocifero , che in un canto del salottino , stava appunto dicendo sotto voce a un suo compagno: - colui ? quel famoso ? che ha a far qui colui ? alla larga ! - Però , a quella chiamata che risonò nel silenzio generale , dovette venire l'innominato , stette a sentir quel che voleva , e alzando con una curiosità inquieta gli occhi su quel viso , e riabbassandoli subito , rimase lì un poco , poi disse o balbettò: - non saprei se monsignore illustrissimo . . .in questo momento . . .si trovi . . .sia . . .possa . . .Basta , vado a vedere - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Volle che si stimasse a quanto poteva ascendere il suo mantenimento e quello della sua servitù ; e dettogli che seicento scudi (scudo si chiamava allora quella moneta d'oro che , rimanendo sempre dello stesso peso e titolo , fu poi detta zecchino) , diede ordine che tanti se ne contasse ogni anno dalla sua cassa particolare a quella della mensa ; non credendo che a lui ricchissimo fosse lecito vivere di quel patrimonio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per chiamare un tal uomo sommamente benefico e liberale , può parer che non ci sia bisogno di sapere se n'abbia spesi molt'altri in soccorso immediato de' bisognosi ; e ci son forse ancora di quelli che pensano che le spese di quel genere , e sto per dire tutte le spese , siano la migliore e la più utile elemosina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di facile abbordo con tutti , credeva di dovere specialmente a quelli che si chiamano di bassa condizione , un viso gioviale , una cortesia affettuosa ; tanto più , quanto ne trovan meno nel mondo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il portamento era naturalmente composto , e quasi involontariamente maestoso , non incurvato né impigrito punto dagli anni ; l'occhio grave e vivace , la fronte serena e pensierosa ; con la canizie , nel pallore , tra i segni dell'astinenza , della meditazione , della fatica , una specie di floridezza verginale: tutte le forme del volto indicavano che , in altre età , c'era stata quella che più propriamente si chiama bellezza ; l'abitudine de' pensieri solenni e benevoli , la pace interna d'una lunga vita , l'amore degli uomini , la gioia continua d'una speranza ineffabile , vi avevano sostituita una , direi quasi , bellezza senile , che spiccava ancor più in quella magnifica semplicità della porpora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Dio grande e buono ! - esclamò Federigo , alzando gli occhi e le mani al cielo: - che ho mai fatto io , servo inutile , pastore sonnolento , perche Voi mi chiamaste a questo convito di grazia , perche mi faceste degno d'assistere a un sì giocondo prodigio ! - Così dicendo , stese la mano a prender quella dell'innominato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il primo chiamato venne subito avanti , e nello stesso tempo , uscì di mezzo alla folla un: - io ? - strascicato , con un'intonazione di maraviglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E sua signoria illustrissima , subito subito , a braccia aperte , caro amico , amico caro ; stare a tutto quel che gli dice costui , come se l'avesse visto far miracoli ; e prendere addirittura una risoluzione , mettercisi dentro con le mani e co' piedi , presto di qua , presto di là: a casa mia si chiama precipitazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E senza avere una minima caparra , dargli in mano un povero curato ! questo si chiama giocare un uomo a pari e caffo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Andò a cercare quel che chiamava il suo cavallo , cioè il bastone che aveva lasciato in un cantuccio del salotto , e s'incamminò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo un colloquio che durò molto più del primo , l'innominato era partito per il suo castello , su quella stessa mula della mattina ; e il cardinale , fatto chiamare il curato , gli aveva detto che desiderava d'esser condotto alla casa dov'era ricoverata Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vossignoria illustrissima non deve incomodarsi: manderò io subito a chiamarli: è cosa d'un momento , - aveva insistito il curato guastamestieri (buon uomo del resto) , non intendendo che il cardinale voleva con quella visita rendere onore alla sventura , all'innocenza , all'ospitalità e al suo proprio ministero in un tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dio misericordioso m'ha chiamato a mutar vita ; e io la muterò , l'ho già mutata: così faccia con tutti voi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Terminate le funzioni , don Abbondio , ch'era corso a vedere se Perpetua aveva ben disposto ogni cosa per il desinare , fu chiamato dal cardinale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ebbene , se voi gli amavate , quelli che sono affidati alle vostre cure spirituali , quelli che voi chiamate figliuoli ; quando vedeste due di loro minacciati insieme con voi , ah certo ! come la debolezza della carne v'ha fatto tremar per voi , così la carità v'avrà fatto tremar per loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il cardinale fece subito chiamare Agnese , le riferì la commissione , che fu sentita con altrettanta soddisfazione che maraviglia ; e le presentò il rotolo , ch'essa prese , senza far gran complimenti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questa , dal canto suo , quantunque non le fosse diminuita quella gran ripugnanza a parlar del voto , pure era risoluta di farsi forza , e d'aprirsene con la madre in quell'abboccamento , che per lungo tempo doveva chiamarsi l'ultimo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alla prova poi , non ebbe che a lodarsi dell'acquisto ; meno che , sul principio , gli era parso che il giovine dovesse essere un po' stordito , perché , quando si chiamava: Antonio ! le più volte non rispondeva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Abbiam detto che , alla morte di quel duca , il primo chiamato in linea di successione , Carlo Gonzaga , capo d'un ramo cadetto trapiantato in Francia , dove possedeva i ducati di Nevers e di Rhetel , era entrato al possesso di Mantova ; e ora aggiungiamo , del Monferrato: che la fretta appunto ce l'aveva fatto lasciar nella penna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Due però erano i libri che don Ferrante anteponeva a tutti , e di gran lunga , in questa materia ; due che , fino a un certo tempo , fu solito di chiamare i primi , senza mai potersi risolvere a qual de' due convenisse unicamente quel grado: l'uno , il Principe e i Discorsi del celebre segretario fiorentino ; mariolo sì , diceva don Ferrante , ma profondo: l'altro , la Ragion di Stato del non men celebre Giovanni Botero ; galantuomo sì , diceva pure , ma acuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Altri , andati esenti da quel flagello particolare , ma spinti da que' due da cui nessun angolo era stato immune , la sterilità e le gravezze , più esorbitanti che mai per soddisfare a ciò che si chiamava i bisogni della guerra , eran venuti , venivano alla città , come a sede antica e ad ultimo asilo di ricchezza e di pia munificenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma questi effetti di carità , che possiamo certamente chiamar grandiosi , quando si consideri che venivano da un sol uomo e dai soli suoi mezzi (giacché Federigo ricusava , per sistema , di farsi dispensatore delle liberalità altrui) ; questi , insieme con le liberalità d'altre mani private , se non così feconde , pur numerose ; insieme con le sovvenzioni che il Consiglio de' decurioni aveva decretate , dando al tribunal di provvisione l'incombenza di distribuirle ; erano ancor poca cosa in paragone del bisogno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Né si può pensare che l'esempio de' quattro disgraziati che n'avevan portata la pena per tutti , fosse quello che ora li tenesse tutti a freno: qual forza poteva avere , non la presenza , ma la memoria de' supplizi sugli animi d'una moltitudine vagabonda e riunita , che si vedeva come condannata a un lento supplizio , che già lo pativa ? Ma noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani , e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi ; sopportiamo , non rassegnati ma stupidi , il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Citiamo questo tratto per uno de' singolari di quel tempo: ché di certo , da che ci son tribunali di sanità , non accadde mai a un altro presidente d'un tal corpo , di fare un ragionamento simile ; se ragionamento si può chiamare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* C'era soltanto alcuni a cui non riuscissero nuovi: que' pochi che potessero ricordarsi della peste che , cinquantatre anni avanti , aveva desolata pure una buona parte d'Italia , e in ispecie il milanese , dove fu chiamata , ed è tuttora , la peste di san Carlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Molti medici ancora , facendo eco alla voce del popolo (era , anche in questo caso , voce di Dio ?) , deridevan gli augùri sinistri , gli avvertimenti minacciosi de' pochi ; e avevan pronti nomi di malattie comuni , per qualificare ogni caso di peste che fossero chiamati a curare ; con qualunque sintomo , con qualunque segno fosse comparso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Eppure quella grandissima che godeva , non solo non bastò a vincere , in questo caso , l'opinion di quello che i poeti chiamavan volgo profano , e i capocomici , rispettabile pubblico ; ma non poté salvarlo dall'animosità e dagl'insulti di quella parte di esso che corre più facilmente da' giudizi alle dimostrazioni e ai fatti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'altre memorie contemporanee , raccontando la cosa , accennano anche , essere stata , sulle prime , opinion di molti , che fosse fatta per burla , per bizzarria ; nessuna parla di nessuno che la negasse ; e n'avrebbero parlato certamente , se ce ne fosse stati ; se non altro , per chiamarli stravaganti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fu spesso lì lì per mancare affatto di viveri , a segno di temere che ci s'avesse a morire anche di fame ; e più d'una volta , mentre non si sapeva più dove batter la testa per trovare il bisognevole , vennero a tempo abbondanti sussidi , per inaspettato dono di misericordia privata: ché , in mezzo allo stordimento generale , all'indifferenza per gli altri , nata dal continuo temer per sé , ci furono degli animi sempre desti alla carità , ce ne furon degli altri in cui la carità nacque al cessare d'ogni allegrezza terrena ; come , nella strage e nella fuga di molti a cui toccava di soprintendere e di provvedere , ce ne furono alcuni , sani sempre di corpo , e saldi di coraggio al loro posto: ci furon pure altri che , spinti dalla pietà , assunsero e sostennero virtuosamente le cure a cui non eran chiamati per impiego .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Va' a chiamarlo: digli che gli darò quattro , sei scudi per visita , di più , se di più ne chiede ; ma che venga qui subito ; e fa' la cosa bene , che nessun se n'avveda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi ritornava a chiamar con quanta voce aveva , gli altri suoi servitori ; ma era inutile , perché l'abbominevole Griso gli aveva mandati lontano , con finti ordini del padrone stesso , prima d'andare a fare ai monatti la proposta di venire a quella spedizione , e divider le spoglie .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un turbamento ancor più forte provò allo sboccare sulla piazzetta davanti alla chiesa ; e ancora peggio s'aspettava al termine del cammino: ché dove aveva disegnato d'andare a fermarsi , era a quella casa ch'era stato solito altre volte di chiamar la casa di Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo , non sapendo cosa volesse dir questo , gli rispose chiamandolo per nome .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivato al crocicchio che divide la strada circa alla metà , e guardando dalle due parti , vide a dritta , in quella strada che si chiama lo stradone di santa Teresa , un cittadino che veniva appunto verso di lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La disgrazia fu ch'eravamo in un luogo così solitario , ché se era in mezzo Milano , chiamavo gente , e mi facevo aiutare a acchiapparlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Passato quel pezzo , sentì gridare: - o quell'uomo ! - e guardando da quella parte , vide poco lontano , a un terrazzino d'una casuccia isolata , una povera donna , con una nidiata di bambini intorno ; la quale , seguitandolo a chiamare , gli fece cenno anche con la mano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Renzo s'abbatteva appunto a passare per una delle parti più squallide e più desolate: quella crociata di strade che si chiamava il carrobio di porta Nuova .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma la prima , l'unica persona che vide , fu un'altra donna , distante forse un venti passi ; la quale , con un viso ch'esprimeva terrore , odio , impazienza e malizia , con cert'occhi stravolti che volevano insieme guardar lui , e guardar lontano , spalancando la bocca come in atto di gridare a più non posso , ma rattenendo anche il respiro , alzando due braccia scarne , allungando e ritirando due mani grinzose e piegate a guisa d'artigli , come se cercasse d'acchiappar qualcosa , si vedeva che voleva chiamar gente , in modo che qualcheduno non se n'accorgesse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma la specie più strana e più rumorosa d'una tal trista allegrezza , era un cantare alto e continuo , il quale pareva che non venisse fuori da quella miserabile folla , e pure si faceva sentire più che tutte l'altre voci: una canzone contadinesca d'amore gaio e scherzevole , di quelle che chiamavan villanelle ; e andando con lo sguardo dietro al suono , per iscoprire chi mai potesse esser contento , in quel tempo , in quel luogo , si vedeva un meschino che , seduto tranquillamente in fondo al fossato , cantava a più non posso , con la testa per aria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era , dico , una cosa singolare a vedere alcune di quelle bestie , ritte e quiete sopra questo e quel bambino , dargli la poppa ; e qualche altra accorrere a un vagito , come con senso materno , e fermarsi presso il piccolo allievo , e procurar d'accomodarcisi sopra , e belare , e dimenarsi , quasi chiamando chi venisse in aiuto a tutt'e due .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questa correva a prendere un poverino , che una capra tutt'intenta a allattarne un altro , pestava con una zampa: quella portava in qua e in la il suo , ninnandolo , cercando , ora d'addormentarlo col canto , ora d'acquietarlo con dolci parole , chiamandolo con un nome ch'essa medesima gli aveva messo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Aspetta , - disse il frate ; e andato alcuni passi fuor della capanna , chiamò: - padre Vittore ! - Dopo qualche momento , comparve un giovine cappuccino , al quale disse: - fatemi la carità , padre Vittore , di guardare anche per me , a questi nostri poverini , intanto ch'io me ne sto ritirato ; e se alcuno però mi volesse , chiamatemi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se la pigrizia , se l'indocilità della carne ci ha resi meno attenti alle vostre necessità , men pronti alle vostre chiamate ; se un'ingiusta impazienza , se un colpevol tedio ci ha fatti qualche volta comparirvi davanti con un volto annoiato e severo ; se qualche volta il miserabile pensiero che voi aveste bisogno di noi , ci ha portati a non trattarvi con tutta quell'umiltà che si conveniva , se la nostra fragilità ci ha fatti trascorrere a qualche azione che vi sia stata di scandolo ; perdonateci ! Così Dio rimetta a voi ogni vostro debito , e vi benedica - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era la maniera d'un uomo che chiamava privilegio quello di servir gli appestati , perché lo teneva per tale ; che confessava di non averci degnamente corrisposto , perché sentiva di non averci corrisposto degnamente ; che chiedeva perdono , perché era persuaso d'averne bisogno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Aveva già fatto non so quanta strada , senza frutto e senza accidenti ; quando si sentì dietro le spalle un - oh ! - una chiamata , che pareva diretta a lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Diede un'occhiata anche a sé , e si trovò un po' strano , quale , per dir la verità , da quel che si sentiva , s'immaginava già di dover parere: sciupata e attaccata addosso ogni cosa: dalla testa alla vita , tutto un fradiciume , una grondaia ; dalla vita alla punta de' piedi , melletta e mota: le parti dove non ce ne fosse si sarebbero potute chiamare esse zacchere e schizzi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo andò a chiamare il sagrestano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sopra Lecco forse un mezzo miglio , e quasi sul fianco dell'altro paese chiamato Castello , c'è un luogo detto Canterelli , dove s'incrocian due strade ; e da una parte del crocicchio , si vede un rialto , come un poggetto artificiale , con una croce in cima ; il quale non è altro che un gran mucchio di morti in quel contagio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ne vennero poi col tempo non so quant'altri , dell'uno e dell'altro sesso: e Agnese affaccendata a portarli in qua e in là , l'uno dopo l'altro , chiamandoli cattivacci , e stampando loro in viso de' bacioni , che ci lasciavano il bianco per qualche tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Il dottor D'Andrea attese un buon pezzo nel salotto, che l'amico ritornasse a chiamarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva già preso l'abitudine di levarsi ogni giorno all'alba e di fare una lunga passeggiata per i campi, fermandosi di tratto in tratto, incantata, ora per ascoltare nell'attonito silenzio dei piani, ove qualche filo d'erba vicino abbrividiva alla frescura dell'aria, il canto dei galli, che si chiamavano da un'aja all'altra; ora per ammirare qualche masso tigrato di gromme verdi, o il velluto del lichene sul vecchio tronco stravolto di qualche olivo saraceno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma se non so neppure come debba chiamarla! - gridò Gerlando, esasperato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come si chiama? Eleonora, è vero? e tu chiamala Eleonora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora, tutto impacciato, si provò a chiamare a bassa voce, come gli aveva suggerito la madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non viene! Dice che non viene! Non può venire! - Viva il bestione! - esclamò allora il padre, che non lo chiamava altrimenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sotto un albero, magari! E se lei intanto s'aspettava d'esser chiamata? Se, rassegnata alla condanna che aveva voluto infliggerle il fratello, si riteneva in potere di lui, suo marito, e aspettava che egli la...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rimase un pezzo a pensare se le convenisse svegliarlo per dirgli quanto aveva tra sé stabilito e toglierlo di lí; ma, sul punto di scuoterlo, di chiamarlo per nome, sentí mancarsi l'animo e si ritrasse pian piano, come un'ombra, nella camera dond'era uscita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gerlando, pentito, spaventato, corse a chiamar la madre: un garzone fu spedito in città per una levatrice; mentre il mezzadro, vedendo già in pericolo il podere, se la nuora abortiva, bistrattava il figlio: - Bestione, bestione, che hai fatto? E se ti muore, adesso? Se non hai piú figli? Sei in mezzo a una strada! Che farai? Hai lasciato la scuola e non sai neppur tenere la zappa in mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E la madre dell'annegato ? che si chiamava Tino Sparti (vero giovane d'oro, poveretto!) ? sentendola gridar cosí, le aveva subito buttato le braccia al collo e se l'era stretta al cuore, forte forte, in presenza di tutti, come per farla sua, sua e di lui, del figlio morto, chiamandola con alte grida: - Figlia! Figlia! Per questo ora le vicine, sentendo dire a Marastella: "Penso a mio padre", si scambiarono uno sguardo d'intelligenza, commiserandola in silenzio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chitarre e mandolini! Strillava tanto, che il fratello dovette chiamarsela in disparte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di là veniva l'olio alle loro lucerne che a mala pena rompevano il crudo tenebrore della zolfara; di là il pane, quel pane solido e nero che li teneva in piedi per tutta la giornata, alla fatica bestiale; di là il vino, l'unico loro bene, la sera, il vino che dava loro il coraggio, la forza di durare a quella vita maledetta, se pur vita si poteva chiamare: parevano, sottoterra, tanti morti affaccendati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, quest'ultimi segnatamente pareva avessero preso gusto a farlo stizzire; e, almeno una volta la settimana, si fermavano innanzi al cancello, vedendo don Mattia lí presso, per domandargli: - Niente, ancora? - Tè, Scampirro! Tè, Regina! Don Mattia, per chiasso, chiamava davvero i cani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Intanto Jana (Januzza, come la chiamavano) gli cresceva in casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma don Matria aveva anche un figlio (unico!) quasi della stessa età, che si chiamava Neli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Neli, che in quella notte d'inferno s'era trovato sul luogo e aveva partecipato agl'inutili sforzi disperati per impedire il disastro, presentendo l'odio che il padre da quell'ora avrebbe portato al Chiarenza, e in cui forse avrebbe coinvolto Jana, la sorella innocente, la sua Jana; temendo che avrebbe chiamato anche lui, forse, responsabile della rovina per non essersi accorto o per non aver denunziato a tempo il tradimento di quel Giuda che doveva esser tra poco suo cognato; nella stessa notte, era fuggito come un pazzo, in mezzo alla tempesta; e scomparso, senza lasciar nessuna traccia di sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La scimmia si chiamava Tita; era vecchia e tisica per giunta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In vita, lo zio prete aveva anche posseduto una casa nella vicina città, e questa casa aveva lasciato nel testamento al figliuolo di un'altra sua sorella, il quale si chiamava Saro Trigona.