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sinonimi di
tergiversate
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Vocabulary and phrases
tergiversate
= fare un voltafaccia , cambiar casacca , tradire , tergiversare ,
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beat about the bush
= menare il can per l'aia , tergiversare , menato il can per l'aia , tergiversato ,
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beat around the bush
= menare il can per l'aia , tergiversare , menato il can per l'aia , tergiversato ,
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beaten about the bush
= menato il can per l'aia , tergiversato ,
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beaten around the bush
= menato il can per l'aia , tergiversato ,
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circumambulated
= girato attorno, girato attorno a, menato il can per l'aia, tergiversato ,
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prevaricated
= tergiversato, cavillato, sofisticato, mentito, prevaricato,
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prevaricator
= tergiversatore, cavillatore, prevaricatore,
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prevaricators
= tergiversatori, cavillatori, prevaricatori,
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tergiversated
= fatto un voltafaccia , cambiato casacca , tradito , tergiversato ,
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tergiversator
= voltagabbana , traditore , tergiversatore ,
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tergiversators
= voltagabbane , traditori , tergiversatori ,
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Vocabulary and phrases
fare
= il fare , l'agire , l'operare - dal dire al fare c'è di mezzo il mare , corre molta differenza tra l'esprimere un proposito e il realizzarlo modo , maniera di comportarsi
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Questa riflessione dubitativa , nata nel travaglio del decifrare uno scarabocchio che veniva dopo accidenti , mi fece sospender la copia , e pensar più seriamente a quello che convenisse di fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma che ? quando siamo stati al punto di raccapezzar tutte le dette obiezioni e risposte , per disporle con qualche ordine , misericordia ! venivano a fare un libro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il luogo stesso da dove contemplate que' vari spettacoli , vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde , vi svolge , al di sopra , d'intorno , le sue cime e le balze , distinte , rilevate , mutabili quasi a ogni passo , aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v'era sembrato prima un sol giogo , e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l'ameno , il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio , e orna vie più il magnifico dell'altre vedute .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il 5 giugno dell'anno 1593 , pienamente informato anche lui di quanto danno e rovine sieno . . .i bravi e vagabondi , e del pessimo effetto che tal sorta di gente , fa contra il ben pubblico , et in delusione della giustizia , intima loro di nuovo che , nel termine di giorni sei , abbiano a sbrattare il paese , ripetendo a un dipresso le prescrizioni e le minacce medesime del suo predecessore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che fare ? tornare indietro , non era a tempo: darla a gambe , era lo stesso che dire , inseguitemi , o peggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Or bene , - gli disse il bravo , all'orecchio , ma in tono solenne di comando , - questo matrimonio non s'ha da fare , né domani , né mai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E sopra tutto , non si lasci uscir parola su questo avviso che le abbiam dato per suo bene ; altrimenti . . .ehm . . .sarebbe lo stesso che fare quel tal matrimonio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto , quello che s'è raccontato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Se Renzo si potesse mandare in pace con un bel no , via ; ma vorrà delle ragioni ; e cosa ho da rispondergli , per amor del cielo ? E , e , e , anche costui è una testa: un agnello se nessun lo tocca , ma se uno vuol contraddirgli . . .ih ! E poi , e poi , perduto dietro a quella Lucia , innamorato come . . .Ragazzacci , che , per non saper che fare , s'innamorano , voglion maritarsi , e non pensano ad altro ; non si fanno carico de' travagli in che mettono un povero galantuomo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Il mio parere sarebbe che , siccome tutti dicono che il nostro arcivescovo è un sant'uomo , e un uomo di polso , e che non ha paura di nessuno , e , quando può fare star a dovere un di questi prepotenti , per sostenere un curato , ci gongola ; io direi , e dico che lei gli scrivesse una bella lettera , per informarlo come qualmente . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi: ma , in primo luogo , era molto affaticato ; secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie , e stabilito ciò che dovesse fare , la mattina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non far caso dell'intimazione ribalda , né delle minacce , e fare il matrimonio , era un partito , che non volle neppur mettere in deliberazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Mi dispiace ; ma quello che ha da fare è cosa di così poco tempo , e di così poca fatica . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sapete voi quante e quante formalità ci vogliono per fare un matrimonio in regola ?
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* Ma ora non s'è sbrigato ogni cosa ? non s'è fatto tutto ciò che s'aveva a fare ?
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* - Ma mi spieghi una volta cos'è quest'altra formalità che s'ha a fare , come dice ; e sarà subito fatta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Via , caro Renzo , non andate in collera , che son pronto a fare . . .tutto quello che dipende da me .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non ci sarà niente , così spero ; ma , non ostante , queste ricerche noi le dobbiam fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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" Siamo a buon porto " , pensò fra sé don Abbondio ; e , con un fare più manieroso che mai , - via , - disse: - in quindici giorni cercherò , . . .procurerò . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Quando vi dico che non so niente . . .In difesa del mio padrone , posso parlare ; perché mi fa male sentire che gli si dia carico di voler far dispiacere a qualcheduno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo , rispostole con un saluto , tornò indietro pian piano , per non farla accorgere del cammino che prendeva ; ma , quando fu fuor del tiro dell'orecchio della buona donna , allungò il passo ; in un momento fu all'uscio di don Abbondio ; entrò , andò diviato al salotto dove l'aveva lasciato , ve lo trovò , e corse verso lui , con un fare ardito , e con gli occhi stralunati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Don Rodrigo ! - pronunziò in fretta il forzato , precipitando quelle poche sillabe , e strisciando le consonanti , parte per il turbamento , parte perché , rivolgendo pure quella poca attenzione che gli rimaneva libera , a fare una transazione tra le due paure , pareva che volesse sottrarre e fare scomparir la parola , nel punto stesso ch'era costretto a metterla fuori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Io avevo giudizio per me e per voi ; ma come si fa ? Aprite almeno ; datemi la mia chiave .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo intanto camminava a passi infuriati verso casa , senza aver determinato quel che dovesse fare , ma con una smania addosso di far qualcosa di strano e di terribile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La figlia la lasciò con Renzo , tornò alle donne radunate , e , accomodando l'aspetto e la voce , come poté meglio , disse: - il signor curato è ammalato ; e oggi non si fa nulla - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E fu allora che mi sforzai , - proseguì , rivolgendosi di nuovo a Renzo , senza alzargli però gli occhi in viso , e arrossendo tutta , - fu allora che feci la sfacciata , e che vi pregai io che procuraste di far presto , e di concludere prima del tempo che s'era stabilito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi sa cosa avrete pensato di me ! Ma io facevo per bene , ed ero stata consigliata , e tenevo per certo . . .e questa mattina , ero tanto lontana da pensare . . .- Qui le parole furon troncate da un violento scoppio di pianto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il giovine si fermò d'improvviso davanti a Lucia che piangeva ; la guardò con un atto di tenerezza mesta e rabbiosa , e disse: - questa è l'ultima che fa quell'assassino .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo abbracciò molto volentieri questo parere ; Lucia l'approvò ; e Agnese , superba d'averlo dato , levò , a una a una , le povere bestie dalla stìa , riunì le loro otto gambe , come se facesse un mazzetto di fiori , le avvolse e le strinse con uno spago , e le consegnò in mano a Renzo ; il quale , date e ricevute parole di speranza , uscì dalla parte dell'orto , per non esser veduto da' ragazzi , che gli correrebber dietro , gridando: lo sposo ! lo sposo ! Così , attraversando i campi o , come dicon colà , i luoghi , se n'andò per viottole , fremendo , ripensando alla sua disgrazia , e ruminando il discorso da fare al dottor Azzecca-garbugli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il caso è serio ; ma voi non sapete quel che mi basti l'animo di fare , in un'occasione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dovete nominarmi la persona da cui avete avuto il mandato: sarà naturalmente persona di riguardo ; e , in questo caso , io anderò da lui , a fare un atto di dovere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Io non ho minacciato nessuno ; io non fo di queste cose , io: e domandi pure a tutto il mio comune , che sentirà che non ho mai avuto che fare con la giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La bricconeria l'hanno fatta a me ; e vengo da lei per sapere come ho da fare per ottener giustizia ; e son ben contento d'aver visto quella grida .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il cercatore , sbirciando Agnese così da lontano , disse: - e questo matrimonio ? Si doveva pur fare oggi: ho veduto nel paese una certa confusione , come se ci fosse una novità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lo spero ; - disse Renzo , - ma , in ogni caso , saprò farmi ragione , o farmela fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli altri convitati pensavano , ognun da sé , al modo di sopire il piccolo scandolo , e di fare una diversione ; ma , pensando , tacevano , e , in quel silenzio , lo scandolo era più manifesto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , quando volle mischiarsi coi principali della sua città , trovò un fare ben diverso da quello a cui era accostumato ; e vide che , a voler esser della lor compagnia , come avrebbe desiderato , gli conveniva fare una nuova scuola di pazienza e di sommissione , star sempre al di sotto , e ingozzarne una , ogni momento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Perocché , in questo , come accade in molti altri affari , erano in vigore due consuetudini contrarie , senza che fosse deciso qual delle due fosse la buona ; il che dava opportunità di fare una guerra , ogni volta che una testa dura s'abbattesse in un'altra della stessa tempra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Appena compita la cerimonia della vestizione , il guardiano gl'intimò che sarebbe andato a fare il suo noviziato a *** , sessanta miglia lontano , e che partirebbe all'indomani .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E con che faccia potrei io chieder a Dio qualcosa per me , quando v'avessi abbandonata ? voi in questo stato ! voi , ch'Egli mi confida ! Non vi perdete d'animo: Egli v'assisterà: Egli vede tutto: Egli può servirsi anche d'un uomo da nulla come son io , per confondere un . . .Vediamo , pensiamo quel che si possa fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Costui fa l'amico del convento , si spaccia per partigiano de' cappuccini: e i suoi bravi non son venuti più d'una volta a ricoverarsi da noi ? Sarei solo in ballo ; mi buscherei anche dell'inquieto , dell'imbroglione , dell'accattabrighe ; e , quel ch'è più , potrei fors'anche , con un tentativo fuor di tempo , peggiorar la condizione di questa poveretta " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alla sua destra sedeva quel conte Attilio suo cugino , e , se fa bisogno di dirlo , suo collega di libertinaggio e di soverchieria , il quale era venuto da Milano a villeggiare , per alcuni giorni , con lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A sinistra , e a un altro lato della tavola , stava , con gran rispetto , temperato però d'una certa sicurezza , e d'una certa saccenteria , il signor podestà , quel medesimo a cui , in teoria , sarebbe toccato a far giustizia a Renzo Tramaglino , e a fare star a dovere don Rodrigo , come s'è visto di sopra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Chi le ha parlato delle spalle , signor conte mio ? Lei mi fa dire spropositi che non mi son mai passati per la mente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Così dev'essere ; la cosa è in regola ; sua santità fa il suo dovere ; un papa deve sempre metter bene tra i principi cristiani ; ma il conte duca ha la sua politica , e . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vagliensteino mi dà poco fastidio ; perché il conte duca ha l'occhio a tutto , e per tutto ; e se Vagliensteino vorrà fare il bell'umore , saprà ben lui farlo rigar diritto , con le buone , o con le cattive .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mi fa pur ridere quel caro signor cardinale , a voler cozzare con un conte duca , con un Olivares .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Esempi ! esempi ! senza esempi non si fa nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi , passando per una fiera , s'è trovato a goder l'armonia che fa una compagnia di cantambanchi , quando , tra una sonata e l'altra , ognuno accorda il suo stromento , facendolo stridere quanto più può , affine di sentirlo distintamente , in mezzo al rumore degli altri , s'immagini che tale fosse la consonanza di quei , se si può dire , discorsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Egli che stava sospeso , cercando le parole , e facendo scorrere tra le dita le ave marie della corona che teneva a cintola , come se in qualcheduna di quelle sperasse di trovare il suo esordio ; a quel fare di don Rodrigo , si sentì subito venir sulle labbra più parole del bisogno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E quel Dio che chiede conto ai principi della parola che fa loro sentire , nelle loro regge ; quel Dio le usa ora un tratto di misericordia , mandando un suo ministro , indegno e miserabile , ma un suo ministro , a pregar per una innocente . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasci fare a me .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così dicendo , e guardando intorno , uscì , per l'altra parte dell'andito , in un salotto , che rispondeva nel cortile ; e , visto il campo libero , chiamò fuori il buon frate , il volto del quale rispose a quell'ultima parola più chiaro che non avrebbe potuto fare qualunque protesta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia rimase lì , e la guardò con un volto ch'esprimeva più maraviglia che fiducia in una promessa tanto magnifica ; e Renzo disse subitamente: - cuore ? destrezza ? dite , dite pure quel che si può fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Maritati , si va tutti insieme , si mette su casa là , si vive in santa pace , fuor dell'unghie di questo ribaldo , lontano dalla tentazione di fare uno sproposito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Facile , a saperla fare , - replicò Agnese .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Io ho sentito dire da gente che sa , e anzi ne ho veduto io un caso , che , per fare un matrimonio , ci vuole bensì il curato , ma non è necessario che voglia ; basta che ci sia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando le parole son dette , il curato può strillare , strepitare , fare il diavolo ; è inutile ; siete marito e moglie .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Che ! - disse Agnese , - ti vorrei forse dare un parere contro il timor di Dio ? Se fosse contro la volontà de' tuoi parenti , per prendere un rompicollo . . .ma , contenta me , e per prender questo figliuolo ; e chi fa nascer tutte le difficoltà è un birbone ; e il signor curato . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nondimeno le donne dissero cortesemente a Renzo : - volete restar servito ? - , complimento che il contadino di Lombardia , e chi sa di quant'altri paesi ! non lascia mai di fare a chi lo trovi a mangiare , quand'anche questo fosse un ricco epulone alzatosi allora da tavola , e lui fosse all'ultimo boccone .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giunti all'osteria del villaggio ; seduti , con tutta libertà , in una perfetta solitudine , giacché la miseria aveva divezzati tutti i frequentatori di quel luogo di delizie ; fatto portare quel poco che si trovava ; votato un boccale di vino ; Renzo , con aria di mistero , disse a Tonio: - se tu vuoi farmi un piccolo servizio , io te ne voglio fare uno grande .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* se sarei contento ! Se non foss'altro , per non veder più que' versacci , e que' cenni col capo , che mi fa il signor curato , ogni volta che c'incontriamo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma , ma , se tu mi vuoi fare un servizietto , le venticinque lire son preparate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Fa bisogno di queste cose ? tu mi conosci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma saprà fare ?
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* - Poh . . . ! - rispose Tonio , piegando il capo sulla spalla destra , e alzando la mano sinistra , con un viso che diceva: mi fai torto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia tentennava mollemente il capo ; ma i due infervorati le badavan poco , come si suol fare con un fanciullo , al quale non si spera di far intendere tutta la ragione d'una cosa , e che s'indurrà poi , con le preghiere e con l'autorità , a ciò che si vuol da lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Io voglio esser vostra moglie , - e non c'era verso che potesse proferir quella parola , e spiegar quell'intenzione , senza fare il viso rosso: - io voglio esser vostra moglie , ma per la strada diritta , col timor di Dio , all'altare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciamo fare a Quello lassù .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , pazienza ! È una magra parola , una parola amara , per chi non crede ; ma tu . . . ! non vorrai tu concedere a Dio un giorno , due giorni , il tempo che vorrà prendere , per far trionfare la giustizia ? Il tempo è suo ; e ce n'ha promesso tanto ! Lascia fare a Lui , Renzo ; e sappi . . .sappiate tutti ch'io ho già in mano un filo , per aiutarvi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si fa buio ; bisogna ch'io corra al convento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ve l'ho promesso , - rispose Lucia , con un tono di rimprovero timido e affettuoso: - ma anche voi avevate promesso di non fare scandoli , di rimettervene al padre . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh via ! per amor di chi vado in furia ? Volete tornare indietro , ora ? e farmi fare uno sproposito ?
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* Renzo avrebbe voluto prolungare il discorso , e fissare , a parte a parte , quello che si doveva fare il giorno dopo ; ma era già notte , e le donne gliel'augurarono buona ; non parendo loro cosa conveniente che , a quell'ora , si trattenesse più a lungo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Bisogna saper che Menico era bravissimo per fare a rimbalzello ; e si sa che tutti , grandi e piccoli , facciam volentieri le cose alle quali abbiamo abilità: non dico quelle sole .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Cugino , quando pagate questa scommessa ? - disse , con un fare di malizia e di scherno , il conte Attilio , appena sparecchiato , e andati via i servitori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Cugino , voi volete fare il politico ; ma io ho capito tutto , e son tanto certo d'aver vinta la scommessa , che son pronto a farne un'altra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lasci fare a me , - rispose il Griso , inchinandosi , con un atto d'ossequio e di millanteria ; e se n'andò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutto ciò non si poté fare , senza che quel vecchio servitore , il quale stava a occhi aperti , e a orecchi tesi , s'accorgesse che qualche gran cosa si macchinava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A noi basta che gli avventori siano galantuomini: chi siano poi , o chi non siano , non fa niente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Gli ho ricevuti , anch'io , poco fa ; e ho pensato , come vi dico , che , se li tengo a dormir con me , non so di che parere sarò domattina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Come , signor curato ! s'io mi fido ? Lei mi fa torto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In mezzo a questo serra serra , non possiam lasciar di fermarci un momento a fare una riflessione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Allora , va a chiamare un terzo malandrino , lo fa scendere nel cortiletto , come gli altri due , con l'ordine di sconficcare adagio il paletto , per aver libero l'ingresso e la ritirata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Va a chiamar gli altri , li fa entrar con sé , li manda a nascondersi accanto ai primi ; accosta adagio adagio l'uscio di strada , vi posta due sentinelle di dentro ; e va diritto all'uscio del terreno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sconficca pian pianissimo anche quell'uscio: nessuno di dentro dice: chi va là ? ; nessuno si fa sentire: meglio non può andare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lascia due altre sentinelle a terreno , si fa venir dietro il Grignapoco , ch'era un bravo del contado di Bergamo , il quale solo doveva minacciare , acchetare , comandare , essere in somma il dicitore , affinché il suo linguaggio potesse far credere ad Agnese che la spedizione veniva da quella parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Spinge mollemente l'uscio che mette alla prima stanza ; l'uscio cede , si fa spiraglio: vi mette l'occhio ; è buio: vi mette l'orecchio , per sentire se qualcheduno russa , fiata , brulica là dentro ; niente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si stringe nelle spalle , si volta alla compagnia , accenna loro che va a vedere nell'altra stanza , e che gli vengan dietro pian piano ; entra , fa le stesse cerimonie , trova la stessa cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il garzoncello trema come una foglia , e non tenta neppur di gridare ; ma , tutt'a un tratto , in vece di lui , e con ben altro tono , si fa sentir quel primo tocco di campana così fatto , e dietro una tempesta di rintocchi in fila .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si guardavano in viso gli uni con gli altri: ognuno aveva una domanda da fare , nessuno una risposta da dare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fatti però , non ce ne fu altri ; se non che , quella medesima mattina , il console , stando nel suo campo , col mento in una mano , e il gomito appoggiato sul manico della vanga mezza ficcata nel terreno , e con un piede sul vangile ; stando , dico , a speculare tra sé sui misteri della notte passata , e sulla ragion composta di ciò che gli toccase a fare , e di ciò che gli convenisse fare , vide venirsi incontro due uomini d'assai gagliarda presenza , chiomati come due re de' Franchi della prima razza , e somigliantissimi nel resto a que' due che cinque giorni prima avevano affrontato don Abbondio , se pur non eran que' medesimi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Costoro , con un fare ancor men cerimonioso , intimarono al console che guardasse bene di non far deposizione al podestà dell'accaduto , di non rispondere il vero , caso che ne venisse interrogato , di non ciarlare , di non fomentar le ciarle de' villani , per quanto aveva cara la speranza di morir di malattia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Presto , io spero , potrete ritornar sicuri a casa vostra ; a ogni modo , Dio vi provvederà , per il vostro meglio ; e io certo mi studierò di non mancare alla grazia che mi fa , scegliendomi per suo ministro , nel servizio di voi suoi poveri cari tribolati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Addio , monti sorgenti dall'acque , ed elevati al cielo ; cime inuguali , note a chi è cresciuto tra voi , e impresse nella sua mente , non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari ; torrenti , de' quali distingue lo scroscio , come il suono delle voci domestiche ; ville sparse e biancheggianti sul pendìo , come branchi di pecore pascenti ; addio ! Quanto è tristo il passo di chi , cresciuto tra voi , se ne allontana ! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente , tratto dalla speranza di fare altrove fortuna , si disabbelliscono , in quel momento , i sogni della ricchezza ; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere , e tornerebbe allora indietro , se non pensasse che , un giorno , tornerà dovizioso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per render ragione della strana condotta di quella persona , nel caso particolare , egli ha poi anche dovuto raccontarne in succinto la vita antecedente ; e la famiglia ci fa quella figura che vedrà chi vorrà leggere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A tutt'e tre passò per la mente il banchetto che , due giorni prima , s'aspettavan di fare ; e ciascuno mise un gran sospiro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia arrossì ; il barocciaio sorrise , guardando Agnese , la quale non poté tenersi di non fare altrettanto ; e tutt'e tre si mossero , quando il frate si fu avviato ; e gli andaron dietro , dieci passi discosto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo qualche tempo , ricomparve giulivo , a dir loro che venissero avanti con lui ; ed era ora , perché la figlia e la madre non sapevan più come fare a distrigarsi dall'interrogazioni pressanti della fattoressa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Siate umili e rispettose , rispondete con sincerità alle domande che le piacerà di farvi , e quando non siete interrogate , lasciate fare a me - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia , che non aveva mai visto un monastero , quando fu nel parlatorio , guardò in giro dove fosse la signora a cui fare il suo inchino , e , non iscorgendo persona , stava come incantata ; quando , visto il padre e Agnese andar verso un angolo , guardò da quella parte , e vide una finestra d'una forma singolare , con due grosse e fitte grate di ferro , distanti l'una dall'altra un palmo ; e dietro quelle una monaca ritta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le due presentate facevano grand'inchini: la signora accennò loro con la mano , che bastava , e disse , voltandosi , al padre: - è una fortuna per me il poter fare un piacere a' nostri buoni amici i padri cappuccini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , - continuò ; - mi dica un po' più particolarmente il caso di questa giovine , per veder meglio cosa si possa fare per lei .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E se lei fa questa carità di metterci al sicuro , giacché siam ridotte a far questa faccia di chieder ricovero , e ad incomodare le persone dabbene ; ma sia fatta la volontà di Dio ; sia certa , signora , che nessuno potrà pregare per lei più di cuore che noi povere donne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Gran cervellino che è questa signora ! " pensava tra sé , per la strada: " curiosa davvero ! Ma chi la sa prendere per il suo verso , le fa far ciò che vuole .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quel brav'uomo ! non c'è rimedio: bisogna che si prenda sempre qualche impegno ; ma lo fa per bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quanti figliuoli avesse , la storia non lo dice espressamente ; fa solamente intendere che aveva destinati al chiostro tutti i cadetti dell'uno e dell'altro sesso , per lasciare intatta la sostanza al primogenito , destinato a conservar la famiglia , a procrear cioè de' figliuoli , per tormentarsi a tormentarli nella stessa maniera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Qualche altra volta il principe , riprendendola di cert'altre maniere troppo libere e famigliari alle quali essa trascorreva con uguale facilità , - ehi ! ehi ! - le diceva ; - non è questo il fare d'una par tua: se vuoi che un giorno ti si porti il rispetto che ti sarà dovuto , impara fin d'ora a star sopra di te: ricordati che tu devi essere , in ogni cosa , la prima del monastero ; perché il sangue si porta per tutto dove si va .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non che tutte le monache fossero congiurate a tirar la poverina nel laccio ; ce n'eran molte delle semplici e lontane da ogni intrigo , alle quali il pensiero di sacrificare una figlia a mire interessate avrebbe fatto ribrezzo ; ma queste , tutte attente alle loro occupazioni particolari , parte non s'accorgevan bene di tutti que' maneggi , parte non distinguevano quanto vi fosse di cattivo , parte s'astenevano dal farvi sopra esame , parte stavano zitte , per non fare scandoli inutili .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A poco a poco si scoprì un non so che di nuovo nelle maniere della giovinetta: una tranquillità e un'inquietudine diversa dalla solita , un fare di chi ha trovato qualche cosa che gli preme , che vorrebbe guardare ogni momento , e non lasciar vedere agli altri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gertrude domando , sommessamente e tremando , che cosa dovesse fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come sarà contenta ! Vi so dire che tutto il monastero saprà valutar l'onore che Gertrude gli fa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avrebbe desiderato riposar l'animo da tante commozioni , lasciar , per dir così , chiarire i suoi pensieri , render conto a se stessa di ciò che aveva fatto , di ciò che le rimaneva da fare , sapere ciò che volesse , rallentare un momento quella macchina che , appena avviata , andava così precipitosamente ; ma non ci fu verso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La sposina (così si chiamavan le giovani monacande , e Gertrude , al suo apparire , fu da tutti salutata con quel nome) , la sposina ebbe da dire e da fare a rispondere a' complimenti che le fioccavan da tutte le parti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli zii parlarono anche a Gertrude , come portava la convenienza in quel giorno: e uno di loro , il qual pareva che , più dell'altro , conoscesse ogni persona , ogni carrozza , ogni livrea , e aveva ogni momento qualcosa da dire del signor tale e della signora tal altra , si voltò a lei tutt'a un tratto , e le disse: - ah furbetta ! voi date un calcio a tutte queste corbellerie ; siete una dirittona voi ; piantate negl'impicci noi poveri mondani , vi ritirate a fare una vita beata , e andate in paradiso in carrozza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La voce era corsa ; e i parenti e gli amici venivano a fare il loro dovere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciate fare a me , che le farò conoscere chi è lei , e chi siete voi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si tratta di fare una comparsa solenne nel monastero e nel paese dove siete destinata a far la prima figura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dite quelle poche parole , con un fare sciolto: che non s'avesse a dire che v'hanno imboccata , e che non sapete parlare da voi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Non sarebbe mai qualche disgusto ? qualche . . .mi scusi . . .capriccio ? Alle volte , una cagione momentanea può fare un'impressione che par che deva durar sempre ; e quando poi la cagione cessa , e l'animo si muta , allora . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avvedendosi poi d'aver troppo lasciata correr la lingua dietro agli svagamenti del cervello , cercò di correggere e d'interpretare in meglio quelle sue ciarle ; ma non poté fare che a Lucia non ne rimanesse uno stupore dispiacevole , e come un confuso spavento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Del resto , se camperai , figliuola mia , e se t'accaderà ancora d'aver che fare con de' signori , ne sentirai , ne sentirai , ne sentirai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mentre fa questi bei conti , sente un calpestìo , va alla finestra , apre un poco , fa capolino ; son loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- L'è dura , - rispose il Griso , restando con un piede sul primo scalino , - l'è dura di ricever de' rimproveri , dopo aver lavorato fedelmente , e cercato di fare il proprio dovere , e arrischiata anche la pelle .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Spedire la mattina presto due uomini a fare al console quella tale intimazione , che fu poi fatta , come abbiam veduto ; due altri al casolare a far la ronda , per tenerne lontano ogni ozioso che vi capitasse , e sottrarre a ogni sguardo la bussola fino alla notte prossima , in cui si manderebbe a prenderla ; giacché per allora non conveniva fare altri movimenti da dar sospetto ; andar poi lui , e mandare anche altri , de' più disinvolti e di buona testa , a mescolarsi con la gente , per scovar qualcosa intorno all'imbroglio di quella notte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Quel frate , - continuò , - con quel suo fare di gatta morta , e con quelle sue proposizioni sciocche , io l'ho per un dirittone , e per un impiccione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Cosa pensate di fare ?
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* Ci penserò , e . . .il signor conte zio del Consiglio segreto è lui che mi deve fare il servizio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Codesto vostro podestà . . .gran caparbio , gran testa vota , gran seccatore d'un podestà . . .è poi un galantuomo , un uomo che sa il suo dovere ; e appunto quando s'ha che fare con persone tali , bisogna aver più riguardo di non metterle in impicci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se un mascalzone di console fa una deposizione , il podestà , per quanto sia ben intenzionato , bisogna pure che . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Con tutti questi brani di notizie , messi poi insieme e cuciti come s'usa , e con la frangia che ci s'attacca naturalmente nel cucire , c'era da fare una storia d'una certezza e d'una chiarezza tale , da esserne pago ogni intelletto più critico .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cos'era venuto a fare ? Era un'anima del purgatorio , comparsa per aiutar le donne ; era un'anima dannata d'un pellegrino birbante e impostore , che veniva sempre di notte a unirsi con chi facesse di quelle che lui aveva fatte vivendo ; era un pellegrino vivo e vero , che coloro avevan voluto ammazzare , per timor che gridasse , e destasse il paese ; era (vedete un po' cosa si va a pensare !) uno di quegli stessi malandrini travestito da pellegrino ; era questo , era quello , era tante cose che tutta la sagacità e l'esperienza del Griso non sarebbe bastata a scoprire chi fosse , se il Griso avesse dovuto rilevar questa parte della storia da' discorsi altrui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Vossignoria illustrissima sa bene quelle poche taglie ch'io ho addosso: e . . .Qui son sotto la sua protezione ; siamo una brigata ; il signor podestà è amico di casa ; i birri mi portan rispetto ; e anch'io . . .è cosa che fa poco onore , ma per viver quieto . . .li tratto da amici .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'altra cosa che premeva a don Rodrigo , era di trovar la maniera che Renzo non potesse più tornar con Lucia , né metter piede in paese ; e a questo fine , macchinava di fare sparger voci di minacce e d'insidie , che , venendogli all'orecchio , per mezzo di qualche amico , gli facessero passar la voglia di tornar da quelle parti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si poteva , per esempio , dare un po' di colore al tentativo fatto nella casa parrocchiale , dipingerlo come un'aggressione , un atto sedizioso , e , per mezzo del dottore , fare intendere al podestà ch'era il caso di spedir contro Renzo una buona cattura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un gioco simile ci convien fare co' nostri personaggi: ricoverata Lucia , siam corsi a don Rodrigo ; e ora lo dobbiamo abbandonare , per andar dietro a Renzo , che avevam perduto di vista .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Io non li butto via ; cascan da sé: com'ho a fare ? - rispose quello .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per quanto noi desideriamo di far fare buona figura al nostro povero montanaro , la sincerità storica ci obbliga a dire che il suo primo sentimento fu di piacere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Fate a mio modo , - rispose il frate: - andate a aspettare in chiesa , che intanto potrete fare un po' di bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Accorse subito ai forni , a chieder pane al prezzo tassato ; e lo chiese con quel fare di risolutezza e di minaccia , che dànno la passione , la forza e la legge riunite insieme .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Migliaia d'uomini andarono a letto col sentimento indeterminato che qualche cosa bisognava fare , che qualche cosa si farebbe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La gente , che non era ancor troppo fitta , fa un po' di luogo ; dimodoche quelli poterono arrivare , e postarsi , insieme , se non in ordine , davanti alla porta della bottega .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quelli urlano , si tirano indietro , come possono ; dànno con le schiene ne' petti , co' gomiti nelle pance , co' calcagni sulle punte de' piedi a quelli che son dietro a loro: si fa un pigìo , una calca , che quelli che si trovavano in mezzo , avrebbero pagato qualcosa a essere altrove .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Vi dico io che tutto questo non serve a nulla , - diceva un altro: - è un buco nell'acqua ; anzi sarà peggio , se non si fa una buona giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Bisognerebbe fare una gran stia , e metterli dentro , a viver di vecce e di loglio , come volevano trattar noi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Questa poi non è una bella cosa " , disse Renzo tra sé: " se concian così tutti i forni , dove voglion fare il pane ? Ne' pozzi ? "
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* La voglia d'osservar gli avvenimenti non poté fare che il montanaro , quando gli si scoprì davanti la gran mole , non si soffermasse a guardare in su , con la bocca aperta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Spesso , in simili circostanze , l'annunzio d'una cosa la fa essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quantunque , per quella funesta docilità degli animi appassionati all'affermare appassionato di molti , fosse persuasissimo che il vicario era la cagion principale della fame , il nemico de' poveri , pure , avendo , al primo moversi della turba , sentita a caso qualche parola che indicava la volontà di fare ogni sforzo per salvarlo , s'era subito proposto d'aiutare anche lui un'opera tale ; e , con quest'intenzione , s'era cacciato , quasi fino a quella porta , che veniva travagliata in cento modi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi con ciottoli picchiava su' chiodi della serratura , per isconficcarla ; altri , con pali e scarpelli e martelli , cercavano di lavorar più in regola: altri poi , con pietre , con coltelli spuntati , con chiodi , con bastoni , con l'unghie , non avendo altro , scalcinavano e sgretolavano il muro , e s'ingegnavano di levare i mattoni , e fare una breccia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Chi è che non vuole che si dica: viva Ferrer ? Tu non vorresti eh , che il pane fosse a buon mercato ? Son birboni che non vogliono una giustizia da cristiani: e c'è di quelli che schiamazzano più degli altri , per fare scappare il vicario .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non fa bisogno di dire che Renzo fu subito per Ferrer .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto i benevoli più attivi s'adopravano a far fare il luogo chiesto così gentilmente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ferrer , in mezzo ai saluti che scialacquava al pubblico in massa , ne faceva certi particolari di ringraziamento , con un sorriso d'intelligenza , a quelli che vedeva adoprarsi per lui: e di questi sorrisi ne toccò più d'uno a Renzo , il quale per verità se li meritava , e serviva in quel giorno il gran cancelliere meglio che non avrebbe potuto fare il più bravo de' suoi segretari .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ogni tanto però , qualche parola , anche qualche frase , ripetuta da un crocchio nel suo passaggio , gli si faceva sentire , come lo scoppio d'un razzo più forte si fa sentire nell'immenso scoppiettìo d'un fuoco artifiziale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli altri che , come abbiam detto , eran già lì con le medesime buone intenzioni , avevano intanto lavorato a fare e a rifare un po' di piazza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intanto quelli di dentro avevano aperto , ossia avevan finito d'aprire , tirando via il catenaccio insieme con gli anelli già mezzi sconficcati , e allargando lo spiraglio , appena quanto bastava per fare entrare il desideratissimo ospite .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi , dopo essersi condoluto con lui del pericolo e rallegrato della salvezza: - ah ! - esclamò , battendo la mano sulla sua zucca monda , - que dirà de esto su excelencia , che ha già tanto la luna a rovescio , per quel maledetto Casale , che non vuole arrendersi ? Que dirà el conde duque , che piglia ombra se una foglia fa più rumore del solito ? Que dirà el rey nuestro señor , che pur qualche cosa bisognerà che venga a risapere d'un fracasso così ? E sarà poi finito ? Dios lo sabe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che avvenisse poi di questo suo proponimento non lo dice il nostro autore , il quale , dopo avere accompagnato il pover'uomo in castello , non fa più menzione de' fatti suoi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma tutte le strade del contorno erano seminate di crocchi: dove c'eran due o tre persone ferme , se ne fermavano tre , quattro , venti altre: qui qualcheduno si staccava ; là tutto un crocchio si moveva insieme: era come quella nuvolaglia che talvolta rimane sparsa , e gira per l'azzurro del cielo , dopo una burrasca ; e fa dire a chi guarda in su: questo tempo non è rimesso bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si vede dunque chiaramente che il re , e quelli che comandano , vorrebbero che i birboni fossero gastigati ; ma non se ne fa nulla , perché c'è una lega .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così dicendo , si buttò a sedere sur una panca , verso la cima della tavola , e mandò un - ah ! - sonoro , come se volesse dire: fa bene un po' di panca , dopo essere stato , tanto tempo , ritto e in faccende .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi disse: - ah ah ! avete la grida ! E io fo conto d'esser dottor di legge ; e allora so subito che caso si fa delle gride .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Cosa devo fare ? - disse l'oste , guardando quello sconosciuto , che non era tale per lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In mezzo a queste grida , lo sconosciuto , dando all'oste un'occhiata di rimprovero , per quell'interrogazione troppo scoperta , disse: - lasciatelo un po' fare a suo modo: non fate scene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Porta del medesimo , - disse Renzo: - che lo trovo galantuomo ; e lo metteremo a letto come l'altro , senza domandargli nome e cognome , e di che nazione sarà , e cosa viene a fare , e se ha a stare un pezzo in questa città .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi , spianando la destra per aria sopra la tavola , e mettendosi di nuovo in attitudine di predicatore , - gran cosa , - esclamò , - che tutti quelli che regolano il mondo , voglian fare entrar per tutto carta , penna e calamaio ! Sempre la penna per aria ! Grande smania che hanno que' signori d'adoprar la penna !
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* Tanto quel guastamestieri del volgo è ardito a manomettere le parole , e a far dir loro le cose più lontane dal loro legittimo significato ! Perché , vi domando io , cosa ci ha che fare poeta con cervello balzano ?
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* Intanto alcuni di que' compagnoni s'eran rimessi a giocare , altri a mangiare , molti a gridare ; alcuni se n'andavano ; altra gente arrivava ; l'oste badava agli uni e agli altri: tutte cose che non hanno che fare con la nostra storia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Eh ! se comandassi io , - disse , - lo troverei il verso di fare andar le cose bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come vorreste fare ? - domandò Renzo , guardandolo con due occhietti brillanti più del dovere , e storcendo un po' la bocca , come per star più attento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come vorrei fare ? - disse colui: - vorrei che ci fosse pane per tutti ; tanto per i poveri , come per i ricchi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E come si fa ? Ecco: dare un bel biglietto a ogni famiglia , in proporzion delle bocche , per andare a prendere il pane dal fornaio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A voi , per esempio , dovrebbero fare un biglietto per . . .il vostro nome ?
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* Ma l'amico , con una stratta , si liberò , e lasciando Renzo fare un guazzabuglio d'istanze e di rimproveri , disse di nuovo: - buona notte , - e se n'andò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Su questo il nostro anonimo fa una osservazione , che noi ripeteremo: e conti quel che può contare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che soddisfazione , che sugo , che gusto . . .di mettere in carta un povero figliuolo ? Parlo bene , signori ? Gli osti dovrebbero tenere dalla parte de' buoni figliuoli . . .Senti , senti , oste ; ti voglio fare un paragone . . .per la ragione . . .Ridono eh ? Ho un po' di brio , sì . . .ma le ragioni le dico giuste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Rispondi dunque , oste: e Ferrer , che è il meglio di tutti , è mai venuto qui a fare un brindisi , e a spendere un becco d'un quattrino ? E quel cane assassino di don . . . ? Sto zitto , perché sono in cervello anche troppo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Però , son contento che non si sia fatto sangue: oibò ; barbarie , da lasciarle fare al boia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quel po' di senno che gli tornò , gli fece in certo modo capire che il più se n'era andato: a un di presso come l'ultimo moccolo rimasto acceso d'un'illuminazione , fa vedere gli altri spenti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'oste , il quale non pensava che colui potesse ancor tanto connettere ; l'oste che , per lunga esperienza , sapeva quanto gli uomini , in quello stato , sian più soggetti del solito a cambiar di parere , volle approfittare di quel lucido intervallo , per fare un altro tentativo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Figliuolo caro , - disse , con una voce e con un fare tutto gentile: - non l'ho fatto per seccarvi , né per sapere i fatti vostri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non per loro , ma per fare un piacere a me: via ; qui tra noi , a quattr'occhi , facciam le nostre cose ; ditemi il vostro nome , e . . .e poi andate a letto col cuor quieto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lo trovò: e pensando che , il giorno dopo , il suo ospite avrebbe avuto a fare i conti con tutt'altri
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- Eccoli qui , - disse l'oste: e , mettendo in opera tutta la sua pratica , tutta la sua pazienza , tutta la sua destrezza , gli riuscì di fare il conto con Renzo , e di pagarsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Io facevo di tutto per salvarti ; e tu , bestia , in contraccambio , c'è mancato poco che non m'hai messo sottosopra l'osteria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E pretendi girare il mondo , e parlare ; e non sai che , a voler fare a modo suo , e impiparsi delle gride , la prima cosa è di parlarne con gran riguardo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Non potrete però negare che codesto vostro avventore non abbia avuta la temerità di proferir parole ingiuriose contro le gride , e di fare atti mali e indecenti contro l'arme di sua eccellenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sì , sì ; lasciateli fare e dire: domani , domani , vedrete se gli sarà passato il ruzzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E quel vostro avventore cosa fa ? Continua a schiamazzare , a metter su la gente , a preparar tumulti per domani ?
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* " Che devo fare il birro io ? " pensò l'oste ; ma non disse né sì né no .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vossignoria può dire se ho mai dato da fare alla giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Spero che l'illustrissimo signor capitano saprà che son venuto subito a fare il mio dovere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giacché mi si fa quest'affronto ingiustamente , voglio esser condotto da Ferrer .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Via , fate presto , e venite pure senza timore ; che quando vedranno chi siete ; e poi io dirò . . .Lasciate fare a me . . .Basta ; sbrigatevi , figliuolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In cucina che furono , mentre Renzo dice: - e quest'oste benedetto dove s'è cacciato ? - il notaio fa un altro cenno a' birri ; i quali afferrano , l'uno la destra , l'altro la sinistra del giovine , e in fretta in fretta gli legano i polsi con certi ordigni , per quell'ipocrita figura d'eufemismo , chiamati manichini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mentre parlava , i due a cui toccava a fare , diedero una girata a' legnetti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di qui a un'ora voi siete in libertà: c'è tanto da fare , che avranno fretta anche loro di sbrigarvi: e poi parlerò io . . .Ve n'andate per i fatti vostri ; e nessuno saprà che siete stato nelle mani della giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A sangue freddo , vi so dir io come si sarebbe fatto beffe di chi , per indurre un altro a fare una cosa per sé sospetta , fosse andato suggerendogliela e inculcandogliela caldamente , con quella miserabile finta di dargli un parere disinteressato , da amico .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma è una tendenza generale degli uomini , quando sono agitati e angustiati , e vedono ciò che un altro potrebbe fare per levarli d'impiccio , di chiederglielo con istanza e ripetutamente e con ogni sorte di pretesti ; e i furbi , quando sono angustiati e agitati , cadono anche loro sotto questa legge comune .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Studiava tutte le maniere di comparire un estraneo che , passando di lì a caso , si fosse trovato stretto nella calca , come una pagliucola nel ghiaccio ; e riscontrandosi a viso a viso con uno che lo guardava fisso , con un cipiglio peggio degli altri , lui , composta la bocca al sorriso , con un suo fare sciocco , gli domandò: - cos'è stato ?
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* Fin dal primo momento che gli era balenato in mente una speranza d'uscir da quell'unghie , aveva cominciato a fare i suoi conti , e stabilito , se questo gli riusciva , d'andare senza fermarsi , fin che non fosse fuori , non solo della città , ma del ducato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La domanda per sé era sospetta ; il tempo stringeva ; i birri , appena liberati da quel piccolo intoppo , dovevan senza dubbio essersi rimessi in traccia del loro fuggitivo ; la voce di quella fuga poteva essere arrivata fin là ; e in tali strette , Renzo dovette fare forse dieci giudizi fisionomici , prima di trovar la figura che gli paresse a proposito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quel grassotto , che stava ritto sulla soglia della sua bottega , a gambe larghe , con le mani di dietro , con la pancia in fuori , col mento in aria , dal quale pendeva una gran pappagorgia , e che , non avendo altro che fare , andava alternativamente sollevando sulla punta de' piedi la sua massa tremolante , e lasciandola ricadere sui calcagni , aveva un viso di cicalone curioso , che , in vece di dar delle risposte , avrebbe fatto delle interrogazioni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'altro gli guardò dietro un momento , e , accozzando nel suo pensiero quella maniera di camminare con la domanda , disse tra sé: " o n'ha fatta una , o qualcheduno la vuol fare a lui " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo arriva sulla piazza del duomo ; l'attraversa , passa accanto a un mucchio di cenere e di carboni spenti , e riconosce gli avanzi del falò di cui era stato spettatore il giorno avanti ; costeggia gli scalini del duomo , rivede il forno delle grucce , mezzo smantellato , e guardato da soldati ; e tira diritto per la strada da cui era venuto insieme con la folla ; arriva al convento de' cappuccini ; dà un'occhiata a quella piazza e alla porta della chiesa , e dice tra sé , sospirando: " m'aveva però dato un buon parere quel frate di ieri: che stessi in chiesa a aspettare , e a fare un po' di bene " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E ripensando alla maniera con cui gliel aveva cavato di bocca , e a tutto il fare di colui , e a tutte quell'esibizioni che riuscivan sempre a voler saper qualcosa , il sospetto diveniva quasi certezza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Siete fuor di strada , - gli rispose questo ; e , pensatoci un poco , parte con parole , parte co' cenni , gl'indicò il giro che doveva fare , per rimettersi sulla strada maestra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Da qualche tempo , sentiva anche crescere il bisogno di ristorar le sue forze ; pensò che lì sarebbe il luogo di fare i due servizi in una volta ; entrò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Già cammin facendo , aveva disegnato di far lì un'altra fermatina , per fare un pasto un po' più sostanzioso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Quanto c'è di qui all'Adda ? - gli disse Renzo , mezzo tra' denti , con un fare da addormentato , che gli abbiam visto qualche altra volta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Di fare un mucchio di tutto nella bottega , e di dar fuoco al mucchio e alla casa insieme .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutti i monsignori del duomo , in processione , a croce alzata , in abito corale ; e monsignor Mazenta , arciprete , comincio a predicare da una parte , e monsignor Settala , penitenziere , da un'altra , e gli altri anche loro: ma , brava gente ! ma cosa volete fare ? ma è questo l'esempio che date a' vostri figliuoli ? ma tornate a casa ; ma non sapete che il pane è a buon mercato , più di prima ? ma andate a vedere , che c'è l'avviso sulle cantonate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cominciavan già a prender il vizio d'entrar nelle botteghe , e di servirsi , senza metter mano alla borsa ; se li lasciavan fare , dopo il pane sarebbero venuti al vino , e così di mano in mano . . .Pensate se coloro volevano smettere , di loro spontanea volontà , una usanza così comoda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E se chi comanda non fa nulla , tocca alla città a ricorrere ; e se non dànno retta alla prima , ricorrere ancora ; ché a forza di ricorrere s'ottiene ; e non metter su un'usanza così scellerata d'entrar nelle botteghe e ne' fondachi , a prender la roba a man salva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Io fare il diavolo ! Io ammazzare tutti i signori ! Un fascio di lettere , io ! I miei compagni che mi stavano a far la guardia ! Pagherei qualche cosa a trovarmi a viso a viso con quel mercante , di là dall'Adda (ah quando l'avrò passata quest'Adda benedetta !) , e fermarlo , e domandargli con comodo dov'abbia pescate tutte quelle belle notizie .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sappiate ora , mio caro signore , che la cosa è andata così e così , e che il diavolo ch'io ho fatto , è stato d'aiutar Ferrer , come se fosse stato un mio fratello ; sappiate che que' birboni che , a sentir voi , erano i miei amici , perché , in un certo momento , io dissi una parola da buon cristiano , mi vollero fare un brutto scherzo ; sappiate che , intanto che voi stavate a guardar la vostra bottega , io mi faceva schiacciar le costole , per salvare il vostro signor vicario di provvisione , che non l'ho mai né visto né conosciuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E senza mai rallentare , dava ogni tanto un'occhiata ombrosa alla riva da cui s'allontanavano , e poi una impaziente a quella dov'eran rivolti , e si coceva di non poterci andar per la più corta ; ché la corrente era , in quel luogo , troppo rapida , per tagliarla direttamente ; e la barca , parte rompendo , parte secondando il filo dell'acqua , doveva fare un tragitto diagonale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dal primo a cui si rivolse , seppe che gli rimanevano ancor nove miglia da fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non era un conto che richiedesse una grande aritmetica ; ma però c'era abbondantemente da fare una mangiatina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Ecco poi tornata finalmente l'abbondanza , - proseguiva Renzo nella sua fantasia: - rinasce la furia de' lavori: i padroni fanno a gara per aver degli operai milanesi , che son quelli che sanno bene il mestiere ; gli operai milanesi alzan la cresta ; chi vuol gente abile , bisogna che la paghi ; si guadagna da vivere per più d'uno , e da metter qualcosa da parte ; e si fa scrivere alle donne che vengano . . .E poi , perché aspettar tanto ? Non è vero che , con quel poco che abbiamo in serbo , si sarebbe campati là , anche quest'inverno ? Così camperemo qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quel don Rodrigo ! già , anche al mio tempo , era per quella strada ; ma ora fa il diavolo affatto , a quel che vedo: fin che Dio gli lascia la briglia sul collo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Ho mangiato poco fa , per viaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E vedendo quello che sappiam fare (ché finalmente chi ha portata qui quest'arte , e chi la fa andare , siamo noi) , possibile che non si sian corretti ?
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* Cos'è poi finalmente ? Era ben un'altra cosa quelle galanterie che t'hanno fatte , e il di più che ti volevan fare i nostri cari compatriotti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Quello stesso giorno , 13 di novembre , arriva un espresso al signor podestà di Lecco , e gli presenta un dispaccio del signor capitano di giustizia , contenente un ordine di fare ogni possibile e più opportuna inquisizione , per iscoprire se un certo giovine nominato Lorenzo Tramaglino , filatore di seta , scappato dalle forze praedicti egregii domini capitanei , sia tornato , palam vel clam , al suo paese , ignotum quale per l'appunto , verum in territorio Leuci: quod si compertum fuerit sic esse , cerchi il detto signor podestà , quanta maxima diligentia fieri poterit , d'averlo nelle mani , e , legato a dovere , videlizet con buone manette , attesa l'esperimentata insufficienza de' manichini per il nominato soggetto , lo faccia condurre nelle carceri , e lo ritenga lì , sotto buona custodia , per farne consegna a chi sarà spedito a prenderlo ; e tanto nel caso del sì , come nel caso del no , accedatis ad domum praedicti Laurentii Tramaliini ; et , facta debita diligentia , quidquid ad rem repertum fuerit auferatis ; et informationes de illius prava qualitate , vita , et complicibus sumatis ; e di tutto il detto e il fatto , il trovato e il non trovato , il preso e il lasciato , diligenter referatis .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il signor podestà , dopo essersi umanamente cerziorato che il soggetto non era tornato in paese , fa chiamare il console del villaggio , e si fa condur da lui alla casa indicata , con gran treno di notaio e di birri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si sfonda l'uscio ; si fa la debita diligenza , vale a dire che si fa come in una città presa d'assalto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tant'è vero che , a giudicar per induzione , e senza la necessaria cognizione de' fatti , si fa alle volte gran torto anche ai birbanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il conte Attilio partì immediatamente , animando il cugino a persister nell'impresa , a spuntar l'impegno , e promettendogli che , dal canto suo , metterebbe subito mano a sbrigarlo dal frate ; al qual affare , il fortunato accidente dell'abietto rivale doveva fare un gioco mirabile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo assente , sfrattato , bandito , di maniera che ogni cosa diventava lecita contro di lui , e anche la sua sposa poteva esser considerata , in certo modo , come roba di rubello: il solo uomo al mondo che volesse e potesse prender le sue parti , e fare un rumore da esser sentito anche lontano e da persone alte , l'arrabbiato frate , tra poco sarebbe probabilmente anche lui fuor del caso di nuocere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Una tale certezza , e non fa bisogno di dirlo , fu un gran balsamo per Lucia: d'allora in poi le sue lacrime scorsero più facili e più dolci ; provò maggior conforto negli sfoghi segreti con la madre ; e in tutte le sue preghiere , c'era mescolato un ringraziamento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Già prima d'allora , Agnese aveva pensato a fare una scappata a casa ; questa novità di non vedere l'ambasciatore promesso , la fece risolvere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oh Signore ! Signore ! - esclamò di nuovo Agnese , quasi piangendo: - come devo fare , senza quell'uomo ? Era quello che ci faceva da padre ! Per noi è una rovina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fatti i suoi complimenti al conte zio , e presentatigli quelli del cugino , Attilio , con un suo contegno serio , che sapeva prendere a tempo , disse: - credo di fare il mio dovere , senza mancare alla confidenza di Rodrigo , avvertendo il signore zio d'un affare che , se lei non ci mette una mano , può diventar serio , e portar delle conseguenze . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Quante volte v'ho detto , all'uno e all'altro , che i frati bisogna lasciarli cuocere nel loro brodo ? Basta il da fare che dànno a chi deve . . .a chi tocca . . .- E qui soffiò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Prima di tutto , è una testa inquieta , conosciuto per tale , e che fa professione di prendersela coi cavalieri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Non se ne impicciano , perché lo conoscono per una testa calda , e hanno tutto il rispetto per Rodrigo ; ma , dall'altra parte , questo frate ha un gran credito presso i villani , perché fa poi anche il santo , e . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Son io l'uomo da dar pareri al signore zio ! Ma è la passione che ho della riputazione del casato che mi fa parlare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E alle volte , è meglio aver che fare con uno che sia sopra a molti individui , che con un solo di questi , il quale non vede che la sua causa , non sente che la sua passione , non cura che il suo punto ; mentre l'altro vede in un tratto cento relazioni , cento conseguenze , cento interessi , cento cose da scansare , cento cose da salvare ; e si può quindi prendere da cento parti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Son ben tenuto a vostra magnificenza di codesto avviso ; però son certo che , se si prenderanno informazioni su questo proposito , si troverà che il padre Cristoforo non avrà avuto che fare con l'uomo che lei dice , se non a fine di mettergli il cervello a partito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vorrei crederlo: lo dico di cuore: vorrei crederlo ; ma alle volte , come dice il proverbio . . .l'abito non fa il monaco .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Veda vostra paternità ; son cose , come io le dicevo , da finirsi tra di noi , da seppellirsi qui , cose che a rimestarle troppo . . .si fa peggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ottenuto che l'avesse , si poteva esser certi che non si sarebbe più curato degli anni , non avrebbe desiderato altro , e sarebbe morto contento , come tutti quelli che desideran molto una cosa , assicurano di voler fare , quando siano arrivati a ottenerla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alle volte un soggetto che , in un luogo , non fa bene , o che può esser causa di qualche inconveniente , riesce a maraviglia in un altro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quando il conte ebbe finito , e messo un lungo soffio , che equivaleva a un punto fermo , - intendo benissimo , - disse il provinciale , - quel che il signor conte vuol dire ; ma prima di fare un passo . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lo fa per inclinazione: è un genio in famiglia: e poi sa di far cosa grata a me .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasci fare a me , padre molto reverendo ; che comanderò a mio nipote . . .Cioè bisognerà insinuargli con prudenza , affinché non s'avveda di quel che è passato tra di noi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Giacché la cosa si deve fare , si farà presto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il guardiano non dice nulla la sera ; la mattina , fa chiamar fra Cristoforo , gli fa vedere l'obbedienza , gli dice che vada a prender la sporta , il bastone , il sudario e la cintura , e con quel padre compagno che gli presenta , si metta poi subito in viaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giuseppe Ripamonti , che , nel quinto libro della quinta decade della sua Storia Patria , ne fa più distesa menzione , lo nomina uno , costui , colui , quest'uomo , quel personaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Rodrigo voleva bensì fare il tiranno , ma non il tiranno salvatico: la professione era per lui un mezzo , non uno scopo: voleva dimorar liberamente in città , godere i comodi , gli spassi , gli onori della vita civile ; e perciò bisognava che usasse certi riguardi , tenesse di conto parenti , coltivasse l'amicizia di persone alte , avesse una mano sulle bilance della giustizia , per farle a un bisogno traboccare dalla sua parte , o per farle sparire , o per darle anche , in qualche occasione , sulla testa di qualcheduno che in quel modo si potesse servir più facilmente che con l'armi della violenza privata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tale è la descrizione che l'anonimo fa del luogo: del nome , nulla ; anzi , per non metterci sulla strada di scoprirlo , non dice niente del viaggio di don Rodrigo , e lo porta addirittura nel mezzo della valle , appiè del poggio , all'imboccatura dell'erto e tortuoso sentiero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Prese l'appunto del nome della nostra povera Lucia , e licenziò don Rodrigo , dicendo: - tra poco avrete da me l'avviso di quel che dovrete fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia fu atterrita d'una tale richiesta ; e con quella sua suggezione , ma senza nascondere una gran maraviglia , addusse subito , per disimpegnarsene , le ragioni che la signora doveva intendere , che avrebbe dovute prevedere: senza la madre , senza nessuno , per una strada solitaria , in un paese sconosciuto . . .Ma Gertrude , ammaestrata a una scola infernale , mostrò tanta maraviglia anche lei , e tanto dispiacere di trovare una tal ritrosia nella persona di cui credeva poter far più conto , figurò di trovar così vane quelle scuse ! di giorno chiaro , quattro passi , una strada che Lucia aveva fatta pochi giorni prima , e che , quand'anche non l'avesse mai veduta , a insegnargliela , non la poteva sbagliare ! . . .Tanto disse , che la poverina , commossa e punta a un tempo , si lasciò sfuggir di bocca: - e bene ; cosa devo fare ?
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- Cercate di passare senz'esser vista ; e se non vi riesce , ditele che andate alla chiesa tale , dove avete promesso di fare orazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Infatti , quando fu arrivata alla carrozza , quel medesimo , con un fare più gentile che non fosse l'aspetto , si voltò , e disse: - quella giovine , ci sapreste insegnar la strada di Monza ?
