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sinonimi di
live
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Vocabulary and phrases
live
= vivere, cibarsi, durare, vivo, vivente, acceso, carico, in diretta, dal vivo,
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* "But I hope you will get over it, and live to see many young men of four
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converse with them. Miss Bingley is to live with her brother, and keep
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estate, but did not live to do it. Mr. Bingley intended it likewise, and
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in general are not more like her. Does she live near you, sir?"
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father (who, however, may live many years longer), I could not satisfy
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make way for her, and live to see her take her place in it!"
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no reason. He may live in my memory as the most amiable man of my
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this young man will influence her. We live in so different a part of
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handsome young men must have something to live on as well as the plain.
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* "Oh! if that is all, I have a very poor opinion of young men who live in
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Derbyshire; and their intimate friends who live in Hertfordshire are not
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* "I do not believe he will ever live at Netherfield any more.
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Collinses live very comfortable, do they? Well, well, I only hope
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as to consent to live with him on any terms other than marriage?"
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they will settle so quietly, and live in so rational a manner, as may in
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* But to live in ignorance on such a point was impossible; or at least
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nothing to live on.
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think we shall have quite money enough to live upon without some help.
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opened his lattice window. 'Who could live to gaze from day to day on
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conwivial as a live trout in a lime basket,' added Mr. Weller, in an
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'Because they live one hundred miles from here, sir,' responded Job
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and went to live there. Somehow or other he couldn't sleep--always
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to live a life of revenge. I have never swerved from my purpose for
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was a live animal, or something to eat. ( Dickens The Pickwick papers )
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cutters and carvers of live people's bodies, that disgraces the lodgings
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* 'Does Mr. Sawyer live here?' said Mr. Pickwick, when the door was
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furnished with a clock, a looking-glass, and a live waiter, which latter
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'seeing that a few people live there, pretty snug. That's the Fair, that
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beings live down in those wretched dungeons?'
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Roker; 'and what of that? Who's got to say anything agin it? Live down
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there! Yes, and a wery good place it is to live in, ain't it?'
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Mr. Pickwick, 'that I do not yet comprehend you. Can I live anywhere
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* 'And where will you live meanwhile, Sir?' said Mr. Pickwick, as he laid
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compassionately on his arm--'I am afraid you will have to live in some
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as if he had some curious live animal on the other side. ( Dickens The Pickwick papers )
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will see me again, young man, to-morrow. I hope you may live to remember
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dear; and you'll live to see me punch that 'ere Stiggins's head yet."
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I dare say. We might live very comfortably together now, Mr. Samuel,
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need; far more than a man at my age can ever live to spend,' said Mr.
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intend entering upon it at once, trusting that I may yet live to spend
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Power and the Right to Live and the Right to Experience-damned
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and esoteric as you like, and weal a turban and a long robe and live on
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friendly and popular; but his success had made him live in a house of
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Cockspur. "Don't you know they live behind the scenes like rats behind a
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he doesn't live here any longer
= non abita più qui,
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he doesn't live here any more
= non abita più qui,
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learn to live alongside each other
= imparare a vivere fianco a fianco,
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learned to live alongside each other
= imparato a vivere fianco a fianco,
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learning to live alongside each other
= imparando a vivere fianco a fianco,
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learns to live alongside each other
= impara a vivere fianco a fianco,
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man does not live by bread alone
= non si vive di solo pane,
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she doesn't live here any longer
= non abita più qui ,
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she doesn't live here any more
= non abita più qui ,
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Vocabulary and phrases
vivere
= verbo intransitivo di organismi vegetali o animali , avere vita , essere in vita
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* Fino dall'otto aprile dell'anno 1583 , l'Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d'Aragon , Principe di Castelvetrano , Duca di Terranuova , Marchese d'Avola , Conte di Burgeto , grande Ammiraglio , e gran Contestabile di Sicilia , Governatore di Milano e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia , pienamente informato della intollerabile miseria in che è vivuta e vive questa città di Milano , per cagione dei bravi e vagabondi , pubblica un bando contro di essi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , nell'anno seguente , il 12 aprile , scorgendo il detto signore , che questa Città è tuttavia piena di detti bravi . . .tornati a vivere come prima vivevano , non punto mutato il costume loro , né scemato il numero , dà fuori un'altra grida , ancor più vigorosa e notabile , nella quale , tra l'altre ordinazioni , prescrive:
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* Pienamente informato della miseria in che vive questa Città e Stato per cagione del gran numero di bravi che in esso abbonda . . .e risoluto di totalmente estirpare seme tanto pernizioso , dà fuori , il 5 decembre 1600 , una nuova grida piena anch'essa di severissime comminazioni , con fermo proponimento che , con ogni rigore , e senza speranza di remissione , siano onninamente eseguite .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Come stesse di dentro , s'intenderà meglio , quando avrem detto qualche cosa del suo naturale , e de' tempi in cui gli era toccato di vivere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per dir la verità , non aveva gran fatto pensato agli obblighi e ai nobili fini del ministero al quale si dedicava: procacciarsi di che vivere con qualche agio , e mettersi in una classe riverita e forte , gli eran sembrate due ragioni più che sufficienti per una tale scelta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lo spavento di que' visacci e di quelle parolacce , la minaccia d'un signore noto per non minacciare invano , un sistema di quieto vivere , ch'era costato tant'anni di studio e di pazienza , sconcertato in un punto , e un passo dal quale non si poteva veder come uscirne: tutti questi pensieri ronzavano tumultuariamente nel capo basso di don Abbondio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era , fin dall'adolescenza , rimasto privo de' parenti , ed esercitava la professione di filatore di seta , ereditaria , per dir così , nella sua famiglia ; professione , negli anni indietro , assai lucrosa ; allora già in decadenza , ma non però a segno che un abile operaio non potesse cavarne di che vivere onestamente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questo termine è rimasto e vive tuttavia , con significazione più mitigata , nel dialetto: e non ci sarà forse nessuno de' nostri lettori milanesi , che non si rammenti d'aver sentito , nella sua fanciullezza , o i parenti , o il maestro , o qualche amico di casa , o qualche persona di servizio , dir di lui: è un ciuffo , è un ciuffetto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La fanciulla scarna , tenendo per la corda al pascolo la vaccherella magra stecchita , guardava innanzi , e si chinava in fretta , a rubarle , per cibo della famiglia , qualche erba , di cui la fame aveva insegnato che anche gli uomini potevan vivere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Una tal maniera di vivere non s'accordava , né con l'educazione , né con la natura di Lodovico .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Doveva tenersi intorno un buon numero di bravacci ; e , così per la sua sicurezza , come per averne un aiuto più vigoroso , doveva scegliere i più arrischiati , cioè i più ribaldi ; e vivere co' birboni , per amor della giustizia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era un uomo di circa cinquant'anni , affezionato , dalla gioventù , a Lodovico , che aveva veduto nascere , e che , tra salario e regali , gli dava non solo da vivere , ma di che mantenere e tirar su una numerosa famiglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Regnava quivi un gran silenzio ; e un passeggiero avrebbe potuto credere che fosse una casa abbandonata , se quattro creature , due vive e due morte , collocate in simmetria , di fuori , non avesser dato un indizio d'abitanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In faccia al signore , il povero vecchio non si sarebbe mai arrischiato d'accennare , non che d'esprimere la sua disapprovazione di ciò che vedeva tutto il giorno: appena ne faceva qualche esclamazione , qualche rimprovero tra i denti a' suoi colleghi di servizio ; i quali se ne ridevano , e prendevano anzi piacere qualche volta a toccargli quel tasto , per fargli dir di più che non avrebbe voluto , e per sentirlo ricantar le lodi dell'antico modo di vivere in quella casa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Maritati , si va tutti insieme , si mette su casa là , si vive in santa pace , fuor dell'unghie di questo ribaldo , lontano dalla tentazione di fare uno sproposito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E qui , parlando col naso , accompagnando le parole con gesti caricati , continuò , in tono di predica: - in una parte di questo mondo , che , per degni rispetti , non nomino , viveva , uditori carissimi , e vive tuttavia , un cavaliere scapestrato , più amico delle femmine , che degli uomini dabbene , il quale , avvezzo a far d'ogni erba un fascio , aveva messo gli occhi . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le labbra , quantunque appena tinte d'un roseo sbiadito , pure , spiccavano in quel pallore: i loro moti erano , come quelli degli occhi , subitanei , vivi , pieni d'espressione e di mistero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Essa ha dovuto partir di nascosto dal suo paese , per sottrarsi a de' gravi pericoli ; e ha bisogno , per qualche tempo , d'un asilo nel quale possa vivere sconosciuta , e dove nessuno ardisca venire a disturbarla , quand'anche . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quella vista , risvegliando più vivi nell'animo suo tutti gli antichi sentimenti , le restituì anche un po' di quel poco antico coraggio: e già stava cercando una risposta qualunque , diversa da quella che le era stata dettata ; quando , alzato lo sguardo alla faccia del padre , quasi per esperimentar le sue forze , scorse su quella un'inquietudine così cupa , un'impazienza così minaccevole , che , risoluta per paura , con la stessa prontezza che avrebbe preso la fuga dinanzi un oggetto terribile , proseguì: - son qui a chiedere d'esser ammessa a vestir l'abito religioso , in questo monastero , dove sono stata allevata così amorevolmente - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Pare che Gertrude avrebbe dovuto sentire una certa propensione per l'altre suore , che non avevano avuto parte in quegl'intrighi , e che , senza averla desiderata per compagna , l'amavano come tale ; e pie , occupate e ilari , le mostravano col loro esempio come anche là dentro si potesse non solo vivere , ma starci bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Le sue antiche confidenti eran tutte uscite ; ma lei serbava vive tutte le passioni di quel tempo ; e , in un modo o in un altro , l'allieve dovevan portarne il peso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando le veniva in mente che molte di loro eran destinate a vivere in quel mondo dal quale essa era esclusa per sempre , provava contro quelle poverine un astio , un desiderio quasi di vendetta ; e le teneva sotto , le bistrattava , faceva loro scontare anticipatamente i piaceri che avrebber goduti un giorno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Veramente , la distruzion de' frulloni e delle madie , la devastazion de' forni , e lo scompiglio de' fornai , non sono i mezzi più spicci per far vivere il pane ; ma questa è una di quelle sottigliezze metafisiche , che una moltitudine non ci arriva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ah ! per me , non voglio più impicciarmene , - diceva il vicario: - me ne chiamo fuori ; rassegno la mia carica nelle mani di vostra eccellenza , e vo a vivere in una grotta , sur una montagna , a far l'eremita , lontano , lontano da questa gente bestiale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Ecco poi tornata finalmente l'abbondanza , - proseguiva Renzo nella sua fantasia: - rinasce la furia de' lavori: i padroni fanno a gara per aver degli operai milanesi , che son quelli che sanno bene il mestiere ; gli operai milanesi alzan la cresta ; chi vuol gente abile , bisogna che la paghi ; si guadagna da vivere per più d'uno , e da metter qualcosa da parte ; e si fa scrivere alle donne che vengano . . .E poi , perché aspettar tanto ? Non è vero che , con quel poco che abbiamo in serbo , si sarebbe campati là , anche quest'inverno ? Così camperemo qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Tant'è: chi è nato nel milanese , e vuol vivere nel bergamasco , bisogna prenderselo in santa pace .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quel Dio di cui aveva sentito parlare , ma che , da gran tempo , non si curava di negare né di riconoscere , occupato soltanto a vivere come se non ci fosse , ora , in certi momenti d'abbattimento senza motivo , di terrore senza pericolo , gli pareva sentirlo gridar dentro di sé: Io sono però .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* D'allora in poi , non mise piede fuor del castello , che molto di rado ; e a poco a poco non le rimase del vivere umano quasi altre idee salvo quelle che ne riceveva in quel luogo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Volle che si stimasse a quanto poteva ascendere il suo mantenimento e quello della sua servitù ; e dettogli che seicento scudi (scudo si chiamava allora quella moneta d'oro che , rimanendo sempre dello stesso peso e titolo , fu poi detta zecchino) , diede ordine che tanti se ne contasse ogni anno dalla sua cassa particolare a quella della mensa ; non credendo che a lui ricchissimo fosse lecito vivere di quel patrimonio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " È un gran dire che tanto i santi come i birboni gli abbiano a aver l'argento vivo addosso , e non si contentino d'esser sempre in moto loro , ma voglian tirare in ballo , se potessero , tutto il genere umano ; e che i più faccendoni mi devan proprio venire a cercar me , che non cerco nessuno , e tirarmi per i capelli ne' loro affari: io che non chiedo altro che d'esser lasciato vivere ! Quel matto birbone di don Rodrigo ! Cosa gli mancherebbe per esser l'uomo il più felice di questo mondo , se avesse appena un pochino di giudizio ? Lui ricco , lui giovine , lui rispettato , lui corteggiato: gli dà noia il bene stare ; e bisogna che vada accattando guai per sé e per gli altri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E non son belle parole ; perché si sa che anche lui vive da pover'uomo , e si leva il pane di bocca per darlo agli affamati ; quando potrebbe far vita scelta , meglio di chi si sia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Voleva sdegnarsi del silenzio tenuto con lei ; ma i gravi pensieri del caso soffogavano quel dispiacere suo proprio ; voleva dirle: cos'hai fatto ? ma le pareva che sarebbe un prendersela col cielo: tanto più che Lucia tornava a dipinger co' più vivi colori quella notte , la desolazione così nera , e la liberazione così impreveduta , tra le quali la promessa era stata fatta , così espressa , così solenne .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non si creda però che don Gonzalo , un signore di quella sorte , l'avesse proprio davvero col povero filatore di montagna ; che informato forse del poco rispetto usato , e delle cattive parole dette da colui al suo re moro incatenato per la gola , volesse fargliela pagare ; o che lo credesse un soggetto tanto pericoloso , da perseguitarlo anche fuggitivo , da non lasciarlo vivere anche lontano , come il senato romano con Annibale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Che se , per di più , il soggetto della corrispondenza è un po' geloso ; se c'entrano affari segreti , che non si vorrebbero lasciar capire a un terzo , caso mai che la lettera andasse persa ; se , per questo riguardo , c'è stata anche l'intenzione positiva di non dir le cose affatto chiare ; allora , per poco che la corrispondenza duri , le parti finiscono a intendersi tra di loro come altre volte due scolastici che da quattr'ore disputassero sull'entelechia: per non prendere una similitudine da cose vive ; che ci avesse poi a toccare qualche scappellotto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era una guerra , anzi cinque guerre , coperte , gentili , fino a un certo segno , ma vive e senza tregua: era in tutti que' luoghi un'attenzione continua a scansare la sua premura , a chiuder l'adito a' suoi pareri , a eludere le sue richieste , a far che fosse al buio , più che si poteva , d'ogni affare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E a tutti questi diversi indigenti s'aggiunga un numero d'altri , avvezzi in parte a vivere del guadagno di essi: bambini , donne , vecchi , aggruppati co' loro antichi sostenitori , o dispersi in altre parti all'accatto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E quantunque , com'era stata congettura , anzi intento espresso della Provvisione , un certo numero d'accattoni sfrattasse dalla città , per andare a vivere o a morire altrove , in libertà almeno ; pure la caccia fu tale che , in poco tempo , il numero de' ricoverati , tra ospiti e prigionieri , s'accostò a dieci mila .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La vista de' luoghi rendeva ancor più vivi que' pensieri d'Agnese , e più pungente il suo dispiacere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oltre di ciò , un potere occupato in una guerra perpetua , e spesso infelice , contro ribellioni vive e rinascenti , poteva trovarsi abbastanza contento d'esser liberato dalla più indomabile e molesta , per non andare a cercar altro: tanto più , che quella conversione produceva riparazioni che non era avvezzo ad ottenere , e nemmeno a richiedere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Una notte , verso la fine d'agosto , proprio nel colmo della peste , tornava don Rodrigo a casa sua , in Milano , accompagnato dal fedel Griso , l'uno de' tre o quattro che , di tutta la famiglia , gli eran rimasti vivi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Cosa ne sarebbe di lei , in quel tempo , che il vivere era come un'eccezione ? E , a così poca distanza , non poterne saper nulla ? E rimaner , Dio sa quanto , in una tale incertezza ! E quand'anche questa si fosse poi dissipata , quando , cessato ogni pericolo , venisse a risaper che Lucia fosse in vita ; c'era sempre quell'altro mistero , quell'imbroglio del voto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La cattura ? eh ! adesso hanno altro da pensare , quelli che son vivi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tra questa marmaglia di piante ce n'era alcune di più rilevate e vistose , non però migliori , almeno la più parte: l'uva turca , più alta di tutte , co' suoi rami allargati , rosseggianti , co' suoi pomposi foglioni verdecupi , alcuni già orlati di porpora , co' suoi grappoli ripiegati , guarniti di bacche paonazze al basso , più su di porporine , poi di verdi , e in cima di fiorellini biancastri ; il tasso barbasso , con le sue gran foglie lanose a terra , e lo stelo diritto all'aria , e le lunghe spighe sparse e come stellate di vivi fiori gialli: cardi , ispidi ne' rami , nelle foglie , ne' calici , donde uscivano ciuffetti di fiori bianchi o porporini , ovvero si staccavano , portati via dal vento , pennacchioli argentei e leggieri .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tanta era stata in quel vicinato la furia del contagio , e il fetor de' cadaveri lasciati lì che i pochi rimasti vivi erano stati costretti a sgomberare: sicché , alla mestizia che dava al passeggiero quell'aspetto di solitudine e d'abbandono , s'aggiungeva l'orrore e lo schifo delle tracce e degli avanzi della recente abitazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma cosa non può alle volte venire in acconcio ? cosa non può far piacere in qualche caso ? Il pericolo d'un momento prima aveva resa più che tollerabile a Renzo la compagnia di que' morti e di que' vivi ; e ora fu a' suoi orecchi una musica , sto per dire , gradita , quella che lo levava dall'impiccio d'una tale conversazione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Incontrava ogni tanto ministri , tanto diversi d'aspetto e di maniere e d'abito , quanto diverso e opposto era il principio che dava agli uni e agli altri una forza uguale di vivere in tali servizi: negli uni l'estinzione d'ogni senso di pietà , negli altri una pietà sovrumana .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La capanna non poteva contenere che due persone: e tra queste due , afflitte , derelitte , sbigottite , sole in tanta moltitudine , era presto nata un'intrinsichezza , un'affezione , che appena sarebbe potuta venire da un lungo vivere insieme .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Già l'aspetto del paese compariva mutato ; i rimasti vivi cominciavano a uscir fuori , a contarsi tra loro , a farsi a vicenda condoglianze e congratulazioni .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se i rimasti vivi erano , l'uno per l'altro , come morti resuscitati , Renzo , per quelli del suo paese , lo era , come a dire , due volte: ognuno gli faceva accoglienze e congratulazioni , ognuno voleva sentir da lui la sua storia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E questo non nasceva solo dalla peste che aveva fatto monte di tante cose ; ma era , come s'è potuto vedere anche in vari luoghi di questa storia , cosa comune a que' tempi , che i decreti , tanto generali quanto speciali , contro le persone , se non c'era qualche animosità privata e potente che li tenesse vivi , e li facesse valere , rimanevano spesso senza effetto , quando non l'avessero avuto sul primo momento ; come palle di schioppo , che , se non fanno colpo , restano in terra , dove non dànno fastidio a nessuno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sapete che l'è una gran cosa ! un gran respiro per questo povero paese ! che non ci si poteva vivere con colui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Son vivi ? E le loro cose sono accomodate ?