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tranquillatosi con questa riflessione, si mise a cercarlo per la campagna, ma fermandosi di tratto in tratto qua e là, dove con l'occhio esperto e previdente dell'agricoltore scorgeva a volo il bisogno di qualche riparo; di tratto in tratto chiamando: - Don Filippino, oh don Filippííí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Neanche a sentirsi chiamato, come l'ho chiamato io, non so piú quante volte? - osservò don Mattia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Va' là! Qualcosa dev'essergli accaduto! Pervenuti su lo spiazzo innanzi alla cascina, tutti e cinque, ora l'uno ora l'altro, si provarono a chiamarlo, inutilmente; fecero il giro della cascina; dal lato di tramontana, trovarono una finestra con gli scuri aperti; si rincorarono: - Ah! esclamò il garzone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mannaggia a voi! Non ci fate disperare! Attesero un pezzo coi nasi per aria; tornarono a chiamarlo in tutti i modi; alla fine, don Mattia, ormai costernatissimo e infuriato, prese una risoluzione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quante volte lo Scala, per chiasso, non lo aveva minacciato di chiamare i cani per farlo scappare! Quantunque di domenica lo Scelzi non ricevesse per affari, si affrettò a lasciar passare nello studio l'insolito visitatore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisognò che il padrone, il quale prendeva il caffè nel chioschetto d'edera, a un lato della villa, in mezzo al giardino, li chiamasse col fischio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poteva forse perdere? Potevano forse credere sul serio i giudici che egli avesse costruito di testa sua un tabernacolo? E poi c'era il servo, per testimonio, il servo del Ciancarella appunto, ch'era venuto a chiamarlo per incarico del padrone; e don Lagàipa c'era, con cui era andato a consigliarsi quel giorno stesso; c'era la moglie poi, a cui egli l'aveva detto, e i manovali che avevano lavorato con lui, tutto quel tempo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perdette, perché il servo del Ciancarella, passato ora al servizio dei Montoro, andò a deporre che aveva chiamato sí Spatolino per incarico del padrone, sant'anima; ma non certo perché il padrone, sant'anima, avesse in mente di dargli l'incarico di costruire quel tabernacolo lí, bensí perché dal giardiniere, ora morto, (guarda combinazione!) aveva sentito dire che Spatolino aveva lui l'intenzione di costruire un tabernacolo proprio lí, dirimpetto al cancello, e aveva voluto avvertirlo che il pezzo di terra dall'altra parte dello stradone gli apparteneva, e che dunque si fosse guardato bene dal costruirvi una minchioneria di quel genere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le tre educande, le tre colombelle, volevano molto bene alla loro maestra; la seguivano per tutto come i pulcini la chioccia; la seguivano anche quand'essa era chiamata in parlatorio per la visita della sorella e del nipote.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sí, piuttosto giovine, che il padre, buon'anima, aveva avuto la debolezza di farsi venire ultimamente da Napoli, e che già con collosa amorevolezza lo chiamava don Arturí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chiamali! Chiamali! Io li ho rovinati; e me lo rinfacceranno con ragione! - No! - s'affrettò a dir Flavia, intenerendosi per i figliuoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo scritturale corse a chiamare il dottor Sarti, che abitava lí vicino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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come si chiama?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anzi manda subito a chiamarlo, o meglio: va' tu stesso! Subito, eh? Richiuse l'uscio e si voltò a guardare il Sarti, stropicciandosi le mani, allegramente: - Me l'hai mandato tu.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma chiamalo pur furto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Annichilito, col capo chino, il Sarti si tolse le lenti, si stropicciò gli occhi; poi, losco, con le palpebre semichiuse, tentò con voce tremante l'estrema difesa: - Preferirei - disse, - dimostrartela altrimenti, questa che tu chiami carità d'amico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alzò gli occhi per chiamare la madre del ragazzo, ma non la vide piú sul sedile: parlava là in fondo, concitatamente, con un omaccione barbuto che l'ascoltava disattento, con un curioso sorriso sulle labbra, le mani dietro la schiena e il cappellaccio bianco buttato su la nuca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Correva per il cielo una trama fitta d'infinite nuvolette lievi, basse, cineree, come se fossero chiamate in fretta di là, di là, verso levante, a un misterioso convegno, e pareva che la luna, dall'alto, le passasse in rassegna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E che risate il pubblico! Vuoi che la gente, per esempio, si dimentichi che il Russo, noi, quel cagliostro, lo chiamavamo Luculloff e che lo paravamo da antico romano, con gli occhiali d'oro a stanghetta sul naso rincagnato? Quando lo han veduto là con quel faccione rosso brozzoloso, e han saputo come noi lo trattavamo, che gli strappavamo i coturni dai piedi e lo picchiavamo sodo sul cranio pelato, e che lui, sotto a quei picchi sodi, rideva, sghignava, beato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Gigi Mear si disponeva a montarvi senza farlo fermare, quando, dal nuovo Ponte Cavour, si sentí chiamare a gran voce: - Gigin! Gigin! E vide un signore che gli correva incontro gestendo come un telegrafo ad asta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una volta sola lo sentisti, e ti parve che chiamassero al fuoco! Bei tempi! Tuo fratello sta benone, sai, grazie a Dio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vuoi farmi piangere? Me ne vado! Gigi Mear, intontito dalla buffonesca loquela di quel suo amico piovuto dal cielo, lo osservava mettendo a tortura la memoria per sapere come diamine si chiamasse, come e quando lo avesse conosciuto, a Padova, da ragazzo o da studente d'Università; e passava e ripassava in rassegna tutti i suoi intimi amici d'allora, invano: nessuno rispondeva alla fisonomia di questo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma! - Scusa, - disse il Mear, - non ricordo piú come si chiami tuo cognato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Cosicché, - arrischiò Gigi Mear, gongolante, - non c'è altro; prima si chiamava Valverde e ora si chiama...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Scusami, chiamami l'uomo piú smemorato della terra; ma io proprio potrei giurare di non averti mai conosciuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I Lapponi da sé si chiamano Sami.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vi consiglio perciò di riflettere, se proprio non vi convenga meglio di far chiamare Giuseppe da Sua Eminenza e di fargli ripetere la battuta: - "Giuseppe, smorzate i lumi".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, ecco, Giulietta (perché si chiama Giulia anche lei)...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da un pezzo gli amici gli avevano italianizzato anche il cognome, chiamandolo Golicci, e gl'intimi anche Golaccia, in considerazione del ventre e del formidabile appetito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il nipote - scimunito! - ne rideva, come se lo zio lo chiamasse cosí per ischerzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Prima di tutto, per intenderci, qua mi chiamano Il marito della dottoressa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si chiamava cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Corsi a chiamare un prete e la sposai.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ordinai, appena arrivato, che mi si chiamasse un medico per farmi visitare e prescrivere quanti bicchieri al giorno avrei dovuto bere, o se mi sarebbero convenute piú le docce o i bagni d'acqua sulfurea.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Chi chiama piú il dottor Berri? E sarebbe poi uno sgarbo immeritato al dottor Loero, che s'è dimostrato sempre cosí premuroso e cortese con noi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si sentí chiamare amorevolmente, invitare a venir fuori col frullo delle dita: - Qua, Pallino! Caro! caro! qua, piccinino! S'aspettava carezze, s'aspettava il perdono, ma, appena ghermito per la cuticagna, botte da levare il pelo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La canina si chiamava Mimí e alloggiava con la padrona alla Pensione Ronchi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mimí, all'urto furioso, cadde a terra, batté il musetto e, con acuti guaiti, corse ranca ranca a ficcarsi sotto un divano alto appena tre dita dal suolo, mentre la padrona inviperita montava sul legno e gridava al vetturino: - Via! Il Ronchi, i camerieri, i bagnanti rientrati di corsa alla Pensione, restarono un pezzo a guardarsi tra loro, sbalorditi; poi ebbero pietà della povera cagnolina abbandonata; ma, per quanto la chiamassero e la invitassero coi modi piú affettuosi, non ci fu verso di farla uscire da quel nascondiglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era già bella e pronta sotto le coperte, quando la capo-sala venne a chiamarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il proprietario ora ci chiama a rispettare il contratto di locazione e, per di piú, responsabili di danni e interessi, perché, dice, la casa noi gliel'abbiamo infamata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Li chiama burloni Lei? Non ci hanno potuto né il prete né l'acqua benedetta! Allora ne abbiamo parlato al Granella, scongiurandolo di scioglierci dal contratto, perché non volevamo morire là, dallo spavento, dal terrore...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma ecco qua: l'anima immortale, i signori spiriti che fanno? vengono a bussare alla porta del mio studio: "Ehi, signor avvocato, ci siamo anche noi, sa? Vogliamo ficcare anche noi il naso nel suo codice civile! Voi, gente positiva, non volete curarvi di noi? Non volete piú darvi pensiero della morte? E noi, allegramente, dal regno della morte, veniamo a bussare alle porte dei vivi, a sghignazzar dentro gli armadii, a far rotolare sotto gli occhi vostri le seggiole, come se fossero tanti monellacci, ad atterrir la povera gente e a mettere in imbarazzo, oggi, un avvocato che passa per dotto; domani, un tribunale chiamato a dar su noi una novissima sentenza...".(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Don Simo', gli uccelli ci chiamano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma il Verona lo interruppe subito: - Non mi ringrazi; e sopra tutto, non mi chiami Eccellenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La buon'anima mi volle chiamar Lina, e m'è rimasto cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la buon'anima allora mi disse: "E se invece di Carolina ti chiamassi cara Lina non sarebbe meglio? Quasi lo stesso, ma tanto di piú!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando queste care amiche sentivano dalle tre sorelle maggiori chiamar per nome l'ultima, si confessavano che faceva loro l'effetto che la chiamassero da lontano, da molto lontano, Iduccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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come si chiamava? Tempini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se femmina, l'avrebbero chiamata Iduccia, come lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E mentre ella, quasi istupidita, si faceva a chiamare la serva, il dottore, toltosi il cappello, si passò una mano tremolante su la fronte, come si sforzasse di rammentare qualcosa; poi, sovvenendosi, si sbottonò in fretta la giacca, trasse dalla tasca in petto il portabiglietti e scosse piú volte la penna stilografica, pensando alle ordinazioni da scrivere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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come si chiama? Corsi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nello scompiglio della coscienza, una moltitudine d'immagini si ridestavano in lei tumultuosamente: l'una chiamava l'altra e insieme si raggruppavano in balenanti scene precise e subito si disgregavano per ricomporsi in altre scene con vertiginosa rapidità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Collega, collega, qua la mano! Questo si chiama vincere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Adriana! Mi chiami Adriana...(Pirandello - Novelle per un anno)
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No no, si stia zitto: vado a chiamargliela.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sarà difficile, difficilissimo, caro dottore, farne capace quella rispettabile istituzione che si chiama giuria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se fosse almeno possibile dimostrare che delle corna precedenti il poveretto s'era già accorto! Ma i mezzi? Un morto non si può chiamare a giurare su la sua parola d'onore...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, ahimè, il buon senso è nemico della poesia! E anche questo capivano le donne: capivano cioè che una donna, la quale lavori come un uomo, fra uomini, fuori di casa, non è piú considerata dalla maggioranza degli uomini come l'ideale delle mogli, e si ribellavano contro a questo modo di considerare, che frustrava il loro rimedio, e lo chiamavano pregiudizio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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il come si chiama, il mantenimento...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si chiamava Annetta; lavorava d'astucci e di sopraffondi; ma le piaceva vestir bene e gli ori le piacevano e i giojelli, anche falsi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Immenso Ciunna! - si sentí infatti chiamare, appena smontato dalla vettura; e si trovò tra le braccia d'un tal Tino Imbrò, suo giovane amico, che gli scoccò due sonori baci, battendogli una mano su la spalla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si chiama Fazio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non chiamarmi amico, e scòstati - prese infine a dire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Mi pento d'aver chiamato imbecille Pulino, questa sera, al caffè, tra gli amici, perché, prima d'uccidersi, non è andato a Roma ad ammazzar Mazzarini." Questa è la pura verità: non c'è una parola di piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dunque: "Luca Fazio è venuto a trovarmi, armato di rivoltella", hai scritto? "e mi ha detto che, conseguentemente, anche lui, per non esser chiamato imbecille da Mazzarini o da qualche altro, avrebbe dovuto ammazzar me come un cane".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo chiamavano a Costanova Sua Maestà, perché era il ritratto spiccicato di Vittorio Emanuele II vestito da cacciatore: la stessa corporatura, gli stessi baffi, lo stesso pizzo, lo stesso naso rincagnato all'insú; Vittorio Emanuele II insomma, purus et putus, purus et putus, come soleva ripetere il notajo Colamassimo che sapeva il latino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi chiami il ca...(Pirandello - Novelle per un anno)
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come si chiama? - L'ex-sindaco? Cavalier Cappadona, sissignore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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come si chiama? e farsi, un pochino pochino almeno...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena si mostrava per via, due, tre lo chiamavano forte: - Cavaliere! Signor sindaco! Tirava via di lungo; e un quarto, ecco, lo raggiungeva di corsa, gli batteva amichevolmente una mano su la spalla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sorella (ha una sorella, Clementina, che si chiama Lauretta, minore di cinque anni: ma...(Pirandello - Novelle per un anno)
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LA PATENTE Con quale inflessione di voce e quale atteggiamento d'occhi e di mani, curvandosi, come chi regge rassegnatamente su le spalle un peso insopportabile, il magro giudice D'Andrea soleva ripetere: "Ah, figlio caro!" a chiunque gli facesse qualche scherzosa osservazione per il suo strambo modo di vivere! Non era ancor vecchio; poteva avere appena quarant'anni; ma cose stranissime e quasi inverosimili, mostruosi intrecci di razze, misteriosi travagli di secoli bisognava immaginare per giungere a una qualche approssimativa spiegazione di quel prodotto umano che si chiamava il giudice D'Andrea.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vi ho mandato a chiamare per il vostro bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, passando innanzi a un tavolino, si sentí chiamare da una signora di piccolissima statura, esile, pallida, magra, in fitte gramaglie vedovili.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ne ebbero la rivelazione terribile, alcuni giorni dopo, quando una vecchia, vicina di casa della poveretta, venne a chiamarli, perché accorressero subito al letto di lei, che moriva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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D'improvviso, ma quando già Carlino Sanni e Tito Morena erano piú che mai sprofondati nella costernazione circa ai provvedimenti da prendere per l'educazione di Nillí che aveva ormai compiuti i cinque anni, arrivò alla balia una lettera del marito, che la chiamava in America.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí Nenè e Niní restarono orfani anche di madre, con uno che non sapevano neppure come si chiamasse, né che cosa stesse a rappresentar lí in casa loro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quanto al nome, se Nenè e Niní lo volevano proprio sapere, la risposta era facile: Erminio Del Donzello, si chiamava; ed era professore: professore di francese nelle scuole tecniche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il consigliere delegato si rivolse al prete: - Ecco, siete chiamato per la risposta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Calma, signori miei, calma! Il prete, agitato, sconvolto, rimase perplesso se accorrere o no alla chiamata, mentre i suoi uomini, non meno agitati e sconvolti di lui, domandavano, piangendo di rabbia per una ingiustizia, che sembrava loro patente: - E noi? e noi? Ma come? Che risposta? Poi, tutti insieme, in gran confusione, presero a vociare: - Noi vogliamo il camposanto! - Siamo carne battezzata! - In groppa a una mula, signor Prefetto, i nostri morti! - Come bestie macellate! - Il riposo dei morti, signor Prefetto! - Vogliamo le nostre fosse! - Un palmo di terra, dove gettare le nostre ossa! E le donne, tra un diluvio di lagrime: - Per nostro padre che muore! Per nostro padre che vuol sapere, prima di chiudere gli occhi per sempre, che dormirà nella fossa che s'è fatta scavare! sotto l'erbuccia della nostra terra! E il prete, piú forte di tutti, con le braccia levate, innanzi all'uscio del prefetto: - È l'implorazione suprema dei fedeli: Requiem aeternam dona eis, Domine! Accorsero, a quel pandemonio, da ogni parte uscieri, guardie, impiegati che, a un comando gridato dal prefetto dalla soglia, sgombrarono violentemente l'anticamera, cacciando via tutti per la scala, anche quelli che non c'entravano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisognò che Piccarone, il quale se ne stava a leggere nel chiosco in mezzo al giardinetto, lo chiamasse col fischio e lo tenesse poi agguantato per il collare, finché il servo non venne a incatenarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Scappare? S'intese, in quel punto, cigolare una banda del cancello, e si vide la cassa da morto, che il vecchio aveva fatto riporre per sé, entrare in trionfo su le spalle di due portantini ansanti, quasi chiamati lí per lí, al bisogno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dolcemàscolo non pensò che Nocio Pàmpina, detto Sacramento, dopo la visita e l'osservazione dell'assessore, si fosse affrettato a mettersi in regola, rimandando a destino quella cassa; ma si ricordò in un lampo di ciò che il Mèndola aveva detto la mattina, là, nella trattoria; e, all'improvviso, in quella cassa vuota che aspettava e sopravveniva ora al punto giusto come chiamata misteriosamente, vide il destino, il destino che s'era servito di lui, della sua mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'afferrò la testa e si mise a gridare: - Eccola! Eccola! Questa lo chiamava! Siatemi tutti testimoni che non l'ho nemmeno toccato! Questa lo chiamava! L'aveva fatta metter da parte per sé! Ed eccola qua che viene, perché doveva morire! E prendendo per le braccia i due portantini per scuoterli dallo stupore: - Non è vero? Non è vero? Ditelo voi! Ma non erano per nulla stupiti, quei due portantini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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ZIA MICHELINA Quando il vecchio Marruca morí, il nipote - Marruchino come lo chiamavano - aveva circa vent'anni, e stava per partire soldato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Marruchino (si chiamava veramente Simonello) partí per servir la patria con gli occhi ancora rossi di pianto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Comare" la chiamava e non cognata, perché l'altra, la prima moglie del fratello, aveva tenuto a battesimo Marruchino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non era una buona ragione; ma, avendo sempre chiamato compare il fratello per via di quel battesimo, credeva di dover chiamare comare anche la seconda cognata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora tutti, quasi capissero ch'era uscita di casa non per bisogno ma per mettersi in mostra, si fermavano per vederla passare; si scambiavano occhiate; qualcuno anche per chiasso la chiamava: - Ps! Ps! - come si fa con le donne di mal affare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giovinotto rise con tutti noi di questo razzo inatteso; e, poiché quegli seguitava a insistere in piedi, lo ringraziò, dicendogli che rimanesse pur comodo al suo posto perché non lo contraddiceva per questo, ma perché non gli pareva proprio che si dovesse chiamar disgraziato chi aveva compiuto un'eroica azione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi consentirà, spero, che la chiami almeno per questo, disgraziata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sapete come mi chiamano? Il professor Terremoto." LA VESTE LUNGA Era il primo viaggio lungo di Didí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Conosceva una persona sola, fatta apposta per pensare ai casi suoi e anche a quelli di tutti loro: donna Sabetta, la sua governante, intesa donna Bebé, o donna Be', come lei per far piú presto la chiamava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il marchese si chiamava Andrea; aveva circa quarantacinque anni e, cessata l'amministrazione giudiziaria, sarebbe stato per le disposizioni testamentarie il maggior erede.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Degli altri due fratelli, uno era prete - don Arzigogolo, come lo chiamava il padre - l'altro, il cosí detto Cavaliere, un villanzone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sorella aveva ventisette anni, un anno piú di Cocò, e si chiamava Agata, o Titina: gracile come un'ostia e pallida come la cera; con gli occhi costantemente pieni d'angoscia e con le lunghe mani esili e fredde che le tremavano di timidezza, incerte e schive.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In confidenza però potresti chiamarlo Nenè, come lo chiama Agata, cioè Titina, sua sorella.) È davvero un uomo, Nenè, sai? Ti basti sapere che ha avuto la...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La come si chiama...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora pare che da giovanotto abbia amato questa cugina di cui t'ho parlato, che si chiama Fana Lopes.(Pirandello - Novelle per un anno)
