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sinonimi di
abegge
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Vocabulary and phrases
abegge
= pagare per , soffrire per , espiare per , dare soddisfazione , sopportare , subire ,
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Vocabulary and phrases
pagare
= verbo trans . corrispondere una somma di denaro per beni acquistati , servizi ricevuti , obbligazioni contratte e sim .
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* - Una le paga tutte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Contenta la famiglia , che ne usciva con onore ; contenti i frati , che salvavano un uomo e i loro privilegi , senza farsi alcun nemico ; contenti i dilettanti di cavalleria , che vedevano un affare terminarsi lodevolmente ; contento il popolo , che vedeva fuor d'impiccio un uomo ben voluto , e che , nello stesso tempo , ammirava una conversione ; contento finalmente , e più di tutti , in mezzo al dolore , il nostro Lodovico , il quale cominciava una vita d'espiazione e di servizio , che potesse , se non riparare , pagare almeno il mal fatto , e rintuzzare il pungolo intollerabile del rimorso .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* I birri non potevan più stare alle mosse ; ma il notaio li teneva a freno con gli occhi , e diceva intanto tra sé: " se tu arrivi a metter piede dentro quella soglia , l'hai da pagar con usura , l'hai da pagare " .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Renzo che stava sull'orlo della riva , quasi con un piede nell'acqua , afferra la punta del battello , ci salta dentro , e dice: - mi fareste il servizio , col pagare , di tragittarmi di là ? - Il pescatore l'aveva indovinato , e già voltava da quella parte .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Accadde qualche volta che un debole oppresso , vessato da un prepotente , si rivolse a lui ; e lui , prendendo le parti del debole , forzò il prepotente a finirla , a riparare il mal fatto , a chiedere scusa ; o , se stava duro , gli mosse tal guerra , da costringerlo a sfrattar dai luoghi che aveva tiranneggiati , o gli fece anche pagare un più pronto e più terribile fio .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Poi fa cenno al lettighiero , che apra ; poi s'avvicina a don Abbondio , e , con un sembiante così sereno come questo non gliel aveva ancor visto , né credeva che lo potesse avere , con dipintavi la gioia dell'opera buona che finalmente stava per compire , gli dice , ancora sotto voce: - signor curato , non le chiedo scusa dell'incomodo che ha per cagion mia: lei lo fa per Uno che paga bene , e per questa sua poverina - .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Avrà probabilmente , - disse il cardinale , - crediti con gente che non può pagare .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - Pensi , monsignore illustrissimo: questa povera gente paga con quel che le avanza della raccolta: l'anno scorso , non avanzò nulla ; in questo , tutti rimangono indietro del necessario .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Non si creda però che don Gonzalo , un signore di quella sorte , l'avesse proprio davvero col povero filatore di montagna ; che informato forse del poco rispetto usato , e delle cattive parole dette da colui al suo re moro incatenato per la gola , volesse fargliela pagare ; o che lo credesse un soggetto tanto pericoloso , da perseguitarlo anche fuggitivo , da non lasciarlo vivere anche lontano , come il senato romano con Annibale .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Oltre di ciò , siccome i principi , nel prendere , per dir così , ad affitto quelle bande , guardavan più ad aver gente in quantità , per assicurar l'imprese , che a proporzionare il numero alla loro facoltà di pagare , per il solito molto scarsa ; così le paghe venivano per lo più tarde , a conto , a spizzico ; e le spoglie de' paesi a cui la toccava , ne divenivano come un supplimento tacitamente convenuto .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* - È un galantuomo , che , chi lo paga bene , tien segreti gli ammalati .(Manzoni-I Promessi sposi)
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* Qua e là eran sedute balie con bambini al petto ; alcune in tal atto d'amore , da far nascer dubbio nel riguardante , se fossero state attirate in quel luogo dalla paga , o da quella carità spontanea che va in cerca de' bisogni e de' dolori .(Manzoni-I Promessi sposi)
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Ha molti parenti poveri nella sua nativa Pisanello." Se non che, venne un giorno da Pisanello a Montelusa uno di questi parenti poveri, un suo fratello appunto, padre di nove figliuoli, a pregarlo in ginocchio a mani giunte, come si pregano i santi, perché gli desse ajuto, tanto almeno da pagare i medici che dovevano operar la moglie moribonda.(Pirandello - Novelle per un anno)
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E quanto al poderetto, ecco qua: c'era, per tutta ricchezza, un po' di grano che, mietuto fra pochi giorni, gli avrebbe dato, sí e no, tanto da pagare il censo alla mensa vescovile.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Dopo essersi rassegnate a tante gravi sciagure, alla rovina improvvisa e alla conseguente morte per crepacuore del padre, poi a quella della madre, e quindi a dover trarre profitto dei buoni studii compiuti per arricchire squisitamente la loro educazione signorile, s'erano anche rassegnate a rimaner zitelle.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ma l'Imbrò gli trattenne il braccio: - Non sia mai! Pagare e morire, piú tardi che si può! - No: avanti, - insisté il Ciunna.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Devo pagare avanti.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Disse che da anni e anni egli non era piú padrone di andare nelle sue terre, dove coloro avevano edificato le loro case e quel prete la sua chiesa, senza pagare né censo, né fitto, senza neanche chiedergli il permesso d'invadere cosí la sua proprietà.(Pirandello - Novelle per un anno)
