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sinonimi di
hark
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Vocabulary and phrases
hark
= ascoltare, dar ascolto a, richiamare,
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Vocabulary and phrases
ascoltare
= verbo trans. udire con attenzione
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* Renzo le raccontò brevemente la storia di quella mattina: ella ascoltava con angoscia: e quando udì il nome di don Rodrigo , - ah ! - esclamò , arrossendo e tremando , - fino a questo segno !
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Lucia entrò nella stanza terrena , mentre Renzo stava angosciosamente informando Agnese , la quale angosciosamente lo ascoltava .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma ascolti , ma ascolti , ma ascolti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Don Rodrigo intanto dava dell'occhiate al solo che stava zitto ; e lo vedeva sempre lì fermo , senza dar segno d'impazienza né di fretta , senza far atto che tendesse a ricordare che stava aspettando ; ma in aria di non voler andarsene , prima d'essere stato ascoltato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mi corregga pure , mi riprenda , se non so parlare come si conviene ; ma si degni ascoltarmi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per amor del cielo , per quel Dio , al cui cospetto dobbiam tutti comparire . . .- e , così dicendo , aveva preso tra le dita , e metteva davanti agli occhi del suo accigliato ascoltatore il teschietto di legno attaccato alla sua corona , - non s'ostini a negare una giustizia così facile , e così dovuta a de' poverelli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Pensi che Dio ha sempre gli occhi sopra di loro , e che le loro grida , i loro gemiti sono ascoltati lassù .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* M'ascolti , signor don Rodrigo ; e voglia il cielo che non venga un giorno in cui si penta di non avermi ascoltato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ascoltatemi bene , che vedrò di farvela intendere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ascoltate e sentirete .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia ascoltava ; e , senza approvar con parole ciò che non poteva approvare in cuor suo , prometteva di far meglio che saprebbe .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Gli ascoltatori compresero più di quel che Menico avesse saputo dire: a quella scoperta , si sentiron rabbrividire ; si fermaron tutt'e tre a un tratto , si guardarono in viso l'un con l'altro , spaventati ; e subito , con un movimento unanime , tutt'e tre posero una mano , chi sul capo , chi sulle spalle del ragazzo , come per accarezzarlo , per ringraziarlo tacitamente che fosse stato per loro un angelo tutelare , per dimostrargli la compassione che sentivano dell'angoscia da lui sofferta , e del pericolo corso per la loro salvezza ; e quasi per chiedergliene scusa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La misera ascoltatrice era annichilata: allora il principe , raddolcendo a grado a grado la voce e le parole , proseguì dicendo che però a ogni fallo c'era rimedio e misericordia ; che il suo era di quelli per i quali il rimedio è più chiaramente indicato: ch'essa doveva vedere , in questo tristo accidente , come un avviso che la vita del secolo era troppo piena di pericoli per lei . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* È vero che il buon prete , il quale sapeva che la diffidenza era una delle virtù più necessarie nel suo ufizio , aveva per massima d'andar adagio nel credere a simili proteste , e di stare in guardia contro le preoccupazioni ; ma ben di rado avviene che le parole affermative e sicure d'una persona autorevole , in qualsivoglia genere , non tingano del loro colore la mente di chi le ascolta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Mentre ascoltan l'avviso , vedon comparire la vanguardia: in fretta e in furia , si porta l'avviso al padrone: mentre questo pensa a fuggire , e come fuggire , un altro viene a dirgli che non è più a tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Son qui io a servirvi , quel bravo giovine , - disse uno , che aveva ascoltata attentamente la predica , e non aveva detto ancor nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si sentiva una gran voglia di parlare: ascoltatori , o almeno uomini presenti che potesse prender per tali , non ne mancava ; e , per qualche tempo , anche le parole eran venute via senza farsi pregare , e s'eran lasciate collocare in un certo qual ordine .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Che diavolo c'era ? - disse uno degli ascoltanti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma ? - dissero forse tutti gli ascoltatori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Davvero , - disse uno degli ascoltatori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fatti pochi passi , si fermò ad ascoltare ; ma ancora invano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Scese un po' sul pendìo , e , separando e diramando , con le mani e con le braccia , il prunaio , guardò giù , se qualche barchetta si movesse nel fiume , ascoltò se sentisse batter de' remi ; ma non vide né sentì nulla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La faccia del suo ascoltatore , di stravolta e convulsa , si fece da principio attonita e intenta ; poi si compose a una commozione più profonda e meno angosciosa ; i suoi occhi , che dall'infanzia più non conoscevan le lacrime , si gonfiarono ; quando le parole furon cessate , si coprì il viso con le mani , e diede in un dirotto pianto , che fu come l'ultima e più chiara risposta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'innominato alzò la mano , come per mantener quel silenzio improvviso ; alzò la testa , che passava tutte quelle della brigata , e disse: - ascoltate tutti , e nessuno parli , se non è interrogato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vi sarete umiliato di quel primo timore , perché era un effetto della vostra miseria ; avrete implorato la forza per vincerlo , per discacciarlo , perché era una tentazione: ma il timor santo e nobile per gli altri , per i vostri figliuoli , quello l'avrete ascoltato , quello non v'avrà dato pace , quello v'avrà eccitato , costretto , a pensare , a fare ciò che si potesse , per riparare al pericolo che lor sovrastava . . .Cosa v'ha ispirato il timore , l'amore ? Cosa avete fatto per loro ? Cosa avete pensato ?
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* Per eccezione però , dava luogo nella sua libreria a que' celebri ventidue libri De subtilitate , e a qualche altr'opera antiperipatetica del Cardano , in grazia del suo valore in astrologia ; dicendo che chi aveva potuto scrivere il trattato De restitutione temporum et motuum coelestium , e il libro Duodecim geniturarum , meritava d'essere ascoltato , anche quando spropositava ; e che il gran difetto di quell'uomo era stato d'aver troppo ingegno ; e che nessuno si può immaginare dove sarebbe arrivato , anche in filosofia , se fosse stato sempre nella strada retta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma è un destino che i pareri de' poeti non siano ascoltati: e se nella storia trovate de' fatti conformi a qualche loro suggerimento , dite pur francamente ch'eran cose risolute prima .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si potrebbe però , tanto nelle cose piccole , come nelle grandi , evitare , in gran parte , quel corso così lungo e così storto , prendendo il metodo proposto da tanto tempo , d'osservare , ascoltare , paragonare , pensare , prima di parlare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Visitava i lazzeretti , per dar consolazione agl'infermi , e per animare i serventi ; scorreva la città , portando soccorsi ai poveri sequestrati nelle case , fermandosi agli usci , sotto le finestre , ad ascoltare i loro lamenti , a dare in cambio parole di consolazione e di coraggio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ardiresti tu di pretendere ch'io rubassi il tempo a questi afflitti , i quali aspettano ch'io parli loro del perdono di Dio , per ascoltar le tue voci di rabbia , i tuoi proponimenti di vendetta ? T'ho ascoltato quando chiedevi consolazione e aiuto ; ho lasciata la carità per la carità ; ma ora tu hai la tua vendetta in cuore: che vuoi da me ? vattene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quando fu appiè della cappella , andò a inginocchiarsi sull'ultimo scalino ; e lì fece a Dio una preghiera , o , per dir meglio , una confusione di parole arruffate , di frasi interrotte , d'esclamazioni , d'istanze , di lamenti , di promesse: uno di que' discorsi che non si fanno agli uomini , perche non hanno abbastanza penetrazione per intenderli , né pazienza per ascoltarli ; non son grandi abbastanza per sentirne compassione senza disprezzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Aveva già preso l'abitudine di levarsi ogni giorno all'alba e di fare una lunga passeggiata per i campi, fermandosi di tratto in tratto, incantata, ora per ascoltare nell'attonito silenzio dei piani, ove qualche filo d'erba vicino abbrividiva alla frescura dell'aria, il canto dei galli, che si chiamavano da un'aja all'altra; ora per ammirare qualche masso tigrato di gromme verdi, o il velluto del lichene sul vecchio tronco stravolto di qualche olivo saraceno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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là! Non ti lasciare infinocchiare: da' ascolto a noi! Carne! carne! che carta! Cosí un giorno Eleonora, mentre se ne stava sotto a quell'olivo sul ciglione, si vide all'improvviso accanto Gerlando, venuto furtivamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli ascoltava, poi scrollava le spalle: - E che me n'importa? Da' qua, da' qua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Date ascolto a me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Vossignoria dia ascolto a me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Saro Trigona, finché il cugino non fu sotterrato, dopo gli accertamenti del medico e del pretore, non gli volle dare ascolto, protestando che la disgrazia non gli consentiva di parlar d'affari.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chiaro, eh? - Chiarissimo! - rispose il Trigona, che aveva ascoltato con molta attenzione il racconto dello Scala, approvando col capo, serio serio, come il pretore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che posso dirti di piú? Dima Chiarenza ascoltò, con gli occhi chiusi, impassibile, il discorso appassionato dello Scala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ascolta, - soggiunse piano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prima d'uscire, il Bertone propose al principale di dare ascolto a un signore "curioso" che aspettava di là: nel frattempo lui avrebbe atteso in pace a quel conto molto complicato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se m'avesse dato ascolto!...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lasciatemi ascoltare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poggiò lo stetoscopio sul petto del giacente e vi piegò l'orecchio per ascoltare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gabriele rimase un pezzo assorto, guardando la bussola per cui ella era uscita; poi si recò una mano al petto, sul cuore, e seguitando a tener fissi gli occhi, mormorò: - Qua, è vero? Tu mi hai ascoltato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli aveva posato un po' a sghembo sul teschio il suo berretto di carta; e lo scheletro pareva un fantaccino su l'attenti, ad ascoltar la lezione che Ciro Colli, scultore-caporale, tra uno sbuffo e l'altro di fumo gl'impartiva: - E tu perché te ne sei andato a caccia? Vedi come ti sei conciato, caro mio? Brutto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fanfulla ne fu molto contento, e seguitò a conversare a lungo con lui, ogni giorno; e quello ad ascoltare serio serio, finché, prima una zampa ad annaspare, poi levava la testa e spalancava la bocca a uno sbadiglio seguíto da un variato mugolío, per far intendere al padrone che bastava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Invano, allora, le buone suore assistenti s'eran provate a confortarla con la fede; ella aveva fatto, come faceva anche adesso; ascoltava attenta, sorrideva, diceva di sí; ma si capiva che il groppo che le stringeva il cuore non si scioglieva né s'allentava per quelle esortazioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Zummo scattò in piedi, su le furie: - Ma andate là! Non mi fate ridere! Perseguitati dagli spiriti? Io devo andare a mangiare, signori miei! Quelli, allora, alzandosi anche loro, lo circondarono per trattenerlo, e presero a parlare tutti e tre insieme, supplici: - Sissignore, sissignore! Vossignoria non ci crede? Ma ci ascolti...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E qui l'avvocato Zummo, con drammaticissima eloquenza, entrò a parlare delle piú meravigliose manifestazioni spiritiche, attestate, controllate, accettate dai piú grandi luminari della scienza: fisici, chimici, psicologi, fisiologi, antropologi, psichiatri; soggiogando e spesso atterrendo addirittura il pubblico che ascoltava a bocca aperta e con gli occhi spalancati.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'asinella, drizzando ora questa ora quella orecchia spelata, pareva gli prestasse ascolto, paziente, non ostante un certo fastidio, che da qualche tempo il padrone le infliggeva e ch'essa non avrebbe saputo precisare: qualcosa che, nell'andare, le sbatteva dietro, sotto la coda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ella notava con dispetto che, a poco a poco, le sue parole, il suo ragionamento, non avevano piú efficacia, poiché chi stava ad ascoltarla era tratto piuttosto ad ammirare quella grazia e a bearsene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sí! vorrà dare ascolto a me! - gli rispondeva Silvia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh, allegre veramente, quelle serate! Bartolino, tappato ermeticamente nel suo gabinetto di chimica; la vecchia zia, che fingeva di prestare ascolto alla lettura e non capiva piú una saetta; quegli altri due vecchi intenti alla loro partita...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un po' di calma, e ordine: dia ascolto a me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non terminò il discorso, notando che ella non gli dava ascolto né gli domandava notizie intorno alla gravità della ferita, e che aveva in capo il cappellino, come se stesse per abbandonare la casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Osservò quindi di nuovo, a lungo, il volto del giacente, ne ascoltò la respirazione affannosa; poi, non avendo altro da fare, e come se per lui bastasse l'aver provveduto al ghiaccio e l'aver fatto quelle osservazioni, ritornò al proprio posto, alla poltrona, dall'altra parte del letto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E ascoltò dentro di sé la voce lontana lontana di lui stesso, qual era in gioventú; la voce delle memorie sepolte, che risorgevano al respiro di quell'aria notturna, al suono de' suoi passi nel silenzio della via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Invano Nero dimostrava in tutti i modi a quel Fofo di non volergli dare ascolto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Tu, ascolta bene, tu hai il vizio di sbruffare e di muover troppo la testa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se sbruffi per nulla, figuriamoci che sarà quando ascolterai quella musica! "Il nostro è un servizio piano, non si nega; ma vuole compostezza e solennità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si era tolta la mano dalla guancia, ed era rimasto attonito, sbalordito, ad ascoltare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma si rivolgeva ora di preferenza ai manifesti illustrati, appesi alle pareti della sala d'aspetto, visto che nessuno dei colleghi gli dava piú ascolto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Spesso Clementina sta ad ascoltarla a bocca aperta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, ecco perché! Clementina, ascoltando questo racconto della sorella, sente riempirsi gli occhi di lagrime.(Pirandello - Novelle per un anno)