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come si chiamava? Fana...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Io mi chiamavo prima Loverde.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come si chiamava, quella pianta graziosa? - Oh, cattiva! - grugní il signor Raspi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Qui la chiamano frujosa o scaletta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No? E perché dunque piú tardi, cioè quando finalmente arrivarono a Roccia Balda e tutti, dall'alto, si misero ad ammirare la vista maravigliosa della Valsarnia, perché la Generalessa volle saper da lui, come si chiamassero quei due picchi cinerulei, di là dall'ampia vallata? Ma per fargli vedere che gli facevano le corna, là, da lontano, anche i due picchi di Monte Merlo! No? E perché dunque, dopo colazione, quel bravo signor Bortolo Raspi cavò di tasca il fazzoletto, vi fece quattro nodini a gli angoli e se lo pose sul testone sudato? Ma per mostrargli anche lui due bei cornetti su la fronte...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E uno che sia ricevitore del lotto, si può dire che commetta una cattiva azione, togliendo il pane di bocca a un vecchio, il quale, con la fama di jettatore che gli hanno fatta in paese, certo non chiama piú gente al banco a giocare? Don Nuccio s'era dovuto arrendere a questa lampante verità; e se n'era andato da quel botteghino piangendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come vi chiamate? - Tararà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Accoccolata sulla bacchetta, sorda agli inviti dei passeri che la chiamavano dai tetti vicini, aveva preferito di morir lí, nella gabbia, mangiata da un esercito di formiche venute sú per il muro da una finestrella ferrata del pianterreno, dov'era forse una dispensa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sua moglie lo chiamava cosí, Nardino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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come le chiamate? alterazioni, già, alterazioni de' miei connotati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E questo abbiamo chiamato vita! Io mi sento preso in questa trappola della morte, che mi ha staccato dal flusso della vita in cui scorrevo senza forma, e mi ha fissato nel tempo, in questo tempo! Perché in questo tempo? Potevo scorrere ancora ed esser fissato piú là, almeno, in un'altra forma, piú là...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il prossimo, io voglio sapere come si chiama.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tornando questa mattina dal cimitero, mi son sentito chiamare per Via Nazionale: - Signor Aversa! Signor Aversa! Mi volto; il nipote del notajo Zanti, uno di quei giovanotti che tu (non so perché) chiamavi discinti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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III Che buffoni, amico mio, che buffoni! Sono venuti stamane a trovarmi il signor Postella e quella montagna di carne ch'egli ha il coraggio di chiamare la sua metà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le pare sul serio che io mi possa chiamar Fileno? Imbecille, imbecille! Neppure il nome ha saputo darmi! Io, Fileno! E poi, già, io, io, l'autore della Filosofia del lontano, proprio io dovevo andare a finire in quel modo indegno per sciogliere tutto quello stupido garbuglio di casi là! Dovevo sposarla io, è vero? in seconde nozze quell'oca di Graziella, invece del notajo Negroni! Ma mi faccia il piacere! Questi sono delitti, caro signore, delitti che si dovrebbero scontare a lagrime di sangue! Ora, invece, che avverrà? Niente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sisiné, eccoti qua! Perché cosí, Sisiné, lo chiamava per vezzeggiarlo sua madre, allora; sua madre che si riprometteva grandi cose da lui ch'era il beniamino, la colonna, lo stendardo della casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non per nulla lo chiamavano Liolà, il poeta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le quattro stanzette della sua modesta dimora erano state invase; la scoperta d'un giardinetto, unica e dolce cura dello zio, aveva suscitato un tripudio frenetico nei sette orfani sconsolati, come li chiamava la grassa cognata napoletana.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era una bella ragazza, bruna e florida, e la chiamavano la Garibaldina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah che sollievo sarebbe stato per lui se questa benedetta figliuola si fosse maritata, magari con qualche altro giovine, se non proprio col La Rosa! Col La Rosa, veramente - a pensarci bene - gli sembrava difficile: punto primo, perché Rorò era povera; poi, perché la chiamavano la Garibaldina, e i signori La Rosa, invece, per il figliuolo sventato cercavano una ragazza assennata, senza fumi patriottici.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lí seduto, ogni giorno, aspettava che qualcuno lo chiamasse per qualche commissione: aspettando, mangiato dalle mosche e dalla noja, s'addormentava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stava per posare il mento su le mani appoggiate al pomo del bastoncino, quando si sentí chiamare rabbiosamente da Amilcare Bellone sopravvenuto come una bufera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alcuni avventori del Caffè avevano allora indicato al Bellone Carlandrea Sciaramè, che se ne stava al solito appisolato in un cantuccio discosto, e gli avevano detto ch'era anche lui un veterano garibaldino, il vecchio patriota del paese; e il Bellone, acceso dal ricordo dei giovanili entusiasmi e un po' anche dal vino, gli s'era senz'altro accostato: - Ehi, commilitone! Picciotto! Picciotto! - Lo aveva scosso dal sonno e chiamato, tra gli evviva, a far parte del nascente sodalizio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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la, come si chiama? la sciagurata guerra della Grecia contro la...(Pirandello - Novelle per un anno)
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la, come si chiama? la Turchia, non può, non deve assolutamente esser presa sul serio, per la...(Pirandello - Novelle per un anno)
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sicuro, la, come si chiama? la pessima figura fatta da quella nazione che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Si chiamano buffoncelli e basta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rorò lo trascinò fino alla seggiola accanto al letto e lo fece sedere, chiamandolo, spaventata: - Papà! papà! Perché? Che male ho fatto? Perché piange? che le è avvenuto? - Va'...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rorò, vedendogli la faccia come di terra e gli occhi infossati e stravolti, si mise a chiamare ajuto dalla finestra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alcuni corsero a chiamare il Bellone, altri rimasero a vegliare il morto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma Guiduccio insisteva, scosso da un brivido a ogni rintocco della campana che seguitava a chiamar sommessa nella notte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si chiamava veramente don Marcuccio La Vela, e aveva bottega sulla strada maestra, prima della discesa di San Francesco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LONTANO I Dopo aver cercato inutilmente dappertutto questo e quel capo di vestiario e avere imprecato: - Porco diavolo! - non si sa quante volte, tra sbuffi e grugniti e ogni sorta di gesti irosi, alla fine Pietro Mílio (o Don Paranza come lo chiamavano in paese) sentí il bisogno d'offrirsi uno sfogo andando a gridare alla parete che divideva la sua camera da quella della nipote Venerina: - Dormi, sai! fino a mezzogiorno, cara.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cara-patria perciò era anche il nome con cui chiamava qualche volta la sua miserabile finanziera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Venuto da Girgenti ad abitare alla Marina, come allora si chiamavano quelle quattro casucce sulla spiaggia, alle cui mura, spirando lo scirocco, venivano a rompersi furibondi i cavalloni, si ricordava di quando Porto Empedocle non aveva che quel piccolo molo, detto ora Molo Vecchio, e quella torre alta, fosca, quadrata, edificata forse per presidio dagli Aragonesi, al loro tempo, e dove si tenevano ai lavori forzati i galeotti: i soli galantuomini del paese, poveretti! Allora sí Pietro Mílio faceva denari a palate! Di interpreti, per tutti i vapori mercantili che approdavano nel porto, non c'era altri che lui e quella pertica sbilenca di Agostino Di Nica, che gli veniva appresso, allora, come un cagnolino affamato per raccattar le briciole ch'egli lasciava cadere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni mattina, all'alba, dalla scalinata di Montoro, il grido tre volte ripetuto d'un banditore dalla voce formidabile chiamava tutti al lavoro sulla spiaggia: - Uomini di mare, alla fatica! Don Paranza li udiva dal letto, ogni alba, quei tre appelli e si levava anche lui, ma per andarsene alla pesca, brontolando.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La zitellona corse ranca ranca a rintanarsi di nuovo; ma Venerina, coraggiosamente, lo accompagnò nella camera dell'infermo già quasi al bujo, accese una candela e la porse allo straniero, che la ringraziò chinando il capo con un mesto sorriso; poi stette a guardare, afflitta: vide che egli si chinava su quel letto e posava lieve una mano su la fronte dell'infermo, sentí che lo chiamava con dolcezza: - Cleen...(Pirandello - Novelle per un anno)
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III - Zio, come si dice bestia in francese? Pietro Mílio, che stava a lavarsi in cucina, si voltò con la faccia grondante a guardare la nipote: - Perché? Vorresti chiamarmi in francese? Si dice bête, figlia mia: bête bête! E dimmelo forte, sai! Altro che bestia si meritava d'esser chiamato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Norvegese, ch'egli chiamava L'arso (si chiamava Lars Cleen), era già entrato in convalescenza, e di lí a una, a due settimane al piú, si sarebbe potuto mettere in viaggio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha fatto ridere alle mie spalle tutti i pesci del mare, ha fatto ridere! Dov'è? Chiamalo; fammelo dire questa sera stessa: non basta che l'abbia detto a te! - Ma senza codesti occhiacci, - gli raccomandò Venerina, sorridendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lars! - gridava Venerina, infuriandosi ora anche contro lo zio che chiamava a quel modo il fidanzato, come tutto il paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Bel piacere sentirsi chiamare la moglie de L'arso! - E non ti chiamano adesso la nipote di Don Paranza? che male c'è? Lui L'arso, e io, Paranza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Purché, la mobilia, mi raccomando! Camminavano sole quelle quattro seggiole sgangherate, a chiamarle col frullo delle dita, dai tanti tarli che le popolavano! E il tanfo di rinchiuso in quella decrepita stamberga, perduta tra gli alberi lassú, era insopportabile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Infatti, i birbaccioni, oggi, si chiamano uomini accorti, e tuo zio per il primo li rispetta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io non lo so ancora chiamare tuo marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lo chiami L'arso, come lo chiamano tutti! - le rispondeva ridendo Venerina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí, se mi vuole! E se non mi vuole, mi lasci in pace: tanto meglio! Era cosí esclusiva la gioja di quella sua nuova attesa, che il Cleen non si sentiva chiamato a parteciparne, come di gioja anche sua: si sentiva lasciato da parte, e n'era lieto soltanto per lei, quasi che il figlio nascituro non dovesse appartenere anche a lui, nato lí in quel paese non suo, da quella madre che non si curava neppure di sapere quel che egli ne sentisse e ne pensasse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non voleva mostrare il tenerissimo affetto che gli era nato per quel bimbo, ch'egli chiamava gattino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Parve a don Angelino che - chiamata dalle sue lagrime - entrasse nella cameretta la sua mamma, piccola, cerea e vestita di nero come quella.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vi chiamate zia Croce? Sí, zia Croce.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Viene, tutto spaventato, il figlio della mia inquilina a chiamarmi a mezzanotte e un quarto, perché quel disgraziato s'era chiuso in camera, dice, con un braciere acceso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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prestare ajuto, chiamare il medico, lo capisco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma sono stato disturbato io, mi sembra! Sono venuti a chiamarmi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh, piano, santo Dio! Il dottor Mangoni protesta, ma senza troppo sdegno, che non è un ladro, né un assassino da esser mandato via a quel modo; che se è venuto, è perché sono andati a chiamarlo in farmacia; che per ora ci ha guadagnato soltanto una storta al piede, per cui chiede che lo lascino sedere almeno per un momento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Miro! Miro! Lo chiamavano tutti per nome, cosí, di qua e di là, ed egli aveva un sorriso e una parola graziosa per ciascuno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lasciate fare a me! Entrò in quel momento Flora, la bellissima figliuola della Venanzi, a chiamare la madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LA DISTRUZIONE DELL'UOMO Vorrei sapere soltanto se il signor giudice istruttore ritiene in buona fede d'aver trovato una sola ragione che valga a spiegare in qualche modo questo ch'egli chiama assassinio premeditato (e sarebbe, se mai, doppio assassinio, perché la vittima stava per compire felicemente l'ultimo mese di gravidanza).(Pirandello - Novelle per un anno)
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La madre (che lo chiamava Cesare e non Cesarino) senza guardarlo negli occhi gli aveva detto: - Tu hai bisogno, Cesare, di cambiar vita; bisogno d'un po' di compagnia di giovani della tua età, e d'un po' d'ordine e di regola, non solo nello studio, ma anche nello svago.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sapeva soltanto che si chiamava Cesare come lui, e basta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quand'era là, appena ritornato dalla scuola, desinava solo, svogliato, nella saletta da pranzo ricca ma quasi buja, con un libro aperto davanti appoggiato alla bottiglia dell'acqua sul riquadro bianco del tovagliolo apparecchiato lí per lí sulla tavola antica di noce; poi si chiudeva in camera a studiare; e, infine, la sera quando lo chiamavano a cena, usciva tutto raffagottato intorpidito, rannuvolato, con gli occhi strizzati dietro le lenti da miope.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quel giorno stesso, appena rientrato in collegio, Cesarino fu chiamato dal Direttore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È venuta una donna, poco fa da casa, a chiamarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Solo quel nome! Solo questa notizia: che il padre di quel bimbo si chiamava Alberto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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M'hanno chiamato in questura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché i guaj che trovano laggiú non li dicono, nelle loro lettere? Solo il bene dicono, e ogni lettera è per questi ragazzacci ignoranti come la chioccia: - pïo pïo pïo - se li chiama e porta via tutti quanti! Dove son piú le braccia per lavorare le nostre terre? A Fàrnia, ormai, siamo rimasti noi soli: vecchi, femmine e bambini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva veduto passare piú volte per la stradetta quel giovane medico dall'aspetto quasi infantile, e com'era sempre sana, e non avrebbe saputo finger di star male per chiamarlo, ora si mostrò contenta, pur nella sorpresa, che egli fosse venuto da sé per parlare con lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si chiama Rocco Trupía.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Guardi, seguitando per questa via, appena a un quarto di miglio, uscito dal paese, troverà a destra quella che chiamano la Casa della Colonna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era una catapecchia, veramente; una roba, come i contadini di Sicilia chiamano le loro abitazioni rurali.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il medico non la volle, e si chinò a carezzare il bamboccetto per terra, mentre l'altro ragazzo scappava a chiamare il padre Poco dopo s'intese lo scalpiccío di grossi scarponi imbullettati, e, di tra i fichidindia, apparve Rocco Trupía, che camminava curvo, con le gambe larghe ad arco, e una mano alla schiena, come la maggior parte dei contadini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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buona vecchia: è mia madre, non posso chiamarla altrimenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Quello che prima si ribellò, quello che prese le mie difese, si chiamava Marco Trupía.(Pirandello - Novelle per un anno)
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qua, vede che bel tubero violaceo? Sa come si chiama questo? Ah, un nome dolcissimo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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piú dolce d'una caramella: Epitelioma, si chiama.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ha bisogno imprescindibile di qualche soldino, deve domandarlo a Satanina, e la ragazza, che ha già quindici anni e fa da mammina, glielo dà con gran mistero, raccomandandogli di non farne sapere nulla, per carità, al babbino, ché altrimenti vorrebbe anche lui la sua parte per i minuti piaceri, e dove s'andrebbe a finire? Buona ragazza, Satanina; tanto che Cosmo Antonio Corvara Amidei vorrebbe chiamarla piú brevemente e graziosamente Nina, Ninetta; ma Dolfo Dolfi non vuole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che Nina! Che Niinetta! Satana, si chiama Satana: Salute, o Satana, O ribellione, O forza vindice Della ragione Si va avanti cosí tre anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora Satanina si vede costretta a scrivere a quel deputato tanto amico e protettore della buon'anima di suo padre, scongiurandolo di far valere la sua cresciuta autorità perché il professor Corvara Amidei sia tolto subito dall'insegnamento e chiamato invece a prestar servizio piú tranquillo o in qualche biblioteca o al Ministero della Pubblica Istruzione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché? Il professor Corvara Amidei non ci ha fatto mai caso; ma ripete frequentissimamente (quando qualche cosa gli va proprio male) quel suo: E va bene! E ormai tutti quegli scrivani, fra loro, non lo chiamano altrimenti che Il professor Vabene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che mai può essere accaduto a Satanina? Forse qualche improvvisa chiamata dalla balia di Dolfino? E sarebbe partita cosí, senza neppure avvertirlo al Ministero? Ridiscende la scala quant'è lunga, per domandare al portinajo qualche notizia; ne domanda anche ai bottegaj lí presso, alla servetta del pigionale che gli sta accanto: nessuno sa nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il cancello del parco era aperto e il professor Corvara Amidei s'avviava, ammirato, per uno dei viali in pendío, quando si sentí chiamare da una nanerottola che gli correva dietro come una papera: - Ehi! Ehi! Si paga...(Pirandello - Novelle per un anno)