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I morti, del resto, figliuola, non fanno male; dai vivi devi guardarti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sotto, all'ombra di quelle sopracciglia, gli lampeggiavano gli occhi chiari, taglienti, vivi vivi, mentre le narici del gran naso aquilino, energico, gli si dilatavano di continuo e fremevano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già s'era annesso quasi metà del podere di un certo Nino Mo; e aveva ridotto un altro proprietario, il Làbiso, a vivere in un pezzettino di terra largo quanto un fazzoletto da naso, anticipandogli la dote per cinque figliuole; teneva da un pezzo gli occhi anche su le terre del Lopes; ma questi, per bizza, dovendo disfarsi dopo una serie di male annate d'una parte della sua tenuta, s'era contentato di venderla, anche a minor prezzo, a un estraneo: allo Scala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E poi c'era Tita, Tita ch'era abituata a vivere in campagna, e che forse non avrebbe piú saputo farne a meno, poverina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A don Filippino, abituato a vivere sempre solo, gli pareva d'andar via col cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come mai un uomo, sapendo bene che si vive una volta sola, poteva acconciarsi a seguire per tutta la vita una via odiosa? E pensava a tanti altri infelici, costretti dalla sorte a mestieri piú aspri e piú ingrati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'arrestò, pentito di ciò che stava per dire, e riprese: - Non gliene fo carico; ma dico che lui aveva ragione di vivere com'ha vissuto, vigilando, pauroso, rigido, ogni suo minimo atto: doveva sollevarsi, sotto gli occhi della gente, dalla miseria, dall'ignominia, in cui lo avevano gettato i suoi genitori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sí! Dimmi, ti prego, - aggiunse, riscotendosi, - senza ambagi, senza pietose bugie: quanto posso vivere ancora? Quanto meno, tanto meglio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come dirgli, adesso, che non poteva in coscienza prestarsi ad ajutarlo, senza fargli intendere nello stesso tempo la disperata gravità del male, che gli s'era cosí d'un colpo rivelato? - Ma tu, col tuo male, - disse, - puoi vivere ancora a lungo, a lungo, mio caro, purché t'abbi un po' di riguardo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Son rovinato, ti dico! Ma tu ritieni che io possa vivere ancora a lungo? Bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tu non sai ciò che voglia dire vivere la vita che avresti potuto vivere, se un caso indipendente dalla tua volontà, una contingenza imprevedibile, non t'avesse distratto, deviato, spezzato talvolta l'esistenza, com'è avvenuto a me, capisci? a me...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Posso crederli vivi entrambi, quando voglio, laggiú a Potenza, nella loro casa...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E piú grave diventerà, ve lo dico io, quando comincerete a uscire dal vostro dolore e sotto gli occhi che non vorrebbero piú vedere v'accadrà di scorgere, che so? la grazia timida di questi fiorellini bianchi e celesti che spuntano ora nei prati ai primi soli di marzo; e appena la dolcezza di vivere che, pur non volendo, sentirete ai nuovi tepori inebrianti della stagione, vi si tramuterà in una piú fitta ambascia pensando a lui che, intanto, non la può piú sentire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questo niente della terra, non solo per le sciagure, ma anche per questa dolcezza di vivere che pur ci dà: il niente assoluto, insomma, di tutte le cose umane che possiamo pensare guardando in cielo Sirio o l'Alpha del Centauro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quanto calore nelle tue espressioni, e con quale trasparente evidenza, in pochi tocchi, fai balzar vivi innanzi agli occhi luoghi, fatti e persone! Sei addolorato, sei indignato, povero Marino mio; e non vorrei che questa mia risposta ti accrescesse il dolore e l'indignazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Voi non ce l'avete messo; ma se lui ci si ficca? - Bisogna non farne caso! - E vi sembra naturale? V'assicuro io, io che debbo vivere nella vostra commedia la parte di Livia, che questo non è naturale; perché Livia, lo so io, lo so io meglio di voi, che paura ha dei pipistrelli! La vostra Livia, - badate - non piú io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E aveva fatto delle cinque stanze della sua casa in paese tutt'una gabbia (per cui era detta la gabbia del matto), riducendosi a vivere in due stanzette del piano superiore con la scarsa suppellettile scampata al naufragio delle sue sostanze e con gli usci, gli scuri e le invetriate delle finestre e dei finestroni, che aveva chiuso, per dar aria agli uccelli, con ingraticolati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Di vivere cosí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora però, morto sciaguratamente il padre e rimasta senza presidio, quasi povera e sola, non sapeva piú adattarsi a vivere a Perugia, dove stava anche la madre ricca e svergognata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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È vero che non sempre chi vive può serbar fede al giuramento fatto a una morta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da quest'indole vivacissima, da questa natura esuberante, in continuo bisogno d'espandersi quasi con violenza, ella era stata investita fin dai primi giorni del matrimonio: s'era sentita trascinare dalla fretta ch'egli aveva di vivere: anzi furia, piú che fretta: vivere senza tregua, senza tanti scrupoli, senza tanto riflettere; vivere e lasciar vivere, passando sopra a ogni impedimento, a ogni ostacolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma due volte quel forsennato s'era messo per uccider lui, ed egli nel volgersi per prendere l'arma dal comodino gli aveva gridato sorridendo: "Che fai?" tanto gli pareva impossibile che colui, prima ch'egli si vedesse costretto a minacciarlo e a reagire, non comprendesse ch'era un'infamia, una pazzia ucciderlo a quel modo, in quel momento, uccider lui che si trovava lí per caso, che aveva tant'altra vita fuori di lí: i suoi affari, gli affetti suoi vivi e veri, la sua famiglia, i figli da difendere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Debbo rimettermi a vivere per la mia famiglia, debbo rimettermi a lavorare per i miei figliuoli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E dunque, giudiziosamente, al solito, i due amici stabilirono di prendere a pigione due appartamenti contigui, per seguitare a vivere insieme, uniti e separati a un tempo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il mondo seguitava a vivere intorno a lui; col tramenío incessante, con le mille cure, le brighe giornaliere, svariate: lui n'era rimasto fuori, là serrato in quel cerchio di diffidente clausura, in quella casa vuota, ma pur tutta piena, come l'anima sua, degl'irti sospetti della moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, per vivere com'ella voleva, com'egli le aveva giurato, avrebbe dovuto lasciar l'ufficio e tapparsi in casa dalla mattina alla sera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma dove andare? e perché? Che funebre squallore nel bujo delle vie deserte, vegliate dai radi lampioni! Rivide col pensiero, come in sogno, altre vie meglio illuminate; immaginò la gente che vi passava, assorta nelle proprie cure, con affetti vivi in cuore, con desiderii vivi nell'anima, o guidata da una abitudine ch'egli non aveva piú; immaginò i caffè luccicanti di specchi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Finché aveva avuta la madre, s'era mantenuta onesta; poi la madre le era morta, e lei non aveva piú saputo veder la ragione di sacrificarsi a vivere in quel modo, senza il compenso di qualche godimento...(Pirandello - Novelle per un anno)
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È vero intanto che il corpo, anche quando lo spirito si fissi in un dolore profondo o in una tenace ostinazione ambiziosa, spesso lascia lo spirito cosí fissato e, zitto zitto, senza dirgliene nulla, si mette a vivere per conto suo, a godere della buon'aria e dei cibi sani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non aver piú coscienza d'essere, come una pietra, come una pianta; non ricordarsi piú neanche del proprio nome; vivere per vivere, senza saper di vivere, come le bestie, come le piante; senza piú affetti, né desiderii, né memorie, né pensieri; senza piú nulla che desse senso e valore alla propria vita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ebbene, quel giorno, venendo alla solita ora per vivere un'ora con quel suo filo d'erba, quand'era già a pochi passi dalla chiesetta, aveva scorto dietro a questa, seduta su uno di quei due macigni, la signorina Olga Fanelli, che forse stava lí a riposarsi un po', prima di riprendere il cammino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma - dove metterle? Un panierino da pochi soldi: àliga, dentro; e: non dubiti, signor Ciunna, arriveranno ancora vive vive al paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sua Maestà gli promise che, rifatte le elezioni, lo avrebbe riassunto in servizio, e intanto gli diede da vivere per sé e per la sua famiglia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Passava quasi tutte le notti alla finestra a spazzolarsi una mano a quei duri gremiti suoi capelli da negro, con gli occhi alle stelle, placide e chiare le une come polle di luce, guizzanti e pungenti le altre; e metteva le piú vive in rapporti ideali di figure geometriche, di triangoli e di quadrati, e, socchiudendo le palpebre dietro le lenti, pigliava tra i peli delle ciglia la luce d'una di quelle stelle, e tra l'occhio e la stella stabiliva il legame d'un sottilissimo filo luminoso, e vi avviava l'anima a passeggiare come un ragnetto smarrito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il rimorso, a loro insaputa, si manifestava in una certa acredine di parole, di sorrisi, di modi, che essi credevano invece effetto di quella vita arida, priva di cure intime, in cui piú nessun affetto vero avrebbe potuto metter radici, che eran costretti a vivere e a cui dovevano ormai abituarsi, come tanti altri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quand'anche voleste seguitare a vivere cosí, tutti e due insieme, tra dieci anni, che sarò piú io? non sarò piú certo buona per voi; vi sarete certo stancati di me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E prese ad arringare: - Parlo in nome di Dio, o cristiani, che sta sopra ogni legge che altri possa vantare, ed è padrone di tutti e di tutta la terra! Noi non siamo qua per vivere soltanto, o cristiani! Siamo qua per vivere e per morire! Se una legge umana, iniqua, nega al povero in vita il diritto d'un palmo di terra, su cui, posando il piede, possa dire: "Questo è mio!", non può negargli, in morte, il diritto della fossa! O cristiani, questa gente è qua, in nome di altri quattrocento infelici, per reclamare il diritto della sepoltura! Vogliono le loro fosse! Per sé e per i loro morti! - Il camposanto! il camposanto! - urlarono di nuovo tutti insieme, con le braccia per aria e gli occhi pieni di lagrime, i dodici margaritani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli poteva mandare i suoi campieri a cacciarli via tutti, come tanti cani, e a diroccar le loro case; non lo aveva fatto; non lo faceva; li lasciava vivere e moltiplicare, peggio dei conigli: ognuna di quelle donne metteva al mondo una ventina di figliuoli; tanto che, in meno di sessant'anni, era cresciuta lassú una popolazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sapeva da tant'anni che la moglie - vezzosa donnettina dal nasino ritto, due fossette impertinenti alle guance e occhietti vivi vivi, da furetto - lo tradiva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Seguitate, seguitate senza nessuna considerazione per me! Ma non lo capisci, perdio, che io non posso piú vivere cosí? Che ho bisogno d'ajuto? Che io cosí muojo, non lo capisci? Non lo capisci? - Ma che ci posso fare io, papà? - si scrollava Torellino, alla fine, esasperato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Una coda naturalissima." Non avevo veduto mai un uomo vivere come Belluca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pensare una cosa simile, mio figlio? per me? Gliel'avrete messo in mente voi, demoniaccio tentatore! voi che non vi siete dato mai pace per quel maledetto testamento! Ho saputo tutto, m'hanno riferito tutto; l'avete gridato ai quattro venti che non è stato giusto, perché posso vivere ancora trenta e piú anni, io; e che vostro figlio potrebbe anche morire prima ch'io gli lasciassi l'usufrutto della proprietà; e che la proprietà lo zio gliel'ha lasciata solo per guardarla da lontano; e che dovrà aspettare d'esser vecchio per potersi dire veramente padrone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le pareva che fosse rimasta lei sola a vivere ancora della vita della casa, o piuttosto a sentire il vuoto di essa, dopo la scomparsa di colei che la riempiva tutta e teneva tutti uniti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il padre, il fratello s'erano messi a vivere per conto loro, fuori di casa, certo; e quegli atti della vita, che seguitavano a compiere lí insieme con lei, erano quasi per apparenza, senza piú quella cara, antica intimità, da cui spira quell'alito familiare, che sostiene, consola e rassicura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che si scherza? c'è tutta una parte della mia vita, che vive in un altro, e della quale non è in me la minima traccia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutte queste supposizioni si dipingevano cosí vive alla mente di San Romé, che gli pareva proprio di vederli, quei due, muovere al convegno, ridersi di lui, prima fra sé e sé, poi tutt'e due insieme; e apriva e chiudeva le mani, affondandosi le unghie nelle palme; quindi, notando che quegli altri si accorgevano del suo irrequieto malumore e che tuttavia, ora, non gli dicevano piú nulla, come se paresse loro naturalissimo, si riaccostava ad essi, si sforzava a parlare, scacciando l'immagine viva, scolpita, di quel tradimento che gli pareva fatto a lui piú che al fratello ignaro e lontano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vive, Dio, vive, vive quelle labbra; e con cosí vivo, vivo e pressante invito il gesto della mano e anche del capo, anche del capo ora, accompagnava l'offerta, che egli si sentí forzato a protendersi, ad allungare una mano tremante verso la mano della Vergine; e già stava per riceverne il rosario, quando dall'ombra dell'altra navata della chiesa un grido rimbombò come un tuono: - Ah, ladro! E don Nuccio cadde, come fulminato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Idee voleva dipingere lui; idee vive, in vivi corpi di immagini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che se questo mondaccio sa e può fare a meno di tutti quelli che se ne vanno, di te non so né posso fare a meno io; e perciò, a dispetto della morte, bisogna che il mondo per mio mezzo continui a vivere per te, e tu per lui; o se no, me ne vado anch'io, e buona notte; me ne vado perché mi parrà proprio di non aver piú ragione di restarci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Questa casa che tengo in affitto da cinque anni, rappresentò il castigo per te; non ostante che poco dopo il tuo matrimonio non avessi saputo tener duro e avessi ripreso a vivere quasi tutto il giorno con te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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O per dir meglio, i vivi superstiti, andando via da Roma, poniamo, per domiciliarsi in un'altra città, coi bauli e gli altri arredi di casa si portano via anche i loro morti, dei quali svendono la casa vecchia per comperarne loro una nuova nell'altro cimitero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tua moglie, nel leggere la mia lettera - dove (promettendole che avrei continuato a far per lei quello che facevo per te) io avevo usato la frase contribuire alle spese di casa - ha capito, dice, ch'io volessi seguitare a vivere come per l'addietro, e cioè piú a casa tua, che in queste tre stanzette mie...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E perché dovrebbe affrettarsi la tartaruga condannata a vivere una lunghissima vita? Nelle nostre favole intanto chiamiamo tarda e pigra la tartaruga, la quale, per aver tanto tempo davanti a sé, non si dà nessuna fretta, e chiamiamo pauroso il coniglio che al primo vederci scappa via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi ha prima distratto dallo scriverti ogni sera la ricerca d'un nuovo alloggio; poi ho pensato: "Ma davvero non saprei adattarmi a vivere in queste tre stanzette? Perché cerco una casa piú ampia? per vedermi forse crescere attorno la solitudine?".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Peccato! C'era tanta materia in esso, da trarne fuori un capolavoro! Se l'autore non lo avesse cosí indegnamente misconosciuto e trascurato, se avesse fatto di lui il centro della narrazione, anche tutti quegli elementi artificiosi di cui s'era valso, si sarebbero forse trasformati, sarebbero diventati subito vivi anch'essi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Lei dice cosí perché non son cosa sua! La sua noncuranza, il suo disprezzo mi sarebbero, creda, assai meno crudeli, che codesta passiva commiserazione, indegna d'un artista, mi scusi! Nessuno può sapere meglio di lei, che noi siamo esseri vivi, piú vivi di quelli che respirano e vestono panni; forse meno reali, ma piú veri! Si nasce alla vita in tanti modi, caro signore; e lei sa bene che la natura si serve dello strumento della fantasia umana per proseguire la sua opera di creazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non muore piú! Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento naturale della creazione; la creatura non muore piú! E per vivere eterna, non ha mica bisogno di straordinarie doti o di compiere prodigi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi dica lei chi era Sancho Panza! Mi dica lei chi era don Abbondio! Eppure vivono eterni perché - vivi germi - ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire per l'eternità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il sole non era ancora riuscito a cuocergli la pelle, a inaridirgli il bel biondo dorato dei capelli riccioluti che tante donne gli avrebbero invidiato; tante donne che arrossivano, turbate, se egli le guardava in un certo modo, con quegli occhi chiari, vivi vivi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E col volto atteggiato di tedio e di disgusto, disse seguitando, che non gli reggeva piú l'animo a vivere cosí d'espedienti e ch'era troppo il supplizio che gli davano i raffacci aperti o le mute guardatacce dei suoi creditori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prima disgrazia, si sa, la scoronazione del Santo Padre; poi la morte della moglie; poi quella dell'unica figliuola; morte atroce, in un ospedale infame, dopo il disonore e la vergogna, dond'era venuta al mondo quella ragazzetta, per cui egli, ora, seguitava a vivere e a tribolare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vedete? Se voglio vivere, devo stare per forza sotto questo cappello qua, che mi pesa e mi toglie il respiro!" Se voglio vivere! Ma non avrebbe voluto vivere per nientissimo affatto, lui: s'era tremendamente seccato; non guadagnava quasi piú nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Certo non avrebbe potuto vivere con gli scarsi proventi di questa saltuaria professione, senza l'ajuto della pesca giornaliera e di una misera pensioncina di danneggiato politico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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O come interprete, o come marinajo, purché me lo imbarchi e gli dia da vivere e da mantenere onestamente la famiglia...