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sinonimi di
appertain
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Vocabulary and phrases
appertain
= essere pertinente , spettare , riguardare , essere di pertinenza , riferirsi , essere in relazione ,
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the clerk and all things appertaining to 'the office,' placed upon the
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Vocabulary and phrases
essere
= verbo intr . - voi siète - essi sà³no
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* Imperciocché , essendo cosa evidente , e da verun negata non essere i nomi se non puri purissimi accidenti . . ."
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* Nell'atto però di chiudere lo scartafaccio , per riporlo , mi sapeva male che una storia così bella dovesse rimanersi tuttavia sconosciuta ; perché , in quanto storia , può essere che al lettore ne paia altrimenti , ma a me era parsa bella , come dico ; molto bella .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dichiara e diffinisce tutti coloro essere compresi in questo bando , e doversi ritenere bravi e vagabondi . . .i quali , essendo forestieri o del paese , non hanno esercizio alcuno , od avendolo , non lo fanno . . .ma , senza salario , o pur con esso , s'appoggiano a qualche cavaliere o gentiluomo , officiale o mercante . . .per fargli spalle e favore , o veramente , come si può presumere , per tendere insidie ad altri . . .A tutti costoro ordina che , nel termine di giorni sei , abbiano a sgomberare il paese , intima la galera a' renitenti , e dà a tutti gli ufiziali della giustizia le più stranamente ampie e indefinite facoltà , per l'esecuzione dell'ordine .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutto ciò , e il di più che si tralascia , perché Sua Eccellenza è risoluta di voler essere obbedita da ognuno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il 5 giugno dell'anno 1593 , pienamente informato anche lui di quanto danno e rovine sieno . . .i bravi e vagabondi , e del pessimo effetto che tal sorta di gente , fa contra il ben pubblico , et in delusione della giustizia , intima loro di nuovo che , nel termine di giorni sei , abbiano a sbrattare il paese , ripetendo a un dipresso le prescrizioni e le minacce medesime del suo predecessore .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se avessi pensato di suggerir loro che andassero a portar la loro imbasciata . . ." Ma , a questo punto , s'accorse che il pentirsi di non essere stato consigliere e cooperatore dell'iniquità era cosa troppo iniqua ; e rivolse tutta la stizza de' suoi pensieri contro quell'altro che veniva così a togliergli la sua pace .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Degl'imbrogli ? Che imbrogli ci può essere ?
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* Avrebbe voluto correre alla casa di don Rodrigo , afferrarlo per il collo , e . . .ma gli veniva in mente ch'era come una fortezza , guarnita di bravi al di dentro , e guardata al di fuori ; che i soli amici e servitori ben conosciuti v'entravan liberamente , senza essere squadrati da capo a piedi ; che un artigianello sconosciuto non vi potrebb'entrare senza un esame , e ch'egli sopra tutto . . .egli vi sarebbe forse troppo conosciuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tutt'e due si volsero a chi ne sapeva più di loro , e da cui aspettavano uno schiarimento , il quale non poteva essere che doloroso: tutt'e due , lasciando travedere , in mezzo al dolore , e con l'amore diverso che ognun d'essi portava a Lucia , un cruccio pur diverso perché avesse taciuto loro qualche cosa , e una tal cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Lucia aveva avute due buone ragioni: l'una , di non contristare né spaventare la buona donna , per cosa alla quale essa non avrebbe potuto trovar rimedio ; l'altra , di non metter a rischio di viaggiar per molte bocche una storia che voleva essere gelosamente sepolta: tanto più che Lucia sperava che le sue nozze avrebber troncata , sul principiare , quell'abbominata persecuzione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Bene , - continuò Agnese: - quello è una cima d'uomo ! Ho visto io più d'uno ch'era più impicciato che un pulcin nella stoppa , e non sapeva dove batter la testa , e , dopo essere stato un'ora a quattr'occhi col dottor Azzecca-garbugli (badate bene di non chiamarlo così !) , l'ho visto , dico , ridersene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E cominciando dagli atti tirannici , mostrando l'esperienza che molti , così nelle Città , come nelle Ville . . .sentite ? di questo Stato , con tirannide esercitano concussioni et opprimono i più deboli in varii modi , come in operare che si facciano contratti violenti di compre , d'affitti . . .eccetera: dove sei ? ah ! ecco ; sentite: che seguano o non seguano matrimonii .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Lucia , immaginandosi chi poteva essere , corse ad aprire ; e subito , fatto un piccolo inchino famigliare , venne avanti un laico cercatore cappuccino , con la sua bisaccia pendente alla spalla sinistra , e tenendone l'imboccatura attortigliata e stretta nelle due mani sul petto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma poi ne stava lontano con rammarico ; perché gli pareva che questi veramente avrebber dovuto essere i suoi compagni ; soltanto gli avrebbe voluti più trattabili .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - E , se tu fossi cavaliere , come son io , - aggiunse quel signore , - ti vorrei far vedere , con la spada e con la cappa , che il mentitore sei tu .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Che colpo ! - Vuol essere una faccenda seria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il padre guardiano si presentò , con un'umiltà disinvolta , al fratello del morto , e , dopo mille proteste di rispetto per l'illustrissima casa , e di desiderio di compiacere ad essa in tutto ciò che fosse fattibile , parlò del pentimento di Lodovico , e della sua risoluzione , facendo garbatamente sentire che la casa poteva esserne contenta , e insinuando poi soavemente , e con maniera ancor più destra , che , piacesse o non piacesse , la cosa doveva essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Cosa volevi dire ? E che ? tu avevi dunque cominciato a guastar l'opera mia , prima che fosse intrapresa ! Buon per te che sei stato disingannato in tempo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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In vece di rispondere a quest'amorevole domanda , il padre disse una parolina in segreto a sé medesimo: " queste vengono a te ; ma ricordati , frate , che non sei qui per te , e che tutto ciò che tocca te solo , non entra nel conto " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Pigliarne tre o quattro o cinque o sei , di quelli che , per voce pubblica , son conosciuti come i più ricchi e i più cani , e impiccarli .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il suono delle parole era tale ; ma il modo con cui eran proferite , voleva dir chiaramente: bada a chi sei davanti , pesa le parole , e sbrigati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Come può essere che non istia bene , e che sia ben fatta , quand'è fatta ? - disse Renzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui , e , nello stesso tempo , farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso , schernire e chieder ragione , atterrire e lagnarsi , essere sfacciato e irreprensibile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La notte però fu a tutt'e tre così buona come può essere quella che succede a un giorno pieno d'agitazione e di guai , e che ne precede uno destinato a un'impresa importante , e d'esito incerto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese andò a una casa vicina , a cercar Menico , ch'era un ragazzetto di circa dodici anni , sveglio la sua parte , e che , per via di cugini e di cognati , veniva a essere un po' suo nipote .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Bene: sei persone di seguito , per la passeggiata: subito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si mosse , e , alla porta , trovò i sei ribaldi tutti armati , i quali , fatto ala , e inchinatolo , gli andaron dietro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questi pure guardaron fisso la nuova compagnia ; e un de' due specialmente , tenendo una mano in aria , con tre ditacci tesi e allargati , e avendo la bocca ancora aperta , per un gran " sei " che n'era scoppiato fuori in quel momento , squadrò Renzo da capo a piedi ; poi diede d'occhio al compagno , poi a quel dell'uscio , che rispose con un cenno del capo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Carneade ! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito ; doveva essere un uomo di studio , un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli ; ma chi diavolo era costui ? " Tanto il pover'uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo !
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* Lascia due altre sentinelle a terreno , si fa venir dietro il Grignapoco , ch'era un bravo del contado di Bergamo , il quale solo doveva minacciare , acchetare , comandare , essere in somma il dicitore , affinché il suo linguaggio potesse far credere ad Agnese che la spedizione veniva da quella parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Menico mette il piede dentro , in gran sospetto , e si sente a un punto acchiappar per le braccia , e due voci sommesse , a destra e a sinistra , che dicono , in tono minaccioso: - zitto ! o sei morto - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Menico , via a gambe per la strada , alla volta del campanile , dove a buon conto qualcheduno ci doveva essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Sei tu che . . . ? - cominciava Agnese .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Addio , chiesa , dove l'animo tornò tante volte sereno , cantando le lodi del Signore ; dov'era promesso , preparato un rito ; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto , e l'amore venir comandato , e chiamarsi santo ; addio ! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto ; e non turba mai la gioia de' suoi figli , se non per prepararne loro una più certa e più grande .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nel vasto tesoro dell'induzioni erudite , ce ne potrà ben essere delle più fine , ma delle più sicure , non crederei .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sono pericoli , - rispose il guardiano , - che all'orecchie purissime della reverenda madre devon essere appena leggermente accennati . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se qualche volta la Gertrudina trascorreva a qualche atto un po' arrogante e imperioso , al che la sua indole la portava molto facilmente , - tu sei una ragazzina , - le si diceva: - queste maniere non ti convengono: quando sarai madre badessa , allora comanderai a bacchetta , farai alto e basso - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Qualche altra volta il principe , riprendendola di cert'altre maniere troppo libere e famigliari alle quali essa trascorreva con uguale facilità , - ehi ! ehi ! - le diceva ; - non è questo il fare d'una par tua: se vuoi che un giorno ti si porti il rispetto che ti sarà dovuto , impara fin d'ora a star sopra di te: ricordati che tu devi essere , in ogni cosa , la prima del monastero ; perché il sangue si porta per tutto dove si va .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A sei anni , Gertrude fu collocata , per educazione e ancor più per istradamento alla vocazione impostale , nel monastero dove l'abbiamo veduta: e la scelta del luogo non fu senza disegno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Subito dopo partito il principe , fu condotta nel gabinetto della principessa , per essere , sotto la sua direzione , pettinata e rivestita dalla sua propria cameriera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Con questo mezzo , Gertrude avrebbe potuto essere una monaca santa e contenta , comunque lo fosse divenuta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo molte maraviglie , perché nessuno l'avrebbe creduta capace di ciò , e dopo molti discorsi , si concluse che doveva essere andata lontano , lontano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Tu non hai torto , e ti sei portato bene , - disse don Rodrigo: - hai fatto quello che si poteva ; ma . . .ma , che sotto questo tetto ci fosse una spia ! Se c'è , se lo arrivo a scoprire , e lo scopriremo se c'è , te l'accomodo io ; ti so dir io , Griso , che lo concio per il dì delle feste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Del resto Tonio , anche lui , dopo essere stato quella notte fuor di casa in ora insolita , tornandovi , con un passo e con un sembiante insolito , e con un'agitazion d'animo che lo disponeva alla sincerità , non poté dissimulare il fatto a sua moglie ; la quale non era muta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Andando avanti , senza saper cosa si pensare , vide per terra certe strisce bianche e soffici , come di neve ; ma neve non poteva essere ; che non viene a strisce , né , per il solito , in quella stagione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Buttane via ancor un altro , buono a niente che sei , - disse la madre , digrignando i denti verso il ragazzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Un po' per uno , tormento che sei , - disse il marito: - abbondanza , abbondanza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Siccome però tutti i provvedimenti di questo mondo , per quanto siano gagliardi , non hanno virtù di diminuire il bisogno del cibo , né di far venire derrate fuor di stagione ; e siccome questi in ispecie non avevan certamente quella d'attirarne da dove ce ne potesse essere di soprabbondanti ; così il male durava e cresceva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Intridere , dimenare , infornare e sfornare senza posa ; perché il popolo , sentendo in confuso che l'era una cosa violenta , assediava i forni di continuo , per goder quella cuccagna fin che durava ; affacchinarsi , dico , e scalmanarsi più del solito , per iscapitarci , ognun vede che bel piacere dovesse essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quelli urlano , si tirano indietro , come possono ; dànno con le schiene ne' petti , co' gomiti nelle pance , co' calcagni sulle punte de' piedi a quelli che son dietro a loro: si fa un pigìo , una calca , che quelli che si trovavano in mezzo , avrebbero pagato qualcosa a essere altrove .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il vicario di provvisione , eletto ogn'anno dal governatore tra sei nobili proposti dal Consiglio de' decurioni , era il presidente di questo , e del tribunale di provvisione ; il quale , composto di dodici , anche questi nobili , aveva , con altre attribuzioni , quella principalmente dell'annona .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Però , senza essere un gran metafisico , un uomo ci arriva talvolta alla prima , finch'è nuovo nella questione ; e solo a forza di parlarne , e di sentirne parlare , diventerà inabile anche a intenderle .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Spesso , in simili circostanze , l'annunzio d'una cosa la fa essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo , dopo essere stato qualche momento a vagheggiare quella decorosa vecchiezza , conturbata un po' dall'angustia , aggravata dalla fatica , ma animata dalla sollecitudine , abbellita , per dir così , dalla speranza di togliere un uomo all'angosce mortali , Renzo , dico , mise da parte ogni pensiero d'andarsene ; e si risolvette d'aiutare Ferrer , e di non abbandonarlo , fin che non fosse ottenuto l'intento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma costui , senza poter neppure ricevere il " cosa ? " era stato tirato indietro da uno che lo vedeva lì lì per essere schiacciato da una rota .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Così dicendo , si buttò a sedere sur una panca , verso la cima della tavola , e mandò un - ah ! - sonoro , come se volesse dire: fa bene un po' di panca , dopo essere stato , tanto tempo , ritto e in faccende .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Altro che lepre ! " pensava , istoriando di nuovo la cenere: " e in che mani sei capitato ! Pezzo d'asino ! se vuoi affogare , affoga ; ma l'oste della luna piena non deve andarne di mezzo , per le tue pazzie " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Lorenzo Tramaglino , - disse il giovine ; il quale , invaghito del progetto , non fece attenzione ch'era tutto fondato su carta , penna e calamaio ; e che , per metterlo in opera , la prima cosa doveva essere di raccogliere i nomi delle persone .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma di che aiuto gli potesse essere il fiasco , in una tale circostanza , chi ha fior di senno lo dica .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ah oste , oste ! - ricominciò , accompagnandolo con l'occhio intorno alla tavola , o sotto la cappa del cammino ; talvolta fissandolo dove non era , e parlando sempre in mezzo al chiasso della brigata: - oste che tu sei ! Non posso mandarla giù . . .quel tiro del nome , cognome e negozio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* A un figliuolo par mio . . . ! Non ti sei portato bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Bravo oste ! - gli riuscì però di dire: - ora vedo che sei un galantuomo: questa è un'opera buona , dare un letto a un buon figliuolo ; ma quella figura che m'hai fatta , sul nome e cognome , quella non era da galantuomo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma Renzo continuava più forte: - ho inteso: sei della lega anche tu .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Pezzo d'asino ! - disse nella sua mente al povero addormentato: - sei andato proprio a cercartela .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E tu , pezzo d'asino , per aver visto un po' di gente in giro a far baccano , ti sei cacciato in testa che il mondo abbia a mutarsi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E su questo bel fondamento , ti sei rovinato te , e volevi anche rovinar me ; che non è giusto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Mi faccia grazia , vossignoria: come può mai essere mio avventore , se lo vedo per la prima volta ? È il diavolo , con rispetto parlando , che l'ha mandato a casa mia: e se lo conoscessi , vossignoria vede bene che non avrei avuto bisogno di domandargli il suo nome .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Perché , se posso essere uccel di bosco " , aveva anche pensato , " non voglio diventare uccel di gabbia " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Fu lì lì per farsi insegnar la strada da qualcheduno de' suoi liberatori ; ma siccome nel poco tempo che aveva avuto per meditare su' casi suoi , gli eran passate per la mente certe idee su quello spadaio così obbligante , padre di quattro figliuoli , così , a buon conto , non volle manifestare i suoi disegni a una gran brigata , dove ce ne poteva essere qualche altro di quel conio ; e risolvette subito d'allontanarsi in fretta di lì: che la strada se la farebbe poi insegnare , in luogo dove nessuno sapesse chi era , né il perché la domandasse .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La domanda per sé era sospetta ; il tempo stringeva ; i birri , appena liberati da quel piccolo intoppo , dovevan senza dubbio essersi rimessi in traccia del loro fuggitivo ; la voce di quella fuga poteva essere arrivata fin là ; e in tali strette , Renzo dovette fare forse dieci giudizi fisionomici , prima di trovar la figura che gli paresse a proposito .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tant'è vero che all'uomo impicciato , quasi ogni cosa è un nuovo impiccio ! Visto finalmente uno che veniva in fretta , pensò che questo , avendo probabilmente qualche affare pressante , gli risponderebbe subito , senz'altre chiacchiere ; e sentendolo parlar da sé , giudicò che dovesse essere un uomo sincero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La conclusione fu che , andando così da destra a sinistra , e , come si dice , a zig zag , parte seguendo l'altre indicazioni che si faceva coraggio a pescar qua e là , parte correggendole secondo i suoi lumi , e adattandole al suo intento , parte lasciandosi guidar dalle strade in cui si trovava incamminato , il nostro fuggitivo aveva fatte forse dodici miglia , che non era distante da Milano più di sei ; e in quanto a Bergamo , era molto se non se n'era allontanato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Questa , in un momento , ebbe messo in tavola ; e subito dopo cominciò a tempestare il suo ospite di domande , e sul suo essere , e sui gran fatti di Milano: ché la voce n'era arrivata fin là .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Fate conto che , tanto a un luogo , come all'altro , poco più , poco meno , ci sarà sei miglia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sei miglia ! non credevo tanto , - disse Renzo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* " Ha detto sei miglia , colui , - pensava: - se andando fuor di strada , dovessero anche diventar otto o dieci , le gambe che hanno fatte l'altre , faranno anche queste .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alzando poi lo sguardo , vide il vasto piano dell'altra riva , sparso di paesi , e al di là i colli , e sur uno di quelli una gran macchia biancastra , che gli parve dover essere una città , Bergamo sicuramente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Arrampicarsi sur una pianta , e star lì a aspettar l'aurora , per forse sei ore che poteva ancora indugiare , con quella brezza , con quella brina , vestito così , c'era più che non bisognasse per intirizzir davvero .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dopo quelle prime accoglienze , Bortolo tira il nostro giovine lontano dallo strepito degli ordigni , e dagli occhi de' curiosi , in un'altra stanza , e gli dice: - ti vedo volentieri ; ma sei un benedetto figliuolo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* T'avevo invitato tante volte ; non sei mai voluto venire ; ora arrivi in un momento un po' critico .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Figliuolo mio , se tu non sei disposto a succiarti del baggiano a tutto pasto , non far conto di poter viver qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Finora no: col tempo può essere ; i ragazzi che vengon su ; ma gli uomini fatti , non c'è rimedio: hanno preso quel vizio ; non lo smetton più .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ora che sei persuaso di questo , tutto anderà bene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Due , sei , otto , quattro , sette ne hanno messi in prigione ; gl'impiccheranno , parte davanti al forno delle grucce , parte in cima alla strada dove c'è la casa del vicario di provvisione . . .Ehi , ehi , sentite questa ! n'è scappato uno , che è di Lecco , o di quelle parti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Quest'annunzio , con la circostanza d'esser Renzo appunto arrivato in Milano nel giorno fatale , diede qualche inquietudine alle donne , e principalmente a Lucia ; ma pensate cosa fu quando la fattoressa venne a dir loro: - e proprio del vostro paese quello che se l'è battuta , per non essere impiccato ; un filatore di seta , che si chiama Tramaglino: lo conoscete ?
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* - Scappato , lo dicon tutti ; dove , non si sa ; può essere che l'accalappino ancora , può essere che sia in salvo ; ma se gli torna sotto l'unghie , il vostro giovine posato . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Devo essere avvezzo a non parlare - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Nel fatto però , veniva anche lui a essere il faccendiere , lo strumento di tutti coloro: essi non mancavano di richiedere ne' loro impegni l'opera d'un tanto ausiliario ; per lui , tirarsene indietro sarebbe stato decadere dalla sua riputazione , mancare al suo assunto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non eran più che sospetti ; giacché chi avrebbe confessata apertamente una tale dipendenza ? ma ogni tiranno poteva essere un suo collegato , ogni malandrino , uno de' suoi ; e l'incertezza stessa rendeva più vasta l'opinione , e più cupo il terrore della cosa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'innominato che ne sapeva già qualcosa , ma in confuso , stette a sentire con attenzione , e come curioso di simili storie , e per essere in questa mischiato un nome a lui noto e odiosissimo , quello di fra Cristoforo , nemico aperto de' tiranni , e in parole e , dove poteva , in opere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma , in quell'asilo stesso dove pareva che tutto dovesse essere ostacolo , l'atroce giovine aveva un mezzo noto a lui solo ; e ciò che per gli altri sarebbe stata la maggior difficoltà , era strumento per lui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu sei venuta a codesta età , senza sapere come si fa coraggio a una creatura , quando sI vuole ! Hai tu mai sentito affanno di cuore ? Hai tu mai avuto paura ? Non sai le parole che fanno piacere in que' momenti ? Dille di quelle parole: trovale , alla malora .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Persuaso che la vita non è già destinata ad essere un peso per molti , e una festa per alcuni , ma per tutti un impiego , del quale ognuno renderà conto , cominciò da fanciullo a pensare come potesse render la sua utile e santa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Per queste , poté trovar professori già formati ; per il rimanente , abbiam visto che da fare gli avesse dato la raccolta de' libri e de' manoscritti ; certo più difficili a trovarsi dovevano essere i tipi di quelle lingue , allora molto men coltivate in Europa che al presente ; più ancora de' tipi , gli uomini .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma pensate che generoso , che giudizioso , che benevolo , che perseverante amatore del miglioramento umano , dovesse essere colui che volle una tal cosa , la volle in quella maniera , e l'eseguì , in mezzo a quell'ignorantaggine , a quell'inerzia , a quell'antipatia generale per ogni applicazione studiosa , e per conseguenza in mezzo ai cos'importa ? e c'era altro da pensare ? e che bell'invenzione ! e mancava anche questa , e simili ; che saranno certissimamente stati più che gli scudi spesi da lui in quell'impresa ; i quali furon centocinquemila , la più parte de' suoi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma quando voi stesso sorgerete a condannare la vostra vita , ad accusar voi stesso , allora ! allora Dio sarà glorificato ! E voi domandate cosa Dio possa far di voi ? Chi son io pover'uomo , che sappia dirvi fin d'ora che profitto possa ricavar da voi un tal Signore ? cosa possa fare di codesta volontà impetuosa , di codesta imperturbata costanza , quando l'abbia animata , infiammata d'amore , di speranza , di pentimento ? Chi siete voi , pover'uomo , che vi pensiate d'aver saputo da voi immaginare e fare cose più grandi nel male , che Dio non possa farvene volere e operare nel bene ? Cosa può Dio far di voi ? E perdonarvi ? e farvi salvo ? e compire in voi l'opera della redenzione ? Non son cose magnifiche e degne di Lui ? Oh pensate ! se io omiciattolo , io miserabile , e pur così pieno di me stesso , io qual mi sono , mi struggo ora tanto della vostra salute , che per essa darei con gaudio (Egli m'è testimonio) questi pochi giorni che mi rimangono ; oh pensate ! quanta , quale debba essere la carità di Colui che m'infonde questa così imperfetta , ma così viva ; come vi ami , come vi voglia Quello che mi comanda e m'ispira un amore per voi che mi divora !
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* Questo , che già gli era vicino , per tenersi lontano da quell'altro signore , e che intanto dava un'occhiatina di sotto in su ora all'uno ora all'altro , seguitando a almanaccar tra sé che cosa mai potesse essere tutto quel rigirìo , s'accostò di più , fece una riverenza , e disse: - m'hanno significato che vossignoria illustrissima mi voleva me ; ma io credo che abbiano sbagliato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Altro oggetto non aveva su cui riposar con fiducia lo sguardo , che il lettighiero , il quale , essendo al servizio del cardinale , doveva essere certamente un uomo dabbene , e insieme non aveva aria d'imbelle .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - M'ha mandata il nostro curato , - disse la buona donna: - perché questo signore , Dio gli ha toccato il cuore (sia benedetto !) , ed è venuto al nostro paese , per parlare al signor cardinale arcivescovo (che l'abbiamo là in visita , quel sant'uomo) , e s'è pentito de' suoi peccatacci , e vuol mutar vita ; e ha detto al cardinale che aveva fatta rubare una povera innocente , che siete voi , d'intesa con un altro senza timor di Dio , che il curato non m'ha detto chi possa essere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese e Lucia sentirono un ronzìo crescente nella strada ; mentre pensavano cosa potesse essere , videro l'uscio spalancarsi , e comparire il porporato col parroco .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ho sentito parlare di questo giovine , - disse il cardinale: - ma come mai uno che si trovò involto in affari di quella sorte , poteva essere in trattato di matrimonio con una ragazza così ?
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* Al suo apparire , cessò subito un gran bisbiglìo che c'era ; tutti si ristrinsero da una parte , lasciando voto per lui un grande spazio della sala: potevano essere una trentina .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I rimorsi che gliel avevan levato la notte avanti , non che essere acquietati , mandavano anzi grida più alte , più severe , più assolute ; eppure aveva sonno .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Entrò anche in questa come poté ; andò all'altare e , dopo essere stato alquanto in orazione , fece , secondo il suo solito , un piccol discorso al popolo , sul suo amore per loro , sul suo desiderio della loro salvezza , e come dovessero disporsi alle funzioni del giorno dopo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dimmi chi pratichi , e ti dirò chi sei .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Amateli perché hanno patito , perché patiscono , perché son vostri , perché son deboli , perché avete bisogno d'un perdono , a ottenervi il quale , pensate di qual forza possa essere la loro preghiera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma intanto , - riprese la madre , - se non fosse che tu ti sei legata per sempre , a tutto il resto , quando a Renzo non gli sia accaduta qualche disgrazia , con que' danari io ci avevo trovato rimedio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alla prova poi , non ebbe che a lodarsi dell'acquisto ; meno che , sul principio , gli era parso che il giovine dovesse essere un po' stordito , perché , quando si chiamava: Antonio ! le più volte non rispondeva .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il letterato , parte intende , parte frantende , dà qualche consiglio , propone qualche cambiamento , dice: lasciate fare a me ; piglia la penna , mette come può in forma letteraria i pensieri dell'altro , li corregge , li migliora , carica la mano , oppure smorza , lascia anche fuori , secondo gli pare che torni meglio alla cosa: perché , non c'è rimedio , chi ne sa più degli altri non vuol essere strumento materiale nelle loro mani ; e quando entra negli affari altrui , vuol anche fargli andare un po' a modo suo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'indegno ritratto che la vecchia faceva del poverino , risvegliava , per opposizione , più viva e più distinta che mai , nella mente della giovine l'idea che vi s'era formata in una così lunga consuetudine ; le rimembranze compresse a forza , si svolgevano in folla ; l'avversione e il disprezzo richiamavano tanti antichi motivi di stima ; l'odio cieco e violento faceva sorger più forte la pietà: e con questi affetti , chi sa quanto ci potesse essere o non essere di quell'altro che dietro ad essi s'introduce così facilmente negli animi ; figuriamoci cosa farà in quelli , donde si tratti di scacciarlo per forza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Aveva scelto sei preti ne' quali una carità viva e perseverante fosse accompagnata e servita da una complessione robusta ; gli aveva divisi in coppie , e ad ognuna assegnata una terza parte della città da percorrere , con dietro facchini carichi di vari cibi , d'altri più sottili e più pronti ristorativi , e di vesti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* La prima destinazione di tutto l'edifizio , cominciato nell'anno 1489 , co' danari d'un lascito privato , continuato poi con quelli del pubblico e d'altri testatori e donatori , fu , come l'accenna il nome stesso , di ricoverarvi , all'occorrenza , gli ammalati di peste ; la quale , già molto prima di quell'epoca , era solita , e lo fu per molto tempo dopo , a comparire quelle due , quattro , sei , otto volte per secolo , ora in questo , ora in quel paese d'Europa , prendendone talvolta una gran parte , o anche scorrendola tutta , per il lungo e per il largo .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Regole poi e provvedimenti per il buon ordine , non ne saranno certamente mancati ; ma si figuri ognuno qual ordine potesse essere stabilito e mantenuto , in que' tempi specialmente e in quelle circostanze , in una così vasta e varia riunione , dove coi volontari si trovavano i forzati ; con quelli per cui l'accatto era una necessità , un dolore , una vergogna , coloro di cui era il mestiere ; con molti cresciuti nell'onesta attività de' campi e dell'officine , molti altri educati nelle piazze , nelle taverne , ne' palazzi de' prepotenti , all'ozio , alla truffa , allo scherno , alla violenza .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Girolamo Soranzo , inviato de' Veneziani , poté bene addurre ragioni per combattere quella risoluzione ; che il re e il cardinale , dando retta alla sua prosa come ai versi dell'Achillini , se ne ritornarono col grosso dell'esercito , lasciando soltanto sei mila uomini in Susa , per mantenere il passo , e per caparra del trattato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Alessandro Tadino , uno de' conservatori della sanità (eran sei , oltre il presidente: quattro magistrati e due medici) , fu incaricato dal tribunale , come racconta lui stesso , in quel suo ragguaglio già citato (Pag .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E poi , io ho sempre sentito dire che , ne' pericoli , è meglio essere in molti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Già non poteva essere altrimenti: me lo sarei dovuto aspettare da un uomo di quella qualità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Agnese e Perpetua , per non mangiare il pane a ufo , avevan voluto essere impiegate ne' servizi che richiedeva una così grande ospitalità ; e in questo spendevano una buona parte della giornata ; il resto nel chiacchierare con certe amiche che s'eran fatte , o col povero don Abbondio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* e anche questa può essere contata tra le sue lodevoli singolarità .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il Tadino e il Ripamonti vollero notare il nome di chi ce la portò il primo , e altre circostanze della persona e del caso: e infatti , nell'osservare i princìpi d'una vasta mortalità , in cui le vittime , non che esser distinte per nome , appena si potranno indicare all'incirca , per il numero delle migliaia , nasce una non so quale curiosità di conoscere que' primi e pochi nomi che poterono essere notati e conservati: questa specie di distinzione , la precedenza nell'esterminio , par che faccian trovare in essi , e nelle particolarità , per altro più indifferenti , qualche cosa di fatale e di memorabile .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Eppure il Ripamonti , scrivendo per ordine del Consiglio generale de' decurioni , doveva avere al suo comando molti mezzi di prender l'informazioni necessarie ; e il Tadino , per ragione del suo impiego , poteva , meglio d'ogn'altro , essere informato d'un fatto di questo genere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Del resto , dal riscontro d'altre date che ci paiono , come abbiam detto , più esatte , risulta che fu , prima della pubblicazione della grida sulle bullette ; e , se ne mettesse conto , si potrebbe anche provare o quasi provare , che dovette essere ai primi di quel mese ; ma certo , il lettore ce ne dispensa .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Siccome però , a ogni scoperta che gli riuscisse fare , il tribunale ordinava di bruciar robe , metteva in sequestro case , mandava famiglie al lazzeretto , così è facile argomentare quanta dovesse essere contro di esso l'ira e la mormorazione del pubblico , " della Nobiltà , delli Mercanti et della plebe " , dice il Tadino ; persuasi , com'eran tutti , che fossero vessazioni senza motivo , e senza costrutto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'odio principale cadeva sui due medici ; il suddetto Tadino , e Senatore Settala , figlio del protofisico: a tal segno , che ormai non potevano attraversar le piazze senza essere assaliti da parolacce , quando non eran sassi .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Però , scoppiata e riconosciuta la peste , il tornar nelle menti quell'avviso poté servir di conferma al sospetto indeterminato d'una frode scellerata ; poté anche essere la prima occasione di farlo nascere .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* L'altre memorie contemporanee , raccontando la cosa , accennano anche , essere stata , sulle prime , opinion di molti , che fosse fatta per burla , per bizzarria ; nessuna parla di nessuno che la negasse ; e n'avrebbero parlato certamente , se ce ne fosse stati ; se non altro , per chiamarli stravaganti .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E perché , tanto nel lazzeretto , come per la città , alcuni pur ne guarivano , " si diceua " (gli ultimi argomenti d'una opinione battuta dall'evidenza son sempre curiosi a sapersi) , " si diceua dalla plebe , et ancora da molti medici partiali , non essere vera peste , perché tutti sarebbero morti " (Tadino , pag .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E , il 22 , furono spediti al campo due di quel corpo , che gli rappresentassero i guai e le strettezze della città: le spese enormi , le casse vote , le rendite degli anni avvenire impegnate , le imposte correnti non pagate , per la miseria generale , prodotta da tante cause , e dal guasto militare in ispecie ; gli mettessero in considerazione che , per leggi e consuetudini non interrotte , e per decreto speciale di Carlo V , le spese della peste dovevan essere a carico del fisco: in quella del 1576 avere il governatore , marchese d'Ayamonte , non solo sospese tutte le imposizioni camerali , ma data alla città una sovvenzione di quaranta mila scudi della stessa Camera ; chiedessero finalmente quattro cose: che l'imposizioni fossero sospese , come s'era fatto allora ; la Camera desse danari ; il governatore informasse il re , delle miserie della città e della provincia ; dispensasse da nuovi alloggiamenti militari il paese già rovinato dai passati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Il governatore scrisse in risposta condoglianze , e nuove esortazioni: dispiacergli di non poter trovarsi nella città , per impiegare ogni sua cura in sollievo di quella ; ma sperare che a tutto avrebbe supplito lo zelo di que' signori: questo essere il tempo di spendere senza risparmio , d'ingegnarsi in ogni maniera .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Bisogna però dire che fu obbligato a cedere al duca di Savoia un pezzo del Monferrato , della rendita di quindici mila scudi , e a Ferrante duca di Guastalla altre terre , della rendita di sei mila ; e che ci fu un altro trattato a parte e segretissimo , col quale il duca di Savoia suddetto cedé Pinerolo alla Francia: trattato eseguito qualche tempo dopo , sott'altri pretesti , e a furia di furberie .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Si raccontava , non da tutti nell'istessa maniera (che sarebbe un troppo singolar privilegio delle favole) , ma a un di presso , che un tale , il tal giorno , aveva visto arrivar sulla piazza del duomo un tiro a sei , e dentro , con altri , un gran personaggio , con una faccia fosca e infocata , con gli occhi accesi , coi capelli ritti , e il labbro atteggiato di minaccia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Se fosse stato uno solo che connettesse così , si dovrebbe dire che aveva una testa curiosa ; o piuttosto non ci sarebbe ragion di parlarne ; ma siccome eran molti , anzi quasi tutti , così è storia dello spirito umano , e dà occasion d'osservare quanto una serie ordinata e ragionevole d'idee possa essere scompigliata da un'altra serie d'idee , che ci si getti a traverso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Camminando però , sentiva un mal essere , un abbattimento , una fiacchezza di gambe , una gravezza di respiro , un'arsione interna , che avrebbe voluto attribuir solamente al vino , alla veglia , alla stagione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Griso ! - disse don Rodrigo , rizzandosi stentatamente a sedere: - tu sei sempre stato il mio fido .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Va' a chiamarlo: digli che gli darò quattro , sei scudi per visita , di più , se di più ne chiede ; ma che venga qui subito ; e fa' la cosa bene , che nessun se n'avveda .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* C'era stato cinque o sei mesi , salvo il vero ; dopo i quali , dichiarata l'inimicizia tra la repubblica e il re di Spagna , e cessato quindi ogni timore di ricerche e d'impegni dalla parte di qui , Bortolo s'era dato premura d'andarlo a prendere , e di tenerlo ancora con sé , e perché gli voleva bene , e perché Renzo , come giovine di talento , e abile nel mestiere , era , in una fabbrica , di grande aiuto al factotum , senza poter mai aspirare a divenirlo lui , per quella benedetta disgrazia di non saper tener la penna in mano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Se ci hanno da andare , - gli diceva , - ci anderanno anche senza di te , e tu potrai andarci dopo , con tuo comodo ; se tornano col capo rotto , non sarà meglio essere stato a casa tua ? Disperati che vadano a far la strada , non ne mancherà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora non poteva essere , tutt'al più , che quella d'Agnese ; e la sola grazia , che sperava dal cielo era di trovarcela in vita e in salute .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Oh Tonio ! - gli disse Renzo , fermandosegli davanti: - sei tu ?
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- Può essere ; ma chi volete che lo sappia ? non è qui .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Sei proprio tu ! - disse l'amico , quando furon vicini: - oh che gusto ho di vederti ! Chi l'avrebbe pensato ? T'avevo preso per Paolin de' morti , che vien sempre a tormentarmi , perché vada a sotterrare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo , lontano dall'immaginarsi come l'avesse scampata bella , e agitato più dalla rabbia che dalla paura , pensava , camminando , a quell'accoglienza , e indovinava bene a un di presso ciò che lo sconosciuto aveva pensato di lui ; ma la cosa gli pareva così irragionevole , che concluse tra sé che colui doveva essere un qualche mezzo matto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , mentre Renzo guarda quello strumento , pensando perché possa essere alzato in quel luogo , sente avvicinarsi sempre più il rumore , e vede spuntar dalla cantonata della chiesa un uomo che scoteva un campanello: era un apparitore ; e dietro a lui due cavalli che , allungando il collo , e puntando le zampe , venivano avanti a fatica ; e strascinato da quelli , un carro di morti , e dopo quello un altro , e poi un altro e un altro ; e di qua e di là , monatti alle costole de' cavalli , spingendoli , a frustate , a punzoni , a bestemmie .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo espose la sua domanda , alla quale il prete soddisfece , non solo con dirgli il nome della strada dove la casa era situata , ma dandogli anche , come vide che il poverino n'aveva bisogno , un po' d'itinerario ; indicandogli , cioè , a forza di diritte e di mancine , di chiese e di croci , quell'altre sei o otto strade che aveva da passare per arrivarci .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo affrettò il passo , facendosi coraggio col pensare che la meta non doveva essere così vicina , e sperando che , prima d'arrivarci , troverebbe mutata , almeno in parte , la scena ; e infatti , di lì a non molto , riuscì in un luogo che poteva pur dirsi città di viventi ; ma quale città ancora , e quali viventi ! Serrati , per sospetto e per terrore , tutti gli usci di strada , salvo quelli che fossero spalancati per esser le case disabitate , o invase ; altri inchiodati e sigillati , per esser nelle case morta o ammalata gente di peste ; altri segnati d'una croce fatta col carbone , per indizio ai monatti , che c'eran de' morti da portar via: il tutto più alla ventura che altro , secondo che si fosse trovato piuttosto qua che là un qualche commissario della Sanità o altro impiegato , che avesse voluto eseguir gli ordini , o fare un'angheria .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vistosi così tra due fuochi , gli venne in mente che ciò che era di terrore a coloro , poteva essere a lui di salvezza ; pensò che non era tempo di far lo schizzinoso ; rimise il coltellaccio nel fodero , si tirò da una parte , prese la rincorsa verso i carri , passò il primo , e adocchiò nel secondo un buono spazio voto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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- Sei venuto a metterti sotto la protezione de' monatti ; fa' conto d'essere in chiesa , - gli disse uno de' due che stavano sul carro dov'era montato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Di che cosa ? - disse il monatto: - tu lo meriti: si vede che sei un bravo giovine .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ma aveva già fatto un bel pezzetto di cammino , e ripetuto più e più volte quel doloroso esame , senza veder mai nessuna donna: onde s'immaginò che dovessero essere in un luogo separato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma tu , - proseguiva , - come sei qui ? perché vieni così ad affrontar la peste ?
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* - Non ringraziar me , - disse il frate: - è roba de' poveri ; ma anche tu sei un povero , in questo momento .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ho ben pensato che le donne devono essere in un luogo a parte , ma non ci sono mai potuto arrivare: se è così , ora lei me l'insegnerà .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Dio , il quale certamente benedice questa tua perseveranza d'affetto , questa tua fedeltà in volere e in cercare colei ch'Egli t'aveva data ; Dio , che è più rigoroso degli uomini , ma più indulgente , non vorrà guardare a quel che ci possa essere d'irregolare in codesto tuo modo di cercarla .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Tu vedi quella chiesa lì nel mezzo . . .- e , alzando la mano scarna e tremolante , indicava a sinistra nell'aria torbida la cupola della cappella , che torreggiava sopra le miserabili tende ; e proseguì: - là intorno si vanno ora radunando , per uscire in processione dalla porta per la quale tu devi essere entrato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Perché , ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto ! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo ! quanti ne ho veduti portar via ! quanti pochi uscire ! . . .Va' preparato a fare un sacrifizio . . .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E perché sei povero , perché sei offeso , credi tu ch'Egli non possa difendere contro di te un uomo che ha creato a sua immagine ? Credi tu ch'Egli ti lascerebbe fare tutto quello che vuoi ? No ! ma sai tu cosa puoi fare ? Puoi odiare , e perderti ; puoi , con un tuo sentimento , allontanar da te ogni benedizione .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Benedicilo , e sei benedetto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era quel padre Michele che abbiam detto essere stato dato per compagno nel governo al padre Felice .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Al diavolo il mestiere , al diavolo la buona condotta ! Volete condannarmi a essere arrabbiato per tutta la vita ; e da arrabbiato viverò . . .E quel disgraziato ! Lo sa il Signore se gli ho perdonato di cuore ; ma voi . . .Volete dunque farmi pensare per tutta la vita che se non era lui . . . ? Lucia ! avete detto ch'io vi dimentichi: ch'io vi dimentichi ! Come devo fare ? A chi credete ch'io pensassi in tutto questo tempo ? . . .E dopo tante cose ! dopo tante promesse ! Cosa v'ho fatto io , dopo che ci siamo lasciati ? Perché ho patito , mi trattate così ? perché ho avuto delle disgrazie ? perché la gente del mondo m'ha perseguitato ? perché ho passato tanto tempo fuori di casa , tristo , lontano da voi ? perché , al primo momento che ho potuto , son venuto a cercarvi ?