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già! "È matto!", pensò quella e, spaventata, s'affrettò a chiamare il boaro della latteria annessa alla villa, perché con l'ajuto d'uno del ferrovieri che stavano lí presso al cancello a riattare la linea, quel disgraziato fosse condotto al vicino Sanatorio Orsenigo dei Fate Bene Fratelli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Dolfino chiama dall'altra camera in fondo, sbigottito: - Papà...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nonno Bauer (lo chiamavo cosí fin da quand'ero ragazzo) mi guardò con occhi smarriti, poi guardò in giro lentamente la camera, la cui vecchia suppellettile gli era tanto cara quanto la sua stessa persona, e dal seggiolone di cuojo, entro al quale stava sprofondato, volse infine gli occhi alla finestra, senza rispondermi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma di', ma un consulto non l'hanno ancora tenuto? E consigliava i medici da chiamare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosa strana: se da qualche malcreato sentiva fare allusione a quel parto della moglie o a quella virgola nel contratto d'affitto, sorrideva triste o scrollava le spalle; ma nel sentirsi chiamare quello del mulino usciva dai gangheri, minacciava col bastone e urlava che il suo era un paese di carognoni imbecilli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora io, ricco, ma con qui dentro qualcosa che batte e che, per tua norma, si chiama cuore, prendo sua moglie, la ficco in un vagone di terza classe e la spedisco a Roma, balia del mio nipotino! Poteva avere centomila ragioni il signor Manfroni, ma aveva anche su uno zigomo un ridicolissimo porro, sul quale la moglie appuntava gelidamente uno sguardo quanto mai dispettoso, quando si vedeva costretta a sottomettersi a quelle ragioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lisi, che fungeva da cocchiere e da servotto, si presentò su la soglia senza giacca, con le maniche della camicia rimboccate su le braccia e la bocca aperta a un riso muto, come soleva ogni qual volta i padroni lo chiamavano al loro cospetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Annicchia, allorché il Manfroni le espose la ragione per cui aveva mandato Lisi a chiamarla, restò tra stordita e perplessa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena si grida un po', si sente chiamata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo chiamava Nònida.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perfino chiamare s'era sentito qualche sera, ritornando tardi dalla campagna, lungo lo stradone, presso alle Fornaci spente, dove, a detta di tutti ci stavano di casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chiamare? E come? Chiamare: - Cichè! Cichè! - cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma s'è fatta chiamar Flora, dopo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu m'hai fatto chiamare, è vero? Son venuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, quattro notti, sa, che non chiudo occhio; e non ho sonno! Tacque un pezzo, assorto; poi domandò, fissando la fiamma della candela: - Come lo chiamavano gli antichi quel fiume? Ah, sí! Lete...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi chiamano Pretore; anzi Preto', come la loro madre, si figuri! "È in casa il Preto'? No, è alla Pretura il Preto'..." Ah, Lei non sa, signore, che cosa voglia dire capitare a venticinque anni in un paesettaccio, e marcirvi per quattro, cinque, dieci eterni anni...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando, pochi giorni or sono, sono venuto a raggiungerla qua, ha voluto scusare anche me, il mio tradimento, la mia menzogna, incolpando se stessa, certi suoi vezzi involontarii, il malvagio istinto, com'ella lo chiamava, il bisogno, cioè, che sentono tutte le donne di piacere finanche al marito della propria sorella...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Presero a chiamarlo Giuda e a stimarlo capace d'ogni infamia, di ogni perfidia e ad avvelenargli con questa stima anche l'amore per la sposa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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ecc.; gli era parso piuttosto che si trattasse di una rara e strana manifestazione di quel male che comunemente suol chiamarsi cateratta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina, irrigidendosi di piú, aveva allora troncato il discorso, dicendo che, nelle condizioni in cui il marchese si trovava in quel momento, non era proprio possibile parlargli di nulla; ma che, quando si fosse un po' quietato, ella gli avrebbe detto di quella visita e certo egli lo avrebbe fatto chiamare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sai? - disse Lydia, - quel medico che la tua povera mamma fece chiamare pochi giorni prima della disgrazia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma ella, turbata, eccitata, volle premettere: - Lei finora veramente non era stato chiamato, perché...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dirò anzi, se vuole, che lei, premurosamente, mi ha fatto chiamare, prima delle nozze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come annientata, vuota, lo seguí con gli occhi fino all'uscio, in fondo al corridojo; poi udí la voce di Silvio che la chiamava, di là: si sentí tutta rimescolare, ebbe come una vertigine; fu per cadere; si recò le mani al volto, per frenar le lagrime; accorse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel salottino (che ha l'impiantito sensibilissimo) fu jeri un tintinnire d'oggettini di vetro e d'argento, quasi che le gocciole dei candelabri dorati sulla mensola e i bicchierini della rosoliera sul tavolino da tè avessero brividi di paura e fremiti d'indignazione alla fine della visita dell'avvocato Aricò che la signora Lèuca chiama con le amiche "grillo vecchio"; dopo aver perorato e perorato quell'avvocato se n'era andato, badando a ripetere fino all'ultimo: - Eh, la vita...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dio mio, sí, non saranno legittime, ma credo, non so, che si debbano chiamar figliuole, no? benché non ne portino il nome.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh, Nella, come hai detto che si chiamano? La nipote, brusca: - Smacca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si chiamava Marzietta, una di queste ragazze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma poiché egli non dice piú nulla, s'arrischia a domandare: - E come si chiama? - È...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La zia! la zia! È abituata a sentirsi chiamar cosí, "la zia", da parecchie bambine, per suggerimento affettuoso delle mamme, che intendono dimostrarle in tal modo la loro gratitudine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh, ma guarda, guarda quella piccola là, che amore! in camicina, con le gambottole nude, che alza il braccino e s'afferra alla nuca tutte quelle belle boccole nere nere, arruffate! Dio, che occhi! È scontrosa? - Rosetta? Si chiama Rosetta? Che amore! Sandrina corregge: - No, Rosina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La figlia Vittoria - o Bittò, come il padre la chiamava, - rossa di pelo, gigantesca come la madre morta nel darla alla luce, fino a trent'anni non aveva mai avuto un pensiero per sé, tutta intesa, col padre, ai lavori della campagna, al governo della masseria, alla vendita dei raccolti ammontati nei vasti magazzini polverosi, di cui teneva appese alla cintola le chiavi, bruciata dal sole e sudata, sempre con qualche festuca di paglia tra i cerfugli arruffati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gran signore spiantato e bellissimo uomo, costui, degli ultimi resti della sua fortuna s'era servito per comperarsi una magnifica coda di pavone; il prestigio, voglio dire, di una pomposa appariscenza, per cui era da tutti ammirato e rispettato e in ogni occasione chiamato all'onore di rappresentar la cittadinanza, che piú volte lo aveva eletto sindaco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Notajo andò a ricorrere al Commissario di polizia; ma al Commissario di polizia Bellavita, quando fu chiamato, rispose che non disturbava nessuno; che la strada non era del signor Notajo e che egli ci camminava per conto suo, vestito cosí perché gli era morta la moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí; ma come si chiamava intanto lo sposo, quel ricco signore vedovo che un giorno gli s'era presentato all'Istituto di Magistero per avere indicata da lui una istitutrice per le sue bambine? - Grimi? Griti? No, Mitri! Ah, ecco, sí: Mitri, Mitri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Griti, Griti, ecco! Si chiama Griti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ho gran paura che si chiami proprio Grimi, ora che ci penso! Certo quel signor Grimi, fin dal primo vederla, se n'era perdutamente innamorato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nella saletta d'ingresso vide una gran quantità di magnifiche ceste di fiori, arrivate in dono per il matrimonio, e si fece all'uscio del salotto per chiamare lo sposo e liberarlo dai parenti inviperiti, che già l'attorniavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Figúrati se ci sarei venuta, altrimenti! Ah che gente! Che paese, Mirina mia! Come fai a starci? E che colonia estiva! Non c'è uomini; tutte donne; tutte rispettabili madri di famiglia! Dio, Dio, mi sento mancare il fiato! Fortuna che ho trovato te! Ho preso in affitto due, non so come chiamarli, antri, tane, dove provo ribrezzo a mettere i piedi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che provvidenza per lei quel concorso! Ma che sgomento, anche, nel vedersi cosí sola e libera, lei vissuta sempre nella clausura! E s'era trovata una mattina, inaspettatamente, cosí sola lí con un giovanotto che subito s'era messo a parlarle con la massima confidenza, dandole del voi e chiamandola "cara cuginetta".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già la chiamava sposina; e cosí sempre, a braccetto, sarebbero andati nella vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Povera lí, tra povere, aveva in sé questa ricchezza che godeva di darsi alle care animucce delle sue scolarette ("figlioline mie" come le chiamava); questa facoltà di commuoversi di tutto, di riconoscere in un sentimento suo, vivo, la gioja d'una fogliolina nuova che si moveva all'aria la prima volta, la tristezza della sua cucinetta quando, dopo cena, s'era spenta, e a veder lo squallore della cenere rimasta nei fornelli, ogni sera le sembrava che si fosse spenta per sempre; quel senso di nuovo, per cui, se un uccellino cantava, sapeva sí che quell'uccellino ripeteva il verso di tutti gli altri della sua famiglia, ma sentiva ch'esso era uno, lui, di cui udiva il verso per la prima volta, formato lí, ora, su quella fronda d'albero o su quella gronda di tetto, per una cosa d'ora, nuova nella vita di quell'uccellino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma come volete fare, se no, a conoscere le cose vere? Dunque ho saputo che a Milocca hanno per medico condotto un tal Calajò, che pare goda nel mondo dei medici (fuori, s'intende, del paese) d'una bella reputazione per certi suoi contributi, come li chiamano, allo studio di non so quali malattie, oggi come oggi, disgraziatamente incurabili.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per esser conseguenti, i Milocchesi non dovrebbero mai chiamare al letto dei loro malati il dottor Calajò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E difatti mi consta che non lo chiamano, se non proprio all'ultimo momento, cioè quando finiscono di essere Milocchesi e sono soltanto povere bestie atterrite dalla morte imminente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché poi, quelli che Piccaglione non riesce a guarire con le sue pallottoline, non li uccide mica lui, ma Calajò, sia maledetto una volta e quando l'hanno chiamato! Nel sentir queste maledizioni al dottor Calajò, Piccaglione, ch'è un omarino alto un braccio ma con un testone di capelli cosí, si guarda le manine che forse incutono ribrezzo anche a lui, da quanto son gracili, e con certi ditini pallidi e pelosi come bruchi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chiamato, al solito, all'ultimo momento, ha domandato ai parenti del moribondo se non l'hanno chiamato per isbaglio, invece del prete; e se n'è tornato a casa a studiare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per non essere disturbato dal chiasso dei figliuoli, ha allogato lí un tavolinetto coi piedi mozzi; salta sulle passinate del palco, curvo per non battere il capo nella copertura del tetto che pende a capanna, e va a ficcare le gambe lunghe distese sotto quel tavolinetto, sedendo su un'assicella posta fra una trave e l'altra; e in quella bella posizione dura quattro e cinque ore, finché la moglie non viene a chiamarlo, o per qualche rara visita o perché già pronto in tavola; e allora - a levarti ti voglio! con quelle povere gambe che non se le sente piú, intormentite e informicolate da tante ore d'immobilità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma Calajò non si scrolla: non avverte nulla, seguita a studiare, senza curarsi né di Piccaglione, né dei Milocchesi: se non lo chiamano, o se lo chiamano all'ultimo momento e muojono come tanti cani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena può riprender fiato chiama: - Lucrezia! Lucrezia! Accorre una povera squallida donna, senz'età, con certi occhi atroci, velati e semichiusi, come se le pàlpebre le pesino, una piú e l'altra meno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Misteriosamente costui, chiamandoselo prima con la mano in disparte, s'era messo a parlargli a bassissima voce della casa e del diritto da far valere sulla corte di essa, o per sè, o, se per sè non voleva, a favore d'una disgraziata che sarebbe stata carità fiorita ricompensare dell'amore e della devozione che aveva avuto per il padre e dei servizi che egli aveva reso fino all'ultimo, quando, perso di tutto il corpo e muto, s'era ridotto alla fame: una certa Nuzza La Dia sí, che fin d'allora s'era data a mendicare per lui, e che ora, senza tetto, si trascinava ogni notte a dormire là, in un sottoscala della casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era la voce d'una delle cinque nipotine, la voce di Susanna, la maggiore e la piú cara al signor Anselmo, che la chiamava Susí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La Mangiamariti, al solito, appena finito di dirne qualcuna delle sue, si metteva a chiamare cosí le galline.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma chiamava le galline per rabbia, questa volta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dopo averlo mostrato di porta in porta per tutto il vicolo, lo mise a ingrassare in un angusto cortiletto, ch'ella chiamava giardino, dietro la casa; e siccome doveva tenerlo lí parecchie settimane, pensò bene di dargli un nome e lo chiamò Cocò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva da tempo chiamato, ed ecco già qualcuno cominciava a rispondergli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non passò un'ora che a Giglione parve di sentire la voce del maggiore dei figliuoli, che chiamava dal portone del cortile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Butticè, che lavorava poco discosto, domandò: - Non ti pare che abbiano chiamato? - Cosí pare, - rispose Giglione: e, ponendosi le mani attorno alla bocca, diede la voce: - Aoòh! Butticè lascio la zappa e si lanciò di corsa su per l'erta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sul far della seconda notte, si sentí chiamare a lungo dal socio prima dall'alto, poi a mano a mano piú da presso, per i sentieri della campagna, tra gli alberi; sentí anche i passi di lui; altri passi, forse dei ragazzi; trattenne il fiato e, quando i passi e le voci s'allontanarono, godette di non essere stato scoperto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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ah, non si trattava di malandrini? E che incontro, allora? La cara Niní, o la Gillina come la chiamavano, era venuta sú dalle macchie di corsa, di corsa, scarmigliata, urlando, in preda a un terror pazzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si chiamavano del Conventino perché, in una breve radura in mezzo, era un piccolo convento antico, in rovina e abbandonato, con la chiesuola da una parte, il cui interno misterioso s'intravedeva appena appena attraverso le fessure del portone imporrito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La vecchia signora Gilli lasciò in sospeso il discorso, chiamata in fretta da una cameriera, per una nuova convulsione di Niní.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo chiama sorcio vecchio, perché è un sorcio che ha messo le ali.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando Cacciagallina alla fine lo lasciò per correre dietro agli altri e indurre con le buone maniere qualcuno a far nottata, zi' Scarda lo pregò di mandare almeno a casa uno di quelli che ritornavano al paese, ad avvertire che egli rimaneva alla zolfara e che perciò non lo aspettassero e non stessero in pensiero per lui; poi si volse attorno a chiamare il suo caruso, che aveva piú di trent'anni (e poteva averne anche sette o settanta, scemo com'era); e lo chiamò col verso con cui si chiamano le cornacchie ammaestrate: - Te', pa'! te', pa'! Ciàula stava a rivestirsi per ritornare al paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Segnatamente la maggiore delle femmine, Sidora, che per via del marito si chiamava adesso Peronella, aveva, dalla rabbia, la schiuma alla bocca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rientrato nella roba, trasse dal fondo d'una bisaccia appesa a un chiodo un coltellaccio lungo, di quelli chiamati trincialardo; prese da terra, sotto la tavola, la pietra d'affilare; bagnò la lama del coltello: andò a sedere sulla soglia dell'uscio con quella pietra fra le ginocchia e si diede ad affilar la lama.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per esempio, gli andavano a chiedere in prestito la somara, in un caso d'urgenza, come sarebbe di andare a chiamare a un bisogno di notte il medico a Nocera? Don Marchino rispondeva invariabilmente: - Non ti ci fa arrivare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisognò che la chiamasse, picchiando anche col manico della frusta alla porta, col rischio - e come no? - di sciupar frusta e porta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La bestiola sente che tutti due sono legati dallo stesso male e lo chiama e gli parla e non vuole piú scostarsi da lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non era niente? Signore Iddio! Signore Iddio! Ma come? Era pazza quella donna là? Mentre il marito, fuori, faceva alla porta quella tempesta, eccola qua, rideva, seduta sul letto, dimenava le gambe, gli tendeva le braccia, lo chiamava: - Saro! Saro! Ah sí? Irato, sdegnato, Saro d'un balzo saltò nel bugigattolo della vecchia, la ghermí per un braccio, la trasse fuori, la buttò a sedere sul letto accanto alla figlia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si diceva che queste, nelle notti di vento, venivano a chiamarla dai tetti delle case vicine, per portarsela attorno con loro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Potevano farne testimonianza tanti che avevano appunto sentito chiamarla con voci lunghe e lamentose: - Zia Vanna! Zia Vanna! - dal proprio tetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le vicine lo chiamavano il figlio delle "Donne".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa si sedette e prese a narrare: "Si chiamava veramente Maragrazia Ajello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La nuora, invece, che si chiamava Maricchia, dispetti sopra dispetti, dalla mattina alla sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non voleva portare la mantellina come tutte le villane, perché diceva che il padre era della maestranza: portava il manto di lana, a pizzo e con la frangia, e voleva esser chiamata 'gnora e non comare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ne chiese licenza al figliuolo e, avutala, andò da un compare del vicinato, che si chiamava zi' Lisi, per chiedergli in prestito una vecchia asinella ch'egli aveva, un po' tignosa, ma tranquilla come una tartaruga.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lei con un filo di voce: - Chiamami un confessore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era riuscito finalmente a uccidere uno storno! "SUPERIOR STABAT LUPUS" Corrado Tranzi, fino a ventiquattr'anni disprezzatore implacabile di tutte le donne, implacabile derisore di tutti gli uomini che se n'innamoravano, appena presa la laurea di dottore in medicina, chiamato per un caso d'urgenza mentre di buon mattino stava a concertare una partita di caccia nella farmacia d'un amico - (il bel cielo? il tepore della primavera imminente? qualche sogno della notte?) - s'innamorò anche lui tutt'a un tratto, proprio in quella sua prima visita di medico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In quei tre giorni Corrado Tranzi riuscí a sapere tante cose: che la fanciulla si chiamava Ebe; che era figliuola d'un tal De Vitti, professore di fisica al Collegio Nautico; che la defunta era cognata del professore, vedova da tanti anni e accolta in casa col figliuolo che si chiamava Marco Perla; che questi, già impiegato modestamente alla Dogana, aveva chiesto col piacere dei parenti la mano della cuginetta, la quale però aveva rifiutato con molto dolore, confessando candidamente che le sarebbe stato impossibile sposarlo, perché, fin da bambina cresciuta con lui, lo amava come fratello, e solamente come tale e non altrimenti avrebbe potuto amarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La bambina, orfana di madre e abbandonata cosí dal padre, crebbe in casa dei nonni, che la chiamarono Ebe come la loro figliuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebe, su la soglia della camera in cui s'era chiusa, lo accolse spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, come già sua madre la prima volta lo aveva accolto in quel lontano mattino di primavera, quando lui, giovane medico, era stato chiamato per caso in una farmacia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché, gli venne di domandare in prima, se non fosse stato già chiamato il medico? - No, nessun medico ancora, - rispose la serva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La stupidissima bestia sul trespolo pareva volesse canzonare la marchesa, imitandone i tre toni di voce, con cui ella soleva chiamare il commendator Morozzi: quello frettoloso, confidenziale (Federico, Federico), quello di commiserazione un po' derisoria (Povero Cocò) e l'ultimo, grave, e per cosí dire, di parata (Com-men-da-to-re).(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo sapeva, perché era stato chiamato come medico, allora, proprio lui al letto di quel giovane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come smarrita, si voltò a un tratto a cercare il marito, lo chiamò, come finora non l'aveva mai chiamato; gli s'appese al braccio, convulsa: - Perdonami! Perdonami! Portami via!
