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parlabile = che si può parlare , che si riesce a parlare

parlante = participio presente di parlare = che parla

parlare = verbo intr . pronunciare parole

parlato = participio passato di parlare = nei sign . del verbo

parlottare = verbo intr . parlare una lingua alla meglio , in modo approssimativo

prolazione = il parlare , il modo di parlare

prosopopea = figura retorica per cui si introducono a parlare persone assenti o morte , o si personificano cose inanimate o astratte .

psittacismo = tendenza a parlare a sproposito , ripetendo le parole altrui come un pappagallo .

È la stanchezza, sa? che mi fa parlare così... ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Le facevano crescere questa gelosia anche le notizie che qualche buona donna, fingendo di non saper nulla, veniva a recarle della zia Malagna, ch’era così contenta, così felice della grazia che Dio finalmente aveva voluto concederle: ah, si era fatta un fiore; non era stata mai così bella e prosperosa! E lei, intanto, ecco: buttata lì su una poltrona, rivoltata da continue nausee; pallida, disfatta, imbruttita, senza più un momento di bene, senza più voglia neanche di parlare o d’aprir gli occhi. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Pomino mi consigliò di farne parlare a suo padre da zia Scolastica. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Era innamorato del numero 12, quell’omone lì, e non sapeva più parlare d’altro. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

A un certo punto vennero a parlare della Veronica e di due statue della città di Paneade, credute immagini di Cristo e della emorroissa. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Oh, di quanti nonnini veri, di quanti vecchietti inseguiti e studiati un po’ a Torino, un po’ a Milano, un po’ a Venezia, un po’ a Firenze, si compose quel nonnino mio! Toglievo a uno qua la tabacchiera d’osso e il pezzolone a dadi rossi e neri, a un altro là il bastoncino, a un terzo gli occhiali e la barba a collana, a un quarto il modo di camminare e di soffiarsi il naso, a un quinto il modo di parlare e di ridere; e ne venne fuori un vecchietto fino un po’ bizzoso, amante delle arti, un nonnino spregiudicato, che non mi volle far seguire un corso regolare di studii, preferendo d’istruirmi lui, con la viva conversazione e conducendomi con sé, di città in città, per musei e gallerie. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Del resto, anche gli altri mostravan poca voglia di parlare con me: forse a causa del mio aspetto, mi prendevano per uno straniero. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Sentendola parlare piano, con tanta serietà, vestita a quel modo, sorrisi e dissi: – Ah sì? Se ne offese. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Del resto, la dottrina e la fede del signor Paleari, tuttoché mi sembrassero talvolta puerili, erano in fondo confortanti; e, poiché purtroppo mi s’era affacciata l’idea che, un giorno o l’altro, io dovevo pur morire sul serio, non mi dispiaceva di sentirne parlare a quel modo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Mi parve, a un certo punto, di sentir parlare nel terrazzino: tesi l’orecchio per accertarmi se vi fosse Adriana. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

E come mai, allora, in tutti quei giorni, s’era ella dimostrata così condiscendente con me? La mia curiosità diventò più che mai viva; ma, quasi a farmelo apposta, quei due si misero a parlare pianissimo. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

– Mi lasci parlare con mia cognata. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Ma perché vedeva così di malocchio ch’io alloggiassi in quella casa? perché non ero io per lui un inquilino come un altro? Che gli aveva detto di me la Caporale? poteva egli sul serio esser geloso di costei? o era geloso di un’altra? Quel suo fare arrogante e sospettoso; l’aver cacciato via la Caporale per restar solo con Adriana, alla quale aveva preso a parlare con tanta violenza; la ribellione di Adriana; il non aver ella permesso ch’egli chiudesse le imposte; il turbamento ond’era presa ogni qualvolta s’accennava al cognato assente, tutto, tutto ribadiva in me il sospetto odioso ch’egli avesse qualche mira su lei. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Papiano, in fondo, faceva tutto per spingermi ad andar via da quella casa; e di questo, se la voce della ragione avesse potuto parlare in me, in quei giorni, io avrei dovuto ringraziarlo con tutto il cuore. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Non permetterò che Adriana sia tormentata.» Intanto il signor Anselmo s’era messo a parlare con Max, proprio come si parla a qualcuno vero e reale, lì presente. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Sorpreso, perplesso, quegli stette un po’ a squadrarmi, poi si voltò verso i compagni, chiamò: – Grigliotti! Questi, ch’era un tenente anziano, con un pajo di baffoni all’insù, la caramella incastrata per forza in un occhio, lisciato, impomatato, si levò, seguitando a parlare coi compagni (pronunziava l’erre alla francese) e ci s’avvicinò, facendomi un lieve, compassato inchino. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Non potresti parlare con me? – No! – gli gridai. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Invano, per commuovermi, per tirarmi a parlare mi portò una copia del suo giornale di due anni avanti, con la mia necrologia. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