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* Il frate chiamò con un cenno il giovine , il quale se ne stava nel cantuccio il più lontano , guardando (giacché non poteva far altro) fisso fisso al dialogo in cui era tanto interessato ; e , quando quello fu lì , disse , a voce più alta , a Lucia: - con l'autorità che ho dalla Chiesa , vi dichiaro sciolta dal voto di verginità , annullando ciò che ci poté essere d'inconsiderato , e liberandovi da ogni obbligazione che poteste averne contratta .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Tornate , con sicurezza e con pace , ai pensieri d'una volta , seguì a dirle il cappuccino: - chiedete di nuovo al Signore le grazie che Gli chiedevate , per essere una moglie santa ; e confidate che ve le concederà più abbondanti , dopo tanti guai .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E tu , - disse , voltandosi a Renzo , - ricordati , figliuolo , che se la Chiesa ti rende questa compagna , non lo fa per procurarti una consolazione temporale e mondana , la quale , se anche potesse essere intera , e senza mistura d'alcun dispiacere , dovrebbe finire in un gran dolore , al momento di lasciarvi ; ma lo fa per avviarvi tutt'e due sulla strada della consolazione che non avrà fine .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* In quanto a stanco , lo poteva essere , ma non ne sapeva nulla: e il frescolino dell'alba aggiunto a quello della notte e di quel poco bagno , non gli dava altro che una fierezza , una voglia di camminar più presto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Ma come sei conciato !
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* Tornò senza essere stato visto da nessuno ; e andò subito a letto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Sostanza composta , neppure ; perché a ogni modo dovrebbe esser sensibile all'occhio o al tatto ; e questo contagio , chi l'ha veduto ? chi l'ha toccato ? Riman da vedere se possa essere accidente .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ora , supponendolo accidente , verrebbe a essere un accidente trasportato: due parole che fanno ai calci , non essendoci , in tutta la filosofia , cosa più chiara , più liquida di questa: che un accidente non può passar da un soggetto all'altro .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Chi nega che ci possa essere di queste cose , anzi che ce ne sia ? Tutto sta a veder di dove vengano .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* E cominciò a descrivere in che stato aveva visto quel povero don Rodrigo ; e che già a quell'ora doveva sicuramente essere andato .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Vedo che vuol essere un'altra lungagnata: è meglio fare addirittura come dice lui , andare a maritarsi dove andiamo a stare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Ne abbiam passate delle brutte , n'è vero , i miei giovani ? delle brutte n'abbiam passate: questi quattro giorni che dobbiamo stare in questo mondo , si può sperare che vogliano essere un po' meglio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Di te non mi fa specie , che sei un malandrinaccio ; ma dico quest'acqua cheta , questa santerella , questa madonnina infilzata , che si sarebbe creduto far peccato a guardarsene .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Era sgarbato con tutti , perché ognuno poteva essere uno de' critici di Lucia .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Tu sei medico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu sei il marito: va'! - Grazie tante...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ti vergogni, bestione? Ti ci sei messo, prima? E ora ti vergogni? Va'! È tua moglie! I convitati accorsero a metter pace, a persuadere Gerlando a andare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gerlando, pentito, spaventato, corse a chiamar la madre: un garzone fu spedito in città per una levatrice; mentre il mezzadro, vedendo già in pericolo il podere, se la nuora abortiva, bistrattava il figlio: - Bestione, bestione, che hai fatto? E se ti muore, adesso? Se non hai piú figli? Sei in mezzo a una strada! Che farai? Hai lasciato la scuola e non sai neppur tenere la zappa in mano.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Te l'ho già detto: sei rovinato, in mezzo a una strada.(Pirandello - Novelle per un anno)
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col pensiero del mio avvenire, poiché lui è vecchio, dice, e io cosí, senza né arte né parte: finché ci sei tu, bene; ma poi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Carta? Imbrogli! Che poteva essere quella carta? Il testamento: la donazione cioè del podere al marito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei pazzo? Lasciami! Per non cadere, s'appoggiò con le braccia a gli omeri di lui e lo respinse indietro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E ricordavano che Marastella, accorsa con la madre, tutt'e due urlanti, con le braccia levate, tra il vento e la spruzzaglia dei cavalloni, in capo alla scogliera del nuovo porto, su cui i cadaveri dei tre annegati erano stati tratti dopo due giorni di ricerche disperate, invece di buttarsi ginocchioni presso il cadavere del padre, era rimasta come impietrita davanti a un altro cadavere, mormorando, con le mani incrociate sul petto: - Ah! Amore mio! amore mio! Ah, come ti sei ridotto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E hai visto che bella cameretta bianca, pulita, piena d'aria? Chiudi porta e finestra, la sera; accendi il lume; e sei a casa tua: una casa come un'altra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tu che sei piú piccola di noi, ci avrai tutte qua, a una a una.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora sei a casa tua...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Queste considerazioni, che ciascuno di quei proprietarii della collina ribadiva di continuo nella mente dell'altro, volevano essere come un impegno per tutti di resistere uniti alle tentazioni, sapendo bene che se uno di loro avesse ceduto e una zolfara fosse sorta là in mezzo, tutti ne avrebbero sofferto; e allora, cominciata la distruzione, altre bocche d'inferno si sarebbero aperte e, in pochi anni, tutti gli alberi, tutte le piante sarebbero morti, attossicati dal fumo, e addio campagne! II Tra i piú tentati era don Mattia Scala che possedeva un poderetto con un bel giro di mandorli e d'olivi a mezza costa della collina, ove, per suo dispetto, affiorava con piú ricca promessa il minerale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Era pure stata una fortuna l'aver potuto acquistare quei pochi ettari di terra, perché uno dei proprietarii dei sei poderi in cui era frazionata la collina, il Butera, riccone, s'era fitto in capo di diventar col tempo padrone di tutte quelle terre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E intanto lavoriamo, ci ammazziamo a scavarlo, poi lo trasportiamo giú alle marine, dove tanti vapori inglesi, americani, tedeschi, francesi, perfino greci, stanno pronti con le stive aperte come tante bocche a ingojarselo; ci tirano una bella fischiata, e addio! Che ne faranno, di là, nei loro paesi? Nessuno lo sa; nessuno si cura di saperlo! E la ricchezza nostra, intanto, quella che dovrebbe essere la ricchezza nostra, se ne va via cosí dalle vene delle nostre montagne sventrate, e noi rimaniamo qua, come tanti ciechi, come tanti allocchi, con le ossa rotte dalla fatica e le tasche vuote.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora don Mattia Scala voleva la campagna: aveva fretta, cominciava a essere stufo, e aveva ragione: la somma convenuta era pronta - e notare che quel denaro a don Filippino avrebbe fatto tanto comodo; ma, Dio benedetto, come avrebbe poi potuto in città gustar la poesia pastorale e campestre del suo divino Virgilio? - Abbi pazienza, caro Mattia! La prima volta che lo Scala s'era sentito rispondere cosí, aveva sbarrato tanto d'occhi: - Mi burlate, o dite sul serio? Burlare? Ma neanche per sogno! Diceva proprio sul serio, don Filippino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non sei tu qua il padrone, caro Mattia? Puoi far quello che ti pare e piace.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Diciotto mila lire, io: contanti! Son circa sei ettari di terra: tre salme giuste, con la nostra misura: sei mila lire a salma, contanti! Dio sa quel che ho penato per metterle insieme: e ora, ora mi vedo sfuggir l'affare, la terra sotto i piedi, la terra che già consideravo mia! Mentre don Mattia si sfogava cosí, Saro Trigona si toccava le dita, accigliato, per farsi i conti: - Diciotto mila...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma piú di sei mila già ce l'ho spese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Il fondo del Lo Cícero non valeva piú di diciotto mila lire; ma ora io ce ne ho spese piú di sei mila; dunque, facendolo stimare onestamente, tu non potresti averlo per meno di ventiquattro mila.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si contentasse, dunque, il Chiarenza, per il momento, del denaro ch'egli aveva con sé; avrebbe avuto il resto, fino all'ultimo centesimo, da lui, non piú dal Trigona, tenendo anche ferma la stima di ventiquattro mila lire, come se quelle sei mila lui non ce le avesse spese, e anche fino al saldo delle venticinque mila, se voleva, cioè dell'intero debito del Trigona.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Te le nascondi? Sei morto! sei morto! e ti ostini ancora a farmi del male? Oh ma, sai? questa volta, no: tu non ci arrivi! Io t'ho detto i sacrificii che sarei disposto a fare per quella terra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu sei un indegno figlio, è vero? - Sissignore, e me ne vanto: della Madonna Addolorata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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So che sei un bravo operajo e che fai le cose ammodo e onestamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vi erano accolti i poveri orfani e i bastardelli di tutta la provincia, dai sei ai diciannove anni, i quali vi imparavano le varie arti e i varii mestieri.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vuoi darla a conoscere a me? Tu sei ragazzo inesperto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora il vicario capitolare Monsignor Lentini, che dal lunedí al sabato di quella dodicesima settimana aveva dovuto fare altre sei prediche su la SS.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché lagnarsi del padre, se egli si era piegato ai voleri di lui senza opporre la minima resistenza, senza arrischiar neppure la piú timida osservazione, come a un patto fin dalla nascita stabilito e concluso e ormai non piú discutibile? se egli stesso, proprio per sottrarsi alle tentazioni che potevano venirgli dall'ideale di vita ben diverso, fin allora vagheggiato, s'era indotto a prender moglie, a sposar colei che gli era stata destinata da gran tempo: la cugina orfana, Flavia? Come tutte le donne di quell'odiato paese, in cui gli uomini, nella briga, nella costernazione assidua degli affari rischiosi, non trovavan mai tempo da dedicare all'amore, Flavia, che avrebbe potuto essere per lui l'unica rosa lí tra le spine, s'era invece acconciata subito, senza rammarico, come d'intesa, alla parte modesta di badare alla casa, perché nulla mancasse al marito dei comodi materiali, quando stanco, spossato, ritornava dalle zolfare o dal banco o dai depositi di zolfo lungo la spiaggia, dove, sotto il sole cocente, egli aveva atteso tutto il giorno all'esportazione del minerale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma i miei figliuoli, perché? Perché avrei dovuto essere un tiranno, io, per i miei figliuoli? - Chi dice tiranno? - si provò a osservare Flavia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu sei il medico della Compagnia, è vero? Lucio Sarti, angosciato dal dubbio tremendo che l'Orsani avesse inteso tutto quello ch'egli aveva detto a Flavia, rimase stordito a quella subitanea risoluzione; gli parve senza nesso, ed esclamò, sollevato per il momento da un gran peso: - Ma è una pazzia! - No, perché? - rispose, pronto, Gabriele.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Chi te ne può accusare? Chi può dire che in questo momento io non sia sano? Vendo salute! Morrò di qui a cinque o sei mesi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E come? - Ricordi dove morí mio padre e perché? Gabriele lo guatò, stordito; bisbigliò tra sé: - Che c'entra? - Tu non sei al mio posto, - rispose il Sarti, risoluto, aspro, rimettendosi le lenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non capisco, - rispose Gabriele con freddezza, - che rimorso potrebbe essere per te l'aver beneficato i miei figliuoli...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non c'è altro rimedio! Per un tuo scrupolo, che non può essere anche mio ormai, vuoi che rigetti questo mezzo che mi si offre spontaneo, quest'ancora che tu, tu stesso m'hai gettata? S'appressò all'uscio, ad origliare, facendo cenno al Sarti di non rispondere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Una prova: che egli non poteva essere come quel gatto là che, compiuto uno scempio, un momento dopo non ci pensava piú; l'altra prova: che gli uomini, alla presenza d'un fatto, non potevano restare impassibili come le cose, per quanto come lui si forzassero, non solo a non parteciparvi, ma anche a tenersene quasi assenti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E che potevi fare tu solo, figlio mio? È bastato lo spavento che ti sei preso, e quest'agitazione...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Pregare sempre, che c'entra! Sai che sei un bel tipo? - Sí, lo so.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh, ma tu che hai? Sei funebre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Stai per prenderla? - Sei matto? Dopo i quaranta? Neanche per sogno! - Quaranta? E se fossero cinquanta, Gigione, e sonati? Ma già, tu hai la specialità di non sentir sonare mai niente: né le campane né gli anni, me ne scordavo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma tu mi parli anche in diminutivi, adesso, e sei cosí grosso, cosí superlativo, povero Gigione mio! Che t'hanno fatto? T'hanno bruciato la coda? Vuoi farmi piangere? - Mah! - fece il Mear, aspettando sul pianerottolo che la serva venisse ad aprire la porta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Te ne scongiuro! Vedi: la dimenticanza non m'ha impedito di farti sedere alla mia tavola; e, del resto, quand'anche non t'avessi mai conosciuto, quand'anche tu non fossi mai stato amico mio, lo sei diventato adesso e carissimo, credi! sento per te una simpatia fraterna, ti ammiro, ti vorrei sempre con me: dunque, dimmi come ti chiami! - È inutile, sai, - concluse l'altro, - non mi seduci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- A Roma? Ti sei dimesso? - No, dimmi come m'immaginavi, te ne prego! - insisté il Griffi vivamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Forse non potrai intendermi bene neanche tu; ma immagina un uomo, per esempio, che sia costretto a vivere, incatenato, con un'altra creatura, contro la quale covi un intenso odio, soffocato ora per ora dalle piú amare riflessioni: immagina! Oh, un bel giorno, mentre sei a colazione - tu qui, lei lí - conversando, ella ti narra che, quand'era bambina, suo padre fu sul punto di partire, poniamo, per l'America, con tutta la famiglia, per sempre; oppure, che mancò poco ella non restasse cieca per aver voluto un giorno ficcare il naso in certi congegni chimici del padre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma che diavolo dici? Sei pazzo? Io ti sto domandando...(Pirandello - Novelle per un anno)
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RISPOSTA Ti sei sfogato bene, amico mio! Veramente è da rimpiangere che tu, facendo violenza alla tua nativa disposizione, non abbia potuto dedicarti alle Muse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Quanto calore nelle tue espressioni, e con quale trasparente evidenza, in pochi tocchi, fai balzar vivi innanzi agli occhi luoghi, fatti e persone! Sei addolorato, sei indignato, povero Marino mio; e non vorrei che questa mia risposta ti accrescesse il dolore e l'indignazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per farla breve, piú contento di cosí nell'aspettazione ansiosa d'un ottimo successo per la sua nuova commedia l'amico Faustino Perres non poteva essere alla vigilia della rappresentazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oh Dio! oh Dio! se veramente la piccola Gàstina temeva per questo, la sua commedia era perduta! Per far dispetto al capocomico, prima che cominciasse la prova generale, la piccola Gàstina, col gomito appoggiato sul ginocchio d'una gamba accavalciata sull'altra e il pugno sotto il mento, seriamente domandò a Faustino Perres, se la battuta di Sua Eminenza al secondo atto: - "Giuseppe, smorzate i lumi" - non poteva essere ripetuta, all'occorrenza, qualche altra volta durante la rappresentazione, visto e considerato che non c'è altro mezzo per fare andar via un pipistrello, che entri di sera in una stanza, che spegnere il lume.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dovrebbe far parte della realtà che ho creato io, quel pipistrello, perché io potessi tenerne conto e farne tener conto ai personaggi della mia commedia; dovrebbe essere un pipistrello finto e non vero, insomma! Perché non può, cosí, incidentalmente, da un momento all'altro, un elemento della realtà casuale introdursi nella realtà creata, essenziale, dell'opera d'arte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E altre sei o sette volte dovette presentarsi a ringraziare il pubblico che non si stancava d'applaudire, perché voleva alla ribalta anche la Gàstina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Fuori la Gàstina! Fuori la Gàstina! Ma come far presentare la Gàstina, che nel suo camerino si dibatteva ancora in una fierissima convulsione di nervi, tra la costernazione di quanti le stavano attorno a soccorrerla? Il capocomico dovette farsi al proscenio ad annunziare, dolentissimo, che l'acclamata attrice non poteva comparire a ringraziare l'eletto pubblico, perché quella scena, vissuta con tanta intensità, le aveva cagionato un improvviso malore, per cui anche la rappresentazione della commedia, quella sera, doveva essere purtroppo interrotta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non te la sei scritta da te, codesta lettera? - domandò Ciro Colli, riabbassando la testa sul petto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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sí, non tanto nuove; ma tu, se vuoi, puoi farmele nuovissime, perché come scultore, non te lo dico per adularti, sei un bravo calzolajo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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nel camposanto dell'arte, scusi! e questa vuol essere la Vita che si sposa alla Morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tutti quei mobili nuovi, scelti chi sa con quanta cura amorosa da entrambi gli sposini, e festivamente disposti in quella casa che tra pochi giorni doveva essere abitata, quante promesse chiudevano? Riponi in uno stipetto un desiderio: àprilo: vi troverai un disinganno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gli aveva posato un po' a sghembo sul teschio il suo berretto di carta; e lo scheletro pareva un fantaccino su l'attenti, ad ascoltar la lezione che Ciro Colli, scultore-caporale, tra uno sbuffo e l'altro di fumo gl'impartiva: - E tu perché te ne sei andato a caccia? Vedi come ti sei conciato, caro mio? Brutto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché te ne sei andato a caccia? me lo dici? LA TOCCATINA I Col cappellaccio bianco buttato sulla nuca, le cui tese parevano una spera attorno al faccione rosso come una palla di formaggio d'Olanda, Cristoforo Golisch s'arrestò in mezzo alla via con le gambe aperte un po' curve per il peso del corpo gigantesco; alzò le braccia; gridò: - Beniamino! Alto quasi quanto lui, ma secco e tentennante come una canna, gli veniva incontro pian piano, con gli occhi stranamente attoniti nella squallida faccia, un uomo sui cinquant'anni, appoggiato a un bastone dalla grossa ghiera di gomma.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pareva un naufrago che si arrabattasse disperatamente per tenersi a galla, dopo essere stato tuffato e sommerso per un attimo eterno nella vita oscura, a lui ignota, della sua gente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu sei il mio buon Beniamino, il mio gran giovanottone sei...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu vuoi esser desiderata perché io sia invidiato? Quanto sei buona! Ma piú buono sono io che t'ho sposata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non può desiderarla, intendo com'ella vorrebbe essere desiderata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Noi uomini abbiamo preso il vezzo di dire che la donna è un essere incomprensibile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io dovevo rispettarla, adesso, no? Era mia moglie! Ebbene, forse lei non voleva essere rispettata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per sei anni di fila, cure inutili, che fecero strazio del mio povero corpo, ridotto in uno stato da far pietà finanche agli altri ammalati del mio stesso male.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi poteva essere a quell'ora? Il dottor Loero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Erano venuti da Firenze, da Perugia e da Roma cinque o sei medici, per la cura dell'acqua, ed egli, col farmacista, aveva pensato bene di dare una cena ai colleghi, nell'Ospedaletto della Croce Verde, dietro la Collegiata, lí vicino a Rori.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sicuro! Perché era nato signore, lui, almeno per metà! Lo desumeva dal fatto che, uscito a sedici anni da un nobile ospizio in cui era stato accolto fin dalla nascita, gli eran venuti, non sapeva né donde, né come, né perché, sei mila lire, residuo d'un rimborso liquidato in contanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Ronchi, che aveva avuto per lei tante noje, scrollò le spalle, esclamando: - O vada a farsi benedire! Dopo cinque o sei giorni, verso sera, Mimí, sudicia, scarduffata, famelica, irriconoscibile, fu rivista per le vie di Chianciano, sotto la pioggia lenta, che segnava la fine della stagione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'altro giorno, intanto, dal suo lettino, Raffaella Òsimo aveva veduto passare per la corsia gli studenti di medicina che facevano il corso di semejòtica, e fra questi studenti aveva riveduto, dopo circa due anni, Riccardo, con accanto una giovinetta, che doveva essere una studentessa anche lei, bionda, bella, straniera all'aspetto: e dal modo con cui la guardava...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perdio! Il problema della morte, il terribile essere o non essere d'Amleto, la terribile questione era dunque risolta? Poteva l'anima d'un trapassato tornare per un istante a "materializzarsi" e venire a stringergli la mano? Sí, a stringere la mano a lui, Zummo, incredulo, cieco fino a jeri, per dirgli: "Zummo, sta' tranquillo; non ti curare piú delle miserie di codesta tua meschinissima vita terrena! C'è ben altro, vedi? ben altra vita tu vivrai un giorno! Coraggio! Avanti!".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con irritante presunzione, sentenziarono che le teorie, tuttora incerte, dedotte dai fenomeni cosí detti spiritici, non erano ancora ammesse e accettate dalla scienza moderna, eminentemente positiva; che, del resto, venendo a considerar piú da vicino il processo, se per l'articolo il locatore è tenuto a garantire al conduttore il pacifico godimento della cosa locata, nel caso in esame, come avrebbe potuto il locatore stesso garantir la casa dagli spiriti, che sono ombre vaganti e incorporee? come scacciare le ombre? E, d'altra parte, riguardo all'articolo 1577, potevano gli spiriti costituire uno di quei vizii occulti che impediscono l'uso dell'abitazione? Erano forse ingombranti? E quali rimedii avrebbe potuto usare il locatore contro di essi? Senz'altro, dunque, dovevano essere respinte le eccezioni dei convenuti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di giorno, poteva essere invidiata da tutti coloro che abitavano in quelle case ammucchiate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cinque o sei, con lui, cinque o sei: non si doveva essere in piú! Tutto stava a cacciarsi in quel fondaco, senza farsi scorgere dal Granella.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non vorrebbero essere mangiati! Ma io me li mangio; e tutto il paese ride.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sú Nina, sú! Dormi, stasera? Sú! Maledetta la casa e maledetto il podere, che non lo lasciavano essere neanche povero bene, povero e pazzo, lí, in mezzo a una strada, povero senza pensieri, come tanti ne conosceva e per cui, nell'esasperazione in cui si trovava, sentiva un'invidia angosciosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei venuto di corsa? - Sí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dimmi: sei contento tu? - Di che? - domandò Nàzzaro, levando la testa, che aveva già affondata tra le braccia appoggiate al tavolino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non ti sei accorto, per esempio, com'io da qualche tempo venga qua e ne vada via piú tranquilla? - Ah...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Scoppiò di nuovo a ridere, vedendo la faccia che lui le faceva; e corse a sederglisi su le ginocchia e a carezzarlo: - Vendicati su me, via, Giugiú! Come sei terribile...(Pirandello - Novelle per un anno)
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In sei anni di matrimonio aveva sperimentato sua moglie, se non al tutto insensibile, certo non molto proclive all'amore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pensò infine che quel portone, non guardato da nessuno, poteva essere per lui un buon posto da vedere senz'esser visto, quando, a tempo debito, sarebbe venuto a spiare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dopo sei o sette di quelle visite, un dopopranzo, il cavalier Martino Lori si assentò dall'ufficio, s'abbigliò come per le grandi occasioni e andò a Montecitorio a domandare dell'onorevole Verona.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu non puoi avere opinioni, caro mio! Sei senza nervi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E sei o sette volte, in quei primi tre anni, lo minacciò di riprendere l'insegnamento e di separarsi da lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- O che mi piangi, adesso? Non vorrò mica essere l'intermediario di questo matrimonio per nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Difatti leggeva lei, mentre il Motta si faceva la solita partita a scacchi col signor Anselmo, zio di Bartolino; leggeva qualche romanzo francese alla vecchia signora Fiorenzo da sei mesi relegata in una poltrona dalla paralisi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lei sí c'era stata, nel suo primo viaggio di nozze, con la buon'anima; e serbava memoria anche delle minime cose, dei piú lievi incidenti che le erano occorsi; minutissima e lucidissima memoria, quasi che fossero passati, non sei anni, ma sei mesi, da allora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pippo, sí; lo stesso di sei anni fa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non credeva che questo compito pietoso dovesse riuscirle difficile: Ortensia, via, non doveva essere in fondo troppo afflitta di quella sciagura; buon uomo, sí, il povero Motta, ma seccantissimo e molto piú vecchio di lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora poi ella aveva motivo di credere che il turbamento del giovine, per quella cosí detta franchezza della moglie, dopo il viaggio di nozze, doveva essere di molto cresciuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Bartolino non ci volle credere; Bartolino sentí anzi piú aspra entro di sé, dopo questo discorso, la stizza, ma non tanto contro la moglie, quanto contro il defunto Taddei, perché comprendeva bene ormai che quel modo di ragionare, quel modo di sentire non eran proprii di lei, della moglie, ma frutto della scuola di quell'uomo, che doveva essere stato un gran cinico.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sospettare delle sorelle, questo no, neanche per ombra; ma certo cominciava a essere un po' stufa di tutto quello sfoggio di civetteria senza malizia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma il marito? Per lui non poteva essere la stessa cosa, quella bambina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei contenta, ora? - Contenta...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sono appena sei mesi, e già...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho solamente sei mesi piú di lui".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Le prese il volto tra le mani, e aggiunse: - Lo comprendi, lo senti, è vero? che tu mai, mai, nel mio cuore, nel mio pensiero, non sei venuta mai meno, tu santa mia, amore, amore mio...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma se volevi rispettato questo diritto di non aver tolta la vita, non dovevi andare a prendergli la moglie, quella bertuccia vestita! Cosí facendo, - bada, io vedo adesso le ragioni dell'accusa, - tu stesso hai derogato al tuo diritto, ti sei esposto al rischio, e non dovevi perciò reagire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La signora, invitando le vecchie amiche, lasciava intendere con mezzi sorrisi e mezze frasi che le loro figliuole avrebbero trovato presto marito; e molte mamme sollecitavano di continuo, ansiosamente, l'onore di essere ammesse in casa di lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ella però voleva essere lasciata libera nella scelta, voleva che si avesse piena fiducia in lei, nel suo tatto, nel suo intuito, nella sua esperienza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tra pochi giorni gli sarebbe toccato ritornare all'ufficio; e quei piccini? Nessuna serva era mai durata in casa piú di sei mesi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Se sei venuto a cercarmi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sú, via! Perché no? Se sei tornato a me...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Queste di prima classe, debbono essere spedizioni molto complicate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Di', tu sei sitoso? - Non capisco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che fai? sei matto? Non allungare il collo cosí! (Bravo, cocco, nuoti? giochi alla morra?).(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora l'Imbrò: - Scemo, sei ancora lí? Marche! T'ho detto: Va' a staccare! - Aspetta, - disse allora il Ciunna, cavando dalla tasca in petto il portafogli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E intendeva forse significare con questo che, oltre i limiti della memoria, vi sono percezioni e azioni che ci rimangono ignote, perché veramente non sono piú nostre, ma di noi quali fummo in altro tempo, con pensieri e affetti già da un lungo oblío oscurati in noi, cancellati, spenti; ma che al richiamo improvviso d'una sensazione, sia sapore, sia colore o suono, possono ancora dar prova di vita, mostrando ancor vivo in noi un altro essere insospettato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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tu? Lo volevo dire! Ma come? Tu qua, amico mio? Sei tornato da Roma? - Oggi, - rispose, cupo, Luca Fazio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, eri al caffè? Come stai, come stai, amico mio? - Male; non mi toccare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poi seguitò: - Mi vide con la rivoltella in pugno, e subito, anche dalla mia faccia, comprese che cosa stessi per fare; mi corse innanzi; m'afferrò per le braccia; mi scosse e mi gridò: "Ma come? cosí t'uccidi? Oh Luca, sei tanto imbecille? Ma va'...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Paroni, atterrito, con le mani innanzi al volto, cercò di sottrarsi alla mira, gridando: - Sei pazzo?...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Che differenza vuoi che ci sia tra te e Mazzarini, per uno come me o come Pulino, a cui non importa piú nulla della vostra vita e di tutte le vostre pagliacciate? Ammazzar te o un altro, il primo che passa per via, è tutt'uno per noi! Ah, siamo imbecilli per te, se non ci rendiamo strumento, all'ultimo, del tuo odio o di quello d'un altro, delle vostre gare e delle vostre buffonate? Ebbene: io non voglio essere imbecille come Pulino, e ammazzo te! - Per carità, Luca...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non te ne sei accorta? - Io, no.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E, per essere lasciata in pace, povera sbiobbina, immagina d'un tratto questo espediente: accosta il tavolino alla finestra, prende uno strofinaccio e poi, con l'ajuto d'una seggiola, monta a gran fatica sul tavolino, là, in piedi, come per pulire con quello strofinaccio i vetri della finestra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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e tu la respiri, tu sí, perché non ti sei ancora guastato...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma lo scadere ch'egli fa di giorno in giorno nella considerazione e nel rispetto della gente per tutto quell'eccesso di pratiche religiose della sua famiglia, cosí deliberatamente ostentato dal suocero, non per sentimento sincero, ma per un dispetto a lui e con l'intenzione manifesta di recare a lui una gratuita offesa, non può non essere avvertito dal mio amico signor Daniele Catellani.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per poter essere meno frettolosamente puntuale, credeva d'ajutarsi meditando la notte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche a costo di pagar lui le spese, voleva indurlo a desistere dalla querela, dimostrandogli quattro e quattr'otto che quei due giovanotti non potevano essere condannati, secondo giustizia, e che dalla loro assoluzione inevitabile sarebbe venuto a lui certamente maggior danno, una piú crudele persecuzione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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oh, lei, signora Nina? come mai? Era la moglie d'un collega, del professor Ronchi, conosciuto sei anni fa, a Matera, nelle scuole tecniche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Legati ancora alla propria famiglia lontana, con tutti i ricordi dell'intimità domestica, Carlino Sanni e Tito Morena sapevano che quest'intimità non poteva piú essere per loro, staccati come già ne erano per sempre.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei sicuro tu, che non ti saresti "piegato, commosso e intenerito" al posto mio? E avresti avuto il coraggio, cosí commosso e intenerito, di dirle di no, anche per conto di un altro, che forse al tuo posto si sarebbe, come te, commosso e intenerito? Rispondi a questo! Rispondi! Cosí sfidato, con gli occhi negli occhi, Tito non volle darsi per vinto, e mentí, imperterrito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Io, commosso? Chi te lo dice? - E dunque è vero, - esclamò allora Carlino trionfante, - che il cuor duro sei tu, e puoi bene andarglielo a dire! - Oh sai che ti dico io, invece? - fremé Tito al colmo del dispetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dovevano essere insieme, d'accordo, tutti e tre, a volere e a commettere la violenza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non c'era, né ci poteva essere modo a uscirne, finché nessuno dei due voleva abbandonar del tutto all'altro il ragazzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se poi volevano veramente risolvere la situazione, il giovane avvocato non ci vedeva altro mezzo, che questo: che il figlio, non potendo essere di uno soltanto, non fosse piú di nessuno dei due.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E cosí Carlino Sanni e Tito Morena, ora che il figlio non poteva piú essere né dell'uno né dell'altro, ritornarono a poco a poco di nuovo amici come prima.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Mamma, ecco un altro seccatore Cosí m'accolse (e me lo meritavo) il maggiore dei due ragazzi, che poteva aver circa sei anni, magrolino, orecchiuto, coi capelli irti e il nasetto in sú, rivolgendosi alla signora che leggeva in un angolo, con un ampio velo verdastro rialzato sul cappello, speciosa cornice al volto pallido e affilato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cosí immobile, non cessava un momento di guardar la giovine, che doveva essere la sua signora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A cavalluccio, eh Niní? Gioja cara, quanto sei bello! To', caro! to', amore! Il professor Erminio Del Donzello, costretto a cedere, se n'andava come tra le spine, voltandosi a sorridere di qua e di là, quasi a chiedere scusa alle altre vicine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sette erano rimasti in piedi, addossati alla parete, dietro i sei seduti, tra i quali il prete in mezzo alle due donne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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I sei seduti balzarono in piedi, le due donne levarono acute le strida, e il prete fiero si fece avanti, gridando con enfasi, sbalordito: - Ma questo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ognuno di questi uomini, a cui muore il padre o la madre, la moglie o il figlio, il fratello o la sorella, deve patir lo strazio di vedere il cadavere del parente issato, o cristiani, sul dorso d'una mula, per essere trasportato, sguazzante nella bara, per miglia e miglia di ripido cammino tra le rocce! E piú volte s'è dato il caso che la mula è scivolata e la bara s'è spaccata e il morto è balzato tra i sassi e il fango del letto dei torrenti! Questo è accaduto, o cristiani, perché il signor barone di Màrgari ci nega barbaramente il permesso di seppellire in un cantuccio sotto la nostra borgatella i nostri morti, da poterli avere sotto gli occhi e custodire! Abbiamo finora sopportato lo strazio, senza gridare, contentandoci di pregare, di scongiurare a mani giunte questo barbaro signore! Ma ora che muore il padre di tutti noi, o cristiani, il vecchio nostro, con la brama di sapersi seppellito là, dove in tante case ora arde il fuoco da lui acceso per la prima volta, noi siamo venuti qua a reclamare, non un diritto propriamente legale, ma d'u...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ancora? Perché? Siamo forse gente di mal affare, da essere scortati cosí dalla forza? Ma già...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E sei venuto qua, - riprese, cupo e calmo, Piccarone, - con due testimoni, eh? - Nossignore! - negò subito Dolcemàscolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Subito, figliuolo mio! Tu lavori; hai patito un danno; devi essere risarcito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Qua ci sono due testimoni, per la verità, tanto per me, quanto per te, va bene? Tu sei venuto da me per un parere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se non ne sei ben persuaso, da' ascolto a me, caro: va' da un altro avvocato a domandare se mi spetti o no questo compenso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Povero Belluca! E a nessuno passava per il capo che, date le specialissime condizioni in cui quell'infelice viveva da tant'anni, il suo caso poteva anche essere naturalissimo; e che tutto ciò che Belluca diceva e che pareva a tutti delirio, sintomo della frenesia, poteva anche essere la spiegazione piú semplice di quel suo naturalissimo caso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Allora il capo-ufficio - che quella sera doveva essere di malumore - urtato da quelle risate, era montato su tutte le furie e aveva malmenato la mansueta vittima di tanti suoi scherzi crudeli.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma si doveva avere, sí o no, una maggiore considerazione per quel povero vecchio accidentato e impotente a darsi ajuto da sé? "Ebbene, non l'intendeva cosí la vecchia moglie, voleva essere salvata lei, non solo prima del marito paralitico, ma anche prima di tutti, e urlava, ballava dalla rabbia e dal terrore sul balconcino sconquassato, strappandosi i capelli, scagliando vituperii a me, alla figlia, al marito, ai nipotini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma anche a questa non si diede molto peso, perché in fin dei conti era un frattura, dovuta per giunta alla troppa furia, quando potevamo invece essere morti tutti quanti col terremoto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Invece, sorridendo con le ciglia alzate, gli rispondeva, senza scomporsi: - Caro mio, sei un cretino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Doveva essere la purezza e la bontà in persona, poverina: non aveva mai dato un passo fuori del palazzo: assisteva le due vecchie ottuagenarie, le due zônne; ricamava e sonava "divinamente" il pianoforte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E aveva seguitato a parlare a lungo, apposta, di sé solamente, su questo tono, cioè del bene che pur si riprometteva di fare, perché Didí, stuzzicata cosí da una parte e, dall'altra, indispettita di vedersi messa da canto, alla fine domandasse: - E io? Venuta fuori la domanda, Cocò le aveva risposto con un profondo sospiro: - Eh, per te, Didí mia, per te la faccenda è molto, ma molto piú difficile! Non sei sola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché, perché non aveva egli per gli altri lo stesso cuore che per lei? Se era cosí buono per lei, senza mentire, come poteva poi, nello stesso tempo, essere cosí tristo per gli altri? Ma forse la tristezza era fuori: fuori, là, nel mondo, ove a una certa età, lasciati i sereni, ingenui affetti della famiglia, si entrava coi calzoni lunghi gli uomini, con le vesti lunghe le donne.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E doveva essere una laida tristezza, se nessuno osava parlarne, se non sottovoce e con furbeschi ammiccamenti, che indispettivano chi - come lei - non riusciva a capirci nulla; doveva essere una tristezza divoratrice, se in sí poco tempo suo fratello, già cosí fresco e candido, s'era ridotto a quel modo; se Rorò Campi, la sua amicuccia, dopo un anno appena, ne era morta...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Didí vi fissò gli occhi e pensò che il padre era, da anni, sotto la minaccia continua d'una morte improvvisa, potendo da un istante all'altro essere colto da un accesso del suo male cardiaco, per cui portava sempre con sé quella fiala.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un giorno avrebbe voluto essere in un modo, il giorno appresso in un altro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No, niente, neppure un briciolo di me, della mia vita, poteva essere in quell'uomo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si poteva dare ufficio piú ridicolo del suo? far la guardia alla cognata che, nel vederlo cosí vigile e sospettoso e costretto a usar prudenza, pareva glielo facesse apposta? Piú d'una volta, non potendone piú, era stato sul punto di piantarlesi di faccia e di gridarle: "Bada, Dora, son tomo da rompergli il grugno io, a quel tuo spasimante! E se non ne sei persuasa, te ne faccio subito la prova." Ma piú le mostrava stizza, e piú lei gli sorrideva sfacciatamente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E quando sei arrivato? - Ma stamattina alle nove, perbacco! - gli rispose il fratello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Prese anche il braccio del cognato, per risalire pian piano a Gori, e col tono di voce piú carezzevole gli domandò: - E di', Roberto, ti sei divertito? DONO DELLA VERGINE MARIA † Assunta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Rivedeva difatti col pensiero una lunga corsia, lucida, con tanti e tanti lettini bianchi in fila, di qua e di là, e un finestrone ampio in fondo sull'azzurro del cielo; rivedeva le suore di carità, con quelle grandi ali bianche in capo e quel tintinnío delle medaglie appese al rosario, a ogni passo; rivedeva pure un vecchio sacerdote che lo conduceva per mano lungo quella corsia: egli guardava smarrito, angosciato dalla commozione, su questo e su quel letto; alla fine il prete gli diceva: "Qua" e lo attirava presso la sponda d'uno di quei letti, ove giaceva moribonda, irriconoscibile, quella sciagurata che, dopo avergli messo al mondo sei creaturine, se n'era scappata di casa per andar poi a finir lí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il giovane avvocato difensore, incaricato d'ufficio, gli aveva detto che poteva essere sicuro dell'assoluzione, perché aveva ucciso la moglie, di cui era provato l'adulterio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E chi poteva essere con quella bella giornata? La signora Elvira, che piacere!, la padrona della bottega d'Adelaide.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- La veste! la veste! - Sei matta? Vuoi morire? - Morire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un altro essere in trappola! - Qua, caro, qua; comincia a morire, caro, comincia a morire...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Esse ci rimettono per un momento nello stato di incandescenza, per cavar da noi un altro essere condannato alla morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Io voglio essere come loro, e non vedermi e dimenticare di esser qua".(Pirandello - Novelle per un anno)
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e fa piangere anche me! Forse vuol essere liberato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Da dove sei tu.(Pirandello - Novelle per un anno)