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Noemi pensava: «Bisogna chiamare zia Pottoi , bisogna mandar da Efix . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E questo amministratore del molino , come si chiama ? Tu lo conosci ? No , egli non lo conosceva , ma era certo che andando a Nuoro avrebbe ottenuto il posto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Zia Pottoi , sono io: bisogna che mandiate subito qualcuno a chiamare Efix .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Andrò a chiamare qualcuno per mandarlo al podere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Nella capanna attigua le parenti con cui ella era venuta allafesta cenavano sedute per terra attorno ad una bertula stesa come tovaglia , e mentre una di esse cullava un bambino che s'addormentava agitando le manine molli , l'altra chiamava la fanciulla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Grixenda , fiore , vieni , prendi almeno un pezzo di focaccia ! Cosa dirà tua nonna ? Che t'abbiamo lasciato morir di fame ? — Grixenda , non senti che ti chiamano ? Obbedisci , — disse donna Ester .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Non è contento d'esser venuto , don Giacintí ? — Non chiamarmi cosí , — disse allora il giovine .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Bisogna chiamar Efix perché faccia uno spiedo di legno: Giacintino , va' ! Grixenda corse lei a chiamare il servo , gli si fregò addosso come una gattina , gli diede da baciare il bambino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Per me è finito tutto !Dalla capanna le parenti la chiamavano: — Grixenda , vieni ! Che dirà tua nonna vedendoti cosí magra ? Che non ti diamo da mangiare ? — Eh , bocconi soli ci vogliono , — disse Kallina a Efix , dopo averlo chiamato ammiccando .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io non so da qual parte rivolgermi , Efix ; non siamo noi che abbiamo chiamato il ragazzo dalla strada: è venuto lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Corsero a chiamare zia Ester ; ella venne spaventata , e per la prima volta anche lei mi guardò torva e mi disse che son venuto per farle morire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli tacque , ma dopo riprese: — Perché mi chiamate stupido ? perché ho buon cuore ? Perché vorrei passar bene la gioventú ? E voi , che fate ? È vita , la vostra ? Che vita è la tua ? Non vuoi bene neanche a tua moglie malata .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E andò .( Grazia Deledda - Canne al vento) Allora Noemi fu riassalita da un impeto di umiliazione e di sdegno: la figura di Efix le balzò davanti come quella della vittima rassegnata al sacrifizio , ed ella corse nel cortile e uscí sul portone aspettando che passasse qualcuno per pregarlo d'andare a chiamare il servo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma egli domandò: — Noemi , che c'è ? Ed ella sentí il suo cuore fondersi , chiamare aiuto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Cercami qualcuno che possa andare a chiamare Efix al poderetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma d'improvviso tutto tacque: poi s'udirono passi , risuonarono voci ; il cortile fu pieno di gente: Noemi vide accanto a sé il ragazzo col viso pallido e i grandi occhi spalancati , che si stringeva al petto la fisarmonica come per difendersi da qualche assalto , e gli disse all'orecchio: — Corri ; va' a chiamare Efix .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Giací ? Giací ? — ripeté due volte Efix , con voce bassa e ansante , come se chiamasse ancora la sua vittima — lo chiamai . . .( Grazia Deledda - Canne al vento) Non rispondeva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Don Predu l'aveva mandato a chiamare , ed egli era lí per attenderlo non per chiacchierare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli era tornato in paese perché don Predu aveva mandato a chiamarlo: altrimenti non si sarebbe piú mosso dal poderetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ma che cosa dici , disgraziato ? — No , non mi chiami disgraziato ! Sono contento come se morissi in grazia di Dio in questo momento e vedessi il cielo aperto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Come aveva fatto , a non capirlo ancora ? Gli sembrò che una voce lo chiamasse: e una voce lo chiamò davvero , al di là del muro , dal silenzio della strada .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Vi ho chiamato tre volte: andiamo , c'è nonna che sta male e vuol parlarvi: perché non venite ? Non vi si prende il pane dalla bisaccia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Va' , muoviti , chiama i pastori che stanno lassú nel bosco . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ritornando verso la tettoia Efix vide il cieco che s'era mosso e stava curvo sul compagno , chiamandolo a nome .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Era in un bosco chiamato il Libano , per le piante alte di cedro che là crescevano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Piú tardi un nuovo accesso del male lo contorse , lo annerí ; e mentre le padrone mandavano a chiamare il dottore egli cominciò a delirare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ebbene , Efix , che hai ? Egli le accennò con le palpebre di accostarsi di piú , le mormorò sul viso con un filo di voce: — Donna Ester mia , di grazia , se vuole mi chiami prete Paskale .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma la gente al di là del muricciuolo non lo lasciava in pace a contemplare tanto bene ; egli non si volgeva piú , e solo un giorno una mano che si posava sulla sua spalla e una voce che lo chiamava piano piano all'orecchio lo fecero sobbalzare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il canto lontano del gallo chiamava a destarsi la natura dormente: e molti uccelli con le vispe lor voci facevano alla primavera restia dolce invito. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il mondo chiama onesta la donna che con gli ornamenti della persona ad arte vestita, ad arte ignuda, con gli atti, gli sguardi, le parole accennanti ad amore, s’ingegna di suscitare quanti può desideri, ma non degna saziarli perché i desideri suoi sono altrove. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mia cugina (così chiamavo io madama Blandin) teneva presso la piazza Vendôme parecchi begli appartamenti, e dava a dozzina a gente ricca: la sera musica o ballo in casa o fuori, o al teatro. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Abbassando gli occhi, mi venne osservato il bruno che ancora portavo in certi giorni a memoria di mio padre: e parvemi sentire una voce che, fioca, mi chiamasse. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Rientravo alle sei, mi facevo un caffè e latte (di quel che chiamano latte a Parigi); e così me ne stavo a languire fino alle sei della sera. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Si conchiude il matrimonio: sull’ultimo e’ fa un viaggio a Lione: di là, invece di venire, mi chiama a sé, e mi manda il danaro. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Gran confusione e gran conforto insieme era a me sentir le cose chiamate co’ propri lor nomi: la fornicazione fornicazione, l’adulterio adulterio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il tamburo chiama all’arme soldati e cittadini: in queste contrade ogni cosa quieto; in altre forse si comincia a morire. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni la vide in prima, che saliva sola nell’ore più sole il passeggio di Quimper che chiamano la montagna. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni a cui la sicurezza dell’essere ascoltato con affetto concitava la parola restìa, prese a dire: "sul termine del secolo andato, uomini ardenti gridarono, la vittoria de’ pregiudizi certa, e quella ch’eglin chiamavano filosofia, trionfare. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"Per fuggire quel ch’ho detto e che non vo’ chiamare pericolo, me ne son venuto a Versailles. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Anche non era poco che l’animo non calunniassero: ma vedendol povero, e sdegnoso di ogni artifizio, e ambizioso di non piacere in tutto a nessuna opinione estrema, e pur non contento ai mezzi termini, non potevan chiamarlo né ipocrita né venduto né stolto. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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In quella vece chiamavano semplice lui che la lor semplicità affaccendata e boriosa e sì lungamente impotente, e sempre più boriosa e affaccendata che mai, compiangeva. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Chiamate pure superstizione il sentimento che ispirò tanti ingegni, fiore dell’umanità. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ci voleva tanto a chiamare un prete?" "Ma poi?" "Ma poi? Oh che? mi dica di grazia, così la non campa? Sentiamo, quanto le ci vuole al giorno per lei solo costì?" "Cinque franchi." "Per cinque franchi fo un cottimo, e vi mantengo io tutti e due." "E i figliuoli?" "E un tremuoto? E il diluvio? O che? i figliuoli dello spazzaturaio non campano? Scuse! Sa ella, signorino mio, a che si sta male? Qui (e si metteva la mano al cuore), qui, e non a quattrini." "Ma, Rosa, abbiate compassione; finitela." Ed ella, tagliandogli le parole, che pareva lo volesse mangiare: finischiamola, sì: mi dia le sue lettere, e.... (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E comparava nel pensiero le grandi forme e tranquille delle donne milanesi con le raccolte e quasi contratte di Corsica; e rammentava a Maria (la qual di tutti i suoi pensieri chiamava testimone) una quasi apparizione di due giovani donne di più che umana statura e di più che italiana bellezza, che in Lombardia un dolce giorno di primavera a lui giovanetto arrisero, e sparvero, e lasciarono orma di sé in molte fantasie, in molte armonie del suo stile.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Fin dal primo entrare nel collegiuccio con magnifico nome chiamato istituto, egli misurò la distanza che i Francesi pongono tra le parole e le cose. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Aveva egli un bel proporre il meglio: non l’avevan costoro di sì lontano chiamato a codesto.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mentr’egli combatteva co ’l mal volere e l’inettitudine d’altri, e con la propria inesperienza, coloro che l’avevan chiamato direttor degli studi, ecco profferiscono a un tratto cedergli l’istituto, e promettono guadagni grandi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma dell’affannarla col tremito dell’amore sentiva rimorso, e ristava a un tratto: ed essa con dolce voce lo chiamava confortando, e parlava degli anni avvenire. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Girò gli occhi intorno, chiamandolo a voce squarciata; stese le mani alle lettere sigillate: ma (tant’era l’abito del vincersi) non le aperse. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Sentite, Matilde?" Matilde, chiamata, invece di rispondere a tono: Siete du’ matti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Tornando frettoloso Giovanni da chiamare il medico, sulla piazza l’arresta una fila di bambini che, condotti da’ buoni fratelli delle scuole cristiane, uscivano da messa a due a due, colle braccia un sull’altro raccolte al petto, vispi, modesti, i be’ capelli giù per le spalle, e più gentili i più poveretti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Chiese l’estrema unzione: il curato venne; e adempiuto con doloroso rispetto il debito suo, disse che a qualunque ora chiamassero, tornerebbe. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Alle cinque pregò Matilde, che da più notti vegliava, andasse a riposarsi una mezz’ora lì accanto: ripregò di lì a poco, rassicurandola: e Matilde per tema di non la inquietare, ci andò: ma nell’andare supplicò la chiamassero a ogni occorrenza; e diceva con gli occhi: "non m’ingannate per pietà". (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Pasotti, in soprabito nero di cerimonia, col cappello a staio in testa e la grossa mazza di bambù in mano, camminava nervoso per la riva, guardava di qua, guardava di là, si fermava a picchiar forte la mazza a terra, chiamando quell'asino di barcaiuolo che non compariva. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La risposta era ben sospetta ed ella vigilò allora più che mai sui passi del nipote e di quella «madama Trappola», poiché chiamava graziosamente così la signorina Luisa Rigey. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tutto fu combinato frettolosamente con l'aiuto del curato di Castello e del fratell Lo scosse la voce del prefetto che lo chiamava dal giardino per annunciargli la partenza delle Carabelli. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Suppose che la nonna, rimasta sola, lo facesse chiamare, ma non ne fu nulla. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vantava non so quale affinità con la famiglia dell'ingegnere, e lo chiamava sempre così. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Era primo deputato politico, come si chiamava allora la suprema autorità comunale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vendette i suoi beni di lassù, si comperò l'uliveto del Sedorgg sopra Casarico e una villetta in Casarico stesso, sulla riva del lago; un gingillo di villetta che egli chiamava per la sua forma «pi greco» a immagine del diagramma di Ugo Foscolo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il «bargnìf» all'opera La mattina seguente, Pasotti, preso il caffè e latte e meditato il piano di caccia fino alle dieci e mezzo, fece venire la signora Barborin, che dormiva in un'altra camera perché al Controllore, ella lo chiamava umilmente così, dava noia il suo russare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando non lo chiamava «el Controlòr» lo chiamava «Pasott». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aveva preso seco la moglie perché gli giovasse in questa delicata bisogna dell'uno per volta; e lei, povera innocentona, gli trotterellava dietro a passettini corti giù pei centoventinove scalini che chiamano la Calcinera, senza sospetto della perfida parte che avrebbe fatto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco, quando s'intese chiamare, trasalì, ne indovinò subito la cagione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ricevitoria di Oria il 10 settembre 1854, proprio quando un sole veramente imperiale e regio sormontava il bastione poderoso della Galbiga, sfolgorava la rosea casetta della Ricevitoria, gli oleandri e i fagiuoli della signora Peppina Bianconi, chiamando, secondo i regolamenti, all'ufficio il signor Carlo Bianconi suo marito, quel tale Ricevitore cui la musica manoscritta puzzava di cospirazione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tante volte qui a Oria invece di chiamare il dottore chiamano lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha l'onore di chiamarsi Francesco Giuseppe, per desiderio mio; ma capisce bene, per il dovuto rispetto, questo non può essere il nome solito.» «Soa mader la ghe dis Ratì e so pader el ghe dis Ratù ch'el se figura!», interloquì la zia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A levante di lui, la guardia di finanza che allora chiamavano «il sedentario», accoccolata sull'umile molo dell'approdo davanti ad un altro sughero, pipava e contemplava. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La chiamavan loggia, forse perché lo era stata in antico. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Intanto Franco, annaffiando il giardinetto, aveva trovato fiorita una verbena nuova, e, posato l'annaffiatoio, era venuto sulla soglia della loggia e chiamava la Maria per fargliela vedere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La Maria si lasciava chiamare e voleva ancora «Missipipì», onde lo zio la posò a terra e la condusse lui al papà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Vegnì foeura, donca!» «Sciora no.» «Perché?» «Goo pagüra.» «Vegnì foeura ch'el voss marì el vaeur fav on basin.» «Mi no.» Allora Luisa aveva chiamato dentro l'uomo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'ingegnere era uscito a far i suoi soliti quattro passi fino alla piccola salita del Tavorell ch'egli chiamava scherzosamente il San Bernardo; e Franco, data un'occhiata alla luna che sfavillava allora fuor dal ciglio nero del Bisgnago e giù nell'ondular dell'acqua, si pose a improvvisar sul piano effusioni di dolore ideale, che andavan via per le finestre aperte sulla sonorità profonda del lago. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Questi aveva la barca a cinquanta passi da casa Ribera, verso Albogasio, all'approdo che chiamano del Canevaa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Uscendo dal sottoportico cavalcato dalla casa, Franco si udì sopra la testa uno strepito d'imposte, vide batter sulla faccia bianca della chiesa il lume della sua camera e si voltò a dir verso la finestra: «Manda a chiamar il medico, domattina! Addio!» Luisa non rispose. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco la trattiene con una chiamata imperiosa; la piccina si volta a guardarlo e scoppia in lagrime mentre quell'altro si trascina via la sua vittima. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Delegato di Como lo aveva fatto chiamare per dirgli che la perquisizione operata nella sua casa di Oria aveva dati risultati dolorosi e inattesi; quali, non aveva voluto assolutamente dire. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Durante quella pessima convalescenza del cuore che lo 1 tiene debole e molle, in continuo pericolo di ricadere, egli si era troppo poco guardato dal bel visino brioso, dagli occhi vivaci, dalla gaiezza scintillante della principessina del Niscioree, come la chiamavano i Maironi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco doveva partire, lasciar sua moglie, la bambina, il vecchio zio, forse per qualche mese, forse per qualche anno; doveva lasciar Valsolda, la casetta cara, i suoi fiori, forse per sempre, emigrare in Piemonte, cercar lavoro e guadagno con la speranza di poter chiamare a sé la famiglia quando le altre grandi speranze nazionali sfumassero. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La mattina del sette gennaio, dopo le dieci, lo zio Piero fece chiamare Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Son troppo vecchio, non mi muovo più.» «Ebbene, verrò io questa primavera con duecentomila miei amici.» «Eh sì! Düsent mila zücch! Belle idee, belle speranze! Oh, è qui, signorina Ombretta Pipì?» Ombretta Pipì, così Maria era chiamata in casa nei momenti di buon umore, entrò impettita e grave. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa fece il miracolo di accender la stufa in Siberia, come lo zio chiamava la sala, e vi si trovarono insieme donna Ester, i due indivisibili Paoli di Loggio, il Paolin e il Paolon, il professor Gilardoni che vi sofferse di una trepidazione, di una inquietudine continua perché Luisa, non avendo ancora allestito il bagaglio di Franco, andava e veniva dalla camera dell'alcova, chiamava Ester ogni momento ed Ester era quindi sempre in moto, quando passava dietro al professore, quando gli passava davanti, quando a destra, quando a sinistra. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Fu contentissimo che la Veronica venisse a chiamarlo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Un avvocato di Caprino Bergamasco, soldato di Roma del 1849, teneva i registri di un grande negozio di ombrelli e di mazze in via Nuova, per cui gli amici lo chiamavano il «Fante di bastoni». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si chiamavano e si facevano chiamare «i sette sapienti». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli amici se ne vendicavano chiamandola «tota bürattina» perché vendeva fantocci e bambole. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sulle prime, te ne ricordi? lo chiamava valsoldesemente el vecc, el veggiòn, el zücca pelada, l'oreggiàt, el nasòn, el barbarostì. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando si trovò nel fresco, alto vallone che chiamano il Campò, sedette all'ombra del colossale castagno che vive ancora, ultimo di tre o quattro venerabili patriarchi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Solamente, fra il monte Bisgnago e il monte Caprino, sopra la leggera insenatura che chiamano la Zocca d'i Ment, era fumato su dalla Vall'Intelvi e si affacciava fermo un nuvolone azzurrognolo, sinistro come un sopracciglio aggrottato sopra un occhio cieco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La minaccia del furioso vento temporalesco che in Valsolda si chiama caronasca si era fatta più seria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Passato il cimitero, nel luogo che chiamano Mainè, incontrò Ismaele. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non ritirò la mano ma si sentì mancare ogni forza, invader da uno scuro, da un gelo, come se Maria, chiamata inutilmente, fosse morta una seconda volta. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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S'inginocchiò ad una finestra, s'incrociò le braccia sul petto, pianse, col viso al cielo, lagrime e parole a flutti, parole incomposte di strazio e di fede ardente, chiamando Dio in aiuto, Dio, Dio che lo aveva colpito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il pensiero di lei poteva parere più grande, l'intelletto di lei poteva parere più forte; ma Colui che meglio è conosciuto dalle generazioni umane quanto più ascendono nella civiltà e nella scienza; Colui che consente venire onorato da ciascuna generazione secondo il poter suo e che gradatamente trasforma ed alza gl'ideali dei popoli, servendosi per il governo della terra, nel tempo opportuno, anche degl'ideali inferiori e perituri; Colui ch'essendo la Pace e la Vita sofferse venir chiamato il Dio degli eserciti, aveva impresso il segno del Suo giudizio sul viso della donna e sul viso dell'uomo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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che veniva da Varenna alla chiamata di Luisa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La cameriera si fece chiamar due volte e poi venne mezzo svestita, dormigliosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se occorrerà de dà via on quai cazzott el darèm via, neh ti avocàt?» Il Pedraglio s'era trovato la sera prima, verso le sette, sulla strada fra Loveno e Menaggio nel luogo che chiamano «el crott del Bertin». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quegli corse a chiamar Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«La nonna lo ha fatto chiamare stanotte», continuò Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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I quattro strisciarono subito via attraverso il granturco e giunti sotto lo scoglio che chiamano «Sass del Lori», tennero consiglio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Detto fatto salgon le scale e il prefetto, ch'è pratico, va diritto a chiamare la Marianna. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Parli polito? Andemm, marsch!» Il disgraziato non riusciva a mettersi in piedi e non si poteva certo lasciarlo lì a rischio che poi si mettesse a chiamar aiuto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'Aliprandi era stato chiamato nella notte ed era venuto dopo la partenza del prefetto per Oria, aveva trovato dell'agitazione nervosa, una terribile paura di morire ma nessuna malattia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma trova invece il dottor Aliprandi il quale lo turba tanto con le cattive notizie della dama ch'egli sente il bisogno di chiamare anche la sua Peppina e di parteciparle la cosa; e la Peppina, poveretta, recita sotto l'ombrello del suo Carlascia una piccola commedia d'intenerimento. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se mi comparisse spontaneamente, se udissi, senz'averla chiamata, il suono della sua voce viva e vera, forse non potrei sopportare una gioia così grande; chiamarla, costringerla di venire non vorrei mai. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Vuol proprio partire anche il mio padrone? Cara lei, per amor del Cielo, non glielo permetta!» E le raccontò che due ore prima egli aveva stralunato gli occhi e piegata la testa sul petto; che chiamato da lei non aveva risposto; che poi si era riavuto e che alle premurose domande di lei era andato in collera protestando di non aver avuto male, di aver sentito solo un po' di sonno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«È stata una gran cosa!», e, chiamato dalla Cia, si avviò lentamente verso il giardinetto dove l'attendeva Luisa, pronta a scendere in barca. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Margherita, la cechina, occhi per vedere come piangano gli altri, con quali aspetti (un aspetto, quello di Gino, fidanzato della sorella, che chiama anche lei Gino, non sa neppur come sia), occhi per vedere, no, ma per piangere, sì, li ha ancora; e piange in silenzio, lagrime che ella non vede, che nessuno vede, là nel suo cantuccio, appartata.