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- Zitta ! - disse con un visaccio severo il Nibbio: - a noi non si fa di codeste domande .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non era addetta ad alcun servizio particolare , ma , in quella masnada di sgherri , ora l'uno ora l'altro , le davan da fare ogni poco ; ch'era il suo rodimento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Fa allestir subito una bussola , entraci , e fatti portare alla Malanotte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu sei venuta a codesta età , senza sapere come si fa coraggio a una creatura , quando sI vuole ! Hai tu mai sentito affanno di cuore ? Hai tu mai avuto paura ? Non sai le parole che fanno piacere in que' momenti ? Dille di quelle parole: trovale , alla malora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E perché , - riprese Lucia con una voce , in cui , col tremito della paura , si sentiva una certa sicurezza dell'indegnazione disperata , - perché mi fa patire le pene dell'inferno ? Cosa le ho fatto io ? . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oh Vergine santissima ! mia madre ! mia madre , per carità , mia madre ! Forse non è lontana di qui . . .ho veduto i miei monti ! Perché lei mi fa patire ? Mi faccia condurre in una chiesa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Se lei non mi fa questa carità , me la farà il Signore: mi farà morire , e per me sarà finita ; ma lei ! . . .Forse un giorno anche lei . . .Ma no , no ; pregherò sempre io il Signore che la preservi da ogni male .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se volete venire a letto , sapete come avete a fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma c'era qualchedun altro in quello stesso castello , che avrebbe voluto fare altrettanto , e non poté mai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per queste , poté trovar professori già formati ; per il rimanente , abbiam visto che da fare gli avesse dato la raccolta de' libri e de' manoscritti ; certo più difficili a trovarsi dovevano essere i tipi di quelle lingue , allora molto men coltivate in Europa che al presente ; più ancora de' tipi , gli uomini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Uno di costoro , una volta che , nella visita d'un paese alpestre e salvatico , Federigo istruiva certi poveri fanciulli , e , tra l'interrogare e l'insegnare , gli andava amorevolmente accarezzando , l'avvertì che usasse più riguardo nel far tante carezze a que' ragazzi , perche eran troppo sudici e stomacosi: come se supponesse , il buon uomo , che Federigo non avesse senso abbastanza per fare una tale scoperta , o non abbastanza perspicacia , per trovar da sé quel ripiego così fino .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi lo volesse difendere in questo , ci sarebbe quella scusa così corrente e ricevuta , ch'erano errori del suo tempo , piuttosto che suoi: scusa che , per certe cose , e quando risulti dall'esame particolare de' fatti , può aver qualche valore , o anche molto ; ma che applicata così nuda e alla cieca , come si fa d'ordinario , non significa proprio nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non è certamente fare ingiuria ai nostri lettori il supporre che qualcheduno di loro domandi se di tanto ingegno e di tanto studio quest'uomo abbia lasciato qualche monumento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Il cardinal Federigo , intanto che aspettava l'ora d'andar in chiesa a celebrar gli ufizi divini , stava studiando , com'era solito di fare in tutti i ritagli di tempo ; quando entrò il cappellano crocifero , con un viso alterato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Ma . . .- insistette il cappellano: - noi non possiamo mai parlare di certe cose , perché monsignore dice che le son ciance: però quando viene il caso , mi pare che sia un dovere . . .Lo zelo fa de' nemici , monsignore ; e noi sappiamo positivamente che più d'un ribaldo ha osato vantarsi che , un giorno o l'altro . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E precedendolo in quella piccola folla , che subito fece ala , dava a destra e a sinistra occhiate , le quali significavano: cosa volete ? non lo sapete anche voi altri , che fa sempre a modo suo ?
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- Rimprovero ! - esclamò il signore maravigliato , ma raddolcito da quelle parole e da quel fare , e contento che il cardinale avesse rotto il ghiaccio , e avviato un discorso qualunque .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma Dio sa fare Egli solo le maraviglie , e supplisce alla debolezza , alla lentezza de' suoi poveri servi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Voi me lo domandate ? voi ? E chi più di voi l'ha vicino ? Non ve lo sentite in cuore , che v'opprime , che v'agita , che non vi lascia stare , e nello stesso tempo v'attira , vi fa presentire una speranza di quiete , di consolazione , d'una consolazione che sarà piena , immensa , subito che voi lo riconosciate , lo confessiate , l'imploriate ?
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* Ma quando voi stesso sorgerete a condannare la vostra vita , ad accusar voi stesso , allora ! allora Dio sarà glorificato ! E voi domandate cosa Dio possa far di voi ? Chi son io pover'uomo , che sappia dirvi fin d'ora che profitto possa ricavar da voi un tal Signore ? cosa possa fare di codesta volontà impetuosa , di codesta imperturbata costanza , quando l'abbia animata , infiammata d'amore , di speranza , di pentimento ? Chi siete voi , pover'uomo , che vi pensiate d'aver saputo da voi immaginare e fare cose più grandi nel male , che Dio non possa farvene volere e operare nel bene ? Cosa può Dio far di voi ? E perdonarvi ? e farvi salvo ? e compire in voi l'opera della redenzione ? Non son cose magnifiche e degne di Lui ? Oh pensate ! se io omiciattolo , io miserabile , e pur così pieno di me stesso , io qual mi sono , mi struggo ora tanto della vostra salute , che per essa darei con gaudio (Egli m'è testimonio) questi pochi giorni che mi rimangono ; oh pensate ! quanta , quale debba essere la carità di Colui che m'infonde questa così imperfetta , ma così viva ; come vi ami , come vi voglia Quello che mi comanda e m'ispira un amore per voi che mi divora !
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* Il cardinale lasciò andar la mano dell'innominato , col quale intanto aveva concertato quello che dovevan fare ; si discostò un poco , e chiamò con un cenno il curato della chiesa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E non l'alzò che per fare un altro profondo inchino all'innominato , con un'occhiata pietosa che diceva: sono nelle vostre mani: abbiate misericordia: parcere subiectis .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Potrebbe far l'arte di Michelaccio ; no signore: vuol fare il mestiere di molestar le femmine: il più pazzo , il più ladro , il più arrabbiato mestiere di questo mondo ; potrebbe andare in paradiso in carrozza , e vuol andare a casa del diavolo a piè zoppo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ci vuol tanto a fare il galantuomo tutta la vita , com'ho fatt'io ? No signore: si deve squartare , ammazzare , fare il diavolo . . .oh povero me ! . . .e poi uno scompiglio , anche per far penitenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Correva con ansietà a cercare quali fossero le iniquità riparabili , cosa si potesse troncare a mezzo , quali i rimedi più espedienti e più sicuri , come scioglier tanti nodi , che fare di tanti complici: era uno sbalordimento a pensarci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I bravi che si trovan sulla spianata e sulla porta , si ritirano di qua e di là , per lasciare il passo libero: l'innominato fa segno che non si movan di più ; sprona , e passa davanti alla lettiga ; accenna al lettighiero e a don Abbondio che lo seguano ; entra in un primo cortile , da quello in un secondo ; va verso un usciolino , fa stare indietro con un gesto un bravo che accorreva per tenergli la staffa , e gli dice: - tu sta' costì , e non venga nessuno - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi fa cenno al lettighiero , che apra ; poi s'avvicina a don Abbondio , e , con un sembiante così sereno come questo non gliel aveva ancor visto , né credeva che lo potesse avere , con dipintavi la gioia dell'opera buona che finalmente stava per compire , gli dice , ancora sotto voce: - signor curato , non le chiedo scusa dell'incomodo che ha per cagion mia: lei lo fa per Uno che paga bene , e per questa sua poverina - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La vecchia tira il paletto ; l'innominato , spingendo leggermente i battenti , fa un po' di spiraglio: ordina alla vecchia di venir fuori , fa entrar subito don Abbondio con la buona donna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dire che questa buona donna non provasse molta curiosità di conoscere un po' più distintamente la grand'avventura nella quale si trovava a fare una parte , non sarebbe la verità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Ma , - rifletteva però , - se la notizia di questa gran conversione si sparge qua dentro , intanto che ci siamo ancora , chi sa come l'intenderanno costoro ! Chi sa cosa nasce ! Che s'andassero a immaginare che sia venuto io a fare il missionario ! Povero me ! mi martirizzano ! " Il cipiglio dell'innominato non gli dava fastidio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora è quando fa il diavolo davvero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quelli che fanno il bene , lo fanno all'ingrosso: quand'hanno provata quella soddisfazione , n'hanno abbastanza , e non si voglion seccare a star dietro a tutte le conseguenze ; ma coloro che hanno quel gusto di fare il male , ci mettono più diligenza , ci stanno dietro fino alla fine , non prendon mai requie , perché hanno quel canchero che li rode .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oh santo cielo ! Dalla parte dell'iniquità io ! Per gli spassi che la mi dà ! Basta ; il meglio sarà raccontare a Perpetua la cosa com'è ; e lascia poi fare a Perpetua a mandarla in giro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il sarto cominciò , ai primi bocconi , a discorrere con grand'enfasi , in mezzo all'interruzioni de' ragazzi , che mangiavano ritti intorno alla tavola , e che in verità avevano viste troppe cose straordinarie , per fare alla lunga la sola parte d'ascoltatori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La moglie del sarto , ch'era la sola che si trovava lì presente , fa coraggio a tutt'e due , le acquieta , si rallegra con loro , e poi , sempre discreta , le lascia sole , dicendo che andava a preparare un letto per loro ; che aveva il modo , senza incomodarsi ; ma che , in ogni caso , tanto lei , come suo marito , avrebbero piuttosto voluto dormire in terra , che lasciarle andare a cercare un ricovero altrove .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In quanto all'autor principale della trama , tanto l'una che l'altra non potevano fare a meno di non pensare che fosse don Rodrigo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il curato badava a dire: - via , indietro , ritiratevi ; ma ! ma ! - Federigo gli diceva: - lasciateli fare , - e andava avanti , ora alzando la mano a benedir la gente , ora abbassandola ad accarezzare i ragazzi che gli venivan tra' piedi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* V'ha rimessa in salvo ; e s'è servito di voi per una grand'opera , per fare una gran misericordia a uno , e per sollevar molti nello stesso tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Rinnovò i ringraziamenti che aveva fatti fare dal curato , e domandò se sarebbero stati contenti di ricoverare , per que' pochi giorni , le ospiti che Dio aveva loro mandate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Eh , pur troppo ! Si fa quel che si può ; ma come arrivare a tutto , in tempi di questa sorte ?
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* All'entrata del paese , proprio accanto alla casetta delle nostre due donne , c'era un arco trionfale , costrutto di stili per il ritto , e di pali per il traverso , rivestito di paglia e di borraccina , e ornato di rami verdi di pugnitopo e d'agrifoglio , distinti di bacche scarlatte ; la facciata della chiesa era parata di tappezzerie ; al davanzale d'ogni finestra pendevano coperte e lenzoli distesi , fasce di bambini disposte a guisa di pendoni ; tutto quel poco necessario che fosse atto a fare , o bene o male , figura di superfluo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il cardinale veniva avanti , dando benedizioni con la mano , e ricevendone dalle bocche della gente , che quelli del seguito avevano un bel da fare a tenere un po' indietro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per esser del paese di Lucia , avrebbe voluto quella gente fare all'arcivescovo dimostrazioni straordinarie ; ma la cosa non era facile , perché era uso che , per tutto dove arrivava , tutti facevano più che potevano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* D'allora in poi , in tante visite episcopali ch'ebbe a fare , il primo entrar nella chiesa si può senza scherzo contarlo tra le sue pastorali fatiche , e qualche volta , tra i pericoli passati da lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , a più particolari e precise domande , dovette rispondere ch'era un galantuomo , e che anche lui non sapeva capire come , in Milano , avesse potuto fare tutte quelle diavolerie che avevan detto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il suo gran segreto l'aveva sempre tenuto in sé ; e , inquietata bensì dal dispiacere di fare a una madre così buona un sotterfugio , che non era il primo ; ma trattenuta , come invincibilmente , dalla vergogna e da' vari timori che abbiam detto di sopra , andava d'oggi in domani , senza dir nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma lascia fare al Signore ; e se . . .Lascia che si veda un barlume , appena un barlume di speranza ; e allora mi saprai dire se non pensi più a nulla - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per fare il bene , bisogna conoscerlo ; e , al pari d'ogni altra cosa , non possiamo conoscerlo che in mezzo alle nostre passioni , per mezzo de' nostri giudizi , con le nostre idee ; le quali bene spesso stanno come possono .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le accadeva quindi , o di proporsi per bene ciò che non lo fosse , o di prender per mezzi , cose che potessero piuttosto far riuscire dalla parte opposta , o di crederne leciti di quelli che non lo fossero punto , per una certa supposizione in confuso , che chi fa più del suo dovere possa far più di quel che avrebbe diritto ; le accadeva di non vedere nel fatto ciò che c'era di reale , o di vederci ciò che non c'era ; e molte altre cose simili , che possono accadere , e che accadono a tutti , senza eccettuarne i migliori ; ma a donna Prassede , troppo spesso e , non di rado , tutte in una volta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* C'era ordine d'introdurle subito: il cappellano , che fu il primo a vederle , l'eseguì , trattenendole solo quant'era necessario per dar loro , in fretta in fretta , un po' d'istruzione sul cerimoniale da usarsi con monsignore , e sui titoli da dargli ; cosa che soleva fare , ogni volta che lo potesse di nascosto a lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma ! - disse il cardinale , con voce e con aria grave fuor del consueto: - è il vostro vescovo che , per suo dovere e per vostra giustificazione , vuol saper da voi il perché non abbiate fatto ciò che , nella via regolare , era obbligo vostro di fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che dico ? oh vergogna ! il mondo stesso la rifiuta: il mondo fa anch'esso le sue leggi , che prescrivono il male come il bene ; ha il suo vangelo anch'esso , un vangelo di superbia e d'odio ; e non vuol che si dica che l'amore della vita sia una ragione per trasgredirne i comandamenti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma quando s'ha che fare con certa gente , con gente che ha la forza , e che non vuol sentir ragioni , anche a voler fare il bravo , non saprei cosa ci si potesse guadagnare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E non sapete voi che il soffrire per la giustizia è il nostro vincere ? E se non sapete questo , che cosa predicate ? di che siete maestro ? qual è la buona nuova che annunziate a' poveri ? Chi pretende da voi che vinciate la forza con la forza ? Certo non vi sarà domandato , un giorno , se abbiate saputo fare stare a dovere i potenti ; che a questo non vi fu dato né missione , né modo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vi sarete umiliato di quel primo timore , perché era un effetto della vostra miseria ; avrete implorato la forza per vincerlo , per discacciarlo , perché era una tentazione: ma il timor santo e nobile per gli altri , per i vostri figliuoli , quello l'avrete ascoltato , quello non v'avrà dato pace , quello v'avrà eccitato , costretto , a pensare , a fare ciò che si potesse , per riparare al pericolo che lor sovrastava . . .Cosa v'ha ispirato il timore , l'amore ? Cosa avete fatto per loro ? Cosa avete pensato ?
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* E ad alta voce , disse: - ho mancato ; capisco che ho mancato ; ma cosa dovevo fare , in un frangente di quella sorte ?
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* Allora avreste sentito che l'iniquità può aver bensì delle minacce da fare , de' colpi da dare , ma non de' comandi ; avreste unito , secondo la legge di Dio , ciò che l'uomo voleva separare ; avreste prestato a quegl'innocenti infelici il ministero che avevan ragione di richieder da voi: delle conseguenze sarebbe restato mallevadore Iddio , perché si sarebbe andati per la sua strada: avendone presa un'altra , ne restate mallevadore voi ; e di quali conseguenze ! Ma forse che tutti i ripari umani vi mancavano ? forse che non era aperta alcuna via di scampo , quand'aveste voluto guardarvi d'intorno , pensarci , cercare ? Ora voi potete sapere che que' vostri poverini , quando fossero stati maritati , avrebbero pensato da sé al loro scampo , eran disposti a fuggire dalla faccia del potente , s'eran già disegnato il luogo di rifugio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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" Proprio le ragioni di Perpetua " , pensò anche qui don Abbondio , senza riflettere che quel trovarsi d'accordo la sua serva e Federigo Borromeo su ciò che si sarebbe potuto e dovuto fare , voleva dir molto contro di lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Disse poi ad alta voce: - oh , monsignore ! che mi fa celia ? Chi non conosce il petto forte , lo zelo imperterrito di vossignoria illustrissima ? - E tra sé soggiunse: " anche troppo " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Io non vi chiedevo una lode , che mi fa tremare , - disse Federigo , - perché Dio conosce i miei mancamenti , e quello che ne conosco anch'io , basta a confondermi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Tutto casca addosso a me , - disse don Abbondio: - ma queste persone che son venute a rapportare , non le hanno poi detto d'essersi introdotte in casa mia , a tradimento , per sorprendermi , e per fare un matrimonio contro le regole .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come ? - rispose Agnese: - non vedi quante cose possiamo fare , con tanti danari ? Senti ; io non ho altro che te , che voi due , posso dire ; perché Renzo , da che cominciò a discorrerti , l'ho sempre riguardato come un mio figliuolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ero disposta , fin d'allora , a venir con voi altri , anche in capo al mondo ; e son sempre stata di quel parere ; ma senza danari come si fa ? Intendi ora ? Que' quattro , che quel poverino aveva messi da parte , con tanto stento e con tanto risparmio , è venuta la giustizia , e ha spazzato ogni cosa ; ma , per ricompensa , il Signore ha mandato la fortuna a noi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciamo fare a Lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Con queste ed altre simili , e più volte ripetute parole di lamento e di conforto , di rammarico e di rassegnazione , con molte raccomandazioni e promesse di non dir nulla , con molte lacrime , dopo lunghi e rinnovati abbracciamenti , le donne si separarono , promettendosi a vicenda di rivedersi il prossimo autunno , al più tardi ; come se il mantenere dipendesse da loro , e come però si fa sempre in casi simili .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un buon mezzo è di fare il disgustato , di querelarsi , di reclamare: e perciò , essendo venuto il residente di Venezia a fargli un complimento , e ad esplorare insieme , nella sua faccia e nel suo contegno , come stesse dentro di sé (notate tutto ; ché questa è politica di quella vecchia fine) , don Gonzalo , dopo aver parlato del tumulto , leggermente e da uomo che ha già messo riparo a tutto ; fece quel fracasso che sapete a proposito di Renzo ; come sapete anche quel che ne venne in conseguenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , non sapendo se le donne fossero ancora a Monza , o dove , credé bene di fare accluder la lettera per Agnese in un'altra diretta al padre Cristoforo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il letterato , parte intende , parte frantende , dà qualche consiglio , propone qualche cambiamento , dice: lasciate fare a me ; piglia la penna , mette come può in forma letteraria i pensieri dell'altro , li corregge , li migliora , carica la mano , oppure smorza , lascia anche fuori , secondo gli pare che torni meglio alla cosa: perché , non c'è rimedio , chi ne sa più degli altri non vuol essere strumento materiale nelle loro mani ; e quando entra negli affari altrui , vuol anche fargli andare un po' a modo suo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Donna Prassede , dopo aver tentato per qualche tempo , e inutilmente , di tirarlo dal lasciar fare al fare , s'era ristretta a brontolare spesso contro di lui , a nominarlo uno schivafatiche , un uomo fisso nelle sue idee , un letterato ; titolo nel quale , insieme con la stizza , c'entrava anche un po' di compiacenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sia com'esser si voglia , ordinando ai fornai di far tanto pane , bisognava anche fare in modo che la materia del pane non mancasse loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I mezzi erano convenienti tra loro ; ma cosa avessero a fare col fine , il lettore lo vede: come valessero in fatto ad ottenerlo , lo vedrà a momenti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si potevan distinguere gli arrivati di fresco , più ancora che all'andare incerto e all'aria nuova , a un fare maravigliato e indispettito di trovare una tal piena , una tale rivalità di miseria , al termine dove avevan creduto di comparire oggetti singolari di compassione , e d'attirare a sé gli sguardi e i soccorsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi aveva il modo di far qualche elemosina , doveva però fare una trista scelta tra fame e fame , tra urgenze e urgenze .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Citiamo questo tratto per uno de' singolari di quel tempo: ché di certo , da che ci son tribunali di sanità , non accadde mai a un altro presidente d'un tal corpo , di fare un ragionamento simile ; se ragionamento si può chiamare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Eran vent'otto mila fanti , e sette mila cavalli ; e , scendendo dalla Valtellina per portarsi nel mantovano , dovevan seguire tutto il corso che fa l'Adda per due rami di lago , e poi di nuovo come fiume fino al suo sbocco in Po , e dopo avevano un buon tratto di questo da costeggiare: in tutto otto giornate nel ducato di Milano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come fare ? - esclamava: - dove andare ? - I monti , lasciando da parte la difficoltà del cammino , non eran sicuri: già s'era saputo che i lanzichenecchi vi s'arrampicavano come gatti , dove appena avessero indizio o speranza di far preda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Abbondio voleva trattenerla , e discuter con lei i vari partiti ; ma lei , tra il da fare , e la fretta , e lo spavento che aveva anch'essa in corpo , e la rabbia che le faceva quello del padrone , era , in tal congiuntura , meno trattabile di quel che fosse stata mai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma , ma ; dia qui ; tenga qualche soldo , per quel che può occorrere ; e poi lasci fare a me .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Dove vanno tutti gli altri ? Prima di tutto , anderemo in istrada ; e là sentiremo , e vedremo cosa convenga di fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In quel momento entrò Agnese con una gerletta sulle spalle , e in aria di chi viene a fare una proposta importante .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se la prendeva col duca di Nevers , che avrebbe potuto stare in Francia a godersela , a fare il principe , e voleva esser duca di Mantova a dispetto del mondo ; con l'imperatore , che avrebbe dovuto aver giudizio per gli altri , lasciar correr l'acqua all'ingiù , non istar su tutti i puntigli: ché finalmente , lui sarebbe sempre stato l'imperatore , fosse duca di Mantova Tizio o Sempronio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quel coraggio che altre volte aveva mostrato nell'offendere e nel difendersi , ora lo mostrava nel non fare né l'una cosa né l'altra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tormentare un santo , non pareva un buon mezzo di cancellar la vergogna di non aver saputo fare stare a dovere un facinoroso: e l'esempio che si fosse dato col punirlo , non avrebbe potuto aver altro effetto , che di stornare i suoi simili dal divenire inoffensivi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* È vero ch'eran anche molti a cui quella strepitosa mutazione dovette far tutt'altro che piacere: tanti esecutori stipendiati di delitti , tanti compagni nel delitto , che perdevano una così gran forza sulla quale erano avvezzi a fare assegnamento , che anche si trovavano a un tratto rotti i fili di trame ordite da un pezzo , nel momento forse che aspettavano la nuova dell'esecuzione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di quelli poi che s'eran potuti avvezzare al nuovo tenor di vita , o che lo avevano abbracciato volentieri , i più , nativi della valle , eran tornati ai campi , o ai mestieri imparati nella prima età , e poi abbandonati ; i forestieri eran rimasti nel castello , come servitori: gli uni e gli altri , quasi ribenedetti nello stesso tempo che il loro padrone , se la passavano , al par di lui , senza fare né ricever torti , inermi e rispettati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma cosa vuol fare ? vuol far la guerra ? vuol fare il re , lui ? Oh povero me ! In circostanze che si vorrebbe potersi nasconder sotto terra , e costui cerca ogni maniera di farsi scorgere , di dar nell'occhio ; par che li voglia invitare ! "
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* - Fa peggio lei con tutte codeste sue . . .- riprendeva Perpetua .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questo non aveva nulla da fare , ma non s'annoiava però ; la paura gli teneva compagnia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A tutti i suoi compagni di rifugio faceva gran riverenze o gran saluti , ma bazzicava con pochissimi: la sua conversazione più frequente era con le due donne , come abbiam detto ; con loro andava a fare i suoi sfoghi , a rischio che talvolta gli fosse dato sulla voce da Perpetua , e che lo svergognasse anche Agnese .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tanto che il pover'uomo s'era ridotto a non lamentarsi più , quando trovava mancante qualche cosa , nel momento che ne avrebbe avuto bisogno ; perché , più d'una volta , gli era toccato a sentirsi dire: - vada a chiederlo al tale che l'ha , e non l'avrebbe tenuto fino a quest'ora , se non avesse che fare con un buon uomo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma ciò che , lasciando intero il biasimo , scema la maraviglia di quella sua condotta , ciò che fa nascere un'altra e più forte maraviglia , è la condotta della popolazione medesima , di quella , voglio dire , che , non tocca ancora dal contagio , aveva tanta ragion di temerlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Siccome però , a ogni scoperta che gli riuscisse fare , il tribunale ordinava di bruciar robe , metteva in sequestro case , mandava famiglie al lazzeretto , così è facile argomentare quanta dovesse essere contro di esso l'ira e la mormorazione del pubblico , " della Nobiltà , delli Mercanti et della plebe " , dice il Tadino ; persuasi , com'eran tutti , che fossero vessazioni senza motivo , e senza costrutto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E , una cosa che in noi turba e contrista il sentimento di stima ispirato da questi meriti , ma che allora doveva renderlo più generale e più forte , il pover'uomo partecipava de' pregiudizi più comuni e più funesti de' suoi contemporanei: era più avanti di loro , ma senza allontanarsi dalla schiera , che è quello che attira i guai , e fa molte volte perdere l'autorità acquistata in altre maniere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un giorno che andava in bussola a visitare i suoi ammalati , principiò a radunarglisi intorno gente , gridando esser lui il capo di coloro che volevano per forza che ci fosse la peste ; lui che metteva in ispavento la città , con quel suo cipiglio , con quella sua barbaccia: tutto per dar da fare ai medici .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Coloro i quali avevano impugnato così risolutamente , e così a lungo , che ci fosse vicino a loro , tra loro , un germe di male , che poteva , per mezzi naturali , propagarsi e fare una strage ; non potendo ormai negare il propagamento di esso , e non volendo attribuirlo a que' mezzi (che sarebbe stato confessare a un tempo un grand'inganno e una gran colpa) , erano tanto più disposti a trovarci qualche altra causa , a menar buona qualunque ne venisse messa in campo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* 203 .) , le piace più d'attribuire i mali a una perversità umana , contro cui possa far le sue vendette , che di riconoscerli da una causa , con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non trascurò quelle cautele che non gl'impedissero di fare il suo dovere (sulla qual cosa diede anche istruzioni e regole al clero) ; e insieme non curò il pericolo , né parve che se n'avvedesse , quando , per far del bene , bisognava passar per quello .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E più delle parole , dovevan far colpo le dimostrazioni , se accadeva che appestati in delirio andasser facendo di quegli atti che s'erano figurati che dovessero fare gli untori: cosa insieme molto probabile , e atta a dar miglior ragione della persuasion generale e dell'affermazioni di molti scrittori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sto bene , ve' , - disse don Rodrigo , che lesse nel fare del Griso il pensiero che gli passava per la mente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo un lungo rivoltarsi , finalmente s'addormentò , e cominciò a fare i più brutti e arruffati sogni del mondo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi ritornava a chiamar con quanta voce aveva , gli altri suoi servitori ; ma era inutile , perché l'abbominevole Griso gli aveva mandati lontano , con finti ordini del padrone stesso , prima d'andare a fare ai monatti la proposta di venire a quella spedizione , e divider le spoglie .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ti par che convenga lasciare d'incannar seta , per andare a ammazzare ? Cosa vuoi fare con quella razza di gente ? Ci vuol degli uomini fatti apposta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se lascio scappare una occasion così bella , - (La peste ! Vedete un poco come ci fa qualche volta adoprar le parole quel benedetto istinto di riferire e di subordinar tutto a noi medesimi !) - non ne ritorna più una simile ! "
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* Si mise sotto panni una cintura , con dentro que' cinquanta scudi , che non aveva mai intaccati , e de' quali non aveva mai fatto parola , neppur con Bortolo ; prese alcuni altri pochi quattrini , che aveva messi da parte giorno per giorno , risparmiando su tutto ; prese sotto il braccio un fagottino di panni ; si mise in tasca un benservito , che s'era fatto fare a buon conto , dal secondo padrone , sotto il nome d'Antonio Rivolta ; in un taschino de' calzoni si mise un coltellaccio , ch'era il meno che un galantuomo potesse portare a que' tempi ; e s'avviò , agli ultimi d'agosto , tre giorni dopo che don Rodrigo era stato portato al lazzeretto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E lì , senza sospendere i discorsi , l'amico si mise in faccende per fare un po' d'onore a Renzo , come si poteva così all'improvviso e in quel tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivato dunque sotto le mura , si fermò a guardar d'intorno , come fa chi , non sapendo da che parte gli convenga di prendere , par che n'aspetti , e ne chieda qualche indizio da ogni cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La disgrazia fu ch'eravamo in un luogo così solitario , ché se era in mezzo Milano , chiamavo gente , e mi facevo aiutare a acchiapparlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora sarà in giro per Milano: chi sa che strage fa ! - E fin che visse , che fu per molt'anni , ogni volta che si parlasse d'untori , ripeteva la sua storia , e soggiungeva: - quelli che sostengono ancora che non era vero , non lo vengano a dire a me ; perché le cose bisogna averle viste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Congetturò quello ch'era di fatto , cioè che finisse di confessar qualcheduno ; e disse tra sé: " questo è l'uomo che fa per me .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il buon prete ringraziò lui d'avergli dato occasione di fare una carità così necessaria ; e , dicendo che andava ad avvertire chi bisognava , tirò avanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo si mosse anche lui , e , camminando , cercava di fare a se stesso una ripetizione dell'itinerario , per non esser da capo a dover domandare a ogni cantonata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Raccolse però le sue forze , e disse a se stesso: " ehi ! se principiamo ora a fare il ragazzo , com'anderà ? " Così rinfrancato alla meglio , seguitò la sua strada , inoltrandosi nella città .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo affrettò il passo , facendosi coraggio col pensare che la meta non doveva essere così vicina , e sperando che , prima d'arrivarci , troverebbe mutata , almeno in parte , la scena ; e infatti , di lì a non molto , riuscì in un luogo che poteva pur dirsi città di viventi ; ma quale città ancora , e quali viventi ! Serrati , per sospetto e per terrore , tutti gli usci di strada , salvo quelli che fossero spalancati per esser le case disabitate , o invase ; altri inchiodati e sigillati , per esser nelle case morta o ammalata gente di peste ; altri segnati d'una croce fatta col carbone , per indizio ai monatti , che c'eran de' morti da portar via: il tutto più alla ventura che altro , secondo che si fosse trovato piuttosto qua che là un qualche commissario della Sanità o altro impiegato , che avesse voluto eseguir gli ordini , o fare un'angheria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ognuno , camminando , aveva molto da fare , per iscansare gli schifosi e mortiferi inciampi di cui il terreno era sparso e , in qualche luogo , anche affatto ingombro: ognuno cercava di stare in mezzo alla strada , per timore d'altro sudiciume , o d'altro più funesto peso che potesse venir giù dalle finestre ; per timore delle polveri venefiche che si diceva esser spesso buttate da quelle su' passeggieri ; per timore delle muraglie , che potevan esser unte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era tale , che il riguardante poteva trovar quasi un disperato conforto in ciò che ai lontani e ai posteri fa la più forte e dolorosa impressione ; nel pensare , dico , nel vedere quanto que' viventi fossero ridotti a pochi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E che altro poté fare , se non posar sul letto l'unica che le rimaneva , e mettersele accanto per morire insieme ? come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccia , al passar della falce che pareggia tutte l'erbe del prato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo qualche momento , s'apre un poco una finestra ; una donna fa capolino , guardando chi era , con un viso ombroso che par che dica: monatti ? vagabondi ? commissari ? untori ? diavoli ?
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* Allo strillar della vecchia , accorreva gente di qua e di là ; non la folla che , in un caso simile , sarebbe stata , tre mesi prima ; ma più che abbastanza per poter fare d'un uomo solo quel che volessero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lascia fare a me , - gli disse un monatto ; e strappato d'addosso a un cadavere un laido cencio , l'annodò in fretta , e , presolo per una delle cocche , l'alzò come una fionda verso quegli ostinati , e fece le viste di buttarglielo , gridando: - aspetta , canaglia ! - A quell'atto , fuggiron tutti , inorriditi ; e Renzo non vide più che schiene di nemici , e calcagni che ballavano rapidamente per aria , a guisa di gualchiere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fai bene a ungere questa canaglia: ungili , estirpali costoro , che non vaglion qualcosa , se non quando son morti ; che , per ricompensa della vita che facciamo , ci maledicono , e vanno dicendo che , finita la morìa , ci voglion fare impiccar tutti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi , composto il viso a un atto di serietà ancor più bieco e fellonesco , fece una riverenza da quella parte , e riprese: - si contenta , padron mio , che un povero monattuccio assaggi di quello della sua cantina ? Vede bene: si fa certe vite: siam quelli che l'abbiam messo in carrozza , per condurlo in villeggiatura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi , già a loro signori il vino fa subito male: i poveri monatti han lo stomaco buono .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il birbone , tracannato quanto ne volle , porse , con tutt'e due le mani , il gran fiasco a quegli altri suoi simili , i quali se lo passaron dall'uno all'altro , fino a uno che , votatolo , lo prese per il collo , gli fece fare il mulinello , e lo scagliò a fracassarsi sulle lastre , gridando: - viva la morìa ! - Dietro a queste parole , intonò una loro canzonaccia ; e subito alla sua voce s'accompagnaron tutte l'altre di quel turpe coro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dalla porta dove s'era fermato , fino alla cappella del mezzo , e di là all'altra porta in faccia , c'era come un viale sgombro di capanne e d'ogni altro impedimento stabile ; e alla seconda occhiata , Renzo vide in quello un tramenìo di carri , un portar via roba , per far luogo ; vide cappuccini e secolari che dirigevano quell'operazione , e insieme mandavan via chi non ci avesse che fare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vide , a un cento passi di distanza , passare e perdersi subito tra le baracche un cappuccino , un cappuccino che , anche così da lontano e così di fuga , aveva tutto l'andare , tutto il fare , tutta la forma del padre Cristoforo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Con la smania che potete pensare , corse verso quella parte ; e lì , a girare , a cercare , innanzi , indietro , dentro e fuori , per quegli andirivieni , tanto che rivide , con altrettanta gioia , quella forma , quel frate medesimo ; lo vide poco lontano , che , scostandosi da una caldaia , andava , con una scodella in mano , verso una capanna ; poi lo vide sedersi sull'uscio di quella , fare un segno di croce sulla scodella che teneva dinanzi ; e , guardando intorno , come uno che stia sempre all'erta , mettersi a mangiare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - È vero , - disse Renzo: - ora che lei mi ci fa pensare , mi ricordo che sono ancora digiuno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora dimmi quello che non so , dimmi di quella nostra poverina ; e cerca di spicciarti ; ché c'è poco tempo , e molto da fare , come tu vedi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Se sente anche questo , - aveva pensato , - mi fa dell'altre difficoltà sicuro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Perché , ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto ! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo ! quanti ne ho veduti portar via ! quanti pochi uscire ! . . .Va' preparato a fare un sacrifizio . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ne ho visti morire qui degli offesi che perdonavano ; degli offensori che gemevano di non potersi umiliare davanti all'offeso: ho pianto con gli uni e con gli altri ; ma con te che ho da fare ?
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* - Zitto ! - interruppe il frate: - credi tu che , se ci fosse una buona ragione , io non l'avrei trovata in trent'anni ? Ah ! s'io potessi ora metterti in cuore il sentimento che dopo ho avuto sempre , e che ho ancora , per l'uomo ch'io odiavo ! S'io potessi ! io ? ma Dio lo può: Egli lo faccia ! . . .Senti , Renzo: Egli ti vuol più bene di quel che te ne vuoi tu: tu hai potuto macchinar la vendetta ; ma Egli ha abbastanza forza e abbastanza misericordia per impedirtela ; ti fa una grazia di cui qualchedun altro era troppo indegno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E perché sei povero , perché sei offeso , credi tu ch'Egli non possa difendere contro di te un uomo che ha creato a sua immagine ? Credi tu ch'Egli ti lascerebbe fare tutto quello che vuoi ? No ! ma sai tu cosa puoi fare ? Puoi odiare , e perderti ; puoi , con un tuo sentimento , allontanar da te ogni benedizione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vieni , e vedrai con chi tu potevi tener odio , a chi potevi desiderar del male , volergliene fare , sopra che vita tu volevi far da padrone .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E , presa la mano di Renzo , e strettala come avrebbe potuto fare un giovine sano , si mosse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Va' ora , - riprese il frate , - va' preparato , sia a ricevere una grazia , sia a fare un sacrifizio ; a lodar Dio , qualunque sia l'esito delle tue ricerche .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cominciamo da questo viaggio , da' primi passi che siam per fare , una vita tutta di carità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Belle cose da fare scrivere a un povero disgraziato , tribolato , ramingo , a un giovine che , dispetti almeno , non ve n'aveva mai fatti !
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- Ah , cos'avete fatto ! E in questo luogo ! tra queste miserie ! tra questi spettacoli ! qui dove non si fa altro che morire , avete potuto . . . !
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* - No no ; non dite così: non sapete quello che vi dite: non lo sapete voi cosa sia fare un voto: non ci siete stato voi in quel caso: non avete provato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Andate ; cercate di far sapere a mia madre che son guarita , che anche qui Dio m'ha sempre assistita , che ho trovato un'anima buona , questa brava donna , che mi fa da madre ; ditele che spero che lei sarà preservata da questo male , e che ci rivedremo quando Dio vorrà , e come vorrà . . .Andate , per amor del cielo , e non pensate a me . . .se non quando pregherete il Signore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Gli ho parlato poco fa ; sono stato un pezzo con lui: e un religioso della sua qualità , mi pare . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* M'ha detto che facevo bene a venirvi a cercare , e che al Signore gli piace che un giovine tratti così , e m'avrebbe aiutato a far che vi trovassi ; come è proprio stato la verità: ma già è un santo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma non capite che , quando è un santo che parla , è il Signore che lo fa parlare ? e che non avrebbe parlato così , se non dovesse esser proprio così ? . . .E l'anima di quel poverino ? Io ho bensì pregato , e pregherò per lui: di cuore ho pregato , proprio come se fosse stato per un mio fratello .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lasciate fare a Lui , per questo: noi , il nostro dovere è di pregarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al diavolo il mestiere , al diavolo la buona condotta ! Volete condannarmi a essere arrabbiato per tutta la vita ; e da arrabbiato viverò . . .E quel disgraziato ! Lo sa il Signore se gli ho perdonato di cuore ; ma voi . . .Volete dunque farmi pensare per tutta la vita che se non era lui . . . ? Lucia ! avete detto ch'io vi dimentichi: ch'io vi dimentichi ! Come devo fare ? A chi credete ch'io pensassi in tutto questo tempo ? . . .E dopo tante cose ! dopo tante promesse ! Cosa v'ho fatto io , dopo che ci siamo lasciati ? Perché ho patito , mi trattate così ? perché ho avuto delle disgrazie ? perché la gente del mondo m'ha perseguitato ? perché ho passato tanto tempo fuori di casa , tristo , lontano da voi ? perché , al primo momento che ho potuto , son venuto a cercarvi ?
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* Cose senza costrutto , n'è vero ? Cose buone , chi ha la scienza e il fondamento da farle , ma per noi gente ordinaria , che non sappiamo bene come si devon fare . . .n'è vero che son cose che non valgono ?
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- Io non pensavo che fosse male , da dovermene confessare: e quel poco bene che si può fare , si sa che non bisogna raccontarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E tu , - disse , voltandosi a Renzo , - ricordati , figliuolo , che se la Chiesa ti rende questa compagna , non lo fa per procurarti una consolazione temporale e mondana , la quale , se anche potesse essere intera , e senza mistura d'alcun dispiacere , dovrebbe finire in un gran dolore , al momento di lasciarvi ; ma lo fa per avviarvi tutt'e due sulla strada della consolazione che non avrà fine .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Questa buona signora mi fa lei intanto da madre: noi due usciremo di qui insieme , e poi essa penserà a tutto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Così , - rispose il frate , - lei può fare un gran sacrifizio al Signore , e del bene al prossimo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Compagnia , non te ne potrò fare , - soggiunse: - ma avrai da stare al coperto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Eran distrazioni queste ; il gran lavoro della sua mente era di riandare la storia di que' tristi anni passati: tant'imbrogli , tante traversìe , tanti momenti in cui era stato per perdere anche la speranza , e fare andata ogni cosa ; e di contrapporci l'immaginazioni d'un avvenire così diverso: e l'arrivar di Lucia , e le nozze , e il metter su casa , e il raccontarsi le vicende passate , e tutta la vita .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lascia fare , - disse l'amico ; mise l'acqua in un paiolo , che attaccò poi alla catena ; e soggiunse: - vado a mungere: quando tornerò col latte , l'acqua sarà all'ordine ; e si fa una buona polenta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quel che m'hanno voluto fare que' signori di laggiù ! Sentirai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non poté però tenersi di non fare una scappatina alla casa d'Agnese , per rivedere una certa finestra , e per dare anche lì una fregatina di mani .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo , senza fare il lezioso , promise (salve però le debite approvazioni) al cugino di rimettersi al lavoro , quando verrebbe accompagnato , a stabilirsi in paese .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Finalmente , prima di partire , avrebbe anche desiderato di saper qualcosa de' suoi antichi padroni , e di fare , come diceva , un atto del suo dovere , se alcuno ne rimaneva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vibici , esantemi , antraci , parotidi , bubboni violacei , furoncoli nigricanti , son tutte parole rispettabili , che hanno il loro significato bell'e buono ; ma dico che non han che fare con la questione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E non crediate che Renzo trovasse quel fare troppo asciutto , e se l'avesse per male .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Come que' cavalli bisbetici che s'impuntano , e si piantan lì , e alzano una zampa e poi un'altra , e le ripiantano al medesimo posto , e fanno mille cerimonie prima di fare un passo , e poi tutto a un tratto prendon l'andare , e via , come se il vento li portasse , così era divenuto il tempo per lui: prima i minuti gli parevan ore ; poi l'ore gli parevan minuti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ci andò , e , con un certo fare tra burlesco e rispettoso , - signor curato , - gli disse: - le è poi passato quel dolor di capo , per cui mi diceva di non poterci maritare ? Ora siamo a tempo ; la sposa c'è: e son qui per sentire quando le sia di comodo: ma questa volta , sarei a pregarla di far presto - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Questo non ci ha che fare , - disse don Abbondio: - v'ho forse detto di no ? Io non dico di no ; parlo . . .parlo per delle buone ragioni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vedo che vuol essere un'altra lungagnata: è meglio fare addirittura come dice lui , andare a maritarsi dove andiamo a stare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sapete cosa faremo ? - disse la vedova: - voglio che andiamo noi altre donne a fare un'altra prova , e vedere se ci riesce meglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E stata un gran flagello questa peste ; ma è anche stata una scopa ; ha spazzato via certi soggetti , che , figliuoli miei , non ce ne liberavamo più: verdi , freschi , prosperosi: bisognava dire che chi era destinato a far loro l'esequie , era ancora in seminario , a fare i latinucci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E fai il tuo dovere , - rispose don Abbondio: - ma si può anche ringraziare il cielo , che ce n'abbia liberati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E sapete perché sarà venuto a questa risoluzione ? Perché l'illustrissimo , ch'era riservato a loro e a certi principi , ora , vedete anche voi altri , cos'è diventato , a quanti si dà: e come se lo succiano volentieri ! E cosa doveva fare , il papa ? Levarlo a tutti ? Lamenti , ricorsi , dispiaceri , guai ; e per di più , continuar come prima .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Hanno a avere un bel da fare laggiù in curia , a dar dispense , se la va per tutto come qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Eh ! so io quel che dico , - riprese Renzo: - non è quel latino lì che mi fa paura: quello è un latino sincero , sacrosanto , come quel della messa: anche loro , lì , bisogna che leggano quel che c'è sul libro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sta' zitto , buffone , sta' zitto: non rimestar queste cose ; ché , se dovessimo ora fare i conti , non so chi avanzerebbe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di te non mi fa specie , che sei un malandrinaccio ; ma dico quest'acqua cheta , questa santerella , questa madonnina infilzata , che si sarebbe creduto far peccato a guardarsene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Finisce sempre a andare in bocca di qualche furbo , che forse sarà già un pezzo che fa all'amore a quelle quattro braccia di terra , e quando sa che l'altro ha bisogno di vendere , si ritira , fa lo svogliato ; bisogna corrergli dietro , e dargliele per un pezzo di pane: specialmente poi in circostanze come queste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La carità più fiorita che vossignoria illustrissima possa fare a questa gente , è di cavarli da quest'impiccio , comprando quel poco fatto loro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un altro trionfo , e ben più singolare , fu l'andare a quel palazzotto ; e vi lascio pensare che cose dovessero passar loro per la mente , in far quella salita , all'entrare in quella porta ; e che discorsi dovessero fare , ognuno secondo il suo naturale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A nessuno verrà , spero , in testa di dire che sarebbe stata cosa più semplice fare addirittura una tavola sola .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non si pensò più che a fare i fagotti , e a mettersi in viaggio: casa Tramaglino per la nuova patria , e la vedova per Milano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora sapete come è l'aspettativa: immaginosa , credula , sicura ; alla prova poi , difficile , schizzinosa: non trova mai tanto che le basti , perché , in sostanza , non sapeva quello che si volesse ; e fa scontare senza pietà il dolce che aveva dato senza ragione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non già che trattasse proprio contro il galateo ; ma sapete quante belle cose si posson fare senza offender le regole della buona creanza: fino sbudellarsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Parevano fratelli, della stessa età, della stessa corporatura: alti, magri, rigidi, di quella rigidezza angustiosa di chi fa tutto a puntino, con meticolosità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aveva già preso l'abitudine di levarsi ogni giorno all'alba e di fare una lunga passeggiata per i campi, fermandosi di tratto in tratto, incantata, ora per ascoltare nell'attonito silenzio dei piani, ove qualche filo d'erba vicino abbrividiva alla frescura dell'aria, il canto dei galli, che si chiamavano da un'aja all'altra; ora per ammirare qualche masso tigrato di gromme verdi, o il velluto del lichene sul vecchio tronco stravolto di qualche olivo saraceno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che fai lí? - Sto a sentire...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eleonora, la mattina dopo, parlò maternamente a Gerlando: lo lasciò padrone di tutto, libero di fare quel che gli sarebbe piaciuto, come se tra loro non ci fosse alcun vincolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la suocera se ne accorse e disse al figlio: - Ci prova gusto, sai? la signora; la fai ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi metto a fare il contadino, come mio padre; e dunque tu smetterai di far la signora costà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Licenzia la serva: farai tu da mangiare e baderai alla casa, come fa mia madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che n'hai da fare tu, di me? - gli domandò, avvilita, Eleonora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi, non si doveva aver da fare col cognato, domani, uomo di legge, imbroglione? - Processi, figlio mio? Dio te ne scampi e liberi! La giustizia non è per i poverelli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era già tardi; si doveva andar prima al Municipio, per non fare aspettar l'assessore, poi in chiesa; e il festino doveva esser finito prima di sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa sera non lo facevo per te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lui: - Peggio! Perché vi danna l'anima, il diavolo, ma vi fa ricchi, se vuole! Mentre lo zolfo vi fa piú poveri di Santo Giobbe; e l'anima ve la danna lo stesso! Parlando, pareva il telegrafo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli sapeva mill'anni, allo Scala; ma, per disgrazia, gli era toccato ad aver da fare con un benedett'uomo! Buono, badiamo, quieto, garbato, remissivo, don Filippino Lo Cícero, ma senza dubbio un po' svanito di cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pensava inoltre lo Scala che aveva da fare con un vero galantuomo, incapace di far male, neanche a una mosca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo Scala, con quel suo fare a scatti, gli espose brevemente il suo accordo col Lo Cícero, e come, aspettando di giorno in giorno che quella maledetta bestiaccia morisse per pigliar possesso, avesse speso nel podere, in piú stagioni, col consenso del Lo Cícero stesso, beninteso, parecchie migliaja di lire, che dovevano per conseguenza detrarsi dalla somma convenuta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Te le nascondi? Sei morto! sei morto! e ti ostini ancora a farmi del male? Oh ma, sai? questa volta, no: tu non ci arrivi! Io t'ho detto i sacrificii che sarei disposto a fare per quella terra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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So che sei un bravo operajo e che fai le cose ammodo e onestamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi rovinano, Spatolino, mi rovinano! È venuto poco fa il garzone, baccalà, a dirmi che la mia campagna è diventata proprietà comune, già! roba di tutti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non glielo fai tu, glielo farà un altro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I carrettieri, che passano di notte per lo stradone, si sono abituati a quel lampadino ch'arde nel tabernacolo, e lo vedono da lontano con piacere; si fermano un pezzo lí davanti, a conversare col povero Cristo, che sorride benevolmente a qualche loro lazzo; poi se ne vanno; il rumor dei carri si spegne a poco a poco nel silenzio; e il povero Cristo si riaddormenta, o scende a fare i suoi bisogni dietro al muro, senza piú pensare in quel momento che è parato da Cristo, con la tonaca di sacco e il mantello di bambagina rossa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pensammo dapprima: "Vorrà fare economia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che voleva fare Monsignor Partanna con le rendite di essa, se negava con tanta durezza un cosí urgente soccorso a' suoi di Pisanello? Marco Mèola ci svelò il segreto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quante riprensioni avevano dovuto fare alle monache e alle educande le madri badesse e le vicarie per ridurle all'obbedienza e farle scendere giú nel parlatorio, quando la portinaja per annunziar la visita di Monsignore strappava a lungo la catena del campanello che strillava come un cagnolino a cui qualcuno avesse pestato una piota! Ma se le spaventava tutte con quei segnacci di croce! con quella vociaccia borbottante: - Santa, figlia, - in risposta al saluto che ciascuna gli porgeva, facendosi innanzi alla doppia grata, col viso vermiglio e gli occhi bassi: - Vostra Eccellenza benedica! Nessun discorso, che non fosse di chiesa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I fratelli Morlesi non volevano soltanto pregarlo come tutti gli altri di fare in modo che venisse a lui la loro cambiale nella divisione dei crediti per non cadere sotto le grinfie degli altri eredi; avevano anche da fargli notare che la loro cambiale non era già, come figurava, di mille lire, ma di sole cinquecento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non vengono a te; non vengono a me! Denaro dei poveri, sacrosanto! Va' pur via senza scrupoli, figliuolo mio; ritorna subito a Roma ai tuoi diletti studii, e lascia fare a me, qua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, quasi ogni anno avveniva che il trasporto, quella seconda domenica, non si potesse fare per il cattivo tempo e si dovesse rimandare a un'altra domenica; e, di domenica in domenica, talvolta per piú mesi di seguito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Immacolata volesse rimanere nella Cattedrale uno e due mesi a loro marcio dispetto; e che essi ogni anno pregassero a mani giunte il cielo che non piovesse almeno la domenica che si doveva fare il trasporto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora il vicario capitolare Monsignor Lentini, che dal lunedí al sabato di quella dodicesima settimana aveva dovuto fare altre sei prediche su la SS.(Pirandello - Novelle per un anno)
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FORMALITÀ Nell'ampio scrittojo del Banco Orsani, il vecchio commesso Carlo Bertone con la papalina in capo, le lenti su la punta del naso come per spremere dalle narici quei due ciuffetti di peli grigi, stava a fare un conto assai difficile in piedi innanzi a un'alta scrivania, su cui era aperto un grosso libro mastro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora il Bertone, stizzito, prese dalla scrivania il grosso libro: - Vuol lasciarmi andare di là? Qua, con lei che fa cosí, creda, non è possibile...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli parve che l'Orsani, per cavarselo dai piedi, avesse voluto fare un'allusione, veramente poco gentile, al suo occhio di vetro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questi allora comprese ch'era di troppo, in quel momento; e, riprendendo il suo fare cerimonioso, tolse commiato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vorresti illudermi, ora, cosí? Mi fai pietà! - Che potevo io?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí; ma gliel'aveva pur tolta; e senza fare la propria felicità, né quella di lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma patisce pure lui, pôro innocente! E c'ha fatto, lui? Va', Dio nun fa le cose giuste.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E si nun le fa lui, figúrete noi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lasciami rincasare quando mi fa comodo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vedi, mi fai rimpiangere ancora la mia stolidaggine...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dovremmo metterci a fare i distratti, tutti quanti...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E che potevi fare tu solo, figlio mio? È bastato lo spavento che ti sei preso, e quest'agitazione...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dormi tranquillo, eh? - gli raccomandò la madre, commossa dalla carezza a quella mano, che egli s'era lasciata fare e, asciugandosi gli occhi, per non guastarsi questa tenerezza angosciosa, se n'uscí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Credi, amico mio: a lasciar fare alla natura, noi saremmo, per inclinazione, tutti quadrupedi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Io? - No, io, io: potei lusingarmi che la moglie di Lucio Valverde si fosse innamorata di me, fino al punto di fare un torto al marito che, in coscienza, puoi crederlo, Gigin, se lo sarebbe meritato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Valverde parte, o meglio, finge di partire come si fa di solito (d'intesa, certo, con lei).(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu m'hai fatto passare una mattinata deliziosa: io ti ho accolto come un fratello: ora mi devi fare un favore...(Pirandello - Novelle per un anno)