E lo zoologo sì, può parlare dell’uomo e dire, per esempio, che non è un quadrupede ma un bipede, e che non ha la coda, vuoi come la scimmia, vuoi come l’asino, vuoi come il pavone. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Ma volendo parlare così astrattamente come codesti critici fanno, non è forse vero che mai l’uomo tanto appassionatamente ragiona (o sragiona, che è lo stesso), come quando soffre, perché appunto delle sue sofferenze vuol veder la radice, e chi gliele ha date, e se e quanto sia stato giusto il dargliele; mentre, quando gode, si piglia il godimento e non ragiona, come se il godere fosse suo diritto? Dovere delle bestie è il soffrire senza ragionare. ( Pirandello - Il fu Mattia Pascal )

Oh quanto mi detter da fare tutti quei fiumiciattoli germanici che cominciavano per Aa — e quanti mai titoli di libri dovetti registrare per render conto di una dinastia di dotti olandesi , dei von der Aa — e come fu lunga e tediosa la lista delle abbreviazioni latine che comincian con A ! In quei giorni fui preso da tenerezza per la città di Abila , lontana città sul mare ; e vidi per la prima volta opere di legge per parlare con aria d'intenditore dell'abigeato . (G .Papini - Un uomo finito)

S'andava via soli , dopo mangiato , senza parlare . (G .Papini - Un uomo finito)

Sentivo d'aver qualcosa da dire e volevo parlare , sfogarmi . (G .Papini - Un uomo finito)

Possiamo parlare di quei tempi pacatamente , serenamente , come se non si trattasse proprio di noialtri che abbiamo ancora gli stessi nomi e cognomi e tante memorie in comune . (G .Papini - Un uomo finito)

Il parlare animoso , la facilità d' improvvisazione , la pratica della scherma dialettica , l'esperienza delle diverse filosofie , la sfacciataggine della mia erudizione bibliografica mi davano il più delle volte il sopravvento . (G .Papini - Un uomo finito)

Quando i nostri spiriti di libertà a tutti i costi si fecero più bollenti si cominciò a parlare di un altro giornale che sarebbe stato specialmente d'attacco e di spietata offensiva contro miti , teorie , fedi e uomini : U Iconoclasta . (G .Papini - Un uomo finito)

S'era cominciato a parlare di questo giornale in tre o quattro ma dopo qualche giorno altri amici s' erano aggiunti ai primi . (G .Papini - Un uomo finito)

Bisognava parlare ad uno ad uno , quasi in segreto , coi nuovi venuti ; tastarli , saggiarli , riconoscerli ; poi veniva V affiatamento con questo e con quello ; e la camerateria generale del tu faceva dell'ignoto di ieri il compagno prescelto dell'oggi . (G .Papini - Un uomo finito)

Siamo stati i primi , in Italia , a parlare di molti uomini nostri e stranieri , dimenticati od ultimi , che ora tutti citano e allora nessuno conosceva neppur di nome , e ne abbiamo parlato con riverenza , con amore , con entusiasmo . (G .Papini - Un uomo finito)

E alcune volte m'è sembrato di averli presso di me , nella mia stanza , o d' incontrarli per le strade più care , lungo i fiumi scroscianti o i muri scortecciati e ho tentato di parlare e dir loro tutta la mia passione di solitario innamorato . (G .Papini - Un uomo finito)

