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sinonimi di
shag
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Vocabulary and phrases
shag
= intreccio , tabacco grossolano , avere rapporti sessuali con , marangone ,
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Vocabulary and phrases
avere
= verbo trans.
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* Il buon secentista ha voluto sul principio mettere in mostra la sua virtù ; ma poi , nel corso della narrazione , e talvolta per lunghi tratti , lo stile cammina ben più naturale e più piano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lei ha intenzione , - proseguì l'altro , con l'atto minaccioso e iracondo di chi coglie un suo inferiore sull'intraprendere una ribalderia , - lei ha intenzione di maritar domani Renzo Tramaglino e Lucia Mondella !
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* - E lei mi vorrà sostenere che non ha niente ! - disse Perpetua , empiendo il bicchiere , e tenendolo poi in mano , come se non volesse darlo che in premio della confidenza che si faceva tanto aspettare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Il mio parere sarebbe che , siccome tutti dicono che il nostro arcivescovo è un sant'uomo , e un uomo di polso , e che non ha paura di nessuno , e , quando può fare star a dovere un di questi prepotenti , per sostenere un curato , ci gongola ; io direi , e dico che lei gli scrivesse una bella lettera , per informarlo come qualmente . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Mi dispiace ; ma quello che ha da fare è cosa di così poco tempo , e di così poca fatica . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Bisogna ben ch'io ne sappia qualche cosa , - disse Renzo , cominciando ad alterarsi , - poiché me ne ha già rotta bastantemente la testa , questi giorni addietro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma non le ha già fatte queste ricerche ?
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* - Perché non le ha fatte a tempo ? perché dirmi che tutto era finito ? perché aspettare . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Quindici giorni ! oh questa sì ch'è nuova ! S'è fatto tutto ciò che ha voluto lei ; s'è fissato il giorno ; il giorno arriva ; e ora lei mi viene a dire che aspetti quindici giorni ! Quindici . . .- riprese poi , con voce più alta e stizzosa , stendendo il braccio , e battendo il pugno nell'aria ; e chi sa qual diavoleria avrebbe attaccata a quel numero , se don Abbondio non l'avesse interrotto , prendendogli l'altra mano , con un'amorevolezza timida e premurosa: - via , via , non v'alterate , per amor del cielo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Sentite , Renzo ; io non posso dir niente , perché . . .non so niente ; ma quello che vi posso assicurare è che il mio padrone non vuol far torto , né a voi né a nessuno ; e lui non ci ha colpa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Chi è dunque che ci ha colpa ? - domandò Renzo , con un cert'atto trascurato , ma col cuor sospeso , e con l'orecchio all'erta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A quel nuovo scongiuro , don Abbondio , col volto , e con lo sguardo di chi ha in bocca le tanaglie del cavadenti , proferì: - don . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E come ha fatto ? Cosa le ha detto per . . . ?
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* Io avevo giudizio per me e per voi ; ma come si fa ? Aprite almeno ; datemi la mia chiave .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Perpetua ! Perpetua ! - gridò don Abbondio , dopo avere invano richiamato il fuggitivo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - A chi hai raccontato ? - domandò Agnese , andando incontro , non senza un po' di sdegno , al nome del confidente preferito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Hai fatto bene , - disse , - ma perché non raccontar tutto anche a tua madre ?
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* - E a voi , - disse poi , rivolgendosi a Renzo , con quella voce che vuol far riconoscere a un amico che ha avuto torto: - e a voi doveva io parlar di questo ? Pur troppo lo sapete ora !
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* Renzo , ritto davanti alla tavola , con una mano nel cocuzzolo del cappello , che faceva girar con l'altra , ricominciò: - vorrei sapere da lei che ha studiato . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* M . , ad ogni modo la frequenza degli eccessi , e la malitia , eccetera , è cresciuta a segno , che ha posto in necessità l'Eccell .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Onde , col parere del Senato et di una Giunta , eccetera , ha risoluto che si pubblichi la presente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si testifichi , o non si testifichi ; che uno si parta dal luogo dove abita , eccetera ; che quello paghi un debito ; quell'altro non lo molesti , quello vada al suo molino: tutto questo non ha che far con noi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma senta , ma senta , - ripeteva indarno Renzo: il dottore , sempre gridando , lo spingeva con le mani verso l'uscio ; e , quando ve l'ebbe cacciato , aprì , chiamò la serva , e le disse: - restituite subito a quest'uomo quello che ha portato: io non voglio niente , non voglio niente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Hai pensato bene ; e poi è tutta carità che porta sempre buon frutto , - disse Agnese , la quale , co' suoi difettucci , era una gran buona donna , e si sarebbe , come si dice , buttata nel fuoco per quell'unica figlia , in cui aveva riposta tutta la sua compiacenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Gli ha fatto un occhiello nel ventre .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ha finito anche lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'uccisore ferito fu quivi condotto o portato dalla folla , quasi fuor di sentimento ; e i frati lo ricevettero dalle mani del popolo , che glielo raccomandava , dicendo: - è un uomo dabbene che ha freddato un birbone superbo: l'ha fatto per sua difesa: c'è stato tirato per i capelli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lei non ne ha più bisogno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Terminata la storia , si coprì il volto con le mani , ed esclamò: - o Dio benedetto ! fino a quando . . . ! - Ma , senza compir la frase , voltandosi di nuovo alle donne: - poverette ! - disse: - Dio vi ha visitate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Mettere un po' di vergogna a don Abbondio , e fargli sentire quanto manchi al suo dovere ? Vergogna e dovere sono un nulla per lui , quando ha paura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E fargli paura ? Che mezzi ho io mai di fargliene una che superi quella che ha d'una schioppettata ? Informar di tutto il cardinale arcivescovo , e invocar la sua autorità ? Ci vuol tempo: e intanto ? e poi ? Quand'anche questa povera innocente fosse maritata , sarebbe questo un freno per quell'uomo ? Chi sa a qual segno possa arrivare ? . . .E resistergli ? Come ? Ah ! se potessi , pensava il povero frate , se potessi tirar dalla mia i miei frati di qui , que' di Milano ! Ma ! non è un affare comune ; sarei abbandonato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - L'autorità del Tasso non serve al suo assunto , signor podestà riverito ; anzi è contro di lei ; - riprese a urlare il conte Attilio: - perché quell'uomo erudito , quell'uomo grande , che sapeva a menadito tutte le regole della cavalleria , ha fatto che il messo d'Argante , prima d'esporre la sfida ai cavalieri cristiani , chieda licenza al pio Buglione . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Chi le ha parlato delle spalle , signor conte mio ? Lei mi fa dire spropositi che non mi son mai passati per la mente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Io . . .- rispose confusetto il dottore: - io godo di questa dotta disputa ; e ringrazio il bell'accidente che ha dato occasione a una guerra d'ingegni così graziosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi , a me non compete di dar sentenza: sua signoria illustrissima ha già delegato un giudice . . .qui il padre . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lui ? - disse don Rodrigo: - me lo volete far ridire: lo conosce , cugino mio , quanto voi: non è vero , padre ? Dica , dica , se non ha fatta la sua carovana ?
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* - Le dico che a me accade ogni giorno di parlare in Milano con ben altri personaggi ; e so di buon luogo che il papa , interessatissimo , com'è , per la pace , ha fatto proposizioni . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Così dev'essere ; la cosa è in regola ; sua santità fa il suo dovere ; un papa deve sempre metter bene tra i principi cristiani ; ma il conte duca ha la sua politica , e . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vagliensteino mi dà poco fastidio ; perché il conte duca ha l'occhio a tutto , e per tutto ; e se Vagliensteino vorrà fare il bell'umore , saprà ben lui farlo rigar diritto , con le buone , o con le cattive .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ha l'occhio per tutto , dico , e le mani lunghe ; e , se ha fisso il chiodo , come l'ha fisso , e giustamente , da quel gran politico che è , che il signor duca di Nivers non metta le radici in Mantova , il signor duca di Nivers non ce le metterà ; e il signor cardinale di Riciliù farà un buco nell'acqua .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In quanto al mio onore , ha da sapere che il custode ne son io , e io solo ; e che chiunque ardisce entrare a parte con me di questa cura , lo riguardo come il temerario che l'offende .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Pensi che Dio ha sempre gli occhi sopra di loro , e che le loro grida , i loro gemiti sono ascoltati lassù .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il cuore di Faraone era indurito quanto il vostro ; e Dio ha saputo spezzarlo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quell'uomo era stato a sentire all'uscio del suo padrone: aveva fatto bene ? E fra Cristoforo faceva bene a lodarlo di ciò ? Secondo le regole più comuni e men contraddette , è cosa molto brutta ; ma quel caso non poteva riguardarsi come un'eccezione ? E ci sono dell'eccezioni alle regole più comuni e men contraddette ? Questioni importanti ; ma che il lettore risolverà da sé , se ne ha voglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Tu hai un debito di venticinque lire col signor curato , per fitto del suo campo , che lavoravi , l'anno passato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tonio e suo fratello , li lascerà entrare ; ma voi ! voi due ! pensate ! avrà ordine di tenervi lontani , più che un ragazzo da un pero che ha le frutte mature .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vorrei sapere , - gridò , digrignando i denti , e alzando la voce , quanto non aveva mai fatto prima d'allora , alla presenza del padre Cristoforo ; - vorrei sapere che ragioni ha dette quel cane , per sostenere . . .per sostenere che la mia sposa non dev'essere la mia sposa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ha detto dunque quel cane , che non vuole , perché non vuole ?
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Non ha detto nemmen questo , povero Renzo ! Sarebbe ancora un vantaggio se , per commetter l'iniquità , dovessero confessarla apertamente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma qualcosa ha dovuto dire: cos'ha detto quel tizzone d'inferno ?
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* Colui non ha proferito il nome di questa innocente , né il tuo ; non ha figurato nemmen di conoscervi , non ha detto di pretender nulla ; ma . . .ma pur troppo ho dovuto intendere ch'è irremovibile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Avete sentito cos'ha detto d'un non so che . . .d'un filo che ha , per aiutarci ? - disse Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Non vi ricordate quante braccia ha al suo comando colui ? E quand'anche . . .Dio liberi ! . . .contro i poveri c'è sempre giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ha da morire !
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* - Le zucche ! - rispose questo: - sapete che diavoli d'occhi ha il padre: mi leggerebbe in viso , come sur un libro , che c'è qualcosa per aria ; e se cominciasse a farmi dell'interrogazioni , non potrei uscirne a bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Hai inteso ?
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* L'altro è un contadino che ha nome Tonio: buon camerata , allegro: peccato che n'abbia pochi ; che gli spenderebbe tutti qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il santo v'era paragonato , per l'amore allo studio , ad Archimede ; e fin qui don Abbondio non trovava inciampo ; perché Archimede ne ha fatte di così curiose , ha fatto dir tanto di sé , che , per saperne qualche cosa , non c'è bisogno d'un'erudizione molto vasta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma siccome il mio nome è sul suo libraccio , dalla parte del debito . . .dunque , giacché ha già avuto l'incomodo di scrivere una volta , così . . .dalla vita alla morte . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E subito , lasciata cader la lucerna che teneva nell'altra mano , s'aiutò anche con quella a imbacuccarla col tappeto , che quasi la soffogava ; e intanto gridava quanto n'aveva in canna: - Perpetua ! Perpetua ! tradimento ! aiuto ! - Il lucignolo , che moriva sul pavimento , mandava una luce languida e saltellante sopra Lucia , la quale , affatto smarrita , non tentava neppure di svolgersi , e poteva parere una statua abbozzata in creta , sulla quale l'artefice ha gettato un umido panno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo , che strepitava di notte in casa altrui , che vi s'era introdotto di soppiatto , e teneva il padrone stesso assediato in una stanza , ha tutta l'apparenza d'un oppressore ; eppure , alla fin de' fatti , era l'oppresso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Gli ho visti io: m'hanno voluto ammazzare: l'ha detto il padre Cristoforo: e anche voi , Renzo , ha detto che veniate subito: e poi gli ho visti io: provvidenza che vi trovo qui tutti ! vi dirò poi , quando saremo fuori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Prima che partiate , - disse il padre , - preghiamo tutti insieme il Signore , perché sia con voi , in codesto viaggio , e sempre ; e sopra tutto vi dia forza , vi dia amore di volere ciò ch'Egli ha voluto - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo ch'ebbero pregato , alcuni momenti , in silenzio , il padre , con voce sommessa , ma distinta , articolò queste parole: - noi vi preghiamo ancora per quel poveretto che ci ha condotti a questo passo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Noi saremmo indegni della vostra misericordia , se non ve la chiedessimo di cuore per lui ; ne ha tanto bisogno ! Noi , nella nostra tribolazione , abbiamo questo conforto , che siamo nella strada dove ci avete messi Voi: possiamo offrirvi i nostri guai ; e diventano un guadagno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Certo , il cuore , chi gli dà retta , ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quanto più si avanza nel piano , il suo occhio si ritira , disgustato e stanco , da quell'ampiezza uniforme ; l'aria gli par gravosa e morta ; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose ; le case aggiunte a case , le strade che sboccano nelle strade , pare che gli levino il respiro ; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero , pensa , con desiderio inquieto , al campicello del suo paese , alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso , da gran tempo , e che comprerà , tornando ricco a' suoi monti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo , chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire , e n'è sbalzato lontano , da una forza perversa ! Chi , staccato a un tempo dalle più care abitudini , e disturbato nelle più care speranze , lascia que' monti , per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere , e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno ! Addio , casa natìa , dove , sedendo , con un pensiero occulto , s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per render ragione della strana condotta di quella persona , nel caso particolare , egli ha poi anche dovuto raccontarne in succinto la vita antecedente ; e la famiglia ci fa quella figura che vedrà chi vorrà leggere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma ciò che la circospezione del pover'uomo ci ha voluto sottrarre , le nostre diligenze ce l'hanno fatto trovare in altra parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* che ha avuto a far menzione di quella persona medesima , non nomina , è vero , né lei , né il paese ; ma di questo dice ch'era un borgo antico e nobile , a cui di città non mancava altro che il nome ; dice altrove , che ci passa il Lambro ; altrove , che c'è un arciprete .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Essa ha dovuto partir di nascosto dal suo paese , per sottrarsi a de' gravi pericoli ; e ha bisogno , per qualche tempo , d'un asilo nel quale possa vivere sconosciuta , e dove nessuno ardisca venire a disturbarla , quand'anche . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Reverenda signora , - disse Lucia , - quanto le ha detto mia madre è la pura verità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La fattoressa del monastero ha maritata , pochi giorni sono , l'ultima sua figliuola .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Buon per lui questa volta , che ha trovato un amico , il quale , senza tanto strepito , senza tanto apparato , senza tante faccende , ha condotto l'aflare a buon porto , in un batter d'occhio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il buon conduttore delle due donne ha detto che il padre ddla signora era il primo in Monza: e , accozzando questa qualsisia testimonianza con alcune altre indicazioni che l'anonimo lascia scappare sbadatamente qua e là , noi potremmo anche asserire che fosse il feudatario di quel paese .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E a fine d'indurla più facilmente a ciò , non mancaron di dirle e di ripeterle , che finalmente era una mera formalità , la quale (e questo era vero) non poteva avere efficacia , se non da altri atti posteriori , che dipenderebbero dalla sua volontà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A poco a poco si scoprì un non so che di nuovo nelle maniere della giovinetta: una tranquillità e un'inquietudine diversa dalla solita , un fare di chi ha trovato qualche cosa che gli preme , che vorrebbe guardare ogni momento , e non lasciar vedere agli altri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gertrude non ha più bisogno di consigli ; ciò che noi desideravamo per suo bene , l'ha voluto lei spontaneamente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Domani , - disse solennemente il principe: - ha stabilito che si vada domani .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Bisogna però confessare che anche lei s'è portata benone , e ha fatto vedere che non sarà impicciata a far la prima figura , e a sostenere il decoro della famiglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Guai chi lo tocca in que' momenti ! non ha riguardo per nessuno , fuorché per il signor principe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma finalmente non ha sopra di sé che il signor principe , e un giorno , il signor principe sarà lui ; più tardi che sia possibile , però .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nel dir questo , s'era voltato verso la principessa ; e questa , credendo che fosse un invito a proporre , cominciava: - ci sarebbe . . .- Ma il principe interruppe: - No , no , signora principessa: la madrina deve prima di tutto piacere alla sposina ; e benché l'uso universale dia la scelta ai parenti , pure Gertrude ha tanto giudizio , tanta assennatezza , che merita bene che si faccia un'eccezione per lei - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E qui , voltandosi a Gertrude , in atto di chi annunzia una grazia singolare , continuò: - ognuna delle dame che si son trovate questa sera alla conversazione , ha quel che si richiede per esser madrina d'una figlia della nostra casa ; non ce n'è nessuna , crederei , che non sia per tenersi onorata della preferenza: scegliete voi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fosse arte o caso , era avvenuto come quando il giocator di bussolotti facendovi scorrere davanti agli occhi le carte d'un mazzo , vi dice che ne pensiate una , e lui poi ve la indovinerà ; ma le ha fatte scorrere in maniera che ne vediate una sola .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo i primi complimenti , - signorina , - le disse , - io vengo a far la parte del diavolo ; vengo a mettere in dubbio ciò che , nella sua supplica lei ha dato per certo ; vengo a metterle davanti agli occhi le difficoltà , e ad accertarmi se le ha ben considerate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Hai sentito come m'ha dato sulla voce , come se avessi detto qualche gran sproposito ? Io non me ne son fatta caso punto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Tu non hai torto , e ti sei portato bene , - disse don Rodrigo: - hai fatto quello che si poteva ; ma . . .ma , che sotto questo tetto ci fosse una spia ! Se c'è , se lo arrivo a scoprire , e lo scopriremo se c'è , te l'accomodo io ; ti so dir io , Griso , che lo concio per il dì delle feste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Povero Griso ! In faccende tutto il giorno , in faccende mezza la notte , senza contare il pericolo di cader sotto l'unghie de' villani , o di buscarti una taglia per rapto di donna honesta , per giunta di quelle che hai già addosso ; e poi esser ricevuto in quella maniera ! Ma ! così pagano spesso gli uomini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu hai però potuto vedere , in questa circostanza , che qualche volta la giustizia , se non arriva alla prima , arriva , o presto o tardi anche in questo mondo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ci ha messo uno zampino quel frate in quest'affare , - disse il cugino , dopo aver sentito tutto , con più serietà che non si sarebbe aspettato da un cervello così balzano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Basta ; ha scansato la punizione che gli stava più bene ; ma lo prendo io sotto la mia protezione , e voglio aver la consolazione d'insegnargli come si parla co' pari nostri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alla fin de' conti , ha più bisogno lui della nostra protezione , che voi della sua condiscendenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , gli amici non sono a due a due , come gli sposi ; ognuno , generalmente parlando , ne ha più d'uno: il che forma una catena , di cui nessuno potrebbe trovar la fine .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma la pratica generale ha voluto che obblighi soltanto a non confidare il segreto , se non a chi sia un amico ugualmente fidato , e imponendogli la stessa condizione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così , d'amico fidato in amico fidato , il segreto gira e gira per quell'immensa catena , tanto che arriva all'orecchio di colui o di coloro a cui il primo che ha parlato intendeva appunto di non lasciarlo arrivar mai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il nostro autore non ha potuto accertarsi per quante bocche fosse passato il segreto che il Griso aveva ordine di scovare: il fatto sta che il buon uomo da cui erano state scortate le donne a Monza , tornando , verso le ventitre , col suo baroccio , a Pescarenico , s'abbatté , prima d'arrivare a casa , in un amico fidato , al quale raccontò , in gran confidenza , l'opera buona che aveva fatta , e il rimanente ; e il fatto sta che il Griso poté , due ore dopo , correre al palazzotto , a riferire a don Rodrigo che Lucia e sua madre s'eran ricoverate in un convento di Monza , e che Renzo aveva seguitata la sua strada fino a Milano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Che diavolo ! - disse don Rodrigo: - tu mi riesci ora un can da pagliaio che ha cuore appena d'avventarsi alle gambe di chi passa sulla porta , guardandosi indietro se quei di casa lo spalleggiano , e non si sente d'allontanarsi !
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* Nella strada chiamata la Corsia de' Servi , c'era , e c'è tuttavia un forno , che conserva lo stesso nome ; nome che in toscano viene a dire il forno delle grucce , e in milanese è composto di parole così eteroclite , così bisbetiche , così salvatiche , che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono (El prestin di scansc .) .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Metton mano ai sacchi , li strascicano , li rovesciano: chi se ne caccia uno tra le gambe , gli scioglie la bocca , e , per ridurlo a un carico da potersi portare , butta via una parte della farina: chi , gridando: - aspetta , aspetta , - si china a parare il grembiule , un fazzoletto , il cappello , per ricever quella grazia di Dio ; uno corre a una madia , e prende un pezzo di pasta , che s'allunga , e gli scappa da ogni parte ; un altro , che ha conquistato un burattello , lo porta per aria: chi va , chi viene: uomini , donne , fanciulli , spinte , rispinte , urli , e un bianco polverìo che per tutto si posa , per tutto si solleva , e tutto vela e annebbia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Cos'è quest'altra storia ? " pensò di nuovo Renzo ; e andò dietro a uno che , fatto un fascio d'asse spezzate e di schegge , se lo mise in ispalla , avviandosi , come gli altri , per la strada che costeggia il fianco settentrionale del duomo , e ha preso nome dagli scalini che c'erano , e da poco in qua non ci son più .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così accomodata stette forse un par d'anni ; ma , una mattina , certuni che non avevan simpatia con Marco Bruto , anzi dovevano avere con lui una ruggine segreta , gettarono una fune intorno alla statua , la tiraron giù , le fecero cento angherie ; e , mutilata e ridotta a un torso informe , la strascicarono , con gli occhi in fuori , e con le lingue fuori , per le strade , e , quando furon stracchi bene , la ruzzolarono non so dove .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - È qui Ferrer ! - Non è vero , non è vero ! - Sì , sì ; viva Ferrer ! quello che ha messo il pane a buon mercato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Viva e moia , son le parole che mandan fuori più volentieri ; e chi è riuscito a persuaderli che un tale non meriti d'essere squartato , non ha bisogno di spender più parole per convincerli che sia degno d'esser portato in trionfo: attori , spettatori , strumenti , ostacoli , secondo il vento ; pronti anche a stare zitti , quando non sentan più grida da ripetere , a finirla , quando manchino gl'istigatori , a sbandarsi , quando molte voci concordi e non contraddette abbiano detto: andiamo ; e a tornarsene a casa , domandandosi l'uno con l'altro: cos'è stato ? Siccome però questa massa , avendo la maggior forza , la può dare a chi vuole , così ognuna delle due parti attive usa ogni arte per tirarla dalla sua , per impadronirsene: sono quasi due anime nemiche , che combattono per entrare in quel corpaccio , e farlo movere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Eccome se è un galantuomo ! è quello che aveva messo il pane a buon mercato ; e gli altri non hanno voluto ; e ora viene a condurre in prigione il vicario , che non ha fatto le cose giuste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi , dopo essersi condoluto con lui del pericolo e rallegrato della salvezza: - ah ! - esclamò , battendo la mano sulla sua zucca monda , - que dirà de esto su excelencia , che ha già tanto la luna a rovescio , per quel maledetto Casale , che non vuole arrendersi ? Que dirà el conde duque , che piglia ombra se una foglia fa più rumore del solito ? Que dirà el rey nuestro señor , che pur qualche cosa bisognerà che venga a risapere d'un fracasso così ? E sarà poi finito ? Dios lo sabe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che avvenisse poi di questo suo proponimento non lo dice il nostro autore , il quale , dopo avere accompagnato il pover'uomo in castello , non fa più menzione de' fatti suoi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il nostro giovine , dopo avere aiutato il passaggio della carrozza , finché c'era stato bisogno d'aiuto , e esser passato anche lui dietro a quella , tra le file de' soldati , come in trionfo , si rallegrò quando la vide correr liberamente , e fuor di pericolo ; fece un po' di strada con la folla , e n'uscì , alla prima cantonata , per respirare anche lui un po' liberamente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un grido confuso d'applausi , di - bravo: sicuro: ha ragione: è vero pur troppo , - fu come la risposta dell'udienza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Al pane , - disse Renzo , ad alta voce e ridendo , - ci ha pensato la provvidenza - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Preparate un buon letto a questo bravo giovine , - disse la guida: - perché ha intenzione di dormir qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Io fo il mio dovere , - disse l'oste , guardando in viso alla guida: - noi siamo obbligati a render conto di tutte le persone che vengono a alloggiar da noi: nome e cognome , e di che nazione sarà , a che negozio viene , se ha seco armi . . .quanto tempo ha di fermarsi in questa città . . .Son parole della grida .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Via , via , - gridaron molti di que' compagnoni: - ha ragione quel giovine: son tutte angherie , trappole , impicci: legge nuova Oggi , legge nuova .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Porta del medesimo , - disse Renzo: - che lo trovo galantuomo ; e lo metteremo a letto come l'altro , senza domandargli nome e cognome , e di che nazione sarà , e cosa viene a fare , e se ha a stare un pezzo in questa città .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tanto quel guastamestieri del volgo è ardito a manomettere le parole , e a far dir loro le cose più lontane dal loro legittimo significato ! Perché , vi domando io , cosa ci ha che fare poeta con cervello balzano ?
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* Alle volte , la gente ha dell'idee curiose .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma di che aiuto gli potesse essere il fiasco , in una tale circostanza , chi ha fior di senno lo dica .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ah ! - gridò Renzo: - ora è il poeta che ha parlato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ho detto per celia , - gridò questo sul viso di Renzo , spingendolo verso il letto: - per celia ; non hai inteso che ho detto per celia ?
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* Quando hai detto per celia . . .Son proprio celie - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I suoi bracchi erano in campo fino dal principio del tumulto: e quel sedicente Ambrogio Fusella era , come ha detto l'oste , un bargello travestito , mandato in giro appunto per cogliere sul fatto qualcheduno da potersi riconoscere , e tenerlo in petto , e appostarlo , e acchiapparlo poi , a notte affatto quieta , o il giorno dopo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Ah ! ah ! sappiamo benissimo che colui ha portato nella vostra osteria una quantità di pane rubato , e rubato con violenza , per via di saccheggio e di sedizione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Intendo benissimo: il re sarà sempre il re ; ma chi avrà riscosso , avrà riscosso: e naturalmente un povero padre di famiglia non ha voglia di riscotere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi diamine gliel ha detto ?
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* Il poverino si smarriva in quella ricerca: era come un uomo che ha sottoscritti molti fogli bianchi , e gli ha affidati a uno che credeva il fior de' galantuomini ; e scoprendolo poi un imbroglione , vorrebbe conoscere lo stato de' suoi affari: che conoscere ? è un caos .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E non mi par quasi vero d'esser qui a chiacchierar con voi altri ; perché avevo già messo da parte ogni pensiero di viaggio , per restare a guardar la mia povera bottega .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E vi so dir io che , per un galantuomo che ha bottega aperta , era un pensier poco allegro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutte cabale ordite da' navarrini , da quel cardinale là di Francia , sapete chi voglio dire , che ha un certo nome mezzo turco , e che ogni giorno ne pensa una , per far qualche dispetto alla corona di Spagna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ne volete una prova ? Chi ha fatto il più gran chiasso , eran forestieri ; andavano in giro facce , che in Milano non s'eran mai vedute .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Non si sa ; sarà scappato , o sarà nascosto in Milano: son gente che non ha né casa né tetto , e trovan per tutto da alloggiare e da rintanarsi: però finché il diavolo può , e vuole aiutarli: ci dan poi dentro quando meno se lo pensano ; perché , quando la pera è matura , convien che caschi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Basta spesso una voglia , per non lasciar ben avere un uomo ; pensate poi due alla volta , l'una in guerra coll'altra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Ha detto sei miglia , colui , - pensava: - se andando fuor di strada , dovessero anche diventar otto o dieci , le gambe che hanno fatte l'altre , faranno anche queste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'Adda ha buona voce ; e , quando le sarò vicino , non ho più bisogno di chi me l'insegni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E la prima volta che gli ferì gli orecchi quello scocco , così inaspettato , senza che potesse avere alcuna idea del luogo donde venisse , gli fece un senso misterioso e solenne , come d'un avvertimento che venisse da persona non vista , con una voce sconosciuta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Chi sa , - andava meditando , - se trovo da far bene ? se c'è lavoro , come negli anni passati ? Basta ; Bortolo mi voleva bene , è un buon figliuolo , ha fatto danari , m'ha invitato tante volte ; non m'abbandonerà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh povero Renzo ! Ma tu hai fatto capitale di me ; e io non t'abbandonerò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Veramente , ora non c'è ricerca d'operai ; anzi appena appena ognuno tiene i suoi , per non perderli e disviare il negozio ; ma il padrone mi vuol bene , e ha della roba .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La citta ha comprate duemila some di grano da un mercante che sta a Venezia: grano che vien di Turchia ; ma , quando si tratta di mangiare , la non si guarda tanto per il sottile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che ti fanno i bergamaschi ? Spediscono a Venezia Lorenzo Torre , un dottore , ma di quelli ! È partito in fretta , s'è presentato al doge , e ha detto: che idea è venuta a que' signori rettori ? Ma un discorso ! un discorso , dicono , da dare alle stampe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cosa vuol dire avere un uomo che sappia parlare ! Subito un ordine che si lasci passare il grano ; e i rettori , non solo lasciarlo passare , ma bisogna che lo facciano scortare ; ed è in viaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giovanbatista Biava , nunzio di Bergamo in Venezia (un uomo anche quello !) ha fatto intendere al senato che , anche in campagna , si pativa la fame ; e il senato ha concesso quattro mila staia di miglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E vedendo quello che sappiam fare (ché finalmente chi ha portata qui quest'arte , e chi la fa andare , siamo noi) , possibile che non si sian corretti ?
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* La casa è chiusa ; chi ha le chiavi non c'è , o non si lascia trovare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ce n'era più del bisogno , per non alzar mai più il viso tra i galantuomini , o avere ogni momento la spada alle mani .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi , come tornare , o come rimanere in quella villa , in quel paese , dove , lasciando da parte i ricordi incessanti e pungenti della passione , si porterebbe lo sfregio d'un colpo fallito ? dove , nello stesso tempo , sarebbe cresciuto l'odio pubblico , e scemata la riputazion del potere ? dove sul viso d'ogni mascalzone , anche in mezzo agl'inchini , si potrebbe leggere un amaro: l'hai ingoiata , ci ho gusto ? La strada dell'iniquità , dice qui il manoscritto , è larga ; ma questo non vuol dire che sia comoda: ha i suoi buoni intoppi , i suoi passi scabrosi ; è noiosa la sua parte , e faticosa , benché vada all'ingiù .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Perché ha voluto così il padre provinciale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando un nostro padre predicatore ha preso il volo , non si può prevedere su che ramo potrà andarsi a posare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Supponete che , a Rimini , il padre Cristoforo faccia un gran fracasso col suo quaresimale: perché non predica sempre a braccio , come faceva qui , per i pescatori e i contadini: per i pulpiti delle città , ha le sue belle prediche scritte ; e fior di roba .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E non istate a badare , come fanno certi ignoranti , che sia così mingherlino , con una vocina fessa , e una barbetta misera misera: non dico per predicare , perché ognuno ha i suoi doni ; ma per dar pareri , è un uomo , sapete ?
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* - Che diavolo ha codesto frate con mio nipote ?
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* Costui protegge , dirige , che so io ? una contadinotta di là ; e ha per questa creatura una carità , una carità . . .non dico pelosa , ma una carità molto gelosa , sospettosa , permalosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Non se ne impicciano , perché lo conoscono per una testa calda , e hanno tutto il rispetto per Rodrigo ; ma , dall'altra parte , questo frate ha un gran credito presso i villani , perché fa poi anche il santo , e . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Perché , e lo va dicendo lui , ci trova più gusto a farla vedere a Rodrigo , appunto perché questo ha un protettor naturale , di tanta autorita come vossignoria: e che lui se la ride de' grandi e de' politici , e che il cordone di san Francesco tien legate anche le spade , e che . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Da una parte , sapendo quante brighe , quante cose ha per la testa il signore zio . . .- (questo , soffiando , vi mise la mano , come per significare la gran fatica ch'era a farcele star tutte) - s'è fatto scrupolo di darle una briga di più .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi , dirò tutto: da quello che ho potuto capire , è così irritato , così fuor de' gangheri , così stucco delle villanie di quel frate , che ha più voglia di farsi giustizia da sé , in qualche maniera sommaria , che d'ottenerla in una maniera regolare , dalla prudenza e dal braccio del signore zio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il signore zio ha cento mezzi ch'io non conosco: so che il padre provinciale ha , com'è giusto , una gran deferenza per lui ; e se il signore zio crede che in questo caso il miglior ripiego sia di far cambiar aria al frate , lui con due parole . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non mi darei pace , se fossi cagione di farle pensare che Rodrigo non abbia tutta quella fede in lei , tutta quella sommissione che deve avere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Mi dica un poco vostra paternità , schiettamente , da buon amico . . .questo soggetto . . .questo padre . . .Di persona io non lo conosco ; e sì che de' padri cappuccini ne conosco parecchi: uomini d'oro , zelanti , prudenti , umili: sono stato amico dell'ordine fin da ragazzo . . .Ma in tutte le famiglie un po' numerose . . .c'è sempre qualche individuo , qualche testa . . .E questo padre Cristoforo , so da certi ragguagli che è un uomo . . .un po' amico de' contrasti . . .che non ha tutta quella prudenza , tutti que' riguardi . . .Scommetterei che ha dovuto dar più d'una volta da pensare a vostra paternità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Già lei sa meglio di me che soggetto fosse al secolo , le cosette che ha fatte in gioventù .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - È la gloria dell'abito questa , signor conte , che un uomo , il quale al secolo ha potuto far dir di sé , con questo indosso , diventi un altro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* C'è , dico , che lo stesso padre Cristoforo ha preso a cozzare con mio nipote , don Rodrigo *** .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Come ho già detto a vostra magnificenza , e parlo con un signore che non ha meno giustizia che pratica di mondo , tutti siamo di carne , soggetti a sbagliare . . .tanto da una parte , quanto dall'altra: e se il padre Cristoforo avrà mancato . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mio nipote è giovine ; il religioso , da quel che sento , ha ancora tutto lo spirito , le . . .inclinazioni d'un giovine: e tocca a noi , che abbiamo i nostri anni . . .pur troppo eh , padre molto reverendo ? . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per buona sorte , siamo ancora a tempo ; la cosa non ha fatto chiasso ; è ancora il caso d'un buon principiis obsta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lei m'intende: tutta gente che ha sangue nelle vene , e che , a questo mondo . . .è qualche cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Veramente , - disse il padre provinciale , - il padre Cristoforo è predicatore ; e avevo già qualche pensiero . . .Mi si richiede appunto . . .Ma in questo momento , in tali circostanze , potrebbe parere una punizione ; e una punizione prima d'aver ben messo in chiaro . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per tutto c'è degli aizzatori , de' mettimale , o almeno de' curiosi maligni che , se posson vedere alle prese signori e religiosi , ci hanno un gusto matto ; e fiutano , interpretano , ciarlano . . .Ognuno ha il suo decoro da conservare ; e io poi , come superiore (indegno) , ho un dovere espresso . . .L'onor dell'abito . . .non è cosa mia . . .è un deposito del quale . . .Il suo signor nipote , giacché è così alterato , come dice vostra magnificenza , potrebbe prender la cosa come una soddisfazione data a lui , e . . .non dico vantarsene , trionfarne , ma . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La lettera al guardiano porta l'istruzione d'insinuare al detto frate che deponga ogni pensiero d'affari che potesse avere avviati nel paese da cui deve partire , e che non vi mantenga corrispondenze: il frate latore dev'essere il compagno di viaggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Però quel tanto d'una tale amicizia che non era possibile di nascondere , poteva passare per una relazione indispensabile con un uomo la cui inimicizia era troppo pericolosa ; e così ricevere scusa dalla necessità: giacché chi ha l'assunto di provvedere , e non n'ha la volontà , o non ne trova il verso , alla lunga acconsente che altri provveda da sé , fino a un certo segno , a' casi suoi ; e se non acconsente espressamente , chiude un occhio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrivato al castello , e introdotto (lasciando però il Griso alla porta) , fu fatto passare per un andirivieni di corridoi bui , e per varie sale tappezzate di moschetti , di sciabole e di partigiane , e in ognuna delle quali c'era di guardia qualche bravo ; e , dopo avere alquanto aspettato , fu ammesso in quella dove si trovava l'innominato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nel primo bollor delle passioni , la legge che aveva , se non altro , sentita annunziare in nome di Lui , non gli era parsa che odiosa: ora , quando gli tornava d'improvviso alla mente , la mente , suo malgrado , la concepiva come una cosa che ha il suo adempimento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Noi abbiamo riferito come la sciagurata signora desse una volta retta alle sue parole ; e il lettore può avere inteso che quella volta non fu l'ultima , non fu che un primo passo in una strada d'abbominazione e di sangue .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu sei venuta a codesta età , senza sapere come si fa coraggio a una creatura , quando sI vuole ! Hai tu mai sentito affanno di cuore ? Hai tu mai avuto paura ? Non sai le parole che fanno piacere in que' momenti ? Dille di quelle parole: trovale , alla malora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sentiamo un poco come ha fatto costei per moverti a compassione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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" Un qualche demonio ha costei dalla sua , - pensava poi , rimasto solo , ritto , con le braccia incrociate sul petto , e con lo sguardo immobile sur una parte del pavimento , dove il raggio della luna , entrando da una finestra alta , disegnava un quadrato di luce pallida , tagliata a scacchi dalle grosse inferriate , e intagliata più minutamente dai piccoli compartimenti delle vetriate .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Oh no ! Vedo che lei ha buon cuore , e che sente pietà di questa povera creatura .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se lei volesse , potrebbe farmi paura più di tutti gli altri , potrebbe farmi morire ; e in vece mi ha . . .un po' allargato il cuore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oh se sapeste quanta gente sarebbe contenta di sentirlo parlare come ha parlato a voi ! State allegra , che or ora verrà da mangiare ; e io che capisco . . .nella maniera che v'ha parlato , ci sarà della roba buona .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Venite a letto: cosa volete far lì , accucciata come un cane ? S'è mai visto rifiutare i comodi , quando si possono avere ?
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* " Che sciocca curiosità da donnicciola , - pensava , - m'è venuta di vederla ? Ha ragione quel bestione del Nibbio ; uno non è più uomo ; è vero , non è più uomo ! . . .Io ? . . .io non son più uomo , io ? Cos'è stato ? che diavolo m'è venuto addosso ? che c'è di nuovo ? Non lo sapevo io prima d'ora , che le donne strillano ? Strillano anche gli uomini alle volte , quando non si possono rivoltare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Io ho fatto di tutto , - rispose quella: - ma non ha mai voluto mangiare , non è mai voluta venire . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Io son forestiero , - rispose l'interrogato , e data un'occhiata intorno , chiamò il cappellano crocifero , che in un canto del salottino , stava appunto dicendo sotto voce a un suo compagno: - colui ? quel famoso ? che ha a far qui colui ? alla larga ! - Però , a quella chiamata che risonò nel silenzio generale , dovette venire l'innominato , stette a sentir quel che voleva , e alzando con una curiosità inquieta gli occhi su quel viso , e riabbassandoli subito , rimase lì un poco , poi disse o balbettò: - non saprei se monsignore illustrissimo . . .in questo momento . . .si trovi . . .sia . . .possa . . .Basta , vado a vedere - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tali dimostrazioni , e chi non lo sa ? non sono né difficili né rare ; e l'ipocrisia non ha bisogno d'un più grande sforzo d'ingegno per farle , che la buffoneria per deriderle a buon conto , in ogni caso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cure , che potrebbero forse indur concetto d'una virtù gretta , misera , angustiosa , d'una mente impaniata nelle minuzie , e incapace di disegni elevati ; se non fosse in piedi questa biblioteca ambrosiana , che Federigo ideò con sì animosa lautezza , ed eresse , con tanto dispendio , da' fondamenti ; per fornir la quale di libri e di manoscritti , oltre il dono de' già raccolti con grande studio e spesa da lui , spedì otto uomini , de' più colti ed esperti che poté avere , a farne incetta , per l'Italia , per la Francia , per la Spagna , per la Germania , per le Fiandre , nella Grecia , al Libano , a Gerusalemme .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La sua vita fu un continuo profondere ai poveri ; e a proposito di questa stessa carestia di cui ha già parlato la nostra storia , avremo tra poco occasione di riferire alcuni tratti , dai quali si vedrà che sapienza e che gentilezza abbia saputo mettere anche in questa liberalità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Avendo risaputo che un nobile usava artifizi e angherie per far monaca una sua figlia , la quale desiderava piuttosto di maritarsi , fece venire il padre ; e cavatogli di bocca che il vero motivo di quella vessazione era il non avere quattromila scudi che , secondo lui , sarebbero stati necessari a maritar la figlia convenevolmente , Federigo la dotò di quattromila scudi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A questo non abbiamo nulla da rispondere , se non che sarebbe da desiderarsi che si vedessero spesso eccessi d'una virtù così libera dall'opinioni dominanti (ogni tempo ha le sue) , così indipendente dalla tendenza generale , come , in questo caso , fu quella che mosse un uomo a dar quattromila scudi , perché una giovine non fosse fatta monaca .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " E come mai , dirà codesto lettore , tante opere sono dimenticate , o almeno così poco conosciute , così poco ricercate ? Come mai , con tanto ingegno , con tanto studio , con tanta pratica degli uomini e delle cose , con tanto meditare , con tanta passione per il buono e per il bello , con tanto candor d'animo , con tant'altre di quelle qualità che fanno il grande scrittore , questo , in cento opere , non ne ha lasciata neppur una di quelle che son riputate insigni anche da chi non le approva in tutto , e conosciute di titolo anche da chi non le legge ? Come mai , tutte insieme , non sono bastate a procurare , almeno col numero , al suo nome una fama letteraria presso noi posteri ? "
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- Ma . . .- insistette il cappellano: - noi non possiamo mai parlare di certe cose , perché monsignore dice che le son ciance: però quando viene il caso , mi pare che sia un dovere . . .Lo zelo fa de' nemici , monsignore ; e noi sappiamo positivamente che più d'un ribaldo ha osato vantarsi che , un giorno o l'altro . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fatelo entrar subito: ha già aspettato troppo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non sapete tutto ciò che ha fatto questa che volete stringere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Forse Dio , che ha operato in voi il prodigio della misericordia , diffonde in esse una gioia di cui non sentono ancora la cagione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Di stretti , e con cui viva , o vivesse , non ha che la madre , - rispose don Abbondio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E avrebbe voluto dire: quella povera giovine ha molto più bisogno di veder subito una faccia conosciuta , una persona sicura , in quel castello , dopo tant'ore di spasimo , e in una terribile oscurità dell'avvenire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Vizi non ne ha ? - disse all'aiutante di camera don Abbondio , rimettendo in terra il piede , che aveva già alzato verso la staffa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E senza avere una minima caparra , dargli in mano un povero curato ! questo si chiama giocare un uomo a pari e caffo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Io non mi curo di sapere i fatti degli altri ; ma quando uno ci ha a metter la pelle , ha anche ragione di sapere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi fa cenno al lettighiero , che apra ; poi s'avvicina a don Abbondio , e , con un sembiante così sereno come questo non gliel aveva ancor visto , né credeva che lo potesse avere , con dipintavi la gioia dell'opera buona che finalmente stava per compire , gli dice , ancora sotto voce: - signor curato , non le chiedo scusa dell'incomodo che ha per cagion mia: lei lo fa per Uno che paga bene , e per questa sua poverina - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il padrone me l'ha promesso , ha detto: domattina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ha detto così ? ha detto così ? Ebbene ; io voglio andar da mia madre ; subito , subito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia , come riacquistate in un tratto tutte le sue forze , si rizzò precipitosamente ; poi fissò ancora lo sguardo su que' due visi , e disse: - è dunque la Madonna che vi ha mandati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - M'ha mandata il nostro curato , - disse la buona donna: - perché questo signore , Dio gli ha toccato il cuore (sia benedetto !) , ed è venuto al nostro paese , per parlare al signor cardinale arcivescovo (che l'abbiamo là in visita , quel sant'uomo) , e s'è pentito de' suoi peccatacci , e vuol mutar vita ; e ha detto al cardinale che aveva fatta rubare una povera innocente , che siete voi , d'intesa con un altro senza timor di Dio , che il curato non m'ha detto chi possa essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Lo saprete forse voi , - continuò la buona donna: - basta ; dunque il signor cardinale ha pensato che , trattandosi d'una giovine , ci voleva una donna per venire in compagnia , e ha detto al curato che ne cercasse una ; e il curato , per sua bontà , è venuto da me . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Brava giovine ! - riprese la donna: - e trovandosi al nostro paese anche il vostro curato (che ce n'è tanti tanti , di tutto il contorno , da mettere insieme quattro ufizi generali) , ha pensato il signor cardinale di mandarlo anche lui in compagnia ; ma è stato di poco aiuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Anche tu , - diceva tra sé alla bestia , - hai quel maledetto gusto d'andare a cercare i pericoli , quando c'è tanto sentiero ! " E tirava la briglia dall'altra parte ; ma inutilmente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se ha avuto cuore fin d'allora di mandare que' due demòni a farmi una figura di quella sorte sulla strada , ora poi , chi sa cosa farà ! Con sua signoria illustrissima non la può prendere , che è un pezzo molto più grosso di lui ; lì bisognerà rodere il freno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia , di ragione , sua signoria illustrissima penserà a metterla in salvo: quell'altro poveraccio mal capitato è fuor del tiro , e ha già avuto la sua: ecco che il cencio son diventato io .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cosa farà ora sua signoria illustrissima per difendermi , dopo avermi messo in ballo ? Mi può star mallevadore lui che quel dannato non mi faccia un'azione peggio della prima ? E poi , ha tanti affari per la testa ! mette mano a tante cose ! Come si può badare a tutto ? Lascian poi alle volte le cose più imbrogliate di prima .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le tornarono in mente tutte le circostanze del voto , l'angoscia intollerabile , il non avere una speranza di soccorso , il fervore della preghiera , la pienezza del sentimento con cui la promessa era stata fatta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E dopo avere ottenuta la grazia , pentirsi della promessa , le parve un'ingratitudine sacrilega , una perfidia verso Dio e la Madonna ; le parve che una tale infedeltà le attirerebbe nuove e più terribili sventure , in mezzo alle quali non potrebbe più sperare neppur nella preghiera ; e s'affrettò di rinnegare quel pentimento momentaneo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A pensare , dico , che un signore di quella sorte , e un uomo tanto sapiente , che , a quel che dicono , ha letto tutti i libri che ci sono , cosa a cui non è mai arrivato nessun altro , né anche in Milano ; a pensare che sappia adattarsi a dir quelle cose in maniera che tutti intendano . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sta' zitta ! cosa vuoi avere inteso , tu ?
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* E ha fatto proprio vedere che , benché ci sia la carestia , bisogna ringraziare il Signore , ed esser contenti: far quel che si può , industriarsi , aiutarsi , e poi esser contenti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi ha fatto proprio vedere che anche coloro che non son signori , se hanno più del necessario , sono obbligati di farne parte a chi patisce .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - No , no , mamma ; no ! - interruppe Lucia: - non gli augurate di patire , non l'augurate a nessuno ! Se sapeste cosa sia patire ! Se aveste provato ! No , no ! preghiamo piuttosto Dio e la Madonna per lui: che Dio gli tocchi il cuore , come ha fatto a quest'altro povero signore , ch'era peggio di lui ; e ora è un santo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Questo è sicuro , perché tutti lo dicono ; si tien per certo che si sia ricoverato sul bergamasco ; ma il luogo proprio nessuno lo sa dire: e lui finora non ha mai fatto saper nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando vide quel dove inaspettato , si fece far largo , pensate con che strepito , gridando e rigridando: - lasciate passare chi ha da passare - ; e entrò .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Povera giovine , - cominciò: - Dio ha permesso che foste messa a una gran prova ; ma v'ha anche fatto vedere che non aveva levato l'occhio da voi , che non v'aveva dimenticata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia , malgrado gli occhiacci che la madre cercava di farle alla sfuggita , raccontò la storia del tentativo fatto in casa di don Abbondio ; e concluse dicendo: - abbiam fatto male ; e Dio ci ha gastigati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Prendete dalla sua mano i patimenti che avete sofferti , e state di buon animo , - disse Federigo: - perché , chi avrà ragione di rallegrarsi e di sperare , se non chi ha patito , e pensa ad accusar se medesimo ?
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* E Dio che ha usato con me tanta misericordia , vi mandi il buon pensiero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sai perché ti par così ? - diceva Agnese: - perché hai tanto patito , e non ti par vero che la possa voltarsi in bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Perché , fin da quando aveva sentito la prima volta parlar di Lucia , s'era subito persuasa che una giovine la quale aveva potuto promettersi a un poco di buono , a un sedizioso , a uno scampaforca in somma , qualche magagna , qualche pecca nascosta la doveva avere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che dico ? oh vergogna ! il mondo stesso la rifiuta: il mondo fa anch'esso le sue leggi , che prescrivono il male come il bene ; ha il suo vangelo anch'esso , un vangelo di superbia e d'odio ; e non vuol che si dica che l'amore della vita sia una ragione per trasgredirne i comandamenti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Don Abbondio stava a capo basso: il suo spirito si trovava tra quegli argomenti , come un pulcino negli artigli del falco , che lo tengono sollevato in una regione sconosciuta , in un'aria che non ha mai respirata .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma quando s'ha che fare con certa gente , con gente che ha la forza , e che non vuol sentir ragioni , anche a voler fare il bravo , non saprei cosa ci si potesse guadagnare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi gli ha messi , non dico nella necessità , ma nella tentazione di far ciò che hanno fatto ? Avrebbero essi cercata quella via irregolare , se la legittima non fosse loro stata chiusa ? pensato a insidiare il pastore , se fossero stati accolti nelle sue braccia , aiutati , consigliati da lui ? a sorprenderlo , se non si fosse nascosto ? E a questi voi date carico ? e vi sdegnate perché , dopo tante sventure , che dico ? nel mezzo della sventura , abbian detto una parola di sfogo al loro , al vostro pastore ? Che il ricorso dell'oppresso , la querela dell'afflitto siano odiosi al mondo , il mondo è tale ; ma noi ! E che pro sarebbe stato per voi , se avessero taciuto ? Vi tornava conto che la loro causa andasse intera al giudizio di Dio ? Non è per voi una nuova ragione d'amar queste persone (e già tante ragioni n'avete) , che v'abbian dato occasione di sentir la voce sincera del vostro vescovo , che v'abbian dato un mezzo di conoscer meglio , e di scontare in parte il gran debito che avete con loro ? Ah ! se v'avessero provocato , offeso , tormentato , vi direi (e dovrei io dirvelo ?) d'amarli , appunto per questo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Abbondio stava zitto ; ma non era più quel silenzio forzato e impaziente: stava zitto come chi ha più cose da pensare che da dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutto sta che non gli sia accaduta qualche disgrazia , a vedere che non ha mai fatto saper nulla: ma eh ! deve andar tutto male ? Speriamo di no , speriamo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ero disposta , fin d'allora , a venir con voi altri , anche in capo al mondo ; e son sempre stata di quel parere ; ma senza danari come si fa ? Intendi ora ? Que' quattro , che quel poverino aveva messi da parte , con tanto stento e con tanto risparmio , è venuta la giustizia , e ha spazzato ogni cosa ; ma , per ricompensa , il Signore ha mandato la fortuna a noi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dunque , quando avrà trovato il bandolo di far sapere se è vivo , e dov'è , e che intenzioni ha , ti vengo a prender io a Milano ; io ti vengo a prendere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Compatitemi ; non avevo cuore . . .e che sarebbe giovato d'affliggervi qualche tempo prima ?
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* - Ma intanto , - riprese la madre , - se non fosse che tu ti sei legata per sempre , a tutto il resto , quando a Renzo non gli sia accaduta qualche disgrazia , con que' danari io ci avevo trovato rimedio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma que' danari , - replicò Lucia , - ci sarebbero venuti , s'io non avessi passata quella notte ? È il Signore che ha voluto che tutto andasse così: sia fatta la sua volontà - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando saprete dov'è , fategli scrivere , trovate un uomo . . .appunto vostro cugino Alessio , che è un uomo prudente e caritatevole , e ci ha sempre voluto bene , e non ciarlerà: fategli scriver da lui la cosa com'è andata , dove mi son trovata , come ho patito , e che Dio ha voluto così , e che metta il cuore in pace , e ch'io non posso mai mai esser di nessuno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* È per il mondo ; gli hanno troncato il suo avviamento , gli hanno portato via la sua roba , que' risparmi che aveva fatti , poverino , sapete perché . . .E noi abbiamo tanti danari ! Oh mamma ! giacché il Signore ci ha mandato tanto bene , e quel poverino , è proprio vero che lo riguardavate come vostro . . .sì , come un figliuolo , oh ! fate mezzo per uno ; ché , sicuro , Iddio non ci mancherà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La corte di Madrid , che voleva a ogni patto (abbiam detto anche questo) escludere da que' due feudi il nuovo principe , e per escluderlo aveva bisogno d'una ragione (perché le guerre fatte senza una ragione sarebbero ingiuste) , s'era dichiarata sostenitrice di quella che pretendevano avere , su Mantova un altro Gonzaga , Ferrante , principe di Guastalla ; sul Monferrato Carlo Emanuele I , duca di Savoia , e Margherita Gonzaga , duchessa vedova di Lorena .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Un buon mezzo è di fare il disgustato , di querelarsi , di reclamare: e perciò , essendo venuto il residente di Venezia a fargli un complimento , e ad esplorare insieme , nella sua faccia e nel suo contegno , come stesse dentro di sé (notate tutto ; ché questa è politica di quella vecchia fine) , don Gonzalo , dopo aver parlato del tumulto , leggermente e da uomo che ha già messo riparo a tutto ; fece quel fracasso che sapete a proposito di Renzo ; come sapete anche quel che ne venne in conseguenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma per avere un'idea di quel carteggio , bisogna sapere un poco come andassero allora tali cose , anzi come vadano ; perché , in questo particolare , credo che ci sia poco o nulla di cambiato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nascono delle questioni sul modo d'intendere ; perché l'interessato , fondandosi sulla cognizione de' fatti antecedenti , pretende che certe parole voglian dire una cosa ; il lettore , stando alla pratica che ha della composizione , pretende che ne vogliano dire un'altra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi sa immaginarsi una grida tale eseguita , deve avere una bella immaginazione ; e certo , se tutte quelle che si pubblicavano in quel tempo erano eseguite , il ducato di Milano doveva avere almeno tanta gente in mare , quanta ne possa avere ora la gran Bretagna .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alla moltitudine un tale espediente è sempre parso , e ha sempre dovuto parere , quanto conforme all'equità , altrettanto semplice e agevole a mettersi in esecuzione: è quindi cosa naturale che , nell'angustie e ne' patimenti della carestia , essa lo desideri , l'implori e , se può , l'imponga .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Né si può pensare che l'esempio de' quattro disgraziati che n'avevan portata la pena per tutti , fosse quello che ora li tenesse tutti a freno: qual forza poteva avere , non la presenza , ma la memoria de' supplizi sugli animi d'una moltitudine vagabonda e riunita , che si vedeva come condannata a un lento supplizio , che già lo pativa ? Ma noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani , e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi ; sopportiamo , non rassegnati ma stupidi , il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* S'era ugualmente ordinato che il pane fosse di buona qualità: giacché , quale amministratore ha mai detto che si faccia e si dispensi roba cattiva ? ma ciò che non si sarebbe ottenuto nelle circostanze solite , anche per un più ristretto servizio , come ottenerlo in quel caso , e per quella moltitudine ? Si disse allora , come troviamo nelle memorie , che il pane del lazzeretto fosse alterato con sostanze pesanti e non nutrienti: ed è pur troppo credibile che non fosse uno di que' lamenti in aria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi non ha visto don Abbondio , il giorno che si sparsero tutte in una volta le notizie della calata dell'esercito , del suo avvicinarsi , e de' suoi portamenti , non sa bene cosa sia impiccio e spavento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alcuni tiravan di lungo , senza rispondere né guardare in su ; qualcheduno diceva: - eh messere ! faccia anche lei come può ; fortunato lei che non ha da pensare alla famiglia ; s'aiuti , s'ingegni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Che c'è da dubitarne ancora , dopo tutto quello che si sa , dopo quello che anche lei ha veduto ?
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* - Andarlo a cercar ora l'uomo , che ognuno ha da pensare a' fatti suoi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Hanno da rendere un bel conto ! Ma intanto , ne va di mezzo chi non ci ha colpa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Però , hanno scelto un buon ricovero , - riprese quello: - chi diavolo ha a andar lassù per forza ? E troveranno compagnia: ché già s'è sentito che ci sia rifugiata molta gente , e che ce n'arrivi tuttora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Grazie , grazie , - rispose don Abbondio: - son circostanze , che si ha appena testa d'occuparsi di quel che è di precetto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Se ha poi paura anche d'esser difeso e aiutato . . .- ricominciava Perpetua ; ma don Abbondio l'interruppe aspramente , sempre però a voce bassa: - zitta ! E badate bene di non riportare questi discorsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh ! per questo , ci avevo già pensato: che crede che non le sappia un pochino le creanze ?
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* - E questa , - continuò don Abbondio , - è una donna a cui vossignoria ha già fatto del bene: la madre di quella . . .di quella . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nessuno scrittore d'epoca posteriore s'è proposto d'esaminare e di confrontare quelle memorie , per ritrarne una serie concatenata degli avvenimenti , una storia di quella peste ; sicché l'idea che se ne ha generalmente , dev'essere , di necessità , molto incerta , e un po' confusa: un'idea indeterminata di gran mali e di grand'errori (e per verità ci fu dell'uno e dell'altro , al di là di quel che si possa immaginare) , un'idea composta più di giudizi che di fatti , alcuni fatti dispersi , non di rado scompagnati dalle circostanze più caratteristiche , senza distinzion di tempo , cioè senza intelligenza di causa e d'effetto , di corso , di progressione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tanto è forte la carità ! Tra le memorie così varie e così solenni d'un infortunio generale , può essa far primeggiare quella d'un uomo , perché a quest'uomo ha ispirato sentimenti e azioni più memorabili ancora de' mali ; stamparlo nelle menti , come un sunto di tutti que' guai , perché in tutti l'ha spinto e intromesso , guida , soccorso , esempio , vittima volontaria ; d'una calamità per tutti , far per quest'uomo come un'impresa ; nominarla da lui , come una conquista , o una scoperta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non fu per questo presa veruna risoluzione , come si ha dal Ragguaglio del Tadino (Pag .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La storia ha deplorata la sua sorte , e biasimata l'altrui sconoscenza ; ha descritte con molta diligenza le sue imprese militari e politiche , lodata la sua previdenza , l'attività , la costanza: poteva anche cercare cos'abbia fatto di tutte queste qualità , quando la peste minacciava , invadeva una popolazione datagli in cura , o piuttosto in balìa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Eppure il Ripamonti , scrivendo per ordine del Consiglio generale de' decurioni , doveva avere al suo comando molti mezzi di prender l'informazioni necessarie ; e il Tadino , per ragione del suo impiego , poteva , meglio d'ogn'altro , essere informato d'un fatto di questo genere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E certo fu singolare , e merita che ne sia fatta memoria , la condizione in cui , per qualche mese , si trovaron quegli uomini , di veder venire avanti un orribile flagello , d'affaticarsi in ogni maniera a stornarlo , d'incontrare ostacoli dove cercavano aiuti , e d'essere insieme bersaglio delle grida , avere il nome di nemici della patria: pro patriae hostibus , dice il Ripamonti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E fu bello lo stesso averlo accettato , senz'altra ragione che il non esserci chi lo volesse , senz'altro fine che di servire , senz'altra speranza in questo mondo , che d'una morte molto più invidiabile che invidiata ; fu bello lo stesso esser loro offerto , solo perché era difficile e pericoloso , e si supponeva che il vigore e il sangue freddo , così necessario e raro in que' momenti , essi lo dovevano avere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E , il 22 , furono spediti al campo due di quel corpo , che gli rappresentassero i guai e le strettezze della città: le spese enormi , le casse vote , le rendite degli anni avvenire impegnate , le imposte correnti non pagate , per la miseria generale , prodotta da tante cause , e dal guasto militare in ispecie ; gli mettessero in considerazione che , per leggi e consuetudini non interrotte , e per decreto speciale di Carlo V , le spese della peste dovevan essere a carico del fisco: in quella del 1576 avere il governatore , marchese d'Ayamonte , non solo sospese tutte le imposizioni camerali , ma data alla città una sovvenzione di quaranta mila scudi della stessa Camera ; chiedessero finalmente quattro cose: che l'imposizioni fossero sospese , come s'era fatto allora ; la Camera desse danari ; il governatore informasse il re , delle miserie della città e della provincia ; dispensasse da nuovi alloggiamenti militari il paese già rovinato dai passati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Così pure , trovandosi colma di cadaveri un'ampia , ma unica fossa , ch'era stata scavata vicino al lazzeretto ; e rimanendo , non solo in quello , ma in ogni parte della città , insepolti i nuovi cadaveri , che ogni giorno eran di più , i magistrati , dopo avere invano cercato braccia per il tristo lavoro , s'eran ridotti a dire di non saper più che partito prendere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Una volta , il lazzeretto rimase senza medici ; e , con offerte di grosse paghe e d'onori , a fatica e non subito , se ne poté avere ; ma molto men del bisogno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Hai ragione: se posso dormire . . .Del resto , sto bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Giran sicuri , anche qui , certa gente , che n'hann'addosso . . .Ci ha a esser salvocondotto solamente per i birboni ? E a Milano , dicono tutti che l'è una confusione peggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora avevo proprio bisogno d'un po' di quiete , per rimettermi in tono: via , cominciavo a stare un po' meglio . . .In nome del cielo , cosa venite a far qui ? Tornate . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era una marmaglia d'ortiche , di felci , di logli , di gramigne , di farinelli , d'avene salvatiche , d'amaranti verdi , di radicchielle , d'acetoselle , di panicastrelle e d'altrettali piante ; di quelle , voglio dire , di cui il contadino d'ogni paese ha fatto una gran classe a modo suo , denominandole erbacce , o qualcosa di simile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E sa il cielo quante porte s'immaginava che Milano dovesse avere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se un prete , in funzion di prete , non ha un po' di carità , un po' d'amore e di buona grazia , bisogna dire che non ce ne sia più in questo mondo " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Quella signora , - disse Renzo guardando in su , e con voce non troppo sicura: - ci sta qui a servire una giovine di campagna , che ha nome Lucia ?
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* L'ira divenne rabbia , l'angoscia si cangiò in disperazione ; e , perso il lume degli occhi , mise mano al suo coltellaccio , lo sfoderò , si fermò su due piedi , voltò indietro il viso più torvo e più cagnesco che avesse fatto a' suoi giorni ; e , col braccio teso , brandendo in aria la lama luccicante , gridò: - chi ha cuore , venga avanti , canaglia ! che l'ungerò io davvero con questo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Tu hai avuto una bella paura , a quel che mi pare , - disse il monatto: - m'hai l'aria d'un pover'uomo ; ci vuol altri visi a far l'untore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E tra le risate de' compagni , prese il fiasco , e l'alzò ; ma , prima di bere , si voltò a Renzo , gli fissò gli occhi in viso , e gli disse , con una cert'aria di compassione sprezzante: - bisogna che il diavolo col quale hai fatto il patto , sia ben giovine ; ché , se non eravamo lì noi a salvarti , lui ti dava un bell'aiuto - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma , - domandò il frate , - hai qualche indizio dove sia stata messa , quando ci sia venuta ?
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- Oh poverino ! ma che ricerche hai tu finora fatte qui ?
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* Se Dio non ha voluto che la ci sia ; quella parte , - e alzò di nuovo la mano , accennando il lato dell'edifizio che avevan dirimpetto: - quella parte della fabbrica , e una parte del terreno che è lì davanti , è assegnata alle donne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* O in Milano , o nel suo scellerato palazzo , o in capo al mondo , o a casa del diavolo , lo troverò quel furfante che ci ha separati ; quel birbone che , se non fosse stato lui , Lucia sarebbe mia , da venti mesi ; e se eravamo destinati a morire , almeno saremmo morti insieme .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E se lo trovo , - continuò Renzo , cieco affatto dalla collera , - se la peste non ha già fatto giustizia . . .Non è più il tempo che un poltrone , co' suoi bravi d'intorno , possa metter la gente alla disperazione , e ridersene: è venuto un tempo che gli uomini s'incontrino a viso a viso: e . . .la farò io la giustizia !
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* Dio non l'ha lasciata in terra per te ; e tu , certo , non hai l'ardire di crederti degno che Dio pensi a consolarti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ardiresti tu di pretendere ch'io rubassi il tempo a questi afflitti , i quali aspettano ch'io parli loro del perdono di Dio , per ascoltar le tue voci di rabbia , i tuoi proponimenti di vendetta ? T'ho ascoltato quando chiedevi consolazione e aiuto ; ho lasciata la carità per la carità ; ma ora tu hai la tua vendetta in cuore: che vuoi da me ? vattene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Renzo ! - disse , con una serietà più tranquilla , il frate: pensaci ; e dimmi un poco quante volte gli hai perdonato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Zitto ! - interruppe il frate: - credi tu che , se ci fosse una buona ragione , io non l'avrei trovata in trent'anni ? Ah ! s'io potessi ora metterti in cuore il sentimento che dopo ho avuto sempre , e che ho ancora , per l'uomo ch'io odiavo ! S'io potessi ! io ? ma Dio lo può: Egli lo faccia ! . . .Senti , Renzo: Egli ti vuol più bene di quel che te ne vuoi tu: tu hai potuto macchinar la vendetta ; ma Egli ha abbastanza forza e abbastanza misericordia per impedirtela ; ti fa una grazia di cui qualchedun altro era troppo indegno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E perché sei povero , perché sei offeso , credi tu ch'Egli non possa difendere contro di te un uomo che ha creato a sua immagine ? Credi tu ch'Egli ti lascerebbe fare tutto quello che vuoi ? No ! ma sai tu cosa puoi fare ? Puoi odiare , e perderti ; puoi , con un tuo sentimento , allontanar da te ogni benedizione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sì , sì , - disse Renzo , tutto commosso , e tutto confuso: capisco che non gli avevo mai perdonato davvero ; capisco che ho parlato da bestia , e non da cristiano: e ora , con la grazia del Signore , sì , gli perdono proprio di cuore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ti ricorderesti che il Signore non ci ha detto di perdonare a' nostri nemici , ci ha detto d'amarli ? Ti ricorderesti ch'Egli lo ha amato a segno di morir per lui ?
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* Hai detto: lo troverò ; lo troverai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t'ha offeso , sì ; lo stesso sentimento , il Dio , che tu pure hai offeso , avrà per te in quel giorno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Benedetto il Signore ! Benedetto nella giustizia , benedetto nella misericordia ! benedetto nella morte , benedetto nella salute ! benedetto in questa scelta che ha voluto far di noi ! Oh ! perché l'ha voluto , figliuoli , se non per serbarsi un piccol popolo corretto dall'afflizione , e infervorato dalla gratitudine ? se non a fine che , sentendo ora più vivamente , che la vita è un suo dono , ne facciamo quella stima che merita una cosa data da Lui , l'impieghiamo nell'opere che si possono offrire a Lui ? se non a fine che la memoria de' nostri patimenti ci renda compassionevoli e soccorrevoli ai nostri prossimi ? Questi intanto , in compagnia de' quali abbiamo penato , sperato , temuto ; tra i quali lasciamo degli amici , de' congiunti ; e che tutti son poi finalmente nostri fratelli ; quelli tra questi , che ci vedranno passare in mezzo a loro , mentre forse riceveranno qualche sollievo nel pensare che qualcheduno esce pur salvo di qui , ricevano edificazione dal nostro contegno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se la pigrizia , se l'indocilità della carne ci ha resi meno attenti alle vostre necessità , men pronti alle vostre chiamate ; se un'ingiusta impazienza , se un colpevol tedio ci ha fatti qualche volta comparirvi davanti con un volto annoiato e severo ; se qualche volta il miserabile pensiero che voi aveste bisogno di noi , ci ha portati a non trattarvi con tutta quell'umiltà che si conveniva , se la nostra fragilità ci ha fatti trascorrere a qualche azione che vi sia stata di scandolo ; perdonateci ! Così Dio rimetta a voi ogni vostro debito , e vi benedica - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi ci ha custodite finora , ci custodirà anche adesso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E , come chi non ha più altro da dire , né vuol sentir altro , come chi vuol sottrarsi a un pericolo , si ritirò ancor più vicino al lettuccio , dov'era la donna di cui aveva parlato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- È levato , gira , assiste gli altri ; ma se lo vedeste , che colore che ha , come si regge ! Se n'è visti tanti e tanti , che pur troppo . . .non si sbaglia !
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- Ma , se ha parlato così , è perché lui non sa . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E anche lì , - proseguì Renzo , - ha parlato da santo: ha detto che il Signore forse ha destinato di far la grazia a quel meschino . . .(ora non potrei proprio dargli un altro nome) . . .che aspetta di prenderlo in un buon punto ; ma vuole che noi preghiamo insieme per lui . . .Insieme ! avete inteso ?
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* Ma come volete che stia nel mondo di là , il poverino , se di qua non s'accomoda questa cosa , se non è disfatto il male che ha fatto lui ? Che se voi intendete la ragione , allora tutto è come prima: quel che è stato è stato: lui ha fatto la sua penitenza di qua . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cose senza costrutto , n'è vero ? Cose buone , chi ha la scienza e il fondamento da farle , ma per noi gente ordinaria , che non sappiamo bene come si devon fare . . .n'è vero che son cose che non valgono ?
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* - Credete voi , - riprese il vecchio , abbassando gli occhi , - che Dio ha data alla sua Chiesa l'autorità di rimettere e di ritenere , secondo che torni in maggior bene , i debiti e gli obblighi che gli uomini possono aver contratti con Lui ?
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* - Peccato , figliuola ? - disse il padre: - peccato il ricorrere alla Chiesa , e chiedere al suo ministro che faccia uso dell'autorità che ha ricevuto da essa , e che essa ha ricevuta da Dio ? Io ho veduto in che maniera voi due siete stati condotti ad unirvi ; e , certo , se mai m'è parso che due fossero uniti da Dio , voi altri eravate quelli: ora non vedo perché Dio v'abbia a voler separati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia ! v'ha detto , - e accennava Renzo , - chi ha visto qui ?