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A qualcuna piú grossa, tranquillissimo, ti domandavo: - E come la ragioni? E tu, rosso come un gambero, con gli occhi schizzanti dalle orbite: - La ragiono, che sei un somaro! Quanto mi ci divertivo! E mi suona ancora negli orecchi la tua voce, quando, con gli occhi chiusi, mi dicevi, quasi recitando a memoria: - Per le anime lente e pigre come la tua, per le anime che non sanno cavar nulla da sé, tutto per forza è muto e senza valore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi par chiaro come la luce del sole che tu sei morto cosí precipitosamente per causa sua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma io, ahimè! ho la pelle dura, io; e sei morto tu, invece, tu e per causa di lei - lasciamelo dire! Ah Momino, Momino: corrotta veramente la Francia! Si diventa per forza o cosí enfatici o cosí sdolcinati a parlar francese, specialmente delle donne e con le donne! La signorina d'abbasso, sapendo che tu insegnavi il francese, voleva parlare il francese con te: - Oh que vous êtes gentil, monsieur Momino, de m'apprendre à prononcer si poliment le français! Vedi? E ora torno a maledire il momento che a tua insaputa mi posi con impegno a fartelo ottenere quel posticino alle tecniche.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che cosa orribile, Momino, rantolare a quel modo! Non mi pareva vero che lo potessi far tu! E ti sei tutto...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che te ne pare, intanto, stasera, di queste mie riflessioni? Con questo po' di vita che mi resta, non mi sento piú di qua, caro Momo, dacché tu sei morto; e vorrei spenderlo, questo po' di resto, per darvi, come posso, qualche sollazzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sai come m'ha risposto tua moglie? M'ha ringraziato, prima di tutto, come si può ringraziare un qualunque estraneo; ma lasciamo andare; ha poi soggiunto che, per il momento, sí, dice, purtroppo si vede costretta a non ricusare i miei graziosi favori, perché avendo dischiavacciato lo stipetto, dove tu eri solito di riporre il sudor delle tue fatiche, dice, non vi ha trovato che sole lire cinquanta, con le quali evidentemente, dice, non è possibile pagar la pigione di casa che scade il giorno quindici, saldare alcuni conti con parecchi fornitori di commestibili e farsi un modesto abito da lutto di assoluta necessità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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cioè, no: verrebbe a essere di te cognato di tua moglie, è vero? il signor Postella, insomma, il quale - te ne avverto di passata - ha preso definitivamente domicilio in casa tua insieme con la sua metà, e dormono nella stessa camera in cui sei morto, in cui dormivamo tu e io.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E allora tu te ne verresti qua da me, per essere consolato; e io seduto come sono adesso davanti al tavolino, e tu di fronte a me, converseremmo insieme, come ai bei tempi...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma d'altra parte, poi, ha temuto che io, nel vedermi messo alla porta, per risposta, avrei chiuso la bocca al mio sacchetto, e allora, capisci? è venuto tutto sorridente a farmi scuse e cerimonie, che vorrebbero essere uncini per tirarmi a pagare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma queste notizie, amico mio, tu dovresti ormai sapere perché e con che cuore io te le do; e non essere come gli altri che s'ostinano a non volere intendere perché venga tanta crudele apparenza di riso a tutto ciò che mi scappa dalla bocca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Invano il figlio cercò di scuoterli, di aizzarli novamente alla corsa e al gioco; rimasero lí serii e gravi, come sotto il peso d'una grande malinconia; e uno, che doveva essere il padre, scrollando lentamente la testa alle tentazioni del puledrino, mi parve che con quel gesto volesse significargli: "Figlio, tu non sai ciò che t'aspetta..." L'ombra già calata su la vasta pianura, faceva apparir fosco nell'ultima luce Monte Mario col cimiero dei cupi cipressi ritti nel cielo denso di vapori cinerulei, dai quali per uno squarcio in alto la luna assommava come una bolla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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...Mentre scrivo, in un bicchier d'acqua sul tavolino è caduto un insetto schifoso, esile, dalle ali piatte, a sei piedi, dei quali gli ultimi due lunghi, finissimi, atti a springare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma l'acqua in cui sei caduto, se permetti, non la berrò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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V Comprendo che il tempo (quello almeno abbocconato in giorni e lunazioni e mesi dai nostri calendarii) per te ormai è come nulla; ma io mi ero fatta l'illusione che, per mio mezzo, un barlume di vita potesse inalbarti il bujo in cui sei caduto, e la mia voce, che pure è grossa, venir come vocina di ragnatelo a vellicare, non che altro, l'umido e nudo silenzio intorno a te.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sono passati dieci mesi, Momo; te ne sei accorto? Ti ho lasciato al bujo dieci mesi, senza scriverti un rigo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con pazienza, con buona grazia m'ingegno di far vedere e toccar con mano, che la mia domanda non è superflua, perché si fa presto a volerci in un modo o in un altro; tutto sta poi se possiamo essere quali ci vogliamo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La moglie, in un fondo di letto, da undici mesi; sei figliuoli per casa, oltre a quella che teneva in braccio, ch'era la maggiore, laceri, sudici, inselvaggiti; tutta la casa, sossopra, una rovina: cocci di piatti, bucce, l'immondizia a mucchi sui pavimenti; seggiole rotte, poltrone sfondate, letti non piú rifatti chi sa da quanto tempo, con le coperte a brandelli, perché i ragazzi si spassavano a far la guerra sui letti, a cuscinate; bellini! Solo intatto, in una stanza ch'era stata salottino, un ritratto fotografico ingrandito, appeso alla parete; il ritratto di lui, del signor dottore Sidoro Lopiccolo, quand'era ancora giovincello, laureato di fresco: lindo, attillato e sorridente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Piú che del caso del cugino Zarú quel giorno, egli era afflitto in fondo del broncio che gli avrebbe tenuto la sua Luzza, che da sei giorni sospirava quella domenica per stare un po' con lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poteva essere stata quella o un'altra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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(Perché il Vannícoli credeva che il professor Lamis quand'egli e il Ciotta, finita la lezione, lo accompagnavano per un lungo tratto di via verso casa, si rivolgesse unicamente a lui, solo capace d'intenderlo.) E difatti il Vannícoli sapeva che da circa sei mesi era uscita in Germania (Halle a.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non solamente questo peccatuccio di gola, ma tante e tant'altre cose potevano essere perdonate a quell'uomo che, per la scienza, s'era ridotto con quelle spalle aggobbate che pareva gli volessero scivolare e fossero tenute sú, penosamente, dal collo lungo, proteso come sotto un giogo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Indignato, su le furie, quel giorno stesso, Bernardino Lamis con sei ceste di libri superstiti e tre rustiche scansie, un gran crocefisso di cartone, una cassa di biancheria, tre seggiole, un ampio seggiolone di cuojo, la scrivania alta e un lavamano, se n'era andato ad abitare - solo - in quelle due stanzette di via Governo Vecchio, dopo aver imposto alla cognata di non farsi vedere mai piú da lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni parola doveva essere una frecciata per quel tedescaccio von Grobler.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Doveva invece restringersi a una piana lettura di poco piú di un'ora: riempire cioè di quella sua minuta scrittura non piú di cinque o sei facciate di carta protocollo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il professor Bernardino Lamis, cosí rigido sempre, cosí contegnoso, quel giorno, gestiva! Troppa bile aveva accumulato in sei mesi, troppa indignazione gli avevano cagionato la servilità, il silenzio della critica italiana; e questo ora, ecco, era per lui il momento della rivincita! Tutti quei bravi giovani, che stavano ad ascoltarlo religiosamente, avrebbero parlato di questa sua lezione, avrebbero detto che egli era salito in cattedra quel giorno perché con maggior solennità partisse dall'Ateneo di Roma la sua sdegnosa risposta non al von Grobler soltanto, ma a tutta quanta la Germania.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma piano, con questa vettura! Cent'anni fa, non dico, sarà anche stata non molto vecchia; forse qualche molla, cent'anni fa, doveva averla ancora, anche se tre o quattro razzi delle ruote davanti e cinque o sei di quelle di dietro erano di già attorti di spago cosí come si vedevano adesso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Chi sa come si sarà abbrutito a furia di batter la testa contro le dure, stupide realtà quotidiane d'una meschina vita provinciale! Da compagno di scuola, egli mi ammirava; ma ora vuol essere ammirato lui da me, perché - buttati via i libri - s'è arricchito; mentr'io, là! potrò farmi giulebbare dal suocero dotto latinista, il quale, figuriamoci! mi farà scontare a sudore di sangue le tre lirette spese per il mio libro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il segretario, senza aspettar l'ordine, aveva preso a leggere il verbale della seduta precedente, che doveva essere redatto con la piú scrupolosa diligenza, perché i consiglieri che lo ascoltavano accigliati approvavano di tratto in tratto col capo, e infine non trovarono nulla da ridire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nessuno può far miracoli, e tanto meno, su la base d'un cosí fatto progetto, potrà farne il Municipio di Milocca! Scoppiarono frenetici applausi e il consigliere Ansatti si precipitò dal suo banco ad abbracciare e baciare il Maganza; poi, rivolto al pubblico e ritornando man mano al suo posto, prese a gridare tutto infocato, con violenti gesti: - Si osa proporre, o signori, oggi, oggi, come se noi ci trovassimo dieci o venti anni addietro, al tempo di Galileo Ferraris, si osa proporre un impianto idro-termo-elettrico a Milocca! Ah come mi metterei a ridere, se potesse parermi uno scherzo! Ma coi denari dei contribuenti, o signori della Giunta, non è lecito scherzare, ed io non rido, io m'infiammo anzi di sdegno! Un impianto idrotermo- elettrico a Milocca, quando già spunta su l'orizzonte scientifico la gloria consacrata di Pictet? Non vi farò il torto di credere, o signori, che voi ignoriate chi sia l'illustre professor Pictet, colui che con un processo di produzione economica dell'ossigeno industriale prepara una memoranda rivoluzione nel mondo della scienza, della tecnica e dell'industria, una rivoluzione che sconvolgerà tutto il macchinismo della vita moderna, sostituendo questo nuovo elemento di luce e di calore a tutti quelli, di potenza molto minore, che finora sono in uso! E con questo tono e con crescente fuoco, il consigliere Ansatti spiegò al pubblico attonito e affascinato la scoperta del Pictet, e come col sistema da lui inventato le fiamme delle reticelle Auer sarebbero arrivate alle altissime temperature di tre mila gradi, aumentando di ben venti volte la loro luminosità; e come la luce cosí ottenuta sarebbe stata, a differenza di tutte le altre, molto simile a quella solare; e che se poi, al posto del gas, si fosse messa un'altra miscela derivante da un trattamento del carbon fossile col vapore acqueo e l'ossigeno industriale, il potere calorifico sarebbe aumentato di altre sei volte! Mentr'egli spiegava questi prodigi, il consigliere Zagardi, suo rivale, quello che mi aveva compianto per la scala, sogghignava sotto sotto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'Ansatti se ne accorse e gli gridò: - C'è poco da sogghignare, collega Zagardi! Dico e sostengo di altre sei volte! Ci ho qui i libri; te lo dimostrerò! E glielo dimostrò, difatti; e alla fine, balzando da quella terribile dimostrazione piú vivo e piú infocato di prima, concluse, rivolto alla Giunta: - Ora in quali condizioni, o ciechi amministratori, in quali condizioni d'inferiorità si troverebbero il Municipio e il paese di Milocca, coi loro miserabili 1 cavalli di forza elettrica, quando questo enorme rivolgimento sarà nell'industria e nella vita un fatto compiuto? - Scusami, - diss'io piano all'amico Tucci, mentre gli applausi scrosciavano nella sala con tale impeto che il tetto pareva ne dovesse subissare, - levami un dubbio: non è intanto al bujo il paese di Milocca? Ma Tucci non volle rispondermi: - Zitto! Zitto! Ecco che parla Zagardi! Sta' a sentire! Il tozzo omacciotto barbuto s'era infatti levato, col sogghigno ancora su le labbra, torcendosi sul mento, con gesto dispettoso, il rosso pelo ricciuto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora Sciaramè, quel giorno, doveva dire appunto alla figliastra di non scendere piú in quella stanza, sede della Società, e di rimanersene invece a lavorare sú, nella sua cameretta, perché Amilcare Bellone, presidente dei Reduci, s'era lamentato con lui, non propriamente di quest'abitudine di Rorò, ch'era infine la padrona di casa, ma perché, con la scusa di venire a leggere i giornali, vi entrava quasi ogni mattina un giovinastro, un tal Rosolino La Rosa, il quale, per essere andato in Grecia insieme con tre altri giovanotti del paese, il Betti, il Gàsperi e il Marcolini, a combattere nientemeno contro la Turchia, si credeva garibaldino anche lui.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma noi, sappi, prendendo stasera questa decisione, faremo un gran bene anche a te; ti libereremo da un moscone che insidia all'onore della tua casa; e tu devi votare con noi, intendi? La domanda deve essere respinta all'unanimità, perdio! Vota con noi! vota con noi! - Permettete almeno che io mi astenga...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Te le sei portate a spasso tu! - compí la frase il Bellone.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma mi fai pietà! Tu uscirai ora stesso dal sodalizio! Fuori! Fuori! - Mi cacciate di casa mia? - Ce n'andremo via noi, ora stesso! Fa' schiodare subito la tabella dalla porta! Ma come, ma come non mi passò mai per la mente il sospetto che, per essere cosí stupido, bisognava che costui Garibaldi non lo avesse mai veduto nemmeno da lontano! - Io? - esclamò Sciaramè con un balzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che gioja, poi nel rivederlo, sano e salvo! E cosí lo aveva seguito anche a Palermo, fino a Gibilrossa, dove lo aveva aspettato, piú morto che vivo, parecchi giorni: un'eternità! A Palermo, Stefanuccio, per il coraggio dimostrato, era stato ascritto alla legione dei Carabinieri genovesi, che doveva poi essere decimata nella battaglia campale di Milazzo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ho speranza, compare, che debba essere la mia salvezza, per via di non so che scavi che ci vuol fare il Governo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Papa-re, per non farsi schiacciare tra la ressa, se ne stava indietro ad aspettare che anche le donne fossero provviste prima di lui; qualche malcreato, spesso, gli lasciava andare un lattone, e lui se lo pigliava in santa pace e si tirava da canto per non essere investito a mano a mano da quelli che, ottenute le copie, si scagliavano a testa bassa, con cieca furia, in tutte le direzioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tua figlia? Ti sei portata appresso anche la bimba? - M'hanno cacciata di casa, Papa-re.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei matta o ubbriaca davvero? La donna non rispose, né si mosse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E non ti sei mosso? - esclamò ridendo il cameriere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ps, ps! - la chiamò, e col gesto le disse: - che fai? sei matta? Venerina le mostrò la lettera e la borsetta, che teneva ancora in mano e le accennò d'entrare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma per la cura, poteva andare dal farmacista, dal droghiere, dal macellajo a prender roba a credito, dicendo che la Norvegia avrebbe poi pagato? - Lí, boghe e cefaletti, il giorno, e gronghi la sera, quando ne pescava; e se no, niente! Eppure quel povero diavolo era riuscito a non morire! Doveva essere a prova di bomba, se non ci aveva potuto neanche il medico del paese, che aveva tanto buon cuore e tanta carità di prossimo da ammazzare almeno un concittadino al giorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dalla lettera lasciatagli dal compagno, insieme col denaro, sapeva che l'Hammerfest dopo il viaggio in America, sarebbe ritornato a Porto Empedocle, fra sei mesi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Venerina assistette, dopo cena, a quel dialogo che voleva essere in francese tra lo zio e lo straniero.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tu ti sei arrabbiato! Don Pietro non si raccapezzava ancora.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei matta? O io...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il povero don Paranza, sbuffando piú che mai, nel cresciuto impiccio, si era recato dapprima solo dal Di Nica e, ottenuto il posto, era ritornato a casa a offrirlo al Cleen, soggiungendogli nel suo barbaro francese che, se voleva restare, come gliene aveva espresso il desiderio, se voleva trattenersi fino al ritorno dell'Hammerfest, doveva essere a questo patto: che lavorasse; il posto, ecco, glielo aveva procurato lui: quando poi il piroscafo sarebbe arrivato dall'America, ne avrebbe avuti due, di posti; e allora, a sua scelta: o questo o quello, quale gli sarebbe convenuto di piú.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'Hammerfest, che doveva ritornare dall'America tra sei mesi, non era piú ritornato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma non sei buono da rompere il grugno a qualcuno, di' un po'? Ti lasci canzonare cosí, sorridendo, da questi mascalzoni? - Eh via! - disse don Paranza.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei come l'uovo, caro mio! Questi dispettucci parevano puerili a don Pietro, condannato a far la guardia, e se ne infastidiva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La sua presenza intanto impacciava peggio il Cleen, che non arrivava ancora a comprendere perché ci fosse bisogno di lui: non era egli il fidanzato di Venerina? non poteva uscir solo con lei a passeggiare lassú, su l'altipiano, in campagna? Lo aveva proposto un giorno; ma dalla stessa Venerina si era sentito domandare: - Sei pazzo? - Perché? - Qua i fidanzati non si lasciano soli, neppure per un momento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E non sei con tuo marito? - insisteva don Pietro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ho capito! - concluse don Paranza, - sei un gran babbalacchio! Lars non comprese la parola siciliana dello zio, ma sorrise vedendo riderne tanto Venerina.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- È difficile, lo so: siamo orsi, caro mio! Tu poi sei cosí, ancora come una mosca senza capo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sempre grazioso sei stato! - gli gridò don Paranza, lasciandolo in asso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Va', va', che tu sei sempre il mio buon figliuolo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E certo doveva essere cosí: lo riconosceva anche lei.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Anche lei dunque, davvero, aveva sofferto per lui? anche lei, anche lei, accorgendosi di non essere amata, aveva sentito quel vuoto angoscioso? - Sí? sí? - domandò Anna, soffocata dal pianto, all'immagine.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per piú d'un mese aveva dovuto combattere per strappare il consenso al padre, il quale saggiamente gli aveva fatto osservare ch'era troppo intempestivo per lui un impegno di quel genere; che la cugina aveva quattr'anni piú di lui, e che egli, ancora studente, avrebbe dovuto aspettare per lo meno altri sei anni per farla sua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ti sei smattinata, e adesso a casa sentirai, cara, sentirai! Pensava, e rideva, rideva.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non tardò a comprendere, quel giovanotto, che - via - doveva essere uscito di cervello quel pover'uomo, se per ogni libro che gli nominava, eccolo là, saltava di gioja, piangeva, se lo faceva dare, e allora, palpeggiamenti carezzevoli alle pagine e abbracci, come a un amico ritrovato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cominciava a essere stufa, ecco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei un po' sciupatina, - le disse.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se il signor giudice istruttore crede che Petix sia da punire con tutti i rigori della legge, perché per lui non è uno scemo feroce da paragonare a una bestia, né un pazzo furioso che per nulla abbia ucciso una donna a poche settimane del parto; la ragione del delitto, di quest'assassinio premeditato, quale può essere stata? Una passione segreta per quella donna, no.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nicola Petix arrivò presto a questo nulla, che dovrebbe essere la quintessenza d'ogni filosofia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Forse perché diciott'anni addietro, al tempo della prima gravidanza, la donna aveva preparato di tutto punto il corredino del nascituro: fasce, cuffiette, camicine, bavaglini, vestine lunghe infiocchettate, pedalini di lana, che aspettavano ancora di essere usati ormai ingialliti e stecchiti nella loro insaldatura, come cadaverini.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Tu sei bravo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Aspettando la cena, lí seduto sul balconcino, nell'ultima luce fredda del crepuscolo, guardando (senza neppur forse vederla) la fetta di luna già accesa nel cielo scialbo e vano; poi abbassando gli occhi sulla sudicia stradicciuola deserta costeggiata da una parte da una siepe secca e polverosa a riparo degli orti, si sentiva invader l'anima, in quella stanchezza, da uno squallore angoscioso; ma non appena il pianto accennava di pungergli gli occhi, serrava i denti, stringeva nel pugno la bacchetta di ferro della ringhiera, appuntava lo sguardo all'unico fanale della stradicciuola, a cui i monellacci avevano fracassato a sassate due vetri, e si metteva a pensar cose cattive, apposta, contro gli scolaretti del convitto, anche contro il Direttore, ora che non sentiva piú di poter essere come prima fiducioso con lui, avendo capito che gli faceva il bene, sí, ma quasi piú per sé, per il compiacimento di sentirsi, lui, buono; il che gli dava adesso, nel riceverne quel bene, come un impiccio d'umiliazione.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sospettava che Rosa parlasse per rancore, perché fin da principio, per non essere mandata via, gli aveva proposto d'allevare il bimbo col latte sterilizzato, come aveva veduto fare a tante mamme che se n'erano poi trovate contente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei figlio di Rocco Trupía, tu? - Sissignore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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"Te ne sei scappato? E se ti riafferrano, ora? Ti ammazzeranno!" Il cuore, il cuore mi parlava.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Venni a sapere, dopo sei giorni, che Cola Camizzi si trovava con la sua banda nel feudo di Montelusa, che era dei Padri Liguorini, scappati via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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C'erano, dal Pozzetto, piú di sei miglia di strada.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mi sembra d'essere, vorrei essere veramente quella stoffa là di seta...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E cosí io: nessuno! Vengono tanti clienti, ed esse sono là, povere seggiole, per essere occupate.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ha poco piú di trent'anni il professor Corvara Amidei; e Satanina, già diciotto; dunque, non cosí vecchio ancora lui da farle da padre, né cosí giovine lei da essere semplicemente sua figlia.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma che mai può essere accaduto a Satanina? Forse qualche improvvisa chiamata dalla balia di Dolfino? E sarebbe partita cosí, senza neppure avvertirlo al Ministero? Ridiscende la scala quant'è lunga, per domandare al portinajo qualche notizia; ne domanda anche ai bottegaj lí presso, alla servetta del pigionale che gli sta accanto: nessuno sa nulla.(Pirandello - Novelle per un anno)
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LA PIGNA La promessa di quel mese di sollievo e di riposo non poteva essere migliore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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IV Ogni giorno, andando a visitarlo, mi sorgeva innanzi alla porta la speranza che la mia assidua costernazione dovesse essere ovviata da un repentino miglioramento; ma la men giovane delle suore che veniva ad aprirmi la porta, rispondeva sempre con un gesto di triste rassegnazione alla mia prima, ansiosa domanda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma ci voleva tanto i pensare ch'egli doveva - prima di tutto - gratitudine eterna al vecchio avvocato don Francesco Laleva, padre del candidato d'oggi, l'unico tra tutti gli avvocati del foro che lo avesse ajutato e difeso nell'occasione delle liti per la zolfara? Queste liti, è vero, le aveva perdute; l'ajuto, perciò, se vogliamo, era stato vano; ma che per questo? L'obbligo della gratitudine non restava forse per lui stesso, sacrosanto? E poi - a parte la gratitudine - ci voleva tanto forse a crederlo capace di un sentimento, che doveva in quell'ora esser comune a tutti i galantuomini, disgraziati e non disgraziati? Perdio, il sentimento della dignità del proprio paese! Era, sí o no, un cittadino anche lui? Le disgrazie, va bene; ma, come cittadino, non poteva essere forse indignato anche lui delle spudorate vergogne che il vecchio deputato uscente commetteva da venti anni impunemente? Non parlava; non aveva mai parlato, perché - le parole - vento! Ma ora ch'era venuto il tempo d'agire, sissignori; eccolo qua; si presentava da sé, non invitato, per mettersi a disposizione del figlio del suo antico e unico benefattore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Come? come? Ah, la balia non doveva essere romana? O perché no, signor avvocato Mori? Le balie romane hanno troppe pretensioni? Oh guarda, l'economia adesso! Come se la dote di Ersilia non potesse permettere un tal lusso al signor avvocato socialista.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh già! e intanto che bella figura avrebbe fatto Ersilia per le vie di Roma con a fianco una zotica contadinotta siciliana da lavare a sei o a sette acque, parata da balia! - Asino! Asino! Asino! - Ohé! Non si mangia oggi? Perché la tavola non è ancora apparecchiata? Il signor Manfroni entrò, vociando cosí, al solito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei donna tu e, per tua norma, qua, Domineddio, stoppa, stoppa, cara mia, ti ci ha messo! stoppa in luogo di cervello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non si sentiva amata! E sfido! Che aveva mai fatto, che faceva per essere amata? Se pareva anzi che provasse gusto a farsi odiare! Mai una parola gentile, mai una carezza, mai! e sempre armata di diffidenza, spinosa, dura, arcigna, permalosa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dove trovare adesso quella poveretta, che doveva essere arrivata e non sapeva l'indirizzo di casa? Ma la trovò, per fortuna, nell'ufficio della dogana, dove si visitano i bagagli, che piangeva seduta sul sacco.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Hai capito? Andrai a lavarti, - aggiunse, rivolgendosi ad Annicchia, - sei tutta affumicata.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Prima mi pungi, e poi vuoi che non gridi? Anche gelosa della balia di mio figlio, adesso? Sei pazza? - Tu sei pazzo! Avessi tu tanto sale qui, quanto ne ho io! Intanto, che si fa? che dobbiamo farne, di questo denaro? - Non vorrai mica, spero, spiattellarle che sua suocera lo rifiuta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non era ancor riuscita, dopo sei mesi, a pronunziare correttamente il nome che il Mori aveva imposto al bambino: Leonida.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma possibile che di laggiú non le mandassero a dire altro? Ah come si pentiva adesso di non avere imparato a scrivere! Aveva, sí, supposto, partendo, che la lontananza le sarebbe riuscita penosa; ma tanto poi no: era un vero supplizio, cosí! Il bambino, però, tra pochi giorni, avrebbe compiuto sette mesi: a nove, per volontà del padre, doveva essere svezzato: dunque, due mesi ancora di quelle sofferenze.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Perché tu sei il capo di casa.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non vedi? Crede già di essere a casa sua.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ah, ci sei caduto? - gli gridò, afferrandolo per le alacce.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ti sei addormentato? Il corvo, alla botta: - Cràh! Di botto, a quella vociaccia inaspettata, l'asino si fermò, il collo ritto, le orecchie tese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poco dopo, di nuovo, ripeté al corvo la domanda: - Ti sei addormentato? E un'altra botta, piú forte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sí: io non debbo perdonare, debbo essere perdonato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il proprietario, giovanotto ambizioso, che aveva dovuto interrompere gli studi universitarii per la morte improvvisa del padre, era affatto ignaro di commercio e attendeva piuttosto a ingraziarsi con servigi e favori gli animi dei suoi compaesani per essere eletto sindaco del Comune.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Egli non si vedeva: non vedeva altro entro di sé che la propria infelicità; ma era pur bello, tanto! e delicato come una fanciulla; e lei, guardandolo, beandosene, senza che egli se n'accorgesse, poteva pensare: "Ecco, sei tutto mio, perché non ti vedi e non ti sai; perché l'anima tua è come prigioniera della tua sventura e ha bisogno di me per vedere, per sentire".(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ecco: questo, che può essere un dubbio, che può essere una speranza, mi pare che dovrebbe bastarle, se veramente, com'io credo, le sta a cuore il bene del suo fidanzato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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V S'era stabilito col parroco e l'avvocato che il signor Marco Lèuca non sarebbe venuto mai solo in casa della moglie, e che le visite - brevi - non dovessero essere piú di due al mese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non può essere niente, perché, a premerlo, neanche le fa male.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Sei stanca, Sandrina? - No, papà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma sí, te lo dirò io poi, te lo dirò io come devi risponderle, se ti domanda dove sei stata...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Brava! Sei la maggiore, è vero? La maggiore, brava...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E questa è Lauretta? La domanda, per quanto vorrebbe essere affettuosa, le vien fuori fredda dalle labbra; perché quella Lauretta è come se lei già la avesse veduta in Sandrina; non tale e quale, certo; ma con quella stess'aria afflitta, gli stessi occhi fermi e serii, il visino pallido piuttosto lungo, e i capelli lisci.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché, se fanno cosí piano per non essere intese da lei, vuol dire che un certo ritegno lo sentono.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che orgoglio? Può anche essere stata una condanna; o il destino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non capisce bene di che cosa si possa essere accorta, la signora Lèuca, ma il fatto è che sua nipote si mise tanto a ridere, ma tanto, ma tanto, allorché lei andò a dirle di quel licenziamento.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Ma no, Dio mio! Cosí sei brutta! - Brutta tu! A prezzo di quanti sgraffii e di quanti calci, e anche di sputi in faccia, è riuscita, non già ad entrarle bene in grazia ancora, ma a ottenere almeno che si lasci prendere in braccio e curare da lei! Le altre due stanno a guardare, un po' invidiose.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Si buttò anche lei ginocchioni davanti la materassa di contro a Filomena, e strappandosi i capelli e stracciandosi la faccia cominciò a gridare quasi cantando: - Figlio, Cicciuzzo mio, come t'ho perduto! Fiato mio, cuore mio, come sono venuta a trovarti! Cicciuzzo del mio cuore, fiamma dell'anima mia, come ti sei buttato a terra cosí, tu ch'eri antenna di bandiera? Quest'occhiuzzi belli, che non li apri piú! Queste manucce belle, che non le stacchi piú! Questa boccuccia bella, che non sorride piú! E poco dopo, urlando anche lei, stracciandosi anche lei i capelli, a piè di quella materassa una terza donna venne a buttarsi ginocchioni: Nicolina, col bambino in braccio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Figlio, Cicciuzzo nostro, che ci guarda! fiamma dell'anima nostra, quanto eri bello! Come facciamo, Cicciuzzo nostro, senza di te? Angelo d'oro, vita della vita nostra! E bisognò aspettare che quel pianto finisse per passare alla firma del contratto nuziale.(Pirandello - Novelle per un anno)
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All'invito d'introdursi, rimessosi dalla gioja, Bellavita spinse avanti Michelino; e piano, prima, in un orecchio: - (Va' a baciar la mano al signor cavaliere!) Poi con la composta gravità che quella visita di soli sei giorni dopo gl'imponeva, mosse alcuni passi nella camera in disordine che sapeva ancora dei notturni ronfi grassi del grasso Notajo, e sedette ma in punta in punta a una seggiola, e dritto sulla vita, quasi il cordoglio dovesse per forza tenerlo teso e indurito cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma siccome qua la commiserazione che il signor cavaliere poteva accordargli non doveva occupar soverchio posto nello stesso e certo non men disperato cordoglio da cui doveva essere straziato anche lui in quel momento, gli parve anche troppo toccar cosí col sedere appena appena quella punta di seggiola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- E perché lo domandi a me? - Ma per sapere se le sembra giusto, dopo sei giorni soltanto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vede come s'è ridotto in sei giorni, povera creatura? Ma io non so far altro che piangere, piangere, piangere...(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'illustrissimo signor Marchese non concedeva udienza se non nei giorni fissati e nelle ore fissate: il mercoledí e il sabato, dalle alle 11: e, per essere ammessi a quelle udienze, bisognava farne domanda due giorni avanti, riempiendo un modulo a stampa sul primo tavolino della seconda stanza della segreteria particolare, al primo piano, Sezione I, secondo corridojo a destra.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu sei rimasta sola, figliuola mia, e devi ajutarti da te! Lo capisci che devi ajutarti da te? Ora, sí, ora! Prendere tutto il tuo coraggio a due mani: stringere i denti e far quello che ti dico io! - Che cosa, professore? - Niente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Poi andar di là a indossare il tuo abitino di scuola; metterti il cappellino, e venire con me! - Dove? che dice? - Al Municipio, figliuola mia! - Professore, che dice? - Dico al Municipio, allo stato civile, e poi in chiesa! Perché codesto matrimonio s'ha da fare, s'ha da fare ora stesso; o tu sei rovinata! Vedi come mi sono conciato per te? In marsina! E uno dei testimoni sarò io, come volevi tu! Lascia di qua la tua povera mamma; non pensare piú a lei per un momento, non ti paja un sacrilegio! Lei stessa, la tua mamma, lo vuole! Da' ascolto a me: va' a vestirti! Io dispongo tutto di là per la cerimonia: ora stesso! - No...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- guardami negli occhi! - lo comprendi, è vero? che se ti lasci scappare questo momento, tu sei perduta? Come resti, senza piú il posto, senza piú nessuno? Vuoi dar colpa a tua madre della tua rovina? Non sospirò tanto, povera donna, questo tuo matrimonio? E vuoi ora che, per causa sua, vada a monte? Che fai tu di male? Coraggio, Cesara! Ci sono qua io: lascia a me la responsabilità di quello che fai! Va', va' a vestirti, va' a vestirti, figliuola mia, senza perder tempo...(Pirandello - Novelle per un anno)
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- O tu che non sei geloso, - mi gridò, - che stai a far lí? To', guarda! Ti sei finanche tolte le scarpe, per non far rumore.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Eh via, no: fino a questo punto, no, povero Carluccio mio! Sei stato proprio sciocchino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E tu glielo fai cosí, solitariamente, con quel ritrattino, il tradimento, ho capito! Ma io te ne parlo appunto perché c'è la moglie, e non vorrei essere incolpata domani piú di quanto mi merito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'accorse che per gli altri non era, non poteva piú essere cosí.(Pirandello - Novelle per un anno)
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No! no! Doveva essere ancora cosí! Ancora, passando per le viuzze alte del paesello, popolate d'innumerevoli bambini strillanti, nudi o con la sola camicina sudicia e sbrendolata addosso, ancora voleva esser guardata con amorosa ammirazione da tutte quelle umili mamme delle sue scolarette, che sedevano lí davanti alle porte delle loro casupole e la invitavano, cedendo subito la seggiola, a sedere un po' con loro.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma perché mai può esser fatta la scienza medica? Per essere applicata, crede ingenuamente il dottor Calajò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E difatti mi consta che non lo chiamano, se non proprio all'ultimo momento, cioè quando finiscono di essere Milocchesi e sono soltanto povere bestie atterrite dalla morte imminente.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Cinque o sei di quelle pallottoline sotto la lingua, e via! Guarigione sicura.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Per non essere disturbato dal chiasso dei figliuoli, ha allogato lí un tavolinetto coi piedi mozzi; salta sulle passinate del palco, curvo per non battere il capo nella copertura del tetto che pende a capanna, e va a ficcare le gambe lunghe distese sotto quel tavolinetto, sedendo su un'assicella posta fra una trave e l'altra; e in quella bella posizione dura quattro e cinque ore, finché la moglie non viene a chiamarlo, o per qualche rara visita o perché già pronto in tavola; e allora - a levarti ti voglio! con quelle povere gambe che non se le sente piú, intormentite e informicolate da tante ore d'immobilità.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dovrebbe accusare, invece; perché quell'uomo che ora piange e si morde le mani dalla rabbia, gridando d'essere stato tradito dalla sua stessa compagna e incolpandola del pericolo mortale che sovrasta ai figliuoli, forse non sa neppur bene quanti siano i suoi figliuoli e chi sia nato prima e chi dopo; non li vede mai; non li ha mai voluti a tavola, perché anche a tavola si porta da leggere e non vuol essere disturbato; potrebbe dire che appunto per questo, per non disturbarlo, gli ha sempre nascosto le lievi infermità dei figliuoli; ma sa che mentirebbe, dicendo cosí, e non lo dice.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La verità è che ella, come tutti i Milocchesi, e anzi con un piú intimo e profondo rancore, vede male la scienza del marito, e ne diffida; lo stima pericoloso, giacché non può non essere per lei una pazzia tutto quel suo accanimento allo studio, là nel palco morto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Come sei entrata qui? Che dici? Cattivo? Chi? Ah...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Soffre, il povero ingegner Todi, perché naturalmente, con gli anni, gli cominciano a seccare e a pesare un po' troppo le beffe della gente; teme che lo facciano scapitare di fronte ai figliuoli, da cui vuol essere rispettato, come un padre sul serio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Un marito e una moglie possono far ridere finché vogliono; ma la paternità non può non essere una cosa seria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non aveva ancora sei anni, e già si rivoltava, indignato, e scappava via sulle furie nel vedersi mostrato da lei a chi la rimproverava di quella sua troppa remissione; si turava gli orecchi per non udire dall'altra stanza le parole con cui di solito ella accompagnava quel gesto rimasto a mezzo per la sua fuga: che aveva un figlio e che questo, data la sua disgrazia, fosse già un premio veramente insperato che Dio le aveva voluto concedere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sul far della seconda notte, si sentí chiamare a lungo dal socio prima dall'alto, poi a mano a mano piú da presso, per i sentieri della campagna, tra gli alberi; sentí anche i passi di lui; altri passi, forse dei ragazzi; trattenne il fiato e, quando i passi e le voci s'allontanarono, godette di non essere stato scoperto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Giglione, al rumore, uscí dalla stanza accanto; stette un pezzo a guardare, poi gli domandò: - Che fai? Butticè stava a legare per terra un grosso fagotto di panni; si rizzò su la vita, gli piantò gli occhi in faccia e rispose: - Me ne vado, - Dove te ne vai? Sei pazzo? - replicò quello.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Giglione giunse le mani: - Ma sei impazzito davvero? L'ha al petto mia moglie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Maestoso, per modo di dire, quel faggio: doveva essere ormai mortalmente seccato di star lassú, esposto a tutti i venti, e dava a veder chiaramente che non apprezzava l'altissimo onore e la fortuna che gli toccava in quei giorni di riparare con le fronde copiose un cosí illustre personaggio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Poteva piú lamentarsi davanti a quei sei occhi ammammolati dalla pietà, davanti a quelle sei mani cosí pronte a soccorrerlo? Eppure avrebbe avuto da lamentarsi, tanto, e di tante cose! Bastava che si voltasse a guardare qua o là per trovare una ragione di lamento, che esse non supponevano nemmeno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma forse non passava piú nessuno per il viale, o a lui tra il frastuono non arrivavano le grida; e la nebbia gl'impediva di vedere perfino le lampade elettriche che già dovevano essere accese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma li vede egli forse? Con questi lumetti a petrolio, vede egli forse quando quelli scassinano le porte o si accoltellano per quei sudici vicoli deserti? - Ladri svergognati e assassini! Pur non di meno Quaquèo è andato al municipio; s'è presentato all'assessore cavalier Bissi, a cui deve il posto e qualche gratificazione di tanto in tanto per lo zelo con cui attende al suo ufficio; e gli ha esposto il caso: se egli, cioè, nell'atto d'accendere i lampioni non debba essere considerato come un pubblico funzionario nell'esercizio delle sue funzioni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Carneficina! Carneficina! - urla Quaquèo, col coltello in pugno, dopo aver afferrato per i capelli e buttata a terra la moglie scarmigliata e discinta; e cerca sotto il letto, rovesciando tutto quello che gli capita tra i piedi; cerca nella cassapanca; va a cercare in cucina, sempre gridando: - Dov'è? dimmi dov'è! dove l'hai nascosto? E la moglie: - Sei pazzo? Sei ubriaco? Che ti salta in mente, buffone? Giú, nel vicolo, a loro volta, gridano quei quattro che lo han seguito, e i monelli, e altri accorsi al fracasso; e si schiudono le finestre qua e là, e tutti domandano: - Chi è? Che è stato? - e pugni e calci e spallate alla porta.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Toltasi la camicia, indossava sul torace nudo, in cui si potevano contare a una a una tutte le costole, un panciotto bello largo e lungo, avuto in elemosina; che doveva essere stato un tempo elegantissimo e sopraffino (ora il luridume vi aveva fatto una tal roccia, che a posarlo per terra stava ritto).(Pirandello - Novelle per un anno)
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Con somma cura Ciàula ne affibbiava i sei bottoni, tre dei quali ciondolavano, e poi se lo mirava addosso, passandoci sopra le mani, perché veramente ancora lo stimava superiore a' suoi meriti: una galanteria.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se qualcuno dei compagni gli dava uno spintone e gli allungava un calcio, gridandogli: - Quanto sei bello! - egli apriva fino alle orecchie ad ansa la bocca sdentata a un riso di soddisfazione, poi infilava i calzoni, che avevano piú d'una finestra aperta sulle natiche e sui ginocchi; s'avvolgeva in un cappottello d'albagio tutto rappezzato, e, scalzo, imitando meravigliosamente a ogni passo il verso della cornacchia - cràh! cràh! - (per cui lo avevano soprannominato Ciàula), s'avviava al paese.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Pareva a tutti un'ingiustizia, questa beatitudine, e tutti ne provavano dispetto, perché, sottratta al macello, non poteva piú essere considerata come una fatica per quella bestiaccia l'ingrassare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma non facciamo che la proibizione di venire debba essere soltanto per noi! Pa', ve l'avverto: finirebbe male.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Già sei mule bardate, nella mangiatoja sotto il tettuccio del cortile della chiusa dirimpetto.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Nel cortile non c'era nessuno, oltre le sei cavalcature ancora bardate, e piú là, presso l'entrata della roba, la troja gigantesca.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E il bello era questo: che, da un canto, egli doveva essere il servitore di tutti; ma guaj, dall'altro, se lo vedevano con la zappa in mano o badare alle bestie.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Perché non si sporcasse la zimarra, eh? perché non gli s'incallissero le mani che dovevano toccar l'Ostia Consacrata? Ma la coscienza, la coscienza non doveva essere sporca o incallita; non le mani! Don Marchino aveva ragione, ma, se pur si vedeva, non s'accorgeva piú che, tanto lui quanto la sorella Marianna, avevano le gambe a modo delle papere, su le quali, andando, si dimenavano proprio come due papere; tutt'e due della stessa statura, grassottelli e senza collo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Tu sei uomo, - disse a Saro, - e tu sai già com'è, - disse alla figlia; - io sono vecchia, ho paura piú di tutti, e me ne starò rintanata qua, zitta zitta e sola sola.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Maragrazia Ajello, - le disse allora, - io sono l'Angelo Centuno, di cui sei tanto divota, e queste che ti hanno scortata fin qui sono anime del Purgatorio.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Non mi baci? Oh, come sei buffo! Che hai? - gli domandò una volta Bebè, dopo averlo baciato, guardandolo in faccia e scoppiando a ridere.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Marco Perla stava buttato, dalla sera precedente, su una poltrona in uno stanzino che voleva essere salotto e studiolo; vi aveva passata la notte; non se n'era levato neppure per prendere un po' di cibo a mezzogiorno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Non doveva pensare il Tranzi ch'egli avesse voluto prendersi una rivincita sposando sua figlia, poiché da lui aveva avuto tolta la madre? E non doveva a un tal pensiero essere pieno d'odio e d'orrore? Si sentí mancare, sprofondare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Se la strinse al petto; le sussurrò tra i capelli: - Sei libera.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Vecchi, lasciamo che il mondo se lo prendano gli altri o credano di prenderselo; e ridiamo di questo inganno, d'un riso che non può non essere amaro, considerando che fu anche nostro e che ne fummo felici.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Che senso di smanioso tormento, quali fitte di rimorso le aveva cagionato il non sapere, il non poter dire neanche a se stessa a chi appartenesse veramente il nuovo essere che cominciava a viverle in grembo; a chi dovesse lei stessa le ansie trepide, i dolori della maternità, da cui, pur caduta, quantunque in peccato, si sentiva dinanzi a sé stessa nobilitata; a chi avrebbe dovuto domani le gioje che dal frutto delle proprie viscere le sarebbero venute! E che strazio anche dipoi, nel vedere, nel sentire la propria creatura ignara tendere le manine e dir babbo a chi forse non era tale! Ah, per perversa che sia una moglie, e quantunque nemica, a torto o a ragione, del proprio marito, vorrebbe aver sempre la certezza che appartiene a questo il frutto delle proprie viscere, non foss'altro per non sentir lo strazio della menzogna incosciente su le tenere e pure labbra della propria creaturina! Ora Nelda...(Pirandello - Novelle per un anno)