Se discussione non e' era la facevo nascere apposta per improvvisar dilemmi e dar giù botte senza risparmio ; se la disputa era già avviata la storcevo e deviavo in modo da rimaner io — 131 — solo a rotear sillogismi e improperi contro tutti gli altri ; se un timido soprav\^eniva lo forzavo a parlare per coglierlo in fallo e metterlo in ridicolo ; se m' incontravo con un chiacchieratore ardito provavo un gusto indescrivibile a rintuzzare la sua tracotanza e a ridurlo al silenzio . (G .Papini - Un uomo finito)

Cesare può parlare con Alessandro ; Dante abbraccia Virgilio ; Carlo V interroga Salomone . (G .Papini - Un uomo finito)

Mi s'annebbian gli occhi ; serro i denti ; e il cuore par che voglia fermarsi ma dopo ribatte e ripalpita più forte , quasi voglia coprire il parlare interno dei rimorsi . . . . (G .Papini - Un uomo finito)

Cosa volete da me ? Eppure tutti mi cercano , tutti mi voglion parlare , tutti chiedon di me a me e agli altri . (G .Papini - Un uomo finito)

Tutto volli provare : entrai nelle case dei poveri per raccogUere i loro atti di accusa ; mi soffermai accanto all'uomo che zappava , piallava o batteva per entrar nello spirito del suo lavoro , per indovinare la sua idea della felicità ; seguii gli sconosciuti attraverso le strade affollate per spiare la loro vita ; volli avvicinarmi ai signori eleganti — 233 — e cortesi e tremai di freddo e di rabbia ne' loro salotti riscaldati ; m' intrattenni col cameriere e col facchino ; feci parlare i bambini e le loro mamme ; frequentai le chiese e mi sedetti accanto alle beghine vestite di nero che mormoravano alla Madonna le loro raccomandazioni puerili ; fui coi preti nelle canoniche e coi frati nei conventi ; bazzicai le scuole dei grandi scolari e gli studi dei pittori sconosciuti ; mi chinai sul mastro degli uomini di affari e mi affiatai cogli impiegati ; mi feci raccontare dalle puttane la loro vita ; e respirai l'aria grassa e puzzosa delle trattorie economiche e dei caffè di second'ordine per sentire i discorsi ed osservar le faccie di quelli che volevo redimere . (G .Papini - Un uomo finito)

Ma Dio non vuol parlare colla mia bocca : non scriverò un libro santo . (G .Papini - Un uomo finito)

E sentivo d'esser della stessa casa , d'esser uscito dalla stessa famiglia , di parlare la loro lingua o di poter capire coi miei ricordi anche quel che può sembrare più strano e volgare agli occhi dei forestieri . (G .Papini - Un uomo finito)

In questo mondo mi muovo in perfetta libertà ; dò alle mie creature il viso che voglio , le fo parlare a modo mio , le faccio vivere per scopi che nessuno si propone , le faccio morire ad un tratto di morte volontaria per cause che sembrerebbero ridicole agli uomini di carne ed ossa . (G .Papini - Un uomo finito)

Chi tenta di smuoverlo , di animarlo , di incendiarlo , di rinnovarlo ed accrescerlo ha diritto — non alla riconoscenza di cui mi strafotto ora e sempre , ma alla libertà di parlare e di esistere . (G .Papini - Un uomo finito)

- Di che giorno volete parlare ? - Come , di che giorno ? non si ricorda che s’è fissato per oggi ? - Oggi ? - replicò don Abbondio , come se ne sentisse parlare per la prima volta .(Manzoni-I Promessi Sposi)

L’accoglienza fredda e impicciata di don Abbondio , quel suo parlare stentato insieme e impaziente , que’ due occhi grigi che , mentre parlava , eran sempre andati scappando qua e là , come se avesser avuto paura d’incontrarsi con le parole che gli uscivan di bocca , quel farsi quasi nuovo del matrimonio così espressamente concertato , e sopra tutto quell’accennar sempre qualche gran cosa , non dicendo mai nulla di chiaro ; tutte queste circostanze messe insieme facevan pensare a Renzo che ci fosse sotto un mistero diverso da quello che don Abbondio aveva voluto far credere .(Manzoni-I Promessi Sposi)