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non ci pensare! - gli diceva Venerina, che pur se ne affliggeva, ma non tanto, sapendo che la povera gente vive cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io sono donna, e non posso tenerti conversazione: ho tanto da fare! Egli la guardava, la guardava, e gli veniva di domandarle: "Non mi ami piú?" - Venerina, sentendo che non si moveva, alzava gli occhi dal cucito, lo vedeva con quell'aria smarrita e rompeva in una gaja risata: - Che vuoi da me? Un omaccione tanto, che se ne sta in casa come un ragazzino, Dio benedetto! Impara un po' a vivere come i nostri uomini: piú fuori che dentro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eccolo lí, tutto il suo mondo! E non poterci piú vivere ora, se non per quel tanto che lo avrebbe ajutato la memoria! La vita, non l'aveva vissuta; poteva dire di non aver visto bene mai nulla: a tavola, a letto, per via, sui sedili dei giardini pubblici, sempre e da per tutto, non aveva fatto altro che leggere, leggere, leggere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma gliel'ho già detto: questo è il mio mondo; mi conforta il sapere che non è deserto, che qualcuno ci vive dentro, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La vista quotidiana dei cento e piú inquilini di quel casone lercio e tetro, gente che viveva per vivere, senza saper di vivere se non per quel poco che ogni giorno pareva condannata a fare: sempre le stesse cose; cominciò presto a dargli un'uggia, un'insofferenza smaniosa; che si esasperava sempre piú di giorno in giorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah quelle spoglie, quasi vive ancora, come serbavano il profumo che tanto lo aveva turbato negli ultimi tempi! Gli parve ora, nella bracciata che ne fece per andarle a riporre, di sentirci come l'alito del bimbo, a riprova della strana impressione che tutto, tutto lí appartenesse a lui, lavato, incipriato, avvolto in quel corredino ricco ch'ella gli aveva preparato prima di morire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che! Quella? - rispose vivacemente Ninfarosa - Avrebbe da vivere anche lei, ih! Bella seduta e servita in bocca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le nozze si debbono affrettare, sia per la considerazione che i due fidanzati sono costretti a vivere insieme, sotto lo stesso tetto, sia per la speranza del direttore del ginnasio, che esse valgano a scuotere il professore dal beato istupidimento in cui è caduto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fu per il bisogno di raggiungere e toccare una realtà qualunque nel vuoto strano, in cui quell'avventura impensata lo aveva cosí d'improvviso gettato? Vuoto arioso e lieve, nel quale tutti gli aspetti nuovi, d'uomini e di cose gli apparivano come in una luce di sogno, nella freschezza di quell'azzurro di marzo corso da allegre nuvole luminose? O fu per il prorompere di tante energie ancor vive e ignorate, da anni e anni compresse in lui, soffocate dall'incubo delle sciagure? Energie giovanili, intatte, che lo avrebbero portato chi sa dove, chi sa a quali imprese, a quali vittorie, se la sua vita non si fosse chiusa come s'era chiusa nel lutto di quelle sciagure? Il fatto è che operò miracoli in quel paesello dove nessuno lo conosceva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio Siròli fisse gli occhi, ancora vivi e come induriti nello spasimo, negli occhi del campiere, senza dir nulla, come se non avesse inteso o compreso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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PENA DI VIVERE COSÍ I Silenzio di specchio, odore di cera ai pavimenti, fresca lindura di tendine di mussola alle finestre: da undici anni cosí, la casa della signora Lèuca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Basta che per un istante le senta vive in sé, e subito le diventano come lontane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si sente stringere il cuore, pensando ch'egli s'è ridotto a vivere in una casa come quella; e l'angoscia e insieme il ribrezzo le crescono, appena gli occhi cominciano a distinguere la miseria, il disordine, la sporcizia...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Resta con quel suo spirito, sempre cosí dolorosamente attento a sé e a tutto, la signora Lèuca, sotto la candida maschera della sua serenità, lacerata dentro da una prova che nessuno ha sospettato; con queste tre bambine non sue, da curare, da crescere; e con questa pena, con questa pena che non passa, non già per lei soltanto, che forse soffre meno di tant'altri, ma per tutte le cose e tutte le creature della terra, com'ella le vede nell'infinita angoscia del suo sentimento che è d'amore e di pietà; questa pena, questa pena che non passa, anche se qualche gioja di tanto in tanto la consoli, anche se un po' di pace dia qualche sollievo e qualche ristoro: pena di vivere cosí...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Senza un mal di capo, quel massaro aveva accumulato cosí, in una ventina d'anni, una ricchezza sbardellata, di cui egli stesso non s'era mai saputo render conto con precisione, rimasto a vivere in campagna da contadino tra le sue bestie, coi cerchietti d'oro agli orecchi e vestito d'albagio come prima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che restava da fare al notajo Denora? Ammazzarlo? Per levarsene la tentazione, e sentendosi per di piú stanco e nauseato, sia della professione, sia della inutile vita che conduceva in città, decise di chiuder lo studio e si ritirò a vivere in campagna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E che vuoi che abbia da raccontarti io? Avvezza ormai da tant'anni a vivere tutta chiusa in sé, appena una qualche domanda accennava di volerle entrar dentro, la sviava con una risposta evasiva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non s'era dato per vinto: pur cosí, coi giorni, forse con le ore contate, aveva voluto comperare a Roma alcuni terreni per nuove costruzioni, e subito, aveva cominciato i lavori facendosi trasportare su una sedia a ruote nei cantieri, per vivere in mezzo agli operai, nel trambusto dell'opera: scabro come una roccia, tumefatto, enorme: di quindici giorni in quindici giorni s'era fatto cavar dal ventre il siero a litri, e via di nuovo tra i lavori, finché un colpo d'apoplessia, due anni fa, non lo aveva fulminato, là su quella sedia, pur senza finirlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I piú accaniti rimasero i figli di zi' Neli, che pure avevano avuto di piú, essendosi il vecchio spogliato non solo della roba della moglie defunta, ma anche della sua, risoluto, finché poteva, a vivere del suo lavoro, del frutto della terra della seconda moglie e anche di quella della figliuola Narda, fino a tanto che questa fosse rimasta con lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Annunziare imminente la morte a una poverina! Ma noi tutti, scusate, noi tutti possiamo vivere solo a patto che...(Pirandello - Novelle per un anno)
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La scienza, le scoperte, la gloria, il dominio! E si domandano come faccia a vivere senza tutte queste belle e grandi cose la gente del popolo, quella che zappa la terra e che appare loro condannata alle piú dure e umili fatiche; come faccia a vivere e perché viva; e la stimano bruta, perché non pensano che una ben piú grande idealità, di fronte alla quale diventano vane e ridicole miserie tutte le scoperte della scienza e il dominio del mondo e la gloria delle arti, vive come certezza irrefragabile in quelle povere anime e rende loro desiderabile come un giusto premio la morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sembrò ad essi che veramente la loro Ebe ricominciasse a vivere in quella bimba, dapprima tra le loro braccia, custodita con l'anima e col fiato, poi tra le loro cure piene di palpiti e di sgomenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il nipote, Marco Perla, nel vederla anche lui crescere cosí simile in tutto alla cuginetta ch'egli avrebbe voluto far sua, cominciò a provare di tratto in tratto, o per il guizzo di uno sguardo o per il suono d'una risata o d'una parola o per un capriccetto o una bizza della piccina, l'impressione curiosa quasi d'un arresto in sé, d'un ritorno misterioso a tante cose, non già riviventi, ma ancor vive dentro di lui; non già ai ricordi della sua infanzia trascorsa insieme con un'altra bimba, di cui questa era il ritratto preciso, ma agli stessi sentimenti onde quei ricordi erano animati e che si rifacevan vivi, della vita stessa della piccina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come dirle: "Tu, cara, hai creduto di vivere per te tutti questi anni, e invece no: tu hai vissuto per rinnovare a me, nel mio cuore, la passione che io ebbi per tua madre!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Puoi vivere ora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, com'era stata ingiusta veramente la morte di quel ragazzo! Se fosse vissuto, quel ragazzo, se avesse avuto il tempo di divenire uomo, di divenire esperto e istrutto anche lui di tutte le sagge perfidie della vita, e la avesse sposata lui, la sua cara fanciulla innamorata; si sarebbe accorta bene costei, che altro è fare all'amore dalla finestra, a diciott'anni, altro è vivere nella dura realtà quotidiana, quando già le prime fiamme si sono ammorzate e comincia il tedio dei giorni uguali, e la stanchezza, e nascono i primi dissapori, e il giovane marito comincia a esser sazio e stufo della moglie e pensa già di tradirla...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Efix sollevò il viso olivastro duro come una maschera di bronzo , e fissò il ragazzo coi piccoli occhi azzurrognoli infossati e circondati di rughe: e quegli occhi vivi lucenti esprimevano un'angoscia infantile .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Si vive di questo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma , certo , per vivere in quei posti ci vuole molto denaro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— A chi ? Al Barone morto che vive ancora nel castello ? Ma donna Ruth si mise l'unghia dell'indice sulla bocca: non bisognava parlar di morti , alla festa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io non sono venuto per sfruttarle né per vivere alle loro spalle .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Una che va scalza al fiume ! Ed è stato ozioso , e vive nel vizio , tu stesso lo dici .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non posso piú vivere , qui . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Va' da Noemi , – mi disse – Noemi ha il mio cuore , perché il cuore dei morti rimane ai vivi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dalla cucina usciva un po' di barlume che illuminava una parte del cortile ; s'udiva dentro qualche timido rumore ; Noemi e donna Ester si muovevano di là , ma pareva avessero paura anche loro , paura di farsi sentire a vivere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Basta vivere , Stefana ! — ammoní Efix , senza sollevare la testa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Basta vivere senza peccare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che hai ? Egli la guardava con occhi vivi , lucidi , ed era tale la sua gioia improvvisa che le rughe intorno agli occhi parevano raggi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dopo tutto , due donne sole non possono vivere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La nebbia si diradava , apparivano profili di boschi neri sull'azzurro pallido dell'orizzonte ; poi tutto fu sereno , come se mani invisibili tirassero di qua e di là i veli del mal tempo , e un grande arcobaleno di sette vivi colori e un altro piú piccolo e piú scialbo s'incurvarono sul paesaggio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I colori vivi dei costumi paesani , il rosso di scarlatto , il giallo delle bende , il cremis ardente dei grembiuli , brillavano come macchie di fiori tra il verde dei lentischi e l'avorio delle stoppie .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix le riconosceva tutte , queste figure , le sentiva parlare , capiva che erano vive e reali ; eppure aveva l'impressione di sognare: erano figure del sogno della vita .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I tiranni , sappiate , nocciono talvolta più morti che vivi . (Guerrazzi)
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I dolci suoni della favella materna, a me già ’mbevuta d’altra lingua e travolta nel vano vivere di Francia, venivano potenti, come ad uomo intirizzito ne’ ghiacci di Russia verrebbe non la memoria ma il vivo calore del sol di Toscana. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Più lungo lo scandalo del peccato: ma anche il peccato ben lungo! Non fu merito, fu miracolo di quell’Amore che sì dolcemente fa forza all’anima umana, s’io vissi puro tre anni accanto a donna non mia, e già appropriatami, e sempre affettuosa, e benemerita della vita e dell’ingegno e dell’animo mio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La nuova giornata sarà ella non dico felice, ma tranquilla, ma pura? Potrò io resistere alla battaglia continova delle cose e del cuor mio? Potrò io vivere solo nel mondo? Abbandonata la famiglia che t’ha data Iddio, potrai tu creartene un’altra? La merito io? E che recare in comune? Un’anima sgannata, un corpo stanco, e la mia povertà. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Riandava in mente un canto di Dante, e giunto là dove dice: "innanellata pria || Disposando m’avea con la sua gemma"; sentì bisogno di sentire i vivi suoni delle dolci parole, e le gridò ad alta voce; al solito suo cupa sì che parevano parole d’ira. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Vedete in Italia (dove siffatte trasmutazioni sono, grazie a Dio, più rare che in Francia): il Monti, rinnegatore della sua fede, rinnega gl’idoli politici suoi: il Pindemonte, pio, scrive di coscienza, vive con dignità; né la memoria sua è profanata da apologie più terribili d’ogni accusa. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma l’anima incarcerata in un tronco che non sa esserle altro che tentazione ed ingombro, vive mezz’inutile altrui, grave a sé. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Desideroso adesso de’ dolci colli e dell’armonia dell’idioma materno, ritornava alla sua mesta Bretagna, per ivi pensoso vivere e sconosciuto morire: anima compressa dai casi, ma non sì ch’a ogni tocco di nobile affetto aprendosi e rintegrandosi con improvvisi impeti, non provasse l’invitta, e seco stessa battagliante, forza sua.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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La prese sulle sue ginocchia, senz’osar di guardarla; e abbracciandola, disse: "Maria, vi ricordate voi d’una promessa che mi faceste da’ primi giorni ch’io vissi consolato di voi?" "Per pietà, dite subito." "Che se all’amore d’Italia, al bene de’ fratelli io dovessi sacrificare la vita..." (Qui Maria si rizzò, impallidita in un subito...) "...vi chieggo perdono, Maria, del dolor che vi reco. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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O Italiani, mostrate in degni atti il coraggio; sappiate vivere a tempo, a tempo morire. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Leggevano le iscrizioni o semplici e pie, o vantatrici e senza cuore, o gravi d’affannoso amore umano senza pensiero a Dio: vedevano i lagrimoni grossi dipinti in bianco sul legno; d’alcuni monumenti le lagrime e le lettere già mangiate dal tempo breve; d’altri i fior secchi, d’altri atterrate o stroncate le croci: vedevano le annaffiatrici che per un soldo al dì fanno vivere quelle gracili memorie, e campan de’ fiori, del dolore altrui, della morte. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Vide di Brest l’ampia rada, quasi deserta, sentì il suon confuso delle voci, dell’opere, delle catene, montare dall’arsenale soggetto: v’entrò dentro ammirando quella magnifica e minacciosa ricchezza di strumenti di pace e di guerra; l’ancore ammontate sulla riva distendere le smisurate braccia ricurve, e le forti gomene attorte in grandi giri; accanto ai cannoni prostesi quasi mostro che dorme, ai cannoni che, più o men lontana, con dottamente computato empito manderanno la strage sulle mura merlate e sulle cittadelle nuotanti: e ammucchiarsi in piramidi le bombe che o si spegneranno stridenti nell’onde, o si conficcheranno nei fianchi d’antica fortezza americana, o porteranno volando nel vano le cervella d’un marinaro bestemmiante, o piombate in un magazzino di polvere faranno scoppiare i terrapieni, e sbalzar le tetta nel mare come foglia levata dal vento, e corpi vivi agonizzare schiacciati dalle ruine scroscianti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Accolse con ansia amorosa la sua salute: e quando intese il prete uscendo intuonare: Lodate il Signore del cielo, lodatelo, o angeli suoi, le rivenne negli occhi, quasi visione, il quadro del fraticello di Fiesole, Gabriele, la Vergine, la colomba, ogni cosa involto in colori vivi e moventisi, verde e celeste, e d’argento e di viola.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il signor Rigey, nato a Milano da padre francese e professore di lingua francese nel collegio di madame Berra, perduto il posto, perduta gran parte delle lezioni private per la fama cresciutagli attorno d'uomo irreligioso, aveva comperato la casetta nel 1825 per ridurvisi da Milano a vivere in quiete e con poca spesa, aveva sposato la sorella dell'ingegnere Ribera ed era morto nel 1844 lasciando a sua moglie una figliuola di quindici anni e poche migliaia di svanziche oltre la casa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il suo destino era forse di vivere colà, in casa dello zio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Se i miei affari lo permettessero, vorrei vivere anch'io in Valsolda.» «È un paese di pace», fece il professore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dai quattordici anni in poi s'era venuta inclinando a non guardare oltre la vita presente, e insieme a non guardare a sé, a vivere per gli altri, per il bene terreno degli altri, però secondo un forte e fiero senso di giustizia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tutti i torti, caro, non sono dalla parte sua; e allora? Del resto, me ne rincresce per voialtri che mangerete di magro e dovrete vivere in questo miserabile paese; ma per me? Per me ci guadagno e son pronto dirò così a ringraziare tua nonna. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Certi suoi discorsi scherzosi, certi aforismi buttati là senza riflettere sulla importanza relativa delle pratiche religiose e sulla importanza assoluta del vivere onesto l'avevano colpita fin da bambina, anche perché la mamma se ne inquietava moltissimo e supplicava suo fratello di non dire spropositi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Quest'anima unica», diss'egli, «che vive come se non pensasse che alla vita futura nella quale non crede, è in errore, ma bisogna pur ammirarla come la più nobile, la più grande. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Rassegnamoci invece a morire anche noi del tutto come ogni essere vivente e facciamo sin che siamo vivi la giustizia per noi e per gli altri, senza speranza di premi futuri, solo perché Iddio vuole da noi questo come vuole che ogni stella faccia lume e che ogni pianta faccia ombra. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella sapeva, per discorsi riferitile dalle solite lingue odiose, che la nonna detestava lo zio Piero perché lo zio Piero aveva dato modo a suo nipote di ribellarsi a lei e di vivere nella ribellione, abbastanza comodamente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si compiaceva di ricordare alla nipotina quel tempo lontano, di farla vivere per un momento insieme ai suoi vecchi, e parlava 1 con gravità triste, come avendo presenti quei cari morti, come parlando più per essi che per lei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Se poi al giornale non potessi vivere e se non trovassi altro, ritornerei. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per vivere un mese con sessanta lire ci voleva una forza d'animo che lo stesso Franco non avrebbe creduto, prima, possedere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Le ore d'ufficio, il tradurre, assai laborioso per un uomo pieno di scrupoli e di timidità letterarie, gli pesavano più delle privazioni; e sessanta lire gli parevano ancora troppe, si rimproverava di non saper vivere con meno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando si trovò nel fresco, alto vallone che chiamano il Campò, sedette all'ombra del colossale castagno che vive ancora, ultimo di tre o quattro venerabili patriarchi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Portarsi via i vivi tra le braccia, portarsi via i morti nel cuore, ritornare a Torino, servir l'Italia, morir per lei! Il nuovo giorno voleva questo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il Paolin andò poi mordendo tutto che fosse da mordere, la durezza della marchesa, la malignità di Pasotti, la dabbenaggine di sua moglie, la cortigianeria del Cima, la temerità del prefetto, le pazzie di Luisa e di Franco, la debolezza dell'ingegnere Ribera, tante altre colpe di vivi e di morti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io avrei dovuto nascer e vivere nella tua casa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dalla nuova espressione dello sguardo e della voce, Franco intese perfettamente che la nonna era pronta a vivere altri vent'anni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Prima credevo che ci fosse un Dio cattivo, adesso non credo più che esista; ma se vi fosse il Dio buono nel quale credi tu, non potrebbe condannare una madre che ha perduto la sua unica figliuola e cerca persuadersi che una parte di lei vive ancora!» Ester non rispose. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io so che la mia dolce Maria vive con Dio, io ho la speranza di andare un giorno, con altre anime a me care, dov'ella è. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Perdonami pure in grazia della sovreccitazione immensa in cui si vive qui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non si direbbe, perché la volontà di vivere esteriormente, in quel certo suo modo metodico, tedesco, s’appalesa ancora in lui tenace.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Ma tutti vivono nella luce; lui stesso vive nella luce e può darsi pace, mentre c’è questa cosa orribile nella vita: che la sua figliuola vive nel bujo, sempre, e sta lì, in silenzio, con la testina appoggiata al muro, in attesa di morire: un attesa che durerà chi sa quanto.