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L'avete fatta anche voi, l'aria? Debbo pagare anche l'aria che respiro? S'era infatti appartato in quella sua villetta, ritirato dalla professione, che pure fino a pochi anni addietro gli aveva dato lauti guadagni.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Gliela faccio pagare (non vorrei...) gliela faccio pagare per quanto costa a me.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ora, io, i pareri, figliuolo mio, i consulti legali, li faccio pagare venticinque lire.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'era mostrata paga del marito, pur di tant'anni maggiore di lei, e amorosissima del nipotino.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Fuori di qui, demonio! Non voglio piú vedervi! Né voi, né vostro figlio! Via il suo letto! via quanto c'è di lui in questa casa! Ah che serpe, mio Dio! che serpe mi sono allevata in petto! Via, via, via! Per prudenza, il cognato si ritirò.(Pirandello - Novelle per un anno)
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S'era incomodata a venir lei stessa a pagare fino in casa la settimana? Quanta bontà...(Pirandello - Novelle per un anno)
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Sciaramè però, dando gratis la stanza, aveva il vantaggio di non pagare le tre lirette al mese che pagavano gli altri per l'abbonamento ai giornali, per l'illuminazione, ecc.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ricordo d'averla veduta pochi giorni prima del delitto, sulla fine d'ottobre, a braccetto del marito cinquantenne, un pochino piú piccolino di lei, ma col suo bravo pancino anche lui, il signor Porrella, per il viale Nomentano sul tramonto, non ostante il vento che sollevava in calde raffiche fragorose le foglie morte.(Pirandello - Novelle per un anno)
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La quale, come può bene immaginarsi, ne fece in poco tempo tale scempio, che quando alla fine, con l'andar degli anni, cominciò a Roma veramente la penuria degli alloggi, troppo presto temuta prima, troppo tardi rimediata poi per la paura che teneva tutti di far nuove costruzioni a causa di quella solenne scottatura, i nuovi proprietarii, che le avevano acquistate a poco prezzo dalle banche sussidiatrici degli antichi costruttori falliti, facendosi ora il conto di quanto avrebbero dovuto spendere a riattarle e rimetterle in uno stato di decenza per darle in affitto a inquilini disposti a pagare una piú alta pigione, stimarono piú conveniente non farne nulla e contentarsi di lasciar le scale con gli scalini smozzicati, i muri oscenamente imbrattati, le finestre dalle persiane cadenti e i vetri rotti imbandierate di cenci sporchi e rattoppati, stesi sui cordini ad asciugare.(Pirandello - Novelle per un anno)
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si paga il biglietto! Cinque soldi.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Prometto e giuro, - disse, - che gliela farò pagare E che fece? Si portò nel tascapane, insieme con la mezza pagnotta e la cipolla, quattro fave secche e quattro gugliate di spago.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il Noccia ora si sentiva su le spine; voleva subito pagare e andar via.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Dorme come un angelo Cicciuzzo il barone; non si sente nemmeno fiatare; io dormo invece con la bocca aperta e ronfo troppo forte; ecco perché! Convinta com'era di non poter bastare a lui, di non aver niente in sé per attirare, non già l'amore, ma neanche la considerazione di un uomo cosí bello, cosí grande, cosí fino, paga e orgogliosa della benignità di lui, non si dava pensiero dei tradimenti se non per il fatto che potevano nuocergli alla salute.(Pirandello - Novelle per un anno)
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- Eh, lo so, caro dottore, voi dite cosí perché c'è il Municipio che vi paga per stare in ozio, e Piccaglione vi fa comodo.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Oltre la dottrina, questo giovane medico specialista si faceva pagare dai clienti i capelli biondi, che per il troppo studio gli erano caduti precocemente e la vista che, per la stessa ragione, gli si era anche precocemente indebolita.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Lavorava piú e meglio di un giovane; ma ogni sabato sera, la paga gli era data, e per dir la verità lui stesso se la prendeva, come una carità che gli facessero: tanto che, intascandola, diceva sottovoce, quasi con vergogna: - Dio gliene renda merito.(Pirandello - Novelle per un anno)
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CHI LA PAGA Da tre notti zi' Neli Sghembri dormiva al sereno, su la paglia rimasta su l'aja dopo la trebbiatura, a guardia delle bestie, la mula e due asinelli, che strappavano la stoppia lí presso.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Ah, che infamia! che infamia! Si erano messi dunque d'accordo la nonna e Marco; d'accordo avevano commesso un tradimento cosí vile? Ma già! Non doveva pagare? Il sacrifizio della sua persona non bastava; anche col sacrifizio di quell'amore doveva pagare le cure, il mantenimento che le avevano dato.(Pirandello - Novelle per un anno)