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* - La ringrazio anch'io , - disse la vedova , - della consolazione che ha data a queste povere creature ; sebbene io avessi fatto conto di tenerla sempre con me , questa cara Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non le raccomando questa giovine: già vedo che è come sua: non c'è che da lodare il Signore , il quale sa mostrarsi padre anche ne' flagelli , e che , col farle trovare insieme , ha dato un così chiaro segno d'amore all'una e all'altra .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Prima di partire , offrì anche a lei danari , dicendo: - gli ho qui tutti , vedete , que' tali: avevo fatto voto anch'io di non toccarli , fin che la cosa non fosse venuta in chiaro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E l'altra volta , - soggiungeva , - che si sarebbe creduto che il Signore guardasse altrove , e non pensasse a noi , giacché lasciava portar via il povero fatto nostro ; ecco che ha fatto vedere il contrario , perché m'ha mandato da un'altra parte di bei danari , con cui ho potuto rimettere ogni cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi m'avesse detto , quando io m'arrapinavo tanto a allestir quell'altro: tu credi di lavorar per Lucia: eh povera donna ! lavori per chi non sai: sa il cielo , questa tela , questi panni , a che sorte di creature anderanno indosso: quelli per Lucia , il corredo davvero che ha da servire per lei , ci penserà un'anima buona , la quale tu non sai né anche che la sia in questo mondo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di donna Prassede , quando si dice ch'era morta , è detto tutto ; ma intorno a don Ferrante , trattandosi ch'era stato dotto , l'anonimo ha creduto d'estendersi un po' più ; e noi , a nostro rischio , trascriveremo a un di presso quello che ne lasciò scritto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ho inteso , - disse Renzo: - lei ha ancora un po' di quel mal di capo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Questo non ci ha che fare , - disse don Abbondio: - v'ho forse detto di no ? Io non dico di no ; parlo . . .parlo per delle buone ragioni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , come dico , questo non ci ha che far nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E stata un gran flagello questa peste ; ma è anche stata una scopa ; ha spazzato via certi soggetti , che , figliuoli miei , non ce ne liberavamo più: verdi , freschi , prosperosi: bisognava dire che chi era destinato a far loro l'esequie , era ancora in seminario , a fare i latinucci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ci ha dato un gran fastidio a tutti , vedete: ché adesso lo possiamo dire .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi la peste ! la peste ! ha dato di bianco a di gran cose la peste ! Sicché , se volete . . .oggi è giovedì . . .domenica vi dico in chiesa ; perché quel che s'è fatto l'altra volta , non conta più niente , dopo tanto tempo ; e poi ho la consolazione di maritarvi io .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E ora , se vi dovesse tornare a insegnare , vi direbbe che gli va dato dell'eminenza: avete inteso ? Perché il papa , che Dio lo conservi anche lui , ha prescritto , fin dal mese di giugno , che ai cardinali si dia questo titolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dunque ha trovato un bonissimo ripiego .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Hanno a avere un bel da fare laggiù in curia , a dar dispense , se la va per tutto come qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ha proprio fatto uno sproposito Perpetua a morire ora ; ché questo era il momento che trovava l'avventore anche lei .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Uh ! ha voglia di scherzare , lei , - disse questa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In questa calamità , ho perduto i due soli figli che avevo , e la madre loro , e ho avute tre eredità considerabili .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Finisce sempre a andare in bocca di qualche furbo , che forse sarà già un pezzo che fa all'amore a quelle quattro braccia di terra , e quando sa che l'altro ha bisogno di vendere , si ritira , fa lo svogliato ; bisogna corrergli dietro , e dargliele per un pezzo di pane: specialmente poi in circostanze come queste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il signor marchese ha già veduto dove vada a parare il mio discorso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il giovine ha addosso una cattura , una specie di bando , per qualche scappatuccia che ha fatta in Milano , due anni sono , quel giorno del gran fracasso , dove s'è trovato impicciato , senza malizia , da ignorante , come un topo nella trappola: nulla di serio , veda: ragazzate , scapataggini: di far del male veramente , non è capace: e io posso dirlo , che l'ho battezzato , e l'ho veduto venir su: e poi , se vossignoria vuol prendersi il divertimento di sentir questa povera gente ragionar su alla carlona , potrà fargli raccontar la storia a lui , e sentirà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il signor marchese , in Milano , conta , come è giusto , e per quel gran cavaliere , e per quel grand'uomo che è . . .No , no , mi lasci dire ; ché la verità vuole avere il suo luogo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando comparve questa Lucia , molti i quali credevan forse che dovesse avere i capelli proprio d'oro , e le gote proprio di rosa , e due occhi l'uno più bello dell'altro , e che so io ? cominciarono a alzar le spalle , ad arricciar il naso , e a dire: - eh ! l'è questa ? Dopo tanto tempo , dopo tanti discorsi , s'aspettava qualcosa di meglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* È tirata un po' con gli argani , e proprio da secentista ; ma in fondo ha ragione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ho imparato , - diceva , - a non mettermi ne' tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a guardare con chi parlo: ho imparato a non alzar troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte , quando c'è lì d'intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede , prima d'aver pensato quel che possa nascere - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Sí, lei, lei che per tanti anni aveva avuto la forza di resistere agli impulsi della gioventú, lei che aveva sempre accolto in sé sentimenti puri e nobili, lei che aveva considerato il proprio sacrifizio come un dovere: in un momento, perduta! Oh miseria! miseria! L'unica ragione che sentiva di potere addurre in sua discolpa, che valore poteva avere davanti al fratello? Poteva dirgli: - "Guarda, Giorgio, che sono forse caduta per te"? - Eppure la verità era forse questa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Le hai detto ch'era in tavola? E perché non l'hai forzata a venire? La moglie s'interpose: fece intendere al marito che sarebbe stato meglio, forse, lasciare in pace la sposa, per quel giorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che figura ci fa, lí solo, spajato, a capo tavola? Come potrà la sposa aver considerazione per uno scimmione cosí fatto? Ha ragione, ha ragione di vergognarsi di lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora egli avrebbe avuto tutto il diritto di dirgli: "Che mi hai dato? A me, quella vecchia? Io ho studiato, ho una professione da signore e potevo aspirare a una bella giovine, ricca e di buoni natali come lei!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E che hai tu pianto finora? - gli disse lei con le lagrime a gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che ho preteso, io da te? - Che hai preteso? Di non aver molestie, di non aver contatto con me, quasi che io fossi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gerlando, pentito, spaventato, corse a chiamar la madre: un garzone fu spedito in città per una levatrice; mentre il mezzadro, vedendo già in pericolo il podere, se la nuora abortiva, bistrattava il figlio: - Bestione, bestione, che hai fatto? E se ti muore, adesso? Se non hai piú figli? Sei in mezzo a una strada! Che farai? Hai lasciato la scuola e non sai neppur tenere la zappa in mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lui è stato! Ha osato di metterle le mani addosso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non t'accorgi che lei, ora, dopo la malattia, t'è grata dell'affezione che le hai dimostrata? Non la lasciare un momento, cerca d'entrarle sempre piú nel cuore; e poi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora lei sta bene e non ne ha piú bisogno, la notte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Neanche un pugno di mosche! Pensaci, pensaci a tempo: già troppo ne hai perduto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu devi andarci con le buone, e magari dirglielo: "Vedi? che n'ho avuto io, di te? t'ho rispettato, come tu hai voluto; ma ora pensa un po' a me, tu: come resto io? che farò, se tu mi lasci cosí?".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dio, che ha contato le mie lagrime e sa la vita mia, m'ha dato forza e salute.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vecchio? Non ha ancora quarant'anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ti farà mancare mai nulla: ha uno stipendio fisso, un buon impiego.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E hai visto che bella cameretta bianca, pulita, piena d'aria? Chiudi porta e finestra, la sera; accendi il lume; e sei a casa tua: una casa come un'altra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si sa! Un altro bicchierotto per sedare la commozione, e andiamo via ché Lisi ha fretta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Mattia Scala, dunque, doveva avere ancora un po' di pazienza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Me l'ha data un veterinario che ha studiato a Napoli: bravissimo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha aperto, finalmente! È la finestra della cucina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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essa lo ha ucciso! Si ricordò di ciò che gli era parso di scernere, entrando, e raffermò, convinto: - Essa, sí! l'ho veduta io, con gli occhi miei! Stava sul letto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Voi, da quel boja? da quell'assassino, che mi ha mangiato vivo? Quanto avete preso? - Aspettate, vi dirò, - rispose il Trigona, con calma dolente, ponendo innanzi una mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non io! perché quel boja, come voi dite benissimo, della mia firma non ha mai voluto saperne...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Chi ve li ha fatti spendere? Don Mattia Scala ripeté, su le furie, al Chiarenza il suo accordo col Lo Cícero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu pensi agli eredi? Non hai figli, tu! Pensi ai nipoti? Giusto ora? Non ci hai mai pensato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di' franco: Voglio nuocerti, come t'ho sempre nociuto! Ah non t'è bastato d'avermi distrutta la casa, d'avermi quasi uccisa la moglie e messo in fuga per disperazione l'unico figlio, non t'è bastato d'avermi ridotto là, misero, in ricompensa del bene ricevuto; anche la terra ora vuoi levarmi, la terra dove io ho buttato il sangue mio? Ma perché, perché cosí feroce contro di me? Che t'ho fatto io? Non ho nemmeno fiatato dopo il tuo tradimento da Giuda: avevo da pensare alla moglie che mi moriva per causa tua, al figlio scomparso per causa tua: prove, prove materiali del furto non ne avevo, per mandarti in galera; e dunque, zitto; me ne sono andato là, in quei tre palmi di terra; mentre qua tutto il paese, a una voce, t'accusava, ti gridava: Ladro! Giuda! Non io, non io! Ma Dio c'è, sai? e t'ha punito: guarda le tue mani ladre come sono ridotte...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ohé, la smetti? Bada che mi svegli i piccini! - Hai ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che comandi ha da darmi? - Ecco, - disse Ciancarella; ma, invece di seguitare, si recò la tazza alle labbra e trasse tre sorsi di caffè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Un tabernacolo, dunque, non tanto piccolo, perché ci ha da entrare una statua, grande al vero, di Cristo alla colonna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lo domandi a me? Pezzo d'asino, che gli hai risposto? Spatolino ripeté quanto aveva detto al Ciancarella e altro aggiunse che non aveva detto, infervorandosi alle lodi del prete battagliero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Benissimo! E lui? Muso di cane! - Ha avuto un sogno, dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A nessuno veniva in mente che il notajo potesse avere ordinato quel tabernacolo: tutti, invece, ignorando che quel pezzo di terra appartenesse pure al Ciancarella, e conoscendo il fanatismo religioso di Spatolino, pensavano che questi, o per incarico del vescovo o per voto della Società Cattolica, costruisse lí quel tabernacolo, per far dispetto al vecchio usurajo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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VI Ora c'è chi gli porta l'olio per la lampada; c'è chi gli porta da mangiare e da bere; qualche donnicciola, pian piano, comincia a dirlo santo e va a raccomandarglisi perché preghi per lei e pe' suoi; qualche altra gli ha recato una tonaca nuova, men rozza, e gli ha chiesto in compenso tre numeri da giocare al lotto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Mèola ha rubato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma pensiamo, signori miei, a chi e perché ha rubato il Mèola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pensiamo che è niente il bene che il Mèola ha fatto a se stesso rubando, se lo confrontiamo col bene che da quel suo furto è derivato alla nostra amatissima Montelusa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora questo, con buona pace e sopportazione vostra, vuol dire avere una concezione dell'eroe alquanto grottesca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai inteso? - mi domandò il Mèola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quest'odio gli parve troppo e che, come tale, dovesse avere una ragione recondita e particolare nell'animo e nel passato di Monsignore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io seguitai a essergli amico e mi ebbi da lui in quel vespro indimenticabile, quando la timida campanella argentina sonò i tre rintocchi nel cielo luminoso, quella mezza confessione misteriosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco, voi dite: il Mèola ha rubato; il Mèola s'è arricchito; il Mèola probabilmente domani si metterà a far l'usurajo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Monsignor Landolina non pareva affatto che dovesse avere in sé tanta forza di dominio e cosí dura energia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dolore ti salva, figliuolo! E tu, per tua ventura, hai molto, molto da soffrire, pensando a tuo padre che, poveretto, eh...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha dovuto preparar le sue robe...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che hai da dirmi, figliuolo mio? Don Arturo trasse fuori il pacco delle cambiali, e subito cominciò a esporre il piato per esse coi parenti, e le visite e le lamentazioni delle vittime.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Don Arturo, tutto invermigliato in volto, le posò per terra e disse: - Avevo pensato, Monsignore, di restituirle a quei poveri disgraziati...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ho letto in un giornale che una Compagnia ha assicurato non so per quanto la mano d'un celebre violinista: è vero? Il signor Lapo Vannetti rimase per un istante sconcertato: poi sorrise e disse: - Americanate! Sissignore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Flavia trasse un lungo sospiro e, socchiudendo gli occhi con calmo disprezzo, disse: - Chiunque sia per poco entrato nell'intimità della nostra casa, ha potuto accorgersi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Del male ch'egli mi fece, non ha sospetto, e non ne avrà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gabriele rimase un pezzo assorto, guardando la bussola per cui ella era uscita; poi si recò una mano al petto, sul cuore, e seguitando a tener fissi gli occhi, mormorò: - Qua, è vero? Tu mi hai ascoltato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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che hai sentito? - balbettò il Sarti, con un sorriso squallido su le labbra, dominandosi a stento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Quello che hai detto a mia moglie, - rispose, calmo, Gabriele, fissando di nuovo gli occhi, senza sguardo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E chi ti ha prescritto i termini cosí infallibilmente? Va' là! va' là! Rinfrancato, pensò che fosse una gherminella per fargli dire quel che pensasse della sua salute.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vieni qua! Ti dico che si tratta di salvare i miei figliuoli! Hai capito? - Ma come vuoi salvarli? Vuoi salvarli sul serio, cosí? - Con la mia morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebbene, lui, lui mi ha persuaso, mi ha vinto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli dia, gli dia subito da firmare la dichiarazione medica: ha premura, deve andar via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- J'hai levato er pane? Piagne mo', vedi? Ha fame...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché disperi? Credi tutto finito? Hai ventisei anni...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Stai per prenderla? - Sei matto? Dopo i quaranta? Neanche per sogno! - Quaranta? E se fossero cinquanta, Gigione, e sonati? Ma già, tu hai la specialità di non sentir sonare mai niente: né le campane né gli anni, me ne scordavo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Restiamo intesi, intanto, oh! che tu mi hai invitato a pranzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dopo i quaranta! - Dopo i quaranta, bisogna avere il coraggio di voltar le spalle a un cammino che, seguitando, ti porterebbe al precipizio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quante volte mi butterei a camminare a terra, cosí con le mani puntate, gattoni! Questa maledetta civiltà ci rovina! Quadrupede, io sarei una bella bestia selvaggia; quadrupede, ti sparerei un pajo di calci nel ventre per le bestialità che hai detto; quadrupede, non avrei moglie, né debiti, né pensieri...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Apparecchierai per due, oggi, e disimpégnati! Con questo mio amico, che ha un nome curiosissimo, non si scherza, bada! - Antropofago Capribarbicornípede! - esclamò l'altro con un versaccio, che lasciò la vecchietta perplessa, se sorriderne o farsi la croce.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Me, no! me, no! Son troppo bel giovine, per l'anima di tutti i diavoli! Su, Gigione, poiché hai codesta debolezza, mostrami adesso le tue miserie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo crederesti? M'ha negato la firma! E allora tuo fratello, che alla fin fine, benché amicissimo, è un estraneo, ne ha fatto a meno, tanto se n'è indignato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bene: la sorella di mio cognato ha avuto la cattiva ispirazione d'innamorarsi di me, poverina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai ragione...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io ebbi appena il tempo di gridare: "Ma abbia pazienza, signora mia, com'è possibile che Lucio creda sul serio...".(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se hai sposato! - Io? Ah, io no, davvero! Lei mi ha sposato, lei sola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non avevo mai sperimentato prima d'ora...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ti ricordi? io avevo domandato che mi s'ascrivesse o al reggimento di Udine, perché contavo, in qualche licenza d'un mese, di passare i confini (senza disertare), per visitare un po' l'Austria...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi domandò: - Non hai letto nei giornali? Credevo che sapessi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi non ha colpa, chi non ha da pentirsi, è uomo libero sempre; anche se voi mi date la catena, sarò libero sempre, internamente: del di fuori ormai non m'importa piú nulla".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutto il paese però sapeva bene che io, la temperanza, la morigeratezza in persona, avevo fatto per lei un monte di debiti...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma santo Dio, domando e dico perché abbiamo allora studiato tanto da piccoli? Se costantemente ci ricordassimo di ciò che la scienza astronomica ci ha insegnato, l'infimo, quasi incalcolabile posto che il nostro pianeta occupa nell'universo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che consolazione, in nome di Dio, vorreste voi avere della morte del vostro figliuolo? Non è meglio niente? Ma sí, niente, credete a me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non potevo guardar piú nulla, perché mi parevano vivi, nella loro immobilità sospesa, gli oggetti della camera: là lo spigolo illuminato dell'armadio, qua il pomo d'ottone della lettiera su cui avevo poc'anzi posato la mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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So che a giorno chiaro, dopo un tempo incommensurabile, durante il quale non avevo piú avvertito minimamente né la stanchezza, né il freddo, né la disperazione, mi ritrovai col trattatello di geografia della mia figliuola sotto gli occhi, aperto a pagina 75, sgorbiato nei margini e con una bella macchia d'inchiostro cilestrino su l'emme di Giamaica.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ero stato tutto quel tempo nell'isola di Giamaica, dove sono le Montagne Azzurre, dove dal lato di tramontana le spiagge s'innalzano grado grado fino a congiungersi col dolce pendio di amene colline, la maggior parte separate le une dalle altre da vallate spaziose piene di sole, e ogni vallata ha il suo ruscello e ogni collina la sua cascata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Avevo veduto sotto le acque chiare le mura delle case della città di Porto Reale sprofondate nel mare da un terribile terremoto; le piantagioni dello zucchero e del caffè, del grano d'India e della Guinea; le foreste delle montagne; avevo sentito e respirato con indicibile conforto il tanfo caldo e grasso del letame nelle grandi stalle degli allevamenti; ma proprio sentito e respirato, ma proprio veduto tutto, col sole che è là su quelle praterie, con gli uomini e con le donne e coi ragazzi come sono là, che portano con le ceste e rovesciano a mucchi sugli spiazzi assolati il raccolto del caffè ad asciugarsi; con la certezza precisa e tangibile che tutto questo era vero, in quella parte del mondo cosí lontana; cosí vero da sentirlo e opporlo come una realtà altrettanto viva a quella che mi circondava là nella camera di mia madre moribonda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Hai notato come gli occhi le si velano e le cangiano di colore, quando trae qualcuno di questi sospiri silenziosi? Ha molto sofferto la signorina Anita, perché molto intelligente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Identità, che pajono predestinazioni! Ma l'amico Marino, orfano e povero com'è, ha la mamma e una sorella da mantenere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Orfana e povera, la signorina Anita ha anche lei la mamma, ma non la mantiene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quello ha il biondo del sole nei capelli e il cielo azzurro negli occhi; questa, negli occhi, due stelle, e nei capelli la notte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, non si sa come né perché, tutt'a un tratto il commendator Ballesi ha creduto di dover cangiare l'amor paterno per la signorina Anita in un amore d'altro genere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina Anita ha strappato parecchi fazzoletti, con le mani e coi denti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Piú che sdegno, ha provato onta, ribrezzo, orrore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La mamma ha pianto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché ha pianto la mamma? Per la gioja, ha detto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La mamma della signorina Anita ha pianto molto e non ride piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il commendator Ballesi ha preso in affitto un villino su la spiaggia, e la signorina Anita è con la mamma ai bagni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina Anita ha bisogno di smorzare la fiamma dello sdegno, e s'indugia perciò molto nel bagno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando tu, Marino mio, nella magnifica sera di luna arrivasti ad Anzio con la morte nel cuore, per avere un ultimo abboccamento con la signorina Anita già ufficialmente fidanzata al commendator Ballesi, ella aveva ancora nel collo l'impressione dei denti di Nicolino Respi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu, onestamente, nobilmente, le hai impedito questa vendetta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu credi, caro Marino, d'aver sofferto un'atroce disillusione, perché hai veduto all'improvviso la signorina Anita orribilmente diversa da quella che conoscevi tu, da quella ch'era per te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non per nulla, amico mio, guarda, tu non mi hai parlato del nasino all'insú della signorina Anita! Quel nasino non ti apparteneva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu non gli hai permesso di fare con te la sua vendetta, e allora essa l'ha fatta con Nicolino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- I capelli? - Sicuro! sicuro! i capelli! Non ha ancora capito? Le hanno dato a intendere che, se per caso le sbatte in capo, il pipistrello ha nelle ali non so che viscosità, per cui non è piú possibile distrigarlo dai capelli, se non a patto di tagliarli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Voi non ce l'avete messo; ma se lui ci si ficca? - Bisogna non farne caso! - E vi sembra naturale? V'assicuro io, io che debbo vivere nella vostra commedia la parte di Livia, che questo non è naturale; perché Livia, lo so io, lo so io meglio di voi, che paura ha dei pipistrelli! La vostra Livia, - badate - non piú io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora io vi domando, per la realtà stessa che voi volete creare, se vi sembri naturale che ella, con la paura che ha dei pipistrelli, col ribrezzo che la fa contorcere e gridare al solo pensiero d'un possibile contatto, se ne stia lí come se nulla fosse, con un pipistrello che le svolazza attorno alla faccia, e mostri di non farne caso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni scrittore, quand'è un vero scrittore, ancor che sia mediocre, per chi stia a guardarlo in un momento come quello in cui si trovava Faustino Perres la sera della prima rappresentazione, ha questo di commovente, o anche, se si vuole, di ridicolo: che si lascia prendere, lui stesso prima di tutti, lui stesso qualche volta solo fra tutti, da ciò che ha scritto, e piange e ride e atteggia il volto, senza saperlo, delle varie smorfie degli attori sulla scena, col respiro affrettato e l'animo sospeso e pericolante, che gli fa alzare or questa or quella mano in atto di parare o di sostenere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come! Come! Lo domanda a me, come? - Ma se quello svenimento nella mia commedia non c'è e non c'entra, commendatore! - Bisogna che lei ce lo faccia entrare, caro signore, a ogni costo! Non ha veduto che po' po' di successo? Tutti i giornali domattina ne parleranno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E se è un morto per bene, bella la vuole; e ha ragione! Da starci comodo, e di marmo la vuole, e decorata anche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stavo prima ozioso fisso a Roma, perché avevo vinto la cuccagna: il Pensionato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La mia povera figliuola ha avuto la sciagura di perdere improvvisamente il fidanzato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché lei, mia figlia, ha avuto sempre veramente una grande passione per il disegno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ne ho fatti parecchi, io, di questi disegni, con la speranza di avere almeno qualche commissione dai morti, visto che i vivi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei, scusi, signorina, - interloquí il Pogliani, un po' piccato nel vedersi messo cosí da parte, - ha ideato un monumento su qualche disegno del mio amico? - No, proprio uguale, no...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo scheletro sta rigido, come lo ha disegnato il signor Colli, ma di tra le pieghe del funebre paludamento vien fuori, appena, una mano che regge l'anello nuziale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Poiché ha trovato qua il mio amico...(Pirandello - Novelle per un anno)
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non hai inteso? s'è rivolta a me perché ti sapeva fuori di Roma...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma se ha cambiato tutto! - esclamò il Colli, divincolandosi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei ha fatto la Vita in camicia...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei ha voluto raffigurarsi qua, ha voluto fare il suo ritratto; ma lasciamo andare che Lei è molto piú bella; qua siamo nel campo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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è salito lassú, hai visto? su tutte le furie, e con due colpi di stecca, taf! taf! me l'ha tutto guastato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, sí? - diceva - Ti tocco e ti lascio? No, ah, no perdio! Io non mi riduco in quello stato! Ti faccio tornare per forza, io! Mi passeggi accanto e ti diverti a vedere come mi hai conciato? a vedermi strascicare un piede? a sentirmi biascicare? Mi rubi mezzo alfabeto, mi fai dire oa e cao, e ridi? No, caa! Vieni qua! Mi tio una pistoettata, com'è veo Dio! Questo spasso io non te lo do! Mi sparo, m'ammazzo com'è vero Dio! Questo spasso non te lo do.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perdio, e quando mai l'abbiamo calcolata noi, questa pellaccia? La vita ha prezzo per quello che ti dà...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tre giorni dopo, quando alla Fiaschetteria Toscana si seppe del malore improvviso del Golisch, gli amici accorsi a visitarlo poterono avere un saggio pietoso di quella sua nuova lingua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu non volevi venire, è vero? Ti ha condotto lui, questo discolaccio! Ma non farò nemmeno una carezza a lui...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Colichette epatiche, eh? Lei ha moglie, mi figuro...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma se non ha moglie, stia pur tranquillo: lei guarirà! Il giovinotto tornò a sorridere come prima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un vulcano ci ha il singhiozzo? terremoti, catastrofi, un'ecatombe...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io, che avevo già trent'anni e vi avevo trovato un buon collocamento, avevo preso a pigione un quartierino da scapolo, non molto lontano da casa mia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ti piacerebbe che la gente, vedendoci per via, dicesse: "Oh guarda un po' che moglie è andata a scegliersi quel pover'uomo"? E il marito, che - gliel'assicuro - non è piú uomo, si sta zitto; quand'invece dovrebbe gridare: - Ma me lo dico io da me, cara, che moglie sono andato a scegliermi, nel vederti cosí, adesso, accanto a me! Ah, tu mi ti mostri brutta per casa e a letto, perché gli altri poi, per via, possano esclamare: "Oh guarda che bella moglie ha quel pover'uomo"? E mi debbono invidiare per giunta? Ma grazie, grazie cara, di quest'invidia per me, che si traduce, naturalmente, in un desiderio di te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, capirà, un marito non può piú desiderar la moglie che ha giorno e notte con sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma qualunque cosa egli facesse, creda pure, non andrebbe mai bene per lei, perché l'amore, quel tale amore di cui ella ha bisogno, il marito, solamente perché marito, non può piú darglielo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quella cert'aura può spirar fuori, dagli occhi degli uomini che non sanno, e dei quali essa, senza parere, con arte sopraffina, ha voluto e saputo attirare e fermare gli sguardi per inebriarsene deliziosamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi ha avuto come me la disgrazia d'intoppare in una moglie senza peli sulla lingua, lo sa bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando mai ho goduto io? - Avresti voluto conoscer altri? - Ma certo! ma precisamente come te, che ne hai conosciute tante prima e chi sa quante dopo! Dunque, signor mio, tenga bene a mente questo: che una donna desidera proprio tal quale come noi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fosse l'acqua o il bagno o la doccia, o piuttosto, com'io credo, la bella aria che si gode qua e la dolcezza della campagna toscana, il fatto è che mi sentii subito meglio; tanto che decisi di fermarmi per un mese o due; e, per stare con maggior libertà, presi a pigione un appartamentino presso la Pensione, un po' piú giú, da Coli, che ha un bel poggiolo donde si scopre tutta la vallata coi due laghetti di Chiusi e di Montepulciano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma - non so se lei lo ha già supposto - cominciò a sentirsi male mia moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E va bene! Che bisogno c'era, domando io, di venirmi a cantar sul muso quel che già sapevo dentro di me e avevo visto con gli occhi miei e quasi toccato con mano? Sú, sú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché, perché non ero andata a destarla subito? Anzi perché non glielo avevo introdotto in camera e pregato di mettersi a letto con lei? - Tu lo sfiderai! - mi gridò in fine, fuori di sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La mattina dopo, ero sul punto di recarmi a prender consiglio da un maggiore in ritiro che avevo conosciuto alle Terme, quando questo stesso maggiore, in compagnia di un altro signore del paese, venne a chiedermi lui soddisfazione a nome del dottor Loero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già! per il modo come lo avevo messo alla porta la sera precedente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io, capisce? E per miracolo mia moglie non mi aveva mangiato, perché non lo avevo buttato giú dal poggiolo! Basta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non avevo mai maneggiato armi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, farà pena un bimbo nato male, zoppetto o gobbino, a vederlo ridere e scherzare, ignaro della sua disgrazia; ma una brutta bestiola non ne fa, e se ruzza e disturba, non si ha sofferenza per lei; le si dà un calcio, là e addio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che hai veduto? - Nulla...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È questa l'assistenza che Vossignoria presta alla povera gente perseguitata? Oh Signore! Vossignoria parla cosí perché non ha veduto come noi! Ci sono, creda pure, ci sono, gli spiriti! ci sono! E nessuno meglio di noi lo può sapere! - Voi li avete veduti? - le domandò Zummo con un sorriso di scherno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Avevo un ditalino d'argento, ricordo della nonna, sant'anima! Lo guardavo, come la pupilla degli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sa che ci ha risposto quell'assassino? Storie! ci ha risposto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha voluto saperne; anzi ci ha minacciati: "Guardatevi bene" dice "dal farne chiasso, o vi fulmino!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E ci ha fulminato! - concluse il marito, scotendo il capo amaramente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Muore un amico? Ci arrestiamo là, davanti alla sua morte, come tante bestie restíe, e preferiamo di volgere indietro il pensiero, alla sua vita, rievocando qualche ricordo, per vietarci d'andare oltre con la mente, oltre il punto cioè che ha segnato per noi la fine del nostro amico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lo avevo previsto! - gridò loro, con gli occhi che gli schizzavano fiamme.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vi giuro, signori miei, che lo avevo previsto! E ci contavo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La giustizia cieca ti ha dato ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma tu ora hai aperto gli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che hai visto? Parla! Ma il povero Granella, tutto tremante, piangeva, e non poteva parlare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fatto! - Che hai fatto? - Tutto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Afferrò Nàzzaro per le braccia e, scotendolo, gli gridò: - Che hai fatto? - Ho bruciato il grano del vostro podere, - gli rispose tranquillamente Nàzzaro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La gelosia, del resto, - sentenziò, - non dipende tanto dalla poca stima che l'uomo ha della donna, o viceversa, quanto dalla poca stima che abbiamo di noi stessi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Bisognerebbe ora vedere che stima ha di te tua moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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mi hai frastornato, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí, hai ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Senza capire, imbecille, che se lei, avendo Lulú per marito, poteva in certo qual modo avere una scusa al tradimento, Livia no, perdio, Livia no! S'era fisso ormai questo chiodo, e non si poteva dar pace.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu non puoi avere opinioni, caro mio! Sei senza nervi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Via, ragazzate! - È venuta a trovarmi e mi ha esposto i suoi "fieri" propositi, - disse, sempre sorridendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando Martino Lori non poté piú avere alcun dubbio su lo stato della moglie e quand'ella poi gli mise al mondo una bambina, nel vedere di quale gratitudine, di qual devozione per lui e di quali sacrifizii per la figliuola la maternità avesse reso capace quella donna, tant'altre cose comprese e si spiegò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Quando ha detto no, è no, lo sai.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E non hai visto che non s'è punto meravigliata nel vedermi arrivare questa sera a mani vuote? Cosí dicendo, Marco Verona rise gajamente, come da tant'anni il Lori non lo aveva piú sentito ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non doveva proprio avere alcun rispetto per lui, alcun riguardo, il genero? Tutte le feste e gl'inviti per il Verona, perché ricco e illustre? Ma se doveva esser cosí, se volevano tutti e tre seguitare ad accoglierlo ogni sera a quel modo, come un importuno, come un intruso, egli non sarebbe andato piú; no, no, perdio, non sarebbe andato piú! Voleva stare a vedere che cosa avrebbero fatto quei signori, tutt'e tre, allora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando - tre mesi dopo - i Fiorenzo, marito e moglie, accompagnati alla stazione dai parenti e dagli amici, partirono per il viaggio di nozze, diretti a Roma, Ortensia Motta, intima di casa Fiorenzo e anche amicissima della Sarulli, disse al marito, alludendo a Bartolino: - Povero figliuolo, ha preso moglie? Io direi piuttosto che gli hanno dato marito! Ma con ciò, si badi, la Motta non voleva mica dire che Lina Sarulli, prima Lina Taddei, ora Lina Fiorenzo, avesse piú dell'uomo che della donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bisognava "coniugare" Bartolino per avere un po' d'allegria in casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Anche a me ha fatto lo stesso effetto, la prima volta...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E le disse col volto in fiamme: - Ma anche tu, scusa, non hai forse pianto quando t'è morto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Entrava nello studio? Ed ecco: l'immagine del Taddei gli rideva e lo salutava, come per dirgli: - Passi! passi pure! Qui era anche il mio studio d'ingegnere, sa? Ora lei vi ha allogato il suo gabinetto di chimica? Buon lavoro! La vita a chi resta, la morte a chi tocca! Entrava nella camera da letto? Ed ecco, l'immagine del Taddei lo perseguitava anche lí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quelle care amiche che avevano marito e le altre che avevano il fidanzato o facevano all'amore si congratulavano tanto con esse di questo bel fatto; e quelle promettevano che avrebbero mandato presto la piccola Tittí o il piccolo Cocò a studiar l'arpa o la pittura ad acquerello; e le altre per miracolo, nelle effusioni d'affetto e d'ammirazione, non promettevano che si sarebbero affrettate a mettere al mondo un figliuolo, una figliuola, per avere anch'esse il piacere d'ajutare le coraggiose amiche a provvedersi da vestir discretamente, da pagar la pigione e non morire di fame.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Spiro, hai le mani troppo calde.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Scegliendo me, dimostrerà che non ha voluto far torto alla memoria d'Iduccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La vita ha certe difficoltà, da cui chi muore si scioglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che caldo, per bacconaccio! Se potessi avere un bicchier d'acqua...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, non sai? Non sai nulla ancora? non t'hanno detto nulla? non hai nulla sospettato? Tuo marito è un assassino! - gridò la vecchia signora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma è ferito, mamma! - Da sé s'è ferito, con le sue mani! Ha ucciso il Nori, capisci? Ti tradiva con la moglie del Nori...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Passando per la saletta d'ingresso, sorprese il bel ragazzo del Corsi che, con gli occhi sfavillanti, un sorriso nervoso su le labbra e le mani dietro la schiena, domandava a una delle guardie: - E dimmi una cosa: come gli ha sparato, col fucile? III Tommaso Corsi, col torso nudo, poderoso, sorretto da guanciali, teneva i grandi occhi neri e lucidissimi intenti sul dottor Vocalòpulo, il quale, scamiciato, con le maniche rimboccate su le magre braccia pelose, premeva e studiava da presso la ferita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Noi siamo qui, come tu ci hai voluti, per i tuoi comodi" pareva gli dicessero, nella coscienza che man mano si risentiva, i varii oggetti della camera: "siamo la tua casa: tutto è come prima".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu lo comprendi, se mi hai perdonato! Stupido fallo, che quel disgraziato ha voluto rendere enorme, tentando d'uccidermi, capisci? due volte...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che valore può avere l'induzione contro la prova di fatto? Del resto, siamo giusti: su la propria testa ciascuno è padrone di accoglier quelle corna che gli garbano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma se volevi rispettato questo diritto di non aver tolta la vita, non dovevi andare a prendergli la moglie, quella bertuccia vestita! Cosí facendo, - bada, io vedo adesso le ragioni dell'accusa, - tu stesso hai derogato al tuo diritto, ti sei esposto al rischio, e non dovevi perciò reagire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Istintivamente! Per non farmi uccidere! - Ma subito dopo, invece, - rimbeccò il Cimetta - hai tentato di ucciderti con le tue mani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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È anzi a tuo danno, caro mio! Perché, tentando d'ucciderti, hai implicitamente riconosciuto il tuo fallo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai tentato di sottrarti alla pena.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco: a questo, dottore, vi ha condotto il dovere della vostra professione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E non è un'ingiustizia? - Ma, scusa, - si provò a interloquire il Cimetta, - del male che hai fatto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che pure ha ucciso! - ribatté forte il Cimetta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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M'avete ridato la vita per mandarmi in galera? E non è un atroce delitto, questo? E che giustizia può esser quella che punisce a freddo un uomo ormai privo di rimorsi? come starò io in un reclusorio a scontare un delitto che non ho pensato di commettere, che non avrei mai commesso, se non vi fossi stato trascinato; mentre, meditatamente, ora, a freddo, coloro che approfitteranno della vostra scienza, dottore, la quale mi ha tenuto per forza in vita solo per farmi condannare, commetteranno il delitto piú atroce, quello di farmi abbrutire in un ozio infame, e di fare abbrutire nei vizii della miseria e nell'ignominia i miei figliuoli innocenti? Con quale diritto? Si rizzò sul busto, sospinto da una rabbia che il sentimento della propria impotenza rendeva feroce: cacciò un urlo e s'afferrò con le dita artigliate la fascia e se la stracciò; poi si riversò bocconi sul letto, convulso; tentò di scoppiare in singhiozzi, ma non poté.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha ragione, - disse allora il dottore, lasciandosi cader le braccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Te lo provo! Una donna che ha figliuoli e che per necessità riprende marito, anche avendo altri figliuoli da questo secondo marito, non cessa mai d'amare i primi; non solo, ma riesce a farli amare anche dal padrigno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sfido! Li ha fatti lei, questi e quelli: suo sangue, sua carne! Un vedovo, invece, con figli, che riprenda moglie, anche se non abbia altri figliuoli dalla seconda moglie, non ama piú quelli come prima, perché la madrigna se n'adombra, la madrigna se ne ingelosisce; e se poi questa gliene dà altri, lo tira ad amare i proprii e a trascurare i poveri orfanelli; e lui, vigliacco, schifoso, mascalzone, farabutto, obbedisce! - Non dici a me, spero...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appena ne trovava uno: - Qua! Leggi qua! Hai letto? Lo vedi di che siete capaci?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Tu, ascolta bene, tu hai il vizio di sbruffare e di muover troppo la testa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai visto? Te lo dicevo io? Nero si trovò attaccato con Fofo al timone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Codesto calabresaccio! Ce l'hai davanti tu, per fortuna! Sentirai, caro; t'accorgerai che di porco non ha soltanto le orecchie, e ringrazierai il capostalla, che lo protegge e gli dà doppia profenda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gran gala! Hai visto il cocchiere, come s'è parato anche lui? E ci sono anche i famigli, i torcieri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si quietò, solo quando sopravvenne da quel portone un vecchio servitore in livrea, il quale, scostati i famigli, lo prese per la briglia, e subito, riconosciutolo, si diede a esclamare con le lagrime agli occhi: - Ma è Nero! è Nero! Ah, povero Nero, sicuro che fa cosí! Il cavallo della signora! il cavallo della povera principessa! Ha riconosciuto il palazzo, sente l'odore della sua scuderia! Povero Nero, povero Nero...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché vuoi volare? E quando hai volato? D'un tratto, come una raffica, corse per tutto il paese una notizia che sbalordí tutti: Tommasino Unzio, Canta l'Epistola, era stato prima schiaffeggiato e poi sfidato a duello dal tenente De Venera, comandante il distaccamento, perché, senza voler dare alcuna spiegazione, aveva confermato d'aver detto: - Stupida! - in faccia alla signorina Olga Fanelli, fidanzata del tenente, la sera avanti, lungo la via di campagna che conduce alla chiesetta di Santa Maria di Loreto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tommasino? - Sfidato a duello? - Stupida, alla signorina Fanelli? - Confermato? - Senza spiegazioni? - E ha accettato la sfida? - Eh, perdio, schiaffeggiato! - E si batterà? - Domani, alla pistola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La morte è brutta; ha le gambe secche; ma Ciunna, dopo sessantadue anni di vita intemerata, in prigione non ci va.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ha mal di capo, glielo faccio passare; e le faccio passare la qualunquissima cosa! - Grazie, Tino mio, - disse il Ciunna intenerito dalla festosa accoglienza dell'allegro giovinotto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ohé! Ma è matto? Che ha fatto? Non sa che cosí le può scoppiare qualche vena del collo? - Lascia scoppiare, - fece il Ciunna ansimando, mezz'affogato, con gli occhi fuori dell'orbita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha bevuto? - Un poco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo guardò un po'; gli domandò: - Ha voluto provarsi il fiato o s'è sentito male? - Provarmi il fiato, - rispose cupo il Ciunna, passandosi di nuovo le mani su i capelli zuppi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pensi piuttosto che ha da attendere ancora all'affaruccio di cui mi parlò stamattina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, già, hai ragione, - disse il Ciunna aggrottando le ciglia e cercando con una mano la spalla dell'amico, come se stesse per cadere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sí, sí, hai ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non si ha il diritto di rubare, lo so.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma è da vedere se non se ne ha il dovere, perdio, quando quattro bambini ti piangono per il pane e tu questo schifoso denaro lo hai tra le mani e lo stai contando.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La società non te ne dà il diritto; ma tu, padre, hai il dovere di rubare in simili casi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E se lei, signor Ispettore, ha il cuore duro come questo scoglio qua, ebbene, mi mandi pure davanti ai giudici: voglio vedere se avranno cuore loro da condannarmi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti i filosofi, a suo dire, avevano dovuto avere e dovevano avere in bocca almeno un dente guasto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con la bocca otturata, combatté un pezzo, sordamente, con la propria gola, ove una tosse profonda irrompeva, rugliando tra sibili; infine disse con voce cavernosa: - Mi ha fatto aria, accostandosi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le furie non sono svaporate, perché Mazzarini, per vendicarsi, ha fatto mandare al Municipio di Costanova...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Peccato! Sa che testa ha quello lí? e quanto ha studiato! Dotto; lo dicono tutti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai qualche cosa da dirmi? - Sí; grave.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non hai paura? Aspetta...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai detto che non hai paura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pazzo, eh? ti sembro pazzo? E non hai urlato per tre ore al caffè che Pulino è stato un imbecille perché, prima d'impiccarsi, non è andato a Roma ad ammazzar Mazzarini? Leopoldo Paroni tentò d'insorgere: - Ma c'è differenza, per dio! Io non sono Mazzarini! - Differenza? - esclamò il Fazio, tenendo sempre sotto mira il Paroni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dunque: "Luca Fazio è venuto a trovarmi, armato di rivoltella", hai scritto? "e mi ha detto che, conseguentemente, anche lui, per non esser chiamato imbecille da Mazzarini o da qualche altro, avrebbe dovuto ammazzar me come un cane".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non l'ha fatto perché ha avuto schifo e pietà di me e della mia paura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Consolati, Leopoldo, col pensiero ch'io vado a fare adesso una cosa un tantino piú difficile di quella che or ora hai fatto tu.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa seconda malignazione poteva forse avere qualche fondamento di verità: la prima no.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mazzarini! Ecco la vendetta che ci ha giurato! la lezione memorabile! L'ha scelto lui, a Roma, il Regio Commissario per Costanova...(Pirandello - Novelle per un anno)
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perché, lei ha veduto? c'è qui...(Pirandello - Novelle per un anno)
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l'ex-sindaco, lei ha veduto? Ora, dicevano quei signori...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E chi ha paura? - fece il Cappadona.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con fredda calma ostentata, il commendator Zegretti, marcando le ciglia a mezzaluna: - Ma io, - disse, - io invece, sa? sono qua per vedere che cosa ha fatto lei, piuttosto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei qua non rappresenta che quattro mascalzoni messi sú da quel farabutto del Mazzarini, deputato socialista, nemico della patria e del re, ha capito? Del re, del re; glielo grido sul muso a lei mascherato a codesto modo! Trasecolò, nel suo furore, il commendator Zegretti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lei? Ci vuole un bel coraggio, perdio! Ma si levi! Ma vada via! Io, mascherato? Ma dove, ma quando lo vide mai lei, Vittorio Emanuele, che ha fatto calunniare lí, in quel ritratto? Non era mica cosí nero, sa? come lei se l'immagina, Vittorio Emanuele II! - Ah, no? com'era? rosso? nero? repubblicano? socialista come voi? protettore di farabutti? Ma radetevi! radetevi! ci farete miglior figura! Non profanate cosí l'immagine del Re! E basta, non vi dico altro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con questa differenza però: che l'alberello, intanto, non ha occhi per vedersi, cuore per sentire, mente per pensare; e una povera sbiobbina, sí; che l'alberello storpio non è, che si sappia, deriso da quelli dritti, malvisto per paura del malocchio, sfuggito dagli uccellini; e una povera sbiobbina, sí, dagli uomini, e sfuggita anche dai fanciulli; e che l'alberello infine non deve fare all'amore, perché fiorisce a maggio da sé, naturalmente, cosí tutto storpio com'è, e darà in autunno i suoi frutti; mentre una povera sbiobbina...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Clementina ha cambiato casa da poche settimane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lauretta ha acquistato invece tanta esperienza della vita! Se non ci fosse lei...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lauretta, un giorno o l'altro, si lancerà in quel mondo fatto per lei; e come resterà, allora, la povera Clementina? Ma Lauretta l'ha rassicurata, le ha giurato che non l'abbandonerà mai, anche se le avverrà di prender marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con quegli occhi? Via, impossibile! Oh, che! Ha fatto un cenno, quel giovine, con la mano: come un saluto! A lei? No, no! Ci sarà senza dubbio qualcuna affacciata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Messa in curiosità dalle domande di Clementina, ella ha domandato notizie di quel giovine, e le hanno detto ch'egli è impazzito da circa un anno per la morte della fidanzata che abitava lí, dove abitano loro, Lauretta e Clementina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma questa grandezza di chi è? È mia, caro professore! Perché è sentimento mio! E come potete dunque dire che l'uomo è piccolo, se ha in sé tanta grandezza? Un improvviso, curioso strido - zrí - ferí il silenzio succeduto vastissimo all'ultima domanda del Lamella.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se la vita ha in sé, se l'uomo ha in sé quella sventura che voi dite, sta a noi di sopportarla nobilmente! Le stelle sono grandi, io sono piccolo, e dunque m'ubriaco, è vero? Questa è la vostra logica! Ma le stelle sono piccole, piccole, se voi non le concepite grandi: la grandezza dunque è in voi! E se voi siete cosí grande da concepir grandi le cose che pajono piccole, perché poi volete vedere piccole e meschine quelle che a tutti pajono grandi e gloriose? Pajono e sono, professore! Perché non è piccolo, come voi credete, l'uomo che le ha fatte, l'uomo che ha qua, qua in petto, in sé la grandezza delle stelle, quest'infinito, quest'eternità dei cieli, l'anima dell'universo immortale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Sabato insaccò il capo fra le spalle, per paura, ma guardò da sotto in sú con malizia l'antico alunno: - Hai ragione sí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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UN GOJ Il signor Daniele Catellani, mio amico, bella testa ricciuta e nasuta - capelli e naso di razza - ha un brutto vizio: ride nella gola in un certo modo cosí irritante, che a molti, tante volte, viene la tentazione di tirargli uno schiaffo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cominciamo che per non offendere col suo distintivo semitico, troppo apertamente palesato dal suo primo cognome (Levi), l'ha buttato via e ha invece assunto quello di Catellani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma ha fatto anche di piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'è imparentato con una famiglia cattolica, nera tra le piú nere, contraendo un matrimonio cosiddetto misto, vale a dire a condizione che i figliuoli (e ne ha già cinque) fossero come la madre battezzati, e perciò perduti irremissibilmente per la sua fede.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dicono però che quella risata cosí irritante del mio amico signor Catellani ha la data appunto di questo suo matrimonio misto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ancora, dopo nove anni, non ostante la remissione di cui il genero gli ha dato e seguita a dargli le piú lampanti prove, il signor Pietro Ambrini non disarma.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Freddo, incadaverito e imbellettato, con gli abiti che da anni e anni gli restano sempre nuovi addosso e quel certo odore ambiguo della cipria, che le donne si dànno dopo il bagno, sotto le ascelle e altrove, ha il coraggio d'arricciare il naso, vedendolo passare, come se per le sue nari ultracattoliche il genero non si sia per anche mondato del suo pestilenzialissimo foetor judaicus.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sui cammelli, ammantati, incoronati e solenni, i tre re Magi, che vengono col loro seguito da lontano lontano dietro alla stella cometa che s'è fermata su la grotta di sughero, dove su un po' di paglia vera è il roseo Bambinello di cera tra Maria e San Giuseppe; e San Giuseppe ha in mano il bàcolo fiorito, e dietro sono il bue e l'asinello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LA PATENTE Con quale inflessione di voce e quale atteggiamento d'occhi e di mani, curvandosi, come chi regge rassegnatamente su le spalle un peso insopportabile, il magro giudice D'Andrea soleva ripetere: "Ah, figlio caro!" a chiunque gli facesse qualche scherzosa osservazione per il suo strambo modo di vivere! Non era ancor vecchio; poteva avere appena quarant'anni; ma cose stranissime e quasi inverosimili, mostruosi intrecci di razze, misteriosi travagli di secoli bisognava immaginare per giungere a una qualche approssimativa spiegazione di quel prodotto umano che si chiamava il giudice D'Andrea.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per avere un qualche lume dai colleghi - diceva - per discutere cosí in astratto il caso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei, padrone mio, per esercitare codesta professione di giudice, anche cosí male come la esercita, mi dica un po', non ha dovuto prender la laurea? - La laurea, sí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi hanno fatto cacciar via dal banco dov'ero scritturale, con la scusa che, essendoci io, nessuno piú veniva a far debiti e pegni; mi hanno buttato in mezzo a una strada, con la moglie paralitica da tre anni e due ragazze nubili, di cui nessuno vorrà piú sapere, perché sono figlie mie; viviamo del soccorso che ci manda da Napoli un mio figliuolo, il quale ha famiglia anche lui, quattro bambini, e non può fare a lungo questo sacrifizio per noi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E allora istruisca subito il processo, e in modo da farmi avere al piú presto quello che desidero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, che uomo terribile, Noli! S'è distrutto e ha distrutto anche me, la mia salute, la mia vita...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E negli occhi chiari, quasi infantili, di Tito Morena lo sguardo avrebbe voluto avere una durezza di gelo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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quanto l' hai pagata? Melina alzò gli occhi, ove la malizietta sorrideva implorante: - Oh, poco, - rispose.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché l'ho detto prima a te, e non a Tito? Non lo so! Il cuore mi ha suggerito cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma nient'affatto! Perché io le ho detto di no, di no, precisamente come dici tu! Ma capirai che ella ha insistito, ha pianto, ha scongiurato, ha fatto tante promesse e tanti giuramenti; e, di fronte a queste lagrime e a queste promesse, io non so, non potevo sapere, come saresti rimasto tu, e se anche tu per tuo conto avresti voluto risponderle di no! - Ma non s'era stabilito no? Dunque, no! Carlino Sanni si scrollò rabbiosamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Privandosi egli solo del piacere e pur non di meno seguitando a dar la parte sua, avrebbe potuto anche pensare, che faceva un sacrifizio sciocco e fors'anche superfluo, giacché non era mica provato, che egli dovesse avere il rimorso di voler buttare il proprio figliuolo, potendo questo benissimo essere, invece, dell'altro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E dunque, no, perdio, no! Perché cedere adesso? Sarebbe stato anche inutile! Venne, intanto, il momento, che entrambi si videro costretti a riparlar di Melina: cadeva il mese, e bisognava farle avere il denaro per provvedere a sé e pagar la pigione delle due stanzette.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché la caffettiera non ha ruote e non può camminare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Negli occhi però non aveva quella disperata remissione al dolore, che si suole avere per un caso di morte, ma una durezza di rabbia feroce, forse contro qualcuno che le faceva soffrir cosí quella creatura adorata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ognuno di questi uomini, a cui muore il padre o la madre, la moglie o il figlio, il fratello o la sorella, deve patir lo strazio di vedere il cadavere del parente issato, o cristiani, sul dorso d'una mula, per essere trasportato, sguazzante nella bara, per miglia e miglia di ripido cammino tra le rocce! E piú volte s'è dato il caso che la mula è scivolata e la bara s'è spaccata e il morto è balzato tra i sassi e il fango del letto dei torrenti! Questo è accaduto, o cristiani, perché il signor barone di Màrgari ci nega barbaramente il permesso di seppellire in un cantuccio sotto la nostra borgatella i nostri morti, da poterli avere sotto gli occhi e custodire! Abbiamo finora sopportato lo strazio, senza gridare, contentandoci di pregare, di scongiurare a mani giunte questo barbaro signore! Ma ora che muore il padre di tutti noi, o cristiani, il vecchio nostro, con la brama di sapersi seppellito là, dove in tante case ora arde il fuoco da lui acceso per la prima volta, noi siamo venuti qua a reclamare, non un diritto propriamente legale, ma d'u...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, sí, tranquilla? Non dice niente? Ah, dice che sta bene cosí? E tu, tu che le hai detto? - Niente, io, papà...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai qualche altro collo di ricambio a casa? - Se sapeste, cari miei! - esclamò il Mèndola, smontando ilare e ansimante; e, per cominciare, narrò a que' due amici la storia della cassa da morto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Subito, figliuolo mio! Tu lavori; hai patito un danno; devi essere risarcito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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IL TRENO HA FISCHIATO...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sera, il capo-ufficio, entrando nella stanza di lui, esaminati i registri, le carte: - E come mai? Che hai combinato tutt'oggi? Belluca lo aveva guardato sorridente, quasi con un'aria d'impudenza, aprendo le mani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Il treno? Che treno? - Ha fischiato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nessuno se la può spiegare, perché nessuno sa bene come quest'uomo ha vissuto finora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cammin facendo verso l'ospizio ove il poverino era stato ricoverato, seguitai a riflettere per conto mio: "A un uomo che viva come Belluca finora ha vissuto, cioè una vita "impossibile", la cosa piú ovvia, l'incidente piú comune, un qualunque lievissimo inciampo impreveduto, che so io, d'un ciottolo per via, possono produrre effetti straordinarii, di cui nessuno si può dar la spiegazione, se non pensa appunto che la vita di quell'uomo è "impossibile".(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Una coda naturalissima." Non avevo veduto mai un uomo vivere come Belluca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora che il treno ha fischiato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu hai giurato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E Cocò: - Sposo la Virtú, Didí, e ti faccio schifo? Ha un annetto anche lei piú di me; ma la Virtú, Didí mia, ti faccio notare, non può esser molto giovane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In confidenza però potresti chiamarlo Nenè, come lo chiama Agata, cioè Titina, sua sorella.) È davvero un uomo, Nenè, sai? Ti basti sapere che ha avuto la...(Pirandello - Novelle per un anno)
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I NOSTRI RICORDI Questa, la via? questa, la casa? questo, il giardino? Oh vanità dei ricordi! Mi accorgevo bene, visitando dopo lunghi e lunghi anni il paesello ov'ero nato, dove avevo passato l'infanzia e la prima giovinezza, ch'esso, pur non essendo in nulla mutato, non era affatto quale era rimasto in me, ne' miei ricordi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per sé, dunque, il mio paesello non aveva quella vita, di cui io per tanto tempo avevo creduto di vivere; quella vita che per tanto altro tempo aveva nella mia immaginazione seguitato a svolgersi in esso, ugualmente, senza di me; e i luoghi e le cose non avevano quegli aspetti che io con tanta dolcezza di affetto avevo ritenuto e custodito nella memoria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se, al cospetto d'una realtà cosí diversa, mi si scopriva illusione la mia vita d'allora, que' miei antichi compagni - vissuti sempre fuori e ignari della mia illusione - com'erano? chi erano? Ritornavo a loro da un mondo che non era mai esistito, se non nella mia vana memoria; e, facendo qualche timido accenno a quelli che per me eran ricordi lontani, avevo paura di sentirmi rispondere: "Ma dove mai? ma quando mai?" Perché, se pure a quei miei antichi compagni, come a tutti, l'infanzia si rappresentava con la soave poesia della lontananza, questa poesia certamente non aveva potuto mai prendere nell'anima loro quella consistenza che aveva preso nella mia, avendo essi di continuo sotto gli occhi il paragone della realtà misera, angusta, monotona, non diversa per loro, come diversa appariva a me adesso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti, con commovente unanimità, mi informarono che non passava giorno che quel dottor Palumba non parlasse di me a lungo, raccontando con particolari inesauribili, non solo i giuochi della mia infanzia, le birichinate di scolaretto, e poi le prime, ingenue avventure giovanili; ma anche tutto ciò che avevo fatto da che m'ero allontanato dal paese, avendo egli sempre chiesto notizie di me a quanti fossero in caso di dargliene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E mi dissero che tanto affetto, una cosí ardente simpatia dimostrava per me in tutti quei racconti, che io, pur provando per qualcuno di essi che mi fu riferito un certo imbarazzo e anche un certo sdegno e avvilimento, perché, o non riuscivo a riconoscermi in esso o mi vedevo rappresentato in una maniera che piú sciocca e ridicola non si sarebbe potuta immaginare, non ebbi il coraggio d'insorgere e di protestare: "Ma dove mai? Ma quando mai? Chi è questo Palumba? Io non l'ho sentito mai nominare!" Ero sicuro che, se cosí avessi detto, si sarebbero tutti allontanati da me con paura, correndo ad annunziare ai quattro venti: "Sapete? Carlino Bersi è impazzito! Dice di non conoscere Palumba, di non averlo mai conosciuto!" O forse avrebbero pensato, che per quel po' di gloriola, che qualche mio quadretto mi ha procacciata, io ora mi vergognassi della tenera, devota, costante amicizia di quell'umile e caro dottor Palumba.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quanto me ne dispiace! La moglie, povero Palumba? E quanti figliuoli gli ha lasciati? Tre? Eh già, sí, dovevano esser tre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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il signor Buffardelli, ecco, amico e compagno d'arte e di studio a Roma di Carlino Bersi, venuto con lui in Sicilia per un'escursione artistica; gli dico che Carlino è dovuto ritornare a rotta di collo a Palermo per rintracciare alla dogana i nostri bagagli con tutti gli attrezzi di pittura, che avrebbero dovuto arrivare con noi; e che intanto, avendo saputo della disgrazia capitata al suo dilettissimo amico dottor Palumba, ha mandato subito me, Filippo Buffardelli, a far le condoglianze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non lo avevo mai veduto, di sicuro, né egli aveva mai veduto me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei, come? Lei mi ha conosciuto? - Ma sí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tanto piú mi dolgo della mia crudeltà, in quanto quel poverino dovette credere senza dubbio ch'io avessi voluto prendermi il gusto di smascherarlo di fronte al paese con quella burla; mentre ero piú che sicuro della sua buona fede, piú che sicuro ormai d'essere stato uno sciocco a maravigliarmi tanto, poiché io stesso avevo già sperimentato, tutto quel giorno, che non hanno alcun fondamento di realtà quelli che noi chiamiamo i nostri ricordi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non hai visto jersera il mio telegramma? - Non l'ha visto, non l'ha visto - disse Dora, guardando il cognato con gli occhi sfavillanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dove siamo? Qua siamo in una Corte di giustizia! E si tratta di giudicare un uomo che ha ucciso! Se qualcuno si attenta un'altra volta a ridere, farò sgombrare l'aula! E mi duole di dover richiamare anche i signori giurati a considerare la gravità del loro compito! Poi, rivolgendosi con fiero cipiglio all'imputato: - Che intendete dire, voi, che non ne avete potuto far di meno? Tararà, sbigottito in mezzo al violento silenzio sopravvenuto, rispose: - Intendo dire, Eccellenza, che la colpa non è stata mia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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della moglie del signor cavaliere Fioríca, che non ha voluto lasciare le cose quiete.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Nossignore, nossignore! Non ha confessato ancora nulla, signor presidente! Ha detto soltanto che la colpa, secondo lui, è della signora Fioríca, che è andata a far uno scandalo innanzi alla sua abitazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sí, Eccellenza, mi rivolgo ai signori giurati; certe ingiurie, signori giurati, altro che beccare, tagliano la faccia all'uomo! E l'uomo non le può sopportare! Ora io, padroni miei, sono sicuro che quella disgraziata avrebbe avuto sempre per me questa considerazione; e tant'è vero, che io non le avevo mai torto un capello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma con quale diritto vossignoria è venuta a inquietare me, che mi sono stato sempre quieto; che non c'entravo né punto, né poco; che non avevo voluto mai né vedere, né sentire nulla; quieto, signori giurati, ad affannarmi il pane in campagna, con la zappa in mano dalla mattina alla sera? Vossignoria scherza?" le direi, se l'avessi qua davanti questa signora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Che cosa è stato lo scandalo per vossignoria? Niente! Uno scherzo! Dopo due giorni ha rifatto pace col marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non ha pensato vossignoria, che c'era un altro uomo di mezzo? e che quest'uomo non poteva lasciarsi beccare la faccia dal prossimo, e che doveva far l'uomo? Se vossignoria fosse venuta da me, prima, ad avvertirmi, io le avrei detto: "Lasci andare, signorina! Uomini siamo! E l'uomo, si sa, è cacciatore! Può aversi a male vossignoria d'una sporca contadina? Il cavaliere, con lei, mangia sempre pane fino, francese; lo compatisca se, di tanto in tanto, gli fa gola un tozzo di pane di casa, nero e duro!"".(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come? Se hai preso l'impegno! - disse la madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Diventati ricchi, che rispetto piú, che considerazione potevano avere per uno che si era arrabattato a metter su sconci pupazzi e caricature per lasciarli tant'anni quasi morti di fame? Ah, ma, perdio, voleva aver l'orgoglio di sputare anche lui ora, a sua volta, su quella ricchezza, e di provarne schifo; ora che non poteva piú servirgli per attuare quel sogno che gliel'aveva fatto un tempo desiderare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E questo abbiamo chiamato vita! Io mi sento preso in questa trappola della morte, che mi ha staccato dal flusso della vita in cui scorrevo senza forma, e mi ha fissato nel tempo, in questo tempo! Perché in questo tempo? Potevo scorrere ancora ed esser fissato piú là, almeno, in un'altra forma, piú là...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sento che il corpo di giorno in giorno stenta vie piú a seguire lo spirito irrequieto; casca, casca, ha i ginocchi stanchi e le mani grevi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedo che tu hai bisogno di rivedere il sole, per via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Darti notizia di tutto quanto avviene ancora in questo porco mondaccio che hai lasciato e di ciò che si dice e di ciò che mi passa per il capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E cosí mi parrà di continuarti la vita, riallacciandoti a essa con le stesse fila che la morte ha spezzate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ai morti, nell'ozio della tomba, venisse in mente di porre un catalogo dei torti e delle colpe che ora si pentono avere nel decorso della loro vita commessi, catalogo che un bel giorno sarebbe edificante apparisse nella parte posteriore delle tombe, come il rovescio delle menzogne spesso incise nella lapide; tu nel tuo dovresti mettere soltanto: SPOSAI.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tua moglie ha commesso, secondo me, una di quelle sciocchezze, che non ho saputo mai tollerare in silenzio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Approfittando che nel Verano c'è pure l'est locanda, tua moglie ha preso a pigione per te uno di quei grottini detti loculi: venticinque lire per tre mesi, e poi dieci lire in piú per ogni mese, dopo i tre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vogliamo parlare un po' d'interessi come prima? Ho cercato di far tutto, Momino mio (trasporto funebre, sotterramento, eccetera), con decenza, salvando quella modestia che tu hai tanto raccomandato nel tuo testamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eppure, prezzi di concorrenza, bada! Ma quello che m'ha fatto groppo è stato il pretino unto e bisunto della parrocchia qua di San Rocco, che ha voluto venti lire per spruzzarti un po' d'acqua su la bara e belarti un requiem...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sai come m'ha risposto tua moglie? M'ha ringraziato, prima di tutto, come si può ringraziare un qualunque estraneo; ma lasciamo andare; ha poi soggiunto che, per il momento, sí, dice, purtroppo si vede costretta a non ricusare i miei graziosi favori, perché avendo dischiavacciato lo stipetto, dove tu eri solito di riporre il sudor delle tue fatiche, dice, non vi ha trovato che sole lire cinquanta, con le quali evidentemente, dice, non è possibile pagar la pigione di casa che scade il giorno quindici, saldare alcuni conti con parecchi fornitori di commestibili e farsi un modesto abito da lutto di assoluta necessità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Indovinerai dalle frasi che ti ho trascritte chi ha dettato a tua moglie questa lettera: i graziosi favori, il dischiavacciato, il sudor delle tue fatiche non possono uscire che dalla bocca di tuo cognato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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cioè, no: verrebbe a essere di te cognato di tua moglie, è vero? il signor Postella, insomma, il quale - te ne avverto di passata - ha preso definitivamente domicilio in casa tua insieme con la sua metà, e dormono nella stessa camera in cui sei morto, in cui dormivamo tu e io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Intanto la lettera terminava con questa frase: "E fiducialmente La saluto!" - Fiducialmente! Dove va a pescarle le espressioni tuo cognato? Bada che è buffo sul serio! E a proposito del dischiavacciato: la chiave dello stipetto dove l'hai lasciata? Non si è potuta trovare: e quel linguajo, lo vedi, ha dovuto ricorrere al dischiavacciamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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III Che buffoni, amico mio, che buffoni! Sono venuti stamane a trovarmi il signor Postella e quella montagna di carne ch'egli ha il coraggio di chiamare la sua metà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, se avessi visto come si mostrava afflitto della lettera di tua moglie: afflittissimo! E siccome non la finiva piú, a un certo punto, per consolarlo, gli ho detto: - Senta, caro signor Postella, lei ha non so se la disgrazia o la fortuna di possedere uno stile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ha battuto per lo meno cento volte di seguito le palpebre, per quel tic nervoso che tu gli sai; poi col risolino scemo di chi non vuol capire e finge di non aver capito: - Come come? La moglie non ha detto nulla, ma per lei ha scricchiolato la seggiola su cui stava seduta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per farla breve, il signor Postella ha confermato d'averla scritta lui la lettera; ma, beninteso! per espresso incarico di tua moglie, che nel dolore, dice, al quale tuttavia è in preda, non sentendosi in grado, dice, di stenderla lei, gliene suggerí i termini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dall'altro canto però ha voluto scusar tua moglie, e che la scusassi anch'io considerando le delicate ragioni, dice, che le avevano consigliato di farmi scrivere in quel modo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tua moglie, nel leggere la mia lettera - dove (promettendole che avrei continuato a far per lei quello che facevo per te) io avevo usato la frase contribuire alle spese di casa - ha capito, dice, ch'io volessi seguitare a vivere come per l'addietro, e cioè piú a casa tua, che in queste tre stanzette mie...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non tua moglie, Momo, lui, lui, il signor Postella ha temuto invece che fosse mia intenzione seguitare nel solito andamento di vita, come se tu non fossi morto; guarda, ci metterei le mani sul fuoco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma d'altra parte, poi, ha temuto che io, nel vedermi messo alla porta, per risposta, avrei chiuso la bocca al mio sacchetto, e allora, capisci? è venuto tutto sorridente a farmi scuse e cerimonie, che vorrebbero essere uncini per tirarmi a pagare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma qui proteste calorosissime del signor Postella, alle quali ha stimato opportuno di partecipare anche la moglie, ma con la mimica soltanto, quasi per rafforzare e rendere piú efficaci i gesti del piccolo marito, che d'ajuto di parole non aveva bisogno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fatto sta, a ogni modo, che tua moglie ha potuto pensar di coglierli e di metterli lí, sulla tavola, e non davanti al tuo ritratto sul cassettone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io ho avuto come un singhiozzo nella gola, e volentieri avrei dato un gran pugno in faccia al signor Postella che, additandomela, quasi facesse la spiegazione d'un fenomeno in un baraccone da fiera, ha esclamato: - Cosí da otto giorni: non mangia, non dorme..(Pirandello - Novelle per un anno)
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"E la lasci piangere, signor mio, finché ne ha la buona volontà!", m'è venuto quasi di gridargli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, io non nego che possa esser vera la notizia del signor Postella; ma perché ha voluto darmela? Ha forse avuto il sospetto ch'io non volessi credere? Dunque, può non esser vero? Oh Dio, come sono spesso imbecilli le persone scaltre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pianga, pianga pure, giacché Lei ha codesto benedetto dono delle lagrime: Momo ne merita molte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ella ha guardato invece, con que' suoi occhi bovini, il marito, come per domandargli se aveva fatto male a sospirare e se stava in decretis.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Perla d'uomo! - ha esclamato il signor Postella rispondendo allo sguardo della moglie e scrollando il capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fui sul punto d'alzarmi e andarmene senza salutar nessuno; ma poi m'è sovvenuto lo scopo della visita, e ho detto senz'altro: - Sono venuto, Giulia, per dirle che la sua lettera di jeri mi ha recato molto dispiacere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa mattina suo cognato, in casa mia, mi ha spiegato il malinteso sorto a cagione d'una mia frase...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi ha chiuso gli occhi ed ha aperto di nuovo le braccia, ma con un'altra espressione, stringendosi nelle spalle, come per significare: - È fatta cosí! Bisogna compatirla...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se lo fa per Giulia, - ha insistito tuo cognato - le faccio notare che, essendo oggetti da uomo, credo che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tu hai un bel gridare: - Bada! bada! - Chi se l'è parata, appunto perché se l'è parata, ci dà dentro, e poi si mette a piangere e a gridare ajuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che ne dici, Momino? Ah, tu già: ci hai qua tua moglie; me ne dimenticavo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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O che forse pretenderebbero gli uomini che, al loro cospetto, il coniglio si rizzasse su due piedi e movesse loro incontro per farsi prendere e uccidere? Meno male che il coniglio non ci sente! meno male che non ha testa da ragionare a modo nostro; altrimenti avrebbe fondamento di credere che spesso tra gli uomini non debba correre molta differenza tra eroismo e imbecillità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E se per caso alla volpe, che ha la fama di savia, venisse in mente di comporre favole in risposta a tutte quelle che da gran tempo gli uomini van mettendo fuori calunniando le bestie; quanta materia non le offrirebbero queste scoperte umane, pipistrello mio, e questa scienza umana.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sta' pur sicuro che non hai perduto nulla di nuovo: il mondo è sempre porco a un modo e sciocco forse un po' peggio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi ha prima distratto dallo scriverti ogni sera la ricerca d'un nuovo alloggio; poi ho pensato: "Ma davvero non saprei adattarmi a vivere in queste tre stanzette? Perché cerco una casa piú ampia? per vedermi forse crescere attorno la solitudine?".(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quest'ultimo pensiero mi ha gettato in preda a una tristezza indicibile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un certo punto, ho fatto le valige, e via! Ho voluto rivedere i tre laghi e, con particolar desiderio, quello di Lugano che, date le condizioni d'animo con cui avevo intrapreso il primo viaggio, al tempo del tuo matrimonio, mi aveva fatto maggiore impressione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Piú d'ogni altro mi ha fatto dispetto un certo gruppo d'alberi, di cui avevo serbato memoria, che fossero altissimi e superbi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tua moglie, con l'ajuto del signor Postella, ha avuto il coraggio di farmi intendere chiaramente che a un solo patto avrebbe respinto la profferta di matrimonio di quel fratello del socio di Napoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha altra ragione quest'interruzione di dieci mesi nella nostra corrispondenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Parecchi di questa lor furia poi si pentono amaramente e mi si raccomandano per avere accomodato chi un difetto e chi un altro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi è avvenuto non di rado di ritrovare nelle novelle di parecchi miei colleghi certi personaggi, che prima s'erano presentati a me; come pure m'è avvenuto di ravvisarne certi altri, i quali, non contenti del modo com'io li avevo trattati, han voluto provare di fare altrove miglior figura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E chi nasce mercé quest'attività creatrice che ha sede nello spirito dell'uomo, è ordinato da natura a una vita di gran lunga superiore a quella di chi nasce dal grembo mortale d'una donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi nasce personaggio, chi ha l'avventura di nascere personaggio vivo, può infischiarsi anche della morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non muore piú! Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento naturale della creazione; la creatura non muore piú! E per vivere eterna, non ha mica bisogno di straordinarie doti o di compiere prodigi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ho forse sbagliato strada? Sono caduto per caso nel mondo della Luna? Ma che razza di scrittore è lei, scusi? Ma dunque sul serio lei non comprende l'orrore della tragedia mia? Avere il privilegio inestimabile di esser nato personaggio, oggi come oggi, voglio dire oggi che la vita materiale è cosí irta di vili difficoltà che ostacolano, deformano, immiseriscono ogni esistenza; avere il privilegio di esser nato personaggio vivo, ordinato dunque, anche nella mia piccolezza, all'immortalità, e sissignore, esser caduto in quelle mani, esser condannato a perire iniquamente, a soffocare in quel mondo d'artifizio, dove non posso né respirare né dare un passo, perché è tutto finto, falso, combinato, arzigogolato! Parole e carta! Carta e parole! Un uomo, se si trova avviluppato in condizioni di vita a cui non possa o non sappia adattarsi, può scapparsene, fuggire; ma un povero personaggio, no: è lí fissato, inchiodato a un martirio senza fine! Aria! aria! vita! Ma guardi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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mi ha messo nome Fileno...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le pare sul serio che io mi possa chiamar Fileno? Imbecille, imbecille! Neppure il nome ha saputo darmi! Io, Fileno! E poi, già, io, io, l'autore della Filosofia del lontano, proprio io dovevo andare a finire in quel modo indegno per sciogliere tutto quello stupido garbuglio di casi là! Dovevo sposarla io, è vero? in seconde nozze quell'oca di Graziella, invece del notajo Negroni! Ma mi faccia il piacere! Questi sono delitti, caro signore, delitti che si dovrebbero scontare a lagrime di sangue! Ora, invece, che avverrà? Niente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Condannato a morte, io, l'autore della Filosofia del lontano, che quell'imbecille non ha trovato modo neanche di farmi stampare a mie spese! Eh già, se no, sfido! come avrei potuto sposare in seconde nozze quell'oca di Graziella? Ah, non mi faccia pensare! Sú, sú, all'opera, all'opera, caro signore! Mi riscatti lei, subito subito! mi faccia viver lei che ha compreso bene tutta la vita che è in me! A questa proposta avventata furiosamente come conclusione del lunghissimo sfogo, restai un pezzo a mirare in faccia il dottor Fileno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Si fa scrupolo? Ma è legittimo, legittimo, sa! È suo diritto sacrosanto riprendermi e darmi la vita che quell'imbecille non ha saputo darmi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oserebbe metterlo in dubbio? Capisco, capisco! È sempre per colpa di quel mio assassino! Ha dato appena appena e in succinto, di passata, un'idea delle mie teorie, non supponendo neppure lontanamente tutto il partito che c'era da trarre da quella mia scoperta del cannocchiale rivoltato! Parai le mani per arrestarlo, sorridendo e dicendo: - Va bene...(Pirandello - Novelle per un anno)
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ma, e lei, scusi? - Io? come, io? - Si lamenta del suo autore; ma ha saputo lei, caro dottore, trar partito veramente della sua teoria? Ecco, volevo dirle proprio questo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LE SORPRESE DELLA SCIENZA Avevo ben capito che l'amico Tucci, nell'invitarmi con quelle sue calorose e pressanti lettere a passare l'estate a Milocca, in fondo non desiderava tanto di procurare un piacere a me, quanto a se stesso il gusto di farmi restare a bocca aperta mostrandomi ciò che aveva saputo fare, con molto coraggio, in tanti anni d'infaticabile operosità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E questo paese che Tucci mi ha decantato ricchissimo e che intanto si fa trovare al bujo, dopo quella stradaccia lí e questo legnetto qua per accogliere gli ospiti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Passò tutto; mi sobbarcai a tutto; mi sorbii come decottini a digiuno tutti gli spassi e le distrazioni della giornata, col pensiero fisso alla dimostrazione che dovevo avere quella sera al Municipio della ricchezza e della felicità di Milocca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sorrisi anche quando, piú morto che vivo, rientrai in villa e mi vidi venire incontro la tribú dei marmocchi in processione, i quali, mostrandomi rotti i giocattoli che avevo loro donati la sera avanti, mi domandavano con un lungo, strascicato lamento, uno dopo l'altro, tra lagrime senza fine: - Peeerché queeesto m'hai portaaato? - Peeerché queeesto m'hai portaaato? Carini! carini! carini! E sorrisi anche al suocero, mio ammiratore, il quale - sissignori - era cieco, cieco da circa dieci anni e del mio libro non conosceva che qualche paginetta che il genero gli aveva potuto leggere di sera, dopo cena.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Voleva egli ora che glielo leggessi io, il mio libro? Ma subito! E fu una vera fortuna per lui, che non potesse vedere il mio sorriso, e tutti quelli che gli porsi poi, ogni qualvolta il brav'uomo, ch'era straordinariamente erudito, m'interrompeva nella lettura (oh, quasi a ogni rigo!) per domandarmi con buona grazia se non credessi per avventura che avrei fatto meglio a usare un'altra parola invece di quella che avevo usata, o un'altra frase, o un altro costrutto, perché Daniello Bartoli, sicuro, Daniello Bartoli...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Finalmente arrivò la sera! Ero vivo ancora, non avrei saputo dir come, ma vivo, e potevo avere la famosa dimostrazione che Tucci mi aveva promesso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sentirai! - E intanto ha il coraggio di compiangermi? - Avrà le sue ragioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Nessuno ha da fare osservazioni al verbale? - domandò alla fine il sindaco, stropicciandosi le mani paffutelle e guardando in giro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come poi fare appunti particolareggiati senza avere a disposizione i disegni d'esecuzione e i dati necessarii? Eppure due enormi lacune apparivano già evidentissime nel progetto: nessuna somma per le spese generali, mentre ognuno comprendeva che non si potevano eseguire lavori cosí grandiosi, cosí estesi, cosí varii e delicati, senza gravi spese di direzione e di sorveglianza e spese legali e amministrative; e l'altra lacuna ben piú vasta e profonda: la riserva termica che in principio la Giunta sosteneva non necessaria e che poi finalmente ammetteva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, alla fine, il Maganza, mentre il pubblico s'agitava, non già per sollievo, anzi per viva ammirazione, concluse cosí: - La dura esperienza in altre città, o signori, ha purtroppo dimostrato che gl'impianti idro-termoelettrici sono della massima difficoltà e serbano dolorosissime sorprese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai capito? - mi domandò Tucci, uscendo poco dopo nelle tenebre dello spiazzo sterposo innanzi al Municipio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già acconciata con la sua camicetta rossa fiammante, entrò nella camera del patrigno, spazientita: - Insomma, esce o non esce questa mattina? Non mi ha fatto neanche rassettare la camera! Me ne scendo giú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Avevo capito anche prima che lei si mettesse a parlare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che le è accaduto? Sciaramè guardò prima il La Rosa che se ne stava coi gomiti sul piano del tavolino e la testa tra le mani, poi disse alla figliastra: - Ti avevo pregata di startene sú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu? Che hai da dire, tu? Il povero Sciaramè si smarrí, inghiottí, protese un'altra volta la mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- c'è stato il figlio però, che ha diritto, mi sembra, di portarla, la camicia rossa, e di farla portare perciò a tutti coloro che lo seguirono in Grecia, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vergognare, perché difendeva quattro mascalzoni scioperati! - O che le epopee, le vere epopee come la garibaldina, potevano avere aggiunte, appendici? Di ridicolo, di ridicolo s'era coperta la Grecia! Il povero Sciaramè non poteva rispondere a tutti, sopraffatto, investito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La parola può parere in prima un po' dura, ma non parrà piú tale quando si consideri che questi signori hanno respinto noi dal sodalizio senza pensare che intanto ne fa parte qualcuno, il quale non solo non è mai stato garibaldino, non solo non ha mai preso parte ad alcun fatto d'armi, ma osa per giunta d'indossare una camicia rossa e di fregiarsi il petto di ben sette medaglie che non gli appartengono, perché furono di suo fratello morto eroicamente a Digione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se vi sarò costretto, smaschererò anche pubblicamente questo falso garibaldino, che ha pure avuto il coraggio di votare con gli altri contro la nostra ammissione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai letto? Leggi qua! - No...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli avevo fatto da padre...(Pirandello - Novelle per un anno)
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non avevo fucile...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh miserabile impostore! E hai osato di gabbare cosí la nostra buona fede? Meriteresti ch'io ti sputassi in faccia; meriteresti ch'io...(Pirandello - Novelle per un anno)
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li hai mostrati tu...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quasi quasi era scontento della generosità del fanciullo, il quale, potendo prendere dieci polizze con la mezza lira che ogni domenica gli dava la mamma, si contentava d'una sola per non avere alcun vantaggio sugli altri ragazzi a cui anzi lui stesso con gli altri nove soldi comperava le polizzine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mio cognato, che ha sú per giú la mia stessa statura, se n'è fatto uno nuovo da pochi giorni e me lo presterebbe.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la berretta? Ha un testone cosí! - Ah! Anche voi! - esclamò allora Cirlinciò spalancando tanto d'occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi ha abbandonata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi ha abbandonata! È là con un'altra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La presenta lui, figúrati! Le ha fatto insegnare le canzonette dal maestro, a un tanto all'ora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu hai una nipotina, è vero, Papa-re? - domandò la donna, riscotendosi con un sospiro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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M'ha finita, mi ha distrutta, in un anno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lo dicevo per via di codesta creatura che, non so come, forse perché mi presi troppo di lui, avevo concepito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh, Papa-re, hai visto che straccio di tragedia? - Ho...(Pirandello - Novelle per un anno)