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E chi sa quanti e quanti non venivano lí a passeggiare appunto per questo, per non sospirare come lui adesso: Se fosse mia! Perché è destino delle cose che sono di tutti di non essere poi propriamente di nessuno.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Mah! giovane ancora, anzi bambino, per una sola donna egli avrebbe potuto essere ormai: per la sua vecchia mamma, se non fosse morta da tre anni! Lei, sí, avrebbe sentito bene con lui l'incanto di quella mattinata deliziosa; e, senza pensarci due volte, egli sarebbe corso a prenderla a casa, la sua santa vecchierella, per farla ristorare al tepore di quel primo sole.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ogni volta che se ne allontanava lo guardava cosí , tenero e melanconico , appunto come un uccello che emigra: sentiva di lasciar lassú la parte migliore di sé stesso , la forza che dà la solitudine , il distacco dal mondo ; e andando su per lo stradone attraverso la brughiera , i giuncheti , i bassi ontani lungo il fiume , gli sembrava di essere un pellegrino , con la piccola bisaccia di lana sulle spalle e un bastone di sambuco in mano , diretto verso un luogo di penitenza: il mondo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Se mio nipote arriverà , Efix , io gli dirò come all'ospite: siediti , sei come in casa tua .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ah , sei Efix ? Dio ti aiuti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Hai scelto la migliore ; non sei semplice come dicono ! Non vedi che è una berretta da sposo ? — È stretta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma non è una visione ? Sei tu ? . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E che facciamo , con questa bisaccia ? Sei stato a rubar fave ? Efix s'alzò , rispettoso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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O sei malato ? Don Predu gli batté cosí forte alle spalle che egli balzò avanti e il vino traboccò dai bicchieri e gli si versò addosso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , sei un uomo di Dio e puoi parlarmi con la coscienza in mano .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Lui ? Diceva cosí ? A chi ? — A me , sei sordo ? Sí a me .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma i morti ritornano: eccoli , quando don Giacintino sta seduto sullo sgabello e Grixenda sulla soglia della porta , mi par di essere io e il beato morto . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che dirgli , per confortarlo ? «Perché non sei rimasto là ?» Efix sentiva troppa pietà di tanta miseria prostrata davanti a lui , per parlare cosí .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Giacinto ! Dammi la mano: sei bravo ! — disse Efix commosso .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , tu sei buono .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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«Devo dirgli: ebbene , coraggio , ti emenderai ! Dopo tutto eri un ragazzo , un orfano . . .» Ma sognò Noemi che lo guardava coi suoi occhi cattivi , e gli diceva sottovoce , a denti stretti: «Lo vedi ? Lo vedi che razza di uomo è ?» .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sei tu ! Sei tu ? M'hai spaventato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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tu l'altra sera dicevi questo , dicevi quest'altro: promettevi mari e monti , per far felici le tue zie ; e ieri sera , invece , sei andato a giocare . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io voglio guadagnare , appunto per loro : no , non voglio piú essere a carico loro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Vedi , — aggiunse sottovoce — adesso , dopo la scena di oggi , mi pare di essere ancora nella casa del capitano . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ladro ! Giacinto ebbe l'impressione di essere assalito da un avvoltoio ; aprí le mani e la lettera cadde per terra .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma come si fa , in questo paese ? Tu lo sai , tu che sei rimasto cosí . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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I due amici s'urtavano sorridendo .( Grazia Deledda - Canne al vento) — Sei malato davvero , stanotte: male di borsa .( Grazia Deledda - Canne al vento) — La mia borsa è piú colma della vostra ! Andiamo nella bettola e vedrete , — egli disse arrossendo nell'ombra .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La giovinezza , l'ardore , il dolore di Giacinto si trasfondevano in lei: dimenticava i suoi anni , il suo aspetto , la sua essenza ; le sembrava d'essere distesa sotto un'acqua limpida nel folto di un bosco e di vedere una figura curvarsi a bere , a bere , sopra la sua bocca: era Giacinto , ma era anche lei , Noemi viva , assetata d'amore: era uno spirito misterioso che sorbiva tutta l'acqua della sorgente , tutta la vita dalla bocca di lei , tanta sete insaziabile aveva ; e si stendeva poi nel cavo della fontana nel folto del bosco e formava un essere solo con lei .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ferma sulle pietre rotte della soglia si protendeva in avanti e le sembrava di aspettare un essere misterioso , salvatore e vendicatore assieme .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu sei buono , Efix ! Dio ti pagherà .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , hai capito ? Egli non deve rientrar qui , e neppure in paese ! Tu , tu sei la cagione di tutto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu ? Tu ? Tu sei un servo e basta ! Tu non ci perdoni d'esser nobili e vuoi vederci andare a chiedere l'elemosina con la tua bisaccia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Che c'è di nuovo che ti spinge alle mie calcagne ? Sei venuto a comprare il vino per le nozze di zia Noemi ? — Rispetta le tue zie ! Tu non le rivedrai piú .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E lo domandi anche ? E perché sei ancora qui se non sai quello che hai fatto ? Io non ti dico nulla , non ti domando nulla perché non hai nulla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sei dimagrito , — gli disse la serva anziana , che filava seduta presso la porta , — hai le febbri ? — Mi rosicchiano le ossa , mi scarnificano , sia per l'amor di Dio , — egli sospirò , guardandosi le mani nere tremanti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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S'ha venduto anche la bicicletta , non ti dico altro ! — No , dica ! Ha rubato ? — Rubato ? Sei pazzo ? Adesso lo calunni anche , quel fiorellino , quell'angelo dipinto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Come sei divertente , diavolo ! Ti tengo con me tutta la vita , cosí mi svaghi quando sono di malumore ! Ti faccio sposare Stefana .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Se sei venuta per pungermi ti sbagli , Natòlia: spine tu non ne hai , perché sei l'euforbia , non la rosa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Donna Noemi ? — Ebbene , che hai adesso ? Levati , non star lí inginocchiato , con le mani giunte ! Sei stupido ! — Ma donna Noemi , che ha ? Rifiuta ? — Rifiuto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Rifiuta ? Ma perché , donna Noemi mia ? — Perché ? Ma te lo sei dimenticato ? Sono vecchia , Efix , e le vecchie non scherzano volentieri .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora , piano piano , cominciò a parlare , afferrando il lembo della gonna di Noemi , e non capiva bene ciò che diceva , ma doveva essere un discorso poco convincente perché la donna continuava a cucire e non rispondeva , di nuovo calma con un sorriso ambiguo alle labbra .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , ti sei offeso ? Ti ho detto qualche cosa di male ? — Nulla di male , padrona mia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Solo mi pare che tu stia male: sei malato ? Sta qui , chiameremo il dottore: ti tremano le gambe .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Dove sta don Giacinto ? — Chi ? Quello del Molino ? Qui , piú sopra: cosa gli porti in quella bisaccia ? Sei il suo servo ? — Sí: e che fa , don Giacinto ? — Eh , lavora e si diverte .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che cosa sei venuto a cercare fin quassú ? — gli domandò , afferrandolo e scuotendolo per gli omeri .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Solo disse: — Giacintí , sei diventato allegro , mi pare ! — Che fare ? Impiccarmi ? Ma l'ometto curvo a cuocere i maccheroni sollevò gli occhi tristi e Giacinto rise e guardò le travi del tetto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tu certo sei venuto a turbare la mia allegria .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Che posso fare , che posso io ? Tu credi che siamo noi a fare la sorte ? Ricordati quello che dicevamo laggiú al poderetto: te lo ricordi ? E tu , sei stato tu , a fare la sorte ? Ed anche Efix si curvò ; e stettero cosí , vicini , tanto che l'uno sentiva il caldo del fianco dell'altro ; stettero quasi tempia contro tempia , come ascoltando una voce di sotterra .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Quando tu sei venuto al poderetto , l'ultima volta , tu sapevi già ? — Sapevo già .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ebbene , — disse Efix sollevandosi , — tu sei un uomo ! — Che vuoi ? — rispose Giacinto subito lusingato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tu , dove l'hai trovata la vera salvezza ? Vivendo per gli altri: e cosí voglio far io , Efix , — aggiunse , parlandogli accosto al viso ; — sei tu che mi hai salvato: io voglio essere come te . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Invece ti han cacciato via come un cane vecchio , adesso che non sei buono piú a niente ; eppure tu le ami di piú per questo , perché il tuo cuore è un vero cuore di uomo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ma cosa intendi quando dici che sei innocente ? — Che cammino verso l'eternità , — disse il cieco sottovoce .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Solo gli domandò:— Sei un mendicante anche tu ? — Sí , — disse Efix , — non te ne sei accorto ? — Allora va bene ; prendi , tienilo tu .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Appena fuori del paese cominciarono le questioni , perché il cieco , sebbene avesse la bisaccia colma di roba , voleva chiedere l'elemosina ai passanti , mentre Efix osservava: — Perché chiedere , se ce ne abbiamo ? — E domani ? Tu non pensi al domani ? E che mendicante sei tu ? Si vede che sei nuovo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli pareva di essere solo nel mondo , con l'usignuolo per compagno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Tu sei forte e potente ancora , — gli disse un giovane sciancato , — come va che chiedi l'elemosina ? — Ho un male segreto che mi consuma e mi impedisce di lavorare , — rispose Efix , ma ebbe vergogna della sua bugia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E dunque , ti sei messo a fare un mestiere facile , poltronaccio ! Bel mestiere , sí ! Ecco , prendi ! Gli porse una moneta , ma Efix lo guardava negli occhi coi suoi occhi di cane fedele e sospirava senza offendersi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Lo vedi ? Efix , adesso sei convinto ? Io lo sapevo , che fingeva .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non lo dissi subito ? E tu te lo sei portato addietro , tu mi hai tormentato giorno e notte con lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Tu sei uno stupido , un buono a niente: tu vieni con me per divertirti e tormentarmi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Kallina , i corvi ti becchino , non mi riconosci ? Anche tu sei diminuita , però .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , vedi ? Come io ti ho maledetto cosí sei andato ! Hai persino mutato di vesti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Dimmi almeno , dove sei stato ? — Cosí , ho voluto un poco girare il mondo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Va': cosa pensi quando non dormi ? Va' , va' , sei cristiana anche tu .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Lo guardò bene , prima di lasciarlo entrare , come si guarda uno sconosciuto , poi disse solo: «oh , oh , sei tu ?» ma bastò quest'espressione di sorpresa diffidente e un po' ironica , per aumentare l'umiliazione e il turbamento di lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Sí , Ester ! Hai gli occhiali perché oramai sei vecchia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Bravo ! Gira gira sei tornato ! Ma perché mai una riga , un saluto ? Eppure gente d'America ne è venuta ! Efix aprí la bocca per rispondere , ma vide Noemi che rideva come se sapesse anche lei la verità , e tacque ancora piú umiliato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E sei andato via cosí , Efix ! Come se ti avessimo offeso , senza dire una parola , Efix ! E pensa , pensa , io dicevo sempre a me stessa: perché Efix ha fatto cosí ? Si può finalmente sapere il perché ? — Cose del mondo ! S'invecchia , si rimbambisce , — egli rispose con un gesto vago .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— E adesso , che cosa conti di fare ? Tornerai da Predu ? O , come dice la gente , è vero che sei diventato ricco ? Ma perché non metti giú quella bisaccia ? Almeno un boccone lo prenderai , qui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Egli aveva l'idea fin d'allora e tu non dicevi nulla ? E tu sei fuggito ? Ma perché ? In verità mia , mi pare tutto un sogno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Efix , la senti come parla ? Eppure io ti dico che non sei stato tu solo a dirglielo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dimmi , perché sei andato via ? — Non lo so ; pensavo appunto a questo , addormentandomi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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«Efix rammenti , Efix rammenti ? Sei andato , sei tornato , sei di nuovo in mezzo a noi come uno della nostra famiglia .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli parve che un essere misterioso gli piombasse sopra , frugandogli le viscere con un coltello: e che tutto il sangue gli sgorgasse dal corpo lacerato , inondando la stuoia , bagnandogli i capelli , il viso , le mani .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Perché sei tornato qui , babbeo ? Se venivi a casa mia ci stavi male ? Sei come il gatto che ritorna anche se portato via dentro il sacco .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— È questo che voglio ! — Predu , lasciami ; sei come un ragazzetto ! — Colpa tua che hai fatto la malía per farmi rimbambire . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La guardai bene negli occhi e le dissi: — Zia Noemi , io sposerò Grixenda , perché solo Grixenda , povera come me , giovane e sola come me , può essere la mia compagna .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non mi racconti neppure dove sei stato .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Rammenti quando sei venuto al Molino e ti chiesi dove andavi ? E tu rispondesti: in un bel posto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sei contento , vero , Efix ? Quanto ci hai pensato , a questo giorno ? Ti parrà un sogno .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Nella malinconia " ansiosa " o " agitata ", idee ipocondriache di negazione , di piccolezza , d'autorimprovero ; l'ammalato crede di essere perseguitato , rovinato nei propri interessi , tradito negli affetti , odia senza ragione i propri simili . (Gozzano)
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Essere sospettata di semplicità parvemi insopportabile: mi vergognai de’ rimorsi e della dignità dell’anima mia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Rientravo alle sei, mi facevo un caffè e latte (di quel che chiamano latte a Parigi); e così me ne stavo a languire fino alle sei della sera. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Gli era di Provenza: e pareva a me che nell’anima de’ Provenzali qualcosa ci avess’a essere d’italiano. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Con lui ch’avev’a essere mio marito, ero rassegnata a aspettare: né pressarlo era cosa da me. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Mi si proffersero parecchi partiti: ma io in un marito, per essere sicura d’amarlo, volevo troppe cose: non sapevo che non bisogna, per rispetto del matrimonio, aspettare a sposo un arcangelo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Per più di sei mesi stetti alle dure. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Adesso ringrazio il cielo di non essere divenuta sua moglie: ma allora pensate lo stato mio. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Che importa essere intesi? Ci si guadagnerebbe egli sempre? Meglio sovente non essere.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il difficile a questo mondo non è già essere conosciuto; è conoscere. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Altri amori forse, e più caldi e non più lieti, hanno esercitata nei più giovani anni la vita tua: ed eri schiva, e fredda a studio, e quasi velata nel cuore, quand’io ti conobbi. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Non pura, ma buona; ignara del vincere, ma devota in cuore a essere vinta, cercavi a che braccia non dure e non ingrate abbandonarti. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"A quel che pare, vo’ avete un tristo concetto degli uomini: non credete che ce ne possa essere degli onesti?" "Onesti a barche. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Giovanni la ritenne per un braccio, e guardandola fiso: voi non siete corrucciata meco, Matilde? Ella lo mirò con cipiglio di sospetto e con occhio commosso; e scrollando il capo: ah son pure birboni gli uomini! Non era in Giovanni né vana curiosità, né pretesto a ficcarsi, il desiderio di sapere le angustie di Maria; voleva sovvenirla, e poteva: non per sé, ma un amico gliene avrebbe fornito il modo, pronto a prestargli quanto danaro e’ volesse, e impronto ad offrirgliene quant’altri a chiedere: un Italiano dalla sventura sbalzato in Bretagna, che per aver con che provvedere a’ suoi studi e a’ bisogni altrui, si cibava, de’ mesi con de’ mesi, di pane e latte: e una libbra di carne la faceva fare ribollita, riscalducciata, rifatta cogli erbucci, cinque dì della settimana: uomo d’antica semplicità che solo bastava a lavare negli occhi dello straniero l’Italia delle macchie d’altri suoi figli, se lo straniero sapesse essere pietoso e giusto alla sventura. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Però ravveduta, ma non abbonita: "Insomma tu vuo’ sapere il discorso suo, non è vero? Domandava se tu eri più tribolata di lui, domandava. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma bisogna badare anco al mondo: e già, credete voi che il nostro essere insieme sì spesso non dia che dire? Gli è tempo di risolversi, ora che si può a sangue freddo: se amate la mia pace, Giovanni, non direte di no. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Lo conosco da bimba." "Sì, ma se gli ha essere un gianfrullone proprio." "Chi gli dice gianfrullo? Gli è un po’ duro: ma ragiona bene quando ci si mette: meglio di me." "Ti piace?" "Non mi dispiace. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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"Nulla: e per essere più sicura di non ci avere ma’ nulla, piglio marito." "Ma s’egli dovesse fare la tua infelicità?" "Eh via! Chi non vuol essere infelice, non è. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Per non essere infelice, io ci ho un rimedio bellissimo, e te lo dico subito: basta non voler esser felice. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Avvezza a essere ingannata, temeva fin le apparenze del male; ma, buona com’era, del proprio timore aveva vergogna e rimorso. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Egli la schietta fede delle moltitudini e del sesso gracile, sentiva essere cosa sapiente: e per questo, sebbene in molte famiglie protestanti vedesse tale virtù da essere a molte cattoliche esempio e rimprovero; nondimeno le donne protestanti guardava dalla lontana, perché a lui pareva che sdottorassero troppo, o, nol facend’anche, si credessero in diritto legittimo di sdottorare.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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D’altra parte Maria, mesta e per le cose udite, e più per il silenzio di lui, si chiudeva in se stessa; e il giorno e quant’ore potesse della notte spendeva al lavoro, per non essere di peso a Rosa, e per mostrare a esso che la non gli sarebbe stata di peso. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Rispose del no ringraziando: la sua vita essere omai sacra al vero, e alle traversie che attendono gli amici del vero; non volere i propri tedii addossare a donna cresciuta nella serena solitudine della domestica pace. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E’ temeva inoltre (ma questo non disse) dover essere legato allo zio più che alla nepote, e a lui dover dedicare più cure e più tempo che alla dignità ed agli studi della vita sua non si convenisse. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Incerto in amore, quanto in altre cose sicuro, e’ voleva a ogni passo essere sostenuto, sospinto, rincontrato: e le donne che questo fanno, non sempre sono le più innamorate; perché chi fa questo, ha il tempo di pensare all’altrui debolezza e ai modi di vincerla. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Le quali doti, la ragione de’ tempi e la considerazione attenta delle mondane cose c’insegnano essere ornamento precipuo de’ petti mortali. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Se destinato a essere padre, donatemi vita e virtù da educare i miei figli. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Si dava per sorte che uno zio dello Svizzero dovesse andarsene fino a Tolone: né a miglior mani poteva essere affidata Maria. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Io sopra tutti, che mostro di me prima le qualità più disamabili, e provoco gli altri a fare, anco involontariamente, il simile, debbo penar troppo a essere conosciuto e a conoscere. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Francesi potrebbero essere di governo: ma d’ingegno e di lingua, italiani: e dai Bretoni (che a chi loro parla francese non degnan rispondere) imparar da’ Bretoni ad amare la tradizione de’ padri loro; e a’ Francesi rendersi rispettabili rispettando se stessi.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Oh quel re ch’ha inventata la posta, rese a me un gran servigio! "Uno degli spettacoli che più mi commossero a Parigi fu ritrovarmi verso le sei della sera nel cortile della posta, quando partono i corrieri, con due o tre viaggiatori ciascuno, per tutte le parti di Francia. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma s’io vi dicessi che per sei mesi dormii in una stanza accanto alla stanza di donna giovane e divisa dal marito e non barbara punto, e che non ho mai tentato né pur col pensiero l’uscio che ci divideva! Confesso che il pensiero tentava altr’uscio, e di più bella: ma questa è pur prova che la fragilità mia non è tanto rotta quant’altrui e io temiamo. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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E se vi dicessi che per sei mesi e più, in altro tempo, fui cieco al sorriso di donna a cui non mancava intelletto né dell’amore né della vita, voi mi potreste opporre che la timidità raffrenava il desiderio: ma la timidità è guardia anch’essa della virtù; e se c’è un po’ d’orgoglio, c’è anche un po’ di pudore.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Ma gli doleva non poter ne’ viaggi diversi prendere piena esperienza d’uomini vari e di cose, non potere le membra sue flettere a violenti esercizi, essere delle scienze de’ corpi quasi digiuno, non poter navigare sicuro per tutto l’oceano della storia, non poter tentare le affannose dolcezze della pratica vita. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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(e gli si gettò al collo coprendolo de’ suoi capelli sparsi) non sai quant’io t’ami? Non sai che tu sei necessario alla salute dell’anima mia? Che se ti perdo, io muoio perduta? Egli tentava sciogliersi da quegli amplessi tremendi: e la pietà e la vergogna soffocavano il suo dolore.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Un giorno passando davanti alla spera, si guardò più fiso che non solesse, e: "sono assecchita "domandò: "non è vero?" Egli che mai le parlava né della bellezza né d’altro de’ pregi che gliela rendevano terribilmente cara, in quel momento, abbracciandola: "oh no "sclamò "tu sei bella." E della lode e del tu, come d’atto irriverente e volgare, si vergognò seco stesso.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Un giorno ch’ella credeva d’aver offesa Matilde, chiamò lui; e con le lagrime agli occhi disse che la non voleva più essere di peso a lui povero, e a lei sì buona; la mettessero all’ospedale.. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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Il viso doveva essere stato bello un tempo e serbava, nel suo pallore giallastro di marmo antico, certa maestà fredda che non mutava mai, come lo sguardo come la voce, per qualsiasi moto dell'animo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli dispiaceva andar all'altare senza un segno di festa, ma questo segno, si capisce bene, non doveva essere facilmente visibile. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ha cento ragioni! Ma», soggiunse piano, «dice di essere partito di casa in modo che la nonna verrà molto probabilmente a scoprir tutto.» «Meglio», disse lo zio, incamminandosi verso la terrazza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Te la raccomando, studiala, consigliala, ha un gran talento e un gran cuore, se io non ho saputo far bene con lei, tu fa meglio, sei un buon cristiano, guarda che lo sia anche lei, proprio di cuore; promettimelo, Franco.» Egli lo promise sorridendo, come se stimasse vani i timori di lei e facesse, per compiacenza, una promessa superflua. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ti ringrazio che sei sempre stata una buona figliuola, sai; tanto buona; quietati; son così contenta; vedrai che starò meglio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E adesso va', figlio mio; ritorni alle cinque e mezzo, non è vero? Sì, addio, va'.» Gli parlava carezzevole, come a un bambino che non capisce ancora ed egli piangeva di tenerezza silenziosamente, le baciava e ribaciava le mani, godendo che Luisa fosse presente e vedesse; perché nella sua immensa tenerezza per la mamma vi era la immensa gioia di essere divenuto un solo con la figlia e come un'avidità di amar tutto che sua moglie amava, con la stessa forza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Solamente a Casarico, nella contrada dei Mal'ari, davanti alla porticina della villetta Gilardoni, si ricordò delle parole oscure di mamma Teresa circa la confidenza fattale dal Gilardoni e si domandò quale potesse mai essere l'arcano che non conveniva rivelare a Luisa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dalla contrada dei Mal'ari un andito breve metteva nel cortiletto addossato a un portico minuscolo e aperto verso il lago, fra grandi oleandri, di fronte a sei miglia d'acqua verde o grigia o azzurra, secondo i momenti, fino al monte S. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tu sei la sola persona di cui mi fido, ma del resto io non ho che a comandare e tu non hai che a obbedire; dunque tutti i rompimenti sono inutili e intollerabili. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La marchesa Orsola suonò il campanello alle sei e mezzo e ordinò alla cameriera di portare il solito cioccolatte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La signora Teresa era morta alle sei della sera precedente; in ventisei ore Luisa non aveva mai riposato un momento, non era uscita che quattro o cinque volte, per pochi minuti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aveva confusamente il concetto di un Dio talmente alto e grande che non vi potesse essere contatto immediato fra gli uomini e Lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha l'onore di chiamarsi Francesco Giuseppe, per desiderio mio; ma capisce bene, per il dovuto rispetto, questo non può essere il nome solito.» «Soa mader la ghe dis Ratì e so pader el ghe dis Ratù ch'el se figura!», interloquì la zia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Solo una volta, due anni prima del matrimonio di Luisa, arrivando a Oria in principio di settembre e trovando nel secondo ripiano del giardinetto sei piante di granturco, si permise di dire al custode: «Sent on poo: quii ses gamb de carlon, podarisset propi minga fann a men?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La prima volta che capitò a Oria dopo la trasformazione del giardinetto, si fermò a guardarlo come aveva fatto per le sei piante di granturco e borbottò sottovoce: «Oh poer a mi!». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Rassegnamoci invece a morire anche noi del tutto come ogni essere vivente e facciamo sin che siamo vivi la giustizia per noi e per gli altri, senza speranza di premi futuri, solo perché Iddio vuole da noi questo come vuole che ogni stella faccia lume e che ogni pianta faccia ombra. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No no, cara», le mormorò Luisa teneramente, «sta buona, sta buona, tu non la vedrai mai, tu!» Appena chetata la bambina, il professore, turbato dall'idea di aver fatto un passo falso, di aver offeso Luisa, un essere che gli pareva sovrumano, voleva spiegarsi, giustificarsi, ma Luisa non lo lasciò parlare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La Maria e don Giuseppe rappresentavano a furia di gesti e di occhiacci la loro sorpresa e il loro terrore; la Pasotti, tra sgomenta e smarrita, li guardava a bocca aperta, col foglio in mano, come se avesse capito; in fatto capiva solamente che la lettera doveva essere spaventosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poteva essere un falso allarme, poteva essere una cosa seria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'idea di non essere con lui quando si scoprisse l'arma, l'atterriva. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Parlarono poi, in loggia, per due ore continue di tutto che avevano visto, udito e provato, ritornando sempre alla sciabola, alle carte, alle monete, non senza fermarsi su tante inezie, sull'accento veneto che aveva l'aggiunto, sul gendarme bruno che pareva un buon diavolo e sul gendarme biondo che doveva essere un cane. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E quanto ai dolori che non vengono dagli uomini ma dalle condizioni stesse della vita umana, le pareva di ammirar coloro che vi resistono per una forza loro propria sopra quegli altri che invocano e ottengono aiuto dallo stesso Essere onde furono percossi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A Luisa pareva in fondo che Franco malgrado tanti trasporti, amasse sua figlia come un essere distinto da lui; mentre lei, che trasporti esteriori di tenerezza non ne aveva, amava la bambina come una parte vitale di se stessa; perciò non poteva trovare ingiusto d'esserne preferita. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A Maria poteva essere serbata in sorte la ricchezza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma poi, la parte della donna non era forse di opporre alle ingiustizie e alle prepotenze una dolcezza mansueta, di mitigare ed emendare gli offensori piuttosto che di respinger con la forza l'offesa? Luisa diventò rossa e rispose che ad alcune donne, forse alle migliori, questa parte conveniva, ma che non poteva convenire a tutte perché tutte non potevano essere tanto miti e umili. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«E tu sei di quelle altre?», esclamò Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Il sei novembre, dopo colazione, Franco prese le sue grosse forbici da giardiniere per fare il solito sterminio di seccumi nel giardinetto e sulla terrazza. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Udite cinque o sei repliche della monferrina, Maria fece un visino annoiato, si provò di strappar dal piano le mani rugose della suonatrice e disse sottovoce: «Cantami una canzonetta». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Non capisco», rispose la Pasotti, «sono sorda.» «Perché sei sorda?» «Sono sorda», replicò l'infelice, sorridendo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ma perché sei sorda?» La Pasotti non poteva immaginare cosa chiedesse la bambina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Perché sei venuto?», diss'ella. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ora i sei viaggiatori vi stavano attorno a un minuscolo tavolino, sul quale ardeva una candela. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Un po' alla volta si misero a discutere, ma le sei teste, ad ogni colpo dei remi, facevano un cenno di completo accordo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli pareva già di essere partito e che lo cercasse, che piangesse, e allora gli correva nelle braccia un desiderio di stringerla forte, fermato subito dal timor di destarla. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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I sei viaggiatori e il barcaiuolo si riunirono da capo sulla piazza di S. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tu sei tanto religioso, devi riconoscere che questa carta l'ha fatta venir fuori la giustizia divina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io dicevo sempre così e la mamma 1 mi sgridava sempre.» «Quando?» «A passeggio.» «Dove sei stata, a passeggio? » «Dal signor Ladroni.» (Lo zio le aveva facilitato il nome del professore così.) «E hai cominciato in casa del signor Ladroni a dire questa cosa?» «No, è stato il signor Ladroni che ha detto così alla mamma.» «Cosa ha detto?» «Ma, papà, non capisci niente! Ha detto: per carità, silenzio! ». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Del resto era tanto tempo ch'egli aveva capito una cosa! Che cosa? Oh, una cosa naturale! Naturalissima! Meritava egli di essere amato da lei? No certo; egli era un povero disutile e niente altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Adesso», continuò lo zio, tenendogliele strette fra le proprie, «visto che sei fermo nella tua idea, ti dico: l'idea è buona, il bisogno c'è, va, lavora, il lavoro è una gran cosa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Per i funerali bastano tre preti che mi cantino un requiem di cuore; il nostro, l'Introini e il prefetto della Caravina; c'è mica bisogno di farne cantare cinque o sei per amor del candirott e del vin bianch. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Papà», diss'ella facendosi seria, «perché piangi? Sei in castigo?» Si aspettavano alquante visite, in quel giorno, di conoscenti che avevan promesso di venire a congedarsi da Franco prima della sua partenza per Milano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma in che modo? L'amico di Torino poteva essere stato imprudente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non si voleva che trovasse una strada buona, un modo di sottrarre sé e i suoi alla povertà, ai commissari e ai gendarmi! Pensa e ripensa, non poteva essere che questo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Aspetta!… e a farvi un assegno molto conveniente; per quel che ho capito, fra le sei e le ottomila svanziche all'anno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Una parola tua e tu sei ascoltante al Tribunale.» «Io?», proruppe Franco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Io! No, caro Pasotti! No! Non mi si manda, taci! la Polizia in casa, non si fa bestialmente destituire un galantuomo che ha la sola colpa di essere zio di mia moglie, taci ti dico! non si cercano oggi tutte le vie di affamare la mia famiglia e me, per offrirci domani del pane sporco. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma sappilo bene! Io disprezzo il danaro della nonna quanto il danaro del Governo: e siccome questa signora ha la fortuna di essere la madre di mio padre, mai, capisci, mai, e adoperi ella pure contro di noi tutte le bassezze, tutte le perfidie che vuole, mai non userò una carta che la disonora! Sono troppo superiore a lei! Va' e dille questo a nome mio e dille che si riprenda le sue offerte perché le sdegno! Buona sera.» Lasciò Pasotti sbalordito e se n'andò tutto tremante di sovreccitazione e di collera, dimenticò di ripigliar la sua lanterna, discese al buio, a gran passi, non sapendo né curando affatto dove mettesse i piedi, esclamando di tempo in tempo, buttando fuori ciò che aveva dentro di rovente: pezzi d'ira contro il Gilardoni, pezzi di accusa contro Luisa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No», supplicò straziata, «dimmi che mi credi, dimmelo subito subito perché altrimenti tu non sai, tu non sai!» «Cosa, non so?» «Tu non sai come sono io che ti amerò ancora ma non vorrò più essere moglie per te, che potrò soffrir tanto ma non cambiare, mai più! Capisci cosa vuol dire mai più?» Egli la trasse a sé, la sottile persona ansante, le strinse le mani da rompergliele e disse con voce soffocata: «Ti crederò, sì, ti crederò». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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L'ultimo dì dell'anno, quando sei andato in collera, volevo dirtelo, volevo raccontarti ciò che mi aveva confidato Gilardoni, te lo ricordi? E tu non hai assolutamente voluto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Torniamo da capo?» «Torniamo da capo! Hai tu il diritto di pretendere che io neanche pensi, neanche senta come non piace a te? Sarei vile, meriterei di essere una schiava, e non voglio poi essere né una cosa né l'altra.» La ribelle intravveduta, sentita qualche volta da Franco attraverso l'amante, la creatura dall'intelletto forte sopra l'amore e orgoglioso, non potuta mai conquistare interamente, gli stava ora di fronte, tutta vibrante nella coscienza della sua ribellione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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E adesso veniva questa domanda terribile! Doveva o non doveva rispondere? Rispondendo, rivelando per la prima volta cose sepolte in fondo al cuore, avrebbe allargata la scissura dolorosa; ma poteva non essere leale? Il suo silenzio durò tanto che Franco le chiese ancora: «Non parli? ». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Io ho sempre avuto ripugnanza a concepirla così, non ho mai potuto veramente sentire, per quanto mi sforzassi, questo amore di un Essere invisibile e incomprensibile, non ho mai potuto capire il frutto di costringer la mia ragione ad accettare cose che non intende. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ho conosciuto te, ti ho amato, ti ho sposato, mi sono confermata nel proposito di diventare, nelle cose di religione, come te, perché tu eri come mia madre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma ecco, un po' alla volta, ho trovato che tu non eri come mia madre. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Debbo dire anche questo?» «Sì, tutto.» «Ho trovato che tu eri la bontà stessa, che avevi il cuore più caldo, più generoso, più nobile della terra, ma che la tua fede e le tue pratiche rendevano quasi inutili tutti questi tesori. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Tu eri contento di amar me, la bambina, l'Italia, i tuoi fiori, la tua musica, le bellezze del lago e delle montagne. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Oh Franco, ti ho fatto male, lo so, ma mi è costato tanto di farti male! Non puoi prendermi con bontà?» «Ah, prenderti con bontà! Tu vuoi ferire e che ti si prenda con bontà! Tu sei superiore a tutti, tu giudichi, tu sentenzii, tu sei la sola che intende cosa Dio vuole e cosa non vuole! Questo no, sai, del resto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sì la moglie che il marito avrebbero creduto poter essere accusati di tutto fuorché d'orgoglio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Se vuoi partire manca mezz'ora.» Occorreva partire alle quattro e mezzo per essere sicuramente a Menaggio in tempo di pigliar il primo battello che veniva da Colico. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Ho voluto esser leale con te fino all'estremo e tu te ne sei offeso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Dio mio! come siamo diversi! Tu sei sempre così padrona di te stessa, sai sempre esprimere i tuoi pensieri così esattamente, li conservi sempre così netti, così freddi!» Luisa mormoro: «Sì, siamo diversi». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ah, io spero un premio di questo sacrificio! Io spero che possiamo un giorno essere uniti con tutta l'anima. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si era legato con altri sei emigrati, parte lombardi parte veneti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Eppure sua moglie aveva ben torto; di questo non dubitava un momento; dunque vi doveva essere modo di dimostrarglielo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ci penserò io e posso anche promettere di foderarti le maniche di seta, grazie ad una sottana che mia madre mi diceva essere venuta in casa Ribera da casa Affaitati nel secolo scorso, una sottana gialla a fiorami rossi che né io né Ombretta porteremo certo mai. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Non sapeva che sei a Torino e al solo nome di Torino mi afferrò e mi strinse le mani come se la moglie d'uno ch'è a Torino fosse già una specie di eroina. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli sa benissimo che sei a Torino da un pezzo, come qui lo sanno tutti. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Oggi mi trova sola in giardinetto, mi domanda quanto ancora starai assente e se adesso sei a Milano. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Sì.» «E perché lo zio dice che non è proprio cattiva?» «Perché lo zio è tanto buono.» «E tu, allora, non sei mica tanto buona?» Cara la mia innocente, me la mangiai di baci, non ne potei proprio a meno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Appena fu libera di parlare, riprese subito: «Non vai mica, sai, in Paradiso, se non sei tanto buona». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Maria mia dolcissima, verrà pure per te il gran giorno della dote; quand'anche tu tenessi allora in serbo molti pezzi d'oro sopra lo scudo d'argento, avresti tuttavia lo scudo più caro! 1 Il Fante di bastoni è in pericolo di essere licenziato dal suo principale per le condizioni veramente miserevoli del suo vestito. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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È vero, tu sei donna e non hai l'obbligo di conoscere queste cose. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Franco Luisa a Franco 24 settembre 1 Finalmente! Da quando sei partito io desiderai sempre, che tu toccassi quel punto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Qui la buona donna si cacciò mezzo il braccio sinistro in tasca, ne cavò una barchetta di metallo, pregò Luisa di darla alla sua figliuola nel nome di un'altra vecchia barca sdruscita che non voleva essere nominata. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Perciò quando lo vide comparire così per tempo, sapendo che più tardi lo avrebbe lasciato solo con Ester per andare a incontrar la nonna, le venne subito in mente che quello poteva essere il giorno del «basìn». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Pareva aver veduto il branco dei compagni torvi che si affacciavano al lago sopra Carona e voler essere della partita anche lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ricomparvero cinque o sei ragazzi d'Albogasio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vieni, vieni qua da noi che sei il nostro zio, il nostro caro zio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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A Vercelli, parendogli già essere a mille miglia da Torino, l'impero della realtà lo riprese. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli si allargò un poco il cuore in un sentimento di pace, gli parve essere ritornato tra familiari suoi. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Tu sei buono», rispose Luisa con voce accorata e debole, «tu hai pietà di me ma non pensi quello che tu dici. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Maria, Maria mia», supplicò piangendo, «perdonami!» Dio, come gli pareva impossibile che tutto questo fosse vero, come gli pareva di andar nell'alcova, di doverla trovar là, dormente nel suo lettino, con la testa piegata sulle spalle e le manine aperte abbandonate sulle lenzuola, con le palme in su! E invece vi era, sì, ma!… Oh che cosa! non poteva, non poteva essere fine al pianto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella era convinta di non essere affatto in colpa della morte di Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mentre si parlava con tanto interesse della bestia di casa, egli pensava a Luisa stravolta, livida, come l'aveva vista la mattina, quando s'era opposta come una forsennata, prima alla chiusura della bara, poi al trasporto, e quando nel cimitero aveva gettato lei con le sue proprie mani la terra sulla sua bambina, dicendole d'aspettarla e che sarebbe presto discesa a giacer con lei e che quello doveva essere il loro paradiso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Prese dell'acqua di cedro e avendo la cameriera incominciato a parlare di Oria, di don Franco che si sussurrava essere arrivato, le impose silenzio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Tu, nonna, tu sei stata, tu. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sei condannata alla morte eterna.» Gli occhi soli, i fissi, tristi, pietosi occhi dicevano tutto questo ad un tempo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vengo su.» Il prefetto? A quell'ora? Che poteva essere accaduto? Franco andò in cucina ad accendere un lume e discese le scale in fretta. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Polizia, gendarmi, soldati a casa Ribera per arrestare don Franco Maironi e pare anche l'avvocato V., perché sapevano che ci doveva essere e hanno molto domandato di lui. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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In altri momenti Franco avrebbe scattato, avrebbe respinto sdegnosamente quel perdono; ora, con la dolce Maria nel cuore, non poteva essere così. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo sanno in troppi, oramai, che sei qui e i gendarmi possono capitare da un momento all'altro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sei sicuro. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No, cara», egli pensa, «no, amore, no, vita, tu non sei là dentro e sia benedetto il Signore, che mi dice di non credere questa cosa orribile!» Poche remate ancora ed ecco la casetta del tempo felice, delle ore amare, della sventura; la finestra della stanza dove Luisa si perde in un dolore tenebroso, la loggia dove passerà quind'innanzi solo le sue giornate il vecchio zio Piero, l'uomo giusto che discende silenziosamente, tribolato e stanco, verso la tomba. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ma di Luisa il Gilardoni aveva un certo riguardo; ella era sempre per lui un essere sovrumano; al rispetto per la persona s'era aggiunto il rispetto per il dolore e in presenza di lei egli teneva sempre un contegno riguardoso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ho avuto torto di metter questo in dubbio, lo confesso, poiché tu sei talmente sicura di non ingannarti e poiché conosco abbastanza l'onestà del professor Gilardoni. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Mi ripugna, è contrario a quel senso di venerazione che ho per un Essere tanto più vicino a Dio di me. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Vero che tu sei sorvegliata dalla Polizia e che ti è proibito di venire a Lugano; però io ti ho proposto più volte più modi di venirmi a incontrare segretamente almeno al confine, sulla montagna, e tu non mi hai risposto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Parti da Lugano in tempo di essere a Magadino per il tocco poiché da Luino non puoi passare. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ridomandi lei ad alta voce.» Cinque o sei minuti passarono prima che il tavolino si rimettesse in moto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli rimase lungamente muto, poi rispose sospirando: «Potrebbe non essere Maria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Poi sussurrò: «Doveva essere così. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Penso», riprese, «alla lettera che t'ho scritto subito, appena ritornato a casa e alle tre parole che mi hai detto il giorno dopo, a Muzzaglio, quando gli altri ballavano sotto i castagni e tu mi sei passata vicina per andar a prendere il tuo scialletto che avevi posato sull'erba. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Molto più! Sai neanche immaginare cosa ho sofferto io in questi anni? Sai neanche immaginare… » Sentì la voce sfuggirsi un momento ma si padroneggiò e proseguì: «Sai neanche immaginare cosa tu sei per me e cosa farei per non darti senza necessità un piccolo dolore, mentre pare che a te non importi nulla di lacerarmi l'anima?». (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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– Il patto d’alleanza? dopo che l’Austria l’ha strappato aggredendo? dopo che la Germania, impazzita, dichiara guerra a destra, guerra a sinistra, guerra finanche alle stelle, senza darcene avviso, senza tener conto delle nostre condizioni? Ignorante! imbecille! Che parola e parola! Combattere ai nostri danni? Ajutare l’Austria a vincere? noi? E le nostre terre irredente? E le nostre coste e le nostre isole, con la flotta inglese e francese contro di noi? Possiamo essere contro l’Inghilterra, noi? Ignorante! imbecille! –
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E nessuna potenza umana o divina potrà ridar la luce degli occhi alla sua piú piccola figliuola, da sei anni cieca.