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Il chiarore della luna illuminava attraverso le fessure la stanza stretta e bassa agli angoli , ma abbastanza larga per lui che era piccolo e scarno come un adolescente .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E come schiave esse dovevano lavorare , fare il pane , tessere , cucire , cucinare , saper custodire la loro roba: e soprattutto , non dovevano sollevar gli occhi davanti agli uomini , né permettersi di pensare ad uno che non fosse destinato per loro sposo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Giacinto crebbe , e ogni anno per Pasqua e per Natale scriveva alle zie e le zie gli mandavano un regalo: una volta scrisse che studiava , un'altra volta che voleva entrare in Marina , un'altra ancora che aveva trovato un impiego ; poi annunziò la morte di suo padre , poi la morte di sua madre ; infine espresse il desiderio di visitarle e di stabilirsi con loro se al paese trovava da lavorare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Erano quasi eguali , i due portoni , preceduti da tre gradini rotti invasi d'erba ; ma mentre il portone dell'antico cimitero era sormontato appena da un'asse corrosa , quello delle tre dame aveva un arco in muratura e sull'architrave si notava l'avanzo di uno stemma: una testa di guerriero con l'elmo e un braccio armato di spada ; il motto era: quis resistit hujas ? Efix attraversò il vasto cortile quadrato , lastricato al centro , come le strade , da una specie di solco in macigni per lo scolo delle acque piovane , e si tolse la bisaccia dalle spalle guardando se qualcuna delle sue padrone s'affacciava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Donna Ester , dopo aver rimesso qualche oggetto in ordine , uscí di nuovo per andare nella Basilica ; Efix promise di raggiungerla , ma mentre donna Noemi risaliva al piano superiore , egli rientrò in cucina e sottovoce pregò donna Ruth , che si era inginocchiata per terra e gramolava un po' di pasta su una tavola bassa , di dargli il telegramma .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Anche la preghiera aveva una risonanza lenta e monotona che pareva vibrasse lontano , al di là del tempo: la messa era per un trigesimo e un panno nero a frange d'oro copriva la balaustrata dell'altare ; il prete bianco e nero si volgeva lentamente con le mani sollevate , con due raggi di luce che gli danzavano attorno e parevano emanati dalla sua testa di profeta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Siccome il Milese s'era avvicinato alla porta e rideva per qualche cosa che don Predu gli diceva sottovoce , Efix esclamò con dignità: — È vero ! Io sto qui appunto in paese perché devo comprare un cavallo per lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Chi te lo ha detto , questo ? Ah , non dirlo neanche per scherzo . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Dopo tre giorni Efix tornò e per non pagare il nolo del cavallo si caricò sulle spalle la bisaccia e s'avviò a piedi .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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So che è fuori di posto per via del versamento , ma a me preme che i suoi superiori e tutti sappiano la verità .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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La spalla di Giacinto tremava convulsa ; ma egli la sollevò e la scosse come per liberarsi dal tremito , e riprese con voce piú dura: — Sí , ero io , tu avevi capito .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Efix cercò di passare oltre , ma la vecchia cominciò a parlar alto ed egli dovette fermarsi per ascoltarla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Donna Noemi ! Lei dice cose che non pensa , donna Noemi ! Suo nipote non ha denari , per potermi pagare , e quando anche ne avesse non gli basterebbero ! — disse tuttavia , vibrante di rancore , e Noemi tornò a sedersi , posando le mani sulle ginocchia quasi per nascondere il tremito .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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C'è tempo , a pagare , non ho fretta .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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ah , che hai fatto ? Nel cortiletto fu tutto un subbuglio ; le colombe volarono sul tetto , i gatti s'arrampicarono sui muri ; solo la donna taceva per non far accorrere gente , ma si curvò per sfuggire ai colpi e si difese col fuso , balzando , indietreggiando , e quando fu dentro la cucina si volse verso l'angolo dietro la porta , afferrò con tutte e due le mani un palo di ferro e si drizzò , ferma contro la parete , terribile come una Nemesi con la clava .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma non tornò a casa ; andava andava per il paesetto deserto sotto il sole: inciampava nelle pietre vulcaniche sparse qua e là , e gli pareva che il terremoto ricordato dalla tradizione fosse avvenuto quella mattina stessa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E il ragazzo le darà ascolto , perché è buono e dice: non mi dispiace altro , solo che zia Noemi soffra per me . . .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ella li amava perché si sentiva in mezzo a loro , parte di loro , unita all'uomo per il suo amore , unita alla donna per il suo dolore .