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guarda, questa mia mancanza di memoria, e ti giuro che mi fa una penosissima impressione: tu, in questo momento, rappresenti un incubo per me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E qui mi perdo io: in questo se! Una mosca ostinata che ti molesti, un movimento che tu fai per scacciarla, possono di qui a sei, a dieci, a quindici anni, divenir causa per te di chi sa quale sciagura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi dolgo di quel che ho fatto, ma in quell'istante terribile non seppi, né potei fare altrimenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma io non dico di porre voi stessi con l'immaginazione altrove, né di fingervi una vita diversa da quella che vi fa soffrire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco, nient'altro che questa certezza d'una realtà di vita altrove, lontana e diversa, da contrapporre, volta per volta, alla realtà presente che v'opprime; ma cosí, senza alcun nesso, neppure di contrasto, senz'alcuna intenzione, come una cosa che è perché è, e che voi non potete fare a meno che sia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quanto calore nelle tue espressioni, e con quale trasparente evidenza, in pochi tocchi, fai balzar vivi innanzi agli occhi luoghi, fatti e persone! Sei addolorato, sei indignato, povero Marino mio; e non vorrei che questa mia risposta ti accrescesse il dolore e l'indignazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisogna mandare subito un ajuto, per carità! una lancia, una lancia! qualcuno subito in ajuto! E tanto fa e tanto dice, che alla fine due bravi giovanotti balzano eroicamente su una lancia, e via a quattro remi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu non gli hai permesso di fare con te la sua vendetta, e allora essa l'ha fatta con Nicolino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Contentissima, contentissima della parte della nipote orfana e povera, che naturalmente non vuol saperne di sposare quel protetto di Sua Eminenza, e fa certe scene di fiera ribellione, che alla piccola Gàstina piacevano tanto, perché se ne riprometteva un subisso d'applausi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh Dio! oh Dio! se veramente la piccola Gàstina temeva per questo, la sua commedia era perduta! Per far dispetto al capocomico, prima che cominciasse la prova generale, la piccola Gàstina, col gomito appoggiato sul ginocchio d'una gamba accavalciata sull'altra e il pugno sotto il mento, seriamente domandò a Faustino Perres, se la battuta di Sua Eminenza al secondo atto: - "Giuseppe, smorzate i lumi" - non poteva essere ripetuta, all'occorrenza, qualche altra volta durante la rappresentazione, visto e considerato che non c'è altro mezzo per fare andar via un pipistrello, che entri di sera in una stanza, che spegnere il lume.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora io vi domando, per la realtà stessa che voi volete creare, se vi sembri naturale che ella, con la paura che ha dei pipistrelli, col ribrezzo che la fa contorcere e gridare al solo pensiero d'un possibile contatto, se ne stia lí come se nulla fosse, con un pipistrello che le svolazza attorno alla faccia, e mostri di non farne caso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni scrittore, quand'è un vero scrittore, ancor che sia mediocre, per chi stia a guardarlo in un momento come quello in cui si trovava Faustino Perres la sera della prima rappresentazione, ha questo di commovente, o anche, se si vuole, di ridicolo: che si lascia prendere, lui stesso prima di tutti, lui stesso qualche volta solo fra tutti, da ciò che ha scritto, e piange e ride e atteggia il volto, senza saperlo, delle varie smorfie degli attori sulla scena, col respiro affrettato e l'animo sospeso e pericolante, che gli fa alzare or questa or quella mano in atto di parare o di sostenere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non se ne potrà piú fare a meno! Non dubiti, non dubiti che i miei attori sapranno far per finta con la stessa verità ciò che questa sera hanno fatto senza volerlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se devo dire la verità, - interloquí la madre, scotendosi, - lascio fare la mia figliuola, ma a me l'idea non piace per nientissimo affatto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che doveva fare da testimonio alle nozze, - aggiunse la madre, sospirando.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei ha voluto raffigurarsi qua, ha voluto fare il suo ritratto; ma lasciamo andare che Lei è molto piú bella; qua siamo nel campo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dobbiamo fare scultura, e non c'è ragioni che tengano! - No, no, scusi, - disse la signorina Consalvi alzandosi con la madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rimasta vedova giovanissima, senza assegnamenti, con quell'unica figliuola, la signora Consalvi non aveva potuto chiuder le porte alla vita e porvi il dolore per sentinella come ora pareva volesse fare la figliuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, sí? - diceva - Ti tocco e ti lascio? No, ah, no perdio! Io non mi riduco in quello stato! Ti faccio tornare per forza, io! Mi passeggi accanto e ti diverti a vedere come mi hai conciato? a vedermi strascicare un piede? a sentirmi biascicare? Mi rubi mezzo alfabeto, mi fai dire oa e cao, e ridi? No, caa! Vieni qua! Mi tio una pistoettata, com'è veo Dio! Questo spasso io non te lo do! Mi sparo, m'ammazzo com'è vero Dio! Questo spasso non te lo do.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli fanno fare il tornio nel cortile...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi volle fare a meno del braccio del nipote, e girò appoggiato alla sorella soltanto e col bastone nell'altra mano; poi, non piú sorretto da alcuno, col bastone soltanto; e finalmente volle dare una gran prova di forza: - Oh...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Confabulano un pezzo, con quelle loro lingue torpide; poi il Golisch fa segno col bastone a un vetturino d'accostarsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Beniamino Lenzi fa il greppo, e giú a piangere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma no, basta: perché lei fa la cura e le conviene aver fiducia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Essa deve fare il comodo suo, il marito no.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E facevo peggio! Per quanto mi ci scapassi, non riuscivo però a indovinare, che diamine volesse mia moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Niente di straordinario in questo; ma creda pure che non fa punto piacere il supporre questa cosa ovvia e comunissima nella propria moglie, prigioniera col corpo, non con l'anima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sicuro che m'era facilissimo fare il gradasso con lei, schiaffeggiare una donna, dopo aver accolto e accompagnato coi debiti riguardi fino alla porta uno che era venuto a insultarmi fino a casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E scrissi una lettera, alla vigilia, che mi fa crepar dalle risa ogni qual volta la rileggo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ottenuta la grazia, andarono per veder Pallino, e sissignori, gli mancava la coda! Parve loro un tradimento, e si guardarono tutt'e quattro negli occhi: - Madonna! Senza coda! E come si fa? Appiccicargliene una finta non si poteva, né fare che il babbo non se n'accorgesse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo avevan messo garzone in una macelleria; e da che c'era, con quella sommetta, aveva seguitato a fare il macellajo per conto suo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dentro, cioè con l'anima, fa poi come il topo, e peggio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Evidentemente s'era parato cosí perché aveva stimato di non poterne fare a meno, venendo a parlare col signor avvocato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vossignoria può fidarsi di noi: siamo gente dabbene: sapremo fare il nostro dovere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'uomo di legge, poi, saprà fare il suo dovere in tribunale, che diamine! Sosterremo il vizio occulto della casa, non dubitate! V Lo sostenne, di fatti, il vizio occulto della casa, ma senz'alcun calore di convinzione, certo com'era ormai della medianità della signorina Piccirilli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che fare adesso? Prima di tutto, chiudere quell'uscio e metterci il paletto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Viva l'allegria! Alludeva a un'altra sua bella pensata, che poteva veramente fare il pajo col cestello appeso sotto la coda dell'asina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A forza di far cosí e cosí con la testa, guardando attorno dall'alto della sua groppa la desolazione dei campi che s'incupiva a mano a mano sempre piú con lo spegnersi degli ultimi barlumi crepuscolari, non poteva fare a meno di mettersi a commiserar la sua rovina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh tu, Nàzzaro? Che fai lí? - Aspetto le stelle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Studio la notte, e so quello che ci vorrebbe, non per voi soltanto, ma anche per tutti i ladri, per tutti gl'impostori che abitano laggiú, nel nostro paese; quello che Dio dovrebbe fare per la loro salvazione e che fa, presto o tardi, sempre: non dubitate! Dunque volete davvero liberare gli uccelli? - Ma sí, te l'ho detto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Simone Lampo s'accostò a un fornelletto per accendere il fuoco e fare il caffè; ma Nàzzaro lo trasse di furia per un braccio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Da questa poca stima di noi, che ci fa credere, o meglio, temere di non bastare a riempire il cuore o la mente, a soddisfare i gusti o i capricci di chi amiamo; ecco! - Oh, - fece allora lei, con un respiro di sollievo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma chi la fa l'aspetta, caro: proverbio! Poiché Lulú è contento, noi adesso...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Il Toti! - esclamò allora Lulú Sacchi, con un ghigno orribile, che gli contraeva tutto il volto; e, senza lasciare il braccio di don Giulio, aggiunse: - Il Toti, capisci? Un ragazzaccio! Uno studentello! Capisci, che fa tua moglie? Ma gliel'accomodo io, adesso! Lasciami fare...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Martino Lori in quei giorni, pensando alla gioja, all'esultanza che avrebbe provato la sua Silvia nel veder cosí glorificato il nome del padre, s'indugiò piú a lungo nelle visite che ogni sera, uscendo dal Ministero, soleva fare alla tomba della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non mi fa nulla...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che fare piú, dopo tant'anni? ora che tutto era finito...(Pirandello - Novelle per un anno)
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pulitamente, come usa fra gente per bene, fra gente che sa fare a modo le cose? Non glielo avevano lasciato intendere con garbo forse, che oramai non aveva piú nessuna parte da rappresentare? Aveva rappresentato la parte del marito, poi quella del padre...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena il treno s'arrestò alla stazione di Roma, Lina disse al marito: - Ora lascia fare a me, ti prego.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dunque ora Bartolino doveva fare a modo di lei, cioè a modo di Cosimo Taddei, ch'era il loro maestro e la loro guida: non pensare a nulla, non affliggersi di nulla, ridere e divertirsi, poiché n'era tempo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine cominciò a fare stranezze, per scuotere le abitudini della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per fare il viaggio di nozze, Spiro Tempini aveva sollecitato al Ministero di Grazia e Giustizia un lavoro straordinario.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ostante l'amore e il gran da fare che gli davano le tre future cognatine, lo aveva condotto a termine con quella minuziosa diligenza, con quello zelo scrupoloso che soleva mettere in tutti i lavori d'ufficio e negli studii pregiatissimi di scienza positiva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Due, Serafina e Carlotta, scapparono via nella loro camera senza neanche volgersi a guardare il cognato; Zoe fu piú coraggiosa: gli mostrò gli occhi rossi di pianto e, alzando il pugno in cui teneva il fazzoletto, gli disse tra due singhiozzi: - Cattivo! IV Ma era destino che Iduccia non dovesse godere della distinzione che il Tempini, finalmente, aveva dovuto fare tra lei e le sorelle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poco dopo, però, Zoe, ripensandoci meglio, domandava a se stessa: - Che cosa dobbiamo fare per Iduccia nostra? Poche carezze alla piccina? E perché? Perché Spiro, vedendo ch'io gliene faccio troppe, potrebbe supporre...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ormai qui non si tratta di fare all'amore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí, fa Montesani, lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Sià, che s'era precipitato con la mano tesa per stringer quella del Vivoli, all'inchino sostenuto di questo, restò goffo, arrossí, trinciò in aria con la mano già tesa un saluto, come per dire: - Ecco, fa lo stesso: Saluto cosí! Il moribondo schiuse gli occhi e aggrottò le ciglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma tengo a fare una sola fasciatura, ben solida, e lí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che potevo fare di piú? Il Cimetta si strinse nelle spalle, e disse: - Avresti dovuto morire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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M'avete ridato la vita per mandarmi in galera? E non è un atroce delitto, questo? E che giustizia può esser quella che punisce a freddo un uomo ormai privo di rimorsi? come starò io in un reclusorio a scontare un delitto che non ho pensato di commettere, che non avrei mai commesso, se non vi fossi stato trascinato; mentre, meditatamente, ora, a freddo, coloro che approfitteranno della vostra scienza, dottore, la quale mi ha tenuto per forza in vita solo per farmi condannare, commetteranno il delitto piú atroce, quello di farmi abbrutire in un ozio infame, e di fare abbrutire nei vizii della miseria e nell'ignominia i miei figliuoli innocenti? Con quale diritto? Si rizzò sul busto, sospinto da una rabbia che il sentimento della propria impotenza rendeva feroce: cacciò un urlo e s'afferrò con le dita artigliate la fascia e se la stracciò; poi si riversò bocconi sul letto, convulso; tentò di scoppiare in singhiozzi, ma non poté.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Magari la signora Cargiuri-Crestari non badava tanto alle fattezze esteriori, perché - si sa - tutto non si può avere, e la bellezza non è dote che vada molto d'accordo con la modestia e con le altre virtú che a fare una perfetta moglie si ricercano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pareva che l'uno volesse fare avvertire all'altro il vuoto di quella loro esistenza, non mai prima avvertito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non dica nulla al povero Bartolo, per carità! Lasci fare a me...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non dica nulla al povero Guido, per carità! Lasci fare a me...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che irrisione! Vedendolo cosí vinto e sprofondato nel cordoglio, la vecchia serva, una di quelle sere, si fece animo e gli suggerí d'andare un po' fuori a fare una giratina per sollievo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No: non se lo volle dire; non se lo volle fare questo ragionamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E che bel ciuffo! e che bella barbozza! Brioso anche lui, non ti pare? "Ogni tanto si sogna di non esser castrone, e vuol fare all'amore con quella cavalla là, tre poste a destra, la vedi? con la testa di vecchia, bassa davanti e la pancia fin a terra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che casse? "- Pesanti! - fa lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La introducono pian piano (tutto, sempre, pian piano) entro il nostro carro, dalla parte di dietro; e mentre si fa quest'operazione, la gente attorno si scopre il capo e sta a mirare sbigottita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cominci fin d'adesso? Quieto con la testa! Ih, se fai cosí, oggi caro mio, a furia di strappate di briglia, tu farai sangue dalla bocca, te lo dico io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ohé, dico, bada, fai strappar la bocca anche a me! Ma questo è matto! Dio, Dio, quest'è matto davvero! Ansa, rigna, annitrisce, fa ciambella, che cos'è? Guarda che rallegrata! È matto! è matto! fa la rallegrata, tirando un carro di prima classe!" Nero difatti pareva impazzito davvero: ansava, nitriva, scalpitava, fremeva tutto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si quietò, solo quando sopravvenne da quel portone un vecchio servitore in livrea, il quale, scostati i famigli, lo prese per la briglia, e subito, riconosciutolo, si diede a esclamare con le lagrime agli occhi: - Ma è Nero! è Nero! Ah, povero Nero, sicuro che fa cosí! Il cavallo della signora! il cavallo della povera principessa! Ha riconosciuto il palazzo, sente l'odore della sua scuderia! Povero Nero, povero Nero...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per questo il nostro servizio è cosí piano! Solo quando gli uomini piangono, possiamo stare allegri e andar riposati nojaltri..." E gli venne la tentazione di fare una rallegrata anche lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E che fa il suddiacono? - Canta l'Epistola; regge il libro al diacono mentre canta il Vangelo; amministra i vasi della Messa; tiene la patina avvolta nel velo in tempo del Canone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La fede si può perdere per centomila ragioni; e, in generale, chi perde la fede è convinto, almeno nel primo momento, di aver fatto in cambio qualche guadagno; non foss'altro, quello della libertà di fare e dire certe cose che, prima, con la fede non riteneva compatibili.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Volle però dimostrare a tutti che non s'era spretato per voglia di mettersi "a fare il porco" come il padre pulitamente era andato sbandendo per tutto il paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stenti, affanni, fatiche e pene d'ogni sorta, perché? per arrivare a un comignolo e per fare uscir poi da questo comignolo un po' di fumo, subito disperso nella vanità dello spazio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pensare adesso al goffo apparecchio rombante, e allo sgomento, all'ansia, all'angoscia mortale dell'uomo che vuol fare l'uccellino! Qua un frullo e un trillo; là un motore strepitoso e puzzolente, e la morte davanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed ecco qua, ora sta a lavarsi la faccia; e ora si fa davanti allo specchio, al solito, per annodarsi con cura la cravatta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che! Mi fai ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Plumf! - si provò a fare con la lingua torpida.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per carità, per carità, a sedere! a sedere! Oh, Dio! Lo volevano fare impazzire peggio, saltandogli addosso cosí? A sedere! a sedere! Niente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da sé! Orbene, a questo suo caso singolarissimo di parecchi anni fa pensava Bobbio con un risolino scettico a fior di labbra, un dopopranzo, steso su la greppina dello studio, col primo volume degli Essais di Montaigne aperto innanzi agli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E che fa lí? - Io? Niente...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Imbecille! sí, sí, lo dico e lo sostengo: imbecille! imbecille! Gliel'avrei pagato io il viaggio! Io, gliel'avrei pagato! Quando uno non sa piú che farsi della propria vita, perdio, se non fa cosí è un imbecille! - Scusi, che è stato? - domandò un nuovo venuto, accostandosi, intronato da tutti quegli urli e un po' perplesso, a un avventore che se ne stava discosto, appartato in un angolo in ombra, tutto aggruppato, con uno scialle di lana su le spalle e un berretto da viaggio in capo, dalla larga visiera che gli tagliava con l'ombra metà del volto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sa da che dipendono le sorti dell'universo? Dal partito repubblicano di Costanova, il quale non può aver bene in nessun modo, tra Mazzarini da un lato, e l'ex-sindaco Cappadona dall'altro, che fa il re.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando uno non sa piú che farsi della propria vita, se non fa cosí, se prima d'uccidersi non ammazza un Mazzarini qualunque, è un imbecille.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No, sai? Sarebbe per me la cosa piú atroce credere che io debba portarmi altrove il peso delle esperienze che mi è toccato fare in questi ventisei anni di vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Consolati, Leopoldo, col pensiero ch'io vado a fare adesso una cosa un tantino piú difficile di quella che or ora hai fatto tu.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli aspettanti lo mirano delusi, toccandosi sotto sotto coi gomiti, e il cavalier Decenzio Cappadona si fa avanti con la sua impostatura regale, quando tutt'a un tratto - è uno scherzo? un'allucinazione? - dietro quello spilungone miope scende maestoso su la predella della vettura un altro Vittorio Emanuele II, piú Vittorio Emanuele II del cavalier Decenzio Cappadona.(Pirandello - Novelle per un anno)
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che io son venuto anche per fare una...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma chi si prendeva l'accollo di fare una simile proposta al commendator Zegretti? Il cavalier Decenzio Cappadona s'era allontanato, fosco, e col frustino si sfogava contro la innocente ruchetta bianca e il crespignolo dai fiori gialli, che crescevano di tra le crepe dell'antica spalletta che impedisce l'ingresso alla stazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, come un leone in gabbia, il commendator Zegretti nella magna sala del Municipio, ripensando all'impegno di quel deputato a Roma, perché lui e non altri fosse mandato quale Regio Commissario a Costanova; ripensando alla grande soddisfazione che egli per quell'impegno aveva provato, fremeva di rabbia, s'arrotolava i baffoni fino a storcersi il labbro di qua e di là, si stirava il gran pizzo, si affondava le unghie nelle palme delle mani, vedeva rosso! Come fare il Regio Commissario in quel paese, a cui non poteva mostrarsi, senza promuover subito uno scoppio di risa? Se non ci fosse stato quell'altro, egli avrebbe certo ispirato maggior reverenza col suo aspetto, che attestava devozione alla monarchia, culto anche fanatico della memoria del Gran Re.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con questa differenza però: che l'alberello, intanto, non ha occhi per vedersi, cuore per sentire, mente per pensare; e una povera sbiobbina, sí; che l'alberello storpio non è, che si sappia, deriso da quelli dritti, malvisto per paura del malocchio, sfuggito dagli uccellini; e una povera sbiobbina, sí, dagli uomini, e sfuggita anche dai fanciulli; e che l'alberello infine non deve fare all'amore, perché fiorisce a maggio da sé, naturalmente, cosí tutto storpio com'è, e darà in autunno i suoi frutti; mentre una povera sbiobbina...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Clementina, vedendo che col suo solito sorriso non riesce a disarmare quella curiosità spietata, arrossisce dalla stizza, abbassa il capo; talvolta, perdendo il dominio di sé, per poco non inciampa, non rotola giú per terra; e allora, arrabbiata, quasi quasi si tirerebbe su la veste e griderebbe a quel crudele: - Eccoti qua: vedi? E ora lasciami fare la sbiobbina in pace.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E che si diranno? Ah come dev'esser buffo, fare all'amore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Forse alla finestra del quartierino accanto sarà affacciata qualche bella ragazza, con cui quel giovine fa all'amore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Clementina si fa alla finestra, monta su lo sgabelletto che sta lí apposta per lei, e - senza parere - guarda alla finestra accanto e poi all'altra appresso...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Teneva ciondoloni il testone calvo e raso, socchiusi gli occhi bovini torbidi, venati di sangue, sotto le foltissime sopracciglia spioventi, e parlava con voce languida, velata, stiracchiata, come se si lamentasse in sogno: - Enrichetto, Enrichetto mio, - diceva, - mi fai male...(Pirandello - Novelle per un anno)
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t'assicuro che mi fai male...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi fai male...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma lo scadere ch'egli fa di giorno in giorno nella considerazione e nel rispetto della gente per tutto quell'eccesso di pratiche religiose della sua famiglia, cosí deliberatamente ostentato dal suocero, non per sentimento sincero, ma per un dispetto a lui e con l'intenzione manifesta di recare a lui una gratuita offesa, non può non essere avvertito dal mio amico signor Daniele Catellani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E dovrebbe sul serio sentirsi in mezzo alla sua famiglia un goj, uno straniero; e sul serio infine prendere per il petto questo suo signor suocero cristianissimo e imbecille, e costringerlo ad aprir bene occhi e a considerare che, via, non è lecito persistere a vedere nel suo genero un deicida, quando in nome di questo Dio ucciso duemil'anni fa dagli ebrei, i cristiani che dovrebbero sentirsi in Cristo tutti quanti fratelli, per cinque anni si sono scannati tra loro allegramente in una guerra che, senza giudizio di quelle che verranno, non aveva avuto finora uguale nella storia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tutto a fil di logica, con la ragione che sta da ogni parte: per modo che a mettersi di qua non si può fare a meno d'approvare ciò che s'è negato stando di là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, neanche a farlo apposta, la notte, spazzolando la mano a quei suoi capelli da negro e guardando le stelle, gli venivano tutti i pensieri contrarii a quelli che dovevano fare al caso per lui, data la sua qualità di giudice istruttore; cosí che, la mattina dopo, anziché aiutata, vedeva insidiata e ostacolata la sua puntualità da quei pensieri della notte e cresciuto enormemente lo stento di tenersi stretto a quell'odiosa sua qualità di giudice istruttore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con la penna in mano, dritto sul busto, il giudice D'Andrea si metteva allora a pisolare, prima raccorciandosi, poi attrappandosi come un baco infratito che non possa piú fare il bozzolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Diffamazione? Ma che diffamazione, povero disgraziato, se già da qualche anno era diffusissima in tutto il paese la sua fama di jettatore? se innumerevoli testimonii potevano venire in tribunale a giurare che egli in tante e tante occasioni aveva dato segno di conoscere quella sua fama, ribellandosi con proteste violente? Come condannare, in coscienza, quei due giovanotti quali diffamatori per aver fatto al passaggio di lui il gesto che da tempo solevano fare apertamente tutti gli altri, e primi fra tutti - eccoli là - gli stessi giudici? E il D'Andrea si struggeva; si struggeva di piú incontrando per via gli avvocati, nelle cui mani si erano messi quei due giovanotti, l'esile e patitissimo avvocato Grigli, dal profilo di vecchio uccello di rapina, e il grasso Manin Baracca, il quale, portando in trionfo su la pancia un enorme corno comperato per l'occasione e ridendo con tutta la pallida carnaccia di biondo majale eloquente, prometteva ai concittadini che presto in tribunale sarebbe stata per tutti una magnifica festa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ahimè, è proprio vero che è molto piú facile fare il male che il bene, non solo perché il male si può fare a tutti e il bene solo a quelli che ne hanno bisogno; ma anche, anzi sopra tutto, perché questo bisogno d'aver fatto il bene rende spesso cosí acerbi e irti gli animi di coloro che si vorrebbero beneficare, che il beneficio diventa difficilissimo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Per il mio bene? Ah, lei si figura di fare il mio bene, signor giudice, dicendo di non credere alla jettatura? Il D'Andrea sedette anche lui e disse: - Volete che vi dica che ci credo? E vi dirò che ci credo! Va bene cosí? - Nossignore, - negò recisamente il Chiàrchiaro, col tono di chi non ammette scherzi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei che crede di fare il mio bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi hanno fatto cacciar via dal banco dov'ero scritturale, con la scusa che, essendoci io, nessuno piú veniva a far debiti e pegni; mi hanno buttato in mezzo a una strada, con la moglie paralitica da tre anni e due ragazze nubili, di cui nessuno vorrà piú sapere, perché sono figlie mie; viviamo del soccorso che ci manda da Napoli un mio figliuolo, il quale ha famiglia anche lui, quattro bambini, e non può fare a lungo questo sacrifizio per noi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Signor giudice, non mi resta altro che di mettermi a fare la professione del jettatore! Mi sono parato cosí, con questi occhiali, con quest'abito; mi sono lasciato crescere la barba; e ora aspetto la patente per entrare in campo! Lei mi domanda come? Me lo domanda perché, le ripeto, lei è un mio nemico! - Io? - Sissignore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ognun d'essi stava lí forse a pensare che le brighe umane non han requie neanche nella notte; e, siccome sopra tutto nella notte appajon vane, prive come sono delle illusioni della luce, e anche per quel senso di precarietà angosciosa che tien sospeso l'animo di chi viaggia e che ci fa vedere sperduti su la terra, ognun d'essi, forse, stava lí a pensare che la follía accende i fuochi nelle macchine nere, e che nella notte, sotto le stelle, i treni correndo per i piani buj, passando strepitosi sui ponti, cacciandosi nei lunghi trafori, gridano di tratto in tratto il disperato lamento di dover trascinare cosí nella notte la follía umana lungo le vie di ferro, tracciate per dare uno sfogo alle sue fiere smanie infaticabili.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho imparato a lavorare per voi; seguiterò sempre a lavorare; oh, potete star sicuri che non vi mancheranno mai le mie cure! Ma ecco, vedi, badando a voi, come faccio, alla vostra biancheria, ai vostri abiti, m'avanza ancora tanto tempo, tanto che lo sai ho imparato a leggere e a scrivere, da me! Ebbene, ora lascerò questo, e cercherò altro lavoro, da fare qui in casa; e sarò felice, credimi! credimi! Non vi chiederò mai nulla, Carlino, mai nulla! Concedetemi questa grazia, per carità! Sí? sí? Carlino schivava di guardarla, voltando la testa di qua e di là, e alzava una spalla e apriva e chiudeva le mani e sbuffava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Perché vuoi restarci! - Ma scusa, ma scusa, ma scusa, e perché non vuoi tu restare ai patti? Che cosa chiede lei alla fine, che tu non possa accordarle? Se non ci fa nessun carico del figliuolo! Se lo terrà per sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Io fo, - rispose Carlino, alzandosi, - precisamente quello che fai tu, né piú né meno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E dunque puoi scriverle, che da parte mia sono disposto a rispettare il suo sentimento e a fare tutto ciò che vuole; disposto a pagare, finché lei stessa non dirà basta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pareva che con Melina, ora, non ce l'avesse piú, se era disposto a rispettare il sentimento di lei e a fare ciò che ella voleva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La poverina scongiurava che tutti e due insieme andassero a trovarla, ripetendo ch'era pronta a fare quel che essi volevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la madre, con un fare stanco e infastidito, lo rimproverò di nuovo: - Non dire sciocchezze, Carlino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Nenè, pestando un piede: - Non mi voglio pettinare! - Niní, via, vieni tu almeno, caro caro: fa' vedere alla sorellina come ti fai lavare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era destino, e non c'era dunque né da fare né da dir nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma quando, dopo molte ore d'affannoso cammino, cominciò la salita della montagna, s'intravidero da lontano, non ostante il bujo già fitto, tali cose straordinarie, che nessuno pensò piú di poter fare al vecchio quell'inganno pietoso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Seguitate, seguitate senza nessuna considerazione per me! Ma non lo capisci, perdio, che io non posso piú vivere cosí? Che ho bisogno d'ajuto? Che io cosí muojo, non lo capisci? Non lo capisci? - Ma che ci posso fare io, papà? - si scrollava Torellino, alla fine, esasperato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sí, due sorelle, due sorelle! Lasciate fare a me! Ancora è presto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il padre stava a guardar lo Spina con occhi sbarrati, feroci; all'improvviso lo afferrava per il bavero della giacca, gli dava un poderoso scrollone e lo mandava a schizzare lontano; poi, balzando sul parapetto dell'argine gridava con le braccia levate, enorme: - Ecco, si fa cosí! E giú, nel fiume.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, per bravar la paura segreta, aveva deciso lí per lí di fare quell'ispezione al cimitero, promessa ai colleghi della Giunta e rimandata per tanti giorni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Non bastano i vivi", pensava, salendo al poggio, "danno da fare anche i morti in questo porco paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che c'era da fare poi? Tutta gente dabbene, lí - ormai - e tranquilla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che se ne fa piú la sant'anima di questa bella cassa sottoterra? Peccato sciuparla", dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu fai l'oste; io, debolmente, l'avvocato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si fa in un attimo, signor Cavaliere! Gli altri impiegati, alle grida del capo-ufficio imbestialito, erano entrati nella stanza e, sentendo parlare cosí Belluca, giú risate da pazzi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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nelle foreste del Congo: - Si fa in un attimo, signor Cavaliere mio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- cominciò a fare il cognato, dimenando il capo, dimenandosi tutto sulla seggiola, sempre con quel sorrisetto ambiguo negli occhi e sulle labbra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora tutti, quasi capissero ch'era uscita di casa non per bisogno ma per mettersi in mostra, si fermavano per vederla passare; si scambiavano occhiate; qualcuno anche per chiasso la chiamava: - Ps! Ps! - come si fa con le donne di mal affare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, chi poteva immaginarsi che lei al contrario ne cercava un secondo per perdere quello che il primo le aveva lasciato? S'immaginavano invece che, ancora bella com'era, insofferente della vedovanza, cercasse piuttosto qualcuno con cui darsi bel tempo; e volevano persuaderla che per questo, sí, ne avrebbe trovati quanti ne voleva, e che poteva fare il piacer suo, senza commettere la pazzia di perdere con un secondo matrimonio l'usufrutto dei beni del primo marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fremente, con gli occhi sbarrati, dietro la tavola, zia Michelina seguitò a gridargli: - Se t'arrischi un'altra volta, guaj a te! Lo faccio per lasciarti tutta la libertà di fare quello che ti parrà e piacerà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se l'eroe era un uomo, egli esclamava, con quello scatto strano: - Disgraziato! Se donna: - Disgraziata! - Ma scusi, perché? - non poté piú fare a meno di domandare a un certo punto un giovinotto, che gonfiava in silenzio da un pezzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Io non mi feci nulla; lei si fratturò il femore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, seduto dirimpetto a lei, c'era Cocò, il fratello maggiore, quel birbante di Cocò il quale, col capo abbandonato su la spalliera rossa dello scompartimento di prima classe, tenendo gli occhi bassi e la sigaretta attaccata al labbro superiore, di tanto in tanto le sospirava, stanco: - Didí, mi fai ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Cocò, mi fai schifo! Ecco: schifo! - gli aveva allora gridato Didí, tutta fremente, mostrandogli le pugna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora Cocò s'era messo a rabbonirla, carezzandola e parlandole di tutto il bene che egli avrebbe potuto fare a quella poveretta, gracile come un'ostia, pallida come la cera, la quale già, nei quindici giorni ch'egli s'era trattenuto a Zúnica, aveva mostrato, pur con la timidezza che le era propria, di vedere in lui il suo salvatore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Senza piú guida, senza piú nulla di consistente attorno, non sapeva che cosa dovesse fare della vita, qual via prendere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E difatti, sí, m'accorgevo io stesso d'esser molto cambiato, cosí grasso e barbuto, adesso, e senza piú capelli, ahimè! Mi feci indicare la casa del dottor Palumba, e andai.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'eran levati tutti a bujo, giú a Sarli, per fare pian piano la salita fino a Gori; da Gori a Roccia Balda c'erano tre ore buone di cammino, e bisognava andar lesti per arrivarci prima che il sole s'infocasse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Bisogna sempre saper fare le cose per bene, caro mio! - Eh già, - sorrideva San Romé, che si sentiva struggere dalla brama di mordere e avrebbe voluto risponderle che sapeva quel che le male lingue dicevano, che ella cioè era stata cameriera di quel marchese, prima, del Generale poi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora avrebbero potuto distrarsi, tutti quei cari signori, ammirando, come faceva la Generalessa quasi per obbligo e il signor Raspi, per fare una piccola sosta e riprender fiato, qua una cascatella spumosa, là un botro scosceso e cupo all'ombra di bassi ontani, piú là un ciottolo nel rivo, vestito d'alga, su cui l'acqua si frangeva come se fosse di vetro, suscitando una ridda minuta di scagliette vive; ma, nossignori! nessuno sentiva quella deliziosa cruda frescura d'ombra insaporata d'acute fragranze, quel silenzio tutto pieno di fremiti, di fritinii di grilli, di risi di rivoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lasciamo fare a Dio! - arrischiava soltanto, con un sospiro, a quando a quando.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Qualche donna, vestita di nero, con la mantellina di panno tirata fin sopra gli orecchi, si mise a piangere perdutamente alla vista dell'imputato, il quale invece, guardando dalla gabbia, seguitava a sorridere e ora alzava una scabra manaccia terrosa, ora piegava il collo di qua e di là, non propriamente a salutare, ma a fare a questo e a quello degli amici e compagni di lavoro un cenno di riconoscimento, con una certa compiacenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che c'entrava, signor presidente, andare a fare uno scandalo cosí grande davanti alla porta di casa mia, che finanche il selciato della strada, signor presidente, è diventato rosso dalla vergogna a vedere un degno galantuomo, il cavaliere Fioríca, che sappiamo tutti che signore è, scovato lí, in maniche di camicia e coi calzoni in mano, signor presidente, nella tana d'una sporca contadina? Dio solo sa, signor presidente, quello che siamo costretti a fare per procurarci un tozzo di pane! Tararà disse queste cose con le lagrime agli occhi e nella voce, scotendo le mani innanzi al petto, con le dita intrecciate, mentre le risate scoppiavano irrefrenabili in tutta l'aula e molti anche si torcevano in convulsione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che può sapere un pover'uomo che butta sangue in campagna dalla mattina del lunedí alla sera del sabato? Sono disgrazie che possono capitare a tutti! Certo, se in campagna qualcuno fosse venuto a dirmi: "Tararà, bada che tua moglie se l'intende col cavalier Fioríca", io non ne avrei potuto fare di meno, e sarei corso a casa con l'accetta a spaccarle la testa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questo, per far vedere a Vostra Eccellenza, che la mia intenzione era di non fare danno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutto il vicinato può venire a testimoniare! Che ci ho da fare io, signori giurati, se poi quella benedetta signora, all'improvviso...(Pirandello - Novelle per un anno)
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mi rivolgo a voi, signori giurati, non c'è peggio delle donne cimentose! "Se suo marito", direi a questa signora, avendola davanti, "se suo marito si fosse messo con una zitella, vossignoria si poteva prendere il gusto di fare questo scandalo, che non avrebbe portato nessuna conseguenza, perché non ci sarebbe stato un marito di mezzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non ha pensato vossignoria, che c'era un altro uomo di mezzo? e che quest'uomo non poteva lasciarsi beccare la faccia dal prossimo, e che doveva far l'uomo? Se vossignoria fosse venuta da me, prima, ad avvertirmi, io le avrei detto: "Lasci andare, signorina! Uomini siamo! E l'uomo, si sa, è cacciatore! Può aversi a male vossignoria d'una sporca contadina? Il cavaliere, con lei, mangia sempre pane fino, francese; lo compatisca se, di tanto in tanto, gli fa gola un tozzo di pane di casa, nero e duro!"".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma con un pajo solo di mani che poteva fare adesso questa povera figliuola, cresciute le spese per la cura di due malate? Tutto quello che avevano potuto mettere in pegno, lo avevano già messo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La povera Nenè non aveva piú tempo, e neanche voglia, per dir la verità, di fare un po' di pulizia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Elvira porse a Nenè una lettera e rispose con le mani per aria: - Che cos'è? Centoquattordici lire di ritenuta! Bisogna che mi vuoti il cuore dalla bile, o schiatto! Sono parti da fare a una come me? Ma dico..(Pirandello - Novelle per un anno)
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Creda, signora Elvira, che le vogliono fare una soperchieria, perché il lavoro...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Si fa cosí, che mi corico anch'io e staremo a guardar dal letto tutte e tre come piove.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma non fare storie! - le disse allora Nenè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, finché siamo piccini, finché il nostro corpo è tenero e cresce e non pesa, non avvertiamo bene d'esser presi in trappola! Ma poi il corpo fa il groppo; cominciamo a sentirne il peso; cominciamo a sentire che non possiamo piú muoverci come prima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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e fa piangere anche me! Forse vuol essere liberato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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mi vedi? ora che non ho piú nulla da fare per te come in questi tre ultimi giorni dopo la tua morte, eccomi qua solo, in questa casa che non mi par mia, perché la vera casa mia era la tua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che se questo mondaccio sa e può fare a meno di tutti quelli che se ne vanno, di te non so né posso fare a meno io; e perciò, a dispetto della morte, bisogna che il mondo per mio mezzo continui a vivere per te, e tu per lui; o se no, me ne vado anch'io, e buona notte; me ne vado perché mi parrà proprio di non aver piú ragione di restarci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah Dio mio, Momo, forse le notizie politiche non t'interessano piú? Non è possibile: erano ormai quasi tutta la tua vita e dobbiamo seguitare a fare come ogni sera, quando, dopo cena, il portinajo ti portava su il giornale e tu, leggendolo, a qualche notizia, battevi forte il pugno sulla tavola e io restavo perplesso tra i bicchieri che saltavano e i tuoi occhiacci che mi fissavano di sui cerchi delle lenti insellate sempre un po' a sghimbescio sul tuo naso grosso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ti facevo uscir dai gangheri talvolta e dirne d'ogni colore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non creda mica alla dolcezza della nostra vita! Sapesse che arrabbiature mi fa prendere! Passati ora una mano sulla coscienza: mi meritavo questo da te? Lasciamo andare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Orbene, poiché certe cose si scrivono meglio che non si dicano a voce, ho scritto a tua moglie che era mia ferma intenzione, e che anzi stimavo come dovere, continuare a fare per la vedova dell'unico amico mio quel ch'ero solito di fare per lui: contribuire, cioè, alle spese di casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Me l'immagino! Andrò oggi stesso a fare il mio dovere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Capisci che fa tuo cognato? Prima scrive in quella razza di maniera, e poi viene a chiarire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tua moglie, nel leggere la mia lettera - dove (promettendole che avrei continuato a far per lei quello che facevo per te) io avevo usato la frase contribuire alle spese di casa - ha capito, dice, ch'io volessi seguitare a vivere come per l'addietro, e cioè piú a casa tua, che in queste tre stanzette mie...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quella vecchia tavola massiccia, quadrata, che comperammo, Dio mio, trentadue anni fa in quella rivendita di mobili, per cosí poco...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ho potuto fare a meno di notarli, perché - capirai - in una casa da cui è uscito un morto appena otto giorni fa...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se poi a Lei fa dispiacere ch'io venga qualche volta a pregarla di valersi di me in tutte le sue opportunità, me lo dica francamente, che io...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sa, siccome fa sempre piacere possedere qualche oggetto appartenuto a una persona cara, credo che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se lo fa per Giulia, - ha insistito tuo cognato - le faccio notare che, essendo oggetti da uomo, credo che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Il signor Tommaso lo fa per cerimonia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora non ti pare che la crudeltà sia di questa beffa che fa a tutti la vita? E intanto dicono ch'è mia, solo perché io l'ho preveduta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ognuno fa il suo mestiere nella vita: io, quello del galantuomo, e t'ho salvato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la volpe non ci si metterebbe, perché son sicuro che con la sua sagacia intenderebbe che, se per modo d'esempio, un favolista fa parlare un asino come un uomo sciocco, sciocco non è l'asino, ma asino è l'uomo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con pazienza, con buona grazia m'ingegno di far vedere e toccar con mano, che la mia domanda non è superflua, perché si fa presto a volerci in un modo o in un altro; tutto sta poi se possiamo essere quali ci vogliamo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi è avvenuto non di rado di ritrovare nelle novelle di parecchi miei colleghi certi personaggi, che prima s'erano presentati a me; come pure m'è avvenuto di ravvisarne certi altri, i quali, non contenti del modo com'io li avevo trattati, han voluto provare di fare altrove miglior figura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lo feci morire subito subito in una novelletta intitolata Musica vecchia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Si fa scrupolo? - mi domandò, scombujandosi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Si fa scrupolo? Ma è legittimo, legittimo, sa! È suo diritto sacrosanto riprendermi e darmi la vita che quell'imbecille non ha saputo darmi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È tutto nero, come un pezzo di fegato! gonfio, che fa paura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci volle del bello e del buono per fare intendere a quella poveretta che non poteva andare fino a Montelusa, a vedere il fidanzato: lo avrebbe veduto prima di sera, appena lo avrebbero portato sú, alla meglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I due scolari sapevano che il professor Lamis non aveva da fare neppur le spese a un grillo, e non si potevano perciò capacitare della compera di quel cartoccio misterioso, tre volte la settimana.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E questo paese che Tucci mi ha decantato ricchissimo e che intanto si fa trovare al bujo, dopo quella stradaccia lí e questo legnetto qua per accogliere gli ospiti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Nessuno ha da fare osservazioni al verbale? - domandò alla fine il sindaco, stropicciandosi le mani paffutelle e guardando in giro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E punto per punto il consigliere Maganza si mise a criticare il progetto, con straordinaria lucidità d'idee e parola acuta, incisiva: il complesso dei lavori e delle spese; la sanzione che si doveva dare per l'acquisto della concessione dell'acqua di Chiarenza; i rischi gravissimi a cui sarebbe andato incontro il Municipio: il rischio della costruzione e il rischio dell'esercizio; l'insufficienza della somma preventivata, che saltava agli occhi di tutti coloro che avevano fatto impianti meccanici e sapevano come fosse impossibile contener le spese nei limiti dei preventivi, specialmente quando questi preventivi erano fatti sopra progetti di massima e con l'evidente proposito di fare apparir piccola la spesa; il carattere impegnativo che aveva l'offerta dell'accollatario, fermi restando i dati su i quali l'offerta medesima era fondata; dati che per forza il Consiglio avrebbe dovuto alterare con varianti e aggiunte ai lavori idraulici, con varianti e aggiunte agl'impianti meccanici; e ciò oltre a tutti i casi imprevisti e imprevedibili, di forza maggiore, e a tutte le accidentalità, incagli, intoppi, che certamente non sarebbero mancati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come poi fare appunti particolareggiati senza avere a disposizione i disegni d'esecuzione e i dati necessarii? Eppure due enormi lacune apparivano già evidentissime nel progetto: nessuna somma per le spese generali, mentre ognuno comprendeva che non si potevano eseguire lavori cosí grandiosi, cosí estesi, cosí varii e delicati, senza gravi spese di direzione e di sorveglianza e spese legali e amministrative; e l'altra lacuna ben piú vasta e profonda: la riserva termica che in principio la Giunta sosteneva non necessaria e che poi finalmente ammetteva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E qui lo Zagardi, non smettendo mai di tormentarsi sul mento la barbetta rossigna, piano piano, col suo fare mordace e dispettoso, parlò della semplicità meravigliosa delle lampade a lusol, nelle quali il calore di combustione dello stoppino e la capillarità bastavano a determinare senz'alcun meccanismo l'ascesa del liquido illuminante, la sua vaporizzazione e la sua mescolanza alla forte proporzione d'aria che rendeva la fiamma piú viva e sfavillante di quella ottenuta con qualunque altro sistema.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché Carlandrea Sciaramè, agiato un tempo, aveva perduto a un certo punto il dominio dei venti e delle piogge, e dopo una serie di mal'annate, aveva dovuto vendere il poderetto e poi la casa e, a sessantotto anni, adattarsi a fare il sensale d'agrumi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci voleva poco a capire che non veniva nella sede dei Reduci per leggere i giornali e le riviste, ma per farsi vedere lí come uno di casa tra i garibaldini, e anche per fare un po' all'amore con Rorò dalla camicetta rossa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poteva egli, in coscienza, troncare la probabilità d'un matrimonio vantaggioso per la figliastra? Egli era vecchio e povero; tra breve, dunque, come sarebbe rimasta quella ragazza, se non riusciva a procurarsi un marito? Poi, non era veramente suo padre e non aveva perciò tanta autorità su lei da proibirle di fare una cosa, in cui non solo riteneva che non ci fosse nulla di male, ma da cui anzi prevedeva che potesse derivarle un gran bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che fare intanto? Come muoverne il discorso a Rorò? Era da piú di un'ora tra le spine il povero Sciaramè, quando Rorò stessa venne a offrirgliene il modo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sciaramè aspettò che la figliastra fosse sú; si volse con un fare umile e sorridente al La Rosa e cominciò: - Voi siete, lo so, un buon giovine, caro don Rosolino mio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci si fa una colpa, infatti, del triste e umiliante esito della guerra greco-turca, come se noi a Domokòs non avessimo combattuto e vinto, lasciando sul campo di battaglia l'eroico Fratti e altri generosi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La parola può parere in prima un po' dura, ma non parrà piú tale quando si consideri che questi signori hanno respinto noi dal sodalizio senza pensare che intanto ne fa parte qualcuno, il quale non solo non è mai stato garibaldino, non solo non ha mai preso parte ad alcun fatto d'armi, ma osa per giunta d'indossare una camicia rossa e di fregiarsi il petto di ben sette medaglie che non gli appartengono, perché furono di suo fratello morto eroicamente a Digione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma mi fai pietà! Tu uscirai ora stesso dal sodalizio! Fuori! Fuori! - Mi cacciate di casa mia? - Ce n'andremo via noi, ora stesso! Fa' schiodare subito la tabella dalla porta! Ma come, ma come non mi passò mai per la mente il sospetto che, per essere cosí stupido, bisognava che costui Garibaldi non lo avesse mai veduto nemmeno da lontano! - Io? - esclamò Sciaramè con un balzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non lo vidi? io? Ah, se lo vidi! E gli baciai anche le mani! A Piazza Pretorio, gliele baciai, a Palermo, dove s'era accampato! Le mani! - Zitto, svergognato! Non voglio piú sentirti! Non voglio piú vederti! Fai schiodare la tabella e guaj a te se osi piú gabellarti da garibaldino! E il Bellone s'avviò di furia verso la porta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma le gambe, le gambe! Che può fare un povero uomo quando non sia piú padrone delle proprie gambe? Per due, davvero, aveva patito, patito in modo da non potersi dire, durante la battaglia e dopo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Marcuccio La Vela sapeva di quel suo nomignolo e se ne stizziva molto; ma per quanto poi si sforzasse di fare il cattivo e di mostrarsi corrivo a riavere il suo, non solo non gli veniva mai fatto, ma ogni volta alla fine era una giunta al danno perché, impietosendosi alle finte lagrime dei debitori maltrattati, per compensarli dei maltrattamenti, oltre la berretta ci perdeva qualche pezzo di dodici tarí porto sottomano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho speranza, compare, che debba essere la mia salvezza, per via di non so che scavi che ci vuol fare il Governo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho i miei guaj; lasciami in pace! - Fa freddo, - disse la donna con voce ancor piú rauca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non fa nulla, se non ti ricordi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le molle stridevano e don Paranza sbuffava: - Pazzi! Pazzi! Come hanno fatto a intendersi, se l'uno non sa una parola della lingua dell'altra? Eppure, sissignori, si sono intesi! Miracoli della pazzia! Si amano, si amano, senza pensare che i cefali, le boghe, i gronghi dello zio bestione non possono dal mare assumersi la responsabilità e l'incarico di fare le spese del matrimonio e di mantenere una nuova famiglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le farai fare un po' di corte da tuo marito, e vedrai che gioverà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che gli restava piú da fare ormai? mettersi a disposizione della morte, con la coscienza tranquilla, sí, ma angosciata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, nei due giorni che passava in casa, cercava di nascondere il suo animo; né gli riusciva difficile, poiché nessuno badava a lui: don Pietro se n'andava al solito alla pesca, e Venerina era tutta intenta al bambino, che non gli lasciava neppur toccare: - Me lo fai piangere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che stai a guardarmi? Vedi come mi sono ridotta? Sú, va' a fare una visita alla zia Rosolina, che non viene da tre giorni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma se ella sapeva che quella vecchia era cosí fastidiosamente matta, perché spingerlo a fargli fare quella ridicola figura? voleva forse ridere anche lei alle sue spalle? - Non hai trovato ancora un amico? - gli domandava Venerina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi fai rabbia e pena.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non perché diffidasse, ma, chi sa! si fa presto, per una momentanea distrazione, a scrivere una cifra per un'altra, a sbagliare una somma; e poi, per osservare la calligrafia, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vittore Brivio trattava la moglie come una bambina non d'altro capace che di quell'amore ingenuo e quasi puerile di cui si sentiva circondato, spesso con fastidio, e al quale si era proposto di prestar solo attenzione di tempo in tempo, mostrando anche allora una condiscendenza quasi soffusa di lieve ironia, come se volesse dire: "Ebbene, via! per un po' diventerò anch'io bambino con te: bisogna fare anche questo, ma non perdiamo troppo tempo!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vittore Brivio, frettoloso nel timore di non fare a tempo e tutto assorto nel pensiero dei suoi affari, accolse con mal garbo quel pianto insolito della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, fare un salto da quel carrozzone a quella carrozzella, mettere a terra il bambino di lei, e attaccarsi con la bocca a quella bocca che era stata sua tant'anni fa; commettere l'ultima pazzia, fuggire, fuggire...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo derideva? Su le spine, temendo che la moglie guardando a quella carrozzella s'accorgesse della sua agitazione, si prese sulle ginocchia uno dei figliuoli, gli grattò con una mano la pancina e si mise a ridere, a ridere anche lui, a ridere per fare a sua volta un ultimo dispetto a lei che seguitava a venirgli appresso senz'essersi accorta del marito arrivato con lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E subito il signore: - C'è un medico? Ma quegli, avvertendo sulla faccia e sulle mani il gelo di fuori, dà indietro, alza le braccia, stringe le pugna e comincia a stropicciarsi gli occhi, sbadigliando: - A quest'ora? Poi, per interrompere le proteste dell'avventore, il quale - ma sí, Dio mio, sí - tutta quella furia, sí, con ragione: chi dice di no? - ma dovrebbe pure compatire chi a quell'ora ha anche ragione d'aver sonno - ecco, ecco, si toglie le mani dagli occhi e prima di tutto gli fa cenno d'aspettare; poi, di seguirlo dietro il banco, nel laboratorio della farmacia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quel signore fa un atto di stupore e d'indignazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottor Mangoni lascia il piede e fa per muoversi, volendo sapere che cosa è accaduto, quando si vede venire addosso come una bufera quel signore che grida: - Sí, sí, da stupidi! da stupidi! da stupidi! Fa appena a tempo a scansàrlo; si volta, lo vede inciampare nel sacco d'ossigeno: - Piano! piano, per carità! Ma che piano! Quello allunga un calcio al sacco; se lo ritrova tra i piedi; è di nuovo per cadere e, bestemmiando, scappa via, mentre sulla soglia della stanza in fondo al corridojo appare un tozzo e goffo vecchio in pantofole e papalina, con una grossa sciarpa di lana verde al collo, da cui emerge un faccione tutto enfiato e paonazzo, illuminato dalla candela stearica, sorretta in una mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio padre, a cui il dottor Mangoni ora si volta come intronato, fa con le mani gesti di grande ammirazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il mondo, dica un po'? Il mondo, dove io adesso con questo piede che mi fa tanto male mi vado a perdere; il mondo veda lei, veda lei, signora cara, che cosa gli sarebbe diventato! Una casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mentre passo leggendo, mi para davanti le sue schifose statuette, e me le fa rovesciare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E la signorina Pagliocchini, con l'aria piú ingenua del mondo: - Non leggo bene? - Ma no! Per carità, a bassa voce! Piú bassa che può! quasi senza voce! Capirà, io leggevo con gli occhi soltanto, signorina! - Malissimo, professore! Leggere a voce alta fa bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lasciate fare a me! Entrò in quel momento Flora, la bellissima figliuola della Venanzi, a chiamare la madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- A diciannove anni bisogna fare all'amore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se s'appostano, il loro agguato è parte istintiva e naturale della loro naturalissima caccia, che non le fa né ladre né assassine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Forse credevano che di quella passeggiata non si potesse assolutamente fare a meno, ora che la gravidanza era agli ultimi giorni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quest'ozio di Petix sarà bene intanto che non venga considerato solamente dal lato del padre, ma un po' anche da quello di lui, perché Petix veramente frequentò per anni e anni le aule universitarie, passando da un ordine di studii all'altro, dalla medicina alla legge, dalla legge alle matematiche, da queste alle lettere e alla filosofia: non dando mai, è vero, nessun esame, perché non si sognò mai di fare il medico o l'avvocato, il matematico o il letterato o il filosofo: Petix non ha voluto fare in verità mai nulla; ma ciò non vuol dire che se ne sia stato in ozio, e che quest'ozio sia stato vergognoso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fare per fare una cosa? Bisognerebbe star dentro alla cosa da fare, come un cieco, senza vederla da fuori; o se no, assegnarle uno scopo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non uno dei tanti, ma tutti in quell'uomo; per fare in quell'uno la vendetta dei tanti che vedeva lí, piccoli bruti che vivevano per vivere, senza saper di vivere, se non per quel poco che ogni giorno parevano condannati a fare: sempre le stesse cose.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È venuta una donna, poco fa da casa, a chiamarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si premette le mani sul volto, accostandosi alla finestra per fare da solo, nel bujo della mente, le sue supposizioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si recò nella saletta per pregare il custode, che l'aveva accompagnato, di attender lui a quanto si doveva ancor fare per la mamma.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sospettava che Rosa parlasse per rancore, perché fin da principio, per non essere mandata via, gli aveva proposto d'allevare il bimbo col latte sterilizzato, come aveva veduto fare a tante mamme che se n'erano poi trovate contente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Intanto là le comari del vicinato seguitavano a fare il conto di quelli che partivano il giorno appresso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh Dio! Oh Dio! E come si può fare un simile tradimento a una povera madre, a una povera vecchia come me? O oh, che cosa! Oh...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- C'è, ma non fa niente: tonosce, - rispose il ragazzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Casa da poverelli, ma se vossignoria fa il medico, chi sa quante altre ne avrà vedute.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa congiunse le mani e, agitandole un poco e socchiudendo amaramente gli occhi, emise il sospiro delle rassegnate: - Lasciamo fare a Dio! Ritornato in paese, il dottore volle venir subito in chiaro di quel caso cosí strano, da parer quasi inverosimile; e ritrovando la vecchia ancora seduta su lo scalino davanti alla porta della sua casa, come l'aveva lasciata, la invitò a salire con una certa asprezza nella voce.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eppure, quante volte certuni stan lí intenti a guardarsi il dito che fa segni vani sul bracciuolo lustro di quella poltrona su cui stan seduti! Pensano e non vedono.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi fa una stizza, che lei non può credere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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con certi occhi che, le giuro, mi fa venire qua alle dita una selvaggia voglia di strozzarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché, lei lo capisce, se mi si fa un momento di vuoto dentro...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La quarta balia lo lascia cadere tre volte dal letto, e non di piú; e gli fa poi ruzzolare la scala, insieme con lei, una volta sola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma anche per le vie di Sassari il professor Cosmo Antonio Corvara Amidei è sbeffeggiato da tutti i monelli, finché non viene un collega, Dolfo Dolfi, professore di scienze naturali, che prende a proteggerlo in iscuola e fuori; anzi fa di piú: lo invita ad accasarsi con lui (novembre del 1888).(Pirandello - Novelle per un anno)