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LONTANO I Dopo aver cercato inutilmente dappertutto questo e quel capo di vestiario e avere imprecato: - Porco diavolo! - non si sa quante volte, tra sbuffi e grugniti e ogni sorta di gesti irosi, alla fine Pietro Mílio (o Don Paranza come lo chiamavano in paese) sentí il bisogno d'offrirsi uno sfogo andando a gridare alla parete che divideva la sua camera da quella della nipote Venerina: - Dormi, sai! fino a mezzogiorno, cara.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il capitano m'ha visto questa bella faccia di minchione e ha detto: "Guarda, voglio farti un regaluccio, brav'uomo".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che hai capito? Di nuovo don Pietro, con la testa tra le mani, si mise ad andare in qua e in là per la stanza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Bestione, somarone, e dico poco! Ma quella bertuccia di tua zia che ha fatto qui? ha dormito? Porco diavolo! E tu? e questo pezzo di...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- No! Che fai, zio? Ti giuro che egli non sa nulla! Ti giuro che tra me e lui non c'è stato mai nulla! Non hai inteso che se ne vuole andare? Don Pietro restò come sospeso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma lí, ora? possibile? Questo paesello di mare, in Sicilia, cosí lontano lontano, era dunque la meta segnata dalla sorte alla sua vita? era egli giunto, senz'alcun sospetto, al suo destino? Per questo s'era ammalato fino a toccare la soglia della morte? per riprendere lí la via d'una nuova esistenza? Chi sa! - E tu gli vuoi bene? - concludeva intanto di là don Pietro, dopo avere strappato a Venerina, che non riusciva a quietarsi, le scarse, incerte notizie che ella aveva dello straniero e la confessione di quegli ingenui passatempi, donde era nato quell'amore fino a quel punto sospeso in aria, come un uccello sulle ali.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha fatto ridere alle mie spalle tutti i pesci del mare, ha fatto ridere! Dov'è? Chiamalo; fammelo dire questa sera stessa: non basta che l'abbia detto a te! - Ma senza codesti occhiacci, - gli raccomandò Venerina, sorridendo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di' un po', come hai fatto, senza francese? Venerina arrossí, sollevò appena le spalle, e i neri occhioni le sfavillarono.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Può crescere l'albero nell'aria, se ancora scarse e non ben ferme ha le radici nella terra? Ma questo era certo, che lí ormai e per sempre la sorte lo aveva trapiantato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È sorella di tua madre! Io poi me ne debbo andare prima di lei, per legge di natura, e da me non hai nulla da sperare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sí, - diceva lei, sorridendo, - è proprio come tu hai detto! - Babbalacchio? Minchione? - domandava don Paranza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lo previde quel boja d'Agostino! Di' un po', hai avuto paura che tuo zio non ci arrivasse a sentire la bella musica del gattino? - Zio! - gli gridò Venerina, offesa e sorridente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non m'ha fatto dormire tutta la notte, poverino: ha le dogliette.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma se ella sapeva che quella vecchia era cosí fastidiosamente matta, perché spingerlo a fargli fare quella ridicola figura? voleva forse ridere anche lei alle sue spalle? - Non hai trovato ancora un amico? - gli domandava Venerina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- San Calògero non ha bisogno né di galletti né di fichi secchi! Se vostro figlio ha da scrivervi, state sicura che vi scriverà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Andatevene! andatevene! Come intronata da quelle parole furiose, la vecchia gli domandò: - Ma che dice? Non ha capito che questo è un voto? È un voto! E c'era nella parola, pur ferma, un tale sbalordimento per l'incomprensione di lui, quasi incredibile, che don Angelino fu costretto a fermarvi l'attenzione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che hai fatto? Al solito? Hai rassettato? Oh povero me! Ora non trovo piú nulla! Vedendo poi lo stocco sguainato per terra: - Ah! Hai anche tirato di scherma con gli abiti dell'armadio? E rise di quel suo riso che partiva soltanto dalla gola, quasi qualcuno gliel'avesse vellicata; e, ridendo cosí, guardò la moglie, come se domandasse a lei il perché del suo proprio riso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Non mi ha neppure salutata!" pensò; e si mise a piangere di nuovo, quasi che questo pensiero fosse determinatamente la cagione del pianto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E subito il signore: - C'è un medico? Ma quegli, avvertendo sulla faccia e sulle mani il gelo di fuori, dà indietro, alza le braccia, stringe le pugna e comincia a stropicciarsi gli occhi, sbadigliando: - A quest'ora? Poi, per interrompere le proteste dell'avventore, il quale - ma sí, Dio mio, sí - tutta quella furia, sí, con ragione: chi dice di no? - ma dovrebbe pure compatire chi a quell'ora ha anche ragione d'aver sonno - ecco, ecco, si toglie le mani dagli occhi e prima di tutto gli fa cenno d'aspettare; poi, di seguirlo dietro il banco, nel laboratorio della farmacia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ha da prendere qualche cosa...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma mi hai accecato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E intanto il commesso farmacista ha tutto il tempo di preparare un bel paccone di rimedii urgenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci ha giocato il gattino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma un'altra lunga discussione ha luogo, perché il dottor Mangoni, con la tuba tutta ammaccata tra le mani, vuole dimostrare che il gattino, sí, senza dubbio, ci ha giocato, ma che anche lui, il giovine di farmacia, le ha dovuto dare col piede, per giunta, una buona acciaccata sotto il banco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dalle sette di sera, capisce? A questo punto il signore si china un poco a guardare nel fondo della vettura il dottore che, durante il racconto, non ha piú dato segno di vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma scusi, dottore, ha sentito? - Sissignore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Queste cose non si fanno in casa d'altri, scusi! - Ah, sí, sí; per questa parte, sí, ha ragione, - riconosce con un sospiro il dottor Mangoni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non ha sospirato, non ne parliamo piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sventura, quando entra in una casa, ha questo di particolare: che lascia la porta aperta, cosí che ogni estraneo possa introdursi a curiosare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sollevando il capo da un lato, per guardare, soggiunge imperiosa: - Se ne può andare! se ne può andare! Non c'è piú bisogno di lei! L'abbiamo fatto trasportare al Policlinico, perché moriva! E cozzando in un braccio il marito violentemente: - Fallo andar via! Ma il marito dà uno strillo e un balzo perché, cosí cozzato nel braccio, ha avuto sulle dita la sgocciolatura calda della candela.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh, piano, santo Dio! Il dottor Mangoni protesta, ma senza troppo sdegno, che non è un ladro, né un assassino da esser mandato via a quel modo; che se è venuto, è perché sono andati a chiamarlo in farmacia; che per ora ci ha guadagnato soltanto una storta al piede, per cui chiede che lo lascino sedere almeno per un momento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il dottor Mangoni, entrando, ha già intraveduto nell'attigua saletta da pranzo una figliolona bionda scarmigliata intenta a leggere, coi gomiti sulla tavola e la testa tra le mani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Almeno qualcuna di queste che hai già lette, - insiste timidamente il padre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo squallore di quella stanza, di tutta quella casa, che è una delle tante case degli uomini, dove ballonchiano tentatrici, a perpetuare l'inconcludente miseria della vita, due mammelle di donna come quelle ch'egli ha or ora intravedute sotto il lume della lampada a sospensione nella stanza di là, gl'infonde un cosí frigido scoraggiamento e insieme una cosí acre irritazione, che non gli è piú possibile rimanere seduto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Quel signore che li ha rimproverati e che è venuto a scomodarmi in farmacia, dev'essere veramente un imbecille.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non già perché li ha rimproverati, ma perché gli ho domandato se aveva moglie, e mi ha risposto di sí; ma senza sospirare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Capisce la moglie, che salta sú a domandargli: - Perché chi dice d'aver moglie, secondo lei, dovrebbe sospirare? E il dottor Mangoni, pronto: - Come m'immagino che sospira lei, cara signora, se qualcuno le domanda se ha marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fece mettere un avviso nei giornali, per avere qualcuno pratico di biblioteche, che si incaricasse di quel lavoro d'ordinamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E di tratto in tratto le domandava: - Bello, eh? - oppure: - Ha voltato? - Non sentendola nemmeno fiatare, s'immaginava che fosse sprofondata nella lettura e che non gli rispondesse per non distrarsene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E non di meno, va ripetendo che conosce tutti, che ha letto roba di tutti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha detto che ritornerà tra poco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si sa che Nicola Petix s'è barricato in un silenzio impenetrabile, prima davanti al commissario di polizia, appena arrestato, poi davanti a lui, voglio dire al signor giudice istruttore che inutilmente tante volte e in tutte le maniere s'è provato a interrogarlo, e infine anche davanti al giovane avvocato che gli hanno imposto d'ufficio, visto che fino all'ultimo non ha voluto incaricarne uno di sua fiducia per la difesa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma è chiaro che questa voce, la quale vorrebbe dare a intendere che Petix consumò il delitto con l'incoscienza d'una bestia, non è stata accolta dal giudice istruttore, se egli ha creduto di dovere ammettere e sostenere la premeditazione nell'assassinio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La volpe è ladra per il padrone della gallina: ma per sé la volpe non è ladra: ha fame; e quand'ha fame, acchiappa la gallina e se la mangia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, adesso, in qualcuna di queste grandi e miserabili case, pur tra cotali inquilini rimasti a compir l'opera di distruzione sulle pareti e sugli usci e sui pavimenti, qualche famiglia decaduta o di ceto medio, d'impiegati o di professori, ha cominciato a cercar ricovero, o per non averlo trovato altrove o per bisogno o amor di risparmio, vincendo il ribrezzo di tutto quel lerciume e piú della mescolanza con quello che sí, Dio mio, prossimo è, non si nega, ma che pur certamente, poco poco che si ami la pulizia e la buona creanza, dispiace aver troppo vicino; e non si può dire del resto che il dispiacere non sia contraccambiato; tanto vero che questi nuovi venuti sono stati in principio guardati in cagnesco, e poi, a poco a poco, se han voluto esser visti men male, han dovuto acconciarsi a certe confidenze piuttosto prese che accordate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quest'ozio di Petix sarà bene intanto che non venga considerato solamente dal lato del padre, ma un po' anche da quello di lui, perché Petix veramente frequentò per anni e anni le aule universitarie, passando da un ordine di studii all'altro, dalla medicina alla legge, dalla legge alle matematiche, da queste alle lettere e alla filosofia: non dando mai, è vero, nessun esame, perché non si sognò mai di fare il medico o l'avvocato, il matematico o il letterato o il filosofo: Petix non ha voluto fare in verità mai nulla; ma ciò non vuol dire che se ne sia stato in ozio, e che quest'ozio sia stato vergognoso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La madre (che lo chiamava Cesare e non Cesarino) senza guardarlo negli occhi gli aveva detto: - Tu hai bisogno, Cesare, di cambiar vita; bisogno d'un po' di compagnia di giovani della tua età, e d'un po' d'ordine e di regola, non solo nello studio, ma anche nello svago.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I conti tornavano; ma, veramente, l'essere sua madre ancora giovane e l'aver sposato a diciotto anni, non voleva poi dire che, per conseguenza, il padre doveva esser morto giovanissimo, perché la madre poteva avere sposato uno maggiore d'età di lei, e fors'anche un vecchio, eh? Ma Cesarino aveva poca fantasia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Già, - interruppe la levatrice, - ha bisogno del latte, ora, questa creatura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Corse a prendere il suo berretto da collegiale, là, nella camera mortuaria; e dopo avere in cuor suo promesso alla madre che quel suo piccino non sarebbe perito e neanche lui, corse al collegio, a parlare col Direttore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era giusto, in fondo, che licenziasse la serva, dovendo sostenere la grossa spesa della balia per il bambino: avrebbe, sí, potuto farlo con un'altra maniera; ma gli si perdonava anche questa, come del resto gliel'aveva perdonato la stessa Rosa; perché forse, poverino, neanche il sospetto poteva avere d'esser crudele verso gli altri, lui che sperimentava in quel momento e in quella misura la crudeltà feroce della sorte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Guardi, io non voglio saper nulla! Non voglio spiegazioni! Le basti avere osato di comparirmi davanti! E se ne vada! - Ma qua c'è mio figlio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma stia tranquillo, che non si farà piú vedere, dopo la degna accoglienza che lei gli ha fatta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma come? Che ha detto? Come ha potuto la giustizia?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Questo dipende, - sentenziò Jaco Spina, sdrajandosi di nuovo a pancia all'aria, - perché la vecchia ha acqua da buttar via, e la butta anche dagli occhi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E perché m'ha ingannata cosí? Ah, per questo, dunque, i miei figli non mi rispondono! Dunque, nulla! Mai nulla ha scritto loro di tutto quello che io le ho dettato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sissignore! E sa che coraggio ha avuto questo bel galantuomo? Di mandarmi un ritratto di lui e della sua bella di laggiú! Glielo posso far vedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non vuole, signor dottore! Ha un altro figlio qua, l'ultimo, che la vorrebbe con sé e non le farebbe mancare mai nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se vossignoria si vuol levare questa curiosità, non ha da camminare molto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che comandi ha da darmi? - Ecco, ero venuto - cominciò il medico, - per parlarvi di vostra madre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io ero maritata da pochi anni e avevo già quei due figliucci, che ora sono laggiú, in America, sangue mio! Stavamo nelle terre del Pozzetto che mio marito, sant'anima, teneva a mezzadria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, signorino mio, mi si voltò il cuore in petto quando me lo vidi davanti cosí: "Nino mio!" gli gridai (sant'anima!) "Nino mio, che hai fatto?" Non poteva parlare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Erano sazii, rivoltati anche loro della tirannia feroce di quel mostro, signor dottore, e io ebbi la soddisfazione di vederlo scannato lí, sotto gli occhi miei, dai suoi stessi compagni, cane assassino! La vecchia s'abbandonò su la seggiola, sfinita, ansimante, agitata tutta da un tremito convulso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma passato il primo stupore, come poté ricomporre le idee, non seppe comprendere che nesso quella truce storia potesse avere col caso di quell'altro figlio; e glielo domandò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma pensi, signor dottore, se io potevo esser la moglie di quell'uomo dopo quanto avevo visto! Mi volle per forza; tre mesi mi tenne con sé, legata, imbavagliata, perché io gridavo, lo mordevo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi metto a tremare, appena lo vedo, e sudo freddo! Non sono io; si ribella il sangue, ecco! Che ci posso fare? Attese un po', asciugandosi gli occhi col dorso delle mani; poi, temendo che la comitiva degli emigranti partisse da Fàrnia senza la lettera per i suoi figliuoli veri, per i suoi figliuoli adorati, si fece coraggio e disse al dottore ancora assorto: - Se vossignoria volesse farmi la carità che mi ha promesso...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E cosí, ha lasciato tutti quei pacchetti in deposito alla stazione? - Perché? Non sono sicuri? Erano tutti ben legati...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Levano prima da sotto, col dorso della mano, un lembo; poi, da sopra, vi abbassano l'altro e ci fanno anche, con svelta grazia, una rimboccaturina, come un di piú, per amore dell'arte; poi ripiegano da un lato e dall'altro a triangolo e cacciano sotto le due punte, allungano una mano alla scatola dello spago; tirano per farne scorrere quanto basta a legar l'involto, e legano cosí rapidamente, che lei non ha neanche il tempo d'ammirar la loro bravura, che già si vede presentare il pacco col cappio pronto a introdurvi il dito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh, si vede che lei ha prestato molta attenzione ai giovani di negozio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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quel nastro rosso o celeste che le giovani di merceria, dopo averlo misurato sul metro, ha visto come fanno? Se lo raccolgono a numero otto intorno al pollice e al mignolo della mano sinistra, prima d'incartarlo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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È stato mai a consulto da qualche medico bravo? - Io no, perché? Non sono mica malato! - No no! Glielo domando per sapere se ha mai veduto in casa di questi medici bravi la sala dove i clienti stanno ad aspettare il loro turno per esser visitati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci ha fatto attenzione? Quei divani di stoffa scura, di foggia antica...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il signor dottore ha per sé, per le amiche della sua signora, un ben altro salotto, ricco, splendido.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In questo momento mi sta occupando lei, e creda che non provo nessun piacere del treno che ha perduto, della famiglia che l'aspetta in villeggiatura, di tutti i fastidii che posso supporre in lei...(Pirandello - Novelle per un anno)
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C'è chi ha di peggio, caro signore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le si sono impolverati per sempre anche i capelli, qua sulle tempie; ed ha appena trentaquattro anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei passa per via; un altro passante, all'improvviso, lo ferma e, cauto, con due dita protese, le dice: "Scusi, permette? Lei, egregio signore, ci ha la morte addosso".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le grido: "Ah sí, e vuoi che ti baci?" - "Sí, baciami!" - Ma sa che ha fatto? Con uno spillo, l'altra settimana s'è fatto uno sgraffio qua, sul labbro, e poi m'ha preso la testa: mi voleva baciare...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutt'a un tratto, però, quando ha già preso i primi ordini religiosi, gli avviene d'impuntarsi in questo passo del trattato De Gratia: "Si quis dixerit gratiam perseverantiae non esse gratis datam, anathema sit." Perché la perseveranza, per il caso che qualcuno volesse saperlo, è - secondo la teologia cattolica cristiana - una grazia che Dio concede a chi vuol salvare, senza attenzione ai meriti o ai demeriti del salvando.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quando alla fine può riaversi, ha perduto la fede; ma pare che abbia perduto anche tant'altre cose: i capelli, intanto, la parola, un po' anche la vista; non si ricorda piú di nulla e sta, circa un anno, intronato e come levato di cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dolfo Dolfi entra tardi nell'insegnamento, senza titoli, senza concorso, per protezione d'un deputato autorevolissimo, dopo aver fatto l'esploratore in Africa e per tant'anni a Genova il giornalista: s'è battuto una diecina di volte, e ne ha prese e ne ha date, piú date che prese; è libero pensatore, e ha con sé una figliuola naturale, a cui ha imposto questo magnifico nome: Satanina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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(Nota bene: Dolfo Dolfi ha la faccia piena di nèi e, parlando, se li arriccia tutti; una gamba qua, una gamba là.) Cosmo Antonio Corvara Amidei si fa piccino piccino, man mano che quegli le sballa piú grosse, e approva, approva senza mai contraddire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se ha bisogno imprescindibile di qualche soldino, deve domandarlo a Satanina, e la ragazza, che ha già quindici anni e fa da mammina, glielo dà con gran mistero, raccomandandogli di non farne sapere nulla, per carità, al babbino, ché altrimenti vorrebbe anche lui la sua parte per i minuti piaceri, e dove s'andrebbe a finire? Buona ragazza, Satanina; tanto che Cosmo Antonio Corvara Amidei vorrebbe chiamarla piú brevemente e graziosamente Nina, Ninetta; ma Dolfo Dolfi non vuole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In questo caso, bisogna lasciarla fare la vita, ché un fine forse - nascosto - lo ha; e, se non ha un fine, avrà pure una fine, questo è certo L'ebbe, difatti, un bel giorno e d'improvviso, la fine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non se l'aspettava! Gli pare che la casa sia diventata a un tratto vuota, misteriosamente vuota; perché nessun oggetto in essa ha un barlume d'anima, un qualche ricordo intimo per lui; e sembra invece che stia là, triste, a aspettar colui che non potrà piú ritornare Satanina piange inconsolabile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pensa a lei, a Satanina, cosí giovine, cosí fresca, cosí florida, e ha come una vertigine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché? Il professor Corvara Amidei non ci ha fatto mai caso; ma ripete frequentissimamente (quando qualche cosa gli va proprio male) quel suo: E va bene! E ormai tutti quegli scrivani, fra loro, non lo chiamano altrimenti che Il professor Vabene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, ecco, dunque è vero, sí: ha preso questo vezzo, senz'accorgersene, per la lunga abitudine di rassegnarsi ai colpi del destino avverso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma, ormai, un compenso a tutto ciò che ha sofferto, a tutto ciò che gli toccherà forse a soffrire ancora, lo ha, e non gl'importa piú di nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo sbeffeggino pure tutti gli scrivani del mondo, lo chiamino Va bene, Va male, Va zero, come che sia, egli ha ora Satanina, e se n'infischia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Qualcosa, certamente, dev'esserle accaduta; perché, né la tavola nel salottino da pranzo è apparecchiata, né in cucina c'è alcunché preparato per il desinare: i fornelli, spenti; e tutto in ordine, come a mezzogiorno ha dovuto lasciarlo la servetta che tengono a mezzo servizio, per la spesa e la pulizia di casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sú, in casa, non può resistere a lungo al contrasto fra la confusione che ha nell'animo e l'ordine e la quiete delle tre stanzette, le quali pare stieno a aspettare, con tutti i mobili, che la placida vita consueta seguiti a svolgersi fra loro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rimasto solo, però, rimessosi a sedere, s'accorge tutt'a un tratto che non ha piú voglia neppure d'alzare un dito, e che il mondo, dunque, davvero è crollato per lui; ma, cosí, quietamente, senza parere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ripete fra sé quelle poche notizie che gli ha dato la servetta: "Il ritratto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il pensiero del figlioletto lontano, là, in un paesello della Sabina, lo ha salvato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora egli lo ha con sé, Dolfino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma il povero ragazzo, che ha già dieci anni e par che li abbia proprio per forza, tirati, tirati sú dalle piú minuziose cure del babbo, il povero ragazzo corre ahimè il rischio d'aver la stessa fortuna del padre: o forse no, si spera: perché, cosí gracile, cosí miserino com'è, sembra accenni piuttosto di volersene andare dello stesso male, di cui il babbo fu minacciato da ragazzo, quand'era al seminario.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La nanerottola di guardia, nel rivederlo in quello stato, col volto tutto imbrattato di sangue, strillò, inorridita: - Gesú! Che ha fatto? Egli levò un braccio tremolante e contrasse il volto in una smorfia, tra di spasimo e di riso: - La...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Possibile? Si leva dalla sponda del letto e va, al bujo, in punta di piedi, a origliare, fino all'uscio della camera che ha la finestra bassa sullo spiazzo, davanti la caserma.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Traballando, col passo legato, si trascina fino alla camera del figlio, ribellandosi ferocemente alla balia, che saltata dal letto in camicia, a quegli urli, vorrebbe trattenerlo per sapere che ha fatto, che è stato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sotto il turbante delle fasce, quella faccia da morto con gli occhiali incute sgomento e orrore alla folla che ha invaso la camera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non accettai, perché, per le buone relazioni di cui godevo, avevo da poco ottenuto un impiego di fiducia, che m'obbligava a viaggiare continuamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quel povero albero - io lo ricordo - s'era levato sul magro stelo cinereo con evidente sforzo e rizzando i rami come a supplicare, desideroso di vedere il sole e l'aria libera, angosciato dalla paura di non avere in sé tanto rigoglio da arrivare oltre i tetti delle case che lo circondavano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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III Di quelle rose e degli altri fiori s'innamorò tanto, che cominciò a struggersi dal desiderio di avere anche lui un giardinetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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C'ero stato, ma non avevo voluto dirglielo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ero andato a casa di quel mio amico per affari e lo avevo trovato con la moglie in preda a un cordoglio angoscioso, attorno al lettuccio dell'infermo adorato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei donna tu e, per tua norma, qua, Domineddio, stoppa, stoppa, cara mia, ti ci ha messo! stoppa in luogo di cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come quelle del signor Mori, a cui hai dato tua figlia! - Lasciami dire! - urlò il Manfroni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E perché gli ho dato mia figlia, io? Prima di tutto perché Ennio è un ottimo giovine; poi, sissignora, perché socialista! sissignora! E mi è convenuto! e mi ha fatto gioco! Sai dirmi perché sono tanto rispettato, io, da tutta quella canaglia a cui do da mangiare? Stoppa! Ma qui Ennio non c'entra...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora io, ricco, ma con qui dentro qualcosa che batte e che, per tua norma, si chiama cuore, prendo sua moglie, la ficco in un vagone di terza classe e la spedisco a Roma, balia del mio nipotino! Poteva avere centomila ragioni il signor Manfroni, ma aveva anche su uno zigomo un ridicolissimo porro, sul quale la moglie appuntava gelidamente uno sguardo quanto mai dispettoso, quando si vedeva costretta a sottomettersi a quelle ragioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che hai capito, animale? - gli gridò il Manfroni, che non era in vena d'ammirarlo, in quel momento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ritrasse subito la mano che la giovine inginocchiata voleva baciargli: guardò verso l'uscio e urlò: - Fuori! No, tu qua, Lisi! Che le hai detto? - Che Titta verrà! - esclamò Annicchia senza levarsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che gli hai risposto? Annicchia volse uno sguardo alle vicine, come per dire: Fatele intender voi, che io debbo accettare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Anzi mi ha comandato di salutarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ti ha comandato? - Sissignore, di salutarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Annicchia rimase un po' perplessa, poi aggiunse: - Anche a Palermo è venuto alla stazione un altro galantuomo che mi ha poi accompagnata fino al vapore: tanto buono anche lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi pare un sogno! Come sta? Ha sofferto molto, è vero? Oh, figlia mia! Si vede...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ennio avrebbe voluto assistere alla visita; ma la moglie lo cacciò via: - Che hai da vedere? Di' piuttosto a Margherita che porti un cucchiajo e un bicchier d'acqua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quanto tempo ha il tuo figliuolo? - L'ho comprato, - rispose Annicchia, forzandosi a guardarlo in volto, - che saranno due mesi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha proprio fame! Se sentisse come succhia, come succhia! Poco dopo, nella camera accanto, destinata a lei e al piccino, non rifiniva d'esclamare, ammirando la mobilia e i cortinaggi: - Gesú! che cose, a Roma! che cose! E si sentí impacciata davanti a quel letto nuovo, cosí bello, apparecchiato per lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vossignoria ha speso tanti bei denari per me che non merito nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gliele recava lei, tutta contenta, esultante: - Signorina! Signorina! - Che c'è? Hai preso un terno al lotto? La agghiacciava, ogni volta, con quelle parole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma possibile che di laggiú non le mandassero a dire altro? Ah come si pentiva adesso di non avere imparato a scrivere! Aveva, sí, supposto, partendo, che la lontananza le sarebbe riuscita penosa; ma tanto poi no: era un vero supplizio, cosí! Il bambino, però, tra pochi giorni, avrebbe compiuto sette mesi: a nove, per volontà del padre, doveva essere svezzato: dunque, due mesi ancora di quelle sofferenze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma muoverti, darti attorno! Non vedi che io sono qua sola, senza nessuno; col bambino in braccio; e non posso badare anche a lei che mi ha cagionato tutto questo scompiglio? Va', esci, procura di trovarle posto in qualche ospedale! Ennio, a tale proposta, si fermava a guardarla trasecolato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Sí, ma deve pur comprendere - pensava Annicchia, - che il suo figliuolo appartiene, ora, anche a me: che se ella ci ha messo la pena di farlo, io ci ho rimesso il figlio per lui: e ora non mi resta piú altro." Per quanto a Ersilia non dispiacesse di sottrarsi al fastidio del bambino, pure non voleva che questo s'affezionasse di piú a colei, che già lo considerava come suo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi, perché non so che cosa ella si sia fitto in mente, per la pietà, per la commiserazione che tu hai voluto dimostrarle in questa occasione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, se questo può piacere a te, a me non piace! Ennio, pur sapendo che faceva peggio, si provò ancora una volta a ragionare: - Ma scusa: perché vuoi ostinarti a vedere il male dove non è, a crearti fantasmi odiosi, quando io, con la mia vita di studio, di lavoro, non ti ho mai dato cagione di dubitare di me? Hai visto che, per stare in pace, per contentarti, mi sono finanche vietato di fare una carezza al mio bambino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Diffidi ora di quella poveretta? Ma ti pare che possa sorriderle il pensiero di tornare laggiú, dove non troverà piú il figlio, dove troverà invece un bruto, che la incolpa della morte del bambino e di cui lei ha paura? Avendo perduto il proprio figliuolo, per esser venuta qua ad allattare il nostro, crede d'aver acquistato il diritto di stare in casa nostra, presso a quest'altro bambino, al quale ha sacrificato il suo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Proprio pentita, sa! Lei stessa, anzi, la poverina, ha voluto chiederle perdono per mio mezzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora non è stagione, ed è casa mia soltanto, e vi ricevo chi mi pare e piace, e le ripeto: Vada via! Quante volte gliel'ho a dire? Come parere ch'io abbia tollerato la sua sconvenienza, scusi! Lei non ha piú nulla da far qui, ora, che è venuto il signor professore! Dunque, si levi sú! - Non me ne vado! - ripeté il Mauri, rimanendo seduto e guardando fisso il prete, con gli occhi da matto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La lasci piangere a me: perché quella infelice non ha bisogno, creda, d'essere perdonata; ma d'esser pianta! Lei, mi perdoni, avrebbe dovuto ammazzare come un cane colui che prima gliela tolse e poi ebbe cuore d'abbandonarla; non deve scacciar me che l'ho raccolta, che l'ho adorata e che per lei ho spezzato anche la mia vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha ragione, ha ragione; ma la prego di compatire: costui è pazzo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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per rimorso! Ma perché non gli hai tu scritto, prete, che Flora s'è uccisa per me? - Flora? - domandò il Gelli, senza volerlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dunque? Ha fatto male codesto prete a non scriverle che si è uccisa per me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dico che quell'anima innocente ha avuto il potere di farla rinsavire non è vero? Ma pensi intanto, che neppure quella donna sarebbe là, se lei non si fosse tenuta la figliuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sissignore: le ho detto ch'ero scapolo, che non avevo nessuno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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lí, a Perugia, e le ha detto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha fatto bene, benone, benissimo - esclamò il Righi sollevato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma la porta, giú, scusate, perché ha da rimanere aperta? - domandò la Nàccheri, stizzita, al cognato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quindi concluse improvvisamente: - Scusi, ha visitato la signora? Il Gelli negò col capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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e che hai sofferto dopo, per causa mia, fino a questo punto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Molti anni fa, quando mi morí un figliuolo, dopo nove notti di veglia assidua, non sentii pena, sul momento: avevo troppo sonno, e dovetti prima dormire; poi, quando mi destai, il dolore mi assalí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei, la riprenderà: lei ha una casa, una gioja...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che bisogno ne aveva? non mi ama, non mi ha mai amato; non sa proprio che farsi di me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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pretore! Se Le dicessi che io sposai per avere in casa un pianoforte? Perché musica io ho studiato; non ho mai studiato legge...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Scusi, sa! noi, questo diritto, ce lo siamo negato, perché la società ci ha mandato a scuola, da piccini, e ci ha insegnato l'educazione, per farci soffrire e non farci ingrassare; ma che c'entra? L'uomo bisogna vederlo là, nel suo ambiente naturale, come l'ho veduto io, tant'anni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei m'insegna che tutto sta nel togliersi d'addosso, una prima volta, sotto gli occhi di tutti, l'abito che ci ha imposto la società.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando, pochi giorni or sono, sono venuto a raggiungerla qua, ha voluto scusare anche me, il mio tradimento, la mia menzogna, incolpando se stessa, certi suoi vezzi involontarii, il malvagio istinto, com'ella lo chiamava, il bisogno, cioè, che sentono tutte le donne di piacere finanche al marito della propria sorella...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ci ha messo qua; qua dobbiamo patire e faticare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era il sogno di tanti contadini avere un figlio sacerdote; e lui era riuscito ad attuarlo, questo sogno, non per ambizione, ma solo per averne merito davanti a Dio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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D'allora in poi, egli, di tanto piú vecchio, e provato e sperimentato nel mondo, s'era sentito quasi bambino di fronte al figlio sacerdote Tutta la sua vita, trascorsa tra tante miserie e tante fatiche senza una macchia, che valore poteva avere davanti al candore di quel figlio cosí vicino a Dio? E s'era messo a parlare di lui come d'un santo, ad ascoltarlo a bocca aperta, beato, quand'egli veniva a trovarlo in campagna dal Collegio degli Oblati, dove per l'ingegno e per lo zelo era stato nominato precettore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La madre, dapprima, nella sua santità patriarcale, non aveva saputo neanche farsi un'idea del delitto commesso dal figliuolo: il vecchio marito aveva dovuto spiegarglielo alla meglio; e allora ella ne era rimasta sbalordita, inorridita e pur quasi incredula: - Giovanni? Che mi dici? Il Siròli s'era recato in città per avere notizie piú precise e con la speranza segreta che si trattasse d'una calunnia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quegli allora, ch'era un omaccione gagliardo, dal torace enorme, dal volto sanguigno, gli posò una mano su la spalla con aria di protezione, spavalda e un po' canzonatoria, e ripeté: - Tutto accomodato: sanato, sanato, sarebbe meglio dire! - E rise sguajatamente; poi, riprendendosi: - Quando si ha la fortuna d'aver padroni che ci vogliono bene per la nostra devozione e per la nostra onestà certe...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il padrone, prima di tutto, per rispetto all'abito che indossa indegnamente vostro figlio, poi anche per carità di voi, tanto ha fatto, tanto ha detto, che è riuscito a indurre i parenti di quei poveri piccini, a desistere dalla querela già sporta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli non si vedeva: non vedeva altro entro di sé che la propria infelicità; ma era pur bello, tanto! e delicato come una fanciulla; e lei, guardandolo, beandosene, senza che egli se n'accorgesse, poteva pensare: "Ecco, sei tutto mio, perché non ti vedi e non ti sai; perché l'anima tua è come prigioniera della tua sventura e ha bisogno di me per vedere, per sentire".(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei stessa, - seguitò, - ha detto or ora di aver taciuto al marchese la mia venuta, con una scusa ch'io non posso accettare, non perché m'offenda, ma perché la fiducia o la sfiducia verso me non doveva esser sua, se mai, ma del marchese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dirò anzi, se vuole, che lei, premurosamente, mi ha fatto chiamare, prima delle nozze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Il dottor Falci, Silvio, ha sospettato ciò che, del resto, è vero, ch'io cioè non ti dissi nulla della sua seconda visita; ed è voluto venir lui spontaneamente, prima delle nozze, per prestarti le sue cure, senz'alcun compenso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel salottino (che ha l'impiantito sensibilissimo) fu jeri un tintinnire d'oggettini di vetro e d'argento, quasi che le gocciole dei candelabri dorati sulla mensola e i bicchierini della rosoliera sul tavolino da tè avessero brividi di paura e fremiti d'indignazione alla fine della visita dell'avvocato Aricò che la signora Lèuca chiama con le amiche "grillo vecchio"; dopo aver perorato e perorato quell'avvocato se n'era andato, badando a ripetere fino all'ultimo: - Eh, la vita...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo spavento è divenuto stupore e lo stupore s'è poi liquefatto in un sorriso vano della bianca bocca sdentata davanti al placido assentimento del capo con cui il parroco ha accolto la notizia già nota.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lunga di gambe, corta di vita e con la schiena ad arco, ancora biondissima a sessantasei anni, la signorina Trecke, mezzo russa, mezzo tedesca, ma piú russa forse che tedesca, convertita dalla buon'anima di suo cognato al cattolicesimo e zelantissima, ha conservato nel viso pallido e flaccido gli azzurrini occhi primaverili dei suoi diciott'anni, come due chiari laghi che tra la desolazione s'ostinino a riflettere i cieli innocenti e ridenti della sua giovinezza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Liquefatta in quel sorriso vano, comincia a domandare con una compunta maraviglia se il signor Marco Lèuca, marito della signora Lèuca, è dunque veramente degno di perdono, cosa che lei non ha mai immaginato perché - saranno forse calunnie, dato che il signor parroco approva la riconciliazione - ma non ha tre figli, tre, tre femminucce, questo signor Lèuca, con una...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha chiesto altro, e la nostra eccellente signora Lèuca non avrebbe potuto del resto accordargli altro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il signor Ildebrando non ha saputo mai perdonare ai suoi genitori, morti da tanto tempo, d'avergli imposto un nome cosí sonoro e compromettente, il piú improprio di tutti i nomi che avrebbero potuto imporgli, non solo al suo corpicciuolo gracile, fievole, ma anche alla sua indole, al suo animo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha mai potuto soffrire il signor Ildebrando quegli omacci sanguigni e prepotenti che han bisogno di far fracasso, gettar certe occhiatacce, prender certe pose con le mani sul petto: ci sono io, ci sono io; non ha mai voluto esserci per nulla, lui; ha cercato sempre di restare in ombra, tepido appena appena, insipido e scolorito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma verrà qui ora, di tanto in tanto - ecco, sí, come dice l'avvocato - per respirare un po' di pace, per ristoro dello spirito, ora che i capelli si son fatti grigi - lei li ha già tutti bianchi - e risentire la dolcezza della casa, benché...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Benché? - La dolcezza della casa, lei dice, avvocato? La signora Lèuca sa bene che non ha piú nessuna dolcezza la sua casa; solo una gran quiete.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No, non dice che le pesi; dice anzi che n'è contenta, la signora Lèuca: legge, lavora per sé e per i poveri, va in questua con le amiche del patronato di beneficenza, va in chiesa, esce anche spesso per compere o per andare dalla sarta (ché ancora le piace vestir bene), va quando deve dall'avvocato Aricò che ha cura dei suoi affari, e insomma non sta in ozio un momento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sorge un rimpianto: no, di nulla piú ormai, ma di quello che non ha avuto, che non ha potuto avere; e una certa pena anche, non pena piú veramente, un certo senso di disgusto che si fa quasi stizza dentro, per l'inganno che il suo stesso cuore un tempo le fece, di potere esser lieta, anzi felice, sposando un uomo che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per rispondere al signor parroco che le ha domandato: "Ma chi le ha detto, in nome di Dio, che la carità debba esser facile?" lei s'è lasciata persuadere a ricevere il marito di tanto in tanto, per una breve visita, ora che il disprezzo di prima s'è cangiato in questa commiserazione, che non è propriamente per lui soltanto, ma per tutti quei disgraziati che sentono la vita come lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ha troppo attento lo spirito; ha troppo vissuto in silenzio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché veramente lei ha il disgusto della vita che insudicia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché anche in questo, ciò che lei fa per gli altri è assai meno di ciò che ha fatto per sé quando, tante volte, ha dovuto vincere l'orrore del suo stesso corpo, della sua stessa carne, per tutto ciò che nell'intimità si passa, anche senza volerlo, e che nessuno vuol confessare nemmeno a se stesso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina Trecke esclama: - Ah senti! È dunque venuto? La nipote ha subito uno scatto di fastidio: - Perché fingi di non saperlo, se lo sai? La signorina Trecke la guarda e si liquefà nel suo sorriso vano: - Lo sapevo? Ah sí, lo sapevo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La nipote si scrolla e le volta le spalle per mettersi a parlare con la signorina Marzorati; il che cagiona subito una viva apprensione alla mamma, signora Marzorati, che non ha affatto piacere che la nipote della signorina Trecke parli con la sua figliuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco, per esempio: ha creduto che dovesse portare chi sa quale sconvolgimento nell'animo della signora Lèuca quella "terribile" visita del marito, la vista di lui dopo undici anni di separazione, e invece niente: placida e fresca, la signora Lèuca ne discorre con le amiche, come se non fosse avvenuto nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh, Nella, come hai detto che si chiamano? La nipote, brusca: - Smacca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Guarda le due amiche, che si son guardate tra loro facendo un viso lungo lungo di gelata maraviglia, e con pena sorride come per indurre a compatire, per riguardo a quella povera signorina Trecke, la quale, al solito, non ha capito nulla ed è rimasta, allo scatto della nipote, liquefatta in quel sorriso vano della sua bocca sdentata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le ha detto d'esser venuto perché voleva confessarsi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E invano lei gli ha ripetuto piú volte ch'era inutile, perché sapeva, sapeva tutto dall'avvocato Aricò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E ne ha ancora sulle guance le vampe della vergogna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E un altro schifo, un altro schifo nelle dita, ora che lo avverte: lo schifo d'un biglietto da cento lire che, come ubriaca di tutta quella vergogna, gli ha dato all'ultimo, e che lui s'è preso, quasi di nascosto da se stesso, strappandoglielo presto presto dalla mano che pur cosí, quasi di nascosto, glielo porgeva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ha detto, sí, per commuoverla, che tutto quel po' che gli è rimasto del suo patrimonio l'ha vincolato alle tre figliuole e consegnato all'Aricò, che ne rimette gl'interessi a quella donna per i bisogni di casa; e che lui è lasciato senza un soldo in tasca, dall'avarizia di colei, tanto che non ha da pagarsi nemmeno un sigaro, nemmeno una tazza di caffè, quando n'ha voglia, da prendere in piedi in un bar.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E le si è intenerito davanti fino alle lagrime, parlando di queste privazioni; ma non le ha chiesto nulla; né avrebbe potuto, dopo quella confessione che voleva parer fatta con l'intento di scusare, se non in tutto, almeno in parte, la sua abiezione, rovesciandola addosso a quella donna e accusando sé soltanto per la debolezza della propria natura cosí purtroppo inchinevole a cedere a tutte le tentazioni dei sensi; non avrebbe potuto, dopo averla pregata a mani giunte, supplicata di voler sorreggere, anche con la sua vista soltanto, quella sua debolezza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E l'avvilimento che ne prova diventa piú forte, quanto piú considera che forse lui non ne ha provato altrettanto nel prendersi quel danaro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si guarda le mani; vi scorge l'anello nuziale: ha la tentazione di strapparselo dal dito e buttarlo fuori dalla finestra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora vede in esso l'obbrobrio dell'uomo che gliel'ha dato; tutti gli obbrobrii che or ora lui le ha confessati; e si torce in grembo le mani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche a costo d'una pena che piú d'ogni altra ha afflitto l'anima di lei, nell'obbligo crudele che si è sempre fatto della sincerità piú difficile: quella che offende e ferisce l'amor proprio; lei oggi ancora si confessa che no, no, il suo corpo non cedeva allora soltanto per quel dovere, ma si concedeva anche per sé, anche sapendo bene che non poteva valer per esso la scusa di quel dovere di fronte alla sua coscienza che, subito dopo, si risvegliava disgustata, perché già da un pezzo, non pur l'amore, ma ogni stima le era caduta per quell'uomo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, a chi le ha consigliato quella carità per commiserazione della bestialità sofferente e mortificata, per la bestialità che s'è lasciata trascinare cieca fino alle ultime abiezioni, non ha forse il diritto lei di domandare, indignata, se non sia troppo facile codesta commiserazione che le han presentato come una prova difficile per il suo spirito di carità; e se al contrario un'altra commiserazione non sia assai piú difficile: quella per chi riesca a liberarsi da ogni bestialità, nella vita che è pur questa, piena di miserie e brutture che offendono, quando, come si fa, non ci si voglia dar l'aria d'ignorarle, di non averle sperimentate in noi stessi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca, che ha saputo affermare e sostenere in sé, nel suo corpo, e contro il suo corpo stesso, questa liberazione, vuole allora, in nome della vita e di tutte le miserie ch'essa comporta, aver l'orgoglio d'essere anche lei, ma ben altrimenti, commiserata; sí sí, commiserata, commiserata; non ammirata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La moglie ha come tirato una barra, con quelle cento lire: lei di qua, e lui di là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora egli si volta a guardarglieli dietro le spalle, a Sandrina, quei poveri capellucci cosí strizzati, mentre se la porta per mano lungo i viali di Villa Borghese, e ha la tentazione di fermarsi a disfarglieli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha voluto prendere il tram per aver tempo di prevenire la figliuola e di farle le raccomandazioni opportune sulla visita che ora farà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E un altro sgraffio piú lungo ha sul collo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Hai capito? - le ripete lui, chino, con voce cattiva, seguitando a guardarla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Hai visto jeri? Farebbe peggio! E dopo un'altra pausa: - Hai capito? - Sí, papà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Bella! bella mia! Non avevo capito...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha ancora dieci anni Sandrina; ma già pensa che a difendersi deve provvedere da sé, cominciando dal padre, dalla madre e dalle sorelline.(Pirandello - Novelle per un anno)
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È ancora afflitto per la sua bontà mal rimeritata, stizzito e turbato della scarsa gioja che la figlia gli ha manifestato per quella visita furtiva; ma dentro di sé, tuttavia, non pentito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non pentito, perché ha pensato a lungo, lui, che sarebbe un gran bene per quelle sue tre figliuole, se riuscisse a metterle sotto la protezione della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí, se ha fatto male a metterle al mondo e poi a rovinarle, almeno potrà dire d'aver fatto qualche cosa per il loro avvenire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Teme intanto che questo fine interessato appaia chiaro alla moglie, che già ha dimostrato di sospettare che quelle visite di lui possano avere qualche altro scopo, oltre il bisogno d'un conforto morale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Possibile che nel cuore di lui, alla vista della nuova grazia che la figliuola ha acquistato, si siano destati all'improvviso gli stessi sentimenti che han turbato lei dianzi nell'acconciare amorosamente quella bambina non sua? Non vorrebbe la signora Lèuca ch'egli credesse, che le cure che s'è prese per la piccina siano come un modo di significare a lui il rimpianto che quella figlia non abbia potuto esser sua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Curandola, assaporando la gioia di quelle cure, ella non ha voluto dir nulla a lui, proprio nulla; non ha neppur pensato ch'egli stesse ad aspettare di là.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si pente di quel che ha fatto senza pensare che avrebbe cagionato a lui un cosí grave impiccio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Alla fine se ne accorge anche lei, la signora Lèuca, che fa troppe supposizioni; e deve riconoscere che ha una viva curiosità di sapere perché egli non sia piú venuto; ma senza il minimo dubbio tuttavia sulla natura di quel suo interessamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi perdoni! Lei ha poca stima di me, signor parroco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A questo punto l'avvocatino Aricò, alla cui fretta ogni discussione che non venga al fatto è una siepe di spine, visto che discuter troppo, secondo che ha finito or ora di dire il signor parroco, equivale ad allontanarsi da Dio, si prova a metter fuori un: - Sicché dunque, signora mia...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma purtroppo non ha fortuna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Benedetta donna, questa signora Lèuca! Nobilissima ma tormentosa, per uno che ha tanto da fare! Ecco che si volta a dirgli di nuovo: - No, aspetti, la prego, avvocato! Che altro ha da dire? Si vuol togliere del tutto, adesso, il merito della carità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E da quel silenzio la signora Lèuca ha la certezza che il vecchio parroco non pensa piú, che con questo voler troppo veder le ragioni, e con troppa inquietudine, la coscienza di lei s'allontani da Dio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha nessun rammarico la signora Lèuca né per la rinunzia a tutte le sue comodità, né per il sacrifizio di tanti oggetti cari.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E nuovo, tutto quanto nuovo veramente ha voluto almeno l'arredo per la camera delle bambine, scegliendo lei ogni cosa, in giro per mezze giornate da una bottega all'altra: i tre lettucci bianchi, di ferro smaltato (di legno, li avrebbe voluti; ma, fosse stato uno! tre, costavano troppo; e bisognerà pensare a far un po' d'economia su tutto, d'ora in poi!); bianchi però, li ha voluti anche bianchi, laccati bianchi, i due cassettoni e l'armadietto a specchio, le seggiole e i due tavolinetti da scrivere col palchettino da un lato, per le due piú grandicelle che vanno a scuola (forse, non è stato prudente, bianchi anche questi: ci sarà il pericolo che presto li macchieranno d'inchiostro; ma ella si propone d'insegnar loro a far tutto a modino e di sorvegliarle sempre, tutt'e due, quando faranno i compiti di scuola, non perché non macchino i tavolini, ma per i compiti, che li facciano bene); e poi rosei, i tappetini a piè del letto; rosea anche la tenda alla finestra, e rosee le sopracoperte dei lettucci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh, coi capelli bianchi, hai visto? - Sí, ma giovane! Che avrà? Avrà, sí e no, quarant'anni! - Eh, signora fina...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La sarta, hai detto? Andiamo, andiamo, Sandrina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vi prende le misure? - No, ha fatto tutto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché Lauretta ha già otto anni e tre mesi; vuol dire un anno e qualche mese meno di Sandrina, la maggiore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cerca soltanto di far parlare Lauretta, che sta a guardar sempre in bocca Sandrina, la quale, per esser stata già una volta con lei, vuol mostrare alla sorellina che ha già preso una certa confidenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí ottiene anche, ma dopo una lunga insistenza, di sentir la voce di Lauretta che non ha voluto parlare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Forse Lauretta ha paura di dormir sola? o forse non è rimasta contenta di qualche risposta che Sandrina ha dovuto dare per conto di lei? Ecco, si sono quietate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca rimane a pensare a lungo quella sera, e si domanda che cosa quelle bambine abbiano già per lei piú delle altre che finora ha soccorso e che non potrà piú soccorrere d'ora in poi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le ha accolte per sé, per riempire la sua vita, anche coi fastidii e i dispiaceri ch'esse le daranno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché lei non l'ha fatto per questa generosità, e si sdegnerebbe, se se ne sentisse lodare; anzi il solo pensiero che una tal lode le possa esser rivolta, già le accresce il rimorso per quello che ha fatto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mentre non ha perdonato niente, lei, la signora Lèuca, non avendo proprio niente da perdonare, per il solo fatto che non ha sofferto della colpa del marito piú di quanto non abbia sofferto per tant'altro male, anche non fatto a lei direttamente: il male che tutti fanno, inevitabilmente, volendo vivere; il male che lei stessa sta facendo ora a tante povere bambine per aver voluto accogliere in sé, piú viva della loro, la vita di queste tre a lei ugualmente estranee e certo non piú disgraziate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che farà lui, solo, a quest'ora, in quell'orribile casa, con la piccolina? Chi sa perché, se lo immagina fermo davanti a quel canterano, con la piccolina in braccio, intento a guardare il ritratto di quella morta, ch'ella non ha potuto vedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Arrabbiato per questa selvatichezza della bimba, che gli ha impedito di portar sú, una per mano, le due vecchie pesanti valige, in cui ha raccolto tutto quel po' che ha creduto potesse entrare senza troppa vergogna nella casa della moglie da quella sua casa ora distrutta, accoglie senza nessuna festa le espansioni d'affetto e di gioja di Sandrina e di Lauretta e non ha occhi per vedere com'esse in tre giorni son quasi rinate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora Lèuca ha allora l'impressione che quella bimba cosí avvinghiata al padre rappresenti come una condanna che gli abbia lasciato quella donna, di non potersi piú staccare, di non poter piú levarsi a respirare fuori da tutto ciò che essa, in vita, a sua volta rappresentò per lui: miseria, abbrutimento, oppressione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E prevede che non potrà nulla lei, su quella creaturina, forse mai; perché troppo neri e come unti ancora e impregnati ferinamente del vizio da cui è nata, ha i capelli, tutti quei capellucci ricciuti; e troppo cupi e pungenti gli occhi; e troppo selvaggio il sangue con cui è impastata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Conduce il padre a veder la camera che gli ha assegnata, con l'aria di scusarsi che, data la casa, meglio di cosí non ha potuto alloggiarlo; ma s'accorge subito che non è giusto che si dia quell'aria; e le fa uno strano effetto ch'egli le risponda, infatti, accigliato: - Ma no, ma no, che dici? Accigliato, quasi senza volerlo; perché ha veduto il letto, che è per uno; mentre lui finora ha dormito in un letto a due.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E aggiunge, indicando la piccina che ha sempre al collo: - Per questa píttima qua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Veramente si ha l'impressione che anche lui, il padre, con quell'aria rabbuffata e cupa, non potrà adattarsi a viver qua, e che resterà sempre come estraneo, trattenuto da quelle braccine che non vogliono staccarglisi dal collo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Zia, - domanda allora Lauretta, - perché noi sí, di nero, per la mamma, e papà no? La signora Leuca, che non ha badato al colore dell'abito del marito, resta a guardar la ragazza, e lí per lí non sa che cosa risponderle; non già perché le sia difficile trovare una ragione qualsiasi, ma perché pensa che egli forse non s'è vestito di nero per un riguardo a lei, per non portarle sotto gli occhi il lutto di quell'altra donna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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È sicura, sicurissima che avverrà purtroppo quanto ha previsto, discorrendo col vecchio parroco e con l'avvocato Aricò e ponendo i patti per il ritorno del marito in casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da un'ora, a letto, ritorna con la mente a tutte queste sue impressioni, la signora Lèuca; prova un acerbo dispetto contro se stessa, per quel turbamento che ha avuto, e che le pare tanto piú indegno, quanto piú lo confronta con l'umiltà, con l'avvilimento e la mortificazione di lui; di lui che non ha nemmeno osato guardarla, e che certamente, certamente non si sogna neppure, per ora, di poter tentare di riaccostarsi a lei piú di quanto ella gli possa permettere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che s'è aspettato, Dio mio? E ha chiuso a chiave l'uscio, appena entrata! Quasi quasi scenderebbe dal letto per andare a levar quella serratura, tanto le fa stizza che abbia pensato di dover premunirsi cosí fin dalla prima sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non viene, da circa due mesi, alle riunioni del patronato; non solo, ma ha saltato anche la santa messa qualche domenica; piú d'una! E un certo raffreddamento anche è evidente verso le amiche, come se sospettasse anche in loro una certa responsabilità per le non liete condizioni in cui s'è lasciata mettere con quelle tre bambine in casa, e quell'uomo là, il quale, per quanto dicano che sia molto rispettoso verso di lei, pur tuttavia deve pesarle come un macigno sul petto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Francamente, ella ha quattro bambini, non tre, e tutte le cure e tutte le attenzioni per essi, per il marito, per la casa; ma il tempo di pettinarsi a modo e di vestirsi bene e con comodo, lo vuole; e, volendo, si trova, via, si trova! È chiaro che ancora la signora Lèuca deve farci l'abitudine, a combattere coi figliuoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh, vita beata, quella che viveva prima! Ma il merito può esser soltanto quando si vincono le difficoltà; non quando tutto è semplice e facile, non è vero? Peccato, sí, ha perduto la serva affezionata che stava con lei da tanti anni, povera signora Lèuca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se la signora Lèuca (e ha ragione, poverina: moglie io, al suo posto, ma piuttosto mi butterei da una finestra!)...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ci può esser niente di male per lei in queste visite del signor Lèuca a sua nipote, visto che il signor Lèuca s'è riconciliato con la signora Lèuca e che il signor parroco ha tanto favorito questa riconciliazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non si duole di quanto è avvenuto, la signora Lèuca; né di chi le ha procurato e inflitto un tale supplizio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Appunto perché questo male, previsto, temuto e da un momento all'altro atteso, le è mancato, ella ha patito il supplizio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí; ma è ugualmente sicura la signora Lèuca che, se questo fosse avvenuto, il supplizio per lei sarebbe stato molto meno crudele di quello che ha sofferto, non essendo avvenuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed ecco adesso lo scandalo! Il signor parroco, le dame del patronato se la prendono con la signorina Trecke, con quella povera stupida signorina Trecke, che ha permesso ai due di vedersi ogni sera in casa sua, dando loro agio cosí di concertar la fuga per la Repubblica dell'Equatore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signorina Trecke piange, piange inconsolabilmente, non tanto sulla disgrazia che le è toccata, quanto sulla sua irrimediabile ignoranza del male, che le fa avere da parte del signor parroco e delle amiche del patronato tanti e tanti rimproveri, tutti meritatissimi, ma che purtroppo non varranno a infondere un po' di salutare malizia in quei suoi poveri infantili occhi innocenti, che saranno d'ora in poi (per l'abbandono di quell'ingrata nipote) sempre cosí rossi di pianto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E infine, per giunta, si vede accusata anche lei, la signora Lèuca, d'aver fatto le cose a mezzo, sempre - s'intende - per il suo difetto di non saper vincere quella tale schifiltà naturale, che tante volte le ha impedito l'intero esercizio della carità, proprio di quella certa carità difficile, che pure questa volta lei stessa era andata a cercare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed ha accolto con un sorriso di compiacenza le congratulazioni che a quattr'occhi ha creduto di venirle a porgere l'avvocatino Aricò; ma sí! d'essersi liberata, dopo tutto, checché ne dica il signor parroco, di quell'animalone lí, che le ingombrava la casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Solo Sandrina, ma evidentemente anche per conto della sorella minore, ha domandato una volta: - E papà? Devono aver compreso, cosí a mezz'aria, qualche cosa, o dalle parole del parroco quand'è venuto, tutto sossopra, ad annunziar la fuga, o dal gran pianto che è venuta a fare il giorno dopo la signorina Trecke, protestando che voleva esser perdonata per la colpa della nipote; o alla scuola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma si sono acquietate alla risposta che lei ha dato: - Papà è partito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Resta con quel suo spirito, sempre cosí dolorosamente attento a sé e a tutto, la signora Lèuca, sotto la candida maschera della sua serenità, lacerata dentro da una prova che nessuno ha sospettato; con queste tre bambine non sue, da curare, da crescere; e con questa pena, con questa pena che non passa, non già per lei soltanto, che forse soffre meno di tant'altri, ma per tutte le cose e tutte le creature della terra, com'ella le vede nell'infinita angoscia del suo sentimento che è d'amore e di pietà; questa pena, questa pena che non passa, anche se qualche gioja di tanto in tanto la consoli, anche se un po' di pace dia qualche sollievo e qualche ristoro: pena di vivere cosí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Subito dopo però, si diede ad agitar furiosamente quelle mani davanti alla bocca, quasi volesse disperdere o ricacciare indietro il grido; poi le protese in atto di parare, accennando che si chiudessero tutti gli usci; e con voce soffocata: - Per carità, per carità, non lo senta Nicolina! Ha il bambino attaccato al petto! Lo scialle...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma donna Bittò, indicandole il bimbo che le giaceva in grembo: - Babba, non piangere! Guarda piuttosto che hai saputo fare! E, ridendo e battendo le mani: - Com'è bello, amore santo mio! com'è fino! Figliuccio dell'anima mia, guarda come mi ride! Gran ressa di gente era davanti la porta del giardino di Filomena.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi dirai quanto hai speso! - Signor Cavaliere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mi dirai quanto hai speso! - ribatté forte, con esasperazione, il Notajo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Voi sapete che il Notajo gli ha voluto sempre bene, e seguita a volergliene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché il signor Notajo mi fa dir questo? Ha forse creduto che gli portavo il ragazzo per averne qualche cosa? A questo punto l'amico cercò d'arrestar la foga di tutte queste domande irrompenti, approfittando del sospetto, realmente infondato, contenuto nell'ultima domanda di Bellavita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Oh, dunque, - ripigliò alzandosi per licenziarlo il Marchese, - io la ringrazio tanto, a ogni modo, caro signore, dell'incomodo che Ella ha voluto prendersi; quantunque...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questi e altri, com'Ella ha potuto vedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il professor Gori tornò prima a fulminar con uno sguardo la serva, per impedire che ripetesse: - Dipinta! Dipinta! -; poi si guardò la marsina, in considerazione della quale, senza dubbio, quel commesso gli dava del signore: poi si rivolse al commesso: - Non ne ha piú altre con sé? - Ne ho portate sú dodici, signore! - Questa sarebbe la dodicesima? - La dodicesima, a servirla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí; ma come si chiamava intanto lo sposo, quel ricco signore vedovo che un giorno gli s'era presentato all'Istituto di Magistero per avere indicata da lui una istitutrice per le sue bambine? - Grimi? Griti? No, Mitri! Ah, ecco, sí: Mitri, Mitri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Risero tutti, senza volerlo, a quel razzo inatteso, di nuovo genere, mentre il professore, con un gran sospiro di liberazione seguitava: - E non ostante questa manica che mi ha tormentato finora! - Lei scherza! - riprese, ricomponendosi, il Migri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il cavallo - dunque, - che non sa di dover morire, non ha metafisica.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E voglio, riempiendo questi pochi foglietti di carta, procurarmi la soddisfazione sapor d'acqua di mare (soddisfazione che pur non sentirò) di far conoscere a mia moglie, che avevo tutto preveduto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che dire? Balbettai sciocchissime scuse: che non spiavo affatto, che solo per curiosità m'ero spinto a guardare: non avevo piú sentito il pianoforte; non avevo veduto andar via il maestro, e cosí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lei, la mia cara Eufemia che mi ha sorpreso lí scalzo, dovrebbe sapere perché mi fanno male, e non riderne, almeno davanti a me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non mi ha tradito in tanti anni, e dovrebbe confondersi per un altro pajo di mesi - e poniamo - quattro, sei? Ma no: ella avrebbe pazienza, ne son sicuro, anche se tirassi avanti, cosí, ancora un anno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo provano le cure che ha per me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E gli dico: - Vedi, Carluccio mio: tu hai le manine sporche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oggi non costuma piú mandare in galera chi ha le mani sporche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh voluttà! Pazienza anche tu, cara Eufemia mia! E certe paroline di notte, come le hai dette a me, abbracciata con me, le dirai presto, le dirai anche a lui, senza quasi sapere di dirle: - Tesoro mio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sí? Hai tanta pazienza? - Bisogna averne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma la Valpieri, scoprendo la faccia ora tutta alterata, senza neppur curarsi di risponderle, cominciò a smaniare, torcendosi le mani: - Ah Dio mio, Dio mio! È cosí! Di', ne hai notizie, tu? - Che vuoi dire? - È cosí; senza dubbio! Ho ragione, credi, d'essere superstiziosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché lo tieni lí, tu, quel vecchio ritratto? Lo hai amato, di' la verità? Eh, lo vedo, poverina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma ringrazia Dio, figliuola mia, d'essertene liberata! Si premette forte le tempie con le mani, strizzando gli occhi e gemendo: - Dio, Dio, Dio! Anche qui in effigie mi perseguita! - Ma egli ha moglie, figliuoli - disse, quasi trasecolata, la maestrina Boccarmè.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E ora, se egli ha commesso, come temo, qualche pazzia, guarda, me ne lavo le mani, me ne lavo le mani! - Ah, dunque tu? - Fui tratta in inganno, ti dico; e ora per giunta mi si calunnia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ha piú capelli, puoi immaginarti! Ma pensa, pensa intanto alla sua disgraziata famiglia! - La famiglia? - proruppe a questo punto la maestrina Boccarmè, tutt'accesa di sdegno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E per forza, fin dalla prima volta, aveva preteso ch'ella non stesse a quel modo col mento sul petto e non tormentasse con quelle brutte unghie da scolaretta diligente le trine della manica; sú sú, e che lo guardasse negli occhi, cosí, come guarda chi non ha nulla da temere! Per miracolo non s'era messa a piangere, quella prima volta; e con qual fervore aveva poi pregato la Madonna che non glielo facesse piú rivedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco, Piccaglione è proprio il medico che ci vuole per Milocca: non ha laurea; non la pretende a scienziato; non compromette in nessun modo la scienza, dalla quale pubblicamente s'è messo fuori da sé con quella ridicola sonnambula.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E servendosi di lui si ha poi questo non disprezzabile vantaggio: che si fa a meno del farmacista; perché Piccaglione, tutta la sua farmacia, la porta in tasca, in una scatola che s'apre come un libro, da una parte e dall'altra scompartita in tante caselline, ciascuna con un tubetto di vetro pieno di pallottoline di zucchero intrise d'alcool con le essenze omeopatiche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chiamato, al solito, all'ultimo momento, ha domandato ai parenti del moribondo se non l'hanno chiamato per isbaglio, invece del prete; e se n'è tornato a casa a studiare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per non essere disturbato dal chiasso dei figliuoli, ha allogato lí un tavolinetto coi piedi mozzi; salta sulle passinate del palco, curvo per non battere il capo nella copertura del tetto che pende a capanna, e va a ficcare le gambe lunghe distese sotto quel tavolinetto, sedendo su un'assicella posta fra una trave e l'altra; e in quella bella posizione dura quattro e cinque ore, finché la moglie non viene a chiamarlo, o per qualche rara visita o perché già pronto in tavola; e allora - a levarti ti voglio! con quelle povere gambe che non se le sente piú, intormentite e informicolate da tante ore d'immobilità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma io? Pensate ai vostri libri, voi; ma scusate: c'è un'intera popolazione che dovrebb'essere affidata alle vostre cure; la vedete morire con le pallottoline di quell'impostore in bocca, e non ve ne fate né scrupolo né rimorso? È obbligo vostro sacrosanto difenderla, questa popolazione, difenderla anche se non vuol esser difesa; difenderla contro la sua ignoranza e la sua pazzia! E non vi parlo di me! Batti oggi e batti domani, il farmacista ha strappato finalmente al dottor Calajò la promessa che farà una formale denunzia al Prefetto contro Piccaglione, perché gli sia interdetto l'esercizio abusivo della professione di medico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora il dottor Calajò, che da anni ha lasciato correre, senza mai aprir bocca con nessuno, insorge contro tutti, indignato, e grida che la denunzia non l'ha ancor fatta, ma la farà, e non solo contro Piccaglione, ma anche contro il sindaco e contro la Giunta e il Consiglio municipale, che osano con tanta arroganza e sfacciataggine proteggere un impostore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stretta nelle spalle, ha la gobba, dietro, ben segnata dal giubbino verde sbiadito: la gobba delle povere madri sfiancate dalle cure dei figli e della casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dovrebbe accusare, invece; perché quell'uomo che ora piange e si morde le mani dalla rabbia, gridando d'essere stato tradito dalla sua stessa compagna e incolpandola del pericolo mortale che sovrasta ai figliuoli, forse non sa neppur bene quanti siano i suoi figliuoli e chi sia nato prima e chi dopo; non li vede mai; non li ha mai voluti a tavola, perché anche a tavola si porta da leggere e non vuol essere disturbato; potrebbe dire che appunto per questo, per non disturbarlo, gli ha sempre nascosto le lievi infermità dei figliuoli; ma sa che mentirebbe, dicendo cosí, e non lo dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vogliono morire con la bocca dolce, i Milocchesi? Acqua e lí! La moglie, ridotta com'è un'ombra, non ha piú pace.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, appena viene a sapere che quel giovane medico l'ha fatta lui, per suo conto, la denunzia, e che Piccaglione, per tutta risposta, senza neanche aspettare l'interdizione, ha fatto fagotto e se n'è andato via con la sonnambula, interroga la propria coscienza e sta in angosciosa perplessità se non abbia l'obbligo d'avvertire segretamente i cittadini di Milocca di guardarsi dal marito, a cui ha dato di volta il cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Carla, le doglie? Dunque, ha sbagliato? Dio, che rovina, che rovina, che rovina!" Gli sovvenne a un tratto che il medico di là gli aveva detto che per la moglie c'era tempo: si recò al guardaroba lí accanto, trasse la pelliccia e il cappello dall'armadio, e uscí di furia, dicendo al servitore: - Torno subito! Appena fuori si cacciò in una vettura, gridando al vetturino l'indirizzo: - San Salvatore in Lauro, 13.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Niente: è passata! Asciúgati la fronte; scusami; e levami un dubbio, Marchese: le hai detto un maschio a tua moglie? - Non capisco...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedo che hai premura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- No, che dici? Milluccia, per il momento, non ha tanto bisogno di me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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tutti i capelli di mamma, cattivona! Hai visto? Guarda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Povero Poldo Carega, gli parve un tradimento! Restò dapprima sbalordito, a mirarla da sotto in sú: - Oh Dio, Margherita, e che hai fatto? Poi si voltò contro la moglie, come se per colpa di lei la figliuola fosse tanto cresciuta; e diede in tali escandescenze, che parve volesse impazzire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, difatti, gli erano cascate le braccia, nel rivederla, povero Poldo Carega! Ma non solo le braccia; l'anima e il fiato gli erano cascati, e tutti i sogni che aveva fatti per lei, tutte le speranze! Dico la verità, non ebbi il coraggio di confortarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sarebbe il matrimonio ideale! Una vendetta meravigliosa contro la natura sarebbe! sí! sí! contro la natura che ha fatto lei tanto grande, e me cosí piccolo! Pensate un po', pensate un po': senza far ridere o sbalordire, né io potrei sposare una nana, né lei un gigante! Ma noi due sí; noi due possiamo sposarci benissimo! E saremmo una coppia, se ci ponete mente, perfetta, di perfetta equiparazione; perché lei ha d'avanzo quel tanto che manca a me; e ci compenseremmo a vicenda! Non ne potevamo piú: avevamo tutti le lacrime agli occhi e ci dolevano i fianchi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- voi ridete? Ma sappiate, cari miei, che Margherita Todi-Carega ha adesso due figliuoli, nati a un parto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed è raggiante Margherita Todi-Carega: trionfa tra quei due piccoli colossi degni di lei; mentre lui, invece, l'omettino ormai vecchierello - che volete? - soffre, sí, ma non per causa di lei, badiamo! Lei lo ama, lo stima, gli è grata e lo cura, ha proprio tutti i riguardi per lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ha il coraggio d'aggiustarsi i capelli, anche di notte tempo, in camicia, mentr'io sto morendo! Il signor Anselmo si voltò, come se una vipera lo avesse morso a tradimento; appuntò l'indice d'una mano contro la moglie e le gridò: - Tu stai morendo? - Vorrei, - si lamentò quella allora, - che il Signore ti facesse provare, non dico molto, un poco di quello che sto soffrendo in questo momento! - Eh, cara mia, no, - brontolò il signor Anselmo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Soltanto, non serba il ricordo de' sogni, perché ha il sonno profondo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'altro si voltò a ragguardarlo: - E tu ragli, caro mio, cosí! Poi si voltò a noi e aggiunse: - Ma guarda s'è il modo di sbadigliare! Questo segno sguajato di noja bestiale fece da susta al disgusto che provavo dacché avevo messo piede in quel luogo; m'alzai e gridai al mio amico: - Sbrígati, per piacere! Ma il mio amico, posando il bicchiere ancora a metà pieno di quel suo nero aleatico denso come un rosolio, socchiuse gli occhi e ingollò il sorso che aveva tratto con voluttà cosí bambinescamente palese, che subito la stizza che me ne venne si ruppe in una risata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quando, o la mattina per tempo o alla calata del sole, si sentiva il grido di don Filomeno Lo Cicero che passava ballando e cantando con la bacchettina in mano: Chi ha capelli, che ve li cangio; quello che busco, me lo mangio; me lo mangio con mia moglie; canchero a voi, canchero e doglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La mirò un pezzo, quasi che, cosí lunga, cosí tesa, cosí bianca, non la riconoscesse piú: poi varcò la soglia, s'accostò alla morta, e le domandò in un tono quasi derisorio: - Che hai fatto? Giglione, entrato zitto zitto nella stanza con la moglie e col medico, alzò una mano e glie la posò su la spalla in atto di commiserazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora Giglione riprese: - Ma perché? Tu hai la pena, lo so, e nessuno te la vuol levare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché la talpa ha cosí debole l'organo visivo? Ma perché deve star sottoterra! Logica della natura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Giú nelle macchie del Conventino? Se lei dice psicosi, io so di che si tratta! So tutto, so tutto! La signorina Gilli ha veduto! La signorina Gilli ha sentito anche lei! Lo Scamozzi, il Borisi, il dottor Sandrocca, la moglie, Miss Green si voltarono a guardarlo a bocca aperta: - Veduto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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melodia divina! Non l'ho detto a nessuno; lo dico adesso perché son certo che la signorina Gilli, anche lei, ha udito...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei vuol rovinarmi! Ma scusi, sono pazzie! Non s'è mai detto nulla di simile; nessuno ha mai udito nulla! Fortuna che c'è qui S.(Pirandello - Novelle per un anno)
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manco male, ride, guàrdino! ride, e ha ragione...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Per amor di Dio, - concluse il Borisi, - non vi fate vedere; lei specialmente, professor Vernoni! L'albergatore ha un diavolo per capello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Signori, - disse, quasi con le lagrime agli occhi, - se volessero avere la bontà di prestarmi ajuto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quel vecchio tavolone di cucina, massiccio, dove mangiavano, e che a lui, messo a pane e latte, quasi non serviva piú: come sapeva, quel tavolone, del crudo della carne e dell'odore delle belle cipolle secche dal velo dorato! E poteva rimproverare alle figliuole la carne che esse, sí, potevano mangiarsi, cucinata cosí saporitamente dalla madre con quelle cipolle? O rimproverarle perché, facendo il bucato in casa per risparmio, quando avevano finito di lavare, buttavano fuori l'acqua saponata e con quel puzzo ardente di lavatojo gli toglievano di godersi, la sera, il fresco respiro degli orti? Chi sa come sarebbe parso ingiusto un tal rimprovero, a loro che sfacchinavano dalla mattina alla sera, là sempre sole, come esiliate, senza mai, forse, neppur pensare che, in altre condizioni, avrebbero potuto avere una vita diversa, ciascuna per sé.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebbene, nossignori, ha l'obbligo di curarsene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma li vede egli forse? Con questi lumetti a petrolio, vede egli forse quando quelli scassinano le porte o si accoltellano per quei sudici vicoli deserti? - Ladri svergognati e assassini! Pur non di meno Quaquèo è andato al municipio; s'è presentato all'assessore cavalier Bissi, a cui deve il posto e qualche gratificazione di tanto in tanto per lo zelo con cui attende al suo ufficio; e gli ha esposto il caso: se egli, cioè, nell'atto d'accendere i lampioni non debba essere considerato come un pubblico funzionario nell'esercizio delle sue funzioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sicuro, - gli ha risposto l'assessore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E dunque chi mi insulta, - ha tirato la conseguenza Quaquèo, - insulta un pubblico funzionario nell'esercizio delle sue funzioni, va bene? Pare che non vada bene per il cavalier Bissi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A sua volta, con bella maniera, ma imbrogliandosi un po', si prova a dimostrare all'assessore, che se l'insulto, di cui è venuto a lagnarsi, ha qualche fondamento di verità, può averlo soltanto nel tempo che egli è nell'esercizio delle sue funzioni di lampionajo; perché quando poi non è piú lampionajo ed è soltanto marito, nessuno può dir nulla né di lui né della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La moglie è con lui saggia, sottomessa, irreprensibile; ed egli non ha potuto mai accorgersi di nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già! Perché non si può avere una cosa, senza il suo contrario.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo chiama sorcio vecchio, perché è un sorcio che ha messo le ali.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'appaltatore dell'illuminazione è in lite col Comune: da piú mesi non gli dànno un soldo; ha anticipato circa dodicimila lire; ora non vuole piú saperne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quaquèo non ha potuto rigovernare i lumi, dopo mezzogiorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma come mai Vostra Eccellenza s'è potuto persuadere a nascondersi lassú? Me lo potevo mai figurare? Lassú, col rischio di rompersi il collo per una donnaccia come questa, lei, un Cavaliere! Ma dice sul serio, Vostra Eccellenza? Si volta alla moglie e, appioppandole un pugno in faccia: - Ma come? - le grida, - lassú, lassú dovevi farlo nascondere? E non c'era un posto piú pulito? Non hai visto, imbecille, che ho cercato dappertutto tranne che nello stipo a muro, dietro la cortina? Sú, piglia una spazzola per il signor Cavaliere! Abbia la bontà, Vostra Eccellenza; per cinque minuti, dentro a quello stipo! Sente come gridano giú per istrada? Si hanno certi obblighi, Eccellenza, creda pure.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che vuole da me costei? Che posso farle io? E a Rosa, che rientrava in quel momento, domandò: - Alloggio? la somara? che vuole? Rosa negò col capo: - Dice se lei volesse avere la bontà di farle una benedizione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma se ci hai il tuo curato adesso, a Sorífa! - le disse agro don Marchino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dimenandosi sulle gambe a roncolo tra la folla agitata nel vento, badava a dire: - E ha voluto benedetta la capra, oh! e non il figliuolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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IL FIGLIO CAMBIATO Avevo udito urlare durante tutta la notte, e a una cert'ora fonda e perduta tra il sonno e la veglia non avrei piú saputo dire se quelle urla fossero di bestia o umane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Per avere un po' di requie dai continui dispetti della nuora, un giorno la Poponè pensò di recarsi per qualche settimana al vicino paese di Favara, dove aveva una sorella, vedova come lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come dirle: "Tu, cara, hai creduto di vivere per te tutti questi anni, e invece no: tu hai vissuto per rinnovare a me, nel mio cuore, la passione che io ebbi per tua madre!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Malata? - Ha avuto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma tu scotti! Non ti reggi! Hai la febbre...(Pirandello - Novelle per un anno)
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tu hai sposato mia figlia? Dov'è? dov'è? Il Perla, accasciato, curvo, con le mani su la faccia, gridò rabbiosamente: - Non l'avessi mai fatto! - Non dovevi farlo, Marco! - rispose pronto il Tranzi, con una voce strana, che voleva parer di rimprovero e di rammarico soltanto, ma in cui vibrava un furore a stento contenuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come, come hai potuto farlo? - Te la puoi riprendere, ora! te la puoi riprendere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu hai ragione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Neanche io; ma ci dev'esser certamente la prova ch'egli non ha ancor nulla da rimproverarmi! Non ho ingannato né tradito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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con questo giovine che mi ha scritto la lettera...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da anni e anni gli erano abituali certi terribili dialoghi con se stesso, che non potevano avere altra conclusione che in un atto estremo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dove li hai messi? Il Morozzi glieli porse; donna Angeletta tornò a inforcarseli, e...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Le solite sciocchezze! - Già! Perché tu sempre hai protetto Giulio, - rispose la marchesa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sta' pur sicura, bella mia, che non ha fatto nulla di male, Giulio; perché, se qualcosa avesse fatto di male, Nelda, la signora baronessa, avrebbe scritto a me, a me, a me, non a te, per farmi un piacere! - E se non fosse cosa d'ora? - disse donna Angeletta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma se è tutto finito, strafinito, arcifinito! Ancora? Perbacco! Se tutto era già finito due anni prima, due, due anni prima che Giulio sposasse la Nelda! A quella povera diavola avevo dato marito io...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma non hai capito nulla? proprio nulla? Donna Angeletta lo guardò un pezzetto, un po' urtata da quel riso, perplessa, ma già inchinevole a sorridere anche lei della propria costernazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu hai capito? - Io? Ma perfettamente! - esclamò il commendatore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Scusi, non ne abbiamo 12, oggi? - Ebbene? - Non mi ha mandato la serva l'altro jeri, a ordinarmi per oggi una corona? - Io?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Specialmente nelle notti di luna tutto questo popolo misterioso anima le colline e le valli: l'uomo non ha diritto a turbarlo con la sua presenza , come gli spiriti han rispettato lui durante il corso del sole ; è dunque tempo di ritirarsi e chiuder gli occhi sotto la protezione degli angeli custodi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ho corso come un cerbiatto: avevo paura dei folletti . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma la mia nonna dice che zia Kallina ha un sacchettino pieno d'oro nascosto dentro il muro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo sposo era un negoziante di bestiame ch'ella aveva incontrato per caso durante il suo viaggio di fuga: vivevano a Civitavecchia , in discreta agiatezza , dovevano presto avere un figlio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il sole obliquo fa scintillare tutta la pianura ; ogni giunco ha un filo d'argento , da ogni cespuglio di euforbia sale un grido d'uccello ; ed ecco il cono verde e bianco del monte di Galte solcato da ombre e da strisce di sole , e ai suoi piedi il paese che pare composto dei soli ruderi dell'antica città romana .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Nessuno pensava a toglierle di lí: perché avrebbe dovuto pensarci lei ? Donna Ester , invece , mentre risale a passo lento e calmo la strada su dalla chiesa nuova del villaggio (quando è in casa ha sempre fretta , ma fuori fa le cose con calma perché una donna nobile dev'essere ferma e tranquilla) giunta davanti all'antico cimitero si fa il segno della croce e prega per le anime dei morti . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Donna Ester non dimentica mai nulla e non trascura di osservar nulla: cosí , appena nel cortile , s'accorge che qualcuno ha attinto acqua al pozzo e rimette a posto la secchia ; toglie una pietruzza da un vaso di violacciocche , ed entrata in cucina saluta Efix domandandogli se gli han già dato il caffè .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ha ragione ! — affermò Efix pensieroso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma ella disse subito con fierezza: — E non siamo d'accordo ? Ci hai forse sentito a questionare ? Non vai a messa , Efix ? Egli capí che lo congedava e uscí nel cortile , ma guardò se si poteva parlare anche con donna Noemi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu , dove lo hai conosciuto ? — Si vede da come scrive .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Padrona mia , non esce piú ? — E dove vuoi che vada , a quest'ora ? Nessuno mi ha invitato a pranzo ! — Vorrei dirle una cosa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le ha poi vendute ? — Sí , le ho vendute in parte a un Nuorese , in parte le ho adoperate per accomodare il tetto , e cosí ho pagato anche il muratore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Hai scelto la migliore ; non sei semplice come dicono ! Non vedi che è una berretta da sposo ? — È stretta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Voi avete la nobiltà nell'anima , — rispose galantemente Efix , ma ella roteò lieve il fuso come per dire «lasciamo andare !» — Anche mio fratello il Rettore ha molta stima per le tue padrone .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il resto le si confondeva nella memoria: ore e giorni d'ansia e di terrore misterioso come quando si ha la febbre alta . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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«Ester gli ha scritto ! E lui è partito , cosí , come alla festa !» Egli sedette sull'antica panca , di faccia al Monte che gettava la sua ombra violetta nella cucina , accavalcò le lunghe gambe , incrociò sul petto le lunghe braccia palpandosele con le mani bianche .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi osservò che le calze di lui erano verdi , un colore strano davvero per calze da uomo , e accese il fuoco ripetendo fra sé:«Ah , Ester gli ha scritto di nascosto ? Che se lo curi lei , adesso !» E provava un vago timore a voltarsi , a guardare quella figura d'uomo un po' tutta strana , verde e gialla , immobile sulla panca dalla quale pareva non dovesse alzarsi piú .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi sorrideva con rancore e con ironia , curva a punger la frittata: si fa presto a dire che si trova un posto ! C'è tanta gente in cerca di posti !— Ma tu hai lasciato quello che avevi ? — domandò in fretta senza sollevar gli occhi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Chi te lo ha detto , questo ? Ah , non dirlo neanche per scherzo . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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1 Bisaccia— Natòlia , cuoricino mio ! Io non ho lasciato in casa i tesori che ha lasciato in casa il tuo padrone il Rettore ! — Corfu 'e mazza a conca ! E allora datemi la chiave .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— È costume del tuo paese ? Donna Ester , donna Ruth , ci ha scambiato con loro ! Ci crede tutte sue zie ! Efix intanto , tirati giú i guanciali , li portò dentro la capanna vuota passando di traverso per la stretta porticina .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Lasciami ! Che hai ? — Perché manchi di rispetto allo straniero ! — Grixè ! Ti ha morsicato la tarantola ché diventi matta ? — Sí , e perciò voglio ballare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Leracconterò come ha fatto il Milese . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Un giorno arrivò come un uccello che non ha nido . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Anche in Sardegna c'è un frate che ha trecento scudi di rendita al giorno , — disse Efix umiliato , ma poi alzò la voce: — dico trecento scudi , intende , vossignoria ? Vossignoria non parve sorpreso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ah , ecco , ci siamo ! Ecco che hai già la testa piena di vento ! — Perché parla cosí , don Predu ? — disse Efix con dignità .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Il ragazzo è sincero , buono: non ha vizi , non fuma , non beve , non ama le donne .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Se vuole ha subito un posto a Nuoro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Eppoi ha anche denari alla Banca .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu li hai contati , babbèo ? Ah , Efix , in fede mia , a te danno da mangiare fandonie , invece di pane .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non sta melanconico come lei ! Cento lire ha , cento lire butta , cosí ! Prese un po' d'acqua con le dita , e gliela buttò sul viso , senza ch'egli cessasse di sorridere con gli occhi dolci pieni di desiderio , mostrandole fra le labbra rosee i denti bianchi quasi volesse morderla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Altro che spirito: è vivo e ha le mani che si muovono , non è vero , Grixè ? Chi ? Don Giacintino ! Ma Grixenda , appoggiata al muro , col bimbo che le morsicava i bottoni della camicia , guardava anche lei il vassoio luccicante su nel belvedere , e i suoi occhi parevano affascinati come quelli della vecchia nonna quando nelle notti di luna spiavano il passaggio dei folletti giú verso il fiume .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io avevo fatto voto di prenderglielo , il ciuffo ; di prenderlo intero , con la pelle e con tutto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Si fece il segno della croce con lo stelo del fiore , e disse: — Ti confesserai , Conzí ! Hai ucciso un uomo ! — Nella guerra non è peccato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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piú di trecento lire , ha speso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dicono che ha una miniera d'argento ; ma come s'è divertito ! — Pagava da bere a tutti , anche a chi non conosceva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Perché lo fa ? — Oh bella , perché chi ne ha ne spende .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Perché non ha sposato quella del sogno ? O aveva già marito ? — domandò Efix pensieroso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che intenzioni ha il tuo padroncino ? Egli viene a casa mia , si mette a sedere , dice al ragazzo: suona la fisarmonica (gliel'ha regalata lui) , poi dice a me: manderò zia Ester , a chiedervi la mano di Grixenda ; ma donna Ester non si vede , e un giorno che io sono andata là , donna Noemi mi ha preso viva , e morta m'ha lasciata , tanti improperi mi ha detto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dimmi in tua coscienza , Efix , che intenzioni ha ? Fammi questa carità , per l'anima del tuo padrone .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Per denari ne ha , questo si vede .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma io avevo quindici anni ed ero senza malizia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che hai fatto oggi ? — domandò sottovoce .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ebbene , mi disse persino: coi tuoi denari , se ne hai , compra un'altra fisarmonica a Grixenda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Andrò a Nuoro ,comprerò formaggio , bestiame , lana , vino , persino legna , sí: perché adesso , con la guerra , tutto ha valore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Si accorsero che avevo fame e m'invitarono ad entrare nella sala da pranzo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Finalmente un giorno la signora , vedendomi completamente guarito , mi domandò che intenzioni avevo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io dissi che volevo venire qui dalle mie zie , di cui avevo parlato come di persone benestanti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Hai veduto com'eran lunghe ? Mangiano l'uva acerba come diavoli . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Una sera aspettò accanto alla siepe , e gli chiese: — Don Predu , mi dica , ha veduto il mio padroncino ? L'altra sera venne qui che aveva la febbre e adesso sto in pensiero per lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Un bambino che ha tutti i denti però ! E come mastica ! Vi mangerà anche il poderetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che hai fatto ! Che hai fatto ! — Che ho fatto ? — Non so bene neppur io .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non m'importa , però: essa non ha perdonato mia madre ; come può perdonare me ? Ma io , ma io . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Se zia Noemi non ha perdonato mia madre dopo questa lettera , come può aver l'animo buono ? Tu lo sai cosa c'è , in questa lettera , l'hai portata tu , a zia Noemi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Cuore , bisogna avere , null'altro . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È stato finora mal guidato: ha perduto i genitori nel peggior tempo per lui , ed è rimasto come un bambino solo nella strada e s'è perduto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Adesso , qui , in paese , non sa che fare ; ha la febbre , s'annoia , va perciò a giocare e a fare all'amore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma ha idee buone , è beneducato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Vi ha mancato mai di rispetto ? . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma Noemi disse con voce amara , stringendo lentamente i pugni e stendendoli verso Efix: — Dacché è venuto non ha fatto altro che mancarci di rispetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Appena arrivato ha fatto relazione con tutta la gente che ci disprezza .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ti ha pagato , per parlare cosí ? Allora egli ebbe il coraggio di guardarla negli occhi , e una risposta sola: «io non sono avvezzo a esser pagato» gli riempí la bocca di saliva amara ; ma ringhiottí parole e saliva perché vedeva donna Ester tirar la giacca di Noemi , e donna Ruth pallida guardarlo supplichevole , e capiva ch'esse tutte indovinavano la sua risposta , e sapevano che non era un servo da esser pagato lui ; o meglio , sí , un servo , ma un servo che nessun compenso al mondo poteva retribuire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Donna Noemi ! Lei dice cose che non pensa , donna Noemi ! Suo nipote non ha denari , per potermi pagare , e quando anche ne avesse non gli basterebbero ! — disse tuttavia , vibrante di rancore , e Noemi tornò a sedersi , posando le mani sulle ginocchia quasi per nascondere il tremito .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— In quanto a denari ne ha ! Non suoi , ma ne ha .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noi credevamo che tu lo sapessi , Efix ! Prende i denari da Kallina , a usura , e Predu gli ha firmato qualche cambiale perché spera di toglierci il poderetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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ah , che hai fatto ? Nel cortiletto fu tutto un subbuglio ; le colombe volarono sul tetto , i gatti s'arrampicarono sui muri ; solo la donna taceva per non far accorrere gente , ma si curvò per sfuggire ai colpi e si difese col fuso , balzando , indietreggiando , e quando fu dentro la cucina si volse verso l'angolo dietro la porta , afferrò con tutte e due le mani un palo di ferro e si drizzò , ferma contro la parete , terribile come una Nemesi con la clava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , che hai ? Stai male ? Egli spalancò gli occhi spauriti e gli parve di vedere ancora Kallina col palo che gli gridava: «Assassino !» .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E adesso ? Le mie padrone si sono un po' calmate perché ho promesso di cacciarti via , intendi ? Esse credono che le cambiali son davvero firmate da don Predu ed io non ho avuto il coraggio di dir loro la verità perché le firme sono false , vero ? Ah , sí , è vero ? Ah , Giacinto , anima mia , che hai fatto ! E adesso ? Andrai a Nuoro ? Lavorerai ? Pagherai ? — È tanto . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Questo hai fatto tu , questo ! So che non l'hai fatto per male .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu , dunque , Efix , hai denari ? — Se ne avessi non sarei qui spezzato ! Avrei già ritirato le cambiali . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ragazza , — le disse con voce straniera , — corri dalla Maestra di parto , e pregala di venir su stanotte al Castello , perché mia moglie , la Barona , ha i dolori .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ella buttò il fascio , raccolse i denari paurosa come l'uccellino che becca le briciole e scappò via agile saltellante ; ma la Maestra di parto , sebbene vedesse le monete calde umide entro i pugni ardenti di lei , le sputacchiò sul viso per toglierle lo spavento e le disse ridendo: — Vai che hai la febbre e il delirio ; le monete le avrai trovate .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Zia Kallina , — disse una voce straniera , — perché avete raccontato i miei affari al servo ? — È lui che ha voluto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Mi ha aggredita e voleva uccidermi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Natòlia , corfu 'e mazza a conca , se le ha mangiate tutte di nascosto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tua zia Noemi t'ha bastonato ? — Grixenda non ti ha baciato abbastanza ? Corfu 'e mazza a conca , — disse il Milese ripetendo l'imprecazione della serva golosa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu non hai voluto bere con noi ! Neppure se ti vedo morire accetto il tuo vino !* Tuttavia finirono nella bettola quasi deserta ; solo due uomini giocavano silenziosi e un terzo guardava ora le carte dell'uno ora le carte dell'altro , ma a un cenno di don Predu si avvicinò ai nuovi venuti e tutti e quattro sedettero intorno a un altro tavolo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma stanotte ho sognato donna Maria Cristina ; l'ho veduta accanto al mio letto , come venne quella volta che avevo preso l'estrema Unzione .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Va' da Noemi , – mi disse – Noemi ha il mio cuore , perché il cuore dei morti rimane ai vivi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Donna Noemi , vossignoria mia , lei ha il cuore di sua madre .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I visi delle sorelle , protesi sul foglio , lucevano di sudore d'angoscia: ma Noemi sollevò gli occhi e disse: — Se tu , Ester , non hai firmato niente non dobbiamo pagar niente .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E poi andare a chieder l'elemosina ? — Anche Gesú ha chiesto l'elemosina .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Hai paura che ti rubi le angurie ? Ella continuava a balbettare , incosciente: — Tu no . . .( Grazia Deledda - Canne al vento) tu no . . .( Grazia Deledda - Canne al vento) tu no . . .( Grazia Deledda - Canne al vento) Don Predu indovinava il dramma che si svolgeva là dentro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Giacinto ha falsificato la firma di Ester . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E l'usuraia ha protestato la cambiale . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ebbene , che hai ? Tornerà , certo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , hai capito ? Egli non deve rientrar qui , e neppure in paese ! Tu , tu sei la cagione di tutto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Due di noi le hai vedute andar via , di qui . . .( Grazia Deledda - Canne al vento) ma le altre due no .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E lo domandi anche ? E perché sei ancora qui se non sai quello che hai fatto ? Io non ti dico nulla , non ti domando nulla perché non hai nulla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Neanche cuore hai ! Solo son venuto a dirti che non devi piú rimetter piede in casa loro ! — Potevi risparmiarti questa fatica ! Chi pensa a ritornare ? — Cosí rispondi ? Di' almeno cosa intendi di fare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le hai ridotte all'elemosina , le tue disgraziate zie .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Giací ! Dimmelo per l'anima di tua madre ! Come hai saputo ? — Che cosa t'importa ? — Dimmelo , dimmelo , Giací ! Per l'anima di tua madre .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora lei ha profittato del mio affetto , s'è servita di me , per fuggire . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sei dimagrito , — gli disse la serva anziana , che filava seduta presso la porta , — hai le febbri ? — Mi rosicchiano le ossa , mi scarnificano , sia per l'amor di Dio , — egli sospirò , guardandosi le mani nere tremanti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Bisogna che vada , — disse accennando fuori , come uno che ha da camminare , da andare lontano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tanti affari hai ? O vai a qualche festa ? L'ironia di don Predu non lo pungeva piú ; tuttavia l'accenno alla festa lo scosse .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sa fare i suoi affari , quella dannata: finge di credere che Ester ha veramente firmata la cambiale di Giacinto e solo dice che vuole il fatto suo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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So che tu ed Ester siete andati da lei per cercare di aggiustare le cose e che Kallina ha rinnovato per tre mesi la cambiale gonfia delle spese di protesto e di interessi piú forti , e ha preso ipoteca sul poderetto e sulla casa , fune che la strangoli ; sí , va bene ; ma e adesso , in ottobre , come farete ? — Non lo so: non mi dicono nulla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— So che Ester gira in cerca di denari: ha un bel girare ; le cadranno gli ultimi denti e non avrà trovato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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S'ha venduto anche la bicicletta , non ti dico altro ! — No , dica ! Ha rubato ? — Rubato ? Sei pazzo ? Adesso lo calunni anche , quel fiorellino , quell'angelo dipinto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Devi , intendi , o no ? Hai il verme nelle orecchie ? Infatti Efix aveva preso una fisionomia chiusa , da sordo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È un po' grassa per te , forse , ma non è pericolosa , perché i trent'anni li ha passati da un pezzo . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Don Predu ha voglia di ridere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Brutto segno , quando egli ha voglia di ridere: altri devono piangere , — disse la donna , sfidando lo sguardo del padrone: e dietro di lei sorrideva , pallida enigmatica , con la lunga bocca serrata e come fermata da due fossette , Pacciana l'altra serva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E invece la porto loro , io ! Non vedi che viso da affamato ha Efix ? Da vent'anni non lo pagano e adesso non gli danno neppure da mangiare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Eppure , hai sentito il nostro padrone come s'inalbera quando gli si accenna alle sue cugine ?— I tempi cambiano: anche i puledri invecchiano , — sentenziò Stefana ; ma entrambe sentivano qualche cosa di nuovo , di grave , pendere sul loro destino di serve senza padrona .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io non volevo , a dire il vero , perché il ragazzo , il nipote di vossignoria , glielo ha proibito , e se viene a saperlo si offende ; ma Grixenda mia fa sempre di sua testa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che , vi ha scritto , Giacinto ? — A chi ? Scritto ? Mai , ha scritto: non si sa nulla , di lui , ma deve tornare certo , perché l'ha promesso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Non lo ha detto a te che la sposa ? Dillo su , l'ha detto o no ? Efix la guardò un attimo , come aveva guardato Stefana , e non rispose .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Se sei venuta per pungermi ti sbagli , Natòlia: spine tu non ne hai , perché sei l'euforbia , non la rosa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Vedi , Natòlia ; s'è voluta alzare stamattina , e ha la febbre alta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che hai ? Egli la guardava con occhi vivi , lucidi , ed era tale la sua gioia improvvisa che le rughe intorno agli occhi parevano raggi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Aspetta che finisco: o hai fretta d'andartene ? — disse don Predu , ma subito si riprese , parve ricordarsi , e scese pesantemente , lasciando che Efix tirasse in là la scala .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Aprí l'armadio , versò l'anice e guardò Efix con un vago senso di terrore , ma anche per scrutare se egli prendeva sul serio gli scherzi del padrone: ma Efix era cosí umile e sbigottito ch'ella tornò su e disse alla compagna giovine:— S'egli ha fatto la stregoneria l'ha fatta bene .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Se Predu ha voglia di ridere , rida pure ; non m'importa nulla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Donna Noemi ? — Ebbene , che hai adesso ? Levati , non star lí inginocchiato , con le mani giunte ! Sei stupido ! — Ma donna Noemi , che ha ? Rifiuta ? — Rifiuto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E tu avevi detto che la sposava ! — Zia Pottoi ! Pazienza bisogna avere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E per la strada gli dirò che non si fermi dov'è caduto , dove tu lo hai ucciso ,e che ti perdoni per l'amore che hai portato alle sue figlie .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ti perdonerà , Efix ; hai portato il carico abbastanza , ma tu , tu , Efix , a tua volta salva Grixenda mia: essa sta per perdersi ; aspetta solo la mia morte per fuggire , e io non posso chiuder gli occhi tranquilla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tu va dal ragazzo , e digli che non la perda , che si ricordi che ha promesso di sposarla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed ecco i monti d'Oliena sorgere dalle tenebre bianchi e vaporosi come una massa d'incenso di fronte al rozzo altare di granito dell'Orthobene: tutto il paesaggio ha un aspetto sacro , e il Redentore ferma il volo sulla roccia piú alta , con la croce che sbatte le sue braccia nere sul pallore dorato del cielo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed Efix s'inginocchia ma non prega , non può pregare , ha dimenticato le parole ; ma i suoi occhi , le mani tremanti , tutto il suo corpo agitato dalla febbre è una preghiera .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ed egli mi salvò , mi mise a letto come un bambino ; mi legava , quando usciva ; avevo la febbre alta: ma poi passò tutto , e adesso sono allegro e contento .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ah , questo no , questo no ! Io non voglio che venga ! — Non vuoi ? E come puoi impedirglielo ? D'altronde è tua fidanzata: hai promesso di sposarla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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È per questo che volevo morire: perché avevo la disperazione nel cuore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Essa verrà qui , a giorni ; non mandarla via , non perderla ! — Ma , sant'uomo ! Non hai orecchie per ascoltare ? Io ti dico che non posso tenerla , che non posso sposarla: devo pagare il debito delle zie ! — Tu lo pagherai sposandola .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ha ereditato tanto ? — disse allora Giacinto ridendo ; ma Efix lo guardava serio , e ripeté due volte: — Sono venuto per parlarti di questo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Non lo sapevi ? Alla buon'ora ! La vecchia almeno questo non te lo ha detto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma forse per questo sono andato via , piú che per quanto avevo commesso di male .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tu , dove l'hai trovata la vera salvezza ? Vivendo per gli altri: e cosí voglio far io , Efix , — aggiunse , parlandogli accosto al viso ; — sei tu che mi hai salvato: io voglio essere come te . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ricordi le cose che dicevamo al poderetto ? Io le ricordo sempre , e dico appunto a me stesso: Efix ed io siamo due disgraziati , ma siamo veramente uomini tutti e due , piú dello zio Pietro , piú del Milese , certo ! Zio Pietro ? Cos'è zio Pietro ? Ha lasciato le zie soffrire sole per tanti anni , esposte a tutte le miserie e alle beffe di tutto il paese: e adesso anche lui crede di far bene perché vuole sposare Noemi ! Lo fa perché la donna gli piace come donna , come a me piace Grixenda , null'altro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Vergognati ! Non hai pianto abbastanza ? Su , coraggio , uomo ! Cammina .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io allora avevo un compagno , Juanne Maria , che mi maltrattava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma il Signore mi ha sempre aiutato: prima Juanne Maria , Dio l'abbia in gloria , poiquesto , sono stati i miei compagni , i miei fratelli , come gli angeli che accompagnavano Tobia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che devo fare , anima mia ? Se non mi salvo l'anima che cosa ho d'altro , fratello caro ? — Ma i denari , a questo morto , glieli hai presi , malanno ! — disse Efix .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Io però vorrei sapere come ha fatto a vederlo ! — Ma se non è cieco ! Malanno li colga tutti , fingono dal primo all'ultimo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E io gli ho dato tre volte nove reali ! Come te lo hai fatto il tumore ? . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Hai veduto quell'uomo grosso che s'è comunicato ? — disse una .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo ha fatto ammaliare una ragazza povera che egli doveva sposare e non ha sposato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ebbene ? Ebbene ? — Ebbene ? — Sí — disse don Predu riprendendosi per il primo , — Giacinto mi ha raccontato le tue prodezze , babbeo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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«È Dio che mi ha liberato di uno de' miei compagni .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Oh che peso mi ha tolto !» Svegliò l'altro dicendogli dell'accaduto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non lo dissi subito ? E tu te lo sei portato addietro , tu mi hai tormentato giorno e notte con lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora il cieco vero si chinò sul cieco finto , e gli chiese a denti stretti , sottovoce:— Perché hai fatto questo , fariseo ? — Perché mi pare e piace .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il mio padrone , don Predu , se ne infischia , di questo pezzo di terra: ne ha tanti altri , di poderi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gliel'ho fasciata , la zampetta ; ma poi ha avuto la febbre ; scottava fra le mie mani come un gomitolo di fuoco ; e s'è fatta nera nera ed è morta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Hai ragione , — disse Efix , e chinò la testa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Cosí ha chiesto Grixenda in moglie , e cosí per i Santi si sposano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , vedi ? Come io ti ho maledetto cosí sei andato ! Hai persino mutato di vesti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Senti , — disse Efix , che s'era seduto davanti al focolare e non accennava ad andarsene , — è inutile che tu vai in pellegrinaggio: se hai da far penitenza falla in casa tua .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Perché egli parlava cosí , con un accento cadenzato da mendicante ? Si burlava di lei , o aveva la febbre ? — Efix , anima mia , il girare il mondo ti ha consumato le scarpe e il cervello ! Tuttavia gli prestò i denari .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ultimamente , la settimana scorsa , è andato alla Madonna di Gonare , in pellegrinaggio , ed ha fatto un'offerta di tre scudi , per ottenere il miracolo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed Efix pensò con dolore: «Non dev'esser vero che donna Noemi ha acconsentito» .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Proprio Efix ! Ha male agli occhi , donna Ester , che tiene gli occhiali ? — Tu , Efix ! Siedi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Sí , Ester ! Hai gli occhiali perché oramai sei vecchia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E sei andato via cosí , Efix ! Come se ti avessimo offeso , senza dire una parola , Efix ! E pensa , pensa , io dicevo sempre a me stessa: perché Efix ha fatto cosí ? Si può finalmente sapere il perché ? — Cose del mondo ! S'invecchia , si rimbambisce , — egli rispose con un gesto vago .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , senti , tu almeno ci racconterai le tue vicende , poiché non hai mai scritto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Oh , per questo ci si diverte ! Chi ha voglia di divertirsi , s'intende ! Chi suona , chi balla , chi prega , chi si ubriaca: e poi tutti se ne vanno . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ah , tu avevi dei compagni sardi ? — Avevo dei compagni sardi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che dovevo dirti , Ester ? Ha forse mai fatto la sua domanda , lui ? Quando s'è mai spiegato ? Manda regali , viene qualche volta , si mette a sedere , chiacchiera con te e a me quasi non rivolge la parola .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Perché dici che egli si burla di te se ti ha mandato a dire che ti vuol bene ? — Egli me lo mandò a dire con un servo ! Donna Ester guardò Efix , ma Efix taceva , a testa bassa , come usava un tempo quando le sue padrone questionavano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma perché questo , Efix , dimmi , tu che hai girato il mondo: è da per tutto cosí ? Perché la sorte ci stronca cosí , come canne ? — Sí , — egli disse allora , — siamo proprio come le canne al vento , donna Ester mia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E tu hai fatto male a chiacchierare con lei: anche tu non capisci .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Invece abbiamo detto molte cose inutili ; adesso voglio sapere solamente se è vero che tu , proprio , non hai riferito nulla a Predu del nostro discorso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— esitò un momento , poi alzò la voce , — tu hai parlato di questo fatto con Giacinto ? Dimmi il vero .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Hai fatto bene a venir qui , — disse donna Ester coprendolo con un panno ; e Noemi si curvò anche lei , gli tastò il polso , gli afferrò il braccio cercando di convincerlo a mettersi a letto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— È questo che voglio ! — Predu , lasciami ; sei come un ragazzetto ! — Colpa tua che hai fatto la malía per farmi rimbambire . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Predu ! Smettila ! — Sai cosa dice quella filosofessa di Stefana ? Dice che adesso tu hai fatto la malía al rovescio: prima per farmi dimagrire , adesso per farmi ingrassare . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ebbene , Efix , che hai ? Egli le accennò con le palpebre di accostarsi di piú , le mormorò sul viso con un filo di voce: — Donna Ester mia , di grazia , se vuole mi chiami prete Paskale .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Zia Noemi è scappata come di volo , vedendomi ! Proprio non mi perdonerà mai ! Che cosa ti ha raccontato , dimmi ? Che non vuol piú vedermi , che ha giurato di non pronunziare piú il mio nome ? Lo so: ma non importa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Allora Noemi si fece pallida come una morta ; ebbi paura e me ne andai .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non è vero , zia Ester , che Efix finge d'esser malato per non venire alle nozze mie ed a quelle di zia Noemi , per non farci il regalo ? Eppure , dicono , denari ne hai portati , dal tuo viaggio . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Sei contento , vero , Efix ? Quanto ci hai pensato , a questo giorno ? Ti parrà un sogno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E tu hai fatto questo . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il dott. Boschi ha un bell'intimare e intimidire , ma io il due o il tre partirò di quassù (Carducci)
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Di que’ tre anni ho poche memorie: solo mi rammento che il tragitto sul mare mi parve infernal cosa; e che a’ poggi arridenti a Bastia avevo sempre gli occhi nel passeggiar con mia madre la sera lungo le onde con lento mormorio leggermente spumanti.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il diciassette, ch’i’ avevo ott’anni, mia madre morì. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mio padre veniva ogni anno a vedermi: ma e’ si figurava la mia educazione secondo il suo desiderio, sì per avere mio zio in grande stima com’uomo di mondo (parola che a molti significa cose belle), sì perché non avrebbe saputo far meglio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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I’ avevo sedici anni, egli diciannove: il cuor mio non batteva a male, ma batteva. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Chi ha forza d’uccidersi, segno è che soffre meno: perché il gran dolore stronca la volontà. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il secondo giorno avevo mandato già la Lucchese dalla Blandin; e per compassione, e per ismania di sapere del vero. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Avevo ripigliata con gioia la pratica della messa, e confessatami. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Vidi che non si poteva ire innanzi così: feci un animo risoluto; e, un giorno che sedevamo sulla gradinata vicino alla fonte del Lussemburgo: "Rosa," le dissi "tu hai dei pensieri che tu non mi vuo’ dire." "Non è vero." "Non chieggo di saperli da te, né mi dolgo del tuo silenzio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Seppi ch’e’ veniva a addottorarsi in lettere per avere una cattedra: povero; protetto dagli opposti al governo, allora potenti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Avevo patito tanto, che godere a ogni costo mi pareva diritto.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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A un tratto, di burlone ch’egli era, cominciò a rabbruscarsi, fare il geloso fuor di proposito, maltrattarmi rammentando il Russo; perch’io negli scrupoli della mia sincerità gli avevo confidato ogni cosa: ma egli aveva interpretata la mia con l’anima sua. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Vendei, tranne il vestito che avevo indosso, ogni cosa: ne cavai cento franchi: m’imbarcai in un legnetto genovese (che col vapore la spesa era troppa); ed eccomi a diciannov’anni, sfiorita dell’anima, del corpo meno spiacente che mai, portata com’aliga dalla tempesta verso le rive d’Italia.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Io non conchiusi da questo che le Francesi fossero tutte dirottamente amorose: ma conoscendole meglio, vidi che in Francia è men che in Italia il merito del resistere, e più la colpa del cedere; che la Francese, naturalmente più fredda, ha più veli da gettar via per ignudarsi, e quindi più tempo al ravvedimento. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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tutto codesto Gesù non lo vide, e non solamente non vide, ma insegnò avere in odio".. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Osò pregarla di lavorare per lui; e a tal fine, si restringeva nelle altre spese pur per avere come vederla; ella sospettava di questo; ma lo credeva men povero, e poi non avrebbe saputo negare a sé l’occasione di parlargli: e tirava in lungo il lavoro acciò che queste congiunture durassero senza grave danno di lui. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E’ diceva: ha fiori ancora la terra da spargere sul capo immortale del povero crocifisso. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Qualche romanzuccio, e’ si legge anche noi, sa ella?, nelle ore perse." "In somma, Matilde, non mi fate disperare." "A risico!" "Io non dico che negli anni più spensierati, non abbia anch’io..." "Corsa la cavallina? In nome di Dio, eccone uno che dice un minuzzolino di verità." "Ma se voi mi leggeste nel cuore, v’ispirerei un po’ di pietà." "Può essere: non ci ha nessunissima difficoltà." "Matilde, da banda le celie. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Solo due prove certe ha l’amore: la noia e la sconoscenza. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma poss’io chiedervi, Maria, una promessa? Se un’occasione vi si presentasse..." "Lo saprete, prometto; e Maria, questa sfortunata che voi vedete, non ha mai promesso invano. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Lo conosco da bimba." "Sì, ma se gli ha essere un gianfrullone proprio." "Chi gli dice gianfrullo? Gli è un po’ duro: ma ragiona bene quando ci si mette: meglio di me." "Ti piace?" "Non mi dispiace. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Matilde, ci hai tu ben pensato?" E Matilde, mutando voce e colore: sì, che ci ho pensato: bisogna finirla.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Maria, come sbigottita di pietà: ma tu hai cosa in cuore che non mi vuoi dire.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"Nulla: e per essere più sicura di non ci avere ma’ nulla, piglio marito." "Ma s’egli dovesse fare la tua infelicità?" "Eh via! Chi non vuol essere infelice, non è. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Sorella mia, chi gli ha meglio, gli ha peggio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Gli ha moglie, e giovane: e non so se la gelosia possa in lui più della miseria e degli esempi parigini. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La donna non ha né civetteria né passioni, ma né anco pudore; si lascierebb’ire a lasciarsi amare, non m’amarebbe: la quale rilassatezza ha i suoi pericoli anch’essa. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ha un vestitino trito color di rosa, e rose al cappello, che fanno grazioso il pallore. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma ne’ suoi coetanei Giovanni vedeva con dolore le piaghe aperte dal dubbio e dalle audacie della ragione miserabile umana: vedeva dalla baldanzosa sicurezza cascare ingegni vigorosi in quiete disperata, per avere lasciato il cammin della fede, arduo ma sicuro, e che sale. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Incerto in amore, quanto in altre cose sicuro, e’ voleva a ogni passo essere sostenuto, sospinto, rincontrato: e le donne che questo fanno, non sempre sono le più innamorate; perché chi fa questo, ha il tempo di pensare all’altrui debolezza e ai modi di vincerla. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma se questa è cosa subito raccomodata! Bisogna proprio avere la smania di tormentarsi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Chi è che ha mancato di sincerità? Chi è che avendo in corpo un secreto, se l’è tenuto, eh? I suo’ impicci del non poterla sposare, del voler fare l’eroe piuttosto che procacciarsi un pane a tutti e due, a me l’è venuto a dirmeli, come se la mi volesse per moglie me. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Oh chi dispregia questi aiuti ch’alla fede umana e alla speranza combattuta offre la religione nostra con cura materna, non ha amato mai con tutta l’anima né Dio né le sue creature.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Arguti visi e delicati, sorridenti o di candore roseo o di pallore olivastro o di bruno gentile, digradanti con linee armoniosamente soavi; abbelliti da’ neri capelli, dagli occhi saettanti, e dalla pezzuola che avvolta in cima al capo, s’annoda con grazia che non ha pari. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma dovesse la Corsica imbastardire innestata alla francese mediocrità, ell’ha vissuto abbastanza, se ha generato Pasquale Paoli, scusa ed espiazione anticipata del reo Buonaparte. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La Corsica ha pagato all’umanità il suo tributo d’esempi generosi e di sangue.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Le cure, a lui nuove, della casa gli erano alleggerite e dall’esperienza di Maria, e dal contento di avere a compagna donna sì intelligente, sì docile, e, nell’impazienza stessa, sì sofferente di lui. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"L’ho conosciuto, ch’i’ avevo vent’anni quando venne quassù. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"Venne poi Napoleone: ma il Paoli!" "Alcuno de’ vostri ha egli combattuto seco?" "Mio padre, al Pontenuovo." "Dove perdeste per tradimento." Si rasserenò di gioia affettuosa in vedermi informato delle cose del suo paese, e mi disse: "Si sarebbe perduto da ultimo sotto il gran numero, ma quella giornata ci fu tradimento. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Per agiato e lieto che sia, ogni viaggio ha i suoi momenti di noia indomabile. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Io lo vedrò codest’uomo, gli parlerò io: gli dirò che e’ non ha diritto di rapire la mia, la mia vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E s’io aggiungessi che in certe strette l’uomo ha di bisogno di sentir pronto e forte l’altrui dolore, che regga il suo? E se dicessi che questa non è crudeltà, è debolezza? — Ma troppi commenti.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La consolerà rivedere chi le ha fatto del bene. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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L’imagine vostra, per dolorosa che rimanga, ha rifatti e nobiliterà i miei pensieri. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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«Sapete», esclamò Pasotti, «cosa faremo perché le passi la paura? Pin, hai un tavolino e un mazzo di tarocchi?» «Magari un po' unti», rispose Pin, «ma li ho.» Ci volle del buono per far capire alla signora Barbara, detta comunemente Barborin, di che si trattasse adesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Fa sempre così, lei, quando ha il Matto», disse Pasotti e gridò picchiando: «Giù questo Matto!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha cominciato a contorcersi e a soffiare: "Sì, credo, no so, forse, no digo, apff, ecco, propramente, Controllore gentilissimo, no so, insomma, e apff!". (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il faccione dolce non diede segno di avere udito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ecco l'immagine Del vil Tartufo Che l'uman genere E il cielo ha stufo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La religione era per lui come la scienza per uno scolaro diligente che ha la scuola in cima de' suoi pensieri e vi è assiduo, non trova pace se non ha fatto i suoi compiti, se non si è preparato alle ripetizioni, ma poi quando ha compiuto il proprio dovere, non pensa più al professore né ai libri, non sente il bisogno di regolarsi ancora secondo fini scientifici o programmi scolastici. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Perché», continuò la vecchia formidabile, «se si è cristiani si ha il dovere d'obbedire a suo padre e a sua madre e io rappresento vostro padre e vostra madre.» Se l'una era tenace, l'altro non l'era meno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«La marchesa ha ragione», diss'egli. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Mia nipote non è nobile, mia nipote non ha un soldo; come si fa a pretendere che la marchesa sia contenta?» Il signor Giacomo si fermò alquanto sconcertato, e guardò l'ingegnere battendo i suoi occhi dolenti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sta benino, stasera, per la consolazione, ma ora è agitata perché mezz'ora fa è venuto Franco e ha raccontato che c'è stata una mezza scena con la nonna.» «Oh povero me!», fece l'ingegnere, che quando udiva di qualche sproposito altrui soleva commiserarne, con questa esclamazione, se stesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No, zio; Franco ha ragione.» Luisa pronunziò queste parole con fierezza subitanea. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La signora Teresa, tribolata dalla mancanza di respiro, si era fatta trascinare sulla terrazza, nella sua poltrona, per avere un po' d'aria, un po' di sollievo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Senti!», esclamò lo zio con l'accento vibrato e con la faccia spanta del galantomone che, soffocando in un viluppo di cautele e di dissimulazioni, vi mena dentro due gran gomitate, se ne disbriga e respira: «Vedo che hai avuto torto d'irritar la nonna perché, cosa mai! Bisogna rispettare i vecchi anche nei loro errori; capisco che le conseguenze saranno pessime; ma son più contento così e sarei più contento ancora se tu avessi già detto a tua nonna le cose chiare e tonde. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha sentito quel che si diceva? Dica anche Lei; cosa Le pare?» «La mia servitù», disse il signor Giacomo dal suo angolo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma ha sentito, signor Giacomo; cosa Le pare? Dica.» Il signor Giacomo mise nella sua sapienza tre o quattro piccoli soffi frettolosi che significavano: «ahi, questo è un imbarazzo» «No so», cominciò titubante, «no so, digo adesso, se trovandome a scuro… » «Luisa!», chiamò da capo la signora Teresa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sai», cominciò, «questo non avevo pensato a dirtelo, ma mi è venuto in mente quando tu raccontavi del piatto che hai rotto a tavola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ti prego di avere riguardo alla situazione dello zio Piero. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Te la raccomando, studiala, consigliala, ha un gran talento e un gran cuore, se io non ho saputo far bene con lei, tu fa meglio, sei un buon cristiano, guarda che lo sia anche lei, proprio di cuore; promettimelo, Franco.» Egli lo promise sorridendo, come se stimasse vani i timori di lei e facesse, per compiacenza, una promessa superflua. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il giorno prima che gli venisse quell'accesso di pazzia, mi ha fatto una confidenza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Hai da dar loro un bacio per la povera nonna, tutti i giorni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Creda, avevo cominciato a spogliarmi quando mi ha preso come una vertigine e lì, andiamo, metti su da capo le vesta, e via, corri qua come un matto, senza lume! Nella furia ho persin rovesciato la scodella dell'acqua sedativa!» «Accendiamo il lume?», chiese Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Noti che non ci avevo mai più pensato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma due giorni dopo, volendo vendere certi fondi che avevo ancora a Dasio, piglio in mano un vecchio atto di compera che papà teneva nel suo cassettone, lo sfoglio e me ne casca fuori una lettera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Hai capito? Basta, e quando mi vedrai ti è assolutamente proibito di rompermi… col darmi consigli secondo il tuo maledetto vizio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tu sei la sola persona di cui mi fido, ma del resto io non ho che a comandare e tu non hai che a obbedire; dunque tutti i rompimenti sono inutili e intollerabili. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lascio al mio agente di Brescia signor Grisi, se si troverà al mio servizio al momento della mia morte, tutto quello che mi ha preso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sì, è un paese di pace; e poi adesso, nelle città, chi ha servito il Governo, è inutile, non si trova bene. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Me li ha donati Maironi.» «Don Franco?», esclamò Pasotti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Allora, siccome don Franco ha molta bontà per me, mi rivolgerò a lui.» E trasse la tabacchiera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha preso una paura, l'altra notte, povera donna!» Guardò il professore che taceva inquieto, accigliato, e pensò: non parli? allora sai. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando si trovò da capo nella contrada dei Mal'ari, il bargnìf stette un pezzetto a pensare col mento in mano, poi si avviò verso la riva di Casarico, a passi lenti, molto curvo, ma con gli occhi brillanti del barbone che ha fiutato in aria l'indirizzo recondito di un tartufo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ch'el proeuva a ciamagh al Pütin! Al scior Giacom! E a mi ch'el me ciama pü nient!» Ancora! Pasotti brillò in viso all'idea di avere il malcapitato sior Zacomo nelle granfie. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La signora Cecca mi ha raccontato tutto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il vino ha un aroma di austera virtù ed il signor Giacomo lo fiuta amorosamente, lo guarda commosso, lo torna a fiutare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il vino ha una pastosa pienezza ch'empie palato e anima di sapore, il vino è appunto quel giusto, virtuoso amarone che l'aroma annuncia e il signor Giacomo lo sorseggia nel desiderio che non sia liquido e fuggevole, lo mastica, lo pacchia, se lo spalma per la bocca; e quando di tanto in tanto posa il bicchiere sul tavolino, non lo lascia però né con la mano né con gli occhi imbambolati. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando ha la sua pace, la sua quiete, il suo latte alla mattina, il suo latte alla sera, il suo boccale di Modena a pranso, il suo tarocco, la sua gasètta di Milano, l'ingegnere Ribera è contento. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ho saputo ieri che il signore ha messo un gelsomino in un vaso di legno inverniciato di rosso.» Il Commissario, uomo d'ingegno e forse indifferente, nel più intimo del cuor suo, a tutti i colori tranne a quello della propria cera e della propria lingua, non poté a meno di alzar un po' le spalle. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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ingegnere in capo della provincia per avere occasione di riverirlo e la signora Peppina fece «eccola!» in segno della sua soddisfazione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha l'onore di chiamarsi Francesco Giuseppe, per desiderio mio; ma capisce bene, per il dovuto rispetto, questo non può essere il nome solito.» «Soa mader la ghe dis Ratì e so pader el ghe dis Ratù ch'el se figura!», interloquì la zia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La nostra monarchia li ha buttati là davanti a sé, in faccia alla tana di quel pesciatello sciocco ch'è il Piemonte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli ha abboccato nel quarantotto il boccone Lombardia, ma poi ha potuto sputarlo e cavarsela. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dietro alla loggia vi ha una sala spaziosa e dietro alla sala due stanze: a ponente il salottino da pranzo tappezzato di piccoli uomini illustri di carta, ciascuno sotto il proprio vetro e dentro la propria cornice, ciascuno atteggiato dignitosamente a modo degl'illustri di carne e d'ossa, come se i colleghi nemmanco esistessero e il mondo non guardasse che a lui; a levante la camera dell'alcova dove accanto agli sposi dormiva nel proprio letticciuolo la signorina Maria Maironi nata nell'agosto del 1852. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dopo otto o dieci giorni, stando con la piccola Maria sulla porta della sala che mette al giardinetto, le domando: «Chi ha piantato tutti questi bei fiori?», e le insegnò a rispondere: «Papà». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Chi sa», aveva detto Luisa, «se Maria somiglierà alla nonna come nel viso anche nell'anima?» Il professore rispose che sarebbe stato un miracolo avere in una famiglia, a così poca distanza, due anime simili. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il suo era un Dio bonario come lui, che non ci teneva tanto alle giaculatorie né ai rosari, come lui; un Dio contento di aver per ministri, com'era contento lui di aver per amici, dei galantuomini di cuore, fossero pure allegri mangiatori e bevitori, tarocchisti per la vita, franchi raccontatori di porcherie non disoneste a lecito sfogo della sudicia ilarità che ciascuno ha in corpo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Infatti, appena messo fuori il suo giudizio e uditolo suonare, Luisa lo sentì falso, vide più chiaro in se stessa, intese di avere inconsciamente cercato nell'esempio dello zio un appoggio e un conforto per sé. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Però, professore», disse Luisa uscendo con la parola viva da un corso occulto d'idee, «si può, non è vero, credere in Dio e dubitare della nostra vita futura?» Ell'aveva posato, così dicendo, l'aggrovigliata matassa della pesca e guardava il Gilardoni in viso con un interesse vivo, con un desiderio manifesto che rispondesse di sì; e, perché il Gilardoni taceva, soggiunse: «Mi pare che qualcuno potrebbe dire: che obbligo ha Iddio di regalarci l'immortalità? L'immortalità dell'anima è una invenzione dell'egoismo umano che in fin dei conti vuol far servire Iddio al comodo proprio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non lo so, non ci ho mai pensato; ma una gran bellezza! Io dico che il Cristianesimo non ha potuto avere né immaginare dei Santi sublimi come questo qualcuno! È una gran bellezza, è una gran bellezza!» «Perché poi», riprese Luisa dopo un breve silenzio, «si potrebbe forse anche sostenere che questa vita futura non sarebbe proprio felice. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Conscio di avere sognata, da giovinetto, la gloria e di averne quindi umilmente deposta la speranza, diceva, quasi, a se stesso con la sua mesta appassionata musica che pure anche in lui v'era qualche lume d'ingegno, qualche calore di creazione veduto solamente da Dio, perché neppur Luisa mostrava far dell'intelligenza sua quella stima che a lui stesso mancava ma che avrebbe desiderata in lei; neppur Luisa, il cuor del suo cuore! Luisa lodava misuratamente la sua musica e i suoi versi ma non gli aveva detto mai: segui questa via, osa, scrivi, pubblica. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Maria ci ha noi che possiamo lavorare.» Franco tacque. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco credeva fervidamente nella vita futura ma in fatto si attaccava con passione a tutto che la vita terrena ha di bello, di buono e di onestamente piacevole, compreso il tarocco, la primiera e i buoni pranzetti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A questo riguardo il signor Zacomo ha dei dispiaceri da parte di certi indiscreti.» «Lassemo star, Controllore gentilissimo, lassemo star», interruppe il signor Giacomo contorcendosi tutto, e l'ingegnere lo esortò a mandar i due seccatori al diavolo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E domandò se quell'altro signore di Loveno non suonava anche lui, se si fermavano un pezzo; osservò che dovevano avere ambedue una gran passione per la musica. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco non si accorgeva di avere ancora la bottiglia in mano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La lettera diceva ch'erano in corso a Torino, a Parigi e a Londra segretissime pratiche per avere la cooperazione armata del Piemonte in Oriente, che la cosa era in massima decisa fra i tre Gabinetti, che restavano solamente a risolvere alcuna difficoltà di forma perché il conte di Cavour esigeva i maggiori riguardi alla dignità del suo paese; che a Torino si era certi di ricevere al più tardi in dicembre l'invito ufficiale delle Potenze occidentali per accedere puramente e semplicemente al trattato del 10 aprile 1854. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Vuole che Cavour mandi il duca di Genova e quindici o ventimila uomini a battersi per i turchi se non ha in pugno la guerra all'Austria? La signora crede che non passerà un anno.» Franco scosse i pugni in aria con un fremito di tutta la persona. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Io, per parte mia, butterò nel lago il Carlascia.» Discorrevano sempre sottovoce, con una elettricità in corpo che dava luce per gli occhi e scosse per i nervi, assaporando il parlar sommesso con le porte e le finestre chiuse, il pericolo di avere quella lettera, la vita ardente che si sentivano nel sangue, le parole alcooliche a cui tornavano ogni momento. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Con i guanti Pasotti, per far la burla più completa, rimproverò sua moglie di avere riferito al signor Giacomo il discorso di don Giuseppe circa la convenienza di quel tale matrimonio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Maria ha la febbre», diss'ella. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dopo non vi ha più dormito nessuno.» Nella camera v'erano due letti, un canapè, un cassettone. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Chi ha scritto è morto», disse Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Signor Maironi», diss'egli, «Ella ha avuto la sua lezione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ho saputo che la Polizia ha fatto una perquisizione in casa di mio nipote a Oria.» Il Greisberg, sentendosi sfuggire la vecchia ipocrita, buttò via i guanti e la fermò con gli artigli. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella ha fornito per mezzo mio e per mezzo del signor Commissario di Porlezza preziose informazioni al Governo, il quale Le tien conto delle Sue benemerenze. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mi rincresce invece che non si avrà modo, forse, di prendere provvedimenti severi contro un'altra persona che ha dei torti privati verso di Lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per trovar modo di colpire questa persona il signor Commissario di Porlezza ha fatto anche più del suo dovere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella deve capire senz'altro, marchesa, che non è il caso di dispiaceri e che anzi ha un obbligo particolare verso il Governo.» La marchesa non s'era mai udita parlare così alto e con tanta formidabile autorità. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma la fronte sua n'era adombrata e a un certo punto gli sfuggì di dire: «Quante disgrazie, quante amarezze ha sopportato tua madre, con che rassegnazione, con che forza, con che pace! Credi tu che una pura bontà naturale le avrebbe potute sopportare così?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Anche per questo non le poteva rincrescere di avere un predominio morale sulla figliuola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli pareva di aver torto secondo un raziocinio superficiale e di avere ragione secondo una verità profonda che non riusciva ad afferrare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli aveva pensato che la offesa del dominio straniero non era personale come le offese private e che procedeva dalla violazione d'un principio di giustizia generale; ma nell'atto di spiegar ciò a sua moglie, gli venne in mente che anche nelle offese private aveva sempre luogo la violazione d'un principio di giustizia generale, si figurò di avere sbagliato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi domandò: «E cosa mi hai portato?» Lo zio si levò di tasca un fantoccio di gomma. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vi troverete dieci polpette che la signora Carolina dell'Agria mi ha voluto dare per forza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sa, Le avevo detto qualche cosa… » «Che cosa?» «Si parlava del Paradiso… » Silenzio di Ester. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Se ci fosse la guerra, capirei; ma così, se dà una tale afflizione a Sua moglie per ragioni economiche, ha torto!» Luisa, tenendosi sempre al collo di suo marito con un braccio, agitò in silenzio l'altra mano verso Gilardoni per farlo tacere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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C'è la volontà di tuo nonno da rispettare, c'è un delitto che tua nonna ha commesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Cosa sappiamo noi delle vie che prende la giustizia divina? Vi è anche la misericordia divina! Si tratta della madre di mio padre, sai! E non li ho disprezzati sempre questi maledetti denari? Cosa ho fatto quando la nonna mi ha minacciato di non lasciarmi un soldo se sposavo te?» La tenerezza e la collera, miste insieme, gli fecero groppo alla gola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sussurrò: «Mi hai proprio perdonato?», e udì rispondersi con dolcezza: «Sì, caro». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Che affari privati pretendeva avere a Lodi il signor Gilardoni? Con chi? Il professore nominò la marchesa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ho fatto male, signora Luisina?» «Altro che male! Malissimo! Mi scusi, sa, Lei ha avuto l'aria di andare a proporre una transazione, un mercato! E la marchesa crederà che siamo d'accordo! Ah!» Ella strinse e scosse le mani congiunte come se avesse voluto rimaneggiarvi, rimpastarvi dentro una testa professorale più quadra. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ha torto! Ha torto!», ripeteva col cuore amaro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io dicevo sempre così e la mamma 1 mi sgridava sempre.» «Quando?» «A passeggio.» «Dove sei stata, a passeggio? » «Dal signor Ladroni.» (Lo zio le aveva facilitato il nome del professore così.) «E hai cominciato in casa del signor Ladroni a dire questa cosa?» «No, è stato il signor Ladroni che ha detto così alla mamma.» «Cosa ha detto?» «Ma, papà, non capisci niente! Ha detto: per carità, silenzio! ». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«La mamma ha stracciato una carta, anche, dal signor Ladroni», soggiunse Maria, stimando, adesso, far tanto maggior piacere a suo padre quante più cose gli raccontava di questa visita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mi racconterai poi», soggiunse, «cosa ti ha confidato il signor professore Gilardoni di tanto segreto da doverti raccomandare il silenzio». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Tu hai sospettato di me», diss'ella, «e hai interrogato la bambina? Hai fatto questo?» «Ebbene», diss'egli, «e se avessi fatto questo? Del resto tu pensi sempre il peggio di me, si sa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Tu», riprese il vecchio, «non mi hai udito fino ad ora, dirò così, approvare né disapprovare il tuo progetto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se hai una medaglietta, un crocifisso, glielo attacchi al collo con la mia catena. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha dormito bene? E la bambola, ha dormito bene? E il mulo, ha dormito bene? Ah non c'era? Tanto meglio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Oh cara la mia süra Lüisa! Oh car el me sür don Franco! L'è vera ch'el voeur propi andà via?» Adesso è il Paolin che si dimena un poco sulla sedia perché ha l'idea che la süra Peppina sia mandata dal marito per vedere chi c'è e chi non c'è intorno all'uomo sospetto, nella casa scomunicata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha fatto smorfie d'inferno, ma sta benone!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ho inteso dire oggi a casa tua che parti per affari: si tratta di vedere se io non ti porto un affare anche più grosso di quello che hai a Milano.» Franco, sorpreso da questo inaspettato esordio, tacque. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tua nonna ha le sue idee, ha un'età in cui le idee difficilmente si cambiano, ha il carattere che sai, molto fermo, ma insomma il cuore c'è. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Io! No, caro Pasotti! No! Non mi si manda, taci! la Polizia in casa, non si fa bestialmente destituire un galantuomo che ha la sola colpa di essere zio di mia moglie, taci ti dico! non si cercano oggi tutte le vie di affamare la mia famiglia e me, per offrirci domani del pane sporco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Del resto il signor Gilardoni è stato fedele alla consegna, ha detto di esser venuto di suo capo, senza farne saper niente a voi.» 1 Franco ascoltò, livido come un cadavere, sentendosi oscurar la vista e l'anima, raccogliendo tutte le sue forze per non smarrirsi, per dare una risposta degna. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Anche la nonna ha ragione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Chi ha torto è il professor Gilardoni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli mi ha mostrato quel testamento tre anni sono, la notte del mio matrimonio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se non lo ha fatto, mi ha ingannato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se si è recato a Lodi per quella bella impresa che dice, ha commesso una indelicatezza e una stoltezza enorme. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma sappilo bene! Io disprezzo il danaro della nonna quanto il danaro del Governo: e siccome questa signora ha la fortuna di essere la madre di mio padre, mai, capisci, mai, e adoperi ella pure contro di noi tutte le bassezze, tutte le perfidie che vuole, mai non userò una carta che la disonora! Sono troppo superiore a lei! Va' e dille questo a nome mio e dille che si riprenda le sue offerte perché le sdegno! Buona sera.» Lasciò Pasotti sbalordito e se n'andò tutto tremante di sovreccitazione e di collera, dimenticò di ripigliar la sua lanterna, discese al buio, a gran passi, non sapendo né curando affatto dove mettesse i piedi, esclamando di tempo in tempo, buttando fuori ciò che aveva dentro di rovente: pezzi d'ira contro il Gilardoni, pezzi di accusa contro Luisa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mentre riferiva le confidenze del professore, Franco si riaccendeva, la interrompeva continuamente: «E non gli hai detto questo? - E non gli hai detto quello? - Non gli hai detto stupido? - Non gli hai detto bestia?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'ultimo dì dell'anno, quando sei andato in collera, volevo dirtelo, volevo raccontarti ciò che mi aveva confidato Gilardoni, te lo ricordi? E tu non hai assolutamente voluto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non ho insistito anche perché Gilardoni ha detto alla nonna che noi non ne sapevamo niente.» «Non lo ha creduto! Naturale!» «E se io parlavo cosa ci poteva far questo? Così Pasotti avrà ben capito che tu non sapevi niente!» Franco non replicò. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Torniamo da capo?» «Torniamo da capo! Hai tu il diritto di pretendere che io neanche pensi, neanche senta come non piace a te? Sarei vile, meriterei di essere una schiava, e non voglio poi essere né una cosa né l'altra.» La ribelle intravveduta, sentita qualche volta da Franco attraverso l'amante, la creatura dall'intelletto forte sopra l'amore e orgoglioso, non potuta mai conquistare interamente, gli stava ora di fronte, tutta vibrante nella coscienza della sua ribellione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ricordati quello che mi hai raccontato sulla origine della sostanza Maironi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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1 «E allora», diss'egli, «perché non mi hai dato tutta l'anima tua?» Ella tacque. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tu hai le idee religiose di mia madre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Senza la fede e senza la preghiera tu avresti dato il fuoco che hai nell'anima a quello ch'è sicuramente vero, ch'è sicuramente giusto qui sulla terra, avresti sentito quel bisogno di operare che sentivo io. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ciò ch'egli vuole da noi lo si comprende dal cuore che ci ha fatto, dalla coscienza che ci ha dato, dal luogo dove ci ha posto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Quello che hai detto è proprio il tuo pensiero?» «Sì.» Egli teneva le mani sulla spalliera d'una seggiola. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tacque un istante e riprese duramente: «Sarò un neghittoso, un inerte, un egoista, tutto quello che vuoi, ma non sono poi un bambino da venirmi a quietare con due carezze dopo avermi detto tutto quello che mi hai detto! Basta!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Esco in giardinetto a coglier per te la brava rosellina che abbiamo ammirata insieme ier l'altro, che ha sfidato e vinto gennaio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ti ricordi quanti ostacoli erano fra noi quando la prima volta ebbi un fiore dalle tue mani? Io non t'amavo ancora e tu già pensavi a vincermi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa a Franco Oria, 12 settembre 1 1 Il riverito signor Ismaele ci ha fatto molto aspettare l'ultima tua, perché da Lugano invece di venire a Oria è andato a Caprino con alcuni amici suoi e delle Potenze Occidentali a festeggiare la presa di Sebastopoli nella cantina dello Scarselon e là ha bevuto «un cicinìn» e quindi è ritornato a Lugano dove un altro «cicinìn» lo ha fatto dormire come un salame fino a mercoledì mattina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha pure dimenticato di spedirti il vasetto di lucido e così lo dovrai aspettare una settimana o pagare, a Torino, tanto più caro, se la provvista è finita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se Dina ti ha offerto di scrivere qualche appendice teatrale, tanto meglio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Da tre giorni, declinando il caldo, ha ripreso i suoi colori. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Maria ha imparate le vocali con prontezza sufficiente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A mezza lezione è entrato lo zio Piero e ha esclamato: «Oh povero me!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi, malgrado le mie proteste, ha molto compianto Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella ha risposto che studiava per scrivere a papà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Uno di questi giorni mi udì sgridar la Veronica perché ha la cattiva abitudine di buttar dalla cucina 1 l'acqua sporca sul carrubo che n'è intristito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Oggi ha versato molte lagrime perché la breva soffiava scotendo forte il carrubo, e poi ch'ella gli ebbe fatta la solita domanda, io le dissi: «Vedi che non sta bene il carrubo? Vedi che risponde di no?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si paragona ad un altare dove si dice messa e il chierico ha spento, durante l'ultimo vangelo, una delle due candele. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo zio le racconta tante vecchie cose che non ha mai raccontato neppure a me. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ti ricordi che abbiamo fatto colazione insieme lassù, nel tempo in cui ero ancora signorina e che l'Ester si è accorta di qualche cosa quando mi hai parlato di mia madre? Ho trovato il mio medico condotto alla fontana di «Pèll sora», fra le pecore, come un patriarca. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non ha l'aria d'uno spaccamonti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si capisce che Pasotti ha una gran rabbia come tutti i tedesconi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ne ha parlato persino col Ricevitore, me lo disse la Maria Pon che stando alla cappella del Romìt li udì mentre scendevano discorrendo ad Albogasio Superiore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando è venuto da noi ha affettato sempre d'ignorarlo e ha domandato le tue notizie con quelle sue solite smancerie di premura e di amicizia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Cüstant ci ha mandato a regalare una magnifica tinca presa da lui stamattina con gran dispetto del Biancòn che pesca tutto il giorno, non prende niente e si arrabbia perché le tinche, brave! se ne impipano di S. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Bel profitto», ha detto, «che ne caverai!» Povero zio, parrebbe un utilitario. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Invece è discesa con noi Ester e poi è anche salita in casa e mi ha tenuto, a quattr'occhi, un discorso che da qualche tempo mi aspettavo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha cominciato pregandomi di non ridere e ridendo lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Insomma capisci che il professore, dalli e dalli, ha fatto un po' di breccia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io vedo tutto il cammino ch'egli ha fatto nel suo cuore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Adesso de' primi tre guai non si parla più; su questi tre punti l'amico ha vinto la battaglia e può portarli in trionfo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quel semplice uomo mi confidò poco fa, forse perché lo ripetessi a Ester, che ha sempre bevuto solamente acqua anche in gioventù e che il rossore e il turgore del suo naso dipendono da frequenti sofferenze viscerali. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli le ha scritto trenta pagine di confessione generale, vuotandosi proprio il cuore e rivoltandone la fodera, per modo da intenerire un croato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io poi capisco che la letteratura del professore le mette soggezione e che ha un gran timore di fare sbaglietti di ortografia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Buon segno! Sono stata tre giorni senza scrivere temendo non esser padrona della mia penna, non saper comprimere il mio pensiero dentro parole che devono avere una data misura e non più. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«I miei ordini!» «Ma Franco non c'è.» «Lo so.» «E allora, cosa è venuto a fare?» «Sono venuto a dirle che il signor don Franco, per avere il denaro deve presentarsi all'agenzia della signora marchesa in Brescia.» «E se non potesse andare a Brescia?» Qui il signor Bellini fece un gesto come per dire: pensateci voi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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È certo che in questa immondizia vi ha un dito del signor Pasotti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ieri è venuto qua il prefetto della Caravina e ha raccontato che il 14 sera Pasotti è andato a Cressogno assai tardi ed è capitato in casa della nonna mentre si diceva il rosario, per cui gli toccò pure di rosarieggiare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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In vita sua ha 1 solamente giudicato birbanti quegli appaltatori che gli offrivano quattrini e un altro zio, il suo antipodo, che dopo di essersi servito del nipote per anni, non gli ha lasciato un fico secco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Altri birbanti non ha mai voluto vedere e neanche adesso vuol vederne. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco a Luisa Torino, 12 settembre 1 Iersera Dina mi ha mandato al d'Angennes dove si è data male un'opera vecchiotta che non mi garba, Marin Faliero. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Già, Lei, col Suo Giusti!», mi ha detto D. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Fante è per verità uno sciupone e non ha ancora appreso, duris in rebus, a maneggiare una spazzola; ma insomma gli altri sapienti hanno deciso che non faranno colazione per una settimana ond'egli si possa rimpannucciare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ci narrò di avere risposto che lo vedranno presto arrivare sopra un cavallo del Re Vittorio Emanuele. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Allora il Padovano, gran motteggiatore, gli ha detto con tutta flemma: «Ciò, eroe, sonistu anca el trombon, ti?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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(Vedi che t'imito, poiché la ferula de' pedanti mi è lontana, nelle tue scandalose familiarità col dialetto.) L'Udinese si è arrabbiato alquanto ma poi vi ha fatto su la sua brava sonatina di flauto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il fatto strano è che nessuno di noi ha sentito fame. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Padovano ha osservato che in aprile l'acqua è troppo fredda e che sarebbe meglio aspettare fino a giugno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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È vero, tu sei donna e non hai l'obbligo di conoscere queste cose. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Posso io dirti quello che sento per Maria? Chi potrebbe dire questa commozione, questa tenerezza immensa, questo desiderio che mi strugge di tenermela almeno un momento, un solo momento, sul cuore? Credi tu che io possa attendere fino a novembre? No no no, scriverò appendici, copierò, monterò qualche guardia per altri ma verrò a Lugano prima! Coprila di baci per me, intanto, dille che Papà ha sempre nel cuore la sua Ombretta e che la benedice, domandale cosa le farebbe piacere ch'io le portassi e poi scrivimelo senza pensar poi troppo alla mia povertà. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tu mi hai accusata d'orgoglio, quella notte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Avevo udito parlare a S. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ne ha troppo», rispose Luisa, «e bisogna cavarglielo perché non le faccia male.» «Oh no, cavarglielo, poveretta!» «Taci, dormi.» Ma la bambina non si addormentò. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ma prima io voglio avere da Lei una promessa.» «Che promessa?» «Mi occorrono le famose carte.» «Quando vorrà.» «Guardi che le domando io, non Franco.» «Sì, sì, quello che Lei fa è tutto bene. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quand'ebbe finito s'inginocchiò a baciar la sua morta e le sussurrò: «Il tuo papà ha in mente che t'ho uccisa io, adesso, ma non è vero, sai, non è vero». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io ti benedico, invece, per tutto che hai fatto per lei da quando è nata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io che non ho fatto niente, ti benedico, te che hai fatto tanto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non dir più, non dir più quella cosa! La nostra Maria… » Un violento singhiozzo gli ruppe le parole, ma subito l'uomo, con forte volere, si vinse, continuò: «Non sai cosa dice la nostra Maria in questo momento? Dice: mamma mia, papà mio, adesso siete soli, ciascuno di voi non ha che l'altro, siate uniti più che mai, donatemi a Dio perché mi ridoni a voi, perché io sia il vostro angelo e vi conduca un giorno a Lui e stiamo insieme per sempre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Tu sei buono», rispose Luisa con voce accorata e debole, «tu hai pietà di me ma non pensi quello che tu dici. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Signore, Signore», diss'egli verso il cielo, «Tu tacevi e mi ascoltavi, Tu mi hai esaudito secondo le tue vie misteriose, Tu hai preso il mio tesoro con Te, ella è sicura, ella gode, ella mi aspetta, Tu ne congiungerai!» Non fu amaro il dirotto pianto in cui le parole morirono. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Uno scartante che ha tre cartine, tutte figure, una dama e due cavalli, e ha pure il matto, cosa deve fare? Scartare la dama e un cavallo o i due cavalli? Il signor Giacomo si mise a soffiare a tutto vapore, gonfiando le gote rosse e il cravattone bianco: «Apff! No. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«La nonna lo ha fatto chiamare stanotte», continuò Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Gli ha detto di aver veduto la nostra Maria, luminosa come un angelo.» 2 «Oh, che menzogna!», fece Luisa con una voce grossa di disprezzo, senz'ira. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Come se fosse possibile che andasse da lei e non venisse da me!» «Maria le ha toccato il cuore», riprese Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ella ci domanda perdono, ha paura di morire, mi supplica di andar da lei, di portarle una parola di pace anche per te.» Neppure Franco credeva all'Apparizione, scettico profondamente com'era per tutto il soprannaturale non religioso, ma credeva che Maria, nella sua esistenza superiore, avesse già potuto operare un miracolo, toccar il cuore della nonna e ciò gli recava una commozione indicibile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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All'avvocato, che ha dell'artista e del poeta e conosce bene il Puttini, viene un'idea: pigliar gli abiti del sior Zacomo per il Pedraglio ch'è piccolo anche lui, pigliar per sé un vestito della serva ch'è grande e grossa, cacciar le spoglie proprie in una gerla, caricarsene le spalle e via per Boglia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il primo deputato politico di Albogasio ha cento ragioni di andare nel bosco del Comune. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Le proibisce di uscire prima del nostro ritorno e anzi mi ha ordinato di portarle via gli abiti.» E si diede a raccogliere rapidamente gli abiti del sior Zacomo, gl'intimò il silenzio in nome del Commissario, pigliò il cappellone a cilindro, arraffò la mazza di canna d'India, ordinò al disgraziato di dare il chiavistello appena uscito lui e di non aprire a nessuno, di non parlare a nessuno prima del ritorno del Commissario e tutto in nome del signor Commissario. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Qui hai fatto più che il tuo dovere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco ha assistito impassibile al colloquio, con le mani sul remo, sperando apprender qualche cosa de' suoi amici e di casa sua; ma nessuno ha fiatato di Polizia né d'arresti né di fughe 2 come se casa Ribera fosse nella China. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Alcune ore più tardi, quando la gondola era ripartita, egli usci in cerca di valsoldesi per avere notizie, si avviò alla farmacia Fontana e incontrò sotto i portici i suoi amici che uscivano appunto dalla farmacia insieme a un vecchio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Prima credevo che ci fosse un Dio cattivo, adesso non credo più che esista; ma se vi fosse il Dio buono nel quale credi tu, non potrebbe condannare una madre che ha perduto la sua unica figliuola e cerca persuadersi che una parte di lei vive ancora!» Ester non rispose. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa mia, Sai che non mi hai scritto da quindici giorni? «Questo lo può saltare», interruppe Luisa, ma poi si corresse. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando ebbi questo posto dalla bontà del conte di Cavour, mi pareva di mangiare il pane dello Stato a tradimento. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Fra otto giorni i miei amici ed io ci arruoliamo nell'esercito come volontari per la durata della campagna; Si entra nel 9° fanteria che ha il deposito a Torino. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vero che tu sei sorvegliata dalla Polizia e che ti è proibito di venire a Lugano; però io ti ho proposto più volte più modi di venirmi a incontrare segretamente almeno al confine, sulla montagna, e tu non mi hai risposto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Prenderò parte ad una guerra che si annuncia tra le più grosse, tra le più lunghe e disperate, perché se l'Austria ha in giuoco le sue provincie italiane, noi, e forse anche l'imperatore Napoleone, abbiamo in giuoco tutto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli le posò la lettera sulle ginocchia e disse a stento: «Donna Luisa, può avere un dubbio?» «Sono cattiva», rispose Luisa sottovoce, «sono matta.» «Ma non gli vuol bene?» «Alle volte mi pare tanto e alle volte niente.» «Dio mio!», fece il professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Conosci», disse il Gilardoni, «la lettera che tuo padre ha scritto a tua madre?» Il tavolino rispose: «Sì». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ho domandato col pensiero s'Ella deve andare e il tavolino ha risposto "sì". (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mi ha detto che chiuderà un occhio e che passerai.» Luisa tacque, stette a guardar il fuoco meditabonda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Cosa non hai deciso?» «Se andrò all'Isola Bella.» «Euh! Che diavolo?» Lo zio Piero non la poteva neanche intendere una cosa simile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Siediti là.» Le additò il sedile in faccia, sotto la cappa del camino, lasciò le molle e disse con quella sua voce grave, onesta voce del cuore: «Cara Luisa, hai perso la bussola». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E tu, cara, hai cominciato a perderla da un pezzo.» Luisa trasalì. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Senti: mia madre ha perso dei figli, tua madre ha perso dei figli, ho visto tante madri perdere dei figli e nessuna faceva come te. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Andrò a dire a tuo marito che hai perduto la testa e che spero di andar presto anch'io a trovar la povera Maria.» Mai nessuno aveva udito dal labbro dello zio Piero una parola tanto amara. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli ammirava patriarcalmente, senza finezze di senso artistico ma con calor giovanile, con sincera enfasi di voce, da vecchio che ha vissuto castamente, che non ha sciupata la freschezza del cuore, che conserva una certa innocenza d'immaginazione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'ultimo tratto del viaggio è fatto in silenzio: lo zio sta a guardar Pallanza che si allontana e Luisa ha fissi gli occhi sull'Isola che s'avanza, non vede altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ecco», disse lo zio Piero entrandovi un momento dopo, «questa va bene per voialtri.» Luisa domandò sottovoce all'albergatore se non si potessero avere tre camere invece di due. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Non vedi che hai l'alcova come a casa?» Non gli veniva in mente, all'uomo patriarcale, che per Luisa la sola vista di quell'alcova fosse un tormento. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Penso», riprese, «alla lettera che t'ho scritto subito, appena ritornato a casa e alle tre parole che mi hai detto il giorno dopo, a Muzzaglio, quando gli altri ballavano sotto i castagni e tu mi sei passata vicina per andar a prendere il tuo scialletto che avevi posato sull'erba. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ti ricordi che nella discesa t'ho dato il braccio e che c'era chiaro di luna?» «Sì.» «E ti ricordi che ho fatto uno sdrucciolone prima di arrivare al ponte e che tu mi hai detto: "Caro signore, tocca a Lei di sostenere me"?» Luisa non rispose, gli strinse la mano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Finalmente gli riuscì di metter fuori queste parole: «Le dirò che hai promesso… ». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vi è un legato solo, la spilla di mio padre che hai tu, per lo zio Piero; e vi è il nome della persona cui devo le mille lire. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aveva sempre pensato, dopo la morte di Maria, che il Libro del Destino nulla potesse più avere di nuovo per lei, che certe intime fibre del suo cuore fossero morte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vengano qui se vogliono vederlo bene.» Lo zio sapeva di non avere occhi bastantemente buoni e sedette sul primo sedile che trovò sotto gli strobus, posto a ridosso di una macchia di bambù e fiancheggiato da due altre macchie di grandi azalee. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sotto a quella caricatura un bello spirito ha scritto: Medio – evo, con un gran punto esclamativo.
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Federico Berecche ha tentato in prima di tener testa, rinfacciando ai furibondi avversarii i torti e le offese della Francia.
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Un’urlata generale gli ha troncato in bocca la citazione.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Con tali e simili argomenti la neutralità dell’Italia è stata difesa; così calorosamente, che alla fine ha dovuto arrendersi e non ha piú osato fiatare.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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– Ma almeno armiamoci, perdio! – ha tonato Berecche esasperatamente, levando le pugna pelose.
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Tuttavia, jersera alla birreria non ha piú osato difendere i Tedeschi dalle terribili accuse dei suoi amici.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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E Berecche ha avuto quasi la tentazione di scaraventargli un pugno in faccia.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Subito Berecche ha fissato nella sala un tavolino e tre sedie da cui si levavano gli avventori.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Li ha fissati a lungo, avvertendo di punto in punto sempre piú, per quelle tre sedie vuote e quel tavolino abbandonato, una strana malinconica invidia.
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Se n’è distratto con un profondo sospiro, allorché un altro degli amici ha preso a dire:
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Ma Berecche – metodo, metodo, metodo tien duro, e ha rinnovato l’affitto per tre anni.
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Ahi ahi, ha una gran paura Federico Berecche che ormai non gli verrà fatto di mutare, neanche a lui piú, nel fondo del cuore, qualunque cosa sia per accadere nel tempo che ancora gli avanza.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Già, sì! Carlotta, la figliuola maggiore, ha lasciato da un anno i corsi universitarii perché s’è fidanzata con un
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– Oh bestione, sono tanti! sono tanti! E tu contavi di sbrigarti in due zampate! Hai sbagliato! Non hai visto niente; non hai vinto subito; ti sei buttato così a terra puntando le gomita di qua e di là; potrai resistere a lungo? oggi o domani ti smoveranno, ti slogheranno, ti faranno a pezzi! –
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Margherita, la cechina, occhi per vedere come piangano gli altri, con quali aspetti (un aspetto, quello di Gino, fidanzato della sorella, che chiama anche lei Gino, non sa neppur come sia), occhi per vedere, no, ma per piangere, sì, li ha ancora; e piange in silenzio, lagrime che ella non vede, che nessuno vede, là nel suo cantuccio, appartata.
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ma sì, quello del padrone che manda a scudisciate gli schiavi dove gli pare e piace! Ma chi ha mai riconosciuto all’Austria il diritto di tenere sotto di sé Trento, Trieste, l’Istria, la Dalmazia? Se lei stessa, l’Austria, sa di non averlo questo diritto! Sì, tanto è vero che fa di tutto per sopprimerci, per cancellare ogni vestigio di italianità da quelle terre nostre! L’Austria, sì, lo sa; e voi no, voi che la lasciate fare! E ora di fronte a una guerra che subito, dal principio s’è presentata come volta ai danni nostri, contro gl’interessi nostri, ora la neutralità, è vero? il partito da prendere, e non le armi per la liberazione nostra e la difesa di quegli interessi, là appunto dove prima l’Austria ha cominciato a minacciarla?
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E Berecche, dopo questa sfuriata, scappa a rinchiudersi nel suo studio, tutto sconvolto e tremante della violenza che ha dovuto fare a se stesso.
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ecco qua: ora, ogni mattina, la moglie – anche questo! – appena la serva ritorna dalla spesa giornaliera, lo investe, domanda conto e ragione a lui di tutti i viveri rincarati – di tanto il pane, di tanto la carne, di tanto le uova – come se la avesse voluta lui, mossa lui, la guerra! Col cuore esulcerato, con la rovina dentro, gli tocca anche d’affogare in tutte queste volgarità della moglie, che per miracolo non lo vuole anche responsabile del pericolo a cui Faustino è esposto, d’esser chiamato prima del tempo sotto le armi e mandato a combattere, se l’Italia sarà anch’essa trascinata in guerra! Non rappresenta forse la Germania, lui, in casa; la Germania che ha voluto la guerra?
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Ah, Germania infame, infame, infame! Non ha previsto neanche male, questa tragedia nel cuore di tanti e tanti, che in Italia e anche in altri paesi, con così duro sforzo e amari sacrifizii, soffocando tanti sbadigli, ingozzando tanta roba indigesta, erudizione, musica, filosofia, s’erano educati ad amarla e a far professione di questo
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Piú nefandi peccatori per lui sono certo quegli altri che hanno osato chiamar Dio a proteggere la marcia e la carneficina dei loro eserciti e il segno della divina protezione hanno osato vedere ed esaltare nelle atrocità delle loro vittorie Egli non ha detto piú nulla; con orrore ha ritratto la mano, che altri voleva levata a benedire questa scelleraggine mostruosa; e s’è chiuso nel dolore che l’uccide.
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Berecche le ha cacciate via, furente, ha gridato loro in faccia di non volersi muovere perché di quel mascalzoncino là non gliene importa piú nulla, non lo considera piú come suo figliuolo, e se l’hanno calpestato, ferito, arrestato, piacere, piacere, piacere.
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1 legge a tutto quanto l’universo, imporgli la loro ragione, il loro sentimento, il loro Dio, il piccolo Dio nato nelle animucce loro e ch’essi credono creatore di quei cieli, di tutte quelle stelle: ed ecco, se lo pigliano, questo Dio che ha creato i cieli e tutte le stelle, e se lo adorano e se lo vestono a modo loro e gli chiedono conto delle loro piccole miserie e protezione anche nei loro affari piú tristi, nelle loro stolide guerre.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Se nei cieli si sapesse, che in quest’ora del tempo che non ha fine questi milioni e milioni d’esseri impercettibili, in questo striscio di tenne barlume, sono tutti quanti tra loro in furibonda zuffa per ragioni che credono supreme per la loro esistenza e di cui i cieli, le stelle, il Dio creatore di questi cieli, di tutte queste stelle, debbano occuparsi minuto per minuto, seriamente impegnati in favore degli uni o degli altri.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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1 della ferocia che ha spezzato sul meglio, d’un tratto, la loro giovinezza, i loro affetti, tutto per sempre, come niente! Nessun cenno.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Questa è guerra di mercato: guerra d’un popolo bestione, troppo presto cresciuto e troppo faccente e saccente, che ha voluto aggredire per imporre a tutti la sua merce e, bene armata e azzampata, la sua saccenteria.
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Faustino è a letto, con le coperte tirate fin sotto il naso; ma ha gli occhi sbarrati nel bujo della cameretta, accesi ancora e brillanti di sdegno.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Teutonia, la primogenita, che la madre finché la ebbe con sé chiamò sempre Tonia, come del resto lei stessa ha voluto sempre esser chiamata dalle due sorelle piú piccole e dal fratello e poi anche dal marito, è da tre anni fuori di casa, sposa del signor Livo Truppel, ottima pasta d’uomo, alieno dalla politica, oriundo svizzero tedesco, ma ormai non piú svizzero e tanto meno tedesco.
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E rimasto perciò propriamente come uno che caschi dalle nuvole, l’altra sera, allorché, uscito sulla strada per abbassare la saracinesca, s’è vista addosso una grossa frotta di dimostranti, la quale, passando come un uragano, s’è avventata contro la sua bottega di orologiajo e gli ha fracassato in un batter d’occhio insegna, sporti, vetrina, ogni cosa.
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Orbene, questo fatto, che per il pacifico signor Truppel ha avuto l’importanza di un semplice malinteso tra lui e la popolazione romana, a causa del suo cognome tedesco (malinteso deplorevole, sì, ma da non farne poi un gran caso), certamente non sarebbe stato cagione di gravi dispiaceri in famiglia, se il fratello non avesse riconosciuto tra quella frotta di dimostranti Faustino, il suo piccolo cognato.
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Il fratello, bisogna dire la verità, non gli ha imposto d’abbandonare la moglie e il tetto coniugale per seguitare a convivere con lui in una casa a parte.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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No, ma ha preteso e si è fatto promettere e giurare che almeno non avrebbe rimesso piede mai piú nella casa del suocero e che se il suocero verrà qualche sera da lui a visitare la figliuola egli, ove non riesca lì per lì a trovare una scusa per andarsene fuori di casa, oltre il saluto non gli rivolgerà la parola e, dopo il saluto, sputerà in terra: così!
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Il signor Truppel ha guardato afflittissimo per terra lo sputo del fratello, ed è stato lì lì per cavare di tasca un fazzoletto per andare a pulire.
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– No! no! sputare in terra – gli ha gridato il fratello, – sputare in terra.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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E ha sputato di nuovo.
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Santo nome di Dio benedetto! Se non sa sputare, lui, se non sputa mai neppure nel fazzoletto, da quella brava persona che è! Sì, sì, va bene: il signor Truppel ha promesso, giurato, per placare il fratello; ma, passato il primo momento, si sa che valore hanno certe promesse e certi giuramenti anche per coloro a cui sono fatti.
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spazzare? Le ha strappato di mano la scopa e l’ha inseguita per dargliela in testa! Ha lanciato per aria guanciali, coperte, lenzuola dai letti che quella s’era messa a rifare; dalla tavola da pranzo ha strappato la tovaglia con tutto il vasellame apparecchiato: un fracasso di piatti bicchieri bottiglie, in frantumi, giú a terra...(Pirandello - Berecche e la guerra)
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– E guai se non ragionassi almeno io, qua dentro! Le hai vedute, le hai sentite, quelle due furie? La colpa è mia! Via, dimmi anche tu, dimmi anche tu che la colpa è mia! Mi faresti piacere, sai? Mi rialzerei di piú in mezzo a tutti questi pianti, in mezzo a tutti questi strilli, con l’orgoglio d’esser certo che io solo ho la mia ragione ancora qua! qua! qua! –
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– sai che vuoi dire? – vuoi dire frenare, frenare, soffocare, se occorre, i sentimenti naturali, di padre, di figlio, tutti i sentimenti naturali, che non vogliono aver legge! Hai capito? Frenare la natura che insorge contro la ragione.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Hai capito? Ma mi sono ravveduto subito; ho compreso che la vera disciplina per noi doveva consistere nel soffocare anche questo sentimento di lealtà; e l’ho soffocato! E sono arrivato anche a riconoscere che la Germania ha agito sconsideratamente, capisci, che la Germania ha sbagliato, che la Germania ha perduto la testa...(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Era disciplina per noi l’alleanza con l’Austria! La Germania l’ha spezzata, perché, dichiarando una guerra, doveva capirlo che noi, con l’Austria, non potevamo essere piú; non solo, ma dovevamo per forza esser contro l’Austria! A questo ero arrivato! E anche a pensare che se ci saremmo mossi anche noi, e il mio figliuolo, o perché chiamato prima del tempo sotto le armi o perché spinto da un sentimento, a cui io allora non avrei saputo oppormi, sarebbe andato volontario alla guerra, ci sarei andato anch’io, anch’io così come mi vedi, volontario, a cinquantatrè anni e con questa pancia, ci sarei andato anch’io! Ma ora, questo figlio, eccolo qua, vedi? s’è voluto mettere contro di me! ha inteso di mettersi contro di me! E perché? Perché, come tutti gli altri, non conosce la disciplina della vita! E contro di me ha messo questa povera madre e la sorella; e spaventati, Fongi, ora sì, spaventati: contro di me ha messo anche me stesso! sì, perché c’è anche un padre in me che piange, e a cui io, che conosco la disciplina della vita, sono costretto a gridare: – «Va’ là, buffone, non piangere, perché tu hai torto di piangere!» – Piangano gli altri! io non piango, non piango piú, neanche se m’arriva la notizia, vedi’ che è morto! Non solo; ma ti dico questo, e te lo dico forte, perché lo sentano anche di là, quelle due furie che vorrebbero impedirmi di ragionare, venendo qua a gridarmi che vogliono da me il fratello, il fidanzato, come se io fossi pazzo come loro; ti dico questo: che adesso io sono di nuovo per la Germania, sì, sì, te lo dico forte, per la Germania, per la Germania, che avrà commesso una pazzia, anzi l’ha commessa di certo, ma vedi che spettacolo offre ancora a tutto il mondo? Se l’è concitato contro e lo tiene a bada tutto il mondo! Impotenti tutti contro lei potente! Che spettacolo è questo! E volete abbatterla? distruggerla? Chi? La Francia, fradicia, la Russia coi piedi di creta, l’Inghilterra? E valgono forse piú di lei? Che valgono di fronte a lei? Niente! Niente! Non la vince nessuno! –
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Ha una notizia con sé, una notizia che si tiene in corpo fin dal suo arrivo e che, assalito da tanti pianti, da tanti strilli, non ha trovato ancor modo di metter fuori.
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So l’affetto che Ella ha per mio padre e mi rivolgo a Lei per pregarla di recarsi da lui, appena riceverà questa mia, ad annunziargli ciò che del resto forse a quest’ora avrà indovinato, e lascio immaginare a Lei con quale sdegno e con quanto dolore.
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Ha paura degli antichi padroni, e ha paura di mettersi a servizio di nuovi che dalle agenzie di collocamento, dette Ambasciate, la richiedono e le fanno pressanti esibizioni.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Molte cose belle, lo so, e molte cose grandi e gloriose sono in questa casa antica, di cui la povera signora decaduta ha fatto una locanda; ma vi son pure cose tristi e una grande miseria, specialmente nell’anima dei figli di questa signora, nati servitori.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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La mamma li ha educati alla prudenza, alla tolleranza, a far le viste di non capire, di non sentire; a prendersi anche in santa pace, se capita, uno schiaffo per mancia, rispondendo con un bell’inchino; – Grazie, signore! – ; li ha educati a portare con disinvoltura tutte le livree come l’abito a loro piú proprio, a spazzolare con disinvoltura dalle falde di ciascuna l’impronta dei calci ricevuti, e a star bene attenti nel fare i conti, che spesso, ahimè, povera mamma, le sono venuti sbagliati a suo danno.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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La sera, quando il guardiano della villetta ha spento la luce della scala e il giardino resta al bujo, Berecche, guardingo, rabbuffato, col capo insaccato nelle spalle, riapre il portone, che quello ha chiuso or ora, e lo chiama:
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– Perché il Governo ha fatto già presso tutti i mercanti la requisizione...(Pirandello - Berecche e la guerra)
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E poi a Fongi ha fatto una dimostrazione così lampante di essere nel possesso della sua ragione e gli ha gridato con tanta violenza ch’egli è di nuovo, tutto, per la Germania...
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il cuore da un pezzo non gli batte piú in regola; ha il cuore stanco, e spesso il capo così greve...(Pirandello - Berecche e la guerra)
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– Ma lo sa lei che, se avevo il frustino, non cascavo? –
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— Non forse. Bisogna che sia, bisogna che sia! È orribile quel che fate, Isabella: non ha alcuna scusa, alcuna discolpa. È una crudeltà quasi brutale, un'offesa atroce al corpo e all'anima, un disconoscimento inumano dell'amore e d'ogni bellezza e d'ogni gentilezza dell'amore, Isabella. Che volete voi fare di me? Volete rendermi ancor più disperato e più folle? (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Le parole erano come faville fulminee che si partissero non dalla bocca senza respiro ma dall'apice del cuore lottante. Il vento le rapiva e le mesceva all'immenso vortice di polvere alzato nella traccia spaventosa. Parevano non avere la figura del suono ma quella dell'ardore, disumanate dalla brevità nella luce, dalla solitudine nello spazio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella si vuotò di dolcezza, si fece tutta vacua e lieve come se un'aria calda circolasse nella concavità delle sue ossa prive della midolla insensibile; e un gemito sommesso, quasi una implorazione senza suono, accompagnava quel miracolo. Ma, quando si sentì distrutta sino al fondo, volle rinascere; e scosse un poco il capo per allentare la presa e liberò dalle labbra le labbra e le riattaccò sovrapposte per avere quel che aveva donato.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ma tu hai una torpedine da corsa e io ho una testuggine di palude. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Che hai nei denti?
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Hai un piccolo taglio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Riconosco, riconosco. Non avevo in questi armadii le mie più belle vesti? Non erano tappezzati di velluto crèmisi i miei stipi?
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— Eri anche allora la più elegante dama d'Italia — disse egli adulando la giovine donna come soleva. — Oggi hai per rivali Luisa Merati, Ottavia Santeverino, Doretta Ladinì; allora gareggiavi con Beatrice Sforza, con Renata d'Este, con Lucrezia Borgia (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Perfino Francesco I ti chiese qualche veste da donare alle sue donne; e Lucrezia Borgia, la tua rivale, dovette rivolgersi a te per avere un ventaglio di bacchette d'oro con piume nere di struzzo, dopo aver cercato invano d'imitare quella tua «capigliara» a turbante che porti nel ritratto tizianesco. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Avevo i capelli che ho, castagni?
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— Più belle ora: ti si sono smagrite e allungate. La destra dipinta dal Vecellio, con l'anello nell'indice, ha fini le dita ma un po' grasso il carpo (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— La bellezza non ha pietà di noi? non ci dà tregua?
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Hai veduto l'ornitoptero di Adolfo Pado?
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E ciascuna macchina aveva in sé il suo fabro come il ragnatelo ha il suo ragno, indissolubile.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Né anche per sogno. Hai guardato l'amica di Roger Nède? È una Cretese escita or ora dal simulacro vaccino ed entrata in una spoglia serpentina di «chez Callot». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Hai mutata l'elica?
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È il fratello di Paolo. Ha i denti piccoli e puri come quelli d'un bimbo. Non voglio più piangere. Mi potrei consolare? Qualche volta nasce un soffio e ci porta il nostro vero destino. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ah, forse Paolo è già partito. Non bisogna temere per lui. Perché? Moriranno della stessa morte! Non è dolce Paolo per Isabella in questi giorni, oh no. Che m'importa? Che mi giova? Non voglio più sapere, non voglio più vedere. Ha gli occhi lionati. Che penserà di me? Sono venuta da Madura, con l'indovino che mastica le foglie di betel.... Ah, non è vero. Il mio cuore non è qui. Per andarmene, gli stringerò la mano? Dopo, mi cercherà? Mi vorrà rivedere? La luce mi fa male, la folla mi fa male. Potrei rimaner qui, sedermi su una di quelle brande per aspettarlo, con un libro di miniature.... Vanina vana, piccola Indiana impastoiata!»
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— Una rosa perduta, una rosa ritrovata! Chi La manda a me? Veramente viene di Madura? Ha fatto tanto cammino? È la prima volta che porto un fiore nel cielo. Crede che sia leggero? Forse pesa quanto un doppio destino. Lo porterò in alto, in alto. Le prometto che lo porterò oggi a un'altezza non raggiunta mai da me né da altri, sopra le nubi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«La rosa di Madura, la rosa ritrovata! È la prima volta che porto un fiore nel cielo. Dove sarà la piccola Indiana olivigna? Forse mi guarda, forse ha paura, forse la sua dolce anima trema nella sua cintola azzurra, sotto il cappello inghirlandato. Che strana visita! La rivedrò quando sarò disceso? la incontrerò più tardi? Paolo troverà ancóra un pretesto per tenermi lontano.... La rosa gialla di Madura! La porterò in alto, in alto». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Non più! Hai vinto».
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— È morto? Respira? È schiacciato? Ha il cranio aperto? stronche le gambe? rotta la schiena?
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Hai forse un poco di febbre?
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— Vuol esser solo. Ha congedato quelli che s'erano offerti di far la veglia d'onore per turno. Ha dato ordini brevi ai suoi meccanici. Ha fatto calare la barra. Quando io gli parlavo, mi guardava come se non m'avesse mai conosciuto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Uno strillone brutale, sotto la sua finestra, all'alba, nel dormiveglia. Prima frantenderà il nome; poi l'anima sola, più desta della povera carne, ascolterà. Non crederà di avere inteso; ascolterà ancóra quella voce più lontana, che sarà rauca d'acquavite. Nell'intervallo udrà cantare la rondine sotto la gronda, come negli altri mattini. Senza sangue, senza respiro, vuota di tutto, nel buio della stanza, con gli occhi sbarrati, vedrà lo spavento del giorno entrare per le fessure.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Va, ripòsati anche tu, Aldo — disse teneramente al fratello, porgendogli la gota. — Anche tu hai l'aria d'essere molto stanco. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Oggi le avevo alla mia cintura. Sono entrata là, mentre mia sorella era con voi; sono entrata all'improvviso, non so perché, nel vento dell'elica. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Parlavamo di voi, ed egli mi ha detto quel che l'indovino di Madura aveva presagito: a entrambi la stessa morte. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ha detto che quella mi somigliava. È vero? Ha chiuso gli occhi per rivederla viva; li ha riaperti per rivederla più viva. Io ero dinanzi ai suoi occhi. E m'ha detto che, quando quella si mosse, una rosa le cadde giù pel suo panno azzurro. È vero?
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— Ed egli l'ha presa e m'ha detto: «Veramente viene di Madura? Ha fatto tanto cammino? È la prima volta che porto un fiore nel cielo. Crede che sia leggero? Forse pesa quanto un doppio destino. Lo porterò in alto in alto». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Almeno lo stelo è ancóra là, forse — disse la vergine oscura sommessamente. — Chi sa chi primo ha messo le mani sopra lui!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, no, non farete questo! Vi supplico, vi supplico, per quel capo spezzato, per quel viso senza sangue, per quelle labbra che non vi hanno detto addio! Ah, giuratemi che non lo farete! Ascoltatemi! Io non son nulla, non sono nulla per voi; ma la sorte ha voluto che io raccogliessi l'ultimo suo sorriso, l'ultima sua dolcezza. Che questo mi valga, che questo solo mi valga, non per esservi cara ma perché non vi sdegniate se oso supplicarvi. Ascoltatemi! Ho l'orrore dentro di me. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Anche tu non hai sonno. Che facevi, Morìccica?
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— Come hai cantato oggi!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non mostrare di frantendere. Tu hai capito quel che volevo dire. Hai cantato quel tremendo _Vom Tode_ di Beethoven come se, abbandonando la carne, tu dicessi le novissime parole all'anima tua e a tutte le anime in ascolto. La tua voce era sopra un abisso. Stavo pensando a quel che potrebbe essere il _Säume nicht, denn Eins ist Noth_ se tu lo cantassi sul ciglione delle Balze in una notte stellata. Chi sa chi ti risponderebbe di giù!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Che viso hai fatto, Morìccica! — disse, dandole quel nomignolo di selvatico sapore ch'egli aveva inventato per vezzo. — Non eri ancóra compiuta. C'è qualcuno che ci scolpisce da dentro. Colui in questi giorni ha dato gli ultimi colpi alla tua figura. Tu mi commuovi ogni volta che ti guardo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Oh, il più infiammato libro d'amore! Le poesie spirituali di Jacopone. Dove hai preso questo?