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Un fugace rossore le colorí la fronte ; come una fiamma che brilla un attimo e si spegne nella lontananza della notte oscura le salí dalla profondità della coscienza la certezza che anche lei avrebbe , pochi momenti prima , fatto qualunque follia per Giacinto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Peggio per lui ! — E tu , Noemi , tu parli cosí ? Si può mandare un cristiano in prigione ? — Che cosa vuoi fare dunque ? — Pagare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io spero che Giacinto riesca a pagare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ed Efix balzò su spaventato , credendo ch'ella stesse per svenire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io devo pagare il debito delle zie .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ma quest'uomo mi disse: ti terrò gratis in casa mia , ti darò alloggio e anche da mangiare quando ne ho , ma tu devi lavorare e pagare il tuo debito .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Essa verrà qui , a giorni ; non mandarla via , non perderla ! — Ma , sant'uomo ! Non hai orecchie per ascoltare ? Io ti dico che non posso tenerla , che non posso sposarla: devo pagare il debito delle zie ! — Tu lo pagherai sposandola .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Uscirono nel cortiletto , sedettero sullo scalino , e Giacinto tirò la porticina dietro di sé , come per impedire al lume e al fuoco di ascoltare ; ed Efix cercava le parole per trar fuori dal suo cuore il penoso segreto .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Io giocavo e misi la firma falsa perché volevo pagare il Capitano e far bella figura davanti a lui , tornando .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Al suo fianco il compagno continuava a chiedere l'elemosina declamando , o si rivolgeva a lui perché i passanti ascoltassero: — Che facciamo noi in questa vita , di peso ai pietosi che ci danno l'elemosina ? — Che facciamo , fratello caro ? — Ebbene , compagno mio , tutto succede per ordine del Signore: noi siamo strumenti ed Egli si serve di noi per provare il cuore degli uomini , come il contadino si serve della zappa per smuovere la terra e vedere se èfeconda .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Non c'erano né canti , né suoni in questa piccola festa che ad Efix pareva riunione di banditi e di pastori radunatisi là per il desiderio di rivedere le loro donne e di ascoltare la santa messa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Camminavano , camminavano , non sapevano dove , non sapevano perché ; i luoghi di spasso ove andavano erano per loro indifferenti , non piú lieti né tristi delle solitudini ove facevano tappa per riposarsi o per mangiare .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Prima di arrivare fecero tappa sopra Orune , ma sebbene stanco Efix non s'addormentò per paura che gli rubassero la bisaccia col gruzzolo raccolto nelle ultime feste .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Passavano donne coi capelli neri sciolti giú per le spalle come veli di lutto ; seguivano uomini a capo scoperto , con un cero in mano , scalzi , polverosi come arrivassero dall'altra estremità del mondo: tutti avevano gli occhi pieni di domande e di speranza .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Io non voglio piú venire con te: piuttosto mi butto per terra e mi lascio morire .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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All'alba , uscendo dalla capanna Efix infatti ne vide centinaia pendere spezzate , con le lunghe foglie sparse per terra come spade rotte .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Ero venuto solo per salutarla .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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— Ma è vero che si fa un canale perché ci passi il mare ? Ma l'acqua non segue , dentro il canale ? — Sí , veniva dentro il canale ; ma ci son le macchine per tenerla indietro .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Gli sembrava di capire finalmente perché Dio lo aveva spinto ad abbandonare la casa delle sue padrone e ad andarsene vagabondo: era per dar tempo a Giacinto di scender nella sua coscienza e a Noemi di guarire dal suo male .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sí , donna Noemi , perché don Predu mi aveva preso al suo servizio solo per questo , io lo capisco: egli voleva bene a lei e voleva che fossi io l'intermediario .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Allora ebbe paura e pensò di tornarsene in paese ; ma per lunga ora della notte non poté muoversi , debole , come dissanguato: un sudore mortale gli bagnava tutta la persona .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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E tutto era silenzio: i fantasmi s'erano ritirati dietro il velo dell'alba e anche l'acqua mormorava piú lieve come per lasciar meglio risonare il passo di Efix giú per il sentiero ; solo le foglie delle canne si movevano sopra ilciglione , dritte rigide come spade che s'arrotavano sul metallo del cielo .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sei contento ? Egli accennò di sí ; poi si coprí la testa col panno e là sotto gli pareva d'essere già morto , ma di gioire lo stesso per la buona fortuna delle sue padrone .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Noemi era agitata ed Efix la sentiva andare e venire per la casa , con passo lieve ma inquieto ; finalmente ella sedette accanto all'uscio a cucire silenziosa , e quando arrivò don Predu scostò la sedia , tirando in là la tela per lasciarlo passare , ma sollevò appena il viso per guardarlo e rispose con un lieve cenno del capo al saluto di lui .