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(Nota bene: Dolfo Dolfi ha la faccia piena di nèi e, parlando, se li arriccia tutti; una gamba qua, una gamba là.) Cosmo Antonio Corvara Amidei si fa piccino piccino, man mano che quegli le sballa piú grosse, e approva, approva senza mai contraddire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ha bisogno imprescindibile di qualche soldino, deve domandarlo a Satanina, e la ragazza, che ha già quindici anni e fa da mammina, glielo dà con gran mistero, raccomandandogli di non farne sapere nulla, per carità, al babbino, ché altrimenti vorrebbe anche lui la sua parte per i minuti piaceri, e dove s'andrebbe a finire? Buona ragazza, Satanina; tanto che Cosmo Antonio Corvara Amidei vorrebbe chiamarla piú brevemente e graziosamente Nina, Ninetta; ma Dolfo Dolfi non vuole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In questo caso, bisogna lasciarla fare la vita, ché un fine forse - nascosto - lo ha; e, se non ha un fine, avrà pure una fine, questo è certo L'ebbe, difatti, un bel giorno e d'improvviso, la fine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si vede costretto a riparlare con Satanina, per convincerla che commetterebbe una pazzia, una vera pazzia, a andarsene - com'ella dice - alla ventura; e allora anche lei, Satanina, gli fa intendere che a un solo patto potrebbe rimanere con lui: a patto, sissignore, di diventare sua moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando il saltimbanco, tra l'accorato stupore della folla raccolta intorno, fa lavorare un suo pagliaccetto gracile, pallido, come grida? "Ancora piú difficile, signori! Stiano a vedere: si passa a un esercizio ancora piú difficile!" Quanti esercizi, dalla nascita in poi, il destino saltimbanco non aveva fatto eseguire a Cosmo Antonio Corvara Amidei, suo pagliaccetto? Ma il piú difficile, ancora non gliel'aveva fatto eseguire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando gli pare che il telegramma di risposta non possa ormai piú tardare di molto, rincasa con la speranza di trovar su Satanina; ma il portinajo gliela leva subito; e allora egli si sente cosí stanco, cosí stanco, da non saper come fare a risalire ancora una volta tutta quella scala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli, ora, può licenziare la serva, pagarle il resto della mesata, rispondere anche alle altre esortazioni ch'ella gli fa nell'andarsene, col suo solito: - E va bene...(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'inverno è stato piuttosto mite, e vorrebbe, prima di spirare, fare almeno un po' di guasto: è nel suo diritto; vorrebbe che tu, per esempio, gli lasciassi il tempo di scaricarsi di qualche temporaletto che l'addoglia; ma se questo non ti garba perché temi che ti sporcheresti i rosei piedini, trovando troppo imbrattate le campagne e le vie della città per il tuo ingresso trionfale; egli ti fa sapere che è ancor tutto gonfio di vento, povero vecchio, e ti prega che sii contenta di fargli, se non altro, buttar fuori questo, che ti snebbierebbe anche l'aria ben bene e ti spazzerebbe le terre dalle sudicerie che v'ha fatto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Satanina sta affacciata a quella finestra e parla sottovoce con qualcuno giú! Come! Con chi? Ah, spudorata! Ancora? Cosmo Antonio Corvara Amidei si stringe in sé, felinamente, le si accosta, senza fare il minimo rumore, e - quando le sente dire all'ufficiale che sta lí sotto: "No, Gigino, stasera no: non è possibile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cacciando ora il servo, poteva egli restar solo lí in casa? Mi venne in mente lí per lí di persuaderlo a cercar ricovero o in un ospedale o in qualche casa di salute, e gliene feci la proposta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il povero vecchio alzò gli occhi lacrimosi a ringraziarmi, e un mezzo sorriso, quasi puerile, gli affiorò alle labbra che, subito, si contrassero come per fare il greppo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non andava piú da un pezzo in biblioteca; erano cominciati gli acciacchi della vecchiaja, dopo la settantina; e Nonno Bauer, non potendo piú uscir di casa tutti i giorni, se ne stava alla finestra a conversar col giardiniere e a fare all'amore - com'egli diceva - con le rose del giardino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché i morti hanno questo di buono: che possono anche fare a meno di star comodi, e dell'aria e del sole e d'ogni altra cosa, visto e considerato che si son tolto per sempre il fastidio di muoversi, di respirare, e che, se son freddi, non sentono piú nessun bisogno di riscaldarsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosa strana: se da qualche malcreato sentiva fare allusione a quel parto della moglie o a quella virgola nel contratto d'affitto, sorrideva triste o scrollava le spalle; ma nel sentirsi chiamare quello del mulino usciva dai gangheri, minacciava col bastone e urlava che il suo era un paese di carognoni imbecilli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non era credibile, non appariva piú credibile neanche a lui stesso, che quello del mulino, lui, proprio lui, potesse trovarsi lí, in mezzo a quella festa, e che avesse potuto fare tutto quel che aveva fatto, senza saperne piú il perché.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sai bene che c'è sempre un mondo da fare in casa nostra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sí, giusto dico, perticace, a metter da banda una sostanza qualsiasi, noi, oggi, per tua norma, di fronte all'avvenire che si fa man mano piú torbido e minaccioso...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il signor Manfroni, nel vedersi ogni volta guardato il porro, provava un tale urto di nervi che, per non fare uno sproposito, troncava subito la discussione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli toccava fare anche da servitore alla balia che doveva arrivare: - Cose da pazzi! Dopo due anni di matrimonio e di dimora in Roma, sua moglie era come uscita or ora da quella tribú di selvaggi dell'estremo lembo della Sicilia: non sapeva né muoversi per casa, né uscir sola per provvedere ai bisogni minuti della famiglia; non sapeva far altro che rimproverar lui dalla mattina alla sera, sempre imbronciata, e punzecchiarlo dove piú si teneva: nella logica, nella logica; e affliggerlo con la piú stupida e odiosa gelosia, non per amore, ma per puntiglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vorrei fare un po' il cambio, io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Povero Luzziddu, cosí piccino, là, fuori di casa, e con la mamma sua cosí lontana! Certo quella donna non poteva aver per lui le cure che aveva per il proprio figliuolo; e Luzziddu, messo da parte, doveva aspettar quieto quel po' che avanzava: lui, lui che finora aveva avuto tutta per sé la mamma sua! Annicchia si mise a piangere; ma poi, temendo che qualcuno se n'avvedesse, asciugò le lagrime e, per confortarsi, pensò che lí presso, a guardia, c'era la nonna, la quale, all'occorrenza, avrebbe saputo farsi valere con quel suo fare cupo e imperioso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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IV Gli toccava, ora, anche questo: privarsi di fare una carezza, finanche di volgere uno sguardo al suo piccino, perché la moglie sospettava già che la balia potesse interpretar quelle carezze, quegli sguardi come rivolti a lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Devo fare la serva a tutti? Ma aspetta che si rimetta in piedi, e ti farò vedere! Neanche un giorno, neanche un minuto deve rimanere piú in casa mia! Non ebbe però il coraggio di porre a effetto questa minaccia, appena Annicchia si fu un poco rimessa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per me fa lo stesso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, se questo può piacere a te, a me non piace! Ennio, pur sapendo che faceva peggio, si provò ancora una volta a ragionare: - Ma scusa: perché vuoi ostinarti a vedere il male dove non è, a crearti fantasmi odiosi, quando io, con la mia vita di studio, di lavoro, non ti ho mai dato cagione di dubitare di me? Hai visto che, per stare in pace, per contentarti, mi sono finanche vietato di fare una carezza al mio bambino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che modo è codesto? Va', Margherita, va': di' che chiudano subito! La sbiobbina andò, e tutti, vedendola passare in mezzo a loro, osservarono il modo con cui ella moveva le gambe sbieche; come se non avessero altro da fare in quel momento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che fare allora? Durando quell'esitazione, non stimò prudente tenere ancora la borsetta in mano, alla vista di tutti, e se la ficcò nel taschino del panciotto per riflettere con comodo se non gli sarebbe meglio convenuto, per non aver tanti impicci, rimetterla al posto dove l'aveva trovata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio strinse le pugna, impallidí, mormorò: - Questo fa il vescovo? - Questo e piú, - rispose il campiere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si dové presto, ormai, venire a una deliberazione, che alla signorina Lydia costò una lunga lotta con se stessa Il giovane marchese non aveva parenti, era padrone di sé e dunque di fare quel che gli pareva e piaceva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le parve che tutto ciò che il medico le aveva detto, con quel suo fare freddo e mordace, da molto tempo lei lo avesse detto a se stessa, o meglio, che qualcuno in lei lo avesse detto; e lei aveva finto di non udire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che se egli, domani, avesse riacquistato la vista, bello com'era, giovane, ricco, signore, perché avrebbe sposato lei? Per gratitudine? Per pietà? Ah, non per altro! E dunque, no, no! Seppure egli avesse voluto; lei, no; come avrebbe potuto accettare, lei che lo amava e non lo voleva per altro? lei, che nella sventura di lui vedeva la ragione del suo amore e quasi la scusa, di fronte alla malignità altrui? E si può dunque transigere cosí, inavvertitamente, con la propria coscienza, fino a commettere un delitto? fino a fondar la propria felicità su la sciagura di un altro? Ella, sí, veramente, non aveva allora creduto che colui, quel suo nemico, potesse fare il miracolo di ridar la vista al suo Silvio; non lo credeva neanche adesso; ma perché aveva taciuto? proprio perché non aveva creduto di prestar fiducia a quel medico; o non piuttosto perché il dubbio che il medico aveva espresso e che sarebbe stato per Silvio come una luce di speranza, sarebbe stato invece per lei la morte, la morte del suo amore, se poi si fosse affermato? Per ora ella poteva credere che il suo amore sarebbe bastato a compensar quel cieco della vista perduta; credere che, se pure egli, per un miracolo, avesse ora riacquistato la vista, né questo bene sommo, né tutti i piaceri che avrebbe potuto pagarsi con la sua ricchezza, né l'amore d'alcun'altra donna, avrebbero potuto compensarlo della perdita dell'amore di lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Possibile che la signora Lèuca abbia acconsentito che dopo undici anni di separazione il marito torni a convivere con lei? Fa dispetto che la pèndola grande della sala da pranzo faccia udire in questa sordità, cosí distintamente in tutte le stanze, il suo tic e tac lento e staccato, come se il tempo possa seguitare a scorrere ormai placido e uguale come prima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma bisognerebbe consigliare a quel bravo signor Ildebrando, l'organista che fa anche da segretario al signor parroco, di non approvarle tanto con quei melliflui sorrisi e quelle mossettine del capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sorge un rimpianto: no, di nulla piú ormai, ma di quello che non ha avuto, che non ha potuto avere; e una certa pena anche, non pena piú veramente, un certo senso di disgusto che si fa quasi stizza dentro, per l'inganno che il suo stesso cuore un tempo le fece, di potere esser lieta, anzi felice, sposando un uomo che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché anche in questo, ciò che lei fa per gli altri è assai meno di ciò che ha fatto per sé quando, tante volte, ha dovuto vincere l'orrore del suo stesso corpo, della sua stessa carne, per tutto ciò che nell'intimità si passa, anche senza volerlo, e che nessuno vuol confessare nemmeno a se stesso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La zia s'ostina a mostrare di non comprendere il male che la nipote fa; e questa allora lo fa per costringerla a comprenderlo e a smettere quella fintaggine insopportabile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca riesce a dissimulare il turbamento per la contrarietà che ne prova, e lo fa entrare e sedere nella saletta da pranzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mani caste, poverine, che raggricciamenti! Ma no, via, toccate, toccate, arrischiate una toccatina a sentire che non fa male; e poi ci starete, che vi piacerà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non può essere niente, perché, a premerlo, neanche le fa male.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché poi non ci crede.) Non ci crede neanche lui, o, piuttosto, non vorrebbe crederci, perché non gli pare possibile che la morte si presenti cosí, in forma di quell'ovolino sul labbro, che non prude né fa male, come se non ci fosse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Al piú, sui capelli, qualche volta, la piú piccola, che non si può fare proprio a meno di baciarla, per certe cosette carine che fa o che dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sandrina, senza darlo a vedere, si fa molto attenta, e aspetta ch'egli seguiti a parlare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Comprende che il padre non ci va per fare un piacere a lei, ma perché ci vuole andar lui, a rischio d'una lite con la mamma, se questa verrà a saperlo; non certamente da lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma nulla! ma nulla, t'ho detto! Non devi dirle nulla! - No; se mi domanda dove sono stata, - gli fa osservare, piú che mai sbigottita, Sandrina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sú, sú, adesso! Fai vedere a papà il tuo bel sorrisino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma poco dopo ch'egli se n'è andato, la signora Lèuca, che s'è recata alla finestra, non per veder lui sulla strada insieme con la figliuola, ma per veder questa col suo bel fiocco di capelli sulle spallucce; non vedendoli uscire dal portone e, dopo aver aspettato un bel po', andando per curiosità a spiare pian piano dalla porta che cosa sian rimasti a fare tutti e due per le scale, si spiega il perché di quel turbamento di lui e, rinfrancandosi, non può fare a meno di sorridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lascia fare a me! Scusami, se non ho pensato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tante supposizioni fa la signora Lèuca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le amiche del patronato di beneficenza, che vengono a trovarla in quei giorni, osservano, cosí senza parere, che forse ne fa troppe.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine se ne accorge anche lei, la signora Lèuca, che fa troppe supposizioni; e deve riconoscere che ha una viva curiosità di sapere perché egli non sia piú venuto; ma senza il minimo dubbio tuttavia sulla natura di quel suo interessamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio parroco, vedendola cosí insolitamente infiammata, si fa serio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Volevo dirle prima, che anche se egli si fosse riaccostato a me prevedendo prossima la morte di quella donna, io, venendo a saperlo, non mi sarei ritratta dal fare per le sue bambine e per lui tutto quello che mi sarà possibile...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh, ma allora, tanto peggio per lui, scusi! Lei fa già troppo a prendersi in casa quelle figliuole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se egli vuol seguitare a fare il...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma niente affatto! Nulla, qua, nemmeno un chiodo, di quella casa! Eh, ma se questa fosse una ripugnanza che prova soltanto lei? Se invece lui e le piccine avessero caro di vedersi attorno qualche oggetto della casa antica? Non gliela suggerisce l'Aricò, questa riflessione; la fa lei, che ne fa sempre tante.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, brava, - fa la signora Lèuca, sollevando il velo sulla fronte e chinandosi per baciar la piccina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E infine le fa sedere a tavola con sé per la cena.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A poco a poco bisognerà insegnar tante cose, tante, a quelle due povere piccine! Per quella prima sera, meglio lasciarle fare a modo loro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel silenzio, a un tratto (dev'esser molto tardi) le si fa vivo il tic e tac lento e staccato della pendola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Conduce il padre a veder la camera che gli ha assegnata, con l'aria di scusarsi che, data la casa, meglio di cosí non ha potuto alloggiarlo; ma s'accorge subito che non è giusto che si dia quell'aria; e le fa uno strano effetto ch'egli le risponda, infatti, accigliato: - Ma no, ma no, che dici? Accigliato, quasi senza volerlo; perché ha veduto il letto, che è per uno; mentre lui finora ha dormito in un letto a due.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A cena, che impressione! vedergli alzare a un certo punto, discorrendo dell'avvocato, uno dei sopraccigli, ma contraendolo dalla parte del naso in un'increspatura di volontà intelligente, come soleva fare un tempo, discutendo con lei, nei primi anni del matrimonio: riconoscere nel viso mutato, alterato sguajatamente dai vizi, quell'antico segno d'intelligenza, che le piaceva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che s'è aspettato, Dio mio? E ha chiuso a chiave l'uscio, appena entrata! Quasi quasi scenderebbe dal letto per andare a levar quella serratura, tanto le fa stizza che abbia pensato di dover premunirsi cosí fin dalla prima sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sí, ecco, fa proprio dispiacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non c'è dubbio che le daranno molto da fare quelle tre bambine; ma se è vero (e dev'esser vero) ch'esse non sapevano neanche farsi la croce la prima sera ch'ella le accolse in casa; tanto piú, adesso, non dovrebbe trascurare di condurle a messa regolarmente tutte le domeniche, e ora anche alla novena in preparazione della festa dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima, che cade il giorno otto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E mia nipote conosce uno che fa parte della spedizione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché a poco a poco l'orrore del corpo di lui, in tutte quelle immagini indelebili che le si erano destate durante la confessione delle sue turpitudini, era divenuto orrore del suo stesso corpo; il quale, ogni sera, davanti allo specchio, appena ella si richiudeva in camera (e senza piú girar la chiave nella serratura!) le domandava, se davvero esso fosse ormai cosí poco desiderabile, da non esser piú nemmeno guardato di sfuggita da un uomo come quello, che s'era contentato fino a poco fa d'una donnaccia volgare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina Trecke piange, piange inconsolabilmente, non tanto sulla disgrazia che le è toccata, quanto sulla sua irrimediabile ignoranza del male, che le fa avere da parte del signor parroco e delle amiche del patronato tanti e tanti rimproveri, tutti meritatissimi, ma che purtroppo non varranno a infondere un po' di salutare malizia in quei suoi poveri infantili occhi innocenti, che saranno d'ora in poi (per l'abbandono di quell'ingrata nipote) sempre cosí rossi di pianto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Solo Sandrina, ma evidentemente anche per conto della sorella minore, ha domandato una volta: - E papà? Devono aver compreso, cosí a mezz'aria, qualche cosa, o dalle parole del parroco quand'è venuto, tutto sossopra, ad annunziar la fuga, o dal gran pianto che è venuta a fare il giorno dopo la signorina Trecke, protestando che voleva esser perdonata per la colpa della nipote; o alla scuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi? - E poi le feci collocare tutte e due sul carro funebre, signor Cavaliere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E non poté seguitare, al pensiero che il signor Notajo avesse sentito il bisogno di rivolgersi a un altro per fare a lui una proposta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché il signor Notajo mi fa dir questo? Ha forse creduto che gli portavo il ragazzo per averne qualche cosa? A questo punto l'amico cercò d'arrestar la foga di tutte queste domande irrompenti, approfittando del sospetto, realmente infondato, contenuto nell'ultima domanda di Bellavita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah teme il ridicolo il signor Notajo? Lui, lo teme? Perché io lo rispetto, teme il ridicolo? Lui che per dieci anni mi rese lo zimbello di tutto il paese, teme il ridicolo? Ah, quanto mi dispiace! E per questo vuole disfarsi di me e di Michelino? Perché sono andato a trovarlo a casa col ragazzo e voglio rispettarlo ancora? Quanto me ne dispiace, parola d'onore! Ma se è per questo, ah, signor avvocato, gli dica - la prego - che in casa, io, col ragazzo non andrò piú a trovarlo; ma che, quanto a rispettarlo, ah, quanto a rispettarlo non posso farne a meno! L'ho sempre rispettato, quando il rispetto poteva costarmi d'avvilimento e di mortificazione, e vuole che proprio ora, ora che n'ho piú bisogno, non lo rispetti piú? Mi dica lei come potrei fare a non rispettarlo piú, signor avvocato! Non ho mai fatto altro, tutta la vita, e vuole che ora, tutt'a un tratto, non lo rispetti piú? Per forza, sempre lo rispetterò, glielo dica! Mi scusi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi metto di professione a fare la sua ombra! Sissignore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che restava da fare al notajo Denora? Ammazzarlo? Per levarsene la tentazione, e sentendosi per di piú stanco e nauseato, sia della professione, sia della inutile vita che conduceva in città, decise di chiuder lo studio e si ritirò a vivere in campagna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non fa nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quel colletto in cui si sentiva impiccato! e quello sparato che gli strabuzzava, già tutto sgualcito, dal panciotto! e quella cravattina bianca inamidata e pendente, a cui ancora doveva fare il nodo, e non sapeva come! Alla fine il commesso si compiacque di dire: - Ecco, questa sí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sa, il matrimonio non si fa piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In preda a quell'irritazione crescente, di cui, nello stordimento e nell'impaccio, non riusciva a rendersi esatto conto, con la testa che già gli fumava, anziché commuoversene, se ne sentí irritare, come per una cosa veramente assurda: stupida e crudele soperchieria della sorte che, no, perdio, non si doveva a nessun costo lasciar passare! Tutta quella rigidità della morta gli parve di parata, come se quella povera vecchina si fosse stesa da sé, là, su quel letto, con quella enorme cuffia inamidata per prendersi lei, a tradimento, la festa preparata per la figliuola, e quasi quasi al professor Gori venne la tentazione di gridarle: - Sú via, si alzi, mia cara vecchia signora! Non è il momento di fare scherzi di codesto genere! Cesara Reis stava per terra, caduta sui ginocchi; e tutta aggruppata, ora, presso il lettino su cui giaceva il cadavere della madre, non piangeva piú, come sospesa in uno sbalordimento grave e vano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Poi andar di là a indossare il tuo abitino di scuola; metterti il cappellino, e venire con me! - Dove? che dice? - Al Municipio, figliuola mia! - Professore, che dice? - Dico al Municipio, allo stato civile, e poi in chiesa! Perché codesto matrimonio s'ha da fare, s'ha da fare ora stesso; o tu sei rovinata! Vedi come mi sono conciato per te? In marsina! E uno dei testimoni sarò io, come volevi tu! Lascia di qua la tua povera mamma; non pensare piú a lei per un momento, non ti paja un sacrilegio! Lei stessa, la tua mamma, lo vuole! Da' ascolto a me: va' a vestirti! Io dispongo tutto di là per la cerimonia: ora stesso! - No...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- guardami negli occhi! - lo comprendi, è vero? che se ti lasci scappare questo momento, tu sei perduta? Come resti, senza piú il posto, senza piú nessuno? Vuoi dar colpa a tua madre della tua rovina? Non sospirò tanto, povera donna, questo tuo matrimonio? E vuoi ora che, per causa sua, vada a monte? Che fai tu di male? Coraggio, Cesara! Ci sono qua io: lascia a me la responsabilità di quello che fai! Va', va' a vestirti, va' a vestirti, figliuola mia, senza perder tempo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il cavallo non sa di dover morire, e non si fa di queste domande.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma già, io, come se n'avessi cento; mentre lui, solido, ben piantato nella vita, come in un bosco una quercia; e poi dotato, come dicevano gli antichi, "di tutte quelle buone parti che a fare un perfetto marito si ricercano": castigati costumi, generosa e gentilissima natura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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T'assicuro che ti farebbe lo stesso effetto curioso che fa a me questo poter vedere la vita cosí, come resterà per gli altri, nella certezza che tra poco, forse mentre stai a dirlo, essa per te finirà; e il poter pensare ciò che gli altri faranno ragionevolmente, quando tu non sarai piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Figúrati se ci sarei venuta, altrimenti! Ah che gente! Che paese, Mirina mia! Come fai a starci? E che colonia estiva! Non c'è uomini; tutte donne; tutte rispettabili madri di famiglia! Dio, Dio, mi sento mancare il fiato! Fortuna che ho trovato te! Ho preso in affitto due, non so come chiamarli, antri, tane, dove provo ribrezzo a mettere i piedi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tu che fai qui? Dove abiti? Mi fai veder la tua casa? - La mia casa? - fece con un sorriso impacciato la maestrina Boccarmè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, già! perché tu fai qua la maestra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tu glielo fai cosí, solitariamente, con quel ritrattino, il tradimento, ho capito! Ma io te ne parlo appunto perché c'è la moglie, e non vorrei essere incolpata domani piú di quanto mi merito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí, ma se non era l'antico amore a farle da fermento dal piú profondo dell'anima, perché ora quella specie d'ebbrezza che le gonfiava il petto, e quello struggimento che voleva traboccarle in nuove lagrime; non piú brucianti, queste? Per fortuna lo specchio era là nell'angolo, e la maestrina Boccarmè non vide come s'appuntiva sgraziatamente sulla sua povera bocca appassita quel vezzo che sogliono fare i bambini prima che si buttino a piangere; e il mento, come le tremava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di solito, per le malattie lievi (o che in principio credono tali) si servono d'un certo Piccaglione, che tiene in casa la sonnambula, da cui si fa ajutare nelle cure sui generis che impartisce ai malati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E servendosi di lui si ha poi questo non disprezzabile vantaggio: che si fa a meno del farmacista; perché Piccaglione, tutta la sua farmacia, la porta in tasca, in una scatola che s'apre come un libro, da una parte e dall'altra scompartita in tante caselline, ciascuna con un tubetto di vetro pieno di pallottoline di zucchero intrise d'alcool con le essenze omeopatiche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh, lo so, caro dottore, voi dite cosí perché c'è il Municipio che vi paga per stare in ozio, e Piccaglione vi fa comodo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Qua non si fabbricano case perché domani, domani chi sa come si fabbricheranno le case; non si pensa a illuminare le strade, perché domani chi sa che nuovi mezzi d'illuminazione scoprirà la scienza, domani! E cosí anch'io dovrei stare in attesa del rimedio di domani, s'intende, per tutti coloro che non hanno la morte in bocca; perché quando l'hanno, eh sono vigliacchi allora, e lo vogliono il rimedio d'oggi, e come lo vogliono! - Ah sí? - fa il giovane collega.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E lei, scusi, perché non si mette a fare il medico come lo vogliono a Milocca? Acqua e lí! - Come, acqua e lí? - domanda stordito Calajò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che donna! Spregiudicata e franca, con l'esuberanza d'una vitalità indiavolata, talvolta anche indiscreta nella furia di fare il bene, sincera, veemente, affettuosa, gli aveva comunicato un fuoco, un fervore, di cui non si sarebbe mai sentito capace.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh, no, no: egli, nella sciagura che lo aveva atterrato, messo in guerra con tutti e con se stesso, non poteva piú fare a meno di quella donna fervida e forte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La atterriva il fatto, che avesse potuto dimenticare per un momento che lí in quel bujo degli scuri sempre accostati, ci fosse il nonno e che ella avesse potuto trasgredire, senza punto pensarci, all'ordine severissimo dei genitori, da tanto tempo espresso e sempre osservato da tutti, di non entrare cioè in quella stanza se non dopo aver picchiato all'uscio e chiestane licenza (come si dice?): -Permetti nonnino? - ecco, cosí, e poi pian pianino, in punta di piedi, senza fare il minimo rumore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi, perché? per parere scappati da un baraccone da fiera?" Queste riflessioni, come le feci io allora, da un pezzo senza dubbio aveva dovuto farle anche lei, la povera Margherita, per trarne la conseguenza che, nelle supreme regioni a cui per sua disgrazia era ascesa, non avrebbe trovato mai un marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E senza dubbio, se si fosse lasciato prendere all'amo, tre mesi dopo, si sarebbe sentito dire dalla moglie che l'ingegno, Dio mio, doveva servirgli per comprendere ch'ella, con un marito come lui, non poteva fare a meno d'un amante, e fingere di non accorgersene, e seguitare ad amarla nonostante il tradimento o i tradimenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché, oltre tutti quei malanni, aveva il coraggio, la nonna, d'essere ancora ferocemente gelosa di lui, come se nella tenera età di cinquantasei anni, con la barba bianca, il cranio pelato, in mezzo a tutte le delizie che la sorte amica gli aveva prodigate; e quelle cinque nipotine sulle braccia, alle quali col magro stipendio non sapeva come provvedere; col cuore che gli sanguinava ancora per la morte di quel suo disgraziato figliuolo; egli potesse difatti attendere a fare all'amore con le belle donnine! Non rideva forse per questo? Ma sí! Ma sí! Chi sa quante donne se lo sbaciucchiavano in sogno, ogni notte! La furia con cui la moglie lo scrollava, la rabbia livida con cui gli gridava: "Tu ridi!" non avevano certo altra ragione, che la gelosia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giovane medico prese a esporre al signor Anselmo le teorie piú recenti e accontate sul sonno e sui sogni; per circa mezz'ora parlò, infarcendo il discorso di tutta quella terminologia greca che fa cosí rispettabile la professione del medico, e alla fine concluse che - no - non poteva stare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Cosí su due piedi? Senza neanche fare i conti? - Li faremo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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anche i camerieri, bisognava vederli, s'erano messi a prestare i loro servizii con un'impagabile sprezzatura, per fare intender bene che non avrebbero potuto piú che tanto occuparsi degli altri, intenti com'erano tutti agli ordini di quell'uno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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è da ridere, non è vero, signori? E rise: lui sí, rise, e seguitò anche a ridere il dottor Sandrocca che rideva sempre; ma non risero gli altri, né mostrarono di gradir la proposta di fare colazione là nella macchia del Conventino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che crisi isterica d'Egitto, se la sua figliuola non aveva mai e poi mai sofferto di mal di madre? Si fa presto a dire! Poi la taccia rimane; e commenti e malignazioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sangue davanti, e latte dietro! Dio, il latte che, sguazzando e sciabordando nei bidoni e negli orci, gli schizzava alle spalle! E rideva il signor Bareggi, pur nel terrore che gli teneva le viscere sospese; rideva di quel terrore; e contrapponeva istintivamente all'idea, pur precisa, d'una prossima immancabile catastrofe l'idea che, dopo tutto, fosse una burla, una burla che aveva voluto fare e che domani avrebbe raccontato, ridendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Arrivato ogni volta su la scala all'altezza da cui è caduto, non può fare a meno di considerare che - è inutile - certi obblighi si hanno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- M'insultano, Eccellenza, quando illumino la città, quando sto su la scala appoggiata al lampione e sfrego al muro il fiammifero per accendere il lume, cioè, quando sanno che non posso lasciare al bujo la città, per correre a casa a vedere che fa e con chi è mia moglie e, all'occorrenza, fare un macello, signor Cavaliere! Sottolinea le parole fare un macello con un sorriso quasi di mesta rassegnazione, perché riconosce che anche quest'obbligo avrebbe, come marito offeso, e proprio non vorrebbe averlo, ma lo ha.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma è mai possibile che anche l'atto materiale di far la luce dove ci sono le tenebre, non desti, a lungo andare, anche nel piú duro e oscuro cervello certi guizzi di pensiero? Quaquèo certe sere è arrivato finanche a pensare che egli che fa la luce, fa anche le ombre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, ve ne pentite? Ora che m'avete preso, perdio, e sono qua armato per fare l'obbligo mio, dovete starci tutti! Tutti, perdio! E scuote e scrolla quell'agguantato, e riprende la via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oggi per noi il Signore non fa notte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí aveva cominciato a fare all'amore con Trisuzza Tumminía, allora, quando il mondo era un altro! Ma i parenti, da entrambe le parti, si erano opposti alle loro nozze, per antica nimicizia di casato; poi Trisuzza aveva sposato un altro; egli, un'altra; piú di quarantacinque anni erano passati; e ora egli era vedovo, e vedova era anche lei, da circa dieci anni...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sera la ragazzetta ritornò con la risposta: - Dice la zâ Tresa, che i capelli sono bianchi e la candelina non fa piú lume.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alle vicine, che venivano a raccontarle tutte le amorevolezze che la zâ Tresa faceva a Narda, cose che non si sarebbero fatte nemmeno a una vera figliuola: orecchini d'oro, anelli d'oro, collane di corallo, fazzoletti di seta, da capo e da collo, "guardaspalle" di seta con quattro dita di frangia, scarpe di vitello col tacco alto e la mascheretta di coppale; cose, insomma, cose da non credersi; rispondeva, verde dalla bile: - Ah! baggiane! E non capite che lo fa per adescarla? Se la vuole ingrassare e tenere in casa come la troja! Restò, quando quelle vennero a dirle che la sorella sposava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dio sa se, per questo sposalizio di vostra sorella Narda, vi vorrei tutti con me per fare una gran festa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E la moglie, imbalordita dallo sgomento, aveva ubbidito, senza capire che volesse fare di quel caldajo d'acqua bollente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per esempio, gli andavano a chiedere in prestito la somara, in un caso d'urgenza, come sarebbe di andare a chiamare a un bisogno di notte il medico a Nocera? Don Marchino rispondeva invariabilmente: - Non ti ci fa arrivare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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uh, le sottane! ma, Dio benedetto, che testa! e il lume? tutte le sottane rivoltate in faccia, mamma mia, col lume in mano per fare una vampata...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, infami! infami! Fino a poco tempo fa - narrò - quella capra, comperata per nove scudi, era l'invidia di tutti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah quel che ho penato, don Marchino mio, a trascinarmelo fin quassú, un po' a piedi, un po' su queste braccia che non me le sento piú! Don Marchino montò su tutte le furie: - Ma come si fa, dico io, come si fa a portarsi fino a Nocera un ragazzo in quello stato? - Ma perché la capra, don Marchino, - s'affrettò a spiegargli Nunziata, - non vuole piú dare un passo senza di lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Domandai che intendesse fare adesso, quella madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le faceva però una certa meraviglia che tanti giovinotti di vent'anni non dicessero nulla vedendo in mezzo a loro una vecchia come lei, su un'asina vecchia piú di lei, che non doveva fare certamente una bella figura, per lo stradone a quell'ora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Perché ti fai cosí brutto? Perché non mi baci? Lui scappò via e, davanti allo specchio, si mise a piangere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le diceva con quello sguardo di non aver paura perché egli doveva fare cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Capirai che, avendo avuto da fare con una donna come...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Da' qua la lettera, - riprese con fare sbrigativo il commendatore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedi che ne parla cosí, senza darci alcun peso, mentre insiste molto invece su le ricerche scrupolose da fare per venir bene in chiaro se il figlio fosse proprio di Giulio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, non sarebbe stato forse tanto aspro per lui il cordoglio, se un certo puntiglio non glie l'avesse segretamente esacerbato, impedendogli di fare anche su la sua giovane compagna quelle riflessioni un po' amare ma piene di bonaria indulgenza, con le quali era pur solito di scusare e compatire tant'altre cose nella vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ne aveva tanto sofferto; ne soffriva tanto tuttora; doveva fare piú volte al giorno sforzi violenti su se stesso, ora per frenare uno scatto, ora per non tradire il rammarico acerbo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che doveva fare adesso? Prendere la moglie, senza farle male, e ricondurla alla casa del padre: ecco, sí, questo si meritava! E che andasse a piangere lontano quel suo ragazzo morto, senza rubar cosí l'amore d'un galantuomo, ch'ella aveva, se non altro, il dovere di rispettare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, com'era stata ingiusta veramente la morte di quel ragazzo! Se fosse vissuto, quel ragazzo, se avesse avuto il tempo di divenire uomo, di divenire esperto e istrutto anche lui di tutte le sagge perfidie della vita, e la avesse sposata lui, la sua cara fanciulla innamorata; si sarebbe accorta bene costei, che altro è fare all'amore dalla finestra, a diciott'anni, altro è vivere nella dura realtà quotidiana, quando già le prime fiamme si sono ammorzate e comincia il tedio dei giorni uguali, e la stanchezza, e nascono i primi dissapori, e il giovane marito comincia a esser sazio e stufo della moglie e pensa già di tradirla...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, come avrebbe desiderato ch'ella avesse potuto fare per qualche tempo, con quel ragazzo là, una siffatta esperienza! Allora sí, questo vecchio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebbene, e questo vecchio, - seguitò a pensare, - non intendeva forse di regolarsi anche lui come un ragazzaccio? fare una scenata? uno scandalo? Oh, allora tutti quelli che avevano indovinato cosí facilmente la ragione per cui egli era stato subito accolto: - Uno scandalo? - avrebbero esclamato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un giovanotto, sí, avrebbe potuto anche fare uno scandalo; lui, vecchio, no; doveva mostrarsi superiore, lui, e imporre altrimenti alla moglie il rispetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed egli voleva che quanto stava per fare rimanesse segreto tra lui e la moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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— Non arrabbiatevi , che vi fa male , zio Efix ! Mia nonna dice che è stato il folletto , a uccidere don Zame .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E come schiave esse dovevano lavorare , fare il pane , tessere , cucire , cucinare , saper custodire la loro roba: e soprattutto , non dovevano sollevar gli occhi davanti agli uomini , né permettersi di pensare ad uno che non fosse destinato per loro sposo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Egli forse crede di venir qui a fare il signore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il sole obliquo fa scintillare tutta la pianura ; ogni giunco ha un filo d'argento , da ogni cespuglio di euforbia sale un grido d'uccello ; ed ecco il cono verde e bianco del monte di Galte solcato da ombre e da strisce di sole , e ai suoi piedi il paese che pare composto dei soli ruderi dell'antica città romana .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Nessuno pensava a toglierle di lí: perché avrebbe dovuto pensarci lei ? Donna Ester , invece , mentre risale a passo lento e calmo la strada su dalla chiesa nuova del villaggio (quando è in casa ha sempre fretta , ma fuori fa le cose con calma perché una donna nobile dev'essere ferma e tranquilla) giunta davanti all'antico cimitero si fa il segno della croce e prega per le anime dei morti . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Sono un povero servo , ma dico che la provvidenza sa quello che fa ! — Signore , vi ringrazio ! C'è almeno qualcuno che capisce la ragione , — disse donna Ester .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma Noemi era ridiventata pallida: parole di protesta le salivano alle labbra , e sebbene come sempre riuscisse a dominarsi davanti al servo al quale pareva non desse molta importanza , non poté fare a meno di ribattere: — Qui non c'entra la provvidenza , e non si tratta di questo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Vedi Grixenda mia nipote ! È nata sedici anni fa , per la festa del Cristo , mentre la madre moriva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Neanche una mandorla ! Efix lasciava fare , rallegrato dalla grazia di lei .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ecco , laggiú , seduto sulla panchina di pietra addossata alla casa grigia del Milese un grosso uomo vestito di velluto la cui tinta marrone fa spiccare meglio il colore del viso rosso e della barba nera .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli sta lí tutto il giorno a guardare i passanti e a beffarsi di loro: molti cambiano strada per paura di lui , e altrettanto fa Efix per raggiungere non visto la casa dell'usuraia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Questo mi fa piacere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Donna Ester fece il pane apposta , un pane bianco e sottile come ostia , quale si fa solo per le feste , e di nascosto dalle sorelle comprò anche un cestino di biscotti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La fisarmonica riempie coi suoi gridi lamentosi il cortile illuminato da un fuoco d'alaterni il cui chiarore rossastro fa spiccare sul grigio del muro la figura svelta e bruna del suonatore , i visi violacei delle donne e dei ragazzi che ballano il ballo sardo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Vuoi lavarti ? Porteremo poi su la valigia: chiamerò una donna che ci fa i servizi . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io sono stata a Nuoro molti anni fa , a cavallo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Sí , sí , è vero ! Ella andò a prender le uova per fare una frittata .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi sorrideva con rancore e con ironia , curva a punger la frittata: si fa presto a dire che si trova un posto ! C'è tanta gente in cerca di posti !— Ma tu hai lasciato quello che avevi ? — domandò in fretta senza sollevar gli occhi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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che di ballare ! — Zuannantò ! Vieni a mangiare ! Non vedi che il tuo suono è come il vento ? Fa scappar la gente .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E adesso che fa , vossignoria ? Donna Ester piangeva di gioia , ma finse di starnutire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Qualche volta verrà ! Prima che faccia troppo caldo , e poi in autunno si sta bene all'ombra , lassú ! E di notte ? La luna ci fa compagnia come una sposa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E tu vai a piedi , babbèo ? Anche il cavallo ti fanno fare , adesso ? Dammi la bisaccia , te la porto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ci son signori che hanno terre quanto è grande la Sardegna e uno fa elemosine piú del re .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Perché lo fa ? — Oh bella , perché chi ne ha ne spende .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sono stanco , Efix ! Sí , ho la febbre: l'ho presa , sí ! Come si fa a non prenderla , in questo maledetto paese ? Che paese ! — aggiunse come parlando fra sé , stanco .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Non star lí: l'aria della sera fa male .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E cosa vuoi che faccia ? Non c'è niente da fare ! Scender qui a portarti il pane , tornar là a portare l'erba ! E loro che vivono come tre mummie ! Zia Noemi oggi però s'è inquietata un poco , perché zia Ester mi diceva che non riesce a metter su i denari per l'imposta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ah , Efix , sono cosí amareggiato ! Eppoi mi fa tanta vergogna vederle cosí misere ; vederle vender di nascosto le patate , le pere e i pomi ai bambini che entrano piano piano nel cortile , col soldo nel pugno , e domandando la roba sottovoce quasi si tratti di cosa rubata ! Mi vergogno , sí ! Questo deve cessare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Esse torneranno quelle che erano , se mi lasceranno fare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Un giorno un ricco capitano di porto in ritiro , un buon signore grosso ma ingenuo come un bambino , venne per fare un pagamento .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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S'alzò e andò a fare un giro nel poderetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dio mi aiuti , Efix ! Efix ascoltava con terrore: sentiva d'essere di nuovo davanti al destino tragico della famiglia alla quale era attaccato come il musco alla pietra , e non sapeva che dire , non sapeva che fare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io devo fare laserva ; ma lo faccio con piacere poiché si tratta di render felici i ragazzi . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu fai tutto , a scopo di bene ! Sarebbe bella che lo facessi a scopo di male , anche ! Ma intanto . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Adesso , qui , in paese , non sa che fare ; ha la febbre , s'annoia , va perciò a giocare e a fare all'amore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Anzi volevo proporre a don Giacinto di scontare i dieci scudi che tu mi devi , ma in fede mia poi ho pensato che non andava bene: se però , rinnovando la cambiale , vogliamo fare tutto un conto . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Come fare ? Ma Efix gli parlava sottovoce , curvo su lui delirante: — Va , figlio di Dio , va ! Io avrei voluto che tu non andassi , ma se io stesso ti dico d'andartene è perché nonc'è altra salvezza .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma come si fa , in questo paese ? Tu lo sai , tu che sei rimasto cosí . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che fare , Efix , allora ? Che fare ? — Ebbene , senti: tu andrai ancora dall'usuraia e ti farai dare cento lire per recarti a Nuoro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Uccidervi ? Per cosí poco ? Oh , quell'uomo e le mie zie fanno tanto strepito per delle miserie , mentre c'è gente , laggiú , che fa debiti per milioni e nessuno lo sa ! Ma alla vecchia non importava nulla della gente di laggiú .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Mio genero è uscito un momento fa ; dev'essere andato da don Predu , — disse a Giacinto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sí , ridotto a questo: a fare il servo ad uno ch'era stato mercante girovago .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli non vuole che essa esca di casa , che vada a lavorare , e se la trova sulla soglia la fa rientrare , e se Grixenda si lamenta egli dice: — Per te io faccio morir le zie di dolore , zia Noemi specialmente .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dice che fa la serenata a donna Noemi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Peggio per lui ! — E tu , Noemi , tu parli cosí ? Si può mandare un cristiano in prigione ? — Che cosa vuoi fare dunque ? — Pagare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Per la prima volta in vita sua provava un sentimento strano ; il bisogno di muoversi , di fare qualche cosa per aiutare la famiglia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Neanche cuore hai ! Solo son venuto a dirti che non devi piú rimetter piede in casa loro ! — Potevi risparmiarti questa fatica ! Chi pensa a ritornare ? — Cosí rispondi ? Di' almeno cosa intendi di fare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che intendi di fare ? — Pagherò tutto , io .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sa fare i suoi affari , quella dannata: finge di credere che Ester ha veramente firmata la cambiale di Giacinto e solo dice che vuole il fatto suo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come devo fare ? — Devi mostrarti uomo , una volta tanto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io non volevo , a dire il vero , perché il ragazzo , il nipote di vossignoria , glielo ha proibito , e se viene a saperlo si offende ; ma Grixenda mia fa sempre di sua testa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Bene , allora restiamo intesi ? Tu devi fare come ti dico io , intendi ?— Inteso ho .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Stefana e Pacciana dicevano: — È un'elemosina ch'egli vuol fare alle sue disgraziate cugine .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È la gioia , certo , che la fa sbiancare cosí ; ed egli prova un tremito , un desiderio d'inginocchiarsi davanti a lei e dirle: sí , sí , è una grande gioia , donna Noemi , piangiamo assieme .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che fare , se non ricorrere a qualche menzogna ? Riprese a palparle la veste .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lei non sa cosa sia l'amore , donna Noemi mia ; fa morire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo so che ti fa dispiacere , ma non posso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Dove sta don Giacinto ? — Chi ? Quello del Molino ? Qui , piú sopra: cosa gli porti in quella bisaccia ? Sei il suo servo ? — Sí: e che fa , don Giacinto ? — Eh , lavora e si diverte .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora Efix ricordò la festa del Rimedio , Natòlia e Grixenda che ballavano stringendosi in mezzo lo straniero ; e un dolore cocente lo punse , ma col dolore un intenso desiderio di fare qualche cosa contro il destino .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Solo disse: — Giacintí , sei diventato allegro , mi pare ! — Che fare ? Impiccarmi ? Ma l'ometto curvo a cuocere i maccheroni sollevò gli occhi tristi e Giacinto rise e guardò le travi del tetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che puoi farci ? Lo sai , te l'ho detto: comincia tu a fare il tuo dovere ; poi lei farà il suo . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che posso fare , che posso io ? Tu credi che siamo noi a fare la sorte ? Ricordati quello che dicevamo laggiú al poderetto: te lo ricordi ? E tu , sei stato tu , a fare la sorte ? Ed anche Efix si curvò ; e stettero cosí , vicini , tanto che l'uno sentiva il caldo del fianco dell'altro ; stettero quasi tempia contro tempia , come ascoltando una voce di sotterra .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Vero è ! Non possiamo fare la sorte , — ammise Efix .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Si fa presto a conoscere la vita , quando si nasce dove sono nato io .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ricordi le cose che dicevamo al poderetto ? Io le ricordo sempre , e dico appunto a me stesso: Efix ed io siamo due disgraziati , ma siamo veramente uomini tutti e due , piú dello zio Pietro , piú del Milese , certo ! Zio Pietro ? Cos'è zio Pietro ? Ha lasciato le zie soffrire sole per tanti anni , esposte a tutte le miserie e alle beffe di tutto il paese: e adesso anche lui crede di far bene perché vuole sposare Noemi ! Lo fa perché la donna gli piace come donna , come a me piace Grixenda , null'altro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È amore , quello , è carità ? E lei fa bene a non volerlo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ebbene , cosa fai adesso ? Ohè , uomo ! . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dio sa quello che si fa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Era tuo parente ?— No ; ci siamo incontrati dieci anni fa , alla Festa del Miracolo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che devo fare , anima mia ? Se non mi salvo l'anima che cosa ho d'altro , fratello caro ? — Ma i denari , a questo morto , glieli hai presi , malanno ! — disse Efix .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E dunque , ti sei messo a fare un mestiere facile , poltronaccio ! Bel mestiere , sí ! Ecco , prendi ! Gli porse una moneta , ma Efix lo guardava negli occhi coi suoi occhi di cane fedele e sospirava senza offendersi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Perché non l'hai preso con te a chiedere l'elemosina ? E adesso , sai cosa fa ? Sposa quell'altra morta di fame , Grixenda , sí , stupido ! — È bene: lo aveva promesso , — disse Efix , e di nuovo si sentí pieno di gioia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma se tu credi di poterti trovare un altro compagno fa pure .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che fa Grixenda ? — Cucisce il suo vestito da sposa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E adesso , che cosa conti di fare ? Tornerai da Predu ? O , come dice la gente , è vero che sei diventato ricco ? Ma perché non metti giú quella bisaccia ? Almeno un boccone lo prenderai , qui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ma è vero che si fa un canale perché ci passi il mare ? Ma l'acqua non segue , dentro il canale ? — Sí , veniva dentro il canale ; ma ci son le macchine per tenerla indietro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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L'ho mai cacciato via , io ? — Tu non lo cacci via ma fai peggio ancora .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Oh , uomo , che fai ? Andiamo su da Stefana che t'ha serbato una melagrana . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— È il fegato che fa un brutto scherzo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Chi era che mi cercava poco fa ? — domandò una mattina a donna Ester .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come andiamo d'umore , oggi ? — Lascia , Predu , non tirar la tela , mi fai pungere . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , su , su ! Che fai ? Non mi dici niente ? Sono venuto per te , sai .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ah , Efix , questo non lo dovevi fare . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli uomini che pigliano la vita indigrosso e senza tanti dàddoli, sarebbero i meglio educatori e mariti del mondo se avessero sempre che fare con anime non isteriche. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Saputo di me, profferse menarmi seco: e che la provvederebbe a raffinare la mia educazione, e che a Parigi potevo fare la mia felicità, e che in Aiaccio sarei stata infelice. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Sentivo il bisogno di Dio: e or sola or seco (che ci veniva non devoto ma docile come bambino) nelle chiese di campagna, laddove all’alte finestre un albero inchinato del vento fa capolino, e le empie di verdura, e lista d’ombra tremule il lastrico screpolato, oravo breve ma caldo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il titolo di moglie sua ambivo, misera omai: per ismania d’uscir d’abiezione mi facevo più abietta agli occhi miei. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Feci faccia, e chiesi, avvertendo lei che questa era l’ultima: chiesi, sa Dio con qual cuore. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mi stringevo più e più con l’anima alla mia compagna; e lavoravo con seco dalla mattina alla sera: e perché non occupata io dalle faccende di casa, facevo più, e n’ero lieta. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quando m’accorsi ch’io le dav’ombra, m’impensierii; in ogni parola, in ogni atto diventai come impacciata: temevo di guardarlo; gli facevo fin de’ mal garbi, che avranno attizzati i sospetti di lei, perché non di me dubitava ella, ma di lui, o piuttosto (modesta, come la gente di cuore e la gente disgraziata) di sé. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Vidi che non si poteva ire innanzi così: feci un animo risoluto; e, un giorno che sedevamo sulla gradinata vicino alla fonte del Lussemburgo: "Rosa," le dissi "tu hai dei pensieri che tu non mi vuo’ dire." "Non è vero." "Non chieggo di saperli da te, né mi dolgo del tuo silenzio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Rientravo alle sei, mi facevo un caffè e latte (di quel che chiamano latte a Parigi); e così me ne stavo a languire fino alle sei della sera. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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A un tratto, di burlone ch’egli era, cominciò a rabbruscarsi, fare il geloso fuor di proposito, maltrattarmi rammentando il Russo; perch’io negli scrupoli della mia sincerità gli avevo confidato ogni cosa: ma egli aveva interpretata la mia con l’anima sua. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Intesi: mi feci intendere: mi rispettarono: in capo al mese uscii. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E tanto feci ch’e’ si stancò. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Si conchiude il matrimonio: sull’ultimo e’ fa un viaggio a Lione: di là, invece di venire, mi chiama a sé, e mi manda il danaro. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Or la metà de’ falli e de’ guai viene dal palliar che si fa con parole nuove le vecchie ulcere dell’anima umana.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mi par di vedere una baronessa attempata che, mostrando le sue bellezze, si fa scarrozzare di galoppo per le vie fitte di gente, e desta il desiderio d’un collegiale, l’invidia d’una mercante, il sogghigno d’una marchesa; fa fuggire i bambini, spaventa le donne, rompe le gambe ad un vecchio; poi torna a casa per piangere con misericordia molta un suo canino morto d’indigestione di chicche.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Poi il dubbio di non esser bene intesi fa studiare il modo più acconcio, ed è scuola al cuore e all’ingegno. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Più lungo lo scandalo del peccato: ma anche il peccato ben lungo! Non fu merito, fu miracolo di quell’Amore che sì dolcemente fa forza all’anima umana, s’io vissi puro tre anni accanto a donna non mia, e già appropriatami, e sempre affettuosa, e benemerita della vita e dell’ingegno e dell’animo mio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Oh potessi ora, superando quel sentiero tristo, giunto in cima, vedere non la terricciuola di Lussino, ma, seduta nella ricca pianura, te, madre d’anime sincere, Milano! E scendere nell’ampie tue vie, e rivedere gli aspetti noti; e ragionando rifare il passato, e domandare e rispondere e fare scuse.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Passeggio sotto cielo piovoso una pianura biancheggiante di sassi, gialleggiante di cardi: due medici meco, che si tengono per gente trincata, e guardano me con pietà, che non so fare complimenti alle signore, e passo daccanto a quelle a capo basso. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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L’Italiana non riscalduccica col pensiero gli amori suoi, non ne fa teoria. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Armati a cavallo caracollano per la piazza del Carosello; o si celano le schiere nell’ombra; se non che scivolando fra tetto e tetto, la luna fa luccicare le corazze e i cimieri.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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I suoi titoli a lei negai con reticenza affettata, e la trattai ora con famigliarità, or con durezza; e al suo sorriso feci più volte cipiglio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma e’ non aveva finito, che al sentir gente, si volse: e perché quivi la via svolta a un tratto e fa biscanto, si vide vicino il pallor di Maria. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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C’era, venuto di Parigi, un letterato di provincia, il quale ai parigini difetti toglieva quell’agilità che li invola a ogni momento allo sguardo, e li fa quasi cangi: già stato de’ sansimonisti; formulatore (come in Francia dicono) per la vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Un giorno si discorreva di religione: voi professavate le vostre credenze, sul serio come solete e come si deve: ella guardò a suo marito (del quale a momenti l’incredulità le fa schifo: e lo dice): e ammiccò sogghignando con un’aria che mi fece male".. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni la ritenne per un braccio, e guardandola fiso: voi non siete corrucciata meco, Matilde? Ella lo mirò con cipiglio di sospetto e con occhio commosso; e scrollando il capo: ah son pure birboni gli uomini! Non era in Giovanni né vana curiosità, né pretesto a ficcarsi, il desiderio di sapere le angustie di Maria; voleva sovvenirla, e poteva: non per sé, ma un amico gliene avrebbe fornito il modo, pronto a prestargli quanto danaro e’ volesse, e impronto ad offrirgliene quant’altri a chiedere: un Italiano dalla sventura sbalzato in Bretagna, che per aver con che provvedere a’ suoi studi e a’ bisogni altrui, si cibava, de’ mesi con de’ mesi, di pane e latte: e una libbra di carne la faceva fare ribollita, riscalducciata, rifatta cogli erbucci, cinque dì della settimana: uomo d’antica semplicità che solo bastava a lavare negli occhi dello straniero l’Italia delle macchie d’altri suoi figli, se lo straniero sapesse essere pietoso e giusto alla sventura. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Questo, a Maria, pareva una canzonatura; e: "Stamane tu mi fai de’ misteri." "E tu mi fai de’ miracoli." "Insomma nelle cose io ci vo’ veder fino in fondo." "Se la ci vuol veder fino in fondo, oh la ci vada." "Sicuro che ci anderò." A Matilde venne sulla bocca una risposta crudele, quando s’accorse che la cominciava a perder la bussola, e che il torto era suo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Credigli, non gli credere: fa quel che Dio t’ispira: io non vo’ rimorsi né rimbrotti; e non intendo né anco portare il candelliere. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Que’ due, ubriacati nella celia, vennero a questa di fare un paragone tra la signora Teodolinda e la cuoca sua, donna sui venticinque, dal viso tanto ingenuo e amorevole quanto l’altra impiastricciato e di finta; la voce agile ma lungamente vibrante, lunghi gli sguardi, candida la carnagione come di persona allevata negli agi, con certi rossori improvvisi che le donne agiate poco conoscono; patita come suole ragazza nubile oltre al desiderio suo; arguta nella bontà. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Egli, con quella semplicità tra d’affetto e d’orgoglio, che fa dire tante parole frantese, e che impiccia le faccende, soggiunse: credete voi, Maria, ch’io possa farvi soffrire? Ella lo guardò con cert’occhi che gli davano del buon uomo molto evidentemente; e senza rispondergli, al navicellaio accennò di dar volta. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E tornarono senza fare parola.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Non voleva Giovanni rammentarle la promessa d’ieri, per quel suo antico vezzo in amore, di lasciar molto fare in sul primo alla donna; ch’era non tutto timidità, ma voglia di sperimentare, ed orgoglio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"Nulla: e per essere più sicura di non ci avere ma’ nulla, piglio marito." "Ma s’egli dovesse fare la tua infelicità?" "Eh via! Chi non vuol essere infelice, non è. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Misera vita umana! Non l’odio solamente con l’odio, ma amore pugna con amore: e l’alito dell’uomo nuoce ai più cari suoi; né si può gioire un minuto senza ch’altri per ore pianga del gioir nostro; né fare un passo senz’urtare in creatura che risponda gemendo.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E che s’intendeva l’infelice di fare con questo biglietto? Vincere i riguardi dell’amica, affrettare il desiderio di lui, compiere un nuovo dovere, frapporre un nuovo ostacolo tra sé e l’uomo che quasi suo malgrado le piacque. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il cuore, a giorni, se lo ritirano su nella testa: e le povere donne hanno un bel che fare a cercarlo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Incerto in amore, quanto in altre cose sicuro, e’ voleva a ogni passo essere sostenuto, sospinto, rincontrato: e le donne che questo fanno, non sempre sono le più innamorate; perché chi fa questo, ha il tempo di pensare all’altrui debolezza e ai modi di vincerla. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Un nobile difficilmente perdona a sua moglie gl’impicci che gli cagiona l’origine umile di lei; e le fa scontare la sua breve voglia con freddi e pesati oltraggi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Al vederla, le risovvenne della notte quando tanti anni fa la trovò accucciolata sul ponte: e uno spasimo, una vergogna, una riconoscenza amara la prese: le lacrime ristettero; tremava convulsa. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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In due parole io vi metto d’accordo." "Dirà che son io che ti mando." "Lascia fare a me per cotesto." Maria lagrimando senza più piangere, la guardava, e l’abbracciava più stretto: e Rosa impietosita come del dolore di bambina che si sia fatta male da sé: "Andiamo, chétati, se non c’è altro che questo di male". (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Chi è che ha mancato di sincerità? Chi è che avendo in corpo un secreto, se l’è tenuto, eh? I suo’ impicci del non poterla sposare, del voler fare l’eroe piuttosto che procacciarsi un pane a tutti e due, a me l’è venuto a dirmeli, come se la mi volesse per moglie me. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ripeto, se c’è sotto altri impicci; se Maria non fa per lei..." "Ma insomma, per carità..." "Quanto al campamento, quel che fa per uno, e un capo ameno come lei, ci si campa due e tre." Giovanni aperse il suo scrittoio, ne trasse il danaro che aveva, le lo mise nel grembiule, e disse: ecco, portateglielo, dite ch’ella oramai deve pensare a spenderlo e a risparmiarlo; non mi neghi questa carità.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma conoscendo d’aver che fare con due teste secche, Rosa si mise di mezzo, e, lui appena entrato: badiamo che non si torni alle solite. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni l’accolse con gioia, come persona vicina a Maria; ché l’amore raggia da un oggetto su molti, e li fa venerabili o gai.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La riconoscenza ispiratami dalla bontà sua mi fa tanto ardita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Fu fermato dunque di fare la metà del viaggio insieme; poi, per risparmio di spesa, Maria se n’andrebbe col vecchio; e troverebbe in Corsica conoscenti, da aiutarla, nella breve assenza del marito, a mettere su casa.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Far lunghe gite a piedi, correre, arrampicarsi, nuotare, remigare, guidare una vettura, sostener la vigilia ed il freddo, pascersi d’ogni sorta cibi, aver l’occhio, la mano, i sensi tutti docili all’agile volontà, raddoppia il prezzo del vivere, moltiplica i modi di fare il bene. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quel che in loro mi fa più paura, gli è che (tranne rarissimi) non sentono il bello né della lingua materna né della nuova, né de’ suoni né de’ colori, né di natura né d’arte. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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I monti dell’isola qua e là dilatandosi, lascian luogo a vallette declivi con seni tra’ poggi; altre meno, altre più verdeggianti: e la varietà loro s’accorda e contrasta con la varia forma de’ poggi; e rade biancheggian le case; e un lontano suono di campana sulla sera diffonde in quella serenità la mestizia, in quel silenzio la vita, e fa pensare alla morte. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma d’acque è meno ubertosa la Corsica, che paiono fuggirsene quasi timide tra le rocce, né si spandono in ampi veli di schiuma, come là presso a Scardona fa il Cherca co’ passi sonanti, che giù pei massi quasi per gradinata gigante scendendo, senza infuriare biancheggia, e le colonne dell’acqua sospese in aria rinfrangono il raggio lieto, e poi precipitano in tonfani al basso, e altre le incalzan rumorose, e s’ingorgano e sgorgano continove con veloce armonia.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Si fermava a veder la luna spuntare, rosseggiante a fior d’acqua quasi vela infiammata, e alzandosi lentamente, cadere a piombo una colonna di fuoco sull’onde che paiono, dal raggio quasi da tromba tirate in alto, confondersi coll’orizzonte; poi vedere la colonna di luce che si fa più chiara e si stende rotta qua e là, e si frange alle rive e si sparpaglia in fasci di raggi e scintille. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Dolevagli lasciare il cielo d’Italia e prender vita nuova; ma il desiderio d’uscire della letteratura inerte, e d’assaggiare la pratica dell’educazione (che dopo il sacerdozio è il più nobile de’ ministeri), e l’assunto suo di fare il bene per qualunque via gli s’aprisse, e anche (ma ultimo) il pensiero di assicurare alla famiglia un pane, lo indussero, dopo consultato Maria, ad accettare.