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— Due cose belle ha il mondo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Leva il viso. Guardami. Parla. Non avere onta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Una collera sorda lo strinse. «Perché dei due compagni la sorte ha abbattuto quello inoffensivo? Perché non ha spezzata la schiena all'altro?» L'imagine maschia lo urtò nel mezzo del petto come quando là, sul poggiuolo in vista della palude mantovana, egli aveva veduto tra i denti forti il filo di sangue. Risospinse la sorella, si levò; camminò per la stanza portando un viluppo enorme di mostri sul passo elastico dei suoi piedi nudi nei sandali di sparto. S'appressò al davanzale, si sporse, bevve la frescura, l'ombra violetta, il profumo della magnolia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Due cose belle ha il mondo — diceva l'adolescente — ma una terza è la loro divina sorella. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Guarda — diceva l'adolescente pieno di sogni. — Guarda. Tutt'e tre sonavano istrumenti, facevano concerto. Ma la prima ha perduto il suo doppio flauto, e soltanto lo spazio per la stretta è tra le due braccia in atto di tendersi. La terza forse toccava la lira; ed ora è senza lira e senza effigie, divenuta simile al suo scoglio, simile a un sasso scolpito di pieghe sterili. Fra l'una e l'altra è quella che soffia i suoi spiriti nelle sette canne di Pan disposte in forma d'ala d'uccello. Guardala: è intatta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vana, credi tu che Ulisse sia legato all'albero? Ha le mani dietro il dosso, come tu suoli quando canti; ma un eroe non può essere legato come uno schiavo. Se in tutta la sua vita travagliosa egli ha inseguito quelle tentatrici per tutti i mari, come può temere di ascoltarle? Non ha vincoli: le mani incallite nelle opere e nelle lotte egli le cela per inutili, poiché vive d'una vita in cui l'azione non ha significato alcuno. Ora comprendo. Un istinto misterioso, quando tu canti, quando tu sali alla tua vita vera, ti compone nella medesima attitudine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Chi parte, non piange; chi resta, non piange. Si guardano fissi, con la mano nella mano; si accomiatano senza parole, presso il limite sepolcrale. E il testimone alato non è se non la divina Tristezza; perché la Tristezza è la musa etrusca, è quella che accompagnerà per le vie dell'esilio e dell'inferno un grande Etrusco colorato dalla bile atra. Non hai mai pensato che Dante ha ripreso l'arte dei dipintori di vasi e l'ha ingigantita col suo polso strapotente? Quasi tutta la prima cantica non è di figure rosse su fondo nero, di figure nere su fondo rosso? Taluni suoi versi non li vedi rilucere di quel nero metallico che hanno certi fìttili? E le sue Ombre non sono simili ai Vivi, come i Mani scolpiti in questi alabastri?(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Pergolese ha poco cuore. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Gli Arabi dicono di lui: «Ha le labbra tanto dolci che saprebbe poppare le leonesse». Mentre suona, le sue braccia ondeggiano e tutto il suo corpo ondeggia come nel principio della danza. A poco a poco s'accende. Le sue palpebre dipinte si riempiono di passione e di voluttà. È l'emulo dell'usignuolo prigioniero nella gabbia d'aculei: grida e si spegne, gorgheggia e sospira, ha una gola di ruscello e un cuore di fiamma. Nessuno più fiata intorno. Le tazze restano piene e fumano. Sotto l'arco della porta le stelle sono così larghe che sembra si sieno appressate per ascoltarlo.... Ah, va, cercalo, e conducimelo, Aini! Danzerò per te. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli aveva fermata la carezza sul fùsolo della gamba, senza più scorrere; ché il suo piacere s'avvelenava. Il suo amore era aizzato come la fiera nel serraglio, con la punta rovente. Il suo desiderio gli faceva male come se una malvagia droga glie lo eccitasse affocandogli le reni. Egli ora sentiva l'immensità dello spazio intorno, la purità del vento, l'incenso dei boschi salubri, tutta la forza dell'Estate; ed era come un uomo infermo su un inquieto guanciale i cui orli angusti gli limitavano il mondo. Egli posò il capo su le ginocchia distese della sua tormentatrice; e sorrise. L'odio insorto in lui diceva: «L'ora era deliziosa, l'ora del tuo breve sopore quando tu ti lasci addormentare dalla mia carezza cauta, quando fingi di non svegliarti se ardisco di più. Perché a un tratto mi scrolli? È vero, tu fai uno dei tuoi giuochi puerili, sogni uno dei tuoi sogni colorati. Ma conosco omai la tua arte. So come con l'angolo della bocca avveleni la parola che hai scelta. È come se una piccola bolla di saliva vi apparisca. Vuoi ch'io pensi che l'effeminato dalle palpebre dipinte una notte ti piacque?(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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I miei piedi sono d'avorio oggi. Vedi. Allora avevo preso l'abitudine di farmeli miniare con l'henné; e i calcagni arrossati dal minio somigliavano due mandarini. Poveri piedi tristi!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La sua novità emergeva dal suo passato come la sirena dal sale amaro, arcana, quasi ne fosse ancor stillante. Il più impreveduto dei suoi gesti pareva avere attraversato un elemento oscuro per manifestarsi, aver mosso dietro di sé un'onda cupa di desiderio per volgersi al desiderio di quell'uno. Tale dei nostri Antichi chiamò alchìmia il liscio delle donne. Anch'ella amava rilevare col nero e col rosso la freschezza dei suoi venticinque anni; e sempre poneva il lutto alle palpebre intorno alle iridi chiare, e talvolta insanguinava di non natìo cinabro la bocca.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E un cinguettare improvviso la sorprese. Si avvicinò alla finestra. E il cinguettìo era così vivo che pareva fosse dentro la stanza, di qua dal davanzale. Ancor più s'avvicinò, guardinga, con l'occhio teso, cercando d'indovinare l'origine del suono. Egli ora le vedeva il collo nudo, i capelli partiti su la nuca in due trecce attorte e fermate dalle forcine per modo che aderivano alla forma del piccolo capo. E uno straordinario turbamento lo vinceva allo spettacolo nuovo di quella vita che viveva dinanzi a lui testimone occulto. Desiderava ch'ella si volgesse; perché credeva che, sapendosi non guardata e sola, ella dovesse avere il suo volto di riposo con tutte le linee ricomposte e tranquille o il suo volto di Medusa pietrificante. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella si sporse dal davanzale e guardò verso la gronda, ma non v'era nido. Il cielo le toccò la faccia supina con un chiarore tra d'argento e di viola. Dietro il suo busto sfondava il mare perlato. Ella fu come l'imagine della giovine Sera a cui sta per brillare in fronte il primo pianeta mentre ella ha sorpreso nel cavo delle sue mani azzurrine la rondine tardante per rilasciarla cangiata in pipistrello. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Perché hai fatto questo? Perché mi fai questa paura?
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Hai le labbra fredde. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— È piccola ma ha il cuore forte. Vuoi sentire?
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— Parla. Che hai oggi, Aini?
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— Ah, che grinta dura tu hai oggi! Tutt'osso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli era serrato nell'ostilità nell'invidia e nel sogno. Vedeva il Canale color d'acciaio tra le coste frastagliate a picco; e dietro l'astro dell'elica, dietro il ventaglio dei tre cilindri, l'eroe solo, con la sua segreta di panno bruno, con la sua tunica azzurra d'artiere su la cinta di salvamento, col suo profilo aquilino di Franco che ha abbassato la fràmea, paralo la bocca dai baffi come da una baviera. Si ricordava d'averlo veduto a Montichiari, d'avergli parlato. Si ricordava della mascella robusta, dei pomelli saglienti, della ciocca ritrosa sul mezzo della fronte rimasta pallida nel volto rossastro. Anche si ricordava della donna semplice e possente che gli stava accanto, esule dal focolare, nella tettoia come sotto una trabacca di guerra, simile a una moglie di leudo che tralasci di riporre il lino nei forzieri e di distribuire la lana alle serve per brandire la mezzapicca e la francisca, attenta a incantare il pericolo con la forza di quel sorriso che le scopriva tutti i denti sani e le scavava nelle gote due fosse fonde. «La torpediniera è rimasta indietro, non è più visibile.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non hai in mente quella deliziosa favola salmastra di Gabriele d'Annunzio? Ebbene io sono Ornìtio. Quando la testa di Dardi Seguso cadde sotto la scure dell'uomo rosso, io la raccolsi sanguinante e m'involai seguita da tutte le mie rondini verso il mare. La portai fino al Tènaro, alla soglia di Dite, nel territorio della Serenissima tuttavia, perché in cima al promontorio i Veneziani avevano costruita con le pietre di Sparta una torre quadrata contro i Turchi. Piegai gli asfodeli. Trovai Euridice. Le lasciai cadere il teschio nel grembo per ingannarla.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Son tornato. Più d'una volta ho dormito là, alla foce, su la lama di sabbia; ma non m'hanno sorpreso i marinai, non m'hanno legato coi vimini. In memoria del maestro vetraio, son tornato spontaneamente all'amore dell'uomo. Hai anche tu intorno al collo un filo di scarlatto, che non si vede, Paolo Tarsis. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— No, Lunella, no. È l'ora del tuo pranzo. Sii buona. Miss Imogen è già là. Troppe cose in un giorno. Oggi hai avuto tanta musica. E vedi come ti riduci? Hai ancóra il singulto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Perché hai pianto?
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— Non vedi che Tiapa ha sonno?
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— Non vedi che ha una gamba rotta?
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_t'ingolla: ha un gozzo enorme._
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— Mi fa orrore — rispose l'adolescente. — Quando penso alle Balze, mi sembra che non vi sia in terra solitudine più sola. Quando le guardo e le ascolto, sento che qualcuno le abita, non so quale vita avviluppata e aspettante. Se io cadessi, credi tu che il mio corpo sarebbe ricevuto dalla creta e dal sabbione? Chi ha mai guardato veramente sino al fondo? La pupilla non resiste. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vedi? vedi questa piccola porta, Aldo? È stretta, come quella di Mantova, come quella delle Pause, dove dicesti: «La canzone che non canterai, Morìccica». Te ne ricordi? Non ha i dischi di marmo nero; ma hai tu mai veduto un'edera più nera di questa?
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— Ne hai preso uno anche tu, quest'anno, Attinia?
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— Non eri mai entrato qui, Aldo. Eppure te ne ricordi. Sono certa che te ne ricordi. Siamo ancóra nella Reggia d'Isabella, siamo nel Paradiso. La voragine ha inghiottito i giardini, la canicola ha prosciugato la palude, l'oro e l'azzurro sono distrutti. Sono rimasti i ragnateli, si sono moltiplicati, non vedi?, tremano dovunque. Un ragno ha presa l'ape. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Questa ha il becco più stretto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ha scritto al maestro di casa che prepari la villa. È fidanzata. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Sei certa? Hai veduta la lettera?
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Hai tanta paura? — disse. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Dove hai scavato questo scarabattolo?
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— Vedi: il pettine è un poco rugginoso e al cilindro manca qualche punta. Se tu sapessi quante volte m'insanguinavo le dita contro queste punte, quando il cilindro s'incantava! Avevo sei anni quando trovai questa scatola in un ripostiglio. Doveva esser là dal tempo di Nonna Diana, fabbricata a Vienna verso il mille ottocento cinquanta. Chi può dire perchè una vecchia cosa meccanica ci diventi amica, si leghi a qualche fibra della nostra vita intima e non possiamo mai separarcene senza temere di far morire un po' di noi stessi? Vedi: qui c'è una specie di doppia aletta imperniata che, quando si carica, si mette a girare vertiginosamente e fa quel ronzìo di vespaio, prima che la sonatina incominci. Era l'aura dei miei sogni puerili. Anche ora non posso udirla senza un certo ondeggiamento del cuore. Per nessuna cosa ho avuto il sentimento della proprietà come per questo scarabillo (è il nome che gli diedi, non so perché).(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'ho difeso contro Vana, contro Aldo, contro tutti. L'ho preferito a qualunque altro giocattolo. Tutta la mia fanciullezza è stata cullata dalla sua voce tintinnante, che non somiglia a nessun'altra voce. Chi ha composta la sua musica? Chi può riconoscere una di queste piccole danze? Mi ricordo che sul coperchio c'era ancóra un frammento del cartello che portava la lista delle sonatine. S'è perduto. Ci rimase per qualche anno. Ci si leggeva soltanto: _La pavane lacrymée_. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— L'ho portato sempre con me, il mio scarabillo. Qualche volta lo lascio dormire in fondo a un baule o a un tiretto per mesi e mesi. Poi lo risveglio. E m'incanta e mi culla ancóra. Mi ricordo che quando ero bimba facevo gighe e volte e sarrabande, sola sola, intorno alla scatola posata per terra. Ma come mai stasera lo scarabillo della mia innocenza ha accompagnato la danza della mia perdizione, Aini?
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— Dove hai preso quest'odore di gelsomino? Stordisce. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Senti, — diceva ella con quella voce che attenuandosi creava l'increato — sono freschi? Piove piano su i gelsomini, contro il muro che conserva il calore del sole. Una gocciola basta a riempire il cuore d'ogni fioretto bianco; e non è più una gocciola di pioggia ma d'essenza, d'essenza forte come quella che i profumieri estraggono in Chiraz, in Ispahan, nei paesi che tu hai veduti, che tu hai in fondo a questi occhi che per ciò sono come due turchesi, due turchesi malate di me, ora, molto malate di me, povero Aini!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Conosci gli amori di Leila e di Madschnun? Madschnun significa il Folle, folle in estasi di passione. Vuoi che ti chiami così? Una gazzella s'era impigliata nelle reti. Madschnun la vide, accorse, la coprì di baci, le medicò le ferite, la trasse dai lacci, la accarezzò dal capo ai piedi, perché lo sguardo di quei grandi occhi teneri gli suscitava l'imagine di Leila; e le diede la libertà. Ora l'ho io, proprio la stessa, ma trasfigurata in Vergine da un pittore senese che si chiama Priamo di Piero. Te la mostrerò. Guarda con gli stessi occhi con cui ella guardava Madschnun. Ha un collo lungo lungo, un viso fine fine, un mento stretto come il muso del suo tempo selvaggio, le mani come le mie, con le dita disgiunte. Ma certo mi vince in gambe; perché, se si alza dal trono, chi sa dove batte l'aureola, quell'aureola d'oro che è come la beatitudine che il cielo persiano le poneva un tempo fra le due corna in forma di piccola lira. E porta una veste orientale, rossa broccata a garofani d'oro, che dev'essere una veste di Leila. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non hai mai fumato l'oppio o la foglia di canape, laggiù, in qualche porto oleoso?
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— Non la udimmo. Io non la udii, ché gli orecchi mi rombavano. Ma certo era là, e vide. Io non ci vedevo; avevo la vista annebbiata, quando mi distaccai. Ma mi parve che dietro di me ci fosse un fantasma, e mi volsi. E avevo la bocca tutta gonfia di quel bacio così lungo e così feroce. E Vana mi vide quella bocca. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ciascuno in uno specchio ha una follìa che l'atterrisce e l'attira. Vuoi andartene da me? Vuoi che ci separiamo domani? Vuoi che non ci rivediamo più?
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Il pànico le afferrava la vita, su quell'erta spaventosa, e la rivoltava. Un terrore cieco e subitaneo la faceva più bianca delle biancane sterili. Ed ella voleva dire: «Contro un muro scialbo le pazze sono sedute a cucire i ferzi delle lenzuola; e intorno gracidano le oche. I dottori hanno lunghi càmici, e l'aria indifferente.... Bisogna passare di là. Prima di giungere sul sagrato di San Girolamo si vede la Casa, di là dalla rete di ferro. Invece del cancello, c'è un telaio di legno, dipinto di rosso, con la rete di ferro, come davanti a un pollaio. Ah, tutto m'è presente. Poi s'entra fra due muri, e di là dal muro si rivede la Casa, si rivede il tetto.... E poi San Girolamo, la loggia, il convento, la mia cappella, la cappella degli Inghirami, quella del mio sposalizio. Le mie mani sono nella tavola di Benvenuto, lunghe, con un piccolo libro rosso. Ma Santa Caterina non è quella che somiglia alla malinconia di Vana, no: ha il manto rosso, e la ruota del martirio le è caduta ai piedi.... Fabbricano, fabbricano sempre, essi stessi; perché non c'è più posto. Il numero cresce ogni anno. Essi stessi portano la calcina, portano le pietre. S'intravede un muro fresco che s'alza. C'è l'odore di quella cosa nell'aria.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella aveva disposto che la stanza di Lunella fosse attigua alla sua. E l'uscio comune era aperto. Ma non giungeva di quel sonno alcun segno, non s'udiva respiro. Tutto era silenzio nella villa murata. Per la finestra aperta saliva l'odore dei gelsomini, l'odore delle tuberose, l'umidore del grande vivaio. A quando a quando la ventarola gemeva sul colmigno, per un soffio improvviso, e seguiva il gemito quel lungo mugolìo che sempre ha il vento nella campagna di Volterra, come se si generasse dai sepolcreti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ho sentito che tu hai detto a Chiaretta: «Parla piano». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non hai dormito punto?
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— No, piccola. Che hai detto? Perché sei infelice?
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— Certo, hai fatto una cosa brutta contro Vanina. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Raccontami. Vanina ha pianto?
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— Stamani è venuta prima che Miss Imogen mi facesse il bagno. S'è seduta accanto; ed era come quando mi racconta una novella, perché diceva: «Forbicicchia, povera Forbicicchia, sai che ci mandano via? sai che non possiamo più stare con Isa? Bisogna andare andare, prendere Tiapa e le forbici e un foglio bianco e niente altro, e mettersi in cammino, e andare coi nostri piedi, chi sa dove....» Era come una novella, e non pareva che dovesse finire in pianto. Ma a un tratto m'ha serrata forte, e ha gridato: «No, non posso, non posso. Ti porto via, ti porto via.» E singhiozzava, e mi bagnava i capelli, la faccia.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Così, così, tutto il male è finito. Non ho più nulla, non sento più nulla. Ecco, ora viene; e mi rivolta e mi solleva e mi prende su le sue braccia; e mi dice, come quella notte, mi dice: — Pace, pace, piccola buona. — E non si può rinascere da una parola, come si può morire d'una parola?» Tutti i ricordi della notte di giugno le colmavano l'anima, non lasciavano luogo ad alcun'altra imagine, dal sopore simulato alla fuga anelante, dall'arrivo su la brughiera alla visita funebre, dall'orrore del presagio al pianto mattutino. E pensava: «Per un'ora, per un'ora sola gli fui cara, per un'ora sola mi tenne presso il cuore; ma quell'ora non gli vale una vita intera? Mai mai l'altra gli potrà dare quel che io gli ho dato. Io lo so, egli lo sa. Dinanzi alla spoglia del suo compagno egli non poteva piangere, e io ho pianto dentro di lui; e quali lacrime! Stasera due volte mi ha guardato, con una tristezza ch'era come quella tristezza, con un segreto che era come quel segreto. Che vale la bocca insanguinata dell'altra, se tra due creature un tale sguardo può congiungere la morte e la vita?» Allora il suo amore le gonfiava le vene come un orgoglio onnipotente.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— T'ho sentita — cominciò Isabella. — Di giù t'ho sentita camminare. Avevo addormentata Lunella; stavo al suo capezzale. T'ho sentita. Sono venuta su. Non potevo più resistere. Soffri? Anch'io soffro come non so dire. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Hai fatto quel che soltanto la malvagità obliqua ordisce per offendere con l'offesa che umilia: obliqua e forse volgare. Quando io e mio fratello più ci sentivamo intrusi, in una casa dove tu stessa sei un'intrusa, dopo giorni e giorni d'un silenzio ch'era pesante come un dispregio, non da te sapemmo che tu ritornavi con la tua avventura ridipinta di falso decoro, non da te lo sapemmo.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Questo hai fatto, questo sai fare. E ch'io non ti sembri ingrata. Tu m'hai presa nella tua casa, tu mi tieni con te; tu mi colmi di doni, tu mi adorni e mi inghirlandi; e tu giuochi con la mia vita come se la mia vita più profonda non valesse il più fugace dei tuoi piaceri. Io non sono per te più di quel che Tiapa sia per Lunella. Ma Lunella piange se Tiapa cade sul pavimento e si spezza il piede o s'ammacca la fronte; piange e si dispera, e la veglia, e cerca di guarirla. Tu sei della razza feroce. Tu mi apri il petto per vedere quel che c'è dentro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ingiusta! Ingiusta! Nostra madre non avrebbe potuto avere per te una tenerezza più attenta della mia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Tutto quel che hai avuto ed hai ed avrai da lui non vale quel ch'io sola ebbi in un'ora senza pari. O prima o poi non ti rimarrà nulla. Egli potrà dimenticarti, tu potrai dimenticarlo. Ma io non dimenticherò né egli dimenticherà fino alla morte e oltre. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quel che era inconciliabile fu conciliato; quel che era impatibile fu patito. Come il paese etrusco aveva la sua città sotterranea abitata dai morti, così ebbero essi la loro città interiore abitata dagli spiriti violenti. Camminando pel giardino dei gelsomini, essi sapevano dove la terra fosse cava perché la sentivano talvolta risonare sotto la traccia. Guardandosi con i loro occhi chiari, parlandosi con le loro voci caute, non erano intesi se non al tumulto nascosto delle loro passioni, ai volti dolosi delle loro brame, ai vóti esiziali dei loro odii, alle occulte onde di voluttà che uno sguardo un gesto un passo generavano. Tutt'e quattro teneva la seduzione del fuoco che non sceglie la materia di cui si nutre ma quel che è puro e quel che è impuro converte in un medesimo ardore. Due d'essi teneva la tentazione d'uccidere, che senz'atto ha la virtù di aggiungere la forza e il mistero d'una vita nemica all'ansia dell'altra vita nemica. Evitavano di toccarsi;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Diciamo: di quadrupede. Ma guarda quella: ha lo stampo del ferro. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— E chi sa quanti pipistrelli! — disse Isa rabbrividendo. — Forbicicchia, non hai paura?
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— Quest'anno non dev'esserci entrato nessuno — disse Aldo. — Il caprifoglio ha quasi ricoperta l'imboccatura del cunicolo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Lunella, hai freddo? hai paura?
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— Perché mi avete tratta fuori da quel buio? Ora tutta la terra è vuota sotto di me, e non ho se non la volontà di sprofondarmi. In quell'attimo di demenza, quando cercavo la vostra mano, la cercavo come si cerca qualcosa che ci farà morire. Ero certa che non poteva esserci più nulla, dopo. Ero certa. Pensavo: «Ecco, tutto il male che porto sta per cessare. Ora tutto finisce. Non ci sarà più nulla. La luce non tornerà più. Non vedrò più nessun viso terribile». Vi giuro che questo avevo nell'anima, in quell'attimo, che questa era la mia demenza. E non so dire, non so dire; ma ieri mi sembrò che la luce mi profanasse, che qualcuno mi avesse disseppellita e rigettata nella vita come in una di queste pozzanghere, con la faccia nel fango. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella chiudeva gli occhi, come se le ciglia prendessero fuoco da quella parola; chiudeva gli occhi, levava il mento, alzava il suo stretto viso olivigno fasciato dal velo come da una benda; mostrava un viso di cieca e di sorda, un viso di creatura chiusa in sé stessa, che non vede e non ode e non abbandona quel che ha afferrato con tutta la forza dell'anima come con le due branche, non l'abbandona, non lo lenta, sinché non ne sia uccisa, non ne muoia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Per ciò non so che darei per vedervi sorridere, piccola buona. Quando guardo un cielo piovoso come questo, con qualche sprazzo che sfugge tra i nuvoli, ho sempre l'ansia di vedere apparire l'arcobaleno, quello che al domani mi apparve nel volo più alto, come il suo segno. Quando guardo la vostra pena ho un desiderio infinito del vostro sorriso; che è vostro e che per me è anche l'ultimo suo. Voi siete l'imagine della mia parte di bontà di fedeltà e di purezza, che la sorte m'aveva data e poi m'ha tolta; siete il ricordo di quella limpida gioia che il mio compagno ha portata con sé nel buio e non riavrò più mai. Ah, se potessi liberarvi dal male, proteggervi da ogni sciagura, essere il vostro fratello vigilante e distante!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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È vero, è proprio vero» ripeteva dentro di sé con la continuità di chi, nel primo urto della sciagura, spera tuttavia che una voce risponda: «No, non è vero. Hai sognato. Rientra in te».(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Questa voce era in me per cantare alla vita la mia melodia. Vedete come sono! Intatta. Nessuno mi ha toccata ancóra, nessuno mi ha baciata. Non ho avuta la mia parte né d'amore né di gioia.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Qualcuno m'ha afferrata per i capelli, e mi ha sbattuta, e mi ha costretta a guardare quel che non si può guardare senza perdere le palpebre, senza che gli occhi rimangano nudi per sempre. Vedete come sono!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Sono come voi, e non saprete mai tutte insieme, se vivrete cent'anni, tante cose quante io ne ho sapute in un giorno, in una notte, in un'ora, in un attimo. Uno sguardo mi ha maturata, una parola mi ha invecchiata, un silenzio mi ha fatta decrepita. Non sono più buona a vivere. Quando scenderò le scale, non saprò dove andrò, quel che farò. Vorrei cantare così forte che la grande vena mi scoppiasse e io cadessi tra le vostre braccia e fossi portata da voi là sopra il letto bianco di Simonetta, e ricoperta di questi fiori;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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perché c'è un male in me, che non mi perdona, e non so quel che io farò ma so che non potrò fare se non qualcosa di male. Non mi lasciate al mio demonio! Perché, perché m'avete raccontata la vendetta del pastore? Come l'invidio! Non soffre più. Non ha lasciato nulla del suo amore e del suo furore in terra, null'altro che un po' di cenere. Non soffre più. È in pace. Vedete come sono! E forse io canto come lui per l'ultima volta, intorno a un fuoco spaventoso. Ah, non mi lasciate uscire di qui, non mi lasciate tornare in quella casa, dove tutto brucia, tutto avvelena, tutto macchia. Tenetemi con voi, tra queste cose bianche. Credevo che non ce ne fossero più, nel mondo. Circondatemi come dianzi, serratemi in mezzo a voi, rifatemi quale ero, fate che io non sappia quello che so, toglietemi dall'orrore! Se mi lasciate andare, non mi vedrete più. Se me ne vado, qualcosa di male accadrà. Debbo dirvi addio? Vi do questo canto come il commiato? Ah, e sono come voi tanto giovine, e nessuno m'ha toccata ancóra, e avrei potuto essere tanto dolce, tanto fedele;(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non più esse chiedevano, non più sceglievano le canzoni. Ella medesima sfogliava con la mano febrile il quaderno sospeso su la tastiera, indicava a Novella la pagina, senza intervallo passava da un grido di amore a un grido di dolore, da un anelito per la vita a una invocazione della morte. Esse tutte s'abbandonavano al rapimento, si protendevano verso la potenza, in attitudini che sembravano palesare il rilievo della loro verità nascosto fino a quel punto dalla grazia fallace. Poggiavano la gota su la palma, il cubito sul ginocchio, annodavano le due mani e le ponevano presso il mento, col gesto di chi supplica, rovesciavano in dietro il capo e schiudevano all'aria le labbra come chi ha il petto scavato dall'ambascia. I loro volti erano mutati, come spogli di ciò che li adornava, non ricchi se non di ciò che esprimevano: volti di angeli neutri, sospesi tra l'inquietudine della lor natura incompiuta e la divinazione di tutte le possibilità. Sentivano esse in confuso che quella voce era la voce d'una vita simile alla loro ma giunta con uno sforzo di pena in un cammino ignoto al culmine dell'erta per ove esse salivano e tentata di precipitarsi dalla parte dell'ombra.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Per la prima volta egli la vedeva di contro a sé così aspra e selvaggia. Ella aveva parlato come in uno scoppio d'ira. Il viso di lei era come il viso della creatura che del suo cuore ha fatto una selce da scagliare in faccia al destino. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, la fidanzata — proruppe ella con una voce che era stridula come un'irrisione maligna — la fidanzata dell'Ombra! Non sono se non quella, per voi. Ogni volta che vi vedo, ogni volta che vi parlo, sempre sono quella? M'avete esclusa dalla vita, m'avete messa a fianco del morto che v'è caro, avete posto una pietra anche sopra di me che pure ero viva, avevo un'anima, avevo una forza e una purità e un orgoglio da portare su qualche cima. M'avete esclusa dalla vita di sangue e di luce, per non lasciarmi vivere se non nel silenzio funebre.... Ah, mi ricordo, mi ricordo delle vostre parole là su la strada di Volterra; mi ricordo come m'avete discostata da voi, con quanta dolcezza. Desideraste che io divenissi un sorriso, che io fossi la memoria immobile di un sorriso.... Forse diventerò, forse sarò; già sono. Già riesco a simulare un sorriso che vidi scolpito in un sasso che un giorno era stato un uomo, laggiù, alla Badia, su le Balze, la sera in cui il mio male era più grande della voragine. Dianzi ho sorriso così, davanti a mia sorella, a mio fratello.... Mi avete esclusa, mi avete sepolta, e la vita si vendica su me, su voi, su quella che vi tiene, su tutti i miei carnefici. Tutto è impuro e tutto si corrompe. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non accuso, non accuso. Grido, perché tutte le mie ossa gridano come su la ruota, perché non m'è rimasta se non questa forza di gridare e bisogna che l'esaurisca per annientarmi. Non so perché, dianzi, mi sia venuto in mente quel che una sera diceste dell'avvoltoio che rigetta il suo cibo orribile, quando è assalito, e quando è ferito a morte, e dopo che è spirato anche. L'odore atroce fa impallidire e mancare chiunque gli s'avvicini. Non so perché mi sia venuto in mente questo, non so. Ma io ho tanta ignominia sul cuore, ho tanta abominazione dentro di me che non posso più reggerla. L'altare! Io su l'altare! Ma chi mai fu profanata, fu bruttata più di me? A Volterra, in un piccolo oratorio di campagna, c'è quell'Imagine che porta i segni delle tre pietre scagliate dal viandante malvagio. Era il mio rifugio, era il luogo del mio vóto. Ma dov'è il miracolo? E che cosa può mai l'amore, se il mio amore non ha potuto nulla?
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Tre indugi sono concessi, tre avvertimenti, tre prove, a qualunque scellerato. Dopo la terza volta, la tolleranza ha termine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non temo di mostrarvi la mia verità. A chi mi confesserò se non a colui che amo? Questo è un sacramento. «Che cosa hai tu fatto dell'anima tua?» E bisogna rispondere. Non si perdona a chi abbia vissuto invano. Io ho dato tutto. La mia anima disperata io l'ho sostenuta con la speranza, per l'amore dell'amore. Udite questo. La notte che seguì il vostro arrivo a Volterra, io e mia sorella fummo l'una di fronte all'altra, così come nostra madre ci fece, senza freno e senza maschera. Ella era smarrita, ella era atterrita dinanzi a quel che il mio cuore poteva. Tre volte, disse: «Fa dunque ch'egli t'ami». Era una sfida superba? La raccolsi? M'illusi di poter vincere? E che ho mai fatto io per vincere? di quali seduzioni mi sono armata? Udite questo ancóra. Quella notte, nel combattimento, ella mi domandò: «Credi tu che l'ami di più?» Io risposi: «Non di più. L'amo io sola». Avevo già guardato la morte, mi ero già inclinata verso l'abisso. E volli vivere. Non io volli vivere, ma il mio amore volle vivere in me. Non ero nata se non per portarlo.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Tutto in me, dalla fronte al piede, era congegnato per portarlo. E che cosa ho io fatto per attirarvi a me? Vi dissi addio, laggiù, su gli stagni bollenti. E fino a oggi son rimasta distante come chi ha detto addio. Ma in certi giorni ho conosciuto la santità di ardere, d'essere sola e di ardere per ardere. Qualcuno ha detto che la fiamma è di natura animale. Ah, come l'ho compreso, come l'ho sentito!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quasi in un sogno cupo rotto dai sobbalzi delle ossa ma con un languore d'amante pur sotto l'orrore, ma con un abbandono avido al potere che l'avviluppava, ma col presentimento d'una mutazione miracolosa che fosse per compiersi, ella era discesa a quel punto. «Non è più l'amore» egli le aveva detto. Nel tumulto e nell'oscurità, uno spirito d'ingenua giovinezza ancor superstite in fondo all'abominazione aveva risposto: «Ecco, ti slego. Ecco, sei libero. T'eri già volto verso di me; ora ritorni a me, ora mi riconosci. Forse m'amavi già, forse non hai mai cessato d'amarmi. Quell'altra cosa torbida e trista non più ti tiene, non più t'infetta. E, se io metto le dita su le tue tempie, nulla più rimane in te, neppure il disgusto, neppure il dispregio. Ti guarisco, ti consolo, ti rinnovo. Non so se sei tu che mi porti via, che mi porti lontano, o se sono io che ti rapisco, che ti nascondo. Di tutte le rive, di tutte le isole che tu hai dentro gli occhi, qual'è la più lontana, qual'è la più bella?» Come nella notte di Volterra, l'amato le era apparso vittima di un sortilegio, prigioniero d'un malefizio, che da lei attendesse la liberazione. Egli aveva detto: «La sorte vi manda a slegarmi».(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era come se invisibili branche, se invisibili zanne fossero conficcate in quella dura carne, sin là dove la natura ha nascosto le fibre del dolore disumano. Era come una lacerazione incruenta che mettesse a nudo quanto di più occulto è nell'opaca massa destinata a fallire a patire e a ricordarsi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Nulla, nulla. Lunella s'è svegliata e ha avuto paura del buio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— No, signorina. Ha fatto sapere che non torna, che non s'aspetti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ha chiamata me al telefono. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Che ordini ha per il pranzo?
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— Che hai detto?
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— Quel che hai fatto, lo sai bene. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Tanto la misura t'è ignota, che hai un amante perfino in casa tua, hai pervertito perfino chi ti vive accanto, sotto gli occhi delle tue piccole sorelle.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, perché dunque non è venuta col suo piccolo fazzoletto e non me l'ha offerto un'altra volta per asciugare la mia bocca che ha sanguinato sotto il tuo pugno, Aini?
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— Signora, signora, c'è Chiaretta. Dice che ha bisogno di vederLa subito. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'indovino di Madura! Quella che di tanto lontano ti portò la rosa del presagio, tu lo sai, ha rifatto il suo viaggio. Tutte le rose della sua cintura te le portò e te le posò su i piedi congiunti. E prima di rimettersi nel cammino del ritorno, tu lo sai, ha rinfrescato i suoi piedi nudi col fresco delle stesse rose! Ti amava.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era veramente la tua fidanzata segreta. Ma, quaggiù, dove avrebbe potuto ella cercarti se non in me che ti nascondevo? Ti amava. Lo sai. Avendo nel suo piccolo cuore una forza sovrumana, la sorte non le ha concesso se non di essere un presagio e un annunzio. È la nostra sorella dell'altra riva. È la rondine della nostra primavera.» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Dianzi, potevan essere circa le otto, abbiamo sentito sonare il Suo campanello e battere alla Sua porta con insistenza. Poco dopo, un uomo è salito su per le scale e con malo modo ha incominciato a battere alla nostra porta gridando: «Aprite! Siamo agenti di polizia. Questa donna non appartiene a questa casa? Aprite, o gettiamo giù l'uscio.» E seguitava a picchiare coi calci e coi pugni imbestiato. La mia padrona sbigottita non voleva che io aprissi. Allora mi son fatto al finestrino, e ho veduto giù per le scale appoggiata alla ringhiera una signora alta, snella, che m'è parso di riconoscere per quella ch'è solita venire qui da Lei. Un altro uomo era accanto alla signora, che sembrava impietrita. Al mio diniego, la guardia insisteva. Persuaso finalmente che noi non si voleva aprire e che la signora non apparteneva alla nostra casa, egli è disceso con l'altro e ha ripreso lo strepito qui alla Sua porta. Ho udito confusamente la signora disperarsi e dire con la voce soffocata: «Lasciatemi! Lasciatemi! Non sono quella.» Non potevo far nulla per soccorrerla perché Mrs. Culmer sbigottita m'impediva di uscire.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Nell'oscurità non ho potuto scorgere il numero della vettura; ma, un momento prima che la signora montasse, avevo chiesto al vetturino: «Dove avete presa quella signora?» e m'è parso ch'egli mi abbia risposto:(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Raccolse il suo coraggio; si dispose a uscire; si preparò a tutto. Prima d'ogni altra ricerca, bisognava andare alla Questura, nel caso che i due uomini fossero veramente due guardie e potessero averla condotta nell'asilo di vergogna. Andò. Sentì l'odore singolare che, con quello dell'ospedale e della prigione, è fra i più tristi in terra. Un affaccendamento misterioso agitava le sale, gli anditi; i campanelli tintinnivano di continuo; s'udiva qualcuno singhiozzare e implorare, dietro un uscio. Un ceffo giallognolo sotto la visiera d'un chepì faceva pensare che veramente la Natura ha fatto del volto umano il suo luogo più orrido. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non dormì. Si mondò di tanta infezione e di tanto fango. Ritornò nell'altra casa, al mattino. L'ispettore cortese aveva promesso di mandargli un uomo di polizia per recar notizie e per raccogliere la testimonianza del domestico di Mrs. Culmer. Egli era omai rassegnato a patire tutte le onte, come un supplizio che è inevitabile ma che deve avere la sua fine. «Spero di vedere a faccia a faccia il mio Pilota — quando io abbia passato la linea.»
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— La signora è in casa, è da ieri sera nel suo palazzo. L'ispettore stamani, appena aperto il portone, ha interrogato il portinaio e lo ha costretto a dire la verità. La signora fu ricondotta iersera verso le dieci da due uomini, dei quali uno si dichiarò agente di polizia e nel riconsegnare la signora stese un verbale. Nessun rapporto però è giunto e non si sa ancóra quel che sia accaduto. Ora, s'Ella permette, interrogherò il domestico. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Mi sembra che la cosa si vada illuminando. È probabile che si tratti veramente d'una guardia. La guardia deve aver trovata la signora in Piazza d'Azeglio, che appunto verso sera è mal frequentata nell'ombra del giardino. Colpito dal contegno strano, ha commesso l'errore.... Faremo le ricerche. Sapremo tutta la verità. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Poteva il destino schiacciare la povera creatura con un calcagno più lurido? Quale invenzione mai poteva eguagliare quella realtà? L'ultimo urto per abbattere quella ragione vacillante era stato dato dal caso con una sapienza degna della più lenta premeditazione. E l'ultima voce, udita a traverso la nera distanza, non pareva avere annunziato l'infamia? «Tu lo sai quel che sono, tu l'hai detto....» L'avevano presa per un'adescatrice di passanti in un giardino publico. Certo, nel terrore, ella aveva dato l'indirizzo della casa d'amore, sperando di trovare il rifugio e la difesa. E l'avevano ricondotta a quella casa come a un postribolo, come per essere restituita al luogo del suo mestiere immondo! E la porta era chiusa. Battuta dai pugni e dai calci, era rimasta chiusa. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— L'ho trovata — disse il dottore — non nel suo appartamento ma in una piccola stanza del mezzanino, in una specie di sottoscala, dov'ella si rifugiò iersera come in una tana, risoluta a non più uscirne. Il fratello e la sorellina sono a Volterra. Ora la povera creatura sa che il padre e la matrigna si sono già stabiliti nel palazzo. Per aver soltanto intraveduto la nemica a cui dà il nome di Sciacallo, ella ha gittato tali grida di terrore che, dianzi, la gente era assembrata sotto la finestra. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ora, in realtà, l'inferma ha le stìmate nella bocca. Le gencive sanguinano intorno ai denti, le labbra sono arse e screpolate, tutti i muscoli del viso sono stravolti. E certo è questa la più intensa delle sue idee deliranti; ma ve n'è qualche altra, forse più tormentosa e di natura più grave, di cui non so scoprire l'origine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Forse Ella può illuminarmi. L'inferma, a intervalli, crede di sentire qualcuno che cammina sotto il suo cranio, un passo concitato che suona dietro l'osso della sua fronte; e il suo terrore di quel supplizio e dell'eternità di quel supplizio è tale che non si può assistere all'accesso senza profondo strazio. Né gli intervalli le danno riposo, perché è di continuo nello sgomento e nell'attesa di riudire il passo. Se parla, si arresta per ascoltare. Quando l'ode avvicinarsi, si curva tutta sopra sé stessa, e rompe in supplicazioni confuse che non son riuscito a intendere, così forte il terrore le fa tremare le mascelle. Ma una volta ha detto, sotto voce, con un accento infantile: «Bisogna andare andare, mettersi in cammino e andare, coi nostri piedi, chi sa dove....» E mi sembra che in questo delirio entri per qualche parte la sorellina; perché a un certo punto è balzata in piedi, con una eccitazione spaventosa, gridando: «Ah no, questo no! Mi porta via Lunella, mi si prende Lunella! Ah, questo no! Non me la togliere! Dove la porti? dove la trascini? non vedi? è piccola, non può seguirti.... Lasciala! Perché mi fai questo? Non vedi come sono? Non posso farti più male. Tu mi cammini sopra, tu mi passi sopra. Sono diventata la tua via....» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Noto che d'ora in ora l'avversione diviene più acre e assume forme più crude. Stamani, nell'accesso, per la prima volta ha proferito sillaba per sillaba la parola infame che la marchiò, secondo essa dice. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Nel pomeriggio di martedì, verso le sei, la signora fu vista su la scalinata di San Firenze. L'indicazione della Piazza d'Azeglio, data per errore del domestico o per inganno del vetturino, era falsa e forviò le ricerche. Tutta l'avventura si svolse su la Piazza di San Firenze fra le sei e le sette e mezzo circa. Dopo avere esitato, in preda a un'agitazione palese, la signora entrò nella piccola porta che mette nella cappella. Quando ne uscì, prese una vettura e diede l'indirizzo di Borgo degli Albizzi. A mezza strada si pentì e ordinò di tornare indietro. Si fermò di nuovo dinanzi alla Chiesa, ed entrò per la stessa porta. Quando ne uscì la seconda volta, era già buio. Come dava in ismanie, un uomo alto e magro si avvicinò a parlarle. L'uomo chiamò un suo compagno, dichiarandosi agente di polizia. Ed entrambi fecero salire la signora in un'altra vettura e la condussero là dove accadde la scena raccontata dal domestico di Mrs. Culmer. Pochi minuti prima delle otto e mezzo, i due uomini fecero di nuovo salire la signora nella vettura e la condussero in giro, senza meta, aspettando che si rivelasse e desse una indicazione certa. Come passavano per la piazza Beccaria, si fermarono dinanzi al Caffè.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— «E poi Amnon l'odiò d'un odio molto grande.» Ha una Bibbia?
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— Aldo, il fratello, non la vede? non ha cercato di vederla?
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— E Isabella non ha mai chiesto di lui? — domandò Paolo, con una voce ch'egli credeva aver chiarito prima di emetterla e che usciva colorata del suo cupo sangue come quel rigagnolo fumido dei bulicami volterrani arrossato dalla rubrica dopo la pioggia dirotta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ho ben considerato. È impossibile ch'essa rimanga qui, in queste condizioni. Deve tutto temere dal padre e dallo Sciacallo. La più assidua vigilanza non basta. Ora la villa murata di San Girolamo non soltanto è ottima per quiete e per solitudine ma ha il vantaggio d'esser prossima a una Casa di cura, che è diretta da un uomo d'alto ingegno e di profonda coscienza, e di rigidissima disciplina, nel quale io posso pienamente confidare. Inoltre so che il padre non si oppone a questo trasporto. E non bisogna dimenticare che purtroppo la sua autorità è avvalorata dalla legge, e che conviene per ciò traccheggiare con lui. Non frappongo indugio. Preparo la partenza per domani. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E il settimo giorno l'Ulisside drizzò al suo cuore la parola d'Ulisse: «Cuore, sopporta. Ben altro tu hai sopportato più cane!» E si scrollò, e prese la sua via. E la sua volontà e il suo dolore furono una sola tempra. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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* Chi sa come la rubavano tutti! Forse ella ora riconosceva che cosa volesse dire avere accanto un uomo come lui! Tutto venduto... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - La rovina, capisce? - proruppe, soffocando la voce e le lagrime, Giustino, - la rovina, la rovina di tutto un edificio, signora, messo su da me, a pietra a pietra! da me, da me soltanto! Sul più bello, quando già tutto era a posto, e mi toccava di goder la soddisfazione di quanto avevo fatto, una ventata a tradimento, una ventata di pazzia, creda, di pazzia, con quel vecchio là, con quel vecchio pazzo, che si è prestato vilmente, forse per vendicarsi, distruggendo un'altra vita com'era stata distrutta la sua; giù tutto, giù tutto, giù tutto!
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* - Mi lasci sfogare, per carità! Non parlo e non piango da nove mesi! Mi hanno distrutto, signora mia! Io non sono più niente, ora! Mi ero messo tutto in quell'opera che potevo fare io solo, io solo, lo dico con orgoglio, signora mia, io solo perché non badavo a tutte le sciocchezze, a tutte le fisime, a tutti i grilli che saltano in mente a questi letterati; non mi scaldavo mai la testa, io, e li lasciavo ridere, se volevano ridere; ha riso anche Lei di me, è vero? tutti hanno riso di me; ma che me n'importava? io dovevo edificare! E c'ero riuscito! E ora... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo bisogno, proprio bisogno di questo sfogo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - È la stessa azione, caro, la stessa azionaccia che ha fatto a voi! Non me ne parlate, lasciamo andare... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Chi la portò al trionfo? Ditelo voi, Boggiolo! Non credetti io sola, io sola, mentre tutti ridevano o dubitavano, nella potenza del suo ingegno e del suo lavoro? Ebbene, ecco qua: ha pensato a tutte le altre, tranne che a me, per il nuovo dramma! Badate, questo lo dico a voi, perché so ciò che anche voi ne avete ricevuto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* quello ha salvato il lavoro... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma forse in fine il grido di Ersilia, che spiegava quell'ostinazione: «Babbo, ha la figlia, la figlia: non può ragionare!» avrebbe salvato l'atto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«Idioti, non può ragionare! ha la figlia!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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E il tono e il cipiglio dicevano: «Lei se ne viene dal teatro, e ha il coraggio di domandare a me a codesto modo che cos'ha il suo figliuolo!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E dentro sé piangeva: «Perché il mio amore non ha potuto riscaldarti...». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* - Hai veduto? hai veduto? - le singhiozzava intanto Giustino sul seno, stringendola sempre più. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* e allora il povero piccino ha detto: «E che ci faccio più io qua?» e se n'è andato... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* così, dalla testa, una tragedia selvaggia, che per la novità piace subito a tutti, domani lei stessa, la scrittrice, può essere afferrata da una di queste tragedie qua, della vita, che stritolano un povero bambino, il cuore d'un padre e d'una madre, capisce? Questo, questo dovrebbero loro spiegare al pubblico, che resta freddo davanti alla tragedia d'un padre che ha una figlia fuori di casa, d'una moglie che sa di non poter riavere il marito se non a patto di prendersi con sé la figlia di lui, e va là, va dall'amante del marito a farsela dare! Queste sono tragedie... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nessuno si curò di lei, che volle avere il cuore d'assistere a tutto sino alla fine, dopo aver baciato la morte su la piccola, dura e gelida fronte del bimbo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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L’idea o piuttosto, il consiglio di scrivere mi è venuto dal mio reverendo amico don Eligio Pellegrinotto, che al presente ha in custodia i libri della Boccamazza, e al quale io affido il manoscritto appena sarà terminato, se mai sarà. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora il Pellegrinotto ha scoperto, per maggior sua consolazione, una varietà grandissima di materie nella biblioteca di Monsignore; e siccome i libri furon presi di qua e di là nel magazzino e accozzati così come venivano sotto mano, la confusione è indescrivibile. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Si sono strette per la vicinanza fra questi libri amicizie oltre ogni dire speciose: don Eligio Pellegrinotto mi ha detto, ad esempio, che ha stentato non poco a staccare da un trattato molto licenzioso Dell’arte di amar le donne libri tre di Anton Muzio Porro, dell’anno 1571, una Vita e morte di Faustino Materucci, Benedettino di Polirone, che taluni chiamano beato, biografia edita a Mantova nel 1625. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Molti libri curiosi e piacevolissimi don Eligio Pellegrinotto, arrampicato tutto il giorno su una scala da lampionaio, ha pescato negli scaffali della biblioteca, Ogni qual volta ne trova uno, lo lancia dall’alto, con garbo, sul tavolone che sta in mezzo; la chiesetta ne rintrona; un nugolo di polvere si leva, da cui due o tre ragni scappano via spaventati: io accorro dall’abside, scavalcando la cancellata; do prima col libro stesso la caccia ai ragni su pe’l tavolone polveroso; poi apro il libro e mi metto a leggiucchiarlo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Tutto sudato e impolverato, don Eligio scende dalla scala e viene a prendere una boccata d’aria nell’orticello che ha trovato modo di far sorgere qui dietro l’abside, riparato giro giro da stecchi e spuntoni. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – E dàlli! Ma se ha sempre girato!
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* Oh, santo Dio! e che volete che me n’importi? Siamo o non siamo su un’invisibile trottolina, cui fa da ferza un fil di sole, su un granellino di sabbia impazzito che gira e gita e gira, senza saper perché, senza pervenir mai a destino, come se ci provasse gusto a girar così, per farci sentire ora un po’ più di caldo, ora un po’ più di freddo, e per farci morire – spesso con la coscienza d’aver commesso una sequela di piccole sciocchezze – dopo cinquanta o sessanta giri? Copernico, Copernico, don Eligio mio ha rovinato l’umanità, irrimediabilmente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La Terra, poverina, stanca di girare, come vuole quel canonico polacco, senza scopo, ha avuto un piccolo moto d’impazienza, e ha sbuffato un po’ di fuoco per una delle tante sue bocche. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo quattr’anni e mezzo quand’egli morì. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io, da ragazzo, ne avevo una gran paura. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Contra infiniti che in capo ha la gente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Anche i ladri m’immagino, debbono avere una certa impostatura, ch’egli mi pareva non avesse. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mah! Chi ha il coraggio di voltar le spalle a certe fortune? Eppure Oliva sapeva bene come il Malagna fosse diventato ricco! Me ne diceva tanto male, un giorno, poi, per questa ricchezza appunto, lo sposò. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo allora, o credevo d’avere (ch’è lo stesso) tante cose per il capo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo anche quattrini, che – oltre al resto – forniscono pure certe idee, le quali senza di essi non si avrebbero. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io avevo con lui più pazienza, perché volentieri pigliavo a godermelo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora Mino, un giorno, a caccia, a proposito del Malagna, di cui gli avevo raccontato le prodezze con la moglie, mi disse che aveva adocchiato una ragazza, figlia d’una cugina del Malagna appunto, per la quale avrebbe commesso volentieri qualche grossa bestialità. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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E il giorno dopo, con la scusa d’una cambiale, di cui per combinazione quella mattina stessa avevo saputo dalla mamma la scadenza in giornata, andai a scovar Malagna in casa della vedova Pescatore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo corso apposta, e mi precipitai dentro tutto accaldato e in sudore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi trattenni poco, quella prima volta, per avere una scusa a tornare: dissi che mi premeva di rassicurar la mamma intorno a quella cambiale, e che sarei venuto di lì a qualche giorno a goder con più agio della compagnia delle signore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora io, guardando Romilda e poi la madre, avevo poc’anzi pensato: «Somiglierà al padre!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Hai paura, forse?
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* Ma tuo padre è ricco, e non ha che te solo: ti può dunque contentare, senza badare alla dote! Che se poi, con le buone, non riesci a vincerlo, niente paura: un bel volo dal nido, e s’aggiusta ogni cosa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Pomino, hai il cuore di stoppa?
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* Avevo con me, in tasca, la lettera di Romilda. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Ora perché mai, circa un mese dopo, Malagna picchiò, furibondo, la moglie, e, con la schiuma ancora alla bocca, si precipitò in casa mia, gridando che esigeva subito una riparazione perché io gli avevo disonorata, rovinata una nipote, una povera orfana? Soggiunse che, per non fare uno scandalo, egli avrebbe voluto tacere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi sembra evidente che Romilda non ha dovuto far nulla di male, almeno per indurre in inganno lo zio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che colpa ha lui, se io, – poi, – ingrato e sconoscente, andai a guastargli le uova nel paniere?
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* In conclusione, si vede che – capitato in mezzo a così brava gente – tutto il male lo avevo fatto io. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Che hai concluso? – mi domandava. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – e qui una filza di laide parole all’indirizzo di Oliva; poi, arrovesciando le mani su i fianchi, appuntando le gomita davanti: – Ma che hai concluso? Non hai rovinato anche tuo figlio, così? Ma già, a lui, che glien’importa? È suo anche quello, è suo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* lasciamola stare!; Marianna Pescatore lì per terra; e io, io che non avevo più pane, quel che si dice pane, per il giorno appresso, io con la barba tutta impastocchiata, il viso sgraffiato, grondante non sapevo ancora se di sangue o di lagrime, per il troppo ridere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Oh, ingratitudine umana! Me ne voleva, per giunta, me ne voleva, Pomino, del tradimento che, a suo credere, gli avevo fatto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Lei me li ha fatti!
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* Mi venne allora la tentazione di domandargli perché dunque, se veramente n’era così addogliato, non l’aveva sposata lui, Romilda, a tempo, magari prendendo il volo con la, com’io gli avevo consigliato, prima che, per la sua ridicola timidezza o per la sua indecisione, fosse capitata a me la disgrazia d’innamorarmene; e altro, ben altro avrei voluto dirgli, nell’orgasmo in cui mi trovavo; ma mi trattenni. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E gli manifestai il proponimento che avevo fatto, uscendo di casa, e gli esposi anche le disperate condizioni in cui mi trovavo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Scappai come un dàino: ma più per sfuggire a me stesso, per non rimanere neanche un minuto a tu per tu con me, a pensare che io stavo per avere un figliuolo, io, in quelle condizioni, un figliuolo!
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Le scostai, e al primo contatto di quelle carnucce tènere e fredde, ebbi un brivido nuovo, un tremor di tenerezza, ineffabile: – erano mie!
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* Avevo pensato, via facendo, di recarmi a Marsiglia, dalla stazione ferroviaria del paese vicino, a cui m’ero diretto: giunto a Marsiglia, mi sarei imbarcato, magari con un biglietto di terza classe, per l’America, così alla ventura. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che avrebbe potuto capitarmi di peggio, alla fin fine, di ciò che avevo sofferto e soffrivo a casa mia? Sarei andato incontro, sì, ad altre catene, ma più gravi di quella che già stavo per strapparmi dal piede non mi sarebbero certo sembrate. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Nessuno me l’aveva insegnato; avevo imparato da me qualche cosa, così, leggiucchiando nella biblioteca; non ero poi per nulla sicuro della pronunzia e temevo di far ridere, parlando. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Tutte le grandi città si compiacciono adesso di avere un bel mattatoio per le povere bestie, le quali pure, prive come sono d’ogni educazione, non possono goderne. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E vero tuttavia che la maggior parte della gente che va lì ha ben altra voglia che quella di badare al gusto della decorazione di quelle cinque sale, come coloro che seggono su quei divani, giro giro, non sono spesso in condizione di accorgersi della dubbia eleganza dell’imbottitura. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Vi seggono, di solito, certi disgraziati, cui la passione del giuoco ha sconvolto il cervello nel modo più singolare: stanno lì a studiare il così detto equilibrio delle probabilità, e meditano seriamente i colpi da tentare, tutta un’architettura di giuoco, consultando appunti su le vicende de’ numeri: vogliono insomma estrarre la logica dal caso, come dire il sangue dalle pietre; e son sicurissimi che, oggi o domani, vi riusciranno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «Ah sì?» dissi tra me e, quietamente, mi tirai su la mano gli altri scudi che avevo posato sul tavolino innanzi a me, e me la filai. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A un certo punto, ebbi l’ispirazione di arrischiar tutto, là e addio; e vinsi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nell’esagitazione in cui mi trovavo, sentii nello sguardo di quell’uomo come una sfida, e arrischiai tutto di nuovo, quel che avevo di mio e quel che avevo vinto, senza pensarci due volte: la mano mi andò su lo stesso numero di prima, il 35; fui per ritrarla; ma no, lì, lì di nuovo, come se qualcuno me l’avesse comandato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quanto avevo vinto? Aprii gli occhi, ma dovetti richiuderli immediatamente: mi girava la testa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Come! Era già sera? Avevo intraveduto i lumi accesi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E quanto tempo avevo dunque giocato? Mi alzai pian piano; uscii. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo dunque l’aria così goffa e da allocco?
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* Lo lasciai lì, e ritornai nell’altra sala, al tavoliere dove dianzi avevo vinto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per qual misterioso suggerimento seguivo così infallibilmente la variabilità imprevedibile nei numeri e nei colori? Era solo prodigiosa divinazione nell’incoscienza, la mia? E come si spiegano allora certe ostinazioni pazze, addirittura pazze, il cui ricordo mi desta i brividi ancora, considerando ch’io cimentavo tutto, tutto, la vita fors’anche, in quei colpi ch’eran vere e proprie sfide alla sorte? No, no: io ebbi proprio il sentimento di una forza quasi diabolica in me, in quei momenti, per cui domavo, affascinavo la fortuna, legavo al mio il suo capriccio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A un tratto, di fronte a una puntata formidabile, ebbi come una vertigine. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi misi a ridere e gli risposi che fino alla mattina di quello stesso giorno non avevo visto neppure dipinta una roulette, e che non solo non sapevo affatto come ci si giocasse, ma non sospettavo nemmen lontanamente che avrei giocato e vinto a quel modo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma porqué lei, – mi domandò, – non ha voluto occi aproveciarse de la sua forturna?
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* Guardi! Se lei mi crede davvero così fortunato, – sarò tale al giuoco; in tutto il resto, no di certo – facciamo così: senza patti fra noi e senza alcuna responsabilità da parte mia, che non voglio averne, lei punti il suo molto dov’io il mio poco, come ha fatto oggi; e, se andrà bene... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Nient’affatto! Bisogna invece che dica, spieghi che cosa ha inteso di significare con le sue parole e col suo riso imbecille! Io non comprendo!
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* Non ero in marsina, è vero, ma avevo un abito nero, da lutto, decentissimo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Cercavo intanto un albergo qualunque, per chiudermi a vedere quanto avevo vinto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi pareva d’esser pieno di denari: ne avevo un po’ da per tutto, nelle tasche della giacca e dei calzoni e in quelle del panciotto; oro, argento, biglietti di banca; dovevano esser molti, molti!
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* Con niente avevo fatto circa undicimila lire! Non ne vedevo da un pezzo, e mi parvero in prima una gran somma. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che dovevo fare, insomma? Ritornare a Montecarlo, a restituir quella vincita straordinaria? o contentarmi di essa e godermela modestamente? ma come? avevo forse più animo e modo di godere, con quella famiglia che mi ero formata? Avrei vestito un po’ meno poveramente mia moglie, che non solo non si curava più di piacermi, ma pareva facesse anzi di tutto per riuscirmi incresciosa, rimanendo spettinata tutto il giorno, senza busto, in ciabatte, e con le vesti che le cascavano da tutte le parti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non ebbi più né modo né tempo di stupirmi allora del favore, più favoloso che straordinario, della fortuna: ero fuori di me, matto addirittura; non ne provo stupore neanche adesso, sapendo pur troppo che tiro essa m’apparecchiava, favorendomi in quella maniera e in quella misura. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nel primo giorno, dopo quella nostra lite, non aveva voluto puntare dov’io puntavo, e aveva perduto sempre; nei giorni seguenti, vedendomi vincere con tanta persistenza, aveva tentato di fare il mio giuoco; ma non avevo voluto più io, allora: come guidato per mano dalla stessa Fortuna, presente e invisibile, mi ero messo a girare da un tavoliere all’altro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Da due giorni non lo avevo più veduto, proprio dacché m’ero messo a perdere, e forse perché lui non mi aveva più dato la caccia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nessuno me ne seppe grado: avevo tolto il meglio dello spettacolo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo con me circa ottantaduemila lire. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ogni mestiere, in fondo, ha qualche sua consolazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ne ha finanche quello del becchino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma poco dopo, senza dubbio, la vedova Pescatore avrebbe cominciato a sputar bile, rifacendosi dall’impiego che forse avevo perduto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«– Dove li hai rubati?»
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* Chi altro c’è ? Ih! hai voglia! Il Della Piana, Bossi e Margottini... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ebbi così la consolazione di sapere che il castello di Valençay, messo all’incanto per la seconda volta, era stato aggiudicato al signor conte De Castellane per la somma di due milioni e trecentomila franchi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo il giornale ancora in mano e lo voltai per cercare in seconda pagina qualche dono migliore di quelli del Lama. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Guardai di nuovo i miei compagni di viaggio e, quasi anch’essi, lì, sotto gli occhi miei, riposassero in quella certezza, ebbi la tentazione di scuoterli da quei loro scomodi e penosi atteggiamenti, scuoterli, svegliarli, per gridar loro che non era vero. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Possibile che quel disgraziato là fosse tanto simile a me? vestito come me? tal quale? Ma sarà stata lei, forse, lei, Marianna Dondi, la vedova Pescatore: oh! m’ha pescato subito, m’ha riconosciuto subito! Non le sarà parso vero, figuriamoci! – È lui, è lui! mio genero! ah, povero Mattia! ah, povero figliuolo mio! – E si sarà messa a piangere fors’anche; si sarà pure inginocchiata accanto al cadavere di quel poveretto, che non ha potuto tirarle un calcio e gridarle: – Ma lèvati di qua: non ti conosco –.»
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Avevo con me ottantaduemila lire, e non avrei più dovuto darle a nessuno! Ero morto, ero morto: non avevo più debiti, non avevo più moglie, non avevo più suocera: nessuno! libero! libero! libero! Che cercavo di più?
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* Avevo lasciato aperto lo sportello del vagone. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lo avevo lasciato in treno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo da pensare a tante cose; pure, di tratto in tratto, la violenta impressione ricevuta alla lettura di quella notizia che mi riguardava così da vicino mi si ridestava in quella nera, ignota solitudine, e mi sentivo, allora, per un attimo, nel vuoto, come poc’anzi alla vista del binario deserto; mi sentivo paurosamente sciolto dalla vita, superstite di me stesso, sperduto, in attesa di vivere oltre la morte, senza intravedere ancora in qual modo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Comprai una copia dei pochi giornali che gli arrivavano: giornali di Genova: Il Caffaro e Il Secolo XIX; gli domandai poi se potevo avere Il Foglietto di Miragno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ne vorrei avere dieci venti copie, domani o al più presto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nei due giornali di Genova che, appena rimasto solo, m’ero affrettato a leggere, non avevo trovato alcun cenno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Tutto il paese ha preso parte al cordoglio di lei e ha voluto dimostrarlo accompagnando all’estrema dimora il cadavere, a cui rivolse brevi e commosse parole d’addio il nostro assessore comunale cav. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Poco o nulla avevo da lodarmi di quel disgraziato che per forza avevano voluto far finire miseramente nella gora d’un molino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non avevo mai veduto così uomini e cose; l’aria tra essi e me s’era d’un tratto quasi snebbiata; e mi si presentavan facili e lievi le nuove relazioni che dovevano stabilirsi tra noi, poiché ben poco ormai io avrei avuto bisogno di chieder loro per il mio intimo compiacimento. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Così io, piccino piccino, avevo traversato l’Oceano, e forse in terza classe, e durante il viaggio avevo preso una bronchite e per miracolo non ero morto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* No: perché, in fondo, che dolori avevo sofferto io, in vita mia? Uno solo, per dire la verità: quello de la morte del povero nonno, col quale ero cresciuto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nulla o ben poco ritenni di quel che avevo prima fantasticato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nulla s’inventa, è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà; e anche le cose più strane possono esser vere, anzi nessuna fantasia arriva a concepire certe follie, certe inverosimili avventure che si scatenano e scoppiano dal seno tumultuoso della vita; ma pure, come e quanto appare diversa dalle invenzioni che noi possiamo trarne la realtà viva e spirante! Di quante cose sostanziali, minutissime, inimmaginabili ha bisogno la nostra invenzione per ridiventare quella stessa realtà da cui fu tratta, di quante fila che la riallaccino nel complicatissimo intrico della vita, fila che noi abbiamo recise per farla diventare una cosa a sé!
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* Visitando Milano, Padova, Venezia, Ravenna, Firenze, Perugia, lo ebbi sempre con me, come un’ombra, quel mio nonnino fantasticato, che più d’una volta mi parlò anche per bocca d’un vecchio cicerone. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo già effettuato da capo a piedi la mia trasformazione esteriore: tutto sbarbato, con un paio di occhiali azzurri chiari e coi capelli lunghi, scomposti artisticamente: parevo proprio un altro! Mi fermavo qualche volta a conversar con me stesso innanzi a uno specchio e mi mettevo a ridere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Dal ritegno anzi che ne provavo, mi accorsi ch’io non avevo affatto il gusto della menzogna. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non avevo avuto mai occasione di fissar la mente su la parola «patria». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo da pensare a ben altro, un tempo! Ora, nell’ozio cominciavo a prender l’abitudine di riflettere su tante cose che non avrei mai creduto potessero anche per poco interessarmi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il denaro che avevo meco doveva servirmi per tutta la vita, e non era molto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Fatti i conti, non avrei dovuto spendere più di duecento lire al mese: pochine; ma già per ben due anni avevo anche vissuto con meno, e non io solo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io intanto, avevo avuto il tempo di riflettere che, comprando quel cane, mi sarei fatto sì, un amico fedele e discreto, il quale per amarmi e tenermi in pregio non mi avrebbe mai domandato chi fossi veramente e donde venissi e se le mie carte fossero in regola; ma avrei dovuto anche mettermi a pagare una tassa: io che non ne pagavo più! Mi parve come una prima compromissione della mia libertà, un lieve intacco ch’io stessi per farle. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Chiudevo gli occhi e col pensiero volavo a quelle città che avevo già visitate; dall’una all’altra, indugiandomi in ciascuna fino a rivedere con precisione quella tal via, quella tal piazza, quel tal luogo, insomma, di cui serbavo più viva memoria; e dicevo:
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* No, via: prevedevo di non poter più avere una casa mia, oggetti miei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non avevo certo da rimpiangere quella di casa mia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non mi bastava? Eh via, avevo ancora tutta una vita innanzi a me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Poteva avere da quarant’anni : calvo sì e no, bruno, con occhiali d’oro, che non gli si reggevano bene sul naso, forse per il peso de la catenella pur d’oro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non avevo ancora biglietti da visita: provavo un certo ritegno a farmeli stampare col mio nuovo nome. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La retorica, sicuro, ha foggiato questa bella frase con tanto di petto in fuori: «Ho la mia coscienza e mi basta». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Ah, dunque, è venuto in Italia con tutta la famiglia, e vi si è stabilito? Dove ha preso stanza?
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* Non ha proprio nessuno?
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– Lei dunque ha famiglia? – volli domandargli, a mia volta, per deviare da me il discorso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E che seguiva da questa riflessione? Ahimè, che io, condannato inevitabilmente a mentire dalla mia condizione, non avrei potuto avere mai più un amico, un vero amico. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Dovevo ora star con me, così mascherato? E se tutto ciò che avevo finto e immaginato di Adriano Meis non doveva servire per gli altri, per chi doveva servire? per me? Ma io, se mai, potevo crederci solo a patto che ci credessero gli altri. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l’uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d’arricchire l’umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioia in fondo proviamo noi, anche ammirandole?»
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* Eppure la scienza, pensavo, ha l’illusione di render più facile e più comoda l’esistenza! Ma, anche ammettendo che la renda veramente più facile, con tutte le sue macchine così difficili e complicate, domando io: «E qual peggior servizio a chi sia condannato a una briga vana, che rendergliela facile e quasi meccanica?». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ebbene, a pensarci non avviene anche a noi uomini qualcosa di simile? Non crediamo anche noi che la natura ci parli? e non ci sembra di cogliere un senso nelle sue voci misteriose, una risposta, secondo i nostri desiderii, alle affannose domande che le rivolgiamo? E intanto la natura, nella sua infinita grandezza, non ha forse il più lontano sentore di noi e della nostra vana illusione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Forse nella mia domanda sentì ancora un sapor d’ironia, ch’io però non avevo voluto metterci. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo detto bambini e non bambine. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo osato nientemeno di non tenere nella debita considerazione quella sua veste da camera. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Oh, ne ha di buoni! – fece lui, guardando i dorsi di quei pochi che avevo già disposti sul palchetto della scrivania. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* M’ero coricato con la sigaretta in bocca, ancora accesa, e m’ero messo a leggere uno di quei libri del Paleari; distratto, avevo poi posato il mozzicone spento in quell’acquasantiera. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Questo dell’acquasantiera m’indusse a pensare che, fin da ragazzo, io non avevo più atteso a pratiche religiose, né ero più entrato in alcuna chiesa per pregare, andato via Pinzone che mi vi conduceva insieme con Berto, per ordine della mamma. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non avevo mai sentito alcun bisogno di domandare a me stesso se avessi veramente una fede. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Beato lui, alla fine! Comunque sia, ha risolto il problema. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E non avevo risolto nulla, io, intanto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non che credessi veramente di esser morto: non sarebbe stato un gran male, giacché il forte è morire, e, appena morti, non credo che si possa avere il tristo desiderio di ritornare in vita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi accorsi tutt’a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla Stìa, io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma, perdiana!, la Natura ha faticato migliaia, migliaia e migliaia di secoli per salire questi cinque gradini, dal verme all’uomo; s’è dovuta evolvere, è vero? questa materia per raggiungere come forma e come sostanza questo quinto gradino, per diventare questa bestia che ruba, questa bestia che uccide, questa bestia bugiarda, ma che pure è capace di scrivere la Divina Commedia, signor Meis, e di sacrificarsi come ha fatto sua madre e mia madre; e tutt’a un tratto, pàffete, torna zero? C’è logica? Ma diventerà verme il mio naso, il mio piede, non l’anima mia, per bacco! materia anch’essa, sissignore, chi vi dice di no? ma non come il mio naso o come il mio piede. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Scusi, non vorrà dir nulla per lei che tutta l’umanità, tutta, dacché se ne ha notizia, ha sempre avuto l’aspirazione a un’altra vita, di là? È un fatto, questo, un fatto, una prova reale. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Guarigione dell’astro, è vero? come ha detto lei l’altro giorno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quando una città ha avuto una vita come quella di Roma, con caratteri così spiccati e particolari, non può diventare una città moderna, cioè una città come un’altra. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mia figlia Adriana mi ha detto dell’acquasantiera, che stava in camera sua, si ricorda? Adriana gliela tolse dalla camera, quell’acquasantiera; ma, l’altro giorno, le cadde di mano e si ruppe: ne rimase soltanto la conchetta, e questa, ora, è in camera mia, su la mia scrivania, adibita all’uso che lei per primo, distrattamente, ne aveva fatto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Man mano che la familiarità cresceva per la considerazione e la benevolenza che mi dimostrava il padron di casa, cresceva anche per me la difficoltà del trattare, il segreto impaccio che già avevo provato e che spesso ora diventava acuto come un rimorso, nel vedermi lì, intruso in quella famiglia, con un nome falso, coi lineamenti alterati, con una esistenza fittizia e quasi inconsistente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Perché, quando il potere è in mano d’uno solo, quest’uno sa d’esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Erano quattro quei mascalzoni, ma avevo anch’io un buon bastone ferrato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ecco, – dissi io, – pensavo alla conseguenza che lei ha tratto dal mio vezzo di stropicciarmi il dito. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Compresi alla fine anch’io, guardando la veste da camera di mezzo lutto di Adriana, e argomentai che Terenzio Papiano, il cognato che si trovava ancora a Napoli, non doveva aver l’aria del vedovo compunto, e che, per conseguenza, quest’aria, secondo la signorina Caporale, la avevo io. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– C’è di male che tu hai mentito, e mi fai rabbia! Parlavamo degli attori di teatro che sono tutti... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* così, e allora tu hai detto: «Come il signor Meis! Chi sa perché non si fa crescere almeno i baffi?...», e io ho ripetuto: «Già, chi sa perché...». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Beato lei, – esclamò la Caporale, sospirando, – che ha potuto viaggiare tutta la vita! Ci parli almeno de’ suoi viaggi, via, se non vuol parlarci d’altro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E ora io, dopo un anno e più di forzato silenzio, provavo un gran piacere a parlare, a parlare, ogni sera, lì nel terrazzino, di quel che avevo veduto, delle osservazioni fatte, degli incidenti che mi erano occorsi qua e là. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quest’intima meraviglia coloriva straordinariamente la mia narrazione; dal piacere poi che le due donne, ascoltando, dimostravano di provarne, mi nasceva a mano a mano il rimpianto d’un bene che non avevo allora realmente goduto; e anche di questo rimpianto s’insaporava ora la mia narrazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Dalla sorpresa ridicolissima che ne provai, m’accorsi intanto che io, in tutte quelle sere, non avevo parlato affatto per lei, ma per quell’altra che se n’era stata sempre taciturna ad ascoltare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Non ci ha voluto dire, intanto, donde le fosse venuto quell’anellino che si fece tagliare da un orefice perché le serrava troppo il dito... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Come vuol lei; ma guardi, io posso finanche dirle che il nonno m’aveva regalato quell’anellino a Firenze, uscendo dalla Galleria degli Uffizi, e sa perché? perché io, che avevo allora dodici anni, avevo scambiato un Perugino per un Raffaello. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Dico che ha torto, – poi rispose. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Sarà che la donna è più generosa dell’uomo; ma le faccio notare che a poco a poco lei mi ha consigliato di combinarmi un’altra faccia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Perché avevo tanto insistito su questo discorso? Volevo proprio che la maestra Caporale mi spiattellasse lì, in presenza d’Adriana, ch’ella mi avrebbe amato, anzi mi amava, anche così, tutto raso, e con quell’occhio sbalestrato? No. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo tanto parlato e avevo rivolto tutte quelle domande particolareggiate alla Caporale, perché m’ero accorto del piacere forse incosciente che provava Adriana alle risposte vittoriose che quella mi dava. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Volli credere che questo mutamento dipendesse ancora perché Mattia Pascal era finito lì, nel molino della Stìa, e perché io, Adriano Meis, dopo avere errato un pezzo sperduto in quella nuova libertà illimitata, avevo finalmente acquistato l’equilibrio, raggiunto l’ideale che m’ero prefisso, di far di me un altr’uomo, per vivere un’altra vita, che ora, ecco, sentivo, sentivo piena in me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Vedi? vedi, Adriana, che lo specchio ha parlato? Che ti dicevo io?
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* Da un po’ di tempo a questa parte, l’occhio mi fa male: non mi ha servito mai bene; tuttavia non vorrei perderlo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo lasciato aperta la gelosia, aperti gli scuri. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo un bel dirmi:
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* Trovai, al solito, nel corridoio, presso all’uscio della mia camera, asserpolato sul baule, il fratello di Papiano, nello stesso atteggiamento in cui lo avevo veduto la prima volta. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Se ha bisogno d’un amico... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma, scusi, signorina, perché lei glielo ha dato, quel danaro?
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* – Due perfidie, una più nera dell’altra! Gliel’ho dato per dimostrargli che avevo ben compreso che cosa egli volesse da me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ha capito? Con la moglie ancora in vita, costui... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma quando avevo il pianoforte, io componevo ancora, per me sola, all’improvviso; mi sfogavo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E io ne ebbi quasi paura. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Ma il signor Terenzio Papiano, – m’arrischiai di nuovo a domandare, – le ha promesso forse la restituzione di quel denaro?
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* Già! Vuol essere aiutato da me, proprio da me; ha avuto la sfrontatezza di propormelo, così, tranquillamente... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– In una nuova perfidia! Comprende? Io vedo che lei ha compreso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sa perché? Ha, o piuttosto, dovrebbe avere quattordici o quindici mila lire di dote quella povera disgraziata: la dote della sorella, che egli doveva subito restituire al signor Anselmo, poiché Rita è morta senza lasciar figliuoli. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ha chiesto un anno di tempo per questa restituzione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La Caporale notò l’animazione con cui avevo parlato e, con aria di sfida, mi disse:
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* – Ha capito? – incalzai, scotendolo per un braccio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Non sono ancora re, da avere una sentinella alla porta. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Il signor Francesco Meis mi ha proprio assicurato che è suo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Non mi ha detto che fino a dieci anni lei stette a Torino?
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* Chinava il capo, con gli occhi chiusi, approvando tutto ciò ch’io dicevo per pigliarmelo a godere; son sicuro che se gli avessi detto che da bambini noi eravamo cresciuti insieme e che parecchie volte io gli avevo strappato i capelli, egli avrebbe approvato allo stesso modo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma che! chiamavano a questo bel tomo, come lei ha detto giustamente; e allora, così... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* per curiosità, mi avvicinai e gli domandai se si chiamasse proprio Meis e di che paese fosse, poiché io avevo l’onore e il piacere d’ospitare in casa un signor Meis... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ecco com’è andata! Lui mi ha assicurato che lei doveva essere suo parente, ed è voluto venire a conoscerla... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Conoscendolo bene, avevo pur troppo ragione di temere che egli, con quel fiuto nel naso, fosse bracco da non andare a lungo a vento: guai se fosse riuscito ad aver sentore della minima traccia: l’avrebbe certo seguitata fino al molino della Stìa>. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Balzai in piedi, reggendomi al tavolino per non cadere, nell’improvviso smarrimento angoscioso: stupefatto, quasi atterrito, tesi l’orecchio, con l’idea di fuggire non appena quei due – Papiano e lo Spagnuolo (era lui, non c’era dubbio: lo avevo veduto nella sua voce) – avessero attraversato il corridoio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Gli avevo io detto, allora, che mi chiamavo Mattia Pascal? Forse! Non ricordavo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«In che brutto impiccio ti sei cacciato, Adriano Meis! Tu hai paura di Papiano, confessalo! e vorresti dar la colpa a me, ancora a me, solo perché io a Nizza mi bisticciai con lo Spagnuolo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Eppure ne avevo ragione, tu lo sai. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma poiché lei ha l’occhio offeso, non ci addentriamo troppo nella filosofia, eh? e cerchiamo piuttosto d’inseguire per ispasso le lucciole sperdute, che sarebbero i nostri lanternini, nel buio della sorte umana. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Risate, signor Meis, di tutte le vane, stupide afflizioni che esso ci ha procurate, di tutte le ombre, di tutti i fantasmi ambiziosi e strani che ci fece sorgere innanzi e intorno, della paura che c’ispirò!
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* La paura messa avanti da lei per iscusa poteva avere altre cause, che il signor Anselmo non sospettava. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Non ebbi animo d’insistere più oltre. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io intanto, dal modo con cui era stato accolto il Bernaldez, avevo capito che il marchese Giglio non doveva saper nulla dell’intervento di lui alla seduta, e che doveva esserci sotto qualche intrighetto con la Pepita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Al posto d’Adriana, è vero? Ci avevo pensato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– E come va, Max, – domandò il Paleari, in tono d’amorevole rimprovero, – che tu, tanto buono tanto gentile, hai trattato così malamente la signorina Silvia? Ce lo vuoi dire?
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– Dica, dica, signorina! che è stato? che ha sentito?
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* Il ricordo del bacio fu per il momento soffocato in me dallo stupore per quella rivelazione veramente strana e inesplicabile, a cui avevo assistito. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Tante cose lette nei libri del Paleari mi balzarono in tumulto alla mente; e, con un brivido, pensai a quello sconosciuto che s’era annegato nella gora del molino alla Stìa, a cui io avevo tolto il compianto de’ suoi e degli estranei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quel pugno, lì, sul tavolino, in camera mia, non lo avevo udito io solo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il ricordo di ciò che avevo fatto in quei giorni al buio me la offuscò orribilmente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «Imbecille, che hai fatto? che hai fatto?»
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Che avevo fatto? Niente, siamo giusti! Avevo fatto all’amore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Al buio – era colpa mia? – non avevo veduto più ostacoli, e avevo perduto il ritegno che m’ero imposto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Adriana! Adriana! Che speranze le avevo acceso in cuore con quel bacio? Mia sposa, è vero? Aperte le finestre, festa per tutti!
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* Avevo già sperimentato come la mia libertà, che a principio m’era parsa senza limiti, ne avesse purtroppo nella scarsezza del mio denaro; poi m’ero anche accorto ch’essa più propriamente avrebbe potuto chiamarsi solitudine e noia, e che mi condannava a una terribile pena: quella della compagnia di me stesso; mi ero allora accostato agli altri; ma il proponimento di guardarmi bene dal riallacciare, foss’anche debolissimamente, le fila recise, a che era valso? Ecco: s’erano riallacciate da sé, quelle fila; e la vita, per quanto io, già in guardia, mi fossi opposto, la vita mi aveva trascinato, con la sua foga irresistibile: la vita che non era più per me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Troppe cose, senza parlare, le avevo detto, stringendole la mano, inducendola a intrecciar con le mie le sue dita; e un bacio, un bacio infine aveva suggellato il nostro amore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E che uomo dunque? Un’ombra d’uomo! E che vita? Finché m’ero contentato di star chiuso in me e di veder vivere gli altri, sì, avevo potuto bene o male salvar l’illusione ch’io stessi vivendo un’altra vita; ma ora che a questa m’ero accostato fino a cogliere un bacio da due care labbra, ecco, mi toccava a ritrarmene inorridito, come se avessi baciato Adriana con le labbra d’un morto, d’un morto che non poteva rivivere per lei! Labbra mercenarie, sì, avrei potuto baciarne; ma che sapor di vita in quelle labbra? Oh, se Adriana, conoscendo il mio strano caso... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma troppo recente era allora la mia triste scoperta, avevo ancor bisogno d’approfondirla bene, e l’amore e la pietà mi toglievano il coraggio d’infrangere così d’un tratto le speranze di lei e la mia vita stessa, cioè quell’ombra d’illusione che di essa, finché tacevo, poteva ancora restarmi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sentivo poi quanto odiosa sarebbe stata la dichiarazione che avrei dovuto farle, che io, cioè, avevo moglie ancora. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* guardi, signorina, qui qualcuno ha dovuto metter le mani!