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Cercò di calmarsi , ma non poteva ; era come un'anima che piangeva entro di lei contro sua volontà: allora andò e chiuse il portone perché qualcuno non la sorprendesse a disperarsi cosí sul servo morto e la gente non s'accorgesse che l'avevano lasciato morire solo , mentre per la famiglia era un gran giorno di festa .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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In attesa che le ore passassero rimosse il cadavere , secco e leggero come quello d'un bambino , lo lavò , lo rivestí , parlandogli sottovoce , fra una preghiera e l'altra per raccontargli come s'era svolta la cerimonia nuziale , come Noemi piangeva entrando nella sua ricca nuova dimora – piangeva tanto era felice , s'intende – come la casa era piena di regali , come la gente buttava grano e fiori fin dentro il cortile degli sposi , per augurar loro buona fortuna , come tutti insomma erano contenti .( Grazia Deledda - Canne al vento)
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Sempre combattere fino all’estrema vecchiaia! E serbarsi puro fin de’ pensieri! Non aver chi t’assista infermo, scorato ti rinfranchi; pagare a contanti quei servigi che mia madre sarebbe lieta di profondermi, e me ne saprebbe grado, e piange a calde lagrime di non lo potere. (Tommaseo - Fede e bellezza)
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«L'è minga el Cors de Porta Renza», disse il marchese, «ma l'è poeu nanca, disgraziatamente, le chemin du Paradis!» «Quell no! Propi no! Ghe l'assicuri mi!», esclamò il Viscontini riscaldato, per disgrazia, da troppi bicchieri di Ghemme. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Te la raccomando, studiala, consigliala, ha un gran talento e un gran cuore, se io non ho saputo far bene con lei, tu fa meglio, sei un buon cristiano, guarda che lo sia anche lei, proprio di cuore; promettimelo, Franco.» Egli lo promise sorridendo, come se stimasse vani i timori di lei e facesse, per compiacenza, una promessa superflua. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lo aveva tuttavia molto caro per la sua bontà, per il suo candore, per il suo calor d'animo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Gli spiegò strada facendo che s'era applicato sulla testa delle compresse d'acqua sedativa, secundum Raspail, per una minaccia di emicrania. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Comè? Comè? La sciora Barborin? L'è chì? Ah Signor! Andem sü!» E si mosse con un impeto di ossequio, ma Pasotti lo ridusse all'obbedienza, prima trattenendolo addirittura per le braccia e poi protestando di volergli veder prendere due o tre di quei mostri di cavedini; e don Giuseppe, per quanto protestasse alla sua volta: «Oh dess! Se ciapa nient! Hin baloss! Hin caveden! ga veden!», dovette gittar l'amo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ha l'onore di chiamarsi Francesco Giuseppe, per desiderio mio; ma capisce bene, per il dovuto rispetto, questo non può essere il nome solito.» «Soa mader la ghe dis Ratì e so pader el ghe dis Ratù ch'el se figura!», interloquì la zia. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Lavorava d'ago, d'uncinetto, di ferri, di forbici, con una tranquilla rapidità prodigiosa, per suo marito, per la sua bambina, per ornar la sua casa, per i poveri e per sé. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Ella sapeva, per discorsi riferitile dalle solite lingue odiose, che la nonna detestava lo zio Piero perché lo zio Piero aveva dato modo a suo nipote di ribellarsi a lei e di vivere nella ribellione, abbastanza comodamente. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Aveva del resto un inconscio bisogno di amare senza speranza per potersi poi compiangere, per la voluttà di un doppio intenerimento, verso una bella creatura e verso se stesso. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Solamente, per dimostrarlo, occorreva capovolgere ambedue le anime, perché Franco aveva la sua fantasia visibile a fior d'anima e tutta la sua ragione al fondo, mentre Luisa aveva la fantasia al fondo e la ragione, molto visibilmente, a fior d'anima. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«Son venuto», diss'egli, «a Lodi per un affare urgente che non ho finito, per un interesse privato gravissimo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa non rispose, lo guardo a lungo, non pensando a lui, pensando a Franco, pensando che forse la marchesa potrebbe prendere quella lettera per un artificio, per uno spauracchio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Stettero così a fronte in silenzio, per un eterno mezzo minuto. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Quando i sette sapienti, per una ragione o per l'altra, non passavano la sera insieme, Franco andava a casa C., in piazza Milano, a far musica, a conversare d'arte con le signorine, a disputar di politica con la signora, una fiera patriota veneziana di grande ingegno e d'animo antico, che aveva tutte eroicamente 1 affrontate le durezze e le amarezze dell'esilio, incuorando il marito i cui primi passi erano stati assai difficili e amari; perché a lui, già reputatissimo professore dell'Università di Padova, le care, benedette teste oneste e dure della rigida amministrazione piemontese avevano imposto di subire un esame se voleva diventare capitano medico, niente meno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Stamattina ho preso con me la Leu, la sorella della Veronica, ch'è clorotica, per condurla a consultare il medico di Pellio; capisci! Abbiamo impiegato due ore e mezzo da Osteno. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Conosco questo spavento e questo dolore, so che si paga così la compiacenza di camminar poi sul solido e perciò non mi trattiene dal discutere teco una pietà che sarebbe falsa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La passione da tanto tempo concepita, accarezzata e covata, aveva accumulato in lei quella forza che, quando è piena, trasforma di colpo il pensiero in atto, per modo che ne par tolta la responsabilità dell'agente e n'è invece solamente risospinta più indietro, ad un primo interno moto di consenso alla tentazione. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Luisa in parte ci si divertiva per la sua propensione a cogliere il comico anche nelle persone cui voleva bene; in parte dubitava realmente di una ripugnanza fisica che si manifestasse in Ester, data l'occasione, con violenza e mandasse tutto a monte. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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La marchesa poteva forse anticipare, per il cattivo tempo. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Colui che allora l'avesse veduta conoscendo il terribile segreto dell'ora imminente avrebbe pensato che l'angelo della bambina fosse in quel momento supremo accanto a lei e le sussurrasse di pregare per qualche altra cosa che i vigneti e gli uliveti della Valsolda, per qualche altra cosa più a lei vicina, ch'egli non diceva, ch'ella non sapeva e non poteva mettere in parole: avrebbe pensato che negl'inarticolati bisbigli di lei vi fosse un riposto senso tenero e tragico, il docile abbandono di un'anima dolce ai consigli dell'angelo suo, al voler misterioso di Dio. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sul punto di cimentarsi nel fitto delle tenebre ai pericoli di un sentiero difficile, di un incontro con le guardie austriache, per giungere poi a quell'altro pauroso passo dell'entrar in casa, del far la prima domanda, dell'udir la prima risposta, alzò la mente a Dio, raccolse tutti i suoi pensieri in un proposito di fortezza e di calma. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Egli guardò trionfante il suo avversario e lo guardò pure il Paolon compiacendosi, per una solidarietà di Paoli, che avesse ragione il Paolin. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Andemo in Boglia, digo, ciò, per quel maledeto toro!» «Oh Dio, cossa disela, che a sta stagion in Boglia no ghe xe tori! Mi sudo tuto!» «No fa gnente, andemo, digo, a veder el posto, ciò, dove ch'el gera. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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«No no», esclamò fremendo tutto e temendo del proprio sangue focoso, «no no, non mi lasciar niente! Basta che tu faccia pagare i miei interessi a Oria. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Si incamminarono lentamente, sempre senza parlare, per il viale diritto fra il lago e il fianco del Palazzo, a quell'angolo che guarda l'isola dei Pescatori, dove si vedeva già qualche lume. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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Sapeva, per averne chiesto all'albergatore, che dalle nove in poi si poteva visitare il giardino, e alle dieci, preso il suo latte, vi si avviò con Luisa. (Fogazzaro - Piccolo mondo antico)
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* Per rifarsi lì, col molino della Stìa e coi frutti del podere, dovendo pagare anche l’amministrazione, che si mangiava poi tutto a due palmenti (a due palmenti era anche il molino), chi sa quant’anni ancora avrebbero dovuto aspettare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Io intanto, avevo avuto il tempo di riflettere che, comprando quel cane, mi sarei fatto sì, un amico fedele e discreto, il quale per amarmi e tenermi in pregio non mi avrebbe mai domandato chi fossi veramente e donde venissi e se le mie carte fossero in regola; ma avrei dovuto anche mettermi a pagare una tassa: io che non ne pagavo più! Mi parve come una prima compromissione della mia libertà, un lieve intacco ch’io stessi per farle. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Vuol dire che, se il sonatore avrà rotto, non per disgrazia, ma per inavvertenza o per volontà lo strumento, pagherà: chi rompe paga: si paga tutto, si paga. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* D’allora in poi, il marchese d’Auletta non aveva avuto più pace, forzato continuamente a mandar danaro per pagare i debiti di giuoco del genero incorreggibile. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )