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– Perché nessuno poteva venire qua a costringervi a marciare e a combattere contro il sentimento vostro e i vostri interessi! Ma avete pensato a noi di là, che dovremmo essere appunto questo sentimento vostro, che siamo appunto ciò che chiamate «i vostri interessi»? Noi di là ci avete lasciati prendere, con la vostra neutralità, e trascinare al macello; e dite ancora ch’era il diritto dell’Austria, questo; e nessuno grida per il sangue dei miei fratelli uccisi! Gridano tutti, invece Viva il Belgio! qua, Viva la Francia! Or ora, venendo, le ho incontrate le colonne dei dimostranti per le vie di Roma.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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ecco qua: ora, ogni mattina, la moglie – anche questo! – appena la serva ritorna dalla spesa giornaliera, lo investe, domanda conto e ragione a lui di tutti i viveri rincarati – di tanto il pane, di tanto la carne, di tanto le uova – come se la avesse voluta lui, mossa lui, la guerra! Col cuore esulcerato, con la rovina dentro, gli tocca anche d’affogare in tutte queste volgarità della moglie, che per miracolo non lo vuole anche responsabile del pericolo a cui Faustino è esposto, d’esser chiamato prima del tempo sotto le armi e mandato a combattere, se l’Italia sarà anch’essa trascinata in guerra! Non rappresenta forse la Germania, lui, in casa; la Germania che ha voluto la guerra?
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Piú nefandi peccatori per lui sono certo quegli altri che hanno osato chiamar Dio a proteggere la marcia e la carneficina dei loro eserciti e il segno della divina protezione hanno osato vedere ed esaltare nelle atrocità delle loro vittorie Egli non ha detto piú nulla; con orrore ha ritratto la mano, che altri voleva levata a benedire questa scelleraggine mostruosa; e s’è chiuso nel dolore che l’uccide.
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Teutonia, la primogenita, che la madre finché la ebbe con sé chiamò sempre Tonia, come del resto lei stessa ha voluto sempre esser chiamata dalle due sorelle piú piccole e dal fratello e poi anche dal marito, è da tre anni fuori di casa, sposa del signor Livo Truppel, ottima pasta d’uomo, alieno dalla politica, oriundo svizzero tedesco, ma ormai non piú svizzero e tanto meno tedesco.
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1 Forse lì a Zurigo, chiamarsi Truppel voleva dire qualche cosa; ma fuori del paese natale, cioè fuori delle relazioni, parentele e conoscenze, che cos’è piú un cognome? Per uno sconosciuto, tanto vale chiamarsi Truppel quanto chiamarsi in un altro modo qualsiasi.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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– Qua per compatire chi m’accusa! qua per compiangere con quelle due disgraziate anche questa miserabile Italia, dorma come loro, che non avrà mai ciò che si chiama DISCIPLINA DELLA VITA! Ma non vedi, non vedi che avviene in questa miserabile Italia, perché si è presa una misura di tremenda disciplina – la neutralità? I figli che ti scappano! le madri che urlano! Ti sembra che io non ragioni? –
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Era disciplina per noi l’alleanza con l’Austria! La Germania l’ha spezzata, perché, dichiarando una guerra, doveva capirlo che noi, con l’Austria, non potevamo essere piú; non solo, ma dovevamo per forza esser contro l’Austria! A questo ero arrivato! E anche a pensare che se ci saremmo mossi anche noi, e il mio figliuolo, o perché chiamato prima del tempo sotto le armi o perché spinto da un sentimento, a cui io allora non avrei saputo oppormi, sarebbe andato volontario alla guerra, ci sarei andato anch’io, anch’io così come mi vedi, volontario, a cinquantatrè anni e con questa pancia, ci sarei andato anch’io! Ma ora, questo figlio, eccolo qua, vedi? s’è voluto mettere contro di me! ha inteso di mettersi contro di me! E perché? Perché, come tutti gli altri, non conosce la disciplina della vita! E contro di me ha messo questa povera madre e la sorella; e spaventati, Fongi, ora sì, spaventati: contro di me ha messo anche me stesso! sì, perché c’è anche un padre in me che piange, e a cui io, che conosco la disciplina della vita, sono costretto a gridare: – «Va’ là, buffone, non piangere, perché tu hai torto di piangere!» – Piangano gli altri! io non piango, non piango piú, neanche se m’arriva la notizia, vedi’ che è morto! Non solo; ma ti dico questo, e te lo dico forte, perché lo sentano anche di là, quelle due furie che vorrebbero impedirmi di ragionare, venendo qua a gridarmi che vogliono da me il fratello, il fidanzato, come se io fossi pazzo come loro; ti dico questo: che adesso io sono di nuovo per la Germania, sì, sì, te lo dico forte, per la Germania, per la Germania, che avrà commesso una pazzia, anzi l’ha commessa di certo, ma vedi che spettacolo offre ancora a tutto il mondo? Se l’è concitato contro e lo tiene a bada tutto il mondo! Impotenti tutti contro lei potente! Che spettacolo è questo! E volete abbatterla? distruggerla? Chi? La Francia, fradicia, la Russia coi piedi di creta, l’Inghilterra? E valgono forse piú di lei? Che valgono di fronte a lei? Niente! Niente! Non la vince nessuno! –
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La sera, quando il guardiano della villetta ha spento la luce della scala e il giardino resta al bujo, Berecche, guardingo, rabbuffato, col capo insaccato nelle spalle, riapre il portone, che quello ha chiuso or ora, e lo chiama:
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Un giorno per caso, al Cairo, in vicinanza d'un ammazzatoio publico, s'erano abbattuti in un uomo singolare dal capo fasciato d'una benda leggera di lino; il quale teneva fissi al cielo fiammeggiante due occhi immuni dal barbaglio, quasi fossero forniti della terza pàlpebra, per osservare il volo dei corvi, dei nibbii e degli avvoltoi che roteavano a grande altezza. Era un augure forsennato? Era un ornitologo deliberato di rapire ai rapaci il segreto del volo senza remeggio. Si chiamava Léon Dorne. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Fratello, fratello, siamo solitarii, siamo liberi, siamo lontani dalla terra tormentosa!» pensava Paolo Tarsis che, avendo già compiuto il primo giro, veniva sopravvento al suo compagno per raggiungerlo. «Non voglio più esser triste, non voglio più divorarmi il cuore, non voglio più nasconderti il mio supplizio. Ho bisogno di chiamarti, di gittarti il mio grido, di riudire la tua voce nel volo. Se tu vinci, io vinco. Se io vinco, tu vinci. Com'è virile il cielo, oggi!»
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Egli era solo: non vedeva più nulla, se non l'astro vorticoso dell'elica; non udiva più nulla. se non il palpito eguale del motore, la settupla consonanza. — Dov'era il suo compagno? che gli era accaduto? quale cagione l'aveva costretto a discendere? — Percepì una pausa in un cilindro, un'altra pausa in un altro, poi più pause intermesse; e il cuore gli si serrò, e gli parve di farsi esangue come se le sue arterie si vuotassero nei tubi metallici. — La sorte lo tradiva d'improvviso? — Orzò di punta, contro un rìfolo; manovrò di gran forza, radendo contro strettamente quanto più poteva; girò la mèta penultima virando a pochi pollici dal pennone; di tutta la sua volontà fece un dardo inflessibile, fece uno di quei dardi che i feditori chiamavano soliferro, tutto ferro asta punta e cocca; tracciò con l'animo sino al traguardo una linea più diritta di quella che le maestranze segnano col filo della sinopia. Quando l'animo che aveva trapassato i sensi rientrò nel cuore, egli potè udire con l'orecchio pacato il lavoro dei cilindri ridivenuto unisono, il palpito energico ed esatto.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli la scoteva lievemente, la chiamava a bassa voce. Ed ella nell'udire il suo nome, proferito così da quel dolore, fu compresa d'una dolcezza tanto divina che cominciò a piangere senza singhiozzi. Ed egli ebbe care quelle lacrime silenziose che bagnavano la sua aridità come se il pianto fosse pianto dentro di lui. E da una lontananza infinita gli tornarono nel cuore antiche parole, ben note, d'un compagno allo spettro d'un altro compagno: «Ma più da presso mi vieni, ché un poco, abbracciandoci insieme l'uno con l'altro, possiamo godere del pianto di morte!»
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Ella scoteva il capo, senza guardarlo; ché di sotto l'ambascia una felicità sorgeva più difficile a portarsi che qualunque pena. Egli la teneva per mano, la consolava, la chiamava «piccola buona»! Perché non poteva ella nascere da quella parola, morire di quella parola? Perché doveva tornare laggiù, rientrare di nascosto nell'orribile stanza, trovare forse su la soglia quella ch'ella aveva elusa, ancóra lottare, ancóra ingannare, ancóra vivere di fuoco e di veleno? «Ah, mio amore, mio amore», diceva la sua felicità disperata «lasciatemi ancóra qui, tenetemi con voi ancóra un poco, ancóra un poco! Ch'io resti qui nell'ombra, nell'afa della cera e della morte, ch'io non vegga l'alba su le colline, ch'io non mi separi da voi sotto l'ultime stelle, ch'io non sappia che un altro giorno incomincia senza di voi, mio amore! Non ho più forza, muoio di stanchezza. Lasciatemi qui, in un angolo, vicino a quei rottami. Nessuno mi vedrà. Sarò come quegli stracci di tela, quieta, senza respiro.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un giorno, nell'isola di Sulu, egli e il suo compagno erano a cavallo con una torma di cavalieri americani. Ed ecco, di lontano videro avanzarsi verso di loro un uomo vestito di bianco, che brandiva un lungo coltello scintillante. Era uno di quei fanatici maomettani che gli Spagnuoli chiamano _juramentados_, missionarii selvaggi che vengono a traverso l'Asia partendosi dall'Arabia, dal Bokhara, dal Turkestan, valicando tutta l'India a piedi e quindi il Malacca e quindi in piroghe il mare fino all'isola di Borneo, invasati di passione feroce, ebri di scongiurazione, non d'altro bramosi che di versare il sangue cristiano. E colui s'avanzava per la gran piazza orrida di sole, incontro ai cavalieri, col suo coltello in pugno, con in cuore la sua volontà di uccidere. Una scarica di piombo lo investì. Non cadde, ma continuò ad avanzare verso la vittima. E Paolo Tarsis vide che quelle pupille inflessibili lo fisavano. Una palla colpì il demente nel cranio raso. Prima di cadere egli scagliò il coltello contro il designato. Con atto fulmineo due sproni entrarono nella pancia d'un cavallo che s'intraversò, s'impennò, ricevette nel petto la lama acuta. Giulio Cambiaso arcato in sella teneva la sua gota contro la criniera. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non rotava egli entro l'ultimo cerchio toccato dal compagno nel volo? Gli tremò il cuore profondo. Abbandonò il timone d'altura. Le ali si librarono senza più salire. L'Ombra gli stette a viso a viso, gli respirò nel respiro, fu più viva di tutte le cose che vivevano nel combattuto silenzio, fu più viva del suo proprio dolore. «Non è questo il tuo punto? Ancóra tu volevi ascendere, ancóra più in alto volevi portare il fiore della tua ebrezza, quando il colpo tacito ti spezzò l'impeto e t'oscurò l'ardire. Non mi chiamasti? Non mi cercasti con gli occhi pel vuoto? Ecco, ora sono con te dove tu fosti solo». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'artefice puerile ancóra seguiva l'assonanza col lieve cenno del capo, ma era tutta intenta alla chioccia del Monte Voltraio, un poco aggrottando gli occhi che Vana aveva chiamati torvi, serrando la bocca broncia, tutta nell'ombra della capelliera ch'era sciolta e folta come quella d'un angelo del Melozzo, violetta come un penzolo d'uva rinaldesca. Sopra lei stormiva il Leccione al maestrale del pomeriggio, movendo la fronda cupa su le nove braccia nodose e rugose che si protendevano dal tronco intégro. I nocchi, le giunture, le screpolature, le cicatrici delle potature e degli schianti, tutti i segni dell'alta età e della lunga guerra facevano venerando l'albero come lo stipite d'una gente indomita. Tanto pervicace era il suo vigore a traverso i secoli, che il suo fogliame appariva in rigoglio come quel d'un giovine lecceto maremmano sul cocuzzolo d'un poggio; ma la sua corteccia era ferrigna come il più vecchio masso etrusco esposto a settentrione e il suo aspetto civico faceva pensare che al suo pedano potesse arrotar le zanne solo il cinghiale del Popolo, sporgente su la mensola rozza dalla Torre del Podestà. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Intessere le mani dietro la schiena come quando canto in piedi al pianoforte, chiudere gli occhi, inchinare la persona, cadere cadere all'infinito come quando sogno dormendo a sinistra sopra il cuore.... Domattina voglio andare alla Badia, a rivedere Attinia, a rivedere anche il mio muro; voglio cogliere sul margine i fiori gialli, le céppite, come li chiama la Volterrana. Le rose di Madura, le céppite delle Balze!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli non guardava le spiagge né i boschi né le montagne; non sentiva l'odore della resina e della salsedine. Non poteva né volgere il capo né distogliere gli occhi; non poteva se non aspirare l'aria che vibrava intorno a quel corpo quasi nudo in una mussolina così leggera che dava imagine di certe garze chiamate dagli Indiani «acque correnti». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Anche ora, se ci ripenso, non so dirlo. E il cavaliere era un giovinetto o una vergine travestita? L'occhio avrebbe potuto dubitare se non avesse veduto quell'estrema delicatezza dominare con tanta facilità lo stallone potente. Qualcosa di sfrontato e di scaltro, di altiero e di molle, di meditativo e di trasognato era in quel caldo pallore imperiale. Due slughi, col marchio della grande razza sul garetto, seguivano la coda strascicante. Chi era l'inviato del Deserto? Come fu presso di noi, egli sollevò all'improvviso il morello da terra con i quattro zoccoli eseguendo quell'aria che in vecchio termine di cavallerizza si chiama la ballottata, portento dei cavalieri arabi. Alle nostre grida egli ruppe in un gran riso, rovesciandosi in dietro contro l'arcione di velluto, fermata la magnifica bestia su le quattro zampe. Poi si chinò rapido e mi baciò su la gota, come se io gli appartenessi.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Chiama aiuto — disse Isabella, sotto voce. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ogni giorno, prima del tramonto o prima dell'aurora, l'Àrdea li rapiva nei più alti sogni. L'incanto teneva l'incantatrice. Sorridendo ella aveva sentito nascere nel suo petto il cuore selvaggio di quel giovanissimo vento condottiere di uccelli migratori chiamato Ornìtio, che i marinai sorpresero ai Tre Porti addormentato su un banco di sabbia in mezzo a uno stormo di rondini stanche. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il volatore non si volgeva, chiamando il nome gioioso. S'alzava sul mare, superato lo stormo disperso. Sentiva presso di sé la creatura vibrare come una sàrtia. Tutte le forze della sua vita erano un solo acume intento. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella chiamava la custode della Badia, che la riconobbe alla voce e accorse festosa. Ossuta, adusta, con le labbra sottili, con gli zigomi forti, con le orecchie discoste, somigliava quell'Etrusca della gente Cæcina adagiata su l'urna ov'è scolpito il viaggio in carpento. Portava su i capelli lisci il grigio feltro volterrano. Parlava della sua annata, del suo uomo, della sua figliuolanza, del suo asilo scosceso con una bontà paziente, con una pazienza serena. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Come si chiama?
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— Si chiama scarabillo, dall'infanzia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Conosci gli amori di Leila e di Madschnun? Madschnun significa il Folle, folle in estasi di passione. Vuoi che ti chiami così? Una gazzella s'era impigliata nelle reti. Madschnun la vide, accorse, la coprì di baci, le medicò le ferite, la trasse dai lacci, la accarezzò dal capo ai piedi, perché lo sguardo di quei grandi occhi teneri gli suscitava l'imagine di Leila; e le diede la libertà. Ora l'ho io, proprio la stessa, ma trasfigurata in Vergine da un pittore senese che si chiama Priamo di Piero. Te la mostrerò. Guarda con gli stessi occhi con cui ella guardava Madschnun. Ha un collo lungo lungo, un viso fine fine, un mento stretto come il muso del suo tempo selvaggio, le mani come le mie, con le dita disgiunte. Ma certo mi vince in gambe; perché, se si alza dal trono, chi sa dove batte l'aureola, quell'aureola d'oro che è come la beatitudine che il cielo persiano le poneva un tempo fra le due corna in forma di piccola lira. E porta una veste orientale, rossa broccata a garofani d'oro, che dev'essere una veste di Leila. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ti ricordi — gli diceva la tentatrice; con un'espressione di ardore così folle che sembrava un rapimento — ti ricordi quando nella prima stanza del Paradiso io era presso il davanzale e mio fratello mi cingeva col braccio la cintura su la pietra calda, e io chiamai te, chiamai Vana, e vi avvicinaste, e restammo tutt'e quattro nel vano della finestra, e Vana fremeva contro il mio petto, e io lasciai passare sul suo capo il mio sguardo che ti versò nel cuore la mia voluttà nuova?