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così grandi da credersi capaci di tali cose, non dovremmo noi essere almeno così grandi da prestar loro fede? –
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– Oh bestione, sono tanti! sono tanti! E tu contavi di sbrigarti in due zampate! Hai sbagliato! Non hai visto niente; non hai vinto subito; ti sei buttato così a terra puntando le gomita di qua e di là; potrai resistere a lungo? oggi o domani ti smoveranno, ti slogheranno, ti faranno a pezzi! –
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– Ho veduto, ho sentito; non ve ne importa nulla; dite che non val la pena che l’Italia si muova per aver Trento, che forse l’Austria le darà un giorno pacificamente, per aver Trieste che non vuole essere italiana...(Pirandello - Berecche e la guerra)
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– Perché nessuno poteva venire qua a costringervi a marciare e a combattere contro il sentimento vostro e i vostri interessi! Ma avete pensato a noi di là, che dovremmo essere appunto questo sentimento vostro, che siamo appunto ciò che chiamate «i vostri interessi»? Noi di là ci avete lasciati prendere, con la vostra neutralità, e trascinare al macello; e dite ancora ch’era il diritto dell’Austria, questo; e nessuno grida per il sangue dei miei fratelli uccisi! Gridano tutti, invece Viva il Belgio! qua, Viva la Francia! Or ora, venendo, le ho incontrate le colonne dei dimostranti per le vie di Roma.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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1 Partito, partiti entrambi, scomparsi da sei giorni, Faustino e l’altro, Gino Viesi – scomparsi.
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Bello, quel villino! s’affitta? sei quartierini? Non sarà mica tanto alta la pigione.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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Poterlo fare! Da sei giorni, non si mangia, non si dorme in casa Berecche.
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Berecche, piú vecchio di vent’anni in sei giorni, non dice nulla: per quanto offeso in fondo dalla volgarità della manifestazione, rispetta lo strazio di quella madre, che è lo strazio suo stesso.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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2 Tutto il primo giorno – sei giorni addietro – passato in un’ansia crescente d’ora in ora, tra un’oscura costernazione e un’irritazione sorda man mano anche esse crescenti, per il ritardo del figliuolo a rincasare; ritardo sempre piú inescusabile e inesplicabile, perché non c’erano piú dimostrazioni per Roma che potessero far pensare a un arresto, come l’altra volta; – poi, la sera, le corse affannose di qua e di là in cerca di lui, dove si fosse potuto attardare tanto, nei caffè, in casa di qualche amico, nella camera mobiliata di Gino Viesi – e la sorpresa, qui, nel sapere che anche lui, Gino Viesi, uscito dalla mattina alle sette, non s’era piú fatto vedere; poi, la notte, quella prima notte senza il figliuolo in casa, con la casa che sembrava vuota e paurosa, come vuoto e pauroso l’animo di lui; e le ore che passavano a una a una lente, eterne, su la sua ansia pure angosciata dallo sgomento di vederle passare, così, a una a una, nella vana attesa alla finestra, con l’ossessione delle vie per cui il figliuolo poteva essersi incamminato, per cui torse camminava ancora nella notte, per allontanarsi sempre piú, sempre piú dalla sua casa, sciagurato! ingrato! ma dove? dove diretto? – e poi l’alba e il silenzio di tutta la casa, orribile, con le donne cedute al sonno tra il pianto, là su le seggiole, col capo su la tavola, sotto il lume ancora acceso – ah, quel lume giallo nell’alba, e quei corpi là, che da sé a poco a poco s’erano composti in atteggiamenti pietosi, rassettati per non soffrir tanto, per trovare un po’ di requie essi almeno, se l’anima nel sonno angoscioso non poteva trovarne! – e poi, al mattino e durante tutto il giorno seguente, le altre corse, tre, quattro, alla Questura, prima per denunziare la scomparsa del figliuolo e di quell’altro là, perché fosse spiccato subito e diramato da per tutto un ordine d’arresto; poi per sapere se qualche notizia fosse giunta; e mai nessuna! – quei no, quel no del delegato rosso lentigginoso, che pure la mattina pareva avesse preso con impegno la cosa nel sentire che forse si trattava di due giovanotti che tentavano di passare in Francia per arruolarsi nella legione garibaldina; e ora piú niente, tutto intento ad altro ora, come se non si ricordasse piú neanche dell’ordine dato; – e le invettive, le aggressioni d’ora in ora piú violente della moglie e della figlia Carlotta, perché erano sicure che Faustino e quell’altro erano scappati via per lui, ma sì, per lui, per lui che aveva fin dall’infanzia oppresso quel figliuolo col metodo tedesco, con la disciplina tedesca, con la coltura tedesca, fino a fargli concepire un odio indomabile, inestinguibile per la Germania, che Dio la danni in eterno! e – ultimamente, in faccia all’altro che piangeva due fratelli uccisi, non aveva forse avuto il coraggio di gridare che l’Austria aveva tutto il diritto di mandarglieli al macello quei due fratelli? – lui! lui! – per questo erano scappati, per dargli una giusta risposta, per fare una giusta vendetta dei sentimenti da lui offesi nell’uno e oppressi nell’altro fin dall’infanzia: ebbene, non basta tutto questo? Ce n’è anche d’avanzo per spiegare come Berecche si sia in sei giorni invecchiato di venti anni.
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Era disciplina per noi l’alleanza con l’Austria! La Germania l’ha spezzata, perché, dichiarando una guerra, doveva capirlo che noi, con l’Austria, non potevamo essere piú; non solo, ma dovevamo per forza esser contro l’Austria! A questo ero arrivato! E anche a pensare che se ci saremmo mossi anche noi, e il mio figliuolo, o perché chiamato prima del tempo sotto le armi o perché spinto da un sentimento, a cui io allora non avrei saputo oppormi, sarebbe andato volontario alla guerra, ci sarei andato anch’io, anch’io così come mi vedi, volontario, a cinquantatrè anni e con questa pancia, ci sarei andato anch’io! Ma ora, questo figlio, eccolo qua, vedi? s’è voluto mettere contro di me! ha inteso di mettersi contro di me! E perché? Perché, come tutti gli altri, non conosce la disciplina della vita! E contro di me ha messo questa povera madre e la sorella; e spaventati, Fongi, ora sì, spaventati: contro di me ha messo anche me stesso! sì, perché c’è anche un padre in me che piange, e a cui io, che conosco la disciplina della vita, sono costretto a gridare: – «Va’ là, buffone, non piangere, perché tu hai torto di piangere!» – Piangano gli altri! io non piango, non piango piú, neanche se m’arriva la notizia, vedi’ che è morto! Non solo; ma ti dico questo, e te lo dico forte, perché lo sentano anche di là, quelle due furie che vorrebbero impedirmi di ragionare, venendo qua a gridarmi che vogliono da me il fratello, il fidanzato, come se io fossi pazzo come loro; ti dico questo: che adesso io sono di nuovo per la Germania, sì, sì, te lo dico forte, per la Germania, per la Germania, che avrà commesso una pazzia, anzi l’ha commessa di certo, ma vedi che spettacolo offre ancora a tutto il mondo? Se l’è concitato contro e lo tiene a bada tutto il mondo! Impotenti tutti contro lei potente! Che spettacolo è questo! E volete abbatterla? distruggerla? Chi? La Francia, fradicia, la Russia coi piedi di creta, l’Inghilterra? E valgono forse piú di lei? Che valgono di fronte a lei? Niente! Niente! Non la vince nessuno! –
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niente, un po’ di gioventú sprecata, anche un po’ di gioventú che non sa fare i conti e non sa essere accorta e prudente, un po’ di gioventú, ecco.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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E poi a Fongi ha fatto una dimostrazione così lampante di essere nel possesso della sua ragione e gli ha gridato con tanta violenza ch’egli è di nuovo, tutto, per la Germania...
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Vuol essere condotto nello studio e posto a sedere al suo solito posto della sera.(Pirandello - Berecche e la guerra)
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* Tu sei ancor quasi ragazzo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E si diede a immaginare che, questa volta, doveva essere andata lei, Silvia, a metterlo in iscena. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ah, poverina! poverina! che spettacolo le aveva dato! S'era messo a gridare, proprio come un pazzo, che voleva essere lasciato stare, che non aveva bisogno della tutela d'alcuno, che non voleva essere soffocato da tutte quelle premure e paure, né accoppato da tutti quei consigli. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Gli pareva che quei mormorii non volessero essere uditi né udire il suono dei suoi passi; ed egli camminava più lieve. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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- Ah, come sei freddo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* come sei freddo... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* così, dalla testa, una tragedia selvaggia, che per la novità piace subito a tutti, domani lei stessa, la scrittrice, può essere afferrata da una di queste tragedie qua, della vita, che stritolano un povero bambino, il cuore d'un padre e d'una madre, capisce? Questo, questo dovrebbero loro spiegare al pubblico, che resta freddo davanti alla tragedia d'un padre che ha una figlia fuori di casa, d'una moglie che sa di non poter riavere il marito se non a patto di prendersi con sé la figlia di lui, e va là, va dall'amante del marito a farsela dare! Queste sono tragedie... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E a questo frigido irrigidirsi delle cose toccate dalla luce del giorno, anch'ella sentì la divina fluidità del proprio essere quasi rapprendersi, e avvertì l'urto della realtà cruda, la terribilità bruta e dura della materia, la possente, avida, distruttrice ferocia della natura sotto l'occhio implacabile del sole che sorgeva. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Or chi sei tu che sì ti lagni meco?
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* Doveva essere infatti, entro di sé, tremendamente afflitto da una di quelle mogli che si fanno rispettare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Oh Dio, e che sei forse una bambina? Io, con la violenza? Ma no, cara: tu, da te, con la ragione dovresti importelo il freno... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ti sei davvero fatta codesta corsa per così poco?
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* Vedi, in questo momento, forse, una tua lettera potrebbe essere per lei, assediata da quel ragno, un’àncora di salvezza. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Che colpa ho io se Pomino eseguì con troppa timidezza le mie prescrizioni? che colpa ho io se Romilda, invece d’innamorarsi di Pomino, s’innamorò di me, che pur le parlavo sempre di lui? che colpa, infine, se la perfidia di Marianna Dondi, vedova Pescatore, giunse fino a farmi credere ch’io con la mia arte, in poco tempo, fossi riuscito a vincere la diffidenza di lei e a fare anche un miracolo: quello di farla ridere più d’una volta, con le mie uscite balzane? Le vidi a poco a poco ceder le armi; mi vidi accolto bene; pensai che, con un giovanotto lì per casa, ricco (io mi credevo ancora ricco) e che dava non dubbii segni di essere innamorato della figlia, ella avesse finalmente smesso la sua iniqua idea, se pure le fosse mai passata per il capo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Si può essere – domando io – più onesti di così?
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* Questa scena merita di essere rappresentata. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Chiusi gli occhi, dovevo essere pallidissimo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* A un tratto, la vista mi s’annebbiò, sembrandomi di scorgere nel rigo seguente il nome del mio podere; e, siccome stentavo a leggere, con un occhio solo, quella stampa minuscola, m’alzai in piedi, per essere più vicino al lume. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per Lodoletta però non sarebbe stato un avvenimento quella richiesta di copie del suo giornale da Alenga? Certo la notizia più «interessante» di quella settimana, e perciò il pezzo più forte di quel numero, doveva essere il mio suicidio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ero solo ormai, e più solo di com’ero non avrei potuto essere su la terra, sciolto nel presente d’ogni legame e d’ogni obbligo, libero, nuovo e assolutamente padrone di me, senza più il fardello del mio passato, e con I’avvenire dinanzi, che avrei potuto foggiarmi a piacer mio. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Non c’era via di mezzo: filosofo dovevo essere per forza con quella razza d’aspetto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io potevo benissimo essere anche analfabeta! A chi dovevo scrivere? Non ricevevo né potevo più ricever lettere da nessuno. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Certo, libero, liberissimo, io potevo essere soltanto così, con la valigia in mano: oggi qua, domani là. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E dunque non è un assoluto che basti a se stesso, mi spiego? Quando i sentimenti, le inclinazioni, i gusti di questi altri che io penso o che lei pensa non si riflettono in me o in lei, noi non possiamo essere né paghi, né tranquilli, né lieti; tanto vero che tutti lottiamo perché i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre inclinazioni, i nostri gusti si riflettano nella coscienza degli altri. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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lui: – Ma sfido ma si capisce! Perché impedite, trattenute da quelle parolacce, hanno messo un anno, sei mesi, troppo tempo a risolversi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ciò che per lui, insomma, poteva essere uno spasso e quasi l’esercizio d’un diritto, era per me, all’incontro, obbligo increscioso, condanna. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* da sei mesi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* La signorina Caporale, due anni avanti, alla morte della madre, aveva smesso casa e, venendo a viver lì dai Paleari, aveva affidato circa sei mila lire, ricavate dalla vendita dei mobili, a Terenzio Papiano, per un negozio che questi le aveva proposto, sicurissimo e lucroso: le sei mila lire erano sparite. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Ma nossignore, perché me n’infischio io, sa? di questa vile pellaccia che mi ricopre! Mi pesa, la sopporto perché so che devo sopportarla; ma se mi provano, perdiana, che – dopo averla sopportata per altri cinque o sei o dieci anni – io non avrò pagato lo scotto in qualche modo, e che tutto finirà lì ma io la butto via oggi stesso, in questo stesso momento: e dov’è allora l’istinto della conservazione? Mi conservo unicamente perché sento che non può finire così! Ma altro è l’uomo singolo, dicono, altro è l’umanità. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sorridevo tra me, così pensando; ma poi, vedendola andar via dal terrazzino, riflettevo che quel mio giudizio poteva anche essere errato, frutto del dispetto istintivo che ciascuno prova nel vedersi non curato; e: «Perché, del resto,» mi domandavo, «dovrebbe ella curarsi di me, rivolgermi, senza bisogno, la parola? Io qui rappresento la disgrazia della sua vita, la follia di suo padre; rappresento forse un’umiliazione per lei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Allegri tutti, anzi felici, noi potremmo essere a un sol patto, secondo un avvocatino imperialista che frequenta il mio caffè: a patto d’esser governati da un buon re assoluto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Eroe, ecco, eroe non potevo più essere davvero. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Che vuoi che sappia io dell’aria dei vedovi? Sei curiosa!
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– Eh via, come sei sciocchina! Si fa per ridere... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Il nonno infatti riteneva fermamente, non so per quali sue ragioni, che quel quadro del Perugino dovesse invece essere attribuito a Raffaello. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Se provasse invece a farsi crescere un po’ la barba, per esempio, s’accorgerebbe subito di non essere quel mostro che lei dice. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* E qui la signorina Caporale mi parlò delle sei mila lire scroccatele da Papiano, a cui io ho già accennato altrove. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Già! Vuol essere aiutato da me, proprio da me; ha avuto la sfrontatezza di propormelo, così, tranquillamente... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Mi accorgo di non essere stato felice... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ecco com’è andata! Lui mi ha assicurato che lei doveva essere suo parente, ed è voluto venire a conoscerla... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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«In che brutto impiccio ti sei cacciato, Adriano Meis! Tu hai paura di Papiano, confessalo! e vorresti dar la colpa a me, ancora a me, solo perché io a Nizza mi bisticciai con lo Spagnuolo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Tu sei forse ancora un po’ alterato, eh, Max? Lo sento, ti conosco... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sì! sì! Svelandole che non ero Adriano Meis io tornavo ad essere Mattia Pascal, morto e ancora ammogliato! Come si possono dire siffatte cose? Era il colmo, questo, della persecuzione che una moglie possa esercitare sul proprio marito: liberarsene lei, riconoscendolo morto nel cadavere d’un povero annegato, e pesare ancora, dopo la morte. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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Già prima che mi fosse aperta la porta, indovinai che qualcosa di grave doveva essere accaduto in casa: sentivo gridare Papiano e il Paleari. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Dovevo essere più pallido di lui, e vibravo tutto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Quella mia inattesa dichiarazione, che lo salvava proprio nel punto in cui, vedendosi perduto, egli accusava il fratello o almeno lasciava intendere – secondo il disegno che doveva aver prima stabilito – che soltanto questi poteva essere l’autore del furto, lo aveva addirittura schiacciato. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* C’era, nel mezzo, un cavalletto, che reggeva una tela a metà abbozzata, la quale voleva essere il ritratto di Minerva, della cagnetta di Pepita, tutta nera, sdraiata su una poltrona tutta bianca, la testa allungata su le due zampine davanti. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Nella prima sala, attorno a un tavolino, c’erano cinque o sei ufficiali d’artiglieria e, come uno d’essi, vedendomi arrestar lì presso torbido, esitante, si voltò a guardarmi, io gli accennai un saluto, e con voce rotta dall’affanno:
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Era un giovanottino senza baffi, che doveva essere uscito quell’anno stesso dall’Accademia, tenente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma sì! ma sì! Io non dovevo uccider me, un morto, io dovevo uccidere quella folle, assurda finzione che m’aveva torturato, straziato due anni, quell’Adriano Meis, condannato a essere un vile, un bugiardo, un miserabile; quell’Adriano Meis dovevo uccidere, che essendo, com’era, un nome falso, avrebbe dovuto aver pure di stoppa il cervello, di cartapesta il cuore, di gomma le vene, nelle quali un po’ d’acqua tinta avrebbe dovuto scorrere, invece di sangue: allora sì! Via, dunque, giù, giù, tristo fantoccio odioso! Annegato, là, come Mattia Pascal Una volta per uno! Quell’ombra di vita, sorta da una menzogna macabra, si sarebbe chiusa degnamente, così, con una menzogna macabra! E riparavo tutto! Che altra soddisfazione avrei potuto dare ad Adriana per il male che le avevo fatto? Ma l’affronto di quel farabutto dovevo tenermelo? Mi aveva investito a tradimento, il vigliacco! Oh, io ero ben sicuro di non aver paura di lui. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Sospettai che di là, sul Lungotevere, ci potesse essere qualcuno, qualche guardia, che – vedendomi da un pezzo sul ponte – si fosse fermata a spiarmi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Provai una tenerezza indicibile: doveva essere un mio nipotino, il figlio maggiore di Berto; mi chinai, gli accennai con la mano di farsi avanti; ma gli feci paura; scappò via. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Non eri dunque tu? – esclamò Berto. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Il secondo matrimonio s’annulla, e tu sei obbligato a riprendertela. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Certo, – replicò quegli, – dal momento che lei, signor Pascal, non volle correggere a tempo, prima cioè del termine prescritto dalla legge per contrarre un secondo matrimonio, lo sbaglio di sua moglie, sbaglio che poté anche – non nego – essere in mala fede. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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– Non eri tu?
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* Dove sei stato?... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* dove sei stato? Se ti sei finto morto e te ne sei scappato... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Mia figlia? tu? Tu sei pazzo! – inveì, imperterrita, colei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* – Scherzare? Ma nient’affatto! Là c’è davvero il cadavere di un uomo, e non si scherza! Ci sei stato?
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* Ho messo circa sei mesi a scrivere questa mia strana storia, aiutato da lui. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ma si può essere ugualmente sicuri, che, pur con tutti i rimedii eroici escogitati dallo scrittor di commedie, novantanove critici drammatici su cento giudicheranno assurdo quel suicidio e inverosimile la commedia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Un caso della vita può essere assurdo; un’opera d’arte, se è opera d’arte, no. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Ogni protesta di colui che voleva essere dichiarato vivo fu inutile. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Forse perchè i miei eran poveri o perchè non ero nato come gli altri ? Non so : ricordo soltanto che una zia giovane mi dette il soprannome di vecchio a sei o sett'anni e che tutti i parenti l'accettarono . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Avevan ragione : dovevo essere , ed ero , tremendamente antipatico a tutti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Può essere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Niente di preciso avevo in testa né sapeva nulla d'Italia o di guerre : pur mi sfogavo a ridisegnare la barbuta faccia del Generale sul foglio di guardia del volume e mi sembrava che avesse ad essere vivo e vicino . (G .Papini - Un uomo finito)
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* V'erano in fondo a quella meravigliosa cesta anche cinque o sei volumacci verdi [zibaldoni volterriani di un compilatore razionalista] dove si buttava giù Iddio e la santa teologia e si mettevano in burletta i racconti della Bibbia e i preti del cattolicismo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa credete d'esser voialtri , uomini sciocchi e donne ben vestite , che mi passate d'accanto con tanta strafottenza ? Vedrete cosa farò io ! VogUo essere più di voi , più di tutti , sopra a tutti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volevo sentire una mano nella mia mano , volevo essere ascoltato e ascoltare ; aver qualcuno a cui dire in segreto , nell'abbandono indimenticabile delle prime amicizie , quei sentimenti quei desideri -56 e pensieri , che non si posson dire ai babbi e alle mamme . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ed io volevo essere uno di loro , sentirmi compagno , fratello in questa sotterranea ricerca della bellezza e della fortuna . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Si voleva essere ingannati e sognare : una delle frasi più ripetute fra noi era « che bisognava bere a gran sorsi nella coppa della chimera » . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non sono più io — non sei più tu . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tu sei ora un uomo serio , rispettato , operoso : hai ammiratori , seguaci , forse discepoli . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La nostra vita era e voleva essere una salita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non senti che fatto grave , che fatto bello é stata la nostra amicizia d' allora ? Io non so più se nella tua memoria io sia vivo e presente come tu sei nella mia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non già nel monismo idealista che conobbi dopo ma in un monismo quale poteva essere ispirato da-* grossi meccanicisti che praticavo allora . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non badai alla sua stramba inverosimiglianza ; non pensai potesse essere un equivoco dialettico ; una semplice trasposizione di linguaggio e nulla più . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Un ultimo dubbio mi restava : morirò come gli altri ? Posso pensare che il mio pensiero smetta di pensare ? E gli uomini ! Ombre passeggere sullo schermo della mia sensibilità , fantasmi evocati dalla mia volontà , burattini pretensiosi del mio teatro interiore : che divertimento ! Quanto mi parevan nulli e buffi più di prima con tutto il loro travagliarsi ! Passavo fra mezzo a loro e pensavo : Eccoli qua che credon di vivere , che credon di esistere per loro conto e magari , — umili credenti — di essere immortali ! E non sanno di non esser altro che figurine frettolose della mia retina ; ricordi o aspettative lievi della mia anima ; gocciole inconsistenti di un fiume di immagini che in me solo ha la fonte e lo sbocco . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Abituato a pensarmi come il cardine dell'universo , come l'unità sola capace di dar figura e permanenza al nulla impaziente di essere , mi si presentò di scoppio la certezza d'esser la ridicola vittima di un gioco di parole , di una trappola logica , di un rompicapo metafisico . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Nei momenti della più profonda ubriachezza si ha la certezza felice di essere i primi uomini del mondo — i primi in ordine di tempo — i veri Adami ; e d'esser quelli che debbono assegnare il nome alle cose , edificar le città , fondare i regni , profetizzare le fedi e conquistare di riffa , corpo a corpo , T intera padronanza del mondo di qua . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che diavolo fate voialtri qua intorno ! Camminate più presto se non volete esser pestati — suicidatevi se non volete essere sparati . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E il giornale , il famoso giornale che sta in cima al pensiero di chi vuol irrompere tra la calca dei mille e dei milioni per svegliarli e illuminarli ; il lungamente sognato e promesso giornale di chi vuol prender il mondo d'assalto e aggredire gli assopiti contemporanei all'usanza masnadiera ; il tante volte proposto e disegnato giornale che deve raccogliere le impazienze degli ignoti , dar voce e figura a un manipolo d'oscuri , rivelare ai maestri immediati , ai non più giovani , agli uomini di trenta e quarant'anni che i veri giovani , i freschi giovani di vent'anni , son arrivati anche loro alla maggior età e che un' altra generazione ha finalmente diritto alla parola — questo giornale assolutamente necessario che dev' esser come lo stiramento de' muscoli di un prigione appena desto e disciolto , come il primo canto spiegato di una bocca che dovette fin' oggi mormorare soltanto ; questo giornale che doveva essere , che voleva essere e poteva essere la prima vendetta di tutte le malinconie , lo sfogo invocato di tutti gli sdegni , l'arma di tutti i colpi di mano , la tromba wagneriana di tutte le sfide , il diario dei nostri sogni , la cartuccia delle troppo attese demolizioni , il getto e lo zampillo arcobalenante dei pensieri più temerari — questo famoso giornale finalmente si fece . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Venivano dall'ombra dell' irreale eppur mi sembravano più vivi de' vivi che scalpicciavano a' miei fianchi e soltanto con loro m' era dato d' intendere ed essere inteso , d' amare e d' essere amato . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Leopardi fratello , la voluttà del dolore senza rifugi e la nitida e spietata visione delle ridicole infamie degli uo — 126 — mini ; a te Slielley , cuor dei cuori , annegato come un Dio nel mio mare , l'animazione patetica della natura , e le raffinatezze sontuose di un mondo dorato , e la pietà per i titani sconfitti ; a te , fraterno Baudelaire , il perverso e indimenticabile gusto delle maledizioni e gli abissi senza uscita e senza cielo della miserabile vita della carne , e r estatica trasfigurazione della bassezza quotidiana ; a te , Heine , il riso squillante della tristezza che non vuol farsi scorgere e il gioioso sventramento dei burattini delle varie mitologie ; a te , Walt Whitman della mia prima fanciullezza , il respiro ampio del mare , delle folle , della vita degli uomini , l'abbracciamento commosso e generoso di ogni essere e di ogni popolo ; a te . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ci sono state delle donne nella mia vita: non dico molte , intendiamoci , perchè non sono stato né potevo essere un Tenorio , ma ce ne sono state ed erano donne vere e proprie , donne di carne e di nervi , come quelle che si ammirano nei grandi romanzi e si desiderano nella vita . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sono state in disparte , ospiti gradite o ingombranti nei momenti di riposo ; tentativi di conforto nei tempi di nausea ; veicoli desiderati di gioia o di patimento ; compagne care ed affezionate della mia povera esistenza ; intermezzi di voluttà o di furore nella mia dura vita di lavoratore scontento ; ammiratrici esagerate ed ingiuste dell'opera mia ma non già , s' io debbo essere villanamente sincero , guide , donatrici o ispiratrici . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E voglio darle qui un esempio — un piccolo , un minimo esempio — di quel che potrebbero essere le mie reminiscenze sentimentali . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Che m^importava essere o diventare un filosofo « brillante » , uno scrittore « ben noto nel mondo letterario » , un fabbricante e mercante più o meno fortunato di parole e di pensieri ? Dove andavo a finire ? Ci voleva poco a saperlo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Anche guardando in su , guardando in su con tutta la pazzia permessa ai mediocri , c'era questo : essere stampato da Treves , insegnare all'università , far parte d'un'accademia , ottenere (vecchio , cascante e rimbecillito) il premio Nobel . . . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volevo essere veramente grande , epico , smisurato ; volevo compier qualcosa di gigantesco , d'inaudito , che cambiasse la faccia della terra e il cuore degli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Essere un di quelli che danno il nome a un'idea , a una moltitudine di uomini , che rivelano una verità nuova , imprevista , bizzarra ; di quelli che tutti debbono conoscere e giudicare ; a cui è dovuto un capitolo , un paragrafo nelle storie e che hanno il loro dominio proprio , il loro campo a parte , la loro bandiera riconosciuta . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Anche una sciocchezza , anche una follia — ma essere l' inventore di questa sciocchezza , r eroe di questa follia ! Sul primo mi volsi all' azione che sembra , ai non — I50 — profondi , più azione : alla politica . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma quale poteva essere questa mèta nazionale ? Io stesso non ero ben sicuro . (G .Papini - Un uomo finito)
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* L'uomo era stato dapprima tutta carne — poi carne e — 156 — spirito insieme — e ora doveva essere tutto spirito , spirito solo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma non per me , non per me son puro e grande ; non per te , o ideale indescrivibile della mia vita , sono come vorrei essere e come devo essere per avvicinarmi senza rossore alla morte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dev'esser per questo eh' io non m'accorgo del marcio che porto in me e credo d' essere il cigno di un'assurda perfezione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Voglio essere accusato e infamato per poter salire e volare dove so io . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non son di loro e non ci voglio essere in nessun modo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dovevo essere io il primo uomo della nuova umanità — dovevo dar io l'esempio iniziale di una vita tutta interiore , tutta indipendente dal corpo , dalla materia , dall'animalità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Mi accorgevo d'esser lontano dalla mèta da me segnata e di non essere ancora lo spirito senza macchia né debolezza , predestinato ad accompagnar gli uomini nel gran passaggio al di là della vita presente . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Le teorie non persuadon che i meno e seccano i più , ma arte viva , la poesia prepotente e afferrante [la poesia poetica , con tutto il suo colore , la sua armonia e la sua irrespingibile immediatezza] avrebbe piegato gli uomini a specchiarsi nel mar morto dell' esistenza umana e a ritrarsene inorriditi , — subitaneamente presi dalla volontà di fuggire , di essere altrimenti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* L'opera di poesia non poteva essere — in me , in quei momenti — minuta , episodica , confinata . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volevano essere giudicati : l' incertezza dell'attesa era più paurosa e dolorosa di un'inferno . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tu fosti il ban 13 — lyS — chetto senza fine della mia vita astemia ; la febbre della mia troppa salute ; Y inno indimenticabile della mia aridezza di cuore . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io fui tutto tuo e tu fosti tutto per me . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Eppure venne il momento in cui mi apparisti quel che — 179 — sei : cabala affannosa di segni attorno al nulla ; ordine vano e cangevole sulla diversità irruente e traboccante ; corsa ironica verso la distruzione di te stessa . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per quel ch'io volevo fare non eri che un ostacolo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* A che prò moltiplicare le norme , i comandamenti , gli imperativi quando poi gli uomini si strafottevano delle lungagnate etiche e seguitavano ad essere le stesse canaglie di prima , forse meno feroci ma certo più ipocrite ? Trovate il modo di cambiare i gusti , i valori interni delle anime e le azioni virtuose ne sgorgheranno naturalmente , senza bisogno di prediche , di consigli e di regole ! Mutate la personalità loro , direttamente , efficacemente , e ogni più quintessenziato sistema etico diventerà sull' istante superfluo ! Fate che gli uomini divengano spontaneamente virtuosi invece di annoiarli colle dissertazioni sulla virtù ! Anche per questa strada tornavo dunque al mio so — i8i — gno fisso di rivoluzionario spirituale: cambiare gli uomini , cambiare le menti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Prima di attraversare l'Atlantico come profeta del nuovo regno io dovevo essere — realmente , effettivamente essere — quel che nella lunga vigilia avevo sognato per me , aveva proposto agli altri : un santo , una guida , un semidio . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Riconosciuta la strada — 191 — il passo non doveva essere difficile : dove gli altri soa passati passerò anch' io ! I santi mi portavano verso le religioni ; i maghi verso le scienze occulte . (G .Papini - Un uomo finito)
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* I santi erano stati taumaturghi (e Cristo stesso ?) e i maghi (i veri) erano stati , avevan dovuto essere , puri ed asceti . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E allora , divenuto parte intima e integrante del mondo , ogni suo resto di volontà si riflette nell' essere : avendo abdicato alla sua volontà particolare diventa , senza pensarlo , una specie di volontà universale e le più rigide leggi dei fisici cadono dinanzi all'amoroso desiderio di un estatico . (G .Papini - Un uomo finito)
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* La vera causa risiedeva dunque nell' essere medesimo di questi uomini privilegiati che soltanto per caso o spinti da una qualunque frenesia teorica manifestavano saltuariamente la loro potenza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Le cose eran rimaste sorde alle mie chiamate : tutto aveva seguitato ad essere come prima . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Non ero più quello di prima ; non ero quello che avevo voluto essere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Giacché sono stato debole cerchiamo di non essere ingiusto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sei forse un muratore che aspetti il salario tutti i sabati , dopo aver fatto la sua opra ? Le tue case non son case di pietre e di calcina , ma di parole e di sangue — né gloria né quattrini le posson pagare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Volevo essere Dio senza aver in mente la mia creazione e la mia legge . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Tutti i sentimenti degli uomini son mossi dall' impotenza — appena la piena potenza é conquistata tu sei disumanato , sopraumanato , ma diventi insensibile , morto ; non hai più molla , più volontà , più direzione . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Posso dare agli altri , a molti , l' impressione d' essere un di quegli uomini anfibi , eunuchi ed evirati che si chiamano , con oltraggio all' agricoltura , « uomini colti » . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosa non avrei fatto e non farei per essere scosso e destato un momento , per ricevere ad un tratto la misteriosa dettatura di una rivelazione ! Che m'ispiri Iddio o il Demonio non importa: ma che qualcuno più grande di me , più sano di me , più veggente di me , più pazzo di me , parli colla mia bocca , scriva colla mia mano , pensi col mio pensiero ! XL . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Son figliolo della cultura e degli altri mentre vorrei essere genio e me stesso . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quella parola posso averla tolta a quell'antico scrittore ; quel !' immagine può essere la reminiscenza d'un altro ; quell' idea può essere il travestimento o il prolungamento d'una teoria altrui ; quel tipo mi può essere stato suggerito da un romanzo letto , da un personaggio vivo ; quello spunto posso averlo preso nella conversazione con un amico . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Vorrei essere il debitore di me stesso e di me stesso soltanto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Io non son fatto per la gioia , non devo cercare il piacere — guai a me se casco nelle tiepide e addormentanti braccia della felicità ! Se voglio esser fedele alla ragion d' essere delFapima mia — al giuramento che feci nascendo la seconda volta — al patto eh* io feci colla vita e colla morte , non debbo disciogliermi e addolcirmi nel latteo beverone del comune e ordinario benessere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma come ? Dovrei diventare come gli altri un corpo diaccio , una carogna puzzolente , una verminaia , un pugno di polvere , una manciata di mota ? È possibile eh* io immagini di me una cosa simile ? Può darsi mai che il mondo muoia ad un tratto con me ? È giusto che tutto quel che porto nel mio cervello e nel mio cuore , tutto questo infinito pullular di pensieri e di ricordi , d'immagini e di affanni , debba finire , fermarsi per sempre ? Come posso immaginare che il mondo seguiterebbe ad essere se non lo posso pensare che col mio pensiero ? Andate via , dunque , ingannatori insidiosi e maligni , bestie affamate di morti ! Io non posso morire — non voglio morire : non morirò mai . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Posso essere ancora un eroe . (G .Papini - Un uomo finito)
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* So che tutte le nostre costruzioni saranno distrutte ; che de' nostri incendi non resterà neppur la cenere ; che i nostri ideali , anche raggiunti e dominati , precipiteranno nell'eterna oscurità della dimenticanza e del finale non essere . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma oggi che voglio rifare gli ossi e rimettere il sangue in movimento debbo ripigliar lo slancio dalle origini e tornare alle ràdiche più profonde del mio essere completo e concreto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Dagli etruschi padri , distesi a guardia delle loro tombe , placidi e arguti come i divinatori ; dagli etruschi che portaron dall'oriente l'amor del futuro e la sicurezza dell'arte ; dagli etruschi che insegnarono la civiltà ai romani e circoscrissero ne' loro confini quella che doveva essere l'Italia più feconda di grandi — giù giù fino alla gagliardia di Dante , all'asciuttezza di Machiavelli , alla terribilità di Michelangelo , alla curiosità di Leonardo , alla penetrazione di Galileo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Divento senza paura e senza pudore ; non porto rispetto a nessuno ; mi sento bene nello scompiglio ; mi compiaccio di turbare , di spaurire , di essere e di parer cattivo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Cosi come sono e come ormai rimarrò sento d'essere anch' io una forza creatrice e dissolvitrice , sento di essere un valore , di avere un diritto , una parte , una missione fra gli uomini . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Ma le parole che scelgo e che preferisco non son queste : le mie devon esser dure come la pietra forte , devono esser scabre , aspre e spiacenti come i sassi che precipitano giù dalle frane e schizzan dalle mine delle cave ; devono essere paganamente spontaneamente ed oscenamente ignude come usciron dalle bocche vinose della plebe creatrice . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E mi pare che la mia giovinezza debba essere eterna — come quella degli dei della Grecia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Intanto io non voglio essere sbrigato in quattro e quattr'otto . (G .Papini - Un uomo finito)
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* «L'Historia si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo , perché togliendoli di mano gl'anni suoi prigionieri , anzi già fatti cadaueri , li richiama in vita , li passa in rassegna , e li schiera di nuovo in battaglia .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ma gl'illustri Campioni che in tal Arringo fanno messe di Palme e d'Allori , rapiscono solo che le sole spoglie più sfarzose e brillanti , imbalsamando co' loro inchiostri le Imprese de Prencipi e Potentati , e qualificati Personaggi , e trapontando coll'ago finissimo dell'ingegno i fili d'oro e di seta , che formano un perpetuo ricamo di Attioni gloriose .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Però alla mia debolezza non è lecito solleuarsi a tal'argomenti , e sublimità pericolose , con aggirarsi tra Labirinti de' Politici maneggi , et il rimbombo de' bellici Oricalchi : solo che hauendo hauuto notitia di fatti memorabili , se ben capitorno a gente meccaniche , e di piccol affare , mi accingo di lasciarne memoria a Posteri , con far di tutto schietta e genuinamente il Racconto , ouuero sia Relatione .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Nella quale si vedrà in angusto Teatro luttuose Traggedie d'horrori , e Scene di malvaggità grandiosa , con intermezi d'Imprese virtuose e buontà angeliche , opposte alle operationi diaboliche .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E veramente , considerando che questi nostri climi siino sotto l'amparo del Re Cattolico nostro Signore , che è quel Sole che mai tramonta , e che sopra di essi , con riflesso Lume , qual Luna giamai calante , risplenda l'Heroe di nobil Prosapia che pro tempore ne tiene le sue parti , e gl'Amplissimi Senatori quali Stelle fisse , e gl'altri Spettabili Magistrati qual'erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue , venendo così a formare un nobilissimo Cielo , altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d'atti tenebrosi , malvaggità e sevitie che dagl'huomini temerarii si vanno moltiplicando , se non se arte e fattura diabolica , attesoché l'humana malitia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi , che con occhii d'Argo e bracci di Briareo , si vanno trafficando per li pubblici emolumenti .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Per locché descriuendo questo Racconto auuenuto ne' tempi di mia verde staggione , abbenché la più parte delle persone che vi rappresentano le loro parti , siino sparite dalla Scena del Mondo , con rendersi tributarii delle Parche , pure per degni rispetti , si tacerà li loro nomi , cioè la parentela , et il medesmo si farà de' luochi , solo indicando li Territorii generaliter .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Né alcuno dirà questa sii imperfettione del Racconto , e defformità di questo mio rozzo Parto , a meno questo tale Critico non sii persona affatto diggiuna della Filosofia : che quanto agl'huomini in essa versati , ben vederanno nulla mancare alla sostanza di detta Narratione .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Imperciocché , essendo cosa evidente , e da verun negata non essere i nomi se non puri purissimi accidenti .(Manzoni-I Promessi Sposi)* »
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* Il buon secentista ha voluto sul principio mettere in mostra la sua virtù ; ma poi , nel corso della narrazione , e talvolta per lunghi tratti , lo stile cammina ben più naturale e più piano .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Sì ; ma com'è dozzinale ! com'è sguaiato ! com'è scorretto ! Idiotismi lombardi a iosa , frasi della lingua adoperate a sproposito , grammatica arbitraria , periodi sgangherati .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E poi , qualche eleganza spagnola seminata qua e là ; e poi , ch'è peggio , ne' luoghi più terribili o più pietosi della storia , a ogni occasione d'eccitar maraviglia , o di far pensare , a tutti que' passi insomma che richiedono bensì un po' di rettorica , ma rettorica discreta , fine , di buon gusto , costui non manca mai di metterci di quella sua così fatta del proemio .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E allora , accozzando , con un'abilità mirabile , le qualità più opposte , trova la maniera di riuscir rozzo insieme e affettato , nella stessa pagina , nello stesso periodo , nello stesso vocabolo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ecco qui : declamazioni ampollose , composte a forza di solecismi pedestri , e da per tutto quella goffaggine ambiziosa , ch'è il proprio carattere degli scritti di quel secolo , in questo paese .(Manzoni-I Promessi Sposi)* In vero , non è cosa da presentare a lettori d'oggigiorno : son troppo ammaliziati , troppo disgustati di questo genere di stravaganze .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Meno male , che il buon pensiero m'è venuto sul principio di questo sciagurato lavoro : e me ne lavo le mani» .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Nell'atto però di chiudere lo scartafaccio , per riporlo , mi sapeva male che una storia così bella dovesse rimanersi tuttavia sconosciuta ; perché , in quanto storia , può essere che al lettore ne paia altrimenti , ma a me era parsa bella , come dico ; molto bella .(Manzoni-I Promessi Sposi)* «Perché non si potrebbe , pensai , prender la serie de' fatti da questo manoscritto , e rifarne la dicitura ?» Non essendosi presentato alcuna obiezion ragionevole , il partito fu subito abbracciato .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ed ecco l'origine del presente libro , esposta con un'ingenuità pari all'importanza del libro medesimo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Taluni però di que' fatti , certi costumi descritti dal nostro autore , c'eran sembrati così nuovi , così strani , per non dir peggio , che , prima di prestargli fede , abbiam voluto interrogare altri testimoni ; e ci siam messi a frugar nelle memorie di quel tempo , per chiarirci se veramente il mondo camminasse allora a quel modo .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Una tale indagine dissipò tutti i nostri dubbi : a ogni passo ci abbattevamo in cose consimili , e in cose più forti : e , quello che ci parve più decisivo , abbiam perfino ritrovati alcuni personaggi , de' quali non avendo mai avuto notizia fuor che dal nostro manoscritto , eravamo in dubbio se fossero realmente esistiti .(Manzoni-I Promessi Sposi)* E , all'occorrenza , citeremo alcuna di quelle testimonianze , per procacciar fede alle cose , alle quali , per la loro stranezza , il lettore sarebbe più tentato di negarla .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ma , rifiutando come intollerabile la dicitura del nostro autore , che dicitura vi abbiam noi sostituita ? Qui sta il punto .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Chiunque , senza esser pregato , s'intromette a rifar l'opera altrui , s'espone a rendere uno stretto conto della sua , e ne contrae in certo modo l'obbligazione : è questa una regola di fatto e di diritto , alla quale non pretendiam punto di sottrarci .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Anzi , per conformarci ad essa di buon grado , avevam proposto di dar qui minutamente ragione del modo di scrivere da noi tenuto ; e , a questo fine , siamo andati , per tutto il tempo del lavoro , cercando d'indovinare le critiche possibili e contingenti , con intenzione di ribatterle tutte anticipatamente .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Né in questo sarebbe stata la difficoltà ; giacché (dobbiam dirlo a onor del vero) non ci si presentò alla mente una critica , che non le venisse insieme una risposta trionfante , di quelle risposte che , non dico risolvon le questioni , ma le mutano .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Spesso anche , mettendo due critiche alle mani tra loro , le facevam battere l'una dall'altra ; o , esaminandole ben a fondo , riscontrandole attentamente , riuscivamo a scoprire e a mostrare che , così opposte in apparenza , eran però d'uno stesso genere , nascevan tutt'e due dal non badare ai fatti e ai principi su cui il giudizio doveva esser fondato ; e , messele , con loro gran sorpresa , insieme , le mandavamo insieme a spasso .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Non ci sarebbe mai stato autore che provasse così ad evidenza d'aver fatto bene .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Ma che ? quando siamo stati al punto di raccapezzar tutte le dette obiezioni e risposte , per disporle con qualche ordine , misericordia ! venivano a fare un libro .(Manzoni-I Promessi Sposi)* Veduta la qual cosa , abbiam messo da parte il pensiero , per due ragioni che il lettore troverà certamente buone : la prima , che un libro impiegato a giustificarne un altro , anzi lo stile d'un altro , potrebbe parer cosa ridicola : la seconda , che di libri basta uno per volta , quando non è d'avanzo .(Manzoni-I Promessi Sposi)*
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* Subito vedo un bambino in fasce , ma perché dovrei essere io quello? Non mi somiglia affatto e credo sia invece quello nato poche settimane or sono a mia cognata e che ci fu fatto vedere quale un miracolo perché ha le mani tanto piccole e gli occhi tanto grandi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Troppe probabilità di malattia vi sono per te , perché non tutti i tuoi minuti possono essere puri .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Eppoi – fantolino! – sei consanguineo di persone ch’io conosco .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* I minuti che passano ora possono anche essere puri , ma , certo , tali non furono tutti i secoli che ti prepararono .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ricordo la parola sana e non la faccina certamente sana anch’essa che a me doveva essere rivolta in quel momento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Bravo ! Ancora qualche giorno di astensione dal fumo e sei guarito!