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In quella positura, piú volte, il professore Carmelo Sabato, ascoltando le parole del Lamella, aveva gemuto: - Tu mi rovini...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poveri cari santi occhi belli! Guardando la madre, guardando il padre, ascoltando i loro discorsi, aggirandosi per le stanze e cercando attorno, aveva sentito bene, che non per lui soltanto aveva avuto fine la vita della casa paterna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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ma ascolta...(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'avvocato ascoltò prima l'uno e poi l'altro, senza dire all'uno che l'altro era venuto poc'anzi a dirgli le stessissime cose e a fargli la stessissima proposta, che cioè il ragazzo, suo o non suo, fosse lasciato interamente a suo carico (nessuno dei due diceva al suo affetto), pur d'uscire da quella insopportabile situazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non ne sei ben persuaso, da' ascolto a me, caro: va' da un altro avvocato a domandare se mi spetti o no questo compenso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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C'era, in quello scompartimento di prima classe, un signore barbuto, il quale in particolar modo al racconto degli atti eroici mostrava di prestare ascolto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io stavo ad ascoltarlo, sbalordito; no, che dico sbalordito? quasi atterrito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sentí finirsi lo stomaco San Romé ascoltando gli amorevoli consigli di tutte quelle ipocrite, nelle quali aveva sperato ajuto e che invece: - Ma sí, pallidina! - Ma sí, le si vede dagli occhi! - Ma certo, un po' di riposo le farà bene! - Quanto ci duole! - Quanto ci dispiace! - Roccia Balda è lontana: non potrebbe far tanto cammino...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ed ecco, lo ascolto con piacere; mi ci metto dietro col pensiero, e vado e vado, finché - guarda, guarda, Momino, è venuta! - una terza lagrimuccia, di sperduta malinconia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io ascolto tutti con sopportazione; li interrogo con buona grazia; prendo nota de' nomi e delle condizioni di ciascuno; tengo conto de' loro sentimenti e delle loro aspirazioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non che, mi ascolti un po', caro dottor Fileno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il professor Bernardino Lamis, cosí rigido sempre, cosí contegnoso, quel giorno, gestiva! Troppa bile aveva accumulato in sei mesi, troppa indignazione gli avevano cagionato la servilità, il silenzio della critica italiana; e questo ora, ecco, era per lui il momento della rivincita! Tutti quei bravi giovani, che stavano ad ascoltarlo religiosamente, avrebbero parlato di questa sua lezione, avrebbero detto che egli era salito in cattedra quel giorno perché con maggior solennità partisse dall'Ateneo di Roma la sua sdegnosa risposta non al von Grobler soltanto, ma a tutta quanta la Germania.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Ciotta chiuse lesto lesto l'uscio dell'aula, scongiurando di nuovo: - Zitti, per carità, zitti! Non gli date questa mortificazione, povero vecchio! Sta parlando dell'eresia catara! Ma gli studenti, promettendo di far silenzio, vollero che l'uscio fosse riaperto, pian piano, per godersi dalla soglia lo spettacolo di quei loro poveri soprabiti che ascoltavano immobili, sgocciolanti neri nell'ombra, la formidabile lezione del professor Bernardino Lamis.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il segretario, senza aspettar l'ordine, aveva preso a leggere il verbale della seduta precedente, che doveva essere redatto con la piú scrupolosa diligenza, perché i consiglieri che lo ascoltavano accigliati approvavano di tratto in tratto col capo, e infine non trovarono nulla da ridire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prestai ascolto anch'io a quel verbale, volgendomi ogni tanto, smarrito e sgomento, a guardare l'amico Tucci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Bellone si liberò della ressa con una bracciata, andò a prender posto al tavolino della presidenza, sonò il campanello e si mise a leggere la domanda dei giovani con mille smorfie e giocolamenti degli occhi, del naso e delle labbra, che suscitavano a mano a mano piú sguajate le risa degli ascoltatori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il solo Sciaramè se ne stava serio serio ad ascoltare, col mento appoggiato al pomo del bastoncino e gli occhi fissi al lume a petrolio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io le sentirò voltare le pagine, ascolterò il suo silenzio intento, le domanderò di tanto in tanto che cosa legge, e lei mi dirà...(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un tratto però, dagli occhi degli ascoltatori comprese che il vecchio s'era rimesso a dormire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Direttore che, ascoltandolo, stava a mirarlo a bocca aperta e con gli occhi pieni di lagrime, subito lo assicurò che avrebbe fatto di tutto per ottenergli al piú presto un soccorso, e che non lo avrebbe mai, mai abbandonato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A un tratto un vecchio dalla barba e dai capelli lanosi, che se n'era stato finora zitto ad ascoltare, steso a pancia all'aria e fumando la pipa in fondo alla straducola, rizzò il capo che teneva appoggiato a una bardella d'asino, e, posandosi le grosse mani rocciose sul petto: - S'io fossi re, - disse, e sputò, - s'io fossi re, nemmeno una lettera farei piú arrivare a Fàrnia da laggiú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli parve, ascoltando, di sentirne cantare uno, in fondo, e s'internò da quella parte Si trovò, dopo un lungo tratto, in una meravigliosa pineta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si toglie le mani dal volto e resta attonito ad ascoltare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli prestò ascolto alla triste notizia recata da me per scusare il ritardo: volle anzi sapere quanti anni avesse il bambino e se i medici avessero dichiarata la malattia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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poi, non so! Senta: mi vuol dare ascolto? Si levi la maschera, lei che è venuto a perdonare, e vada a buttarsi in ginocchio davanti a quel letto, a farsi piuttosto perdonare lei, e dica a quella povera donna che è una santa, le dica che è la vittima di tutti noi, le dica che gli uomini sono vigliacchi: non si disonorano mai, gli uomini! Solo se rubano un po' di danaro, perché, se poi rubano l'onore a una donna, è niente! se ne vantano! Guardi, guardi come dovremmo fare, noi uomini...(Pirandello - Novelle per un anno)
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D'allora in poi, egli, di tanto piú vecchio, e provato e sperimentato nel mondo, s'era sentito quasi bambino di fronte al figlio sacerdote Tutta la sua vita, trascorsa tra tante miserie e tante fatiche senza una macchia, che valore poteva avere davanti al candore di quel figlio cosí vicino a Dio? E s'era messo a parlare di lui come d'un santo, ad ascoltarlo a bocca aperta, beato, quand'egli veniva a trovarlo in campagna dal Collegio degli Oblati, dove per l'ingegno e per lo zelo era stato nominato precettore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il vecchio Siròli, che aveva ascoltato fin qui guardando in terra, levò il capo: - Per Acireale? - Gnorsí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Invitato dalla marchesa Borghi, aveva esaminato a lungo, attentamente, gli occhi del giovine senza prestare ascolto, almeno in apparenza, a tutto ciò che la marchesa intanto gli diceva intorno alla malattia, ai giudizi degli altri medici, alle varie cure tentate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E dunque il Marchese, tenendo coperto quello vero, non solo non lo aveva finora cosí terribilmente fissato e scrutato e minacciato, ma neppure s'era curato di veder chi fosse entrato a parlargli; e forse non aveva neanche ascoltato nulla di quanto egli con tanta trepidazione gli aveva detto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non s'aspettava di sentirsi afferrare per le braccia e scrollare e gridare dal professore, piú che mai concitato: - No! no! no! Non piangere, ora! Abbi pazienza, figliuola! Da' ascolto a me! Tornò a guardarlo, quasi atterrita questa volta, col pianto arrestato negli occhi, e disse: - Ma come vuole che non pianga? - Non devi piangere, perché non è ora di piangere, questa, per te! - tagliò corto il professore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Poi andar di là a indossare il tuo abitino di scuola; metterti il cappellino, e venire con me! - Dove? che dice? - Al Municipio, figliuola mia! - Professore, che dice? - Dico al Municipio, allo stato civile, e poi in chiesa! Perché codesto matrimonio s'ha da fare, s'ha da fare ora stesso; o tu sei rovinata! Vedi come mi sono conciato per te? In marsina! E uno dei testimoni sarò io, come volevi tu! Lascia di qua la tua povera mamma; non pensare piú a lei per un momento, non ti paja un sacrilegio! Lei stessa, la tua mamma, lo vuole! Da' ascolto a me: va' a vestirti! Io dispongo tutto di là per la cerimonia: ora stesso! - No...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fortuna, che la povera vecchia mamma, di là, in mezzo ai fiori, non poteva piú ascoltare questa brava gente che si diceva proprio indignata per tanta irriverenza verso la morte di lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era andata; e quella zia, squadrandola da capo a piedi, s'era mostrata dolente di non poterla accogliere in casa perché c'era Giorgio - e qui consigli di prudenza - una lunga predica, che ella, interpretando (com'era facile) il sospetto che moveva la zia a parlare, aveva ascoltato col volto avvampato dalla vergogna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Fissò gli occhi, improvvisamente accesi, e stette un po' come in ascolto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non posso dare ascolto a nessuno, - rispose il Marchese, seccato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Andai a trovarlo, pochi giorni dopo, per parlargli d'affari; non volle neanche darmi ascolto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il signor Anselmo, beato, la ascoltava, la assaporava, pur con le lacrime in pelle per la vista di quel colluccio della bimba; e, tentennando il capo e guardando fuori della finestra, sospirava: - Chi sa come sono felice, Susí! Chi sa come sono felice, in sogno, quando rido cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E lo gridava, all'alba; lo gridava a tutte le altre ore designate; e, dopo aver gridato, piú che in ascolto, pareva stesse all'aspetto, che all'alba il sole e nelle altre ore tutti i galli, che da lontano gli rispondevano, dovessero venire in suo ajuto, a liberarlo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'accostò incerto, guardingo; allungò il collo; spiò attorno; stette in ascolto; riudí piú distinti i rumori e quel verso, che da tanti giorni piú non udiva e già gli aveva messo in subbuglio il cuore; e alla fine alzò una zampa e rimosse un po' il mattone, che faceva da turo lí a una buca per lo scarico delle acque piovane.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il professor Dionisio Vernoni attaccò subito col suo solito fervore; e cominciò a parlare di occultismo e di medianismo, di telepatia e di premonizioni, di apporti e di materializzazioni: e agli occhi de' suoi ascoltatori sbalorditi popolò di meraviglie e di fantasime la terra che l'orgoglio umano imbecille ritiene abitata soltanto dagli uomini e da quelle poche bestie che l'uomo conosce e di cui si serve.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Saru ascoltò, con gli occhi bassi anche lui, e la mano sul mento, il discorso del padre, evidentemente studiato; alla fine disse: - Pa', badiamo bene.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Stette a lungo in ascolto, oppressa ora di sgomento per quell'enorme silenzio misterioso, di tutto il mondo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Batà ascoltò a capo chino minacce e vituperii.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lo spogliò; prese a esaminarlo; gli ascoltò il cuore, a lungo, poi i polmoni, picchiando sul petto, su le terga.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Donna Noemi la leggeva e donna Ruth col fazzoletto bianco in testa come una monaca spazzava il cortile , ma stava ferma appoggiata alla scopa e ascoltava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ritorna ? — Lasciate queste storie ! — disse Efix deponendo il cestino ai piedi della fanciulla , ma ella ascoltava come incantata le parole della nonna , e anche lui discendendo la strada credeva di rivedere il passato in ogni angolo di muro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Abbandonò la lettera e corse giú , ma arrivata al portone si fermò ad ascoltare: il cuore le batteva come se i colpi arrivassero al petto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ascoltava la voce del giovane come aveva poco prima ascoltato il suono della fisarmonica e rideva per il piacere , eppure in fondo sentiva voglia di piangere .