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A Lei, signor Fongi, i miei piú vivi ringraziamenti e un rispettoso e cordiale saluto.
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— Non temo. Ella guardava la morte e non credeva alla morte. Vide l'ombra d'un pioppo su la via splendida; distinse sul ciglio erboso il fiore intatto del vento, il labile globo di piuma sul gambo sottile; si contrasse, divenuta un solo istinto vitale dalla nuca al tallone, imitando il guizzo delle rondini vive che sfioravano il cofano pieno di fremito.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E per alcuni attimi aspettò che la mano sinistra del compagno lasciasse il volante e la toccasse, nella speranza impetuosa che una novità nascesse da quel tocco. E tutta la sua anima si dibatteva sbigottita con un fremito innumerevole come se tutte quelle rondini vive fossero prese in una rete sola e nel terrore si rompessero le penne. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Quando io vivevo — disse piano l'incantatrice, col volto quasi vaporato dalla squisitezza del sorriso — il mio giardino era pieno di pecchie e di camaleonti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Entravano nella cassa dorata d'un clavicembalo? entravano in una teca votiva lavorata dal principe degli orafi per custodire gli avorii miracolosi dell'arpa di Santa Cecilia? Il bombo dell'ape era come la vibrazione della corda sotto la penna di corvo in una cadenza allungata; ma il silenzio era come il silenzio che vive dentro i reliquiarii. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Quando io vivevo — disse piano — qui si faceva musica, verso quest'ora. Te ne ricordi, Vanina?
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Era ebro di passato ma provava un piacere quasi malsano nel mescolare le cose vive alle cose morte, nel confondere le due eleganze, nel frugare le due intimità. Ella lo secondava, quasi per una volontà d'inesistenza, con le ciglia senza palpito e col sorriso durevole dei ritratti magnetici. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Trasognato egli si volse, e guardò l'uomo: riconobbe l'ossatura della volontà temeraria, la biliosa faccia scarnita dall'ardore di vincere, la pupilla fulminea del predatore, quegli angoli vivi che parevano fatti per fendere come i conii la resistenza, quelle dure mascelle che per contrasto portavano la carne rossa della bocca come un frutto molle in una tenaglia d'acciaio (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Simili a lei altre creature apparivano là dove gli uomini s'apprestavano a giocare il gioco che poteva essere di fuoco e di sangue, vive e artificiali, lascive e sfuggenti, ora prossime come minacce, ora lontane come larve, simili a quella e simili tra loro nelle maschere nelle attitudini nelle fogge, suscitando con le lor simiglianze il sogno dell'enorme Vizio invisibile dalle cento visibili teste; ché le loro teste coperte dai larghi cappelli sorgevano su i lunghi fòderi dei corpi come su i lunghi colli della bestia di Lerna. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Giulio Cambiaso non aveva mai sentita così piena la concordanza fra la sua macchina e il suo scheletro, fra la sua volontà addestrata e quella forza congegnata, tra il suo moto istintivo e quel moto meccanico. Dalla pala dell'elica al taglio del governale, tutta la membratura volante gli era come un prolungamento e un ampliamento della sua stessa vita. Quando si curvava su la leva a manovrare contro un colpo un salto un buffo, quando inchinava il corpo verso l'interno del circolo nel veleggio roteante per muovere con la pressione dell'anca il congegno inteso a inflettere la velatura estrema, quando nell'andare all'orza manteneva l'equilibrio con un bilanciamento infallibile intorno al centro di stabilità e trovava a volta a volta il modo di trasporre l'asse del volo, egli credeva esser congiunto ai suoi due bianchi trapezii con nessi vivi come i muscoli pettorali degli avvoltoi che avea veduto piombarsi dalle rocce del Mokattam o aggirarsi su l'acquitrino di Sakha. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella voleva dirgli: «Sono venuta perché non potevo più vivere un'ora senz'aver guardato quel che il dolore è nella vostra faccia». Ella cercò le altre parole, quelle del sogno dileguato, quelle che bisognava ritrovare e proferire, quelle che i fiori tra le sue mani sapevano e volevano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella scoteva il capo, senza guardarlo; ché di sotto l'ambascia una felicità sorgeva più difficile a portarsi che qualunque pena. Egli la teneva per mano, la consolava, la chiamava «piccola buona»! Perché non poteva ella nascere da quella parola, morire di quella parola? Perché doveva tornare laggiù, rientrare di nascosto nell'orribile stanza, trovare forse su la soglia quella ch'ella aveva elusa, ancóra lottare, ancóra ingannare, ancóra vivere di fuoco e di veleno? «Ah, mio amore, mio amore», diceva la sua felicità disperata «lasciatemi ancóra qui, tenetemi con voi ancóra un poco, ancóra un poco! Ch'io resti qui nell'ombra, nell'afa della cera e della morte, ch'io non vegga l'alba su le colline, ch'io non mi separi da voi sotto l'ultime stelle, ch'io non sappia che un altro giorno incomincia senza di voi, mio amore! Non ho più forza, muoio di stanchezza. Lasciatemi qui, in un angolo, vicino a quei rottami. Nessuno mi vedrà. Sarò come quegli stracci di tela, quieta, senza respiro.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'atto ch'egli era per compiere al conspetto della folla era un atto di silenzio, un atto religioso, comandato da una necessità interiore ch'egli non indagava ma che nessuna forza di persuasione avrebbe potuto abolire. Andava egli incontro al presagio? sfidava la morte? sperava nella morte? Non v'era in lui né l'ansia del presentimento né l'eccitazione della prodezza; sì v'era una pacata potenza di dolore e di attesa come s'egli andasse a un alto colloquio desiderato dalla cara Ombra fraterna. Egli sentiva in sé quello stupendo gelo che accompagna la volontà di là dal limite noto, quando sembra che l'anima si muti in un monte di rigido diamante e non lasci vivere sul suo culmine aguzzo se non un solo pensiero aquilino. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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S'inebriavano di musica. Esaltavano la passione disperata nella vertigine sonora. Trascorsero i pomeriggi, le sere, le notti nei colloquii degli strumenti, nei soliloquii del canto, nei concerti a quattro mani, seduti dinanzi alla tastiera, col gomito presso il gomito, con la gota presso la gota, intenti alla duplice pagina, nel volgerla incontrandosi con le dita febrili, sentendola vivere d'una vita arida ed elettrica come quella carta lignea che nei giorni secchi uscendo tesa di sotto i cilindri delle cartiere scoppietta di scintille. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vana, credi tu che Ulisse sia legato all'albero? Ha le mani dietro il dosso, come tu suoli quando canti; ma un eroe non può essere legato come uno schiavo. Se in tutta la sua vita travagliosa egli ha inseguito quelle tentatrici per tutti i mari, come può temere di ascoltarle? Non ha vincoli: le mani incallite nelle opere e nelle lotte egli le cela per inutili, poiché vive d'una vita in cui l'azione non ha significato alcuno. Ora comprendo. Un istinto misterioso, quando tu canti, quando tu sali alla tua vita vera, ti compone nella medesima attitudine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Yasmina, la mia negretta, una creatura adorabile, che sempre rimpiango: svelta e pieghevole come un giunco marino, tutta riso, tutta un riso abbagliante che le fendeva sino a mezzo delle gote un volto funebre come quello di Proserpina. La mandavo sempre vestita di verde e di nero, acconciata all'egiziana, coi bottoni d'argento e di smalto sul corsetto sanguigno. Era di forme così vive che, quando camminava, anche sotto il largo futa i muscoli le si palesavano come sotto un lino bagnato e aderente. S'innamorò di Aldo; e rise molto più di rado, ma gli occhi carezzevoli le divennero più belli. Il pianto le fece l'effetto del koheul. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Veramente, non ho approfondito. Aldo si lascia adorare. Omai si sa ch'egli è un giovine dio in esilio. Ma gli piaceva di udirla raccontare lunghe storie senza intenderla. Yasmina aveva una parlatura melodiosa come il linguaggio d'un uccello silvano. Deliziava anche me. Ho preso da lei qualche gruppo di note. Credo che, sotto il pretesto di raccontargli una storia, ella gli faceva un discorso d'amore. Troppe volte ripeteva «Aini», occhio mio, e «Ro'hadiali», mia anima. Una notte si coricò a traverso la porta perché egli le passasse sopra. Egli la saltò, ridendo. Ella non si mosse fino alla mattina. La casa s'impregnava d'amore. L'aria v'era irrespirabile; anche perché portavamo sempre di quelle collane di zàgare fresche che fabbricano i giudei, avvolte al collo in due o tre giri. Odoravano così forte che io vivevo in una continua vertigine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Così nell'amante si ripeteva di continuo la sensazione già patita su la strada polverosa quando ella, dopo il passaggio dei cavalli bradi, aveva sollevato il suo velo mostrando il viso nudo ed egli s'era volto a guardarla con qualcosa di cavo nel petto ch'era come l'impronta di quella nudità sempre nuova. Veramente ella, per vivere in lui, gli scavava il petto, glie lo scerpava, glie lo rodeva, senza dargli tregua; e pareva talora incastrarvisi, serrarvi e schiacciarvi ogni altra cosa ancor viva, distruggervi ogni fibra non accordata al suo tono, e dal più nero dolore volgere la più chiara delle voluttà. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli non s'illudeva sul suo pericolo. Lo fisava, come già nello scafo sommerso o nella fusoliera librata, con occhio diritto; sapeva tuttavia di non poter nulla per superarlo. E questa consapevolezza non gli sbigottiva ma gli esaltava l'animo. Egli era entrato nella più misteriosa regione del suo viaggio umano, in una specie d'ombra venefica che gli ricordava quella smisurata foresta scoperta da lui e dal suo compagno nell'interno dell'isola di Mindanao; dove vive nella tenebra verde fra l'intrico delle liane una tribù dalla pelle più bianca della camelia bianca e dai grandi occhi più neri del nero velluto, fabbricando le sue case come nidi d'uccelli, scivolando nel fogliame come i cigni nell'acqua. Rivedeva il pallore spettrale di quegli indimenticabili esseri, che gli parevano nutriti di veleni, il fascino di quegli occhi notturni apparsi e scomparsi tra enormi corolle; riaveva in sé il senso di quel calore morbido e umido, di quel fermento occulto e malsano, di quella oscurità arborea illuminata da quei magnetici sguardi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ma qualcuno in lui, a un tempo, era in ascolto se mai udisse un passo leggero avvicinarsi; qualcuno in lui era come il fanciullo occupato da un indefinito orrore, che imagina una presenza terribile al suo fianco e la vede con la visione senza pupilla, la vede più reale delle sue proprie mani ch'egli tiene smorte su le sue ginocchia, e resta immobile, e non volge il capo, e vive nel filo di gelo che nasce dal mezzo della sua schiena curva. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il volo s'allontanò: lasciò sul prato in disparte, incontro alla muraglia ghibellina e alla porta bruna come il sangue cagliato, l'albore della santità marmorea non anche estinto; lasciò i tetti già lambiti dalla notte, il fiume ancor pallido tra due righe di faville d'oro, il canale ingombro dal nero sonno dei navicelli. Volse a scirocco su la rasa pianura ove qua e là lucevano i fossi, passò gli acquitrini e i pascoli di Coltano, valicò la bandita di Arno Vecchio dove sembra vivere pur sempre l'umido spirito del fiume deviato, si librò su l'amara selva del Tombolo ove forse la lonza si aggira. E ancora la bellezza dell'Ade vaporò nell'estremo crepuscolo. E ancora vi si diffuse l'odore doglioso della cuora, della resina e del legno arso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Era per essi il ritorno alla povertà, la separazione, la dispersione, la vita di lotta e di strettezza, forse il ricovero nella casa odiosa del padre e della matrigna, forse il lavoro umiliante, tutto l'orrore dell'avvenire incerto. Ognun d'essi era due volte colpito, due volte tradito. Nel fratello il furore sopraffaceva lo sgomento, e dalla sua natura tirannica sorgevano in confuso disegni di rappresaglia e di perfidia, imagini impure che lo bruciavano e pensieri perigliosi che gli moltiplicavano la brama di vivere e di gioire. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella si levò, prese la cosa nascosta e la portò presso i cuscini. Nell'aria, ch'ella aveva abbellita di tanta vita bella, ora l'alba lunare si diffondeva per l'ombra composta d'una vena violetta e d'una vena verdiccia che si mescevano tacitamente. Come taluno si china su un tizzo fioco e col soffio ne suscita vive faville sonore, ella aveva ravvivato e moltiplicato con l'agitazione dei suoi incanti le note interrotte. Ora scopriva una piccola cosa morta, una specie di cassetta funebre per Tiapa, per la bambola di Lunella. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Le forze inverisimili della vita avevano giocato un gioco di maschere meraviglioso. Le passioni ebre di dolore di vendetta di bramosìa e d'annientamento avevano sorriso negli occhi chiari. Soltanto le bocche, le vive bocche troppo nude, avevano tradito a quando a quando la volontà dissimulatrice: eran parse talora piagare i volti, muovere la suprema contrattura d'uno spasimo in mezzo ai muscoli dominati. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ascoltò, inclinata verso l'uscio aperto. S'udì soltanto il ferro stridere sul colmigno, e poi nulla più. Le mani silenziose la pettinarono. La sua anima inquieta entrò in uno stato d'indefinito ricordo. Le pareva che quella notte fosse incominciata chi sa quando; chi sa quando, come in una favola confusa. I suoi capelli scorrevano, scorrevano come un'acqua lenta, e con essi mille cose della sua vita informi, oscure, labili, tra oblio e ritorno. E a un tratto, sopra quel fluire, sembrava che le pareti si serrassero, massicce, minacciose, inesorabili. E la realtà era in loro come il mattone, come il cemento. Ed ella sentiva vivere nella casa le creature che soffrivano di lei, che soffrivano per lei. Sentiva su sé tutta la casa pesante come una nube d'angoscia. E si chiedeva: «Perché ho fatto questo?» E, mentre cercava dentro di sé la risposta, tutto ancóra si difformava, si dissolveva, fluiva. Il passaggio iterato del pettine nella massa dei suoi capelli era come un incantesimo che da tempo durasse, che fosse per continuare senza fine. Il suo viso in fondo allo specchio s'allontanava s'allontanava senza lineamento, poi si ravvicinava ritornando dal fondo, e non era più il suo viso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Quando il fratello si levava anelante e poggiava lo strumento e deponeva l'arco, e nel silenzio musicale tutto l'essere alfine s'allentava come dopo l'amplesso, ella con un sùbito moto nascondeva il suo volto. Soleva inclinarlo su l'arco che deposto pareva seguitasse a vivere la sua vita elettrica, pareva conservasse lo spirito igneo nelle fibre della bacchetta ottagonale dalla curva misteriosa di virtù come la cartilagine della laringe, come l'inflessione della parola, come ogni cosa inimitabile. Le mani, che un tempo avrebbero asciugato le tempie stillanti e accarezzato i capelli spartiti, toccavano l'estremità fasciata d'argento, il tallone d'ebano ove l'occhio di madreperla era espressivo. Le nari aspiravano l'odore della colofònia, caloroso come l'odore della ragia nelle pinete pisane. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Le sorelle guardavano, ciascuna dal suo davanzale; e ascoltavano a ogni istante se udissero il passo dei cavalli per gli ulivi della collina. Tuttavia le serrava l'angoscia inesplicabile e il lento tormento della sospesa tempesta affaticava sopra tutte le cose vive i loro cuori. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Anche voi, povera piccola buona, non avete abbastanza sofferto? Ricomincereste a vivere giorni come questi? Tutto è preferibile a quest'inferno. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, la fidanzata — proruppe ella con una voce che era stridula come un'irrisione maligna — la fidanzata dell'Ombra! Non sono se non quella, per voi. Ogni volta che vi vedo, ogni volta che vi parlo, sempre sono quella? M'avete esclusa dalla vita, m'avete messa a fianco del morto che v'è caro, avete posto una pietra anche sopra di me che pure ero viva, avevo un'anima, avevo una forza e una purità e un orgoglio da portare su qualche cima. M'avete esclusa dalla vita di sangue e di luce, per non lasciarmi vivere se non nel silenzio funebre.... Ah, mi ricordo, mi ricordo delle vostre parole là su la strada di Volterra; mi ricordo come m'avete discostata da voi, con quanta dolcezza. Desideraste che io divenissi un sorriso, che io fossi la memoria immobile di un sorriso.... Forse diventerò, forse sarò; già sono. Già riesco a simulare un sorriso che vidi scolpito in un sasso che un giorno era stato un uomo, laggiù, alla Badia, su le Balze, la sera in cui il mio male era più grande della voragine. Dianzi ho sorriso così, davanti a mia sorella, a mio fratello.... Mi avete esclusa, mi avete sepolta, e la vita si vendica su me, su voi, su quella che vi tiene, su tutti i miei carnefici. Tutto è impuro e tutto si corrompe. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non temo di mostrarvi la mia verità. A chi mi confesserò se non a colui che amo? Questo è un sacramento. «Che cosa hai tu fatto dell'anima tua?» E bisogna rispondere. Non si perdona a chi abbia vissuto invano. Io ho dato tutto. La mia anima disperata io l'ho sostenuta con la speranza, per l'amore dell'amore. Udite questo. La notte che seguì il vostro arrivo a Volterra, io e mia sorella fummo l'una di fronte all'altra, così come nostra madre ci fece, senza freno e senza maschera. Ella era smarrita, ella era atterrita dinanzi a quel che il mio cuore poteva. Tre volte, disse: «Fa dunque ch'egli t'ami». Era una sfida superba? La raccolsi? M'illusi di poter vincere? E che ho mai fatto io per vincere? di quali seduzioni mi sono armata? Udite questo ancóra. Quella notte, nel combattimento, ella mi domandò: «Credi tu che l'ami di più?» Io risposi: «Non di più. L'amo io sola». Avevo già guardato la morte, mi ero già inclinata verso l'abisso. E volli vivere. Non io volli vivere, ma il mio amore volle vivere in me. Non ero nata se non per portarlo.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non il pensiero dominante della morte ma il gelo stesso della morte allora fu nella misera che di dietro la tenda assisteva allo spettacolo di quella vita ignara. Ella s'agghiacciò tutta, dalla nuca alle calcagna. La figura dello spettro entrò nella sua immobilità. Le parve non d'essere sul punto di trapassare ma d'essere già simile al trapassato che ritorna nella sua casa come un testimone invisibile e guarda le creature familiari vivere senza terrore sotto le sciagure imminenti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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«Quando le piume sonvi come piombo, — o figlio mio gioioso, dimmi, dimmi, — quando le piume sonvi come piombo? — E ben so che non ho altri che te.» — «Quando giudichi Iddio tra i vivi e i morti, — o cara madre.»