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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— "Lineamenti composti quasi fiore non isbocciato; tenui come disegno leggermente condotto a contorno: spirituale il profilo; di faccia, più piena e sensualuccia: candore primo di adolescenza, con rado rossore, ch’erra e si dilegua: occhi non limpidi, mollemente socchiusi, pupilla viva, sguardo possente se diretto, di mal augurio se obliquo: un mover di labbro disavvenente; ma in serietà la bocca gentilmente immota: l’aspetto piacente: poche e leggiere lentiggini al mento, che, piano, s’assottiglia bellamente, e alla gola: sotto il cappel bianco risalta dai capelli non bellissimi la fronte pura e senza ruga, e una ciocchettina divisa fa parere il candore, come sole tra il verde. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Nell’andare della carrozza il sole e l’ombra degli alberi intramischiata corre e ricorre sulle gote di lei, or tutte vestite del raggio che fa la bianchezza loro più smagliante, or parte nell’ombra. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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A certi indizi la feci crestaia; innocente tuttavia non di pensiero ma d’opera. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il contrario sente chi da Trieste entra per terra in Italia, che il cielo e la terra e la lingua e i visi e i sorrisi umani si vengono, come fa da mattina l’oriente, rischiarando di più schietta e carezzevole e allegra bellezza.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E anche altre volte col fare sbadato e col suo strapensare di versi e di periodi egli aveva rigettato da sé l’affetto che veniva riverente e sommesso: e allorché subito desiderio lo pigliava di ricambiare, era tardi: onde il dolore misto ad un quasi rimorso reo.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Oh per carità non vi spaventate." Egli cadeva abbattuto sopra una seggiola; e Maria l’abbracciava sollecita come fa madre a figliuol pericolante.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E l’accolse con la sollecitudine trepida e consolata che brilla negli sguardi sommessi, e fa eloquenti i silenzi, e il sorriso ineffabile. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Pregate, Maria: lasciatemi solo un momento." "Oh no." E si sedeva, e con le mani commesse insieme, crollando il capo come chi connette appena, diceva: "che farò io poverina?" — Il dolore grande non grida, e chiude l’anima ristretta: se non che a quando a quando l’intelletto riaffacciandosi, fa la smania disperata. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni scrisse intanto le cose che seguono: "Quel ch’altri fa per rancore, mi si perdoni s’io fo per amore; quel ch’altri per servire al pregiudizio, s’io per vincerlo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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De’ ricchi il più fa il bene a estri; non conosce quella pietà continova che dà l’esperienza del dolore. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"A che patti?" "A questi." "Codesto è un insulto." "S’io pregassi voi di tirare agli alberi piuttosto che a me, potreste offendervene, o signore: ma io posso delle mie palle e della mia pelle far l’uso che più mi garba, finché voi non abbiate finito." "E questa è la risoluzione vostra?" "Provate s’io scherzi." "Io non sono qui venuto a fare l’assassino." "E vorreste forzarmici me?" I padrini tacevano. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Gli feci capire che le sue considerazioni erano alquanto ridicole. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Passando da Agen, la città degli ombrosi passeggi e delle piante antiche (delle quali povera Bordeaux, scuote al sole il bel capo di gioiosa baccante); entrai a farmi fare la barba dal vostro Jasmin, poeta, dopo la Sand, della Francia primo, e più di lei in questo che consente col popolo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Andavano un dì di giugno a Nort su per l’Erdera: e l’impeto delle rote che il vapore affatica, piegava, come fa il vento le messi, i galleggianti fiori e l’alta erba lussureggiante: e dall’amena pianura sorgevano radi i pioppi a rammentargli l’Italia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Poi scendendo la Loira, videro il fiume dal mare respinto distendersi in mesta ampiezza, sì che l’occhio appena abbraccia le due rive; e le campane della chiesetta povera di san Nazzaro mandar sull’onde il saluto che fa ripensare della patria e di Dio: passeggiarono di là dal Croisic lungo la sponda inabitata dove il grande oceano infrange tonando le onde viaggiatrici per ispazio d’abissi e di cieli smisurato; le infrange nelle arene lucenti per pietruzze eleganti, per conchiglie dipinte di gai colori; le infrange ne’ massi, nido di candidi uccelli che sulle spume volteggiano aliando sicuri, ne’ massi imminenti, incavati, che quasi cetre giganti rispondono all’ingruente tempesta. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Quivi giunti, tornarono a uscio a uscio con Matilde, la quale li ricevé cordiale al solito, afflitta d’un suo bambino perduto di corto, e col fare incerto di persona che, non riamata ma avuta in affezione, abbia amato, e ami tuttavia, m’altrimenti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Se trovassi parole che le dicessero senza né ingrossarle né attenuarle (perch’una circostanza par che le aggravi, ma un’altra minutissima le fa leggiere), ve le direi tutte, sicura che non mi sprezzereste però. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E passeggiava soletta presso Desenzano, là dove l’aura lucida e odorosa del lago finisce, e la terra, quasi sposa già madre, si fa più severa. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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A un tratto levando la fronte, e stese verso la terra le braccia: che più, proruppe, mi resta? "Iddio vi resta; e l’amore immortale della moglie vostra, e la gioia austera e contrastata, ma invitta, di fare il bene, e l’affetto de’ buoni. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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L’imagine di donna morta, ogni giorno si fa più lontana nel vano; e gli anni vengono, e la respingono indietro, e la dileguano. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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S'era alzata per la signora Barborin ma senza fare un passo dal canapè, e stava lì in piedi, una tozza figura dagli occhi spenti e tardi sotto la fronte marmorea e la parrucca nera che le si arrotondava in due grossi lumaconi sulle tempie. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'abbiamo visto un momento fa che remava come un barcaiuolo.» Donna Eugenia spiegò il ventaglio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se questa visita si dovesse fare o no, se il decoro della famiglia Carabelli lo permettesse, se vi fosse quella probabilità di successo che donna Eugenia richiedeva, erano state le ultime questioni definite dalla diplomazia; perché malgrado la vecchia relazione della mamma Carabelli e della nonna Maironi i giovani non s'erano veduti che un paio di volte alla sfuggita ed erano i loro involucri di ricchezza e di nobiltà, di parentele e di amicizie, che si attraevano come si attraggono una goccia d'acqua marina e una goccia d'acqua dolce, benché le creature minuscole che vivono nell'una e nell'altra sieno condannate, se le due gocce si uniscono, a morirne. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mamette con lui Pasotti, col signor Giacomo Puttini, col Paolin e col Paolon, aveva tenuto questo bel discorso: «Don Franco fa il morto da burla fino a che la vecchia lo farà sul serio». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco pensò che se scendeva avrebbe dovuto fare delle scuse e preferì non lasciarsi vedere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Questi sono i conti che dovrete fare con me», proseguì la marchesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Poi ci sarebbero quelli da fare con Dio.» «Come?», esclamò Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Mia nipote non è nobile, mia nipote non ha un soldo; come si fa a pretendere che la marchesa sia contenta?» Il signor Giacomo si fermò alquanto sconcertato, e guardò l'ingegnere battendo i suoi occhi dolenti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dunque io le mie ragioni le ho dette e poi ho detto: adesso, fate vobis; del resto poi quando avrete deciso, in qualunque modo, ditemi quel che occorre fare e son qua.» «E cossa dise la signora Teresina?» «Mia sorella? Mia sorella, poveretta, dice: se li vedo a posto non mi dispiace più di morire.» Il signor Giacomo soffiò forte come sempre quando udiva quest'ultima sgradevole parola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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El mondo d'adesso el xe come la nostra ciesa de Albogasio de sora che sti ani Domenedio el ghe vegneva una volta al mese e adesso el ghe vien una volta a l'ano.» «Senta, caro signor Giacomo», osservò l'ingegnere, impaziente di arrivare a Castello: «se si trasporta la parrocchia da una chiesa all'altra, Domeneddio non c'entra; del resto lasciamo fare a Domeneddio e camminiamo.» Ciò detto prese un'andatura così lesta che il signor Giacomo, fatti pochi passi, si fermò soffiando come un mantice. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sta benino, stasera, per la consolazione, ma ora è agitata perché mezz'ora fa è venuto Franco e ha raccontato che c'è stata una mezza scena con la nonna.» «Oh povero me!», fece l'ingegnere, che quando udiva di qualche sproposito altrui soleva commiserarne, con questa esclamazione, se stesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Cosa mai! L'onest'uomo quello che fa lo dice, alla papale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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È morto da cristiano, ho tanta fede di trovarlo in paradiso se il Signore mi fa questa grazia di prendermi con sé; ma fino all'ultima ora parve che non ottenessi nulla. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Te la raccomando, studiala, consigliala, ha un gran talento e un gran cuore, se io non ho saputo far bene con lei, tu fa meglio, sei un buon cristiano, guarda che lo sia anche lei, proprio di cuore; promettimelo, Franco.» Egli lo promise sorridendo, come se stimasse vani i timori di lei e facesse, per compiacenza, una promessa superflua. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dovevo dire alla nonna che andavo a dormire da Gilardoni per fare poi una gita insieme alla mattina; adesso lo sai come sono venuto via.» «Vacci lo stesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa si studiò di persuaderlo che non si poteva fare altrimenti, che né la spesa né l'incomodo sarebbero stati grandi, che suo marito, quando avesse a uscir di casa, andrebbe difilato a Lugano e ritornerebbe con i pochi mobili strettamente necessari. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Se non lo fa Lei, lo farò io: Viva lü e viva lee E nün andèm foeura d'i pee. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Cosa vuole? Mi do pace con l'idea che non ci sarà niente da fare e non ci penso più. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Capisco insomma che il testamento le fa orrore anche a lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se le ho in mano posso fare troppo presto qualche cosa di troppo grave. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Intendeva di fare alcune visite di esplorazione, ma in quale ordine? A quanto gliene aveva detto il suo mezzadro, pareva che la Marianna del signor Giacomo Puttini e forse il signor Giacomo stesso dovessero saper qualche cosa di don Franco; e qualche cosa certo se ne doveva sapere a Castello. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La donna comparve infatti con un certo vaso quadrato di vetro, pieno di ciliege allo spirito, speciale e celebrata cura di don Giuseppe che soleva presentarlo agli ospiti con solennità, parlando il suo particolare italiano: «Posso fare un poco di sporgimento? Quattro delle mie ciliege? Magara con un tocchello di pane? Maria, tajee giò on poo de pan». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il vino è rosso cupo, con trasparenze di rubino in corpo e il signor Giacomo gli fa un viso non ancora tenero ma benevolo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'idea di andare dalla marchesa con la sua grossa scoperta in pectore, di fare il misterioso, di metter fuori un po' alla volta le paroline più suggestive e di farsi strappare il resto, lo divertiva moltissimo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo zio ci mise un pezzo a capirla: non capiva mai le cose prontamente e questa era per lui tanto inconcepibile! Quando l'ebbe capita non poté fare a meno di dire: «Già, l'è un po' grossa». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'è, dirò così», (e cercava la parola in un suo particolar modo, gonfiando le gote e mettendo una specie di rantolo), «… una iniquità; ma tutte queste meraviglie che fai tu, io non le faccio per niente affatto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Disse al Ricevitore che doveva tenere un convocato, il consiglio comunale d'allora, a Castello e che aveva preferito venir per tempo, fare la salita, col fresco, da Oria invece che da Casarico o da Albogasio, onde procurarsi il piacere di salutare il signor Ricevitore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'è che con me non c'è da fare il prepotente, se del resto!… Perché sa di tutto, poi, questo sì. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sa di legge, sa di finansa, sa di musica, sa di fiori, sa di pesci, el diavol a quatter.» «E lei?» «Lei? Lei lei lei lei… lei l'è una gattamorgna ma se la cascia foeura i ong l'è pesg de lü; peggio! Lui quando va in collera diventa rosso e fa un baccano di mille lire; lei diventa pallida e dice insolense d'inferno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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È magari buona, in carnevale, di fare i magatelli per loro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Commissario, posando la tazza vuota, disse alla buona signora che sarebbe poi andato a vedere i suoi fiori, e questa galanteria parve l'atto di chi, al caffè, butta e fa suonar la moneta sul vassoio perché il tavoleggiante lo pigli e se ne vada. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Oh ma era ancora in tempo di pescarlo bene: bene bene bene bene! «Lasci fare a me! Lasci fare a me, signor… » Troncò la frase e afferrò la bacchetta. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Cüstant si cuoce dentro e non fa motto né volge la sua tuba. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Oh la bella!», fa la signora Peppina sottovoce. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Le tre facce non gli piacciono perché volta loro di colpo la coda e sbattendola fa un'altra punta furiosa verso il fondo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«L'è andada, scior Recitòr?», fa il sedentario, mellifluo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Venga qui e metta fuori le Sue belle idee anche Lei!» Don Giuseppe si grattò la nuca e poi volgendo un po' il capo verso l'ingegnere con lo sguardo di chi desidera una cosa e non osa domandarla, mise fuori il fiore delle sue idee filosofiche: «Sarissel minga mej fa ona primerina?» Franco e lo zio Piero, felici di salvarsi dalla filosofia del Gilardoni, si misero allegramente a tavolino col prete. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma mi, ghe digo la verità, me fa pecà el poro can del Papuzza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ciò che sto per fare è forse contro il mio dovere ma lo faccio egualmente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Il colèra», disse Luisa, «se avesse giudizio, potrebbe fare bellissime cose; ma non ne ha.» «Vede», sussurrò alla signora Peppina, mentre il Biancòn si alzava per andare incontro al Commissario di ritorno con Franco, «il colèra è capace di portar via Lei e di lasciar qui Suo marito.» A questa uscita stravagante la signora Peppina ebbe un sussulto di spavento, fece «Esüsmaria!» e poi capì di essersi tradita, di non aver mostrato per il suo Carlascia quella tenerezza di cui parlava sempre, afferrò il ginocchio della sua vicina e si piegò a dirle sottovoce, rossa come un papavero: «Citto, citto, citto!» Ma Luisa non badava più a lei; un'occhiata di Franco le aveva detto ch'era successo qualche cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Perciò non stettero più a fare né a discutere supposizioni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Lo trovo prudente.» «Meno di lei che si fa scortare da un esercito!», rispose Luisa aprendo l'uscio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il sei novembre, dopo colazione, Franco prese le sue grosse forbici da giardiniere per fare il solito sterminio di seccumi nel giardinetto e sulla terrazza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La prima parte l'ho fatta, adesso mi tocca di fare la seconda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Nel minuscolo salottino assediato dall'inverno Luisa stava mettendo, ginocchioni, un fazzoletto al collo di Maria, Franco aspettava col cappuccio di sua moglie in mano e la Cia, la vecchia governante, col cappello in testa e le mani nel manicotto, andava brontolando al suo padrone: «Che signore è mai Lei! Cosa vuol fare qui solo a casa?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dopo aver meditato alquanto sulla triste situazione e sulla poca probabilità che Franco sapesse uscirne, trovò che dal canto suo la prima cosa a fare era di bere il suo latte e la seconda di andarsene a letto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Così ciascuno dei critici saliti nella navicella d'un grande poeta si crede fare una via differente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco aveva una gran voglia di ridere; Luisa disse scherzando: «Lasci fare a me, lasci fare a me che farò il punch e la pace e tutto; e Lei, un'altra volta, non sia un seduttore così terribile! ». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No, no, no», mormorò, ricongiungendo le braccia intorno al collo di Franco, «fai bene, fai bene», e perché il Gilardoni insisteva, si staccò da suo marito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Oh, ma professore!», diss'ella scotendogli le mani incontro, «se glielo dico io che fa bene di partire, se glielo dico io che sono sua moglie! Ma caro professore!» «Oh infine, signora!», proruppe il Gilardoni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Fa male! Fa male!» «Cosa c'è, Franco?», dimandò Luisa, meravigliata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella lo guardava fiso; i begli occhi gli dicevano: «Bravo, Lei fa una bella azione, mostra molto cuore, non l'avrei creduto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa prese un foglio di carta e scrisse rapidamente: «Luisa Maironi Rigey fa sapere alla marchesa Maironi Scremin che il professore Beniamino Gilardoni è un ottimo amico di suo marito e suo, ma che ne fu disapprovato per l'uso inopportuno di un documento destinato a sorte diversa: che perciò nessuna comunicazione si attende né si desidera da parte della signora marchesa». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Perciò, posto che non ci vediamo più, ti prego, appena morto io, se le cose non saranno ancora accomodate, di fare qualche passo.» Franco si alzò, abbracciò lo zio con le lagrime agli occhi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per il mio vestiario lasciamo fare a Luisa che saprà dove metterlo a posto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Come se fa adèss con sto vioròn chì ch'el capiss nagott?», pensa il Paolin, e, senza guardare il Paolon, gli dice sottovoce: «Andèmm, Paol! Andèmm!» Il Paolon stenta infatti molto a capire ma finalmente si alza, se ne va col Paolin, piglia la sua sulle scale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Povera creatura, non sapeva dir altro che «dò ôr! dò ôr in barca!» mentre suo marito schiamazzava ghignando negli occhi diabolici: «Le fa bene, le fa bene! Le ho cacciato giù un bicchierino di ginepro a Porlezza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Intervenne Pasotti, disse che in ottobre egli e sua moglie eran partiti per un richiamo di affari, senza fare il bucato, che sua moglie lo andava seccando da un pezzo per questo benedetto bucato, che finalmente si era risolto di accontentarla e di venire. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Io! No, caro Pasotti! No! Non mi si manda, taci! la Polizia in casa, non si fa bestialmente destituire un galantuomo che ha la sola colpa di essere zio di mia moglie, taci ti dico! non si cercano oggi tutte le vie di affamare la mia famiglia e me, per offrirci domani del pane sporco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Fa giustizia.» «No!», rispose Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Anche senz'andare in Piemonte ci sarebbe stato da fare in Valsolda, in Val Porlezza, in Vall'Intelvi quello che fa V. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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1 «Cosa?» «Non ho mica il mulo sotto il guanciale, sai, papà.» «No, no, cara, ma dormi.» «Sì, papà, dormo.» Tacque un altro minuto e poi: «La mamma è a letto, papà?» «No, cara.» «Perché?» «Perché ti fa le scarpette.» «Le porto anche in Paradiso, io, le scarpette, come il bisnonno?» «Taci, dormi.» «Contami una storia, papà.» Egli si provò ma non aveva la fantasia né l'arte di Luisa e s'imbarazzò presto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando ebbe il posto all'Opinione e regolò le proprie spese per poter fare un assegno alla famiglia, sua moglie gli scrisse che l'assegno era assolutamente troppo forte in proporzione dei suoi guadagni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Nella chiusa v'eran questi periodi: «Leggendo tutte le accuse che ti fai ho pensato con rimorso a quelle che t'ho fatto io, una triste notte, e ho sentito che ci pensavi anche tu quando scrivevi, benché né questa lettera né alcuna delle altre tue ne abbia parola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Perché piangi? » «Perché la Veronica dice brutte parole alla pianta di papà.» Bisognava vedere che visetto irritato! Adesso fa lei la guardia al carrubo, non se ne allontana senza una predica alla Veronica e prende un'aria d'importanza come se la vita del carrubo fosse affidata a lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io poi capisco che la letteratura del professore le mette soggezione e che ha un gran timore di fare sbaglietti di ortografia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Adesso lo posso fare e lo faccio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io gli risposi che andava bene, gli feci portare il caffè e gli dissi che avrei desiderato comperare dalla signora marchesa le librerie del tuo antico studio di Cressogno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Povero Franco, non averla con te, tu che saresti così contento di lei! Fai un gran sacrificio! Se ti può far piacere ti dirò che la sola possibilità per me di amare Iddio la trovo in questa bambina perché in essa Iddio mi diventa visibile, intelligibile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per economia, prima; e poi perché mi sono accorta che fa all'amore con una guardia di finanza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Oh, mi scordavo quest'altra! Mezz'ora fa è venuta Ester a dirmi che si è decisa per il sì ma che desidera di aspettare ancora un giorno a vedere il professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Va bene? L'idea me n'è venuta per un sogno che feci stamattina, appena addormentato, nell'ora in cui l'anima Alle sue visïon quasi è divina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Però, levando la seduta, abbiamo deciso che l'abbigliamento del Fante verrà semplificato e ch'egli potrà benissimo fare a meno del giustacuore, modernamente detto sottoveste. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vorrei dire che se tante nere nuvole mi nascondono l'esistenza di una Giustizia Superiore, me ne trapela però un raggio in Maria; e questo raggio mi fa credere e mi fa sperare nell'Astro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se Maria mi fa credere in Dio non vuol dire che possa farmi credere anche nella Chiesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dormi e fa un bel sogno che viene papà insieme col Re Vittorio Emanuele e che la mamma e la Cia fanno un gran risotto, che ti piace tanto, e che tu dici: viva il Re! e che il Re dice: niente affatto, viva invece Ombretta Pipì e il suo papà! Fa questo sogno, sai.» «Sì, mamma, sì.» L'indomani il professore Beniamino capitò a Oria un'ora prima di quella che Luisa gli aveva indicato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«E allora, con buon garbo, si fa il colpo», diss'ella. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ma prima io voglio avere da Lei una promessa.» «Che promessa?» «Mi occorrono le famose carte.» «Quando vorrà.» «Guardi che le domando io, non Franco.» «Sì, sì, quello che Lei fa è tutto bene. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Questo faticoso lavoro di fare e disfare piani lo distrasse alquanto, gli tenne occupata la mente sin oltre Arona, sul battello del Lago Maggiore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si voltò a Pasotti e gli disse: «Controllore, se desideran giuocare Loro… » «Marchesa», rispose Pasotti, pronto, «la presenza di mia moglie non deve impedirle di fare la Sua partita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A un tratto Pedraglio si alzò dicendo: «Cosa fa questo asino?», uscì sulla terrazza, vi stette in ascolto e rientrò. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il biglietto diceva: «Perché il Carlino Pedraj non valo mica subito a Oria a trovare il Signor Maironi e il signor avocatto di Varenna per fare una bella spasseggiata con gli amici cari da quel co di quel palo?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ecco perché l'uscio di strada era aperto! Vanno in cucina, accendono due lumi, l'avvocato ne piglia uno e si fa insegnare la camera del sior Zacomo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Andemo in Boglia, digo, ciò, per quel maledeto toro!» «Oh Dio, cossa disela, che a sta stagion in Boglia no ghe xe tori! Mi sudo tuto!» «No fa gnente, andemo, digo, a veder el posto, ciò, dove ch'el gera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Le guardie volevano fare un po' di fermata ma un gendarme intimò loro di proseguire e quando vide incamminata la compagnia venne alla Sostra egli stesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Lascia fare a me.» «Signor deputato politico», disse colui, «avrebbe veduto stamattina il signor Maironi di Oria?» «Io? Mai più. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Comunale me lo fa diventare!» Ma passò felicemente anche il toro comunale. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'erta è ripidissima, si dura fatica a piantar la punta del piede fra i ciuffi dell'erba molle, si sdrucciola, si lavora di piedi e di mani, ma fa niente, su, su, per la libertà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La carabina fa miracoli. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Giunto alla cappelletta di Rovajà, saltò giù per il sentiero che mena alla fontana di Caslano, raggiunse la stradicciuola di Casarico, si mise a salir per quella e all'ultima svolta che fa sotto Castello, dove appare la chiesa di Puria sotto un anfiteatro di dirupi, si gittò a destra nella valle per un sentiero da capre, ne risalì sotto la chiesa di Loggio e giunse a Villa Maironi senz'aver incontrato nessuno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi rispose: «Non fa niente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Benedetto temperamento il mio, che non solo mi fa dire parole troppo vivaci quando il sangue mi si riscalda, ma me le fa anche scrivere! E benedetto sangue che a trentadue anni suonati si riscalda come a ventidue! Perdonami, Luisa, e permettimi di ritornare sull'argomento onde riprendermi quelle parole che hanno potuto offenderti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Cosa deve fare tua madre?» Luisa tremava da capo a piedi, aspettando. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E questo cimitero! E queste due, tre, quattro visite al giorno! E questi fiori, e cosa so io, oh povero me! E anche queste scempiaggini che fai a Casarico con quell'altro povero imbecille, che voi credete farle in segreto e tutti ne parlano, persino la Cia! Oh povero me!» «No, zio», disse Luisa tristemente ma tranquillamente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io non ti ho mai detto niente perché in queste cose il mio principio è stato sempre di lasciar fare a ciascuno quel che crede; ma quando ti vedo perdere, dirò così, il buon senso e anche il senso comune, non posso a meno di farti riflettere che se si voltano le spalle a Domeneddio, si fanno di questi guadagni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli s'irritò, convenne tacere, lasciargli fare la sua volontà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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2 Luisa ci soffriva, temeva che lo zio si stancasse troppo e si stancava moltissimo ella stessa di dover guardare tante piante, udire tanti nomi latini e volgari, fare attenzione allo zio, mentre i suoi pensieri avrebbero voluto silenzio e solitudine. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Adesso si fa per giuoco», disse il giovinetto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ora l’incubo della distruzione generale, che spegnerà ogni lume di scienza e di civiltà nella vecchia Europa, gli si fa su l’anima piú grave e opprimente quanto piú egli s’affonda nel bujo della via remota e deserta, sotto la quadruplice fila dei grandi alberi immoti.
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Così, così – è incredibile – come nel giuoco avrebbe fatto lui ragazzetto di nove anni, hanno pensato sul serio di poter fare i Tedeschi, ora, dopo quarantaquattro anni di preparazione militare! Sul serio hanno pensato che il Belgio neutrale potesse lasciarsi invadere quietamente e lasciarli passare senza opporre la minima resistenza, a Liegi, a Namur, per dar tempo alla Francia impreparata di raccogliere gli eserciti e all’Inghilterra di sbarcare le sue prime milizie ausiliarie: così!
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Il giovane, riassalito da un impeto di pianto, prima di nascondere il volto, fa cenno – uno – con un dito.
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– Nemmeno uno grida per noi! Nessuno fa niente! Li hanno mandati tutti al macello, i trentini e i triestini! E qua tutti voialtri sapete che il sentimento nostro è il vostro stesso e che là vi si aspetta, lo sapete! Ma nessuno ora prova in sé lo strazio di vedere strappati a questo stesso vostro sentimento i fratelli nostri, e mandati là al macello! Nessuno, nessuno...(Pirandello - Berecche e la guerra)
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ma sì, quello del padrone che manda a scudisciate gli schiavi dove gli pare e piace! Ma chi ha mai riconosciuto all’Austria il diritto di tenere sotto di sé Trento, Trieste, l’Istria, la Dalmazia? Se lei stessa, l’Austria, sa di non averlo questo diritto! Sì, tanto è vero che fa di tutto per sopprimerci, per cancellare ogni vestigio di italianità da quelle terre nostre! L’Austria, sì, lo sa; e voi no, voi che la lasciate fare! E ora di fronte a una guerra che subito, dal principio s’è presentata come volta ai danni nostri, contro gl’interessi nostri, ora la neutralità, è vero? il partito da prendere, e non le armi per la liberazione nostra e la difesa di quegli interessi, là appunto dove prima l’Austria ha cominciato a minacciarla?
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E Berecche, dopo questa sfuriata, scappa a rinchiudersi nel suo studio, tutto sconvolto e tremante della violenza che ha dovuto fare a se stesso.
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Berecche rientra nello studio, si riappressa alla finestra e guarda il villino dirimpetto, con l’animo ora oscurato e compreso di cordoglio per questo Papa, santo vecchio paesano, cui solo la schiettezza grande della fede fa degno del gran seggio.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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– Vigliacco, fai così perché non dovrai andarci tu, domani, alla guerra!
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È la ragione filosofica, che pian piano, come si fa sera, riprende in lui il predominio.
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Egli fa di tutto per non alterarselo mai, il suo modo, e si contenta di poco, perché quel poco sa gustarselo in pace e con saggezza, come gli innocenti piaceri della natura, la quale, a dir vero, è una di tutti e non sa né di patrie né di confini.
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se questa è vita! Il passante irascibile, col giornale aperto in mano, da cima a fondo occupato dalle notizie della guerra, si ferma e altri passanti fa fermare.
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Il guardiano fa un cenno come per dire: – «Impazzita...» – e se ne torna a mangiare.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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2 Tutto il primo giorno – sei giorni addietro – passato in un’ansia crescente d’ora in ora, tra un’oscura costernazione e un’irritazione sorda man mano anche esse crescenti, per il ritardo del figliuolo a rincasare; ritardo sempre piú inescusabile e inesplicabile, perché non c’erano piú dimostrazioni per Roma che potessero far pensare a un arresto, come l’altra volta; – poi, la sera, le corse affannose di qua e di là in cerca di lui, dove si fosse potuto attardare tanto, nei caffè, in casa di qualche amico, nella camera mobiliata di Gino Viesi – e la sorpresa, qui, nel sapere che anche lui, Gino Viesi, uscito dalla mattina alle sette, non s’era piú fatto vedere; poi, la notte, quella prima notte senza il figliuolo in casa, con la casa che sembrava vuota e paurosa, come vuoto e pauroso l’animo di lui; e le ore che passavano a una a una lente, eterne, su la sua ansia pure angosciata dallo sgomento di vederle passare, così, a una a una, nella vana attesa alla finestra, con l’ossessione delle vie per cui il figliuolo poteva essersi incamminato, per cui torse camminava ancora nella notte, per allontanarsi sempre piú, sempre piú dalla sua casa, sciagurato! ingrato! ma dove? dove diretto? – e poi l’alba e il silenzio di tutta la casa, orribile, con le donne cedute al sonno tra il pianto, là su le seggiole, col capo su la tavola, sotto il lume ancora acceso – ah, quel lume giallo nell’alba, e quei corpi là, che da sé a poco a poco s’erano composti in atteggiamenti pietosi, rassettati per non soffrir tanto, per trovare un po’ di requie essi almeno, se l’anima nel sonno angoscioso non poteva trovarne! – e poi, al mattino e durante tutto il giorno seguente, le altre corse, tre, quattro, alla Questura, prima per denunziare la scomparsa del figliuolo e di quell’altro là, perché fosse spiccato subito e diramato da per tutto un ordine d’arresto; poi per sapere se qualche notizia fosse giunta; e mai nessuna! – quei no, quel no del delegato rosso lentigginoso, che pure la mattina pareva avesse preso con impegno la cosa nel sentire che forse si trattava di due giovanotti che tentavano di passare in Francia per arruolarsi nella legione garibaldina; e ora piú niente, tutto intento ad altro ora, come se non si ricordasse piú neanche dell’ordine dato; – e le invettive, le aggressioni d’ora in ora piú violente della moglie e della figlia Carlotta, perché erano sicure che Faustino e quell’altro erano scappati via per lui, ma sì, per lui, per lui che aveva fin dall’infanzia oppresso quel figliuolo col metodo tedesco, con la disciplina tedesca, con la coltura tedesca, fino a fargli concepire un odio indomabile, inestinguibile per la Germania, che Dio la danni in eterno! e – ultimamente, in faccia all’altro che piangeva due fratelli uccisi, non aveva forse avuto il coraggio di gridare che l’Austria aveva tutto il diritto di mandarglieli al macello quei due fratelli? – lui! lui! – per questo erano scappati, per dargli una giusta risposta, per fare una giusta vendetta dei sentimenti da lui offesi nell’uno e oppressi nell’altro fin dall’infanzia: ebbene, non basta tutto questo? Ce n’è anche d’avanzo per spiegare come Berecche si sia in sei giorni invecchiato di venti anni.
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– Ma sì, pensa..., se ti fa bene...
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2 Si fa sempre piú piccolo il buon Fongi, e pare che il naso gli diventi sempre piú grande.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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I due che aveva – l’uno cattivo, che l’ha sempre angariata; l’altro che s’è dato sempre l’aria di proteggerla, piccola vecchia signora decaduta, tutt’a un tratto; senza neppur licenziarla, senza neppur dirle che potevano anche fare a meno dei suoi servizii, l’hanno lasciata sola e si sono messi a sbrigare da sé le loro faccende.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Ora la povera Italia, neppur certa d’essere stata licenziata, non sa che fare né dove andare.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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La mamma li ha educati alla prudenza, alla tolleranza, a far le viste di non capire, di non sentire; a prendersi anche in santa pace, se capita, uno schiaffo per mancia, rispondendo con un bell’inchino; – Grazie, signore! – ; li ha educati a portare con disinvoltura tutte le livree come l’abito a loro piú proprio, a spazzolare con disinvoltura dalle falde di ciascuna l’impronta dei calci ricevuti, e a star bene attenti nel fare i conti, che spesso, ahimè, povera mamma, le sono venuti sbagliati a suo danno.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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niente, un po’ di gioventú sprecata, anche un po’ di gioventú che non sa fare i conti e non sa essere accorta e prudente, un po’ di gioventú, ecco.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Il guardiano, che non se l’aspetta, si volta quasi impaurito; Berecche gli fa cenno con le mani d’accostarsi in silenzio, senza far troppo stridere la ghiaja, e si mette a confabulare con lui in gran mistero.
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Se la fa sedere su un ginocchio; la abbraccia.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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— Non forse. Bisogna che sia, bisogna che sia! È orribile quel che fate, Isabella: non ha alcuna scusa, alcuna discolpa. È una crudeltà quasi brutale, un'offesa atroce al corpo e all'anima, un disconoscimento inumano dell'amore e d'ogni bellezza e d'ogni gentilezza dell'amore, Isabella. Che volete voi fare di me? Volete rendermi ancor più disperato e più folle? (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Posso in un attimo scagliarla nella polvere, schiacciarla contro le pietre, fare di voi e di me un solo mucchio sanguinoso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Amico, amico, — ella proruppe, di sùbito invasa da uno scoraggiamento ansioso, quasi che la corsa rallentata e il giorno declinante le diminuissero il respiro — no, non m'ascoltate, non mi rispondete. Non parlate più, non voglio più parlare. Non vi farò mai tanto male quanto ne fa a me la più piccola di quelle foglie, e tutto questo cielo! (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una inquietudine intollerabile agitava la donna, come s'ella dovesse dire e fare qualche cosa che sola in quel punto era consentanea a sé e al tutto ma non potesse né dire né far quella, anzi la contrariasse con ogni pensiero, con ogni parola, con ogni movimento e perfino col polso, col respiro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E non sapeva se volesse continuare senza termine quella corsa o se volesse fare una sosta in una solitudine sconosciuta. Il pensiero involontario incurvava la sua spalla secondo la forma del braccio maschile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo rideva, rapito tuttavia da quella vitalità volubile, da quella diversità d'aspetti e d'accenti, da quell'ardore e da quel tumulto che del luogo ov'ella era sembravano fare il punto più sensibile dell'Universo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Dove siamo? Si fa sera? (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Questo cielo, Aldo, mi fa ripensare a quella parola che mi mostrasti in una dedica d'un Libro di Cantate, forse dedicato a me quando vivevo. Te ne ricordi?
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— Mi fa male! Bisogna suggere forte, Aldo!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— La duchessa di Camerino, Caterina Cibo, faceva fare a Mantova i suoi vestiti sotto la tua sorveglianza come ora Giacinta Cesi non va dalla sarta se tu non l'accompagni. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Castagni con forti riflessi biondi; e, per averli tanto tempo gonfiati a turbante, ora li serri in due trecce e li giri e li schiacci con le forcine e ti fai una piccola piccola testa che mi piace assai più. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quasi tutte le amicizie umane sono fondate su la ragion leonina; ove l'uno prende più di quel che dona, l'altro fa atto d'offerta e d'abnegazione, si sottomette e si umilia, imita e consente, è tiranneggiato e protetto. Ma la loro amicizia era fatta di due stature eguali, di due pari potenze, di due libertà e di due fedeltà indomabili.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non si sa perché certi uomini nascano al pericolo, che li fa immuni. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ah, forse Paolo è già partito. Non bisogna temere per lui. Perché? Moriranno della stessa morte! Non è dolce Paolo per Isabella in questi giorni, oh no. Che m'importa? Che mi giova? Non voglio più sapere, non voglio più vedere. Ha gli occhi lionati. Che penserà di me? Sono venuta da Madura, con l'indovino che mastica le foglie di betel.... Ah, non è vero. Il mio cuore non è qui. Per andarmene, gli stringerò la mano? Dopo, mi cercherà? Mi vorrà rivedere? La luce mi fa male, la folla mi fa male. Potrei rimaner qui, sedermi su una di quelle brande per aspettarlo, con un libro di miniature.... Vanina vana, piccola Indiana impastoiata!»
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— Mi fai troppa pena, povera povera Vanina!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non so se lo consolerebbe, ma mi sembra che tu debba fare questo passo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era il viso della voluttà e della crudeltà, con quella bocca atteggiata a mordere l'ambiguo dolore come uno di quei frutti pallidi che l'innesto fa sanguigni.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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che ti fa la cantilena?
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— Oggi fai meraviglie — disse Vana. — Le metto nel libro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ogni nota aveva il valore d'un grido nel silenzio. Certe volte, quando tu canti, mi fai rammentare di quella sera che cadesti, all'Alberigna, e ti rompesti il braccio. Eravamo bambini. Te ne ricordi? Per tutta la strada non facesti che gridare in tal maniera che, con quel petto di cardellino, pareva tu riempissi del tuo spavento il mondo. Ogni grido pareva l'ultimo, e non era. Certe volte, ora, canti così. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ma quando il compagno gli fa la strada, non c'è caso che ricusi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli aveva fermata la carezza sul fùsolo della gamba, senza più scorrere; ché il suo piacere s'avvelenava. Il suo amore era aizzato come la fiera nel serraglio, con la punta rovente. Il suo desiderio gli faceva male come se una malvagia droga glie lo eccitasse affocandogli le reni. Egli ora sentiva l'immensità dello spazio intorno, la purità del vento, l'incenso dei boschi salubri, tutta la forza dell'Estate; ed era come un uomo infermo su un inquieto guanciale i cui orli angusti gli limitavano il mondo. Egli posò il capo su le ginocchia distese della sua tormentatrice; e sorrise. L'odio insorto in lui diceva: «L'ora era deliziosa, l'ora del tuo breve sopore quando tu ti lasci addormentare dalla mia carezza cauta, quando fingi di non svegliarti se ardisco di più. Perché a un tratto mi scrolli? È vero, tu fai uno dei tuoi giuochi puerili, sogni uno dei tuoi sogni colorati. Ma conosco omai la tua arte. So come con l'angolo della bocca avveleni la parola che hai scelta. È come se una piccola bolla di saliva vi apparisca. Vuoi ch'io pensi che l'effeminato dalle palpebre dipinte una notte ti piacque?(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Aini, Aini, era mio fratello, era Aldo che uno sceicco aveva invitato alla caccia.... Tornava con la scorta, e col dono del morello e dei due slughi.... Ah, non mi far male, Aini!... Sì, sì, fammi male, fammi a brani, fa di me quello che vuoi. Sì, ancóra più forte! Sono tua, sono la tua cosa. Eccomi tutta. Ti adoro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella era cangiante come il fianco del morello, come il colombo nell'ombra e nel sole. In un filo di verità ella infilava le sue fresche menzogne con l'arte rapida ond'eran composte quelle collane mattutine di zàgare che amò avvolgersi al collo in due o tre giri. Ella possedeva un dono e una sapienza onnipotenti sul cuore maschile: sapeva essere e parere inverisimile. La massima parte delle donne amanti tenta di abolire il proprio passato, tenta di rinascere, di rinverginarsi; fa all'amato l'offerta illusoria dei suoi sensi ignari perché egli li risvegli e li istruisca, della sua anima rasa perché egli v'inscriva la sua legge; e spesso l'ingenua frode avvolge il credulo. Ma ella invece sapeva dare al suo passato una indefinita profondità, alzare la sua giovinezza sopra un immenso sfondo di vita, come quei pittori di ritratti che pongono dietro la figura la veduta d'un portico senza termine o una illimitata lontananza di paesi e di acque. Sembrava che le sue attitudini si disegnassero su un gioco perpetuo di prospettive ch'ella non cercava di coprire ma di equilibrare come quei ritrattisti che conoscono nel quadro il valore degli spazii. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E ora che credo di tenerti e di staccarti da me un poco per guardarti meglio, sento che tu non mi lasci e che anzi ti conficchi più forte nella mia forza e mi fai più male. Ma ti guardo; e non ho mai avuto a caccia nella mira della mia carabina una fiera tanto nemica. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Perché hai fatto questo? Perché mi fai questa paura?
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— Ah, che occhi! No, no, non mi guardare così! Chiudili! Mi fai paura, mi fai paura. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Guarda le mie braccia pomellate d'azzurro e di viola! Mi fai vergognare davanti a Chiaretta, che è una pia francescana nata e cresciuta all'ombra della Porziuncola. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Con una grazia ostinata ella gli andava strisciando sul viso la pelurie delle braccia che odoravano forte come i sacchetti da odore perché ella li aveva inondati d'essenza. Egli era insensibile alla carezza; e i suoi lineamenti divenivano sempre più ermetici. «Tutto è pronto. Attendo il levare del sole. Il mio amico, agitando un guidone su la duna, mi fa segno che il disco è apparso. Tutto è già in moto, tutto vibra e romba. Al comando, i meccanici abbandonano. Eccomi nell'aria. Filo dritto verso il mare; mi sollevo a grado a grado; supero la duna, odo l'augurio amichevole; vedo le acque sotto di me; lascio alla mia destra la torpediniera che col suo fumo denso mi oscura il sole. Nessun turbamento, nessun mutamento. Tutto è tranquillo in me, intorno a me. Non una bava di vento, e per ciò non una manovra di governo o d'inflessione. Le mani oziose, inerti. Non ho il senso del volo. Mi sembra d'essere immobile. Vedo l'onda, sempre la medesima onda....»
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— Ahi, mi tiri i capelli, mi fai piangere un'altra volta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ti fa paura? — chiese la sorella. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Mi fa orrore — rispose l'adolescente. — Quando penso alle Balze, mi sembra che non vi sia in terra solitudine più sola. Quando le guardo e le ascolto, sento che qualcuno le abita, non so quale vita avviluppata e aspettante. Se io cadessi, credi tu che il mio corpo sarebbe ricevuto dalla creta e dal sabbione? Chi ha mai guardato veramente sino al fondo? La pupilla non resiste. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Fa venir l'acqua in bocca a chi non beve. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non così, dunque, come facevo — disse Vana con un sorriso dubbio. — Tu m'hai insegnato che, per guardare bene in fondo, bisogna mettersi a giacere bocconi su l'orlo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vedi: il pettine è un poco rugginoso e al cilindro manca qualche punta. Se tu sapessi quante volte m'insanguinavo le dita contro queste punte, quando il cilindro s'incantava! Avevo sei anni quando trovai questa scatola in un ripostiglio. Doveva esser là dal tempo di Nonna Diana, fabbricata a Vienna verso il mille ottocento cinquanta. Chi può dire perchè una vecchia cosa meccanica ci diventi amica, si leghi a qualche fibra della nostra vita intima e non possiamo mai separarcene senza temere di far morire un po' di noi stessi? Vedi: qui c'è una specie di doppia aletta imperniata che, quando si carica, si mette a girare vertiginosamente e fa quel ronzìo di vespaio, prima che la sonatina incominci. Era l'aura dei miei sogni puerili. Anche ora non posso udirla senza un certo ondeggiamento del cuore. Per nessuna cosa ho avuto il sentimento della proprietà come per questo scarabillo (è il nome che gli diedi, non so perché).(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— L'ho portato sempre con me, il mio scarabillo. Qualche volta lo lascio dormire in fondo a un baule o a un tiretto per mesi e mesi. Poi lo risveglio. E m'incanta e mi culla ancóra. Mi ricordo che quando ero bimba facevo gighe e volte e sarrabande, sola sola, intorno alla scatola posata per terra. Ma come mai stasera lo scarabillo della mia innocenza ha accompagnato la danza della mia perdizione, Aini?
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— Quanto mi piaci stasera, Aini! — disse Isabella a bassa voce, nel fumo e nel profumo della sigaretta, tenendo su la tovaglia i due gomiti nudi, facendo intorno al suo viso continui gesti con le lunghe mani senz'anelli. — Ti prego, fa ancóra così. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vedi? vedi dove ho relegato mia sorella, mio fratello, la mia tenera Lunella? Come hanno vissuto? che leggerò nei loro occhi? Imagini tu quel che questa terra può fare d'un'anima? Guarda le Balze!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— La fai piangere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Egli è folle di me. Posso fare di lui quel che mi piace. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Fa dunque ch'egli t'ami. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Fa dunque ch'egli t'ami. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Fa dunque ch'egli t'ami. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Se mi amasse? — ripetè Vana, meglio segnando l'accento che fa supporre quel che non si esprime. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Aldo teneva la torcia levata. E appariva, per tutto, il prodigio di sotterra. Dalle fenditure e dalle crepe le radiche degli antichi lecci eran penetrate diramandosi e moltiplicandosi; avevano occupato con le lor mille e mille barbe e barbucole tutta quanta la volta, rigirato i pilastri, conquistato gli spartimenti fino allo zoccolo, in guisa di reti e di graticci tessuti di corde strambe; e per l'umidità accagliata sul tufo inserendo le minutissime fibre dentro gli screpoli cercavano ovunque l'umore dell'ombra. Spessi come i ragnateli in una soffitta, ciondolavano dalle radiche i pipistrelli nerastri, attaccati coi piedi di dietro, fasciati dalle membrane grinze, solo sporgendo il muso e gli orecchi tra la commettitura dell'ali. E tanto eran tenaci che parevan fare con le radiche una sola vita mostruosa, come se gli alberi fogliassero sotterra quel fogliame floscio e v'incominciassero a formare gli occhi per guatare nel sepolcro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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perché c'è un male in me, che non mi perdona, e non so quel che io farò ma so che non potrò fare se non qualcosa di male. Non mi lasciate al mio demonio! Perché, perché m'avete raccontata la vendetta del pastore? Come l'invidio! Non soffre più. Non ha lasciato nulla del suo amore e del suo furore in terra, null'altro che un po' di cenere. Non soffre più. È in pace. Vedete come sono! E forse io canto come lui per l'ultima volta, intorno a un fuoco spaventoso. Ah, non mi lasciate uscire di qui, non mi lasciate tornare in quella casa, dove tutto brucia, tutto avvelena, tutto macchia. Tenetemi con voi, tra queste cose bianche. Credevo che non ce ne fossero più, nel mondo. Circondatemi come dianzi, serratemi in mezzo a voi, rifatemi quale ero, fate che io non sappia quello che so, toglietemi dall'orrore! Se mi lasciate andare, non mi vedrete più. Se me ne vado, qualcosa di male accadrà. Debbo dirvi addio? Vi do questo canto come il commiato? Ah, e sono come voi tanto giovine, e nessuno m'ha toccata ancóra, e avrei potuto essere tanto dolce, tanto fedele;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vanina, Vanina, perché ci fai piangere?
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— Non lascia mai di darmi fastidio, quando sono qui. Mi pento di esser venuta via da Roma. Passa la sua vita a congiurare contro di noi, da quella cameriera licenziata che è. E tutte le cattivèrie che mi fa mio padre, sono aizzate da lei. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non accuso, non accuso. Grido, perché tutte le mie ossa gridano come su la ruota, perché non m'è rimasta se non questa forza di gridare e bisogna che l'esaurisca per annientarmi. Non so perché, dianzi, mi sia venuto in mente quel che una sera diceste dell'avvoltoio che rigetta il suo cibo orribile, quando è assalito, e quando è ferito a morte, e dopo che è spirato anche. L'odore atroce fa impallidire e mancare chiunque gli s'avvicini. Non so perché mi sia venuto in mente questo, non so. Ma io ho tanta ignominia sul cuore, ho tanta abominazione dentro di me che non posso più reggerla. L'altare! Io su l'altare! Ma chi mai fu profanata, fu bruttata più di me? A Volterra, in un piccolo oratorio di campagna, c'è quell'Imagine che porta i segni delle tre pietre scagliate dal viandante malvagio. Era il mio rifugio, era il luogo del mio vóto. Ma dov'è il miracolo? E che cosa può mai l'amore, se il mio amore non ha potuto nulla?
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Ella voleva rispondere: «Alla Badia». Diede l'indirizzo di Simonetta Cesi. Il cavallo bianco trotterellava zoppicando; e la sua lunga schiena stecchita s'abbassava verso la spalla sinistra, a stratte. Per non guardarla, Vana alzò gli occhi: vide il sole roseo sul cornicione d'un palazzo, il lieve cielo come sparso di piume, un grande albero della Giudea fiorito in un giardino. Cercò anche una rondine a volo, un nido di rondine in una gronda: inutilmente. «Simonetta, Simonetta, che dirai domani? Piangerai un'altra volta? Ah, se tu sapessi quanto male fa l'amore, a chi ama e a chi non ama! Il pastore di Fondi lo sa, e anche la Driade. Dio ti guardi, sorella allegra!» Diede al cocchiere un altro indirizzo, il suo proprio. S'appoggiò indietro; e guardò il cielo, respirò la primavera, cercò una rondine in una gronda.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Perché mi fai questo? Lo sai che non voglio. Non voglio che tu mi guardi così, Paolo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E delirarono, fuori del tempo, fuori del mondo. Tentarono di ritessere con le loro fibre vive una trama più stretta, tentarono di fare con le loro due vite una morte che fosse simile a un'altra vita. Non s'arrestarono se non per sentire l'anima spezzarsi a traverso la carne, credendo che ciascuno fosse per rapirne in sé la metà dolorosa. Sperarono di assaporarla nella saliva, nel sangue, nelle lacrime, nel sudore, nella semenza. Ricaddero, si risollevarono. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era l'allarme del desiderio assalitore. E il sangue aumentava, e le vene si gonfiavano, e le ossa si rinforzavano. Ed ella ridiveniva grande e potente. E anche una volta ritentavano essi di fare con le loro due vite una morte che fosse simile a un'altra vita. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Forse Ella può illuminarmi. L'inferma, a intervalli, crede di sentire qualcuno che cammina sotto il suo cranio, un passo concitato che suona dietro l'osso della sua fronte; e il suo terrore di quel supplizio e dell'eternità di quel supplizio è tale che non si può assistere all'accesso senza profondo strazio. Né gli intervalli le danno riposo, perché è di continuo nello sgomento e nell'attesa di riudire il passo. Se parla, si arresta per ascoltare. Quando l'ode avvicinarsi, si curva tutta sopra sé stessa, e rompe in supplicazioni confuse che non son riuscito a intendere, così forte il terrore le fa tremare le mascelle. Ma una volta ha detto, sotto voce, con un accento infantile: «Bisogna andare andare, mettersi in cammino e andare, coi nostri piedi, chi sa dove....» E mi sembra che in questo delirio entri per qualche parte la sorellina; perché a un certo punto è balzata in piedi, con una eccitazione spaventosa, gridando: «Ah no, questo no! Mi porta via Lunella, mi si prende Lunella! Ah, questo no! Non me la togliere! Dove la porti? dove la trascini? non vedi? è piccola, non può seguirti.... Lasciala! Perché mi fai questo? Non vedi come sono? Non posso farti più male. Tu mi cammini sopra, tu mi passi sopra. Sono diventata la tua via....» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli non poté fare altro che distendersi e rimanere lunghe ore nell'immobilità e nel buio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Che cosa posso io fare per salvarla? — dimandò egli. — Crede che le gioverebbe rivedermi?
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— Quando l'inferma evita di dire il nome di quegli che la fa sanguinare, — rispose con tristezza e con pietà l'uomo dalla larga mano — qual nome essa tace?
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* Alto, asciutto, rigido e preciso come un inglese, coi baffetti ancora biondi e i capelli già canuti, fitti, corti corti, si dava l'aria di esercitar la professione tanto per fare qualche cosa; vestiva con ricca e semplice eleganza e portava sempre un paio di splendidi gambali di cuoio, di cui pareva ogni volta si dimenticasse apposta a casa d'affibbiar qualche stringa, per affibbiarsela fuori, per istrada o nelle visite, e richiamar così su essi l'attenzione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Questa solitudine, forse, mi fa male... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Mi lasci sfogare, per carità! Non parlo e non piango da nove mesi! Mi hanno distrutto, signora mia! Io non sono più niente, ora! Mi ero messo tutto in quell'opera che potevo fare io solo, io solo, lo dico con orgoglio, signora mia, io solo perché non badavo a tutte le sciocchezze, a tutte le fisime, a tutti i grilli che saltano in mente a questi letterati; non mi scaldavo mai la testa, io, e li lasciavo ridere, se volevano ridere; ha riso anche Lei di me, è vero? tutti hanno riso di me; ma che me n'importava? io dovevo edificare! E c'ero riuscito! E ora... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per grazia di Dio, la gente viene a teatro per me, a sentir me, qualunque cosa io faccia: non ho bisogno di lei! Ne parlo soltanto perché l'ingratitudine, si sa, fa sdegno a tutti, e voi potete comprendermi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* vi fa un certo effetto, eh? Capisco... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Egli non ne sentiva più bisogno, di questi affetti; ne sentivano il bisogno gli altri, il figlio, la madre; ma che poteva più fare per loro? Vivere, è vero? Vivere per non far morire di dolore la sua vecchia mamma... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Se vuole fare il telegramma alla madre... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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- Ma, dico, come si fa a star così? Qua dentro non si respira! Aria, aria!
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* Fa pietà, creda, fa pietà! Appena arrivato ieri notte, verso le due, a piedi da Giaveno, trovò qua il bimbo moribondo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E la trascinò per mano alla camera del bimbo, come se la venuta di lei e la gioia ch'egli ne provava potessero fare il miracolo di richiamare in vita il bambino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* mi fa male assai, creda... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* mi fa male assai... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* È la stanchezza, sa? che mi fa parlare così... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Fa veramente pietà!
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* Li aveva lasciati, Rirì, per fare una cosa seria seria, una cosa che pareva inverosimile per un bimbo: morire! Il cavalluccio, benché zoppo e spelato, com'era sorte di tutti i giocattoli, pareva tentennasse il capo, quasi non se ne sapesse capacitare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Oh, santo Dio! e che volete che me n’importi? Siamo o non siamo su un’invisibile trottolina, cui fa da ferza un fil di sole, su un granellino di sabbia impazzito che gira e gita e gira, senza saper perché, senza pervenir mai a destino, come se ci provasse gusto a girar così, per farci sentire ora un po’ più di caldo, ora un po’ più di freddo, e per farci morire – spesso con la coscienza d’aver commesso una sequela di piccole sciocchezze – dopo cinquanta o sessanta giri? Copernico, Copernico, don Eligio mio ha rovinato l’umanità, irrimediabilmente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Don Eligio Pellegrinotto mi fa però osservare che per quanti sforzi facciamo nel crudele intento di strappare, di distruggere le illusioni che la provvida natura ci aveva create a fin di bene, non ci riusciamo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il nostro Comune, in certe notti segnate nel calendario, non fa accendere i lampioni, e spesso – se è nuvolo – ci lascia al buio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per giunta, la signora Guendalina poco dopo il matrimonio, si ammalò d’un male di cui non poté più guarire, giacché, per guarirne, avrebbe dovuto fare un sacrifizio superiore alle sue forze: privarsi nientemeno di certi pasticcini coi tartufi, che le piacevano tanto, e di simili altre golerie, e anche, anzi soprattutto, del vino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che non si fa per il bene dei figliuoli?
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* Per cagion sua, quante speranze non feci concepire alla mamma: ch’io stessi cioè per metter senno e prender gusto alla campagna. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi feci dare da Mino il recapito di quella strega. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lascia fare a me: t’aiuterò. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Questa volta, però, – debbo dirlo – la mia foga proveniva anche dal desiderio di sfondare la trista ragna ordita da quel laido vecchio, e farlo restare con un palmo di naso; dal pensiero della povera Oliva; e anche – perché no? – dalla speranza di fare un bene a quella ragazza che veramente mi aveva fatto una grande impressione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che colpa ho io se Pomino eseguì con troppa timidezza le mie prescrizioni? che colpa ho io se Romilda, invece d’innamorarsi di Pomino, s’innamorò di me, che pur le parlavo sempre di lui? che colpa, infine, se la perfidia di Marianna Dondi, vedova Pescatore, giunse fino a farmi credere ch’io con la mia arte, in poco tempo, fossi riuscito a vincere la diffidenza di lei e a fare anche un miracolo: quello di farla ridere più d’una volta, con le mie uscite balzane? Le vidi a poco a poco ceder le armi; mi vidi accolto bene; pensai che, con un giovanotto lì per casa, ricco (io mi credevo ancora ricco) e che dava non dubbii segni di essere innamorato della figlia, ella avesse finalmente smesso la sua iniqua idea, se pure le fosse mai passata per il capo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Lo dici a me? – feci io. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Ora perché mai, circa un mese dopo, Malagna picchiò, furibondo, la moglie, e, con la schiuma ancora alla bocca, si precipitò in casa mia, gridando che esigeva subito una riparazione perché io gli avevo disonorata, rovinata una nipote, una povera orfana? Soggiunse che, per non fare uno scandalo, egli avrebbe voluto tacere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma ora che Dio finalmente gli aveva voluto dare la consolazione d’aver un figliuolo legittimo, lui, dalla propria moglie, non poteva, non poteva più, in coscienza, fare anche da padre a quell’altro che sarebbe nato da sua nipote. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – E subito! Mi si obbedisca subito! E non mi si costringa a dire di più, o a fare qualche sproposito!
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* Che fare ormai? Mi misi, ma quasi senza speranza, in cerca di un’occupazione qual si fosse, per provvedere ai bisogni più urgenti della famiglia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* M’accorgevo intanto che questa guardia ch’io facevo a mia madre irritava sordamente la strega e anche mia moglie, e temevo che, quand’io non fossi in casa, esse, per sfogar la stizza e votarsi il cuore della bile, la maltrattassero. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Un giorno, però, non feci a tempo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Senti; – le dissi io allora, con la voce che mi tremava dal violento sforzo che facevo su me stesso, per contenermi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La vedova Pescatore stava quella mattina, a fare il pane, sbracciata, con la gonnella tirata sù e arrotolata intorno alla vita, per non sporcarsela. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ecco qua: non tanto Romilda egli forse rimpiangeva, quanto la compagnia che gli era venuta a mancare; Berto non c’era più; con me non poteva più praticare, perché c’era Romilda di mezzo, e che restava più dunque da fare al povero Pomino?