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma Giacinto ascoltava desolato a testa bassa , torcendo un poco la bocca con disgusto , e d'improvviso si buttò col gomito appoggiato sull'erba e il viso alla mano , masticando con rabbia l'avena .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Fuori Giacinto s'era messo a sedere a gambe aperte , e vi dondolava in mezzo le mani , ascoltando Kallina che lo invitava a mangiare con lei le fave cotte col latte: parlavano piano , come di cosa grave , ma donna Ruth si affacciò alla porticina con in mano una coscia d'agnello bianca di grasso col rognone violetto coperto dal velo , e interruppe il colloquio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il capitano mi disse: bravo , Conzinu ! Efix ascoltava , con in mano una rosellina di macchia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix ascoltava , col gomito sul ginocchio e il viso sulla mano , come i bambini intenti alle fiabe .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Stavo lí , istupidito , seduto immobile ad ascoltare la signora che parlava parlava parlava , o in compagnia della serva che taceva: sedevo a tavola con loro , li sentivo scherzare , far progetti per me , come fossi un loro figliuolo , e tutto mi dava pena , mi umiliava , eppure non potevo andarmene .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Un grido che aveva qualche cosa di beffardo attraversò il silenzio del ciglione , sopra i due uomini , e Giacinto balzò sorpreso credendo che qualcuno avesse ascoltato il suo racconto e lo irridesse: ma vide una piccola forma grigia lunga , seguita da un'altra piú scura e piú corta , balzare come volando da una macchia all'altra intorno alla capanna e sparire senza neppur lasciargli tempo di raccattare un sasso per colpirla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dio mi aiuti , Efix ! Efix ascoltava con terrore: sentiva d'essere di nuovo davanti al destino tragico della famiglia alla quale era attaccato come il musco alla pietra , e non sapeva che dire , non sapeva che fare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix cercò di passare oltre , ma la vecchia cominciò a parlar alto ed egli dovette fermarsi per ascoltarla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E il ragazzo le darà ascolto , perché è buono e dice: non mi dispiace altro , solo che zia Noemi soffra per me . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Le parve che i vicini si affacciassero ad ascoltare la sua miseria .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La testa di donna Ruth si reclinò prima di qua , poi di là , poi tutto il suo corpo parve protendersi in avanti e curvarsi ad ascoltar la voce della terra che la richiamava a sé .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ecco , gli sembrava d'essere ancora seduto davanti alla sua capanna ad ascoltare l'usignolo che cantava laggiú tra gli ontani: sembrava la voce del fiume , quell'onda d'armonia che si spandeva a rinfrescare la notte , ed era cosí canora e straziante che gli stessi spiriti notturni si rifugiavano sull'orlo della collina protesi immobili ad ascoltarlo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Aspetta ! Stettero un momento in silenzio , come ascoltando una voce lontana .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Avevo paura . . . Giacinto ascoltava alto , nero sul cielo rosso: la sua spalla tremava ed Efix , dal basso , credeva di veder tremolare tutto l'orizzonte .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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«È Giacinto» pensò Efix , «ha preso un cavallo e torna laggiú e rivela tutto alle zie e le maltratta .» Ascoltò .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Adesso , ascoltami .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Perché non parla vossignoria con loro ? A me non danno ascolto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix ascolta: non averti a male di quanto t'ho detto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ascoltami , Efix , siamo davanti a Dio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Essa verrà qui , a giorni ; non mandarla via , non perderla ! — Ma , sant'uomo ! Non hai orecchie per ascoltare ? Io ti dico che non posso tenerla , che non posso sposarla: devo pagare il debito delle zie ! — Tu lo pagherai sposandola .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Uscirono nel cortiletto , sedettero sullo scalino , e Giacinto tirò la porticina dietro di sé , come per impedire al lume e al fuoco di ascoltare ; ed Efix cercava le parole per trar fuori dal suo cuore il penoso segreto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che posso fare , che posso io ? Tu credi che siamo noi a fare la sorte ? Ricordati quello che dicevamo laggiú al poderetto: te lo ricordi ? E tu , sei stato tu , a fare la sorte ? Ed anche Efix si curvò ; e stettero cosí , vicini , tanto che l'uno sentiva il caldo del fianco dell'altro ; stettero quasi tempia contro tempia , come ascoltando una voce di sotterra .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Al suo fianco il compagno continuava a chiedere l'elemosina declamando , o si rivolgeva a lui perché i passanti ascoltassero: — Che facciamo noi in questa vita , di peso ai pietosi che ci danno l'elemosina ? — Che facciamo , fratello caro ? — Ebbene , compagno mio , tutto succede per ordine del Signore: noi siamo strumenti ed Egli si serve di noi per provare il cuore degli uomini , come il contadino si serve della zappa per smuovere la terra e vedere se èfeconda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non c'erano né canti , né suoni in questa piccola festa che ad Efix pareva riunione di banditi e di pastori radunatisi là per il desiderio di rivedere le loro donne e di ascoltare la santa messa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Camminavano sempre a piccole tappe , fermandosi negli ovili dove il cieco riusciva a farsi ascoltare dai pastori: e pareva riconoscerli «all'odore» diceva lui , raccontando gli episodi piú commoventi del Vecchio Testamento ai piú semplici , ai timorati di Dio , e quelli che male interpretati avevano un sapore di scandalo , ai giovani ed ai libertini .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I mendicanti si scaldavano al sole ed Efix raccoglieva le elemosine tremando a ogni rumore di passo per paura di rivedere don Predu ; eppure di tanto in tanto sollevava la testa come ascoltando una voce lontana .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Veniva giú , dopo aver ascoltata la messa , una catena di fanciulle paesane belle come rose , l'una appresso l'altra strette ridenti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed ecco Efix , vinto dal sonno , crede di non poter piú sollevare le palpebre e di sognare: vede il vecchio cieco mettersi a sedere , protendersi in ascolto ,appoggiare la mano al tronco della quercia , alzarsi e dopo un momento di esitazione accostarsi a lui e con la mano adunca tirar su la bisaccia come pescandola nell'ombra .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Il cieco finto ascoltava , con la bisaccia rubata stretta a sé .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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io non le so descrivere , insomma ! Noemi ascoltava , zitta , lisciando la schiena al gatto che le ronfava in grembo con voluttà .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli ascoltava , aggrappato bocconi al muricciuolo e da una parte vedeva la cucina delle sue padrone , dall'altra una distesa nebbiosa come lassú dal Monte Gonare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora Efix , senti – parliamo piano , non stia ad ascoltare – ebbene , ricordai il tuo consiglio .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Piangevo ; te lo disse ? Su , Efix , tu non mi ascolti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Egli pareva ascoltasse , con gli occhi vitrei socchiusi , tranquillo ma deciso a non rispondere da buon servo rispettoso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Un prete m’assisté con sollecitudine rispettosa: ascoltò con pietà la mia confession generale; soggiunse parole affettuose e semplici. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni a cui la sicurezza dell’essere ascoltato con affetto concitava la parola restìa, prese a dire: "sul termine del secolo andato, uomini ardenti gridarono, la vittoria de’ pregiudizi certa, e quella ch’eglin chiamavano filosofia, trionfare. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Stavolta Franco non si sdegnò, ascoltò distratto e disse che ci avrebbe pensato. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No, ascoltami, vi è qualche cosa che non sai e che devi sapere. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Rimasta sola, la signora Rigey stette ascoltando il rumor dei passi che si allontanavano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Chi sa cosa avranno passato fra cinque anni, fra dieci anni!» Stette ancora in ascolto, ma il silenzio era profondo; non entrava per le finestre aperte che il fragor lontano lontano della cascata di Rescia, di là dal lago. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Bussò all'uscio e stette in ascolto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Andò ad ascoltar la sommessa richiesta della donna, le rispose qualche cosa e, ritrattasi colei, stette lì ad aspettare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo zio Piero aveva scritto, la mattina per tempo, alla marchesa, annunciandole, in termini semplici ma pieni di ossequio, la morte di sua sorella; e Franco stesso aveva aggiunto alla lettera dello zio un biglietto con queste parole: Cara nonna, mi manca il tempo di scriverti perché son qui; te lo dirò a voce domani sera e confido che tu mi ascolterai come mi avrebbero ascoltato mio padre e mia madre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Insomma finì con diventare un ammiratore di Franco e persino con dare ascolto, in via di conversazione, ad altri suoi progetti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Fino alla quarta parola la bambina lo ascoltava immobile, seria, con gli occhi fissi; ma quando veniva fuori il «Missipipì» scoppiava in un riso, sbatteva forte le gambucce e piantava le manine sulla bocca dello zio, il quale rideva anche lui di cuore e dopo un breve riposo ricominciava adagio adagio, nel tono solito: Ombretta sdegnosa… La bambina non somigliava né al padre né alla madre, aveva gli occhi, i lineamenti fini della nonna Teresa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa venne al piano in punta di piedi, stette ad ascoltar suo marito, a sentir la bellezza, la ricchezza, il fuoco di quell'anima ch'era sua e cui ell'apparteneva per sempre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi, invece di ascoltare la diabolica disputa del piano col fagotto, parlò del Commissario di Porlezza e disse ch'egli aveva l'intenzione di venir a vedere i fiori di don Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il maligno uomo si preparava un divertimento squisito; dire al signor Giacomo e a don Giuseppe che sua moglie desiderava rimediare al mal fatto e metter pace, farli trovare tutti e tre insieme a casa sua, star ad ascoltare dietro un uscio la deliziosa scena che seguirebbe fra il signor Giacomo irritato, don Giuseppe atterrito, la Barborin addolorata e sorda. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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1 Luisa lo ascoltò molto seria ma senza dar segno di timore. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi padre e madre si coricarono senza rumore, spensero il lume, stettero ad ascoltar con pena il sottile respiro breve della piccina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io dico scusa.» «Zitto! Ascolta l'organo, adesso.» Tutti i ceri erano ormai accesi e l'organista salito al suo posto andava stuzzicando, come per risvegliarlo, il suo vecchio strumento che pareva mettere grugniti di corruccio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pareva che il Gilardoni e Luisa pensassero ad altro, che ascoltassero il batter delle onde ai muri dell'orto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Passarono alcuni minuti ed egli stette in ascolto per capire se sua moglie si fosse addormentata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Andò poco e fu lei che stette in ascolto, che udì, insieme al vento, alle onde, agli scricchiolii delle imposte, il respiro uguale, regolare della piccina, il respiro uguale, regolare del marito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mi ascolti, La supplico, marchesa!» Ella si voltò. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La marchesa rimandò il domestico, stette un poco in ascolto, poi ritornò sui suoi passi, prese le carte, andò a chiudersi nella sua stanza e, inforcati gli occhiali, incominciò a leggere presso la finestra. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Trovò il professore nell'orto, col Pinella, disse a Maria di andar a correre, a giuocare insieme al Pinella, ma la bambina, sempre avida di ascoltar i discorsi delle persone grandi, non volle assolutamente saperne. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa lo ascoltò sino alla fine, poi fece «ah!» e si strinse forte forte il viso fra le mani. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E un bacio, niente? E un altro, no? Allora bisogna proprio dire: Ombretta sdegnosa Del Missipipì, Non far la ritrosa E baciami qui.» Maria lo ascoltò come se udisse i versi per la prima volta; e poi, fuori a ridere, a saltare, a battere le mani. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Il diavolo non sarà poi forse tanto brutto! Siedi, ascolta!» Franco non volle saperne di sedersi ancora. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Una parola tua e tu sei ascoltante al Tribunale.» «Io?», proruppe Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Del resto il signor Gilardoni è stato fedele alla consegna, ha detto di esser venuto di suo capo, senza farne saper niente a voi.» 1 Franco ascoltò, livido come un cadavere, sentendosi oscurar la vista e l'anima, raccogliendo tutte le sue forze per non smarrirsi, per dare una risposta degna. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Allora Luisa gli chiese di raccontarle il colloquio e stette ad ascoltarlo senza batter ciglio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ora, quando io discorro con lui, Maria vorrebbe ascoltare sempre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sappi soltanto che ascolto palpitante, che prego e spero. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E tu credi sopra tutto nella Chiesa, tu! Cerca di persuadermi dunque e io pure ti ascolterò palpitando; e se non prego, almeno spero, perché adesso più che mai desidero pienamente unirmi a te. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa ascoltò attentissimamente ogni cosa, in silenzio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'Aliprandi e il professore si fermarono sul sagrato a guardar la finestra illuminata dell'alcova, ad ascoltare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Allora si fermava e stava in ascolto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ascolta invece quello che ti dice Maria.» «Povero Franco! Poveretto, poveretto!», disse Luisa, con un'amarezza di sottintesi paurosi, da far gelare il sangue. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Signore, Signore», diss'egli verso il cielo, «Tu tacevi e mi ascoltavi, Tu mi hai esaudito secondo le tue vie misteriose, Tu hai preso il mio tesoro con Te, ella è sicura, ella gode, ella mi aspetta, Tu ne congiungerai!» Non fu amaro il dirotto pianto in cui le parole morirono. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aspettò un poco, ascoltò il respiro regolare e pesante, si alzò a guardar la faccia cupa, supina sul doppio guanciale con le sopracciglia aggrottate e la bocca semiaperta, prese il lume e si ritirò in punta di piedi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A un tratto Pedraglio si alzò dicendo: «Cosa fa questo asino?», uscì sulla terrazza, vi stette in ascolto e rientrò. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Giunti a mezza via, saltarono tutti a destra in un campo di granturco e stettero in ascolto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La nonna lo ascoltava fissandolo avidamente, cercando di leggergli negli occhi se il medico gli avesse proprio detto così. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo zio si fece un gran crocione, ascoltò l'ultimo vangelo, rinunciò a veder le pitture perché c'era poca luce e uscì di chiesa dicendo con la sua giovialità solita: «Eccomi felice e contento d'essere andato a farmi benedire». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E tanto piú si sente sanguinare il cuore, in quanto ora avverte con sordo livore, che per le sodisfazioni che gli dava quel metodo egli, sotto sotto, commetteva la vigliaccheria di non dare ascolto a una certa voce segreta della sua ragione insorgente contro alcune affermazioni tedesche, che offendevano in lui non soltanto la logica ma anche, in fondo in fondo, il suo sentimento latino: l’affermazione, per esempio, che ai Romani mancasse il dono della poesia; e, accanto a questa affermazione, la dimostrazione che poi fosse leggendaria tutta la prima storia di Roma.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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La lor felicità terribile non più si tendeva a mordere il dolore ma ad ascoltare il grido della bellezza dilaniata e derelitta. Pareti e volte decrepite; vecchie tele sfondate; tavole e seggiole sgangherate dalle gambe d'oro misere; tappezzerie lacere accanto a intonachi che si scrostavano, a mattoni che si sgretolavano; vasti letti pomposi, riflessi da specchi foschi; impalcature alzate a reggere i soffitti; e l'odore della muffa risecca e l'odore della calcina fresca; e pel vano d'una finestra due torri rosse nel cielo, un cigolio di passeri, uno schiamazzo di monelli; e pel vano d'un'altra una strada deserta, una chiesa senza preghiere, il picchierellare di due stampelle; e appeso un lampadario a gocciole di cristallo, e obliqua una striscia di sole sul pavimento; e un altro lampadario e un'altra striscia, e più triste la cosa lucida che l'estinta; e ancóra lampadarii in fila, guasti, pencolanti, simili a fragili scheletri congelati. O desolazione, desolazione senza bellezza!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ed entrambi s'affacciarono. Non disgiunsero le mani; stettero in ascolto come per cogliere vaghe onde di musica. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Tutt'e quattro, raccolti nello strombo della finestra, ascoltarono il lungo errante ronzo. Poi si guardarono tra loro fuggevolmente, e videro che tutt'e quattro avevano gli occhi chiari ma diversi, attoniti come se questa simiglianza dissimile scoprissero per la prima volta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Taci, taci — ella disse con l'indice su la bocca, avanzandosi lievemente verso l'altra soglia. — Ascolta l'ape. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ascolta, che musica!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo Tarsis taciturno ascoltava il dialogo fantastico; e l'aspetto e la voce dell'adolescente gli movevano una sorda gelosia, e l'angustia di quella stanza e l'afa del passato e quelle imaginazioni e quelle morbidezze lo soffocavano (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un Barbaro della Magna aveva osato interrogare l'ombra marina d'Icaro, aveva anch'egli dato alle vermene del vinco la curvatura della vita, aveva coperto l'armatura lieve d'un tessuto più lieve, aveva studiato il vento e ascoltato la parola del Precursore intorno al congegno: «Non gli manca se non l'anima dell'uccello, la quale anima bisogna che sia contraffatta dall'anima dell'omo».(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La folla era protesa in ascolto, con l'anima nelle pupille, trattenendo il respiro. E la diminuzione graduale del suono creava in lei un sentimento della lontananza così profondo che la sua vista n'era illusa. L'uomo sembrava già assunto in un'altezza incalcolabile, interamente disgiunto dalla sua specie, solo come nessuno mai fu solo, fragile come nessuno mai fu fragile, di là dalla vita come il trapassato. Lo spavento dell'ignoto incavò tutti i petti. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Come i rottami furono rimossi, districate le sàrtie, sollevate le tele, apparve il corpo esanime dell'eroe. L'occipite aderiva alla massa del motore per modo che i sette cilindri irti d'alette gli facevano una sorta di raggiera spaventosa, lorda di terra e d'erba sanguigne. Gli occhi leonini erano aperti e fissi; la bocca era intatta e tranquilla, senza contrattura alcuna, senza traccia d'ambascia, coi suoi puri denti di giovine veltro nel fulvo della barba fine come lanugine. L'arteria della tempia, recisa da un filo d'acciaio con la nettezza d'un colpo di rasoio, versava un rivo purpureo che riempiva l'orecchio, il collo, la clavicola, le cellette sottostanti del radiatore contorto, un pugno semichiuso. Chinandosi un medico sul petto per ascoltare il cuore che non batteva più, sentì contro la guancia prona il fresco d'una foglia di rosa. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Uno strillone brutale, sotto la sua finestra, all'alba, nel dormiveglia. Prima frantenderà il nome; poi l'anima sola, più desta della povera carne, ascolterà. Non crederà di avere inteso; ascolterà ancóra quella voce più lontana, che sarà rauca d'acquavite. Nell'intervallo udrà cantare la rondine sotto la gronda, come negli altri mattini. Senza sangue, senza respiro, vuota di tutto, nel buio della stanza, con gli occhi sbarrati, vedrà lo spavento del giorno entrare per le fessure.... (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli la lasciò, uscì fuggendo. Ella si soffermò ad ascoltare il respiro della sorella. In quel punto la strada taceva, ma s'udiva un fragore lontano di carri. Imagini incoerenti si avvicendavano nel suo spirito e l'allucinavano. Quella del suo amico le riapparve difforme come nella spera convessa del fanale, col mostruoso torace decapitato, col pugno gigantesco nel guanto rossastro. Ben era sveglia, ma l'incubo premeva la sua stanchezza come s'ella gli soggiacesse supina. Una nera paura la occupò: le forze fatali della notte si precipitavano sopra di lei come per predarla. Verso quel triste letto d'albergo, ove tanti passeggeri sconosciuti avevano lasciato il calore e l'impronta, ella portò il suo corpo carico di mille anime.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Rimasta sola, Vana aveva spalancato gli occhi. Ora ascoltava, spiava. Tutti i pensieri tutti gli affetti cedevano al risveglio dell'istinto profondo: ella più non era intesa al suo dolore ma al suo gioco scaltro, all'esito del suo accorgimento. Il fatto d'esser già riuscita a eludere l'attenzione della sorella le dava, pur nell'angoscia, una specie d'allegrezza felina. L'astuzia le era agevole come il respiro, le sviluppava in tutto l'essere una energia facile e pronta. Ella era simile a una giovine fiera che, avendo penosamente valicato un terreno aspro e ignoto, rientri nel suo dominio di caccia, nella sua giungla o nella sua pampa natale. Sottilmente, provava in sé le inflessioni ingannevoli delle parole ch'ella era per dire, le particolarità degli atti ch'ella era per compiere. Si guardava da ogni errore. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Un tremito nuovo entrava nella rigidezza del suo dolore, e ignote figure nascevano dalla sua superstizione e scomparivano pei cammini dove egli aveva camminato col suo fratello e per quelli ov'egli doveva camminar solo. E straordinarii disegni si componevano dentro di lui, senza ch'egli vi consentisse; e poi si dissolvevano. E un presentimento ondeggiava nel fondo e non prendeva forma; e pareva a lui che, se avesse potuto fermarlo e interpretarlo, avrebbe avuto la chiave della sua sorte. Qualcuno in lui ascoltava tutti i rumori e li seguiva fino all'estremo fondo della vita. Gli assioli cantavano su i pioppi. Un cane uggiolava in un casale. Cigolava un baroccio su la strada maestra. Era come una notte nota che ritornasse nel giro degli anni, di molto molto lontano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ah, no, non farete questo! Vi supplico, vi supplico, per quel capo spezzato, per quel viso senza sangue, per quelle labbra che non vi hanno detto addio! Ah, giuratemi che non lo farete! Ascoltatemi! Io non son nulla, non sono nulla per voi; ma la sorte ha voluto che io raccogliessi l'ultimo suo sorriso, l'ultima sua dolcezza. Che questo mi valga, che questo solo mi valga, non per esservi cara ma perché non vi sdegniate se oso supplicarvi. Ascoltatemi! Ho l'orrore dentro di me. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Non quando nelle sue mani intormentite dalla lunga fatica egli aveva sollevato il capo del compagno già grave di grumi, non quando aveva preso nelle sue braccia il corpo inerte sentendo le ossa cedere orribilmente, non quando lo aveva avvolto nella ruvida porpora e composto sul letto di guerra, né quando per tutta la notte aveva contemplato in lui la bellezza abbattuta della sua propria vita, né quando aveva ascoltato in sé stesso piangere il pianto della vergine oscura, non mai non mai l'Ombra gli era stata presente come in quell'ora. Egli la sentiva tra l'una e l'altra ala, simile a uno spirito del vento, simile a un pilota invisibile che gli segnasse la rotta e gli mostrasse l'altura. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ora lascia cantare il Leccione. Ascolta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Non mostrare di frantendere. Tu hai capito quel che volevo dire. Hai cantato quel tremendo _Vom Tode_ di Beethoven come se, abbandonando la carne, tu dicessi le novissime parole all'anima tua e a tutte le anime in ascolto. La tua voce era sopra un abisso. Stavo pensando a quel che potrebbe essere il _Säume nicht, denn Eins ist Noth_ se tu lo cantassi sul ciglione delle Balze in una notte stellata. Chi sa chi ti risponderebbe di giù!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Ricordi la ventesima delle variazioni beethoveniane sul tema del Diabelli dedicate ad Antonia Brentano? — diceva Aldo, svegliando nella profondità della nera cassa quegli accordi in cui per una miracolosa trasfigurazione il tema primitivo è irriconoscibile. — Non sembra armonizzata su quel fondo ove la croce le scale i corpi i singhiozzi le grida gli aneliti la luce non pènetrano? Ascolta; e guarda quell'azzurro opaco, sordo, eguale, senza raggio, senza nube, di là da cui spazia forse quella regione della vita ove «una sola cosa importa». (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Vana, credi tu che Ulisse sia legato all'albero? Ha le mani dietro il dosso, come tu suoli quando canti; ma un eroe non può essere legato come uno schiavo. Se in tutta la sua vita travagliosa egli ha inseguito quelle tentatrici per tutti i mari, come può temere di ascoltarle? Non ha vincoli: le mani incallite nelle opere e nelle lotte egli le cela per inutili, poiché vive d'una vita in cui l'azione non ha significato alcuno. Ora comprendo. Un istinto misterioso, quando tu canti, quando tu sali alla tua vita vera, ti compone nella medesima attitudine. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Gli Arabi dicono di lui: «Ha le labbra tanto dolci che saprebbe poppare le leonesse». Mentre suona, le sue braccia ondeggiano e tutto il suo corpo ondeggia come nel principio della danza. A poco a poco s'accende. Le sue palpebre dipinte si riempiono di passione e di voluttà. È l'emulo dell'usignuolo prigioniero nella gabbia d'aculei: grida e si spegne, gorgheggia e sospira, ha una gola di ruscello e un cuore di fiamma. Nessuno più fiata intorno. Le tazze restano piene e fumano. Sotto l'arco della porta le stelle sono così larghe che sembra si sieno appressate per ascoltarlo.... Ah, va, cercalo, e conducimelo, Aini! Danzerò per te. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ma qualcuno in lui, a un tempo, era in ascolto se mai udisse un passo leggero avvicinarsi; qualcuno in lui era come il fanciullo occupato da un indefinito orrore, che imagina una presenza terribile al suo fianco e la vede con la visione senza pupilla, la vede più reale delle sue proprie mani ch'egli tiene smorte su le sue ginocchia, e resta immobile, e non volge il capo, e vive nel filo di gelo che nasce dal mezzo della sua schiena curva. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ascoltò, aspettò per qualche attimo, chinò la testa. Scontenta e attonita mormorò:
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— Mi fa orrore — rispose l'adolescente. — Quando penso alle Balze, mi sembra che non vi sia in terra solitudine più sola. Quando le guardo e le ascolto, sento che qualcuno le abita, non so quale vita avviluppata e aspettante. Se io cadessi, credi tu che il mio corpo sarebbe ricevuto dalla creta e dal sabbione? Chi ha mai guardato veramente sino al fondo? La pupilla non resiste. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La larva fece un gesto vago, si scoperse il capo. S'avanzò. Non era un uomo, era un sorriso, era come un sorriso in una pietra. Da quale recesso dell'ombra veniva egli? che aveva veduto? che aveva ascoltato? quale suono era per uscire dalle sue labbra scolpite come quelle dei vecchi idoli dipinti che sorridono all'inconoscibile in eterno?