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* Molti avvenimenti , anzi tutti , dalla morte di Pio IX alla nascita di mio figlio , mi parvero degni di essere festeggiati dal solito ferreo proposito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* È perciò che tentenno fra la legge e la chimica perché ambedue queste scienze hanno l’esigenza di un lavoro che comincia ad un’ora fissa mentre io non so mai a che ora potrò essere alzato» .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Accettai subito , prima di tutto perché volevo che quando mio figlio fosse giunto all’età di potermi giudicare mi trovasse equilibrato e sereno , eppoi per la ragione più urgente che l’Olivi stava male e minacciava di abbandonarmi per cui avrei potuto essere obbligato di prendere il suo posto da un momento all’altro e mi consideravo poco atto ad una grande attività con tutta quella nicotina in corpo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Ci trovavamo nell’appartamento che m’era destinato a cui eravamo giunti ritornando a pianoterra dopo di essere saliti al secondo piano .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Ecco il signore col quale dovete essere pronta di fare i pugni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Chi toccherà la sua pelle? – Mi rivolsi al dottore: Vorrei che questa donna sia avvisata di non seccarmi! Ho portati con me alcuni libri e vorrei essere lasciato in pace .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Non è una cattiva donna e quando le avrò raccomandato di essere più discreta , non le darà altro motivo a lagnanze .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Per essere sicura , la povera Giovanna aveva voluto abbondare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Tutti i miei sogni di equilibrio e di forza non possono essere definiti altrimenti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Beveva anche discretamente; da gentleman , di sera , a cena , tanto da essere sicuro di trovare il sonno pronto non appena posata la testa sul guanciale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Eccone un esempio: quando , dopo di essere passato dagli studii di legge a quelli di chimica , io ritornai col suo permesso ai primi , egli mi disse bonariamente: – Resta però assodato che tu sei un pazzo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Con accento accorato e con le lacrime agli occhi esclamò: – Ah! Tu sei veramente pazzo!
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* Per essere sincero devo dire che la rassegnazione alle sue disposizioni mi fu facile perché in quell’epoca l’idea di essere costretto a non lavorare m’era piuttosto simpatica .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Poteva questa lietezza essere anche il segno di un buon appetito: io mi tranquillai e mi misi a mangiare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Peccato che sei venuto tanto tardi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi piaceva di vederlo felice nella sua illusione di essere tanto forte quand’era invece debolissimo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il vento continuava a cantarmi il sonno ed io , per essere veritiero , debbo confessare che andai alla stanza di mio padre col dolore di essere stato strappato dal mio sonno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Maria mi raccontò di aver sentito il suo lamento e di essere arrivata in tempo per impedirgli di cadere dal letto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* I miei sforzi per diventare migliore non erano stati fatti per dare una soddisfazione a lui? Il successo cui anelavo doveva bensì essere anche il mio vanto verso di lui , che di me aveva sempre dubitato , ma anche la sua consolazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Cercai di essere esatto , ciò che non fu facile dato lo stato in cui mi trovavo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non gli riferii i discorsi strani di mio padre: forse temevo di essere costretto di dire qualche cosa delle risposte che allora io a mio padre avevo dato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Potevo anche essere stato vittima di un atto provocato da un tentativo di facilitarsi la respirazione! Ma col dottor Coprosich non parlai .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Può perciò essere che l’idea di sposarmi mi sia venuta per la stanchezza di emettere e sentire quell’unica nota .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* M’assisi a quel tavolo al quale troneggiava il mio futuro suocero e di là non mi mossi più , sembrandomi di essere arrivato ad una vera cattedra commerciale , quale la cercavo da tanto tempo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Volli essere e mi sentii molto astuto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non arrivai a fare alcun passo per essere introdotto in quella casa perché Giovanni mi prevenne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ada , invece , era già una donna con i suoi occhi serii in una faccia che per essere meglio nivea era un poco azzurra e la sua capigliatura ricca , ricciuta , ma accomodata con grazia e severità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* La parola doveva essere un avvenimento a sé per me e perciò non poteva essere imprigionata da nessun altro avvenimento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avrei però resistito e sopportata l’Inghilterra per quei sei mesi che mio padre e l’Olivi volevano infliggermi acciocché studiassi il commercio inglese (in cui intanto non m’imbattei mai perché pare si faccia in luoghi reconditi) se non mi fosse toccata un’avventura sgradevole .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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È certo ch’io oscuramente sentii subito che per esser gradito da Ada avrei dovuto essere un po’ differente di quanto ero; pensai che mi sarebbe stato facile di divenire quale essa mi voleva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Quando però me ne andavo , essa mi raggiungeva alla soglia , gentilmente mi pregava di chinarmi a lei , si rizzava sulle punte dei piedini e quando arrivava a far addirittura aderire la boccuccia al mio orecchio , mi diceva abbassando la voce in modo da non poter essere udita che da me:
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– Ma tu sei pazzo , veramente pazzo!
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* Tutto il mio attaccamento per lei proveniva da una mia libera risoluzione che ora avrebbe potuto essere annullata da un’altra che la cancellasse! Non compresi allora che per il momento a questo mondo non v’erano altre donne per me e che abbisognavo proprio di Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Essa protestò , riparlò della stima di tutti loro e mi supplicò di non essere adirato con lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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E poiché io pregavo di lasciarmi andare per un impegno di cui solo allora m’ero ricordato , mentre era vero che non vedevo l’ora di essere solo per riflettere meglio alla straordinaria avventura che mi toccava , la signora mi pregò addirittura di rimanere dicendo che così le avrei data la prova di non essere adirato con lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per il momento prestai fede alle parole della signora e mi figurai che Ada potesse essere stupita e addolorata dalla mia improvvisa assenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Credo in verità che se non ci fosse stato il rude intervento di zia Rosina , quella politicona della signora Malfenti avrebbe raggiunto perfettamente il suo scopo ed io mi sarei allontanato da quella casa tutto contento di essere stato trattato bene .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi v’era il proponimento di essere ogni mattina alle otto nel mio ufficio che non vedevo da tanto tempo , non per discutere sui miei diritti con l’Olivi , ma per lavorare con lui e poter assumere a suo tempo la direzione dei miei affari .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ciò doveva essere attuato in un’epoca più tranquilla di quella , come dovevo anche cessar di fumare più tardi , cioè quando avessi riavuta la mia libertà , perché non bisognava peggiorare quell’orribile intervallo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma intanto? Intanto ch’io m’assoggettavo alla più dura constrizione , si sarebbero tenuti tranquilli gli altri maschi della città e non avrebbero cercato di portarmi via la mia donna? Fra di loro v’era certamente qualcuno che non aveva bisogno di tanto esercizio per essere gradito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Scappavo pel timore di essere scorto da qualche visitatore che allora doveva lasciare la casa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Di buonissimo umore , egli mi raccontò che sei mesi prima s’era ammalato di reumatismi che avevano finito col danneggiargli la gamba .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– E perché a quest’ora non sei ancora a letto? A me non pare che ti possa far bene di esporti all’aria notturna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Poi Tullio finse anche lui di essere ansioso di mie notizie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Tutti in città dicevano ch’io non facevo niente ed io temevo egli avesse da invidiarmi mentre in quell’istante avevo l’assoluto bisogno di essere commiserato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mentii! Gli raccontai che lavoravo nel mio ufficio , non molto , ma giornalmente almeno per sei ore e che poi gli affari molto imbrogliati ereditati da mio padre e da mia madre mi davano da fare per altre sei ore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Dodici ore! – commentò Tullio , e con un sorriso soddisfatto , mi concedette quello che ambivo , la sua commiserazione: – Non sei mica da invidiare , tu!
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– Certo! Poteva essere il Bertini! – disse Ada ridendo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Sì! Avrebbe dovuto essere il Bertini , – dissi io fingendo spavento da quel grande attore che in me è andato perduto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non poteva essere altro che l’amore che le aveva suggerito di non dirmi ch’essa non era Ada , ma di farmi la domanda che da Ada avevo attesa invano e che lei invece certo s’era preparata di farmi subito quando m’avesse rivisto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Le cattive dovevano essere designate con due movimenti ed io , – questa volta senz’alcun’esitazione , – volli movere il tavolo per due volte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io ero disposto di diventare un buon amico di Augusta mentre prima di allora ciò non sarebbe stato possibile perché io non so essere l’amico delle persone brutte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Sono stato io che ho fatto dichiarare al tavolino di essere mosso da uno spirito portante il vostro stesso nome .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Era un po’ tardi per attaccare Guido ed anzi , se avessi avuto un orecchio sensibile , avrei sentito che , mai più , in una lotta con lui , la vittoria avrebbe potuto essere mia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Già , a lui non importava altro che di essere sicuro che le cattive notizie che il tavolino gli aveva date , non fossero state portate da uno spirito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ad onta di quelle sue manifestazioni d’affetto per Guido , essa tuttavia poteva ancora essere mia , ma sentivo che non le avrei mai perdonato il suo contegno .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Guido domandò di essere lasciato in pace ancora per un quarto d’ora .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era ben doloroso di prevedere e di non essere più in tempo di salvare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Cantava in alto con passione e scendeva a cercare il basso ostinato che sorprendeva per quanto l’orecchio e il cuore l’avessero anticipato: proprio al suo posto! Un attimo più tardi e il canto sarebbe dileguato e non avrebbe potuto essere raggiunto dalla risonanza; un attimo prima e si sarebbe sovrapposto al canto , strozzandolo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Cercai di essere semplice e breve .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Incominciò a parlare e disse qualcosa che doveva essere come un esordio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Perché credete di essere superiore ad Augusta? Io non penso mica che Augusta accetterebbe di divenire vostra moglie!
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Poi appena precipitai le cose , perché c’era del rumore sul corridoio e mi poteva essere tagliata la parola da un momento all’altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Perché aveva da sussistere tale asprezza? Se non potevo prendermela neppure con Guido il quale se anche non ne aveva alcun merito , certamente non aveva nessuna colpa di essere stato preferito da Ada!
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* Bisognava essere serii .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi sentivo di nuovo sotto la minaccia di essere espulso da quel salotto e corsi al riparo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io dovevo sposare lei e lei me , ed io non domandavo quello ch’essa pensasse né pensavo potrebbe toccarmi di essere io costretto di dare delle spiegazioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io voglio essere quella donna .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Io voglio essere per voi una buona sorella .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Non dovevano dunque essere molto intimi se Ada non gli aveva parlato della mia corte! Che avessi davvero agito precipitosamente?
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Pare che poco prima ch’io fossi giunto per prendere parte alla seduta spiritistica , Guido avesse raccontato che nella mattina io avevo dichiarato di non essere una persona distratta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Adesso , nella vecchiaia , ne soffro meno perché , quando mi coglie , lo sopporto con indulgenza: «Ah! Sei qui , prova evidente che sono stato giovine?» .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non poteva essere altrimenti: io avevo una grande fiducia nei medici che mi curarono e credetti loro sinceramente quando attribuirono quel dolore ora al ricambio ed ora alla circolazione difettosa , poi alla tubercolosi o a varie infezioni di cui qualcuna vergognosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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A lui non bastò: osservò ch’egli poteva essere considerato quale un dilettante , solo perché non accettava di presentarsi come professionista .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Era evidente ch’egli non poteva essere considerato quale un dilettante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Perché altrimenti avrebbe voluto convincermi che la donna non sa essere né geniale né buona? A me parve che la cura non riuscì perché somministrata da Guido .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Faceva parte della sua teoria (o di quella del Weininger) che la donna non può essere geniale perché non sa ricordare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Debbo confessare ch’io in quel momento m’accinsi veramente ad uccidere Guido! Ero in piedi accanto a lui ch’era sdraiato sul basso muricciuolo ed esaminai freddamente come avrei dovuto afferrarlo per essere sicuro del fatto mio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Mi venne un’altra idea che mi parve tanto importante da poter compararla alla grande luna che s’avanzava nel cielo nettandolo: avevo accettato di fidanzarmi ad Augusta per essere sicuro di dormir bene quella notte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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E per essere sincero volli proprio essere come avevo asserito ch’io fossi e dissi più volte a me stesso: «Io amo Augusta , io non amo Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Già allora Augusta aveva torto di essere gelosa di Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avrei dovuto essere dalla sposa alle otto del mattino , e invece alle sette e tre quarti mi trovavo ancora a letto fumando rabbiosamente e guardando la mia finestra su cui brillava , irridendo , il primo sole che durante quell’inverno fosse apparso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Anche in fatto di distrazione egli voleva essere superiore a me e dovetti non dargli altro ascolto per arrivare a uscir di casa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ora tale animalità può essere divenuta tanto umana da complicarsi e falsificarsi ed avviene che , chinandosi su una capigliatura femminile , si faccia anche lo sforzo di evocarvi una luce che non c’è .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Nella mia vita ci furono varii periodi in cui credetti di essere avviato alla salute e alla felicità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Chi avrebbe potuto prevederlo quando avevo zoppicato da Ada ad Alberta per arrivare ad Augusta? Scoprivo di essere stato non un bestione cieco diretto da altri , ma un uomo abilissimo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Questo poteva essere e poteva perciò esistere anche la fede nella vita .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Cercai di esservi ammesso e tentai di soggiornarvi risoluto di non deridere me e lei , perché questo conato non poteva essere altro che la mia malattia ed io dovevo almeno guardarmi dall’infettare chi a me s’era confidato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* È tutt’altra cosa essere il patriarca o dover venerare un altro che s’arroghi tale dignità .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non bastava mica essere stati a palazzo Pitti , ma bisognava passare per tutte quelle innumerevoli sale , fermandosi almeno per qualche istante dinanzi ad ogni opera d’arte .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Ma tu non sai che tutte le merci devono viaggiare? Non sei un negoziante , tu? – E rise .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Potevo essere assaltato , insultato e sopra tutto calunniato , e chi avrebbe potuto proteggermi?
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Mi legai d’amicizia con un vetturino e un cicerone in compagnia dei quali ero almeno sicuro di non poter essere accusato di furti ridicoli .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Non sei forse il padrone?
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Sei ancora con quella roba?
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* Ma egli credeva di star meglio e s’apprestava lietamente a trasferirsi subito , durante la primavera , in qualche luogo dal clima più dolce del nostro , dove s’aspettava di essere restituito alla piena salute .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il mio amico , Enrico Copler , si stupì ch’io nulla avessi saputo né di lui né della sua malattia di cui Giovanni doveva essere informato .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il mio povero amico , sentendo il mio bisogno di medicine , si lusingò per un istante ch’io potessi essere affetto della stessa sua malattia e mi consigliò di farmi vedere , ascoltare e analizzare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Malato immaginario? Ebbene , io preferisco di essere un malato reale .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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La sua parola sembrava quella di un sano ed io – voglio essere sincero – ne soffersi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Egli diceva delle parole che parevano tolte da un libro scolastico e , annuendo macchinalmente , pareva che io volessi confermare di aver fatti i miei studii e sapessi perciò come dovessero essere fatte le povere donne virtuose prive di denaro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Essa non volle dichiarando di essere raffreddata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Poi , per attenuare quanto di sgradevole ci poteva essere stato nelle mie prime parole , filosofai sulla necessità per una voce eccelsa , di trovare una scuola eccelsa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma poi , restato solo , fui meravigliato di aver sentito la necessità di essere sincero con Carla .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Potevo andare da lei per offrirle un aiuto maggiore ad insaputa del Copler , ma avrei dovuto prima essere sicuro che , a proprio vantaggio , ella avrebbe accettato di tacere .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* E se quell’ammalato reale fosse già l’amante della fanciulla? Io , degli ammalati reali , non sapevo proprio niente e poteva essere benissimo che avessero il costume di farsi pagare dagli altri le loro amanti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Però m’era chiaro che potevo ingannarmi e che forse il Copler vedeva le cose con maggior esattezza; anche questo dubbio valeva a diminuire la mia resistenza visto che la povera Augusta poteva essere salvata da un mio tradimento da Carla stessa che , come donna , aveva la missione della resistenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ma ero realmente purissimo perché passai il pomeriggio intero nel mio studio e potevo veramente credere di essere definitivamente guarito di ogni desiderio perverso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Perciò credo di essere entrato con qualche riluttanza e , quando rievoco la storia del mio primo tradimento , ho il sentimento di averlo compiuto perché trascinatovi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Quale potenza aveva tuttavia nel mio animo il pensiero di Augusta , se continuavo ostinatamente a protestare di non essere stato trascinato dal mio desiderio!
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* Ma era sempre la stessa cosa: non peggio e forse sempre abbastanza bene come le assicuravano quanti la udivano ed io anche (e qui mi mandò dai suoi begli occhi bruni un lampo mitemente interrogativo che dimostrava com’essa avesse bisogno di essere rassicurata sul senso delle mie parole che ancora le sembrava dubbio) ma un vero progresso non c’era .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Anche il violino allora avrebbe dovuto essere considerato quale un conglomerato di strumenti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Era rotto qualunque nesso fra quella casa e la mia e così il mio procedere non poteva essere frenato che dalla mia coscienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Poi non dava gratuitamente quei denari: Era il vero padrone in quella casa e intendeva di essere informato di ogni piccolezza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per varii giorni esse vissero nel terrore temendo di essere abbandonate al loro destino .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Anche il signor Copler dice che lei è tanto buono! Questa frase voleva essere un complimento diretto a me , ma anche al Copler .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Sei stato dall’Olivi che ti vedo tanto preoccupato?
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* Il giorno seguente avrei chiarita la mia relazione con Carla e avrei trovato il modo di rassicurare la povera fanciulla del suo avvenire , senza perciò essere obbligato di darle dei baci .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Rividi Carla mentre dal pianerottolo mi salutava ridendo dopo di essere stata baciata .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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A me parve che ambedue a un dato punto cessassero di parlare , guardandomi come se avessero aspettato da me un consiglio ed io , per essere gentile , osservai:
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* Cucivano assieme in un’associazione che potrà essere frequente , ma che io mai prima avevo vista .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Io intanto credetti di poter essere indignato per altra ragione che non fosse quella di vedermi interdetto di chiarire subito l’animo mio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Solo essa non era ancora sicura che i miei rimproveri fossero proprio quelli che il Copler le indirizzava perché – come me lo disse poi – ricordava ch’io il giorno prima l’avevo baciata e perciò credeva di essere per sempre rassicurata sulla mia ira .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Vede , signorina , – e accompagnai subito l’appellativo vezzeggiativo con un sorriso che poteva essere anche di amante , – vorrei rivedere questa roba prima di passare oltre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– La cosa non è molto divertente , – le dissi , – ma può essere sentita con qualche vantaggio anche da chi non si occupa di canto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Perciò – aggiunse ed io vidi passare sulla sua bella faccia l’ombra del proposito serio , – fra noi due non ci può essere che una buona amicizia e niente altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Non le credetti quand’essa m’assicurò che non domandava altro che di essere sicura della propria e della vita della madre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* In quel momento mi pareva di essere molto sincero; ora so di aver tradito con quelle parole tutt’e due le donne e tutto l’amore , il mio e il loro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Avevo paura di tradirmi , tanto più che nel breve percorso dal Giardino a casa mi ero baloccato con l’idea di raccontarle tutto e la storia del mio tradimento poteva perciò essere segnata sulla mia faccia onesta .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Cercai di essere lieto , ma non seppi neppur tentare di essere affettuoso .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Può essere che anche questo desiderio fosse stato ispirato da qualche buon proposito .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma quando fui in acqua pensai: «Per nettarmi dovrei essere capace di sciogliermi tutto in quest’acqua» .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Come avrei io potuto prevedere di essere fatto così? Con una certa rudezza le domandai:
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– Tu credi ch’io soffra per il matrimonio di Ada? Sei pazza! Dacché sono sposato , io non ho più pensato a lei: Non ricordavo neppure ch’era arrivato quest’oggi il signor Cada !
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* Forse Carla sarebbe ritornata alla sua passività! E che perciò? Per il momento nessun suo atto avrebbe potuto diminuire il pregio della sua sottomissione di cui mi sembrava di poter essere sicuro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Prima di essere mia , Carla doveva sapere che Augusta col suo carattere e anche con la sua salute (avrei potuto spendere molte parole per spiegare quello ch’io intendessi per salute ciò che avrebbe anche servito ad educare Carla) aveva saputo conquistare il mio rispetto , ma anche il mio amore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Ma che ieri? Tutto quello che avvenne il giorno prima deve apparire indegno di essere menzionato e se ad un gentiluomo avviene di non sentire cosi , tanto peggio per lui e deve fare in modo che nessuno se ne avveda .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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– Io ti aspettavo! Eri il cavaliere che doveva venire a liberarmi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Tu sei il mio primo amante – disse essa ancora – ed io spero che continuerai ad amarmi!
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– Anche tu sei la mia prima amante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Sei la mia amante? Perciò il tuo mantenimento incombe a me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Probabilmente essa s’era lasciata prendere per liberarsi dall’inquietante tutela del Copler , e dovette essere per lei una ben dolorosa sorpresa all’accorgersi che s’era concessa invano perché da lei si continuava a pretendere proprio quello che le pesava tanto , cioè il canto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi pareva avrebbe dovuto essere tale da permettere di tempo in tempo (non sempre) di fare all’amore , senz’aver a temerne delle conseguenze , anche con le donne che non si amano affatto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Niente di eccessivo: ero come dovevo essere con la donna onestamente e sicuramente mia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ad ogni occasione ne mettevo in disparte in un posto ben celato della mia biblioteca , per essere preparato a far fronte a qualunque esigenza dell’amante che tanto temevo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Le dissi che io sentivo fortemente i miei obblighi verso mia moglie ch’era una donna tanto stimabile che certamente avrebbe meritato di essere amata meglio e cui mai avrei voluto far sapere come la tradivo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* E nella mia mente , confusa dalla stanchezza e dal vino , sereno del tutto , accarezzai la mia immagine di buon marito che non diviene meno buono per essere adultero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Bisognava essere buoni , buoni , buoni , e il resto non importava .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Avevo nella mia giubba un’altra busta con del denaro per essere pronto ad ogni evenienza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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Arrivai da Carla , e un quarto d’ora dopo essa mi rimproverò con una parola che per la sua giustezza lungamente mi risonò all’orecchio: «Come sei rude , tu , in amore!» .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Non sono conscio di essere stato rude proprio allora .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– Come devi essere rude con chi non ami , se lo sei tanto con me!
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Questa nuova dolcezza era dovuta alla sua faccina ovale ch’io allora avevo scoperto o al suo talento musicale? Innegabile il talento! La strana canzonetta triestina finisce con una strofe in cui la stessa giovinetta proclama di essere vecchia e malandata e che oramai non ha più bisogno di altra libertà che di morire .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Certe note avrebbero abbisognato di essere levigate un poco , ma forse avrebbero finito con l’affinarsi da sé .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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– La mia simpatia è per Rosina perché altrimenti la canzonetta non meriterebbe di essere cantata , – essa diceva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Volendo abituarmi ad essere più dolce con lei , non mi rifiutai risolutamente di compiacerla , ma quasi sempre pensai che non sarebbe stato possibile di fare una cosa simile a meno che non mi fossi rassegnato di trovare alla mattina Augusta ad una finestra donde m’avesse aspettato la notte intera .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Soppressi le manifestazioni di gelosia ricordando come non avessi alcun diritto ad essere geloso visto che passavo buona parte delle mie giornate augurandomi che qualcuno mi portasse via la mia amante .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Per ringraziarla perché mi lasciava andare , continuavo di tempo in tempo ad applicare la mie labbra sulle sue guancie e simulavo di essere pervaso tuttavia dallo stesso entusiasmo che m’aveva condotto da lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Bestemmiava per essere stato infradiciato a quel modo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Eppure essa , ch’era stata un’amante indimenticabile , non poteva essere una buona madre , dato ch’era una cattiva figlia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Mi fu descritto anche il suo aspetto; giovine , biondo , piuttosto robusto , dal vestire negletto , una camicia molle non sempre di bucato , una cravatta che doveva essere stata nera , abbondante e sciolta , un cappello a cencio dalle falde spropositate .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Il mio amore si fece più iroso e finì che quando la desideravo e anche quando non la desideravo affatto , Carla mi sembrò un essere inferiore .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Data l’assoluta sincerità di Carla , io so esattamente per quanto lunghissimo tempo essa fu tutta mia , e la mia gelosia ricorrente di allora non può essere considerata che quale una manifestazione di un recondito senso di giustizia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Può tuttavia essere che fossero buone ad onta che io poi non ne abbia più sentito parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Il mentitore dovrebbe tener presente che per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Giurava che non le si sarebbe avvicinata e che si sarebbe comportata in modo da non essere scorta da lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* È certo che io , dopo la domanda di matrimonio fattale dal maestro , sentivo il bisogno di vincolare meglio la mia amante a me e può essere abbia creduto che quanto più bella avesse trovata mia moglie , tanto più avrebbe apprezzato l’uomo che le sacrificava (per modo di dire) una donna simile .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri , ma degli altri un po’ più ammalato , ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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Gli sembrava di essere più bello di tutti gli altri alberi e viveva male in quella vrrzura .
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* Tu sei il più audace fra noi
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* Tu sei meno buono che prodigo
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* Tu sei più intelligente dei tuoi fratelli
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* sei un birichino
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* sei pauroso eccessivamente
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* Sei bella come lei
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* Ti sei informato su ciò che ti dissi ?
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* Ora sei qualcuno
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* Crede di essere qualcosa
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* Chi sei ?
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abborrare
= verbo trans. riempire di borra
= verbo intr. essere confuso nel parlare o nello scrivere
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aborrevole
= degno di essere aborrito , esecrabile aborrevolmente
=
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abrasività
= proprietà di essere abrasivo .
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accertabilità
= possibilità di essere accertato , verificato
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acclimatazione o acclimazione ,
= processo di adattamento di un essere vivente a un ambiente geografico e climatico diverso da quello originario .
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accomandita
= tipo di società commerciale che può essere semplice o per azioni e i cui soci si distinguono in due categorie con responsabilità diverse
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accondiscendere
= verbo intr. ritirare i remi dall'acqua , disponendoli orizzontalmente , pronti per essere reimmersi .
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acquistabile
= che può essere acquistato .
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adattatore
= dispositivo che serve ad adattare due strumenti o due parti di uno strumento , conformi a standard diversi , in modo che possano essere collegati , combinati o fatti funzionare insieme .
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addossabile
= che può essere attribuito , imputato a qualcuno
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adescabile
= che può essere adescato .
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adorabile
= degno di essere adorato
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adottabilità
= la condizione di colui che può essere adottato
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adottando
= che , colui che deve essere adottato .
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adulterabile
= che può essere adulterato .
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affiliando
= che , colui che sta per essere affiliato .
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affrancabile
= che può essere affrancato .
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agnellone
= ovino dai due ai sei mesi destinato alla macellazione
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agonizzare
= verbo intr. essere in agonia sopravvivere a stento , stare per finire .
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albergheria
= nel medioevo , il diritto di re e signori di essere albergati a spese pubbliche .
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alessandrino
= di personaggi chiamati alessandro
= un verso della metrica francese costituito da due emistichi di sei sillabe , usato per la prima volta nel poema medievale roman d'alexandre «romanzo di alessandro»
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amabile
= degno di essere amato che ispira simpatia
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amagnetico
= corpo che non può essere magnetizzato .
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ambigenere
= sostantivo che può essere usato sia al maschile sia al femminile , senza mutare desinenza .
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ambiguo
= che non ha un unico significato , che può essere inteso in più modi
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ammonizzazione
= trasformazione , a opera di microrganismi , della riserva azotata organica del terreno in composti ammoniacali , che possono in tal modo essere assimilati dalle piante .
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animismo
= tendenza , tipica delle religioni primitive , a credere che tutte le cose siano animate da principi vitali , benefici o malefici credenza che attribuisce a ogni essere un'anima , intesa come principio di attività .
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antibiosi
= azione inibente o distruttiva di un essere vivente contro un altro , e specialmente di certi microrganismi contro altri microrganismi patogeni .
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anticamera
= la prima stanza di un appartamento o di un ufficio , attraverso la quale si accede a quella di ricevimento fare anticamera , attendere di essere ricevuti non passare neppure per l'anticamera del cervello , non venire affatto in mente
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antiscippo
= fatto in modo da non poter essere scippato
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antisfondamento
= fatto in modo che non può essere sfondato
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apozeugma
= figura consistente nel far reggere a verbi di significato affine più costrutti che potrebbero essere retti da un unico
= verbo .
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appellabile
= che può essere impugnato mediante appello
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approcciare
= verbo intr. giovare , essere utile
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archicembalo
= grande clavicembalo con sei tastiere , usato fino a tutto il sec . xvii .
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aria-aria
= missili destinati a essere lanciati da un veicolo aereo contro un obiettivo aereo .
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aria-terra
= missili destinati a essere lanciati da un veicolo aereo contro un obiettivo terrestre .
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aringa
= pesce marino commestibile dal corpo di medie dimensioni , affusolato , con squame verdastre sul dorso , argentee sul ventre essere pigiati come aringhe , molto stretti gli uni agli altri .
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asfissia
= impedimento dell'attività respiratoria che può essere determinato da annegamento , strangolamento , allergie ,
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assassinare
= verbo trans. uccidere un essere umano danneggiare in modo grave
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assente
= che non si trova dove dovrebbe essere o dove si trova di solito
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assicurabile
= che può essere assicurato
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assimilabilità
= possibilità , capacità di essere assimilato .
---------------
associabile
= che può essere associato .
---------------
associabilità
= possibilità , capacità di associarsi , di essere associato
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assoggettabile
= che può essere assoggettato .
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assonnare
= verbo trans. provocare il sonno , far addormentare - verbo intr. essere preso dal sonno
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attestabile
= che può essere attestato
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attribuibile
= che può essere attribuito
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autoctisi
= nell'attualismo , la creazione di sè stesso , propria del pensiero in atto , il quale , pensando , pone il suo essere .
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avantreno
= complesso dell'assale , delle ruote e delle sospensioni anteriori di un autoveicolo , nonchè degli organi sterzanti e frenanti veicolo a due ruote cui si agganciavano i pezzi d'artiglieria per essere trainati da cavalli o muli .
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avanzare
= verbo trans. essere creditore
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avverbio
= parte invariabile del discorso che serve a determinare un
= verbo , un aggettivo o un altro avverbio in rapporto a tempo , luogo , quantità , modo ecc . essere avverso , contrario
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avvertibile
= che può essere avvertito , percepibile
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bagnomaria
= oggi usato solo nelle loc. mettere , cuocere , scaldare a bagnomaria , immergere in acqua calda o bollente il recipiente che contiene ciò che deve essere riscaldato.
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bancabile
= di titolo di credito che può essere scontato presso una banca.
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bara
= cassa da morto , feretro avere un piede nella bara , essere molto malato , in punto di morte
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barbata
= rampollo d'albero o talea di vite , interrati per poi essere trapiantati quando abbiano messo le barbel'insieme delle barbe di una pianta.
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barile
= recipiente simile a una piccola botte , fatto di doghe di legno tenute assieme da cerchi di ferro , impiegato per la conservazione di liquidi o altri prodotti essere un barile , essere molto grasso. dim. bariletto , barilotto accr. barilone ciò che è contenuto in un barile
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bastare
= verbo intr. essere sufficiente
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battezzando
= che , colui che deve essere battezzato.
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battibil che può essere battuto.
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bava
= liquido viscoso che cola dalla bocca di taluni animali , spec. se idrofobi , o anche da quella di bambini , vecchi , persone che si trovino in un'anormale condizione fisica o psichica avere la bava alla bocca , essere infuriato perdere le bave per qualcuno , per qualcosa , desiderarli moltissimosostanza viscosa secreta da taluni molluschi
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befana
= epifaniapersonaggio fantastico raffigurato come una vecchia brutta ma benefica che porta doni ai bambini la notte dell'epifania credere alla befana , essere ingenuo come un bimbo 3 donna brutta. accr. befanona , befanone pegg. befanaccia 4 regali , strenne dell'epifania
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belva
= animale feroce sembrare , diventare una belva , essere infuriato , andare su tutte le furie persona che agisce con ferocia disumana.
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benzene
= idrocarburo ciclico aromatico a sei atomi di carbonio , liquido , incolore , volatile , infiammabile , tossico , ottenuto dal catrame di carbon fossile e dal petrolio
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bettonica o betonica , pop. vettonica ,
= pianta erbacea medicinale con foglie rugose e fiori porporini in spighe essere conosciuto più della bettonica , essere conosciutissimo avere più virtù della bettonica , averne moltissime anch
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biberon
= poppatoio avere ancora bisogno del biberon , essere ancora molto ingenuo o inesperto.
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bilia
= o biglia , palla d'avorio per giocare al biliardo ciascuna delle sei buche della tavola da biliardo in cui si mandano le pallepallina di vetro , coccio , o altro materiale , con cui giocano i bambini.
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biondeggiare
= verbo intr. essere biondo .
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biospazio
= spazio necessario a un individuo o a una collettività per essere nelle condizioni biologiche di vivere.
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birillo
= ognuno dei piccoli pezzi di legno o altro materiale , con base circolare e variamente sagomati , che in giochi di bambini si dispongono su un piano per essere abbattuti con palle fatte rotolare da lontanocono di materiale elastico , a forma di birillo , usato come spartitraffico temporaneo 3 gamba di mobile simile a un birillo capovolto.
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bivalve
= conchiglia di mollusco formata da due valve incernierate - frutto che può essere diviso longitudinalmente in due valve.
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boccata
= quantità di aria o altro che può essere contenuta nella bocca
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borsata
= ciò che può essere contenuto in una borsa
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boule
= borsa di gomma che , riempita d'acqua calda o di ghiaccio , si mette a contatto con la parte del corpo che necessita di essere scaldata o raffreddata bolla.
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bracciata
= quantità di materiale che può essere racchiusa tra le braccia a bracciate , in grande quantità ognuno dei movimenti regolari eseguiti dal nuotatore con le braccia per avanzare tratto compiuto con ogni movimento 3 colpo dato con le braccia 4 abbraccio.
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brandeburghes del brandeburgo , regione storica della germania concerti brandeburghesi , serie di sei concerti che j. s. bach dedicò al margravio del brandeburgo
= abitante , nativo del brandeburgo.
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buonafede
= o buona fede , , il convincimento di essere dalla parte della ragione , di non ledere diritti altrui , di agire onestamente
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bustometro
= rettangolo di cartoncino o di altro materiale che indica le dimensioni normalizzate della corrispondenza che può essere smistata in modo meccanizzato , e che pertanto non è soggetta a soprattassa.
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cacosmia
= percezione di odori sgradevoli, che può essere dovuta a lesioni organiche o ad allucinazione olfattiva.
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cagionare
= verbo trans. essere cagione di qualcosa
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calco
= impronta, in negativo, di un rilievo o di un incavo, o di un oggetto intero, ottenuta facendovi aderire una materia duttile ma abbastanza stabile da poter essere staccata conservando la forma ricevuta
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calmiere
= prezzo massimo, fissato d'autorità , a cui devono essere vendute certe merci, spec. di prima necessità , al fine di evitare aumenti speculativi.
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cambiabile
= che può essere cambiato.
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camicetta
= indumento femminile con o senza maniche, di vario tessuto comunque sottile, che arriva fino alle anche e può essere portato dentro o fuori della gonna o dei calzoni
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camper
= autocarro carrozzato a furgone e attrezzato in modo da essere abitabile, usato soprattutto per far le vacanze viaggiando.
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capolino
= nella far capolino, sporgere appena il capo per guardare senza essere veduto
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capotesta
= ciascuna maglia estrema di un segmento di catena d'ancora, foggiata in modo da poter essere agganciata ad altra maglia simile.
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cappellata
= colpo dato con il cappelloquantità di roba che può essere contenuta in un cappello
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caprificazione
= pratica che consiste nel mettere dei caprifichi fra i rami del fico coltivato in modo che i siconi di quest'ultimo possano essere fecondati dal polline del caprifico trasportato dagli insetti.
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carbonatura
= serie di chiazze scure sul mantello dei cavallitrattamento per rendere copiativo il retro di un modulo che deve essere redatto in più copie.
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carenati
= gruppo di uccelli con sterno carenato, il che consente loro di essere buoni volatori
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caricare
= verbo trans. mettere un peso, che debba essere trasportato, addosso a una persona o sopra un animale o un mezzo di trasporto
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caricatore
= involucro metallico contenente più cartucce pronte per essere introdotte nelle armi a ripetizione e automatiche portatiliinvolucro, impenetrabile alla luce, contenente la pellicola da introdurre nella macchina fotografica o nella cinepresamarinaio o soldato addetto al caricamento di un pezzo d'artiglieria 4 nell'industria siderurgica, operaio addetto a caricare i forni
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carrabile
= strada che può essere percorsa con carri e autoveicoli
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carraia
= strada o porta adatta a essere percorsa da carri.
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carrettata
= quantità di materiale che può essere trasportata da un carretto o da una carretta
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carrettonata
= quantità di materiale che può essere trasportata da un carrettone.
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carriola
= piccolo carretto di forma svasata, con una ruota e due stanghe, che si spinge a manoquantità di materiale che può essere contenuta in questo carretto
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carrozzabile
= che può essere percorso da carrozze o autoveicoli
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cartolare
= - diritto comprovato da un documento, che può essere fatto valere con la semplice sua esibizione.
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casella
= ciascuno degli scompartimenti quadrangolari in cui può essere diviso un mobile, uno scaffale, un cassetto
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cassettata
= quantità di oggetti che possono essere contenuti in un cassetto o in una cassetta.
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castigabile
= che si può castigare, che merita di essere castigato.
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casual
= - abbigliamento semplice e sportivo, non legato ai canoni classici della moda e tale da poter essere indossato in ogni occasione.
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catecumeno
= colui che sta ricevendo l'istruzione religiosa per essere battezzato
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catino
= recipiente rotondo e piuttosto largo, usato per lavarsi o per lavare qualcosaquantità di liquido che può essere contenuta in un catino conca circondata da rilievi 4 cupola a quarto di sfera che copre l'abside.
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causare
= verbo trans. essere la causa di qualcosa
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causidico
= colui che rappresentava in giudizio le persone dei litiganti, senza essere avvocato avvocato di scarso valore
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cavalcabile
= detto di animale, che si può cavalcaredetto di strada, che può essere percorsa a cavallo.
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cecogramma
= testo spedito per posta, scritto con caratteri in rilievo per poter essere letto dai ciechi.
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cedibile
= che può essere ceduto, venduto
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cediglia
= segno ortografico che, nella lingua francese e in altre lingue, si pone sotto la lettera c quando tale consonante deve essere pronunciata come una s sorda.
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centauro
= essere mitologico con zampe e groppa di cavallo e con busto, capo e braccia umanicentauro, costellazione dell'emisfero australe corridore motociclista.
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chitarra
= strumento a sei corde con manico lungo, cassa armonica a forma di otto, foro di risonanza circolare
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ciclonite
= composto organico formato da tre gruppi nitro e un anello a sei atomi, di cui tre di carbonio e tre di azoto
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ciclope ant. ciclopo,
= nella mitologia greca, mostruoso essere gigantesco, di fattezze umane ma con un occhio solo in mezzo alla fronte.
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cinerama
= sistema di ripresa e proiezione cinematografica con tre macchine disposte in una diversa angolazione rispetto al soggetto, che dà allo spettatore la sensazione di essere dentro la scena.