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* – Quanto? – mi domandò ella, scontraffatta dall’orrore, dal ribrezzo, appena ebbi finito di contare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che diritto avevo io alla protezione della legge? Io ero fuori d’ogni legge. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Come ha potuto farlo? – dissi quasi tra me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Lei si starà zitta: gliel’impongo! Non dirà nulla a nessuno, ha capito? Vuole uno scandalo?
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* – Me lo giura? Su ciò che ha di più caro?
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* vediamo un po’! se questa sera io lo afferro per il collo e gli grido: «Qua subito il denaro che hai tolto di là, dallo stipetto, pezzo di ladro!». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Come andarmene però così, senz’alcuna spiegazione, dopo quanto era accaduto? Ella ne avrebbe cercato la causa in quel furto; avrebbe detto: «E perché ha voluto salvare il reo, e punir me innocente?». ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Egli voleva Adriana, per non restituire al suocero la dote della prima moglie: io avevo voluto togliergli Adriana? e dunque la dote bisognava che la restituissi io, al Paleari. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Con quel lutto nel cuore, con quell’esperienza fatta, me ne sarei andato via, ora, da quella casa, a cui mi ero già abituato, in cui avevo trovato un po’ di requie, in cui mi ero fatto quasi il nido; e di nuovo per le strade, senza meta, senza scopo, nel vuoto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi voltai; ma ecco; la avevo dietro, ora. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Il denaro? Ritrovato? Davvero? Ah, Dio sia lodato! – esclamò, levando le braccia; e corse, seguìta da me, ad annunziare esultante nel salotto da pranzo, dove Papiano e il Paleari gridavano e Adriana piangeva: – Ritrovato! ritrovato! Ecco il signor Meis! Ha ritrovato il denaro!
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* Avevo le dodici mila lire qua, nel portafogli, con me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma se lei, – disse, – ha guardato, me presente, da per tutto, anche nel portafogli; se lì, nello stipetto... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Chiedo anzi scusa a lei in special modo, che per la mia storditaggine, ha dovuto soffrire più degli altri. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il marchese, anzi, mi ha dato... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E mia cognata allora, che ha per lei... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che doveva ella dunque supporre? Ch’io, negando a quel modo il furto, avevo voluto punirla del mancato giuramento. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma perché? Evidentemente perché dall’avvocato, a cui le avevo detto di voler ricorrere per consiglio prima di denunziare il furto, avevo saputo che anche lei e tutti di casa sarebbero stati chiamati responsabili di esso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ebbene, e non mi aveva ella detto che volentieri avrebbe affrontato lo scandalo? Sì: ma io – era chiaro – io non avevo voluto: avevo preferito di sacrificar così dodici mila lire... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io ero dunque tratto per forza a profittar di quel furto ch’ella aveva svelato contro la mia volontà e che io avevo smentito, per troncare ogni relazione con lei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma che logica era questa? delle due l’una: o io avevo patito il furto, e allora per qual ragione, conoscendo il ladro, non lo denunziavo, e ritraevo invece da lei il mio amore, come se anch’ella ne fosse colpevole? o io avevo realmente ritrovato il denaro, e allora perché non seguitavo ad amarla?
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* Mi sarei punito così del male che le avevo fatto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Ma Adriana mi ha detto... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Forse Adriana crede che lei possa avere qualche ragione per... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma mi accorsi subito che avevo ancora in capo il berrettino da viaggio, che solevo portare per casa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo veduto l’una e l’altra nella semioscurità della mia camera: ora, alla luce, la signorina Pantogada mi parve un’altra; non in tutto veramente, ma nel naso... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – C’entra benissimo! Il signor Meis ha tutto il diritto d’esigere una soddisfazione; direi anzi che è in obbligo, sicuro! deve, deve... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Che ci ha da vedere? Il marchese stesso... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* ha sentito?
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* Ah, santo Dio, lei non sa che miserie! E poi, quella fraschetta, ha veduto? è innamorata, come una gatta, del pittore, di quel farabutto... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Lei ha ragione, lei freme, lo vedo: il sangue non è acqua. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo cominciato a sentirmi tra le spine fin dal primo vederlo: figurarsi ora, sentendolo sproloquiare così! A un certo punto, non ne potei più: tutto il sangue m’era montato alla testa: proruppi:
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* Ma sì! ma sì! Io non dovevo uccider me, un morto, io dovevo uccidere quella folle, assurda finzione che m’aveva torturato, straziato due anni, quell’Adriano Meis, condannato a essere un vile, un bugiardo, un miserabile; quell’Adriano Meis dovevo uccidere, che essendo, com’era, un nome falso, avrebbe dovuto aver pure di stoppa il cervello, di cartapesta il cuore, di gomma le vene, nelle quali un po’ d’acqua tinta avrebbe dovuto scorrere, invece di sangue: allora sì! Via, dunque, giù, giù, tristo fantoccio odioso! Annegato, là, come Mattia Pascal Una volta per uno! Quell’ombra di vita, sorta da una menzogna macabra, si sarebbe chiusa degnamente, così, con una menzogna macabra! E riparavo tutto! Che altra soddisfazione avrei potuto dare ad Adriana per il male che le avevo fatto? Ma l’affronto di quel farabutto dovevo tenermelo? Mi aveva investito a tradimento, il vigliacco! Oh, io ero ben sicuro di non aver paura di lui. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma vedevo lo stesso, col pensiero: avevo l’incubo di quel cappellaccio e di quel bastone, lasciati lì, sul parapetto del ponte. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma non le avevo forse avute addosso anche da morto? Ora almeno ero vivo, e agguerrito. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Oh che forse quei denari non erano miei? dovevo forse restituirli a qualcuno? m’ero indebitamente appropriato d’una parte di essi e avevo tentato di farmi credere vittima d’un furto, poi m’ero pentito, e, in fine, ucciso? Chi sa! Certo ero stato un uomo misteriosissimo: non un amico, non una lettera, mai, da nessuna parte... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sì, ma i danari? l’eredità? Adriana li ha veduti, tutti que’ miei biglietti di banca... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo già ammirato tutte le meraviglie d’arte della città; ora, stremato di forze per le emozioni violente, digiuno dalla mattina del giorno avanti, cascavo di fame e di sonno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E io avevo dormito! E ora, in questa impazienza angosciosa, avrei dovuto aspettare fino alla mattina del giorno seguente, per saper qualche cosa dai giornali di Roma. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Come Dio volle, arrivai finalmente a superare quella nuova interminabile nottata d’ambascia e ad avere in mano i giornali di Roma. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – E che hai fatto?
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* per tante vicissitudini, mi sono accorto che avevo sbagliato, che fare il morto non è una bella professione: ed eccomi qua: mi rifaccio vivo . ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Disgraziato! Che hai fatto... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* che hai fatto...? Ma non sai che tua moglie...?
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* ha ripreso marito!
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* – Roberto ha ragione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Oh, badi: io la lodo di questo: per me ha fatto benissimo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Oh, a proposito, – mi domandò mio fratello, – e come hai fatto, in tutto questo tempo, per...?
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* Dovetti fermarmi a desinare; ma fremevo di tanta impazienza, che non m’accorsi nemmeno di mangiare; sentii però infine che avevo divorato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Troppo umile per Pomino, ricco e figlio unico la casa in cui io, poveretto, avevo abitato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo quasi perduto, per la estrema eccitazione nervosa, la sensibilità delle gambe: andavo, come se non toccassi terra coi piedi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* che hai fatto?
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* – Lo domandi a me, che ho fatto? Tu hai ripreso marito... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* tu hai messo al mondo una figliuola, e hai il coraggio di domandare a me che ho fatto?
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* – Gliela lascio! la lascio a lui volentieri! Mi credete sul serio così pazzo da ridiventar vostro genero? Ah, povero Pomino! Povero amico mio, scusami, sai? se t’ho detto imbecille; ma hai sentito? te l’ha detto anche lei, tua suocera, e ti posso giurare: che, anche prima, me l’aveva detto Romilda, nostra moglie... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Vedi, Romilda? Abbiamo fatto pari e patta: io ho un figlio, che è figlio di Malagna, e tu ormai hai una figlia, che è figlia di Pomino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – E già, me n’ero scappato, hai sentito? Come se non m’avessero fatto scappar loro... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Mi basta che tutti mi rivedano e mi risappiano vivo di fatto, per uscir da questa morte, che è morte vera, credetelo! Già lo vedi: Romilda, qua, ha potuto divenir tua moglie... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* il resto non m’importa! Tu hai contratto pubblicamente il matrimonio; è noto a tutti che lei è, da un anno, tua moglie, e tale rimarrà. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Pomino mi rispose che non la vedeva più da due anni, ma che era viva; poi, a sua volta, mi domandò che avevo fatto io, dov’ero stato, ecc. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sarà pure così! Le prime feste me le ebbi da lui, calorosissime; poi egli volle per forza ricondurmi seco in paese per cancellarmi dall’animo la cattiva impressione che la dimenticanza dei miei concittadini mi aveva fatto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E dunque ero io, proprio io: donde tornavo? dall’altro mondo! che avevo fatto? il morto! Presi il partito di non rimuovermi da queste due risposte e lasciar tutti stizziti nell’orgasmo della curiosità, che durò parecchi e parecchi giorni. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E Oliva? L’ho incontrata per via, qualche domenica, all’uscita della messa, col suo bambino di cinque anni per mano, florido e bello come lei: – mio figlio! Ella mi ha guardato con occhi affettuosi e ridenti, che m’han detto in un baleno tante cose... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io ora vivo in pace, insieme con la mia vecchia zia Scolastica, che mi ha voluto offrir ricetto in casa sua. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E lo zoologo sì, può parlare dell’uomo e dire, per esempio, che non è un quadrupede ma un bipede, e che non ha la coda, vuoi come la scimmia, vuoi come l’asino, vuoi come il pavone. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* L’uomo dello zoologo ha sempre due gambe, di cui nessuna di legno; sempre due occhi, di cui nessuno di vetro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* È vero però che noi tutti, a nostra volta, possiamo rispondere allo zoologo che l’uomo ch’egli conosce non esiste, e che invece esistono gli uomini, di cui nessuno è uguale all’altro e che possono anche avere per disgrazia una gamba di legno o un occhio di vetro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma volendo parlare così astrattamente come codesti critici fanno, non è forse vero che mai l’uomo tanto appassionatamente ragiona (o sragiona, che è lo stesso), come quando soffre, perché appunto delle sue sofferenze vuol veder la radice, e chi gliele ha date, e se e quanto sia stato giusto il dargliele; mentre, quando gode, si piglia il godimento e non ragiona, come se il godere fosse suo diritto?
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* A proposito della mia disumana e, pare, inguaribile «cerebralità» e paradossale inverosimiglianza delle mie favole e dei miei personaggi, egli ha domandato a quegli altri critici donde attingevano il criterio per giudicare siffattamente il mondo della mia arte. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «Dalla cosiddetta vita normale?» ha domandato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Credo che non mi resti che di congratularmi con la mia fantasia se, con tutti i suoi scrupoli, ha fatto apparir come difetti reali, quelli ch’eran voluti da lei: difetti di quella fittizia costruzione che i personaggi stessi han messo su di sé e della loro vita, o che altri ha messo sù per loro: i difetti insomma della maschera finché non si scopre nuda. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ebbene, la vita ha voluto darmi la prova della verità di esso in una misura veramente eccezionale, fin nella minuzia di certi caratteristici particolari spontaneamente trovati dalla mia fantasia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Intanto la stranissima avventura non ha punto afflitto il Casati: anzi si direbbe che l’ha messo di buon umore, e, desideroso di nuove emozioni, ha voluto far una capatina alla... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* propria tomba e come atto di omaggio alla sua memoria, ha deposto sul tumulo un fragrante mazzo di fiori e vi ha acceso un lumino votivo!
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* Da quando ebbi conquistato rigo per rigo il mistero del sillabario — [massiccie lettere nere , minuscole ma in grassetto ; oneste incisioni in legno ; lontane e freddolose serate d'inverno , sotto al lume a petrolio , colla palla tutta dipinta di fiorellini arancioni ed azzurri , accanto alla mamma giovane e sola che cuciva coi capelli neri chinati sotto a' riflessi] — io non ebbi piacere più grande né consolazione più sicura del leggere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Niente di preciso avevo in testa né sapeva nulla d'Italia o di guerre : pur mi sfogavo a ridisegnare la barbuta faccia del Generale sul foglio di guardia del volume e mi sembrava che avesse ad essere vivo e vicino . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma uno dei momenti più divini della mia vita fu quando ebbi ogni diritto sulla biblioteca di casa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dopo qualche anno di letture furiose e disordinate mi accorsi che i pochi libri ch'erano in casa e quegli altri pochi- che potevo avere o ricorrendo alle scarse librerie di parenti e conoscenti o comprandone qualcuno usato coi centesimi risparmiati sul companatico o coi soldi rubati alla mamma , non bastavano . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io ne avevo dodici o tredici ma per l'età mia ero anche troppo alto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* L' impiegato — lo ricordo ancora: sia maledetto ! — 14 — era un omicciuolo con tanto- di pancetta e due occhietti cilestri di pesce morto e una piegaccia maligna a* due lati della bocca — mi squadrò con aria di compatimento e colla sua esosa voce strascicata mi chiese : Scusi , quanti anni ha lei ? Io feci il viso rosso più per la rabbia che per la vergogna e risposi , facendomi più vecchio di tre anni: — Quindici . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo intravisto , entrando laggiù , una sala lunga e vasta , con venerabili seggioloni ad alta spalliera coperti di panno verde , e tutto intorno libri libri e libri , libri vecchi grossi e massicci , colle costole di pergamena e di pelle , scritte e fregiate d* oro: una meraviglia ! E ognuno di que' libri chiudeva quel che cercavo , offriva
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* Avevo poco più di tredici anni — forse tredici anni e mezzo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non avevo provato mai un tal senso di riverenza — neppure in chiesa da piccino . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Era tale lo smarrimento e il piacere e lo stupore e il senso d'esser divenuto ad un tratto come più grande e più uomo che per quasi un'ora non riuscii a capir nulla nel libro che avevo dinanzi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma quando ebbi riscritto con qualche lirica inesattezza l'epopea fiammeggiante del sistema solare e la paziente storia delle scorze della terra pensai che non avevo fatto ancor tutto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo detto come il mondo s'era fatto veramente — ma non già quel che gli uomini avevan creduto e fantasticato sopra il principio delle cose . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo in casa una di quelle bibbie nere che trent'anni fa i protestanti inglesi vendevano in Italia per mezzalira (e nessuno le voleva): rilessi li tutta la Genesi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Rifrugai anche negli zibaldoni verdi che avevo trovato nella cesta-libreria e persi a poco a poco il ricordo della causa prima dalle mie ricerche per sperdermi nel dedalo , nel pelago e nel pruneto delle questioni bibliche . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Presi una cotta , ad esempio , per il tentativo concordatario : ebbi la pazienza di leggere il grosso libro di un tal Pianciani , eppoi il colossale Esamerone dello Stoppani e varie altre esercitazioni biologiche e scolastiche di gesuiti darwiniani o quasi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Finalmente , come e quando lo Spirito volle , la spuntai : avevo scritto più di dugento pagine fitte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma anche questa somma del razionalismo non andò innanzi ; e specialmente fu intralciata da altre ricerche che avevo intrapreso nello stesso tempo e che derivavano , come queste sulla Bibbia , da quel famoso primo capitolo della storia universale che non avevo mai scritto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dalle cosmogonie che si trovano nei libri sacri e nei miti popolari m'era venuto voglia di passare alle lor forme poetiche nelle età colte e siccome non facevo mai le cose a mezzo avevo scandagliato , a furia di dizionari e di storie , tutte le letterature del mondo per raccogliere e ritrovare quei poemi che avevan per argomento la creazione del mondo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Già tempo prima avevo studiato il bel castigliano in una grammatica da tre soldi e avevo tradotto qualche scena del Magico Prodigioso di Calderon , ma allora presi a guida i libri di Amador de los Rios e del Ticknor , ripescai i primissimi testi , dal fuero di Avila ai più tardi romances , almanaccai attorno al Mysterio de los Reyes Magos , m' innamorai del Poema del Cid , diventai specialista intorno a Gonzalo de Berceo e mi addentrai nella svelta arguzia dell'arciprete de Hita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo in mano un giornale comprato a forza di chissà quali umiliazioni , e camminavo a capo basso , stanco , annoiato , indispettito contro il caldo e contro gli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ero vestito male ; ero brutto ; ero bianco in viso ; avevo l'aspetto severo del malcontento : sentivo che nessuno mi amava e poteva amarmi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non m' importava di andar vestito cogli spogli del babbo , consumati , lisi e infrittellati ; con toppe ben messe dietro e in fondo ai calzoni , né di avere in testa cappellucci sbertucciati , né di camminare con scarpe troppo strette , risolate e rimontate più volte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppure avevo bisogno più degli altri — e per altre cose . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo- bisogno , prima di tutto , di libri — [quelli di casa eran pochi , in biblioteca non potei andar che tardi] — avevo bisogno di giornali [fin d' allora questi rubatempo mi tentavano] — avevo bisogno di carta da scrivere , e di penne e d' inchiostro . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Come fare , dunque ? Dove trovare i denari che io volevo , che dovevo avere a tutti i costi per le spese mie , per dar da mangiare alla mia anima ? Ricorsi a più mezzi : prima di tutto all' economia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A volte la mattina presto , mentre il babbo era ancora a letto , riuscivo lì fra il buio ad acchiappare qualche soldo nel taschino della sottoveste appesa a un attaccapanni — oppure non rendevo il resto di qualche spesa se il babbo se ne scordava — o dicevo di avere speso qualcosa di più — o di aver perso una parte dei quattrini per la strada . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E a dispetto deireconomie , della compassione materna , delle truffe e dei commerci succedeva a volte che non avevo niente , proprio niente , neppure un soldo per comprare un giornale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quanta passione in quei tempi ! Giorni bigi di freddo , di solitudine e di miseria senza speranza ! Quanta disperazione per la carta che sugava e in cui l'inchiostro cattivo si spandeva malignamente confondendo le parole e il pensiero ; per un pennino spuntato che non voleva scorrere e in casa non ce n'era più ; per la ostinazione di un libraio che non mi voleva dar quel libro per mezza lira di meno e io non avevo quattrini abbastanza. Anche a forza di sotterfugi , di preghiere , di inganni ero sempre il povero , il ragazzo povero e silenzioso che nessuno vede volentieri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Perchè nessuno ha capito questo e nessuno mi ha dato quel che avevo il diritto di avere ? Però non mi lamento di quella miseria né mi vergogno delle passate umiliazioni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* L'amarezza continua di chi non ha e non può avere mi ha tenuto lontano dagli altri , e ha costretto il mio spirito nel laminatoio del dolore che V ha reso più pulito , più affilato — e più degno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E più lontano ancora sparivano muri e siepi — e la strada solinga e massicciata (come i viottoli conventuali in montagna) saliva tra i cipressi o tra gli abeti e avevo là sotto le valli solcate e i prati bagnati e i fondi di nebbia e T illusione dell'infinito . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non potevo aspettarmi ricchezze , — non trionfi negli studi , poiché fin dal principio avevo infilato per necessità di cose una strada breve e mediocre di scuole , — non amore di donne perché brutto e pauroso , — non sterminatezza di sapere che le imprese troncate mi facevan male a pensarci . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quando questa lega dei disperati avesse esattamente combaciato coll'umanità intera si sarebbe dovuto scegliere il gran giorno — la fine ! Avevo pensato anche ai mezzi e mi parve che il veleno fosse assolutamente da preferirsi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo un cuore anch' io . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fino allora tutto l'amore compresso di cui ero colmo avevo dato a me stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo chiamato la morte presso di me in cattivi e patetici versi italiani e francesi ; e avevo pianto su quella mia morte vicina ed oscura . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo bisogno di affetto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fra quei cinque affiliati avevo anch'io la mia parte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tu sei ora un uomo serio , rispettato , operoso : hai ammiratori , seguaci , forse discepoli . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Hai fatto le tue campagne ; puoi mostrare le tue ferite ; hai saputo creare dal nulla qualcosa che sta , che regge e che rende ; hai voluto nascondere le traversie dolorose della tua anima complicata sotto il grembiule del manovale e gli occhiali del ragioniere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ti rammenti della tua prima casa , in quella strada pulita e solitaria , fra palazzi e giardini ben serrati , dove non passano verso sera che amanti e portieri ? Era una casa grande e un po' gialla e per quanto non potesse avere neppur cinquant'anni esalava già qualcosa di vecchio e di triste . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ti ricordi ? Ma i cipressi ci son ancora tutti e due né il temporale r ha schiantati né V accetta l'ha sbarbati e ci vanno ancora sulla sera i passerotti a pispolar d' amore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non so fino a qual punto tu sappia che il meglio della nostra vita comincia li e non prima e che proprio in quegli anni anima nostra ha scolpito per sempre i suoi lineamenti e misurata la lunghezza delle sue ali . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppure la nostra amicizia non ha a\aito niente di molle , di femmineo , di patetico e — diciamolo pure — di cordiale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ci siamo baciati mai ; non abbiamo pianto insieme , neppure una volta e nessuno di noi ha detto all'altro i segreti più cari delle sue passioni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quando t' innamorasti lo seppi da altri ed ebbi V annunzio del tuo matrimonio dal Corriere della Sera . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Conquistato il senso dell'unità mi si parò dinanzi la domanda eternamente ritornante : Di cosa è fatta quest'unità ? Che nome ha la sostanza invisibile e onnipresente che tutto fa e tutto diventa ? Materia ? Etere ? Energia ? Spirito ? Rifeci dentro di me , a grandi tratti , il dramma della filosofia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Un ultimo dubbio mi restava : morirò come gli altri ? Posso pensare che il mio pensiero smetta di pensare ? E gli uomini ! Ombre passeggere sullo schermo della mia sensibilità , fantasmi evocati dalla mia volontà , burattini pretensiosi del mio teatro interiore : che divertimento ! Quanto mi parevan nulli e buffi più di prima con tutto il loro travagliarsi ! Passavo fra mezzo a loro e pensavo : Eccoli qua che credon di vivere , che credon di esistere per loro conto e magari , — umili credenti — di essere immortali ! E non sanno di non esser altro che figurine frettolose della mia retina ; ricordi o aspettative lievi della mia anima ; gocciole inconsistenti di un fiume di immagini che in me solo ha la fonte e lo sbocco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Perchè avevo bisogno per la mia libertà della libertà altrui . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Pensavo , insieme ai pochi a' quali m''ero accostato , a un colpo di mano per impadronirci della città ; mi preparavo alla rivolta universale ; avevo voglia di scappare , di viaggiare ogni paese , di urtarmi coi corpi di tutti i popoli , di stomacarmi nelle esalazioni d'oriente , di sperdermi tra i fumi del nord . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E intanto , non potendo far nulla , scontento ed eccitato , avido e ischivo , scaricavo il mio sdegno in aforismi strafottenti e in sfoghi lirici e mordaci a somiglianza di quelli di Nietzsche ; e meditavo , in odio alla filosofia e a Kant suo degno rufiìano , una « Critica di ogni Ragione » e un « Crepuscolo dei Filosofi » ; e sentivo il bisogno apostolico di liberare gli altri come avevo , mi pareva , liberato me stesso : colla nuda e coraggiosa teoria . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ogni articolo ha il tono e il suono di un proclama ; ogni botta e battuta di polemica è scritta collo stile dei bollettini vittoriosi ; ogni titolo è un programma ; ogni critica è una presa della Bastiglia ; ogni libro è un vangelo ; ogni conversazione prende l'aria d'un conciliabolo di catilinari o di un club di sanculotti ; e perfino le lettere hanno l'ansito e il galoppo di moniti apostolici . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per l'uomo di vent'anni i tramonti medesimi sembrano avere i riflessi bianchi e delicati dell'alba che tarda a venire e le torcia che accompagnano i morti son fiiochi di gioia per le nuove fest(i e i rammarichi delle campane bigotte sono squilli che annunziano le nascite e accompagnano i battesimi delle anime . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È Tunica età rodomontica della vita , in cui si ha il vizio virile di prender tutti i tori per le corna ; in cui si cammina col passo agile e ben battuto dei poliorceti , col cappello sulle ventitré e un randello dì ciliegio nella mano nervosa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nei momenti della più profonda ubriachezza si ha la certezza felice di essere i primi uomini del mondo — i primi in ordine di tempo — i veri Adami ; e d'esser quelli che debbono assegnare il nome alle cose , edificar le città , fondare i regni , profetizzare le fedi e conquistare di riffa , corpo a corpo , T intera padronanza del mondo di qua . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il mondo ci sembra mal congegnato ; la vita senza armonia e senza grandezza ; il pensiero ci fa l'effetto di -87 una furiosa intenzione rimasta a mezzo , di un gesto appena iniziato , di un disegno nero e confuso che nessuno ha svolto in affresco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E il giornale , il famoso giornale che sta in cima al pensiero di chi vuol irrompere tra la calca dei mille e dei milioni per svegliarli e illuminarli ; il lungamente sognato e promesso giornale di chi vuol prender il mondo d'assalto e aggredire gli assopiti contemporanei all'usanza masnadiera ; il tante volte proposto e disegnato giornale che deve raccogliere le impazienze degli ignoti , dar voce e figura a un manipolo d'oscuri , rivelare ai maestri immediati , ai non più giovani , agli uomini di trenta e quarant'anni che i veri giovani , i freschi giovani di vent'anni , son arrivati anche loro alla maggior età e che un' altra generazione ha finalmente diritto alla parola — questo giornale assolutamente necessario che dev' esser come lo stiramento de' muscoli di un prigione appena desto e disciolto , come il primo canto spiegato di una bocca che dovette fin' oggi mormorare soltanto ; questo giornale che doveva essere , che voleva essere e poteva essere la prima vendetta di tutte le malinconie , lo sfogo invocato di tutti gli sdegni , l'arma di tutti i colpi di mano , la tromba wagneriana di tutte le sfide , il diario dei nostri sogni , la cartuccia delle troppo attese demolizioni , il getto e lo zampillo arcobalenante dei pensieri più temerari — questo famoso giornale finalmente si fece . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E sopra a questo caos e a questo cozzo di tendenze , di istinti , e di reazioni avevo piantato , come fiori supremi e bandiere comuni , la fede nell' intelligenza spregiudicata e nella divina virtù della poesia e nel perenne miracolo dell'arte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Di tratto in tratto , alzando gli occhi miopi dai fogli scritti , vedevo innanzi a me , in quel giuoco d' ombre scure e di chiari rossastri , le faccie attente dei miei compagni , le file disordinate del mio esercito , e mi pareva di leggere in alcuni occhi il fremito voglioso del sì e sentivo rombar nei miei orecchi i palpiti accelerati di venti , di trenta cuori e un soffio di simpatia calorosa veniva verso di me avvolgendomi tutto e mi commosse talmente che lOI le ultime frasi , che avevo scritte colle mie parole più armoniose e luminose nel freddo solitario di una mezzanotte d' inverno , mi usciron fuori come interrotte e soffocate da uno strano intenerimento improvviso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E si potè avere finalmente una stanza tutta per noi — una redazione ! Com'era bello in quel tempo Palazzo Davanzati , alta facciata di pietra nobile e vecchia dirimpetto alle ignobili rovine del mercato ! Nel mezzo un' arme incoronata e tronfia del seicento sporgeva infuori , bruna sulle bugne brune e su in alto la bella loggia aperta , aerea , libera , fiorentina , nostra , prometteva al passante che la guardava dal basso una larga vista di torri di marmo , di colline illuminate e di cieli sereni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppoi la mente ha bisogno di riposarsi e di rifarsi dopo tanti anni di fioriture e di falciature . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Lo sturm und drang è passato , [storia , aneddoto , pittoresco] ma la polla di quel tumulto e di quella tempesta è nelr io che resta , è nell' io perpetuo , assoluto che ha contatto coll'eternità e deve partecipare dell'eternità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Perchè il giovane , prima d'accostarsi alla vita per possederla , ha già dentro , se non ha l'anima irreparabilmente porcina , aspettazioni e mete tanto magnifiche e , certezze così intense di sublimità prossima e di potere divino che il reale com'è , la vita come scorre , non posson fare a meno d'esser per lui uno schiaffeggiar continuo di smentite . (G .Papini - Un uomo finito)
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* S'aspettava il paradiso e si ritrova nelle più fetenti bolgie d' inferno : credeva di trovare i fratelli colle mani protese e trova un branco di bestie bramose che ringhiano e s'avventano ; s'immaginava che la vita gli s'offrisse come pietra schietta e marmo di buona grana per scolpirci la sua immagine col duro scalpello della volontà e invece ha tra le mani una pastaccia di mota e di merda che non si fa modellare e modellata non regge . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non potevo soffrire la letteratura : quel che e' è di falso , di elegante , di finto , di accomodato e decorativo in codesta parola mi repugnava eppur amando svisceratamente alcuni poeti morti avevo un' invincibile antipatia per la gente che mette insieme poesie , novelle e romanzi per altrui divertimento e propria utiUtà . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Come potrei rinnegarli senza rinnegare tutto me stesso e il meglio della mia vita ? E difatti li accettavo , ma che dico ? li cercavo e l' invocavo con più amore che un figlio possa avere per un padre amoroso e con più tenerezza di quella che un fratello possa sentire per il fratello maggiore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Li amavo , insomma , più di quel che si può amare una donna perchè nella donna hai un viso solo e un' anima sola e loro mi davano dieci anime , mille anime : un'anima per la gioia e una per il dolore ; una per il superamento e una per la santificazione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per tutti quanti : per quelli che conoscevo e per quelli che non avevo veduti mai ; per quelli che mi biasimavano e per quelli che mi acclamavano ; per chi mi si faceva contro e per chi mi sfuggiva . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Molti hanno dovuto a me un risveglio di coscienza o una crisi di abbattimento che dopo li ha rifatti uomini e li ha rimessi sulla strada già da loro segnata . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi non ha la forza di guardarsi in viso si trucchi di nuovo e reciti pure la parte del galantuomo anche s'è uno schifoso e la — 134 — parte del genio se pure è uno sciocco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Se ha cominciato a leggere questa vita di un uomo colla voglia indiscreta di incontrarsi con qualche donna , butti via il libro e non ci pensi più . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma debbo confessare , per conto mio , che l'eterno femminino non mi ha portato né verso l'alto né verso il basso , né su né giù , — mai . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi hanno tolto , mi hanno chiesto — ed io ho dato loro un po' della mia vita , della mia giovinezza , del mio tempo , delle mie illusioni , dei miei pensieri — ma da loro non ebbi mai nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma per quel eh' io so e vedo e — 140 — ricordo a me non hanno dato mai nulla , proprio nulla , né un' idea , né un po' di forza , né tanto meno una spinta verso le altezze divine alle quali ha sempre aspirato l'inquieto spirito mio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Anch' io avevo bisogno , fin da quel tempo di un pò* di felicità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E quella sera avevo finalmente il coraggio di — 142 — dire a lei quel che pensavo da tanti mesi : il segreto delle mie prime notti smanianti si sgranava a poco a poco , in frasi brevi e interrotte , sotto la bianchezza indimenticabile di quella luna d'agosto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quand'ebbi conquistato con l'attività capricciosa e temeraria di tre o quattr'anni quel che per uno qualunque (per molti) sarebbe parso un arrivo e una vittoria — avere un nome , esser letto , discusso , seguito , temuto — sentii più profondamente di prima un vuoto vergognoso in me stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppoi ? Avere intorno alcune — 148 — scimmie che rifanno i tuoi gesti e qualche pappagallo che ribalbetta le tue frasi ; scorger libri col tuo nome sulla copertina , articoli che portano in fondo la tua firma ; sentire chi parla di te e non ti capisce o ti disprezza o t'invidia e non sa neppure spiaccicarti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Lotta di classe : cioè difesa della classe che ha fatto e che ha vinto contro la classe che vuol farla abdicare prima del tempo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Credevo con tutta la forza dell' anima di avere una m_issione nel mondo — una missione mia , una grande missione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo fatto me stesso : dovevo fare gli altri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo distrutto : dovevo ricostruire . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo disprezzato la realtà : dovevo mutarla e purificarla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo odiato gli uomini : dovevo amarli , sacrificarmi per loro , renderli simili a Dei . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma in che modo ? Ed ero degno di mettermi a tanta impresa ? E sarei riuscito ? Ero io stesso cosi pervaso e dominato dall'anima per avere il diritto di svegliare l'anime altrui e di imporre agli altri un'esistenza meno avviluppata nel brutto e nel male ? E se anche l'anima mia fosse stata netta , virtuosa e senza debolezze avrei avuto l'intelletto abbastanza grande e gagliardo per ispirare agli altri colParte la volontà dell'evasione necessaria dalla quotidianità incosciente , e per condurre a compimento l'elevazione di cento popoli verso la sfera del divino ? Per dar principio alla mia missione dovevo io stesso esser sicuro di me ; ripulirmi e grandificarmi — giungere alla perfezione morale e alla sublimità intellettuale : tramutarmi in santo ed in genio l XXIII . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Se non fosse cosi perchè sentirei ribollire continuamente in tutto me questa voglia enorme di esser grande , di avere un'anima grande , un'anima bella ? No , amici , è inutile tentarmi colle parolette all'orecchio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* GU altri — xéo — vedono tutto il male che e' è in un uomo : la naturale malignità umana ha gli occhi acuti e la mente pronta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non c'è proprio nessuno tra di voi che s'accorga quanto mi offendete e mi amareggiate con questo ingegno ? Al diavolo , il vostro ingegno ! Che roba è questa ? Credete proprio in coscienza eh' io mi possa contentare d'essere un uomo d' ingegno , un ragazzo di belle speranze fino alla bara , un buon compagno spiritoso e che sa interessare la gente ? Per chi mi avete preso , perdio ? Ho — 163 — forse la faccia bigia e ridente di un uomo che si contenta di quel che hanno tutti ed è felice quando ha dieci idee sulla lingua e cento franchi nel portafoglio ? Non vi siete accorti , gazze del malaugurio , che l' ingegno è la mercanzia più comune che si trovi alle fiere degli uomini ? E poi specialmente in Italia ! Ditemi un po' se vi riesce chi è in questo felice paese , benedetto dagli dei , chi è che non ha ingegno ? Se me ne portate davanti uno lo pago a peso d'argento . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non puoi negare che ha un bell'ingegno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi sa mettere insieme la ballatetta o la canzoncina con qualche cadenza simpatica e rime passabili ha ingegno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ha ingegno chi sa dipingere i fiorellini all'acquarello — che paion veri — ha ingegno chi picchia con garbo il pianoforte davanti a un Beethoven di gesso — ha ingegno chi sa descrivere con sentimentale eleganza le stragi di un terremoto — hanno ingegno perfino gli scultori di marron d'india e i dilettanti avveniristi che si godono r intelligenza altrui mandando in fumo parallelamente le idee e i sigari avana . (G .Papini - Un uomo finito)
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* — 164 — Ve lo domando un'altra volta : chi non ha ingegno fra noi ? Anche quelli che non fanno nulla hanno ingegno — anche i politici — anche i giornalisti . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Uno ha ingegno per far belle cose — l'altro ha ingegno per dar ad intendere che le sue brutte cose son belle . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il genio è fanciullo e pazzo , ed è genio perchè ha il coraggio di esser fanciullesco e pazzesco e non può far a meno di far qualche volta la figura dell'ignorante e dell'idiota , di quello che si meraviglia di tutto e fa dei discorsi senza senso comune . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo impegnato tutto me stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E per lunghi anni (tanti anni , tanti mesi , tanti giorni — e tante notti ! ) ti fui fedele come un cavaliere di chanson de geste e non ebbi altro Dio al tuo cospetto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per cambiare i prodotti , per avere il diritto di sperare in qualche verità definitiva , per ottenere un resultato ,che fosse veramente e radicalmente diverso dai soliti , era necessario prendere la risoluzione difficile — ma unica — di ricominciare da un'altra parte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non basta averle messe nelle vetrine e avere scritto sul frontone d'ogni vetrina l'articolo (inviolabile ?) della legge . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non più dubbio : ogni grosso foglio teorico ha da esser cambiabile nella moneta spicciola di fatti particolari , di resultati desiderabili . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo trovato un compagno degno di me , pazzo come me , determinato ad accompagnarmi e a spartire con me insulti e trionfi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Prima di attraversare l'Atlantico come profeta del nuovo regno io dovevo essere — realmente , effettivamente essere — quel che nella lunga vigilia avevo sognato per me , aveva proposto agli altri : un santo , una guida , un semidio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo riletto i vangeli senza la petulante animosità volterriana dei primi anni ; ero rientrato nelle chiese e non soltanto per ammirare l'architettura e per contemplare i quadri degli altari e gli affreschi delle cappelle . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo riletto i vangeli per cercarvi Cristo ; ero rientrato nelle chiese per trovarci Iddio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevo già riconosciuto , facendo la teoria della ricerca del diverso , che è necessario compenetrarsi .col tutto — 193 - perchè il tutto ci obbedisca . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fin dagli anni ultimi del 13 — 194 — r enciclopedismo ingordo avevo picchiato anche a quella porta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per la volgare strada maestra delle sedute spiritiche [salotti ridicoli ; vecchie isteriche abbrunate ; lampade rosse ; incontri di gambe e di piedi ; risate trattenute ; silenzio penoso in attesa dei colpi fatali !] avevo fatto qualche conoscenza fra le spie dell'ai di là . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Speranza , orgoglio , perfezione , divinità ! O miei sogni veramente cognati , o entusiasmi veramente sentiti , o amori insaziati e impazienti come primavere che hanno già l'arsura degli agosti ! Chi non ha provato nulla di simile , chi non — 202 — ha aspettato lunghe notti nel buio che le porte s'aprissero e la gran luce fosse ; chi non ha appressato la bocca asciutta e arida alla fonte che doveva zampillare ; chi non s'è visto grande in cima alla più grande montagna , rivale di Iddio , padrone degli uomini , signore della terra , al di là e al di sopra del male e del bene , dell'utile e dell' inutile e di tutte le piccole e le grosse , le vili e le gloriose faccende degli uomini , solo con sé stesso , solo nel cielo , non potrà capire quel eh' io sentissi e quel eh' io sento ripensando a quel ritorno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E colla testa posata sull'erbe rase degli altipiani , colle braccia distese come un titano crocifisso , non altro vedendo che r infinito celeste della poesia e della fede , a tu per tu coll'aperto cielo , cominciando a tremare quando le stelle cominciavano a tremare nel fosco blu del crepuscolo , — 203 — avevo aspettato il momento , l'attimo , lo scatto , lo scoppio — la rivelazione acciecante : il miracolo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Anche la poca forza che avevo mi abbandonò . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ero più quello di prima ; non ero quello che avevo voluto essere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quale mai cosa poteva prendermi e tenermi dopo quel che avevo tentato ? L'arte ? La gloria ? Il pensiero ? Non eran quelle , forse , le gioie che avevo lasciate addietro , le felicità a cui avevo rinunziato , i fini che avevo oltrepassato senza raggiungerli , perchè troppo prossimi e piccoli mi sembravano ? — 204 — Chi ha voluto tutto come può accontentarsi del poco ? Chi ricercò il cielo come può compiacersi della terra ? Chi s' inoltrò sulla via della divinità come può rassegnarsi airumanità ? Tutto è finito , tutto è chiuso , tutto è perduto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non son riuscito a fare quel che m'ero proposto , non ho compiuto quel che avevo promesso , non sono arrivato a quell'altezza d'animo , a quella gloria , a quella potenza che ho sognato , desiderato e voluto negli anni che furono . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Se non ha forze o poteri abbastanza o deve cercarli e acquistarli prima di mettersi all'opera oppure lasciar tutto e rincantucciarsi nell'ombra a far quel che tutti fanno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il male è — ormai lo posso dire — che i più deboli son quelli che si propongono le imprese più difficili , e i più vigliacchi quelle più coraggiose e chi ha il petto stretto e le gambe gracili le corse più lunghe . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La pigrizia , la dolce e velenosa pigrizia che ha cento visi e cento sorrisi , mi ha trascinato , sedotto e corrotto quasi sempre . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Lei , con la scusa del freddo o del sonno o della mancanza di carta o di penne mi ha portato via dal lavoro ; lei ha rimandato e ritardato per anni e anni le radicali cure dell'anima , le risoluzioni decisive . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E certe volte la paura del ridicolo mi ha fermato a metà strada quando stavo per compromettermi col mondo del corpo e della borsa — e i rispetti umani e la facile casuistica borghese mi hanno reso timido , incerto , tiepido e scordatore : — e gli interessi , i bisogni di denaro hanno rivolto ad altre cose le mie poche forze , hanno turbato il mio spirito , lo hanno costretto a bugie , a compromissioni , a indietreggiamenti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A poco a poco le belle ore di esaltazione non son più apparse ; nuove cure mi hanno occupato tutta l'anima ; V infingardia mi ha riempito di — 209 — bambagia gli orecchi perchè non sentissi i richiami e i rimorsi ; piaceri più bassi e fini più mediocri mi hanno mantenuto in quello stato di sogneria neghittosa e inquieta , nemica del fare , nella quale seguitavo ancora a promettere colle parole ma in cui era smarrita l'anima austera e grande affacciatasi in certe ore , e le fiamme d'un tempo non eran più che resti di bracia appena di tratto in tratto rosseggianti sotto la cenere bigia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A che cercar fuori la ricompensa che tu hai dentro di te ? Se la creazione della tua opera , se la vita delle persone nate da te , se la pienezza delle immagini inventate da te , non bastano a contentarti e a farti lieto , cosa vai cercando tra gli uomini ? Potranno darti essi , piccoH , freddi , mediocri , quel che il tuo stesso genio non ti ha dato ? Crea senza pensare a loro , getta le cose tue fra gli uomini per spaventarli o confortarli , eppoi seguita a creare finché forza ti resta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E se anche E anche se avessi ottenuto la potenza ? Anche se fossi diventato una specie di semidio terrestre , signore del cielo e della terra , vincitore della materia e della morte , padrone degli uomini e degli spiriti ? Cosa avrei fatto de' miei poteri ? In che modo avrei adoprato quella universale sovranità ? Mentre durava il mistico tirocinio verso il sognato comando non avevo pensato quasi mai al dopo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma come avrei potuto scegliere dinanzi alle infinite possibilità delle mie voglie ? Per scegliere bisogna preferire qualcosa ; amare questo di più e Taltro di meno ; avere in mente uno scopo qualunque ; soffrire in cuore d'un ideale creduto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma io non avevo nulla di ciò : né amori , né fini , né sogni . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma per colui che non ha muri e resistenze da nessun lato , teoricamente libero , teoricamente onnipotente , il « cosa fare ? » è mille volte più enigmatico e minaccioso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per colui che , troppo alto , non ha più gli umani bisogni interessi amori e verità tutto é sul piano medesimo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutti i sentimenti degli uomini son mossi dall' impotenza — appena la piena potenza é conquistata tu sei disumanato , sopraumanato , ma diventi insensibile , morto ; non hai più molla , più volontà , più direzione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nulla di più , nulla di meglio ! Tutta la fede nel mio genio sta nell'aspettativa , lunga e inutile di un colpo di ispirazione travolgente e trionfante , sta in questa mia irrequietezza perpetua che di nulla si contenta e di tutto ha schifo fuor che di un mondo celestiale e platonico che a momenti rni par d'intravedere tra le nuvole del mondo vero ; sta in quelle illuminazioni via subito volanti ; in quelle tenui mosse liriche , in quelle rapide immagini tramutantesi subito in buone frasi che spesso mi passan per l'anima quando penso senza guardare , quando traverso di sera i miei ponti , tra il fiume e il cielo tutti tremanti di luci . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ci vuol ben altro per avere il diritto di dar del tu ai molto potenti creatori e di salire sulla torre o sul monte per sputare o per piangere sulla processione dei pettoruti soddisfatti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* No : io son l' ignorante che s' è rinvoltato fra i libri , sono un ciuco di biblioteca , son colui che ha tanto imparato da perder la spontaneità senza acquistare la pretta sapienza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sono un piccolo prometeo che ha nel suo petto l'avvoltoio del rimorso perché col fuoco rubato ha saputo bruciare solamente sé stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vorrei regalare agli altri dopo averli derubati ; vorrei aggiungere qualcosa a quella civiltà che mi ha nu • trito . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Le ombre dei passati e dei presenti mi s'adunan dintorno ed io vorrei buttare in faccia a ciascuno il loro avere con tanto di frutti e interessi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* S'io divento più acuto dopo due tazze di caffè ; se ho più facilità di connettere dopo aver vuotato una teiera di te ; se divento lieto e paradossale dopo qualche bicchiere di spumante ; se mi sento più nobile sopra una vetta di mille metri ; se una musica di caffè o una fanfara di soldati o un tempo di sinfonia mi rendono più poetico e mi fanno nascere pensieri , immagini e periodi che non saprei evocare nel silenzio allora una sciocca vergogna mi riempie l'anima ed ho il crudele sospetto eh' io non sia altro che una macchina cerebrale che rende quel che ci si mette , che ha bisogno di combustibili e di essenze per lavorare e che non son io a pensare e a sognare ma che il caffè , il te , il vino , l'ossigeno e i suoni pensino e sognino in me . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Questa roba nera o bionda che metto in corpo ha un effetto su di me : se non la prendessi non scriverei quel che scrivo o non penserei a quel modo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi vende finzioni è un servitore di chi ha noia e quattrini — una specie di mezzano che offre vita fìnta altrui a chi non ha abbastanza vita dentro di sé . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Anche loro son buffoni come gli altri: cosa volete che vi faccia ? Anch'io quando li leggo e mi diverto e mi esalto a sentirli sono un ragazzo stupido che ha sempre bisogno delle novelle della mamma . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi ha mai pensato che quelli che illuminarono la nostra fanciullezza e ci accompagnarono con tante loro creature parlanti nelle serate malinconiche e libidinose dell' adolescenza e della giovinezza fossero dei buffoni ? Anch' io , quando non son preso da questa oscura rabbia che mi fa vomitar condanne e offese , dubito delle mie parole e sto per credermi ingiusto , forsennato e cattivo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutta Tarte loro , che qualche volta è grandissima , ha per fine di interessare profondamente gli oziosi lettori o spettatori , in modo che questi siano veramente trasportati fuor della loro piccola vita personale , uggiosa , vile e umiliante . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma niente , ma nulla è venuto e nessuno ha risposto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nessuno ha risposto in modo da spengere ogni voglia e bisogno di chiedere ancora ; niente è venuto che abbia calmato il cuore troppo impaziente e abbia saziata quest' anima mia , sitibonda come un deserto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Neppur coi filosofi ebbi fortuna : i migliori eran grammatici che a forza di afiìlare la falce facevan cader secca in terra la messe prima di mieterla e gli altri eran poeti fuori di strada , energumeni senza grazia che disegnavano giorno e notte , per immaginarie città celesti dove nessuno può vivere , lunghe alte e ricche facciate senza stanze dietro . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ogni uomo che parla ha una sua ragione e chi parla contro di lui ha pure la sua ed ha la sua anche colui che parla contro il primo e il secondo e un possibile quarto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volta per volta ci tocca ad assentire: anche il pazzo ha i suoi argomenti e bisogna ascoltarli con saggezza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Senza questa verità non riesco più a vivere e se nessuno ha pietà di me , se nessuno può rispondermi , cercherò nella morte la beatitudine della piena luce o la quiete dell'eterno nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non per questo ero venuto nel mondo , non per questo avevo accettato di vivere , non per questo venti anni di seguito mi son martoriato e flagellato l'anima come un frate pazzo si martoriava e flagellava il petto e le spalle . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il mondo ha perduto per me i suoi colori più vivi e i suoi contorni tagliati e precisi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A momenti mi pare di non poter riafferrare il pensiero e tutta una danza corrente , rapida , urlante , di idee sconvolte , di figure impossibili , di frammenti , di frasi ; una danza che mi prende e mi trascina e fa perdere me stesso nel tumulto delle mie proprie creature — accavallarsi di luci apparenti e sparenti in un gran mare buio — eppoi la stanchezza smorta di chi non ha più niente da fare in un mondo non più suo e vuol soltanto mangiare per riaccostarsi alla solidità della salute carnale . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma chi ha detto eh' io devo morire ? Morire ? Anch' io , dunque , dovrei smettere ad un tratto di respirare , di vedere , di muovermi , di soffrire ? Dovrei far come gli altri ? come tutti ? Tutti gli uomini muoiono . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutte le tavole di valori si sono spezzate in questi interni scontorcimenti ; ogni speranza è scolorita nel buio di questi anni ; le ancore possibili di salvezza non son che uncini per restare appiccicato a una terra , a una vita che non ha — 267 — * più promesse ed inviti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma ora che tutto è caduto ai miei occhi , ora che sol conosco r insolvibilità radicale dell' infinito e l' inutilità di ogni fatica , ora distruggo in me l' interessato , l' utilitario , il predace , il rapace , il giudeo , lo strozzino e acconsento a vivere appunto perchè la vita non ha stipendio — 271 — e seguito a pensare appunto perchè il pensiero non può mai avere il suo salario . (G .Papini - Un uomo finito)
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* U uomo disperato trova nel fondo stesso della sua disperazione la nuova base per rimbalzare al disopra della buca dei piagnistei ; l' uomo ateo che in niente e in nessuno ha più fede ritrova nella tragica vacuità del suo spirito solo , senza dei di nessuna specie , la forza di credere in sé , nel momento attuale di sé stesso e del mondo eh' è suo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* L' uomo soloy assolutamente solo , assolutamente spogliato , che non chiede nulla , che non vuol nulla , ch'è giunto al vertice del disinteresse per troppa perspicuità e non per cieca rinunzia , si rivolge al mondo ch'é spoglio per lui come una prateria bruciata , come una città devastata , il mondo che non ha più chiese , più mète , più asili e rifugi , e gli dice : Per quanto tu non mi prometta nulla sono ancora con te , mi unisco ancora alla tua forza , lavoro col tuo lavoro , ti accompagno e ti rifletto nel tuo spietato cammino . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma l'uomo che ha rinunziato a ogni compenso e lavora per ciò che sarà disfatto sapendo che sarà disfatto , è l'unico uomo degno , veramente degno di abitare serenamente l'universo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ed altre gioie gli son negate: egli non ha come i credenti nella vita , nell'umanità e nella verità consolazioni promesse e miraggi che lo sostengano e gli rendano meno dura ed aspra la via . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per quanto io faccia sono un uomo nato in Toscana , fra toscani , fra paesaggi e valori toscani — un uomo nato in Toscana nel 1881 , che ha avuto vent* anni col prim'anno del ventesimo secolo e che scrive nel presente anno millenovecentododici . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Su questo poggio sassoso , dove il vento non trova requie , il mio spirito ha ritrovato la calma e sé stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La vita mi ha riconquistato a poco a poco colla bellezza della sua semplicità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A questo figUuol prodigo che ha mangiato a tutti i banchetti intellettuali d' Europa € ha pasturato e bastonato i maiali altrui la vecchia casa ha preparato un cantuccio , accanto al focolare tutto nero di fumo , alla tavola d'abete che sa le gialle polende , i prosciutti salati e le pagnotte avvampate dal forno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nei primi tempi era tale il gusto del ritrovamento che avevo bisogno di portare in casa qualche pezzo di questa paese fraterno e paterno che riconoscevo e riamavo ogni giorno : un sasso appuntito come una montagna , una gallozzola staccata dalla foglia di una quercia , una ghianda liscia e ben modellata , un mazzo di fiori di campo , una coccola di cipresso , una spiga di granturco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* M'ero imbevuto di culture esotiche ; non avevo letto , quasi , libri italiani ; e , fra i libri , avevo preferito i teorici ai lirici , i dottrinali ai fantastici . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quei libri che avevo letto per dovere e curiosità , quei libri che mi avevano annoiato a scuola e lasciato freddo fuori , che avevo guardato fino allora come rettorica letteraria o documenti di storia , mi si aprivano ora dinanzi come amici e fratelli , prendevano un nuovo colore , davano un altro gusto , si rianimavano con tutto il primitivo vigore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* In quest' ultima e decisiva guerra non posso avere alleati . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io son costretto a creare un mondo nuovo che turba e inquieta me stesso nei lunghi tempi in cui sono , come tutti gli altri , borghese e realista ; un mondo che ha in sé frammenti e luci di profonda verità ma non è il mondo vivo e vero che noi tutti crediamo di conoscere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosi come sono e come ormai rimarrò sento d'essere anch' io una forza creatrice e dissolvitrice , sento di essere un valore , di avere un diritto , una parte , una missione fra gli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Chi tenta di smuoverlo , di animarlo , di incendiarlo , di rinnovarlo ed accrescerlo ha diritto — non alla riconoscenza di cui mi strafotto ora e sempre , ma alla libertà di parlare e di esistere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ogni uomo ha bisogno , per vivere , di non credersi totalmente inutile . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io , invece , mi sfogo ed intendo lo sfogo coi più plebei e stomacosi sinonimi: intendo lo sputo che sale dal fondo della mia gola infiammata e che vola come per incanto in infinita spruzzaglia su tutti i visi eh' io sarei degno di schiaffeggiare — intendo il vomitare la bile che mi ha distillato dal sangue lo spettacolo della nostra vita — intendo lo scolar della marcia giù dalle bolle e dalle piaghe e dai bubboni della mia immorale personalità esposta al contagio dei più popolosi lazzeretti — intendo il rutto improvviso e tonante che vien dal profondò come il disprezzo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non son finito ! Dunque si va dicendo in Italia ch'io sono un uomo vuotato , esaurito , finito ? Si dice davvero eh* io fui un fuoco di paglia e che il vento di primavera ha portato via anche l'ultimo velo di cenere ? Adagio , ragazzi ! Aspettate un poco , di grazia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sento sempre il sangue che batte a martello ai polsi e alle tempie ; ho ancora un ribollimento d' idee nella testa ; il pensiero non mi ha abbandonato : s'è fatto anzi più chiaro e risoluto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il fiore è fiorito ma il frutto ha da maturare innanzi di marcire . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fin verso i trent'anni si ha da battagliare cogli anziani e V impresa è più comoda . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ho paura dei nuovi come non ebbi paura degli antichi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Fra voialtri c'è chi ha fatto dell'arte o ne farà : benissimo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il buon secentista ha voluto sul principio mettere in mostra la sua virtù ; ma poi , nel corso della narrazione , e talvolta per lunghi tratti , lo stile cammina ben più naturale e più piano .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Sì ; ma com'è dozzinale ! com'è sguaiato ! com'è scorretto ! Idiotismi lombardi a iosa , frasi della lingua adoperate a sproposito , grammatica arbitraria , periodi sgangherati .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E poi , qualche eleganza spagnola seminata qua e là ; e poi , ch'è peggio , ne' luoghi più terribili o più pietosi della storia , a ogni occasione d'eccitar maraviglia , o di far pensare , a tutti que' passi insomma che richiedono bensì un po' di rettorica , ma rettorica discreta , fine , di buon gusto , costui non manca mai di metterci di quella sua così fatta del proemio .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E allora , accozzando , con un'abilità mirabile , le qualità più opposte , trova la maniera di riuscir rozzo insieme e affettato , nella stessa pagina , nello stesso periodo , nello stesso vocabolo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ecco qui : declamazioni ampollose , composte a forza di solecismi pedestri , e da per tutto quella goffaggine ambiziosa , ch'è il proprio carattere degli scritti di quel secolo , in questo paese .(Manzoni-I Promessi Sposi)* In vero , non è cosa da presentare a lettori d'oggigiorno : son troppo ammaliziati , troppo disgustati di questo genere di stravaganze .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Meno male , che il buon pensiero m'è venuto sul principio di questo sciagurato lavoro : e me ne lavo le mani» .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Nell'atto però di chiudere lo scartafaccio , per riporlo , mi sapeva male che una storia così bella dovesse rimanersi tuttavia sconosciuta ; perché , in quanto storia , può essere che al lettore ne paia altrimenti , ma a me era parsa bella , come dico ; molto bella .(Manzoni-I Promessi Sposi)* «Perché non si potrebbe , pensai , prender la serie de' fatti da questo manoscritto , e rifarne la dicitura ?» Non essendosi presentato alcuna obiezion ragionevole , il partito fu subito abbracciato .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ed ecco l'origine del presente libro , esposta con un'ingenuità pari all'importanza del libro medesimo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Taluni però di que' fatti , certi costumi descritti dal nostro autore , c'eran sembrati così nuovi , così strani , per non dir peggio , che , prima di prestargli fede , abbiam voluto interrogare altri testimoni ; e ci siam messi a frugar nelle memorie di quel tempo , per chiarirci se veramente il mondo camminasse allora a quel modo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Una tale indagine dissipò tutti i nostri dubbi : a ogni passo ci abbattevamo in cose consimili , e in cose più forti : e , quello che ci parve più decisivo , abbiam perfino ritrovati alcuni personaggi , de' quali non avendo mai avuto notizia fuor che dal nostro manoscritto , eravamo in dubbio se fossero realmente esistiti .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E , all'occorrenza , citeremo alcuna di quelle testimonianze , per procacciar fede alle cose , alle quali , per la loro stranezza , il lettore sarebbe più tentato di negarla .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ma , rifiutando come intollerabile la dicitura del nostro autore , che dicitura vi abbiam noi sostituita ? Qui sta il punto .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Chiunque , senza esser pregato , s'intromette a rifar l'opera altrui , s'espone a rendere uno stretto conto della sua , e ne contrae in certo modo l'obbligazione : è questa una regola di fatto e di diritto , alla quale non pretendiam punto di sottrarci .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Anzi , per conformarci ad essa di buon grado , avevam proposto di dar qui minutamente ragione del modo di scrivere da noi tenuto ; e , a questo fine , siamo andati , per tutto il tempo del lavoro , cercando d'indovinare le critiche possibili e contingenti , con intenzione di ribatterle tutte anticipatamente .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Né in questo sarebbe stata la difficoltà ; giacché (dobbiam dirlo a onor del vero) non ci si presentò alla mente una critica , che non le venisse insieme una risposta trionfante , di quelle risposte che , non dico risolvon le questioni , ma le mutano .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Spesso anche , mettendo due critiche alle mani tra loro , le facevam battere l'una dall'altra ; o , esaminandole ben a fondo , riscontrandole attentamente , riuscivamo a scoprire e a mostrare che , così opposte in apparenza , eran però d'uno stesso genere , nascevan tutt'e due dal non badare ai fatti e ai principi su cui il giudizio doveva esser fondato ; e , messele , con loro gran sorpresa , insieme , le mandavamo insieme a spasso .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Non ci sarebbe mai stato autore che provasse così ad evidenza d'aver fatto bene .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ma che ? quando siamo stati al punto di raccapezzar tutte le dette obiezioni e risposte , per disporle con qualche ordine , misericordia ! venivano a fare un libro .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Veduta la qual cosa , abbiam messo da parte il pensiero , per due ragioni che il lettore troverà certamente buone : la prima , che un libro impiegato a giustificarne un altro , anzi lo stile d'un altro , potrebbe parer cosa ridicola : la seconda , che di libri basta uno per volta , quando non è d'avanzo .(Manzoni-I Promessi Sposi)*
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* Oggi ancora la mia idea mi pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati , che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Sembrava tanto curioso di se stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante verità e bugie ch’egli ha qui accumulate! .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ieri avevo tentato il massimo abbandono .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* L’esperimento finì nel sonno più profondo e non ne ebbi altro risultato che un grande ristoro e la curiosa sensazione di aver visto durante quel sonno qualche cosa d’importante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Vedo , intravvedo delle immagini bizzarre che non possono avere nessuna relazione col mio passato: una locomotiva che sbuffa su una salita trascinando delle innumerevoli vetture; chissà donde venga e dove vada e perché sia ora capitata qui!
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* Subito vedo un bambino in fasce , ma perché dovrei essere io quello? Non mi somiglia affatto e credo sia invece quello nato poche settimane or sono a mia cognata e che ci fu fatto vedere quale un miracolo perché ha le mani tanto piccole e gli occhi tanto grandi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Risorge solo ora perché non sapevo prima che potesse avere importanza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mio padre rise delle mie disposizioni alla matematica o alla sartoria e non s’avvide che avevo le dita nel taschino del suo panciotto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero prossimo al sonno , ma avevo gli occhi tuttavia pieni di sole e tardavo a perdere i sensi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Una volta , allorché da studente cambiai di alloggio , dovetti far tappezzare a mie spese le pareti della stanza perché le avevo coperte di date .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per esempio il terzo giorno del secondo mese del 1905 ore sei! Ha un suo ritmo quando ci si pensa , perché ogni singola cifra nega la precedente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi propinò anche un certo acido che mi ha rovinato perché da allora soffro di un eccesso di acidità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Stavo preparandomi a Graz per il primo esame di stato e accuratamente avevo notati tutti i testi di cui abbisognavo fino all’ultimo esame .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* È vero che avevo studiato poco anche quelle altre cose causa una giovinetta delle vicinanze che , del resto , non mi concedeva altro che una civetteria alquanto sfacciata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Fino ad allora non avevo certo conosciuto un tale amore e quando mi capitò non mi diede neppur esso la salute , ma è importante per me ricordare di aver rintracciata la malattia dove un dotto vedeva la salute e che la mia diagnosi si sia poi avverata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non ne ebbi grande vantaggio , ma nella vita una nota nuova ch’echeggia tuttora .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* È poi vero ch’essendo riuscito con grande sforzo ad eliminare dal mio animo ogni proposito , riuscii a non fumare per varie ore , ma quando la bocca fu nettata , sentii un sapore innocente quale deve sentirlo il neonato , mi venne il desiderio di una sigaretta e quando la fumai ne ebbi il rimorso da cui rinnovai il proposito che avevo voluto abolire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Lo vidi sempre così , un po’ curvo , ma solido e a me parve sempre vecchio , come vecchio lo vedo oggidì che ha ottant’anni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ha lavorato e lavora per me , ma io non l’amo perché penso che mi ha impedito il lavoro che fa lui .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non ebbi mai un dubbio ch’egli non avesse tenuta la scommessa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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In verità , a forza di voler cessare del tutto dal fumare , all’eventualità di fumare di meno non avevo mai pensato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Neppure Giovanna ne ha le chiavi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa stessa per arrivare all’aperto deve salire al secondo piano ed ha solo lei le chiavi di quella porta che si è aperta per noi su quel pianerottolo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Spiegai al dottore che ne avevo prese con me solo due e che volevo cessar di fumare in punto alla mezzanotte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Giacché hai deciso così , sii forte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Leggevo senz’intendere e avevo addirittura delle visioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Intanto , per quietarla , mentii e le dichiarai ch’io non ci pensavo nemmeno , che non avevo più voglia di leggere e preferivo di far quattro chiacchiere con lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non si potrebbe avere una sigaretta , una sola? Io la pagherei dieci corone , ma domani , perché con me non ho neppur un soldo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Anzi! Il dottore , prima di uscire mi ha consegnata questa bottiglia di cognac .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non saprei ripetere esattamente quello ch’essa mi disse , dopo aver ingoiati varii bicchierini , nel suo puro dialetto triestino , ma ebbi tutta l’impressione di trovarmi da canto una persona che , se non fossi stato stornato dalle mie preoccupazioni , avrei potuto stare a sentire con diletto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ne ebbi una contusione alla mano e non c’è di meglio di un dolore fisico per destare delle idee nuove .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi inghiottii anch’io del cognac e dichiarai che ormai che avevo tanto di quel liquore a mia disposizione , delle sigarette non m’importava più niente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* L’invitai di prendere la bottiglia con sé , perché io ne avevo abbastanza di quel liquore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo un soldo con me e mormorai:
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Da mia moglie ebbi una buona notizia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Addormentandomi pensai di aver fatto bene di lasciare la casa di salute poiché avevo tutto il tempo per curarmi lentamente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Se descrivessi troppo minuziosamente mio padre , potrebbe risultare che per avere la mia guarigione sarebbe stato necessario di analizzare lui dapprima e si arriverebbe così ad una rinunzia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Mia madre era morta quand’io non avevo ancora quindici anni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli si lasciava guidare da lei che amava e rispettava , ma pare ch’essa non sia mai riuscita ad avere da lui la confessione di alcun tradimento , per cui morì nella fede di essersi sbagliata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Eppure i buoni parenti raccontano ch’essa ha trovato il marito quasi in flagrante dalla propria sarta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Ma perché hai atteso finora per mangiare? Potevi mangiare , eppoi attendermi!
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* E vedendo che ci teneva tanto , cessai per un istante di mangiare e gli dissi secco , secco , ch’io fino a quell’ora avevo discusse le origini del Cristianesimo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Qui ebbi un dubbio:
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Vedendolo moversi così malsicuro , ebbi di nuovo il dubbio che stesse male e glielo domandai .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Ho paura che non saprò dire a te quello che penso , solo perché tu hai l’abitudine di ridere di tutto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Oggi che scrivo , dopo di aver avvicinata l’età raggiunta da mio padre , so con certezza che un uomo può avere il sentimento di una propria altissima intelligenza che non dia altro segno di sé fuori di quel suo forte sentimento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Da mio padre è certo che nell’ultimo istante lucido della sua vita , il suo sentimento d’intelligenza fu originato da una sua improvvisa ispirazione religiosa , tant’è vero che s’indusse a parlarmene perché io gli avevo raccontato di essermi occupato delle origini del Cristianesimo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Nel mio sonno profondo ebbi dapprima un certo turbamento , poi intravvidi la vecchia che saltava per la camera e infine capii .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Voleva forse scusarsi di avermi chiamato mentre io già avevo capito che aveva fatto bene a destarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo ancora capito tutto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Celai il capo sul guanciale stesso di mio padre e piansi disperatamente emettendo i singulti che poco prima avevo rimproverati a Maria .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* La testa di mio padre era incoronata da una ricca , bianca chioma ricciuta , mentre io a trent’anni avevo già i capelli molto radi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io avevo già vista la morte su quella faccia sconvolta dal dolore e non speravo più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo parlato anche del contegno strano di mio padre , della sua ansia di vedermi , della sua fretta di coricarsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non gli riferii i discorsi strani di mio padre: forse temevo di essere costretto di dire qualche cosa delle risposte che allora io a mio padre avevo dato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La voglia di piangere l’avevo sempre nei miei nervi scossi , ma mi vi abbandonavo senza resistenza per far vedere le mie lagrime e farmi perdonare dal dottore il giudizio che avevo osato di dare sull’opera sua .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Si mise allora gli occhiali e , col suo aspetto d’impiegato pedantesco , aggiunse ancora delle spiegazioni che non finivano più , sull’importanza che poteva avere l’intervento del medico nel destino economico di una famiglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Prima di tutto a me stesso , a me che avevo voluto morto mio padre e che non avevo osato dirlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi però un’altra smorfia di disgusto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Invece la notte scorsa , dopo di aver passata parte della giornata di ieri a raccogliere questi miei ricordi , ebbi un sogno vivissimo che mi riportò con un salto enorme , attraverso il tempo , a quei giorni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi rivedevo col dottore nella stessa stanza ove avevamo discusso di mignatte e camicie di forza , in quella stanza che ora ha tutt’altro aspetto perché è la stanza da letto mia e di moglie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne avevo poi anche con me stesso che non sapevo riprendere la discussione col dottore per dirgli chiaramente ch’io non davo un fico secco per la sua scienza e che auguravo a mio padre la morte pur di risparmiargli il dolore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Chi ha provato di restare per giorni e settimane accanto ad un ammalato inquieto , essendo inadatto a fungere da infermiere , e perciò spettatore passivo di tutto ciò che gli altri fanno , m’intenderà .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Hai dormito?
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* Non era quella la coscienza ch’io avevo tanto temuto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Durante la notte che seguì , ebbi per l’ultima volta il terrore di veder risorgere quella coscienza ch’io tanto temevo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Hai visto? Hai visto?
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Come sarebbe stato possibile di avere la certezza che il mio ragionamento era giusto? Pensai persino di dirigermi a Coprosich .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il desiderio di novità che c’era nel mio animo veniva soddisfatto da Giovanni Malfenti ch’era tanto differente da me e da tutte le persone di cui io fino ad allora avevo ricercato la compagnia e l’amicizia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Sa chi ha detto questo e chi ha detto quello .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Perfettamente d’accordo , mi proposi di dare quell’ordine di vendita al mio agente e intanto ne presi nota in un libretto che in quel torno di tempo avevo di nuovo istituito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma si sa che la tasca non si vede durante il giorno e così per varie sere ebbi la sorpresa di ritrovare nella mia quell’annotazione al momento di coricarmi e troppo tardi perché mi servisse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Gli raccontai che le azioni sarebbero state vendute solo la dimane e , assumendo un’aria d’importanza , volli fargli credere che io avessi avuto delle notizie che avevo dimenticato di dargli e che m’avevano indotto a non tener conto del suo consiglio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Quando si ha una mente come la tua non ci si occupa di affari .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Hai da imparare ancora parecchie cose , tu .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Se dando a te la mia malattia io potessi liberarmene , te la darei subito , magari raddoppiata! Non ho mica le ubbie umanitarie che hai tu!
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* Io mi chiamo Zeno ed avevo perciò il sentimento che stessi per prendere moglie lontano dal mio paese .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Io fui sincero perché non ebbi il tempo necessario per confezionare una bugia:
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Mi fece vedere la lettera di un suo amico intimo che domandava mie nuove: Era stato mio compagno di studii costui e gli avevo voluto molto bene finché l’avevo creduto destinato a divenire un grande chimico .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi io , per difendermi , un giorno in cui m’accusavano di aver perdute delle carte , dissi a mia moglie e a mia suocera che non potevo avere la fortuna del babbo cui le carte ritornavano da sole al portafogli .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non era una scelta difficile quella che avevo da fare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Se ora su di me non incombesse la serietà della vita , – e non dissi che tale serietà io la sentivo da poco tempo , dacché avevo risolto di sposarmi – io sarei passato ancora di facoltà in facoltà .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* E invece era vero ch’io avevo cambiato di studii nelle più varie stagioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non tutta la colpa è mia e lo si vede dal fatto che Augusta e Alberta , ch’io non avevo prescelte , mi giudicarono altrimenti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Io avevo parlato dell’Università e Alberta , che stava facendo il penultimo anno del ginnasio , raccontò dei suoi studii .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Senz’essere un oratore , avevo la malattia della parola .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ma io avevo uno speciale odio per la perfida Albione e lo manifestai senza temere di offendere Ada che del resto non aveva manifestato né odio né amore per l’Inghilterra .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io vi avevo trascorso alcuni mesi , ma non vi avevo conosciuto alcun inglese di buona società visto che avevo smarrite in viaggio alcune lettere di presentazione ottenute da amici d’affari di mio padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* A Londra perciò avevo praticato solo alcune famiglie francesi ed italiane e finito col pensare che tutte le persone dabbene in quella città provenissero dal continente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ada invece era stupita e credeva di avere frainteso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Così appresero del tiro che avevo giocato al mio vecchio padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io sempre alla morte pensavo e perciò non avevo che un solo dolore: La certezza di dover morire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Tutte le altre cose divenivano tanto poco importanti che per esse non avevo che un lieto sorriso o un riso altrettanto lieto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Meno male se avessi agito a quel modo un dieci anni prima , a vent’anni! Ma esser stato punito di tanta bestialità solo perché avevo deciso di sposarmi , mi pare proprio ingiusto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo da fare con una fanciulla delle più semplici e fu a forza di sognarne ch’essa m’appari quale una civetta delle più consumate .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma io avevo mescolato tanto intimamente la realtà ai sogni che non riuscivo a convincermi ch’essa mai m’avesse baciato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Prima non avevo sbagliato mai e devo credere di essermi ingannato sul conto di Ada per avere da bel principio falsati i miei rapporti con lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il mio passato m’afferrava ora con la violenza dell’ultimo addio perché io avevo il sentimento di allontanarmene di molto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Eppoi io stesso non avevo detta la parola necessaria e potevo persino figurarmi che Ada non sapesse ch’io ero là pronto per sposarla e potesse credere che io – lo studente bizzarro e poco virtuoso – volessi tutt’altra cosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Vero è che oramai desideravo tutta Ada cui avevo continuato a levigare assiduamente le guancie , a impicciolire le mani e i piedi e ad isveltire e affinare la taglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il giorno prima ancora io avevo sopportata la sua assenza ed avevo anzi prolungata la mia visita sperando ch’essa pur avrebbe finito coll’apparire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Mi sentii tanto sereno che volli far dimenticare il risentimento che poco prima avevo manifestato e fui gentilissimo con Ada ed anche con Anna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Fino ad allora avevo trattato altrimenti con le donne con cui avevo avuto a fare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Le avevo assaltate mettendo loro prima di tutto addosso le mani .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* V’era ancora la possibilità di ritornare a quella porta che avevo chiusa dietro di me , suonare il campanello e domandar di poter dire ad Ada quelle parole ch’essa sulla propria mano aveva cercato invano? Non mi parve! Avrei mancato di dignità dimostrando troppa impazienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Eppoi avendola prevenuta che sarei ritornato le avevo preannunziate le mie spiegazioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ecco che avevo finalmente cessato di raccontare delle storie a tre fanciulle e avevo invece baciata la mano ad una sola di esse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Dopo la morte di mio padre , io avevo abbandonate le mie abitudini di nottambulo e ora , dacché avevo risolto di sposarmi , sarebbe stato strano di ritornarvi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Di giorno io avevo accolte con la più cieca fiducia le spiegazioni di Ada su quelle sue tre assenze dal suo salotto nelle ore in cui io vi era , fiducia dovuta alla mia salda convinzione che la donna seria ch’io avevo scelta non sapesse mentire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non ricordavo bene le parole che le avevo dirette con la testa in fiamme , ma credevo di esser certo di averle riferita quella scusa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Insomma non avevo ancora perduta la capacità di ridere della mia avventura; la sola capacità che mi mancasse era quella di dormire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* In mezzo alle cure della mia persona che quel giorno esagerai , io non pensai ad altro: Avevo fatto bene baciando la mano di Ada o avevo fatto male di non baciarla anche sulle labbra?
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Proprio quella mattina ebbi un’idea che credo m’abbia fortemente danneggiato privandomi di quel poco d’iniziativa virile che quel mio curioso stato d’adolescenza m’avrebbe concesso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non sarebbe bastato di dirigerle la frase fatta che avevo preparata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Cinque! – corressi io che ne avevo fatto il calcolo nella notte , ricordando che la mia prima visita era stata fatta d’autunno e che ora ci trovavamo in piena primavera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avevo suonato con Augusta e , infatti , talvolta avevo parlato più con lei , che mi stava a sentire , che non con Ada , ma solo perché essa spiegasse ad Ada le mie storie accompagnate dalla sua approvazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dovevo parlare chiaramente con la signora e dirle delle mie mire su Ada? Ma poco prima io avevo risolto di parlare con la sola Ada e d’indagarne l’animo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* In realtà non avevo che sfiorata la sua mano con le mie labbra .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Venne quello che avevo sperato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Poco dopo fui contento d’essere rimasto perché m’avvidi che avevo bisogno di un ulteriore chiarimento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi ricordai oscuramente che l’ultima volta in cui l’avevo vista (cioè intravvista , perché allora non avevo sentito il bisogno di guardarla) le nipoti , non appena essa se ne era andata , avevano osservato che non aveva una buona cera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non appena ebbi varcata la soglia di quella casa il mio stato d’animo mutò .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Che liberazione! Non avevo più da studiare le intenzioni della signora Malfenti né di forzarmi di piacere alla zia Rosina .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Troppo buona la cara signora! Io l’avrei compiaciuta al di là delle sue aspettative e non m’avrebbe rivisto mai più! M’avevano torturato , lei , la zia ed anche Ada! Con quale diritto? Perché avevo voluto sposarmi? Ma io non ci pensavo più! Com’era bella la libertà!
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* Con l’invio di quel mazzo di fiori io avevo assunta una bellissima attitudine che bisognava conservare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Perché avevo da soffrire tanto nell’attesa? Quando avessi saputo – e potevo saperlo solo da Giovanni – che io definitivamente avevo perduta Ada , almeno non avrei più dovuto lottare col tempo che sarebbe continuato a trascorrere lentamente senza ch’io sentissi il bisogno di sospingerlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo né da conquiderlo né da convincerlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E fu proprio battendomi per passare traverso a quella folla , che ebbi finalmente come in una visione la chiarezza che da tante ore cercavo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Nell’affollata via Cavana avevo dunque pensato più dirittamente che nel mio studio solitario .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Per la brutta fanciulla che m’amava , avevo tutto il disdegno che non ammettevo avesse per me la sua bella sorella , che io amavo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non avevo più bisogno di parlare con Giovanni perché sapevo ormai chiaramente come condurmi; con un’evidenza tanto disperante che forse finalmente m’avrebbe data la pace staccandomi dal tempo troppo lento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E ne ebbi tale danno che forse per questo , in seguito , nessun mio proposito m’accompagnò per tanto tempo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* che significavano il ringraziamento per i fiori che le avevo inviati , mi disperai , mi gettai sul mio letto e ficcai i denti nel guanciale quasi per inchiodarmivi e impedirmi di correr via a rompere il mio proposito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quanta ironica serenità risultava da quelle iniziali! Ben maggiore di quella espressa dalla data ch’io avevo apposta al mio biglietto e che significava già un proposito e forse anche un rimprovero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Remember aveva detto Carlo I prima che gli tagliassero il collo e doveva aver pensata la data di quel giorno! Anch’io avevo esortata la mia avversaria a ricordare e temere!