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Si riavvicinò al piccolo letto, si chinò, ascoltò. Lunella dormiva d'un sonno tanto profondo che pareva doloroso, come una pena rimasta intera ma addentrata nell'oblio. «Povera cara! Fino a domani non si sveglierà, non chiamerà. E se si svegliasse di soprassalto e mi chiamasse, e io non fossi là? Che penserebbe? Ah sorellina, sorellina ardente e amara, sdegnosa e tirannica, anche per te l'anima sarà il tuo veleno, come per Isa!» Esitò. Passò la soglia, rientrò nella sua stanza. Per la finestra aperta rivide in fondo alla notte i muti baleni, respirò il fiato dei gelsomini, riudì il ferro stridere sul colmigno. Una lacrima di fuoco bianco sgorgò, colò, si consunse. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Si sono perduti? Chiamateli! Chiamateli!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Allora, l'una contro l'altro, avvolti dal fumo che nascondeva ogni cosa e anche la loro angoscia frapponendosi tra i loro volti, essi chiamavano, chiamavano. Rispondeva il sibilo dei soffioni, il gorgòglio dei bulicami, il rugghio dell'ira sommersa. Di là da un ripùtido bollente, di là da un turbine di vapori che s'avvallava per una lacca smorticcia, la voce del fratello rispose finalmente. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Il pastore feroce aveva ventidue anni — disse Novella. — La vittima ne aveva ventuno. Si chiamava Driade di Sarro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Il fratello illeso fuggì di galoppo per andare a chiamare in aiuto certi suoi parenti che dormivano in un'altra capanna distante due miglia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Sta a sentire. Una volta una bambina, che non si chiamava Lunella ma era dolce come Lunella, si partì di lontano lontano, dall'estremità della terra, da un paese che si chiamava Madura, dove c'era un Dio che si chiamava Visnù; si partì sola sola, a piedi nudi, per portare una rosa: una rosa gialla. E la portò, e la diede; ma quello che l'ebbe, sùbito morì. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ha chiamata me al telefono. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Chiamatela, che venga su da me a spogliarmi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Chiamate Francesca. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Isabella! — chiamò come si chiama per risvegliare qualcuno. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ti ricordi della sera che ti fidanzai? Ti chiamavo Madschnun. Ti raccontavo la storia della gazzella liberata, ti parlavo del mio giardino di gelsomini. Te ne ricordi?
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Ella balzò dal letto, verso di lei che scompariva. Passò la soglia, traversò la stanza attigua, chiamandola. Si trovò nel buio e nel terrore. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ansioso entrò nella cabina imbottita come quelle stanze atte a spegnere il clamore dei supplizii. Prima udì nell'apparecchio il rombo come d'un tràino che si dilegui, poi al suo chiamare udì Isabella rispondere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli rifaceva il cammino. — La vettura publica giunse con le tre persone. Uno dei due uomini, un giovine magro con un abito grigio a righe, dopo aver sonato e picchiato alla porta di giù, salì e cominciò a strepitare dinanzi alla porta di Mrs. Culmer. Dal suo contegno appariva ch'egli avesse sorpresa nella piazza quella sconosciuta e l'avesse creduta un'adescatrice di passanti! Chiestole l'indirizzo, egli l'aveva ricondotta là credendo che quella casa fosse una specie di ritrovo galante. S'adirava e strepitava perché credeva che «la padrona» si rifiutasse di aprire per evitar perquisizioni pericolose. Per ciò gridava: «Questa donna non appartiene a questa casa? Chiamate la padrona. Fateci parlare con la padrona.» Tutte maniere significative. E la donna dava un indizio ancor più grave. La guardia si rivolgeva alla sconosciuta e le domandava: «Ma che facevate voi, nel tal luogo, che facevate?» La testimone però non si ricordava del luogo nominato; ma anch'ella credeva fosse quella piazza. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E come allora e assai più, di tutta la sua volontà egli fece un dardo inflessibile, fece uno di quei dardi che i feditori chiamavano soliferro, tutto ferro asta punta e cocca: un ferro che vedeva come nessuno mai vide, un ferro che udiva come nessuno mai udì. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Chiamato per un lieve disturbo del bimbo e saputo che il Boggiolo era marito della celebre scrittrice Silvia Roncella e per tanti anni era stato in mezzo alla letteratura, lo aveva assediato di domande e invitato al suo villino, ove la sua signora avrebbe avuto certamente tanto piacere di sentirlo parlare, amante appassionata com'era anch'ella de le belle lettere e insaziabile divoratrice di libri. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Silvia, a Torino! La avrebbero chiamata fuori, lì, a teatro, ed egli la avrebbe riveduta!
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* Ma si distingueva appena, così dall'alto: la distanza era troppa e troppo la commozione gl'intorbidava la vista! Ma ecco, la chiamavano ancora una volta fuori; eccola, eccola di nuovo; i due attori si traevano indietro e la lasciavano sola alla ribalta, là, esposta, a lungo, a lungo, alla dimostrazione solenne del pubblico acclamante in piedi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Silvia! Silvia! - seguitava a chiamare, subendo la violenza di quei due senza più coraggio di ribellarsi ora che aveva riveduto morto il suo bambino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Al suono del suo nome che s'allontanava, Silvia si sentì come chiamata dal fondo della vita trascorsa lì un anno addietro: era tra la letizia d'allora il presentimento oscuro di questa sciagura; e quel presentimento ora la chiamava così tra il pianto: - Silvia!... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il dottor Lais era stato chiamato in aiuto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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- Mentre iersera giù a Torino si rappresentava il dramma, - prese a dirgli con un gran tremore nella voce e nelle mani, ma pur con gli occhi fissi in quelli di lui, come se volesse fargli la lezione, - qua il bambino moriva, e non lo sapevamo né io né lei, capisce? E lei, - seguitò, additando Silvia, - lei qua, la prima volta, sa perché ci venne? Per la nascita del nostro bimbo! E sa quando nacque il nostro bimbo? La sera stessa del trionfo della Nuova colonia, proprio la stessa sera, per cui lo chiamammo Vittorio, Vittorino... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Si sono strette per la vicinanza fra questi libri amicizie oltre ogni dire speciose: don Eligio Pellegrinotto mi ha detto, ad esempio, che ha stentato non poco a staccare da un trattato molto licenzioso Dell’arte di amar le donne libri tre di Anton Muzio Porro, dell’anno 1571, una Vita e morte di Faustino Materucci, Benedettino di Polirone, che taluni chiamano beato, biografia edita a Mantova nel 1625. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Si chiamava Scolastica. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E lo designava anche in persona d’un pover’uomo, che si chiamava Gerolamo Pomino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Costui era vedovo, con un figliuolo, che vive tuttora e si chiama Gerolamo come il padre: amicissimo mio, anzi più che amico, come dirò appresso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il suo vero nome era Francesco, o Giovanni, Del Cinque; ma tutti lo chiamavano Pinzone, ed egli ci s’era già tanto abituato che si chiamava Pinzone da sé. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Una mi morì pochi giorni dopo; l’altra volle darmi il tempo, invece, di affezionarmi a lei, con tutto l’ardore di un padre che, non avendo più altro, faccia della propria creaturina lo scopo unico della sua vita; volle aver la crudeltà di morirmi, quando aveva già quasi un anno, e s’era fatta tanto bellina, tanto, con quei riccioli d’oro ch’io m’avvolgevo attorno le dita e le baciavo senza saziarmene mai; mi chiamava papà, e io le rispondevo subito: – Figlia –; e lei di nuovo: – Papà...–; così, senza ragione, come si chiamano gli uccelli tra loro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Conoscevo il direttore, Miro Colzi, Lodoletta come tutti lo chiamavano a Miragno, da quando, giovinetto, aveva pubblicato con questo titolo gentile il suo primo e ultimo volume di versi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Procurerò di farmela più tosto con le cose che si sogliono chiamare inanimate, e andrò in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Come si fa? Non si può nascer mica su le nuvole, levatrice la luna, quantunque in biblioteca abbia letto che gli antichi, fra tanti altri mestieri, le facessero esercitare anche questo, e le donne incinte la chiamassero in soccorso col nome di Lucina. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – a proposito, come si chiamava? Paolo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– No: Paleari è il babbo; mio cognato si chiama Terenzio Papiano. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi chiamo Adriano, sì, appunto: ho sentito che si chiama Adriana anche lei, signorina. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Gridai alla donna, che non smetteva ancora di chiamare aiuto, che si stesse zitta; ma ella, vedendomi con la faccia rigata di sangue, non seppe frenarsi e, piangendo, tutta scarmigliata, voleva soccorrermi, fasciarmi col fazzoletto di seta che portava sul seno, stracciato nella rissa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Ah! Benissimo! Il dottor Ambrosini! Chiami l’Ambrosini: è il più bravo: fece l’operazione della cateratta alla povera mamma mia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Chiamami Adriana! – le ordinò quegli allora, imperioso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Di che temeva? Rimase lì, assorta, mentre l’altro, col cappello ancora in mano, mi parlava di Napoli, dove aveva dovuto trattenersi più tempo che non avesse preveduto, per copiare un gran numero di documenti dell’archivio privato dell’eccellentissima duchessa donna Teresa Ravaschieri Fieschi: Mamma Duchessa, come tutti la chiamavano, Mamma Carità, com’egli avrebbe voluto chiamarla: documenti di straordinario valore, che avrebbero recato nuova luce su la fine del regno delle due Sicilie e segnatamente su la figura di Gaetano Filangieri, principe di Satriano, che il marchese Giglio, don Ignazio Giglio d’Auletta, di cui egli, Papiano, era segretario, intendeva illustrare in una biografia minuta e sincera. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma con tenerissimo compiacimento ricordavo che ella dal terrazzino m’aveva chiamato, come per esser protetta da me, e che infine m’aveva stretto forte forte la mano... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La signorina Silvia Caporale dava del lei a Papiano, almeno in presenza degli altri, ma quell’arcifanfano dava del tu a lei, apertamente; arrivava finanche a chiamarla Rea Silvia; e io non sapevo come interpretare queste sue maniere confidenziali e burlesche. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* come si chiama?
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* – Ma se mio padre si chiamava Paolo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Pover’uomo! Era in grado di saperlo meglio di me come si chiamasse quel suo zio andato in America; eppure si rimise, perché a ogni costo volle esser mio parente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi disse che suo padre, il quale si chiamava Francesco come lui, ed era fratello di Antonio... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mentr’ero là, ho sentito chiamar forte: «Signor Meis! Signor Meis!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma che! chiamavano a questo bel tomo, come lei ha detto giustamente; e allora, così... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* per curiosità, mi avvicinai e gli domandai se si chiamasse proprio Meis e di che paese fosse, poiché io avevo l’onore e il piacere d’ospitare in casa un signor Meis... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Gli avevo io detto, allora, che mi chiamavo Mattia Pascal? Forse! Non ricordavo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ti pare che possa bastare per il momento il cancellarti dalla faccia l’ultima traccia di me? Ebbene, segui il consiglio della signorina Caporale e chiama il dottor Ambrosini, che ti rimetta l’occhio a posto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E mi svolse (fors’anche perché fossi preparato a gli esperimenti spiritici, che si sarebbero fatti questa volta in camera mia, per procurarmi un divertimento) mi svolse, dico, una sua concezione filosofica, speciosissima, che si potrebbe forse chiamare lanterninosofia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sissignore: si chiamava così, Max... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Si chiamava Manuel Bernaldez e parlava correttamente l’italiano; non ci fu verso però di fargli pronunciare l’esse del mio cognome: pareva che ogni volta, nell’atto di proferirla, avesse paura che la lingua gliene restasse ferita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* come si chiama?
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Il Bernaldez accese un altro fiammifero, e Pepita s’alzò per prendere quella cagnetta, che si chiamava Minerva, e accucciarsela in grembo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo già sperimentato come la mia libertà, che a principio m’era parsa senza limiti, ne avesse purtroppo nella scarsezza del mio denaro; poi m’ero anche accorto ch’essa più propriamente avrebbe potuto chiamarsi solitudine e noia, e che mi condannava a una terribile pena: quella della compagnia di me stesso; mi ero allora accostato agli altri; ma il proponimento di guardarmi bene dal riallacciare, foss’anche debolissimamente, le fila recise, a che era valso? Ecco: s’erano riallacciate da sé, quelle fila; e la vita, per quanto io, già in guardia, mi fossi opposto, la vita mi aveva trascinato, con la sua foga irresistibile: la vita che non era più per me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Mi lasci, la prego, mi lasci chiamare il babbo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma perché? Evidentemente perché dall’avvocato, a cui le avevo detto di voler ricorrere per consiglio prima di denunziare il furto, avevo saputo che anche lei e tutti di casa sarebbero stati chiamati responsabili di esso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Poco dopo, Roberto venne a chiamarmi tutto esultante. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ero , insomma , quel che le signore col cappello chiamano un « bambino scontroso » e le donne in capelli « un rospo » . (G .Papini - Un uomo finito)
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* — 12 — chiamano « crisi d'anima » , «notti di Jouffroy » o «scoperte della morte d'Iddio » . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo chiamato la morte presso di me in cattivi e patetici versi italiani e francesi ; e avevo pianto su quella mia morte vicina ed oscura . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chiamavo a gran voce la filosofia a esprimere e giustificare un mio sentimento : alleata , ausiliaria e serva che lodavo finché mi dava ragione e mi prestava la sua immagine — venerabile , credevo allora — per non presentare ai nemici la lirica nudità delle mie fanciullesche e immaginarie ambascie . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutti conoscono questa filosofia: si chiama , a' tempi nostri , positivismo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tanto calore , tanta voluttà , tanta meraviglia per un' illegittima deduzione da un circolo vizioso ! Dire che il mondo è rappresentazione vuol dire semplicemente che le rappresentazioni sono il mondo e che il mondo esiste — credere che gli altri esistano significa soltanto che esistono quei complessi di sensazioni diretti da una volontà simile alla nostra che si chiamano uomini e queste sono semplicemente defini:(ioni , che non cambiano nulla di nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Si sarebbe chiamato la Vampa e avrebbe dovuto accoglier soltanto capolavori . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il giornale si doveva chiamar Leonardo e non altrimenti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Gridavo e chiamavo eppoi interrogavo quelli stessi ch'erano accorsi ai miei appelli . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi pareva ogni giorno d'esser chiamato a fare quel che gli altri non facevano , d'esser chiamato a trasformare di punto in bianco uomini e cose , a deviare il pacifico corso della storia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Da chi ero chiamato ? Non lo sapevo , non lo so . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Immaginavo che questa vita nostra fosse di già un altra vita e che questa terra fosse di già cielo per altri che gemevan in basso , [non morti ancora laggiù , non nati ancora quassù ,] e pensavo che mi chiamassero perchè li salvassi , perchè li inalzassi fino a me e li facessi partecipi delle nostre gioie più divine , delle nostre verità più certe . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Anche se quelli che gli storici dei beati e i teorici della magia chiaman miracoli non son veri e propri miracoli nel senso rigoroso e filosofico della parola a me non importava . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Le cose eran rimaste sorde alle mie chiamate : tutto aveva seguitato ad essere come prima . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Posso dare agli altri , a molti , l' impressione d' essere un di quegli uomini anfibi , eunuchi ed evirati che si chiamano , con oltraggio all' agricoltura , « uomini colti » . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Intendete pure la parola buffone nel senso più nobile , più grande e più eroico che volete ma lasciatemi chiamar cosi tutti quelli che con la speranza di una ricompensa — sia una rama d'alloro o una epigrafe gloriosa , o lo sbattio delle mani o diecimila lire in contanti — scrivono qualcosa col fine di procurare agli uomini un trattenimento piacevole . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non seppi resistere! Chiamai Giovanna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Si mise ad urlare; voleva chiamare subito l’infermiere e si levò dal suo posto per uscire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Io non so perché non abbia chiamato subito il dottore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Pare che più volte essa fosse venuta nella mia stanza a chiamarmi e fosse poi corsa via .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Voleva forse scusarsi di avermi chiamato mentre io già avevo capito che aveva fatto bene a destarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Carlo m’aveva chiamato per farmi assistere ad un istante di chiara coscienza nell’ammalato:
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* Si chiamavano (seppi subito a mente quei nomi): Ada , Augusta , Alberta e Anna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi corse via a chiamare la madre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ella , poco prima , mi aveva chiamato col nome mio di famiglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Si chiamava Guido Speier .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Se ti chiami Speier fa un movimento solo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La seguii di corsa chiamandola per nome ed essa s’addossò alla parete per aspettarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ogni sera aspettavo con una certa impazienza il suono del gong che ci chiamava a cena , e di quelle cene ricordo principalmente la mia perenne indigestione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Terminò consigliando di chiamare il suo medico .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Augusta aveva tanto da fare nella sua nuova casa e nella sua vecchia famiglia ove la chiamavano per farsi aiutare nell’assistenza al padre malato , che non vi pensò più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Le lunghe vocali di Carla mi chiamavano , e forse proprio il loro suono m’aveva messo nell’anima la convinzione che quando la mia resistenza fosse sparita , altre resistenze non ci sarebbero state più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero sempre esatto in quello che io chiamavo l’orario della famiglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avrei voluto chiamare Augusta e dirle almeno che l’amavo perché a lei – povera sempliciona! questo sarebbe bastato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Battevo sempre i denti dal freddo , ma già sapevo di non aver la febbre e le impedii di chiamare il medico .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo però la mente ancor tanto offuscata che quando essa riparlò di chiamare il medico , le dissi che sapevo la ragione del mio malore e che glielo avrei detto più tardi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne sente ribrezzo e questo si chiama rimorso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Al momento di congedarsi si ricordò che noi conoscevamo certo Copler al cui letto egli era stato chiamato quel giorno stesso a consulto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ecco che da lui i nervi dei denti s’erano agitati e s’erano messi a chiamare aiuto perché , ad un metro di distanza da loro , i reni avevano cessato di funzionare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Carla fu chiamata dalla voce timida di sua madre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa avrebbe voluto ch’io mi chiamassi Dario e lì , nell’oscurità , si congedò da me appellandomi così .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Credetti di aver fatta un'importante scoperta scientifica. Mi credetti chiamato a complementare tutta la teoria dei colori fisiologici. ( Svevo)
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* L'amico del quale mi fido si chiama Roberto
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* La città in cui sono nato si chiama Roma
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acanto
= pianta erbacea perenne , dalle foglie larghe pennate e lobate , diffusa nelle regioni tropicali afroasiatiche e nell'area mediterranea motivo ornamentale caratteristico del capitello corinzio , così chiamato perchè imita la forma della foglia di questa pianta .
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addimandare
= verbo trans. domandare addimandarsi
= verbo rifl. chiamarsi , aver nome .
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addomandare
= verbo trans. domandare addimandarsi
= verbo rifl. chiamarsi , aver nome .