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Ella rigò d'un riso esiguo la sua malinconia; poi tacque, ascoltando la voce piccola e infinita. Era un gran silenzio, con qualche fruscìo, con qualche sciacquìo raro, con qualche pallido pianeta, con qualche pipistrello aliante. Le cose cominciavano a segnare le ombre, sotto il plenilunio, ma appena. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Egli sentiva il suo malessere incupirsi e fasciargli le tempie come una cattiva ebrezza. Guardava la mano lunga della tentatrice percuotere col garofano l'orlo della tavola, e s'attendeva che la corolla si spiccasse dallo stelo. Come se un vento interrotto gli attraversasse lo spirito, egli riudiva lembi della voce di Vana: «Ah no, non farete questo! Vi supplico, vi supplico, per quel capo spezzato, per quel viso senza sangue.... Io non son nulla, non sono nulla per voi.... Ascoltatemi! Ho l'orrore dentro di me». Rivedeva lo spavento di quella povera faccia estenuata. Rivedeva sé medesimo sotto la tettoia, laggiù, nella brughiera deserta, dinanzi al cadavere del compagno composto sul letto da campo, avvolto nella rascia rossa del guidone; e quel vegliatore, chiuso nel suo lutto come nel diamante, non gli somigliava più. Egli era separato da lui per un'infinita notte. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E imaginava con ansia la sua prima notte nella villa volterrana piena d'insonnio in ascolto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ascoltò, inclinata verso l'uscio aperto. S'udì soltanto il ferro stridere sul colmigno, e poi nulla più. Le mani silenziose la pettinarono. La sua anima inquieta entrò in uno stato d'indefinito ricordo. Le pareva che quella notte fosse incominciata chi sa quando; chi sa quando, come in una favola confusa. I suoi capelli scorrevano, scorrevano come un'acqua lenta, e con essi mille cose della sua vita informi, oscure, labili, tra oblio e ritorno. E a un tratto, sopra quel fluire, sembrava che le pareti si serrassero, massicce, minacciose, inesorabili. E la realtà era in loro come il mattone, come il cemento. Ed ella sentiva vivere nella casa le creature che soffrivano di lei, che soffrivano per lei. Sentiva su sé tutta la casa pesante come una nube d'angoscia. E si chiedeva: «Perché ho fatto questo?» E, mentre cercava dentro di sé la risposta, tutto ancóra si difformava, si dissolveva, fluiva. Il passaggio iterato del pettine nella massa dei suoi capelli era come un incantesimo che da tempo durasse, che fosse per continuare senza fine. Il suo viso in fondo allo specchio s'allontanava s'allontanava senza lineamento, poi si ravvicinava ritornando dal fondo, e non era più il suo viso. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Si riavvicinò al piccolo letto, si chinò, ascoltò. Lunella dormiva d'un sonno tanto profondo che pareva doloroso, come una pena rimasta intera ma addentrata nell'oblio. «Povera cara! Fino a domani non si sveglierà, non chiamerà. E se si svegliasse di soprassalto e mi chiamasse, e io non fossi là? Che penserebbe? Ah sorellina, sorellina ardente e amara, sdegnosa e tirannica, anche per te l'anima sarà il tuo veleno, come per Isa!» Esitò. Passò la soglia, rientrò nella sua stanza. Per la finestra aperta rivide in fondo alla notte i muti baleni, respirò il fiato dei gelsomini, riudì il ferro stridere sul colmigno. Una lacrima di fuoco bianco sgorgò, colò, si consunse. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Paolo si ritraeva nell'ombra, poggiava il capo alle due palme, per ascoltare; e in disparte beveva la sua malinconia a lunghi sorsi, come un esule inconsolato. Isabella gli rimaneva lontana ma pur l'occupava come se l'ombra di quell'angolo fosse la stessa ombra di lei, che l'avviluppasse. China, col respiro sospeso, con un ginocchio sollevato e sorretto dalle dita intessute, piena di forze funeste e senza nome, ella era intentissima a distinguere nel dialogo dei due strumenti quel ch'ella sola doveva comprendere.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Le sorelle guardavano, ciascuna dal suo davanzale; e ascoltavano a ogni istante se udissero il passo dei cavalli per gli ulivi della collina. Tuttavia le serrava l'angoscia inesplicabile e il lento tormento della sospesa tempesta affaticava sopra tutte le cose vive i loro cuori. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella aveva mantenuto il divieto fino a quel giorno, veramente «candidata in foco di dolore» come nel cantico del Pazzo di Cristo. Aveva consunto le notti nel suo letto fasciata di fiamme, simile a quella madonna senese di Taddeo di Bartolo, ch'ella teneva sul suo capezzale, cinta dalle ali degli angeli rossi come dalle lingue dell'incendio. Quante volte aveva detto al suo supplizio: «Ora mi levo, ora vado. Vado perché egli non muoia. Sento che muore d'attesa e d'aridezza». Quante volte s'era levata, era andata alla porta, era rimasta a piedi nudi su la soglia, vedendo nel corridoio buio un turbinìo di faville, cercando di ascoltare il respiro di Lunella e non potendo intendere se non il fragore del suo sangue imperversato su la sua volontà vacillante! Ma riafferrava la sua anima, la teneva ferma nelle sue mani convulse, irrigidendosi contro la tentazione, quasi impietrandosi nella sua durezza, simile alla pietra cruda del Palagio onde sporgono quelle atroci pugna di ferro per gli stendardi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella ascoltava, con gli occhi verso la terra, verso la cinerea melma solcata dai carri; e non sentiva la tenerezza di quella voce, ma soltanto sentiva com'egli la separasse da lui, com'egli ponesse irreparabilmente tra loro quel sorriso quelle rose e quell'Ombra. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ella ascoltava, con gli occhi verso le selci aguzze, verso la carreggiata tortuosa, verso i cumuli di creta ove le rosure dell'acqua si disponevano come le nervature nelle foglie macere o come le rughe e le grinze nelle zampe enormi dei pachidermi schiaccianti. In tutte le cose s'addensava una tristezza tetra, una pesantezza brutale, una inimicizia inerte. «È la prima volta che porto un fiore nel cielo. Crede che sia leggero? Forse pesa quanto un doppio destino.» Ah, certo, ella non sapeva che tanto potesse pesare una rosa! E, sapendo che la crudeltà può rendere felice, non sapeva che la dolcezza potesse di tanto accrescere un male già insostenibile. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Ascolta, ascolta. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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e ho baciato il mio amore una sola volta, ma su la mano, ma nel buio di sotterra....» Altre parole correvano nel suo canto, queste erano dentro di lei, da lei non dette né udite: queste erano il silenzio in cui risonava il suo canto, erano lo spirito delle Pause. E inconsapevolmente le ascoltatrici commosse lo respiravano. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Vana sentiva l'odore e il tepore dei capelli, il respiro quieto, tutta la gracilità sensibile delle ossa. Ascoltava il silenzio: le cose vi calavano a fondo come in un mare. «Quando le piume sienvi come piombo, — o cara madre.» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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o taci, e flagellami!» E la fronte del fratello, e l'ardua malinconia di quelle pupille così perspicaci, e quelle labbra così cupide e così scontente, e tutte quelle linee di pensiero e di divinazione, e tutte quelle vampe di precocità terribile emergevano in contrasto con la brutale oppressura che le toglieva perfino l'energia di mentire. Ella non ascoltava più, ma udiva nella voce il ruggito soffocato del desiderio. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Dopo aver parlato, s'indugiò dinanzi all'apparecchio con la gota inclinata sul nero imbuto, in ascolto. E sbarrava gli occhi fisa alla sua ansia. Disse:
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Egli rimase giù, come esanime. Ella si risollevò sul gomito, implacabile; e guardò le mura, ascoltò la notte, palpitò d'aspettazione. Tutto era silenzio. Il clamore dell'anfiteatro era cessato. L'orecchio vigile percepì il gemitìo d'una cannella nel piccolo giardino. Seguendo quel suono, il cuore si riempiva d'un'onda penosa, traboccava e poi si vuotava. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Che ascolti? — mormorò il giacente, senz'aprire gli occhi. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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Nelle pause dell'orribile rombo ascoltavo il tuo respiro. E talvolta mi pareva intendere la tua voce che indicava la rotta. Te ne ricordi? — Ponente una quarta a libeccio! — »(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Isabella, ascolta!(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Isabella, ascolta! Mi senti? Parto sùbito. Non vuoi vedermi?