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* Ebbi presto disgusto del giuoco: non era degno di me e neppure di Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero suo marito e avevo acquistato il diritto di domandarle: «Come hai potuto permettere ch’io fossi trattato così?» Di altro diritto non mi premeva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Diceva ch’io avevo tentato di «giocar di pedina» con le sue figliuole .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Intanto se avevo tentato una cosa simile l’avevo certamente fatto con la sola Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* L’assente ha sempre torto e potevano aver approfittato della mia lontananza per associarsi ai miei danni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi però risultò che avevo premuto il piede di legno del tavolo e quello non poteva aver parlato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Io ebbi un brivido alla visione di tanto acido , ma , subito dopo , una visione un po’ più lieta della vita: i limoni non mi piacevano , ma se mi avessero data la libertà di fare quello che dovevo o volevo senz’averne danno e liberandomi da ogni altra costrizione , ne avrei ingoiati altrettanti anch’io .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Tutti in città dicevano ch’io non facevo niente ed io temevo egli avesse da invidiarmi mentre in quell’istante avevo l’assoluto bisogno di essere commiserato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* A tarda notte ero ritornato a casa e invece che coricarmi m’ero recato nel mio studiolo ove avevo acceso il gas .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Scrissi allora quei versi , stupito di aver scoperto che quel piccolo organismo pervaso da tanto dolore , fosse diretto nel suo sforzo immane da due errori: prima di tutto lisciando con tanta ostinazione le ali che non erano lese , l’insetto rivelava di non sapere da quale organo venisse il suo dolore; poi l’assiduità del suo sforzo dimostrava che c’era nella sua minuscola mente la fede fondamentale che la salute spetti a tutti e che debba certamente ritornare quando ci ha lasciato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Erano errori che si possono facilmente scusare in un insetto che non vive che la vita di una sola stagione , e non ha tempo di far dell’esperienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ma dunque avrei dovuto parlarle? Ella aggiunse che andava direttamente a casa sua , perciò compresi che non avevo a disposizione che cinque minuti per parlare ed anche di quel tempo ne perdetti una parte a calcolare se sarebbe bastato per le cose importanti che dovevo dirle .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Chi osava interrompere le spiegazioni che non avevo ancora iniziate? Un signorino imberbe , bruno e pallido , la guardava con occhi ansiosi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* L’occhio suo era vivace ed espressivo e , quando s’era scoperto il capo , avevo potuto vedere che i suoi capelli bruni e un po’ ricciuti , coprivano tutto lo spazio che madre natura aveva loro destinato , mentre molta parte della mia testa era stata invasa dalla fronte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Seppimo della sua morte da una breve notizia su un giornale locale che io avevo dimenticata , tant’è vero che , quando pensavo al professore Bertini , io lo vedevo passeggiare per le Cascine nel suo meritato riposo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Le domandai di Giovanni col quale avevo da parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guido , cortese e disinvolto (era proprio la disinvoltura quella ch’io più di tutto invidiavo agli altri) parlò ancora di quella storia ch’io avevo improvvisata e ch’egli prendeva sul serio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne avevo fatta la conoscenza in quei giorni e , per un momento , m’aveva ricordato il Bertini .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Giacché avevo vista la figlia , avrei potuto vedere anche il padre ch’era tanto meno importante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Doveva essersi verificato qualche disordine in una consegna di merci e Giovanni aveva uno di quei suoi interventi ruvidi nel funzionamento del suo magazzino del quale egli raramente si occupava volendo avere la mente libera per fare – come diceva lui – solo quello che nessun altro avrebbe potuto fare in vece sua .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo il sentimento curioso che affrettandomi avrei potuto meglio battermi per Ada , mentre poi m’accorsi con grande sorpresa che nessuno m’aspettava e che io nessuno aspettavo , e che non c’era niente da fare per me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Forse subito allora non pensai con tanta chiarezza e ne è prova il fatto che non ebbi la pazienza di aspettare che l’impiegato ed i facchini si fossero allontanati .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Sentirà un violinista quale non ha sentito mai .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Si presenta quale un dilettante del violino solo perché ha tanti di quei denari che non si degna di farne la sua professione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo portato il violino in quella casa non per conquistare col mio suono il cuore della gente , ma quale un pretesto per prolungarvi le mie visite .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* So di avere un alto sentimento musicale e non è per affettazione ch’io ricerco la musica più complessa; però il mio stesso alto sentimento musicale m’avverte e m’avvertì da anni , ch’io mai arriverò a sonare in modo da dar piacere a chi m’ascolta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* In quello stesso posto avevo fatto percorrere tanti di quei chilometri al mio arco , che nel mio disorientamento mi rimisi a percorrerne macchinalmente degli altri .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Eppoi il proprio violino echeggia tanto vicino all’orecchio che ha breve la via al cuore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Bravo Zeno , hai guadagnato il tuo pane .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo accettato l’invito ed oramai non potevo mancare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne ebbi un dolore intenso , ma non mi lasciai arrestare e andai a cadere su un sedile offertomi non sapevo da chi , fra due fanciulle di cui una , quella alla mia destra , pensai fosse Ada e l’altra Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi però il dubbio che mi sbagliassi e alla vicina di destra domandai per sentirne la voce:
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* Poi m’ero fatti tanti di quei rimproveri per aver permesso che le cose arrivassero a quel punto senz’aver detta una parola chiara con Ada , che giacché avevo la fanciulla accanto , in quell’oscurità tanto favorevole , avrei chiarito tutto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non poteva essere altro che l’amore che le aveva suggerito di non dirmi ch’essa non era Ada , ma di farmi la domanda che da Ada avevo attesa invano e che lei invece certo s’era preparata di farmi subito quando m’avesse rivisto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non potevo avere la chiarezza con Ada , ma intanto l’avevo completa con Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Egli non lo sapeva , ma io avevo tuttavia bisogno di un po’ di oscurità che m’isolasse e mi permettesse di raccogliermi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo scoperto il mio errore e il solo equilibrio che avessi riconquistato era quello sul mio sedile .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ebbi il sospetto che alla mia sinistra non ci fosse lei , ma Alberta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli credeva di avere degli antenati , ma non mi faceva paura .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* – Giacché egli voleva avere degli antenati , lo compiacqui movendo il tavolino per due volte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ma sentivo una certa simpatia per la sua taglia che avevo stretta e che avevo trovata più sottile di quanto l’avessi creduta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo certamente esagerata quella deformità ritenendola estesa fino alla coscia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Io mi lusingai che la mia vittoria potesse avere un’importanza decisiva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La cosa non ha alcun’importanza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Vi ringrazio per la vostra sincerità , ma io avevo già indovinato che qualcuno aveva indossata la parrucca di mio nonno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Mi coprii gli occhi col fazzoletto e perciò non ebbi più bisogno di sorvegliare le mie lagrime e bastò che badassi a non singhiozzare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ne ebbi un piccolo conforto , che non durò a lungo , perché egli dichiarò ch’era venuto prima del solito per il desiderio di sentir suonare Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quale stranezza! Non avevo da parlarle e da non perdonarle? Invece non vidi che le sue spalle e i riccioli sdegnosi alla sua nuca .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Io ebbi una trovata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Raccontai che per quelle vertigini che in passato m’avevano fatto soffrire , avevo scoperto un rimedio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io , baggeo , ne ebbi una grande soddisfazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo così eliminato da quel salotto una fonte di malessere per me , ma non la maggiore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* C’era stata un’epoca in cui avevo creduto che , per progredire , avrei dovuto affrontare di simili imprese e per lunghi mesi passai il tempo a compitare battuta per battuta alcune composizioni del Bach .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Io avevo probabilmente ragione , ma era anche certo ch’io non avrei neppur saputo fatturare l’arco a quel modo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Egli montava sulle spalle di Bach , ma in quell’ambiente nessuno protestò mentre mi si aveva deriso perché io avevo tentato di montare soltanto sulle sue .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ricordo solo che cominciò col domandarmi ad alta voce come avevo potuto parlare così di lui e di lei! Io feci gli occhi grandi dalla sorpresa perché mi pareva di non aver parlato che di lui solo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io che finalmente avevo la chiarezza , sentivo ora un altro bisogno: quello della pace , la pace con tutti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io cessai dall’analizzarmi perché mi vidi intero! Per avere la pace io avrei dovuto fare in modo che quel salotto non mi fosse mai più interdetto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Temetti si mettesse a piangere ed ebbi la curiosa idea di consolarla dicendole della mia tristezza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Che cosa significava questa frase sibillina? Preludiava ad un consenso? Voleva ricordare! Ricordare per tutta la vita da trascorrersi con me? Ebbi il sentimento di chi per ammazzarsi si sia messo in una posizione pericolosa ed ora sia costretto a faticare per salvarsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Questa era una frase che nei lunghi giorni precedenti avevo preparata per Ada per indurla a dirmi di sì anche senza sentire per me un grande amore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non avevo più da risolvere niente , perché tutto era stato risolto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Vede ch’io avevo indovinato tutto , – mi disse con una disinvoltura incredibile e che non fu punita perché io non seppi né volli protestare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Bravo , Zeno! – Poi , a bassa voce: – Sappiatelo: giammai un uomo che creda di aver fatta una cosa con precipitazione , ha agito più saviamente di voi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Da questa mattina avevo capito che volevate una o l’altra delle signorine Malfenti , ma non arrivavo a sapere quale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ciò provava che avevo agito con grande accortezza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Pare che poco prima ch’io fossi giunto per prendere parte alla seduta spiritistica , Guido avesse raccontato che nella mattina io avevo dichiarato di non essere una persona distratta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Gli diedero subito tante di quelle prove ch’io avevo mentito che , per vendicarsi , (o forse per far vedere ch’egli sapeva disegnare) fece due mie caricature .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo il diritto di rimproverarla perché faceva aumentare il mio dolore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non poteva essere altrimenti: io avevo una grande fiducia nei medici che mi curarono e credetti loro sinceramente quando attribuirono quel dolore ora al ricambio ed ora alla circolazione difettosa , poi alla tubercolosi o a varie infezioni di cui qualcuna vergognosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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L’invito mi piacque perché provava che avevo raggiunto il mio scopo e che niente era finito e tutto avrebbe continuato il giorno appresso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Dissi poi che , per fare quei calcoli , avevo avuto bisogno di molto tempo e che perciò m’ero astenuto dal far visita ai Malfenti per cinque giorni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Proclamai che raramente avevo sentito un dilettante che suonasse così bene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io , poco prima , avevo parlato del lusso delle signorine Malfenti , ed egli ricominciò a parlare di quello per finire col dire di tutte le altre cattive qualità delle donne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io sapevo ch’io avevo ogni ragione di dir male delle donne rappresentate per me da Ada , Augusta e dalla mia futura suocera; ma lui non aveva alcuna ragione di prendersela col sesso rappresentato per lui dalla sola Ada che l’amava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Era dunque proprio di lei ch’egli parlava? Ebbi allora un’idea spaventosa! Perché non avrei fatto fare a Guido quel salto di dieci metri? Non sarebbe stato giusto di sopprimere costui che mi portava via Ada senz’amarla? In quel momento mi pareva che quando l’avessi ucciso , avrei potuto correre da Ada per averne subito il premio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi scopersi che non avevo neppur bisogno di afferrarlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Mi venne un’altra idea che mi parve tanto importante da poter compararla alla grande luna che s’avanzava nel cielo nettandolo: avevo accettato di fidanzarmi ad Augusta per essere sicuro di dormir bene quella notte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Sapevo perché mi lamentavo: perché avevo voluto uccidere e forse , anche , perché non avevo saputo farlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi pareva di gridare ch’io non avevo voluto uccidere e mi pareva anche di gridare che non era colpa mia se non avevo saputo farlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dichiarai che quella sera , in casa dei Malfenti , io non avevo sentito alcun dolore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Nel momento in cui m’era stata concessa la realizzazione del mio lungo sogno , evidentemente non avevo potuto soffrire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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E per essere sincero volli proprio essere come avevo asserito ch’io fossi e dissi più volte a me stesso: «Io amo Augusta , io non amo Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Certo , non avevo dimenticato che poco prima avevo voluto ucciderlo , ma ciò non aveva alcun’importanza perché le cose di cui nessuno sa e che non lasciarono delle tracce , non esistono .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Mai non ebbi la certezza d’avviarmi proprio al matrimonio , ma pare che tuttavia io mi sia comportato da fidanzato abbastanza amoroso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Infatti io baciavo e stringevo al seno la sorella di Ada ogni qualvolta ne avevo la possibilità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Fino ad allora avevo creduto che il rossore di Augusta fosse bastato per guarirmi , ma si vede che non si è mai guariti abbastanza! Il ricordo di quel rossore mi fece pensare ch’esso oramai ci sarebbe stato anche fra Guido e Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi parve poco delicato da parte sua , perché egli non baciava castamente come avevo fatto io per riguardo a loro , ma baciava Ada proprio nella bocca che addirittura suggeva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Così io ebbi presto un dolore al collo che torcevo per parlare con loro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Venne finalmente il giorno del mio matrimonio e proprio quel giorno ebbi un’ultima esitazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Erano troppe e raccontavano con tanta chiarezza quello ch’io avevo meditato là nel mio letto , guardando il sole invernale , che si dovette ritardare la nostra partenza per la chiesa onde dar tempo ad Augusta di rimettersi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ne ebbi una certa stizza perché quel mio sì non avrebbe mica dovuto bastare a rassicurarla del mio amore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Però soffrivo di più quando pensavo che forse Ada non s’era neppure accorta che non avevo baciata la guancia che mi aveva offerta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Chi avrebbe potuto prevederlo quando avevo zoppicato da Ada ad Alberta per arrivare ad Augusta? Scoprivo di essere stato non un bestione cieco diretto da altri , ma un uomo abilissimo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Durante il fidanzamento io non avevo neppur intravvista quella salute , perché tutto immerso a studiare me in primo luogo eppoi Ada e Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Se anche la terra girava non occorreva mica avere il mal di mare!
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* Ma vivendole accanto per tanti anni , mai ebbi tale dubbio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Stavo collaborando alla costruzione di una famiglia patriarcale e diventavo io stesso il patriarca che avevo odiato e che ora m’appariva quale il segnacolo della salute .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo una tale fede in quella salute che mi pareva non potesse perire che sfracellata sotto un intero treno in corsa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Così riuscii ad avere il suo conforto anche quand’ebbi tutt’altri dolori .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne ebbi gran vantaggio perché anche allora il suo conforto mi fu prezioso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ritornato dal viaggio di nozze , ebbi la sorpresa di non aver mai abitata una casa tanto comoda e calda .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Si capisce che è meno malato chi ha poco tempo per esserlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E quando lo si ha trascurato , non c’è più salvezza per quel giorno perché le carte si vendicano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ora chi ha da ritirarsi? Chi senza l’altro avrebbe fatto un solo buon affare , o chi da mezzo secolo dirige da solo la casa?
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* Mi parve di riprendere lo studio che avevo iniziato alla morte di mio padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Preferiva l’indifferenza alla scienza e cosi non seppe apprezzare il massimo segno d’affetto che le avevo dato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma questa era la cosa di cui io avevo sopra tutto bisogno!
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* Prima di tutto un malato immaginario è una mostruosità ridicola eppoi per lui non esistono dei farmachi mentre la farmacia , come si vede in me , ha sempre qualche cosa di efficace per noi malati veri!
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Causa l’assalto del Copler , io avevo veramente l’aspetto di un malato e di un malato maltrattato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Carezzando la mano che avevo abbandonata sul tavolo , essa disse che la mia malattia non disturbava nessuno e ch’ella non era neppur convinta ch’io credessi d’esser ammalato , perché altrimenti non avrei avuto tanta gioia di vivere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo sempre vivo il desiderio dell’avventura; quell’avventura che cominciava dall’ammirazione di uno stivaletto , di un guanto , di una gonna , di tutto quello che copre e altera la forma .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo accompagnato in giardino il mio amico che doveva rincasare prima del tramonto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La signora , una persona timidissima vestita di un povero vestito nero , con la testa rilevata da un biancore di neve , mi tenne un piccolo discorso che doveva aver preparato: erano onorate dalla mia visita e mi ringraziavano del cospicuo dono che avevo fatto loro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il Copler assisteva come un maestro che ad un esame ufficiale stia ad ascoltare la lezione ch’egli con grande fatica ha insegnata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Corresse la signora dicendole che non soltanto io avevo elargito il denaro per il pianino , ma che contribuivo anche al soccorso mensile ch’egli aveva loro raggranellato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Durante quella visita la signorina Carla sorrise sempre , forse immaginando di avere così stereotipata sulla faccia l’espressione della gratitudine .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Nulla di tutto questo trovai poi in lei ed una volta di più appresi che la bellezza femminile simula dei sentimenti coi quali nulla ha a vedere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Così la tela su cui è dipinta una battaglia non ha alcun sentimento eroico .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io sentivo con simpatia ch’essa temeva il nostro giudizio , ma avevo il desiderio di prolungare la seduta e m’associai nelle preghiere del Copler .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il Copler , che pur sapeva ch’io a questo mondo non avevo alcun impegno , confermò con grande serietà quanto dicevo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo un ardente desiderio di poterla ammirare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Come sarebbe stato bello di vederla rivestita di genialità! Ma invece ebbi la sorpresa di sentire che la sua voce , quando cantava , perdeva ogni musicalità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Abbondante anzi! Nel piccolo ambiente ne avevo l’orecchio ferito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Fino ad allora non avevo da rimproverarmi altro che di aver taciuto con Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi ebbi una buona idea:
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* Io le dicevo oramai non più soltanto le parole di affetto che avevo sempre avute per lei , ma anche quelle che nel mio animo andavano formandosi per l’altra .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dapprima ebbi un dubbio curioso: di mattina , così di buon’ora , da quelle parti tanto lontane dalle nostre? Forse anche lei tradiva il marito ammalato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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E ad onta che fosse oramai assodato ch’io avevo l’autorizzazione di andare ogni mattina al Giardino Pubblico , tanto grande s’era fatta la mia resistenza alla tentazione che quando il giorno appresso uscii , mi diressi proprio dalla parte opposta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne avevo piacere tanto per mio suocero quanto per Guido , che finalmente avrebbe potuto sposarsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io , quand’essa mi lasciò , esagerai il pericolo che avevo corso e pensai che per la mia sicurezza avrei fatto bene di non tenere nel mio studio quel libro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo trovato qualche cosa di più di un pretesto per poter fare quello ch’era il mio desiderio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Non ebbi più esitazioni di sorta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero avviato a tradire Augusta , ma pensavo che come nei giorni precedenti avevo potuto contentarmi di giungere fino al Giardino Pubblico , tanto più facilmente ora avrei potuto fermarmi a quella porta , consegnare quel libro compromettente e andarmene pienamente soddisfatto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io avevo fatta una critica rude , ma non ne avevo la coscienza e protestai in piena buona fede .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il male è che anch’io , poco dopo , ebbi la convinzione che in mano mia quel libro non valeva molto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi forse torto di comunicare a Carla tale mia critica , ma accanto ad una donna che si vuole conquistare è difficile di trattenersi dall’approfittare di un’occasione che si presenti per dimostrare la propria superiorità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi però un dubbio: e se a tale opera fosse stato indotto dal desiderio? Senz’esitare domandai a Carla:
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– Il Copler le ha mai chiesto un bacio?
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* Respirai l’aria fresca , aperta ed ebbi pieno il sentimento della mia libertà .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io non avevo fatto altro che uno scherzo che non poteva perdere tale suo carattere perché era finito su quel collo e sotto quella treccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi trovai ancora di meglio: parlai della piccola lavanderia ch’essa tanto desiderava e che io fino ad allora le avevo rifiutata , e le diedi subito il permesso di costruirla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non appena desto , ebbi la piena coscienza della forza del mio desiderio e del pericolo ch’esso rappresentava per Augusta e anche per me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Perché avevo tanto da temere della povera Carla di cui ancora non ero l’amante? Era evidente che avevo fatto di tutto per spaventarmi della mia situazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Infine , il «bébé» che avevo evocato nel grembo di Augusta finora non aveva dato altro segno di vita che la costruzione della lavanderia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Le dissi che avevo un affare di premura .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi essendomi in buon punto ricordato che pochi giorni prima , per un capriccio , avevo comperato degli occhiali leggerissimi da presbite che poi non avevo provati dopo di averli posti nel taschino del panciotto dove li sentivo , le dissi che avevo un appuntamento con un oculista per farmi esaminare la vista che da qualche tempo mi pareva indebolita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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In quanto a me , sicuro che ora mi mandavano via , ebbi persino un momento di buon umore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Innocentemente e in piena distrazione io avevo parlato di quel podere che si trovava nell’Argentina , e Giovanni subito aveva interpretate le mie parole come se fossero state meditate per danneggiare Guido presso suo padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi un istante di terrore: che essa fosse uscita? Bussai e subito entrai prima che qualcuno me ne avesse dato il permesso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Cucivano assieme in un’associazione che potrà essere frequente , ma che io mai prima avevo vista .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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M’assisi al posto che avevo occupato il giorno prima e subito apersi il libro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi misi a leggere ad alta voce proprio quella parte che il giorno prima avevamo già letta e che io stesso avevo demolita , pedantescamente , e non commentando altrimenti , pesando su alcune parole che mi parevano più significative .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Ma non vede che a me non importa nulla del suo canto? – gridai io e l’aggredii con un abbraccio violento che mi portò a baciarla prima in bocca eppoi subito sul punto stesso ove avevo baciato il giorno prima .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io m’ero proposto di venir da lei di buon’ora; in questo proposito avevo persino passata la notte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era vero che la stessa dolorosa impazienza l’avevo sentita quando avevo voluto andare da lei per dirle che volevo abbandonarla per sempre e quand’ero accorso per prenderla fra le mie braccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo rimorsi perché intanto Carla m’aveva promesso tanti baci che volevo a nome di un’amicizia che non poteva offendere Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Il Copler le ha raccontato dell’affetto ch’io porto a mia moglie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi seppi che il Copler ne aveva appreso qualche cosa a casa mia e le aveva riferito dei particolari non del tutto veri , ma quasi , ch’io avevo ora rettificato e confermato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avevo detto di stimare mia moglie , ma non avevo mica ancora detto di non amarla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo detto che mi piacesse , ma neppure che non potesse piacermi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Si poteva farlo perché io non avevo detto di non amarla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Soltanto , come conclusione a quella vera storia che avevo raccontata , avevo dimenticato di dire che oramai io amavo veramente Augusta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dove avrei potuto trovare io la forza per non ritornare da quella donna tanto desiderabile che m’aspettava? Poi avevo già assunti degl’impegni , degl’impegni d’onore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo avuto dei baci e non m’era stato concesso di dare che il controvalore di alcune terraglie! Era proprio un conto non saldato quello che ora mi legava a Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avevo paura di tradirmi , tanto più che nel breve percorso dal Giardino a casa mi ero baloccato con l’idea di raccontarle tutto e la storia del mio tradimento poteva perciò essere segnata sulla mia faccia onesta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La cura drastica del matrimonio che avevo intrapresa nella mia affannosa ricerca della salute era fallita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo tanto pianto il mio tradimento prima di commetterlo , che si sarebbe dovuto credere facile di evitarlo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo però la mente ancor tanto offuscata che quando essa riparlò di chiamare il medico , le dissi che sapevo la ragione del mio malore e che glielo avrei detto più tardi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi paura: forse essa aveva indovinato tutto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ella mi ricordò che le avevo promesso di dirle la ragione del mio malessere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E avevo camminato per le vie della città per ore ed ore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ne ebbi un aumento del mio turbamento lieto come di alcolizzato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ella era resa desiderabile anche da tutto ciò che per lei avevo già sofferto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non appena entrai nella stanza di studio di Carla , ebbi un tale sollievo al trovarla sola e pronta , che subito l’attirai a me e appassionatamente l’abbracciai .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io poi avevo subito risposto:
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* E se io ora dovessi morire? Che cosa avverrebbe di lei? – Avevo prospettata l’eventualità del mio abbandono in modo ch’essa proprio non poteva offendersene e infatti se ne commosse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Ma credi tu che mia moglie a questo mondo non faccia nulla? Adesso che noi due parliamo , essa ha i polmoni inquinati dalla canfora e dalla naftalina .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Una donna crede di avere tutti i diritti verso il suo primo amante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io la naturalezza non la ebbi mai con lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Correndo verso casa ebbi anche il coraggio di prendermela con l’ordine sociale , come se esso fosse stato la colpa dei miei trascorsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma mi pareva che avevo cominciato a pagare un’indulgenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Dovevo pur poter dire ad Augusta che lo avevo visto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Raccontandole come la catastrofe s’era annunciata , ricordai quella discussione ch’io tempo prima avevo avuta col Copler sull’utilità del dolore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ero tanto indifferente al fato del mio amico di cui avevo sentito poco prima il rantolo , che continuavo a giocherellare con le sue idee .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Nel proposito di bontà che avevo fatto poco prima , arrivavo a domare ogni mio accento che perciò restò sempre affettuoso , ma mi pareva che ogni altra concessione che le avessi fatta od anche soltanto fatta sperare , sarebbe equivaluta ad un nuovo tradimento ad Augusta che io non volevo commettere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– E pensare che ha due anni più di me!
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* – Hai il vino cattivo , tu! – Egli non aveva fatto un solo gesto per approfittare del vino che gli avevo offerto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Se tutti avessero saputo quale giornata io avevo trascorsa , m’avrebbero scusato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo presa e violentemente abbandonata per ben due volte una donna ed ero ritornato due volte a mia moglie per rinnegare anche lei per due volte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* La mia fortuna fu che allora , per associazione , nel mio ricordo fece capolino quel cadavere su cui invano avevo tentato di piangere , e il pensiero alle due donne sparve; altrimenti avrei finito col parlare di Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo sempre il desiderio di confessarmi anche quando non ero reso più magnanimo dall’azione del vino? Finii col parlare del Copler .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Volevo che tutti sapessero che quel giorno avevo perduto il mio grande amico .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Gridai che il Copler era morto , veramente morto e che fino ad allora ne avevo taciuto per non rattristarli .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo mancato ad un proponimento che ricordavo! Non ci sarebbe stato il verso di riparare? Mi misi a ridere sgangheratamente:
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* Come mitiga il proprio animo il sentimento di avere dei grossi torti da riparare! Accettavo con grato animo tutte le insolenze a patto fossero accompagnate da quell’affetto che non meritavo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo finito con l’accettare perché in quel momento mi pareva che sarebbe stata una cosa decisiva di poter fare cosi in pubblico dei buoni propositi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Hai sentito che l’Extérieur è caduto di due punti? Avevo detto una cosa che non mi concerneva affatto e che avevo sentita dire in Borsa; volevo solo parlare di affari , roba seria di cui un ubbriaco di solito non si ricorda .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi spiegai più chiaramente: una donna poteva avere un alto valore ad una certa ora della mattina , nessunissimo a mezzodì , per valere nel pomeriggio il doppio che alla mattina e finire alla sera con un valore addirittura negativo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Per lungo tempo io ed Alberta non dimenticammo che io avevo toccato una parte del suo corpo avvisandola che lo facevo per goderne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Pensai che avevo torto di rischiare l’affetto di Augusta per fare un piacere ad Ada che non mi voleva bene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io so ora che quella mia occhiata falsò le parole che avevo ideate , semplificandole .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Nell’oscurità mi parve fosse mio dovere di baciare e abbracciare mia moglie perché in simili incontri molte volte avevo usato così e temevo che , se non l’avessi fatto , essa avrebbe potuto pensare che fra di noi ci fosse qualche cosa di mutato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Che cosa importava se quel giorno io avevo possedute delle altre donne di cui il vino , per rendermi più lieto , aumentava il numero ponendo fra di esse non so più se Ada o Alberta?
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* Pareva domandasse giustizia , cioè le lacrime ch’io gli avevo promesse .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi affannò un poco il mio dolore al fianco , probabilmente perché , finché era durato l’effetto del vino , non lo avevo sentito affatto e subito ne avevo perduta l’abitudine .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo dunque da aver rimorso del mio contegno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo nella mia giubba un’altra busta con del denaro per essere pronto ad ogni evenienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avevo cominciato a parlarle di mia moglie , e le lodi tributate ad Augusta erano risonate all’orecchio di Carla come tanti rimproveri rivolti a lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Per passare il tempo , le avevo raccontato come mi fossi seccato al banchetto , specie per un brindisi che avevo detto e ch’era stato assolutamente spropositato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa più volte m’aveva offerto di cantarmi una canzonetta , desiderosa di avere il mio giudizio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma io non avevo voluto saperne di quel canto di cui non m’importava nemmeno più l’ingenuità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Questa nuova dolcezza era dovuta alla sua faccina ovale ch’io allora avevo scoperto o al suo talento musicale? Innegabile il talento! La strana canzonetta triestina finisce con una strofe in cui la stessa giovinetta proclama di essere vecchia e malandata e che oramai non ha più bisogno di altra libertà che di morire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo l’animo tranquillo come se fossi ritornato da una passeggiata e non dalla casa di Carla o come avrebbe dovuto averlo il povero Copler quando abbandonava quella casa nei giorni in cui non gli avevano dato motivo ad arrabbiarsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ed il buon proposito non era brutale ed eccitante come quando avevo nella strozza il desiderio di dichiarare a Carla che non l’avrei rivista mai più .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era sempre vivo il suo desiderio di avermi tutto suo per una notte intera; mi confidò che le pareva che , per non avere mai dormito uno accanto all’altro , fossimo meno intimi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Intanto ora ce n’era la possibilità perché io avevo indotto le Gerco di congedare quegl’inquilini che tagliavano la loro casa in due parti , e Carla aveva finalmente la sua camera da letto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ora avvenne che poco dopo le nozze di Guido , mio suocero fu colto da quella crisi che doveva ucciderlo ed io ebbi l’imprudenza di raccontare a Carla che mia moglie doveva passare una notte al capezzale di suo padre per concedere un riposo a mia suocera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non ebbi il coraggio di ribellarmi a tale capriccio e mi vi acconciai col cuore pesante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Perciò arrivai persino a spazientirmi perché la povera Augusta mi tratteneva per spiegarmi come avessi dovuto movermi per avere pronte le cose di cui potevo aver bisogno a cena , per la notte ed anche per il caffè della mattina dopo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Poco dopo colei ch’era sua madre e serva ci servì una cenetta squisita a cui io aggiunsi i dolci che avevo portati con me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non avevo ancora sonno e mi disperavo al pensiero che , se ne avessi avuto , non avrei potuto dormire con tanta poca aria a mia disposizione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Io sono specialmente sensibile a mancanze di riguardo verso i proprii genitori , io , che avevo sopportato con tanta rassegnazione le bizze del mio povero padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Parlai di una chiave che avevo dimenticato di consegnare a mia moglie per cui essa , se le fosse occorso , non avrebbe potuto entrare in casa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Feci vedere la chiave che non era altra che quella che io avevo sempre in tasca , ma che fu presentata come la prova tangibile della verità delle mie asserzioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non ebbi poi ad avere alcun dubbio della buona riuscita della mia simulazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ebbi la ventura di trovare in Corsia Stadion un portone ancora aperto e illuminato in cui mi rifugiai proprio a tempo! Subito dopo il nembo s’abbattè sulla via .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Essa disse che avevo fatto bene di venire e si gettò piangente fra le mie braccia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io non credo che il suo spavento fosse prodotto solo dalla paura di vedersi privata del mio appoggio , perché in quell’epoca io ebbi da lei delle manifestazioni di affetto di cui non posso dubitare e che alle volte mi resero beato , mentre , quando mi trovavo in altro stato d’animo , mi seccarono sembrandomi atti ostili ad Augusta ai quali , e per quanto mi costasse , ero obbligato d’associarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ed è così che quel giorno , quando di lei non m’importò più , feci a Carla una scena d’amore che per la sua falsità e la sua furia somigliava a quella che , preso dal vino , avevo fatto ad Augusta quella notte in vettura .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per Carla non avevo altro che una profonda sfiducia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io ebbi poi un gran da fare nella nuova casa commerciale di Guido ove lavorai più che in qualunque altro luogo , comprese le varie facoltà universitarie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Dopo tanto tempo! Come stai? Hai finalmente meno da fare?
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Io allora avevo già perduta Carla e con grande voluttà gli confermai ch’egli aveva colto nel segno , ma gli raccontai con tristezza che oramai essa m’aveva abbandonato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Carla fu colta da un malumore quale io non le avevo mai visto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Può avere influito sulla mia decisione anche la prudenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo certamente ragione di temere gli umori della mia amante e se essa si fosse lasciata trascinare a qualche atto inconsulto con Ada , ciò non avrebbe avuto importanza visto che questa m’aveva già dato prova che mai avrebbe tentato di diffamarmi presso mia moglie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Il mare ha un respiro quieto che appena ci se n'accorge da quanto è leggero il fruscio delle bianche rovesce .
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Forse nessuno ha gli occhi per vedere .
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* La polla si gonfia , s'erge ad arco , potente , irresistibile , lucente , e la frescura m'arriva al volto , mi penetra il corpo . La pozza s'allarga , la terra polverosa non ha il tempo di bersela e il ruscello cerca la sua strada a zigzaghe , cantando . Nel silenzio di tutta la pianura , ancora disabitata , non s'ode che lo scroscio violento e continuo della sorgente (Ugo Oietti)
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* Antonio ha le braccia lunghe
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* Quell'umo ha una coscienza integerrima
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* Ebbi da lui un'accoglienza benevolentissima
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* Quanto denaro hai speso ?
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* Quanto coraggio ha quell'uomo !
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* Giudico bello quello che hai fatto
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* Hai studiato quanto lui
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* Ne hai fatta un'altra delle tue (sciocchezze).
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* Hai saputo ciò che è accaduto ?
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* E' venuto nessuno oggi ? (nessuno ha solo il singolare)
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* E giunto in ritardo, per cui ha perso il treno
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* Ho incontrato Giuseppe, il quale mi ha salutato
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abbominare
= verbo trans. avere in orrore
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abbonato
= participio passato di abbonare
= che , colui che ha contratto un abbonamento .
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abborrire
= verbo trans. , avere in orrore
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abbronzato
= participio passato di abbronzare - che ha il colore del bronzo .
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abduzione
= il movimento dell'abdurre nella logica aristotelica , sillogismo in cui la premessa maggiore è certa , la minore probabile , e dunque la conclusione ha un grado di certezza non superiore alla premessa minore nella filosofia di ch . s . peirce , ragionamento congetturale che , sulla base dell'osservazione di un fatto , mette capo a un'ipotesi esplicativa del fatto stesso .
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abilitato
= participio passato di abilitare
= che , colui che ha conseguito un'abilitazione
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abitare
= verbo trans. avere come dimora abituale
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abitativo
= relativo all'abitare , che riguarda le abitazioni edilizia abitativa , quella che ha per oggetto la costruzione di case di abitazione .
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abituato
= participio passato di abituare
= che ha l'abitudine a qualcosa
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abominare
= verbo trans. avere in orrore
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aborrire
= verbo trans. avere in orrore
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abrogativo
= che ha il fine di abrogare , che abroga
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acaricida
= sostanza che ha il potere di uccidere gli acari .
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accademia
= academia - l'accademia , la scuola filosofica fondata da platone nel 387 a . c . presso i giardini dedicati all'eroe academo , nei dintorni di atene associazione di studiosi che ha lo scopo di incrementare lo studio delle lettere , delle arti o delle scienze
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accaldato
= participio passato di accaldarsi
= che ha preso molto caldo
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accasato
= participio passato di accasare
= che ha messo su casa , sposato che fa parte di un gruppo sportivo , di una squadra .
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accentato
= participio passato di accentare , che ha il segno dell'accento
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accomandatario
= socio di società in accomandita che partecipa alla gestione e ha responsabilità illimitata riguardo agli obblighi societari .
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acetilato
= composto organico che ha subito un processo di acetilazione .
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acrotonico
= parola che ha l'accento sulla prima sillaba .
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acufene
= spec . sensazione uditiva che ha origine da disturbi dell'orecchio .
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acutangolo
= triangolo che ha tutti gli angoli acuti .
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acuto aguto
= che ha la punta sottile
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adatto
= che ha i requisiti necessari per un determinato uso o scopo
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addentellato
= participio passato di addentellare
= che ha dentelli o sporgenze
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addormentato
= participio passato di addormentare
= che ha preso sonno
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adespota
= o adespoto - aggettivo masc/fem che non ha padrone manoscritto o edizione a stampa di un testo di cui non si conosce l'autore
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adespoto
= o adespota , che non ha padrone - manoscritto o edizione di cui non si conosce l'autore
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adiuvante
= che ha una funzione di sostegno
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adsorbente
= participio presente di adsorbire , sostanza che ha la proprietà di adsorbire altre sostanze .
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adulto
= detto di persona , che ha raggiunto la piena maturità fisica e psichica di animale o di vegetale , che è pervenuto al completo sviluppo maturo , sviluppato , progredito
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aeriforme
= che ha caratteristiche fisiche analoghe a quelle dell'aria
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affamato
= participio passato di affamare
= che ha fame , che soffre la fame avido
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affermato
= participio passato di affermare
= che ha raggiunto la notorietà
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affiatato
= participio passato di affiatare
= che ha affiatamento , che procede d'intesa e in armonia con altri
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affidatario
= che , colui che ha in affidamento qualcuno o qualcosa .
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affine
= che ha affinità analogo , simile
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affittuario
= colui che ha in affitto un bene immobile
= che riguarda l'affitto .
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affumicatoio
= luogo in cui ha luogo l'affumicatura .
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aforistico
= che ha forma di aforisma sentenzioso e conciso
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aggressore
= che , colui che aggredisce o ha aggredito
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aghiforme
= che ha forma di ago
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agostamento
= processo di lignificazione delle parti giovani degli alberi che ha luogo durante l'estate .
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agresta
= varietà di uva che , non raggiungendo mai la piena maturazione , ha sapore acidulo .
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agro
= che ha il sapore acido caratteristico del limone o della frutta acerba
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agroecosistema
= ecosistema artificiale dovuto all'attività agricola dell'uomo , la quale ha modificato la struttura dell'ecosistema originario con l'inserimento di nuove colture .
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albuminoide
= sostanza che ha aspetto o proprietà simile all'albumina .
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alcalino
= che ha qualità di alcali
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alcantara
= tessuto che ha l'aspetto e la consistenza del camoscio , usato per confezionare abiti e accessori , o anche per rivestimenti .
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aligero
= che ha le ali , alato veloce .
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alipede
= che ha le ali ai piedi velocissimo
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alivolo
= che ha le ali veloce , rapido .
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alleato
= participio passato di alleare
= che ha stretto un patto di alleanza
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allegro
= che ha , che dimostra allegria
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allergico
= che ha attinenza con l'allergia , provocato da allergia
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allupato
= simile a lupo , lupesco molto affamato smanioso di avere un rapporto sessuale .
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altazimutale
= un sistema di coordinate che ha come cerchi di riferimento il meridiano celeste e l'orizzonte
= altazimut montatura di un telescopio in cui gli assi di rotazione sono uno verticale e l'altro orizzontale .
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alterato
= participio passato di alterare
= che ha subito alterazione
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altero
= che ha o rivela un'alta opinione di sè superbo , altezzoso
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alticcio
= persona che ha bevuto un po' troppo .
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altiero
= che ha o rivela un'alta opinione di sè superbo , altezzoso
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altisonante
= che ha suono forte e solenne
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ambiguo
= che non ha un unico significato , che può essere inteso in più modi
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ambrato
= che ha il colore o il profumo dell'ambra
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ambrosio
= che ha sapore o profumo d'ambrosia
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ambulante
= participio presente di ambulare , che cammina , che passeggia che si sposta continuamente , che non ha sede fissa
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amigdaloide
= che ha forma simile a quella della mandorla che contiene amigdale
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amilaceo o amidaceo
= sostanza che contiene amido o che ha natura di amido .
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ammaccato
= participio passato di ammaccare , che ha subito un'ammaccatura
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ammandorlato
= fatto a mandorla detto di vino , che ha un vago sapore di mandorle
= muro di mattoni disposti in modo da lasciare dei vuoti a forma di rombo grata fatta con sbarre di legno o metallo disposte in diagonale .
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ammanigliato
= participio passato di ammanigliarsi , che ha una rete di rapporti influenti
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ammogliato
= participio passato di ammogliare e ammogliarsi , che , colui che ha preso moglie
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ammonito
= participio passato di ammonire , colui che ha subito un'ammonizione .
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anaciato
= che ha odore o sapore di anice
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analogo
= che ha analogia , che somiglia a un'altra cosa
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anapodittico
= che non ha bisogno di dimostrazione , in quanto di per sè evidente .
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anarcoide
= che , colui che ha tendenze vagamente anarchiche che , colui che si atteggia ad anarchico
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anfigonia
= il tipo di riproduzione sessuale più frequente , in cui si ha fecondazione del gamete femminile da parte del gamete maschile .
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angiologo
= tumore benigno che ha origine nei tessuti vascolari ed è costituito da neoformazioni di vasi sanguigni .
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angiosarcoma
= tumore maligno che ha origine nel sistema vascolare .
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angiospermo
= pianta che ha gli ovuli racchiusi nell'ovario .
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anglofobo
= colui che ha avversione per gli inglesi e per tutto ciò che è inglese .
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angoloso
= che ha molti angoli un viso , un corpo angoloso , ossuto poco condiscendente , scontroso
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anguicrinito
= che ha una capigliatura di serpenti
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anguilliforme
= che ha forma di anguilla .
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anguineo
= che ha aspetto di serpente .
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anguipede
= che ha i piedi formati da serpenti anche come =
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animalismo
= movimento ecologista che ha come fine la tutela degli animali e la salvaguardia del loro ambiente naturale dalle possibili manipolazioni dell'uomo .
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animalistico
= in arte , raffigurazione che ha per soggetto animali .
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antidoping
= test di medicina sportiva con cui , mediante analisi chimiche dei liquidi organici , si accerta se un atleta ha assunto droghe o stimolanti vietati
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antigrafo
= un manoscritto che ha costituito la copia da cui un altro manoscritto è stato tratto .
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antimeridiano
= semicirconferenza che ha gli estremi sui poli e che passa per il punto della sfera diametralmente opposto a quello considerato .
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antiracket
= nell'uso giornalistico , che ha il compito di combattere il racket
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antiskating
= dispositivo dei giradischi ad alta fedeltà che ha la funzione di compensare la forza centripeta impressa al braccio dalla rotazione del disco .
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antropomorfo
= che ha forma d'uomo
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antroponimia
= parte dell'onomastica che ha per oggetto lo studio dei nomi di persona .
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anulare
= che ha forma di anello eclisse anulare , eclisse totale di sole , del quale resta visibile solo un anello luminoso raccordo anulare , circonvallazione esterna di grandi città che permette di oltrepassare il centro urbano senza attraversare l'abitato
= quarto dito della mano , nel quale si porta l'anello .
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anzianato
= condizione di colui che ha maturato un'anzianità nei comuni medievali , l'ufficio degli anziani .
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apartitico
= che non ha legami con alcun partito politico
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ape
= insetto imenottero che ha corpo nero dorato , antenne corte , addome con aculeo velenifero nella femmina
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apolide
= colui che non ha cittadinanza in nessuno stato .
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appassionato
= participio passato di appassionare , che ha il carattere di una passione
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arboreo
= di albero , che ha forma o natura di albero
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arborescente
= che ha l'aspetto di rami d'albero frutice o arbusto che prende forma d'albero .
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arcato
= che ha forma di arco .
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archetipo
= modello originario che ha valore esemplare nella critica del testo , manoscritto non conservato da cui derivano tutti quelli conservati e che è ricostruibile dal loro confronto nella psicologia analitica di c . g . jung , le immagini , i simboli , i contenuti primordiali e universali presenti nell'inconscio collettivo
= primitivo , esemplare idee archetipe , nella tradizione platonica , le idee come modello delle cose .
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ardimentoso
= che ha , dimostra ardimento
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argenteo
= d'argento che ha colore e brillantezza d'argento
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argentino
= che ha il timbro limpido e squillante dell'argento percosso
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arguto
= che ha ingegno vivace , acuto , spirito penetrante
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armillare
= che ha forma di armilla sfera armillare , strumento astronomico usato nell'antichità per rappresentare , mediante anelli metallici graduati , i cerchi massimi della sfera celeste .
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aromatico
= di aroma , che ha aroma , che ha il profumo o il sapore proprio degli aromi
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arrivatura
= nel gergo dei tipografi , il punto di uno scritto o di uno stampato in cui termina il lavoro di un compositore e ha inizio quello di un altro .
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arrivederla
= interiezione , formula di saluto equivalente ad arrivederci , ma usata rivolgendosi a persone con cui non si ha familiarità e a cui perciò si dà del lei .
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ascaro
= soldato indigeno delle colonie italiane di eritrea e somalia nel linguaggio politico , colui che non ha un proprio programma , colui che svolge un ruolo gregario
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aspecifico
= tutto ciò che ha attinenza con una data realtà , ma non la caratterizza in maniera sua propria forma aspecifica , forma infiammatoria non specifica , cioè che simula p . e . una forma tubercolare o luetica ma è determinata da germi comuni .
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assafetida
= pianta ombrellifera asiatica da cui si ricava una gomma resinosa dal forte e sgradevole odore agliaceo la sostanza che si ricava dalla pianta , che ha proprietà sedative e antispastiche .
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assennato
= che ha , dimostra senno
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assetato
= participio passato di assetare
= che ha sete
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assiomatico
= di assioma , che ha carattere di assioma vero ed evidente come un assioma assiomaticamente
= per assioma o per assiomi
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assistenziale
= di assistenza , che ha per scopo l'assistenza , spec . sociale e previdenziale
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assistenziario
= istituto che ha lo scopo di assistere e reinserire nella società colui che ne sia stato sradicato , spec . gli ex detenuti .
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assonnato
= participio passato di assonnare
= che ha , che dimostra sonno
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astenuto
= participio passato di astenere , colui che non ha votato .
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asteria
= stella marina varietà di corindone che ha riflessi luminosi interni a forma di stella .
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astioso
= che ha o dimostra astio
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astorico
= aggettivo sing. maschile - non storico , che non ha rapporto con la storia - plur.: astorici - astoriche
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astrazione
= operazione attraverso la quale l'intelletto ricava concetti universali dalla conoscenza di oggetti individuali , prescindendo dalle determinazioni particolari degli oggetti stessi separazione , isolamento di un concetto , di una nozione da altri fare astrazione , prescindere idea che non ha rispondenza nella realtà .
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astringente participio presente di astringere e
= nei sign . del
= verbo
= sostanza che ha il potere di astringere
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atout
= in alcuni giochi di carte , spec . nel bridge , il seme che domina sugli altri e perciò dà vantaggi nelle prese avere degli atout , avere buone possibilità di riuscita .
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attento
= che ha i sensi e la mente concentrati su un oggetto
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attinente
= che ha attinenza con qualcosa
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attributivo
= che serve ad attribuire che ha funzione di attributo
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audioleso
= che , colui che ha difetti di udito .
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autoadesivo
= oggetto che ha una o più superfici ricoperte di sostanza adesiva
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autocalunnia
= il reato di colui che si denuncia colpevole di un reato che non ha commesso .
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autoconvinzione
= persuasione raggiunta con un ragionamento del tutto soggettivo e che coincide con ciò che si ha interesse a credere .
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autocoscienza
= coscienza di sè consapevolezza dei propri atti , dei propri stati interiori in kant , coscienza logica che l'io ha di sè come soggetto di pensiero
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autodidatta
= colui che , senza aver seguito studi regolari , si è istruito o ha ampliato da sè la propria cultura .
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autogamia
= tipo di riproduzione in cui si ha fusione di due gameti provenienti dallo stesso individuo impollinazione diretta , con trasporto del polline dalle antere ai pistilli di uno stesso fiore .
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autoimmunità
= fenomeno per cui si ha produzione di anticorpi contro le cellule del proprio organismo
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automotore
= che ha trazione autonoma
---------------
autoportante
= di dice di elemento di una struttura che svolge una determinata funzione e ha anche compiti di sostegno
---------------
autorete
= nel calcio , la rete segnata da un giocatore che ha inviato per errore la palla nella propria porta
---------------
autoribaltabile
= autocarro che ha il cassone ribaltabile .
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autotreno
= autoveicolo costituito da una motrice e un rimorchio e utilizzato per il trasporto di merci autotreno ferroviario , convoglio ferroviario che ha a bordo , oltre al motore , anche la fonte di energia
---------------
avariato
= participio passato di avariare , che ha subito danno
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avvelenato
= participio passato di avvelenare , nei sign . del
= verbo avere il dente avvelenato contro qualcuno , portargli astio , rancore .
---------------
avvenire
= verbo intr. colui che ha e ostenta idee nuove che ritiene destinate ad affermarsi in futuro usato anche come
= in luogo di avveniristico .
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avvinazzato
= participio passato di avvinazzare
= che ha bevuto troppo vino voce avvinazzata , quella alterata di colui che ha bevuto troppo vino
= colui che spesso è ubriaco .
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azzurro
= che ha il colore del cielo sereno
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bacato
= part. pass. di bacar che ha il baco , guastato dai bachi
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bacciforme
= che ha forma di bacca.
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bacilliforme
= che ha forma di bacillo.
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bacino
= recipiente di forma rotonda , largo e basso , usato per contenere acqua o altri liquidi depressione naturale o artificiale del terreno che ha una funzione di raccolta
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baldanzoso
= che ha , che mostra baldanza
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balsamico
= di balsamo , che ha le proprietà di un balsamo
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balzano
= - cavallo che ha una o più balzane stravagante , bizzarro
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balzo
= salto di un corpo elastico dopo che ha battuto per terra , o in genere contro una superficie rigida
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bara
= cassa da morto , feretro avere un piede nella bara , essere molto malato , in punto di morte
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barbatella
= talea di vite che ha messo le barbe.
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barbato
= che ha messo barbe , radici barbuto 3 savio.
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basculante
= che ha movimento oscillante analogo a quello della bascula
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basella
= pianta erbacea tipica delle regioni tropicali che ha foglie commestibili .
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basico
= che ha le proprietà di una base o si comporta come una base
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battezzato part. pass. di battezzare nei sign. del verbo
= colui che ha ricevuto il battesimo.
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bava
= liquido viscoso che cola dalla bocca di taluni animali , spec. se idrofobi , o anche da quella di bambini , vecchi , persone che si trovino in un'anormale condizione fisica o psichica avere la bava alla bocca , essere infuriato perdere le bave per qualcuno , per qualcosa , desiderarli moltissimosostanza viscosa secreta da taluni molluschi
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bazzuto
= che ha la bazza , il mento molto prominente.
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beccuto
= fornito di becco che ha il becco lungo.
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benavere
= o ben avere , verbo intr. stare in pace , avere tranquillità .
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beneficato
= part. pass. di beneficar che , colui che ha ricevuto benefici , beneficenze.
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beneficiato
= part. pass. di beneficiar che ha ricevuto un beneficio e ne gode eredità beneficiata , accettata con beneficio d'inventario
= beneficiario.
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benintenzionato
= o ben intenzionato , bene intenzionato , colui che ha buone intenzioni - benintenzionatamente avv. con buone intenzioni.
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benservito
= attestato che si rilascia a colui che cessa un'attività lavorativa , per comprovare che ha servito bene dare il benservito a qualcuno , licenziarlo.
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beone
= lett. bevone , colui che ha il vizio di bere.
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bernoccoluto
= che ha bernoccoli
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bestemmiatore
= che , colui che ha l'abitudine di bestemmiare.
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bestiario
= schiavo romano addestrato a combattere con le belve nel circochi in uno zoo ha in custodia animali feroci.
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bettonica o betonica , pop. vettonica ,
= pianta erbacea medicinale con foglie rugose e fiori porporini in spighe essere conosciuto più della bettonica , essere conosciutissimo avere più virtù della bettonica , averne moltissime anch
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biascicone
= colui che ha l'abitudine di biascicare.
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biassico
= che ha due assi ottici cristalli biassici , che presentano due direzioni di monorifrangenza.
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bibagno
= o bibagni , nella lingua degli annunci economici , che ha due bagni
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bibasico
= un acido che ha due atomi di idrogeno sostituibili da metalli.
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biberon
= poppatoio avere ancora bisogno del biberon , essere ancora molto ingenuo o inesperto.
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bicefalo
= che ha due teste
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bicipite
= che ha due teste aquila bicipite , aquila a due teste volte in senso contrario , emblema dell'impero d'austria e di quello russo - muscolo che presenta due capi confluenti in un'unica massa
= muscolo bicipite
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bicircolare
= curva algebrica piana che passa per i punti ciclici e che ha tali punti come punti doppi.
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bicolore
= che ha due colori
---------------
biconico
= che ha forma di due coni contrapposti
= vaso funerario a forma di due coni uniti per la base.
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bicorne
= che ha due corna , due punte.
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bicornuto
= che ha due corna , biforcuto.
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bicuspidale
= che ha due cuspidi
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bicuspid che ha due cuspidi , che termina in due puntevalvola bicuspide , valvola del cuore che mette in comunicazione l'atrio sinistro col ventricolo corrispondente.
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bienne
= che ha due anni - pianta che fiorisce e fruttifica solo nel secondo anno di vita e poi muore.
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bifacciale
= che ha due facce
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bifase
= che ha due fasi
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bifocale
= che ha due fuochi - lente per occhiali da presbiti , divisa in due sezioni a raggio di curvatura diverso , per mettere a fuoco alternativamente gli oggetti vicini e quelli lontani.
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biforcuto
= che ha due punte , che è diviso in due lingua biforcuta , quella dei serpenti
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biforme
= che ha in sà© due forme diverse
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bifronte
= che ha due facce , due fronti
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bigamia
= la condizione di colui che ha due mogli o due mariti contemporaneamente nelle società in cui non è consentita la poligamia , il reato commesso da colui che contrae matrimonio essendo già legato da vincolo matrimoniale.
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bigamo
= che o colui che si trova nella condizione di bigamia , o ne ha commesso il reato.
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bilatero
= che ha due lati o facce che è dotato di simmetria bilaterale.
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bilobato
= organo vegetale che ha due lobi - elemento terminante con arco a due lobi.
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bimano
= che ha due mani
---------------
bimembre
= o bimembro , che ha membra doppie che ha duplice natura
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bimotore
= che ha due motori , aeroplano fornito di due motori.
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binato
= che ha due nature
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bioculare
= strumento ottico , spec. del microscopio , che ha due oculari
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bipala
= che ha due pale
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bipede
= che è fornito di due piedi
= animale che ha due piedi l'uomocoppia di arti di un quadrupede coordinati nell'andatura.
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biplano
= che ha due piani alari sovrapposti
= velivolo biplano.
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bipolare
= che ha due poli
---------------
bipolide
= colui che ha la cittadinanza di due stati diversi.
---------------
birotore
= elicottero che ha due rotori.
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bisbigliare
= verbo intr. colui che ha l'abitudine di bisbigliare
---------------
bisemico
= - parola che ha due significati
---------------
bisenso
= parola che ha due significatigioco enigmistico consistente nel trovare , in base a una definizione allusiva , una parola avente due significati.
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bisessuale
= che ha i caratteri di ambo i sessi - fiore che ha sia stami sia pistilli - colui che si comporta sia da omosessuale sia da eterosessuale.
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bisognevole
= necessario , occorrenteche ha bisogno , bisognoso
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bisognoso
= che , colui che ha bisogno di qualcosa
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bisonico
= che ha o può raggiungere una velocità doppia di quella del suono
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bisquadro
= che ha forma quasi quadrata , di quadrangolo irregolare.
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bisticciare
= verbo intr. che ha forma tondeggiante , ma non rotonda.
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bit
= unità elementare d'informazione , che può avere il valore di 0/ ciascuna delle due cifre del sistema di numerazione binario.
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bitonale
= che ha due toni
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bivalente
= atomo o radicale che abbia due valenze libere e possa combinarsi con due atomi di idrogeno o di altro elemento o radicale monovalente che presenta duplice valore o validità che ha due possibilità di soluzione o di applicazione.
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bizzarro
= che ha qualcosa di singolare , di originale , di stravagante
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blasone
= arme , stemma gentilizio nobiltà di nataliscienza dell'arme e di tutto ciò che ha rapporto con l'araldica.
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bluffare
= verbo intr. nel poker e in altri giochi di carte , fingere di avere buone carte per ingannare l'avversario fingere di avere possibilità , qualità , meriti che non si posseggono , spec. per avvantaggiarsi sui propri concorrenti.
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boccalone
= persona che ha la bocca grande o che sta sempre a bocca aperta bimbo che piange facilmente persona che crede ingenuamente a qualunque cosa le si dica chiacchierone , maldicente.
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bocconiano
= che studia o ha studiato presso l'università privata l. bocconi di milano.
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bolero
= danza spagnola di antica origine , che ha ritmo ternario e movimento moderatogiacchetta maschile non abbottonata , che termina un poco sopra la cintura , caratteristica del costume popolare spagnolo giacchetta per signora di forma analoga. dim. bolerino 3 piccolo cappello rotondo e ornato di nappe , tipico dell'abbigliamento dei toreri.
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bollatore
= colui che ha l'incarico di bollare
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borbottare
= verbo intr. manicaretto gustoso che ha bollito a lungo.
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borbottone
= colui che ha l'abitudine di borbottare
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borghigiano
= abitante di un borgoabitante di una località nel cui nome compaia la parola borgo il borghigiano , per antonomasia , il pittore piero della francesca , nativo di borgo san sepolcro
= che ha le caratteristiche di un borgo
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botte
= recipiente di legno fatto di doghe arcuate e più strette alle estremità , tenute unite da cerchi di ferro , per cui ha forma simile a quella di un cilindro ma panciuta
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bramoso
= che ha brama
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brevettato
= part. pass. di brevettar fornito di brevetto , che ha ottenuto un brevetto
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breviario
= libro liturgico contenente l'ufficio divino che i sacerdoti e i religiosi devono recitare ogni giorno opera o autore che si ha sempre tra le mani
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brindillo
= ramicello degli alberi da frutto che ha la gemma apicale fiorifera e le gemme laterali a legno.
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brioso
= che ha brio , pieno di brio
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brizzolato
= che ha qualche macchiolina sparsa , di solito più chiara
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brontolone
= colui che ha l'abitudine di brontolare
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brughiero
= che ha i caratteri della brughiera.
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brusco
= che ha sapore asprigno ma non sgradevole
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bugiardo
= che ha il vizio di dire bugie
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bulbicoltura
= o bulbicultura , ramo della floricoltura che ha per oggetto la coltivazione dei bulbi da fiore.
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bulbiforme
= che ha forma di bulbo.
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buonavoglia
= colui che non ha voglia di fare niente
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burbero
= che ha modi scontrosi e bruschi , ma può nascondere gentilezza di sentimenti
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caccolone
= colui che ha l'abitudine di togliersi le caccole dal naso.
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cadenzato
= part. pass. di cadenzare - che ha un particolare andamento ritmico
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cagliare
= verbo intr. scoraggiarsi, avere paura
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cagnolo
= varietà di squalo si dice del cavallo che ha i piedi rotati all'indietro.
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calamita
= corpo che ha proprietà magnetiche
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calcinoso
= che contiene calcina o ne ha l'aspetto.
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caleidoscopio
= apparecchio costituito da un tubo cilindrico che ha sul fondo due dischetti trasparenti che racchiudono dei frammenti mobili di vetro colorato
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callipigia
= callipige, f. che ha delle belle natiche
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calunnioso
= che ha carattere o scopo di calunnia
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camomilla
= pianta erbacea medicinale con fiori profumati raccolti in capolini, simili a margherite l'infuso dei fiori di tale pianta, che ha azione calmante.
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camuso
= naso schiacciato e, per estens., di persona che ha un naso siffatto.
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canceroso
= di carcinoma, che ha natura di carcinoma e, per estens., di tumore maligno
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cancrenoso
= gangrenoso,
= di cancrena, che ha natura o aspetto di cancrena
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cantato
= part. pass. di cantare - che ha un'esecuzione con canto
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cantiniere
= nelle case signorili e negli alberghi di lusso, colui che ha in custodia la cantina e i vininelle aziende vinicole, colui che è addetto alla vinificazione delle uvegestore o garzone di una rivendita di vino.
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canzonatore
= colui che canzona, colui che ha l'abitudine di canzonare gli altri.
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capace
= che ha uno spazio idoneo a contenere qualcosa o una certa quantità di persone o cose
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capelluto
= che ha molti capelli
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capetto
= chi, sul luogo di lavoro o in una collettività , ha un limitato potere di comando, ma lo esercita con autoritarismo.
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capezzagna
= striscia di terreno incolto che limita le testate del campo coltivato e ha direzione perpendicolare all'aratura.
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capitale
= la città di uno stato in cui ha sede il governo
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capitano
= ufficiale comandante una compagnia di soldati, che ha grado intermedio fra tenente e maggiorenella marina mercantile, comandante di una nave
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capocannoniere o capo cannoniere,
= sottufficiale di marina addetto alle artiglierie il calciatore che, durante un campionato, ha segnato il maggior numero di reti.
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capocarico
= sottufficiale che su una nave da guerra ha in consegna armi e munizioni.
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capoccione
= accr. di capoccia2 persona che ha la testa grossa
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capocommessa
= azienda che ha ricevuto la commessa per la realizzazione di una grande opera e subappalta ad altre aziende quelle parti del lavoro che non rientrano nella propria competenza.
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caposervizio
= in un'azienda o nella pubblica amministrazione, capo di un settore organizzativonei giornali e nelle agenzie d'informazioni, il redattore che ha la responsabilità di una particolare sezione del giornale
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capostipite
= colui che ha dato origine a una famiglia primo esemplare da cui ne derivano altri più o meno simili
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capostruttura
= funzionario che ha la responsabilità di una struttura produttiva.
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capotavola
= colui che siede a capo di una tavola, cioè ha il posto d'onore
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cappotto
= in giochi in cui si vince raggiungendo un determinato punteggio, risultato di una partita in cui lo sconfitto non ha segnato neanche un punto
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cappuccio
= varietà di cavolo che ha le foglie unite a forma di grossa palla
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capriata
= struttura triangolare anticamente di legno, in tempi più recenti d'acciaio o cemento armato, che ha la funzione di reggere il tetto di un edificio
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capriccioso
= che ha capricci, che fa capricci
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capsula
= qualsiasi involucro di forma tondeggiante o cilindrica che ha funzione protettiva o è usato come contenitore
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carambola
= piccolo albero proprio dei paesi tropicali provvisto di foglie imparipennate, fiori piccoli, frutti giallo-pallidi a forma di bacca la cui polpa ha sapore di ribes .
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caramelloso
= che ha qualità , sapore di caramella dolciastro, sdolcinato
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carcinomatoso
= di carcinoma, che ha natura di carcinomaaffetto da carcinoma.
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carderia
= stabilimento o reparto tessile nel quale ha luogo la cardatura.
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cardiochirurgia
= settore della chirurgia che ha come campo di attività gli interventi sul cuore.
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carità
= virtù teologale per la quale si ama dio sopra ogni cosa e il prossimo per amore di dio disposizione naturale a compatire e ad aiutare attivamente colui che ne ha bisognoatto concreto di misericordia
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casanova
= colui che ha successo con le donne
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casellante
= custode di un tratto di linea ferroviaria che ha la propria abitazione in un caselloaddetto a un casello autostradale.
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casellista
= colui che ha preso in affitto una casella postale.
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cassiere
= in un'amministrazione, colui che ha in consegna la cassa e ne è responsabile
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castigato
= part. pass. di castigare - che ha rispetto della morale, in partic. della morale sessuale
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catacresi
= uso metaforico di una parola per designare qualcosa che nella lingua non ha una denominazione specifica qualunque uso di una parola o oltre i limiti del loro significato proprio .
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catastrofista
= - colui che ha una visione catastrofica delle cose, è eccessivamente pessimista.
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caulogeno
= che ha origine dal caule
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cece tosc. cecio,
= pianta erbacea che ha semi tondeggianti, di color giallo chiaro, usati per minestre o come surrogato del caffè
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cedrato
= part. pass. di cedrare - che ha gusto di cedro
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celebrativo
= che ha il fine di celebrare
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celibatario
= - uomo attempato che non ha preso moglie.
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celibe
= che, colui che non ha preso moglie.
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cellerario antiq. celleraio,
= - chi, nei conventi o in un capitolo canonicale o monastico, ha cura della dispensa e amministra il denaro e i beni della comunità .
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cenestesi o cenestesia ,
= sensazione complessiva e indeterminata della propria vita organica, di cui si ha coscienza solo quando intervengono variazioni, negative o positive.
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centenario
= che ha cento anni, o più di cento anni
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centimano
= che ha cento mani, detto spec. di giganti della mitologia classica.
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centonario
= che ha carattere di centone
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centrista
= che, colui che ha una posizione di centro all'interno di uno schieramento, di un partito politicoche, colui che sostiene il centrismo.
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cerchia
= struttura naturale o artificiale che cinge qualcosa o che ha forma di arco
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cerchiato
= part. pass. di cerchiare che ha intorno un cerchio
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cerebriforme
= che ha forma o aspetto simile a quello del cervello.
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cerebroleso
= aggettivo masc. sing. , che, colui che ha subito una lesione cerebrale . plur.: cerebrolesi - fem.: cerebrolesa , cerebrolese .
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ceruleo
= che ha il colore del cielo
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cervellino
= - persona che ha poco criterio, sbadata o bizzarra.
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cervelluto
= che ha molto cervello, molto giudizio.
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cervo
= antico cerbio, cervio, mammifero ruminante selvatico di color rossiccio, con corpo agile, zampe sottili e zoccoli aguzzi, corna caduche, lunghe e ramificate, presenti solo nel maschio cervo volante, grosso insetto coleottero, bruno, il cui maschio ha grandi mandibole ramificate, simili alle corna del cervo
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cessante
= participio presente di cessare - che cessa, che ha terminelucro cessante, mancato guadagno conseguente a un illecito altrui pigro, indolente
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cestoso
= di pianta, che ha un cesto molto rigoglioso.
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chanson
= composizione vocale francese di origine trovadorica , che ha diverse forme con o senza accompagnamento strumentale.
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chiaro
= che ha un certo grado di luminosità luminoso
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chiarosonante
= o chiaro sonante, che ha suono limpido e sonoro
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chiaroveggente
= che, colui che ha il dono della chiaroveggenza.
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chiavaio
= colui che fa le chiavi colui che ha il compito di aprire e chiudere una bottega, un magazzino e sim. e di custodirne le chiavi.
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chiomato
= che ha abbondante capigliatura
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chiomeggiare
= verbo intr. avere folta chioma, detto soprattutto di albero.
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cialtrone
= persona volgare, vile, abiettapersona sciatta, trasandata, che non ha voglia di lavorare. dim. cialtroncello pegg. cialtronaccio.
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cianciatore
= colui che ha l'abitudine di cianciare.
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ciancicone
= che, colui che ha l'abitudine di ciancicareche, colui che è tardo, lento.
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ciangottone
= colui che ha il difetto di ciangottare.
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ciarlone
= che, colui che ha l'abitudine di ciarlare molto
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cicalone
= colui che ha l'abitudine di cicalare
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cicatricola
= macchia biancastra nel tuorlo dell'uovo, dove ha sede il germe segno che resta sul seme quando si distacca dal frutto.
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cicciuto
= che è in carne, che ha ciccia
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cicloidale
= che ha forma di cicloide.
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cigliato
= di organo o di cellula, provvisto di ciglia che ha lunghe ciglia
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cigliuto
= che ha ciglia lunghe e folte.
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cilindrasse
= prolungamento della cellula nervosa, che ha la funzione di trasmettere gli impulsi nervosi alla periferia
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cilindrico
= di cilindro, che ha forma di cilindro
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cinereo
= che ha il colore della cenere
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ciniglia
= filato che ha l'aspetto di un cordoncino peloso, usato per fabbricare tessuti a spugna, tappeti, tipi di velluto ecc.tessuto fabbricato con tale filato
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cinocefalo
= che ha testa di cane
= grossa scimmia africana con muso canino, ampie borse guanciali e callosità alle natiche
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cinologia
= branca della veterinaria che ha per oggetto lo studio dei cani.
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cinquantenario
= che ha cinquant'anni
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cinquantenne
= che, colui che ha cinquant'anni di età .
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cinquenne - quinquenne,
= che ha cinque anni
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circolare ant. circulare,
= che ha forma di circolo
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circonciso
= part. pass. di circoncidere - che ha subito la circoncisione.
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cirriforme
= nube che ha forma di cirro di organo che ha forma di tralcio o di viticcio.
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cirroso
= si dice del cielo coperto di cirri - foglia o picciolo che ha le caratteristiche di un cirro.
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cistina
= prodotto di ossidazione della cisteina che ha una funzione essenziale nel determinare l'aspetto della molecola perché fornisce i legami incrociati fra le catene proteiche.
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citoscheletro
= rete di filamenti di natura proteica che si trova all'interno del citoplasma, che ha la funzione di mantenere la forma e l'organizzazione interna.
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citronella
= pianta rizomatosa con foglie larghe, da cui si estrae un'essenza che ha odore di limone
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civismo
= la coscienza che il buon cittadino ha dei suoi doveri civili
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clericaleggiare
= verbo intr. avere tendenze clericali, essere favorevole al clericalismo.
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coccodè inter. voce onom. che riproduce il verso della gallina quando ha fatto l'uovo
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coclide
= - colonna che ha all'interno una scala a chiocciola o che è decorata con un rilievo a spirale.
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coetaneo
= che, colui che ha la medesima età contemporaneo.
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cofirmatario
= che, colui che firma o ha firmato insieme con altri
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colinergico
= che ha rapporto col meccanismo d'azione dell'acetilcolina
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collegiato
= che appartiene a un collegio, a una corporazionechiesa collegiata, chiesa che ha un capitolo di canonici, senza essere sede vescovile.
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collinoso
= di collina, che ha molte colline
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colombofilo
= che, colui che ha interesse e passione per l'allevamento e l'addestramento dei colombi.
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colonnare
= che ha forma di colonna.
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colorato
= part. pass. di colorare - che ha un dato colore, generalmente vivace
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colorito
= part. pass. di colorire - che ha un colore, dei bei colori
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colpevole
= che ha commesso una colpa
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colto
= istruito, che ha cultura - colto
= part. pass. di cogliere
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comandante part. pres. di comandare
= colui che comanda titolo dato a colui che ha compiti e responsabilità di comando
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comoda
= sedia o poltrona per uso di vecchi e malati, che sotto il sedile ha un vaso estraibile per i bisogni corporali
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competente
= che ha la capacità , le qualità , le conoscenze, l'esperienza necessarie a fare bene qualcosa, a ben valutare, giudicare e sim.
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complessionato
= che ha una certa complessione fisica
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compossessore
= colui che ha un compossesso.
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concernere
= verbo trans. avere attinenza, aver relazione con qualcuno o qualcosa
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concessionario
= che, colui che ha ricevuto una concessione, un appalto, un'esclusiva di vendita
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conchiliforme
= che ha forma di conchiglia.
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concoide
= che ha forma di conchiglia
= curva algebrica razionale, piana, simmetrica rispetto all'asse delle ascisse, usata per risolvere i problemi classici della trisezione dell'angolo e della duplicazione del cubo.
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concolore
= che ha lo stesso colore
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condiloide
= che ha forma di condilo.
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condividere
= verbo trans. dividere, avere in comune con altri
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condomino
= colui che ha diritto di proprietà in un condominio.
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confesso
= che ha confessato
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confessore
= sacerdote autorizzato dal vescovo ad amministrare il sacramento della penitenzasanto che ha testimoniato la sua fede in cristo con l'eroicità delle sue virtù
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confinante
= part. pres. di confinare - che ha confini in comune
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congedato
= part. pass. di congedare - che, colui che ha ottenuto il congedo.
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congenito
= che si ha dalla nascita, connaturato
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congetturale
= che ha carattere di congettura, che si ricava per congettura
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congiurato
= part. pass. di congiurare - che, colui che partecipa o ha partecipato a una congiura.
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congruente
= che ha congruenza
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congruo
= che ha congruenza
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connotazione
= l'insieme degli attributi o delle proprietà implicati da un termine sfumatura di senso che una parola o un'espressione ha o acquisisce in aggiunta al suo significato base .
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conoscere
= verbo trans. sapere, avere cognizione di come una cosa o una persona sia
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consapevole
= che ha consapevolezza
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conscio
= che ha coscienza di qualcosa
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consultivo
= che esprime un parere o dei pareri ma non ha potere decisionale
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contagioso
= che ha la proprietà di contagiare, di trasmettersi per contagio
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continuo ant. continovo ,
= che non ha interruzioni
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contrattile
= che ha la capacità di contrarsi riducendo le proprie dimensioni
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controesame
= nella fase dibattimentale del processo penale, interrogatorio di un imputato o di un testimone svolto dalla parte che in origine non ne ha chiesto l'ammissione.
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controllore
= colui che ha l'incarico di effettuare dei controlli
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controsoggetto o contrassoggetto,
= elemento tematico secondario intonato all'inizio della fuga dalla voce che ha già proposto il tema fondamentale .
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controspionaggio
= organizzazione segreta di uno stato che ha lo scopo di smascherare l'attività spionistica di altri stati.
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contuso part. pass. di contundere
= che, colui che ha subito una o più contusioni.
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conversevole
= che ha tono o stile di conversazione
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convertito part. pass. di convertire
= che, colui che ha mutato vita, opinioni, fede religiosa.
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convulso
= che ha le caratteristiche della convulsione
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coppaia
= accessorio del tornio da legno, a forma di coppa orizzontale, che per forzatura nell'imboccatura sostiene l'oggetto da tornire, specie se questo ha forma sferica o ovoidale.
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coraggioso
= che ha coraggio
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cordato
= fornito di cordache ha l'aspetto di una corda
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corinzio o corintio,
= di corinto, città greca - un ordine architettonico classico in cui la colonna ha fusto scanalato e capitello ornato di foglie d'acanto
= nativo, abitante di corintoordine, stile architettonico corinzio.
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cornetta
= strumento aerofono della famiglia degli ottoni, simile alla tromba, rispetto alla quale ha un suono meno brillante
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coroideo o corioideo,
= che ha aspetto di membrana
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coronale
= che ha forma di corona che riguarda la corona solare.
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corozo
= albume durissimo contenuto nei semi di alcune palme dell'america tropicale, che ha usi analoghi a quelli dell'avorio.
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corposo
= che ha consistenza, denso
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corradicale
= - vocabolo o di elemento costitutivo di vocabolo che ha la stessa radice di un altro.
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correlativo
= che è in correlazione, che ha relazione reciproca
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corticotrofina o corticotropina,
= ormone elaborato dall'ipofisi, che ha la proprietà di stimolare l'accrescimento delle ghiandole surrenali e la secrezione dei corticosteroidi
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cosciente
= che ha consapevolezza di sé stesso, delle proprie azioni, dei propri scopi
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coscienzioso
= che ha coscienza, senso di responsabilità nell'ottemperare ai propri doveri, nell'esercitare la propria professione
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cosmopolita
= che vive o ha vissuto in diverse parti del mondo
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costare
= verbo intr. avere un determinato costo
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costicchiare
= verbo intr. avere un prezzo abbastanza elevato.
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costrittore
= muscolo che ha la funzione di diminuire il diametro degli organi sui quali agisce.
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cotognino
= che ha aspetto, odore e sapore di cotogna.
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creanzato
= che ha creanza
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credente
= part. pres. di credere - che, colui che ha una fede religiosa
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cresposo
= che ha molte crespe
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cretaceo
= - terreno che è composto o ha l'aspetto di creta
= si dice del più recente periodo dell'era geologica mesozoica, caratterizzato dalla presenza di calcari e argille
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criminaloide
= che, colui che ha una personalità simile a quella che si ritiene tipica del criminale.
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cripta
= o critta, sotterraneo di una chiesa che accoglie tombe o reliquie, e che talvolta ha anche funzione di cappella cavità a fondo cieco di una mucosa di rivestimento
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cristalloide
= sostanza che ha struttura simile al cristallo
= membrana che avvolge il cristallino dell'occhio.
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cristianesimo
= la religione rivelata e predicata da gesù cristo e che ha il suo fondamento nei vangeli
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cronachistico
= che ha carattere di cronaca o di cronachismo § cronachisticamente =
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cronobiologia
= ramo della biologia che ha per oggetto lo studio dei ritmi biologici e la durata della vita degli organismi viventi.
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crostoso
= che ha una crosta, che è pieno di croste
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crudele
= che non ha compassione
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cubico
= di cubo, che ha forma di cubo
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cubiforme
= che ha forma di cubo.
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cubo
= figura geometrica solida con sei facce quadrate uguali qualsiasi oggetto che ha la forma di un cubo
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cuboide
= che ha forma più o meno simile a quella di un cubo
= osso del tarso di forma quasi cubica.
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cuneiforme
= che ha forma di cuneo
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cuneo
= figura solida che ha la forma di un prisma a base triangolareoggetto di ferro o legno a forma di prisma triangolare che si adopera, rivolgendone in basso la parte affilata e battendovi sopra dall'alto, spec. per spaccare pietre o legname
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curvilineo
= che ha l'andamento di una linea curva
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danaroso
= che ha molto denaro
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danneggiato
= part . pass . di danneggiare
= che - colui che ha subìto un danno .
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dealfabetizzazione
= perdita della capacità di leggere e scrivere da parte di colui che - pur avendo un tempo imparato - non ha più praticato negli anni la lettura e la scrittura .
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debitore
= che - colui che ha contratto un debito
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debole
= che ha poca forza - energia
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decagono
= poligono che ha dieci lati e dieci angoli .
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decenne
= che ha dieci anni
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decolorante
= part . pres . di decolorare - sostanza che ha la proprietà di eliminare il colore .
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decostruzionismo
= concezione filosofica e teoria critica secondo cui un testo letterario non ha mai un significato univoco - ma si arricchisce e trasforma semanticamente a seconda dei punti di vista da cui lo si esamina .
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de cuius
= sost . m . la persona dalla cui morte ha avuto corso la successione ereditaria .
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definitorio
= che definisce - che ha il potere di definire .
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degradato
= part . pass . di degradare
= colui che ha subìto la pena della degradazione § degradatamente
= diminuendo grado a grado .
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deiforme
= che ha forma - apparenza divina
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delirare
= verbo intr . avere il delirio - essere in stato di delirio
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deltoide
= che ha forma di delta
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dendrite
= concrezione minerale che si forma sulla superficie o all'interno di una roccia - e ha l'aspetto di un albero ramificato
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dendroide
= che ha forma simile a un albero - che ha ramificazioni
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denso
= che ha grande massa in un volume piccolo
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depigmentato
= che ha subito un processo di depigmentazione
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deportato
= part . pass . di deportare
= che - colui che ha subìto la deportazione .
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depositario
= che - colui che ha ricevuto qualcosa in deposito
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derivare
= verbo intr . avere origine - principio
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derubato
= part . pass . di derubare
= che - colui che ha subito un furto .
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desideroso
= disideroso - agg. che ha desiderio di qualcosa § desiderosamente
= .
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detestare
= verbo trans . avere in orrore - condannare come riprovevole
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deviare
= verbo intr . che - colui che ha comportamenti devianti .
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dialettaleggiante
= che ha tono dialettale
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diasprato
= di diaspro - che ha il colore o la durezza del diaspro
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diciannovenne
= che - colui che ha diciannove anni d'età .
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diciassettenne
= che - colui che ha diciassette anni d'età .
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diciottenne
= che - colui che ha diciotto anni d'età .
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diclino
= - fiore che ha solo stami o solo carpelli .
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dicotiledone
= - pianta il cui seme ha l'embrione fornito di due cotiledoni .
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dietologo
= disciplina del ciclismo su pista in cui il corridore è preceduto da una motocicletta che ha la funzione di tagliare l'aria
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difettoso
= che ha qualche difetto
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diffidente
= che non ha fiducia - che non si fida degli altri
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difiodonte
= mammifero che ha due dentizioni - una decidua e una permanente .
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difterite
= malattia infettiva ed epidemica - determinata da un batterio - che ha la sua più evidente manifestazione in una grave infiammazione delle mucose della gola e delle vie respiratorie .
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digitato
= - animale che ha i piedi con più dita
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digiuno
= che non ha mangiato da un periodo di tempo più o meno lungo
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diglossia
= forma particolare di bilinguismo - che si ha quando l'uso delle due lingue - non essendo esse di pari prestigio socioculturale - viene alternato a seconda delle circostanze e dei contesti .
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dignità
= nobiltà morale che deriva all'uomo dalla sua natura - dalle sue qualità - e insieme rispetto che egli ha di sé e suscita negli altri in virtù di tale sua condizione
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dilatato
= part . pass . di dilatare
= che ha subito una dilatazione
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dimissionario
= che - colui che ha dato le dimissioni
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dinoccolato
= part . pass . di dinoccolare
= che ha movimenti sciolti e un po' slegati
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diplomato
= part . pass . di diplomare
= colui che ha conseguito un diploma
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direttorio
= organismo che ha funzioni direttive
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diritto
= il complesso delle leggi che regolano i rapporti sociali e il cui rispetto ha carattere di obbligatorietà per tutti i cittadini
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diruttore
= o disruttore dispositivo che ha lo scopo di rompere l'andamento regolare di una corrente
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disappetente
= che non ha appetito
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disastrato
= part . pass . di disastrare , che - colui che ha subito un disastro
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diseducativo
= che diseduca - che ha un effetto negativo per l'educazione
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disgraziato
= che ha sorte avversa - sfortunato - sventurato
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disilluso
= part . pass . di disilludere
= che - colui che non ha più illusioni
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disincentivo
= misura - provvedimento che ha il fine di disincentivare
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disoccupato
= part . pass . di disoccupare
= che non ha un'occupazione - un lavoro
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disoccupazione
= condizione di colui che non ha lavoro
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disonorato
= part . pass . di disonorare
= che ha perduto l'onore § disonoratamente =
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disorientato
= part . pass . di disorientare
= che ha perso l'orientamento
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disparato
= molto diverso - che non ha somiglianza con altro
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disperazione
= stato d'animo di colui che non ha più alcuna speranza e vive nello sconforto e nell'angoscia
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disprezzo
= sentimento di colui che non ha alcuna stima o considerazione di qualcuno o qualcosa
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disrupzione
= il fenomeno per cui ha luogo una scarica disruttiva .
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distrutto
= part . pass . di distruggere
= che ha subìto una distruzione
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diuturno
= che ha lunga durata
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divorziare
= verbo intr . che - colui che ha ottenuto lo scioglimento del proprio matrimonio attraverso il divorzio .
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dodecastilo
= che ha dodici colonne
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dodicenne
= che - colui che ha dodici anni
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dodicesimale
= sistema di numerazione che ha per base dodici .
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dodicista
= colui che ha fatto dodici nel totocalcio - nell'enalotto o nel totip .
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dolce
= che ha sapore gradevole - come lo zucchero
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domiciliatario
= persona presso la quale si è eletto il domicilio e alla quale devono essere notificati gli atti diretti a colui che ha fatto tale elezione
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domiciliato
= part . pass . di domiciliare
= che ha il domicilio in un dato luogo
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domicilio
= luogo dove una persona ha la sede principale dei propri affari e interessi
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dotto
= che ha una grande cultura - in senso assoluto o in determinati campi del sapere
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double-face
= - stoffa che non ha un vero rovescio - ma due diritti - ciascuno con un proprio disegno e colore
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dovere
= verbo trans . avere l'obbligo , essere debitore
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down
= nel gioco del bridge - si riferisce alla posizione del giocatore che ha fatto una o più prese in meno rispetto al contratto dichiarato .
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dozzinale
= che ha poco pregio
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drawback
= rimborso dei dazi doganali o di altre tasse pagate sulle merci importate - nel caso che queste vengano riesportate - anche dopo avere subito trasformazione .
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drupaceo
= - frutto che ha caratteristiche simili a quelle di una drupa .
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dunoso
= che ha i caratteri della duna
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duracino
= duracine , frutta - spec . di una varietà di pesche e di ciliegie - che ha polpa soda e molto aderente al nocciolo .
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editoria
= l'industria che ha per oggetto la pubblicazione e distribuzione di libri e periodici
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educare
= verbo trans . che ha una finalità educativa .