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* Per me la realtà non era quella della scuola , della strada , della casa ma piuttosto quella dei libri — là dove mi sentivo viver di più . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per cominciare m'inselvai nella cronologia egiziana e — 23 — impasticciai un compendio della storia di Egitto fino agli alessandrini . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per fortuna incontrai poco tempo dopo un uomo — aveva assai più anni di me — ch'era tutto il contrario di quegli altri ; poeta (cioè scriveva poesie in versi e in prosa) ; musicista (suonava il flauto) ; entusiasta , cordiale , e stravagante come volevo e desideravo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per quanto mi sentissi bene in quella periodica baraonda poetica pure sentivo che non mi bastava , che qualcosa di più andava cercando il mio spirito , ormai assuefatto e portato alle astrattezze e alle costruzioni concettuali . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per molti mesi si riuscì a stare insieme e a discutere senza troppa amarezza . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per me codesto monismo , codesta fede nell' unità profonda e sostanziale di tutte le cose non era soltanto una parola , una frase , una formula . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Andavo apposta a cercare gli altri non per convincerli di qualcosa , come prima , ma per dissuaderli , per renderli ancora una volta simili a me . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per l'uomo di vent'anni ogni anziano è il nemico ; ogni idea è sospetta ; ogni grand' uomo è da rimetter sotto processo e la storia passata sembra una lunga notte rotta da lampi , un'attesa grigia e impaziente , un eterno crepuscolo di quel mattino che sorge ora finalmente con noi . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Oggi r hanno ripulito , grattato e rimesso a nuovo e ne hanno fatto un museo con tanto di catalogo e di custode col berretto filettato d'oro e bisogna pagare una lira per' visitarlo , perchè dentro è tutto bello , tutto adorno e civettone , con i mobili presi dagli antiquari e i seggioloni di quercia e i quadri di buon autore e gli arazzi riscattati dagli ebrei . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per ottenere queste vittorie mi persuasi che occorreva proceder con metodo . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Sei forse un muratore che aspetti il salario tutti i sabati , dopo aver fatto la sua opra ? Le tue case non son case di pietre e di calcina , ma di parole e di sangue — né gloria né quattrini le posson pagare . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Quello dello scrittore buffone , dello scrittore che scrive per divertir la gente , per far passare il tempo agli annoiati ed ai vagabondi , l'infame mestiere dell'uomo che da un gennaio all'altro inventa storie , fabbrica intrecci , cerca avventure , rinfresca ricordi , stende romanzi , improvvisa novelle e mette su commedie per far ridere , lacri mare e commovere chi lo paga e gli batte le mani . (G .Papini - Un uomo finito)
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* E se e' é , e se non sbaglia e non s' inganna , e s' é generoso quant' é fortunato , dica a me quel che conosce e quel che sa , me lo riveli sotto giuramento , e mi faccia pagare , quanto vuole , come vuole , la sua verità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per dove peccai sarò punito . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per me non e' è più nulla . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per questa nobiltà , per questa grandezza , per questo ultimo e disperato eroismo , sfuggo nello stesso tempo alla morte e alla mediocrità . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Per questo ho voluto rifar conoscenza col mio paese e ritrovandolo ho riscoperto meglio anche l'anima mia . (G .Papini - Un uomo finito)
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* Metteva mensilmente alla Cassa di Risparmio una parte della sua paga per i suoi vecchi anni , risparmi che però non le servirono perché essa morì in casa nostra poco dopo il mio matrimonio sempre lavorando .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* E se quell’ammalato reale fosse già l’amante della fanciulla? Io , degli ammalati reali , non sapevo proprio niente e poteva essere benissimo che avessero il costume di farsi pagare dagli altri le loro amanti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Sentivo il bisogno di pagare per sentirmi più libero .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Ma mi pareva che avevo cominciato a pagare un’indulgenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)
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* Così quel denaro , quando Carla m’abbandonò lasciandomelo , servì per pagare tutt’altra cosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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* Spiegai il concetto di valore negativo: una donna aveva tale valore quando un uomo calcolava quale somma sarebbe pronto di pagare per mandarla molto ma molto lontano da lui .(I.Svevo - La coscienza di zeno)*
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bimensile
= che avviene , si ripete , si pubblica , si paga due volte al mese
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cambiale
= titolo di credito che contiene l'ordine o la promessa incondizionata di pagare alla scadenza e alla persona indicatavi una somma determinata
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capitazione
= imposta sulla persona, che era applicata nell'età imperiale romana e nel medioevoimposizione fiscale per cui i contribuenti sono tenuti a pagare tutti una stessa somma.
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cash and carry
= sistema di vendita all'ingrosso in cui il compratore paga la merce in contanti ed effettua il trasporto a proprie spese
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contrabbando
= importazione o esportazione di merce illegale o effettuata clandestinamente senza pagare i diritti doganali
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contribuente part. pres. di contribuire e
= la persona fisica o giuridica in quanto tenuta a pagare imposte e tasse.