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S'era fatto il vespro. L'azzurro su i vetri pendeva nel violetto. Forse la stella già tremolava sul più alto cipresso del giardino. La prima squilla della salutazione angelica mosse un'onda che le inondò i precordii. «Quando giudichi Iddio tra i vivi e i morti....» Ben era quell'onda stessa che le saliva alle ciglia, che traboccava. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Tanto la misura t'è ignota, che hai un amante perfino in casa tua, hai pervertito perfino chi ti vive accanto, sotto gli occhi delle tue piccole sorelle.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'uno urlò come se in lui si compiesse lo strappo atrocissimo; si sollevò, poi ricadde. L'altra si scrollò, con un rantolo che si ruppe in un pianto più disumano dell'urlo. Ed entrambi rimasero abbattuti sul pavimento, nel barlume violaceo, sentendosi ancor vivi entrambi e lordi, ma con qualcosa di esanime fra loro, con i resti di un oscuro assassinio fra i loro corpi disgiunti. Ed ella non cessava di piangere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Forse l'ho io separata da te? T'ho preso a lei? E come avrei potuto prenderti se tu non fossi stato già mio? Certo, quella sera, alla marina, ti parvi orribile quando ti parlai dell'amore di mia sorella. Ti ricondussi verso di lei, e le dissi: «Fa dunque ch'egli t'ami.» Ti parvi orribile. Ma chi può mai giudicare l'amore? e chi può dire il termine della voluttà e il termine del tormento e dove il male cessi d'essere il male e dove il bene cessi d'essere il bene, e per che modo una nuova vergogna crei un amore nuovo, e di che cosa debba vivere l'amore per piacere alla morte? Come fate voi a condannare e ad assolvere? Nulla è certo fuorché la crudeltà e la fame del cuore, e il sangue e le lacrime, e la fine di tutto; e neppure si sa quale sia il tempo di piangere. Ma forse c'è ancora da scoprire qualche dolore più lontano. Il mio lo conosci?
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E delirarono, fuori del tempo, fuori del mondo. Tentarono di ritessere con le loro fibre vive una trama più stretta, tentarono di fare con le loro due vite una morte che fosse simile a un'altra vita. Non s'arrestarono se non per sentire l'anima spezzarsi a traverso la carne, credendo che ciascuno fosse per rapirne in sé la metà dolorosa. Sperarono di assaporarla nella saliva, nel sangue, nelle lacrime, nel sudore, nella semenza. Ricaddero, si risollevarono. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Per commiato, la sera volle tornare nel nascondiglio, entrare nella caverna verde. La scala era lugubre, rischiarata dalla fiammella giallastra accesa sul pianerottolo; era come quella ove rimasero le macchie del sangue non lavate, dopo il delitto; era deserta e tacita, ma per lui risonava dei colpi dati alla porta dallo sconosciuto. Nelle stanze le cose cominciarono a vivere contro i suoi sensi con tanta forza ch'egli temette il contagio della demenza. Furono come Isabella, come la bellezza viva d'Isabella, come le sue trecce, come la sua nuca, come le sue braccia, come le sue spalle, come il suo petto, come le sue ginocchia, come le sue caviglie. Tutte si rianimarono, si umanarono, assunsero un aspetto patetico e consapevole. Isabella era per ovunque. S'egli si moveva, la sentiva, la toccava, aveva da lei nei precordii quei sordi tonfi, quei rossi terrori, onde l'approssimarsi della voluttà era come l'approssimarsi dell'annientamento.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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I ricordi, in così breve spazio, si fecero di carne e d'ossa, camminarono verso di lui su quattro branche, lo soffocarono con un respiro grave come quello delle fiere. Poi combatterono, poi si divorarono tra loro; e rimasero vivi i più selvaggi, e infuriarono. «Ricordati del mio pianto come io mi ricorderò della parola che accompagnava i tuoi colpi.»
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Tutte quelle cose, ch'egli vedeva per la prima volta, si misero a vivere in lui come se anch'esse fossero impregnate della vita d'Isabella. Il cuore gli si gonfiò d'una pietà disperata, quand'egli scopri nell'ombra la piletta dell'acqua santa. Vi luceva poc'acqua, dove forse la povera folle aveva intinte le dita per segnarsi, col gesto della consuetudine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Il superstite non sentiva in sé vivere se non l'ottima parte, contemplando i luoghi sacri e deserti, nella sua vigilia d'eroe, nella sua ultima sera. Tutto era grande e dolce come se l'Indìgete sorridesse nell'aria senza mutamento. Tutte le cose erano semplici e grandi ma contenute in una chiostra che non le diminuiva, come nei due versi del padre Ennio sono raccolti i dodici Dei sommi di Roma. Pareva che dal lido laurente sino al castro d'Invio rinascessero gli antichi lauri moltiplicati da quello che il re Latino serbava nei penetrali insigne, a cui s'appese lo sciame fatidico. Il carme delle origini era per ovunque diffuso. Non più cantava Circe ai telai delle frodi, né s'udiva la turba degli uomini imbestiati ululare come quando sotto il monte dell'erbe veleggiarono in salvo le navi d'Enea; ma sola cantava la figliuola di Giano il suo divino dolore, come il cigno canta i versi della morte, divenuta «vana ne' lievi venti.»
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E il cuore gli tremò perché v'era rinata la volontà di vivere, la volontà di vivere per vincere. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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* Ora egli era più che mai convinto che tra Silvia e il Gueli non fosse avvenuto nulla di male; e credeva d'averne la prova nel fatto che il Gueli, quasi miracolosamente guarito dalle due ferite, sebbene col braccio destro amputato, era ritornato a vivere con la Frezzi, liberata come incosciente dopo circa cinque mesi di carcere preventivo, appunto per le aderenze e le brighe del Gueli stesso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E come poteva più perdonarla, lui, dopo tanto scandalo? come riprendere a vivere con lei, ora? No, no... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Aveva dato a tutti la prova che non era capace di vivere con vergogna, lui, d'un denaro ch'era pur suo in gran parte, frutto del suo lavoro, sangue suo; e glielo aveva lasciato! Chi poteva accusarlo?
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* Egli non ne sentiva più bisogno, di questi affetti; ne sentivano il bisogno gli altri, il figlio, la madre; ma che poteva più fare per loro? Vivere, è vero? Vivere per non far morire di dolore la sua vecchia mamma... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il pianto, allora, che nella cameretta del bimbo le era venuto agli occhi se non propriamente sforzato, quasi strappato dalla violenza di quella vista, qua le sgorgò spontaneo e impetuoso: qua si sentì lacerare il cuore dai ricordi vivi della sua creaturina, qua si risentì madre veramente, col cuore d'allora, quando la bàlia ogni mattina le recava a lato il piccino roseo ignudo levato or ora dal bagno, ed ella, stringendoselo al seno, pensava che presto le sarebbe toccato di separarsi da lui... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nella stessa casa, anzi, si restrinse a vivere in tre camere soltanto, abbandonando le molte altre alle scarse cure delle serve e alle nostre diavolerie. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Costui era vedovo, con un figliuolo, che vive tuttora e si chiama Gerolamo come il padre: amicissimo mio, anzi più che amico, come dirò appresso. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Fummo due scioperati; non ci volemmo dar pensiero di nulla, seguitando, da grandi, a vivere come nostra madre, da piccoli, ci aveva abituati. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Gli descrissi a vivi colori, seducentissimi, la felicità della vita coniugale con la sua Romilda; l’affetto, le cure, la gratitudine ch’ella avrebbe avuto per lui, suo salvatore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Forse se l’animo esasperato in quel momento non mi avesse offuscato il giudizio, non me ne sarei tanto indignato; avrei considerato, per esempio, secondo la natural disposizione del mio spirito, che se un rosignolo dà via le penne della coda, può dire: mi resta il dono del canto; ma se le fate dar via a un pavone, le penne della coda, che gli resta? Rompere anche per poco l equilibrio che forse gli costava tanto studio, l’equilibrio per cui poteva vivere pulitamente e fors’anche con una cert’aria di dignità alle spalle della moglie, sarebbe stato per Berto sacrifizio enorme, una perdita irreparabile. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La vedova Pescatore, temendo che io e mia madre fra poco dovessimo anche vivere sulla sua rendituccia dotale di quarantadue lire mensili, diventava di giorno in giorno più cupa e di più fosche maniere. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Dopo una delle solite scene con mia suocera e mia moglie, che ora, oppresso e fiaccato com’ero dalla doppia recente sciagura, mi cagionavano un disgusto intollerabile; non sapendo più resistere alla noia, anzi allo schifo di vivere a quel modo; miserabile, senza né probabilità né speranza di miglioramento, senza più il conforto che mi veniva dalla mia dolce bambina, senza alcun compenso, anche minimo, all’amarezza, allo squallore, all’orribile desolazione in cui ero piombato; per una risoluzione quasi improvvisa, ero fuggito dal paese, a piedi, con le cinquecento lire di Berto in tasca. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avevo da pensare a tante cose; pure, di tratto in tratto, la violenta impressione ricevuta alla lettura di quella notizia che mi riguardava così da vicino mi si ridestava in quella nera, ignota solitudine, e mi sentivo, allora, per un attimo, nel vuoto, come poc’anzi alla vista del binario deserto; mi sentivo paurosamente sciolto dalla vita, superstite di me stesso, sperduto, in attesa di vivere oltre la morte, senza intravedere ancora in qual modo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Vivevo non nel presente soltanto, ma anche per il mio passato cioè per gli anni che Adriano Meis non aveva vissuti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma io volevo vivere anche per me, nel presente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Chi sa dove mi hanno seppellito! Forse la zia Scolastica non avrà voluto fare per me la spesa che fece per la mamma; Roberto, tanto meno; avrà detto: – Chi gliel’ha fatto fare? Poteva vivere infine con due lire al giorno, bibliotecario –. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Avrei potuto vivere ancora una trentina d’anni; e così fuori d’ogni legge, senza alcun documento tra le mani che comprovasse, non dico altro, la mia esistenza reale, ero nell’impossibilità di procacciarmi un qualche impiego; se non volevo dunque ridurmi a mal partito, bisognava che mi restringessi a vivere con poco. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma la verità forse era questa: che nella mia libertà sconfinata, mi riusciva difficile cominciare a vivere in qualche modo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Vedeva soltanto i due soldini della corsa, quel pover’uomo, e non pensava che il suo stipendiuccio se n’andava tutto quanto e non gli bastava per vivere intronato di quella vita fragorosa, col tram elettrico, con la luce elettrica, ecc., ecc. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* «Oh, guarda un po’,» pensavo, «ch’io quasi quasi potrei credere che mi sia davvero affogato nel molino della Stìa e che intanto mi illuda di vivere ancora.»