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* Nei primi mesi fu un divertimento, con quel Romitelli, a cui non ci fu verso di fare intendere che era stato giubilato dal Comune e che per ciò non doveva più venire alla biblioteca. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Signor Romitelli! – gli gridavo, vedendogli fare tutte queste operazioni, tranquillissimamente, senza dare il minimo segno d’accorgersi di me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Reclamai, e vennero due bei gattoni lesti e serii, che senza perder tempo si misero a fare il loro dovere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Si sa che gl’infelici facilmente diventano superstiziosi, per quanto poi deridano l’altrui credulità e le speranze che a loro stessi la superstizione certe volte fa d’improvviso concepire e che non vengono mai a effetto, s’intende. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Pessimo gusto! E fa dispetto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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M’assalì una stizza violenta; rifiutai, senza ringraziare, e feci per scostarmi da lei; ma ella mi prese, ridendo, per un braccio, e – affettando con me, innanzi a gli altri, un tratto confidenziale – mi parlò piano, affrettatamente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi feci innanzi; ella mi scorse: stava per giocare e si trattenne, aspettando evidentemente che giocassi io, per puntare dov’io puntavo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Tanto vero che, girando abilmente il discorso (credeva senza dubbio d’aver da fare con una birba matricolata) e parlando con meravigliosa disinvoltura in quella sua lingua mezzo spagnuola e mezzo Dio sa che cosa, venne a farmi la stessa proposta a cui aveva tentato di tirarmi, nella mattinata, col gancio di quella donnetta allegra. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nel primo giorno, dopo quella nostra lite, non aveva voluto puntare dov’io puntavo, e aveva perduto sempre; nei giorni seguenti, vedendomi vincere con tanta persistenza, aveva tentato di fare il mio giuoco; ma non avevo voluto più io, allora: come guidato per mano dalla stessa Fortuna, presente e invisibile, mi ero messo a girare da un tavoliere all’altro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«Riscatterò la Stìa, e mi ritirerò là, in campagna, a fare il mugnaio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sarebbe forse meglio che cavassi dalla veneranda cassapanca di mia suocera uno dei vecchi abiti di Francesco Antonio Pescatore, che la vedova custodisce con la canfora e col pepe come sante reliquie, e ne vestissi Marianna Dondi e mandassi lei a fare il mugnaio e a star sopra al fattore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E facevo il conto:
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* Aprii lo sportello e mi precipitai giù, con l’idea confusa di fare qualche cosa, subito: un telegramma d’urgenza per smentire quella notizia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Finalmente si risolse a fare il vaglia telegrafico sotto la mia dettatura, indicando per il recapito la sua farmacia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«Vedrai, vedrai com’essa t’apparirà curiosa, ora, a guardarla così da fuori! Ecco là uno che si guasta il fegato e fa arrabbiare un povero vecchietto per sostener che Cristo fu il più brutto degli uomini...»
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* Me ne feci un’occupazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Fai un po’ ridere le donne, ecco. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Chi sa dove mi hanno seppellito! Forse la zia Scolastica non avrà voluto fare per me la spesa che fece per la mamma; Roberto, tanto meno; avrà detto: – Chi gliel’ha fatto fare? Poteva vivere infine con due lire al giorno, bibliotecario –. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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L’inverno, L’inverno m’ispirava queste riflessioni malinconiche, La prossima festa di Natale che fa desiderare il tepore d’un cantuccio caro, il raccoglimento, l’intimità della casa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A proposito di questo biglietto da visita, per poco non mi feci anche un motivo d’infelicità della cattiva figura che mi pareva d’aver fatta, non potendo ricambiarglielo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Miserie! Non si può forse fare a meno de’ biglietti da visita? Si dà a voce il proprio nome, e via. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Che bei discorsi sapeva fare il cavalier Tito Lenzi! Anche il latino sapeva; citava come niente Cicerone. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l’uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d’arricchire l’umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioia in fondo proviamo noi, anche ammirandole?»
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In un tram elettrico, il giorno avanti, m’ero imbattuto in un pover’uomo, di quelli che non possono fare a meno di comunicare a gli altri tutto ciò che passa loro per la mente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non potei fare a meno di sorridere, ma benevolmente, per non mortificare di più la figliuola. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Parlando pianissimo e sfuggendo di guardarmi (chi sa che impressione le feci in prima!), m’introdusse, attraverso un corridoio buio, nella camera che dovevo prendere in affitto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lo butteranno giù, dicono, perché fa aggetto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Bravo! Non ci sarebbe mancato altro! Aver da fare con la questura, adesso! comparire il giorno dopo nella cronaca dei giornali come un quasi eroe, io che me ne dovevo star zitto, in ombra, ignorato da tutti... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Scusi, signor Meis, Adriana vuol sapere perché lei non si fa crescere almeno i baffi... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– C’è di male che tu hai mentito, e mi fai rabbia! Parlavamo degli attori di teatro che sono tutti... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* così, e allora tu hai detto: «Come il signor Meis! Chi sa perché non si fa crescere almeno i baffi?...», e io ho ripetuto: «Già, chi sa perché...». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Eh via, come sei sciocchina! Si fa per ridere... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* per che non si fa crescere almeno i baffi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quante volte non ne feci l’esperienza con Adriana! Ma l’impaccio ch’ella provava era allora per me effetto del natural ritegno e della timidezza della sua indole, e il mio credevo derivasse dal rimorso che la finzione mi cagionava, la finzione del mio essere, continua, a cui ero obbligato, di fronte al candore e alla ingenuità di quella dolce e mite creatura. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma non s’era ella veramente trasformata da un mese in qua? Non s’accendevano ora d’una più viva luce interiore i suoi sguardi fuggitivi? e i suoi sorrisi non accusavano ora men penoso lo sforzo che le costava quel suo fare da savia mammina, il quale a me da prima era apparso come un’ostentazione?
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* Da un po’ di tempo a questa parte, l’occhio mi fa male: non mi ha servito mai bene; tuttavia non vorrei perderlo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non era vero: aveva ragione lei, la signorina Caporale: lo specchio, lo specchio aveva parlato e mi aveva detto che se un’operazione relativamente lieve poteva farmi sparire dal volto quello sconcio connotato così particolare di Mattia Pascal, Adriano Meis avrebbe potuto anche fare a meno degli occhiali azzurri, concedersi un paio di baffi e accordarsi insomma, alla meglio, corporalmente, con le proprie mutate condizioni di spirito. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lo sforzo che feci per impormi quel freno, mi richiamò intanto in me stesso per un momento. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma perché vedeva così di malocchio ch’io alloggiassi in quella casa? perché non ero io per lui un inquilino come un altro? Che gli aveva detto di me la Caporale? poteva egli sul serio esser geloso di costei? o era geloso di un’altra? Quel suo fare arrogante e sospettoso; l’aver cacciato via la Caporale per restar solo con Adriana, alla quale aveva preso a parlare con tanta violenza; la ribellione di Adriana; il non aver ella permesso ch’egli chiudesse le imposte; il turbamento ond’era presa ogni qualvolta s’accennava al cognato assente, tutto, tutto ribadiva in me il sospetto odioso ch’egli avesse qualche mira su lei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– No, figliuola mia, guarda: si fa così!
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* La lotta che facevo contro me stesso, per non assumer coscienza di ciò che sentivo per Adriana, m’impediva intanto di riflettere alle conseguenze della mia anormalissima condizione d’esistenza rispetto a questo sentimento. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non so io stessa che cosa m’uscisse dall’anima: diventavo una cosa sola col mio strumento, e le mie dita non vibravano più su una tastiera: io facevo piangere e gridare l’anima mia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – La prego, signorina, – le dissi, – veda un po’ di fare intender lei a questo poveretto che potrebbe andare a sedere altrove. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Scusi tanto, signor Adriano ! – premise quell’imbroglione, a cui non posso fare a meno di riconoscere una grande genialità. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che fare intanto? Niente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E mentre egli parlava, io non potevo fare a meno di ammirare il privilegiato congegno della sua coscienza che, pur potendo indignarsi così, realmente, delle altrui nequizie, gli permetteva poi di farne delle simili o quasi, tranquillissimamente, a danno di quel buon uomo del Paleari, suo suocero. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Potei sperimentare che l’uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e a cui egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso; e del male che egli può fare a gli altri, come se parimenti dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E se gli altri non gli fanno il bene quasi per dovere, egli li accusa e di tutto il male ch’egli fa quasi per diritto, facilmente si scusa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che proietta tutt’intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l’ombra nera, l’ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch’esso si mantiene vivo in noi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma domando io ora, signor Meis: E se tutto questo buio, quest’enorme mistero, nel quale indarno i filosofi dapprima specularono, e che ora, pur rinunziando all’indagine di esso, la scienza non esclude, non fosse in fondo che un inganno come un altro, un inganno della nostra mente, una fantasia che non si colora? Se noi finalmente ci persuadessimo che tutto questo mistero non esiste fuori di noi, ma soltanto in noi, e necessariamente, per il famoso privilegio del sentimento che noi abbiamo della vita, del lanternino cioè, di cui le ho finora parlato? Se la morte, insomma, che ci fa tanta paura, non esistesse e fosse soltanto, non l’estinzione della vita, ma il soffio che spegne in noi questo lanternino, lo sciagurato sentimento che noi abbiamo di essa, penoso, pauroso, perché limitato, definito da questo cerchio d’ombra fittizia, oltre il breve àmbito dello scarso lume, che noi, povere lucciole sperdute, ci proiettiamo attorno, e in cui la vita nostra rimane come imprigionata, come esclusa per alcun tempo dalla vita universale, eterna, nella quale ci sembra che dovremo un giorno rientrare, mentre già ci siamo e sempre vi rimarremo, ma senza più questo sentimento d’esilio che ci angoscia? Il limite è illusorio, è relativo al poco lume nostro, della nostra individualità: nella realtà della natura non esiste. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Noi, – non so se questo possa farle piacere – noi abbiamo sempre vissuto e sempre vivremo con l’universo; anche ora, in questa forma nostra, partecipiamo a tutte le manifestazioni dell’universo, ma non lo sappiamo, non lo vediamo, perché purtroppo questo maledetto lumicino piagnucoloso ci fa vedere soltanto quel poco a cui esso arriva; e ce lo facesse vedere almeno com’esso è in realtà! Ma nossignore: ce lo colora a modo suo, e ci fa vedere certe cose, che noi dobbiamo veramente lamentare, perbacco, che forse in un’altra forma d’esistenza non avremo più una bocca per poterne fare le matte risate. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora, scusi, non pretendono gli scienziati per i primi ambiente e condizioni adatti per la buona riuscita dei loro esperimenti? Si può fare a meno della camera oscura nella fotografia? E dunque? Ci sono poi tanti mezzi di controllo!
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* Ma una viva curiosità mi teneva e anche un certo timore che Papiano stésse per fare una pessima figura. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«Tra due sta,» pensavo: «o egli è molto abile, o l’ostinazione di tenersi accanto Adriana non gli fa veder bene dove si mette, lasciando il Bernaldez e Pepita, me e Adriana disillusi e perciò in grado d’accorgerci senza alcun gusto, senz’alcun compenso, della sua frode. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Mi fa specie, – diceva – perché di solito questo poveretto non si cura di nulla. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Poi m’addormentai e feci sogni paurosi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma sì, senza dubbio; e chi sa quant’altre cose! Non viviamo noi, secondo il signor Anselmo, in relazione con l’universo? Ora sta a vedere quante sciocchezze questo maledetto universo ci fa commettere, di cui poi chiamiamo responsabile la misera coscienza nostra, tirata da forze esterne, abbagliata da una luce che è fuor di lei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora, come risponder coi fatti alla promessa? Potevo far mia Adriana? Ma nella gora del molino, là alla Stìa, ci avevano buttato me quelle due buone donne, Romilda e la vedova Pescatore, – non ci s’eran mica buttate loro! E libera dunque era rimasta lei, mia moglie; non io, che m’ero acconciato a fare il morto, lusingandomi di poter diventare un altro uomo, vivere un’altra vita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Guardi un po’, Adriana: la Natura fa una delle sue solite stramberie; per tanti anni mi condanna a portare un occhio, diciamo così, disobbediente; io soffro dolori e prigionia per correggere lo sbaglio di lei, e ora per giunta mi tocca a pagare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Non si agiti così, per carità! Lei mi fa più male... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Se non lo fa lei, lo farò io! Come vuole che io rimanga con mio padre sotto quest’onta! No! no! no! E poi... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E che fare, dunque? Andarmene via? E dove? E Adriana? Ma che potevo fare per lei? Nulla... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – feci io, aprendo le braccia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Che altro, che altro posso fare per te?
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* – Perché? – feci io. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Questo mi disse il suo sguardo, e m’invitò a guardar colei ch’io facevo soffrire. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Minerva, intanto, la vecchia cagnetta, co’ suoi sforzati rochi abbaiamenti, non lasciava fare i convenevoli. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Sotto lo sguardo fermo e provocante di lui, nell’eccitazione in cui mi trovavo anch’io, non potei fare a meno di rispondergli:
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* – Che cos’è? – domandò il marchese, notando il nostro fare aggressivo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* ma di poco garbo, mi pare; e fa paura alle cagnette, – gli dissi io allora, risoluto e sprezzante. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nella confusione sopravvenuta, mentr’io con gli altri mi facevo a guardar la Pantogada adagiata sul canapè, mi sentii afferrar per un braccio e mi vidi sopra di nuovo il Bernaldez, ch’era tornato indietro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Feci in tempo a ghermirgli la mano levata su me e lo respinsi con forza, ma egli mi si lanciò contro ancora una volta e mi sfiorò appena il viso con la mano. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Potevo fare un duello nella condizione mia? Non volevo ancora capirlo ch’io non potevo far più nulla? Due ufficiali? Sì, Ma avrebbero voluto prima sapere, e con fondamento, ch’io mi fossi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Feci per gittarlo al fiume, ma – sul punto – un’idea mi balenò; una riflessione, fatta durante il viaggio da Alenga a Torino, mi tornò chiara alla memoria. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma dovevo assolutamente vietarmi di fare il minimo accenno alla mia permanenza in Roma, alle avventure, ai casi che m’erano occorsi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lasciato il treno a Pisa, prima di tutto mi recai a comperare un cappello, della forma e della dimensione di quelli che Mattia Pascal ai suoi dì soleva portare; subito dopo mi feci tagliar la chioma di quell’imbecille d’Adriano Meis. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Provai una tenerezza indicibile: doveva essere un mio nipotino, il figlio maggiore di Berto; mi chinai, gli accennai con la mano di farsi avanti; ma gli feci paura; scappò via. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* per tante vicissitudini, mi sono accorto che avevo sbagliato, che fare il morto non è una bella professione: ed eccomi qua: mi rifaccio vivo . ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Rimasto solo, mi misi a fare in quel salottino le volte del leone. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Per colpa mia? Come? – feci io. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi fa specie, anzi, che lei ritorni a ingarbugliarsi nell’intrico di queste nostre stupide leggi sociali. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Ti pare che dopo quello che ho sperimentato e sofferto, voglia fare ancora il morto? No, caro mio: là, là; voglio le mie carte in regola, voglio risentirmi vivo, ben vivo, e anche a costo di riprendermi la moglie. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – E che fai ?
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* – E ora? come si fa ora? – ripeté Pomino, gemendo, tra le spine. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non ti vergognare, via, Romilda! Guarda, guarda come si torce Mino! Ma che ti posso fare se non son morto davvero?
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* – Hanno paura che riprendiamo a fare all’amore... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – In questo caso, – gli feci osservare, – mi sembra che più di tutti, scusa, dovrei risentirmi io, che vedrò d’ora innanzi la mia bella quondam metà convivere maritalmente con te. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* * Intanto, per l’esperienza che dal canto mio ho potuto fare d’una tal critica, il bello è questo: che mentre lo zoologo riconosce che l’uomo si distingue dalle altre bestie anche per il fatto che l’uomo ragiona e che le bestie non ragionano; il ragionamento appunto (vale a dire ciò che è più proprio dell’uomo) è apparso tante volte ai signori critici, non come un eccesso se mai, ma anzi come un difetto d’umanità in tanti miei non allegri personaggi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* L' impiegato — lo ricordo ancora: sia maledetto ! — 14 — era un omicciuolo con tanto- di pancetta e due occhietti cilestri di pesce morto e una piegaccia maligna a* due lati della bocca — mi squadrò con aria di compatimento e colla sua esosa voce strascicata mi chiese : Scusi , quanti anni ha lei ? Io feci il viso rosso più per la rabbia che per la vergogna e risposi , facendomi più vecchio di tre anni: — Quindici . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A poco a poco feci l'abitudine a quel silenzio , a quella stanzona cosi alta sopra la mia testa arruffata di adolescente trascurato , a quella ricchezza sterminata di volumi antichi e nuovi , di giornali , di riviste , di opuscoli , di atlanti , di codici e di manoscritti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa volevo imparare ? Cosa volevo fare ? Non lo sapevo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Un nuovo titolo di libro era per me , più che una scoperta , una vera conquista , e ne facevo collezioni enormi e •li copiavo e ricopiavo su tanti libriccini bislunghi , tentando di ordinarli come meglio potevo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non volevo fare un'enciclopedia come le altre . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi proposi dunque di fare un'enciclopedia che noa solo contenesse la materia di tutte le enciclopedie di tutti i paesi e di tutte le lingue , ma le superasse e le sorpassasse ; dove ci fosse tutto quel che in loro era disperso € sparpagliato e più ancora ; e che non fosse solamente una ricopiatura e un rimpasticciamento di enciclopedie vecchie , ma un lavoro nuovo , fatto su dizionari , manuali e libri receriti e speciali , di tutte quante le scienze , storie •e letterature . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Oh quanto mi detter da fare tutti quei fiumiciattoli germanici che cominciavano per Aa — e quanti mai titoli di libri dovetti registrare per render conto di una dinastia di dotti olandesi , dei von der Aa — e come fu lunga e tediosa la lista delle abbreviazioni latine che comincian con A ! In quei giorni fui preso da tenerezza per la città di Abila , lontana città sul mare ; e vidi per la prima volta opere di legge per parlare con aria d'intenditore dell'abigeato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Risfogliai il vecchio testamento per ritrovare la pietosa Abigail e il profeta Abacuc ; snidai ne' commentatori di Dante la vita e le gesta dell'incendiario Bocca degli Abati ; feci conoscenza con tutte le varietà dell'abete ; mi erudii nella storia di Abbiategrasso e nella geografia dell'Abissinia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi parve che la storia dovesse fare al caso mio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo in casa una di quelle bibbie nere che trent'anni fa i protestanti inglesi vendevano in Italia per mezzalira (e nessuno le voleva): rilessi li tutta la Genesi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* In codesto versetto ci sono due parole che hanno dato assai da fare agli esegeti e che i cristiani hanno tradotto a modo loro , come conveniva alla teologia fissata nei conciH e nei padri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dalle cosmogonie che si trovano nei libri sacri e nei miti popolari m'era venuto voglia di passare alle lor forme poetiche nelle età colte e siccome non facevo mai le cose a mezzo avevo scandagliato , a furia di dizionari e di storie , tutte le letterature del mondo per raccogliere e ritrovare quei poemi che avevan per argomento la creazione del mondo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Far la storia di tutto il mondo e di tutti gli avvenimenti umani — pensai — è troppo , specialmente per un — 29 — novizio come me , ma una storia universale della letteratura la potrò fare — ma non come le hanno fatte fin qui ; . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E non mi fermai qui : vidi e lessi in parte tutti i volumoni della biblioteca Rivadeneyra ; scovai manoscritti catalani , castigliani e portoghesi ; imparai quasi a fondo lo spagnolo antico ; meditai edizioni critiche ; ricopiai , non potendo procurarmi i libri , opere intere e finalmente — conclusione eterna e nuova disfatta - — decisi di lasciar da parte la storia comparata delle letterature romanze per fare un perfetto e ricco manuale di storia della letteratura spagnuola . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Altri pensieri e altri studi eran sopravvenuti che avean meno a che fare coli' erudizione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* » Feci di tutto perchè il babbo mi portasse al Vial de' Colli . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Là feci con quelle fronde una specie di corona e me la messi in capo ; mi buttai sulle spalle un gran cencio rosso e cominciai a girar lungo i muri cantando una lunga nenia che a me pareva eroica e fremebonda e battendo solennemente sopra una cassa di legno col manico d'un coltello . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Così feci , una bigia mattina d'inverno , il mio buffo sposalizio colla gloria . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma la prima vera promessa che feci a me stesso fu più tardi , a quindici o sedici anni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Come fare , dunque ? Dove trovare i denari che io volevo , che dovevo avere a tutti i costi per le spese mie , per dar da mangiare alla mia anima ? Ricorsi a più mezzi : prima di tutto all' economia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mettevo da ^arte la carta da involti e la vendevo — facevo raccolta di nòccioli di pesca , compravo e rivendevo francobolli usati ma i guadagni eran difficili e miserabili . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non vedo mai sole ; non sento mai caldo ; o vedo un solicello annacquato , che viene a occhiate di tra le nubi in viaggio e fa sembrar più nera la terra ogni volta che risparisce . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non facevo soltanto centoni di sentenze : pensavo io stesso di fare il libro , il vero libro sulla vita ; il libro — Siche avrebbe dovuto decidere una volta per sempre ogni uomo a far di sé stesso e degli altri e dell'esistenza intera quella disistima che meritano . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma lui solo , per quanto cordiale fosse la sua paterna amicizia , non mi bastava : io cercavo i giovani , i giovani come me e tanto cercai che nel giro di pochi anni feci parte di gruppi o cenacoli che a me sembrarono , almeno sulle prime , banchetti e paradisi d' intelligenza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quella contadina senza passione ; quel prete coglione e vigliacco ; quel frate che aveva sempre pronta sotto la tonaca la predica o la benedizione ; quell'innominato che fa il terribile sul serio e poi si lascia sconvolgere dai singhiozzi di una plebea bigotta e umiliare dalla scaltra oratoria di un santo mi seccavano o mi facevan rabbia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non posso fare a meno di parlarne ; la nostra amicizia non fu come tutte le altre : frivola , passeggera , sentimentale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi proposi , dunque , di fare una dimostrazione positivista del pessimismo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Conquistato il senso dell'unità mi si parò dinanzi la domanda eternamente ritornante : Di cosa è fatta quest'unità ? Che nome ha la sostanza invisibile e onnipresente che tutto fa e tutto diventa ? Materia ? Etere ? Energia ? Spirito ? Rifeci dentro di me , a grandi tratti , il dramma della filosofia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* C è qualcosa al di là della rappresentazione ? La conoscenza è una fida finestra sul reale oppure un sistema di vetri appannati e istoriati che filtrano solo immagini false e ombre incerte di verità ? E e' è davvero qualcosa dietro la conoscenza oppure il nulla , come dietro la vita ? Sarebbe forse soltanto specchio di sé stessa , buccia senza tronco e finestra sul vuoto ? Queste domande che Tuomo sano non si fa ; che il filosofo di mestiere fa tacere colle sentenze e gli espedienti della profondità verbaiola mi turbavano profondamente , e mi forzavano a un gioco di cervello senza riposo , a una caccia disperata di argomenti , di sofismi e di scappatoie , mi rendevano ansimante , inquieto , instancabile , come se la mia vita stessa ne dovesse dipendere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Incontrai Max Stirner in quel tempo e mi parve di aver trovato finalmente il solo maestro del quale non -83 potessi fare a meno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ascoltiamo cogli orecchi tesi il mormorio del vento e lo crediamo lo sfasciarsi del mondo ; lo scalpitio di un cavallo da nolo ci fa correre alla finestra come se fosse il bucefalo nero dell'Anticristo e gli striscioni rossi del sole che cala ci fanno quasi intravedere un emisfero di fuoco che si stende al di là degli ultimi monti , dove la vita è forse un agitarsi di giganti e il cielo invece che tinto d'azzurro cristiano è color d' incendio e d' inferno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il mondo ci sembra mal congegnato ; la vita senza armonia e senza grandezza ; il pensiero ci fa l'effetto di -87 una furiosa intenzione rimasta a mezzo , di un gesto appena iniziato , di un disegno nero e confuso che nessuno ha svolto in affresco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* C è tanto da fare e da rifare ! Eccoci pronti — siam qua noi ! via la giacchetta e il cappello ! Addio , libri grossi marginosi e segnati che ci deste una sete tremenda e non e' insegnaste le fonti ! Ecco qua noialtri , bravi ragazzi , che abbiamo voglia di lavorare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Noi andiamo avanti — dobbiamo andare avanti ! Tutto è sulle nostre spalle ; ogni cosa tocca a noi ! E strada facendo ogni cosa è buona: uno schiaffo , una stoccata e via — tanto per fare esercizio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Gli altri , domati sempre da chi fa , sarebbero venuti dietro con la baldanza di quelli che non sanno dove vogliono arrivare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E ognuno di quei giovani strinse la mia mano e il giornale fa decisivamente deciso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Si valeva fare un giornale assolutamente diverso dagK altri e che fosse per tutti i versi , anche nella veste , inattuale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* V'era un rimescolio gioioso , un capovolgimento instabile , una furia nervosa come se tutta la vita di ognuno e di tutti stesse per ricominciare ; come se l' umanità uscisse allora da un sonno di secoli o da un castigo divino e tutto fosse da ricostituire e da fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non voglio fare il solista sentimentale di me medesimo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Perchè il giovane , prima d'accostarsi alla vita per possederla , ha già dentro , se non ha l'anima irreparabilmente porcina , aspettazioni e mete tanto magnifiche e , certezze così intense di sublimità prossima e di potere divino che il reale com'è , la vita come scorre , non posson fare a meno d'esser per lui uno schiaffeggiar continuo di smentite . (G .Papini - Un uomo finito)
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* S'aspettava il paradiso e si ritrova nelle più fetenti bolgie d' inferno : credeva di trovare i fratelli colle mani protese e trova un branco di bestie bramose che ringhiano e s'avventano ; s'immaginava che la vita gli s'offrisse come pietra schietta e marmo di buona grana per scolpirci la sua immagine col duro scalpello della volontà e invece ha tra le mani una pastaccia di mota e di merda che non si fa modellare e modellata non regge . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Attraverso la « volontà di credere » tendevo alla « volontà di fare » — alla possibilità di fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per renderli uomini facevo lor sentire eh' eran bestie ; per dimostrare il mio amore li picchiavo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Se discussione non e' era la facevo nascere apposta per improvvisar dilemmi e dar giù botte senza risparmio ; se la disputa era già avviata la storcevo e deviavo in modo da rimaner io — 131 — solo a rotear sillogismi e improperi contro tutti gli altri ; se un timido soprav\^eniva lo forzavo a parlare per coglierlo in fallo e metterlo in ridicolo ; se m' incontravo con un chiacchieratore ardito provavo un gusto indescrivibile a rintuzzare la sua tracotanza e a ridurlo al silenzio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi feci cosi in breve tempo una fama di terribile e di strafottente che mi piaceva ; fui guardato come un pazzo villano e come l'apostolo della franchezza ; come un mascalzone da sfuggire e come un eroe della sincerità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Giacché codesto mio modo di fare non era soltanto uno sfogo necessario de' miei istinti briganteschi e guerreschi e un resultato naturale della mia sterminata superbia ma anche un metodo per saggiare gli uomini , un vaglio per scegliere i migliori e i più forti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi piaceva molto , ad esempio , turbare le altrui coscienze con domande impensate , gravi , fondamentali — con una di quelle domande che nessuno fa mai e che paiono magari assurde ed inutili , di quelle domande che nessuno osa rivolgere neppure a sé stesso e che pure rimettono in questione tutta la propria visione del mondo , tutti i valori , tutta la vita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Son passati i vent'anni ; la giovinezza già trabocca nel suo pieno vigore ; la vita più vera , in contatto colla concreta umanità , è incominciata e non basta a sé stessa ed anzi fa segno di voler riversarsi ed espandersi sugli altri , su tutti — e d'amore non si ragiona . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Come mai ? Eppure è in questa età la primavera classica degli idilli romantici che fa sbocciare e scoppiare anche i più renitenti cuori ; questa è la pagana estate di tutti i sensi , l'erculeo luglio della lussuria irrefrenabile , in cui ogni sguardo è un desiderio di piacere , e tutte le mani cercano un bel corpo da carezzare , e i baci son caldi come di febbre su labbra che non sanno , non vogliono , non possono staccarsi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* -- 143 — Pareva che sì trattasse di fare il chiasso , i balocchi — un giuoco nuovo , inventato da me : il giuoco del matrimonio , il giuoco della vita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fui redattore capo del primo giornale nazionalista italiano : feci un discorso per disegnare il programma di un nuovo partito nazionale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi pareva ogni giorno d'esser chiamato a fare quel che gli altri non facevano , d'esser chiamato a trasformare di punto in bianco uomini e cose , a deviare il pacifico corso della storia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo fatto me stesso : dovevo fare gli altri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* C'era ben altro da fare e nessuno se ne dava pensiero . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma .come ? Ma non c'è proprio nessuno tra voialtri che abbia il cuore di venir qua in casa mia , in faccia a me , e di parlarmi chiaramente e di scoprirmi senza compassione e senza inzuccherature cosa son io ? Non c'è nessuno che mi voglia dire spietatamente , da vero amico , quel che ho fatto di male , quel che non ho fatto e avrei dovuto fare , i miei difetti , i miei vizi , i miei delitti ? Siete tutti ipocriti e vigliacchi come le signore perbene di cinquant'anni ? Avete paura che non dica sul serio ? Temete eh' io m' abbia a male di quel che mi direte , e che invece di abbracciarvi e di baciarvi vi romperò la testa o vi butterò fuori dell' uscio ? Ma venite innanzi , perdio ! Non avete mai visto la faccia d'un uomo franco che dice la verità ? Io vi chiamo e invoco con tutta l'anima , con tutta la disgraziata anima mia ! Ho bisogno di sapere cosa ho commesso di brutto per pentirmene e per scontarlo — ho bisogno in tutte le maniere di conoscere i miei difetti per sbarbarli , abbru - IS8 ciarli , disfarmene una volta per sempre . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Gli è che nessuno può conoscere sé stesso — nessuno può vedere con severità e dire con franchezza tutto quello che sente , pensa e fa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Voi capite ora come mai ho bisogno di voi e perchè non posso fare a meno della vostra severità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cari uomini , vi ringrazio e m' inchino davanti a voi e che Dio ve ne renda merito ! Fate e dite tutto quel che potete fare e dire e sapete perfin vincere il vostro naturale amor proprio e la mia screanzata rozzezza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È il grimaldello universale delle borse e dei posti dove ci si fa una posizione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non potrei , anche se volessi , diventare un albero o uno zappaterra , ma voglio , disperatamente voglio , diventare un grand'uomo dav\^ero — diciamo addirittura la parola che fa paura : un genio ! E se cadrò a mezza strada senza esser quel che voglio e spero , accetterò volentieri il doloroso destino e piangerò per conto mio e non puttaneggerò con quelli che ho disprezzato , e morirò solo , in un cantuccio del mondo , come il bravo lupo di De Vigny . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il genio non fa lo spirito , non tira su a biscottini le ideine graziose , non tien dietro agli ultimi numeri delle riviste ed ai libri che si vendono . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il genio è fanciullo e pazzo , ed è genio perchè ha il coraggio di esser fanciullesco e pazzesco e non può far a meno di far qualche volta la figura dell'ignorante e dell'idiota , di quello che si meraviglia di tutto e fa dei discorsi senza senso comune . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Soltanto l'arte poteva fare il miracolo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* I profeti cercavano ancora di fare i loro affari ; ve n'era uno ch'era salito sopra un'altura e predicava concitatamente senza smettere , senza che nessuno l'ascoltasse . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fare ! Filosofia ! Desiderio e speranza d'una certezza riposatrice ; porta santa delle verità difficili ; filtro di ascetico entusiasmo nelle tebaidi spopolate dei sistemi ; dolcezza superba di una vita mancata ; succedaneo dionisiaco della normale empirìa , delle gioie fisiologiche , delle distrazioni (consolazioni ?) a pagamento . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per quel ch'io volevo fare non eri che un ostacolo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Di quel che mantenevi non sapevo che fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io cercavo l'azione , il fare , il mutare — la reahà d' oggi in divenire verso la realtà del domani — e tu non mi davi che la contemplazione inutile , la quiete degli assoluti o la febbrilità faticosa delle galoppate impazienti verso una mèta senza sfondo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Un'esperienza continuata per secoli ci avvertiva — colla vanità e vacuità dei resultati — che li non c'era più nulla da fare e da sperare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cioè : fare qualche cosa , agire , trasformare — non già soltanto conoscere , descrivere , contemplare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vi son attimi e lati delle cose che nessuno vede , che nessuno cerca : altro che arrampicamento acrobatico verso le vuote unità dei monismi ! Questo paziente scovamento del concreto particolare dovrebbero fare i filosofi piuttosto che gingillarsi ancora coi giuochi froebeliani delle definizioni a priori e delle architetture simmetriche . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ciò nonostante feci lega coi pragmatisti e mi detti a diffondere le verità della nuova dottrina . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Filosofia dell'azione , del fare , e rifare — e trasformare e creare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sapere z=z fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* - r85 Che farcene di una conoscenza che non ci fa neppur conoscere e che per giunta non entra neppur di straforo nella vita nostra né la cambia d'un ette ? Noi vogliamo la teoria -strumento , l'idea martello , la filosofia industriale , lo sfruttamento pratico dello spirito . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La presi sotto di me , la svolsi , la feci popolare , la imposi agli altri , ne scrissi in gran furia apologie e riassunti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Studiando questi uomini , penetrando nella loro vita , osservando per quali vie eran giunti a fare quel che avevan fatto si doveva sorprendere finalmente il loro segreto — la molla prima e comune dei prodigi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il santo impregnato di teologia cattolica ; il mago tutto invasato di teologia cabbalistica , alessandrina , paracelsica ; il medio imbevuto di teologia spiritualista uso Allan Kardec facevano , o speravano o promettevan di fare , le stesse cose . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non feci più nulla : non risposi alle lettere , non replicai agli insulti , non corrisposi all'amore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non c'è più nulla da fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non son riuscito a fare quel che m'ero proposto , non ho compiuto quel che avevo promesso , non sono arrivato a quell'altezza d'animo , a quella gloria , a quella potenza che ho sognato , desiderato e voluto negli anni che furono . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quando uno comincia un' impresa deve fare i conti di tutto quel che ci vuole per finirla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosi , coll'apparenza di voler fare più degli altri , si fa meno di tutti e ci si prepara una bella e gloriosa sconfìtta : s'era proposto cose talmente grandi che le forze non gli bastarono ; chissà cosa avrebbe fatto se la sua ambizione fosse stata appena appena minore ! Io conosco talmente bene queste trappole , civetterie e scappatoie dei vinti che non so cosa farmene . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A poco a poco le belle ore di esaltazione non son più apparse ; nuove cure mi hanno occupato tutta l'anima ; V infingardia mi ha riempito di — 209 — bambagia gli orecchi perchè non sentissi i richiami e i rimorsi ; piaceri più bassi e fini più mediocri mi hanno mantenuto in quello stato di sogneria neghittosa e inquieta , nemica del fare , nella quale seguitavo ancora a promettere colle parole ma in cui era smarrita l'anima austera e grande affacciatasi in certe ore , e le fiamme d'un tempo non eran più che resti di bracia appena di tratto in tratto rosseggianti sotto la cenere bigia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi sveglio colla testa pesa e la bocca pastosa ; esco fuori per non far nulla ; ritorno a casa per riposarmi ; mangio voracemente come un ragazzo che si masturbi tutte le notti ; sorseggio una gran tazza di caffè ; fumo cinque o dieci sigarette ; mi sdraio in una poltrona e stendo le gambe su di un'altra ; leggo un giornale da cima a fondo come un pensionato acciaccoso ; torno fuori per incontrare qualche scettico conoscente col quale faccio un po' di scherma d'ironia stupida e amara ; entro in un caffè , ingoio una tazza di cioccolata farinosa , mangio con disgusto tre o quattro pasticcini spalmati o rigonfi di sporche conserve di frutta ; sfoglio un fascio di giornali spiegazzati e cenciosi , e quasi quasi sorrido sbirciando le caricature scioccamente colorite ; torno in istrada sotto la gran luce teatrale delle palle elettriche ; inseguo una prostituta imbiancata e incar miniata — 211 — come se fosse il mio primo amore ; entro in una libreria per comprare con pochi soldi dei libri non tagliati che non leggerò mai ; mi fermo dinanzi alle botteghe dei pizzicagnoli e contemplo i formaggi untuosi e le scatole di sardine con appetito ; vado in una casa dove mi danno il the e ne bevo quattro tazze sperando che mi venga un po' di talento ; o salgo in un bordello se ne ho voglia e anche se non ne ho voglia — cosi , per uccidere i minuti e le ore , per non ricordarmi di quello che dovrei fare e non fo , per abbrutirmi , per avvilirmi , per ninnare il rimorso , per smorzar la coscienza . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quello sparuto scimmiotto tedesco vuol tradurre le opere mie ; quella pallida ragazza russa vuole che le scriva la mia vita ; la signora americana vuol sapere assolutamente le mie ultime notizie ; il signore americano mi manda la carrozza alla porta perchè vada a mangiare e a confidarmi con lui ; il mio compagno di scuola e di chiacchiere di dieci anni fa vuole eh' io gli legga via via quel che scrivo ; V amico pittore pretende ch'io stia fermo davanti a lui per ore e ore a farmi fare il iitratto ; il giornalista vuol sapere dove sto di casa ; l'amico mistico in che stato è l'anima mia ; l'amico pratico come è pieno il mio portafogli ; il presidente della società ordina eh' io faccia un discorso ; la signora spiri — 214 — male si raccomanda eh' io vada a prendere il the a casa sua più spesso che posso per conoscere il mio parere su Gesù Cristo e sul chiromante arrivato in questi giorni . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La vostra curiosità mi fa stomaco ; i vostri complimenti mi umiliano ; il vostro the mi avvelena . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non debbo nulla a nessuno e avrei da fare i conti soltanto con Dio , se ci fosse . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non ci sono anche le anime delicate ? Non ci sono anche gli spiriti che si sentono unicamente e puramente spiriti e si sentono offesi e insudiciati da codesta adorazione di pinzochere ? Quello che in me vale , se qualcosa vale , è l'anima : e perchè ricopiate ed eternate il mio corpo ? Se son grande gli è che ho avuto la forza d'esser solitario : perchè vi pigiate intorno a me e mi turbate co' vostri fiati e coi vostri sguardi di bestie curiose ? Se ho dato un esempio vi ho insegnato che la più grande cosa che l'uomo può fare è quella di aggiungere natura alla natura , vita alla vita , spirito allo spirito , e non già di rosicchiare , rimasticare e biascicare le opere degli altri : perchè dunque vi affaticate a far capire quel eh' io ho detto invece di sentirvi accendere l'anima per superarmi e distruggermi con altre creazioni ? — 2l8 — Se ho detto bene quel che ho detto perchè lo ridite peggio ? Se gli altri non capiscon le mie parole vai la pena che qualcuno le faccia capire ? E le farà comprendere quali veramente T ho segnate ed incise nelle serate più spumeggianti della mia ispirazione ? Certo questi lamenti son ridicoli , specie in bocca mia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che fare ? Non si può agire senza scegliere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa fare ? La risposta é già difiìcile per l'uomo appena appena superiore , tutto barricato da ogni parte d'impossibilità e impotenze . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma per colui che non ha muri e resistenze da nessun lato , teoricamente libero , teoricamente onnipotente , il « cosa fare ? » è mille volte più enigmatico e minaccioso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa fare ? Per esercitare la mia forza questo o quello son buoni egualmente . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che mi può importare di una parte della realtà piuttosto che dell'altra quando tutto è mio , a mia disposizione , sotto i miei ordini ? Gran parte del piacere che si prova quando si riesce a far qualcosa — cambiare , possedere qualcosa — dipende dallo sforzo che quel fare ci è costato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma quando il poter fare fosse senza fatica , quando bastasse il conato di una volontà , il mormorio d'un comando , un rapido batter di ciglio per ottener l'obbedienza immediata e inimitata delle cose , dov'è più la gioia , dov'è la vittoria ? Forse , penso , è stata per me una gran fortuna ch'io non sia riuscito a indiarmi in quel materiale e cieco modo che pensavo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Forse fui qualcosa , tempo fa , per qualche momento ; forse spesi tutto il genio che mi fu dato in una sola notte , in una sola partita di quel gioco eh' io non so . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ci si fa ascoltare da quello che non si vollero ascoltare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutto volli provare : entrai nelle case dei poveri per raccogliere i loro atti di accusa ; mi soffermai accanto all'uomo che zappava , piallava o batteva per entrar nello spirito del suo lavoro , per indovinare la sua idea della felicità ; seguii gli sconosciuti attraverso le strade affollate per spiare la loro vita ; volli avvicinarmi ai signori eleganti e cortesi e tremai di freddo e di rabbia ne' loro salotti riscaldati ; m' intrattenni col cameriere e col facchino ; feci parlare i bambini e le loro mamme ; frequentai le chiese e mi sedetti accanto alle beghine vestite di nero che mormoravano alla Madonna le loro raccomandazioni puerili ; fui coi preti nelle canoniche e coi frati nei conventi ; bazzicai le scuole dei grandi scolari e gli studi dei pittori sconosciuti ; mi chinai sul mastro degli uomini di affari e mi affiatai cogli impiegati ; mi feci raccontare dalle puttane la loro vita ; e respirai l'aria grassa e puzzosa delle trattorie economiche e dei caffè di second'ordine per sentire i discorsi ed osservar le faccie di quelli che volevo redimere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Appena esce fuori e comincia ad aver che fare con Pietro e con Giuda , uomini parlanti e camminanti , l'amore si cambia in disprezzo o in odio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* I plagi non mi piacciono : soltanto i poverissimi e i ricchissimi li posson fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma ho respirato , ho assorbito , ho biascicato e ingerito tutto quel che m^è venuto sotto mano e ora non so fare la separazione dei beni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vorrei ritrovare me stesso : fare i conti di cassa , e andarmene col mio bagagHo anche se pesasse un'oncia sola . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vorrei fare il vuoto intomo al mio spirito per vedere di cosa è capace quando è lasciato a sé stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È un desiderio assurdo , una voglia ridicola , un assunto impossibile : grazie tante ! Ma non posso fare a meno di sentirmi così : l'antidebitore per eccellenza , fino alla pazzia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È una paura stupida , forse : c'è della gente che beve e ascolta quel che bevo e ascolto io eppure non fa quel eh' io faccio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Queste sostanze fisiche ed estranee sono una parte della mia ispirazione , sono le collaboratrici della mia opera e questo mi fa rabbia e dispetto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È inutile che codesti pubblici divertitori parlino di bellezza e fingano di fare il muso alla plebe e ricevano sotto il mantello e la sera , al buio , il prezzo dei loro passatempi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma cosa m' importa di far piacere agli uomini ? Io non voglio fare il buffone di nessuno ! E affermo che tutti quanti gli scrittori di romanzi , di storie , di racconti , di commedie e di drammi , sono stati buffoni , gente che vive per stuzzicare l' immaginazione degli uomini , come i suonatori accarezzano i loro orecchi e le donne i loro corpi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi ha mai pensato che quelli che illuminarono la nostra fanciullezza e ci accompagnarono con tante loro creature parlanti nelle serate malinconiche e libidinose dell' adolescenza e della giovinezza fossero dei buffoni ? Anch' io , quando non son preso da questa oscura rabbia che mi fa vomitar condanne e offese , dubito delle mie parole e sto per credermi ingiusto , forsennato e cattivo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E tutti i loro discorsi non riuscirono a mettere in me la fede ch'era nelle loro parole e dove c'eran le parole non c'erano i fatti ; e dove c'eran le parole il mio spirito maledetto scorgeva gì' inganni , gli orgogli , le illusioni , le ignoranze , le fintaggini , i comodi , e i calcoli e tutto ciò che vuol fare d' Iddio un servitore dell'uomo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non son fatto per la gioia , non devo cercare il piacere — guai a me se casco nelle tiepide e addormentanti braccia della felicità ! Se voglio esser fedele alla ragion d' essere delFapima mia — al giuramento che feci nascendo la seconda volta — al patto eh* io feci colla vita e colla morte , non debbo disciogliermi e addolcirmi nel latteo beverone del comune e ordinario benessere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Speravo di domarlo ; contavo di vincerlo , di pigliarlo dalla parte dell'anima e insignorirmene senza neppur guardarlo , e ora si vendica : sento che la fine s'approssima e che questa impalcatura d'ossi lunghi imbottita di poca carne fa segno di sfasciarsi — di tornar fango sotto il fango . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A momenti mi pare di non poter riafferrare il pensiero e tutta una danza corrente , rapida , urlante , di idee sconvolte , di figure impossibili , di frammenti , di frasi ; una danza che mi prende e mi trascina e fa perdere me stesso nel tumulto delle mie proprie creature — accavallarsi di luci apparenti e sparenti in un gran mare buio — eppoi la stanchezza smorta di chi non ha più niente da fare in un mondo non più suo e vuol soltanto mangiare per riaccostarsi alla solidità della salute carnale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E la fine ! allegretto Finché sarà giorno resteremo a testa alta e tutto ciò che pòiremo fare non lo lasceremo fare dopo di noi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che ragione ci sarebbe perchè dovessi sparire anch' io , stupidamente , come uno qualunque ? Ma non sapete eh' io porto tutto il mondo dentro di me ? Non sapete che se muoio non esiste più né la pioggia che casca e rimbalza sulle foglie , né il bel sole caldo che brucia la pelle , né il prato verde e bianco che fa i cavalloni d'ombra quando il vento lo sfiora , né il gran cielo blu , né il bove calmo e bianco , né le madonne in mezzo all'oro in fondo alle chiese buie , né i canti smaniosi delle ragazze abbandonate , né le gioie che scintillano nelle vetrine , di sera , sotto il rosso chiarore elettrico ? — 264 — Tutto il mondo colle sue bellezze e i suoi orrori , colle sue idee e i suoi corpi , tutto il mondo è qui , in me , dentro di me , e sarebbe annullato s' io morissi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il sapere non mi basta ; gli uomini mi disgustano ; le donne ancora di più ; la letteratura mi fa schifo ; V ispirazione non viene ; la gloria mi nausea ; la mia vita è sudicia e tediosa ; il mio corpo si disfà e il mio desiderio , unico , primo e profondo , il desiderio della potenza , non è più , ormai , neppure un desiderio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non c'è altro da fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nessuna , nessuna speranza ho nel cuore ; nessuna , nessuna promessa posso fare a me stesso e agli altri ; nessun compenso posso prevedere per i miei atti ; nessun resultato da' miei pensieri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutto quel che farò sarà inutile , ma appunto per questo mi sento spinto a fare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nessuno fa niente per niente . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Egli fa e non pretende che nessuno faccia per lui ; dà sapendo che non riceverà mai ; aspira alle cime sapendo che non le raggiungerà ; offre tutto sé stesso e sa che nessuno lo pagherà al suo giusto prezzo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non può contare che sopra la sua forza ed è questo sentimento di esser tanto forte da poter fare a meno di tutto il resto che gli riempie l'animo di amara e sana voluttà . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dovete figurarvi che tutto quello che feci — quando ! — era una prefazione , un proemio , un indice anticipato , un annuncio , un proclama e anche , se volete , un traboccamento di mosto e di schiuma tanto per poter maturare meglio dentro . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il fuoco di paglia era fuoco di gioia , era un fuoco artificiale , girandola ragazzesca , roba da ridere , per divertirsi , ma oggi io mi sento di appiccare un incendio da non potersi più spengere e che dia fuoco al mondo 1 Non so cosa volete fare della buca che avete scavato per me (forse ci nasconderete una volta o l'altra i feti de' vostri aborti) ma vi consiglio di buttar nel cestino le epigrafi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non c'è lastra di marmo che mi possa far piegare il capo : le vostre condanne di morte mi mettono addosso un brio , una voglia di ridere , di muovermi , di fare , quale non conoscevo da un pezzo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io mi sento abbastanza forte per sprecar la mia forza a fare il Tantalo e abbastanza ricco per buttar via il megho dalla finestra . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma ecco : io non voglio fare il morto e Tuomo superiore come fecero con noi tanti dei nostri anziani . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Li ho aspettati , li ho desiderati , li ho attesi al varco dei venti e dei venticinque anni per vedere cosa potevan fare , cosa avevano in corpo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per distruggere bisogna anche fare e per vincere sanguinare dalle ferite . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il giudicare è difficile ma il fare è più diffìcile ancora . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io seguiterò a fare , a lavorare , con voi , accanto a voi , ma un periodo della mia vita s'è chiuso e voglio che si tenga conto di questo mio disordinato sfogo in cinquanta capitoli . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Questa riflessione dubitativa , nata nel travaglio del decifrare uno scarabocchio che veniva dopo accidenti , mi fece sospender la copia , e pensar più seriamente a quello che convenisse di fare .(Manzoni-I Promessi Sposi)* «Ben è vero , dicevo tra me , scartabellando il manoscritto , ben è vero che quella grandine di concettini e di figure non continua così alla distesa per tutta l'opera .(Manzoni-I Promessi Sposi)
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* Il buon secentista ha voluto sul principio mettere in mostra la sua virtù ; ma poi , nel corso della narrazione , e talvolta per lunghi tratti , lo stile cammina ben più naturale e più piano .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Sì ; ma com'è dozzinale ! com'è sguaiato ! com'è scorretto ! Idiotismi lombardi a iosa , frasi della lingua adoperate a sproposito , grammatica arbitraria , periodi sgangherati .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E poi , qualche eleganza spagnola seminata qua e là ; e poi , ch'è peggio , ne' luoghi più terribili o più pietosi della storia , a ogni occasione d'eccitar maraviglia , o di far pensare , a tutti que' passi insomma che richiedono bensì un po' di rettorica , ma rettorica discreta , fine , di buon gusto , costui non manca mai di metterci di quella sua così fatta del proemio .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E allora , accozzando , con un'abilità mirabile , le qualità più opposte , trova la maniera di riuscir rozzo insieme e affettato , nella stessa pagina , nello stesso periodo , nello stesso vocabolo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ecco qui : declamazioni ampollose , composte a forza di solecismi pedestri , e da per tutto quella goffaggine ambiziosa , ch'è il proprio carattere degli scritti di quel secolo , in questo paese .(Manzoni-I Promessi Sposi)* In vero , non è cosa da presentare a lettori d'oggigiorno : son troppo ammaliziati , troppo disgustati di questo genere di stravaganze .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Meno male , che il buon pensiero m'è venuto sul principio di questo sciagurato lavoro : e me ne lavo le mani» .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Nell'atto però di chiudere lo scartafaccio , per riporlo , mi sapeva male che una storia così bella dovesse rimanersi tuttavia sconosciuta ; perché , in quanto storia , può essere che al lettore ne paia altrimenti , ma a me era parsa bella , come dico ; molto bella .(Manzoni-I Promessi Sposi)* «Perché non si potrebbe , pensai , prender la serie de' fatti da questo manoscritto , e rifarne la dicitura ?» Non essendosi presentato alcuna obiezion ragionevole , il partito fu subito abbracciato .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ed ecco l'origine del presente libro , esposta con un'ingenuità pari all'importanza del libro medesimo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Taluni però di que' fatti , certi costumi descritti dal nostro autore , c'eran sembrati così nuovi , così strani , per non dir peggio , che , prima di prestargli fede , abbiam voluto interrogare altri testimoni ; e ci siam messi a frugar nelle memorie di quel tempo , per chiarirci se veramente il mondo camminasse allora a quel modo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Una tale indagine dissipò tutti i nostri dubbi : a ogni passo ci abbattevamo in cose consimili , e in cose più forti : e , quello che ci parve più decisivo , abbiam perfino ritrovati alcuni personaggi , de' quali non avendo mai avuto notizia fuor che dal nostro manoscritto , eravamo in dubbio se fossero realmente esistiti .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E , all'occorrenza , citeremo alcuna di quelle testimonianze , per procacciar fede alle cose , alle quali , per la loro stranezza , il lettore sarebbe più tentato di negarla .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ma , rifiutando come intollerabile la dicitura del nostro autore , che dicitura vi abbiam noi sostituita ? Qui sta il punto .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Chiunque , senza esser pregato , s'intromette a rifar l'opera altrui , s'espone a rendere uno stretto conto della sua , e ne contrae in certo modo l'obbligazione : è questa una regola di fatto e di diritto , alla quale non pretendiam punto di sottrarci .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Anzi , per conformarci ad essa di buon grado , avevam proposto di dar qui minutamente ragione del modo di scrivere da noi tenuto ; e , a questo fine , siamo andati , per tutto il tempo del lavoro , cercando d'indovinare le critiche possibili e contingenti , con intenzione di ribatterle tutte anticipatamente .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Né in questo sarebbe stata la difficoltà ; giacché (dobbiam dirlo a onor del vero) non ci si presentò alla mente una critica , che non le venisse insieme una risposta trionfante , di quelle risposte che , non dico risolvon le questioni , ma le mutano .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Spesso anche , mettendo due critiche alle mani tra loro , le facevam battere l'una dall'altra ; o , esaminandole ben a fondo , riscontrandole attentamente , riuscivamo a scoprire e a mostrare che , così opposte in apparenza , eran però d'uno stesso genere , nascevan tutt'e due dal non badare ai fatti e ai principi su cui il giudizio doveva esser fondato ; e , messele , con loro gran sorpresa , insieme , le mandavamo insieme a spasso .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Non ci sarebbe mai stato autore che provasse così ad evidenza d'aver fatto bene .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ma che ? quando siamo stati al punto di raccapezzar tutte le dette obiezioni e risposte , per disporle con qualche ordine , misericordia ! venivano a fare un libro .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Veduta la qual cosa , abbiam messo da parte il pensiero , per due ragioni che il lettore troverà certamente buone : la prima , che un libro impiegato a giustificarne un altro , anzi lo stile d'un altro , potrebbe parer cosa ridicola : la seconda , che di libri basta uno per volta , quando non è d'avanzo .(Manzoni-I Promessi Sposi)*
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* Sono quasi sicuro di aver lasciato mezz’ora fa su quell’armadio un mezzo sigaro ed ora non lo trovo più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Pensai: «Giacché mi fa male non fumerò mai più , ma prima voglio farlo per l’ultima volta» .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ed ecco la descrizione della mia malattia quale io la feci al medico: «Non posso studiare e anche le rare volte in cui vado a letto per tempo , resto insonne fino ai primi rintocchi delle campane .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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E fu per convincerlo ch’io feci quello ch’egli non volle fare e studiai la mia malattia raccogliendone tutti i sintomi: – La mia distrazione! Anche quella m’impedisce lo studio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Lo invidiai perché sapeva fare quello che voleva e m’attaccai a lui finché durò la sua cura .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avendo una simile risoluzione nella mente non c’è tempo per fare altro perché il solo Giulio Cesare sapeva fare più cose nel medesimo istante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ha lavorato e lavora per me , ma io non l’amo perché penso che mi ha impedito il lavoro che fa lui .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Ecco il signore col quale dovete essere pronta di fare i pugni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* La feci sedere a me in faccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma essa aveva un’indole troppo polemica ed io non seppi ascoltarla quando dapprima volle provarmi ch’essa non avrebbe potuto fare altrimenti data l’esiguità del suo salario e che il dottore aveva avuto torto quando pochi giorni prima aveva dichiarato che due corone al giorno bastavano dacché l’Istituto dei Poveri manteneva tutta la sua famiglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* A tutti a questo mondo sarebbe spettato il diritto di passare ogni giorno un paio d’ore su una poltrona tanto comoda , in faccia ad una bottiglia di liquore buono , di quello che non fa male .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Già! – feci io con quel minimo d’ipocrisia che occorreva oramai per ingannare la poverina .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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In casa m’attardai per fare qualche atto d’inquisitore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Feci delle poesie per onorarla ciò che mai equivale a piangere e , nel dolore , fui sempre accompagnato dal sentimento che da quel momento doveva iniziarsi per me una vita seria e di lavoro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non feci alcuno sforzo per avvicinarmi a lui e , quando si potè farlo senz’offenderlo , lo evitai .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ricordo come la sua debolezza fu provata allorché quella canaglia dell’Olivi lo indusse a fare testamento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Devo dirlo: io mi dimostrai un buon ragazzo; rinunziai a fare un’obiezione qualunque pur di strapparlo a quel pensiero che lo faceva soffrire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Magari mi fossi comportato con semplicità e avessi preso fra le mie braccia il mio caro babbo divenuto per malattia tanto mite e affettuoso! Invece cominciai a fare freddamente una diagnosi: Il vecchio Silva si era tanto mitigato? Che fosse malato? Lo guardai sospettosamente e non trovai di meglio che di fargli un rimprovero:
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* Credo che allora nel mio animo mancasse l’affetto che fa intendere tante cose .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Anche a lei fa piacere , ora , di vederlo ritornare in sé! Quando il dottore partì , l’alba era spuntata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io insegnavo al dottore il modo di curare e guarire mio padre , mentre lui (non vecchio e cadente com’è ora , ma vigoroso e nervoso com’era allora) con ira , gli occhiali in mano e gli occhi disorientati , urlava che non valeva la pena di fare tante cose .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Lasciavamo fare all’ammalato quello che voleva , ed egli camminava per la stanza nel suo strano costume , inconsapevole del tutto di attendere la morte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non credevo all’efficacia di quelle raccomandazioni , ma tuttavia le feci mettendo nella mia voce anche un tono di minaccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* È proprio la religione vera quella che non occorre professare ad alta voce per averne il conforto di cui qualche volta - raramente - non si può fare a meno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* I miei amici mi conservarono durante tutta la mia vita la stessa stima e credo che neppur io , dacché son giunto all’età della ragione , abbia mutato di molto il concetto che feci di me stesso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non c’è che un solo grande rimorso , quello di non aver saputo fare il proprio interesse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il vero furbo , in commercio , secondo me , doveva fare in modo di apparire melenso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ma un’altra volta feci proprio io la parte dell’imbecille , ma neppure allora seppi nutrire del rancore per mio suocero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non arrivai a fare alcun passo per essere introdotto in quella casa perché Giovanni mi prevenne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ognuno fa all’amore come sa e il loro , secondo me , non ne era il modo più stupido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non era una scelta difficile quella che avevo da fare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poco dopo però commisi la leggerezza di fare una citazione latina che Alberta dovette correggermi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Un vero infortunio! Io non vi diedi importanza e avvertii Alberta che quando essa avesse avuto dietro di sé una diecina di semestri d’Università , anche lei avrebbe dovuto guardarsi dal fare citazioni latine .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Dissi che il dolore per una simile perdita era tale che se io avessi avuto dei figliuoli avrei cercato di fare in modo che m’amassero meno per risparmiare loro più tardi di soffrire tanto per la mia dipartita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Veramente ella m’aveva detto che non facevo per lei , ma ero tuttavia riuscito a renderla esitante e pensierosa e mi parve un successo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non v’è niente di più difficile a questo mondo che di fare un matrimonio proprio come si vuole .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dapprima feci visita alle sue signore una volta alla settimana , poi più volte e finii coll’andare in casa sua ogni giorno a passarci varie ore del pomeriggio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Vi fu poi una lunga epoca della mia vita in cui io mi sforzai di dimenticare la stupida avventura che proprio mi faceva vergognare di quella vergogna che fa gridare e protestare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo da fare con una fanciulla delle più semplici e fu a forza di sognarne ch’essa m’appari quale una civetta delle più consumate .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Io portai giornalmente dei fiori a tutt’e tre le fanciulle e a tutt’e tre regalai le mie bizzarrie e , sopra tutto , con una leggerezza incredibile , giornalmente feci loro la mia autobiografia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Feci un altro passo per avvicinarmi alla porta d’uscita e se Ada non avesse parlato , io me ne sarei andato e non sarei ritornato mai più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Fino ad allora avevo trattato altrimenti con le donne con cui avevo avuto a fare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* M’ero perciò coricato di buon’ora col desiderio del sonno che fa passare tanto presto il tempo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io ero innocente , visto che non facevo la corte ad Augusta ch’essi volevano proteggere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Mi dica Lei , signora , quello che debbo fare per non spiacere a nessuno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io avrei preferito di aver da fare con Giovanni che pensava urlando .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ma poi? Tutto era fatto , tutto , perché non c’era più nulla da fare! Ada restava segregata da me con tutta la sua famiglia ed io dovevo vivere senza fare più nulla , in attesa che qualcuno di loro fosse venuto a cercarmi e darmi l’occasione di fare o dire qualche cosa d’altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Non volli fare una cosa simile .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Feci il proposito ferreo di non movermi finché non avessi appreso che qualche cosa di nuovo avesse fatto evolvere il mio affare in mio favore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* M’è facile di ricordarmi dei propositi che feci allora , prima di tutto perché ne feci d’identici in epoca più recente , eppoi perché li annotai su un foglio di carta che conservo tuttora .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era da molti anni che non mi vi facevo vedere per rispetto ad una promessa fatta a mio padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Del resto , contrariamente all’opinione generale , il caldo e il freddo non avevano a che fare coi reumatismi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Io ebbi un brivido alla visione di tanto acido , ma , subito dopo , una visione un po’ più lieta della vita: i limoni non mi piacevano , ma se mi avessero data la libertà di fare quello che dovevo o volevo senz’averne danno e liberandomi da ogni altra costrizione , ne avrei ingoiati altrettanti anch’io .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* È libertà completa quella di poter fare ciò che si vuole a patto di fare anche qualche cosa che piaccia meno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Tutti in città dicevano ch’io non facevo niente ed io temevo egli avesse da invidiarmi mentre in quell’istante avevo l’assoluto bisogno di essere commiserato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mentii! Gli raccontai che lavoravo nel mio ufficio , non molto , ma giornalmente almeno per sei ore e che poi gli affari molto imbrogliati ereditati da mio padre e da mia madre mi davano da fare per altre sei ore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Guido continuava ad almanaccare quanta parte di un miracolo si potesse attribuire alla disattenzione di chi lo fa o di chi vi assiste .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Doveva essersi verificato qualche disordine in una consegna di merci e Giovanni aveva uno di quei suoi interventi ruvidi nel funzionamento del suo magazzino del quale egli raramente si occupava volendo avere la mente libera per fare – come diceva lui – solo quello che nessun altro avrebbe potuto fare in vece sua .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo il sentimento curioso che affrettandomi avrei potuto meglio battermi per Ada , mentre poi m’accorsi con grande sorpresa che nessuno m’aspettava e che io nessuno aspettavo , e che non c’era niente da fare per me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dopo una lieve esitazione feci alzare il tavolino per sette volte così che la lettera G era acquisita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Se ti chiami Speier fa un movimento solo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Così saprete tutti i miei pensieri perché poco fa ho bevuto anch’io da quel bicchiere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Allontanai dalla mia faccia il fazzoletto , lasciai che tutti vedessero i miei occhi lagrimosi e feci uno sforzo per ridere e far ridere:
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– Scommetto che il signor Giovanni manda a casa dell’acido citrico per fare le spremute .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Poi nei lunghi anni in cui lo conobbi feci l’esperienza ch’egli sempre esitava prima di fare le cose anche più semplici di cui veniva pregato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Giovanni descriveva con un poco di esagerazione la sua ansia all’accorgersi che quella donna s’apprestava a fare quel salto e in modo tale che era evidente sarebbe stata atterrata e forse travolta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quando vedevo un ginnasta fare i suoi esercizi troppo in alto , o quando assistevo alla discesa da un tram in corsa di persona troppo vecchia o poco abile , mi liberavo da ogni ansia augurando loro dei malanni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma era Guido che parlava! Ed io cercavo di sottrarmi alla musica dicendomi: «Per saper fare ciò , basta disporre di un organismo ritmico , una mano sicura e una capacità d’imitazione; tutte cose che io non ho , ciò che non è un’inferiorità , ma una sventura» .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Si capisce! La vita volgare sa fare tante di quelle cose .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per fare presto e indurla a decidersi , discussi il suo diritto di prendersi tempo:
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– Una buona , una cara , un’amabile ragazza quell’Augusta; ma non fa per me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Ada! Quell’uomo non fa per voi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io feci del mio meglio per dimenticarle e vi riuscii .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ricordo solo che cominciò col domandarmi ad alta voce come avevo potuto parlare così di lui e di lei! Io feci gli occhi grandi dalla sorpresa perché mi pareva di non aver parlato che di lui solo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il grave è la presenza di papà il quale , se la vede piangere , le fa un bel regalo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io cessai dall’analizzarmi perché mi vidi intero! Per avere la pace io avrei dovuto fare in modo che quel salotto non mi fosse mai più interdetto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Facilmente alzava la voce , e il suo riso spesso eccessivo le contraeva la fa crina e gliel’arrossava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Io , poco fa , ho indirizzata ad Ada la stessa proposta che ora feci a voi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Se non facevo altro che quello che tutti volevano! Essa alzò gli occhi dilatati dalla sorpresa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Evidentemente non c’era più la possibilità di fare altrimenti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dovete ricordare che , mezz’ora fa , io non sapevo quello che stava per succedermi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Dovetti perciò fare dei calcoli .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Dissi poi che , per fare quei calcoli , avevo avuto bisogno di molto tempo e che perciò m’ero astenuto dal far visita ai Malfenti per cinque giorni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Gli pareva di fare un atto di coraggio esponendosi ad una caduta di una diecina di metri .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era dunque proprio di lei ch’egli parlava? Ebbi allora un’idea spaventosa! Perché non avrei fatto fare a Guido quel salto di dieci metri? Non sarebbe stato giusto di sopprimere costui che mi portava via Ada senz’amarla? In quel momento mi pareva che quando l’avessi ucciso , avrei potuto correre da Ada per averne subito il premio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Lasciali! Là si fa veramente all’amore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Intanto quella austriaca o italiana che provvedeva alla sicurezza sulle vie e nelle case ed io feci sempre del mio meglio per associarmi anche a quel suo rispetto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* A me pareva che sarebbe stato più opportuno e meno fastidioso di fare tutti quegli acquisti a Trieste .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era tutt’altra cosa , che non aveva niente a che fare con l’altra .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ma anch’io facevo all’amore e portavo a casa fiori e gemme .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dapprima volli esimermi da quella noia assicurandolo che ero convinto ch’egli sapesse fare la beneficenza più accorta , ma insistette tanto che finii con l’accondiscendere:
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Augusta aveva tanto da fare nella sua nuova casa e nella sua vecchia famiglia ove la chiamavano per farsi aiutare nell’assistenza al padre malato , che non vi pensò più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Lo feci con una grande emozione che ricordava proprio quella deliziosissima del giovinetto che per la prima volta accosta l’amore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Seppi poi subito che le facevo un torto perché essa era stata a trovare il medico per averne conforto dopo una cattiva notte passata accanto a Giovanni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo trovato qualche cosa di più di un pretesto per poter fare quello ch’era il mio desiderio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ma non lo feci non sapendo come travestire la mia domanda e fu bene , perché pochi giorni appresso il povero mio amico ammalò e subito dopo morì .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non ci furono esitazioni né per parte di Ada che mi respinse , né dall’Augusta che mi prese , e neppure da Carla , che mi lasciò fare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Essa rispose che avrei potuto andarmene subito , ma che mi pregava di fare prima i miei convenevoli col padre di Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Facevo però alla luce del sole quello che desideravo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Forse noi ieri l’abbiamo giudicata un po’ precipitosamente , ed un mio amico poco fa m’avvertì che per intendere tutto quello che il Garcia dice , bisognava studiarlo tutto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Naturalmente non seppi dire che cosa mi prefiggessi di fare venendo da lei , ma ciò era poco d’importante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Infine , con grandi sforzi arrivo a svincolarmi e a fare la lunga via a passo celere e che cosa trovo? .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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A una tarda ora , non sapendo fare di meglio , presi un bagno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non la morte desiderai ma la malattia , una malattia che mi servisse di pretesto per fare quello che volevo o che me lo impedisse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io finsi una malattia , quella malattia che doveva darmi la facoltà di fare senza colpa tutto quello che mi piaceva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Continuavo a fare il malato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Anche il più sordo fra gli uomini sa che non si può fare una cosa simile , per quanto tutti sappiano che non c’è confronto fra l’importanza di quella dedizione prima che avvenga e immediatamente dopo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma che ieri? Tutto quello che avvenne il giorno prima deve apparire indegno di essere menzionato e se ad un gentiluomo avviene di non sentire cosi , tanto peggio per lui e deve fare in modo che nessuno se ne avveda .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ma restai al mio dovere , che fu gravissimo per un episodio che mi turbò molto dapprima perché m’apparve come un’altra minaccia della sfinge con la quale aveva da fare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quando ricordava che m’aveva subito amato perché le era sembrato che dal mio fare , dal mio dire , dai miei occhi , venisse una promessa di vita meno rigida , meno obbligata , meno noiosa , doveva piangere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Mi pareva avrebbe dovuto essere tale da permettere di tempo in tempo (non sempre) di fare all’amore , senz’aver a temerne delle conseguenze , anche con le donne che non si amano affatto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dio sa quale dei due conci meglio i suoi clienti! Durante la malattia di mio suocero io andai spesso dal Paoli per indurlo a non fare intendere alla famiglia che la catastrofe che la minacciava era imminente , e ricordo che un giorno , guardandomi più a lungo di quanto mi fosse piaciuto , mi disse sorridendo:
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* Ma , sempre attento di non rivelare alla povera fanciulla il mio animo di cui ero il primo io a dolermi , feci delle obbiezioni dicendole che una cosa simile non era possibile perché in quella casa c’era anche sua madre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non tenterò mai di fare del male a quella poverina .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Vede che anche in una circostanza simile ho saputo fare il mio dovere e anche più , molto di più!