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croupier
= chi, nelle case da gioco, conduce il gioco e paga le vincite per conto della direzione.
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enfiteusi
= diritto reale per il quale il concessionario gode di un fondo altrui - in perpetuo o per almeno vent'anni - con l'obbligo di migliorarlo e di pagare un canone al concedente .
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facchinaggio
= lavoro di facchino - o da facchino somma che si paga al facchino .
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fio
= feudo - tributo feudale pena , castigo , punizione - pagare il fio , scontare la pena
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freelance
= o free lance , colui che esercita una professione , spec . nel campo giornalistico - o commerciale , facendosi pagare a prestazione , senza legarsi stabilmente con un contratto .
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frodo
= il sottrarsi con l'inganno al dovere di pagare tasse , imposte , dazi - cacciatore , pescatore di frodo , colui che caccia , pesca senza licenza , in tempi , luoghi - o con mezzi proibiti - merce di frodo , di contrabbando inganno , frode .
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fuoribusta
= o fuori busta , e - retribuzione del lavoro sottratta agli obblighi fiscali e assicurativi e quindi non registrata in busta paga .
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impegnativa
= documento col quale un ente mutualistico si impegna a pagare a un privato convenzionato una prestazione sanitaria che non è in grado di fornire direttamente all'assistito .
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livello
= nel diritto tardoromano e in quello intermedio , cessione in godimento , a lungo termine o in perpetuo , di un terreno , con l'obbligo di pagare un canone annuo e di coltivarlo apportandovi migliorie
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mesata
= lo spazio di tempo di un mese - la paga di un mese di lavoro
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oberato
= con riferimento a roma antica , si dice del debitore che , non potendo pagare , diveniva schiavo del creditore
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paga
= colui che paga abitualmente
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pagante
= participio presente di pagare che , colui che paga
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pagatore
= che , colui che paga
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prezzolare
= verbo trans . pagare , assoldare qualcuno perché compia atti , attività delittuose , illecite , o comunque contrarie alla sua etica professionale
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quartara
= , o quartaro
= , antica misura di capacità per vino e per aridi , di valore variabile a seconda dei luoghi .
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quartarolo o quartaruolo ,
= antica misura di capacità per liquidi , in uso a roma , equivalente a poco più di 14 , 5 litri .
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rata
= ciascuna delle parti in cui viene divisa una somma da pagare dilazionata nel tempo, a scadenze prefissate
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redentorista
= religioso della congregazione del ss. redentore, fondata da sant'alfonso de' liguori per la predicazione nelle classi sociali più povere.
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ricapitalizzare
= verbo trans. incrementare il capitale di una società per adeguarlo all'incremento dell'attività o per ricostituirlo dopo una riduzione determinata dall'esigenza di coprire delle perdite.
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rinterzare
= verbo trans. moltiplicare per tre
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ripagare
= verbo trans. pagare di nuovo
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ripostiglio
= piccolo ambiente per riporvi cose varie.
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scotto
= il prezzo che si deve pagare per il pasto consumato all'osteria o per l'alloggio - fig . pagare lo scotto , espiare , pagare il fio ,
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segnatasse
= francobollo che gli uffici postali applicano sulla corrispondenza non sufficientemente affrancata , per l'importo doppio di quello mancante , che il destinatario deve pagare al momento del ritiro .
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soprappaga
= compenso straordinario aggiunto alla paga - per soprappaga , per di più , per soprammercato .
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soprappagare
= verbo transitivo pagare più del normale , del giusto .
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soprassoldo
= aggiunta , integrazione della paga giornaliera .
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sottopagare
= verbo transitivo pagare meno del dovuto .
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spendere
= verbo transitivo dare , cedere denaro ad altri , in paga ,
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spesare
= verbo transitivo pagare le spese di qualcuno ,
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strapagare
= verbo transitivo pagare abbondantemente , più del dovuto ,
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stratatico
= nell'età dei comuni e delle signorie , pedaggio che si doveva pagare per transitare sulle strade .
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supermercato
= grande emporio caratterizzato da un'organizzazione di vendita senza commessi , in cui il cliente si serve da solo e paga all'uscita l'equivalente della merce acquistata ,
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abegge: Verbo non trovato.
         I motivi possono essere:

          I - Il vocabolo non e' stato ancora inserito nell'archivio.

          II - Non e' stato digitato correttamente:
                    Ricorda: Per i verbi devi cercare l'INFINITO PRESENTE o la
                    PRIMA PERSONA dell'INDICATIVO PRESENTE ( es. amare, amo.).

          III - Per un errore di programmazione.
              In tal caso ci scusiamo e ti preghiamo di comunicarcelo.