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Il tempo fluiva, la luce diminuiva. Gli sforzi per sanare il congegno infermo erano vanissimi. In che modo avrebbe potuto egli giungere alla città? Omai la speranza di riaccordare il motore era perduta. Stava in ascolto per distinguere un indizio lontano, per scoprire se qualche veicolo si avvicinasse; quando in fatti udì nel valico il rombo ben noto. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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— Forse Ella può illuminarmi. L'inferma, a intervalli, crede di sentire qualcuno che cammina sotto il suo cranio, un passo concitato che suona dietro l'osso della sua fronte; e il suo terrore di quel supplizio e dell'eternità di quel supplizio è tale che non si può assistere all'accesso senza profondo strazio. Né gli intervalli le danno riposo, perché è di continuo nello sgomento e nell'attesa di riudire il passo. Se parla, si arresta per ascoltare. Quando l'ode avvicinarsi, si curva tutta sopra sé stessa, e rompe in supplicazioni confuse che non son riuscito a intendere, così forte il terrore le fa tremare le mascelle. Ma una volta ha detto, sotto voce, con un accento infantile: «Bisogna andare andare, mettersi in cammino e andare, coi nostri piedi, chi sa dove....» E mi sembra che in questo delirio entri per qualche parte la sorellina; perché a un certo punto è balzata in piedi, con una eccitazione spaventosa, gridando: «Ah no, questo no! Mi porta via Lunella, mi si prende Lunella! Ah, questo no! Non me la togliere! Dove la porti? dove la trascini? non vedi? è piccola, non può seguirti.... Lasciala! Perché mi fai questo? Non vedi come sono? Non posso farti più male. Tu mi cammini sopra, tu mi passi sopra. Sono diventata la tua via....» (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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La demente aveva chiesto a Chiaretta la vecchia scatola armonica dal pettine d'acciaio; il suo scarabillo. Ella s'insanguinava le dita contro le punte del cilindro, come a sei anni. Stava accosciata e china a ricevere l'aura della doppia aletta, ad ascoltare la voce piccola e infinita che saliva dal fondo della sua infanzia. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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E guardò il Tirreno d'Ulisse e d'Enea, ch'era chiaro e dolce come in un giorno alcionio. In breve fu pronto. Non si tradì innanzi agli uomini con nessuna parola, con nessun gesto. Egli stesso prese l'elica per le due pale e impresse il moto. Ascoltò il tono. Salì sul suo sedile; s'accomodò alla manovra, tranquillo. (D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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L'estasi letèa cessò. Le mani del timoniere si rinnervarono e riappresero l'arte. Egli scorse una nave che gli intersecava la rotta navigando a ostro levante; la raggiunse, in calata verso il clamore che saliva dai marinai e dai passeggeri assembrati in coperta; sorpassò, si risollevò. Il tono della raggiera ignita era pieno ed eguale; l'astro mordace dell'elica trivellava l'aria infaticabilmente; l'equilibrio tra ala ed ala, tra becco e coda era costante. La lieve brezza di ponente spirava senza colpi né salti ne nodi; il mare mutava colore qua e là, simile a un drappo broccato. Ma ora il silenzio era pieno del rombo, che il volatore ascoltava di continuo nell'attesa della prima pausa. La solitudine era tutta d'acqua e d'aria, senza una vela, senza un filo di fumo, senza una linea di terra. Gli parve di percepire una pausa nella raggiera, poi un'altra, poi più altre intermesse. Vigilò il suo cuore, con un sorriso nella mente: il ritmo interno s'era accelerato. «Che farci se l'Àrdea in questa bonaccia rimanesse a galla per qualche tempo? Dovrei attendere o cercare di colarla a fondo?» Il tono ridiveniva pieno. Il vento rinfrescava; il soffio intaccava l'acqua e la copriva di squame; appariva lontano una zona sempre più cupa.(D'Annunzio - Forse che sì forse che no)
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* Non potendo con gli altri e non sapendo che fare, mi mettevo a conversar con lui, col canarino: gli rifacevo il verso con le labbra, ed esso veramente credeva che qualcuno gli parlasse e ascoltava e forse coglieva in quel mio pispissìo care notizie di nidi, di foglie, di libertà... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Si agitava nella gabbia, si voltava, saltava, guardava di traverso, scotendo la testina, poi mi rispondeva, chiedeva, ascoltava ancora. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Non sapeva più parlar d’altro, questo benedett’uomo! Ne parlava però con tanto fervore e gli scappavan fuori di tratto in tratto, nella foga del discorso, certe immagini e certe espressioni così singolari, che, ascoltandolo, mi passava subito la voglia di cavarmelo d’attorno e d’andarmene ad abitare altrove. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Notavo che Adriana stessa, la quale non mi rivolgeva mai alcuna domanda men che discreta, stava pure tutta orecchi ad ascoltare ciò che rispondevo a quelle della Caporale, che, per dir la verità, andavano spesso un po’ troppo oltre i limiti della curiosità naturale e scusabile. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quest’intima meraviglia coloriva straordinariamente la mia narrazione; dal piacere poi che le due donne, ascoltando, dimostravano di provarne, mi nasceva a mano a mano il rimpianto d’un bene che non avevo allora realmente goduto; e anche di questo rimpianto s’insaporava ora la mia narrazione. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Dalla sorpresa ridicolissima che ne provai, m’accorsi intanto che io, in tutte quelle sere, non avevo parlato affatto per lei, ma per quell’altra che se n’era stata sempre taciturna ad ascoltare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La ragione, il nesso, l’opportunità di essi rimanevano lassù, tra le nuvole, dimodoché difficilmente a chi lo ascoltava riusciva di capirci qualche cosa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma come potevo ascoltarla, questa benedetta voce della ragione, se essa mi parlava appunto per la bocca di lui, di Papiano, il quale per me aveva torto, torto evidente, torto sfacciato? Non voleva egli mandarmi via, infatti, per frodare il Paleari e rovinare Adriana? Questo soltanto io potevo allora comprendere da tutti que’ suoi discorsi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E che dire? Io già parlavo da un pezzo con la mano d’Adriana, e non pensavo, ahimè, non pensavo più a nulla! Tenevo a quella manina un lungo discorso intenso, stringente, e pur carezzevole, che essa ascoltava tremante e abbandonata; già! l’avevo costretta a cedermi le dita, a intrecciarle con le mie. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E in quel silenzio ascoltai il tin–tin lento del campanello, tirato appena, pian piano. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* In quell'andito v'era una porta vetrata che dava sopra una corticina scoperta: la schiudevo appena e mi mettevo ad ascoltar l'acqua che veniva giù stanca e a malincuore , rimbalzando sui mattoni e sulle pozze ; che veniva giù senz'entusiasmo , senza furia , ma con l'ostinatezza lenta e odiosa di qualcosa che non finirà mai . (G .Papini - Un uomo finito)
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* I librai mi davan poco ascolto quando chiedevo il prezzo di un libro sapendo ormai che potevo disporre di centesimi e non di lire — i padroni dei barroccini non avevan piacere che stessi tanto a sfogliare e a leggicchiare perchè il più delle volte non compravo nulla o compravo librettucci di scarto da spender poco , o magari volumi scompleti — i giornalai mi davan guardatacele perchè mi studiavo di leggere a tradimento . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volevo sentire una mano nella mia mano , volevo essere ascoltato e ascoltare ; aver qualcuno a cui dire in segreto , nell'abbandono indimenticabile delle prime amicizie , quei sentimenti quei desideri -56 e pensieri , che non si posson dire ai babbi e alle mamme . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ascoltiamo cogli orecchi tesi il mormorio del vento e lo crediamo lo sfasciarsi del mondo ; lo scalpitio di un cavallo da nolo ci fa correre alla finestra come se fosse il bucefalo nero dell'Anticristo e gli striscioni rossi del sole che cala ci fanno quasi intravedere un emisfero di fuoco che si stende al di là degli ultimi monti , dove la vita è forse un agitarsi di giganti e il cielo invece che tinto d'azzurro cristiano è color d' incendio e d' inferno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Venivano gli studenti malandati vestiti di nero , cogli occhi cerchiati di paonazzo per la lussuria o lo studio ; gli artisti pieni di miseria e di chiasso ; i giovanetti timorosi , senza un pelo in viso , che ascoltavano attoniti e meditabondi le parole grosse e i fieri propositi dei più grandi ; e capitavano perfino giovani più maturi , colle barbe bionde e castagne , che si sentivano attirati da questa libecciata di giovinezza fiirente dopo la sterilità del troppo lungo aspettare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sentivo forse che la mia vera vita — la mia vita di apostolo e di avventuriero — stava cominciando in quella stanza silenziosa , dinanzi a quei futuri uomini , in quel momento così solenne per tutti noi ? Non so veramente quel che pensassero i miei ascoltatori di quello squillante ed agitato discorso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* In quel tempo conobbi il pallido Demonio de' nostri giorni ; e ascoltai le confessioni del Gentiluomo malato e della Regina di Thule ; e accolsi i gemiti del travagliato Amleto e le confidenze di Giovanni Buttadeo e di Giovanni Tenorio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* — 141 — Eppure non voglio guastarmi irrimediabilmente con lei — e con tutte le donne che volessero per caso ascoltarmi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Essa mi ascoltava col viso bianco e tranquillo sotto la tesa grande del cappello di paglia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi ascoltava come trasognata e ogni tanto diceva di si , sempre di si — senza aggiungere altra parola . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sentivo la necessità di raccogliermi tutto , neir intimo nel più profondo di me , in un silenzio che mi facesse ascoltare soltanto me stesso — e nient'altro . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nessuno voleva ascoltarlo ma le sue parole turbavano ogni cuore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Gemiti da commuovere i cieli ; urli di nazioni inginocchiate — e il silenzio , il vero , l' irraggiungibile silenzio ! Tutti gli uomini avrebbero dovuto tremare leggendo , vedendo , ascoltando l'opera mia ; e avrebbero dovuto riconoscere li , in quell'ultima finzione , tutta la loro vita , tutto il bene e tutto il male — e la corsa senza resurrezione verso quell'ultimo istante (il giorno dell'ira) dove tutto sarebbe stato giudicato — da loro stessi , sotto il cielo disabitato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ci si fa ascoltare da quello che non si vollero ascoltare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per questo tentai anch' io di conoscere gli uomini ; mi sono sforzato di mescolarmi fra loro , di prenderli a braccetto , di ascoltare i loro discorsi , di ricever le loro involontarie confidenze . (G .Papini - Un uomo finito)
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* È una paura stupida , forse : c'è della gente che beve e ascolta quel che bevo e ascolto io eppure non fa quel eh' io faccio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che differenza c'è , quanto all'effetto , tra un sigaro e un racconto ; tra un dramma e un fiasco di vino ? Fumando e leggendo si passa la noia dell'aspettare — ascoltando una commedia e ubriacandosi a buono s' entra a vivere in un altro mondo , a sognare e a vedere quel che non esiste . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E vi pare che questa sia azione di uomini che abbiano coscienza del loro posto in questo misterioso e adorabile universo ? Vi pare che i pochi che vedono quattro spanne più in là di queste bestie fanciulle , e sanno la fine che ci aspetta se non sapremo vincer coraggiosamente il destino creando una vita più pura dinanzi alla minaccia del nulla , vi pare , dico , che costoro dovrebbero incoraggiare questa fanciullonaggine e baloccaggine degli uomini e tenerli qui fermi davanti ai teatri di fogUo dove si muovono i burattini dei sogni ad ascoltare le peripezie immaginarie di fantasmi immaginari ? Perchè aver tanta compassione fuor di posto per loro e adoprar tanto genio per addormentarli e trastullarli mentre tanto più bello e pericoloso sarebbe svegliarli a forza — 247 — d'urli , metterli in faccia al buio , farli spenzolare col capo giù nell'abisso e forzarli così a rialzarsi , a scoprirsi , a farsi più dolorosi ma più alti davanti all'universo che ora appena li sopporta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volta per volta ci tocca ad assentire: anche il pazzo ha i suoi argomenti e bisogna ascoltarli con saggezza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ho ascoltato , ho taciuto , ho sorriso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E quando mi sarò vuotato dalla saliva , dalla marcia , dal fiele e dal sangue guasto , quando mi sarò sfogato di tutto con tutti , allora diventerò anch' io soave come i gigli della valle e la mattina ascolterò con raccoglimento il pispolìo dei passerotti salterellanti sulle tegole smosse ; e mi commuoverò al dondolar delle campane su nei campanilotti bassi e scalcinati delle chiese trascurate e andrò per i viali dei giardini fuori di porta col capo basso per non schiacciare una rossa formicola sparagnina . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Li ho trattati male quando ho creduto che fossero degni di ascoltare la verità da un uomo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E se dopo avermi ascoltato crederete lo stesso , a dispetto dei miei propositi , ch'io sia davvero un uomo finito dovrete almen confessare ch'io son finito perché volli incominciar troppe cose e che non sono più nulla perché volli esser tutto . (G .Papini - Un uomo finito)
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Io cominciavo ad ascoltare volentieri il suo racconto perché quei diciotto mesi di gravidanza sbrigati così , mi facevano ridere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma essa aveva un’indole troppo polemica ed io non seppi ascoltarla quando dapprima volle provarmi ch’essa non avrebbe potuto fare altrimenti data l’esiguità del suo salario e che il dottore aveva avuto torto quando pochi giorni prima aveva dichiarato che due corone al giorno bastavano dacché l’Istituto dei Poveri manteneva tutta la sua famiglia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Scrivendo , anzi incidendo sulla carta tali dolorosi ricordi , scopro che l’immagine che m’ossessionò al primo mio tentativo di vedere nel mio passato , quella locomotiva che trascina una sequela di vagoni su per un’erta , io l’ebbi per la prima volta ascoltando da quel sofà il respiro di mio padre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Vanno così le locomotive che trascinano dei pesi enormi: emettono degli sbuffi regolari che poi s’accelerano e finiscono in una sosta , anche quella una sosta minacciosa perché chi ascolta può temere di veder finire la macchina e il suo traino a precipizio a valle .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Lo ascoltò e lo esplorò .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mio padre ascoltava solo le voci a cui era più abituato , la mia e quelle di Maria e dell’infermiere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Perciò rimasi , sottoposto continuamente alla tortura di ascoltare il vuoto cicaleccio cui la signora ora s’abbandonava sulle mode femminili ch’essa non voleva seguire , sul teatro e anche sul tempo tanto secco con cui la primavera s’annunziava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Come sempre , invece che guardare e ascoltare , ero tutt’occupato dal mio proprio pensiero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non pareva! Aveva poggiato il gomito su un tavolino e il mento sulla mano raccogliendosi per ascoltare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Essa , dopo d’esser stata ad ascoltarmi con l’aspetto di chi non sa risolversi ad ammettere nel loro senso le parole che gli sono dirette , m’interruppe .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Anche in fatto di distrazione egli voleva essere superiore a me e dovetti non dargli altro ascolto per arrivare a uscir di casa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il mio povero amico , sentendo il mio bisogno di medicine , si lusingò per un istante ch’io potessi essere affetto della stessa sua malattia e mi consigliò di farmi vedere , ascoltare e analizzare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Il Copler assisteva come un maestro che ad un esame ufficiale stia ad ascoltare la lezione ch’egli con grande fatica ha insegnata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Però dinanzi a quella porta m’arrestai per un istante ad ascoltare i suoni della ballata «La mia bandiera» ch’echeggiavano gloriosamente sulle scale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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I due vecchi parlavano di affari , e Giovanni ascoltava attentamente perché quegli affari erano molto importanti per il destino di Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Stetti ad ascoltare distrattamente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi le raccontai degli avvenimenti della mattina e come mia moglie m’avesse obbligato di uscire con lei e m’avesse condotto da mio suocero ove ero stato immobilizzato ad ascoltare come si discorreva di affari che non mi toccavano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Volli baciarla , ma essa mi respinse eppoi si lasciò sfiorare dalle mie labbra le guancie , tanto per indurmi a starla ad ascoltare docilmente .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Attese che il padrone gli passasse vicino e sottovoce lo pregò di tagliare tutte le piante che aveva intorno . Il padrone ascoltò e , siccome aveva bisogno di legna per l'inverno , dopo poco tempo sradicò tutti gli altri alberi .