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* Per annullare l’augurio , che io sapevo non buono , con ambe le mani sotto la tovaglia feci le corna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avevo finito con l’accettare perché in quel momento mi pareva che sarebbe stata una cosa decisiva di poter fare cosi in pubblico dei buoni propositi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Feci per la seconda volta in quei giorni la storia del mio matrimonio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Per lungo tempo io ed Alberta non dimenticammo che io avevo toccato una parte del suo corpo avvisandola che lo facevo per goderne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ricordo che analizzai anche se mi fosse stato permesso di dirle: «Come mi fa piacere che finalmente ti sposi e sposi il mio grande amico Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Però dopo lunga riflessione non ne feci nulla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Pensai che avevo torto di rischiare l’affetto di Augusta per fare un piacere ad Ada che non mi voleva bene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E si sa che non v’è modo di cancellarvi niente tanto radicalmente , come si fa di un giro errato su di una cambiale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevamo tanto da fare in casa ed io anche fuori , che non ci fu tempo per lui .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Volendo abituarmi ad essere più dolce con lei , non mi rifiutai risolutamente di compiacerla , ma quasi sempre pensai che non sarebbe stato possibile di fare una cosa simile a meno che non mi fossi rassegnato di trovare alla mattina Augusta ad una finestra donde m’avesse aspettato la notte intera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era certamente per paura ch’essa m’aveva indotto di fare quella partaccia ad Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Feci vedere la chiave che non era altra che quella che io avevo sempre in tasca , ma che fu presentata come la prova tangibile della verità delle mie asserzioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ed è così che quel giorno , quando di lei non m’importò più , feci a Carla una scena d’amore che per la sua falsità e la sua furia somigliava a quella che , preso dal vino , avevo fatto ad Augusta quella notte in vettura .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io ebbi poi un gran da fare nella nuova casa commerciale di Guido ove lavorai più che in qualunque altro luogo , comprese le varie facoltà universitarie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io a quel foglio non feci attenzione e solo più tardi appresi ch’era una lettera ch’essa scriveva al Lali .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* E non se possa qui aver niente che fare il nostro cappare (volgarmente capare), che significa "pigliare a scelta" e deriva da capo, quasi scegliere capo per capo, cioè cosa per cosa, o scegliere un capo, ossia una cosa, fra altri capi o cose. (Leopardi)
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* Che discorso mi fai !
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* mi fai venire il cardiopalmo
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* Ne sono tornato tre giorni fa ( di là, da lì )
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* No fa niente
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* Non fa nulla
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abbonare
= verbo trans. fare un abbonamento a favore di qualcuno abbonarsi
= verbo rifl. contrarre un abbonamento
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abborracciare
= verbo trans. fare qualcosa male , in fretta o senza impegno
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abbozzare
= verbo trans. fare un abbozzo
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abile
= idoneo a fare qualcosa
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abituale
= che si fa per abitudine
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abiurare
= verbo trans. fare abiura , ritrattare solennemente una fede , una dottrina , una teoria e sim .
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abusare
= verbo intr. fare un uso cattivo , illecito o smodato
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accaneggiare
= verbo trans. fare inseguire la selvaggina dai cani vessare , perseguitare , tormentare .
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accaparratore
= colui che accaparra , colui che fa incetta .
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accappiare
= verbo trans. prendere in un cappio - fare un cappio
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accaprettare
= verbo trans. legare per le zampe un quadrupede , come si usa fare ai capretti .
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accarezzare
= verbo trans. fare carezze , lisciare con la mano , in segno d'affetto
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accasato
= participio passato di accasare
= che ha messo su casa , sposato che fa parte di un gruppo sportivo , di una squadra .
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accatastare
= verbo trans. fare una catasta , ammucchiare
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accecatura - acciecatura ,
= l'accecare incavo fatto con l'accecatoio nella composizione a piombo , difetto di impressione dovuto a caratteri sporchi , che fa risultare neri gli occhi di alcune lettere .
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accettare
= verbo trans. acconsentire a ricevere qualcosa o qualcuno oppure a fare qualcosa
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accingere accignere ,
= verbo trans. cingere accingersi
= verbo rifl. prepararsi , apprestarsi a fare qualcosa
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accolito acolito
= colui che è insignito dell'accolitato , e in genere colui che serve all'altare colui che fa parte del seguito di un personaggio o frequenta abitualmente un gruppo .
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accompagnatore
= colui che accompagna , colui che fa da guida o da scorta
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acquisto
= l'acquistare , il fare proprio
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addentellare
= verbo trans. munire di dentelli fare l'addentellato a un muro .
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addivenire
= verbo intr. fare l'addizione aggiungere , sommare mescolare insieme , unire .
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adirare
= verbo transitivo - fare arrabbiare - verbo intransitivo pronominale: adirarsi , arrabbiarsi
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adivenire
= verbo intr. fare l'addizione aggiungere , sommare mescolare insieme , unire .
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adoperare
= o adoprare , verbo trans. fare uso , servirsi di qualcosa
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adulteratore
= colui che adultera colui che commette o fa commettere adulterio .
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affaccendare
= verbo trans. dare da fare , occupare in faccende affaccendarsi
= verbo rifl. darsi molto da fare , occuparsi attivamente
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affarista
= colui che pensa soltanto a fare affari , a guadagnare , anche non facendosi scrupoli .
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affettatore
= che , colui che fa mostra di pregi che non possiede .
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affidabile
= su cui si può fare affidamento , che dà buone garanzie
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agenda
= libro o taccuino d'appunti con calendario , in cui si annotano giorno per giorno le cose da fare , gli impegni ecc .
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aggettare
= verbo intr. - sporgere - fare aggetto - conferire valore aggettivale
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agghiacciante
= participio presente di agghiacciare
= che fa agghiacciare spaventoso , terribile
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aggiotatore
= colui che fa manovre di aggiotaggio .
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aggrovigliare
= verbo trans. fare un groviglio , intrecciare
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agibile
= fattibile , che si può fare costruzione o impianto che possieda i requisiti di sicurezza previsti dalla legge
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ago
= asticciola d'acciaio appuntita a un'estremità e fornita all'altra di un foro attraverso il quale si fa passare il filo per cucire o per ricamare
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alcolista
= persona che fa abuso abituale di bevande alcoliche
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alcoolista
= persona che fa abuso abituale di bevande alcoliche
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alfa
= pianta erbacea tropicale dalle cui foglie si ricava una fibra tessile usata per fare cordami , stuoie e pasta da carta
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alleare
= verbo trans. stringere con vincolo di alleanza allearsi
= verbo rifl. o rifl. rec . fare alleanza , unirsi in alleanza
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allegorista
= scrittore , pittore , scultore che fa largo uso di allegorie interprete che segue il metodo allegorico .
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allocutore
= colui che fa un'allocuzione colui al quale è rivolta una comunicazione .
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altalena
= gioco che si fa stando seduti su un asse che oscilla attaccato a due funi sospese in alto gioco tra due persone che , sedute alle estremità di un asse posto in bilico su un fulcro , lo fanno alternatamente alzare e abbassare l'attrezzo usato per effettuare tale gioco l'alternarsi di stati , di condizioni contrastanti
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alter ego
= sost . m . persona che fa le veci di un'altra
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amalgamare
= verbo trans. fare un amalgama impastare , legare insieme
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amareggiare
= verbo trans. fare , rendere amaro rattristare , affliggere
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ammagliare
= verbo trans. rammagliare legare balle o casse con funi incrociate a forma di rete fare il bordo a un materasso .
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ammaltare
= verbo trans. fare la malta
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ammattimento
= l'ammattire , l'ammattirsi cosa che fa ammattire
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ammoina o ammuina
= confusione , baccano fare ammoina , nel gergo marinaresco , darsi da fare disordinatamente e senza frutto , o per ostentare la propria laboriosità .
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ammoinare
= verbo trans. infastidire - verbo intr. nel gergo marinaresco , darsi da fare , agitarsi senza alcuna utilità .
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ammutinarsi
= verbo rifl. fare un ammutinamento
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anagrammare
= verbo trans. fare l'anagramma di una parola , di una frase .
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analitica
= trattazione sistematica in cui si fa uso del procedimento dell'analisi .
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angariare
= verbo trans. fare angherie , opprimere , tormentare .
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anglicanesimo
= o anglicanismo , movimento religioso che fa capo alla chiesa anglicana
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anticamera
= la prima stanza di un appartamento o di un ufficio , attraverso la quale si accede a quella di ricevimento fare anticamera , attendere di essere ricevuti non passare neppure per l'anticamera del cervello , non venire affatto in mente
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anticipare
= verbo trans. fare qualcosa prima del tempo stabilito
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antisdrucciolevole
= che non fa scivolare
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apoforeti
= piccoli doni che nella roma antica si solevano fare ai convitati durante i banchetti dei saturnali
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apologizzare
= verbo trans. fare l'apologia di qualcuno o qualcosa
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appellare
= verbo trans. chiamare , denominare incitare appellarsi , verbo rifl. ricorrere a qualcuno , rivolgersi per aiuto , fare appello
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applicare
= verbo trans. fare aderire una cosa sopra un'altra
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appropriare
= verbo trans. fare proprio
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appuntire
= verbo trans. fare a punta , aguzzare
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arazzeria
= arte di fare gli arazzi insieme degli arazzi che costituiscono l'ornamento di un ambiente luogo dove si confezionano gli arazzi .
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arrabattarsi
= verbo rifl. darsi da fare per riuscire in qualcosa , con scarsi risultati
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arrampicatore
= colui che si arrampica arrampicatore sociale , colui che si dà da fare per raggiungere a ogni costo una posizione sociale preminente alpinista che compie salite su roccia o su ghiaccio corridore ciclista molto forte in salita
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arrangiatore
= colui che fa arrangiamenti musicali .
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arrantolato
= che fa sentire i rantoli
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arrapinarsi
= verbo rifl. arrabbiarsi , dare in smanie darsi da fare , lavorare molto
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arroccare
= verbo trans. nel gioco degli scacchi , fare la mossa di arrocco muovere le truppe lungo linee interne al fronte , parallele ad esso mettere al riparo , al sicuro arroccarsi
= verbo rifl. mettersi in una posizione ben protetta , chiudersi in un riparo
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arronzare
= verbo trans. fare un lavoro male , in fretta e senza impegno riferito a persona , strapazzare , maltrattare arronzarsi
= verbo rifl. darsi da fare , affaccendarsi .
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arzigogolare
= verbo intr. fare arzigogoli ,
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asemantico
= che non fa riferimento a un sistema precostituito di simboli , di significati
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asillabico
= che non fa sillaba , che non è centro di sillaba
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assembrare
= verbo trans. mettere assieme , riunire , adunare in folla
= verbo intr. , assembrarsi
= verbo rifl. affollarsi , fare ressa .
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assessore
= colui che fa parte di una giunta comunale , provinciale o regionale , con responsabilità di un settore amministrativo
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associato
= participio passato di associare , professore associato nell'ordinamento universitario italiano , - chi svolge una determinata attività o fa parte di un'associazione
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assolcare
= verbo trans. fare solchi
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astrazione
= operazione attraverso la quale l'intelletto ricava concetti universali dalla conoscenza di oggetti individuali , prescindendo dalle determinazioni particolari degli oggetti stessi separazione , isolamento di un concetto , di una nozione da altri fare astrazione , prescindere idea che non ha rispondenza nella realtà .
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ateista
= colui che fa professione di ateismo
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autocommiserazione
= il fare sè stesso oggetto della propria commiserazione
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autocritica
= critica di sè stessi e del proprio operato fare l'autocritica .
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automa
= macchina in grado di imitare i movimenti dell'uomo o degli animali in cibernetica , sistema in grado di simulare o realizzare operazioni che hanno risultati analoghi a quelle del cervello umano , e ciò in modo predeterminato e prevedibile colui che agisce meccanicamente , senza rendersi conto di ciò che fa .
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avanguardista
= colui che fa parte di scuole letterarie o artistiche d'avanguardia colui che era inquadrato nell'organizzazione fascista dell'avanguardismo .
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aviatore
= colui che pilota un aeroplano o fa parte dell'equipaggio di esso .
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baione
= colui che fa baie , burlonedileggio , schiamazzo canzonatorio.
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balneazione
= la pratica balneoterapica il fare il bagno in acque aperte
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baloccare
= verbo trans. divertire , fare giocare
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balzare
= verbo intr. saltare su , con elasticità e rapidamente , come fa una palla che rimbalza
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banditore
= un tempo , colui che rendeva note le disposizioni delle autorità leggendole ad alta voce nelle stradenelle aste pubbliche , colui che grida i prezzi di base , le offerte , le aggiudicazioni 3 colui che si fa promotore e divulgatore di idee , di dottrine.
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baratto
= il barattare , lo scambiare una cosa con un'altra senza fare uso di moneta
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basetta
= striscia di barba che si fa crescere sulla guancia in continuazione dei capelli
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basilare
= che serve , che fa da base fondamentale , principale
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baulatura
= la convessità che si fa assumere a un terreno rialzando a colmo il centro e degradando i lati.
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baul cassa , per lo più foderata e con coperchio convesso , che serve per contenere o trasportare abiti , biancheria ecc. baule armadio , ad apertura verticale , in cui i vestiti possono stare appesi viaggiare come un baule , senza interessarsi di nulla fare i bauli , andarsene da un luogo. dim. bauletto accr. baulone nelle automobili , bagagliaio.
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bazzicotto
= nel gioco della bazzica , serie di tre carte uguali. accr. bazzicottone , serie di quattronella bazzica al biliardo , colpo che fa cadere tutti i birilli meno quello centrale.
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beffar verbo trans. fare , giocare una beffa a qualcuno canzonare , deridere beffarsi v. rifl. farsi beffe di qualcuno o di qualcosa
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beffator che , colui che beffa o si fa beffe.
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bellospirito o bello spirito ,
= persona di spirito faceto e brillante colui che vuol fare dello spirito a tutti i costi.
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beloniformi
= ordine di pesci ossei , quasi tutti marini , con corpo allungato e pinne a raggi molli , di cui fa parte l'aguglia sing. ogni pesce di tale ordine.
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benché
= cong. sebbene , quantunque , ancorchà© beneducato creato , destinato a fare il bene , a godere della felicità
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benedire
= ant. benedicere , verbo trans. colui che fa del bene al prossimo , moralmente o materialmente
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beneficare
= verbo trans. fare del bene a qualcuno fare beneficenza
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benignità
= naturale disposizione a fare del beneindulgenza , cortesia
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benigno ant. benegno ,
= naturalmente disposto a fare del bene
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bernoccolo
= protuberanza della testa , dovuta a conformazione naturale o causata da un colpo nocchio , nodo di un bastone disposizione naturale a fare qualcosa
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berrettaio
= colui che fa o vende berretti.
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bertuccia
= piccola scimmia grigio-giallognola priva di coda , con testa tondeggiante , palmo delle mani , pianta dei piedi e natiche senza peli fare la bertuccia , scimmiottare. dim. bertuccetta , bertuccina accr. bertucciona , bertuccione persona brutta , sgraziata
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biathlon
= gara combinata di sci e di tiro con carabina che fa parte del programma dei giochi olimpici invernali.
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bindella
= lista di acciaio che nei fucili da caccia del tipo tradizionale tiene unite le due canne e fa da linea di mira.
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birbanteggiare
= verbo intr. fare il birbone
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bisbocciare
= verbo intr. colui che fa bisboccia volentieri.
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bivio
= punto in cui una via si biforca momento decisivo in cui bisogna fare una scelta
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boccaccia
= pegg. di bocca fare le boccacce , contrarre il volto per scherzo o per disgusto persona maldicente.
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boccia
= vaso panciuto di vetro o cristallo con collo lungo , usato per lo più per servire l'acqua e il vino a tavola. dim. boccetta , boccettina , boccettino , boccino accr. bocciona , boccione palla di legno , di metallo o altro materiale rigido bocce , gioco che si fa tra due giocatori o due squadre , in cui vince colui che avvicina di più la propria boccia a un boccino lanciato per primo 3 testa 4 boccio , bocciolo.
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bombacace
= famiglia di piante dicotiledoni tropicali di cui fa parte il baobab sing. ogni pianta di tale famiglia.
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bordatore colui che esegue o rifinisce orli e bordidispositivo della macchina per cucire che serve a fare gli orli
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borsista
= colui che fa speculazioni in borsa.
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bravo
= che è abile ed esperto in ciò che fa , spec. nell'esercizio di un mestiere , di una professione o negli studi
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brighella
= persona furba , abile , intrigante fare il brighella , comportarsi da buffone.
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brindare
= verbo intr. fare un brindisi
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brindisi
= saluto che si fa in onore di qualcuno o come buon auspicio di qualcosa , alzando e toccando i bicchieri prima di bere
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briscola
= gioco che si fa con le carte italiane fra due o quattro giocatori ,
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bruschetta
= dim. di brusca 3pl. gioco di ragazzi , che si fa scegliendo a turno un fuscello da un fascio
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bucare
= verbo trans. fare uno o più buchi in qualcosa
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bucherare
= verbo trans. bucherellare - verbo intr. aprirsi un passaggio , insinuarsi in un luogo brigare , darsi da fare procacciare voti.
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bucherellare
= verbo trans. fare molti piccoli buchi
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buonavoglia
= colui che non ha voglia di fare niente
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burlare
= verbo trans. fare oggetto di una burla - verbo trans. spingere innanzi - intrans. scherzare
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busecchia
= o busecchio , budello di animale nel quale si insacca la carne di maiale per fare salsicce zuppa di trippa.
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cabalare
= verbo intr. fare cabale
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cabalista
= colui che studia la cabalachi con la cabala presume di indovinare il futuro o fa previsioni sulle estrazioni dei numeri del lotto.
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cacamiracoli
= persona che prima di concedere qualcosa fa molte difficoltà .
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cacata
= il cacaresterco, feci cosa di nessun valore
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caciaia
= locale dove si ripone e si fa stagionare il cacio.
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cagliata
= prodotto della coagulazione del latte per effetto del caglio, da cui si fa il formaggio.
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calcolatore
= che, colui che calcola o sa fare bene i calcoli
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caldaia dial. caldara, ant. caldera,
= grande recipiente metallico in cui si fa bollire o cuocere qualcosa
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caldaio
= o caldaro, caldaia, per lo più di ramenella marina militare, pentolone in cui si fa bollire la minestra per l'equipaggio.
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calumare
= verbo trans. fare scorrere un cavo o una catena fuori bordo o dall'alto dell'alberatura sul ponte di coperta
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calzettaio
= colui che fa o vende calzechi lavora in una fabbrica di calze.
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camiciaio
= colui che fa o vende camicie.
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campeggiare
= verbo intr. fare un campeggio, attendarsi all'aria aperta
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campeggiatore
= colui che fa del campeggio
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candeggiare
= verbo trans. fare il candeggio.
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candela
= cilindro di stearina, cera o paraffina, con l'asse costituito da un cordoncino di cotone o di lino , che si accende per fare luce
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canestraio
= colui che fa o vende canestri, panieri e altri oggetti di vimini.
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canovaccio - canavaccio e canevaccio,
= tela tessuta con filato grossolano, usata per fare strofinacci o asciugamani da cucina
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canter
= nell'ippica, breve corsa di riscaldamento, a velocità ridotta, che si fa compiere ai cavalli prima della gara.
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capitombolare
= verbo intr. fare un capitombolo
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capoccia
= o capoccio, capo di una famiglia di contadinisorvegliante di una squadra di lavoranti, di pastori o di vaccari colui che fa da capo, da guida
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cappotta
= sorta di mantello femminile, affibbiato al collo sotto il baverogiacca pesante lunga, a doppio petto, che fa parte della divisa invernale della marina militare italianacappello femminile, non più in uso, a forma di cuffia e annodato sotto la gola.
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capriccioso
= che ha capricci, che fa capricci
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caratteristico
= che è peculiare di qualcosa o di qualcuno, che fa parte del suo carattere o della sua natura
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caravanista
= colui che fa viaggi in caravan
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cardinale
= che fa da cardine, da sostegno
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carminativo
= cibo o farmaco che fa carminare.
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carolare
= verbo intr. fare una carola
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carolina
= particolare gioco di biliardo che si fa con cinque palle.
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cartellista
= colui che fa parte di un cartello economico o politico
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castagnolo
= castagno giovane, particolarmente adatto per fare pali.
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catoneggiare
= verbo intr. fare il catone, ostentare un rigido moralismo.
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caudatario
= colui che regge lo strascico delle vesti degli alti dignitari ecclesiastici in una cerimonia solenne colui che fa parte del seguito di un personaggio importante e lo ossequia servilmente
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causativo
= atto a causare, che è causa - verbo che esprime un'azione che il soggetto fa compiere ad altri, non compie esso stesso .
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cauterizzare
= verbo trans. fare una cauterizzazione.
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cedente part. pres. di cedere e
= nei sign. del v.
= colui che fa cessione di un diritto colui che porta titoli di credito all'incasso in un meccanismo, l'organo condotto
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celiare
= verbo intr. dire o fare celie.
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ceneraccio o ceneracciolo ,
= la cenere usata per fare il bucato
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cennare
= verbo intr. fare cenni
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censore
= nella roma antica, magistrato incaricato di fare il censo, controllare le opere pubbliche e gli appalti e di vigilare sui costumi pubblici e privatil'addetto a un ufficio di censuranei convitti, il superiore che sorveglia la disciplina dei convittori
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centralizzare
= verbo trans. accentrare, fare dipendere qualcosa da un'autorità o da un organo centrale
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cerimoniare
= verbo intr. fare molte cerimonie, far complimenti.
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chiassare
= verbo intr. fare chiasso, strepitare
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chiassoso
= che fa chiasso, che ama il chiasso
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chiavaio
= colui che fa le chiavi colui che ha il compito di aprire e chiudere una bottega, un magazzino e sim. e di custodirne le chiavi.
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chiavistello
= barra di ferro che, mediante un'impugnatura o una maniglia, si fa scorrere entro anelli infissi nelle imposte di porte o finestre, in modo da chiuderle
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chicchiriare
= verbo intr. detto del gallo, fare chicchirichì.
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chiocciolare
= verbo intr. fare il verso della chioccia
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chiodaia
= sorta di incudine senza corni, con fori di vario diametro, che si usava per fare la testa ai chiodi forgiati a mano
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chiodaiolo lett. chiodaiuolo,
= chiodaio colui che fa molti debiti.
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chiosatore
= che, colui che fa chiose
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chiurlare
= verbo intr. fare chiù, detto del chiurlo, dell'assiolo e di altri uccelli.
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ciabattone
= colui che cammina strascicando le ciabatte o le scarpe persona disordinata e sciatta colui che fa male il suo mestiere.
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ciambellaio
= colui che fa o vende ciambelle.
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ciampicone
= colui che cammina ciampicandodare o fare un ciampicone, inciampare.
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cianchetta
= dim. di cianca fare la cianchetta, fare lo sgambetto.
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cicerone
= colui che fa la professione di guidare i visitatori di una città , di un monumento, di un museo e sim.titolo generico di libri e riviste che illustrano opere d'arte persona eloquente
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cicloturista
= colui che fa cicloturismo.
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civettare
= verbo intr. cacciare con la civetta fare la civetta o il civettone.
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civettone
= uomo vanesio, che fa il galante con le donne, spec. se non più giovane
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civile
= del cittadino, in quanto fa parte di una comunità politicamente organizzata
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clacchista
= colui che fa parte di una claque.
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claqueur
= colui che fa parte di una claque
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cocincina
= gioco di carte simile alla scopa, che si fa tra due giocatori con due mazzi di 40 carte.
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collaudare
= verbo trans. fare il collaudo di qualcosa
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collaudatore
= colui che fa un collaudo, colui che è addetto a operazioni di collaudo.
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collazionare
= verbo trans. fare la collazione costruire un nuovo insieme ordinato di dati fondendo due o più insiemi di partenza.
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collezionismo
= il collezionare oggetti, il fare collezionel'insieme dei collezionisti.
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colombina
= concime costituito da escrementi di piccionenome di numerose varietà di melepietra grigia usata per fare la calce 4 nome di numerose specie di funghi dai colori vivaci
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committente
= che, colui che commissiona, fa una commessa
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comodo
= che fa stare a proprio agio
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comodone
= colui che fa tutto con comodo, senza affrettarsi
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competente
= che ha la capacità , le qualità , le conoscenze, l'esperienza necessarie a fare bene qualcosa, a ben valutare, giudicare e sim.
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complimentoso
= cerimonioso, che fa molti complimentidetto per complimento
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complire
= verbo intr. fare complimenti
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complottare
= verbo intr. fare un complotto, ordire un intrigo
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conciatore
= colui che fa il mestiere di conciare le pelli o altri prodotti.
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concussione
= il reato del pubblico ufficiale che, abusando del suo ufficio, fa dare o promettere denaro o altra utilità a sé o ad altri scotimento
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consiglio
= suggerimento, parere che si dà a qualcuno per aiutarlo in dubbi o difficoltà , o per indurlo a fare o non fare qualcosa
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consorella
= ogni donna che fa parte di uno stesso ordine religioso o di una stessa confraternita ogni filiale rispetto alle altre della medesima azienda
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contraccambiare
= verbo trans. offrire o fare qualcosa in cambio di quanto si è ricevuto
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contraggenio o controgenio,
= avversione naturale a dire o a fare una cosa
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contrappello
= secondo appello, che si fa per verificarne uno precedente
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contrattaccare
= verbo trans. fare un contrattacco, rispondere a un attacco con un altro attacco.
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controbraccio
= cavo che fa capo alla parte poppiera di un veliero, partendo dal pennone.
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controffrire
= verbo trans. fare una controfferta.
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controminare
= verbo trans. fare lavoro di contromina cercare di impedire un disegno, un piano altrui.
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controproposta
= proposta che si fa in opposizione a un'altra.
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controrelatore
= colui che fa una controrelazione
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controstampare o contrastampare,
= verbo trans. fare una controstampa
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coprostasi
= ristagno delle feci nell'intestino per un periodo superiore a quello normale.
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cornificare
= verbo trans. fare le corna al proprio coniuge
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corseggiare
= verbo intr. fare il corsaro
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corvettare
= verbo intr. detto del cavallo, fare corvette.
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costitutario
= colui che fa le costituzioni di una società o le modifica.
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costringere
= verbo trans. indurre, obbligare qualcuno a fare qualcosa contro la sua intenzione o la sua volontà
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cotogno
= albero che produce una qualità di mele, dalla polpa aspra e molto profumate, usate per fare marmellata
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coutenza
= il fare uso di qualcosa in comune con altri.
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covaticcio
= che fa la cova, atto a covare
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craniostato
= piano inclinabile su cui si fa appoggiare la testa del paziente per l'esecuzione di radiografie del cranio.
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cresta
= nella fare la cresta, in una spesa fatta per conto di altri, dichiarare di aver speso più del reale, tenendo per sé la differenza.
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crestaia
= colui che fa cappellini femminili
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creta
= terra argilloso-calcarea facilmente plasmabile, utilizzata per fare terrecotte, ceramiche, stucchi, calchi ecc.
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crinale
= il profilo delle vette e delle creste che fa da linea di separazione tra un versante e l'altro di una catena di monti.
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crinolino
= tessuto soffice ed elastico, con ordito di lino e trama di crine, che si usava per fare le crinoline.
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criostato
= unità di refrigerazione cui si fa riferimento per raggiungere temperature prossime allo zero assolutotermostato per le temperature bassissime.
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criticare
= verbo trans. fare oggetto di critica, sottoporre a critica
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crocchiolare
= verbo intr. detto di galline e di altri uccelli, fare un verso simile al crocchiare, ma più sommesso e prolungato
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crogiolo
= tempera che si fa prendere al vetro cuocendolo a bassa temperatura in ambienti appositicottura a fuoco lento delle vivande.
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croquet
= gioco simile all'antica pallamaglio, nel quale si fa passare una pallina sotto degli archetti, colpendola con una mazza come nel golf.
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crossare
= verbo intr. nel gioco del calcio, fare un cross, un traversone.
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cruna
= piccolo occhiello all'estremità dell'ago attraverso il quale si fa passare il filo passaggio molto stretto e difficile da superare.
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cuculiare
= verbo intr. fare il verso del cuculo
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curare
= verbo trans. fare oggetto della propria cura
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curiosare
= verbo intr. fare il curioso, osservare con curiosità
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daffare
= o da fare , insieme di cose da fare
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dark lady
= sost . f . signora che non si fa scrupolo di usare il suo fascino per indurre al delitto .
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decoratore
= artigiano che fa lavori di decorazione
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dedicatore
= colui che fa una dedica .
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denunciante
= o denunziante - part . pres . di denunciare
= colui che fa una denuncia .
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deponente
= part . pres . di deporre
= che - colui che fa una deposizione
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diabolo
= giocattolo costituito da un rocchetto che si fa girare mediante una corda .
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diagnosticare
= verbo trans . fare la diagnosi di una malattia
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dianzi
= poco fa - or ora .
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diarrea
= emissione frequente di feci liquide o semiliquide .
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dicastero
= settore della pubblica amministrazione che fa capo a un ministro
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dichiarante
= part . pres . di dichiarare
= colui che fa o rilascia una dichiarazione
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dilagare
= verbo intr . fare a pezzi - a brandelli
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dimagrante
= part . pres . di dimagrare , che fa dimagrire - che serve a ridurre l'eccesso di peso
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dirigibilista
= colui che fa parte dell'equipaggio di un dirigibile .
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disalloggiare
= verbo trans . fare uscire dagli alloggiamenti militari' mandare via - sfrattare
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discriminare
= verbo trans . discernere - distinguere - fare una differenza
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disperante
= part . pres . di disperare
= che fa disperare - che getta nello sconforto
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dispettoso
= che si compiace di fare dispetti
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disseminare
= verbo trans . spargere qua e là come fa colui che semina
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dissuadere
= verbo trans . convincersi a non fare qualcosa
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disunarsi
= verbo rifl . distaccarsi dall'unità di cui si fa parte
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do it yourself
= sost . m . fai da te - bricolage .
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domino
= gioco che si fa tra due o più giocatori con ventotto tessere su cui sono impressi dei numeri .
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doppiogiochista
= colui che fa il doppio gioco
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doratore
= colui che fa lavori di doratura su oggetti di materiale vario .
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do ut des
= sost . m . formula di origine giuridica che si usa per dire che si fa un favore per riceverne un altro .
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drogato
= part . pass . di drogare
= colui che fa abitualmente uso di stupefacenti
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drop
= nel rugby - calcio di rimbalzo con cui si fa passare la palla sopra la traversa della porta - segnando quattro punti .
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drop shot
= nel tennis - colpo smorzato con cui si fa cadere la palla appena oltre la rete .
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durra
= o dura - pianta simile al miglio - coltivata in asia e in africa - dai cui semi si ottiene una farina usata dagli indigeni per fare il pane .
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ebanista
= artigiano che fa lavori in ebano o in altri legni pregiati
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eccezionale
= che fa eccezione
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editore
= imprenditore o società imprenditrice che stampa in proprio o fa stampare e pubblica per la vendita libri - periodici - quotidiani - testi musicali - o anche dischi - cassette - videocassette registrate e sim . - apponendovi sopra il proprio marchio
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elaborare
= verbo trans . fare qualcosa con grande cura
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elemosiniere
= elemosinario - elemosiniero - limosiniere - limosiniero - che - colui che fa molte elemosine
= nelle corti - dignitario incaricato di distribuire le elemosine
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elettromotore
= che fa muovere cariche elettriche
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elibus
= elicottero che fa servizio di linea per il trasporto di passeggeri su percorsi brevi .
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eliografista
= colui che fa riproduzioni eliografiche .
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elitaxi
= o elitassì - elicottero che fa servizio su percorsi brevi .
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elogiare
= verbo trans . fare l'elogio di qualcuno o di qualcosa
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enoteismo
= forma di religione che - pur ammettendo l'esistenza di più divinità - ne fa oggetto di culto una sola .
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epitrope
= figura retorica per la quale l'oratore - ostentando sicurezza - fa larghe concessioni all'avversario o si rimette al giudizio del magistrato
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epossidico
= gruppo contenente un atomo di ossigeno che fa da ponte tra due atomi di carbonio
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eremitano
= che - colui che fa vita eremitica - detto spec . di religiosi dell'ordine di sant'agostino
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esaminare
= verbo trans . prender in esame - fare oggetto di esame
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escursionismo
= l'attività - la pratica del fare escursioni .
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escursionista
= colui che fa un'escursione o pratica d'abitudine l'escursionismo .
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eseguire
= verbo trans . ) compiere - fare - realizzare
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esempigrazia o esempligrazia
= per esempio - per fare un esempio .
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esortare
= verbo trans . cercare di indurre - di convincere qualcuno a dire o a fare qualcosa
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esperimento sperimento
= ciò che si fa per accertarsi delle qualità di una persona o di una cosa
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estrinseco
= che non fa parte dell'essenza di una cosa - che viene dal di fuori
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eterogenesi
= teoria evoluzionistica per cui gli organismi si trasformano secondo una legge di perfezionamento che li fa progredire in maniera discontinua
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evacuativo
= che favorisce l'evacuazione delle feci .
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extraeuropeo
= o estraeuropeo , che è fuori - che non fa parte dell'europa
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extraterritoriale
= o estraterritoriale , che non fa parte del territorio di uno stato
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faccendone
= colui che si dà un gran da fare concludendo poco - o nulla .
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facile
= che si può fare senza difficoltà agevole , comodo
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facitore
= colui che fa - facitore di versi , di romanzi , poeta , scrittore dalla vena troppo facile .
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fai da te
= il fare da sé , nell'ambito della propria casa , lavori di tipo artigianale , soprattutto come modo di occupare il tempo libero
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fardasé
= altro modo , meno com . , per indicare il fai da te .
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fare
= facere , verbo trans . , tu fai , egli fa , noi facciamo , voi fate , essi fanno
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fare
= il fare , l'agire , l'operare - dal dire al fare c'è di mezzo il mare , corre molta differenza tra l'esprimere un proposito e il realizzarlo modo , maniera di comportarsi
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farfugliare
= verbo intr . gli avanzi della farina usata per fare il pane .
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fattivo
= atto a fare , capace di fare , concretamente attivo
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fatto
= participio pass . di fare
= costruito , composto
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fattore
= che fa , creatore - il fattore , dio
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fattucchiere colui che fa pratiche di stregoneria
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fattura
= il fare una cosa , il modo in cui è fatta
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fatturo
= che è sul punto di fare , che farà
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fazzoletto
= quadrato di tessuto usato per soffiarsi il naso , asciugare il sudore ecc . - fare un nodo al fazzoletto , per ricordarsi di qualcosa - un fazzoletto di terra , un piccolissimo campo . fazzolettino accr . fazzolettone capo d'abbigliamento costituito da un quadrato di tessuto che , a seconda delle dimensioni , si porta nel taschino , intorno al collo - o , dalle donne , intorno alla testa e annodato sotto il mento
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febbrifugo
= rimedio che fa calare la febbre
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fecale
= delle feci , costituito da feci
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fesso
= e
= sciocco , balordo - fare fesso qualcuno , ingannarlo , imbrogliarlo . fessacchiotto .
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festare
= verbo trans .
= festeggiare -
= verbo intr .
= fare festa .
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festoso
= che fa festa
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fianchetto
= nel gioco degli scacchi , mossa di apertura con la quale il giocatore fa avanzare di una casa il pedone che precede il cavallo , e occupa il posto libero con l'alfiere corrispondente .
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ficcanaso
= spingere , fare entrare dentro a forza
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fintare
= intr . fare una finta per ingannare l'avversario - verbo trans . ingannare con una finta
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fiscella
= cestello di vimini - o di giunco usato per fare la ricotta .
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fluidica
= tecnologia che fa uso di fenomeni fluidodinamici per eseguire funzioni di rilevazione , controllo , informazione , elaborazione ecc .
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fochista
= o fuochista ,
= chi provvede ad alimentare e a sorvegliare il fuoco delle caldaie , spec . delle macchine a vapore colui che fa - o vende fuochi artificiali .
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fondamento
= gettare le fondamenta di una costruzione muraria - fondare qualcosa sulla sabbia , fare opera non duratura , affaticarsi invano dar vita a un nuovo centro abitato
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foracchiare
= verbo trans . fare piccoli fori
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foraterra
= paletto appuntito usato per fare buchi nel terreno , spec . al fine di piantarvi alberi - o altro .
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foratoio
= arnese per fare buchi .
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formalismo
= rigorosa osservanza delle formalità - tendenza a dare eccessiva importanza alla forma - o alle forme qualsiasi corrente di pensiero che ponga al centro dell'indagine la forma , in uno dei suoi significati filosofici
= 3 dottrina estetica che fa consistere l'essenza dell'opera d'arte nei valori formali , mettendone in secondo piano gli aspetti contenutistici
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formattazione
= procedura gestita da un software per rendere un supporto di memoria idoneo a ospitare i dati elaborati da un determinato sistema nell'elaborazione elettronica dei testi , operazione che fa assumere al testo l'impaginazione desiderata .
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fornaio
= colui che fa - o vende il pane
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fotografo
= colui che fa fotografie , per professione - o per diletto - colui che vende materiale fotografico .
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fotosub
= colui che fa fotografie subacquee .
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fracassone
= persona maldestra che fracassa spesso oggetti - o provoca continui danni colui che fa gran rumore .
---------------
fracassoso
= che fa fracasso
---------------
frangere
= verbo trans .
= guarnizione di seta , cotone - o altro , composta di fili , fiocchetti - o nappine pendenti , che viene applicata a tende , coperte , tappezzerie , sciarpe ecc . aggiunta che si fa a un racconto per abbellirlo - o falsarlo
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frappare
= verbo trans .
= ornare un abito - o altro con frappe rappresentare il fogliame in pittura - o nell'intaglio
= 3
= fare a pezzi
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frascheggiare
= verbo intr .
= rumoreggiare , detto delle frasche agitate dal vento - o da altro fare la fraschetta , cioè comportarsi in modo leggero e frivolo
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frequente
= che si fa , che avviene spesso
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frollatura
= stagionatura di pochi giorni delle carni macellate , in condizioni di media temperatura e umidità , che le fa diventare più tenere e saporite - il periodo di tempo necessario per tale stagionatura .
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full immersion
= sost . f . metodo di studio rapido e intenso , che fa uso di tecniche diverse in successione continua
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fumista
= scrittore , artista che con le proprie opere si propone di sbalordire colui che ama fare scherzi , burle
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fumisteria
= il gusto di fare scherzi , burle , di sbalordire
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fumoso
= che fa molto fumo
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furbastro
= e
= che , colui che vuol fare il furbo , spesso dimostrando una certa goffaggine .
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fuscello
= rametto sottile spec . di legna secca - essere un fuscello , magro come un fuscello , essere esile , minuto - fare d'un fuscello una trave , ingrandire ed esagerare le cose . fuscelletto , fuscellino .
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gallomania
= ammirazione o emulazione esagerata per tutto ciò che si fa in francia o viene dalla francia.
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galvanostegista
= colui che fa lavori di galvanostegia.
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gargarizzare
= verbo intr. fare gargarismi.
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gelataio
= colui che fa o vende gelati.
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gelatiera
= macchina per fare i gelati.
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ghignare
= verbo intr. fare un ghigno
---------------
gnorri
= usato solo nella loc. fare lo gnorri , fingere di non sapere o di non capire.
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golpista
= colui che fa o favorisce un golpe
= di , da golpista
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gonzo
= che , colui che si fa imbrogliare facilmente.
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gradasso
= colui che si vanta di fare cose eccezionali , senza averne la capacità
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gradinare
= verbo intr. in alpinismo , fare gradini nel ghiaccio con la piccozza.
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grafite
= minerale grigio scuro , lucente , costituito da carbonio puro o quasi puro e usato per fare mine di matite e rivestimenti di forni , oltre che in varie industrie come l'elettrotecnica , la metallurgia , la missilistica ecc.
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graticciato
= ripiano di graticci sul quale si conserva o si fa seccare la frutta.
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grilletto
= nelle armi da fuoco portatili , la piccola leva che , premuta col dito , fa scattare il percussore provocando lo sparo
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gruppista
= colui che fa da intermediario tra i lavoratori a domicilio e l'imprenditore.
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guarentire
= verbo transitivo - fare da garante
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guerreggiante
= part. pres. di guerreggiare - colui che fa la guerra , colui che è in guerra.
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gufare
= verbo intr.detto del gufo , fare il verso che gli è proprio
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gulp
= inter. voce onom. che imita il rumore che si fa deglutendo a vuoto .
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kit
= nel modellismo e nel fai da te , insieme dei pezzi con i quali è possibile costruire , da soli , un qualsiasi manufatto
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jackpot
= nel poker e in altri giochi di carte , la posta in denaro che si accumula nel corso del gioco e che uno dei giocatori fa propria se soddisfa a determinate condizioni
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impalcare
= verbo transitivo , fare il palco di una stanza con travi , assi e sim . - tagliare il tronco di un albero in modo che i rami si sviluppino partendo da uno stesso livello .
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impasticcarsi
= verbo rifl. usare sostanze stupefacenti - fare grande uso di medicinali in pastiglie .
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impasticciare
= verbo transitivo , manipolare vari ingredienti per fare un pasticcio - mettere insieme in modo disordinato e confuso
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impoppata
= forte spinta di vento da poppa che fa procedere velocemente un natante a vela .
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imporre
= verbo transitivo , porre , mettere sopra , fare osservare , comandare ,
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impossibilitato
= participio passato di impossibilitare , che è nell'impossibilità di fare qualcosa
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impressionante
= part . pres . di impressionare , che fa impressione
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incensiere
= recipiente di metallo in cui si fa bruciare l'incenso .
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incettatore
= che , colui che fa incetta di qualcosa .
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indeiscente
= frutto che , anche giunto a completa maturazione , non si apre spontaneamente per fare uscire il seme .
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indurre
= verbo transitivo , muovere , spingere qualcuno a fare qualcosa o ad assumere un determinato atteggiamento
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industriarsi
= verbo rifl. darsi da fare , cercare con cura e impegno di riuscire in uno scopo
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infermieristica
= l'insieme delle conoscenze sanitarie occorrenti per fare l'infermiere .
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infinestrare
= verbo transitivo , fare un'infinestratura a un foglio , a una pagina , a una fotografia .
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infisso
= participio passato di infiggere nei sign . del verbo , struttura che fa parte integrante di un immobile , pur essendo agevolmente distaccabile
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influenzabile
= che si fa influenzare
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ingegnarsi
= verbo rifl. darsi da fare , arrabattarsi
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insegnare
= verbo transitivo , fare apprendere con metodo , teorico o pratico , una disciplina o un'arte
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inserzionare
= verbo in transitivo , che , colui che fa pubblicare un'inserzione .
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intaccare
= verbo transitivo , fare una o più tacche in qualcosa
---------------
interista
= che , colui che gioca nella squadra milanese di calcio dell'inter - che , colui che fa il tifo per l'inter .
---------------
intrallazzare
= verbo in transitivo , fare , avere intrallazzi
---------------
intraprendente
= che ha molte idee e si dà attivamente da fare per metterle in pratica
---------------
inusitato
= che non avviene , non si dice o non si fa comunemente
---------------
iperbolico
= che costituisce un'iperbole o fa uso di iperboli
---------------
istantaneo
= che accade o si fa in un istante
---------------
lasciare
= non trattenere più, mollare, fare rimanere in un determinato stato ,abbandonare -
---------------
latineggiare
= verbo intransitivo - fare uso di costrutti sintattici o locuzioni proprie della lingua latina
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leccare
= verbo tr . fare scorrere la lingua su qualcosa
---------------
leghista
= colui che fa parte di una lega
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legiferare
= verbo intr . la persona o l'organo che fa le leggi
---------------
legislazione
= il fare le leggi
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lento
= che impiega troppo tempo nel fare qualcosa
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licenza - e pop . licenzia
= permesso , facoltà di fare qualcosa
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linters
= cascami di cotone utilizzati per fare imbottiture o per ricavarne cellulosa .
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lipotropo
= - sostanza che previene l'eccessivo accumulo di grassi nel fegato o che lo fa regredire se esiste .
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llano
= colui che fa parte di una lobby .
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lumacare
= verbo tr . lasciare strisce di bava come fa la lumaca
---------------
lungaggine
= il tirare in lungo nel fare o nel dire qualcosa
---------------
lungolinea
= nel tennis , colpo che fa correre la palla lungo una delle linee laterali del campo .
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luogotenente
= che fa temporaneamente le veci del re o di un'alta carica politico-militare , o esercita in loro nome il potere su un determinato territorio
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macigno
= pietra arenaria grigiastra molto dura, usata come pietra da costruzione, per selciare strade e fare macine da mulino - masso, pietra di notevole grandezza
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magnetomotore
= che fa muovere poli magnetici
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mah-jong
= gioco di origine cinese che si fa con 144 pezzi simili a quelli del domino.