In difesa del mio padrone , posso parlare ; perché mi fa male sentire che gli si dia carico di voler far dispiacere a qualcheduno .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Ah ! voi vorreste farmi parlare ; e io non posso parlare , perché .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Pur troppo ! - rispose Lucia ; - ma a questo segno ! - Che cosa sapevate ? - Non mi fate ora parlare , non mi fate piangere .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Agnese , benché ansiosa di sentir parlare la figlia , non poté tenersi di non farle un rimprovero .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Entrato in cucina , domandò alla serva se si poteva parlare al signor dottore .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Imparate a parlare : non si viene a sorprender così un galantuomo .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Oltre la guerra esterna , era poi tribolato continuamente da contrasti interni ; perché , a spuntarla in un impegno (senza parlare di quelli in cui restava al di sotto) , doveva anche lui adoperar raggiri e violenze , che la sua coscienza non poteva poi approvare .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Sentite , figliuoli , - riprese fra Cristoforo : - io anderò oggi a parlare a quell'uomo .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Le dico che a me accade ogni giorno di parlare in Milano con ben altri personaggi ; e so di buon luogo che il papa , interessatissimo , com'è , per la pace , ha fatto proposizioni .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Io posso parlare con qualche cognizion di causa ; perché quel brav'uomo del signor castellano si degna di trattenersi meco , con qualche confidenza .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Mi corregga pure , mi riprenda , se non so parlare come si conviene ; ma si degni ascoltarmi .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Ma ringrazia il saio che ti copre codeste spalle di mascalzone , e ti salva dalle carezze che si fanno a' tuoi pari , per insegnar loro a parlare .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Ma perché dunque , mamma , - disse Lucia , con quel suo contegno sommesso , - perché questa cosa non è venuta in mente al padre Cristoforo ? - In mente ? - rispose Agnese : - pensa se non gli sarà venuta in mente ! Ma non ne avrà voluto parlare .(Manzoni-I Promessi Sposi)

! L'orrore che Lucia sentì di queste più chiare parole , le sospese il pianto , e le diede forza di parlare .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Anderete voi giù al convento , per parlare al padre Cristoforo , come v'ha detto ier sera ? - domandò Agnese a Renzo .(Manzoni-I Promessi Sposi)

È forse accaduta qualche disgrazia ? - Son io , - rispose Tonio , - con mio fratello , che abbiam bisogno di parlare al signor curato .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Perché , - rispose Agnese , - una donna di quelle che non sanno le cose , e voglion parlare .(Manzoni-I Promessi Sposi)

- Siete ben pronta a parlare senz'essere interrogata , - interruppe la signora , con un atto altero e iracondo , che la fece quasi parer brutta .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Il principe (non ci regge il cuore di dargli in questo momento il titolo di padre) non rispose direttamente , ma cominciò a parlare a lungo del fallo di Gertrude : e quelle parole frizzavano sull'animo della poveretta , come lo scorrere d'una mano ruvida sur una ferita .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Era essa contenta della decisione fatta in quel giorno , come d'una sua propria fortuna ; e Gertrude , per ultimo divertimento , dovette succiarsi le congratulazioni , le lodi , i consigli della vecchia , e sentir parlare di certe sue zie e prozie , le quali s'eran trovate ben contente d'esser monache , perché , essendo di quella casa , avevan sempre goduto i primi onori , avevan sempre saputo tenere uno zampino di fuori , e , dal loro parlatorio , avevano ottenuto cose che le più gran dame , nelle loro sale , non c'eran potute arrivare .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Dite quelle poche parole , con un fare sciolto : che non s'avesse a dire che v'hanno imboccata , e che non sapete parlare da voi .(Manzoni-I Promessi Sposi)

Giunsi a parlare con lui come s’egli avesse potuto intendere la psico–analisi ch’io , timidamente , precorsi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

E quando arrivai a parlare di quella che a me era apparsa quale una «respirazione cerebrale» egli si mise gli occhiali per dirmi: «Adagio con le definizioni .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Quell’alzata di spalle significava proprio un disdegno per l’opera propria e m’incoraggiò a parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Ada veniva spinta a parlare dalle sorelle che volevano riudire quelle cose che apparivano meravigliose a fanciulle della nostra città in quell’epoca .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