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che dicesse qualche cosa , sempre la stessa .
E mi intontivo ad ascoltare questa voce , al sole , cercando di capire quel che volesse dirmi . ( Alberto Moravia )
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* ascoltarlo
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ascoltabile
= che si può ascoltare .
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ascoltante
= participio presente di ascoltare , ascoltatore , uditore .
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ascoltatore
= colui che ascolta una conferenza o una trasmissione radiofonica .
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ascolto
= l'atto , il fatto di ascoltare
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auditel
= indice di ascolto delle trasmissioni televisive , rilevato con metodi statistici su un campione di telespettatori .
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audizione
= ascolto a fini di prova tecnica
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auscultare
= verbo trans. ascoltare direttamente con l'orecchio , o con appositi apparecchi acustici , i rumori provenienti dagli organi interni del corpo , per esaminarli a fini diagnostici .
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codesto - cotesto,
= dimostr. indica persona o cosa vicina a colui che ascolta e si usa sia come sogg. sia come com
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gettonato
= part. pass. di gettonare - canzone e , per estens. , di cantante che il pubblico ascolta di frequente nei juke-box
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idrofono
= apparecchio subacqueo di ascolto , basato sulla percezione di suoni e di ultrasuoni
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inascoltabile
= che non può essere ascoltato
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quello o quel
= dimostr . indica persona o cosa lontana , nel tempo o nello spazio , sia da chi parla sia da chi ascolta
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quodlibet o quolibet ,
= denominazione delle questioni che nel medioevo venivano discusse pubblicamente nelle università su argomenti proposti dagli ascoltatori
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radioascoltatore
= chi ascolta le trasmissioni della radio.
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radioascolto
= ascolto di una radiotrasmissione
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radioaudizione
= ascolto per mezzo di apparecchi radiofonici.
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radiospia
= radiotrasmittente miniaturizzata che, occultata in apparecchi telefonici, sulla persona o in determinati ambienti, consente di ascoltare a distanza telefonate o conversazioni.
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retta
= solo nella dar retta, prestare ascolto, attenzione
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riascoltare
= verbo trans. ascoltare di nuovo.
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scolta
= ascolta , vedetta , sentinella ,
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share
= nelle rilevazioni degli ascolti televisivi , la percentuale di spettatori sintonizzati su un canale in una determinata fascia oraria .
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udienza
= l'udire , il dare ascolto
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uditore
= chi ode , chi ascolta
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uditorio
= insieme di persone che ascoltano qualcuno o qualcosa
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usciolare
= verbo intransitivo ascoltare di nascosto dietro l'uscio
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Verb: to hark-harked-harked
Ausiliar: to have - transitivo
Affermative - INDICATIVE
Present simple
I hark
you hark
he/she/it harks
we hark
you hark
they hark
Simple past
I harked
you harked
he/she/it harked
we harked
you harked
they harked
Simple past
I harked
you harked
he/she/it harked
we harked
you harked
they harked
Present perfect
I have harked
you have harked
he/she/it has harked
we have harked
you have harked
they have harked
Past perfect
I had harked
you had harked
he/she/it had harked
we had harked
you had harked
they had harked
Past perfect
I had harked
you had harked
he/she/it had harked
we had harked
you had harked
they had harked
Simple future
I I will hark
you you will hark
he/she/it he/she/it will hark
we we will hark
you I will hark
they they will hark
Future perfect
I will have harked
you will have harked
he/she/it will have harked
we will have harked
you will have harked
they will have harked
Present continuous
I am harking
you are harking
he/she/it is harking
we are harking
you are harking
they are harking
Past simple continuous
I was harking
you were harking
he/she/it was harking
we were harking
you were harking
they were harking
Future continuous
I will be harking
you will be harking
he/she/it will be harking
we will be harking
you will be harking
they will be harking
Future perfect continuous
I will have been harking
you will have been harking
he/she/it will have been harking
we will have been harking
you will have been harking
they will have been harking
Present perfect continuous
I have been harking
you have been harking
he/she/it has been harking
we have been harking
you have been harking
they have been harking
Past perfect continuous
I had been harking
you had been harking
he/she/it had been harking
we had been harking
you had been harking
they had been harking
Affermative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I hark
That you hark
That he/she/it hark
That we hark
That you hark
That they hark
Present perfect
That I have harked
That you have harked
That he/she/it have harked
That we have harked
That you have harked
That they have harked
Simple past
That I harked
That you harked
That he/she/it harked
That we harked
That you harked
That they harked
Past perfect
That I had harked
That you had harked
That he/she/it had harked
That we had harked
That you had harked
That they had harked
Affermative - CONDITIONAL
Present
I would hark
you would hark
we would hark
we would hark
you would hark
they would hark
Past
I would have harked
you would have harked
he/she/it would have harked
we would have harked
you would have harked
they would have harked
Present continous
I would be harking
you would be harking
we would be harking
we would be harking
you would be harking
they would be harking
Past continous
I would have been harking
you would have been harking
he/she/it would have been harking
we would have been harking
you would have been harking
they would have been harking
Affermative - IMPERATIVE
Present
let me hark
hark
let him hark
let us hark
hark
let them hark
 
 
 
 
 
 
 
Affermative - INFINITIVE
Present
to hark
Past
to have harked
Present continous
to be harking
Perfect continous
to have been harking
Affermative - PARTICIPLE
Present
harking
Past
harked
Perfect
having harked
Affermative - GERUND
Present
harking
Past
having harked
Passive - INDICATIVE
Present simple
I am harked
you are harked
he/she/it is harked
we are harked
you are harked
they are harked
Past simple
I was harked
you were harked
he/she/it was harked
we were harked
you were harked
they were harked
Past simple
I was harked
you were harked
he/she/it was harked
we were harked
you were harked
they were harked
Present perfect
I have been harked
you have been harked
he/she/it has been harked
we have been harked
you have been harked
they have been harked
Past perfect
I had been harked
you had been harked
he/she/it had been harked
we had been harked
you had been harked
they had been harked
Past perfect
I had been harked
you had been harked
he/she/it had been harked
we had been harked
you had been harked
they had been harked
Future simple
I will be harked
you will be harked
he/she/it will be harked
we will be harked
you will be harked
they will be harked
Future perfect
I will have been harked
you will have been harked
he/she/it will have been harked
we will have been harked
you will have been harked
they will have been harked
Present continuous
I am being harked
you are being harked
he/she/it is being harked
we are being harked
you are being harked
they are being harked
Past simple continuous
I was being harked
you were being harked
he/she/it was being harked
were being harked
you were being harked
they were being harked
Future continuous
I will being harked
you will being harked
he/she/it will being harked
we will being harked
you will being harked
they will being harked
Future perfect continuous
I will have been harked
you will have been harked
he/she/it will have been harked
we will have been harked
you will have been harked
they will have been harked
Present perfect continuous
I have been harked
you have been harked
he/she/it has been harked
we have been harked
you have been harked
they have been harked
Past perfect continuous
I had been harked
you had been harked
he/she/it had been harked
we had been harked
you had been harked
they had been harked
Passive - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I be harked
That you be harked
That he/she/it be harked
That we be harked
That you be harked
That they be harked
Present perfect
That I have been harked
That you have been harked
That he/she/it have been harked
That we have been harked
That you have been harked
That they have been harked
Simple past
That I were harked
That you were harked
That he/she/it were harked
That we were harked
That you were harked
That they were harked
Past perfect
That I had been harked
That you had been harked
That he/she/it had been harked
That we had been harked
That you had been harked
That they had been harked
CONDITIONAL
Present
I would be harked
you would be harked
we would be harked
we would be harked
you would be harked
they would be harked
Past
I would have been harked
you would have been harked
he/she/it would have been harked
we would have been harked
you would have been harked
they would have been harked
IMPERATIVE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
INFINITIVE
Present
to be harked
Past
to have been harked
PARTICIPLE
Present
being harked
Past
harked
Perfect
having been harked
GERUND
Present
being harked
Past
having been harked
Negative - INDICATIVE
Present simple
I do not hark
you do not hark
he/she/it does not harks
we do not hark
you do not hark
they do not hark
Simple past
I did not hark
you did not hark
he/she/it did not hark
we did not hark
you did not hark
they did not hark
Simple past
I did not hark
you did not hark
he/she/it did not hark
we did not hark
you did not hark
they did not hark
Present perfect
I have not harked
you have not harked
he/she/it has not harked
we have not harked
you have not harked
they have not harked
Past perfect
I had not harked
you had not harked
he/she/it had not harked
we had not harked
you had not harked
they had not harked
Past perfect
I had not harked
you had not harked
he/she/it had not harked
we had not harked
you had not harked
they had not harked
Simple future
I I will not hark
you you will not hark
he/she/it he/she/it will not hark
we we will not hark
you I will not hark
they they will not hark
Future perfect
I will not have harked
you will not have harked
he/she/it will not have harked
we will not have harked
you will not have harked
they will not have harked
Present continuous
I am not harking
you are not harking
he/she/it is not harking
we are not harking
you are not harking
they are not harking
Past simple continuous
I was not harking
you were not harking
he/she/it was not harking
we were not harking
you were not harking
they were not harking
Future continuous
I will not be harking
you will not be harking
he/she/it will not be harking
we will not be harking
you will not be harking
they will not be harking
Future perfect continuous
I will not have been harking
you will not have been harking
he/she/it will not have been harking
we will not have been harking
you will not have been harking
they will not have been harking
Present perfect continuous
I have not been harking
you have not been harking
he/she/it has not been harking
we have not been harking
you have not been harking
they have not been harking
Past perfect continuous
I had not been harking
you had not been harking
he/she/it had not been harking
we had not been harking
you had not been harking
they had not been harking
Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I do not hark
That you do not hark
That he/she/it does not hark
That we do not hark
That you do not hark
That they do not hark
Present perfect
That I have not harked
That you have not harked
That he/she/it have not harked
That we have not harked
That you have not harked
That they have not harked
Simple past
That I did not hark
That you did not hark
That he/she/it did not hark
That we did not hark
That you did not hark
That they did not hark
Past perfect
That I had not harked
That you had not harked
That he/she/it had not harked
That we had not harked
That you had not harked
That they had not harked
Negative - CONDITIONAL
Present
I would not hark
you would not hark
we would not hark
we would not hark
you would not hark
they would not hark
Past
I would not have harked
you would not have harked
he/she/it would not have harked
we would not have harked
you would not have harked
they would not have harked
Present continous
I would not be harking
you would not be harking
we would not be harking
we would not be harking
you would not be harking
they would not be harking
Past continous
I would not have been harking
you would not have been harking
he/she/it would not have been harking
we would not have been harking
you would not have been harking
they would not have been harking
Negative - IMPERATIVE
Present
do not let me hark
do not hark
do not let him hark
do not let us hark
do not hark
do not let them hark
 
 
 
 
 
 
 
Negative - INFINITIVE
Present
not to hark
Past
not to have harked
Present continous
not to be harking
Perfect continous
not to have been harking
Negative - PARTICIPLE
Present
not harking
Past
not harked
Perfect
not having harked
Negative - GERUND
Present
not harking
Past
not having harked
Interrogative - INDICATIVE
Present simple
do I hark ?
do you hark ?
does she/he/it harks ?
do we hark ?
do you hark ?
do they hark ?