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* E mi proponevo di trarmi in disparte quanto più mi fosse possibile, ricordando di continuo a me stesso che non dovevo accostarmi troppo alla vita altrui, che dovevo sfuggire ogni intimità e contentarmi di vivere così fuor fuori. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Meravigliavo io stesso d’avere accolto, viaggiando, tante impressioni, che il silenzio aveva quasi sepolte in me, e che ora, parlando, risuscitavano, mi balzavan vive dalle labbra. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Volli credere che questo mutamento dipendesse ancora perché Mattia Pascal era finito lì, nel molino della Stìa, e perché io, Adriano Meis, dopo avere errato un pezzo sperduto in quella nuova libertà illimitata, avevo finalmente acquistato l’equilibrio, raggiunto l’ideale che m’ero prefisso, di far di me un altr’uomo, per vivere un’altra vita, che ora, ecco, sentivo, sentivo piena in me. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Povero signor Anselmo! delle due cose, a cui si doveva, secondo lui, pensare su la terra, egli non s’accorgeva che pensava ormai a una sola: ma forse, via! aveva anche pensato a vivere a’ suoi bei dì! Era più degna di compassione la maestra Caporale, a cui neanche il vino riusciva a dar l’allegria di quell’indimenticabile ubriaco di Via Borgo Nuovo: voleva vivere, lei, poveretta, e stimava ingenerosi gli uomini che badano soltanto alla bellezza esteriore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E il signor Anselmo, seguitando, mi dimostrava che, per nostra disgrazia, noi non siamo come l’albero che vive e non si sente, a cui la terra, il sole, l’aria, la pioggia, il vento, non sembra che sieno cose ch’esso non sia: cose amiche o nocive. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Dal canto mio, son d’avviso, che noi, finché per grazia di Dio siamo vivi, non potremo saper nulla della morte; e dunque, non le pare inutile pensarci? Ingegnamoci di vivere alla meglio, piuttosto, santo Dio! Ecco come io la penso, signor Meis. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ora, come risponder coi fatti alla promessa? Potevo far mia Adriana? Ma nella gora del molino, là alla Stìa, ci avevano buttato me quelle due buone donne, Romilda e la vedova Pescatore, – non ci s’eran mica buttate loro! E libera dunque era rimasta lei, mia moglie; non io, che m’ero acconciato a fare il morto, lusingandomi di poter diventare un altro uomo, vivere un’altra vita. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E che uomo dunque? Un’ombra d’uomo! E che vita? Finché m’ero contentato di star chiuso in me e di veder vivere gli altri, sì, avevo potuto bene o male salvar l’illusione ch’io stessi vivendo un’altra vita; ma ora che a questa m’ero accostato fino a cogliere un bacio da due care labbra, ecco, mi toccava a ritrarmene inorridito, come se avessi baciato Adriana con le labbra d’un morto, d’un morto che non poteva rivivere per lei! Labbra mercenarie, sì, avrei potuto baciarne; ma che sapor di vita in quelle labbra? Oh, se Adriana, conoscendo il mio strano caso... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Folle! Come mi ero illuso che potesse vivere un tronco reciso dalle sue radici? Eppure, eppure, ecco, ricordavo l’altro viaggio, quello da Alenga a Torino: m’ero stimato felice, allo stesso modo, allora. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Con cinquantadue mila lire, a Miragno, via, non dico grasso, avrei potuto vivere discretamente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* chi muore giace, eh? e chi vive si dà pace... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Molti , moltissimi , infiniti fatti — ma legati insieme da una vita che cresce e monta e si svolge , disposti e coagulati da un pensiero che sale dalla più cieca voglia di vivere all'eroica inutilità -del pensiero per il pensiero . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppure questa meschinissima vita di meschini borghesi non mi faceva soffrire che per la mancanza di denari vivi e sonanti , di denari miei , da poter spendere da me , come piaceva a me . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ogni tanto i muri si aprivano e succedevan le siepi vive , alte , prunose , bianche di brina e di neve in inverno , bianche di fiori in primavera , nere di more alla fin dell'estate . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A me pareva di rinascere e soltanto lassù , col vento in viso , senza cappello , senza pensiero preciso , sentivo di vivere come avrei voluto sempre . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E acconsentii a vivere soltanto colla buffa speranza di far morire tutti gli uomini insieme a me . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E ci siamo anche noi due e siamo vivi tutti e due e sempre vicini ma i pazzi orgogli non ci fruUan più per la testa e quando passo dinanzi a' due neri fratelli abbasso il capo e — non so perché — mi si stringe il cuore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io la sentii e la vissi in me , in ogni momento della vita , come si vive una passione e un amore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Un ultimo dubbio mi restava : morirò come gli altri ? Posso pensare che il mio pensiero smetta di pensare ? E gli uomini ! Ombre passeggere sullo schermo della mia sensibilità , fantasmi evocati dalla mia volontà , burattini pretensiosi del mio teatro interiore : che divertimento ! Quanto mi parevan nulli e buffi più di prima con tutto il loro travagliarsi ! Passavo fra mezzo a loro e pensavo : Eccoli qua che credon di vivere , che credon di esistere per loro conto e magari , — umili credenti — di essere immortali ! E non sanno di non esser altro che figurine frettolose della mia retina ; ricordi o aspettative lievi della mia anima ; gocciole inconsistenti di un fiume di immagini che in me solo ha la fonte e lo sbocco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non vogliamo più che i morti comandino ai vivi , che i libri ispirino le vite e che la Ragione e la Storia seguitino ancora , con tanto di maiuscola , a tenerci serrati e stretti nei banchi delle scuole , ritti e a bocca aperta per ricevere a spizzico il pane biascicato da altre bocche . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Venivano dall'ombra dell' irreale eppur mi sembravano più vivi de' vivi che scalpicciavano a' miei fianchi e soltanto con loro m' era dato d' intendere ed essere inteso , d' amare e d' essere amato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io rinnego il passato — ma non son forse nel passato gli spiriti magni , i fratelli sepolti eppur vivi e presenti che mi hanno — 122 — consolato negli anni della solitudine e negli anni dell'esodo ; che mi hanno insegnato le strade della liberazione ; e mi hanno dato i pensieri , le immagini , le parole che rappresentano meglio il mio vero me ; e mi hanno fatto , piccolo o grande eh' io sia , quel che fui e quel che sono ? Non son loro i compagni delle insonnie , i confortatori delle tregue , gli animatori nelle mischie , le ombre incuoranti dei giorni migliori ? Ad essi soltanto debbo lo schifo dei mediocri , l'ansietà della perfezione , l'eroica incontentabilità , i primi impulsi all'ascesa , le scale per la fuga , le picche per la rivolta , i ferri per la distruzione e la stessa idea di un più celestiale universo e di una beatitudine senza pesi e lordure . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io mi sentivo bene con loro , soltanto con loro ; vedevo il mondo attraverso i loro occhi di veggenti ; pensavo dietro i suggerimenti del loro pensiero ; mi eran necessari come il pane , come il cielo , come l'acqua , come tutte le cose belle , pure , ottime che non costan nulla e senza le quali non si vive . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E li sentivo cosi vicini che li credevo tutti miei ; e tanto vivi nello spirito mio che non li pensavo morti , e se mi ricordavo che i loro corpi erano ormai cenere e polvere e che le loro voci s'eran taciute per sempre sentivo il cordoglio d'averli perduti troppo presto , di non esser nato prima , di non averli conosciuti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E posso dir quel che debbo a Shakespeare , quel che debbo a Goethe ? Furon soltanto poeti , autori di drammi , di tragedie , di misteri ? Non m' introdussero forse in universi inediti , su scene più sconfinate , tra idee fatte carne , colloqui d'eroi , meraviglie d' isole felici , e non imparai da loro che la vita è sogno e che il sogno è la realtà e che i pensieri più gravi , più paurosi , più illuminatori non si trovano ne' libri dei filosofi ? Non parlai più d'una volta col pallido Amleto e non cercai la vera vita col dottor Faust ? Non furono , l'uno e l'altro , parti vive e familiari della mia persona ? V'incontrarono forse Don Chisciotte e l'Idiota e qualche volta Julien Sorel e Peer Gynt e spesso il dottor Teufelsdroeck in compagnia di Didimo Chierico e di Filippo — 127 — Ottonieri . (G .Papini - Un uomo finito)
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* I piccoli vivi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma più forte e visibile dell' amore per i grandi era in me il disprezzo e V inimicizia per i piccoli vivi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vivere si , ma non la vita usata e sempre eguale ; agire , si , ma non per gli antichi scopi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* In fatto di esseri vivi non voglio bene che agli animali o vegetali perfetti , a quelli che fanno onestamente il loro lavoro , senza capir altro , e che non svolano di qua e di là nelle chiacchiere e nelle ambizioni — oppure al genio vero , all'anima grande , all'eroe gigante e solitario come un monte di notte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vivevo in una atmosfera di grandezza , pensando cose grandi: anche la — lyo — poesia (per quanto strumento iniziale di redenzione e niente più) doveva esser grande , grandissima . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Filosofia 1 Mondi aladinici di fantasmi più vivi dei vivi ; di ombre più sireniche dei corpi ; di parole più polpute delle cose ; di formule più infiammanti di una strofe ! Io ti conobbi , ti amai , ti violentai . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cervello , cervello , tutto cervello ! Teorie , principi , dialettiche , nient'altro che astrattezze ! Vissi di sistemi ; vissi i sistemi ; mi nutricai di metafisiche ; sognai metafisiche . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vivevo in ansia perpetua ; sfigurito ; stralunato ; trasognato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E ora , anche lui , se vuol vivere . . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma cosa volete che venga fuori da un uomo che vive tra il sonno e il caffè , tra la tavola e il letto , infingardo e sonnacchioso , buono soltanto a suonar la diana ma vigliacco in fuga il giorno della vera battaglia ? E rizzandomi su dai tepidi lenzuoli o dalle sedie imbottite strillo come un'aquila perchè lo spirito viene insultato e disegno per i miei simili una vita solitaria , austera , sdegnosa , nobile e michelangiolesca ! E non c'è da dir eh' io non senta l' infamia di questa mia doppia vita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma cosa son diventato , perdio ! Che diritto avete voialtri d' ingombrar la mia vita , di rubarmi il mio tempo , di frugarmi nell'anima , di succhiarmi il pensiero , di volermi vostro compagno , confidente e informatore ? Per chi m'avete preso ? Son forse un attore salariato per recitare tutte le sere dinanzi ai vostri musi da schiaffi la commedia dell' intelligenza ? Son forse uno schiavo comprato e pagato che debba inchinarmi ai vostri capricci di sfaccendati e offrire in omaggio tutto quello che so e fo ? Son forse una puttana di bordello che deve alzar la sottana e levar la camicia al primo cenno di un maschio vestito decentemente ? Io sono un uomo che vorrebbe vivere una vita eroica e render più sopportabile il mondo ai suoi occhi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma questo che prova ? Il malcontento è così spesso una scusa della più clorotica debolezza ! L'ambizione della gloria è talmente comune anche nelle anime più indigenti ! E tutti quei brevi soffi fantastici non arrivano a esser la ventata uraganesca che spazza il mondo e solleva gli uomini verso e gli angeli e le stelle ; tutte quelle impressioni slegate , quelle ideine scompagnate , quegli zampilH ricacciati subito in basso , quei córti spunti , quelle espressioncelle felici che non riescono a ordinarsi , a organarsi , a vivere insieme , a fondersi in un capolavoro di vita , in un'opera piena e compiuta , non giovano e non contano nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Con questo me fasciato vestito e imboccato dagli altri debbo vivere io — debbo vivere per sempre , come con uno sconosciuto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che differenza c'è , quanto all'effetto , tra un sigaro e un racconto ; tra un dramma e un fiasco di vino ? Fumando e leggendo si passa la noia dell'aspettare — ascoltando una commedia e ubriacandosi a buono s' entra a vivere in un altro mondo , a sognare e a vedere quel che non esiste . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma cosa m' importa di far piacere agli uomini ? Io non voglio fare il buffone di nessuno ! E affermo che tutti quanti gli scrittori di romanzi , di storie , di racconti , di commedie e di drammi , sono stati buffoni , gente che vive per stuzzicare l' immaginazione degli uomini , come i suonatori accarezzano i loro orecchi e le donne i loro corpi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non posso farne a meno ; non so più vivere senza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Neppur coi filosofi ebbi fortuna : i migliori eran grammatici che a forza di afiìlare la falce facevan cader secca in terra la messe prima di mieterla e gli altri eran poeti fuori di strada , energumeni senza grazia che disegnavano giorno e notte , per immaginarie città celesti dove nessuno può vivere , lunghe alte e ricche facciate senza stanze dietro . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Senza questa verità non riesco più a vivere e se nessuno ha pietà di me , se nessuno può rispondermi , cercherò nella morte la beatitudine della piena luce o la quiete dell'eterno nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non per questo ero venuto nel mondo , non per questo avevo accettato di vivere , non per questo venti anni di seguito mi son martoriato e flagellato l'anima come un frate pazzo si martoriava e flagellava il petto e le spalle . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Il mondo ha perduto per me i suoi colori più vivi e i suoi contorni tagliati e precisi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E mi provo a vivere codesta sciagurata vita prevista : a volte , se la strada è solitaria , chiudo gli occhi e seguito a camminare — esito , non vo diritto ; sento accanto a me le bugne o l'intonaco delle case e sotto i piedi le lastre che riecheggiano il passo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* No , assolutamente : voglio vivere ancora , voglio vivere sempre . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppure sento ancora in me una gran voglia di vivere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Voglio trovare altre ragioni di vivere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E vivere magari sospeso nel nulla , senza fili sopra il capo , senza puntelli dietro le spalle , senza gruccie sotto l'ascelle — ma vivere , perdio , vivere ancora , vivere nel pieno senso della parola , vivere cogli occhi e colle mani , col cervello e col fegato , vivere ancora dieci , venti , trent'anni , finché saprò conquistarmi il mio pezzo di pane nel forno del mondo e saprò dire le mie parole nei cori dissonanti degli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Consento di vivere ancora . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma ora che tutto è caduto ai miei occhi , ora che sol conosco r insolvibilità radicale dell' infinito e l' inutilità di ogni fatica , ora distruggo in me l' interessato , l' utilitario , il predace , il rapace , il giudeo , lo strozzino e acconsento a vivere appunto perchè la vita non ha stipendio — 271 — e seguito a pensare appunto perchè il pensiero non può mai avere il suo salario . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che coraggio c'è a vivere quando si creda fermamente che i nostri ideali diventeranno realtà e che un qualsiasi paradiso , terreno o celestiale che sia , ci aspetta per ristorarci de' nostri travagli ? Ma la vera nobiltà dell' uomo , il suo massimo eroismo consiste nel saper viver anche quando tutte le ragioni di vivere son distrutte in lui , quando le bende e le stampelle che rendono possibile la vita di tutti sono state buttate dapparte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E seguito a vivere , e voglio vivere , e vivrò ancora e sempre senza paura di sorprese e di abbattimenti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi assediano allora le storie assurde , i progetti bizzarri , le avventure incredibili , i pazzi e i delinquenti che non vissero mai e voglion vivere in me , gli amori fittizi e irragionevoli , le morti singolari , incredibili . (G .Papini - Un uomo finito)
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* In questo mondo mi muovo in perfetta libertà ; dò alle mie creature il viso che voglio , le fo parlare a modo mio , le faccio vivere per scopi che nessuno si propone , le faccio morire ad un tratto di morte volontaria per cause che sembrerebbero ridicole agli uomini di carne ed ossa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ogni uomo ha bisogno , per vivere , di non credersi totalmente inutile . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Povero bambino! Altro che ricordare la mia infanzia! Io non trovo neppure la via di avvisare te , che vivi ora la tua , dell’importanza di ricordarla a vantaggio della tua intelligenza e della tua salute .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Adesso che son qui , ad analizzarmi , sono colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Fino allora ella non aveva mai presa la mia malattia sul serio e diceva che il fumo non era altro che un modo un po’ strano e non troppo noioso di vivere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Io ho delle figliuole , due e piccine , e devo vivere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Poi Giovanna si fece pensierosa e mi domandò se credevo che i morti vedessero quello che facevano i vivi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma essa volle sapere se i morti , quando arrivavano al di là , risapevano tutto quello che quaggiù era avvenuto quand’essi erano stati ancora vivi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Solo i vivi ne soffrono! – esclamai battendo sul tavolo il pugno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Mia madre continuava a vivere sebbene distante da me e poteva anche compiacersi dei successi cui andavo preparandomi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Fino alla sua morte io non vissi per mio padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli , oggi , vive ancora , decrepito e circondato dalla stima di tutta la città .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Nel mio cuore , di quei giorni , non v’è altro residuo che l’antipatia per quel medico che tuttavia si ostina a vivere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Infatti si vive poi uno accanto all’altro , immutati , salvo che per una nuova antipatia per chi è tanto dissimile da noi o per un’invidia per chi a noi è superiore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Poi disse che vedeva ch’era per bontà ch’io pensavo di organizzare così la vita dei miei figliuoli , ma che non le pareva giusto di vivere per prepararsi alla morte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Purtroppo io non vivevo solo con Ada le ore che passavo in quella casa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Ma poi? Tutto era fatto , tutto , perché non c’era più nulla da fare! Ada restava segregata da me con tutta la sua famiglia ed io dovevo vivere senza fare più nulla , in attesa che qualcuno di loro fosse venuto a cercarmi e darmi l’occasione di fare o dire qualche cosa d’altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Erano errori che si possono facilmente scusare in un insetto che non vive che la vita di una sola stagione , e non ha tempo di far dell’esperienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Io sono un buon diavolo e credo che con me si possa vivere facilmente anche senza che ci sia un grande amore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Voi , Zeno , avete bisogno di una donna che voglia vivere per voi e vi assista .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Come si avrebbe continuato a vivere allora? Almeno cosi il mio desiderio continuò a darmi sulle scale di quella casa la stessa ansia come quando le salivo per andare alla conquista di Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Carezzando la mano che avevo abbandonata sul tavolo , essa disse che la mia malattia non disturbava nessuno e ch’ella non era neppur convinta ch’io credessi d’esser ammalato , perché altrimenti non avrei avuto tanta gioia di vivere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Egli si dedicava alla beneficenza ed essendosi proposto di vivere dei soli interessi del suo capitale , non poteva concedersi il lusso di farla tutta a spese proprie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Sentii che il vecchio Speier aveva deciso di liquidare i suoi affari nell’Argentina e di consegnare a Guido tutti i suoi duros perché li impiegasse alla fondazione di una ditta a Trieste; poi egli sarebbe ritornato a Buenos Aires per vivere con la moglie e con la figlia con un piccolo podere che gli rimaneva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Guido m’aveva detto che Ada non voleva credergli che certe vespe sapevano paralizzare con una puntura altri insetti anche più forti di loro per conservarli così paralizzati , vivi e freschi , quale nutrimento per la loro discendenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Andai da lei proprio col desiderio di vivere più intensamente ed è quello che riconduce all’alcool , ma camminando verso di lei , avrei desiderato ch’essa m’avesse fornita tutt’altra intensità di vita del giorno prima .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Peccato – aggiunse con tristezza , – che se non si vuole andare pei cafés chantants , non si possa trarre da ciò il necessario per vivere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* M’assicurò che potevo vivere tranquillo e fiducioso: essa amava me e nessun altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non doveva mai esserci concesso di vivere neppure per brevi istanti da marito e moglie ed anche questo tentativo finì male .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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acclimatare o acclimare ,
= verbo trans. abituare uomini , animali o piante a vivere in ambienti diversi da quelli di origine rendere consueto , familiare acclimatarsi
= verbo rifl. abituarsi a vivere in ambienti diversi da quelli di origine assuefarsi , familiarizzarsi .