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alessandrino
= di personaggi chiamati alessandro
= un verso della metrica francese costituito da due emistichi di sei sillabe , usato per la prima volta nel poema medievale roman d'alexandre «romanzo di alessandro»
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appellare
= verbo trans. chiamare , denominare incitare appellarsi , verbo rifl. ricorrere a qualcuno , rivolgersi per aiuto , fare appello
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appello
= il chiamare uno per volta , in ordine alfabetico o secondo altro criterio , i componenti di un gruppo , di una classe ecc . , soprattutto al fine di controllare le presenze
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aristofanio o aristofaneo ,
= nella metrica classica , verso formato da un dattilo e due trochei , così chiamato dall'uso frequente che ne fece il poeta aristofane usato anche come
=
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avocare
= verbo trans. chiamare a sè , prendere su di sè , assumersi , spec . da parte di organi giurisdizionali e amministrativi rispetto a organi di livello inferiore
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barbetto
= nome scherzoso dato un tempo in piemonte ai valdesi , che chiamavano barba i loro pastoriappellativo pop. , in firenze , dei padri della missione san vincenzo de' paoli , che usavano portare la barbetta a pizzo.
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baseball
= gioco assai diffuso negli stati uniti e praticato anche in italia , che si svolge su un campo dove è tracciato un quadrato , i cui vertici si chiamano basi , tra due squadre di nove giocatori che si lanciano una palla durissima con una mazza.
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bissona
= grossa barca veneziana a otto remi , usata nelle feste e nelle paratemoneta d'argento milanese , così chiamata perchà© recava impresso il biscione visconteo tra due gigli.
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cappellona
= suora dell'ordine delle figlie della carità , così chiamata per la caratteristica grande cuffia bianca e inamidata, ora però non più in uso.
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centralino
= piccola centrale telefonica usata per smistare su linee interne le chiamate provenienti da una o più linee esterne, o viceversa.
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chiamata
= il chiamare, l'esser chiamato
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chiamavetture
= inserviente che chiama le vetture pubbliche o private all'uscita di un locale.
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clamare
= verbo trans. e intr. chiamare a voce alta
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commelinacee
= famiglia di piante erbacee monocotiledoni a cui appartiene l'erba chiamata popolarmente miseria
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comodino
= nel gergo teatrale, attore chiamato a sostituire altri attori mancanti, specie in parti secondarie
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condannare
= verbo trans. imporre una pena o una sanzione dopo che in un processo sia stata riconosciuta la colpevolezza del soggetto chiamato in giudizio
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convitare
= verbo trans. chiamare a convito
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convocare
= verbo trans. chiamare a consiglio le persone appartenenti a un organo collegiale per discutere o deliberare
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coso
= oggetto che non si sa o non si vuol chiamare col suo proprio nome
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dect
= tipo di telefono cordless che - grazie a un sistema di antenne - consente di chiamare e ricevere all'interno della città .
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ehi
= inter . si usa per chiamare una persona o per richiamarne l'attenzione
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evocare
= verbo trans . - tu èvochi ecc) chiamare dal mondo dei morti per facoltà medianica o magica
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fecondazione
= l'unione dei gameti maschile e femminile che dà luogo a un'unica cellula chiamata zigote
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giuramento
= dichiarazione solenne con cui si afferma la verità di una cosa o la sincerità di una promessa , chiamando a testimone la divinità o ciò che più si rispetta o si ama
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invitare
= verbo transitivo , chiamare qualcuno a partecipare a una festa , a uno spettacolo , a una riunione e sim .
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invocare
= verbo transitivo , chiamare con fervore , con tono di preghiera , spec . per avere aiuto , conforto
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melograno tosc. melagrano, non com. melogranato ,
= arbusto con fiori rossi e foglie ovali, coltivato per i frutti commestibili chiamati melagrane .
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minareto
= torre con più ordini di terrazze, annessa alla moschea, dalla quale il muezzin chiama i credenti alla preghiera.
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montagnardo
= durante la rivoluzione francese, deputato che appartiene all'ala estremista dei giacobini, chiamata la montagna perché nelle assemblee sedeva nella parte più alta della sala.
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muezzin o muezzino,
= addetto al culto islamico che, dall'alto del minareto, chiama i fedeli alla preghiera canonica cinque volte al giorno.
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nino o nini ,
= nome affettuoso per chiamare un bambino .
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ofidi
= sottordine di rettili squamati , chiamati comunemente serpenti - ogni rettile di tale sottordine .
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omonimo
= che ha lo stesso nome , che si chiama allo stesso modo
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orecchio
= l'organo dell'udito , che nell'uomo e negli animali superiori è duplice , essendo costituito da una serie di cavità situate in ciascun osso temporale e comunicanti con l'esterno per mezzo di un condotto che termina in una espansione chiamata padiglione
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paninaro
= appartenente a gruppi giovanili formatisi a milano negli anni ottanta e così chiamati perché tra i primi frequentatori abituali di paninoteche
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partenopeo
= della città di napoli , anticamente chiamata partenope
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pasquinata
= componimento satirico in versi o in prosa , per lo più di contenuto politico e antipapale , che tra il sec . xvi e il xix autori anonimi affiggevano in roma a una statua chiamata popolarmente pasquino
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passiflora
= genere di piante erbacee originarie dell'america , con fiori bianchi all'interno , verdi esternamente , forniti di una doppia corona di stami nerastri , comunemente chiamati fiori della passione
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pregado
= ciascuno dei membri del senato della repubblica veneta , così chiamati perché venivano pregati dal doge di dare il proprio parere al maggior consiglio sulle deliberazioni più importanti .
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proboviro
= membro di un collegio di persone di particolare prestigio e autorità , chiamato a esercitare funzioni consultive , giudicanti , di controllo in seno a società , partiti , istituzioni e sim .
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radiotaxi o radiotassì
= taxi con radiotelefono a bordo, mediante il quale è in collegamento con una centrale che riceve le chiamate dei clienti e indirizza nei luoghi richiesti le vetture libere che si trovano nelle vicinanze.
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referendum
= consultazione diretta del popolo, che viene chiamato a pronunciarsi mediante votazione, in termini di approvazione o di rigetto, su una specifica legge o su un atto normativo
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richiamare
= verbo trans. chiamare di nuovo
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richiamato
= participio passato di richiamare , chi, avendo già compiuto il normale servizio di leva, viene nuovamente chiamato sotto le armi.
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riconvenzione
= nel processo civile, richiesta che il convenuto può avanzare a sua volta contro chi lo ha chiamato in giudizio
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sanculotto
= durante la rivoluzione francese , termine spregiativo con cui gli aristocratici chiamavano i rivoluzionari , riconoscibili perché non usavano i calzoni corti , tipici delle classi elevate , ma quelli lunghi rivoluzionario , estremista - usato anche come agg . ,
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seppietta
= seppia il più piccolo motoscafo di servizio in dotazione a una nave da guerra , così chiamato per la forma che ricorda l'osso di seppia .
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sfenda
= nome con cui veniva chiamata nel settecento , a venezia , la cascata di trine che i cavalieri portavano sul petto della camicia ,
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simplex
= in telefonia , apparecchio singolo , col quale l'abbonato dispone di un'intera linea
= si dice della forma più comune di herpes , che colpisce prevalentemente le labbra e viene correntemente chiamato febbre .
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sovrana
= antica moneta d'oro inglese , chiamata in seguito sterlina .
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tappabuchi
= persona che si suol chiamare all'ultimo momento per sostituirne un'altra .
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teste
= la persona chiamata a deporre in un processo intorno a fatti - circostanze dei quali sia a diretta conoscenza
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uredinali
= ordine di funghi basidiomiceti , parassiti di vegetali , chiamati funghi della ruggine o ruggini , perché le loro spore appaiono nell'insieme come macchie rossastre
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Verb: to term-termed-termed
Ausiliar: to have - transitivo
Affermative - INDICATIVE
Present simple
I term
you term
he/she/it terms
we term
you term
they term
Simple past
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they termed
Simple past
I termed
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Simple future
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Future perfect
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you will have termed
they will have termed
Present continuous
I am terming
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you are terming
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Past simple continuous
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you were terming
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you were terming
they were terming
Future continuous
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you will be terming
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we will be terming
you will be terming
they will be terming
Future perfect continuous
I will have been terming
you will have been terming
he/she/it will have been terming
we will have been terming
you will have been terming
they will have been terming
Present perfect continuous
I have been terming
you have been terming
he/she/it has been terming
we have been terming
you have been terming
they have been terming
Past perfect continuous
I had been terming
you had been terming
he/she/it had been terming
we had been terming
you had been terming
they had been terming
Affermative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I term
That you term
That he/she/it term
That we term
That you term
That they term
Present perfect
That I have termed
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That he/she/it have termed
That we have termed
That you have termed
That they have termed
Simple past
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That he/she/it termed
That we termed
That you termed
That they termed
Past perfect
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That you had termed
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That we had termed
That you had termed
That they had termed
Affermative - CONDITIONAL
Present
I would term
you would term
we would term
we would term
you would term
they would term
Past
I would have termed
you would have termed
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we would have termed
you would have termed
they would have termed
Present continous
I would be terming
you would be terming
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we would be terming
you would be terming
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Past continous
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you would have been terming
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we would have been terming
you would have been terming
they would have been terming
Affermative - IMPERATIVE
Present
let me term
term
let him term
let us term
term
let them term
 
 
 
 
 
 
 
Affermative - INFINITIVE
Present
to term
Past
to have termed
Present continous
to be terming
Perfect continous
to have been terming
Affermative - PARTICIPLE
Present
terming
Past
termed
Perfect
having termed
Affermative - GERUND
Present
terming
Past
having termed
Passive - INDICATIVE
Present simple
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Future simple
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you will being termed
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Future perfect continuous
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Passive - SUBJUNCTIVE
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IMPERATIVE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
INFINITIVE
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GERUND
Present
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Negative - INDICATIVE
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you do not term
he/she/it does not terms
we do not term
you do not term
they do not term
Simple past
I did not term
you did not term
he/she/it did not term
we did not term
you did not term
they did not term
Simple past
I did not term
you did not term
he/she/it did not term
we did not term
you did not term
they did not term
Present perfect
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you have not termed
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you have not termed
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Past perfect
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you had not termed
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Simple future
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you I will not term
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Future perfect
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we will not have termed
you will not have termed
they will not have termed
Present continuous
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you are not terming
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we are not terming
you are not terming
they are not terming
Past simple continuous
I was not terming
you were not terming
he/she/it was not terming
we were not terming
you were not terming
they were not terming
Future continuous
I will not be terming
you will not be terming
he/she/it will not be terming
we will not be terming
you will not be terming
they will not be terming
Future perfect continuous
I will not have been terming
you will not have been terming
he/she/it will not have been terming
we will not have been terming
you will not have been terming
they will not have been terming
Present perfect continuous
I have not been terming
you have not been terming
he/she/it has not been terming
we have not been terming
you have not been terming
they have not been terming
Past perfect continuous
I had not been terming
you had not been terming
he/she/it had not been terming
we had not been terming
you had not been terming
they had not been terming
Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I do not term
That you do not term
That he/she/it does not term
That we do not term
That you do not term
That they do not term
Present perfect
That I have not termed
That you have not termed
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That we have not termed
That you have not termed
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Simple past
That I did not term
That you did not term
That he/she/it did not term
That we did not term
That you did not term
That they did not term
Past perfect
That I had not termed
That you had not termed
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That we had not termed
That you had not termed
That they had not termed
Negative - CONDITIONAL
Present
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you would not term
we would not term
we would not term
you would not term
they would not term
Past
I would not have termed
you would not have termed
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we would not have termed
you would not have termed
they would not have termed
Present continous
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you would not be terming
we would not be terming
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you would not be terming
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Negative - INFINITIVE
Present
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Negative - PARTICIPLE
Present
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not termed
Perfect
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Negative - GERUND
Present
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Interrogative - INDICATIVE
Present simple
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Simple past
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Simple past
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Future continuous
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Future perfect continuous
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had she/he/it been terming ?
had we been terming ?
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Interrogative - SUBJUNCTIVE
Present simple
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Present perfect
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Simple past
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Interrogative - CONDITIONAL
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Past
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Present continous
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Past continous
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Interrogative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Interrogative-Negative - INDICATIVE
Present simple
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does she/he/it not terms ?
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Simple past
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Present perfect
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Past perfect
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Past perfect
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Simple future
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Future perfect
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Future continuous
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Future perfect continuous
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Present perfect continuous
have I not been terming ?
have you not been terming ?
has she/he/it not been terming ?
have we not been terming ?
have you not been terming ?
have they not been terming ?
Past perfect continuous
had I not been terming ?
had you not been terming ?
had she/he/it not been terming ?
had we not been terming ?
had you not been terming ?
had they not been terming ?
Interrogative-Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I not term ?
That do you not term ?
That does she/he/it not term ?
That do we not term ?
That do you not term ?
That do they not term ?
Present perfect
That have I not termed ?
That have you not termed ?
That have she/he/it not termed ?
That have we not termed ?
That have you not termed ?
That have they not termed ?
Simple past
That did I not term ?
That did you not term ?
That did she/he/it not term ?
That did we not term ?
That did you not term ?
That did they not term ?
Past perfect
That had I not termed ?
That had you not termed ?
That had she/he/it not termed ?
That had we not termed ?
That had you not termed ?
That had they not termed ?
Interrogative-Negative - CONDITIONAL
Present
would I not term ?
would you not term ?
would she/he/it not term ?
would we not term ?
would you not term ?
would they not term ?
Past
would I not have termed?
would you not have termed?
would she/he/it not have termed?
would we not have termed?
would you not have termed?
would they not have termed?
Present continous
would I not be terming ?
would you not be terming ?
would she/he/it not be terming ?
would we not be terming ?
would you not be terming ?
would they not be terming ?
Past continous
would I not have been terming?
would you not have been terming?
would she/he/it not have been terming?
would we not have been terming?
would you not have been terming?
would they not have been terming?
Interrogative-Negative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Coniugazione:1 - chiamare
Ausiliare:avere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io chiamo
tu chiami
egli chiama
noi chiamiamo
voi chiamate
essi chiamano
Imperfetto
io chiamavo
tu chiamavi
egli chiamava
noi chiamavamo
voi chiamavate
essi chiamavano
Passato remoto
io chiamai
tu chiamasti
egli chiamò
noi chiamammo
voi chiamaste
essi chiamarono
Passato prossimo
io ho chiamato
tu hai chiamato
egli ha chiamato
noi abbiamo chiamato
voi avete chiamato
essi hanno chiamato
Trapassato prossimo
io avevo chiamato
tu avevi chiamato
egli aveva chiamato
noi avevamo chiamato
voi avevate chiamato
essi avevano chiamato
Trapassato remoto
io ebbi chiamato
tu avesti chiamato
egli ebbe chiamato
noi avemmo chiamato
voi eveste chiamato
essi ebbero chiamato
Futuro semplice
io chiamerò
tu chiamerai
egli chiamerà
noi chiameremo
voi chiamerete
essi chiameranno
Futuro anteriore
io avrò chiamato
tu avrai chiamato
egli avrà chiamato
noi avremo chiamato
voi avrete chiamato
essi avranno chiamato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io chiami
che tu chiami
che egli chiami
che noi chiamiamo
che voi chiamiate
che essi chiamino
Passato
che io abbia chiamato
che tu abbia chiamato
che egli abbia chiamato
che noi abbiamo chiamato
che voi abbiate chiamato
che essi abbiano chiamato
Imperfetto
che io chiamassi
che tu chiamassi
che egli chiamasse
che noi chiamassimo
che voi chiamaste
che essi chiamassero
Trapassato
che io avessi chiamato
che tu avessi chiamato
che egli avesse chiamato
che noi avessimo chiamato
che voi aveste chiamato
che essi avessero chiamato
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io chiamerei
tu chiameresti
egli chiamerebbe
noi chiameremmo
voi chiamereste
essi chiamerebbero
Passato
io avrei chiamato
tu avresti chiamato
egli avrebbe chiamato
noi avremmo chiamato
voi avreste chiamato
essi avrebbero chiamato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
chiama
chiami
chiamiamo
chiamate
chiamino
Futuro
-
chiamerai
chiamerà
chiameremo
chiamerete
chiameranno
INFINITO - attivo
Presente
chiamare
Passato
avere chiamato
 
 
PARTICIPIO - attivo
Presente
chiamante
Passato
chiamato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
chiamando
Passato
avendo chiamato
INDICATIVO - passivo
Presente
io sono chiamato
tu sei chiamato
egli é chiamato
noi siamo chiamati
voi siete chiamati
essi sono chiamati
Imperfetto
io ero chiamato
tu eri chiamato
egli era chiamato
noi eravamo chiamati
voi eravate chiamati
essi erano chiamati
Passato remoto
io fui chiamato
tu fosti chiamato
egli fu chiamato
noi fummo chiamati
voi foste chiamati
essi furono chiamati
Passato prossimo
io sono stato chiamato
tu sei stato chiamato
egli é stato chiamato
noi siamo stati chiamati
voi siete stati chiamati
essi sono stati chiamati
Trapassato prossimo
io ero stato chiamato
tu eri stato chiamato
egli era stato chiamato
noi eravamo stati chiamati
voi eravate stati chiamati
essi erano statichiamati
Trapassato remoto
io fui stato chiamato
tu fosti stato chiamato
egli fu stato chiamato
noi fummo stati chiamati
voi foste stati chiamati
essi furono stati chiamati
Futuro semplice
io sarò chiamato
tu sarai chiamato
egli sarà chiamato
noi saremo chiamati
voi sarete chiamati
essi saranno chiamati
Futuro anteriore
io sarò stato chiamato
tu sarai stato chiamato
egli sarà stato chiamato
noi saremo stati chiamati
voi sarete stati chiamati
essi saranno stati chiamati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io sia chiamato
che tu sia chiamato
che egli sia chiamato
che noi siamo chiamati
che voi siate chiamati
che essi siano chiamati
Passato
che io sia stato chiamato
che tu sia stato chiamato
che egli sia stato chiamato
che noi siamo stati chiamati
che voi siate stati chiamati
che essi siano stati chiamati
Imperfetto
che io fossi chiamato
che tu fossi chiamato
che egli fosse chiamato
che noi fossimo chiamati
che voi foste chiamati
che essi fossero chiamati
Trapassato
che io fossi stato chiamato
che tu fossi stato chiamato
che egli fosse stato chiamato
che noi fossimo stati chiamati
che voi foste stati chiamati
che essi fossero stati chiamati
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io sarei chiamato
tu saresti chiamato
egli sarebbe chiamato
noi saremmo chiamati
voi sareste chiamati
essi sarebbero chiamati
Passato
io sarei stato chiamato
tu saresti stato chiamato
egli sarebbe stato chiamato
noi saremmo stati chiamati
voi sareste stati chiamati
essi sarebbero stati chiamati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii chiamato
sia chiamato
siamo chiamati
siate chiamati
siano chiamati
Futuro
-
sarai chiamato
sarà chiamato
saremo chiamati
sarete chiamati
saranno chiamati
INFINITO - passivo
Presente
essere chiamato
Passato
essere stato chiamato
 
 
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
chiamato
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo chiamato
Passato
essendo stato chiamato