E , per compiacerle , Ada raccontò di quelle donne presidentesse , giornaliste , segretarie e propagandiste politiche che salivano il pulpito per parlare a centinaia di persone senz’arrossire e senza confondersi quando venivano interrotte o vedevano confutati i loro argomenti .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Io amavo la sua parola semplice , io , che come aprivo la bocca svisavo cose o persone perché altrimenti mi sarebbe sembrato inutile di parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Si continuò a parlare della morte di mio padre e a me parve che rivelando il grande dolore che tuttavia mi pesava , la seria Ada avrebbe potuto sentirlo con me .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Che schifo! Come spiegare poi la mia lunga esitazione di parlare chiaro e dire alla fanciulla: Risolviti! Mi vuoi o non mi vuoi? Io andavo a quella casa arrivandovi dai miei sogni; contavo gli scalini che mi conducevano a quel primo piano dicendomi che se erano dispari ciò avrebbe provato ch’essa m’amava ed erano sempre dispari essendovene quarantatre .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Arrivavo a lei accompagnato da tanta sicurezza e finivo col parlare di tutt’altra cosa .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Dubitavo che non fossi stato io ad informarla che Alberta – quando Augusta aveva rifiutato di parlare – aveva addotta a sua scusa quella visita alla zia .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Ecco la nuova ragione per cui dovevo parlare con Ada , anzi con la sola Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Invece dovetti accorgermi d’esser arrivato a quella specie d’esame dimenticando di rivedere proprio quelle pagine di testo di cui mi sarebbe stato imposto di parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Dovevo parlare chiaramente con la signora e dirle delle mie mire su Ada? Ma poco prima io avevo risolto di parlare con la sola Ada e d’indagarne l’animo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Non volevo mi si interdicesse l’accesso a quella casa , perché prima di abbandonarla volevo parlare con Ada .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

– Ingrassata! Mai più! Io volevo parlare solo della cera migliore della signora .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Bisognava tentare di ottenerla e non occorreva più parlare con lei se Giovanni poteva disporne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Mi preoccupava tuttavia la quistione se in un’occasione simile avrei dovuto parlare in lingua o in dialetto .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Più lentamente perché sapevo che alla Borsa dovevo attendere più tempo per potergli parlare da solo a solo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Non avevo più bisogno di parlare con Giovanni perché sapevo ormai chiaramente come condurmi; con un’evidenza tanto disperante che forse finalmente m’avrebbe data la pace staccandomi dal tempo troppo lento .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Tullio s’era rimesso a parlare della sua malattia ch’era anche la sua principale distrazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Ma dunque avrei dovuto parlarle? Ella aggiunse che andava direttamente a casa sua , perciò compresi che non avevo a disposizione che cinque minuti per parlare ed anche di quel tempo ne perdetti una parte a calcolare se sarebbe bastato per le cose importanti che dovevo dirle .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Le domandai di Giovanni col quale avevo da parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Ma anche Giovanni m’impedì di parlare , manifestando una grande fretta di ritornare al suo lavoro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Poi , purtroppo , sentii io il bisogno di parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Sedette col suo violino e a me parve che con quest’atto essa m’avesse invitato di parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Incominciò a parlare e disse qualcosa che doveva essere come un esordio .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Io non posso parlare per conto suo , ma credo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Non era questo un invito a parlare ancora più chiaro? Forse era perduta per me , o almeno non avrebbe accettato subito di sposarmi , ma intanto bisognava evitare che si compromettesse di più con Guido sul conto del quale dovevo aprirle gli occhi .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Ricordo solo che cominciò col domandarmi ad alta voce come avevo potuto parlare così di lui e di lei! Io feci gli occhi grandi dalla sorpresa perché mi pareva di non aver parlato che di lui solo .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

M’aveva trascinato al caffè per farmi quella confessione oppure s’era seccato di aver dovuto starmi a sentire per tanto tempo a parlare di me e si procurava la rivincita? Io sono quasi sicuro d’esser riuscito a dimostrare la massima sorpresa e la massima compiacenza .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Io , poco prima , avevo parlato del lusso delle signorine Malfenti , ed egli ricominciò a parlare di quello per finire col dire di tutte le altre cattive qualità delle donne .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Così io ebbi presto un dolore al collo che torcevo per parlare con loro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