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acidofilo
= che si colora con sostanze acide pianta che può vivere in terreni a reazione acida .
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acquaiolo acquaiuolo
= che vive nell'acqua
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acquatico aquatico
= che nasce o vive nell'acqua o in prossimità dell'acqua
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acquicolo
= organismo animale o vegetale che vive nell'acqua .
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aereo
= che vive nell'aria o sta in aria
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agiato
= participio passato di agiare
= che vive nell'agiatezza
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alberata
= fila di alberi lungo una strada o un corso d'acqua sistema di coltivazione della vite , consistente nell'appoggiarla ad alberi vivi disposti in filari alberatura di una nave .
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alce
= grosso ruminante tozzo e robusto , con muso allungato e corna palmate , che vive in branchi nelle regioni nordiche .
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alga
= o aliga , forma vegetale di struttura cellulare molto semplice , fornita di clorofilla , che vive nell'acqua o in ambienti umidi
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alligatore
= rettile anfibio simile al coccodrillo , ma con muso più schiacciato , che vive nei grandi fiumi nordamericani e asiatici .
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alofita
= pianta che vive in ambiente ricco di sali anche
=
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alpigiano
= proprio di colui che vive sulle alpi
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aluatta
= scimmia sudamericana urlatrice , provvista di lunga coda prensile , che vive nelle foreste dell'america centrale .
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ammofilo
= detto di organismo vegetale o animale che vive nella sabbia .
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anacoreta
= nel cristianesimo antico e medievale , il monaco che si ritira nel deserto per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera far vita da anacoreta , vivere appartato .
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anaerobio o anerobio
= microrganismo che vive in assenza di ossigeno
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anfibio
= che può vivere od operare indifferentemente sulla terra e nell'acqua
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anfibiotico
= insetto che allo stadio larvale vive nell'acqua e da adulto sulla terra .
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anfisbena
= o anfesibena , anfisibena , serpente favoloso che si riteneva dotato di due teste , una per ciascuna estremità rettile dalla forma di grosso lombrico , privo di arti , con pelle anellata e grinzosa , che vive sottoterra e può avanzare e retrocedere con la stessa rapidità .
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antisociale
= ribelle alle norme del vivere sociale anche come =
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arboreto
= terreno coltivato ad alberi collezione di piante vive , fatta a scopo di studio .
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arboricolo
= animale o di vegetale che vive o cresce sugli alberi
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arenicolo
= che vive nella sabbia
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ascidia
= animale marino degli urocordati , a forma di sacco , che vive , solitario o in colonia , attaccato al fondale marino o a oggetti sommersi .
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attivismo
= dottrina che tende ad affermare la superiorità dell'azione rispetto al pensiero teorico dottrina che considera l'attività spontanea del fanciullo come centro e punto di partenza del processo educativo l'essere in continua attività , il vivere molto attivamente
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balano
= piccolo crostaceo che vive fisso agli scogli marini o alle conchiglie e il cui guscio è costituito da pezzi calcarei disposti a cratere.
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balinese
= dell'isola di bali , in indonesia
= colui che è nato , colui che vive a bali.
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barbogio
= uomo barbutovagabondo senza dimora fissa nà© occupazione , che vive di espedienti mendicante 3 razza di cane molto intelligente dal pelo lungo e riccio. usato anche com
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batterioterapia
= terapia basata sull'impiego di colture batteriche , vive o morte.
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beco
= nel mondo arabo , nomade del deserto che vive in tribù a economia pastorale persona dall'aspetto incolto , o vestita in modo bizzarro
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betta
= pesce osseo di piccole dimensioni che vive nelle acque dolci tropicali
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biellese
= di biella , colui che è nato o vive a biella.
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biotopo
= unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione animale o vegetale , o una biocenosi.
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boa
= genere di serpenti non velenosi dell'america tropicale la cui specie più nota è il boa constrictor , lungo anche più di quattro metri , giallo e rossiccio a chiazze scure sul dorso , che vive sugli alberi sorta di sciarpa femminile molto lunga , di pelliccia o di piume di struzzo.
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boat people
= sost. m. gente che vive su imbarcazioni permanentemente alla fonda ,
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borgataro
= abitante di una borgata romana colui che vive in stato di emarginazione sociale.
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bradipo
= tozzo mammifero brasiliano che vive sugli alberi , appendendosi ai rami con le grosse unghie falcate .
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branco
= gruppo di animali della medesima specie che sono soliti vivere e spostarsi insieme
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bulgaro
= della bulgaria
= colui che è nato , colui che vive in bulgariala lingua dei bulgari 3 varietà di cuoio rosso cupo , odoroso , per lavori fini di pelletteria 4 varietà di profumo.
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caimano
= grosso rettile acquatico che vive nei fiumi dell'america centr. e merid., simile al coccodrillo .
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calmucco
= che appartiene o si riferisce a una popolazione mongolica che vive sparsa in europa orientale
= colui che appartiene alla popolazione calmucca
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campamento
= quanto occorre per vivere mezzo di salvezza.
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campare
= verbo intr. vivere
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caretta
= grande tartaruga marina che vive nelle acque calde dell'oceano atlantico e nel mediterraneo .
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cavernicolo
= che, colui che abita nelle caverne che, colui che vive in abitazioni malsane e buie - persona poco socievole o rozza.
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cecilia
= piccolo anfibio vermiforme privo di zampe, che vive sottoterra nelle zone tropicali umide .
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cenobita
= monaco che vive in una comunità religiosa persona che conduce una vita appartata e austera.
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cinomio
= mammifero roditore simile alla marmotta, che vive in grandi comunità nell'america settentrionale
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claustrofilia
= tendenza patologica a vivere in luoghi chiusi, a isolarsi dagli altri.
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concubina
= donna che vive in concubinato
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concubinario
= che, colui che vive in concubinato.
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concubino
= uomo che vive in concubinato
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contemporaneo
= che vive o avviene nello stesso tempo
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convento
= edificio in cui vive una comunità di religiosi o religiose che hanno pronunciato voti solenni
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cosmopolita
= che vive o ha vissuto in diverse parti del mondo
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crenobio
= - organismo che si è adattato a vivere presso le sorgenti.
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deserticolo
= che vive nel deserto
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disadattato
= - persona che non si è adattata all'ambiente sociale - con il quale vive in costante conflitto .
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diseredato
= part . pass . di diseredare e - colui che vive nell'estrema miseria - senza quei beni e quei diritti che dovrebbero essere comuni a tutti
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disperazione
= stato d'animo di colui che non ha più alcuna speranza e vive nello sconforto e nell'angoscia
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dulciacquicolo
= - organismo che vive in acque dolci .
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ectoparassita
= parassita che vive sulla superficie esterna del corpo dell'ospite .
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eglefino
= pesce simile al merluzzo - che vive nell'atlantico
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eliofilia
= caratteristica di certe piante che tendono a vivere in ambienti molto illuminati
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endofita
= vegetale o animale che vive all'interno di un organismo vegetale .
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endoparassita
= parassita che vive all'interno del corpo dell'ospite .
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epifita
= pianta che vive sui tronchi o sui rami degli alberi .
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epigeo
= pianta che vegeta sopra il terreno e di animale che vive sulla superficie del suolo .
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epizoo
= organismo che vive fissato su altri animali - senza tuttavia esserne parassita .
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esclaustrazione
= facoltà concessa a un religioso di vivere temporaneamente fuori della comunità .
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eubiotica
= insieme di norme igieniche e alimentari utili a vivere in maniera sana .
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eurialino
= animale acquatico che sopporta variazioni anche notevoli della concentrazione salina dell'ambiente in cui vive .
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euricoro
= specie animale o vegetale che può vivere in ambienti dalle caratteristiche diverse ed è quindi largamente diffusa .
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famiglio
= inserviente , domestico usciere , messo comunale
= 3 nell'italia settentrionale , lavorante che aiuta il proprietario nella conduzione di un'azienda agricola e vive con la famiglia di lui .
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fimicolo
= - animale - o pianta che vive nel letame .
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forese
= che è - o vive fuori dalla città
= abitante della campagna bracciante agricolo che lavora in piccole aziende .
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gabbia o dial. caiba e gaiba ,
= sorta di cassetta , con le pareti formate da sbarre , in cui si rinchiudono animali vivi , spec. uccelli
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galiotto
= piccolo pesce di mare che vive in simbiosi con le oloturie .
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geoflora
= flora che vive sulle terre emerse.
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grancevola o granceola ,
= grosso crostaceo commestibile che vive sui fondi sabbiosi del mediterraneo .
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homeless
= persona che vive per strada .
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idrofita
= pianta acquatica che può vivere anche sommersa nell'acqua .
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infelice
= che non è felice , che vive in condizioni tristi e non può soddisfare i propri desideri , le proprie aspirazioni
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inia
= cetaceo che vive nel rio delle amazzoni , simile a un grosso delfino .
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inquilino
= colui che abita una casa altrui corrispondendo un canone al proprietario - animale o vegetale che vive in regime di inquilinismo .
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insociabile
= che non si adatta o non è adatto a vivere in società con altri
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insocievole
= che è restio o non sa adattarsi a vivere in società non socievole
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iperrealismo
= movimento pittorico e scultoreo sorto negli stati uniti all'inizio degli anni settanta , che rifiuta ogni interpretazione della realtà per produrre una sua riproduzione meccanica , facendo anche uso di fotografie , calchi , persone vive ecc .
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iperxerofilo
= pianta che vive in terreni particolarmente aridi .
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ipogeo
= che vive , si sviluppa sottoterra
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ipsofilo
= organismo animale o vegetale che vive in zone d'alta montagna .
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ister
= piccolo coleottero dal corpo ovale coperto di durissimo tegumento , che vive nel letame bovino ed equino .
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lecchese
= di lecco
= colui che è nato o vive a lecco .
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lepidosirena
= grosso pesce del sudamerica , appartenente alla sottoclasse dei dipnoi , che vive nel fango di acque dolci
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libertinaggio
= modo di vivere dissoluto e licenzioso , da libertino
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limicolo
= - animale che vive nel fondo melmoso dei mari e delle acque dolci .
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longevo
= che vive più a lungo della media della propria specie
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lupo
= mammifero carnivoro selvatico simile al cane , che vive prevalentemente in branchi ed è caratterizzato da muso aguzzo , orecchie grandi ed erette , pelame folto , coda pendente , occhi obliqui e muscolatura molto robusta
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madrepatria o madre patria,
= il paese di origine per colui che vive all'estero.
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magnificente
= che agisce, che vive con magnificenza magnificentemente avv.
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mangiapane
= persona che vive alle spalle degli altri
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markor
= grosso caprino selvatico con corna spiraliformi che vive in afghanistan, kashmir, beluchistan .
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mendicità
= condizione di colui che vive mendicando
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mesofita
= pianta che vive in ambiente di media umidità .
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migrare verbo intr. lasciare il luogo in cui si vive per stabilirsi altrove
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mirmecofilia
= tendenza di animale o di pianta a vivere in simbiosi con le formiche.
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mirmecofilo
= animale o di pianta che vive in simbiosi con le formiche.
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monastero
= monasterio, monistero, monisterio, munistero, munisterio,
= edificio o complesso di edifici in cui vive una comunità di monaci o di monache
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monofagia
= tipo di alimentazione umana basato quasi esclusivamente su un solo alimento - la caratteristica di un organismo che può vivere nutrendosi di una sola specie animale o vegetale.
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monotrofo
= organismo che vive nutrendosi di un unico tipo di alimento.
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nevrosi - neurosi
= in psicoanalisi e in psicopatologia , disturbo più o meno grave della sfera affettiva connesso con le esperienze infantili del soggetto , il quale è cosciente dei conflitti e delle sofferenze che vive e mantiene comunque un contatto con la realtà
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nocciolaia
= uccello con becco lungo e robusto , piume scure con macchie chiare , che vive nei boschi alpini cibandosi prevalentemente di nocciole .
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nottiluca
= o noctiluca , protozoo provvisto di flagello , che vive in sterminate colonie nelle acque dei mari caldi
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nudismo
= movimento affine al naturismo , sviluppatosi intorno agli anni trenta , che propone la riduzione o l'abolizione degli indumenti , nel quadro di un modo di vivere più spontaneo e vicino alla natura .
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oblato
= nel medioevo , si diceva di laico che si dedicava al servizio di un monastero o di un'opera religiosa - oggi , si dice di chi vive in un monastero seguendone la regola pur senza pronunciare i voti
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oblomovismo
= l'atteggiamento di apatica indolenza attribuito , da molti scrittori russi della seconda metà dell'ottocento , alla piccola nobiltà del loro paese - modo di vivere abulico , apatico .
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omocromia
= fenomeno per cui un animale assume la stessa colorazione dell'ambiente in cui vive .
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onisco
= piccolo crostaceo terrestre che vive nel terreno sotto le pietre e che , se toccato , si avvolge a palla .
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ornitologo
= mammifero oviparo che vive lungo i fiumi dell'australia e della tasmania
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ossessione
= convinzione o comportamento irragionevoli , accompagnati da stati di pena e ansia , di cui il soggetto è consapevole ma che vive in modo ripetitivo e coatto
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ossiuro
= piccolissimo verme filiforme che vive come parassita nell'intestino , dei bambini .
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pacione
= che è amante del quieto vivere , della tranquillità
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padda
= piccolo uccello asiatico dai vivaci colori che vive nelle risaie provocando grave danno alla coltura .
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pagliarolo
= piccolo uccello dal piumaggio giallastro a strisce nere , che vive nella vegetazione palustre .
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pagnotta
= forma di pane grande e tondeggiante . diminutivo pagnottella , pagnottina accr . pagnottona , pagnottone - quanto è indispensabile a vivere , a sostentarsi
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paludicolo
= organismo vegetale o animale che vive nelle paludi .
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pantalassico
= organismo marino capace di vivere sia sotto costa sia al largo .
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parassita
= parassito , parasito , organismo animale o vegetale che vive a spese di un altro , stabilendosi sulla superficie o all'interno del suo corpo
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parassitare
= verbo trans . vivere come parassita a spese di un organismo
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pelobio
= organismo acquatico che vive nei fondi melmosi
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picaro
= personaggio di popolano , imbroglione e bricconesco , che vive di espedienti e trovate ingegnose
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pigionante
= colui che vive a pigione in casa d'altri .
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potamotoco
= pesce che vive prevalentemente in mare , ma depone le sue uova nelle acque dei fiumi , di cui risale il corso .
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povero
= che non possiede mezzi per vivere o ne possiede scarsamente
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preadattamento
= secondo una teoria superata , capacità non palese di adattamento che una specie animale o vegetale esplicita quando deve vivere in un ambiente diverso dal suo habitat naturale .
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proteo
= anfibio che vive esclusivamente nelle acque sotterranee del carso e della dalmazia
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psammofilo
= organismo animale o vegetale che vive in terreni sabbiosi .
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psicrofilo
= organismo che vive a temperature basse .
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pudu
= mammifero artiodattilo ruminante , alto al garrese 35 cm , che vive sulle ande cilene e argentine .
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radicicolo
= organismo che vive sulle radici delle piante
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rapace
= che vive di rapina, di preda
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reincarnazionerincarnazione
= credenza secondo cui, dopo la morte, l'anima torna a vivere in un altro corpo, dimenticando la vita passata
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rettilario
= complesso di vetrine, opportunamente attrezzate, in cui si conservano rettili vivi per lo studio o l'osservazione
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ripario
= che nasce o vive sulle rive
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ripicolo
= organismo che vive sulle rive marine o di acque dolci, o anche in completa immersione.
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ripuario
= che vive o si trova sulle rive di un fiume o di un lago
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rupicolo
= che vive sulle rocce
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sanguisuga
= piccolo verme degli anellidi che vive nelle acque stagnanti ,
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saprobio
= organismo animale o vegetale che vive sfruttando sostanze organiche in decomposizione .
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saprofilo
= organismo che vive di preferenza in ambienti ricchi di sostanze organiche in decomposizione .
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saprogeno
= organismo che favorisce la decomposizione delle sostanze organiche sulle quali vive .
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sarcofaga
= grossa mosca grigia che depone larve vive sulla carne o altre sostanze in decomposizione .
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sarda
= piccolo pesce marino di colore azzurro argenteo che vive in banchi ,
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sassaiolo - sassaiuolo ,
= che sta , che vive tra i sassi ,
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sassicolo
= detto di organismo vegetale o animale che vive in luoghi sassosi .
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scansabrighe
= chi , per amore del quieto vivere , cerca di scansare ogni briga o seccatura .
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scapestrarsi
= verbo riflessivo o intr . pron . vivere in modo scapestrato ,
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sciafilia
= tendenza di organismi animali e vegetali a vivere in zone o ambienti ombreggiati .
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sciuscià
= ragazzo che , nell'immediato dopoguerra , faceva il lustrascarpe o si dedicava a piccoli traffici per vivere .
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seminomade
= gruppo umano che vive in parte di agricoltura , praticata in sedi fisse , e in parte di allevamento , che comporta spostamenti stagionali della popolazione per la transumanza , proprio , tipico di tali gruppi ,
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seminomadismo
= il modo di vivere proprio dei gruppi umani seminomadi .
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separatezza
= la condizione di chi vive separato o escluso dagli altri .
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separato
= participio passato di separare - che sta a sé , che vive lontano ,
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simbionte
= ogni individuo animale o vegetale che vive in simbiosi .
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single
= persona che vive da sola .