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ciotolata
= quantità di liquido o d'altro che può essere contenuta in una ciotolacolpo dato con una ciotola.
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circoscrittibile
= che può essere circoscritto.
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circoscrivibile
= che può essere circoscritto, contenuto entro determinati limiti.
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cirripedi
= sottoclasse di piccoli crostacei marini, muniti di piastre calcaree simili a una conchiglia e di sei paia di zampe prensili a forma di cirri
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citabile
= che si può citare, che è degno di essere citato.
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city car sost. f. automobile di piccole dimensioni e di consumi molto contenuti, progettata per essere usata soprattutto in città .
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classificabile
= che può essere classificato, che può essere diviso per classi.
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clericaleggiare
= verbo intr. avere tendenze clericali, essere favorevole al clericalismo.
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clinker
= nei processi di fabbricazione del cemento, il materiale appena uscito dal forno di cottura, prima di essere macinatotipo di mattone refrattario e duro.
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coattività
= carattere della norma giuridica, in quanto la sua osservanza può essere imposta dallo stato mediante la forza.
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cobbola o cobola o cobla ,
= componimento tipico dell'antica poesia provenzale e spagnola, generalmente di una sola strofa e destinato a essere musicato
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cobelligerante
= - stato che combatte con un altro o con altri stati contro un comune nemico, senza essere vincolato a essi da un trattato di alleanza.
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cobite
= pesce d'acqua dolce con corpo cilindrico e labbro superiore fornito di sei barbigli .
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coercibile
= che può essere frenato, contenuto - gas che può essere ridotto allo stato liquido.
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collegiato
= che appartiene a un collegio, a una corporazionechiesa collegiata, chiesa che ha un capitolo di canonici, senza essere sede vescovile.
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collimare
= verbo intr. coincidere in modo perfetto, essere identico, corrispondere
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colonizzabile
= che può essere colonizzato.
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colorizzazione
= procedimento elettronico mediante il quale un film in bianco e nero può essere colorato.
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commerciabile
= idoneo a essere posto in commercio
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compenetrabile
= che può essere compenetrato.
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completabile
= che può essere completato.
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comprensibile
= che può essere facilmente compreso
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compressibile
= che può essere compresso.
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comprimibile
= che può essere compresso.
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computerizzabile
= che può essere computerizzato.
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comunicabile
= che può essere comunicato o trasmesso ad altri.
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con prep. esprime relazione di compagnia, se è seguito da un nome che indica essere animato
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concata
= quanto può essere contenuto in una concariempimento e svuotamento di una conca di navigazione.
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concedibile
= che può essere concesso o ammesso.
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concentrabile
= che può essere concentrato, detto di sostanza o soluzione.
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concepire
= verbo trans. )detto di donna o di femmina di animale, originare dentro di sé un nuovo essere attraverso la fecondazione
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concubinato
= condizione di coloro che vivono come coniugi senza essere uniti in matrimonio.
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condiscendere
= verbo intr. essere arrendevole, indulgente
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condizionatura
= l'operazione di confezionare casse, pacchi di merci deperibili che devono essere speditel'operazione di condizionare fibre tessili.
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condonabile
= che può essere condonato.
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conducibile
= che può essere condotto - corpo che presenti conduttività .
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confarsi
= v. rifl. essere conveniente, adeguato, giovevole
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confessionalismo
= atteggiamento ideologico di colui che ritiene che le norme della vita civile e politica debbano essere ispirate ai principi di una confessione religiosa atteggiamento di ristrettezza mentale, faziosa e dogmatica.
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confinare
= verbo intr. essere confinante, prossimo
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confiscabile
= che può essere confiscato.
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confondibile
= che si può confondere, che può essere confuso.
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confutabile
= che può essere confutato
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congegno
= il modo di congegnare o di essere congegnatodispositivo o insieme costituito di vari elementi opportunamente coordinati
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conoscibile
= che si può conoscere
= ciò che può essere conosciuto.
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considerabile
= che è degno di essere considerato, che merita di essere preso in considerazione considerevole.
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consigliabile
= che può essere consigliato
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consistere
= verbo intr. essere composto, costituito
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console ant. consolo,
= nell'antica roma, ciascuno dei due supremi magistrati eletti annualmente in età repubblicana, e che sopravvissero, con poteri ridotti, anche nell'età imperialenel medioevo, magistrato del comune in carica da sei mesi a un anno con funzioni amministrative, giurisdizionali e militarioggi, diplomatico che rappresenta uno stato all'estero in città non capitali, con attribuzioni di carattere prevalentemente amministrativo.
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constare
= verbo intr. essere composto, costituito
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consultabile
= che può essere consultato, che è in consultazione
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conterminare
= verbo intr. essere contiguo, confinante
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contiguo
= che è tanto vicino da essere in contatto
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continuabile
= che può essere continuato.
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contraffare
= verbo trans. riprodurre qualcosa in modo tale che possa essere scambiato per l'originale
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contraffilo
= la parte della tomaia che sporge intorno alla scarpa e viene tagliata col trincetto per essere portata a filo.
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contrattabile
= che può essere oggetto di contrattazione
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controvertibile
= che può essere materia di controversia
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corrigendo
= che, colui che deve essere corretto
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corrispondere
= verbo intr. essere in conformità convenire, accordarsi
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coscrivibile
= che può essere iscritto nelle liste di leva.
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costituendo
= che deve, che sta per essere costituito
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costruibile
= che può essere costruito.
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costumare
= verbo intr. essere d'uso, essere costume
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creatura
= ogni essere vivente in quanto creato da dio
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crematoio
= la parte del forno crematorio in cui viene deposto il cadavere per essere bruciato.
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cresima
= il sacramento con cui un battezzato riceve lo spirito santo per essere fortificato nella fede.
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crisma
= unguento composto di olio di oliva e balsamo, benedetto dal vescovo il giovedì santo per essere usato nel conferimento del battesimo, della cresima, dell'ordine e dell'estrema unzione approvazione, convalida
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crittografia
= o criptografia, scrittura cifrata o convenzionale che può essere compresa solo da colui che ne conosce la chiavegioco enigmistico consistente nel ricavare una frase da un gruppo di lettere, interpretandone la disposizione.
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cubo
= figura geometrica solida con sei facce quadrate uguali qualsiasi oggetto che ha la forma di un cubo
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dado
= cubetto recante su ciascuna delle facce un numero dall'uno al sei - segnato per mezzo di punti
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dance music
= sost . f . musica di ritmo vivace - adatta a essere ballata nelle discoteche .
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databile
= che può essere datato .
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decere
= verbo intr . essere conveniente - appropriato
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decriptabile
= agg. masc/fem - che può essere decriptato
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decrittabile
= o decriptabile - agg. masc/fem - che può essere decriptato - plur.masc/fem: decrittabili
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delirare
= verbo intr . avere il delirio - essere in stato di delirio
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demone
= nelle religioni politeistiche - essere intermedio tra l'uomo e la divinità - di natura benigna o maligna
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demonomania
= ossessione di essere posseduti dal demonio .
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depressibile
= che può essere depresso
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desiderabile
= che può essere desiderato - che suscita desiderio
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detestabile
= degno d'essere detestato un essere detestabile
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diamagnetico
= - sostanza che presenta la proprietà di essere respinta anziché attratta da un magnete .
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diavolessa
= essere diabolico immaginato con fattezze di donna
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dicefalo
= - essere a due teste
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dichinare
= verbo intr . essere in pendio - scendere al basso
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digeribile
= che può essere digerito
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digerire
= verbo trans . trasformare gli alimenti in sostanze capaci di essere assorbite e assimilate dall'organismo
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digitalizzatore
= dispositivo di input costituito di una tavola e di una penna ottica - il quale consente di tracciare disegni che - opportunamente elaborati - possono essere memorizzati e trattati da un computer
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dilazionabile
= che può essere dilazionato
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dimenticabile
= che può essere dimenticato .
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diminuibile
= che può essere diminuito
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diseredato
= part . pass . di diseredare e - colui che vive nell'estrema miseria - senza quei beni e quei diritti che dovrebbero essere comuni a tutti
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dispensabile
= che può essere dispensato - spec . dall'osservanza di un obbligo - di un onere .
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disputabile
= che può essere oggetto di disputa - di discussione .
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dissentire
= verbo intr . essere di parere contrario
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distruttibile
= che può essere distrutto .
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disuso
= il non essere più in uso
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diteggiatura
= indicazione grafica - mediante numeri o segni - delle dita che devono essere usate su uno strumento per eseguire le singole note .
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divinità
= divinitade e divinitate , essere divino - dio
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divisibile
= che può essere diviso
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domiciliatario
= persona presso la quale si è eletto il domicilio e alla quale devono essere notificati gli atti diretti a colui che ha fatto tale elezione
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donna
= essere umano adulto di sesso femminile
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dovere
= verbo trans . avere l'obbligo , essere debitore
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dragamine
= piccola nave da guerra attrezzata per dragare le mine o per far esplodere sul posto quelle che non possono essere recuperate .
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dubitabile
= che può essere messo in dubbio .
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duplicabile
= che può essere duplicato - riprodotto
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ebere
= verbo intr . essere debole di mente
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eccellere
= verbo intr . essere superiore
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edibile
= che può essere mangiato
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educabilità
= possibilità di essere educato
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eleggibile
= che può essere eletto - che ha i requisiti giuridici per essere eletto
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elettrizzabile
= che può elettrizzarsi - che può essere elettrizzato .
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entelechia alla greca entelecheia
= secondo aristotele - lo stato di perfezione raggiunto da un ente che abbia attuato pienamente il suo essere in potenza
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eosinofilia
= la proprietà di alcune cellule di essere colorabili con l'eosina
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ereditarietà
= possibilità di essere trasmesso in eredità
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ergastolo
= pena detentiva a vita - prevista dal codice penale per i delitti più gravi - alla quale - dopo ventisei anni - può essere posto termine con la liberazione condizionale
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erigendo
= che deve o sta per essere eretto
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eroe
= nelle civiltà primitive - figura mitica - essere eccezionale al quale la comunità attribuisce imprese prodigiose
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esacordo
= nella musica medievale - successione ascendente diatonica di sei suoni - con il semitono tra il terzo e il quarto
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esadattilia
= malformazione congenita della mano o del piede - consistente nella presenza di sei dita .
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esaedro
= poliedro avente sei facce
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esagono
= poligono avente sei lati e sei angoli
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esametro
= nella metrica greca e latina - verso di sei piedi - costituito da cinque dattili - seguiti da un trocheo o da uno spondeo
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esamotore
= aereo provvisto di sei motori .
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esano
= idrocarburo saturo a struttura lineare a sei atomi di carbonio - ricavato dal petrolio e usato come solvente
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esapodia
= nella metrica greca - serie di sei piedi .
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esarchia
= governo costituito da sei uomini o da sei partiti .
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esastico
= composto di sei versi
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esastilo
= tempio o di altro edificio che presenti sei colonne sulla fronte .
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esatomico
= formato di sei atomi
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esatonale
= una scala di sei gradi tutti distanti l'uno dall'altro di un tono intero .
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esavalente
= elemento la cui valenza è sei .
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esecutività
= la condizione di un atto che può essere fatto eseguire immediatamente - anche in modo coatto
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esempio esemplo - essempio - essemplo - assempro - assemplo
= qualunque cosa o persona che possa essere presa come modello positivo o negativo e serva di guida - di ammaestramento
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esercitabile
= che può essere esercitato .
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esoso
= esosio
= zucchero a sei atomi di carbonio .
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esoterico
= dottrina filosofica o religiosa destinata a essere conosciuta solo all'interno di una ristretta cerchia di iniziati
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espiabile
= che può essere espiato
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espugnabile
= che può essere espugnato .
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essuto
= participio pass . di essere .
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estinto
= participio pass . di estinguere
= che ha cessato di essere
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euforia
= senso di benessere che si manifesta con vivacità - gioia - fervore di attività può dipendere da una favorevole disposizione fisica e spirituale - essere determinato da disturbi del sistema nervoso o dall'effetto eccitante di farmaci - droghe - alcol .
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fabbricativo
= atto a essere fabbricato
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falecio
= o faleceo , faleucio , faleuco , e - un verso della metrica greca e latina di 11 sillabe , che può essere scandito in vario modo .
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falsificazionismo
= teoria epistemologica di matrice razionalistica in base alla quale un'ipotesi ha valore scientifico solo se è suscettibile di essere smentita dai dati dell'esperienza
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fanciulla
= la donna tra i sei e i dodici anni
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fanciullo
= l'uomo tra i sei e i dodici anni
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farmacista
= colui che , laureato in farmacia , vende medicinali - o li prepara - essere farmacista , avere la laurea in farmacia .
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fascio
= quantità di oggetti di forma lunga e sottile , raccolti e legati insieme in modo da poter essere trasportati con facilità
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fauno essere mitologico rappresentato con corpo virile , orecchie a punta , corna e piedi caprini
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fecondabile
= che può essere fecondato .
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femmina
= o poet . femina ,nome generico di ogni individuo umano - o animale portatore di gameti femminili atti a essere fecondati da quelli maschili , e quindi caratterizzato dalla capacità di partorire figli - o deporre uova
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fiatare
= verbo intr .
= emettere il fiato , respirare - essere in vita aprir bocca per parlare
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fico
= albero con fusto a corteccia liscia , rami contorti e foglie larghe e ruvide - region . figo , giovane dall'aspetto fisico piacevole , che si veste e si comporta secondo i gusti di moda - come
= può essere riferito anche a cosa alla moda , particolarmente attraente . fichetto , fichino .
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filmabile
= che può essere filmato - che può essere ridotto in film
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filtrabilità
= capacità di filtrare , di essere filtrato .
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fissabile
= che può essere fissato .
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flambé
= - vivanda che , all'atto di essere servita , viene cosparsa di un liquore al quale si dà fuoco
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flottante
= participio pres di flottare e
= nei sign . del verbo quantitativo di titoli azionari di una società che può essere trattato in borsa .
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flussaggio
= trattamento con cui il bitume viene reso fluido per poter essere impiegato nelle pavimentazioni stradali .
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formula
= o formola , frase - o insieme di frasi consacrate dall'uso , dalla legge , dal rito , che devono essere pronunciate in determinate circostanze
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fornellata
= la quantità di carbone - o altro combustibile che può essere contenuta in un fornello .
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fornibile
= che può essere fornito .
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fortificabile
= che può essere fortificato .
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fosbury
= e si dice dello stile di salto in alto nel quale l'asticella deve essere superata inarcando il busto all'indietro .
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fotodegradabile
= - sostanza che può essere alterata - o anche distrutta dalla luce solare .
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frana
= caduta - o discesa di masse terrose - o rocciose lungo i fianchi di colline e di montagne l'insieme del materiale così caduto - o disceso
= 3 crollo , disfacimento , rovina - essere una frana , una persona che combina solo guai , un buono a nulla .
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fratta
= macchia di sterpi e pruni - andare , essere per le fratte , essere in serie difficoltà siepe , cespuglio .
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frazionabile
= che può essere frazionato
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fregna
= eufem . fresca , frigna , vulva - avere le fregne , essere arrabbiato e intrattabile .
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funghire
= verbo intr . - beni che possono essere sostituiti con altri dello stesso genere per adempiere le obbligazioni che li riguardano
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fuoricampo
= e
= - ciò che non viene - o non deve essere inquadrato - voce fuoricampo , proveniente da una persona che non si vede sulla scena nel baseball , si dice del rinvio del battitore oltre i limiti del campo di gioco che gli consente automaticamente di conquistare le quattro basi
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fuorisacco
= o fuori sacco , corrispondenza che viene tenuta fuori dal sacco postale per essere recapitata più rapidamente al destinatario - anche come
=
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fusaglia
= seme del lupino tenuto in acqua e salato per essere mangiato .
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fuscello
= rametto sottile spec . di legna secca - essere un fuscello , magro come un fuscello , essere esile , minuto - fare d'un fuscello una trave , ingrandire ed esagerare le cose . fuscelletto , fuscellino .
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fuzzy
= - un tipo di logica impiegata nell'intelligenza artificiale , secondo la quale una variabile può essere parzialmente vera - o parzialmente falsa , dunque non necessariamente del tutto vera - o del tutto falsa come nella logica tradizionale .
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generabile
= che può essere generato.
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generabilità
= possibilità di essere generato.
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gialleggiare
= verbo intr. essere di un colore tendente al giallo
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giocabile
= che può essere utilmente giocato
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giocoforza
= lett. giuocoforza , solo nella loc. essere giocoforza , essere necessario , inevitabile
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girabile
= che può essere girato
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giurabile
= che si può giurare , che può essere giurato.
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glucosio o glicosio ,
= il più importante degli zuccheri semplici , contenente sei atomi di carbonio , frequentissimo in natura , sia libero nei frutti dolci e nel sangue , sia combinato
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gnomo
= nell'antica mitologia nordica e nella tradizione popolare europea , essere fantastico , dall'aspetto di vecchio nano barbuto , abitatore di foreste e grotte .
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grafema
= la più piccola unità di scrittura , non suscettibile di essere divisa
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grembiulata
= grembialata , la quantità di roba che può essere contenuta in un grembiule.
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grinza
= ruga , piega della pelle , della stoffa o di altre cose che dovrebbero essere lisce
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guardingo
= che agisce con cautela , soprattutto per timore di essere sorpreso o colto in fallo
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guaribile
= che può guarire o essere guarito
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guastare
= verbo transitivo: rendere guasto, ridurre in cattivo stato, - intransitivo con aus. avere: essere sgradito , dannoso , - intransitivo pronominale: guastarsi , rompersi
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guidabile
= che può essere guidato , che si lascia guidare .
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gustabile
= che può essere gustato .
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guttaperca
= sostanza gommosa che si ricava da piante della famiglia delle sapotacee e può essere impiegata per vari usi industriali .
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habeas corpus
= nei paesi anglosassoni , espressione che designa una serie di provvedimenti dettati per evitare le carcerazioni illegali , nei quali si traduce il diritto dell'arrestato di conoscere la causa del suo arresto e di essere condotto davanti al giudice , che ne valuta la legittimità .
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homunculus
= piccolo essere vivente , di forma simile all'uomo ma provvisto di facoltà sovrumane , che gli alchimisti pensavano di poter realizzare in laboratorio - schema dal quale risulta la distribuzione delle aree sensitive e motorie del cervello .
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hysteron proteron =figura retorica che consiste nel rovesciare , in una frase , l'ordine temporale degli avvenimenti , mettendo così in risalto l'azione che viene a essere nominata per prima 2 argomentazione che usa come prova ciò che deve essere dimostrato
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ido
= lingua artificiale derivata dall'esperanto per essere utilizzata come mezzo di comunicazione nei rapporti internazionali
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idratabile
= che può essere idratato .
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imparabile
= che non può essere parato
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impareggiabile
= che non ha pari , che per i suoi pregi non può essere uguagliato
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impermeabilità
= la capacità , propria di alcuni materiali o conferita ad alcune strutture , di essere impermeabili
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impermutabile
= che non può essere permutato
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impicciare
= verbo transitivo , essere d'intralcio , ostacolare
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impignorabile
= che non può essere sottoposto a pignoramento
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impoetico
= che manca delle qualità essenziali per essere poetico
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impolarsi
= verbo riflessivo avere due poli , essere fornito di poli .
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imponderabile =tanto leggero da non poter essere pesato - che non si può prevedere , determinare o valutare
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imponibile
= che può essere imposto - che è oggetto d'imposizione fiscale
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imporrare
= verbo intransitivo , cominciare a marcire - ausilire essere ,
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impraticabile
= aggettivo masc/fem - che non può essere praticato - plurale masc/fem : impraticabili .
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impresentabile
= che non può essere presentato
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inabilitando
= colui che è o deve essere sottoposto a un procedimento di inabilitazione .
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inaccostabile
= che non può essere avvicinato
---------------
inadattabile
= che non può adattarsi o essere adattato
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inagibile
= un edificio o di un locale pubblico che non può essere usato per lo scopo al quale è destinato per mancanza dei necessari requisiti
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inalienabile
= che non può essere alienato
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inamovibile
= che non può essere rimosso o smontato
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inappagabile
= che non può essere appagato
---------------
inarabile
= che non può essere arato
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inascoltabile
= che non può essere ascoltato
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inassimilabile
= che non può essere assimilato .
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inattaccabile
= che non può essere attaccato
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incamerabile
= che può essere incamerato
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incapiente
= una somma o di un bene il cui valore non copre una determinata passività , o di un credito fallimentare che non può essere in parte o del tutto soddisfatto .
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incartonare
= verbo transitivo , avvolgere , imballare , sistemare in cartoni - nella rilegatura dei libri , applicare i cartoni alla coperta\n 3 interporre cartoni lisci tra i tessuti che devono essere sottoposti allo strettoio .
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incolpabile
= che può essere incolpato
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incolpabilità
= la condizione di colui che può essere incolpato .
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incommerciabile
= bene che non può essere commerciato .
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incommutabile =non commutabile , che non può essere scambiato con altro
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inconoscibile
= che non può essere conosciuto
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inconsiderabile
= che non merita di essere preso in considerazione , che ha poca importanza
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incontestabile
= che non può essere contestato
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incriminabile
= che può essere incriminato .
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indeclinabile
= aggettivo sing. masc/fem - di parola che non ha declinazione o non può essere declinata - plur.masc/fem: indeclinabili
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indecriptabile
= o indecrittabile , che non può essere decriptato :plur.masc/fem: indecriptabili - indecrittabili
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indeducibile
= nel linguaggio fiscale , che non può essere dedotto
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indesiderabile
= che non può essere oggetto di desiderio
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indetraibile
= nel linguaggio fiscale , che non può essere detratto
---------------
indicizzabile
= che può essere indicizzato .
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indisciplinabile
= che non può essere disciplinato , che non si riesce a disciplinare
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indivisibile
= che non può essere diviso in parti più piccole
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indomato
= che non ha potuto essere domato
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ineccepibile
= che non può essere in alcun modo censurato né criticato
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ineffettuabile
= che non può essere effettuato
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ineguagliabile
= meno com . inuguagliabile , che non ha eguali , che non può essere eguagliato
---------------
ingiustificabile
= che non può essere giustificato
---------------
ingranare
= verbo in transitivo , detto dei due elementi di un ingranaggio , essere in posizione reciproca in modo tale che i denti dell'uno impegnano quelli dell'altro , con trasmissione del moto
---------------
iniziando
= colui che deve essere iniziato .
---------------
inoccultabile
= che non può essere occultato .
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inscrittibile
= che può essere inscritto
---------------
insequestrabile
= che , per legge , non può essere sequestrato
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insetti
= classe di artropodi dal corpo ricoperto di sostanza dura , diviso in capo , torace e addome , con sei zampe e due antenne , quasi sempre fornito di uno o due paia di ali .
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insommergibile
= che non può essere sommerso
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insostituibile
= cosa o persona che non può essere sostituita da altro o altri , per sue qualità o capacità peculiari
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intaccabile
= che può essere intaccato
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interattività
= la capacità di essere interattivo .
---------------
interessare
= verbo transitivo , essere d'interesse
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intervista
= conversazione , scambio di domande e risposte tra un giornalista e una persona le cui dichiarazioni e opinioni sono destinate a essere diffuse pubblicamente attraverso la stampa , la radio e sim .
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intignarsi
= verbo rifl. detto di pelli o tessuti , essere roso dalle tignole
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intoccabile
= che non può o non deve essere toccato
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intrasferibile
= che non può essere trasferito intrasferibilmente avv .
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intrasportabile
= che non si può trasportare , che non deve essere trasportato
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invalicabile
= aggettivo , sing.masc/fem - che non può essere valicato - plur.masc/fem: invalicabili
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invendicabile
= che , per la sua gravità , non può essere adeguatamente vendicato
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invertibile
= che si può invertire -pellicola o lastra che , mediante sviluppo , può essere trasformata in immagine positiva
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invincibile
= che non può essere vinto o che ha tale famainvincibilità
= l'essere invincibile .
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inviolabile
= che non può o non deve essere violato
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irrealizzabile
= che non può essere realizzato
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irrecuperabile
= che non può essere recuperato
---------------
irremissibile
= che non può essere perdonato , che non merita perdono
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irreversibile
= che non è reversibile , che non può essere invertito rispetto al suo corso , al suo sviluppo
---------------
irricevibile
= istanza o ricorso che non può essere preso in esame dall'autorità amministrativa a cui è destinata perché priva dei necessari requisiti formali .
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irrimandabile
= che non può , che non deve essere rimandato , rinviato , differito
---------------
irrisolvibile
= che non può essere risolto
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iter
= la serie di procedure , di formalità e sim . che una pratica deve seguire prima di essere espletata
---------------
lecere
= verbo intr . impers . essere lecito
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lectio difficilior
= nella critica testuale , la forma più difficile , meno corrente fra quelle che compaiono in diversi codici , e che ha quindi una maggiore probabilità di essere autentica .
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lesina
= tipico attrezzo da calzolaio e da sellaio , consistente in una robusta asticella d'acciaio appuntita , che serve per forare il cuoio che deve essere cucito
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lessema
= unità di base del lessico , che può essere una radice , una parola autonoma o una sequenza di parole fissatasi nell'uso in modo tale che i suoi singoli elementi non possono più essere scambiati né sostituiti con sinonimi .
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leucina
= amminoacido a sei atomi di carbonio , presente nei prodotti di idrolisi delle proteine e , allo stato libero , nei tessuti muscolari .
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levatoio
= che può essere sollevato e abbassato
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limitabile
= che può essere limitato .
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limitato
= part . pass . di limitare che è o deve essere contenuto entro determinati limiti dispositivo applicato a macchine o impianti per contenere il valore di determinate grandezze fisiche entro opportuni limiti
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macellabile
= che può essere macellato.
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macerabile
= che può essere macerato
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macrosismo o macrosisma,
= terremoto di intensità tale da essere percepito dall'uomo.
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macrotesto
= nel linguaggio della critica letteraria, insieme di testi i quali, presentando carattere di omogeneità , possono essere considerati come un unico grande testo.
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magnetizzabilità
= attitudine di un corpo a essere magnetizzato.
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malazzato
= che sta sempre poco bene in salute, ma non tanto da essere costretto a letto.
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manciata
= la quantità che può essere contenuta in una mano
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manganella
= sorta di piccolo mangano usato un tempo per scagliare proietti - manganello 3 panca a muro incardinata in modo da poter essere alzata o abbassata.
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maniscalco - manescalco, maliscalco, marescalco, mariscalco,
= colui che ferra i cavalli, i bovini da lavoro e altri animali da tiro e da sella - veterinario 3 alto dignitario delle corti medievali, che poteva anche essere investito del comando dell'esercito 4 guida, maestro
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mannite
= alcol polivalente a sei atomi di carbonio, solido, cristallino, bianco, estratto dalla manna, usato in medicina come blando purgante.
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mannosio
= zucchero a sei atomi di carbonio, epimero del glucosio, presente nelle bucce delle arance
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manualizzare
= verbo trans.rendere manuale, cioè atto a essere manovrato con le mani
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marza
= ramoscello o tralcio tagliato per essere innestato su un'altra pianta.
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matta
= carta da gioco alla quale può essere attribuito il valore che si vuole.
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medicone
= medico di gran valore, di gran fama - chi, senza essere laureato in medicina, dà consigli medici ed esegue semplici operazioni
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meditabile
= da meditare, degno di essere meditato.
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mellificare verbo intr. un acido aromatico a sei gruppi carbossilici che si ottiene dall'ossidazione di sostanze ricche di carbonio .
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metamorfosi
= nella mitologia greco-romana e nella letteratura fiabesca, la trasformazione soprannaturale di un essere in un altro di natura diversa
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migliorabile
= che può essere migliorato, che è passibile di miglioramento.
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mirando
= degno di essere ammirato, ammirevole
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missile
= destinato a essere scagliato
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misterio
= s.m. nella teologia cristiana, verità soprannaturale di cui la ragione umana può conoscere l'esistenza, attraverso la rivelazione divina, ma non l'essenza, e che come tale deve essere accolta per fede
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mistero
= s.m., nella teologia cristiana, verità soprannaturale di cui la ragione umana può conoscere l'esistenza, attraverso la rivelazione divina, ma non l'essenza, e che come tale deve essere accolta per fede
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mitigabile
= che può essere mitigato.
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mobile
= che può essere mosso, rimosso, trasportato, spostato
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mobilità
= qualità di ciò che può essere mosso o è capace di muoversi
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modello
= ogni cosa o persona ritenuta esemplare e, come tale, degna di essere imitata
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moderabile
= che può essere moderato.
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modulo
= formula prestabilita secondo la quale devono essere redatti certi documenti
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moloch
= o moloc, nella religione fenicio-cananea, nome di una divinità alla quale venivano sacrificate vittime umane -un essere o una potenza guidati dal solo istinto di distruzione
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mondabile
= che può essere mondato, liberato dalle impurità .
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monogamia
= istituto matrimoniale per cui un solo uomo può essere unito coniugalmente a una sola donna - tendenza degli individui di alcune specie animali ad accoppiarsi con un solo individuo di sesso diverso.
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monogramma
= simbolo grafico consistente di una o più lettere che possono essere le iniziali di un nome, delle singole parole di una frase, di un motto e sim.
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monosaccaride
= zucchero semplice che non può più essere ulteriormente scisso .
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movibile
= che può essere mosso, che si muove
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multiflash
= fotografie in cui il soggetto in movimento viene illuminato da una serie di flash a brevissimi intervalli e può quindi essere ripreso in posizioni successive vicinissime nel tempo.
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musicabile
= che può essere musicato.
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mutabile
= che può essere mutato, sostituito
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mutuabile
= ciò che può essere corrisposto dall'ente mutualistico
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mutuabile
= che può essere dato in prestito
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narghilè
= sorta di pipa diffusa nei paesi musulmani , in cui il fumo arriva alla bocca del fumatore dopo essere stato filtrato attraverso un recipiente colmo di acqua profumata .
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nomenklatura
= nell'ex unione sovietica , lista segreta di cariche o di posti di lavoro che non potevano essere assegnate senza autorizzazione da parte del partito comunista - nel gergo giornalistico occidentale , la classe dirigente di un apparato burocratico .
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nomografia
= l'insieme dei metodi impiegati per rappresentare le funzioni in diagrammi e abachi , che successivamente possono essere facilmente impiegati per scopi particolari .
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non essere
= principio antitetico all'essere
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normativismo
= tendenza alla normatività , a essere normativo
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notificando
= persona alla quale deve essere notificato un atto .
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novantina
= complesso di novanta o circa novanta unità - essere sulla novantina , avere più o meno novant'anni - avere superato la novantina , avere oltre novant'anni .
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numerabile
= che può essere numerato
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occupabile
= che può essere occupato .
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odiabile
= che si può odiare , che merita di essere odiato .
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omissibile
= che può essere omesso .
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omogeneizzato
= participio passato di omogeneizzare - si dice di sostanza alimentare che è stata sottoposta a omogeneizzazione per essere resa più uniforme e digeribile
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operando
= si dice di paziente che sta per essere sottoposto a intervento chirurgico
= paziente operando
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operazionismo
= teoria epistemologica formulata dal fisico statunitense p . w . bridgman , secondo cui i concetti , per avere valore scientifico , devono essere riconducibili a una serie di procedure sperimentali .
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oracolo
= nel mondo antico , responso profetico dato da una divinità o da un essere soprannaturale , direttamente o attraverso intermediari
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orco
= nelle fiabe , essere mostruoso , spesso gigantesco , che divora gli uomini e i bambini
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organismo
= ogni essere vivente , in quanto costituito di un complesso di organi vitali
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organolettico
= si dice di proprietà che può essere rilevata e apprezzata dai sensi , come l'odore , il sapore , il colore ecc .
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ornitosi
= malattia infettiva virale che colpisce gli uccelli e che da questi può essere trasmessa all'uomo e a vari animali .
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orsa
= la femmina dell'orso - essere un'orsa , si dice di donna scontrosa , non socievole
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oscurabile
= che può essere oscurato , reso buio .
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osservabile
= che può essere osservato
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ostacolare
= verbo trans . essere d'ostacolo , opporre ostacoli
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ostrica
= mollusco marino commestibile , con conchiglia divisa in due valve disuguali - ostrica perlifera , mollusco lamellibranco dei mari caldi il cui corpo , se irritato , produce una secrezione che solidificandosi forma una perla - attaccarsi , essere attaccato come un'ostrica allo scoglio , essere legato fortemente a qualcuno o a qualcosa , non volersene separare - essere chiuso come un'ostrica , avere carattere chiuso , taciturno o essere molto riservato , capace di mantenere segreti - uovo all'ostrica , tuorlo d'uovo servito crudo in un cucchiaio e condito con succo di limone , sale e pepe .
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ottaedro
= poliedro con otto facce triangolari , dodici spigoli , sei vertici .
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out
= fuori , nella essere out , essere fuori moda , quindi antiquato , superato - anche come
= invar .
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ovolo
= fungo commestibile assai pregiato , con gambo sottile dotato di volva e cappello liscio di color aranciato - gemma che si forma sul ceppo dell'olivo e che può essere piantata per riprodurre un'altra pianta modanatura a sezione corrispondente a un quarto di cerchio
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paggio
= giovinetto nobile che serviva nelle corti e poteva essere avviato alla vita cavalleresca ' acconciatura alla paggio , tipo di acconciatura dei capelli a caschetto
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paiolata
= quantità di cibo che può essere contenuta in un paiolo
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palato
= scudo coperto di sei pali alternati di smalto differente .
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palettizzabile
= o pallettizzabile , detto di imballaggio di merci che ha misure tali da poter essere caricato , con altri uguali , su pallet .
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palindromo
= parola , frase , verso che può essere letto indifferentemente da sinistra a destra o viceversa .
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pallavolo
= o palla a volo , sport praticato da due squadre , di sei giocatori ciascuna ,
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pancone
= accr . di panca - asse di legno di notevole spessore ricavata dal taglio longitudinale del tronco d'albero e destinata , dopo la stagionatura , a essere ulteriormente tagliata in assi più sottili
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pantaleone
= o pantaleon , pantalon , pantalone , strumento cordofono inventato in francia sul finire del sec . xvii , che può essere considerato il precursore del pianoforte .
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papabile
= un cardinale che ha probabilità di essere eletto papa
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paraboloide
= superficie simmetrica le cui sezioni con piani passanti per l'asse di simmetria o a esso paralleli sono parabole , mentre le sezioni con piani perpendicolari all'asse di simmetria possono essere cerchi , ellissi o iperboli
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paraldeide
= composto organico a sei atomi di carbonio formato dall'unione di tre molecole di acetaldeide , usato in medicina per le sue proprietà ipnotiche e sedative .
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parallelepipedo
= prisma che ha per facce sei parallelogrammi .
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partenio
= nell'antica letteratura greca , componimento lirico corale scritto per essere cantato da un coro di vergini in onore di una divinità femminile
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parure
= insieme di più oggetti d'abbigliamento o d'ornamento , con caratteristiche comuni , destinati a essere usati insieme
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parziario
= obbligazione o di contratto in cui vi siano più contraenti , ciascuno dei quali può richiedere o essere tenuto a compiere una parte della prestazione globale
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pectina
= ciascuno dei polisaccaridi vegetali , costituiti da unità a cinque e sei atomi di carbonio ,
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penetrabile
= che può essere penetrato , in cui si può penetrare
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pensabile
= che può essere pensato
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pensionabile
= che può essere computato ai fini della pensione
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percarbonato
= si dice dei persali di due acidi , uno dei quali contenente due atomi di idrogeno , uno di carbonio e quattro di ossigeno , e l'altro due di idrogeno , due di carbonio e sei di ossigeno , usati come ossidanti
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perfezionabile
= che può essere perfezionato
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perforabile
= che può essere perforato .
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periptero o perittero ,
= tempio classico la cui cella è circondata da una fila continua di colonne , in genere sei sui lati brevi e undici su quelli lunghi .
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permeabile
= corpo che può essere attraversato da sostanze fluide
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permesso
= participio passato di permettere
= che può essere fatto
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permissibile
= che può essere permesso .
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permotore
= principio motore , forza che muove ciascun essere verso il suo fine
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permselettività
= proprietà di una membrana di essere permeabile solo da certe specie di molecole o di ioni .
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permutabile
= che può essere oggetto di permuta
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perseguibile
= che può essere perseguito , conseguito
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persona
= ogni essere umano in quanto tale , senza distinzione di sesso , età e condizione
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piantabile
= che può essere piantato , detto di terreno o di pianta .
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piantime
= pianticella germogliata da un seme , pronta per essere trapiantata .
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piantone
= pollone staccato da un albero per essere piantato
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piastrina
= diminutivo di piastra - targhetta metallica che ogni combattente porta dietro il risvolto della giubba o appesa al collo perché possa essere identificato in caso di morte
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piccare
= verbo trans . pungere - intransitivo essere frizzante
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pignorabile
= un bene che può essere oggetto di pignoramento .
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pioppella
= pianta di pioppo allevata in vivaio e destinata a essere trapiantata .
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piridina
= composto eterociclico con anello a sei atomi , di cui uno di azoto e cinque di carbonio , usato come solvente o denaturante
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pirimidina
= composto eterociclico il cui anello di sei atomi , di cui quattro di carbonio e due di azoto , è uno dei componenti di alcune basi degli acidi nucleici .
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pirocatechina
= composto derivato dal benzene , con sei atomi di carbonio e due gruppi ossidrilici
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pirogallolo
= composto derivato dal benzene , con sei atomi di carbonio e tre gruppi ossidrilici
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plasmabile
= che può essere plasmato
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plasticità
= la qualità , propria dei materiali plastici , di essere facilmente modellabili
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plastico
= materiale molto malleabile , che può essere facilmente plasmato
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plausibile
= che può essere accettato come vero , possibile , logico
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poetabile
= che è degno di essere argomento di poesia .
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polarizzabile
= che può essere polarizzato .
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polverizzabile
= che può essere polverizzato .
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popolarismo
= carattere di ciò che mira a essere popolare
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portachiatte
= nave mercantile per il trasporto di chiatte già cariche di merci che possono essere imbarcate e sbarcate al largo
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post factum loc . avv . a cose fatte , a fatto avvenuto
= ciò che avviene dopo un fatto giuridicamente rilevante , in quanto possano essere accaduti altri fatti giuridicamente rilevanti .
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postulato
= il periodo che va da quando un aspirante chiede di essere ammesso in un ordine religioso sino al suo noviziato .
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precario
= comodato del quale non è stato stabilito il termine di scadenza e che prevede quindi che il bene dato in godimento possa essere chiesto in restituzione in qualsiasi momento
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precipitabile
= che può precipitare , essere precipitato .
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predicabile
= che si può predicare , che può essere argomento di predica
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prefabbricare
= verbo trans . fabbricare industrialmente elementi destinati a essere messi in opera nella costruzione di edifici
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prescrivibile
= che può essere prescritto
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prezzemolo
= pianta erbacea biennale , rustica , dicotiledone , largamente coltivata per le sue foglioline composte di colore verde lucente a margini frastagliati , usate in cucina per le proprietà aromatiche ' essere come il prezzemolo , persona che è sempre dappertutto .
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prismoide
= poliedro che ha due basi parallele e con lo stesso numero di lati , e le facce che possono essere trapezi o parallelogrammi .
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probando
= giovane che aspira a essere accolto in un ordine religioso .
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processabile
= che può essere processato .
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procreabile
= che può essere procreato .
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pronto
= ( aggettivo ) ciò che può essere usato subito
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propagabile
= che può propagarsi o essere propagato .
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propaggine , propagine ,
= ramo di pianta che viene piegato e parzialmente interrato , affinché metta radici e costituisca , dopo essere stato staccato dalla pianta madre , un nuovo individuo
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proponibile
= che può essere proposto .
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prorogabile
= che può essere prorogato
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pro solvendo loc .
= ciò che deve essere pagato da un terzo in futuro
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prosperare
= verbo intr . essere volto verso un luogo
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protrattile
= che può essere spinto in avanti , in fuori
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provocare
= verbo trans . essere causa di qualcosa
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psittacornitosi
= malattia infettiva dovuta a una pararickettsia che colpisce prevalentemente i pappagalli ma anche altri uccelli , dai quali può essere trasmessa all'uomo , in cui assume una forma molto grave e altamente contagiosa
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pubblicista
= colui che collabora a giornali e periodici , senza essere giornalista di professione
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pudendo
= parte del corpo che deve essere coperta per pudore
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pugnello
= quantità di roba che può essere contenuta in un pugno chiuso
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punibile
= che può essere punito
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quercia tosc . querce ,
= albero di alto fusto con foglie a margine lobato o dentato - quercia da sughero , sughera - essere una quercia , si dice di persona molto forte . diminutivo querciola , querciolo accr . quercione
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quercitolo
= alcol pentavalente a sei atomi di carbonio
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querelabile
= si dice di persona nei cui confronti può essere sporta querela .
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quintina
= gruppo di cinque note di uguale durata che va eseguito nello stesso tempo richiesto da un gruppo di quattro o sei note dello stesso valore
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rabbia
= grave malattia infettiva di origine virale, che colpisce vari animali e dal morso di questi può essere trasmessa all'uomo
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radiocommedia
= commedia scritta per essere trasmessa alla radio.
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radiodramma
= dramma scritto appositamente per essere trasmesso alla radio.
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radionovella
= racconto scritto per essere letto alla radio.
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radiospoletta
= spoletta elettrica che può essere innescata da terra mediante impulsi radio
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raffratellarsi
= verbo riflessivo tornare a essere come fratelli.
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ramnosio
= monosaccaride naturale a sei atomi di carbonio, presente in vari glucosidi.