Simple past
did I hark ?
did you hark ?
did she/he/it hark ?
did we hark ?
did you hark ?
did they hark ?
Simple past
did I hark ?
did you hark ?
did she/he/it hark ?
did we hark ?
did you hark ?
did they hark ?
Present perfect
have I harked ?
have you harked ?
has she/he/it harked ?
have we harked ?
have you harked ?
have they harked ?
Past perfect
had I harked ?
had you harked ?
had she/he/it harked ?
had we harked ?
had you harked ?
had they harked ?
Past perfect
had I harked ?
had you harked ?
had she/he/it harked ?
had we harked ?
had you harked ?
had they harked ?
Simple future
will I hark ?
will you hark ?
will she/he/it hark ?
will we hark ?
will I hark ?
will they hark ?
Future perfect
will I have harked ?
will you have harked ?
will she/he/it have harked ?
will we have harked ?
will you have harked ?
will they have harked ?
Present continuous
am I harking ?
are you harking ?
is she/he/it harking ?
are we harking ?
are you harking ?
are they harking ?
Past simple continuous
was I harking ?
were you harking ?
was she/he/it harking ?
were we harking ?
were you harking ?
were they harking ?
Future continuous
will I be harking ?
will you be harking ?
will she/he/it be harking ?
will we be harking ?
will you be harking ?
will they be harking ?
Future perfect continuous
will I have been harking ?
will you have been harking ?
will she/he/it have been harking ?
will we have been harking ?
will you have been harking ?
will they have been harking ?
Present perfect continuous
have I been harking ?
have you been harking ?
has she/he/it been harking ?
have we been harking ?
have you been harking ?
have they been harking ?
Past perfect continuous
had I been harking ?
had you been harking ?
had she/he/it been harking ?
had we been harking ?
had you been harking ?
had they been harking ?
Interrogative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I hark ?
That do you hark ?
That does she/he/it hark ?
That do we hark ?
That do you hark ?
That do they hark ?
Present perfect
That have I harked ?
That have you harked ?
That have she/he/it harked ?
That have we harked ?
That have you harked ?
That have they harked ?
Simple past
That did I hark ?
That did you hark ?
That did she/he/it hark ?
That did we hark ?
That did you hark ?
That did they hark ?
Past perfect
That had I harked ?
That had you harked ?
That had she/he/it harked ?
That had we harked ?
That had you harked ?
That had they harked ?
Interrogative - CONDITIONAL
Present
would I hark ?
would you hark ?
would she/he/it hark ?
would we hark ?
would you hark ?
would they hark ?
Past
would I have harked?
would you have harked?
would she/he/it have harked?
would we have harked?
would you have harked?
would they have harked?
Present continous
would I be harking ?
would you be harking ?
would she/he/it be harking ?
would we be harking ?
would you be harking ?
would they be harking ?
Past continous
would I have been harking?
would you have been harking?
would she/he/it have been harking?
would we have been harking?
would you have been harking?
would they have been harking?
Interrogative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Interrogative-Negative - INDICATIVE
Present simple
do I not hark ?
do you not hark ?
does she/he/it not harks ?
do we not hark ?
do you not hark ?
do they not hark ?
Simple past
did I not hark ?
did you not hark ?
did she/he/it not hark ?
did we not hark ?
did you not hark ?
did they not hark ?
Simple past
did I not hark ?
did you not hark ?
did she/he/it not hark ?
did we not hark ?
did you not hark ?
did they not hark ?
Present perfect
have I not harked ?
have you not harked ?
has she/he/it not harked ?
have we not harked ?
have you not harked ?
have they not harked ?
Past perfect
had I not harked ?
had you not harked ?
had she/he/it not harked ?
had we not harked ?
had you not harked ?
had they not harked ?
Past perfect
had I not harked ?
had you not harked ?
had she/he/it not harked ?
had we not harked ?
had you not harked ?
had they not harked ?
Simple future
will I not hark ?
will you not hark ?
will she/he/it not hark ?
will we not hark ?
will I not hark ?
will they not hark ?
Future perfect
will I not have harked ?
will you not have harked ?
will she/he/it not have harked ?
will we not have harked ?
will you not have harked ?
will they not have harked ?
Present continuous
am I not harking ?
are you not harking ?
is she/he/it not harking ?
are we not harking ?
are you not harking ?
are they not harking ?
Past simple continuous
was I not harking ?
were you not harking ?
was she/he/it not harking ?
were we not harking ?
were you not harking ?
were they not harking ?
Future continuous
will I not be harking ?
will you not be harking ?
will she/he/it not be harking ?
will we not be harking ?
will you not be harking ?
will they not be harking ?
Future perfect continuous
will I not have been harking ?
will you not have been harking ?
will she/he/it not have been harking ?
will we not have been harking ?
will you not have been harking ?
will they not have been harking ?
Present perfect continuous
have I not been harking ?
have you not been harking ?
has she/he/it not been harking ?
have we not been harking ?
have you not been harking ?
have they not been harking ?
Past perfect continuous
had I not been harking ?
had you not been harking ?
had she/he/it not been harking ?
had we not been harking ?
had you not been harking ?
had they not been harking ?
Interrogative-Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I not hark ?
That do you not hark ?
That does she/he/it not hark ?
That do we not hark ?
That do you not hark ?
That do they not hark ?
Present perfect
That have I not harked ?
That have you not harked ?
That have she/he/it not harked ?
That have we not harked ?
That have you not harked ?
That have they not harked ?
Simple past
That did I not hark ?
That did you not hark ?
That did she/he/it not hark ?
That did we not hark ?
That did you not hark ?
That did they not hark ?
Past perfect
That had I not harked ?
That had you not harked ?
That had she/he/it not harked ?
That had we not harked ?
That had you not harked ?
That had they not harked ?
Interrogative-Negative - CONDITIONAL
Present
would I not hark ?
would you not hark ?
would she/he/it not hark ?
would we not hark ?
would you not hark ?
would they not hark ?
Past
would I not have harked?
would you not have harked?
would she/he/it not have harked?
would we not have harked?
would you not have harked?
would they not have harked?
Present continous
would I not be harking ?
would you not be harking ?
would she/he/it not be harking ?
would we not be harking ?
would you not be harking ?
would they not be harking ?
Past continous
would I not have been harking?
would you not have been harking?
would she/he/it not have been harking?
would we not have been harking?
would you not have been harking?
would they not have been harking?
Interrogative-Negative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Coniugazione:1 - ascoltare
Ausiliare:avere transitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io ascolto
tu ascolti
egli ascolta
noi ascoltiamo
voi ascoltate
essi ascoltano
Imperfetto
io ascoltavo
tu ascoltavi
egli ascoltava
noi ascoltavamo
voi ascoltavate
essi ascoltavano
Passato remoto
io ascoltai
tu ascoltasti
egli ascoltò
noi ascoltammo
voi ascoltaste
essi ascoltarono
Passato prossimo
io ho ascoltato
tu hai ascoltato
egli ha ascoltato
noi abbiamo ascoltato
voi avete ascoltato
essi hanno ascoltato
Trapassato prossimo
io avevo ascoltato
tu avevi ascoltato
egli aveva ascoltato
noi avevamo ascoltato
voi avevate ascoltato
essi avevano ascoltato
Trapassato remoto
io ebbi ascoltato
tu avesti ascoltato
egli ebbe ascoltato
noi avemmo ascoltato
voi eveste ascoltato
essi ebbero ascoltato
Futuro semplice
io ascolterò
tu ascolterai
egli ascolterà
noi ascolteremo
voi ascolterete
essi ascolteranno
Futuro anteriore
io avrò ascoltato
tu avrai ascoltato
egli avrà ascoltato
noi avremo ascoltato
voi avrete ascoltato
essi avranno ascoltato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io ascolti
che tu ascolti
che egli ascolti
che noi ascoltiamo
che voi ascoltiate
che essi ascoltino
Passato
che io abbia ascoltato
che tu abbia ascoltato
che egli abbia ascoltato
che noi abbiamo ascoltato
che voi abbiate ascoltato
che essi abbiano ascoltato
Imperfetto
che io ascoltassi
che tu ascoltassi
che egli ascoltasse
che noi ascoltassimo
che voi ascoltaste
che essi ascoltassero
Trapassato
che io avessi ascoltato
che tu avessi ascoltato
che egli avesse ascoltato
che noi avessimo ascoltato
che voi aveste ascoltato
che essi avessero ascoltato
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io ascolterei
tu ascolteresti
egli ascolterebbe
noi ascolteremmo
voi ascoltereste
essi ascolterebbero
Passato
io avrei ascoltato
tu avresti ascoltato
egli avrebbe ascoltato
noi avremmo ascoltato
voi avreste ascoltato
essi avrebbero ascoltato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - attivo
Presente
-
ascolta
ascolti
ascoltiamo
ascoltate
ascoltino
Futuro
-
ascolterai
ascolterà
ascolteremo
ascolterete
ascolteranno
INFINITO - attivo
Presente
ascoltare
Passato
avere ascoltato
 
 
PARTICIPIO - attivo
Presente
ascoltante
Passato
ascoltato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
ascoltando
Passato
avendo ascoltato
INDICATIVO - passivo
Presente
io sono ascoltato
tu sei ascoltato
egli é ascoltato
noi siamo ascoltati
voi siete ascoltati
essi sono ascoltati
Imperfetto
io ero ascoltato
tu eri ascoltato
egli era ascoltato
noi eravamo ascoltati
voi eravate ascoltati
essi erano ascoltati
Passato remoto
io fui ascoltato
tu fosti ascoltato
egli fu ascoltato
noi fummo ascoltati
voi foste ascoltati
essi furono ascoltati
Passato prossimo
io sono stato ascoltato
tu sei stato ascoltato
egli é stato ascoltato
noi siamo stati ascoltati
voi siete stati ascoltati
essi sono stati ascoltati
Trapassato prossimo
io ero stato ascoltato
tu eri stato ascoltato
egli era stato ascoltato
noi eravamo stati ascoltati
voi eravate stati ascoltati
essi erano statiascoltati
Trapassato remoto
io fui stato ascoltato
tu fosti stato ascoltato
egli fu stato ascoltato
noi fummo stati ascoltati
voi foste stati ascoltati
essi furono stati ascoltati
Futuro semplice
io sarò ascoltato
tu sarai ascoltato
egli sarà ascoltato
noi saremo ascoltati
voi sarete ascoltati
essi saranno ascoltati
Futuro anteriore
io sarò stato ascoltato
tu sarai stato ascoltato
egli sarà stato ascoltato
noi saremo stati ascoltati
voi sarete stati ascoltati
essi saranno stati ascoltati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - passivo
Presente
che io sia ascoltato
che tu sia ascoltato
che egli sia ascoltato
che noi siamo ascoltati
che voi siate ascoltati
che essi siano ascoltati
Passato
che io sia stato ascoltato
che tu sia stato ascoltato
che egli sia stato ascoltato
che noi siamo stati ascoltati
che voi siate stati ascoltati
che essi siano stati ascoltati
Imperfetto
che io fossi ascoltato
che tu fossi ascoltato
che egli fosse ascoltato
che noi fossimo ascoltati
che voi foste ascoltati
che essi fossero ascoltati
Trapassato
che io fossi stato ascoltato
che tu fossi stato ascoltato
che egli fosse stato ascoltato
che noi fossimo stati ascoltati
che voi foste stati ascoltati
che essi fossero stati ascoltati
CONDIZIONALE - passivo
Presente
io sarei ascoltato
tu saresti ascoltato
egli sarebbe ascoltato
noi saremmo ascoltati
voi sareste ascoltati
essi sarebbero ascoltati
Passato
io sarei stato ascoltato
tu saresti stato ascoltato
egli sarebbe stato ascoltato
noi saremmo stati ascoltati
voi sareste stati ascoltati
essi sarebbero stati ascoltati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - passivo
Presente
-
sii ascoltato
sia ascoltato
siamo ascoltati
siate ascoltati
siano ascoltati
Futuro
-
sarai ascoltato
sarà ascoltato
saremo ascoltati
sarete ascoltati
saranno ascoltati
INFINITO - passivo
Presente
essere ascoltato
Passato
essere stato ascoltato
 
 
PARTICIPIO - passivo
Presente
-
Passato
ascoltato
 
 
GERUNDIO - passivo
Presente
essendo ascoltato
Passato
essendo stato ascoltato