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sociabile
= che può vivere in società con altri simili ,
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solitudine
= lo stare , il vivere solo ,
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stabulare
= verbo intransitivo stare , vivere in una stalla, transitivo alloggiare , tenere in una stalla - stabulare le trote ,
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stenocoro
= organismo capace di vivere solo in un determinato ambiente .
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stilita o stilite ,
= monaco della chiesa orientale che aveva scelto di vivere in cima a una colonna .
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subacqueo
= che vive , che sta o agisce sott'acqua ,
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trantran
= o tran tran , inter . voce onom . che riproduce il suono monotono di un veicolo in movimento
= invar . il ritmo continuo , uniforme , monotono di un'attività o anche del vivere quotidiano , la vacanza è finita , riprendiamo il solito trantran .
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trappista
= (plur . trappisti) frate dell'ordine cistercense riformato , che osserva rigorosamente la regola benedettina ' fare una vita da trappista , vivere in modo austero , solitario .
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uccellaio
= venditore di uccelli vivi , da tenere in gabbia o da usare come richiamo.
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uccellinare
= verbo transitivo catturare vivi uccelli di piccole dimensioni.
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umicolo
= aggettivo organismo animale o vegetale che vive nell'humus.
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usanza
= modo di vivere o di agire presso un ceto , un gruppo sociale
---------------
Verb: to live-lived-lived
Ausiliar: to have - transitivo/intransitivo
Affermative - INDICATIVE
Present simple
I live
you live
he/she/it lives
we live
you live
they live
Simple past
I lived
you lived
he/she/it lived
we lived
you lived
they lived
Simple past
I lived
you lived
he/she/it lived
we lived
you lived
they lived
Present perfect
I have lived
you have lived
he/she/it has lived
we have lived
you have lived
they have lived
Past perfect
I had lived
you had lived
he/she/it had lived
we had lived
you had lived
they had lived
Past perfect
I had lived
you had lived
he/she/it had lived
we had lived
you had lived
they had lived
Simple future
I I will live
you you will live
he/she/it he/she/it will live
we we will live
you I will live
they they will live
Future perfect
I will have lived
you will have lived
he/she/it will have lived
we will have lived
you will have lived
they will have lived
Present continuous
I am living
you are living
he/she/it is living
we are living
you are living
they are living
Past simple continuous
I was living
you were living
he/she/it was living
we were living
you were living
they were living
Future continuous
I will be living
you will be living
he/she/it will be living
we will be living
you will be living
they will be living
Future perfect continuous
I will have been living
you will have been living
he/she/it will have been living
we will have been living
you will have been living
they will have been living
Present perfect continuous
I have been living
you have been living
he/she/it has been living
we have been living
you have been living
they have been living
Past perfect continuous
I had been living
you had been living
he/she/it had been living
we had been living
you had been living
they had been living
Affermative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I live
That you live
That he/she/it live
That we live
That you live
That they live
Present perfect
That I have lived
That you have lived
That he/she/it have lived
That we have lived
That you have lived
That they have lived
Simple past
That I lived
That you lived
That he/she/it lived
That we lived
That you lived
That they lived
Past perfect
That I had lived
That you had lived
That he/she/it had lived
That we had lived
That you had lived
That they had lived
Affermative - CONDITIONAL
Present
I would live
you would live
we would live
we would live
you would live
they would live
Past
I would have lived
you would have lived
he/she/it would have lived
we would have lived
you would have lived
they would have lived
Present continous
I would be living
you would be living
we would be living
we would be living
you would be living
they would be living
Past continous
I would have been living
you would have been living
he/she/it would have been living
we would have been living
you would have been living
they would have been living
Affermative - IMPERATIVE
Present
let me live
live
let him live
let us live
live
let them live
 
 
 
 
 
 
 
Affermative - INFINITIVE
Present
to live
Past
to have lived
Present continous
to be living
Perfect continous
to have been living
Affermative - PARTICIPLE
Present
living
Past
lived
Perfect
having lived
Affermative - GERUND
Present
living
Past
having lived
Passive - INDICATIVE
Present simple
I am lived
you are lived
he/she/it is lived
we are lived
you are lived
they are lived
Past simple
I was lived
you were lived
he/she/it was lived
we were lived
you were lived
they were lived
Past simple
I was lived
you were lived
he/she/it was lived
we were lived
you were lived
they were lived
Present perfect
I have been lived
you have been lived
he/she/it has been lived
we have been lived
you have been lived
they have been lived
Past perfect
I had been lived
you had been lived
he/she/it had been lived
we had been lived
you had been lived
they had been lived
Past perfect
I had been lived
you had been lived
he/she/it had been lived
we had been lived
you had been lived
they had been lived
Future simple
I will be lived
you will be lived
he/she/it will be lived
we will be lived
you will be lived
they will be lived
Future perfect
I will have been lived
you will have been lived
he/she/it will have been lived
we will have been lived
you will have been lived
they will have been lived
Present continuous
I am being lived
you are being lived
he/she/it is being lived
we are being lived
you are being lived
they are being lived
Past simple continuous
I was being lived
you were being lived
he/she/it was being lived
were being lived
you were being lived
they were being lived
Future continuous
I will being lived
you will being lived
he/she/it will being lived
we will being lived
you will being lived
they will being lived
Future perfect continuous
I will have been lived
you will have been lived
he/she/it will have been lived
we will have been lived
you will have been lived
they will have been lived
Present perfect continuous
I have been lived
you have been lived
he/she/it has been lived
we have been lived
you have been lived
they have been lived
Past perfect continuous
I had been lived
you had been lived
he/she/it had been lived
we had been lived
you had been lived
they had been lived
Passive - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I be lived
That you be lived
That he/she/it be lived
That we be lived
That you be lived
That they be lived
Present perfect
That I have been lived
That you have been lived
That he/she/it have been lived
That we have been lived
That you have been lived
That they have been lived
Simple past
That I were lived
That you were lived
That he/she/it were lived
That we were lived
That you were lived
That they were lived
Past perfect
That I had been lived
That you had been lived
That he/she/it had been lived
That we had been lived
That you had been lived
That they had been lived
CONDITIONAL
Present
I would be lived
you would be lived
we would be lived
we would be lived
you would be lived
they would be lived
Past
I would have been lived
you would have been lived
he/she/it would have been lived
we would have been lived
you would have been lived
they would have been lived
IMPERATIVE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
INFINITIVE
Present
to be lived
Past
to have been lived
PARTICIPLE
Present
being lived
Past
lived
Perfect
having been lived
GERUND
Present
being lived
Past
having been lived
Negative - INDICATIVE
Present simple
I do not live
you do not live
he/she/it does not lives
we do not live
you do not live
they do not live
Simple past
I did not live
you did not live
he/she/it did not live
we did not live
you did not live
they did not live
Simple past
I did not live
you did not live
he/she/it did not live
we did not live
you did not live
they did not live
Present perfect
I have not lived
you have not lived
he/she/it has not lived
we have not lived
you have not lived
they have not lived
Past perfect
I had not lived
you had not lived
he/she/it had not lived
we had not lived
you had not lived
they had not lived
Past perfect
I had not lived
you had not lived
he/she/it had not lived
we had not lived
you had not lived
they had not lived
Simple future
I I will not live
you you will not live
he/she/it he/she/it will not live
we we will not live
you I will not live
they they will not live
Future perfect
I will not have lived
you will not have lived
he/she/it will not have lived
we will not have lived
you will not have lived
they will not have lived
Present continuous
I am not living
you are not living
he/she/it is not living
we are not living
you are not living
they are not living
Past simple continuous
I was not living
you were not living
he/she/it was not living
we were not living
you were not living
they were not living
Future continuous
I will not be living
you will not be living
he/she/it will not be living
we will not be living
you will not be living
they will not be living
Future perfect continuous
I will not have been living
you will not have been living
he/she/it will not have been living
we will not have been living
you will not have been living
they will not have been living
Present perfect continuous
I have not been living
you have not been living
he/she/it has not been living
we have not been living
you have not been living
they have not been living
Past perfect continuous
I had not been living
you had not been living
he/she/it had not been living
we had not been living
you had not been living
they had not been living
Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I do not live
That you do not live
That he/she/it does not live
That we do not live
That you do not live
That they do not live
Present perfect
That I have not lived
That you have not lived
That he/she/it have not lived
That we have not lived
That you have not lived
That they have not lived
Simple past
That I did not live
That you did not live
That he/she/it did not live
That we did not live
That you did not live
That they did not live
Past perfect
That I had not lived
That you had not lived
That he/she/it had not lived
That we had not lived
That you had not lived
That they had not lived
Negative - CONDITIONAL
Present
I would not live
you would not live
we would not live
we would not live
you would not live
they would not live
Past
I would not have lived
you would not have lived
he/she/it would not have lived
we would not have lived
you would not have lived
they would not have lived
Present continous
I would not be living
you would not be living
we would not be living
we would not be living
you would not be living
they would not be living
Past continous
I would not have been living
you would not have been living
he/she/it would not have been living
we would not have been living
you would not have been living
they would not have been living
Negative - IMPERATIVE
Present
do not let me live
do not live
do not let him live
do not let us live
do not live
do not let them live
 
 
 
 
 
 
 
Negative - INFINITIVE
Present
not to live
Past
not to have lived
Present continous
not to be living
Perfect continous
not to have been living
Negative - PARTICIPLE
Present
not living
Past
not lived
Perfect
not having lived
Negative - GERUND
Present
not living
Past
not having lived
Interrogative - INDICATIVE
Present simple
do I live ?
do you live ?
does she/he/it lives ?
do we live ?
do you live ?
do they live ?
Simple past
did I live ?
did you live ?
did she/he/it live ?
did we live ?
did you live ?
did they live ?
Simple past
did I live ?
did you live ?
did she/he/it live ?
did we live ?
did you live ?
did they live ?
Present perfect
have I lived ?
have you lived ?
has she/he/it lived ?
have we lived ?
have you lived ?
have they lived ?
Past perfect
had I lived ?
had you lived ?
had she/he/it lived ?
had we lived ?
had you lived ?
had they lived ?
Past perfect
had I lived ?
had you lived ?
had she/he/it lived ?
had we lived ?
had you lived ?
had they lived ?
Simple future
will I live ?
will you live ?
will she/he/it live ?
will we live ?
will I live ?
will they live ?
Future perfect
will I have lived ?
will you have lived ?
will she/he/it have lived ?
will we have lived ?
will you have lived ?
will they have lived ?
Present continuous
am I living ?
are you living ?
is she/he/it living ?
are we living ?
are you living ?
are they living ?
Past simple continuous
was I living ?
were you living ?
was she/he/it living ?
were we living ?
were you living ?
were they living ?
Future continuous
will I be living ?
will you be living ?
will she/he/it be living ?
will we be living ?
will you be living ?
will they be living ?
Future perfect continuous
will I have been living ?
will you have been living ?
will she/he/it have been living ?
will we have been living ?
will you have been living ?
will they have been living ?
Present perfect continuous
have I been living ?
have you been living ?
has she/he/it been living ?
have we been living ?
have you been living ?
have they been living ?
Past perfect continuous
had I been living ?
had you been living ?
had she/he/it been living ?
had we been living ?
had you been living ?
had they been living ?
Interrogative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I live ?
That do you live ?
That does she/he/it live ?
That do we live ?
That do you live ?
That do they live ?
Present perfect
That have I lived ?
That have you lived ?
That have she/he/it lived ?
That have we lived ?
That have you lived ?
That have they lived ?
Simple past
That did I live ?
That did you live ?
That did she/he/it live ?
That did we live ?
That did you live ?
That did they live ?
Past perfect
That had I lived ?
That had you lived ?
That had she/he/it lived ?
That had we lived ?
That had you lived ?
That had they lived ?
Interrogative - CONDITIONAL
Present
would I live ?
would you live ?
would she/he/it live ?
would we live ?
would you live ?
would they live ?
Past
would I have lived?
would you have lived?
would she/he/it have lived?
would we have lived?
would you have lived?
would they have lived?
Present continous
would I be living ?
would you be living ?
would she/he/it be living ?
would we be living ?
would you be living ?
would they be living ?
Past continous
would I have been living?
would you have been living?
would she/he/it have been living?
would we have been living?
would you have been living?
would they have been living?
Interrogative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Interrogative-Negative - INDICATIVE
Present simple
do I not live ?
do you not live ?
does she/he/it not lives ?
do we not live ?
do you not live ?
do they not live ?
Simple past
did I not live ?
did you not live ?
did she/he/it not live ?
did we not live ?
did you not live ?
did they not live ?
Simple past
did I not live ?
did you not live ?
did she/he/it not live ?
did we not live ?
did you not live ?
did they not live ?
Present perfect
have I not lived ?
have you not lived ?
has she/he/it not lived ?
have we not lived ?
have you not lived ?
have they not lived ?
Past perfect
had I not lived ?
had you not lived ?
had she/he/it not lived ?
had we not lived ?
had you not lived ?
had they not lived ?
Past perfect
had I not lived ?
had you not lived ?
had she/he/it not lived ?
had we not lived ?
had you not lived ?
had they not lived ?
Simple future
will I not live ?
will you not live ?
will she/he/it not live ?
will we not live ?
will I not live ?
will they not live ?
Future perfect
will I not have lived ?
will you not have lived ?
will she/he/it not have lived ?
will we not have lived ?
will you not have lived ?
will they not have lived ?
Present continuous
am I not living ?
are you not living ?
is she/he/it not living ?
are we not living ?
are you not living ?
are they not living ?
Past simple continuous
was I not living ?
were you not living ?
was she/he/it not living ?
were we not living ?
were you not living ?
were they not living ?
Future continuous
will I not be living ?
will you not be living ?
will she/he/it not be living ?
will we not be living ?
will you not be living ?
will they not be living ?
Future perfect continuous
will I not have been living ?
will you not have been living ?
will she/he/it not have been living ?
will we not have been living ?
will you not have been living ?
will they not have been living ?
Present perfect continuous
have I not been living ?
have you not been living ?
has she/he/it not been living ?
have we not been living ?
have you not been living ?
have they not been living ?
Past perfect continuous
had I not been living ?
had you not been living ?
had she/he/it not been living ?
had we not been living ?
had you not been living ?
had they not been living ?
Interrogative-Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I not live ?
That do you not live ?
That does she/he/it not live ?
That do we not live ?
That do you not live ?
That do they not live ?
Present perfect
That have I not lived ?
That have you not lived ?
That have she/he/it not lived ?
That have we not lived ?
That have you not lived ?
That have they not lived ?
Simple past
That did I not live ?
That did you not live ?
That did she/he/it not live ?
That did we not live ?
That did you not live ?
That did they not live ?
Past perfect
That had I not lived ?
That had you not lived ?
That had she/he/it not lived ?
That had we not lived ?
That had you not lived ?
That had they not lived ?
Interrogative-Negative - CONDITIONAL
Present
would I not live ?
would you not live ?
would she/he/it not live ?
would we not live ?
would you not live ?
would they not live ?
Past
would I not have lived?
would you not have lived?
would she/he/it not have lived?
would we not have lived?
would you not have lived?
would they not have lived?
Present continous
would I not be living ?
would you not be living ?
would she/he/it not be living ?
would we not be living ?
would you not be living ?
would they not be living ?
Past continous
would I not have been living?
would you not have been living?
would she/he/it not have been living?
would we not have been living?
would you not have been living?
would they not have been living?
Interrogative-Negative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Coniugazione:2 - vivere
Ausiliare:essere/avere intransitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io vivo
tu vivi
egli vive
noi viviamo
voi vivete
essi vivono
Imperfetto
io vivevo
tu vivevi
egli viveva
noi vivevamo
voi vivevate
essi vivevano
Passato remoto
io vissi
tu vivésti
egli visse
noi vivémmo
voi vivéste
essi vissero
Passato prossimo
io sono vissuto
tu sei vissuto
egli é vissuto
noi siamo vissuti
voi siete vissuti
essi sono vissuti
Trapassato prossimo
io ero vissuto
tu eri vissuto
egli era vissuto
noi eravamo vissuti
voi eravate vissuti
essi erano vissuti
Trapassato remoto
io fui vissuto
tu fosti vissuto
egli fu vissuto
noi fummo vissuti
voi foste vissuti
essi furono vissuti
Futuro semplice
io viverò
tu viverai
egli viverà
noi viveremo
voi viverete
essi viveranno
Futuro anteriore
io sarò vissuto
tu sarai vissuto
egli sarà vissuto
noi saremo vissuti
voi sarete vissuti
essi saranno vissuti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io viva
che tu viva
che egli viva
che noi viviamo
che voi viviate
che essi vivano
Passato
che io sia vissuto
che tu sia vissuto
che egli sia vissuto
che noi siamo vissuti
che voi siate vissuti
che essi siano vissuti
Imperfetto
che io vivéssi
che tu vivéssi
che egli vivésse
che noi vivéssimo
che voi vivéste
che essi vivéssero
Trapassato
che io fossi vissuto
che tu fossi vissuto
che egli fosse vissuto
che noi fossimo vissuti
che voi foste vissuti
che essi fossero vissuti
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io viverei
tu viveresti
egli viverebbe
noi viveremmo
voi vivereste
essi viverebbero
Passato
io sarei vissuto
tu saresti vissuto
egli sarebbe vissuto
noi saremmo vissuti
voi sareste vissuti
essi sarebbero vissuti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
vivi
viva
viviamo
vivete
vivano
Futuro
-
viverai
viverà
viveremo
viverete
viveranno
INFINITO - attivo
Presente
vivere
Passato
essere vissuto
 
 
PARTICIPIO - attivo
Presente
vivente
Passato
vissuto
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
vivendo
Passato
essendo vissuto