M’aveva amato dacché aveva sentito il mio nome , presentato da suo padre in questa forma: Zeno Cosini , un ingenuo , che faceva tanto d’occhi quando sentiva parlare di qualunque accorgimento commerciale e s’affrettava a prenderne nota in un libro di comandamenti , che però smarriva .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Non so perché il povero malato avesse la mania di parlare di donne e , quando non c’era mia moglie , non si parlava d’altro .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Ci pensavo tanto poco che non risposi neppure alle sue parole che mi parevano compromettenti e mi rimisi a parlare del Garcia e della necessità di quel libro per lei .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Era un grande sollievo quello di poter parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

A me parve che ambedue a un dato punto cessassero di parlare , guardandomi come se avessero aspettato da me un consiglio ed io , per essere gentile , osservai: – Non dev’essere piccolo quel podere se le basta per viverci! Giovanni urlò subito: – Ma che cosa vai dicendo? – Lo scoppio di voce ricordava i suoi migliori tempi , ma è certo che se egli non avesse urlato tanto , il signor Francesco non avrebbe rilevata la mia osservazione .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

Le dissi: – Quel suo fidanzato l’avrà baciata molto? Come faccio io? Essa rise perché le impedivo di parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)

La pregai di spegnere la lampada , di sedere accanto a me e di non parlare .(I.Svevo - La coscienza di zeno)


Coniugazione del verbo:  forma: attiva ausiliare: avere intransitivo

INDICATIVO      
Presente Imperfetto Passato remoto Futuro semplice
io parlo
tu parli
egli parla
noi parliamo
voi parlate
essi parlano
io parlavo
tu parlavi
egli parlava
noi parlavamo
voi parlavate
essi parlavano
io parlai
tu parlasti
egli parlò
noi parlammo
voi parlaste
essi parlarono
io parlerò
tu parlerai
egli parlerà
noi parleremo
voi parlerete
essi parleranno
Passato prossimo Trapassato prossimo Trapassato remoto Futuro anteriore
io ho parlato
tu hai parlato
egli ha parlato
noi abbiamo parlato
voi avete parlato
essi hanno parlato
io avevo parlato
tu avevi parlato
egli aveva parlato
noi avevamo parlato
voi avevate parlato
essi avevano parlato
io ebbi parlato
tu avesti parlato
egli ebbe parlato
noi avemmo parlato
voi eveste parlato
essi ebbero parlato
io avrò parlato
tu avrai parlato
egli avrà parlato
noi avremo parlato
voi avrete parlato
essi avranno parlato
CONGIUNTIVO      
Presente Imperfetto Passato Trapassato
che io parli
che tu parli
che egli parli
che noi parliamo
che voi parliate
che essi parlino
che io parlassi
che tu parlassi
che egli parlasse
che noi parlassimo
che voi parlaste
che essi parlassero
che io abbia parlato
che tu abbia parlato
che egli abbia parlato
che noi abbiamo parlato
che voi abbiate parlato
che essi abbiano parlato
che io avessi parlato
che tu avessi parlato
che egli avesse parlato
che noi avessimo parlato
che voi aveste parlato
che essi avessero parlato
CONDIZIONALE
Presente Passato
io parlerei
tu parleresti
egli parlerebbe
noi parleremmo
voi parlereste
essi parlerebbero
io avrei parlato
tu avresti parlato
egli avrebbe parlato
noi avremmo parlato
voi avreste parlato
essi avrebbero parlato
IMPERATIVO
Presente
-
parla
parli
parliamo
parlate
parlino
   
       
INFINITO   PARTICIPIO   GERUNDIO  
Presente Passato Presente Passato Presente Passato
parlare avere parlato parlante parlato parlando avendo parlato


INFINITO   PARTICIPIO   GERUNDIO  
Presente Passato Presente Passato Presente Passato
parlare avere parlato parlante parlato parlando avendo parlato
Coniugazione del verbo: parlare forma: attiva ausiliare: avere intransitivo