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randa
= vela di taglio che nelle imbarcazioni più grandi ha generalmente forma trapezoidale e che viene inserita superiormente al picco e tenuta distesa inferiormente mediante il boma, mentre nelle più piccole può essere una vela al terzo o a tarchia
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rapa
= pianta erbacea con fiori gialli, coltivata per la radice commestibile, bianca, carnosa, di forma tondeggiante e per le foglie giovani e gli steli fioriferi , anch'essi commestibili ' valere una rapa, non valere nulla ' voler cavare sangue da una rapa, richiedere a qualcuno ciò che non può dare ' testa di rapa, persona ottusa, sciocca ' avere la testa come una rapa, essere rapato a zero, o completamente calvo. ,rapetta, rapettina, rapina
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rassomigliare lett. rassimigliare
= verbo intr. essere simile, somigliante
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razionabile
= che può essere razionato
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razionalismo
= ogni dottrina filosofica che consideri la struttura della realtà tale da poter essere compresa dagli schemi logici umani
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realista
= colui che sostiene il sistema monarchico e in particolar modo la persona di un re ' essere più realista del re, chi si batte per una causa più del ragionevole e persino più di coloro che ne sono direttamente interessati.
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recidivare
= verbo intr. essere recidivo
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recidivo
= colui che dopo essere stato condannato per un reato ne commette un altro
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reclamabile
= che può essere soggetto a reclamo
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reduce
= colui che è ritornato da poco nei suoi luoghi dopo aver svolto o essere stato coinvolto in un'attività , una situazione rischiosa lontano da essi
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reggibile
= che può essere retto.
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regiudicata
= sentenza definitiva, che non può più essere soggetta a impugnazione.
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regnare
= verbo intr. essere re
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regolabile
= che può essere regolato
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reintegrabile
= che può essere reintegrato.
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relatività
= la proprietà di essere relativo, cioè non assoluto, ma condizionato da un rapporto con altro o definito in rapporto ad altro
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residuare
= verbo intr. essere il residuo, costituire un residuo
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restaurabile
= che può essere restaurato.
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retroformazione
= processo di formazione di una parola, per cui questa viene ricavata da un'altra che sembrerebbe essere la forma derivata e non la forma base
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reversibile
= rapporto o fenomeno che può essere invertito
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revocabile
= che può essere revocato.
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rh
= fattore antigene che può essere presente o assente sulla membrana dei globuli rossi del sangue
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riattare
= verbo trans. rimettere una cosa in condizione di essere utilizzata di nuovo, o apportarvi i cambiamenti e le migliorie necessari per adeguarla a nuove esigenze
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ribolliticcio
= cibo che ha assunto un sapore disgustoso per essere stato bollito più volte.
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ricattabile
= che può essere ricattato.
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ricavabile
= che può essere ricavato.
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richiamabile
= che può essere richiamato.
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ricopribile
= che può essere ricoperto.
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ricordabile
= che può essere ricordato
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riducibile
= che può essere ridotto
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rieducabile
= che può essere rieducato.
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rieleggibile
= che può essere rieletto.
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riempibile
= che può essere riempito .
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rifattibile
= che può essere rifatto
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rifiutabile
= che può o deve essere rifiutato
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riformabile
= che può o che deve essere riformato.
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rifreddo
= cibo cotto che viene conservato per essere mangiato freddo
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rifusibile
= che può essere rifuso.
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rilevabile
= che può essere rilevato, messo in evidenza
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rilucere
= verbo intr. essere luminoso
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riluttare lett. reluttare
= verbo intr. essere restio, ritroso a fare qualcosa
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rimarchevole
= che è degno di essere notato, rimarcato
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rimbalzare
= verbo intr. balzare, essere respinto in direzione opposta dopo aver urtato contro un ostacolo
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rimproverabile
= che può essere rimproverato, che è degno di rimprovero
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rinegoziabilità
= possibilità di essere rinegoziato.
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rinviabile
= che può essere rinviato.
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riportabile
= che può essere riportato.
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riproducibile
= che può essere riprodotto
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ripudiabilità
= possibilità di essere ripudiato.
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riscossione
= il riscuotere del denaro, il suo essere riscosso
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riservista
= militare in congedo che può essere mobilitato in caso di guerra
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che merita di essere deriso
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risolubile
= che può essere risolto, che può avere una risoluzione
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risotto
= riso che viene cotto nel brodo, destinato a essere completamente assorbito nel corso della cottura, e che può essere condito in vario modo
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ritentività
= la capacità dei materiali ferromagnetici di ritenere un residuo di magnetizzazione dopo essere stati esposti a un campo magnetico.
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nei messali, nota scritta per lo più con inchiostro rosso, con l'indicazione delle regole da osservare nella celebrazione delle funzioni liturgiche ' essere di rubrica, essere di regola, di prammatica
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saccata
= quantità di roba che può essere contenuta in un sacco ,
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saccocciata
= quantità di roba che può essere contenuta in una saccoccia ,
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salsicciotto
= salcicciotto , sorta di grossa salsiccia che si mangia cruda ' essere , sembrare un salsicciotto , cosa o persona grossa e tonda . dim . salsicciottino .
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salvabile
= che si può salvare
= ciò che può essere salvato ,
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sanzionabile
= che può essere sanzionato ,
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sativo
= atto a essere seminato o coltivato .
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saturabile
= che può essere saturato .
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sbirciare
= verbo transitivo guardare di sfuggita , in modo da non essere notato , ma cercando di distinguere o capire quanto più possibile di ciò che interessa - guardare di nascosto ,
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sbraccio
= la distanza che può essere raggiunta dal braccio di un uomo o da un braccio meccanico snodabile nella loro estensione massima ,
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sbrendolare
= verbo intransitivo essere ridotto a brandelli .
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sbrigativo
= che può essere sbrigato ,
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scarseggiare
= verbo intransitivo essere , divenire scarso ,
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scepsi
= schepsi , atteggiamento mentale di dubbio conoscitivo , metodico , che può essere anche il punto di partenza per un'ulteriore e più approfondita ricerca .
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scompiacere
= verbo intransitivo essere scortese verso qualcuno ,
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sconcordare
= verbo intransitivo non essere concorde , conforme ,
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sconsolato
= participio passato di sconsolare - che non può trovare conforto , che non può essere consolato , che mostra sconforto , afflizione ,
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sconvenire
= verbo intransitivo essere in contrasto con la convenienza , col decoro , con la morale ,
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scusabile
= che può essere scusato ,
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secento
= num . numero naturale corrispondente a sei volte cento ,
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seennio
= spazio di tempo di sei anni .
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segabile
= che può essere segato .
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segretazione
= misura con cui l'autorità giudiziaria dispone , in caso di necessità , la prosecuzione del segreto d'ufficio su atti che di norma potrebbero ormai essere resi pubblici .
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seicento
= secento , numero naturale corrispondente a sei volte cento ,
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seienne o seenne ,
= che ha sei anni di età che dura da sei anni o ha avuto la durata di sei anni .
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seigiorni
= o sei giorni , gara ciclistica su pista , della durata di sei giorni , che si disputa a coppie .
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sementativo
= atto a essere seminato ,
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semestre
= periodo di sei mesi ,
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semicapro
= essere mitologico dal corpo in parte umano , in parte caprino ,
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semidetenzione
= sanzione che può essere inflitta in sostituzione delle pene detentive non superiori a , 6 mesi ,
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semidio
= nella mitologia greco-romana , essere umano partecipe della natura divina , in quanto figlio di un dio e di una mortale , oppure di una dea e di un mortale ,
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seminarista
= allievo di un seminario religioso - essere , sembrare un seminarista , giovane ingenuo , timido , impacciato .
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seminativo
= terreno agrario atto a essere seminato ,
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senario
= nella metrica greca e latina , verso di sei piedi uguali , nella metrica italiana , verso il cui ultimo accento ritmico cade sulla quinta sillaba - senario doppio , dodecasillabo - usato anche come agg . ,
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sensibile
= che può essere percepito attraverso i sensi ,
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sequestrabilità
= la condizione del bene che può essere oggetto di sequestro .
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sereme
= o seireme , nell'antichità , grossa nave a sei ordini di remi .
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serigrafia
= procedimento di stampa a colori in cui si fa passare l'inchiostro attraverso un tessuto di seta a trama rada fissato a un telaio di legno e reso impermeabile nelle parti che non devono essere stampate ,
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sesino
= moneta del valore di sei denari , coniata dal sec . xiv al xvi in numerose zecche italiane .
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sessanta
= num . numero naturale corrispondente a sei decine ,
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sessennale
= che dura sei anni ,
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sessennio
= periodo di tempo di sei anni .
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sesterno
= o sesternione , - nei libri e nei manoscritti antichi , gruppo di sei fogli piegati in due e posti uno dentro l'altro , così da formare una sorta di quaderno di 24 pagine .
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sestetto
= composizione per sei voci o strumenti - complesso musicale di sei voci o strumenti , gruppo di sei persone che fanno qualcosa insieme - sestetto difensivo , in una squadra di calcio , l'insieme di portiere , terzini e mediani .
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sestiere sestiero ,
= ciascuno dei sei rioni in cui erano divise alcune città ,
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sestiga
= cocchio a sei cavalli ,
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sestina
= strofa di sei versi , per lo più endecasillabi , dei quali i primi quattro a rima alternata e gli ultimi due a rima baciata ,
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sesto
= num . che in una serie occupa il posto numero sei ,
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sestuplicare
= verbo transitivo moltiplicare per sei ,
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sestuplice
= composto di sei parti .
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sestuplo
= sei volte più grande
= quantità sei volte più grande .
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sette
= num . numero naturale corrispondente a sei unità più un ,
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settile
= che è tagliato in lamine sottili - opera settile , tipo di mosaico parietale , formato da marmi e pietre di varia forma e colore , materiale o sostanza che si presta a essere tagliato .
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sferracavallo
= pianta erbacea con fiori gialli riuniti in numero di sei o sette su un solo peduncolo .
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sfiammare
= verbo transitivo calmare , eliminare un'infiammazione -
= verbo intransitivo bruciare con grandi fiamme - sfiammarsi
= verbo riflessivo diventare meno infiammato , cessare di essere infiammato ,
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sgargiare
= verbo intransitivo essere vivace , vistoso , detto di colori .
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sghembare
= verbo intransitivo essere sghembo , storto .
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sgocciolo
= sgocciolatura , ultimo resto di liquido sul fondo di un recipiente - essere agli sgoccioli , stare per finire , essere prossimo alla conclusione ,
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sgonfiare
= verbo intransitivo detto di abiti , essere gonfio , presentare rigonfiamenti .
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sgonfiato
= participio passato di sgonfiare , che ha perduto la gonfiezza , il gonfiore - essere un pallone sgonfiato , avere perduto la boria , la presunzione .
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sgrillettare
= verbo intransitivo crepitare , detto di vivanda messa a cuocere nell'olio caldo senza essere stata asciugata .
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shareware
= software che può essere usato gratuitamente per un periodo di prova , ma che richiede il pagamento di un prezzo nel caso si voglia continuare a usarlo .
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sincarpia
= la caratteristica di essere sincarpo .
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sintogramma
= in un apparecchio radioricevente , quadro che indica le stazioni su cui esso può essere sintonizzato per mezzo di un apposito indice mobile .
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sipario
= nei teatri , grande tendaggio di stoffa pesante che può essere calato dall'alto o fatto scorrere lateralmente e serve a impedire la vista del palcoscenico dalla sala durante le pause della rappresentazione ,
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slembare
= verbo intransitivo detto di tessuto o di abito , essere troppo lungo , pendere da un lato .
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slop
= nella lavorazione dei derivati del petrolio , insieme dei prodotti liquidi di scarto di una raffineria che viene miscelato con petrolio grezzo per poter essere sottoposto a un'ulteriore raffinazione .
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smaniare
= verbo intransitivo avere le smanie , essere in preda alla smania ,
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soccombere
= verbo intransitivo essere costretto a sottostare a una forza superiore , raro nei tempi composti
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soccorribile
= che può essere soccorso .
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socializzabile
= che può essere socializzato .
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soffiato
= participio passato di soffiare - vetro soffiato , lavorato artigianalmente mediante soffiatura - olio soffiato , olio non saturo che prima di essere usato viene ossidato mediante insufflamento di aria calda
= soufflé ,
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soggiacere
= verbo intransitivo essere soggetto , sottoposto ,
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solarizzazione
= temporanea o permanente inattivazione dei cloroplasti dovuta a un'eccessiva esposizione alla luce , nella stampa fotografica , annerimento delle zone che dovrebbero essere più chiare dovuto a un'eccessiva esposizione alla luce , talora volutamente prodotto per ottenere effetti particolari .
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solfanilico
= un acido organico aromatico a sei atomi di carbonio , derivato dall'anilina per solfonazione , usato come intermedio per la sintesi di coloranti .
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solidarizzare
= verbo intransitivo essere , mostrarsi solidale ,
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someggiabile
= che può essere someggiato .
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somigliare
= simigliare , verbo intransitivo essere simile a qualcuno o a qualcosa nell'aspetto o per determinate qualità rassomigliare ,
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soprammobile
= piccolo oggetto destinato a essere collocato sopra un mobile a scopo decorativo .
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soprannumero
= il fatto di essere al di sopra del numero prestabilito , previsto ,
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soprarazionale non com . sovrarazionale ,
= verità che la ragione umana non arriva a intendere da sé , ma che si ritiene non essere di per sé contraria ai principi razionali .
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sorbico
= si dice dell'acido carbossilico insaturo a sei atomi di carbonio contenuto nei frutti di sorbo , usato nell'industria delle materie plastiche e come conservante per alimenti .
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sorteggiabile
= che può essere sorteggiato .
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sosia
= persona tanto somigliante a un'altra da poter essere scambiata per essa ,
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sospettabile
= colui che può essere sospettato ,
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sospettato
= participio passato di sospettare - chi è sospettato di essere l'autore di un reato ,
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sostituibile
= che può essere sostituito ,
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sottoprogramma
= segmento di programma destinato allo svolgimento di una determinata funzione , che può essere richiamato in un programma più vasto senza modificarne il flusso logico .
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sottraendo
= il secondo termine di una differenza , quello che deve essere sottratto al diminuendo per ottenere il resto .
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sovrasensibile o soprasensibile ,
= ciò che non può essere conosciuto mediante i sensi .
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sparticampo
= organo delle macchine mietitrici che serve a deviare verso la sega i culmi che devono essere tagliati , separandoli da quelli che rimangono in piedi .
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speculabile
= che può essere oggetto di indagine razionale , speculativa .
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spesseggiare
= verbo intransitivo essere frequente , ripetersi spesso ,
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spiattellare
= verbo transitivo dichiarare , dire apertamente cose che dovrebbero essere tenute segrete ,
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spiritare
= verbo intransitivo essere invasato da un ,
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spiritello
= spirito , - piccolo essere soprannaturale ,
---------------
spirometria
= determinazione volumetrica della quantità d'aria che può essere inspirata ed espirata durante gli atti respiratori .
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spollaiare
= verbo transitivo rimuovere qualcuno da un luogo , distoglierlo da ciò che sta facendo - spollaiarsi
= verbo riflessivo di volatile , smettere di essere appollaiato ,
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stallivo o stallio ,
= si diceva di equino rimasto a lungo nella stalla , senza essere cavalcato né altrimenti impiegato .
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stand alone
= dispositivo in grado di funzionare autonomamente , senza essere collegato a un'altra macchina .
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stanziabile
= che può essere stanziato ,
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stato
= participio passato di stare , usato anche come participio passato del verbo essere nella coniugazione dei tempi composti .
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sterminabile
= che può essere sterminato .
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stigmatismo
= proprietà di un sistema ottico di essere stigmatico .
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stinco
= l'osso e più in generale la parte della gamba dal ginocchio alla caviglia - rompere gli stinchi a qualcuno , dargli noia , infastidirlo - non essere uno stinco di santo , persona ben lontana dal comportarsi in modo irreprensibile , negli arti dei quadrupedi , la parte che ha come base anatomica il metacarpo negli arti anteriori e il metatarso in quelli posteriori .
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strapiombare
= verbo intransitivo non essere a piombo ,
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stritolabile
= che può essere stritolato .
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strutturabile
= che può essere strutturato .
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studiabile
= che può essere studiato senza grande difficoltà .
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subire
= verbo transitivo essere costretto a sostenere , a sopportare contro la propria volontà qualcosa di gravoso , di sgradito ,
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subroutine
= parte di un programma più ampio che adempie a funzioni ben definite e può essere richiamata da programmi diversi .
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subsistema
= ciascuna parte , organizzata sistematicamente , in cui può essere distinto un sistema complesso .
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succhio
= il succhiare , risucchio , 3 umore , linfa delle piante - essere in succhio , si dice delle pi ,
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suggestionabile
= che può essere suggestionato ,
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sulfanilammide
= composto organico azotato e solforato a sei atomi di carbonio , intermedio per la preparazione di molti sulfamidici .
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sultanina
= una varietà di uva bianca con acini piccoli , dolci e senza semi , adatta a essere seccata ,
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superare
= verbo transitivo essere superiore per dimen ,
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superdonna
= donna che presume di avere doti eccezionali e crede perciò di essere superiore alle altre ,
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superenalotto
= variante del gioco dell'enalotto nel quale gli scommettitore devono indovinare i numeri primi estratti di sei ruote del lotto .
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superfluidità
= proprietà che può essere assunta dall'elio liquido a bassa pressione e bassissima temperatura e che consiste in un grado di viscosità quasi nullo e in una altissima conducibilità .
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superstizione
= atteggiamento irrazionale , dettato da ignoranza , suggestione o timore , che attribuisce a cause occulte o a influenze soprannaturali avvenimenti , per lo più negativi , che possono essere spiegati con cause naturali e conoscibili ,
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surclassare
= verbo transitivo superare l'avversario o un concorrente in modo netto , con indiscutibile superiorità essere nettamente superiore a qualcuno in qualcosa ,
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suspicione o suspizione o suspezione ,
= sospetto , esitazione , timore ' legittima suspicione , legittimo sospetto che , nel corso di un processo , testimoni e giudici possano essere influenzati da circostanze ambientali ,
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sussistere
= verbo intransitivo esistere come realtà in sé , come sostanza , indipendentemente dal soggetto pensante , nell'uso corrente , esistere , essere valido , avere fondamento ,
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taglialegna - taglialegne
= chi per mestiere taglia i tronchi e i rami degli alberi in pezzi adatti a essere trasportati e venduti .
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teledramma
= lavoro drammatico concepito e realizzato appositamente per essere trasmesso dalla televisione .
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telefilm
= film realizzato appositamente per essere trasmesso dalla televisione .
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telo
= pezzo di tela - di altro tessuto che può essere cucito - comunque unito insieme con altri in una confezione
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tesmoteta
= nell'antica atene , titolo che si dava ai sei arconti incaricati di custodire le leggi .
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tie-break
= nel tennis , gioco alla fine di un incontro conclusosi sul sei pari , che attribuisce la vittoria a quello dei due contendenti che per primo riesce a realizzare sette punti avendone due di vantaggio
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titano
= nella mitologia greca , nome generico di ognuno dei sei giganti figli di urano e di gea , che cercarono di impadronirsi dell'olimpo e furono sconfitti da zeus
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toccaferro
= tocca ferro , gioco di ragazzi in cui uno cerca di acchiappare tutti gli altri , i quali , però , non possono essere presi se riescono a toccare un oggetto di ferro
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toupet
= ciuffo preparato con capelli recisi - finti , che può essere aggiunto ad acconciature femminili per renderle più ricche
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tramandare
= verbo transitivo , trasmettere di generazione in generazione la memoria di fatti , tradizioni , usi , costumi e sim . , eventi degni di essere tramandati trasferire , trasportare .
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trambasciare
= verbo intransitivo , (io trambà scio . . . - aus . essere) essere oppresso da grave ambascia .
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tramezzare
= verbo transitivo , (io tramèzzo) mettere una cosa tra altre due , tramezzare qualche giorno di riposo al lavoro - tramezzare le pagine di un libro con fogli bianchi dividere con un tramezzo - intramezzare , tramezzare un locale con una parete divisoria -
= verbo intransitivo , (aus . essere) essere , stare in mezzo come mediatore .
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tramontana
= vento freddo e secco che spira dal nord - il nord nella rosa dei venti e nella bussola , una finestra che guarda a tramontana , a nord - perdere la tramontana , perdere il controllo di se , essere disorientato . dim . tramontanina .
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tranquillare
= verbo transitivo , rendere calmo , far stare tranquillo - tranquillizzare , tranquillare gli animi agitati -
= verbo intransitivo , (aus . essere) , tranquillarsi
= verbo rifl . riposare , stare tranquillo - essere in pace , mettersi quieto , mettersi l'animo in pace .
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transformer
= invar . giocattolo costituito di parti smontabili che possono essere composte in forme diverse .
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transitività
= la caratteristica , la proprietà di essere transitivo .
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trapassabile
= che può essere trapassato .
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trapiantabile
= che può essere trapiantato , organo trapiantabile .
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trasalire
= verbo intransitivo , ( aus . essere e avere) sussultare , sobbalzare per un'improvvisa emozione o spavento , a quel rumore trasali .
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trascurabile
= che può essere trascurato , irrilevante ,
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trasecolare
= verbo intransitivo , ( aus . essere o avere) rimanere stupefatto , essere fuori di se per la meraviglia
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trasferibile
= che si può trasferire - che può essere ceduto
= lettera , cifra , disegno impresso su un supporto dal quale , con un semplice procedimento , può essere trasferito su un altro .
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turgere
= berbo intransitivo - essere o divenire turgido - usato quasi sempre nelle terza persona singolare - manca il passato remoto e il participio passato
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udibile
= aggettivo che può essere udito , percepito dall'orecchio
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uguaglianza
= o eguaglianza la proprietà di più cose o persone di essere uguali tra loro
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ultimabile
= aggettivo che si può ultimare , che può essere finito
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unibile
= aggettivo che può essere unito , congiunto con altro.
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unitizzazione
= divisione delle merci in unità o in blocchi di dimensioni tali da poter essere facilmente trattati con i sistemi standardizzati di trasporto .
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upgradabile
= aggettivo che può essere incrementato o aggiornato mediante upgrade
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uracile
= base azotata con ciclo a sei atomi di carbonio , di cui due di azoto e quattro di carbonio , componente dei nucleotidi dell'acido ribonucleico .
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uri
= essere femminile di natura angelica che allieta i beati nel paradiso islamico.
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usa e getta
= aggettivo che deve essere usato una volta e poi gettato
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utile
= aggettivo che può essere usato , che può appagare un bisogno
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utilizzabile
= aggettivo che può essere utilizzato.
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Verb: to appertain-appertained-appertained
Ausiliar: to have - transitivo
Affermative - INDICATIVE
Present simple
I appertain
you appertain
he/she/it appertains
we appertain
you appertain
they appertain
Simple past
I appertained
you appertained
he/she/it appertained
we appertained
you appertained
they appertained
Simple past
I appertained
you appertained
he/she/it appertained
we appertained
you appertained
they appertained
Present perfect
I have appertained
you have appertained
he/she/it has appertained
we have appertained
you have appertained
they have appertained
Past perfect
I had appertained
you had appertained
he/she/it had appertained
we had appertained
you had appertained
they had appertained
Past perfect
I had appertained
you had appertained
he/she/it had appertained
we had appertained
you had appertained
they had appertained
Simple future
I I will appertain
you you will appertain
he/she/it he/she/it will appertain
we we will appertain
you I will appertain
they they will appertain
Future perfect
I will have appertained
you will have appertained
he/she/it will have appertained
we will have appertained
you will have appertained
they will have appertained
Present continuous
I am appertaining
you are appertaining
he/she/it is appertaining
we are appertaining
you are appertaining
they are appertaining
Past simple continuous
I was appertaining
you were appertaining
he/she/it was appertaining
we were appertaining
you were appertaining
they were appertaining
Future continuous
I will be appertaining
you will be appertaining
he/she/it will be appertaining
we will be appertaining
you will be appertaining
they will be appertaining
Future perfect continuous
I will have been appertaining
you will have been appertaining
he/she/it will have been appertaining
we will have been appertaining
you will have been appertaining
they will have been appertaining
Present perfect continuous
I have been appertaining
you have been appertaining
he/she/it has been appertaining
we have been appertaining
you have been appertaining
they have been appertaining
Past perfect continuous
I had been appertaining
you had been appertaining
he/she/it had been appertaining
we had been appertaining
you had been appertaining
they had been appertaining
Affermative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I appertain
That you appertain
That he/she/it appertain
That we appertain
That you appertain
That they appertain
Present perfect
That I have appertained
That you have appertained
That he/she/it have appertained
That we have appertained
That you have appertained
That they have appertained
Simple past
That I appertained
That you appertained
That he/she/it appertained
That we appertained
That you appertained
That they appertained
Past perfect
That I had appertained
That you had appertained
That he/she/it had appertained
That we had appertained
That you had appertained
That they had appertained
Affermative - CONDITIONAL
Present
I would appertain
you would appertain
we would appertain
we would appertain
you would appertain
they would appertain
Past
I would have appertained
you would have appertained
he/she/it would have appertained
we would have appertained
you would have appertained
they would have appertained
Present continous
I would be appertaining
you would be appertaining
we would be appertaining
we would be appertaining
you would be appertaining
they would be appertaining
Past continous
I would have been appertaining
you would have been appertaining
he/she/it would have been appertaining
we would have been appertaining
you would have been appertaining
they would have been appertaining
Affermative - IMPERATIVE
Present
let me appertain
appertain
let him appertain
let us appertain
appertain
let them appertain
 
 
 
 
 
 
 
Affermative - INFINITIVE
Present
to appertain
Past
to have appertained
Present continous
to be appertaining
Perfect continous
to have been appertaining
Affermative - PARTICIPLE
Present
appertaining
Past
appertained
Perfect
having appertained
Affermative - GERUND
Present
appertaining
Past
having appertained
Passive - INDICATIVE
Present simple
I am appertained
you are appertained
he/she/it is appertained
we are appertained
you are appertained
they are appertained
Past simple
I was appertained
you were appertained
he/she/it was appertained
we were appertained
you were appertained
they were appertained
Past simple
I was appertained
you were appertained
he/she/it was appertained
we were appertained
you were appertained
they were appertained
Present perfect
I have been appertained
you have been appertained
he/she/it has been appertained
we have been appertained
you have been appertained
they have been appertained
Past perfect
I had been appertained
you had been appertained
he/she/it had been appertained
we had been appertained
you had been appertained
they had been appertained
Past perfect
I had been appertained
you had been appertained
he/she/it had been appertained
we had been appertained
you had been appertained
they had been appertained
Future simple
I will be appertained
you will be appertained
he/she/it will be appertained
we will be appertained
you will be appertained
they will be appertained
Future perfect
I will have been appertained
you will have been appertained
he/she/it will have been appertained
we will have been appertained
you will have been appertained
they will have been appertained
Present continuous
I am being appertained
you are being appertained
he/she/it is being appertained
we are being appertained
you are being appertained
they are being appertained
Past simple continuous
I was being appertained
you were being appertained
he/she/it was being appertained
were being appertained
you were being appertained
they were being appertained
Future continuous
I will being appertained
you will being appertained
he/she/it will being appertained
we will being appertained
you will being appertained
they will being appertained
Future perfect continuous
I will have been appertained
you will have been appertained
he/she/it will have been appertained
we will have been appertained
you will have been appertained
they will have been appertained
Present perfect continuous
I have been appertained
you have been appertained
he/she/it has been appertained
we have been appertained
you have been appertained
they have been appertained
Past perfect continuous
I had been appertained
you had been appertained
he/she/it had been appertained
we had been appertained
you had been appertained
they had been appertained
Passive - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I be appertained
That you be appertained
That he/she/it be appertained
That we be appertained
That you be appertained
That they be appertained
Present perfect
That I have been appertained
That you have been appertained
That he/she/it have been appertained
That we have been appertained
That you have been appertained
That they have been appertained
Simple past
That I were appertained
That you were appertained
That he/she/it were appertained
That we were appertained
That you were appertained
That they were appertained
Past perfect
That I had been appertained
That you had been appertained
That he/she/it had been appertained
That we had been appertained
That you had been appertained
That they had been appertained
CONDITIONAL
Present
I would be appertained
you would be appertained
we would be appertained
we would be appertained
you would be appertained
they would be appertained
Past
I would have been appertained
you would have been appertained
he/she/it would have been appertained
we would have been appertained
you would have been appertained
they would have been appertained
IMPERATIVE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
INFINITIVE
Present
to be appertained
Past
to have been appertained
PARTICIPLE
Present
being appertained
Past
appertained
Perfect
having been appertained
GERUND
Present
being appertained
Past
having been appertained
Negative - INDICATIVE
Present simple
I do not appertain
you do not appertain
he/she/it does not appertains
we do not appertain
you do not appertain
they do not appertain
Simple past
I did not appertain
you did not appertain
he/she/it did not appertain
we did not appertain
you did not appertain
they did not appertain
Simple past
I did not appertain
you did not appertain
he/she/it did not appertain
we did not appertain
you did not appertain
they did not appertain
Present perfect
I have not appertained
you have not appertained
he/she/it has not appertained
we have not appertained
you have not appertained
they have not appertained
Past perfect
I had not appertained
you had not appertained
he/she/it had not appertained
we had not appertained
you had not appertained
they had not appertained
Past perfect
I had not appertained
you had not appertained
he/she/it had not appertained
we had not appertained
you had not appertained
they had not appertained
Simple future
I I will not appertain
you you will not appertain
he/she/it he/she/it will not appertain
we we will not appertain
you I will not appertain
they they will not appertain
Future perfect
I will not have appertained
you will not have appertained
he/she/it will not have appertained
we will not have appertained
you will not have appertained
they will not have appertained
Present continuous
I am not appertaining
you are not appertaining
he/she/it is not appertaining
we are not appertaining
you are not appertaining
they are not appertaining
Past simple continuous
I was not appertaining
you were not appertaining
he/she/it was not appertaining
we were not appertaining
you were not appertaining
they were not appertaining
Future continuous
I will not be appertaining
you will not be appertaining
he/she/it will not be appertaining
we will not be appertaining
you will not be appertaining
they will not be appertaining
Future perfect continuous
I will not have been appertaining
you will not have been appertaining
he/she/it will not have been appertaining
we will not have been appertaining
you will not have been appertaining
they will not have been appertaining
Present perfect continuous
I have not been appertaining
you have not been appertaining
he/she/it has not been appertaining
we have not been appertaining
you have not been appertaining
they have not been appertaining
Past perfect continuous
I had not been appertaining
you had not been appertaining
he/she/it had not been appertaining
we had not been appertaining
you had not been appertaining
they had not been appertaining
Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That I do not appertain
That you do not appertain
That he/she/it does not appertain
That we do not appertain
That you do not appertain
That they do not appertain
Present perfect
That I have not appertained
That you have not appertained
That he/she/it have not appertained
That we have not appertained
That you have not appertained
That they have not appertained
Simple past
That I did not appertain
That you did not appertain
That he/she/it did not appertain
That we did not appertain
That you did not appertain
That they did not appertain
Past perfect
That I had not appertained
That you had not appertained
That he/she/it had not appertained
That we had not appertained
That you had not appertained
That they had not appertained
Negative - CONDITIONAL
Present
I would not appertain
you would not appertain
we would not appertain
we would not appertain
you would not appertain
they would not appertain
Past
I would not have appertained
you would not have appertained
he/she/it would not have appertained
we would not have appertained
you would not have appertained
they would not have appertained
Present continous
I would not be appertaining
you would not be appertaining
we would not be appertaining
we would not be appertaining
you would not be appertaining
they would not be appertaining
Past continous
I would not have been appertaining
you would not have been appertaining
he/she/it would not have been appertaining
we would not have been appertaining
you would not have been appertaining
they would not have been appertaining
Negative - IMPERATIVE
Present
do not let me appertain
do not appertain
do not let him appertain
do not let us appertain
do not appertain
do not let them appertain
 
 
 
 
 
 
 
Negative - INFINITIVE
Present
not to appertain
Past
not to have appertained
Present continous
not to be appertaining
Perfect continous
not to have been appertaining
Negative - PARTICIPLE
Present
not appertaining
Past
not appertained
Perfect
not having appertained
Negative - GERUND
Present
not appertaining
Past
not having appertained
Interrogative - INDICATIVE
Present simple
do I appertain ?
do you appertain ?
does she/he/it appertains ?
do we appertain ?
do you appertain ?
do they appertain ?
Simple past
did I appertain ?
did you appertain ?
did she/he/it appertain ?
did we appertain ?
did you appertain ?
did they appertain ?
Simple past
did I appertain ?
did you appertain ?
did she/he/it appertain ?
did we appertain ?
did you appertain ?
did they appertain ?
Present perfect
have I appertained ?
have you appertained ?
has she/he/it appertained ?
have we appertained ?
have you appertained ?
have they appertained ?
Past perfect
had I appertained ?
had you appertained ?
had she/he/it appertained ?
had we appertained ?
had you appertained ?
had they appertained ?
Past perfect
had I appertained ?
had you appertained ?
had she/he/it appertained ?
had we appertained ?
had you appertained ?
had they appertained ?
Simple future
will I appertain ?
will you appertain ?
will she/he/it appertain ?
will we appertain ?
will I appertain ?
will they appertain ?
Future perfect
will I have appertained ?
will you have appertained ?
will she/he/it have appertained ?
will we have appertained ?
will you have appertained ?
will they have appertained ?
Present continuous
am I appertaining ?
are you appertaining ?
is she/he/it appertaining ?
are we appertaining ?
are you appertaining ?
are they appertaining ?
Past simple continuous
was I appertaining ?
were you appertaining ?
was she/he/it appertaining ?
were we appertaining ?
were you appertaining ?
were they appertaining ?
Future continuous
will I be appertaining ?
will you be appertaining ?
will she/he/it be appertaining ?
will we be appertaining ?
will you be appertaining ?
will they be appertaining ?
Future perfect continuous
will I have been appertaining ?
will you have been appertaining ?
will she/he/it have been appertaining ?
will we have been appertaining ?
will you have been appertaining ?
will they have been appertaining ?
Present perfect continuous
have I been appertaining ?
have you been appertaining ?
has she/he/it been appertaining ?
have we been appertaining ?
have you been appertaining ?
have they been appertaining ?
Past perfect continuous
had I been appertaining ?
had you been appertaining ?
had she/he/it been appertaining ?
had we been appertaining ?
had you been appertaining ?
had they been appertaining ?
Interrogative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I appertain ?
That do you appertain ?
That does she/he/it appertain ?
That do we appertain ?
That do you appertain ?
That do they appertain ?
Present perfect
That have I appertained ?
That have you appertained ?
That have she/he/it appertained ?
That have we appertained ?
That have you appertained ?
That have they appertained ?
Simple past
That did I appertain ?
That did you appertain ?
That did she/he/it appertain ?
That did we appertain ?
That did you appertain ?
That did they appertain ?
Past perfect
That had I appertained ?
That had you appertained ?
That had she/he/it appertained ?
That had we appertained ?
That had you appertained ?
That had they appertained ?
Interrogative - CONDITIONAL
Present
would I appertain ?
would you appertain ?
would she/he/it appertain ?
would we appertain ?
would you appertain ?
would they appertain ?
Past
would I have appertained?
would you have appertained?
would she/he/it have appertained?
would we have appertained?
would you have appertained?
would they have appertained?
Present continous
would I be appertaining ?
would you be appertaining ?
would she/he/it be appertaining ?
would we be appertaining ?
would you be appertaining ?
would they be appertaining ?
Past continous
would I have been appertaining?
would you have been appertaining?
would she/he/it have been appertaining?
would we have been appertaining?
would you have been appertaining?
would they have been appertaining?
Interrogative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Interrogative-Negative - INDICATIVE
Present simple
do I not appertain ?
do you not appertain ?
does she/he/it not appertains ?
do we not appertain ?
do you not appertain ?
do they not appertain ?
Simple past
did I not appertain ?
did you not appertain ?
did she/he/it not appertain ?
did we not appertain ?
did you not appertain ?
did they not appertain ?
Simple past
did I not appertain ?
did you not appertain ?
did she/he/it not appertain ?
did we not appertain ?
did you not appertain ?
did they not appertain ?
Present perfect
have I not appertained ?
have you not appertained ?
has she/he/it not appertained ?
have we not appertained ?
have you not appertained ?
have they not appertained ?
Past perfect
had I not appertained ?
had you not appertained ?
had she/he/it not appertained ?
had we not appertained ?
had you not appertained ?
had they not appertained ?
Past perfect
had I not appertained ?
had you not appertained ?
had she/he/it not appertained ?
had we not appertained ?
had you not appertained ?
had they not appertained ?
Simple future
will I not appertain ?
will you not appertain ?
will she/he/it not appertain ?
will we not appertain ?
will I not appertain ?
will they not appertain ?
Future perfect
will I not have appertained ?
will you not have appertained ?
will she/he/it not have appertained ?
will we not have appertained ?
will you not have appertained ?
will they not have appertained ?
Present continuous
am I not appertaining ?
are you not appertaining ?
is she/he/it not appertaining ?
are we not appertaining ?
are you not appertaining ?
are they not appertaining ?
Past simple continuous
was I not appertaining ?
were you not appertaining ?
was she/he/it not appertaining ?
were we not appertaining ?
were you not appertaining ?
were they not appertaining ?
Future continuous
will I not be appertaining ?
will you not be appertaining ?
will she/he/it not be appertaining ?
will we not be appertaining ?
will you not be appertaining ?
will they not be appertaining ?
Future perfect continuous
will I not have been appertaining ?
will you not have been appertaining ?
will she/he/it not have been appertaining ?
will we not have been appertaining ?
will you not have been appertaining ?
will they not have been appertaining ?
Present perfect continuous
have I not been appertaining ?
have you not been appertaining ?
has she/he/it not been appertaining ?
have we not been appertaining ?
have you not been appertaining ?
have they not been appertaining ?
Past perfect continuous
had I not been appertaining ?
had you not been appertaining ?
had she/he/it not been appertaining ?
had we not been appertaining ?
had you not been appertaining ?
had they not been appertaining ?
Interrogative-Negative - SUBJUNCTIVE
Present simple
That do I not appertain ?
That do you not appertain ?
That does she/he/it not appertain ?
That do we not appertain ?
That do you not appertain ?
That do they not appertain ?
Present perfect
That have I not appertained ?
That have you not appertained ?
That have she/he/it not appertained ?
That have we not appertained ?
That have you not appertained ?
That have they not appertained ?
Simple past
That did I not appertain ?
That did you not appertain ?
That did she/he/it not appertain ?
That did we not appertain ?
That did you not appertain ?
That did they not appertain ?
Past perfect
That had I not appertained ?
That had you not appertained ?
That had she/he/it not appertained ?
That had we not appertained ?
That had you not appertained ?
That had they not appertained ?
Interrogative-Negative - CONDITIONAL
Present
would I not appertain ?
would you not appertain ?
would she/he/it not appertain ?
would we not appertain ?
would you not appertain ?
would they not appertain ?
Past
would I not have appertained?
would you not have appertained?
would she/he/it not have appertained?
would we not have appertained?
would you not have appertained?
would they not have appertained?
Present continous
would I not be appertaining ?
would you not be appertaining ?
would she/he/it not be appertaining ?
would we not be appertaining ?
would you not be appertaining ?
would they not be appertaining ?
Past continous
would I not have been appertaining?
would you not have been appertaining?
would she/he/it not have been appertaining?
would we not have been appertaining?
would you not have been appertaining?
would they not have been appertaining?
Interrogative-Negative - IMPERATIVE
Present
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Coniugazione:-1 - essere pertinente
Ausiliare:essere intransitivo
INDICATIVO - attivo
Presente
io sono
tu sei
egli è
noi siamo
voi siete
essi sono
Imperfetto
io ero
tu eri
egli era
noi eravamo
voi eravate
essi erano
Passato remoto
io fui
tu fosti
egli
noi fummo
voi foste
essi furono
Passato prossimo
io sono stato
tu sei stato
egli é stato
noi siamo stati
voi siete stati
essi sono stati
Trapassato prossimo
io ero stato
tu eri stato
egli era stato
noi eravamo stati
voi eravate stati
essi erano stati
Trapassato remoto
io fui stato
tu fosti stato
egli fu stato
noi fummo stati
voi foste stati
essi furono stati
Futuro semplice
io sarò
tu sarai
egli sarà
noi saremo
voi sarete
essi saranno
Futuro anteriore
io sarò stato
tu sarai stato
egli sarà stato
noi saremo stati
voi sarete stati
essi saranno stati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONGIUNTIVO - attivo
Presente
che io sia
che tu sia
che egli sia
che noi siamo
che voi siate
che essi siano
Passato
che io sia stato
che tu sia stato
che egli sia stato
che noi siamo stati
che voi siate stati
che essi siano stati
Imperfetto
che io fossi
che tu fossi
che egli fosse
che noi fossimo
che voi foste
che essi fossero
Trapassato
che io fossi stato
che tu fossi stato
che egli fosse stato
che noi fossimo stati
che voi foste stati
che essi fossero stati
CONDIZIONALE - attivo
Presente
io sarei
tu saresti
egli sarebbe
noi saremmo
voi sareste
essi sarebbero
Passato
io sarei stato
tu saresti stato
egli sarebbe stato
noi saremmo stati
voi sareste stati
essi sarebbero stati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IMPERATIVO - attivo
Presente

sii
sia
siamo
siate
siano
Futuro

sarai
sarà
saremo
sarete
saranno
INFINITO - attivo
Presente
essere
Passato
essere stato
 
 
PARTICIPIO - attivo
Presente
Passato
stato
 
 
GERUNDIO - attivo
Presente
essendo
Passato
essendo stato