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educato
= part . pass . di educare , che ha ricevuto una buona educazione
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egemonico
= di egemonia - che ha carattere di egemonia
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eleggibile
= che può essere eletto - che ha i requisiti giuridici per essere eletto
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elementare
= che ha natura di elemento
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elettore
= colui che elegge - colui che ha diritto a partecipare a un'elezione
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elettrizzato
= participio pass . di elettrizzare
= che ha subìto un processo di elettrizzazione
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elettronegativo
= quello dei due elettrodi di un conduttore che ha potenziale elettrico più basso
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elettropositivo
= quello dei due elettrodi di un conduttore che ha potenziale elettrico più elevato
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elicoide
= che ha forma di elica
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eliocentrico
= che ha come centro di riferimento il sole
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eliplano
= velivolo che ha ali fisse come l'aeroplano per il volo orizzontale - ed elica orizzontale come l'elicottero per il volo verticale .
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elitista
= che - colui che ha una concezione elitaria o segue una politica elitaria
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ellissi
= in una espressione o in una frase - omissione di una o più parole che si possono intuire dal contesto che ha forma di ellissoide .
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elogiativo
= che elogia - che ha lo scopo di elogiare
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emancipato
= participio pass . di emancipare
= minore che ha ottenuto l'emancipazione
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embrione
= l'organismo vivente dal momento in cui ha inizio lo sviluppo dell'uovo fecondato sino a quello in cui si è stabilita una evidente differenziazione degli organi
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empiristico
= che ha relazione con l'empirismo o con gli empiristi
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emuntorio
= apparato che ha la funzione di eliminare dall'organismo le sostanze di rifiuto .
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enciclopedico
= che concerne l'enciclopedia o ha carattere di enciclopedia
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endecaedro
= poliedro che ha undici facce .
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endecagono
= poligono che ha undici angoli e undici lati .
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endogeno
= che nasce - ha origine nell'interno
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energico
= che ha o dimostra energia - che agisce con energia
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enigmatico
= enimmatico - che ha carattere d'enigma
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enjambement
= in poesia - procedimento che consiste nel separare due parole concettualmente unite collocandone una alla fine di un verso - l'altra all'inizio del successivo - così che il periodo logico si prolunghi oltre la pausa ritmica poligono che ha nove lati e nove angoli .
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entimema
= nella logica aristotelica - sillogismo che si basa su premesse solo probabili - e non ha quindi valore dimostrativo ma persuasivo
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epicrisi
= giudizio conclusivo nel quale il medico che ha eseguito un'autopsia ne espone i risultati .
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epidemico
= relativo all'epidemia - che ha natura di epidemia
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episodico
= che ha carattere di episodio
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epitalamico
= di epitalamio - che ha carattere di epitalamio .
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epitelio
= tessuto mancante di vasi sanguigni e formato da cellule piatte o alte e strette - che ha funzione di rivestimento - di secrezione o di trasmissione di impulsi .
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epizootico
= che ha carattere di epizoozia
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epochè
= nello scetticismo antico - la sospensione del giudizio - che ha per fine l'atarassia o imperturbabilità interiore
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era
= divisione del tempo che ha inizio da un avvenimento storico di grande importanza
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erbaceo
= che ha natura di erba
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erbale
= che ha qualità di erba
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ereditiera
= donna che ha ereditato o deve ereditare un patrimonio cospicuo
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erettile
= organo o tessuto animale o vegetale che ha la capacità di erigersi per effetto di particolari stimoli .
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eroicomico
= che ha dell'eroico e del comico insieme
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esagerone
= colui che ha l'abitudine di esagerare .
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esangue
= che è senza sangue o ha perso molto sangue
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escape
= tasto posizionato in alto a sinistra sulla tastiera del computer - che ha la funzione di annullare un comando o riportare a un precedente menu .
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esecrare
= verbo trans . ecc .) avere in orrore
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esibizionista
= colui che ha tendenza a mettersi esageratamente in mostra
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esistente
= participio pres . di esistere
= che ha esistenza - che esiste realmente
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esogeno
= che ha origine all'esterno
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espada
= torero che - alla fine della corrida - ha il compito di uccidere il toro con un colpo di spada
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esperto poet . sperto -
= participio pass . di esperire
= che ha esperienza della vita
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essiccativo
= che ha la proprietà di essiccare .
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esteta
= colui che ha il senso e il culto del bello
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estinto
= participio pass . di estinguere
= che ha cessato di essere
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estraneo estranio - estrano
= che non ha rapporto con le cose o con le persone di cui si sta parlando
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esulcerativo
= che ha capacità di esulcerare .
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eterno etterno
= che non ha né principio né fine - riferito a dio o a cose divine
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eterocentrico
= che ha diverso centro
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eterodiretto
= colui che ha scarsa autonomia di decisione e di comportamento e subisce facilmente l'iniziativa e la volontà altrui .
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eterogeneo
= che ha natura o proprietà differenti
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eterozigote
= in genetica - una coppia di cromosomi che ha - in due punti corrispondenti - due geni che trasmettono lo stesso carattere ma con particolarità diverse - e di cui uno prevale sull'altro
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etologo
= reazione che ha il risultato di introdurre il gruppo etossilico in una molecola .
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ettagonale
= poligono che ha sette lati e di figura che ha forma di ettagono .
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eucariote
= ogni organismo che ha organizzazione cellulare complessa .
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evocatorio
= che tende a evocare - che ha la facoltà di evocare
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evoluto
= participio pass . di evolvere , organismo che ha raggiunto il suo pieno sviluppo
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extraparlamentare
= estraparlamentare , che ha origine o che avviene al di fuori del parlamento
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facondo
= che ha facondia , eleganza nel parlare
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falcato
= che ha forma di falce
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falciforme
= che ha forma di falce .
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falsificazionismo
= teoria epistemologica di matrice razionalistica in base alla quale un'ipotesi ha valore scientifico solo se è suscettibile di essere smentita dai dati dell'esperienza
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famoso
= che ha grande fama
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fanfarone
= persona che si vanta di avere qualità , capacità , poteri che in realtà non possiede
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fantasmagorico
= che ha il carattere , l'aspetto di una fantasmagoria
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fantasticatore colui che ama fantasticare , colui che ha una fantasia molto fervida .
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fantoccio
= pupazzo di grandezza vicina al naturale , usato come giocattolo - o come spaventapasseri - nel tiro a segno , bersaglio che riproduce una sagoma umana persona inetta , senza volontà . fantoccetto , fantoccino accr . fantoccione - in funzione di
= in come governo fantoccio , che non ha autorità reale , perché manovrato da altri poteri - o istituzioni .
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farinaceo
= che ha la consistenza - o l'aspetto della farina alimenti ricchi di amido .
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farinoso
= che contiene farina - che ha l'aspetto , la consistenza della farina
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farmacista
= colui che , laureato in farmacia , vende medicinali - o li prepara - essere farmacista , avere la laurea in farmacia .
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fatalone
= colui che crede di avere un fascino irresistibile .
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fatico
= si dice della funzione del linguaggio che ha lo scopo di stabilire , mantenere , verificare - o interrompere la comunicazione .
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faustiano
= di faust , personaggio della tradizione letteraria tedesca che ha trovato la sua sintesi più elevata nell'opera omonima di goethe
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fausto
= che ha - o annuncia esito felice , favorevole , fortunato
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febbricitante
= participio pres di febbricitare
= che ha la febbre
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fecondatore
= che feconda , che ha la virtù di fecondare
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felce
= ogni pianta appartenente alla classe delle felci - felce aquilina , pianta che cresce nei luoghi ombrosi , con foglie lunghissime e frastagliate - felce florida , varietà a foglie grandi detta anche osmunda - felce dolce , felce coperta di squame rossastre , il cui rizoma ha un sapore dolciastro simile a quello della liquirizia
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fellandrio pianta erbacea con fiori bianchi in ombrelle e frutti oblunghi da cui si estrae un olio che ha proprietà espettoranti
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fenomenale
= che ha qualità di fenomeno eccezionale , straordinario
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fenomenalità
= qualità di ciò che è fenomenale , che ha qualità di fenomeno .
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ferito
= participio pass . di ferire
= e
= che , colui che ha riportato una - o più ferite
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ferrigno
= di ferro - o che ha l'aspetto del ferro
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fettone
= accr . di fetta la parte dello zoccolo degli equini , a forma di cuneo , che chiude inferiormente e posteriormente la suola
= 3 piede grande - colui che ha piedi grandi
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fiancuto
= che ha fianchi robusti , sviluppati
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fibrinoso
= che contiene fibrina - o ne ha le caratteristiche .
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fidanzato
= participio pass . di fidanzare - agg.masc. sing. - colui che ha scambiato promessa di matrimonio - fem. fidanzata - fidanzate - plur. masc.: fidanzati . fidanzatino .
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fiducioso
= che si fida , che ha fiducia
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figurante
= colui che ha una parte non parlata - o di scarso rilievo in una rappresentazione teatrale
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filamento che ha molti filamenti , fibroso
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filiforme
= che ha la sottigliezza del filo .
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fillodio
= picciolo appiattito che ha l'aspetto di una foglia .
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filoniano
= che ha forma di filone , relativo a un filone
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filoso
= che ha forma e aspetto di filo
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fisiocratico
= che ha attinenza con la fisiocrazia
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fistoloso
= che ha forma , natura di fistola - detto di un organo , che è affetto da una - o più fistole - organo vegetale a forma di cannello , con interno cavo
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flabelliforme
= che ha forma di ventaglio , di flabello .
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flabello
= grande ventaglio , formato da lunghe piume fissate a raggiera in cima a un'asta , col quale nelle antiche civiltà orientali si accompagnavano sovrani e dignitari - ciascuno dei due grandi ventagli di piume che un tempo si portavano ai lati della sedia gestatoria del papa nelle cerimonie solenni foglia - o ciuffo di foglie che ha l'aspetto di un ventaglio
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flagellati
= classe di organismi unicellulari microscopici il cui corpo ha uno - o più filamenti con funzione di organi di locomozione
---------------
flemmatico
= che ha - o dimostra flemma
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flirtare
= verbo intr .
= avere un flirt
---------------
fogliaceo
= che ha aspetto di foglia .
---------------
foglioso
= che ha molte foglie
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fonema la più piccola unità di suono che , da sola - o in successione con altre , ha la capacità di formare le parole di una lingua e di istituire distinzioni e opposizioni tra di esse .
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fonoisolante
= materiale che ha proprietà di isolamento acustico .
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forcuto
= che ha la forma di una forca
---------------
formoso
= persona che ha forme del corpo appariscenti e ben fatte
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fornire
= verbo trans .
= dotare , provvedere qualcuno - o qualcosa di ciò di cui ha bisogno
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forsennare
= verbo intr . - cibo - o bevanda che ha un sapore un po' acido
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fortunato
= che ha fortuna , favorito dalla fortuna
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fotochimica
= settore della chimica-fisica che studia le reazioni che avvengono con assorbimento di luce e quelle in cui si ha invece emissione di luce .
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fotoperiodismo
= reazione delle piante al variare della durata dello stimolo luminoso diurno , che ha notevole influenza sulla loro fioritura .
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frastagliato
= participio pass . di frastagliare
= che presenta una successione di sporgenze e rientranze , che ha un andamento discontinuo e irregolare
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fraterno
= che è proprio di fratelli , che ha luogo tra fratelli
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fregna
= eufem . fresca , frigna , vulva - avere le fregne , essere arrabbiato e intrattabile .
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frittellone
= colui che si macchia frequentemente , colui che ha spesso gli abiti pieni di frittelle .
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frollo
= tenero , morbido - carne frolla , sottoposta a frollatura - pasta frolla , pasta friabile per dolci fatta di farina , burro , zucchero e uova - uomo di pasta frolla , uomo debole , di fisico - o di carattere - avere le mani di pasta frolla , farsi cadere tutto di mano debole , fiacco , molle .
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fronzuto
= che ha molte fronde
---------------
frutescente
= - pianta che ha forma di frutice , di arbusto .
---------------
fruticoso
= che ha l'aspetto di frutice .
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fugato
= participio pass . di fugare
= che ha forma simile a quella della fuga
---------------
fulmineo
= che ha natura di fulmine
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fungiforme
= che ha forma simile a quella di un fungo .
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funicolare
= che ha forma di fune d'acciaio - curva funicolare , curva secondo la quale si dispone un filo flessibile e inestensibile fissato ai due estremi e soggetto a carichi - poligono funicolare , costruzione grafica che consente di determinare la risultante di più forze applicate in un piano che avviene per mezzo di funi
---------------
fuoricorso
= o fuori corso ,- studente universitario che non ha ultimato gli esami entro il tempo legalmente previsto per il suo corso di studi - anno di iscrizione oltre l'ultimo regolamentare
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fuorimisura
= o fuori misura , fuormisura , che ha misura , dimensione , proporzione inadeguata
---------------
fusiforme
= che ha la forma di un fuso .
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fuso
= arnese di legno , panciuto al centro e assottigliato alle estremità , che nella filatura a mano serve per torcere il filo e per avvolgerlo sulla spola - a fuso , a forma di fuso - dritto come un fuso , - persona dal portamento eretto - andarsene dritto come un fuso , difilato , senza esitazione nella filatura meccanica , organo fondamentale dei filatoi e dei ritorcitoi che serve per torcere il filo
= 3 oggetto - o parte di macchina che ha la forma di un fuso
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futile
= che ha poca importanza
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garbato
= che ha garbo , signorilità , gentilezza
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garofanato
= che ha profumo di garofano
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gelatinoso
= che ha aspetto o consistenza di gelatina
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gemellipara
= donna o femmina di animale che ha avuto un parto gemellare
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generoso
= che ha o dimostra bontà e grandezza d'animo , altruismo , abnegazione
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geniale
= - persona che ha genio , ingegno , intuito
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genitore
= colui che genera o ha generato
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geocentrico
= che ha come riferimento il centro della terra
---------------
geografia
= scienza che ha per oggetto la descrizione e la rappresentazione della terra nei suoi vari aspetti
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germanofobo
= e
= che , colui che ha avversione per la germania , per i tedeschi , per il germanesimo.
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gerundivo
= che ha forma di gerundio
---------------
gigliato
= che ha l'emblema del giglio , che è contrassegnato da un giglio
---------------
giocondo
= che ha , che esprime una gioia serena , letizia , spensieratezza
---------------
giovare
= verbo intr. bue che ha poco più di un anno
---------------
girino
= larva acquatica degli anfibi anuri che ha forma di piccolo pesce dal corpo tozzo e globulare prolungantesi in una coda
---------------
giustificatorio
= che ha lo scopo di fornire una giustificazione
---------------
glacé
= che ha la superficie liscia e lucente , come ghiacciata
---------------
glenoidale
= che ha forma di glene
---------------
globulare
= che ha forma di globo
---------------
glorioso
= che ha gloria
---------------
gobbo
= che ha la gobba
---------------
gobbuto
= che ha la gobba
---------------
goloso
= che ha il vizio della gola
---------------
gozzuto
= che ha il gozzo
---------------
granato
= che ha grani
---------------
granato
= che ha messo i grani
---------------
granitico
= che ha natura di granito
---------------
grasso
= che ha un'abbondanza o un eccesso di tessuto adiposo
---------------
graziato
= part. pass. di graziare , che , colui che ha ottenuto la grazia , il condono di una pena.
---------------
grazioso
= che ha grazia , che piace per la sua grazia
---------------
grintoso
= che ha grinta , pieno di grinta
---------------
grosso
= che ha dimensioni notevoli
---------------
iacinteo
= del giacinto , che ha il colore del giacinto
---------------
ialino
= che ha l'aspetto e la trasparenza del vetro
---------------
ideatore
= colui che idea o ha ideato
---------------
idiopatico
= che ha carattere di idiopatia
---------------
idoneo
= di persona , che ha le qualità necessarie per una data funzione , attività
---------------
idraulico
= che ha attinenza con i fenomeni dell'idraulica
---------------
impareggiabile
= che non ha pari , che per i suoi pregi non può essere uguagliato
---------------
imparidigitato
= animale che ha un numero dispari di dita .
---------------
imparisillabo
= che ha un numero dispari di sillabe
---------------
impavido
= che non ha paura
---------------
impedito
= participio passato di impedire , che non ha la normale libertà di movimento
---------------
imperito
= che , colui che non ha abilità e pratica in cose che dovrebbe saper fare
---------------
impolarsi
= verbo riflessivo avere due poli , essere fornito di poli .
---------------
imponente
= che ha dimensioni straordinarie e aspetto solenne
---------------
imposta
= prestazione obbligatoria di denaro dovuta allo stato o ad altri enti pubblici territoriali dai contribuenti in rapporto alla loro capacità contributiva per finanziare le spese pubbliche , senza avere diritto a un corrispettivo specifico
---------------
impotente
= che non ha la forza per compiere una data azione
---------------
inaccesso
= luogo nel quale nessuno ha mai potuto andare .
---------------
inadeguato
= che non ha i requisiti necessari per uno scopo
---------------
inalterato
= che non è stato alterato , che non ha subito alterazioni
---------------
inaugurato
= participio passato di inaugurare , che ha avuto inaugurazione .
---------------
incantatore
= che ha il potere di incantare
---------------
incarnato
= che ha il colore roseo della carne , della pelle
= il colore roseo della pelle
---------------
incensurato
= colui che non ha mai riportato condanne penali - nel linguaggio comune , - colui che ha sempre tenuto una condotta irreprensibile , non ha mai ricevuto critiche o censure .
---------------
incesto
= rapporto sessuale fra consanguinei - reato commesso da colui che ha rapporti sessuali con un ascendente , un discendente , un affine in linea retta , un fratello o una sorella , se dal fatto deriva pubblico scandalo o se il rapporto è consumato con un minore .
---------------
incollerire
= verbo in transitivo , - colui che non ha ancora trovato un'occupazione .
---------------
inconfesso
= che non ha confessato
---------------
inconsapevole
= che non è informato o non ha piena coscienza di qualcosa
---------------
inconsiderabile
= che non merita di essere preso in considerazione , che ha poca importanza
---------------
indeclinabile
= aggettivo sing. masc/fem - di parola che non ha declinazione o non può essere declinata - plur.masc/fem: indeclinabili
---------------
indenne
= che non ha riportato danno
---------------
indetonante
= detto di un carburante , che ha bassa tendenza alla detonazione .
---------------
indianistica
= disciplina che ha come oggetto di studio le lingue , la storia , la civiltà dell'india .
---------------
indomato
= che non ha potuto essere domato
---------------
ineguagliabile
= meno com . inuguagliabile , che non ha eguali , che non può essere eguagliato
---------------
infame
= che ha pessima fama , che merita il pubblico disprezzo per essersi macchiato di gravi colpe
---------------
infantastichire
= verbo in transitivo , chi ha commesso infanticidio .
---------------
infebbrare
= verbo in transitivo , avere la febbre , smaniare per la febbre
---------------
infinito
= che non ha principio né fine , che non comporta limiti
---------------
influente
= part . pres . di influire , che ha influenza , autorità , credito
---------------
influenzare
= verbo transitivo , avere influenza , esercitare prestigio e autorità sugli altri condizionandone il comportamento
---------------
ingenito
= che si ha per natura
---------------
inghiottire
= verbo transitivo , far scendere nell'esofago quello che si ha in bocca
---------------
ingiustificato
= non giustificato , che non ha giustificazione
---------------
ininfluente
= che non ha influenza
---------------
innato
= che si ha per natura , indipendentemente dall'educazione e dall'esperienza
---------------
inodore
= o inodoro , che non ha odore
---------------
inquartato
= che ha una complessione fisica solida , robusta
---------------
insapore o insaporo ,
= che non ha sapore
---------------
insegnante
= part . pres . di insegnare , che ha il compito di insegnare
---------------
insensato
= che non ha buon senso , giudizio
---------------
insignificante
= che ha poco significato o non ne ha affatto
---------------
insolente
= che non ha o non mostra il dovuto rispetto
---------------
inspiegabile
= che non si può spiegare , che non ha spiegazione
---------------
intenzionato
= che ha una determinata intenzione
---------------
interiettivo
= che ha valore di interiezione
---------------
interino
= che , colui che ha un incarico temporaneo , in mancanza del titolare , detto spec . di medico .
---------------
intermestruale
= che ha luogo , che si verifica nell'intermestruo
---------------
interminabile
= che non ha mai termine , senza fine
---------------
interrogare
= verbo transitivo , rivolgere una o più domande a qualcuno per avere informazioni o spiegazioni , oppure per accertarsi che sappia , per valutarne la preparazione
---------------
interrogato
= participio passato di interrogare , colui che ha subito un'interrogazione , un interrogatorio .
---------------
intrallazzare
= verbo in transitivo , fare , avere intrallazzi
---------------
intransitivo
= verbo che non può avere un complemento oggetto intransitivamente avv . con valore , con uso in transitivo , .
---------------
intraprendente
= che ha molte idee e si dà attivamente da fare per metterle in pratica
---------------
intrepido
= che non ha paura , che affronta con coraggio e fermezza un pericolo , un rischio , una prova difficile
---------------
intrudere
= verbo transitivo , persona che ha il vizio d'intrugliare o d'intrugliarsi - pasticcione
---------------
invariato
= che non subisce o non ha subito variazione
---------------
invincibile
= che non può essere vinto o che ha tale famainvincibilità
= l'essere invincibile .
---------------
invocare
= verbo transitivo , chiamare con fervore , con tono di preghiera , spec . per avere aiuto , conforto
---------------
ionone
= chetone insaturo che si presenta in due isomeri , alfa e beta , la cui miscela ha odore di legno di cedro se ad alta concentrazione e di violetta se molto diluita , per cui è largamente usata in profumeria
---------------
ipocentro
= in geofisica , punto interno della crosta terrestre in cui ha origine un terremoto
---------------
ipotesi
= supposizione , ragionamento congetturale avanzato in mancanza di dati certi , per spiegare ciò di cui si ha una limitata conoscenza
---------------
iracondo
= che ha inclinazione ad adirarsi , che è facile all'ira
---------------
irascibile
= che si lascia facilmente vincere dall'ira , che ha improvvisi scatti d'ira
---------------
iridato
= participio passato di iridare , che ha i colori dell'iride
---------------
iridescente
= che ha i colori dell'iride , che presenta il fenomeno della iridescenza
---------------
irrefutabile
= che non si può confutare , che ha piena validità indiscutibile , incontestabile
---------------
irreligioso
= che non ha sentimento religioso
---------------
irretroattivo
= che non è retroattivo , che non ha effetto retroattivo
---------------
irsuto
= che ha peli lunghi , ispidi e folti
---------------
iscritto
= participio passato di iscrivere , colui che ha compiuto l'iscrizione a una società , una scuola , un partito ecc .
---------------
isoclina
= linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre in cui l'inclinazione magnetica ha valori uguali .
---------------
isoclinale
= piega della crosta terrestre che ha le falde simmetriche rispetto al piano assiale .
---------------
isocromatico
= che ha una colorazione uniforme
---------------
isocrono
= che ha durata uguale - che ha periodo uguale .
---------------
isomeria
= fenomeno per cui sostanze di uguale composizione hanno diversa struttura molecolare e perciò possono avere proprietà chimiche e fisiche differenti .
---------------
isosismica
= linea che congiunge sulle carte geografiche i punti in cui un terremoto ha avuto intensità uguale .
---------------
isotermo
= che ha temperatura costante in tutti i punti .
---------------
istitutore
= - institutore , colui che istituisce o ha istituito
---------------
italofobo
= che , colui che ha antipatia , avversione per l'italia e gli italiani .
---------------
labiato
= che ha forma simile a labbra
---------------
labirintiforme
= che ha forma di labirinto .
---------------
lectio difficilior
= nella critica testuale , la forma più difficile , meno corrente fra quelle che compaiono in diversi codici , e che ha quindi una maggiore probabilità di essere autentica .
---------------
lenticolare
= che ha forma di lente biconvessa
---------------
lentiforme
= che ha forma di lente .
---------------
lentigginoso
= che ha lentiggini , pieno di lentiggini
---------------
lesena
= elemento decorativo verticale che ha l'aspetto di un pilastro parzialmente incassato in un muro .
---------------
lessicologo
= di letargo , che ha carattere di letargo
---------------
licenziato part . pass . di licenziare
= che , colui che ha ottenuto una licenza scolastica
---------------
limitativo
= che tende a limitare , che ha potere di limitare
---------------
linceo
= che ha natura o qualità di lince
---------------
liofilo
= sostanza colloidale che ha molta tendenza ad assorbire acqua e in genere il solvente in cui è dispersa .
---------------
liofobo
= sostanza colloidale che ha scarsa tendenza ad assorbire acqua e in genere il solvente in cui è dispersa .
---------------
liquido
= - qualsiasi corpo fluido che ha volume proprio ma che assume la forma del recipiente che lo contiene
---------------
litoide
= che è simile a pietra o ne ha l'aspetto
---------------
logaritmo
= esponente che si deve assegnare a una data base per avere un determinato numero
---------------
longanime
= che ha animo generoso , assai paziente e tollerante
---------------
lopposo
= che ha molta loppa , molto scarto
---------------
macropetalo
= fiore che ha grandi petali.
---------------
macrosociologia
= settore della sociologia che ha come oggetto di studio fenomeni o strutture sociali considerati nella loro totalità .
---------------
macrottero
= insetto che ha ali molto sviluppate.
---------------
madre - matre,
= donna che ha generato dei figli, considerata rispetto ai figli stessi
---------------
magna pars
= f.una persona che ha avuto un ruolo di primaria importanza nella realizzazione di qualcosa
---------------
magnanimo
= che ha un animo nobile e generoso
---------------
magnete
= denominazione generica di ogni corpo che ha la proprietà di generare attorno a sé un campo magnetico, di attrarre i materiali ferromagnetici e di orientarsi in modo determinato rispetto al magnetismo terrestre
---------------
malato
= che ha una malattia
---------------
maldisposto
= che ha cattiva disposizione d'animo verso qualcuno o qualcosa
---------------
male
= che , o colui che non ha avuto una buona educazione
---------------
malfamato
= che ha cattiva fama
---------------
malfondato
= o mal fondato, che ha cattivo fondamento
---------------
maligno
= che ha la tendenza a pensare e a parlare male del prossimo o a vedere il male dove non c'è
---------------
malintenzionato
= che o colui che ha cattive intenzioni
---------------
malpelo
= colui che ha i capelli rossi e per questo, secondo una credenza popolare, è ritenuto ostinato e cattivo
---------------
malpensante
= o mal pensante, che o colui che ha opinioni, spec. politiche o religiose, diverse da quelle ritenute giuste o condivise dalla maggioranza - che o colui che è incline a pensare male del prossimo.
---------------
malsano
= detto di persona, che ha poca salute, cagionevole
---------------
malvissuto
= che ha speso male la propria vita
---------------
mammellonato
= monte o di poggio poco elevato che ha contorni tondeggianti.
---------------
manager
= chi, in un'impresa o in un settore, ha responsabilità di coordinamento o di indirizzo dell'attività di altre persone
---------------
manchevole
= che ha delle mancanze, dei difetti
---------------
mandatario
= colui che ha ricevuto un mandato e agisce per conto del mandante
---------------
maneggione
= colui che ha per le mani molti traffici e affari, spec. poco puliti.
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mariologia
= parte della teologia cattolica che ha per oggetto di studio maria, madre di gesù, e il culto a lei tributato.
---------------
maritato participio passato di maritare
= che ha marito
---------------
marittimo
= del mare, che ha attinenza col mare
---------------
massetere
= muscolo masticatorio situato nella parte posteriore della faccia, che ha la funzione di innalzare la mandibola
---------------
master
= negli stati uniti, qualifica di colui che ha conseguito un titolo di specializzazione postuniversitario presso apposite scuole o istituzioni
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mastermind
= gioco da tavolo in cui un giocatore, procedendo per tentativi, deve indovinare il colore e la disposizione di quattro pioletti che l'altro giocatore ha collocato su una tavoletta forata.
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matriarcato
= sistema sociale nel quale la donna, come madre e capo di famiglia, realizza il dominio sul gruppo - organizzazione familiare o sociale in cui la donna ha la massima autorità .
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matricida
= colui che ha ucciso la propria madre.
---------------
matto
= che ha perso in parte o completamente la ragione
---------------
maturato participio passato di maturare nei sign. del v.
= studente che ha conseguito un diploma di maturità .
---------------
maturo
= che ha raggiunto un completo sviluppo
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medicamentoso
= che serve come medicamento, che ha proprietà terapeutiche
---------------
medicinale
= che è usato in medicina, che ha proprietà curative
---------------
mediopassivo
= forma verbale che ha coniugazione passiva e significato sia passivo sia medio.
---------------
megadirettore
= direttore di alto grado che ha grande potere.
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megagalattico
= nel linguaggio della fantascienza,ciò che ha una grandezza rapportabile a quella delle maggiori galassie
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melodico
= di melodia, che ha carattere di melodia
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melodioso
= che ha il carattere di una melodia
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membraniforme
= che ha forma e aspetto di membrana.
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menomato participio passato di menomare
= che o colui che ha subito una menomazione, spec. fisica.
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mercificare
= verbo trans. ridurre a merce beni, valori, cose che non dovrebbero avere natura commerciale
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mestolo
= mestola di dimensioni un po' più piccole, senza buchi, usata per mescolare i cibi in cottura ' avere il mestolo in mano, avere la possibilità di fare a proprio modo
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metadinamo
= macchina elettrica rotante a corrente continua che ha per ogni coppia di poli più di due file di spazzole .
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metafonetico
= di metafonesi, che ha relazione con la metafonesi
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metagiuridico
= che non ha rilievo giuridico.
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metamatematica
= disciplina che ha come oggetto di studio i concetti, i metodi e le dimostrazioni della matematica.
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metamorfosato participio passato di metamorfosare
= che ha subito una metamorfosi o un metamorfismo
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metastabile
= un particolare stato di un sistema che ha un'energia di poco superiore a quella che avrebbe in condizioni di equilibrio stabile - si dice dei minerali alterabili in certe condizioni
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metateatro
= nel linguaggio della critica teatrale, rappresentazione che ha per oggetto una messa in scena teatrale
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meteoecologia
= settore dell'ecologia che studia i rapporti fra i fattori climatici e l'ambiente, soprattutto in relazione ai riflessi che può avere l'inquinamento ambientale sul clima.
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mezzocontralto o mezzo contralto,
= voce femminile che appartiene alla classe dei contralti, nella quale ha il timbro più acuto - la cantante che ha tale voce.
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mezzosoprano o mezzo soprano,
= registro di voce femminile che sta tra il soprano e il contralto - la cantante che ha tale voce.
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micrococco
= microbio che ha forma di piccolo granulo rotondeggiante.
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microfillo
= pianta che ha le foglie molto piccole
= foglia di piccole dimensioni, con caratteri poco sviluppati.
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microfilm
= pellicola di piccole dimensioni che ha particolare nitidezza di resa e che viene usata per fotografare, in piccolo formato, disegni, scritti, documenti ecc.
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microtermo
= pianta che per vegetare ha bisogno di una temperatura media annua da 0 a 15 ° c.
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migliorativo
= che ha lo scopo di far migliorare
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millenario
= che ha mille anni, che dura o è durato uno o più millenni
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millenne
= che ha mille anni
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minorato participio passato di minorare
= che, chi, per cause congenite o acquisite, non ha l'integrità fisica o psichica
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miorilassante
= che ha la proprietà di rilassare i muscoli striati
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mitrato
= o mitriato , che o colui che porta o ha diritto di portare la mitra
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moccicoso
= che ha il naso pieno di moccio.
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modesto
= persona che ha o dimostra modestia
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momentaneo
= che dura un momento, che ha breve durata
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monaco
= colui che ha abbracciato il monachesimo
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monandro
= fiore con un solo stame e di pianta che ha fiori di tale tipo.
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monoclino
= fiore che ha stami e pistilli
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monocolo
= che ha un solo occhio
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monocuspidale
= che ha una sola cuspide.
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monofase
= che ha una sola fase
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monofillo
= che ha una sola foglia.
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monofune
= un tipo di teleferica realizzata con una sola fune che ha azione traente e portante.
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mononucleato
= che ha un solo nucleo
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monopolare
= che ha un solo polo.
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monoscocca
= autoveicolo la cui scocca, costruita in un'unica struttura rigida, ha funzione portante
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monosemico
= che ha un unico significato
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monossido
= ossido la cui molecola ha un solo atomo di ossigeno.
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monotono
= che ha un tono uniforme
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montuoso
= che presenta monti, che ha conformazione montagnosa
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morale
= che riguarda l'agire, il comportamento umano, considerati in rapporto all'idea che si ha del bene e del male
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morfofonema
= o morfonema , fonema che ha anche valore morfologico .
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morto
= participio passato di morire - che ha cessato di vivere
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mosso
= participio passato di muovere - che ha subito un movimento
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motuleso
= che o colui che ha subito una lesione che compromette le capacità motorie.
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multifocale
= in ottica, che ha molti fuochi
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multiforme rar. moltiforme,
= che ha varie forme, che presenta molteplici aspetti
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multifunzionale
= ciò che può avere contemporaneamente diverse funzioni.
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multipara rar. moltipara,
= donna o femmina di animale che ha avuto più parti o che ha partorito più figli in un solo parto.
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multipolare
= che ha più poli - fondato su più centri o poli .
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muone
= particella subnucleare, molto affine all'elettrone ma di massa circa 200 volte maggiore, che può avere carica positiva o negativa
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muschiato
= che contiene muschio, che ha odore di muschio
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muscoloso
= che ha muscoli forti e in rilievo
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mutilato participio passato di mutilare
= persona che ha perduto parzialmente o totalmente un arto o un altro organo
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che causa o ha causato sventura
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nano
= che presenta nanismo , che ha dimensioni notevolmente ridotte rispetto alla norma
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narrativo
= che ha per oggetto la narrazione di avvenimenti reali o fantastici
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nascente part . pres . di nascere
= che nasce , che ha inizio
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nasone
= accr . di naso - persona che ha un naso grande .
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nasuto
= che ha un grosso naso
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navato
= che ha forma di nave .
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navicolare
= che ha forma di nave
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nazionalità
= l'essere nazionale - principio di nazionalità , principio in base al quale ogni nazione ha diritto di costituirsi in uno stato indipendente
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necessitoso
= che ha necessità , bisogno
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negato participio passato di negare
= che non ha inclinazione , attitudine , predisposizione per qualcosa
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negghienza
= negligenza ' avere in negghienza , mettere a negghienza , trascurare , non avere a cuore .
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nemmeno né meno , e cong . ha valore negativo con gli stessi usi di neanche .
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neodiplomato
= chi ha conseguito da poco un diploma di scuola media secondaria .
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neoevoluzionismo
= corrente dell'antropologia affermatasi negli stati uniti negli anni quaranta , che , rifacendosi alle ipotesi ottocentesche circa gli stadi di sviluppo della cultura , ha tentato di mettere in luce i condizionamenti che l'ambiente naturale esercita sui fenomeni socioculturali e sullo sviluppo tecnico .
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neofascismo
= movimento che in italia , dopo il 1945 , ha ripreso l'azione politica del fascismo - l'insieme delle attività , penalmente perseguibili , volte a ricostituire il partito fascista - ogni attività che si ispiri all'ideologia del fascismo e miri all'instaurazione di un regime totalitario di estrema destra .
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neolaureato
= e
= che , chi ha da poco conseguito la laurea
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neolinguistica
= scuola linguistica che , all'inizio del novecento , si oppose alle teorie dei neogrammatici , negando la regolarità delle leggi dell'evoluzione fonetica sulla base dell'incidenza che ha l'analogia nel progresso delle lingue e la diversità della distribuzione dei fenomeni all'interno delle aree geografiche .
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neopatentato
= e
= si dice di chi ha conseguito da poco una patente di guida .
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neoplastico
= di neoplasia , che ha natura di neoplasia
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neppure - né pure , e cong . ha valore negativo con gli stessi usi di neanche .
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net
= nel tennis e nel ping-pong , il tiro nullo di battuta che si ha quando la palla giunge nel settore dell'avversario dopo aver toccato il bordo superiore della rete .
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neurotossico
= si dice di sostanza che ha azione tossica specifica per il sistema nervoso .
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new age
= movimento culturale originario degli stati uniti d'america che ha le sue radici nella cultura alternativa degli anni sessanta
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nidiace meno com . nidiaceo , nidace ,
= si dice di uccellino che non ha ancora lasciato il nido .
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nobel
= chi ha ottenuto il premio nobel
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nocciola lett . nocciuola
= il frutto e il seme del nocciolo , che si consuma come frutta fresca o secca e ha largo impiego nella preparazione di torroni e cioccolato o nella produzione di olio . dim . noccioletta , nocciolina - usato come
= che ha il colore marrone chiaro del guscio della nocciola .
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noccoluto
= che ha le nocche grosse
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nomina
= l'atto col quale chi ne ha l'autorità prepone una persona a un ufficio o le conferisce una dignità
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nomofillo
= foglia che non ha subito metamorfosi .
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nomologico
= di asserzione o correlazione che ha la forma di legge universale - di scienza che mira a individuare le leggi universali che governano i fenomeni indagati
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nonagenario
= che ha novant'anni di età
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noncuranza
= l'atteggiamento di chi non ha cura di qualcuno o qualcosa
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non finito
= espressione usata nella critica d'arte per caratterizzare quelle opere in cui l'artista ha volutamente rinunciato alla completezza dei particolari , alla finitezza dell'esecuzione
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normotipo
= e
= si dice di tipo costituzionale che ha proporzioni corporee normali .
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note-book
= computer portatile che , chiuso , ha pressappoco le dimensioni di un'agenda
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novantenne
= chi ha ha novanta anni .
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novantina
= complesso di novanta o circa novanta unità - essere sulla novantina , avere più o meno novant'anni - avere superato la novantina , avere oltre novant'anni .
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nubescente
= che ha l'aspetto di una nube
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nucleofilo
= che ha la proprietà di cedere elettroni alle molecole o agli ioni con cui entra in reazione
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nullipara
= e
= si dice di donna in età feconda che non ha mai partorito .
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nullo
= che non ha valore , importanza , effetto
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nutriente
= si dice di sostanza che nutre , che ha potere nutritivo
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occhialone
= nome comune di una varietà di pagello che ha una macchia nerastra dietro l'opercolo e grandi occhi rossi .
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occhiato
= che ha macchie , segni , buchi rotondi simili a occhi
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occhiazzurro
= che ha gli occhi azzurri .
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occhiceruleo
= che ha gli occhi cerulei
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occhiuto
= che ha molti occhi
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occupante
= participio presente di occupare - che , chi occupa - il primo occupante , il primo che ha preso possesso di un bene che non abbia proprietario .
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ocellato
= che ha ocelli
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odiare
= verbo trans . avere in odio
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odoroso
= che ha , emana un gradevole odore
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offeso participio passato di offendere
= che ha ricevuto un'offesa e ne è risentito
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oggettivo
= che concerne o che ha per fondamento la realtà per sé stessa , l'oggetto
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ombrelliforme
= che ha forma di ombrello .
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ombroso
= che è in ombra , che ha molta ombra
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omento
= parte del peritoneo che , dopo avere avvolto la massa gastrointestinale , scende a guisa di grembiule nella parte anteriore della cavità addominale .
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omeoteleuto
= o omoteleuto - omoioteleuto - che ha desinenza uguale o simile
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omeotonico
= che ha tono , tonalità simile .
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omicida
= che dà , che ha dato la morte
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ominazione
= processo evolutivo che , partendo da una prima differenziazione tra forma antropoide e forma umana nel miocene superiore , ha condotto alla formazione dei tipi umani attuali .
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omocromo
= che ha lo stesso colore o colore simile - detto di animale , che presenta omocromia .
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omodonte
= si dice di animale che ha denti di forma uguale .
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omolemma
= in una enciclopedia , un vocabolario e sim . , lemma che si scrive allo stesso modo di un altro , ma ha differente significato .
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omonimo
= che ha lo stesso nome , che si chiama allo stesso modo
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operazionismo
= teoria epistemologica formulata dal fisico statunitense p . w . bridgman , secondo cui i concetti , per avere valore scientifico , devono essere riconducibili a una serie di procedure sperimentali .
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opinabile
= intorno a cui si possono avere opinioni diverse
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opinare
= verbo trans . e intr . avere come opinione , quindi non come certezza
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opsonina
= sostanza presente nel siero del sangue che ha la proprietà di modificare la superficie di microrganismi , elementi cellulari o antigeni , rendendoli attaccabili dai fagociti .
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oracoleggiare
= verbo intr . che ha il tono , le caratteristiche di un oracolo
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orbicolare orbiculare
= circolare
= denominazione del muscolo disposto ad anello intorno alla bocca e alle palpebre , che ha la funzione di chiuderle .
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orecchiuto
= che ha orecchi grandi , lunghi
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orezzare
= verbo intr . si dice di bambino o ragazzo che ha perduto uno o entrambi i genitori
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oricrinito
= che ha capelli o pelo biondo , fulvo - che emette raggi dorati .
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orientaleggiante
= che ha , che tende ad assumere caratteri propri dell'oriente
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originario
= che ha origine , provenienza da un luogo
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orlato
= participio passato di orlare - che ha un orlo cucito
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ortognatismo
= caratteristica somatica per la quale nel profilo facciale si ha una linea quasi verticale tra la fronte e il mento .
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osare
= verbo trans . avere il coraggio di fare
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oscillatorio
= che avviene con oscillazioni , che ha carattere di oscillazione
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ospedalismo
= insieme di conseguenze psicofisiche negative che possono riscontrarsi in chi ha subito una lunga degenza in ospedale .
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ospitante
= participio presente di ospitare - che , chi ospita , ha altri come ospiti - squadra ospitante , nel linguaggio sportivo , quella sul cui campo ha luogo l'incontro .
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ossequente
= ossequiente - che ha o mostra ossequio e rispetto
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ossequioso
= che ha , che esprime ossequio , deferenza
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osservatore
= che osserva , che ha capacità di osservazione
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ossesso
= che , chi ha l'anima posseduta dal demonio
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ossifraga
= grosso uccello del gruppo delle procellarie proprio dell'emisfero antartico , che ha forme tozze , forte becco uncinato , gambe e collo corti , piedi palmati
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ossitono
= nella grammatica greca , si dice di parola che ha l'accento sull'ultima sillaba
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ossuto
= che ha ossa grandi , o sporgenti per eccessiva magrezza
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ostare
= o obstare - verbo intr . chi gestisce un'osteria - domandare all'oste se ha buon vino , fare una domanda inutile , in quanto la risposta è scontata - fare i conti senza l'oste , agire senza tener conto di eventuali complicazioni o impedimenti che potrebbero derivare dall'intervento di altri interessati
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osteoplastica
= intervento chirurgico che ha lo scopo di sostituire un osso o una parte di esso .
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ostrica
= mollusco marino commestibile , con conchiglia divisa in due valve disuguali - ostrica perlifera , mollusco lamellibranco dei mari caldi il cui corpo , se irritato , produce una secrezione che solidificandosi forma una perla - attaccarsi , essere attaccato come un'ostrica allo scoglio , essere legato fortemente a qualcuno o a qualcosa , non volersene separare - essere chiuso come un'ostrica , avere carattere chiuso , taciturno o essere molto riservato , capace di mantenere segreti - uovo all'ostrica , tuorlo d'uovo servito crudo in un cucchiaio e condito con succo di limone , sale e pepe .
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otogeno
= che ha origine dall'orecchio
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ottagonale
= che ha forma di ottagono
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ottantenne
= che , chi ha ottanta anni di età .
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ottenere
= verbo trans . riuscire ad avere cò che si desidera o si richiede
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ottenne
= che ha otto anni di età .
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ottimale
= che rappresenta quanto di meglio si possa avere da un particolare punto di vista
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ottonario
= nella metrica italiana , si dice di verso di otto sillabe nella sua forma piana , che ha l'ultimo accento ritmico sulla settima sillaba
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ottuagenario ottogenario
= che , chi ha ottant'anni di età .
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ovalare
= che ha forma ovale .
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ovale
= che ha forma ellittica , simile alla sezione longitudinale di un uovo di gallina
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ovato
= che ha forma d'uovo
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oviforme
= che ha forma d'uovo
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ovoidale
= che ha forma simile a quella di un uovo
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ozonosfera
= regione della stratosfera compresa tra i 15 e i 60 km di quota , dove si ha la massima concentrazione di ozono .
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pacato
= participio passato di pacare
= che ha o dimostra calma e serenità
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pacificatorio
= che ha l'intento di pacificare
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padre
= patre , uomo che ha generato dei figli , considerato rispetto ai figli stessi
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padrone
= colui che ha la proprietà di qualcosa
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pagodico
= che ha forma di pagoda .
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palchettista
= colui che ha in proprietà o in abbonamento un palco a teatro .
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palettizzabile
= o pallettizzabile , detto di imballaggio di merci che ha misure tali da poter essere caricato , con altri uguali , su pallet .
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palmato
= che ha la forma della palma della mano
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panachage
= sistema di votazione in cui l'elettore ha la possibilità di votare candidati tratti da liste diverse .
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panciuto
= che ha una grossa pancia
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panorama
= veduta di un paesaggio che si ha generalmente da un luogo elevato
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papabile
= un cardinale che ha probabilità di essere eletto papa
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papposo
= che ha il pappo
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papposo
= che ha consistenza di pappa
---------------
paradossale
= che ha natura di paradosso
---------------
parallelepipedo
= prisma che ha per facce sei parallelogrammi .
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paramilitare
= che ha caratteristiche simili a quelle militari
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paranoide
= che ha relazione con la paranoia
---------------
parboiled
= riso che ha subito un parziale processo di cottura , in modo da risultare più resistente e non addensarsi alla cottura definitiva .
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pareggiato
= participio passato di pareggiare e
= nei sign . del verbo ' scuola pareggiata , istituto non statale che , sulla base di particolari requisiti , ha ottenuto con apposito decreto la piena equiparazione alla scuola statale .
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paregorico
= che ha effetto calmante , analgesico
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paremiologo
= in anatomia , complesso delle strutture che esplicano le funzioni vitali specifiche di un organo , in contrapposizione allo stroma , che ha una pura funzione di sostegno
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paretimologia
= accostamento etimologico apparentemente esatto , che non ha tuttavia fondamento scientifico
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paridigitato
= animale che ha un numero pari di dita
= artiodattili .
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parigrado
= o pari grado , che , colui che ha il medesimo grado .
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parossitono
= nella grammatica greca , parola che ha l'accento acuto sulla penultima sillaba
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parricida
= patricida , colui che ha ucciso il proprio padre
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partitura
= rappresentazione grafica di una composizione a più parti simultanee , costituita da una serie di righi musicali sovrapposti , che permette di avere contemporaneamente sott'occhio tutte le parti
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passeggero
= passeggere , passeggiero , che passa presto , che ha breve durata
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pastore
= colui che guida al pascolo le greggi e ne ha la cura e il governo
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pastorizzato non com . pasteurizzato ,
= participio passato di pastorizzare
= che ha subito un processo di pastorizzazione
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pastoso
= che ha consistenza di pasta
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patois
= in francia , dialetto che non ha una tradizione letteraria scritta
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peccare
= verbo intr . che , colui che ha commesso peccato o commette abitualmente peccati
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pedofilo
= colui che ha inclinazione alla pedofilia .
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peloso
= che ha molti peli , coperto di peli
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pena
= sanzione punitiva prevista da un ordinamento giuridico a carico di colui che ha commesso un reato
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penale
= che riguarda , regola o giudica gli illeciti costituenti reato e fissa le pene da infliggere a colui che li ha commessi
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pendolino
= piccolo uccello delle zone umide che ha il capo biancastro con fascia frontale nera
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penetrare
= verbo intr . che , colui che penetra , ha forza di penetrare
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penitenziere
= sacerdote che nelle chiese cattedrali ha la delega , da parte del vescovo , di assolvere i peccati di particolare gravità
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pensante
= participio presente di pensare
= che pensa , che ha facoltà di pensare
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pensieroso
= che ha molti pensieri
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pensionato
= participio passato di pensionare
= che riceve una pensione
= colui che gode di una pensione o ha come fonte di reddito principale una pensione
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pensione
= somma di denaro percepita periodicamente e per il resto della vita da colui che cessa un rapporto di lavoro in quanto ha superato una determinata età o ha prestato un certo numero di anni di servizio o è rimasto invalido e beneficia di un sistema di previdenza pubblico o privato
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pentadattilo
= che ha cinque dita .
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pentagonale
= del pentagono , che ha forma di pentagono .
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pentastilo
= che ha cinque ordini di colonne
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pentavalente
= che ha valenza cinque
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pentosio o pentoso ,
= zucchero la cui molecola ha cinque atomi di carbonio .
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per prep . determina il luogo attraversato da un corpo in movimento o attraverso il quale passa qualcosa che ha un'estensione lineare
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percome o per come , avv . e
= si usa solo nella loc . fam . perché e percome , che ha valore intensivo rispetto al semplice perché
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perdente
= participio presente di perdere
= che , colui che ha perduto , è stato sconfitto in una contesa , una competizione sportiva , un gioco
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perdonare
= verbo trans . non punire qualcuno per un danno o un'offesa che ci ha arrecato , rinunciando alla vendetta e vincendo il risentimento
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perdonismo
= nel linguaggio giornalistico , atteggiamento indulgente nei confronti di colui che ha commesso dei reati .
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perforato
= participio passato di perforare
= che ha subìto una perforazione
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performativo
= espressione che ha valore di azione vera e propria
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perispomeno
= vocabolo greco che ha l'accento circonflesso sull'ultima sillaba .
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perlaceo
= che ha il colore della perla
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perpetuo
= che non ha fine , che è destinato a durare sempre
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persichino
= che ha colore o aspetto di pesca
= marmo con venature rosso-scure che si estrae in versilia e viene usato come materiale da costruzione ornamentale .
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perspicace
= che ha intuito acuto e profondo , che sa comprendere e valutare con prontezza le situazioni
---------------
pescanoce o pesca noce ,
= frutto di una varietà di pesco che ha buccia liscia e lucida .
---------------
pettinato
= participio passato di pettinare - fibra tessile che ha subito la pettinatura
---------------
pettoruto
= che ha un petto robusto
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piano-parallelo
= in ottica , un elemento rifrangente che ha due facce piane parallele .
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piazzato
= participio passato di piazzare
= colui che ha conseguito una buona posizione
---------------
piedritto
= denominazione generica di ogni struttura verticale che ha funzione di sostegno
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piegoso
= che ha molte pieghe
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pietrigno
= di pietra , che ha aspetto di pietra .
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pilaf
= piatto orientale a base di riso rosolato e poi cotto in forno con il doppio del suo peso di acqua bollente o brodo , finché non ha assorbito il liquido e i chicchi non sono ben staccati fra di loro .
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piluccone
= colui che ha l'abitudine di piluccare .
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piperina
= alcaloide contenuto nei frutti di diverse specie di pepe , che ha sapore penetrante e forma cristalli incolori , solubili in alcol
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pipiare
= verbo intr . colui che pratica la pirateria ' pirata della strada , colui che non si preoccupa di portare soccorso alle persone che ha investito con il suo veicolo
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pisciforme
= che ha forma di pesce .
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piva
= cornamusa ' andarsene , tornare con le pive nel sacco , senza aver combinato nulla , scornati e delusi ' avere la piva , avere il broncio .
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pivot
= nella pallacanestro , giocatore d'attacco che ha il compito principale di andare a canestro .
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plagiato
= participio passato di plagiare e
= nei sign . del verbo
= colui che ha subìto un plagio
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planare
= che ha forma piana , struttura piatta
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planirostro
= uccello che ha il becco appiattito .
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platinite
= lega di ferro e nichel che ha lo stesso coefficiente di dilatazione del vetro e del platino , e perciò è usata in sostituzione di quest'ultimo nella fabbricazione di fili da saldare al vetro in componenti elettrici .
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pluricentrico
= che fa riferimento a più centri , che ha relazione con più centri .
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pluridecorato
= che , colui che ha avuto più di una decorazione
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pluridimensionale
= che ha più dimensioni
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plurimotore
= aeromobile che ha più di un apparato motore .
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pluriomicida
= colui che ha commesso più omicidi .
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pluripara
= che , colui che ha partorito più di una volta
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pluripolide
= che , colui che ha più cittadinanze .
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pluristadio
= che ha più stadi
---------------
pluriuso
= che ha più usi
---------------
plusia
= farfalla crepuscolare o notturna le cui ali anteriori recano , sul fondo grigio , una macchiolina argentea che ha la forma della lettera greca 'gamma' .
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poderante
= colui che è proprietario o ha la conduzione di un podere .
---------------
poderoso
= che ha forza , potenza , gagliardia
---------------
polarizzato
= participio passato di polarizzare
= che ha subito polarizzazione
---------------
polaroid
= nome commerciale di un materiale in lastre trasparenti che ha la proprietà di polarizzare la luce e viene usato per eliminare gli effetti di riflessione e di abbagliamento
---------------
polemico
= proprio della polemica , che ha carattere di polemica
---------------
pole position loc . nelle gare motoristiche , la posizione di partenza in prima fila e interna rispetto alla curva , quindi la più vantaggiosa , che viene assegnata a colui che ha conseguito il miglior tempo nei giri di prova
---------------
poliandro
= fiore che ha un numero considerevole di stami
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policentrico
= che ha più centri
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poligonale
= di poligono , che ha forma di poligono
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polimerico
= che ha struttura di polimero , che è costituito da polimeri
---------------
polinevrite o polineurite ,
= processo infiammatorio che interessa più nervi e ha di solito andamento bilaterale .
---------------
polinomiale
= di polinomio , che ha struttura di polinomio .
---------------
polipetalo
= fiore o corolla che ha più petali .
---------------
polirematico
= espressione linguistica di due o più parole , non modificabile , che ha nel lessico l'autonomia di una parola singola
---------------
polisemico
= che ha più significati , che presenta polisemia
---------------
polisenso
= che ha più significati
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politicizzato
= participio passato di politicizzare
= che ha contenuti politici
---------------
polluzione
= eiaculazione involontaria che ha luogo durante il sonno
---------------
polpacciuto
= che ha molta polpa
---------------
polputo
= che ha molta polpa , detto di parti del corpo
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poltaceo , pultaceo ,
= che ha la consistenza della polenta .
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polverulento o pulverulento ,
= che è in polvere , che ha la consistenza e l'aspetto della polvere
---------------
popolatore
= che , colui che popola o ha popolato un luogo .
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popoloso
= che ha molti abitanti
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populistico
= che concerne il populismo , che ha caratteri di populismo - populisticamente avv .
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pornografico
= che ha rapporto con la pornografia , che ha carattere di pornografia
---------------
poroso
= che ha molti pori
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portante
= participio presente di portare
= elemento o struttura che ha funzione di sostegno
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portaordini
= militare che ha l'incarico di portare ordini e messaggi .
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positrone o positone ,
= particella elementare che ha massa uguale a quella dell'elettrone , ma carica opposta .
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possedere
= verbo trans . avere in possesso , in proprietà , in dominio
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possessore
= colui che ha il possesso di un bene , colui che è in possesso di qualcosa .
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postagiro
= operazione con la quale colui che ha un conto corrente postale ordina il trasferimento di fondi a favore di altro correntista .
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postdatato pop . posdatato ,
= participio passato di postdatare
= che ha , che porta una data posteriore a quella reale
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posteroanteriore
= che ha direzione da dietro in avanti .
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posteroinferiore
= che ha direzione da dietro verso il basso
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posterolaterale
= che ha direzione da dietro verso un lato
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posteromediale
= che ha direzione da dietro verso il centro
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posterosuperiore
= che ha direzione da dietro verso l'alto
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postvulcanico
= fenomeno che ha luogo nella fase finale di un ciclo vulcanico .
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potenziale
= che è in potenza , che ha la possibilità di realizzarsi
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potere
= verbo intr . - avere la possibilità di
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pranso
= participio passato di prandere
= che ha mangiato
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precompresso
= participio passato di precomprimere
= materiale da costruzione che ha subito precompressione .
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predecessore
= colui che ha tenuto prima di un altro un ufficio , una carica , una dignità
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prednisolone
= ormone steroideo sintetico prodotto per deidrogenazione dell'idrocortisone , rispetto al quale ha un'azione simile ma più efficace .
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prednisone
= ormone steroideo sintetico prodotto per deidrogenazione del cortisone , rispetto al quale ha un'azione simile ma più efficace .
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pregevole
= che ha pregio , che è prezioso
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pregiare
= verbo trans . avere in pregio , tenere in grande stima
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pregiato
= participio passato di pregiare
= che ha pregio , che vale molto
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preislamico
= epoca o cultura che , in una certa area geografica , ha preceduto l'avvento dell'islam .
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premiato
= participio passato di premiare
= che , colui che ha ricevuto un premio .
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preminente
= che ha maggiore spicco o rilievo
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preolimpionico
= che precede le olimpiadi , detto in partic . di gara che ha lo scopo di scegliere gli atleti da inviare alle olimpiadi .
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preopinante
= in una riunione , un'assemblea e sim . , colui che ha già manifestato la propria opinione .
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prepossente
= che ha grandissimo potere .
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prescienza
= conoscenza che dio ha di tutto ciò che dovrà accadere
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prescindere
= verbo intr . precedente l'età in cui ha inizio la scuola obbligatoria
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presentabile
= che si può presentare , in quanto ha un aspetto sufficientemente decoroso o un discreto grado di finitezza
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presentaneo
= che ha azione immediata , che opera istantaneamente .
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presentire
= verbo trans . avere la sensazione di qualcosa che sta per accadere
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pretensioso o pretenzioso ,
= che ha molte pretese , che rivela pretensione
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principale
= che ha maggiore importanza , rilievo , valore
---------------
prioritario
= che ha o deve avere la priorità
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prismatico
= di prisma , che ha forma di prisma
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prismoide
= poliedro che ha due basi parallele e con lo stesso numero di lati , e le facce che possono essere trapezi o parallelogrammi .
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privacy
= nella vita di una persona , la dimensione più privata , che essa ha diritto di salvaguardare
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privativo
= che ha potere di privare
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probatorio
= attinente alle prove , che ha valore di prova
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procacciare
= verbo trans . fare in modo di avere , di ottenere
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proclive
= che ha tendenza verso qualcosa
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procuratela
= l'incarico e la funzione di colui che ha ricevuto una procura .
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prodigioso
= che ha del prodigio , che costituisce un prodigio
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producente
= participio presente di produrre
= che produce buoni risultati , che ha effetti positivi
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professo
= religioso che ha fatto la professione dei voti .
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progenitore
= colui dal quale ha origine una famiglia o una stirpe
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progredire
= verbo intr . che , colui che ha tendenze innovatrici in politica o in altri campi .
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prolassato
= organo che ha subito un prolasso
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proliferare
= verbo intr . che ha generato o che può generare molti figli
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promettitore
= colui che fa o ha fatto una promessa
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pronome
= parte variabile del discorso che ha nella frase la funzione di sostituire il nome , designando persona o cosa non nominata
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propagginazione
= sistema di riproduzione delle piante , consistente nell'interrarne un ramo , che viene reciso dalla pianta madre solo dopo che ha messo le radici
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proparossitono
= nella grammatica greca , parola che ha l'accento sulla terzultima sillaba
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propinare
= verbo trans . somministrare qualcosa di nocivo o di sgradito o che ha cattivo sapore
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proprietario pop . propietario ,
= colui che ha la proprietà di qualcosa
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proverbiale
= che ha natura di proverbio
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provetto
= che ha grande conoscenza o esperienza di una professione , un'arte , uno sport e sim .
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provvigione
= compenso in denaro dato al mediatore o ad altro intermediario che ha procacciato , concluso un affare
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provvisto
= participio passato di provvedere
= che ha , che possiede qualcosa
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pseudocarpo
= corpo globoso che ha l'aspetto di frutto .
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pseudomembrana
= formazione patologica che ha l'apparenza ma non la struttura di una membrana .
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psiche
= l'insieme delle funzioni sensitive , affettive e mentali grazie alle quali l'individuo ha esperienza di sé e della realtà esterna .
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psichiatria
= branca della medicina che ha per oggetto la diagnosi , la terapia e la prevenzione delle malattie mentali
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psichico
= della psiche , che ha attinenza con la psiche
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pubblicabile
= che si può pubblicare , che ha i requisiti necessari per la pubblicazione
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pudibondo
= che ha o dimostra grande pudore
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pudico
= che ha o mostra pudicizia
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puerpera
= donna che ha partorito da poco .
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puntiforme
= che ha forma di un punto , che è piccolo come un punto
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puzzone
= colui che ha puzzo addosso
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quadragenario
= di quarant'anni
= persona che ha quarant'anni .
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quadrangolo
= che ha quattro angoli
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quadrato
= participio passato di quadrare
= che ha forma di quadrato geometrico
---------------
quadridimensionale
= che ha quattro dimensioni - spazio quadridimensionale , spazio matematico astratto in cui ogni punto è determinato da quattro coordinate
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quadrifoglio
= pianta di trifoglio che , per anomalia , ha foglie divise in quattro foglioline anziché in tre
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quadriforme
= che è di forma quadra - che ha quattro forme
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quadrifronte
= che ha quattro facce e quattro fronti .
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quadrilatero
= che ha quattro lati
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quadrilobato
= che ha quattro lobi
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quadripetalo
= che ha quattro petali
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quadriplano
= si dice di velivolo che ha quattro piani alari .
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quadripolare
= di quadripolo , che ha struttura di quadripolo .
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quadro
= che ha la forma di un quadrato
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quadrumane
= si dice della scimmia , in quanto ha i piedi adatti alla presa come le mani .
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quarantenne
= che , chi ha quarant'anni .
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quarantino
= si dice di pianta coltivata che ha un ciclo vegetativo breve .
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quaresima
= il periodo liturgico penitenziale di quaranta giorni che ha inizio il mercoledì delle ceneri e termina il giovedì santo
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quasiflagranza loc . sost . f . condizione in cui si trova chi , immediatamente dopo aver commesso un reato , è inseguito dalla forza pubblica , dall'offeso o da altre persone , ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia chiaramente che egli ha commesso poco prima il reato .
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quasi-particella
= entità che , sotto l'azione di un potenziale , si propaga come una particella libera , ma ha massa diversa da questa .
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quattordicenne
= che , chi ha quattordici anni d'età .
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querelante part . pres . di querelare
= che , chi sporge o ha sporto querela .
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querulo
= che ha un tono , un suono lamentoso
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quindicenne
= che , chi ha quindici anni di età .
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quinquagenario
= che ha cinquant'anni
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quotato
= participio passato di quotare
= che ha una quotazione
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radicato
= participio passato di radicare , che ha messo, affondato le radici nel terreno
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radice
= organo delle piante cormofite che solitamente si addentra nel terreno e ha funzione di sostegno e di assorbimento degli alimenti
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radiciforme
= che ha forma di radice.
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radicoma
= organo vegetale che ha struttura simile alla radice, ma non ha la stessa funzione.
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rado
= che non ha compattezza
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raffinato
= participio passato di raffinare, sostanza che ha subito il processo di raffinazione
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raffreddato
= participio passato di raffreddare , che ha preso freddo
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ragionevole
= che ha l'uso della ragione, dotato di ragione
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ragioniere
= chi ha conseguito il diploma presso un istituto tecnico commerciale
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ramoso
= che ha molti rami
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rancido
= sostanza grassa che si è alterata e ha preso un odore e un sapore forte e sgradevole
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randa
= vela di taglio che nelle imbarcazioni più grandi ha generalmente forma trapezoidale e che viene inserita superiormente al picco e tenuta distesa inferiormente mediante il boma, mentre nelle più piccole può essere una vela al terzo o a tarchia
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rantoloso
= che ha il rantolo.
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rapa
= pianta erbacea con fiori gialli, coltivata per la radice commestibile, bianca, carnosa, di forma tondeggiante e per le foglie giovani e gli steli fioriferi , anch'essi commestibili ' valere una rapa, non valere nulla ' voler cavare sangue da una rapa, richiedere a qualcuno ciò che non può dare ' testa di rapa, persona ottusa, sciocca ' avere la testa come una rapa, essere rapato a zero, o completamente calvo. ,rapetta, rapettina, rapina
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rapitore
= chi rapisce o ha rapito una persona
= che rapisce.
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rasato
= participio passato di rasare , che ha subito la rasatura
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ravveduto
= participio passato di ravvedersi , che si è pentito, che ha riconosciuto i propri errori.
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reattivo
= che ha capacità di reagire
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recchia
= pecora che non ha ancora figliato.
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reclamistico
= che serve a fare pubblicità , che ha carattere pubblicitario
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redentore
= colui che redime ' il redentore, gesù cristo che, col suo sacrificio, ha redento l'umanità .
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regicida
= chi ha commesso un regicidio
= che ha commesso un regicidio
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regionalismo
= attaccamento, spesso eccessivo, alla propria regione e a tutto ciò che ha relazione con essa
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rendere
= verbo trans. ridare, riconsegnare a qualcuno ciò che ha perduto, gli è stato tolto o che egli ci ha dato
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reniforme
= che ha la forma di un rene
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reofase
= in fisiologia, l'intensità minima che una corrente elettrica deve avere per eccitare un muscolo o un nervo.
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responsoriale
= che ha carattere, forma di responsorio
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restituire
= verbo trans. ridare a qualcuno ciò che gli si è tolto, ciò che egli ci ha dato o ciò che ha perduto
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restitutivo
= che ha la funzione di restituire alla condizione originaria, precedente
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reticolare
= che è fatto a reticolo, che ha forma di reticolo
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retroagire
= verbo intr. avere effetto retroattivo
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retrofit
= filtro applicabile alle normali marmitte degli autoveicoli, che ha la funzione ecologica di catalizzare i gas di scarico nocivi convertendoli in ossigeno e azoto.
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rettangolare
= che ha forma di rettangolo
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rettangolo
= ogni figura geometrica che ha uno o più angoli retti
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reumatoide
= che ha natura, origine reumatica
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revoluto
= che ha compiuto il suo ciclo, il suo giro.
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riavere
= verbo trans. avere di nuovo
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ribolliticcio
= cibo che ha assunto un sapore disgustoso per essere stato bollito più volte.
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ricalcificarsi
= verbo riflessivo ritornare ad avere il normale tenore di calcio
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ricciolone
= bambino o ragazzo che ha i cappelli lunghi e ricci.
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ricciuto
= che ha i capelli ricci
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ricevitore
= che riceve
= chi ha il compito di riscuotere somme di denaro per conto di enti pubblici o privati
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riconvenzione
= nel processo civile, richiesta che il convenuto può avanzare a sua volta contro chi lo ha chiamato in giudizio
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ricostruttivo
= che ha il fine di ricostruire
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ricotto
= participio passato di ricuocere , che ha subito una nuova cottura
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ricreativo
= che serve a ricreare, che ha lo scopo di ricreare il corpo e svagare o ritemprare la mente
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ridotto ridutto
= participio passato di ridurre , che ha subito una riduzione, un rimpicciolimento
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rievocativo
= che rievoca, che ha il fine di rievocare
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riflesso
= participio passato di riflettere , che ha subìto una riflessione
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rifugiato
= participio passato di rifugiarsi , chi, per ragioni politiche, ha dovuto abbandonare il proprio paese per rifugiarsi in un altro stato.
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rigenerato
= participio passato di rigenerare , che ha subìto una rigenerazione, detto spec. di prodotto industriale
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righello
= asticella utilizzata per tracciare righe, che può avere uno o due bordi graduati
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rigogolo
= uccello cantatore e migratore, diffuso in europa e in asia, che, nel maschio, ha piumaggio giallo con ali e coda nere e, nella femmina, giallo-verdastro con strie brune sul ventre
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rilucente
= participio presente di rilucere , che ha splendore, lucentezza
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rimbambito
= participio passato di rimbambire , colui che ha perso la capacità di ragionare
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rimborsare
= verbo trans. restituire a qualcuno il denaro che ha speso per incarico, per conto o per colpa di altri, oppure che ha pagato per beni o servizi dei quali non ha poi beneficiato
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rimpallo
= nel gioco del calcio e in altri sport, rimbalzo della palla verso chi l'ha calciata, dopo che questa ha colpito un avversario o un palo
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ringiovanimento del paesaggio, fenomeno per cui, in una regione montuosa spianata dall'erosione, si origina un nuovo sistema montuoso e ha quindi inizio un nuovo ciclo erosivo.
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rinnegato
= participio passato di rinnegare , colui che ha sconfessato o tradito la propria patria o la propria fede.
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rinologia
= disciplina medica che ha come oggetto di studio il naso e le sue affezioni.
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ripido
= che ha molta pendenza, è molto erto
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riservatoriserbato
= che ha riserbo
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risiedere
= verbo intr. avere sede
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risiforme
= che ha la forma di un chicco di riso.
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risolubile
= che può essere risolto, che può avere una risoluzione
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ristoppiare
= verbo trans. seminare un cereale senza lasciare riposare il terreno che ha ancora le stoppie dell'anno precedente.
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rotondeggiante antiq. ritondeggiante,
= participio presente di rotondeggiare , che ha forma più o meno rotonda.
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rotondo antiq. ritondo
= che ha forma circolare, sferica o cilindrica, o approssimativamente tale
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ruvido
= che ha una superficie non levigata
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sabbiato
= participio passato di sabbiare - materiale che , sottoposto a sabbiatura , ha acquistato una caratteristica opacità ,
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sacrale
= che ha carattere sacro ,
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sagace
= che ha buon fiuto ,
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sagginato
= di cavallo il cui mantello ha il colore della saggina .
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sagittato
= che ha forma di saetta , di freccia ,
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sagomato
= participio passato di sagomare - che ha una determinata sagoma ,
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sagrestano
= sacrestano , laico stipendiato che ha l'incarico di tenere in ordine la sagrestia e gli arredi sacri , nonché di curare la pulizia della chiesa .
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salmonato
= participio passato di salmonare - detto di trota la cui carne ha la colorazione rosea tipica della carne di salmone .
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salutista
= chi ha grande cura della propria salute ,
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sanatorio
= che ha lo scopo di sanare ,
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sanitometro
= nell'uso giornalistico , serie di indici e parametri riferiti sia al reddito familiare sia al tenore di vita del contribuente , utilizzata per classificare il tipo di prestazioni sanitarie a cui il cittadino ha diritto gratuitamente .
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sano
= che è in buona salute , che non ha malattie o lesion ,
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sanscrito
= antica lingua dell'india , di ceppo indoeuropeo , che ha avuto grande sviluppo letterario e che è documentata nella sua fase più antica da vari testi - usato anche come agg . ,
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sapere
= verbo transitivo avere co ,
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sapido
= che ha sapore ,
---------------
sapientone
= colui che fa sfoggio di una erudizione , di una sapienza che spesso non ha .
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saponaceo
= che ha l'aspetto o le proprietà del sapone ,
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saponoso
= di sapone , che ha l'aspetto o le proprietà del sapone ,
---------------
saporito
= participio passato di saporire - che ha sapore ,
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saporoso
= che ha sapore gradevole , che ha molto sapore ,
---------------
sarmentoso
= ramo che ha le caratteristiche del sarmento , pianta provvista di sarmenti .
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satellizzare
= verbo transitivo sottoporre uno stato , una città ecc . all'influenza politica o economica di un centro che ha potere maggiore .
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satollo
= che ha mangiato a sazietà , pieno di cibo ,
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sauro
= mantello equino di colore rossastro o biondo e , per estens . , di cavallo che ha tale mantello
= cavallo con mantello sauro .
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savio
= che ha integre le facoltà mentali , che è sano di mente ,
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sazio
= che ha soddisfatto completamente l'appetito , il desiderio di cibo ,
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sbarazzina
= variante del gioco della scopa , nel quale chi ha un asso prende tutte le carte in tavola .
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sbiadito
= participio passato di sbiadire , che ha perduto il suo colore originale ,
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sbracalato
= che ha i calzoni cascanti , non ben fermi alla vita ,
---------------
sbrendolone
= chi ha il vestito pieno di sbrendoli ,
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scaccia
= chi , nelle battute di caccia , ha il compito di spingere la selvaggina nella direzione prestabilita ,
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scacciaguai
= ciò che si crede possa avere un valore scaramantico nel tener lontano i guai ,
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scaciato
= che è vestito male o ha un brutto portamento , bianco scaciato , bianchissimo .
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scalenoedro
= solido geometrico che ha come facce dodici triangoli scaleni uguali ,
---------------
scalpore
= rumorosa manifestazione di risentimento , d'ira , d'indignazione - fare , suscitare , destare scalpore , sollevare molti commenti , avere molta risonanza ,
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scanagliare
= verbo intransitivo tenere comportamenti , avere modi da canaglia , furfanteschi .
---------------
scansafatiche
= chi non ha voglia di lavorare o non fa più dello stretto necessario .
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scapato
= colui che ha poco giudizio ,
---------------
scarmiglione
= chi ha i capelli arruffati , in disordine .
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scatenato
= participio passato di scatenare - che non ha freno , che è incontenibile ,
---------------
scatolare
= che ha forma di scatola ,
---------------
scattante
= participio presente di scattare , che scatta , che ha i riflessi pronti ,
---------------
scegliere - scerre ,
= verbo transitivo individuare , selezionare tra più persone o cose quella che ha determinati requisiti , che si ritiene la migliore , la più utile ,
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scheggioso
= che ha molte schegge ,
---------------
schiacciato
= participio passato di schiacciare - che ha perduto la sua forma primitiva , ammaccato ,
---------------
schienuto
= che ha la schiena larga ,
---------------
schifiltoso
= colui che ha gusti difficili ,
---------------
schizzinoso
= schizzignoso , colui che ha gusti troppo esigenti e difficili ,
---------------
scilinguato
= participio passato di scilinguare - chi ha la pronuncia difettosa ,
---------------
scioperataggine
= l'essere scioperato , il non avere voglia di lavorare - atto , comportamento da scioperato .
---------------
sciovinista
= chi ha un comportamento improntato a sciovinismo - usato anche come agg . ,
---------------
scistoso
= schistoso , che ha natura di scisto ,
---------------
scolorito
= participio passato di scolorire - che ha perso colore ,
---------------
scompiacente
= participio presente di scompiacere , persona che non ha garbo né gentilezza , che non fa nulla per compiacere gli altri scompiacentemente
= scortesemente .
---------------
sconfidarsi
= verbo riflessivo non avere più fiducia in qualcuno o in qualcosa ,
---------------
scoraggiato
= participio passato di scoraggiare - che ha perduto coraggio o fiducia ,
---------------
scordato
= participio passato di scordare - che ha perso l'accordatura ,
---------------
scosso
= participio passato di scuotere - che ha subito una scossa ,
---------------
screditato
= participio passato di screditare - che ha perso il credito , la stima , la reputazione ,
---------------
sdentato
= che non ha i denti , che ha perduto i denti ,
---------------
sdrucciolo
= che ha l'accento sulla terzultima sillaba ,
---------------
secolare
= aggettivo , che ha uno o più secoli - che appartiene al secolo - mondano - terreno , plur.: secolari
---------------
sedicenne
= colui che ha sedici anni .
---------------
sedicente
= chi si attribuisce titoli e qualifiche che non ha ,
---------------
segnato
= participio passato di segnare - che ha , che porta un segno , un marchio ,
---------------
seienne o seenne ,
= che ha sei anni di età che dura da sei anni o ha avuto la durata di sei anni .
---------------
selcioso
= che ha natura o aspetto di selce .
---------------
selenologia
= branca dell'astronomia che ha per oggetto di studio la luna .
---------------
sembrare
= sembiare , semblare , verbo intransitivo assomigliare , avere l'aspetto o l'apparenza di un'altra persona o di un'altra cosa ,
---------------
semicolto
= persona che ha ricevuto un'istruzione insufficiente soprattutto a garantire una pratica corretta della scrittura - anche come agg . ,
---------------
semidenso
= liquido che ha una consistenza intermedia tra quella degli oli e quella dei grassi .
---------------
semidotto
= che ha o rivela un'istruzione mediocre , una cultura superficiale , parola che deriva in italiano direttamente dal greco o dal ,
---------------
semilunare
= che ha forma di mezzaluna - in anatomia ,
---------------
semino
= seme pastina per brodo che ha forma simile ai semi di zucca .
---------------
semintero
= frazione non apparente che ha come denominatore , ,
---------------
semisferico
= che ha forma di semisfera .
---------------
semivestito
= vestito a metà che non ha finito di vestirsi ,
---------------
sempiterno
= che non ha avuto mai principio e non avrà mai fine ,
---------------
sensato
= che ha buon senso ,
---------------
senzadio
= o senza dio , chi non crede in dio , chi non ha alcun sentimento religioso - chi non ha senso morale né rispetto per la legge .
---------------
senzapatria
= chi non ha patria ,
---------------
serendipità
= lo scoprire qualcosa di inatteso e importante che non ha nulla a vedere con quanto ci si proponeva di trovare o con i presupposti teorici sui quali ci si basava - l'attitudine a fare scoperte fortunate e impreviste .
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serir
= deserto in cui l'erosione eolica ha disseminato frammenti rocciosi a forma di ciottolo .
---------------
serpentiforme
= che ha forma di serpente .
---------------
servomeccanismo
= dispositivo di autoregolazione di una grandezza meccanica che ha lo scopo di adeguare tale grandezza alle variazioni di altre , sulla base del principio della retroazione .
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sessagenario
= colui che ha sessant'anni di età .
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sessantenne
= colui che ha sessant'anni .
---------------
sessantottino
= chi ha partecipato al movimento di contestazione giovanile del 1968 ,
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sessodipendente
= persona che ha una necessità patologica di avere rapporti sessuali molto frequenti .
---------------
setoso
= che ha l'aspetto , la consistenza della seta .
---------------
settantenne
= colui che ha settant'anni .
---------------
settebello
= o sette bello , - nel gioco della scopa , il sette di denari o di quadri che ha il valore di un punto , treno rapido di lusso che collegava roma e milano , composto di sette elettromotrici , attualmente non più in servizio .
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settenne
= colui che ha sette anni d'età .
---------------
settuagenario
= colui che ha settant'anni di età .
---------------
sfaccendato
= colui che non ha nulla da fare ,
---------------
sfaticato
= colui che non ha voglia di lavorare , di far nulla sfaticatamente
= da sfaticato .
---------------
sfebbrare
= verbo intransitivo non avere più febbre ,
---------------
sfera
= solido geometrico la cui superficie esterna ha tutti i punti ,
---------------
sfervorato
= che non ha o ha perduto il fervore , l'entusiasmo .
---------------
sfiatato
= participio passato di sfiatare - che ha perso il timbro e l'intensità del suono ,
---------------
sfidato
= participio passato di sfidare - colui che ha ricevuto una sfida .
---------------
sfiduciato
= participio passato di sfiduciare - che ha perso la fiducia ,
---------------
sfioratore
= opera idraulica che ha la funzione di scaricare da un serbatoio o da un canale l'acqua che eccede il livello voluto .
---------------
sfollato
= participio passato di sfollare - colui che ha dovuto allontanarsi dal proprio luogo di residenza per evitare i pericoli bellici o in seguito a calamità naturali .
---------------
sfortunato
= che ha ,
---------------
sfrattare
= verbo transitivo estromettere con procedura coattiva da un immobile chi lo ha in locazione ,
---------------
sfrattato
= participio passato di sfrattare - colui che ha subito uno sfratto .
---------------
sgarbato
= che non ha garbo , sgraz ,
---------------
sgonfiato
= participio passato di sgonfiare , che ha perduto la gonfiezza , il gonfiore - essere un pallone sgonfiato , avere perduto la boria , la presunzione .
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significativo
= che ha particolare significato o importanza ,
---------------
silicizzato
= participio passato di silicizzare - che ha subito un processo di silicizzazione .
---------------
siluriforme
= che ha forma di siluro .
---------------
simmetrico
= che ha simmetria ,
---------------
simo
= che ha il naso schiacciato ,
---------------
simpaticotonico
= farmaco che provoca un aumento del tono del sistema nervoso simpatico , individuo in cui il sistema nervoso simpatico ha una prevalenza funzionale sul sistema parasimpatico .
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simpetalo
= fiore che ha i petali uniti fra loro .
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sincopato
= participio passato di sincopare - parola che ha subito una sincope , brano musicale in cui sia frequente la sincope sincopatamente avv .
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sincronizzatore
= denominazione generica di qualsiasi dispositivo che ha la funzione di sincronizzare due o più movimenti - nel cambio di velocità degli autoveicoli e dei motoveicoli a ingranaggi sempre in presa , dispositivo che facilita l'imbocco dei denti dell'innesto realizzando un collegamento preventivo ad attrito tra i due elementi in modo da portarli a velocità uguali o molto prossime tra loro .
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sinderesi
= nella filosofia medievale , la naturale capacità dell'anima umana di avere consapevolezza del ,
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sinfoniale
= di sinfonia , che ha carattere di sinfonia ,
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singhiozzare
= verbo intransitivo piangere con singhiozzi , avere il singhiozzo ,
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sinonimo
= parola che ha sostanzialmente lo stesso significato di una o più parole , anche se presenta differenti sfumature e ha un diverso uso stilistico ed espressivo .
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sinottico
= che permette di avere una visione simultanea delle varie parti di un complesso
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sinsemantico
= parola che di per sé non ha significato pieno , ma lo acquista in relazione alle altre parole con cui compare in un contesto .
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sinusoidale
= che ha forma di sinusoide .
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sitare
= verbo intransitivo avere odore di chiuso , di stantio .
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sitire
= verbo intransitivo e tr . avere sete - desiderare intensamente ,
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slogato
= participio passato di slogare - arto che ha subito una slogatura , persona che ha le articolazioni assai ,
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smanaccione