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malavitoso
= che o colui che fa parte della malavita.
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malfattoria
= l'arte di fare malefici.
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mantella
= mantello, spec. quello portato dalle donne o quello che fa parte di uniformi militari.diminutivo mantellina, mantelletta.
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mantenuto participio passato di mantenere nei sign. del verbo
= colui che si fa mantenere dall'amante.
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mappa
= in una chiave, la parte sagomata che girando nella toppa fa funzionare la serratura.
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mazzacoppia
= grossa mazza con cui si batte sopra il fioretto per fare manualmente i fori da mina.
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medichessa
= donna che fa di professione il medico
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menzione
= citazione, segnalazione di persona o di cosa che si fa in uno scritto o in un discorso
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mercatare verbo intr. fare il mercante, esercitare la mercatura.
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merenda
= spuntino che si fa nel pomeriggio, fra il pranzo e la cena
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mestolo
= mestola di dimensioni un po' più piccole, senza buchi, usata per mescolare i cibi in cottura ' avere il mestolo in mano, avere la possibilità di fare a proprio modo
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minacciare
= verbo trans.far temere a qualcuno un male futuro, per costringerlo o dissuaderlo dal fare qualcosa
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minerale
= sostanza naturale quasi sempre inorganica, solida a temperatura ordinaria, che fa parte della litosfera terrestre e può entrare nella composizione delle rocce
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miracolare
= verbo trans. fare oggetto di un miracolo
---------------
misturare
= verbo trans. fare di più sostanze una mistura
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monacare
= verbo trans. avviare alla vita monacale, fare accogliere in un ordine monastico
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moraleggiante
= che fa osservazioni su argomenti di carattere morale
---------------
mormorazione
= il mormorare, il fare della maldicenza, dei pettegolezzi
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mortaretto
= cilindretto di cartone carico di polvere da sparo, che si fa esplodere in segno di festa.
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mosaicista meno com. musaicista,
= colui che fa lavori di mosaico.
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mostra
= il mostrare, spec. per ostentazione, per fare sfoggio
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motivo
= ciò per cui si fa o non si fa qualcosa
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movitore
= colui che muove o fa muovere
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muffare verbo intr. fare la muffa
---------------
mugghiare tosc. mugliare, verbo intr. colui che fa il mestiere di macinare al mulino grano e granaglie
---------------
necessario
= di cui non si puಠfare a meno
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nesci
= solo nella fare il nesci , fingere di non sapere
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nullafacente
= chi non fa nessun lavoro
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nullista
= chi fa professione di nullismo
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nuocere
= nocere , verbo intr . danneggiare , fare male
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oblatore
= chi fa un'offerta per opere di beneficenza
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occhiaccio
= pegg . di occhio - fare gli occhiacci , guardare in modo severo o minaccioso .
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occhiellaia
= lavorante di sartoria che fa gli occhielli .
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occhiellatrice
= si dice di macchina per fare o per applicare occhielli .
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occhiellatura
= il praticare , il fare occhielli
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occhietto
= dim . di occhio - fare l'occhietto , fare l'occhiolino , ammiccare
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oculomotore
= che fa muovere l'occhio
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odometro
= strumento per misurare la lunghezza di un percorso terrestre , consistente essenzialmente in una ruota di circonferenza nota , che si fa rotolare sul terreno , collegata a un contagiri .
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offerente
= participio presente di offrire e
= nei sign . del verbo
= chi fa un'offerta
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oltraggiare
= verbo trans . fare segno di oltraggio
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omaggiare
= verbo trans . fare , rendere omaggio .
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ombracolo
= riparo che fa ombra
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ombreggiare
= verbo trans . fare ombra a qualcosa , proiettare ombra su qualcosa
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ombrifero o umbrifero
= che fa ombra .
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onestare
= verbo trans . rendere , fare apparire onesto
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operare
= oprare , ovrare - verbo transitivo : realizzare, porre in essere, - sottoporre a intervento chirurgico , verbo intransitivo :agire , fare , - intransitivo pronominale operarsi . chi opera , chi compie determinate azioni
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orripilante
= che fa rizzare i capelli per l'orrore e lo spavento
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ossequiare
= verbo trans . fare oggetto di ossequio , riverire
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ostare
= o obstare - verbo intr . chi gestisce un'osteria - domandare all'oste se ha buon vino , fare una domanda inutile , in quanto la risposta è scontata - fare i conti senza l'oste , agire senza tener conto di eventuali complicazioni o impedimenti che potrebbero derivare dall'intervento di altri interessati
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ostruzionista
= chi fa ostruzionismo - usato anche come
= in luogo di ostruzionistico
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palmetta
= forma di potatura delle piante a spalliera che consiste nel fare sviluppare i rami simmetricamente a destra e a sinistra
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pancarré
= tipo di pane senza crosta , a forma di parallelepipedo , usato per fare toast e tramezzini
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pandanacee
= famiglia di piante monocotiledoni arboree o arbustive con frutto a drupa o a bacca e foglie spinose , di cui fa parte il pandano
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panetteria
= panatteria , luogo dove si fa o si vende il pane .
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panettiere
= panattiere , colui che fa il pane
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pannare
= verbo intr . fare la panna .
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panunto
= o pan unto , fetta di pane abbrustolita su cui si fa cadere l'unto di salsiccia o di carni che stanno arrostendo
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paraculo
= persona furba , abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere .
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parafernale
= un bene della moglie che non fa parte della dote o che non è comunque oggetto di convenzioni matrimoniali .
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parafrasare
= verbo trans . fare la parafrasi di un testo
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parafraste
= colui che fa la parafrasi di un testo .
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parasimpatico
= una delle due parti del sistema neurovegetativo , quella che fa capo ai centri situati nel mesencefalo e nel bulbo
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parentesi
= espressione sintatticamente autonoma che si interpone in un testo o in un discorso per meglio chiarire o precisare un'idea o per fare un rinvio , una limitazione , una riserva ecc .
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parodiare
= verbo trans . fare la parodia , mettere in parodia
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particolarismo
= atteggiamento di chi , per curare i propri interessi personali , danneggia la comunità di cui fa parte o ne disgrega l'unità
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partner
= colui che fa coppia con altri in una gara , partita , spettacolo ecc .
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passatura
= rammendo che si fa passando avanti e indietro l'ago nel punto in cui il tessuto è logoro e minaccia di rompersi
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passetta
= nella tessitura , attrezzo per fare la passatura .
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pastaio
= colui che fa o vende paste alimentari .
---------------
pasticciere meno com . pasticcere ,
= colui che fa o vende dolci
---------------
paterazzo o paterasso , non com . patarazzo e patarasso ,
= cavo metallico che fa parte del sartiame e serve a sostenere i tronchi superiori degli alberi .
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patteggiare
= verbo trans . trattare , fare oggetto di trattative
---------------
pattugliante
= participio presente di pattugliare e
= nel sign . del verbo
= colui che fa parte di una pattuglia di soldati o di agenti di polizia .
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pattugliare
= verbo intr . colui che fa parte di una pattuglia
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pavimentare
= verbo trans . fare il pavimento di una stanza o il lastricato di una strada .
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pecione
= colui che abitualmente fa le cose con molta approssimazione
---------------
pedagogizzare
= verbo intr . fare il pedagogista
---------------
pedidio
= del piede , che fa parte del piede
---------------
peggiorativo
= che fa peggiorare
= forma alterata di un sostantivo o di un aggettivo che esprime un'idea di negatività , peggior qualità , peggiore stato
---------------
penitente
= che si pente , che fa penitenza dei propri peccati
---------------
perditempo
= cosa che fa perdere tempo
---------------
peritanza
= esitazione , incertezza nel dire o nel fare qualcosa .
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permesso
= atto , parola , scritto con cui si autorizza qualcuno a fare qualcosa
---------------
permettere
= verbo trans . dare a qualcuno la possibilità di fare qualcosa
---------------
permutare
= verbo trans . effettuare una permuta , fare oggetto di un contratto di permuta
---------------
pessimista
= colui che giudica con pessimismo , colui che è portato a fare previsioni sfavorevoli
---------------
pettegolare
= verbo intr . fare pettegolezzi
---------------
pianola
= pianoforte meccanico dotato di un dispositivo a pedali che fa rotare un rotolo di carta opportunamente perforata , il quale mette a sua volta in moto i tasti , riproducendo così una determinata melodia .
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piccarsi
= v . rifl . insistere con puntiglio nel fare qualcosa
---------------
pieghettare
= verbo trans . fare molte piccole pieghe ravvicinate e ben marcate , spec . su una stoffa .
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pigmalione
= colui che fa da maestro a persona rozza e incolta , spec . a una donna , sviluppandone le qualità naturali e affinandone i modi .
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pilotina
= piccola imbarcazione che porta il pilota a bordo di una nave in arrivo o che fa da guida a una nave in tratti di mare difficili .
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pizzaiolo
= colui che fa le pizze
---------------
pluricentrico
= che fa riferimento a più centri , che ha relazione con più centri .
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polentaio
= colui che fa la polenta per venderla
---------------
populit
= miscuglio di fibre legnose e cemento , usato per fare lastre coibenti e isolanti termico-acustici per l'edilizia .
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porcaccione
= colui che fa porcherie , sudicione .
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posteggiare
= verbo trans . fare la posta a un animale o a una persona .
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posticipato
= participio passato di posticipare
= che si fa o avviene dopo il tempo stabilito o normale
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praticale
= che si fa usualmente per semplice pratica .
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precipitante
= participio presente di precipitare
= reagente che , mescolato a un composto in soluzione , lo fa precipitare .
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predicitore
= colui che predice , colui che fa predizioni .
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prestigiare
= verbo trans . e intr . colui che fa giochi di prestigio
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presuntuoso , o pop . presontuoso , prosontuoso , prosuntuoso ,
= che presume troppo di sé , che crede di poter fare cose superiori alle proprie capacità
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pretella
= stampo di pietra in cui si fanno colare metalli fusi ' gettare in pretelle , fare , eseguire in fretta .
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pretensione
= il pretendere , esigendo cose che non spettano o volendo fare cose superiori alle proprie possibilità - ricercatezza , ostentazione eccessiva di eleganza o di lusso
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procacciare
= verbo trans . fare in modo di avere , di ottenere
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procinto
= usato solo nella loc . in procinto di , sul punto di fare qualcosa
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prodittatore
= colui che fa le veci di un dittatore .
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profetizzare
= verbo trans . o intr . fare profezie , profetare
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progettatore
= che , colui che fa un progetto o dei progetti
---------------
progettistica
= l'attività e la tecnica del fare progetti nel campo delle costruzioni
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promettere
= verbo trans . impegnarsi con altri a fare o a dare qualcosa
---------------
promettitore
= colui che fa o ha fatto una promessa
---------------
propagandista
= colui che fa propaganda
---------------
proporzionare
= verbo trans . fare in modo che una cosa sia proporzionale a un'altra
---------------
proposito
= idea deliberata di fare qualcosa
---------------
prorettore
= colui che fa le veci del rettore .
---------------
proselitismo
= l'azione di colui che fa o cerca di fare proseliti .
---------------
proselitista
= colui che fa del proselitismo .
---------------
prosindaco
= componente della giunta comunale che fa le veci del sindaco .
---------------
prostituire
= verbo trans . fare commercio di cosa che sia strettamente legata alla libertà e alla dignità umana
---------------
protutore
= colui che fa le veci del tutore in caso di suo impedimento o rappresenta il minore in caso di conflitto di interessi tra questi e il tutore .
---------------
prova
= pruova , ciò che si fa per conoscere , dimostrare , verificare la qualità , la natura di una cosa , le attitudini e i sentimenti di una persona , il funzionamento di una macchina
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provicario
= colui che fa le veci di un vicario .
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pubblicismo
= il complesso dei mezzi che servono a informare il pubblico e a fare propaganda .
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puparo
= burattinaio che fa agire i pupi siciliani .
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pupillo
= il minorenne sottoposto a tutela rispetto a chigli fa da tutore
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quaderno
= fascicolo di fogli cuciti o incollati insieme e raccolti in una copertina , destinato per lo più all'uso scolastico o impiegato per prendere appunti , fare conti e sim .
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questuante part . pres . di questuare
= che , chi fa la questua
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questuare v . intr . fare la questua -
= verbo trans . elemosinare
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racemico =ogni composto che non fa ruotare il piano della luce polarizzata perché formato dalle due forme otticamente attive della stessa sostanza.
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radiocronista
= chi fa radiocronache
---------------
ramaio
= artigiano che fa e vende oggetti di rame
---------------
ramino
= gioco di carte che si fa con due mazzi di 52 carte francesi più quattro matte.
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ratiera
= dispositivo del telaio che fa alzare i fili dell'ordito permettendo il passaggio della navetta.
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ravaneto
= nelle cave di pietra o di marmo, luogo dove si fa scivolare il pietrame di scarto.
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raviolatrice
= macchina per fare i ravioli.
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razziare
= verbo trans. fare razzia di qualcosa
---------------
razziatore
= colui che fa razzie
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recensire
= verbo trans. fare la recensione di un libro, di uno spettacolo ecc.
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reclamistico
= che serve a fare pubblicità , che ha carattere pubblicitario
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reclamizzare
= verbo trans. fare réclame a qualcosa o a qualcuno
---------------
reinnestare o rinnestare
= verbo trans. fare un nuovo innesto, quando il primo non è riuscito
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renitente
= colui che rifiuta di fare ciò che gli è detto o comandato
---------------
repulisti pop. ripulisti
= utilizzato solo nella fam. e scherz. fare repulisti, portare via tutto, fare piazza pulita, spec. rubando o mangiando
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rescindere
= verbo trans. fare a pezzi
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resettare
= verbo trans. fare il reset
---------------
resocontista
= chi fa un resoconto giornalistico.
---------------
respiratore
= qualsiasi dispositivo che permetta di respirare quando si è in condizioni di non poterlo fare normalmente
---------------
restauratore
= colui che fa lavori di restauro, spec. di opere d'arte
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reversino
= gioco di carte in cui vince chi fa meno punti.
---------------
ribobolaio
= che fa uso di riboboli
---------------
ribobolista
= chi fa uso di riboboli, nel parlare o nello scrivere.
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richiedente
= participio presente di richiedere , chi fa una richiesta, per lo più scritta, di documenti o altro.
---------------
ricordativo
= che fa ricordare
---------------
riddare
= verbo intr. fare una ridda
---------------
ridevole
= che fa ridere
---------------
ridicolo
= che fa ridere perché sciocco, goffo o strano
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riepilogare
= verbo trans. fare un riepilogo
---------------
rifare
= verbo trans. fare di nuovo una cosa malfatta o non perfettamente riuscita o deteriorata o consumata
---------------
riluttante
= participio presente di riluttare , che non vuole, che esita a fare qualcosa o la fa malvolentieri
---------------
riluttare lett. reluttare
= verbo intr. essere restio, ritroso a fare qualcosa
---------------
rimarcare
= verbo trans. fare delle osservazioni, degli appunti
---------------
rimare
= verbo intr. detto di parola, fare rima con un'altra
---------------
rimostrare
= verbo intr. fare le proprie rimostranze
---------------
rimpallare
= verbo intr. fare il rimpallo.
---------------
rimpiazzare
= verbo trans. sostituire, prendere il posto, fare le veci
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ripicca
= ciò che si fa per puntiglio, per picca
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risibile
= che fa ridere
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rissare
= verbo intr. fare rissa
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rissoso
= incline alle risse, che litiga con facilità proprio di chi fa spesso risse
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roulette
= gioco d'azzardo che si fa gettando una pallina su un piatto girevole
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roulottista o rulottista
= chi fa uso di roulotte per viaggiare o campeggiare.
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rubacuori pop. rubacori
= persona che fa innamorare di sé molti o molte
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rubamazzo
= gioco di carte in cui chi detiene una carta uguale alla prima del mazzo dell'avversario fa proprio il mazzo dell'avversario.
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ruffianeggiare
= verbo intr. fare il ruffiano, comportarsi da ruffiano.
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rummy
= gioco simile al ramino che si fa con un mazzo da 52 carte e un numero di partecipanti che varia da
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rumoroso o lett. romoroso
= che fa gran rumore
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ruttare
= verbo intr. fare rutti
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ruzzola
= piccola ruota di legno che si fa rotolare per gioco
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ruzzolone
= caduta fatta ruzzolando ' fare un ruzzolone, subire un grave rovescio di fortuna.
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sacrificare
= verbo transitivo , offrire sacrifici , rinunciare a qualcosa , - verbo intransitivo , fare opera di devozione ,
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salante
= participio presente di salare - detto delle vasche delle saline in cui si fa depositare il sale ,
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salsicciaio
= salcicciaio , chi fa o vende salsicce o altri insaccati .
---------------
saltafosso
= accorgimento astuto col quale si induce qualcuno a dire o a fare qualcosa che non vorrebbe ,
---------------
salterellare
= saltarellare , verbo intransitivo fare piccoli e rapidi salti .
---------------
sanguinella
= arbusto simile al corniolo con frutti nerastri , fiori bianchi e rami rossi che si usano per fare canestri erba con fusto , foglie e fiori rosso scuri .
---------------
sapientone
= colui che fa sfoggio di una erudizione , di una sapienza che spesso non ha .
---------------
sapindacee
= famiglia di piante dicotiledoni legnose delle regioni tropicali , di cui fa parte il sapindo - sing . ogni pianta di tale famiglia .
---------------
sassifragacee
= famiglia di piante dicotiledoni , erbacee o legnose , di cui fa parte la sassifraga - sing . ogni pianta appartenente a tale famiglia .
---------------
satireggiare
= verbo transitivo fare oggetto di satira ,
---------------
sbaccanare
= verbo intransitivo fare molto baccano , chiasso .
---------------
sbadato
= che agisce e parla senza riflettere , senza fare attenzione a ciò che fa ,
---------------
sbadigliare
= verbo intransitivo fare uno sbadiglio o più sbadigli -
= verbo transitivo fare , produrre qualcosa stancamente , senza interesse ,
---------------
sbalorditivo
= che fa sbalordire , che stupisce profondamente ,
---------------
sbalzellare
= verbo transitivo far fare piccoli sbalzi a qualcosa o a qualcuno - verbo intransitivo fare piccoli sbalzi .
---------------
sbaraglino
= gioco che si fa con dadi e pedine e in cui risulta vincitore chi per primo sbarazza la tavola da queste ultime ,
---------------
sbatacchione
= urto violento con cui si fa sbatacchiare qualcosa ,
---------------
sbavone
= chi sbava , chi fa molta bava .
---------------
sberciare
= verbo intransitivo fare atti , versi di scherno , parlare a voce alta , sguaiatamente ,
---------------
sbozzolatore
= chi fa la sbozzolatura .
---------------
sbragoso
= che fa ridere , molto comico .
---------------
sbranare
= verbo transitivo fare a brani , a brandelli ,
---------------
sbravazzare
= verbo intransitivo fare il bravaccio , lo spaccone .
---------------
scagliola
= gesso puro , cotto e ridotto in polvere , che fa rapida presa ed è usato soprattutto per stucchi , ingessature e calchi , nella storia dell' ,
---------------
scalare
= verbo intransitivo fare scalo .
---------------
scalmanarsi
= verbo riflessivo affaticarsi molto nel fare qualcosa , correndo e sudando - darsi un gran da fare per raggiungere un fine , scomporsi , agitarsi nel parlare .
---------------
scalpore
= rumorosa manifestazione di risentimento , d'ira , d'indignazione - fare , suscitare , destare scalpore , sollevare molti commenti , avere molta risonanza ,
---------------
scambiettare
= verbo intransitivo fare scambietti danzando .
---------------
scambietto
= piccolo salto che si fa balla ,
---------------
scampagnare
= verbo intransitivo fare una scampagnata .
---------------
scampanacciare
= verbo intransitivo fare un gran rumore con dei campanacci .
---------------
scampanare
= verbo intransitivo sonare a lungo e a distesa fare la scampanacciata a qualcuno in segno di scherno , 3 allargarsi verso il basso in for ,
---------------
scansafatiche
= chi non ha voglia di lavorare o non fa più dello stretto necessario .
---------------
scarabocchiare
= verbo transitivo fare scarabocchi ,
---------------
scarabocchio
= macchia , sbavatura d'inchiostro che capita di fare scrivendo ,
---------------
scarabocchione
= chi fa molti scarabocchi o scrive in modo illeggibile ,
---------------
scaricabarili o scaricabarile ,
= gioco di ragazzi che consiste nel mettersi a coppie schiena contro schiena , intrecciando poi le braccia e sollevandosi a vicenda - fare , giocare a scaricabarili , scaricare , riversare uno sull'altro una responsabilità , una colpa .
---------------
scartare
= verbo intransitivo detto di animale o di veicolo , fare un brusco spostamento laterale ,
---------------
scazonte
= altra denominazione del verso coliambo , il cui ritmo presenta alla fine un andamento inverso che lo fa sembrare zoppicante .
---------------
scempiare
= verbo transitivo fare scempio ,
---------------
schifezza
= l'essere schifoso , cosa che fa schifo ,
---------------
schifoso
= che fa schifo ,
---------------
schioccare
= verbo intransitivo fare uno schiocco ,
---------------
schivo
= che cerca di evitare qualcosa , che rifugge dal fare qualcosa ,
---------------
sciacquetta
= donna di poco conto , insignificante , ma che fa di tutto per mettersi in mostra .
---------------
sciarra
= rissa violenta e rumorosa - fare sciarra , far fracasso .
---------------
scioperare
= verbo intransitivo fare uno sciopero ,
---------------
scivolo
= piano inclinato di legno , muratura o metallo sul quale si fa scorrere del materiale ,
---------------
scolare
= verbo transitivo fare uscire lentamente il liqu ,
---------------
scommettitore
= chi fa una scommessa o scommette abitualmente .
---------------
scompiacente
= participio presente di scompiacere , persona che non ha garbo né gentilezza , che non fa nulla per compiacere gli altri scompiacentemente
= scortesemente .
---------------
scopritore
= chi scopre , chi fa conoscere cose , fatti , paesi , persone prima ignoti .
---------------
scoreggiare
= o scorreggiare , scureggiare , verbo intransitivo fare scoregge .
---------------
scorridore
= soldato che negli eserciti medievali precedeva il grosso delle truppe col compito di esplorare e fare scorrerie .
---------------
scotismo
= indirizzo di pensiero che fa capo alla dottrina del filosofo scozzese giovanni duns scoto , caratterizzata soprattutto dal principio della libertà del volere rispetto all'intelletto e dalla concezione secondo cui gli individui di una stessa specie sono collegati da una natura comune e la singolarità di ciascuno deriva da un incremento formale detto ecceità .
---------------
scrupoleggiare
= verbo intransitivo fare lo scrupoloso .
---------------
scrupolo scrupulo ,
= dubbio , inquietudine che fa temere di agire o di aver agito male , in maniera inopportuna , e fa considerare colpa o mancanza ciò che non lo è incertezza , esitazione di carattere morale ,
---------------
scucchiaiare
= verbo intransitivo fare rumore con le posate mentre si mangia .
---------------
segale o segala ,
= pianta erbacea simile al grano , ma con cariossidi più allungate , da cui si ricava una farina usata per fare un tipo particolare di pane - segale cornuta , malattia della segale e di altre graminacee provocata da un fungo parassita dell'ovario ,
---------------
seggiolone
= seggiola sedia alta con piano d'appoggio anteriore ribaltabile che fa anche da riparo e permette ai bambini piccoli di mangiare senza cadere .
---------------
semiosi
= il processo per cui a un'espressione si fa corrispondere un senso , a un significante un significato o viceversa .
---------------
sensazionale
= che suscita viva impressione , che fa colpo ,
---------------
sensazionalista
= chi fa del sensazionalismo .
---------------
sensazionalistico
= che fa del sensazionalismo , ispirato a sensazionalismo ,
---------------
sensismo
= ogni dottrina che fa derivare il contenuto e gli atti del conoscere dalla sensazione , senza postulare alcun intervento di altre facoltà ,
---------------
serendipità
= lo scoprire qualcosa di inatteso e importante che non ha nulla a vedere con quanto ci si proponeva di trovare o con i presupposti teorici sui quali ci si basava - l'attitudine a fare scoperte fortunate e impreviste .
---------------
serigrafia
= procedimento di stampa a colori in cui si fa passare l'inchiostro attraverso un tessuto di seta a trama rada fissato a un telaio di legno e reso impermeabile nelle parti che non devono essere stampate ,
---------------
sermonare
= verbo intransitivo fare , tenere un sermone ,
---------------
sermoneggiare
= verbo intransitivo fare sermoni , predicare - fare discorsi prolissi , noiosi .
---------------
serpentino
= piccolo tubo a spirale in cui si fa passare un liquido o un gas affinché si riscaldi o si raffreddi ,
---------------
servizievole
= che fa volentieri servizi , che cerca di rendersi utile ,
---------------
sessitura
= orlo o balza che si fa in fondo a una veste per poterla poi allungare .
---------------
sfaccendato
= colui che non ha nulla da fare ,
---------------
sfagliare meno com . fagliare ,
= verbo transitivo e intr . nei giochi di carte , scartare , fare uno scarto , un balzo .
---------------
sfegatarsi
= verbo riflessivo darsi da fare per qualcosa con passione , impegno , ardore , anche eccessivi ,
---------------
sfiaccolare
= verbo intransitivo detto di candele , lumi ecc . , fare una fiamma troppo grande .
---------------
sfiossare
= verbo transitivo fare il fiosso a una scarpa .
---------------
sfoggiare
= verbo intransitivo fare sfoggio ,
---------------
sforzo
= esercito , milizia - fare sforzo , radunare un esercito ,
---------------
sfriggere
= verbo intransitivo fare un rumore crepitante , come i grassi che friggono ,
---------------
sgallettare
= verbo intransitivo fare il galletto ,
---------------
sgambare
= verbo intransitivo , sgambarsi
= verbo riflessivo fare passi troppo lunghi ,
---------------
sgambetto
= mossa con la quale si intralcia il passo a qualcuno che sta camminando o correndo , per farlo cadere - fare lo sgambetto a qualcuno , prendere il suo posto , subentrargli con mezzi sleali ,
---------------
sgattaiolare
= verbo intransitivo passare agilmente attraverso aperture molto strette , come fa il gatto - allontanarsi quatto quatto ,
---------------
sgommare
= verbo transitivo privare dell'ingommatura , sottoporre la seta alla sgommatura -
= verbo intransitivo fare una sgommata - sgommarsi
= verbo riflessivo perdere l'ingommatura ,
---------------
sgrammaticare
= verbo intransitivo fare errori di grammatica .
---------------
sgrammaticato
= participio passato di sgrammaticare - persona che fa molti errori di grammatica parlando o scrivendo , uno scritto o di un discorso che contenga molti errori ,
---------------
sguanciare
= verbo transitivo fare gli sguanci a porte , finestre ,
---------------
shopping
= l'andare in giro per negozi , per fare acquisti ,
---------------
significanza
= significato , dimostrazione , prova , segno ' fare significanza , dimostrare .
---------------
sintattica
= settore della semiotica che studia le relazioni tra i segni indipendentemente dal loro significato e da chi ne fa uso .
---------------
slam
= nel bridge , mano in cui un giocatore riesce a fare tutte le prese dichiarate ,
---------------
slatinare
= verbo intransitivo fare uso abbondante , nel parlare o nello scrivere , di parole e locuzioni latine .
---------------
smembrare
= verbo transitivo squartare , fare a pezzi , ,
---------------
smerigliatore
= chi fa lavori di smerigliatura .
---------------
smorfioso
= colui che ha l'abitudine di fare smorfie , moine - fare la smorfiosa con qualcuno , civettare con lui . dim . smorfiosetto smorfiosamente
= da smorfioso .
---------------
smusare
= verbo transitivo percuotere qualcuno fino a rompergli il muso , il viso - intransitivo fare una smusata .
---------------
snack bar
= sost . m . bar in cui è possibile fare uno spuntino consumando panini imbottiti , pizzette ecc.
---------------
sobbalzare
= verbo intransitivo detto di cosa , fare sobbalzi ripetuti , traballare ,
---------------
sobillazione
= l'attività di chi sobilla , di chi fa leva sul malcontento altrui per creare disordine , conflitti ,
---------------
sogatto
= o sugatto , sovatto , - cuoio lavorato per fare cinghie , guinzagli , cavezze .
---------------
sogghignare
= verbo intransitivo fare sogghigni .
---------------
solecizzare
= verbo intransitivo fare solecismi , cadere in solecismi .
---------------
soleggiare
= verbo transitivo esporre al sole , per fare asciugare .
---------------
solerte
= che fa il proprio dovere con alacrità e impegno ,
---------------
sollazzevole
= che ama sollazzarsi , divertirsi , che fa divertire , spassoso .
---------------
sollecitare
= verbo transitivo stimolare qualcuno a fare presto qualcosa ,
---------------
somministrare
= verbo transitivo dare , distribuire ad altri , in quanto fa parte del proprio ufficio ,
---------------
sonare
= o suonare , verbo transitivo , fare emettere suoni ad uno strumento ,
---------------
sonnellino
= sonno breve , quello che si fa durante il primo pomeriggio ,
---------------
sopraffilo
= cucitura a punti lunghi e radi , spesso diagonali , che si fa agli orli di tessuti che non hanno cimosa , per evitare che si sfilaccino .
---------------
soprassedere
= verbo intransitivo astenersi dal fare qualcosa rinviando ad altro tempo ,
---------------
sorbettiera
= macchina per fare gelati e granite , ormai poco in uso , costituita essenzialmente da un recipiente cilindrico girevole di metallo immerso in una miscela di ghiaccio in pezzi e sale .
---------------
sortiere
= chi fa sortilegi .
---------------
sortilego
= colui che fa sortilegi .
---------------
sottogola
= o f . striscia di pelle o altro materiale fissata a copricapi , che si fa passare sotto il mento per tenerli fermi , parte dei finimenti del cavallo costituita da una striscia di cuoio che passa sotto la gola .
---------------
sottolinguale
= situato , localizzato sotto la lingua - pillola sottolinguale , che si fa sciogliere sotto la lingua .
---------------
spadroneggiare
= verbo intransitivo fare da padrone , comportandosi con boria e prepotenza ,
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spalletta
= parapetto in muratura che si costruisce ai lati di un ponte , sulla sponda di un corso d'acqua , al margine di un burrone ecc . - rilievo di terreno che fa da argine a un corso d'acqua , ciascuna delle sporgenze laterali che restringono il vano di una porta o di una finestra e alle quali si adattano le imposte .
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spalluccia
= spalla - fare spallucce , alzare le spalle in segno di disinteresse , di noncuranza .
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spallucciata
= il fare spallucce ,
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spanato
= participio passato di spanare , vite , dado ecc . che ha perso la filettatura e quindi non fa presa .
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speculatore
= chi fa speculazioni ,
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sperticare
= verbo intransitivo allungarsi come una pertica - sperticarsi
= verbo riflessivo fare qualcosa in maniera eccessiva e affettata ,
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spetezzare
= verbo intransitivo fare peti .
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spettegolare
= verbo intransitivo fare pettegolezzi ,
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spianatoia
= tavola di legno piallata su cui si fa la pasta e si tira la sfoglia .
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spiata
= il fare la spia ,
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spionare
= verbo transitivo fare la spia ,
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spione
= persona che ha l'abitudine , il vizio di fare la spia .
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splash inter . voce onom . che , nel linguaggio dei fumetti , riproduce il tonfo di un oggetto che cade di piatto nell'acqua - fare splash , fare fiasco , fallire .
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spoetare
= verbo transitivo privare qualcuno del nome , della fama di poeta -
= verbo intransitivo comporre versi con molta faciloneria - spoetarsi
= verbo riflessivo smettere di fare il poeta .
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spogliatore
= chi spoglia , chi fa degli spogli - chi deruba , chi compie furti sacrileghi ,
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sponsorizzare
= verbo transitivo fare da sponsor a qualcuno , a qualcosa ,
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sporcaccione
= chi è molto sporco o si sporca facilmente - chi fa cose turpi , oscene .
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sprintare
= verbo intransitivo fare uno sprint .
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sproloquiare
= verbo intransitivo fare uno sproloquio .
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spropositare
= verbo intransitivo fare , dire o scrivere spropositi .
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spulezzare
= spuleggiare , verbo intransitivo fuggire in gran fretta , andarsene volando via come fa la pula .
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spumeggiare
= verbo intransitivo fare molta spuma ,
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squacquerare
= verbo intransitivo avere la diarrea -
= verbo transitivo fare alla svelta , spiattellare , spifferare - squacquerarsi
= verbo riflessivo sciogliersi , liquefarsi .
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stagnaio dial . stagnaro ,
= chi salda pezzi di metallo con lo stagno e fa anche lavori con latta e lamiera ,
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stampino
= stampo formina , 3 lastra sottile di cartone , plastica o metallo , su cui sono sagomati o traforati un disegno o una scritta e che , spennellata con colore o inchiostro , serve a riprodurre quei segni su una superficie , 4 punzone forato d'acciaio per fare buchi regol ,
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starnutatorio
= che fa starnutire
= sostanza che provoca lo starnuto .
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starnutire meno com . sternutire , pop . stranutire ,
= verbo intransitivo fare uno o più starnuti .
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steatorrea
= abnorme eliminazione di grassi con le feci , sintomo caratteristico delle sindromi spruetiche .
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stentare
= verbo intransitivo fare fatica , incontrare difficoltà , stento nel fare qual ,
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stepper
= attrezzo da ginnastica che consente di simulare il movimento di chi fa dei passi .
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sterco
= feci , escrementi degli animali , feci , escrementi dell'uomo ,
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sternocleidomastoideo
= si dice del muscolo che , collegando la mastoide con lo sterno e l'estremità della clavicola , attraversa diagonalmente il collo e , contraendosi , fa flettere e ruotare la testa .
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stimatore
= chi fa stime per professione ,
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stintignare
= verbo intransitivo fare qualcosa a stento , fiaccamente e svogliatamente .
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stipulante
= participio presente di stipulare , colui che fa con un altro una stipulazione .
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stitichezza
= difficoltà nell'evacuazione delle feci ,
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stoffa
= tessuto di spessore consistente , di lana , per fare abiti , tappezzerie ,
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stoicismo
= la dottrina della scuola stoica fondata ad atene da zenone di cizio nel sec . iii a . c . , che fa consistere la saggezza nel riconoscimento di un ordine razionale e provvidenziale del mondo , nell'adeguarsi a esso accettando con impassibilità i beni e i mali che non dipendono dalla volontà dell'uomo , nel vincere le passioni in quanto contrarie alla ragione , nel considerare la virtù come unico vero bene e come sola felicità impassibilità , fortezza di fronte al dolore fisico e alle avversità morali e spirituali ,
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stomacale
= dello stomaco , che fa bene allo stomaco ,
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storiografo
= chi fa studi storiografici ,
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strabiliante
= participio presente di strabiliare , che fa strabiliare ,
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stracciare
= verbo transitivo fare a pezzi ,
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strafare
= verbo intransitivo fare più di quanto sia necessario od opportuno ,
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straviziare
= verbo intransitivo fare stravizi ,
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strenna
= dono che si fa in occasione delle feste più importanti dell'anno , del natale ,
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strepere
= verbo intransitivo fare strepito ,
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strepire
= verbo intransitivo strepere , fare strepito ,
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strepitare
= verbo intransitivo fare strepito , fracasso ,
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strippone
= chi per abitudine fa grandi mangiate .
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stuccatore
= chi fa lavori di stuccatura , nell'industria dei mobili , chi fa stucchi per decorare pareti e soffitti .
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sudorifico
= che fa sudare ,
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sultano
= titolo degli imperatori turchi e di principi musulmani ' fare una vita da sultano , condurre una vita sfarzosa .
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supervisionare
= verbo transitivo fare la supervisione ,
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supputare
= verbo transitivo fare un calcolo , una somma ,
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suscitare
= verbo transitivo fa ,
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suscitatore
= che suscita , fa nascere , desta ,
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svagato
= participio passato di svagare , che vaga con l'immaginazione , che non è concentrato su ciò che fa ,
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svergognato
= colui che non prova vergogna per ciò che di sconveniente fa o dice ,
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sverzino
= spago ritorto che serve per fare il cordone della frusta ,
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sviatoio
= dispositivo che fa deragliare i veicoli ferroviari quando la loro marcia non è più controllabile .
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svinatore
= chi fa la svinatura .
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svogliato
= participio passato di svogliare - che non ha voglia di fare qualcosa o che la fa senza interesse ,
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tambusso
= percussione che si fa sugli alveari per farne uscire le api .
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terziglio
= gioco di carte simile al tressette , che si fa in tre giocatori .
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testatore
= chi fa - ha fatto testamento .
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tirocinante
= chi fa il tirocinio
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tossicodipendente
= chi é assuefatto all'uso di sostanze stupefacenti e non ne può più fare a meno .
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traino
= il trainare , traino animale , meccanico , effettuato con animali da tiro o con veicoli a motore ciò che viene trainato - veicolo , carico , carro o insieme di carri rimorchiati da uno stesso motore , traino della carrozza , la parte di essa su cui appoggia la cassa - spinta , impulso , fare da traino - riferito a un cavallo , lo stesso che traina - seguito di persone , corteo - tenore di vita - treno di vita .
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trait d'union
= sost . masc . invar . trattino grafico o tipografico posto tra due parole che costituiscono , insieme , un unico lessema (p . e . vagone-ristorante) legame , stretto rapporto fra persone o cose - intermediario , fare da trait d'union fra due persone .
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tramestare
= verbo transitivo , rimescolare - mettere a soqquadro rovistando -
= verbo intransitivo , (aus . avere) muoversi in modo rumoroso - fare disordine .
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tramettere
= verbo transitivo , frammettere , interporre trasmettere - mettere da parte - tralasciare , trascurare - tramettersi
= verbo rifl . intromettersi , occuparsi dei fatti altrui - fare da intermediario .
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tranquillo
= che non è turbato , che è in uno stato di serenità e di quiete (in senso fisico o morale) , oggi il mare è tranquillo - se ne stava tranquillo in poltrona - avere la coscienza tranquilla - fare un sonno tranquillo pacifico - sereno , un uomo tranquillo - anni tranquilli - tranquillamente avv . in modo tranquillo - senza darsi pena , senza troppe preoccupazioni , dire tranquillamente ciò che si pensa
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trappista
= (plur . trappisti) frate dell'ordine cistercense riformato , che osserva rigorosamente la regola benedettina ' fare una vita da trappista , vivere in modo austero , solitario .
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turlupinatore
= chi turlupina , chi si fa malignamente gioco di qualcuno .
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turnista
= chi é di turno - fa parte di un turno di lavoro .
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uggire
= verbo transitivo fare , dare uggia
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ultimatum
= intimazione con la quale uno stato fa conoscere a un altro le proprie ultime proposte
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Verb: to tergiversate-tergiversated-tergiversated
Ausiliar: to have - intransitivo
Affermative - INDICATIVE
Present simple
I tergiversate
you tergiversate
he/she/it tergiversates
we tergiversate
you tergiversate
they tergiversate
Simple past
I tergiversated
you tergiversated
he/she/it tergiversated
we tergiversated
you tergiversated
they tergiversated
Simple past
I tergiversated
you tergiversated
he/she/it tergiversated
we tergiversated
you tergiversated
they tergiversated
Present perfect
I have tergiversated
you have tergiversated
he/she/it has tergiversated
we have tergiversated
you have tergiversated
they have tergiversated
Past perfect
I had tergiversated
you had tergiversated
he/she/it had tergiversated
we had tergiversated
you had tergiversated
they had tergiversated
Past perfect
I had tergiversated
you had tergiversated
he/she/it had tergiversated
we had tergiversated
you had tergiversated
they had tergiversated
Simple future
I I will tergiversate
you you will tergiversate
he/she/it he/she/it will tergiversate
we we will tergiversate
you I will tergiversate
they they will tergiversate
Future perfect
I will have tergiversated
you will have tergiversated
he/she/it will have tergiversated
we will have tergiversated
you will have tergiversated
they will have tergiversated
Present continuous
I am tergiversating
you are tergiversating
he/she/it is tergiversating
we are tergiversating
you are tergiversating
they are tergiversating
Past simple continuous
I was tergiversating
you were tergiversating
he/she/it was tergiversating
we were tergiversating
you were tergiversating
they were tergiversating
Future continuous
I will be tergiversating
you will be tergiversating
he/she/it will be tergiversating
we will be tergiversating
you will be tergiversating
they will be tergiversating
Future perfect continuous
I will have been tergiversating
you will have been tergiversating
he/she/it will have been tergiversating
we will have been tergiversating
you will have been tergiversating
they will have been tergiversating
Present perfect continuous
I have been tergiversating
you have been tergiversating
he/she/it has been tergiversating
we have been tergiversating
you have been tergiversating
they have been tergiversating
Past perfect continuous
I had been tergiversating
you had been tergiversating
he/she/it had been tergiversating
we had been tergiversating
you had been tergiversating
they had been tergiversating
Affermative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I tergiversate
That you tergiversate
That he/she/it tergiversate
That we tergiversate
That you tergiversate
That they tergiversate
Present perfect
That I have tergiversated
That you have tergiversated
That he/she/it have tergiversated
That we have tergiversated
That you have tergiversated
That they have tergiversated
Simple past
That I tergiversated
That you tergiversated
That he/she/it tergiversated
That we tergiversated
That you tergiversated
That they tergiversated
Past perfect
That I had tergiversated
That you had tergiversated
That he/she/it had tergiversated
That we had tergiversated
That you had tergiversated
That they had tergiversated
Affermative - CONDITIONAL
Present
I would tergiversate
you would tergiversate
we would tergiversate
we would tergiversate
you would tergiversate
they would tergiversate
Past
I would have tergiversated
you would have tergiversated
he/she/it would have tergiversated
we would have tergiversated
you would have tergiversated
they would have tergiversated
Present continous
I would be tergiversating
you would be tergiversating
we would be tergiversating
we would be tergiversating
you would be tergiversating
they would be tergiversating
Past continous
I would have been tergiversating
you would have been tergiversating
he/she/it would have been tergiversating
we would have been tergiversating
you would have been tergiversating
they would have been tergiversating
Affermative - IMPERATIVE
Present
let me tergiversate
tergiversate
let him tergiversate
let us tergiversate
tergiversate
let them tergiversate
 
 
 
 
 
 
 
Affermative - INFINITIVE
Present
to tergiversate
Past
to have tergiversated
Present continous
to be tergiversating
Perfect continous
to have been tergiversating
Affermative - PARTICIPLE
Present
tergiversating
Past
tergiversated
Perfect
having tergiversated
Affermative - GERUND
Present
tergiversating
Past
having tergiversated
Negative - INDICATIVE
Present simple
I do not tergiversate
you do not tergiversate
he/she/it does not tergiversates
we do not tergiversate
you do not tergiversate
they do not tergiversate
Simple past
I did not tergiversate
you did not tergiversate
he/she/it did not tergiversate
we did not tergiversate
you did not tergiversate
they did not tergiversate
Simple past
I did not tergiversate
you did not tergiversate
he/she/it did not tergiversate
we did not tergiversate
you did not tergiversate
they did not tergiversate
Present perfect
I have not tergiversated
you have not tergiversated
he/she/it has not tergiversated
we have not tergiversated
you have not tergiversated
they have not tergiversated
Past perfect
I had not tergiversated
you had not tergiversated
he/she/it had not tergiversated
we had not tergiversated
you had not tergiversated
they had not tergiversated
Past perfect
I had not tergiversated
you had not tergiversated
he/she/it had not tergiversated
we had not tergiversated
you had not tergiversated
they had not tergiversated
Simple future
I I will not tergiversate
you you will not tergiversate
he/she/it he/she/it will not tergiversate
we we will not tergiversate
you I will not tergiversate
they they will not tergiversate
Future perfect
I will not have tergiversated
you will not have tergiversated
he/she/it will not have tergiversated
we will not have tergiversated
you will not have tergiversated
they will not have tergiversated
Present continuous
I am not tergiversating
you are not tergiversating
he/she/it is not tergiversating
we are not tergiversating
you are not tergiversating
they are not tergiversating
Past simple continuous
I was not tergiversating
you were not tergiversating
he/she/it was not tergiversating
we were not tergiversating
you were not tergiversating
they were not tergiversating
Future continuous
I will not be tergiversating
you will not be tergiversating
he/she/it will not be tergiversating
we will not be tergiversating
you will not be tergiversating
they will not be tergiversating
Future perfect continuous
I will not have been tergiversating
you will not have been tergiversating
he/she/it will not have been tergiversating
we will not have been tergiversating
you will not have been tergiversating
they will not have been tergiversating
Present perfect continuous
I have not been tergiversating
you have not been tergiversating
he/she/it has not been tergiversating
we have not been tergiversating
you have not been tergiversating
they have not been tergiversating
Past perfect continuous
I had not been tergiversating
you had not been tergiversating
he/she/it had not been tergiversating
we had not been tergiversating
you had not been tergiversating
they had not been tergiversating
Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I do not tergiversate
That you do not tergiversate
That he/she/it does not tergiversate
That we do not tergiversate
That you do not tergiversate
That they do not tergiversate
Present perfect
That I have not tergiversated
That you have not tergiversated
That he/she/it have not tergiversated
That we have not tergiversated
That you have not tergiversated
That they have not tergiversated
Simple past
That I did not tergiversate
That you did not tergiversate
That he/she/it did not tergiversate
That we did not tergiversate
That you did not tergiversate
That they did not tergiversate
Past perfect
That I had not tergiversated
That you had not tergiversated
That he/she/it had not tergiversated
That we had not tergiversated
That you had not tergiversated
That they had not tergiversated
Negative - CONDITIONAL
Present
I would not tergiversate
you would not tergiversate
we would not tergiversate
we would not tergiversate
you would not tergiversate
they would not tergiversate
Past
I would not have tergiversated
you would not have tergiversated
he/she/it would not have tergiversated
we would not have tergiversated
you would not have tergiversated
they would not have tergiversated
Present continous
I would not be tergiversating
you would not be tergiversating
we would not be tergiversating
we would not be tergiversating
you would not be tergiversating
they would not be tergiversating
Past continous
I would not have been tergiversating
you would not have been tergiversating
he/she/it would not have been tergiversating
we would not have been tergiversating
you would not have been tergiversating
they would not have been tergiversating
Negative - IMPERATIVE
Present
do not let me tergiversate
do not tergiversate
do not let him tergiversate
do not let us tergiversate
do not tergiversate
do not let them tergiversate
 
 
 
 
 
 
 
Negative - INFINITIVE
Present
not to tergiversate
Past
not to have tergiversated
Present continous
not to be tergiversating
Perfect continous
not to have been tergiversating
Negative - PARTICIPLE
Present
not tergiversating
Past
not tergiversated
Perfect
not having tergiversated
Negative - GERUND
Present
not tergiversating
Past
not having tergiversated
Interrogative - INDICATIVE
Present simple
do I tergiversate ?
do you tergiversate ?
does she/he/it tergiversates ?
do we tergiversate ?
do you tergiversate ?
do they tergiversate ?
Simple past
did I tergiversate ?
did you tergiversate ?
did she/he/it tergiversate ?
did we tergiversate ?
did you tergiversate ?
did they tergiversate ?
Simple past
did I tergiversate ?
did you tergiversate ?
did she/he/it tergiversate ?
did we tergiversate ?
did you tergiversate ?
did they tergiversate ?
Present perfect
have I tergiversated ?
have you tergiversated ?
has she/he/it tergiversated ?
have we tergiversated ?
have you tergiversated ?
have they tergiversated ?
Past perfect
had I tergiversated ?
had you tergiversated ?
had she/he/it tergiversated ?
had we tergiversated ?
had you tergiversated ?
had they tergiversated ?
Past perfect
had I tergiversated ?
had you tergiversated ?
had she/he/it tergiversated ?
had we tergiversated ?
had you tergiversated ?
had they tergiversated ?
Simple future
will I tergiversate ?
will you tergiversate ?
will she/he/it tergiversate ?
will we tergiversate ?
will I tergiversate ?
will they tergiversate ?
Future perfect
will I have tergiversated ?
will you have tergiversated ?
will she/he/it have tergiversated ?
will we have tergiversated ?
will you have tergiversated ?
will they have tergiversated ?
Present continuous
am I tergiversating ?
are you tergiversating ?
is she/he/it tergiversating ?
are we tergiversating ?
are you tergiversating ?
are they tergiversating ?
Past simple continuous
was I tergiversating ?
were you tergiversating ?
was she/he/it tergiversating ?
were we tergiversating ?
were you tergiversating ?
were they tergiversating ?
Future continuous
will I be tergiversating ?
will you be tergiversating ?
will she/he/it be tergiversating ?
will we be tergiversating ?
will you be tergiversating ?
will they be tergiversating ?
Future perfect continuous
will I have been tergiversating ?
will you have been tergiversating ?
will she/he/it have been tergiversating ?
will we have been tergiversating ?
will you have been tergiversating ?
will they have been tergiversating ?
Present perfect continuous
have I been tergiversating ?
have you been tergiversating ?
has she/he/it been tergiversating ?
have we been tergiversating ?
have you been tergiversating ?
have they been tergiversating ?
Past perfect continuous
had I been tergiversating ?
had you been tergiversating ?
had she/he/it been tergiversating ?
had we been tergiversating ?
had you been tergiversating ?
had they been tergiversating ?
Interrogative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I tergiversate ?
That do you tergiversate ?
That does she/he/it tergiversate ?
That do we tergiversate ?
That do you tergiversate ?
That do they tergiversate ?
Present perfect
That have I tergiversated ?
That have you tergiversated ?
That have she/he/it tergiversated ?
That have we tergiversated ?
That have you tergiversated ?
That have they tergiversated ?
Simple past
That did I tergiversate ?
That did you tergiversate ?
That did she/he/it tergiversate ?
That did we tergiversate ?
That did you tergiversate ?
That did they tergiversate ?
Past perfect
That had I tergiversated ?
That had you tergiversated ?
That had she/he/it tergiversated ?
That had we tergiversated ?
That had you tergiversated ?
That had they tergiversated ?
Interrogative - CONDITIONAL
Present
would I tergiversate ?
would you tergiversate ?
would she/he/it tergiversate ?
would we tergiversate ?
would you tergiversate ?
would they tergiversate ?
Past
would I have tergiversated?
would you have tergiversated?
would she/he/it have tergiversated?
would we have tergiversated?
would you have tergiversated?
would they have tergiversated?
Present continous
would I be tergiversating ?
would you be tergiversating ?
would she/he/it be tergiversating ?
would we be tergiversating ?
would you be tergiversating ?
would they be tergiversating ?
Past continous
would I have been tergiversating?
would you have been tergiversating?
would she/he/it have been tergiversating?
would we have been tergiversating?
would you have been tergiversating?
would they have been tergiversating?
Interrogative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Interrogative-Negative - INDICATIVE
Present simple
do I not tergiversate ?
do you not tergiversate ?
does she/he/it not tergiversates ?
do we not tergiversate ?
do you not tergiversate ?
do they not tergiversate ?
Simple past
did I not tergiversate ?
did you not tergiversate ?
did she/he/it not tergiversate ?
did we not tergiversate ?
did you not tergiversate ?
did they not tergiversate ?
Simple past
did I not tergiversate ?
did you not tergiversate ?
did she/he/it not tergiversate ?
did we not tergiversate ?
did you not tergiversate ?
did they not tergiversate ?
Present perfect
have I not tergiversated ?
have you not tergiversated ?
has she/he/it not tergiversated ?
have we not tergiversated ?
have you not tergiversated ?
have they not tergiversated ?
Past perfect
had I not tergiversated ?
had you not tergiversated ?
had she/he/it not tergiversated ?
had we not tergiversated ?
had you not tergiversated ?
had they not tergiversated ?
Past perfect
had I not tergiversated ?
had you not tergiversated ?
had she/he/it not tergiversated ?
had we not tergiversated ?
had you not tergiversated ?
had they not tergiversated ?
Simple future
will I not tergiversate ?
will you not tergiversate ?
will she/he/it not tergiversate ?
will we not tergiversate ?
will I not tergiversate ?
will they not tergiversate ?
Future perfect
will I not have tergiversated ?
will you not have tergiversated ?
will she/he/it not have tergiversated ?
will we not have tergiversated ?
will you not have tergiversated ?
will they not have tergiversated ?
Present continuous
am I not tergiversating ?
are you not tergiversating ?
is she/he/it not tergiversating ?
are we not tergiversating ?
are you not tergiversating ?
are they not tergiversating ?
Past simple continuous
was I not tergiversating ?
were you not tergiversating ?
was she/he/it not tergiversating ?
were we not tergiversating ?
were you not tergiversating ?
were they not tergiversating ?
Future continuous
will I not be tergiversating ?
will you not be tergiversating ?
will she/he/it not be tergiversating ?
will we not be tergiversating ?
will you not be tergiversating ?
will they not be tergiversating ?
Future perfect continuous
will I not have been tergiversating ?
will you not have been tergiversating ?
will she/he/it not have been tergiversating ?
will we not have been tergiversating ?
will you not have been tergiversating ?
will they not have been tergiversating ?
Present perfect continuous
have I not been tergiversating ?
have you not been tergiversating ?
has she/he/it not been tergiversating ?
have we not been tergiversating ?
have you not been tergiversating ?
have they not been tergiversating ?
Past perfect continuous
had I not been tergiversating ?
had you not been tergiversating ?
had she/he/it not been tergiversating ?
had we not been tergiversating ?
had you not been tergiversating ?
had they not been tergiversating ?
Interrogative-Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I not tergiversate ?
That do you not tergiversate ?
That does she/he/it not tergiversate ?
That do we not tergiversate ?
That do you not tergiversate ?
That do they not tergiversate ?
Present perfect
That have I not tergiversated ?
That have you not tergiversated ?
That have she/he/it not tergiversated ?
That have we not tergiversated ?
That have you not tergiversated ?
That have they not tergiversated ?
Simple past
That did I not tergiversate ?
That did you not tergiversate ?
That did she/he/it not tergiversate ?
That did we not tergiversate ?
That did you not tergiversate ?
That did they not tergiversate ?
Past perfect
That had I not tergiversated ?
That had you not tergiversated ?
That had she/he/it not tergiversated ?
That had we not tergiversated ?
That had you not tergiversated ?
That had they not tergiversated ?
Interrogative-Negative - CONDITIONAL
Present
would I not tergiversate ?
would you not tergiversate ?
would she/he/it not tergiversate ?
would we not tergiversate ?
would you not tergiversate ?
would they not tergiversate ?
Past
would I not have tergiversated?
would you not have tergiversated?
would she/he/it not have tergiversated?
would we not have tergiversated?
would you not have tergiversated?
would they not have tergiversated?
Present continous
would I not be tergiversating ?
would you not be tergiversating ?
would she/he/it not be tergiversating ?
would we not be tergiversating ?
would you not be tergiversating ?
would they not be tergiversating ?
Past continous
would I not have been tergiversating?
would you not have been tergiversating?
would she/he/it not have been tergiversating?
would we not have been tergiversating?
would you not have been tergiversating?
would they not have been tergiversating?
Interrogative-Negative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Coniugazione:1 - fare un voltafaccia
Ausiliare:avere intransitivo/transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io faccio
tu fai
egli fa
noi facciamo
voi fate
essi fanno
Imperfetto
io facevo
tu facevi
egli faceva
noi facevamo
voi facevate
essi facevano
Passato remoto
io feci
tu facesti
egli fece
noi facemmo
voi faceste
essi fecero
Passato prossimo
io ho fatto
tu hai fatto
egli ha fatto
noi abbiamo fatto
voi avete fatto
essi hanno fatto
Trapassato prossimo
io avevo fatto
tu avevi fatto
egli aveva fatto
noi avevamo fatto
voi avevate fatto
essi avevano fatto
Trapassato remoto
io ebbi fatto
tu avesti fatto
egli ebbe fatto
noi avemmo fatto
voi eveste fatto
essi ebbero fatto
Futuro semplice
io farò
tu farai
egli farà
noi faremo
voi farete
essi faranno
Futuro anteriore
io avrò fatto
tu avrai fatto
egli avrà fatto
noi avremo fatto
voi avrete fatto
essi avranno fatto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io faccia
che tu faccia
che egli faccia
che noi facciamo
che voi facciate
che essi facciano
Passato
che io abbia fatto
che tu abbia fatto
che egli abbia fatto
che noi abbiamo fatto
che voi abbiate fatto
che essi abbiano fatto
Imperfetto
che io facessi
che tu facessi
che egli facesse
che noi facessimo
che voi faceste
che essi facessero
Trapassato
che io avessi fatto
che tu avessi fatto
che egli avesse fatto
che noi avessimo fatto
che voi aveste fatto
che essi avessero fatto
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io farei
tu faresti
egli farebbe
noi faremmo
voi fareste
essi farebbero
Passato
io avrei fatto
tu avresti fatto
egli avrebbe fatto
noi avremmo fatto
voi avreste fatto
essi avrebbero fatto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
fa'
faccia
facciamo
fate
facciano
Futuro
-
farai
farà
faremo
farete
faranno
INFINITO - attivo
Presente
fare
Passato
avere fatto
 
 
PARTICIPIO - attivo
Presente
facente
Passato
fatto
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
facendo
Passato
avendo fatto